Issuu on Google+

TRIMESTRALE DELLA PRO LOCO DI CAMPOLONGO SUL BRENTA

anno XXV - N째 1 GIUGNO 2007 Direzione, Amministrazione, Redazione: Casella Postale n.1 - Campolongo sul Brenta (VI) - C.C.P.N. 10971364 - Spedizione in abbonamento postale Taxe percue - Tassa riscossa - Ufficio Postale - PT VICENZA - PAR AVION - ART. 2 COMMA 20/C L. 662/96


Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Stefano Vialetto

A.C. Campolongo L'...“Ascensione” in IIa categoria Pro Loco: Bilancio 06 Riportiamo i dati principali che riassumono, dal punto di vista finanziario, l’attività della Pro Loco nel 2006. USCITE Festa in Brenta Befana, Carnevale, Acquisto attrezzature Spese di tipografia per “Il Vento del Brenta” Spese di spedizione de “Il Vento del Brenta” Totale

2

E 9.538,37 E 373,95 E 5.185,00

Un vecchio si aggirava tra le rovine di quello che un tempo era il paese di Campolongo sul Brenta. Era solo e temerario, visto il giorno grigio e freddo; scese E 3.879.00 una strada e giunse in un campo abbandonato a ridosso di un greto dove un tempo E 262,00 scorreva un fiume, vi entrò; l’erba era incolta e alle sue estremità folte edere si E 20.248,00 inerpicavano attorno ai pali di quelle che un tempo erano delle porte da calcio. Si guardò intorno con aria nostalgica sferzato da un gelido vento da nord, attorno a lui uno spettrale e muto paesaggio di ruderi senza vita e verso la montagna i resti RICAVI di un campanile dominavano la scena e dicevano che lì un tempo doveva sorgere Quote associative E 52,00 una chiesa.. Due lacrime gonfiarono i suoi occhi senza avere la forza di solcare le Festa in Brenta E 12.613,00 sue rugose guance. Si avvicinò a una di quelle due porte e sedette a terra posando Contributi da Enti Pubblici E 1.090,00 la schiena su un palo e fissò lo spazio vuoto davanti a se che in un attimo si fuse Erogazioni da privati E 5.144,00 con quello dei suoi ricordi.. Totale E 18.968,00 La sua mente lo portò indietro nel tempo di quarant’anni, a quella Domenica del 20 maggio 2007. Per molti un giorno come tutti gli altri ma non per lui e i suoi vecchi ex compagni di squadra. L’A.C. Campolongo, per la prima volta nella sua storia affrontava il secondo atto di una sfida valida a salire in seconda categoria.. Nella sua IL VENTO DEL BRENTA anno XXV - n° 1 Giugno 2007 storia.. Una storia nata nel lontano 1980 con lo storico presidente Germano Vialetto, continuata con l’entusiasmo suo e dei giovani di allora fieri di vestire e difendere i Periodico di informazione e di cultura edito dalla patrii colori bianco celesti sul campo da calcio.. Quel campo sotto i due campaniPro Loco di Campolongo sul Brenta li.... lungo ma tanto stretto in cui si sentiva il gorgoglio e il vento del Brenta che si Presidente della Pro Loco: trasformava, per le sue dimensioni, in un giocatore in più per i padroni di casa, e in Ruggero Rossi un incubo per gli avversari.. Quante partite in quel piccolo rettangolo verde.. piccolo Direttore responsabile: come il nome e il blasone della sua squadra.. umile e sportiva, mai intaccata dalla Giandomenico Cortese politica del denaro ma sempre tenuta viva dalla sola fiamma della passione non semComitato di redazione: pre però sufficiente a ottenere grosse soddisfazioni.. Quindi sempre lì.. In quell’ultimo Ruggero Rossi, Fiorenzo Vialetto, Natalino Ziliotto gradino del calcio.. In terza categoria.. Ma quel giorno rappresentava per la società e il Redazione: paese la possibilità di dare una svolta decisiva alla tradizione, di scatenare finalmente Casella Postale n°1 - Campolongo sul Brenta dopo ventisette anni quella voglia di alzare la testa e di emergere nel panorama del Autorizzazione: calcio locale.. In quella calda giornata di maggio un sogno pulsava e voleva trasformarsi Tribunale di Bassano del Grappa n°1/83 in realtà.. Il vecchio si alzò e si mosse tra le erbe e i rovi sradicandone più che poteva Impaginazione e Stampa: quasi volesse tornare nel passato.. L’avversario si chiamava Angarano e nella sfida di Grafica EFFE2 - Romano d’Ezzelino (VI) andata in trasferta i bianco celesti avevano vinto per tre a zero con superba doppietta di Hanno collaborato: Valerio Bonato, Giuseppe Cian Seren, Teo Andolfatto e gol di Toni testa riccia.. In quel momento gli sembrò di rivivere i momenti Mauro Illesi, Giovanni Lovato, di allora .. “L’avversario è in ginocchio e noi siamo in piedi.. Non dobbiamo permettergli di don Paolo Pizzolotto, Domenico Tolio. rialzarsi.. Alla fine dobbiamo mettergli il piede sopra..” disse Silvio allenatore nel discorso ai Questo numero è stato inviato a giocatori caricando i loro cuori di grinta e di passione. Poi il riscaldamento, si affilano le lame 1.028 famiglie, delle quali 310 resie la tensione sale, si scruta l’avversario, si vestono le celesti maglie e gli undici scendono in denti a Campolongo, 643 nel resto campo.. La tribuna è gremita e chiassosa.. Mai vista tanta gente lungo il campo.. I soliti riti scad’Italia, 75 all’estero. ramantici, il solito “palla o campo?” poi il fischio, inizia la gara, l’avversario è aggressivo, si deve Continua a pag. 10 sbilanciare.


Pro Loco

Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Un quarto di secolo insieme con “Il Vento del Brenta” “Le ciàcole del vento”. Il vento, il fiume, l’acqua che scorre lenta e tumultuosa, le imponenti fiancate della montagna, intrecciate dai terrazzamenti, la storia di un paese, di un piccolo paese cresciuto e sviluppatosi attorno alla sua chiesa, ai suoi due singolari campanili: ecco la nostra storia più recente. Lo scorrere del tempo, per 25 anni, scandito da un foglio, una pubblicazione modesta, realizzata senza grandi pretese, fedele, sincera nei contenuti, ogni volta carica di passioni e di emozioni nel raccontare cronache di vita, testimonianze, pensieri, nel riproporre immagini di un ieri sempre presente nei nostri cuori, nel cuore della gente. E’ questa anche la nostra storia, della redazione de “Il Vento del Brenta”, che passando attraverso i tempi della adolescenza, della crescita, ha raggiunto la maturità. Una storia umile, sulla quale intendiamo soffermarci per qualche istante, il tempo sufficiente a riflettere, a guardarci negli occhi, per chiederci se ne valeva la pena, se avessimo compiuto un lavoro utile, pronti a ripartire dal traguardo del quarto di secolo, delle “nozze d’argento” con voi lettori, verso altri lontani traguardi. Un brivido d’orgoglio percorre le nostre vene, quando guardiamo indietro, le centinaia di copertine, le migliaia di pagine composte, il cammino compiuto, la strada percorsa, le difficoltà superate, la ruggine scrostata, anche le incomprensioni incontrate, pure le gioie condivise grazie ai vostri incoraggiamenti, ai vostri stimoli, alle frequenti, amorevoli sollecitazioni a non mollare. Un quarto di secolo insieme! Sicuramente un compleanno da condividere e da festeggiare. Per questo rinnoviamo oggi l’impegno a ricordare, a raccontare, a legare con il filo d’oro dell’amicizia chi ancora risiede e opera tra queste contrade, in paese, e chi, lontano, non dimentica le sue origini e sente ancora nel suo corpo pungente la spina della nostalgia e magari sogna pure di tornare, ma anche chi ha deciso, e non tornerà più, ma riconosce nelle borgate di Campolongo il nido dei suoi ricordi, la casa dei suoi padri, il luogo in cui si sono formate e sono salde le radici della sua stessa esistenza. Raggiunta questa tappa importante “Il Vento del Brenta” prosegue nel suo percorso, recupera energie e va avanti. Il vento e il fiume, la valle e le montagne ci sono amiche, hanno segnato i giorni importanti, più significativi della nostra vita, restano il nostro orizzonte. L’armonia vitale che questi elementi di una natura aspra ma autentica costruiscono ci sarà compagna anche nei giorni ad avvenire. Racconta il grande scrittore russo Dostoevskij: “Il segreto di una vita riuscita è impegnarsi ad agire per ciò che ami e amare ciò per cui ci si impegna”. Anche in questa avventura noi vorremmo cogliere, e far nostro, il messaggio. Intanto facciamo festa con voi, per questo “compleanno” condiviso. Giandomenico Cortese

3


Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Momenti di vita

Giovanni Lovato

Ricordi dell’adolescenza:

Giovanni Lo

4

Tra la seconda metà degli anni 1930 e la prima metà degli anni 1940 Campolongo sul Brenta era un’isola separata dal resto del mondo: la strada era ancora sterrata con tante buche (che ogni tanto – specialmente dopo “un slavaio” – “el stradin” doveva riempire con ghiaietta); allora in paese nessuno aveva un’automobile o una motocicletta e pochi avevano una bicicletta; sulla strada passavano solo dei carri tirati da cavallo o da un asino; come mezzo di trasporto pubblico c’era una “corriera” con i sedili in legno, che passava però solo una volta alla settimana, il giovedì e cioè per il mercato di Bassano; ma il passaggio con la corriera costava e allora quei pochi che andavano a Bassano, al mercato, ci andavano a piedi oppure, quando avevano fortuna, in carretto sfruttando la benevolenza di Nicoea dei Bianchi, o di Meno Jaudin, e cioè

ocellin.

eme ai fratelli M

, ripreso assi vato, al centro

dei due carrettieri che andavano a Bassano a prendere la farina per “Jaco fornaio” e dei vari generi alimentari per le due botteghe del paese. Allora a Campolongo non c’era il ponte e per andare a Solagna bisognava passare per il ponte di Valstagna o per quello di Bassano oppure bisognava attraversare il Brenta con la barca. Per noi ragazzi il mondo era il nostro paese; c’era un mondo limitato nello spazio e nelle possibilità di azione, di divertimento, un mondo condizionato dalla sorveglianza continua dei genitori, dei parenti, dei vicini di casa, dei maestri e del parroco. Ma, finite le scuole elementari, coloro che decidevano di continuare gli studi hanno avuto d’improvviso la possibilità di “uscire” dal paese e di conoscere un altro mondo: alcuni miei coetanei hanno incominciato ad andare a scuola a Bassano, in

bicicletta, mentre io ho incominciato ad andare a scuola a Solagna da don Bruno Bello (allora ancora cappellano) che dava lezioni (di italiano, latino, storia geografia, religione e matematica) in una stanza dentro una piccola casa (che c’è ancora!) davanti alla chiesa. La classe era formata da una decina di alunni, provenienti da vari paesi (3 – 4 da Solagna, uno da Pove, uno da San Nazario, uno da Cismon, uno da Fellette e due da Campolongo). Nei due anni nei quali ho frequentato quella scuola, alla mattina partivo preso, a piedi e, arrivato alla contrada Vialetti, chiamavo “el barcarol”; questo scendeva subito con me nel fiume, mi faceva salire sulla barca e mi traghettava dall’altra parte del Brenta. Per me, allora, Solagna era un altro mondo: là la strada era già asfaltata, c’era un’officina meccanica, c’era anche l’ambulatorio con un “medico condotto”. C’era una farmacia, c’era una stazione ferroviaria e c’era una chiesa arcipretale; la strada, in particolare, era bella liscia e, siccome passava solo di rado qualche automobile, praticamente era tutta nostra; sarebbe stato noioso percorrerla fino alla scuola in maniera normale e allora noi due di Campolongo la percorrevamo tutta giocando con una trottola, facendola correre a suon di scuriate. E così, con la


Il Vento del Brenta - Giugno 2007

a scuola, a Solagna, da don Bruno compagnia di quel giocattolo, arrivavamo a scuola di buon umore e ben disposti. Non mi ricordo nei particolari cosa e come ci insegnasse don Bruno né mi ricordo come ci comportassimo noi alunni. Mi ricordo molto bene, invece, che – finita la scuola – ritornavo, sempre a piedi, al punto dove avevo lascito la barca, mi mettevo le due mani ad imbuto davanti alla bocca e chiamavo ad alta voce: “barcarol”; a volte dovevo ripetere la chiamata perché col vento la voce non arrivava a destinazione; ma il più delle volte, dopo la prima chiamata, vedevo “el barcarol” uscire di casa, lo vedevo scendere al fiume, staccare la barca dalla riva e in un paio di minuti era là a riprendermi. Però non era sempre così facile; quando pioveva forte il Brenta si ingrossava e quindi “el barcarol” aveva difficoltà o non poteva affatto traghettare gli avventori. Una mattina, dopo le piogge della notte “el barcarol” mi ha traghettato dall’altra parte del fiume con un atto di coraggio; ma dopo la scuola il fiume era diventato “’na Brentana” che, con l’acqua color caffelatte, trasportava a valle tronchi d’albero, tavole, pezzi di legno, oggetti che a momenti scomparivano e poi ritornavano a galla sul dorso delle onde. Io, ingenuo ho provato a chiamare “el barcarol” ma questi m i ha fatto capire che il fiume era troppo grosso e che il traghettarmi sarebbe stato troppo pericoloso. Mi sono sentito perso e non sapevo cosa fare; ma per fortuna Aldo Mocellin, un compagno di scuola che abitava ai Fontanazzi, mi ha inviato a casa sua dove i suoi familiari mi hanno accolto con

ospitalità. Una volta rifocillato ho incominciato a chiamare a gran voce mio padre che è venuto a prendermi in bicicletta passando per il ponte di Valstagna. Non so se sia stato quell’atto di ospitalità a rafforzare la mia amicizia con Aldo e con i suoi familiari (vedi foto allegata n° 6); il fatto sta che da allora sono andato varie volte a trovarli; ci andavo soprattutto d’estate, a nuoto, anche perché là, ai Fontanazzi, c’era una piccola insenatura nella quale l’acqua era profonda e nella quale ci divertivamo a tuffarci. Per me era uno spasso tuffarmi ma avevo un problema; allora avevo tanti capelli, anzi troppi, tanto che quando – dopo di essermi tuffato – riemergevo dall’acqua quei capelli mi coprivano la faccia e mi disturbavano, per cui un giorno ho deciso di portarmi dietro e poi di mettermi – prima di tuffarmi – un passamontagna. Che idee strane, ridicole e nello stesso tempo utili, che nascono nei ragazzi!

A

CONTINU

5


Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Valerio Bonato

E noi siamo i tre l’orienti

6

L’altra sera, al Concerto di Natale, si accenna a Giampaolo Bianchin che - morto per incidente stradale nel 1966, di questi giorni, mentre cantava la Stella ha avuto l’onore di essere ricordato - 40 anni dopo - in chiesa, coram populo, e vedersi dedicata l’intera serata musicale di Canti Natalizi e di Banda. G i a m p a o l o “Giampaolo!” mi sono detto “ sono proprio 40 anni che te ne sei andato”. Nella foto Giampaolo Bianchin Avevamo appena fatto il presepio, eravamo andati su e giù per la Val Dritta, su in Prè, in Coltegno, forse anche in Guaiva - non so per certo, però, perchè tu eri sempre generoso nella tua imprevedibilità - con la slitta, prima sulle spalle, poi carica di ginepri. Scendevi di picchiata tu davanti, noi sopra. Una volta ti è scappata la slitta. Eri solo però. Ti sei sbregato le mani, le gambe, la faccia, ma tu imperterrito facevi finta di niente e riprendevi la corsa. Vederti da adesso sembrava evidente che non avevi tempo da perdere e che volevi utilizzare tutto il tempo, lo dovevi impiegare, vivere intensamente, pericolosamente. Oh, se non fu vero! Il canale Andavamo per muschio giù alla Passerella sopra il canale, con il prete - don Eugenio - saremo stati 10 – 15 ragazzi. Si camminava sopra la copertura dell’acqua che a volte aveva delle “ vacanze ” di pavimento e il pericolo di entrarvisi e uscire dall’altra parte era del tutto evidente. A vedere adesso, dico che c’è l’Angelo Custode che lavorava alla grande per tutti, prete compreso e Genitori con lui. Adesso però - che agli Angeli ci si crede un po’ meno - si è messo una rete di recinzione, si sono interdetti e sosta e camminamenti e tanto meno permessa raccolta ulteriore di muschio. Passo molto spesso da lì, a piedi, lungo quel tratto di canale - con il cane – e sempre mi viene in mente Giampaolo che, pancia a terra, guardava dentro quell’acqua buia, luccicante e corrente che di sotto il canale correva verso Bassano. “ No. Non era pericoloso!” - diceva - lasciandomi interdetto, perplesso e pensieroso. Le tabelline Poi insieme andavamo a Solagna dal maestro Bonato, per prepararsi agli esami di ammissione. Dire che eri uno scolaro modello proprio non posso dirlo. All’epoca non lo ero nemmeno io - se mai poi lo fui stato - tanto che al problema di aritmetica fatto all’inizio del corso - adesso si direbbe test d’ingresso - ho preso 3 e 4 al successivo tema di italiano. O il maestro Bonato era veramente esigente o io ero un vero somaro, un somaro patentato, tanto più che pensavo di non esserlo. Una volta ammessi, però, andavamo ogni giorno a Solagna di pomeriggio. Quindi alla mattina scuola normale, di pomeriggio scuola ulteriore. Le tabelline non erano il tuo forte - nemmeno il mio, a dir la verità. E lo si vedeva ogniqualvolta il maestro Bonato ci metteva lungo i muri della classe - in piedi - la schiena appoggiata

Momenti di vita Giampaolo, l’angelo custode e noi

alla parete. Lui - il Maestro - in centro. Che, con la mano, indicava e con la voce diceva d’improvviso: 7 x 8. E tu: 56, dovevi subito dire. Poi si voltava, magari di finta, poi davvero verso di te e diceva di schianto: 9 x 8. 72 era la risposta. Ma molto spesso ci si imbalbava e non si rispondeva. Si aveva la bocca come bloccata. La vergogna era grande nella faccia del Maestro che - a maggior nostro disdoro – ti diceva di guardarlo nella fronte, proprio sopra gli occhi. “Se si guardava bene” - diceva – “là si vedeva la risposta”. Io guardavo, guardavo anche intensamente ma non vedevo niente. Tu nemmeno, suppongo. Ma tornando a casa, io pensavo alle tabelline, tu, invece, a stare in equilibrio sulle masgere che all’epoca erano fatte di sassi sconnessi e delimitavano strade e campi e tu non te ne perdevi una. Anzi, tanto più sconnesse erano, tanto più ti attraevano. La bicicletta Lavoravi anche da Cifas - allora Germano era una potenza tutti lavoravano da lui, giovani e vecchi e lui insegnava a tutti come lavorare il ferro. Era scritto CIFAS che significava: “Costruzioni in ferro articoli sanitari”. Un po’ era la Cifas per Campolongo come la Fiat era per Torino. Al punto che molti sono tornati - mio papà compreso - da Torino, Milano, dalla Svizzera, dalla Francia proprio in vista di questo lavoro che Germano offriva e assicurava. Grazie, Germano! E tu lavoravi da lui. Avevi la tuta blu, un po’ consunta, non nuova. Aveva i pantaloni e il giacchetto. Sempre blu. Sotto, la camicia di fustagno grossa come allora si costumava. Non c’era l’abitudine di camminare senza canottiera. Almeno non ancora. A mezzogiorno e dieci, passavi su, un po’ sporco di olio sulle mani, sulla faccia. Io allora studiavo. All’una passavi giù - alle 13.30 suonava la sirena che si sentiva da tutto Campolongo. C’era un primo segnale un quarto d’ora prima. E tu passavi giù. Passava Dino dei Marti - ricordo – in bicicletta, normale. Sempre puntuale. Anzi, anche un po’ in anticipo. Anche con un po’ di fretta. Considerava quel lavoro come il proprio, come fosse casa sua era la Cifas. Ma tu, invece, passavi con calma, lentamente, solenne, piano piano, con la forza d’inerzia innestata. Montavi sulla bicicletta su sulla riva - da Micel - un piede sulla sella, un altro sul manubrio. Con un piede ti appoggiavi, con l’altro guidavi la bicicletta che scendeva lentamente verso la curva degli Orlandi dove prendeva ancora un po’ di velocità, per fermarsi appena prima dei Poi. Là tu scendevi, ti mettevi in posizione consona e entravi normalmente - cioè seduto sulla sella, le mani sempre alte, mai sul manubrio - sul posteggio già pieno di biciclette di operai già dentro la fabbrica in attesa del secondo squillo di sirena. La Brentana Il 4-5 novembre del ’66 poi è venuta la Brentana. Non una Brentanella qualsiasi ma una grande Brentana che mai era intervenuta così prima, nè mai nel breve ritornerà. Speriamo. Pioveva. Pioveva. Pioveva. A dirotto pioveva, ma non semplicemente come al solito ma con vento forte impetuoso che da Sud spingeva l’acqua verso Nord. E come se l’acqua, intenzionata per gravità a scendere, venisse trattenuta in sospensione e spostata in su realizzando una specie di compressione d’acqua a Nord che, quando si sciolse, si risolse a Sud in un’onda di Brentana mai vista prima. L’acqua arriva fino alla statale, la supera, sorpassa il livello del ponte – che all’epoca era ancora privo delle due campate centrali - arriva fino all’orto di mia nonna, lo supera ed entra fino al cortile di casa. Che Brentana! Sembrava di vedere un treno merci a filo continuo che passava giù: letti, poltrone, materassi, sedie, alberi, armadi, tavole, travi, tronchi. Di tutto passava giù per il Brenta. Gli argini rovinavano, erosi da sotto, dalla corrente impetuosa e dai turbinelli che si facevano nelle risacche. Tremendo! Addirittura si pensava che non tenesse la diga di Arsie e che l’onda di piena potesse divenire ulteriormente più alta. Al punto che io ho portato i miei libri in canonica e quella sera ho dormito su dai Bonati. E tu dov’eri? Eri là sull’argine della conceria, la dove terminava la Val Brutta,


Il Vento del Brenta - Giugno 2007

lungo l’argine, proprio a ridosso dell’acqua che lì scorre ancora impetuosa e che allora scorreva terribile. Lì eri. Io, a dir la verità - se ti ricordi – non ero tanto distante. Ero là anch’io con te, ma un po’ più indietro, più ritirato, più arretrato. Mi bastava di vedere il Tremendo da lontano non da vicino come volevi parlargli tu. La corrente passava e tu, con le scarpe, mostravi a chi ti era vicino - incosciente come te e forse di più – com’era friabile la terra di sotto. Ma anche quella volta, l’Angelo Custode ha trattenuto l’acqua e ha avuto compassione di tua mamma che a casa - in silenzio - affettuosa ti aspettava. Timorosa ti attendeva. Quando arrivavi brontolava un po’, nascondeva bene il suo presentimento, la sua paura. La cancellava. La dimenticava. Non la voleva pensare. Ma le tornava sempre in mente ogni volta che tu uscivi di casa. Maria si chiamava tua madre, se ben ricordo ancora. Il fuoco Un altro campo in cui tu eri maestro campione era sull’altare maggiore della chiesa. Lì eri proprio imbattibile. Parlavi con il fuoco, con la navicella, mai era sufficiente l’incenso, sempre troppo poco il fumo, sempre troppo spento il fuoco, sempre troppo stretto il giro del turibolo che, nelle tue mani, roteava come ruota, come fiamma dardeggiante di luce al cui confronto, quella del Cherubino posto da Dio a guardia del Paradiso terrestre, sembrava candela. Si pregava allora, l’altare era ancora quello grande, il prete rivolto verso il tabernacolo - non verso il popolo - e il popolo similmente. Così i chierichetti. Il prete non vedeva niente - immaginava, però! Ma, paziente, sopportava. Il Signore invece era contento - si divertiva - di tutte le sceneggiate e le acrobazie che tu facevi. Adesso solo, però, lo capisco. Ancora è bruciato il tappeto rosso a quadri ottogonali che allora ornava l’altare - insieme con il padiglione rosso - nei giorni di festa. Non ne parliamo poi di quando andavamo su sul coperto della chiesa. Non sul tetto. Sul coperto. Quello immediatamente sotto: una meraviglia di acrobazia, di magia, di architettura e di fantasia. C’era una lampada portatile - con l’impugnatura in legno, protezione in rete e corda di piattina - dotata di spina che si attaccava alla presa per accenderla. Ogni volta faceva un lampo di accensione: c’era sempre pericolo di incendio localizzato. Non è mai successo, ma il pensiero era grande e la preoccupazione pure. Arse erano allora le travi di nervatura del tetto della chiesa. Il campanile Poi c’era un ballatoio per andare in centro della volta della Chiesa, da lì pendeva il lampadario centrale grande. Se cascavi, scendevi sul coperto a soffitto della chiesa che, se non reggeva, andavi diritto giù di sotto dove si trovano i banchi, a pregare per sempre. Ma non è successo mai niente, la Madonna del Carmine è sempre stata con noi grande. C’era l’orologio lassù, non elettronico come forse oggi, ma meccanico. Quante ruote dentate c’erano. Con pesi e contrappesi attaccati. Pietre grosse come sassi erano quelle! E tu, da sopra li andavi a caricare; da sopra andavi ad esplorare se funzionavano, da fuori andavi a vedere -sporgendoti a sbalzo dal margine dal campanile - se le frecce del quadrante erano puntuali. Quanto grande era ancora il tuo Angelo Custode.Poi non contenti si andava su con il prete a suonare le campane a rintocco. “ A batocio” ,allora, si diceva. Tu in alto con la campana piccola, io in basso col prete – uno la mezzana, l’altro la campana grossa. Il ritmo era: Tin ton tan! Tin tin, ton ton! Tin tin, tan tan !( tre volte). Tin ton tan - si ripeteva e così una volta, due volte, tre volte, per mezz’ora buona, nei tre giorni precedenti le feste più grandi dell’anno: il Carmine, Sant'Antonio, il Corpus Domini. Che grandi feste erano quelle! Poi le campane: un altro spettacolo. Suonavano gli Anziani, il ritmo era il solito: Tin Ton Tan! Sempre più alto, sempre più lento, sempre più sospeso. La Gregoriana - Tin Ton, Tin Tan, Ton Tan - ancora non era arrivata. La gara era chi teneva in segno le campane rovesciate alte. Non affatto un’impresa facile. Quando la “medana” scantava, si andava fuori ritmo e non si riusciva più a riprenderlo e gli uomini terminavano subito il segno, lasciando a noi a proseguire con le corde che andavano su e giù. E tu, per fermarle, non applicavi la forza di attrito, non attendevi la forza di inerzia, non seguivi l’elemento a pendolo smorzante proprio della fase del segno che stava per concludersi. Anzi, ci montavi sopra - come nel surf la propria onda - e ti si vedeva salire fino al soffitto del primo piano del campanile col rischio, a volte, di prendere delle sonore testate. Ma tant’è, l’Angelo Custode con te era sempre al lavoro

e tutto andava per il meglio. Oggi, quella porta è regolarmene chiusa, non so neanche se qualcuno ha più le chiavi. Ma una volta - prima Piero Corona, poi Giovanni Aru.- l’avevano quella chiave e - per l’Ave Maria prima, l’Angelus di mezzogiorno e l’Ave Maria ultima - sempre si apriva. Era un rito, una preghiera, una rassicurazione, Guai se si sgarrava di orario.La Pina Fuma, là sull’andio di casa, ancora sta controllando che tutto si svolga in orario, a puntino e come prescritto. Altro che ufficio liturgico c’era allora!

anchin, - Giampaolo Bi Anni Sessanta o Zannini id m , Andrea, Er an av Tr i nn ia G to. ed Egidio Vialet

La fatica Poi c’era il padiglione da tirar su. Quando - puta caso - lo doveva fare il prete da solo, lo aiutavamo noi. Oh, come rimpiangevamo Giovanni Aru o Piero Corona che lo facevano così bene o Nani Campanaro ancora prima! E come capivamo che ornar la Chiesa sembra facile, a vederlo da festa, ma è così difficile a farlo dal vero, da indopera. Poi l’organo, il mantice - come le campane allora- non era elettrico. Alfeo suonava - prima ancora Angin dei Coroni - e noi pestavamo il mantice. Anche là quanto bravo era Gustin de Tento, che, in silenzio, lo faceva. Non come noi che sbuffavamo ogni spinta più del mantice che si alzava. Anche lì c’erano pietre da alzare. Pesanti! Si alzavano e la compressione dell’aria dava fiato alle trombe e alle canne dell’organo e la chiesa era tutta un’armonia. Bravo Giampaolo! Cantavi da basso con me, distratto eri. Ma quando ti ci mettevi la voce si riempiva, il cuore si scaldava, gli occhi luccicavano e il Bambino Gesù scendeva nel cuore di ciascuno di noi. Anzi, nasceva!

Anni Sessanta.

Giampaolo Bian

chin ritratto as

sieme a Gina Bo

nato.

Natale! Finalmente è Natale. E’ tempo di cantare la Stella. Il Coro ha bisogno di soldi. I nostri genitori non ti danno una lira. Non ce l’hanno. Noi d’estate vogliamo andare su a Misurina. Un po’ fuori come per stare insieme, fuori. continua pag. 8

7


Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Momenti di vita

si sostenitori: I nostri prezio Elenco dei nominativi di coloro che con il loro indispensabiale aiuto economico concorrono, concretamente, alle spese di stampa e spedizione del giornale. Versamenti pervenuti a tutto il 22/06/2007

8

1) 2) 3) 4) 5) 6) 7) 8) 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) 17) 18) 19) 20) 21) 22) 23) 24) 25) 26) 27) 28) 29) 30) 31) 32) 33) 34) 35) 36) 37) 38) 39) 40) 41) 42) 43) 44) 45) 46) 47) 48) 49) 50) 51) 52) 53) 54) 55) 56) 57) 58) 59) 60) 61) 62) 63) 64) 65) 66) 67) 68) 69)

Anonimo – Campolongo S.B. Marilena Vialetto – Semonzo di Borso D.G. (TV) Gabriella Vialetto – Romano d’Ezzelino (VI) Erica Vialetto – Solagna (VI) Nicolino Vialetto – Campolongo S.B. Roberto Negrello – Campolongo S.B. Silvana e Franca Vialetto – Campolongo S.B. Teresa Colpo – Campolongo S.B. Wilma Zannoni – Campolongo S.B. Paola Zannini – Campolongo S.B. Giacomino Bonato – S.Giacomo di Romano (VI) Santina Bonato – Valstagna (VI) Giuseppina Bonato Scotton – S.Nazario (VI) Pietro Zannini – Campolongo S.B. Giovanna Donazzan De Toni – Campolongo S.B. Wally Lazzarotto – Campolongo S.B. Massimo Vialetto – Campolongo S.B. Livio Vialetto – Campolongo S.B. Maria Rosa Costa – Marostica (VI) Armida Lovato Parolin – Campolongo S.B. Parolin Marta – Solagna (VI) Luciano Vialetto – Bassano D.G.(VI) Giuseppe Benacchio – S.Nazario (VI) Alessandro Vialetto – Campolongo S.B. Domenico Stona – Campolongo S.B. Giuseppe Bonato – Campolongo S.B. Angelo Tartaglia – Valstagna (VI) Prima Crestani – Campolongo S.B. Luciano Bonato – Campolongo S.B. Giovanni Marcat – Campolongo S.B. Flavia D’Errico – Treviso Don Paolo Pizzolotto – Campolongo S.B. Alberto Serradura – Campolongo S.B. Mario Paolini – Valstagna (VI) Gian Giuseppe Bonato – Valstagna (VI) Giovannina Volpe – Bassano D.G. Renata Scremin Mengotti – Bassano D.G. Ivana Marinoni – Bassano D.G. Daniele Gabrielli – Campolongo S,B. Gianpietro Secco – Genova Mario Bonato – Bassano D.G. Romeo Basso – Campolongo S.B. Ketty Zannoni – Solagna (VI) Elena Cavallin – Solagna (VI) Bortolo Zannini – Mestre (VE) Mirta Bonato Montagna – Monteviale (VI) Sergio Vialetto – Campolongo S.B. Marco Scramoncin – Campolongo S.B. Orfeo Giusto – Vigevano (PV) Anna Maria Bonato – Bresso (MI) Ildebrando Scremin – Campolongo S.B: Luciano Negrello – Castiglione Delle Stiviere (MN) Severina Orlando – Milano Elena Vialetto – Breganze (VI) Andreina Perin – Montebelluna (TV) Ivan Bonato – Pove del Grappa (VI) Guglielmo Pennarola – Belluno Roberto Busnardo – Campolongo S.B. Cesare Secco – Bassano D.G. Caterina Rovere – Pove del Grappa (VI) Mariano Lazzarotto – Bassano D.G. Luciana Zannini – Tezze Sul Brenta (VI) Rose Marie Franco – Campolongo S.B. Giovannina Cortese – Solagna (VI) Paolo Zannini – Possagno (TV) Carmine Mocellin – Lainate (MI) Giuseppe Lazzarotto – Cittadella (PD) Dolores Bonato – Bassano D.G. Gianna Dalla Palma – Enego (VI)

continua da pag. 20

continua da pag. 7

Ma i soldi sono pochi. Allora diciamo di andare a cantare la Stella. È freddo, molto freddo era allora! Nel ’66 non era tanto e solo il freddo ma era che si era vestiti poco, non si mangiava molto, l’essenziale solo. E poi si spigolava di qua e di là. Il freddo però era tanto; il buio era anche più grande. Non c’erano le luminarie di adesso. No! Il buio lo tagliavi col coltello. Su alla Calcara poi avevi paura di passare. L’altra luce che vedevi era su ai Zannini, l’altra poi, arrivati lì, era su ai Contarini. La prima ai Lovati davanti alla casa di Gianni Beri. Tre luci, tre lampadine dai Lovati ai Contarini. L’ultima su alla curva dei Tovi, là non ricordo bene, però, perchè era fuori dal mio territorio. Ancora non bazzicavo Valstagna. Avevo 17 anni e tu 18. Era il giorno dopo Natale, si è già fatto i Vialetti, gli Orlandi, la Piazza, i Bonati, i Bonatoni, via Conti, via Capitello. Allora non c’era via Montegrappa. C’era via Roma. Né via Monte Ortigara, c’erano là solo campi. Rimaneva da fare i Lovati, i Zannini e i Contarini. Di solito queste contrade sono un po’ restie al canto della stella e alle manifestazioni religiose. Brava Gente, ma baciapile niente affatto. Ci sono tanti modi per pregare e il loro modo ancora non lo conoscevo. Ora, invece, l’ho imparato. Oh, se l’ho imparato! Giampaolo ha freddo, si copre. Egidio ha freddo, si è dimenticato il cappotto a casa. Il prete gli dà la sua mantella, quella grande, la più bella, quella sua da viaggio. Non la indossava mai, ma per l’occasione ha detto all’Isetta di prenderla e darla ad Egidio il quale – indossata - stava da Dio: non aveva più freddo. Si parte, si canta ai Lovati, che freddo! Le porte si aprono a stento. Poi si va su, sempre più su, alla Calcara, ai Zannini, lì ci si ferma. È ancora più freddo. È a pusterno quella contrada! Si vede la luna inerpicarsi gelida sulla montagna illuminata. Si canta. Le case non rimbombano il canto. Lo stagliano, invece, lo stemperano, lo svuotano, lo scardinano nel freddo e la gola si raggela nel canto delle ultime note. Si riparte però. L’ultima contrada rimane ancora da fare Contarini! È una piccola città Contarini. Nel suo piccolo, ha un’osteria, una trattoria, due o tre altre contrade e poi è in mezzo a due Comuni: Campolongo e Valstagna. Stando lì non sai mai se sei dell’uno o dell’altro o… di Oliero che è subito lì, pure lui. C’è una valle anche che segna il confine tra la parrocchia di Oliero e di Campolongo, quasi tratturo tracciato da San Gregorio Barbarigo che -Vescovo di Padova - ha istituito la parrocchia di Campolongo che - per riconoscenza - ne conserva statua lignea, l'unica del genere in tutta la Diocesi. La stella In quel discrimine ci siamo messi. Eravamo una ventina, forse un po’ di più, forse un po’ di meno. Ragazzi e ragazze. Eravamo belli. Ci volevamo bene. Era buio. Cantavamo al Signore! Per un momento il clima riprende, il freddo è intenso, il buio intorno è grande ma è la prima volta che il Coro di Campolongo arriva ai Contarini - quasi in terra foresta - nel confine della Parrocchia. Più in là è Oliero, appena più in su è Valstagna, i Tovi di cerniera nel mezzo. Si canta: “E noi siamo i tre l’Orienti” e si risponde: “che abbiamo visto la gran Stella”. E si riprende: “dalla quale, dalla quale porta Novella” e si prosegue: “porta novella del Signore”. Eravamo appoggiati a cerchio alla masgera del muro della strada. Sul lato destro, guardando Valstagna. Io ero esposto verso il centro strada a Nord, subito dopo - a Sud - Floriano, forse Egidio - o viceversa - e poi gli altri tutti dentro. O almeno cosi a me apparivano. La Grande Promessa Sul mentre che si canta la seconda strofa, si va per le case a prendere l’offerta, mentre gli altri fanno la Grande Promessa: la terza strofa. “ E noi dunque vi ringraziamo ”- si proclama; “ per la grazia e per il favore” - si motiva. Si riprende: “ N’antro anno” - si stabilisce; “n’antro anno, ritorneremo” - si promette; “se piace a Dio nostro Signore” - si conclude. La canzone non dice che anno! Non parla di anno prossimo. Dice solo “n’antro anno”. Ecco! Giampaolo, sei tornato l’altra sera dopo 40 anni. Sei tornato nella stessa Chiesa dove cantavi anche tu, dove abbiamo cantato insieme, dove abbiamo fatto i discoli insieme, dove abbiamo fatto fuoco insieme, dove abbiamo pregato insieme quel Signore che tu adesso vedi di Persona e noi - ugualmente a te - nell’Eucaristia. Sì! Giampaolo. Sei tornato e per grazia e per favore. E noi dunque ti ringraziamo per la grazia e per il favore. N’antro anno anche noi ritorneremo là dove già tu sei, se piace a Dio nostro Signore. Amen!


Cose di casa nostra

Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Come sono le sorgenti oggi? La Rea e la Stue di Campese non hanno più un valido utilizzo in detta frazione di Bassano e quell’ottima acqua alimenta solo il Brenta da oltre un decennio; La sorgente Laste o Borin, a nord di Campolongo, dal 1956 alimenta solo il fiume e solo di recente è stata risistemata la strada che consente l’accesso alla sorgente. Le sorgenti dell’Oliero hanno due utenze: una, valida ed insostituibile, alimenta l’acquedotto dell’Altopiano dei Sette Comuni; l’altra rifornisce la centrale idroelettrica della Burgo a Campolongo, derivando fino a 20 mc/sec. Le opere di captazione ed il canale di derivazione sono ormai un penoso esempio di manutenzione carente e si può affermare che i Kw/h annui oggi prodotti forse non raggiungono la metà di quanto si produceva negli anni ’80. E’ solo per la scarsità di piogge? La piccola sorgente del Tovo, fonte primaria del primo acquedotto di Valstagna, è pressoché scomparsa. La “pompa” sita in piazza a Campolongo, disattivata fin dal 1956, ha la vecchia struttura di sostegno in ferro ben visibile, inglobata in un bel valido piastrino in muratura dal

quale sporge un rubinetto bronzeo collegato Con gli oneri accessori i prezzi alla rete dell’acquedotto. Essa è sempre raddoppiano e in Europa l’acqua un punto di socializzazione, non solo di costa 1,73 € al metro cubo a utenza. Stoccolma, 2,22 € Copenhagen, Per i futuri usi acquedottistici possiamo 2,63 € a Vienna, 4,26 € a Berlino. ipotizzare che le due sorgenti di Campese Dove stiamo andando? potrebbero sopperire ai bisogni di circa Oggi manovrando uno dei rubinetti 60.000 abitanti e quella di Oliero oltre di casa disponiamo tutti di buona 500.000 abitanti, assegnando un conacqua, ben controllata e fresca anche sumi medio pro capite giornaliero di nei periodi estivi. circa 160 litri. Ma è anche ben radicata l’abitudine di Ricordando il problema”acqua potabibere acqua minerale più o meno gassale” che per lunghi secoli ha tormentato ta, che ci viene costosamente venduta i nostri predecessori che hanno vissudentro tanti involucri di plastica che poi è to allora situazioni da terzo o quarto problematico e costoso smaltire. Quanto mondo, come anche la televisione ci costa quell’acqua minerale di grande ben ci documenta, è forse bene uso? impegnarsi a risparmiare e a non Chi si ricorda il pregio che aveva un inquinare la nostra buona acqua. tempo l’acqua con l’idrolitina? Si racconta che in Canada il conPossiamo valutare il costo in circa 80 € sumo medio sia di trecento litri al per mille litri! giorno, in Europa superiamo i 170, I tanti acquedotti esistenti sono destinati in Africa, India e altri non si raggiunad essere sempre più conglobati. Certe gono i 20 l/d. vecchie reti di distribuzione sono anche un L’acqua dolce è solo il 3% di tutta problema generalizzato da risolvere. l’acqua che abbiamo sulla terra e L’acqua deve poter arrivare con certezza di questa solo l’1% è utilizzabile per a tutte le utenze. bere, coltivare, produrre… Le pubbliche amministrazioni tendono a Ci raccontano che l’acqua è patrimocedere la gestione di acqua, fognature nio dell’umanità ma poi scopriamo e rifiuti a “Società”, come già succede in che è sempre più merce in vendita tante grosse città e nazioni europee. che rende bene, ovviamente a discaNoi, che abbiamo il “bene” sorgenti, pito, come sempre, dei più deboli e valide ed abbondanti, dovendo sempre poveri. dare, quali ristorni avremo? Ci raccontano anche che ogni anno Saranno sempre più acque pubbliche circa 10 milioni di persone muoiono con ristorno zero? nel mondo per mancanza d’acqua o L’acqua sarà sempre più un affare per perché quella che hanno non è potabitanti; il prezzo verrà ripartito, diranno, le. Quanto costa l’acqua? Di norma ci in modo eguale fra tutti gli utenti, come sono più prezzi: quello base o costo di l’elettricità, i combustibili, i telefoni… produzione e distribuzione; Il ricco pagherà sempre come il povequello agli utenti senza fognatura o senza ro e si concorderà che questa è falsa impianto di trattamento; giustizia. Forse la democrazia, nata quello base maggiorato da aliquote che da noi da quasi un sessantennio, servono per gli investimenti sugli impianti e procederà nel suo cammino verso sulla rete di distribuzione. il traguardo di “democrazia comAlla fine il costo all’utente, che comprende piuta”, e….. forse ancora si conacqua, fognatura e distribuzione, varia da corderà che questa speranza, zona a zona: a titolo di esempio, nel 2000, il che comprende tante nostre prezzo base a Milano era di 0,17 € a metro aspettative, resterà sempre cubo, 0,39 € a Roma, 0,57 € a Bari, 0,80 una meta sita al termine di € a Bologna, 0,82 € a Palermo, 0,69 € a una lunghissima strada in Firenze. salita.

Giuseppe Cian Seren

La situazione attuale delle sorgenti e le prospettive per il futuro

9


A.C. Campolongo L'...“Ascensione” in IIa categoria

Continua da pag.

10

A tutti i costi deve segnare ma in difesa regna Ponta capitano e Sega suo scudiero che con la grinta di un guerriero placa l’Angarano. Poi su di contropiede.. E’ caldo per davvero.. E passano i minuti.. Sempre zero a zero.. A metà del primo tempo la sorte è temeraria ma la squadra di casa è sulla trequarti avversaria.. Un fallo al limite dell’area.. e Vianello rossa chioma si avvicina al pallone stanco e un po’ scontento della sua prestazione, posiziona la sfera; accanto a lui c’è il Barba.. che lo assiste nella punizione.. Parabola tagliata a spiovere… Le reti si gonfiano e un urlo si libera nell’aria ed entra in tutti i corpi in campo e fuori quasi a farli esplodere.. Il traguardo è lì.. vicino, ma non bisogna mollare.. L’avversario ancora ci crede.. Su una palla sporca riesce a pareggiare.. Ma non cambia molto, deve fare altri tre gol per trionfare… Il vecchio continuava il suo viaggio nei ricordi vagando per quel degradato terreno di gioco incurante della desolazione, simile a un’antenna alla ricerca di strane frequenze… Si chiude il primo e inizia il secondo tempo come se il match ripartisse da capo.. Angarano aggressivo e Campolongo attento, ma col passare dei minuti la spinta si attenua, la sovrasta voglia e determinazione di una squadra non più ingenua.. Ciaki in porta fa buona guardia, il vecchio Pio torreggia a centrocampo con il suo fisico imponente e con le lunghe leve ogni palla raggiunge facilmente, il forzuto Luca e Osvi campesano lottano e contrastano.. Ribattono in avanti, rilanciano l’azione sui due attaccanti Davide e Teo fratelli: il primo più anziano e grintoso fa sentire la sua voce, il secondo è giovane e veloce e a pochi minuti dalla fine di testa incorna un pallone… Che scende… scende e s’ insacca nel tredicesimo gol della sua stagione.. Tra il tripudio della gente è un sigillo sulla sfida e sulla gara che ormai è in mano alla celeste squadra.. l’avversario è alle corde e il glorioso Campolongo mostra a tutti chi il più forte.. Il roccioso capitano sprona i compagni a non calare, e anche i due Mauri, Baruffa, Edi e Lele possono entrare.. Triplice fischio finale….e il nostro vecchio giocatore in estasi rapito d’un tratto era sparito.. sparì dal campo e da quel mondo distorto e rimase solo il suo ricordo.. Scoppia la gioia tra tifosi e giocatori e scendono da chissà dove anche striscioni.. In seconda il Campolongo sale per la prima volta nella storia.. si canta e si fa baldoria.. Bruno è avvolto in una storica bandiera… Jeck trascina un lungo stendardo rimasto piegato chissà da quanto.. E tutti a fare il trionfale giro di campo.. Lancia in aria Silvio, lancia in aria Ruggero.. E il ricordo di questa magica impresa si perde nel silenzio di un pensiero.. e nel cielo del paese sulle nostre teste… mai così biancoceleste…

Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Cose di casa nostra

Il Complesso Bandistico di Campolongo in Germania Nei giorni 1, 2, 3 giugno, il nostro gruppo musicale per la prima volta ha varcato i confini della nostra Italia, partecipando a una tre giorni di musica e di divertimento. Venerdì 1 giugno di buona mattina con partenza dalla sede con un pulman gran turismo, ci siamo diretti verso la nostra prima uscita musicale all’estero, direzione Monaco di Baviera in Germania. Dopo una prima sosta tecnica, ci siamo fermati in una località tipica della Baviera, una fattoria, dove ci è stato servito il pranzo e la immancabile birra. Nel primo pomeriggio, l’arrivo a Monaco in albergo, la consegna delle camere e la partenza per Olching. La festa popolare di Olching ha luogo dal 1950. La presenza di oltre 40 gruppi folcloristici e di bande musicali, la rende una delle più importanti feste popolari della Baviera. La sfilata, lunga un paio di chilometri per le vie della cittadina, è stata molto bella e coinvolgente. All’entrata della festa il nostro gruppo musicale si è presentato suonando sul Ponte di Bassano, tra la gioia e gli applausi del numeroso pubblico. Con la spillatura della botte di birra, il primo cittadino di Olching ha dato il via alla festa popolare con musica e fiumi di birra…. Noi da buoni veneti ci siamo difesi bene, divertendoci ma soprattutto apprezzando gli usi e i costumi locali. Nel ritorno in albergo la nostra guida ci ha fatto vedere una parte di Monaco in notturna, molto suggestiva, dal villaggio olimpico al nuovo stadio di calcio che ricorda un’astronave, la futuristica Allianz Arena. Sabato mattina dopo una ricca colazione, partenza per il centro città, nel mercato di Viktualien, dopo si trova il padiglione di Schrannelhalle, un antico granaio ristrutturato il quale ospita un mercato coperto con all’interno negozi, ristoranti e un palco centrale dove si esibiscono gruppi musicali. Sotto la direzione del nostro maestro Alvise Zannini, ci siamo esibiti con il nostro repertorio, facendoci apprezzare dal pubblico presente. La giornata è proseguita con una visita guida per il centro di Monaco con una sosta obbligatoria nella famosa birreria Hofbrauhaus (birreria di corte) dove ci siamo dissetati con un buon bicchiere di birra. Suggestiva piazza Marienplaz dove abbiamo visto suonare il carillon famoso in tutto il mondo per le figure che girano attorno alla torre del municipio nuovo. Alla sera cena di gala al ristorante Ratskeller tipico locale di Monaco in piazza Marienplaz, a base di pietanze locali e con la sempre presente birra bavarese di ottima qualità, apprezzata da tutti i bandisti. Domenica prima della partenza per il ritorno in Italia abbiamo visitato il castello di Nymphenburg, dove al suo interno oltre ad un magnifico parco abbiamo visitato i saloni di corte e il museo delle carrozze, di proprietà dei grandi re di Germania. Nella strada di ritorno abbiamo fatto tappa nella fattoria che ci ospitò all’andata, degustando ancora un buon piatto di carne e patate e soprattutto la regina di questi giorni di permanenza in Germania: la birra. E’ stata per il nostro gruppo bandistico un’esperienza sicuramente positiva, che ci ha fatto rinsaldare quello spirito di amicizia e condivisione, auspicando che si possano ancora ripetere giornate ed esperienze come questa.

Illesi Mauro


Vita delle Associazioni

Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Protezione Civile all’opera Il 26 e 27 maggio si è tenuta una esercitazione della protezione Civile che ha avuto il suo campo-base a Campolongo, in via M. Ortigara. Il sabato è stata effettuata una simulazione di piena del fiume Brenta con lo sgombero degli alunni della Scuola Media di Valstagna: qui sono intervenuti i volontari di varie Associazioni (Croce Rossa, Protezione Civile, Gruppo Cinofili); successivamente sono stati simulati altri interventi (soccorso nelle acque del Brenta, ricognizione dei piloni del ponte, intervento su di una casa lesionata, ...). il sabato sera si è tenuta una conferenza sulla psicologia del soccorso e sono state premiate le classi che hanno aderito al concorso sul volontariato proposto dal locale Coordinamento. Diamo uno sguardo ad alcune immagini dell’uscita comunitaria che ha coinvolto, nel mese di marzo, le Squadre dei Volontari Antincendio del territorio della nostra Comunità Montana: l’intervento, quest’anno, ha interessato l’argine destro del Brenta nei territori di Valstagna e di Campolongo. I lavori di pulizia e ripristino sono finalizzati al completamento di un percorso ciclo-pedonale che permetta di collegare Bassano alla ciclopista che parte da località Tombion.

11


Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Cose di casa nostra

Valerio Bonato

Gli angeli cantano ancora

12

Natale ’06 Avevo appena terminato il libro su Beata Giovanna Maria Bonomo quando la Presidente dei Commercianti - che quel libro mi aveva regalato - mi ricorda che la sera c’è il Concerto di Natale a Campolongo. “E’ alle nove” - dice – Mi informo da chi so io - ho ancora informatori informati sù a Campolongo - è invece alle 20.30. Chiedo a mio figlio se vuole venire. Dice di si. Vuole sentire suo zio Floriano. Partiamo. Arrivo puntuale - la chiesa è già piena, la banda musicale già schierata, la chiesa illuminata come per la Messa la notte di Natale. Mi metto in fondo vicino alla porta dell’organo appoggiato alla porta, sempre chiusa, che dà al cimitero. In piedi. Non ci sono sedie tanta era la Gente. Non conosco quasi nessuno. C’era gente da tutta la Valle, gente giovane, gente bella, tutta orgogliosa di essere là. Che grande avvenimento stava per succedere! Loro lo sapevano, io non ancora. Guardo la chiesa, le colonne, le porte della sacrestia, quelle dell’oratorio e l’altare maggiore e il Santissimo Sacramento, la luce appena sulla destra che lo indica, in alto la Madonna del Carmine illuminata e, in alto in alto, l’Assunzione della Vergine tra Angeli, Angeletti e Angelettini che la sostengono e la coronano. Comincia la Banda musicale, saranno una cinquantina di persone - tutti giovani principalmente - il loro maestro che - con fare solo apparentemente disinvolto - dirige con piglio magistrale facendo sembrare semplici musiche che, all’epoca dei miei

tempi, erano impossibili. Mi aspettavo il Noi vogliam Dio lento, solenne, ritmato; sento invece i blues, gli spirituals, composizioni le più diverse ma soprattutto tutto in inglese, persino la musica, tutto, proprio tutto, solo inglese. Anche il Coro di Campolongo, unito per un momento alla Banda, canta in inglese. Che grande Paese è il mio Paese! Ricordavo che, da giovane, parlavo solo in dialetto e che, dopo 10 anni di Roma, ancora mi era difficile non parlare in dialetto; e adesso, nel mio Paese, si canta e si suona in Chiesa in inglese. Che grande cosa! E si parla dell’America, dell’America Latina, dell’Africa in una sintesi musicale e di banda che lascia quasi disorientati tanto è inaspettata. Incomincia il Coro Vicariale. È bello vedere la parte organizzativa come si sviluppa. I bandisti sfilano verso la sacrestia, portando ciascuno il proprio leggio e più tardi la loro sedia. Tutto ordinato, come naturale. Nel frattempo i cantori escono, si posizionano sui gradini dell’Altare Maggiore - là dove si posizionano i bambini della Prima Comunione o gli sposi nel giorno del loro matrimonio - si posizionano ad arco ordinato. Cominciano a cantare. E il mondo esteso di prima diventa punto, atmosfera, clima, mistero, sacramento, luogo, Persona. Rivedo le pietre della chiesa e penso che ciascuna di loro ha visto tutte le fatiche, le speranze, i desideri, i peccati, le glorie, i dolori di ciascuno di noi, dei nostri Padri e dei loro Padri ancora. E

racconteranno ancora le nostre ai nostri figli e ai figli dei nostri figli. Quanto sante sono quelle pietre: quanti canti, quanti suoni, quanti silenzi, quante parole, quanti sussurri, bisbigli, grida hanno sentito quei muri. Ascoltano, queste pietre, in silenzio il canto che man mano sale sempre più in alto come sostenuto dalle colonne dell’altare, dai suoi angeli, dai suoi santi, da tutte le Persone che lì sono presenti. Salgono quei canti. Salgono come incenso profumato verso l’alto. Salgono. Li ascoltano anche, in silenzio, i nostri morti appena al di là della chiesa, illuminati essi stessi dalla luce dei finestroni che, luminosi come non mai, sembrano travasare suoni e canti anche là dove, in apparenza, regna solo il silenzio. E si congiungono quei canti ai suoni, al freddo della sera, al frusciare del vento, al pavimento freddo della chiesa che ti prosciuga i piedi dal freddo. È come se il freddo salga da sotto, ti entri dalle suole delle scarpe: ti raffredda la pianta dei piedi, ti congela le gambe, te le rattrappisce. Ma tu sei là, in piedi, ascolti, quasi in ginocchio, il silenzio, le voci, i canti, i suoni, i muri, le immagini, i santi, i vivi, i viventi e il tuo sguardo si alza, si alza, si alza e arriva lassù in quel dipinto del soffitto con gli angeli che sostengono, spingono sempre più in alto la Madonna che sale che assurge al cielo come chiamata ma anche come inviata da noi che cantiamo, preghiamo, ascoltiamo - in silenzio - gli Angeli cantare! Amen.


Attività della Pro Loco

Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Pollici verdi a scuola Organizzato dalla Pro Loco, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale che ha concesso i locali della Scuola Elementare, si è tenuto nei primi giorni di Marzo un “Corso di cura delle piante ornamentali e di potatura delle piante da frutto”, cui hanno partecipato una quindicina di persone. Quali relatori del Corso sono stati invitati due docenti dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente “A. Parolini”, i proff. M.G. Povoledo e D. Peron., che con competenza e passione hanno illustrato e spiegato argomenti di agronomia e botanica. Due serate sono state dedicate all’approfondimento di quelle conoscenze che stanno alla base di un intervento corretto sulle piante da fiore e da frutto: concimazione, trattamenti fitosanitari, potature, innesti,… Un pomeriggio è stato invece dedicato alla prova pratica, in campo: lungo i filari del frutteto dell’Istituto Agrario i partecipanti al Corso hanno potuto sperimentare le nozioni acquisite e provare direttamente ad applicare quanto imparato. Stando attenti nel riconoscere le gemme da fiore e quelle da frutto, i rami di un anno e quelli più vecchi, i polloni e i succhioni, con la guida dell’esperto si è proceduto a potare alcune piante soffermandosi di tanto in tanto a confrontarsi per decidere l’intervento più opportuno da attuare. Una bella esperienza che sicuramente ha fornito qualche nozione in più di cui tener conto quando si cura il proprio campo o giardino.

13


Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Cose di casa nostra

Don Paolo Pizzolotto

Il tetto della chiesa

14

Lunedì 26.02.2007 il Consiglio Amministrativo Parrocchiale, con la presenza di Giovanni Negrello Vice Presidente del Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha deliberato di dare inizio quanto prima ai lavori di RESTAURO del tetto della Chiesa nella sua realtà completa (Sacrestia e Oratorio). Da alcuni anni assieme allo Studio associato degli Architetti Benetollo e Menegus di Albignasego (Padova), si sta tenendo in osservazione la situazione del tetto, che non è delle migliori. Dopo varie indagini e sopraluoghi, sono stati evidenziati i lavori necessari per dare una sistemazione radicale alla situazione. Il tetto nella sua struttura è unico e insieme complicato. Non si tratta di un tetto a due o quattro falde, come nelle ipotesi più normali. Abbiamo contato almeno 17 falde, più quelle dell’Oratorio e della Sacrestia. Incroci, compluvi, colmi e quant’altro rendono unica questa struttura risalente all’inizio del 1800. Già in passato si era fatto un restauro alla copertura, con la posa di una guaina protettiva in alcune zone del tetto, e poi verso il 1996 si erano risanati i travi dalla presenza di tarli e di erosioni varie. Agenti meteorologici (vento, neve e pioggia), traffico pesante e veloce (vibrazioni), usura del tempo hanno portato danni alla copertura, in modo particolare sopra il timpano e sopra l’altare di S. Antonio (basta andare in cimitero e vedere quanti coppi sono smossi). Oppure ricordare quando al mattino dell’Immacolata del 2006 abbiamo trovato l’acqua in Chiesa, come pure in altre circostanza antecedenti (settembre 2006, luglio 2004…). Ora tra il tetto e il soffitto ci sono teli di nylon e secchi per la raccolta delle acque, affinché non si rovini il dipinto fino al termine dei lavori. I LAVORI (approvati dalla Soprintendenza di Verona, dalla Curia di Padova e dall’Ufficio di tutela dei Beni artistici di Padova) consistono in: rimozione totale del manto di copertura e risanamento in tutte le sue parti: tavelle, muraletti, coppi (da agganciare ad uno ad uno), manto impermeabile traspirante da mettere su tutta la superficie. Manutenzione della parte lignea: trattamento antiparassitario delle strutture in legno, consolidamento delle travature, indagine e consolidamento delle testate dei travi, consolidamento delle capriate e qui c’è l’incognita di Sacrestia ed Oratorio, finché non si scoperchia tutto non si sa cosa si troverà… Allestimento del ponteggio di sicurezza attorno a tutta la Chiesa. Aggiungendo gli imprevisti, questi lavori costano circa € 225.000,00, si aggiungano le spese tecniche per l’Architetto, la messa in sicurezza dei lavori sono altri € 21.500,00 e infine l’I.V.A. dovuta per € 27.500,00, danno un totale di € 274.000,00. La Curia di Padova ha autorizzato l’inizio dei lavori dopo che è

stato erogato un primo sicuro contributo da parte della Fondazione Cariverona (€ 70.000,00), siamo in attesa di una risposta da parte della Regione Veneto. Richieste di contributo sono state avanzate all’Amministrazione di Campolongo sul Brenta, che verso la Chiesa parrocchiale ha un obbligo morale e storico e saranno fatte ad altri Enti e Banche. Ora la Chiesa è di tutta la Comunità e come consuetudine, il Consiglio Amministrativo ha cercato di valutare l’aiuto che può venire dalle singole Famiglie. Siamo consapevoli che per tutti ci sono problemi e difficoltà e non si vuole costringere nessuno a fare ciò che non può. Come sempre l’intervento delle singole famiglie è un rapporto discreto e segreto tra parroco e famiglia interessata e il tempo a disposizione non è né ristretto, né troppo immediato. Credo che sia provvidenziale il fatto di iniziare tra poco la visita alle Famiglie, occasione per poter parlare in tutta serenità di questo impegno, per chi vuole dare una mano. Si è fissata una quota di partecipazione, che non è né obbligatoria né discriminatoria. Ogni persona deve regolarsi con la propria coscienza e con la situazione di casa. Nessuno deve dare per forza o cavarsi il pane di bocca per paura di essere giudicato. La quota proposta è di € 500,00. Ripeto non è un obbligo forzato. Ogni famiglia ha a disposizione il tempo di circa 24/30 mesi per fare la propria offerta a sostegno di questi lavori. La Parrocchia si impegna a mettere una cifra di € 20.000,00, prelevandola dalla cassa. Credo che anche i vari gruppi associativi della Parrocchia e del Comune debbano sentirsi interpellati (Pro Loco, Banda, Alpini, Combattenti, Donatori, Coro Parrocchiale etc.) la Chiesa è di tutti per le manifestazioni, ma è responsabilità di tutti mantenerla in piedi. La speranza del Consiglio Amministrativo è di cominciare quanto prima i lavori e di finirli prima del prossimo autunno inverno. La Curia si impegnerà a trovare un mutuo di appoggio contando sul fatto che le famiglie saranno giustamente generose. Altre delucidazioni posso darle in ogni occasione a seconda dello stato dei lavori o della situazione. Spero di essere stato chiaro. N.B.: Per evitare di compromettere la discrezione, credo che ogni Famiglia possa comunicare a voce, direttamente a don Paolo, quanto e come desidera aiutare la Parrocchia nei lavori di ristrutturazione del tetto della Chiesa Parrocchiale. Fin da ora grazie per la cortesia di perdere tempo a leggere questa lettera e per la generosità manifestata verso la Parrocchia. Campolongo sul Brenta 01.04.2007


Rovistando nei cassetti

Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Continuiamo la pubblicazione delle foto realizzate in occasione della visita del Vescovo Girolamo Bortignon, a Campolongo in occasione della Cresima: era l’otto settembre 1964, terzo centenario della Parrocchia.

Fine anni Cinquanta. Un gruppo di scolari in gita alla Madonnetta di volta Gualiva.

15

essanta. Ă  degli anni S Seconda met sieme al i del coro as i Bordin. I component io e don Luig en g Eu n o d parroco


Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Approfondimenti

Lettera di un ragazzo bielorusso in Italia

Niko

Pubblichiamo volentieri questa letterariflessione trasmettaci dall'Associazione che, anche a Campolongo e nella nostra vallata, accoglie i ragazzi provenienti dalla Bielorussia.

16

Mi chiamo Nikolai, ho quasi 21 anni, sono bielorusso e vivo a Cesena da cinque anni, dove sono arrivato con un visto di studio. Avevo 16 anni quando mi è stato concesso un visto all’espatrio e ho dovuto vivere, perché avevo 16 anni, in un convitto annesso alla scuola media superiore, sotto la tutela del rettore e del preside, perché secondo non sò quale normativa, la famiglia che mi accoglieva da quando avevo 10 anni, non poteva esercitare la tutela su di me. Ho vissuto in un internat di Minsk dall’età di 4 anni. So come si vive negli orfanotrofi e probabilmente se uno psicologo italiano mi avesse esaminato avrebbe trovato su di me, come su tanti miei compagni, quelle ferite psicologiche comuni a tutti i bambini abbandonati, mai coccolati, mai amati, figli di genitori che in preda all’ acool diventano maneschi. Eppure per anni ho fatto andata e ritorno, condividendo con i miei compagni la gioia dell’arrivo e il dolore del rientro. Nelle camerate, prima di addormentarci ci raccontavamo le avventure vissute al mare, in compagnia delle nostre famiglie, aspettando una loro telefonata, una lettera e una visita a Minsk, nei nostri internat. Ho vissuto episodi di sopraffazione dei più grandi, le ruberie, conosco la solitudine, ma anche lo spirito di amicizia che ancora oggi mi lega a tanti amici che proprio in agosto sono stato a trovare. Compiuti i 18 anni sono potuto ritornare nella mia famiglia accogliente, che continua ad essere tale: rispetta la mia identità, la mia etnia, il mio cognome, le mie origini. Non si è impossessata di me, ma mi sta dando una grande opportunità di vita, di studio, di affetto. Ricordo bene, ad ogni rientro, le lacrime nascoste dagli occhiali di mia “mamma” e di tanti genitori. Mai visti tanti occhiali neri in aeroporto! Eppure quella era la mia vita, il mio Paese. A 16 anni sono stato in grado di scegliere. Vorrei avere la doppia cittadinanza, perché sono bielorusso, ma anche italiano. Senza turbamenti. E dico grazie alle tante famiglie che ospitano i bambini bielorussi senza altri sentimenti che non siano l’amore e il rispetto.

Assessore Mauro Illesi Rappresentante Comune di Campolongo s. B. in ATO Brenta

Abbiamo chiesto all’Assessore Mauro Illesi, rappresentante del Comune di Campolongo sul Brenta in seno all’ATO Brenta, di spiegare ai nostri lettori come si è arrivati all’ETRA? Tutto parte dal lontano 1994 quando 21 comuni del Bassanese hanno istituito il Consorzio per la gestione delle risorse idriche e delle funzioni di autorità di bacino RSU meglio noto come “Bacino Vicenza 5”. Più tardi la normativa statale e quella regionale ha sostituito i bacini di utenza con gli ambiti Territoriali Ottimali (A.T.O), che nel nostro caso è stato individuato nell’A.T.O Brenta che comprende oltre agli Enti partecipanti al “Bacino VI 5” ed ai Comuni dell’Altopiano di Asiago, un cospicuo numero di Comuni della provincia di Padova. Il concetto che ha ispirato la politica è che l’acqua è un bene comune di cui tutti hanno il diritto di godere ed usare. Un bene che deve essere usato e gestito in maniera omogenea su tutto il territorio. Dunque tutte le risorse idriche devono fare capo all’A.T.O di competenza che ha funzioni di organizzazione, coordinamento e controllo delle stesse compreso il compito di stabilire gli interventi nelle reti idriche e di stabilire le tariffe in modo da renderle uguali per tutti e finanziare tutti gli interventi del settore. Dopo l’entrata in funzione degli A.T.O i vari bacini di utenza si sono dovuti trasformare in società per azioni per potersi trasformare in soggetti gestori del ciclo idrico integrato (che comprende gli acquedotti, le fognature e gli impianti di depurazione) ed è nata così la società Brenta Servizi S.p.a. cui il comune di Campolongo sul Brenta ha dovuto partecipare per una scelta obbligata. Perché le tre società si sono fuse creando Etra Spa? L’evolversi della situazione comporta adesso la necessità di transitare dalla gestione provvisoria (che nell’A.T.O. in cui siamo stati ricompresi è stata affidata a tre società per azioni, e precisamente a Brenta Servizi S.p.a. per il bassanese, la Seta S.p.a. per il padovano e l’Altopiano Servizi S.p.a. per l’Altipiano di Asiago) alla gestione unica, pertanto occorre che l’A.T.O Brenta individui un gestore unico che abbia i requisiti previsti dalla L.R. 27/3/1998, n. 5. Poichè nessuna società aveva i requisiti necessari di legge, dopo un faticoso e lungo percorso si è deciso di fonderle dando vita ad una nuova società, la ETRA S.p.a. cui di conseguenza partecipa come azionista anche il Comune di Campolongo sul Brenta assieme ad altri 71 comuni che costituivano le precedenti società ora confluite in ETRA. Lo scopo ultimo di questa fusione e di questa complicata operazione è stato quello di poter avere una gestione in casa delle nostre risorse idriche altrimenti avrebbero potuto essere gestite da società anche estere, operanti comunque nella Comunità Europea.


Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Potevamo operare come “gestore salvaguardato” solo fino al 31.12.2006. In questo contesto, con lo scopo di garantire maggior stabilità e una continua erogazione dei servizi idrici, dal novembre 2003 si è sviluppato il percorso di aggregazione tra le tre società del nostro territorio concluso il 1° gennaio 2006 con la costituzione di ETRA. L’A.T.O, verificati i requisiti, ha individuato in ETRA il gestore unico nel marzo 2003 affidando alla nuova società la gestione del servizio idrico per i prossimi 30 anni. L’ATO dopo avere eseguito la ricognizione sulle opere esistenti ha formulato un piano trentennale degli investimenti, approvato nel Dicembre 2004, che prevede investimenti complessivi per un totale di 550 milioni di Euro. Da questo piano è previsto un Piano Stralcio Triennale che contiene, tra l’altro, tutti gli Grazie all’interessamento interventi obbligatori per legge (D.lgs. 152/99). di Domenico Tolio, La tariffa deve da sola coprire i costi generali di gestione, i costi di esercizio di impianti pubblichiamo un e reti, i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria e i costi degli investimenti. Quindi si è intervenuti sulla bolletta… Per realizzare questo obiettivo è stato scelto di differenziare la tariffa in base al servizio usufruito (acquedotto, fognatura e depurazione) e alla tipologia di utilizzo (residente, attività produttiva ecc.) con una quota legata ai consumi (meno usi, meno spendi) e una quota fissa a fronte di costi comunque generati dall’allacciamento, per contribuire alla manutenzione del sistema che funziona indipendentemente dai consumi dell’acqua. Fino al 2004 le Amministrazioni comunali erano chiamate a coprire una parte delle spese per la gestione del servizio idrico, ora questo non è più possibile e i costi devono essere interamente coperti dalla tariffa. Tutto questo fa riferimento alle leggi che disciplinano il servizio idrico: La legge n. 36 del 5 gennaio 1994 detta anche legge “Galli” Il d. lg n. 152 del 2006, detto anche “Testo unico” sull’ambiente. Nel momento in cui andremo a votare il nuovo piano d’ambito e la relativa tariffa, dovrà essere ripensata la ripartizione dei costi con questi obiettivi: Criteri di attribuzione più equilibrati (Quota fissa) Più attenzione alle fasce deboli (Fondo di solidarietà) ETRA Gestore efficiente (Programma di riduzione dei costi).

promemoria utile per una corretta conservazione di bollettini, dichiarazioni, ricevute.

Acqua 5 anni Artigiani 3 anni Affitto 5 anni Alberghi 6 mesi Assicurazioni 1-5 anni 5 anni se sono usate anche per fini fiscali Banca 10 anni Bollo auto 3 anni anche in caso di vendita dell’auto Cambiali 3 anni Contravvenzioni 5 anni Nel nostro piccolo, come azionisti di Etra ma anche componenti di ATO Brenta, cercheremo di perseguire gli obbiettivi di una gestione chiara, trasparente ma Diciaraz. Redditi 5 anni soprattutto nell’interesse del cittadino, stanco di subire iniziative a volte difficili Gas 5 anni da comprendere e giustificare. ICI 5 anni Luce 5 anni NOTE DELLA Mutui 5-10 anni 10 anni se è in corso un Le tariffe annue attuali sono composte da: rapporto con una banca Una quota fissa, indipendente dal consumo di acqua, che per l’uso domestico dei residenti ammonta a 40 E (servizio idrico + servizio fognature); Rifiuti 10 anni Una quota variabile calcolata in base alla quantità di acqua consumata (0,64 E/mc Canone TV 10 anni fino a 120 mc, 0,90 E/mc da 121 mc a 240 mc, 1,12 E/mc oltre i 240 mc). Scontrino 2 anni La bolletta dell’acqua è quindi aumentata perché, dice l’A.T.O. Brenta, gli interventi di miglioramento, salvaguardia e razionalizzazione prevedono una serie di investimenti vale come garanzia che devono essere finanziati con le bollette pagate dai cittadini. Scuole 1 anno Sta di fatto che recentemente sono emersi problemi di bilancio che sembrerebbero giuSpedizioni 12-18 mesi stificare una nuova serie di aumenti. Considerato che i soci azionisti sono tutti i Comuni del territorio, che rappresentano gli Telefono fisso 5 anni interessi ed il bene dei loro cittadini, ci auguriamo che vengano chiarite le cause del buco Telefono mobile 10 anni in bilancio, che siano presi i giusti provvedimenti e che, soprattutto, non si crei una benché minima forma di speculazione di un bene così importante come l’acqua! Contiamo di risentire prossimamente il rappresentante del nostro comune per conoscere le novità della vicenda.

17


Il Vento del Brenta - Giugno 2007

Notizie Flash

oî di febbraio, líinvaso del ìlag Quando, nel mese di eno ha otato, uno strano fenom Campolongo e' stato svu e di quanti avevano occasion attirato la curiosita' di a ser lla da , pietra, diventati guardare gli argini in colore violaceo. alla mattina, di un bel per stabipetenti si sono attivate Subito le autorita' com , scarinto me e fenomeno. Inquina lire le cause di un tal chi abusivi, alghe...? di fatto o notizie ufficiali; sta Al momento non vi son nno ripreso pioggia, gli argini ha a ger leg a un po do e, ch il loro le acque sono tornate consueto aspetto ed ora a coprire il tutto.

Condoglianze

18

Catterina Vialetto (Rina), nata a Campolongo s. B. il 06/05/1924, è deceduta il 4 dicembre scorso a Cinisello Balsamo (MI) ed è stata sepolta nel cimitero di Cusano Milanino (MI). Al fratello Lorenzo (Loran) ed agli altri parenti giungano le nostre più vive condoglianze. Franca Zannoni è mancata all’affetto dei suoi cari il 9 dicembre scorso. Aveva 45 anni. Alla sua mamma ed ai fratelli giungano i sensi della nostra partecipazione al loro lutto. Domenica Colpo vedova Cavalli “Ina Bosa”, di anni 93 è venuta meno il 12 dicembre scorso. Ai suoi famigliari giungano i sensi del nostro più sincero cordoglio. Teresa Bonato “Fuma”, di anni 82, è deceduta il giorno 11 gennaio scorso. Ai fratelli ed ai parenti tutti giungano le nostre più sincere condoglianze. Il 2 febbraio scorso Artemio Secco di anni 67 è mancato all’affetto dei suoi cari. Tra l’altro è stato componente del consiglio della Pro Loco. Alla moglie, ai figli ed ai parenti tutti giungano i sensi del nostro più profondo cordoglio. Paolo Bonato "dei Coroni" è improvvisamente venuto meno all'età

di 59 anni il 17 febbraio scorso. Da molti anni risiedeva a Bassano del Grappa assieme alla moglie Anna ed ai figli Simone e Alessandro. A tutti i suoi cari giungano i sensi della nostra più sincera partecipazione al loro grande lutto. L’ing. Pietro Lovato di anni 81 è venuto meno il giorno 14 marzo 2007. Ai figli, ai fratelli in special modo a Giovanni nostro apprezzato collaboratore, ed ai parenti vadano i sensi delle più sentite condoglianze.

Fiocchi rosa e azzurri Il 14 dicembre scorso è venuto alla luce Davide Spocchia, figlio di Salvo e Monica Bonato. E' venuta alla luce il giorno 1 marzo scorso Chiara Bonato, figlia di Alessandro e Laura, nipote del nostro sindaco Gilberto. Riportiamo, anche se in ritardo, la notizia della nascita di Luca Squassabia, nato nell’agosto 2006, figlio di Marino e Sandra Gheno. A tutti i genitori giungano le più vive congratulazioni ed i nostri auguri per un futuro sereno.

Errata corrige Nell’ultimo numero del “Vento del

Brenta” abbiamo riportato la notizia che Giorgia e Cristiano Orlando si erano laureati rispettivamente presso la Terza Università e la Sapienza di Roma. Per un refuso è stato omesso il nome del padre, Romildo Orlando, il quale è giustamente orgoglioso dei successi scolastici dei suoi figli. Ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori. La data di matrimonio di Marco Vialetto e Mariacristina Merlo non è stata il 21 giugno 2006, come erroneamente riportato nel numero precedente, ma il giorno 11 giugno 2006. Ce ne scusiamo con gli interessati e con i lettori.

Laurea Chiara Zortea, figlia di Lucio e Rosaria, si è laureata in “Conservazione dei Beni Culturali” il 23 febbraio 2007. Il 3 marzo scorso Monica Todesco, figlia di Gian Maria e Irene, ha conseguito la laurea specialistica in “Marketing e Comunicazioni”, all’Università Cà Foscari di Venezia, col voto di 110/110. Nella tesi ha trattato della “Tradizione e innovazione nella comunicazione del prodotto tipico: il caso della grappa veneta”. Alle neo-dottoresse ed ai loro genitori giungano le nostre congratulazioni.


Notizie Flash

Il Vento del Brenta - Giugno 2007

che disservizio, i partecipanti si sono riproposti di trovarsi, “magari più numerosi”, per festeggiare anche i 51!!

in festa 6 3 l e d e s s la C Il 25 novembre 2006 la classe del ’36 ha festeggiato il 70° anno di età. In questa foto sono ritratti quattro amici, nei primissimi anni Sessanta. I ragazzi abitavano tutti in contrà Vialetti. Da sinistra si riconoscono Adriano Vialetto, Artemio Secco, Giampietro Orlando e Roberto Stona. Tutti sono mancati ancora in giovane età. L’ultimo a ricongiungersi alla compagnia è stato Artemio. Ci piace immaginarli ancora, tutti assieme, in un posto dove potranno continuare a coltivare i valori dell’amicizia e della fraternità senza più alcun timore di essere ancora separati.

dei 50 Al traguardo

Dopo aver assistito alla celebrazione della Santa Messa, nel corso della quale il parroco don Paolo si è congratulato per il traguardo raggiunto ed ha formulato sinceri e sentiti auguri “per una lunga vita in buona salute”, la serata si è conclusa in un ristorante della zona dove si è cenato in piena armonia e fraternità, ricordando con nostalgia i bei tempi passati anche se velati, in parte, da una certa malinconia per la gioventù ormai andata.

Benemeriti del commercio

Pubblichiamo con un certo ritardo (dovuto ad una dimenticanza della Redazione, di cui ci scusiamo) la notizia che lo scorso 22 luglio la classe del ’56 si è ritrovata per festeggiare il traguardo del mezzo secolo. Per l’occasione è stata organizzata una gita in battello da Venezia a Stra, visitando così le più famose ville venete che si incontrano lungo il Brenta. Vista la buona riuscita della gita, nonostante la giornata torrida e qual-

Particolare appuntamento a Valstagna quello che ha visto insieme quegli operatori commerciali che da 25 anni svolgono la loro attività nel territorio della valle. È stata l’occasione, come ha sottolineato Bruna Facchinello, Presidente dell’Unione commercianti di Bassano, per dare il giusto riconoscimento a quanti hanno saputo dare continuità e vivacità operativa al settore commerciale, in un territorio penalizzato dalla forte emigraione. Fra i premiati troviamo anche Giovanna Scramoncin e Lucio Zortea, di Campolongo: a loro giungano le nostre congratulazioni.

19


Il Vento del Brenta - Giugno 2006

Omaggio alla Beata Giovanna brazione i pellegrini, Rinverdendo una tracui si erano aggiundizione che un tempo era seguita, un grupti anche parecchi “campolongari” resipo di pellegrini è pardenti nella città del tito di buon mattino Grappa, hanno potuda Campolongo sul to baciare la reliquia Brenta per recarsi a Bassano del Grappa rappresentata da una costola della Beata. a rendere omaggio Le signore più anziaalla Beata Giovanna. ne hanno ricevuto Una bella comitiva di un ricordo un’immadonne ha compiuto ginetta votiva. il percorso a piedi, Dopo la celebrazione favorita da una giornata prettamente religiosa in un bar primaverile; le più I pellegrini campolongari ritratti di fronte all’urna della della zona le pellegriBeata Giovanna. ne si sono rifocillate anziane sono giunte con la tradizionale alla chiesa in maccioccolata calda, anche per rinvigorire le forze in china o anche in bicicletta. E’ stata celebrata la messa da monsignor Luigi vista del ritorno a Campolongo. L’appuntamento è Castagna e da don Bruno Moneta. Durante la cele- stato rinnovato per il prossimo anno. I nostri preziosi sostenitori: 70) 71) 72) 73) 74) 75) 76) 77) 78) 79) 80) 81) 82) 83) 84) 85) 86) 87) 88) 89) 90) 91) 92) 93) 94) 95) 96) 97) 98) 99) 100) 101) 102)

Maria Bonato –Venezia Barbara e Mariella Vialetto – Campolongo S.B. Danilo Bontorin – Romano D’Ezzelino (VI) Guerrino e Mirian Vialetto – Campolongo S.B. Giannina Orlando – Lainate (MI) Caterina Bonato – Bernareggio (MI) Libera Stevanin – Bassano D.G. Ottavia Vialetto – Boion (VE) Maria Lazzarotto Cavalli – Bassano D.G. Antonia Bonato – Mestre (VE) Mario Vialetto – Montebelluna (TV) Antonio Belfiore Lazzarotto – Bassano D.G. Giorgio Zannini – Campolongo S.B. Anna Cavallin – Campolongo S.B. Gianfranco Cavallin – Bassano D.G. Graziano Vialetto – Campolongo S.B. Graziosa Zannoni – Pinerolo (TO) Claudia Bonato – Roma Teresa Lazzarotto – Tezze Sul Brenta (VI) Bruna Bonato Camazzola – Romano d’Ezzelino (VI) Silvio Secco – Campolongo S.B. Livio Secco – Solagna (VI) Maurizio Vialetto – Campolongo S.B. Antonietta Volpe – Campolongo S.B. Gino Bonato – Bassano D.G. Franco Orlando – Vicenza Giovanna Scramoncin – Campolongo S.B. Bruno Bigon – Pove del Grappa (VI) Giuseppina Malvezzi – Solaro (MI) Pellizzari Sebastiano – S.Mauro Torinese (TO) Natalino Orlando – Varese Ines Bombieri – Bassano D.G. Margherita Bonato – Boarezzo Valganna (VA)

103) 104) 105) 106) 107) 108) 109) 110) 111) 112) 113) 114) 115) 116) 117) 118) 119) 120) 121) 122) 123) 124) 125) 126) 127) 128) 129) 130) 131) 132) 133) 134) 135)

Elena Volpe Spiller – Aosta Don Andrea Stevanin – Thiene (VI) Anna Maria Vialetto – Tezze S.B. (VI) Flavia Zannini – Bassano D.G. Domenico Costa – Torino Pasqualina Bonato – Campolongo S.B. Maddalena Bonato Franzolin – Villafranca (VR) Domenica Bonato Bianchin – Solagna (VI) Cenzio Bonato – Trebaseleghe (PD) Francesco Mocellin – Campolongo S.B. Anonimo – Campolongo S.B. Adriano Scremin – Campolongo S.B. Emilio Scramoncin – Campolongo S.B. Flavio Mocelli - Settimo Torinese (TO) Angelina Zannoni – Campolongo S.B. Roberto Bianchin – Campolongo S.B. Lorenzo Orlando – Campolongo S.B. Gianni Orlando – Campolongo S.B. Dante Vialetto – Lainate (MI) Giuseppe Secco – Bassano D.G. Alvise Zannini – S.Nazario (VI) Teresa Vialetto – Lainate (MI) Flossie Bonato – Valganna (VA) Domenico Vialetto – Campolongo S.B. Giuseppe Bonato – Campolongo S.B. Dario Lorenzato – Campolongo S.B. Carmela Bonato Vialetto – Bassano D.G. Aldo Sozzi – Lainate (MI) Pierino Bastita – Campolongo S.B. Nicolina Mocellin – Carpanè di S.Nazario (VI) Maria Luisa Zannini – Campese di Bassano D.G. Adelino Vialetto – Cassola (VI) Luciana Zannoni – Bassano D.G.

136) 137) 138) 139) 140) 141) 142) 143) 144) 145) 146) 147) 148) 149) 150) 151) 152) 153) 154) 155) 156) 157) 158) 159) 160) 161) 162) 163) 164) 165) 166) 167) 168)

Venezia Tartaglia – Loranzè (TO) Marisa Volpe – Campolongo S.B. Fortunato Costa – Campolongo S.B. Angelina Vialetto Pozzi – Milano Caterina Zannini – Campolongo S.B. Eddi Bonato – Pove del Grappa (VI) Nicolina Zannini – Campolongo S.B. Romano Vialetto – Campolongo S.B. Italo Vialetto – Campolongo S.B. Stefano Bonato – Campolongo S.B. Emilio Vialetto – Campolongo S.B. Ubaldo Berton – Bassano D.G. Elsa Malvezzi – Molvena (VI) Antonio Pizzato – Campolongo S.B. Elisa Vialetto Rossi – Clusone (BG) Giovanni Bonato – Rosa’ (VI) Efrem Zannini – Feltre (BL) Alessandro Parolin – Campolongo S.B. Nica Zannoni – Rosa’ (VI) Pietro Pellizzari – Campolongo S.B. Arnaldo Serradura – Campolongo S.B. Flora Vialetto Zannoni – Saint Aimè – Francia Simone Vigo – Campolongo S.B. Elio Zannoni - Torino Nicoletta Lovato – Due Carrare (PD) Roberto Volpe – Bassano D.G. Elisa Volpe – Cornaredo (MI) Bernardino Lazzarotto – Bassano D.G. Modesta Bonato – Valstagna (VI) Graziella Zannini – Campolongo S.B. Louise Shun – Colmar (Francia) Giovanna Conte – Campolongo S.B. Pierfranco Lazzarotto – Bassano D.G.


IL VENTO DEL BRENTA 06-2007