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LA DURATA

Progettate per durare Non esiste differenza di durata tra una casa in legno e una costruita con il metodo tradizionale. La vita media è di 100 anni, o molti secoli, come dimostrano edifici storici disseminati nel mondo. Nella foto una proposta Haas Fertigbau

Le case in legno costituiscono una novità per il nostro paese, ma vengono realizzate in grande numero da molti decenni in molti paesi del Nord Europa. Indagini su vecchi edifici in legno prefabbricati dimostrano che queste abitazioni hanno una durata del tutto comparabile a quella degli edifici tradizionali, quantificabile in 100 anni circa. Una corretta manutenzione permette di limitare al minimo gli interventi di ristrutturazione e sostituzione sugli edifici in legno. L’alto standard qualitativo delle case prefabbricate ne riduce all’origine i potenziali difetti costruttivi, causa principale delle infiltrazioni e del deterioramento degli edifici realizzati con criteri di economicità. La percezione di tanti possibili acquirenti è che le case prefabbricate siano costruzioni leggere, destinate a durare nel tempo per un periodo limitato, con costose e frequenti manutenzioni e che il legno sia un materiale deperibile soggetto all’attacco di agenti at-

mosferici, muffe ed insetti. In realtà il legno è un materiale dalle caratteristiche strutturali notevoli, come testimoniato da antichi edifici perfettamente conservati in tutto il mondo, realizzati secoli or sono, quando la tecnologia era certamente ben diversa da quella impiegata attualmente. Le ditte costruttrici di case prefabbricate in legno offrono lunghe garanzie sugli eventuali difetti di costruzione, anche di 30 o più anni, un periodo di tempo estremamente lungo in cui ogni problematica imputabile ad errori realizzativi (e pertanto non direttamente collegabile ad un errato utilizzo o alla mancanza di manutenzioni, ovviamente) viene coperto dall’azienda stessa. Immaginiamo di estendere questa garanzia alle nostre abitazioni tradizionali realizzate nei primi anni ’80 e cominceremo a dare il giusto peso a questo aspetto. La struttura di una casa prefebbricata in legno, in particolare qualora venga protetta da uno spesso strato di cappotto termoisolante intonacato, rimane protetta dagli agenti atmosferici e pertanto non è soggetta a degrado negli anni È chiaro che un’estensione della garanzia di legge a 30 anni dovrebbe rassicurare il cliente italiano, in quanto gli stessi produttori di case in legno non si esporrebbero in un lasso temporale così lungo se non avessero certezza di stabilità e assoluta qualità dei propri edifici. Questo è stato reso possibile grazie al grande controllo qualitativo sulle costruzioni che ha introdotto standard seriali altissimi, con una percentuale di difetti irrisoria, tipica della produzione industriale. Un’abitazione tradizionale realizzata in opera dipende fondamentalmente dalle specifiche condizioni del cantiere, dalle condizioni meteorologiche, dalla qualità e dalla specializzazione della manodopera e dalle attenzioni costruttive adottate dall’impresa e dall’architetto. Le case prefabbricate in legno attualmente presenti sul mercato sono certamente edifici superiori qualitativamente rispetto alle realizzazioni del passato, costruiti con criteri moderni, materiali collaudati e soluzioni tecniche sempre più perfezionate nel tempo.

LA PROTEZIONE AL RUMORE Il benessere acustico è un'esigenza di fondamentale importanza fra quelle che concorrono a determinare la qualità degli spazi abitati.

Il clima acustico di un edificio dipende dal livello di schermatura di due distinte classi di rumore, quelli cosiddetti “aerei”, la cui energia originata da una sorgente posta ad una certa distanza dalla parete divisoria di due locali viene in parte trasmessa via aria, e quelli “impattivi”, generati dalla sollecitazione meccanica sul solaio per calpestio o dovuta allo spostamento di oggetti e trasmessi all’ambiente sottostante. Il legno è in grado di assorbire naturalmente gran parte dei rumori provenienti dall’esterno o generati all’interno degli ambienti, isolando acusticamente l’edificio e limitando i riverberi generati sulle superfici riflettenti. Le moderne strutture di legno combinano costruzioni multistrato con materiali termoisolanti, con un'esecuzione accurata dei giunti. Per contenere al massimo la trasmissione del suono aereo, i solai e le pareti debbono essere insonorizzate, prestando attenzione a aperture per aerazioni, tubi e cavi ed insonorizzando le intercapedini ermetica-

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mente. I muri esterni costituiscono una vera e propria barriera alle onde sonore, grazie all’alto potere fonoassorbente del legno e degli isolamenti impiegati, che possono arrivare fino a 58 dB per appena 10-12 cm di spessore. Anche le pareti interne vengono solitamente realizzate con uno strato di isolante termoacustico che permette di limitare la trasmissione di rumori da un locale all’altro. Per impedire la formazione del rumore da calpestio debbono essere evitati i ponti acustici. L’intensità del rumore di tipo impattivo dipende, oltre che dalla potenza della sorgente, dalla massa e dalla rigidità del solaio stesso. I solai in legno presenti nelle case prefabbricate possiedono complessivamente un’eccellente capacità smorzante, in quanto nella costruzione si prevede sempre un massetto collaborante a cui è possibile sovrapporre un ulteriore massetto alleggerito disaccoppiato dal precedente attraverso l’uso di una guaina, oltre all’utilizzo di intercapedini riempite di lane minerali o fibra di legno, con finitura del bordo inferiore del controsoffitto realizzata in cartongesso.

LA RESISTENZA AL FUOCO Il comportamento al fuoco e le modalità di combustione di questo materiale vanno valutate innanzitutto nell’ottica della sicurezza. Da sempre il legno viene utilizzato come combustibile, ma è importante comprendere che esso brucia lentamente ed in modo continuo, conservando per lungo tempo la portata di carico. Infatti, in presenza di alte temperature, isola il suo nucleo grazie ad uno strato di carbone che si viene a formare al suo esterno ed i fumi emessi dal legno sono molto meno nocivi di quelli emessi da altri materiali edili. Gli elementi di legno di grandi dimensioni costituenti la struttura portante dell’edificio sono difficilmente infiammabili con bassi carichi di incendio. Il crollo di una costruzione portante di legno può essere previsto ampiamente dal punto vista temporale ed è percepibile sin dall'inizio per via dello scricchiolio che si viene a creare. È dunque erronea l’affermazione che il rischio di incendio nelle case di legno sia maggiore di quello delle costruzioni di muratura. Gli incendi si sviluppano infatti a seguito di effetti esterni come cortocircuiti, mozziconi

di sigaretta o fiamme dei camini e dei piani cottura e non dipendono dal materiale edile costruttivo dell’edificio. Le case prefabbricate in legno sono efficacemente protette all’esterno da uno strato di cappotto isolante finito ad intonaco e spesso alcuni centimetri, mentre all’interno la finitura a cartongesso ha, a sua volta, una funzione ignifuga. Gli incendi dei camini, una delle cause più frequenti di incendio, porta in poco tempo a coinvolgere la struttura del tetto. Le coperture in legno sono diffuse non solo negli edifici prefabbricati, ma nella maggior parte di quelli realizzati in muratura. Le case in legno vengono pertanto ritenute a torto ad alto rischio di incendio. Questo è quanto riconosciuto anche dalle stesse compagnie assicurative, per definizione i primi soggetti interessati a valutare la reale pericolosità di un eventuale evento, i quali richiedono i medesimi premi assicurativi per polizze incendio di case di legno e di muratura. A prescindere dalla causa scatenante, il problema è soprattutto la rapida estensione ai tendaggi e alle stoffe degli arredi. Le strutture per essere coinvolte necessitano di alte temperature e nella maggior parte dei casi il Lunga vita al legno ...anche in caso d’incendio Per anni è stata diffusa l’erronea convinzione che le costruzioni in legno siano poco affidabili in caso di incendio. Oggi, la certificazione rilasciata da CSI (Centro di Certificazione e Analisi Comportamentale) a Rubner Haus sfata questo luogo comune riabilitando il legno come materiale costruttivo sicuro e resistente al fuoco

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LA PROTEZIONE SISMICA Le case prefabbricate in legno offrono una eccellente protezione dal danno sismico grazie all’elasticità di questo materiale ed alla capacità di assorbire le sollecitazioni generate anche da forti terremoti. Non a caso le abitazioni in legno vengono costruite in gran numero in molte zone del mondo ad alto rischio, come la costa occidentale degli Stati Uniti, in cui difficilmente subiscono danneggiamenti ed il prezzo in termini di vite umane è molto ridotto, anche a fronte di magnitudo elevate. Una struttura antisismica viene calcolata per resistere sia ai convenzionali carichi statici, sia alle forze che vengono generate durante i terremoti, di tipo dinamico, in particolare di “trazione”. Assolutamente basilare è il ruolo delle fondazioni che devono permettere di ammortizzare le sollecitazioni, disperdendole nel terreno, come se il fabbricato galleggiasse su una “zattera”. Un edificio antisismico si deve “deformare” durante un terremoto, con effetti del tutto “reversibili”, così come è evidente che una struttura rigida corre il rischio di danneggiarsi gravemente, sino ad arrivare al crollo vero e proprio. Le grandi strutture in Giappone vengono costruite in cemento armato opportunamente calcolato per resistere a sismi di intensità distruttiva, ma la stragrande maggioranza degli edifici di minori dimensioni è realizzata interamente in legno. Si tratta di strutture per loro natura estremamente elastiche, in grado di deformarsi sotto l’azione di terremoti anche devastanti senza subire danni. Il legno è un materiale ugualmente resistente a trazione e compressione (al contrario delle tradizionali murature o del cemento che non tollerano i carichi a trazione), prestandosi ottimamente all’impiego in zone ad accentuato rischio sismico, soprattutto impiegato per la realizzazione di edifici a destinazione abitativa. Le notevoli capacità portanti delle grandi strutture in legno lamellare vengono impiegate oramai in molti edifici ove sia necessario coprire grandi spazi senza pilastri, come impianti sportivi o per lo spettacolo.

Romano Magrone

principio di incendio può essere rapidamente circoscritto. Nella malaugurata ipotesi di un’estensione alla struttura del fabbricato, va evidenziato il differente comportamento del legno rispetto al cemento armato, soggetti al medesimo carico d’incendio. Il legno brucia molto lentamente dall’esterno all’interno dell’elemento, con modalità del tutto note e prevedibili. Gli strati interni vengono “protetti” dall’azione distruttiva del fuoco grazie alle caratteristiche intrinseche del materiale che, ricordiamo, è un pessimo conduttore di calore. Grazie al contenuto d'acqua naturale presente nel legno e alla carbonizzazione della superficie esterna esposta, in caso di incendio la sezione resistente centrale può resistere molto a lungo grazie a questo strato protettivo naturale. La velocità di carbonizzazione del legno è pari a solo 0,7 mm al minuto e lo strato di carbone funge da protezione al fuoco per lo stato esterno, garantendo la portata dell’edificio per alcune ore, un tempo senz’altro sufficiente ad allontanarsi in sicurezza dall’abitazione e, in alcuni casi, per permettere lo spegnimento dell’incendio, limitando i danni all’edificio. Nel caso di incendi parziali una struttura in legno risulta più facilmente riparabile rispetto a strutture in acciaio o calcestruzzo. Infatti, nelle strutture in cemento armato, le barre di acciaio, sottoposte ad alte temperature, perdono repentinamente le proprie capacità portanti in poco tempo, anche solo dopo 15 minuti. L'acciaio peggiora le proprie caratteristiche meccaniche di resistenza e di resilienza all'aumentare della temperatura, al punto da avere, attorno agli 800°C, una resistenza residua ridotta a circa il 10-20% di quella a temperatura ambiente, cioè le caratteristiche meccaniche peggiorano dell'80-90%. Molte edifici tradizionali in laterocemento possono collassare improvvisamente, senza segnali preventivi e con grave rischio di crollo per gli occupanti. Bisogna considerare infine che l’acciaio perde in modo irreversibile le proprie caratteristiche di resistenza statica, rendendo spesso necessaria la demolizione anche per edifici non danneggiati apparentemente in modo grave dall’incendio.

Mi piego ma non mi spezzo Nel 2007 una casa di 7 piani è stata sottoposta a sismi simulati di magnitudine 6,8 e 7,2 sulla scala Richter. I danni sono stati pressoché nulli. È il risultato del Progetto Sofie, i cui titolari sono Trentino Sviluppo e CNR-IVALSA, che hanno prodotto due domande di brevetto internazionale, un Disciplinare di progettazione, costruzione e manutenzione e un Manuale costruttivo, che contengono l’insieme delle indicazioni e delle prassi operative caratterizzanti il marchio casasofie®.

Le case prefabbricate in legno, sia a telaio che a parete piena, soddisfano in pieno la normativa antisismica e vanno realizzate su platea e fondazioni in cemento armato, che andranno chiaramente calcolate con i dovuti criteri ed eseguite con scrupolo dall’impresa costruttrice. Palazzina appesantita Per simulare altri pesi portati oltre al peso proprio del legno è stata collocata una zavorra a ogni piano per un totale di 150 tonnellate, oltre al peso della costruzione di 120 tonnellate

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IL PROBLEMA DELL’UMIDITÀ Le case prefabbricate di legno nascono innanzitutto come risposta alla difesa dal freddo dei lunghi inverni nei paesi del Nord Europa. Come la protezione dal surriscaldamento estivo pone la necessità di ricorrere a soluzioni ad hoc, grande attenzione va posta anche a condizioni ricorrenti di umidità persistente, tipiche di molte zone del nostro paese. Il tipico clima delle nostre pianure, caratterizzato da inverni rigidi e nebbiosi ed estati calde ed umide, con percentuali di vapor acqueo costantemente elevati per buona parte dell’anno, va affrontato tenendo conto delle notevoli diversità rispetto alle condizioni climatiche tipiche dei paesi di origine delle case prefabbricate. Un ambiente con basse temperature abbinate a minimi tassi di umidità ha portato questo sistema costruttivo a “specializzarsi” e caratterizzarsi anche formalmente per ri-

cevere il massimo apporto solare ed utilizzare grandi spessori di isolamento solitamente a bassa densità come le lane minerali per impedire gli scambi termici con l’esterno. È altresì fondamentale che il solaio di fondazione venga leggermente sopraelevato rispetto alla quota del terreno e che non si creino ristagni di umidità sotto il bordo inferiore del cappotto esterno, che dovrà sporgere dalla platea stessa. Il legno non ama l’eccesso di acqua, ma è comunque un materiale vivo, in grado di adattarsi efficacemente alle diverse condizioni ambientali, assorbendo e rilasciando l’acqua presente nell’aria in modo efficace, tuttavia un’esposizione eccessiva del legno all’umidità può dar luogo a fenomeni di deperimento anche gravi sulle strutture. La soluzione è, evidentemente, la protezione del legno dall’azione diretta e prolungata all’umidità con impregnanti dati in autoclave, oltre ad un accorta scelta delle essenze legnose stesse. Il grande pregio delle strutture prefabbricate a telaio è che il legno si trova racchiuso in un sandwich di diversi materiali la cui corretta stratigrafia permette di difendere efficacemente l’abitazione. L’isolamento a cappotto intonacato limita le necessità di intervento sull’edificio e garantisce una lunga durata nel tempo, con minime manutenzioni. Nel caso di umidità persistente il materiale costituente il cappotto andrà scelto con cautela, oltre che per le caratteristiche propriamente isolanti, anche per la funzione di protezione della struttura interna della parete. Un isolamento in fibra di legno, perfetto per le case prefabbricate da realizzarsi nel Sud Italia, potrebbe ad esempio rivelarsi una scelta non adatta per un’abitazione della Pianura Padana. In questo caso sarà meglio scegliere un cappotto in polistirene espanso o sughero, più protettivo e dotato dei medesimi bassi valori di trasmittanza. Si tratta quindi di una questione che va affrontata serenamente, in quanto esistono da tempo sul mercato delle case prefabbricate in legno soluzioni efficaci e collaudate.

IL MAGGIOR SPAZIO ABITABILE Un parametro di valutazione del potenziale cliente di case prefabbricate, poste a confronto con le abitazioni tradizionali, è il prezzo al metro quadro. Si tratta di un riscontro interessante, soprattutto considerando il grande risparmio economico che avremo nel tempo sui costi delle bollette energetiche. Per realizzare un edificio in muratura a basso consumo dovremo necessariamente realizzare dei muri perimetrali di spessore adeguato, in grado di isolare gli ambienti interni dagli scambi di calore con l’esterno. Senza entrare nell’argomento dei maggiori costi da sostenere per realizzare un edificio in muratura a basso consumo, appare evidente che il prezzo da pagare per costruire un’abitazione tradizionale efficiente energeticamente è una notevole larghezza complessiva dei muri, che si tradurrà in una superficie utile abitabile inferiore del 7-8% rispetto alle case in legno, a parità di prestazioni. Una moderna abitazione in laterizio presenta solitamente spessori di parete esterna non inferiori a 50 cm., contro i 30 cm. che mediamente vengono offerti dalle ditte di case prefabbricate. Il maggiore sfruttamento della superficie utile nelle case in legno si tradurrà così in un vantaggio economico tutt’altro che trascurabile.

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TEMPI DI COSTRUZIONE CERTI E RIDOTTI

Tutto è pensato in anticipo Anche se i tempi di realizzazione sono molto veloci ciò non incide sull’alto grado di comfort che è in grado di raggiungere l’abitazione. Nella foto una fase di montaggio di una casa Haas Fertigbau

Le case prefabbricate in legno vengono realizzate in un tempo molto più breve di quello degli edifici tradizionali in laterocemento. A parità di progetto è ipotizzabile una riduzione sino al 70%, con evidenti vantaggi economici per chi è costretto pagare per molti mesi un affitto. La tempistica costruttiva è inoltre programmabile con precisione a partire dall’esecuzione e l’assemblaggio delle parti componenti le pareti in stabilimento, che solitamente non supera un paio di mesi e che non è influenzata da fattori esterni, come le condizioni climatiche ambientali. Il montaggio in cantiere è un’operazione veloce e pulita che avviene in pochi giorni. Vi sono ditte di case in legno che sono in grado di terminare l’assemblaggio delle strutture in appena un giorno. Questo aspetto consente di limitare al minimo i rischi di gravi infortuni sul cantiere come le cadute dall’alto. La necessità dei ponteggi sarà limitata a pochi giorni, mentre sarà più semplice il rispetto delle misure di protezione richieste dalla normativa in vigore in tema di sicurezza sui cantieri. Anche i tempi necessari per posare l’impiantistica sono molto ridotti, poiché l’abitazione giunge in cantiere già con le predisposizioni per gli impianti elettrico ed idro-termosanitario, limitando le assistenze murarie e gli interventi sulle pareti stesse. In una costruzione tradizionale i tempi di esecuzione sono necessariamente più lunghi e difficilmente programmabili, a causa delle intrinseche condizioni del lavoro in opera o come conseguenza di piogge o gelo, che richiedono lunghe asciugature e ritardano il getto del calcestruzzo. Le finiture infine richiedono poco tempo e solitamente una casa prefabbricata va in produzione e può essere consegnata chiavi in mano al cliente anche in soli cinque mesi.

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LA MIA 1 casa I VANTAGGI ECONOMICI E GESTIONALI

PREZZO FISSO Le aziende di case in legno sono in grado di preventivare con estrema precisione il costo della nostra abitazione. Il contratto vincola la ditta a fissare un prezzo certo e garantito per un lungo periodo di tempo, consentendo al cliente di programmare finanziariamente la costruzione della propria abitazione, senza pericolose incognite, come una rata del mutuo non compatibile con il bilancio familiare. Le imprese tradizionali difficilmente riescono a rispettare le condizioni pattuite, applicando sgradite maggiorazioni sugli importi previsti che possono ripercuotersi anche seriamente sull’entità di eventuali finanziamenti. Sia che venga scelto un modello standard a catalogo o che si adatti ad un progetto su misura la costruzione in legno, i pagamenti, dall’anticipo agli stati di avanzamento lavori, sono concordati chiaramente nei tempi e nei modi di erogazione, senza possibilità di disaccordo con il cliente.

Quasi tutte le aziende forniscono le proprie abitazioni a vari livelli di finitura, dal "grezzo avanzato" sino al "chiavi in mano", consentendo liberamente di stralciare dal contratto le finiture o l’impiantistica, qualora il cliente ritenga di poter risparmiare eseguendo alcune lavorazioni per conto proprio. Il "grezzo avanzato" costituisce una sorta di livello costruttivo minimo, corrispondente ad un edificio finito esternamente, completo di muri interni e di predisposizioni impiantistiche, certificabile energeticamente. Il "chiavi in mano" permette di quantificare con la massima precisione la spesa da sostenere, affidandosi completamente alla ditta scelta e limitando i possibili imprevisti, nei tempi e nei costi, dovuti a lavori in economia residui.

RISPARMIO ECONOMICO Le case in legno rappresentano un vero e proprio investimento, con un ritorno economico certo e quantificabile negli anni.

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Il risparmio energetico rispetto alle abitazioni tradizionali permette un taglio notevole sulle bollette di luce e gas, con utilizzo limitato dell’impianto di riscaldamento invernale, sino all’eliminazione della climatizzazione estiva, non più necessaria in questi edifici.

intonaco. Le abitazioni tradizionali appartenenti alle classi energetiche inferiori richiederanno alti consumi energetici, a causa delle elevate dispersioni termiche, costringendo gli utenti a ricorrere all’aria condizionata e imponendo condizioni climatiche non accettabili sotto il profilo del confort termico e della salute. Gli impianti per il riscaldamento invernale potranno, al contrario, essere sottodimensionati nelle case in legno, grazie alla loro capacità di isolare passivamente gli ambienti, attraverso i guadagni solari e la coibentazione dell’involucro edilizio, beneficiando di un notevole risparmio sui costi di acquisto degli stessi.

GLI IMPIANTI PER LE CASE IN LEGNO Solare termico, fotovoltaico, pompe di calore ad aria, geotermiche o con sfruttamento dell’acqua di falda, ventilazione meccanica controllata a recupero del calore, riscaldamento a pavimento, caldaie a condensazione, a legna, a pellets.

AFFIDABILITÀ AD UN UNICO REFERENTE

L’alto isolamento delle case in legno permette di classificarle energeticamente nelle categorie di eccellenza, rendendoli appetibili sul mercato immobiliare in caso di vendita a terzi. A parità di dimensioni esterne la superficie utile sfruttabile a fini abitativi sarà notevolmente superiore rispetto ad un edificio tradizionale ad alto consumo. La superiore qualità costruttiva delle case in legno consente di limitare gli interventi nel tempo, con bassi costi di manutenzione, in particolare se le strutture in legno vengono racchiuse all’interno di un pacchetto di differenti materiali, finito esternamente ad

Il processo costruttivo delle case in legno permette al cliente finale di affidare la realizzazione della propria abitazione ad una sola ditta di riferimento in grado di seguire tutte le fasi di esecuzione e di fornire tutte le garanzie e le certificazioni, responsabile unico della qualità realizzativa, del rispetto dei tempi e dei costi previsti in sede contrattuale. Non vi è il rischio di trovare in cantiere ditte sempre diverse, lavoratori in nero o subappalti non concordati preventivamente. Le squadre di montatori sono formate da personale esperto e qualificato, così come i materiali impiegati e gli impiantisti a cui viene affidata la realizzazione assicurano una realizzazione dell’edificio a regola d’arte. Anche per questo motivo converrebbe optare per una soluzione "chiavi in mano", in cui tutti gli elementi dell’edificio siano forniti direttamente dalla ditta costruttrice o da fornitori collegati in sede di campionatura, che offrano prodotti e marchi affidabili e certificati. Avere un interlocutore unico, infine, semplificherà di molto il dialogo con il nostro tecnico progettista e con la ditta che dovrà realizzare le strutture di fondazione, a tutto vantaggio della chiarezza e della facilità di gestione del cantiere.

La scelta della dotazione impiantistica per il condizionamento ed il miglioramento del confort termico dell’edificio va sempre fatta con oculatezza, senza la frenesia di raggiungere l’autosufficienza energetica a tutti i costi, in quanto la spesa da sostenere per non dover prelevare energia dai gestori impone un prezzo assolutamente non giustificabile in rapporto agli effettivi benefici ottenibili. Oggi sul mercato sono reperibili soluzioni tecniche sofisticate, in grado di sfruttare, con altissimi rendimenti, fonti di energia rinnovabili, poco o per nulla inquinanti. Si deve però sempre tenere presente che le case in legno sono abitazioni a basso consumo di energia. Il fabbisogno termico sarà quindi legata a quella percentuale residua di calore dovuta ai picchi climatici esterni. In ogni caso si tratta di una minima richiesta di energia. Ha conseguentemente poco senso investire massicciamente in impianti costosi e sovradimensionati, che difficilmente verranno ammortizzati nel tempo. La scelta dovrà essere piuttosto indirizzata verso un impiantistica intelligente ed efficace, capace di supportare le naturali condizioni di benes-

Il calore della Terra Il sottosuolo, a partire da 20 m di profondità, presenta una temperatura costante (mediamente compresa tra gli 8 e i 10° C) che non subisce variazioni di tipo stagionale o derivanti dall’alternanza tra giorno e notte. Questa risorsa geotermica è particolarmente utile per sistemi di riscaldamento /raffreddamento nel pieno rispetto dell’ambiente. Ecco alcune soluzioni utilizzate da Geothermal International Italia per lo sfruttamento ottimale di quest’energia

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sere che una casa in legno è in grado di fornire passivamente. Una casa correttamente progettata, in grado di massimizzare gli apporti solari invernali e minimizzare il calore indesiderato durante il periodo estivo con elementi di schermatura, richiederà pertanto un quantitativo di energia davvero ridotto, soprattutto se la realizzazione dell’abitazione sarà eseguita con isolanti adeguati alla specifica zona climatica, di corretto spessore e composizione. Quali impianti meglio si accordano con le case prefabbricate in legno? È quasi sempre evitabile il ricorso all’aria condizionata? Le moderne pompe di calore sono in grado di riscaldare e raffrescare efficacemente l’abitazione, ma il loro maggiore limite resta la non trascurabile spesa da sostenere, soprattutto per la trivellazione del terreno in profondità nel caso della geotermia, il cui alto coefficiente di rendimento è direttamente proporzionale al costo di acquisto. Per le abitazioni singole e bifamiliari, che costituiscono il classico target tipologico delle case in legno, ci si dovrebbe orientare nella maggior parte dei casi verso l’installazione di una moderna caldaia a condensazione, possibilmente abbinata ad un pavimento radiante.

Con una cifra altrettanto equa è possibile installare sul tetto pannelli per la produzione di acqua calda sanitaria, possibilmente da integrare con l’impianto di riscaldamento, ammortizzabili nel giro di pochi anni. Interessanti sono le caldaie a pellets, a caricamento continuo, o a legna, soprattutto se abbiamo ampia disponibilità di combustibile a costi ridotti, ma anche stufe o camini ad aria possono fornire una fonte di energia ecologica ed economica. Un capitolo a parte merita la tecnologia del solare fotovoltaico per la produzione di energia elettrica.

ATAG ITALIA

VIESSMANN

La compresenza di un impianto di ventilazione meccanica a recupero del calore, meglio ancora se dotato di funzione di raffrescamento e deumidificazione, i cui costi di acquisto e di esercizio sono piuttosto interessanti, può consentire condizioni di eccellente termoregolazione del microclima dell’edificio con una spesa equilibrata.

Il sole è la fonte di energia primaria e il suo sfruttamento diretto un obiettivo auspicabile ed inevitabile anche e soprattutto per affrontare il problema dell’emissione in atmosfera dei gas serra e dell’imminente esaurimento delle fonti fossili. I costi da sostenere sono ancora alti, ma è prevedibile una loro riduzione in un futuro prossimo, con l’offerta di sistemi e tecnologie a maggiore rendimento rispetto ai pannelli in silicio reperibili attualmente sul mercato.

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