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Quadrimestrale dicembre 2007 numero 3 anno VI째 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n째 46) art. 1, comma 2 DR VERONA - "In caso di mancato recapito restituire all'ufficio di Verona CMP - detentore del conto, per la restituzione al mittente, previo pagamento resi"

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U.I.L.D.M. Verona NOI INSIEME Numero 3 - anno VI° chiuso in redazione 17 dicembre 2007

Direttore Responsabile Renzo Puliero

Redazione:

Davide Tamellini Doriano Morelato Giuseppe Fiorio Massimiliano Frullani Roberto Valalta Rosanna Cavattoni Rossella Avesani Valentina Bazzani Via A. Berardi, n° 51 - VERONA fax 045-8101655 e-mail: uildm.verona@libero.it

Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero: Alberto Fiocco Francesco Chiappetta Marco Dalla Pellegrina Matteo Begali Mirco Squaranti Cona Nadia Minardi Nicola Olivieri Don Roberto Vesentini Teresa Mantovani

Stampa:

Edizioni Stimmgraf S.r.l. - S.Giovanni Lupatoto (VR) NOI INSIEME è un periodico quadrimestrale edito da UILDM Sezione di Verona via A. Berardi, 51 VERONA I dati personali dei destinatari della presente rivista sono trattati nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 (codice privacy). Autorizzazione del Tribunale di Verona in data 10 marzo 2006

Sommario: Editoriale ......................................................2 Natale 2007 ...................................................3 Scuola e università .........................................4 Ricordando alcuni amici ...................................4 Come siamo cresciuti ......................................5 Gruppo Donne - Stacco spina ...........................6 Non solo cucina - La festa di S.Lucia e le frolline ..6 Faccio da solo ................................................7 Fai una donazione: avrai dei benefici fiscali .........7 Aiutati che il ciel ti aiuta! ..................................8 Il delfino Nicola ..............................................9 H Point nuovo punto in Verona ..........................9 Sei ruote di speranza - Monza 2007..................10 Egypt passion (passione per l’Egitto antico) ......10 Una esperienza unica: un ponte ... .............12-13 Telethon ... Una maratona lunga dodici mesi .....14 Verona charter on the rescue ... .....................14 Un volo verso Londra .....................................15

Foto di copertina di Roberto Valalta Presepe realizzato dalle ragazze dell’ Ist. Gresner di Colognola Ai Colli (VR)

S C R I V E T E C I Inviate i vostri quesiti e le vostre opinioni alla Redazione di Noi Insieme, presso U.I.L.D.M. via A. Berardi, 51 - 37139 VERONA Tel. 045-8101650 Fax 045-8101655 e-mail: uildm.verona@libero.it NOI INSIEME

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E D I T O R I A L E di Renzo Puliero

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a visita della più alta autorità dello Stato presente in città, Sua Eccellenza il Prefetto, è stato un momento molto significativo nella vita dell'associazione. L'occasione, nata dalla sensibilità della Dott.ssa Italia Fortunati, particolarmente attenta a tutte le realtà che operano sul territorio, ha dato modo di illustrare l'intensa attività che l'Uildm svolge, ma soprattutto di presentare i propri ragazzi. Sono stati loro i veri protagonisti dell'incontro perché è dal confronto con loro che si esce arricchiti, sicuramente più buoni. Dalle loro carrozzelle, trasmettono messaggi di serenità e di voglia di vivere, testimoniano che il più duro degli handicap non cancella mai tutto quello che c'è nella persona, anzi lo esalta, ne tira fuori tutte le capacità residue. I nostri ragazzi studiano, lavorano, si laureano, scrivono poesie (e vincono concorsi), si vogliono confrontare con gli altri, scambiare esperienze con altre realtà in difficoltà, vanno in vacanza senza i genitori, desiderano essere presenti dove ci sono altri che soffrono, fanno volontariato, hanno la speranza in un futuro migliore per quanto riguarda i loro problemi fisici, ma vivono il presente da uomini veri. Tutto questo è emerso dalle loro parole («sono tutte esperienze che ci aiutano ad essere più autonomi e più forti», ha detto per tutti Davide Tamellini), dalla loro presenza e il Prefetto ne è rimasto sicuramente colpito, e le sue parole, infatti, sono state soprattutto di grande attenzione, anche per il futuro, e di ringraziamento. «Sono molti - ha detto Italia Fortunati - gli aspetti che mi hanno colpito di questa realtà: ho trovato tante persone con difficoltà, attive per sé e per gli altri e questa è una cosa meravigliosa. Il loro esempio è un insegnamento per tutti, è la vittoria dell’uomo sulla malattia». Nei giorni della realtà di un Dio che si fa uomo, la testimonianza dei nostri ragazzi continua a essere fonte di speranza per chi li incontra. Buon Natale.

Ultimo minuto. Il Natale, che sta per arrivare, ci ha portato una grande gioia: è nata Elisa figlia del nostro collaboratore dr. Michele Ninfali e della sua gentile sig.ra Federica. A loro le congratulazioni di tutti gli amici della UILDM sez. di Verona e del Consiglio Direttivo.

La UILDM sezione di Verona con sede in Via A.Berardi 51 – 37100 Verona, è titolare del trattamento dei dati nel rispetto del D.Lgs 196/2003 (Codice Privacy) e garantisce la massima riservatezza delle informazioni dei lettori a cui è inviata la rivista “Noi Insieme”. I dati in nostro possesso non verranno ceduti a terzi né altrimenti diffusi e verranno usati esclusivamente per l’invio della rivista “Noi Insieme”. Il lettore, destinatario della presente rivista può esercitare in ogni momento tutti i diritti previsti all’art. 7 del D.Lgs. citato ed in particolare la possibilità di conoscere la modalità di trattamento dei dati, di avere conferma dell’esistenza di dati che lo riguardano e dell’origine di essi, e di ottenere l’aggiornamento e la cancellazione degli stessi. L’indirizzario in possesso da UILDM sezione di Verona non contiene dati sensibili, viene trattato su supporto cartaceo e informatico nel rispetto dei requisiti di sicurezza previsti dal D.Lgs. 196/2003. Accettare di ricevere la rivista in modo gratuito costituisce una dichiarazione implicita di presa visione e accettazione della presente informativa.


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NATALE 2007 U

di Don Roberto Vesentini

n pellegrino si è espresso così : “Non sarebbe servito a Cristo nascere 2000 anni fa, se oggi non nasce nel tuo cuore”. Se non nasce nel nostro cuore significa che siamo perduti per sempre. Questo è il significato del Natale. Cristo è nato nell’eternità, nel tempo e nella storia, a Betlemme, oggi nel nostro cuore. Il vangelo di Luca ci dice che in quella regione c’erano dei pastori, che erano dei poveri. Cristo è nato dove c’erano i poveri, perché è nato povero. Il Magnificat, il canto della Vergine Maria, ci aiuta a capire il Natale. Pensiamo a Sefforis, la capitale della Galilea, città bella e ricca. Gesù non è vissuto in questa città, ha scelto la vicina e povera Nazaret per abitare e crescere. Così Betlemme, villaggio insignificante: Dio ha scelto di far nascere suo figlio Gesù a Betlemme e non nel palazzo di Erode, pieno di marmi e di oro (si chiama Herodion). La Madonna nel canto del Magnificat dice che i ricchi li manda via e sono i piccoli ad essere esaltati. E’ la logica biblica, Dio si comporta così. Anche i pastori erano disprezzati da tutti, perché erano poveri e ritenuti grandi peccatori: proprio a loro l’angelo del Signore si è presentato. Subito sono spaventati, ma l’angelo dice: “Non temete, vi annuncio una grande gioia, oggi nasce per voi il Salvatore. Ecco il segno, troverete un bambino avvolto in fasce”. Oggi è nato il Salvatore: non è venuto in una fortezza o in un palazzo, ma è anda-

to dai pastori, che stavano nelle grotte. E noi diciamo: oggi, non duemila anni fa, nasce Gesù, nasce ancora fra i poveri, i piccoli, tra i disprezzati, tra quelli che non contano. Se ci credessimo! E si uniscono tanti angeli i quali cantano: “Gloria a Dio e pace in terra”. E’ molto bello questo canto perché se gli uomini renderanno gloria a Dio, avremo pace sulla terra. Se gli uomini non danno gloria a Dio, pensano di rifare la torre di Babele, cioè si mettono al posto di Dio e non ci sarà pace sulla terra. Dicono che la religione è l’oppio dei popoli, non c’è più bisogno di religione ed allora non c’è la pace. Non c’è più chi da gloria a Dio, perché in Europa stiamo diventando pagani. Anche la televisione ha portato questi disvalori, non c’è più bisogno di Dio. I giovani dove vanno, gli adulti dove li troviamo? Chi crede in Dio? Chi desidera incontrare Gesù? Dopo venti secoli di cristianesimo siamo a questo punto. Comunque resta il messaggio fondamentale: Cristo viene ed è il Salvatore. Maria serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. Luca presenta Maria come la prima discepola. Per essere discepoli bisogna osservare tutte queste cose nel proprio cuore. Il cuore che cerca di “ruminare”, meditare, approfondire. Il cuore è il centro della vita spirituale. Anche noi che vogliamo essere discepoli del Signore dobbiamo osservare tutte queste cose che abbiamo sentito, meditandole nel cuore.

BUON NATALE E FELICE 2008 A TUTTI U.I.L.D.M. sezione di Verona NOI INSIEME

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SCUOLA E UNIVERSITA’ di Alberto Fiocco

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luglio 2005, sono arriva- insieme! to in fondo al mio cammino sco- Anche i compagni sono stati lastico, diplomandomi con il bel- importanti per la loro amicizia, lissimo "94 centesimi", come per la loro presenza "continua" ragioniere e programmatore nel seguirmi nello studio e per informatico, presso l'Istituto farmi stare al passo in tutte le "Pasoli" di Verona. materie! Sono stati 5 anni di L'ultimo anno, la vita scolastica non scuola, mi ha proprio semplici, dato l'opportuniperò ricchi di tante tà di seguire le soddisfazioni;mi lezioni, di fare hanno messo alla verifiche ed prova, con le mateinterrogazioni in rie sempre più comcollegamento plicate e con la contelematico, in tinua lotta per supe"video-conferenrare le tante difficolza" da casa e tà che la malattia mi grazie a ciò ero Alberto Fiocco ha messo davanti, in classe tutte le quotidianamente! mattine, insieme ad amici ed La voglia di andare avanti, con insegnanti. buona volontà, dedizione e pro- Che idea geniale e che esperienfitto, è stata tanta e il tempo è za! passato troppo in fretta! Pensate che la mia video-confeSono stati 5 anni, in cui sono renza è passata come progetto cresciuto, anche se, in modo nazionale, entrando nelle scuole limitato, nella mia condizione, medie, negli istituti superiori e insieme agli altri! nelle varie università italiane. Il Preside e tutti gli insegnanti, Che soddisfazione! mi hanno aperto il loro cuore e Dopo la maturità, ho chiesto un mi hanno accolto con tanto periodo di meritato riposo, per amore, facendo grandi cose per fare il punto della situazione e me, tra cui il non farmi pensare per decidere sul mio futuro. alla disabilità, ma lottando La conclusione è che non biso-

gna mollare mai ed ecco che oggi, frequento l'università per una nuova formazione e mi sto sentendo un "principale protagonista" che con tanto spirito, è entrato in questo mondo complesso, fatto di operatività, iniziativa ed innovazione. Adesso sono matricola presso l'Ateneo di Verona e ho scelto il corso di laurea breve in Scienze dei Beni Culturali. L'università, con il diritto allo studio, soprattutto per noi disabili, cerca di rendere più concreta la mia frequenza. Sono e sarò studente part-time per anni, con il "centro disabili" che ha tutto un programma a nostro favore. Frequento le lezioni accompagnato da giovani che si occupano di me, prendendomi gli appunti e quanto serve per poter poi studiare a casa. Loro arrivano dove io non posso arrivare con le mie forze! E' bello uscire di casa, studiare nuovamente dopo mesi di silenzio e di riflessione. Quante nuove amicizie! La carriera universitaria si è aperta anche per me e così ho appena intrapreso una diversa organizzazione della mia vita!

ricordando alcuni amici ... di Rossella Avesani

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n questi ultimi mesi altri amici della UILDM ci hanno lasciati prematuramente: Stefano, Paolo, Lorenzo, Eleonora, Jones, tutti così straordinariamente unici e ineguagliabili. Di fronte all’immenso dolore delle loro famiglie, dei genitori, dei figli è sempre estremamente difficile trovare parole di conforto e consolazione. Ci si sente tristi, confusi, delusi, arrabbiati. Coloro che amiamo fanno realmente parte di noi, sono la “metà della nostra anima”, danno un senso e un significato alla NOI INSIEME

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nostra esistenza. Ma di fronte alla morte e in particolare a quella “prematura” di chi si ama, ci si chiede proprio che senso abbia la vita. Tuttavia a noi non resta che ricordarli per le gioie che ci hanno dato, per il coraggio e la grande dignità con cui hanno affrontato le dure prove della vita. La semplicità e il valore della loro esistenza sarà per tutti una grande lezione di vita. Sforziamoci di pensare che ci hanno lasciato solo fisicamente, ma che il loro sorriso ci accompagnerà.


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COME SIAMO CRESCIUTI ... di Valentina Bazzani

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incredibile come nel corso di questi anni siamo cresciuti… chi l’avrebbe mai detto che il nostro gruppo giovani si sarebbe trasformato in una splendida compagnia di amici e si sarebbe arricchito di un bagaglio così vasto di esperienze? Correvano gli anni 2002- 2003, ricordo ancora l’insistenza e la convinzione di Giuseppe nel telefonarmi spesso a casa per invitarmi a uscire nelle varie occasioni che con pazienza e costanza organizzava. Ricordo ancora la mia titubanza e i miei rifiuti iniziali, la paura di confrontarmi con l’altro, la perplessità ad entrare in un ambiente in cui dominava la sofferenza. Pensavo egoisticamente di stare bene nel mio nido“protetto”, fatto di famiglia, impegni scolastici, fisioterapia e qualche amica che veniva a trovarmi. Ero convinta di non avere niente in comune con altre persone su una sedia a rotelle, non volevo in nessun modo “ghettizzarmi”. Mi rendo conto solo adesso di quanto sono stata stupida e di quante occasioni mi sono persa comportandomi in quel modo! Poi è arrivata la vacanza in Versilia nel 2003, l’estate che ha stravolto completamente la mia vita, il mio carattere, il mio modo di relazionarmi all’altro e la mia rete di amicizie. Da quel momento non ho più voluto perdere nessun tipo di occasione: le feste, le pizzate, i momenti di riflessione e solidarietà verso l’altro in difficoltà, le vacanze insieme sono stati momenti importantissimi che, uno dopo l’altro, hanno rafforzato il nostro gruppo e l’hanno fatto crescere e cambiare. Sono entrate tantissime persone nuove e ogni volta è stato uno scambio reciproco di ricchezza e di esperienze. Ognuno ha il suo vissuto, ognuno è spinto da

motivazioni diverse e da interessi vari, ma tutti in queste occasioni abbiamo qualcosa da dare e da ricevere. E che dire dei volontari e dei ragazzi del servizio civile che nel corso di questi anni ci hanno aiutato? È solo grazie a queste persone che abbiamo potuto realizzare questi progetti importanti, poiché si sono sostituiti alle nostre braccia e alle nostre gambe con amicizia e dedizione, accompagnandoci e donandoci sicurezza in ogni momento. Ammiro molto queste persone, perché donando il loro tempo libero per noi, ci permettono di vivere fino in fondo la nostra giovane età. Direi che l’amicizia è il valore più saldo e importante che ci tiene uniti e che ci porta oltre la semplice etichetta di gruppo. Non dei singoli che si uniscono in occasioni programmate, ma tanti amici che ormai si capiscono con un solo sguardo, che ridono e scherzano insieme, che vivono momenti difficili sostenendosi a vicenda, che si sentono al telefono anche per un saluto. La complicità e l’intesa che c’è tra di noi è qualcosa di grande e fortissimo che si sperimenta ad ogni incontro…Credo che sia proprio questo che permetta a tutte le persone nuove che entrano nel nostro gruppo, di avere voglia di tornare. La nostra speranza è quella di continuare a crescere sempre di più, vivendo sempre tante belle esperienze. Grazie quindi a tutti coloro che in questi anni hanno creduto in noi e hanno permesso tutto questo, al Consiglio Direttivo della U.I.L.D.M. per aver compreso e sostenuto le nostre esigenze, a Giuseppe, per essersi sempre prodigato a organizzare molte iniziative, ai volontari per essere stati presenti in ogni occasione.

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GRUPPO DONNE

stacco spina di Teresa Mantovani

Q uando al mattino

mi sveglio e con rassegnazione devo accettare questo fardello di dolore e il futuro incerto della vita e penso alle amiche del Gruppo Donne, che percorrono un’esistenza forse peggiore della mia, mi viene da gridare al mondo: ma perchè tutto questo? Ma dopo penso che devo far sorridere le mie amiche, come facevo una volta. Queste amiche che ho conosciuto circa un anno fa sono davvero speciali per me.

In loro ho ritrovato la gioa di vivere, e quando con le mie battute riesco a farle ridere e i loro occhi si riempiono di gioa, il mio cuore batte di felicità. Quando ci troviamo, circa ogni tre settimane alla UILDM di Verona o a casa di un'amica, qualche volta anche in pizzeria alla sera, il tempo vola. Si parla e ci si confida con la nostra carissima Dott.ssa Rossella Avesani. Ci piacerebbe se si aggiungessero altre nuove amiche, per dire loro che nonostante tutto

siamo felici e serene. Un grazie anche a chi ci ha dato l'opportunità di organizzare questo gruppo, alla Presidente della UILDM di Verona Sig.ra Maria Grazia Ianeselli, a Giuseppe Fiorio e a tutti gli autisti volontari che con pazienza mi sopportano. Per me è stata un'esperienza meravigliosa che mi aiuta ad andare avanti. Colgo l'occasione per augurare a tutti buone feste e un sereno Natale!

non solo cucina

la festa di S.Lucia e le frolline di Rosanna Cavattoni

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i racconta che “tanto tempo fa” a Verona ci sia stata un’epidemia di “male agli occhi” che colpiva soprattutto i bambini. I genitori invocarono l'intervento di Santa Lucia, protettrice della vista, per far cessare l'epidemia, promettendo di portare ogni 13 dicembre i loro figli in pellegrinaggio, a piedi scalzi, alla sua chiesa di S.Lucia Intra (in corso Porta Palio, soppressa in periodo napoleonico) e poi in piazza Brà nella chiesa di Santa Agnese (demolita nel 1837 per far posto all'attuale municipio), in cui era conservato un dipinto con le Sante Agnese e Lucia. Ottenuta la guarigione rimase la tradizione dell’annuale pellegrinnaggio votivo, e per convincere i bimbi a camminare a piedi scalzi, nonostante il freddo della stagione c’era la promessa che Santa Lucia avrebbe riempito calze e scarpe di doni e dolciumi. Da qui l’usanza di aspettare l’arrivo della Santa e dei suoi doni. Santa Lucia a Verona viene aiutata dal Gastaldo, che conduce l'asinello. La sera del 12 dicembre si deve lasciar da mangiare sulla tavola per Lei ed il Gastaldo ed un pò di fieno per l’asinello; in famiglia ogni bambino, deve preparare un piatto vuoto che la Santa, durante la notte, riempirà di dolci, tra cui le immancabili "frolline di S. Lucia", introvabili ovunque, tranne a Verona, nonché l'altrettanto immancabile "ghiaia dell'Adige". NOI INSIEME

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LE FROLLINE DI SANTA LUCIA Ricetta di Franca e Rosanna Ingredienti : ½ kg farina, 200 gr zucchero, 200 gr burro, 2 uova intere, 1 bustina di vanillina , ½ bustina di lievito, 1 pizzico di sale, 1 cucchiaio di grappa.

Impastare velocemente tutti gli ingredienti formando una palla, lasciar riposare almeno ½ ora in frigo, stendere la pasta con uno spessore di 3-4 millimetri e ritagliare in varie forme usando degli stampini, far cuocere a 180° in forno già caldo per una decina di minuti, controllando che non si colorino troppo. Una volta sfornate e raffreddate, cospargere di abbondante zucchero a velo. In una scatole di latta si conservano anche per qualche mese.


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FACCIO DA SOLO di Nadia Minardi

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l desiderio di autosufficienza e indipendenza è sempre molto forte in ognuno di noi portatori di handicap e quando questo “desiderio” viene meno, si deve ricorrere anche controvoglia, ma obbligati, all’ausilio di un mezzo meccanico o di persone che sostituiscano la nostra incapacità di fare da soli. Accettare questo fatto non è semplice, anzi spesso altera il nostro comportamento, il nostro carattere, si diventa insofferenti senza volerlo proprio perché dobbiamo abbassare la testa, convivere con persone che non fanno parte della nostra vita, della nostra sfera emotiva: le ormai numerose “BADANTI”, pessima parola coniata per definire chi vive con la persona che ha necessità di tutto, ventiquattr’ore su ventiquattro, ma che ci aiuta ad essere un po’ meno sole, ci fa uscire, socializzare, senza

doverci rinchiudere in istituti o ospedali. La legge 104 ci permette di autogestire la nostra giornata, ma è vero questo? Certo, fisicamente non siamo abbandonati a noi stessi, ma a livello psicologico? Capita che si trovino persone extracomunitarie che parlano la nostra lingua “pressappoco” e con loro dobbiamo cercare di comunicare, farci vestire, lavare, mangiare… ma è solo questa l’indipendenza? Essere accuditi non significa essere “indipendenti”; certamente, meglio dell’ospedale, o di altre strutture, ma quanta solitudine c’è dentro di noi quando, anche dopo che le badanti ci hanno aiutato a fare le quotidiane pulizie personali, ci troviamo a doverci inventare la giornata! E se vogliamo un po’ di privacy? Questa è difficile da ottenere: la voglia di telefonare ad un

amico, di confidarci, parlare di come stiamo… Certo, si può cambiare stanza, parlare sotto voce… c’è sempre un modo per ovviare a tutto. Quanti pensieri e problemi contrastanti creano queste soluzioni! In sostanza, si arriva a dire a se stessi: ti devi sapere accontentare, e se la vita indipendente non ci fosse? Certamente abbiamo un modo di vivere migliore rispetto a molti anni fa, ma vorrei dire a chi pensa che, dopo aver trovato la badante, rumena, russa, brasiliana che sia, che i problemi non sono tutti risolti e non riusciamo lo stesso a vivere con il sorriso sulle labbra. Abbiamo e avremo sempre la rabbia dentro e ancora di più abbiamo la necessità immensa che gli affetti dei familiari, degli amici, non vengano a mancare mai, per non farci pensare che la nostra vita sia da buttare.

FAI UNA DONAZIONE: avrai dei benefici fiscali

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è certo tempo delle Dichiarazione dei redditi, ma riteniamo utile ricordare: UILDM – sezione di Verona, è una associazione ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale). Facendo una donazione all’Associazione si può usufruire dei seguenti benefici fiscali: PER LE PERSONE FISICHE è possibile detrarre: 1. dall'imposta lorda il 19% dell'importo donato a favore delle ONLUS, fino ad un massimo di 2.065,83 euro (art. 13 bis, comma 1 lettera i-bis del D.p.r. 917/86). 2. dal proprio reddito le donazioni a favore delle ONLUS, per un importo non superiore al 10% del red dito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000,00 euro annui (art. 14 comma 1 del Decreto Legge 35/05). PER LE IMPRESE è possibile detrarre: 1. le donazioni a favore delle ONLUS per un importo non superiore a 2065,83 euro o al 2% del reddi to d'impresa dichiarato (art.100 comma 2 del Dpr 917/86). 2. dal proprio reddito le donazioni a favore delle ONLUS, per un importo non superiore al 10% del red dito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000,00 euro annui (art. 14 comma 1 del Decreto Legge 35/05).= Le agevolazioni fiscali non sono cumulabili tra di loro. Però, le erogazioni in denaro devono essere effettuate in banca, in posta, carte di credito e prepagate, assegni bancari e circolari. Il vincolo è tassativo per avere effettiva documentazione dell’avvenuta donazione. Per ulteriori info contattare la segreteria della UILDM sezione di Verona al nr. 045/8101650 Fax 045/8101655. NOI INSIEME

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AIUTATI, CHE IL CIEL TI AIUTA! di Francesco Chiappetta

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a sera con gli amici, capita di incontrare qualche vecchio compagno di classe e di conseguenza ricordare gli anni trascorsi a scuola, le gite, i professori; sembra un tempo così lontano quando invece sono passati solo sei anni e in questi anni ho avuto una delle mie più grosse soddisfazioni, cioè quella di aver trovato lavoro. Una volta raggiunto il diploma di ragioniere avevo le idee molto chiare su quello che avrei voluto fare: lavorare! I miei genitori, dopo la maturità, accennarono al discorso dell'università, ma dissi loro di no. Ero soddisfatto di quello che avevo fatto e il mio unico desiderio era fare qualcosa ed iniziare ad essere autonomo economicamente. Ero però consapevole che sarebbe stata dura, infatti a volte pensavo: “Già non è semplice per le persone normali, figuriamoci per me che sono in carrozzina...” ma non mi persi d'animo. Quindi, una volta diplomato, feci la visita per le “capacità lavorative” presso il Distretto Sanitario, mi iscrissi all'Ufficio di Collocamento di Affi, a quello mirato di Verona e al Sil (Servizio Integrazione Lavorativa) di Bussolengo. Nell'autunno del 2001 iniziai a leggere gli annunci sui giornali e nonostante avessi spedito i miei curriculum non ebbi rispoFrancesco sta da nessuno. Poi, a dicembre, il Sil trovò un contatto per iniziare un tirocinio in segreteria presso la Scuola del marmo di S. Ambrogio, e lì lavorai per nove mesi. A metà anno mi illusi circa la possibilità di terminare il tirocinio in cambio di un rapporto di lavoro più concreto, invece non ci furono più le possibilità. Ci rimasi male perchè mi trovavo bene; gli alunni che avevo conosciuto, ancora oggi mi salutano quando li incontro. Il 2003 lo passai a casa. A volte le giornate non trascorrevano mai. Andai all'Ufficio di Collocamento ad Affi in cerca di qualche annuncio, ma senza risultati. Telefonai più volte all'Ufficio di Collocamento Mirato di Verona però anche lì, non ricevetti alcuna risposta. Era estate e ormai ero demoralizzato, non sape-

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vo cosa fare. Dopo le vacanze al mare ritornai alla carica. Per tutto l'autunno telefonai chiedendo un colloquio, alle ditte vicino casa e a quelle dei paesi limitrofi; andai nella Zona Industriale di Settimo e della Bassona, consegnando personalmente i curriculum. Qualcuno mi telefonò, fissammo i colloqui, ma non ottenni risultati. A gennaio 2004 ci fu la svolta. Mi telefonò una ditta di Bussolengo che aveva preso il mio nominativo a scuola e mi chiese se ero disponibile per un colloquio. Risposi naturalmente sì, ma ammetto che ero scettico, visto i precedenti. Il colloquio andò bene come al solito, mi fu spiegato però che avrebbero dovuto trovare una soluzione al problema delle barriere architettoniche in azienda. Nel frattempo il Sil contattò la Biblioteca Comunale di S. Ambrogio per un tirocinio. Ad aprile la ditta mi offrì la possibilità di lavorare da casa, collegandomi col computer alla banca dati dell'azienda... accettai senza fiatare! Dopo un mese iniziai a lavorare in biblioteca e lo stesso giorno anche a casa! Sicuramente dopo tutto questo mi chiederete “Sì ma... che lavoro fai?” A casa svolgo inserimento dati. I tabulati di cui ho bisogno li Chiappetta ricevo per e-mail o per posta. Col computer di casa mi collego via internet alla ditta e col software che mi hanno installato opero le modifiche segnalate sui tabulati. In biblioteca, invece, gestisco la posta elettronica, faccio volantini per le attività e gli eventi promossi dalla biblioteca e ogni due tre mesi pubblichiamo il bollettino informativo. Che dire… sono già tre anni e mezzo che lavoro. Per concludere voglio dire una cosa: va bene queste esperienze che ho raccontato, ho capito che oltre a disporre di leggi, associazioni e istituzioni che ci tutelano e ci aiutano, siamo noi stessi che dobbiamo immaginare, cercare ed affrontare la via per raggiungere l’obbiettivo che ci prefissiamo, anche se abbiamo difficoltà fisiche e senza arrendersi al primo ostacolo, perchè come dice il proverbio: “Aiutati, che il ciel ti aiuta!”.


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IL DELFINO NICOLA di Nicola Olivieri

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iao a tutti: mi chiamo Nicola Olivieri, abito a Il mio ruolo è quello di difensore poichè so marcare stretMontecchia di Corsara un piccolo paesino in provincia di to l’avversario. Verona. La scorsa stagione ho incominciaHo dieci anni e frequento la quinto a giocare, ma soprattutto ho ta elementare. Vivo con un fratelimparato a palleggiare, a tentare il lo di undici anni Matteo, il papà tiro e a muovermi in campo seconTiziano e mamma Elena. do le indicazioni del mio allenatoTutto perfetto, anche se ho un re Mauro. piccolo e grande problema! Sono Abbiamo partecipato a diversi toraffetto da Atrofia Muscolare nei dimostrativi per promuovere lo Spinale (SMA 3). sport da parte di atleti disabili. Che guaio! Per me sono molto Quest’anno per noi Delfini è stato difficili da superare gli ostacoli un campionato importante perché quotidiani che incontro, specialabbiamo vinto lo scudetto: siamo Nicola in piena azione mente vivendo in un piccolo campioni d’Italia 2007. paese di campagna; ma con i miei genitori che mi seguo- Il campionato 2007/08 è iniziato il 9 Dicembre, e così no arrivo anche a gioire! saremo impegnati tutte le domeniche a girare l’Italia per Perchè? giocare le partite di campionato: Reggio Emilia, Bologna, Ora vi racconto la mia storia: un giorno di settembre del Parma Cantù e Roma! 2006 la mamma si sedette davanti al computer alla ricer- Spero di incontrare qualcuno di voi in qualche partita! ca di uno sport che potessi praticare anch’io come i miei Ciao, a presto. compagni che di possibilità ne hanno tante. Ps) Da vero delfino, mi piace tanto nuotare. Trovò che a Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, c’era una squadra di Mini Basket in carrozzina: “I DELFINI”. Ne parlò con me e con il mio papà e assieme andammo a vedere un allenamento. Incominciò da quel giorno la mia grande voglia di giocare e soprattutto di stare con i miei coetanei. La squadra nacque nel 1997 proprio quando sono nato io; è stata la prima squadra di mini basket in carrozzina per ragazzini disabili in Italia. Attualmente è composta da 19 atleti e durante le partite ci si dà il cambio per giocare un pò tutti, visto che si Nicola Olivieri gioca in 5 contro 5.

H POINT nuovo punto in Verona I

l progetto H-POINT prevede l’apertura di un punto vendita permanente dei manufatti prodotti da persone diversamente abili presso CEOD, cooperative ed altri enti interessati al marchio H-POINT in convenzione con ULSS 20. Scopi, intenti e finalità del progetto: creare occasioni di esposizione e vendita dei prodotti derivanti dall’attività lavorativa di persone diversamente abili offrendo inoltre l’opportunità di esperienze lavorative per ragazzi diversamente abili, tramite

inserimenti socializzanti o inserimenti tirocinanti, con l’obiettivo di un successivo inserimento degli stessi nel mondo del lavoro. Formazione: ampliare le capacità lavorative dei soggetti interessati avvalendosi anche degli insegnamenti di artigiani di provata abilità. Gestione: Il coordinamento e la gestione del progetto farà capo alla Cooperativa Sociale Galileo. Il marchio H-POINT è stato registrato dalla stessa presso l’ufficio marchi della Camera di Commercio di Verona al

fine di poterlo cedere in franchising ad altre realtà presenti in diversi territori secondo le modalità e gli scopi che il marchio rappresenta. Gli interessati all’utilizzo del marchio dovranno farne richiesta alla Cooperativa Sociale Galileo che si preoccuperà di verificarne i requisiti in fase iniziale e successivamente con controlli periodici. Per ulteriori info contattare la segreteria della UILDM sezione di Verona al nr. 045/8101650 Fax 045/8101655. NOI INSIEME

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SEI RUOTE DI SPERANZA Monza 2007 di Mirco Squaranti Cona

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a mattina del 1° novembre 2007 siamo Impreza STI, una Porsche 9 1 1 , andati alla manifeU n a stazione “Sei Ruote Ferrari 360 Modena e, per Di Speranza” svolfinire, una Corvette. Con tasi a Monza. Usciti dall'autostraciascuna, due giri completi da, decidiamo di del circuito! seguire una Ferrari Davide, non da meno, ha 360 che infatti, attraprovato una Ferrari versati due centri Testarossa, una Porsche, abitati, ci porta pratiuna Subaru Impreza e una camente a destinaFerrari 550. Non male! zione. Oltre alle numerose Ferrari Lì ci troviamo assiee Porsche, sulla pista correpati lungo la corsia vano anche delle Lotus Mirco sulla Ferrari 355 Berlinetta Elise, Lamborghini, Pagani Zonda e persino... un’Alfa Romeo Giulietta della Polizia, con tanto di lampeggiante. Non sono mancate le note di colore: mezz'ora prima della fine della sessione mattutina delle prove, la sirena del circuito ha fatto sospendere le prove, perché una Ferrari gialla aveva fatto un incidente. Nel complesso è stata una giornata fantastica, meglio di così non si poteva sperare. Un'organizzazione impeccabile, una grande cortesia e disponibilità degli operatori. Le mie uniche note dolenti sono state, come già detto, la ressa eccessiva, causata dall'apertura della manifeIl gruppo UILDM Verona partecipante alla manifestazione stazione a tutte le varie tipologie dei box, insieme a tanti altri; cerchiadi disabili, anche mo di avvicinare qualche auto da prose è giusto così; vare, ma non è affatto facile: la “conpoi, il rimpianto correnza” è veramente agguerrita! per essermi Finalmente, Alberto riesce a mettermi perso per un su una Ferrari 355 Berlinetta, con cui soffio, un giro provo per la prima volta l'emozione con una Una delle auto d’epoca presenti del circuito e... dei 200 all'ora. Lamborghini A quel primo, nel corso della giornata, Murciélago. per il sottoscritto seguiranno giri con una Subaru Ciascun conducente aveva il suo stile di guida, il suo modo di affrontare le curve, le staccate in fondo ai rettilinei, ma in tutti era presente la stessa grande voglia di coinvolgerti, di farti assaporare ogni momento, di farti provare e condividere con te quelle forti sensazioni e, perché no?, di trasmetterti il messaggio che vale sempre la pena continuare a vivere, a lottare, anche in mezzo a Altre auto partecipanti tante difficoltà. NOI INSIEME

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(passione per l’Egitto antico) di Marco Dalla Pellegrina

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ome forse già molti di voi sanno, ho ”viva” nel cuore una grande passione: la passione dell’Antico Egitto; la grande civiltà sorta lungo le rive del Nilo, fautrice di maestose opere architettoniche che ancora oggi ci stupiscono, ideatrice di una equilibrata “struttura sociale” e portatrice di grande cultura. Vivo questa passione oramai da molti anni (forse già dai primi anni delle scuole medie) e, da allora, ho iniziato a raccogliere materiale perlopiù informativo, ad addobbare con papiri che, ad oggi sono già quattro tra cui due di vero papiro e a riempire mensole con circa una quarantina di libri storici e romanzi sull’Egitto dinastico, dall’origine del regno, fino alle attuali scoperte di monumenti e tombe (recenti ritrovamenti archeologici). Senza poi contare, le notizie apprese e scaricate dal vasto mondo di internet e dal mensile PHARAON a cui ovviamente non potevo non essere abbonato. Infine, finite le scuole superiori, alla scelta della facoltà universitaria da intraprendere, suggerito da questa, ormai strettissima passione, c’era la volontà d’iscrivermi alla facoltà di egittologia a Milano dove ovviamente, per problemi fisici e per la distanza non sono andato. Ma, non arrendendomi, è da anni che, scrivo “articoli”/pagine al computer, sperando di trovare un giorno chi, disposto a pubblicarmi un libro o, che mi dia indicazioni riguardo a questo. Per concludere, vi chiedo poi ancora qualche minuto per, proporvi un piccolo articoletto: “I NANI AVEVANO GRANDE CONSIDERAZIONE NELL’ANTICO EGITTO Un articolo comparso tempo fa su una prestigiosa rivista medica, esamina i resti ed il ritratto dei nani nell’Antico Egitto, concludendo che furono parte integrante della società e che il loro problema fisico non era considerato un handicap; basti pensare a quelli che raggiunsero uno status d’eminenza all’interno della società. Lo sappiamo dall’immensa quantità d’informazioni sulla loro cultura e vita quotidiana lasciataci dagli Antichi Egizi tramite iscrizioni e rappresenta-

zioni tombali e templari, documenti su papiro ed oggetti funerari. In aggiunta, il clima caldo e asciutto e l’accurato sistema di sepoltura ha conservato pressoché intatti molti corpi e scheletri. Conseguentemente l’Egitto è la principale fonte d’informazioni sul modo in cui l’acondroplasia (la più diffusa forma di nanismo) era percepita. Inoltre l’articolo descrive che le prime evidenze biologiche di nani si datano al Periodo Predinastico (4500 a.C.) mentre le fonti pittoriche su monumenti sepolcrali, su vasi, statue ed altre forme d’arte sono innumerevoli, quasi a voler indicare che i nani erano impiegati come attendenti personali, responsabili della produzione del lino, gioiellieri, danzatori; diversi erano membri delle famiglie d’alti ufficiali, erano stimati al punto da ottenere sontuosi siti funebri nel cimitero reale vicino alle piramidi. Vi erano inoltre alcune divinità nane, coinvolte in pratiche magiche per proteggere i vivi e i morti. In aggiunta, sono rappresentati in almeno 50 tombe e la loro ripetuta raffigurazione in certe posizioni, mostra come fossero ben integrati nella società e specializzati in certe occupazioni. Il ritratto di nani, le numerose figurine ed amuleti modellati sulle loro sembianze e testi d’invocazione dei loro poteri magici, ci portano a concludere che l’immagine di talune persone fosse essenzialmente positiva; i nani erano accettati nell’Antico Egitto ed era loro riconosciuto un ruolo visibile nella società. Inoltre, le loro quotidiane attività fanno pensare ad una piena integrazione nella vita di tutti i giorni e che la loro malattia non fosse considerata invalidante o discriminante.”

(Intanto se vi va, vorrei chiedere alla redazione del giornalino, di poter, dal prossimo numero, lasciarmi aprire una “rubrica” dedicata alla storia, agli avvenimenti, all’arte e alla cultura di questa affascinante civiltà.)

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Una esperienza unica: un ponte solidale tra Verona e Locri di Valentina Bazzani

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l nostro gruppo di Verona formato dai giovani della Sezione U.I.L.D.M. e da alcuni giovani della parrocchia S. Maria Maddalena del Saval, è stato ospite all’oratorio di Roccella Ionica nella Locride, Calabria, dal 5 al 12 agosto 2007. E’ stata una settimana meravigliosa in cui abbiamo potuto ammirare le ricchezze paesaggistiche della Calabria e conoscere tanti nuovi amici impegnati a combattere il problema della ‘ndrangheta e della massoneria deviata. La preoccupazione prima di partire era tanta… Non sarà un viaggio troppo lungo per noi? Come ce la caveremo? Conosceremo persone del posto? Troveremo barriere architettoniche? Essendo una compagnia composta da due gruppetti che fino a quel momento non avevano avuto modo di conoscersi (uno di

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stato. Posso dire che si è creato un clima di amicizia già nel viaggio di andata, perchè condividendo tutte quelle ore di treno (e per i più fortunati di aereo) abbiamo avuto modo di ridere, scherzare e sentire il desiderio comune di scoprire la Locride. Arrivati a destinazione, siamo rimasti tutti piacevolmente sorpresi da

essi composto per lo più da ragazzi con disabilità fisica), c’era un punto di domanda reciproco nei confronti di tutto ciò che sarebbe

quante persone c’erano ad aspettarci all’oratorio di Roccella: don Giuseppe, il signor Vincenzo Franco, Nicola e tantissimi giovani… abbiamo respirato un’atmosfera di accoglienza e di cordialità. Durante la settimana abbiamo avuto modo di vivere emozioni molto intense e riflettere sulle difficoltà del vivere dei giovani in questa terra. Molti sono stati costretti ad emigrare al nord, altri invece si sono rivolti alla ‘ndrangheta che porta all’illegalità. In Calabria c’è voglia di riscattarsi. L’abbiamo visto incontrando Mons. Giancarlo Bregantini, dimesso da poco dalla Diocesi di Locri e Vincenzo Linarello, presidente del consorzio GOEL – nel quale – sono riunite una ventina di cooperative sociali nate con lo scopo di creare lavoro e dare servizi di assistenza ai calabresi, nella legalità Abbiamo fatto visita a varie cooperative sociali; dalla cooperativa “Valle del Bonamico” – che si occupa di coltivazioni di mirtilli e vino – in cui Continua a pag 13


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Un esperienza unica: un ponte solidale tra Verona e Locri Segue da pag 12 abbiamo incontrato Piero Schirippa, alle cooperative “Utopia” e “Felice da Matti” che si occupano di inserimento lavorativo di persone disabili attraverso la creazione di oggettistica, la raccolta di vestiti e il mercato equo-solidale. Quello che ci ha maggiormente colpito è la mancanza di servizi socio-sanitari: non c’è il servizio di assistenza domiciliare. I giovani sono una risorsa anche per Suor Carolina, impegnata nella gestione di un centro ricreativo nella zona di San Luca, tristemente nota per il maggiore numero di attentati della ‘ndrangheta. Un’altra meraviglia dell’entroterra della Locride è il borgo medievale di Gerace, che ci ha ospitati per l’incontro con le suore di clausura, che vivono ogni giorno vicino alla gente del luogo. “Mai senza l’altro”, è questo il messaggio significativo evidenziato su uno striscione in Episcopio, che durante questi giorni abbiamo visto realizzarsi. I giovani e gli abitanti di Roccella ci hanno accolto con tanto calore, organizzando per noi molte occasioni: la cena di pesce nel giardino dell’oratorio, la giornata in barca con l’Unitalsi e le varie associazioni, la pizzata e la serata con la tarantella calabra. Ovunque andassimo, ci siamo sempre sentiti benvoluti, tutti ci salutavano, tutti parlavano con noi e ci rendeva-

no partecipi delle loro esperienze di vita, dimostrando gentilezza ed affabilità. E’ come se fossimo stati lì, da sempre! L’impressione che abbiamo avuto prima di tornare a casa è che si fosse creata una sorta di gemellaggio, quasi a costruire un ponte tra Verona e

Roccella. E che dire del mare e della pittoresca distesa di paesaggi che ci hanno deliziato in questa settimana? L’acqua cristallina che riflette le sfumature smeraldine del cielo limpido del Sud, i paesi della costa, le palme e la vegetazione mediterranea, resteranno impresse nei nostri ricordi… lasciandoci sognare un po’ durante l’inverno, quando ognuno di noi riprenderà le proprie attività. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno reso possibile questa avventurosa settimana, poiché ci hanno permesso di vivere emozioni indescrivibili. NOI INSIEME

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TELETHON… Una maratona lunga dodici mesi N

on c'è solo la tre giorni televisiva (14-15-16 Dicembre 2007). Per combattere le malattie genetiche i laboratori Telethon sono aperti tutto l'anno e hanno bisogno di un aiuto: il tuo, il nostro. E se Telethon durasse tutto l’anno? Sono in tanti a collegare il nome della Fondazione esclusivamente alla maratona televisiva di dicembre, dimenticando, invece, che i ricercatori lavorano tutto l’anno allo studio sulle malattie genetiche. Una sfida quotidiana che richiede passione, ma soprattutto sostegno economico per garantire che nei laboratori non manchino quei materiali essenziali per mandare avanti la ricerca. E’ per questo che da un anno è possibile sostenere la ricerca con un bonifico bancario o postale. Il rid, scaricabile online dal sito ufficiale di www.telethon.it, è la soluzione ideale per stare con Telethon tutto l’anno, aiutare i ricercatori e combattere le malattie genetiche. Sostieni la ricerca, fai una donazione.

Ve r o n a C h a r t e r o n t h e r e s c u e o f p e r s o n s with disabilities in case of disasters di Matteo Begali

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8 e il 9 novembre 2007 i Delegati interna- Verona, Fabio Baldo. zionali della Protezioni Civili, dei Servizi Sociali, Sono intervenuti per dare il loro saluto e per predell’Emergenza Medica, delle Organizzazioni e sentare il Convegno internazionale e la Carta di delle Associazioni che rappresentano le persone Verona, per l’amministrazione comunale gli con disabilità, delle Organizzazioni dei Diritti assessori Stefano Bertacco e Marco Padovani, per Umani e delle Agenzie internazionali, si sono l’Ulss 20 il direttore dell’area sociale dott. Angelo incontrati per discutere, elaborare e sottoscrivere De Crestan e il Dott. Raffaele Grottola Direttore un documento che ha lo scopo di sensibilizzare e area handicap. soprattutto rendere possibile il Ma la ciliegina sulla torta ci è soccorso e il salvataggio di perstata offerta al termine della sone disabili in caso di calamità. serata con uno straordinario Tale documento che prende il balletto di una ventina di minunome di “Carta di Verona” non ti, appositamente preparato per ha valore legale e non intende questa serata dagli autori e dai stabilire nuovi diritti. ballerini dal titolo: “Ninphees”. La finalità della “Carta di La creazione della coreografia Verona” è quella di raccogliere era curata da Susanna Feltrami, in un unico documento i principi per l’etoile Luciana Savignano generali e le libertà fondamenballerina di fama internazionale Gli uomini della Protezione Civile all’opera tali al fine di renderli più visibili e Juri Roverato, danzatore ed ai cittadini e alle istituzioni in ambito locale. insegnante di Danceability (a causa di complicaAlcuni dei nostri associati hanno avuto il piacere di zioni durante il parto è affetto da tretaparesi spaessere presenti alla serata inaugurale di Verona stica grave), ha voluto rendere possibile, attraverCharter presso il Teatro Filarmonico. La proiezione so la forza rivelatrice e catartica (liberante) deldi un cortometraggio ha evidenziato quali sono gli l’arte, la comunicazione di due mondi corporei e interventi adottati dalla protezione civile, dai vigi- gestuali apparentemente lontani, ma che qui troli del fuoco e dal personale di emergenza sanita- vano l’occasione di incontrarsi attraverso lo sguarria, nel soccorso a persone con disabilità, in caso do e lo spazio dei sentimenti, in un momento ludidi calamità (terremoti, incendi, alluvioni, ecc.). co e poetico. Le riprese televisive sono state girate in una strut- Il loro sguardo si proietta verso un’opera di Monet tura C.E.O.D. (Centro Educativo Occupazionale dal titolo “Ninphees“ che con la propria natura Diurno) della provincia. I vigili del fuoco, gli addet- acquosa e rotonda sembra accoglierli come in un ti alla protezione civile, dopo aver informato con grembo materno ed è attraverso quella materia dimostrazioni pratiche le persone disabili, hanno liquida che la danza si articola mentre le immagisimulato con loro un pronto intervento in caso di ni ravvicinate dei loro corpi affiorano come dall’accalamità. qua immortalate dalla fotografa Lidia Costantini. Tengo a precisare che uno dei protagonisti di que- Il regista del cortometraggio invece è Edoardo sto Video Clip era un nostro amico della UILDM di Olivieri. NOI INSIEME

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UN VOLO VERSO LONDRA di Davide Tamellini

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iamo partiti dall'Aeroporto di Verona con la British Air verso la metropoli Londinese e l'entusiasmo di essere a Londra ci ha guidato per tutta la settimana alla scoperta dei tesori dell'Inghilterra. Nel raccontarvi il viaggio, ho tenuto conto del rischio che correvo, cioè di fare una lista di posti che abbiamo visitato, senza cercare di trasmettere a chi legge le emozioni, le sensazioni, l’atmosfera provata che hanno reso speciale il viaggio stesso. Il tempo soleggiato (…non ha mai piovuto!) ci ha aiutato ad affrontare con buon umore tutto

Tutti i partecipanti alla gita

ciò che vi racconterò. Siamo stati ospitati al Royal Hotel situato a Docklands, zona ad est di Londra e sede dell'alta finanza. Questo quartiere chiamato “Canary Wharf”, un tempo rinomato per il suo porto, ora riqualificato con altissimi grattacieli funzionali all’attività del commercio, con annessi metropolitana e treni sopra-elevati. Alla mattina, quando tutti i londinesi con in mano il classifico bicchiere di cartone col caffè andavano al lavoro, noi iniziavamo il nostro tour con la visita a Buckingham Palace, sede della famiglia Reale, per vedere il cambio della Guardia e a fare una bellissima passeggiata in uno dei parchi londinesi, immerso all’interno della città e ricco di piante secolari, di laghetti e di scoiattoli, il St.Jame’s Park.

Procedendo con il viaggio, siamo andati alla London Tower (torre della prigione) dove ci sono i famosi corvi molto curati da personale addetto, che girano nel parco: una leggenda vuole che la loro morte provocherebbe la caduta della monarchia. Inoltre abbiamo visitato anche la fortezza reale, in cui sono conservati tutti i gioielli Reali. È stata affascinante la scoperta della Cattedrale di St’Paul, dove si sono sposati il principe Carlo e la principessa Diana e l’immergersi con la fantasia nei meravigliosi reperti Egiziani conservati al British Museum. Non c’era il tempo di annoiarsi, soprattutto a Piccadilly Circus, regno della diversità culturale, degli artisti di strada e dei locali notturni; a Tr a f a l g a r Square in cui si fanno megaconcerti; al Covent Garden dove ci sono mercatini, spettacoli e locali. Per lo shopping, invece, c’è il lusso dei magazzini Harrow. Londra è anche Big Ban, Abbazia di We s t m i s t e r, Lond Eye a Londra (ruota panoramica) e soprattutto pub dove è possibile assaggiare la cucina inglese in compagnia di una buonissima birra. Nel nostro viaggio, Oxford (famosa per l’Università più antica del mondo anglosassone) non poteva mancare. Qui abbiamo trovato nel dipartimento di filosofia alcune opere del Petrarca. Il viaggio si è concluso con la visita al Castello di Windsor (residenza estiva della Regina) nella città di Windsor. È stata una bella esperienza e mi è piaciuto andare in aereo con tutti i gli amici della UILDM. Ci siamo divertiti grazie all’entusiasmo che, tra taxi e cabine telefoniche londinesi, non ci ha abbandonato mai. Grazie a tutti. Ogni volta che gusteremo un thé, Londra sarà in fondo alla tazza a farci l’occhiolino. NOI INSIEME

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U.I.L.D.M. UNIONE ITALIANA LOTTA ALLA DISTROFIA MUSCOLARE

SEI UNA RAGAZZA O UN RAGAZZO FRA I 18 E I 28 ANNI? LA LEGGE 6 MARZO 2001, N° 64 ISTITUISCE IL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE E TI DA’ QUESTA OPPORTUNITA’! IL SERVIZIO PREVEDE UN COMPENSO ECONOMICO DI € 433,80 CON UN ORARIO DI 30 ORE SETTIMANALI

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n. 3 anno 2007  

Il giornalino della sezione di Verona della UILDM

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