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Foggia Rodi Garganico Deliceto 19 giugno | 13 luglio 2015 Foggia Teatro Giordano Chiostro di Santa Chiara Auditorium Santa Chiara

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Ringraziamenti

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Franco Landella Sindaco di Foggia Anna Paola Giuliani Assessore alla Cultura del Comune di Foggia Carlo Dicesare dirigente del Servizio Cultura del Comune di Foggia Mariolina Goduto dirigente del VI Circolo Scuola dell’Infanzia e Primaria Pascoli - Santa Chiara Marialba Pugliese dirigente dell’Istituto Comprensivo Alighieri-Cartiera Mimmo Attademo docente di fotografia presso l’Accademia delle Belle Arti di Bari Vittorio Fabbrini per la gentile concessione del pianoforte Un particolare ringraziamento al personale coadiutore del Conservatorio: Salvatore Caravelli, Michelina Cariello, Michele Cozzolini, Aldo Giraldi, Michele Morese, Filippo Nunziante, Giovanna Palmieri, Rinaldo Stefania, Antonio Rendine.


Il 19 giugno 2015 avrà inizio, presso il Teatro Giordano, la XIX edizione di Musica nelle corti di Capitanata. La tradizionale rassegna musicale estiva promossa dal Conservatorio di musica “Umberto Giordano” di Foggia si articolerà in ben 21 concerti fino al 13 luglio e comprenderà, per il secondo anno consecutivo, anche il Rodi Jazz Fest che si terrà a Rodi Garganico dal 24 al 26 giugno. Di particolare rilievo anche quest’anno la variegata programmazione artistica che toccherà varie location come il Teatro Giordano, l’Auditorium e il Chiostro di Santa Chiara, il Gargano e il Subappennino. Siamo tutti molto emozionati per questa grande prospettiva che si materializza per i nostri studenti, ai quali viene offerta una preziosa occasione per esprimersi e misurare, davanti a un pubblico d’eccezione, le capacità e il talento. Di grande interesse, inoltre, l’esecuzione con allestimento scenico de Le Nozze di Figaro, grande capolavoro mozartiano che vedrà impegnate molte forze del Conservatorio. Un ringraziamento va a quanti hanno contribuito a organizzare questa rassegna che inonderà di bella musica le serate dell’estate foggiana.

Alessandro Romanelli Presidente del Conservatorio

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“Musica nelle corti di Capitanata” riparte dal Teatro Giordano, esattamente dove Il Conservatorio di musica “Umberto Giordano”, che ne è l’ideatore, aveva simbolicamente celebrato, il 18 dicembre scorso, con l’Intermezzo di Fedora e la quarta sinfonia di Mahler, l’inizio dell’anno accademico 2014/2015. C’è un sottile fil rouge che lega il concerto di sei mesi fa all’inaugurazione del 19 giugno. Esso parte da lontano, passa idealmente attraverso l’incontro tra Gustav Mahler e Jean Sibelius del 1907 per giungere fino a noi sotto forma di musica libera e dallo spirito universale. Saranno infatti proprio le note della Suite Rakastava di Sibelius, compositore di cui ricorrono i 150 anni dalla nascita, ad aprire la nostra tradizionale rassegna estiva giunta ormai alla diciannovesima edizione. Dal Teatro della nostra Città, ritornato ad essere uno dei luoghi privilegiati dove esprimersi ed emozionarsi, partirà un lungo viaggio di ventuno concerti, tutti diversi, che, avendo come stazione principale il suggestivo Chiostro di Santa Chiara, ci porterà verso il Subappennino e il Gargano, divenuto ormai splendida cornice del Rodi Jazz Fest. Questa rassegna è il frutto del lavoro e dell’impegno di un grande Istituto qual è il Conservatorio di musica “Umberto Giordano” e il risultato della indispensabile sinergia con gli Enti principali del territorio, con i quali il Giordano è orgoglioso di collaborare. Musica nelle corti di Capitanata è il nostro laboratorio di civiltà che annualmente condividiamo con voi, è la nostra Sinfonia, che, come disse Mahler a Sibelius, “deve essere come il mondo: deve abbracciare tutto”.

Francesco Di Lernia Direttore del Conservatorio

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CALENDARIO

GIUGNO 19 Venerdì Teatro “Umberto Giordano” Concerto inaugurale Umani più del Suono 150° anniversario della nascita Jean Sibelius 20 Sabato L’idealismo ottocentesco e la passione per la libertà nell’opera Beethoveniana Il Solista e l’Orchestra 21 Domenica Piazza Cesare Battisti ore 20.30 Festa della Musica in collaborazione con la Fondazione Musicalia della Fondazione Banca del Monte di Foggia 23 Martedì Liszt e Alkan: il pianoforte senza limiti Recital 24 Mercoledì Serata Unesco Ricerca e sperimentazione di nuovi percorsi sonori tra ‘800 e ‘900 Giovani talenti in concerto 25 Giovedì Auditorium Santa Chiara La Sesta Corda Vita, documenti e storia di Mauro Giuliani ore 11.00 Mostra storico-documentaria ore 17.00 Conferenza “Mauro Giuliani musicista europeo” ore 21.00 “La Sesta Corda” Spettacolo - Concerto Rodi Garganico (FG) R.J.F. Rodi Jazz Fest XI Edizione Il Jazz Italiano

Special Guest Maurizio Giammarco sax

Concerti e Seminari 24 Mercoledì Concerto aperitivo ore 19.00 Studenti dei corsi di Jazz Piazza Luigi Rovelli ore 21.45 Jazz e dintorni Studenti dei corsi di Jazz

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25 Giovedì

Concerto aperitivo ore 19.00 Studenti dei corsi di Jazz

Piazza Luigi Rovelli ore 21.45 Jazz e dintorni

26 Venerdì

Concerto aperitivo ore 19.00

Piazza Luigi Rovelli ore 21.45 Jazz e dintorni

27 Sabato

Teatro “Umberto Giordano” La ‘comicità velata’ mozartiana: Le nozze di Figaro

29 Lunedì

Marcia, minimalismo, sperimentazione... un possibile percorso nel repertorio per strumenti a percussione del ‘900

30 Martedì

Tra Classico e Moderno Giovani talenti in concerto

LUGLIO

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1 Mercoledì

Poesia e influenze popolari nella musica europea tra ‘800 e ‘900

2 Giovedì

Contaminazioni dalle ‘musiche del mondo’ colto e popolare Giovani talenti in concerto

3 Venerdì Lirismo intimo e fervore melodico Il Solista e l’Orchestra 4 Sabato. Deliceto Deliceto (FG) Chiesa di Sant’Antonio ore 20.30 Concerto Spirituale 6 Lunedì

Solo...ma non solo Recital

7 Martedì

Arpeggiando Pian e Forte

8 Mercoledì

Dipartimento di Scienze Agrarie (via Napoli), plesso II Folklore e tradizione europea Giovani talenti in concerto

10 Venerdì

Dal Teatro al Misticismo e...al Blues Recital

11 Sabato

Chiostro di Santa Chiara Folklore e tradizione europea Replica del Concerto dell’8 luglio

13 Lunedì Un soffio di suggestive impressioni Giovani talenti in concerto


Felix Mendelssohn-Bartholdy

Jean Sibelius

Venerdì 19 Giugno Teatro Umberto Giordano ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Concerto Inaugurale Umani più del Suono 150° anniversario della nascita Jean Sibelius

Dino De Palma

Ensemble d’archi del Conservatorio Dino De Palma Orazio Sarcina Claudio Andriani Maria Saveria Mastromatteo violini Luigi Gagliano Giuseppe Rutigliano viole

Orazio Sarcina

Claudio Andriani

Jean Sibelius (Hämeenlinna, 1865Järvenpää, 1957) Rakastava op.14 Andante Festivo Felix Mendelsshon-Bartholdy (Amburgo, 1809-Lipsia, 1847) Ottetto per archi in mi bemolle maggiore op.20 Allegro moderato ma con fuoco Andante Scherzo. Allegro leggierissimo Presto

Francesco Montaruli Francesco Mastromatteo violoncelli Massimiliano Mauthe contrabbasso

Maria Saveria Mastromatteo

Luigi Gagliano

Giuseppe Rutigliano

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GUIDA ALL’ASCOLTO

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Celebrare il 150° anniversario della nascita di Jean Sibelius significa sottolineare l’originalità di un compositore la cui importanza è alle volte erroneamente limitata all’ambito delle cosiddette “Scuole Nazionali” oppure adombrata da una patina di presunto conservatorismo che non coglie il cuore della sua poetica. La centralità dell’artista finlandese nella creazione della identità culturale del suo popolo da una parte e il forte legame formale con il classicismo mitteleuropeo dall’altro, non devono infatti far dimenticare che la musica di Sibelius vive di una cifra stilistica universale e potentemente individuale tra Ottocento e Novecento. La Suite op.14 “Rakastava” (L’Amante), è un prodotto di tale dialettica tra il particolare nazionale e l’universalità estetica. La suite nasce nel 1892 come lavoro per coro maschile basato su leggende popolari finlandesi ed in particolare su un testo che descrive un incontro amoroso tristemente conclusosi all’alba. Nel 1911 Sibelius trasforma tale composizione giovanile trascrivendola per orchestra d’archi, triangolo e timpani e dunque eliminando il testo ora presente solo quale programma di massima nei titoli dei tre movimenti. Tale rielaborazione viene concepita nel periodo di maggiore intensità creativa e di profondo travaglio personale del Maestro, unitamente ad un capolavoro quale la Quarta Sinfonia. Sibelius in Rakastava abbandona ogni residuo di Romanticismo per concentrarsi sulla forma nell’ambito di un’oggettività di stampo neoclassico. Le sonorità, apparentemente legate all’armonia tradizionale, sono trasformate da esplorazioni di ambiti sonori non convenzionali (esatonali, modali, ottatonici). Il filo espressivo del brano è nel percorso ritmico: si parte dalla relativa stasi del movimento d’apertura, introspettiva visione del sentire dell’amante, per procedere ad un accumulo di tensione nel movimento centrale, metafora del viaggio (Il sentiero della sua Amata). Il brano conclusivo conduce ad un ritorno all’interiorità individuale, attraverso ostinati ritmici continuamente frammentati che da un lato proseguono l’idea di moto del secondo quadro, dall’altro lasciano congedare in dissolvenza idee musicali e sentimenti. L’Andante Festivo scritto originariamente per quartetto d’archi nel 1922 e rielaborato per orchestra d’archi e timpani nel 1938 esemplifica ulteriormente un’individualità artistica il cui idioma è solo apparentemente convenzionale. Difatti la staticità armonica dell’Andante è sia l’ossatura da cui emergono i colori modali e una conseguente connotazione “finlandese”, che il conscio delinearsi di una modernissima estrema concentrazione tecnica ed emotiva. I pochi ma rilevanti lavori scritti da Sibelius a partire

Francesco Montaruli

Francesco Mastromatteo

Massimiliano Mauthe


dalla conclusione del primo conflitto mondiale condividono tutti tale necessità di sintesi sino al culmine della Settima Sinfonia che racchiude i quattro movimenti tradizionali in un unico brano. L’Andante Festivo raggiunge, in tale ottica, un’ampiezza sinfonica proprio nell’estrema sintesi di mezzi melodico/armonici essenziali e reiterati che si propagano nella rielaborazione timbrica dei frammenti dell’idea principale. “Suonate con più umanità” era la raccomandazione di Sibelius ai musicisti dell’orchestra della Radio di Helsinky che diresse nell’Andante in occasione del broadcast realizzato per l’apertura dell’Esposizione Internazionale di New York del 1939. Umanità che sentiamo viva, sobria e necessaria in ogni nota. “Ecco il Mozart del nostro secolo, capace di guardare alle contraddizioni del presente e riconciliarle per la prima volta”, così nelle sue memorie Robert Schumann descrive l’arte di Felix Mendelssohn, lodando la straordinaria perfezione dell’Ottetto op.20, scritto in pochi mesi nel 1825 a Berlino da un sedicenne che si rivela al mondo artistico con una gemma compositiva ineguagliata. Siamo dinanzi al frutto creativo di un percorso di studi che lega talento musicale e sensibilità pittorica, rigorosa conoscenza del contrappunto ed immaginazione sonora, assoluta padronanza della forma ed eccentricità di soluzioni compositive. Le indicazioni autografe sono inequivocabili “L’Ottetto va suonato da tutti gli strumenti in stile sinfonico orchestrale. I piano e i forte vanno osservati rigorosamente ed enfatizzati ancor più di quanto si sia soliti fare in brani di genere simile”. Nulla di “simile” era stato sino ad allora concepito. Mendelssohn tesse una trama compositiva in cui le otto voci assumono individualità trasformandosi in combinazioni timbriche inaspettate derivate da una costante riorchestrazione di temi e incisi ritmici. Due le forze espressive dominanti: il contrappunto integrato nella forma sonata e l’icasticità delle immagini. Mendelssohn si lancia nel Presto finale in un fugato ad otto voci in cui la complessità degli incastri assume una capacità comunicativa immediata e travolgente grazie alla forma di Rondò sonata. La chiarezza strutturale del Presto e l’articolazione tripartita della forma sonata nei prime tre movimenti stabilisce una connessione immediata con chi ascolta regalando un Romanticismo cordialmente umano. Paradigma di tale immediatezza espressiva è il celeberrimo Scherzo che come riporta Fanny, la sorella del compositore, si ispira ad alcuni versi del Walpurgisnachtstraum del Faust di Goethe. “ Voli di nubi e veli di foschia/ dall’alto illuminati./ Una brezza tra le foglie, in vento tra i rami/ e tutto è ormai svanito”. Si tratta di una pagina fortemente pittorica popolata di trilli, tremoli, gesti musicali appena accennati, ansie create dal continuo frammentarsi di idee già di per sé coincise ed una conclusione in unisono minimalista ed evanescente. Icasticità di suoni in cui Mendelssohn, valente pittore, fonde la staticità del quadro al moto senza fine delle note. “Suonate con più umanità” diceva Sibelius, “…umanità arte d’ immagini e di suoni” avrebbe aggiunto Felix. Francesco Mastromatteo

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Ludwig van Beethoven

Sabato 20 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

L’idealismo ottocentesco e la passione per la libertà 12 nell’opera beethoveniana Il Solista e l’Orchestra Cesare Grassi pianoforte

Orchestra Giovanile del Conservatorio Rocco Cianciotta direttore

Ludwig van Beethoven (Bonn, 1770-Vienna, 1827) Ouverture Egmont op.84 Sinfonia n.5 in do minore op.67 Allegro con brio Andante con moto Allegro Allegro - Presto *** Concerto per pianoforte n.5 in mi bemolle maggiore op.73 “Imperatore” Allegro Adagio un poco mosso (in si maggiore) Rondò. Allegro


GUIDA ALL’ASCOLTO La stesura della partitura dell’Egmont (Ouverture e nove pezzi) vide impegnato Beethoven dall’ottobre del 1809 a giugno del 1810. Il genio di Bonn rimase affascinato dalle virtù eroiche del protagonista dell’omonimo dramma di W. Goethe. Il conte di Egmont infatti, incarnava tutti quegli ideali morali di derivazione kantiana, a lui particolarmente cari. La musica scorre densa ed evidenzia, con un carattere commovente ed eloquente, la fierezza e la dignità di un eroe che pagò con l’estremo sacrificio il proprio amore per la libertà. L’Ouverture, in fa minore, potente ed espressiva, è costruita sul modello Lento - Allegro e rispetta i principi della forma - sonata. L’introduzione lenta si apre con un accordo all’unisono ed alterna ai gravi accordi degli archi gli imploranti e dolenti accenti dei fiati. Essa conduce ad un drammatico Allegro percorso da un’energia selvaggia che, al termine di uno sviluppo teso e serrato, risolve in un vittorioso e luminoso Allegro con brio, limpida espressione del trionfo degli ideali del protagonista. La Sinfonia n.5 op. 67, dedicata al principe Lobkowitz e al conte Razumovsky, si colloca tra il 1804 ed il 1808, anche se l’anno della sua stesura definitiva è il 1807. Paradigma chiaro e conciso del sinfonismo beethoveniano, fitto reticolo di riferimenti allegorici e morali, l’op. 67 con il suo inciso d’apertura ritmico e lapidario (il destino che bussa alla porta) diventa espressione di ideali e concezioni illuministiche. Qui c’è il canto di un’umanità in perenne lotta contro il proprio destino, un’umanità che combatte in nome della ragione. Nell’ Allegro con brio si scatena un violento turbine in cui l’inciso iniziale fa da protagonista e diviene punto di partenza per una meravigliosa serie di variazioni e contrasti. L’Andante con moto (in la bemolle maggiore) si distende in un’atmosfera pacata che non ha la semplice funzione di stemperare la tensione, ma piuttosto di mantenerla sempre sottesa. Qui il tema dei violoncelli cede spesso il passo ad un’apertura improvvisa degli ottoni. Lo Scherzo ripresenta un carattere di profonda drammaticità con un tema ascendente dei bassi presto seguito dal ritorno del tema del destino variato ritmicamente. Il tutto sfocia in un decisivo episodio di transizione che unisce gli ultimi due tempi della sinfonia ed apre le porte al luminoso do maggiore del Finale, risoluzione di tutti i conflitti e sfolgorante vittoria dell’intelletto e della ragione. Il concerto n.5 op. 73 pietra miliare nella letteratura per pianoforte e orchestra, fu composto a Vienna nel 1809 durante l’assedio della città da parte dell’esercito di Napoleone. Dedicato all’arciduca Rodolfo d’Asburgo, venne eseguito per la prima volta in pubblico a Vienna il 15 febbraio 1812. Al pianoforte era seduto Carl Czerny. Il titolo Imperatore che accompagna ormai stabilmente l’op. 73 non è originale e sembra sia stato introdotto arbitrariamente dal pianista Johann B. Cramer dopo la morte di Beethoven. Il concerto si apre con una lunga cadenza solistica che viene ripetuta quasi identica nel passaggio dallo sviluppo alla ripresa. Il solista non si contrappone all’orchestra, ma collabora e dialoga con essa anticipandone o raccogliendone le invenzioni. Il secondo movimento è una mesta preghiera, una profonda meditazione tra gli archi con sordina ed il solista. I primi colorano malinconicamente l’atmosfera con un tema in si maggiore e si uniscono al cantabile del pianoforte che espande il sentimento modulando al re maggiore. Ecco che solista e orchestra raggiungono l’accordo di tonica e si spingono fino alle soglie del silenzio. I corni scendono dal si al si bemolle e il pianoforte accenna un disegno ritmico ascendente da cui si eleva il festoso motivo del Rondò finale come uno slancio unitario e positivo che si fa portavoce del messaggio di fondo di tutta l’arte beethoveniana. Alessio Rampino

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Cesare Grassi È nato a Milano nel 1991. Si laurea al Conservatorio “Giuseppe Nicolini” di Piacenza con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore con Aurora Punzo. È vincitore di numerosi concorsi pianistici nazionali e internazionali nonché di diverse borse di studio. Si è perfezionato con Riccardo Risaliti ed Andrzej Jasinski. Ha tenuto recital in tutta Italia. È stato ospite della trasmissione “Il Pianista” per RadioClassica ed ha registrato per Radio Vaticana. Frequenta il Biennio nella classe di Claudio Trovajoli presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia usufruendo dell’accordo di Double Degree con il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma.

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Rocco Cianciotta Ha compiuto gli studi di violino, composizione, strumentazione per banda, musica corale e direzione di coro e si è diplomato con il massimo dei voti e la lode in direzione d’orchestra sotto la guida di Rino Marrone presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari. Ha seguito corsi di direzione di coro con Mihalka Gyiorgy e Konrad von Abel e di direzione d’orchestra con Hans Zender (Mozarteum - Salisburgo), Yuri Ahronovitch (Accademia Ghigiana - Siena). Tra le orchestre più importanti ha diretto l’orchestra “I Pomeriggi Musicali” di Milano. Ultimamente ha diretto al Comunale di Ferrara l’opera “Il mondo della luna” di J. Haydn. Come compositore ha scritto brani sinfonici e arrangiamenti eseguiti in Italia e all’estero (USA e Canada). Orchestra Sinfonica del Conservatorio L’Orchestra Sinfonica del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia è nata come naturale evoluzione e a completamento del percorso didattico svolto all’interno della classe di Esercitazioni Orchestrali. È formata dagli studenti iscritti e frequentanti i Corsi del vecchio ordinamento, Trienni e Bienni di Strumento del Conservatorio. Il progetto, sviluppato negli ultimi anni, mira ad accrescere le competenze relative alla professione di Professore d’Orchestra, attraverso un percorso che alterni prove di fila, di sezione e d’insieme, nelle quali sviluppare lo studio di un repertorio che spazi dagli autori del Barocco fino al Novecento; per tale motivo, oltre alle tradizionali lezioni settimanali di Esercitazioni Orchestrali, l’Orchestra è impegnata, nel corso dell’anno accademico, in intensa attività concertistica che richiede di arricchire il percorso di studio con prove straordinarie. Da novembre 2014 l’orchestra è diretta da Rocco Cianciotta, docente di Esercitazioni orchestrali.


George Gershwin

Duke Ellington

Domenica 21 Giugno

Antonio D’Avolio Federica Petrosino Fernando Nardecchia sax tenori

Piazza Cesare Battisti Foggia

Roberto Vagnini Francesco Buono sax baritoni

inizio ore 20.30

Festa Europea della Musica

Salvatore Sciotti percussioni

Manifestazione in collaborazione con la Fondazione Musicalia della Fondazione Banca del Monte di Foggia

Polvere di Stelle

Pedro Iturralde

Giovanni Ieie direttore Andrè Waignein (Mouscron, 1942) Jewish Folksong Suite

Ensemble Saxofonia

(arrangiamento di Vittorio Cerasa)

Michele Paolino sopranino

AA.VV. Irish Suite Kerry dance Lullaby Irish Washerwoman

Manuel Padula sax soprano Vanessa Calderisi Gabriele Buschi Corrado Lambona Libera Basile sax alti

Allegro, Moderato, Allegro

Robert Scheldon (1954) A Longford Legend Young Molly Bawn Killyburn Brae

Astor Piazzolla

AA.VV. Polvere di stelle (arrangiamenti di Giovanni Ieie)

I Got Rhythm (G. Gershwin) Star Dust (H. Carmichael) It don’t Mean a Thing (D. Ellington) Over the Rainbow (H. Arlen) Caravan (D. Ellington) Theme from New York New York (J. Kander) Pedro Iturralde (Falces, 1929) Suite Hellénique Kalamatianos Funky Valse Kritis Astor Piazzolla (Mar del Plata, 1921Buenos Aires, 1992) Suite Piazzola (arrangiamenti di Giovanni Ieie)

Years of Solitude Adiso Nonino Libertango AA.VV. Disney Parade

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Andrè Waignein

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Robert Scheldon

Saxofonia È nata nel 2000 per iniziativa di Giovanni Ieie, Gabriele Buschi e Roberto Vagnini, rispettivamente docenti di Musica d’Insieme per strumenti a fiato e sassofono presso la sezione staccata di Rodi Garganico. Rappresenta uno dei punti di forza nel panorama degli ensemble costituiti all’interno del Conservatorio di musica, patrimonio della città e di tutta la provincia di Foggia. Ha al suo attivo numerosissimi concerti per associazioni ed enti di rilevanza nazionale. Tre anni fa ha registrato il suo primo cd chiamato “Polvere di stelle” al quale ne è seguito subito un secondo, accolto con unanimi consensi dalla critica di settore.

Ieie Giovanni Diplomato in clarinetto con il massimo dei voti, si è perfezionato con Karl Leister, Vincenzo Mariozzi e Ciro Scarponi. Ha suonato stabilmente con l’Orchestra Sinfonica Abruzzese collaborando con prestigiosi musicisti e per le maggiori istituzioni musicali italiane e straniere. Si è dedicato alla direzione studiando con Lorenzo Della Fonte e seguendo corsi con Jan Van der Roost e Eugene Migliaro Corporon. Come direttore è stato invitato da numerose orchestre italiane ed all’estero (Spagna, Germania, Austria, USA). Ha fondato e dirige l’Orchestra di Fiati “Accademia” e l’ensemble di sassofoni “Saxofonia”. Vincitore dei concorsi per i ruoli nei Conservatori di musica attualmente insegna Musica d’insieme per fiati presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Rodi Garganico.


Carl Czerny

Martedì 23 Giugno Chostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Liszt e Alkan: il pianoforte senza limiti Recital Vincenzo Maltempo pianoforte

Franz Liszt

Charles Valentin Alkan

Carl Czerny (Vienna, 1791-ivi, 1857) Variations sur une très belle Valse Viennoise (“Sensucht-Valse” di Franz Schubert) Franz Liszt (Raiding, 1811-Bayreuth, 1886) Soirèe de Vienne n.6 d’ápres Franz Schubert Rapsodia ungherese n.13 in la minore Totentanz *** Charles Valentin Alkan (Parigi, 1813-ivi, 1888) Sinfonia per pianoforte solo

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GUIDA ALL’ASCOLTO

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Nella “Prefazione” alla sua edizione degli “Études d’exécution transcendante” il grande Busoni chiosava: “Con questi Studi Liszt entra a pieno titolo nel novero dei grandi compositori per il pianoforte dopo Beethoven, insieme a Chopin, Schumann, Brahms e Alkan”. Oggi il nome di Charles Valentin Alkan ci sorprende e ci spiazza, eppure è stato uno dei più grandi virtuosi di sempre e compositore di musica di tremenda complessità e bellezza. Artista misantropo, amico intimo di Chopin col quale lo legava un aristocratico senso di rispetto e di amore per l’arte, al di là delle lusinghe del pubblico (e per questo ostile alla brillante carriera di Liszt e alla sua musica, insieme a quella wagneriana), si ritira presto dalle scene, per dedicarsi allo studio del Talmud e alla traduzione della Bibbia dagli originali al francese, lasciando di sè un’immagine leggendaria. Lo stesso Liszt si diceva a disagio, quando Alkan assisteva ai suoi concerti, fra il pubblico. Alkan guardava alla musica di Beethoven e di Mozart come ad un riferimento assoluto, creando nell’ambito del Romanticismo musicale una sorta di neoclassicismo antelitteram, con una incredibile intuizione di quella che sarebbe stata la musica nei decenni successivi, anticipando le sonorità di un Prokofiev e persino di un Debussy. La sua ‘’Sinfonia per pianoforte solo’’, in quattro movimenti, è un incredibile esempio di scrittura pianistica veramente orchestrale e di “stile severo”, dove la potenza del sentimento è sempre contenuta da una struttura razionalissima e classicheggiante. Un primo movimento dai colori scuri e dal forte pathos lascia il posto ad una Marcia Funebre dal sapore quasi ironico; un pesante Minuetto fa poi volutamente il verso all’eleganza di quello antico, mentre un breve Finale quasi haydniano chiude il pezzo con notevole sfoggio virtuosistico. La musica di Liszt invece è agli antipodi. Rapsodica, romantica per eccellenza. Il recital si apre con una breve serie di eleganti variazioni su un Valzer di Schubert del suo illustre insegnante, Carl Czerny, autore di musica deliziosa, oltre che di milioni di esercizi ingiustamente odiati dagli studenti dei Conservatori; possiamo poi godere dell’arte compositiva di Liszt nelle sue varie sfaccettature: l’elegante trascrittore (di Valzer di F. Schubert anche in questo caso), il poliedrico rapsodo che rende omaggio alla sua Ungheria (vista con gli occhi però di uno spirito ormai cosmopolita) e il diabolico funambolo che nel Totentanz (qui nella sua stessa trascrizione per pianoforte solo, dall’originale con Orchestra) lascia esplodere tutta la violenza di un pianismo percussivo e ispiratore di atmosfere grottesce, violente e drammatiche. Vincenzo Maltempo


Vincenzo Maltempo Pianista che armonizza una solida costituzione tecnica con una musicalità raffinata ed intelligente, vede crescere rapidamente la sua reputazione nel mondo musicale contemporaneo grazie alle numerose incisioni discografiche e alle esibizioni pubbliche accolte sempre con grande favore di pubblico e critica. I suoi dischi dedicati a Charles Valentin Alkan vengono recensiti entusiasticamente su Gramphone, Diapason, The Guardian, e la sua opera di diffusione della musica di questo compositore gli vale nel 2014 la nomina a Membro Onorario della Alkan Society di Londra. Si esibisce in Europa, Asia, America per prestigiose stagioni concertistiche e affianca all’attività di concertista quella di docente, per il Conservatorio di Foggia e presso l’Accademia pianistica “Aldo Ciccolini” di Trani.

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Felix Mendelsshon-Bartholdy

Johannes Brahms

Sergei Rachmaminov

Mercoledì 24 Giugno Chostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

SERATA UNESCO

20 Ricerca e

sperimentazione di nuovi percorsi sonori tra ‘800 e ‘900 Giovani talenti in concerto Laura Licinio pianoforte

Ensemble di percussioni Raffaele delle Fave Rosanna Lo Mele Federico Moscano Giuseppe Padalino Marika Carmela Perna Roberta Rosiello

“I Giovani Musicisti e Artisti saranno i nostri ambasciatori nel mondo, ed è nostro dovere promuovere iniziative atte a valorizzare l’energia dei talenti, nell’ambito di Manifestazioni ed eventi di pregio come Musica nelle Corti di Capitanata, per la crescita culturale del territorio. E non meno importante mettere in risalto la vitalità e la ricchezza di offerta musicale che caratterizza la nostra città con il suo fiore all’occhiello: il Conservatorio “Umberto Giordano”. Con grande orgoglio il Club UNESCO Foggia dedica questa serata ai Giovani Talenti Dauni”. Floredana Arnò Presidente Club UNESCO Foggia


John Cage

Vic Firth

Johannes Brahms (Amburgo, 1833-Vienna, 1897) Rapsodia op.79 n.2

Dario Savron (Trieste, 1974) Kid

Sergei Rachmaninov (Oneg 1873-ivi, 1943) Etude tableaux op.33 n.6

John Cage (Los Angeles, 1912New York, 1992) Living Room Music

Felix Mendelsshon-Bartholdy (Amburgo, 1809-Lipsia, 1847) Variations sérieuses op.54 *** Antony Cirone (Jersey City, 1941) 4 /4 for four

Antony Cirone

Vic Firth (Winchester, 1930) Encore in Jazz Ed Argenziano Stinking garbage

GUIDA ALL’ASCOLTO La letteratura pianistica, durante la lunga stagione romantica, si arricchì di infinite colorature, quante se ne potevano contare nella complessa identificazione dello stesso termine romantico. Il pianoforte diede voce sia al lirismo intimo sia al virtuosismo più sfrenato, talvolta riaffermando la sua recondita natura di cordofono a percussione. La Rapsodia op. 79 n.2 in sol minore, dedicata a Elisabeth von Herzogenberg, fu composta nel 1879 da J. Brahms, un artista che non intese mai il virtuosismo nel suo aspetto esteriore, ma che fece del pianoforte un mezzo di introspezione. Costruita in una libera architettura di forma-sonata, ma con uno spirito affine alla Ballata, presenta una prima parte con quattro spunti tematici, uno sviluppo libero, ma intenso, una ripresa, in crescendo, che evidenzia il quarto tema e che afferma la tonalità di impianto. Il fluire irrequieto, spesso impetuoso, con il suo carattere epico e misterioso e con inappaganti pro-

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Ed Argenziano

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Dario Savron

gressioni, rivela la straordinaria padronanza di Brahms nell’uso delle possibilità espressive date dalla tonalità. La continua trasformazione dello schema armonico è la cifra che definisce anche le Variations sérieuses op.54 di F. Mendelssohn (1841). L’antica forma della Variazione, banco di prova talvolta conclusivo nella carriera di molti compositori, viene da Mendelssohn trattata in modo originale, evidenziando il lato brillante della sua fantasia creativa. Il tema, pur conservato nelle sue linee fondamentali, offre spunti di grande intensità espressiva. Ma è con S. Rachmaninov che il virtuosismo viene reiterato come categoria indispensabile. Energia e potenza sonora riflettono la sua concezione pianistica e richiedono una salda tecnica che rimanda alla tradizione degli Studi da concerto. Gli Etudes Tableaux op.33 (1911) sono il manifesto e l’eredità di un concertista virtuoso che seppe conquistare il pubblico americano. Il processo di emancipazione del linguaggio percussivo da semplice supporto ritmico ad autonoma espressione, si attua nel corso del Novecento attraverso artisti dell’avanguardia europea e soprattutto americani. Si configurano nuovi percorsi sonori affidati a percussionisti virtuosi o ad ensemble, ai quali molti autori contemporanei dedicano produzioni spesso caratterizzate da contaminazioni e pluralità di stili musicali. 4/4 for four è un brano concepito appunto per quattro strumentisti, di notevole intensità, ormai entrato nel repertorio. Articolato in quattro sezioni, presenta una scrittura fitta, ma non priva di frammenti solistici e dialogici. È stato composto nel 1970 da A. Cirone, percussionista e docente presso la San José State University. Kid nasce nel 2010 per marimba sola, in stile di corale, con un carattere vagamente modale, intimo e sommesso, poi rielaborato per ensemble dall’autore D. Savron, concertista e compositore tra i più attivi in Italia. Il brano, che rimane incentrato prevalentemente sugli strumenti a tastiera, con un ampliamento dei colori e dell’intreccio ritmico-musicale, rimanda a suggestive atmosfere. Living Room Music (1940) è un’originale composizione articolata in quattro movimenti (“to begin”, ”story”, ”melody”, ”end”) di cui il primo e l’ultimo per sole percussioni. La performance si svolge nel salotto di una casa e realizza quel sincero interesse di J. Cage per gli strumenti a percussione, anche uniti ad altre fonti sonore (in questo caso “speech quartet”), nonché la sua adesione allo sperimentalismo cowelliano. Cage, figura chiave per la musica contemporanea, ha rivoluzionato i concetti stessi di suono e di concerto, proponendosi spesso con ironia, ma sottolineando sempre una necessità: “Musica nuova: ascolto nuovo”. È questo il senso di una fruizione che punti l’attenzione solo sull’attività dei suoni. Encore in jazz, del percussionista americano Vic Firth, è un esempio molto riuscito di contaminatio con stilemi jazzistici. L’ultimo brano, Stinkin’garbage, è realizzato con bidoni della spazzatura! Composto nel 1990, il brano prende l’avvio da poche battute di una sola “lattina”, per proseguire con un ensemble


che sperimenta diverse sonorità e tecniche thwacking. Una scelta artistica eccentrica, rivoluzionaria e forse dissacrante, ma di sicuro impatto emotivo per il travolgente sound (fino a 32 esecutori!). Alessio Rampino

Laura Licinio Nata nel 1999 a Foggia, frequenta l’ottavo anno di pianoforte sotto la guida di Anna Chiara D’Ascoli. Nel 2013 ha concluso la stagione concertistica degli “Amici della Musica Paisiello” di Lucera dove Laurie Shulman, autorevole musicologa, ha sottolineato la sicurezza tecnica, la varietà timbrica e la maturità espressiva. Ha partecipato alle stagioni concertistiche: “Assaggi di Musica”, “Pomeriggi in Concerto” nella Sala Chopin (NA), “Musica nelle corti di Capitanata”, “Foggia Musica Festival”. Ha vinto con votazione 100/100 numerosi concorsi nazionali e internazionali, tra cui “NapoliNova”, “Musica Italia Barletta”, “Ératai”, “Mirabello in musica”. Si è distinta al “Vladimir Krainev Moscow International Piano Competition” 2015 suonando ad Hannover e riscuotendo grande consenso di pubblico. Ha frequentato le masterclass di Perticaroli, Margarius, Andaloro, Medori.

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Mauro Giuliani

Giovedì 25 Giugno

Nicola Giuliani biografo

Auditorium Santa Chiara

Michela Tanzi attrice

La Sesta Corda Vita, documenti e storia di Mauro Giuliani (Bisceglie, 1781-Napoli, 1829)

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Manifestazione in collaborazione con l’Associazione Storico Musicale “Mauro Giuliani” di Bisceglie e la Fondazione Apulia Felix ore 11.00 Mostra storico documentaria (antiche edizioni, metodi di chitarra, ritratti, testate giornalistiche del tempo…) e presentazione delle opere letterarie di Nicola Giuliani. ore 17.00 Conferenza storica-musicologica “Mauro Giuliani musicista europeo” Relatore Fabio Renato d’Ettorre docente di chitarra presso il Consevatorio di La Spezia ore 21.00 Spettacolo-Concerto “Vostro Sincero Amico” musiche di Mauro Giuliani drammaturgia e direzione artistica di Errico Centofanti

Nunzio Liso narratore e la partecipazione degli studenti del Conservatorio di Foggia e di Rodi Garganico Giovanni Accadia Ilaria Bellomo voce Sabino Catalano Mario Colaprico Danilo Delli Carri Antonio Fiorentino Raffaele Lotito Andrea Marchesino Giovanni Sauro Luigi Staffieri Marco Stoduto Carlo Biancalana coordinamento


Nicola Giuliani Nato a Bisceglie nel 1968. Appassionato d’arte e di ricerche d’archivio, ha partecipato a conferenze e promosso mostre ed eventi culturali, ha già pubblicato “Omaggio a Mauro Giuliani (L’orfeo della Puglia)” 1999; “Il teatro nella Baruli del primo ottocento” 2002; “Mauro Giuliani-Ascesa e declino del virtuoso della chitarra” 2005; “La Sesta Corda - Vita narrata di Mauro Giuliani” 2008. Inoltre nel 2009 ha scritto, insieme con Nunzio Liso, “Storia di un’impresa di famiglia. È fondatore della Casa-Museo “Mauro Giuliani”, Bisceglie 2014. Fabio Renato d’Ettorre Insegna Chitarra al Conservatorio Puccini della Spezia. Ha suonato in Italia, Europa e Nord-Africa, ma è attivo anche come compositore, come autore e come musicologo. Fa parte del Trio Chitarristico di Roma dal 1983 ed ha realizzato svariate incisioni discografiche. Primo premio alla “Rassegna 1984 per Compositori” (Salerno) ha scritto numerose composizioni. Come critico e musicologo ha collaborato ad Amadeus, Il Fronimo, Guitart, Piano Time e tenuto conferenze per Scuole, Enti e Conservatori. Nel 2005 ha ideato e curato la manifestazione “Mazzini pensatore, umanista, musicista amatore”, svoltasi sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Nel 2014 ha poi realizzato alla Radio Vaticana il ciclo di trasmissioni “Musica su sei corde”.

Michela Tanzi Nata a San Marco in Lamis nel 1985, Michela Tanzi ha iniziato i suoi studi musicali in Conservatorio all’età di cinque anni sotto la guida di Adriana Aprea, diplomandosi prima brillantemente in Pianoforte e poi in Musica vocale da camera con il massimo dei voti presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia sotto la guida di Stefania Donzelli e Francesco Moi. Si è laureata in Lettere classiche con il massimo dei voti e la lode presso l’Università degli Studi di Foggia. Ha inoltre

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collaborato in qualità di relatrice e di pianista al ciclo di conferenze e manifestazioni artistiche “Note sul Mito” organizzato dalla cattedra di Letteratura Latina dell’Università degli Studi di Foggia.

Nunzio Liso Impegnato nell’ amministrazione pubblica di Andria ha concepito e realizzato molte manifestazioni culturali, festival e concorsi internazionali. È fondatore con Nicola Giuliani della Casa-Museo “Mauro Giuliani”, Bisceglie 2014.

Associazione Storico Musicale Mauro Giuliani L’Associazione ha lo scopo di diffondere ad ogni livello la cultura musicale e gli aspetti del mondo dell’arte, della scienza e del sapere ad essa collegata in tutte le sue forme e le sue espressioni attraverso iniziative dirette al pubblico con lo scopo di valorizzare e promuovere l’impiego di strumenti musicali a plettro adoperati dal compositore Mauro Giuliani nelle sue opere. Inoltre incoraggia la ricerca storica sulle tendenze, le correnti e le concezioni musicali storicizzate con particolare riferimento al compositore Mauro Giuliani e ai suoi contemporanei.

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RODIJAZZFEST XI Edizione

Il Jazz italiano

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Special Guest

Maurizio Giammarco Seminari e Concerti 24-25-26 Giugno 2015 RODI GARGANICO


Co n cert i 24 Mercoledì Concerto aperitivo ore 19.00 Allievi del corso di Jazz Piazza Luigi Rovelli ore 21.45 Jazz e dintorni Allievi del corso di Jazz

25 Giovedì Concerto aperitivo ore 19.00 Allievi del corso Jazz

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Piazza Luigi Rovelli ore 21.45 Jazz e dintorni Orchestra di fiati del Conservatorio Special Guest Maurizio Giammarco

26 Venerdì Concerto aperitivo ore 19.00 Allievi del corso di Jazz Piazza Luigi Rovelli ore 21.45 Jazz e dintorni Maurizio Giammarco and Friends Maurizio Giammarco sax Daniele Scannapieco sax tenore Gaetano Partipilo sax alto Giuseppe Spagnoli pianoforte Mauro Campobasso chitarra Francesco Angiuli contrabbasso Luigi Del Prete batteria

Co r s i e S emi na r i Maurizio Giammarco Improvvisazione e le sue leggi Luigi del Prete batteria corsi liberi e collaborazioni musicali Non solo Jazz Stefano Fonzi arrangiamento per piccoli e grandi gruppi Gabriele Buschi coordinatore fiati Roberto Vagnini coordinatore fiati Giovanni Ieie concertatore Leonardo Ramadori percussioni, collaborazioni musicali Giuseppe Spagnoli coordinatore artistico del Festival e del Dipartimento Jazz Giovanni Pozzovio regia video Michele Castelluccia coordinamento attività del personale


Daniele Scannapieco

Gaetano Partipilo

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Francesco Angiuli

Gabriele Buschi

Giovanni Pozzovio

Giovanni Ieie

Leonardo Ramadori


Luigi Del Prete

Roberto Vagnini

Maurizio Campobasso

Maurizio Giammarco

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Michele Castelluccia

Stefano Fonzi


Wolfgang Amadeus Mozart

Lorenzo Da Ponte

Sabato 27 Giugno

Personaggi e interpreti:

Teatro Umberto Giordano

Il Conte di Almaviva Antonio Perrella baritono

ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

La ‘comicità velata’ mozartiana Le nozze di Figaro, ossia la folle giornata commedia in musica in quattro atti libretto di Lorenzo Da Ponte musiche di Wolfgang Amadeus Mozart

La Contessa di Almaviva Gaetana Frasca soprano Figaro Rocco Cavalluzzi basso Susanna Ilaria Bellomo (II - III Atto) Maira Melchionda (I - IV Atto) soprani Cherubino Bianca D’Errico soprano Marcellina Monica Paciolla mezzosoprano Basilio/Curzio Alessio Walter De Palma tenore Bartolo/Antonio Giorgio Schipa basso

Barbarina Simona Pia Ritoli soprano Paola Minervini clavicembalo

Orchestra Sinfonica del Conservatorio Domenica Giannone (II - IV Atto) Michelangelo Martino (I - III Atto) direttori Regia Patrizia Di Martino Scenografia Luigi de Nisi Maestro delle luci Mimma Campanale Costumi Shangrillà Luci Massimo Russo

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GUIDA ALL’ASCOLTO

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Le Nozze di Figaro, capolavoro di Wolfgang Amadeus Mozart, in scena per la prima volta il 1 maggio 1786 al Burgtheater di Vienna, è tratto dalla commedia La folle journée ou Le mariage de Figaro (1784) di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais (1732-1799). Il librettista è Lorenzo Da Ponte (1749-1838). Mozart vuole evadere dalle consuetudini dell’opera buffa italiana, che manca del tutto di consistenza psicologica. Riesce nel suo intento, componendo un’opera comica, ma che in realtà è più “tragica” di ciò che possa apparire. I temi trattati non sono propriamente buffi: l’abolizione dello Ius primae noctis; il riconoscimento di un figlio dopo anni, e l’assumersi le proprie responsabilità di genitori; l’altezzosità, la “cieca gelosia” di un conte; le turbe adolescenziali di un “fanciullo”. Nella modernità della stesura, e nei finali d’atto di ampie proporzioni, la drammaturgia guarda al passato, alle tre unità aristoteliche di tempo, luogo, azione: una giornata nello stesso posto. Il personaggio principale Figaro (basso), domestico del conte d’Almaviva, difende il suo onore. È promesso sposo di Susanna (soprano), serva della contessa. Susanna è frizzante, sempre con la battuta pronta, anche per il suo “spasimante” il conte d’Almaviva (basso), a sua volta geloso, passionale, infuriato con il paggio Cherubino (en travesti). Costui è dotato di un’“ambiguità”, tipica delle turbe adolescenziali di un ragazzino, che lo spingono a cercare conforto nella contessa d’Almaviva (soprano), aristocratica, comprensiva, ma anche statica. La contessa, infatti, è l’unico personaggio che non muta nel corso dell’intera azione; mutevole, invece, è la governante Marcellina (soprano), in principio ridicola a tal punto da mettersi in competizione con la giovane e bella Susanna. Poi, quando scopre di essere la madre di Figaro, onora il suo compito, così come farà il padre Bartolo (basso), all’inizio vendicativo sia con il conte che gli ha “rubato” la sua pupilla Rosina, sia con Figaro che ha agevolato questa unione. Alla scoperta del suo dovere paterno, infatti, ogni rancore viene meno, si assume le proprie responsabilità e di padre e di marito, sposando la “vecchia amante” Marcellina. “Uom maligno” è il maestro di musica Don Basilio (tenore), intrigante, cinico, ma coerente. Nel finale dell’opera, alla presenza di tutti i personaggi, il Grande di Spagna chiede “perdono” ed è qui che vien fuori “l’ironia mozartiana di una comicità velata”. Finalmente, dopo una giornata lunga ed estenuante, “in contenti, e in allegria / solo amor può terminar”. Alessio Walter De Palma Antonio Perrella Diplomato brillantemente in Clarinetto presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia sotto la guida di Bruno Falanga, attualmente frequenta il secondo anno di triennio in Canto nella classe di Maria Gabriella Cianci. Conduce studi nell’ambito del repertorio vocale con particolare attenzione per l’oratorio e il lied tedesco. In qualità di basso/baritono ha partecipato a numerose rassegne e conseguito il primo posto in concorsi nazionali ed internazionali. Come clarinettista si dedica allo studio della musica da camera e della musica sinfonica.


Gaetana Frasca Ha intrapreso lo studio del canto all’età di sedici anni diplomandosi brillantemente presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” sezione di Rodi Garganico ed è attualmente iscritta al Biennio specialistico di canto sotto la guida di Angela Bonfitto. Ha debuttato nel ruolo di Volpino ne “Lo Speziale” e di Lesbina ne “Le Pescatrici” di Hyden, e nel ruolo di contessa e suor Cristina in “Mese Mariano” di Giordano. Ha partecipato in qualità di corista a “L’Aquila” diretta da Riccardo Muti ed ha seguito diversi corsi di perfezionamento con Bruno Praticò, Daniela Degennaro, Mirella Freni. Rocco Cavalluzzi Si è diplomato in Canto con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Campobasso e perfezionato con Sherman Lowe. Nonostante la sua giovane età ha debuttato ruoli da protagonista e da comprimario in numerose opere sotto la direzione di importanti direttori e registi. Fra gli ultimissimi impegni annoveriamo “La Traviata” presso il teatro “Petruzzelli”, “La Donna Serpente” di Alfredo Casella al Festival della Valle d’Itria, “La Cenerentola” di Gioacchino Rossini presso l’”Auditorio de Tenerife” e presso il “Teatro Sociale” di Rovigo.

Ilaria Bellomo Giovanissima soprano carapellese, intraprende lo studio del canto diciannovenne presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” sezione staccata di Rodi Garganico dove si diploma nel luglio 2014 col massimo dei voti e la lode. Attualmente è iscritta al Biennio specialistico in canto sotto la guida di Angela Bonfitto. Ha al suo attivo numerosi concerti in qualità di solista e grazie alla suà musicalià spazia nel repertorio sacro, operistico e cameristico. Ha seguito i perfezionamento di Daniela Degennaro e Mirella Freni.

Maira Melchionda vedi Concerto del 1 Luglio

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Bianca D’Errico Laureata a pieni voti in Scienze dell’Educazione e della Formazione, frequenta l’ultimo anno in canto presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia, sotto la guida del mezzosoprano Angela Bonfitto, ed è prossima al diploma. Si classifica a primi posti a concorsi nazionali ed internazionali tra cui spicca il Primo premio assoluto alla quinta edizione “Eratai” 2014. Si impegna in attività concertistica specializzanda nel repertorio operistico, e può vantare apparizioni presso reti televisive locali.

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Monica Paciolla È iscritta al 2° anno del Triennio di 1° livello in canto lirico. Ha partecipato al 10° Concorso nazionale per giovani musicisti “Luigi Rossi” vincendo il Primo premio, al concorso “Una voce per il sud” vincendo il Premio della critica e al 9° Concorso internazionale “Trofeo città di Greci” vincendo il Primo premio. Molti eventi culturali la vedono come soprano solista, fra i quali la partecipazione al “Deliceto Musica Festival”, alla XIV edizione del “Premio Diomede” a Canosa di Puglia e al “Jazz Music Festival” di San Ferdinando.

Alessio Walter De Palma Nato a Foggia nel 1990, all’età di sette anni intraprende gli studi musicali di pianoforte. Fa parte del Coro Lirico “Umberto Giordano” diretto da Agostino Pio Ruscillo. Debutta come solista quale domestico di Flora ne “La Traviata” di Giuseppe Verdi presso il Teatro “Giordano” di Foggia nel 2003. Attualmente è iscritto al terzo anno del corso di canto di Maria Gabriella Cianci.


Giorgio Schipa Baritono leccese, pronipote del tenore Tito Schipa. Ha conseguito il diploma di canto lirico presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce. Dal 1991 ricopre i più svariati ruoli di comprimariato nella Stagione lirica di Lecce. Ha debuttato nei ruoli principali di opere liriche quali “Tosca” di Giacomo Puccini, “ Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni, “Traviata” e “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi. Ha al suo attivo numerosissimi concerti nei più svariati ruoli. Nel 2015 si è esibito a Milano e Monza e ha partecipato agli spettacoli “Viva verdi” presso i teatri di Matera e Altamura.

Simona Ritoli Soprano lirico leggero di soli diciassette anni, studia canto lirico da tre anni sotto la guida del soprano Rosa Ricciotti presso la sede di Rodi Garganico del Conservatorio “Umberto Giordano”. Nonostante la giovanissima età ha partecipato a numerosi concerti, esibendosi anche in manifestazioni di rilevante importanza e suscitando sempre stupore per le sue notevoli doti vocali.

Patrizia Di Martino Attrice regista partenopea figlia del compositore Aladino Di Martino, inizia con la musica il suo percorso artistico studiando pianoforte e canto lirico. Scritturata in teatri nazionali con i più importanti registi italiani e stranieri. Attrice del Teatro Stabile “Mercadante” di Napoli prende parte a numerose produzioni. Voce protagonista per Rai International e Rai Educational. Voce recitante per orchestra classica e jazz. Vincitrice dell’”European Film Awards” per il doppiaggio del film d’animazione l’”Arte della felicità” di Alessandro Rak. Miglior attrice 2013 premio “Oltre l’Orizzonte”. Docente di Teoria e tecnica d’interpretazione scenica presso il Conservatorio “Umberto Giordano”.

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Domenica Giannone Nata a Bari nel 1990 frequenta sin da tenera età il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, dove nel 2011 si laurea in Pianoforte con il massimo dei voti e la lode, nel 2014 si diploma col massimo dei voti in Direzione d’orchestra e dove tuttora prosegue i suoi studi di Composizione. Nel febbraio 2014 si laurea col massimo dei voti e la lode in Didattica dell’italiano a stranieri, presso il dipartimento di Lettere Lingue Arti dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”. All’età di 19 anni intraprende lo studio della direzione d’orchestra sotto la guida di Ovidiu Balan, Rino Marrone, Marco Angius. Ha diretto l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Bari in diverse occasioni e vanta un’intensa attività concertistica in qualità di pianista in formazioni cameristiche.

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Michelangelo Martino Si è formato musicalmente presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Foggia conseguendo i diplomi di Composizione, Direzione d’orchestra, Canto e Didattica della Musica con il massimo dei voti. Ha conseguito il Biennio specialistico in Composizione con il massimo dei voti e la lode. Come direttore d’orchestra si è distinto, alla guida della compagine sinfonica del Conservatorio di Foggia, nella direzione del Concerto n.1 di Felix Mendelssohn Bartoldy per pianoforte e orchestra, nella direzione dell’Opera “Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti e nel Concerto di Natale 2010. Ha diretto, inoltre, l’Opera “Mese mariano” di Umberto Giordano, la Ciaccona di Dietrich Buxtehude - orchestrazione di Chavez nell’ambito del “Galà sinfonico messicano” svoltosi nel giugno 2011, e l’opera “Il viaggio a Reims” di Gioachino Rossini.


John Cage

LunedĂŹ 29 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Marcia, minimalismo, sperimentazione: un possibile percorso nel repertorio per strumenti a percussioni

Percussion Quartet Leonardo Ramadori Flavio Tanzi Antonio Bove Salvatore Sciotti percussioni

Steve Reich

Alice Gomez

Alice Gomez Rainbows per marimba e vibrafono Mitch Markovich (Chicago, 1944) Teamwork per due snare drum, tenor drum e bass drum David Friedman/Dave Samuels Carousel per marimba e vibrafono *** Steve Reich (New York, 1936) Marimba Phase per due marimbe Dan Knipple Recital Duo per 2 set up John Cage (Los Angeles, 1912New York, 1992) Living Room Music

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GUIDA ALL’ASCOLTO

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Il programma abbraccia in generale tutti gli aspetti del mondo della percussione, sia timbrici, legati cioè all’utilizzo di diverse tipologie di percussioni, che stilistici e performativi andando a comporre un mosaico che va da opere solistiche e virtuose, al teatro musicale, al contributo dell’elettronica. Il ritmo è l’idea centrale del programma: attraverso vari materiali e tipologie di percussioni, dai tamburi ai piatti, dal legno ai metalli, dai vibrafoni e le marimbe, quello del movimento della costruzione rappresenta il filo conduttore dell’esecuzione di diversi brani caratterizzati e caratterizzanti dal ritmo stesso. La cellula ritmica, elemento fondante, si ripete, cresce, si moltiplica, si evolve e scompare, si presenta attraverso varie forme, si sposta, inizia da punti differenti, ma è sempre là: persistente, continua, estranea e per niente intenzionata a cedere il passo, a farsi scalfire, come la più dura delle rocce. Il ritmo richiama al primitivismo, a un’idea ancestrale ma paradossalmente anche a quanto di più moderno e particolare si possa ascoltare. Il programma è musicalmente e timbricamente vario, rispecchia e mette in risalto le diverse sfumature e sonorità che un insieme di percussioni può creare: dai suoni rarefatti e intimi al ritmo primordiale, dal suono caldo e sinuoso della marimba sino alle sorprese e al teatro musicale di John Cage. Con Living Room Music Cage ci mostra come un ambiente possa essere un mondo sonoro. In questo caso la living room viene trasformata in un palcoscenico e gli strumenti e i suoni sono gli stessi oggetti che la formano. Le tazzine per il caffè, le sedie, una macchina da scrivere, dei libri, un telefono, ogni oggetto diventa strumento e coreografia , e quindi oggetto d’arte come negli esempi di ready-made di Marcel Duchamp. Phasing: è questa la parola magica della musica di Reich. Suoni che partono all’unisono per poi variare per tempo, velocità e altezza creando una miriade di suoni derivati, diventano il fondamento di un processo che ne analizza progressivamente tutti i dettagli. Che si tratti di nastri registrati (It’s Gonna Rain, Come Out), di strumenti (Piano Phase, Violin Phase, Four Organs) il principio rimane lo stesso: lo sfasamento tra due o più suoni come base del processo compositivo. Marimba Phase, che è la trascrizione per marimba di Piano Phase, si basa completamente sul processo del phasing. Leonardo Ramadori


Flavio Tanzi Diplomato in Strumenti a percussione, collabora con ensemble dediti alla musica contemporanea come il PMCE, Algoritmo, Ensemble Prometeo, Ars Ludi, Contempoartensemble, Logos, Le Balcon, Blow Up Percussion, di cui è fondatore, e l’Ensemble ‘900. Si è esibito in molte manifestazioni musicali internazionali. Collabora inoltre assiduamente con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai di Torino, l’Orchestra della Svizzera Italiana di Lugano, del Teatro dell’Opera di Roma, del Teatro Massimo di Palermo, della Fenice di Venezia, del Teatro Comunale di Bologna, dell’Arena di Verona, del Teatro Petruzzelli di Bari. Per la musica da film collabora con Ennio Morricone, Nicola Piovani, Franco Piersanti, Pasquale Catalano.

Leonardo Ramadori Diplomato in Strumenti a percussione con il massino dei voti ha seguito corsi di perfezionamento di Gert Mortensen, David Friedmann, Daniel Humair, Robyn Schulkowsky, Robert Van Sice, Johan Faber. Ha collaborato con l’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Orchestra Nazionale della Rai e tante altre sotto la direzione di maestri come Riccardo Muti, Riccardo Chailly, David Oren, Giuseppe Sinopoli, Mstilav Rostropovic, Eliahu Imball, Antonio Pappano. Con il quartetto “Tetraktis Percussioni” ha svolto la maggior parte dell’attività cameristica (oltre 500 concerti) esibendosi in Italia, Germania, Turchia, Svezia, Nigeria e Stati Uniti d’America. Ha registrato per RAI, Mediaset, Fonit Cetra, Label Bleu, Universal, Decca, Brillant.

Antonio Bove Frequenta il settimo anno nella classe di Strumenti a percussione di Leonardo Ramadori. Tra le esperienze più importanti avute nel campo della musica sono un tour con “Milan Symphony Orchestra” tenutasi nelle città più importanti della Repubblica Popolare Cinese. Si è classificato al Primo posto al Concorso “Citta di Filadelfia” di Vibo Valentia e al 2° Concorso Internazionale “Città di Bari”.

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Salvatore Sciotti È nato a Canosa di Puglia nel 1993 e risiede a San Ferdinando di Puglia. Durante la sua infanzia intraprende gli studi di batteria presso la scuola di musica “Musikeria” di Attanasio Mazzone, a Canosa, e soltanto nel 2013 per conseguire gli studi di percussioni con Leonardo Ramadori si iscrive al Conservatorio di musica “Umbero Giordano” di Foggia. Partecipa a diverse manifestazioni musicali come “San Ferdinando Jazz Fest”, “Rodi in Jazz”, e in diverse formazioni orchestrali.

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Domenico Scarlatti

Martedì 30 Giugno Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Tra classico e moderno Giovani talenti in concerto Duo Guerra - Samele Gian Piero Guerra sassofono Claudia Samele pianoforte Simona Aprile pianoforte

Fryderyk Chopin

Pedro Iturralde (Falces, 1929) Suite Hellénique Kalamatianos Funky Valse Kritis Alfred Desenclos (1912-1971) Prélude, Cadence et Finale Pedro Iturralde Pequeña Czarda Astor Piazzolla (Mar del Plata, 1921Buenos Aires, 1992) Tango Etude n.3 *** Domenico Scarlatti (Napoli, 1685- Madrid, 1757) Sonate K 547 - Allegro K 283 - Andante Allegro K 466 - Andante moderato K 427 - Presto, quanto sia possibile

Claude Debussy

Claude Debussy (Saint-Germain-en-Laye, 1862Parigi, 1918) “Images” Reflets dans l’eau Andantino molto Hommage à Rameau Lent et grave Fryderyk Chopin (Zelazowa Wola, Varsavia, 1810Parigi, 1849) Scherzo op. 39 n.3

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Astor Piazzolla

Alfred Desenclos

Pedro Iturralde

GUIDA ALL’ASCOLTO

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La Suite Hellénique (1988) del sassofonista e compositore spagnolo Pedro Iturralde, in quattro tempi (Kalamatianós-Funky-Valse-Kritis), scritta per l’amico Theodore Kerzekos, fa parte del repertorio classico sassofonistico. Essa si articola, al pari della Suite barocca, in quattro movimenti alternati di andamento lento-veloce. Come la Suite, anche la Pequeña Czarda è composta per l’amico Kerzekos e si divide in 4 sezioni (Forma, Andante, Allegro, Maestoso) ispirate alle danze ungheresi in ritmo binario con alternanza di tempi lenti e veloci. Segue Prélude, cadence et finale del compositore francese di musica “classica moderna” Alfred Desenclos (1912-1971), autodefinitosi “romantico”, in virtù delle molteplici sfumature coloristiche presenti nelle sue composizioni ed in questa in particolare per saxofono contralto e pianoforte. Il Tango étude n. 3 di Astor Piazzolla è caratterizzato da un andamento “molto marcato ed energico”, molto “concitato”, ma ciononostante “sospeso, aereo”, a causa delle molteplici sonorità eteree. Domenico Scarlatti, il “Padre” della “Sonata Moderna”. La caratteristica delle sue composizioni brevi, in un unico movimento bipartito, consiste nell’utilizzo di nuove tecniche esecutive sul clavicembalo. Le sue 555 sonate, sono brevi, sì, ma molto intense dal punto di vista virtuosistico, ben evidente nelle: K 547 - Allegro; K 283 - Andante Allegro; K 466 - Andante moderato e K 427 - Presto, quanto sia possibile. Al pari di Domenico Scarlatti, anche Claude Debussy è un innovatore del suo tempo. Images è il titolo di quattro Suites concepite tra il 1894 ed il 1912. Reflets dans l’eau e Hommage à Rameau fanno parte della seconda raccolta (1901-5). In Reflets dans l’eau prevale l’uso libero dell’armonia e l’espediente tecnico dell’arpeggio in un’atmosfera pervasa da immagini “impressionistiche e sinestetiche”; Hommage à Rameau non va inteso come un’imitazione dello stile settecentesco del clavicembalista francese, bensì come il passaggio dalla musica in essere, quella di Rameau appunto, alla musica in divenire, quella di Debussy. Chopin, emblema del “Romanticismo” musicale, compone i Quattro Scherzi tra il 1831 ed il 1842. Il Numero 3 dell’opera 39 in do diesis minore, è caratterizzato da una schizofrenia tipicamente romantica: l’introduzione ci dà un senso di angoscia, di inquietudine, che porta alla seconda sezione con un motivo di Corale animato da una solenne gravità religiosa, infine risuona esplosiva la melodia della Coda finale, che si eleva fino alle più alte sfere dello spirito. Alessio Walter De Palma


Gian Piero Guerra Nel 2013 si diploma presso il Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” con il massimo dei voti, sotto la guida di Daniele Berdini. Vincitore del Primo premio assoluto al 5° concorso nazionale “Eratai” e del Secondo premio assoluto al concorso nazionale “Mirabello in Musica”. Partecipa a vari seminari di perfezionamento con Francois Delalande, Sergiu Carstea, Francesco Passadore, Andrè Waignein, Joop Boerstoel e Federico Mondelci. Intraprende una intensa attività concertistica con formazioni come “Quartetto Fovea”, “Sax Novo Ensemble”, “Diomede Wind Orchestra”. Suona nell’Orchestra Sinfonica Giovanile del Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia diretta da Rocco Cianciotta. A settembre 2015 è stato selezionato dal conservatorio per l’evento mondiale “Expomilano2015” con il soprano Ripalta Bufo e il Quartetto Fovea. Claudia Samele Si è diplomata in pianoforte al Conservatorio “Umberto Giordano “ di Foggia sotto la guida di Maria Ausilia D’Arcangelo con il massimo dei voti. Ha conseguito il diploma di laurea in Didattica della musica con il massimo dei voti. Si è specializzata nell’accompagnamento dei sassofoni con i quali ha vinto concorsi nazionali ed internazionali e realizzato concerti in Italia e all’estero. È docente di Musica nelle scuole medie. Simona Aprile È nata a Foggia nel 1986. Ha iniziato lo studio del pianoforte a soli otto anni mostrando notevoli doti musicali e conseguendo riconoscimenti in vari concorsi pianistici. Si è diplomata con il massimo dei voti e la lode sotto la guida di Claudio Trovajoli. Ha seguito il corso di perfezionamento tenuto da Alexander Lonquich presso l’”Accademia Chigiana”. Si è perfezionata con Pietro De Maria ed Enrico Stellini. Numerosi sono stati gli stage con Cappello, Pompa-Baldi, Baglini Andaloro, Virsaladze, Margarius, Schuster, P. Gulda, Lucchesini. Attualmente è iscritta al secondo anno del biennio concertistico presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia con Domenico Monaco, affiancando a questo, la master triennale di pianoforte presso l’Accademia Musicale Varesina sotto la guida di Roberto Plano.

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Franz Schubert

Mercoledì 1 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Le composizioni da camera tra poesia 44 e influenze popolari

Camille Saint-Saëns

Franz Schubert (Vienna, 1797-ivi, 1828) da “Schwanengesang” D.957 Stäntchen per canto e pianoforte

Johannes Brahms (Amburgo, 1833 -Vienna, 1897) da “Zwei Gesänge” op.91 Gestillte Sehnsucht per voce, clarinetto e pianoforte

da “Vier Gesänge” op.43 n.1 Von ewigem liebe per soprano e pianoforte

Rosa Ricciotti Maira Melchionda* soprani Cosimo Leuzzi clarinetto Giovanni Gambardella pianoforte

Franz Schubert Der Hirt auf dem Felsen* (Il pastore sulla roccia) op.129 D.965 per soprano, clarinetto e pianoforte

Claude Debussy (Saint-Germain-en-Laye, 1862Parigi, 1918) Prémiere Rhapsodie per clarinetto e pianoforte

Johannes Brahms da “Zwei Gesänge” op.91 Gestillte Sehnsucht per soprano, clarinetto e pianoforte

Johannes Brahms

Léo Delibes (Saint Germain-du-Val, 1836Parigi, 1891) Les filles de Cadix* per soprano, clarinetto e pianoforte

Manuel De Falla (Cadice, 1876Alta Gracia, 1946) 7 canciones populares españolas per soprano e pianoforte

Jules Massenet (Saint-Étienne, 1842Parigi, 1912) Élegie (tracrizione) per canto, clarinetto e pianoforte

da “Thais” Meditation Chanson Andalouse

per carinetto e pianoforte

Camille Saint-Saëns (Parigi, 1835-Algeri, 1921) dal Bolero (trascrizione) El Desdichado

per voce, clarinetto e pianoforte

Franz Schubert da “Schwanengesang” D.957 Stäntchen (trascrizione) per canto, clarinetto e pianoforte


Léo Delibes

Jules Massenet

Claude Debussy

Manuel De Falla

GUIDA ALL’ASCOLTO Il nome di Franz Schubert (autore di oltre 600 Lieder) è legato intimamente a questo genere, e, sebbene esso abbia origini antichissime, è con il compositore viennese che acquisisce la sua autorevole collocazione classica. Ständchen è il quarto dei quattordici Lieder, appartenenti alla raccolta Schwanengesang D 957, composta nel 1828, anno di morte dell’autore. È una serenata notturna in cui si presagisce la dipartita. Il tono è piuttosto drammatico e prevale quella Sehnsucht tipicamente romantica. Anche Der Hirt auf dem Felsen D 965 è del 1828, canto del cigno di Schubert. Più che un Lied in senso stretto, esso può essere definito come “un’aria da concerto in miniatura”, anche per l’assoluta ed originale innovazione dell’accompagnamento, oltre che del pianoforte, del clarinetto alla voce. È una sorta di rondò con due episodi principali, raccordati da un ritornello e dal clarinetto che imita lo Jodel tirolese. Un pastore sulla roccia canta immerso nella natura che romanticamente gli fa eco. Anche per Johannes Brahms la composizione liederistica è di fondamentale importanza. Gestiellte Sehnsucht fa parte, insieme a Geistliches Wiegenlied (Ninna-nanna spirituale), dei Zwei Gesänge op. 91, ultimati nel 1884. Sono scritti originariamente per voce di contralto, viola e pianoforte. In Gestillte Sehnsucht (Nostalgia placata) è già il titolo stesso a darci l’idea del brano prettamente melanconico e “nostalgico”, propriamente romantico. Precedenti, del 1868, sono i Vier Gesänge op. 43. Von ewiger Liebe è il primo dei quattro della raccolta brahmsiana, in cui riecheggia il genere del Volkslied. Infatti, la fonte è un canto popolare in lingua serbo-lusaziana, un Lied in forma durchkomponiert con elementi strofici, diviso in tre sezioni. Il tema trattato è quello dell’amore eterno durante la notte in un bosco, laddove tutto tace, fuorché l’amore. La Première Rhapsodie per clarinetto e pianoforte (successivamente orchestrata) è composta da Claude Debussy tra il 1909 ed il 1910. La sua origine è quella di lettura a prima vista per il concorso di clarinetto solista al Conservatorio di Parigi nel 1910. Il brano è scritto in forma libera con frequenti cambi di tempo. Il pezzo sembra sospeso tra la rêverie e lo scherzo. A dispetto di un materiale tematico ricorrente, il compositore riesce ad alternare sezioni espressivamente contrastanti. Infatti, dopo una breve introduzione “tra sogno e realtà” (“Lento e sognante”), la prima sezione si apre con il tema “dolce e penetrante” del clarinetto, poi una seconda “scherzosa” ed una terza che riprende variando la prima. Les filles de Cadix, una melodia spagnoleggiante del compositore francese Leo Délibes, è una Chanson espagnole del 1874 per voce sola e rappresenta un elogio alle belle ragazze di Cadice. Le Siete canciones populares españolas sono una raccolta di sette canti popolari: El paño moruno - Seguidilla murciana - Asturiana - Jota - Nana - Canción - Polo composti nel 1914 da Manuel De Falla, il maggior esponente dell’impressionismo spagnolo, così come Debussy lo sarà per quello francese. Con Élégie, Jules Massenet ha ideato la più importante melodia popolare in Europa fin de siècle tra Otto e Novecento. Scritta

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dapprima nel 1866 per pianoforte solo, successivamente, nel 1872, vi aggiunge la lirica per voce Oh doux printemps d’autrefois. La comédie lyrique Thaïs del 1894 presenta l’intermezzo sinfonico Méditation al secondo atto, composto per violino solo ed orchestra, in cui si è immersi in un’atmosfera meditativa, sognante e riflessiva. La vena spagnoleggiante massenettiana è presente nella raccolta delle 20 melodie delle Chansons Andalouses, unendo insieme il genere Chanson tipicamente francese con musica di stampo iberico, andaluso per l’appunto, da qui nel 1896, le Chansons Andalouses. Infine, lo spagnolismo di Camille Saint­Saëns risuona con il suo gusto esotico nell’aria El desdichado (L’infelice). Alessio Walter De Palma

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Rosa Ricciotti Di origini garganiche; trasferitasi a Roma si perfeziona con Luciano Bettarini e Mauro Trombetta. Inizia la carriera artistica a ventidue anni e con la vittoria al Concorso Lirico dello Sperimentale di Spoleto debutta nei ruoli di Cio-cio-san in “Madama Butterfly” e Contessa Gabrielle in Sangue Viennese di Johann Strauss. Ha calcato i grandi palcoscenici italiani nei ruoli del grande repertorio operistico: Mimì, Liù, Cio-cio-san, Leonora, Violetta, Contessa, Donna Elvira ecc… ma anche di autori contemporanei da Honegger, Poulenc, Petrassi, Renosto, Taralli. Svolge un’intensa attività concertistica vanta molte composizioni scritte da autori contemporanei appositamente per la sua voce. Docente di canto e Vocologa insegna presso la sezione di Rodi Garganico del Conservatorio ”Umberto Giordano”. Ha ricevuto molti riconoscimenti alla carriera e per l’impegno nel sociale.

Cosimo Leuzzi Ha iniziato gli studi musicali presso il Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce con Aldo Mauro, diplomandosi con il massimo dei voti. Si è perfezionato con Giuseppe Garbarino, Romeo Tudorache e presso l’Accademia Musicale Pescarese ha conseguito il Diploma di alto perfezionamento. Ha vinto diversi premi in concorsi per clarinetto, fra i quali “Di Lena” di Segni (Roma) e “Il clarinetto italiano nel ‘900” di Perugia. Collabora attivamente con l’Orchestra I.C.O. di Lecce. La consolidata collaborazione con la pianista Maria Grazia Lioy ha dato origine al trio “Sybar”. Collabora con i quintetti di fiati “Jacques Ibert Ensemble”, “I fiati di mirò” e “Lupiae”. È titolare di cattedra di Clarinetto presso il Conservatorio “Giordano” sezione di Rodi Garganico.


Gianni Gambardella Pianista, compositore, direttore d’orchestra. Ha tenuto concerti al Teatro “San Carlo” di Napoli, il Teatro Lirico di Cagliari, l’“Accademia Musicale Pescarese”, l’“Emilia Romagna Festival”, la RAI, il “Ravello Festival” ed altri. Si è esibito in Francia (Citè de la musique di Parigi, Theatre de Versailles, Abbaye de la Prée, Chateau de la Verrerie), Spagna (Palau de la Musica di Valencia), Repubblica Ceca, Canada, Germania e Inghilterra. Ha guidato numerose formazioni orchestrali. Ha diretto il gruppo “Jazz at the Philarmonic” dei Cameristi del Teatro San Carlo. Ha collaborato in qualità di pianista con i “Cameristi della Scala” di Milano nell’ambito del progetto “Musica del Risorgimento” in occasione del 150° della Repubblica Italiana. Dal 2006 è docente presso il Conservatorio “Umberto Giordano” sezione di Rodi Garganico.

Maira Melchionda Inizia giovanissima lo studio del pianoforte presso il Conservatorio “Umberto Giordano” sezione di Rodi Garganico dove frequenta il settimo anno di corso, contemporaneamente studia canto sotto la guida del soprano Rosa Ricciotti diplomandosi nel 2014. Attualmente frequenta il biennio di perfezionamento in canto lirico. Per soddisfare la sua curiosità ha seguito diversi corsi sulla voce. Oggi, a soli 20 anni, ha tenuto numerosi concerti in tutta la capitanata affrontando sia il repertorio operistico che le pagine più raffinate del repertorio cameristico da Schubert a Poulenc, dimostrando una grande preparazione musicale e tecnica.

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Niccolò Paganini

Giovedì 2 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Contaminazioni dalle ‘musiche del mondo’ 48 colto e popolare Giovani talenti in concerto Marco Mancini sassofono ChorOrchestra Junior

Ernesto Nazareth

Chitarre Nicola Alborea Antonio Armillotta Antonio Chiella Laura Cipriano Giovanni Cisternino Matteo Cisternino Roberta D’Alba Anna Laura Di Pierno Vanessa Di Renzo Michele Ivo Galella Lidia Gallo Donato Lo Russo Lucia Mansueto Francesco Rago Carla Russo Flauti Anna Maria Arena Maria Concetta Guglielmo Alessandra Peschechera Chiara Riccardo Clarinetto Aurelio Di Nunzio Percussioni Roberta Rosiello Violoncelli Enrico Pentrella Davide Wang Gianluca Persichetti direttore

Pixinguinha

Efrem Podgaits

Efrem Podgaits (Vinnitsa, 1949) Divination Christian Lauba (Sfax, 1952) Balafon Jungle Niccolò Paganini (Genova, 1782-Nizza, 1840) dai 24 Capricci per violino solo (trascrizione di Raaf Kekkema)

n.1 Andante (L’arpeggio) in mi maggiore n.2 Moderato in si minore n.15 Posato in mi minore n.5 Agitato in la minore ***

Pixinguinha (Rio de Janeiro,1897-ivi, 1973) Vou Vivendo Jacob do Bandolim (Rio de Janeiro, 1918-ivi, 1969) Vibracoes Heitor Villa-Lobos (Rio de Janeiro, 1887-ivi, 1959) Tremzinho do Caipira


Heitor Villa-Lobos

Ernesto Nazareth (Rio de Janeiro, 1863Jacarepaguà, 1934) Odeon

Zequinha de Abreu

Hermeto Pascoal

Zequinha de Abreu (Santa Rita do Passa Quatro, 1880San Paolo, 1935) Tico Tico

Christian Lauba

Hermeto Pascoal (Alagoas, 1936) Sao Jorge

GUIDA ALL’ASCOLTO Il filo conduttore che unisce i brani proposti scaturisce dal desiderio di far conoscere musiche, arrangiamenti, improvvisazioni, con l’intento non solo di esplorare potenzialità tecnico-espressive di strumenti solistici quali il sassofono o di gruppi come i Choros, quanto di far emergere, da una voluta e ricercata fusion e contaminazione stilistica-ritmica-espressiva-dinamica tra la tradizione colta e quella popolare, l’utopia di un “nuovo mondo” immerso nella poesia e nell’amore per la natura e per l’umanità. La stessa giovane età degli esecutori della ChorOrchestra Junior sollecita aspettative e speranze in una sorta di “esperanto” che potrebbe valicare i confini dei contesti storici propriamente detti. Efrem Podgaits, compositore russo versatile e poliedrico, ha composto diversi generi di musica tra cui opere, musical, balletti, musica da camera e sinfonica, per coro, cinema e teatro. La musica per bambini, e da essi eseguita, occupa però un posto speciale all’interno del suo universo musicale, che gli è valso vari e premi e riconoscimenti quali il «grand-prix» nel 2001, la nomina nel 2002 di “Composer of the Year” dal mensile russo Rassegna Musicale, il concorso del Bolshoi Theatre del 2008. Lo stile musicale di Podgaits, dai ritmi spesso complessi e dalla scrittura modernista comunque accessibile, si basa su una varietà di linguaggi musicali miscelati in modo personale, che rivelano un mondo interiore fatto d’immagini e sensazioni rasserenanti e sognanti. Il compositore franco-tunisino Christian Lauba grazie al suo incontro con il grande didatta Jean-Marie Londeix si avvicinò al sassofono e ne esplorerà potenzialità tecniche ed espressive fino allora sconosciute. Nei Nove studi per sassofono, diventati nel tempo quindici, approfondì con risultati spettacolari ed interessanti vari aspetti dell’intera famiglia. Il primo studio dedicato al sassofono contralto, intitolato Balafon, strumento africano a percussione, s’ispira appunto alla musica africana e a una particolare tecnica di “respirazione circolare”, che consiste nell’inspirazione durante l’espirazione. Dopo un inizio dall’atmosfera soffusa e delicata, questa composizione di circa sei minuti termina con un assolo di grande virtuosismo ricco di multifoni e colpi di lingua percussivi. Nel celebre quarto studio, Jungle, ottiene effetti

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straordinari inserendo lo slap in passaggi virtuosistici di scale e arpeggi velocissini. Raaf Hekkema compone, arrangia e improvvisa su di un repertorio vastissimo di musica classica, contemporanea, antica, occidentale e non. Nei Capricci di Paganini per Sassofono, pubblicati dalla Schott Music, trascrizioni dei celebri 24 Capricci per violino solo, esplora con spirito avventuroso, alla maniera di Paganini appunto, risorse e potenzialità tecniche e sonore del sassofono che cerca di scandagliare sin nei minimi intervalli microtonali. La registrazione del CD (MDG, 2006) in cui li esegue con geniale follia gli è valso il titolo tedesco di “strumentista dell’anno” dell’Echo Klassik. La seconda parte del concerto mette a fuoco i protagonisti della musica popolare brasiliana, in particolare il repertorio strumentale dei Choros, genere che deriva dalla fusione tra danze del Vecchio Continente europeo, (polka, valzer, tango, schottische), i ritmi dell’Africa portati in Brasile dagli schiavi, e la malinconia del fado portoghese. Alfredo da Rocha Vianna Filho, conosciuto come Pixinguinha, è stato un flautista, sassofonista, compositore e arrangiatore brasiliano. Tra i più grandi compositori di musica popolare ha contribuito a trovare una forma musicale definitiva al choro, considerata “l’anima musicale del popolo brasiliano”. Anche nel brano Vou Vivendo introduce elementi di musica afro-brasiliana e di musica rurale nella musica europea e li mescola grazie all’improvvisazione. Jacob do Bandolim, soprannominato “Il mandolino Giacobbe,” è stato un compositore e musicista brasiliano, grande virtuoso, famoso per le numerose composizioni di Coro delle quali ha cercato e tentato di preservarne la tradizione più antica, come nel brano Vibracoes. Il massimo esponente del movimento avanguardistico del Modernismo in Brasile che non a caso celebra la Giornata Nazionale di Musica Classica il giorno in cui è nato, Heitor Villa-Lobos, compositore e direttore d’orchestra, è il principale responsabile della scoperta di un linguaggio musicale propriamente brasiliano, che comprende differenti sfumature ed elementi delle canzoni popolari e indigene delle culture regionali. La Toccata O Trenzinho do Caipira, (“Il trenino del contadino brasiliano”), è stata composta sui versi del poeta Ferreira Gullarè, ed è il quarto movimento tratto dalla seconda, delle nove, Bachianas brasileiras. Villa-Lobos desiderava che fossero considerate come la versione brasiliana dei Concerti Brandeburghesi, e in effetti costituiscono delle vere e proprie contaminazioni tra stile severo contrappuntistico barocco e ritmi e inflessioni melodiche della musica primitiva brasiliana. Bach diventa in Villa-Lobos una sorta di mediatore culturale tra severità e rigore stilistico e richiamo istintivo alla musica etnica del suo paese e alle sue radici. Anche il compositore e pianista di formazione classica, Ernesto Nazareth, introduce in un repertorio che si colloca al confine tra stile classico e popolare, contaminazioni creative tra musica brasiliana, europea ed africana. Compone oltre 200 brani - valzer polke, sambas, galops, quadriglie, schottisches, fox-trot, romanzi, colonne sonore e tanghi, tra cui il famoso Odeon del 1910 - in un linguaggio musicale versatile e adattabile a diversi tipi di strumentazione, oltre a quelli tipicamente brasiliani, come la chitarra e il cavaquinho. Al Tico tico, una delle canzoni brasiliane più conosciute al mondo, scritto dal compositore e polistrumentista Zequinha de Abreu, organizzatore e direttore di orchestre e bande in Brasile, segue il coro Sao Jorge di Hermeto Pascoal, musicista intuitivo, autodidatta e grande improvvisatore, per il quale “lo strumento a percussione deve sempre accompagnare una idea melodica o armonica, altrimenti sarà solo un assolo e non una musica completa”. È centrale il ruolo della religione nella musica di questo “mago” multi-strumentista, arrangiatore e compositore di musica popolare brasiliana, che fa, tra l’altro, un uso rituale della voce. Il rapporto tra la musica e la spiritualità nella vita di Hermeto Pascoal è intrecciato, ed è evidente nel coro Sao Jorge, dove riesce a coniugare gioia e tristezza in maniera veramente armonica. Nadia Masini


Marco Mancini Nato a Foggia nel 1998, frequenta il 2° anno del Triennio accademico di I livello nella classe Daniele Berdini. Nel 2012 è risultato 1° Premio Cat. Fiati al “Torneo Internazionale di Musica” (TIM) a Parigi. È vincitore di premi nei concorsi nazionali e internazionali: “Luigi Nono” di Venaria Reale (TO), “Curci” di Barletta, “V. Martina” di Massafra (TA), “Domenico Sarro” di Trani, “A Zinetti” di Sanguinetto (VR). Si è esibito in concerto presso il Teatro “Petruzzelli” di Bari, Teatro “Van Westerhout” di Mola di Bari, “Istituto Pontificio” di Musica Sacra di Roma, “Amici della Musica” di Foggia e di Lucera, “Società Umanitaria” di Milano. Si è esibito da solista con l’orchestra del Conservatorio “Umberto Giordano” eseguendo il Concertino da camera di Jaques Ibert. Si perfeziona con Jean Marie Londeix, Eugene Rousseau e Jean Yves Formeau. ChorOrchestra Junior Rappresenta la prosecuzione naturale del progetto che nel 2010 nascendo dalla volontà dei maestri Gianluca Persichetti e Carlo Biancalana docenti di chitarra presso il Conservatorio “Umberto Giordano”di Foggia, portò alla costituzione con la partecipazione del maestro di percussioni Stefano Rossini della “Choro Orchestra” la prima Orchestra italiana di choro.Questa seconda orchestra di choro si differenzia dalla prima solo per ragioni di età, infatti essa è costituita da allievi del Conservatorio “Giordano” appartenenti ai corsi preaccademici.Intenti didattici, obiettivi artistici, motivazioni musicali e repetorio rimangono gli stessi della Choro Orchestra (Senior) che ha ormai nel suo curriculum più di venti concerti, un CD inciso nel 2013, recensioni critiche e un sito internet: www.chororchestra.com. Gianluca Persichetti Si è diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma sotto la guida di Carlo Carfagna. È considerato uno dei maggiori esecutori Italiani di musica brasiliana. Costituisce insieme a Stefano Rossini e Marco Loddo, il trio “Itinerario Brasile”, realizzando i CD “Esperanto” ed “Itinerario Brasile”. Nel campo della musica brasiliana ha collaborato con Irio De Paula, Guinga, Rosalia De Souza, Toninho Horta, Alfredo Paixao, Rogerio Bottermaio, e i jazzisti Italiani Maurizio Giammarco, Fabio Zeppetella, Giovanna Marinuzzi, Eddy Palermo, Nicola Stilo, Barbara Casini, Francesco Puglisi. È titolare della cattedra di Chitarra classica al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia.

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Fryderyk Chopin

Venerdì 3 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

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Lirismo intimo e fervore melodico Il Solista e l’Orchestra Mario Bruno flauto Vincenzo Galassi pianoforte Orchestra Sinfonica del Conservatorio Pasquale Somma Michela Campanale* Matteo Guerra** direttori

Richard Wagner

Richard Wagner Lipsia, 1813-Venezia, 1883) Siegfried-Idyll André Jolivet (Parigi, 1905-ivi, 1974) Concerto n.1 (1949) per flauto e archi* Andante cantabile Allegro scherzando Largo Allegro risoluto *** Fryderyk Chopin (Zelazowa Wola, 1810Parigi, 1849) Concerto n.1 in mi minore op.11 per pianoforte e orchestra** Allegro maestoso Romanza. Larghetto Rondò. Vivace

André Jolivet


GUIDA ALL’ASCOLTO

La medesima intensa e poetica ricerca d’intimo lirismo e fervore melodico è ciò che accomuna i brani composti da musicisti, pur così diversi, quali Richard Wagner, Fryderyk Chopin e André Jolivet. L’Idillio di Sigfrido fu composto da Wagner nel 1870 e dedicato a Cosima in occasione della nascita, a Tribschen, del loro figlio Siegfried cui diede lo stesso nome dell’eroe della terza giornata dell’Anello del Nibelungo, Sigfrido, appunto. Al figlio dedica la ninna nanna, presente nella parte centrale del brano, che s’ispira alla tradizione popolare tedesca, anche se buona parte del materiale tematico è tratto dalla Tetralogia, che stava componendo proprio in quel periodo. Di questa, ripresenta la medesima complessità nell’elaborazione polifonica e strumentale ma differente è l’andamento, tranquillo e discorsivo, e il carattere, intimo e sereno. Dopo gli inizi atonali e l’adesione alla nuova musica che lo portarono nel 1936 a fondare, insieme a Olivier Messiaen, Daniel Lesur e Yves Baudrier, il gruppo “La jeune France”, con lo scopo di diffondere la musica moderna francese, André Jolivet entra in contatto con la sua sfera emozionale - spirituale e quasi esoterico-rituale attraverso uno stile compositivo meno accademico, molto più lirico e spesso modale. Suggella il suo percorso filosofico esistenziale fondando nel 1959 a Aix-en-Provence il “Centre Français d’Humanisme Musical”. Tra la fine degli anni 40 e gli inizi degli anni 60 compose una serie di concerti solistici con orchestra, nei quali farà un uso virtuosistico degli strumenti solistici. Anche il concerto n.1 per flauto e orchestra d’archi composto nel 1949 e diretto dallo stesso Jolivet, richiede abilità tecnica virtuosistica da parte degli esecutori ma rappresenta uno dei pezzi più piacevoli e godibili del repertorio per flauto e orchestra. La sintesi armonica e di scrittura tra ricerche audaci e tradizione, i rapporti modali gregoriani con influenze esotiche, la ricerca di sonorità e di timbri sottili e ardite, evidenziano la personalità di Jolivet fatta di lirismo ardente e forza espressiva. Chopin è il compositore per pianoforte per antonomasia, e il pianoforte, anche quando è “accompagnato” dall’orchestra, è lo strumento che meglio riesce a dar voce al suo mondo interiore e alla sua intima espressività. Chi cerca nei suoi pezzi con orchestra lo slancio sinfonico, vi troverà puro lirismo appassionato e virtuosismo brillante. Dedicato al grande pianista Kalkbrenner, il Concerto n.1 fu eseguito da Chopin al Teatro Nazionale di Varsavia l’11 ottobre 1830 con l’orchestra diretta da Warlo Ewasio Soliwa nell’ultima esibizione in pubblico prima della sua partenza dalla Polonia. Il primo movimento, l’Allegro maestoso, comincia con il Tutti dell’orchestra che presenta i due temi, rispettivamente nella tonalità di mi minore e maggiore, che conducono il pianoforte in pagine d’intensa poesia attraverso un virtuosismo ardente denso di ispirazione melodica. Nella Romanza del secondo tempo si alternano episodi dai caratteri diversi, tra lo studio e il notturno, trasognati e incalzanti. In una lettera all’amico Tytus, precisava che non doveva essere “energico, ma piuttosto romantico, tranquillo, malinconico, per dare l’impressione di uno sguardo gentile al luogo che risveglia nel pensiero mille cari ricordi. È una meditazione nel bel tempo primaverile, ma durante il chiaro di luna: perciò l’accompagno con le sordine.” Il virtuosismo ritorna nell’ultimo tempo, il Rondò, basato sul ritmo di due quarti del krakowiak, una danza popolare polacca, che termina con la Coda, pagina di brillante scrittura pianistica. Nadia Masini

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Mario Bruno Nato nel 1997, inizia giovanissimo lo studio del flauto, vincendo da subito solo primi premi e primi premi assoluti in numerosi concorsi nazionali ed internazionali. Ha suonato in diverse formazioni cameristiche ed orchestrali riscuotendo ovunque consensi di critica e di pubblico. Ha seguito corsi di perfezionamento con Antonio Amenduni e Peter-Lukas Graf. Attualmente frequenta l’ultimo anno del corso di flauto di Antonio Amenduni.

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Vincenzo Galassi Nato a San Giovanni Rotondo intraprende giovanissimo gli studi pianistici. Inizia a studiare privatamente con Vincenzo Balzani e successivamente si diploma col massimo dei voti presso il conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia, dove attualmente sta conseguendo la laurea di II livello sotto la guida di Elisabetta Mangiullo. Si classifica tra i vincitori di numerosi concorsi pianistici nazionali ed internazionali, vincendo il primo premio assoluto ai concorsi “Eratai”, “Capitanata 2011” e “Premio Vincenzo Solimene - Città di Vietri sul mare”. Svolge attività concertistica in Italia ed è docente di pianoforte presso la Scuola Civica musicale “Ritucci Chinni” di Vasto (CH). Frequenta l’Accademia pianistica internazionale “Incontri col Maestro” di Imola sotto la guida di Enrico Pace e Igor Roma.

Mimma Campanale Nata a Corato il 1990, all’età di sei anni inizia lo studio del pianoforte. Ha vinto Primi premi e Primi premi assoluti in diversi concorsi nazionali e internazionali. È iscritta al settimo anno di Composizione con Andrea Marena presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari e al secondo anno del Triennio di 1° livello in Direzione d’orchestra con Marco Angius presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia. È laureata in Scienze e tecniche psicologiche presso l’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari.


Matteo Guerra Nato nel 1993, inizia lo studio del pianoforte all’età di sei anni. Oltre all’attività pianistica, che lo vede impegnato in diverse stagioni concertistiche, come quella del “Pontificio Istituto” di Roma o le varie edizioni di “Musica nelle Corti di Capitanata” (nel Giugno 2013 suona il Concerto di Schumann con Pablo Varela e l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio), intraprende lo studio della direzione d’orchestra. Diplomato in pianoforte col massimo dei voti, sotto la guida di Olaf John Laneri e Elisabetta Mangiullo, studia direzione con Marco Angius e composizione con Daniele Bravi presso il Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia.

Pasquale Somma Si diploma in pianoforte presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari, dove inoltre studia Composizione e Direzione d’orchestra. Vincitore di numerosi concorsi musicali tra cui il Concorso internazionale per Giovani musicisti “Città di Barletta”, Concorso Musicale Internazionale “Città di Crispiano”, “Premio Musica Italia”, Concorso Europeo “Don Matteo Colucci”. Svolge attività concertistica solistica ed in formazioni da camera con le più rappresentative Associazioni musicali del territorio. Musicista poliedrico dirige varie formazioni orchestrali ed ensemble in numerosi concerti. Con “Soundiff Orchestra” incide un cd di musiche natalizie. È direttore della Cappella Musicale del Duomo di Melfi “Mysticus Concentus”.

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Dietrich Buxtehude

Sabato 4 Luglio Deliceto (FG) Chiesa di Sant’Antonio inizio ore 20.30

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Girolamo Frescobaldi

Nicola Antonio Zingarelli

Jehan Titelouze (Pas-de-Calais, 1562/63Rouen, 1633) Hymnus Urbs Jerusalem (3 Versus; 1623)

Concerto Spirituale

Dietrich Buxtehude (Oldesloe, 1637-Lubecca, 1707) Danket dem Herren (3 Versus) BuxWV 181

Pierandrea Gusella organo

Girolamo Frescobaldi (Ferrara, 1583-Roma, 1643) Toccata avanti La Messa Delli Apostoli (1635) Johann Sebastian Bach (Eisenach, 1685-Lipsia, 1750) Praeludium in si-Re BWV 544 (1727)* Kyrie, Gott Vater in Ewigkeit BWV 672 (1739) Christe, aller Welt Trost BWV 673 Kyrie, Gott heiliger Geist BWV 674 Allein Gott in der Höh sei Ehr BWV 675 Allein Gott in der Höh sei Ehr BWV 676* Allein Gott in der Höh sei Ehr BWV 677

Giuseppe Gherardeschi

Baldassarre Galuppi (Burano, 1706-Venezia, 1785) Sonata Prima in Sib Giuseppe Gherardeschi (Pistoia, 1759-Ivi, 1815) Offertorio in Sib (1787) Nicola Antonio Zingarelli (Napoli, 1752-Torre del Greco, 1837) Sonata in Do (1793)* Giovanni Battista Candotti (Codroipo, 1809-Cividale, 1876) Piccola Cosa in Sib Op.119 (1834) Johann Sebastian Bach Vater unser im Himmelreich BWV 683 Johannes Brahms (Amburgo, 1833-Vienna, 1897) O wie selig seid ihr doch, ihr Frommen Op. 122 n. 6 (1896) Johann Sebastian Bach Christ, unser Herr, zum Jordan kam BWV 685 Fuga in si-Re BWV 544*

Nicolas De Grigny (Reims, 1672-Ivi, 1703) Pièce pour La Fin De La Messe (1699)


Johann Sebastian Bach

Baldassarre Galuppi

Giovanni Battista Candotti

Pierandrea Gusella Nato nel 1962 a Rovigo, Pierandrea Gusella ha conseguito il diploma d’Organo e composizione organistica grazie al P. Antonio M° Cozza ofm nel 1982 al Conservatorio di Bologna. In Italia e all’estero ha preso parte a corsi e concorsi di interpretazione-composizione organistica, svolgendo importanti concerti. Ha conseguito la laurea in DAMS a Bologna, i diplomi di Clavicembalo, Composizione vocale e direzione di coro, Musica Jazz a Rovigo. Nel 2014, grazie alla direzione di Francesco Erle, ha cantato in doppio coro a San Marco in Venezia dieci anni dopo aver conseguito il diploma di Prepolifonia al Conservatorio della Stessa Città. Dal 1999 è docente d’Organo e canto gregoriano presso il Conservatorio “Umberto Giordano”.

*con l’assistenza esecutivo-interpretativa di Cinzia Infantino alla consolle “a finestra” dell’organo Domenico Antonio Rossi del 1775.

Johannes Brahms

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Gaspar Cassadò

Zoltàn Kodàly

Lunedì 6 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

“Solo…ma non solo”

58 Recital Francesco Mastromatteo violoncello

Giuseppe Spagnoli

Gaspar Cassadò (Barcellona, 1897-Madrid, 1966) Suite per violoncello solo Preludio-Fantasia Sardana Intermezzo e Danza Finale Giuseppe Spagnoli (Apricena, 1959) Still Blue Stefano Taglietti (Roma, 1965) Symplex ***

Stefano Taglietti

Zoltàn Kodàly (Kecskemét, 1882Budapest, 1967) Sonata op.8 per violoncello solo Allegro maestoso ma appassionato Adagio con grand’espressione Allegro molto vivace


GUIDA ALL’ASCOLTO Credo sia difficile immaginare un luogo più ricco d’ispirazione artistica del Gargano. Tra ulivi secolari, il giallo e l’arancio profumati degli agrumi, i tramonti e le albe senza fiato, tra la foresta e il mare, appare una terra custode e tramite di diversità, speranze, conflitti secolari, leggende antiche e verità dell’oggi. In questi luoghi, cui appartengo per nascita, ho avuto la gioia di incontrare due compositori antitetici e complementari: Giuseppe Spagnoli e Stefano Taglietti. Ci siamo conosciuti presso la sezione staccata di Rodi Garganico e la collaborazione è nata immediata, semplice, serena. “Peppino ma tu lo scriveresti un brano per violoncello solo?” la settimana successiva ero in Auditorium (ovviamente a Rodi) con le bozze di “Still Blue” alquanto complete e godevo della cantabilità della sezione centrale, sperimentando con l’alternanza tra pizzicato ed arco dell’anima “blues” del M° Spagnoli, capace di legare sempre le sonorità d’oltreoceano con la poesia dell’Adriatico. Non seppi resistere al proporre un ascolto telefonico al carissimo Peppino, sempre garganicamente riservato, quindi vero, nella sua ricca emotività artistica ed umana. Era nato un blues per violoncello dalla vocalità assolutamente originale e una felice scrittura strumentale. Stefano Taglietti è l’incarnazione dell’entusiasmo creativo, del desiderio di dare voce ad un’idea la più inaspettata possibile. “Symplex” come dice Stefano, nasce dall’esplorazione di una sola idea dal forte impatto ritmico. Mi permetto di aggiungere che in realtà il brano lascia esplodere un solo suono, il do grave del violoncello, e si genera ricomponendo le mirabolanti schegge di questa esplosione. Appena ricevuto lo spartito passai una settimana sulle note di Stefano per decodificarne la complessa articolazione ritmica, gli effetti sonori, acquisire l’estremizzazione di ogni gesto tecnico che il brano richiede. Passai dalla disperazione del primo giorno al travolgente entusiasmo finale, così quando mi presentai al compositore, “armato” di violoncello, ero io ad esplodere dal desiderio di suonare, proprio come quel do grave da cui “Symplex” prende vita. Da allora la nostra amicizia si basi su quell’entusiasmo condiviso, su quelle mirabolanti schegge sonore. Come cornice a “Still Blue” e “Symplex” ho pensato ai due brani che, da adolescente, mi lasciarono scoprire, come il violoncello, solo, potesse scendere dall’Olimpo delle Suites di Johann Sebastian Bach e rivelare un mondo di diverso e travolgente impatto artistico. La Suite di Gaspar Cassadò, scritta nel 1926, e la magnifica Sonata op.8 di Zoltàn Kodàly, della cui composizione ricorre il centenario, nascono infatti entrambe da un omaggio ideale alle suites bachiane mutato da un linguaggio radicato negli idiomi popolari rispettivamente spagnolo ed ungherese. Della scrittura di Cassadò mi ha da sempre affascinato l’esuberanza strumentale con le tracce raveliane di magistrale trasformazione coloristica del timbro del violoncello. Basti pensare agli armonici del Preludio, eco del solo di flauto del balletto Daphnis e Cloè, o all’umoristica citazione mozartiana nel mezzo della rustica “Sardana”. Fu il terzo tempo però a conquistarmi, con la sensualità dei pizzicati chitarristici, i temi suadenti, che corteggiano l’ascoltatore, e il rosso vortice della corrida finale. La Sonata op.8 di Kodàly invece mi incantò venti anni fa in un corso estivo al Terminillo, quando un violoncellista, ruvido nei modi ed elegante nell’anima, ne propose un’esecuzione memorabile. Ero seduto in un centro convegni alquanto amorfo, ma saltai in piedi dopo la prima frase ed cominciai una serrata lotta per preservare una postura normale, percorso com’ero da un viaggio emotivo che non poteva essere più completo. Le lacrime e i sorrisi non si controllavano mentre Franco Maggio Ormezowsky, l’artista unico che dominava Kodàly e il violoncello, offriva un brano che non avrei potuto non amare. L’op.8 è la sfida ultima di tutti i violoncellisti, le sue dimensioni eroiche fanno tremare. Si trascorrono mesi a superare le difficoltà della scordatura richiesta, cioè del suonare su uno strumento che distingue timbricamente la

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prima e la seconda corda dalla terza e dalla quarta attraverso la modifica degli intervalli che le separano normalmente. Kodàly conduce su una montagna assai più impervia del Terminillo…o del nostro Gargano. Una montagna che è superamento del dolore e della morte, che nasce trasformando in zampilli di vita stilemi ritmici e melodici dei lamenti funebri ungheresi, che è un profondo atto di fede nell’umanità nel momento in cui l’Europa precipitava nel baratro delle Prima Guerra Mondiale. Quel giorno al Terminillo, Kodàly e il violoncello mi avevano regalato un mondo altro in cui poter vivere cancellando le paure della mia adolescenza. Prima ancora dei viaggi da affrontare si erano affiancati al mare e alla foresta del Gargano, agli incontri della vita, ad un ragazzo ed a un suono che era solo…ma non solo. Francesco Mastromatteo

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Francesco Mastromatteo Definito dal “Dallas Morning News”: “virtuosic and passionate musician”, completa nel 2012 il Dottorato in violoncello presso la University of Texas at Austin. Docente di Musica da camera presso il Conservatorio “Giordano” di Foggia, sede di Rodi Garganico, è direttore artistico degli Amici della Musica “Giovanni Paisiello” di Lucera e dell’organizzazione “Classical Music for the World” di Austin. Si è esibito da solista con Meadows Symphony, Meadows Wind Ensemble, Round Rock Symphony, Starlight Symphony. Svolge attività cameristica come violoncellista del Trio “Chènier” e del Duo/ Trio d’Archi “Mastromatteo”e in duo con pianoforte. Ha inciso la sonata op.36 di Edvard Grieg per Centaur Records. Ha studiato con Anna Maria Mastromatteo, Andrès Diaz, Bion Tsang, Luigi Piovano e Mike Shirvani.


Ignaz Joseph Pleyel

Martedì 7 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Arpeggiando Pian e Forte Duo Pasetti - Gioiosa Anna Pasetti arpa Michele Gioiosa pianoforte

Daniel Steibelt

Ignaz Joseph Pleyel (Rupperthal, 1757-Parigi, 1831) Duo Allegro Tempo di Minuetto Daniel Steibelt (Berlino,1765-San Pietroburgo,1823) Grand Duo Louis-Emmanuel Jadin (Versailles, 1768- Parigi, 1853) Duo Maestoso Andante Rondeau Allegro non troppo

Louis-Emmanuel Jadin

Felix Mendelsshon-Bartholdy (Amburgo, 1809-Lipsia, 1847) The evening Bell Saverio Mercadante (Altamura, 1795- Napoli, 1870) Melodia Théodore Labarre (Parigi, 1805- ivi, 1870) Duo su Temi della “Gazza ladra” di Gioachino Rossini

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SaverioMercadante

Felix Mendelsshon-Bartholdy

Théodore Labarre

GUIDA ALL’ASCOLTO

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Pur non essendo oggi molto frequentato, il duo arpa e pianoforte vanta una vasta letteratura che spazia dalla fine del Settecento fino ai nostri giorni e il programma di questa sera si concentra sul suo periodo di massima popolarità ed indiscusso favore nei salotti e nei teatri di tutta Europa. Fra i compositori che ad esso si sono dedicati si possono citare, oltre a quelli in programma, Dussek, Boïeldieu, Kalkbrenner, Czerny, Fiorillo, Rolla, Pollini, con una varietà formale che spaziava dalla composizione in forma di sonata (come nel caso di Pleyel e Jadin), alla forma libera (Steibelt e Mercadante), al brano descrittivo (Mendelssohn), alla fantasia operistica (Labarre). Primo autore proposto, il compositore austriaco naturalizzato francese Ignaz (Ignace) Pleyel. Allievo di Vanhal e Haydn, pur essendo stato un autore molto prolifico e straordinariamente stimato dai suoi contemporanei, viene oggi ricordato quasi esclusivamente per la manifattura di pianoforti da lui fondata nel 1807. Anche Steibelt, autore oggigiorno sconosciuto ai più, godette in vita di una grande fama: nato a Berlino, fece successo a Parigi con la sua sonata La Coquette, composta per Maria Antonietta nel 1790. La sua carriera di respiro internazionale lo portò a viaggiare in tutta Europa e in Russia e fu considerato uno dei più grandi pianisti e compositori della sua epoca, con Cramer, Clementi e Dussek. Louis-Emmanuel Jadin, figlio del violinista Jean e fratello del pianista e compositore Hyacinthe, fu invece docente al Conservatorio di Parigi. Musicista di formazione solidissima, compose oltre 40 opere, molta musica da camera e orchestrale, fra la quale una Fantaisie Concertante per arpa, pianoforte e orchestra. Nella primavera del 1829 il giovane Felix Mendelssohn, in viaggio in Gran Bretagna, fu sbalzato da una carrozza e si ferì. Convalescente a Londra, intrattenne una corrispondenza con il compositore ed organista Thomas Attwood, che lo invitò a trascorrere un periodo da lui a Norwood. L’ultima sera della sua permanenza Mendelssohn improvvisava al piano per gli amici, insieme con Miss Attwood all’arpa, quando si sentì il campanello di casa; tutti finsero di non sentire ed esso trillò più volte. Così nacque The evening Bell, una leggera miniatura dedicata agli amici in ricordo di quella serata, nella quale si può ancora udire l’eco del campanello. Di carattere opposto invece la Melodia di Mercadante, anch’essa di dimensione contenuta ma con tutto il carattere lirico del grande operista che la compose dettandola all’amico ed allievo Carlo Panara, suo assistente negli anni della cecità. Conclude il concerto una fantasia sui più celebri temi della Gazza ladra di Rossini, composta da Théodore Labarre, che fu docente di arpa al Conservatorio di Parigi, oltre che direttore dell’Opéra Comique e compositore di opere e balletti. Anna Pasetti


Anna Pasetti Ha studiato arpa con Ilde Bonelli, Giuliana Albisetti, Fabrice Pierre, Susanna Mildonian, Catherine Michel, e prassi esecutiva su arpe storiche con Mara Galassi. Premiata in una dozzina di concorsi musicali, ha partecipato al “First Osaka International Chamber Music Festa”, al “4th European Harp Symposium” e al “7th World Harp Congress”. Laureata in Musicologia presso la Scuola di Paleografia e Filologia Musicale di Cremona con il massimo dei voti, lode e dignità di stampa, autrice di circa 250 pubblicazioni, ha tenuto conferenze e corsi in Italia e all’estero ed è internazionalmente riconosciuta come una dei maggiori esperti di storia dell’arpa a livello mondiale. È stata membro di giuria in importanti concorsi internazionali di arpa, fra i quali il “18th International Harp Contest in Israel”.

63 Michele Gioiosa Ha studiato con Michele Marvulli e Sergio Perticaroli. Negli anni della formazione ha seguito diversi corsi di perfezionamento con famosi pianisti ed è risultato vincitore di diversi Concorsi Pianistici (Catanzaro, Osimo, Messina, Velletri). Ha studiato organo ed è laureato in Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Urbino. Si è esibito in importanti città con varie associazioni musicali e culturali, suonando in sale prestigiose (Tonhalle di Zurigo, Rachmaninoff di Mosca, Castello di Kassel). L’editore Isuku-Verlag di Monaco di Baviera ha pubblicato i suoi libri di Bach nell’edizione storicamente informata. È docente di pianoforte e numerosi suoi allievi si sono distinti in concorsi pianistici nazionali ed internazionali.


Franz Schubert

Mercoledì 8 Luglio Dipartimento di Scienze Agrarie (Via Napoli, plesso II) ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

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Folklore e Tradizione europea Manifestazione in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente dell’UNIFG

Giovani talenti in concerto Wanderer Ensemble Bartolo Piccolo flauto Myriam Soricaro oboe Gianluigi Valente clarinetto Stefano Rampino fagotto Vincenzo Celozzi corno

Chava Alberstein/Klezmatics

Elena De Bellis

Maria Simona Rampino Francesca Scarano violini Elisabetta Piccirilli viola Michela Celozzi violoncello Michele Schiavone contrabasso

Tradizionale Nigun Rebn’s Waltz

Matteo Guerra direttore

Chava Alberstein/Klezmatics Mayn Shvester Kaye

Klez Note Ensemble

Tradizionale Nyugat

Francesca Scarano violino Elena De Bellis stroh violino Gianluigi Valente clarinetto Ermanno Ciccone chitarra Michele Rampino fisarmonica

Elena De Bellis Le Muse Inquietanti Tradizionale Di Mechaje Battare Prosciutto

Elena De Bellis (Foggia, 1989) Vagone di principio Tradizionale Der Mirjambrunnen Der Heyser Bulgar *** Franz Schubert (Vienna, 1797-ivi, 1828) Wanderer Fantasie (trascrizione per dieci strumenti di Giuseppe Stoppiello)

Allegro con fuoco ma non troppo Adagio Presto Allegro


Klezmatics

GUIDA ALL’ASCOLTO La Wanderer Fantasie di Schubert è uno dei pezzi noti della letteratura pianistica, dovuta ad una commissione che Schubert ricevette nel 1822 da Emanuel Karl von Liebenberg, che richiedeva una fantasia brillante ricca di passaggi tecnici virtuosi. Il motivo della trascrizione in programma è intuibile dalle parole di Robert Schumann, che il 13 agosto 1828 annota sul suo diario: «Schubert ha voluto qui riunire un’intera orchestra in due sole mani». Il presente lavoro tende a riprodurre il pensiero ed i gesti orchestrali insiti nella scrittura pianistica, fin troppo evidenti per non prenderli in considerazione. La denominazione è dovuta all’utilizzo, nel secondo movimento, del tema del lied Der Wanderer di Schubert stesso. Il concetto di wanderer (viandante) è determinante nella poetica del compositore e del romanticismo tedesco in generale. Il viaggio interiore compiuto dall’uomo è qui restituito con particolare intimità nell’Adagio che, citando ancora Schumann, rappresenta “una pacata riflessione sulla vita”. La struttura in quattro movimenti si succede senza soluzione di continuità, mettendo in luce una coerenza compositiva esemplare pur nella varietà delle varie sezioni, costruite tutte su poche cellule motiviche. La musica Klezmer appartiene alla cultura popolare ebraica arricchita dal folklore di numerosi paesi balcanici e dell’Est Europa. Il termine deriva dalle parole kley e zemer, traducibili con “strumento musicale”. Alle strutture melodiche, ritmiche ed espressive dalle più svariate provenienze, si uniscono i sentimenti di un popolo, i suoi travagli e la sua fede. Ebbe la sua prima diffusione agli inizi del Novecento e sopravvisse nei decenni successivi alla Seconda Guerra Mondiale con influenze con la musica rock, blues e jazz. La musica è destinata ad accompagnare la danza o riti delle comunità di provenienza. Tra i suoi strumenti cardini vi sono il violino ed il clarinetto, ma l’organico ha subito un arricchimento includendo fisarmonica, fiati e percussioni. Giuseppe Stoppiello

Wanderer Ensemble L’ensemble, di formazione recente, nasce dalla collaborazione di musicisti del Conservatorio “Umberto Giordano”. I principali obiettivi sono l’esplorazione del repertorio novecentesco e la rivisitazione di importanti composizioni dell’ ‘800, come la Wanderer di Schubert, sotto una luce cameristica. Le trascrizioni sono sempre a cura dei membri dell’ensemble. Le formazioni adoperate vanno dal nonetto ad un organico di dodici strumenti.

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Matteo Guerra vedi Concerto del 3 Luglio Klez Note Ensemble Il progetto musicale del Klez Note nasce nel 2014 dalla volontà di ripercorrere musicalmente le tradizioni sonore del mondo ebraico. L’obiettivo dell’ensemble, composto da allievi del Conservatorio “Umberto Giordano”, è quello di mantenere vivo il ricordo di una cultura musicale ancora molto forte, attraverso una scelta accurata di brani in cui la tradizione orale del passato con il suo carattere festoso e al contempo malinconico, si fonde alla modernità di alcuni brani inediti dell’ensemble, costruiti sulla falsa riga del mondo Klezmer come manifestazione di una storia che ritorna. L’ensemble è costituito dagli strumenti più significativi del genere.

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Johann Sebastian Bach

Venerdi 10 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Dal Teatro al Misticismo... al Blues Recital Fiorenzo Pascalucci pianoforte

Wolfgang Amadeus Mozart

Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756-Vienna, 1791) Sonata n.9 in re maggiore K.V. 311 Allegro con spirito Andante con espressione Rondeau. Allegro Fryderyk Chopin (Zelazowa Wola, Varsavia, 1810Parigi, 1849) Sonata n.2 in si bemolle minore op.35 Grave - doppio movimento Scherzo Marche. Lento Finale. Presto

Fryderyk Chopin

Johann Sebastian Bach Ferruccio Busoni “Nun komm’ der Heiden Heiland” Alexander Scriabin (Mosca, 1872- ivi, 1915) Sonata n.5 op.53 in fa diesis maggiore George Gershwin (New York,1898Beverly Hills, 1937) Rhapsody in blue

***

GUIDA ALL’ASCOLTO La Sonata in re maggiore K.V. 311 è una delle composizioni probabilmente destinate a far valere il pianista Mozart il quale, oltre che geniale compositore, era un formidabile virtuoso. Aldilà dell’aspetto strumentale, la Sonata, straordinariamente operistica, reca in ogni misura la firma dell’inconfondibile genio teatrale autore delle Nozze di Figaro. Già l’esposizione del primo movimento - Allegro con spirito - delinea il dualismo dei temi con fantasia tale da presentarceli come personaggi. Nel secondo movimento – Andante con espressione – Mozart costruisce una vera e propria aria d’opera in cui episodi orchestrali (quasi da recitativo accompagnato) cadenzano il fluire di una meravigliosa melodia. Il finale – Rondeau. Allegro – ci riporta al clima brioso del primo movimento, con una leggiadria, uno scintillio ancora maggiori.

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Ferruccio Busoni

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Alexander Scriabin

George Gershwin

Il carattere operistico arriva a manifestarsi in una cadenza ispirata allo stile vocale del tempo, rievocato non senza una certa deliziosa ironia. Un episodio più scuro, in si minore, non impedisce al dramma di risolversi felicemente e di terminare, con effetto orchestrale, la sonata. Le suggestioni teatrali, anche se in modo meno evidente, non mancano neppure nella Sonata in si bemolle minore op.35 di Chopin. Il primo movimento Grave – doppio movimento – vive sul contrasto fra il primo, cupo e brevissimo motto, un primo tema agitato e ansimante, un secondo tema quasi duetto d’amore, e un tema conclusivo martellante. Il secondo movimento – Scherzo – vede anch’esso l’antitesi fra la barbarica violenza delle sezioni estreme e il clima dolceamaro, trasognato del trio. Anche nel terzo movimento – Marche funèbre – l’incedere lugubre e straziante della marcia si interrompe per dare spazio ad un momento di disarmante dolcezza, come un ricordo commosso. Il quarto movimento – Finale. Presto – è la parte più rivoluzionaria della Sonata. In un’ottica che ci mostra il profondo pessimismo di Chopin, la morte non è qui vista come momento di passaggio verso una realtà più grande, ma come “il finire, il raggelarsi di ogni emozione, il disfacimento di ogni passione” (G. Belotti). Ferruccio Busoni fu un grandissimo trascrittore da Bach e il Preludio Corale “Nun komm’ der Heiden Heiland” (ora vieni, salvatore delle genti) dimostra ampiamente la superba capacità di rendere, sul pianoforte, un pezzo non concepito per questo strumento. Quello che colpisce, aldilà dell’adattamento strumentale, sono la maestosa bellezza e la grandiosa spiritualità che pervadono la composizione. La Sonata n.5 op.53, grazie alle sue innovazioni armoniche, fa del suo Autore uno dei grandi rivoluzionari del linguaggio del Novecento. In quest’opera “il misticismo di Scriabin diventa visionario, proiettandosi in una concezione di radicale rinnovamento dell’uomo per mezzo dell’arte” (P. Rattalino). In partitura c’è una citazione dal Poema dell’Estasi, anch’esso di Scriabin: “Vi chiamo alla vita, o forze misteriose! / Immerse nelle oscure profondità / Dello Spirito Creatore, timidi / Embrioni di vita, a voi porto l’audacia”. Gershwin compose la famosissima Rhapsody in Blue a soli 26 anni. Essa è una delle prime composizioni in cui si assiste alla contaminazione fra musica classica e jazz. Il nome stesso Rhapsody in Blue fa riferimento alla blue note (particolarità di un certo stile melodico), al genere blues e allo stesso colore blu, simbolo di tristezza e mestizia per gli schiavi afroamericani. Gershwin stesso, a proposito della sua creatura, disse “... la udii come una sorta di multicroma fantasia, un caleidoscopio musicale dell’America, col nostro miscuglio di razze, il nostro incomparabile brio nazionale, i nostri blues, la nostra pazzia metropolitana.”. Fiorenzo Pascalucci


Fiorenzo Pascalucci Intraprende giovanissimo una carriera concertistica che lo porta ad esibirsi come solista in gran parte d’Europa e nelle più importanti realtà italiane. Fondamentali nello sviluppo dell’attività musicale sono le affermazioni ottenute in prestigiose competizioni: in particolare i primi premi al Concorso Pianistico Internazionale “Rina Sala Gallo” di Monza (2014), al FVG International Piano Competition (già premio Luciano Gante) di Sacile (2012), alla Rassegna “CIDIM - Nuove Carriere” (2012) e al XXV Premio Venezia (2008). Formato da Giuseppe Squitieri e Giovanni Valentini, si perfeziona poi con Leonid Margarius, Stefano Fiuzzi, Benedetto Lupo e Aldo Ciccolini.

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Sabato 11 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Folklore e Tradizione europea

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Replica del concerto dell’8 Luglio


Gaetano Donizetti

Lunedì 13 Luglio Chiostro di Santa Chiara ingresso ore 20.30 inizio ore 21.00

Un soffio di suggestive impressioni Giovani talenti in concerto Duo Piccolo-Stoppiello Bartolo Piccolo flauto Giuseppe Stoppiello pianoforte

Alfredo Casella

Nino Rota (Milano, 1911-Roma, 1979) 5 pezzi facili La passeggiata di puccettino Serenata Pavana La chioccia Il soldatino Sofia Gubajdulina (Čistopol’, 1831) Allegro rustico (1963) Alfredo Casella (Torino, 1883-Roma, 1947) Barcarola e Scherzo op.4 ***

Frank Martin

Alfred Schnittke (Engels, 1934Amburgo, 1998) Suite in stile antico (1972) Pastorale Balletto Minuetto Fuga Pantomima Gaetano Donizetti (Bergamo, 1797-ivi, 1848) Sonata in do maggiore Frank Martin (Ginevra, 1890-Naarden, 1974) Ballata (1939)

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Nino Rota

Sofia Gubajdulina

Alfred Schnittke

GUIDA ALL’ASCOLTO

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I 5 Pezzi facili di Nino Rota fanno parte della non marginale letteratura cameristica, non legata al cinema, del compositore. L’aggettivo “facili” si riferisce in prima istanza all’aspetto esecutivo, ma soprattutto al carattere infantile e trasparente delle linee melodiche. La loro efficacia è dovuta alla sapienza compositiva dell’autore, che restituisce tale semplicità con una scrittura raffinatissima ed armonicamente ricca. La Sonata in Do maggiore di Donizetti rappresenta senza dubbio uno dei suoi primi lavori giovanili, evidenziando già le sue peculiarità future. La scrittura è molto scarna e semplificata, ma da vero genio operistico riesce con pochi gesti a tracciare quella spiccata cantabilità che contraddistingue le sue opere liriche. Barcarola e Scherzo op.4 di Casella risale al 1903, scritta quindi all’epoca dei suoi studi al Conservatorio di Parigi. L’influsso della musica francese ed in particolare di Fauré, suo maestro di composizione, è evidente sin dalle prime battute. Al carattere “ondeggiante” della Barcarola si contrappone l’elegante Scherzo, che nell’ultima parte palesa l’influsso di Debussy con una scrittura armonica pentafonica ricca di armoniche suggestioni e ricercatezze. La Suite in stile antico di Schnittke è quello che si può definire “esercizio di stile”. Scritta nel 1972, guarda abilmente agli stilemi della suite barocca del Seicento. Esperimento simile alla Sinfonia “Classica” di Prokofiev, dove anche in presenza di una scrittura non letteralmente stilistica riesce a restituire tutta l’essenza dell’epoca passata. L’Allegro Rustico della grande compositrice russa Sofia Gubajdulina è datato 1963. La scrittura, ricca di contrasti, restituisce a pieno il carattere quasi folkloristico che rimanda alle tradizioni dell’Est Europa. Le melodie penetranti del flauto sono rese cangianti ed inebrianti da inconsueti ed originali accostamenti armonici prodotti dal pianoforte. La Ballata di Martin rappresenta uno dei capolavori della letteratura per flauto e pianoforte. Il brano si compone di varie sezioni intimamente legate. Ogni possibilità timbrica del flauto è esplorata, ogni tensione armonica è condotta con magistrale padronanza del materiale sonoro, ogni ricercatezza ritmica tra gli strumenti è ponderata con geniale sapienza. Il risultato è uno straordinario percorso estatico. Giuseppe Stoppiello


Duo Piccolo - Stoppiello Debutta in concerto a Roma nell’aprile 2015, presso la Sala Accademica del “Pontificio Istituto di Musica Sacra”. Bartolo Piccolo si diploma in flauto presso il Conservatorio di Foggia sotto la guida di Antonio Amenduni, laureandosi poi con Michele Marasco e Andrea Oliva presso il Conservatorio di Modena. Giuseppe Stoppiello, diplomatosi presso il Conservatorio di Foggia con Caterina Laganara, si laurea in pianoforte concertistico sotto la guida di Olaf Laneri ed Elisabetta Mangiullo; successivamente prosegue gli studi presso la Scuola di Musica di Fiesole con Pietro De Maria. Il Duo ha ottenuto il Primo premio assoluto al 6° Concorso “Eratai” di San Giovanni Rotondo ed è risultato tra i dieci gruppi da camera finalisti a Cagliari per il “Premio Abbado 2015” (sezione Musica da camera).

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Partecipanti alla XIX Edizione di “Musica nelle Corti di Capitanata”

Arpa Anna Pasetti Attori Nicola Giuliani Michela Tanzi Cantanti Ilaria Bellomo Rocco Cavalluzzi Bianca D’Errico Alessio Walter De Palma Gaetana Frasca Maira Melchionda Monica Paciolla Antonio Perrella Rosa Ricciotti Simona Pia Ritoli Giorgio Schipa Chitarra Giovanni Accadia Ilaria Bellomo Mauro Campobasso Sabino Catalano Ermanno Ciccone Mario Colaprico Danilo Delli Carri Antonio Fiorentino Raffaele Lotito Andrea Marchesino Giovanni Sauro Luigi Staffieri Marco Stoduto

Clarinetto Vincenzo Conteduca Laura Del Sambro Aurelio Di Nunzio Bruno Falanga Cosimo Leuzzi Roberto Rana Fabrizio Ricciardi Giulia Ricciardi Sara Tomaiuolo Claudio Trotta Mattia Vergura Gianluigi Valente Clavicembalo Paola Minervini Contrabasso Francesco Angiuli Massimiliano Mauthe Michele Mundo Michele Petrella Michele Pio Schiavone Hsueh Ju Wu Corno Vincenzo Pio Celozzi Stefano Di Biccari Antonio Falcone Giuseppe Graniero Sara Stella Greco Luigi Stefano Pensato

Costumi Shangrillà Direzione Mimma Campanale Rocco Cianciotta Domenica Giannone Matteo Guerra Giovanni Ieie Michelangelo Martino Gianluca Persichetti Pasquale Somma Ensemble Klez Note Saxofonia Wanderer Ensemble Fagotto Antonio D’Abate Stefano Rampino Francesco Pio Russo Fernando Saracino Fisarmonica Michele Rampino Flauto Anna Maria Arena Mario Bruno Antonella Centonza Michele Gravino Maria Concetta Guglielmo Laurent Masi

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Alessandra Peschechera Bartolo Piccolo Chiara Riccardo Maestro delle luci Mimma Campanale Narratore Nunzio Liso Luci Massimo Russo Oboe Francesco Gerico Domenico Sarcina Myriam Soricaro

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Orchestre ChorOrchestra junior Orchestra di Fiati Orchestra Giovanile Orchestra Sinfonica Organo Pierandrea Gusella Cinzia Infantino (assistente) Ottavino Norma Di Leo Percussioni Antonio Bove Raffaele delle Fave Rosanna Lo Mele Federico Moscano Giuseppe Padalino Carmela Marika Perna Leonardo Ramadori Salvatore Sciotti Roberta Rosiello Flavio Tanzi

Pianoforte Simona Aprile Vincenzo Galassi Giovanni Gambardella Michele Gioiosa Cesare Grassi Laura Licinio Vincenzo Maltempo Fiorenzo Pascalucci Claudia Samele Giuseppe Spagnoli Giuseppe Stoppiello Regia Patrizia Di Martino Regia video Giovanni Pozzovio Relatore Fabio Renato d’Ettorre Sassofono Libera Basile Gabriele Buschi Francesco Buono Antonio D’Avolio Vanessa Calderisi Maurizio Giammarco Gian Piero Guerra Corrado Lambona Marco Mancini Fernando Nardecchia Manuel Padula Michele Paolino Gaetano Partipilo Federica Petrosino Daniele Scannapieco Roberto Vagnini Stroh violino Elena De Bellis

Timpani Raffaele Delle Fave Federico Moscano Giuseppe Padalino Tromba Antinea Irmici Daniele Nocella Antonio Pio Spadone Giuseppe Triggiani Trombone Dario Carlucci Fedele Di Mucci Enrico Di Sapio Viola Luigi Gagliano Erika Lo Mele Roberta Michelini Matteo Notarangelo Giuseppe Piccininni Elisabetta Piccirilli Antonio Radatti Giuseppe Rutigliano Matteo Luigi Spadone Vincenzo Starace Violino Claudio Adriani Mattia Cucillato Luisa Daniele Elena De Bellis Angelo De Magistris Cataldo De Palma Raffaele De Sanio Claudia Rita Di Corcia Francesco Fioretti Lucia Forzati Simone Fabrizio Giordano Tatiana Krylova Saverio Lops Ludovica Martino Maria Saveria Mastromatteo


Rocco Mucciarone Ida Ninni Domenico Passidomo Simona Pentassuglia Antonella Piscitelli Diego Pugliese Maria Simona Rampino Orazio Sarcina Francesca Scarano Antonio Scolletta Giovanna Sevi Antonietta Taggia Giuseppe Tucci Rocco Elia Vena Violoncello Antonio Aprile Stefano Bruno Luca Calzolaio Michela Celozzi Francesca Della Vista Veronica La Piccirella Chiara Maglia Francesco Mastromatteo Daniele Miatto Francesco Montaruli Enrico Pentrella Davide Wang Stella Yoon

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Mi.U.R. Ministero dell’Università e della Ricerca A.F.A.M. Alta Formazione Artistica e Musicale

Conservatorio Statale di Musica “Umberto Giordano” Foggia Anno Accademico 2014-2015 Direttore M° Francesco Di Lernia Presidente Dott. Alessandro Romanelli Vice-Direttore Prof. Donato Della Vista Direttrice Amministrativa Dott.ssa Rosanna Saragaglia

Musica nelle corti di Capitanata XIX Edizione Direttore artistico Francesco Di Lernia Coordinamento Laurent Masi Copertina Foto Mimmo Attademo Art Claudio Grenzi


Il Conservatorio Umberto Giordano di Foggia sostiene i progetti della Missione di Bigene nella Guinea-Bissau Anche quest’anno, come negli anni passati, il contributo raccolto con la vendita di questo opuscolo sarà devoluto al progetto “Una scuola per tutti” promosso dalla Missione di Bigene. Info: www.missionaridibigene.it


Impaginazione e Stampa: Leone Arti Grafiche srls FOGGIA


Musica nelle Corti di Capitanata 2015  
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