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Quadrimestrale maggio 2008 VEROMA "In caso di

numero 1 anno VII째 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n째 46) art. 1, comma 2 DR mancato recapito restituire all'ufficio di Verona CMP detentore del conto, per la restituzione al mittente, previo pagamento resi"


U.I.L.D.M. Verona NOI INSIEME Numero 1 - anno VII° chiuso in redazione 23 maggio 2008

Direttore Responsabile

Renzo Puliero

Redazione:

Davide Tamellini Doriano Morelato Eros Cavaliere Giuseppe Fiorio Massimiliano Frullani Roberto Valalta Rosanna Cavattoni Rossella Avesani Valentina Bazzani Via A. Berardi, n° 51 - VERONA fax 045-8101655 e-mail: uildm.verona@libero.it

Hanno collaborato alla realizzazione di questo numero:

Emma Righetti Lina Chiaffoni Marazzi Marco Dalla Pellegrina Marco Poiesi Mirco Squaranti Cona Roberto Zanoni Teresa Mantovani

Stampa:

Edizioni Stimmgraf S.r.l. - S.Giovanni Lupatoto (VR) NOI INSIEME è un periodico quadrimestrale edito da UILDM Sezione di Verona via A. Berardi, 51 VERONA I dati personali dei destinatari della presente rivista sono trattati nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 (codice privacy). Autorizzazione del Tribunale di Verona in data 10 marzo 2006 numero di registro 1703

Sommario: Editoriale ......................................................2 Comitato Regionale Veneto UILDM .....................3 Telethon veronese ...........................................3 Vita indipendente ............................................4 La Regione approva il bilancio preventivo ... .......4 Esperienza di un volontario ...............................5 Visita alla mostra “Pittura italiana ... ..................5 Visita al museo Nicolis dell’auto ... .....................6 Il volontariato e la società ......................7 - 8 - 9 Al Palaghiaccio di Boscochiesanuova ................10 Un pensiero per gli amici ................................10 Egypt passion ...............................................11 Dolcissimo vivere ..........................................12 Stupendi ricordi d’infanzia .............................12 Cenni storici sui Cimbri ..................................13 Roma21-24 gennaio 2008 ..............................14 Il viaggio alla scoperta dell’altro ......................15 I giovani vogliono i giovani ... ..........................15

Foto di copertina di Giuseppe Fiorio Le Arche Scaligere (Verona)

S C R I V E T E C I Inviate i vostri quesiti e le vostre opinioni alla Redazione di Noi Insieme, presso U.I.L.D.M. via A. Berardi, 51 - 37139 VERONA Tel. 045-8101650 Fax 045-8101655 e-mail: uildm.verona@libero.it NOI INSIEME

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E D I T O R I A L E di Roberto Valalta

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ncredibile ma vero! Esiste una città senza barriere. Ho partecipato ad un incontro promosso dal Centro Sportivo Italiano in occasione de “LA GRANDE SFIDA 2008” manifestazione di sport e solidarietà a Paschiera del Garda. La Grande Sfida è la festa di un mondo che realmente si è rivelato senza barriere. Un mondo «all inclusive», che include tutti come dice bene il tema di quest’anno. Dopo vari giochi, siamo stati in centro storico a sperimentare le pedane collocate in tutte le attività commerciali per facilitare l'accesso a chi ha difficoltà motorie: un progetto fortemente voluto dall'amministrazione comunale e in particolare dal consigliere delegato alla disabilità Renato Signorelli. Realizzazione che ha collocato Peschiera tra le città «pilota» in materia di abbattimento delle barrire architettoniche.«Abbiamo provato le pedane con alcuni amici in carrozzina e siamo entrati nei negozi proprio per ringraziare i commercianti e dire loro che non è così automatico, per chi ha disabilità motorie, poter entrare nei negozi senza difficoltà. Credo che molti dei negozianti siano rimasti sorpresi», ha sottolineato al termine della visita Roberto Nicolis.«L'incontro con queste persone ci ha fatto constatare che dove si semina poi le piante crescono. E per una "comunità che include" questo significa lavorare ai rapporti, costruire quei ponti che fanno sì che tutte le persone possano sentirsi appartenenti alla comunità, ovviamente nel rispetto delle regole e situazioni». Un rammarico: ho visto poche persone, aderenti alla nostra UILDM, partecipare alla grande sfida. Eppure i luoghi simbolici della GRANDE SFIDA 13 “All Inclusive?” sono tanti. Essere presenti in discoteca, il simbolo del divertimento per molti giovani, è una occasione per dimostrare che ci si può divertire tutti insieme adattando l’ambiente alla persone. Essere presenti all’Università il simbolo della cultura, non come spettatori di convegni, ma come attori delle proprie esperienze, piccole storie di vita. Essere presenti in Piazza Brà e nelle Piazze della provincia, nei teatri e nei cinema, nella strade e nelle chiese forse era ed è veramente importante. Forse abbiamo perso un’altra occasione per cambiare qualcosa. Se restiamo fra di noi, sarà bello ma un po’ limitante. Io ne sono convinto!

La UILDM sezione di Verona con sede in Via A.Berardi 51 – 37100 Verona, è titolare del trattamento dei dati nel rispetto del D.Lgs 196/2003 (Codice Privacy) e garantisce la massima riservatezza delle informazioni dei lettori a cui è inviata la rivista “Noi Insieme”. I dati in nostro possesso non verranno ceduti a terzi né altrimenti diffusi e verranno usati esclusivamente per l’invio della rivista “Noi Insieme”. Il lettore, destinatario della presente rivista può esercitare in ogni momento tutti i diritti previsti all’art. 7 del D.Lgs. citato ed in particolare la possibilità di conoscere la modalità di trattamento dei dati, di avere conferma dell’esistenza di dati che lo riguardano e dell’origine di essi, e di ottenere l’aggiornamento e la cancellazione degli stessi. L’indirizzario in possesso da UILDM sezione di Verona non contiene dati sensibili, viene trattato su supporto cartaceo e informatico nel rispetto dei requisiti di sicurezza previsti dal D.Lgs. 196/2003. Accettare di ricevere la rivista in modo gratuito costituisce una dichiarazione implicita di presa visione e accettazione della presente informativa.


COMITATO REGIONALE VENETO UILDM

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di Lina Chiaffoni Marazzi

sei anni lascio la presidenza del Comitato Regionale Veneto della UILDM, pur mantenendomi sempre disponibile nei limiti del possibile e compatibilmente con l'età; prima però vorrei portare a termine il programma che mi ero prefissata e precisamente: 1) Visita a tutte le Sezioni con particolare attenzione a quelle da vitalizzare; la Sezione di Vicenza è stata riattivata ed ha trovato nuovo entusiasmo e una nuova sede. 2) Coinvolgimento, nei limiti del possibile, dei Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere per sensibilizzarli alle necessità dei pazienti affetti da malattie neuromuscolari; incontri con i Direttori Generali di Vicenza, Chioggia e Verona. 3) Collegamento dei Medici che sul territorio si occupano di distrofia. Prima riunione a Verona con trentadue parteci-

panti. Seconda riunione a Vicenza con un centinaio di persone presenti fra medici, terapisti, diretti interessati e familiari. Terza riunione in programma a Venezia la cui finalità sarà l'informazione ed il confronto tra sanitari, diretti interessati e familiari. 4) Collegamento con le Autorità Regionali in frequenti riunioni nella commissione sanità. 5) Iniziative culturali (tenutesi a Chioggia) finalizzate all'interscambio di conoscenze ed esperienze fra i distrofici delle Sezioni del Veneto, organizzate da due Consiglieri, focalizzando l'attenzione su barriere architettoniche e domotica. L'ultimo mio impegno, che prevede la conservazione della attività dell'Ospedale di Malcesine, è descritto a pagina 35 di Distrofia Muscolare numero 165 del marzo 2008.

I L T E L ET H O N VERONESE di Lina Chiaffoni Marazzi

L’ evento

Telethon in Verona ha potuto avere quest'anno la presenza di nuovi partners (la Polizia di Stato, la Protezione Civile, l'Università della terza età) oltre a quelli che da anni operano con noi con sentita partecipazione. Per noi volontari, impegnati in una causa di alto spessore umano, è una grande gioia constatare che tante persone hanno fiducia in Telethon e volentieri collaborano con noi. Apprezziamo l'impegno costante dei giovani dell'Istituto Aleardo Aleardi, da molti anni attivi e partecipi, di quelli dell'Istituto Agrario di Isola della Scala e degli Scout dell'AGESCI, con noi per la prima volta quest'anno, dei nostri giovani della UILDM, tutti profondamente convinti dell'utilità di sostenere la ricerca, speranza

del domani. Incisivo è stato l'intervento della Bocciofila veronese con la lotteria che ha dato un sostanzioso introito, della Provincia di Verona e dei Comuni di Buttapietra, Caldiero, Lavagno e Belfiore. Vicino a noi gli amici Perazzani, attivissimi come sempre; ammirevoli i titolari dei Supermercati Tosano che, nonostante il grave danno dell'incendio, hanno ugualmente collaborato; proficue raccolte da parte dei Mormoni, degli Alpini di Caprino e Borgo Venezia, dei Giovani Agricoltori di Garda, della Riseria Ferron e di tanti altri. Importantissima è per la diffusione della cultura Telethon la comunicazione e in questo si sono impegnati ancora una volta con costante entusiasmo i Vigili del Fuoco, che hanno

contribuito con iniziative varie a polarizzare la curiosità e l'interesse del pubblico. La raccolta totale ha superato i trentasettemila euro. E’ questo il risultato del lavoro degli operatori volontari della UILDM ma oltre a ciò è attivo in Verona e provincia per tutto l’anno il Dott. Giannantonio Bresciani, Coordinatore provinciale del Comitato Telethon, che, oltre a fiancheggiare la UILDM nella manifestazione annuale, si è impegnato a programmare visite ai Comuni della provincia, in compagnia di nostri Associati ivi residenti onde rendere più incisivo l’incontro e dando modo agli interessati di sensibilizzare le forze sociali sulle problematiche legate alla disabilità. Un grazie sentito a tutti da parte di “NOI INSIEME”. NOI INSIEME

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VITA INDIPENDENTE di Emma Righetti

H o incominciato questa esperienza nel 2002;

fin dall’inizio ho incontrato delle difficoltà a trovare un’assistente (l’assistente non deve essere in nessun modo parente dell’assistito) perchè deve mettersi in regola con i contributi e presentare all’assistente sociale i versamenti per avere i contributi dala ASL. Nonostante questo ero riuscita a trovarne una tramite cooperativa, ma le ore che avevo erano cosi poche che venire da Verona a Montecchio non era conveniente. Che fare? Avevo dei soldi da spendere e non potevo farlo. Poi ho parlato con un’amica delle difficoltà che incontravo e dopo lei mi ha aiutato a trovare una signora di Montecchio tramite un’altra cooperativa. Finalmente anche per me le cose hanno cominciato a girare nel verso giusto. E’ stato importante anche per i miei genitori, perché dipendevo tutto da loro. Per fare assistenza per la vita indipendente non vengono richiesti titoli specifici, ma si deve avere una grande dose di BUONA VOLONTA’, perche’ si deve fare tutto cio’ che l’assistito ti chiede, dalle faccende domestiche all’orto. Da un anno sto facendo esperienza di vita indipendente, qualche ora al giorno per quasi tutta la settimana. Ho scoperto una Verona che non conoscevo. Vado spes-

so sul lago per respirare meglio, mi organizzo per le visite specialistiche. Mi sento soddisfatta, finalmente sono libera di fare cio’ che voglio, i miei fratelli sono contenti, sanno che ho una persona vicino così anche loro sono più tranquilli. Ora pero’ questa bella vita sta terminando. Si! perché la vita indipendente inizia a 18 anni e termina a 65 anni, e questo non e’ giusto. ci sono delle persone che si sanno gestire anche dopo i 65 anni. Perchè deve finire tutto questo? Io ho 62 anni, e gia’ incomincio a chiedermi: che faro’ dopo? Devo tornare a carico dei famigliari 24 ore su 24? Anche loro hanno una famiglia, i loro progetti, e anche il diritto di avere la loro liberta’. Il progetto di vita indipendente non dovrebbe avere fine fintantochè la persona e’ capace di autogeEmma Righetti stirlo, invece….

LA REGIONE APPROVA IL BILANCIO PREVENTIVO 2008 AUMENTANO I FINANZIAMENTI PER L'ASSISTENZA PERSONALE PER LA VITA INDIPENDENTE E PER L'AIUTO ALLA PERSONA di Eros Cavaliere opo l’art. 1 bis.2 D Art. 1 bis.3

è aggiunto il seguente

Sostegno alla disabilita’ grave e al progetto Vita Indipendente 1. Al fine di potenziare l’assistenza personalizzata e la vita indipendente delle persone con grave disabilità e offrire un concreto sostegno alle famiglie, il fondo per la domiciliarità – interventi a favore delle persone disabili e loro famiglie (UPB U0152, Cap 100558) viene finanziato per l’esercizio finanziario 2008 con 26.880.000,00 euro, di cui almeno 16.000.000,00 da destinare al progetto Vita Indipendente, al sostegno delle persone disabili in condizione di gravità di cui alla legge 162/98, agli interventi per la prevenzione della cecità di cui alla legge 284/97. E’ il risultato della nostra manifestazione del 18 dicembre 2007 a Venezia (50 persone in NOI INSIEME

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carrozzina presenti, molte delle Sezioni UILDM del Veneto). Le nostre richieste sul tema della domiciliarità e della autogestione per le persone non autosufficienti, in particolare “la Vita Indipendente”, sono state accolte positivamente dal Consiglio Regionale. Continueremo la nostra azione, collaborando insieme alle altre Associazioni nel “Progetto di Vita indipendente”. In sostanza otteniamo quasi il raddoppio del finanziamento per gli interventi relativi ai programmi di assistenza personale per la Vita Indipendente e per l'aiuto alla persona e alla famiglia, in applicazione della 162. Nel 2007 sono stati stanziati a questo scopo 9.100.000,00 euro. Per il 2008, lo stanziamento è di 16.000.000,00 euro. Vi ricordiamo che l’Assistente Sociale Anna Maria Cossino, previo appuntamento telefonico in segreteria, è a disposizione per dare tutte le informazioni sul Progetto di Vita Indipendente.


ESPERIENZA DI UN VOLONTARIO C

iao ragazzi! Sono Marco Poiesi, un volontario dell’associazione; mi è stato chiesto di scrivere sul giornalino qualcosa riguardo la mia esperienza. Caspita, non avrei mai pensato che venisse anche il mio turno… e poi non ho mai scritto sulla carta stampata … Ok, proviamoci! D’altronde bisogna sempre partire così, non credete? Sono già alcuni anni che faccio il volontario per la magnifica UILDM, su invito del Beppe, e i miei primi servizi li ho fatti al mitico Gruppo Giovani, per tutte le varie pizzate, compleanni, feste e chi più ne ha ne metta! Vedendo nascere il gruppo giovani dagli albori bisogna ammettere che di strada ne ha fatta eccome! Dalle prime serate, quasi un po’ timide, e fatte in sede, chi avrebbe mai detto che poi

di Marco Poiesi sarebbe diventato un gruppo di ragazzi che hanno varcato i confini della nostra povera Italia, che si impegnano per il sociale, che si prodigano in incontri con altre culture e religioni. Fate conto voi, come si può sentire un piccolo volontario, come il sottoscritto, a far parte di un gruppo di ragazzi che hanno una voglia di fare e una grinta che solo le persone speciali hanno? Mi sento davvero fortunato! Fortunato perché ho l’opportunità di conoscere persone che riescono a trasmettermi quella carica che la mia quotidianità non riesce a darmi, fortunato perché mi trasmettono l’ottimismo che la maledetta televisione/disinformazione mi smonta, fortunato perché ho conosciuto tanti amici sinceri e pronti a sostenerti in qualsiasi momento di bisogno. E vi sembra poco??? Il mio servizio è molto più sem-

plice di quel che si pensi, mi limito a fare dei trasporti a seconda delle esigenze e necessità, nulla di più, ma vi posso assicurare che anche facendo un’attività così facile si riesce a respirare tutta la gioia della realtà UILDM! Però ragazzi, nonostante possa sembrare che il nostro sia solo il ruolo dell’accompagnamento e della guida, siamo comunque una parte fondamentale dell’associazione. Senza di noi la maggior parte delle attività non si potrebbero svolgere, tanti progetti non avrebbero seguito, tante persone avrebbero difficoltà a raggiungere la sede per avere una visita medica. Quindi lancio anche un invito a tutti coloro che hanno del tempo libero da dedicare, con un’esortazione: “Provateci!” Ne sarete entusiasti! Un abbraccio a tutti!

Visita alla mostra “Pittura Italiana nella collezione del Museo P u s h k i n d i M o s c a ” - Pa l a z z o d e l l a R a g i o n e d i Ve r o n a

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di Eros Cavaliere

opo la bella visita dell’anno scorso alla mostra “Il Settimo Splendore” non potevamo perderci la seconda sulla Pittura Italiana, dal cinquecento al novecento, nella collezione del Museo Pushkin di Mosca esposta al Palazzo della Regione di Verona. La nostra sezione UILDM, grazie ai pulmini messi a disposizione e ai bravi e simpatici volontari, ci ha dato l’opportunità di partecipare alla visita e ammirare le opere di grandi artisti italiani. Secondo me, questi momenti sono molto importanti perché ci danno la possibilità di incontrarci più spesso tra di noi, di scambiarci qualche parola e di conoscerci un po’ di più. Magari, dopo la visita al museo, di concludere lietamente l’incontro gustando in compagnia una buona pizza. Giusto appunto, oggi primo febbraio è venerdì “gnocolaro” e a Verona, in Piazza Brà, sfilano le maschere e in Piazza San Zeno si mangiano gli gnocchi. Prima di iniziare la visita guidata, parte subito una proposta: - Dopo, potremmo andare a mangiare un buon piatto di gnocchi! – La proposta viene accolta positivamente. Il museo è praticamente vuoto. La totalità della

gente ha preferito andare alla sfilata delle maschere. Meglio per noi che lo stiamo visitando con la guida, non ci sono rumori di fondo che disturbano l’ascolto. Ottanta i dipinti esposti. Mi sono piaciuti alcuni capolavori del Rinascimento, in particolare del Bronzino la Madonna col Bambino, del Tintoretto e di Paolo Veronese ho apprezzato il tono dei colori e gli squarci di luce, di Luca Giordano il mondo realistico, del Canaletto due scorci inediti, infine, due belle opere di Giorgio de Chirico. Le sale sono tutte accessibili con ampi spazi di passaggio. L’ingresso è al piano terra, mentre le opere si trovano al piano superiore raggiungibili con due comodi ascensori. I bagni sono attrezzati con una toilette per la persona con handicap. C’è la possibilità di salire sulla torre dei Lamberti per mezzo di un ascensore per poter ammirare dall’alto il centro storico di Verona. La prossima mostra di pittura, si terrà al Palazzo della Gran Guarda, da settembre fino a marzo 2009, dove saranno esposti alcuni grandi capolavori proveniente dal Museo del “Louvre” di Parigi. NOI INSIEME

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Visita al Museo Nicolis dell’Auto – della Tecnica – della Meccanica a Villafranca di Eros Cavaliere

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ercoledì 19 Marzo, abbiamo visitato il Museo Nicolis. Il Museo, dedicato all’evoluzione dell’auto, della tecnica e della meccanica negli ultimi due secoli, rappresenta oggi un punto di riferimento nella storia e nella cultura dell’automobile. L’ampia collezione comprende auto, moto, biciclette che hanno segnato e contraddistinto la storia dei mezzi di trasporto. Il museo dedica sezioni specifiche anche ad altre tematiche legate al mondo della tecnica e della meccanica quali, ad esempio, gli strumenti musicali, le macchine da scrivere, le macchine fotografiche ed altre ancora. Le opere sono custodite in un edificio dal design moderno, dove acciaio e vetro esaltano la rarità e la perfezione delle collezioni. Abbiamo avuto la fortuna di conoscere il signor Luciano Nicolis, il fondatore del Museo, il quale gentilmente ha posato con noi per una foto ricordo. Al termine della visita

è rimasto un po’ con noi e con tanta semplicità ci ha raccontato alcuni aneddoti della sua vita. Il Museo Nicolis ha in esposizione il risultato di cinquanta anni di ricerca fatta con entusiasmo, passione e curiosità. Il Signor Luciano è un uomo che ha saputo trasformare in realtà i propri sogni di ragazzo, grazie alla passione per le auto ed i motori, per la genialità, la creatività e l’arte. Ci ha detto che tutte le auto esposte sono perfettamente funzionanti e che alcune hanno richiesto molti anni di restauro per poterle ora ammirare nel loro splendore. Una gentile hostes ci ha fatto da guida illustrandoci questi “gioielli”. Un viaggio nel nostro passato che, attraverso modelli significativi, racconta l’evoluzione dei mezzi di trasporto dell’ultimo secolo. Oltre ai dati tecnici, le informazioni sono state completate da conoscenze storiche, culturali e di costume legate all’epoca di appartenenza. Un viaggio che ha inizio nel 1882 quando

Enrico Bernardi, veronese di nascita, inventò la ”Motrice Pia”, il primo motore a scoppio della storia funzionante a benzina, e che pochi mesi dopo viene brevettato da Karl Benz suo rivale tedesco. Il percorso continua sino all’indimenticabile Isotta Fraschini (1929), simbolo di un’epoca dove i viaggi e le auto rappresentavano un lusso per pochi privilegiati. Il viaggio prosegue poi verso modelli mitici di velocità come la Lancia Astura Mille Miglia, e miti più recenti come le Ferrari e le Rolls Royce. Accanto ai “gioielli” a quattro ruote Il Museo Nicolis dedica un’area espositiva alle due ruote, rappresentate dalle moto e dalle biciclette. Ci sarebbe molto da raccontare ma vi lascio alla vostra immaginazione e curiosità e.. a una vostra prossima visita. Potete visitare il museo in internet sul sito: www.museonicolis.com La persona in carrozzina e il suo accompagnatore possono visitare il Museo gratuitamente.

Foto dei partecipanti alla visita al museo assieme al proprietario Sig. Nicolis (al centro con giacca e cravatta) NOI INSIEME

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IL VOLONTARIATO E LA SOCIETA’ CONFERME E CAMBIAMENTI di Roberto Zanoni

N el corso del 2007 il Volontariato si è proposto per due importanti appuntamenti: la Conferenza Nazionale del Volontariato, svoltasi a Napoli il 13-14-15 Aprile, e la Presentazione della Rilevazione Nazionale sulle Organizzazioni di Volontariato riferita al 2006, realizzata da FIVOL (Fondazione Italiana per il Volontariato), ai fini dell’aggiornamento di una banca dati del Volontariato in Italia. Si evidenzia, innanzitutto, che il Volontariato trova i propri primi fondamenti nella Costituzione Italiana, sia nel testo originario (Art. 2 e 3 ), sia nella modifica costituzionale del Titolo V del 2001,ove si legge “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma inziativa dei cittadini singoli ed associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale,sulla base del principio di sussidiarietà” (Art.118). Detti principi, dopo lunghi anni di stasi, sono stati tradotti dal legislatore e dall’associazionismo in: a) dispositivi di legge nazionali, contenuti principalmente nella Legge 266 del 1991; b) dispositivi di legge regionali, di cui ad es. la Legge Regione Veneto 40 del 1993; c) la Carta dei Valori del Volontariato. E’ appena il caso di osservare come attraverso il dettato legislativo il movimento del Volontariato abbia trovato il riconoscimento istituzionale, fornendo all’associazionismo gli strumenti per l’ingresso a pieno titolo nel tessuto civile del paese. Ci si vuole occupare, in queste poche righe, soprattutto di cosa rappresenti il Volontariato, di come lo si possa identificare, quale sia la sua attuale consistenza e quali tendenze/esigenze di cambiamento si auspichino in relazione alla situazione sociale in atto. Uno Stato, che si definisce sociale, ha il dovere di rivolgere la propria concreta attenzione alle fasce più deboli, attuando attraverso le istituzioni tutte quelle iniziative, che devono e possono contribuire al miglioramento della qualità della vita. Ebbene, per questo modello di Stato, il Volontariato sta diventando sempre più una risorsa preziosa, della quale esso già si avvale e può sempre più avvalersi per arrivare dove i pur indispensabili contributi dei cittadini non sono sufficienti per risolvere ogni tipo di problema sociale. Il Volontariato rappresenta, quindi, un’integrazione con ciò che di meglio possono

produrre le istituzioni ed il mondo economico in materia di promozione della giustizia e dello sviluppo sociali. In tale ottica, il Volontariato, nella sua espressione più evoluta, riunisce nell’ associazionismo finalizzato ed organizzato potenzialità umane, che hanno la capacità, opportunamente supportate dalle istituzioni, di attuare a pieno titolo il principio di sussidiarietà, sancito dal legislatore costituzionale. Nelle attuali condizioni storiche la missione specifica e fondamentale del Volontariato è di costituire il punto di riferimento per la diffusione nella nostra società della logica della gratuità, che ne costituisce la migliore caratteristica di identificazione. La cultura della modernità ha relegato la gratuità nella sfera privata: mirare ad un umanesimo del gratuito, coinvolgendo il pubblico, è il più grande contributo che il Volontariato possa dare alla società di oggi. La gratuità è essenzialmente una virtù, che presuppone una precisa disposizione d’animo: solo ciò che nasce da una motivazione intrinseca può essere veramente gratuito, perché oggetto di libera scelta. Solo dove alberga la libertà c’è vera gratuità, e solo la vera gratuità fa sentire pienamente liberi. Nel 2001 è stata redatta la “Carta dei Valori del Volontariato”. Il documento può essere definito una proposta culturale e una raccolta di elementi, che ancora oggi si attagliano al Volontariato, fornendolo di una serie di principi fondanti, dai quali consegue una serie di atteggiamenti e ruoli, che ne caratterizzano i compiti e le azioni.. Ne proponiamo alcuni: - Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri. Opera in modo libero e gratuito, esplicando la propria azione in forma individuale, in aggregazioni informali, in organizzazioni strutturate, aventi in comune la passione per la causa degli esseri umani e per la costruzione di un mondo migliore. Promuove risposte efficaci ai bisogni dei destinatari della propria azione o contribuisce alla realizzazione dei beni comuni; - Il Volontariato è azione gratuita. La gratuità è l’elemento distintivo dell’agire volontario, e lo rende originale rispetto ad altre forme di impe(... continua a pag. 8) gno civile.

1Dati e riferimenti tratti da documentazione FIVOL e CSV di Verona, e da relazioni del prof. Stefano Zamagni e del dott. Renato Frisanco. NOI INSIEME

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IL VOLONTARIATO E LA SOCIETA’ CONFERME E CAMBIAMENTI (... continua da pag. 7)

Ciò comporta assenza di guadagno economico, libertà da ogni forma di potere e rinuncia ai vantaggi diretti e indiretti. E’ in tal modo testimonianza di libertà rispetto alle logiche dell’individualismo e dell’utilitarismo economico, e rifiuto dei modelli di società centrati esclusivamente sull’avere e sul consumismo. Il Volontario trae dalla propria esperienza di dono motivi di arricchimento sul piano interiore e sul piano relazionale - Il Volontariato è espressione del valore della relazione e della condivisione. Al centro del suo agire ci sono le persone, considerate nella loro dignità umana, nella loro integrità e nel contesto delle relazioni familiari, sociali e culturali, in cui vivono. - Il Volontariato è scuola di solidarietà. Propone a tutti di farsi carico tanto di problemi locali quanto di quelli globali. In tal modo produce legami, beni relazionali, rapporti fiduciari e cooperazione tra soggetti e organizzazioni, concorrendo ad accrescere e valorizzare il capitale sociale del contesto in cui opera. - Il Volontariato è pratica di cittadinanza solidale: solidale è ogni azione, che consente la fruizione dei diritti, la qualità della vita per tutti, il superamento di comportamenti discriminatori e di svantaggi di tipo economico e sociale, la valorizzazione delle culture, dell’ambiente e del territorio. La solidarietà è azione di giustizia. - Il Volontariato ha funzione culturale. Promuove i valori della pace, della non violenza, della libertà, della legalità, della tolleranza, e si impegna, perché tali valori divengano patrimonio comune dei cittadini e delle istituzioni. - Il Volontariato svolge un ruolo politico, contribuendo allo sviluppo democratico, sollecitando la conoscenza e il rispetto dei diritti, rilevando i bisogni e i fattori di emarginazione e degrado. Concorre a programmare le politiche sociali in pari dignità con le istituzioni pubbliche, cui spetta la responsabilità primaria della risposta ai diritti delle persone. La terminologia evidenziata si riflette e si ritrova negli atteggiamenti e nei ruoli, che caratterizzano il Volontariato e i Volontari, rappresentando così, di fatto, per entrambi un codice deontologico e un preciso impegno a rispettare i principi della Carta dei Valori nei comportamenti, negli Atti Costitutivi e Statutari, nell’operatività gestionale. NOI INSIEME

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Qual è lo scenario del Volontariato orga nizzato? FIVOL ha esaminato 10.493 organizzazioni di volontariato operative e autonome riferite al 2006 ( su un insieme stimato di oltre 32.000 ), traendone una prima interessante fotografia: - prosegue il processo di nascita di nuove organizzazioni, anche se leggermente rallentato; - la diffusione tende ad essere più equilibrata sul territorio nazionale, attenuando il divario tra Nord e Sud, fino ad oggi a favore del primo; - pur confermandosi la preminente collocazione del volontariato nelle attività socio-assistenziali e sanitarie, cresce la presenza nei settori della partecipazione civica, in particolare negli ambiti dell’educazione e formazione, della tutela e promozione dei diritti e della cultura, della protezione civile,e nella solidarietà internazionale; - diminuiscono le organizzazioni composte di soli volontari, mentre aumenta la presenza professionale nel volontariato organizzato; - diminuisce il numero medio di volontari operativi, partecipanti in modo continuativo, mentre si riscontra un aumento del numero medio di ore prestate dai volontari; aumenta il numero di giovani impegnati nel volontariato, sia per effetto dell’attività promozionale verso di essi nelle scuole, sia per l’attenzione privilegiata verso le giovani generazioni; - aumenta la pubblicizzazione e la collaborazione con l’Ente Pubblico; le associazioni sono stimolate all’iscrizione al Registro del Volontariato, in quanto vincolo per la partecipazione ai bandi per progetti dei Centri di Servizio per il Volontariato e di altri erogatori; - presenta una certa consistenza il numero di associazioni in difetto del requisito della gratuità ( utilizzo dei rimborsi spese forfetari ai volontari, pagamento prestazioni all’utenza, ecc. ) e di quello della presenza determinante e prevalente dei volontari, con lavoro remunerato superiore all’impegno gratuito dei volontari ( tali organizzazioni, che pure si definiscono di volontariato, sono state escluse dalla rilevazione FIVOL ). In data 8 Settembre 2007, il Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Verona ha promosso un momento di approfondimento dal titolo “Il Volontariato che cambia”, con l’attenzione rivolta in particolare all’associazionismo locale. Le OdV che compongono l’universo regionale veneto sono 3.250, di cui 556 nel veronese, con una densità di 18 OdV ogni 10.000 abitanti: Verona si colloca al 4°posto tra le province venete; il fenomeno presenta cifre importanti, anche in (... continua a pag. 9)


IL VOLONTARIATO E LA SOCIETA’ CONFERME E CAMBIAMENTI (... continua da pag. 8)

relazione alle risorse attive, che mobilita: infatti, la risorsa più importante - quella dei volontari attivi in modo continuativo - si può stimare, sulla base del campione analizzato, in 13.344 unità, in grado di realizzare poco meno di 55.000 ore settimanali di volontariato, equivalenti all’impegno a tempo pieno di 1.513 operatori, mentre il personale a vario titolo remunerato ammonterebbe a 817 unità. Dai molti interessanti dati rilevati si può anche estrapolare un interessante profilo del Volontariato veronese: - il fenomeno del volontariato ha un’anzianità media di 20 anni ( l’epicentro dello sviluppo è stato il 1987 ); è diffuso sul territorio, ma oltre il 50% è concentrato nel capoluogo; è formato di medio-piccole organizzazioni, che nascono per iniziativa “indipendente” di gruppi di cittadini; oltre il 65% si propone di operare con il Pubblico; il 93% delle associazioni intende essere “accreditato” dal Pubblico attraverso l’iscrizione al Registro del Volontariato, ciò che pone Verona e il Veneto ai vertici nazionali; - il campo di attività è prevalentemente nel welfare, come per il volontariato regionale e nazionale, ma rivela un minor attivismo nella protezione civile; si distingue anche per una minor presa in carico di malati e infortunati, e un superiore impegno nei confronti dei giovani, e verso alcune categorie segnate dal disagio ( immigrati extracomunitari, tossicodipendenti, detenuti ): in sintesi, il 45% si dedica ai servizi alla persona, il 35% all’ambito socio-sanitario, il restante 20% si divide tra tutela dei beni culturali,ambiente,protezione civile e primo soccorso; - le unità veronesi dispongono di un numero medio di volontari superiore a quello delle altre aree; i volontari sono aumentati di numero nell’ultimo biennio in quasi 1/3 delle OdV, come pure il numero di ore prestate, così come sono aumentati gli operatori remunerati, in linea con la tendenza a prestare specifici servizi; rimane comunque prevalente l’apporto dei volontari; - sono aumentati considerevolmente i finanziamenti erogati alle OdV, e ciò rappresenta una positiva vitalità sia per il CSV che per le OdV in termini di promozione, progettualità e formazione; - la capacità comunicativa e l’informatizzazione delle associazioni veronesi è la più alta del Veneto: il 43% utilizza un casella di posta elettronica o ha attivato un sito internet, e solo il 25,8% non possiede alcun sostegno informatico. Ci sono esigenze di cambiamento nelle Organizzazioni di Volontariato?

Ritenendo di poter riaffermare la sostanziale validità degli esistenti impianto legislativo e codice identificativo del Volontariato, l’esigenza di cambiamento del Volontariato organizzato si può sintetizzare: verso il proprio interno nello sforzo di incrementare la qualità delle prestazioni, e da parte delle Istituzioni in un sempre maggior riconoscimento alle OdV della pari dignità nella programmazione sociale. Se ci si riferisce, per es., ad associazioni che si rivolgono alla persona, appare sempre più importante non solo farsi carico dello specifico disagio dell’utente, ma ampliare la sfera di intervento alla persona nella sua globalità: aspetti psicologici, aspetti occupazionali, tempo libero, relazioni, trasporto, famiglia, ambiente nel quale vive; attuare, cioè, la cosiddetta “presa in carico globale” della persona. E ciò comporta maggiore professionalità anche dei volontari, con il ricorso ad una adeguata formazione, e sempre maggiore attenzione delle OdV all’organizzazione interna, ma anche, soprattutto se si considera che il tessuto del Volontariato ha una trama basata su associazioni medio-piccole, la capacità di operare in rete, cosa che viene favorita dalle migliorate possibilità di comunicazione e dall’intervento informativo e di riferimento/ coordinamento dei CSV. Per quanto concerne le Istituzioni, senza entrare nel merito di eventuali modifiche da apportare alla legislazione vigente, nel chiedere che vengano assicurate le condizioni, necessarie e diverse, atte all’esistenza, libertà e sviluppo delle OdV, che venga confermata la prevalenza dei diritti della persona rispetto al diritto d’impresa, della connotazione della gratuità dell’azione del volontario, espressa come solidarietà assunta a modo di essere del volontario, dell’autonomo ruolo progettuale e operativo delle OdV, si ravvisa nel riconoscimento del ruolo politico del Volontariato e nella sua partecipazione paritaria con le Istituzioni alle scelte di politica sociale, il passo successivo per la concreta promozione del Volontariato. A conclusione, un pensiero tratto dall’editoriale del Vescovo di Verona Mons. Giuseppe Zenti (L’Arena del 30 Settembre 2007) sul Volontariato: …” per natura l’amore è dono. Ti amo perché ti amo. Non chiedo nulla in cambio. Gratuitamente. …il tessuto sociale civile è risanato dalla gratuità, che libera la società dai virus disgreganti dell’egoismo affarista. Il senso della gratuità segnala la capacità di rapporti improntati a verità, nei quali l’altro entra in relazione intersoggettiva. Distesa e serena. Senza diffidenze e senza secondi fini strumentali. …necessita educare le giovani generazioni alla disponibilità disinteressata, da cui germina la gioia vera e il senso del valore dell’esistenza.”

NOI INSIEME

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Al Palaghiaccio di Boscochiesanuova inaugurazione del “PattinAbile” di Eros Cavaliere

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ielo terso e un tiepido sole a suoi compagni, ci ha raccontato con quanto Boscochiesanuova. Giornata ottima per una entusiasmo hanno partecipato alla ricerca su inaugurazione all’aperto. Sono presenti diverse internet per studiare le carrozzine e il tipo di autorità : politiche, dei Servizi Sociali del’ULSS pedana adatta. 20, del CSI, della Scuola, delle Associazioni I pattini sono quattro: i due davanti sono fissi dell’Handicap, studenti e persone disabili. Con il mentre i due posteriori per mezzo di cuscinetti “PattinAbile” anche chi è in carrozzina può patti- possono ruotare. Roberto Valalta si è prenare sul ghiaccio. stato per i test con la sua Ma andiamo con ordine. carrozzina ed ha incontraIl progetto “PattinAbile” to molte volte questi nasce da una proposta del appassionati ed ingegnosi CSI (Centro Sportivo giovani. Italiano) di Verona nella Queste le sue parole: persona di Roberto Nicolis “E’ stata una grande espee realizzato dagli studenti rienza anche per me: patdell’Istituto Giorgi di tinare sul ghiaccio è come Verona. volare”. Luisella Depoli, Ai presenti Roberto pattinatrice, che ha collaNicolis ha sottolineato Roberto Valalta prova la “PattinAbile” borato nel progetto della l’impegno del CSI nel progetto Handicap&Sport che coinvolge 300 perso- pedana, ha sottolineato il valore umano dell’iniziativa, ha detto ai giovani studenti: “Ho imparane con disabilità. Queste le sue parole: - Abbiamo avvicinato al to a non sottovalutarvi; mi avete insegnato pattinaggio sul ghiaccio parecchi disabili ed è molto”. nata l’idea di costruire un ausilio per permettere Anch’io ho sperimentato per la prima volta l’emozione di pattinare sul ghiaccio. anche alle persone in carrozzina di pattinare. Si è pensato di proporre questa idea agli studen- Sospinto da una giovane ed esperta pattinatrice ti del Giorgi, futuri tecnici di meccanica, i quali per qualche minuto ho eseguito evoluzioni e piroette. hanno con entusiasmo accolto questa sfida -. Gli studenti diretti dai loro dirigenti e docenti Ora questa esperienza sul PattinAbile è possibile Giovanni Francavilla e Franco Spader hanno a tutte le persone in carrozzina. lavorato due anni nella progettazione, realizza- Dopo questo prototipo potranno essere realizzati altri “pattinabili” con l’auspicio di trovarli in zione e collaudo del prototipo. Simone Castellani studente di Va, a nome dei tutti i palaghiaccio d’Italia.

Un pensiero per gli Amici Q uanto è difficile dimenticare gli amici! Se poi questi sono stati i nostri migliori alleati nella lotta alla distrofia muscolare, il disagio di scrivere di loro accresce maggiormente. Quando parliamo della Ferrari, la scuderia del cavallino, non possiamo non pensare al Club Ferrari di Caldiero. Li, troviamo tanti amici che da sempre ci sono molto vicini ogni giorno dell’anno. Fra loro c’era anche Dino Ronchini, un vero grande amico della Ferrari e della Nostra sezione UILDM di Verona. Sempre, e con grande entusiasmo, ci ha seguito e aiutato, come fanno tutt’ora gli amici del Club Ferrari di Caldiero. Ciao Dino, correremo sulle strade per una vita migliore con il cuore Ferrarista. NOI INSIEME

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Come poi dimenticare Pietro Ferrazzi, che ha accettato con il sorriso e con grande dignità la sua malattia. Un esempio per tutti noi che oggi siamo qui a lottare ancora per vincere una grande sfida: la guarigione. Intanto i suoi Genitori, per ricordare il figlio scomparso, hanno concesso alla nostra Sezione un significativo contributo per le attività della nostra sezione. E’ per noi motivo di grande orgoglio essere ancora qui a ricordare, a lottare per una giusta causa: ridare speranza a tante persone. Grazie Pietro il tuo esempio ci è di stimolo per continuare a lottare. Pietro Ferrazzi


E G Y P T PA S S I O N

(passione per l’Egitto antico) di Marco Dalla Pellegrina

D opo l’apertura della rubrica Egypt passion, che, da come ho sentito, ha “appassionato” un ampio pubblico, intendo ora proseguire con una trattazione legata alla medicina Egizia. RIVELATI I SEGRETI DEL MEDICO DEI FARAONI Un medico viene chiamato presso la casa di un giovane con profonde ferite sulla guancia; la carne è lacerata, rossa ed infiammata. Dopo un’attenta osservazione della ferita, il dottore gli applica uno speciale detergente enzimatico e, la copre con un bendaggio imbevuto in un composto antibatterico, per ridurre il pericolo d’infezione. Nonostante questa pratica di trattamento sembri moderna, il medico in questione visse e praticò nell’Antico Egitto quasi 4000 anni fa quando, gli esperti di medicina lavoravano con pozioni magiche ed incantesimi dedicati alla dea con la testa leonina, Sekhmet. In particolare, questo anonimo medico, che visse nel periodo del Medio Regno, attorno al 1900 a.C., ci tramandò le sue conoscenze su diagnosi e trattamenti di 48 gravi ferite in un documento ora conosciuto come il Papiro d’Edwin Smith. Il papiro, comprende 11 pannelli geroglifici per la lunghezza di 15 piedi e, si tratta del più antico testo chirurgico finora scoperto che, rileva quanto fossero avanzati questi professionisti del passato; vi sono osservazioni meticolose di quel che vedevano, cosa che, fa notare che la pratica della medicina era già una disciplina molto rispettata.. Il papiro, inizia con una constatazione del medico: “…per chiunque volesse diventare medico…[…]. …che la diagnosi è un semplice atto di misurazione e osservazione, da intraprendersi come ogni altra missione considerata di gran precisione, come nel misurare cose con una misura di grano, similmente la sofferenza deve essere tenuta in conto…”. La maggior parte dei medici del Medio Regno, erano anche sacerdoti di Sekhmet, avevano già un’accurata conoscenza del sistema circolatorio, della forma esterna del cervello e, di come interpretare le pulsazioni e, sapevano inoltre distinguere esattamente tra lussazioni e fratture delle ossa e, tra ascessi e tumori. Da altri papiri, si capisce che molti dottori erano specialisti e che, alcuni raggiunsero persino una gran fama finendo spesso per essere divinizzati.

Ma come procedevano nell’esaminare e nel curare le ferite? Dopo attente osservazioni e diagnosi del paziente, le ferite venivano indicate, divise in tre categorie: 1. “ferita che posso trattare”, 2. “ferita che combatterò” e, 3. “ferità per cui, è possibile far niente”. In altre parole, nel primo caso dice: so di cosa si tratta, posso trattarlo e mi aspetto un buon decorso, nella seconda, riuscire è quasi una scommessa mentre, nel terzo caso, piuttosto che intraprendere cure magari sfiancanti, senza possibilità di successo, preferivano agire con cure di supporto.Nel caso della ferita sulla guancia, si trattava di una lesione che si poteva facilmente curare quindi, il medico lasciò le istruzioni ad un’altro medico meno esperto di: “bendare il paziente con impacchi di carne fresca tutti i giorni. In seguito sarà trattato con un impiastro d’olio e miele tutti i giorni fino a che non migliorerà.” Secondo un’attuale medico, la carne fresca contiene enzimi che possono ripulire le ferite e ridurre l’infiammazione mentre, il miele, oggi sappiamo avere proprietà antibatteriche. Altri rimedi, comprendevano melagrane (come astringenti) e radici di loto (che contengono analgesici tipo morfina) mentre, il papiro rivela anche che, sapevano come suturare e cauterizzare. I medici erano solo una parte di un team di guaritori più ampio, ad ogni modo, il papiro contiene anche ricette per pozioni magiche e, suppliche a importanti divinità. Per esempio, i pazienti morsi da un serpente, avevano un’alleata in Iside, “signora della magia” che, assicurava ai supplicanti che, “ogni bocca di serpente che morde l’avrebbe ascoltata”. Mentre, un incantesimo scritto sul lato posteriore del papiro serviva a scacciare i demoni della notte, portatori di malanni; l’uomo che avesse recitato queste parole mentre girava intorno alla sua casa, si sarebbe tenuto alla larga dalle malattie. Altre formule magiche e pozioni, offrivano protezione contro i dolori mestruali, problemi mentali e perfino, facevano ringiovanire il viso (uno strano lifting del viso no?). Naturalmente, avevano conoscenze molto inferiori alle nostre così, quando qualcuno si ammalava o diventava cieco a causa di infezioni batteriche, il solo modo di spiegarlo era attraverso qualche tipo di forza sovrannaturale ed, il modo di curarlo doveva essere magico. NOI INSIEME

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Dolcissimo vivere Dolcissimo vivere Un raggio di sole illumina il giorno, il volo di un gabbiano distrae la mente… io penso alla vita, a tutti i momenti trascorsi. Nello smeraldo di questo lago brillano le mie emozioni. Il mio cuore ripercorre sentieri tortuosi, ma subito il pensiero si inoltra in tutto ciò che di meraviglioso sto vivendo. Lo scorrere del tempo, l’inevitabile consapevolezza del dolore, l’amara scoperta di una delusione, vengono sopraffatti da una dolcezza inspiegabile che mi irradia l’anima. Una gioia immensa si diffonde, un brivido dolcissimo mi riscalda… Questo mondo con i suoi tesori è qui anche per me. Cosa posso chiedere di più? Esisto, sono qui. Valentina Bazzani

GRUPPO DONNE

STUPENDI RICORDI D’INFANZIA di Teresa Mantovani

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rr, che freddo!!! Nel mio giardino sta zampettando, piano piano e tutto infreddolito, uno scricciolo in cerca di briciole. Che tenerezza! Mi ricorda la mia infanzia e le pietanze che mi preparava la mia cara mamma … Erano ricette della cucina Cimbra perché lei era nata a Badia Calavena, paese di origine Cimbra. Era una cuoca fantastica la mamma: dalla nostra cucina usciva un profumino che si spandeva nella nostra umile casa e faceva venire appetito!!! Io ricordo ancora queste ricette e mi è venuta voglia di farle conoscere anche ad altre persone che abbiano la passione di stare ai fornelli o che, ancor meglio, possano cucinare sulla stufa, come faceva mia madre. Ecco una ricetta: NOI INSIEME

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POLENTA E UCCELLETTI (TORDI, QUAGLIE, MERLI) Pulire bene gli uccelletti ed aprirli a metà; con uno stecchino da spiedini infilate una sottile fetta di lardo salato (io lo metto sotto sale grosso il giorno prima), poi una foglia di salvia e metà uccelletto, un’altra foglia di salvia ed una fetta di lardo e proseguire fino a quando gli uccelletti sono stati infilzati tutti. Quindi si mettono a cuocere ,uniti e compatti in una padella, con un po’ di burro senza aggiungere sale perché è sufficiente il lardo salato ad insaporirli. Far cuocere a fuoco lento per un’oretta e anche più, a seconda della grandezza degli uccelletti. Verso fine cottura, girare ed

aggiungere un po’ di vino bianco e aggiustare eventualmente di sale. Se sono un po’ troppo asciutti aggiungere dei pezzetti di lardo che, sciogliendosi, faranno un “pocetto” molto saporito, da gustare con la polentina calda prepararta nel frattempo … sentirete che bontà! Che contorno si addice a questa prelibatezza? Rape di Milano (sono quelle che hanno un colore violetto) lessate e condite con olio di oliva ed un po’ di sale; accompagnare con un vino rosso, Barbera o Merlot. Buon appetito e quando mangerete questo piatto pensate alla meravigliosa valle della Lessinia, terra Cimbra!!!


CENNI STORICI SUI CIMBRI

GRUPPO DONNE

di Rosanna Cavattoni

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Cimbri sono i resti di un popolo tedesco rer" che significa lavoratori del legno) offrì la posche, intorno al Mille dc, venne ad occupare una sibilità di costruirsi un dimora fissa con l’impegno grande zona boscosa che apparteneva alle provin- di disboscare una parte assegnata di territorio. ce di Verona, Vicenza e Trento. Da noi, nel Questi tzimberer costituirono poi delle comunità Veronese, s’insediarono sull’altopiano della più ampie, dette contrade, che diedero poi luogo Lessinia tra Sant’Anna d’Alfaedo a sud e l’alta alla formazioni di 13 comuni diversi sparsi nel terValle del Chiampo, a est. Nel lontano passato ritorio. sono corse varie leggende circa l’origine dei In questa seconda ipotesi storica l’attuale nome Cimbri, una di queste fa risalire l'origine di questa "cimbri" deriverebbe quindi da una dialettizzaziopopolazione germanofona al popolo di uguale ne progressiva dell’originario termine "tzimberer" nome, proveniente dal territorio dell'attuale nell’attuale "cimbri" appunto, determinato dalla Danimarca, che tentò di invadere l'Italia, ma che atavica difficoltà dei popoli veneti nel dire corretfu sconfitto dall'esercitamente la lettera "Z" to romano sotto la trasformandola in "S". guida di Caio Mario ed I tredici comuni erano i cui pochi superstiti si quelli che oggi si chiasarebbero appunto ritimano: VELO, ROVErati nelle prealpi veneRE’, ERBEZZO, SELVA te, originando la stirpe DI PROGNO, BOSCOdei moderni cimbri. CHIESANUOVA, Oggi, però, gli storici BADIA CALAVENA, dei Cimbri affermano CERRO, S. MAURO che non c’è nulla nei DELLE SALINE, AZZAterritori cimbri del RINO, S.BORTOLO, Veneto che si possa VAL DI PORRO, ricollegare con i Cimbri TAVERNOLE, CAMPOdel tempo di Roma. SILVANO. Gli ultimi Sappiamo invece, che, cinque sono oggi sono dapprima nelle terre stati accorpati nei dell’altopiano d’Asiago comuni limitrofi più e successivamente estesi. nelle valli limitrofe, Col passare del tempo attorno al Mille e nei i gruppi di Cimbri e i secoli successivi, arriloro discendenti pervarono schiere di colodettero via via il linni tedeschi, che proveguaggio che si erano nivano da una regione portati dietro quando compresa tra la vennero nei nostri Svevia, la Baviera e il monti: il tauc o, Tirolo, in cerca di conmeglio, come lo chia“Colonnetta” tipica arte dei Cimbri dizioni di vita migliori; miamo noi, il ”cimerano in ciò favoriti anche dalle autorità che bro”. All’inizio del Novecento il tauc si parlava governavano quelle zone e che avevano bisogno ancora correntemente solo a Giazza e a di manodopera per bonificare le loro terre e ren- Campofontana; a Giazza poi lo conservano ancoderle fertili ra adesso; ma sono pochi i parlanti, mentre a San Dall’alta valle del Chiampo nel vicentino, verso la Bortolo delle Montagne, nel passato detto fine del 1200, partirono altri gruppi in direzione “Tedesco” appunto per il linguaggio che usavano i della Lessinia favoriti anche dalla chiamata del suoi abitanti, si è inesorabilmente dissolto. vescovo di Verona, Bartolomeo della Scala che La storia di questa popolazione ha comunque aveva bisogno di disboscare e bonificare la lasciato delle tracce indelebili sul territorio che Lessinia, lembo di terra che gli apparteneva. A sono testimoniate anche dal materiale custodito questi coloni boscaioli (in tedesco detti "tzimbe- nel Museo dei Cimbri a Giazza. NOI INSIEME

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Roma 21-24 gennaio 2008 di Mirco Squaranti Cona

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asciando da parte l’aspetto spirituale-religioso che ti coinvolge indirettamente, ho assaporato durante tutta la permanenza nella capitale, le grandiosità artistiche e architettoniche create in questi luoghi dai Pontefici nel corso dei secoli, anche con opere che sono state viste finite dal successore di chi le aveva iniziate. Le vestigia lasciate dagli antichi romani invece sembravano passare in secondo piano, come eventi che si ergono maestosi ogni tanto percorrendo le strade, ma ormai mancanti di una vera organicità nel loro complesso. Molto belli i musei vaticani per le opere che contengono, per gli sconfinati corridoi interamente dipinti; fantastici anche gli affreschi della cappella Sistina creati da Michelangelo nel corso di 10 anni; ma ciò che mi ha impressionato di più è stata la basilica di San Pietro, la sua maestosità, gli spazi immensi, la cupolona, l’opera del Bernini, i grandi mosaici talmente per-

fetti da sembrare pitture. Come non ricordare la nostra guida, Antonino, che non smetteva mai di parlare, commentando ogni cosa fin nei minimi particolari, comunque riuscendo a farci restare nella mente molti ricordi. E’ stata emozionante anche l’udienza dal Papa: l’attesa in sala Nervi, con i vari gruppi provenienti da ogni dove, anche dagli Stati Uniti e dall’America Latina, che quando venivano nominati, facevano un festoso baccano; senza dimenticare la nostra stretta di mano al Papa, seppur troppo breve per assaporare intensamente l’intensità del momento. Eravamo ospitati all’opera Don Calabria, gestita anche da veronesi che ci hanno sempre fatto trovare a tavola delle bottiglie… di vino Soave. Alla sera un ringraziamento al Signore e poi vìa, si mangiava in fretta (i vassoi di cibo venivano rapidamente svuotati). Comunque così ci restava molto tempo da passare nella saletta

Tutti i partecipanti alla vacanza a Roma NOI INSIEME

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ricreativa a giocare a calcetto, a carte, e a cantare con Beppe, questa volta giù di tono per un calo di voce; ma questo non ha scalfito la nostra voglia di esserci, di assaporare ogni momento. D’altronde Beppe si è sempre prodigato perché le cose andassero bene, da instancabile organizzatore e regista dei nostri viaggia qual è. Tra una visita e l’altra abbiamo anche trovato il tempo per una serata al pub, accompagnata da un lungo giro panoramico sul lungotevere, con i monumenti scanditi dalla voce dell’amica romana di Davide. I giorni sono passati fin troppo velocemente, c’era sempre allegria e neppure i viaggi sembravano eccessivamente affaticanti. Adesso siamo pronti per la settimana di convivenza in Calabria, nella Locride, certi di poter affrontare il viaggio contando su un’organizzazione impeccabile e su un’accoglienza genuina. Arrivederci a presto.


IL VIAGGIO alla SCOPERTA dell’ALTRO

GRUPPO GIOVANI

di Davide Tamellini

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l Gruppo Giovani ha adottato la filosofia del viaggio, andando alla scoperta di altre realtà. Il viaggio non è un semplice “uscire di c a s a ”, ma un’apertura interiore, un mettersi in gioco, uno scambio di esperienze reciproche con il proprio accompagnatore, una convivenza con altre persone. Il partecipare ad una vacanza, con un proprio accompagnatore, è un’esperienza di autonomia, che permette una crescita personale e

sociale. Quest’anno abbiamo iniziato con una

vacanza invernale a Roma

I G I O VA N I V O G L I O N O I G I O VA N I : E’ PRONTO IL CORTOMETRAGGIO

nello Stato Pontificio, con il desiderio di arricchire le nostre conoscenze storiche, culturali, spirituali e di divertirci. Nel corso di questa estate sono previste altre due splendide vacanze: l’esperienza al mare a Locri, da parte del gruppo giovani e la crociera sul mediterraneo che coinvolgerà anche le famiglie. Il gruppo giovani si augura di coinvolgere ragazzi/e nuovi per vivere altre bellissime vacanze insieme. Vi aspettiamo.

GRUPPO GIOVANI

di Davide Tamellini

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ll’Assemblea dei Soci della Uildm di Verona è stato presentato in anteprima il cortometraggio realizzato dai giovani dell’associazione, con lo scopo di incontrare altri giovani del territorio veronese e non solo. È stato creato grazie ad un contributo del Centro Servizi di Volontariato di Verona e alla collaborazione con il gruppo Unicinema dell’Università degli studi di Verona. I giovani vogliono i giovani è il titolo del cortometraggio, ma anche il motto del gruppo giovani, il quale è sempre alla ricerca del confronto con altri giovani e al bisogno di coinvolgerli nelle attività di volontariato dell’associazio-

ne. Il cortometraggio sarà uno strumento in più per poter presentare le attività del gruppo giovani alla città di Verona e lanciare un messaggio di solidarietà. Abbiamo bisogno di giovani che si avvicinano alla disabiltà, che ci aiutino a sostenerci con il volontariato: dalla guida di furgoncini attrezzati, al passare un pomeriggio a casa di qualche ragazzo o al partecipare alle attività del gruppo giovani. I giovani dell’associazione, che sono coinvolti nell’organizzazione di incontri, di feste, di serate in pizzeria e locali, di concerti e di attività di solidarietà, promuoveranno il cortometraggio nelle

scuole, nei concerti e in tutti gli eventi giovanili con la speranza di sensibilizzare e coinvolgere sempre di più i giovani.

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n. 1 anno 2008