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L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


L’editoriale

Alla ricerca dell’antica tranquillità Il continuo alternarsi in testa alla classifica dimostra come non ci siano ancora valori ben stabiliti

È

difficile non avvertire una sottile, ma persistente, sensazione di sconforto davanti alla netta sconfitta del Catanzaro a Viareggio, poiché costituisce una prova dell’attuale incapacità di invertire la tendenza negativa che sta accompagnando il cammino della squadra giallorossa in questo campionato di Prima Divisione. Una sola vittoria, due pareggi e tre sconfitte non sono certamente una striscia da compagine che lotta per il vertice della classifica, senza contare che il magro bottino degli attaccanti lascia un sapore amaro di delusione per quanto ci si attendeva e non è ancora stato. Pur tuttavia, non riesco ad essere pessimista, per diverse ragioni. Innanzitutto perché, nonostante tutto, la squadra c’è e forse è soltanto necessario ritrovare la tranquillità antica per affrontare con la dovuta serenità i cambiamenti che sono richiesti dalla particolare situazione del momento. Inoltre, continuano ad esserci un presidente e un allenatore che, sebbene preoccupati, attirano fiducia per la calma e la pacatezza che riescono a trasmettere. Ancora, la tifoseria sembra comprendere ed apprezzare l’impegno profuso da tutti per l’interesse comune e non manifesta alcun fastidio o malumore, magari spronata dal ricordo delle passate disavventure e consapevole del ruolo fondamentale che gioca per la realizzazione degli obiettivi più alti. Infine, un’annotazione tecnica: a dispetto di un inizio non proprio brillante, si sta assistendo ad un continuo alternarsi in testa alla classifica, a dimostrazione di come non ci siano ancora valori ben stabiliti e le squadre più titolate non riescono ad imporre un proprio passo. Il Perugia, che sembrava inizialmente invincibile, è a soli quattro punti dal Catanzaro per effetto di due sconfitte consecutive; l’Avellino, che era salito in vetta al classifica, è disceso in seguito alla sconfitta con il Frosinone; il Pisa, che non aveva avuto un promettente inizio, ha recuperato posizioni nelle ultime due giornate e il Latina, che aveva subito una pesante sconfitta nella prima giornata, è oggi la nuova capolista, e, diciamolo pure, non è

che avesse fatto chissà quale impressione nella partita vinta contro i giallorossi. Con questi sentimenti positivi apprestiamoci, quindi, ad affrontare la Nocerina, con cui, non dimentichiamoci, esiste una particolare sintonia sin dalla fine degli anni settanta, allorché venne sostenuta e difesa dai tifosi catanzaresi nella sfida di spareggio vinta contro il Catania per la promozione in serie B. A me fa rivivere in modo particolare la metà degli anni ottanta, quando il ricordo si riempie esclusivamente di vittorie e nel campo volteggiavano prima il poderoso Pino Lorenzo e poi l’etereo Massimo Palanca. Ma riaffiora anche l’immagine indistinta di un ragazzo chino sulla scrivania intento a documentarsi sulla carriera di un attaccante sconosciuto appena arrivato a Catanzaro e che, tra le altre squadre, aveva militato nella Nocerina. Si trattava di Angelo Mammì, che un posto importante ha ricoperto nella

mia giovinezza, nel periodo in cui il calcio ancora rivestiva i contorni della fiaba e un goal riusciva a riempire l’anima di una felicità autentica e surreale. Come dimenticare il sorriso inebetito stampato sul mio viso alla rete segnata contro il Bari con cui fu sancita la promozione in serie A: non il movimento elegante e preciso del grande campione, ma il balzo goffo e sgraziato di chi ha vissuto con la rabbia nel cuore. Ed insieme la gioia malinconica che mi spingeva lieve fuori dallo stadio nella giornata buia dopo aver assistito al prodigio di un umile calciatore che aveva prima violato la porta della Juventus e poi aveva cercato con gli occhi sbarrati ed increduli l’abbraccio della folla. Un abbraccio che domenica si ripeterà, ricomponendo l’atmosfera di felicità che è aleggiata sullo stadio “Ceravolo” nell’ultimo anno. A.S. 3


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L’editoriale

di ROMANA MONTEVERDE

pag. 13

La foto di copertina è di Romana Monteverde

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pag. 1 InCopertina Vincere pag. 3 Editoriale Alla ricerca dell’antica tranquillità pag. 7 Il fondo del direttore Gettare il cuore, oltre l’ostacolo... pag. 9 Pallone e dintorni Gli stadi che non ci sono più… pag. 11 Area di Rigore

pag. 27 Quelli che lo striscione Quel “Ciccio Cozza uno di noi” pag.29 Controcronaca Giù la maschera pag.32 Meteore - Curiosando Claudio De Sousa Gli occhi del c.t. Bertotto su D’Agostino pag. 34 UeSse domani...Settore Giovanile pag. 36 La parola ai tifosi

pag. 12 Microfoni d’autore Non roviniamo tutto pag. 13 L’intervista Alessio Benedetti pag. 14 Il punto sul campionato Il Lazio al comando.Perugia che succede pag. 15 Spidercam Catanzaro-Nocerina: gli incroci, i precedenti, le emozioni in differita pag. 17 L’avversario di turno La Nocerina pag. 19 Visti da vicino Pierluigi Borghetti pag. 21 Cosi in campo pag. 22 Risultati e Classifica

pag. 37 Highlights pag. 39 Stati D’animo Arrendersi all’evidenza è anche sintomo di crescita pag. 40 Quote rosa Woman Soccer Catanzaro: ancora da sciogliere il rebus allenatore. pag. 41 Calcio a 5 Esordio col botto del Catanzaro calcio a 5 pag. 42 I nostri inserzionisti

pag. 24 Tabellini

Periodico sportivo Indipendente - Anno XXV Aut. Trib. di CZ n. 60 del 02.09.1988 - Tiratura 9.000 copie

Editore Salvatore Monteverde Direttore Responsabile Gianni Bruni Coordinamento giornalistico Mario Mirabello Foto Icaro Fotocronache - Tel. 0961.725028

Il numero e’ stato chiuso in redazione lunedì 08 ottobre 2012

Grafica e impaginazione di De Girolamo Vincenzo Tel. 0961.754331 - info@devistudio.it

Concessionario di pubblicità Icaro Fotocronache

Largo Serravalle, 9 - 88100 Catanzaro Tel. 0961.725028

Stampa Abramo Printing & Logistics S.p.A.

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L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Il fondo del direttore

Gettare il cuore, oltre l’ostacolo...

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isogna allora cominciare a preoccuparsi ? Un pochino sì, certamente, ma è più importante, al momento, guardarsi intorno ed al nostro interno, per tentare di comprendere cosa sta accadendo. Se diamo uno sguardo obiettivo alla realtà sportiva con cui siamo chiamati a confrontarci, non possiamo che ripetere il concetto, da tutti condiviso, sulla grande differenza qualitativa tra Prima e Seconda Divisione. Troviamo difficoltà con squadre di seconda o terza linea, quali Andria, Paganese, lo stesso Viareggio, certo non accreditato tra le “grandi” e dobbiamo chiederci se questa differenza di valori tra le due categorie della Lega Pro sia stata valutata nel giusto al momento di approntare la nuova formazione giallorossa. Se c’è stato un errore di valutazione lo stiamo pagando e bisogna porre riparo. Se poi guardiamo quel che succede al nostro interno, ecco riaffiorare a Viareggio i fantasmi che avevano caratterizzato l’avvio del campionato, anche nella vittoriosa partita con il Barletta.

Anzitutto un difesa che stenta ad opporsi validamente agli attacchi avversari. E se anche Sirignano, che ne è il pilastro, va in bambola ecco che i guai aumentano. E’ vero! Sirignano, affrontato da Giovinco, è scivolato sul pallone, lasciando spazio allo scatto dell’avversario, ma è anche vero che alle spalle di Sirignano vi era il vuoto; nessuno, quindi, capace di coprire l’errore del compagno e di chiudere la falla. E se sulla seconda rete Pisseri può lamentare un fallo dell’avversario, è anche vero che non ha avuto alcuna protezione dai compagni, mentre il terzo sigillo dei toscani è nato dallo stesso tipo di errore che costò la sconfitta col Benevento. Non parliamo, poi, di quell’attacco che doveva essere l’arma vincente nel campionato. Carboni è fuori forma ( come tanti compagni ) e Cozza lo ha tolto dopo mezz’ora; Masini non si ritrova nel ruolo e nei compiti che lo scorso anno svolgeva Esposito; Fioretti, da solo, può combinare poco in assenza di rifornimenti validi, stante le sue particolari caratteristiche di realizza-

tore che si esaltano quando ci sono palle giocabili in area. Il centrocampo, infine, è la solita “incompiuta”, indeciso se coprire una difesa spesso in difficoltà o proporsi a sostegno della punte: il risultato è che non si riesce assolutamente a dare un assetto “logico” al reparto più importante di ogni squadra. L’assenza di Quadri pone, poi, a Cozza un altro problema: a chi il compito di costruire il gioco, reggere i collegamenti, impostare la manovra offensiva, ragionare, insomma? E poi ancora la “piaga” della ammonizioni a pioggia. Ammonizioni per falli che non sono nati, nella maggior parte dei casi, da entrate cattive, ma dal fatto che i “nostri” spesso arrivavano in ritardo sulle mosse degli avversari, finendo col perdere il pallone e colpire solo le gambe. Che ci siano anche ritardi nella preparazione? Ci spiace essere stati particolarmente critici, ma ci conforta il fatto che anche Cozza si sia espresso senza peli sulla lingua, ammettendo che quella del Catanzaro è stata la peggiore partita della stagione. D’accordo, ma perché ? Intanto si profila un’altra brutta bestia: quella Nocerina , costruita per disputare la serie B, che, dopo un avvio stentato, ha cominciato a marciare secondo pronostico, stendendo, domenica scorsa, l’ambizioso Perugia, altra squadra con qualche problemino di adattamento alla nuova categoria. Ci saranno brutti ricordi nelle file dei campani, intesi come personaggi che furono protagonisti di una delle più grandi delusioni per i tifosi catanzaresi. Ma guai a pensare a loro. Bisognerà, invece, pensare solo ad interrompere la spirale negativa prima che anche il morale, oltre che la classifica, resti prigioniero delle ultime negative prestazioni. Non sarà facile spuntarla: ci vorrà un Catanzaro ben diverso da quello visto a Viareggio, che, mai come questa volta, dovrà buttare il cuore oltre l’ostacolo. Gianni Bruni 7


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Pallone e dintorni

di FiLIPPO VELTRI

Gli stadi che non ci sono più… Il problema è che anche l’impiantistica sportiva paga il difetto italico della mancanza di programmazione

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e settimane passano, i vari campionati di calcio vanno avanti, ma i problemi restano e sono sempre gli stessi. Il riferimento va agli stadi in cui i nostri campionati vanno in scena. Argomento già trattato e di cui torniamo oggi a parlare. Sembra incredibile, ma, col passare del tempo, le cose, in tutta Italia, assumano sempre più i contorni della farsa. Come definire altrimenti la vicenda di Cagliari, penalizzato con lo 0-3 a tavolino nella gara interna con la Roma, dopo l’invito del presidente Cellino ai tifosi a recarsi all’impianto e poi autorizzato a giocare in quello stadio (ridotto più che altro ad un enorme cantiere con travi, mezzi meccanici e balle di cemento in ogni dove) due settimane dopo e con gli spalti aperti agli spettatori fidelizzati. E pensare che molti degli stadi in cui si gioca la serie A sono stati completamente rinnovati, se non costruiti ex novo in occasione dei campionati mondiali che il nostro paese ha ospitato nel 1990, appena una ventina d’anni fa, non un secolo. Ma tant’è. Il nuovo presidente della Roma, Pallotta, a

novembre vuole iniziare a costruire il suo nuovo stadio nella Capitale (come se non ce ne fossero già abbastanza) e lo stesso intende fare il “patron” della Fiorentina, Diego Della Valle, arrivato anche ai ferri corti con il sindaco rottamatore Renzi per una vicenda che si è trascinata nel tempo e che solo negli ultimi mesi sembra avere imboccato una via d’uscita. Il problema è che anche l’impiantistica sportiva, così come tanti altri settori, paga il difetto italico della mancanza di programmazione. C’è da pensare e costruire un’opera? La si fa allo stato dell’arte, spesso fuori tempo massimo e senza pensare a quali possano essere le prospettive future di quel settore. E così arriva il mondiale? Bene, si ristrutturano e si costruiscono stadi che potevano andare bene negli anni ’60, ma non nel nuovo secolo. Senza contare poi le lungaggini che accompagnano l’esecuzione di ogni qualsiasi opera in Italia. Tempi dilatati rispetto al programma e costi che lievitano più della pasta della pizza, per la gioia di non si sa chi. Catanzaro, naturalmente, non si differen-

zia dal resto del paese. Lo stadio continua ad essere un cantiere. Dopo le critiche della stampa di mezza Italia, che hanno definito la tribuna stampa del “Ceravolo” la peggiore in assoluto, si è corsi ai ripari, innalzando il box di alcuni gradoni per permettere migliori riprese televisive. Ma per il resto niente è cambiato. I calciatori continuano a farsi la doccia in container sistemati nel piazzale dietro ai “distinti”; quest’ultimo settore continua ad essere chiuso. E via andando. Il presidente Cosentino, che da tempo lamenta questa situazione (anche perché in Lega Pro le entrate si fanno con gli incassi, visto che il dorato mondo delle tivù a pagamento con i loro ricchi contributi è assai lontano) ha recentemente incontrato il sindaco Abramo per definire le priorità di intervento nel completamento dei lavori, che saranno finanziati con cinque milioni della Regione. Staremo a vedere se tutto procederà secondo i programmi o se saremo nuovamente costretti a intervenire su questa annosa vicenda.

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VALIDA DAL 22 AL 28 OTTOBRE 2012

VALIDA DAL 29 OTT. AL 4 NOVEMBRE 2012

VALIDA DAL 5 ALL’ 11 NOVEMBRE 2012

VALIDA DAL 22 AL 28 OTTOBRE 2012

VALIDA DAL 29 OTT. AL 4 NOVEMBRE 2012

VALIDA DAL 5 ALL’ 11 NOVEMBRE 2012

VALIDA DAL 5 ALL’ 11 NOVEMBRE 2012

VALIDA DAL 29 OTT. AL 4 NOVEMBRE 2012

VALIDA DAL 22 AL 28 OTTOBRE 2012

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di ROMANA MONTEVERDE

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VALIDA DAL 15 AL 21 OTTOBRE 2012

VALIDA DAL 15 AL 21 OTTOBRE 2012

L’editoriale


Area di rigore

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e non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere! Se non fossi ancora “incerottato e incazzato come una belva” a causa del “paliatone” subito nella città del “Carnevale”, mi sarei dilettato a discettare sul “derby” del 3 Ottobre con la Vigor Lamezia. Colgo solo l’occasione per ringraziare Ciccio Cozza che ha mandato in campo tutte le seconde scelte, ad eccezione di Fioretti e Squillace, e tutta la torcida giallorossa che ha, come da mio suggerimento da queste pagine, disertato in massa lo stadio, dando il preciso segnale che tale partita, per i giallorossi, valeva meno di un semplice allenamento. Sugli spalti c’erano duecentocinquanta spettatori. Ammettendo che una cinquantina fossero lametini camuffati, vorrei chiedere ai duecento tifosi giallorossi come mai non avessero di meglio da fare! Mi sorge un dubbio: sono sicuro che uno psichiatra troverebbe nel loro passato un trauma psichico importante. O non sono stati allattati dalle loro madri o sono stati abbandonati dal loro padre o, alle scuole elementari avevano, costretti a guardarlo per cinque anni, il poster del monte Reventino. Scherzo, naturalmente! Un mio amico che ha assistito alla partita, mi ha detto ( a nome di tutti i duecento tifosi giallorossi) che, semplicemente, lo ha fatto per vederli…purgati ancora una volta. E così sia!

di CLAUDIO ASTA

Viareggio, nel giorno del carnevale, con lo scopo di far ridere tutta Italia. E la cosa che mi…stritola l’intestino e mi fa esplodere il fegato è che il via all’asfaltamento dei “nostri” l’ha data il catanzarese (la mamma è del quartiere Lido) Giovinco, fratellino minore di quel…marcantonio che gioca con la Juventus. Dopo l’exploit (che ha fatto scompisciare dalle risate tutta Italia, ahimè!) di quel volpone di ragazzo che, in una trasmissione di mamma RAI, ha detto che è di Catanzaro Lido e non di Catanzaro,ecco… la pugnalata (sportiva) alle spalle di un altro virgulto cresciuto sulla spiaggia di Lido. Mi sorge un dubbio: non è che a Catanzaro Lido sta crescendo un sentimento da…separatismo basco? E io che abito a Soverato, cosa dovrò fare quando, recandomi al lavoro a Catanzaro, passerò dalle parti del quadrivio di Lido? Forse troverò una…frontiera e dovrò munirmi di passaporto? Un suggerimento: ai ragazzini catanzaresi si insegni, fin dalle scuole elementari, che Catanzaro è la città dei tre colli e…una spiaggia. Forse così, da grandi, avranno le idee più chiare e eviteranno di fare i… baschi che segnano alle aquile!

Giuseppe Giovinco

L

Catanzaro - Vigor Lamezia C.Italia

I

l Catanzaro versione “Versilia”, cari amici, sembrava un carro di cartapesta pronto a percorrere il lungomare di

o vado dicendo dal primo numero di “Domenica Giallorossa”: questo Catanzaro non mi convince, perché ha beccato tre gol, questa estate, dal ….Guardavalle! Mi crogiolavo nel sogno che il presidente Cosentino affermava che il nostro obiettivo minimo era ed è un posto nei play-off. Ma i dubbi restano tanti. E la sconfitta di Viareggio, sia pure

condizionata la mille ammonizioni, da una espulsione e da un modulo di gioco quantomeno da…coperta cortissima, conferma quanto vado noiosamente ripetendo: questa è una squadra può solo aspirare a una salvezza tranquilla. Ora, finalmente, lo ha ammesso anche Cozza: dobbiamo salvarci e, per tale motivo (non credo per riprendere…sogni di gloria), si ritorna sul mercato. E mi fermo qui… auto tirandomi dalla giacca!

Il presidente Cosentino

O

ggi, cari amici,arriva la Nocerina, una specie di Real Madrid (viste le nostre condizioni fisiche e psichiche) che verrà a Catanzaro per vendere cara la pelle. Ancora non ho capito chi giocherà, viste le mille ammonizioni ed espulsioni subite fin qui. Ma cosa aspetta la Società a mostrare i pugni contro questi giocatori isterici che creano, con la loro …collezione di gialli, solo un danno alla camiseta giallorossa? Rimbocchiamoci, cari amici, le maniche e cerchiamo di ripartire. Anche noi tifosi dobbiamo fare la nostra parte: bisogna ritornare ad essere il dodicesimo giocatore in campo. E i “nostri” debbono iniziare a sputare l’anima, fin da oggi, nella fossa dei leoni del “Ceravolo”. Ad maiora!

Curva Massimo Capraro 11


Microfoni d’autore

Non roviniamo tutto Remiscenze e pensieri giallorossi del radiocronista catanzarese di “Tutto il calcio minuto per minuto” Giuseppe Bisantis

A

rriva la Nocerina. I miei ricordi risalgono al 1978. Eravamo appena tornati in serie A, con il compianto Giorgio Sereni alla guida e dopo un solo anno di serie B. Un campionato reso esaltante dall’Ascoli dei record di Mimmo Renna, ma Catanzaro e Avellino tennero testa e alla fine festeggiarono insieme la promozione. A giugno di quell’anno, mentre l’Italia palpitava per i Mondiali d’Argentina, al “Militare” si giocò una partita delicatissima: Nocerina- Catania spareggio per la promozione in serie B. A sorpresa vinsero due a uno i rossoneri. Vidi un servizio su “Sport Sera”, con i tifosi campani che festeggiavano sul nostro prato, aggrappati alle traverse della nostre porte. Insomma, una profanazione del tempio! Poi seppi che i tifosi catanzaresi

avevano fatto il tifo per la Nocerina e da allora è nata la rivalità con il Catania e la grande amicizia con i campani. Sfida tra gemellate. Finora è andata bene alla prima contro il Barletta, per ora unica vittoria. Aggrappiamoci a questo. Non credo che lunedì sera saranno solo baci e abbracci. I “molossi” hanno tanti nostri ex giocatori e Gaetano Auteri in panchina. Lui, uomo vero e ottimo tecnico, ha fatto il massimo tra mille difficoltà dovute ad una società che stava andando allo sfascio. Grande gioco, gol a raffica, vittorie. Fino alla finale play off contro la Cisco Roma. E lì entrano in gioco Bruno, Corapi, Di Maio e De Franco. Facevano parte del gruppo che ci ha portato alla più dolorosa sconfitta degli ultimi anni. Quattro a zero in un “Flaminio” con tremilacinquecento tifosi giallorossi. Si sono dette e scritte tante cose su quella partita. Io c’ero e ricordo il saluto di Bruno ai tifosi prima della partita. Poi giocò malissimo, come tutti gli altri e quello fu un tradimento. Oggi Bruno è il “leader” di questa Nocerina. E c’e pure Corapi. Fischi in mondovisione. Quella partita fu l’inizio della fine, o di quello che poteva portare alla fine. E questo vorrei ricordare ai tifosi delusi ed esi-

genti di questi giorni. Siamo tornati vivi, siamo in Prima Divisione; abbiamo una società solida, con la quale non vedremo mai il segno meno in classifica. Non roviniamo tutto! L’inizio non è stato certo confortante, ma il campionato è lungo e possiamo toglierci ancora belle soddisfazioni. Ai giocatori che a Viareggio sono scesi in campo con la paura addosso e con i nervi a fior di pelle occorre fare sentire il calore dei tifosi. Non tutti sono fenomeni, è chiaro; e in questa categoria gli avversari non scherzano. L’allenatore può commettere errori di inesperienza, vedi il doppio cambio nel primo tempo in Toscana, ma ha carattere e si è assunto le intere responsabilità, chiedendo scusa. Non è cosa da tutti. Vogliamo tornare alla vittoria, questa partita giochiamola pure noi. Lunedì sarò in Svezia per “l’under 21” ma spero, grazie alla diretta Rai, di poter seguire in qualche modo la gara. Lo faranno in tanti in giro per il mondo. Per rivedere il nostro “giallorosso” sul nostro prato verde. Come dice la pubblicità: Tutto questo non ha prezzo. Giuseppe Bisantis

Lo spareggio Catania-Nocerina disputato al Ceravolo 12


L’intervista

di ROMANA MONTEVERDE

Il centrocampista giallorosso medita un immediato riscatto

Alessio Benedetti: “l’obiettivo è quello di recuperare i punti persi”

I

n ordine di tempo, è l’ultimo arrivato in casa “Catanzaro”, un acquisto sofferto ma fortemente voluto. Scelto titolare fin da subito il suo arrivo sui Tre Colli, Alessio Benedetti, è però uno dei primi della classe a livello di prestazioni, almeno fino a questa sesta giornata di campionato. Mattatore indiscusso nella zona nevralgica del campo, è un centrocampista a tutto tondo, bravo a dar l’anima per la sua squadra. Eccezionale visione di gioco, caparbio nei movimenti, bravo a captare ogni più piccola sfaccettatura del suo avversario. Non disdegna il gol e il calcio, lo si intuisce subito, è la sua vera vocazione. Cresciuto nelle giovanili del Milan, dopo una stagione in serie D con l’Orvietana, Benedetti, perugino di Assisi, disputa le ultime due stagioni nelle file dei Grifoni conquistando ben due promozioni consecutive dall’eccellenza alla prima divisione. Proprio per questo, il centrocampista ventiduenne sembrava uno dei perni sacri di quella formazione, fino a quando ad una giornata dall’inizio del campionato, decide di rescindere il contratto con i biancorossi per scendere in Calabria, forte dell’interessamento dimostrato da mister Cozza e convinto del progetto Cosentino. Cosi, Alessio Benedetti, da un “qualcuno” paragonato anche al magistrale juventino Andrea Pirlo, diventa a tutti gli effetti un “giallorosso” con un contratto biennale che lo legherà alle Aquile per ancora tanto tempo. Noi, per questa occasione, gli abbiamo parlato prima della gara in Toscana contro il Viareggio, andata come è andata, ma che in questo caso ci da la possibilità d i chiacchierare con il giovane umbro, al di là dei risultati finora non troppo brillanti per il Catanzaro. Sei arrivato a Catanzaro per “ultimo”, rescindendo il contratto con il Perugia ad inizio stagione. Cosa ti ha spinto a

prendere questa decisione e che effetto farà adesso incontrare la tua squadra da avversario? “Appena ho saputo dell’interessament o nei miei confronti da parte della dirigenza catanzarese, ho capito che non potevo lasciarmi scappare questa occasione. Sono molto contento di essere un giocatore giallorosso anche perché qui ho trovato dei ragazzi seri e un gruppo molto unito e compatto. Per quanto riguarda il Perugia, invece, io non porto assolutamente rancore nei confronti né della società che della tifoseria. Loro hanno fatto scelte diverse puntando su calciatori di seria A e B. Io, dal canto mio, avrei voluto giocare con continuità e in quella piazza non era più possibile. A Catanzaro, sono consapevole di dover dimostrare ancora molto e se capita di segnare proprio contro la mia ex squadra esulterò tranquillamente. Il gol, si sa, va onorato nel migliore dei modi e non credo che ci possano essere problemi in futuro, dal momento che penso anche di esser accolto in maniera positiva dai miei vecchi tifosi”. Catanzaro, cosi come Perugia, sono città molto calde a livello di tifoseria. Una circostanza che spesso nel calcio può essere considerata uno stimolo in più per la squadra a fare bene.

“I tifosi, senza dubbio, possono dare una grossa mano alla squadra. Già lo scorso anno, quando abbiamo affrontato il Catanzaro nella sfida con il Perugia avevo avuto modo di conoscere il grande tifo e il forte attaccamento che si respira in città. Vivendo qui, ho avuto un ulteriore conferma, tutto l’ambiente ha un calore unico e una grande voglia di calcio. Sta a noi, adesso, coinvolgerla ancor di più centrando qualche risultato positivo, continuando sulla scia di questo entusiasmo che è importante e contagioso”. Dal tuo arrivo sui Tre Colli, il mister, dopo la dovuta e iniziale fase di conoscenza, ti ha mandato in campo subito da titolare, con prestazioni tutte positive che hanno dato di te un’immagine particolare: un calciatore silenzioso che in partita si trasforma e dà il meglio di sé, lottando per tutti i novanta minuti. Ti ci trovi in questa descrizione? “Sono del parere che i giudizi spettano al mister e non a me. Nonostante ciò, credo di essermi integrato nel migliore dei modi nel gruppo, capendo gli schemi e riuscendo a giocare bene fin dal primo momento. La strada, senza dubbio, è ancora lunga ma io proverà a dare il massimo in ogni gara, contribuendo fattivamente al progetto del presidente Cosentino”. Mettendo da parte la sfida di Viareggio, il cammino giallorosso, finora, non è stato del tutto positivo con una sola vittoria all’attivo, ottenuta nella prima giornata. E’ un problema d’attacco o manca qualcosa, secondo te, a questa formazione? “I risultati dipendono senza dubbio anche dall’attacco, ma il coinvolgimento è inevitabilmente di tutta la squadra e dal mondo in cui riusciamo ad arrivare sotto porta. Non è possibile pensare che sia il singolo a fare o meno la differenza. Noi siamo un buon collettivo e da tutti i reparti dobbiamo cercare di dare una mano agli attaccanti per riuscire a far gol. Le reti che finora abbiamo subito sono stati decisi da singoli episodi e non da problematiche riguardati la squadra in sé”. 13


Il punto sul campionato

di PIERSANTO GALLO

Il Lazio al comando. Perugia, che succede? Umbri battuti dalla Nocerina di Auteri. Il Pisa continua a volare

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icordate? Dopo tre giornate raccontavamo di una situazione sorprendente nel girone B per quelle che erano le premesse della vigilia, ossia un Perugia da solo in vetta che correva e le altre che “zoppicavano”. Bene, tre domeniche dopo tutto è tornato secondo le previsioni, riassunte tutte in una sola parola: equilibrio. Già, perché fino ad ora, solo la Carrarese, nonostante l’addio di Sabatini (che comunque sa tanto di esonero) e l’arrivo in panchina di Nello Di Costanzo, sembra fare da “squadra cuscinetto”, mentre nei quartieri alti c’è grande “ressa”, senza una formazione capace di fare la voce grossa su tutte le altre. Questa settimana la copertina è tutta per le due squadre laziali, passate al comando in tandem, nonostante le rispettive penalizzazioni. Senza dubbio di maggiore spessore è stata la vittoria casalinga del Frosinone sull’Avellino. Gucher e Bortone hanno reso vano il rigore di Biancolino e messo a nudo i problemi dei campani, che non riescono ancora a trovare quella continuità di risultati che permetterebbe loro di compiere il salto di qualità. Dall’altra parte Stellone si gode la vetta, anche se è ancora presto per poter esultare. Tutt’altro che da trascurare comunque è

stata la prova di forza del Latina, che ha reagito alla grande alla penalizzazione subita e alla beffa di Viareggio, andando a sbancare con autorità il difficile campo del Barletta. Devastanti i “Pecchia-boys”, che hanno piazzato un uno- due micidiale sul finire della prima frazione con Kola e un rigore di Tortolano, per poi assestare il colpo del ko con Cottafava, lasciando ai padroni di casa solo la magra consolazione del gol della bandiera firmato da Lamantia. La Nocerina invece si è “scelta” l’avversario migliore per risorgere. La prima vittoria degli uomini di Auteri (a segno Evacuo e Mazzeo) infatti è arrivata nientemeno che contro il Perugia. Un Perugia irriconoscibile rispetto a quello dei primi turni: sarà solo un caso, ma da quando è arrivato il -1 in classifica gli umbri hanno racimolato solo un punto nelle ultime tre partite, con le pesanti sconfitte contro Pisa e Nocerina che non possono non preoccupare. Per quanto riguarda i “molossi”, sarà la svolta? Se il Lazio “festeggia” la vetta in coabitazione, anche per la Toscana, la scorsa, è stata una domenica positiva. C’era in programma il “derby” tra Pisa e Carrarese, vinto dai nerazzurri grazie a Perez e alla

Frosinone-Avellino 14

doppietta di Tulli, sorrisi anche per l’ottimo Prato, vittorioso sulla Paganese, al termine di un match deciso da Ghinassi (dopo il botta e risposta di rigore nel giro di tre minuti tra Napoli e Scarpa) e il Viareggio che ha avuto la meglio sul Catanzaro, conquistando un successo più pesante di quanto dica il risultato finale di 3-1. Giovinco junior, Pellegrini e Magnaghi (capocannoniere del campionato con quattro reti insieme al campano Perez) hanno steso le Aquile, rimaste un’altra volta in dieci uomini e incapaci di reagire agli affondi dei padroni di casa. I problemi emersi allo stadio dei Pini sono sempre i soliti: una squadra che non sembra “digerire” il 3-4-3 di Cozza, i due “big” dell’attacco che stanno dimostrando di non essere compatibili e una fase difensiva lontana dall’essere quella di una squadra da vertice. Se poi, com’è accaduto a Viareggio, ci si mettono anche due delle poche certezze come Pisseri e Sirignano a commettere quegli errori… I giallorossi, superati in classifica anche dall’Andria Bat, che all’ultimo respiro ha avuto la meglio sul Sorrento (Innocenti il “match- winner”), lunedì saranno chiamati nel posticipo serale della settima giornata contro la rediviva Nocerina a quella che può essere definita già una “sfida verità”, e non solo perché di fronte ci saranno gli “odiatissimi” Bruno e Corapi. Una settima giornata che propone il bigmatch tra le due co- capoliste Latina e Frosinone, ma anche quello tra Avellino e Perugia, che dovrà chiarirci molte cose sulle due formazioni favorite alla vigilia per la vittoria finale del campionato. Da seguire anche l’interessantissimo doppio incrocio Campania - Toscana con Sorrento - Viareggio (la giovane formazione bianconera si rivelerà una meteora o si confermerà ad alti livelli?) e Paganese Pisa. Dopo aver fallito quelli con Viareggio e Pisa, la Carrarese proverà in un altro derby, stavolta col Prato, a cancellare quel poco invidiabile zero dalla casella dei punti fatti, Benevento - Andria e Gubbio - Barletta completano il quadro.


Spidercam

di ROBERTO TOLOMEO

Il guizzo del “sindaco” coperto accidentalmente da uno spot

Catanzaro-Nocerina: gli incroci, i precedenti, le emozioni in differita

U

na buona notizia è sempre una buona notizia. Apprezzabile e accettabile, anche se arriva un attimo in ritardo. Avranno pensato questo, quel pomeriggio di inizio giugno del 2003, i tifosi giallorossi con le orecchie tese alle radioline dopo aver esultato per un gol di Ferrigno nella semifinale di ritorno dei playoff di C2 tra Nocerina e Catanzaro. Per colpa di un inopportuno spot, nessuno aveva potuto ascoltare e seguire l’azione in diretta a parte, ovviamente, chi in Campania ci era andato fisicamente. E gli altri? Quel giorno si arrangiavano come potevano. C’era chi soffriva in silenzio, magari con una cuffia alle orecchie, chi aveva optato per la terapia di gruppo. Sì perché, anche se sembrava un po’ anacronistico in epoca di pay per view, quel giorno girando per la città durante l’incontro, non era raro vedere gruppi di cinque o dieci persone riunite attorno allo stesso altoparlante nella stessa auto. Cosa non si fa per le Aquile… Cosa non si fa per provare in tempo reale l’emozione di una rete… In quel Nocerina-Catanzaro però i radiotifosi non ebbero questo privilegio. Il guizzo del “sindaco” coperto, accidentalmente, dal radiocomunicato di una bevanda al caffè. Sacrilegio? No, incidente involontario. Peccato. Anzi no: chi se ne frega. La rete si era gonfiata e questo era importante. Averlo saputo un attimo dopo? Poco male. Si era vinto. E nessuno di quei sostenitori, avrebbe immaginato, in quel momento o anche un mese dopo, che quella rete diffusa in radiodifferita sarebbe stata decisiva per promozione del Catanzaro. Senza quella marcatura non ci sarebbe stato passaggio del turno dopo lo 0-0 dell’andata, non ci sarebbe stata finale playoff poi persa con l’Acireale ma nemmeno ripescaggio in quella che si chiamava serie C1. Sembra preistoria e in un certo senso lo è considerati i fiumi di acqua passati sotto i ponti. Dopo allora Nocerina e Catanzaro non sono più incrociati su un campo di calcio. O quasi. Perché forse non tutti ricorderanno che proprio la prima vittoria

ufficiale del Catanzaro di Auteri, ora sulla panchina dei rossoneri, è stata proprio con la Nocerina. Era un match di Coppa Italia, tre giorni prima del Ferragosto del 2009. Al Ceravolo si giocava di sera, come si giocherà lunedì. La posta in palio era praticamente nulla ma per una formazione che stava tra mille difficoltà compiendo i primi passi come quella giallorossa dell’epoca, un successo serviva come il

pane. In campo nella formazione giallorossa otto dei giocatori che oggi battono cassa dalla nuova società e che sono implicati nella vicenda contrattopoli. Partita così così, pubblico così così. Poche centinaia di anime seguivano l’incontro in uno stadio in cui l’illuminazione pareva non fosse impeccabile. Semplice sensazione degli osservatori o effettivamente alcuni faretti facevano le bizze? Non si seppe mai. Fatto sta che quando al minuto 39 del secondo tempo Antonio Montella pareggiò la rete iniziale di Polichetti alcuni dalla parte opposta dello stadio non se ne accorsero subito. Un’altra emozione in differita insomma. In quella sera d’estate le Aquile vinsero per 2-1. In molti oggi firmerebbero per quel risultato per la gara di lunedì sera

che, chi non sarà allo stadio, almeno potrà vedere tranquillo in televisione . E stavolta pericolo di percepire il gol in differita dovrebbe essere scongiurato. Ben difficilmente ci saranno problemi di illuminazione ad ostacolare la visuale e soprattutto non ci risulta che inserzionisti locali abbiano acquistato spazi pubblicitari all’interno delle dirette Rai. Nemmeno bibite.

Due immagini di Catanzaro-Nocerina agosto 2009 15


L’editoriale

di ROMANA MONTEVERDE

Vi aspettiamo alla Fiera degli Sposi dal 13 al 20 Ottobre al Parco Commerciale “LE FONTANE” 16


L’avversario di turno

di VITTORIO RANIERI

La Nocerina

Gaetano Auteri All. Nocerina

F

In ripresa dopo un inizio deludente

orse, sul punto di spiccare il volo in campionato. Quattro punti nelle ultime due gare (pari a Frosinone e netta vittoria in casa sul Perugia) e la sensazione che la rotta intrapresa, ultimamente, da una delle grandi favorite per il salto di categoria sia quella giusta. E ciò dopo un avvio di stagione difficile, anzi diciamo difficoltoso (quattro punti nelle prime cinque gare, con nessuna vittoria all’attivo) figlio di quanto accaduto… o non accaduto in estate. Il mancato ripescaggio estivo nello scandalo “Scommessopoli” (con il Grosseto prima retrocesso e poi assolto dalla Corte di Giustizia Federale) è come se avesse fatto saltare tutti i piani di mercato dei molossi, e le aspettative di giocatori e ambiente sportivo che già sentivano con un piede e mezzo nella cadetteria. In quella cadetteria riconquistata dopo oltre trent’anni con Auteri in panchina e poi abbandonata, nella passata stagione, al termine di un campionato fatto di alti (pochi) e bassi (tanti) con la rimonta in classifica che è stata vanificata sul più bello. Inevitabilmente, dopo aver accarezzato la B per tutto il precampionato, ritrovarsi in Prima divisione ha costituito un vero e proprio effetto boomerang per la truppa di Auteri. Se all’aspetto psicologico si aggiunge qualche mal di pancia interno allo spogliatoio, un’abbondanza offensiva che crea concorrenza&mugugni (Evacuo, Negro, Schetter, Merino e Russo non sono troppi galli nello stesso pollaio?) e qualche elemento che stenta ancora ad entrare in forma o in sintonia con il gruppo, il quadro è sufficientemente chiaro per far sì che la Nocerina sia stata la grande delusa di questo avvio di torneo. Eppure, equivoci di modulo a parte (il 3-4-3 che ha reso

celebre il tecnico di Floridia è stato più volte accantonato per un sistema di gioco con la difesa a quattro), la campagna acquisti è stata a dir poco faraonica per la categoria. In estate sono arrivati il portiere Aldegani, i difensori Crescenzi (dalla Lazio) e Baldan, gli esterni Garufo e Daffara, il mediano De Liguori (ritornato per una scelta di cuore) l’ex giallorosso Corapi (fortemente voluto dal trainer che l’aveva rilanciato a Catanzaro), e gli attaccanti Evacuo e Shetter giusto per citarne alcuni. Senza contare l’esercito dei riconfermati dalla B (tra cui capitan Bruno e De Franco), con alcune cessioni eccellenti (vedi Plasmati in B e Di Maio al Lecce) che sono state un’ovvia conseguenza dei piani di mercato estivi.

La storica amicizia tra le due tifoserie

U

n gemellaggio storico, risalente nel tempo, ma anche tanti intrecci in panchina e sul campo che non possono assolutamente far passare inosservata la Nocerina sui tre colli. Oltre al fascino della sfida tra due blasonate per la categoria, i molossi richiamano alla mente un’antica amicizia tra le tifoserie. Amicizia nata sul finire degli anni Settanta, allorché i catanzaresi, mostrando un comportamento esemplare, ospitarono i supporter campani nell’allora stadio “Comunale” in occasione dello spareggio del campionato di serie C 1977-1978, valido per la promozione in serie B, tra Nocerina e Catania. Da allora, i rapporti sono stati sempre ottimi. E non si sono mai incrinati anche quando, nel giugno 2003, una rete di Ferrigno permise alle Aquile di violare il “San Francesco”, nei play off di C2, eliminando la Nocerina dalla corsa promozione. Adesso, tra i molossi c’è una parte di quel Catanzaro che, tre stagioni fa, sfiorò la promozione in prima divisione… prima del nefasto giorno del Flaminio, con un 4-0 patito ad opera della Cisco che non ha mai smesso di far discutere. Nell’estate del 2010, infatti, sono approdati a Nocera Inferiore il tecnico Auteri, nonché Bruno, Di Maio e De Franco. Attulamente, sulla

panca molossa c’è ancora il trainer di Floridia, mentre in squadra troviamo il mediano Bruno (capitano dei campani), il difensore De Franco e Corapi approdato in estate alla Nocerina (e fortemente voluto dallo stesso Auteri).

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L’editoriale

18

di ROMANA MONTEVERDE


Visti da vicino

di GIANLUIGI MARDENTE

Pierluigi Borghetti: un buono che si concede a buoni e cattivi

E

’ un buono, o almeno così si definisce, e dà il cuore anche a chi non se lo merita. Non si può dire di conoscere una persona dopo una banalissima chiacchierata però, francamente, mi sento di sottoscrivere il passaggio “che sono un buono e mi concedo a buoni e cattivi”. Vi presento Pierluigi Bocchetti, nato a Rovato (Brescia) il 18 novembre del 1984. Pierluigi è ultimo di tre figli, prima di lui Chiara e Francesco. “Due fratelli – dice – che mi hanno sempre coccolato e trattato come il piccolino di casa. Sono molto appassionati di calcio e devo dire che in alcuni frangenti sono stati anche ottimi consiglieri. Mi seguono sempre e questo mi fa felice”. Papà Gianni, impiegato in pensione all’Asl, non aveva il tempo di vederlo giocare nel cortile. A questo ci pensava mamma Carla che, stanca di vederlo rompere le finestre dei vicini, l’ha portato alla scuola calcio per iniziare la sua avventura d a professionista. “Mamma è stata la prima a farmi giocare. Lei lavorava in fabbrica e poi il pomeriggio mi portava al campo. Mio padre ha preso il testimone quando ero più grandicello e mi ha seguito per tanti campi della penisola. Ai miei genitori devo davvero tanto”. Borghetti, difensore ex Crotone, dice che la Calabria “gli ha regalato tanto calore e passione. Mi sono sempre trovato bene ed è per questo che sono ritornato. A Crotone ho trovato l’amore della mia vita, Annalena”. L’ha conosciuta in una notte di San Silvestro e da lì non si sono mai separati. A giugno le nozze, paggetto il loro piccolo Christian di 14 mesi. “La mia emozione più grande, la nascita di Christian. A seguire il giorno del matrimonio. I miei suoceri, crotonesi doc, sono contenti che gioco vicino casa, ma rimangono legati alla loro fede calcistica. Annalena, invece, tifa solo e sempre per me. Oggi è giallorossa”. E meno male, ci verrebbe (simpaticamente) da dire. Pierluigi, mai studioso, finisce la ragioneria e poi si dedica completamente al calcio. “Ho finito in affanno; i libri

di scuola non sono mai stati il mio forte. Ho sempre detto di avere due difetti: vagabondo a scuola e disordinato a casa. Aiuto Annalena in famiglia ma io e l’ordine non andiamo d’accordo”. Peccato però, perché la faccia e i pensieri da intellettuale non gli mancano. Dice di essere “un fortunato per il lavoro che faccio e perché finora la vita non mi ha mai voltato le spalle”. Guadagna divertendosi e lo trova quasi un hobby, anche se quando discute di passatempo sottolinea che ama la lettura e adesso sta finendo il testo di “un indovino mi disse” di Terzani. Filosofia e mistero. Nel libro che il nostro difensore sta leggendo, infatti, un indovino cinese dice allo scrittore di non prendere mai l’aereo e gli prefigge un grosso rischio di morire. Hai capito a Borghetti? Ma nonostante la sua intelligenza non vuole “più perder tempo dietro alla politica. L’ha seguita per un po’ ma adesso si è stufato di sotterfugi che intrigano e imbrogliano il paese”. E su calcio scommesse e partite vendute? “Per il momento accettiamo questo sistema e facciamo qualcosa per combatterlo. Rimane, comunque, il neo più grande del calcio e sia chi vende le partite, che chi gioca le scommesse, hanno una macchia dentro che marcisce il pallone”. Al futuro non chiede nulla di particolare. Perché ha una splendida famiglia e un lavoro che gli piace. Allora il suo presente diventa il sogno per il futuro: “crescere Christian e star bene con la mia famiglia”. Parola di Borghetti, l’intellettuale che non amava studiare. 19


LAVANDERIA SUPER BIANCO

20


Cosi in campo

CATANZARO-BARLETTA LATINA-CATANZARO

4-3

1-0

CATANZARO-BENEVENTO PAGANESE-CATANZARO

1-2

0-0

CATANZARO-ANDRIA

0-0

VIAREGGIO-CATANZARO

3-1

Intagliata di Siracusa

Carboni (2), Fioretti, Cruz

Maresca di Napoli Ghersini di Genova

Papasidero

Pezzuto di Lecce Minelli di Varese Verdenelli di Foligno

Fioretti

CATANZARO-NOCERINA PISA-CATANZARO CATANZARO-FROSINONE PERUGIA-CATANZARO CATANZARO-PRATO CARRARESE-CATANZARO CATANZARO-SORRENTO AVELLINO-CATANZARO CATANZARO-GUBBIO BARLETTA-CATANZARO CATANZARO-LATINA BENEVENTO-CATANZARO CATANZARO-PAGANESE ANDRIA-CATANZARO CATANZARO-VIAREGGIO NOCERINA-CATANZARO CATANZARO-PISA FROSINONE-CATANZARO CATANZARO-PERUGIA PRATO-CATANZARO CATANZARO-CARRARESE SORRENTO-CATANZARO CATANZARO-AVELLINO GUBBIO-CATANZARO

21


Calendario Lega Pro 1a Divisione

1-1

1-0

0-0

0-3

1-2

0-0

1-3

2-2

2-1

1-0

1-0

1-2

0-0

0-2

0-1

1-1

1-0 1-3 2-1 1-0 2-0 3-1 2-1 3-1 22


Girone B - Stagione 2012/13

LA CLASSIFICA SQUADRE Frosinone Latina Pisa Viareggio Avellino Gubbio Benevento Prato Perugia Paganese Nocerina Andria Catanzaro Sorrento Barletta Carrarese

Pt 12 12 11 11 11 10 9 9 9 8 7 6 5 4 2 0

G 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6 6

V 4 4 3 3 3 3 3 2 3 2 1 1 1 1 0 0

N 1 1 2 2 2 1 0 3 1 2 4 4 2 1 2 0

P 1 1 1 1 1 2 3 1 2 2 1 1 3 4 4 6

R 8 8 12 10 7 4 9 6 7 6 6 6 6 2 6 2

PENALITA’: Frosinone, Latina, Perugia e Andria - 1 Punto.

S 5 5 8 7 5 4 6 4 6 5 5 6 9 6 11 13

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Risultati Lega Pro 1a Div. - Gir. B AVELLINO 1

CARRARESE

BARLETTA 0

BENEVENTO 3

AVELLINO (4-4-2): Fumagalli; Bittante, Fabbro, Giosa, Bianco; Catania (74’ Millesi), D’Angelo, Angiulli, Bariti (84’ Zappacosta); De Angelis, Castaldo (91’ Biancolino). A Disposizione: Di Masi, Panatti, Massimo, Izzo ALLENATORE: Rastelli. BARLETTA (4-3-3): Pane; Calapai, De Leidi, Di Bella (32’ Burzigotti), Mazzarani; Piccinni, Meduri, Vacca (68’ La Mantia); Carretta (54’ Ferreira), Barbuti, Molina. All: Novelli. A Disposizione: Liverani, Angeletti, Dezi, Dall’Oglio. ALLENATORE: Novelli. ARBITRO: Stefano D’Angelo della sezione di Ascoli Piceno MARCATORE: 49’ Castaldo. AMMONITI: MoliIna, Catania Barbuti, Castaldo, Di Bella, Fabbro, Leidi, Pane.

0

CARRARESE (4-4-2): Piscitelli, Bregliano, Pedrelli Daniele, Alcibiade, Benassi, Pestrin, Alvaro Armada (60’ Orlandi), Corrent (32’ Corticchia), Malatesta, Ciciretti, Merini (77’ Mancuso). A Disposizione: Cicioni, De Paola, Venitucci, Belcastro. ALLENATORE: Sabatini BENEVENTO (4-3-1-2): Gori, D’Anna, Bolzan, Rajcic (69’ Davì), Siniscalchi, Mengoni, Carotti, Montiel, Altinier, Mancosu (76’ Rinaldi), Marchi (61’ Montini). All. Martinez a disposizione: Mancinelli, Pedrelli, Cristiani, Germinale. ALLENATORE: Martinez ARBITRO: Gianluca Aureliano di Bologna MARCATORI: 17’ Mancosu Altinier, Altinier.

CATANZARO 0

FROSINONE 2

PAGANESE 1

ANDRIA BAT

NOCERINA 2

GUBBIO

0

CATANZARO (3-4-2-1): Pisseri; Mariotti, Sirignano, Papasidero; Quadri(9’ Ulloa), Benedetti, Squillace, Fiore; Masini, Carboni (80’ Cruz); Fioretti(63’ Maisto). A disposizione.: Faraon, Narducci, Borghetti, D’Alessandro ALLENATORE: D’Urso ANDRIA (4-3-3): Rossi; Contessa, Migliaccio (35’Comini), Zaffagnini, Scrugli (69’ Tartaglia); Arini, Larosa, Giorgino; Lanteri (55’ Maccan), D’Errico, Innocenti. A disposizione: Sansonna, Loiodice, Malerba, Taormina, Mascolo. ALLENATORE:Cosco ARBITRO: Minelli di Varese AMMONITI: 8’ Masini, 48’ Comini, 69’ Scrugli, 82’ Contessa, 87’ Benedetti, 89’ Maisto

PERUGIA

1

SORRENTO 0

VIAREGGIO 1

PISA

2

PRATO

LATINA

PERUGIA (4-2-3-1): Koprivec; Anania, Cacioli, Jefferson, Liviero; Esposito,Di Tacchio (82’ Cenciarelli); Politano, Clemente (72’ Fabinho), Rantier (67’ Tozzi Borsoi); Ciofani. A disposizione: Giordano, Russo, Martella, Moscati. ALLENATORE: Battistini PISA (4-4-2): Sepe; Sbraga, Rozzio, Colombini; Buscè, Fondi (73’ Barberis), Mingazzini, Favasuli, Benedetti; Perez (88’ Scappini), Rizzo (83’ Tulli). A disposizione: Pugliesi, Caroccio, Bianchi, Gatto. ALLENATORE: Pane. MARCATORI: 12’ Perez, 27’ Politano, 62’ Favasuli rig. ARBITRO: Ghersini di Genova AMMONITI: Mingazzini, Fonfi, Politano, Jefferson,Bruscagin.

24

2

SORRENTO (4-3-3): Polizzi, Balzano, Bonomi, Zanetti, Terminiello, Nocentini, Schenetti, Esposito A. (73’ Iuliano), Zantu, Arcuri, Corsetti. A disposizione: Frasca, Vigorito, Ciampi, Beati. ALLENATORE: Bucaro. PRATO (4-4-2): Layeni, Beduschi, De Agostini, Corvesi, Malomo, Ghinassi, Casini, Kostadinovic, Napoli, Disabato, Silva Reis. A disposizione: Brunelli, Saitta, Carminati, Benedetti. ALLENATORE: Esposito. MARCATORI: 63’ Napoli; 85’ Silva Reis ARBITRO: Alessandro Greco di Lecce. AMMONITI: Disabato, Malomo e Layeni. ESPULSO: Schenetti

5a GIORNATA

1

VIAREGGIO (3-5-2): Gazzoli; Carnesalini, Fiale, Sorbo; Pellegrini, Pizza, Maltese (21’ s.t. De Vena), Gerevini, Guerra (15’ s.t. Peverelli); Magnaghi, Giovinco (29’ s.t. Calamai). A disposizione: Furlan, Conson, Tomas, Sandrini). ALLENATORE Cuoghi. LATINA (4-3-3): Bindi; Milani, Cottava, De Giosa, Bruscagin; Burrai, Cejas, Gerbo (35’ s.t. Ricciardi); Barraco (40’ s.t. Giacomini), Jefferson (11’ s.t. Angelilli), Kolawole. A disposizione: Ioime, Agius, Montalto, Tulli). ALLENATORE: Pecchia. ARBITRO: Saia di Palermo MARCATORI: 22’ p.t. Cottafava; 47’ s.t. Magnaghi. AMMONITI: Gerevini, Guerra, Burrai, Gerbo, De Giosa;

FROSINONE (4-3-3): Zappino, Frabotta, Blanchard,Guidi, Carrus (al 7’pt Gucher), Biasi,Cesaretti,Gori, Ganci, Frara, Aurelio. A disposizione: Vaccarecci, Del Duca, Rogero, Santoruvo. ALLENATORE: Stellone NOCERINA (3-4-3): Aldegani; Crescenzi, Baldan, Scardina; Garufo, De Liguori, Bruno, Corapi (19’st Evacuo); Mazzeo, N. Russo, Schetter. A disposizione: Russo G., Daffara, Ripa, De Franco. ALLENATORE: Auteri ARBITRO: Bindoni di Venezia MARCATORI: Aurelio al 3’pt, Cesaretti al 44’pt, 4’st Mazzeo (rig.), 6’ st Garufo AMMONITI: Bruno, Schetter (N), Ganci. ESPULSI: al 14’st Gori per azione fallosa, al 20’st Schetter

0

PAGANESE (4-4-2): Marruocco; Calvarese, Fernandez, Fusco, Nunzella; Ciarcià, Soligo, Romondini, Tortori; Fava, Orlando. A disposizione: Robertiello, Puglisi, Pastore, Franco, Neglia, Scarpa. Allenatore: Grassadonia GUBBIO (4-3-3): Venturi; Regno, Briganti, Radi, Bartolucci; Sandreani, Boisfer, Palermo; Caccavallo, Galabinov, Bazzoffia. A disposizione: Farabbi, Pambianchi, Grea, Malaccari, Semeraro, Manzoni, Scardina. ALLENATORE: Sottil ARBITRO: Daniele Chiffi di Padova (Mosca - Croce) MARCATORE: 44’ Tortori


Risultati e marcatori

ANDRIA

1

SORRENTO 0 ANDRIA (4-4-2): Rossi; Tartaglia, La Rosa, Zaffagnini, Contessa; D’Errico (32’ st Loiodice sv), Arini, Giorgino, Taormina(12’ st Comini); Innocenti, Lanteri(15’ st Maccan). A disposizione: Sansonna, Nocerino, Malerba, Mascolo. Allenatore: Cosco. SORRENTO (4-3-3): Polizzi; Balzano, Nocentini, Terminiello,Bonomi (6’ st Ciampi); Esposito, Zanetti, Arcuri; Cesarini, Guitto (19’ st Beati), Corsetti. A disposizione: Frasca, Vigorito, Iuliano, Schiavone, Esposito. Allenatore: Bucaro. ARBITRO: Sacchi di Macerata MARCATORE: 48’ st Innocenti. AMMONITI: Bonomi, Giorgino, D’Errico, Polizzi.

PISA

3

CARRARESE 1 PISA (3-5-2): Sepe; Sbraga, Colombini, Sabato; Benedetti, Mingazzini, Busce’, Rizzo (, Favasuli; Perez, Tulli (dal 25’ st Gatto). A disposizione: Pugliesi, Rozzio, Carroccio, Fondi. Allenatore: Pane. CARRARESE (4-4-2): Piscitelli; Bagnai (dal 1’ st Venitucci), Pedrelli, Benassi, Alcibiade; Corticchia, Orlandi (dal 45’ st Belcastro sv), Corrent, Juan Cruz; Malatesta Mancuso. A disposizione: Cicioni, Bregliano, De Paula, Ciciretti. Allenatore: Di Costanzo. ARBITRO: Maresca di Napoli. MARCATORI: 9’ pt Perez, 32’ pt Tulli; 8’ st Mancuso, 14’ st Tulli. AMMONITI: Orlandi, Venitucci, Alcibiade.Bruscagin.

occhiello1

6a GIORNATA occhiello2

BARLETTA 1

FROSINONE 2

GUBBIO

LATINA

AVELLINO 1

BENEVENTO 0

3

BARLETTA (4-3-3): Pane; Calapai, De Leidi, Romeo, Angeletti; Dezi (13’ st Piccinni), Meduri, Dall’Oglio (1’ st La Mantia); Ferreira (13’ st Simoncelli), Barbuti, Molina. A disposizione: Liverani, Burzigotti, Menegaz, Meucci. Allenatore: Novelli. LATINA (4-3-3): Bindi; Milani, Cottafava, Agius, Bruscagin; Gerbo, Cejas, Ricciardi (1’ st Sancilotto); Barraco, Jefferson (29’ pt Tortolano), Agadirin (25’ st Tulli). A disposizione: Forzati, Giacomini, Agelilli, Montalto. Allenatore: Pecchia ARBITRO: Brasi di Seregno. MARCATORI: 39’ pt Agadirin, 43’ pt Tortolano (rig.); 20’ st Cottafava, 26’ st La Mantia. AMMONITI: Gerbo, Romeo, Dezi, De Leidi, Bruscagin, Calapai.

PRATO

FROSINONE (4-3-3): Zappino; Frabotta, Guidi, Bertoncini, Blanchard; Gucher, Bottone (35’ st Altobelli sv), Frara; Aurelio, Santoruvo, Ganci. A disposizione: Vaccarecci, Del Duca, Crescenzi, Paganini. Allenatore: Stellone AVELLINO (4-4-2): Fumagalli; Izzo (1’ st Catania), Fabbro, Giosa, Bianco; Zappacosta, D’Angelo, Angiulli, Milles,Castaldo, De Angelis (13’ st Biancolino). A disposizione: Di Masi, Bittante, Massimo, Herrera. Allenatore: Rastelli. ARBITRO: Cifelli di Campobasso. MARCATORI: 2’ pt Gucher; 12’ st Bottone, 27’ st Biancolino (rig.). ESPULSO: Bertoncini, al 39’ st AMMONITI:Santoruvo, Giosa, Bianco, Castaldo, Aurelio.

2

VIAREGGIO 3

PAGANESE 1

CATANZARO 1

PRATO (3-4-1-2): Layeni; Beduschi, Malomo, Ghinassi; De Agostini, Casini Disabato,Corvesi;Silva Reis; Napoli, Tiboni. A disposizione: Brunelli, Bisoli, Carminati, Benedetti. Allenatore: Esposito. PAGANESE (4-4-2): Marruocco; Calvarese, Fusco, Fernandez, Agresta; Orlando, Romondino, Soligo, Scarpa; Tortori,Nunzella. A disposizione Robertiello, Franco, Neglia, Girardi. Allenatore: Grassadonia. ARBITRO: Gaetano Intagliata di Siracusa. MARCATORI: 21’ pt Napoli (rig.), 25’ pt Scarpa (rig.); 27’ st Ghinassi. ESPULSO: Tiboni AMMONITI: Marruocco,Fusco, Calvarese, Malomo Ghinassi.

VIAREGGIO (3-5-2): Gazzoli; Carnesalini, Fiale, Sorbo; Peverelli, Pizza, Maltese, Calami, Pellegrini; Magnaghi, Giovinco. A disposizione: Furlan, Lamorte, Conson, Mannini, De Vena. Allenatore: Cuoghi. CATANZARO (3-4-1-2): Pisseri; Mariotti, Sirignano Papasidero; Fiore, Ulloa, Benedetti, Squillace; Carboni; Masini,Fioretti. A disposizione: Faraon, Narduccim, Cruz, D’Alessandro. Allenatore: Cozza. ARBITRO: Verdenelli MARCATORI: 15’ pt Giovinco, 19’ pt Fioretti (rig.); 2’ st Pellegrini, 19’ st Magnaghi. ESPULSO: Ulloa, al 13 st’, doppia ammonizione. AMMONITI: Fiore, Carboni, Sirignano, Maltese, Fiale, Mariotti, Benedetti, Pellegrini.Bertoncini.

1

GUBBIO (4-3-1-2): Venturi; Grea ( 17’ st Regno), Briganti, Radi, Bartolucci; Boisfer, Sandreani, Palermo; Caccavallo ( 33’ st Malaccari) , Galabinov, Scardina ( 21’ st Bazzoffia). A disposizione: Farabbi, Galimberti, Regno, Guerri, Malaccari, Manzoni, Bazzoffia. All. Sottil BENEVENTO (4-3-1-2):Gori; D’Anna, Bolzan, Siniscalchi, Mengoni; Rajic, Montiel, Carotti; Mancosu; Marchi (24’ st Montini), Altinier. A disposizione: Mancinelli, Pedrelli, Signorini, Davi’, Cristiani, Montini, Germinale. All. Martinez Mendoza ARBITRO: Bruno di Torino MARCATORE: 37’ pt Galabinov. AMMONITI: 4’ pt Rajicic, 18’ pt Grea, 3’ st Boisfer, 6’ st D’Anna, 22’ st. Siniscalchi, 47’ St. Montini.

NOCERINA 2 PERUGIA

0

NOCERINA (3-4-3): Aldegani; Baldan, Crescenzi, Scardina; Garufo, Bruno, De Liguori, Corapi (11’ st Daffara); Mazzeo, Evacuo (36’ st Chiosa sv), Merino (25’ st Russo N.). A disposizione: Russo G., Speziale, Ripa, Sabatino. Allenatore: Auteri. PERUGIA (4-2-3-1): Koprivec; Anania, Cacioli, Jeferson, Martella; Di Tacchio, Esposito; Ayres (15’ st Moscati), Politano (31’ st Tozzi Borsoi sv), Clemente (10’ st Rantier); Ciofani. A disposizione: Giordano, Russo A., Carloto, Calzola. Allenatore: Battistini ARBITRO: Benassi di Bologna. MARCATORI: 6’ pt Evacuo; 29’ st Mazzeo. AMMONITI: Corapi, Chiosa, Cacioli.

MARCATORI 4 RETI Magnaghi. (Viareggio), Perez. (Pisa) 3 RETI Altinier. (Benevento), Barraco (Latina), Castaldo (Avellino), Favasuli (Pisa), Politano (Perugia), Tulli (Pisa), 2 RETI Aurelio (Frosinone), Biancolino (Avellino), Carboni (Catanzaro), Cottafava (Latina), Dezi (Barletta), Fernandez (Paganese), Fioretti (Catanzaro), Gerevini (Viareggio), Germinale (Benevento), Innocenti (Andria), Kolawole Oyelola (Latina), La Mantia (Barletta), La Rosa (Andria), Mazzeo (Nocerina), Napoli (Prato), Scarpa (Paganese)

Simone Magnaghi 25


26


Quelli che lo striscione

di ROMANA MONTEVERDE

Quel “Ciccio Cozza uno di noi”

S

iamo alla terzultima gara di campionato, stagione 20112012, la prima del presidente Cosentino, quella ormai storica della primissima promozione, conquistata sul campo, in c1. Lo stadio Ceravolo è un tripudio di cuori e colori. La scena è tutta per Catanzaro - Arzanese. Dalla Ovest “Massimo Capraro” il grido, come ogni domenica, è uno solo “Ciccio Cozza uno di noi”. Eh già, proprio lui, l’artefice di questa straordinaria rinascita, lui, con i suoi 22 combattenti, insieme a chi, dal primo giorno, lo ha scelto e portato quaggiù. Dalle labbra degli UC qualcosa di raramente pronunciabile: “mister sei uno di noi!”. Loro non amano le “bandiere”, è una vita per i colori, è l’amore per la maglia. L’attaccamento è solo per il Magico, calciatori e allenatori sono solo passeggere magie. Ma adesso, la musica è cambiata: basti pensare a dove eravamo e a dove siamo, basta immaginare per un solo istante alla strepitosa stagione disputata, la riconoscenza e l’attaccamento son d’obbligo, nascono in maniera voluta, quasi quasi spontaneamente. E così quella domenica di Aprile, prima dello spettacolo calcistico, va in scena un a teatrale dimostrazione, poco praticata su quei caldi gradoni: “… La tua passione per i nostri colori riempie d’orgoglio i nostri cuori…” Ciccio Cozza entra in campo, applaude i “suoi” tifosi, prende posto ma continua ad emo-

zionarsi. Glielo si legge negli occhi, non si può fare a meno di notare come quel azzurro, adesso, si sia imbrattato di un giallorosso senza fine. E queste, lui lo sa, sono brividi che la “Capraro” regala solo a chi lo merita! E Cozza, di tutto ciò ne è consapevole. Sicuro, tenace e caparbio come al suo solito: come quando arrivò a Catanzaro, in un caldo giorno d’agosto e insieme al suo presidente face intendere fin da subito quali erano i suoi obiettivi, le sue speranze, la sua voglia di vincere e di far vincere questi colori. “Una delle emozioni più grandi della mia carriera”, il trainer giallorosso commentò così quel bianco strascico sorretto da centinaia di mani. Se lo impresse nel cuore, insieme a quel aquila imperiale che lui stesso è tornato a far volare. Come in ogni più bella storia d’amore, però, i periodi di crisi, non mancano mai, non devono mancare! Tutto serve a rafforzare quel rapporto che Cozza, firmando, ha inequivocabilmente allungato fino al 2015. Il cammino in prima divisone dei giallorossi non è iniziato nel migliore dei modi e come in tutti i salotti sportivi che si rispettino è l’allenatore a pagarne le prime conseguenze, le dolorose scottature: agli occhi della tifoseria, agli occhi della stampa, agli occhi di quel presidente che non tradirà mai le sue convinzioni e le sue scelte. E’ l’allenatore che muove le pedine della sua squadra, è lui che sceglie, amalgama e sostituisce. E’ lui, il nostro allenatore,

alla sua seconda vera panchina, è lui da ex fuoriclasse che proverà ad aggiustare le cose nella convinzione che nel calcio le sconfitte, come le vittorie, ci stanno sempre. L’importante è farne tesoro, studiarle, digerirle, superarle. Così come è importante non voltare le spalle a chi le spalle al Catanzaro non gliele volterà: perché non è nel suo stile da numero 10, non è nei suoi atteggiamenti, nella sua testardaggine. Ciccio Cozza è uno di noi, adesso, più di prima, adesso nelle sconfitte più che nelle vittorie. Ciccio Cozza riempirà ancora i nostri cuori d’orgoglio perché è innegabile come questa ritrovata storica magia sia una sua piccola grande creatura. Quelle mani, perciò, non dovranno abbassarsi mai, non dovranno rinnegare quel bianco lenzuolo scritto e siglato poco più di sette mesi fa. E’ un dovere nei confronti di chi in questa maglia e in questa tradizione ci crede davvero, come ci crede la tifoseria abbastanza importante e degna del suo tecnico da capire che le cose cambieranno e mister Cozza sarà così bravo a sbrigliare le sua carte da riuscire a far scordare questo travagliato e dolente periodo. Domenica scorsa ha chiesto scusa ai suoi tifosi, lo ha fatto a testa alta, col cuore pieno di rabbia ma con la consapevolezza che il volo delle Aquile è ancora all’inizio, forse interrotto, ma pur sempre appena nato, ancora meritevole di pieno e focoso sostegno! 27


L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Controcronaca

di SIMONE NISTCO’

Dopo Viareggio, lunedì sera arriva la Nocerina di Auteri, croce e delizia del recente passato giallorosso

O

Luci al “Ceravolo”. Giù la maschera Catanzaro

gni partita ha una storia a sé. Ognuna è un pezzo del puzzle che andrà a comporre il mosaico di fine stagione. Sarà bello da guardare quello delle squadre che avranno raggiunto il proprio obiettivo, meno lo sarà di certo quello di chi non riuscirà ad essere soddisfatto. L’insoddisfazione è forse il sentimento che accomuna un po’ tutti in questo momento. Mister, squadra, tifosi, presidente: tutte le componenti sono rammaricate per un risultato che non arriva, per un aereo che stenta a decollare, per una vettura ferma al semaforo verde mentre le altre le passano a fianco. Ed è impossibile capire il perchè di questo disagio. Dottor Cozza non riesce a dare una diagnosi di questo male che sconforta il malato. Ma ora c’è poco tempo per la convalescenza. Si può stare a letto solo un giorno in più. Quanto basta per osservare il risultato delle altre. Poi sarà il momento del buio totale in sala e delle luci sul palcoscenico del “Ceravolo”. Lunedì è vicino, sarà il giorno giusto per aprire il guardaroba e rispolverare lo smoking delle grandi occasioni con tanto di papillon e fazzolettino di seta nel taschino, entrambi rigorosamente di colore giallorosso. Solo qualche attimo prima del match sarà lo stesso mister ad aggiustare il colletto della camicia ai suoi giocatori: l’ultimo ritocco dopo una settimana in cui è stato necessario tenere alta la concentrazione e fare quadrato attorno alla squadra. I fiori posizionati nell’occhiello dovranno essere il cinismo, la cattiveria (agonistica), la grinta di chi ha voglia di rifarsi, di chi ha voglia di dimostrare che si può fare, ci si può alzare dopo una brutta caduta. Ma per farlo sarà necessario mettere orgoglio e onore dentro le scarpe. Allo stadio “Nicola Ceravolo”: Catanzaro-Nocerina, posticipo serale della Lega Pro e sfida fra due squadre che stanno arrancando alla partenza. Un match quello di lunedì sera che sarà sicuramente l’occasione giusta per rifarsi. Trovare gli stimoli per Carboni e compagni non sarà difficile, perchè queste sono sfide dove tutti gli stimoli vengono da sé. Basterà solo avere più fiducia nei propri mezzi e affrontare la gara con il

piglio giusto, di chi ha capito che quello della Prima Divisione è un campionato difficile, dove bisogna lottare sempre e comunque fino all’ultimo, dove non sono concesse sbavature: l’avversario è lesto e ti punisce. E allora...giù la maschera Catanzaro! Una maschera che ora non serve più. Quella maschera, che lo proteggeva dopo un’operazione al setto nasale, l’ha buttata via dopo il ritiro anche Federico Bugatti. Fastidiosa, soffocante, che non riesce a rivelare la vera identità. E’ la stessa maschera che finora ha indossato il Catanzaro, ma che ora non può più sopportare. I giallorossi l’hanno indossata anche a Viareggio, ombelico d’Italia per quanto riguarda carri, maschere e scherzi carnevaleschi. Ma ancora è presto per Carnevale. La trasferta di domenica scorsa ha evidenziato alcune difficoltà, palesate al “Dei Pini” nel 3-1 finale ricco di errori, cartellini e cattivo gioco profuso. Eppure le premesse per una gara tonica c’erano tutte. Le aveva date il mercoledì di Coppa. La vittima sacrificale era stata la Vigor, Fioretti e D’Agostino i suoi carnefici. Lo stesso mister Cozza aveva spezzato la trama di gioco e il timore della poca prolificità dicendo che il “bomber” aveva solo bisogno di sbloccarsi. Il tecnico giallorosso si è così dimostrato ottimo “profeta” andando ad esultare al gol di “Giordy” su un rigore battuto con rabbia, attraverso il quale l’ex Gavorrano ha scaricato la tanta adrenalina accumulata dalla prima giornata di campionato, quando cioè aveva mostrato la mitraglia al Barletta. Ora la Nocerina da affrontare. Una gara delicata e che avrà il retrogusto di rivalsa e vendetta. Il perchè? Tra le fila dei “molossi”, tanti, troppi, i personaggi che, difendendo i colori giallorossi, hanno commesso alcune entrate a piè pari in un passato non molto lontano. Personaggi che hanno un nome e un cognome. Parliamo dei vari Gaetano Auteri(allenatore), Marcello Pitino(Direttore Generale), Alessandro Bruno e Francesco Corapi(centrocampisti). Tutti legati al nome dell’Effeci, ma anche, chi per un motivo chi per un altro, ai famosi “contratti doppi” . Il triste e recente scandalo ini-

ziò proprio da lì: dal “calcio champagne” del 3-4-3 di Auteri. Giusto dare i meriti ad un allenatore che ha saputo far divertire i tifosi grazie ad un gioco spumeggiante, frizzante, difficile da vedere nell’ex serie C. Ma a parte ciò quel Catanzaro ha lasciato solo bugie, truffe e nefandezze, in sostanza e senza fronzoli, una scia maleodorante chiamata “Contrattopoli”.

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L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


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Meteore

Curiosando

Claudio De Sousa: la promessa è sbocciata a Chieti

Gli occhi del c.t. Bertotto sul giallorosso D’Agostino

I

n alcune annate, passate alla storia e incastonate nel cassetto dei ricordi dei tifosi delle aquile, ci sono stati giocatori che hanno calcato l’erba del “Ceravolo” senza poi essere ricordati per le doti tecniche, per un gol “della domenica” o per aver comunque onorato la gloriosa maglia a strisce gialle e rosse. Ci sono giocatori, piuttosto, il cui nome probabilmente non dice nulla. Risuona nella Claudio De Sousa testa più per il frastuono esotico che produce che per il legame che quel nome ha avuto con il Catanzaro Calcio. Senza troppi giri di parole il giocatore sul quale questa settimana ci soffermiamo, giusto il tempo di qualche riga, è una vera e propria meteora. Il suo nome è Claudio De Sousa, di ruolo attaccante ed eterna promessa del calcio in erba dello stivale. Si perché nonostante il nome può trarre in inganno, De Sousa è a tutti gli effetti un calciatore italiano. Padre angolano, madre italiana e doppio passaporto. Claudio De Sousa è cresciuto nelle giovanili della Lodigiani, storica terza squadra della Capitale. Il suo futuro sembrava segnato. Dagli addetti ai lavori era considerato uno degli attaccanti con margini di crescita più elevati. Tante le occasioni avute negli anni passati. Su di lui hanno messo gli occhi tante squadre blasonate riuscendo ad accaparrarsene le prestazioni. Lazio, Torino e Padova sono città in cui De Sousa è sbarcato per cercare fortuna. A Catanzaro forse ha fatto più parlare di sé per effetto dello strano numero che portava sulla schiena che per le sue capacità tecniche. Il suo 44 non era di certo uno dei numeri di maglia più usuali da vedere sui campi di calcio. Sui Tre Colli è giunto nella stagione 2005/2006, quella del secondo atto di una catastrofica doppia annata in serie B. Inutile dire che De Sousa va ad inserirsi in quella lunga lista di giocatori che non hanno lasciato un ottimo ricordo. Né carne, né pesce, né centrocampista, né tanto meno attaccante. Una meteora, quella si, ed è per questo che lo ricordiamo con (dis)piacere. Concedetemi la parentesi, se è vero come è vero, che andando a spulciare la classifica cannonieri del girone B di Seconda Divisione, in queste prime giornate, troveremo lassù, in cima, proprio il suo nome vicino a quello del Chieti (la squadra in cui gioca) A quota 4 gol, sembra aver spiccato il volo, come l’aquila che portava sul petto con la Lazio prima e il Catanzaro poi. Se non è riuscito ad essere campione con il Catanzaro, De Sousa lo è stato comunque nella vita, riuscendo a combattere un grave problema vascolare. Quella di Claudio De Sousa è la storia di un attaccante, di gol mancati e poi arrivati, è una storia, la sua, ricca di sfide e di rivincite. Ma per Catanzaro e i catanzaresi la storia di De Sousa sarà la storia di una semplice meteora. 32

di SIMONE NISTICO’

G

iovani talenti in erba crescono. Lo fanno anche in Italia o giù di lì. Sembra che da qualche tempo a questa parte l’andazzo, per ciò che concerne la crescita dei giovani calciatori italiani, sia cambiato. Il mondo del pallone, quello che guarda al futuro, che strizza l’occhio ai ragazzi di belle speranze e buone doti tecnico-tattiche, non è solo dunque business e introiti economici. E’ anche, a certe latitudini, voglia di mettersi in mostra, di grandi ambizioni, di sogni che diventano desideri e si confondono, magari, con colori che suscitano sensazioni particolari, piacevoli e ricche di emozioni. Come l’azzurro, ad esempio, un colore che ricorda la Nazionale, il traguardo più ambito per ogni giocatore. Ma entrare nella selezione del proprio paese, è qualcosa in più che un semplice sogno, e farlo a soli 20 anni diviene motivo di ulteriore vanto e orgoglio. E’ il caso, questo, di Stefano D’Agostino, fresco della convocazione in azzurro nello stage dell’Italia di Lega Pro guidata da mister Valerio Bertotto. Proprio l’ex capitano dell’Udinese è diventato da qualche mese il selezionatore della Nazionale Under 20 che si appresta ad affrontare il torneo della “Mirop Cup”. Il trequartista giallorosso non è stato convocato per la gara di debutto a Portogruaro contro la Croazia, ma ha risposto positivamente alla chiamata della Rappresentativa azzurra. Nonostante la giovane età, Stefano D’Agostino è uno degli effettivi del Catanzaro su cui Cozza punta di più: perchè vede in lui probabilmente un giocatore con grandi margini di miglioramento, una freccia da scoccare al momento giusto oltre che, naturalmente(da fantasista purosangue), un suo probabile erede da un punto di vista tecnico. Chi ha avuto il piacere di incontrare D’Agostino, ha potuto constatare con i propri occhi come questa convocazione allo stage della Nazionale Lega Pro, ha donato lui tanta linfa rigenerante, fiducia nei propri mezzi e ulteriore grinta agonistica utile per affrontare il campionato di Prima Divisone con la maglia giallorossa. D’altra parte lo si è potuto notare anche nel mercoledì di Coppa nella settimana pre-Viareggio, quando, proprio D’Agostino, ha siglato la rete del momentaneo 2-0, reso decisivo dall’euro-gol di De Luca negli ultimi minuti del match. Tanto orgoglio per D’Agostino ma anche per la Calabria intera però. Si, perchè a contraddistinguere il piccolo attaccante giallorosso, non è solo il chiaro accento genovese, ma anche il sangue calabro che scorre nelle sue vene. Genovese di nascita, ma con Siderno nel cuore, la città di origine del padre. In bocca al lupo Stefano, giovane “azzurro” catanzarese.

Stefano D’Agostino


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UeSse domani ... giovani aquilotti crescono

I giovani aquilotti non riescono a volare Per la Berretti, reduce dal 2-2 in quel di Lamezia Terme, sconfitta sonora contro il Lecce. Allievi e Giovanissimi non ancora in forma, nonostante le buone prestazioni

U

n pareggio e una sonora sconfitta che certamente dovrà far riflettere tutti. La formazione “Berretti”, allenata da Giulio Spader, non riesce a inanellare la prima vittoria nel campionato di appartenenza e si deve accontentare di un misero punto in due partite. Due settimane fa, nonostante la buona prova offerta, i giovani “aquilotti” si sono dovuti accontentare di un 2-2 nel match contro la Vigor Lamezia. Risultato che sa tanto di beffa, in virtù del doppio vantaggio maturato grazie alle reti di Ferraro e Nanci, con quest’ultimo autore di una grande prova che gli è valsa la chiamata in prima squadra in occasione della gara di Coppa Italia, ironia della sorte, proprio contro la compagine biancoverde. Nella ripresa, però, i giallorossi si sono fatti rimontare dai vigorini, capaci di approfittare al meglio delle disattenzioni di Spagnolo e compagni. Chi si aspettava un pronto riscatto, nello scorso week-end, è rimasto delusissimo. Al “Curto” arrivava il forte Lecce, capace di battere, rispettivamente nelle scorse giornate, Paganese e Melfi con risultati tennistici. I salentini, osso duro da affrontare, non hanno fatto sconti, imponendosi con un perentorio 5-1, frutto della maggiore esperienza in campionati come questi. Eppure il Catanzaro era passato in vantaggio con Morello, autore di una splendida rete in acrobazia che lasciava di stucco l’estremo difensore ospite, che di cognome fa Bleve. Dopodiché, il tornado giallorosso, ma quello dei pugliesi, si abbatteva su ragazzi di mister Spader che subivano il pareggio ad opera di Rosafio, abile a battere Nania su calcio di rigore. Nel secondo tempo, in campo c’è solo la truppa allenata da mister Toma, brava a passare in vantaggio con Gaetani e a chiudere la contesa con Montinaro. Nel finale, spazio anche alle marcature di Lombardi e Guastamacchia che davano il largo successo ai salentini. Una sconfitta difficile da digerire in virtù di un risultato largo nelle proporzioni, ma bugiardo per il Catanzaro che, non bisogna scordarlo, affrontava un Lecce capace di segnare ben 16 reti in tre gare, con un solo gol subito (quella del catanzarese Morello). Ora, il prossimo avversario, si chiamerà Andria Bat, squadra da non sottovalutare. Si dovrà cercare la vittoria per riempire la casella delle partite che valgono i 3 punti e risalire una classifica ancora deficitaria. Il tabellino di Catanzaro – Lecce CATANZARO: Nania, Tassoni, Pugliese (20’ st Folino), Nanci, Tolomeo, Ferraro, Fulco, Fregola (30’ st Tuzzato), Morello, Tozzo (27’ st Arcuri), Spagnolo. A disp. Mandarano, Cirillo, Fulciliti, Scolaro. Allenatore: Giulio Spader LECCE: Bleve, Pino, Urbano, Todisco, Brunetti, Tundo, Rosafio (33’ st Lombardi), Guastamacchia, Kalombo, Gaetani (25’ st Franco), Montagna (5’ st Montinaro). A disp. Carrieri, Nico, Castellana, Luperto. Allenatore: Antonio Toma ARBITRO: Maraniello di Paola RETI: 5’ pt Morello (C), 37’ pt (rigore) Rosafio (L); 20’ st Gaetani (L), 33’ st Montinaro (L), 43’ st Lombardi (L), 48’ st Guastamacchia (L) 34


Settore giovanile GLI ALLIEVI NON DECOLLANO – Un solo punto in due gare per la truppa allenata da mister Gianluca Procopio, bottino risicato per quello che si è visto in campo contro Juve Stabia e Avellino. Contro le “vespette”, dopo aver messo la freccia alla mezz’ora, i giallorossi si fanno rimontare, nonostante la superiorità numerica. Un risultato, comunque, buono che muove la classifica. In Irpinia, invece, i giovani “aquilotti” escono sconfitti per 2-1, al termine di un incontro dominato dal primo all’ultimo minuto. Non sono bastate le otto palle gol nitide, create dalla “banda Procopio”, in rete con Cornaci. Arriva la sconfitta, dopo due realizzazioni scaturite da altrettante amnesie difensive. Dopo quattro turni solo due punti in graduatoria, con la gara contro l’Hinterreggio che diventa importantissima. GIOVANISSIMI, LA VITTORIA NON ARRIVA – Non è fortunata la formazione “Giovanissimi” dell’U.S.Catanzaro guidata da Giuseppe Teti, ferma a 3 punti in classifica. In due partite, nemmeno un hurrà, ma non è tutto da buttare, considerata anche la difficoltà e la forza degli avversari. Contro il Martina Franca, decisivo un calcio di rigore che spegne le velleità dei giallorossi, autori comunque di una prestazione sufficiente. Ma come si sa, le buone performance non portano punti, ma solo complimenti. Complimenti arrivati anche dopo il match casalingo perso 2-1 contro la compagine amaranto. Per i calabresi in gol Sestito, che non è servito a granché. Ora sotto con l’Hinterreggio, in un derby che si preannuncia interessante.

di MATTEO BRANCATI

2^  GIORNATA  CAMPIONATO  “DANTE  BERRETTI”  -­‐  GIRONE  E HINTERREGGIO TRAPANI LECCE VIGOR  LAMEZIA MILAZZO ANDRIA  BAT NOCERINA

SALERNITANA PAGANESE MELFI CATANZARO BARLETTA MARTINA  FRANCA SORRENTO

0-­‐4 2-­‐2 6-­‐0 2-­‐2 1-­‐1 1-­‐4 2-­‐0

3^  GIORNATA  CAMPIONATO  “DANTE  BERRETTI”  -­‐  GIRONE  E CATANZARO PAGANESE BARLETTA SALERNITANA SORRENTO TRAPANI MARTINA  FRANCA

LECCE MELFI ANDRIA  BAT NOCERINA VIGOR  LAMEZIA MILAZZO HINTERREGGIO

1-­‐5 2-­‐2 2-­‐2 0-­‐3 2-­‐1 N.D 1-­‐0

3^  GIORNATA  CAMPIONATO  “ALLIEVI”  -­‐  GIRONE  G BARLETTA VIGOR  LAMEZIA CATANZARO ANDRIA  BAT PAGANESE ARZANESE TRAPANI

AVELLINO NOCERINA JUVE    STABIA HINTERREGGIO SALERNITANA MARTINA  FRANCA SORRENTO

0-­‐0 1-­‐2 1-­‐1 1-­‐0 0-­‐2 1-­‐0 2-­‐0

4^  GIORNATA  CAMPIONATO  “ALLIEVI”  -­‐  GIRONE  G MARTINA  FRANCA AVELLINO NOCERINA HINTERREGGIO SALERNITANA SORRENTO JUVE    STABIA

VIGOR  LAMEZIA CATANZARO PAGANESE BARLETTA TRAPANI ANDRIA  BAT ARZANESE

4-­‐4 2-­‐1 1-­‐0 2-­‐0 1-­‐0 2-­‐0 1-­‐2

3^  GIORNATA  CAMPIONATO  “GIOVANISSIMI”  GIRONE  H MARTINA  FRANCA NAPOLI NOCERINA CATANIA SALERNITANA HINTERREGGIO HA  RIPOSATO:  CROTONE

CATANZARO VIGOR  LAMEZIA PALERMO TRAPANI PAGANESE REGGINA

1-­‐0 3-­‐0 2-­‐1 0-­‐0 1-­‐2 0-­‐1

4^  GIORNATA  CAMPIONATO  “GIOVANISSIMI”  GIRONE  H PAGANESE REGGINA CATANZARO TRAPANI CITTA’  DI’  PALERMO VIGOR  LAMEZIA HA  RIPOSATO:  NOCERINA

HINTERREGGIO CATANIA SALERNITANA CROTONE NAPOLI MARTINA  FRANCA

2-­‐2 0-­‐0 1-­‐2 1-­‐1 0-­‐1 0-­‐1

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La parola ai tifosi

Tre sconfitte, due pareggi e una sola vittoria, quali secondo te i correttivi da applicare a questa formazione?

Q

ALFONSO ROMEO, impiegato

uello che mi sento di dire è che bisogna stare tutti uniti per superare questo brutto momento. La prima divisione è senza dubbio più difficoltosa di quella che era la vecchia C2, bisogna perciò attendere che la squadra entri nella mentalità della C1. Anche noi tifosi dobbiamo fare la nostra parte, stando vicini alla squadra e tutta la società. Tuttavia, secondo il mio parere, bisognerebbe rafforzare la squadra con qualche altro innesto nuovo soprattutto in difesa, dal momento che mi sembra il reparto più lacunoso al cospetto della nuova categoria. Ad ogni modo, sono convito che rimanendo tutti uniti ce la possiamo fare a disputare campionato tranquillo, centrando, per lo meno, la salvezza. Alla promozione ci penseremo l’anno prossimo!”

complesso sono soddisfatto della squadra, anche se credo che uno dei maggiori problemi sia il fatto che Masini e Carboni non dialoghino troppo bene con Fioretti, motivo per il quale questo tridente non sta rendendo come dovrebbe. Non nascondo, poi, che opterei per un cambio di modulo, prediligendo magari l’assetto tattico visto in trasferta sia a Pagani che a Viareggio”.

ni alla squadra, al mister e al presidente Cosentino che dopo tanti anni ci ha ridato finalmente gloria e dignità. D’ora in poi bisogna cambiare rotta, bisogna viaggiare tutti insieme collaborando per il bene della squadra che va sostenuta sempre gioia o dolore che sia. Per quanto mi riguarda i ragazzi devono stare tranquilli, lavorare giorno dopo giorno e i risultati sono certo arriveranno, noi siamo sempre con voi! Ormai, si parla di schemi e tattiche ma qui noi non siamo allenatori, come tanti qui credono, il mister penso abbia capito le problematiche e saprà trovare l’assetto giusto. Forza Ragazzi, NOI SIAMO IL CATANZARO!” LUIGI RUSSO, studente

ANDREA TETI e MARCO GRANDINETTI, studenti “Dopo la terza sconfitta in campionato ovviamente l’ambiente è un pò condizionato e inizia a dare giudizi sull’operato tattico e sulle prestazioni dell’undici in campo ma purtroppo questa è anche un abitudine della città. Bisogna stare viciNICOLA CORREALE, responsabile Catanzaronelcuore.com “Dando uno sguardo al cammino dei giallorossi, dispiace non poco stare qui a commentare la terza sconfitta di campionato. Ma è proprio in questi momenti che il vero tifoso deve venir fuori, rimanendo accanto alla propria squadra e cercando di stare uniti per evitare gli errori delle precedenti stagioni. D’altro canto, è innegabile che qualcosa da cambiare ci sia. Quello che manca secondo è un po’ di cattiveria in più, fondamentale in questa categoria per cercare di fare bene. Nel 36

“Premesso che la Prima Divisione è un campionato diverso da quello disputato la scorsa stagione e risultato vittorioso per le Aquile, questo girone si preannuncia abbastanza difficile in quanto specialmente nel nostro accorpamento stiamo trovando squadre molto tecniche e veloci che non ci permettono di giocare palla a terra e lanciare i nostri attaccanti. Alla nostra magica squadra,al mister,allo staff e al Presidente Giuseppe Cosentino posso solo dire di stare tranquilli e di continuare a credere nelle nostre potenzialità e prima o poi usciremo da questa situazione. Sicuramente per invertire la rotta è necessario agire sia sulla mentalità della squadra, sia, senza alcuna presunzione da parte mia, sull’assetto tattico degli uomini che entrano in campo.


Highlights

Catanzaro-Andria BAT 0-0

Catanzaro-Vigor Lamezia 2-1

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Stati d’animo

di ERNESTO TRONCA

Arrendersi all’evidenza è anche sintomo di crescita

Il momento di difficoltà va saputo gestire con attenzione e voglia di ribaltare le cose

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alla infausta giornata di Viareggio, pesante nel risultato, sconcertante nei contenuti e nella complessiva prestazione, emergono alcune verità, importanti, ineccepibili, non di facciata. L’attuale Catanzaro sa di avere problemi di natura agonistica, caratteriale, mentale. Con attenzione abbiamo ascoltato la consueta disanima post-gara di Francesco Cozza: vera, forte, attenta. Il tecnico ufficializza l’abbandono, ci si augura momentaneo, di velleità, parla ufficialmente di salvezza, non disdegna qualche rinforzo. Si gusta amaramente un cocktail di rammarico, dispiacere, umiltà, nel riconoscere tutte le sacrosante difficoltà di un momento assai difficile, che va però gestito con attenzione, serietà, precisa volontà di ribaltare le cose. Sappiamo il vero valore umano di questo pugno di uomini, li vediamo lottare per buona parte dei 90 minuti, non però a Viareggio dove quanto proposto, è figlio di una realtà disarmante, inattesa, sconcertante. Un plauso va intanto a Benedetti e Fioretti, che hanno cercato di innalzare l’agonistico tasso del complesso, in una giornata in cui tutto è andato storto. I due giocatori sopracitati, da subito sono autorizzati a prendere per mano i compagni che, guardandosi tutti, ma proprio tutti, dritto negli occhi e scrutando anche nell’intimo e nel cuore, cercare rimedi svelti e concreti, a stretto giro di giornata. Detto questo, c’è anche da evidenziare come in Toscana il Catanzaro abbia smarrito con il gioco, anche la netta visione dell’attimo, ed anche il tempismo e l’opportunità del tiro a rete, suggerito prima dal logico determinarsi del gioco, smarrendosi poi sul più bello. Si ricava netta l’impressione che, l’undici di Cosentino, disponga di parecchie bocche di fuoco ma, alle medesime, sembra far difetto efficace, letale polvere da sparo. Reduci da due nulla di fatto, da decidere quale direzione prendere: lasciare il purgatorio, agonistica scatola guida verso il paradiso o verso l’inferno? L’ideale barometro si è, purtroppo, orientato sulla tempesta. Silenzio, prevedibile rammarico per gli atleti. Sembrava un ideale sottovoce: “tifosi scusateci, volevamo, ma proprio non abbiamo potuto.” Il tecnico, fra le altre cose, si è soffermato ampiamente su quanto importante sia sempre l’affetto di una straordinaria, paziente tifoseria, che ha raggiunto Viareggio da ogni parte d’Italia, e che sarà la chiave di volta per contribuire all’ormai improcrastinabile, attesa, inversione di tendenza. Si va verso il posticipo serale di lunedì contro gli amici della Nocerina, avanti a noi di due sole lunghezze. Che, ancora una volta, l’amicizia (vedi Barletta) porti bene? Intanto, mi sia consentito, rivolgermi a chi di dovere, perché si aprino, finalmente, a Catanzaro le sale cinematografiche. Provvederanno il tecnico Francesco Cozza e l’amministratore delegato Marco Pecora a dividersi i compiti. Il tecnico, con alcuni atleti, andrà ad assistere al film: “Il sorpasso” con Vittorio Gassman; altri atleti a gustare l’ottimo Charlers Bronson nel “Il giustiziere della notte.” Ci si augura, in definitiva, il sorpasso della Nocerina, ed, agonisticamente ben si intende, giustiziare l’interlocutore campano. Scherzi a parte: è, al momento, notte fonda, urge di conseguenza l’alba del risve-

glio per un complesso ancorato nella parte destra della classifica, al quart’ultimo posto. Chi l’avrebbe mai detto?

Francesco Cozza

Stefano D’Agostino

Giordano Fioretti 39


Quote rosa Ancora molta confusione a livello societario, sperando sempre in qualche aiuto finanziario

Woman Soccer Catanzaro: ancora da sciogliere il rebus allenatore. Sicuro l’inserimento nel girone della Basilicata

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l direttore generale Marullo che lascia l’incarico, molta confusione attorno ai gironi della serie C regionale, il nodo allenatore ancora da sciogliere. Sono settimane davvero intense per la Woman Soccer Catanzaro, la squadra di calcio femminine del capoluogo calabrese, impegnata da un lato per la preparazione atletica, che entra nel vivo, e dall’altro per definire l’assetto societario e la guida tecnica. Preme soprattutto capire dove e quando la squadra del presidente Antonio Ruggiero inizierà il campionato, anche se ormai appare scontato l’inserimento delle catanzaresi nel girone lucano di serie C. Il numero troppo esiguo le squadre calabresi in lizza per il campionato è di fatto il motivo per cui la Lega dovrà correre ai ripari realizzando un girone unico Calabria / Basilicata. La squadra del citato presidente Ruggiero, ricordiamolo, appena qualche mese fa, ha rinunciato all’iscrizione al torneo di serie A2 nazionale. Dopo una stagione esaltante e una promozione ottenuta attraverso un gioco spumeggiante per la categoria, le ragazze allenate al tempo da Pietro Alberti – lo ha detto in più occasioni lo stesso presidente della Ws – “hanno dovuto dire addio alla serie A2 per l’indifferenza del mondo imprenditoriale catanzarese e calabrese in generale”. Per la compagine del capoluogo sfumata così la possibilità - conquistata sul campo a suon di vittorie – di entrare nell’elite del calcio femminile nazionale. Il motivo di una decisione, divenuta in poche ore obbligata, quale quella della rinuncia all’iscrizione a un campionato tanto inseguito e desiderato, la si ritrova nello “scontro” con i costi della categoria superiore, importanti e decisamente impegnativi rispetto a quelli della serie C che – ribadiamo 40

– nel calcio femminile, è un torneo a carattere regionale. Con il trascorrere delle settimane, per la Ws arrivano poi altre difficili situazioni da fronteggiare. L’allenatore Alberti, protagonista insieme alle sue ragazze di un campionato splendido (48 reti realizzate, al cospetto di una soltanto incassata) per motivi familiari si vede costretto a lasciare la guida tecnica della squadra. Formazione giallorossa che, in ogni caso, agli ordini del professor Tullio Nocera, dallo scorso 13 settembre ha iniziato la preparazione atletica. Preparazione che prosegue ora a ritmi ancor più serrati. E non è tutto. Qualche giorno fa, come da noi anticipato, le parole amare di Giovanni Marullo chiudono, dopo quattro anni di grandi

soddisfazioni, la sua avventura come direttore generale della WS Catanzaro. Diviene ufficiale il divorzio tra uno dei dirigenti artefici della splendida promozione in A2 ottenuta al termine della stagione scorsa e la società del presidente Antonio Ruggiero. “Vado via a malincuore – ha dichiarato Marullo - perché lascio un gruppo di ragazze splendide, sempre educate e rispettose. Un gruppo di calciatrici affiatate e ormai molto compatte. E’ questo il principale rammarico, perché, a livello societario, non ho nulla da rimproverarmi”. Incassata la scelta dell’ormai ex dg, oggi per il presidente Ruggiero diventa non più rinviabile la scelta dell’allenatore cui affidare la squadra per l’ostico torneo di serie C. r.d.g.


Calcio a 5

di TONI ROTUNDO

Esordio con il botto per il Catanzaro calcio a 5 nel torneo di Serie B Alla “TRE COLLI” il derby cittadino con “l’ENOTRIA” nel campionato regionale di C1

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er il Soverato C5 la torrida estate 2012 ha portato la bella notizia dell’accoglimento della domanda di ripescaggio alla massima categoria regionale. Una notizia che segna un nuovo anno zero in casa bianco rossa. Tanti i nomi per la panchina, dai più esotici a quelli più realistici, e poi finalmente l’annuncio ufficiale: Filippo Romano, tecnico giovane, ma con tantissima esperienza alle spalle, diventato, nel tempo, il tecnico storico, della compagine Comprensorio Presilano, poi divenuta Futsal Enotria. Così, mentre nel capoluogo di provincia si esultava per la nascita di un’ importante e solida società da presentare al campionato regionale di serie B, nella vicina provincia di Soverato, il Presidente Agostino Santise, improvvisamente, usciva dall’anonimato rendendo la sua squadra regina del calciomercato, attraverso una seria di importanti acquisti. Intanto si parte dalla riconferma dei “pilastri” Mario D’Elia e

Marcello Lanciano, capaci, l’anno precedente, di compiere un vero e proprio miracolo cioè la conquista di una insperata qualificazione play off. A loro si sono aggiunti, uno alla volta, il fortissimo ed esperto portiere Roberto Patruno, l’universale e talentuoso Carlo Tavano, per finire al sensazionale colpo di mercato, che ha portato all’ingaggio di uno dei più abili rappresentanti di questa disciplina in Calabria, il funambolico Samuele Pastori. Una buona rappresentanza di atleti catanzaresi, i quali, insieme ad un nutrito gruppo di validi giocatori locali, saranno certamente capaci di elevare Soverato, una piccola realtà di questa disciplina, tra le possibili “regine” in campo regionale. Ora per Filippo Romano è iniziato senza dubbio il compito più difficile, quello, cioè, di dare armonia e gioco, imprimendo a questo gruppo la giusta mentalità vincente. Sicuramente, già soddisfatti delle ultime entusiasmanti stagioni, i tifosi iniziano ora a reclamare un posto nella parte alta della classifica, magari con grandi ambizioni nazionali, in linea con la campagna acquisti. I primi 120′ disputati nelle due uscite ufficiali(le gare di Coppa Italia (giocate contro Filadelfia Cup e Futsal Filadelfia, compagini di serie C2, inserite nello stesso mini girone a tre della squadra ionica) sono stati un ottimo banco di prova per il lavoro svolto dal gruppo. Due partite sono chiaramente troppo poche per poter valutare in modo completo, ma, se il buongiorno si vede dal mattino, i tifosi bianco rossi possono essere ottimisti, vista la personalità e l’ottimo possesso palla che hanno consentito alla squadra di trasformare, con una condotta di gara aggressiva e decisa, l’atteggiamento remissivo della passata stagione. Rimane solo un dubbio da chiarire: quello della possibile presenza del forte attaccante Antonio Voci, che, lo scorso anno, per

motivi di lavoro, ha quasi disertato l’intero campionato e sembra che quest’anno le cose non siano cambiate di molto; da qui, la necessità di provvedere all’ingaggio di qualcuno che possa sostituirlo. A tal proposito, pare ci sia stato, da parte della società, un interesse nei confronti del pivot Marco Celia, uno dei migliori rappresentanti di questo ruolo, in campo regionale, la cui presenza, avrebbe, di certo, esaltato le famose ed efficaci imbucate del forte centrale Marcello Lanciano. Pare ormai archiviata la possibilità di portarlo in casacca bianco rossa, poiché si è deciso, almeno per il momento, di puntare solo sui giocatori componenti la rosa, che appare ugualmente ben allestita e altamente competitiva. Questa settimana di riposo, prima dell’inizio del campionato, sarà fondamentale per mister Romano al fine di valutare l’ossatura tattica ideale per questa squadra, ma anche per limare al meglio l’organizzazione definitiva della fase difensiva e migliorare l’intesa tra nuovi e vecchi per ciò che concerne la fase di possesso. Di sicuro, su un aspetto convergono tutti gli addetti ai lavori: la squadra del presidente Santise ha un ottimo potenziale, con tutte le carte in regola, quindi, per aprire un ciclo positivo, in una parte di provincia priva, fino ad oggi, di una tradizione storica in questa disciplina.

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La contraffazione dei farmaci: uno dei problemi più gravi della nostra società

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a gravità del problema della contraffazione dei farmaci costituisce un problema che certamente va ben oltre quanto sa e pensa di sapere la gente comune e, forse proprio per questo, la contraffazione è un fenomeno tanto diffuso quanto pericoloso, che colpisce tutti i settori indistintamente, senza salvare quello farmaceutico. Anzi, purtroppo, proprio in questo ambito, la contraffazione assume connotati particolarmente allarmanti, per i molteplici danni che può causare. Ma cos’è il farmaco contraffatto ? “L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) - ha sottolineato il presidente di Fedefarma Calabria , dr. Vincenzo Defilippo - definisce come contraffatto quel farmaco la cui etichettatura è stata deliberatamente e fraudolentemente preparata con informazioni ingannevoli circa il contenuto o l’origine del prodotto. In buona sostanza, i farmaci contraffatti differiscono da quelli originali per qualità, sicurezza ed efficacia. Non solo, anche nelle ipotesi in cui fossero di qualità adeguata e contenessero la corretta quantità di principio attivo, non c’è assolutamente alcuna garanzia che la loro produzio42

Il Dott. Vincenzo De Filippo

ne avvenga. La potenziale pericolosità di un farmaco contraffatto può riguardare il principio attivo, gli eccipienti e il confezionamento. Non vanno inoltre sottovalutati i rischi che possono derivare da una non idonea conservazione del farmaco nel periodo che intercorre dalla sua produzione all’immissione sul mercato. Nei paesi industrializzati il fenomeno va estendendosi velocemente, seppure per cause diverse e riguarda soprattutto i farmaci nuovi e costosi (anabolizzanti, ormoni della crescita, alcuni gluco corticoidi, prodotti contro l’impotenza e alcuni psicotropici). Questi prodotti contraffatti sono spesso commercializzati illegalmente, nelle palestre e attraverso il mercato in internet.

E purtroppo proprio l’acquisto on-line rappresenta oggi uno dei maggiori fattori di rischio, almeno nel nostro Paese, di incappare in prodotti contraffatti, senza considerare che l’acquisto di farmaci via internet rende inutile qualsiasi tipo di monitoraggio sull’uso dei medicinali e annulla l’efficacia del sistema di farmacovigilanza, cioè di segnalazione da parte dei cittadini a medici e farmacisti di reazioni avverse provocate dai medicinali stessi, particolarmente utile nel caso di prodotti immessi da poco sul mercato.Il problema è senz’altro complesso, ma la difficoltà di imbrigliare uno strumento sfuggente come la rete non ci esime dall’affrontarlo. Si dovrebbe, quantomeno, procedere a un monitoraggio dei siti che effettuano la vendita di farmaci e informare i cittadini sui rischi cui vanno incontro ricorrendo a questo canale, invitandoli a fare riferimento al medico e al farmacista per il ricorso a qualsiasi terapia farmacologica. Resta comunque ferma la necessità di porre in essere tutti gli accorgimenti utili per combattere con efficacia la contraffazione dei farmaci. Penso, soprattutto, per quello che riguarda l’Italia, ad accorgimenti che rendano più difficile l’attività dei falsari,


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di ROMANA MONTEVERDE


Catanzaro - Nocerina