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"Donzelli Mirko" <donzirko1996@live.it>


ALESSANDRO MAGNO

L

a suddivisione tra Oriente e Occidente ha inizio con le guerre persiane. I Greci pensano che il loro modo di vivere, la loro cultura e i loro pensieri siano differenti da quelli persiani.

I Greci sono portatori di libertà, detentori di una cultura razionale. I Persiani sono portatori di tirannia, immersi nella magia. Questo sempre secondo il pensiero dei Greci, Eschilo sa però che Grecia e Persia erano andati per lungo tempo di pari passo. La Grecia è un’ appendice dell’ Impero Persiano, Alessandro inizia a far pensare alla Grecia che ci sono diverse culture oltre alla loro, che non ci sono superiorità fra di esse e che c’è la possibilità di farne una singola. Alessandro nasce a Pella, a nord del Monte Olimpo, e già dalla sua nascita riceve in affidamento il Regno di Macedonia, è molto ambizioso e, grazie allo stimolo datogli dal padre, svilupperà al massimo la cultura Greca, ha folgoranti intuizioni politiche e strategiche. Alcuni affreschi di soldati che festeggiano con i nobili ci forniscono una delle chiavi della superiorità militare di Alessandro, in quel tempo non ci sono professionisti della guerra e Alessandro costituisce un esercito permanente. Hanno un grande vantaggio sugli avversari che armano i contadini e che, a guerra finita, tornano a lavorare i campi. Dall’ affresco si capisce anche altre cose sui soldati: le loro lance hanno un’ altezza smisurata e sono chiamate Sarisse, sono alte 5.50 metri e pesano 6.20 chili. Queste lance permettono ai soldati di alleggerirli dei pesanti scudi di bronzo. Le falangi armate di Salisse sono istituite quando Filippo, il padre di Alessandro Magno, sviluppa una fanteria di professionisti, infatti l’utilizzo appropriato della Salissa richiede un addestramento accurato. Le truppe sono costituite da falangi di 50 soldati, ogni soldato delle prime quattro file proietta in avanti la propria Salissa oltre la prima linea, le file posteriori tengono la Salissa in diagonale o in alto, finche il soldato davanti non viene ucciso, poi abbassano la Salissa. Aristotele è incaricato di insegnare ad Alessandro il pensiero greco. Per i Greci il mondo è costituito da: -

Grecia

-

Egitto

1


-

Asia

-

India

Alessandro vuole unire tutti i popoli e portare la civiltà greca fino alle terre più lontane. Prima, però, vuole consolidare il potere ereditato dal padre, raggruppa le città greche minacciate dall’ espansionismo persiano. In quel periodo gran parte dell’ Asia è sotto il dominio dei persiani, ogni cosa è gigantesca, Persepoli, capitale persiana, esercita fascino e timore sulle piccole città greche. La Persia ha un governo autocratico mentre la Grecia ha un governo democratico. Dario III è il monarca assoluto, governa il suo regno con durezza, la sua potenza risiede nella ricchezza dei suoi vassalli, e nelle 23 province dell’ Impero Persiano. Gli sciiti, sono guerrieri nomadi e formano la cavalleria del re Dario III, l’ India porta il suo oro, l’ Etiopia, il suo avorio. La vera ossessione di Dario, è, però, avere la Grecia. Infatti i Persiani hanno cercato di conquistarla per 2 volte, i Greci disprezzano i Persiani, li paragonano a Centauri, che secondo i Greci rappresentano l’uomo non ancora libero dalle sue origini animali. L’appello di Alessandro viene accolto dal mondo greco con entusiasmo. Quando Alessandro succede al padre, il mondo greco e quello persiano si trovano in un equilibrio interno mentre ad Occidente, le città greche, dopo anni di scontri, si sono unite in un’ alleanza, a Oriente, il re di Babilonia regna su un impero riunito da Ciro. Alessandro ha il sogno di unire Oriente e Occidente sotto un unico re, così ha inizio l’ Epopea. Ha inizio in una primavera del 334, Alessandro passa lo stretto dei Dardanelli con 180 navi. Avanza con i suoi 37000 uomini verso gli argini del Granico, l’esercito Persiano lo aspetta dall’altra parte del fiume. È la prima grande battaglia di Alessandro, i fanti devono attraversarlo ma si espongono alle loro frecce. Dopo averlo attraversato, Alessandro sfonda le linee del nemico e nella mischia, rischia di rimanere ucciso. L’esito è incerto ma i Persiani pressati si ritirano, Alessandro così libera le città dell’ Asia minore e scopre un mondo diverso dei persiani da quello che si era immaginato. Dopo aver unito i territori, il regno fu diviso in province e ognuna di esse era amministrata da un rappresentante del re: il satrapo. Il re aveva degli obblighi che erano: -

La riscossione delle tasse

-

L’applicazione delle leggi

-

L’informazione sullo stato d’animo delle popolazioni

Alessandro si dirige a est per affrontare Dario, lui lo aspetta ad Issos con un esercito di 500 uomini. Alla fine della battaglia, Dario abbandona il campo, lasciando che sua moglie, sua madre e i suoi figli vengano catturati, per la liberazione offre metà del suo Impero ma Alessandro rifiuta perché vuole tutto.

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Si impossessa del tesoro di guerra di Dario, del suo arco, del suo carro e del suo mantello. Intanto Alessandro continua a conquistare una sessantina città. Alessandro giunge in Egitto e ai piedi delle piramidi scopre come Dario tratta le popolazioni sottomesse. Dario consente agli egiziani di praticare la propria religione e rispetta la loro lingua e la loro cultura. Alessandro, in Egitto, ed entra nel Tempio di Ramon e in segno di rispetto, senza generali. Decide che governerà l’ Egitto solo con il consenso del popolo, cambia idea rispetto alla monarchia, vuole adattare la sua figura di monarca alle tradizioni orientali. Alessandro si lancia all’inseguimento di Dario che ha raggruppato un esercito immenso, il re macedone attraversa la Fenicia, passa a nord della Siria, arriva in Mesopotamia e si accampa a Gaugamila, in una notte d’eclissi. I due re sono pronti per la battaglia, Dario ha riunito 1 milione di soldati, e i due regni si studiano da lontano per 10 giorni. L’ 11 giorno inizia la battaglia, al comando di Alessandro, l’avanguardia greca attacca la cavalleria persiana, riesce a neutralizzare l’assalto dei carri falcati nemici, Dario distacca le truppe centrali per sostenere l’ala sotto attacco aprendo una breccia pericolosa nel suo fronte l’ala destra della cavalleria di Dario attacca il fianco dei Macedoni per cercare di oltrepassarla. Alessandro si infila nella breccia e il fronte persiano si disgrega, la carica greca attacca molto violentemente, il centro dell’ esercito persiano viene annientato, nessuna resistenza sembra ormai in grado di arginare la furia delle truppe di Alessandro. Dario, sa che perderà e, ripiega. La sua guardia tenta di proteggere la sua ritirata. Le truppe persiane capiscono che Dario sta scappando, indietreggiano anche loro, rompendo gli schemi di guerra. L’intero impero persiano è ormai alla portata del re di Macedonia, Alessandro si avvia verso Babilonia, i popoli orientali sono sorpresi sapendo che Dario si è ritirato. Alessandro si trova, alla porta di Ishtar, con un generale contro cui ha combattuto, e gli consegna le chiavi del tesoro reale. Le mura della città sono ricoperti da fregi ciclopici dove sono rappresentati animali. Alessandro punta a diventare re dei barbari, rispettando il loro popolo, è il primo tentativo di imporsi come un vero sovrano internazionale. Alessandro lascia Babilonia e si reca a Susa e li si impossessa di un tesoro che comprende circa oltre 1500 tonnellate d’oro. Arriva infine a Persepoli, capitale della Persia, nel gennaio del 330. Rimane stupito dallo splendore del Palazzo della Padana, si estende su 300 metri da est a ovest, e 430 da nord a sud. Comprende 13 costruzioni: -

Tesoreria (racchiude oltre 3000 tonnellate d’oro)

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Scala

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Sala (grandissima, poteva contenere 10000 uomini).

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Alessandro entra nel palazzo circondato dai suoi generali, quando si dirige verso il trono è da solo, concede gli stessi privilegi dei greci ai persiani, ma non tutti sono felici così mostra la propria forza e ordina la distruzione del palazzo di Apadana. Dario è ancora libero e si forma un esercito a nord. Alessandro vuole far collaborare i nobili iraniani e persiani e utilizza la paura e la seduzione. Organizza un banchetto gigantesco dove vengono invitati sia i Greci che i Persiani, e assiste vestito con abiti persiani poi esprime l’auspicio di voler vedere vivere i due popoli in armonia. Vuole essere riconosciuto dalla nobiltà persiana come re. Gli usi dell’ impero persiano prevedono che i vassalli si prosternassero davanti al re di Persia e Alessandro invita Greci e persiani a seguire questo esempio. Secondo lui, è un modo per stabilire un uguaglianza tra i suoi sudditi. Alcuni persiani non accettano questo impero unito e gli rimproverano di essere troppo coinciliante con i costumi persiani e non capivano perché volesse adottarli per sé. Alessandro lascia Persepoli per andare a Pasargade, sulla tomba di Ciro il Grande, poi si lancia all’ inseguimento di Dario, fuggito con il satrapo della Batriana ma lui uccide l’ imperatore persiano (Dario) e scappa a est. Alessandro lo raggiunge e lo fa giustiziare per regicidio. Incontra una forte resistenza da parte dei nomadi della steppa centrale ma lui continua a fondare nuove città. Arriva in India dove i Greci devono affrontare per la prima volta i monsoni, lì l’immenso esercito indiano perde posizione al cui comando c’è re Porus, catturato poi da Alessandro. L’imperatore gli chiede come vuole essere trattato e il re gli risponde che vuole essere trattato da re, Alessandro se lo vuole fare amico. Vorrebbe andare ancora avanti ma le truppe sono stanche perciò tornano indietro. Alessandro Magno muore l’ 11 giugno 323 per una febbre contratta a Babilonia

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Biografia Alessandro Magno