Page 1

I sindacati dicono: NESSUN COMPROMESSO sui DIRITTI DELLE DONNE TOLLERANZA ZERO per la VIOLENZA su donne e ragazze Nella Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne delle Nazioni Unite, la violenza sulle donne è riconosciuta come una manifestazione di un rapporto di potere tra uomini e donne storicamente disuguale, che ha portato al dominio e alla discriminazione delle donne da parte degli uomini e all'impedimento del pieno avanzamento delle donne. La violenza sulle donne costituisce uno dei meccanismi sociali cruciali attraverso cui le donne sono costrette ad una posizione subordinata rispetto agli uomini. La violenza sulle donne esiste in tutti i paesi e in tutte le società e colpisce tutti i gruppi di donne e ragazze. Una ragazza su tre nata oggi dovrà affrontare qualche forma di violenza nella sua vita. La violenza sulle donne e sulle ragazze può essere fisica, sessuale, psicologica o economica. Questa rappresenta la realtà di milioni di donne e ragazze che non hanno né voce, né libertà, né indipendenza economica e né uguale accesso all'istruzione o al lavoro. La violenza sulle donne e sulle ragazze avviene nei luoghi pubblici e privati, negli spazi fisici come negli spazi virtuali del web. La violenza e la minaccia di violenza sulle donne privano le donne dei diritti umani fondamentali. Le forme estreme di violenza sulle donne, che dovrebbero essere punite secondo dal diritto penale in ogni singolo paese, includono: • • •

Le Mutilazioni Genitali Femminili (MGF) Il matrimonio forzato di giovani donne e ragazze Lo stupro, incluso lo stupro come arma di guerra e di pulizia etnica

La violenza domestica è la forma di violenza più diffusa contro le donne. La violenza domestica è la causa principale dei femminicidi nel mondo (Ufficio delle Nazioni Unite contro su Droghe e Crimine). Nella sola Europa, 3.500 donne sono uccise ogni anno dai loro partner. Questi dati sono in crescita in parecchi paesi europei, tra cui la Spagna, l'Italia e il Regno Unito. Uno studio del 2004 sul femminicidio in Sud Africa ha stimato che ogni sei ore viene uccisa una donna dal suo partner. In America Latina e in Canada tra il 60% e il 70% di tutti i femminicidi sono perpetrati da partner. La violenza sulle donne e sulle ragazze rappresenta una minaccia grave per l'indipendenza economica delle donne e colpisce profondamente la capacità delle donne di trovare e mantenere un lavoro, nonché i loro risultati professionali. Come riconosciuto 1


dalla Piattaforma d'Azione di Pechino: “La violenza sulle donne è un ostacolo per il raggiungimento degli obiettivi di uguaglianza, sviluppo e pace. La violenza sulle donne viola e altera o annulla il godimento da parte delle donne dei diritti umani e delle libertà fondamentali” (par. 112). I costi economici della violenza sulle donne sono, insieme alle sofferenze fisiche ed emotive, considerevoli e possono raggiungere miliardi di dollari l'anno in seguito all'uso dei servizi di assistenza medica e sanitaria o alla perdita di produttività. La violenza contro le donne e le ragazze a scuola e in altre istituzioni educative, comprese quelle nelle zone rurali remote, ostacola lo sviluppo educativo, psicologico e sociale. Le studentesse che hanno conosciuto il bullismo, le molestie sessuali e altre forme di violenza a scuola rischiano di essere maggiormente isolate socialmente, depresse, frustrate e mostrano uno scarso attaccamento alla scuola. Quando la violenza si verifica nelle istituzioni educative, questa ostruisce l'insegnamento, compromette l'ambiente di lavoro degli insegnanti e colpisce la qualità di apprendimento degli studenti. Gli uomini e i ragazzi dovrebbero essere inclusi nel lavoro di prevenzione della violenza, specialmente nelle istituzioni educative. In questo lavoro con gli uomini e i ragazzi, la comprensione progressiva della mascolinità è fondamentale, specialmente quando viene spesso manifestata ed esternata tra gruppi di pari in contesti educativi. La violenza sulle donne e sulle ragazze, o la minaccia di violenza, aumenta il rischio di infezione da HIV: le donne che hanno subito violenza hanno probabilità tre volte superiore di essere infettate dall'HIV rispetto a coloro che non l'hanno subita (UNAIDS,2010). La condizione di subordinazione nei matrimoni e nei rapporti intimi diminuisce notevolmente la capacità delle donne di negoziare l'uso del preservativo per rapporti sessuali più sicuri, o di rifiutare rapporti sessuali non sicuri. Attualmente, un certo numero di forze politiche conservatrici e religiose fondamentaliste di qualsiasi appartenenza cercano di limitare l'uguaglianza di genere o la realizzazione dei diritti delle donne per ragioni “culturali”, “tradizionali” o “religiose”. Questa forma di violenza sulle donne e sulle ragazze giustificata culturalmente si basa su affermazioni di autenticità e autorità culturale o religiosa e porta ad una riduzione del diritto fondamentale delle donne di controllare il proprio corpo e di compiere proprie scelte di vita. Tali affermazioni devono essere completamente respinte: non esiste nessun diritto culturale o religioso che possa minacciare, controllare, dominare, danneggiare, torturare o uccidere una donna a causa della sua appartenenza di genere (www.violenceisnotourculture.org). La violenza nei luoghi di lavoro La violenza sulle donne nei luoghi di lavoro, che sia sessuale, fisica, mentale, psicologica o economica, è un fenomeno diffuso che colpisce milioni di donne ed ha conseguenze sproporzionate su certi gruppi di donne vulnerabili: • • • •

Le donne che lavorano in settori che non sono coperti dalle leggi sul lavoro, come le lavoratrici domestiche, specialmente migranti, che spesso si trovano in balia dei loro datori di lavoro a causa di una legislazione del lavoro inadeguata; Le lavoratrici nelle zone franche dove i diritti dei lavoratori sono limitati; Le lavoratrici nelle zone di conflitto dove i maschi perpetratori della violenza sulle donne agiscono impunemente; Giovani donne in situazioni di lavoro precario, che sono particolarmente vulnerabili 2


alle molestie sessuali e ad altre forme di violenza sessuale. La costante segregazione delle donne in lavori precari, sottopagati e di bassa condizione e di bassa qualifica contribuisce ad alimentare il problema. L'attuale crisi globale rende persino più difficile alle donne trovare un lavoro dignitoso. La privatizzazione, i riaggiustamenti strutturali e le varie misure di “austerità” hanno comportato la perdita di importanti servizi pubblici e di posti di lavoro nei servizi pubblici. In molti paesi, c'erano “buoni” posti di lavoro sindacalizzati per donne, con salario, benefit e pensioni dignitose. Siccome esiste un'alta concentrazione di donne nei posti di lavoro nel settore pubblico, le donne sono sproporzionatamente colpite e sono doppiamente colpite: a causa della loro dipendenza dai servizi pubblici. La crisi, che è stata anche utilizzata come scusa per ridimensionare i diritti umani e i diritti dei lavoratori e per ridurre posti di lavoro, indebolisce la tutela legale della donna sul lavoro. Le donne temono di perdere la loro fonte di reddito e sono sempre più riluttanti a denunciare gli atti di violenza sul loro posto di lavoro. Questo perpetua ulteriormente intollerabili condizioni di violenza sul lavoro. Inoltre, i tagli generali alla spesa pubblica hanno conseguenze negative sull'efficacia delle misure di prevenzione e dei servizi sociali forniti alle vittime della violenza. La realizzazione dei diritti umani universali delle donne, dell'empowerment e della promozione a posizioni apicali sono tutti elementi importanti di un agenda per l'eliminazione della violenza sulle donne e sulle ragazze. Il rispetto e la promozione dei diritti civili, politici, economici, sociali e culturali delle donne sono condizioni essenziali per garantire l'autonomia e la capacità delle donne ad uscire da situazioni violente. L'accesso ai servizi di assistenza sanitaria e sociali, alla cura dei bambini, all'istruzione, all'alloggio, all'alimentazione e alla sicurezza del reddito sono inestricabilmente collegati ad una maggiore o minore vulnerabilità delle donne alle diverse manifestazioni di violenza sulle donne. I sindacati in azione Insieme agli altri partner della società civile, i sindacati sviluppano, attuano e promuovono strategie finalizzate ad eliminare la violenza sulle donne e le ragazze. L'eliminazione della violenza richiede un forte intervento delle autorità pubbliche per ideare ed attuare misure adeguate di prevenzione, per garantire tutela legale e svolgimento dei processi e fornire sostegno e risarcimento alle vittime. Le organizzazioni della società civile hanno, tuttavia, un forte ruolo da svolgere nell'ideazione e attuazione delle azioni pubbliche finalizzate ad eliminare la violenza sulle donne e sulle ragazze. Come sindacati, invitiamo gli stati a finanziare e investire adeguatamente nei servizi pubblici di qualità che siano accessibili alle donne, in particolare le donne vittime di violenza. I sindacati: • • • •

Individuano e affrontano le disuguaglianze di fondo e l'abuso di potere che porta alla discriminazione e alla violenza Sensibilizzano l'opinione pubblica e la mobilitano contro la discriminazione e la violenza Rompono il silenzio attorno alla violenza sui luoghi di lavoro Fanno della prevenzione e dell'eliminazione degli atti di violenza un argomento del dialogo sociale 3


• • •

Includono misure per proteggere le vittime della violenza domestica negli accordi collettivi Contribuiscono alla creazione di meccanismi per eliminare le molestie sessuali e altre forme di violenza nei luoghi di lavoro Esercitano pressioni per riforme legislative che aiutino a prevenire e a porre rimedio alla violenza sulle donne, a garantire il rispetto dei diritti sociali ed economici e a promuovere il lavoro dignitoso.

15 richieste agli Stati membri 1. Garantire che l'uguaglianza di genere sia sancita come principio nelle costituzioni nazionali. 2. Mettere in atto meccanismi efficaci per far rispettare la legge in stretta collaborazione con la società civile. Garantire sanzioni giuridiche che scoraggeranno atti di violenza. 3. Adottare piani di azione globale contro la violenza sulle donne, fornire risorse sufficienti alla politica che sarà attuata, finanziamenti adeguati e servizi pubblici accessibili per aiutare le donne vittime di violenza (rifugi, linee telefoniche dirette, abitazioni, servizi sociali, assistenza ai bambini, etc.) 4. Formare le autorità giudiziarie e la polizia per metterli in grado di trattare in modo adeguato le questioni relative alla violenza sulle donne e le ragazze. 5. Incoraggiare l'accesso delle donne ai meccanismi giudiziari, inclusa la fornitura del servizio di traduzione in diverse lingue quando richiesto, l'assistenza e la difesa legale gratuite. 6. Adottare misure efficaci per garantire che i mezzi di comunicazione rispettino e promuovano il rispetto delle donne e delle ragazze. 7. Integrare il principio di uguaglianza di genere nei programmi scolastici, inclusa un'attenzione alla prevenzione della violenza. 8. Sostenere attivamente le donne in posizioni apicali e lavorare per il raggiungimento della parità tra gli uomini e le donne in tutti gli organismi decisionali. 9. Emanare una legislazione nazionale che riconosca la violenza di genere quale motivo per la richiesta di asilo politico e di non essere rimpatriate, che riconosce le vulnerabilità specifiche di certi gruppi di donne, comprese le lavoratrici migranti, le donne disabili e le donne indigene. 10. Sviluppare gli indicatori sulla violenza sul lavoro, da compilare regolarmente, pubblicare dati disaggregati ripartiti per genere e creare sistemi che misurino e monitorino i progressi raggiunti sugli obiettivi concordati. 11. Emanare una legislazione efficace che protegga le donne e le ragazze dalla discriminazione e dalla violenza. 12. Ratificare la Convenzione sull'Eliminazione di Tutte le Forme di Discriminazione contro le Donne (CEDAW – 1999) senza riserva e attuare la raccomandazione generale n° 19 sulla violenza sulle donne, come pure il Protocollo aggiuntivo della CEDAW; • Gli Stati che hanno ratificato la CEDAW con riserva, dovrebbero ritirare queste riserve con effetto immediato; • Gli Stati che hanno ratificato la CEDAW senza riserva, ma violano continuamente la CEDAW, dovrebbero essere responsabili di tali violazioni; • Tutti gli Stati dovrebbero monitorare e valutare attentamente l'attuazione della CEDAW.

4


13. Ratificare la Piattaforma d'Azione per gli obiettivi e le azioni sulla violenza contro le donne della Quarta Conferenza Mondiale delle Donne e la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'Eliminazione della Violenza contro le Donne (1993), così come la Dichiarazione e il Programma di Azione di Vienna, il Programma d'Azione della Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo, la Dichiarazione e il Programma di Azione della Conferenza mondiale contro il Razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e l'intolleranza correlata; 14. Ratificare la Convenzione OIL 111 sulla non discriminazione, la Convenzione n° 189 sul lavoro domestico, la Convenzione n° 182 sul lavoro minorile e l'attuare la Raccomandazione OIL n° 200 sull'HIV/AIDS; 15. Adottare e aderire agli strumenti giuridici internazionali che proteggono i diritti delle donne nei conflitti armati: la Dichiarazione dell'Ufficio dell'Alto Commissariato per i Diritti Umani, OHCHR, sulla Protezione delle Donne e dei Bambini nelle situazioni di emergenza e nei conflitti armati (1974); la Dichiarazione e la Piattaforma d'Azione di Pechino (1995); la Risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite 1325 su Donne, Pace e Sicurezza (2000); la Dichiarazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 14 ottobre 2009. Per dimostrare il loro impegno ad affrontare la violenza sulle donne, i governi, in collaborazione con la società civile, devono intensificare l'azione per eliminare la discriminazione di genere in tutte le sfere della vita e raggiungere una vera uguaglianza tra le donne e gli uomini. I SINDACATI invitano tutti gli stati membri ad adottare tutte le misure necessarie, per prevenire e porre rimedio, immediatamente e senza ulteriore ritardo, alla violenza contro le donne e le ragazze.

(Traduzione di Maria Teresa Polico)

5

NESSUN COMPROMESSO sui DIRITTI DELLE DONNETOLLERANZA ZERO per la VIOLENZA SU DONNE E RAGAZZE  

Dichiarazione finale della Confederazione internazionale e organizzazioni sindacali nazionali