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the WEDDING SINGERS

LUCA RAGAGNIN regia EMANUELE CONTE con ANGELA BARALDI di

e con

STEFANO BOLCHI chitarre e percussioni

OSVALDO LOI

piano, tastiere e viola

FEDERICO FANTUZ chitarre

scene LUIGI FERRANDO

luci e fonica TIZIANO SCALI assistente costumista DANIELA DE BLASIO collaborazione artistica ANNIBALE BARTOLOZZI e MASSIMO ZAMBONI

costumi BRUNO CERESETO

produzione Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse e Associazione Culturale Ultimo Piano Fotografia di scena: Donato Aquaro website: www.donatoaquaro.net


Ci sono tutti. Qui sono arrivati tutti. Prima di me o dopo di me. Qualcuno prima e qualcun altro dopo


La sovversiva Nico, la musa d’oltrecortina. Sentite, ascoltate, non ha perso una briciola della sua verve distruttiva.


Anche la mia è stata un’esistenza da brava ragazza sperimentale americana. Cercavo la luce della mistica verità, ero anche diventata un’adepta. Cavaliere dei Rosa Croce

La mistica che ho abbracciato più tardi che cos’è se non la continuità logica e invisibile dell’insensatezza della vita?


Le persone religiose sono terrorizzate dall’Inferno, ma le persone spirituali ci sono già state. È il caposaldo della mia religione. La mia religione si chiama Sillismo. L’amore sorge dalle nebbie. È un sacro respiro. Mi ha toccata e poi se n’è andato.


Ti amo perché profumi di bambino cattivo e fai di ogni veleno una tua medicina, un balsamo di luce dietro una porta serrata che cigola come l’estasi quando la terra è bruciata. Ti voglio perché disponi le tue cicatrici in cerchi di fumo e perle, in corde da peccatrici e sai quanto brucia un sogno di speranze annerite.


Eravamo poveri, nella Carolina del Nord, sai che novità!, e il mio talento fu pagato dalla comunità dei neri. Formarono una fondazione apposita per consentirmi di prendere lezioni di pianoforte. «Almeno Nina uscirà da questa prigione, andrà nel mondo», dicevano. Grazie ragazzi, l’ho fatto anche per voi. In fondo è quello che ho fatto per tutta la mia vita: ho cantato le stelle invisibili, con pazienza e senso di gratitudine. Ho cantato voi.


Una sirena che fende le nebbie, vestita di stoffe floreali,, con lunghe vesti variopinte e orlate, una dea agricola, dall’ugola incantevole


Mi chiamavo Mary Isabel Catherine Bernadette, un numero di nomi eccessivi per una figlia di immigrati irlandesi. L’ultimo, soprattutto, vista l’infanzia che ho vissuto, non aveva nulla di miracoloso, piÚ che altro, direi, era una presa per il culo.


Le canzoni sono destini, sono barche. Sono detriti da vegliare, da curare. Le canzoni sono dei matrimoni di sconosciuti e noi, gli angeli, siamo benevoli corifei, siamo cantanti da matrimonio. Siamo The Wedding Singers. Facciamo sposare i destini. Cantiamo con la bocca che sanguina luce, rossa luce radente. Accordiamo i nostri strumenti nella cantina delle infanzie, sotto i primi veli di terra, tra spore e lucertole. Vi facciamo innamorare. Ci innamoriamo. Danziamo. E un valzer, una rumba non la neghiamo a nessuno. Ma fate attenzione a ciò che ascoltate: le canzoni d’amore hanno i lupi dentro.


the Wedding Singers  

Album formato orizzontale 20 x 25

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