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Novità

in libreria di Antonio Elia

Tribunale di Bari, Num. R.G. 2482/2013 del 23/09/2013 Spedizione in Postatarget aut. S1/Ba/225/2009

MENSILE PER LE POLITICHE AZIENDALI, DEL MANAGEMENT, DEL LAVORO E DEL PRODOTTO

ANNO I L’EDITORIALE

Bari deve pensare in grande

Direttore responsabile MICHELE MAROLLA

SUPPLEMENTO AL NUMERO 2

Benvenute Donne del Vino

di Michele Marolla e Bari vuole uscire da un S cono d’ombra che si sta allungando, complice la crisi

e un certo immobilismo delle istituzioni, deve pensare in grande. La crisi si combatte progettando e realizzando eventi in grado di attirare persone. Progetti di qualità, di cultura che permettano di consolidare l’immagine della città. Bisogna pensare in grande per diventare grandi, superando quella sensazione di città a metà, parzialmente inespressa, sempre sul punto di spiccare il volo e poi frenata, dai tentativi della criminalità di occupare il territorio, dall’insipienza di una parte della politica, troppo impegnata a occupare posizioni per interessarsi (in qualche caso proseguire a interessarsi) di un progetto-città che coinvolga i cittadini in una visione del futuro, di Bari nei prossimi anni. Una città, un capoluogo di regione, che non può e non deve permettersi di sprofondare per sua stessa mano. Ben vengano iniziative di respiro nazionale come la convention delle Donne del Vino e si punti di più su questo tipo di eventi. Un ruolo fondamentale da questo punto di vista può svolgerlo il Petruzzelli, piuttosto che il faraonico, vagheggiato e forse inutile centro congressi nell’area della Fiera. Il teatro restituito alla città può rappresentare la chiave di volta in un progetto che abbia la cultura, con tutte le interconnessioni possibili, al centro delle strategie per il futuro della città. E la nomina dell’ex Rettore, Corrado Petrocelli, nel consiglio di amministrazione della Fondazione Petruzzelli va in questa direzione: mettere insieme le forze culturali migliori in un progetto per Bari, che abbia come fulcro il Petruzzelli. L’abbinamento donne e vino può essere uno dei passi importanti in questo percorso, vitale e sanguigno. L’imprenditoria femminile conquista spazi sempre maggiori, con una grinta, una voglia di emergere e uno smalto indispensabili per affrontare il momento economico storico. Il vino è una di quelle produzioni naturali che viaggiano sulle ali del Made in Italy e che si afferma sui mercati internazionali sia per la qualità che riescono ad esprimere i nostri produttori, sia perché è italiano. Per Bari donne e vino possono essere la prima tappa di un viaggio verso il futuro.

Imprenditoria femminile Tra la Puglia e i mercati Tutte insieme per dare Puntando all’estero un’altra possibilità di vita per realizzare un sogno servizio a pag. 2

servizio a pag. 3

Accademia della Mezzaluna Cibo, cucina e cultura si parte dal Mezzogiorno servizio a pag. 3


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Impresa e impegno sociale insieme nel nome del vino Soloperto, Delle Donne e Divella: bisogna dare un’altra occasione alla vita Tre donne che fanno impresa in settori diversi: vitivinicoltura, sociale e volontariato. Tre donne forti, dinamiche, che credono fermamente in quello che fanno. Tre donne con esperienze e storie diverse, ma con un unico obiettivo: fare rete, per far crescere le persone e il territorio. Sabrina Soloperto, Luciana Delle Donne e Titti Divella si sono ritrovate insieme in questa avventura, la convention delle Donne del Vino - «Figlie della Terra», che porta a Bari in questi giorni centinaia di persone provenienti da tutta Italia. Una occasione per la città, per la Regione e per far conoscere quello che fanno, il loro lavoro. «La convention è una grande occasione per la Puglia e per i nostri prodotti – racconta Sabrina Soloperto, delegata regionale per la Puglia delle Donne del Vino – un evento per promuovere al meglio anche i nostri marchi, perché su questo versante in Puglia dobbiamo fare ancora molto, soprattutto in termine di comunicazione, sia sul mercato nazionale che internazionale. Questa convention rappresenta un momento di svolta, qui a Bari ci saranno centinaia di imprenditrici che rappresentano tutta la filiera vitivinicola, dal vigneto alla cantina, dalla tavola alla comunicazione, ma anche giornalisti, sommelier, appassionati dell cultura del vino e del cibo, insomma un’occasione imperdibile per comunicare al meglio la città, la regione e i nostri prodotti, confermando tutto quanto di buono si dice e si scrive sulla Puglia, in termini di capacità di accoglienza, di qualità della vita e di bellezze naturali». Come si muove una donna in un mondo che è imprenditorialmente caratterizzato da figure maschili? «Non trovo grandi difficoltà, a parte qualche perplessità iniziale che viene superata agevolmente, poi basta un sorriso e dimostrare le proprie capacità imprenditoriali per spianare tutte

le strade – risponde – Il mercato pur tra qualche difficoltà, non vive una fase particolarmente complessa, per fortuna il settore non è stato travolto dalla crisi, ma soltanto toccato. Funziona bene la qualità, abbinata a una costante ricerca di marketing, di nuovi mercati e di comunicazione efficace. La convention nazionale delle Donne del Vino a Bari, servirà anche a questo: a mostrare la vitalità del settore e le ulteriori capacità di crescita, con una programmazione vasta e articolata, che va dal cinema ai prodotti, dal coinvolgimento della città e dei suoi negozi, all’arte, dai libri al volontariato. O v v iamente tutto nel nome del vino, visto che saranno stappate quasi 1500 bottiglie di vino, tutte di produzione vitivinicola italiana al femminile e provenienti dalle 19 delegazioni e che saranno delle piccole star nelle vetrine di 19 negozi di Bari». Fare impresa nel sociale, nel recupero delle detenute, dare loro una nuova possibilità, è l’obiettivo di Luciana Delle Donne e del suo progetto «Made in carcere». «Made in carcere non è più solo un progetto, ma una realtà consolidata – spiega – e che freme per uscire dai confini della Puglia. La convention delle Donne del Vino è l’opportunità che stavamo aspettando per farci conoscere in tutta Italia. Un percorso che abbiamo già avviato con il ministero di Giustizia e che pian piano ci porterà ad essere presenti in tutte le carceri italiane. La nostra idea

Accanto, Sabrina Soloperto; in alto a sinistra Luciana Delle Donne, a destra Titti Divella

è che a tutti bisogna dare almeno un’altra possibilità e noi la realizziamo concretamente con i prodotti realizzati dalle donne detenute e commercializzati con il marchio “Made in carcere”, per il quale il 10 dicembre riceverò dal presidente della Repubblica un premio come imprenditrice. Un’altra vita è possibile e noi perseguiamo questo obiettivo con il lavoro e la creatività delle nostre donne». Le vostre creazioni si distinguono per originalità e inventiva, sarà così anche in questo caso? «Per Le Donne del Vino abbiamo inventato due prodotti che, siamo convinte, piaceranno (la conferma c’è già stata

durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento) e sapranno coinvolgere le imprenditrici che saranno a Bari, ma anche il pubblico più eterogeneo – sorride rispondendo -. Abbiamo realizzato braccialetti con il logo delle Donne del Vino, che fa un effetto di perline e un addobbo per l’albero di Natale a forma di palla, che poi diventa un piccolo foulard da indossare. Il foulard si inserisce nel filone della nostra filosofia che punta a dare un’altra possibilità, un’altra vita alle persone, ma anche un altro utilizzo agli oggetti». Fare volontariato con i malati oncologici è ugualmente un modo di fare impresa, perché

i servizi che vengono forniti costano e garantirli non è sempre facile. «Amopuglia onlus si occupa dei malati oncologici e delle loro famiglie, abbiamo pensato che la convention nazionale delle Donne del Vino “Figlie della terra” sia un’ottima occasione per far conoscere la nostra attività di volontariato, svolta da un’équipe medico-infermieristica, che fornisce prestazioni gratuite a domicilio di: terapia del dolore, medicazioni, emostrasfusioni, prelievo per analisi di laboratorio, impianti di cateteri vescicali, alimentazione parenterale, paracentesi, toracentesi e supporto psicologico», sottolinea Titti Divella, presidente di Amopuglia. Ma come c’entra il vino? «Il vino è un elemento naturale, che nelle giuste dosi può avere anche effetti benefici sulla salute, ci avvicina alla terra, alla natura. E per i malati di cui

ci occupiamo, gli elementi naturali, il contatto con la natura, è fondamentale per recuperare almeno in parte un equilibrio. Poi avevamo già collaborato in altre occasioni con Doriana e Vittoria Cisonno e questo evento nazionale a Bari ci è sembrata un’occasione giusta per farci conoscere anche al di fuori di Bari e della Puglia. E poi questo abbinamento con il vino, che dà un senso di benessere, che è un prodotto di grande vitalità, come le donne che lo producono, ci è sembrato un abbinamento perfetto. Per noi reperire fondi che ci permettano di andare avanti con l’attività è fondamentale, le risorse ci arrivano dalle donazioni dei privati, dal 5 per mille e da una convenzione con la Asl, con la quale siamo accreditati, ma ovviamente le richieste sono tante, gli impegni crescono e i soldi non bastano mai».

Il programma della «duegiorni» barese Convention Nazionale Le Donne del Vino - «Figlie della terra» - Il programma. 3 dicembre 2013 Seminario: «Figlie della terra» - Il vino raccontato dalle donne, ore 15,30 - foyer Teatro Petruzzelli. Il foyer del Teatro Petruzzelli diventa per l’occasione «il salotto delle Donne del Vino» insieme ad ospiti, giornalisti, opinion leader e wine lovers. Saluti E. Martusciello, Presidente Associazione Nazionale Le Donne del Vino; S. Soloperto, delegata Puglia Associazione Nazionale Le Donne del Vino. Interventi G. Gaetani d’Aragona Presidente Ex Vinis; L. Granello food editor de “la Repubblica”; S. Kim Senior Advisor to the CEO e General Coordinator Vinitaly International. Ospiti A. Gaeta Presidente Apulia Film Commission; R. Santoro Direttrice Artistica Festival Il libro Possibile; T. Divella Onlus AmoPuglia; L. Delle Donne «Made in Carcere». Interviene N. Vendola, Presidente della Regione Puglia. Conclusioni F. Nardoni, Assessore alle Risorse Agricole Regione Puglia. Modera A. Romita, direttore Rai3 Puglia. Ingresso libero 4 dicembre 2013 Degustazioni di vino - ore 10,00 -18,00 - foyer Teatro Petruzzelli. Un viaggio alla scoperta dei vini di 19 regioni italiane a cura dei sommelier AIS Puglia. Ingresso libero. Lezioni di vino - ore 16,00 - foyer Teatro Petruzzelli - a cura dei relatori dell’ AIS Puglia. Ingresso libero Laboratori di vino - ore 20,30 Hotel Oriente Bari, esperienza sensoriale attraverso pregiate degustazioni a cura dell’ONAV Puglia. Per partecipare ai laboratori è necessario prenotarsi scrivendo a: segreteria@ eventidautore.it - mobile +39 340 9546476

PERCORSI SENSORIALI Il calendario delle degustazioni 3 dicembre 2013 Fashion wine experience - ore 18,30.Flaneur nella città. L’Italia de «Le Donne del Vino» raccontata in 19 negozi dai sommelier dell’AIS Puglia. Degustazioni al calice delle etichette firmate. Ecco i negozi dove degustare. Anteprima; Asselta; Benetton; Borbonese; Botlea; Cecilia De Fano; Cyrano Parfum; Corderia1995; Dante5; Horus; Interno12 - Il Chiacchierino; L’Emporio di Bari; L’Officina Maison; Luciana; Mossa Gioiellieri; Nuccia Costantino; Paola Pettini & figli; Quadra; Trizio Caiati. 3 dicembre 20 «Sorsi di danza» - ore 18,30 Palazzo Mincuzzi. Performance a cura della Compagnia Teatrodanza Skenè, Lecce. Degustazione al calice delle etichette firmate «Le Donne del Vino» (Puglia). Ingresso libero. 4 dicembre 2013 Alla scoperta di Bari sotterranea - ore 10,00 Palazzo Simi. Passeggiata tra i siti archeologici con F. Radina, Direttrice del Centro Operativo per l’Archeologia della Puglia. Visita guidata e degustazione di pregiate etichette firmate «Le Donne del Vino» Puglia. Partecipazione a pagamento. 4 dicembre 2013 Action cooking - ore 17,30 - showroom Ernesto Meda, a cura di A. Millante, giornalista. Esibizioni di chef pugliesi: G. Conte e M. Curri. Ingresso libero. 3-8 dicembre 2013 Puglia food lovers - I ristoranti convenzionati propongono menù pugliesi con abbinamenti di etichette italiane firmate «Le Donne del Vino». Ristoranti: Bacco; Biancofiore; Donaflor; La locanda di Federico; Perbacco; Terranima. Wine Bar: Vino Mirr; Il

Pane e le Rose; La Vineria; Nessundorma. Il cinema racconta il vino Rassegne di film e degustazioni in collaborazione con il Circuito d’Autore e il Multicinema Galleria nell’ambito del LIFF Levante International Film Festival. 3 dicembre 2013 Ore 10,00 Multicinema Galleria - Incontro didattico con proiezioni nell’ambito del LIFF Levante International Film Festival. «Senza Trucco» regia di G. Graglia. Introduzione alla proiezione a cura di A. Minunno, giornalista e S. Soloperto. Ore 18,30 Cinema Splendor (Circuito d’Autore). «La cuoca del Presidente» regia di C. Vincent. Ore 20,15 Intervento di saluti a cura di F. M. Asselta (Apulia Film Commission). Degustazione al calice delle etichette firmate «Le Donne del Vino» (Puglia). Ore 21,00 Cinema Splendor (Circuito d’Autore). «I giorni della vendemmia» regia di M. Righi. Ore 21,00 Multicinema Galleria -Degustazione al calice delle etichette firmate «Le Donne del Vino» (Puglia) nell’ambito del LIFF Levante International Film Festival. 4 dicembre 2013 Incontro didattico con proiezioni nell’ambito del LIFF Levante International Film Festival. Ore 10,30 Multicinema Galleria, «Rupi del vino» regia di Ermanno Olmi. Introduzione alla proiezione a cura di L. Costarella, giornalista e critico cinematografico. Le proiezioni e le degustazioni sono ad ingresso libero. L’alchimia tra il vino e la scrittura La cultura incontra l’arte del vino. Presentazione di libri e degustazioni. Foyer Teatro Petruzzelli, librerie Laterza e Feltrinelli. 3 dicembre 2013 Ore 11,30 libreria Laterza - «A spasso con il vino» di G. Gaetani D’Aragona

Incontro con l’autore a cura di A.M. Ferretti, giornalista. Ore 18,30 libreria Feltrinelli libri e musica - Degustazione al calice delle etichette firmate «Le Donne del Vino» per festeggiare i dieci anni della Feltrinelli Bari. 4 dicembre 2013 Ore 11,30 foyer Teatro Petruzzelli - «Il gusto delle donne» di Licia Granello. Incontro con l’autore a cura di M. G. Rongo, giornalista. Degustazione al calice delle etichette firmate «Le Donne del Vino» (Puglia). Le Donne del Vino e la beneficenza Onlus AmoPuglia, il calice di solidarietà per degustazione «la forza delle donne e le molecole del vino». Raccolta fondi offerta libera nel foyer del Teatro Petruzzelli, nei 19 negozi fashion wine experience, nella libreria Laterza, nel Multicinema Galleria, nel Cinema Splendor. Le Donne del Vino nel sociale Braccialetti con i colori della terra a cura di Made in Carcere. (Hotel Oriente, Bari). La filosofia della «seconda chance» per le donne detenute e della «doppia vita» per i tessuti e gli oggetti.

Un momento della conferenza stampa di presentazione della convention «Le Donne del Vino - Figlie della Terra» Foto: Luca Turi


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«L’estero premia la qualità delle nostre produzioni» Giusy Albano, da 10 anni a capo di Tenuta Fujanera, una scommessa vinta Giusy Albano ha 39 anni, un figlio e da dieci anni ha avviato Tenuta Fujanera, una azienda agricola e masseria didattica, che punta quasi tutto sull’organizzazione di eventi per la diffusione della cultura enogastronomica e di cui è amministratore unico. Fujanera è una masseria costruita nell’Ottocento a pochi chilometri da Foggia, al centro del Tavoliere, poco distante è il mare del golfo di Manfredonia sovrastato dal Massiccio del Gargano. La Masseria costruita per produrre vino, è composta da diversi edifici, il più grande dei quali è la cantina di affinamento. Interrata per circa otto metri, ha volte a stella e muri di tufo e cruste, le pietre di riporto tipiche dei nostri terreni, che mantengono costanti temperatura e umidità. Abbandonata da tempo, è stata ripulita e restaurata per tornare alle sue antiche abitudini. L’edificio di fronte conserva il tetto originale in travi di legno e un tempo serviva come ambiente per la torchiatura dei grappoli: di fianco una piccola stalla con le mangiatoie in pietra e la casa del massaro. Completano la masseria un forno per il pane e un ambiente per l’affumicazione e la conservazione del cibo. Il nume tutelare della casa è un San Michele di pietra appoggiato al muro, attento guardiano degli otto ettari di vigne e oliveti che circondano Fujanera. Una scommessa vinta. «L’obiettivo di quando ho iniziato questa attività, era di

raggiungere le 80mila bottiglie di vino vendute, quest’anno arriveremo a quota 60mila, siamo vicini al traguardo – racconta con orgoglio Giusy Albano - L’azienda ha tre dipendenti fissi, più gli stagionali. Quattro i vini che produciamo con il marchio Tenuta Fujanera tutti Igt Puglia: Arrocco, un nero di Troia, Lamadàli, un negramaro, Re del Cuore, un rosato, e Bellalma, una falanghina». «Il nostro core business è l’estero – spiega Giusy – perché è più facile, perché pagano, perché il brand è il Made in Italy, cioè funziona il vino italiano, è conosciuto, apprezzato, ma ovviamente a patto che si garantisca il giusto livello di qualità, nel prodotto e nel servizio. In Italia, oltre alle difficoltà generali del mercato, se non sei un brand molto conosciuto si ha difficoltà ad affermarsi, perché scatta immediatamente la competizione sul prezzo. Cioè o sei un marchio famoso, oppure devi costare poco. In Puglia siamo un po’ lenti proprio nei processi di comunicazione e marke-

ting. Certo, con l’ex assessore Stefàno abbiamo avuto una bella spinta, sono state realizzate iniziative molto utili a far conoscere i nostri prodotti, nelle manifestazioni di settore e non solo. Per quanto mi riguarda, come masseria didattica ho avuto grandi possibilità di far conoscere la mia realtà, il mio brand. Anche il Movimento Turismo del Vino fa molto bene la

donna, quanto piuttosto a fare impresa in questo momento storico, troppe tasse, restrizioni, burocrazia, regole. Le politiche invece di essere di incentivo all’impresa sono di freno. E non è una questione meridionale o pugliese. Ho un distributore nazionale e la situazione è uguale dappertutto, finalmente abbiamo realizzato l’unità del Paese, ma purtroppo nella sventura».

sua parte, adesso bisogna continuare e rafforzare tutto quello che è stato fatto». Il settore conta storicamente una presenza imprenditoriale prevalentemente maschile. Il fatto di essere donna crea problemi particolari? «Non ho difficoltà in quanto

Una lunga militanza in Confindustria, poi da un anno e mezzo ti sei lanciata anche in un’avventura politica, sei dall’altra parte, come la vivi? «A Confindustria, sono sempre iscritta ma non sto frequentando, ero presidente della Piccola industria di Capitana-

Giusy Albano tra i filari dei vigneti e due immagini della Tenuta Fujanera, vicino a Foggia

ta, poi ho dovuto dimettermi. Sì, sto facendo l’esperienza di assessore comunale alle Politiche giovanili, agricole, turismo, marketing territoriale. Bella esperienza, difficile, dopo un anno e mezzo comincio finalmente a mettere a frutto quello che ho avviato. Tra un paio di

mesi dovremmo aprire l’infopoint turistico, siamo in attesa di un ok della Regione. Dopo una fase molto complicata, di adattamento, di comprensione delle dinamiche, ora finalmente la macchina funziona e cominciamo a raccogliere i frutti e i risultati si vedono».

L’iniziativa di Marina Addante per gli appassionati cultori del cibo e di tutto quello che vi ruota intorno

Nasce l’Accademia della Mezzaluna tra cucina e cultura partendo da Sud Marina Addante ci tiene a definirsi una cantante jazz, ma in realtà è molto di più: una imprenditrice vulcanica e attenta a quello che si muove nel mercato delle nuove tendenze. Non a caso 18 anni fa ha ideato e realizzato, insieme con Alessandro Campobasso, Corderia 1995, non un semplice negozio ma un intero progetto d’avanguardia tutto proiettato sulle nuove tendenze nel design e nella decorazione d’interni con tessuti, mobili, luci, oggetti d’arte, argenti, cristalli e porcellane. Ma anche negli allestimenti delle tavole per le liste nozze e nell’organizzazione di matrimoni ed eventi. Una sfida che a Bari ha cambiato il modo di considerare questo tipo di attività, aggiungendo alla immagine dell’attività commerciale quella della consulenza nella scelta del bello. E adesso parte una nuova sfida, che soddisferà la seconda passione di Marina, insieme con la musica: la cucina. Nasce in questi giorni l’Accademia della Mezzaluna, con sede provvisoria a Corte di Torrelonga e con un sito (www.accademiadellamezzaluna.it) che sarà on line da metà dicembre. Non una semplice accademia di cucina, ma un’associazione culturale che fa del cibo, della sua storia, delle tradizioni e dell’arte dell’enogastronomia, il fulcro della sua attività, partendo dal Mezzogiorno. «Musica e cucina sono le mie grandi passioni – racconta – il resto è lavoro.

Da bambina la domenica mi svegliavo alle 4 per andare da mia nonna a vedere e imparare come si fa il ragù. Quando ti piace qualcosa e hai voglia di seguire questa passione sei pronta a qualunque sacrificio. Per questo abbiamo ritenuto che all’Accademia e alle sue iniziative possano partecipare soltanto i soci, chi ha la passione per la cultura del cibo,

della cucina e di tutto quello che vi ruota intorno. La quota sociale sarà di 240 euro all’anno, che permetteranno anche di abbattere parzialmente i costi di partecipazione alle attività che abbiamo in programma». E cosa avete in mente di organizzare? «Ovviamente corsi di cucina, per cominciare, incontri con i grandi chef, soprattutto del Mezzogiorno, viaggi enogastronomici nel mondo alla scoperta di cibi e modi di cucinarli, che sono arrivati anche da noi nel passato, visto che la nostra cucina è sicuramente meticcia alla luce delle varie dominazioni

che abbiamo subito. Ma anche week end nella cantine del Sud, ce ne sono molte da scoprire, autentici gioielli. Organizzeremo anche percorsi di conoscenza per scoprire prodotti meridionali di eccellenza, troppo spesso sconosciuti e difficili da reperire. Corsi di arte e cultura della tavola. Proiezioni dei più bei film che parlano di cucina. Ci impegneremo anche in un lavoro di valutazione degli chef emergenti a partire dal Sud». «Infine, un progetto ambizioso – prosegue – una guida dell’Accademia della Mezzaluna. Ma, attenzione, una guida ai locali che saranno visitati veramente in forma anonima dai componenti del consiglio direttivo, che esprimeranno le loro valutazioni su ristoranti, trattorie, pizzerie e anche bar. Giudizi assolutamente impietosi, che restituiranno una dimensione oggettiva alla logica della guida, negli ultimi anni sempre inquinata, nelle varie iniziative editoriali, da logiche commerciali e niente affatto obiettive». Una curiosità, perché Mezzaluna? «Perché è un attrezzo da cucina antico, ormai abbastanza dimenticato e inusato, ma invece importantissimo. Ma anche perché la mezzaluna ha qualcosa che evoca il romanticismo, la luna, il simbolo di alcuni paesi mediterranei con i quali abbiamo interagito e continuiamo a farlo. Perché nella Mezzaluna e nella sua forma c’è tutto: la cucina, la storia, la tradizione, il Sud, il Mediterraneo, la musica».

Marina Addante sta dando vita all’ Accademia della Mezzaluna; al centro una veduta della Corderia 1995

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Mensile per le politiche aziendali, del management, del lavoro e del prodotto www.impresametropolitana.it · redazione@impresametropolitana.it Anno I - Supplemento al N.2 - Novembre 2013 Registrazione Tribunale di Bari Num. R.G. 2482/2013 del 23/09/2013 Direttore Responsabile: Michele Marolla Editore: Domenico Di Marsico (GrafiSystem) Per la pubblicità: GrafiSystem snc - Modugno (Ba) · info@grafisystem.it Impaginazione e stampa: GrafiSystem snc - Modugno (Ba) Tel. 080.5375408 - Fax 080.5308771 www.grafisystem.it - info@grafisystem.it Stampato su carta riciclata


Impresa Metropolitana - Speciale Donne del Vino  

L'inserto dedicato alla manifestazione Donne del Vino

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