Issuu on Google+

della Marca Trevigiana ANNO LXXXXVII N.5 - 2010 - POSTE ITALIANE SPA - PUBBLICAZIONE BIMESTRALE - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE 70% D.C.B.TREVISO

AUGURI AL MUNICIPIO DELLE IMPRESE TREVIGIANE S

ono un uomo fortunato: ho governato per un decennio il “municipio delle imprese trevigiane”. Non da solo. Insieme ad un consiglio e ad una giunta che sempre hanno saputo trovare l’unanimità in ogni decisione. 2.402 delibere di giunta e 147 delibere di consiglio senza mai un voto contrario. E’ stata la forza di questa squadra che ha permesso di trovare sostegni rapidi ed incisivi per arginare i danni di una crisi economica che non è finita e rischia di produrre gli effetti peggiori sull’occupazione. Soprattutto su quella di tanti giovani trevigiani. In questi anni ogni iniziativa ed ogni impegno, anche quelli più semplici e quotidiani, sono stati vissuti e realizzati con un unico obiettivo: rendere più forti le nostre imprese soprattutto quelle più piccole ed a conduzione familiare. Aiutarle a superare i confini locali per allacciare relazioni

Pag. 6

Design with care, i progetti degli studenti Iuav a Treviso

Pag. 8-19 Monitor economia su congiuntura, demografia d’impresa, turismo Pag. 21

Il mercato dei prodotti agroalimentari halal

Pag. 23-25 Guida ai mercati esteri: il Lussemburgo Pag. 26

Il lungo percorso di Basilea 3, gli obiettivi del Comitato di sorveglianza

Pag. 27

Strumenti di welfare e nuove reti sociali

Pag. 30-33 Speciale sulla Manovra d’estate, le principali novità Pag. 34-35 Precisazioni sulla segnalazione certificata d’inizio attività

Il presidente della Camera di Commercio Federico Tessari con il prefetto di Treviso Aldo Adinolfi

di business in Europa e nel mondo. Affiancarle nell’uso delle nuove tecnologie. Difenderle dall’eccesso di burocrazia e della concorrenza sleale. Mettere a loro disposizione un plafond di 60 milioni ad un tasso meno oneroso del mercato. Semplificare gli adempimenti usando lo strumento telematico. Questo impegno è la logica conseguenza di una constatazione che vorrei riassumere in un’immagine: “La differenza tra il giardino ed il deserto non è l’acqua. E’ l’uomo”. Quell’uomo che nes-

suna economia può permettersi di dimenticare nelle pieghe dei bilanci o nei chip dei computer. Quell’uomo, e donne naturalmente, che è stato la forza del modello veneto, un mix di lavoro, di solidarietà, di onestà e di cultura del territorio. Da queste convinzioni sono nate le collaborazioni con l’università Iuav, l’impegno nella formazione tecnologica, i laboratori del cambiamento, i progetti europei per la successione in azienda e la grande partita del Piano strategico con la Provincia di Treviso. Nelle pagine seguenti si può leggere il complesso dei progetti realizzati che riassumono la relazione di fine mandato ed il bilancio sociale. Sono la base, solida e condivisa, da cui possono ripartire gli amministratori della Camera di Commercio per disegnare un nuovo tipo di sviluppo. Come è stato ricordato nell’ultima Giornata dell’Economia sono le eccellenze che possono aprire la porta del futuro dando significato alle tante conquiste che abbiamo raggiunto nel recente passato: l’impresa diffusa, il capitalismo personale e competitivo, la sana economia del manifatturiero. Nella capacità di progettare e realizzare innovazione, nella cultura del ‘fare’, nel design e nella qualità ritroviamo gli anticorpi per combattere e vincere la malattia della bassa crescita. Questo è l’augurio che rivolgo alle imprese trevigiane per i prossimi anni. Federico Tessari

“… Bepi Maffioli, insuperato cultore della gastronomia trevigiana e veneta, diceva spesso che la cultura di un popolo si può capire più dalla storia della sua cucina che dalle guerre che ha combattuto. Ecco allora l’Atlante come guida aggiornata per lettori interessati a conoscere non solo il prodotto finale della terra ma la sua storia, il terreno dove è stato coltivato, la cultura che l’ha prodotto, il grado di reperibilità, la stagionalità, la guida all’acquisto, le tecniche per conservarlo e utilizzarlo e le ricette con i consigli per gustarlo…”. Dalla presentazione dell'Atlante Agroalimentare Trevigiano, di Federico Tessari presidente CCIAA Treviso


Attività camerali

2

LA RELAZIONE DI MANDATO 2006-2010 DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI TREVISO: LE ATTIVITÀ REALIZZATE, GLI OBIETTIVI RAGGIUNTI E GLI SCENARI DI SVILUPPO

Nel corso del 2010 la Camera di Commercio, in vista della necessaria programmazione pluriennale e tenuto conto della scadenza degli Organi camerali, ha inteso attuare un progetto capace di conglobare in un unico strumento comunicativo – la Relazione di Mandato 2006 – 2010 (unitamente al Bilancio Sociale di Mandato 2006 – 2010, su cui vedasi un articolo a parte in questo stesso numero della rivista) - il racconto e l’analisi di una serie di aspetti di rilievo ed esattamente: a) un rapporto economico riferito in particolare al periodo 2006-2010; b) una relazione sulle principali attività camerali realizzate nell’arco temporale di cui trattasi; c) una proiezione sugli scenari e le prospettive di sviluppo. Ne è scaturito un rapporto ampio e dettagliato, supportato dal punto di vista editoriale grazie all’intervento di Retecamere scrl (società del sistema camerale che si occupa in particolare di rendicontazione sociale), all’interno del quale è possibile trovare un resoconto puntuale delle iniziative promosse dall’Ente nel periodo di mandato per sostenere il sistema socio – economico locale, grazie all’impegno degli Organi camerali – Consiglio, Giunta, Presidente, Revisori dei Conti e Organo di Valutazione Strategica – e al supporto della struttura organizzativa interna. Ad impreziosire tale resoconto vi sono, come accennato, due ampie sezioni, una prima dedicata al quadro economico delineatosi nel recente passato e una seconda, collocata nella parte finale della relazione stessa, incentrata sull’analisi dei possibili nuovi modelli di sviluppo e di consumo. Entrambe sono state curate da un prestigioso gruppo di economisti formato da Giancarlo Corò – Dipartimento di Scienze Economiche, Università di Cà Foscari di Venezia, Roberto Grandinetti – Dipartimento di Scienze Economiche dell’Università di Padova e Alessandro Minello – Centro Interdipartimentale Economia e Cultura della Globalizzazione, Università di Cà Foscari di Venezia. Per quel che concerne l’operato della Camera di Commercio, l’attenzione si è in particolare concentrata su

5 punti, corrispondenti in primis alle 4 linee strategiche d’intervento approvate dal Consiglio camerale ed esattamente il riposizionamento competitivo del territorio, l’innovazione, le tipicità, i distretti, le reti di imprese nonché le politiche per la conoscenza, con l’aggiunta di un quinto, riguardante le innovazioni gestionali e di servizio dell’Ente. Tali strategie si sono concretizzate attraverso l’azione congiunta della Camera, degli Enti pubblici territoriali e delle imprese, anche attraverso il mondo associativo che le rappresenta. Dal resoconto che ne è derivato emerge un quadro puntuale di tutte le numerose iniziative a elevato valore aggiunto che, durante il periodo in considerazione, la Camera di Commercio ha realizzato per promuovere e valorizzare l’economia del territorio: si tratta di una serie articolata di obiettivi e linee di intervento da cui l’Ente ha preso le mosse per mettere a punto, di anno in anno, specifici progetti concreti, continuamente adattati al mutare dello scenario di riferimento. L’impianto programmatico generale della Camera è stato altresì concepito in coerenza con il Piano strategico della Provincia di Treviso, sia rispetto al modello di sviluppo trevigiano nel suo complesso, sia per ciò che riguarda le specifiche azioni, con ampie aree di convergenza. Come detto, alle politiche di sviluppo l’Ente ha affiancato importanti iniziative per il miglioramento della propria operatività ed efficienza. Insomma, un impegno a tutto campo che ha visto la collaborazione anche delle Aziende speciali camerali Treviso Tecnologia e PromoTreviso – e di altre strutture a essa collegate, come Treviso Glocal, Curia Mercatorum, Alpaes, la Fornace dell’Innovazione, Tecnologia & Design, il Comitato per l’imprenditoria femminile, il Consorzio Marca Treviso nonché il Consorzio per lo sviluppo della Bioedilizia, di recente costituito. Entrando, seppur succintamente, nel merito dei 5 punti sopra menzionati (occorre, infatti, rimandare a una lettura più approfondita della vera e propria Relazione) e partendo dal riposizionamento competitivo, la Camera ha puntato – mediante azioni sistemiche, frutto della collaborazione di tutti - a favorire uno sviluppo equilibrato e a contrastare la crisi manifestatasi, compenetrando le ragioni economiche e sociali, conscia che la tenuta di un’impresa passa attraverso la crescita economica del contesto in cui opera. Da questi presupposti sono derivati gli investimenti sulla nascita di nuove filiere e il consolidamento di quelle esistenti, sui servizi per l’internazionalizzazione, sulla diffusione della responsabilità sociale delle aziende e sul

potenziamento del non profit, come modello di welfare provinciale, sull’orientamento al lavoro in risposta alle reali richieste del tessuto produttivo e sulla riqualificazione delle risorse umane, per un’occupazione sempre più di qualità. Circa l’innovazione, quale fondamentale driver strategico dello sviluppo, la Camera ha molto investito sulle energie creative del territorio, in particolare realizzando studi sulle trasformazioni economiche e tecnologiche in atto, promuovendo azioni di ampio respiro che hanno coinvolto centri di studio e di ricerca di eccellenza, per riqualificare processi, prodotti e modelli organizzativi e commerciali, in base alle reali necessità degli operatori. L’identità del territorio trevigiano è stata invece il filo conduttore che ha animato le multiformi iniziative condotte a favore delle tipicità dei prodotti locali, dei distretti e delle reti di imprese: da qui, numerose operazioni di tutela e di marketing territoriale, il rafforzamento del potenziale competitivo, dei processi di innovazione spontanea e delle collaborazioni interne in seno ai distretti, il sostegno alle reti d’impresa e alla nascita di nuove aziende, in particolare di quelle femminili, attraverso interventi di informazione, consulenza, assistenza finanziaria e operativa. Quanto alle politiche per la conoscenza, la Camera ha inteso rispondere con efficacia alle esigenze di qualificazione e formazione professionale di chi opera nel sistema economico locale, intraprendendo iniziative per favorire l’incontro tra aziende, formatori, università, ricerca e mercato del lavoro, consapevole che la conoscenza aumenta la competitività delle imprese, rafforza l’economia e sostiene il benessere sociale. In ordine al quinto punto, va detto che tutti i progetti portati avanti hanno visto, in parallelo, un costante aggiornamento della macchina organizzativa dell’Ente, attraverso il perfezionamento delle strutture, dei processi e dei servizi, per fornire agli utenti risposte sempre più tempestive e convincenti. Nelle pagine che compongono la Relazione di mandato si risponde, dunque, all’esigenza di dare conto dell’operato dell’Ente camerale - e delle sue strutture correlate - nel quinquennio di riferimento. Al tempo stesso, tuttavia, conferendo le necessarie chiavi storiche, prospettiche ed economiche di lettura, si è giunti a fornire un prezioso contributo di conoscenza per quanti abbiano a cuore le sorti dell’economia trevigiana, così da consegnare spunti d’attualità e stimoli di riflessione futura. Francesco Rossato


Attività camerali

3

TERZO BILANCIO SOCIALE DELL’ENTE: CONCLUSA LA RENDICONTAZIONE PER IL MANDATO 2006-2010 La missione istituzionale Con la pubblicazione del 3° Bilancio Sociale, la Camera di Commercio di Treviso intende continuare a dare centralità al tema della responsabilità sociale e della comunicazione strutturata verso la collettività di riferimento. Si desidera proseguire un’opera di “rendicontazione sociale”, puntando ad evidenziare se, ed in che misura, l’Ente sia stato in grado di realizzare utilità per le diverse categorie di portatori di interesse. Si è cercato di evitare un approccio di autoreferenziale apprezzamento delle attività svolte, tentando di conservare quei profili di imparzialità nei giudizi espressi, che sono garantiti solo se provenienti dall’esterno della Camera stessa. Tra l’altro la Cciaa di Treviso viene confrontata con i risultati a livello nazionale nel sistema camerale, quanto a qualità e gradimento dei servizi, da cui i lettori potranno apprezzare un posizionamento in genere migliore di quello medio. La rendicontazione sociale assolve il compito di verificare se ed in che misura siano conseguiti risultati in coerenza con le strategie e i compiti istituzionali propri dell’Ente pubblico. Ciò soprattutto attraverso un processo di descrizione di attività e risultati che sia supportato da un’imparziale verifica esterna basata su valutazioni provenienti dai portatori di interesse esterni ed interni all’Ente. I profili metodologici adottati sono coerenti con le linee guida della direttiva del 17.2.2006 del Ministero della Funzione pubblica (cosiddetta direttiva Baccini), proprio in materia di rendicontazione sociale nelle amministrazioni pubbliche. In relazione ai principali contenuti ed informazioni da includere nel Bilancio Sociale da parte di un Ente pubblico, nella direttiva si precisa che “gli elementi che caratterizzano il Bilancio Sociale” sono: • la volontarietà; • la resa del conto degli impegni, dei risultati e degli effetti sociali prodotti; • l'individuazione e la costruzione di un dialogo con i portatori d'interesse. Viene ribadito che l’identità della Camera di Commercio delineata dalla legge 580/93, recentemente modificata dal decreto legislativo 23/2010, è configurata come: • autonomia funzionale in grado di dialogare con pari dignità istituzionale con le altre amministrazioni pubbliche di livello locale e nazionale; • parte di un sistema a rete (il sistema camerale),

in cui è l’interazione tra i diversi soggetti a fornire valore aggiunto. L’Ente trevigiano infatti a livello locale è percepito quale istituzione che pur essendo espressione delle associazioni di categoria è caratterizzato da un ampio margine di autonomia nell’elaborazione di strategie e di gestione di progetti ed attività. Tale dato esprime una lettura positiva della capacità di governo dell’Ente da parte degli Amministratori: sono state attuate strategie nell’interesse generale, non nell’esclusivo interesse di parte delle categorie economiche rappresentate in Consiglio o in Giunta camerale. Tra i canali di comunicazione con gli stakeholder viene di gran lunga preferito quello della posta elettronica; in effetti la Camera ha adottato un piano di azione per diffondere regolarmente ai clienti le novità sui servizi erogati, sullo scenario economico locale, sulle modifiche normative di interesse generale, valorizzando la comunicazione on line anche attraverso la versione elettronica della newsletter di periodico aggiornamento. I dati dal 2006 al 2009 sono riferiti ai bilanci di esercizio chiusi al 31 dicembre di ogni anno, per il 2010 si prendono invece a riferimento i dati del bilancio preventivo economico. La metodologia usata è in linea con quella utilizzata nei due precedenti Bilanci Sociali (2002-2003 e 20042005), tuttavia in quest’ultimo lavoro viene rafforzato il ruolo dell’Ente camerale e del Network provinciale per lo sviluppo (le Aziende speciali e le Società collegate alla Camera di Commercio di Treviso), attraverso il calcolo del Valore aggiunto prodotto dall’intero “Network di Sistema”. Viene inoltre perfezionato il meccanismo di computo dell’effetto “moltiplicatore”, attraverso una disamina puntuale di tutte le iniziative realizzate nel quinquennio 2006-2010, informatizzate in un’apposita Banca Dati, e vengono evidenziati i risultati positivi conseguiti attraverso indagini di customer satisfaction di particolari servizi camerali, nonché di tutto l’Ente, consolidando il buon rapporto con l’utenza e gli altri stakeholder in generale.

Grafico 1: Valore aggiunto globale lordo

I risultati di natura economica, il Valore aggiunto prodotto e distribuito agli stakeholder e l’effetto moltiplicatore Una componente fondamentale del Bilancio Sociale è legata alla capacità di “misurare” l’utilità prodotta dalla Camera, dalle Aziende speciali e dagli Enti “di sistema” sopra citati, a favore delle diverse categorie di portatori di interesse. Come già indicato, rispetto all’approccio adottato per i precedenti Bilanci Sociali, si è ritenuto opportuno includere nel perimetro di osservazione e misurazione dell’utilità prodotta anche i dati di Treviso Glocal, di Curia Mercatorum e di Tecnologia e Design. Si tratta di società o enti che “fanno sistema” con la Camera di Commercio e le sue Aziende speciali, ed i cui dati sono quindi di particolare interesse nel processo di costruzione di un percorso complessivo di misura dell’utilità - prodotta prima e distribuita poi proprio a livello di “sistema Camera di Treviso”. Si ricorda che il Valore aggiunto può essere definito come “l’utilità economica che la Camera di Commercio mette a disposizione dei diversi soggetti, esterni ma anche interni all’Ente, che a vario titolo traggono beneficio dalla presenza e dall’operare della Camera stessa”. Dai dati esposti nel Bilancio Sociale si rileva che l’importo messo a disposizione dei portatori di interesse direttamente e soltanto dalla Camera di Treviso attraverso i proventi correnti – senza considerare quindi i proventi straordinari e senza considerare l’apporto delle Aziende speciali e degli Enti di sistema – è di oltre 85 milioni di euro nel quinquennio di riferimento. Inoltre, se al Valore aggiunto caratteristico lordo si aggiungono i risultati delle gestioni finanziaria e straordinaria si può determinare il cosiddetto Valore aggiunto globale lordo, cioè il dato complessivo di risorse camerali, provenienti dalla gestione corrente, da componenti di natura finanziaria o da componenti di natura straordinaria, a disposizione delle diverse categorie di stakeholder. Il grafico n. 1 evidenzia che l’importo del Valore aggiunto globale lordo complessivamente a disposizione delle diverse categorie di portatori di interesse, nel periodo 2006 – 2010, ammonta a circa 95 milioni di euro. Come si può notare, negli ultimi tre anni analizzati – 2008, 2009 e 2010 - la Camera di Commercio di Treviso ha consolidato la capacità di generare risorse per gli stakeholder in misura superiore ai 19 milioni di euro all’anno.


Attività camerali

4

Tabella 1: Risorse generate dal Network camerale Totale periodo 2006-2010 Treviso Curia Tecnologia Tecnologia Mercatorum e Design

Treviso Glocal

Promo Treviso

3.343.537

240.716

-35.191

61.688.190

0 57.700 796.833 2.566

0 161.215 3.281.479 109.392

0 27.012 652.679 7.943

0 3.131 52.858 -21.681

10.583.660 2.534.957 42.261.679 183.173

501.521

6.895.623

928.350

Dettaglio remunerazioni

CCIAA TV

Imprese, consumatori e altri clienti Sistema camerale P.A. Personale Ente (utile/perdita) Totale Valore aggiunto globale lordo

53.982.562

4.512.145

-355.578

10.583.660 2.025.953 27.787.030 424.567

0 259.946 9.690.800 -339.614

94.803.773 14.123.277

La tabella n. 1 evidenzia che il “Network camerale” ha complessivamente generato, nel periodo 2006 – 2010, risorse per oltre 117 milioni di euro a favore degli stakeholder; ciò senza considerare le risorse aggiuntive che grazie allo sforzo finanziario della Camera sono state attivate da altri soggetti – il cosiddetto effetto moltiplicatore – più avanti presentato. Alcune brevi considerazioni:  dei circa 117 milioni disponibili nel quinquennio, oltre 61 milioni sono stati destinati alle imprese, ai consumatori ed agli altri clienti ed attori del sistema economico produttivo;  a favore del personale interno, nel quinquennio, sono andate risorse per circa 42 milioni di euro;  di oltre 10 milioni è l’ammontare che la Camera di Treviso ha destinato a favore del sistema camerale, regionale e nazionale. Le "chiavi di lettura" utili a comprendere i dati sopra indicati sono le seguenti: 1. intanto è significativo rilevare come, in ciascuno dei cinque anni di riferimento, la principale parte del Valore aggiunto prodotto è destinata alle imprese, ai consumatori ed agli altri clienti/utenti della Camera (oltre il 52% del totale generale); 2. una consistente percentuale del Valore aggiunto – intorno al 9% - è a favore degli altri Enti del sistema camerale; 3. una parte di risorse, sul 2%, è destinata a remunerare la pubblica amministrazione, sia a livello nazionale che regionale e comunale. Sono imposte che la Camera e gli altri soggetti sono tenuti a corrispondere; 4. particolarmente rilevante, appena al di sotto del 36% del Valore aggiunto totale, è la quota volta a remunerare lo stakeholder interno, il personale. Il dato peraltro è la risultante della remunerazione del personale camerale

Totale

-883 117.251.660

– cui è destinato il 29% del Valore aggiunto prodotto dalla Camera stessa – e della remunerazione del personale delle aziende speciali e degli Enti di sistema; 5. un’ultima parte del Valore aggiunto distribuito è rappresentata dalla remunerazione dell’Ente stesso. Si tratta di quella percentuale delle risorse, peraltro nel quinquennio, pari allo 0,2%, destinata al consolidamento della struttura patrimoniale dell’Ente e degli altri soggetti. Riassumendo quindi i profili metodologici, viene presentata una misura complessiva dell’utilità prodotta a favore del sistema economico provinciale partendo dai dati del Valore aggiunto interno ed aggiungendo ad esso i dati delle risorse finanziarie aggiuntive a carico di altri ma che, senza i contributi camerali, non sarebbero state spese sul territorio e rispetto alle quali la funzione propulsiva della Camera è stata determinante. L’apporto più significativo alla creazione di una utilità aggiuntiva attraverso l’effetto moltiplicatore è stato dato nel 2009 e nel 2010 dalle risorse che la Camera ha messo a disposizione per favorire l’accesso al credito da parte delle imprese. Attraverso una convenzione con 15 Istituti di credito ed in coordinamento con i locali Consorzi Fidi, la Camera ha messo ha disposizione un Fondo di circa due milioni di euro che ha consentito di attivare linee di credito, appunto garantite dai Confidi, per circa 60 milioni di euro; si segnala che tale fondo è stato ad oggi quasi completamente utilizzato. La tabella n. 2 riassume il dato complessivo dell’effetto moltiplicatore della spesa a favore del sistema economico – produttivo locale generato dalla azione propulsiva della Camera nel sostenere e finanziare in maniera decisiva iniziative per lo sviluppo dell’economia locale.

Tabella 2: Effetto moltiplicatore della spesa a favore del sistema economico 2006

2007

2008

2009

2010 (prev)

Totale

Risorse camerali che generano effetto moltiplicatore

5.289.610

4.203.994

4.981.732

6.013.552

6.000.000

26.488.889

Effetto moltiplicatore

20.550.501

21.340.023

22.942.792

65.875.696

40.000.000

170.709.012

Sommando 117 milioni di euro ai 170 milioni di “Valore aggiunto esterno” si ottiene – nel quinquennio di riferimento – la ragguardevole cifra di oltre 287 milioni di euro che la Camera di Commercio è stata in grado di mettere a disposizione dello sviluppo dell’economia locale, del sistema delle imprese, dei consumatori, delle associazioni di categoria e dell’insieme degli altri stakeholder. In sintesi, sommando il Valore aggiunto destinato allo sviluppo economico, all’espansione della spesa generata dall’effetto moltiplicatore, si ottiene il Valore aggiunto allargato (interno ed esterno) generato dalla Camera di Commercio a favore dello sviluppo economico provinciale.

Le attività e i servizi erogati dalla Camera nella valutazione e nella percezione dei clienti Tra gli altri elementi meritevoli di apprezzamento si segnalano le valutazioni complessivamente più che positive, anche dal confronto con i dati medi a livello nazionale, verificati nel 2008 attraverso un’approfondita indagine di Customer satisfaction effettuata in modo esteso sui clienti di buona parte dei servizi camerali. Il Bilancio Sociale cerca quindi di fornire, all’insieme dei soggetti che a diverso titolo si interfacciano con la Camera di Commercio di Treviso, una possibilità di analisi, di apprezzamento ma anche di critica costruttiva, sull’operato della Camera stessa. Alla luce delle valutazioni sopra riportate, emerge che il livello di soddisfazione complessivo verso la qualità dei servizi della Camera di Commercio risulta essere migliorato (51%) o rimasto invariato (45%), giudizi senza dubbio positivi e ben superiori rispetto alla media nazionale di altre consorelle Camere di pari dimensioni, che invece riportano rispettivamente segnali di miglioramento per un 38% e di stabilità per un 42% circa. Si citano inoltre i dati relativi all’ultima indagine di benessere organizzativo svolta fra tutti i dipendenti dell’Ente. Ben il 65% degli intervistati ritiene la Camera di Commercio molto impegnata verso l’innovazione dei processi e dei servizi. Il documento completo sarà a breve tempo disponibile sul sito web dell’Ente camerale o per chi lo desidera è possibile richiedere una copia cartacea allo Sportello CSR e Ambiente, www.tv.camcom.it Antonio Biasi

Tabella 3: Dati di sintesi Descrizione

Importi totali

Totale Valore aggiunto globale

117.251.660

V. A. generato indirettamente (Effetto moltiplicatore)

170.709.012

Totale

287.960.672


5

Innovazione


Innovazione

6

DESIGN WITH CARE, I PROGETTI DEGLI STUDENTI IUAV A TREVISO Sono arrivati da New York, da Parigi, da Milano, i giovani professionisti scelti per guidare l’annuale esperienza progettuale dei workshop, svolta a Treviso in luglio. Considerati per il loro talento e impegno, le nuove promesse nel panorama del design internazionale, Emmanuel Babled, Todd Bracher, Diego Grandi, Constance Guisset, Luca Nichetto, oltre a Roger Remington, un autorevole graphic designer americano con la specificità sull’information design, hanno lavorato con 150 studenti provenienti dai corsi di laurea triennale e magistrale in Disegno industriale dello Iuav di Venezia. Massima attenzione quest’anno alla problematica dei distretti nei settori della ceramica, del vetro di Murano e del vetro pirex e che associano un elevato numero di aziende. A questo fine l’università si è preventivamente collegata con i centri di sperimentazione, le scuole di ricerca, l’associazione di design, i rappresentanti di distretto ed ha partecipato a tavoli di lavoro per mettere in luce i punti più deboli e individuare le criticità salienti. Una vera e propria rete di partner - dal Distretto della ceramica, porcellana e del vetro artistico di Nove, Bassano del Grappa e Este, alla IV Triennale "Ceramica al centro" di Este, alla Scuola del vetro Abate Zanetti e alla Stazione sperimentale del vetro di Murano - e tante persone che hanno affiancato la didattica a partire dalla conferenza di presentazione, continuando con dimostrazioni teoriche e pratiche nelle fornaci delle diverse aziende. In tal modo gli studenti, partecipando all’intero ciclo di lavorazione, hanno

potuto orientare la loro ispirazione con domande e interviste, appropriandosi della competenza dei maestri e sintetizzando tutti questi spunti in un panorama di ricerche estetiche e soluzioni innovative che sfruttano

le potenzialità delle tecnologie e dei materiali. E così i risultati, dopo una sola settimana di lavoro, sono stati sorprendenti: alcuni di questi hanno raggiunto un livello talmente avanzato che sono stati realmente prototipati dalle aziende, ad esempio i “tools”, utensili per la cucina (caraffe, vassoi, spremiagrumi, ecc) in vetro pirex nati sotto la guida di Todd Bracher. Oppure complementi “fluidi” in ceramica molto utili per la casa o per la tavola, elementi di illuminazione “architettonici” in vetro che impiegano nuove sorgenti luminose, oggetti che rileggono tutte le antiche tecniche artigianali muranesi per combinarle con funzioni innovative, fino a interessanti applicazioni di information design con l’obiettivo di tracciare una mappa “ragionata” dell’isola di Murano. E ancora nuove interpretazioni della ceramica dedicate alla città di Este, per valorizzare gli spazi pubblici con grandi installazioni outdoor o con piccoli interventi poetici che aiutino a migliorare la quotidianità delle persone. A conclusione in un grande fermento creativo, ogni gruppo si è cimentato nella valorizzazione dei propri progetti, esponendoli in una piccola mostra, nuovamente allestita a Nove in occasione della Festa della ceramica (28-29 agosto, 4-5 settembre) e a Bassano durante il Festival dell’artigianato (24-26 settembre) a testimonianza di una sinergia che ha l’obiettivo di interfacciare le istituzioni suggerendo nuove visioni di sviluppo nella produzione e nel lavoro. Chiara Pagani Photocredits Filippo Andriollo, Marco Mezzavilla


7

Unioncamere

INIZIATIVA NORD-SUD: COSTRUIRE UNA NUOVA REGIONE ECONOMICA IN EUROPA L’area attraversata dal corridoio Nord - Sud che va dalla Scandinavia al mare Adriatico presenta tutte le potenzialità per diventare una delle macro regioni più competitive d’Europa: 115 milioni di abitanti, 15 porti, 300 università, 75 distretti produttivi e una crescita media del pil stimata attorno al 6%. Delle possibilità di sviluppo e delle sinergie in materia di trasporti e logistica si è discusso nel corso della tavola rotonda Sviluppo regionale nella regione scandinavo-adriatica, organizzata da Unioncamere del Veneto – Eurosportello, in collaborazione con le Camere di Commercio di Berlino e Rostock, il 30 settembre scorso. All’evento, inserito nell’ambito dell’Iniziativa Nord Sud: costruire una nuova regione economica in Europa coerentemente con gli obiettivi della strategia “Europa 2020”, hanno partecipato Federico Tessari, presidente di Unioncamere del Veneto, Renato Chisso, assessore alle Politiche della mobilità e alle infrastrutture della Regione del Veneto, Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale di Venezia, Maria Krautzberger, segretario di Stato per il Trasporto e lo sviluppo urbano Stato di Berlino, Ulrich Bauermeister, direttore dell’azienda di sviluppo del Porto Rostock e vicepresidente dell’associazione degli operatori dei porti marittimi della Germania, e Christian Wiesenhütter, direttore della Camera di Commercio di Berlino. Moderatrice la giornalista Morena Pivetti. Obiettivo dell’Iniziativa Nord - Sud è arrivare a una strategia comune tra le regioni incluse tra Scandinavia e mare Adriatico al fine di definire politiche d’azione interregionale per la promozione economica e la coesione sociale e territoriale. Nel corso dell'incontro sono stati discussi i risultati del tavolo tecnico e articolato in due gruppi di lavoro focalizzati sulla rete dei trasporti e sulle energie rinnovabili. Fra i temi affrontati l’importanza dei porti come punti nodali del network trasporti; la connessione tra i corridoi dell’asse Baltico - Adriatico per il miglioramento delle infrastrutture; la cooperazione tra i porti dell’alto Adriatico (Napa) e la connessione col Medio Oriente e il Canale di Suez attraverso l’Adriatico. “Siamo convinti che esistano grandi potenzialità di sviluppo di questo corridoio che da nord a sud collega l’Europa – ha commentato Federico Tessari, presidente Unioncamere del Veneto –. Questo evento vuole essere un punto di partenza per un network stabile con l’obiettivo di realizzare una macro regione europea produttivamente

innovativa ed economicamente competitiva nel contesto internazionale. Bisogna lavorare per creare un clima di fiducia che favorisca gli investimenti per innovare e accrescere l’efficienza delle pmi. Nell’ultimo decennio il Mediterraneo ha assunto un nuovo ruolo strategico nelle relazioni con medio ed estremo Oriente. Il Nord Adriatico si candida a ricevere ingenti flussi commerciali dal Sud – Est asiatico per inoltrarli verso l’Europa centrale e l���asse Adriatico – Baltico è strategico perché si pone fra est ed ovest ed è il passaggio obbligato per merci e persone”. “L’iniziativa di Eurosportello si colloca all’interno di una politica regionale consolidata, attivata ancora alcuni anni fa con l’azione “un ponte tra l’Adriatico e Baltico” e che ora prosegue con il progetto SoNorA – spiega Renato Chisso, assessore regionale alle Politiche della mobilità e alle infrastrutture –. Questa nostra intuizione ha consentito alla Regione di essere capofila di un progetto internazionale di consolidamento e sviluppo dei mercati costruendo una relazione infrastrutturale e logistica che va dall’Adriatico ai paesi del Nord e Scandinavi, collegando anche quelli a est e ad ovest del corridoio stesso. In questa fascia di territorio, molto ampia e interessante, convergono dunque Europa centrale ed Europa orientale, unite dall’interesse di uno sbocco al mare che le connetta con il mondo intero. In questa logica i porti dell’alto Adriatico assumono una rilevanza straordinaria, non alternativa ma complementare rispetto ai grandi scali marittimi internazionali dell'Europa del nord. Si tratta non di un sogno ma di un concreto sostegno ad un vasto sistema di imprese, rispetto al quale dobbiamo capire quali siano gli interventi più efficaci per i diversi mercati”. “La rivoluzione economica globale vede crescere il Far East – Cina e India ma non solo – quale grande mercato oltre che luogo mondiale di produzione. La Germania, insieme al Nord Est italiano, è uno dei maggiori esportatori europei – evidenzia Paolo Costa, presidente dell’Autorità portuale di Venezia –. I porti

dell’alto Adriatico, di cui Venezia fa parte, rappresentano dunque l'accesso naturale di intermediazione delle merci con il Far East. Sarebbe delittuoso non approfittare prontamente di questa occasione”. “Berlino e Brandenburgo sono dei ponti tra nord e sud Europa – sottolinea Maria Krautzberger, segretario di Stato per il trasporto e lo sviluppo urbano Stato di Berlino –. La nostra strategia consiste nel favorire una forte cooperazione economica fra le regioni dell’Adriatico e della Scandinavia. Su questo asse verticale mittel europeo, che rappresenta il collegamento più veloce tra Mediterraneo e Baltico, si trovano infatti sette capitali dove vivono 115 milioni di abitanti, ovvero il 25% degli abitanti europei”. Al termine dei lavori tutti i partner hanno visitato alcune realtà venete di particolare interesse nei settori trasportilogistica ed energie rinnovabili. Il primo gruppo si è recato all’Autorità portuale di Venezia, il secondo ai laboratori Veneto Nanotech – Nanofab Labs. Giovanni Scomparin


Monitor economia

8

LA SITUAZIONE CONGIUNTURALE PER L’INDUSTRIA MANIFATTURIERA TREVIGIANA AL SECONDO TRIMESTRE 2010 La consueta indagine trimestrale sull’andamento dei principali indicatori economici delle imprese manifatturiere, condotta da Unioncamere del Veneto per il periodo aprile – giugno 2010, ha coinvolto in provincia di Treviso 237 imprese con 10 addetti e più (per un totale di 11.253 addetti) e 151 imprese con meno di 9 addetti (per un totale di 439 addetti). La presente analisi si focalizza principalmente sui risultati relativi alle imprese con più di 10 addetti, non trascurando di mettere in luce, ove emergano significative, similitudini e discrepanze riscontrate nel gruppo delle microimprese.

Produzione Nel secondo trimestre del 2010 Treviso registra un incremento tendenziale del +6,9%, che si posiziona al di sotto del dato veneto (+8,9% grazie ai contributi di Vicenza e Belluno). Prosegue il percorso di risalita intrapreso dall’industria provinciale rispetto al punto di minimo del ciclo

economico raggiunto nel secondo trimestre del 2009. Occorre, tuttavia, mettere in evidenza come il campione delle microimprese trevigiane rimanga in campo negativo, pur se con una flessione tendenziale più contenuta (-2,5%). La velocità della ripresa dipende dagli andamenti congiunturali, al momento ancora oscillanti. Dopo il rimbalzo negativo dello scorso trimestre, infatti, nel periodo in esame si registra un incremento congiunturale del +3,8%, crescita che trova conferma anche a livello regionale (+6,3%). D’altra parte si era già messo in conto che – dopo la tempesta – si sarebbe proceduto a vista e a strappi. Per quanto riguarda i risultati settoriali, appare interessante segnalare la performance positiva della meccanica sia sul fronte tendenziale (+8,8%) che congiunturale (+10,1%). Si evidenzia, inoltre, che anche il legno arredo torna ad avere variazioni positive seppur contenute a poco più del 3%.

Fatturato totale Anche per l’indicatore fatturato nel trimestre in esame si registra un buon incremento tendenziale (+8,3%)

di poco inferiore a quello realizzato a livello regionale (+9%). A tale risultato ha contribuito una variazione congiunturale del +4,7%, quasi la metà rispetto a quella veneta (8,6%). Per quanto riguarda l’aggregato delle microimprese, anche questo indicatore conferma la maggiore difficoltà ad agganciare i segnali ancora deboli della ripresa in atto. A livello settoriale, variazioni tendenziali particolarmente positive si registrano per le piccole e medie imprese del comparto macchinari.

Fatturato e domanda dall'estero È la domanda estera la componente trainante: lo si constata dalle variazioni del fatturato realizzato all’estero e della raccolta ordini dall’estero. Non lo si coglie tanto dal dato medio provinciale, probabilmente inficiato da singole situazioni aziendali amplificate dal sistema di ponderazione, quanto dai dati settoriali: questi possono non avere valore statistico in pieno, ma fanno intendere la possibile intensità del risveglio

Principali indicatori congiunturali dell'industria manifatturiera trevigiana Variazioni trimestrali e su base annua

PRINCIPALI INDICATORI

PRODUZIONE var. volume fisico rispetto al: OCCUPAZIONE variazioni rispetto al:

ANNO 2010

ANNO 2009

ANNO 2008

II trim.

I trim.

IV trim.

III trim.

II trim.

I trim.

IV trim.

III trim.

II trim. I trim.

trimestre precedente stesso trim. anno preced.

3,8% 6,9%

-3,9% 1,7%

5,8% -7,0%

-5,5% -14,8%

-2,1% -17,3%

-8,4% -13,9%

-0,7% -7,2%

-10,2% -3,5%

1,5% -0,6% -1,3% -0,2%

trimestre precedente stesso trim. anno preced.

0,2% -1,9%

-0,9% -3,6%

-0,1% -4,9%

-0,4% -5,8%

-0,4% -4,6%

0,5% -2,3%

-2,0% -2,0%

-0,8% -0,2%

-0,5% 0,0% -0,8% -0,3%

grado di utilizzo impianti

68,6%

67,0%

64,4%

62,4%

63,2%

64,2%

71,9%

72,1%

75,5% 76,4%

stesso trim. anno preced.

-1,8%

-0,8%

-2,0%

-1,5%

-2,4%

-1,0%

1,0%

1,8%

1,1%

2,1%

trimestre precedente stesso trim. anno preced.

4,9% 8,3%

-4,2% 2,1%

3,3% -9,0%

-5,7% -13,0%

-0,5% -16,2%

-9,7% -14,0%

1,1% -6,1%

-6,9% 1,6%

3,4% 0,6%

-0,1% 1,4%

trimestre precedente stesso trim. anno preced.

2,5% 1,5% 31,2%

-7,9% 2,4% 29,2%

5,8% -10,6% 29,9%

-3,4% -15,6% 28,6%

0,9% -15,4% 31,8%

-14,9% -15,8% 26,0%

4,4% -5,9% 30,5%

-5,8% 8,8% 34,1%

3,3% 2,6% 5,8% 0,4% 35,0% 35,8%

1,5% 2,0% 3,5% 8,0%

-1,3% -3,3% 0,6% 7,5%

2,5% 5,6% -6,5% -2,5%

-6,8% -5,4% -13,9% -14,1%

-4,1% -0,8% -18,1% -18,5%

-8,8% -10,1% -14,2% -15,2%

-1,9% -2,3% -8,9% -7,3%

-6,5% -4,5% -5,2% -2,4%

0,2% -1,4% 2,2% 2,0% -4,0% -0,8% 1,7% 2,0%

CAPACITA' PRODUTTIVA PREZZI DI VENDITA variazioni rispetto al: FATTURATO variazioni rispetto al: FATTURATO ESTERO variazioni rispetto al: % di fatturato venduto all'estero: NUOVI ORDINATIVI var. rispetto al trim. prec.:

dal mercato interno dal mercato estero var. rispetto stesso trim. anno prec.: dal mercato interno dal mercato estero

Fonte: Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto - Cciaa Treviso


Monitor economia

9

Le previsioni degli imprenditori per i prossimi 6 mesi Saldo tra giudizi positivi e negativi

20

10

0

-10

-20

Occupazione Per il nono trimestre consecutivo risulta negativa la variazione tendenziale relativa all’andamento occupazionale (-1,9%). Si noti, peraltro, come la componente straniera continui a subire le maggiori contrazioni.

Previsioni Anche dai giudizi previsionali per la seconda metà dell’anno traspare cautela: non si può parlare di ritorno del pessimismo, i saldi tra giudizi positivi e negativi restano a favore dei primi su tutti gli indicatori tranne che per l’occupazione, come purtroppo atteso. Niente dunque che rievochi il clima davvero allarmato di 12 mesi fa, quando il 40% degli imprenditori prevedeva forti contrazioni nelle performance aziendali. Il punto è che oggi, dopo l’iniezione di fiducia registrata a marzo (intuendo bene la ripresina imminente), gli imprenditori tornano ad addensarsi su giudizi di stazionarietà. C’è comunque un terzo delle imprese che sta meglio, 1

Occupazione

Fatturato

Domanda estera

giu-10

giu-09

mar-10

Fonte: Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto ed elaborazione grafica Cciaa Treviso

Confronto sull'andamento degli occupati stranieri e non, nell'industria manifatturiera trevigiana

Variazioni trimestrali tendenziali. Serie storica I° trim 2008 - II° trim. 2010

Grado di utilizzo degli impianti Nonostante lo “sprint” di primavera, le imprese che hanno vissuto direttamente sulla loro pelle le flessioni dello scorso anno continuano a muoversi con molta cautela: il grado di utilizzo degli impianti un po’ migliora (passando dal 67% al 68,6%) ma resta 4 punti distante dai livelli di fine 2008, nonché 10 punti sotto i periodi di “gloria”, come nel primo semestre 2007.

Domanda interna

-30 Produzione

della domanda internazionale. Nello specifico, i nuovi ordinativi dall’estero sembrano conoscere una variazione congiunturale del +9,2% per il legno-arredo, del +7,7% per i macchinari e del +8,7% per le altre industrie manifatturiere; mentre il tessile-abbigliamento abbassa la media provinciale a causa della consueta (ma forse più intensa del solito) flessione stagionale (-14,8%). In via più generale, gli stessi dati mensili provvisori sull’export trevigiano, di fonte Istat1, sembrerebbero confermare che il fatturato estero stia recuperando, seppur lentamente, il proprio ruolo trainante: dopo un primo trimestre 2010 ancora negativo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-3,5%), nei mesi di aprile e maggio le vendite all’estero del manifatturiero della nostra provincia ripartono con più decisione, mettendo a segno variazioni tendenziali del +10,1% (aprile 2010 su aprile 2009) e del +14,7% (maggio 2010 su maggio 2009). Giusto per non farsi prendere dall’euforia delle cifre (non opportunamente contestualizzate) ricordiamo che queste variazioni appaiono intense perché fanno riferimento al periodo in cui la crisi mordeva al massimo. Se l’ultimo dato disponibile (maggio) dell’export trevigiano recupera quasi il 15% rispetto allo stesso mese di un anno fa, non può essere dimenticato che la flessione delle esportazioni a maggio 2009, rispetto al maggio dell’anno precedente, sfiorava il -30%.

6 4

5,1 3,5

2 0 -2

1,0 -0,3

-0,8

-1,6

-0,2

-3,7

-2,0

-4

-4,6 -4,9

-4,5

-6

-1,9

-3,6

-4,5

-5,8

-8

-8,2

-10 -12

-3,0

-11,9

1° 2008

1° 2009

Totale addetti

-10,5

1° 2010

Addetti stranieri

Fonte: Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto ed elaborazione grafica Cciaa Treviso

che sembra fuori pericolo, prevedendo aumenti di produzione. Un quinto, al contrario, manifesta ancora difficoltà, scontando possibili ulteriori contrazioni. Analogo scenario si ha per l’andamento degli ordinativi. Va in particolare segnalato il mutamento di attese sulla componente estera: i giudizi ottimistici scendono al 30% degli intervistati (erano del 43% lo scorso trimestre), quelli pessimistici restano sostanzialmente stabili (al 17%), mentre aumentano soprattutto i giudizi di stazionarietà, che passano – da marzo a giugno - dal 38% al 53% (coinvolgendo dunque la maggioranza degli intervistati). Sul fronte della domanda interna scendono di 5 punti percentuali, rispetto al trimestre precedente, sia i giudizi ottimistici (dal 37% al 32%) che quelli pessimistici

A breve l’Istat renderà disponibili i dati del consuntivo al primo semestre 2010 rettificati.

(dal 24% al 19%) a favore di una concentrazione sulla stazionarietà (dal 39% al 49%). Per il fatturato rimane quasi inalterata la percentuale degli imprenditori pessimisti (21%) contro tuttavia una diminuzione di coloro che si schiera per un aumento dell’indicatore (percentuale che scende dal 43% al 35%); la differenza si riversa, ancora una volta, a favore della stazionarietà. Infine per l’occupazione, a fronte di un quadro quasi inalterato dei giudizi positivi (che passano dal 7% al 9%), si riscontra una contrazione di coloro che optano per i giudizi negativi (dal 20% al 14%) e quindi un corrispondente incremento dei giudizi di stazionarietà. Michela Bianchin


Monitor economia

10

IL QUADRO ECONOMICO INTERNAZIONALE Scorrendo gli indicatori internazionali di base si può meglio comprendere “a che punto siamo” della crisi, fornendo una cornice di sfondo alle indicazioni emerse dalle imprese provinciali. Il diagramma sul tasso di crescita del pil per l’Area euro, Germania, Italia e Stati Uniti (di fonte Eurostat) richiama bene l’idea del rimbalzo, vissuto dall’economia mondiale nel 2010 rispetto all’anno prima: rimbalzo che tuttavia sembra proseguire nel 2011 con tassi di crescita molto prudenti e anche con qualche leggero assestamento al ribasso, come nel caso di Stati Uniti (dal +2,8% al +2,5%) e Giappone. Prescindendo dal continuo aggiustamento delle previsioni (come accadeva nella fase recessiva, a conferma che i

modelli non reggono alle forti discontinuità di ciclo) e dai diversi numeri che si leggono a seconda delle fonti consultate (per l’Italia, ad esempio, Eurostat prevede una crescita del +1,4% nel 2011, contro il +1,1% del Fmi) conta il tema di fondo che emerge: l’economia è in risalita, ma il ritmo di risalita rimane lento, rispetto al contraccolpo subito, e con molti elementi di incertezza. Soprattutto fra le economie avanzate, il cui trend resta ormai profondamente disaccoppiato rispetto alle economie emergenti. Questo rimbalzo, come ampiamente noto, è stato determinato dalla ripartenza, anche improvvisa, della domanda internazionale: il grafico sull’andamento del commercio mondiale mette bene in evidenza lo scarto

Tassi di crescita del pil nelle principali economie Anni 2008 e 2009 e previsioni 2010 e 2011

Territorio

2008

Economie avanzate Stati Uniti Area euro Germania Francia Italia Spagna Giappone Regno Unito Canada Altre economie avanzate Economie emergenti e in sviluppo Mondo

2009

0.5 0.4 0.6 1.2 0.1 –1.3 0.9 –1.2 0.5 0.5 1.7 6.1 3.0

–3.2 –2.4 –4.1 –4.9 –2.5 –5.0 –3.6 –5.2 –4.9 –2.5 –1.2 2.5 –0.6

2010 (*)

2.6 3.3 1.0 1.4 1.4 0.9 –0.4 2.4 1.2 3.6 4.6 6.8 4.6

2011 (*)

2.4 2.9 1.3 1.6 1.6 1.1 0.6 1.8 2.1 2.8 3.7 6.4 4.3

(*) Previsioni Fonte: Fmi World economic outlook update (July 2010)

Totale

16.470 12.756 13.172 18.760 3.429 16.042 3.715 112 84.456 100,0 100,0 100,0 100,0

di crescita avvenuto proprio nel primo trimestre 2010 (+27,7% su base tendenziale), trasmessosi qui a Treviso verso aprile (come si è visto dai dati Istat sull’export del manifatturiero provinciale), con prosecuzione di analogo trend quanto meno fino a giugno. Ma – come ben intuiscono gli imprenditori trevigiani nel formulare i loro giudizi previsivi – è assai possibile che questo risveglio della domanda internazionale possa andare incontro, presto, ad una sua attenuazione. I segnali più evidenti si possono cogliere dal Pmi index statunitense (il sub-indicatore legato ai nuovi ordinativi scende di 13 punti da maggio ad agosto, passando da quota 65,7 a quota 53,1, appena sopra la soglia dell’espansione) e dal Baltic dry index, che già certifica per i mesi estivi un nuovo ampio flesso nei prezzi dei noli marittimi (segno che l’interscambio di commodities e di input per l’economia è tornato ad indebolirsi). Cosa che troverebbe conferma dalle prime anticipazioni sui dati del commercio mondiale di luglio. Anche le attese nei principali paesi europei sono segnate dall’incertezza, con la sola eccezione della Germania, che sembra invece avere ingranato una marcia in più (il grado di utilizzo impianti nelle industrie tedesche torna in prossimità all’ 80% distanziando di 13 punti la situazione italiana), forte della sua capacità di intercettare in via diretta (con la propria intelligenza commerciale) le componenti più pregiate della domanda internazionale. Anche per la locomotiva tedesca, tuttavia, le prime anticipazioni di luglio fanno intuire un possibile “raffreddamento della crescita” (Il Sole 24 Ore, 9 settembre 2010). Ad ogni buon conto, e con maggiore prospettiva, è lo stesso Fmi ad attendersi che il commercio mondiale, dopo il rimbalzo del +9% nel 2010, possa assestarsi al +6,3% nel 2011 (scenario che trasposto alle economie avanzate

Confronto tra economie avanzate ed emergenti Serie storica 2007-2010

Produzione industriale

Fonte: Fmi

Export

Fonte: Fmi


Monitor economia

11

Commercio mondiale. Valori assoluti in miliardi di dollari e variazioni percentuali tendenziali Serie storica trimestrale I° trim. 2006 – II° trim. 2010

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati Fmi

fa prevedere una dinamica degli scambi appiattita al +4,6% per il 2011). La situazione del resto è plausibile se si analizzano nel dettaglio le componenti della domanda: possiamo farlo con riferimento all’Area euro, scorrendo i dati relativi alla produzione industriale per tipologia di beni. Riparte soprattutto la domanda di beni intermedi, a conferma che questa ripresina di primavera è stata determinata soprattutto dal ciclo delle scorte, da livelli ormai minimi dei magazzini. Qualche segnale di vita lo si è registrato anche nella domanda di beni capitali: l’economia era stata per troppi mesi ferma e qualche investimento era diventato non più procrastinabile. Ma resta debole la domanda di beni di consumo: con estensione dell’incertezza anche ai beni non durevoli (considerati i piccoli scarti in positivo e negativo che caratterizzano le variazioni congiunturali su base mensile), per effetto della disoccupazione, che ha

eroso considerevolmente il potere d’acquisto delle persone. Il quadro è ancora peggiore in Italia: qui appare in trend negativo anche la produzione di beni di consumo durevoli. Risalgono la china solo le curve relative ai beni intermedi e ai beni strumentali, grazie alle industrie export oriented. Ma si è ancora molto sotto soglia “100”. La cosa emerge con più evidenza dall’andamento di sintesi della produzione industriale, ottenuto sovrapponendo assieme le variazioni congiunturali (ormai in positivo da febbraio), le variazioni tendenziali (che si ostinano sulla stazionarietà) e l’impietosa curva dell’indice della produzione, neppure a soglia “90”: ci disegna con chiarezza quella “U” molto aperta con cui dovremo fare i conti anche per i mesi a venire. Non è dunque ancora finita. Alle perturbazioni finanziarie, non risolte, si aggiungono ora gli effetti della disoccupazione, centinaia di migliaia di lavoratori con minore potere d’acquisto in tutto il mondo. L’equilibrio è

sottile: non è ben chiaro se un filo (costante) di crescita possa essere sufficiente per continuare la risalita ed uscire definitivamente dal guado. Con quali tempi? A quali costi? Permane il rischio di un surplus strutturale di capacità produttiva; inoltre, mercati con ridotta capacità di assorbimento (dopo anni di crescita drogata dal credito) non invitano ad investire in modo duraturo. E la Cina stessa (a suo modo) sta rallentando la crescita, per effetto della minore domanda globale (visto che è la “fabbrica del mondo”), ma anche per tenere sotto controllo le mille contraddizioni del suo sviluppo. Servirebbe – evocando Schumpeter - la forza propulsiva di una ulteriore rivoluzione tecnologica. Ma chi avrà il coraggio di lanciarla? O forse questa rivoluzione paradigmatica è sottotraccia alla stessa minore crescita, fonte sì di minori volumi, ma non di minori opportunità? Federico Callegari

Livello corrente della capacità produttiva dell'industria nei principali paesi europei Serie storica trimestrale 2006-2010 (Nace Rev.1.1)

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati Business and Consumer Survey


Monitor economia

12

LA CONGIUNTURA NEL COMMERCIO AL DETTAGLIO E NEI SERVIZI IN PROVINCIA DI TREVISO AL SECONDO TRIMESTRE 2010

Permangono in flessione le vendite nel commercio (-3,0%) soprattutto nel no food (-3,2%); cresce invece il fatturato nei servizi (+10,5%) grazie ai servizi alle imprese Unioncamere regionale ha diffuso il 23.09.2010 i risultati dell’indagine della congiuntura commercio e servizi relativi al secondo trimestre dell’anno in corso. Questa rilevazione – giunta al sesto trimestre consecutivo – è stata caratterizzata da alcune novità che hanno riguardano i dati del commercio su base regionale. In particolare per quanto concerne l’analisi per settore, oltre alla già presente ripartizione tra commercio al dettaglio alimentare e non alimentare, è stato introdotto l’aggregato della grande distribuzione (supermercati, ipermercati e grandi magazzini). Con riferimento agli addetti, invece, la precedente suddivisione tra piccola e grande distribuzione sia per il food che per il no food è stata sostituita con l’inserimento di tre nuove classi dimensionali: 3-9 addetti, 10-49 addetti e oltre 50 addetti. La rilevazione non ha subìto invece modifiche a livello provinciale. Tuttavia, come già osservato nel corso delle precedenti analisi trimestrali, ci si limita in questa sede a commentare unicamente le variazioni tendenziali – cioè quelle che confrontano il trimestre in esame con lo stesso periodo dell’anno precedente – per le motivazioni già citate in passato1.

Commercio al dettaglio L’indagine congiunturale sul commercio al dettaglio, relativa al secondo trimestre 2010, ha coinvolto un campione di 42 imprese trevigiane per un complesso di 848 addetti. Importante sottolineare che il campione risulta notevolmente ridotto rispetto a quello delle rilevazioni precedenti. Sono state infatti intervistate 10 imprese in meno corrispondenti a 177 addetti in meno rispetto al trimestre precedente. Più precisamente il campione delle 42 imprese è costituito da 32 imprese appartenenti al comparto non alimentare e 10 imprese dell’alimentare. E’ proprio in considerazione dell’esiguità del campione provinciale che l’analisi per settore verrà limitata unicamente ai risultati regionali. Il fatturato del commercio al dettaglio ha evidenziato in provincia di Treviso una diminuzione del -3,0% sull’anno precedente, in leggero peggioramento rispetto all’analoga variazione tendenziale segnalata al 31.03.2010 (-2,2%). Le vendite, tuttavia, sono ancor più in diminuzione se il confronto viene effettuato – sempre su base annuale – con quanto rilevato esattamente un anno fa quando erano pari al -0,8%.

Per contro a livello regionale si registra, per la prima volta, un risultato positivo: il fatturato ha segnato un incremento tendenziale del +2,3% proseguendo in questo modo la sua costante risalita iniziata a partire dal secondo trimestre dell’anno scorso. Va precisato subito comunque che questo risultato, come vedremo in dettaglio più avanti, è determinato esclusivamente dalle vendite della grande distribuzione. A livello nazionale l’andamento totale delle vendite del commercio al dettaglio - di fonte Istat - evidenzia una lieve diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-0,6%). Più marcata la flessione a Treviso degli ordini lanciati dai dettaglianti ai propri fornitori, con una variazione tendenziale pari al -7,5%, il peggiore risultato dall’inizio dello scorso anno. Si conferma anche per questo indicatore una variazione positiva per il Veneto: +2,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e miglior risultato dall’inizio della serie storica dell’indagine. Per quanto riguarda i prezzi di vendita si interrompe, a partire da questo trimestre, la sostanziale stazionarietà che aveva invece caratterizzato i valori delle precedenti

Commercio al dettaglio. Variazioni trimestrali tendenziali. Treviso e Veneto Serie storica I° trim. 2009 - II° trim. 2010

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto

1

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto

Le variazioni congiunturali – cioè quelle che confrontano il trimestre considerato con quello precedente - risultano di difficile interpretazione in quanto mostrano valori che non trovano una continuità nella serie storica ed evidenziano valori molto difformi tra le varie province venete e all’interno degli stessi settori regionali.


Monitor economia

13 rilevazioni. Treviso registra infatti una diminuzione pari al -3,7% rispetto al 30 giugno 2009 che non trova riscontro su base regionale. Analizzando i dati per canali di vendita e soffermandoci esclusivamente al dettaglio regionale emerge un diverso andamento tra piccola/media e grande distribuzione. E’ solo quest’ultima a mettere a segno, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, valori positivi: più precisamente una crescita del +5,3% del fatturato e del +5,4% degli ordini ai fornitori. La piccola/media distribuzione vede invece diminuire, sempre su base annua, le vendite del -2,9% e gli ordinativi del -2,8%. Questa diversa performance tra le due tipologie di vendita si riflette inevitabilmente anche sui risultati degli stessi indicatori per settori di attività. Sia il comparto alimentare che quello non alimentare evidenziano valori negativi, in termini di fatturato e di ordinativi, ma tra i due settori è il food quello meno penalizzato. Esso registra infatti una diminuzione del -1,7% per il fatturato e del -1,0% per gli ordini ai fornitori mentre il no food – che continua invece a risentire maggiormente del difficile momento congiunturale - ha evidenziato diminuzioni più consistenti e pari al -3,2% per entrambi gli indicatori. Per quanto riguarda i prezzi di vendita permane una sostanziale stazionarietà a livello tendenziale sia per il food che per il no food (-0,4% e -0,3%); risultano invece in lieve diminuzione i prezzi praticati dalla grande distribuzione (-1,2%). A parziale supporto di questa analisi è la lettura degli indicatori per classi dimensionali. Si conferma infatti l’andamento negativo per la piccola distribuzione (3-9 addetti) con un -5,5% in termini di fatturato e un -4,8% per gli ordinativi; in crescita invece la classe intermedia (10-49 addetti) che segnala un +4,2% per le vendite e un +4,1% per gli ordini e in leggero miglioramento la classe oltre 50 addetti con valori pari al +1,3% e al +1,8%. Passando alle previsioni per i prossimi mesi, a livello nazionale l’analisi del sentiment dei consumatori – a cura dell’Istituto di studi e analisi economica (Isae) - può essere utilizzato come indicatore per analizzare le prospettive di vendita, considerato che il generale clima di fiducia o di sfiducia influisce conseguentemente, in modo positivo o negativo, sui consumi. L’indice dell’Isae sulla fiducia dei consumatori sale a 107,2 nel corso del mese di settembre 2010, registrando il miglior risultato dallo scorso mese di aprile. Al miglioramento di questo clima di fiducia hanno contribuito soprattutto le valutazioni sul mercato dei beni durevoli. Prendendo invece in considerazione l’indice di fiducia dei commercianti italiani, si segnala che l’indicatore nonostante sia in recupero da 97,5 a 98,8 di settembre 2010 - si attesta sui livelli più bassi dell’anno in corso. Tornano infatti a peggiorare i giudizi soprattutto con riferimento alle giacenze di magazzino e al livello dell’occupazione che è previsto di nuovo in diminuzione.

Servizi. Variazioni trimestrali tendenziali. Treviso e Veneto Serie storica I° trim. 2009 - II° trim. 2010

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati Indagine congiunturale Unioncamere del Veneto

Dall’analisi dei giudizi di previsione, espressi dagli operatori trevigiani del settore commercio per il prossimo semestre, si coglie a livello provinciale un maggiore sbilanciamento verso i giudizi negativi sia per le prospettive di vendite che per quelle degli ordini futuri. Più precisamente dall’analisi dei saldi tra giudizi positivi e negativi si evidenzia che - rispetto allo scorso trimestre - per le prospettive di vendite si passa dal -19,4 al -25,1 mentre per le prospettive degli ordini futuri si passa dal -16,0 al -20,9. In controtendenza invece l’analisi a livello regionale dove, nonostante prevalgano ancora i giudizi negativi, i saldi tra giudizi ottimistici e pessimistici – rispetto ai tre mesi precedenti – migliorano sia per le prospettive di vendite (che passano dal -13,8 al -8,4) che per quelle relative agli ordini ai fornitori (che passano dal -16,0 al -11,8). Con riferimento ai prezzi di vendita - rispetto allo scorso mese di marzo – passa dal 17,5% al 12,6% la percentuale delle aziende trevigiane che prevede una diminuzione degli stessi mentre sale dal 7,9% al 22,1% la percentuale di coloro che propende per un aumento. Analogo andamento si riscontra anche a livello regionale. Infine sulle prospettive relative all’occupazione, oltre l’86% degli intervistati trevigiani e di quelli veneti non prevede variazioni né in aumento né in diminuzione per i prossimi 6 mesi.

Servizi L'indagine campionaria del comparto dei servizi ha coinvolto al 30.06.2010 un complesso di 110 imprese, per un totale di 3.816 addetti. Prosegue nel corso del secondo trimestre 2010, in provincia di Treviso, l'andamento positivo del fatturato che registra

una variazione su base annua a due cifre pari al +10,5% in linea con quanto rilevato, sempre su base tendenziale, nel corso del trimestre precedente (+11,3%). Anche su base regionale l’indicatore registra un segno positivo (+2,9%). Per quanto riguarda i prezzi di vendita permane una sostanziale stazionarietà sia per Treviso (+0,1%) che per il Veneto (-0,4%). L’analisi regionale per settori di attività, limitata al volume degli affari, evidenzia un buon incremento - rispetto all’anno precedente - per i comparti dei servizi alle imprese e una quasi stazionarietà per quello dei pubblici esercizi. In dettaglio il fatturato del settore consulenze scientifiche/tecniche, informatica è cresciuto del +3,8%, quello del settore delle attività legate ai trasporti e al magazzino del +5,1%, mentre quello del settore alberghi e pubblici esercizi è risultato pari al -0,6%. Non si rilevano invece scostamenti significativi in merito ai prezzi di vendita. Per quanto riguarda le previsioni per i prossimi sei mesi, permane ancora nei giudizi degli imprenditori sia trevigiani che veneti un marcato schieramento a favore della stazionarietà. Per le prospettive di vendite il saldo tra giudizi positivi e negativi si mantiene in provincia sempre con segno negativo (-3,3), ma migliora rispetto a quello del trimestre precedente (-11,3). Per quanto concerne i prezzi di vendita e le prospettive di occupazione la maggioranza assoluta degli imprenditori trevigiani propende per la stazionarietà di entrambi gli indicatori (rispettivamente l’86,1% e il 90,5%). Meri Dalla Libera Elena Plancher


Monitor economia

14

LA DEMOGRAFIA D’IMPRESA IN PROVINCIA DI TREVISO Aggiornamento al secondo trimestre 2010

Unioncamere ha recentemente divulgato i dati di fonte Infocamere relativi alla consistenza imprese al secondo trimestre 2010. Essi sono ricavati dal Registro delle imprese delle Camere di Commercio secondo la classificazione delle attività economiche Ateco 2007. Considerato che solo per i totali generali è possibile effettuare confronti temporali con i dati classificati in base allo standard Ateco 20021, le analisi per settori economici del presente aggiornamento fanno riferimento ai trimestri per i quali è disponibile il conteggio delle imprese sulla base dell’Ateco 2007.

I flussi di iscrizioni e cessazioni Relativamente ai flussi di iscrizioni e cessazioni nel secondo trimestre del 2010 si registra un saldo positivo di 488 imprese (498 al netto del settore agricoltura, silvicoltura e pesca). Questo saldo positivo è frutto soprattutto di una rinnovata vivacità delle iscrizioni che si riportano su valori in linea con gli stessi trimestri del 2007 e 2008. Per il sottoinsieme delle imprese artigiane la natalità d’impresa aumenta, ma non al punto da riportarsi ai livelli pre - crisi. Il saldo si attesta comunque su valori positivi grazie ad una minor mortalità rispetto ai due anni precedenti. Poco o nulla si può dire, invece, con riferimento ai settori, poiché quasi un terzo delle iscrizioni (471 per l’esattezza) sono ricondotte alla categoria “imprese non classificate”.

Ciò è probabilmente connesso all’avvio del servizio ComUnica che dal 1° aprile 2010 è divenuto l’unica modalità per denunciare una nuova impresa o modifiche di un’impresa già esistente. Questo strumento, infatti, consente anche alle ditte individuali di iscriversi senza dare un’indicazione puntuale dell’attività economica svolta e solo con la successiva dichiarazione di inizio attività viene attribuito il codice del settore economico di appartenenza. Volgendo lo sguardo alla distribuzione percentuale per natura giuridica di iscritte e cessate, si conferma dal lato delle nuove imprese iscritte la buona incidenza delle società di capitali (21%), mentre sul fronte delle imprese cessate si rileva la maggiore sofferenza delle ditte individuali che pesano per il 77,7% sul totale. Appare infine interessante riportare i dati relativi agli imprenditori iscritti nei primi sei mesi dell’anno, distinti per nazionalità, nei principali settori economici. Quasi un quinto di essi è straniero (17%); ove si considerino le sole ditte individuali, l’incidenza sale al 23%. In termini assoluti gli imprenditori stranieri iscritti nel periodo in esame prevalgono soprattutto nelle costruzioni (172) e nel commercio (161) per incidenze, rispettivamente, del 31,9% e 20,2% sul totale imprenditori iscritti. Da segnalare anche l’incidenza di imprenditori stranieri nel manifatturiero: rappresentano il 25,3% (quota che sale al 42% nelle ditte individuali); oltre la metà di questi è concentrata nel tessile-abbigliamento (54 su 89) ed è, in prevalenza, cinese.

Le imprese attive dall’inizio della crisi Al 30 giugno 2010 si contano in provincia di Treviso 84.186 sedi d’impresa attive: la variazione rispetto al terzo trimestre 2008 (periodo assunto come riferimento dell’inizio della crisi economica) è di -1.460 imprese, pari ad una flessione del -1,7%. Come sempre, al netto dell’agricoltura, la flessione d’imprese è più contenuta, -502 unità da inizio crisi (-0,7%), ma superiore al dato veneto (-0,3%), ed ancor più distante da quello nazionale addirittura positivo (+1,5%). Risulta invece in controtendenza il dato congiunturale: rispetto al primo trimestre del corrente anno si registra una variazione positiva pari a +241 imprese corrispondente ad un incremento percentuale del +0,3% (+0,4% al netto dell’agricoltura, di poco sotto il +0,6% del dato Veneto e nazionale). Tale valore è sintomatico di un timido riaffacciarsi all’orizzonte economico della “voglia di fare impresa” anche se appare ipotizzabile che, talvolta, vengano avviate imprese non solo per ragioni prettamente economiche ma anche fiscali, giuridiche oppure finalizzate a percorsi di ricollocazione occupazionale. Non tutti i settori rispecchiano la controtendenza sopra citata, in particolare nel secondo trimestre del corrente anno continua a soffrire il manifatturiero: rispetto a tre mesi fa si contabilizzano infatti 48 unità in meno, pari ad una flessione dello 0,4%. La flessione dal terzo

Iscrizioni e cessazioni in provincia di Treviso al II° trimestre dell’anno Confronto anni 2007, 2008, 2009 e 2010

Totale imprese

Imprese artigiane

Il passaggio dall’Ateco 2002 all’Ateco 2007 non muta, ovviamente, il totale generale, ma modifica taluni ambiti settoriali in termini rilevanti (per citare un esempio, dal settore alimentare sono ora escluse le gelaterie e pasticcerie, considerate pubblici esercizi), con ripercussioni inevitabili sulla consistenza dei comparti (manifatturiero, commercio, etc.).

1


Monitor economia

15

Imprenditori attivi al 30.06.2010 iscritti nel I° semestre 2010 per nazionalità, natura giuridica e principali macrosettori economici Valori assoluti e composizione percentuale

(A)

Società di capitali Società di persone Ditte individuali Totale

8 1 69 78

4 7 11

12 1 76 89

Società di capitali Società di persone Ditte individuali Altre forme Totale

14 9 111 134

3 35 38

17 9 146 172

Società di capitali Società di persone Ditte individuali Totale

6 17 127 150

2 1 8 11

8 18 135 161

Società di capitali Società di persone Ditte individuali Totale

21 23 44

3 4 7

Società di capitali Società di persone Ditte individuali Altre forme Totale

9 26 1 36

1 6 7

Società di capitali Società di persone Ditte individuali Altre forme Totale

9 9

3 3

Società di capitali Società di persone Ditte individuali Altre forme Totale

30 62 374 1 467

9 7 68 84

(B) Manifatturiero

Totale

Comunitari

Italiani Totale*

COMPOSIZIONE PERCENTUALE Stranieri Extracomunitari

Totale

Comunitari

Natura giuridica

Extracomunitari

VALORI ASSOLUTI Stranieri

Peso % imp. stranieri/ Italiani Totale* imp. totali (A) (B)

116 128 10,3 42 43 1,3 105 181 88,5 263 352 100,0 Costruzioni 76 93 10,4 48 57 6,7 237 383 82,8 6 6 0,0 367 539 100,0 Commercio 91 100 4,0 122 140 11,3 424 559 84,7 637 799 100,0 Pubblici esercizi

36,4 13,5 0,0 1,1 63,6 85,4 100,0 100,0

44,1 16,0 39,9 100,0

36,4 12,2 51,4 100,0

9,4 2,3 42,0 25,3

7,9 9,9 0,0 5,2 92,1 84,9 0,0 0,0 100,0 100,0

20,7 13,1 64,6 1,6 100,0

17,3 10,6 71,1 1,1 100,0

18,3 15,8 38,1 0,0 31,9

18,2 5,0 9,1 11,2 72,7 83,9 100,0 100,0

14,3 19,2 66,6 100,0

12,5 17,5 70,0 100,0

8,0 12,9 24,2 20,2

27 27 0,0 24 130 154 47,7 27 77 104 52,3 51 234 285 100,0 Altri servizi alle imprese - 124 124 0,0 10 75 85 25,0 32 199 231 72,2 1 19 20 2,8 43 417 460 100,0 Servizi alle persone 26 26 0,0 33 33 0,0 12 109 121 100,0 9 9 0,0 12 177 189 100,0 Totale complessivo 39 511 551 6,4 69 666 735 13,3 442 1.483 1.925 80,1 1 38 39 0,2 551 2.698 3.250 100,0

0,0 0,0 42,9 47,1 57,1 52,9 100,0 100,0

11,5 55,6 32,9 100,0

9,5 54,0 36,5 100,0

0,0 15,6 26,0 17,9

0,0 0,0 14,3 23,3 8 5,7 74,4 0,0 2,3 100,0 100,0

29,7 18,0 47,7 4,6 100,0

27,0 18,5 50,2 4,3 100,0

0,0 11,8 13,9 5,0 9,3

= 0,0 0,0 0,0 100,0 100,0 0,0 0,0 100,0 100,0

14,7 18,6 61,6 5,1 100,0

13,8 17,5 64,0 4,8 100,0

0,0 0,0 9,9 0,0 6,3

10,7 7,1 8,3 12,5 81,0 80,2 0,0 0,2 100,0 100,0

18,9 24,7 55,0 1,4 100,0

17,0 22,6 59,2 1,2 100,0

7,1 9,4 23,0 2,6 17,0

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati Infocamere

trimestre 2008 sale così a 503 unità pari al -4,1%, in linea con il dato regionale, ma superiore al -2,9% registrato in Italia. I comparti manifatturieri che nel periodo in esame hanno risentito della fase ancora negativa sono: - quello della metalmeccanica con -37 imprese rispetto al primo trimestre dell’anno corrente e -292 imprese da inizio crisi, di cui in particolare l’attività riferita alla carpenteria metallica perde rispettivamente -31 e -203 imprese; - quello del legno-arredo con -24 imprese su base trimestrale e -134 rispetto allo stock del terzo trimestre del 2008. Sostanziale stabilità si registra negli altri comparti del manifatturiero. Per quanto riguarda il settore delle costruzioni, rispetto allo scorso trimestre si assiste ad un sorprendente aumento di 79 imprese, il +0,6% in termini percentuali alla stregua del risultato nazionale (+0,7%) e superiore al dato medio regionale (+0,3%). Dall’inizio della crisi, tuttavia, si contano 500 imprese in meno pari ad un decremento del -3,5%, maggiore di quello Veneto (-2,7%), mentre a livello nazionale il settore mantiene il segno positivo (+1,0%). Il correlato comparto delle attività immobiliari genera addirittura variazioni entrambe positive. L’incremento su base trimestrale è pari a +37 unità (+0,6%, di poco sotto il +0,8% del dato Veneto e nazionale), mentre rispetto ad inizio crisi si contano 139 unità in più pari ad una variazione percentuale del +2,4%, comunque inferiore al dato regionale (+3,2%) ed ancor più a quello nazionale (+6,7%). Anche per quanto riguarda il commercio si riscontrano variazioni congiunturali positive da attribuirsi soprattutto al saldo del commercio all’ingrosso che su base trimestrale acquisisce 73 imprese. C’è comunque da considerare la componente data dagli intermediari del commercio. Rispetto al periodo di inizio crisi l’ingrosso cala di 16 unità. Ancor minore la perdita ove si consideri l’intero comparto (12). Il settore delle imprese ricettive risulta in buona salute; infatti l’attività degli alberghi e ristoranti alla fine del periodo in osservazione segnala una crescita di 21 imprese su base trimestrale (+0,5%) e di 84 da inizio crisi (+2,1%). In ambedue i casi il risultato è comunque inferiore a quanto registrato a livello Veneto e nazionale. Anche per i servizi alle imprese emergono variazioni positive sia congiunturali (+27 unità; +0,3%) che di più lungo periodo (+125; +1,3%), per quanto inferiori alla media regionale (rispettivamente +0,9%; +2,3%) e nazionale (+0,9%; +4,3%). All’interno del comparto si registra la costante sofferenza dei trasporti e magazzinaggio dove si riscontra ancora una perdita di 25 imprese nell’ultimo trimestre e di 154 unità rispetto al terzo trimestre del 2008 (quest’ultima corrispondente ad una variazione del -6,3%). Continuano, invece, ad espandersi le attività


Monitor economia

16

Imprese artigiane attive: variazioni assolute congiunturali e tendenziali per i principali macrosettori economici

professionali, scientifiche e tecniche sia su base trimestrale (+35 unità; +1,2%) che rispetto al terzo trimestre 2008 (+116 unità; +4,2%) e le attività di noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese: +8 unità nel trimestre e +74 unità da inizio crisi. Anche il comparto dei servizi alle persone continua a crescere: +36 unità (+0,8%) rispetto a tre mesi fa, +158 imprese da inizio crisi, incremento corrispondente ad una variazione del +3,7%, che si pone a livello intermedio tra il risultato regionale (+2,7%) e quello nazionale (+5,3%). La crescita del settore va addebitata principalmente alla voce altre attività di servizi che aumenta del +1,1% rispetto al trimestre precedente (+34 imprese) e del +2,8% rispetto all’inizio della crisi (+88 imprese).

II° trimestre 2010

Le imprese artigiane attive Anche le imprese artigiane attive registrano alla fine del secondo trimestre una variazione congiunturale positiva (+0,7%) crescendo rispetto allo scorso trimestre di 187 unità (185 al netto dell’agricoltura). Il dato tendenziale rimane comunque negativo: al confronto con lo stesso trimestre del 2009, infatti, si registra una perdita di 296 unità (294 al netto dell’agricoltura) passando da 25.874 a 25.578 imprese artigiane (25.350 escludendo l’agricoltura), pari ad una variazione del -1,1%. Il maggior contributo all’incremento congiunturale viene dal settore delle costruzioni che rispetto a tre mesi fa cresce di ben 119 unità (+1,1%), aumento che fa salire lo stock a 10.783 imprese, consistenza comunque inferiore dell’1,6% a quella segnata nello stesso periodo del 2009 (-178 unità).

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati infocamere

Anche nel manifatturiero si registra una variazione congiunturale positiva seppur contenuta a 17 unità frutto di una sostanziale stazionarietà nella maggior parte dei settori. Il decremento rispetto a giugno 2009 si attesta così al -1,9% (-139 imprese). All’interno si segnalano comunque: - la carpenteria metallica: -9 unità negli ultimi tre mesi e -56 imprese rispetto a giugno dello scorso anno; - il legno arredo: -9 unità sui tre mesi e -60 imprese (-4,1%) rispetto a giugno 2009; - il sistema moda: +20 unità negli ultimi tre mesi (di cui 16 nell’abbigliamento) e -32 (-2,4%) rispetto a giugno 2009. Volgendo lo sguardo al terziario si osserva il

Fallimenti dichiarati in provincia di Treviso nel primo semestre dell'anno Confronto per macrosettori anni 2009 e 2010 e con il totale settori anno 2008* 157 160

124

9 2 16

8 3 8

31

140 120 100

86

22 32

80

Altro Servizi alle persone Servizi alle imprese

35 60

Commercio e pubblici esercizi

40

67 48

20 –

Totale settori

Costruzioni Industrie manifatturiere

I° semestre 2008*

I° semestre 2009

I° semestre 2010

(*) I dati settoriali 2008 non sono confrontabili in quanto classificati su base Ateco 2002 Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati Tribunale di Treviso

persistere delle perdite per il settore dei trasporti e magazzinaggio: -16 unità (-0,9 %) la variazione congiunturale, -62 unità (-3,4%) quella tendenziale. Continuano i segnali positivi dai servizi alle persone che crescono di 37 unità (+1,3%) al confronto con il primo trimestre 2010 e di 43 unità rispetto a giugno 2009 (+1,5%). Anche nel sottoinsieme delle artigiane è il comparto delle altre attività di servizi che registra i maggiori incrementi sia su base trimestrale (+35 unità) che tendenziale (+38 imprese). Nell’ambito dei servizi alle imprese, il maggior contributo viene dal settore del noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese che cresce di 17 unità (+4,0%) dallo scorso trimestre e di 45 unità (+11,5%) rispetto a giugno 2009.

I fallimenti Anche questo trimestre si propongono in chiusura i dati relativi ai fallimenti forniti dal Tribunale di Treviso. Guardando ai numeri raggiunti al 30 giugno 2010 appare chiaro che la crisi continua a produrre effetti: dopo essere passati dagli 86 fallimenti del primo semestre 2008 ai 124 del 2009, nello stesso periodo del 2010 se ne contano già 157. A questa crescita negativa contribuiscono in particolar modo le 67 imprese fallite del settore manifatturiero (erano 48 nello stesso periodo del 2009), le 32 delle costruzioni (numero leggermente inferiore alle 35 registrati lo scorso anno) e le 31 del commercio (erano 22 il primo semestre 2009). Si osservi, inoltre, che 9 delle 16 dichiarazioni di fallimento nel comparto dei servizi alle imprese interessano il settore dei trasporti e magazzinaggio. Michela Bianchin Anna Morandin


Monitor economia

17

Consistenza imprese attive per settori economici in provincia di Treviso

Dati al II° trimestre 2010 e confronto con il I° trimestre 2010 ed il III° trimestre 2008 SETTORI A Agricoltura, silvicoltura e pesca B Estrazione di minerali C Attività manifatturiere di cui: C10 Industrie alimentari C11 Industria delle bevande C13 Industrie tessili C14 Confez.articoli vestiario, pelle e pelliccia C15 Fabbricazione di articoli in pelle e simili C16 Ind. del legno (escl. mobili); fabbricaz.in paglia C17 Fabbricazione di carta e di prodotti di carta C18 Stampa e riproduzione di supporti registrati C19 Fabbr.coke e derivati raffinazione petrolio C20 Fabbricazione di prodotti chimici C21 Fabbr. .prodotti e preparati farmaceutici C22 Fabbr. articoli in gomma e materie plastiche C23 Fabbric.prodotti lavoraz.min.non metallif. C24 Metallurgia C25 Fabbr. prod. in metallo (escl. macch./attrezz.) C26 Fabbr.comput., appar.elettromed., di misuraz. e orol. C27 Fabbr. appar.elettriche e per uso dom. non elettr. C28 Fabbr. di macchinari ed apparecchiature nca C29 Fabbr. autoveicoli, rimorchi e semirimorchi C30 Fabbricazione di altri mezzi di trasporto C31 Fabbricazione di mobili C32 Altre industrie manifatturiere C33 Rip., manutenz., installaz. macchine ed appar. D Fornitura di en. Elettr., gas, vapore e aria condiz. E Fornitura di acqua; reti fognarie; gest. rifiuti e risanamento F Costruzioni G Comm.ingr.e dett.; riparazione di veicoli e motocicli di cui: Comm. all'ingr. e al dett. e rip.di autov. e motoc. Commercio all'ingrosso Commercio al dettaglio H Trasporti e magazzinaggio I Alberghi e ristoranti J Servizi di informazione e comunicazione K Attività finanziarie e assicurative L Attività immobiliari M Attività professionali, scientifiche e tecniche N Noleggio, ag. di viaggio, serv. di supporto alle imprese P Istruzione Q Sanita' e assistenza sociale R Att. artistiche, sportive, di intrattenim. e divertim. S Altre attività di servizi X Imprese non classificate TOTALE TOTALE (ESCL. AGRIC., SILVICOLTURA E PESCA) Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati Infocamere

II° trim. 2010

Valori assoluti I° trim. III° trim. 2010 2008

16.011 37 11.626 639 150 356 1.159 421 1.050 124 333 3 109 2 352 458 55 2.473 193 465 779 84 84 1.266 703 368 24 109 13.661 18.377 2.060 8.284 8.033 2.305 4.098 1.465 1.744 5.951 2.889 1.466 240 286 649 3.199 49 84.186 68.175

16.010 37 11.674 638 148 360 1.154 426 1.061 124 333 3 107 2 353 456 55 2.504 192 464 785 86 84 1.279 698 362 22 110 13.582 18.304 2.050 8.221 8.033 2.330 4.077 1.464 1.736 5.914 2.854 1.458 239 281 653 3.165 35 83.945 67.935

16.969 39 12.129 635 149 396 1.206 453 1.114 135 341 2 105 3 363 467 62 2.676 204 485 826 90 82 1.336 730 269 19 111 14.161 18.389 2.059 8.300 8.030 2.459 4.014 1.405 1.715 5.812 2.773 1.392 227 260 618 3.111 43 85.646 68.677

VARIAZIONI II° trim. 2010 II° trim. 2010 I° trim. 2010 III° trim. 2010 ass. perc. ass. perc. 1 0,0 -958 -5,6 0 0,0 -2 -5,1 -48 -0,4 -503 -4,1 1 0,2 4 0,6 2 1,4 1 0,7 -4 -1,1 -40 -10,1 5 0,4 -47 -3,9 -5 -1,2 -32 -7,1 -11 -1,0 -64 -5,7 0 0,0 -11 -8,1 0 0,0 -8 -2,3 0 0,0 1 50,0 2 1,9 4 3,8 0 0,0 -1 -33,3 -1 -0,3 -11 -3,0 2 0,4 -9 -1,9 0 0,0 -7 -11,3 -31 -1,2 -203 -7,6 1 0,5 -11 -5,4 1 0,2 -20 -4,1 -6 -0,8 -47 -5,7 -2 -2,3 -6 -6,7 0 0,0 2 2,4 -13 -1,0 -70 -5,2 5 0,7 -27 -3,7 6 1,7 99 36,8 2 9,1 5 26,3 -1 -0,9 -2 -1,8 79 0,6 -500 -3,5 73 0,4 -12 -0,1 10 0,5 1 0,0 63 0,8 -16 -0,2 0 0,0 3 0,0 -25 -1,1 -154 -6,3 21 0,5 84 2,1 1 0,1 60 4,3 8 0,5 29 1,7 37 0,6 139 2,4 35 1,2 116 4,2 8 0,5 74 5,3 1 0,4 13 5,7 5 1,8 26 10,0 -4 -0,6 31 5,0 34 1,1 88 2,8 14 40,0 6 14,0 241 0,3 -1.460 -1,7 240 0,4 -502 -0,7


Monitor economia

18

IL TURISMO IN PROVINCIA DI TREVISO AL PRIMO SEMESTRE 2010 Il turismo a Treviso nel primo semestre del 2010 registra variazioni positive rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno, sia sul fronte degli arrivi che delle presenze. Queste variazioni non sono comunque sufficienti a ritornare ai livelli raggiunti nello stesso periodo del 2008. Sono le presenze, in particolare, che stentano a recuperare le perdite dello scorso anno, evidenziando un turismo sempre più “mordi e fuggi” nella Marca. Nei primi sei mesi del 2010 gli arrivi in provincia sono cresciuti rispetto allo stesso periodo del 2009 di 23.881 unità, giungendo a quota 315.503 turisti, con una variazione del +8,2%. Il totale arrivi provinciale si suddivide in 182.177 turisti italiani (+9,5% rispetto al primo semestre dello scorso anno) e 133.326 turisti stranieri (+6,5%). Come anticipato, l’andamento positivo del semestre resta ancora distante dai livelli raggiunti nello stesso periodo del 2008, quando era lontano l’impatto della crisi economica: il totale degli arrivi in provincia registra un -1,1%. La variazione negativa è imputabile alla sola componente straniera (-5,7%), in quanto i turisti italiani sono cresciuti del +2,5%.

L’andamento del turismo in provincia presenta una migliore performance rispetto a quanto appare a livello regionale dove si registra una variazione degli arrivi complessivi più contenuta sia rispetto al 2009 ( +2,6%) che al 2008 (-2,8%). Osservando i flussi regionali nelle due componenti, italiana e straniera, risulta evidente la maggior tenuta del turismo dall’estero, rispetto alla lieve ma continua riduzione dei turisti italiani, diversamente da quanto avviene a livello provinciale. Nel primo semestre dell’anno le presenze di turisti a Treviso sono risultate pari a 685.698, in crescita di oltre 40.090 unità rispetto al 2009 (+6,2%). Il totale provinciale è costituito da 393.807 presenze imputabili a turisti italiani (+5,7%) e da 291.891 presenze di turisti stranieri (+6,9%). Le presenze nella Marca, come in precedenza accennato, sono molto lontane dai dati 2008 (-10,1%): la riduzione dei giorni di presenza rispetto al primo semestre del 2008 si avverte sia nei turisti italiani (-9,3%), che in quelli stranieri (-11,1%). A livello regionale la variazione negativa delle presenze di turisti rispetto al 2008 è più moderata (-3,8%) e rispetto ai

Arrivi, presenze e permanenza media di turisti italiani e stranieri Provincia di Treviso e Veneto. I° sem. 2008 - I° sem. 2010 Territorio

Treviso di cui: Veneto di cui:

Treviso di cui: Veneto di cui:

Treviso di cui: Veneto di cui:

I sem 2008

Totale Italiani Stranieri Totale Italiani Stranieri

319.094 177.712 6.276.773 2.629.727 3.647.046 2,8

Totale Italiani Stranieri Totale Italiani Stranieri

762.513 434.090 328.423 22.007.215 9.307.975 12.699.240

Totale Italiani Stranieri Totale Italiani Stranieri

2,4 2,4 2,3 3,5 3,5 3,5

I sem 2009

I sem 2010

Arrivi 291.622 315.503 166.435 182.177 5.946.701 6.103.740 2.516.281 2.492.829 3.430.420 3.610.911 4,0 Presenze 645.608 685.698 372.558 393.807 273.050 291.891 21.351.410 21.171.359 8.780.281 8.480.420 12.571.129 12.690.939 Permanenza media 2,2 2,2 2,2 2,2 2,2 2,2 3,6 3,5 3,5 3,4 3,7 3,5

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati Regione Veneto

Var % I sem 2010 I sem 2009

Var % I sem 2010 I sem 2008

8,2 9,5 2,6 -0,9 5,3 3,7

-1,1 2,5 -2,8 -5,2 -1,0 -0,8

6,2 5,7 6,9 -0,8 -3,4 1,0

-10,1 -9,3 -11,1 -3,8 -8,9 -0,1

primi sei mesi del 2009 è tutto sommato stabile (-0,8%). La tenuta del turismo veneto è ovviamente collegata all’ampia offerta che la regione nel suo insieme è in grado di offrire. Le presenze di turisti stranieri si sono mantenute stabili (+1,0% rispetto al primo semestre 2009 e -0,1% rispetto a due anni fa), mentre è più elevata la contrazione di turisti italiani (-3,4 rispetto a 12 mesi fa e -8,9% rispetto al 2008). La permanenza media dei turisti a Treviso è stata pari a 2,2 giorni, in linea con il primo semestre del 2009, ma in calo rispetto ai 2,4 giorni del 2008. A livello regionale i giorni di permanenza si attestano a 3,4 per i turisti italiani (erano 3,5 giorni nei due anni precedenti) e a 3,5 per i turisti stranieri: questi ultimi avevano fatto registrare il picco massimo nel 2009 con 3,7 giorni.

La spesa dei turisti stranieri La Banca d’Italia rende disponibili i dati della bilancia dei pagamenti turistica al primo semestre 2010. Coerentemente con quanto emerge dalla dinamica dei flussi turistici, in particolar modo dalla riduzione della permanenza media, i dati mostrano una continua e consistente diminuzione della spesa dei viaggiatori stranieri nella provincia trevigiana, con una perdita di 10 milioni di euro rispetto al primo semestre del 2009 e di circa 25 milioni se confrontata con il 2008.

Gli arrivi e le presenze per tipologia di alloggio Volgendo lo sguardo alle presenze di turisti italiani e stranieri nelle strutture ricettive classificate per tipo di esercizio, si osserva che nel corso dei primi sei mesi del 2010 le strutture alberghiere sono state scelte dal 73,4% dei turisti, in crescita rispetto al 71,9% dello stesso periodo del 2009. L’incremento si è concentrato negli alberghi di categoria superiore (4 e 5 stelle), dove le presenze registrano una variazione tendenziale positiva del +10,6%, e pesano per il 40% sul totale complessivo provinciale. Per contro negli alberghi di categoria inferiore (1 e 2 stelle) si assiste ad un decremento consistente delle presenze (-36,8% rispetto al primo semestre 2008 e -5,4% rispetto al 2009), con un’incidenza che scende, solo nell’ultimo anno, dal 5,9% al 5,3%. Significativa è anche la flessione degli alberghi a 3 stelle, che vedono ridursi le presenze rispetto al 2008 del 14,3%, e degli esercizi complementari (-8,6% per stesso periodo): in entrambi i casi il primo semestre 2010 evidenzia una modesta ripresa. Nonostante la permanenza media nelle strutture alberghiere continui ad essere più breve rispetto a quella registrata per le strutture alternative, nei primi sei mesi del 2010 questo gap si riduce. A tale diminuzione


Monitor economia

19

Arrivi, presenze e permanenza media di turisti per tipologia di esercizio ricettivo Provincia di Treviso. I° sem. 2008 - I° sem. 2010 Tipologia di esercizio ricettivo

I sem 2008

I sem 2009

Totale Alberghieri di cui: Alberghi 5 e 4 stelle Alberghi 3 stelle e res. Alberghi 2 e 1 stella Totale Complementari TOTALE ARRIVI

273.781 156.335 104.420 13.026 45.313 319.094

Totale Alberghieri di cui: Alberghi 5 e 4 stelle Alberghi 3 stelle e res. Alberghi 2 e 1 stella Totale Complementari TOTALE PRESENZE

563.238 282.943 223.168 57.127 199.275 762.513

Totale Alberghieri

Italiani Stranieri Totale Totale Complementari TOTALE

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati Regione Veneto

contribuisce, soprattutto, il minor numero di giorni di permanenza media negli esercizi complementari, che scendono progressivamente dal 4,4 del primo semestre 2008 al 4,1 del 2009 al 3,8 del 2010.

Dettaglio sui principali comuni trevigiani La Regione Veneto mette a disposizione le statistiche sui flussi turistici mensili solo per i principali comuni della Marca: Castelfranco Veneto, Conegliano, Mogliano Veneto, Montebelluna, Treviso e Vittorio Veneto. Dai dati disponibili

2,1 1,8 2,1 4,4 4,4 2,4

247.623 144.361 91.685 11.577 43.999 291.622

I sem 2010

Arrivi

267.951 161.485 95.238 11.228 47.552 315.503

Presenze 464.399 503.556 249.791 276.179 176.419 191.254 38.189 36.123 181.209 182.142 645.608 685.698 Permanenza media 1,9 1,9 1,7 1,7 1,9 2,0 3,3 3,2 4,1 3,8 2,2 2,2

Incidenza % sul totale I sem 2009

Incidenza % sul totale I sem 2010

Var % I sem 2010 I sem 2009

Var % I sem 2010 I sem 2008

84,9 49,5 31,4 4,0 15,1 100,0

84,9 51,2 30,2 3,6 15,1 100,0

8,2 11,9 3,9 -3,0 8,1 8,2

-2,1 3,3 -8,8 -13,8 4,9 -1,1

71,9 38,7 27,3 5,9 28,1 100,0

73,4 40,3 27,9 5,3 26,6 100,0

8,4 10,6 8,4 -5,4 0,5 6,2

-10,6 -2,4 -14,3 -36,8 -8,6 -10,1

per i primi sei mesi del 2010 appare interessante segnalare la crescita a due cifre rispetto allo stesso periodo del 2009 degli arrivi di turisti nei comuni di Conegliano (+23,1%), Castelfranco Veneto (+18,4%) e Vittorio Veneto (+23,9%). Alla quale segue un’analoga variazione positiva delle presenze, fatta eccezione per Conegliano (-1,7%). Il 17% circa degli arrivi, nel semestre in esame, si concentra ovviamente nel capoluogo; modesto è l’apporto dei comuni di Montebelluna e Vittorio Veneto, dove gli arrivi di turisti pesano rispettivamente per il 2,1% e 2,4% del totale provinciale.

Analisi di lungo periodo Dall’analisi di lungo periodo dei flussi nei primi semestri degli anni dal 2000 al 2010 emerge la costante crescita degli arrivi di turisti nella Marca, sia italiani che stranieri. In particolare, per gli italiani, il picco nel 2003 è probabilmente imputabile al successo della mostra a Ca’ dei Carraresi. Dal lato delle presenze, l’andamento riflette la situazione economica: una forte crescita nel periodo 2007/2008 seguita da una brusca frenata nel 2009 e da una lieve risalita nel 2010. Michela Bianchin Tamara Stradiotto

Serie storica di arrivi e presenze di turisti italiani e stranieri nel primo semestre dell'anno Provincia di Treviso. I° sem. 2000 - I° sem. 2010

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati Regione Veneto

Fonte: Elaborazione Ufficio Studi Cciaa Treviso su dati Regione Veneto

Gli approfondimenti completi degli articoli qui apparsi nella sezione Monitor economia sono disponibili nel sito camerale: www.tv.camcom.it


Mercati esteri

20

LA NUOVA PROCEDURA DI RIMBORSO IVA ESTERA ON LINE E’ pronto sul sito dell'Agenzia delle entrate il portale per i rimborsi iva a soggetti stabiliti in uno stato Ue diverso da quello del rimborso. Le norme sono in vigore dal 1° gennaio 2010 e partono con i rimborsi relativi all'anno 2009, il cui termine finale di scadenza per le fatture 2009 è fissato tassativamente al 30 settembre 2010. In particolare, per effetto della direttiva 2008/9/CE, recepita nel nostro ordinamento con il d. lgs. 18/2010 agli articoli 38-bis 1 e 2, e del d. p. r. 633/72 i soggetti italiani devono presentare la richiesta di rimborso tramite l'Agenzia delle entrate attraverso Entratel o Fisconline, mentre i soggetti residenti in altro stato comunitario che vogliono chiedere il rimborso dell'iva versata in Italia devono presentare la loro domanda alla propria amministrazione finanziaria la quale provvederà ad inoltrarla all'Agenzia delle entrate. I soggetti extra Ue, invece, continueranno a presentare le richieste di rimborso in formato cartaceo (modello iva 79) approvato con il provvedimento dell'Agenzia delle entrate del 29 aprile 2010 (vedi Il sole 24 ore del 30 aprile). La gestione dei rimborsi iva è curata dal Centro operativo di Pescara.

La procedura Per accedere al servizio telematico occorre collegarsi al sito www.agenziaentrate.it, accedere alla voce documentazione, aprire il link “Rimborsi iva/Vat refunds” (sono disponibili due versioni in italiano e in inglese). Cliccando “Rimborsi iva” si entra nella pagina “Rimborsi iva Ue”in fondo alla quale si trovano quattro cartelle contenenti i tre tipi di istanze di rimborso più la normativa e la prassi.

All'interno di tali tipi di rimborso sono riportate alcune importanti tabelle che aiutano i contribuenti a conoscere le normative vigenti nei singoli paesi dell’Unione europea e i codici da utilizzare per la descrizione dei beni acquistati. Un’importante novità riguarda le fatture di acquisto dei beni e servizi, che non devono più essere inviate in forma cartacea, salvo alcune eccezioni in cui certi paesi possono richiedere la presentazione, per via elettronica, di una copia della fattura o del documento di importazione. Dovranno, però, essere riportati i suddetti codici che variano dal numero 1 al numero 10 e che individuano la natura del bene o del servizio. Per tali codici, alcuni stati membri hanno notificato all'amministrazione fiscale italiana che intendono chiedere ulteriori informazioni elettroniche codificate (sub-codici e sub sub-codici), specificate nell'allegato al regolamento CE n. 1174/2009. A questo riguardo è necessario che si ponga particolare attenzione, perché alcuni stati negano il rimborso per il semplice fatto di non adempiere correttamente a tale indicazione. Si veda quindi la tabella che si trova sul sito dell'Agenzia delle entrate (contenente i codici da utilizzare per la descrizione dei beni acquistati). Rimborsi per operatori italiani che devono presentare una richiesta dell'iva assolta in un altro stato Ue – Punti chiave  L'istanza deve essere presentata utilizzando il "portale telematico" dal sito internet dell'Agenzia delle entrate entro il 30 settembre dell'anno successivo a quello in cui è stata assolta l'imposta.

 Le informazioni che devono essere indicate nella richiesta di rimborso e la descrizione dei beni acquistati vanno presentate utilizzando le tabelle nel sito internet dell'Agenzia delle entrate.  L'invio telematico può essere effettuata direttamente o per il tramite di intermediari abilitati. Viene rilasciata una apposita ricevuta.  Entro i quindici giorni successivi al ricevimento, se non si verificano cause ostative, il Centro operativo di Pescara inoltra l'istanza allo stato membro competente al rimborso.  La richiesta non viene inoltrata se l'operatore non ha svolto attività d'impresa, ha effettuato unicamente operazioni esenti o non soggette che non danno diritto al rimborso, si è avvalso del regime dei minimi, ha utilizzato il regime speciale per i produttori agricoli.  Avverso il provvedimento motivato di rifiuto dell'inoltro è possibile presentare ricorso alla competente Commissione tributaria provinciale.  È possibile correggere i dati inseriti nella richiesta di rimborso originaria, dopo l'inoltro dell'istanza da parte del Centro operativo di Pescara allo stato membro che deve eseguire il rimborso senza, però, poter aggiungere nuove fatture o documenti di importazione.  Se è necessario inserire nuovi documenti o correggerli degli errori, deve essere presentata una seconda domanda che corregge e sostituisce la prima, sempre entro il termine perentorio del 30 settembre dell'anno successivo a quello di riferimento. Rossella Bianchi

Paese per paese - come si comportano alcuni stati dell'Unione europea Paese

Belgio Francia Germania Gran Bretagna Lussemburgo Polonia Repubblica Ceca Romania Spagna

Sub codici

Richiesta copie fatture

Soglia minima

Si Si No Si No Si No Si Si

A seconda della soglia indicata nella casella accanto A seconda della soglia indicata nella casella accanto A seconda della soglia indicata nella casella accanto A seconda della soglia indicata nella casella accanto Mai A seconda della soglia indicata nella casella accanto Sistematicamente A seconda della soglia indicata nella casella accanto A seconda della soglia indicata nella casella accanto

250 € e 1.000 € 250 € e 1.000 € 250 € e 1.000 € 200 £ e 750 £ 250 € e 1.000 € 250 € e 1.000 € 1.057,05 Ron e 4.228,20 Ron 250 € e 1.000 €

Lingue

francese, olandese, tedesco francese, inglese tedesco, inglese inglese francese, tedesco, inglese polacco ceco rumeno spagnolo, inglese

GIORNATA DI CONSULENZA PER ESPORTATORI SULLA CONTRATTUALISTICA INTERNAZIONALE Unioncamere del Veneto - Eurosportello del Veneto e Treviso Glocal hanno organizzato una giornata di consulenza per esportatori, presso la Camera di Commercio di Treviso il 14 settembre 2010 dalle ore 9.30 alle ore 17.00. Sono state 18 le aziende venete che hanno potuto incontrare, con un'agenda di appuntamenti prefissata, alcuni avvocati dell'istituto I6 provenienti da Francia, Germania, Spagna, Usa e Portogallo. Scopo degli incontri gratuiti è stato quello di rispondere ai quesiti aziendali in merito a trattative commerciali, contrattualistica internazionale, contestazioni e contenzioso e recupero del credito. Per maggiori informazioni su tale servizio di consulenza è possibile rivolgersi a Treviso Glocal, tel. 0422 911417. (RB)


Mercati esteri

21

IL MERCATO DEI PRODOTTI AGROALIMENTARI HALAL Halal, che in arabo significa “lecito”, definisce ciò che è permesso mangiare secondo i dettami del Corano. Il mercato halal, che conta su circa 1,5 miliardi di consumatori, acquisisce sempre più importanza, disponendo di un valore globale di più di 150 miliardi di euro. Esso comprende non solo i paesi islamici, ma soprattutto le comunità islamiche all’estero; a tal proposito vale la pena di sottolineare che il mercato europeo del settore ha superato i 20 miliardi di euro, con una crescita del 15% annuo. Per le imprese che vogliono competere in questo ambito è necessario svolgere un’attività di ricerca e sviluppo sia sui prodotti che sul processo produttivo per soddisfare pienamente i dettami della shariah, la legge islamica che deriva dal Corano, e del sunnah, vale a dire la vita, le azioni e gli insegnamenti di Maometto. Esistono due tipologie di certificazione halal:  la certificazione volontaria: ha una funzione di marketing paragonabile alle certificazioni per i prodotti biologici, per celiaci, etc. cioè per quei prodotti che "fanno la differenza", non ci sono prescrizioni o normative specifiche;  la certificazione obbligatoria: necessaria per alcuni paesi in cui non si vende se i prodotti non sono certificati in base ai requisiti stabiliti dai loro organi preposti, presso i quali l'ente certificatore italiano (o europeo) deve essere accreditato. Gli stati in cui è richiesta la certificazione obbligatoria sono: Singapore, Malesia, Indonesia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Thailandia. E’ importante notare che la maggior parte della popolazione araba è musulmana, ma non è vero il contrario, cioè non tutti i musulmani sono

arabi. Dei 1,6 miliardi di musulmani, infatti, solo il 1520% sono arabi. Dei 57 stati islamici solo 23 sono arabi. I musulmani sono presenti anche nell'Africa sub-sahariana, subcontinente indiano, Cina, Iran, etc. e il più popoloso paese musulmano è l'Indonesia, che è anche uno dei paesi in cui la certificazione halal è obbligatoria. Il mercato halal riguarda molti settori ed in particolare i generi alimentari (no alcol e no carne di maiale), la cosmesi (no alcol), la medicina (no alcol), la finanza (no interessi e gioco d'azzardo, no mutui, no assicurazioni) ma in senso lato è un vero e proprio stile di vita. Anche la grande distribuzione ha fatto i propri calcoli, ultimamente, considerando che è meglio assumersi l’impegno di introdurre sui banchi i prodotti halal con le problematiche gestionali che ne conseguono, piuttosto che privarsi dei consumi di una clientela potenziale di musulmani (circa 5 milioni) che, sempre secondo le stime, peserebbe quattro volte di più di quella del comparto

biologico. Diverse sono le catene occidentali che infatti già vendono prodotti halal: Tesco, Nestlè, Subway, Boots, Coop, McDonald's, Kfc, e altri. Le procedure di certificazione halal sono simili a quelle per i prodotti biologici e per i prodotti kosher. Le soluzioni adottate nel processo di certificazione sono due: creare una linea apposita per i prodotti halal oppure programmare la produzione halal subito dopo la sanificazione degli impianti (es. inizio settimana). Anche gli antiossidanti, i conservanti e gli additivi in genere contenuti nei prodotti infatti devono essere halal, cioè non di origine animale. È opportuno notare che gli alimenti considerati halal possono diventare haram, non leciti, anche per contaminazione, cioè per contatto con un alimento haram. Per quanto riguarda la certificazione halal in Italia, va tenuto presente che non c’è una normativa italiana o europea di riferimento; non esiste infatti un albo a cui si possono iscrivere i certificatori e attualmente non ci sono corsi per diventarlo; quindi, di fatto, si è in presenza di assenza di controllo sui controllori. E’ stata tuttavia sottoscritta nel giugno 2010 dai Ministeri delle Politiche agricole e della Salute una convenzione interministeriale per il sostegno al progetto halal Italia nei settori agricolo, cosmetico e farmaceutico volta a sostenere la creazione di un marchio di certificazione dei prodotti del made in Italy per il mercato musulmano. A riguardo Treviso Glocal ha realizzato il giorno 26 aprile 2010 un seminario informativo per le aziende; i dettagli possono essere richiesti contattando la società (tel. 0422 911417 e-mail: info@trevisoglocal.it). Rossella Bianchi

IL GUSTO TREVIGIANO AL SALONE DI TORINO Presenti anche i Consorzi di tutela dei prodotti agroalimentari trevigiani alla fiera biennale Salone del gusto, svoltasi a Torino dal 21 al 25 ottobre. Accompagnati da Treviso Glocal nell’organizzazione, i Consorzi hanno potuto esporre i propri prodotti all’interno di un’area veneta sotto il cappello di Unioncamere del Veneto e Regione Veneto. Il Salone del gusto è giunto alla sua ottava edizione, consacrando in maniera compiuta la propria vocazione internazionale e affermandosi come un momento centrale nel calendario di chiunque al mondo abbia a cuore il cibo. Esteso su 62.000 mq il Salone dà visibilità a circa 200 stand e 430 bancarelle organizzate per regioni di provenienza.

La partecipazione, sostenuta dalla Camera di Commercio di Treviso, si inserisce nell’ambito del programma agroalimentare di Treviso Glocal, rivolto alle aziende

agroalimentari ed ai Consorzi di tutela dei prodotti agroalimentari trevigiani. Hanno partecipato all’edizione 2010 del Salone: Consorzio di tutela radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, Associazione produttori latte veneto, Istituto grappa veneta, Consorzio di tutela vini del Piave doc, Consorzio di tutela Conegliano Valdobbiadene prosecco superiore docg, Consorzio di tutela colli di Conegliano doc, Consorzio di tutela vini Montello e colli asolani doc, Consorzio casatella trevigiana dop. Rossella Bianchi


Mercati esteri

22


Mercati esteri

23

GUIDA AI MERCATI ESTERI: IL LUSSEMBURGO Il Lussemburgo (o Granducato di Lussemburgo) è uno stato fondatore e membro dell’Unione europea che confina a est con la Germania, a sud con la Francia e ad ovest con il Belgio; per la sua collocazione non ha sbocchi sul mare. Viene classificato dalla World Bank come un paese dall’alto reddito pro capite. Il Granducato ha un territorio montuoso con vaste foreste e comprende due zone geograficamente distinte: la settentrionale, chiamata Oesling, è occupata dalle propaggini meridionali delle Ardenne, e raggiunge un’altezza massima di 559 metri con il Monte Huldange in cui scorrono gli affluenti della Mosella; la meridionale o Gutland è pianeggiante e, di fatto, è un’estensione del bacino di Parigi. Da est a ovest il paese è attraversato dalla Sauer che traccia il confine orientale con la Germania. Il clima è di tipo continentale, piovoso, con estati miti; gli inverni non presentano nevicate di grande entità, grazie all’altitudine medio-bassa. Fondato nel 963, il Lussemburgo divenne un Granducato nel 1815 ed uno stato indipendente dai Paesi Bassi. Cedette più di metà del suo territorio al Belgio nel 1839, ma questo gli consentì di acquisire ancora maggiore autonomia. Ottenne la piena indipendenza nel 1867. Fu occupato dalla Germania in entrambe le guerre mondiali, così rinunciò alla neutralità divenendo membro fondatore della Nato nel 1949. Nel 1951 entrò a far parte della Ceca (Comunità europea del carbone e dell’acciaio), in seguito divenne uno dei sei paesi fondatori dell’Unione europea e nel 1999 entrò nell’area dell’euro. Il suo ordinamento si basa su una monarchia costituzionale ereditaria con sistema parlamentare bicamerale. In base alla Costituzione del 1879, il potere esecutivo è esercitato dal Granduca e dal Gabinetto, che consiste di un Primo Ministro. Il potere legislativo è in mano alla Camera dei deputati, i cui membri sono eletti direttamente con mandato quinquennale. Un secondo organo, il Conseil d’Etat (Consiglio del Ministro), è composto da 421 cittadini ordinari nominati dal Granduca ed ha il compito di consigliare la Camera dei deputati nella stesura delle legislazioni. Dal punto di vista amministrativo, il paese è suddiviso in tre distretti (Luxembourg, Diekirch, Grevenmacher), 12 cantoni e 116 comuni. Lo stemma deriva dallo scudo dell’antico Ducato del Limburgo, oggi diviso fra Belgio e Paesi

Dati di base1 Superficie Popolazione Densità della popolazione Lingua ufficiale Religione Unità monetaria Forma istituzionale Capitale Clima Fuso orario Organizzazione di appartenenza

2.586 Kmq 451.600 175 ab/kmq Lussemburghese, francese, tedesco Cattolici (72,5%), protestanti (0,8%), ebrei (0,15%) Euro Monarchia costituzionale Lussemburgo Continentale Coincide con l’Italia Ue, Benelux, Consiglio d’Europa, Ebrd, Nato, Ocde, Onu, Osce

Bassi. Lo scudo è composto da un campo d’azzurro fasciato d’argento di otto pezzi, caricato di un leone rampante di rosso con la coda forcata, coronato, rostrato e linguato d’oro. I tenenti sono costituiti da due leoni, lo stemma è avvolto in un manto di ermellino ed è sormontato dalla corona principesca lussemburghese. La sua origine risale al 1235, quando Enrico V il Biondo fu il primo conte del Lussemburgo ad adottarne una forma primitiva. L’attuale stemma è definito per legge dal 1972. La maggioranza della popolazione è di origine celtica, con apporti francesi e tedeschi, e comprende consistenti comunità di portoghesi, italiani, francesi, belgi e tedeschi. Le lingue sono regolamentate per legge e quella relativa al loro uso dispone che il lussemburghese sia la lingua nazionale, mentre il francese ed il tedesco siano quelle ufficiali. Il lussemburghese è un dialetto della popolazione nativa simile al tedesco. Le tre lingue possono essere usate nelle amministrazioni e nei tribunali, tuttavia la lingua della legislazione rimane il francese. Nella scuola primaria è utilizzato il lussemburghese. Nella scuola secondaria si usano, invece, il tedesco e il francese come lingue madri. Il lussemburghese rimane materia di corsi nelle scuole secondarie ed all’università ed è la lingua usata dal Parlamento. I documenti e le comunicazioni pubbliche sono solitamente redatti in tedesco o francese e, qualche volta, il lussemburghese è impiegato come terza lingua. La maggior parte della popolazione professa il cattolicesimo, tuttavia esistono delle minoranze protestanti ed ebraiche. Malgrado la crisi che ha colpito il mondo finanziario alla fine del 2008, il Lussemburgo rimane uno dei maggiori partner economici e politici affidabili e riconosciuti a livello internazionale ed europeo. Il paese ha risentito degli effetti negativi della crisi del 2009; infatti gli esperti ritengono che l’economia abbia avuto una perdita del 4,2% lo scorso anno e prevedono una sensibile crescita dello 0,9% per il 2010 e del 1,2% nel 2011. La fiducia dei consumatori e le vendite al dettaglio non hanno subito grosse perdite, ma il tasso d’occupazione interna si è notevolmente ridotto. Si stima che il consumo privato sia aumentato dello 0,5% nel 2009, prima di una sostanziale crescita dello 0,8% prevista nel 2010 e del 1% nel 2011. Gli investimenti sono diminuiti del 5% nel 2009, mentre si prevede una stagnazione durante il 2010, per poi registrare un aumento del 2% nel 2011. L’inflazione, dopo aver raggiunto il picco del 4,9%, nel luglio del 2008, è diminuita rapidamente per risalire negli ultimi mesi del 2009, con una media dello 0,5%. Si stima un’oscillazione tra l'1,2% e il 2% per gli anni 2010/2011. La crescita industriale, dopo aver fatto registrare un segno negativo sia nel 2008 (-4,3%), sia nel 2009 (-6,1%), dà indicazioni di ripresa con un +1,6% nel 2010. Anche la situazione finanziaria non è rosea, tanto che il paese ha registrato una perdita dello 0,8% delle entrate nel 2009 e prevede un aumento delle spese del 6%. Questo porterà un deficit dell’amministrazione centrale che potrebbe raggiungere il 6,2% del pil; tuttavia dovrebbe essere in parte limitato dal surplus realizzato dai conti della sicurezza sociale. Nonostante i dati preoccupanti, soprattutto per un paese non abituato alla crisi, il Lussemburgo rimane assai competitivo; infatti, gli effetti negativi non hanno frenato quello che la nazione ha creato con il passare del tempo, specie in ambito economico. Con una crescita media del pil del 5,2% in volume, nel corso degli ultimi 20 anni, l’economia lussemburghese si é distinta per le performance decisamente superiori rispetto alla media dei paesi Ue. Difatti, il Granducato ha risposto alla crisi proponendo un già esistente quadro legislativo e fiscale attrattivo, che da sempre lo contraddistingue; oltre a questo il Governo ha assunto vari impegni stipulati con l’Ocse in

1 - Dove non diversamente specificato, le fonti informative dei dati qui esposti sono www.globus.camcom.it, www.ice.gov.it e www.worldbank.org.


Mercati esteri Principali indicatori socio-politici Tasso di incremento demografico

24 valori 1,78

Popolazione urbana (in % della popolazione totale) Tasso di mortalità infantile (per 1.000 bambini nati vivi) Tasso di povertà

82,44 1,9 3,7

Speranza di vita (in anni)

80,5

Tasso di alfabetizzazione

100

Tasso di disoccupazione (in % sul totale forza lavoro)

6,8

materia di trasparenza nel settore bancario a livello europeo. Inoltre, per finanziare le spese, sostenere la crescita economica ed il piano di rilancio, rispettare le promesse di non aumentare le tasse e non tagliare le indennità sociali, ha intenzione di sottoscrivere un prestito di un miliardo e mezzo di euro sul mercato dei capitali. L’economia del paese presenta una particolare distribuzione settoriale del pil dovuta alla ridotta estensione del territorio e all’elevato grado di specializzazione economica. Il settore agricolo riveste un ruolo marginale, le principali produzioni sono quelle cerealicole (frumento ed orzo), la patata e la vite da vino; altamente specializzato è l’allevamento, soprattutto bovino e suino. Nel 1974 la sola industria siderurgica contribuiva alla creazione del pil per circa il 25%, nel 1997 soltanto per l’1,8%. Questa rivoluzione economica è avvenuta in seguito alla forte concentrazione sui servizi, in particolare finanziari e assicurativi. Nel 2006, il settore finanziario rappresentava il 29% del valore aggiunto totale. Malgrado la crisi, dunque, il contributo principale al prodotto interno lordo si conferma quello del comparto finanziario, i cui punti di forza rimangono il mercato interbancario, il private banking, l’amministrazione e la distribuzione di Opc (Organisme de placement collectives). Ad ogni modo, i risultati del settore finanziario registrano un ribasso nella prima metà del 2009 dovuto principalmente a modifiche metodologiche volte a un miglioramento qualitativo del sistema. Nel terzo trimestre, rispetto a quello precedente, il comparto dei servizi finanziari segna una crescita del 3,4%, mentre i servizi immobiliari di locazione e quelli destinati alle imprese presentano una crescita dello 0,3%. Altri settori che partecipano al pil in modo rilevante sono: commercio, trasporti e comunicazione (+4,3%), industria ed energia (+8,6%), costruzioni (+7,9%) e agricoltura (+3,6%). In particolare, l’industria siderurgica continua a rappresentare una delle risorse importanti per il paese: il Lussemburgo, infatti, ospita la sede del gruppo Arcelor-Mittal, primo produttore mondiale di acciaio. Le telecomunicazioni e l’high-tech sono considerati, di diritto, i comparti con maggiori potenzialità di sviluppo. Il prezzo delle telecomunicazioni rimane tra i più bassi d’Europa, tanto che il paese ha iniziato a registrare

Principali indicatori economici

valori

Pil nominale Pil reale (var. % stimata) Reddito pro capite in euro Tasso di inflazione Consumi privati (var. %) Consumi pubblici (var. %) Investimenti fissi lordi (var. %) Debito estero (% sul pil)

-3,4 2,1% 80.600 0,5 0,5 2,2 -5,0 14,7

una massiccia presenza di molte delle società leader nel settore (eBay, iTunes, Rakuten, Microsoft, Amazon). Il sistema delle comunicazioni è molto efficiente: nel gennaio 2009 contava 275 km di linee ferroviarie ed una rete stradale di 2.894 km, di cui 147 autostradali. Sono presenti anche 37 km di vie navigabili ed un porto fluviale nella cittadina di Mertert. I trasporti aerei sono garantiti da un aeroporto internazionale e uno cargo, ottavo al mondo, che contribuisce per il 2,5% al pil del paese. La compagnia ferroviaria statale è la Société national des chemins de fer luxembourgeois ed è composta da 6 linee principali. Dal 2007 è attiva la linea ad alta velocità che collega il Lussemburgo con Parigi, mentre da una joint-venture con Arcelor Mittal, nel 2006, è nata Cfl Cargo. Facilitato di gran lunga dalla sua posizione centrale europea e dalla sua propensione verso l’integrazione economica, il Lussemburgo si è ritrovato al centro del principale asse commerciale del continente, registrando alte performance commerciali, economiche e finanziarie. Con quasi 500.000 abitanti, il paese attrae in continuazione numerosi gruppi commerciali ed industriali che, nella maggior parte dei casi, vi insediano il proprio quartier generale. Malgrado le sue contenute dimensioni, il Lussemburgo non si limita ad operare con partner vicini come la Germania, il Belgio e la Francia, ma, soprattutto negli ultimi anni, sta avviando nuovi rapporti con i mercati asiatici, visto lo sviluppo economico sempre più incessante della Cina e dei paesi in via di sviluppo. Infatti, la continua espansione di tali mercati, lo ha portato a prestare particolare attenzione alle varie opportunità economiche e commerciali, tanto che nel 2010 il Governo ha annunciato l’apertura di sedi di rappresentanza a Taipei in Taiwan, allo scopo di conseguire una conoscenza dell’ambiente economico locale e sfruttare nel migliore dei modi le possibilità d’investimento che il mercato asiatico propone. Quest’ufficio si aggiunge a quelli di Seoul, Shanghai, New Delhi, Dubai e Tokyo. Di certo, l’interesse del Lussemburgo verso le nuove economie emergenti porta alla creazione di posti di lavoro sul territorio orientale, ovviamente a discapito dell’occupazione lussemburghese. Per quanto riguarda la bilancia commerciale, gli ultimi sei mesi del 2009 hanno fatto registrare un segno negativo, tanto che lo scorso anno è terminato con

Principali paesi clienti e fornitori Paesi clienti

Paesi fornitori


Mercati esteri

25 una perdita del 23,1% per le esportazioni, 9.136 miliardi del 2009 contro i quasi 12 miliardi fatti registrare nel 2008. Anche le importazioni hanno segnato una performance negativa con una perdita del 23,3%, 13 miliardi del 2009 contro i precedenti 17 del 2008. Come già detto, i principali paesi da cui il Lussemburgo importa i prodotti sono il Belgio, la Germania, la Francia ed i Paesi Bassi che, insieme, rappresentano l’84,3% delle importazioni del Lussemburgo. L’unico stato che ha registrato un saldo positivo tra il 2008 e il 2009 è l’Italia, con un +7,5% rispetto al 2008; questo l’ha portata ad accrescere la propria quota di mercato dall’1,9% al 2,7% e posizionarsi al quinto posto nelle importazioni del Belgio. Anche le esportazioni sono principalmente concentrate sulla Germania (-22,5%), la Francia (-23%), il Belgio (-20,5) e i Paesi Bassi (-33,8%), tanto che nel complesso essi ricoprono il 63,5% del totale dell'export del Lussemburgo. Come per le importazioni, pure le esportazioni hanno registrato una considerevole contrazione, ad eccezione degli Stati Uniti con un +3,7% nel 2009. Nel complesso, in tale anno si è verificata una perdita di circa 2 miliardi e mezzo di euro rispetto al 2008. Il 91% delle esportazioni totali del Lussemburgo si concentra maggiormente in 10 macrosettori. Il principale è costituito dai metalli comuni, comparto che in passato è stato tra i più importanti per l’economia del paese e che, nonostante la crisi (-42%), è ancora leader con una quota del 28% sul totale delle esportazioni. Seguono le macchine e le attrezzature (-18%), le materie plastiche (-16%), i mezzi di trasporto (rimasti invariati), i prodotti tessili (+1%), la carta (-12%), i prodotti chimici (-19%), gli alimenti, le bevande ed il tabacco (-3%), gli animali e i prodotti di origine animale (-5); infine, al decimo posto si colloca il settore delle pietre, del vetro e del cemento (-24%). Per quanto riguarda le importazioni, il principale settore è costituito dalle macchine e dalle attrezzature (-13%) che ricopre il 17% del totale import. Seguono i mezzi di trasporto (-27%), i metalli comuni (-37%), i prodotti minerari ed energetici (-44%), quelli chimici (-17%), le materie plastiche (-19%), gli alimenti, le bevande ed il tabacco (-1%), il tessile (-5%), gli animali ed i prodotti di origine animale (-2%), infine, il settore della carta (+1%). L’interscambio commerciale Italia-Lussemburgo nel 2009 ha visto un saldo negativo del 13,6% per il nostro paese, nel quale le importazioni hanno registrato una crescita del 10% rispetto all’anno precedente, mentre le esportazioni hanno subito una flessione del 7%. Una veloce analisi dei macrosettori import-export mostra come i comparti dei metalli, dei prodotti chimici, delle materie plastiche e delle pelli abbiano subito perdite sia in entrata sia in uscita. Il primo settore d’importazione dall’Italia per il Lussemburgo è quello delle macchine e attrezzature che, con 82 milioni di euro, ricopre il 23% delle importazioni totali e segna un aumento del 3% rispetto al 2008. Segue il tessile, che ha registrato un incremento del 38% e raggiunto una quota di mercato del 12%. Il terzo settore, quello dei prodotti animali, con un aumento straordinario del 658% è passato da un volume d’affari di 5 milioni nel 2008 a 42 milioni di euro nel 2009. In termini di volume d’affari seguono il comparto dei mezzi di trasporto, i metalli comuni, i prodotti alimentari, le materie plastiche, la carta, le pietre, il gesso ed il cemento. Osservando le esportazioni in Italia, il principale settore è quello dei metalli comuni che nonostante abbia registrato una perdita del 42% mantiene stabile la sua quota di mercato del 32% sul totale export nel nostro paese. Al secondo posto troviamo il comparto delle macchine e delle attrezzature, al terzo il tessile, che a differenza della media degli altri settori, ha registrato un notevole aumento delle vendite in Italia con un +11% per un valore che ha

Bilancia commerciale Lussemburgo - Italia (Valori in milioni di euro) Export Import Tot. interscambio per l'Italia Saldo

2008 582,32 25,62 907,94 256,7

2009 427,48 356,93 784,41 70,55

Var. % -27% +10% -13,60% -72,5%

Granducato di Lussemburgo

raggiunto i 55 milioni di euro, rappresentando il 13% del totale export. A seguire le materie plastiche, i mezzi di trasporto, la carta, gli strumenti ottici, i prodotti chimici e quelli alimentari, per terminare con il settore delle pietre, gesso e cemento che incrementa del 39% il volume d’affari rispetto al 2008 e si dimostra un comparto con buone prospettive di crescita. Per quanto concerne gli investimenti esteri, il settore bancario è quello più importante per l’economia del Lussemburgo e questo soprattutto per due motivi, primo quello multilinguistico e multiculturale, che permette una comunicazione fluida con molti investitori, secondo quello del segreto bancario, ossia l’obbligo di mantenere segreti i rapporti intercorsi tra una banca e i suoi clienti e di evitare rivelazioni sugli stessi ad altri clienti. Relativamente a quest’ultimo punto si fa presente che, dopo svariate insistenze da parte dell’Ocse di revocare tale pratica, il paese, pur non intendendo abolire il segreto bancario, ha accettato di fornire dati caso per caso su richiesta delle autorità straniere. Questo dimostra la volontà da parte del Lussemburgo di permettere agli agenti del mercato di sviluppare le proprie attività in una situazione di certezza del diritto, senza tuttavia burocratizzare ogni strumento nel più piccolo dettaglio. Oltre a questo, altri vantaggi inducono molte aziende ad investire, ad esempio il basso livello delle tasse ed il carattere evolutivo del quadro legislativo e regolamentare. Ecco perché il Lussemburgo è oggi uno dei primi centri internazionali per i fondi d’investimento. L’Italia è uno dei principali paesi di provenienza degli investimenti diretti in Lussemburgo ed occupa il 4° posto nella graduatoria, dopo il Belgio, la Germania e la Francia. Le partecipazioni italiane in imprese lussemburghesi in valore superano i 2.935,8 milioni di euro; nel dettaglio gli Ide italiani nel settore bancario superano i 1.053,3 milioni di euro, quelli nel settore assicurativo i 54,3 milioni e quelli in altri settori i 1.828,2 milioni. Si segnala come il numero complessivo delle imprese residenti con partecipazione in imprese straniere sia passato da 183 nel 2000 a 208 nel 2007. In un paese caratterizzato da una posizione geografica strategica, dall’alta qualità delle infrastrutture e dei trasporti, dalla disponibilità di una manodopera qualificata e poliglotta, dalla stabilità politica e sociale, dall’ambiente multiculturale e da una qualità di vita elevata, il nostro tessuto aziendale, caratterizzato soprattutto da pmi, potrebbe trarre vantaggio dalle metodologie di ricerca cooperativa, già sperimentate con successo, che hanno permesso di realizzare centri di ricerca pubblico/privati al servizio di singoli settori industriali. Il Lussemburgo fa affidamento, quindi, sulle nostre aziende per lo sviluppo di nuove tecnologie, anche in ambito spaziale, proponendo ottime prospettive economiche in un mercato stabile sotto tutti i punti di vista (la Sace valuta nulla la rischiosità del Lussemburgo). Daniela Bruniera


Attualità

26

IL LUNGO PERCORSO DI BASILEA 3

I nuovi obiettivi del Comitato di sorveglianza al vaglio degli operatori Il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria, facendo proprie le raccomandazioni approvate dal Financial stability board e dai leader G20 alla riunione di Pittsburgh, ha predisposto un pacchetto di proposte consultive per rafforzare le norme globali in materia di patrimonio e di liquidità delle banche, prevedendone, piuttosto ottimisticamente, l’entrata in vigore per la fine del 2012. Le proposte, già note come Basilea 3, attualmente in fase di consultazione, rappresentano la risposta dell’autorità di sistema alla crisi finanziaria internazionale e mirano a rafforzare la regolamentazione bancaria promuovendo regole e comportamenti che penalizzino e disincentivino modelli di business, generatori di attività finanziarie troppo rischiose rispetto ai patrimoni di garanzia sottostanti. “Dalla riforma – queste le parole del vice direttore della Banca d’Italia - dovrà uscire un sistema finanziario più prudente, in grado di affrontare le crisi da una posizione di maggiore solidità, riducendo i costi che potrebbero essere addossati alle finanze pubbliche e all’economia reale in caso di dissesto”: uno scenario già visto che tutti si auspicano di poter evitare in futuro. Il documento, oggetto, come detto, di analisi da parte degli operatori, è solo il punto di partenza di una regolamentazione finale che si intravede già molto diversa e senza dubbio lontana nel tempo rispetto alle più caute aspettative: tuttavia, la struttura complessiva della riforma e le sue finalità fondamentali non sembrano in discussione e non appartengono all’area della contrattazione che invece investe gli strumenti, le modalità e i tempi di introduzione. Gli obiettivi enunciati dal Comitato, nelle intenzioni e nella lettera, si riassumono in cinque punti. Il primo riguarda l’innalzamento della qualità del patrimonio di vigilanza, propedeutico all’aumento della capacità delle banche di assorbire le perdite. In particolare, gli strumenti delineati in questo caso sono tre, e precisamente:  il rafforzamento dell’importanza delle azioni ordinarie nella composizione del patrimonio delle banche;  l’estensione e l’armonizzazione della lista degli elementi da dedurre e degli aggiustamenti prudenziali;  la previsione che le deduzioni siano applicate alle componenti patrimoniali di qualità più elevata. Il secondo obiettivo mira al raggiungimento di una maggiore copertura dei rischi complessivi assunti dalle banche, da ottenere attraverso il

rafforzamento dei requisiti patrimoniali a fronte del rischio di controparte, con incentivi per favorire la concentrazione degli scambi presso controparti centrali. Il terzo si occupa del contenimento della leva finanziaria globale del sistema ed è raggiungibile mediante l’introduzione di un indicatore che vincoli l’espansione delle attività complessive, anche fuori bilancio, alla disponibilità di un’elevata base patrimoniale; questo vincolo dovrebbe operare nelle fasi di maggiore espansione economica e limitare le conseguenze di eventuali errori nella misurazione dei rischi attraverso le regole di Basilea 2: particolare attenzione viene riservata ai sistemi di calcolo in essere nei diversi paesi al fine di ridurne le divergenze. Il quarto obiettivo è dato dalla riduzione della prociclicità della regolamentazione prudenziale e si intende raggiungerlo con l’introduzione dell’obbligo per le banche di accantonare, durante le fasi espansive del ciclo economico, risorse patrimoniali da utilizzare durante i periodi di crisi. Il Comitato sta inoltre promuovendo l’adozione di metodologie di calcolo degli accantonamenti per il rischio di credito basate sulla stima delle perdite attese nell’arco dell’intero ciclo economico. Il quinto ed ultimo obiettivo è rappresentato dal rafforzamento dei presidi a fronte del rischio di liquidità, da perseguire attraverso la messa a punto di regole/indici quantitativi. In particolare, le banche dovranno rispettare due indicatori volti a garantire che l’ammontare di risorse altamente liquide sia pari almeno ai fabbisogni di liquidità derivanti da mercati particolarmente instabili per un periodo di 30 giorni e che le fonti di provvista ritenuta stabile siano sufficienti a coprire le attività con scadenza residua superiore ad un anno. La Banca d’Italia nel commentare il pacchetto di proposte e nel delinearne un primo, possibile impatto sul sistema bancario, ricorda come l’operatività delle banche italiane

sia caratterizzata da una serie di elementi (generale preferenza accordata all’attività di intermediazione creditizia a favore di famiglie ed imprese, radicamento sul territorio, leva finanziaria contenuta e strutture di bilancio nel complesso equilibrate) naturalmente idonei a limitare la portata dell’inasprimento dei requisiti patrimoniali e dell’adozione del leverage ratio sull’ammontare complessivo delle attività. Ciò non toglie che l’introduzione del nuovo sistema comporti per le banche italiane la necessità di operare degli adeguamenti non trascurabili sul fronte della qualità del patrimonio e della quantità delle scorte delle attività immediatamente liquidabili. Il livello di tali adeguamenti dipenderà non poco dal profilo finale degli strumenti che il Comitato individuerà come maggiormente adatti al raggiungimento degli obiettivi già definiti e sopra descritti. Per quanto riguarda gli effetti più propriamente macroeconomici, comunque conseguenza anche degli effetti sulle strutture bancarie, il Comitato di Basilea attende ora i risultati dello studio di impatto quantitativo, detto bottom up perché basato sui dati raccolti dalle banche: dalla loro analisi scaturiranno le eventuali e prevedibili modifiche del documento. Una cosa è certa: è fermo impegno delle autorità coinvolte di evitare impatti significativi, di segno negativo, sull’economia reale. Le nuove regole, che saranno applicabili dalla fine del 2012 solo a condizione che la ripresa economica si sia sufficientemente consolidata, verranno comunque introdotte con gradualità interessando un arco temporale abbastanza lungo da consentire agli operatori di adeguarsi senza ostacolare o rallentare il superamento della crisi attuale. Il fine ultimo è quello di completare l’assetto normativo previsto da Basilea 2, correggendone le criticità, migliorandone il funzionamento e soprattutto affinandone la capacità di prevenire eventuali distorsioni. Si tratta di un risultato piuttosto ambizioso che potrà essere raggiunto solo se le regole stabilite saranno condivise, riconosciute ed applicate, in maniera omogenea e diffusa, a livello di sistema quantomeno europeo, se non addirittura internazionale: diversamente, non potranno che rappresentare dei vincoli e delle penalizzazioni locali, assolutamente incapaci, dato l’alto livello di integrazione dei mercati finanziari, di produrre effetti positivi. Eva Zanatta


Attualità

27

STRUMENTI DI WELFARE E NUOVE RETI SOCIALI Alcune statistiche ci dicono che gli italiani continuano a risparmiare (circa l’11% del reddito disponibile), ma non sono ancora oggi abituati a gestire queste risorse finanziarie per pianificare il proprio welfare in un’ottica di medio e lungo periodo. Ad esempio solo il 22% partecipa ad un fondo integrativo aziendale o paga una pensione privata integrativa. La previdenza complementare, da un punto di vista sociologico, riguarda una minoranza di cittadini ad alto reddito e ne restano fuori del tutto i giovani. Questo succede perché manca – ancora oggi - la consapevolezza che in futuro non ci saranno più pensioni come quelle erogate fino ad ieri. In campo sanitario esiste un ampio divario tra la potenzialità di integrazione del welfare statale e la situazione attuale; tra gli esperti prevale infatti l’idea che nei prossimi anni il budget pubblico dovrà necessariamente sostenere più la sanità che la previdenza. Per ora la spesa sanitaria rappresenta il 7% del pil, ma è destinata a crescere in modo molto rapido. Si ricorda che per stato sociale, conosciuto anche come welfare state (stato di benessere tradotto letteralmente dall'inglese), si intende un sistema di norme con il quale lo stato cerca di eliminare le diseguaglianze sociali ed economiche fra i cittadini, aiutando in particolar modo i ceti meno benestanti. Il welfare state è un sistema che si propone di fornire servizi e garantire diritti considerati essenziali per un tenore di vita accettabile, ovvero assistenza sanitaria, pubblica istruzione, indennità di disoccupazione, sussidi familiari, in caso di accertata povertà o bisogno, libero accesso alle risorse culturali (biblioteche, musei, tempo libero), assistenza d'invalidità e di vecchiaia, difesa dell'ambiente naturale. Questi servizi gravano sui conti pubblici in quanto richiedono ingenti risorse finanziarie provenienti in buona parte dal prelievo fiscale che ha, nei paesi democratici come l’Italia, un sistema di tassazione progressivo in cui l'imposta cresce più che proporzionalmente al crescere del reddito. Con l’aumento dell’età media si presenta anche il problema della copertura finanziaria delle spese per i non autosufficienti. In Germania c’è un sistema di assicurazione obbligatoria, in Francia lo stanno studiando e in Italia ci si arrangia come si può, tramite le reti familiari o le badanti. La modalità della contrattazione collettiva rappresenta una possibile via per il potenziamento del welfare non “pubblico”. E’ rilevante il caso della vicina Luxottica che ha iniziato da più di un anno un programma di interventi che vanno dal carrello della spesa fino ai libri di scuola gratis per i figli dei dipendenti. Se il welfare

pubblico arretra, quello aziendale può occupare degli spazi con una maggiore velocità e c’è il vantaggio di risultare più aderenti ai bisogni dei dipendenti e più tempestivi negli adeguamenti grazie al coinvolgimento del sindacato. Questo esempio viene applicato anche in altre aziende e ha influenzato la stesura di almeno tre contratti nazionali di lavoro: quello degli alimentaristi prevede dal 1° gennaio 2011 l’istituzione di un fondo sanitario integrativo, quello metalmeccanico un fondo di sostegno al reddito, dal 2012, a favore dei lavoratori che hanno aderito volontariamente versando un euro al mese mentre il contratto dei chimici contempla che le parti concordino un piano di politiche attive nell’assistenza sociale e nel welfare. E’ una modernizzazione dello scambio sindacale con l’obiettivo di salvare il lavoro italiano, così da avere più sicurezza sociale, in cambio di una maggiore qualità del prodotto. La spesa pubblica in Italia è di 800 miliardi di euro e il totale delle erogazioni delle fondazioni è di circa 1,7 miliardi di cui il 40% va nei settori di welfare. Per questo le più grandi fondazioni evidenziano che i loro interventi sono complementari e non sostitutivi, in quanto non ci sono i soldi necessari per poter risolvere il problema; si possono però mettere in atto sperimentazioni con effetto dimostrativo e che intervengono in aree di welfare residuale, per sostenere coloro che restano fuori dalla rete delle tutele pubbliche. A questo proposito un’altra esperienza è quella dell’inserimento al lavoro di soggetti svantaggiati come disabili ed ex carcerati. Possono coesistere inoltre delle politiche per la famiglia. L’esperienza più recente è quella del Comune di Parma in cui è stato introdotto un apposito “quoziente”, un sistema di tariffazione ed accesso ai servizi comunali per le famiglie numerose, che in questo modo riescono a risparmiare anche più del 50% sul pagamento di alcuni servizi pubblici. In sinergia con le organizzazioni del non profit l’ente pubblico ha anche varato la gestione di un albo apposito per le babysitter. Nell’esempio citato l’amministrazione si è specializzata nel mettere in rete servizi e soggetti che operano sul territorio, in quanto le risorse sono poche e la sinergia tra pubblico e privato permette un’utilizzazione più razionale. Si torna anche a parlare a livello nazionale del quoziente familiare. In realtà, il tema è nell'agenda del Governo. Anche nella scorsa legislatura, e negli anni passati, a più riprese si era discusso di questa misura fiscale che a regime porterebbe risparmi consistenti a circa 11 milioni di famiglie, calcolati in media in 800 euro l'anno (di tasse in meno). Il problema è che la sua

applicazione è molto onerosa: secondo alcune stime, il minor gettito fiscale, solo riferibile all'imposta diretta, ammonterebbe a circa 3 miliardi di euro l'anno. C'è da dire che ogni nucleo famigliare avrebbe però più reddito netto disponibile con ripercussioni positive sui consumi, e quindi anche sul gettito iva. La crisi internazionale e la situazione dei conti pubblici ha congelato una sua rapida applicazione. Attualmente, in Italia, l'imposta sul reddito viene applicata all'insieme degli utili e redditi dei membri della famiglia fiscale (composta dal contribuente stesso, dal coniuge, figli minorenni e persone invalide conviventi). Con il quoziente, le quote vengono rideterminate in relazione al proprio ruolo e ai carichi di famiglia. Facciamo un esempio concreto: in una famiglia con un reddito complessivo di 30 mila euro l'anno dove lavorano due persone, si pagheranno tasse come se ci fossero due redditi di 15 mila euro ciascuno. Secondo uno studio Eurispes, una famiglia con due componenti risparmierebbe dai 200 e i 1.800 euro l'anno mentre una famiglia monoreddito ne risparmierebbe fino a ben 3.000 euro. In Francia, dove il quoziente familiare è in vigore, si calcola che un lavoratore dipendente con 36,5 mila euro l'anno e con moglie e quattro figli a carico si trova ad essere esonerato dal pagamento delle tasse, mentre in Italia paga 5 mila e 774 euro. Stato, imprese e mondo del no profit dovranno, in un futuro non troppo lontano, necessariamente costituire queste nuove “reti sociali” per una migliore qualità della vita, di tutti. Antonio Biasi

Direttore responsabile: Marco D’Eredità In redazione: Francesca Gagno Redazione e amministrazione Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura Tel 0422 5951 – Fax 0422 595462 emt@tv.camcom.it – www.tv.camcom.it Gli articoli firmati su L’Economia della Marca Trevigiana rispecchiano soltanto le opinioni degli autori e non impegnano la Direzione del periodico nè l’Ente camerale. Aut. Tribunale Treviso n. 9 del 21.09.1948 Stampa Grafiche Vianello Via Postioma, 85 31050 Ponzano Veneto (TV)


Attualità

28

SOSTENIBILITÀ E SVILUPPO ECONOMICO IN EUROPA: TREND E OPPORTUNITÀ La regola delle tre “e” per un futuro migliore

Si è svolto lo scorso 15 luglio presso la Camera di Commercio di Treviso il workshop dal titolo “Sostenibilità e sviluppo economico in Europa: trend e opportunità”. L’evento organizzato dall’ente camerale, in collaborazione con l’associazione Curia Mercatorum e l’azienda speciale Treviso Tecnologia, ha riscontrato un elevato grado di soddisfazione fra i partecipanti. Si è cercato di comprendere meglio come il concetto di sostenibilità può rappresentare uno dei driver per lo sviluppo del prossimo decennio. Un’indicazione, questa, che arriva da molti analisti ed economisti internazionali tanto è vero che, ad esempio, anche l’Unione europea ha formalizzato nell’ultima revisione della propria strategia, denominata “20, 20, 20” gli obiettivi da raggiungere per il 2020 (quindi per i prossimi dieci anni), facendo perno sulla promozione della sostenibilità, inclusi anche gli aspetti più sociali derivanti dalla coesione delle popolazioni aderenti al Trattato. Il presidente Barroso ritiene infatti che l’uscita dalla crisi economica debba segnare il passaggio ad una nuova economia sociale con un mercato sostenibile, un’economia più intelligente, più verde, che produca prosperità, basata sull’innovazione, su un uso migliore delle risorse e sulla conoscenza quale principale fattore di crescita. Per realizzare queste trasformazioni, l’Europa ha bisogno di un’agenda comune; la strategia Ue 2020 prevede infatti entro il 2020:  il taglio delle emissioni di gas serra del 20%;  la riduzione del consumo di energia del 20%;  il 20% del consumo energetico totale europeo generato da fonti rinnovabili. Ciò dovrebbe consentire all’Unione europea di superare completamente la crisi e di accelerare il passaggio ad un sistema più intelligente e verde. Da un contesto di analisi delle principali economie europee e mondiali è partito, aprendo i lavori del workshop, il prof. Carlo Bagnoli, docente di Strategia aziendale e sistemi di pianificazione e controllo presso la Facoltà di Economia dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel suo intervento ha affrontato il concetto di “sviluppo sostenibile”, che è stato definito come “uno sviluppo che risponde ai bisogni del presente, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”. In realtà, è stato anche molto evocativo il concetto delle 3 “e”, illustrato cercando di rispondere alla

seguente domanda: “Cosa significa uno sviluppo competitivo sostenibile?” Significa rispettare l’equilibrio dell’ecologia, quindi in qualche modo porsi un problema di tutela ambientale. E ciò vuol dire, sostanzialmente, consumare delle risorse, ad esempio quelle naturali, ad un tasso che non sia superiore alla loro rigenerabilità. L’altra “e” fondamentale è quella dell’equità. Le questioni della coesione sociale ci impongono di riuscire a creare imparzialità e consenso, avere più responsabilità sociale ed infine c’è da risolvere anche il problema della crescita economica. Ecco quindi la terza “e”, la terza gamba del concetto di sostenibilità, e cioè l'economia. Sempre più oggi, un’azienda che tenta di lavorare in quest’ottica è portata ad aumentare la percezione positiva dei propri stakeholder esterni, “in primis” delle banche e delle compagnie di assicurazione. Nello specifico molti istituti di credito tentano di legare la sostenibilità di un’impresa ad una condizione di minor rischio imprenditoriale e quindi ad un maggior successo dei progetti di investimento. Ma essere sostenibili conviene anche per altri due motivi di fondo. In primo luogo perché permette generalmente di ridurre i costi e i consumi di materie prime e di avere meno rischi nell’approvvigionamento delle stesse; inoltre perchè permette di spingere sull’innovazione, sia tecnologica che dei processi. Bisogna ripensare all’organizzazione, ripensare i prodotti, ripensare al modello di business. Pensare e ripensare alle nostre aziende in maniera innovativa, ponendo la sostenibilità al centro dell’attenzione. Lo sviluppo competitivo sostenibile è pertanto dato da un delicato equilibrio tra la tutela ambientale, la coesione sociale e la crescita economica, ecco quindi illustrata la “regola delle 3 e”. Il secondo intervento è stato realizzato dall’avv. Bruno Barel, professore di Diritto dell’Unione europea nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Padova, legale in Treviso e presidente della Commissione contratti di Curia Mercatorum. La sua prima considerazione è stata incentrata sul ripensamento e sulla richiesta di innovazione che permea oggi tutta la società, non solo nella produzione, ma anche nei servizi e nella formazione. “Quali sono le nuove figure professionali necessarie al

mercato, che vanno formate strategicamente per tempo?” si è chiesto aprendo il suo intervento al workshop. Non possiamo più dire ad un primario ospedaliero che ha bisogno dell’anestesista di aspettare sei anni di università, più altri sei di specializzazione, e che quindi forse dopo 12 anni potremmo avere pronto il professionista necessario. E' importante avere una visione strategica, che ci obbliga a domandarci la cosa più banale di questo mondo, ovvero: “Di che cosa c’è bisogno oggi, qual è la figura che serve al mercato?”. Spesso è un mix nel quale si sta avviando un nuovo modo di lavorare, per certi aspetti anche molto divertente, che è il lavoro interdisciplinare. Un secondo aspetto trattato è stato il sistema delle leggi internazionali. A livello europeo è in corso un processo accentuato di armonizzazione di regole e difesa giudiziaria, cioè - in una battuta - la nostra casa è l’Europa, dove abbiamo un apparato di tutela e di regole armonizzate. Questo è oggi il terreno di gioco nel nostro continente. Diverso è lo scenario fuori Europa dove è ovviamente più difficile costruire delle regole armonizzate. Allora c’è il problema di capirsi, di scrivere bene i contratti, di farli in modo trasparente e poi di cercarsi anche una tutela, che talora è affidata alle clausole arbitrali, ad un arbitrato internazionale e talora è affidata alla scelta del giudice di un paese o piuttosto di un altro. Il contratto pertanto può diventare o un “conflitto” potenziale oppure può essere uno strumento di prevenzione dei conflitti, quindi dei rischi e dei costi connessi. L’ultimo intervento è stato svolto dall'ing. Nicola Lapo, quality manager di Applied Materials Italia Srl, azienda leader mondiale nella ricerca tecnologica e nella produzione di linee integrate per la metallizzazione, l'isolamento ed il test di celle solari destinate al mercato fotovoltaico. Il segreto di quest’azienda è dato dalla continua spinta alla ricerca e all’innovazione. L'ingegnere ha portato la testimonianza di una sostenibilità concreta in quanto l'impresa che rappresenta è in grado di fornire un prodotto che sia efficace e sia efficiente e che non costi un occhio della testa, perché comunque i clienti guardano anche al costo del prodotto. È seguito un interessante dibattito tra i presenti con l’obiettivo di continuare ad approfondire queste tematiche sempre più da vicino. Antonio Biasi


Attualità

29

LA RESPONSABILITÀ SOCIALE D’IMPRESA VISTA DA VICINO: ORA È TEMPO DI RIFLETTERE SULLA GREEN ECONOMY Considerato il successo ottenuto con la prima edizione, la Camera di Commercio di Treviso, in collaborazione con l’azienda speciale Treviso Tecnologia e le associazioni di categoria che partecipano al tavolo tecnico locale sulla Csr, ha deciso di realizzare un nuovo ciclo di incontri in azienda che, a partire dallo scorso mese di settembre, ha dato l’opportunità di conoscere dal vivo alcune esperienze imprenditoriali realizzate in questo ambito. Considerato che il 2010 è stato proclamato dall’Onu “Anno internazionale della biodiversità”, si è deciso di dedicare il nuovo ciclo di incontri Csr alla green economy, per avvicinare imprese e comunità ad un maggior sviluppo economico sostenibile, basato su principi innovativi di attenzione all’ambiente, alle materie prime, alla responsabilità sociale d’impresa. Le aziende coinvolte nel percorso sono state: - 30 settembre 2010: Centro Riciclo Vedelago, Via Molini, 15 – Vedelago (TV) - 28 ottobre: Azienda Agricola F.lli Corvezzo, Via Palù, 17 – Cessalto (TV); - 18 novembre: Applied Materials Italia srl, Via Postumia Ovest, 244 – Olmi di San Biagio di Callalta (TV). Vediamole più da vicino. La società Centro Riciclo Vedelago srl gestisce dal 1999 un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti ai fini del recupero di materiali. Il Centro, attualmente, riceve le raccolte differenziate dei comuni della provincia di Belluno, da Udine, Lucca ed altre città di minori dimensioni, per un bacino di utenza servito di circa 1.150.000 abitanti. I conferimenti da aziende private, invece, provengono quasi totalmente da realtà produttive della provincia di Treviso. La loro attività consiste nel ricevere le frazioni secche riciclabili dei rifiuti urbani e assimilati, selezionare i materiali in base alla composizione merceologica, compiere le operazioni necessarie per la riduzione volumetrica, gestire la fase di destinazione in uscita delle singole tipologie di materiali che, in relazione alla possibilità di riutilizzo, vengono consegnati a impianti di seconda lavorazione o a specifiche aziende che impiegano i materiali nei loro cicli produttivi. La ditta sta attualmente portando a compimento lo studio e la sperimentazione dell’utilizzo delle plastiche nei calcestruzzi e nelle attività di stampaggio. Si tratta di una linea di produzione di granulati con plastiche eterogenee derivanti dalla raccolta differenziata. Inoltre ormai da alcuni anni prosegue il “progetto scuola” che realizza due principali percorsi formativi differenziati:  con la scuola d’infanzia: l’obiettivo è quello di coinvolgere i bambini in qualità di messaggeri di informazioni, sfruttando la sinergia con gli insegnanti più sensibili ai

temi ambientali (questa attività fa parte del più ampio progetto educativo per uno sviluppo sostenibile, già consolidato da tempo, nelle scuole elementari e medie);  con la scuola primaria per veicolare le buone ed ridurre le cattive abitudini a partire dalla popolazione più giovane, quella in età scolare in particolare (5-13 anni), tramite interventi formativi. Centro Riciclo Vedelago è dotato di un sistema di gestione della qualità in ambito di recupero dei rifiuti urbani, assimilabili e speciali non pericolosi attraverso stoccaggio, selezione, separazione meccanica, trasformazione in materie prime secondarie e trasporto dei rifiuti. L’attività di recupero dei rifiuti e le successive fasi di lavoro sono gestite secondo gli standard di qualità delle norme Iso 9001:2000 e Iso 14001:2004. L’Azienda Agricola F.lli Corvezzo è situata nella zona di Cessalto e copre una superficie di circa 140 ettari; specializzata in colture vitivinicole, gestisce anche un agriturismo e un giardino didattico. Quest’ultimo consta di un’area di 3.000 metri quadrati completamente dedicata ad un confronto tra passato e presente delle attività proprie delle culture viticole e vitivinicole. All’interno viene inoltre offerto un percorso guidato per le scuole, ma anche per tutti gli enoturisti ai quali piace rivivere la vita degli antenati nelle campagne. I 1.800 metri quadrati di superficie coperta da pannelli fanno di Fratelli Corvezzo l’azienda dotata del più grande impianto fotovoltaico esistente nel settore agricolo della regione Veneto; l’impianto soddisfa l’intero fabbisogno energetico per la produzione del vino senza dover acquistare energia da fornitori esterni (rete) ed evita di immettere 150.000 kg di Co2 nell’atmosfera, nonché di risparmiare 51,47 tonnellate di petrolio. Ha un sistema di gestione Haccp certificato per la produzione dei vini; tra i riconoscimenti e premi recenti si segnala il “Premio regionale per lo sviluppo economico del Veneto” (2009), evento realizzato da Unioncamere del Veneto. Applied Materials Italia srl è stata costituita a seguito dell’acquisizione dell’azienda trevigiana Baccini spa nel febbraio 2008 (prima denominazione: Applied Materials Baccini spa) da parte del gruppo multinazionale americano Applied Materials Inc, leader mondiale nel fornire soluzioni relative alle tecnologie di nanofabbricazione, comprendenti attività di produzione, commercializzazione e servizi post-vendita nei settori: chip semiconduttori, schermi piatti e display, celle fotovoltaiche, film sottile e vetro ad alta efficienza energetica. L’azienda italiana - fondata nell’anno 1967 proprio come la casa madre - già leader nel mercato del comparto della

tecnologia fotovoltaica a silicio cristallino, è ora fulcro della Corporate, nella divisione Energy and display solutions, per perseguire la mission di ridurre il costo dell’energia solare per watt, che si tradurrà in risparmio effettivo per i consumatori. L’intera organizzazione dispone di 13.000 tecnici localizzati in Europa, Stati Uniti, Israele, Cina, Malesia, Singapore, Giappone, Corea e Taiwan, che garantiscono supporto a livello globale. La tecnologia e il know-how - forniti dal gruppo Applied Materials nell’applicazione delle nanotecnologie - consentono di valorizzare la qualità della vita delle persone e di adottare misure per rendere migliore il futuro delle prossime generazioni, grazie anche alle numerose soluzioni adottate per le Divisioni energia ed ambiente che aiutano a ridurre la dipendenza da fonti energetiche non rinnovabili e consentono di limitare le emissioni di gas serra. Per promuovere la “Corporate social responsibility” (Csr), gestire la fondazione no profit di Applied Materials ed i relativi fondi d’investimento, nonché favorire il coinvolgimento dei dipendenti in strategie filantropiche, è stato creato il gruppo “Global community affairs”. E’ composto da 16 persone (6 negli Usa e 10 nel mondo), per gran parte volontari, che aiutato a coordinare le attività e a destinare sovvenzioni. Dal punto di vista della sensibilizzazione civile, la fondazione si propone di affrontare le principali problematiche a livello sociale per alleviare e prevenire il fenomeno della povertà e sviluppare una coscienza civica tra i giovani. Nell’ambito dell’arte e della cultura ha l’obiettivo di ispirare il pensiero creativo, esplorare alcune tematiche - tra cui l’identità culturale e l’innovazione - e soprattutto creare un’assistenza continuativa attraverso l’educazione di giovani disagiati e attività localizzate che forniscano lavoro volontario ed opportunità di impegno concrete. Svolge anche molte iniziative a favore dell’ambiente, che consistono nel fornire energie rinnovabili personalizzate a comunità disagiate. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti si segnalano: “Acterra 2010 business award” per l’impegno ambientale, la Newsweek “Green nomination” per le migliori 10 multinazionali “verdi” e la “Bca nomination” per le migliori 10 aziende Usa per le azioni filantropiche a sostegno alle arti e dell’educazione. Con questa ulteriore edizione continua dunque l’impegno dello Sportello Csr e ambiente della Cciaa di Treviso per promuovere sul territorio le buone pratiche di responsabilità sociale d’impresa. Antonio Biasi


Attualità

30

LA MANOVRA D’ESTATE Con decreto legge 31.5.2010, n. 78, coordinato con la legge di conversione 30.07.2010, n. 122 recante “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” il Governo ha emanato la cosiddetta “manovra d’estate”, che è composta da 54

articoli - suddivisi in tre diversi titoli, il primo relativo alla stabilizzazione finanziaria (art. da 1 a 17), il secondo sul contrasto all'evasione fiscale e contributiva (art. 17-39), il terzo su sviluppo e infrastrutture (art. 40-54) - e che, nel prossimo biennio, punta ad avere

effetti finanziari strutturali per complessivi 24 miliardi di euro. Negli articoli che proponiamo in queste pagine vengono presentate le più significative misure per le pubbliche amministrazioni, la previdenza, il contrasto all'evasione.

Le principali novità previste per gli enti pubblici Riduzione dei costi degli apparati amministrativi A decorrere dall’1.01.2011 le indennità, i compensi, i gettoni, le retribuzioni o le altre utilità comunque denominate, corrisposti dalle pubbliche amministrazioni, incluse le autorità indipendenti, ai componenti di organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali comunque denominati ed ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo, sono automaticamente ridotte del 10 per cento rispetto agli importi risultanti alla data del 30.04.2010. Sino al 31.12.2013, tali emolumenti non possono superare gli importi risultanti alla data del 30.04.2010. Tutti gli enti pubblici, anche economici, e gli organismi pubblici, anche con personalità giuridica di diritto privato, provvedono all'adeguamento dei rispettivi statuti al fine di assicurare che, a decorrere dal primo rinnovo successivo alla data di entrata in vigore della legge n. 122/2010, gli organi di amministrazione e quelli di controllo, ove non già costituiti in forma monocratica, nonché il collegio dei revisori, siano formati da un numero non superiore, rispettivamente, a cinque e a tre componenti. La mancata adozione dei provvedimenti di adeguamento statutario o di organizzazione previsti nei termini indicati determina responsabilità erariale e tutti gli atti adottati dagli organi degli enti e degli organismi pubblici interessati sono nulli. A decorrere dall'anno 2011 le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (Istat), incluse le autorità indipendenti, non possono effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza, per un ammontare superiore al 20% della spesa sostenuta nell'anno 2009 per le medesime finalità. Al fine di ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e di efficientare i servizi delle pubbliche amministrazioni, a decorrere dall’1.7.2010 l'organizzazione di convegni, di giornate e feste celebrative, nonché di cerimonie di inaugurazione e di altri eventi similari, da parte delle amministrazioni dello stato e delle agenzie, nonché da parte degli enti e delle strutture da esse vigilati

è subordinata alla preventiva autorizzazione del Ministro competente. L'autorizzazione è rilasciata nei soli casi in cui non sia possibile limitarsi alla pubblicazione, sul sito internet istituzionale, di messaggi e discorsi ovvero non sia possibile l'utilizzo, per le medesime finalità, di video/audio conferenze da remoto, anche attraverso il sito internet istituzionale. A decorrere dall'anno 2011 le stesse amministrazioni pubbliche sopra citate non possono effettuare spese per sponsorizzazioni e per missioni, anche all'estero, con esclusione delle missioni internazionali di pace e delle forze armate, delle missioni delle forze di polizia e dei vigili del fuoco, del personale di magistratura, nonché di quelle strettamente connesse ad accordi internazionali ovvero indispensabili per assicurare la partecipazione a riunioni presso enti e organismi internazionali o comunitari, nonché con investitori istituzionali necessari alla gestione del debito pubblico, per un ammontare superiore al 50% della spesa sostenuta nell'anno 2009. Sempre dall’anno 2011, la spesa annua delle amministrazioni pubbliche per attività esclusivamente di formazione deve essere non superiore al 50% della spesa sostenuta nell'anno 2009. Con pari decorrenza, le pubbliche amministrazioni non possono effettuare spese di ammontare superiore all'80% della spesa sostenuta nell'anno 2009 per l'acquisto, la manutenzione, il noleggio e l'esercizio di autovetture, nonché per l'acquisto di buoni taxi; il predetto limite può essere derogato, per il solo anno 2011, esclusivamente per effetto di contratti pluriennali già in essere. Questa disposizione non si applica alle autovetture utilizzate dal corpo nazionale dei vigili del fuoco e per i servizi istituzionali di tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica. Al fine del perseguimento di una maggiore efficienza delle società pubbliche, tenuto conto dei principi nazionali e comunitari in termini di economicità e di concorrenza, le amministrazioni pubbliche non possono, salvo quanto previsto dall'art. 2447 codice civile, effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, né rilasciare garanzie a favore delle società partecipate non quotate che abbiano registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio ovvero che abbiano utilizzato riserve

disponibili per il ripianamento di perdite anche infrannuali. Sono in ogni caso consentiti i trasferimenti alle società sopra indicate, a fronte di convenzioni, contratti di servizio o di programma relativi allo svolgimento di servizi di pubblico interesse ovvero alla realizzazione di investimenti, al fine di salvaguardare la continuità nella prestazione di servizi di pubblico interesse, a fronte di gravi pericoli per la sicurezza pubblica, l'ordine pubblico e la sanità. Il Ministro della Difesa, compatibilmente con quanto statuito in sede contrattuale ovvero di accordi internazionali comunque denominati in materia di programmi militari di investimento, può autorizzare il differimento del piano di consegna dei relativi mezzi e sistemi d’arma, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Soppressione ed incorporazione di enti pubblici; riduzione dei contributi Al fine di assicurare la piena integrazione delle funzioni assicurative e di ricerca connesse alla materia della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro, ottimizzando le risorse ed evitando duplicazioni di attività, l'Ipsema e l'Ispesl sono soppressi e le relative funzioni sono attribuite all'Inail, sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della Salute; l'Inail succede in tutti i rapporti attivi e passivi. Anche l'Ipost è soppresso e le sue funzioni sono trasferite all'Inps, sottoposto alla vigilanza del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali; l'Inps succede in tutti i rapporti attivi e passivi. L’Ente nazionale di assistenza magistrale (Enam) è soppresso e le relative funzioni sono attribuite all’Inpdap che succede in tutti i rapporti attivi e passivi. Le dotazioni organiche dell'Inps e dell'Inail sono incrementate di un numero pari alle unità di personale di ruolo trasferite in servizio presso gli enti soppressi. Le economie derivanti dai processi di razionalizzazione e soppressione degli enti sopra indicati sono computate per il raggiungimento degli obiettivi di risparmio previsti dalla manovra d’estate. Al fine di razionalizzare e semplificare le funzioni di analisi


Attualità

31 e studio in materia di politica economica, l'Istituto di studi e analisi economica (Isae) è soppresso, le funzioni e le risorse sono assegnate al Ministero dell'Economia e delle finanze e all’Istat. Anche l'Istituto nazionale per studi e esperienze di architettura navale (Insean), le sue funzioni e le connesse risorse umane, strumentali e finanziarie sono trasferite al Consiglio nazionale delle ricerche. Le commissioni mediche di verifica operanti nell'ambito del Ministero dell'Economia e delle finanze sono soppresse,

ad eccezione di quelle presenti nei capoluoghi di regione e nelle province a speciale autonomia, che subentrano nelle competenze delle commissioni soppresse. Con protocolli di intesa, da stipularsi tra il Ministero dell'Economia e delle finanze e le Regioni, le predette commissioni possono avvalersi a titolo gratuito delle Asl territorialmente competenti ovvero, previo accordo con il Ministero della Difesa, delle strutture sanitarie del predetto Ministero operanti sul territorio. Con decreto del Ministro dell'Economia e delle finanze di natura non regolamentare

sono stabilite le date di effettivo esercizio del nuovo assetto delle commissioni mediche. Per assicurare lo svolgimento delle funzioni di Autorità nazionale anticorruzione, da parte del Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è autorizzata la spesa di euro 2 milioni per l’anno 2011. L’Agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei segretari comunali e provinciali è soppressa. Il Ministero dell’Interno succede a titolo universale alla predetta Agenzia e le risorse strumentali e di personale ivi in servizio.

Il Contenimento Delle Spese NELL'Impiego Pubblico Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (Istat), non può superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente spettante per l’anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva. In considerazione della eccezionalità della situazione economica internazionale e tenuto conto delle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea, a decorrere dall’1.01.2011 e sino al 31.12.2013 i trattamenti economici complessivi dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, previsti dai rispettivi ordinamenti, delle amministrazioni pubbliche, superiori a 90.000 euro lordi annui sono ridotti del 5% per la parte eccedente il predetto importo fino a 150.000 euro, nonché del 10% per la parte eccedente 150.000 euro. A seguito di questa riduzione il trattamento economico complessivo non può essere comunque inferiore a 90.000 euro lordi annui. Tale riduzione non opera ai fini previdenziali. A decorrere dall’1.01.2011 e sino al 31.12.2013 l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale, anche di livello dirigenziale, delle pubbliche amministrazioni non può superare il corrispondente importo dell’anno 2010 ed è, comunque, automaticamente ridotto in misura proporzionale alla riduzione del personale in servizio. Per l'anno scolastico 2010/2011 è assicurato un contingente di docenti di sostegno pari a quello in attività di servizio d'insegnamento nell'organico di fatto dell'anno scolastico 2009/2010, fatta salva l'autorizzazione di posti di sostegno in deroga al predetto contingente da attivarsi esclusivamente nelle situazioni di particolare gravità. In conseguenza delle economie di spesa per il personale dipendente e convenzionato che si determinano per

gli enti del Servizio sanitario nazionale in attuazione di quanto previsto dalla manovra d’estate, il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale a cui concorre ordinariamente lo stato è rideterminato con una riduzione di 418 milioni di euro per l'anno 2011 e di 1.132 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012. Per il personale docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario (Ata) della scuola, gli anni 2010, 2011 e 2012 non sono utili ai fini della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti. In deroga a quanto previsto dall'art. 33 del d. lgs. del 30.03.2001, n. 165, le unità di personale eventualmente risultanti in soprannumero non costituiscono eccedenze e restano temporaneamente in posizione soprannumeraria, nell'ambito dei contingenti di ciascuna area o qualifica dirigenziale. Le posizioni soprannumerarie si considerano riassorbite all'atto delle cessazioni, a qualunque titolo, nella corrispondente area o qualifica dirigenziale. In relazione alla presenza di posizioni soprannumerarie in un'area viene reso indisponibile un numero di posti equivalente dal punto di vista finanziario in aree della stessa amministrazione che presentino vacanze in organico. Fino al completo riassorbimento alle amministrazioni interessate è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualunque titolo e con qualsiasi contratto in relazione alle aree che presentino soprannumeri e in relazione a posti resi indisponibili in altre aree. A decorrere dall'anno 2011, le amministrazioni dello stato, anche ad ordinamento autonomo, le agenzie,

incluse le agenzie fiscali, gli enti pubblici non economici e le università, possono avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni, ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, nel limite del 50% della spesa sostenuta per le stesse finalità nell'anno 2009. Per le medesime amministrazioni la spesa per personale relativa a contratti di formazione-lavoro, ad altri rapporti formativi, alla somministrazione di lavoro, nonché al lavoro accessorio non può essere superiore al 50% di quella sostenuta per le rispettive finalità nell'anno 2009. Queste disposizioni costituiscono principi generali ai fini del coordinamento della finanza pubblica ai quali si adeguano le regioni, le province autonome e gli enti del Servizio sanitario nazionale. Per il comparto scuola e per quello delle istituzioni di alta formazione e specializzazione artistica e musicale trovano applicazione le specifiche disposizioni di settore. Per gli enti di nuova istituzione non derivanti da processi di accorpamento o fusione di precedenti organismi, limitatamente al quinquennio decorrente dall'istituzione, le nuove assunzioni, previo esperimento delle procedure di mobilità, fatte salve le maggiori facoltà assunzionali eventualmente previste dalla legge istitutiva, possono essere effettuate nel limite del 50% delle entrate correnti ordinarie aventi carattere certo e continuativo e, comunque, nel limite complessivo del 60% della dotazione organica. A tal fine gli enti predispongono piani annuali di assunzioni da sottoporre all'approvazione da parte dell'amministrazione vigilante d'intesa con il Dipartimento della funzione pubblica ed il Ministero dell'Economia e delle finanze.

LE DISPOSIZIONI IN MATERIA PREVIDENZIALE I soggetti che a decorrere dall'anno 2011 maturano il diritto all'accesso al pensionamento di vecchiaia a 65 anni per gli uomini e a 60 anni per le lavoratrici del settore privato, ovvero alle età previste dagli specifici ordinamenti negli altri casi, conseguono il diritto alla decorrenza del

trattamento pensionistico nei modi seguenti: a) coloro per i quali sono liquidate le pensioni a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti, trascorsi 12 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti; b) coloro i quali conseguono il trattamento di pensione a


Attualità carico delle gestioni per gli artigiani, i commercianti e i coltivatori diretti nonché della gestione separata di cui all'art. 2, c. 26, della legge 8.08.1995, n. 335, trascorsi 18 mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti; c) per il personale del comparto scuola si applicano le disposizioni di cui al comma 9 dell'art. 59 della legge 27.12.1997, n. 449. A decorrere dall’01.01.2011, per i trattamenti pensionistici derivanti dalla totalizzazione dei contributi, si applicano le medesime decorrenze previste per i trattamenti pensionistici dei lavoratori autonomi iscritti all'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti. In caso di pensione ai superstiti la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di decesso del dante causa. E’ stabilito che a titolo di concorso al consolidamento dei conti pubblici attraverso il contenimento della dinamica della spesa corrente nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, dalla data di entrata in vigore della manovra d’estate, con riferimento ai soli dipendenti delle amministrazioni pubbliche, il riconoscimento dell'indennità di buonuscita, dell'indennità premio di servizio, del trattamento di fine rapporto e di ogni altra indennità equipollente corrisposta una-tantum comunque denominata spettante a seguito di cessazione a vario titolo dall'impiego è effettuato: a) in un unico importo annuale se l'ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, è complessivamente pari o inferiore a 90.000 euro; b) in due importi annuali se l'ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, è complessivamente superiore a 90.000 euro ma inferiore a 150.000 euro. In tal caso il primo importo annuale è pari a 90.000 euro e il secondo importo annuale è pari all'ammontare residuo; c) in tre importi annuali se l'ammontare complessivo della prestazione, al lordo delle relative trattenute fiscali, è complessivamente uguale o superiore a 150.000 euro; in tal caso il primo importo annuale è pari a 90.000

32 euro, il secondo importo annuale è pari a 60.000 euro e il terzo importo annuale è pari all'ammontare residuo. Tali disposizioni non si applicano con riferimento alle prestazioni derivanti dai collocamenti a riposo per raggiungimento dei limiti di età entro la data del 30.11.2010, nonché alle prestazioni derivanti dalle domande di cessazione dall'impiego presentate prima della data di entrata della legge a condizione che la cessazione dell'impiego avvenga entro il 30.11.2010. Con effetto sulle anzianità contributive maturate a decorrere dall’1.01.2011, per i lavoratori alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, per i quali il computo dei trattamenti di fine servizio, comunque denominati, in riferimento alle predette anzianità contributive non è già regolato in base a quanto previsto dall'art. 2120 del codice civile in materia di trattamento di fine rapporto, il computo dei predetti trattamenti di fine servizio si effettua secondo le regole che disciplinano il tfr, con applicazione dell'aliquota del 6,91%. Viene stabilito l’adeguamento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico agli incrementi della speranza di vita ed è tenuto anche conto delle esigenze di coordinamento degli istituti pensionistici e delle relative procedure di adeguamento dei parametri connessi agli andamenti demografici. A decorrere dall’1.01.2015 i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva necessari per l’accesso al trattamento pensionistico devono essere aggiornati a cadenza triennale, con decreto direttoriale del Ministero dell’Economia e delle finanze di concerto con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, da emanare almeno dodici mesi prima della data di decorrenza di ogni aggiornamento. A partire dall’anno 2013 l’Istat rende annualmente disponibile entro il 30 giugno dell’anno medesimo il dato relativo alla variazione nel triennio precedente della speranza di vita all’età corrispondente a 65 anni, con riferimento alla media della popolazione residente in Italia. Restano fermi i requisiti di anzianità contributiva minima previsti dalla normativa vigente in via congiunta ai requisiti anagrafici, nonché la disciplina

del diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico rispetto alla data di maturazione dei requisiti secondo quanto previsto dalla normativa vigente. In attuazione della sentenza della Corte di giustizia della Comunità europea del 13.11.2008, a decorrere dall’1.01.2010, per le donne lavoratrici nel pubblico impiego il requisito anagrafico di sessanta anni per l’accesso al trattamento pensionistico è incrementato di un anno. Ulteriormente incrementato di quattro anni dall’01.01.2012, ai fini del raggiungimento dell’età di sessantacinque anni, parificata quindi a regime con il personale di sesso maschile. A decorrere dall’01.01.2010 le ricongiunzioni di periodi contributivi sono a pagamento. L’onere da porre a carico dei richiedenti è determinato in base ai criteri fissati dall’ art. 2, commi da 3 a 5, del d. lgs. del 30.04.1997, n. 184.

Casellario dell'assistenza E' istituito presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, il «Casellario dell'assistenza» per la raccolta, la conservazione e la gestione dei dati, dei redditi e di altre informazioni relativi ai soggetti aventi titolo alle prestazioni di natura assistenziale. Il Casellario costituisce l'anagrafe generale delle posizioni assistenziali e delle relative prestazioni, condivisa tra tutte le amministrazioni centrali dello stato, gli enti locali, le organizzazioni no profit e gli organismi gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie che forniscono obbligatoriamente i dati e le informazioni contenute nei propri archivi e banche dati, per la realizzazione di una base conoscitiva per la migliore gestione della rete dell'assistenza sociale, dei servizi e delle risorse. La formazione e l'utilizzo dei dati e delle informazioni del Casellario avviene nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali. Gli enti, le amministrazioni e i soggetti interessati trasmettono obbligatoriamente in via telematica al Casellario i dati e le informazioni relativi a tutte le posizioni risultanti nei propri archivi e banche dati secondo criteri e modalità di trasmissione stabilite dall'Inps.

CONTRASTO ALL'EVASIONE FISCALE E CONTRIBUTIVA Partecipazione dei comuni all'attività di accertamento tributario e contributivo I comuni partecipano all'attività di accertamento fiscale. Ai fini di tale partecipazione: a) i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti sono tenuti ad istituire, laddove non vi abbiano già provveduto, il consiglio tributario. A tale scopo, il regolamento per l'istituzione del consiglio tributario è

adottato dal consiglio comunale entro il termine di 90 giorni dall'entrata in vigore della legge n. 122/2010; b) i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, laddove non abbiano già costituito il consiglio tributario, sono tenuti a riunirsi in consorzio, per la successiva istituzione del consiglio tributario. A tale fine, la relativa convenzione, unitamente allo statuto del consorzio, è adottata dai rispettivi consigli comunali per l'approvazione entro il termine di 180 giorni dall'entrata in vigore della legge n. 122/2010.

Gli adempimenti organizzativi sono svolti con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente. Per potenziare l'azione di contrasto all'evasione fiscale e contributiva, in attuazione dei principi di economicità, efficienza e collaborazione amministrativa, la partecipazione dei comuni all'accertamento fiscale e contributivo è incentivata mediante il riconoscimento di una quota pari al 33% delle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo nonché delle


Attualità

33 sanzioni civili applicate sui maggiori contributi riscossi a titolo definitivo, a seguito dell'intervento del comune che abbia contribuito all'accertamento stesso. Con successivo provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, d'intesa con l'Inps e la conferenza unificata, sono stabilite le modalità tecniche di accesso alle banche dati e di trasmissione ai comuni, anche in via telematica, di copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in essi residenti, nonché quelle della partecipazione dei comuni all'accertamento fiscale e contributivo.

Aggiornamento del catasto A decorrere dall’1.01.2011 è attivata l'«Anagrafe immobiliare integrata», costituita e gestita dall'Agenzia del territorio, attivando idonee forme di collaborazione con i comuni. L'Anagrafe immobiliare integrata attesta, ai fini fiscali, lo stato di integrazione delle banche dati disponibili presso l'Agenzia del territorio per ciascun immobile, individuandone il soggetto titolare di diritti reali. La consultazione delle banche dati del catasto terreni, censuaria e cartografica, del catasto edilizio urbano, nonché dei dati di superficie delle unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria, è garantita, a titolo gratuito, ai comuni su tutto il territorio nazionale, ad esclusione delle province autonome di Trento e Bolzano, attraverso il sistema telematico. Entro il 31.12.2010 i titolari di diritti reali sugli immobili oggetto di interventi edilizi che abbiano determinato una variazione di consistenza ovvero di destinazione non dichiarata in catasto, sono tenuti a procedere alla presentazione, ai fini fiscali, della relativa dichiarazione di aggiornamento catastale. A decorrere dall’1.01.2011, l'Agenzia del territorio, sulla base di nuove informazioni connesse a verifiche tecnico-

amministrative, da telerilevamento e da sopralluogo sul terreno, provvede ad avviare un monitoraggio costante del territorio, individuando, in collaborazione con i comuni, ulteriori fabbricati che non risultano dichiarati al catasto. Gli atti pubblici e le scritture private autenticate tra vivi aventi ad oggetto il trasferimento, la costituzione o lo scioglimento di comunione di diritti reali su fabbricati già esistenti, ad esclusione dei diritti reali di garanzia, devono contenere, per le unità immobiliari urbane, a pena di nullità, oltre all'identificazione catastale, il riferimento alle planimetrie depositate in catasto e la dichiarazione, resa in atti dagli intestatari, della conformità allo stato di fatto dei dati catastali e delle planimetrie, sulla base delle disposizioni vigenti in materia catastale. La predetta dichiarazione può essere sostituita da un’attestazione di conformità rilasciata da un tecnico abilitato alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale. Prima della stipula dei predetti atti il notaio individua gli intestatari catastali e verifica la loro conformità con le risultanze dei registri immobiliari. La richiesta di registrazione di contratti, scritti o verbali, di locazione o affitto di beni immobili esistenti sul territorio dello stato e relative cessioni, risoluzioni e proroghe anche tacite, deve contenere anche l'indicazione dei dati catastali degli immobili. La mancata o errata indicazione dei dati catastali è considerata fatto rilevante ai fini dell'applicazione dell'imposta di registro ed è punita con diverse sanzioni.

Contrasto al fenomeno delle imprese «apri e chiudi» Le imprese che cessano l'attività entro un anno dalla data di inizio sono specificamente considerate ai fini della selezione delle posizioni da sottoporre a controllo da parte dell'Agenzia delle entrate, della Guardia di finanza e dell'Inps, in modo da assicurare una vigilanza sistematica

sulle situazioni a specifico rischio di evasione e frode fiscale e contributiva.

Contrasto al fenomeno delle imprese in perdita «sistemica» La programmazione dei controlli fiscali dell'Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza deve assicurare una vigilanza sistematica, basata su specifiche analisi di rischio, sulle imprese che presentano dichiarazioni in perdita fiscale, non determinata da compensi erogati ad amministratori e soci, per più di un periodo d'imposta e non abbiano deliberato e interamente liberato nello stesso periodo uno o più aumenti di capitale a titolo oneroso di importo almeno pari alle perdite fiscali stesse. Dall’1.07.2010 le banche e le Poste italiane spa operano una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell'imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all'atto dell'accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti dai contribuenti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d'imposta.

Regime fiscale di attrazione europea Alle imprese residenti in uno stato membro dell'Unione europea diverso dall'Italia che intraprendono in Italia nuove attività economiche, nonché ai loro dipendenti e collaboratori, per un periodo di 3 anni, si può applicare, in alternativa alla normativa tributaria statale italiana, la normativa tributaria statale vigente in uno degli stati membri dell'Unione europea. Tali attività economiche non devono risultare già avviate in Italia prima della data di entrata in vigore della presente legge e devono essere effettivamente svolte nel territorio dello stato. Antonio Biasi


Legislazione

34

LA SEGNALAZIONE CERTIFICATA D’INIZIO ATTIVITÀ

La nuova disciplina si inserisce nel percorso del progetto "impresa in un giorno" Con legge di conversione del d.l. 78/2010, n. 122 del 30.7.2010 ed in vigore dal 31 luglio scorso, è stata introdotta una nuova versione dell’art. 19 l. 241/1990, definendo il passaggio dalla “Dichiarazione d’inizio attività – D.I.A.” alla “Segnalazione certificata di inizio attività – S.C.I.A.”. La nuova disciplina prevede che ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l’esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento di requisiti e presupposti richiesti dalla legge o da atti amministrativi a contenuto generale, ove non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, è sostituito da una “segnalazione” dell’interessato che dovrà essere corredata dalle dichiarazioni sostitutive di certificazioni e dell’atto di notorietà relative agli stati e qualità personali ed alla sussistenza dei citati requisiti. L’attività oggetto della segnalazione potrà essere iniziata dalla data della presentazione della stessa all’amministrazione competente, la quale, in caso di accertata carenza dei requisiti e dei presupposti di legge, nel termine di 60 giorni dal ricevimento, dovrà adottare motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione degli eventuali effetti dannosi di essa, salvo che, ove ciò sia possibile, l’interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall’amministrazione, in ogni caso non inferiore a 30 giorni. Rispetto alla precedente formulazione, quindi, la verifica degli eventuali requisiti di legge in capo alla pubblica amministrazione verrà effettuata ex post, quando l’attività economica è già stata intrapresa. Ciò è attinente al progetto di “impresa in un giorno” - per il quale a suo tempo è stata istituita anche la piattaforma ComUnica per l’assolvimento in un’unica istanza di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al Registro delle imprese ed il rilascio del codice fiscale e della partita iva con effetto anche ai fini previdenziali ed assistenziali nei confronti di Inps e Inail - e si innesta nel percorso ormai in fase di definizione

relativo alla riforma della disciplina degli Sportelli unici delle attività produttive ed all’istituzione delle Agenzie delle imprese, soggetti privati accreditati che potranno attestare la sussistenza dei requisiti e presupposti di legge in capo a coloro i quali intendono intraprendere un’attività economica. In considerazione della particolare ed ulteriore rilevanza attribuita alle autocertificazioni presentate dall’interessato, che consentono l’immediato avvio dell’attività economica, il legislatore ha inteso inasprire le sanzioni penali già previste nel caso di false o non veritiere dichiarazioni dall’art. 76 del d.p.r. 445/2000; ove il fatto non costituisca più grave reato, chiunque, nelle dichiarazioni o attestazioni o asseverazioni che corredano la segnalazione di inizio attività, dichiara od attesta falsamente l’esistenza dei requisiti o dei presupposti richiesti è punito con la reclusione da uno a tre anni. Sarà pertanto necessario, da parte degli utenti, prestare particolare attenzione prima di procedere alla presentazione di tali segnalazioni. Le norme relative alla “Scia” non si applicano alle attività economiche a prevalente carattere finanziario, ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al d. lgs. n. 385/1993, e dal testo unico in materia di intermediazione finanziaria di cui al d. lgs. n. 58/1998. Al fine di garantire una omogenea diffusione del nuovo strumento di semplificazione, il legislatore ha precisato che la norma attiene alla tutela della concorrenza ai sensi dell’articolo 117, comma 2 Cost. e costituisce livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali ai sensi del medesimo comma. Le espressioni “segnalazione certificata di inizio attività” e “Scia” sostituiscono, rispettivamente, quelle di “dichiarazione di inizio attività”e “Dia”, ovunque ricorrano, anche come parte di una espressione più ampia, e la nuova disciplina sostituisce direttamente quella della dichiarazione di inizio attività recata da ogni normativa statale e regionale. Per raggiungere l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del sistema produttivo e la competitività delle imprese, anche sulla base delle attività di misurazione degli oneri amministrativi a carico delle imprese, la legge di conversione ha autorizzato il

Governo ad adottare uno o più regolamenti, sentite anche le associazioni imprenditoriali, nel termine di un anno e quindi entro il mese di luglio 2011, volti a semplificare e ridurre gli adempimenti amministrativi gravanti sulle piccole e medie imprese, in base ad una serie di principi e criteri direttivi tra i quali si segnalano:  proporzionalità degli adempimenti amministrativi in relazione alla dimensione dell’impresa e al settore di attività, nonché alle esigenze di tutela degli interessi pubblici coinvolti;  eliminazione di autorizzazioni, licenze, permessi, ovvero di dichiarazioni, attestazioni, certificazioni, comunque denominati, nonché degli adempimenti amministrativi e delle procedure non necessarie rispetto alla tutela degli interessi pubblici in relazione alla dimensione dell’impresa ovvero alle attività esercitate;  estensione dell’utilizzo dell’autocertificazione, delle attestazioni e delle asseverazioni dei tecnici abilitati nonché delle dichiarazioni di conformità da parte delle Agenzie delle imprese;  soppressione delle autorizzazioni e dei controlli per le imprese in possesso di certificazione Iso o equivalente, per le attività oggetto di tale certificazione. In particolare, per quanto attiene al principio di proporzionalità negli adempimenti amministrativi, si tratta dell’introduzione nel nostro ordinamento delle considerazioni contenute nello “Small business act” adottato a livello comunitario al fine di individuare orientamenti e proposte di azioni politiche da attuare sia in ambito europeo sia negli stati membri, con l’obiettivo di garantire nuovo impulso alle piccole e medie imprese europee valorizzando le loro potenzialità di crescita sostenibile nel medio-lungo periodo. A tutt’oggi, infatti, la norma interna non prevede alcuna proporzione tra gli adempimenti amministrativi, la dimensione, il settore in cui l'impresa opera e l'effettiva esigenza di tutela degli interessi pubblici. Si attende quindi l’adozione dei citati regolamenti per rispondere alle esigenze delle pmi italiane (ad oggi oltre 4.500.000, di cui 4.300.000 sino a 9 addetti). Andrea Manganiello


Legislazione

35

ATTIVITÀ SOGGETTE ALLA SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ Risvolti operativi sulle denunce al Registro delle imprese

La nuova formulazione dell’art. 19 della legge 241/1990 interviene nuovamente sulla materia relativa alle dichiarazioni d’inizio attività a distanza di pochi mesi dall’ultima versione introdotta dopo il 8.5.2010 dalla normativa di attuazione della c.d. Direttiva servizi di cui al d. lgs. 59/2010. Scompare pertanto la distinzione operata tra dichiarazione di inizio attività “ad efficacia immediata”, già prevista quale principio generale per garantire la libertà di accesso ed esercizio delle attività di servizi, e dichiarazione di inizio attività “ad efficacia differita”, per i casi espressamente previsti dalla norma, che contemplava un duplice adempimento amministrativo presso la pubblica amministrazione: - la dichiarazione d’inizio attività (Dia) - la comunicazione d’inizio attività (Cia) da presentare all’amministrazione competente contestualmente all’inizio dell’attività, decorsi 30 giorni. La “nuova” segnalazione certificata d’inizio attività (Scia) diventa ora l’unico adempimento amministrativo previsto e consente l’immediato avvio dell’attività dalla data di presentazione della segnalazione all’amministrazione competente.

Ambito di applicazione Le sole esclusioni a tale disciplina sono espressamente indicate dalla legge e sussistono nei casi di vincoli ambientali, paesaggistici o culturali e degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all’immigrazione, all’asilo, alla cittadinanza, all’amministrazione della giustizia, all’amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, nonché di quelli imposti dalla normativa comunitaria. La “Scia” non si applica inoltre alle attività economiche a prevalente carattere finanziario, ivi comprese quelle regolate dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, e dal testo unico in materia di intermediazione finanziaria di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58. A titolo esemplificativo, quanto ad alcune attività economiche, si ritiene che rimangano escluse dall’ambito di applicazione della “Scia” le nuove aperture di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e

di attività di commercio al minuto presso medie e grandi strutture di vendita, e le rivendite di tabacchi. Non è ancora chiaro l’ambito di applicabilità della segnalazione certificata su materie ulteriori rispetto alle attività d’impresa, ad esempio su discipline “speciali” quale l’edilizia. I relatori della manovra hanno comunque più volte ribadito che la logica ispiratrice è quella di eliminare la burocrazia che rallenta chi vuole avviare un'azienda o utilizzare i propri beni anche immobili.

Conseguenze per verifica mancanza requisiti Secondo la disciplina del “nuovo” art. 19, in caso di accertata carenza dei requisiti necessari ed entro il termine di 60 giorni dal ricevimento della “Scia”, l'amministrazione competente adotta motivati provvedimenti con cui dispone il divieto di proseguire l'attività e la rimozione degli eventuali effetti dannosi. L'interessato può evitare tali provvedimenti conformando alla normativa vigente l'attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dalla pubblica amministrazione, in ogni caso non inferiore a 30 giorni. Inoltre, ferma restando l'applicazione delle sanzioni penali, in caso di dichiarazioni sostitutive false o mendaci, l'amministrazione può sempre adottare i suddetti provvedimenti; è comunque fatto salvo il potere dell'amministrazione competente di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi della legge 241/1990. Al di là di tali casi, e decorso il termine dei 60 giorni dalla “Scia”, all'amministrazione è consentito intervenire solo in presenza di pericolo attuale di un danno grave e irreparabile per il patrimonio artistico e culturale, per l'ambiente, per la salute, per la sicurezza pubblica o la difesa nazionale e previo motivato accertamento dell'impossibilità di tutelare comunque tali interessi mediante conformazione dell'attività dei privati alla normativa vigente.

Attività soggette a verifica requisiti Circa le domande e denunce al Registro delle imprese ed al Rea riferite ad attività soggette all’art. 19 della legge 241/1990, l’ufficio procederà alla relativa registrazione una volta verificata la regolare presentazione della “Scia”,

che andrà allegata alla pratica telematica, accogliendo decorrenze di avvio attività pari o successive alla data di consegna della segnalazione all’amministrazione competente. Per quanto concerne i procedimenti di competenza camerale, in merito alle denunce all’Albo delle imprese artigiane e/o al Registro delle imprese per l’inizio di attività economiche soggette a verifica dei requisiti di legge (impiantisti, autoriparatori, imprese di pulizia, facchinaggio) non vi sono particolari innovazioni, trattandosi già in precedenza di avvio immediato dell’attività. Discorso a parte è quello relativo invece alla materia dei c.d. intermediari commerciali (agenti d’affari in mediazione, agenti e rappresentanti di commercio, mediatori marittimi e spedizionieri), modificata dall’attuazione della Direttiva servizi di cui al d. lgs. 59/2010. Come è noto, la citata normativa ha disposto la soppressione dei Ruoli relativi ad Agenti di affari in mediazione ed Agenti e rappresentanti di commercio, tenuti dalle Cciaa a livello provinciale, e a Mediatori marittimi ed Elenco spedizionieri, tenuti a livello interprovinciale dalla Camera di Commercio del capoluogo regionale. Contestualmente, posto che per l’esercizio di tali attività è necessario il possesso di determinati requisiti morali e professionali, era stata dettata una nuova disciplina procedimentale che prevedeva la presentazione alla Cciaa di una dichiarazione di inizio attività, corredata dalle autocertificazioni relative al possesso dei requisiti professionali e morali richieste dalle singole normative di settore, ed una successiva comunicazione di inizio attività (Cia) decorsi almeno 30 giorni dalla prima dichiarazione. La novella formulazione dell’art. 19 l. 241/1990 prevede ora un avvio dell’attività contestuale alla presentazione della segnalazione certificata contenente i riferimenti al possesso dei requisiti di legge, e non più differito come nella precedente versione della norma. La “Scia” andrà quindi obbligatoriamente compilata in ogni sua parte ed allegata alla pratica di attivazione presentata al Registro delle imprese mediante applicativo ComUnica. La modulistica di competenza camerale è reperibile nel sito www.tv.camcom.it. Andrea Manganiello


Legislazione

36

LA NUOVA VERSIONE DEL SERVIZIO STARWEB Dal 30 giugno 2010 è possibile la presentazione di pratiche per “rinnovo cariche”

Come indicato nel commento pubblicato su questa rivista nel n. 3/2010, l’applicazione informatica StarWeb (Sportello telematico artigiani e Registro imprese) è un software web completamente gratuito realizzato da InfoCamere Scpa, società di informatica del sistema camerale, ed accessibile da internet da parte degli utenti in possesso di convenzione Telemacopay, per definire ed inviare pratiche telematiche di denuncia di iscrizione, modifica, cancellazione all’Albo imprese artigiane ed al Registro delle imprese. Rappresenta un’alternativa all’applicativo“Comunicazione Unica” (ComUnica) e consente all'utente di predisporre una pratica telematica secondo le medesime specifiche, creando quindi una regolare istanza al Registro delle imprese o all’Albo artigiani includendo anche eventuali denunce agli altri enti coinvolti nella procedura di ComUnica (Agenzia delle entrate, Inps e Inail). Rispetto al tradizionale software Fedra utilizzato da ComUnica, StarWeb ha il vantaggio di confezionare la pratica effettuando una serie di controlli incrociati con i dati registrati negli archivi camerali per recuperare ed inserire automaticamente gli elementi già presenti dell’impresa, del titolare, dei soci e dei collaboratori familiari, ed aiuta l’utente a definire la pratica di denuncia tramite semplici pagine web di inserimento dati, quindi senza richiedere particolari conoscenze di modulistica elettronica e di scelta di specifici modelli base del Registro delle imprese. Inoltre opera in via esclusiva in ambiente web, senza necessità di installare alcun programma sul proprio pc né di richiedere adeguamenti periodici del software, e conserva in memoria il lavoro già svolto da ogni utente, consentendo di recuperarlo in qualsiasi momento e da qualsiasi stazione di lavoro (anche diversa da quella in cui si è cominciato ad impostare la pratica). Nel caso di pratiche di variazione al Registro delle imprese, i dati dell'impresa soggetta a variazione vengono recuperati in modo automatico dagli archivi informatici camerali ed inseriti nelle maschere dell'applicazione, così da riportare sempre la situazione aggiornata ed essere supportati nella compilazione. Come per ComUnica, è inoltre a disposizione dell’utente una guida on line sempre aggiornata. Il programma ha da subito riscosso notevole successo nell’utenza, poiché la sua realizzazione ha coinvolto in modo diretto alcuni soggetti istituzionalmente interessati da questa tipologia di istanze, quali le associazioni di

categoria imprenditoriali, raccogliendone gli spunti di proposta sia in fase di ideazione che in quella di successive modificazioni e potenziamento del software originario rendendolo via via sempre più semplice, intuitivo, guidato ed affidabile, semplificando peraltro l’attività istruttoria degli uffici coinvolti (Registro delle imprese ed Albo artigiani) grazie alla riduzione delle pratiche irregolari e di conseguenza accelerando i tempi di evasione. InfoCamere ha pertanto orientato la parte principale del proprio piano d’investimenti proprio sull’implementazione del servizio StarWeb, che a seguito delle varie release diventerà la piattaforma per la trasmissione di tutte le pratiche relative ad adempimenti non notarili, per i quali invece rimarrà a disposizione il software Fedra. Ad oggi sono 94 le Camere di Commercio italiane che utilizzano il servizio StarWeb, attaverso il quale vengono predisposte circa 27.000 pratiche al mese, pari all’11% del totale, con un trend in continua crescita. Sulla base di tali presupposti, InfoCamere sta provvedendo ad allargare le tipologie di adempimenti gestiti da StarWeb, originariamente limitati alle imprese individuali ed ai cosiddetti dati “economici” delle società (inizio, variazione o cessazione attività esercitata presso la sede legale e/o presso unità locali), privilegiando quelli che, pur non richiedendo atti notarili, risultano onerosi nella compilazione e nel successivo controllo in fase di istruttoria. Dal 30 giugno 2010, con il rilascio della versione StarWeb 3.3.3, è stata introdotta la possibilità di predisporre con questo software la pratica per il “rinnovo cariche” degli amministratori, del collegio sindacale e dell'organo di controllo delle società di capitali, dei consorzi e delle cooperative anche artigiane.

Si tratta di una tipologia di pratica delicata che comporta numerose insidie in fase di compilazione, anche quando richiede una semplice riconferma delle cariche o minime variazioni, e che implica un attento controllo da parte dell’ufficio camerale in sede di istruttoria. Pertanto d’ora in avanti anche per questa tipologia di pratiche StarWeb può rappresentare un utile supporto al lavoro delle Camere di Commercio e degli utenti assicurando qualità e tempestività al Registro delle imprese. La nuova release di StarWeb ha anche introdotto la gestione delle variazioni di indirizzo delle unità locali nella modulistica generate per l'Agenzia delle entrate e la tipologia di Variazione RI “Variazione Pec” per le società, in modalità disgiunta dalla “Variazione indirizzo della sede” nello stesso comune. In riscontro ad alcune segnalazioni di malfunzionamento, sono state inoltre effettuate delle modifiche quali la correzione della compilazione del riquadro AC dell'intercalare P per i collaboratori familiari di soci commercianti. Inoltre, la comunicazione Inps-DM per società con dipendenti e per unità locali di tipo sedi operative con dipendenti è ora attivabile anche in caso di variazione attività prevalente, di variazione attività sede o di nuova apertura o variazione indirizzo di unità locali operative. È stato anticipato l’ulteriore sviluppo del servizio con l’aggiunta di due nuove tipologie di Variazioni Registro imprese per le srl non artigiane: “Accertamento delle cause di scioglimento” e “Nomina liquidatori”, e la gestione delle unità locali situate all'estero (apertura, modifica, chiusura). Come segnalato da InfoCamere nella nota del 15 luglio scorso, nel corso dell’anno altre importanti funzionalità saranno aggiunte al servizio, con particolare attenzione agli adempimenti societari. Tra le principali novità si segnalano le seguenti: - trasferimento di quote di società di capitali; - dichiarazione del capitale versato di società di capitali; - variazione dell’indirizzo del socio di società di capitali. Si ricorda che StarWeb è accessibile dalla sezione ComUnica del sito www.registroimprese.it con la stessa user id e password di riconoscimento utilizzata per l’accesso a Telemaco. Andrea Manganiello


Legislazione

37

www.normattiva.it IL PORTALE PER CONSULTARE LE LEGGI ITALIANE Dal 19 marzo 2010 è in linea il nuovo portale www. normattiva.it realizzato e gestito dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Questo progetto si basa sull’impiego di innovative tecnologie informatiche per la creazione di un servizio affidabile, gratuito e completo di informazione sulle leggi italiane. Normattiva è una banca dati testuale in cui progressivamente verranno memorizzati tutti gli atti normativi numerati pubblicati in Gazzetta ufficiale dal 1946 ad oggi. La banca dati è stata impostata con l’obiettivo di presentare gli atti:  nel testo pubblicato originariamente in Gazzetta ufficiale;  nel testo vigente ad una data (anche pregressa e indicata dall’utente);  nel cosiddetto testo “multivigente” intendendo con multivigente la ricostruzione del ciclo di vita di un atto normativo con le modifiche che esso ha subito nel tempo. Oltre alla multivigenza altre importanti caratteristiche qualificano il progetto:  la completezza: la banca dati, nella sua versione definitiva, comprenderà l’intero corpus normativo statale (leggi, decreti legge, decreti legislativi, altri atti numerati), dalla nascita dello stato unitario (al 31 dicembre 2009 valutato in circa 75 mila atti);  l’accessibilità delle norme: la ricerca dei documenti è garantita da accessi su più campi;  l’immediatezza dell’aggiornamento: l’aggiornamento della banca dati con il testo delle nuove norme pubblicate in Gazzetta ufficiale sarà effettuato infatti entro 1 ora dalla pubblicazione della Gazzetta certificata sul sito dell’Istituto Poligrafico dello Stato. L’aggiornamento delle norme modificate avverrà entro i successivi 3 giorni e comunque entro i successivi 15 giorni, nel caso di un numero rilevante di modifiche. Il progetto si sviluppa in fasi successive:  fase 1 (marzo – maggio 2010): la fase di avvio rendeva consultabili, nella modalità della multivigenza, gli atti normativi pubblicati dal 1° gennaio 1981 fino al corrente. Gli altri atti normativi pubblicati in epoca repubblicana (quindi fra il 2 giugno 1948 e il 31 dicembre 1980) erano consultabili nel testo originario;  fase 2 (maggio – ottobre 2010): la banca dati prevedeva la consultazione in multivigenza dell’insieme di atti normativi pubblicati fra il 1° gennaio 1970 e il 31 dicembre 1980;  fase 3: a partire dall’ottobre 2010 è consultabile con piena

funzionalità in multivigenza l’intero corpus normativo di epoca repubblicana (dal 1946 fino al corrente);  fase 4: a partire dall’ottobre 2011 viene introdotta (per l’intera banca dati) la possibilità di navigare attraverso link dinamici dalla norma modificata all’articolo della successiva legge modificante;  fase 5: a partire dall’ottobre 2013 la ricerca delle norme potrà essere effettuata anche “per concetti” e per classi semantiche (sistema di classificazione Eurovoc adottato in ambito Unione europea);  fase 6: entro l’ottobre 2014 sarà recuperato e reso disponibile l’insieme degli atti normativi pubblicati nel periodo del regno (1861-1946). Attualmente il progetto ha superato anche la seconda fase operativa, infatti dal 22 giugno scorso la banca dati offre in multivigenza, in aggiunta a quelli già aggiornati, gli atti normativi della Repubblica Italiana pubblicati dal 1° gennaio 1960 al 31 dicembre 1969. A breve la consultazione per vigenza ad una data ed in multivigenza sarà estesa all’insieme di tutti gli atti normativi della Repubblica Italiana pubblicati dal 2 giugno 1946 al 31 dicembre 1959. Normattiva prevede:  un accesso per la ricerca semplice che consente di ricercare gli atti attraverso: gli estremi (giorno, mese, anno, numero); le parole nel titolo e/o nel testo;  un accesso per la ricerca avanzata che consente di cercare per ognuna delle impostazioni (atto vigente ad una data, atto originario con aggiornamenti, atto originario) gli atti attraverso: gli estremi (giorno, mese, anno, numero); il tipo di atto (legge, decreto legislativo, decreto legge, ecc.); le parole nel titolo; le parole nel testo; il periodo di pubblicazione. La ricerca produce un elenco con gli atti che soddisfano le impostazioni di ricerca. Da tale elenco è possibile selezionare il testo del relativo atto. Occorre sottolineare che Normattiva prende in considerazione i documenti normativi pubblicati nella Gazzetta ufficiale - serie generale, come ad esempio leggi, decreti-legge, decreti legislativi, decreti del Presidente della Repubblica dotati di numero, cioè contestualmente pubblicati nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica Italiana. Di conseguenza Normattiva non contiene i provvedimenti non numerati, come ad esempio i decreti del Presidente della Repubblica o i decreti ministeriali non numerati (cioè non inseriti nella Raccolta) oppure gli atti che hanno una propria autonoma numerazione (ad esempio le ordinanze della Presidenza del Consiglio) che tuttavia, non essendo inseriti nella Raccolta ufficiale, non ne prendono la

numerazione. Bisogna tenere presente questa limitazione soprattutto quando si usa la ricerca avanzata e si utilizza la tipologia di atto. Proprio in virtù del fatto che gli atti di Normattiva hanno origine dal testo pubblicato in Gazzetta ufficiale dove, molto spesso, vengono riportate note esplicative, tale impostazione è stata mantenuta anche nella banca dati. Il testo delle note – non ricercabile – è facilmente riconoscibile in quanto scritto in rosso in calce al testo dell’articolo corrispondente. E’ possibile inoltre scegliere le “opzioni”, elencare e selezionare tutti gli atti che hanno provocato una modifica all’atto o all’articolo visualizzato oppure elencare e selezionare eventuali circolari esplicative, pubblicate in Gazzetta ufficiale, riferite all’atto visualizzato. Il sito www.normattiva.it rappresenta il nucleo forte attorno al quale, in una logica di crescente coordinamento e convergenza di tutte le istituzioni, dovrà costruirsi nei prossimi anni il servizio/portale unificato dell’informazione legislativa a disposizione dei cittadini. Il primo passo in questa direzione sarà quello di arricchire il sito con i link a tutte le altre banche dati legislative di carattere pubblico, a partire da quelle delle leggi regionali e delle norme comunitarie. Il punto di arrivo sarà la creazione di una banca dati pienamente integrata che offrirà un accesso unico e completo al complesso di norme (di varia fonte) che disciplinano i differenti ambiti della vita sociale. Sono in corso interventi per rendere il sito Normattiva conforme ai requisiti di accessibilità previsti dalla normativa vigente ed è stata verificata la sua compatibilità con i browser più diffusi. Il portale è arricchito da una serie di faq che chiariscono all’utente il significato di alcuni concetti e di alcune modalità d’uso. Da non tralasciare infine uno sguardo all’avviso legale secondo il quale “i testi presenti nella banca dati "Normattiva" non hanno carattere di ufficialità. L'unico testo ufficiale e definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta ufficiale italiana a mezzo stampa, che prevale in casi di discordanza. La riproduzione dei testi forniti nel formato elettronico è consentita purchè venga menzionata la fonte, il carattere non autentico e gratuito. I testi sono disponibili agli utenti al solo scopo informativo. La raccolta, per quanto vasta, è frutto di una selezione redazionale. La Presidenza del Consiglio dei Ministri e l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., non sono responsabili di eventuali errori o imprecisioni, nonchè di danni conseguenti ad azioni o determinazioni assunte in base alla consultazione del portale”. Anna Morandin


Biblioteca

38

SELEZIONE ARTICOLI: PROPRIETA' INTELLETTUALE Gli articoli, individuati effettuando lo spoglio di riviste specializzate, sono disponibili nel testo integrale presso la biblioteca camerale.

Titolo Attività di standardizzazione, diritti di proprietà intellettuale e antitrust

Autore/i Granieri, Massimiliano

Periodico, fascicolo, pagg.

Edizione

Rivista di diritto industriale, 4-5/2004, 138-170

Milano: Giuffrè

Commercio elettronico e proprietà intellettuale: l'incertezza del diritto in Rete Pierani, Marco; Crisigiovanni, Luisa

Consumatori diritti e mercato, 1/2006, 37-53

Milano: Altroconsumo

Compensazione e deterrenza nel risarcimento del danno da lesione di diritti di Di Cataldo, Vincenzo proprietà intellettuale

Giurisprudenza commerciale, 2/2008, 198-219

Milano: Giuffrè

Contraffazione, pirateria e misure internazionali per il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale

Diritto del commercio internazionale, 3/2007, 665-680

Milano: Giuffrè

Il "no" della Corte Costituzionale al rito societario per la proprietà intellettuale Sena, Giuseppe

Rivista di diritto industriale, 3/2007, 129-132

Milano: Giuffrè

Il giudice della proprietà industriale (ed intellettuale) - Sezioni specializzate: competenza e rito dal d.lgs. n. 168 del 2003 al Codice

Casaburi, Geremia

Rivista di diritto industriale, 3/2005, 201-276

Milano: Giuffrè

Internet: trappola o risorsa per la proprietà intellettuale

Floridia, Giorgio

Il diritto industriale, 2/2005, 153-154

Milano: Ipsoa

La proprietà intellettuale nei servizi: analisi economica

Mangani, Andrea

Economia dei servizi, 1/2008, 37-54

Bologna: Il mulino

La pubblicazione del provvedimento cautelare a tutela della proprietà Bonelli, Giacomo intellettuale (più qualche considerazione in tema di tutela cautelare in genere)

Rivista di diritto industriale, 1/2006, 127-142

Milano: Giuffrè

La violazione della proprietà intellettuale tra risarcimento e restituzione

Plaia, Armando

Padova: Piccin

Le sezioni specializzate in materia di proprietà intellettuale

Ubertazzi, Luigi Carlo

Rivista del diritto commerciale, 1112/2003, 1021-1035 Rivista di diritto industriale, 4-5/2003, 219-250 Rivista di diritto industriale, 1/2005, 33-45 Rivista di diritto industriale, 4-5/2003, 251-279 Giurisprudenza italiana, 3/2003, 607-610

Bologna: Il mulino

Gobbo, Fabio

Mercato concorrenza regole, 3/2007, 523-534 Rivista di diritto industriale, 3/2010, 163-172 L'industria, 3/2005, 401-404

Micara, Anna Giulia

L'enforcement dei diritti di proprietà intellettuale dopo la Direttiva 2004/48/CE Nivarra, Luca

Milano: Giuffrè Milano: Giuffrè

L'istituzione delle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale Logo, no logo? (ovvero la perduta innocenza della proprietà intellettuale)

Casaburi, Geremia

Microsoft e il flusso di informazioni. Note (comparatistiche) dal fronte antitrust/proprietà intellettuale Note critiche sul procedimento di mediazione e conciliazione. Sua disapplicazione alla proprietà industriale e intellettuale Perchè un blocco monografico su innovazione, proprietà intellettuale e concorrenza Processi di definizione degli standards e diritti di proprietà intellettuale

Peritz, Rudolph J.R.

Zeno-Zencovich, Vincenzo

Rivista di diritto industriale, 1/2007, 5-23 Milano: Giuffrè

Proposta di direttiva sulla tutela penale dei diritti di proprietà intellettuale

Vincenti, Marco

Il diritto industriale, 5/2007, 468-478

Milano: Ipsoa

Proprietà intellettuale e concorrenza: convergenza finalistica e liaisons dangereuses Proprietà intellettuale e digitalizzazione di libri: il caso google

Pardolesi, Roberto; Granieri, Massimiliano Lincesso, Irene

Il foro italiano, 10/2003, V, 193-214

Bologna: Zanichelli

Il diritto industriale, 4/2010, 359-373

Milano : Ipsoa

Proprietà intellettuale e diritto CE della concorrenza 2004: un anno movimentato

Van Empel, Martijn

Rivista di diritto industriale, 3/2005, 277-298

Milano : Giuffrè

Proprietà intellettuale e ricerca universitaria

Montanari, Massimo

Il diritto dell'economia, 2/2006, 233-246 Modena: Mucchi

Second life: una nuova frontiera per le violazioni dei diritti della proprietà intellettuale e industriale? Un doppio allarme per le sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale

Benassi, Marina

Il diritto industriale, 4/2007, 381-385

Milano: Ipsoa

Casaburi, Geremia

Il foro italiano, 6/2008, V, 177-179

Bologna: Zanichelli

Mangini, Vito

Sena, Giuseppe

Milano : Giuffrè Torino : Utet

Milano: Giuffrè Bologna: Il mulino

Anna Morandin


Biblioteca

39

SELEZIONE ARTICOLI: BENESSERE

Gli articoli, individuati effettuando lo spoglio di riviste specializzate, sono disponibili nel testo integrale presso la biblioteca camerale.

Titolo

Autore/i

Periodico, fascicolo, pagg.

Edizione

Aggregazioni arbitrarie v. "tipi" protetti: la nozione di benessere del consumatore decostruita

Denozza, Francesco

Giurisprudenza commerciale, 6/2009, 1057-1086

Milano: Giuffrè

Aspetti evolutivi del mercato del "benessere" in una prospettiva internazionale: quali minacce ed opportunità per le imprese italiane?

Gregori, Gian Luca

Economia e diritto del terziario, 3/2002, 941-974

Milano: F. Angeli

Aspetti evolutivi dell'"industria del benessere" in Italia: quali nuovi modelli gestionali?

Gregori, Gian Luca; Cardinali, Silvio

Economia e diritto del terziario, 2/2008, 261-290

Milano: F. Angeli

Benessere economico e felicità in Italia

Biancotti, Claudia D'Alessio, Giovanni

Rivista di politica economica, 7-8/2008, 39-78

Roma: Sipi

Benessere individuale, malessere collettivo: scelte autoprotettive ambientali in Antoci, Angelo; Borghesi, Economia e politica industriale, 4/2007, Simone; Galeotti, Marcello 95-114 un modello con interazione strategica

Milano: F. Angeli

Caratterizzazione turistica e livelli di benessere: una prima analisi territoriale

Scarsella, Eleonora

Crisi, benessere, società multiattiva

Montebugnoli, Alessandro Economia e società regionale : Oltre il Ponte nuova serie, 3/2009, 92-102

Dimensioni di benessere tra le famiglie italiane. Un'analisi sui dati EU-SILC 2005

Rivista italiana di economia demografia e Roma: Sieds statistica, 3-4/2009, 47-54

Disparità territoriali nella misura del benessere economico. Un'applicazione dell'esda ai sistemi locali del lavoro italiani

Cracolici, Maria Francesca; Cuffaro, Miranda; Giambona, Francesca Davì, Maria; Barbaccia, Isidora

Economia, ambiente e benessere sociale

Zamberlan, Stefano

Il pensiero economico moderno, 3/2007, 99-108

Pisa: Ipem

Felicità e benessere nel pensiero di Beccaria e Verri

Nardi Spiller, Cristiana

Etica ed economia, 2/2004, 101-118

Foligno: Nemetria

Il benessere dei cittadini nella percezione degli amministratori locali

Villani, Michela; Tortorella, Amministrare, 1-2/2008, 271-298 Walter

Bologna: Il mulino

Il danno risarcibile tra benessere ed equità: dai massimi sistemi ai casi "Cirio" e "Parmalat"

Denozza, Francesco

Giurisprudenza commerciale, 3/2004, 331-349

Milano: Giuffrè

Il decentramento della funzione redistributiva: effetti sul benessere degli individui

Sacchi, Agnese

Rivista di diritto finanziario e scienza delle Milano: Giuffrè finanze, 4/2008, 520-551

La finanza pubblica tra benessere e illusione finanziaria. L'introduzione del principio di differenza come criterio redistributivo

Eusepi, Giuseppe

Rivista bancaria, 1/2003, 43-72

Milano: Minerva bancaria

Le relazioni esistenti tra produttività, occupazione e benessere: un'analisi sulle Lun, Georg province italiane

REST Rivista di economia e statistica del territorio, 1/2009, 7-24

Milano: F. Angeli

Luoghi, translocali, benessere: idee per un mondo migliore

Becattini, Giacomo

Sviluppo locale, 21/2002, 3-22

Torino: Rosenberg & Sellier

Scelte pubbliche e nuovi indirizzi di economia del benessere. A proposito del Manuale di scienza delle finanze di Francesco Forte

Reviglio, Edoardo

Rivista di diritto finanziario e scienza delle Milano: Giuffrè finanze, 2/2008, 227-240

Trasformare i rischi in opportunità: il caso Essere Benessere. Intervista a Gianluca Strata

Raimondi, Marco

Micro & macro marketing, 1/2010, 73-86 Bologna: Il mulino

Rivista italiana di economia demografia e Roma: Sieds statistica, 3-4/2009, 187-194 Milano: F. Angeli

Rivista italiana di economia demografia e Roma: Sieds statistica, 3-4/2009, 71-78

Un nuovo posizionamento nel segmento del benessere naturale: il caso Natur. Zinola, Anna Intervista a Paolo Marchiori e Cinzia Barducco

Micro & macro marketing, 1/2010, 87-94 Bologna: Il mulino

Una stima dell'impatto sul benessere del consumatore italiano derivante da una imperfetta tracciabilità dell'olio extra-vergine di oliva

Rivista di economia agraria, 4/2006, 593-610

Cicia, Gianni; Del Giudice, Teresa; Scarpa, Riccardo

Napoli: Edizioni scientifiche italiane Anna Morandin


Brevetti MARCHI DI IMPRESA DEPOSITATI NEL MESE DI MAGGIO 2010 CORDA DANIELE, CASAGRANDE ROBERTO, POSSAMAI EZIO - Cison di Valmarino (TV) - Il marchio consiste in una sagoma circolare contenente la lettera M in caratteri speciali i cui vertici superiori ed inferiori e le aste raffigurano l'immagine stilizzata di tre persone. PIAVETTINI SRL - Reggio Emilia - Dicitura PIAVETTINI stilizzata associata ad una serie di segni complessi raffiguranti sostanzialmente le quattro stagioni, rappresentate rispettivamente da: delle spighe di frumento di colore giallo, un papavero di colore rosso, un sole stilizzato di colore giallo, una rondine di colore nero, un cristallo di ghiaccio di colore azzurro e celeste ed una foglia autunnale di colore rosso ed arancione associata ad un'altra spiga di colore giallo; inoltre tali segni sono inseriti in sfondi rispettivamente di colore: grigio, arancione, celeste, viola, giallo, azzurro, grigio e verde. OROZEN SRL - Romano d'Ezzelino (VI) - Dicitura OROZEN stilizzata in cui le lettere O e Z sono riprodotte in carattere maiuscolo ed in cui la lettera Z è racchiusa all'interno di una figura circolare con fondo scuro. HAUSBRANDT TRIESTE 1892 SPA - Nervesa della Battaglia (TV) - Il marchio è costituito dalla figura di una caffettiera umanizzata, a contorni irregolari, che beve da una tazzina retta dal beccuccio, dalle parole in caratteri di fantasia CHE PIACERE UN BUON CAFFE' e dalle parole in carattere corsivo maiuscolo HAUSBRANDT TRIESTE. SPADETTO MARCELLO - Pieve di Soligo (TV) - Il marchio consiste nella dicitura PRIMAORA. F. BISOL - S.R.L. – Follina (TV) - Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura VENICE PROSECCO di fantasia, in caratteri di fantasia sopra la quale è posto uno scudo stilizzato di fantasia contenente un grappolo di uva stilizzato, al quale superiormente è appoggiato un leone in piedi stilizzato con le ali anche esse stilizzate, ed essendo posta ad entrambi i lati di detto scudo una impronta circolare attraversata da una fascia terminante con una grossa punta. CERNUSCHI BRUNO – Montebelluna (TV) - Il marchio consiste in un disegno raffigurante due cupidi di profilo che si stringono la mano ai lati di una nuvola e la scritta ANGELICHE in stile gotico, il tutto arricchito da una cornice. BELLINZANI MAURO - Oderzo (TV) - Il marchio si compone delle lettere A e I maiuscole con la lettera A leggermente tagliata sul lato sinistro. Tra le lettere è interposto il segno matematico +. BEPIN DE ETO SOC. AGR. DI CESCHIN ETTORE SS - San Pietro di Feletto (TV) - Il marchio è costituito dalla dicitura PAPANERO in qualsiasi colore e carattere di stampa.

40 BEPIN DE ETO SOC. AGR. DI CESCHIN ETTORE SS San Pietro di Feletto (TV) - Il marchio è costituito dalla dicitura FLAVE' in qualsiasi colore e carattere di stampa. IYIGUN ECE - Mogliano Veneto (TV) - Il marchio consiste nella dicitura PASSPORT COUTURE in qualsiasi dimensione e carattere di stampa. SOCIETA' AGRICOLA MASS BIANCHET DI MIOTTO LORENZO E ENRICO SS - Vidor (TV) - Il marchio consiste nella denominazione BORGO GROTTA. SOCIETÀ AGRICOLA MASS BIANCHET DI MIOTTO LORENZO E ENRICO SS - Vidor (TV) - Il marchio consiste nella denominazione LA TEVA. SOCIETA' AGRICOLA MASS BIANCHET DI MIOTTO LORENZO E ENRICO SS - Vidor (TV) - Il marchio consiste nella denominazione LE CRODE. SOCIETA' AGRICOLA MASS BIANCHET DI MIOTTO LORENZO E ENRICO SS - Vidor (TV) - Il marchio consiste nella denominazione CRODETA. SOCIETA' AGRICOLA MASS BIANCHET DI MIOTTO LORENZO E ENRICO SS - Vidor (TV) - Il marchio consiste nella denominazione GARBEF. SOCIETA' AGRICOLA MASS BIANCHET DI MIOTTO LORENZO E ENRICO SS - Vidor (TV) - Il marchio consiste nella denominazione SORAPIANA. SOCIETA' AGRICOLA MASS BIANCHET DI MIOTTO LORENZO E ENRICO SS - Vidor (TV) - Il marchio consiste nella denominazione SALT. SOCIETA' AGRICOLA MASS BIANCHET DI MIOTTO LORENZO E ENRICO SS - Vidor (TV) - Il marchio consiste nella denominazione BORGO MIOTTI. ARCADIA & PARTNERS SRL - Bassano del Grappa (VI) – SELLERIA DEL BORGO. Una sella di cavallo con sotto riportata la dicitura del marchio a caratteri di scrittura corsivo inglese. G.F. CONSULTING S.R.L. - Montebelluna (TV) - Il marchio consiste in una impronta raffigurante uno stemma di fantasia entro il quale sono poste due impronte circolari contenenti, partendo dal basso, la prima la lettera G stilizzata e la seconda, posta superiormente a questa, una corona a tre punte stilizzata, tutto intorno a tale scudo sono poste delle appendici con forme di fantasia, sulla cui parte superiore si sovrappongono parzialmente due parti di una armatura stilizzata, ossia un elmo, un braccio rivolto verso l'alto con nella mano un ferro di cavallo anche esso stilizzato ed essendo presente nella parte destra inferiore dello scudo la dicitura GATTONANO, in caratteri di fantasia. FOLLADOR SANTO - Valdobbiadene (TV) - Il marchio consiste nella scritta DECIO. GIORDANO PIERLUIGI - Oderzo (TV) - Il marchio è costituito dalla dicitura A+I formata da lettere maiuscole

e dalla dicitura ARCHITETTURA+INGEGNERIA posta sotto alla dicitura A+I anzidetta. GIORDANO PIERLUIGI - Oderzo (TV) - Il marchio è costituito dalla dicitura A+I formata da lettere maiuscole e dalla dicitura ASSOCIATI posta alla destra della dicitura A+I anzidetta. NOE' PROJECT SRL - Treviso - Il marchio consiste nell'unione delle lettere P P N in stampatello maiuscolo e con carattere "bastone bold". La lettera N è posta al centro e la prima P è capovolta. EDITORIALE KRONOS DI REBECCA GIANLUCA SAS - San Donà di Piave (VE) - Spazio con dicitura CASE & IMPRESE con carattere di fantasia caratterizzato dalla lettera C con all'interno uno sfondo fatto di mattoni e il sito WWW.CASEIMPRESE.NET scritto sulla parte esterna della lettera. Ombreggiatura su tutto il logo tranne sul sito. EDITORIALE KRONOS DI REBECCA GIANLUCA SAS - San Donà di Piave (VE) - Spazio con dicitura AFFARE FATTO con carattere di fantasia associata ad un punto esclamativo il cui punto è rappresentato dal volto di uno strillone. Tutto dentro un rettangolo. COLOR SERVICE S.R.L. - Treviso - Il marchio consiste in una torre con a fianco la lettera R maiuscola, contenute all'interno di un'impronta rettangolare, in contrasto. Sotto a questi due simboli viene rappresentata nuovamente la torre con la parola ROYAL per esteso; sotto a questo la ulteriore scritta COLLANTI SIGILLANTI SCHIUME. FAVALESSA FRANCESCO - Conegliano (TV) CONTEMPORARY TAEKWON-DO (taekwon-do contemporaneo nella traduzione). FAVALESSA FRANCESCO - Conegliano (TV) - Il marchio consiste: FRANCIS FAVALESSA (sulla prima riga) DAL CASTELLO e disegno a forma di torre a tre merli e linea a semi cerchio sottostante (nella seconda riga), in caratteri di fantasia. ARCADIA & PARTNERS SRL – Bassano del Grappa (VI) - Il marchio consiste nella dicitura AQUALUNA scritta con grafica vettoriale con soprastante impronta circolare contenente la lettera A scritta con grafica vettoriale. RIGHETTO DI RIGHETTO LUCIO ANDREA - Paese (TV) - Il marchio consiste nella dicitura CERAINTONACI comunque scritto. BORSATO RITA - Treviso (TV); CAMPANER MONICA - Ponzano Veneto (TV) - Il marchio consiste nella denominazione LUCKY MOON. STABILE FABRIZIO TONY - Pieve di Soligo (TV) - Il marchio ha forma ovale con il contorno più accentuato in basso e a destra; compare la scritta SAPORI DEL BELICE in stampato minuscolo doppio, con bordi neri. In alto al centro compare un'oliva con la foglia verde. Lo sfondo è di tonalità non uniformi comprese tra il giallo e il marrone.


Brevetti

41 BELLINA DILETTA – Treviso; ROSSARO MARGHERITA – Milano; GOBESSO ILARIA – Venezia; CASAGRANDE ELISA - Tarzo (TV) - Il marchio consiste nella denominazione GIRALAMENTE in caratteri speciali con lettera G stilizzata riproducente una freccia e con impronta circolare al centro di detta lettera. MAYNERI MARIA MADDALENA - Trieste - Il marchio consiste nella denominazione CORTINAMETRAGGIO con immagine stilizzata di un pesce. AGROPIAVE SRL - San Polo di Piave (TV) - Il marchio consiste nella dicitura SARRITOR. INTERNI VETTORETTI FABIO DESIGN SRL Valdobbiadene (TV) - Il marchio consiste nella dicitura VETTORETTI CERAMICHE inserita in due rettangoli orizzontali in carattere di fantasia: la scritta VETTORETTI sul rettangolo più grande a sinistra il quale sormonta in parte quello di destra più ribassato con la scritta CERAMICHE. NEXTA S.R.L. - Roma - Il marchio consiste nella dicitura NEXTA di fantasia, in qualsiasi carattere e dimensione. MEROTTO VALERIO - Farra di Soligo (TV) - Il marchio è costituito dalla denominazione LA RIVA DELL'ALPINO. PROTECTION SRL - Treviso - Il marchio consiste nella dicitura HOT PLUS. PROTECTION SRL – Treviso - Il marchio consiste nella dicitura PIC PLUS. ASTOLFI DIEGO - Tarzo (TV) - Scritta DIEFFEI in primo piano in caratteri di fantasia e in secondo piano la scritta DON'T FORGET IT. Le scritte sono affiancate da due cerchi pieni sulla destra. D.F.I. DI ASTOLFI DIEGO - Tarzo (TV) - Scritta DFI in primo piano in caratteri di fantasia e in secondo piano la scritta DON'T FORGET IT. Le scritte sono affiancate da due cerchi pieni sulla destra. BIANCHIN LUCIANO - Asolo (TV) - Dicitura VITAMINA. PICCOLO THOMAS - Resana (TV); SCQUIZZATO SARA - Trebaseleghe (PD) - La scritta CHIODO FISSO bianca con contorni neri stampata su di un plettro di colore rosso, il quale presenta: due ali gialle e nere attaccate ai lati, due chiodi piantati su di esso, cinque stelle e due decorazioni floreali stilizzate sull'estremità superiore. Sul fondo del plettro è presente una fascia dorata con alle due estremità due mani bianche chiuse a pugno con i pollici rivolti verso l'alto, altre decorazioni floreali stilizzate e due stelline rosse. LATTERIA MONTELLO S.P.A. - Giavera del Montello (TV) - Il marchio consiste nella dicitura FRESCO ALLA RUCOLA in qualsiasi carattere e dimensione. MENEGHIN S.R.L. - Povegliano (TV) - Il marchio consiste nella dicitura MENEGHIN di fantasia, in caratteri di fantasia, dalla cui gamba sinistra della lettera M e dalla gamba destra della ultima lettera N diparte verso

il basso una fascia rettilinea, essendo interrotta quando incontra la gamba della lettera G.

FAVERO FRANCO - Montebelluna (TV) - Stampo cono gelato antigoccia impilabile.

POLONI VALERIA - Montebelluna (TV) - Il marchio è rappresentato dalla scritta in formato stampato maiuscolo LOOK RIGHT seguita da una freccia che indica la direzione destra. Lo sfondo rettangolare, sottostante scritta e freccia, è a grana grossa, tipo tappeto d'asfalto; conseguentemente i contorni di scritta e freccia appaiono irregolari. Graficamente i caratteri di cui si compone la scritta, oltre che la freccia stessa, sono convergenti verso l'alto (c.d. effetto fotografico delle linee parallele convergenti). I quattro angoli dello sfondo sono arrotondati.

BRETON SPA - Castello di Godego (TV) - Macchina da taglio e dispositivi integrati di movimentazione.

CLOOKKY DI SANTOS DE OLIVEIRA ENEDINA - Treviso - Il marchio consiste nella dicitura CLOOKKY. SACCO MAURIZIO - Ponzano Veneto (TV) - Il marchio consiste nella dicitura XD con una barra tricolore (verde, bianca e rossa) alla base della scritta che è nera. GESTIONE IMPIANTI SPORTIVI E TEMPO LIBERO SOCIETA' SPORTIVA DILETTANTISTICA A.R.L. Castelfranco Veneto (TV) – GISVALDO. CASA DELLE EMOZIONI S.R.L. - Mogliano Veneto (TV) - Il marchio consiste nella dicitura DESIGN OF LOVE (in traduzione disegno di amore), in caratteri di fantasia, essendo la dicitura DESIGN posta superiormente.

Brevetti per invenzioni industriali depositati nel mese di maggio 2010 MENEGON SERGIO - Montebelluna (TV) - Sistema di rotazione per convogliatore di flusso luminoso con pioli di riferimento. MENEGON SERGIO - Montebelluna (TV) - Sistema di rotazione per convogliatore di flusso luminoso con supporto maschio su scheda elettronica. MENEGON SERGIO - Montebelluna (TV) - Sistema di rotazione per convogliatore di flusso luminoso con supporto femmina su scheda elettronica. BELPUNTO SRL - Castello di Godego (TV) - Tessuto trapuntato antivento, impermeabile e traspirante. VENETA STRINGHE E AFFINI SNC DI SARTOR STEFANIA & C. - Montebelluna (TV) - Nastro/fettuccia conduttivi per il trasporto di correnti continue ed elettrostatiche. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA – Padova - Apparato per l'incubazione di uova e/o embrioni di organismi acquatici. EUROPAG SPA - Giavera del Montello (TV) - Cofano mortuario con cassa dotata di profilo estetico in rilievo e procedimento di decorazione di detta cassa.

AUTOMOTIVE LIGHTING REAR LAMPS ITALIA S.P.A. - Venaria (TO) - Fanale anteriore o posteriore per autoveicoli e similari. LISEC COSTRUZIONE MACCHINE ITALIA S.R.L. - San Biagio di Callalta (TV) - Apparecchiatura ed impianto per la produzione di lastre stratificate e relativo metodo. AUTOMOTIVE LIGHTING REAR LAMPS ITALIA S.P.A. - Venaria (TO) - Fanale per autoveicoli e similari.

Brevetti per modelli di utilità depositati nel mese di maggio 2010 WALMEC SPA - Milano - Dispositivo di supporto registrabile e rimovibile, per apparecchiature elettroniche portatili, con dispositivo di fissaggio magnetico.

Brevetti per disegni e modelli depositati nel mese di maggio 2010 ARTINOX S.P.A. - Conegliano (TV) - Vasche/lavelli presentanti elementi e motivi aventi carattere individuale. DE BORTOLI PIETRO - Montebelluna (TV) - Serie di ornamenti per piastre marmoree di loculi e tombe cimiteriali.

Brevetti per invenzioni depositati nel mese di giugno 2010 DP PARTNERS SRL – Montebelluna (TV) – Apparecchiatura per il trattamento della pelle. MAZZONETTO GIOVANNI - Zero Branco (TV) – BERRO PAOLO – Castelfranco Veneto (TV) – SONEGO GRAZIANO – Vittorio Veneto (TV) – SCARDELLATO ADRIANO – Treviso – Sistema antinfortuni per porta in competizioni sciistiche. MAZZONETTO GIOVANNI - Zero Branco (TV) – BERRO PAOLO – Castelfranco Veneto (TV) – SONEGO GRAZIANO – Vittorio Veneto (TV) – SCARDELLATO ADRIANO – Treviso – Sistema luminoso antinfortuni per tracciati su piste da sci. CALZATURIFICIO S.C.A.R.P.A. SPA – Asolo (TV) – Scarpone da sci e relativo metodo di produzione.


Brevetti

42

PASIN SRL – Maserada sul Piave (TV) – Apparato per la lavorazione superficiale di un foglio in legno e procedimento relativo.

SPADONI PAOLA – Villorba (TV) – Serie di disegni ornamentali per accessori di abbigliamento aventi caratteristiche individuali.

PENNA RODOLFO – Treviso – GIACETTI ERMANNO – Conegliano (TV) – Circuito elettronico atto a generare onde elettromagnetiche a bassa frequenza.

SPADONI PAOLA – Villorba (TV) – Serie di disegni ornamentali per abbigliamento aventi caratteristiche individuali.

EUROLINE SRL – Maserada sul Piave (TV) – Macchina miscelatrice per produrre conglomerati liquidi bituminosi.

Marchi di impresa depositati nel mese di giugno 2010

SOLE SPA – Oderzo (TV) – Griglia radiatore complessa con dispositivo parzializzatore integrato a lamelle orizzontali orientabili e con elementi decorativi applicati. HEAD TECHNOLOGY GMBH – Austria – Procedimento per l’ottenimento di leve, particolarmente per calzature sportive. SELEX GALILEO SPA – Campi Bisenzio (FI) – Telemetro laser accoppiabile ad un’arma portatile per calcolare la distanza di un obiettivo, e relativo metodo di funzionamento. MISTER BRICK SRL – Castello di Godego (TV) – Procedimento per la realizzazione di un pannello a cappotto per isolamento, ventilato. DE BENEDETTO MAURO – Castello di Godego (TV) - Liquido specifico sintetico, idoneo alla formazione di una propria pellicola super lubrificante tra meccanismi in attrito, per diminuire frizione ed usura in condizioni di lubrificazione in alta temperatura.

Brevetti per modelli di utilità depositati nel mese di giugno 2010 GIROTTO GIANNI PIETRO – Breda di Piave (TV) – Radio ricetrasmettitore criptabile portatile a corto raggio. SUBIACO PAOLO – Farra di Soligo (TV) - Dispositivo di comando per apparecchiature elettroniche e/o meccaniche, detto anche “Radiocomando”, operante nel range di frequenze fra 26 MHz e 44 MHz, con frequenza di trasmissione programmabile anche dall’utilizzatore finale o dal venditore, e con accordo automatico dell’antenna sulla frequenza di trasmissione. IDEE & PARQUET SRL – Capolona (AR) – Lista in legno con dispositivo di giunzione a doppio incastro per elemento di parquet.

Disegni e modelli depositati nel mese di giugno 2010 TOGNANA PORCELLANE SPA – Casier (TV) – Tazza presentante elementi e motivi aventi carattere individuale.

OTTO SRL – Conegliano (TV) – Il marchio consiste nella denominazione “otto” in caratteri speciali su impronta ovale preceduto da 4 elementi a forma goccia. WCS SRL - San Vendemiano (TV) – Il marchio consiste in un pianeta terra stilizzato con evidenziati meridiani e paralleli geografici, le iniziali WCS e sotto la scritta world client service. Caratteri: armada – bold e myriad pro. Colori: pantone black, orange 021 pc. ELCON SRL - Mondovì (CN) – Il marchio consiste nella dicitura “elcon” di fantasia, in qualsiasi carattere e dimensione. ELCON SRL – Mondovì (CN) – Il marchio consiste nella dicitura “elcon electronic construction” di fantasia, in caratteri di fantasia, essendo la dicitura elcon di fantasia di maggiori dimensioni e posta al di sopra di una linea e delle diciture electronic construction (in traduzione costruzione elettronica). SELINA SPA – Castelfranco Veneto (TV) – Il marchio consiste nella denominazione “VAJOLET”. CLOOKKY DI SANTOS DE OLIVEIRA ENEDINA – Treviso – Il marchio figurativo consiste in un fumetto stilizzato contenente la frase “clookky” e sottostante “affare fatto” dove le due lettere “o” contenute nella parola clookky sono rappresentate da due palloncini con un riflesso nella parte superiore. GEROMIN GIUSEPPE SRL – S. Stino di Livenza (VE) – Marchio composto comprendente la rappresentazione di una “G” maiuscola di colore verde (pantone 362C) e bianco al di sotto della quale è il patronimico “GEROMIN” di colore bianco inserito all’interno di un’impronta di contrasto rettangolare di colore verde (pantone 362C). COLOGNESE SRL CON UNICO SOCIO – Montebelluna (TV) - Il marchio è costituito dalla dicitura: “VICTOR BLAKE”, scritta su due righe in carattere stilizzato. MALOCCO VITTORIO E FIGLI SPA – Torre di Mosto (VE) – Marchio consistente nella parola “ducale” con un’impronta rettangolare, il cui lato inferiore presenta una curvatura discendente poi ascendente e ancora discendente, con sottostante appena staccata allo stesso lato e con le stesse curvature, una sottile fascia che da sinistra a destra aumenta di spessore. All’interno dell’impronta si trova la scritta “ducale”. Sopra la lettera U di ducale è posta una corona a tre punte.

MALOCCO VITTORIO E FIGLI SPA – Torre di Mosto (VE) – Marchio consistente nella parola “spinaci” (con l’accento sopra la i) scritta in qualsiasi carattere di stampa, grafia, colore e dimensione. MALOCCO VITTORIO E FIGLI SPA – Torre di Mosto (VE) – Marchio consistente nella parola “aquiloni” scritta in qualsiasi carattere di stampa, grafia, colore e dimensione. MALOCCO VITTORIO E FIGLI SPA – Torre di Mosto (VE) – Marchio consistente nella parola “ducky” scritta in qualsiasi carattere di stampa, grafia, colore e dimensione. ABITARE AD ASOLO DI MARINO PICCOLOTTO SRL – Asolo (TV) – Consiste nella dicitura”abitare ad asolo” (in qualunque carattere e dimensione). PICCOLOTTO MARINO – Cortina D’Ampezzo (BL) – Consiste nella dicitura “abitarecortina” in particolare grafia. PICCOLOTTO MARINO – Cortina d’Ampezzo (BL) – Consiste nella dicitura “abitare cortina” (in qualunque carattere e dimensione). GIORDANO PIERLUIGI – Oderzo (TV) – Il marchio è costituito dalla dicitura “A+I” formata da lettere maiuscole. PERCORSICREATIVI SNC DI DAL BELLO T. E LIALI R. – Montebelluna (TV) – Il marchio consiste nella dicitura “percorsicreativi atelier libri creatività”. Percorsicreativi è scritto in stampatello minuscolo, solo la lettera A è in stampatello maiuscolo e da essa inizia nella riga successiva la parola Atelier, scritta in stampatello minuscolo (tranne la A iniziale). Sotto Atelier, nella stessa lunghezza, troviamo la parola “libri” in stampatello maiuscolo in carattere più grande. Sotto “libri”, nella stessa lunghezza, c’è la parola creatività, in stampatello minuscolo. TONIOLO CASEARIA SPA – Borso del Grappa (TV) – Il marchio consiste nella dicitura “grasparol” di fantasia, in qualsiasi carattere e dimensione. ASTEC SRL – Casier (TV) – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura ABX di fantasia, in caratteri di fantasia, posta superiormente all’impronta di un rettangolo. ASTEC SRL – Casier (TV) – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura ASTEC di fantasia, in caratteri di fantasia. HAUSBRANDT TRIESTE 1892 SPA – Nervesa della Battaglia (TV) – Il marchio consiste nella dicitura, a caratteri di fantasia, “ACCADEMIA VENEZIANA DEL CAFFE’” al di sopra della quale è raffigurata un’impronta di fantasia bordata, al cui interno è racchiusa centralmente la sagoma di un bricco o caffettiera stilizzata, raffigurata di profilo sinistro, mentre sorregge una tazzina di caffè, fumante, che inclina verso la bocca sovrastata dall’occhio


Brevetti

43 stilizzato; al di sopra di detta impronta appaiono tre fiori stilizzati, a cinque petali, costituiti dal fiore centrale di dimensioni maggiori rispetto ai due restanti fiori laterali di pari dimensione. GOBBIN ROBERTO – Povegliano (TV) – Il marchio consiste nella dicitura “venexian” con la specificazione che la lettera “e” contenuta nella seconda sillaba riporta un accento di tipo grave.

FAVARO1 SPA – Zero Branco (TV) – Il marchio consiste nella dicitura “via Veneto”, in qualsiasi carattere e dimensione. DISTILLERIA BONAVENTURA MASCHIO SRL IN SIGLA D.B.M. SRL – Gaiarine (TV) – Il marchio consiste nella dicitura “spirito d’arancia” in qualsiasi carattere e dimensione.

AL VECIO PIAVE DI DONAZZON C. & C. SAS – Ponte di Piave (TV) – Il marchio consiste nella dicitura “RISTORANTE AI SETTE NANI” posta all’interno di un’impronta ovale all’estremità superiore ed inferiore, mentre alle estremità laterali si trovano tralci di vite ed al centro un camino acceso vicino al quale c’è un nano. LE VIGNE DI ALICE SRL – Vittorio Veneto (TV) – Marchio composto comprendente la dicitura “LE VIGNE DI ALICE OSE’ VINO SPUMANTE BRUT” in caratteri stilizzati essendo la “A” della parola “Alice” associata ad un disegno floreale, il tutto contenuto all’interno di un’impronta di contrasto ovaliforme comprendente uno sfondo raggiato perimetralmente al quale sono una molteplicità di disegni floreali a propria volta contenuti all’interno di due linee di bordo comunque comprese all’interno dell’impronta di contrasto.

CASTELIR AZIENDA AGRICOLA DI PEDERIVA ALESSANDRO – Farra di Soligo (TV) – Dicitura “castelir”.

ATEIKON SRL – Quinto di Treviso (TV) – Impronta raffigurante un triangolo stilizzato dai vertici arrotondati, cui lati sono formati da figure stilizzate di gocce allungate.

AGOSTINETTO ROBERTO – Valdobbiadene (TV) – Dicitura “Colline guizzette”.

ATEIKON SRL – Quinto di Treviso (TV) – Dicitura ATEIKON di fantasia in caratteri di fantasia.

LATTERIE TREVIGIANE SOCIETA’ CONSORTILE PER AZIONI – Vedelago (TV) – Dicitura “nonno gimo”.

PERMAC RESINE SRL – Conegliano (TV) – Il marchio è costituito dalla scritta SYNTOCRET.

LATTERIE TREVIGIANE SOCIETA’ CONSORTILE PER AZIONI – Vedelago (TV) – Dicitura “pastore del grappa”.

ASD SKATING PIEVE DI SOLIGO – Pieve di Soligo (TV) – Forma stilizzata allungata che esprime una pattinatrice con braccia sollevate arrotondate in alto sopra la testa orientate leggermente verso sinistra, raffigurata da un ovale pieno staccato dal corpo, il corpo è rappresentato da una linea morbida che termina con curva ad esse a destra, alla base due rotondi pieni pari ognuno ad 1/3 circa della testa, uno attaccato al termine della curva ad esse del corpo e uno leggermente staccato verso sinistra.

SANFELETTO SRL – S. Pietro di Feletto (TV) – Dicitura FAEDI.

AZIENDA AGRICOLA CANELLO DOMENICO – Valdobbiadene (TV) – Marchio composto da un disegno di una casa con due alberi ai lati e soprastante scritta “Ca’ Nello Valdobbiadene”, disposta su due righe a forma di semicerchio con caratteri di fantasia.

SANFELETTO SRL – S. Pietro di Feletto (TV) – Dicitura BOSCO DI FRATTA.

TEGOLA CANADESE SPA – Vittorio Veneto (TV) – Dicitura “ROOFCOLOR”. T.P.S. SRL – Gorgo al Monticano (TV) – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura U-BAHN, in traduzione “metropolitana”, in caratteri di fantasia, soprastante la dicitura “beton”, in traduzione “calcestruzzo”, in caratteri di fantasia con le lettere riportate su uno sfondo nero. D’ANTONI DI D’ANTONI THOMAS – Asolo (TV) – Il marchio è costituito dall’immagine di una fenice stilizzata. HAUSBRANDT TRIESTE 1892 SPA – Nervesa della Battaglia (TV) – Il marchio consiste nella parola “hausbrandt” sottostante all’immagine di un vecchio e di una vecchia, seduti su di un sofà dietro ad un tavolo. CONSORZIO DI TUTELA DELLA DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA PROSECCO – Treviso – Il logo è costituito da 9 calici stilizzati uniti per il piedistallo a formare una ruota il cui centro è formato dai piedistalli dei calici stessi e si dirama verso l’esterno con la rimanente costituente dei calici (gambi e tulipani). Sui calici sono rappresentati alternativamente dei tralci di vite stilizzati. Fra un calice e l’altro sono inseriti tre cerchi pieni dal più piccolo al più grande verso l’esterno. Sull’emiciclo superiore della ruota si legge la scritta “consorzio tutela” orientata da sinistra verso destra, sull’emiciclo inferiore si legge la scritta “prosecco doc” orientata da sinistra verso destra. B.B.C. SRL – Possagno (TV) – Il marchio consiste nella lettera “A” stilizzata con ai 2 lati una spiga di grano . B.B.C. SRL – Possagno (TV) – Il marchio consiste nella lettera “A” stilizzata con nastro sovrapposto e ai 2 lati una spiga di grano. BIOSTERIL ITALIA SRL – Silea (TV) – Dicitura “biocleaner”.

SILCART SRL – Carbonera (TV) - Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura “insula” in caratteri di fantasia. EURO TRADE SRL – Roma – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura HEKO, di fantasia posta superiormente alla dicitura life (in traduzione vita) di minori dimensioni, che è affiancata alla sinistra da un’impronta riproducente il simbolo + stilizzato. FRESCOLAT SRL – Altivole (TV) – Impronta costituita dalle denominazioni “freschissimo” e “frescolat” associate ad una rappresentazione di un ciuffo di insalata con un gambo di sedano e del formaggio a pasta molle, questi ultimi sovrapposti ad almeno un pomodoro. PASSINI EMANUELA – Iseo (BS) – LO GIUDICE SILVIA - Cassola (VI) – PASQUALON MASSIMO – Pove del Grappa (VI) – MISTRAZZOSO GIUSEPPE – Treviso – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura ANTAI di fantasia, in caratteri di fantasia. M&M SRL – Farra di Soligo (TV) – Marchio composto comprendente la dicitura “Melita & Michele” in caratteri stilizzati ove la parola “melita “ è sfalsatamente sovrapposta alla parola “Michele” essendo le due lettere “M” giunte per mezzo della “&” il tutto ricompreso in un’impronta di contrasto di forma ovale.

SANFELETTO SRL – S. Pietro di Feletto (TV) – Dicitura MURAZZI. SANFELETTO SRL – S. Pietro di Feletto (TV) – Dicitura SCALABRINO. SANFELETTO SRL – S. Pietro di Feletto (TV) – Dicitura GASTALDO.

SELLE SAN MARCO DI GIRARDI COMM. LUIGI SPA – Rossano Veneto (VI) – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura “Dirty” (in traduzione sporco), in caratteri di fantasia, essendo posta sopra la lettera “I” l’impronta di una stella stilizzata. ASSOCIAZIONE PRO LOCO FARRA DI SOLIGO – Farra di Soligo (TV) – Il marchio è costituito dalla denominazione “rive vive”. HOSTERIA DI LANCIO SAS DI CAVARZAN MARISA & C. – Maser (TV) – Il marchio consiste nella dicitura “di lancio”. CASEIFICIO F.LLI BERGAMIN SPA – Borso del Grappa (TV) – Dicitura “FIOR FIORE DEL GRAPPA”. CASEIFICIO F.LLI BERGAMIN SPA – Borso del Grappa (TV) – Dicitura “FATTORIA MONTEGRAPPA”. CAVALLARO CHIARA – Casier (TV) – CAVALLARO FRANCESCA – Treviso - Il marchio consiste in un ovale imperfetto con all’interno una luna stilizzata, in alto a destra è sormontato da una stella, al di sotto sono situate due stelle all’interno di due cerchi. Una linea curva divide l’ovale e i due cerchi da una scritta formata da due righe: nella prima riga c’è scritto “il trabiccolo” e nella riga sottostante “dei sogni” in carattere corsivo calligrafico stilizzato. BRUSA FABIO – Venezia – Il marchio consiste in un’impronta raffigurante la dicitura LOGOS soprastante la dicitura “studi professionali”.


Brevetti SILCART SRL – Carbonera (TV) – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura TEGOLA VERA, in caratteri di fantasia. TI-VU PLAST SRL – Treviso – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura NIDOPACK, in caratteri di fantasia, essendo tale dicitura affiancata alla sinistra da delle impronte evocanti dei prisma. MUNARI GIUSEPPE – Treviso – Il marchio consiste nella scritta MUNARI in caratteri maiuscoli disposti in modo tale che le ultime tre lettere ossia la A-R-I- siano sottostanti alle prime tre che sono la M-U-N-. Il tutto stilizzato in modo tale da rappresentare una costruzione simile a una torre. ADRIATICA ALBERGHI SNC DI GERARDI A. & C. – Jesolo (VE) – Denominazione “HOTEL MEDITERRANEO” associata al disegno costituito da un pino marittimo stilizzato ricavato all’interno di una figura geometrica sostanzialmente ovale di contrasto che è soprastante e dove sottostante alla detta denominazione sono raffigurate quattro stelle discostanti ed allineate. GIAVERI RODOLFO – Breda di Piave (TV) – Denominazione “CAVIAR GIAVERI” inserita all’interno di un rettangolo diviso in 2 parti ciascuno con uno sfondo diverso dall’altro e con associato un disegno costituito dalla rappresentazione di due pesci stilizzati speculari l’uno rispetto all’altro posizionati a guisa di V con interposto tra gli stessi un brillante cabochon e sottostante a detta denominazione è riportata la dicitura “SINCE 1980”. AZIENDA AGRICOLA MARDEGAN ROSALIA – Pedavena (BL) – Il marchio è composto dalla scritta “PIAN DEI SILENZI”. AZIENDA AGRICOLA MARDEGAN ROSALIA – Pedavena (BL) – Il marchio è composto dalla scritta “ROZES”. REFLEX SPA – Roncade (TV) – Quadrato pieno contenente al centro la scritta REFLEX in contrasto. ANGELO SRL – Roncade (TV) - Quadrato pieno contenente al centro la scritta ANGELO in contrasto.

Marchi di impresa depositati nel mese di luglio 2010 GPO S.R.L. - Treviso – Il marchio consiste nella dicitura BASSANO DEL GRAPPA CHAPTER (in traduzione Bassano del Grappa capitolo), in qualsiasi carattere e dimensione. GPO S.R.L. - Treviso - Il marchio consiste nella dicitura TREVISO CHAPTER (in traduzione Treviso capitolo), in qualsiasi carattere e dimensione.

44 CONFEZIONI LORENZ S.R.L. - Villorba (TV) - Il marchio evidenzia il nome in corsivo LORENZ TAILOR dove al centro tra le due parole vi è inserito uno stemma di fantasia, definito tramite uno scudo di forma veneta timbrato da un corno dogale stilizzato, con all'interno delle strisce oblique e una figura di un manichino stilizzato centrale. CONFEZIONI LORENZ S.R.L. - Villorba (TV) - Il marchio consiste nella dicitura LORENZ TAILOR di fantasia. Il marchio, qui riprodotto in bianco e nero, potrà essere riprodotto con qualsiasi tipo di carattere, in qualsiasi colore, formato e dimensione. CONFEZIONI LORENZ S.R.L. - Villorba (TV) - Il marchio consiste nella dicitura LORENZ+ di fantasia. Il marchio, qui riprodotto in bianco e nero, potrà essere riprodotto con qualsiasi tipo di carattere, in qualsiasi colore, formato e dimensione. ASOLO SPA - Nervesa della Battaglia (TV) – ASOLO. BUFFON LUCA - San Vendemiano (TV) - Il marchio consiste nella denominazione SOPRESSALTAMARCA PICCOLE PRODUZIONI LOCALI associata all'immagine stilizzata di 7 sopresse appese. I.T.A. S.R.L. INTERNATIONAL TOBACCO AGENCY - Carbonera (TV) - Il marchio consiste nella dicitura MAXLITE, a caratteri di fantasia, di cui la consonante maiuscola L è seguita dalla vocale I al di sopra della quale appare un'impronta stilizzata a guisa di fiammella. BOTTEON PAOLA - San Fior (TV) - Dicitura DONDOLINA in caratteri stilizzati. MAZZOCATO JUAN EMANUELE - Montebelluna (TV) Il marchio consiste nella denominazione DAMER. BELLINZANI MAURO - Oderzo (TV) - Il marchio si compone delle lettere minuscole B e F seguite dalla lettera A maiuscola seguita dal segno matematico +. Sulla seconda riga ci sono le parole ARCHITETTURA, DESIGN, INGEGNERIA, divise da una linea orizzontale rispetto al logo. "CARLO FLORA" DI FLORA CARLO - Arcade (TV) - Il marchio consiste nella dicitura RADIO TREVISO. JOLLY SGAMBARO S.R.L - Castello di Godego (TV) - Il marchio consiste nella denominazione JOLLY. BOTTOS CLAUDIO - Castelfranco Veneto (TV) - B8S. DATA SERVICES SRL - Roncade (TV) - Segno distintivo complesso costituito dalla sovrapposizione delle lettere DS stilizzate, inscritte in una figura geometrica, associate alla parte denominativa DATA SERVICES stilizzata sovrastante un tratto rettilineo. AMA SPA - Casale sul Sile (TV) – Dicitura TT TRANSPORTABLE TANK. CLOTHING COMPANY SPA - Mogliano Veneto (TV) Dicitura BELSTAFF. VEN.LAT S.R.L. – Vicenza - Il marchio consiste nella denominazione FORMAJO INBRIAGO in caratteri speciali.

AZIENDA VINICOLA ANNA SPINATO SAS - Ponte di Piave (TV) - Il marchio consiste nel nome PROSECCO 4OR con caratteri di fantasia. SOCIETA' AGRICOLA PRADELLE GIOVANNI & C. S.S. - Vazzola (TV) - Il marchio consiste nell'immagine stilizzata di un calice dal quale esce un grappolo d'uva con foglia; attaccato a detto calice vi è una P stilizzata. ITALIAN BEAUTY S.R.L. - Treviso - L'immagine da registrare si compone di due parti: marchio e logotipo. Il marchio è formato da quattro ellissi a sviluppo verticale, di dimensioni diverse, tra loro in asse e tangenti in base. Le tre ellissi maggiori sono interrotte nella parte superiore da un cerchio in modo tale da formare graficamente due ali sotto un'ellisse, all'interno della quale si trova il monogramma IB. Il monogramma è composto da una I minuscola e B maiuscola unite in una grafica particolare. Sotto al marchio è situato il logotipo ITALIANBEAUTY. Il carattere utilizzato per il logotipo è il copperplate regular, maiuscoletto, senza spazi tra le due parole. BORTOLOMIOL - S.P.A. - Valdobbiadene (TV) - Il marchio consiste in una impronta raffigurante uno stemma di fantasia costituito da uno scudo suddiviso in due bande contenenti quella inferiore l'impronta di un chiodo stilizzato e quella superiore una fornace stilizzata, essendo posizionate sopra lo scudo stesso una fascia e quattro impronte circolari equamente distanziate tra loro. EUROMOBIL - S.P.A. - Sernaglia della Battaglia (TV) Il marchio consiste in una impronta grafica a medaglione bipartito in senso verticale e con raccordi convergenti all'estremo dei due assi normali, sull'orizzonte dei quali poggiano due figure curve concavoconvesse simmetricamente disposte con la concavità verso l'estremo. POZZOBON FRANCESCA - Montebelluna (TV) - Il marchio consiste nella dicitura I "PUTINOT" scritta in carattere di fantasia. EUROMOBIL - S.P.A. - Sernaglia della Battaglia (TV) Il marchio consiste nella dicitura EUROMOBIL di fantasia, in qualsiasi carattere e dimensione. EOS S.R.L. - Roncade (TV) - Il marchio consiste in un fiore che contiene la parola EOS e a lato la parola EOS SRL. MAGAZZINI ZANCHETTA S.N.C. - Mareno di Piave (TV) - Il marchio consiste nella dicitura GIORGIO VALENTI e sigla rappresentata da una G centrale con una V sottostante all'interno di una V molto più ampia che copre la V stessa e racchiude parzialmente la G. MAGAZZINI ZANCHETTA S.N.C. - Mareno di Piave (TV) - Il marchio consiste nella denominazione LA GRIFFE. MAGAZZINI ZANCHETTA S.N.C. - Mareno di Piave (TV) - Il marchio consiste nella denominazione LAURA VENIER.


Brevetti

45 MAGAZZINI ZANCHETTA S.N.C. - Mareno di Piave (TV) - Il marchio consiste nella denominazione KRIZY FURS. MAGAZZINI ZANCHETTA S.N.C. - Mareno di Piave (TV) - Il marchio consiste nella dicitura GIANLUCALORENZI e sigla rappresentata da una G centrale sormontata verso l'alto e verso il basso da due L che si congiungono al centro della G. MAGAZZINI ZANCHETTA S.N.C. - Mareno di Piave (TV) - Il marchio consiste nella dicitura ZANCHETTA all'interno di un ovale. MAGAZZINI ZANCHETTA S.N.C. - Mareno di Piave (TV) - Il marchio consiste nella dicitura LA PULCE BABY FASHION. FEDERAUTO - Roma – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura FEDERAUTO TRUCKS (in traduzione federauto autocarri), in caratteri di fantasia, in cui la dicitura TRUCKS di minori dimensioni è posta entro una fascia ed è sottostante alla dicitura FEDERAUTO, il tutto è posizionato al di sotto di una impronta di una testa di un uccello rapace stilizzata, che si sovrappone ad una impronta evocante una ala. MAGAZZINI ZANCHETTA S.N.C. - Mareno di Piave (TV) - Il marchio consiste nella denominazione GETURHOTELS. MAGAZZINI ZANCHETTA S.N.C. - Mareno di Piave (TV) - Il marchio consiste nella dicitura GREEN HILLS. MAGAZZINI ZANCHETTA S.N.C. - Mareno di Piave (TV) - Il marchio consiste nell'abbinamento della parola DAVANZO e di un simbolo grafico richiamante un rombo suddiviso in quattro triangoli rettangoli. MAGAZZINI ZANCHETTA S.N.C. - Mareno di Piave (TV) - Il marchio consiste nella sigla GE.TUR all'interno di un cerchio. EUROBETON SRL - Latisana (UD) - Segno distintivo costituito da una figura rettangolare divisa in due parti, di cui una riproducente una figura di un rinoceronte stilizzato su uno sfondo grigio chiaro; la seconda parte essendo interessata dalle denominazioni EURO BETON su sfondo rosso. FEDERAUTO - Roma – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura FEDERAUTO, in caratteri di fantasia, sottostante l'impronta di una testa di un uccello rapace stilizzata, che si sovrappone ad una impronta evocante una ala. ZANCANARO GUIDO - Fonte (TV) - Il marchio consiste nella scritta BASSANO con posizionata sotto, la scritta ESPOSIZIONI avente una lunghezza uguale alla dicitura BASSANO e sotto ancora la scritta FIERE - EVENTI avente la scritta inferiore alla parola ESPOSIZIONI. Il tutto e' composto con caratteri personalizzati di fantasia. ZANCANARO GUIDO - Fonte (TV) - Il marchio consiste nella scritta FIERA DI con posizionata sotto, la scritta

BASSANO avente una lunghezza superiore alla dicitura FIERA DI e sotto ancora la scritta EVENTI - MANIFESTAZIONI avente una lunghezza inferiore alla scritta BASSANO. Il tutto e' composto con caratteri personalizzati di fantasia.

FLORIAN MANUEL – Altivole (TV) - LE FLORIANS.

ZANCANARO GUIDO - Fonte (TV) - Il marchio consiste nella scritta BASSANO FIERE con posizionata sotto, la scritta EVENTI - MANIFESTAZIONI avente una lunghezza inferiore alla dicitura BASSANO FIERE. Il tutto è composto con caratteri personalizzati di fantasia.

PULITURA LA RAPIDA DI GIOTTO SAVINA - Crocetta del Montello (TV) - Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura LA RAPIDA di fantasia, in caratteri di fantasia.

ZANCANARO GUIDO - Fonte (TV) – Il marchio consiste nella scritta FIERA con posizionata sotto, la scritta SI avente una lunghezza inferiore alla dicitura FIERA e sotto ancora la scritta SPOSAMi avente una lunghezza superiore alle scritte SI e FIERA. Il tutto è composto con caratteri personalizzati di fantasia.

ZAGHIS SPA - Ponte di Piave (TV) - Il marchio consiste nella denominazione FIORE DI TREVISO.

CARMINA A.L.C. SRL - Conegliano (TV) - Il marchio consiste nella dicitura LOGGIA DEL COLLE. CARMINA A.L.C. SRL - Conegliano (TV) - Il marchio consiste nella dicitura CARMINA. WORKUP SRL - Bassano del Grappa (VI) - Il marchio consiste nella denominazione WORK UP.

ZANCANARO GUIDO - Fonte (TV) - Il marchio consiste nella scritta FIERA con posizionata sotto, la scritta RECAM avente una lunghezza superiore alla dicitura FIERA. Il tutto è composto con caratteri personalizzati di fantasia.

WORKUP SRL - Bassano del Grappa (VI) - Il marchio consiste nella denominazione WORK UP in caratteri speciali con sfera tra le 2 parole. Sotto vi è la dicitura YOUR NET STRATEGY.

A.I.S. DEL VENETO - Montebelluna (TV) - Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura IL VENETO AL 300 X100, in caratteri di fantasia, essendo la dicitura IL VENETO posta superiormente alla dicitura AL, che a sua volta è posta al di sopra della cifra 300 la quale è posizionata sopra X100, ed in cui le cifre 300 e 100 sono di maggiori dimensioni e all'interno di ciascuno zero della cifra 300 è contenuta l'impronta di una bottiglia stilizzata, mentre entro ogni zero della cifra 100 è racchiusa l'impronta di un grappolo di uva stilizzato.

ERRETIESSE SPA - Mareno di Piave (TV) - Dicitura MANAGING YOUR COMFORT.

VEN.LAT S.R.L. - Vicenza (VI) - Il marchio consiste nella denominazione FORMAJO MORLAK in caratteri speciali.

META SRL – Treviso; AZIENDA ULSS 15 - ALTA PADOVANA – Cittadella (PD) - Il marchio: PAGINE VERDI LA GRANDE GUIDA DELLA SALUTE. Il marchio consiste nella scritta sopra riportata, composta su due righe, realizzata in carattere requiemfinehtf alto/basso.

ZAMPARINI PATRICK - Maser (TV) - LE FRUTTOLOSE: carattere stampatello di fantasia, colore rosso, dove le O sono rappresentate dal disegno di una mela di colore rosso con riflesso bianco e foglia e picciolo di colore verde. NOVA ROTORS SRL – Villaga (VI) - Marchio composto comprendente la dicitura NOVAROTORS in stampatello maiuscolo di colore rosso (pantone 485c) preceduta da un disegno di fantasia comprendente un semicerchio di colore rosso sfumato alle estremità, all'interno del quale è la stilizzazione di una pompa idraulica manuale il cui corpo comprende la stilizzazione di un flusso d'acqua in risalita di colore bianco comprendendo, ulteriormente, la stilizzazione di una goccia che cade, il tutto nelle sfumature del rosso. PACE E SVILUPPO SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE – Treviso - Il marchio consiste nella denominazione FIERA QUATTRO PASSI in caratteri speciali posta su 3 righe all'interno di un'impronta quadrata. A destra di detta impronta vi è l'immagine stilizzata di un paio di piedi. DEPOFARMA SPA - Preganziol (TV) - SINODOR. Dicitura classica in grassetto con linee diritte tra loro e curve arrotondate. La dicitura è obliqua verso destra e posta in senso orizzontale e risulta leggermente sdoppiata verso destra in basso.

LUCCHETTA MARCELLO SOCIETA' AGRICOLA DI LUCCHETTA G.M.A. SOC. SEMPL. – Conegliano (TV) - Il marchio è composto dalla scritta VIN COL FONDO. MOMETTI CRISTIAN - Maser (TV) - Il marchio MOMETTI è composto da una scritta che riproduce il nome MOMETTI e da una parte iconografica collegata alla lettera M centrale che riproduce una sezione stilizzata rovesciata di metà vasetto.

ALFA S.R.L. - Villorba (TV) - Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura YAYA, in caratteri di fantasia, essendo posta sopra l'ultima lettera A, l'impronta di un uccello fortemente stilizzata. SYEN S.R.L. - Castelfranco Veneto (TV) - Il marchio consiste in una impronta costituita da una fascia verticale con un bordo leggermente arcuato unita centralmente ad una coppia di fasce divergenti dai lati piani. SYEN S.R.L. - Castelfranco Veneto (TV) - Il marchio consiste nella dicitura KARMALED, in qualsiasi carattere e dimensione. SYEN S.R.L. - Castelfranco Veneto (TV) - Il marchio consiste nella dicitura KARMA, in qualsiasi carattere e dimensione. CAMEROTTO STEFANO – Conegliano (TV) - Il marchio consiste nella dicitura KIRIBIRI di colore giallo, inserita all'interno di un cerchio di colore nero con bordo esterno giallo, e posta al di sotto di un elefante stilizzato di colore bianco e immediatamente sopra dalla dicitura KI AMA IL CAFFE’.


Brevetti

46

AZIENDA AGRICOLA GRIS GRAZIANO - Gorgo al Monticano (TV) - Il marchio è costituito dalla dicitura AZIENDA AGRICOLA GRIS disposta su due righe.

(in traduzione segno medico), in caratteri di fantasia, essendo affiancata alla sinistra da due impronte uguali e affiancate.

IRON SERVICE DI MONICA MASTELLA - Quinto di Treviso (TV) - Il marchio consiste nella lettera M in carattere speciale seguita da 3 puntini di sospensione.

LOVAGRICOLA SAS DI LOVATO FILIPPO & C. Roncade (TV) - Il marchio consiste nella denominazione IESOLONE.

AZ. AGR. PRIMUS DI BRUNO BERTAZZON - Farra di Soligo (TV) - Il marchio è composto dalla caricatura di un rospo con gli occhi rivolti al cielo posto all'interno di un ovale costellato di stelle di varie dimensioni. al di sopra, esternamente all'ovale vi è la scritta CLUB LE ROSP in carattere alleycaticg-bold, la cui lettera S è barrata per emulare il simbolo del dollaro.

SELINA SPA - Castelfranco Veneto (TV) - Il marchio consiste nella denominazione AXIOM.

AZIENDA AGRICOLA VIGNA DOGARINA SAS DI TONUS G. & C. – Salgareda (TV) - Il marchio è composto dalla scritta SFORSIN.

Brevetti per invenzioni industriali depositati nel mese di luglio 2010

LOVAGRICOLA SAS DI LOVATO FILIPPO & C. Roncade (TV) - Il marchio consiste nella denominazione IESOLINA. EDISTAR SRL - Vedelago (TV) - Il marchio consiste nella dicitura AUTOAFFARI in qualsiasi carattere e dimensione. LA TI ESSE - S.R.L. - Cimadolmo (TV) - Il marchio consiste nella dicitura BIBO FUOCO, in qualsiasi carattere e dimensione. LATTERIA MONTELLO S.P.A. - Giavera del Montello (TV) - Il marchio consiste nella dicitura L.M.1 in qualsiasi carattere e dimensione. LATTERIA MONTELLO S.P.A. - Giavera del Montello (TV) - Il marchio consiste nella dicitura L.M.2 in qualsiasi carattere e dimensione. AZIENDA AGRICOLA BELLIA ORNELLA – Pramaggiore (VE) - Il marchio è composto dalla scritta BOCIAROSSO. AZIENDA AGRICOLA BELLIA ORNELLA – Pramaggiore (VE) - Il marchio è composto dalla scritta TERRE PIANE. CANTINA PRODUTTORI DI VALDOBBIADENE SOCIETA' AGRICOLA COOPERATIVA IN BREVE: C.P.V. - CA.P. - CA.VA. - P.V. - PRO.VA - Valdobbiadene (TV) - Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura CANTINA PRODUTTORI DI VALDOBBIADENE, in caratteri di fantasia, sopra la quale sono poste due impronte sostanzialmente quadrilatere inclinate una a sinistra ed una a destra unite nell'angolo in basso, di fantasia, sopra ognuna essendo posizionata una corona stilizzata. CANTINA PRODUTTORI DI VALDOBBIADENE SOCIETA' AGRICOLA COOPERATIVA IN BREVE: C.P.V. - CA.P. - CA.VA. - P.V. - PRO.VA - Valdobbiadene (TV) - Il marchio consiste in una impronta raffigurante uno scudo di fantasia con fascia interna di bordatura interrotta dalla dicitura CANTINA PRODUTTORI VALDOBBIADENE, in caratteri di fantasia. CANTINA PRODUTTORI DI VALDOBBIADENE SOCIETA' AGRICOLA COOPERATIVA IN BREVE: C.P.V. - CA.P. - CA.VA. - P.V. - PRO.VA - Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste nella dicitura CANTINA PRODUTTORI DI VALDOBBIADENE, in qualsiasi carattere e dimensione. TENUTA SANTOME' DI SPINAZZE' ALAN - Roncade (TV) - Il marchio è composto dalla scritta BOSCO COSTE. MARK S.R.L. - Gorizia - Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura MARK MEDICAL

CANTINA PRODUTTORI DI VALDOBBIADENE SOCIETA' AGRICOLA COOPERATIVA IN BREVE: C.P.V. - CA.P. - CA.VA. - P.V. - PRO.VA - Valdobbiadene (TV) – Il marchio consiste in una impronta raffigurante la dicitura CANTINA PRODUTTORI VALDOBBIADENE, in caratteri di fantasia, in cui la dicitura CANTINA è posta superiormente alla dicitura PRODUTTORI che a sua volta è posizionata al di sopra della dicitura VALDOBBIADENE ed essendo le lettere iniziali e finali di ogni singola dicitura, ossia le lettere C, A, P, I, V, E di maggiori dimensioni, il tutto parzialmente racchiuso entro una impronta quadrilatera. CANTINA VINI SAN GIORGIO S.C.A. - San Giorgio della Richinvelda (PN) - Il marchio consiste in un'etichetta ad uso bottiglie di vino composta da due elementi: un ovale realizzato una serie di cornici concentriche di cui la prima, più grossa contiene un tratteggio, un primo ovale interno delimitato da due fili dove si trova la parola PIEVE DELLA ROSA in trajan pro scritta in maiuscolo e un fregio sul lato sinistro e l'immagine di una rosa sul lato destro. All'interno di questo ovale vi è rappresentata l'immagine stilizzata di una chiesa con alcuni alberi. Al di sotto un rettangolo contenente la parola IL BEATO in garamond premier pro italic composto da una cornice che contiene un tratteggio. VILLA CASTALDA SRL - Gorgo al Monticano (TV) - Il marchio è composto dalla scritta TV T1V1Z1O. TECNOMARMI SNC - Altivole (TV) - Il marchio consiste in una C ricavata da svuotamento di un quadrato e da due rettangoli che all'interno del quadrato di risulta vanno a costituire una T. Lo sfondo è color avorio e gli elementi in primo piano sono marrone scuro, separati dallo sfondo da un perimetro nero. Al di sotto di detto perimetro compare la scritta CORTECNO in colore nero. SHIFT2 SNC - San Martino di Lupari (PD) - Il marchio consiste nella denominazione SHIFT2. SHIFT2 SNC - San Martino di Lupari (PD) - Il marchio consiste nella denominazione VISIONEREALE. DE NARDO CLAUDIO – Treviso - Il marchio consiste nella denominazione INCANTO. NORD RESINE SPA – Susegana (TV) - Il marchio consiste nella dicitura NORD RESINE in qualsiasi carattere di stampa.

ZANINI SAS DI GEOM. VILLI E C. - Cornuda (TV) - Il marchio consiste nella denominazione ZANINI in caratteri speciali seguita dalla dicitura CASA FONDATA NEL 1665 FERRO BATTUTO D'ARTE.

EFFE 2 SRL - Vigo di Cadore (BL) - Sistema e dispositivo di colorazione mediante sublimazione della parte interna di oggetti cilindrici. PESCE LUISA, BORSATO SERGIO - Povegliano (TV) Procedimento per l'ottenimento di una suola traspirante ed impermeabile, particolarmente per calzature. ZANCO GILBERTO - Susegana (TV) - Sicura ad uncino oscillante. GIANI MARCO - Montebelluna (TV) - Simulatore di sci. GIANI MARCO - Montebelluna (TV) - Tutore articolare. SELEX GALILEO S.P.A. - Campi Bisenzio (FI) Apparecchio optoelettronico per assistere un operatore nella determinazione dell'assetto di tiro da impartire ad un lanciagranate portatile per colpire un target, e relativo metodo di funzionamento. SELEX GALILEO S.P.A. - Campi Bisenzio (FI) Apparecchio digitale optoelettronico per assistere un operatore nella determinazione dell'assetto di tiro da impartire ad un lanciagranate portatile per colpire un target in movimento, e relativo metodo di funzionamento. 2A SRL - Trevignano (TV) - Dispositivo antiscalzante per calzatura. MORGANA SRL - Segusino (TV) - Asta in materiali composti con rivestimento in bimateriale ed anima metallica, per montatura d'occhiale, montatura d'occhiale e procediemnto di realizzazione di detta asta per montatura d'occhiale. HAUSBRANDT TRIESTE 1892 SPA - Nervesa della Battaglia - Dispositivo adattatore per una macchina per la preparazione ed erogazione di bevande ottenute per infusione di una materia prima polverulenta. AUTOMOTIVE LIGHTING REAR LAMPS ITALIA S.P.A. - Venaria (TO) - Fanale automobilistico. AUTOMOTIVE LIGHTING REAR LAMPS ITALIA S.P.A. - Venaria (TO) - Fanale automobilistico.


Report

47 PREZZI ALL’INGROSSO SULLA PIAZZA DI TREVISO MEDIE MENSILI LUGLIO 2010 INDICAZIONE DELLA MERCE

LUG. 2009 LUG. 2010

CEREALI E SEMI OLEOSI (Alla tonnellata, IVA eslusa, merce f.co veicolo, partenza magazzino venditore) FRUMENTO TENERO NAZIONALE N. 1 SUPERFINO (p.s. min. 80, imp. 1%, umidità 14%, W min. 280, P/L max 0,8, glutine min. 33%, prot. 13%) t - N. 2 FINO (p.s. min. 79, imp. 1%, umid. 14%, W min. 180, P/L max 0,8, glutine min. 26%, i.c. 280, prot. 12%) “ - N. 3 BUONO MERCANTILE (p.s. min. 78, imp. 1%, umid.14%, “ 137,00 i.c. 250 min.) N. 4 MERCANTILE (p.s. inferiore a 74, imp. 1%, umid. 14%) “ 125,25 FRUMENTI ESTERI (Nazionalizzata, rinfusa f.co veicolo partenza VE) Francese (p.s. 76/77) “ - Northern Spring n. 2 (prot. 15%) “ 258,80 Manitoba n. 1 “ 260,50 Grano Australiano prime hard “ 272,10 Estero (p.s. 74/75) (franco arrivo) “ - Tedesco (franco arrivo) “ - Austriaco (franco arrivo) “ - GRANONI Rinfusa, partenza magazzino venditore, “ franco veicolo, essiccato, 14% umidità (caratteristiche a norma di legge) NAZIONALI IBRIDO GIALLO Semivitreo “ - uso zootecnico Treviso - Venezia “ 131,90 uso zootecnico Friuli “ 129,30 uso alimentare Treviso - Venezia “ - uso alimentare Friuli “ - A stagione da essiccare (base 25% um.) “ - IBRIDO BIANCO uso zootecnico “ 140,83 uso alimentare “ 205,00 ESTERI Franco arrivo TV-VE umidità 14% Giallo comunitario “ - ALTRI CEREALI ORZO Nazionale p.s. inferiore a 62 - umidità 14% - imp. 2% “ 113,00 p.s. superiore a 62 - umidità 14% - imp. 2% “ 116,50 Estero Comunitario p.s. 64/65 - Partenza VE “ - p.s. 64/65 (franco arrivo) “ 128,10 SORGO Estero p.s. 64/65 (franco arrivo) “ - AVENA ESTERA Bianca p.s. 50/55 (f.co arrivo) “ - SEMI OLEOSI: seme di soia nazionale um. 14% imp. 2% partenza TV-VE “ -

154,13 145,88

256,50 251,00 260,50 -

158,38 156,25 -

-

124,50 129,20 137,67 139,25 -

INDICAZIONE DELLA MERCE

LUG. 2009 LUG. 2010

seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza VE GM “ 347,70 seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza RA GM “ 347,70 seme tostato partenza stabilimento (um. 13%) “ 372,50 PRODOTTI DELLA MOLITORIA Alla tonnellata, IVA esclusa FARINE DI GRANO TENERO CARATT. DI LEGGE – rinfusa partenza t 247,00 CARATTERISTICHE DI LEGGE (s.carta-f.co panificio) tipo 00 - cen. 0,5 - glut. 7 “ 419,00 tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 9 “ 411,50 GLUTINE SUP. AL MINIMO DI LEGGE (s.carta-f.co panificio) tipo 00 - cen. 0,45 - glut. 12-13 “ 519,00 tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 11-12 “ 446,50 PER PASTICCERIA “ 534,00 PRODOTTI DEL GRANO DURO (f.co pastificio - um. 14,5%) rinfusa Semola (cen. 0,70-0,90) “

342,75 342,75 363,75

213,75 401,25 393,75 501,25 428,75 516,25

397,50

281,25

PRODOTTI DEL GRANOTURCO (f.co partenza - imb. compreso) Farina bianca nostrana “ 475,00 Farina bianca granita “ 495,00 Farina gialla nostrana nazionale “ 349,20 Farina gialla granita nazionale “ 369,20 Spezzato degerminato tenero “ 204,90

445,00 465,00 365,00 385,00 227,50

SOTTOPRODOTTI DEL FRUMENTO (f.co arrivo provincia) CRUSCA E CRUSCHELLO in sacco “ 117,30 125,75 rinfusa “ 80,30 85,75 rinf. in pellets di grano tenero “ 81,30 86,00 rinf. in pellets di grano duro “ 81,30 86,00 TRITELLO in sacco “ 127,30 130,75 rinfusa “ 92,30 95,75 FARINACCIO in sacco “ 158,50 162,75 rinfusa “ 125,50 132,75 SOTTOPRODOTTI DEL GRANOTURCO (alla rinfusa – f.co partenza) Farinetta “ 113,30 Germe (base 20% grassi) “ 165,70

142,75 200,50

PRODOTTI ALIMENTAZIONE BESTIAME alla tonnellata, rinfusa arrivo, IVA esclusa FARINE DI ORIGINE VEGETALE Farina di erba med. disid.pr. 17/18% stq - fibra 24 betacarotene 150-180 t 187,50 Farina erba med. disid. pr. 16/17% stq - fibra 26 betacarotene 120-150 “ 182,50 Farina di estr. di soia naz. e/o USA pr. 44% stq GM “ 348,50 Farina di estr. di soia naz. pr. 48% stq GM “ 354,70

177,50 319,75 329,25


Report INDICAZIONE DELLA MERCE

48 LUG. 2009 LUG. 2010

Farina di estr. di soia estera pr. 48% stq GM ��� 352,70 Farina di estr. di soia nazionale pr. 44% stq GM “ 366,70 Farina di estr. di soia bras./arg. in pellets pr.44% stq GM “ - Farina estr. girasole non sgusciato estero “ - Farina estr. girasole sgusciato proteico estero “ 135,10 Farina estr. girasole nazionale pr. 28-29% stq “ 108,50 Farina estr. colza nazionale prot. 37% stq “ 156,10 Farina di estr. di germe di mais prot. 19-20% stq “ 144,10 FARINE DI ORIGINE ANIMALE Farina di aringhe danesi “999”pr. 72% stq in sacco “ 1.018,00 Farina di pesce Perù/Cile pr. 65% stq “ 934,00 SFARINATI, PANNELLI, ALTRI Erba med. disid. pellets pr. 15-16% stq fibra 28 “ 185,00 Sfarinato di fieno pr. 7-8% stq fibra 35-40 “ 100,00 Pannello/Expeller di lino estero pr. 34% stq “ - Glutine di granoturco pr. 55-58% stq “ 667,00 Semola glutinata di mais pr. 17-18% stq “ 134,90 POLPE ESSICCATE di bietole in fettuccie “ - di bietole in pellets “ 138,00 PASTE ALIMENTARI (f.co dettagliante) in confezioni da kg 5 kg 1,05 in confezioni da kg 1 “ 1,20 in confezioni da kg 0,500 “ 1,30 RISO (f.co mag. grossista - in confezioni da 1 kg) Originario kg 0,80 Padano “ 0,85 Vialone nano “ 1,28 Ribe (R.B.) “ 1,10 S. Andrea “ 1,05 Arborio “ 1,10 VINI (prezzi+IVA, al grado/100 lt) ROSSI Merlot IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 2,85 Merlot del Piave D.O.C. 4,00 Merlot Montello e Colli Asolani DOC (da genn.'09, al lt) 0,73 Cabernet IGT Marca Trevigiana gr.11-13 3,35 Cabernet del Piave D.O.C. 4,40 Cabernet Montello e Colli Asolani DOC (da genn.'09, al lt) 0,78 Pinot nero IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 (da genn.'09, al lt) - Raboso rosso del Veneto gr. 9-11 3,25 Raboso rosato IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-11,0 3,60 Raboso del Piave D.O.C. - BIANCHI IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 3,65 TAI (Tocai Friulano) IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12,5 4,15 Verduzzo IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 4,75 Verduzzo del Piave DOC 6,00 Pinot bianco IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5 5,40 Pinot bianco del Piave D.O.C. - Pinot grigio IGT Marca Trevigiana gr. 12-12,5 (al litro) 0,88 v.n.f. (atto a IGT M.T.) (al litro) - Pinot grigio del Piave DOC (al litro) - Chardonnay IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5 5,10 Chardonnay del Piave DOC -

326,00 342,13 188,00 170,75 202,50 163,00 1.625,00 1.523,75 167,50 105,00 640,00 152,50 135,50 1,00 1,10 1,20 0,80 1,00 1,48 1,15 1,15 1,25

3,00 3,75 0,73 3,40 4,25 0,78 0,70 3,60 3,80 3,25 3,80 4,35 4,75 4,50 5,25 0,73 0,93 4,20 5,05

INDICAZIONE DELLA MERCE

LUG. 2009 LUG. 2010

Incrocio Manzoni 6.0 13 IGT Marca Trevigiana gr. 11-12,5 6,25 Sauvignon IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 5,55 Glera IGT Marca Trevigiana gr. 9-10 (al litro) - Glera IGT Colli Trevigiani gr. 9-10 (al litro) - PROSECCO DOC 0,88 v.n.f. (atto a Prosecco DOC) (al litro) - Conegliano-Valdobbiadene DOCG (al litro) 1,40 Superiore di Cartizze D.O.C. (al litro) 5,40 Asolo DOCG (al litro) 1,23 PINOTS E CHARDONNAY (atti al taglio con DOCG) (al litro) 0,88 VINO Novello rosso gradi 12 circa (al litro) - MOSTI CONC (gr. feheling in peso x 0,6 per 100 kg) Concentrato rosso - Concentrato rettificato nazionale 2,55 ACETI E SPIRITI (f.co magazzino grossista) Aceto di vino (6% acid. acetica tot. decolorato) al litro 1,21 Aceto di vino (6% acid. acetica tot. bianco/rosso) al litro 1,18 SPIRITI (da produttore, merce nuda, f.co partenza su autocisterna, imp. cons. - accisa compresa) Alcool puro a non meno di 95° da melasso gr/100 litri 870,01 Alcool puro a non meno di 95° da cereali gr/100 litri 877,68 Vinaccioli secchi (partenza distilleria) 100 kg - Grappa Veneta di vinaccia 75-80° gr/100 litri 985,89 Acquavite di vino invecchiata oltre 3 anni gr/100 litri 998,01 UOVA FRESCHE DI GALLINA CAT. “A” ( f.co centro di imballaggio, colorate) + IVA XL grandissime + di 73 grammi 100 pz 11,90 L grandi da 63 a 73 grammi “ 10,64 M medie da 53 a 63 grammi “ 9,86 S piccole meno di 53 grammi “ 8,48 A PESO IN NATURA (al kg + IVA) fino a 53 grammi kg 0,92 da 54 a 63 grammi “ 1,00 oltre 63 grammi “ 1,02 OLI DI OLIVA f.co mag. grossista (in confezioni da 1 a 5 lt) acidità massima 2% lt 3,24 extra vergine acidità massima 1% “ 3,66 OLI DI SEMI f.co mag. grossista (in latte da 1 a 25 lt) vari “ 1,58 di girasole “ 1,21 di mais “ 1,16 di arachide “ 1,30 SALUMI (f.co magazzino grossista) Prosciutto crudo di S. Daniele con osso kg 11,30 Prosciutto crudo di S. Daniele disossato s.v. “ 13,55 Prosciutto crudo di Parma con osso “ 10,20 Prosciutto crudo di Parma disossato s.v. “ 12,60 Prosciutto cotto di alta qualità “ 7,95 Prosciutto cotto scelto “ 6,50 Prosciutto cotto “ 5,65 Speck IGP “ 9,30 Speck non IGP “ 7,40 Mortadella puro suino IGP “ 5,45

5,25 5,30 0,41 0,44 1,30 1,45 6,25 1,35 0,88 2,60 1,21 1,18 869,51 877,68 966,89 995,01

11,18 9,75 9,05 9,55 0,74 0,78 0,79

3,65 4,05 1,66 1,26 1,16 1,25 11,15 13,40 10,05 12,45 7,95 6,50 5,65 9,30 7,40 5,45


Report

49 INDICAZIONE DELLA MERCE Mortadella puro suino non IGP Sopressa nostrana casalinga Sopressa nostrana industriale Salame nostrano casalingo Salame nostrano industriale Ossocollo stagionato Ossocollo semistagionato Pancetta supercoppata Pancetta arrotolata coppata Pancetta arrotolata scotennata Pancetta stufata Salsiccia trevigiana Cotechino trevigiano

LUG. 2009 LUG. 2010 “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “

4,10 7,95 6,65 7,15 6,45 8,68 7,75 6,95 5,90 5,23 5,30 5,20 4,45

4,10 7,95 6,65 7,15 6,45 8,68 7,75 6,95 5,90 5,23 5,30 5,20 4,45

CASEARI (f.co magazzino grossista) BURRO Centrifugato impacchettato kg 3,05

3,80

DA CONDIMENTO Parmigiano reggiano stagionatura minimo 24 mesi “ 8,60 Grana Padano stagionatura da 12 a 15 mesi “ 6,48 Grana Padano stagionatura oltre 15 mesi “ 6,90

9,53 7,39 7,80

DA TAVOLA Asiago pressato in forme, al naturale “ 4,26 Asiago d’allevo mezzano in forme, da 4 a 6 mesi “ 5,90 Emmenthal in forme o parti di forma (escluso Emmenthaler Switzerland) “ 5,40 Provolone 30 gg dolce “ 5,72 Provolone 90 gg stagionato “ 5,88 Stracchino “ 4,65 Latteria pronto consumo “ 4,65 Tipo latteria d’importazione “ 4,20 Montasio 60 gg “ 5,60 Montasio allevo 90 gg “ 6,40 Gorgonzola tipico “ 6,08 Caciotta trevigiana “ 4,92 Mozzarella di mucca (bocconcini da 100 a 250 gr) “ 5,60 Mozzarella di mucca (filoni da 1 kg) “ 5,28 Taleggio tipico nazionale “ 5,40 Formaggella trevigiana “ 4,57 SEMENTI DA PRATO (merce f.co vagone o autocarro, partenza, tela provv. ed IVA escluse, con garanzia di legge, conf. 50 kg da addebitare a parte) Erba medica locale varietà selez. (certificato ENSE) kg 2,85 Erba medica locale varietà in natura - secondo resa alla selezione dell’annata (certicato ENSE) “ - Trifoglio violetto nazionale selezionato (certificato ENSE) “ - Trifoglio estero selezionato (certif. ENSE) iscritto “ 3,60 Trifoglio ladino gigante italiano selez. (certificato ENSE) “ - Trifoglio ladino estero (certificato ENSE) iscritto “ 6,35 Ginestrino (veriolo nero) selezionato (certificato ENSE) “ 5,55 Veccia nera vellutata (certificato ENSE) “ 2,12 Veccia nera sativa (certificato ENSE) “ 1,09 Lojetto perenne estero “ 1,28 Lojetto italico di produzione estera “ 1,30 Sorgo zuccherino per erbaio “ 1,05

4,38 6,10 5,40 5,72 5,88 4,90 4,65 4,20 5,35 6,20 6,08 5,20 5,40 4,98 5,40 4,85

2,65 2,75 5,75 6,65 1,88 0,88 1,43 1,30 1,43

INDICAZIONE DELLA MERCE

LUG. 2009 LUG. 2010

AVENA di 1a moltiplicazione “ - di 2a moltiplicazione “ - ORZO di 1a moltiplicazione “ - di 2a moltiplicazione “ - Segale certif. “ - FRUMENTI TENERI di 1a riproduzione “ - di 2a riproduzione “ - FRUMENTI DURI di 1a riproduzione “ - di 2a riproduzione “ - CONCIMI CHIMICI (merce resa imballata in sacchi di plastica da kg 50, su mezzo di trasporto del consumatore, f.co mag. del rivenditore) Solfato ammonico 20% t 232,50 Nitrato ammonico 26% “ 265,00 Nitrato di calcio 15% “ - Concimi potassici solfato 50% gran. “ - Urea agricola 46% prilled “ 305,00 Perfosfato minerale 19% granulare “ - Triplo 46% granulare “ - Complessi ternari 15-15-15 “ - 8-24-24 complesso “ -

0,50 -

205,00 267,50 337,50 555,00 357,50 212,50 362,50 387,50 457,50

ANTICRITTOGAMICI (f.co mag. rivenditore – a confezione) Solfato di rame 98/99% - naz. (conf. 25 kg) conf. 80,00 82,50 Zolfo ventilato 99% fino a 85% (conf. 25 kg) “ 16,20 18,00 PRODOTTI AVICUNICOLI (alla produzione - franco azienda) + IVA POLLI ALLEV. INTENSIVO A TERRA A PIGMENTAZIONE BIANCA pesanti kg 0,90 1,08 A PIGMENTAZIONE GIALLA: leggeri “ 0,90 1,06 pesanti “ 0,90 1,06 GALLINE DI ALLEVAMENTO INTENSIVO A TERRA medie “ 0,18 0,14 pesanti “ 0,27 0,27 GALLINE DI ALLEV. INTENSIVO IN BATTERIA leggere “ 0,19 0,16 medie “ 0,22 0,18 ANATRE MUTE femmine “ 1,92 1,77 maschi “ 2,06 1,87 FARAONE allevamento tradizionale intensivo “ 1,89 1,74 TACCHINI PESANTI femmine “ 1,00 1,13 maschi “ 1,17 1,25 TACCHINI MINI da kg 3,2 a kg 3,8 “ - PULCINI da carne femmine “ 0,25 0,28 da carne maschi “ 0,37 0,44 femmine per uova da consumo “ 0,66 0,68 POLLASTRE da 120 giorni “ 3,68 3,65


Report INDICAZIONE DELLA MERCE

50 LUG. 2009 LUG. 2010

POLLI a collo nudo kg 1,89 GALLETTI golden kg 1,98 livornesi “ 2,48 CAPPONI allevamento intensivo “ - allevamento all’aperto tradizionale “ - OCHE allevamento intensivo “ - CONIGLI fino a kg 2,500 “ 1,29 oltre kg 2,500 “ 1,35 POLLAME MACELLATO NAZ. FRESCO “classe A” POLLI TRADIZIONALI leggeri e medi kg 1,59 pesanti “ 1,59 A BUSTO leggeri “ 2,04 pesanti “ 2,04 PARTI DI POLLO petti con forcella “ 4,35 cosciotti “ 1,70 ali non separate “ 1,35 GALLI TRADIZIONALI a collo nudo “ 2,54 golden comet “ 3,03 livornesi “ 3,36 GALLINE TRADIZIONALI medie “ 1,30 pesanti “ 1,30 A BUSTO leggere “ 1,63 pesanti “ 1,50 FARAONE allevamento tradizionale intensivo “ 2,85 TACCHINE a busto “ 1,74 PARTI DI TACCHINA fesa “ 4,31 coscie “ 2,01 ali “ 1,35 TACCHINI a busto “ 1,89 PARTI DI TACCHINO fesa “ 4,40 coscie “ 1,93 ali “ 1,35 ANATRE FEMMINE tradizionali “ 3,36 a busto “ 4,23 CONIGLI MACELLATI freschi nazionali “ 4,34 OCHE nazionali “ - CAPPONI “ - BESTIAME SUINO (prezzi corrisposti agli agricoltori f.co allev. peso vivo) + IVA GRASSI da 90 a 115 kg kg 1,32 da 115 a 130 kg “ 1,16 da 130 a 145 kg “ 1,18

1,52 1,57 2,38 1,22 1,28

1,78 1,78 2,13 2,13 4,58 1,85 1,40 2,05 2,75 3,30 1,30 1,35 1,45 1,45 2,70 2,00 4,55 2,05 1,40 2,10 4,55 2,00 1,40 3,10 4,05 3,08 -

1,24 1,08 1,09

INDICAZIONE DELLA MERCE

LUG. 2009 LUG. 2010

da 145 a 160 kg “ 1,19 da 160 a 180 kg “ 1,22 oltre 180 kg “ 1,17 MAGRONI da 40 kg “ 2,00 da 50 kg “ 1,90 da 65 kg “ 1,61 da 80 kg “ 1,39 LATTONZOLI da 15 kg “ 3,29 da 25 kg “ 2,38 da 30 kg “ 2,32 SCROFE 1a qualità “ 0,70 2a qualità “ 0,60 PREZZI DEL BESTIAME E DEI FORAGGI SUL MERCATO DI ODERZO (Rilevazioni effettuate dal Comune)

1,12 1,17 1,12 1,95 1,75 1,53 1,34 3,52 2,49 2,26 0,55 0,45

BESTIAME (prezzi al foro boario - peso vivo) IVA esclusa VITELLONI FEMMINE Simmenthal 1a qualità “ 1,90 1,85 VACCHE Bruno Alpina 1a qualità “ 1,07 1,00 Simmenthal 1a qualità “ 1,27 1,20 Simmenthal 2a qualità “ 1,02 0,95 Pezzata nera 1a qualità “ 0,87 0,90 Pezzata nera 2a qualità “ 0,55 0,55 FORAGGI (f.co domicilio compratore, imballati) IVA esclusa Fieno maggengo di prato naturale 100 kg 13,40 12,00 Erba medica “ 14,70 14,00 Paglia di frumento pressata “ 6,00 8,50 I prezzi indicati nel presente listino si intendono (salva espressa indicazione in contrario) al netto dell’IVA, pagamento in contanti.


Report

51 PREZZI ALL’INGROSSO SULLA PIAZZA DI TREVISO MEDIE MENSILI AGOSTO 2010 INDICAZIONE DELLA MERCE

AGO. 2009 AGO. 2010

CEREALI E SEMI OLEOSI (Alla tonnellata, IVA eslusa, merce f.co veicolo, partenza magazzino venditore) FRUMENTO TENERO NAZIONALE N. 1 SUPERFINO (p.s. min. 80, imp. 1%, umidità 14%, W min. 280, P/L max 0,8, glutine min. 33%, prot. 13%) t - N. 2 FINO (p.s. min. 79, imp. 1%, umid. 14%, W min. 180, P/L max 0,8, glutine min. 26%, i.c. 280, prot. 12%) “ - N. 3 BUONO MERCANTILE (p.s. min. 78, imp. 1%, umid. 14%, “ 128,67 i.c. 250 min.) N. 4 MERCANTILE (p.s. inferiore a 74, imp. 1%, umid. 14%) 121,00 FRUMENTI ESTERI (Nazionalizzata, rinfusa f.co veicolo partenza VE) Francese (p.s. 76/77) “ - Northern Spring n. 2 (prot. 15%) “ 244,17 Manitoba n. 1 “ 244,83 Grano Australiano prime hard “ 256,83 Estero (p.s. 74/75) (franco arrivo) “ - Tedesco (franco arrivo) “ - Austriaco (franco arrivo) “ - GRANONI Rinfusa, partenza magazzino venditore, franco veicolo, essiccato, 14% umidità (caratteristiche a norma di legge) NAZIONALI IBRIDO GIALLO Semivitreo “ - uso zootecnico Treviso - Venezia “ 122,83 uso zootecnico Friuli “ 121,17 uso alimentare Treviso - Venezia “ - uso alimentare Friuli “ - A stagione da essiccare (base 25% um.) “ - IBRIDO BIANCO uso zootecnico “ - uso alimentare “ 205,00 ESTERI Franco arrivo TV-VE umidità 14% Giallo comunitario “ - ALTRI CEREALI ORZO Nazionale p.s. inferiore a 62 - umidità 14% - imp. 2% “ 113,00 p.s. superiore a 62 - umidità 14% - imp. 2% “ 116,50 Estero Comunitario p.s. 64/65 - Partenza VE “ - p.s. 64/65 (franco arrivo) “ 125,50 SORGO Estero p.s. 64/65 (franco arrivo) “ - AVENA ESTERA Bianca p.s. 50/55 (f.co arrivo) “ 142,50 SEMI OLEOSI: seme di soia nazionale um. 14% imp. 2% partenza TV-VE - seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza VE GM “ 358,50

195,25 184,00

297,50 -

182,75 181,00 -

-

167,50 176,00 181,75 - 363,00

INDICAZIONE DELLA MERCE

AGO. 2009 AGO. 2010

seme di soia estera um. 14% imp. 2% partenza RA GM “ 358,50 363,00 seme tostato partenza stabilimento (um. 13%) “ 380,83 384,00 PRODOTTI DELLA MOLITORIA Alla tonnellata, IVA esclusa FARINE DI GRANO TENERO CARATT. DI LEGGE – rinfusa partenza t 228,83 285,00 CARATTERISTICHE DI LEGGE (s.carta-f.co panificio) tipo 00 - cen. 0,5 - glut. 7 “ 415,00 425,00 tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 9 “ 407,50 417,50 GLUTINE SUP. AL MINIMO DI LEGGE (s.carta-f.co panificio) tipo 00 - cen. 0,45 - glut. 12-13 “ 515,00 525,00 tipo 0 - cen. 0,6 - glut. 11-12 “ 442,50 442,50 PER PASTICCERIA “ 530,00 545,00 PRODOTTI DEL GRANO DURO (f.co pastificio - um. 14,5%) rinfusa Semola (cen. 0,70-0,90) “ 380,83 326,25 PRODOTTI DEL GRANOTURCO (f.co partenza - imb. compreso) Farina bianca nostrana “ 475,00 445,00 Farina bianca granita “ 495,00 465,00 Farina gialla nostrana nazionale “ 340,00 390,00 Farina gialla granita nazionale “ 360,00 410,00 Farina gialla granita nazionale “ 191,50 257,50 SOTTOPRODOTTI DEL FRUMENTO (f.co arrivo provincia) CRUSCA E CRUSCHELLO in sacco “ 127,50 148,00 rinfusa “ 89,50 108,00 rinf. in pellets di grano tenero “ 89,50 112,00 rinf. in pellets di grano duro “ 89,50 112,00 TRITELLO in sacco “ 137,50 153,00 rinfusa “ 102,50 118,00 FARINACCIO in sacco “ 154,17 192,50 rinfusa “ 121,17 162,50 SOTTOPRODOTTI DEL GRANOTURCO (alla rinfusa – f.co partenza) Farinetta “ 102,33 164,00 Germe (base 20% grassi) “ 157,50 205,50 PRODOTTI ALIMENTAZIONE BESTIAME alla tonnellata, rinfusa arrivo, IVA esclusa FARINE DI ORIGINE VEGETALE Farina di erba med. disid.pr. 17/18% stq - fibra 24 betacarotene 150-180 t 187,50 Farina erba med. disid. pr. 16/17% stq - fibra 26 betacarotene 120-150 “ 182,50 180,00 Farina di estr. di soia naz. pr. 48% stq GM “ 350,83 332,50 Farina di estr. di soia estera pr. 48% stq GM “ 359,86 341,50 Farina di estr. di soia nazionale e/o USA pr. 44% stq GM “ 357,17 339,00


Report INDICAZIONE DELLA MERCE

52 AGO. 2009 AGO. 2010

Farina di estr. di soia nazionale pr. 44% stq “ 380,17 Farina di estr. di soia bras./arg. in pellets pr.44% stq GM “ - Farina estr. girasole non sgusciato estero “ - Farina estr. girasole sgusciato proteico estero “ 139,17 Farina estr. girasole nazionale pr. 28-29% stq “ 107,50 Farina estr. colza nazionale prot. 37% stq “ 156,83 Farina di estr. di germe di mais prot. 19-20% stq “ 141,83 FARINE DI ORIGINE ANIMALE Farina di aringhe danesi “999”pr. 72% stq in sacco “ 1,030,00 Farina di pesce Perù/Cile pr. 65% stq “ 940,00 SFARINATI, PANNELLI, ALTRI Erba med. disid. pellets pr. 15-16% stq fibra 28 “ 185,00 Sfarinato di fieno pr. 7-8% stq fibra 35-40 “ 100,00 Pannello/Expeller di lino estero pr. 34% stq “ - Glutine di granoturco pr. 55-58% stq “ 655,00 Semola glutinata di mais pr. 17-18% stq “ 133,83 POLPE ESSICCATE di bietole in fettuccie “ - di bietole in pellets “ 132,17 PASTE ALIMENTARI (f.co dettagliante) in confezioni da kg 5 kg 1,05 in confezioni da kg 1 “ 1,20 in confezioni da kg 0,500 “ 1,30 RISO (f.co mag. grossista - in confezioni da 1 kg) Originario kg 0,80 Padano “ 0,85 Vialone nano “ 1,28 Ribe (R.B.) “ 1,10 S. Andrea “ 1,05 Arborio “ 1,10 VINI (prezzi+IVA, al grado/100 lt) ROSSI Merlot IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 2,85 Merlot del Piave DOC 4,00 Merlot Montello e Colli Asolani DOC (da genn. '09, al lt.) 0,73 Cabernet IGT Marca Trevigiana gr.11-13 3,35 Cabernet del Piave D.O.C. 4,40 Cabernet Montello e Colli Asolani DOC (al litro) 0,78 Pinot nero IGT Marca Trevigiana gr. 10,5/12 (al litro) 0,85 Raboso rosso IGT Marca Trevigiana gr. 9-11 3,25 Raboso rosato IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-11 3,60 Raboso del Piave D.O.C. - BIANCHI IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12 3,65 TAI (Tocai Friulano) IGT Marca Trevigiana gr. 10,5-12,5 4,15 Verduzzo IGT Marca Trevigiana gr. 10-12 4,75 Verduzzo del Piave DOC 6,00 Pinot bianco IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5 5,40 Pinot bianco del Piave D.O.C. - Pinot grigio IGT Marca Trevigiana gr. 12,0-12,5 (al litro) 0,85 v.n.f. (atto a IGT M.T.) (al litro) 0,68 Pinot grigio del Piave D.O.C. (al litro) - Chardonnay IGT Marca Trevigiana gr. 9,5-12,5 5,10 Chardonnay del Piave DOC - Incrocio Manzoni 6.0.13 del Veneto gr. 11-12,5 6,25

355,00 219,00 181,50 200,00 169,50 1.580,00 1.480,00 170,00 107,50 642,50 162,00 145,00 1,00 1,10 1,20 0,80 1,00 1,48 1,15 1,15 1,25

3,00 3,75 0,73 3,40 4,25 0,78 0,70 3,60 3,80 3,25 3,80 4,35 4,75 4,50 5,25 0,74 0,63 0,93 4,20 5,05 5,25

INDICAZIONE DELLA MERCE

AGO. 2009 AGO. 2010

Sauvignon del Veneto gr. 10-12 5,55 5,30 Glera IGT Marca Trevigiana gr. 9-10 (al litro) - 0,38 Glera IGT Colli Trevigiani gr. 9-10 (al litro) - 0,40 PROSECCO DOC 0,96 v.n.f. (atto a Prosecco DOC) (al litro) - 1,16 Conegliano-Valdobbiadene DOCG 8 (al litro) 1,40 1,45 Superiore di Cartizze DOCG (al litro) 5,40 6,25 Asolo DOCG (al litro) 1,23 1,35 PINOTS E CHARDONNAY (atti al taglio con DOCG) (al litro) 0,88 0,88 VINO Novello rosso gradi 12 circa (al litro) - MOSTI conc: (grado feheling in peso x 0,6 per 100 kg) concentrato rosso - concentrato rettificato nazionale 2,50 2,60 ACETI E SPIRITI (f.co magazzino grossista) Aceto di vino (6% acid. acetica tot. decolorato) al litro 1,21 1,21 Aceto di vino (6% acid. acetica tot. bianco/rosso) al litro 1,18 1,18 SPIRITI (da produttore, merce nuda, f.co partenza su autocisterna, imp. cons. - accisa compresa) Alcool puro a non meno di 95° da melasso gr/100 litri 869,01 869,51 Alcool puro a non meno di 95° da cereali gr/100 litri 876,68 877,68 Vinaccioli secchi (partenza distilleria) 100 kg - Grappa Veneta di vinaccia 75-80° gr/100 litri 893,89 966,89 Acquavite di vino invecchiata oltre 3 anni gr/100 litri 998,01 995,01 UOVA FRESCHE DI GALLINA CAT. “A” ( f.co centro di imballaggio, colorate) + IVA XL grandissime + di 73 grammi 100 pz 12,00 11,20 L grandi da 63 a 73 grammi “ 10,70 9,55 M medie da 53 a 63 grammi “ 9,90 8,90 S piccole meno di 53 grammi “ 8,50 8,15 A PESO IN NATURA (al kg + IVA) fino a 53 grammi kg 0,92 0,65 da 54 a 63 grammi “ 1,00 0,71 oltre 63 grammi “ 1,03 0,74 OLI DI OLIVA f.co mag. grossista (in confezioni da 1 a 5 lt) acidità massima 2% lt 3,35 3,65 extra vergine acidità massima 1% “ 3,80 4,05 OLI DI SEMI f.co mag. grossista (in latte da 1 a 25 lt) vari “ 1,62 1,71 di girasole “ 1,22 1,29 di mais “ 1,16 1,17 di arachide “ 1,27 1,25 SALUMI (f.co magazzino grossista) Prosciutto crudo di S. Daniele con osso kg 11,30 11,20 Prosciutto crudo di S. Daniele disossato s.v. “ 13,55 13,45 Prosciutto crudo di Parma con osso “ 10,20 10,10 Prosciutto crudo di Parma disossato s.v. “ 12,60 12,50 Prosciutto cotto di alta qualità “ 7,95 7,95 Prosciutto cotto scelto “ 6,50 6,50 Prosciutto cotto “ 5,65 5,65 Speck IGP “ 9,30 9,30 Speck non IGP “ 7,40 7,40 Mortadella puro suino IGP “ 5,45 5,45 Mortadella puro suino non IGP “ 4,10 4,10 Sopressa nostrana casalinga “ 7,95 7,95


Report

53 INDICAZIONE DELLA MERCE Sopressa nostrana industriale Salame nostrano casalingo Salame nostrano industriale Ossocollo stagionato Ossocollo semistagionato Pancetta supercoppata Pancetta arrotolata coppata Pancetta arrotolata scotennata Pancetta stufata Salsiccia trevigiana Cotechino trevigiano

AGO. 2009 AGO. 2010 “ “ “ “ “ “ “ “ “ “ “

6,65 7,15 6,45 8,68 7,75 6,95 5,90 5,23 5,30 5,20 4,45

6,65 7,15 6,45 8,68 7,75 6,95 5,90 5,23 5,30 5,20 4,45

CASEARI (f.co distribuzione organizzata) BURRO Centrifugato impacchettato kg 3,05

3,80

DA CONDIMENTO Parmigiano reggiano stagionatura minimo 24 mesi “ 8,60 Grana Padano stagionatura da 12 a 15 mesi “ 6,48 Grana Padano stagionatura oltre 15 mesi “ 6,90

9,65 7,43 7,80

DA TAVOLA Asiago pressato in forme, al naturale “ 4,40 Asiago d’allevo mezzano in forme, da 4 a 6 mesi “ 5,90 Emmenthal in forme o parti di forma (escluso Emmenthaler Switzerland) “ 5,40 Provolone 30 gg dolce “ 5,72 Provolone 90 gg stagionato “ 5,88 Stracchino “ 4,65 Latteria pronto consumo “ 4,65 Tipo latteria d’importazione “ 4,20 Montasio 60 gg “ 5,60 Montasio allevo 90 gg “ 6,40 Gorgonzola tipico “ 6,08 Caciotta trevigiana “ 5,00 Mozzarella di mucca (bocconcini da 100 a 250 gr) “ 5,60 Mozzarella di mucca (filoni da 1 kg) “ 5,28 Taleggio tipico nazionale “ 5,40 Formaggella trevigiana “ 4,65 SEMENTI DA PRATO (merce f.co vagone o autocarro, partenza, tela provv. ed IVA escluse, con garanzia di legge, conf. 50 kg da addebitare a parte) Erba medica locale varietà selez. (certificato ENSE) kg 2,85 Erba medica locale varietà in natura - secondo resa alla selezione dell’annata (certicato ENSE) “ 1,43 Trifoglio violetto nazionale selezionato (certificato ENSE) “ - Trifoglio estero selezionato (certif. ENSE) iscritto “ 3,55 Trifoglio ladino gigante italiano selez. (certificato ENSE) “ - Trifoglio ladino estero (certificato ENSE) iscritto “ 6,35 Ginestrino (veriolo nero) selezionato (certificato ENSE) “ 5,55 Veccia nera vellutata (certificato ENSE) “ 2,00 Veccia nera sativa (certificato ENSE) “ 0,93 Lojetto perenne estero “ 1,28 Lojetto italico di produzione estera “ 1,25 Sorgo zuccherino per erbaio “ 1,05 AVENA di 1a moltiplicazione “ -

4,45 6,10 5,40 5,72 5,88 4,90 4,65 4,20 5,35 6,20 6,08 5,20 5,40 4,98 5,40 4,85

2,70 2,75 5,75 6,65 1,88 0,88 1,49 1,35 1,43 0,50

INDICAZIONE DELLA MERCE

AGO. 2009 AGO. 2010

di 2a moltiplicazione “ - ORZO di 1a moltiplicazione “ - di 2a moltiplicazione “ - Segale certif. “ 0,47 FRUMENTI TENERI di 1a riproduzione “ - di 2a riproduzione “ - FRUMENTI DURI di 1a riproduzione “ - di 2a riproduzione “ - CONCIMI CHIMICI (merce resa imballata in sacchi di plastica da kg 50, su mezzo di trasporto del consumatore, f.co mag. del rivenditore) Solfato ammonico 20% t 232,50 205,00 Nitrato ammonico 26% “ 265,00 267,50 Nitrato di calcio 15% “ - 337,50 Concimi potassici solfato 50% gran. “ - 555,00 Urea agricola 46% prilled “ 305,00 357,50 Perfosfato minerale 19% granulare “ - 212,50 Triplo 46% granulare “ - 362,50 Complessi ternari 15-15-15 “ - 387,50 8-24-24 complesso “ - 457,50 ANTICRITTOGAMICI (f.co mag. rivenditore – a confezione) Solfato di rame 98/99% - naz. (conf. 25 kg) conf. 80,00 82,50 Zolfo ventilato 99% fino a 85% (conf. 25 kg) “ 16,20 18,00 PRODOTTI AVICUNICOLI (alla produzione - franco azienda) + IVA POLLI ALLEV. INTENSIVO A TERRA A PIGMENTAZIONE BIANCA pesanti kg 0,96 1,10 A PIGMENTAZIONE GIALLA: leggeri “ 0,96 1,09 pesanti “ 0,96 1,09 GALLINE DI ALLEVAMENTO INTENSIVO A TERRA medie “ 0,20 0,20 pesanti “ 0,25 0,31 GALLINE DI ALLEV. INTENSIVO IN BATTERIA leggere “ 0,21 0,19 medie “ 0,25 0,22 ANATRE MUTE femmine “ 1,91 1,80 maschi “ 2,01 1,90 FARAONE allevamento tradizionale intensivo “ 1,81 1,78 TACCHINI PESANTI femmine “ 1,01 1,13 maschi “ 1,19 1,25 TACCHINI MINI da kg 3,2 a kg 3,8 “ - PULCINI da carne femmine “ 0,26 0,28 da carne maschi “ 0,38 0,44 femmine per uova da consumo “ 0,66 0,68 POLLASTRE da 120 giorni “ 3,60 3,65 POLLI a collo nudo kg 1,78 1,60 GALLETTI


Report INDICAZIONE DELLA MERCE

54 AGO. 2009 AGO. 2010

golden kg 1,72 livornesi “ 2,50 CAPPONI allevamento intensivo “ - allevamento all’aperto tradizionale “ - OCHE allevamento intensivo “ - CONIGLI fino a kg 2,500 “ 1,30 oltre kg 2,500 “ 1,36 POLLAME MACELLATO NAZ. FRESCO “classe A” POLLI TRADIZIONALI leggeri e medi kg 1,74 pesanti “ 1,74 A BUSTO leggeri “ 2,18 pesanti “ 2,18 PARTI DI POLLO petti con forcella “ 4,53 cosciotti “ 1,80 ali non separate “ 1,35 GALLI TRADIZIONALI a collo nudo “ 2,35 golden comet “ 2,85 livornesi “ 3,40 GALLINE TRADIZIONALI medie “ 1,35 pesanti “ 1,33 A BUSTO leggere “ 1,63 pesanti “ 1,53 FARAONE allevamento tradizionale intensivo “ 2,78 TACCHINE a busto “ 1,75 PARTI DI TACCHINA fesa “ 4,38 coscie “ 2,04 ali “ 1,35 TACCHINI a busto “ 1,90 PARTI DI TACCHINO fesa “ 4,48 coscie “ 1,95 ali “ 1,35 ANATRE FEMMINE tradizionali “ 3,33 a busto “ 4,20 CONIGLI MACELLATI freschi nazionali “ 3,45 OCHE nazionali “ - CAPPONI “ - BESTIAME SUINO (prezzi corrisposti agli agricoltori f.co allev. peso vivo) + IVA GRASSI da 90 a 115 kg kg 1,42 da 115 a 130 kg “ 1,28 da 130 a 145 kg “ 1,30 da 145 a 160 kg “ 1,31

1,68 2,40 1,32 1,38

1,76 1,76 2,13 2,13 4,73 1,79 1,40 2,18 2,88 3,33 1,35 1,38 1,53 1,53 2,78 2,00 4,65 2,00 1,40 2,10 4,65 1,93 1,40 3,15 4,10 3,38 -

1,35 1,19 1,20 1,23

INDICAZIONE DELLA MERCE

AGO. 2009 AGO. 2010

da 160 a 180 kg “ 1,34 1,28 oltre 180 kg “ 1,29 1,23 MAGRONI da 40 kg “ 1,87 1,83 da 50 kg “ 1,78 1,64 da 65 kg “ 1,58 1,50 da 80 kg “ 1,39 1,34 LATTONZOLI da 15 kg “ 3,14 3,39 da 25 kg “ 2,23 2,34 da 30 kg “ 2,14 2,12 SCROFE 1a qualità “ 0,72 0,59 2a qualità “ 0,62 0,49 PREZZI DEL BESTIAME E DEI FORAGGI SUL MERCATO DI ODERZO (Rilevazioni effettuate dal Comune) BESTIAME (prezzi al foro boario - peso vivo) IVA esclusa VITELLONI FEMMINE Simmenthal 1a categoria kg 1,90 1,75 VACCHE Bruno Alpina 1a qualità “ 1,05 0,90 Razza Simmenthal 1a qualità “ 1,25 1,10 Razza Simmenthal 2a qualità “ 1,00 0,85 Pezzata nera 1a qualità “ 0,85 0,80 Pezzata nera 2a qualità “ 0,53 0,45 FORAGGI (f.co domicilio compratore, imballati) IVA esclusa Fieno maggengo di prato naturale 100 kg 14,00 12,00 Erba medica “ 15,50 14,00 Paglia di frumento pressata “ 6,00 8,50 I prezzi indicati nel presente listino si intendono (salva espressa indicazione in contrario) al netto dell’IVA, pagamento in contanti.


Prodotto

Quantità transate*

Controvalore (euro)

Contratti conclusi

Carni Pollo macellato e congelato (kg) Tacchino macellato e congelato (kg) Coniglio macellato fresco (kg)

147.624 14 129

1.304.167 132.919 21 484

872 8 1 4

Pollo macellato fresco (kg)

1.237.010

1.170.743

859

Cereali e coltivazioni industriali Cereali minori (t) Grano duro (t) Grano tenero (t) Granoturco secco (t) Semi di soia (t) Sottoprodotti macinazione (t) Semi di cotone (t) Semi di colza (t)

16.768.074

690

4.440 11.496 24.450 42.655 450 17.146 2.915 1.200

669.375 2.089.124 4.019.170 6.972.665 175.500 1.646.450 790.190 405.600

43 44 79 83 1 399 40 1

Foraggi e Mangimi Farine vegetali di estrazione (t)

955

1.950.645 284.280

126 13

Polpe barbabietola (t) Erba medica disidr. (t)

5.666 7.090

712.760 953.605

67 46

Lattiero-caseari Grana padano (forme) Parmigiano reggiano (forme)

12.000 11.725

7.372.060 2.909.740 4.462.320

20 11 9

60

3.120 3.120 27.398.065

1 1 1.709

Quantità transate*

Controvalore (euro)

Contratti conclusi

64.417 67 84 1.230.263

1.187.204 73.723 309 315 1.112.857

963 10 2 3 848

Cereali e coltivazioni industriali Cereali minori (t) Grano duro (t) Grano tenero (t) Granoturco secco (t) Semi di soia (t) Sottoprodotti macinazione (t) Semi di cotone (t)

8.130 9.520 13.830 23.391 450 10.302 550

12.285.877 1.573.560 1.922.530 2.902.235 4.348.765 119.250 1.255.327 164.210

476 29 38 71 73 2 251 12

Foraggi e Mangimi Farine vegetali di estrazione (t) Polpe barbabietola (t) Erba medica disidr. (t)

210 6.430 6.025

1.732.835 58.605 844.200 830.030

115 6 62 47

29.540 2.100

7.682.149 6.857.649 824.500

27 23 4

27.360 27.360 22.915.424

1 1 1.482

Vino Vino Doc e Docg (hl) TOTALE

Prodotto Carni Pollo macellato e congelato (kg) Tacchino macellato e congelato (kg) Coniglio macellato fresco (kg) Pollo macellato fresco (kg)

Lattiero-caseari Grana padano (forme) Parmigiano reggiano (forme) Vino Vino da tavola (hl) TOTALE

600

Fonte: BMTI S.C.p.A. * L'unità di misura delle quantità transate è riportata nella colonna "prodotto"

BORSA MERCI TELEMATICA ITALIANA - REPORT MENSILE LUGLIO 2010 Quantità, controvalore e contratti sulla BMTI Luglio 2010

BORSA MERCI TELEMATICA ITALIANA - REPORT MENSILE AGOSTO 2010 Quantità, controvalore e contratti sulla BMTI Agosto 2010



EMT - Economia della Marca Trevigiana