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Autunno

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Editoriale In un pomeriggio di incredibile caldo estivo sto sfogliando le foto per la rivista autunnale e casualmente sento i miei due figli che stanno discutendo seriamente su quanto sia sensato produrre una rivista autunnale. „Hai visto com'è andata la primavera, è durata una settimana, tutto il resto è stato un lungo inverno, poi improvvisamente è piombato il caldo estivo,“ afferma con saggezza il minore. „Eh, vedrai che ora sarà la stessa cosa,“ gli risponde il maggiore. Il piccolo è daccordo e zitto zitto sogna che all'indomani si ritrovi con mezzo metro di neve, perché l'inverno in fin dei conti è davvero uno spasso. Solamente poche settimane più tardi stiamo concludendo i lavori per l'edizione autunnale e devo ammettere che il freddo è decisamente arrivato, e oggi in montagna probabilmente nevicherà. Io tuttavia adoro l'autunno e tutti i suoi volti: le foglie fruscianti, i colori, le giornate uggiose e l'abbondanza del raccolto. A proposito, avete mai pensato al fatto che anche il caffè è un prodotto agricolo e che la sua qualità dipende dalle condizioni meteorologiche? No? In questo numero troverete tante curiosità sul caffè e degli spunti per prepararlo. Poi siamo andati a sbirciare da un mastro calzolaio che ci spiega senza remore che le scarpe che indossiamo sono pessime e che nuocciono alla nostra salute. E anche stavolta non manca il tocco vintage: dal giovanotto che ripara le bici d'epoca al trattore conciato a festa. Infine presentiamo quattro bellissime case e un giardino intimo e accogliente. Per rallegrare i nostri momenti di convivialità abbiamo cucinato con il caffè e le prugne, preparato degli sformati e infine ci siamo addentrati nel bosco incantato, dove abbiamo trovato un'incantevole torta. Buon divertimento. PETRA SLAPAR

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Autori

PETRA SLAPAR Le idee per il nuovo numero si intrecciano con la preoccupazione per i servizi fotografici e l'impazienza di presentare al pubblico il nuovo numero. Le mie mattinate autunnali incominciano con un caffè in mano e la selezione delle foto per la rivista invernale.

JASNA SIMONETA I colori caldi dell'autunno, il cibo che risveglia i ricordi d'infanzia, idee nuove per nuove esigenze in casa – l'autunno è anche il tempo dei nuovi inizi.

SUZANA ŠLEBIR Quando incominciamo a preparare la rivista nuova mi ronzano in testa mille idee. L'irrequietezza del lavoro creativo, i servizi fotografici e l'uscita della rivista è una sensazione bellissima. Spero che anche stavolta vi divertiate almeno quanto noi!

KLEMEN BRUMEC Circostanze particolari richiedono persone particolari. Petra ha trovato me, un esperto distruttore di bontà con la macchina fotografica in mano e un'affinità particolare per tutte le cose rosa che in autunno diventano frutti decisamente più gustosi.

MATEJA DOBRAVEC Adoro le calde giornate autunnali, i colori e le foglie fruscianti sotto i piedi, mentre le serate che si allungano portano anche la pace per andare in cerca di nuove idee.

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TANJA TUTA I pensieri volano insieme agli stormi che migrano verso luoghi più caldi. Il pennello non aspetta altro che di intingersi nei mille colori autunnali. Che venga l'autunno, che venga!

VESNA VOGRIN Le mattinate autunnali incominciano con il caffè nella mia tazza preferita. Poi continuo la giornata lavorando a uncinetto. Per l'edizione autunnale con utilizzato la corda e un tubetto per l'acqua.

TINA CIPOT Quando mi trovo a scrivere le interviste mi diverto molto a ricordare. Il riso, le parole, l'entusiasmo negli occhi. I creativi non sono mai gente noiosa. E quando metto l'ultimo punto non ho „finalmente finito“, ma so no piena dell'energia del mio interlocutore. L'autunno per me è un pochino triste, ad ogni passo s'incontra un piccolo addio.

TJAŠA BRAJDIH Il lavoro creativo è la parte del lavoro per la rivista che preferisco, ancor di più se ad aiutarmi ci sono anche delle piccole manine. Poi le passeggiate in mezzo alla natura brulla del mio Carso mi permettono di trovare l'ispirazione per i progetti che potrò condividere con voi.

VALENTINA VOVK Per preparare questo numero ho messo da parte il lavoro stilistico e mi sono messa in cerca di persone interessanti. Che cosa fanno nella vita, come vivono e che cosa si sono prefissati, queste le principali domande che facevano da filo conduttore durante le interviste. Nonostante l'estate sia finita troppo in fretta, sono felice di riavere le mattinate tutte per me, con il caffè nella mia tazza preferita e le foto su instagram.

ANA BULAT Le idee e gli spunti per il nuovo numero della rivista sono soprattutto legati al cibo, inesorabilmente legato alle stagioni. Perciò penso sempre agli ingredienti che sono alla portata di mano in un determinato periodo dell'anno e cerco l'ispirazione per le ricette. Le mattinate autunnali hanno una luminosità particolare e misteriosa, l'odore delle foglie cadute e i colori dell'oro. Adoro queste mattinate.

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Indice Editoriale Autori Nel mondo delle scarpe con la S maiuscola Il caffè dal frutto verde alla tazzina fumante Bevande al caffè

Dolci al caffè Primo Aroma la scrivania Fuga dalla frenesia quotidiana Prugne – dal dolce al fai da te Luci – creiamo la nostra sospensione Il trattore vintage e il picnic Restauro le mie bici e le uso per lavorare Streghe, fattucchiere, maghe Le zucche con la pasta da modellare Il bosco incantato Case: lusso, allegria, funzionalità e ricordi Giardino Ravenna Petra Slapar Direttore responsabile Jasna Simoneta, Tina Cipot, Tanja Tuta Redazione Bojan Težak, Sandra Pohole Design Jasna Simoneta Pubblicità PKDV, d.o.o. web: www.casaetrend.it mail: info@casaetrend.it settembre, 2013 nr. 7

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testo: Tina Cipot foto: Klemen Brumec

Nel mondo delle scarpe con la S maiuscola

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Il campanello sulla porta della Boutique Vodeb nel centro di Lubiana annuncia l'arrivo di un nuovo cliente. Forse è entrato per guardare se c'è qualcosa di nuovo sugli scaffali del negozio, oppure per far riparare le proprie scarpe o ordinarne un paio su misura. Vladimir Vodeb è uno di quei calzolai che insieme al proprio team ancora realizza a mano le scarpe, dedicando loro tutta la sua passione e la sua simpatia. Il mondo delle scarpe è semplicemente il suo mondo. Come lo era per suo padre e ancora prima per suo nonno. E lo sta diventando anche per suo figlio. A quando risale il suo primo paio di scarpe? Beh, di sicuro avevo meno di vent’anni. A dodici anni infatti ho incominciato ad aiutare mio padre durante le vacanze. Ovviamente ho incominciato spazzando la bottega e molto presto imparai a riparare qualcosa. Suo padre fu un maestro paziente? Mio padre insegnava dando poche indicazioni: ora fa questa cosa in questo modo, con un occhio sbircia come si fa, con l’altro stai attento a ciò che stai facendo, e ovviamente fai attenzione a non tagliarti. Una volta finito il lavoro, mi diceva sinceramente che cosa ne pensava del mio lavoro. Così imparavo strada facendo, con l’esperienza. Certo, i coltelli sono molto affilati. Un paio di volte mi sono fatto davvero male. Poi c’erano gli attrezzi più pericolosi che agli inizi nemmeno potevo toccare. Quando ho finito le medie, mi hanno mandato alla scuola professionale, poi ho fatto il servizio militare, per non dovermene occupare più tardi. Così a diciannove anni sono entrato nel laboratorio – e ci sono rimasto. Dunque era chiaro da sempre che avrebbe continuato il mestiere di famiglia. Non ho mai pensato diversamente. Mi è capitato di incrociare persone che mi hanno detto che se non fossi stato bravo scuola, sarei rimasto un calzolaio. Oggi a

queste persone metterei in mano del lavoro, mostrerei loro che nemmeno i calzolai possono permettersi di non imparare. Il nostro mestiere non è per niente semplice, esige spirito d’impresa e abilità. In fin dei conti siamo rimasti in pochi a continuare su questa strada. Non è poi così semplice resistere nel mondo delle scarpe a venti euro. A giudicare dai vostri scaffali, il lavoro non vi manca. In effetti l'interesse da parte dei clienti c'è. Per me personalmente le scarpe acquisiscono valore oltre la porta del mio negozio, quando il mio cliente le indossa. Quando ti abitui alle scarpe su misura, non torni più indietro. Spesso ti trovi a constatare di non avere più determinati problemi di salute che derivavano da scarpe di scarsa qualità. Scopri che a creare problemi era la plastica che portavi ai piedi, Autunno 2013

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che la pelle non respirava, che il contatto con il terreno, le energie, era impedito. Chi sono i suoi clienti, presumo siano prevalentemente donne? A dire il vero no, ho molti clienti maschi. Non sono in grado di affermare che siano la metà, ma nel mio negozio entrano persone molto diverse tra di loro. In comune hanno il fatto di apprezzare le scarpe di qualità. E perciò preferiscono possederne qualche paio in meno, sapendo però che cosa stanno calzando. I nostri clienti vengono a scegliere delle scarpe per tutte le occasioni, da quelle per le occasioni solenni alle scarpe per tutti i giorni. Alcuni dei nostri clienti portano da anni le nostre scarpe. Da noi hanno trovato la loro forma ideale e si fanno realizzare gli stivali per l'inverno, i sandali, le scarpe estive ecc. Quando prendete in mano un nuovo materiale, a che cosa pensate? Come nasce una scarpa ancor prima di

incominciare con il lavoro vero e proprio? Quando mi piace un materiale, anche quando si tratta di novità, spesso non sono in grado di definire come lo userò. Qui c’è in gioco la creatività. Ma dato che siamo abituati a lavorare su ordinazione, per un cliente che forse desidera delle scarpe verdi e gialle, dovremo impegnarci e trasformare in realtà la sua idea. Io posso dare dei consigli, magari sulla forma o sull’altezza del tacco, ma alla fine la decisione la prende il cliente. Come nascono le sue scarpe? Alcuni clienti vengono a guardare che cosa abbiamo sugli scaffali, altri in base ad un modello che abbiamo in esposizione ne creano uno simile. Ed ecco che nasce qualcosa di nuovo secondo i loro desideri. Altri invece arrivano con un’idea molto chiara e noi li aiutiamo a trasformarla in realtà. I modelli esposti sono stati creati da noi, alcuni sono ancora opera di mio padre, mentre ora sono io che li creo. Curo 8

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personalmente il contatto con il cliente, nella bottega poi sono presenti altri profili del mestiere che sono in genere tre: c’è il mastro che realizza la forma di carta, che poi viene ritagliata dal cuoio. Poi c’è la sarta, che cuce queste parti, come un abito, la parte superiore. Ma si tratta sempre di un semilavorato. Il mastro poi prepara la forma, anche secondo le misure esatte del cliente, su di cui viene tesa la parte superiore. Qui entra in gioco l’aiutante del calzolaio. Il tutto resta in tensione sulla forma per 24 ore, in modo che il cuoio si stabilizzi e si asciughi, e infine la scarpa viene rifinita con le solette o altro. Per fare una scarpa ci vuole una settimana circa. Che cosa desiderano i vostri clienti, chi sono? Sono persone che desiderano delle scarpe che si sposino con i loro piedi, che possono essere grossi, piccolini, larghi … Abbiamo realizzato scarpe di numeri davvero piccoli, ad esempio 34 e anche di meno. Non è semplice trovare delle decolletè di queste taglie. Oppure dei numeri molto grandi. Abbiamo realizzato delle scarpe da sera con numeri da 43, 44 e 45. Ci sono persone che vengono a ordinare le nostre scarpe perché non hanno tempo da perdere a girare per i negozi. Da noi trovano ciò di cui hanno bisogno, noi realizziamo le scarpe e le spediamo. Qual è il numero delle scarpe più grandi che avete mai realizzato? 53. Mio padre invece ha realizzato un numero 54. Io allora ero ancora un apprendista. L'altro giorno è venuto un signore che aveva bisogno di scarpe da calcio e portando il numero 51 non trovava delle scarpe adatte, tranne quelle per la pallacanestro. Quali sono le regole per un buon paio di scarpe? Spesso devo correggere i miei clienti che vogliono delle scarpe troppo larghe. La suola della scarpa non deve essere larga quanto il piede sul lato superiore,

ma solamente quanto lo è la pianta. Sto parlando di una sensazione simile a quando state a letto e qualcuno vi rimbocca le coperte infilandole sotto di voi. Le scarpe devono essere sufficientemente larghe, ma non troppo. La scarpa giusta dovrebbe abbracciare bene la pianta del piede. Poi un tacco troppo basso non va bene, ma non dev’essere nemmeno troppo alto. Per un uso quotidiano l’altezza ideale è di 3-4 centimetri. I tacchi più alti che avete realizzato? Non esiste un tacco più alto di dodici centimetri. Ci sono ovviamente le scarpe con una suola più spessa, la zeppa, e sono di per sè più alti, ma la differenza massima tra la punta e il tallone è di dodici centimetri. Avete mai ricevuto un ordine talmente strano da non poterlo eseguire? No, forse c’è stato qualcosa che non si poteva a realizzare per motivi tecnici. Abbiamo fornito le scarpe ad un gruppo musicale di trans e collaborato a tante sfilate, perciò siamo abituati a tante cose. Ammetto che quando abbiamo ricevuto un ordine per un paio di stivali laccati con tacco alto da parte di un signore, non ho pensato nemmeno per un attimo che ci fosse di qualcosa di strano. Osservate la gente in base alle scarpe che porta? Ovviamente guardo che cosa c’è in giro, se c’è qualcosa di interessante o magari se stanno passando delle scarpe che provengono dalla nostra bottega (ride).

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Il caffè dal frutto verde alla tazzina fumante La scelta della preparazione e i motivi per cui si beve il caffè sono molto individuali, per alcuni è una bevanda eccitante, per altri semplicemente una scusa per prendersi qualche minuto per sè, per fare quattro chiacchiere tra amici, oppure una bevanda da gustare nei suoi profumi e sapori.

La storia del caffè ha inizio in Etiopia, dove veniva chiamato Kahva e il cui nome poi sarebbe stato sottoposto a numerose variazioni lunga nel corso della storia della sua espansione. Dall’Africa Centrale Subsahariana (Sudan, Etiopia …) il caffè è stato portato nell’America Latina e nell’Asia centro orientale. Il paese con la maggiore produzione di caffè è il Brasile, seguito dal Vietnam, dall’Indonesia e dalla Colombia. Nel mondo ci sono 12 paesi in cui il caffè rappresenta il principale prodotto agricolo d’esportazione e in scala globale il caffè è e il settimo prodotto agricolo per volume di traffico. 10

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Diverse varietà di caffè, da sinistra: 1. Niсaragua, Finca el Pinabet (Azienda Agricola) 2. Tanzania Rob.Scr 18, FLO/Transfair 3. India Robusta, Cherry AAA Washed 4. : India Arabica, Plantation Peaberry

T r a le varietà di caffè conosciute, l'Arabica e la Robusta sono le più comuni. Il caffè che acquistiamo in negozio di solito è costituito da una miscela di chicchi di diverse varietà, la cui selezione influisce in modo decisivo sull'equilibrio della miscela. L'altitudine del luogo in cui vengono coltivate le piante del caffè è uno dei fattori più importanti che influisce sulla qualità del prodotto. La robusta cresce ad un'altitudine 800 m sul livello del mare e oltre ad avere una percentuale più elevata di caffeina, conferisce alla miscela un retrogusto più amaro ed è considerata di qualità infeiore rispetto all'arabica. Quest'ultima viene coltivata anche a 1700 m sul livello del mare ed è tra gli ingredienti principali dei caffè più prestigiosi. Spesso si tratta di arabica al 100 %, ma bastano anche 80 o 70 % di arabica per assaporare l'essenza del caffè. L'aroma e il sapore dell'arabica sono proprio le caratterestiche più apprezzate del caffè, in quanto un buon caffè riesce a risvegliare ogni papilla gustativa con il suo gusto delicato e originale. 12

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La pianta del caffè è un piccolo albero che raggiunge i cinque metri d’altezza. Dopo la fioritura si sviluppano sui suoi rami dei frutti di ca. 1,5 centimetri di diametro. 1,5 centimetri. La maggior parte di queste ciliegine contiene due chicchi di caffè, il 5-10 % per cento della produzione invece contiene un chicco solo e si tratta della varietà Peaberry. I suoi chicchi vantano un gusto più pieno rispetto alle altre varietà di caffè. Le piante del caffè hanno un ciclo vitale di circa dieci anni e la pianta ci mette quattro anni circa a fiorire. La fertilità maggiore viene raggiunta tra il sesto e il decimo anno di vita. La pianta del caffè fiorisce solo per alcuni giorni e i fiori vengono sostituiti dai frutti a forma di ciliegina, che poi incomincia la propria lunga maturazione, durante la quale il suo colore varierà dal verde al rosso. I frutti dell’arabica raggiungono la maturità ottimale dopo circa sette mesi, mentre i frutti della robusta maturano dopo dieci mesi. I cicli della fioritura e della maturazione sono sottoposti all’influsso delle stagioni delle piogge, perciò sulla stessa pianta troveremo fiori e frutti in diverse fasi di maturazione.

Fiori di caffè con le piantagioni sullo sfondo, Copan, Honduras 2011.

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Finca el Pinabet, Nicaragua, agosto 2013.

Questa macchina viene adoperata per separare la scorza del frutto del caffè dal chicco che si trova al suo interno. Nell'azienda El Pinabet i chicchi vengono lavati con l'acqua. Quando l'involucro viene tagliato, i chicchi sono ancora ricoperti da una sostanza viscosa ricca di zuccheri e alcool. Questa sostanza svolge un ruolo importante nella trasformazione degli zuccheri e dell'acidità che donano al caffè il sapore e l'aroma. La sostanza viscosa viene eliminata mettendo a mollo i chicchi nell'acqua per un periodo che varia da 6 ore a 4 giorni e che dipende dalle esigenze aromatiche e dalle condizioni meteorologiche. Quindi i chicchi di caffè vengono fatti essicare per poi essere puliti e selezionati manualmente.

Finca El Pinabete, Nicaragua, agosto 2013 Le piantagioni di caffè necessitano di un continuo rinnovamento. Sono i contadini stessi ad allevare le piantine con cui poi sostituiranno le piante con uno scarso rendimento. La pianta del caffè infatti rende al meglio tra il sesto e il decimo anno di vita.

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Ciliegine di caffè mature, Salvador, 2011

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Bevande a base di caffè

Espresso macchiato Ingredienti: • 1 espresso • Schiuma di latte

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Preparazione: L’espresso macchiato è costituito da un espresso, a cui è stata aggiunta una piccola quantità di schiuma di latte. Autunno 2013


Espresso Preparazione: Per preparare un ottimo espresso scegliete dei chicchi di caffè con una tostatura adatta o una miscela di diverse varietà, che andrete a macinare in un macina caffè subito prima della preparazione. Per preparare un vero espresso è necessaria una macchina che abbia una potenza di almeno 9 atmosfere. L’acqua viene fatta passare attraverso 7 – 9 g di caffè macinato per 18 – 25 secondi. Un espresso ha circa 30 – 45 ml e vanta una corolla di schiuma dorata, che gli esperti chiamano crema. L’espresso è la preparazione che maggiormente esalta l’intensità dell’aroma e del sapore del caffè. Per preparare un espresso eccellente sono necessarie una solida esperienza, una ferrea pazienza e una buona dose di abilità. E tanta passione, ovviamente.

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Latte macchiato alla cannella Ingredienti: • 1 espresso • Latte schiumato • Sciroppo per caffè al gusto cannella Preparazione: Il latte macchiato è costituito da latte schiumato, servito in bicchiere. In 15 ml di latte schiumato versiamo lentamente un espresso, in modo da ricreare nel bicchiere degli strati di diverse tonalità di colore. Il gusto della bavanda può essere arricchito con l’aggiunta di uno sciroppo al gusto di cannella oppure potete scegliere un’altro sciroppo secondo i vostri gusti (cocco, cioccolato bianco …). Per il latte macchiato consigliamo un bicchiere alto in vetro, in modo che la bevanda sia bella anche da vedere. Il caffè con il latte schiumato è stato inventato dai francesi ed è una variante più delicata del caffè con latte, conosciuto come Caffellatte. La differenza sta nel fatto che nel procedimento per il Latte macchiato l’espresso viene versato nel latte schiumato e non viceversa.

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Cappuccino Ingredienti: • 1 espresso • Schiuma di latte

Preparazione: Per preparare un cappuccino sono necessari 45 – 60 ml di espresso, in una tazza più grande rispetto a quella per espresso. Schiumate bene il latte, che può essere di qualunque tipo, tuttavia per un sapore migliore consigliamo di usare del latte a maggior contenuto di grassi. Versate il latte schiumato sull’espresso, in un rapporto di 1/3 di espresso per 2/3 di latte. Il cappuccino può essere insaporito con cannella, cioccolato in polvere, qualche goccia di miele …

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Preparazione:

Caffè shakerato con latte Ingredienti: • 1 espresso • Latte freddo • Ghiaccio

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In un bicchiere preparate il ghiaccio, a cui aggiungete del latte freddo. Nello shaker lavorate per bene l’espresso con alcuni cubetti di ghiaccio e versate il tutto nel bicchiere, godendovi le creazioni bianco marroni di latte e caffè. Per variare sul gusto potete aggiungere degli sciroppi per il caffè nel vostro gusto preferito.


Cocktail al caffè Ingredienti: • 1 espresso • Latte freddo • Ghiaccio • Bailey’s

Preparazione: Nello shaker versate tutti gli ingredienti e lavorateli per bene, in modo che si fondano armoniosamente, quindi versateli in un bicchiere adatto. Per la decorazione potete utilizzare un chicco di caffè, del cacao o della panna.

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Dolci al caffè

preparazione e foto: Ana Bulat

Ciambella al caffè con cioccolato

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Girelle al caffè facili e veloci

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Ciambella al caffè con cioccolato Preparazione: • 2 cucchiai di caffè istantaneo decaffeinato • 2 cucchiaini di caffè macinato • 3-4 cucchiai di acqua bollente Uniamo tutto e lasciamo intiepidire. • 250 g di farina • 90 g di mandorle tritate • 2 cucchiaini di lievito in polvere • 50 g di cioccolato fondente a pezzetti • 150 g di zucchero • 50 g burro ammorbidito • 3 uova • 7 ml d’olio • 60 g di panna Glassa: • zucchero a velo • caffè decaffeinato (preparato in precedenza) Uniamo la farina alle mandorle, al lievito e al cioccolato. Mettiamo da parte. In un recipiente lavoriamo con lo sbattitore lo zucchero e il burro. Aggiungiamo le uova e lavoriamo nuovamente. Aggiungiamo l’olio e la panna. Infine aggiungiamo lentamente la miscela di caffè. Quindi procediamo con gli ingredienti secchi (la farina con le mandorle). Imburriamo la teglia e cospargiamo di pangrattato. Versiamo l’impasto e mettiamo in forno a 175 °C per ca. 50 minuti. Una volta raffreddata, versiamo sulla ciambella la glassa di zucchero a velo e caffè decaffeinato e guarniamo con della frutta secca tritata o del cioccolato fondente.

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Rotolini al caffè facili e veloci Preparazione: • 300 g di farina • 2 cucchiai di zucchero • 2 cucchiaini di lievito in polvere • zucchero vanigliato • un pizzico di sale • 60 g di burro • 60 g di ricotta • 100 – 150 ml di latte Farcitura: • 3 cucchiai di nocciole tritate • 3 cucchiaini di caffè • 3 cucchiai di zucchero • 30-40 g di burro fuso Glassa: • 4 cucchiai d’acqua • zucchero a velo Uniamo la farina, lo zucchero, il lievito in polvere, lo zucchero vanigliato e il pizzico di sale. Aggiungiamo il burro fuso, la ricotta e lentamente il latte. Impastiamo in modo da ottenere un impasto liscio ed elastico. Per la farcitura uniamo le nocciole, il caffè e lo zucchero. Aggiungiamo il burro e amalgamiamo bene con le mani. Stendiamo la pasta formando un rettangolo di 5-7 mm di spessore. Stendiamo la farcitura, premendo bene sull'impasto. Quindi arrotoliamo e ritagliamo dei dischetti di 2-4 cm. Appoggiamo i dischetti uno accanto all'altro su di una teglia, lasciando un po' di spazio tra di loro. Mettiamo in forno a 200 °C per ca. 30 minuti. Appena sfornati, vanno decorati con la glassa zuccherata, in modo che restino morbidi. La loro fragranza è ottimale il primo giorno, meglio se consumati ancora tiepidi.


Pannacotta al caffè

Preparazione: • 350 ml di panna da montare • 100 ml di latte • 3 cucchiai di chicchi di caffè • 2 cucchiai di zucchero • 4 fogli di gelatina • 2 cucchiaini di caffè istantaneo Uniamo la panna e il latte e aggiungiamo i chicchi di caffè. Scaldiamo a fuoco medio e spegnamo qualche attimo prima della bollitura. Mettiamo da parte e lasciamo riposare per 20 minuti. Filtriamo il liquido ed eliminiamo i chicchi di caffè. Ripetiamo la bollitura e aggiungiamo la gelatina strizzata. Mescoliamo con cura. Versiamo metà del liquido nei bicchierini e mettiamo in frigo per 20-30 minuti, finché si forma una sottile pellicola sulla superficie. Nel liquido restante incorporiamo il caffè istantaneo. Quindi prendiamo i bicchierini con la crema bianca raffreddata in frigorifero e ci versiamo la crema marrone. Mettiamo di nuovo in frigo per almeno 3 ore o, ancora meglio, per tutta la notte. Autunno 2013

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Primo Aroma Innamorati della “mora” più amata d’Italia testo: tanja tuta foto: tjaša brajdih

La torrefazione triestina Primo Aroma è una piccola realtà che non compete con i giganti della produzione caffearia mondiale. Il ritorno alle proprie radici, al valore del rapporto umano tra il produttore e il consumatore, alla fedeltà verso i fornitori storici, alla ricerca della perfezione in ogni singola tazzina. Quando Fabrizio Polojaz e Corrado Bassanese hanno creato Primo Aroma, volevano tornare a innamorarsi del loro primo amore.

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Fabrizio, quando hai incominciato ad occuparti di caffè? I miei dicono che bevevo caffè ancora prima del latte! La mia famiglia era nel settore da molto tempo, perciò fin da piccolo giocavo con i chicchi di caffè. Sono cresciuto nella nostra torrefazione e ho sempre dato una mano in azienda, prima in produzione e poi nel direttivo. E infine ho aperto una torrefazione tutta mia. Inizialmente l'attività di famiglia era il commercio di caffè crudo, poi negli anni '80 c'è stata una svolta con Cremcaffè, ancora oggi nota come una delle aziende leader del settore. Cremcaffè in seguito è stata acquisita dalla Julius Meinl con una fusione di cinque impianti in Italia. Col tempo però il desiderio di cambiare rotta si faceva sempre più intenso. Nel 2007 io e Corrado abbiamo deciso di concretizzare un nuovo concetto di produzione del caffè, che tornasse alle origini e ai valori ormai dimenticati, come ad esempio alla responsabilità totale e personale per ciò che si produce.

A Trieste esiste l’unico Distretto del caffè al mondo. Qui la fanno da padroni giganti come Illy, o come lo era il vostro Cremcaffè. Come può una piccola azienda locale competere con dei colossi della produzione mondiale? Primo Aroma opera su un altro livello. Si tratta di un’attività artigianale, rivolta al consumatore, che mantiene i contatti con il luogo in cui è nata e cresciuta. Noi crediamo che la dimensione personale sia talmente intrinseca e importante per la nostra azienda che ci teniamo a dimostrarlo concretamente. Prendiamo il nostro barattolo: ci trovate stampata la foto di me e Corrado. Abbiamo deciso di offrire ai nostri consumatori la più totale trasparenza, in modo che possano guardare negli occhi coloro che hanno creato il caffè che stanno gustando. Ci abbiamo messo la faccia. Poi ci piace portare i nostri clienti a visitare la torrefazione e parlare con loro, metterli in contatto con la materia prima e il nostro processo creativo. La richiesta di prodotti biologici è uno dei pochi settori che nemmeno in questa convergenza economica pare che risenta degli effetti della crisi. Vale anche per il caffè? Abbiamo acquistato la certificazione bio che ci consente di lavorare i prodotti di derivazione biologica. Noi ci crediamo fermamente, infatti stiamo investendo anche in progetti eco friendly. Gli italiani hanno un senso innato per l'alimentazione sana, non c'è bisogno di spiegare loro perché è meglio scegliere alimenti biologici. E il caffè italiano è già sinonimo di alta qualità: applichiamo gli standard qualitativi più alti e le norme più severe d'Europa, persino più che in Belgio. Dove acquistate il caffè? La mia famiglia aveva i suoi fornitori storici in India, in Brasile e in altri mercati strategici. Noi siamo andati a rafforzare Autunno 2013

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queste collaborazioni, in quanto una conoscenza decennale offre un inestimabile vantaggio: la fiducia reciproca, che diventa un fattore importantissimo per noi che fondiamo il nostro lavoro sulla qualità. Come fate a garantire la qualità del caffè? La gente spesso dimentica che il caffè è pur sempre un prodotto della terra e che quindi è necessariamente soggetto alle variazioni del tempo e del clima. Il gusto in tazzina dev’essere sempre uguale, a prescindere dalle condizioni atmosferiche e dai fattori esterni cui sono sottoposte le coltivazioni. Per mantenere le proprietà desiderate bisogna avere un’ottima conoscenza della materia prima e dei processi produttivi. Il caffè crudo ad esempio presenta da 200 a 250 componenti, che nel caffè tostato salgono a 900. Noi accompagnamo personalmente l’intero procedimento, il prodotto finale viene sottoposto a test ripetuti prima di essere immesso sul mercato. E prima ancora, controlliamo i campioni insieme ai nostri fornitori in modo da appurare che la partita risponda a tutti i requisiti richiesti. Nonostante tutti questi controlli, la miscela

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può ancora non essere sufficientemente vicina al risultato desiderato. In questo caso bisogna compensare, il che richiede la capacità di trovare l’equilibrio tra i vari elementi. La tazzina di caffè ideale infatti è il frutto di una notevole abilità, una solida padronanza del prodotto e una sensibilità altamente affinata. E a volte anche di un po’ di creatività. Perché beviamo il caffè così volentieri? Il caffè non è nè cibo nè acqua: non serve per sopravvivere. La famosa tazzina è un premio che concediamo a noi stessi. Viene voglia di bere un caffé quando si desidera rendere la pausa dal lavoro o la chiacchierata con un amico ancora più piacevole. E il momento in cui ci si sente appagati dà la sensazione di gustarsi la vita. Il caffè è una gratificazione personale. Quanto si sono trasformate le aspettative dei consumatori? Oggi ordiniamo al bar lo stesso caffé che piaceva ai nostri nonni? Decisamente no. Il caffè un tempo doveva avere un sapore forte e un’alta percentuale di caffeina. Il caffè, quello amaro, doveva essere robusto. Come diceva John Wayne: doveva galleggiarci sopra un ferro di cavallo. Oggi invece si ricerca piuttosto un sapore delicato, aromatico e dolce, si privilegia il tenore di acidità rispetto all’amarezza. Il retrogusto deve durare il più a lungo possibile, in modo da prolungare il piacere. Nel 2013 la tazzina di caffè ideale deve essere soprattutto ricca. Caffè alla turca, espresso, in cialda, le capsule… Quale sarà la prossima tendenza? Primo Aroma sta per lanciare una novità che rivoluziona il concetto di packaging: cialde senza alcun imballo, 100% caffè. Il caffé sarà quindi confezionato con il caffè stesso. Immaginate il risparmio in fatto di risorse, tempo, energie... Ormai è tempo che anche il nostro settore si orienti al futuro, in cui speriamo si darà sempre maggiore attenzione all’ambiente.


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La scrivania colorata realizzazione e styling: Suzana Ĺ lebir foto: Klemen Brumec

L'inizio dell'anno scolastico pesa molto sui nostri portafogli, e nonostante la scuola sia giĂ incominciata, vediamo qualche idea per rendere piĂš interessante la scrivania.

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Su di un cartone rigido fissate i barattoli per le minuterie, una scatola per i bigliettini e una scatola per le graffette. Noi abbiamo decorato tutto con il nastro washi, calamite comprese. Per tenere in ordine le penne abbiamo colorato e unito ben sei barattoli, in questo modo abbiamo salvato tanto spazio per mettere a posto matite, pennarelli, penne e altro. E al posto del solito astuccio troviamo delle simpatiche casette che ci accompagneranno fino a scuola.

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la scrivania in bianco e nero

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realizzazione e styling: Suzana Šlebir Foto: Klemen Brumec

Il cemento ad asciugatura rapida è un materiale con il quale realizzerete con facilità un nuovo portacandele, un sottovaso o un portamatite. Il suo colore grigio chiaro permette di decorarlo con facilità. Per ottenere un coordinato potete colorare allo stesso modo anche i barattoli che prima avete ricoperto con della vernice bianca. Per appendere i bigliettini e le foto abbiamo decorato anche delle mollette di legno. Il classico bianco e nero è stato poi ravvivato con del nastro washi fantasia con cui abbiamo ricoperto un mini cestino per i rifiuti, mentre un vecchio vinile è stato utilizzato per decorare la parete. Ed ecco fare capolino anche la macchina fotografica retrò della nonna, il telefono del nonno e la sveglia della mamma. Tutto è pronto per iniziare l’anno di studio.

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Preparazione: Ana Bulat Foto: Klemen Brumec Pescatori: Ana e GaĹĄper

Fuga dalla frenesia quotidiana

'Come invecchiano meravigliosamente le foglie: i loro ultimi giorni sono cosĂŹ luminosi e colorati! ' John Burroughs

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Non scordiamoci di portare: • il cestino con lo spuntino (suggeriamo una focaccia in due varianti) • un'insalata di farro in vasetto, facile da trasportare • una bibita rinfrescante • i piatti della nonna • posate colorate o anche decorate.

Le giornate autunnali incominciano con il fresco del mattino, con la nebbia che si va diradando sui prati e nei boschi. Quindi il mondo viene invaso dai raggi di sole, che ancora riescono a regalarci giornate calde, quasi cocenti, che infine vengono avvolte nella stupenda luce pomeridiana. Ma l’estate è ormai lontana e non riusciremo a sfuggire al fresco della sera. Le giornate autunnali ci invitano a prenderci qualche ora di riposo, o magari un weekend, ma dove andare per riempirci di colori autunnali e schiarirci le idee? Un picnic romantico, per pescare in riva ad un laghetto … La parte maschile della coppia pescherà, mentre quella femminile si godrà la vista e le ore di pace passate insieme. Forse con un libro o un blocco da disegno in mano … E quando il sole scende sull’orizzonte, il fresco si fa sentire subito e allora Autunno 2013

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dovremo ricordarci di portare anche degli indumenti caldi e delle scarpe adatte, ovviamente. Quando stiamo seduti vicino all’acqua, degli stivali di gomma sono quasi un must. L'autunno è la stagione della raccolta dei frutti dell'estate e dell'energia per affrontare il lungo inverno. Se possibile, vediamo di passare le giornate autunnali in mezzo alla natura, all'aria aperta. L'ampio spettro dei colori che Madre natura, come fosse un pittore impaziente, riversa sulle foglie, sui prati e sui campi, calmerà i nostri sensi e ci riempirà di pace.

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" L’autunno è come una seconda primavera in cui ogni foglia è un fiore." Albert Camus 36

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Focaccia pomodoro e rosmarino, focaccia alle olive nere e verdi In 100 ml d’acqua tiepida facciamo sciogliere il lievito e lo zucchero. Aspettiamo 15 minuti. Per realizzare la olio all’aglio in un mortaio pestiamo qualche spicchio d’aglio, aggiungiamo dell’olio d’oliva e il sale. Uniamo la farina al sale e all’olio d’oliva. Aggiungiamo il lievito e la restante acqua e quindi lavoriamo sino ad ottenere un impasto elastico. Spalmiamo con l’olio d’oliva e lasciamo lievitare finché raddoppia le proprie dimensioni. Con il palmo della mano facciamo pressione sull’impasto, in modo da farne uscire l’aria. Dividiamo in due parti e lo stendiamo sulla teglia. L’impasto deve avere lo spessore di un dito. Con le dita facciamo tanti forellini sull’impasto e lo spalmiamo abbondatemente con la olio all’aglio. Guarniamo la prima focaccia con i pomodorini e la seconda con le olive tagliate a metà. Cospargiamo entrambe anche con del sale grosso. Lasciamo riposare per 10-15 minuti e mettiamo in forno a 220 °C per ca. 20 minuti, quando la focaccia diventa dorata.

Ingredienti: • pomodorini • olive (nere e verdi) • rosmarino tritato • sale grosso Impasto: • 500 g di farina • 1 cucchiaino di sale • 3 cucchiai di olio d’oliva • 200 ml di acqua tiepida • 1 cucchiaino di zucchero • 20 g di lievito di birra Olio all’aglio da spalmare: • aglio • olio d’oliva • sale Autunno 2013

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Insalata di farro in vasetto ingredienti: • 100 g di farro • piselli cotti • 1 piccola melanzana • 3 cucchiai di aceto balsamico • 3 cucchiai di olio d'oliva • 1 cucchiaino di salsa di soia • sale • formaggio feta • timo Cuociamo il farro e lo lasciamo raffreddare. Uniamo l'olio d'oliva e l'aceto balsamico, aggiungiamo un cucchiaino di salsa di soia. Tagliamo la melanzana a pezzetti e la facciamo marinare per 10 minuti nella miscela di aceto balsamico e olio d'oliva. In una padellina scaldiamo un po' olio e cuociamo le melanzane marinate. Mettiamo il farro in un vasetto e lo irroriamo con un cucchiaio di aceto balsamico, seguito dai piselli e dalle melanzane. Aggiungiamo il formaggio feta e decoriamo con il timo. Sale e aceto q.b. Chiudiamo il vasetto e mettiamo in frigo.

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“Autunno, l’ultimo, il più bel sorriso di tutto l’anno.” William Cullen Bryant Autunno 2013

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"L'autunno ti ammalia con il suo muto appello alla simpatia per la sua decadenza." Robert Browning

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Protagoniste: Le prugne

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Stampare con le prugne

Realizzazione : suzana šlebir foto: klemen brumec

Con un foglio di gomma moos e un pezzo di legno abbiamo realizzato un timbro a forma di prugna. Con del colore acrilico abbiamo potuto decorare un canovaccio, un tovagliolo, delle partecipazioni e un piatto.

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Salsa alle prugne

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Gnocchi di ricotta alle prugne

preparazione e foto: ana bulat

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Ricette

Budino fatto in casa con composta di prugne

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Salsa alle prugne Budino fatto (per guarnire carne e verdure) in casa con per due persone composta di prugne • 200 g di prugne • 2 cucchiaini di miele • 1 cucchiaio di zucchero di canna • 1 cucchiaio di salsa di soia • 2-3 spicchi d'aglio • 1 cucchiaino di aceto balsamico • peperoncino secondo i gusti

Tagliamo le prugne a pezzetti e in un tegame le uniamo con il miele, lo zucchero, la salsa di soia e l'aglio schiacciato. Aggiungiamo l'aceto balsamico e cuociamo a temperatura media, finchè la salsa è ben densa. Quindi procediamo con un frullatore a immersione per omogeneizzare la salsa. Se amiamo le salse piccanti, possiamo aggiungere anche del peperoncino.

Per 4 porzioni

• 70g di zucchero • 60 g di amido • un pizzico di sale • 500 ml di latte • un baccello di vaniglia • 1,5 cucchiaino di burro In un tegame uniamo lo zucchero, l'amido e il pizzico di sale. Tagliamo a metà il baccello di vaniglia e versiamo il latte nel tegame, aggiungiamo la vaniglia e mescoliamo bene. Procediamo con la cottura a fuoco medio finché il liquido diventa ben denso, per ca. 5-10 minuti. Infine incorporiamo il burro, amalgamiamo e versiamo negli stampi.

Composta di prugne • 200 g di prugne • 5 ml d'acqua • 20-30 g di zucchero • 1 cucchiaio di succo di limone • 1 cucchiaino di rhum • la punta di un coltello di polvere di chiodi di garofano Tagliamo le prugne in quattro parti, aggiungiamo l'acqua, lo zucchero, il succo di limone e la polvere di chiodi di garofano. Procediamo alla cottura a fuoco medio finché otteniamo la densità desiderata. Facciamo intiepidire e versiamo sul budino alla vaniglia.

Gnocchi di ricotta alle prugne quantità per 6 gnocchi grandi o 2 persone

• 50 g burro • 250 g ricotta • 1 uovo • 90 g farina • 60 g semola di farro • una presa di cannella • un cucchiaino di zucchero a velo (facoltativo) • prugne

Condimento: • pangrattato • burro • cannella

In un recipiente uniamo la farina, la semola, la cannella e il cucchiaino di zucchero a velo. Facciamo sciogliere il burro e lo amalgamiamo alla ricotta e all'uovo. Uniamo gli ingredienti umidi a quelli secchi e lavoriamo bene l'impasto. Se risulta troppo appiccicoso, aggiungiamo della farina. Copriamo con la pellicola e lasciamo riposare in frigo per un'ora. Quindi con l'impasto realizziamo un filone e ne ritagliamo 6 dischi di uguali dimensioni. In ognuno di essi avvolgiamo una prugna e chiudiamo bene i bordi. In un tegame abbastanza grande portiamo ad ebollizione l'acqua, saliamo e vi immergiamo gli gnocchi. Procediamo con la cottura a fuoco lento per 15 minuti ca. Nel frattempo prepariamo il condimento facendo sciogliere il burro in una padella e rosolandovi il pangrattato con la cannella. Gli gnocchi con le prugne si prestano bene ad essere congelati, in questo caso calcolate che dovrete prolungare la cottura. Autunno 2013

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Il sacchetto regalo in veste autunnale Con i colori autunnali possiamo realizzre un sacchetto da usare come confezione regalo o regalo in sè. Prepariamo un sacchetto di juta, che possiamo anche cucire con le nostre mani. Il modo più semplice per farlo è quello di cucire sui tre lati di due quadrati tre rettangoli uguali, mentre sul lato superiore possiamo cucire dei manici, utilizzando anche dei nastri rigidi. Decoriamo il sacchetto con dei noccioli di prugne (o con un altro materiale naturale,

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le possibilità sono quasi infinite) e le incolliamo con della colla a caldo. I lavori creativi con i noccioli sono divertenti soprattutto per i bambini che possono realizzare da soli un „disegno“ su supporto, mentre noi li aiutiamo ad incollarli, dato che la colla a caldo non è adatta alle loro manine inesperte. Sul sacchetto possiamo cucire anche un fiocco decorativo o un nastro, o qualsiasi altra cosa che ci viene in mente e si abbina al resto.


Realizzazione e foto: tjaša brajdih

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La ghirlanda con i noccioli e le pigne La nostra nonna è appassionata di marmellate, così le ho chiesto di mettere da parte i noccioli della frutta che possono trasformarsi in un materiale creativo interessante e fotogenico. prepariamo: • noccioli di prugne e di pesche e delle pigne di cedro libanese, • una coroncina di polistirolo, • colore acrilico marrone, • un pennello e una tavolozza, • colla a caldo.

Realizzazione e foto: tjaša brajdih

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Coloriamo la corona di polistirolo con del colore acrilico marrone, in modo che non si veda sotto i noccioli incollati. Quando il colore è asciutto, incomiciamo ad incollare i noccioli sulla coroncina. Il lavoro esige un po' di pazienza e di precisione, ma ne vale la pena. Se abbiamo a disposizione dei noccioli di un altro tipo (ad es. pesche, albicocche), possiamo utilizzare anche quelli. Passeggiando ho trovato anche delle pigne di cedro libanese, cosÏ ho deciso di usarli simoulando dei fiorellini. Ecco fatto, la ghirlanda autunnale è pronta.

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Il portacandele o portamatite autunnale Realizzazione e foto: tjaĹĄa brajdih

Oltre alla ghirlanda autunnale con i noccioli possiamo realizzare anche un bel contenitore da usare come portacandele. Prepariamo il barattolo di una conserva pulita e senza etichetta. Per decorarla ho

utilizzato dei materiali naturali, dai noccioli ai pampini e alla juta per il rivestimento. Innanzitutto rivestiamo la conserva con la juta, per coprire il metallo. Io l'ho attaccata con della colla a caldo.

Quindi aggiungiamo il resto delle decorazioni, in modo da ottenere un bel contenitore da usare come portacandele o per contenere tante altre cose. 52

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Una lampada con la tecnica della cartapesta Per realizzare questa lampada abbiamo utilizzato un palloncino come sagome e un bel po' di carta di recupero. uesta tecnica semplice ma che richiederĂ un po' del nostro tempo, consiste nello stracciare i pezzetti di carta e di metterli a mollo nell'acqua, in modo da ottenere una poltiglia di carta. Stendere poi la poltiglia sulla sagoma. Quando la

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carta è asciutta, facciamo uscire l'aria dal pallone e la nostra lampada è pronta. Ora potete colorarla come piÚ vi piace oppure decorarla. Per tutte le lampade abbiamo usate delle lampadine LED, in genere avrete bisogno di un cavo, di un portalampade, una presa e una lampadina. Ecco alcune idee per realizzare una lampada a sospensione:


Lampade a sospensione Realizzazione e foto: vesna vogrin

Per la lampada blu abbiamo usato un coprivivande protetettivo contro gli insetti.

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La lampada a campana è stata realizzata all'uncinetto utilizzando dello spago.

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Per la lampada grigia conica abbiamo usato il rocchetto di un filato industriale.

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Questa lampada dalla forma alquanto inso­ lita è stata realizzata con dei fili di plastica lavorati all'uncinetto.

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Il picnic vintage

»Pimp up my tractor,« disse il fotografo e così ci siamo messi al lavoro. Nel ruolo di fotomodello troviamo il trattore Holder, classe 1956, in ottima forma e vestito a festa, pronto per una breve passeggiata romantica con sosta sul prato. Il pane e la frutta li abbiamo messi su una bilancia d'annata, così possiamo fare a gara chi fa prima. Come secondo troviamo due sformati rustici, uno di carne per lui, mentre quello alle verdure è per lei. E per finire un soufflè di riso alle mele. Nel cestino c'è posto anche per una bottiglia di vino, che ci ricorda che ormai è tempo di vendemmia e di mosto. Dopo il lauto pranzo il pomeriggio continua per le strade di campagna che risplendono di colori autunnali. 60

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Preparazione: klemen jakša e ana bulat foto: klemen brumec

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Ricette

Lo sformato rustico in versione originale

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Soufflè di riso

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Lo sformato rustico alle verdure Ingredienti: • cipolla, peperone (giallo, rosso, verde) • una zucchina • mais • pomodoro • una grossa patata

• panna aggiungiamo tutta la verdura, il sale e il pepe. Rosoliamo il tutto finché la verdura si ammorbidisce. • formaggio • pepe In un altro recipiente cuociamo la patata e con la panna prepariamo un purè. • olio d'oliva Innanzitutto prepariamo Trasferiamo la verdura in una teglia e la copriamo con un soffritto di cipolla, uno strato sottile di purè e di formaggio a pezzetti. Inforniamo il tutto a 200 °C finché il purè diventa dorato e il formaggio è fuso.

Lo sformato rustico in versione originale

Soufflè di riso Ingredienti: • 800-900 ml di latte • 200 g di riso • un baccello di vaniglia o estratto di vaniglia • 3 mele • 2 cucchiai di zucchero di canna

• 2 cucchiai di rhum • 2 cucchiai di nocciole tritate • 3 uova Prepariamo un soffritto • 100 g di zucchero • 2 cucchiai di burro di cipolla, aggiungiamo la carne macinata e facciamo rosolare in modo

Tagliamo a metà il baccello, con un coltello raschiamo i semi e li uniamo al latte. Quando il latte è arrivato alla bollitura, aggiungiamo il riso e lo cuociamo finché si ammorbidisce. Una volta cotto, lo lasciamo raffreddare. Nel frattempo grattuggiamo le tre mele e le uniamo allo zucchero di canna e al rhum. Facciamo riposare e lasciamo sgocciolare le mele. Quindi strizziamo e incorporiamo le nocciole. Quando il riso è freddo, montiamo a neve gli albumi con l'aggiunta di un cucchiaio di zucchero. Con lo sbattitore lavoriamo i rossi 64

Ingredienti: • cipolla • aglio • carote • pomodoro (o pelati) • carne macinata • sale • pepe • patate • olio d'oliva • panna • formaggio

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d'uovo e il restante zucchero. Aggiungiamo il burro fuso tiepido. Quindi incorporiamo il composto di uova al riso e con delicatezza incorporiamo anche gli albumi a neve. Imburriamo una teglia e la cospargiamo di pangrattato. Versiamo la metà dell'impasto, poi continuiamo con lo strato di mele e infine copriamo con il restante impasto. Mettiamo in forno a 180 °C per 30 minuti, finché sulla superficie si forma una crosticina dorata.

che la carne sia cotta, aggiungiamo l'aglio, le carote, il pomodoro o i pelati e facciamo rosolare, alla fine il composto deve essere ben denso. Cuociamo le patate in acqua salata e con la panna prepariamo il purè. Trasferiamo il composto di carne in una teglia e copriamo con il purè, completando il tutto con il formaggio a pezzetti. Inforniamo il tutto a 200 °C finché il purè diventa dorato e il formaggio è fuso.


Che cosa manca su queste foto? Le vostre creazioni! info@casaetrend.it

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Bouquet autunnale di foglie di vite Ogni anno l'autunno ci rallegra con le tonalitĂ calde che rivestono la natura, sarebbe davvero un peccato non usarli per realizzare delle decorazioni autunnali che decoreranno i nostri ambienti anche quando ormai sarĂ  arrivato l'inverno. Noi abbiamo realizzato un bouquet con le foglie di vite, ma se nel vostro luogo non ci sono dei vigneti, potete utilizzare anche delle foglie di grosse dimensioni, ad esempio quelle dell'acero.

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Realizzazione e foto: tjaĹĄa brajdih


Fai da te

Per realizzare dei fiori a forma di rosa prepariamo: • delle grosse foglie di vite di diversi colori, • dei pampini (facoltativi), • delle pinze e del filo di ferro.

Pieghiamo la foglia di vite come indicato in foto. Arrotoliamo il bordo superiore formando una spirale, facendo attenzione a non stringere troppo. Quando abbiamo avvolto tutta la foglia intorno al bocciolo centrale, il fiore è pronto. Se desideriamo realizzare un fiore più grande, prendiamo un'altra foglia e la mettiamo al centro del fiore e lo pieghiamo come prima a forma di spirale girandogli intorno. Ora prendiamo il filo di ferro e fissiamo la foglia senza stringere troppo, evitando che la foglia si rompa. Per il bouquet possiamo utilizzare delle foglie di tonalità diverse, così ricreeremo in casa gli incantevoli colori dell’autunno. Possiamo includere nel bouquet anche dei pampini secchi, che con le loro forme armoniose aggiungono charme alla composizione autunnale. Un'ottima idea sarebbe anche quella di realizzare una ghirlanda con le foglie di vite. Volete provarci?

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Fiori di tessuto

Fai da te

Per i fiori prepariamo: • dei tessuti leggeri in poliestere, • bottoni decorativi, • una candela, • forbici, ago e filo.

In un cassetto ho trovato dei pezzi di stoffa che avevo usato per le tende, e un pezzetto di chiffon di una gonna. Allora ho pensato che con il poliestere avrei potuto creare dei fiori di tessuto. Il tessuto dev'essere necessariamente di “plastica,” in modo che con il calore si sciolga e non bruci.

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realizzazione e foto: tjaša brajdih

Dal tessuto ritagliamo dei quadratini di tessuto di diverse dimensioni (dipende da quanto grande sarà il fiore). Pieghiamo ogni quadratino a metà, e poi ancora a metà e lo ritagliamo come indicato in foto. In questo modo otterremo un pezzetto di stoffa rotondo. Quindi passiamo lentamente il dischetto di tessuto sopra la candela, in modo da farlo ammorbidire. Così il tessuto non si sfilerà e i bordi prenderanno una forma organica che imita quella dei petali. Dopo aver lavorato diversi petali, li mettiamo uno sopra l'altro secondo le dimensioni, in modo da ottenere la forma di un fiore. Nel centro cuciamo un bottone decorativo che terrà uniti tutti gli strati del fiore. Ecco fatto, a noi sembra un papavero, e a voi? Questi fiori possono essere utilizzati per tante cose: come spilla, decorazione per la borsetta, bigiotteria o addirittura come bouquet da sposa. Autunno 2013

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Restauro le mie bici

testo: Valentina Vovk foto: Klemen Brumec

e le uso per lavorare

Bor Čeh è un giovane che di professione fa il pittore, il restauratore e il riparatore di biciclette. Il nostro sguardo si ferma subito sul suo aspetto „antiquato“ - barba e baffi, questi ultimi tirati all'insù, come nella migliore tradizione austroungarica. Anche il suo abbigliamento è decisamente retrò: calze di lana, pantaloni al ginocchio, camicia, bretelle e una coppola. Mentre lo sto osservando con entusiasmo, prende una sigaretta e l'accende con un accendisigari d'epoca. Ci avrei scommesso! A Lubiana potremo notarlo mentre si muove per la città con la sua bicicletta d'antiquariato. Davanti è dotata di una ruota enorme, mentre quella dietro è piccola. Una di quelle biciclette che vediamo nelle

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illustrazioni delle enciclopedie. Bor dice che risale al 1896 e che non è per niente difficile da guidare. Con essa ha percorso già alcune decine di chilometri, senza aver riscontrato problemi, racconta con orgoglio. Tuttavia preferisce girare con il triciclo e da appassionato ne possiede ben tre. Gli abitanti del centro possono ordinare da lui delle uova fresche e del latte provenienti dalle fattorie appena fuori città, che Bor consegnerà con il suo attraente triciclo. Questa attività fa parte di uno dei suoi progetti, Retrorats (www.retro-rats.com). Bor è un grande appassionato di antichità in genere. La sua avventura comprende anche la volontà di fare tutto il possibile per impedire che i mestieri rari scompaiano


I Muslauf sono un gruppo di appassionati di bici d’epoca che tramite il restauro ottengono delle biciclette originali ed essenziali. Questi ragazzi ripuliscono le bici e le dotano del minimo necessario. Non ci sono fronzoli, il cambio e spesso nemmeno i freni. Sono una guerilla della bicicletta che desidera snellire il traffico cittadino e unire il trasporto allo sport, in modo che la strada da fare per recarsi ogni mattino al lavoro si trasformi in un piacere. Autunno 2013

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del tutto. Così è andato lui stesso a imparare molti mestieri da diversi artigiani. Ad esempio da un meccanico, un fabbro, un restauratore e un falegname. Tutta questa esperienza gli è molto utile nella vita quotidiana, dato che anche privatamente cerca di vivere secondo gli stessi principi. Innanzitutto le vecchie cose preferisce ripararle piuttosto che sostituirle con delle nuove, e ciò vale tanto per l'abbigliamento quanto per gli elettrodomestici e i mezzi di trasporto. I motivi sono molteplici, il primo è sicuramente il fatto che secondo lui gli oggetti antichi sono più belli, migliori e di qualità superiore, ma non trascura nemmeno l'aspetto ecologico e del buon senso. Oltretutto è anche un appassionato collezionista e dato che è ben capace di riparare tutto da solo, la

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sua collezione è in rapido aumento. In questo momento possiede sedici biciclette, tre tricicli, e tra i mezzi motorizzati ci sono una trabant, una Renault 4 e un furgone. Tutti gli oggetti hanno più di 29 anni. Bor infatti ha deciso che non salirà su nessun mezzo che sia più giovane di lui. Tuttavia non riesco a nascondere la mia perplessità sul fatto che trovo difficilmente coniugabile la pittura e un sacco di nozioni tecniche e meccaniche. Ma Bor non si lascia scomporre, sin dall'infanzia è sempre stato molto appassionato di tecnica. Suo nonno era un ingeniere meccanico ed ha avuto un grande influsso su di lui. „Gli altri ragazzini, giocando per strada raccoglievano le puntine e le gomme, io invece cercavo i bulloni,“ racconta sorridendo. In questo momento sta mettendo a posto un laboratorio che aprirà in un prossimo futuro in compagnia di altri amici, all'interno di una zona creativa della città. Lì si occuperanno delle riparazioni di bici vecchie e della costruzione di quelle nuove, che ovviamente verrano messe anche in vendita. Non stentiamo a credere che in pochi anni vedremo sfrecciare per la città tante biciclette d'epoca lustrate a tutto punto. Sareste disposti a scambiare la vostra macchina con un mezzo più vecchio di voi? E badate a non mentire sulla vostra età! Bor infatti di anni ne ha appena ventinove. Ma chissà su che cosa lo vedremo girare quando sarà in pensione?


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Streghe, Fattucchiere, Maghe Realizzazione e styling: vesna vogrin, suzana šlebir, ana bulat foto: klemen brumec

Simsalabim

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abracadabra

A fine ottobre incominciano a radunarsi le streghe, si dice che ballino in cima a qualche monte e che lĂŹ progettino le loro avventure stregate. Ci sono quelle che a febbraio vogliono impradonirsi dei cortei

carnevaleschi, altre invece non riescono a trattenersi dall'organizzare una festa giĂ l'ultimo di ottobre. E noi siamo andati a sbirciare nei loro preparativi.

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Le streghe si radunano nella loro cucina magica, preparano le pozioni e cuciono dei cappelli nuovi, realizzano delle belle zucche e tantissime etichette per le loro pozioni. Nella loro cucina magica trovano tutto ciò di cui hanno bisogno: il calderone, i cappelli e i pipistrelli, una mucchio di erbe essicate e le ricette magiche. Le piccole streghe invece si divertono con i loro giocattoli. Essere una strega è davvero uno spasso!

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Preparate: un cappello da strega (le istruzioni QUI), un calderone, delle erbe essicate, ragni e pipistrelli, delle ragnatele, delle zucche di pasta da modellare e dei bambini e adulti desiderosi di divertimento. Le streghe e gli stregoni adulti potranno assaporare le bevande a base di caffè, mentre i piccoli potranno gustare i dolci a base di prugne. 78

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Le zucche con la pasta da modellare

prepariamo: • pasta da modellare (ad es. DAS) • colori acrilici • uno stuzzicadente • dei pennelli

Prendiamo in mano un pezzo di pasta da modellare, le sue dimensioni dipendono da quanto grande sarà la nostra zucca (le nostre vanno dai 3 ai 5 centimetri). Formiamo una pallina e facciamo una leggera pressione per appiattirla un po' e ottenere la forma di una zucca.

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Realizzazione: suzana šlebir foto: klemen brumec

Con uno stuzzicadente tracciamo le linee. Quindi prendiamo un pezzetto di pasta e formiamo lo stelo, che deve essere più largo sulla parte superiore. Infiliamo nello stelo un pezzetto di stuzzicadente e lo posizioniamo sulla zucca.

Quando la pasta è asciutta, coloriamo la zucca con il nostro colore preferito. Noi abbiamo preso il viola e il nero, così potremo utilizzare le nostre zucche per la festa delle streghe.

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zucche

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Il bosco incantato

Preparazione: mateja dobravec foto: klemen brumec

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Che cosa c'è di piÚ magico di una passeggiata autunnale in un bosco profumato? Mentre osserviamo le foglie che cadono dagli alberi e si fanno trasportare dal vento, per poi appoggiarsi delicatamente sul suolo, si risveglia il bambino che c'è in noi e ci ritroviamo a saltellare e a affondare i piedi nel fitto tappeto frusciante. La variopinta tavolozza di colori accarezza i nostri sguardi, e con un po' di fortuna troveremo ancora qualche mora sui rovi, oppure le

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castagne. I tesori del magico autunno sul palmo di una mano. Un tempo si credeva che la felce avesse un potere magico. CosĂŹ ne abbiamo fatto la fonte d'ispirazione per la nostra giornata nel bosco incantato. Per realizzare dei sottobicchieri abbiamo impresso della felce intrisa di colore nella pasta modellabile. Per i copricuscini abbiamo usato delle camicie di recupero, su di cui abbiamo stampato delle felci. I cartelli per il menu e il buffet sono stati realizzati con delle tavolette di legno, tinteggiate poi con la vernice a lavagna. Le lavagnette possono essere riutilizzate a piacere. Anche i biscotti sono stati decorati con la felce, impressa nella pasta di zucchero e nella pasta frolla. Come decorazione abbiamo utilizzato delle simpatiche ghirlande di felce e fiori di grano saraceno. Guardatevi intorno e scoprirete tanti fiori e frutti della natura da intrecciare nelle vostre decorazioni! 84

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Un tavolo sospeso con una scelta di formaggi, fichi e un panino alla boscaiola che ci invita a fare una sosta. Dopo una lunga passeggiata nel bosco incantato ci voleva proprio, non trovate?

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Ricette

La ricetta per la torta: Pan di Spagna: • 15o g di farina • 150 g di burro • 200 g di cioccolato • 15o g di zucchero • 6 uova, dividiamo i rossi e gli albumi • un cucchiaio di latte • 1 zucchero vanigliato • 1/2 bustina di lievito in polvere

Montiamo a neve gli albumi, aggiungiamo 100 g di zucchero e montiamo ulteriormente. In un tegame facciamo sciogliere il burro, il cioccolato, il latte, lo zucchero vanigliato e il restante zucchero. Lasciamo raffreddare un po' e aggiungiamo la farina con il lievito in polvere e amalgamiamo bene. Aggiungiamo la neve e amalgamiamo delicatamente. Versiamo l'impasto in uno stampo rotondo e mettiamo in forno a 180 °C per 40 minuti. Montiamo la panna fresca e lo zucchero lasciandola però morbida. Aggiungiamo il mascarpone e montiamo il tutto finché non otteniamo una crema solida. Quando il pan di Spagna è raffreddato, lo tagliamo realizzando dei dischi e li guarniamo con la crema e metà dei mirtilli. Decoriamo con l'altra metà dei mirtilli.

Crema: • 500 ml panna fresca • 250 g mascarpone • 2 cucchiai di zucchero • 200 g di mirtilli

Biscotti: 270 g di farina 1 cucchiaino di lievito in polvere 190 g di zucchero 1 zucchero vanigliato 230 g di burro 1 uovo un pizzico di sale 86

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Uniamo gli ingredienti e lavoriamo l'impasto, poi lo lasciamo riposare per mezz'ora nel frigorifero. Quindi lavoriamo brevemente l'impasto, lo stendiamo con il mattarello e ritagliamo i biscotti. Cuociamo per ca. 10-15 minuti a 180 °C.


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Una casa “giocosa”

progetto e fotografie: Roberto Silvestri Architetto

Colori e funzionalità per una famiglia con quattro bambini

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Un nucleo composto dai genitori e quattro bambini in età scolare, una famiglia allegra e molto unita in cui regna la serenità. Queste le caratteristiche più evidenti che abbiamo introdotto nella progettazione di questa casa che doveva essere un luogo che assomigliasse al loro modo di essere. Non soluzioni rigorose o estremamente contemporanee ma neppure ambienti classicheggianti con richiami al passato. Da queste esigenze è nata una casa “aperta”, pensata per dare la possibilità ai bambini di Autunno 2013

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muoversi senza impedimenti, di godere di tutto lo spazio a disposizione senza continue interruzioni. La grande sala, collegata direttamente alla cucina, è caratterizzata da una forma regolare e da colori vivaci, che ne amplificano l’atmosfera conviviale. I metri quadrati a disposizione sono sfruttati in modo funzionale e il risultato è quello di un ambiente creato precisamente intorno ai desideri e alle esigenze dei suoi abitanti.

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Roberto Silvestri – interior design Con la Silvestri Architettura di Genova (studio che ha fondato nel 1992), Roberto Silvestri svolge una costante attività di progettista nel campo sia dell’edilizia che dell’architettura di interni. La sua ricerca si muove prevalentemente nell’ambito dell’articolazione spaziale degli edifici, dei modi d’uso e dei materiali con lo scopo, come spiega Roberto Silvestri, “… di realizzare opere di architettura costruite “su misura” per coloro che ne usufruiranno. Opere cioè in cui gli utenti possano vivere, lavorare, divertirsi o riflettere in ambienti creati e realizzati appositamente …, opere che tengano in considerazione non solo gli aspetti funzionali dell’esistenza umana ma che, grazie alla loro conformazione, siano in grado di rendere le persone un po’ più felici …”. Ma la progettazione di una casa richiede un’attenzione ancora ulteriore perché coinvolge una sfera molto intima della nostra vita. Per approfondire questi aspetti nel campo dell’interior design ha perciò creato robertosilvestri.it: un studio interamente dedicato alla ristrutturazione di interni che concentra la propria attività sulla progettazione di ambienti domestici. Uno studio i cui scopi sono quelli di “… rendere migliore la vita delle persone realizzando case sempre più belle e funzionali … questo significa creare ambienti adeguati alle esigenze di vita quotidiana che siano in grado di riflettere la personalità e il carattere di chi ci abita.”

www.silvestri.info www.robertosilvestri.it e-mail: staff@silvestri.info

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Il sogno caraibico di una vita

La sua architettura vuole esser un connubio tra l’architettura creola, (con i suoi patii, i tetti a falda, le shingles di rivestimento) e il gusto tipicamente italiano dei committenti. Interno ed esterno vogliono essere un unicum: le grandi vetrate consentono di dimenticare che esista un limite tra la vegetazione e gli ambienti della casa. La casa vuole respirare ed integrarsi perfettamente con l’ambiente.

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Il progetto di Villa Susanna, che sorge su un promontorio dell’isola di Saint Lucia nelle Piccole Antille, nasce dal desiderio di seguire l’orografia del luogo, modellando gli ambienti della casa secondo il naturale andamento della collina. Così la casa si apre nei suoi diversi ambienti, elegantemente collegati tramite passaggi, scale, sentieri. La casa è fondamentalmente divisa in 4 blocchi. Il blocco principale con sala da pranzo e ampio soggiorno, connessi direttamente con la piscina, la cucina ed il patio e gli ambienti di servizio. Il blocco della master bedroom è collegata al blocco principale tramite una torre scenografica. Qui ci sono la camera padronale ed il bagno e lo studiolo con bagno annessa a questo. Vi sono poi le due guest house, contenenti 2 bagni, una camera matrimoniale ed una camera doppia ciascuna. Anche gli interni sono stati progettati con un gusto che unisce creolo e caraibico con il tema coloniale. Il tutto supervisionato da uno stile italiano, evidente nei dettagli e nella scelta dell’illuminazione. Autunno 2013

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Soggiorno e sala da pranzo

Un grande tavolo ricavato da un tronco di quercia balinese, poggiato su due blocchi di granito di Sardegna. Il soggiorno come unione di elementi derivanti da diverse parti del mondo, sedute balinesi insieme a sfere di legno, tavoli coloniali di riuso ed accessori collezionati durante i diversi viaggi dei proprietari di casa, il tutto illuminato da sfere di metallo brunito che illuminano creando un’interessante composizione. Un lampadario di vetro murano creato appositamente per la villa, accoglie all’ingresso della casa, segnando un contrasto interessante con l’architettura, segno italiano.

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Le camere da letto

sono trattate in maniera molto differente l’una dall’altra, l’intento è quello di dotare ogni guest house con un tema e un carattere differente, chi più poetico, chi più coloniale, chi più romantico.

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Ogni bagno ha un

carattere a sĂŠ, materiale italiano, marmi, mattonelle smaltate, colori e luci differenti.

Progetto Villa Susanna Luogo Isola di Saint Lucia. Piccole Antille (2008-2012) Progettazione architettonica: Studio Pasini Castano Sesto Calende Progettazione architettura d’interni, arredi, finiture e studio illuminazione: Nomade architettura

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I proprietari: una coppia proveniente dal Lago Maggiore che ha fatto della passione per i viaggi una delle piĂš grandi ricchezze della propria vita. Tornati ai Caraibi dopo anni di assenza, si innamorano di St. Lucia e decidono di acquistare il terreno sul promontorio su cui verrĂ costruita Villa Susanna (dal nome della moglie). La casa diventa la realizzazione del sogno della vita. Un dono per se stessi e per la loro famiglia e per ospitare gli amici da tutto il mondo.


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www.studiotricot.it- Firenze

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Aggiornare, rinnovare, trasformare lo spazio e gli oggetti.

Come un sarto che modifica l'abito adattandolo alle misure del cliente, cosĂŹ Tricot rimaneggia l'esistente, personalizza nei dettagli un prodotto preconfezionato o cuce un progetto su misura.


60 mq di accogliente funzionalità Un vecchio appartamento che ritrova la propria personalità con un'estetica contemporanea e dei colori caldi

Partendo dalla configurazione di un tipico appartamento degli anni ‘50 di 60 mq a Firenze, è stata ottenuta una camera in più e un aspetto maggiormente contemporaneo sfruttando al massimo gli spazi.

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Il progetto ruota intorno a una cucina a isola in pietra che caratterizza la stanza principale, dando all’appartamento la comodità e il confort di uno spazio unico e aperto. Per le finiture e il pavimento sono stati usati dei colori caldi che conferiscono agli ambienti una gradevole sensazione e danno la possibilità al cliente di poter arredare con facilità secondo il proprio gusto.

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Progetto: www.studiotricot.it foto: mudocreativo

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Gli arredi della pizzeria La Carbonaia di San Casciano ci fanno ricordare le atmosfere della casa dei nonni, dei pranzi in famiglia, delle risate con i cugini. "...ricordo il tagliere in legno sul quale vi si leggevano i segni dei pranzi di famiglia. La ricerca delle sedie,che non bastavano mai,in tutte le altre stanze della casa. La collezione di piatti,che rivestiva ogni angolo di parete al di sopra della boiserie e sui mobili in massello.La lavagna, su cui disegnavo cancellando ogni volta la lista della spesa.E il profumo di pane caldo appena sfornato, di basilico e di rosmarino fresco sempre a portata di mano..."

Atmosfere casalinghe

Un'atmosfera calda e conviviale in cui trascorrere il tempo accompagnati da una cucina povera, genuina, autentica.

Progetto: www.studiotricot.it foto: mudocreativo

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Tra tradizione e modernità

Un appartamento haussmaniano in Place France Liszt a Parigi

Questo appartamento in stile haussmanniano situato nella romantica Place Franz Liszt è stato pensato in maniera da conservare ed esaltare gli elementi essenziali della decorazione esistente, elemento centrale ricercato nella ristrutturazione dai nostri clienti. Si è voluto dar valore agli antichi stucchi, ai caminetti in marmo (ancora presenti in ogni singolo ambiente) con gli specchi dorati, ai pavimenti di legno “point de hongrie” cercando di apportare ed aggiungerne ad una decorazione già classica, un comfort moderno e chic. Abbiamo voluto mettere in scena e far parlare i materiali esistenti, pensando successivamente ad un arredamento che

potesse dare spazio e respiro al calore del legno e all’eleganza dei marmi. Le atmosfere d’altri tempi vengono così sottolineate in un mix unico di elementi contemporanei e di antiquariato. Sono state scelte tonalità cromatiche tenui per aumentare la luminosità approffittando della luce delle grandi finestre - , forme sobrie e materiali pregiati volti a ricreare ambienti eleganti. L’insieme dei mobili è stato scelto, acquistato e ricercato insieme ai clienti tra mercatini delle pulci e negozi d’antiquariato. www.chiarapecorelli.com

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Chiara Pecorelli

Foto: Francesco Acerbis

L’arredatrice d’interni italiana a Parigi Lasciare il proprio paese per scappare all’estero, soprattutto di recente è discorso noto. In tempi di difficoltà come quello attuale, combattuti fra l’amore per il nostro paese e la paura per le scarse opportunità future che possa “concretamente” offrire, sono in molti coloro che decidono di tenersi stretti i propri sogni e di cercare fortuna altrove. Sono numerose le storie dei nuovi esuli in cerca di stimoli culturali e possibilità, di coloro che, proprio in tempi di disagio profondo, decidono di essere coraggiosi e d’innovare; la creatività è in fondo il miglior antidoto a qualsiasi tipo di crisi.

Lasciare il proprio paese per scappare all’estero, soprattutto di recente è discorso noto.

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www.chiarapecorelli.com

E questo è anche il caso di Chiara Pecorelli, veneziana che dopo aver conseguito a pieni voti la Laurea in Conservazione dei Beni Culturali sceglie la capitale francese per avviare la sua attività d’arredamento d’interni e personal shopper. Dopo un’esperienza pluriennale parigina nel campo dell’arte (tra le diverse gallerie d’arte: Galerie Emmanuel Perrotin Galerie Lina Davidov) e con una grande passione per il design e per l’arredamento italiano, intraprende questo suo progetto studiato proprio per quei clienti italiani che desiderino essere accompagnati nella decorazione del loro pied-à-terre parigino. L’idea di base è molto semplice: creare un servizio per tutti coloro che, per mancanza di tempo e a causa della distanza non possano seguire le diverse fasi legate all’arredamento né essere presenti al momento dell’acquisto e della successiva consegna e montaggio. Come servizio di Home Staging, si rivolge poi a coloro vogliano valorizzare da un punto di vista estetico la propria casa in vista di un’imminente vendita in modo da poterne incrementare la domanda d’acquisto. Parigi infatti offre interessanti opportunità per chi desiderasse investire negli immobili, in quanto si attesta tra le capitali europee prescelte dagli italiani per virtù culturali ed estetiche con un mercato immobiliare prestigioso in costante aumento. Chiara ha realizzato un servizio preciso e completo che dalla messa in contatto con artigiani ed architetti accuratamente selezionati (per quei clienti che necessitino di lavori di ristrutturazione e rinnovamento) passa ai consigli personalizzati sul “come” decorare il proprio appartamento; dall’accompagnamento nella scelta degli oggetti e dell’arredamento più idoneo fino all’assistenza in ogni fase legata all’acquisto. Chiara segue ciascun cliente con professionalità, approfondendone esigenze, ascoltandone aspirazioni, rispettandone gusti e desideri e proponendo successivamente la soluzione che si ritenga essere la più adatta ai mezzi e allo scopo. Lo spirito imprenditoriale degli italiani è sempre stato un elemento che ci ha distinto nel mondo e ne è un esempio questo nuovo servizio! Affidarsi ad un’arredatrice d’interni come Chiara Pecorelli resta la scelta più indicata per chi desideri arredare la propria casa con eleganza ed originalità e per chi intenda ricevere dei consigli precisi che rispecchino il rapporto qualità, funzionalità e prezzo personale.

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L’armonia delle stagioni Luigina Giordani presenta il giardino del suo studio

Il giardino ha nella naturalezza la sua nota dominante, una struttura informale dove l’impronta della natura e l’impronta umana convivono in armonia. Tutto ha inizio con un viale di ghiaia bianca incorniciato da grandi vasi di ortensie in un'ampia scala cromatica. Tigli secolari ricoperti di edera, con il fruscio delle foglie e il profumo dei fiori, guidano il passo verso il pergolato ricoperto dal profumato Rincospermum. Nel folto della vegetazione, si apre una deliziosa zona relax con pavimento in mattoni: uno spazio da vivere a seconda dei momenti della giornata e ascoltare in silenzio i profumi della natura. Da qui si scopre una piccola area dal sapore intimo e discreto, intriso di una rilassante atmosfera provenzale. Un tavolino con sedie lilla, fioriture nei delicati toni pastello, completano l’insieme. Un inno all'intensa bellezza della vegetazione della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra in cui il giardino di Luigina è racchiuso.

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Lo studio Giordani è attivo da anni nella creazione e nel restauro di paesaggi con una particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Si occupano di spazi privati e pubblici: parchi, piccoli giardini urbani, piscine, terrazzi e giardini pensili, dal verde per insediamenti residenziali e aziendali-produttivi, a quello didattico per asili, scuole e attività sportive, alla valorizzazione di strutture turistiche, con analisi territoriali, riqualificazioni ambientali, studi paesaggistici e piani del verde. Ogni lavoro viene seguito in tutte le fasi, dall’analisi del sito alla progettazione, dalla realizzazione in cantiere fino alla manutenzione nel tempo. Autunno 2013

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Passione ed entusiasmo insieme a continui studi, ricerche e approfondimenti, permettono loro di affrontare ogni tipo di problematica inerente l’architettura del paesaggio attraverso un metodo interdisciplinare. Un lavoro di squadra tra professionisti di vari settori, competenze e capacità diverse con l’obiettivo di coniugare tecnica, architettura e stile nel rispetto degli equilibri naturali. Il team è condottto da Luigina Giordani, laureata in Scienze Agrarie e specializzata in Architettura del Paesaggio. Attenta alla sostenibilità ambientale, ricerca nuovi materiali e tecnologie attraverso visite ad expo, viaggi-studio effettuati nel corso degli anni a parchi e giardini nazionali e

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internazionali, corsi di aggiornamento. Accanto a lei Veronica Compagnoni Floriani, laureanda in Architettura dei giardini e del paesaggio e attivista “verde” ha portato nella sua città iniziative come il guerrilla gardening e le transition town, e Simona Dignani, da sempre appassionata al mondo della progettazione e laureata in interior design, sempre attenta alla cura dei particolari, ricerca nuove fonti di ispirazione, materiali e tecnologie, per creare ambienti funzionali, unici e su misura da vivere in piena libertà. Autunno 2013

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In giro per Ravenna Una vacanza studio passata tra l’arte dei mosaici e le biciclette di Ravenna. Una restauratrice e una laureata in storia che stanno concludendo la specializzazione in design della pietra e che solitamente vediamo lavorare tra le bolle di sapone di Milo za drago, alle prese con l’arte del mosaico. Ravenna è a prima vista un dedalo di sensi unici tra le case in mattone, ma che poi si rivela una simpatica cittadina a misura d’uomo. Il cielo stellato di Galla Placidia

Che Ravenna fosse una città piccola già lo sapevamo. Ci era stato detto che a Ravenna niente è lontano. La bicicletta è il mezzo di trasporto indicato per gli spostamenti di ogni giorno, e ci permette di strizzare l'occhio ai monumenti dell'epoca di maggiore fioritura della città, risalente a 1600 anni fa. Una storia che la vede protagonista nelle vesti di capitale dell'Impero romano, adornata di capolavori bizantini. La produzione artistica del V e del VI secolo ha permesso a Ravenna di sfoggiare fino ai nostri giorni i maggiori esemplari europei di opere paleocristiane e bizantine. Le chiese in laterizio, con le loro umili facciate, non fanno nemmeno presagire la ricchezza dei colori a mosaico che nascondono al loro interno.

A testimoniare il collegamento storico di Ravenna con la città portuale di Classe, la Basilica S. Apollinare in Classe 112

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La tradizione millenaria traspare da ogni angolo della città, per facilitare l'orientamento tra i molteplici monumenti potete utilizzare l'applicazione Ravennamosaici. La città svolge anche un ruolo centrale nel campo del mosaico contemporaneo, sostenuto dal ruolo dell'Accademia di Belle Arti di Ravenna, specializzata nello studio dei mosaici, il Museo d'Arte della città di Ravenna con un centro internazionale per la documentazione del mosaico e altro ancora. Ogni due anni potete partecipare al Festival internazionale del mosaico contemporaneo, in programma dal 12 ottobre al 24 novembre 2013. A Ravenna troviamo tutt'oggi una decina di studi di mosaico. Noi due abbiamo partecipato ad un tirocinio all'interno del Gruppo mosaicisti Ravenna che continua la tradizione dello studio nato dall'Accademia di Ravenna nel Dopoguerra. Il primo gruppo ha realizzato in cinquant'anni di attività copie dei mosaici ravennesi, mentre il gruppo odierno sotto la guida del maestro Marco Santi mette in atto con competenza e professionalità il passaggio dall'esperienza di restauro conservativo alla produzione artistica contemporanea. Si tratta di un laboratorio capace di trovare una soluzione ad ogni problema legato al mosaico e per noi due, che ci stiamo appena approcciando a questo mondo, si è trattato di un ambiente molto stimolante. Nel nostro tirocinio abbiamo sperimentato una delle particolarità di Ravenna, la realizzazione di mosaici su un fondo provvisorio a calce. Questa tecnica fa parte delle tecniche dirette, vale a dire che le tessere vengono inserite con la faccia rivolta verso l'alto. Il fondo a calce permette di apportare anche delle correzioni e un tempo prolungato per rifinire i dettagli, perciò è molto amata tanto tra gli allievi quanto tra gli esperti mosaicisti. Dopo aver realizzato alcune copie di mosaici, abbiamo potuto finalmente affrontare il primo compito. Partendo da uno schema abbiamo realizzato un tappeto

in pietra. Si tratta di una peculiarità del Gruppo Mosaicisti, in quanto i loro tappeti di pietra su supporto mobile liberano il mosaico dai ruoli statici e lo portano oltre i clichè abituali.

L’attrezzatura base di ogni mosaicista è costituita dalla martellina e dal tagliolo, utilizzati per tagliare le tessere.

Le pinze utilizzate per dare la forma finale alle tessere.

L'inserimento delle tessere sul fondo a calce è un lavoro che richiede tempo e pazienza. Autunno 2013

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I dintorni di Ravenna

Ancora qualche dettaglio e le tessere saranno tutte al loro posto. Tuttavia il mosaico dovrà essere rilevato dal fondo a calce e trasferito sul supporto finale.

L’Emilia Romagna è una regione che vanta notoriamente una duplice identità. Dopo essere andate alla scoperta della laguna di Comacchio e dell’offerta enogastronomica di Bologna, abbiamo potuto scoprire anche delle interessanti tecniche artigianali tipiche delle cittadine romagnole. La tecnica che più ci ha affascinato è stata la stampa a ruggine. La prima volta che l’abbiamo notata è stato durante la fiera del sabato accanto allo stadio di Ravenna. Poi abbiamo avuto modo di scoprirla nel centro di Forlì, poco distante dalla principale Piazza Saffi. Il negozio Il guado ci sorprende con la sua abbondanza di contrasti in bianco e marrone. L’anima del negozio è Elena Balsamini, che ci ha spiegato la tecnica della stampa a ruggine, detta anche stampa romagnola, e ci ha invitato nel suo atelier per sperimentarla. Entrando nell’atelier il nostro entusiasmo per i colori naturali e la stampa manuale ha incontrato una nuova dimensione. Nel suo lavoro Elena si ispira alla tradizione, a cui accosta motivi provenienti da luoghi e tempi lontani, senza trascurare quelli più recenti. La stampa a ruggine o stampa romagnola

Elena al lavoro. 114

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è una tecnica tradizionale di stampa su tessuto, caratteristica per la Romagna. Gli attrezzi e la tecnica sono tutt’oggi identici a quelli che ne segnarono gli inizi nel XVII secolo. Gli stampi in legno sono intagliati a mano e portano motivi tipici provenienti dal mondo della botanica e della religione. Così vi troviamo spesso la spiga di grano, l'uva, la caveja, la vite e il galletto, legati alla storia del luogo. Il tipico colore ruggine si ottiene Una stampa ideale viene ottenuta dopo la battitura con il martello.

dall'ossido di ferro impastato in seguito con la farina bianca e l'aceto, in proporzioni che poi influiscono sulle tonalità delle stampe marroni che diventano definitivi una volta terminate le fasi di viraggio e di lavaggio. Nonostante Ravenna rimanga spesso nell'ombra di altre città d'arte italiane, essa offre al visitatore un rapido salto nel mondo della storia del mosaico. Tuttavia uno splendore come il mausoleo di Galla Placidia merita davvero una visita per essere ammirato a occhio nudo. Testo e foto: Alja Fir e Anja Tomažič Gli stampi in legno di pero.

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Basta un tappeto per cambiare il look di casa! 5 consigli per avere la casa dei propri sogni... Classico o moderno, rettangolare o rotondo, con motivo floreale o geometrico, a stampe, monocromatici o che ricordano elementi naturali, da soli i Tappeti riescono a cambiare l'atmosfera di una stanza. Mobili e complementi d'arredo ruotano attorno al tappeto, che può diventare il vero centro del salotto. Volete un’atmosfera raffinata e moderna insieme, optate per un tappeto dai toni neutri, crema, beige, rosa antico o un grigio chiaro. Potete scegliere un tappeto Shaggy, soffice e caldo, perfetto per la stagione autunnale e invernale in arrivo, ideale da combinare con candele e lanterne di diverse dimensioni e colori per una serata speciale!

Preferite uno stile piĂš classico che riprenda la natura, optate per un tappeto orientale annodato a mano con disegni floreali, o scegliete i tappeti firmati da Calvin Klein delle sue collezioni Woven e Urban. Questo stile si sposa alla perfezione con mobili in legno e colori caldi sui toni del verde chiaro, crema o beige...

Tappeto Urban di Calvin Klein, Carpeteden, a partire da 365 euro

Tappeto shaggy, Carpeteden, da 33 euro 116

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Guardando verso gli anno ‘60 e ‘70 potete trasformare la vostra casa con uno stile un pò retrò con tappeti Vintage e patchwork, giocate sui colori a contrasto e sull’ironia combinando mobili di diversi stili e epoche, per un’atmosfera da figli dei fiori...Ideale per chi ha ambienti molto spaziosi, che con i colori accesi e il contrasto di stili diventano molto più accoglienti. Tappeto vintage, Carpeteden, da 700 euro Se amate lo stile glamour e raffinato, una casa immersa in un’atmosfera elegante puntate sui toni del bianco, scegliete un tappeto firmato Ralph Lauren Home collection. Se amate il colore scegliete dei moderni e interamente annodati a mano tappeti Tibet con inserti in seta, dei veri gioielli estremamente eleganti, che donano un atmosfera lussuosa e sofisticata alla vostra casa ! Tappeto Tibet di Ralph Lauren, Carpeteden, a partire da 300 euro

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Ci vediamo a novembre! 118

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