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Contiene I.P.


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in copertina: I clown volontari di Jesi.

JESI E LA SUA VALLE - quindicinale d’informazione Direttore responsabile Dino Mogianesi, Direttore Rolando Romagnoli, Caporedattore Marina Marini, Segretaria di redazione Samanta Vecci, Fotografia Augusto Giglietti, Pubblicità Marco Focante, Amministrazione Paola Perlini - Gruppo Editoriale Informazione - sede, direzione, redazione, amministrazione e pubblicità via Petrucci 11 Jesi (An) - www.jesielasuavalle.it e.mail redazione@jesielasuavalle.it - tel 0731/4855 - fax 0731/209128 - stampa Tj, Jesi - associato a: Unione Stampa Periodica Italiana Reg. trib. di Ancona n. 262/62 del 9.11.1962 - spedizione in abbon. postale una copia e 2,00 (arretrata e 4,00) • abbonamento annuale e 35,00 • estero e 80,00 • sostenitore e 70,00 - C/c postale 12544607 intestato a: Gruppo Editoriale Informazione soc. coop. via Petrucci 11 Jesi - Consiglio di Amministrazione: presidente Marcello Focante, vice presidente Rolando Romagnoli; consiglieri: Elisabetta Carletti, Marina Marini, Dino Mogianesi

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FUORISERA

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EDITORIALE: VERSO IL QUORUM di rolando romagnoli

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E ADESSO I REFERENDUM di flavio donati

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PASSARE DALLA CONVIVENZA ALLA COOPERAZIONE di marina marini

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OBIETTIVO 2020 di paolo termentini

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REFERENDUM 2011 di rolando romagnoli

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WE SERVE di paolo termentini

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LA REGINA DEL CONIGLIO di giovanni filosa

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RIDERE È UNA COSA SERIA di emanuela corsetti

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NORDIC WALKING di fabrizio romagnoli


FUORISERA FLASH Sabato 4 giugno • A Castelbellino (centro storico), apertura della rassegna ARTÈFOTO. Festival Internazionale di fotogiornalismo, ore 18. Ore 20 cena nella piazza del castello, ore 22 “Irreversibile” video-documentario sulla rivoluzione in Libia e FESTA ASADO, cena nel parco Coppetti e nel Cantinone. Anche domenica 5, venerdì 10 e sabato 11 giugno. Info: 0731/701606. Domenica 5 giugno • Ad Ancona (Stadio del Conero), “Live Kom 011” VASCO ROSSI IN CONCERTO data zero del tour in cui il rocker italiano più famoso presenta il suo ultimo album “Vivere o niente”; ore 21. Info: 071/2901224, info@dadoconcerti.it • A Cingoli (Villa Torre) ANDREA E I GIRAMONDO GROUP ore 20.30 Mercoledì 8 giugno • A Porto San Giorgio (Palasavelli) EMMA MARONE IN CONCERTO ore 21.30. Info: 0733/865994 Sabato 11 giugno • A Castelbellino (centro storico), ARTÈFOTO Festival Internazionale di fotogiornalismo. Ore 17 “La proprietà intellettuale” Incontro con Alain Toner. Anche domenica 12 giugno, ore 17 “Il Marocco oggi” incontro con Jacopo Granci e ore 22 “I paesi della ex Jugoslavia e le loro guerre” reading di Valeria Palumbo. Info: 0731/701606. Domenica 12 giugno • A Santa Maria Nuova (Auditorium “Divina Pastora” di Collina) “900 musica Santamarianuovafestival” CARRETTI MUSICALI. Spettacolo itinerante per le vie del centro di Santa Maria Nuova, a partire dalle ore 18. Info: 0731/246007 • A Monte San Vito (centro storico), FIERA DI SANVITO XXVª Festa del santo patrono con mostra mercato articoli vari. Info: 071/748931 Giovedì 16 giugno • A Jesi (Chiesa di S. Massimiliano Kolbe) Ciclo di incontri organizzati dall’Associazione QuiJesiLibera IL PREZZO DELLA LIBERTÀ. Conferenza di Oliviero Beha sulla più stretta attualità e sulla situazione del giornalismo italiano, ore 21.15. Info: www.quijesilibera.altervista.org • A Fabriano (centro storico) PALIO DI SAN GIOVANNI BATTISTA

infiorate artistiche, giochi popolari, spettacolo sbandieratori, arcieri, concerti, osterie. Fino al 26 giugno. Info: 0732/626848; 366/4906966 Sabato 18 giugno • A Jesi (Ristorante Rusticanella) 11ª RASSEGNA NAZIONALE DELLA ANTOLOGIA ENOGASTRONOMICA DEI SAPORI TIPICI Ingresso libero. Anche domenica 19. Info: 0731/600.36 • A Santa Maria Nuova (impianti sportivi) LE MITICHE 500... NON SOLO 3ª edizione del Raduno: gare di estetica e audio per auto e scooter, dimostrazione Modellismo Dinamico 1/8 off road radiocomandato, Torneo amatoriale di Braccio di Ferro. Anche domenica 19 con Raduno delle 500 e Ferrari, visita a Castelfidardo, dimostrazione modellismo dinamico, gara di braccio di ferro ed esibizione di modellini agricoli in movimento di Franco Cucchi. Ingresso libero. Info: 328/1198105, 340/4571013. Da sabato 18 giugno a domenica 10 luglio • A Senigallia (locali della Rocca Roveresca) LA MADONNA DI SENIGALLIA in mostra. Il capolavoro di Piero Della Francesca conservato ad Urbino presso la Galleria Nazionale delle Marche è esposto insieme alle foto del restauro dell’opera recentemente eseguito dall’Istituto Centrale per il Restauro e Conservazione di Roma fino al 10 luglio. Domenica 19 giugno • A Rocca Mare (lungomare) 1ª MOSTRA MERCATO DEGLI HOBBISTI dalle ore 16.30 alle 23. Info: 338/8476709 Da domenica 19 a martedì 21 giugno • A Senigallia FESTA DELLA MUSICA EUROPEA un evento internazionale con 3 giorni di concerti in tutta la città. Domenica 19 Shaolin Temple Defender (soul/funk); Dj Willy Mix (afro dj); Giudici Manzi Morganti (Trio Jazz); Bianchetti, Donati e Rossi (brasilian/jazz). Lunedì 20 Colors Jazz Band, Charlotte Dipanda (afropop), Stop tha wheel (country/blues). Martedì 21 Mad professor & Earl 16 (dub/remix), Avona (funky/fusion), Io sono un cane (cantautore). Nelle tre serate al Foro Annonario installazioni e gadgets Sballo Positivo. Info: 071/6629244 • A Jesi (Al Baratto, viale della Vittoria 36-38A) BATTIBALENO Gino Sampaolesi in vetrina, orario: dal martedì al sabato 10.30-12.30 17.30-19.30, ALBARA01@albaratto.191.it


EDITORIALE

di rolando romagnoli

Verso il quorum Lunedì 30 maggio ore 17, mentre scrivo la televisione sta comunicando i risultati delle elezioni amministrative: il governo e il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, escono sonoramente sconfitti dalle urne e, sicuramente, nei prossimi giorni ci sarà una forte richiesta di farsi da parte. Queste elezioni più che dai partiti sono state vinte dagli italiani, dall’entusiasmo e dalla passione dei cittadini. Hanno vinto, coloro che hanno saputo dar voce al bisogno della gente di voltare pagina. I cittadini sono la grande riscoperta di questo turno elettorale. Si è usato troppo strumentalmente il termine popolo: “È il popolo che ce lo chiede”, “Lo facciamo in nome del popolo che ha votato questa maggioranza”. Intanto però non si sono realizzate le riforme di cui il paese aveva bisogno, solo promesse e grandi annunci, ma niente è stato fatto per fronteggiare la crisi economica che ha colpito tutto l’Occidente,

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ma che vede l’Italia agli ultimi posti in tutte le classifiche. Certamente la colpa non si può attribuire solo a chi ha governato, ma è stato instaurato un clima di scontro continuo che non ha permesso di prendere nessuna decisione, una situazione che può essere superata solo con l’uscita di Silvio Berlusconi dalla politica. Prima si era detto che la crisi non c’era, poi che la crisi c’era stata e che noi ne eravamo usciti meglio degli altri. Intanto le fabbriche chiudevano, i dipendenti finivano in cassa integrazione o venivano licenziati. Lavoro per i giovani, neanche a parlarne. Un Paese bloccato, mentre tenevano banco solo lo scontro con la magistratura e i festini nelle case del Presidente. Il risultato di queste elezioni rappresenta la voglia di reagire, l’Italia sembrava un paese sfiduciato, ma sotto covava qualcosa, ora si tratta di non spegnere la speranza. È una vittoria che viene dal basso, dalla gente stanca che ha voluto ancora credere che le cose possano cambiare. È la vittoria degli “indignati” che si vogliono collegare ai giovani (e non solo) degli altri paesi europei, agli “indignati” della Spagna, della Grecia, ma anche ai giovani dei paesi arabi del nord Africa che stanno reclamando democrazia, a tutti coloro che vogliono credere che ci possa essere ancora un futuro. Non si può continuare ad ignorare le loro richieste, perché l’indignazione può trasformarsi in rabbia, violenza, scontri di piazza, e allora tutto può diventare più grave. È il momento di pensare alle riforme per rilanciare l’occupazione, di intervenire sul fisco, sull'energia, sulle infrastrutture. Tenere sotto controllo i conti pubblici senza distruggere il paese e le sue prospettive future. Bisogna modificare anzitutto la legge elettorale e ridurre i costi della politica. Ora c’è un altro impegno importante, ci sono i quattro referendum per i quali si voterà il 12 e 13 giugno. Raggiungere il quorum è essenziale, è l’ulteriore risposta che gli italiani devono dare, sia per mantenere la gestione pubblica dell’acqua, un bene essenziale, sia soprattutto per il rifiuto dell’uso dell’energia nucleare. In questo momento, non sappiamo se la Corte di Cassazione bloccherà quest’ultimo referendum accettando la pausa di riflessione votata dal Governo. Intanto la Germania ha deciso di mettere al bando tutte le sue centrali nucleari. Tutte chiuse entro il 2022 e investimenti in energie rinnovabili, sole ed eolico. Se ci sarà il referendum sul nucleare, bisognerà assolutamente raggiungere il quorum della metà più uno dei votanti, ma se non verrà ammesso, sarà ancora più necessario partecipare come dimostrazione dei cittadini di voler essere determinanti anche se si toglie loro la possibilità di esprimersi. C’è, infine, anche un referendum riguardante la facoltà per il presidente del consiglio e per i ministri di non partecipare alle udienze dei processi che li riguardano, quello così detto del legittimo impedimento. È importante anche questo referendum per ribadire che tutti i cittadini devono essere uguali di fronte alla legge.


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LETTERE

LA NUOVA ROTATORIA DI VIALE DEL LAVORO L’abbonata che nello scorso numero ha segnalato le problematiche legate alla mancata ricostruzione del marciapiede nella nuova rotatoria in viale del Lavoro ringrazia: Il Prof. Di Lucchio (Presidente della Terza Circoscrizione) è venuto a conoscenza del problema in seguito alla mia segnalazione. Dopo aver verificato la pericolosità dell’attraversamento e la necessità quindi, di tale marciapiede, in quanto usufruito da studenti e genitori dei bambini frequentanti la scuola superiore e gli asili, si è attivato prontamente e nel giro di due giorni è riuscito a far fare provvisoriamente un tracciato con stabilizzato. Sento, quindi, il dovere di ringraziarlo pubblicamente.

L’ultima di Woodstock

LA TRIBUNA Il lettore Marcello Grizi ci ha mandato un’altra segnalazione: Nella foto d’epoca intitolata “La Tribuna” pubblicata a pag. 38 sul numero 7 di Jesi e la sua Valle, l’uomo a destra con il cappello è l’industriale Benvenuto Guerri. L’Azienda aveva anche una fanfara con Chirichindo trombettiere.

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GIÙ IL CAPPELLO PASSA UN’ALFA ROMEO L’avv. Paolo Marcozzi, difensore civico del Comune di Jesi scrive: Quando Henry Ford vedeva passare un’Alfa Romeo si toglieva il cappello. La città di Jesi, invece, le Alfa Romeo le ha relegate in cantina. Le più belle Alfa di sempre, le 6C, sei cilindri, degli anni quaranta e cinquanta del secolo scorso, si chiamavano Turismo, Sport, Super Sport (SS), Coloniale, Freccia D’Oro, Villa D’Este; erano dotate di motori da 2443 centimetri cubici (cc), erogavano potenze da 110 CV, raggiungevano e superavano i 200 Km/h; alcune erano (e sono tutt’ora) pezzi unici, appartenevano ai potenti della terra, correvano la Mille Miglia, la corsa più bella del mondo, mostrando alle migliaia di appassionati assiepati lungo le strade della penisola le loro forme brevettate e i loro colori sgargianti, rosso alfa, blu notte, rosso bordeaux, oro, grigio metallizzato. Venerdì 27 maggio si sono presentate a Jesi, garbatamente bussando e chiedendo di entrare nel salotto buono, in piazza della Repubblica, per avere una cornice degna di loro. Qualcuno che comanda ha avuto la bella pensata di ritenere che una cosa che ha quattro ruote non potesse entrare nell’isola pedonale appena istituita “per evitare che qualcun altro avesse poi le stesse pretese”. Questo qualcuno, nella sua ignoranza, ha scambiato un’opera d’arte per una qualsiasi automobile e così è accaduto che quei quadri d’autore semoventi si siano dovuti accontentare di posteggiare in Via Nazario Sauro, davanti al mercato coperto, come se fossero un qualsiasi furgoncino di frutta e verdura. In altre parole, a Jesi c’è chi pensa che un Van Gogh possa essere incorniciato con un pico-glass. E poi ci lamentiamo se Jesi viene dipinta come città in decadenza.


POLITICA

IL PUNTO di Flavio Donati

Lo smottamento elettorale del primo turno ai ballottaggi è diventata una vera frana

E adesso i referendum Anche se dovesse essere cancellato quello sul nucleare, l’acqua pubblica merita un voto Non è cambiato il vento che al primo turno di queste elezioni amministrative aveva spostato a sinistra il baricentro della politica. Un vento, che ai ballottaggi si è fatto anzi impetuoso spingendo, Giuliano Pisapia ad una rotonda vittoria a Milano e Luigi De Magistris ad un vero e proprio trionfo a Napoli. Una bufera che, a dispetto del ridotto campione di elettori direttamente interessati al voto, ha scompaginato l’intero panorama politico nazionale. È stato Silvio Berlusconi a conferire a questo voto un esplicito valore di test politico generale. E certo non è bastato a modificarne la natura la sua frettolosa marcia indietro dopo aver visto i più che deludenti risultati del primo turno. Un significato politico che gli è però stato ruvidamente ricordato da Umberto Bossi appena pochi minuti dopo aver visto le prime proiezioni che mostravano le sconfitte di Milano e di Napoli. E se è sicuramente da Milano, la città che più preme alla Lega, che partirà la crisi finale del berlusconismo, è tuttavia a Napoli che si è consumata la sconfitta più bruciante per il premier. Per le dimensioni, certo. Ma anche perché la sconfitta è arrivata in una città che il centrosinistra ha “malgovernato” per un ventennio. Una città che solo tre anni fa aveva creduto che Berlusconi potesse veramente fare il miracolo di liberarla dai rifiuti scoprendo poi amaramente che erano solo stati nascosti in qualche maleodorante “buco” nel parco del Vesuvio. E, quasi una sorta di contrappasso, ad ottenere questa schiacciante vittoria è stato un ex magistrato, un “giustizialista”, un rappresentante di quelle “toghe rosse” che ossessionano il nostro premier. Un’ossessione che, se nel passato aveva mobilitato il centrodestra, in queste settimane ha invece imbarazzato il presidente degli Stati Uniti (e l’Italia con lui) inopinatamente intrattenuto da Berlusconi su questo tema nel corso di un’importante riunione del G8. La vera novità di queste elezioni non è però la sconfitta della maggioranza che governa, cosa che accade spessissimo in qualunque paese democratico, bensì la perdita di fascino e di credibilità di Berlusconi tra i suoi stessi elettori. Per la crisi economica, che ha trasformato ogni rifor-

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ma in un taglio di risorse; per i finti miracoli della “monnezza” di Napoli e della ricostruzione dell’Aquila; per i veri scandali della “cricca” delle emergenze. Infine, per i suoi discutibili comportamenti privati. Che diventano però pubblici nel momento in cui telefona ad una questura intercedendo per una sua giovane protetta o garantisce una lauta rendita a qualche sua amante collocandola in Parlamento o in qualche altra istituzione. Ed il centrodestra, Lega compresa, ha dunque perso per questa stanchezza degli elettori. Che è anche stanchezza per le troppe furbizie di un abile venditore di sogni che per oltre quindici anni ha ammaliato l’Italia. Furbizie, come quella di provare ad affossare i referendum provando ad eliminare con una legge farlocca, quello più insidioso sulle centrali nucleari. Ad oggi, non si sa ancora se la Corte di Cassazione riterrà questa legge idonea a bloccarlo. Dubitare è tuttavia lecito visto che la norma approvata in tutta fretta nei giorni scorsi, rimanda la decisione in merito non ad un’ulteriore legge ma ad un semplice atto amministrativo quindi non più sottoponibile con referendum al giudizio dei cittadini. In realtà, il mantenimento di questo referendum è importante perché in grado di attirare i cittadini ai seggi e quindi di far raggiungere il quorum anche agli altri referendum in programma. In proposito è bene ricordare che già nel 1987, all’indomani del disastroso incidente della centrale Sovietica di Chernobyl, si tenne un referendum sul nucleare che vide un plebiscito contro le centrali. Il disastro della centrale giapponese di Fukushima ha ovviamente rinsaldato quella convinzione come ha del resto convinto molte altre grandi nazioni a rivedere completamente i piani nucleari. Prima tra tutti, la Germania della cancelliere Merkel, nuclearista convinta prima del disastro giapponese, che ha deciso di smantellare tutte le proprie centrali entro poco più di dieci anni. Ad ogni modo, nonostante il silenzio che sull’argomento osservano i principali telegiornali, anche gli altri referendum hanno grande importanza per i cittadini. I due contro la privatizzazione dell’acqua soprattutto. Una privatizzazione che la legge non considera una possibile opzione bensì un obbligo che finisce per considerare l’acqua, elemento essenziale per la vita, alla stregua di una merce qualsiasi. A dispetto di ogni furbata, vale la pena di battersi perché almeno l’acqua resti pubblica.

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi


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FLASH

Convivio italiano di civiltà e millenni La sede di Jesi di Archeoclub d’Italia ha accolto l’invito del Comune di Jesi a celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia svolgendo un ciclo di tre conferenze dal titolo “Convivio italiano”. Le relazioni, tenute dal dott. Tommaso Lucchetti storico di fama internazionale della cultura gastronomica e dell’arte conviviale, hanno permesso di ripercorrere la storia dell’unificazione nazionale nella complessa e articolata evoluzione della cultura della mensa, partendo dallo scambio di saperi tra le civiltà mediterranee ed orientali fino alla creazione di un vero e proprio codice di modello alimentare e conviviale del nostro Paese. Il dott. Lucchetti ha presentato le vicende e gli usi alimentari e gastronomici dei nostri progenitori, riallacciandosi, infine, al codice “moderno” di Pellegrino Artusi, cui va il grande merito, non solo di aver raccolto e trasmesso un patrimonio tanto prezioso, ma anche di averlo proposto, per la prima volta, come modello di educazione conviviale.

Stefano Sarzani giovane direttore jesino Stefano Sarzani, che ha appena completato il master in Direzione d’orchestra presso la Indiana University, è uno dei 10 giovani direttori selezionati tra 226 candidati da tutto il mondo per partecipare al 1° Concorso Internazionale per Direttori d’orchestra della Memphis Symphony (www.memphissymphony.org) che si è tenuto dal 25 al 27 maggio a Memphis nel Tennessee (Stati Uniti). Stefano si è qualificato per la finale, il terzo round, ma purtroppo non si è aggiudicato il primo posto. Stefano Sarzani, nato a Jesi, ha compiuto i suoi studi di pianoforte, composizione e direzione d’orchestra presso il Conservatorio Rossini di Pesaro. Nei suoi due anni presso l’Indiana University, ha lavorato in qualità di maestro di sala, coach per la dizione italiana e di assistant conductor per il dipartimento d’opera della stessa università.

Nuova filiale della UBI-BPA a Filottrano

Ad effettuare il taglio del nastro nella sede di via Oberdan, 5, il sindaco di Filottrano, Francesco Coppari, alla presenza del vice sindaco, Ivana Ballante, oltre che di don Carlo Carbonetti, che in apertura di cerimonia ha impartito la benedizione alla nuova struttura. A portare il saluto della Banca sono intervenuti il presidente Corrado Mariotti, il direttore generale della Banca Popolare di Ancona, Luciano Goffi, Roberto Gabrielli, dell’Area Manager Retail Marche e il direttore della nuova Filiale, Roberto Carlini. Nell’occasione è stato sottolineato come l’apertura della filiale di Filottrano rafforzi la presenza sul territorio della Banca, che si mette così al servizio delle 3.000 famiglie di questa comunità, proprio nell’anno in cui festeggia i 120 anni di vita. Ad oggi, la rete territoriale, con un organico di 1.795 dipendenti, è composta da 243 sportelli, di cui 99 nelle Marche. Il sindaco di Filottrano, Francesco Coppari, tra Corrado Mariotti e Luciano Goffi, rispettivamente presidente e direttore generale della UBI Banca Popolare di Ancona.

Guardia Medica di San Marcello La direzione dell’Asur zona territoriale 5 comunica che la sede della Guardia Medica di San Marcello è stata trasferita in via Circonvallazione 52, sempre nel comune di San Marcello, dove sarà operativa per i prossimi mesi in attesa di altra idonea collocazione. Nella nuova ubicazione, i medici del servizio di Guardia Medica potranno rispondere esclusivamente al numero: 335/340886.


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Un libro della Provincia di Ancona Un secolo e mezzo di storia politica e amministrativa della Provincia di Ancona raccontato attraverso le biografie dei suoi presidenti dal 1861 ai giorni nostri. È il volume promosso dalla presidente Patrizia Casagrande per celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e il centenario dell’Upi, che è stato presentato alla Prefettura di Ancona alla presenza del presidente nazionale dell’Upi Giuseppe Castiglione. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo scientifico dell’Istituto regionale per la storia del movimento di Liberazione nelle Marche diretto dal dott. Massimo Papini, il quale ha curato le ricerche insieme al prof. Marco Severini dell’Università di Macerata. Tra gli obiettivi che il libro si propone, anche quello di stimolare una riflessione di merito e libera da pregiudizi sul ruolo delle Province.

Vino e cultura nell’estate dell’Enoteca

Da sinistra, Michela Pallonari, Alberto Mazzoni e Leonardo Lasca.

Presentato all’Enoteca regionale di Jesi il ricco programma di iniziative che, fino a settembre, accoglierà appassionati e turisti nei suggestivi locali di via Conti. Un intenso programma articolato su quarantadue serate, che prevedono momenti dedicati alle singole aziende e appuntamenti giocati sul binomio vino-cultura. «Jesi assume una rilevanza strategica e diviene, attraverso l’Enoteca, il centro della promozione del vino e, più in generale, di tutti i valori che si riconoscono nel brand Marche – ha dichiarato Alberto Mazzoni, direttore di I.M.T. (Istituto marchigiano tutela vino) che gestisce l’enoteca. Il programma di eventi, presentato il 25 maggio scorso, è parte di una strategia più ampia, pienamente condivisa da Regione, Provincia e Camera di Commercio».


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Buone idee imprenditoriali al “Cuppari”

L’ITCG “Cuppari” ha vinto il 3° premio di 2.000 euro in buoni acquisto come “Scuola maggiormente collaborativa”, nel concorso “La migliore idea imprenditoriale”, indetto dalla Cna di Ancona tra gli istituti superiori. I suoi progetti hanno realizzato il punteggio più alto tra gli 11 istituti partecipanti. Tre gruppi della 5A e 5B Igea, guidati dalle prof.sse Stronati, Benigni e Pomili, hanno presentato tre progetti di attività imprenditoriale: “Il magico mondo di Celì”, un’attività commerciale di prodotti per persone affette da celiachia o intolleranze alimentari con la consulenza di un nutrizionista; “A due passi da te”, un negozio di prodotti tipici marchigiani a km zero; “I migliori anni”, un centro ricreativo per anziani. Il concorso, inserito nell’ambito di “Crea Impresa” della CNA, si è trasformato in un vero e proprio laboratorio didattico per la creazione di impresa, per promuovere fra i giovani una più ampia diffusione della cultura imprenditoriale ed un approfondimento del ruolo sociale ed economico svolto dall’artigianato e dalle PMI nel territorio.

Pellegrinaggio Jesi-Loreto Venerdì 17 giugno si svolgerà il 33° Pellegrinaggio a piedi Jesi-Loreto organizzato dalla Diocesi di Jesi. Il programma prevede alle ore 20,30 ritrovo e iscrizione presso la Parrocchia “S. Antonio Abate” contrada Minonna; ore 20.45 preghiera comunitaria guidata dal vescovo; ore 21.15 partenza per Loreto con sosta di 30 minuti a Casenuove; ore 7.00 Santa messa a Loreto celebrata dal vescovo. Quota di iscrizione 3 euro, quota di prenotazione per eventuale ritorno in pullman 7 euro. Occorrente: gilet alta visibilità, scarpe comode, torcia elettrica, cibo e bevande. Per informazioni: don Vittorio 0731/212445, Luciano 347/3038197.

Pier Franco Giorgi vice direttore generale di Banca Marche Pier Franco Giorgi è stato nominato vice direttore generale Strategia e Controllo di Banca Marche. Giorgi affiancherà gli altri due vice direttori generali, Leonardo Cavicchia (Funzionamento) e Stefano Vallesi (Mercato). Pier Franco Giorgi, 50 anni, è in Banca Marche dal 1997, dove ha svolto prima il ruolo di responsabile Area Finanza e del Servizio Marketing Strategico, per poi diventare nel 2004 direttore centrale Commerciale e Finanza e nel 2007 direttore centrale Creazione Valore. Dal 2009 Pier Franco Giorgi ricopriva il ruolo di direttore centrale Pianificazione e Controllo Rischi.

Asilo in Brasile Grazie all’aiuto finanziario dell’associazione “Premio Vallesina” onlus che ha messo a disposizione l’intero incasso della serata di gala della quinta edizione del “Premio” svoltasi a Filottrano, e grazie al contributo di amici e sostenitori della costituita onlus “Missione Brasile”, don Luigi Carrescia, di Santa Maria Nuova, ha potuto riprendere i lavori della costruzione dell’asilo e del centro socio-educativo a Camaçari nella diocesi di San Salvador in Brasile dove è missionario da oltre 17 anni. Oggi la struttura ospita più di cento bambini dai 3 ai 5 anni divisi in due turni, mattino e pomeriggio, in aule confortevoli e dignitose, mentre le vecchie sale ospitano circa cinquanta ragazzi per il doposcuola attivo da quattro anni per coloro che incontrano difficoltà nella scuola pubblica. Se don Luigi riuscirà a completare il centro socio educativo potrà ospitare gruppi di lavoro quali corsi di alfabetizzazione, di cucina, di ricamo, di pittura e anche corsi di informatica nonché attività di formazione culturale umana e sociale per bambini, giovani e adulti. Da sinistra don Luigi Carrescia, padre Francesco Carloni (religioso cappuccino originario di Montecarotto e da 38 anni in Brasile) e padre Savio Corinaldesi (religioso saveriano e missionario dal 1962, originario di Monsano e al quale è stato conferito il Premio Vallesina nel 2006).


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La 5ª B della Scuola Conti in visita a Jesi e la sua Valle

Lo scorso 19 maggio la classe 5ª B della Scuola Conti è venuta nella nostra redazione per conoscere da vicino il lavoro di una casa editrice, soffermando l’attenzione, in particolare, sulle fasi di realizzazione della rivista Jesi e la sua Valle. I ragazzi, con le loro puntuali domande, si sono dimostrati molto interessati. La visita è poi continuata alla tipografia TJ.

Cicogne alla Sogenus

Durante la loro migrazione verso Nord, ventidue cicogne hanno sostato per cinque giorni nella discarica consortile di Moie e di Maiolati gestita dalla Sogenus. Da anni ormai il luogo viene scelto da cicogne, aironi e gabbiani per riposarsi e rifocillarsi, ma mai si era visto un gruppo così numeroso. Durante la loro breve permanenza l’azienda ha sospeso anche le visite scolastiche per non disturbarle. Buon viaggio!

Rapporto sul randagismo 2010 In base al rapporto annuale sul randagismo, presentato dall’Assessorato provinciale agli Animali d’affezione, risulta in diminuzione il numero dei cani ospitati nei dieci canili del territorio della provincia (tre pubblici e sette privati). Nel 2010 gli animali ospitati nei canili sono stati 855, contro i 1033 del 2008 e i 935 del 2009. A beneficiarne sono state le casse comunali con una spesa annua di gestione andata progressivamente diminuendo e passata dal milione di euro del 2008 agli 820 mila euro del 2010. Positivo anche il dato delle adozioni, largamente sopra le duecento unità. A ciò contribuisce una accresciuta sensibilità sull’argomento, ma anche le sovvenzioni per cibo e prestazioni veterinarie che molti comuni accordano a chi prende in affido un cane. A offrire questo contributo sono le amministrazioni di Ancona, Agugliano, Arcevia, Barbara, Camerano, Castelleone di Suasa, Corinaldo, Osimo, Cupramontana, Jesi, Ostra, Ostra Vetere, Ripe e Senigallia. Importante è anche il ruolo svolto da progetti varati dalla Provincia di Ancona come il portale Fidomicio (www.fidomicio.provincia.ancona.it), lo Sportello telefonico per i Diritti degli animali (331/9850212), a cui da oggi si aggiunge un nuovo strumento di comunicazione e di incentivazione delle adozioni: il blog Fidomicio, collocato all’interno dell’omonimo sito.

Rotary: il Premio all’Impresa va alla Diatech Assegnato alla Diatech Pharmacogenetics del dottor Fabio Biondi il settimo Premio all’Impresa del Rotary club di Jesi. L’innovativa impresa jesina, che opera da anni nel campo della ricerca, sviluppo, produzione di prodotti per la diagnostica in medicina e nel campo delle biotecnologie, è stata presentata alla stampa e ai presenti, durante la conviviale del 24 maggio scorso, dal presidente del club Marcello Magagnini. Laureato in Farmacia presso la facoltà dell’Università di Camerino, il dottor Biondi inizia la sua attività nel 1977 in un’industria di diagnostica ricoprendone l’incarico di direttore commerciale. Nel 1994 fonda a Jesi la Diatech e nel 2002 sviluppa come estensione una nuova società operante nel campo dei software applicativi: Explera soft srl. Nel 2010 trasforma Diatech in holding trasferendo l’operatività alla Diatech Pharmacogenetics.


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SPORT FLASH a cura di fabrizio romagnoli

Margherita Rocchetti campionessa italiana di twirling Margherita Rocchetti, della squadra A.S.D. Fantasy di Moie, il 14 e 15 maggio a Cantalupa (TO) ha vinto la terza ed ultima prova del Campionato Italiano di Twirling specialità free-style senior di Serie A1, laureandosi Campionessa Italiana 2011. L’atleta, con tanti sacrifici e umiltà, è riuscita ad arrivare al vertice di questo sport conquistando la stima e l’affetto dei tifosi, dei dirigenti federali e anche degli avversari. Prossimi impegni: 11 e 12 giugno a Bormio per la finale del Campionato Italiano di specialità tecniche, a luglio Campionati Europei di Torino, con la squadra nazionale, e ad agosto la partecipazione all’International Cup in Florida.

Prime conferme per la Jesina Chiusa a testa alta la stagione del ritorno in D col quinto posto in campionato e l’uscita nel primo turno playoff sul campo del Teramo, la Jesina lavora per programmare il futuro. Le conferme del diesse Augusto Bonacci e del tecnico Gianluca Fenucci erano giunte per tempo ad annata in corso, arrivano pure le prime ufficializzazioni quanto ai leoncelli che continueranno a far parte dell’organico: il portiere Rosario Niosi, il difensore Michele Alessandrini, il centrocampista Matteo Rossi, il difensore e capitano Nicola Focante e l’attaccante Tommaso Gabrielloni. Capitolo under: quasi tutti i giovani della scorsa stagione stanno rinnovando l’impegno con la società, molto vicini alla firma sono anche i classe ’91 Vincenzo Bediako ed Edoardo Costantini, tra i migliori nel rendimento dell’ultimo campionato. Un avvicendamento alla guida della squadra Juniores: Francesco Bacci, già tecnico del settore giovanile della Jesina, sostituirà sulla panchina della Primavera leoncella Stefano Belardinelli.

Basket, querelle PalaTriccoli protagonista Si infiamma la questione PalaTriccoli. Sull’impianto di via Tabano, l’Aurora bussa chiedendo utilizzo gratuito e sede al palas, e presentando un progetto di cogestione di cui fanno parte rifacimento del tetto e copertura fotovoltaica, gestione di spazi e denominazione pubblicitaria, attività commerciali (bar, articoli sportivi, scommesse, centro fisioterapico). Rispondono in Comune («Sbagliati ed ingenerosi inviti perentori. Negli ultimi anni il Comune ha speso oltre 1,5 milioni di euro per opere di manutenzione straordinaria al palasport. I dirigenti Aurora sanno che qualsiasi modifica alla convenzione in essere deve essere accolta dalla Uisp che ha regolarmente vinto il bando per gestire il palasport e fino al 2013 ha tutti i titoli per continuare in maniera esclusiva»), poi la Uisp: «Non siamo disponibili a nessuna cogestione. Il Palasport è un impianto sportivo e non va trasformato in un centro commerciale». Polemica per ora chiusa da una nota del Comune dopo l’incontro fra le parti: “Sono state individuate priorità, condivise, sulle quali l’Amministrazione comunale si è impegnata ad attivare gli uffici al fine di un nuovo confronto in tempi brevi e con precise ipotesi di fattibilità. Obiettivo dell’Amministrazione far coincidere, all’interno di regole chiare, valorizzazione degli impianti della città con il miglior utilizzo da parte di tutte le società sportive, garantendo equità e massima trasparenza”.

Fioretto, a Seoul vince Elisa Di Francisca A Seoul, nel Grand Prix FIE di fioretto femminile, torna ad esultare sul gradino più alto Elisa Di Francisca. La jesina ed Arianna Errigo ripetono la finale mondiale di Parigi dello scorso novembre e a vincere è ancora Elisa, per 15-8. Successo che per lei arriva dopo la vittoria della prova d’esordio stagionale a Tauber, il secondo posto al Gp Fie di Danzica ed il terzo posto a Torino e Shangai. Valentina Vezzali si ferma nei quarti contro la francese Maitrejean, poi sconfitta in semifinale da Di Francisca, che nei sedicesimi aveva superato Giovanna Trillini.


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Aurora basket, sguardo rivolto al futuro «Conferma degli sponsor di maglia. Nuovi soci. Rilancio del Club 6 con Noi. PalaTriccoli». Sciorinati uno dopo l’altro dal presidente Carlo Barchiesi in un’apposita conferenza stampa, ecco i quattro pilastri fondamentali, su cui lavorare, per rilanciare il domani della pallacanestro jesina ai livelli della Legadue. Se sul primo fronte conferme sono ad ora arrivate anche se sono da definire i contorni, sul secondo si sta cercando di spingere. Volti nuovi, nuovi ingressi in società per rinsaldare la compagine Aurora e darle la sicurezza di un prossimo, e di un più lontano, futuro, in cui mantenere il tenore dei campionati “prof” e delle soddisfazioni sportive vissuti da quindici anni a questa parte dalla pallacanestro jesina. Previsti cambiamenti e riequilibri all’interno del sodalizio aurorino: nuovi ingressi (in parte già individuati), ridistribuzione delle quote, qualche uscita a ridisegnare il volto arancioblu del domani dopo l’allarme lanciato a suo tempo. Il tutto con la solida intenzione, espressa già nell’incontro in Comune dello scorso marzo e riconfermata, di non mollare: anche di fronte alle difficoltà della crisi, l’Aurora Basket vuole esserci e mantenere il profilo di tradizione che negli anni di

Legadue le è riuscito di ritagliarsi. Decisa a guardare avanti, con l’aiuto di quanti più possibile potranno essere al suo fianco nelle prossime sfide.

Da sinistra, Livio Grilli, Carlo Barchiesi e Altero Lardinelli


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PRIMO PIANO

Come si supera la crisi?

Passare dalla CONVIVENZA alla COOPERAZIONE Intervista a Giammario Giovanola, da oltre venti anni consulente aziendale. di marina marini Dottor Giovanola, ci siamo incontrati qualche anno fa per un’altra intervista. Ricorda? Erano gli anni in cui si scopriva che esisteva anche la Cina… una minaccia per la nostra economia. Oggi, l’Italia è in mezzo ad una crisi economica, di cui si sentono pesantemente gli effetti, e della Cina ci siamo dimenticati. Oramai sembra essere tutto il mondo a farci paura… «Confrontarsi con l’altra parte del mondo oggi è diventato una realtà con la quale dobbiamo fare i conti. Ed è questa la questione principale da affrontare. Il resto del mondo può essere un pericolo in termini di concorrenza, ma anche una grossa opportunità. In passato l’abbiamo sempre e solamente visto come un pericolo, oggi, se si ha la maturità giusta per affrontarlo, può diventare una grande opportunità. La situazione mondiale è varia: c’è una parte che sta camminando velocemente, un’altra che comunque cammina, un’altra che sta ferma a porsi ancora gli interrogativi, e una parte che magari sta regredendo. Ma questo è un problema che non è nato oggi. È che non l’abbiamo mai voluto affrontare». E l’Italia come si colloca in questo panorama? «Sta ferma. A parte qualche punta di eccellenza, secondo il mio giudizio personale, il nostro è un paese rimasto indietro. In tutti i settori. Rispetto alle statistiche internazionali di dieci, quindici anni fa, se ci confrontiamo con gli altri paesi, siamo retrocessi in tutti i parametri: a livello di Pil, di vivibilità, di qualità dei servizi pubblici, di pressione fiscale, rispetto tutti gli indicatori di benessere. Non ce n’è uno sul quale abbiamo mantenuto le posizioni. È inutile dire che non c’è il declino! Noi ci siamo fermati, mentre gli altri stanno andando avanti e stanno anche correndo, perciò se non ci svegliamo…».

Da cosa dipende? «La nostra classe imprenditoriale, la nostra borghesia come si denominava qualche tempo fa, quella che dovrebbe essere la punta di diamante, che dà la spinta in una società liberale, comunque occidentale come la nostra, non è così dinamica come richiederebbero i tempi. Ed è chiaro che anche la classe politica che esprimiamo non è adeguata». La crisi quindi ha evidenziato le nostre inadeguatezze? «Sì. Questa crisi ha messo in evidenza, ha esasperato tutti i tipi di problematiche presenti da anni. Perché i problemi se non li risolvi, non è che si risolvano da soli. Non erano finzioni. La società stava cambiando e noi facevamo finta di niente. Ci siamo costruiti tutta una serie di indicatori e di scenari con i quali giustificare il fatto che era corretto fare quello che facevamo». Che cosa hanno di meglio gli altri paesi e perché non impariamo da loro? Dalla Germania per esempio. «Voler copiare il modello tedesco sarebbe per noi una vera forzatura. Ogni paese ha le proprie caratteristiche. I tedeschi sono bravi nell’organizzazione, nel darsi le regole e nel rispettarle, nel rispetto dei tempi. E sono molto efficienti…». Non mi sembra poco! «Per carità. Noi, su tutte queste cose, siamo meno bravi». Geneticamente? «Geneticamente! Però abbiamo qualcosa in più». Siamo più allegri? «Oddio, in questo periodo non tanto… L’allegria era comunque una nostra caratteristica che ci aiutava ad affrontare la vita. A parte gli scherzi, come qualità della risorsa umana noi non abbiamo nulla da invidiare a


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Giammario Giovanola si occupa da anni di progetti di sviluppo

nessuno. Se l’Italia è ancora la settima o l’ottava potenza nel mondo lo dobbiamo a questi nostri imprenditori che si danno da fare e non mollano mai, ma che ormai sono arrivati allo stremo». Che cosa manca allora ai nostri imprenditori? «Quello che manca è la cultura del lavorare insieme. È inutile che continuiamo a dire: facciamo squadra, facciamo squadra… se poi la mentalità è quella che se arrivo prima io e ti frego sono tutto contento. Per fare squadra, prima di tutto, bisogna essere capaci di progettare insieme. Avere a livello di paese un progetto comune. Oggi noi, purtroppo, non abbiamo un progetto unitario che si possa dire italiano. Su che cosa vogliamo puntare per andare avanti?... Un giorno puntiamo sul nucleare, un giorno sulle energie rinnovabili, un giorno sulla macchina elettrica e quell’altro sul treno ad alta velocità, un giorno sui beni di lusso e quell’altro sull’agroalimentare… Fino all’anno scorso i grandi cantieri erano la cosa più bella d’Italia, adesso li chiudiamo. È chiaro che se andiamo avanti così non riusciamo a mettere unità e non combiniamo molto». Che cosa andrebbe fatto? «Le direttive della Comunità europea sono sostanzialmente quattro: l’ambiente, l’energia, le telecomunicazioni e le energie rinnovabili. Si dovrebbe favorire lo sviluppo dei nostri distretti produttivi verso queste direttive, verso una società della sostenibilità». Piccolo è ancora bello? «Prima dicevamo che piccolo era bello, adesso si dice che piccolo è una disgrazia. Probabilmente è stato bello fino a che il mercato di riferimento era conosciuto, nazionale al massimo. Ora che per forza di cose il mercato si è allargato, le nostre piccole imprese non ce la fanno a gestirlo. Ed è per questo che devono fare rete». La ricerca mi sembra che sia un’altra nota

dolente del nostro paese? «Oggi senza ricerca non si fa più nulla. Non ne posso più di sentire che ci vuole la ricerca, l’innovazione, e poi i nostri ragazzi, dopo formati, li costringiamo ad andare a lavorare all’estero e tagliamo i finanziamenti alla scuola. Chi la dovrebbe fare la ricerca? Se la ricerca si fa ancora con le teste, mi sembra che qualcosa non funzioni». Stiamo quindi sprecando quelle risorse che, forse, in questo momento sarebbero fondamentali per una ripresa… «È proprio così! Le stiamo buttando via». … ma allora siamo stupidi!? «È questo il grosso problema che viene fuori quando è la fine. La crisi in fondo ha messo in evidenza la nostra inadeguatezza a capire i problemi. Dobbiamo mettere a sistema proprio questo: la ricerca e la parte immateriale, e riusciremo a creare sul territorio un discorso competitivo». Come ai tempi d’oro del made in Italy? «Esattamente. Dobbiamo capire che oggi non si vende più prodotti ma idee… quel qualcosa in più che giunge alla percezione degli altri. Con il made in Italy noi siamo stati bravi a vendere insieme al prodotto l’idea dell’Italia. Bisogna ritornare a far questo… È l’immateriale quello che conta oggi, bisogna con il prodotto essere capaci di raccontare una storia. Se no, il prodotto è un prodotto povero che può fare chiunque, e chiunque te lo può copiare e magari a prezzi più bassi dei tuoi. È questo, quello su cui dobbiamo puntare». Che consigli potrebbe dare all’imprenditoria locale. «All’imprenditore nostrano consiglierei di avere il coraggio di circondarsi di gente, tra virgolette, più brava di lui. Di risorse nuove. Dare spazio ai nostri


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ragazzi. Capisco che sia difficile per chi è stato capace di creare un’impresa, che magari è andata anche bene fino a oggi, lasciare il passo a qualcun altro. Però è necessario cominciare almeno ad ascoltare qualche voce dissonante dalla sua. Sicuramente lo aiuterà a capire meglio la complessità del mondo in cui si vive. Inoltre, l’intuizione conta sicuramente molto, ma ci vuole pure un metodo nel gestire un’azienda. Le aziende devono sapersi organizzare cominciando a capire che c’è una fase, prima, che è quella del pensare, del capire qual è il mercato in cui si vuole lavorare, pianificando quello che si vuole fare. Poi, l’agire, e qui noi siamo bravissimi; e infine controllare, e qui siamo un pochino meno bravi. Controllare con una certa frequenza per capire dove si sta andando è indispensabile, e non solo a sensazione, come sono abituati a fare molti dei nostri imprenditori, ma con strumenti adeguati per intervenire velocemente. L’organizzazione deve portare alla semplificazione per recuperare in efficienza che si ha solo quando un gruppo di persone sa lavorare bene insieme». Quindi puntare sulle risorse umane. «Certo le risorse tecnologiche sono necessarie, ma sono un presupposto. Sono le persone che ti aiutano veramente a capire le cose e a riorganizzarti in casa, per dare risposte più adeguate, più efficienti e in tempi più brevi». E il marketing? «Oggi il cliente è diventato un pochino più sofisticato. Bisogna avere la capacità di dialogarci, di starlo a sentire cercando di adattare la nostra offerta a quello che ci chiede». Curare le relazioni con il cliente, quindi… «Sì. Oggi il cliente è infedele per natura. Abbiamo

un’offerta di prodotti infinita e quindi va fidelizzato. E lo fidelizzi solo se riesci a capirlo, e lo capisci solo se ci parli con una certa frequenza. Perciò, la capacità di gestire una relazione diventa fondamentale. Ma oltre a queste due direttrici, l’organizzazione e il cliente, c’è il network. Comunque, il concetto, quello che deve diventare quasi uno slogan, che secondo me deve valere sia per l’imprenditore che per l’intero paese è: passare dalla convivenza alla cooperazione». Come si fa nascere questa cooperazione? «Mettendo insieme professionisti, imprenditori che abbiamo il coraggio di fare questo tipo di discorso, istituzioni, organizzazioni a livello imprenditoriale e sindacale. È chiaro che è un salto culturale che richiede tempo anche perché la mentalità cooperativa non ce l’abbiamo avuta mai. Ma cominciamo intanto a parlarne, a fare qualche tentativo, qualche progetto pilota. Qualche segnale di cambiamento c’è: alcuni imprenditori si muovono già nell’ottica di fare rete, qualcuno comincia a frequentare ambienti dove si parla di cultura di impresa, a livello governativo una legge sulle reti, fatta da Tremonti un anno fa, è diventata operativa. Nella nostra regione, ad esempio, abbiamo realizzato il Distretto del mare, un progetto che in qualche modo cerca di dare risposte alla crisi della cantieristica navale, una specie di officina del mare che offre servizi vari: manutenzione, attracco… e li unisce alla fruibilità dei servizi turistici e ricettivi del territorio, integrando quindi discorsi diversi. Il distretto “monocultura” ha fatto ormai il suo tempo, ormai si deve ragionare in termini di territorio considerando e valorizzando più aspetti insieme, altrimenti una realtà piccola come la nostra non va da nessuna parte».


ATTUALITÀ

Obiettivo 2020

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di paolo termentini

Un piano per ridurre i consumi energetici

Il Comune di Jesi ha partecipato alla settimana europea dell’energia sostenibile celebrando lo Zero Emission Day. L’obiettivo fissato dai parametri europei è di arrivare al 2020 riducendo del 20% i consumi energetici, aumentando del 20% la produzione di energie rinnovabili e diminuendo del 20% le emissioni di anidride carbonica (CO2). L’assessorato ai progetti speciali e allo sviluppo economico di Jesi ha raccolto la sfida delineando azioni e strategie per coprire o almeno ridurre il gap fra domanda e offerta di energia. «Il bilancio energetico redatto per l’elaborazione del Peac (Piano Energetico Ambientale Comunale approvato nel dicembre 2010) – analizza Barbara Calcagni, Energy Manager del Comune dal 2009 – ha evidenziato una domanda di energia complessiva del territorio jesino di 306.000 tep (tonnellate equivalenti di petrolio) che corrisponde a 7,7 tep per abitante e un’offerta di 236.600 tep che risulta essere pari a 6,0 tep per abitante, con un conseguente deficit energetico di circa 69.400 tep (1,74 tep per abitante). Grazie al programma Ecoregion è stato possibile effettuare il bilancio dell’anidride carbonica (CO2) sul territorio comunale, che ha visto il 2007 attestarsi su 280.711 tonnellate, quindi circa 7,08 tonnellate di CO2 per abitante». Ecoregion è un software di calcolo che consente l’archiviazione online e la distinzione della parte del bilancio, calcolata con dati locali, da quella elaborata sulla base di indicatori. «L’opportunità di approfondire la fase conoscitiva relativamente al territorio comunale – sottolinea la Calcagni – nasce dal fatto che tali studi risultano di base per lo sviluppo della politica energetica e propedeutici a qualsiasi intervento si voglia effettuare sul territorio». Compresi quelli sull’illuminazione pubblica. Come il piano di illuminazione a led della Zipa, con la sostituzione di 262 punti luce su 8 km di strada che consente il risparmio di 35mila euro sulla bolletta della pubblica illuminazione (140,58 tonnellate di anidride carbonica in meno nell’atmosfera), e un nuovo impianto, sempre a led, in via XXIV Maggio, con 32 punti luce ad alta effi-

cienza energetica per una riduzione dei consumi annui del 70% circa. Altra azione incisiva, l’installazione di sistemi fotovoltaici e solari termici sugli edifici comunali. Quelli fotovoltaici sono cinque, quattro da circa 5kw di picco e uno da 3kw (nelle scuole elementari “Collodi” e “Perchi”, nella media “Leopardi”, nella materna “Kipling” e nell’edificio scolastico di via Sanzio). Quattro sono invece gli impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria (al “Palatriccoli”, al polisportivo “Cardinaletti”, alla piscina ���Bocchini” e alla piscina “Conti”). Previsto inoltre il progetto Spes, uno studio di fattibilità sulle possibilità di autosufficienza energetica del polo sportivo nell’area di via Tabano, via delle Nazioni, via del Burrone e viale dello Sport. Altro piano mirato alla sostenibilità è il Contratto di quartiere: abitare il centro storico, un complesso di interventi edilizi per il miglioramento della sicurezza e della qualità ambientale: recupero statico e antisismico, abbattimento delle barriere architettoniche, bioarchitettura, strumenti per favorire risparmio energetico e la gestione idrica, integrazione in copertura di sistemi di captazione di energia solare. Il Progetto Zipa Verde è invece già caratterizzato da una impronta di sostenibilità e da criteri per la riduzione dei consumi energetici. Dal punto di vista degli interventi specifici l’area si caratterizza per la rete di teleriscaldamento, due edifici di bioarchitettura provvisti di pannelli fotovoltaici da 300 kw e un impianto fotovoltaico integrato alla struttura di ombreggiamento del camminamento interno dell’area industriale. Infine l’ecoinsediamento di via Appennini alta, piano di lottizzazione redatto secondo requisiti di sostenibilità.

Nella foto Barbara Calcagni


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ATTUALITÀ

REFERENDUM2011 di rolando romagnoli Sono quattro i quesiti dei referendum abrogativi per i quali si voterà domenica 12 giugno dalle ore 8.00 alle ore 20.00 e lunedì 13 giugno dalle ore 7.00 alle ore 15.00. Il referendum abrogativo di leggi e atti aventi forza di legge, previsto dall’articolo 75 della Costituzione, per-

mette di abolire una legge o parte di una legge già esistente. Se non viene raggiunto il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto, il referendum abrogativo non sarà valido.

Referendum n. 1 – ACQUA PUBBLICA I (Scheda di colore rosso) Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica Il primo quesito sulla privatizzazione dell’acqua pubblica riguarda le modalità di affidamento e gestione dei sevizi pubblici locali di rilevanza economica. Vota SI chi è contro la privatizzazione dell’acqua e contro la gestione dei servizi idrici da parte di privati. Vota NO chi è a favore della legislazione attuale. Referendum n. 2 – ACQUA PUBBLICA II (Scheda di colore giallo) Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito (abrogazione parziale di norma) Il secondo quesito sulla privatizzazione dell’acqua pubblica riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. In questo caso agli elettori viene proposta una abrogazione parziale della norma. Vota SI chi è contro la norma che permettere il profitto (non il recupero dei costi di gestione e di investimento, ma il guadagno d’impresa) nell’erogazione del bene acqua potabile. Vota NO chi è a favore della legislazione attuale che ammette tale guadagno. Referendum n. 3 – NUCLEARE (Scheda di colore grigio) Nuove centrali per la produzione di energia nucleare (abrogazione parziale di norme) A seguito del disastro nucleare di Fukushima in Giappone, il governo ha emanato il decreto legge 34/2011 dove viene inserita una moratoria, cioè una sospensione, di un anno, sull’avvio del programma nucleare. Tramite un emendamento al decreto Omnibus, il governo ha chiesto di modificare la normativa vigente, oggetto del terzo quesito referendario. L’emendamento concede al governo la possibilità di tornare sulla questione dell’energia nucleare in Italia dopo aver acquisito nuove evidenze scientifiche per la sicurezza nucleare. Nel momento in cui andiamo in stampa ancora non si è pronunciata la Corte di Cassazione per stabilire se l’abrogazione tramite emendamento del governo sia sufficiente a soddisfare l’obiettivo dei promotori del referendum. Vota SI chi è contro la costruzione di centrali nucleari in Italia. Vota NO chi è a favore della legislazione attuale che prevede un piano per il nucleare. Referendum n. 4 – LEGITTIMO IMPEDIMENTO (Scheda di colore verde chiaro) Abrogazione di norme in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale. Dopo la dichiarazione di parziale incostituzionalità della legge sul legittimo impedimento, la Corte di Cassazione ha autorizzato, con ordinanza, lo svolgimento del referendum. Vota SI chi è contrario al principio che il Presidente del consiglio o i Ministri abbiano la possibilità di non comparire in tribunale nei processi che li riguardano. Vota NO chi è a favore della legislazione attuale che prevede questa possibilità.


INIZIATIVE

We SERVE

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Il motto che identifica l’impegno dei Lions in tutto il mondo

Il Presidente del Lions club di Jesi, Michele Campo

di paolo termentini Il Lions Club di Jesi, coerentemente allo spirito di servizio che lo anima, ha deliberato il proprio Service Locale 2011, incentrato sul bisogno di sicurezza della famiglia. Il 20 maggio scorso all’Esagono, si è tenuto un evento pubblico di approfondimento sulle prospettive etico-sociale, economico-finanziaria e della circolazione stradale. E il 21 maggio, grazie a un’iniziativa dell’associazione culturale Salute & Guida presieduta da Franco Burattini, un gruppo di allievi ha seguito una lezione di introduzione alla guida sicura, trasferendo poi sul percorso allestito negli ampi spazi del Federico II la prova pratica. Alla due giorni dedicata alla sicurezza vanno poi aggiunti i due interventi di riqualificazione, finanziati dal Lions di Jesi, degli attraversamenti pedonali di viale della Vittoria (zona Hotel Mariani – scale Carducci) e di via Gallodoro (zona San Sebastiano). Iniziative che si inseriscono nel piano della Comunità europea che nel decennio 2011/2020 intende dimezzare il numero delle vittime stradali. Ne abbiamo parlato con il presidente del Lions Club di Jesi Michele Campo. Presidente Campo, da dove parte questo progetto? «Parliamo di un progetto particolarmente articolato che prende lo spunto dal diffuso senso di disagio sociale, analizzandolo dal nucleo base: la famiglia. Dal senso di incertezza per il futuro deriva il bisogno di sicurezza della famiglia che è poi risultata la denominazione dell’incontro di approfondimento che ha dato il via alla due giorni lionistica nella nostra città». Quali sono le principali riflessioni emerse nell’incontro pubblico del 20 maggio scorso e quale il suo giudizio complessivo? «Faccio mie le considerazioni del prof. Vittorio Cigoli, psicoterapeuta della famiglia con cattedra presso l'Università Cattolica di Milano, che ha introdotto l’argomento, approfondendo la tematica in studio: «Dopo tanti convegni, dibattiti,

tavole rotonde finalmente una sessione che mette insieme molteplici e varie intelligenze ed angoli prospettici e riesce a dare una visuale nitida delle risposte possibili al bisogno di sicurezza della famiglia». Difficoltà concettuale quella del “senso di sicurezza”, che non è in grado di eliminare i pericoli, ma li fa riconoscere. Importante la figura genitoriale per un rapporto chiaro: la madre per la sicurezza affettiva, il padre per la sicurezza nel rapporto con il mondo. Il dott. Antonio Antonellis, direttore regionale Inps Ancona, ha lucidamente delineato la condizione sociale marchigiana e ha espresso le cause dell’incertezza del futuro per i lavoratori, Don Nello Barboni per la Caritas ha proposto uno spaccato incredibile della articolazione dei bisogni sia dei corregionali che degli extracomunitari che trovano in Caritas motivo di speranza e suggerisce costantemente il rispetto della legalità. Il Gruppo Gabrielli, attivo nella G.D.O. (Grande Distribuzione Organizzata), ha presentato tramite il dirigente Sabino Giorgi il proprio modo di dare sicurezza ai propri collaboratori ed alla clientela meno abbiente. La componente economico-finanziaria è stata quindi oggetto di una lucida analisi da parte del direttore generale Ubi Bpa Luciano Goffi, che, prendendo spunto dall’insicurezza come anticamera del declino di una società, ha suggerito percorsi virtuosi per stimolare il risparmio, gli investimenti, la crescita. La sicurezza nella circolazione stradale è stata vista dalla prospettiva del 118 regionale. La coordinatrice Paola Massei, presentando l’organizzazione del 118, ha fatto conoscere l’organizzazione e le modalità di intervento del 118, cosa assolutamente non banale dato che dal corretto uso del 118 deriva la salvezza di vite umane. È stato un intervento significativo, tanto che ho ritenuto doveroso dichiarare l’impegno del Lions Club di Jesi a facilitare tale conoscenza, secondo modalità e tempistiche da verificare».


La Regina del Coniglio di giovanni filosa Altro che “desperate housewives”, a Jesi quel telefilm americano, in cui casalinghe insoddisfatte si cimentano con la vita camminando su trampoli e scassando uova sul loro cammino, non ha attecchito. La nostra città, distesa come un vecchio addormentato, ogni giorno ne sforna una nuova. E come Archimede Pitagorico gridava “eureka” ad ogni invenzione, anche il Palazzo lo ha fatto quando ha scoperto, per esempio, l’importanza sociale, geografica e climatologica della rotatoria. Questa Jesi proiettata nel terzo millennio è stata capace, ricordiamolo urbi et orbi, di dare i natali non solo a santi, navigatori, schermitori, idraulici, industriali, calciatori e musicisti di grido, ma anche alla “campionessa italiana della cucina per casalinghe”. Non professioniste, chiaro. Lei è Carla Saveri, donna di una bellezza classica e raffinata, che alterna il lavoro ad una partita di tennis, o ad una sfida all’ultimo sangue a burraco, segue la crescita dei figli mettendosi, dietro ad una parnanza, in cucina a spignattare. Inventa, come Archimede. Hobby e vocazione, in una famiglia patriarcale, protettiva e tradizionale. «Ho vinto il titolo con la ricetta del coniglio in porchetta, una cosa che rappresenta al meglio la cucina della nostra regione e la nostra tradizione. La chicca che ha reso la ricetta diversa? Io disosso il coniglio. All’occhio si presenta meglio, pensaci, non trovi?». E la vediamo in tv, in diretta a “Formato famiglia”, sulla piattaforma sky, mentre con Andy Luotto evidenzia l’importanza delle cotiche e del finocchio selvatico. Ma anche della presenza discreta dell’uovo. «Adesso lo sai che mi chiamano la Regina del Coniglio? E che mi hanno invitata come ospite d’onore alla sagra del coniglio in porchetta a Vaccarile, a metà giugno? Io che non volevo manco partecipare a questo campionato e se non fosse stato per Novella Merli che mi ha spinto e mio marito, anche lui un esperto dietro

ai fornelli, staremmo qui a parlare d’altro». Già, Carla l’ho intervistata per la prima volta molti anni fa. Ha sempre avuto (vedi che riviene fuori Archimede?) un geniaccio, una voglia di stupire con effetti speciali. Allora la intervistai perché, insieme alla madre ed alla inseparabile zia, un trio di una serenità da copiare, lavorava a mano per preparare merletti e ricami per Gianni Versace. Passione e fantasia. Già, Versace aspettava i lavori casalinghi da Jesi. E sorride mentre ricorda quei momenti affascinanti, e la piega del viso prende la direzione che gli darebbe Julia Roberts nei momenti di tranquillità. «La cucina per me non è certamente un lavoro, ma un hobby. E soprattutto cucino perché credo molto nei momenti conviviali e sociali». Vivendo la nostra città intensamente, nulla vieta che qualche politico ti chieda una ricetta particolare da cucinare per il Palazzo. Ne hai in mente una in particolare? «Certo, una bella ribollita…». Ora quale ricetta stai cercando di proporre con le tue “variazioni” sul tema? «A casa mia piace molto cucinare il pesce, anche se non fa parte delle tradizioni jesine…». Non penserai ad una edizione riveduta e corretta del sushi? «Quello se lo mangiano i giapponesi. No, anche per il pesce, la fantasia della casalinga sta proprio nel proporre, a tavola tutti i giorni, un piatto che non richieda un grande sforzo. E soprattutto realizzato divertendosi, semplice e poco elaborato. Deve piacere a tutti, però». Le chiedo se ha un sogno nel cassetto, magari in quello della cucina. È disarmante, quando mi dice semplicemente: «Pensare a quello che debbo preparare per la famiglia per stasera, altrimenti che si mangia?». Ciao, e queste sarebbero le casalinghe disperate?


informazioni promozionali

ZIPA INNOVA Il Consorzio si propone nella veste di soggetto gestore di aree produttive ecologicamente attrezzate. «Molti sono i cambiamenti che avverranno nel futuro del Consorzio ZIPA» ha affermato il presidente Ennio Coltrinari aprendo il convegno ZIPA INNOVA, organizzato nell’auditorium del centro direzionale ZIPA di Jesi venerdì 6 maggio. «Questo perché Zipa intende presentarsi come promotore dello sviluppo economico, imprenditoriale e civile per il territorio regionale, obiettivo nel quale intende coinvolgere gli attori del cambiamento: istituzioni e imprese». Il tutto è legato alle APEA (Aree produttive ecologicamente attrezzate), tramite le quali il Consorzio intende gestire al meglio gli impatti sull’ambiente inevitabilmente generati dalle imprese. «Gestire al meglio questi impatti è una necessità ecologica, economica e sociale» ha sottolineato nel suo intervento Leonardo Leoni, il nuovo direttore del Consorzio Zipa. «La qualifica di APEA è volta a valorizzare un risultato complessivo d’area, al di là di quello aziendale. L’obiettivo strategico cui tendere è la chiusura dei cicli produttivi nelle diverse componenti ambientali: consumare meno risorse, produrre meno rifiuti, condividere servizi, infrastrutture e impianti». Elementi fondamentali delle APEA sono infatti il sistema di gestione unitario e la dotazione di infrastrutture e servizi comuni di area. «Ebbene, ZIPA si propone per un ruolo di gestore unico che è connaturato alla sua storia, al suo operare a favore di insediamenti di eccellenza» ha quindi concluso Leoni. Affinché le APEA rappresentino veramente per le imprese un’opportunità di insediamento di eccellenza, ZIPA ha già avviato rapporti di collaborazione con istituti di ricerca ed imprese interessate allo sviluppo del nuovo modello insediativo rappresentato dalle APEA. E proprio Salvatore Fiorino, del Cnr di Roma, ha illustrato il progetto GENESI (GENerazione di Sviluppo Industriale) che ha l’obiettivo di formare una rete stabile di connessione tra mondo della ricerca pubblica e aziende nel campo meccanico e dei sistemi di produzione. Tra i risultati attesi vi saranno l’apertura di sportelli alle imprese, spin–off, contratti e collaborazioni di ricerca. Il progetto, che vede interessate le regioni Lazio e Marche, si è classificato al primo posto della graduatoria nazionale nell’area “Tecnologie meccaniche e della produzione industriale” del bando RIDITT (Rete integrata per il trasferimento di tecnologie e metodologie per la generazione di sviluppo industriale in sistemi di produzione) del Ministero dello Sviluppo Economico. Nell’ambito dello stesso bando è risultato finanziabile anche il progetto SMILING (SMart In home LIviNG) nell’area delle tecnologie per l’automazione e sensoristica, in particolare Domotica, Assistenza a distanza, Usabilità. Durerà 21 mesi e costerà complessivamente 2 milioni di euro. In sostanza, si tratta di «un laboratorio distribuito che, partendo dall’ambito della ricerca, faccia ricadere sulle impre-

se le tecnologie innovative per lo sviluppo di sistemi e applicazioni nei campi di interesse» ha detto Sauro Longhi, del Dipartimento di ingegneria informatica dell’Univpm. A proposito di sostenibilità ecologica delle infrastrutture, Andrea Ilari, responsabile Business unit energy technologies del gruppo Loccioni, ha parlato di Leaf community, la prima comunità eco sostenibile in Italia, in cui si abita in appartamenti a zero emissioni di CO2, si lavora in edifici efficienti e si produce energia dal suolo, dall’acqua e dalla terra. Insomma, un’anticipazione di ciò che potrebbe essere l’APEA voluta da Zipa. Nell’occasione del convegno ZIPA INNOVA, l’auditorium del Centro direzionale è stato intitolato ad Augusto Bocchini, la cui figura, non solo di presidente del Consorzio, è stata ricordata dall’ex direttore Mario Bucci. «Con la sua presidenza ci fu un cambio di indirizzo rispetto al passato. Una nuova mentalità imprenditoriale entrò nella gestione di un ente pubblico in corso di trasformazione, i suoi dieci anni di presidenza segnarono un periodo di grandi risultati che rimarranno indelebilmente legati alla sua attività di imprenditore privato impegnato a perseguire obiettivi di interesse generale».


SOCIETÀ

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RIDERE È UNA COSA SERIA Con la clownterapia un sorriso nelle corsie degli ospedali di emanuela corsetti Sono pagliacci, ma sono professionisti volontari. Dietro un naso rosso e un buffo nome d’arte, questi ragazzi dal cuore d’oro lavorano gratis in tutta Italia (sono più di 3000!) nelle corsie degli ospedali dei reparti oncologici, nelle case di riposo e direttamente a domicilio, per portare un raggio di gioia ai meno fortunati. Ho incontrato Massimiliano Giorgini, ovvero Clown Verdicchio, a qualche giorno di distanza dal raduno dei Vip (Vivi Positivo) nella piazza della Repubblica di Jesi. Mi spiega che «all’inizio eravamo solo volontari di corsia, ma col passare del tempo siamo stati accettati in moltissimi ambiti e abbiamo presto iniziato ad esportare i nostri progetti all’estero. Tramite le ONG (Organizzazioni nazionali Non Governative) siamo stati in Brasile, in Palestina, in Romania, e quest’anno andremo a Kiev». In cosa consiste la clownterapia, e come fate a conciliare l’opera di volontariato con gli impegni del quotidiano? «Noi gestiamo quello che amiamo definire il tempo liberato, perché in realtà di tempo libero non ne abbiamo. Da quando però abbiamo capito che l’importante è esserci, fare il clown è diventato parte di noi. Non è un impegno, anche se conduciamo il progetto con estrema responsabilità, ma è una missione che inizia pensando di fare qualcosa di bello per gli altri, e invece poi le emozioni che ci ritornano sono molte di più, difficile spiegarlo a parole». Lavorate solo con i bambini? «Quando parliamo di pagliacci, è facile pensare che ci si rivolga solo ai più piccoli. In realtà la malattia non ha età, ed un sorriso fa bene a tutti, perciò la nostra federazione è a disposizione di tutti, da 0 a 100 anni. Andare nelle case quindi è importantissimo oltre che propedeutico, perché laddove c’è una persona malata, c’è una famiglia intera che soffre. Certo, a maggior ragione se si tratta di un bambino. Il nostro ruolo è quello di coinvolgere tutti, sia a livello psicologico che a livello pratico, per questo abbiamo bisogno di una formazione costante: due volte al mese ci incontriamo per fare aggiornamento tecnico ed emozionale». Ci sono dei corsi per diventare clown volontari?

«Certo, l’ultimo si è svolto presso lo Sporting club di Jesi il 27-28-29 maggio scorsi. Ma si tengono in ogni parte d’Italia, e chi volesse frequentare può contattare il sito www.clownterapia-jesi.it per avere tutte le informazioni. I corsi sono tenuti da una équipe di Torino in cui sono presenti psicologi, operatori di circo, della giocoleria, della magia e quanto altro possa servire a strappare un sorriso a chi ne ha bisogno!» Ma cosa vuol dire “Vivi Positivo”, e soprattutto come si può trasmettere questo valore quando si convive col dolore? «È un percorso che ognuno deve fare dentro di sé, e che alla fine ti dà la forza per affrontare ed anche accettare tutte le cose che capitano: non si può pretendere di emozionare senza mettersi in gioco. Quindi per ottenere un sorriso, è con un sorriso che si deve partire. Quello che intendiamo trasmettere non è solo un messaggio di gioia, ma anche di valori, che sono la condivisione, la fiducia, la solidarietà. E quando, a distanza di sei mesi da un singolo incontro in una corsia pediatrica, un bambino ha riconosciuto Clown Verdicchio anche senza il suo naso rosso, regalandogli un abbraccio, be’, questo dice tutto!» I clown volontari di Jesi cercano una sede, uno spazio grande per potersi incontrare ed esercitare i loro giochi, aiutiamoli in questo sogno perché “finché si è soli rimane un sogno, ma quando lo si condivide con tanti, ecco che si trasforma in realtà!”


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SPORT FLASH

Campionati Italiani Uisp di Judo a Jesi. Riccardo Coppari vince il titolo italiano

Sabato 14 e domenica 15 maggio si sono svolti, al Palasport di Jesi, i Campionati Italiani Uisp di Judo edizione 2011. Sabato si sono dati battaglia sul tatami gli atleti junior 1820 anni e gli atleti senior 20-35 anni; mentre nella giornata di domenica hanno combattuto gli atleti esordienti 12-13 anni e cadetti 14-17 anni. Alla due giorni di judo nazionale hanno partecipato ben 540 atleti provenienti da diverse regioni. La società Judo Samurai JesiChiaravalle, che ha curato allestimento tecnico e scenografico della manifestazione, ha piazzato ben nove dei suoi atleti sul podio. In evidenza su tutti Riccardo Coppari che ha vinto la sua categoria sabato pomeriggio, 73 kg junior, battendo tutti per IPPON (vittoria prima del limite, simile al KO della boxe) nel primo minuto di gara. L’atleta jesino, oltre al titolo italiano UISP, ha vinto anche le qualificazioni regionali della Federazione con diritto di accesso alle finali nazionali di Bari degli Under 23. Altra soddisfazione per la società Judo Samurai il conseguimento della cintura nera terzo dan per Federico Flavianelli e Andrea Coppari (il 17 marzo scorzo a Riccione), con tanto di complimenti da parte della commissione per la tecnica dimostrata, il notevole impegno e gli ottimi risultati raggiunti dai due giovani atleti, poco più che ventenni. Dall’alto: foto di gruppo; Riccardo Coppari; Andrea Coppari e Federico Flavianelli.

Corsi gratuiti di tiro con l’arco Gli arcieri dell’Associazione Selva Castagnola di Chiaravalle, ogni sabato del mese di giugno, dalle ore 15 alle 17, offrono corsi gratuiti di tiro con l’arco al campo di tiro che si trova prima del ponte sul fiume Esino. Info: 340/2345732, 331/3745283, www.arcieriselvacastagnola.com.

La New Basket Jesi al campionato italiano Master

La società sportiva dilettantistica New Basket Jesi già partecipante ai campionati FIP di promozione (persa l’ultima partita per passaggio a serie D) e I divisione 4ª classificata, parteciperà al campionato italiano Master – over 40 che si terrà a Pesaro dal 2 al 5 giugno. La New Basket Jesi Evolution si è arricchita di un nutrito manipolo di atleti con la a maiuscola, dal capitano di Jesi da sempre… Lupo Rossini, che sarà il trascinatore della squadra a Pesaro, a Steve Carney già in forza alla New Basket Jesi come giocatore e come coach, Danilo del Cadia, il gigante buono di Senigallia che ha trascinato alla vittoria nei play-off il suo Marzocca, andando in C1. A Pesaro saranno presenti 16 squadre provenienti da tutto il territorio italiano, L’Evolution team sta facendo tre allenamenti settimanali e diverse amichevoli per arrivare in formissima alla prima gara. Da sinistra, in piedi, Allegrini, Galiano, Bordoni D., Carney, Coen, Giardinieri, coach Rolando Giorgi. Accosciati: Pierandrei, Bordoni G., Zeppa, Paialunga, Flumini, Lupo Rossini. Assenti: Del Cadia, Carletti, Lovascio, Sebastianelli, Gigi Delli Carri.

Calcio femminile, l’EDP Jesina chiude terza in Italia Si chiude con un terzo posto, fra 97 squadre sui blocchi di partenza al via, la bella cavalcata stagionale delle giovani leoncelle del calcio in rosa della Edp Jesina Primavera. Messe in fila Roma (campione d’Italia uscente), Grifo Perugia, Lazio, Spello, Civitavecchia, P.S. Elpidio e Castelvecchio, le ragazze del presidente Coltorti e di mister Iencinella eliminano nei quarti di finale le friulane del Tavagnacco (1-1 in trasferta, in casa rimonta dallo 0-2 e vittoria 4-2) e vanno alla final four di Cervia. Partecipazione sfortunata nella semifinale: contro il forte Torino (poi Campione d’Italia Primavera dopo aver battuto 5-2 nella finalissima il Brescia), l’Edp deve rinunciare per infortunio a pezzi da 90 come il portiere Emma Guidi e l’attaccante Veronica Becci. Proprio quest’ultima, prima di farsi male, sigla il vantaggio Jesina ma il Torino risale e vince, 1-6. Nella finale per il terzo posto, Guidi stringe i denti e va fra i pali, una rete di Noemy Fabbretti firma il successo per 1-0 su Firenze d’una Edp che chiude col bronzo una grande stagione.


SPORT

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NORDIC WALKING Un nuovo modo di camminare

di fabrizio romagnoli - foto di augusto giglietti

Re-imparare a camminare. Cogliendo l’occasione per stare all’aria aperta e socializzare. E riscoprendo nella camminata un’attività fisica fra le più complete per il benessere, in grado di coinvolgere la gran parte del corpo. È il Nordic Walking, la camminata nordica. «Nordica perché nata in Finlandia, ma in realtà terreni ideali per praticarla possono essere proprio quelli delle nostre Marche. Pianura, salite e discese dal profilo dolce. E poi la spiaggia, sulla riva del mare, altra location particolarmente indicata». A parlare è Graziano Baleani, presidente ed istruttore, assieme alla moglie Monica Pasquinelli, della A.S.D. Nordic Walking Marche. «Una associazione affiliata al Coni e che ha iniziato l’attività nel gennaio 2010 ad Ancona, dove di recente un bel percorso è stato ricavato al parco del Cardeto – ci spiega Baleani –. Gli iscritti sono 200, non puri e semplici tesserati, ma tutti con alle spalle la partecipazione ai corsi. In quest’anno e mezzo, spesso abbiamo svolto le nostre iniziative sulla spiaggia di Palombina ma ora, oltre ad aver istituito una sede a Macerata, ci stiamo spostando (Graziano e Monica, jesina, abitano ad Agugliano, n.d.r.) verso Jesi, dove sono già 3-4 i corsi tenuti e c’è un fresco istruttore come Corrado Ceccarelli. Perché la mia convinzione è che il Nordic Walking vada praticato vicino a casa: l’unico modo per farlo con continuità è avere vicino un percorso da sfruttare, che dia possibilità di uscire e ritrovarsi con altri. Componente fondamentale, visto che la Scuola Italiana di Nordic Walking cui facciamo riferimento, rispetto ad altre che centrano magari l’attenzione sulla perfezione del gesto, tiene conto soprattutto degli aspetti socializzativi d’una disciplina che permette di stare all’aria aperta e tenersi a contatto con la natura. Star bene,

quindi, a diversi livelli: dal benessere, accessibile a tutti, al fitness che alza un po’ l’asticella. Fino al vero e proprio aspetto sportivo». Ma che cos’è il Nordic Walking, la camminata nordica? Una camminata con i bastoncini, come qualcuno avrà già avuto modo di notare in giro. Il bastoncino però non serve da appoggio: è usato per spingere. Aggiungere forza propulsiva a quella già data dalle gambe, riscoprendo nella camminata quell’importanza dell’utilizzo delle braccia che la consuetudine della quotidianità ha fatto dimenticare a molti. Per questo il Nordic Walking è un attività completa, in grado di coinvolgere il 90% della muscolatura corporea. «Una soglia che – dice Baleani – consiglio sempre di portare al 99% col sorriso, che utilizza i tantissimi muscoli del nostro viso e di sicuro è il modo migliore d’affrontare il Nordic Walking!». Con la spinta, non l’appoggio, dei bastoncini, non si va più veloci né si fa meno fatica. Il principio è che coinvolgendo il maggior numero possibile di muscoli si aumenta il dispendio energetico a parità di velocità e distanza percorsa. E si migliora la forma fisica. Non è cosa scontata e facile camminare coi bastoncini. «Ma, appreso il movimento e messa a punto la coordinazione, il passo alternato, l’alternanza dei movimenti di braccio e gamba opposti che ti accompagna nelle camminate (6-7 km, n.d.r.), fatto correttamente diventa un tutt’uno con la mente portando enormi benefici». Benefici fisici su tutto il corpo, anti-stress e generali (attenzione all’importanza di una corretta respirazione). L’auspicio ora, nello “sbarco” a Jesi, è che, dopo la disponibilità di Sport Action e Barchiesi Sport a dotarsi dei bastoncini, si arrivi a ricavare un adatto percorso cittadino. Per avere la camminata nordica “vicino casa”.


AGENDA

n.17/01/1935 m.27/04/2011

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29/04/1940 14/16/1965

Nel trigesimo della morte di

FERNANDA GUALDONI in JAVARONE

MARIA BALDI in BOROCCI I familiari la ricordano con affetto a quanti l’hanno conosciuta e stimata.

Il tempo passa, il tuo ricordo è sempre vivo in me. Tua sorella

10/04/1928 29/05/2009

CESARINA QUERCETTI in DONATI A due anni dalla scomparsa, il marito, il figlio, la nuora e le nipoti la ricordano con immutato affetto.

ANNA MARIA MARCELLETTI 5° anniversario

ALESSANDRO BUGATTI 1° anniversario

Il fratello Alberto Bugatti e i parenti tutti li ricordano con affetto a coloro che li conobbero in vita.

Il 13/06/2011 ricorre il 10° anniversario della scomparsa di FRANCO CONTADINI Il vuoto che ci hai lasciato è sempre grande nei nostri cuori. I familiari lo ricordano con immutato rimpianto a chi lo amò e ne apprezzò le doti di grande umanità. I tuoi cari. Una messa in suffragio sarà celebrata in San Francesco d’Assisi il 13 giugno alle ore 19.00.

12/06/2001 12/06/2011 Nel 10° anniversario della scomparsa di CIRO PORCARELLI La sua immensa dignità di vivere e lavorare con gioia rimanga viva nel ricordo di quanti lo conobbero e lo amarono. La sua famiglia



Jesi e la sua valle