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RITUALE pia

TRE

GRADI DI

SIMBOLICI

RITO

ORIENTALE DI SMPHIS COMPILATO

AD USO E PER CURA Dl-X

GRAND ORIENTE D'EGITTO CONTENENTE I LAVORI II>i

Or-aclo.

Apprendista.

I>i

Grado.

Compagnone.

Oraclo.

]V£aestr*o.

0.-. D'ALESSANDPJA D'EGITTO, Anno V.-. L.-. 5000.874 Composto e stampato dai FF/. A. (». Cascatus M.'. e Louis Guos M.-.

coi tipi della Tipografia Francese di A. Mourés, Square Ibraim.


RITO ORIENTALE DI MEMPHIS

LAVORI

COMPLETI DEL 1° GRADO

SIMBOLICO

Decorazioni della Loggia. Il Tempio ha forma rettangolare, ciascuno de ad uno dei quattro

suoi lati

corrisponde

punti cardinali.

La vòlta del Tempio è seminala di stelle conio il firmamento ; il sole e la luna vi devono essere rappresentati.

Questa vòlta è sostenuta da dodici colonne che raffigurano i dodici mesi* dell'anno; la striscia che gira ali'intorno basala sulle colonne chiamasi zodiaco

i cui dodici segni corrisponder debbono uno ad uno alle dodici

colonne.

Ad Occidente stanno due colonne d'ordine corintio surmontalc da tre melagrane semi-aperte : sul fusto della colonna di destra vedesi la lettera

B e su quello della colonna sinistra la lettera J. All'Oriente v' ha un baldacchino di stoffa rossa con frangia d'oro, sotto il quale si trova il

trono su cui siede

il Venerabile dinnanzi al quale

s'innalza l'altare su cui stanno una Bibbia, una spada, un compasso ed un magliette

Sia il trono che l'altare

devono essere

elevati sopra una predella

a tre gradini. Appio della gradinata vi ha pure un piccolo altare triangolare chiamato « Altare de* giuramenti ».

Tre candelabri con candele accese illuminano il Tempio ; uno all'Oriente, l'altro all'Occidente ed il terzo al Settentrione. All'Oriente il nome del Subì.'. Archit. \ delPUniv.*. brilla in mezzo al Delta, emblema della forza produlirice della natura, e dell'armonia che

regna

fra tutti i corpi, esso è il tipo della perfezione divina.

Tutt' attorno sulle pareli del Tempio gira un nastro intrecciato che raffigura 1' unione che deve esistere fra i fratelli.


_ 4 _

Ordine gerarchico degli Uffiziali in Loggia. L'ordine gerarchico degli Ufficiali di Loggia è stabilito come segue : II Venerabile — il 1° Sorv.\ — il 2° Sorv.-. — l'Orat.-. — ilSegrct.'.— il G.-. Esperto — HDeputato — il Tesoriere— l'Elemosiniere— il Guarda

sigilli — l'Archivista — l'Architetto-Economo — il Direttore de' Banchetti — il F.\ Copritore— un 1° Diacono ed nn 2° Diacono — il F.*. Servente.

Designazione de' posti sia degli Uffiziali che de degli altri Fratelli. Il Venerabile siede ali'Oriente sul suo trono, alla sua sinistra sta il De putalo della Loggia, ed alla sua destra l'ex-Venerabile ; i grandi Ufficiali dell'Ordine;

i FF.\ visitatori rivestili di alii gradi sono pure

condott

a sedere ali' Oriente.

Il \° Sorvegliante siede innanzi la colonna del Sud, ed il 2° Sorv.-. in nanzi quella del Nord.

L'Ora loro prende posto in capo alia colonna del Mezzodì ed il Segrelaro in capo a quella del Nord, presso la balaustrata.

Il Tesoriere siede al suo banco al disotto dell'Oratore, e l'Elemosiniere al disotto del Segretario. coperti d'un tappeto di

I banchi di questi dignitarii sono triangolari color rosso.

Il Grand Esperto ed il Maestro di cerimonie sono seduti sopra sedili appiè della gradinata.

-

Il primo Diacono sta alla destra

ramenti, ed

del Vcn.\ accanto l'altare de'giu

il 2" Diacono alla destra del \e Sorv.-.

Il F.\ Copritore si tiene dietro il 2* Diacono presso la porta d'ingresso. II F.\ Esperto aggiunto è posto nel peristilio del Tempio per annonziare i FF.- visitatori;

il

F.\ Servente deve tenersi nella sala d'aspetto

per far firmare il registro di presenza.

I FF.-. Apprendisti seggono sulla seconda fila della colonna del Nord, i Compagnoni sulla

seconda fila della colona del mezzodì ; i Maestri

prendono posto a loro scella.


— 5 —

APERTURA DEI LAVORI

« I membri della Loggia presenti, rivestiti delle loro decorazioni massonicbe, « essendo riuniti nel Tempio, il Veu.\ passa al suo posto ; batte un colpo di raa« glietto, che è ripetuto dai Sorveglianti, e dice a tutti i membri,i quali devono < tenersi in pie.li : »

Silenzio l'T.*.,

prendete posto.

« indi volgendosi al 1° Sorv.*. dice : »

Yen.*.

F.\ 1° Sorvegliante, qual òil dovere de'Sorveglianti in Loggia ?

1°Sorv.\ È di proteggere, contro ogni indiscrezione profana l'inviolabilità de' nostri misteri.

« 11 Ven.\ volgendosi al 1° Diacono gli dite : »

Yen.*.

F.". 1 "Diacono vogliale assicurarvi se le vicinanze del Tempio sono a coperto. « II Diacono esce dal Tempio, indi rientra, s'arresta fra le due colonne e dice: »

j\°ì)i\c.'. Yen.". Maestro, le vicinanze del Tempio sono deserte, nessuno ci inlcnde, noi siamo perfettamente a coperto.

Yen.*.

Poiché siamo a coperto, FF.\ in piedi ed all'ordine. FF.\ 1° e 2° Sor

veglianti percorrete le vostre colonne ed assicuratevi se tutti i FF.\ che le decorano sono Massoni regolari. « I Sorv.*. si assicurano, ciascuno sulla sua colonna per mezzo del segno « o delle parole, se lo credono opportuno, se i rispettivi FF.\ sono massoni : « indi, finito questo esame, il2° Sorv.\ dice al 1° Sorv/. :

2"Sorv.-. Tulli i FF.-. che decorano la

mia colonna sono Massoni,

e E questi batte un colpo di magliette e dics al Yen.*. »

\°Sorv.'. Yen.*. Maestro tutti i FF.*. dell'una Yen.*.

e dell'altra colonna sono Massoni.

F.\2°Sorv.\ qual è il vostro posto nelTempio della verità?

2°Sorv.-. AH' angolo della colonna del Settentrione ad Occidente Ven.'.

Perche F.\ 2° Sorv.-. ?

2°Sorv.*. Per vegliare al mantenimento dell'Ordine, alla perfetta esecuzione dei

lavori: prevedere e trasmettere al 4° Sorv.-. le difficoltà che possono sorgere, ed ottenere le soluzioni che occorrono al perfetto sviluppo delle questioni sottomesse all'apprezzamento della Loggia.

Yen.-.

F.\ 2'Sorv.*. dove si tiene il i° Sorv.*. ?

2°Sorv.'. All'Angolo della Colonna di Mezzodì ad Occidente.


— e —

Ven.'.

Perché F.*. i" Sorv.\ ?

1°Sorv.'. Per aiutare il Yen.*, ncll' insegnamento, e nello sviluppo dcHavori di queslo grado. Ven.*.

F.\ \° Sorv.\ dove si tiene il Ven.*.?

I°Sorv.'. All'Oriente, Yen.'. Maestro, per aprire i lavori e spandere sulla Loggia

fiumi di luce e di verità. Ven.-.

F.*. 2° Sorv.'., a qual ora sogliono i liberi Muratori riunirsi in Loggia?

2*Sorv.*. Allorché il sole è entrato al meridiano. Ven.*.

Che ora abbiamo,

F.\ 1° Sorvegliante?

PSorv.*. È l'ora d'incominciare i nostri lavori, Ven.*. Maestro. Vex.*.

Poiché l'ora è giunta di metterci in attivila, unitevi a me FF.*. 4° e 2°

Sorv.*. per dimandare al Sublime Architetto dell'Universo di benedire i nostri lavori, affinchè siano conformi alla sua legge, e non abbiano

altro scopo che di glorificare il suo nome, la prosperità dell' Ordine ed il bene generale dell'umanità. « 11 Ven.'. discende dal trono, e col suo maglietto alla mano, va a collocarsi in faccia ali'Oriento, avendo a fianco i due S^rv.-. Dinnanzi al Ven.'. v'ha un biaccieretto su cui ardono profumi. Il Diacono ed il Maestro di Cerimonie stanno appio dell'Altare sul quale torreggiano due urne con spirito di vino acceso. Dietro il Ven.-. fra le due colonne J e B si tendono il G.\ Esperto ed

« « « « « il F.\ Terribile. Il Porta-bandiera collo stendardo spianato si tiene ali'angolo « della colonna di settentrione ed il Porta-spada all'angolo di quella del mezzodì. « Tutti i FF.*. sono in piedi, volti ali' Oriente. Il Ven.'. fa un inchino e dice < ad alta voce : »

INOTOCAZIOXE

Sommo DiOj che invochiamo sotto diversi nomi e che regni solo, onnipossente, immutabile Jeuov'AH, padre della natura, fonte di luce e di verità, legge suprema dell'universo, noi ti salutiamo. Ricevi, sommo Iddio, V omaggio del nostro amore, della nostra ammirazione e del nostro cullo. Noi ci inchiniamo dinanzi le eterne leggi della tua sapienza ; degna dirigere i nostri lavori, rischiarali della tua feconda luce, dissipa le tenebre che velano la verità, e lasciaci intravedere qual cuno de perfetti disegni dell' inmensa sapienza con cui governi il mondo, affinchè, divenuti più degni di te, possiamo celebrare con inni infiniti l'universale armonia che la tua presenza imprime alla natura.

AnoNAi,

Adonaì ,

AdonaI'I

« indi il Ven.'. risale al trono ; batte tre colpi, sacondo la batteria , i quali sono ripetuti dai Sorv. \, e dice : »


— 7 —

Alla Gloria del Sublime Architetto dell' Universo, e solto gli auspicii del

Grand Oriente d'Egitto Sup.\ Consiglio Generale e Dipendenze, legislatore e regolatore dell* Ordine

Massonico

in Egitto ,

solo

dichiaro

aperti i lavori di questa R.\ Officina al grado d'apprendista. A me, Carissimi Fratelli.

« Segni e batteria del grado ed acclamazioui. »

1°Sorv.\ F.\2°Sorv.\cFF.*. che decorate la mia colonna i lavori sono inattività. 2° Sorv.'.

« Ripete l'annunzio del 1° Sorv.*. ed aggiunge : » Fratelli al vostro posto.

ORDINE

DEI

LAVORI

« II Ven.#. dice : »

Ven.\

Fratello Segretario

abbiale

la

compiacenza di darci lettura

del pro

cesso verbale dei lavori della nostra ultima (enula. « Batte un colpo di magliette e dice : »

Attenzione Fratelli.

« Finita la lettura del processo verbale, batte un colpo di Maglietta e dice : »

Yen.*.

Fratelli 1° e 2° Sorveglianti annunziatc sulle vostre rispettive colonne, che se qualche Fratello ha delle osservazioni a fare sul contenuto del processo verbale dell'ultima tenuta, dimandi la parola, che gti sarà concessa.

« 1 Sorveglianti batlor.o alternativamente un colpo di Magliette e ripetono l'an-

« nunzio del Yen.*., quindi se nessun fratello domanda la parola il 2° Sorv.-. « dice al 1° Sorv.-. : »

2°Sorv.\ Fratello 1° Sorv.-. il silenzio regna sulla mia colonna. « ed il 1° Sorv.-. dice: » 1°Sorv.\ Ven.\ Blacslro il silenzio regna sull'una e l'altra colonna.

Yen.*.

Poiché nessun Fratello dimanda la parola prego il Fratello Oratore di ma

nifestarci le sue conclusioni, [se queste sono per l'approvazione) Fratelli, sulle conclusioni del Fratello Oratore sanzioniamo la tavola leste letta. « la sanzione si manifesta coli'alzare la mano destra. »

Yen.*.

Fratello

Maestro di cerimonie,

vogliate informarvi se

nel vestibolo del

Tempio non v'ha alcun Fratello Visitatore. « « « «

« II Maestro di Cerimonie esce e ritorna, ludi fa il suo rapporto. Se v'ha qualche visitatore, ne porta il diploma lo depone siili' Altare, indi ritorna presso di

loro. Il Ven.#. passa il diploma all'Oratore incaricato di esaminarlo, e questi invia il G.\ Esperto onde tegolarli a senso delle leggi Massoniche. Finito questo esame, se qualche visitatore è ammesso, il Yen.-, batte un colpo e dice : »


- 8 -

Yen.".

Fratelli in piedi ed all'ordine. « « « «

« In questo momento il Maestro di Cerimonie introduce i Visitatori e li conduce ai posti loro riservati, con tutti gli onori prescritti dai Regolamenti. Ripresi i lavori si passa alla lettura della corrispondenza e quindi allo sviluppo dell' ordine del giorno. Se poi è una tenuta d'iniziazione si segua il rituale come in appresso. »

INIZIAZIONE « II Vcn.\ dopo nver annunziato ali' Officina lo scopo della tenuta, dice : »

Vex.\

Fratello Imperlo portatevi nella camera di riflessione ed assicuratevi se il profano è arrivato. « II F.\ Esperto esce e ritorna, indi fa il suo rapporto ; se è affermativo, il « Yen.*,

Vex.-.

gli dice : »

Ritornate presso il profano, assicuratevi della sua persona ; fate in modo

che egli nulla possa .intendere di ciò che si passa fra noi, ed attendete presso di lui gli ordini dell' Officina per sottometterlo alle prove, od

'

allontanarlo da questi luoghi. « II F.'. Esperto eseguisce 1' ordine: »

Vex.'.

Fratelli, le informazioni che ci sono pervenute sul profano N essendo favorevoli,

come pure le conclusioni del Fratello Oratore,

V ordine del giorno, come già vi dissi, indica la sua recezione : siete tutti df avviso che vi si proceda ? « I Fratelli manifesteranno la loro adesione alzando la mano. »

Vex.*.

In questo caso passeremo anzi tutto a ricevere il giuramento del Fratello

che ha presentato il profano; in piedi ed all'ordine Fratelli. « Tutti i Fratelli debbono alzarsi. >

GIURAMENTO

DEL F.-. PROPONENTE

« II F.4. proponente s'accosta all'ara evenendosi in piedi ed ali'ordine colla « mano sinistra sul libro della legge e sulla spada, pronunzia la seguente formola. »

Alla Gloria del Sublime Architetto dell1 Universo, in presenza delle insigni Luci di questa R.m. foggia, io giuro sul libro sacro della legge e sul glo rioso

simbolo

degno di questo

dell onore ,

il

neofita che io

sublime favore

e

presento alC iniziazione è

rispondo di

lui' corpo

per corpo,

anima per anima, e così che il Sublime Architetto dclt Universo mi sia in aiuto I


— 9 —

Yen.*.

Ricevo il vostro giuramento a nome dell' Ordine ; andate, che il Dio della pace sia eternamente con voi.

« indi volgendosi al 2° Esperto. »

Fratello 2° Esperto portatevi presso il profano ed inviateci il F.\ l'Esperto, e Allorché questi è rientrato nel Tempio il Ven.\ gli dice : >

Vsn.'.

Fratello 4° Esperto, è a voi che è confidata l'importante funzione di sottomettere il neofita alle prove, fisiche ; di dirigerlo nei misteriosi viaggi, e di farlo passare per gli elementi che deve traversare prima

che giunga alla porta del Tempio della verità. Fategli fare anzitutto le risposte alle tre questioni,

che confido alla vostra saggezza,

e quindi

il suo testamento morale affinchè noi possiamo conoscere come intenda disporre de'beni che Dio gli ha compartiti. Fatevi aiutare dal F.-.

Terribile il quale assisterà il neofita, mentre ad ogni viaggio verrete a renderci conto de' suoi progressi sul misterioso cammino della pu rificazione; andate, fratello, che il Sublime Architetto dell'Universo vi accompagni. «hm»

« IIG.*. Esperto esce e rientra poco dopo apportando le risposte, il testamento « e tutti i metalli del neofita » « II Ven.\ comunica ali' Officina le risposte che sono state fatte alle tre se te guenti questioni, o ad altre ugualmente morali, alle quali il neofita deve aver « risposto con un po' di sviluppo. « 1" Questione : Che cosa deve pensar l'uomo riguardo la causa prima ? (Dio). « 2a

»

Che cosa deve l'uomo a se stesso ?

« 3a

»

Che cosa deve o' suoi simili?

« Se le risposte sono soddisfacenti, il Ven.\ dice ali' Esperto :

Ven.\

Ritornate presso al neofita, ritiratelo dal seno della terra e dalle ombre della notte,

abbandonatelo

al Fratello Terribile che gli farà fare il

4° viaggio misterioso. « II F.\ Esperto adempie gli

ordini ricevuti e domanda al neofita se per-

« siste nelT intenzione di essere ricevuto Frammassone, se si sente il coraggio di

« subire le prove alle quali dev' essere sottoposto : sulla risposta affi rmativa egli « lo abbandona al F.*. Terribile che lo avvince con una catena metallica (sim« bolo de' pregiudizi ). » A

I>R.O VE ■NOTA.—

« La Massonerìa ammette uomini d'ogni paese e d'ogni religione, perciò « non si devono mai formulare questioni che possano offendere le credenze sia « del neofita che dell' Uditorio. Bisogna che il recipiendarìo possa uscirne colla

e più grande opinione del Ven.\ che l'avrà ricevuto e della Massonerìa in « generale ; è un potente mezzo di onorare e far amare questa sublime Istituzione. 2


— 10 —

Le prove fisiche siano poche ma dignitose, altrimenti occasioneranno trop pi inconvenienti ; il primo de' quali si è di nuocere alla gravita delle re cezioni ; il secondo di non lasciare punto conoscere il merito reale del recipiendario. Queste prove erano buone ne' te.npi della superstizione, oggi non sarebbero che giuochi di teatro. L' Officina si terrà per quanto sìa possibile, alle prove che indicheremo in appresso e più ancora alle prove morali. »

PRIMO « « « ie «

VIAGGIO

SIMBOLICO

« II F.\ Terribile fa eseguire in silenzio il primo viaggio II neofita deve incontrare molti ostaceli sul suo cammino ; il tratto che gli si farà percorrere dev' essere ineguale : terminerà questo viaggio traversando un serbatoio d'acqua, nel quale resterà la catena da cui il neofita era avvinto ; ali' uscir del ser batoio egli deve trovarsi sul limitare del vestibolo del tempio : quindi il F.\ Terribile gli dice : »

Ter.*. Signore,

quali riflessioni hanno destato in voi il luogo ove siete stato

chiuso indi il viaggio che avete fatto ? « Sentita la sua risposta il F.\ G.\ Esperto gli dice : »

.Esp.'.II luogo nel quale sei stato rinchiuso raffigura il seno della terra ove tu

dovrai ritornare ; Tu vi hoi trovato gli emblemi della morte per ram

mentarti che 1' uomo che desidera di entrare fra noi deve prima morire al vizio, a gli errori ed ai pregiudizii del volgo ,

virtù ed alla filosofia,

per rinascere alla

oggetto del nostro culto e de'nostri lavori;

infine per ricordarti che egli deve sempre essere pronto a sacrificare

la sua vita per i suoi fratelli. L' oscurità nella quale tu sei ora immerso, i metalli di cui seistalo accuratamente spogliato, la catena metallica che ti stringeva allorché incominciasti il primo viaggio e che hai perduto traversando l'onda dell' oblìo, sono altrettanti emblemi

che io t'in

vito a scolpire nella tua memoria , e di cui riceverai in seguito un

esalta spiegazione se persisti ad essere ammesso fra noi ed a con tinuare ciò che hai coraggiosamente incomincialo.

— D. Credete voi in Dio ?

.

R. Si.

•» D. Credete voi che non esiste che un solo Dio eterno ,

principio d'ogni

ordine, di ogni giustizia, fonte d' ogni bene, provvidenza di lutti gli esseri,

appoggio del debole, speranza del forte ?

R. SI, egli è il movente d' ogni forza prodottiva e di ogni avvenire. m— D. Credete voi che la Divinità sia dapertutto, innanzi a noi, sui nostri passi ?

È essa in noi, nel nostro cuore, nella nostra coscienza ? Ci accom pagna essa in vita ed in morte ? R.

SI.


— 11 —

D. Credete voi che la Divinità ha lasciato a'eiascun essere la sua indi pendenza, ed ha voluto che ciascuno fosse ciò che esso slesso sarebbe

capace di farsi? Non è forse a questo scopo che Ella ha posto fra ciascun essere una

barriera d' ordine e di sicurezza ?

R. Sì ; poiché se noi riflettiamo ali' equilibrio

meraviglioso che esiste fra

la potenza del Creatore eia sua risponsabililà,

qual prova più grande

della presenza divina e dell' infinito suo intelletto I Come misconoscere questa forza vivente che,

fra tanti elementi

nella sua universalità,

di disordine,

mantiene l'ordine

fra tanti interessi diversi, fra tante

volontà mosse da passioni opposte ? D.

Acconsentite voi a continuare il cammino che vi resta ancora a percorrere?

R.

Sì, signore. « II G.\ Esperto batte alla porta del Tempio, che si apre a due battenti e dice : » Yen. Maestro, il neofita ha terminato il suo primo viaggio a traverso l'ele

mento dell'acqua,

per essa ha cominciata la sua purificazione, e ne

è uscito libero dalla catena che l'opprimeva. « 11 Ven.\ indirizzandosi al G.\ Esperto dice :

Ven.\

Il neofita acconsente egli a continuare il suo cammino?

G.'.Esp.'.Sì, Yen.'. Maestro, egli lo desidera.

Yen.*.

Poiché tale è il suo desiderio,

Fratello G.\ Esperto abbiate la compia

cenza di fargli compiere il secondo viaggio.

SECONDO VIAGGIO SIMBOLICO « II F.\ Terribile s'impadronisce nuovamente del recipiendario, e, dopo pa« recclii giri, lo fa passare nella regione del fuoco. Allorché ne esce lo conduce « per mille giri nel santuario delle purificazioni. Il G.*. Esperto batte un sol « col|)o alla porta e questa s'apre con rumore. »

« 11 1° Sorvegliante (presidente del Santuario ) gli dice : »

1° Sorv.\ Che domandi tu ? R.

Acconsenti tu a continuare il tuo cammino ?

Sì, signore.

4° Sor.*. Ti prevengo che nuovi pericoliti attendono,

essi saranno maggiori di

quelli che hai superato finora. « Avutane la risposta, il 1° Sorv.\ aggiunge : >

D. Credete voi ali'immortalità dell'anima? R.

Risposta

D. Credete voi che l'anima è un'analogia oppure un'emanazione di Dio ?

R. Dio è la verità per se stessa, e tutto ciò che vive deve dunque avere una affinità con questa verità.


— 12 —

D. Che cosa è l'individualità?

R. L'individualità è l'anima ; l'anima è l'immortalità, è 1* eternità : è questo Io che può assonnarsi ma non mai cessare di essere ; libera ed im

mortale, mossa dal dolore e dalla necessità la volontà può commensuare i Mondi ed elevarsi fino a Dio.

D. Che cos' è la volontà ?

R. La volontà ò il principio d'ogni atto, il movente di tutto ciò che è dolalo di organismo ; ovunque riscontrar si possa una combinazione addimostra

che una volontà ha agito oppure agisce. D.

La facoltà di volere è essa immortale come l'anima?

R. Essa ne costituisce la sua forza, la sua vita ; è la volontà che costituisce l'indipendenza ; il pensiero fa nascere la volontà e questa da origine all'opera. D. Credete voi che l'ineguaglianza delle creature non ha niente di assoluto, niente di definitivamente stabilito ; che esse non sono che parti del

medesimo tutto,

e tutte d'una stessa essenza ?

R. SI, la loro differenza di forma e di intelligenza non deriva che da quella

dei loro atti e dell' impiego

che esse fanno

delle facoltà comuni.

Io credo che queste miriadi di esseri che popolano l'Universo, e di cui

Dio solo conosce il numero, non sono che parlicene d'una slessa fa miglia, perché non v' ha che una sola essenza vitale,

che una sola

anima d'eguai natura, che un solo soffio divino. « In questo punto il 1° Sorv.\ parla in questi termini : » Soryv. Possano le fiamme, nima

tua

di cui tu vieni d'essere circondato, svegliare nell'a

i sentimenti

di gratitudine e di venerazione che tu devi

ali' Essere Supremo I possano esse accendere nel tuo cuore un pos

sente

amore per la virtù e per i tuoi simili I

Voi vedete, signore, che l'opinione che si forma di noi nel mondo è falsa. Ci hanno rappresentati come uniti per molivi vaghi e ridicoli.

Voi non avete potuto pensare che la futilità fosse il solo legame che da tanti secoli ha riunito gli nomini più saggi presso tulti i popoli e in

tulte le condizioni. Siamo taciati di nemici della società, e voi trove rete fra noi gli amici più ardenti del loro paese ed i suoi più solidi appoggi ; ci hanno dipinti come una società

priva di principii reli

giosi, e la morale religiosa è il fondamento del nostro Ordine. Se am

mettiamo fra noi l'uomo onesto d'ogni culto, è perché non ci cre diamo in diritto di scrutare le coscienze , e perché pensiamo

che

l'incenso della virtù é accetto a Dìo in qualunque modo gli si offra ;


— 13 -

la tolleranza che noi professiamo non è punto il risultato dell' ateismo o dell' empietà, ma solo quello dell' indulgenza e della filosofia ; anzi ogni discussione relativa alle opinioni politiche o religiose è formal-

menle vietala fra noi. Infine ci hanno qnalificati come una società di gastronomi, ed or ora conoscerete la bevanda in uso fra noi. e L'Esperto gli presenta il vaso d'amarezza ed ili0 Sorv.*. continua : »

D. Questo calice è emblematico come lutto ciò che hai provalo fino qui; acconsenti tu a continuare la lua strada? R.

Sì.

« Dopo la risposta, l'Esperto lo riconduce nuovamente alla porta delTem« pio e dice : »

■G.-.Esp.*. Ven.\ Maestro, il neofita ha terminalo il suo secondo viaggio ; egli ha

traversalo l'elemento del fuoco, e ne ò uscito purificato e persiste nella sua risoluzione

Vbn.\

Poiché egli persiste nella sua risoluzione, abbiate la compiacenza,

Esperto, di fargli fare il terzo viaggio, affinchè

F.v

egli accompisca la

sua purificazione ; 1' abbandonerete in seguilo a sé stesso ,

affinchè

l'Onnipotente lo conduca, e la sua volontà sia fatta. « L'Esperto conduce il neofita ad eseguire il terzo viaggio. »

TERZO VIAGGIO SIMBOLICO « In questo viaggio il neofita percorre la regione dell' aria in mezzo ai lampi < e tuoni ; ad uno spaventevole oragano succede.una calma profondissima, dopo € di che 1' Esperto dice al neofita :

\Esp.\ Tu sei uscito vincitore dagli elementi; ora ti abbandono a te slesso;

presegui solo la tua strada

se ne hai il coraggio, 1' Onnipotente ti

condurrà, io spero, là dove tu devi arrivare. e In questo punto si lascia vagare un istante il recipiendario ; egli si troverà « presso la porta del Tempio ove incontrerà due FF.\ armati di spada. Uno e di essi gli dice:

4° Fr.\

Dove dirigi i tuoi passi ? Hai tu adempito le condizioni volute per essere ammesso fra noi ? < Dopo la sua risposta l'altro Fratello, gli dice :

2°Fr.\

Non sai tu che per entrare fra noi bisogna essere legato da un giura

mento terribile che è per noi in questa vita, una garanzia della lua discrezione? Questo giuramento non offende nò l'obbedicnza

devi al governo del tuo paese,

che tu

nò la tua credenza religiosa, nò il tuo

onore. Acconsenti tu a prestare questo giuramento ?


— 14 —

« Dopo la risposta il Fratello continua cosi : »

Eccone i punti principali :

4° Un silenzio assoluto sopra tutto ciò che udrai, vedrai ed apprenderai fra noi ;

2° L" obbligo di praticare le virtù che emanano dalla Divinità, di com battere le passioni che disonorano e degradano l'uomo; disoccor,

rore i tuoi Fratelli con tutti i tuoi mezzi, dovesse costartene anche

la vita ; di essere fedele al tuo Dio ed al tuo sovrano ; di dar l'e.

sempio dell'obbedienza alle leggi del tuo paese; 3° In fine di conformarli e di obbedire agli Statuti della franca e libera Massoneria come pure ai Regolamenti particolari di questa rispet-

tabile Officina. Acconsenti tu a prestare questo giuramento?

"

« Dopo la sua risposta il Fratello Esperto gli dice : » 'G.'.Esp.'. Poiché

acconsenti a tutto,

domanderò per te il favore di entrare nel

Tempio; ma rifletti bene prima, poiché una volta entrato non potrai più ritirartene. « Sentitane la risposta il F.\ Esperto fa battere dal neofita tre colpi irregolari « sulla porta del Tempio: il 2° Sorv.\ dice : 2°Sorv.\ Fratello 1° Sorvegliante, battono profanamente alla porta del Tempio.

« Questi ripete 1' annunzio

Yen.'.

Vedete, Fratello,

al Ven.*. il quale dice : »

chi è quel mortale cotanto audace che osa venire

a disturbare i nostri misteri. « II F.\ Terribile risponde »

F.\ Ter.*. Èjun uomo libero e di buoni costumi, che desidera essere ricevuto Blassone. Yen.*.

Domandategli il suo nome .la sua età e condizione, e se è veramente sua inienzione di essere ricevuto massone.

^

« Qucst' ordine essendo eseguito, il Ven.\ soggiunge : * Dimandategli come

abbia

potuto giungere sino all'ingresso di questo

Tempio, il quale è inaccessibile ai profani « II F.\ Terribile fa questa domanda alla quale risponde il F.\ G.#. Esperto: »

"G.-.Esp.-.Egli

ha rinunziato al secolo; ha penetrato nel seno della terra e nel

soggiorno della morte; ha percorso tutti i sentieri della vita, ed es sendo stalo

purificato per mezzo

ne é uscito libero

dell'aqcua, del fuoco e dell'aria,

dalle pastoie de'pregiudizi e d'ogni macchia de

vizio.

Ven.1.

Concedetegli l'ingresso al Tempio. All'ordine Fratelli! « Appena che il recipiendario è entrato, si chiuderanno le porte con strepito, « facendo udire lo scricchiolìo dei chiavistelli. »


— 15 —

Vxw.*. Al posto Fratelli.

.

« Poi volgendosi ni recipiendario : »

D. Chi vi ha condotto in questo lnogo?

R

D. Dove èravate rinchiuso prima? R

D. Quali idee ha destato in voi l'aspetto di quel luogo ? R

D. Dove vi hanno trasportato in seguito, e che cosa vi è arrivato ?

R

Vbn.\

Tutti questi viaggi sono altrettanti emblemi di cui riceverete la spiega zione allor che la luce risplendcrà ai vostri occhi e vi permetterà di comprendere il linguaggio della sapienza e della filosofìa. Io vedo, dalle risposte alle domande che vi sono stale dirette, che voi credete ad un Essere Supremo. Questa credenza fa onore al vostro

cuore ed alla vostra ragione ;

essa è la base

della vera

filosofìa ;

e se gli uomini dubitano dell'esistenza di Dio si è perché ne temono la giustizia.

D. Potreste dirci che cosa è il materialismo ? R. Il materialismo è un sistema

che assegna

alla

materia il predominio

sull'intelligenza nell'ordine sociale, e nega l'esistenza di Dio nell'or dine morale; esso è un sistema deplorabile che si deve combattere con tutte le forze.

1/ uomo sottomesso ali' imperio delle passioni sensuali ha bisogno di tutta l'energia dell'anima sua

per controbilanciarne l'influenza; per

conseguenza egli è un dovere di tutti coloro che hanno ricevuto la missione di illuminare il popolo, in qualunque posizione si trovino,

di fare appello allo spiritualismo, che è l'ideale della perfezione umana, il legame, fra Dio e l'uomo; i materialisti corrompono la società.

D. La conoscenza

del giusto e dell'ingiusto fa essa

parte

dell'istinto e

della ragione ?

R. Dal momento che una creatura conosce in qual modo essa può nuocere ad

un'altra, ess'ha una nozione del bene e del male morale, del

giusto

e dell' ingiusto ;

e per mezzo

della

ragione distingue l'uno

dall'altro. D. Credete voi alla trasmigrazione delle anime? R. Se noi ci trasportiamo

col pensiero

fino

all'origine dei tempi, e se

guiamo passo a passo il progresso dell'umanità, se la perfezione del


— 16 —

soffio vitale che ci anima è in ragione diretta colla civiltà, noi siamo involontariamente,

e per

cosi dire

a conchiudere che le anime,

a

barlumi

nostra insaputa,

trasportati

incerti a tutta prima, emana

zione imperfetta del soffio divino a misura che esse passano da un essere informe

in

un altro più perfetto si appurano a gradi e ten

dono impercettibilmente

a ravvicinarsi ali' Essere infinito che

formate. L'immondo insetto, oggetto di noncuranza, lega, soccombe,

il soffio

imperfetto

le ha

allorché

che esso esala ad un essere d' un

ordine superiore : ed è cosi che 1' anima di trasmigrazione in tras migrazione,

dopo essersi

indentificata

successivamente

a tutte le

serie di esseri, risale verso il suo autore e va a riposare in seno a

Dio che l'ha formata.

D. Qual idea avevate della nostra società avanti di penetrarvi, e qual è motivo che vi spinse a desiderare d'esservi ammesso ? R. Io credo che la Frammassoneria sia un' Istituzione intieramente filantro

pica, e che fra le virtù che essa insegna devono essere poste in prima fila l'abnegazione di sé stesso ed un perfetto attaccamento al ben essere dell' umanità. Yen.*.

Questa Istituzione risale alla più remota antichità , essa riunisce i due caratteri che ravvicinano verità e la pratica

i mortali alla Divinità,

della beneficenza.

Scuola di saggezza la Masso

neria si pasce di esempi ; sacro legame

le barriere che separano i

popoli.

cioè il culto della

fra gli uomini essa ripudia

Ogni virtù le

appartiene ;

ogni

azione nobile e generosa trova eco ne* suoi Templi. Questa istituzione

ha per base le leggi della natura; essa tende al perfezionamento delle scienze e delle arti di cui essa abbraccia tulle le parti. Quivi si apprende

a parlare a suo turno,

a discorrere con saggezza, a far le debite ri

mostranze con tutta amenità, a cedere con compiacenza,

a coman

dare senza durezza, a piegare senza viltà. Lo straniero vi trova un fratello, V indigeno un amico, e i vinti de' salvatori.

In questo modo

nella Massoneria si trova il deposito di tutte le verità utili agli uomini.

Che cos' è la morte ? R. La morte è la proprietaria sovrana di tutti gli esseri ; essa schianta gli imperii

sotto

è un sonno

i suoi passi,

essa spegne per fino gli astri ; la morte

ò in pari un risvegliamento.

D. Che cos' è la saggezza ? R. La saggezza è il frutto

D. Che cos' è l'esperienza ?

dell'esperienza.


— 17 —

R. V esperienza s'acquista non a forza d' agire, ma a forza sulle proprie azioni. Una vita attiva spande

di riflettere

i semi della saggezza,

ma colui che non riflette non raccoglie certo la messe ; egli trascina

il

fardello . degli anni, perde la sua vita e

non s' accorge che in

vecchia se non per le infermità. D. Che dobbiamo noi pensare di Dio? R. Noi dobbiamo pensare eh1 egli sibile, senza forma, eterno,

è immateriale,

incomprensibile, invi

onnipossente, eh' egli conosce tutto, che

è presente dapertutto.

D. Come ha egli crealo il mondo? R. Il volere risiedeva in lui dall'eternità, esso era triplice, creatore, con

servatore , sterminatore nella congiunzione dei destini e dei tempi ; la volontà di Dio s'uni alla

sua

bontà e produsse la materia, gli alti

opposti della volontà che crea e della

volontà che distrugge gene

rarono il moto che nasce e perisce. Tutto venne da Dio e tutto ri

tornerà in Dio lutti gli animali;

Egli disse al sentimento :

Vieni! e lo inspirò a

ma all'uomo per soprappiù diede la riflessione per

innalzarlo al disopra di loro.

D. Che cosa intèndete per sentimento? R. Il sentimento è una porzione dell' anima immensa dell' universo, la quale respira

in tulle le creature per un tempo limitato.

D. Che cosa è il tempo ?

R. Il tempo esiste che

con Dio nell'eternità, ma non si può vedere né contare

dal punto in cui Dio creò il moto per misurarlo.

« Indipendentemente da queste interrogazioni, il neofita dovrà essere questio ne nato sullo tre domande clic gli sono state fatte nella camera di riflessione e « sul suo testamento. 11 Venerabile potrà inoltre dirigergli diverse altre diniande, « che sono lasciate alla sua saggezza, indi dirà : »

Yen.'.

Non v'è alcuno fra noi, miei cari fratelli,

che si

opponga alla rece

zione del neofita (pronunzia-il nome)ì « Silenzio generale. »

Questo silenzio, o signore, vi prova

1* interesse che avete inspirato ai

Fratelli i quali desiderano di abbreviarvi la durezza delle prove. Le purificazioni per le quali siete passato

saranno dunque le sole alle

quali sarete sottoposto : possano esse non aver lascialo in voi alcuna

macchia ? e che tutte le vostre azioni siano

da questa massima della sapienza divina ;

d'ora

innanzi

prima legge dei

dirette

Massoni :

Non far mai agli altri ciò che non vorresti che a te fosse fatto ; fa ai tuoi simili ciò che vorresti ehe essi facessero per te. 3


_ 18 —

Fratello Maestro di Cerimonie conducete il neofita ali' altare affinchè egli presti il suo giuramento. « II Maestro di Cerimonie eseguisce l'ordine. »

Fratelli, in piedi, all'ordine e spade in manol e Volgendosi al neofita gli dice : »

Signore, acconsentite a prestare il giuramento che noi pretendiamo da voi, e del cui contenuto vi fu dato conoscenza avanti che entraste in

questo luogo ? « II recipiendario , acconsentendo , presta il giuramento, sempre in piedi, « tenendo la mano destra sul libro della legge e sulla spada, con una punta « del compasso sul cuore ripete col Yen.*. »

GIURAMENTO Io

di mia libera volontà, in presenza del Sublime Architetto

dei Mondi e

di questa rispettabile Assemblea, sul libro sacro della Ugge

e sulla spada simbolo dell1 onore, giuro solennemente e prometto di non ri velare

a chichessia alcuno dei misteri della Massoneria

che mi saranno

confidati: io prometto di amare i miei fratelli, di aiutarli e soccorrerli secondo i miei mezzi ed anche a rischio della mia vita. Io giuro di dare l'esempio dell'obbedienza alle leggi del mio paese e della pratica della virtù; di lavorare costantemente al perfezionamento di me stesso ed a vincere le

mie passioni. Io prometto di conformarmi e di prestar obbedienza allo Statuto e Regolamenti dell' Ordine, come pure ai Regolamenti particolari di guesta rispettabile Officina. Io acconsento,

col pia nero marchio da tutta la

se divengo spergiuro, ad essere notato

a" infamia ed a che la mia memoria sia esecrata

natura.

Che il Sublime Architetto dell1 Universo mi sia di aiuto I « il recipiendario ripete : »

Lo giuro ! « II Maestro di cerimonie riconduce il neofita in mezzo al Tempio. Tutti i Fratelli sona in piedi colle spade volte verso il neofita. Indi il Ven.-. dice :» (.*.

Che cosa domandale dunque? R. La Luce.

« 11 Venerabile batte un colpo di inaglietto che è ripetuto dai Sorveglianti ;

» e dice : »

*.*.

Voi siete nelle

.

.

tenebre, e vi do la luce. « Ciò detto la benda cade dagli occhi del neofita, ed nn lampo brilla al suo « cospetto : nello, stesso tempo tre braceriui di profumi ardono sull' Altare. »


— 19 —

Yen.'.

Non abbiate alcun timore di queste armi che vedete rivolle contro di voi ; esse non minacciano

che gli spergiuri ;

ma saranno pronte a

volare alla vostra difesa tutte le volte che ne avrete bisogno. « Tutti i Fratelli depongono le spade. »

Yen.*.

Fratello Maestro ili Cerimonie, conducede affinchè libero de' suoi sensi

confermi

il nuovo

fratello ali' aliare

il suo giuramento.

« II neofita ripete il suo giuramento ; indi il Venerabile appoggiando la punta « della spada sulla testa del neofita dice :

Yen.*.

Alla Gloria del

Sublime Architetto dell'Universo ;

Ierofante, Gran Maestro dell' Ordine e sotto

a nome

del Gran

gli auspicii del Grand

Oriente di Egitto Supremo Consiglio generale per

1' Egitto

Dipen

denze, in virtù dei poteri che mi sono slati configli, io vi creo e costituisco Massone

Apprendista" dell'Ordine Massonico di MEMPHIS e

membro attivo della rispettabile Loggia

all'oriente di

« II Maestro di Cerimonie conduce II Fratello alla destra del Venerabile e < questi legandogli il grembialetto gli dice:

Yen.'.

In segno di adozione

ricevete questo grcmbialello, che noi tutti por

tiamo e che i più grandi uomini si son fallo un onore di poter portare.

Esso ò il simbolo del lavoro, e vi da il dritto di sedervi fra noi. Voi non dovete mai presentarvi

al Tempio senza esserne rivestito.

« Indi dandogli i guanti bianchi. »

Non

macchiate mai la candidezza di questi guanti immergendo le vostre

mani nelle acque limacciose del vizio, o nel sangue de' vostri fra telli, se

non che per la difesa della patria.

gli impegni

Essi devono rammentarvi

che avete contratto al momento della vostra ammessione

nel tempio della sapienza. Per riconoscerci abbiamo dei segni, «delle parole, dei toccamenti. Il segno si fa portando la mano destra alla gola, in squadra, le quattro dita

unite

ed il pollice rilevato verso la guancia

destra , il gomito

ali' altezza della mnno : queslo segno è ciò che chiamiamo l'ordine. Ritirale questa mano orizzonta]ménte verso la spalla destra lasciatela andare perpendicolarmente il segno

allora è

longo la coscia

formerete

In

squadra :

completo.

Questo segno chiamalo gutturale vi rammenti il giuramento che avete prestato

e la punizione che incorrereste se lo infrangete.

Il toccamento

si fa portando il police destro sulla prima falange dell'in

dice destro, premendo tanti

cioè : 1—1—I.

colpi quanti

sono quelli della batteria


— 20 —

La parola sacra è 33

che significa forza. : è il nome di una delle

coione di bronzo ebe è stata collocala alla porta del Tempio della sapienza. Questa parola si compila cosi

La parola di passo è

che non dovete

mai

comunicare

se non ali' ingresso del Tempio quando vi è richiesta.

Vi ho già dello, caro fratello, che la Massoneria è conosciuta in tutto 1' Universo. Quantunque essa sia divisa in più Riti, i suoi principii

sono dapertulto uguali ;

perciò

dovete

soni uguali sentimenti di amicizia,

avere

qualunque

verso sia

tutti i

Mas

il Rito al quale

essi appartengono.

« Indi bacia tre volte il nuovo fratello e dice : » Andate ora a farvi riconoscere dal Fratello Esperio.

Prendete posto, Fratelli. « II Maestro di Cerimonie lo conduce all'Occidente per rendere il segno, e la parola e il toccamente Dopo che sono stati resi il F.\ Esperto dice

« al 2° Sorvegliante. »

. Esp.\ Fratello 2° Sorvegliante, il segno, la parola ed il loccamento .sono stati fedelmente resi dal fratello nuovo inizialo. +

.

.'

« I due Sorvoglianti ripetono successivamente 1' avviso del F.*. Esperto. « Allora il Venerabile, dopo aver battuto un colpo di maglietto che è ripe« tuto dai due Sorveglianti proclama, come segue, il nuovo fratello nella qualità « d' Apprendista e dice : >

s.\

Fratelli, in piedi ed ali' ordine. PROCLAMAZIONE Alla Gloria del Sublime Architetto dell' Universo, a nome del Gran Iero-

fanle Gran Maestro, sotto gli auspicii del Grand Oriente Supremo Con siglio per 1* Eggilto e Dipendenze, per sempre

il Fratello

proclamo, da questo momento e

(nome e cognome)

membro attivo di questa

rispettabile Officina sotto 11 titolo distintivo di

regolare al grado di Apprendista ; Sorveglianti e Fratelli questa sua qualità

invito

voi

Massone

tutti

che decorale le colonne,

e prestargli

Fratelli 4° e 2°

a riconoscerlo in

aiuto e protezione tutte le volte che

ne avrà bisogno. « Dopo la proclamazione il Venerabile dice : »

A me Fratelli. « Tutti fauno il segno e la batteria d'uso. » € II Maestro di Cerimonie si unisce al nuovo iniziato per rispondere nello « stesso modo. »


— 21 —

Vkn.\

Fratello nuovo iniziato, prendete posto in capo alla colonna del set

tentrione; e colla vostra massoniche,

assiduita

ai lavori, colla pratica delle virtù

di cui vi siete imposto un obbligo, e di cui i fratelli tutti

vi daranno l'esempio, rendetevi degno di penetrare più

avanti nei

nostri misteri e di ricevere i favori che i Massoni non rifiutano mai ai fratelli che li meritano. « Allorché il nuovo fratello ha preso posto, il Ven,\ aggiunge: »

Al posto Fratelli ...... Il Fratello Oratore passerà a darvi la spiega zione di tulli gli emblemi che hanno accompagnato le vostra rece

zione ; ascollatelo colla più grande attenzione,

caro fratello ; questi

emblemi nascondono verità importantissime e dalla loro comprensione dipendono tutti i lumi che siete chiamalo ad acquistare più lardi.

MODELLO DI

DISCORSO

da pronunziarsi dal F.\ Oratore al nuovo iniziato. Fratello, nuovo iniziato ai misteri della Frammasseneria, presta attento orec chio ai nostri accenti ! Che 1* anima tua s' apra ai forti precetti della verità !

Noi t'insegneremo la strada che conduce alla vita felice; t'apprenderemo renderti accetto ali' Onnipotente, il cui nome non deve

mai essere

a

proferito

che col più grande raccoglimento, col più grande rispetto ; noi t'apprenderemo a sviluppare tutti i mezzi che la Providenza ti ha con fi.lato perché tu sia utile agli uomini, perché tu stesso viva felice.

Il tuo primo omaggio lo devi a Dio. Adora l'Essere Supremo che creò l'Universo con un atto solo della sua volontà, che lo conserva per un effetto continuo della sua

onniuossanza, che riempie il tuo cuore; ma che lo spirito umano non può con cepire né definire. Compiangi il triste delirio di chi chiude gli occhi alla luce e

cammina in mezzo a dense teuebre; ma sii tollerante; che l'odio e la persecuzione non entrino mai in te ; la Divinità non ti ha commesso la cura di vendicare le in-' giurie che le si fanno. Innalza sovente il tuo pensiero al disopra degli esseri ma teriali che ti circondano,

e getta imo sguardo di desiderio nelle superne regioni

*ch' ssser donilo il tuo retaggio, la tua patria ; imperocché la vita terrestre, cre

dilo bene, non é il Une dell' uomo ; steli dunque al benchetto della vita, né rimanti inerte.

Se il primo omaggio appartiene al

Sublime Architetto dei Mondi, il secondo

vien di diritto alla tua patria. Tu devi amarla e:l onorarla come un figlio vir

tuoso ama ed onora la sua madre ; sottomesso alle leggi del tuo paese, nulla


1

.

,-

I

-22-

potrebbe dipensarti da questo dovere, qualunque sia La condizione in cui il. caso t' abbia messo, anche quando la patria di fosse stata matrigna, od ingrata si ;

fosse mostrata verso di. te.

Dopo aver adempito a' tuoi doveri verso Dio e verso la patria, prendi a con siderare la tna famiglia : Figlio, Sposo, Padre, ciascuno di questi stati trae seco ,

numerosi e sacri doveri, impiega ogni tuo studio di adempirli, essi ti saranno facili. Potresti tu metter in oblio quanto devi agli autori de' tuoi giorni ? Rispetta ed onora sempre tuo padre; ma colma di riguardi e di tenerezze tua madre, questo sarà per lei un dolce compenso delle numerose cure di cui ti ha circondato nella tua giovanile età; e se farà d'uopo,

copri i loro difetti col manto

dell' amor filiale, ad esempio del pio figliuolo di Noè : tu ne sarai benedetto ! Che l'amore parli al tuo cuore. Discepolo della sapienza, longi da te i desiderii corrottivi ! longi da te i piaceri facili e lusinghieri ! Nella scelta della tua compagna \

non ti lasciar affascinare dalla bellezza né dalla ricchezza, ma scegli la più vir

tuosa. Studiati in seguito di esserne degno; imperocché l'amore è ricompensa

dell' amore, ed il vizio non può simpatizzare colla virtù. Se il Cielo ha bene-

'I

detto le tue nozze sovvienti che il tuo nato fin dalla culla è un cittadino che

•<

la patria

ti ■ confida : fa germogliare nella giovane anima il principio di tutte

le virtù. È un nobile compito che tu hai! Capo di famiglia tu devi proteggere

:'

ed istruire questa novella tribù. Cittadino, un nobile orgoglio ti è permesso :

sii primo della tua stirpe mai 1' ultimo !

'

i

Non dimenticare mai il rispetto dovuto alla vecchiezza, se desideri nella tua

vecchiaia, ricevere gli omaggi de' giovani. I vecchi antichi.

Longi

dallo sprezzare e dal paragonare la tua saggezza nascente alla

loro, né rimanti giammai seduto in loro presenza permissione.

sono i testimoni de' giorni

senza

averne

ottenuta la

Se un vecchio ti chiama, va a lui, quand' anche fosti atteso dalla

donna che ami.

jpn

11 luogo ove tu apristi gli occhi alla luce è la tua patria ; l'uomo e la donna che ti diedero la vita sono

tuoi

parenti. La tua attività non deve arrestarsi

solo in questo cerchio. La patria del Massone è l'universo, nulla di quauto concerne l'uomo debb' essergli straniero. Tutti gli uomini debbono dunque essere fratelli. Ognuno ha, come te, un' anima immortale, lo stesso organismo, lo stesso bisogno di amare, lo stesso

desiderio di essere utile. Frequenta dunque i nostri

Templi, poiché la santa umanità quivi ha il suo altare. Ammira con rispetto questo'

maestoso edifizio destinato a ristringere i legami, già troppo rilassati della morale e della

fratellanza. Uniti da

un linguaggio misterioso, i Massoni sparsi su

tutto il globo, dapertutto ove la luce ha penetrato, non formano che una sola

i

famiglia, un sol popolo di fratelli. Un sublime legame riunisce questo innume-

1

revole popolo, voglio dire la Beneficenza. ; la beneficenza non è una virtù, ma

"i


— 23 —

senza di essa la virtù non potrebbe esistere. La beneficenza, ei ianazionc della Divinità, rugiada fecoudatrìce,

prepara l'anima a ricevere

il germe della

saggezza.

Ogni essere che soffre ha de' diiitti sacri sopra di te ; non attendere che il pe netrante grido della miseria venga a scuoterti : previeni e consola l'infortunio de' timidi. Non avvelenare, con vana ostentazione de' tuoi doni, la fonte d'acqua viva

cui lo sventurato deve dissetarsi. Non cercare il compenso della tua beneficenza nei vani applausi, ma nella tranquilla soddisfazione della tua coscienza. Se la Provvidenza con mau liberale ti ha dato del superflua, iuveca d'un uso frivolo o delittuoso, essa vuole che, per inovimMto spontaneo dell'anima tua generosa, tu renda meno sensibile 1' ineguale distribuzione de' bem. Gioisci di questa pre rogativa, ma che l'avarizia, questa sordi .Li passioni, mai avvilisca il tuo ca rattere !

Che il tuo cuore si elevi al disopra degli

aridi

e freddi calcoli che

essa t'inspira ! Che la tua beneficenza sia attiva ed ingegnosa

e sopratutto

illuminata da una prudente saggezza. Il tuo cuore vorrebbe abbracciare i bi sogni dell' umauità intiera,

il tuo spirito deve scegliere i più urgenti i più

importanti. La beneficenza non consiste solamente a spargere l'oro a larga mano. L' uomo

non vive solo di pane. Osserva la miseria doli' impotente infanzia, essa domanda il tuo appoggio. Considera la funesta inesperienza dell' adolescenza essa

sol

lecita i tuoi consigli. Metti la tua felicità noi preservarla dagli errori e dalle seduzioni che la minacciano ;

eccita

per quanto potrai, ne' cuor givanili le

scintille del divin fuoco del genio, della .virtù ; aiuta a svilupparli pel bene del mondo. Guai a chi nasconde la verità !

Serviti del sublime dono della parola,

segno evidente del predominio dell' uomo sulla natura,

per prevenire i bisogni

altrui, e per eccitare negli altri cuori il sacro fuooo dalla virtù. Istruisci, proteggi, soccorri, consola, secondo le occasioni; noa creder mai di

aver abbastanza operato, e non ti riposare che per riprendere nuova energia. Un giorno senza una buon' opera era giorno perduto per Tito ; abbi il nobile orgoglio di rassomigliargli. Abbandonandoti così agli slanci di questa sublime passione , un' inesauribile fonte di contentezza si schiuderà su' tuoi passi, la tua anima diverrà grando ed ogni istanle della tua vita sarà degnamente passato.

Se da te solo ti senti nelT impossibilità di bastare a fare tutto il bene che vor

resti, vieni ancora ne' nostri Templi ; unisci il tuo ramoscello al sacro fascio de' benefatti che ci lega. Concorri, secondo la tua facoltà, ai piani ed agli utili stabilimenti

che l'associazione

presto i frutti della

massonica ti presenterà.

Tu

apprezzerai

beu

combinazione delle forze e della loro concenti-azione nel

medesimo oggetto.

Che la' tua bontà si estenda su tutta la natura ; è nocivo ha diritto di vivere ;

perfino l'insetto che non

non lo schiacciare senza ragione.

Non

essere


— 24 —

dunque crudele verso gli animali ; prendi invece compassione delle loro soffe renze, e non temere di essere ridicolo difendendoli

contro la brutalità stupida.

Non ti lasciar scoraggiare dal quadro de' numerosi doveri che si spiega in questo momento dinnanzi a' tuoi occhi. La natura e la società t'impongono altri

doveri verso gli uomini tuoi eguali ; e non sono meno sacri che i precedenti, e sono più indispensabili alla felicità personale. Sii affabile ed officioso verso tutti : edifica col tuo esempio ; ama il tuo pros simo ; prendi parte alla felicità altrui ; non permetti mai che l'invidia penetri

per un istante nel tuo cuore, che 1' anima tua sarebbe ben presto in preda alla più triste delle furie. Ti occorre un amico : ebbene sceglilo per tempo poiché la vita è breve ; Che sia il più degno fra tutti coloro che conosci,

egli sarà il tuo mentore. Dio ti

guardi che egli preuda a fare il compiacente;

egli

diverrebbe ben presto il

complice delle tue passioni invece di aiutarti a vincerle. tesoro ; Tre volte

Un vero amico è un

felice colui che lo trova ! Sii lento a stringer i nodi d' una

vera amicizia ma più lento.ancora a slegarli.

#

Perdona al tuo nemico ; non vendicarti che col beneficare. Questo generoso sacrifizio ti procurerà le più dolci

soddisfazioni, e ridiverrai la viva immagine

della Divinità. Sovvienti che su ciò riposa il più bel trionfo della ragione sull'istinto. Massone !

dimentica le ingiurie ma i benefizii giammai.

Dedicandoti agli altri, non dimentica punto ciò che devi a te stesso. Abbi una volontà ferma e costante di arrivare, per quanto sia possibile, alla per fezione morale del

tuo essere.

Non avere che un solo scopo in questa vita, -

quello d'acquistare la scienza per mezzo della virtù, e la virtù per mezzo della scienza. Non negligenta

dunque di soddisfare ai bisogni d' un anima immor

tale. Scandaglia sovente il tuo cuore per iscoprirne le tendenze più segrete. Conosci te stesso. Questa conoscenza è il

gran perno dei precetti massonici.

Apprendista, la tua anima èia pietra rozza cheta devi digrossare ; Compagno la polirai ; Maestro, vi traccerai dei piani perfetti. Ogni uomo si deve alla società : applicati a concepire idee nobili e grandi e consacra la tua vita a realizzarle.

Così il tuo passaggio su questa terra non

sarà rimasto sterile ; così tu avrai adempito una missione provvidenziale, ma rammentati che devi sempre proporti Che la sublime idea

uno scopo utile ali' umanità in generale.

dell' onnipossanza

di Dio

ti fortifichi e ti sostenga.

Offrigli ogni giorno l'omaggio delle tue affezioni

ben dirette, delle tue pas

sioni vinte. Veglia e prega. Rinnova ogni mattino il voto di diventar migliore ; ed allorquando la sera il tuo cuore soddisfatto ti ricorderà una buona azione compiuta, una vittoria riportata su te stesso, allora solamente riposa in pace in seno della Provvidenza e riprendi nuove forze.

Che

la tua bocca non alteri giammai i segreti pensieri del tuo cuore, ma


— 25 —

ne sia sempre 1' organo vero e fedele ; sappi custodire un silenzio prudente che

non permetta neppure di sospettare il deposito del segreto

confidato alla tua

fede. Così eviterai ogni importunità e la menzogna non macchierà mai le tue labbra. Non confidar neppure, senza necessità, il tuo segreto, del resto con qual diritto vorresti esigere la

fedeltà da altri se non ne hai

tu stesso?

Infine che costumi casti e severi siano tuoi compagni inseparabili ; che l'anima tua sia pura, retta e vera.

Che la modestia

sia tua legge.

Non fermarti a

considerare il punto cui sei giunto, altrimenti il tuo slancio ne verrebbe rallen tato ; ma mira sempre a quello cui tu devi arrivare.

La breve durata della

tua esistenza ti lascia appena la speranza di giungervi.

Questo quadro

tanto facile

de' tuoi doveri non deve intimorirti ; il sentiero della virtù è

quanto quello del vizio; è sufficiente entrarvici e camminare. Il

progredirvi sarà facile se, per tempo ti sarai sottomesso al giogo di quest'altra virtù

che temperanza si chiama, e senza la quale non v' è saggezza. La tem

peranza è la medicina universale sia pel fisico come pel morale.

Sii sobrio,

frugale e moderato, ed in questo modo preverrai i mali del corpo e dello spirito. Giovane

iniziato

ascolta ancora, e prestami tutta la tua attenzione.

L'allegoria è la via della

saggezza. Studia la significazione de' geroglifici e

degli emblemi che 1' Ordine ti presenterà ad ogni grado.

Rinchiuso in un luogo tetro, abbandonato ad una profonda meditazione in nanzi ad oggetti lugubri, tu hai dovuto rifietf ere sulla vanità delle cose di questo mondo perituro. Tu avrai senza dubbio compreso che per mezzo di questa al

legorìa,

1' Ordine Massonico ti iuscgnava che per entrare nel suo seno, bisognava,

spogliandosi del vecchio uomo, morire al vìzio per rinascere alla virtù.

La Benda che copriva i tuoi occhi è 1' emblema delle teuebre in cui i pro fani sono immersi.

Il Sole rischiara 1' universo. Tocca a te d'imitare quest' astro benefico. La Luna addolcisce il duolo che le tenebre della notte gettano sulla terra ; essa guida i nostri

passi vacillanti in mezzo ali' oscurità. Per mezzo della sua

presenza essa ci ammosisce che non v' hanno tenebre abbastanza dense per nascon dere il delitto ali' occhio del JEHOVAII.

E cosi dicasi di tutti i nostri emblemi.

Il Compasso indica 1' esattezzi e la rettitudine de* nostri costumi. La Squadra serve a misurare la giustezza delle nostre azioni.

Il Livello dimostra che tutti gli uomini sono eguali. Rispetta nella società

civile le distanze stabilite o tollerate dalla legge. Spesso una sciocca vanità le ha immaginate, troppo vi sarebbe a sfrondarle ed a volerle disconoscere. Ma guardati di trasportarle fra noi : nel Tempio della saggezza non si riveriscono

che le dignità massoniche. Deponi le tue dignità e le tue decorazioni profane alla porta e non entrarvi che accompagnato dalle tue virtù. Non arrossire d'un 4


L-

r

-20 -

uomo oscuro, ina onesto, che qualche istante prima abbracciasti come fratello ,

ne' nostri santuarii. A sua volta l'Ordine arrossirebbe di te.

[

La Perpedicolare dimostra la stabilità dell'Ordine basato su tutte le virtù. Serviti della Mestola per coprire i difetti de'tuoi fratelli, e secondo il consiglio

""

del saggio Pittagora :

semina

la maloa

ina non la mangiare. Un altro

*

sapiente ha detto : Non pesar mai i tuoi simili in una soia coppa, e se quella del male la vince, leoane quanto la debolezza umana vi ha messo a carico, e

•■

che la carità completi il peso del bene; tu rallegrerai cosi tautore di ogni bontà.

Impara che la Pietra rozza, è l'emblemi dall'anima tua, suscettibile ' di (

buone o di cattive impressioni.

:

Infine questo Nastko che s'intreccia, raffigura 1' unione

di tutti i fratelli,

ed il segreto che deve ornare le nostre misteriose cerimonie. Molti altri emblemi ti saranno spiegati ; per ora non è aucor tempo.

/f*s

Medita sopra quelli che oggi ti è dato di conoscere. Fratello, tutti questi doveri che ti sono stati rapidamente acceuuati, tu devi praticarli verso tutti gli uomini. Essi però devono essere più sacri ancora verso i tuoi fratelli, imperocché nell' immensa moltitudine degli esseri che popolano

quest' universo,

tu hai scelto, con libero voto, i Massoni per tuoi fratelli. Ogni

Massone, di qualunque religione, paese o condizione sia, presentandoti la mano destra, simbolo della

franchezza e dell'uguaglianza, ha dei dritti sacri alla

tua amicizia, alla tua assistenza. Se egli è in pericolo vola al suo socorso, non te mere di esporre la tua vita per lui. Un segno sacro, che ti sarà rivelato se ne sarai degno, ti mostrerà un fratello implorante il tuo aiuto. Se egli è nel bisogno, versagli i tuoi tesori, e sii lieto di poterne fare un tale uso. Tu hai giurato di praticare la beneficenza verso tutti gli uomini in generale, ma di preferenza la devi al tuo fratello che sotìre. Se egli è nell' afflizione, ne lo consola con tutti

que' mezzi che l'ingegnoso spirito

dell' umanità ti suggerirà. Se egli vive nel

l'errore, invece di allontanartene e maledirlo, va a lui coi lumi del sentimento, m\

della ragione, della persuasione. Se egli è vittima della calunnia non temere di dichiararti suo amico ;

sii il suo difensore in pubblico, e forse perverrai a

raddrizzarne 1' opinione sviata e mal concetta. È bello, è santo il richiamare alla virtù chi vacilla, il rialzare colui che è caduto ; ma è presso che divino

il farsi protettore dell' innocenza misconosciuta.

Se il tuo cuore esarcebato da

vere od immaginarie offese, nutrisse qualche inimicizia contro qualcuno de' tuoi fratelli,

dissippa ali' istante questo nugolo, e se la tua ragione non è ab

bastanza forte, affidati ad un arbitro, richiedilo della sua fraterna mediazione ; ma non passa mai la soglia del Tempio prima d'aver deposto ogni sentimento

di odio e di vendetta.

Invano invocheresti il nome dell'Eterno perché si degni

abitare un Tempio che non fosse purificato dalla virtù, santificato dalla concordia.

In cambio della tua ammessione all'Ordine Massonico tu hai rinunziato ad


— 27 —

una pai-te della tua libertà naturale ; adempì stretLamento i nuovi obblighi che ti sei imposto. Quest' Ordine antico e venerato è governato da statuti generali ; questa

Rispettabile Officina è retta

da regolamenti

particolari :

conformati

agli uni ed agli altri. Tu saresti un cattivo fratello se disconoscesti la subbordinazioue necessaria in ogni

società, e la nostra si troverebbe nella neces

sità di escluderti dal suo seno.

V'ha sopratutto una legge alla quale, in faccia ai Cieli, tu hai promesso una scrupolosa osservanza ; si è quella della

segretezza

la più rigorosa sui

nostri rituali, sulle nostre cerimonie, sui nostri segui e sulla forma della nostra associazione. Tu eri libero pronunziando il giuramento solenne, sulla cui fede noi t'abbiamo ammesso, ma ora noi saresti più per infrangerlo; l'Eterno che tu invocasti a testimonio 1' ha ratificato. Paventa le pene inflUte allo spergiuro ; mai non isfuggiresti ni supplizio del tuo cuore ; e perderesti hi stima e la con fidenza d' una numerosa società, la quale, espellendoti ti dichiarerebbe fedifrago e

senza

onore.

Se queste lezioni si scolpiranno profondamente nelP anima tua docile ed aperta

alle impressioni della virtù ; se le massime salutari, che segneranno, per così dire, ogni passo che tu farai nella carriera massonica, diverranno tuoi propri prin cipii e la regola invariabile del tuo agire, quale non sarà, o fratello, la nostra

gioia!

Compiresti il tuo sublime destino, ritroveresti quella rassoiniglianza divina

che

il partaggio dell* uomo primitivo, in quello stato di innocenza che i

fu

poeti hanno celebrato

sotto il nome d' età d'oro, solo e precipuo ideale dell'ini

ziazione massonica. Tu diverrai una delle predilette creature del Cielo, le sue benedizioni discenderanno sopra di te, e, meritando il glorioso titolo di saggio,

sempre libero e felice camminerai su questa terra a guisa di re, benefattore degli uomini, esemplare a' tuoi fratelli !

\

« Finito il discorso del F.\ Oratore il Venerabile ne lo ringrazia a nome « dell' Officina, e se crede opportuno, potrà fare la seguente istruzione, oppure ri« metterla alla tenuta susseguente, poiché il nuovo fratello iniziato essendo prov« visto del catechismo del suo grado potrà meglio prepararsi a rispondere. »


— 28 -

; en.\

ISTRUZIONE

DEL 1° GRADO MASSONICO.

Fratelli carissimi, la Massoneria è una scienza dal linguaggio misterioso nel cui santuario è diffìcile penetrare. Essa ha idealo il suo Tempio in mezzo al deserto affinchè nessun profano vi giunga senza esservi stalo preparato per mezzo di lunghi viaggi. Per penetrarvi

occorre un

grande zelo ; fa d' uopo di essere armato d' una ferma volontà scoprirne la via e d' un coraggio sostenuto vare alla

D. Fratello

per

per seguirla, onde arri

mota.

(nome del nuovo inizialo) Che cosa è la Massoneria ?

R. La Massoneria è un culto che apprese ai primi uomini a rendere omaggio

alla Divinità : La Massoneria è una società

inlima di uomini scelti

la cui dottrina ha dunque per base il G.-. A.*. dell'U.*. che è Dio ; che ha per norma la legge naturale; per causa la verità, la* libertà, la luce morale; per principio 1'uguaglianza, la fratellanza, la bene ficenza; tende a sviluppare fra gli uomini la

virtù,

la socievolezza,

il progresso ed ha per iscopo il benessere de' popoli che essa mira a riunire sotto una sola bandiera : la massoneria ha il suo centro ed : il suo impero dapertutlo

ove esiste il genere umano.

D. Qual è dunque il primo principio de' Frammassoni ?

R. Primo principio del Frammassone dev' essere la credenza in Dio e quindi di adorarlo.

D. Qual dev' essere la

prima cura d'un Massone ?

R. II vero Massone deve applicarsi a ben distinguere il sacro dal profano, la verità dell' errore

D. Quale argomenti potete addurci per provare l'esistenza di Dio? R. L'ordine e I' armonia del

crealo attestano 1' esistenza d' un Essere Su

premo, dalla cui volontà tulio dipende ; egli, padrone dell' universo, mostra in ogni creatura la sua grandezza ed il suo imperio ; fra gli

uomini ha sparso la sua gloria e la sua legge. L'esistenza di queslo

Dio non ha principio ; egli è unico e la sua unità è un mistero in finito ; nessun

altro essere regge

al suo confronto :

non ha forma

corporale e nulla eguaglia la sua santità ; ha preceduto la creazione e fra gli esseri è primo. D. Il male è esso un fallo reale? R. Il male ò un fatto reale, positivo ; negarne 1' esistenza sarebbe chiuder gli occhi

alla

luce, sarebbe innalzare la menzogna sulle rovine della


— 29 —

verità ; ma 1* attribuirlo alle conseguenze del passalo è un riconoscere la sapienza e la

misericordia dell'Arbitro Supremo.

Il male entra,

come il bene nell' armonia universale ; esso è indispensabile allo svi luppo delle forze della creazione, poiché dal male nasce il bene. D. Siete voi Massone ? R. Tutti i Fratelli mi riconoscono per

tale.

D. Che persona è il Massone?

R. Il Massone è un uomo libero e di buoni costumi, amico

del povero

ugualmente che del ricco, purché siano virtuosi. D. Quali sono le disposizioni necessaire per diventar Massone ?

R. La prima è la purezza di cuore, la seconda una sottomissione assoluta alle formalità

prescritte per 1* iniziazione.

D. Che intendete voi per la

parola

Massone ?

R. Allorché gli antichi poeti parlano della fondazione di una città, essi in tendono lo stabilimento di una dottrina ; così un Massone è colui che concorre colla sua intelligenza alla consolidazione ed

allo sviluppo di

una dottrina che ha per base la potenza materiale : è così che Neltuno,

dio dui ragionamento ed Apollo, dio dei secreti, si presentano, pressò Laomendonle, in qualità di massoni, per aiutare a costruire la città di Troia, cioè a formare la grande religione troiana.

D. Qual è lo scopo de' nostri lavori ? R. I lavori massonici sono anzitutto consacrali alla maggior gloria del Su

blime Architetto dei mondi. Tulle le virtù umane sono accette a Dio, e, lo insegnare, sviluppare e praticare* quelle che ha infuse in noi, è dunque servirlo e glorificarlo.

Lo scopo costante della nostra operosità dev" essere il bene dell' uma

nità, poiché non è a noi soli, Massoni che deve appartenere il benefico effetto della nostra

morale,

ma a

tutti i figli di Dio, a tutti

gli uomini nostri simili; a noi tocca di invitarli di stimolarli al bene, colla noslra persuasione col nostro esempio.

D. Qual è dunque il principal dovere

d' un Massone

verso

la società in

generale ? R. Si è quello di combattere di distruggere con tuttala potenza che ci sarà data, l'ignoranza, la miseria ,

la depravazione

fra gli uomini ;

infine di

ricondurre in sulla terra il regno nella pace.

D. Quali sono i mezzi che dobiamo impiegarvi ? R. I nostri mezzi di realizzazione consistono nella ricerca e nell'attuazione de'grandi principii che dirigono l'uomo su questa vasta scala su cui


— 30 —

1' Altissimo 1' ha collocato. I Frammassoni prendono l'impegno di dedi

care

una gran parte

studio

della loro esistenza,

dell' uomo e delle

dev' essere serio

cose che lo

della loro

circondano ;

attività

allo

questo studio

e continuo per ogni fratello che ben comprende la

sua missione.

D. Qual idea vi fate della Massoneria ? R. Io credo che nell'antica e santa Massoneria si trovi il deposilo di tutte le verità utili agli uomini.

D. I Massoni si applicano dunque a perfezionare il modo d'insegnare la dot trina massonica messa in armonia col progresso della scienza e co' bi

sogni dell' umanità ? R. Si Venerabile Maestro.

D. Quali sono le formalità praticate nella vostra recezione? R. Io fui presenlato da un amico virtuoso, che in seguilo ho conosciuto come

Fratello ; condono poscia da persone sconosciute in una sala attigua alla Loggia,

ove, dopo avermi dimandato se era realmente mia in

tenzione d'essere ricevuto Massone, fui abbandonato a me slesso e quindi rinchiuso in un luogo segreto.

.

D. Che cosa rappresenta questo luogo?

R. Esso rapresenta il centro della terra ed il soggiorno della morte, affine di ramentarmi che tutto viene dalla terra ed in essa deve ritornare; che lluomo deve sempre tenersi pronto a comparire d'innanzi all'Es

sere

Supremo ; che il profano de

deve anzi

desidera essere ricevuto massone

tutto morire al vizio affine di non vivere che per la virtù.

D. Che faceste in quel luogo ? R. La mia professione di fede.

D. In quale stato foste voi messo ?

R. Una fitta benda velò i mei occhi, fui spogliato di tutti i

metalli ed av

vinto d'una pesante catena che mi era di grave fardello. D. Perché avevate voi gli occhi bendati?

R. Per raffigurare le tenebre dell' ignoranza.

D. Perché foste privato di tutti i metalli ed avvinto da pesante catena ? R. I metalli essendo 1' emblema de' vizi, mi venne con ciò insegnato che per divenir Massone bisognava

rinunziarvi,

nello stesso modo che i Preti

egiziani, prima di sacrificare al Sole, deponevano i loro anelli ed i loro ornamenti d'oro e d'argento. La catena era il simbolo de' pre-

giudizii di cui avrei dovuto al primo stadio della

spogliarmi, come feci poi della catena,

mia purificazione.


— 31 —

D. Che cosa faceste in questo stalo ?

R. Mi fecero eseguire un longo e penoso viaggio. D. Che cosa significa questo viaggio ? R. Oltre ad avere un significalo proprio, come sarebbe la mia purificazione e la mia preparazione a ricevere gli importanti segreti che dovevano essermi confidati, esso aveva ancora un significalo tulto morale; esso

simboleggia tulle le vicissitudini della vita umana, dalla nascita fino alla morie ; di più v'allribuii una significazione tuli'attillo misteriosa; e m'immagino

voler rappresentare il penoso tragitto

che il saggio

deve percorrere per arrivare a conoscere i segreti della natura. D. Ove vi condusse questo viaggio ? R. Esso mi condusse ad un lavacro salutare d" onde uscii libero da ostacolo elio impediva il

una parte

mio cammino.

delle verità nascoste

Allora

ogni

un amico mi spiegò

sotto il simbolo

di questo

primo

viaggio.

D. Che faceste voi allora ! R.

Dopo che l'amico fu rassicuralo che io persisteva nella mia risoluzione mi fece continuare il mio cammino.

D. Quali ostacoli incontraste ? R. Un braciere ardente si trovò a me dinnanzi,

e fui costretto di traversalo.

D. Qual significalo attribuiste a questo braciere ? R. Esso mi fece considerare che la violenza delle passioni, la foga della

gioventù sono altrettanti ostacoli

che s'oppongono

alla

perfezione

simbolo delle

afflizioni e

morale dell'uomo.

D. Uscito da questo terzo elemento che cosa faceste-?

R. Un fratello mi presentò un liquore amaro ,

de' disgusti che 1' uomo prova in questa vita, e che

il

saggio sop

porta senza lamentarsene ; indi m' invitò a proseguire il mio cammino. D. Che cosa

sentiste durante questo viaggio ?

R. Io fui collocalo nella regione dell' aria ; il fulmine, le tempeste e (ulte le altre meteore

si scatenarono sopra

di

me ; infine a questa spa

ventevole bufera succedette la più grande calma. D. Che cosa significa questa grande tempesta?

R. Essa mi raffigurò gli imbarazzi che prova l'uomo nell' eia matura e fino al termine della sua carriera. D. Che

faceste in seguilo ?

R. La mia guida m'abbandonò e mi lasciò continuare solo la mia strada; e mi trovai alla porta

nel Tempio.

>


â&#x20AC;&#x201D; 32 â&#x20AC;&#x201D;

D. Chi vi trovaste? R. Io vi trovai due fratelli che mi barrarono il passo, e dopo essersi assi curali che io aveva traversato gli elementi ,

mi

fecero

conoscere

gli obblighi che stava per contrarre, dopo di che mi fecero battere tre colpi.

D. Che cosa significarono questi tre colpi ?

R. Domandale e riceverete ; cercate e troverete, picchiate e vi sarĂ  aperto. D. Che cosa faceste in seguilo? R. Il Venerabile mi fece diverse interrogazioni alle quali risposi colla piĂš grande franchezza e nel miglior modo che sapeva; dopo di che, col consentimento di di prestare

tutti i fratelli , mi fece condurre all'Altare, affine

il giuramento.

D. Qual era 1' atteggiamento vostro, mentre pronunziavate il giuramento ?

R. Io ero in piedi sul terzo gradino dell' Altare, colla mano destra sul libro

della legge e sulla spada, un

simbolo dell' onore, colla sinistra teneva

compasso con una punta poggiata sul cuore.

D. In seguito che cosa fece il Venerabile? R. Egli concesse che mi fosse data la luce.

D. Che cosa vedeste in queir istante ? R. Io vidi tre sublimi luci della

Massoneria : il Sole, la Luna ed il Maestro

della Loggia.

D. Qual relazione esiste fra questi

due astri ed il Maestro della Loggia ?

R. Nello stesso modo che il Sole presiede al giorno e la Luna alla notte, il Maestro presiede alla Loggia per dirigerla co' suoi lumi. Il Sole ris

chiara l'universo, noi dobbiamo imitare questo benefico astro! La Luna addolcisce la mestizia

che il velo della notte getla sulla terra,

essa

"ci fa avvertili che non v' hanno tenebre abbastanza fitleper nascondere

il delitto ali1 occhio del Sublime Architetto dei mondi. D. Che cosa vedeste in seguito ? R. Tre oggetti

preziosi si pararono innanzi a'miei occhi ; essi,

a

mio av

viso, simboleggiano 1' insieme de' nostri lavori.

D. Quali sono questi tre oggetti? R. Il libro della legge, 1' Ordine ;

il

il quale contiene i nostri doveri

bossolo

della

soccorsi -ehe noi doniamo

beneficenza ,

verso Dio e verso

destinalo

ai nostri fratelli ;

ed una

a raccogliere i

spada simbolo

dell' onore.

D. Che fece in allora il Maestro

della Loggia ?

R. Mi fece avvanzare verso l'Oriente, mi fece reiterare il giuramento ; in


— 33 —

seguito mi comunicò il sogno, la parola ed il toccamente del grado dell'Apprendista Massone. D. Datemi il segno. « L1 interrogato deve dare il segno. »

D. Che cosa significa questo segno?

R. Esso significa che io debbo preferire d'aver

la gola tagliata anzi che

rivelare i segreti della Massoneria ; esso mi rammenta inoltre che io

ho promesso di amare i miei fratelli, di aiutarli, soccorrerli, di dare l'esempio dell'obbedienza alle leggi del mio paese e della pratica

delle virtù : di lavorare costantemente al perfezionamento di me stesso ed al soggiogamelo delle passioni. Questo segno chiamasi Gutturale. D. Date il toccamento al fratello Esperto. « I1F.-. Esperto lo riceve e dice al Venerabile se il toccamento è esatto. »

1

D. Che cosa significa questo toccamento?

R. Oltre che mi fornisce un mezzo per riconoscere i miei fratelli, esso mi

rammenta tre massime che sono : Cercate e troverete : Bussate e vi

sarà aperto : Domandate e vi sarà concesso. D. Che cosa significa

il compasso?

II. Il compasso, istrumento di precisione, significa 1' esattezza e la rettitu dine de' nostri costumi.

D. Che cosa significa la squadra?

.

R. Essa serve a misurare la giustizia delle nostre azioni. T>. Che cosa significa il livello ?

R. Esso significa che tutti gli uomini sono uguali.

D. Che cosa significa la perpendicolare ? R. La stabilità dell'Ordine innalzato da tutte le virtù.

D. Che cosa significa la cazzuola ?

^

R. Essa ci rammenta che dobbiamo, por quanto sia possibile, nascondere i difetti dei nostri fratelli. D. Che cosa significa la pietra rozza?

R. Essa è l'emblema dell'anima suscettibile

di buone o di cattive

im

pressioni .

D. Che cosa significa il grembialetto?

R. Il grembialetto è il simbolo del lavoro ; essoci addimostra che noi dob biamo costantemente

lavorare

a vincere le nostre

passioni e con

tribuire al bene generale dell' umanità. D. Che significa

il nastro frastaglialo, che s'intreccia ?

R. Esso simboleggia l'unione che deve esistere fra i fratelli. 5


- 34 —

D. Datemi la parola?

R. Io non ho punto imparato a darla cosi ; Venerabile Maestro, datemi la

prima lettera ed io vi darò la seconda.

« Si scambia la parola nel modo voluto. »

5 - 0 - A — *-

D. Che cosa significa questa parola ? R. Questa parola significa Forza.

D. In seguito che

cosa vi diede il Venerabile ?

R. Egli mi diede un paio di guanti bianchi, simbolo della candidezza, rac comandandomi

di non macchiarne mai la

bianchezza ;

in

Gne mi

cinse il grembiale, simbolo del lavoro ; mi fece riconoscere dal fratello Esperto ed in seguito mi proclamò Apprendista Massone dell' Ordine di MEMPHIS.

D. Chi è che compone una Loggia ? R. Tre la governano,

cinque la compongono,

sette la rendono giusta e

perfetta.

D. Chi sono questi tre ?

R. Il Venerabile ed i due Sorveglianti. D. Perché dite che tre la governano ?

R. Perché l'uomo si compone di corpo, di spirito e di anima, la quale è l'intermediaria od il legame che unisce gli altri due, e loro da vita. D. Perché cinque la compongono ?

R. Perché l'uomo è dotato di cinque sensi, di cui tre sono essenzialmente necessarii ai Massoni, cioè : la vista per vedere il segno ; 1' udito per udire la parola ; il tatto per giudicare il toccamento ; di piò essi rap presentano le cinque luci della Loggia.

D. Perché infine sette la rendono giusta e perfetta ? R. Perché in un'Officina vi sono sette uffiziali principali, ed anche perché il numero sette racchiude in sé dei grandi e sublimi misteri. Esso ram menta i 7 giorni della creazione del mondo ; le 7 sfere celesti cui

corrispondono i sette giorni della settimana ; i 7 colori primitivi ;

i 7

toni armonici. In fatti il numero sette pare s* addica a tutti i sistemi, appartenga a tutte le sette. Ogni corpo materiale

ha tre misure lun

ghezza, larghezza, prò fondi ttà, e quatro estremità, che sono il punto, la linea,

la superficie, il volume,

scono la perfezione d'ogni corpo,

ecco le sette qualità

che costitui

e questa perfezione è giustificata

da molte virtù ; infine le proprietà di questo numero sono tali che i saggi pretendono che esso regga 1' universo. D. Qual forma ha la vostra Loggia ?


— 35 -

R. Essa ha la figura di un

rettangolo.

D. In qual direzione sviluppasi la sua lunghezza ?

R. Da Oriente ad Occidente. D. La sua larghezza ? R. Dal mezzodì al Settentrione.

D. La sua altezza? R. Dalla terra al cielo.

D. La sua

profondità ?

R. Dalla superficie al centro della terra.

D. Perché queste dimensioni ?

R. Per rammentarci che la Massoneria è universale. D. Perché la direzione da levante ad occidente ? R. Per risvegliare in noi la rimembranza

che la Massoneriy ci è venuta dal-

l'Oriente.

D. Che cosa intendete voi dunque per Loggia ? R. Per Loggia io intendo

il mondo; l'universo

Loggia, ed i Massoni riuniti

non forma che una sola

in un Tempio

non sono che porzione

della Loggia Universale : infatti ogni Massone, in qualunque

Loggia

vada, egli si presenta sempre alla sua Loggia, poiché la Massoneria è una, malgrado i suoi riti differenti, come il genere umano è uno, malgrado la diversità delle lingue.

Nel Tempio della Saggezza deve

pure essere eretto 1' Altare della tolleranza ;

uno slesso pensiero ;

noi tutti siamo uniti da

camminiamo tutti verso il medesimo fine, lutti

i Massoni debbono dare e ricevere

il bacio

di pace

e

formare

la

lega indissolubile che la filosofìa ha intrecciato.

D. Da che cosa è sostenuta la

R. La Loggia

è sostenuta

Sapienza, Forza e

vostra Loggia ?

da tre grandi colonne che portano il

nome di

Bellezza.

D. Da chi è rappresentata

la Sapienza ? a•••'•:'j

R. La Sapienza è rappresentata dal Maestro della Loggia ; egli siede all'Oriente perché di là dirigge i lavoratori e mantiene 1* armonia nella Loggia.

D. Da chi è rappresentala la Forza ? R.

Dal V Sorvegliante

V-fv\.

all'Occidente.

D. Da chi è rappresentata

la

Bellezza ?"

*

R. Dal 2° Sorvegliante al SenUenlrione.

R. Perché li chiamale Forza e Bellezza ?

D. Perché la Forza e la Bellezza sono la perfezione inventa,

la Forza

e la Bellezza sostengono.

di tulio. La Sapienza


— 30 —

D.

Da che

cosa è coperta la Loggia ?

R. Da una volta celeste adorna di stelle, dove brillano due grandi luminari che dissipano le nuvole.

D. Esiste forse nella Frammassoneria un segrc to, indipendentemente dalle forinole e dai seghi ?

R. Gli antichi misteri erano non solamente un corso teorico-pratico di filo

sofìa morale e religiosa, ma ancora un'istituzione

destinata a per

petuare le prime tradizioni del genere umano. Ogni iniziato, pervenuto

al compimento dell' iniziazione, conoscerà l'alta Saggezza che chia

merò virtù. Egli gioirà della felicità suprema, perché la conoscenza della grand' opera della

natura inspira ali' uomo un

ragione che lo innalza al disopra

sentimento di

de' suoi simili

Ecco qual

era, presso gli antichi, lo scopo dei grandi misteri ; -tale ■ancora è a' giorni nostri quello della' Frammassoneria. D. Come va dunque che la Massoneria, la quale ne' primi tempi non com

prendeva che tre gradi simboli.ci,-cèntaJora~hi alcuni Riti 90 gradi di scienza ?

R. È vero che ne' primi tempi lo scibile Massonico era compreso

ne* tre

gradi simbolici ; ma nello stalo attuale de' nostri costumi, è impos sibile che le Logge siano costituite in modo che tutti i loro membri, senza eccezione, possano avere, al grado di Maestro, una cognizione

completa dei segreti

massonici, tal quale dovrebbe essere rivelata.

Bisognerebbe per ciò ristabilire il noviziato ; saggio d'un grado

ali' altro,

impiegare,

per il pas

i medesimi intervalli e le slesse pre-

cauzioni, in uso presso gli antichi.

Lo

stato sociale

s'oppone a questa regolare progressione e la

sola

de' tempi nostri

che fosse razio

nale : La Massoneria ha dunque dovuto rifugiarsi in gradi superiori. D. Da che proviene che la maggior parte

de' Massoni riguardano San Gio

vanni come il protettore dell' Ordine, e celebrano quesla

festa ?

R. È un errore. Giovanni e Agnello significano ugualmente Dolcezza, e sono un simbolo del sole entrante nel segno dell' Ariete e del dolce tepore che si spande nell'aere in questo tempo. Giovanni accompagnalo da un Agnello significa dunque la risurrezione della natura, del sole. D. Qual età avete come Apprendista Massone? R. Tre anni.

D. Perché tre anni? R. Perché questo era il tempo che impiegavano gli iniziati dell'Egitto per com piere il loro noviziato, spirato il quale, essi veìiivan iniziati al 4° grado.


— 37 —

e Finita l'istruzione il Venerabile batte un colpo e dice : »

Yen.*.

Fratelli 1° e2° Sorveglianti, annunziate sulle rispettive vostre colonne che se qualche fratello ha delle proposizioni a fare per il bene dell'Ordine in generale o di questa Loggia in particolare, .la parola sarà concessa.

« I Sorveglianti ripetono 1' aununzio ; e se il silenzio regna il Venerabile « procederà alla chiusura dei lavori »

« Prima però farà circolare il tronco di beneficenza ed il sacco delle proposte < scerete , e ne proclama il risultato. «

CHIUSURA DE' LAVORI « II Venerabile batte un colpo e dice :

Yen.*.

Fratelli, in piedi ed all'ordine per sospendere i nosti lavori. Fratello I9 Dia

cono qual è il vostro posto in Loggia ? Alla vostra destra, Venerabile Maestro.

Perché ?

Due*. Per portare dignitarii,

i vostri ordini al 1° Sorvegliante ed ai Fratelli Ufficiali affinchè i lavori siano eseguiti colla massima alacrità.

Ove si tiene il Fratello 2° Sorvegliante ? AH' angolo della colonna del Settentrione ad Occidente.

Perché Fratello 2° Sorvegliante ? Per vegliare al mantenimento dell' ordine

ed alla

perfetta esecuzione

de'lavori.

Vej».\

Ove si tiene il

Fratello \° Sorvegliante?

2° Sorv.\ AH' angolo della colonna di Mezzodì ad Occidente.

Yen.*.

Perché Fratello 1° Sorvegliante?

leSoRv.-. Per dare il segnale della sospensione de'nostri lavori.

Ves.\

Ove si tiene il Venerabile?

4°Sorv. \ AH' Oriente, Venerabile Maestro.

Vei*.\

Perché, Fratello?

4° Sorv.*. U Venerabile si tiene in questa parte per rischiarare

i lavori di questa

rispettabile Officina.

Yen.'.

• Fratello 2° Sorvegliante per quanto tempo lavorano gli Apprendisti Massoni?

2°Sorv.'. Dal mezzogiorno alla mezzanotte.

Ven.\

Che ora abbiamo, Fratello 1° Sorvegliante?

4°Sorv.-. È mezzanotte, Venerabile Maestro, il Sole è sul nostro meridiano inferiore.


— 38 —

hn.\

Poiché il sole è sul meridiano inferiore e che è 1'ora di sospendere i lavori, unitevi a me fratelli, 4° e 28 Sorveglianti per procedervi. « II Venerabile da il bacio di pace al 1° Diacono che va a portarlo al 1° « ed al 2° Sorvegliante, indi discende dall' Altare e fa la seguente preghiera.

« Tutti i Fratelli si tengono come ali' apertura de* lavori. »

PREGHIERA

Sommo Iddio, che invochiamo sotto diversi nomi e che regni solo, onnipossente, immutabile Jehovah! Padre della natura, fonte di luce e di verità, legge suprema dell'universo, noi ti salutiamo!

Pieni di riconoscenza per la tua infinita bontà noi ti rendiamo mille grazie, e nel mentre che sospendiamo i nosti lavori, che non hanno altro scopo che la gloria del tuo nome ed il bene dell'umanità, ti supplichiamo di vegliare continuamente su'figli tuoi.

Togli dai loro occhi il velo fatale dell'inesperienza, illu

mina il loro spirito,

e lascia loro intravedere qualche perfetto

disegno della tua Sapienza colla quale governi il mondo, affinchè, divenuti degni di te, noi possiamo celebrare, con inni senza fine, le opere tue e V armonia universale che la tua presenza imprime alla natura !

Gloria a te, o Signore, Gloria al tuo nome, Gloria alle lue opere! « II Venerabile risale ali' Altare ed i Sorveglianti ritornano al loro posto. « Indi batte tre colpi di inaglietto secondo la batteria del grado, i quali sono « ripetuti dai Sorw. e dice : *

in.'.

A Gloria del Sublime Architetto dell'Universo, a nome del Gran Ierofante e sotto gli auspicii del Grand Oriente Supremo Consiglio Generale per l'Egitto e Dipendenze i lavori di questa Rispettabile Loggia sono sospesi.

Ritiriamoci in

pace, Fratelli,

ma avanti di separarci giuriamo di non

rivelare cosa alcuna dei lavori di questo giorno. « Gli Ufficiali dignitarii e.l i Fratelli tutti stendono la raano destra dicendo

« lo giuriamo. Allora il Venerabile dice • »

rn.*.

Amo Fratelli, pel segno e la batteria.


LAVORI DI 2° GRADO. — COMPAGNONE


RITO. ORIENTALE DI MEMPHIS . LAVORI COMPLETI DEL 2° GRADO

SIMBOLICO

Decorazioni della Loggia. La Loggia di Compagnone dev' essere adorna della siella fiammeg giante messa in modo da attirare,

a

prima

vista,

gli sguardi e l'at

tenzione de1 membri e del recipiendario, in caso di recezione.

Le due

pietre, rozza

e cubica, devono

realmente essere presso i

due Sorveglianti.

APERTURA DEI LAVORI

« II Ven.\ batte un colpo di maglietta e dice : » VeiN\\

Silenzio FF.\ « Dopo che tutti i FF.\

Ven.\

hanno preso posto il Ven.\ continua: »

In piedi ed all'ordine. Cari Fratelli

\° e 2" Sorveglianti, percorretele

vostre colonne ed assicuratevi se tutti i FF. \ che le decorano possedono il 2°

grado dell' Ordine.

« I Sorw. percorrono se lo credono opportuno, le rispettive colonne doman« dando a ciascun membro il segno, il tasto e la parola sacra. Finito questo « esame i Sorveglianti ritornano al loro posto, e dicono ognuno a suo turno : »

2°Sorv.\ F.\ 1° Sorvegliante, Tutti i FF.-. che compongono la mia colonna sono Compagnoni.

4°Sorv.\ Ven.\ Maestro,

tulli i FF.*. che compongono l'una e l'altra colonna

possedono il 2° grado dell'Ordine.

Yen.-.

Caro F.\ i° Sorvoglianlc, a qual ora si mettono in attività i lavori del 2° grado dell' Ordine ?

I'Sorv.*. A. mezzodì,

Yen.*.

Venerabile F.\

Che ora abbiamo fratello 2° Sorvegliante?

2°Sory.\ È mezzodì, Venerabile Maestro, il sole è sul nostro meridiano. Yen.*.

Poiché è mezzogiorno, e che l'ora di mettere in attività i nostri lavori 6


— 42 —

è arrivala, unitevi a me,

carissimi FF.-. per domandare al Sublime

Architetto dei Mondi che si degni .illuminare i nostri lavori e dirigerli col consiglio dell1 innata

Sua

sapienza. 7—

« II Maestro di Cerimonie fa bruciare incenso : tutti i FF.\ devono essere « rivolti all'Oriente, indi il Ven.\ fa la seguente: PREGHIERA

Sublime Architetto dei Mondi, benedici i nostri lavori e ren dili conformi alla tua legge ; rischiarali della tua divina luce affinchè non abbiano altro scopo che la gloria del tuo nome, la prosperità dell' Ordine ed il bene generale dell' umanità. Unisci gli uomini clic l'interesse ed ipregiudizii tengon divisi; dissipa i loro errori affinchè, ricondotto il genere umano sulla via della verità per mezzo della filosofia, altro non presenti che un sol popolo di fratelli, i quali ti offrano in ogni parie un incenso puro e degno di Te. « Indi il Ven.:. batte cinque cólpi, secondo la batteria , i quali sono ripetuti « dai Sorv.\, e dice : »

Alla Gloria del Sublime Architetto dei Mondi, a nome e sotto gli auspicii

del Grand Oriente d'Egitto,! lavori di questa R.\ Officina sono aperti al grado di Compagnone. A me, Fratelli, pel segno e batteria. « Tutti i Fratelli imitano il Venerabile. «

(.*.

Fratello Segretario

vogliale darci lettura del piano perfetto dei lavori

dell' ultima tenuta. « II F.\ Segretario eseguisce l'ordine, e se non vi sono osservazioni, in « seguito alle conclusioni del F.\ Oratore, la tavola è sanzionata con un voto « .della Loggia. » ..

{.'.

F.\ Maestro di Cerimonie portatevi nelle adiacenze del Tempio affine di assicurarvi se non vi sono dei Fratelli visitatori che desiderassero pren der parte

ai nostri lavori.

« II Maestro di Cerimonie adempie al mandato e ritorna al Tempio per render

« conto della sua missione. Se vi è qualche visitatore si eseguiranno le formalità « prescritte dai Regolamenti Generali. » RECEZIONE

Preparazione

ed

Introduzione

del Recipendario

L'aspirante dev'essere introdotto nella camera di riflessióne affinchè, nel silenzio e nel raccoglimento, rendendosi conto de' principii fondamentali della Mas soneria e del carattere distintivo del Grado che ha già ricevuto, si metta in grado di rispondere alle questioni che gli potranno esser fatte.


— 43 — #

È conveniente clic le questioni siano risolte per iscritto; ò il miglior mezzo di fissare l'attenzione del candidato ed*ottenere delle risposte più ponderate e precise ; in questo modo la recezione diverrà più interessante, più utile.

Allorché

l'aspirante nella .camera di riflessione ha eseguito lo risposte,

e sono pervenute al Tempio, il Venerabile ne da lettura, e se le risposte sono accette all'Officina; di;e :

Ve».*.

Il F.-. N. N. avendo risposto con piena vostra soclisfazione, siete d'av viso, cari FF.\, di concedergli l'aumento di salario che egli domanda? « I fratelli danno il loro assentimento nel modo usuale. »

Yen.*.

F.\ G.\

Esperto portatevi presso il candidato, conducetelo al Tempio

annunziandolo massonicamente.

« II F.\ G.\ Esperto esce, e per rientrare batte alla porta del Tempio coi « colpi di apprendista. » 1°Sorv.\Venerabile Maestro, battono da Apprendista alla porta del Tempio.

Ven.\

Fratello 1° Sorvegliante fate vedere chi bussa.

« IIF.\Copritore sull'ordine del l°Sorv.\ aprela porta; edilG.-. Esp.*. dice:

G.'.Esp.*. È un Apprendista Massone che domanda di essere ricevuto Compagnone ; egli ha lavorato sulla pietra rozza, ha finito il suo tempo e merita di passare dalla perpendicolare al livello.

Yen.*.

Fratello G.\ Esperto, domandate il suo nome ed a qual Loggia appartiene.

G.'.Esp.*. È il Fratello

apprendista Massone, membro della R.*, Loggia .....

il quale si è reso degno di salire il 2° scalino mistico. Ven.\

In piedi ed all'ordine d'Apprendista, Fratelli. « Poi volgendosi al F.\ Guardiauo del Tempio, dice : »

Ve.n.*.

Fate entrare 11 candidato. « II candidato è introdotto in Loggia portando un regolo nella niano si« nistra, appoggialo sulla spalla. Allorché entra egli da al F.\ Copritore la « parola di passo, quindi s'avvanza all'ordine e coi passi d'apprendista. Ac« compagnato dal F.\ G.*. Esperto s'arresta fra le due colonne, tenendo i « piedi in isquadra »

« II Veu.\ gli spiega in questi termini il perché egli porti un regolo: >

Yen.*.

Caro Fratello,

un Massone deve sempre servirsi dell'utensile allegorico

che voi portale

in questo momento. Senza una regola , nulla si fa

rebbe di buono né nelle opere manuali, né nelle produzioni dello spirito, né nella condotta della vita. Il genio stesso vi è sottomesso, malgrado i suoi slanci ai quali si applaudisce

quando sono felici ;

ma vi sono delle regole che non è mai permesso di violare. « II Ven.*. invita 1' Esperto a ritirare il regolo dalle mani del candidato ed

« a depositarlo

sul tavolo ove sono gli istrumeuti. »


— 44 —

ESAME

DEL

CANDIDATO

SUL

1° GRADO

.D. Siele voi Massone ? R. Si, Venerabile BIaestro.

D. Chi è che merita il nome di Massone ? R. Colui che sa perdonare a'suoi simili, che sostiene con lutto le sue forze

i diritti sacri dell* umanità, che si adopra sempre a far trionfare la virtù, la verità, In giustizia.

D. Quali sono le principali virtù che i Massoni devono possedere ? R. L' umanità e la carità, base di tulle le nostre azioni ; la candidezza, virtù d'un'anima suscettibile

di buone impressioni;

la dolcezza, la

clemenza che noi dobbiamo esercitare verso i nostri simili; la verità,

la quale

deve essere sacra fra .noi, essendo come un raggio della

divinità;

la temperanza, la quale ci apprende a mettere un

freno

alle nostre passioni, fuggendo ogni sregolato eccesso; il silenzio che noi dobbiamo guardare sulle imperfezioni dei nostri fratelli.

D. Qual è il carattere ed il dovere d'un Massone? R. Di mantenersi

costantemente in una sfera di idee elevate. Puro d'ogni

vizio, spoglio

d'ogni

errore egli va in traccia della verità,

coordi

nando ogni sua azione ogni suo studio al miglioramento del benes

sere dell' umanità.

D. Quale dev'essere il suo primo

stùdio ?

R. Egli deve applicarsi a retlamente distinguere il sacro dal profano, la luce dalle tenebre.

D. Qual è il primo principio dell' educazione

Massonica?

R. È la conoscenza della natura, investigando ciò che essa fu, ciò che essa è attualmente e quello che può e dev'essere nell'avvenire. D. Qual è il secondo principio ? R.- La conoscenza degli esseri organici, delle leggi della loro esistenza, del

loro sviluppo e del grado di perfezionamento al quale possono ar rivare, secondo la loro natura.

D. Qual è il terzo principio ? R. La conoscenza d'un Dio creatore, il quale 'non ha zalo gli esseri intelligenti che per

creato ed organiz

conservarli, svilupparli ed innal

zarli al più alto grado di perfezione.

D. Qual è Io scopo de' nostri lavori ?

R. I lavori massonici sono inlieramente consacrali alla maggior gloria del


— 45 —

Sublime Architetto dei Mondi ; tulle le virtù umane sono accette a Dio ; perciò lo insegnare, sviluppare, praticare quelle che ha infuso

in noi ò servirlo e glorificarlo. Lo scopo costante do' nostri sforzi devo

essere il bene dell' umanità, imperocché non è a noi,soli, Massoni, che devono appartenere i benefìci ellelli della nostra morale , ma bensì a tulli gli uomini, nostri fratelli ;

a noi tocca di invitarli e sli

molarli al bene per mezzo della parola e dell' esempio. D. Qual è lo scopo della

Massoneria?

R. Lo scopo della nostra Istituzione, si è .di elevare 1' uomo

al più alto

grado possibile di perfezione, nello studio dello scienze, nello svi

luppo delle cognizioni ed idee generose, noli' adempimento de' doveri del

proprio stato

e nella pratica di lutto le virtù.

D. In che consiste la felicità dell'uomo? R. La felicità dell' uomo consiste nella perfezione del suo essere ; e l'arte d'essere felice consiste nel sapersi mettere in armonia cori sé stesso, col suo simile,

con Dio e'con (ulta la natura.

D. Con qual mezzo può il Massone raggiungere questa meta ? R. Allorché, pel libero ed intiero sviluppo del suo fisico, egli ha raggiunto quel grado di perfezionamento in cui gli organi del corpo, del suo spirilo ed i sentimenti

le facoltà

del cuore sono in perfetto accordo,

egli è allora in armonia con se stesso.

Tutti gli uomini devono essere formati per 1' umanità , lutti sono nati

per amarsi ed aiutarsi scambievolmente; imperocché queste miriadi di esseri che popolano l'universo, non sono che i membri d'una sola e stessa famiglia, avendo tulli una sola essenza vitale, una sola na tura d'anime,

un solo soffio Divino.

D. Quali sono state le formalità praticate nella vostra recezione? R. Io fui anzitutto presentato da un amico, tello ;

indi

alla Loggia,

condotto

da persone

che riconobbi poi come Fra

sconosciute

in

una sala attigua

ove, dopo avermi chiesto se era veramente mia inten

zione d'essere ricevuto Massone, mi chiusero in un luogo segreto.

D. Che cosa rappresenta questo luogo?

R. Il centro della terra, il soggiorno della morte, affine di farmi comprendere che lutto viene dalla terra e tutto vi deve ritornare ; che l'uomo deve sempre tenersi pronto

a comparire d'innanzi a Dio ;

che vuole essere ricevuto Massone deve anzi

affine di non vivere che per la virtù. D. Che faceste in quel luogo ?

che il profano

tutto morire al vizio


— 40 —

R. Quivi io feci la mia professione di fede. D. In quale stato foste voi messo ?

R. Una benda copriva i miei occhi, ed era privo d* ogni metallo. D. Perche avevate voi gli occhi bendali? R. Per raffigurare le tenebre dell' ignoranza.

D. Perché foste privato d'ogni metallo, e v'hanno dato invece una pesante catena ?

R. I metalli essendo 1' emblema de' vizi, col privarmene mi venne insegnalo

che bisognava rinunziarvi

se desideravo diventar migliore. ( I Preti

egiziani, prima di sacrificare al Sole, deponevano d'oro e d'argento.) La

catena

essendo

i loro

il simbolo

ornamenti

de'pregiudizi!,

10 doveva spogliarmene, come feci appunto al secondo stadio della mia purificazione

D. Che cosa faceste in questo slato ? R. Mi fecero eseguire un longo e penoso viaggio.

D. Che cosa significa questo viaggio ? R. Esso significa la mia purificazione e la, mia preparazione a ricevere gli importanti segreti

che dovevano

essermi confidati ; esso mi rappre

sentava inoltre tutte le vicissitudini della vita umana, e la natura che olire al saggio la chiave delle sublimi cognizioni. D. Che cosa provaste in questo primo viaggio?

R. Provai delle grandi difficoltà perche innumerevoli ostacoli intralciavano 11 mio cammino, ciò che mi fece comprendere che l'uomo, in tutta la suo carriera,

ha da vincere molli

imbarazzi.'

D. Dove vi condusse questo viaggio ? R. Ad un salutare lavacro d' onde uscii libero dai pesi che mi infastidiavano;

un amico mi spiegò una parie delle verità nascoste sotto gli emblemi di questa prova.

D. Che faceste in seguito?

.

R. Dopo essersi assicurato che io persisteva nella mia risoluzione, quel Fra tello mi fece continuare il mio cammino.

D. Quali ostacoli incontraste ?

R. Mi trovai dinnanzi ad un braciere ardente e fui costretto di traversarlo. D. Qual significato attribuiste a questo braciere ?

R. La violenza delle passioni, la foga della gioventù che sono altrettanti osta coli

che s' oppongono

D. Che faceste all'uscire da

alla

perfezione morale dell' uomo.

questo elemento?

R. Un fratello mi presentò un liquore amaro,

emblema delle amarezze e


— 47 —

de' disgusti che affliggono 1' uomo in questa vita, e che il savio sop porta senza lagnarsi.

D. Che faceste in seguito?

R. La mia guida ni' abbandonò e mi lasciò continuare solo la. mia strada. e mi trovai alla porta

nel Tempio.

D. Chi vi incontraste?

R. Due fratelli i quali mi fermarono, e dopo essersi assicurati che io era stato purificato ,

mi

fecero

conoscere gli obblighi che dovevo contrarre,

e mi dissero di battere tre colpi alla porta del Tempio.

D. Che cosa significano questi tre colpi?

R. Domandate e riceverete; corrale e troverete, picchiale e vi sarà aperto. D. Che cosa faceste in seguilo? R. Il Venerabile mi fece diverse questioni alle quali risposi, indi, per con senso di tutti i mici fratelli , prestare

mi fece condurre all'Aliare, affine di

il giuramento.

D. In qua] posizione eravate, pronunziando il vostro giuramento ? R. Io ero in piedi sul leizo gradino dell'Altare, colla mano destra sul libro della legge, e sulla spada un

simbolo dell' onore, colla sinistra teneva

compasso con una punta poggiata sul cuore.

D. In seguilo che cosa fece il Venerabile? R. Egli concesse che mi fosse data la luce.

D. Che cosa vedeste in quel!'istante? R. Tre oggetti preziosi, emblemi di "tutti i nostri doveri. D. Quali sono questi tre oggetti? R. Il libro della legge, il quale contiene i nostri doveri verso Dio ; un bossolo destinalo a ricevere i soccorsi che noi doniamo ai nostri fratelli, ed un compasso, simbolo dell' esattezza e della rettitudine de' nostri costumi.

D. Che fece in allora il Venerabile ?

R. Egli mi fece reiterare il mio giuramento, mi comunicò il segno, la parola ed il tasto del grado d'Apprendista.

D. Datemi il segna (loda) ; che cosa vi rammenta?

R. Esso mi rammenta che ho promesso di custodire il segreto sui nostri misteri, di amare i mici fratelli, di aiutarli, disoccorrerli odi lavorare costantemente a vincere le mio passioni. Questo segno chiamasi Gutturale.

D. Date il tasto al Fratello G.\ Esperto. « 11 G.*. Esperto lo riceve, indi dice al Ven.\ » G.'.Esp.'.II tasto è giusto e perfetto.


— 48 —

D. Che cosa significano la squadra, il livello, la perpendicolare, la mestola la pietra rozza,

il nastro frastagliato ?

R. La squadra, serve a misurare la giustizia delle nostre azioni ; il livello indica clic -tutti gli uomini sono uguali innanzi Dio ; la penpendico-

larc

raffigura la slabilità dell' Ordine basala su tutte le virtù ; la me

stola ci ricorda che noi dobbiamo nascondere i difetti de' nostri fratelli ; la pietra rozza è l'emblema dell' anima suscettibile di buone o cattive impressioni; il nastro frastaglialo, che s'intreccia, simboleggia l'unione che deve esìstere tra i fratelli. D. Datemi la parola?

R. Non ho imparato a darla così ; F.\ Venerabile, datemi la prima lettera ed io vi darò la seconda. « Si scambia la parola nel modo voluto. >

D. Che cosa fece in seguilo il Venerabile ?

R. Egli mi cinse un grembiale bianco, simbolo del lavoro e dei doveri della mia novella vita ;

mi diede un paio di guanti bianchi, raccomandan

domi di non macchiarne mai la candidezza ; in fine mi fece ricono scere dal fratello Esperto e mi proclamò Apprendista Massone. D. Chi è che compone una Loggia ? R. Tre la governano,

cinque la compongono, • sette la rendono giusta e

perfetta.

D. Chi sono questi tre ?

R. Il Venerabile ed i due Sorveglianti. D. Perché dile che tre la governano ?

R. Perche l'uomo si compone di corpo, di spirito e di anima, la quale è l'intermediaria od il legame che unisce gli altri due,

e loro da vita.

D. Perche cinque la compongono ?

R. Perché l'uomo è dotato di cinque sensi, di cui tre

sono essenzialmente

nccessarii ai Massoni, cioè: la vista per vedere il segno ; 1'udito per udire la parola ; il tatto per giudicare il tasto ;

in senso proprio poi,

questo numero rappresenta le cinque luci della Loggia. D. Credete voi che sia possibile di formare e perfezionare i proprii sensi coi soli mezzi che la natura fornisce?

R. Si,

ciascuno dei nostri sensi è suscettibile del più altro grado di perfe

zione, e cercando i mezzi di perfezionare i sensi, troviamo eziandio quelli di perfezionare l'uomo : eccone la prova.

L' organo del tallo è il principio della sensibilità fisica, conseguenza del1' organismo dell' uomo ; questo

senso si perfeziona

mediante 1' uso


- 40 —

continuo che l'uomo ne fa, comparando la natura dello impressioni che continuamente riceve dagli esseri sensibili.

Il senso del gusto si perfeziona per 1' uso degli alimenti più semplici av vezzandoci a prenderli e gustarli tali quali la natura ce li presenta.

Il senso dell'odoralo può nell'uomo raggiungere

tutta la perfettibilità

constatata in alcuni animali e presso alcuni selvaggi ;

1* uomo che

vivesse come essi allo stato di natura, avrebbe un odoralo il più perfetto.

Il senso dell'udito si perfeziona mediante un'attenta applicazione a di stinguere V armonia de' suoni naturali od artificiali. Pitlagora, uno degli iniziali di Memphis,

credeva udire l'armonia degli elementi ; i melo

diosi suoni della lira d'Orfeo intenerivano

le

ligri ed

incivilivano

gli uomini : l'osservazione della natura e la divina arte musicale pos sono solo operare questo perfezionamento.

Il senso della vista si perfeziona, come tulli gli altri

sensi, per il buon

uso che l'uomo ne può fare. Fissare gli sguardi sull' immensa volta del cielo,

ove la natura fa pomposa mostra della sua magnificenza ;

fare uso della vista per iscoprire

la bellezza vera ed ammirarla, è

avere la vista perfetta.

D. Perché infine sette la rendono giusta e perfetta?

R. Perche sono sette i principali Uffiziali di una Loggia, ed anche perché questo numero racchiude in so dei grandi e sublimi misteri. Esso ram

menta i 7 giorni che 1' Onnipossente impiegò nella creazione dell' uni verso

; le 7 sfere celesti (degli antichi ) alle quali corrispondono i

7 giorni della settimana, presso molli popoli ; i 7 colori primitivi ; i

7 toni musicali ; infine le proprietà di questo numero sono tali che i saggi pretendono che esso governa il mondo. D. Qual forma ha la vostra Loggia ?

R. Essa ha la figura di un

rettangolo.

D. In qual direzione sviluppasi la sua lunghezza ? R. Da Oriente ad Occidente. D. La sua larghezza ?

R. Da Mezzodì a Settentrione. D. La sua altezza? R. Dalla terra al ciclo.

D. La sua profondità ?

R. Dalla superficie al centro della terra. D. Perché queste dimensioni ?

R. Per rammentarci chela Massoneria è universale, e che ci è venuta dall'Oriente 7


— 50 —

D. Che cosa intendete per Loggia ? R. La Loggia raffigura il mondo.

Tutti i Massoni sparsi sul nostro globo

non formano che una sola e stessa Loggia ; ed i Fratelli riuniti in un Tempio non sono che porzioni della

Loggia universale.

D. Nella Frammassoneria, indipendentemente dalle formolo e dai segni, esiste qualche segreto ?

R. Si, Fratello Venerabile. Gli antichi misteri non solo erano un corso teo rico-pratico di filosofia morale e religiosa, ma eziandio una istituzione dislinata a perpetuare

le primo tradizioni

del genero

iniziato giunto al compimento dell' iniziazione,

umano ;

ogni

conoscerà l'alta sa

pienza, che io chiamerò virtù ; egli gioirà della felicità suprema, poiché la conoscenza delle grandi opere

della natura inspira ali* uomo un

sentimento di dignità che lo innalza al disopra de'suoi simili Ecco qual

era lo scopo dei grandi misteri

dev' essere ancora

presso gli antichi, e tale

a' dì nostri quello della Massoneria.

D. Oual è la vostra età come Apprendista Massone ? R. Tré anni; é il tempo che impiegavano gli antichi iniziati per compire il loro noviziato.

D. Perché la* maggior parte de' Massoni riguardano San Giovanni come pa trono dell'Ordine e ne celebrano la festa?

R. È un errore ; Giovanni e Agnello significano ugualmente dolcezza, man suetudine,

e sono simbolo del Sole entrante in Ariete, e del tepore

che in questo tempo spandesi nell'aere ; Giovanni accompagnato da un agnello significa dunque la risurrezione della natura.

D. Per quali mezzi può 1' uomo rendersi persuaso dell' esistenza di Dio ? R. Per mezzo dell'osservazione e della contemplazione dei capi-d'opcra che la sua onnipossenza

sparse nella

nalura.

D. La credenza in Dio ò essa necessaria ali' uomo ? R. Si,

Venerabile Maestro, senza

di essa il fuoco della sua immaginazione

si spegnerebbe ; il suo genio poetico sarebbe in lui senza forza, senza

entusiasmo, e la natura, mula e sfornita d' ogni attrattiva, non par

lerebbe più al suo cuore. D. L' uomo è egli stato creato per la società ? R. Si; le operazioni del suo spirito, i movimenti del suo cuore, in un corpo soggetto a mille bisogni, suoi simili i primi

annunziano che egli deve cercare

e principali aiuti;

presso i

la debolezza de'nostri organi

è oggetto d' ammirazione per il vero savio perché in essa riconosce

il più forte movente di cui s'è servita la Divina Provvidenza per unire


-Di

gli uomini in società ;

poiché se 1' uomo avesse potuto nutrirsi come

gli uccelli, non avrebbe certo immaginalo o perfezionato l'arte di col tivar la terra; se il nostro corpo avesse potuto sopportare le intem

perie delle stagioni, sarebbe stalo inutile di fabbricare case ; se ogni umana creatura avesse potuto passarsi de'suoi simili per la sua con

servazione, gli uomini non sarebbero punto riuniti ; isolati ed indi pendenti, avrebbero vissuto nella barbarie, senza avere

alcun' idea

delle arti né delle scienze. D. Quali sono le arti e le scienze che i Massoni hanno insegnato agli uomini? R. L'agricoltura, l'architettura, l'astronomia,

la geometria,

l'aritmetica,

la musica, il governo e la religione.

D. In che modo hanno essi acquistale laute cognizioni ?

R. Il primo uomo istruì i suoi figli intorno alle verità che il cielo gli aveva

^

. dettalo o che egli aveva scoperto per mezzo di molliplici combina zioni ; tale fu 1* origine di quelle tradizioni

che si conoscevano presso

i popoli più fedeli, intorno ali' incominciamento del mondo ed intorno alle arti indispensabili alla vita. La prima città del mondo fu costruita

dal suo primogenito; questa città trae seco l'idea dell'esistenza d'una società. Jubal fu chiamalo il padre di coloro che cantavano e si ser

vivano dell'arpa; Tubalkain fu il primo che seppe maneggiare imetalli. Questi falli sono attcstati dalla storia e ci

,

rivelano 1' esistenza

d' una società tanto anlica quanto gli uomini. I bisogni sempre pres santi costrinsero l'uomo a domandare alla terra gli alimenti necessarii

alla sua esistenza ; e questa madre feconda, corrispondendo al penoso lavoro dell'uomo, spandeva dapcrtutto l'abbondanza

de'suoi doni,

mentre che il gregge e gli armenti, con cura custoditi, gli fornivano un abbondante alimento. Coli' andar de' tempi l' esperienza

rese gli

uomini più civili, più istruiti, più felici;' ma la vera felicità non tro

varono che nel dolce legame che li univa in società. D. Un popolo senza educazione potrebbe esso vivere felice ? R. No, Venerabile Maestro, se nell' uomo tutti i movimenti fossero regolati, se lutto in lui fosse perfetto, l'educazione non sarebbe necessaria per ren

derlo felice ; ma se egli è capace di eccessi, se all'ignoranza aggiunge

delle passioni sempre crescenti ed opposte, chi lo toglierà dalla sua ignoranza ? chi gli apprenderà a sollomellere alla ragione le istintive

sue passioni? Chi gli insegnerà a divenir veramente virtuoso? Potrà egli procurarsi questi beni senza 1' aiuto altrui? No ;

l'educazione è

il solo mezzo indispensabile per procurare all'uomo, e per conseguenza

ad ogni popolo, tutta la felicità possibile.

m^


r

•/

D. Quali sono le principali facoltà dell' uomo ?

r

R. La ragione e la volontà ; la ragione

j

—■

i

dcv' essere costanlemente diretta

alla ricerca della verità, e la volontà alla pratica della virtù ; la prima consiste nella logica la seconda nella morale.

r

D. Credete voi all'anima umana, alla sua immortalità ?

R. La natura slessa ci dimostra tacitamente l'immortalità dell'anima nostra. Io non so d'onde ciò provenga,

}

vita futura ò inerente all'anima

ma trovo che il presentimento d'una

dell'uomo; questo presentimento,

questa idea d'immortalità esiste, e si riscontra con maggior splendore, ne' più grandi gcnii,

nelle anime le più elevale.

La nostr' anima

ha una forma semplicissima, gcncralissima e costante : questa forma

è il pensiero; ci è impossibile di scorgere l'anima nostra altramente che per mezzo del pensiero ; questa forma ha nulla di divisibile,

di

sensibile, d'impenetrabile, di materiale : dunque il soggetto di questa

forma (l'anima nostra) è indivisibile, immateriale; al contrario,

il nostro corpo,

e tutti gli altri corpi hanno parecchie forme ; ognuna

di esse è divisibile, variabile, distruttibile delle altre facoltà

Ugual cosa puossi dire

della nostr' anima paragonale a quelle del nostro

corpo ed alle proprietà essenziali ad ogni materia. D. Che cos' è l'intelligenza?

R. L'intelligenza è quella facoltà cui si riferiscono lutti i fenomeni intel lettuali, cioè : quei fenomeni inerenti ad ogni conoscenza; essa per cepisce l'Io interno per mezzo della coscienza, l'Io fisico per mezzo della ragione, la quale chiamasi eziandio ragione intuitiva, però non

bisogna dimenticare che queste tre parole: coscienza, sentimento esterno e ragione non indicano che un solo e stesso soggetto. La coscienza è l'anima che conosce se stessa ; il sentimento esterno è l'anima che i conosce l'Io fisico;

la ragione è ancor l'anima

che conosce l'Io

metafìsico.

D. Che cos' è la volontà ?

R. La volontà è la forza in azione ; ma 1' azione non si produce con uni

formila, essa è spontanea o volontaria ; la spontaneità ò la prima forma dell' attività, la volontà ne è la seconda. D. Che cosa è la certezza ?

R. La certezza è la completa adesione dello spirito ad un giudizio emesso ;

la certezza chiamasi positiva quando ha per oggetto la verità, e negali va quando ha per oggclto 1' errore.

D. Che cosa ò la morale?

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%■


— 53 —

R. L'anima distingue il bene dal male, il giusto dalP ingiusto, e sente l'ob-

bligazionc di praticare il bene e di evitare il male.

Quest' obbligo, che non si può negare senza rendere impossibile la vita

umana, che non si può negare senza negare 1' evidenza, è appunto ciò che chiamiamo dovere. Dall'obbligo morale derivano i doveri o l'ap

plicazione pralica della legge generale dei fatti particolari;

l'obbligo

morale è assoluto, i doveri sono relativi. La morale ha dunque per oggetto di constatare questa legge

generale o

quest' obbligo morale e di determinarne le differenti forme. Le nostre azioni hanno differenti motivi, i

principali :

quali possono ridursi a tre

il piacere, 1' utilità, il dovere.

Il piacere ò il più volgare di questi molivi, viene in seguilo 1' utilità, ed in prima fila sta il dovere.

Le azioni risultanti dai due primi molivi

non hanno valore morale, ma quelle che sono ispirale dal dovere hanno vero carattere morale e costituiscono propriamente la vita umana.

D. Che cosa intendete per apprendimento delle scienze ?

R. Per apprendimento d'una scienza io intendo lo scolpire nel proprio spi

rito i pensieri ed i giudizi de' più grandi uomini che l'hanno coltivala avanti di noi.

D. Che cosa intendele per la parola profano ?

R. Questa denominazione, usala noi misteri dell' antichità, non deve essere presa incalliva parte: essa significa

solamente,

por

contrapposto

alK iniziato che ha dritto d'entrare ne'Templi Massonici, colui chenon fa parie di questa sublime Istituzione.

D. Potreste voi spiegare che cosa significano le lettere J e B che vedoto i

sulle colonne del Tempio?

R. La lettera J che è posta sulla colonna del Nord, significa simbolicamente preparazione del Signore : è la saggezza dell' uomo che attinge le sue ispirazioni nel sentimento religioso.

La lettera B sull' altra

colonna

significa forza e raffigura la forza perseverante nel bene. La lettera

B è storicamente simbolo di bontà, di quella delicata beneficenza che risparmia 1' umiliazione alla persona che essa

rende obbligata.

D. Non iscorgete un significato morale nelle lettere J e B ? R. Si Venerabile Maestro, credo anche che significano Giustizia e Bontà ; la giustizia e la bontà sono le basi d'ogni sistema morale ; per mezzo della giustizia non si fa torto ad alcuno, cioè si adempisce rigorosa mente il proprio dovere; ma la bontà va più oltre, essa si eleva sino

alla virtù facendo altrui lutto il bene che si può.


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« II Venerabile invita il Grami Esperto a rimettere un magliette» al candidato. « ed a concludo quindi davauti al 2U Sorvegliante, affinchè eseguisca la batterìa « d'apprendista sulla pietra rozza ; indi il recii>ieudario è nuovamente messo fra « le due colonne eJ il Von.\ gì'indirizza la seguenti questioni: » D. Che cosa significano

i tre colpi che venite di battere?

R. La fede in Dio, la carità verso i nostri fratelli e la speranza nell'avvenire. D. Qual è l'origine della pietra rozza 1

R. L'idea della potenza creatrice di questo mondo, la quale predomina in in lutti i popoli in sul loro nascere, condusse a stabilire dei simboli che in sulle prime furono rozzi quanto era oscura ed intdeterminata l'idea che rappresentavano. I primi sacrifizi, che la Bibbia

antiche tradizioni fanno rimontare, per così dire,

e le più

alla creazione, si

offrirono sopra pietre ammonticchiate, che consacrarono, secondo l'es

pressione della Genesi, sopra le più alte cime, qualche grande avve nimento.

Di tali altari,

chiamali Bethel, se ne

innalzarono nella Caldea, nella

Giudea e nell' Egitto; essi erano costruiti, come dice la Scrittura, con

pietre rozze e senza cemento, simbolo dell'età primitiva dell'uomo. Ad Heliopolis, luogo celebre per il culto del Sole e della grande divinità

Siriaca, Luciano segnala un trono od un altare del Sole, formato di tre pietre

rozze disposte

in forma di tavola triangolare.

Ad Ortosia, in

Siria, si scorge tuli'ora una costruzione d'cgual forma, posta in mezzo

ad un ricinto scoperto, formala da cinque pietre rozze in retta fila. Slrabone racconta che, viaggiando in Egitto, vedeva di tanto in tanto de' tempii,

consacrati al dio Mercurio,

composti di tre pietre rozze.

Artcmidoro, citato dallo stesso Slrabone, ci racconta che in Affrica, presso Carlagine, il dio Melkarl, o Èrcole fenicio, era venerato sopra delle pietre rozze poste 1' una sopra l'altra in numero di sette.

Il simbolo della pietra rozza appartiene dunque alla più remota antichità. D. Perché non avete più la benda sugli occhi ? R. Io credo che avendo veduto la luce, aumentando di grado, la

Loggia

mi ha giudicato degno di conservarla ; poiché questa luce non ci ab bandona più se noi perseveriamo a tenerla per guida, a mantenerla, ad aumentarla

in

noi

al riflesso della filosofia

quale noi ricadremmo ben

massonica, senza la

presto nelle tenebre dell'ignoranza e nelle

illusioni dell' errore. •

D. Che intendete per emblema ? R. Per emblema

io intendo l'immagine

d'un oggetto o I'oggetto stesso,

rappresentante ali'occhio una cosa ed allo spirito un'altra, nello stesso modo che il livello è segno dell'uguaglianza.


D. Che cosa intendete per allegoria?

B. Per allegoria

io intendo un discorso od un quadro il quale offra, nel

suo insieme, un senso morale.

D. Avole voi qualche nozione de' geroglifici ?

R. Sì, Venerabile,, i geroglifici costituiscono il metodo di scolpire le idee mediante figure di animali, piante ccc. Fu la prima di tutte le scritture;

i saggi dell'antichità le attribuirono un'origine tutta divina, ed è per questo

che

le diedero

una tale denominazione

la quale

significa

scrittura sacra.

D. Che cosa significa la parola filosofia ?

11. La parola fiosofia significa amore della saggezza, della scienza, ricerca

della verità. L'obbictlivo della filosofia è dunque la conoscenza dell'uomo come introduzione alla conoscenza del mondo odi Dio ; è su questo

argomento che s'aggira il pensiero umano, il quale ò ad un

tempo

mezzo e fine della filosofia. D. Che utilità trovate voi nella filosofia ?

11. 1/ utilità e l'importanza della filosofia emergono dal suo obbiello questa scienza che riassume

ed abbraccia

slesso;

tutte le altre è il comple

mento necessario d' ogni studio.

D. Polresle voi darci un'idea generale della legge naturale? R. Io credo che la legge naturale,

relativamente all'uomo, non sia che

l'insieme de' sentimenti di giustizia, di benevolenza e di equità, scol pili

dalla natura nel cuore umano, senza dei quali nessuna società

potrebbe esistere.

La legge naturale ò dunque la

prima guida dei

movimenti del cuore, il quale cerca costantemente la sua felicità mentre non tralascia di contribuire al

bene

altrui : infine essa ò

il germe

d' ogni virtù. D. Quali sono i principii e le conseguenze della legge naturale ?

R. I suoi principii sono

semplici ed uniformi e questi sono intimamente

legati colla ragione ; le conseguenze poi risultano chiaramente dall'ap

plicazione di principii stessi. D. Che cos' è la ragione ? R. La ragione è la prima fiacola dello spirilo; essa, per mezzo degli alti

dell' intelletto si estende sui differenti oggetti che esso sa combinare con giustezza; è il germc di tulle le scienze. « Dopo che il candidato ha risposto alle questioni il IV. G.\ Esperto getta « sopra di lui spruzzi d' acqua onde purificarlo, facendogli affinnare che si è « sempre condotto eoa saggezza. Indi il Ven.\ dice : »

'


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iti.'.

Fratello N

la premura che voi avete

dimostralo, venendo solle

citare un aumento di salario ben meritato, l'attività colla quale avete costantemente lavoralo sotto la direzione

de* vostri fratelli, sono per

noi una solida garanzia che voi raddoppierete di zelo per l'adempimento do' doveri che ci sono imposti.

Possa il Sublime Architetlo dell' Universo guidare i vostri passi durante i cinque viaggi che farete, e darvi la necessaria perseveranza affine di arrivare alla vostra meta.

RECEZIONE ;n.\

F.\ G.\ Esperto fate fare il primo viaggio, al neofilo. « II F. '. G.\ Esperto da uq maglietto al caniidato, lo prende per la maao destra

« e lo conduce attorno nel tempio ; arrivato dinanzi' alt' Altare lo fa inchinare

« davanti il triangolo luminoso, gli indica la stella fiammeggiante, e lo ricon« duce fra le colonne ; indi dice al 1° Sorv.*. »

\Esp.\Fratello 1" Sorv.'. il primo]viaggio è terminato. Sorv.'. Yen.*. Fratello, il neofilo ha compito il primo viaggio.

ìn.\

Fratello, questo primo viaggio raffigura il tempo che un neofita deve im

piegare nello studio della causa prima, la cui esistenza ci. è rivelata dalla

magnifica archilellura dell' universo.

Il maglicllo simboleggia la fermezza ne* nostri principii e la loro con tinua applicazione nella nostra condona.

-

II viaggio che avole lesto fallo dall'occidente all'oriente, da ostro a borea, vi deve rammentare che noi abbiamo dei Fratelli in tulle le parti del mondo, e che'dobbiamo dedicarci al loro

soccorso-ogni

qual

volta

se ne presenti 1' occasione.

Voi avete dovuto rimarcare la Stella fiammeggiante, segno caratteristico del secondo grado della Massoneria. Una stella è sovente una guida che impedisce al viaggiatore di smarrirsi nelle tenebre; nel caso nostro la Stella fiammeggiante ci dirige, in mezzo agli errori ed alle passioni che ottenebrano il nostro intelletto, verso il santuario della sapienza ;

poiché non possiamo presentarci ali' autore d'ogni bene senza essere penetrati di buoni sentimenti, bene assodati nella virtù.

La lettera G.\ significa geometria. L'universo,

opera del Grande Archi

tetto dei mondi è un capo-lavoro geometrico, sia per la regolarità del suo vasto insieme che mantiene in esso de' passeggeri accidenti che a

noi sembrano disordini, sia pel maraviglioso equilibrio che regna fra

tulle le sue parti grandi e piccole, vive od inanimate. Questa scienza,


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i cui procedimenti sono di una esattezza inalterabile e conducono alla

certezza matematica, è il tipo di quella geometria .intellettuale, se condo le leggi della quale l'uomo, a testa bene organizzala, pensa e

ragiona con giuslczza, ed essendosi fallo un piano di condotta fondato sopra teorie esatte e sicure, le prende per norma di tutte le sue azioni,

impiega tulle le sue forze pel

maggior suo bene e per quello degli

altri, mette in fine, nell'adempimento de' suoi svariati doveri, la pun tualità, 1' ordine l'armonia

che

fanno la vita tale quale il creatore ce

l'ha destinala.

« Indi volgendosi al F.\ G.\ Esperto gli dice»

Frattello G.\ Esperto fate fare il secondo viaggio al candidato. « II F.\ G.-. Esperto fa prendere al candidato, nella sua mano sinistra, « un regolo ed un compasso ; quindi prendendolo per la mano destra gli fa fare

« il secondo viaggio, e due inchini dinanzi « le due colonne e dice : »

G.'.Esp.'.F.*. 1° Sorvegliante,

il triangolo luminoso, ritorna fra

"*^

il secondo viaggio è terminalo.

« II 1° Sorvegliante ripete l'annunzio alVen.-. e questi dice: »

Yen.*.

Questo secondo viaggio vi insegna che, durante il secondo anno, un Mas sone deve acquistare gli elementi pratici della Massoneria. Il compasso è

l'emblema della, precisione colla quale il tracciato descrive la circonfe renza

e rammenta il corso che le sfere celesti percorrono nell' im

mensità.

« Indi volgendosi al G.\ Esperto : »

Fratella G.-. Esperto fate fare al candidalo il terzo viaggio. « 11 F.\ G.\ Esperto fa fare il terzo viaggio al candidato, mettendogli una « leva sulla spalla destra e, facendo tre inchini dinanzi il triangolo luminoso, « lo riconduce fra le colonne e dice : »

G.'.Esp.". F.\ 1° Sorvegliante il terzo viaggio è terminato.

« II F.\ 1° Sorvegliante ripete 1' annunzio al Venerabile e questi dice : »

Ven.*.

Fratello, questo viaggio simboleggia i tre anni che i Compagnoni im piegano a trasportare i materiali per innalzare il Tempio della Sapienza;

la leva è l'emblema della potenza che 1'uomo ricava dalle forinole della scienza per applicarla ad atti che la forza individuale non po-

' trebbe compiere. « Indi volgendosi al F.\ G.\ Esperto dice : »

Fratello Grand Esperto fate fare il quarto viaggio. « II F.\ G.\ Esperto fa prendere al candidato la squadra ed il livello e gli « fa fare il quarto viaggio, suggerendogli di far quattro inchini davanti il trian« golo luminoso ; e dopo averlo ricondotto fra le colonne dice : »

G.\ Esp.\ F. \ 1° Sorvegliante il quarto viaggio è terminato. 8

?



Rituale pei tre gradi simbolici di rito orientale di memphis del g o d'e 5000 874