Issuu on Google+

IL VENTO

DEL BRENTA

TRIMESTRALE DELLA PRO LOCO DI CAMPOLONGO SUL B R E N TA

anno XIX - N째 3 Novembre 2001 Direzione, Amministrazione, Redazione: Casella Postale n.1 - Campolongo sul Brenta (VI) - C.C.P.N. 10971364 - Spedizione in abbonamento postale Taxe percue - Tassa riscossa - Ufficio Postale - PT VICENZA - PAR AVION - ART. 2 COMMA 20/C L. 662/96


REFERENDUM COSTITUZIONALE SUL “FEDERALISMO” Referendum costituzionale di carattere consultivo sulla Legge emanata dal Parlamento in materia di poteri e deleghe agli Enti Locali, del 7.10.2001.

ELETTORI

MASCHI 344

FEMMINE 384

TOTALI 728

VOTANTI

MASCHI 135

FEMMINE 158

TOTALI 293

PERCENTUALE DEI VOTANTI PARI AL 40,24% DEGLI AVENTI DIRITTO

VOTI VALIDI

256 (87,3%)

SCHEDE BIANCHE

DI CUI

29 (9,9%)

SI 200 (78,1%)

NULLE 7 (2,4%)

AZIENDE DI CAMPOLONGO SUL BRENTA REGISTRATE ALLA CCIAA E ADDETTI OCCUPATI (TERZO TRIMESTRE 2001) AZIENDE

ADDETTI

A GR I C OLT UR A

3

0

MA NI FAT TU R E

15

83

C O ST R UZ IO NI

6

7

C O MMER C I O

11

10

A LB ER G HI E R I S TO R AN TI

5

21

ATTI VI TA’ IMMO B I LIA R E

4

3

S E RV I ZI PU B B LI C I

2

5

T R AS P ORT I

1

0

NO 56 (21,9%)

VOTI NULLI 1 (0,4%)

IL VENTO DEL BRENTA anno XIX - n° 3 Novembre 2001 Trimestrale di informazione e di cultura edito dalla Pro Loco di Campolongo sul Brenta Presidente della Pro Loco: Ruggero Rossi Direttore responsabile: Giandomenico Cortese Comitato di redazione: Ruggero Rossi Fiorenzo Vialetto Natalino Ziliotto Redazione: Casella Postale n° 1 Campolongo sul Brenta Autorizzazione: Tribunale di Bassano del Grappa n° 1/83 Stampa: Grafica Effe2 Romano d’Ezzelino (VI) Hanno collaborato: Giovanni Lovato, Daniele Bonato, Luciano Bonato, Marco Gheno, Antonio Lazzarotto, alunni della quinta elementare. Foto di Sergio Bonato. Questo numero è stato inviato a 1.048 famiglie, delle quali 280 residenti a Campolongo, 683 nel resto d’Italia, 85 all’estero.

Nel numero di giugno, nella didascalia della foto pubblicata a pagina 16, è stato omesso il nome del terzo personaggio da sinistra, che dovrebbe essere “Tento”. Di ciò ci scusiamo con i gentili lettori.


La nostra Associazione 20 A NNI DI VI TA A SSOCI ATI VA Il 2 dicembre 1981, alla presenza del notaio dott. Valerio Grispigni Manetti di Bassano del Grappa, è stata ufficialmente costituita l’ “Associazione Pro loco di Campolongo sul Brenta”. Sorta sull’esperienza e sull’entusiasmo del gruppo “Campolongo nostra”, appoggiata dall’Amministrazione comunale, si è cosi concretizzata la necessità di istituire un organismo basato su norme ben precise ed aperto alla partecipazione democratica di tutti i cittadini residenti nel nostro paese. L’Associazione, lo ricordiamo, “ha lo scopo di promuovere ed organizzare a favore dei cittadini attività utili a valorizzare le caratteristiche storiche, artistiche, climatiche, paesaggistiche, artigianali, culturali e sportive tipiche del nostro Comune nello spirito dei principi della legge regionale 35/80. Gli organi dell’Associazione sono i seguenti: l’Assemblea degli associati, il Consiglio di amministrazione, il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario.” L’assemblea è formata da tutti i cittadini che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, residenti nel paese; il Consiglio di amministrazione è composto da 12 membri eletti dall’assemblea; sono inoltre membri di diritto tre consiglieri eletti dal Consiglio Comunale (due di maggioranza e uno di minoranza). Ogni due anni il Consiglio viene rinnovato. È doveroso ricordare i nomi di coloro che formarono il primo Consiglio di amministrazione: Antonio Scremin (Presidente), Luciano Bonato (di Pompeo) (Vice-presidente), Fiorenzo Vialetto (Segretario), i consiglieri Antonio Pizzato, Salvatore Temperato, Gianfranco Cavalli, Gianfranco Orlandini, Valentino Vialetto, Antonio Jolo Vialetto, Egidio Vialetto, Francesco Gilberto Bianchin, Giuseppe Vendrasco e, nominati dal Consiglio Comunale,

Il prossimo gennaio 2002 verrà rinnovato il Consiglio Amministrativo della Pro loco: rivolgiamo fin d’ora a tutti l’invito a partecipare all’assemblea che verrà indetta, per portare il proprio contributo a questo importante momento della vita dell’Associazione.

Valerio Illesi, Gianni Zannoni, e Patrizio Vialetto. Revisori dei conti erano i Signori Gabriele Vendrasco e Antonio Mario Vialetto. Iniziò così il cammino di questa Associazione: dall’entusiasmo prese corpo l’idea del Giornale che, col nome di “Il Vento del Brenta” iniziò a essere pubblicato due anni dopo, il 1° giugno 1983, e di volta in volta si organizzarono incontri, mostre, feste…, sempre con quell’attenzione che caratterizza l’Associazione per statuto. Si sono succedute molte persone e, per tutti, ricordiamo i Presidenti: 1981-1983: Antonio Scremin 1984-1985: Antonio Bonato 1986-1987: Antonio Parolin 1988-1989: Andrea Zannini 1990-1991: Antonio Parolin 1992-2001: Ruggero Rossi A distanza di 20 anni qual è la situazione? Ritengo che il tempo lasciato alle spalle abbia, per primo, portato una buona dose di esperienza e di saggezza: non solo nell’organizzare le attività di cui tradizionalmente si fa carico la Pro loco, ma anche nella valutazione delle scelte e proposte da fare in riferimento alla situazione contingente del paese, attenti alle ricadute che avrebbero potuto avere, prima che sull’Associazione, sul clima di collaborazione e di serenità dell’intera comunità. Non sono mancati i momenti di stanchezza, quando veniva spontaneo dire… ”ma chi me lo fa fare…” ; non sono mancate le incomprensioni, i disguidi, gli equivoci: ma alla fine, quando la cosa più semplice sembrava essere quella di chiudere tutto, è sempre prevalsa la disponibilità a riprovare, a non cedere, a continuare. E le cose sono sempre ritornate a funzionare! Ora si sta per chiudere il decimo biennio: sarebbe positivo vedere nel nuovo consiglio nuovi nomi, che di solito si accompagnano a nuove idee, e rivedere nomi vecchi, segno di continuità. Sarebbe utile, altresì, che la Pro loco venisse coinvolta con fiducia e di consuetudine in quelle attività per cui è stata costituita …”valorizzare le caratteristiche storiche, artistiche, climatiche, paesaggistiche, artigianali, culturali e sportive tipiche del nostro Comune” da cui, talvolta, resta esclusa (non si capisce se per poca fiducia nell’istituzione, o nelle persone che la compongono, o per altro).

3 IL VENTO DEL BRENTA 3

Il Presidente Ruggero Rossi


Il nostro paese CRONACHE ESTIVE prendendo il fresco Un giornale locale ha dedicato un po’ di spazio alla “recensione” di alcuni luoghi del lungo Brenta mete, durante le calde giornate estive, di turisti alla ricerca di un po’ di refrigerio. La visita del cronista ha toccato anche la “spiaggia” di Campolongo. Dalle interviste raccolte emerge che “è un posto tranquillo, dove riposarsi e fare una pennichella in santa pace…”. Alcuni lo definiscono “un bel posto, addirittura romantico”. Altri, invece, di ritorno dalle vacanze, si sono fermati perché ”quando i figli hanno visto le anatre che nuotavano in gruppo vicino alla riva e questa spiaggia con della sabbia per giocare, non c’è stato nulla da fare e abbiamo dovuto fermarci. Qui è carino…”. Un bassanese commenta : ”Nella bella stagione vengo spesso, è un posto che mi piace e, impiegandoci dieci minuti per arrivare, lo scelgo anche per la sua comodità. Qui poi, rispetto alla città, tira tutta un’altra aria, e con questo clima è l’ideale”. Indubbiamente la riva che accompagna il Brenta per un lungo tratto nel comune di Campolongo annovera caratteristiche difficilmente individuabili lungo la stretta valle del Brenta: il rumore della vicina strada statale è quasi inesistente, l’aria è sempre mossa da una fresca brezza, non mancano piante ombrose e tappeti verdi su cui stendersi,… però, riporta il nostro giornalista, ci sono i però. “Indubbiamente questo posto andrebbe maggiormente curato: oltre alla sporcizia e all’erba troppo alta, considerando il vasto spazio a disposizione si potrebbe anche sfruttarlo di più turisticamente, magari con un chiosco…”. Secondo altri “andrebbe mantenuto più pulito. Basterebbe qualche cestino per la spazzatura, che inviterebbe la gente a rispettare l’ambiente anziché costringerla a gettare per terra i rifiuti”.

Per la famiglia con figli “questo luogo non va snaturalizzato con pesanti interventi antropici, altrimenti rischia di perdere il suo fascino”. Sono opinioni che lusingano, da un verso e amareggiano dall’altro. Che sia un posto da valorizzare non c’è dubbio, e l’impegno di qualche decennio che la stessa Pro Loco ha profuso in questo senso ne è la prova. Anche perché per allestire la Festa in Brenta non basta montare i capannoni e tirare quattro fili… c’è anche tutta l’area da preparare per predisporre i parcheggi, la zona destinata ai tavoli, al ballo… il tutto, magari, dopo che le brentana dell’autunno precedente ha scavato canali profondi mezzo metro, ha incrinato piante e ha sparso ghiaia, ciottoli e sporcizia dappertutto… per non parlare della sporcizia dei frequentatori più o meno innamorati del sito. Questo luogo non è mai stato abbandonato a se stesso, e i fatti lo documentano… che poi uno voglia trovare l’erbetta tagliata di fresco o il cestino a portata di sdraio, sono considerazioni che non meritano più di tanta attenzione. Per il chiosco se ci fosse puzza d’affari qualcuno ci avrebbe già pensato, anche perché durante la Festa in Brenta stessa molti dei “bagnanti” arrivano da casa già autosufficienti, dal primo al caffè! Il sindaco di Campolongo, Gilberto Bonato, ha ritenuto di rispondere alle critiche precisando, con una lettera al giornale “non si tratta di una spiaggia pubblica, né tantomeno di uno stabilimento balneare, ma di un’area demaniale in concessione al comune, utilizzata generalmente per manifestazioni. La pulizia e lo sfalcio dell’erba viene periodicamente effettuato da personale volontario delle associazioni del paese, così pure i club sportivi curano l’argine del fiume. Trovo quindi che le critiche mosse siano per lo meno fuori luogo, al pari di quelle che lamentavano la mancata presenza di cestini portarifiuti… l’amministrazione comunale, oltre ai due bagni chimici perfettamente funzionanti, ha installato anche un contenitore per rifiuti molto vistoso. Se poi qualcuno preferisce non vederlo e buttare i rifiuti per terra, è solo un segno di inciviltà”. Il sindaco così conclude ”per valorizzare la zona e tutelarla, l’amministrazione comunale intende delimitare l’intera area e mettere in funzione una sbarra di accesso a pagamento. I proventi, tolte le spese per la pulizia e la manutenzione, saranno reinvestiti nella valorizzazione del sito”.

4 IL VENTO DEL BRENTA 4


Il nostro passato

PAURE E SPERANZE nelle lettere di due sposi Il soldato Bonato Bernardino (Bin Scaraparotto, Cav. della Repubblica, classe 1885, che a Campolongo si impegnò in qualità di Consigliere comunale, fabbriciere, membro del Consiglio pastorale e ricoperse parecchi incarichi nelle ACLI, Coltivatori Diretti, Tabacchicoltori... ), in servizio a Lecce presso il 337 Battaglione- Milizia Territoriale, con funzioni di scritturale, è in stretto contatto con la famiglia, profuga prima a Campi Salentina, località a qualche decina di chilometri da Lecce, e poi a Fermo (Ascoli Piceno). Di seguito riportiamo alcune delle lettere più significative fra quelle intercorse fra i due sposi; ringraziamo il nipote, Gilberto Bonato, per averci concesso il materiale. Alla Signora Bonato Maria Profuga Via Maddalo N.ro 4 Campi Salentina Lecce, li 3-4-918 Carissima Maria, mi devo rivolgere a te perché qui nessuno mi vuole dar ragione, specialmente tuo padre: tutti partono e vogliono anche te con loro. È arrivato il segretario e ha detto che è un bel stare: acqua e anche farina e latte! Dunque credo che tutti andranno in su; e tu, come la pensi? Sei decisa di andare? Me pupà va anche lui di sicuro, dunque io dovrò restare qui solo, ora me la vedo che mi toccherà. Questo mi dispiace, ma spero che vorrete accontentarmi di restare qui anche voi; scrivetemi se venerdì mio papà non viene in giù, se dite di restar qui o di andar via. Io desiderei che venisse in giù e cercare di combinare e farvi restare qui tutti. Ma a te, Maria, se tutti va via di nuovo in Paesi foresti dove non si sa che gente che siano, consiglio di restar qui con me; vedrai che non ti chiamerai pentita se resti qui. Io ora altre speranze non ho che nel Signore, che Lui mi ha sempre esaudito in tutto e spero che anche questa volta mi esaudirà e non mi lascerà solo. Conto che se tutti mi abbandoneranno tu con me. Se tu resti qui credi che potrebbero mandarmi via? E poi, sarà difficile che mi mandino via! Scrivimi subito se mio papà viene, allora mi saprai dire per lui. Baci e saluti a tutti da tuo Bin. Ti raccomando di venir giù venerdì con le scarpe vecchie! Alla signora Bonato Maria (profuga) Via Migliorati n° 4 Fermo (Ascoli Piceno) Lecce, li 17-8-918 Carissima Maria e tutti, ecco che vengo a voi a darvi qualche notizia di Lecce. Vi dirò per primo che sto bene e ho poca fame, che è meglio così, perché se volessi mangiare quello che mangiavo a casa mi servirebbero 5 lire al dì a dir poco. Con il caldo, le zanzare, le pulci, le cimici che mi tormentano tutta la notte… bisogna vedere! (fatti veri, non ci credi? “che in più?” direbbe Cordari se fosse qui).

Pel rancio si sta malissimo: di 14 ranci che ci danno alla settimana, perché il caffè ora non c’è più, ci danno 12 volte riso, solo alla domenica pasta e carne; gli altri giorno sempre riso, due volte al giorno con patate o fave, o riso solo e niente altro, riso solo, né formaggio, né niente! Il pane, poi, è cattivissimo, tutto fatto di semole e duro. … quello che dà il Comune di Lecce è ancora peggio: immaginatevi voi se non sono pasticci proprio davvero. Guai se foste qui, guai davvero! Me pupà, quando ch’el vedesse da spendar 2.40 de un litro de latte, 25 e 50 de un chilo de caffè, 5 lire de un chilo de zucchero…non i mettaria su altro la raminella, no! E zucchero una volta al mese, un quinto a testa, il vino alla fiaschetteria 2.60 quello da 1,5l e l’altro 1.60… il salame viene a 22.50, il lardo a 10.50, sardelle 20 lire, tonno a 22 il chilo; la farina bianca a 3 lire, quella gialla a 1.80 e 2.00 lire. El coramo el sé caro a 47 lire al chilo; la mezza che avete comprato voi a 25. Le scarpe qui costano 75-80 lire al paio da uomo e da donna basse 50…Ho visto Piero Frugna: desso l’è tutto contento che son qua anca mi.

Incio non è ancora venuto ma mi disse el gobbo, quel de Campese, il soldato del saon…che el vien giù anche lui tra setteotto giorni.Dirai a mio zio che sono andato dal delegato e che ho visto anche il suo telegramma che ha mandato, ma che le sue pratiche le sta facendo la sottoprefettura di Gallipoli e che lui i suoi reclami li deve rivolgere sempre lì, perche lui dipende da questa (salutamelo tanto). Per ora altro non vi dico che salutarvi tutti di cuore; saluti a me santol Marco. Baci ai piccoli; ti raccomando, Maria, di tener d’occhio Mario e Paolin e compraghe un libro, che i scrive qualche poco. Sta contenta e scrivimi spesso, e ricordati di me quando preghi. Ciao. Ricevi un caro bacio dal tuo Bin

5 IL VENTO DEL BRENTA 5

(continua)


Momenti di vita

UNA VACANZA IN SARDEGNA Verso la fine di luglio del 2000 Maria Maddalena e Giovanni (che non sono i due noti personaggi dei Vangeli ma i nostri amici di Bad Homburg) ci proposero di andare a fare le vacanze con loro in Sardegna, nella Costa Smeralda, nel mese di settembre. Noi abbiamo accettato l’invito, subito e con entusiasmo. L’undici settembre del 2000 era un bel giorno; alle 13,25, mia moglie de io siamo partiti dall’Aeroporto di Venezia e alle 14,40 eravamo ad Olbia. Là abbiamo noleggiato una piccola automobile e in mezz’oretta siamo arrivati alla “Villa Marta”, sulla collina di Abbiadori, al n. 16 di via dei Cipressi. “Villa Marta” è una costruzione moderna di color rosso-ocra che, circondata dal verde, dà verso mezzogiorno. Da quella casa, guardando verso sud, vedi il Golfo di Marinella, vari promontori, Porto Rotondo e in fondo, un po’ a sinistra, l’isola di Tavolata; guardando in giù, ad est, vedi Cala di Volpe, il golfo del Pevero e più lontano qualche isoletta; e guardando a ovest vedi montagne rocciose e selvagge. La sera di quel giorno l’abbiamo passata ammirando il panorama che avevamo di fronte e scambiando idee e impressioni con i nostri amici. Il giorno dopo abbiamo fatto dei giretti di perlustrazione per renderci conto delle strade che portano ai negozi di genere alimentari, all’edicola e alle varie spiagge. Nel pomeriggio mi sono seduto su uno sdraio ai bordi della piscina; avrei voluto leggere ma non sono riuscito a farlo, distratto dalla vista del mare, dal suo colore e dalle varie insenature. L’indomani mattina (13 settembre) ho accompagnato l’amico Giovanni al Golf Club del Pevero, Lui è sceso sul campo da giuoco; io mi sono seduto sulla terrazza del Club; per un po’ ho letto il giornale; poi fino al ritorno dell’amico, mi sono dilettato a guardare il tappeto erboso del campo da golf che si snoda lungo il promontorio tra Cala di Volpe e il Golfo del Pevero.

Nel pomeriggio di quel giorno Lotti ed io siamo scesi dalla collina e, per una stradina sterrata, siamo andato alla spiaggia “Liscia Ruja”. La’ c’erano poche persone, tutte distese sulla sabbia; in acqua non c’era nessuno; eppure il mare era molto bello, trasparente e di un colore celeste chiaro. Noi eravamo entrati subito in mare e dopo un’oretta siamo usciti rinvigoriti. L’indomani mattina siamo andati tutt’e quattro, a piedi, alla spiaggia “Piccolo Pevero”. L’acqua era di color turchese, era invitante e io, impaziente, anziché altri 30 metri ed entrate in acqua dalla spiaggia, mi sono tuffato da una roccia sott’acqua ho sbattuto un piede contro uno scoglio e sono uscito con il piede sanguinante. Quindi, imparata la lezione che “le bravate sono sempre cretinate”, sono entrato in mare con gli altri, dalla spiaggia, e ci siamo divertiti molto. Nel pomeriggio, verso le 17, Lotti ed io siamo andati a Porto Cervo e dal parcheggio siamo scesi per un vicolo stretto, guardando le vetrine dei negozi. Poi, arrivati alla piazzetta, ci siamo seduti davanti ad un bar e da la’ ci siamo goduti il porticciolo, il movimento degli alberi delle barche che vi stavano ancorate e il passaggio dei turisti (soprattutto giapponesi) che si muovevano lentamente, affascinati dal posto. La mattina del 15 settembre l’abbiamo trascorsa in maniera tranquilla. Nel pomeriggio “gli altri” se ne sono andati e io, rimasto solo, ho preso in mano il libro “San Francesco d’Assisi”, dello storico francese Jaques Le Goff, che gli amici Compostella mi avevano regalato il 27 luglio in occasione di un pranzo al “Giardinetto”. Subito mi sono tornati

6 IL VENTO DEL BRENTA 6

nella mente alcuni ricordi che, sia pur sfuocati, m’hanno riportato agli anni dell’infanzia e della gioventù: ho rivisto i frati francescani che nel tardo autunno venivano a Campolongo, con una carretta a quattro ruote, alla questua, a chiedere legna per l’inverno; ho risentito il prete che ci raccontava del poverello che parlava con gli uccelli; e ho rivisto il professore di italiano al liceo Brocchi, il quale ci spiegava il “Cantico di Frate Sole”. E, con qui ricordi in testa, ho pensato – e anche temuto – che quel libro si limitasse a raccontare i fatti di vita di quel frate; e invece, da quanto restava scritto nel risvolto di copertina, ho capito che quel libro mi avrebbe interessato perché non era una semplice biografia di San Francesco ma una descrizione della sua filosofia e del suo comportamento nel contesto di un periodo (quello tra il XII e il XIII secolo) nel quale i valori spirituali erano entrati in crisi. La sera, dopo cena, ho deciso di

fare quattro passi. Era buio ma la luna – sia pure in fase calante – rischiarava il mare e le montagne di un colore argenteo, e tutt’intorno c’era un silenzio assoluto. Al ritorno mi si è avvicinata una macchina del servizio di vigilanza della Costa Smeralda e così si è fermata a un passo da me. Il conducente mi ha chiesto, in maniera garbata, se tutto andava bene.


Momenti di vita Evidentemente voleva rendersi conto della persona che camminava in quei paraggi a quell’ora, al buio e da solo. Io gli ho risposto che per me andava tutto benissimo e che lui poteva stare tranquillo perché ero un ospite della “Villa Marta”. Lui mi ha chiesto scusa e io gli ho fatto i complimenti perché con la sua presenza attiva dava agli abitanti del posto una sensazione di sicurezza. La mattina del 16 settembre sono andato a prendere il giornale e il pane; e subito dopo la prima colazione siamo ritornato al “Piccolo Pevaro”, L’acqua era proprio Smeralda e noi siamo entrati subito in mare. La’, nella piccola insenatura , c’erano – ancorati – 3 yachts molto belli, ciascuno con due alberi; poi ne sono arrivati altri due, ma usando il motore anziché le vele che pur avevano. In ognuna di quelle imbarcazioni c’erano 5 – 6 persone le quali, anziché buttarsi in mare, ad un certo momento si sono messe a mangiare; mi hanno fatto pena e rabbia nello stesso tempo, pena perché non sapevano o volevano godere di quell’acqua fantastica e rabbia perché mi sembrava che facessero dell’ostentazione gratuita e provocatoria. Ho avuto un moto di stizza ma subito ho sentito di me una voce calma e suadente; era quella di San Francesco che mi diceva; “Fratello mio, dovresti saperlo; ci sono persone che sono ricche, hanno tanti soldi, ma sono povere di spirito; abbi pazienza!” La rabbia mi è passata e con spirito francescano ho ripreso a goderne l’aria, l’acqua e il sole. Nel pomeriggio, dopo pranzo, sono andato a farmi un pisolino. Pensavo di essere stato l’unico ad aver avuto quell’idea; e invece, quando mi sono svegliato e sono uscito dalla camera da letto, ho scoperto che Maria Maddalena e Giovanni stavano dormendo su uno sdraio, vicino alla piscina sotto un olivastro. “Beati quelli che dormono”, ho pensato, “perché dormendo non peccano e quindi di loro sarà il regno dei cieli.” Sono passato vicino a loro in punta di piedi (scalzi) e sono andato a passarmi, un po’ di tempo da San Francesco. Per la sera Giovanni aveva prenotato in un ristorante a San Panteleo, un ristorante che gli era stato raccomandato da un conoscente. Alle 21 siamo partiti in auto; dopo 7 – 8 chilometri in pianura la strada ha incominciato a salire; era buio e ad un certo punto abbiamo visto un car-

tello della segnaletica stradale che indicava una direzione per i “Monti Canaglia”; questo nome, il buio e il pensiero di un possibile rapimento mia hanno destato una certa apprensione. Gli altri, credo, hanno avuto lo stesso pensiero ma hanno incominciato a ridere, forse per scaramanzia. Arrivare al ristorante non ci è stato facile; abbiamo sbagliato strada un paio di volte e finalmente, dopo un’oretta, siamo arrivati al “Lasasima” che non è un ristorante ma una trattoria di agriturismo (o, come, mi ha precisato la padrona, “un posto di degustazione”). Superato l’impatto dell’equivoco, ci siamo resi conto che l’ambiente era fantastico, da film: la scena era quella di un casolare ben riadattato che, situato sopra una collina, aveva – davanti, su un pavimento lastricato – 7 o 8 tavoli sistemati sotto a degli ulivi secolari e illuminati con piccole fiaccole. Una volta seduti, non abbiamo avuto problemi di scelta; il menù era fisso: come antipasto c’erano verdure varie ai ferri; per primo una zuppa densa con formaggio pecorino e, come se non bastasse,tortellini fatti di ricotta e spezie, con un delizioso sapore di finocchio; poi, come secondo, maialino da latte e agnello al forno; e alla fine un creme caramel ottimo (che io non avrei dovuto neanche assaggiare perché pieno di uova ma che ho gustato tanto più in quanto mi è proibito dalle norme dietetiche). La domenica 17 settembre, subito dopo la prima colazione, Giovanni è andato a piedi al suo Club. Io ho ripreso in mano il mio “San Francesco d’Assisi” e ho letto a lungo; poi ho chiuso gli occhi e mentalmente ho seguito quel frate nelle sue peregrinazioni, nei suoi dubbi sulla strada da percorrere con il suo Ordine, nei suoi desideri di indurre chierici e laici ad applicare i valori cristiani in maniera più integrale; e con lui il tempo mi è passato molto rapidamente. La sera, dopo cena, abbiamo giocato alle carte; verso le 22,30 ci siamo sorbiti un

7 IL VENTO DEL BRENTA 7

mirto; poi, prima di andare a letto, siamo usciti sulla terrazza per interrogare le stelle le quali ci hanno risposto che con il vento che tirava, il giorno dopo avremo avuto bel tempo. E infatti l’indomani mattina (18 settembre) il cielo era azzurro; io

ho ripreso subito il mio colloquio con San Francesco il quale mi ha spiegato le idee che aveva per la chiesa e per la società; w con lui mi sono intrattenuto tutta la mattinata. Nel pomeriggio, invece, lo ho lasciato solo perché avevo capito che lui, oltre a stare con la gente, amava anche ritirarsi in solitudine per meditare e per pregare. Verso sera siamo andati a prendere un aperitivo a Porto Cervo e quindi abbiamo cenato alla “Casita”. Il 19 settembre il cielo era coperto. Maria Maddalena e Lotti sono andate ad Olbia per accompagnare Daniela all’aeroporto.Io mi sono fatto una camminata in collina e mi sono fermato a chiacchierare con un giardiniere che stava potando una siepe. Lui si è lagnato del fatto che non pioveva da mesi e ha aggiunto che però, se per l’agricoltura ci voleva la pioggia, per il turismo ci voleva bel tempo. Io gli ho risposto di suggerire a Colui che governa i fenomeni metereologici di adottare un impianto automatico che assicurasse pioggia di notte e sole di giorno; e lui, come risposta, si è grattato la testa e mi ha fatto un “sorrisetto con smorfia”. Chissà cosa avrà pensato!.

Giovanni Lovato (continua)


Momenti di vita

L’ at ti vi tà c on ti nu a a N ov os A la ga do s Stimati lettori de “Il Vento del Brenta” e amici delle Scuole di Novos Alagados, nonostante io sia in Italia per motivi di salute e in attesa del trapianto del rene, sia il lavoro sociale sia quello nelle scuole comunitarie continua normalmente nella nostra favela di Novos Alagados, che piano piano si sta trasformando in un quartiere organizzato. Quest’anno abbiamo avuto, per la seconda volta, la presenza di un industriale di Maser (Treviso) con il cugino che sono stati accompagnati dal rag. Natalino Vialetto. Hanno iniziato un gruppo di lavoro per preparare 20 giovani della comunità nella confezione di scarpe e formare piccole imprese familiari. È un primo passo per cercare di creare fonti di lavoro, così importanti per il progresso della favela e formare operai specializzati che potranno trovare lavoro con più facilità; l’attuale tasso di disoccupazione tra le persone attive del quartiere è del 70 %. Ringraziando dell’appoggio dato dalla Comunità di Campolongo e da altri amici, attraverso il progetto “Aiutiamo una scuola”, penso che non ci sia niente di meglio che sentire quello che pensano i ragazzi di strada aiutati da questo progetto. Non lasciamo spegnere questa speranza. Auguri a tutti per il prossimo Natale. Antonio Lazzarotto Di seguito riportiamo alcune lettere scritte dai “Meninos de Rua de Novos Algados di Salvador-Bahia.

lare con voi della mia vita. Vendevo caramelle nelle vie di Salvador quasi tutti i giorni, non mi piaceva studiare e andare a scuola, così non sapevo né leggere né scrivere. Poi, un giorno, ho avuto l’opportunità di entrare nel Cluberè (dove sono raccolti i ragazzi) e così ho lasciato la strada. Oggi la mia vita è cambiata molto: so leggere e scrivere e frequento il corso di grafica e di rilegatura. Nel quartiere ci sono stati dei cambiamenti: prima abitavo in una palafitta sul mare, mentre oggi la mia casa si trova sulla terraferma. Mi piacerebbe conoscervi, non solo attraverso lettere, ma anche personalmente. Grazie per tutti. Salvador, marzo 2001 f.to Reinaldo Jesus de Oliveira

Il mio nome è Reinaldo, ho 15 anni e mi piacerebbe parIl mio nome è Ariele, ho 13 anni e vi voglio parlare un po’ della mia vita. Prima di entrare nel Cluberè nella mia famiglia nessuno lavorava. Io giravo per le strade di Salvador a vendere per aiutare la mia famiglia, perché spesso non c’era niente da mangiare. E quando mi recavo in strada non avevo tempo per studiare Adesso, invece, so leggere e scrivere e la mia vita è molto cambiata. Mi piacerebbe conoscervi tutti e in futuro vorrei fare l’avvocato. Salvador, marzo 2001 f.to Ariele.

8 IL VENTO DEL BRENTA 8


Momenti di vita Miei cari amici, il mio nome è Fabio e ho 15 anni. Frequento il corso di falegnameria e vorrei raccontarvi un po’ della mia storia. Quando avevo 10 anni mio padre mi ha lasciato per andare ad abitare con Dio. Da allora ho sofferto molto. Prima aiutavo nelle pulizie mia madre, che lavorava come domestica, ma non mi piaceva e mi procurava tanta tristezza. A 12 anni ricevetti una lettera che mi invitava a far parte del progetto Novos Alagados e da allora partecipo a tutte le attività. I professori mi aiutano molto, ma quando avevo 13-14 anni soffrivo una rabbia del mondo”. Poi, a 15 anni, ho cominciato a sorridere, giocare e lavorare con tutti gli altri. Durante questo tempo ho frequentato il corso di rilegatura, mentre adesso sto facendo quello di falegnameria. Grazie a Dio sta andando molto bene e con queste due professionalità spero tanto di poter trovare un lavoro. Ringrazio tutti i professori della Societade 1° de Maio tutti voi che ci aiutate. Salvador, Dicembre 2000 f.to Fabio

Da quando sono entrato nel Cluberè la mia vita è cambiata, ho più tempo e a scuola sto facendo molti progressi. Quando vendevo in strada avevo 11 anni. Salvador, novembre 2000 f.to Failtan Pires Il mio nome è Elisangela, ho 14 anni e frequento la settima classe. Ho 2 fratelli e vivo con i miei genitori. Prima di frequentare il Cluberè vendevo frutta nei quartieri della città… ma era molto difficile perché le persone compravano e non volevano pagare. C’erano giorni che tornavo a casa senza merce e senza soldi. Qui ho frequentato diversi corsi: dattilografia, rilegatura e, attualmente, taglio e cucito. Salvador, dicembre 2000 f.to Elisangela

Io facevo molte cose, andavo a vendere dalle cinque di mattina fino alle nove di sera. Durante la mattinata andavo anche a scuola ma appena ritornavo a casa facevo il bagno, pranzavo e poi subito a vendere. Tornavo a casa stanco e andavo direttamente a dormire, perché non avevo tempo per giocare.

Sostenitori Proseguiamo la pubblicazione dei nominativi di coloro che con il loro indispensabile aiuto economico concorrono, concretamente, alle spese di stampa e spedizione del giornale. Versamenti pervenuti a tutto il 10/11/2001. 221) Mario Fietta – Bassano D.G. 222) Sandro Zampieri – Campolongo S.B. 223) Giuseppe Bonato – Padova 224) Gianantonio Vettorazzo – Paderno D.G. (TV) 225) Floriano Bonato – Campolongo S.B. 226) Giovanna, Erica De Toni – Campolongo S.B. 227) Mario Costa – Campolongo S.B. 228) Maurizio e Orietta Vidale –

Campolongo S.B. 229) Arcangelo Cavallin – Campolongo S.B. 230) Walter Lazzarotto – Bassano D.G. 231) Bertilla Pellizzari – Campolongo S.B. 232) Lina Raffagnato – Solagna (VI) 233) Teresa Colpo Banato – Campolongo S.B. 234) Gianni Bonato – Pove del Grappa (VI) 235) Alfredo Pellizzari – Campolongo S.B. 236) Luciana e Silvio Beltramello – Ginevra (CH) 237) Flora Vialetto Zannini – S.Aime’ (Francia) 238) Caterina Vialetto – Lugano (Svizzera) 239) Italo Vialetto – Campolongo S.B. 240) Romano Vialetto – Campolongo S.B.

9 IL VENTO DEL BRENTA 9

241) Carlo Parolin – Pove del Grappa (VI) 242) Vittorio Lovato – Bassano D.G. 243) Anna Gabrielli Ved.Lovato – Pero (MI) 244) Alfeo Zannini – Verona 245) Valter Silvestrin – Porcia (PN) 246) Lidia e Irma Giusto – Cittadella (PD) 247) Graziella Bonato in Campana – Romano Ezz./VI) 248) Illesi Giuliana – S.Nazario (VI) 249) Graziella ed Egidio Conte – Venezia 250) Savina Negrello – Palombina (AN) 251) Primo Costa – Campolongo S.B. 252) Jean Roland Costa – Pringy (Francia) 253) Liana Malvezzi – Bessica di Loria (TV) 254) Giampietro Zannoni – Bassano D.G.


Anniversari

80 ° DALLA FONDAZIONE DEL GRUPPO ALPINI Il 24 giugno scorso gli Alpini di Campolongo hanno festeggiato gli ottanta anni dalla fondazione del loro gruppo. Era una tappa troppo importante perché passasse sotto silenzio. E grazie alla partecipazione delle associazioni d’arma e combattentistiche della zona, un folto gruppo di penne nere era presente al punto di ammassamento posto in via Monte Ortigara. La sfilata, accompagnata dal complesso bandistico di Campolongo, ha iniziato a dipanarsi lungo la strada provinciale per raggiungere il centro del paese. Il percorso era pavesato a festa con le bandiere italiane, la gente seguiva e faceva ala festosa agli Alpini. È seguita, poi, la celebrazione della santa messa celebrata dal parroco don Paolo e animata dal coro parrocchiale di Campolongo. Successivamente si è avuto l’alzabandiera con la deposizione di una corona d’alloro presso il monumento ai Caduti.

Sulla scalinata della chiesa, quindi, hanno preso la parola il sindaco di Campolongo Gilberto Bonato il quale ha sottolineato, con toni altamente positivi, l’immagine degli Alpini, sempre presenti sia in guerra che in pace al servizio della collettività; ha rivolto, inoltre, un cenno di ringraziamento all’indirizzo delle autorità civili e religiose intervenute ed alla cittadinanza con particolare riferimento agli amici della Borgata Parella di Torino accomunati da un pluriennale reciproco legame di amicizia. Il presidente del gruppo Alpini Emilio Vialetto ha svolto, poi, ha svolto il suo intervento che pubblichiamo integralmente in quanto offre un breve e conciso spaccato di “storia” paesana. Non sono un oratore, perciò sarò breve. Sono solo un alpino, presidente del gruppo di Campolongo, e come tale voglio rivolgere un vivo ringraziamento a tutti coloro che hanno accolto l’invito e hanno voluto essere presenti a questa nostra manifestazione. In particolare voglio ringraziare le autorità civili e militari presenti, don Paolo, il sindaco di Campolongo e la sua amministrazione per la preziosa collaborazione. Un grazie di cuore agli amici del gruppo “Parella” di Torino che ci onorano con la loro numerosa presenza.

Grazie a tutti perché, partecipando, avete contribuito a rendere più solenne e più bello questo ottantesimo anniversario del gruppo alpini di Campolongo. Il gruppo è stato costituito nel 1921 e ha visto succedersi, nella carica di capogruppo, gli alpini Lazzarotto Francesco “Chicchi Carantan”, Vialetto Giomaria “Mario Ciori”, Illesi Ivo, Zannini Bruno e, dall’anno 1975, il sottoscritto. Se poco sappiamo dell’attività del primo periodo, ricordiamo però gli avvenimenti di maggior rilievo di questi ultimi 40 anni di vita del gruppo: 1962: viene costituito il gruppo donatori di sangue; 1974: realizzazione del monunumento all’alpino; 1978: gemellaggio con il gruppo alpini “Parella” di Torino; 1979: ristrutturazione del tempietto alla sacra famiglia in località Gualiva (nella montagna di Campolongo); 1981: fondazione gruppo donatori di organi (AIDO); 1985: inaugurazione del pennone per la bandiera; dal 1995: programmazione e collaborazione con le altre associazioni nella ristrutturazione della chiesetta dedicata alla “Madonna della Salute” a quota 833 sul livello del mare, ristrutturazione ultimata e inaugurata il 28 ottobre 2000. Io ho finito e qui mi fermo rinnovando, ancora a tutti, i miei più vivi ringraziamenti. È seguito, quindi, l’intervento di Antonio Spenga, in rappresentanza del presidente della sezione A.N.A. di Bassano. Infine, il sindaco di Campolongo Gilberto Bonato ha consegnato al rappresentante della Borgata Parella ed al capogruppo Emilio Vialetto ed al parroco don Paolo Pizzolotto un pensiero di riconoscimento. Dopo un rinfresco, il pranzo è stato consumante presso un ristorante il ristorante “Alla Nave”. Nei giorni precedenti erano state organizzate, per dare un taglio anche culturale all’avvenimento, due serate: una con la proiezione di testimonianze visive sulla Grande Guerra a cura del colonnello Gianni Bellò e l’altra con un concerto del coro Edelweiss Ana Monte Grappa di Bassano del Grappa, presso la nostra chiesa parrocchiale.

10 IL VENTO DEL BRENTA 10


Testimonianze

Quando la solidarietà vince

Giorno” di Milano nella rubrica “L’angolo dell’elogio”. Pubblichiamo il pezzo non mancando di complimentarci, con il nostro concittadino, seppur dopo parecchio tempo, per il comportamento coraggioso avuto. I Gian Battista Perasso di via Carbonera

In questo periodo, in particolare nell’Italia settentrionale, nel Veneto ed anche a Campolongo, si susseguono una miriade di atti di grande e piccola criminalità. Tali episodi provocano un comprensibile malcontento tra la gente, un senso di insicurezza e di sfiducia specie verso chi gli extracomunitari che, sempre più numerosi, accorrono nel nostro Stato. Sembrano molto lontani i tempi nei quali si poteva, tranquillamente, lasciare la porta di casa aperta senza timore di brutte sorprese… Talvolta, però, si può evitare, anche con la collaborazione dei cittadini, che fatti criminosi riescano a essere portati a termine. Il riferimento va a quanto accaduto in una via di Milano, qualche anno fa. Fra i cittadini che hanno contribuito a sventare un sequestro di persona c’è anche un nostro compaesano, il quale desidera rimanere anonimo. L’episodio ha avuto gli onori della cronaca sul giornale “Il

Dedichiamo l’elogio di questa settimana a qui bravi inquilini degli stabili 8 e 10 di via Carbonera, angolo con via Piranesi, che lanciando suppellettili dalle finestre, e rivelando anche eccellente mira, hanno sventato – ricorderete – un sequestro di persona ai danni dell’impresario Enrico Carini di 65 anni, abitante in via Piranesi 22. Il loro efficace gesto è di poche sere fa, il 4 aprile, e ricorda quello altrettanto spontaneo di un ragazzo, G. B. Perasso, detto “Balilla”, che il 5 dicembre 1746, a Portoria, diede l’esempio. In Via Carbonera gli “austriaci” erano dei rapitori. Non c’era di mezzo un mortaio, ma delle pistole con le quali i fuorilegge sparavano alla bella. Avevano già aggredito il Carini, lo avevano che colpito, per portarlo via, ma sono stati messi in fuga da una pioggia di piatti e bicchieri vari, vasi e zuppiere, anche un robusto mazzo di cipolle è volato, persino due tavolini massicci, pare anche qualche provvido vaso da notte. E un buon corpo contundente, raggiungendo in testa uno dei gangster, ha convinto questo e i soci a desistere a scappare. Quella di via Carbonera, col solo precedente del Perasso, è stata una iniziativa originale e riuscita, nuova se intesa in chiave antirapimenti, e anche coraggiosa, perché pare che gli autori del mancato sequestro abbiano sparato parecchio, pure in aria, mentre dall’alto le suppellettili piovevano ininterrotte e implacabili, con buona sorte del Carini. È stata una “battaglia” di breve durata, ma combattuta, con tutto il cuore, con il cuore e i vasi in mano, quelli di via Carbonera, che per la sua coralità e la sua tempestività ha superato addirittura lo storico lancio del Giovanni Battista e la nota insurrezione. Anche qui, in zona Vittoria, qualcuno è insorto contro la delinquenza. E con una dimostrazione in più, essendo stato provato che le suppellettili, se ben impiegate, possono servire a tante cose, anche a salvare un uomo. Gli inquilini di via Carbonera, neppure conoscevano quell’imprenditore edile, sono intervenuti così, sollecitati soltanto dalla molla che fa scattare i generosi. Mai piatti e bicchieri, sgabelli e tavoli furono, forse, così ben impiegati. Tutto si è svolto con rapidità e puntuale efficacia, con un monito infine, ai rapitori, atto a dissuaderli dal tentare sequestri sotto le finestre. Specie di sera, in via Carbonera.

11 IL VENTO DEL BRENTA 11


Anniversari

25 ANNI DI IMPEGNO e di presenza nel nostro territorio Buon compleanno!! Quest’anno l’Associazione Antincendio Boschivo di Campolongo compie 25 anni. In occasione di un così importante traguardo desidero rivisitare assieme a voi alcuni momenti significativi della nostra storia. Una storia che abbiamo vissuto assieme, con il desiderio di salvaguardare e migliorare il territorio che amiamo. È così che il 29 settembre 1976 viene approvato da un gruppo di amici lo Statuto che sanciva la costituzione della “Squadra Antincendio Boschivo di Campolongo sul Brenta”; l’ordinamento prevedeva l’elezione di un presidente (in questo caso Gianfranco Giusto), di due vice (Domenico “Nico” Bonato e Francesco “Gilberto Bonato) e di un segretario (Alfio Mocellin). Alcuni articoli erano riservati alla descrizione degli scopi della squadra che si proponeva, allora come oggi, di prevenire e spegnere eventuali incendi di zone boscate, di intervenire in caso di calamità naturali e di prestare assistenza in caso di emergenza. Nei primi anni di vita la nostra squadra è intervenuta nello spegnimento di qualche incendio ma il lavoro principale era finalizzato alla pulizia di sentieri e mulattiere. Con il passare del tempo sono cambiate tante persone come anche la normativa per la quale non eravamo sufficientemente attrezzati e preparati per intervenire in caso di incendio.

Fu così che, oltre le nostre tradizionali uscite, con le altre squadre della Vallata si sono concordate attività comuni grazie alle quali sono stati realizzati importanti interventi. Fra questi meritano di essere ricordati il ripristino della grande mulattiera militare che da Cismon del Grappa sale fino alla montagna di S. Vito, la realizzazione di un impegnativo percorso, anche per mountan-bike, a Solagna, poi altri lavori a Romano d’ Ezzelino, a Bassano (colline di S. Michele), S. Nazario… Quello che più ci fa onore e ci inorgoglisce è il fatto che in qualsiasi posto dove la nostra squadra è stata chiamata a collaborare si è sempre presentata numerosa ed il lavoro realizzato è stato ammirato ed apprezzato.

Per quanto riguarda il programma per il prossimo futuro, dopo aver contribuito in maniera assidua alla ristrutturazione della chiesetta dedicata alla Madonna della salute, restano ancora alcuni importanti lavori da portare a termine, quali l’attigua sagrestia che necessita di un nuovo intonaco, il sentiero (trodol dei Grisoni) che dalla Madonnetta sale fino al Palazzon e che necessita, oltre che di una buona pulizia, anche della sistemazione di alcuni tratti ora alquanto pericolosi; utile sarebbe anche la collocazione di alcune tabelle per dare le giuste indicazioni alle tante persone che desiderano fare una passeggiata fino al piccolo gioiello dedicato a Maria. È in via di realizzazione un sentiero naturalistico-didattico dedicato alla memoria di Antonia Dal Sasso, maestra presso la scuola elementare di Campolongo dal 1963 al 1977: l’itinerario parte dalla piazza per salire fino al Capitel de Guaiva, proseguire, passando per prati e castagni, fino alla fontana e discendere dalla parte della grotta. Il nostro lavoro, in collaborazione con il gruppo C.A.I. di Bassano, consiste nella pulizia, tabellazione, ripristino delle margere, coltivazione di una banca col tradizionale tabacco… Alla fine di questa veloce carrellata dei 25 anni di vita della squadra antincendio è doveroso ringraziare l’Amministrazione Comunale che sostiene l’attività con i necessari contributi finanziari, Gianfranco, da sempre presidente dell’Associazione e soprattutto ciascuno dei volontari che con impegno e costanza ha collaborato (e continua a farlo) per il bene di tutta la Comunità. La montagna è un bene prezioso: non distruggiamolo, anche nel rispetto di quelli che verranno dopo di noi.

12 IL VENTO DEL BRENTA 12

Per la Squadra Antincendio Luciano Bonato (de Pompeo)


Racconti OLIERO, RICORDI Oliero, mio paesino natale, frazione del comune di Valstagna, diviso in Oliero di Sopra (q. 159) e Oliero di Sotto (q. 147), con in mezzo le famose Grotte-Sorgenti (q. 145), quattro ampie cavità (Covol degli Ezzelini, Grotta delle due sorelle, Grotta Parolini col grazioso laghetto interno e Grotta Cecilia di Baone o Covol celeste) scoperte e valorizzate nel 1822, era sede di scuola elementare fino alla terza classe, intitolata alla medaglia d’oro ten. Marco Sasso. Di fronte al fabbricato scolastico, in una bella piazzetta, troneggia il bianco monumento ai caduti in guerra, spaziando con l’occhio intorno si possono vedere il Col Moschin, il Sasso Rosso, le Melette, il Col d’Astiago ed il Campolongo, famosi per i campi trincerati del 191518. Sono ben allineati i campanili di Oliero, Carpanè e Valstagna lungo la Brenta, si ode distintamente il suono delle poderose campane di S. Nazario. Il ricordo mi porta a quattro maestre che divennero famose ed amate in paese per la loro serietà e professionalità. Dopo Fuga Anna, che era stata una istituzione, dal 1936 arrivarono due sorelle Rizzi, figlie di un finanziere e di una Bonato di Campolongo. Entrambe nubili, la prima fu Olga, rossa di capelli, e poi venne Maria, bruna. Io completai le tre elementari con Olga, non ero ancora Balilla (lo divenni nel 1942 con la tessera n° 1304761) né consapevole ma fui consapevole quando entrai nell’Azione cattolica. Di Maria ricordo che insegnava a mio fratello e che, quando nel 1946 frequentavo a Bassano la seconda Media con Stevanin, Bonato e Secco di Campolongo, Bianco di Contarini, Stefani di Oliero, scrisse per quest’ultimo, che si recava da lei per qualche lezione, un tema su Ulisse e le sirene. Stefani passò quel tema anche a mia cugina Nerina, la quale lo girò a me senza dirmi che già lo aveva Stefani, così che presentammo al prof. Magnaguagno lo stesso bellissimo compito che iniziava così: ”Dolci Sirene ammalia-

trici, il vostro canto sereno e armonioso non valse a trarre in inganno il prode ed astuto Ulisse…”. Riposano ora nel camposanto di Campolongo ed al funerale della Maria fummo presenti per Oliero soltanto io, mia moglie e le cugine Nerina e Irma. Ultima insegnante fu Campana Valentina, “olierota verace”, figlia del primo marito di Costa Maria, sorella dei miei zii Simone ed Andrea, la quale da vedova sposò un Sasso col quale ebbe due figli, Gaetano ed il mio carissimo amico e coscritto Nino, emigrato in Canada. Oliero è famoso per la chiesa Medioevale, ricostruita nel 1786, con dei pregiatisimi dipinti di Francesco Bassano ed altre grandi opere. Il primo documento che parla di questo paese è del 1221, quando Ezzelino III° il Monaco donò la chiesa di S. Spirito ed annesso convento al monastero dei benedetini di Campese. In quell’anno Oliero sarebbe stato chiamato Patrum Letri (Prato della Tomba) o Lerium (da larix, larice). Ma il nome di Oliero o Subiatoio Inferiore deriva da Oleis Rivus, dalle erbe crittogame che danno il colore verdognolo. Piccolo paese, ma talmente grazioso col suo bel Brenta ed i suoi monti, che fu oggetto di canti poetici da parte di illustri persone (don Negrelli, Allegri, Dottori, Tassoni, Guadagnoli, Tessari, Bosio, Capobianca, Card. Monico, George Sand); per tutti riporto, e concludo il mio scritto, i versi di Arnaldo Fusinato (1858)

“NEL CARO SILENZIO DEL COLLE FIORITO, NEI MUTI RECESSI DELL’ANTRO FIORITO, NEL LIEVE SUSSURRO DEL LIMPIDO OLIER, OH, COME ALLA SPEME DI GIORNI PIÙ PURI, RAPITO SI LEVA L’ARDENTE PERNSIER!” Marco gen. Gheno Nella foto a sinista ritratto di Olga Rizzi, di M. Gheno. Sotto: veduta di Oliero.

13 IL VENTO DEL BRENTA 13


Notizie dal Comune BILANCIO DI PREVISIONE 2001 E RELAZIONE PREVISIONALE PROGRAMMATICA PER IL TRIENNIO 2001/2003 Ad un bilancio di previsione che si prevede in pareggio, fra entrate ed uscite, pari a L.3.114.672.726 per l’anno in corso del nostro Comune, sostanzialmente si prevede un analogo trend di spesa, per i prossimi due anni: 3.245 milioni per l’anno 2002 e 3.282 milioni per l’anno 2003. Andando nello specifico, si può verificare che almeno per l’anno in corso non ci sono stati aumenti di imposte, di tasse e tributi, mentre l’ICI, che è una fra le maggiori entrate del Comune, dopo i controlli effettuati, risulta ora molto più rispondente alla reale situazione patrimoniale del paese, con sicuri benefici per lo stesso Comune in termini di entrate. Fra le curiosità sicuramente annoveriamo la cifra pro capite erogata dallo Stato, che ammonta a L 497.000, entrata che sono poco superiori alla cifra prevista per le spese per il personale che ammontano a 422 milioni, mentre la Regione Veneto trasferisce la cifra di L 22.900, sempre pro capite; e ancora considerando tutti i mutui in corso per i lavori eseguiti o finanziati, ogni abitante di Campolongo ha attualmente L 2.442.000 di indebitamento (naturalmente ognuno non dovrà pagare di tasca propria, ma saranno pagati dall’Amministrazione nei prossimi anni). Nella relazione previsionale programmatica è stato posto particolare risalto all’iter burocratico del “progetto cave”, progetto, che potrà aprire nuove prospettive economiche all’Ente e di conseguenza alla realizzazione di alcune opere e servizi attualmente in progettazione e per altre ora solo ipotizzate. SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AGLI ANZIANI La Giunta Comunale, con apposita delibera, ha deciso di affidare per gli anni 2001-2002 il servizio di assistenza domiciliare agli anziani del nostro paese, alla ditta Fai Berica. La ditta di Vicenza che opera in tale ambito da diversi anni, con unanime consenso, metterà a disposizione il proprio personale, per l’assistenza, nella misura di 24 ore settimanali; l’impegno di spesa previsto per questo importante servizio è stato fissato in L.30.000.000 annui.

UN NUOVO BRUCIATORE Visto l’ormai anomalo funzionamento del vecchio bruciatore delle scuole elementari, che non garantiva con sicurezza il riscaldamento delle aule scolastiche, la Giunta Comunale ha provveduto all’acquisto di un nuovo bruciatore, l’esborso è stato di L.1.896.000. COSTO D’UTILIZZO DEI BENI COMUNALI Viste le richieste di utilizzare locali e servizi comunali, con una delibera, la Giunta Comunale ha fissato i criteri monetari per usufruire di locali o servizi comunali. In particolare è stato fissato in L.15.000, il costo orario di utilizzo del locale sottostante gli spogliatoi annessi al campo sportivo; in tale delibera sono stati fissati anche gli importi di rimborso, per le famiglie che utilizzano il servizio di scuolabus dei bambini della scuola materna ed elementare che sono rispettivamente di L.100.000 annui per un figlio e di L.150.000, sempre annui, per due o più figli. REALIZZAZIONE DI UN SENTIERO DIDATTICO IN LOCALITA’ GUALIVA Impegnando la somma di L.50.000.000, la giunta Comunale ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione del sentiero didattico “Antonia dal Sasso” in località Gualiva. Il progetto sarà finanziato per un 80% dalla Regione Veneto e per il restante 20% dall’Amministrazione di Campolongo. SISTEMAZIONE E RECUPERO DELLA STRADA DEI “CORREGGI” La Giunta Comunale, con un impegno di spesa di L.250.000.000, ha approvato il progetto, in via definitiva, per la sistemazione e il recupero della strada silvo-pastorale denominata dei “Correggi”. L’opera sarà finanziata in misura di un 80% dalla Regione Veneto, nell’ambito dei contributi previsti dai piani di sviluppo rurale, mentre il restante 20% sarà a carico del Comune di Campolongo. TARIFFE PER SERVIZI CIMITERIALI Sono state determinate le tariffe relative al servizio di inumazione, in campo comune, dei defunti, il costo è stato stabilito in L.300.000, mentre in caso di cremazione, il costo finora a carico delle Amministrazioni Comunali sprovviste di apposito impianto, sarà d’ora in poi a carico dei famigliari. I servizi sia di inumazione in campo comune, sia di cremazione delle salme, saranno a carico dell’Amministrazione nel caso di salma di persona indigente o per la quale vi sia disinteresse da parte dei famigliari.

14 IL VENTO DEL BRENTA 14


Notizie dal Comune ASFALTATURA STRADA VALDRITTA GUALIVA Con un Impegno di spesa di L.65.000.000, la Giunta Comunale ha deliberato di procedere alla completa asfaltatura del tratto di strada silvo-pastorale denominato Valdritta Gualiva, l’opera sarà finanziata in parte dalla Comunità Montana del Brenta con un contributo pari a L.39.000.000, restando a carico del Comune di Campolongo la rimanente somma. ACQUISTO DI UN’AUTOVETTURA L’amministrazione si è dotata di un’autovettura, la scelta è andata su un modello Fiat 1.2/ELX cinque porte 16V bianco, dotata di tutti gli accessori per un importo complessivo pari a L.21.470.000. L’autovettura sarà usata oltre che per rappresentanza, anche per servizio dai dipendenti e dagli amministratori, per spostamenti inerenti l’attività amministrativa. CONTRIBUTI ALLE ASSOCIAZIONI Per l’anno 2001, l’Amministrazione Comunale ha provveduto ed erogare alcuni contributi alle maggiori Associazioni operanti nel paese,

in base alle domande e ai programmi presentati. Sostanzialmente, l’esborso è stato analogo agli anni scorsi: un milione è stato dato all’Associazione Calcio, al Complesso Bandistico e alla Pro- Loco, mentre alla Scuola Materna è stato erogato un contributo di undici milioni, un milione e mezzo è stato dato alla Squadra Volontari Antincendio Boschivi, mentre alla Schola Cantorum va un contributo di cinquecentomilalire e infine duecentocinquantamilalire è stato assegnato all’Ass. Naz. Combattenti e Reduci. IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE PUBBLICA La Giunta Comunale, con un’apposita delibera, ha approvato il progetto definitivo ed esecutivo di ristrutturazione ed adeguamento normativo dell’impianto di pubblica illuminazione, per le zone di “Borgo Vialetti e Orlandi” e “Borgo Contarini”. Dopo il rifacimento di buona parte dell’impianto di illuminazione del centro storico, si è approvato il piano approntato dai tecnici incaricati, per il rifacimento gran parte dell’impianto di illuminazione delle località Orlandi, Vialetti e Contarini; la spesa prevista per l’intervento ammonta a L 235.000.000.

CAMPOLONGO SI UNISCE CON POVE E SOLAGNA In tre, consociati, per gestire meglio le risorse e i servizi di anagrafe, di manutenzione e cimiteriali. Fin dall’inizio di settembre “L’Unione dei Comuni di Campolongo - Pove – Solagna” è entrata nella fase operativa-esecutiva. Il nuovo Ente sovracomunale, che raggruppa circa 5.400 abitanti, sarà lo strumento per la gestione comune dei servizi, fra i Comuni che lo compongono, finalizzata al risparmio e ad ottimizzare i servizi, senza per questo che gli stessi Comuni siano obbligati ad una successiva fusione fra di loro, in tal senso la legge 142, che ha riformato gli Enti locali, agevola e incentiva anche economicamente questo tipo di cooperazione. Presidente dell’Unione è stato nominato il Sindaco di Solagna Gian Andrea Bellò, mentre vice presidente è il Sindaco di Campolongo Gilberto Bonato, il Sindaco di Pove Natale Cusinato, attuale componente di diritto nel comitato di gestione, sarà il presidente per il prossimo anno; carica che passerà per l’anno successivo al Sindaco di Campolongo. L’intento dell’Unione è quello, per il momento, di gestire in modo coordinato e comune i servizi di anagrafe, i servizi di manutenzione nel territorio di competenza (in particolare le manutenzioni stradali della pubblica illuminazione e del verde pubblico) e infine tutti i servizi cimiteriali. Nell’intento del “Sodalizio” c’è già in cantiere l’ampliamento delle competenze, a partire dal secondo anno, per la conduzione di alcuni servizi scolastici, oltre l’ipotesi di costituire un unico ufficio per la progettazione e l’esecuzione delle opere pubbliche. La sede legale dell’Unione dei Comuni di Campolongo – Pove – Solagna, è stata fissata presso il municipio di Solagna, mentre il piano finanziario dell’Ente consta per le entrate in: 420 milioni di trasferimento dallo Stato, 378 milioni il contributo della Regione Veneto, la quota a carico dei Comuni consociati 252 milioni pari

ad un 40%, per un totale di entrate pari a un miliardo e cinquanta milioni. Per le uscite, il piano prevede: 420 milioni per le spese correnti, cioè per il personale, per le spese generali di funzionamento compresi i revisori dei conti, premi assicurativi e spese generali; 630 milioni, per le spese in conto capitale, cioè per l’informatizzazione e l’acquisto di mezzi e macchinari, il tutto per un totale di un miliardo e cinquanta milioni. L’Unione, che segue di poco la costituzione dell’Unione fra i Comuni di San Nazario e Valstagna, è un primo ma decisivo passo nell’avvicinamento significativo degli Enti comunali della Valbrenta e non è comunque una nuova esperienza nella condivisione di alcuni servizi; già la Comunità Montana del Brenta gestisce da tempo alcuni servizi per conto dei Comuni che vi aderiscono. L’esperienza, se sarà positiva e proficua, darà sicuramente la giusta carica perché si riesca a superare finalmente l’ombra del proprio campanile.

15 IL VENTO DEL BRENTA 15


Rovistando nei cassetti

In questa foto, gentilmente prestataci dalla signora Leila Cavalli , l’obiettivo del fotografo si è soffermato sulla casa canonica prima del restauro che, negli anni sessanta, ha privato la stessa della “colombara” che ben si vede ergere sul tetto.

Nella foto, scattata in località Zannini nel 1966, compaiono, da sinistra, Nicola Zannini (Nicoea pasticer), Bruna Ceccon (moglie di Pietro Pellizzari) con in braccio la nipote Bruna Pellizzari (figlia di Mario Pellizzari), Virginia e Giuseppe Negrello (Bepi Mauro). Ringraziamo Bortolo Zannini (Mestre) per averci gentilmente prestato la foto.

16 IL VENTO DEL BRENTA 16


Notizie flash F iocc hi a zzur ri Il 7 luglio scorso è nato Matteo Mangia, di Angelo e Barbara Lovisetto. Al primogenito e alla sua famiglia le nostre felicitazioni e gli auguri di tanta serenità. Il 25 agosto scorso è nato Riccardo Batacchi, figlio di Radames e Tania Bellò. Alla giovane coppia ed ai nonni giungano le nostre congratulazioni e i nostri auguri più cordiali per un futuro sereno. Fabio Ferracin, figlio di Remo e Pierangela Bonato, è venuto alla luce il 27 settembre scorso. Alla giovane famiglia ed ai nonni vadano le nostre più vive congratulazioni unite ad un augurio, per il neonato, di un futuro radioso. Il 26 ottobre è nato Gusella Giovanni, di Ludovico e Bonato Sabrina, figlia del sindaco di Campolongo, Gilberto Bonato. Alla giovane famiglia e ai nonni le nostre congratulazioni e gli auguri di tanta serenità.

Ca lcio : il Cam polo ngo pu nta in a lto La passata stagione la squadra del Campolongo, che milita in terza categoria, aveva chiuso il Campionato in quinta posizione. Nel corso della presentazione della squadra, Ruggero Zannoni, presidente in carica, ha manifestato l’intenzione di puntare, in questa stagione, all’alto della classifica; a guidare la squadra in questo ambizioso proposito sarà il nuovo allenatore Gian Riccardo Dal Pastro, non nuovo nella panchina della squadra locale. Presenti alla presentazione erano il presidente onorario Germano Vialetto, fondatore dell’A.C. Campolongo, l’assessore allo sport Mauro Illesi e il sindaco Gilberto Bonato che hanno dichiarato la disponibilità dell’Amministrazione a sostenere la squadra nonché l’intenzione di sistemare il campo di allenamento di Via Vialetti e di realizzare l’impianto di illuminazione del campo sportivo.

Con dogl ianz e Il 25 luglio è venuta meno, Antonia Secco vedova Perin “Nineta Titee”, a Montebelluna dove risiedeva da tanti anni. Alle figlie ed ai parenti giungano le nostre più vive condoglianze. Gino Tramarin se n’è andato, all’età di 90 anni, il 14 agosto scorso. Alla moglie Maria giunga il nostro affettuoso pensiero di cordoglio. Paola Vialetto vedova Stona “Ina bidea”, è mancata il 18 agosto. Aveva 79 anni. Ai parenti giungano i sensi del nostro cordoglio. Maria Teresa Bonato vedova Giusto, di anni 85, è deceduta, all’età di 85 anni, il 28 agosto scorso. Ai figli ed ai parenti pervengano le nostre più vive espressioni di cordoglio.

F iori d’a ranc io Natascia Zannini, figlia di Piero ed Ermelinda Bonato, si è sposata con Remo Scotton, un giovane di San Nazario, il 7 luglio scorso. Alla giovane coppia, che si è stabilita nel vicino comune valligiano porgiamo i migliori auguri per un avvenire felice.

Terre moto , trem a la vall e Una lieve scossa sismica, di intensità pari al terzo grado della scala Mercalli, è stata avvertita nella serata (alle 22.49) di domenica 29 luglio nel circondario di Bassano. L’epicentro è stato localizzato tra le località di Valstagna, San Nazario e Conco, e proprio nella zona montana la scossa è stata maggiormente avvertita. Non tutti si sono accorti del fenomeno e non sono stati rilevati danni.

17 IL VENTO DEL BRENTA 17


Le fiabe dei nostri ragazzi

L’Orco

nella fantasia dei nostri scolari La p ri nc ip e ssa d a i c a pe ll i d’ o ro

L’O r c o e l’ al be r o d a lle f og lie b lu

C’era una volta, in un bosco molto fitto, un Orco spietato e crudele. Un giorno questi si mise in cammino verso il castello incantato dove viveva la principessa dai capelli d’oro. Giunto sul posto bussò con forza alla porta; subito la ragazza andò ad aprire e si trovò davanti quell’uomo, il quale ingannò la principessa dicendo che era un amico dei suoi genitori. La fanciulla lo fece così entrare e gli disse di aspettare un momento. Quando il padre e la madre scesero , l’Orco gettò verso di loro una polvere velenosa che li addormentò, così potè rapire la fanciulla.: se la caricò in spalla e la portò prigioniera nella sua capanna. La ragazza, costretta a promettere di diventare sua sposa, accettò una vita infelice. Lavorava dalla mattina alla sera, doveva obbedire ad ogni suo ordine altrimenti l’Orco l’avrebbe pietrificata, come aveva fatto con le altre sue spose le quali, diventate delle statue, erano state poste nel suo enorme giardino. Per fortuna il Principe Leonardo seppe della tragedia e subito si incamminò verso la dimora dell’Orco. Il giovane arrivò alla capanna, sentì delle urla e vide la principessa e l’Orco vestiti elegantemente, pronti per sposarsi. Il Principe prese la sua spada e assalì l’Orco; lo colpì nella sua segreta parte debole e questo morì. Leonardo prese la Principessa e la riportò al castello. Qui la giovane raccontò come l’Orco avesse avvelenato i suoi genitori e, per fortuna, il Principe conosceva molto bene la Fatina buona: subito la chiamò e le chiese di risvegliare i due poveri genitori. Quella esaudì il suo desiderio e fece in modo che i due giovani si innamorassero: il giorno dopo si sposarono e vissero, nel loro castello, felici e contenti.

In una casa lontana dalla città, in una bosco fitto, vivevano due ragazzi con la mamma e il papà. Un giorno la mamma si ammalò: disse ai suoi bambini di cercare il misterioso albero dalle foglie blu, che aveva dei prodigiosi poteri curativi. Così i due piccoli si incamminarono attraverso il verdeggiante bosco; incontrarono e superarono mille ostacoli e pericoli e alla fine trovarono l’albero dalle foglie blu; ma quando fecero per raccogliere delle foglie arrivò all’improvviso l’Orco che spaventò i due ragazzi. Questi scapparono ma decisero di lottare contro l’Orco per poter impadronirsi delle prodigiose foglie. Per fortuna lungo il cammino i due fratelli andarono a bere presso una sorgente e scoprirono, in mezzo a un cespuglio, una spada conficcata in una roccia. La presero perché avrebbe potuto servire: e infatti la usarono contro l’Orco: la battaglia fu molto dura e uno dei ragazzi era sul punto di essere colpito dall’Orco. Ma il fratello si impadronì della spada che era caduta e si scagliò contro l’uomo colpendolo: dopo pochi istanti l’Orco non si reggeva più in piedi e crollò. Presa una bella manciata di foglie i due ragazzi si incamminarono verso casa e portarono le foglie blu alla loro mamma: il loro effetto fu così straordinario che il giorno dopo la donna era già in piedi e riprese a vivere la sua vita serenamente. L’albero dalle foglie blu fu usato per curare e salvare anche ammalati gravi; quel bosco divenne un posto meraviglioso perché donava tanta speranza.

Mattia, Elisa e Greta, Vª elementare

Disegno di Marco Mocellin e Damiano Rossi.

Giulia, Francesco e Sanja, Vª elementare

18 IL VENTO DEL BRENTA 18


Il nostro paese I trinceroni del Monte Campolongo COL D’ASTIAGO E MONTE CAINA DA AMBIENTE DI GUERRA A SENTIERO STORICO-NATURALISTICO TRA

E arrivato recentemente nelle famiglie di Campolongo un nuovo libro che aiuterà a conoscere meglio la storia della nostra comunità. La pubblicazione è stata resa possibile mediante il sostegno dell’UNIONE EUROPEA che l’ha finanziata attraverso il programma regionale Leader II- GAL n° 3fondi FERS. Autori dell’opera sono Antonio Bonato,

U N D OL CE RIC OR DO N E L R OM BO DI U N M O TOR E …un rumore assordante improvvisamente riempì il garage e il motore, che da anni era fermo, ritornò a girare, a vivere… non credevo alle mie orecchie, dopo tanto tempo, finalmente il sogno si era avverato… Quando la ebbi in regalo da mio zio Antonio Scremin, la motocicletta M.V. Augusta che fu di suo padre, mio nonno Germano, era un po’ arrugginita e impolverata da tanti anni di forzato riposo ma, nonostante tutto, in buono stato. Il motore bloccato, cilindro e pistone incollati, e il colore non più il suo verde originale, ma un rosso vivo. Grande fu la voglia di riportarla al suo antico splendore! Senza pensarci troppo cominciai i lavori. Con grande dispendio di forze e di tempo la motocicletta è stata smontata pezzo per pezzo, stuccate le ammaccature del telaio, cromate tutte le parti che un tempo abbagliavano la vista, ma che ora erano diventate di un triste opaco e, infine, riverniciata a nuovo con il suo colore verde oliva, abbastanza raro per le moto M.V. Augusta che solitamente sono rosse. Il motore, già revisionato 20 anni fa, è stato sbloccato, sostituito l’olio e la candela, pulito il carburatore e sabbiato esternamente, per togliere le incrostazioni che si erano formate fra le lamelle della testata. Con un colpo deciso sulla pedalina di accensione posso sentire quel magnifico rombo che sulle moto d’oggi non esiste più! È musica per le mie orecchie, e se chiudo gli occhi posso imma-

Angelo Chemin e Giuseppe Busnardo. La presentazione del libro è stata effettuata, in collaborazione con la Comunità Montana del Brenta, venerdì 16 novembre presso le scuole elementari di Campolongo.

ginare quel 10 giugno del ’54 mio nonno che ritira dal concessionario Berti di Bassano del Grappa la moto che sognava. Chissà cosa avrà provato la prima volta che l’ha accesa, con quanto orgoglio sarà passato per le polverose strade di Campolongo… ora, a distanza di 47 anni, quel sogno torna a rivivere e, ogni volta che lo voglio, potrò sentire un dolce ricordo nel rombo di quel motore…

Daniele Bonato Nella foto la motocicletta M.V. Augusta, modello C.S.T. 175 cc, restaurata da Daniele Bonato con l’aiuto del fratello Paolo.

19 IL VENTO DEL BRENTA 19


Anniversari Flash sulla Festa per l’80° dalla fondazione del Gruppo Alpini.


IL VENTO DEL BRENTA 11-2001