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L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


L’editoriale

Un’intensa pausa di riflessione Delusione per gli ultimi inaspettati risultati.Ora basta soltanto attendere con pazienza e far sentire calore e affetto

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’impeto longobardo alla fine ha prevalso sulla raffinatezza dei discendenti di Bisanzio e ciò mi dispiace moltissimo, perché, per la prima volta da quando scrivo questi editoriali, il Catanzaro subisce una sconfitta casalinga: prima o poi questo evento si sarebbe dovuto verificare, ma, perdonatemi, sarei stato molto più contento se fosse avvenuto alla fine del campionato. Ragionando poi da inguaribile ottimista, mi consolo pensando che forse è meglio attraversare subito i momenti difficili, perché gli aggiustamenti di mentalità e di gioco possono essere effettuati per tempo e il riscatto diventa più semplice e rapido. Non dimentichiamoci poi che le sconfitte sono arrivate contro due squadre, Latina e Benevento, di primo piano, ricche di ambizioni e forti di qualità calcistica e che, ad un’analisi obiettiva, il Catanzaro non è apparsa squadra inferiore alle contendenti e le partite sono state decise da singoli episodi, non certo dalla soverchiante superiorità degli avversari. Nessuno sconforto, quindi, ma solamente un’intensa pausa di riflessione, che porterà, sono sicuro, ad un immediato recupero: in questo senso sono d’aiuto le parole del presidente Cosentino e le pacate e puntuali considerazioni tecniche dell’allenatore Cozza, poiché rispecchiano pienamente la realtà della situazione attuale, ma rivelano anche la delusione per gli esiti immeritati degli ultimi incontri, segnale inequivocabile della determinazione con cui si è inteso affrontare anche questo campionato di Prima Divisione. Detto questo, rimane comunque l’amarezza, soprattutto perché negli ultimi giorni la mente continuava ad essere invasa da immagini gioiose di partite giocate con altre squadre dai colori giallo e rosso. In sovrapposizione non mi comparivano le maglie della Roma o del Lecce, piuttosto

quelle del Messina della mia fanciullezza, le casacche del Benevento della maturità e quelle del Giulianova del più vicino passato. Mi rimbalzavano intorno serie ripetute di pareggi con il Messina degli anni sessanta, ma anche sequenze di vittorie casalinghe abbastanza nette, forse non nei risultati, ma sicuramente nel gioco: non riuscivo a rammentare una sconfitta sul terreno amico e con il Benevento meno che con le altre squadre, e poi non potevo dimenticare lo spettacolo offerto qualche mese fa dallo stadio catanzarese al termine della partita con il Giulianova. Il risultato di domenica è stato, perciò, del tutto inaspettato, perché non rispecchiava le indicazioni statistiche, né tantomeno i ricordi personali, sì che mi è apparso ancor più ingiustificato, non rispondente alle aspettative della mente. Però, con la realtà bisogna fare i conti ed il nuovo non ripete necessariamente l’antico. Ciò vuol dire che le precedenti esperienze in serie C1 non hanno a ritornare per forza, ma a questo punto nessun auspicio per il prossimo impegno, più che altro la speranza di riprendere il cammino con serenità, mantenendo la fiducia nelle capacità espresse in queste prime partite, nella consapevolezza che il lavoro, la fatica e il merito producono sempre frutti.. Basta soltanto attendere con pazienza e continuare a far sentire il calore e l’affetto della passione. Il popolo giallorosso non recrimina e non protesta più, perché ha ritrovato il perduto amore ed intende cullarlo tra le proprie braccia: le giornate riappaiono migliori, la vita sembra sorridere di nuovo e gli affanni diventare più lievi. Questo è il potere autentico del calcio ed Catanzaro lo sta sperimentando nel suo aspetto migliore. A.S. 3


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L’editoriale

di ROMANA MONTEVERDE

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La foto di copertina è di Salvatore Monteverde

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pag. 1 InCopertina E ora... ripartiamo pag. 3 Editoriale Un’intensa pausa di riflessione pag. 7 Il fondo del direttore Necessaria una riprova importante pag. 9 Pallone e dintorni Il lavoro dei giornalisti al Ceravolo pag. 11 Area di Rigore pag. 12 L’intervista Matteo Pisseri pag. 14 Focus Scoppia “contrattopoli” pag. 17 Spidercam E un ventenne dal cognome da papa... pag. 19 Visti da vicino Tommy Squillace pag. 21 Il punto sul campionato Perugia: 3 su 3 pag. 22 Il calendario pag. 24 I tabellini della Giornata pag. 27 Zoom Le tre componenti per continuare a vincere Riecco il “puntero”, lo aspettiamo presto... pag. 29 Controcronaca Catanzaro sei più forte... vincerai pag. 31 L’avversario di turno La Paganese

pag.32 Meteore - Curiosando Nervo: dalla maglia giallorossa alla fascia da sindaco Il calcio tinto di rosa... come il fischietto dell’arbitro pag. 33 Quelli che lo striscione L’aquila un simbolo e una storia pag. 34 UeSse domani... Giuseppe Teti, il “giovanissimo” pag. 36 La parola ai tifosi Due sconfitte di fila per il Catanzaro pag. 37 Highlights Gli applausi nel giorno più difficile pag. 37 InCopertina Caccia alle streghe pag. 38 Cosi in campo pag. 39 pag. 40 pag. 41 pag. 42

Stati d’animo Verso Pagani... Quote rosa La WS Catanzaro inizia la preparazione Calcio a 5 Atletico Catanzaro Stefano Gallo I nostri inserzionisti

Il numero e’ stato chiuso in redazione martedi 18 settembre 2012

Periodico sportivo Indipendente - Anno XXV Aut. Trib. di CZ n. 60 del 02.09.1988 - Tiratura 9.000 copie

Editore Salvatore Monteverde Direttore Responsabile Gianni Bruni Coordinamento giornalistico Mario Mirabello Foto Icaro Fotocronache - Tel. 0961.725028

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L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Il fondo del direttore

Necessaria una riprova importante per cancellare preocupazioni e cattivi pensieri

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i suole dire che tre indizi costituiscono una prova. Bene, se riteniamo validi gli indizi pervenuti dalle prime tre gare di campionato contro Barletta, Latina e Benevento ( aggiungiamoci pure la partita di Coppa Italia a Carrara ) abbiamo inequivocabile la prova che il Catanzaro, almeno quello attuale, dovrà faticare non poco per mantenere le promesse della vigilia che, allo stato, sono quelle di una tranquilla permanenza nella serie appena conquistata. Ci sono delle considerazioni che emergono nette dal “trittico” iniziale. Anzitutto le dimensioni tecniche della Prima Divisione sono ben diverse da quelle del torneo dominato,nella scorsa stagione, dai giallorossi.Quanti hanno assistito in tv all’anticipo tra Perugia e Benevento e poi la gara tra Latina e Catanzaro, hanno potuto accorgersi subito delle differenti qualità emerse nelle due gare: compatte ed organizzate tecnicamente Perugia e Benevento, ancora un po’ “naif” ed arrangiate sul piano della manovra e della continuità Latina e Catanzaro. Già da quel paragone si poteva comprendere quanto difficile sarebbe stato l’impegno dei giallorossi contro le “streghe” sannite. Dunque troveremo sempre avversari che dispongono di un assetto tecnico di un certo livello, non facilmente addomesticabili, in grado, come ha saputo fare il Benevento, di approfittare al meglio di ogni minimo errore o indecisione degli avversari. Errori sono stati quelli che son costati la sconfitta di Latina ed il primo gol del Be-

nevento, ad esempio e per evitarli in futuro Cozza dovrà metterci tutto il peso della sua personalità ed esperienza, anche perché, nelle file giallorosse, tranne i pochi che hanno calcato campi di C 1 (come si diceva allora) o giocato qualche spezzone in categorie superiori, di esperienza non ve ne è molta………… Dicevamo di un maggiore tasso tecnico subito evidenziatosi in questo campio-

nato di cui bisogna tener conto e di una carenza di esperienza che finora ha pesantemente influito sulle prestazioni di Fioretti e compagni.Ma c’è un altro capitolo su cui discutere: l’attuale condizione fisica di elementi ritenuti fondamentali per la manovra della squadra quali Quadri, Squillace, Maisto sono tutti giocatori che rappresentano l’anima del centrocampo, su cui la società ha voluto, giustamente, fare affidamento e che invece non riescono ad esprimersi per come ci si attendeva.

Dove sono i cross che rappresentavano l’ “arma letale” di Squillace? Dove la diga a centrocampo e l’azione di rilancio di Quadri e Maisto, peraltro ancora poco impegnato ? Perché questo ritardo nella condizione atletica di troppi elementi? Una squadra inferiore tecnicamente (il Catanzaro), che affronta una superiore (il Benevento), deve impostare la gara sul ritmo, la corsa, la pressione continua: se questa risorse mancano, tutto diventa difficile.Che poi le sconfitte col Latina e col Benevento potevano essere evitate con un po’ di accortezza ed un pizzico di fortuna, non fa che aumentare il rammarico, constatando che in nessun caso i giallorossi sono stati dominati dall’avversario: ma perdere in questo modo, ripetiamo, fa ancora più rabbia.Comunque non dobbiamo fasciarci la testa, perché la testa non è ancora rotta.Ma qualche “aspirina” bisogna pur prenderla subito, per evitare che ….. l’influenza, appena presa, non possa peggiorare e degenerare.A mercati chiusi sembra inutile pensare ai soliti “svincolati”, a meno di indovinare l’occasione giusta, cosa non facile.Per intanto, fare tesoro dei piccoli miglioramenti appalesati (nonostante la sconfitta di domenica), rispetto alle prime gare, recuperare fisicamente, soprattutto, gli elementi più importanti e ritrovare quella autostima necessaria a cancellare l’amarezza delle ultime prestazioni.Ci attende Pagani, squadra in gran forma e campo bollente. Una riprova importante per cancellare preoccupazioni e cattivi pensieri. Gianni Bruni 7


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Pallone e dintorni

di FiLIPPO VELTRI

Il lavoro dei giornalisti al “Ceravolo” Difficile, quanto pericoloso, a volte frustrante, raccontare quanto accade in campo in condizioni certamente non ottimali.

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ermettete che stavolta parliamo di noi? Cioè dei giornalisti che devono lavorare al “Ceravolo”. Non lo facciamo per spirito di corpo, ma solo per sottolineare agli amatissimi lettori e tifosi quanto sia stato difficile, pericoloso, a volte frustrante, raccontare fino all’ultima partita casalinga contro il Barletta quel che è accaduto in campo in condizioni diciamo così non ottimali, tanto per usare un eufemismo. Sentite un po’ quello che aveva scritto prima degli ultimi interventi del Comune di venerdì scorso il portale d’informazione www.catanzaroinforma.it: “La peggiore postazione d’Italia per gli operatori dell’informazione. E’ questo l’amaro primato che è stato attribuito a Catanzaro ed alla tribuna stampa del “Ceravolo” per quel che concerne la ripresa delle partite, durante una riunione, svoltasi a Roma tra tutti gli addetti stampa delle società di calcio nazionali. Dopo un breve sopralluogo, gli addetti ai lavori hanno sancito, all’unanimità, che il piccolo box in posizione molto decentrata, che ospiterà operatori di ripresa e telecronisti, non consentirà una buona qualità delle immagini e della visibilità della partita stessa. Questo - ov-

viamente - a discapito del lavoro di giornalisti e cameraman, che avranno l’arduo compito di raccontare le gare con enormi disagi. Francamente anche il nostro giornale, che ha acquisito i diritti per le web differite delle partite del Catanzaro, dovrà fare i conti con questa situazione. Catanzaroinforma.it, che ha investito sul Catanzaro, ma anche le altre tv locali, rischiano di non garantire un servizio di qualità agli amanti dello sport e ai tifosi del Catanzaro. Al Comune, che sta portando avanti i lavori, il compito di risolvere nel più breve tempo possibile il problema della tribuna stampa. Pensate che il regista Popi Bonnici vorrebbe creare un filmato domenicale con tutti i gol della Lega Pro, ma è spaventato e sfiduciato per quello che può venir fuori dal Ceravolo. Anche stavolta, purtroppo, pessima figura’’. Fin qui Catanzaro Informa. Ma volete aggiungerci come, chi ha investito nel Catanzaro – cioè il presidente Cosentino –, potesse tollerare le condizioni in cui venivano raccontate le partite della sua squadra? Non è stato, quindi, solo un problema che ha riguardato noi, ma ha riguardato voi – amatissimi lettori e tifosi – e ha riguardato la società, la squadra, l’ambiente. Ripren-

diamo, perciò, il tema della scorsa settimana, sottolineando come il problema degli stadi e degli impianti non è altra cosa rispetto al fenomeno calcio nel suo complesso: se gli stadi sono insicuri, difficili da raggiungere, perennemente dei cantieri aperti, come volete che siano pieni (e i quasi duemila abbonamenti di Catanzaro sono un boom oltre ogni più rosea aspettativa in queste condizioni)? E come volete che chi investe sia invogliato a fare di più con questo stato di cose? Ora i box che ospitano la tribuna stampa sono tornati in posizione più consona, seppur non ottimale per favorire un racconto più dignitoso dell’evento sportivo. Un plauso particolare va fatto allora al presidente Cosentino: senza il suo intervento gli stessi box non si sarebbero spostati nemmeno di un centimetro. Detto ciò, la grana sull’agibilità del “Ceravolo” persiste. Il problema non si risolve certo con interventi tampone, ma alzando il livello della proposta e dell’offerta: occorre uno stadio nuovo, una nuova casa per chi crede in questa società e in questa squadra. Prima ci si pensa concretamente e prima ci arriviamo. Il resto sono chiacchiere.

La nuova sistemazione della tribuna stampa 9


L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Area di rigore

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untualmente, cari amici, si ripresenta il problema amletico del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. La sconfitta di domenica scorsa con il Benevento la dobbiamo classificare “mezzo pieno”( per il dominio dei Nostri sulla corazzata campana) o “mezzo vuoto” (a causa della seconda sconfitta consecutiva dei ragazzi di Ciccio Cozza)? Francamente, cari amici, non saprei rispondere, disorientato dalle promesse estive di un campionato di vertice (con quasi sicura …promozione in serie B) e da una realtà che narra di una squadra ancora alla ricerca di una sua dimensione tattica e atletica. Indubbiamente l’idea di gioco c’è e di questo va dato merito a Ciccio Cozza. Fin qui non siamo mai stati messi sotto da chicchessia. Fatto sta che becchiamo troppi gol. Cosa vuol dire? Che siamo scarsi in difesa? Che siamo talmente sicuri della nostra forza da accucciarci nelle mani di Orfeo e addormentarci in qualche fase della partita? Allo stato non voglio manifestare nessun commento; d’altra parte, siamo ancora all’inizio (nonostante ci troviamo in classifica più vicini alla Carrarese, fanalino di coda, che al Perugia, autentica schiacciasassi). Ai posteri l’ardua sentenza!

Giordano Fioretti

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a matematica non è una opinione e..la lingua batte dove il dente duole! Se esaminiamo tutte le partite fin qui giocate da questa estate, le Aquile hanno beccato due pappine col Benevento, una dal Latina, tre dal Barletta, quattro dalla Carrarese (ma

di CLADIO ASTA

pare che la colpa sia stata di Alena Sederova, moglie dell’azionista Buffon, e della sua vertiginosa minigonna in tribuna che ha distratto i giocatori giallorossi), tre…dal Guardavalle. Totale: tredici gol al passivo in cinque partite. Qualcosa non torna, cari amici! E, a questo punto, mi preoccupano le dichiarazioni di fine partita contro i sanniti. Non tanto quelle di Cosentino con la sua ammissione che “è il momento più difficile della mia presidenza”, quanto quelle di Cozza che “non ho nulla da rimproverare ai miei ragazzi”. Mi auguro che quella del tecnico sia solo una dichiarazione…di facciata e che negli spogliatoi abbia “appeso” qualcuno al muro. E’ intollerabile perdere partite per disattenzioni. Quando lo capiremo, potrebbe essere troppo tardi.

Ciccio Cozza

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a bene che, parliamo di ingaggi pari a due ore di lavoro di Ibrahimovic e quindi di una inezia, eppure il Catanzaro è ripiombato, suo malgrado, nelle prime pagine dei media italiani per …ritorno di fantasma. Ricordate il Catanzaro di un paio di anni fa? Mi vengono ancora i brividi! Ebbene, cari amici, un rivolo di quella Società è riapparsa in tutto il suo squallore sotto forma di …truffa (non trovo altri termini) perpetrata da tredici calciatori che avrebbero depositato contratti maggiorati, diversi da quelli iniziali e avallati da una società sull’orlo del fallimento. Sono un garantista e mi auguro che ci sia una giustificazione legale della vicenda;

ma, ora come ora, non posso non pensare a quelle iene che massacrano le carcasse di animali morti nella savana. E mi fermo qui perché non vorrei vomitare, mentre scrivo, sulla tastiera del computer. Di sicuro faccio il tifo per il Presidente Cosentin

Giuseppe Cosentino

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aganese e Andria sono le prossime due partite. Se parliamo di alta classifica e, addirittura, di promozione, non si può non pensare a sei punti da acquisire senza se e senza ma. Ora più che mai è necessario l’apporto della torcida giallorossa. E’ troppo facile salire sul carro dei vincitori. E’, invece, difficile, ma necessario, stare vicino alla squadra quando le cose non girano per il verso giusto. Quadri e compagni hanno bisogno del nostro affetto e delle nostre coccole. Ma so già che è un appello superfluo, visto l’amore che Catanzaro nutre per i giallorossi. zChiudo iniettando un tarletto nel vostro cervello: Micolucci, condannato per “biscotto” nell’ultima calciopoli (fermato fino a febbraio), si è offerto al Catanzaro. E’ indubbiamente un ottimo difensore ma, affetto da “biscottite”, lo prendereste? Mah!!

Vittorio Micolucci 11


L’intervista

di ROMANA MONTEVERDE

“La squadra ha dimostrato di potersela giocare alla pari contutti gli avversari, anche se un po’ di cattiveria in più non guasterebbe”.

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Quanto prima arriveranno i risultati sperati

ortiere rivelazione di tutta la Lega Pro, stagione agonistica 2011-2012, Matteo Pisseri è il nuovo numero uno giallorosso. Arrivato sui “Tre Colli” dal Parma (società proprietaria del cartellino), ha iniziato la stagione in giallorosso un po’ nell’ombra; colpa di un infortunio che lo ha fatto “conoscere” poco durante il ritiro. Ora, tornato tra i pali da titolare già da due gare, ha dimostrato di meritare tutte le positive “dicerie” sul suo conto. Nonostante la giovane età, il fisico asciutto e il viso da “bravo ragazzo”, tra i pali riesce a trasformarsi in qualcosa di diverso, con uscite coraggiose e di spessore, interventi apprezzabilissimi in perfezione di tempi e posture che infondono sicurezza e ne confermano la bravura. C’è chi lo considera l’erede prossimo di Gianluigi Buffon (come lui cresciuto nel Parma con lo stesso preparatore atletico e, ironia del destino, anche lui, come il portierone di Juve e Nazionale, ad inizio carriera, era stato scelto per il ruolo di attaccante). Adesso Pisseri, al secondo anno tra i professionisti, vive una nuova stagione, forse la sua più importante, dopo un annata vincente in Seconda Divisione, in quel di Renate. Con lui abbiamo analizzato la situazione venutasi a creare dopo le prime tre giornate di campionato. Tre partite: una vittoria e due sconfitte. Una normale fase di rodaggio o qualcosa che ancora manca al Catanzaro. “Barletta a parte, negli ultimi impegni abbiamo affrontato due squadre come il Latina e il Benevento, ovvero compagini ben attrezzate con elementi di esperienza, 12

abituate già da tempo a questa categoria. Nonostante i risultati non positivi, siamo riusciti a giocare alla pari, potendo meritare, specie contro il Benevento, di vincere. Diciamo che la squadra ha dimostrato di non essere minim a -

mente inferiore all’avversario; escludendo, infatti, i singoli episodi, non è mancato nulla a livello di gioco. Forse un po’ di cattiveria in più non avrebbe guastato”.

Credi che la preparazione fatta durante il ritiro pre-campionato ed il fatto di non aver disputato amichevoli di spessore per rodare un po’ di più i meccanismi, stiano in qualche modo, limitando le prestazioni della squadra. “Assolutamente no! La preparazione è qualcosa di differente rispetto alla prestazione della singola gara. Non dimentichiamo che siamo ancora all’inizio della stagione e ci sono ancora tanti nuovi elementi che devono amalgamarsi al meglio con il resto del gruppo e della squadra tutta. La Prima Divisione, poi, è una categoria già molto difficile, in particolare il girone nel quale militiamo, per cui è proprio il collettivo che deve fare la differenza. Un po’ di pazienza e quanto prima arriveranno i risultati sperati”. Domenica si affronta la Paganese, squadra anch’essa ben attrezzata e reduce da un importante pareggio in trasferta contro l’Avellino. Cosa ti aspetti da questo impegno. “A Pagani andremo certamente per vincere. Come più volte ripetuto dal mister se abbiamo la mentalità giusta, possiamo battere chiunque. L’importante è partire con la mente proiettata alla vittoria e con la convinzione che non siamo inferiori a nessuno, avendo quindi tutte le carte in re-


gola per fare risultato e riprendere cosi un positivo cammino. Siamo, infatti, ancora all’inizio, per cui basta una vittoria per far ritornare entusiasmo e dare speranza ai tifosi che hanno comunque dimostrato grande vicinanza, nonostante il momento certamente non esaltante”. Anche se è ancora presto per fare ipotesi, cosa ti aspetti da questa stagione e come vedi il Catanzaro da qui alla fine del campionato. “Se andiamo avanti con la mentalità giusta, sono convinto che la squadra possa fare davvero bene. La cosa fondamentale è puntare a vincere tutte le partite, affrontando ogni sfida singolarmente, non lasciandoci mai trasportare da episodi negativi, che nel calcio ci possono anche stare. Il tutto sta nel pensarla positivamente. L’obiettivo da prefissare saranno, allora, sempre e solo i tre punti”. Quali le prime impressioni sulla piazza e come stai affrontando la sfida in giallorosso, in un ambiente che vive di calcio, in maniera molto più calorosa rispetto a Renate, cittadina in cui giocavi lo scorso anno. “Una d e l l e cose che più mi ha colpito di Catanzaro è stato l’entusiasmo del pubblico. Quando scendi in campo l’atmosfera è davvero da serie A. Questa circostanza, oltre ad accrescere la voglia di fare bene e vincere, è uno stimolo in più a dare, ognuno il meglio se stesso, portando avanti una prestazione superiore al cento per cento”. Due le gare che hai giocato da titolare: in entrambe hai fornitole una prestazione più che positiva. Non per nulla, tempo fa, qualcuno ti aveva considerato l’erede naturale di Buffon. Ti ci trovi in questo paragone. “Indubbiamente ascoltare certi complimenti fa molto piacere, anche se, visto la giovane età, devo ancora dimostrare tutto il mio valore. I giudizi sul mio conto, per il momento, li lascio fare agli altri, convinto che solo ed esclusivamente facendo bene in campo si possano meritare certi paragoni. E’ chiaro che ce la metterò tutta, anche se la strada per crescere è davvero tanta lunga”. 13


Focus

Scoppia “Contrattopoli” Un’inchiesta della Procura di Catanzaro travolge tredici giocatori della fallita Fc indagati per tentata truffa e formazione di credito simulato.

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’ stata già ribattezzata “contrattopoli” l’ultima inchiesta che si è abbattuta sul mondo calcistico e che, stavolta, ha travolto ben tredici giocatori della defunta “F.C. Catanzaro”, dichiarata fallita nel febbraio del 2011. Ma c’è una cosa che rende questa inchiesta unica rispetto alle tante altre che dilagano in tutta Italia. Questa, infatti, ha preso le mosse da un’iniziativa della nuova società che ha acquisito la squadra che, con un gesto senza precedenti, ha denunciato gli ex giocatori del Catanzaro, tesserati tuttora militanti in altri team. Una decisione ponderata, studiata a lungo, giunta, dopo ore e ore di riunioni e analisi, quando la società del presidente Giuseppe Cosentino è arrivato alla conclusione, da lui stesso che lui stesso resa pubblica: “Non posso e non voglio pagare un soldo in più rispetto a tutti quelli che ho già messo. Non è giusto, in quanto sono tra l’altro convinto che tutte le altre pretese dei giocatori che sono saltate fuori, guarda caso, ben un anno dopo il mio arrivo, siano illegittime. Ed in tutti i casi non competono certo a me”. Qualcosa che è diventata più di un sem14

plice “sospetto” dopo la dettagliata querela sporta dall’avvocato Sabrina Rondinelli, legale dell’Unione Sportiva Catanzaro, dal momento che in base alle prime indagini svolte dalla Guardia di Finanza, il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, Domenico Guarascio, è arrivato a delineare, a carico dei tredici giocatori, le accuse di tentata truffa e credito simulato, in base all’ipotesi che le loro pretese per la differenza tra quanto corrisposto all’epoca del fallimento dell’F.C e quanto risulta da accordi successivi registrati quando il campionato del 2009-2010 era in pieno svolgimento, siano basate su contratti gonfiati. Proprio in virtù di quelli che gli inquirenti definiscono “contratti integrativi fraudolentemente stipulati e simulati”. I giocatori, dopo il fallimento della società, hanno presentato prima una domanda di ammissione al passivo dell’F.C. Catanzaro per crediti da lavoro, e poi nuove istanze – avanzate tra luglio e agosto – che farebbero ricadere sulla nuova società “ulteriori debiti, tra stipendi, tasse ed oneri, per oltre 800 mila euro”. Una tesi, questa, che ritengono pienamente fondata il sodalizio di Cosentino e

l’avvocato Rondinelli, come detto a chiare lettere durante la conferenza stampa indetta all’alba di Catanzaro-Benevento, quando oramai l’esistenza dell’inchiesta penale era divenuta di dominio pubblico. “Riteniamo non validi i contratti in base ai quali si chiedono ora pagamenti astronomici alla società e siamo convinti di ciò che abbiamo fatto, con un gesto coraggioso ed unico, denunciando i giocatori. Ma adesso tutto è in mano alla giustizia penale, che dovrà svolgere le indagini e dire di più su tutta questa faccenda. Intanto è importante ribadire che stiamo parlando di ipotesi d’accusa da verificare e che le persone coinvolte sono indagate. Pertanto invitiamo formalmente e con decisione i tifosi alla calma ed alla massima correttezza, considerato che i calciatori denunciati sono tesserati che tuttora giocano in altre squadre, verso le quali bisogna avere il massimo rispetto”. L’avvocato Rondinelli e il presidente della “Catanzaro Calcio 2011 srl” - che ha rispolverato il “marchio” storico “U.S. Catanzaro” -, hanno voluto spiegare i motivi che hanno spinto la nuova società a sporgere ad agosto la denuncia, che ha


di OLGA IEMBO fatto partire le indagini nell’ambito delle quali tredici giocatori dell’FC Catanzaro sono stati indagati. L’avvocato ha spiegato come la società abbia deciso di rivolgersi alla Procura quando, tra luglio ed agosto, sono arrivate richieste “astronomiche” da parte degli ex giocatori dell’Fc, “che pretendono – ha ricordato - la corresponsione tra la differenza di quanto già pagato loro dopo il fallimento del vecchio sodalizio e l’ammontare dei compensi che risultano dagli ulteriori contratti depositati alla Lega nel corso della stagione 20092010, e precisamente tra maggio e ottobre 2010, quando cioè la società versava già in una situazione finanziaria critica al punto – ha sottolineato il legale – da non poter più pagare neppure le bollette della luce. Come è possibile allora che proprio in quel momento siano stati fatti contratti aggiuntivi ai giocatori da 107.000 o anche 140.000 euro?”. “Ecco perché – ha proseguito il legale – abbiamo anzitutto promosso un giudizio in sede sportiva per chiedere di sospendere la decisione relativa alla validità delle richieste dei giocatori, riscontrando peraltro con grande soddisfazione una posizione di grande sostegno da parte della Lega. Ma poi siamo stati costretti ad andare oltre, rivolgendoci anche alla giustizia penale, perché è necessario capire come si sia arrivati alla stipulazione di contratti così onerosi in un momento tanto difficile per la società, dal momento che a noi sembra che ci siano proprio gli estremi di una truffa. Tant’è – ha ricordato inoltre la Rondinelli – che abbiamo chiesto di verificare la legittimità anche dei debiti che sono stati già pagati”. E non dei soldi già sborsati, ma di quelli che eventualmente si troverà a dover corrispondere il presidente Cosentino, che ha comunque ribadito con fermezza di “non voler pagare quelle cifre, che arriverebbero tra compensi e ulteriori spese, a quasi 800.000 euro. Tutto ciò non mi pare giusto – ha aggiunto il presidente dell’U.S Catanzaro -, avendo già pagato quanto mi è stato chiesto al momento in cui ho acquisito la squadra: oltre un milione di euro secondo quanto stabilito dal curatore fallimentare e poi dalla Lega. E proprio nei loro confronti mi rifarò se le cose non andranno per il verso giusto, perché se avessi saputo di

dover pagare quasi il doppio non è certo detto che sarei andato avanti”. L’avvocato Rondinelli ed il presidente Cosentino hanno poi concluso amaramente parlando di “assoluto fallimento dello sport” in merito all’ulteriore vicenda calcistica finita all’attenzione dell’autorità inquirente, che ipotizza la tentata truffa e la formazione di credito simulato a carico dei calciatori Francesco Corapi, Ivano Ciano, Alessandro Bruno, Antonio Montella, Davide Lodi, Alessandro Vono, Roberto Di Maio, Ciro De Franco, Stefano Di Cuonzo, Manolo Mosciaro, Roberto Mancinelli, Giuseppe Benincasa, Giovanni Giuseppe Di Meglio i quali in pratica, secondo gli investigatori, potrebbero aver

richiesta di rinvio a giudizio nei confronti Antonio Aiello e Pasquale Bove, amministratori unici, che si sono susseguiti alla guida della società calcistica, e poi Filippo Catalano, procuratore speciale della società e Giuseppe Alfonso Santaguida, amministratore. Bancarotta fraudolenta l’ipotesi d’accusa contestata ai primi tre, mentre l’omesso versamento dell’IVa è contestato al quarto. Le accuse delineate dal Pubblico Ministero Alberto Cianfarini, sono derivate ad Aiello e Catalano dall’avere stipulato nel maggio 2010 nuovi contratti con allenatore e giocatori che, secondo gli inquirenti, la società non avrebbe potuto e dovuto permettersi, tanto che ne avrebbero poi causato il dissesto finanziario, che portò al fallimento. Bove, sempre stando alle contestazioni mossegli, avrebbe invece distratto 90mila euro dalle casse della società ed avrebbe falsificato le scritture contabili per ottenere l’iscrizione al campionato di calcio 2009/2010. Santaguida, infine, avrebbe omesso di versare l’IVA per oltre 80mila euro. Mere ipotesi d’accusa sulle quali si dovrà ora pronunciare il giudice. I quattro dovranno comparire il 27 settembre p.v. in aula per l’udienza preliminare e, se è già certo che l’U.S. sarà parte civile se e quando il procedimento a carico dei tredici giocatori arriverà in aula, l’avvocato Rondinelli non esclude di prendere parte anche a quello contro Aiello, Bove, Catalano e Santaguida “rispetto al quale ha detto – ho già chiesto tutti gli atti”.

Roberto Mancinelli depositato alla Lega Calcio dei contratti fittizi con retribuzioni maggiorate. L’inchiesta, nella quale sono identificate come parte offesa la società di Casentino e la Lega Calcio – presso la quale esiste un particolare fondo destinato ad assolvere debiti come quelli in questione ancora pendenti - ha già portato i militari della Guardia di Finanza negli uffici della Lega Calcio, dove sono stati sequestrati i contratti sospetti e sta proseguendo con l’audizione di persone informate sui fatti. Si susseguono, dunque, i procedimenti giudiziari legati al fallimento dell’Fc Catanzaro. Un precedente filone giudiziario si è già concluso lo scorso maggio con la 15


L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Spidercam

di ROBERTO TOLOMEO

E un ventenne dal cognome da papa ci fece capire quanto è dura la C1

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utta “colpa” di quel giovane dal cognome da pontefice. Sì, di quel Mattia Montini, che ci ha messo la capoccia a dieci minuti dal termine della gara con il Benevento, regalando alle “Aquile” il primo dolore tra le mura amiche da tempo immemorabile. E’ vero se ne parla da giorni, ma è il caso di farlo ancora: di metterselo bene in testa quel tizio. Perché ha dato una mano, una grossa mano, a fare capire meglio agli osservatori, ai tifosi, agli addetti ai lavori che la musica è cambiata: che la Prima Divisione è la Prima Divisione. Anzi no! Che la C1 è la C1. Perché solo utilizzando la vecchia denominazione con la terza lettera dell’alfabeto e non quella edulcorata Macalliana, si ha l’idea di quanto sia dannato questo torneo. Un purgatorio scomodo, tra la Quarta Serie quasi dilettantistica e il calcio che conta. Tutto diverso rispetto alla C2. Anche i minimi dettagli. Tornano a farsi vedere i tifosi delle squadre avversarie allo stadio, anche se a volte poche decine, i giornalisti forestieri prendono posto in tribuna stampa, persino qualche padellone satellitare abbarbicato sui gradoni del semideserto settore “Distinti” per diffondere, udite udite, la partita in tv. Ma ad essere cambiato, ovviamente, è soprattutto quello che si vede e si

vive sul campo. La scaltrezza di alcune squadre, la personalità di altre, il livello tecnico elevato di altre ancora. Ecco, un secondo dopo il colpo di testa di Montini, all’istante, si è compreso meglio tutto questo. Quella marcatura è stata una scossa tellurica di assestamento, accompagnata da una scarica elettrica simile a quella dei fulmini nei temporali settembrini, che danno un chiaro segnale che l’autunno arrivato. Un evento ineluttabile quindi? Non facciamo gli ipocriti. Se i sismografi, domenica scorsa, non si fossero mossi, saremmo stati assai più felici. Ma è successo. E allora tanto vale rimboccarsi le maniche e reagire. Magari ricordandosi che di Mattia Montini, ovvero di avversari

di novembre, un signore di nome Stefan Schwoch gonfiò per tre volte la porta giallorossa. Il suo collega italo venezuelano Margiotta si accontentò della doppietta necessaria per calare il pokerissimo alla derelitta squadra di Cagni. Una disfatta rivelatrice di quanto dura fosse la “cadetteria”. Quel Catanzaro finì il torneo ignominiosamente al primo posto guardando da sotto. L’anno precedente invece la “leadership” era stata reale: dall’alto in basso. Ma anche a quel Catanzaro non mancò un avversario “temporalesco”. I giallorossi lo conobbero sul campo di Lanciano, Andrea Conti il suo nome. Un giovanotto figlio d’arte, nulla più di un onesto comprimario. Alla seconda di campionato, di quel campionato di C1 diede il la alla vittoria della sua squadra contro il Catanzaro di Braglia. Quella partita finì 3-1 e contribuì a temprare le Aquile a renderle più consapevoli delle difficoltà da dover affrontare per arrivare all’apoteosi di Ascoli. Tra il trionfo del 2003/2004 e il flop del 2004/2005 esistono mille soluzioni intermedie in cui il Catanzaro di oggi vorrebbe ricollocarsi. Sarebbe deleterio sciogliersi come neve al sole. E allora fiducia, please; magari un giorno potremo persino dire grazie a quel ragazzotto omonimo di un papa.

Stefan Schwoch

Mattia Montini

che con le loro prodezze avevano imposto ai giallorossi riflessioni e reazioni, è piena la storia delle Aquile. Gol, sconfitte e amarezze d’inizio campionato che, in un modo o nell’altro, hanno mosso le acque nel bene o nel male, di un Catanzaro neopromosso. Lo era anche quello che nel 2004 prese cinque in quel di Vicenza. Si trattava dell’inizio stagione di quel campionato di serie B, ma le Aquile avevano già avuto il tempo di passare dalle stelle alle stalle, di beccarsi una penalizzazione e di riavere indietro i punti, di cambiare tecnico. Al “Menti”, in quel pomeriggio

Andrea Conti 17


L’editoriale

18

di ROMANA MONTEVERDE


Visti da vicino

di GIANLUIGI MARDENTE

Tommy Squillace: dopo il diploma ho preferito dedicarmi al calcio

S

ubito dopo la sconfitta con il Benevento la voglia di parlare con noi non è tantissima. Anche perché se dovesse dire un vaffa a qualcuno, oggi, “lo direi a quei giornalisti che aspettano la sconfitta per godere e criticare noi e il nostro lavoro sui giornali”. Lui è Tommaso Squillace, nato a Reggio Calabria l’8 luglio del 1989 da papà Matteo e mamma Angela. Ha fatto il solco lo scorso anno su quella fascia e adesso “aspetto di avere un’ottima condizione per ripropormi su quei livelli. Non c’entra nulla la categoria e non è vero che potrei peccare di personalità. Non sto ancora benissimo, tutto qui. E poi, francamente, vorrei ricordare che la C1 l’ho già fatta e quindi sapevo bene che campionato avrei dovuto affrontare in questa stagione”. Non è un momento felice e, anche se volessimo parlare solo della vita di Tommy, sarebbe impossibile. “Perché un giocatore vive di calcio”. Lui, sinistro da palanchino, ha una sorella, Lucia, che ogni partita lo aspetta fuori dai cancelli per coccolarlo e riempirlo di baci dopo le fatiche sul campo. “E’ sempre stata gelosa delle ragazzine che ho avuto in passato. Ma da marzo scorso ho una nuova fidanzata e lei mi ha detto che le piace”. Evidentemente Lucia ha capito che per Tommy la nuova fiamma è una roba importante. E infatti nessuno lo nega. “L’ho conosciuta a marzo a Soverato, lei è di Stalettì. Ci siamo subito piaciuti ed è nato l’amore. Per me è una cosa seria, infatti è già venuta a casa mia ed io sono andato a conoscere i suoi genitori. Mia madre è contenta di lei, ma Rossella è promossa soprattutto perché ha superato l’esame di Lucia”. Rossella, innamorata corrisposta, ha preso un bel 10 anche all’esame in cucina. “Il suo tiramisù e le sue lasagne sono ai livelli di quelli che cucina mia madre, questo

è molto importante”. Scherza Tommy nonostante sia “un timido che all’inizio non riesce a prendere troppo la mano. Ma se con il tempo prendo confidenza mi sciolgo e sono una persona piacevole. Mi definisco anche un testardo, quando mi metto una cosa in testa difficil-

Tommaso Squillace

mente cambio idea. Ora, per esempio, ho deciso di fare bene con il Catanzaro. Prima per me e poi per la squadra. L’ho detto e lo farò”. Ventitre anni e già una responsabilità grossa sulle spalle. Ma la scuola di Reggio e una partenza repentina da casa ha formato un ragazzo già diventato uomo. “Quando sei costretto a stare fuori deve crescere per forza. Io studiavo al Liceo Scientifico e avrei voluto fare l’Università. Ma poi ho dovuto scegliere, non riuscivo a conciliare le due cose. Così dopo il diploma ho lasciato i libri, anche se non sono mai stato un secchione e mi sono dedicato al calcio. La scuola mi ha dato tanto, soprattutto l’amicizia quindicennale con Giuseppe, compagno di banco alle elementari, medie e superiori. Un compagno diventato amico nella vita e per la vita. Ancora oggi lo sento e seppur lontani ci vogliamo molto bene”. Ma il suo tono non è proprio da favola. Troppa amarezza per la sconfitta interna e una condizione che stenta ad arrivare. E allora è doveroso da parte nostra, dopo aver preso il vaffa per i colleghi, dargli lo spazio per urlare un’altra imprecazione verso qualcuno. “Dedico una parolaccia anche a quei finti tifosi, piccolissima porzione dello stadio, che la domenica viene solo per criticare e guarda solo al risultato. Chi non riesce ad apprezzare il nostro impegno e la nostra prestazione mi manda in bestia”. Tommy si dice fortunato perché non deve “fare i conti con cose particolarmente brutte della vita. Ho solo gioito nella mia esistenza. E anche per tante cose. Ma se dovessi dire la cosa più bella che mi è capitata direi proprio questa: non mi sono piombate addosso cose brutte”. Giovane e saggio, questo è l’uomo Squillace. Oggi un po’ in affanno, ma il giocatore lo conoscete tutti. Ed è del Catanzaro.

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20


Il punto sul campionato

di PIERSANTO GALLO

PERUGIA: 3 SU 3. Ma chi è l’anti-grifone ?

D

La disciplinare penalizza la capolista Il Benevento vìola il “Ceravolo” . Nocerina: è crisi?

opo tre giornate si è venuta a creare una situazione praticamente simile sia nel girone A, che nel girone B di Prima Divisione. Ma se nel girone A il Lecce, con la sua incontrastata vetta, sembra rispettare in pieno i pronostici, nel girone B nessuno si aspettava il vuoto, o quasi, alle spalle di una sola squadra: il Perugia. Gli umbri sono l’unica formazione a punteggio pieno con le loro tre vittorie, l’ultima domenica scorsa nel difficile “derby” con il Gubbio, liquidato con un classico 2-0 (Di Tacchio e Tozzi Borsoi a segno). Dietro? Non c’è (almeno per quello che si è visto fino ad ora) l’Avellino, che sta “zoppicando” in questo inizio campionato, soprattutto al “Partenio”, dove gli irpini, dopo

la beffa con il Prato, non sono riusciti a chiudere la partita neanche contro la Paganese, raggiunti all’84’ dagli azzurro stellati con Girardi, raccogliendo solo un pareggio in un derby campano davvero acceso (tre espulsi). Non c’è nemmeno la Nocerina, due punti in tre partite: la sconfitta interna con il Latina non ha messo (almeno mentre scriviamo) in pericolo la panchina di Auteri, ma di sicuro in casa dei molossi è arrivato il momento di riflettere attentamente sui motivi di questo inizio a rallentatore e soprattutto di cambiare totalmente marcia. E allora? Chi potrebbe essere l’anti-Perugia? Sicuramente tra le candidate c’è il Benevento, titolare di una bella prova di

forza a spese del Catanzaro, e perché no, anche il Latina di Fabio Pecchia, che ha compiuto l’impresa di giornata, sbancando, come detto, il campo della Nocerina e conquistando, come del resto il Benevento, il secondo successo consecutivo. Cerca di ritagliarsi uno spazio importante anche il Frosinone, che ha reagito alla sconfitta di Gubbio, conquistando i tre punti (non senza patemi) con l’Andria Bat, mentre per il Pisa è arrivato il mezzo passo falso all’“Arena Garibaldi” contro un Barletta, che finalmente è riuscito a raccogliere un risultato positivo dopo le buone prestazioni dei primi due turni, condite però da altrettante sconfitte. Terzo X per il Prato, raggiunto dal Viareggio nell’anticipo del venerdì; primo successo per il Sorrento, vittorioso 2-0 su una Carrarese relegata all’ultimo posto della classifica e desolatamente a quota zero sia nella casella “punti”, che in quella “gol fatti”. Nella giornata odierna ancora un “derby” toscano e uno campano in programma: quello, sicuramente meno atteso (ma di grandissima importanza, soprattutto per i padroni di casa) tra Carrarese e Viareggio e quello da brividi tra Benevento e Avellino, in onda venerdì sera su “Sportitalia”. Chissà che non sia proprio questa sfida a regalarci l’antagonista diretta del Perugia per la vittoria finale del campionato. In cuor nostro speriamo che, come accaduto lo scorso anno , dopo un inizio così così, esca fuori il Catanzaro, ma allo stato at-

tuale dovrebbero essere clonati almeno altri due Sirignano per rendere la difesa

giallorossa da primato, oltre alla risoluzione dei persistenti problemi di costruzione del gioco. E la sfida di Pagani sarà tutt’altro che semplice, anche se i ragazzi di Cozza hanno il dovere di crederci, per cercare di uscire da quello che, Cosentino, ha definito come il momento più difficile della sua presidenza. La capolista Perugia invece è attesa dalla trasferta di Andria, la Nocerina da quel-

la di Barletta, mentre il Latina proverà a continuare il suo filotto contro il Sorrento. Gubbio e Pisa si misureranno in una sfida che profuma di play-off. A chiudere il quadro, infine, troviamo il match tra Prato e Frosinone. Intanto nella giornata di martedì la commissione disciplinare ha penalizzato di 1 punto la capolista Perugia. La Sanzione riguarda inadempienze amministrative relative al campionato di seconda divisione 2011/2012. 21


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Calendario Lega Pro 1a Divisione GIRONE B - 2012 / 2013

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Risultati, classifica e marcatori Lega Pro 1a Div. - Gir. B AVELLINO PAGANESE

1 1

CATANZARO BENEVENTO

AVELLINO (4-4-2): Fumagalli; Bittante, Giosa, Fabbro, Pezzella (5’ st Bianco); Catania (32’ st Herrera), Angiulli, Panatti (14’ st Massimo), Millesi; Biancolino, Castaldo. A disposizione: Di Masi, Zappacosta, Bariti, De Angelis. Allenatore: Rastelli. PAGANESE (3-5-2): Marruocco; Fusco, Fernandez, Pepe (33’ st Girardi); Calvarese, Soligo, Romondini, Neglia (14’ st Scarpa), Nunzella; Tortori, Fava (24’ st Orlando). A disposizione: Robertiello, Puglisi, Ciarcia’, Franco. Allenatore: Grassadonia. ARBITRO: Minelli di Varese. MARCATORI: 24’ pt Castaldo; 42’ st Girardi. ESPULSI: Millesi, al 32’ st, per doppia ammonizione; Girardi, al 44’ st, per gioco scorretto; Herrera, al 48’ st, per gioco falloso. AMMONITI: Angiulli, Fabbro, Giosa, Soligo, Pepe, Nunzella.

1 2

FROSINONE ANDRIA

CATANZARO (3-4-2-1): Pisseri; Narducci, Sirignano, Papasidero; Mariotti (dal 36’ st Marino sv), Quadri, Benedetti, Squillace; D’Agostino (dal 26’ st Carbonaro sv), Carboni (dal 16’ st Cruz sv); Fioretti. A disposizione: Faraon, Orchi, Maisto, D’Alessandro. Allenatore: Cozza BENEVENTO (4-3-1-2): Mancinelli; Pedrelli, Signorini, Mengoni, D’Anna; De Risio (41’ pt Davi’), Rajcic (dal 33’ st Montini), Montiel; Mancosu; Germinale(dal 22’ st Altinier), Marche A disposizione: Baican, Anaclerio, Rinaldi, Buonaiuto. Allenatore: Martinez Mendoza. ARBITRO: Ghersini di Genova. MARCATORI: 16’ pt Germinale, 43’ pt Papasidero, 35’ st Montini. AMMONITI: Quadri, De Risio, Rajcic, Mariotti, Sirignano, Germinale, Pedrelli, D’Anna, Signorini.

2 1

NOCERINA LATINA

FROSINONE (4-3-1-2): Zappino; Catacchini, Guidi, Bertoncini (28’ st Vitale), Blanchard (33’ st Del Duca); Gori, Carrus, Frara; Rogero (12’ st Cesaretti), Ganci, Aurelio. A disposizione: Vaccarecci, Altobelli, Crescenzi, Campagna. Allenatore: Stellone. ANDRIA (4-4-2): Rossi; Scrugli, Zaffagnini, Migliaccio, Contessa; Comini (12’ st Lanteri), Arini, Giorgino, Taormina (28’ st Maccan); Innocenti, Mascolo (1’ st D’Errico). A disposizione: Sansonna, Larosa, Tartaglia, Malerba. Allenatore: Cosco. ARBITRO: Abisso di Palermo. MARCATORI: 12’ pt Rogero, 5’ st Carrus (rig.), 36’ st Lanteri (rig.). AMMONITI: Ganci, Migliaccio, Scrugli, Innocenti, D’Errico, Giorgino, Vitale.

0 1

PERUGIA GUBBIO

2 0

PERUGIA (4-2-3-1): Koprivec; Anania, Cacioli, Lebran, Liviero; Esposito, Di Tacchio; Rantier (21’ st Moscati), Clemente, Politano(37’ st Martella sv); Ciofani (29’ st Tozzi Borsoi). A disposizione: Giordano, Russo, Cenciarelli, Moneti. Allenatore: Battistini GUBBIO (4-4-2): Venturi; Grea, Briganti, Bartolucci, Radi; Sandreani, Boisfer, Baccolo (14’ st Bazzoffia), Scardina; Palermo (25’ st Galabinov), Caccavallo. A disposizione: Farabbi, Galimberti, Regno, Guerri, Nappello. Allenatore: Coppola (Sottil squalificato) ARBITRO: Aureliano di Bologna MARCATORI: 44’ pt Di Tacchio; 40’ st Tozzi Borsoi. ESPULSO: Bartolucci, al 37’ st, per doppia ammonizione. AMMONITI: Esposito, Palermo.

NOCERINA (3-4-3): Aldegani; Baldan, Crescenzi, Chiosa; Daffara (12’ st Sabatino), Bruno, De Liguori, Corapi; Schetter (12’ st Mazzeo), Evacuo, Negro (26’ st Gavilan). A disposizione: Russo, Scardina, Ripa, Lettieri. Allenatore: Auteri LATINA (4-3-2-1): Bindi; Milani (37’ st Agius sv), Cottafava, De Giosa, Bruscagin; Burrai, Cejas, Ricciardi; Agoidirin, Barraco (10’ st Tortolano); Jefferson (12’ st Angelilli 6). A disposizione: Ioime, Giacomini, Pagliaroli, Tulli. Allenatore: Pecchia ARBITRO: Mangialardi di Pistoia MARCATORE: 30’ st Agoidirin. AMMONITI: Chiosa, Negro, Milani, Cottafava, Burrai.

LA CLASSIFICA SQUADRE

PUNTI

GENERALE G

V

N

P

CASA R

S

Pt

G

TRASFERTA

V

N

P

R

S

Pt

G

N

P

R

S

Perugia*

8

3

3

0

0

5

1

6

2

2

0

0

4

1

3

1

1

0

0

1

0

Benevento

6

3

2

0

1

5

3

3

1

1

0

0

2

0

3

2

1

0

1

3

3

Latina

6

3

2

0

1

3

3

3

1

1

0

0

1

0

3

2

1

0

1

2

3

Pisa

5

3

1

2

0

6

4

4

2

1

1

0

5

3

1

1

0

1

0

1

1

Avellino

5

3

1

2

0

3

2

2

2

0

2

0

2

2

3

1

1

0

0

1

0

Frosinone*

5

3

2

0

1

3

2

6

2

2

0

0

3

1

0

1

0

0

1

0

1

Paganese

4

3

1

1

1

4

3

3

1

1

0

0

2

0

1

2

0

1

1

2

3

Sorrento

4

3

1

1

1

2

2

4

2

1

1

0

2

0

0

1

0

0

1

0

2

Viareggio

4

3

1

1

1

3

4

4

2

1

1

0

3

2

0

1

0

0

1

0

2

Gubbio

4

3

1

1

1

1

2

3

1

1

0

0

1

0

1

2

0

1

1

0

2

Prato

3

3

0

3

0

2

2

1

1

0

1

0

0

0

2

2

0

2

0

2

2

Catanzaro

3

3

1

0

2

5

6

3

2

1

0

1

5

5

0

1

0

0

1

0

1

Andria

2

3

0

2

1

4

5

1

1

0

1

0

1

1

1

2

0

1

1

3

4

Nocerina

2

3

0

2

1

2

3

1

2

0

1

1

2

3

1

1

0

1

0

0

0

Barletta

1

3

0

1

2

5

7

1

1

0

0

1

0

1

0

2

0

1

1

5

6

Carrarese

0

3

0

0

3

0

4

0

1

0

0

1

0

1

0

2

0

0

2

0

3

Legenda : G=Giocate V=Vinte N=Pareggiate P=Perse R=Gol Fatti S=Gol Subiti

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V

* 1 Punto di penalizzazione


3a GIORNATA PISA BARLETTA

2 2

PISA (3-4-3): Sepe; Sbraga (dal 17’ st Gatto), Rozzio, Colombini; Benedetti, Barberis (dal 32’ st Fondi sv), Busce’, Favasuli; Rizzo (dal 29’ st Scappini ), Perez, Tulli. A disposizione: Pugliesi, Carroccio, Bianchi, Strizzolo. Allenatore: Pane BARLETTA (4-3-3): Pane; Calapai, Mazzarani, Menegaz, Burzigotti; Meduri, Piccini, Dezi; Ferreira (dal 14’ st Molina), Barbuti (dal 20’ st La Mantia), Carretta (dal 32’ st Angeletti sv). A disposizione: Liverani, Di Bella, Dall’Oglio, Simoncelli. Allenatore: Novelli ARBITRO: Bindoni di Verona. MARCATORI: 3’ pt Perez, 41’ pt Barbuti; 43’ st Perez, 44’ st La Mantia. ESPULSO: Piccinni, al 10’ st, per somma di ammonizioni. AMMONITI: Sbraga, Colombini, Scappini, Meduri, Menegaz.

SORRENTO CARRARESE

2 0

SORRENTO (4-3-3): Polizzi; Balzano, Nocentini, Di Nunzio, Bonomi; A. Esposito, Zanetti, Guitto(15’ st Schenetti); Arcuri, Cesarini (15’ st Zantu), Corsetti (46’ st Terminiello sv). A disposizione: Frasca, Ciampi, Beati, Iuliano. Allenatore: Bucaro. CARRARESE (4-4-2): Piscitelli; Bagnai, Lanzoni, Alcibiade, Pedrelli; Orlandi, Venitucci, Belcastro sv (11’ pt Bregliano), Juan Cruz(41’ st Ciciretti sv); Malatesta, Margiotta (30’ st Mancuso). A disposizione: Bianchi, De Paola, Tognoni, Merini. Allenatore: Sabatini. ARBITRO: Lanza di Nichelino (FaviaDe Troia). MARCATORI: 30’ st Zanetti, 38’ st Corsetti. ESPULSO: Bagnai, all’8’ pt. AMMONITI: Bonomi, Di Nunzio, Venitucci.

VIAREGGIO PRATO

1 1

. PRATO 1908 A.C

VIAREGGIO (3-4-1-2): Gazzoli; Carnesalini, Conson, Sorbo; Pellegrini, Pizza, Calamai (54’ Sandrini), Peverelli; Guerra (74’ Gerevini); De Vena (46’ Giovinco), Magnaghi. (A disposizione: Furlan, Fiale, Trocar, Mannini). All. Cuoghi. PRATO (4-3-1-2): Layeni; Beduschi, Malomo, Ghinassi, De Agostini; Corvesi, Cavagna (86’ Bisoli), Casini; Disabato; Tiboni (74’ Kostadinovic), Silva Reis (79’ Benedetti). (A disposizione: Brunelli, Carminati, Cristofari, Papini). All. Esposito. ARBITRO: Rocca di Vibo Valentia. MARCATORI: 7’ De Agostini (rig.); 81’ Gerevini. AMMONITI: Magnaghi, Giovinco, Silva Reis, Layeni, Beduschi; ESPULSO: 73’ Malomo per doppia ammonizione;

MARCATORI 2 reti : Barraco (Latina), Carboni (Catanzaro), Dezi (Barletta), Fernandez (Paganese), Germinale (Benevento), Perez (Pisa), 1 rete : Altinier (Benevento), Barberis (Pisa), Barbuti (Barletta), Biancolino (Avellino), Carrus (Frosinone),Castaldo (Avellino), Catania (Avellino), Ciofani (Perugia), Corsetti (Sorrento), Corvesi (Prato), Cruz Pereira (Catanzaro), De Agostini (Prato), Di Tacchio (Perugia), Favasuli (Pisa), Fioretti (Catanzaro),Ganci (Frosinone), Gerevini (Viareggio), Girardi (Paganese), Innocenti (Andria), Kolawole Oyelola (Latina), La Mantia (Barletta), La Rosa (Andria), Lanteri (Andria), Magnaghi (Viareggio), Marchi (Benevento), Mascolo (Andria), Merino (Nocerina), Montini (Benevento), Negro (Nocerina), Papasidero (Catanzaro), Politano (Perugia), Rantier (Perugia), Rizzo (Pisa), Rogero (Frosinone), Scardina (Gubbio), Scarpa (Paganese), Simoncelli (Barletta), Sorbo (Viareggio), Tozzi Borsoi (Perugia), Tulli (Pisa), Zanetti (Sorrento),

25


26


Zoom

I

Le tre componenti per vincere

l Catanzaro è uscito sconfitto dal match della terza giornata contro il Benevento. Ad alleviare le ferite dell’amara battuta d’arresto però, ci ha pensato quella componente che gravita attorno al Catanzaro Calcio e che da poco più di un anno a questa parte(da quando cioè Giuseppe Cosentino ha assunto le redini del sodalizio giallorosso) è tornata a parlare di calcio giocato, a vivere il pallone come il gioco più bello del mondo, così come lo definiva Gianni Brera, penna illustre del giornalismo sportivo italiano. Parliamo del pubblico, croce e delizia di una piazza, quella catanzarese, svegliatasi dal torpore in cui si trovava da tempo ormai. Non di certo per la mancanza di passione, ma piuttosto per la mancanza di una parola entrata nel vocabolario comune del calcio moderno: “progettualità”. Proprio il pubblico è tornato a gremire gli spalti del “Ceravolo”, proprio di quello stadio che prende il nome dal “presidentissimo”. Don Nicola ha lasciato tanto a Catanzaro e ai catanzaresi prima di abbandonare la vita terrena. Su tutti il dogma delle tre

componenti indispensabili per fare calcio: società, pubblico e stampa. Tutte unite da principi di compattezza e benevolenza nei confronti della squadra, che deve sentirsi amata e coccolata, sostenuta e difesa, a prescindere da tutto e da tutti. Un principio, da sottolineare, che il pubblico ha oggi assimilato a pieno titolo. Lo stile british, che prevede il sostegno ad oltranza al di là del risultato sportivo conseguito in campo, sembra essere di casa anche a Catanzaro, se è vero, come è vero, che nonostante la doppia sconfitta consecutiva a Latina prima e in casa contro il Benevento poi, un’autentica “standing ovation” ha

accompagnato i giocatori sotto la Curva “Massimo Capraro”. La presenza di una società forte e competente è indiscutibile; su questo punto sarebbe superfluo spendere fiumi di parole, che comunque tedierebbero il lettore e non sarebbero mai gratificanti abbastanza per l’effettivo impegno profuso da Cosentino e da tutto lo staff del sodalizio giallorosso. Abbiamo perciò elencato due delle componenti che Nicola Ceravolo aveva a cuore e che riteneva importantissime per mandare avanti una società calcistica. La terza, la stampa appunto, lo è come e più delle altre. Perchè è grazie ai canali di comunicazione e di informazione che si forma l’opinione pubblica. Ed è anche, grazie alla stampa, che si crea materia di discussione, oltre allo scambio di idee, archetipi, pensieri e parole. Non vogliamo sindacare su ciò che è stato detto o ciò che è stato fatto. Ma una cosa è certa: la stampa a Catanzaro, come in tutte le realtà sportive longeve del mondo, non dovrebbe ostacolare la crescita del calcio cittadino e di questa solida società.

Riecco il “puntero”, ti aspettiamo

P

er rivederlo calcare un campo di gioco si dovrà attendere ancora qualche mese ma lui, Federico Ezequiel Bugatti però non è voluto mancare lo stesso al “Ceravolo” con tanto di stampelle domenica scorsa per la gara contro il Benevento. L’intervento ai legamenti a cui è stato sottoposto è ancora fresco, ma la voglia di dare il suo apporto, seppur solo morale, ai compagni di squadra è davvero tanto. Lo spazio nel cuore di un sostenitore non è sempre direttamente proporzionale al numero delle gare giocate e dei gol segnati. L’argentino lo scorso anno non era titolare, ha insaccato in poche (ma decisive) occasioni, ma soprattutto si è fatto applaudire per il suo impegno, per la sua attitudine a non risparmiarsi mai. Apprezzato per il suo carattere mite, ha sempre accettato il ruolo di alternativa ad attaccanti come Masini e Carboni, trascinatori indiscuti-

bili della trionfare macchina da “guerra”

allestita dal duo Cozza-Cosentino. Poi nel corso dell’estate l’infortunio durante una partita amichevole con la Reggina Primavera. Quindi gli accertamenti ed il ritorno sul campo di allenamento, solo comunque per affidarsi, per alcuni giorni, alle cure dell’addetto al recupero degli infortunati Demetrio Brancati. Ed è proprio in quei giorni che l’affetto dei supporter nei confronti dell’attaccante argentino è stato più evidente. I cori di incoraggiamento, gli applausi e quel bel striscione esposto durante una seduta del mese di agosto. Vi si leggeva semplicemente: “Bugatti, non mollare”. Quindi è arrivata la diagnosi il giorno dopo della sfida con il Latina l’intervento chirurgico. Ora sarà nuovamente disponibile nella seconda parte della stagione quando, presumibilmente si dovranno serrare le fila e quando si spera che le “Aquile” avranno ancora nel mirino un obiettivo importante. 27


L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Controcronaca

di SIMONE NISTCO’

Poche chiacchiere: questa Prima Divisione è la festa della rinascita, della voglia di tifare e di sostenere un’unica maglia

Catanzaro, sei più forte e… vincerai

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o visto il Catanzaro vincere, perdere e pareggiare. L’ho visto in stagioni anonime, almeno quanto i visi di coloro che indossavano una maglia a strisce gialle e rosse senza saperne il valore, la storia, il significato che poteva rappresentare il giocare seppur nella serie Z del calcio professionistico. L’ho visto anche vincere la serie C1, con un Re che di nome faceva Giorgio seduto sul trono con scettro saldo in pugno e “corona” sulla testa dopo essere riuscito a togliere la spada dall’incudine al termine di ben quattordici anni di buio pesto e campionati di C2 senza logica e programmazione. L’ho visto l’anno dopo in serie B, ma forse era meglio non vederlo. Ricordo che al termine di quella stagione avrei preferito rivedere per altri quattordici anni i giallorossi in serie C pur di non assistere a quello scempio(e questo è tutto un dire). Poi ho visto tante promesse e poche fattive risposte, uomini con la giacca color cartone venire dal Nord per vendere fumo in una piazza sconfortata e delusa. Ho visto gestioni spartane e giocatori seduti al centro del campo al fischio d’inizio di una partita. L’ho vista solo e senza il pubblico che non poteva entrare nello stadio perchè non agibile o perchè non si avevano nemmeno i soldi per pagare gli steward. E poi un’estate ho visto lui, l’omino coi baffi mettersi una mano sul cuore e l’altra nel portafoglio riportando dignità ad una città, ad un popolo e ad una squadra ricca di gloria. Ho visto il Catanzaro fare tutte queste cose. Ora vorrei vederlo rialzarsi dopo aver inciampato su due gradini. Questo Catanzaro ha il carattere e la determinazione giusta per farlo, sin da domenica, in quella terra, la Campania, che ci auguriamo sia più “felix” che mai. Allo stadio “Marcello Torre” di Pagani scendono in campo Paganese e Catanzaro. Il pre-gara della sfida di domenica scorsa contro il Benevento è stato ricco e intenso allo stesso tempo. A riscaldare l’ambiente ci ha pensato il caso “con-

trattopoli”. Per la prima volta in assoluto un’autentica squadra di ex calciatori del Catanzaro sta affrontando l’attuale sodalizio giallorosso capeggiato dal presidente Cosentino. Nell’arena della Procura della Reppublica lo schieramento dei “desaparecidos” è sceso in campo secondo il più classico dei moduli, il 4-4-2. In porta c’è Mancinelli, difesa a quattro con Di Cuonzo, Di Meglio, Di Maio e Ciano. In mediana Corapi, Bruno, Benincasa e Lodi con il tandem d’attacco formato da Antonio Montella e Manolo Mosciaro. Pronti a subentrare Vono e De Franco. Risponde l’U.S. Catanzaro con uno schieramento solo all’apparenza striminzito, formato da mister Gicos con al suo fianco l’avvocato Sabrina Rondinelli. C’è tanta attesa per vedere all’opera l’altra squadra, quella dei giudici preposti a seguire il caso. Intanto sugli spalti a sostenere l’Uesse Catanzaro è assiepata la Lega Pro che ha capito la delicatezza di un caso che comunque non fa parte della storia del “nuovo” Catanzaro, non del Catanzaro di Cosentino almeno. Un Cosentino che ha giocato d’anticipo nella conferenza congiunta con il legale dell’Uesse Rondinelli, affermando che se “verba volant bomba manent”. Nessun petardo allora è piovuto dagli spalti. Ma proprio dalle gradinate del “Ceravolo” è arrivata una delle note più liete di domenica scorsa. Se infatti la prestazione del Catanzaro, risultato a parte, è da considerarsi nel complesso soddisfacente, ancor di più lo è stata la prova offerta dai 4418 tifosi presenti all’ex Militare che a fine match hanno voluto regalare un tributo ai propri beniamini. A Fioretti, che ha lottato come un leone, a Sirignano, autentica roccia conficcata nel muro difensivo. A tutti è stato rivolto un

applauso lungo, scrosciante. Il Catanzaro non ha demeritato, ma ha dimostrato comunque di essere una buona squadra che probabilmente non ha rivali, se non paradossalmente il Catanzaro stesso. Tornando all’applauso, era quasi come se i tifosi giallorossi volessero comunicare un qualcosa a squadra, tecnico e presidente, un qualcosa del tipo “sei forte e vincerai”. Rasserenante, rinfrancante, anche un pò chioccia: questo il nuovo “stile catanzarese”, che ci auguriamo non svanirà mai. Perchè se il Catanzaro è vivo lo deve solo a questa squadra e a questo presidente. Perchè questa è una festa, comunque andrà a finire il campionato. E’ la festa della rinascita e della voglia di tifare e di sostenere un unico simbolo, un’unica maglia e sotto un unico nome: Catanzaro.

GiORDANO FIORETTI 29


L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


L’avversario di turno

di VITTORIO RANIERI

La Paganese Una formazione compatta per conquistare qualcosa in più di una semplice salvezza

Q

uattro punti in tre giornate, ma il morale alto per il prezioso pareggio strappato nel “derby con l’Avellino”.Ad attendere il Catanzaro sarà quindi una Paganese in versione brutta gatta da pelare. Se al fattore squisitamente ambientale, si aggiunge infatti la compattezza di una squadra, puntellata a dovere in ogni reparto per conquistare anche qualcosa in più di una semplice salvezza, il quadro è sufficientemente chiaro per parlare di Pagani come di una trasferta dura ed ostica. La compagine campana, seppur dopo una stagione altalenante, come quella appena andata in archivio, ha conquistato immediatamente il ritorno nella vecchia C1 sotto la guida tecnica di Gianluca Grassadonia. Riconfermato in panchina, l’ex libero di Cagliari e Cosenza, in estate, ha portato avanti un calciomercato all’insegna dello slang… salernitano. Proprio così! Alla schiera dei riconfermati (tra cui il duo d’attacco Fava-Orlando, il portiere Robertiello, i difensori Fusco, Pepe e Agresta ed il mediano Neglia) si è aggiunta una pattuglia di ex giocatori granata. Come dire, mister Grassadonia ha pescato giocatori che hanno militato nella squadra con la quale ha chiuso la carriera. Sono così arrivati dalla vicina Salerno diversi elementi di categoria, vecchie conoscenze, quindi, del trainer. Stiamo parlan-

Gianluca Grassadonia All. Paganese

do di Girardi (che ha militato nella passata stagione a Taranto), dell’esperto portiere Marruocco, dell’esterno Ciarcià, del regista Romondini, del mediano Soligo. A questi si sono poi aggiunti il roccioso difensore Fernandez (ex Gela) e Caturano (di proprietà dell’Empoli). Un mercato che ha contribuito a ridisegnare pertanto il volto della compagine della scorsa stagione, di una compagine che, ricordiamolo, era stata brava a rovesciare le sorti di un campionato e che, alla fine del girone d’andata, si era guadagnata l’etichettata di grande delusa del torneo. Il ritorno in panchina di Grassadonia (che era stato anche esonerato) ed un mercato di riparazione condotto in maniera intelligente (con lo svecchiamento della rosa ed un alleggerimento del monte ingaggi) hanno poi dato nuova linfa alla squadra, che ha conquistato un posto nei play off. E gli spareggi-promozione, per la cronaca, sono stati vinti… anche senza i favori del pronostico. Sulla panchina campana, in passato, si sono così avvicendati tecnici del calibro di Vincenzo Cosco, Chiappini, Miggiano, del vulcanico Capuano e di Palumbo, che, tra alterne vicissitudini, hanno contribuito a tenere a galla la Paganese in quella C1 inseguita per ben ventiquattro anni. E la nuova sfida è sempre quella di mantenere la categoria… anche se a Pagani sanno che sognare. non costa nulla.

Gianluca Grassadonia : tecnico “in pectore” di un Catanzaro mai nato. Solo una burla del signor Di Vincenz.

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er un mesetto è come se fosse stato seduto, seppur virtualmente, sulla panchina “giallorossa”. Anzi, per dirla tutta, di partite del Catanzaro ne ha seguite due in tribuna, parlando coi giocatori dell’epoca, con un ruolo da tecnico in pectore. Poi, tutto è svanito ed a Gianluca Grassadonia è rimasta soltanto la sensazione di un incarico accarezzato, toccato quasi con mano e dissolto in una bolla di sapone. I più attenti osservatori ricorderanno che l’attuale tecnico della Paganese, nel dicembre del 2010, sulla stampa fosse stato indicato come il tecnico “in pectore” di un Catanzaro che non è mai nato, perché partorito (ed abortito) dalla burla del signor Di Vincenz. Come dimenticare, infatti, la burla, il bluff targato dall’imprenditore giuliano? Ebbene, in quello scherzo di pessimo gusto, a tinte carnevalesche seppur maturato prima di Natale, una delle vittime (assieme a tutta la Catanzaro sportiva e non) fu proprio Grassadonia. Quest’ultimo, contattato dal D.G. in pectore D’Ambrosio (altra persona ambigua nell’affare Di Vincenz),

per venire in Calabria, pare avesse già fatto anche la lista dei rinforzi per il mercato di riparazione. Poi, come si ricorderà, la burla andò avanti per settimane, con l’F.C. successivamente dichiarato fallito dal Tribunale di Catanzaro. Dei signori Di Vincenz e D’Ambrosio si son perse le tracce, mentre Grassadonia si sta ponendo all’attenzione generale come un tecnico emergente.

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Meteore

Curiosando

Nervo: dalla maglia giallorossa alla fascia da sindaco

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icordate Fabrizio Ferrigno? No, non è la nostra “meteora” di questa settimana. L’ex “sindaco” del Catanzaro però può essere considerato un “collega”(non in campo calcistico) di un altro calciatore che ha vestito la maglia giallorossa qualche anno fa e che ha avuto un curriculum dignitoso, anche se, proprio quando è approdato sui Tre Colli, ha attraversato il periodo discendente della sua carriera. Il giocatore che ricordiamo nell’occasione è una delle “meteore” più classiche, quelle facenti capo alla categoria di calciatori che, arrivati con tante aspettative della piazza, hanno di certo deluso, o comunque, non hanno proprio lasciato il segno. La “meteora”, tanto per farla breve, è Carlo Nervo. Dopo una carriera di tutto rispetto, caratterizzata da ben undici stagioni disputate con la maglia del Bologna, Nervo decise, nell’estate del 2005, di arrivare a Catanzaro. A volere a tutti i costi il centrocampista veneto fu l’allenatore giallorosso dell’epoca, Sergio Buso (scomparso di recente dopo una malattia che lo tormentava da tempo). Diciotto le presenze collezionate in quel torneo, anche se nessuna di queste viene tutt’ora ricordata dai tifosi catanzaresi. Da lui ci si aspettava veramente tanto, ma la stretta di mano fra lo stesso Nervo e il D.S. Martino non diede i frutti sperati. Nemmeno il tempo di arrivare a Natale, che l’ex Bologna era già sul piede di partenza, con tanto di valigia in mano e pronto a lasciare il capoluogo. Al suo fianco l’amico Andrea Sussi, anche lui proveniente dal Bologna, anche lui al centro di polemiche, anche lui uno di quelli visto e rivisto fare “corsetta” attorno al perimetro del “Ceravolo” da “separato” in casa giallorossa. Ma cosa centra Carlo Nervo con Fabrizio Ferrigno? La professione diremmo, o almeno in parte. I due calciatori sono infatti accomunati da un intreccio di fasce: fascia da capitano tanto per Ferrigno(nel Catanzaro), quanto per Nervo(nel Bologna); fascia da sindaco per Ferrigno(soprannominato così dai tifosi catanzaresi), così come per Nervo, che oggi è “primo cittadino” di Solagna, piccolo centro in provincia di Vicenza, nonché terra di nascita dell’ex giocatore del Bologna. Carlo Nervo, infatti, una volta appese le scarpe al chiodo decise, nel 2009, di dedicarsi alla politica. Gli abitanti di Solagna potranno vantarsi, quindi, di essere governati da un ex illustre giocatore del calcio italiano, arrivato anche a vestire la maglia della Nazionale. Verosimilmente gli abitanti di Catanzaro non ricorderanno nemmeno di averlo avuto come calciatore della prima squadra cittadina. Storie di fasce, sindaci e calciatori, hanno avuto come epicentro Catanzaro, “eletta” per un cumulo di circostanze vera e propria fucina di “meteore”. 32

di SIMONE NISTICO’

Il calcio in rosa... come il fischietto dell’arbitro

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uello fra donne e calcio non è un binomio del tutto imperfetto. Nel mondo del pallone moderno anche il gentil sesso sta facendosi spazio, seppur fra non pochi ostacoli e scetticismi. Sono tante ormai le figure femminili che ricoprono diverse cariche all’interno dell’organigramma di una squadra di calcio. Proprio qualche settimana fa, in occasione della partita che il Catanzaro ha disputato a Latina, il presidente Cosentino ha avuto il piacere di sedere al fianco di Paola Cavicchi, neo-presidentessa del sodalizio neroazzurro pontino. E che dire della stessa Ambra Cosentino, figlia del numero uno giallorosso Giuseppe, che ha già avuto l’onore nello scorso campionato(nel periodo in cui “mister Gicos” era impegnato all’estero per affari) di essere protagonista della passerella con tanto di “green carpet” nella splendida cornice del “Ceravolo”. Non solo cariche all’interno della società nell’universo femminile. Le cosiddette “quote rosa” sembrano pian piano farsi strada anche nel bel mezzo del terreno di gioco o anche sul perimetro del rettangolo verde. Se dunque l’intraprendenza e la determinazione delle donne non fanno più notizia, ecco allora che nel calcio in generale e in Lega Pro nel particolare, sono in alcuni casi proprio le donne a dover prendere alcune decisioni che potrebbero risultare decisive per le sorti di una squadra, piuttosto che di un’altra. Nel calcio di oggi le donne sono arbitri e assistenti di linea, pronte a sobbarcarsi offese in pubblico, ma anche a ricevere fiori nello spogliatoio. Lo aveva dichiarato qualche anno fa in un’intervista sul settimanale “L’Espresso” la prima assistente donna Cristina Cini. La “segnalinee”, come in molti l’avranno chiamata usando uno “slang” ormai poco convenzionale, aveva ammesso in quella circostanza che la gentilezza e la cavalleria spesso prendono il sopravvento su insulti, gesti poco carini e ingiurie. Se c’è stata la prima assistente donna, c’è tuttora l’unico arbitro del gentil sesso in Lega Pro, vale a dire la signora Tea Spinelli della sezione di Terni. In Italia sono più di 1500 i “fischietti rosa”, ma si contano veramente sulle dita di una sola mano le donne che dal 2002 (anno in cui hanno avuto accesso alla direzione in gare maschili) arbitrano gare ufficiali nei campionati professionistici. Ma quale è l’offesa peggiore che un arbitro donna possa ricevere? Quella di «tornare a casa a fare l’uncinetto» - ha detto qualche mese fa proprio la Spinelli - ma il suo sogno, come quello di qualunque altro arbitro donna, è quello di vedere uno striscione con su scritto: «io tifo l’arbitro».


Quelli che lo striscione

di ROMANA MONTEVERDE

Una splendida coreografia ha accolto le squadre al loro ingresso in campo per la partita con il Benevento

L’aquila: un simbolo e una storia

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’aquila imperiale: un simbolo, una storia, una città. L’aquila cullata nello sfondo a metà del giallo e del rosso: ricordi, sussulti, sensazioni per la propria squadra del cuore. Di lei ne parlano tutti, ne discutono tanti, rappresentando lq nascita di un nuovo popolo. L’aquila: regina di strade e di città, madre del catanzarese, sogno della domenica. Quando i “giallorossi”scendono in campo, sudano e lottano per lei, fa vibrare il cielo e “Lei” c’è. Da sempre è li, sul petto, vicino i battiti che rintoccano la forza delle sue ali. Ma non è mai sola, nessuno dei suoi uomini è solo, nessuno mai! E’ il popolo che grida e la sostiene, lei sfugge alle mani e si increspa nell’anima. La guardano lassù, monitrice di una favola senza mai fine. Forte e voluttuosa, magnanima e potente cade e si rialza con volontà e prepotenza

per una fede di padri e tradizioni. “Di te mi dicevan che ne rimane solo leggenda, ma ancora oggi rimiro il tuo volteggiar fiera e stupenda”. La Curva “Massimo Capraro” le dimostra il suo amore ancora una volta, ancora stavolta per sempre, in quel volo pindarico ed infinito, tanto forte quanto indiscusso e protetto. Dal basso della passione un’immensa distesa di colore rintona il suo nome; l’aquila imperiale è tornata per portare a compimento il suo volare, stavolta sarà irrefrenabile, stavolta si arriverà davvero. I cinquanta metri di curva, quei gradoni impregnati di cuori, pare non esistono più e per un attimo tutti quei corpi son diventati uno solo, uno soltanto per far sentire il suo potere sempre chiaro e sempre più forte. Una maestosa coreografia, sincera manifestazione di tifo, impegno e passione diventa cosi supporto non solo alla squadra, ma alla sua città, a quei percorsi lontani, ap-

passiti sulle pagine gialle dei vecchi volumi da biblioteca, distratti e nascosti da chi non ha avuto più voce per raccontare. L’indifferenza di una nuova generazione rispolvera la voglia di riparlarne ancora, di tradurre in presente ciò che il passato vuole regalare al futuro. Gli “Ultras” del Catanzaro le ridonano vita, la riportano in alto e di Lei non se ne scorderanno mai. Rimarcheranno le sue tracce, non sbiadendo il suo valore, la sua potenza prepotente e soave, leggiadra, “fiera e stupenda” in una leggenda che è storia di una storia che rifonde di luce e cancella le nuvole, rinvigorendo le voglie ed intonando l’amore. Le mani battono, l’emozione squarcia il petto, gli occhi all’insù ammirano le sue ali impetuose…L’U.S. è tornata, la sua aquila è tornata a volare. Nessuno, proprio nessuno, può interrompere le sue volontà. 33


L’editoriale

di ROMANA MONTEVERDE

Dopo tanti anni di lontananza, il bravo tecnico torna nel suo amato Catanzaro. Soddisfazione, ma anche tanto impegno per una squadra che saprà farsi valere.

Giuseppe Teti, “il giovanissimo”

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Staff tecnico delle formazioni giovanili

Fase di allenamento al Poligiovino

Piccoli aquilotti impegnati nello stretching 34

iuseppe Teti, professione allenatore dei “Giovanissimi” dell’U.S. Catanzaro. Detta in questa maniera sembra la classica frase che racconta di una “coppia”, ritrovatasi dopo un periodo di lontananza. La trama è perfetta per i più romantici, quelli che preferiscono il finale positivo e senza colpi di scena. Teti e il Catanzaro, dicevamo, sono così: si lasciano dopo anni di matrimonio, ma non possono fare a meno l’uno dell’altro e dopo tanto tempo si riabbracciano. E’ un po’ come i protagonisti delle grandi soap opere, quelli che si amano dal primo giorno e, in un modo o nell’altro, alla fine, trovano la maniera per stare nuovamente insieme. Il giovane allenatore, ricordiamolo, da calciatore, ha mosso i primi passi proprio con il sodalizio giallorosso, disputando vari campionati “Berretti”. Se dovessimo comporre una frase per descrivere questo “ritorno”, senza dubbio, scriveremmo: “alla fine tutto torna sempre come prima”. Lasciamo a voi l’interpretazione, ma il significato è chiarissimo.Tralasciando la questione meramente nostalgica, andiamo a presentare ed a conoscere meglio, l’attuale tecnico della formazione “Giovanissimi”, capace di trasmettere una grande carica agonistica ai suoi ragazzi. Mister Teti, ci racconta come si trova alla guida dei suoi giovanissimi? “Sicuramente ho avuto un impatto positivo con la squadra e con la società, con questa ultima che mi ha permesso di tornare dopo ben quindici anni. Questo è senza dubbio motivo d’orgoglio, anche perché allenare una compagine della Uesse emoziona sempre, trasmettendomi, tra l’altro, sensazioni positive. Ringrazio quindi il presidente Giuseppe Cosentino, il tecnico Francesco Cozza e il responsabile del settore giovanile Franco Modestia, nonché Carmelo Moro, che hanno permesso il ritorno nella squadra che amo”. Sarà un campionato certamente difficoltoso. Quali a suo giudizio le formazioni favorite per la vittoria finale? “Sicuramente quello che andremo ad affrontare sarà un torneo


L’editoriale

impegnativo e ricco d’insidie. A mio modo di vedere compagini come Catania, Napoli e Palermo diranno sicuramente la loro, anche perché hanno iniziato la preparazione con notevole anticipo rispetto a noi. Di contro ci sono squadre, come Paganese e tante altre, che dovrebbero essere, invece, alla nostra portata. Cercheremo allora di fare del nostro meglio e dare qualche soddisfazione alla società. In ogni caso sarà sempre e solo il campo a dare i giudizi finali, non dimenticando che il nostro raggruppamento (H) è abbastanza duro, proprio per quanto sopra detto”. Qual è il reparto che sta curando con maggiore attenzione? “Innanzitutto sto cercando di dare un’identità di squadra nel minor tempo possibile. Tra l’altro la nostra rosa è composta anche da elementi che provengono dalle zone limitrofe della città, quindi con qualche difficoltà logistica. In ogni caso la parte difensiva la ritengo la più importante. Ci sono dei meccanismi che i ragazzi ancora devono memorizzare, ma sono sicuro che, lavorando al meglio, riusciremo a fare bene. L’importante è impegnarsi e dare sempre il massimo durante la preparazione. Il resto verrà da solo”. Tocchiamo il tasto dolente della mancanza di strutture di allenamento. Cosa pensa di questa imbarazzante situazione? “Dico che è veramente un peccato, che certamente non depone bene per la città. Per quel che riguarda, stiamo facendo di necessità virtù, anche se non nascondo che sostenere delle sedute di allenamento in campi regolamentari sarebbe stato meglio in tutti i sensi. Non resta che sperare bene per un immediato futuro”. Un pregio e un difetto di Teti allenatore. “Sono una persona umile, che tende a lavorare con il massimo impegno, con peculiarità, nella speranza di raggiungere sempre risultati soddisfacenti. Per quanto riguarda un difetto, penso di essere troppo duro, a volte, con i ragazzi. In realtà (ridendo ndr) dovrei esserlo di meno”. Fin qui Giuseppe Teti. La parola ora al campo, per una stagione che si preannuncia faticosa, oltre che irta di difficoltà. L’obiettivo è quello di creare un gruppo amalgamato, in grado di far “saltare” di gioia chi ha creduto sin dal primo istante al progetto del settore giovanile: dal “buon” Cosentino, quindi, a Cozza, passando per Modestia e Moro, con gli ultimi due

di ROMANA MONTEVERDE

citati, protagonisti di un impegno encomiabile durante l’arco della settimana e non solo nel mondo dei giovani “aquilotti”. Quello che è certo è che tutte le formazioni avversarie dovranno vedersela con una truppa, quella delle “Aquile”, affamata e desiderosa di fare bene. In fondo anche a livello giovanile, finalmente, l’U.S. Catanzaro può dire la sua. Indovinate di chi è il merito? Noi lo sappiamo e certamente anche voi. Ne siamo sicuri! Matteo Brancati

1^  GIORNATA  GIOVANISSIMI  -­‐  GIRONE  H BARLETTA  -­‐  CAMPOBASSO 3  -­‐  2 HINTERREGGIO  -­‐  CROTONE 0  -­‐  2 SALERNITANA-­‐  TRAPANI     0  -­‐  0 NOCERINA  -­‐  CATANZARO 0  -­‐  1 PALERMO  -­‐  VIGOR  LAMEZIA 5  -­‐  0 NAPOLI  -­‐  PAGANESE 1  -­‐  0 MARTINA  FRANCA  -­‐  REGGINA 2  -­‐  2 RIPOSA:  CATANIA 1^  GIORNATA  ALLIEVI  -­‐  GIRONE  G ANDRIA  BAT  -­‐  JUVE  STABIA 2  -­‐  0 ARZANESE  -­‐  PAGANESE 3  -­‐  2 BARLETTA  -­‐  MARTINA  FRANCA 1  -­‐  2 CATANZARO  -­‐  NOCERINA 0  -­‐  0 SORRENTO  -­‐  HINTERREGGIO 3  -­‐  1 TRAPANI  -­‐  AVELLINO 3  -­‐  0 V.  LAMEZIA  -­‐  SALERNITANA 0  -­‐  2

Lo staff al completo 35


La parola ai tifosi

Due sconfitte di fila per il Catanzaro: rodaggio o manca davvero qualcosa?

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Pasquale Magro, dipendente

robabilmente ciò che manca al Catanzaro è un elemento di contrasto a centrocampo. La squadra, ad ogni modo, sembra che ancora non abbia preso coscienza delle proprie potenzialità; è infatti troppo poco cattiva e dimostra un po’ di timore ed inesperienza. Nel complesso, però, credo non sia messa male e sono perciò fiducioso sulla possibilità di poter disputare un tranquillo campionato. Sul salto di categoria, al contrario, credo sia un po’ più arduo da conquistare, visto che ci sono avversari come Perugia, Avellino e il Benevento stesso, squadra che comunque nonostante il risultato non è riuscita a metterci sotto più di tanto. Mi fido molto di mister Cozza, che sa il fatto suo. Se manteniamo la calma e mettiamo in campo cattiveria e concentrazione potremmo anche ripetere il campionato vittorioso di Piero Braglia”.

Francesco Magro, libero professionista “Secondo me, è solo un momento difficile per la squadra. Con il Benevento non meritavamo di perdere, ma è stata l’ennesima gara, dopo quella Latina, decisa dai singoli episodi e da sfavorevoli decisioni arbitrali. A mio parere non manca nulla a questa formazione a livello tecnico, anche se l’assenza di Bugatti, fuori per infortunio, potrebbe pesare dal momento che un uomo di personalità come lui in Prima Di36

visione potrebbe davvero fare bene. Probabilmente, ciò che è mancato in queste ultime due uscite sono state la grinta e la cattiveria, fondamentali per essere competiti in questo difficile girone”.

ramente di alto livello. L’importante adesso è non creare disfattismi e non esagerare con critiche ingiuste. Al Catanzaro non manca nulla e senza lamentele bisogna solo ringraziare il presidente Cosentino”.

Valentina Marrella, studentessa

Michele Camera, dipendente “La Prima Divisione è una categoria completamente diversa dalla C2. Nonostante le due sconfitte consecutive, essendo ancora all’inizio, è giusto dare tempo e tranquillità sia alla squadra, che alla società. Come ha anche detto mister Cozza prima della partita di Latina, questo può essere un anno di transizione. Aspettiamo dicembre e vediamo in che posizione siamo; solo in quel momento potremmo capire se si possa tentare il salto di categoria verso la serie B o aspettare un’altra annata e programmare un altro campionato, sicu-

“Nonostante le sconfitte a Latina e in casa contro il Benevento, a mio parere, il Catanzaro è buona squadra che non molla mai, neanche nei momenti di difficoltà. La tifoseria non deve abbattersi, ma, al contrario deve continuare a seguire i giallorossi perché i risultati prima o poi arriveranno. Sicuramente il presidente Cosentino non ci deluderà e continuerà a lavorare per portare in alto l’Uesse. Tuttavia, è troppo presto per dare giudizi e valutare se la squadra ha bisogno di alcuni innesti. Il campionato di C1 è un campionato difficile che dovrà essere giocato fino all’ultima giornata. Armiamoci allora di sangue freddo e con pazienza attendiamo l’arrivo di buoni risultati, partendo magari dalla trasferta di Pagani”.


Highlights

Gli applausi nel giorno più difficile

E

’ venne il giorno della prima sconfitta in casa dopo oltre due anni. Che la sfida con il Benevento sarebbe stata difficile lo si sapeva sin dalla vigilia, si conosceva il valore della squadra sannita, il suo cinismo, il suo tasso tecnico. Forse però, per come è maturato, il ko di domenica scorsa ha fatto davvero male soprattutto perché i giallorossi non avevano demeritato e soprattutto perché il traguardo di un risultato positivo contro la corazzata Benevento sembrava a portata di mano. Poi il gol di Montini a dieci minuti dalla fine e la speranza che si trasforma in amarezza. Così, del secondo pomeriggio del campionato al Ceravolo restano ben pochi ricordi positivi. Tra questo la splendida coreografia della curva all’inizio della partita e l’applauso che i tifosi hanno voluto comunque tributare a fine gara al presidente e alla squadra nonostante la sconfitta.

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COSI’ IN CAMPO

MARRUOCCO

CALVARESE

FUSCO

CIARCIA’

SOLIGO

FAVA

FERNANDEZ

ROMONDINI

PEPE

NEGLIA

STADIO “M. TORRE” ore 15.00 ARBITRO: Pezzuto di Lecce

ORLANDO

PISSERI

PAGANESE

4-4-2 ALL. GRASSADONIA

MARIOTTI

FIORE

QUADRI

ULLOA

MASINI

CATANZARO 3-4-2-1 ALL. COZZA

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PAPASIDERO

SIRIGNANO

SQUILLACE

CARBONI

FIORETTI


Stati d’animo

di ERNESTO TRONCA

D’ora in avanti indispensabile navigare a vista, cercando di puntare sempre più in alto

Verso Pagani, dimenticando quella particolare sindrome…

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uella sindrome che ci attanaglia, da tempi biblici, quando si tratta proprio di incrociare il Benevento. Oltre 5.000 anime hanno vissuto una pirotecnica sequenza di stati d’animo: rabbia, imprecazioni, entusiasmo, speranza, delusioni, in questa elettrica domenica. Si dice, di solito, che tra i due litiganti, il terzo gode. Nell’occasione è, forse meglio dire che, tra i ventidue litiganti è uno solo a godere: il Benevento: formazione quadrata di categoria. I sanniti hanno fisarmonicizzato gli agonistici contenuti, di una gara, che ha visto un Catanzaro battagliero, ma non certamente quello dei giorni migliori. Giusto rammentare le delicate defezioni in seno alla formazione catanzarese, anche se il complessivo impegno meritava ben altro risultato. Scomodiamo la essenziale filosofia teutonica: Catanzaro “GEH DENEN WEG” (vai per la tua strada), recuperando, al più presto, grinta, futuro. Intanto necessario far tesoro di quanto emerso domenica scorsa. E’ arrivata la seconda sconfitta consecutiva, con l’aggravante di averla subita tra le mura amiche. Francesco Cozza etichetta l’interlocutore sannita come seconda forza del torneo. Dopo la gara, grande è il rammarico del tecnico che non accetta la sconfitta dei suoi, e ne difende a spada tratta, l’operato. Il Benevento, poi, meritava di finire in dieci uomini. Incrociamo direttori di gara un po’ giovani, discretamente acerbi, che avrebbero bisogno di qualche lezione; in questo periodo la campana di inizio attività didattiche, potrebbe suonare anche per loro. Sicuramente l’agonismo, sia pure a tratti, del Catanzaro, è stato penalizzato. Dopo il pareggio di Papasidero, protagonista nel bene e nel male, si azzarda una ripresa pirotecnica; si intravede addirittura la possibilità di rimonta del Catanzaro, che, alla lunga, ci poteva anche stare. E’, invece, il Benevento a carpire alla fine, la vittoria con sadico cinismo. La fiera aria di chi è re (la tifoseria) è sempre vicino alla sua regina e gente innamorata dei colori giallorossi e, non tradirà mai. Questo succederà solo quando il sole sorgerà all’occidente. Una certa atmosfera ha preceduto le tappe di avvicinamento al mach. Hanno cozzato, tra loro, sentimenti, stati d’animo, pensieri. Poi, pian piano, l’attenzione verso il Benevento, uno dei peggiori interlocutori che potesse capitare. D’ora in avanti, navigare a vista, cercando di puntare sempre più in alto. Consegniamo all’anonimato l’agonistica “ culpa in vigilando”, che ha attanagliato il nostro a volte statico, pacchetto difensivo, in occasione di entrambe le reti campane, realizzate con spettacolare sveltezza. Un bravo a Matteo Pisseri, insieme a Ciro Sirignano, migliore in campo, con quest’ultimo che aveva trovato il varco giusto per saettare a rete, annullata per presunta carica al portiere. Nella seconda parte delle ostilità il cinismo parte europeo ha avuto ancora una volta la meglio su un Catanzaro che ha giocato cercando di circuire la ballerina campana, che però non si è lasciato conquistare.

Parte o

La Curva Massimo Capraro

Sirignano dolarante dopo un contrasto di gioco

I presidenti Cosentino e Vigorito Parte ora la rincorsa: il tempo c’è. Sin dalla prossima trasferta in quel di Pagani, si entra in campo, decisi a mostrare che niente è scalfito nella dignità di uomini prima, di atleti poi; perché è proprio da questo tipo di scivoloni, che arriva, spesso, la spinta per resurrezione immediata e duratura. Il tutto indispensabile corredo per sicuri, auspicati, futuri miglioramenti. 39


Quota rosa L’addio alla conquistata serie A2 ha fatto sfumare la possibilità di entrare nell’elite del calcio femminile nazionale.

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La Woman Soccer Catanzaro inizia la preparazione. Incertezza sui gironi di serie C

e domeniche del pallone si tingono sempre più di “giallorosso”, con l’incalzare del campionato di Prima Divisione che vede protagonista l’undici di mister Ciccio Cozza. L’altra faccia del pallone cittadino ha invece il volto - ancora un po’ scuro - della WS Catanzaro. La squadra di calcio femminile del presidente Antonio Ruggiero che, appena qualche settimana fa, ricordiamolo, ha rinunciato all’iscrizione al torneo di serie A2 nazionale. Dopo una stagione esaltante e una promozione ottenuta attraverso un gioco a dir poco spumeggiante per la categoria, le ragazze allenate da Pietro Alberti – lo ha detto in più occasioni lo stesso presidente Ruggiero – “hanno dovuto dire addio alla serie A2 per l’indifferenza del mondo imprenditoriale catanzarese e calabrese in generale”. Per la WS in poche settimane sfuma la possibilità – conquistata sul campo in maniera splendida – di entrare nell’elite del calcio femminile nazionale. Il motivo di una decisione dolorosa e, come detto, obbligata quale quella della rinuncia da parte della WS Catanzaro all’iscrizione a un campionato tanto inseguito e desiderato, la si ritrova nello “scontro” – inevitabile - con i costi della categoria superiore, che sono importanti e decisamente più impegnativi rispetto a quelli della serie C che – ricordiamolo – nel calcio femminile, è un torneo a carattere regionale. Costi impossibili da sostenere per un piccola società di calcio femminile calabrese, 40

se non attraverso il sostegno di sponsorizzazioni e partnership. Ma la città rimane dormiente, la grande occasione non viene compresa fino in fondo. Ecco perché non si concretizza alcun sostegno alla società del dg Giovanni Marullo. Una squadra di dirigenti appassionati e capaci decide allora di ripartire proprio da lì dove il sogno era cominciato appena un anno prima. Viene ufficializzata l’iscrizione al torneo regionale di serie C, ma con il trascorrere delle settimane arrivano altre difficili situazioni da fronteggiare. L’allenatore Alberti, protagonista insieme alle sue ragazze di un campionato strepitoso - ben 48 reti all’attivo, al cospetto di una soltanto incassata - per motivi familiari lascia la guida tecnica della squadra. Formazione catanzarese che, in ogni caso, agli ordini del professor Tullio Nocera, lo scorso 13 settembre ha iniziato la preparazione atletica in vista dell’inizio del campionato di serie C. Lavoro che le ragazze del capoluogo svolgono senza ancora conoscere né il girone nel quale verranno inserite, né tantomeno la data d’i-

nizio del torneo. Tutte questioni che la Lega dovrà inevitabilmente risolvere nelle prossime due settimane. Il nodo principale sembra essere quello legato alla composizione dei gironi di serie C: in Calabria il numero delle squadre iscritte non sarebbe sufficiente a organizzare il classico girone (per intenderci, quello stravinto lo scorso anno dalla WS); ecco perché con ogni probabilità la società del presidente Ruggiero si ritroverà a disputare il girone della Basilicata. Ma per l’ufficialità è bene attendere qualche altro giorno. Dopo la fusione con la squadra di Crotone del luglio scorso, viene confermata invece la partecipazione della WS Catanzaro al campionato di serie C di calcio a 5, con la guida tecnica affidata a Marco Leto, ex allenatore dell’Atletico Crotone.


Calcio a 5

di TONI ROTUNDO

Una società dalla grande carica, un gruppo compatto con notevoli capacità di gestire al meglio determinate situazioni

Atletico Catanzaro Stefano Gallo: unica rappresentante cittadina in campo nazionale

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uando mancano solo due settimane all’inizio del campionato nazionale di serie B, sono già definiti i movimenti per costruire le squadre per la prossima stagione. Particolarmente attiva è l’Atletico Catanzaro Stefano Gallo (ricordiamo che la stessa è frutto della fusione tra le società Atletico Catanzaro e Catanzarese Stefano Gallo) degli, ormai, ex presidenti Alfieri e Leo, i quali hanno lasciato il loro posto, pur mantenendone uno di riguardo all’interno dei quadri societari, al nuovo presidente, Pino Mirante. Le due storiche società cittadine, ora, pare abbiano buttato le basi per puntare decisamente a traguardi sempre più importanti; tutto ciò ha portato, inevitabilmente, ad una rivoluzione quasi totale. Dopo la rinuncia a Carlo Le Pera, l’allenatore che, nell’ultima stagione, con l’Atletico Catanzaro, ha conquistato l’ottimo terzo posto, consentendo alla nuova compagine di poter concorrere ed ottenere il ripescaggio in serie B, la nuova società ha deciso di cambiare, puntando su Andrea Lombardo, un tecnico che nelle ultime stagioni ha saputo lavorare molto bene, sia alla guida della Catanzarese Stefano Gallo, che alla guida della Futsal Enotria, maturando, così, l’esperienza necessaria per riuscire a guadagnare una giusta e meritata considerazione. I confermati Brandonisio, Iozzino, Rocca, Calabrese, Frangipane, Marullo e Celia, avranno come nuovi il portiere Cleber Biscari, proveniente dal Pordenone, il playmaker Rafael Salomao, della Me.Co. Potenza, l’esterno Thiago Daga del Palestrina e il pivot Wellington Ribeiro, che ha militato nel Frosinone. Inoltre dal Kroton Calcio a 5, è arrivato il giovane e bravo Mario Martino.

La Squadra dell’Atletico Catanzaro Stefano Gallo Un rinnovamento certamente imponente, ma il mix dei nuovi con i vecchi sembra promettere scintille e candidare la squadra catanzarese come una delle favorite del campionato. L’entusiasmo brilla negli occhi di tutti, atleti e dirigenti. “Se ho scelto di sposare questo progetto - esordisce l’allenatore Lombardo - è proprio per la grande carica e per l’entusiasmo contagioso che anima la società. Questo è un gruppo nuovo, che trasmette sensazioni fortissime: se troveremo in fretta l’amalgama, sono sicuro che ci toglieremo delle belle soddisfazioni ”. Parlando dell’organico, aggiunge: “La società ha deciso di rinnovare il gruppo e di rinforzarlo con elementi di spessore per la categoria. Coi partenti il rapporto si è concluso in modo assolutamente tranquillo e consensuale, com’è giusto che sia nel calcio, in cui ci possono stare determinate scelte, specialmente dopo la decisione di voler disputare un campionato difficile ”.

Per quanto riguarda le ambizioni, il tecnico così conclude: “La serie B è un campionato di livello, in cui servirà un grande gruppo e una notevole capacità nel gestire le diverse situazioni. L’’obiettivo primario è la salvezza, da raggiungere prima possibile; una volta ottenuta ci si potrà organizzare strada facendo. Vogliamo disputare un campionato a viso aperto, senza remore o timori reverenziali. Sono certo che se tra i ragazzi si creerà intesa, questa squadra potrà andare davvero lontano ”.

La dirigenza 41


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Il presidente di Federfarma Calabria dott. Defilippo sul ruolo della farmacia

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a farmacia svolge da sempre il suo ruolo di servizio per i clienti-cittadini, attraverso la dispensazione di quanto offerto e richiesto dal mercato per migliorare la salute dei propri clienti”. Lo sottolinea, proseguendo nella sua esposizione il presidente di Federfarma Calabria, dott. Defilippo, che così prosegue: “Ovunque sul territorio nazionale, a qualsiasi ora di ogni giorno dell’anno, con personale laureato, competente, aggiornato e pronto ad ascoltare e risolvere i problemi di salute e non solo. A questo, che potrebbe essere definito “servizio di base” si aggiungono sempre più frequentemente i “servizi a valore aggiunto”, che la farmacia è oggi in grado di offrire in maniera più veloce, economica e sicuramente più capillare rispetto ad altre strutture che fino ad ora hanno gestito tali servizi. Il fatto che la farmacia svolga una funzione di snodo tra SSN e cittadino fa sì che la farmacia stessa sia chiamata a fornire servizi rivolti al singolo individuo (consulenza sul farmaco, autoanalisi di prima istanza, consegna a domicilio di farmaci urgenti), 42

al Servizio Sanitario Nazionale o regiona-

le (raccolta dati ricette) o a entrambi (ad esempio, la partecipazione a programmi di assistenza domiciliare, la presa in carico di particolari categorie di pazienti cronici e il monitoraggio dei farmaci a loro utilizzati, il collegamento con il CUP per la prenotazione di visite ed esami tramite la farmacia, che rende più facile l’accesso ai servizi sanitari e riduce il carico di lavoro delle ASP, l’effettuazione di screening, che consente di individuare in tempo l’insorgere di alcune patologie, lo svolgimento di campagne di informazione e prevenzione)”. Quali servizi agli individui “E’necessario tenere presente, innanzitut-

to, che l’80 per cento del fatturato della farmacia è costituito dal farmaco, al quale si aggiunge un’altra quota relativa a prodotti sanitari strettamente complementari al farmaco stesso (prodotti per medicazioni, siringhe, ecc.), che fa sì che si arrivi quasi al 90 per cento. E’ quindi evidente che il campo di azione primario, se non quasi esclusivo, della farmacia, è costituito dal farmaco e che, conseguentemente, deve essere data priorità assoluta ai servizi legati al farmaco stesso. Circa le domande che più frequentemente vengono rivolte al farmacista, riguardano principalmente il giudizio sull’efficacia dei farmaci, le modalità di assunzione dei farmaci, la compatibilità con altri farmaci, con alimenti o con alcuni comportamenti (ad esempio, la guida di un veicolo). La consulenza professionale del farmacista sul farmaco assume quindi un’importanza decisiva, soprattutto in questa fase caratterizzata da un sempre maggiore ricorso all’autocura e dalla diffusione di farmaci nuovi destinati non più solo a curare le malattie, ma anche a migliorare le prestazioni psichiche e fisiche dell’individuo. (fine)


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L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Paganese - Catanzaro  

Domenica Giallorossa periodico settimanale - Anno XXV

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