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L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


L’editoriale

Sulla spinta della leggenda… “Con tutto l’amore che posso, con tutto il dolor che ho addosso”

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o incassato con eleganza la sconfitta di Viareggio, ho affrontato rabbioso la delusione dell’incontro con la Nocerina, ma ho subìto affranto e a capo chino la lezione di Pisa. Resto sempre fiducioso, innanzitutto perché credo fermamente nel valore dell’allenatore e sono convinto che la signorilità e l’impegno del presidente prima o poi debbano ricevere anche quest’anno un riconoscimento; inoltre perché penso che in questa fase del campionato si siano addensate sulle spalle della squadra cumuli di vapori neri carichi di sfortuna sormontati da gufi ghignanti; infine perché ogni volta che seguo una partita ho la netta sensazione che la compagine giallorossa sia quella migliore in campo, che esprime il gioco più brillante ed è capace di imporsi con autorevole aggressività. I risultati

raccontano, però, un’altra storia, che non corrisponde né alle mie percezioni né alle mie convinzioni. E perciò mi volgo a pensare all’attuale destino del Catanzaro con i sentimenti cantati da Claudio Baglioni: Con tutto l’amore / l’amore che posso / Con tutto il dolore / il dolore che ho addosso / Con tutto il mio cuore. E avvolto da queste emozioni non posso fare a meno di constatare che non si possono subire dieci reti in tre partite e segnarne soltanto quattro, oltretutto facendo da spettatori nelle ultime due trasferte toscane, dove gli avversari hanno giocato al tiro al bersaglio, e poi inscenare un assurdo suicidio in casa con la Nocerina negli scampoli finali della partita, dopo aver dominato per tutto il tempo, ripetendo l’esperienza con il Benevento. Chiaramente qualcosa non funziona, perché la difesa appare un colabrodo, con

sorprendenti cadute di ingenuità, il centrocampo continua a non costruire gioco, ma neppure è in grado di svolgere almeno un proficuo lavoro di copertura, e il decantato attacco si è mostrato fino ad ora spuntato e inoffensivo. Non si tratta di una questione di modulo di gioco, perché gli schemi sono stati modificati e adattati alle situazioni, al fine di trovare l’assetto più rispondente al collettivo; non si può neanche iniziare a mettere in discussione il valore dei singoli giocatori, perché non posso credere che Fioretti abbia dimenticato come si segna, né che Quadri in questi mesi abbia disperso completamente il suo bagaglio tecnico. Evidentemente c’è qualcosa che in questa squadra manca e che è necessario recuperare al più presto: per gli eventuali innesti si deve attendere, per il resto bisogna fare fronte comune, diventare più cinici e prudenti e continuare a far percepire l’affetto e la fiducia che fino a questo momento hanno contrassegnato il rapporto con la tifoseria: non dimentichiamoci mai da dove veniamo e dove non vogliamo più tornare, ragion per cui si alle critiche, ma con il sorriso e la tranquillità della speranza. Dalla partita con il Frosinone mi aspetto il rilancio e l’avvio di una nuova fase di recupero. D’altra parte questa squadra ha regalato alla storia giallorossa un sogno: Massimo Palanca, che continua ad alimentare i nostri ricordi ed aleggia sempre sul manto verde del Ceravolo con il suo incedere dinoccolato, il suo mitico sinistro e le invenzioni sui calci di punizione e i calci d’angolo, al limite dello svenimento, che rendevano gli spettatori consapevoli di trovarsi dinanzi ad autentiche magie, uniche, irripetibili, da tenere strette negli angoli della memoria, per rammentarle nuovamente e per raccontarle a chi non ha avuto la fortuna di assistere alle meraviglie di uno dei grandi del calcio. Ed allora: che il grido della curva Massimè, Massimè, pari ‘na molla, possa essere di buon auspicio per chi, sulla spinta della leggenda, voglia innalzarsi nello spazio dorato delle aquile giallorosse. A.S. 3


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L’editoriale

di ROMANA MONTEVERDE

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La foto di copertina è di Salvatore Monteverde

pag. 1 InCopertina Riaccendiamo la luce pag. 3 Editoriale Sulla spinta della leggenda pag. 7 Il fondo del direttore Cure immediate e non palliativi pag. 9 Pallone e dintorni La vergogna di alcune curve e non solo pag. 11 Area di Rigore pag. 12 Contrattopoli Bonifici sotto sequestro pag. 13 Il profilo Andrea Russotto pag. 14 Il punto sul campionato Latina e Frosinone ancora a braccetto pag. 15 Spidercam Una ragione per sorridere c’è pag. 17 L’avversario di turno Il Frosinone pag. 19 Curiosando Roventi panchine in Prima Divisione pag. 21 Cosi in campo pag. 22 Risultati e Classifica

pag. 24 Tabellini pag. 27 Quelli che lo striscione You’ll never walk alone pag. 29 Controcronaca Uscire dall’incubo, agguantare la preda pag. 31 La parola ai tifosi pag. 32 Meteore Belardi e le sue “uscite spericolate” pag. 34 UeSse domani...Settore Giovanile Penalizzati dalla carenza di impianti pag. 37 Highlights pag. 39 Stati D’animo Allarme (giallo) rosso pag. 40 Quote rosa W. S. Catanzaro: Pippo Torneo allenatore pag. 41 Calcio a 5 A Mirto buon punto per il Catanzaro pag. 42 I nostri inserzionisti

Periodico sportivo Indipendente - Anno XXV Aut. Trib. di CZ n. 60 del 02.09.1988 - Tiratura 9.000 copie

Editore Salvatore Monteverde Direttore Responsabile Gianni Bruni Coordinamento giornalistico Mario Mirabello Foto Icaro Fotocronache - Tel. 0961.725028

Il numero e’ stato chiuso in redazione lunedi 29 ottobre 2012

Grafica e impaginazione di De Girolamo Vincenzo Tel. 0961.754331 - info@devistudio.it

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Il fondo del direttore

Cure immediate e non palliativi

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e cose vanno male, decisamente male. E se anche quando giochi bene ( vedi gara con la Nocerina ) o benino (come sembra sia accaduto a Pisa fino al crollo finale) te ne torni a casa con tre o quattro reti sul groppone, allora vuol dire che il male che attanaglia questo Catanzaro è serio, un male cui necessitano cure immediate e non palliativi. Andiamo con ordine. Accertato e non contestabile che grossi errori sono stati commessi al momento di costruire la squadra, bisogna ora cercare di trovare una via di uscita dal tunnel in cui siamo precipitati, un pò per superficialità nella valutazione dei ragazzi acquistati, tutti provenienti dalla Seconda Divisione, un pò per incompetenza, molto per presunzione, visti i proclami sbandierati in avvio di campionato. Tutto in buona fede, naturalmente, il che aggrava la responsabilità di quanti, a vario titolo, hanno gestito il “passaggio” dalla Seconda alla Prima Divisione. I sintomi che affliggono il “malato” Ca-

tanzaro sono tanti: dimensione tecnica non eccelsa per alcuni elementi e con riferimento al campionato da disputare, condizione fisica non al massimo, fragilità temperamentale, altalena tattica, mancanza di tranquillità. Ci sarebbe da strapparsi i capelli se non conoscessimo la passione ( e la testardaggine) del presidente Cosentino che, necessariamente, dovrà essere il “medico curante” della sua creatura sportiva ammalata. Ed allora, dopo Russotto, necessitano, come andiamo dicendo da tempo, altri tre o quattro elementi in grado non solo di elevare il livello tecnico della squadra, ma anche di offrire un contributo di esperienza. Quindi operare sul morale di una squadra che non riesce a mantenere il vantaggio, che trema e cade in dirittura di arrivo, che sembra priva di autostima e di capacità di reagire: a Pisa, come erra avvenuto in Coppa Italia a Carrara, sono stati incassati quattro gol in soli trentadue minuti, dal 56’ (rigore di Favasuli) all’88 (rete

di Perez). E poi, sembra indispensabile che Cozza trovi un assetto tattico con una qualche continuità: si è partiti con tre punte ed ora si gioca con una punta sola! Certo, l’andamento del campionato ha fatto comprendere che non si poteva azzardare troppo, ma un certo equilibrio nelle scelte tattiche è necessario per consentire l’assimilazione della manovra ed il miglior adattamento dei giocatori alle scelte del tecnico. Sono medicine amare, anche costose, ma indispensabili, sia sotto il profilo economico che del sacrificio di qualche elemento erroneamente ritenuto indispensabile. Intanto arriva la capolista Frosinone e basta pensare ai due “bomber” di cui dispone ( Ganci e Santoruvo) ed alla squalifica di Sirignano, per avvertire brividi e temere il peggio. Ma, come scriveva qualcuno, non è bravo chi non cade mai, ma è bravo chi è capace di rialzarsi. Ce la faranno a rialzarsi i giallorossi? Dobbiamo crederci... Gianni Bruni

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Pallone e dintorni

di FiLIPPO VELTRI

La vergogna di alcune curve e non solo Un bel florilegio di atteggimenti da censurare, in cui ci stanno tutti nel sacco: frange di tifosi, presunti giornalisti, allenatori

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rmai è materia di cronaca nera, giudiziaria e anche sindacale la domenica nel pallone degli italiani. Non bastassero, infatti, le scommesse e gli scandali vari di cui non si vede mai la fine, nelle settimane scorse sono riesplosi in varie città i vergognosi fenomeni degli episodi razzisti in alcune curve di stadi italiani, con il contorno di poco felici commenti giornalistici che hanno finito con l’aizzare gli animi ancora di più. Ci riferiamo, ovviamente, al ben noto commento di un giornalista della Rai di Torino in occasione di Juventus - Napoli. Ma l’episodio più eclatante nella sua inciviltà massima è stato quello accaduto a Livorno, protagonisti alcuni ultras del Verona Hellas che, nella città toscana, hanno insultato la memoria del calciatore livornese Morosini, morto un anno fa per un arresto cardiaco a Pescara durante una partita. Episodi noti entrambi, ma forse non altrettanto noto è stato il vergognoso provvedi-

mento adottato dai sempre solerti soloni del mondo del calcio, che hanno inflitto una ridicola e pilatesca multa, ancora che salata, al Verona Hellas e poi basta… Sì, niente di niente, nè penalizzazioni in classifica, nè squalifiche per responsabilità oggettiva, nè altro. E niente ha preso l’incredibile allenatore del suddetto Verona Hellas, Andrea Mandorlini, reo di avere animato la vigilia della partita, insultando i tifosi del Livorno. Quello stesso Mandorlini che un anno fa aveva aizzato animi e non solo in occasione di un’altra gara della sua squadra. Un recidivo, si direbbe in termine tecnico. Insomma un bel florilegio di vergogne, in cui ci stanno tutti nel sacco: frange di tifosi, giornalisti (presunti tali), allenatori etc, etc. Ora, l’unico che finora ha pagato davvero è stato quel giornalista di Torino di cui si è detto, sospeso dall’incarico e con un provvedimento che gli pende sopra la testa, ma tutti gli

altri che ruotano dentro il bel mondo del pallone nostrano l’hanno sfangata ancora una volta. Ci rivedremo alla prossima, viene da dire, con altri pianti di coccodrillo, grida di alto stupore, meraviglia e vergogna. La vergogna vera, però, è questo comportamento di chi dovrebbe intervenire e non lo fa: prendano esempio dall’Inghilterra, dove il capitano del Chelsea (squadra prima in classifica in campionato) ed ex capitano della nazionale è stato squalificato per quattro giornate per insulti razzisti rivolti ad un altro giocatore e non ha fiatato e nemmeno la sua società. Si è fatto quattro giornate senza sconti o corti federali, tnas, corti di giustizia sportiva, così come accade da noi, dove anche nel pallone tutto finisce a tarallucci e vino. Alla faccia del buonsenso, ma anche re-

Andrea Mandorlini

mando clamorosamente contro quella sana rivoluzione che ci aspetta pure per il pallone, se non vogliamo fare la fine di una nazione da terzo mondo, che si scorda il sabato quello che è avvenuto il venerdì, pronto a rifarlo la domenica per poi rimpiangere il lunedì e così via. Che qualcuno intervenga, per carità!!! 9


L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Area di rigore

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anto tuonò che piovve! E chi pensa, cari amici, che le ultime tre sconfitte consecutive possano essere catalogate come un “caso” la prima (Viareggio), un “indizio” la seconda (Nocerina), una “prova” la terza (Pisa), ha perfettamente ragione: siamo una squadretta ridicola! Ridicola e talmente brutta da fare “a cazzotti” con le dichiarazioni roboanti e, forse, presuntuose di questa estate di Cosentino e Cozza. Chiarisco subito, cari amici! Cosentino resta un presidente fantastico, magari inesperto ma, sicuramente, cuore pulsante di tutto il mondo giallorosso. E Cozza? Datogli atto che lo scorso anno è stato decisivo nella splendida cavalcata che ci ha portato in Prima Divisione, sta dimostrando tutti i suoi limiti di inesperienza e di “integralismo deleterio” nel calcio che comincia a contare, quello che dovrebbe portarci in serie B. Non ho la presunzione di promuovermi tra i migliaia di “allenatori” che frequentano il “Ceravolo”, ma anche un deficiente sa che non sono gli uomini che debbono adattarsi al modulo, ma il contrario. E i calciatori a disposizione del mister ex Reggina non possono reggere, specie fuori casa, la…sfrontatezza calcistica del mitico (resta sempre tale!) Ciccio. Il risultato che ne deriva è che alcuni sembrano fuori forma (ma sono solo fuori posizione), altri sembrano autentici brocchi (ma si sfiancano in un lavoro massacrante che li rende poco lucidi sotto porta). Si faccia ammenda finchè si è in tempo!

Il presidente Cosentino

di CLAUDIO ASTA

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’ inutile, cari amici, che nascondiamo la testa come gli struzzi: se il campionato finisse oggi, saremmo retrocessi…all’inferno. E siccome è meglio prevenire che curare, comincio a farmi delle domande! Cosa succederà se dovessimo perdere le prossime due partite: Frosinone, leader della classifica e Perugia, autentica corazzata? Augurando a Cozza due vittorie nette e convincenti, si proporrebbe, in caso contrario, la possibilità di un esonero. E qui, cari amici, ne vedremmo delle belle. Cozza è stato fin qui una sorta di Alex Ferguson “dé noartri”, cioè un manager a tutto tondo con compiti che, in Italia, vengono da sempre ricoperti da specialisti del settore. L’eventuale esonero del “mister” comporterebbe delle voragini enormi nel management societario. Sono necessari un direttore generale, un direttore sportivo e uno”smaliziato” dirigente che sia di collegamento tra squadra e società. E’ stato bellissimo, lo scorso anno, vedere un presidente “paterno” e un allenatore “meglio di un figlio”. Nel calcio che conta ci vuole un management freddo e calcolatore e non la “famiglia della grotta di Nazareth”!

Francesco Cozza

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iccome il cane morde lo “sciancato”, ecco che i tifosi giallorossi non solo debbono soffrire per un Catanzaro in zona retrocessione, ma sono costretti anche a rivivere nella propria mente la sciagurata partita con il Cisco Roma del 2010, che ci costò la mancata promozione in C1. E’ di

questi giorni la notizia che la società giallorossa ha presentato denuncia alla Procura della Federcalcio per quella partita che vide in campo tutti quegli stessi calciatori indagati dalla Procura catanzarese per sospetta truffa ai danni del Catanzaro. Dubito che si arrivi a conoscere se quella partita fu truccata. Resta l’orgoglio di una società presieduta da Cosentino che continua a battersi perché l’onore di una intera città sia salvo.

Cisco Roma - Catanzaro

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esù, il Frosinone! Un tourbillon di sentimenti pervade l’animo di ogni tifoso giallorosso. Il cervello ci fa temere l’ennesima debacle; il cuore ci dice che oggi può iniziare la riscossa dei “nostri”. Vincere con la prima in classifica sarebbe come una iniezione di fiducia grossa come un grattacielo. Mai come oggi, cari amici, è necessario che la torcida giallorossa stia vicino ai ragazzi di Cozza. Mai, come oggi, è necessario che vengano tirati fuori gli attributi e tutto l’orgoglio delle Aquile. Novanta minuti e, probabilmente, avremo certezza di quello che sarà il destino della camiseta giallorossa in questo campionato! Ad maiora!

Curva Massimo Capraro 11


Contrattopoli

Bonifici sotto sequestro Intanto l’ex Alessandro Bruno tuona : “ Dall’inchiesta non temo nulla, a Catanzaro in due anni non abbiamo preso un euro”

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ono state settimane concitate sul fronte Contrattopoli. L’inchiesta relativa ai doppi e tripli contratti conclusi dalla fallita Fc Catanzaro ha di recente registrato diversi sviluppi. Come si ricorderà i calciatori sono indagati dalla Procura della Repubblica di Catanzaro con l’accusa di tentata truffa e formazione di credito simulato. I giocatori coinvolti sono Roberto Mancinelli , Ivano Ciano, Francesco Corapi, Antonio Montella, Alessandro Bruno, Davide Lodi, Manolo Mosciaro, Alessandro Vono, Stefano Di Cuonzo, Ciro De Franco, Roberto Di Maio, Giuseppe Benincasa, Gianni Di Meglio. L’ultima novità in ordine di tempo è la richiesta da parte dell’avvocato dell’Us Catanzaro Sabrina Rondinelli di riapertura dell’inchie-

Alessandro Bruno 12

sta sportiva riguardante la finale playoff di Seconda Divisione 2009/2010 con la Cisco Roma del 6 giugno 2010. L’avvocato ha chiesto di accertare se la gara, che fu persa dai giallorossi per 4-0, si svolse regolarmente. Molti degli indagati del pm Domenico Guarascio erano in campo quel giorno. Ma la battaglia legale prosegue soprattutto al di fuori della giustizia sportiva. Infatti se il Collegio Arbitrale della Lega Pro, dopo aver di fatto condannato il sodalizio del presidente Cosentino a pagare gli emolumenti dei contratti di tre giocatori, Corapi, Bruno e Ciano, ha deciso di sospendere la decisione relativa agli altri tesserati, molto attivi sono stati la Procura di Catanzaro e la Guardia di Finanza sul fronte l’inchiesta penale. Il 18 ottobre proprio i bonifici con somme versate dal Catanzaro per il pagamento dei tre giocatori sopracitati sono stati sequestrati dai finanzieri. In totale una somma intorno ai 140mila euro. E potrebbe non essere finita qui visto che nuovi accertamenti più approfonditi sulla situazione patrimoniale dei giocatori potrebbero essere effettuati dalla Procura per verificare quanto effettivamente i giocatori abbiano ricevuto dall’Fc prima del fallimento. Il tutto per ricostruire quello che avvenne nel corso di quella stagione e come si giunse, nono-

stante l’Fc versasse in condizioni economiche critiche, a stipulare i contratti aggiuntivi che ora 13 giocatori vogliono far valere. A rendere ancora più complessa la vicenda la posizione di due dei contratti in contenzioso che, secondo quanto emerso il 10 ottobre, non sono nemmeno stati registrati in Lega. Si tratta dei rapporti stipulati da Francesco Corapi e Giuseppe Benincasa. E mentre l’inchiesta va avanti e promette nuovi colpi di scena esce allo scoperto uno degli indagati, l’ex centrocampista del Catanzaro Alessandro Bruno che peraltro, tre settimane fa con la sua Nocerina è stato avversario sul campo delle Aquile. Bruno ,su una testata online dedicata proprio alla squadra campana, è tornato proprio sulla vicenda dei contratti con la società fallita. “Dall’inchiesta non temo nulla – ha detto per poi ricordare - a Catanzaro in due anni non abbiamo preso un euro, pur facendo fino in fondo il nostro dovere. Sfruttati, sfrattati, senza posto dove mangiare e dormire. Le autorità politiche venivano negli spogliatoi a dirci di non mollare, a cercare di vincere il campionato perché una serie superiore poteva evitare il tracollo. Abbiamo preso quel che dovevamo avere per contratto”

Francesco Corapi


Il profilo

di SIMONE NISTICO’

L’ultimo acquisto del Catanzaro vanta un curriculum di tutto rispetto. In serie A con Napoli e Treviso passando per l’esperienza in “azzurro”

Andrea Russotto, in Lega Pro per caso

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ell’alta marea che sta purtroppo caratterizzando il percorso del Catanzaro in questo difficile torneo di Prima Divisione, c’è comunque qualcosa che fa ben sperare per il futuro. Non è proprio tutto da buttare ciò che le aquile stanno mettendo in pratica. Nel groviglio di nodi che mister Cozza, il presidente Cosentino e tutto lo staff del Catanzaro dovranno sciogliere, esiste un punto fermo importante che sta alleviando, seppur parzialmente, le ferite del caloroso pubblico giallorosso. Un’ancora di salvezza, un’oasi di ristoro che nelle acque agitate riscontrate dopo le prime 8 giornate di campionato serve quantomeno a trovare più fiducia nei propri mezzi. L’approdo in giallorosso di un certo Andrea Russotto è di sicuro una delle note più positive di questo inizio stagione. Ancora una volta è dal mercato degli svincolati che il Catanzaro riesce a pescare bene. Era già successo lo scorso anno quando fu Ciro Oreste Sirignano ad essere depennato dalla lista degli svincolati illustri per raggiungere la città dei Tre Colli. Il centrale difensivo di Pomigliano d’Arco è diventato uno dei capi saldi del Catanzaro di Ciccio Cozza conquistandosi meritatamente un posto da titolare nel team calabrese. Quest’anno lo stesso percorso sembra averlo incanalato proprio Russotto, uno dei talenti più promettenti del calcio italiano tanto da essere l’unico calciatore “made in Italy”(al pari di Lorenzo De Silvestri) a figurare nella lista dei 50 calciatori in erba più promettenti stilata dalla rivista inglese World Soccer nel 2007. Grazie all’innesto di Russotto proprio Francesco Cozza potrà tornare a schierare la squadra secondo il suo classico 3-4-2-1. Il trequartista “alla Cozza” è un ruolo dispendioso e difficile da ricoprire se è vero, come è vero, che mentre in fase di possesso è chiamato a creare i giusti varchi all’unica punta, in fase di non possesso deve cercare di accorciare sul portatore di palla della squadra avversaria per limitarne la costruzione del gioco. Andrea Russotto, dopo sole 2 apparizioni in maglia giallorossa (per altro sfortunate in termini di risultato), è già entrato nelle

grazie dei tifosi che ne hanno potuto apprezzare le chiare doti di fantasista. Tanto con la Nocerina, quanto con il Pisa, l’ex Napoli, Treviso e Livorno, ha dato origine ad autentici numeri dall’elevato tasso tecnico. La domanda che in molti si fanno sul conto di Russotto è come facesse un giocatore come lui ad essere svincolato. Misteri del pallone, storie di calciatori sulla cresta dell’onda che nel giro di pochi anni scompaiono dalla scena per poi materializzarsi all’improvviso. L’unica risposta sensata che si può dare si può ricercare nella deludente esperienza avuta al Livorno che lo ha costretto a “retrocedere” in Lega Pro e, nella fattispecie, quando si è trovato a vestire nella scorsa stagione la maglia della Carrarese. Ma dopo aver avuto la possibilità di vederlo all’ope-

ra dal vivo si può facilmente intuire che Andrea Russotto è passato in Lega Pro per caso e che probabilmente negli anni a venire tonerà a disputare campionati di categoria superiore. Se con la maglia giallorossa del Catanzaro o con qualche altra maglia, sarà solo il tempo a dirlo. D’altra parte parliamo di un giocatore che non si scopre oggi, ma che solo qualche anno fa calcava campi di serie A e serie B e che ha fatto parte nel biennio 2007-2009 degli “Azzurrini” di Pierluigi Casiraghi. Forse l’unico rammarico per lui è stato quello di non aver disputato l’Europeo Under 21 a coronamento di quel biennio, ma la convocazione nelle fila della Nazionale Olimpica partita alla volta di Pechino nel 2008 rimarrà uno degli apici della sua carriera professionale.

19 Presenze in serie A

8 Reti siglate in serie B

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Reti con la Nazionale U.21 13


Il punto sul campionato

di PIERSANTO GALLO

Latina e Frosinone ancora a braccetto. Ma le altre sono tutte lì Pisa e Paganese rifilano quattro “sberle” a Catanzaro e Nocerina

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e due laziali per la terza giornata consecutiva proseguono appaiate il loro viaggio in vetta alla classifica del girone B di Prima Divisione e lo fanno nell’ultimo turno con altrettante prove di forza. Il Frosinone nel “Friday night” di Sportitalia ha regolato per 3-1 il Barletta, con i suoi “top player” d’attacco (e, aggiungiamo noi, vero lusso per la categoria) Ganci e Santoruvo sugli scudi. La squadra di Stellone, sconfitta di Gubbio a parte (e mettiamoci anche il pareggio casalingo contro “questa” Nocerina), non ne ha praticamente sbagliata una finora e il primato, per quello che hanno fatto vedere fino ad ora, è più che meritato. Praticamente stesso discorso per il Latina, che, dopo il brutto ko di Pisa, ha davvero ingranato la marcia (e, ahinoi, sappiamo bene contro chi è arrivata la svolta): a decidere il match esterno con l’Andria di domenica è stato un rigore realizzato da Barraco (anche di lui noi catanzaresi non abbiamo buoni ricordi), dopo 90’ soffertissimi al cospetto di una formazione che, risolte le beghe societarie, si sta rivelando sempre di più una mina vagante di questo torneo. Dietro il duo di testa, ad un solo punto di distanza c’è il Pisa. Un Pisa che all’Arena Garibaldi ha rifilato un poker secco al

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Catanzaro, passato in vantaggio con un autogol di Mingazzini su calcio d’angolo di Quadri, ma che poi è crollato dopo l’ennesima espulsione di questo campionato, quella di Sirignano. Poco da dire sui toscani, che di giornata in giornata stanno dimostrando di potersela giocare alla pari con le favorite per la vittoria finale, tanto, tantissimo invece ci sarebbe sul Catanzaro alla terza sconfitta consecutiva. A questo punto, speriamo di sbagliarci, dobbiamo ammettere di essere stati un po’ di parte quando abbiamo definito quella giallorossa una squadra di seconda fascia, perché allo stato attuale non vale nemmeno quella. E sarebbe meglio che, chi ha costruito questa rosa, si assumesse le sue responsabilità, così come l’anno scorso si è (giustamente) preso i meriti e i complimenti di tutti. Tornando ai quartieri alti della classifica, sempre più su il Gubbio, che ha vinto a Prato (due sconfitte consecutive e oggi c’è il Benevento) con una rete di Radi, pari sicuramente prezioso per l’Avellino sul difficilissimo campo del Viareggio (Biancolino su rigore contestatissimo per gli irpini, Maltese per i toscani). Avellino e Viareggio raggiunti a quota 13 dal Perugia, che ha liquidato il fanalino di coda Carrarese con un 3-0 che non ammette

repliche. A segno per gli umbri, in ripresa dopo i due ko di fila contro Pisa e Nocerina, Rantier, Ciofani e il “gioiellino” Politano. Alle spalle del terzetto si issa la Paganese, devastante sul neutro di Chieti contro una Nocerina che evidentemente non è del tutto guarita dopo le due vittorie consecutive con Perugia e Catanzaro. Girardi, Calvarese e una doppietta di Scarpa hanno umiliato i molossi, che hanno anche fallito un rigore con Merino (parata di Marruocco). Pareggio esterno per il Benevento del nuovo corso Ugolotti, con il “duca” Altinier a rimediare al vantaggio del Sorrento con Cesarini. Un Sorrento che oggi sarà impegnato in un altro difficile derby contro l’Avellino, mentre per le due capolista impegni non semplici a Catanzaro (per il Frosinone) e in casa contro il Perugia (per il Latina), nel big match della nona giornata. Altra sfida da seguire è quella tra Pisa e Nocerina, con i toscani all’esame di maturità. Occasione anche per la Paganese contro la derelitta Carrarese, derby già fondamentale per la classifica tra Barletta e Andria, mentre il Viareggio cercherà di inanellare un’altra impresa del suo finora splendido campionato a Gubbio, con la speranza che non si aggiorni il dato record di sei rigori subiti in otto gare.


Spidercam

di ROBERTO TOLOMEO

Encomiabile il supporto dei tifosi giallorossi che hanno seguito le Aquile all’Arena Garibaldi di Pisa

Una ragione per sorridere c’è

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i abbiamo provato. Consapevoli che il rischio di rimanere con la pagina bianca o di chiudere i battenti dopo un paio di righe fosse dietro l’angolo. Ci siamo armati di pazienza, torcia elettrica e di lente d’ingrandimento. Determinati a trovare un aspetto positivo, anche se uno solo, di questo periodo in cui il giallorosso ha lasciato decisamente spazio al grigio nube. Poi, dopo qualche istante, ci siamo accorti che lampadine e antichi strumenti ottici non erano necessari. Che la ragione per cui sorridere c’era, aveva e ha dimensioni evidenti. Tanto rilevanti quanto la piccola folla a tinte giallorosse che domenica scorsa ha preso posto sugli spalti dell’Arena Garibaldi di Pisa. Eccolo, il vero motivo per cui vale la pena di abbozzare un sorriso. Il Catanzaro sta gradualmente ritrovando il suo pubblico da trasferta che, siamo certi, non perderà nonostante le difficoltà di una stagione finora avara di soddisfazione. I supporter provenienti da varie parti d’Italia hanno macinato un numero variabile di chilometri per seguire la squadra in Toscana. Facendo le dovute proporzioni era dai tempi della discussa (ultimamente di nuovo molto “chiacchierata”) finale di C2 con la Cisco Roma del 2010, che i supporter delle Aquile non si muovevano in numero notevole verso una località così lontana dalla Calabria. E per Pisa tutto era stato organizzato da tempo, dai giorni immediatamente successivi dalle purghe di Evacuo, quindi in un momento già poco felice. Quando un club tifosi del capoluogo aveva già iniziato a raccogliere le prenotazioni per un pullman ancora alla gara mancavano dodici giorni. A quella iniziativa ne sono poi seguite altre e poi altre. Il costo della trasferta non era proibitivo ma in tempi non economicamente floridi è un costo non indifferente. Eppure sulle tribune storiche dell’”Anconetani” i cuori giallorossi erano 400. Non pochi anche tenendo conto che Giove Pluvio non era proprio ben disposto nella primo vero fine settimana autunnale. Peccato per i quattro gol subiti, per il crollo verticale nel secondo tempo, per il ko, per la delusione che

i supporter hanno portato con sé tornando in Calabria o a Roma o a Perugia o al Nord. Una delusione grande ma, se la si riesce ad analizzare a mente fredda, con un minimo di razionalità, nemmeno paragonabile ad altre del recente passato. Tornando alla gara del Flaminio di due anni fa ci si ricorda che i sostenitori delle Aquile erano dieci volte tanto, e avevano come domenica scorsa visto insaccarsi per ben quattro volte il pallone nella rete giallorossa. Ma le similitudini terminano qui. Allora la squadra si era arresa prima di combattere, e tornando a casa i tifosi non avevano avuto alcuna consolazione pensando al futuro. Una settimana fa in campo c’era una formazione con limiti tecnici e di personalità ma senza ombre né macchie. E sulla strada del ritorno i 400 di Pisa hanno appreso che le concorrenti alla salvezza arrancano come le Aquile, che la zona tranquillità resta a quattro lunghezze. Magari subito non se ne saranno resi conto, ma nel corso dei giorni successivi avranno anche realizzato che le quattro sberle etrusche possono essere rimediate, che il torneo è ancora lungo o comunque che durerà abbastanza per avere la possi-

bilità concreta uscire dalle sabbie mobili della bassa classifica. Riprendere la corsa verso il calcio che conta si può. Ci sono per il momento almeno quattrocento buone ragioni per crederci.

Sullo sfondo i tifosi del Catanzaro all’Arena Garibaldi (foto Fagiolini)

Supporter giallorossi allo stadio Flaminio di Roma 15


L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


L’avversario di turno

Il Frosinone

Roberto Stellone All. Nocerina

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di VITTORIO RANIERI

Un cammino che non può passare inosservato

apolista a sorpresa… ma con “numeri” che non possono passare inosservati: una sola sconfitta, cinque vittorie, due pari e la seconda miglior difesa del torneo, senza considerare un punto di penalizzazione. In pochi, probabilmente, avrebbero scommesso un euro sul Frosinone in testa alla classifica a metà girone d’andata. Eppure, quello dei ciociari è il classico esempio nel quale i risultati arrivano senza spese folli e, perché no, all’insegna dello spending review calcistico. Infatti, pur di tagliare i costi, abbassando il monte ingaggi, in estate il club gialloblù ha confermato solo alcuni big della scorsa stagione, tra cui il portiere Zappino e gli attaccanti Ganci, Aurelio e Santoruvo. Il tutto, poi, abbracciando anche la linea verde. E proprio i giovani, nel recente passato, sono stati il fiore all’occhiello della società, con la formazione “berretti” fresca vincitrice del tricolore di categoria edizione 2011/2012 per quanto concerne la Lega Pro. E chi era l’allenatore di questo exploit a livello nazionale? L’ex “bomber” di Genoa, Napoli e Torino, Roberto Stellone. In estate, dopo la vittoria del tricolore (condita da un bel calcio), s’è guadagnato la promozione ad allenatore della prima squadra, ripagando la fiducia della società a suon di risultati importanti (e insperati) con un modulo (il 4-3-3) offensivo e allo stesso tempo robusto. La storia recente del Frosinone recita poi di cinque campionati di fila in serie B (tra cui una salvezza firmata dall’ex tecnico giallorosso, Pierino Braglia) prima del doloroso ritorno in serie C del giugno 2011. La passata stagione (che tra l’altro ha celebrato il ritorno del sentitissimo “derby” coi cugini del Latina) non è stata in linea con le attese

della società. I risultati altalenanti sono costati la panchina a Carlo Sabatini, sostituito in corsa da Eugenio Corini. All’attuale allenatore del Chievo non è riuscita la sperata inversione di tendenza in campo, coi ciociari che hanno concluso il campionato all’ottavo posto, non raggiungendo l’obiettivo stagionale dei play-off. Ed in estate si è ripartiti, tagliando i costi, promuovendo alcuni elementi della “berretti” in prima squadra per affiancare gli elementi più esperti e puntando sulla scommessa Stellone.

Quel filo conduttore che unisce i tifosi

C

’è un sottile filo conduttore che unisce i tifosi ciociari a quelli giallorossi. Proprio così! Tutto inizia l’8 dicembre 2008 in occasione di Cosenza-Catanzaro. “Derby” atteso diciotto lunghi anni e che si giocava in un “San Vito” tutto di marca rossoblù. Infatti, niente trasferta via terra per i supporter catanzaresi (per motivi di ordine pubblico) ed ecco la sorpresa che arriva dal cielo. Nell’intervallo del derby, tre deltaplani colorati di giallorosso iniziano a sorvolare il “San Vito” e, giunti sulla perpendicolare del centrocampo, uno di loro fa cadere una sciarpa giallorossa, scaricando anche circa cinquemila volantini, mentre gli altri due espongono uno striscione con la scritta: “le aquile vi sovrastano sempre”. Un’idea, una trovata originale che fa il giro d’Italia (negli ambienti del tifo e non) e che finisce addirittura sui grossi network nazionali… con tanto di servizio sul Tg5! Il tutto per arrivare all’8 maggio 2011. Stadio “Francioni” di Latina che registra il tutto esaurito per la festa del club nerazzurro che, fresco vincitore del girone meridionale di Seconda Divisione, torna nella vecchia C1 dopo oltre trent’anni, coi tifosi che pregustano già il derbissimo dell’anno successivo con gli odiati cugini del Frosinone. Intorno al 40’ del

primo tempo, coi padroni di casa in vantaggio di 2-0 sull’Aversa Normanna e con uno stadio intero che canta “chi non salta è ciociaro”, ecco sbucare nel cielo due deltaplani gialloblù (colori sociali del Frosinone) che accendono due fumogeni sempre coi colori frusinati. Uno sgarbo firmato all’insegna della rivalità calcistica. Attenzione, però, il copyright della “trovata” è tutto catanzarese…

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L’editoriale

di ROMANA MONTEVERDE

PRIMARIA IMPRESA FUNEBRE

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Curiosando

Le roventi panchine nel girone B della Prima Divisione Anche nel raggruppamento settentrionale sono stati già tre gli esoneri

N

el calcio si sa, a contare sono i numeri. Qualora non dovessero arrivare, la panchina di qualunque squadra diventa rovente. Questa è una delle regole implicite del mondo del pallone. Da sempre, nelle situazioni difficili, il primo ad essere messo dietro il banco d’accusa è il responsabile tecnico, colui che fornisce i dettami tattici alla squadra e inculca il proprio credo calcistico nella mente dei suoi uomini. I motivi di una sostituzione, o di un cambio in panchina, possono essere svariati infondo. Contrasti con la dirigenza, mancato conseguimento di obiettivi o posizione in classifica deficitaria: ecco i “classici” dell’esonero. Una parola questa, che sin dal momento della firma da apporre in calce ad un contratto, qualunque allenatore sente come insidia, come ostacolo da evitare durante il suo percorso. Una delle categorie in cui gli allenatori di calcio vengono messi in discussione e proprio l’ex serie C. Nel “calcio dei campanili” si assiste spesso ad un continuo via vai di allenatori all’interno delle società sportive. Anche quest’anno

la Lega Pro sembra non smentirsi, facendo parlare di sè anche come teatro di esoneri importanti. La prima panchina a “saltare” nel girone in cui è impegnato il Catanzaro è stata quella dell’ormai ex allenatore della Carrarese Carlo Sabatini. L’artefice della vittoria contro i giallorossi di mister Cozza nella gara di Tim Cup disputatasi a Carrara lo scorso 5 agosto, è stato di recente sollevato dall’incarico da allenatore del club toscano. Contestato aspramente dopo la sconfitta in campionato contro il Benevento, Sabatini ha perciò lasciato la guida della squadra a poche giornate dall’inizio del torneo. Al suo posto l’esperto Nello Di Costanzo. Ma il fratello del più famoso Walter, attuale direttore sportivo della Roma, è stato soltanto l’apripista dei tecnici esonerati nel girone centro-meridionale di terza serie. Proprio a Benevento si è registrato il secondo abbandono. L’allenatore Jorge Martinez, secondo di mister Carmelo Imbriani, ha rassegnato le proprie dimissioni al termine della deludente gara interna dei sanniti contro l’Andria BAT. Guido Ugolotti ha da quel momento perciò preso il comando

dei campani. L’ultima giornata di campionato è costata cara invece a Raffaele Novelli, ex allenatore del Barletta. Al termine dell’anticipo giocatosi lo scorso venerdì tra Frosinone e Barletta, la società biancorossa pugliese ha deciso di sollevare dall’incarico il tecnico. In termini di esoneri comunque il girone B pareggia i conti con il girone centro settentrionale in cui sono saltate invece le panchine dei vari Oscar Brevi, Mario Petrone e Agenore Maurizi, rispettivamente ex tecnici di Cremonese, San Marino e Treviso. S.N.

Jorge Martinez

Raffaele Novelli

Carlo Sabatini 19


LAVANDERIA SUPER BIANCO

20


Cosi in campo

CATANZARO-BARLETTA LATINA-CATANZARO

4-3

1-0

CATANZARO-BENEVENTO PAGANESE-CATANZARO

1-2

0-0

Intagliata di Siracusa

Carboni (2), Fioretti, Cruz

Maresca di Napoli Ghersini di Genova

Papasidero

Pezzuto di Lecce

CATANZARO-ANDRIA

0-0

VIAREGGIO-CATANZARO

3-1

Verdenelli di Foligno

Minelli di Varese

CATANZARO-NOCERINA

2-3

Aureliano di Bologna

PISA-CATANZARO

4-1

Cifelli di Campobasso

Fioretti Masini, Borghetti Narducci

CATANZARO-FROSINONE PERUGIA-CATANZARO CATANZARO-PRATO CARRARESE-CATANZARO CATANZARO-SORRENTO AVELLINO-CATANZARO CATANZARO-GUBBIO BARLETTA-CATANZARO CATANZARO-LATINA BENEVENTO-CATANZARO CATANZARO-PAGANESE ANDRIA-CATANZARO CATANZARO-VIAREGGIO NOCERINA-CATANZARO CATANZARO-PISA FROSINONE-CATANZARO CATANZARO-PERUGIA PRATO-CATANZARO CATANZARO-CARRARESE SORRENTO-CATANZARO CATANZARO-AVELLINO GUBBIO-CATANZARO

21


Calendario Lega Pro 1a Divisione

22

1-1

1-0

0-0

0-3

1-2

0-0

1-3

2-2

2-1

1-0

1-0

1-2

0-0

0-2

0-1

1-1

1-0

1-1

0-1

1-3

0-1

3-1

2-1

1-0

1-4

1-0

2-3

3-0

2-0

0-0

4-1

3-1

0-0

0-1

2-1

0-0

1-1

3-1

1-1

1-1


Girone B - Stagione 2012/13

LA CLASSIFICA SQUADRE Frosinone* Latina* Pisa Gubbio Perugia* Viareggio Avellino Paganese Benevento Nocerina Andria  BAT* Prato Sorrento Catanzaro Barletta Carrarese

Pt 16 16 15 14 13 13 13 12 10 10 9 9 6 5 3 3

G 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8 8

V 5 5 4 4 4 3 3 3 3 2 2 2 1 1 0 1

N 2 2 3 2 2 4 4 3 1 4 4 3 3 2 3 0

P 1 1 1 2 2 1 1 2 4 2 2 3 4 5 5 7

R 11 9 16 5 11 12 9 10 10 10 7 6 4 9 7 3

S 6 5 9 4 7 9 7 6 8 11 7 6 8 16 14 16

*- 1 Punto di penalizzazione.

23


7a GIORNATA

Risultati Lega Pro 1a Div. - Gir. B CATANZARO 2

AVELLINO 1

BENEVENTO 0

CARRARESE 1

GUBBIO

NOCERINA 3

PERUGIA

ANDRIA

PRATO

BARLETTA 0

CATANZARO (3-4-2-1): Pisseri; Borghetti, Sirignano, Papasidero; Mariotti, Maisto, Benedetti, Squillace (70’ Fiore); Carboni (63’ Fioretti), Russotto (63 ’D’Alessandro); Masini. A disp: Faraon, Narducci,Orchi, D’Agostino. All. Cozza. NOCERINA (3-4-3): Aldegani; Baldan, Crescenzi, Scardina; Garufo (67’ Schetter), De Liguori, Bruno, Corapi( 67’ Chiosa); Mazzeo, Merino (78’ Russo N.), Evacuo. A disp.: G. Russo, Sabatino, Daffara, Ripa. Allenatore: Auteri ARBITRO:Aureliano di Bologna MARCATORI:13’ Masini (C), 57’aut. Mariotti (C), 80’ Borghetti (C), 86’ Evacuo (N) 89’ Evacuo (N).

LATINA

0

FROSINONE 0 LATINA (4-3-2-1): Bindi; Milani, Bruscagin sv (17’pt Giacomini), Cottafava, De Giosa; Cejas, Gerbo (25’st Tulli), Burrai; Barraco (36’st Montalto sv), Tortolano; Agodirin. A disp: Forzati, Agius, Giacomini, Sacilotto, Angelilli. Allenatore: Pecchia. FROSINONE (4-3-3): Zappino; Frabotta, Blanchard, Del Duca, Guidi; Gucher (45’st Crescenzi), Frara, Bottone; Santoruvo (22’st Amelio), Ganci, Aurelio (33’st Cesaretti sv). A disp: Vaccarecci, Catacchini, Altobelli, De Onofre. Allenatore: Stellone ARBITRO: Ros di Pordenone

24

1

AVELLINO (4-4-2): Fumagalli; Zappacosta (29 st Ricci sv), Fabbro, Giosa, Bianco; Catania (12’st Herrera), D’Angelo, Massimo, Bariti; De Angelis (19’st Biancolino), Castaldo. A disp: Di Masi, Angiulli, Izzo, Millesi. Allenatore: Rastelli PERUGIA (4-3-3): Koprivec; Anania, Cacioli, Oliveira, Martella; Moscati, Esposito, Carloto (25’st Clemente); Politano, Tozzi Borsoi (21’st Ciofani), Rantier (16’st Di Tacchio). A disp.: Giordano, Russo, Moneti, Calzola. Allenatore: Battistini ARBITRO: Bindoni di Venezia. MARCATORI: 32’pt Catania; 46’pt Esposito.

PAGANESE 0 PISA

0

PAGANESE (4-4-2): Marruocco; Calvarese, Fusco, Fernandez, Nunzella; Tortori (17’st Ciarcia’), Romondini, Franco (36’st Romano), Scarpa; Fava, Girardi (22’st Caturano) A disp: Robertiello, Pepe, Gori, Neglia. Allenatore: Grassadonia PISA (3-5-2): Sepe; Sbraga, Colombini (27’st Rozzio), Sabato; Benedetti, Busce’, Mingazzini, Rizzo (36’st Scappini sv), Favasuli; Perez 5.5, Tulli 6.5 (30’st Barberis sv). A disp: Pugliesi, Lucarelli, Fondi, Strizzolo. Allenatore: Pane ARBITRO: Martinelli di Roma la Paganese.

1

BENEVENTO (3-5-2): Gori; Siniscalchi, Mengoni, Signorini (1’st Davi’); Pedrelli, Mancosu, Carotti, Montiel (15’st Buonaiuto), Bolzan; Altinier, Marchi (19’st Montini). In panchina: Mancinelli, Anaclerio, Rinaldi, Germinale. Allenatore: Martinez ANDRIA (4-4-2): Rossi; Scrugli, Migliaccio, Zaffagnini, Contessa; D’Errico (39’st Loiodice sv), Arini, Giorgino, Taormina sv (30’pt Comini); Innocenti, Maccan (15’st Lanteri). In panchina: Sansonna, Tartaglia, Malerba, Nocerino. Allenatore: Cosco ARBITRO: Rocca di Vibo Valentia MARCATORI: 42’pt Comini

SORRENTO 1 VIAREGGIO 1 SORRENTO (4-3-1-2): Polizzi; Balzano, Nocentini, Di Nunzio, Bonomi; A. Esposito (39’st R. Esposito), Beati (35’st Zanetti), Arcuri; Guitto (25’st Iuliano); Cesarini, Corsetti A disp: Frasca, Ciampi, Ferrara, Ansalone. Allenatore: Bucaro. VIAREGGIO (3-5-2): Gazzoli; Carnesalini, Fiale, Sorbo; Peverelli, Pizza, Maltese, Calamai (42’st Gerevini), Pellegrini; Magnaghi, Giovinco (47’st Sandrini). In panchina: Furlan, Lamorte, Conson, Mannini, Laras. Allenatore: Cuoghi ARBITRO: Abisso di Palermo. MARCATORI: 31’pt Calamai; 5’st Corsetti.

0

CARRARESE (4-4-2): Piscitelli; Alcibiade, Lanzoni, Benassi, Pedrelli (10’st De Paola); Venitucci, Belcastro (21’st Corticchia), Corrent, Alvaro Cruz (1’st Orlandi); Mancuso, Malatesta. A disp: Cicioni, Bregliano, Margiotta, Merini. Allenatore: Di Costanzo 7. PRATO (4-3-1-2): Layeni; Malomo, Beduschi, Ghinassi, De Agostini; Kostadinovic (15’st Benedetti), Corvesi (21’st Casini), Cavagna; Disabato; Napoli, Silva Reis A disp: Brunelli, Bisoli, Saitta, Palavisini, Carminati. Allenatore: Esposito. ARBITRO: Ghersini di Genova. MARCATORI: 14’st Venitucci.

0

GUBBIO (4-3-1-2): Venturi; Regno 5.5 (30’st Grea), Briganti, Radi, Bartolucci; Malaccari (19’st Scardina), Boisfer, Palermo; Caccavallo; Galabinov, Bazzoffia (45’st Manzoni). A disp: : Farabbi, Galimberti, Guerri, Sandreani. Allenatore: Sottil. BARLETTA (4-3-3): Pane; Calapai (36’st Menegaz), De Leidi, Romeo, Molina; Meucci (14’st Dezi), Meduri, Piccinni; Ferreira (18’st Carretta), La Mantia, Barbuti. A disp: : Liverani, Burzigotti, Vacca, Castellani. Allenatore: Novelli ARBITRO: Saia di Palermo.


8a GIORNATA

Risultati e marcatori

occhiello1 ANDRIA BAT

0

FROSINONE 3

NOCERINA 1

LATINA

1

BARLETTA

PAGANESI 4

ANDRIA (4-4-2): Rossi; Scrugli , Migliaccio Zaffagnini Contessa ; D’Errico Giorgino (37’ st Larosa), Arini , Taormina (10’ st Comini); Innocenti Maccan (10’ st Lanteri). In panchina: Sansonna, Tartaglia, Loiodice, Nocerino. Allenatore: Cosco LATINA (4-3-3): Bindi ; Agius Cottafava De Giosa Giacomini ; Burrai Cejas Gerbo (23’ st Angelilli); Barraco Agodirin (40’ st Tulli), Tortolano (1’ st Sacillotto). In panchina: Ioime, Casale, Ricciardi, Pagliaroli.
 Allenatore: Pecchia. ARBITRO: Ghersini di Genova.
 MARCATORE: 30’ st Barraco (rig.).


1

FROSINONE (4-3-3): Zappino; Frabotta, Guidi, Biasi, Blanchard; Gucher, Frara, Gori (al 64’ Marchi); Ganci (al 82’ Bottone), Santoruvo, Aurelio. A disp.: Vaccarecci, Bertoncini, Catacchini, Cesaretti, Paganini. Allenatore: Stellone. BARLETTA (4-3-3): Pane; Calapai (al 58’ Dezi), De Leidi, Romeo, Mazzarani; Piccinni, Meduri, Molina; Ferreira, La Mantia, Barbuti (al 45’ Simoncelli) (al 68’ Menegaz). A disp: Liverani, Burzigotti, Vacca, Carretta. Allenatore: Novelli. ARBITRO: Daniele Minelli della sezione di Varese MARCATORI: 10’ Ganci (F), 47’ La Mantia (B), 74’ Santoruvo (F), 82’ rig. Ganci (F)

NOCERINA (3-4-3): Aldegani; Baldan, Crescenzi 5 Scardina (36’ pt Chiosa); Garufo , Bruno , De Liguori Corapi (1’ st Negro); Schetter (19’ st Russo N. sv), Evacuo Merino 4. A disp: Russo G, Sabatino, Daffara, Andelkovic. Allenatore: Auteri PAGANESE (4-4-2): Marruocco ; Calvarese (25’ st Franco), Pepe Fernandez Nunzella; Scarpa, Soligo Romondini Ciarcia’ (9’ st Pastore); Tortori (38’ st Caturano), Girardi. A disp: Robertiello, Pugliesi, Neglia, Fava. Allenatore: Grassadonia.
 ARBITRO: Marini di Roma .
 MARCATORI: 7’ pt Girardi, 20’ pt Calvarese, 16’ st e 35’st Scarpa, 30’ st Negro.


PRATO

0

SORRENTO 1

VIAREGGIO 1

GUBBIO

1

BENEVENTO 1

AVELLINO 1

PRATO (4-3-1-2): Layeni ; Beduschi (44’ st Cristofari sv), Malomo Ghinassi Carminati (37’ st Saitta); Cavagna Disabato Corvesi (28’ st Bisoli ); Silva Reis ; Tiboni Napoli. A disp: Brunelli, Visibelli, Kostadinovic, Benedetti. Allenatore: Esposito.
 GUBBIO (4-3-1-2): Venturi; Regno. Brigant.i Radi Bartolucci ; Sandreani Boisfer Palermo ; Nappello 6 (22’ st Grea); Galabinov (11’ st Caccavall), Scardina (36’ st Bazzoffia). A disp: Farabbi, Galimberti, Guerri, Malaccari. Allenatore: Sottil.
 ARBITRO: Casaluci di Lecce.
 MARCATORI: 33’ pt Radi.


SORRENTO (4-3-1-2): Polizzi ; Ciampi (35’ st Balzano), Nocentini Di Nunzio Arcuri ; A. Esposito Beati Di Dio ; Iuliano (31’ st Zanetti ), Cesarini Corsetti (39’ st Zantu). A disp: Frasca, Guitto, Schiavone, R. Esposito. Allenatore: Bucaro. BENEVENTO (3-5-2): Gori ; Siniscalchi Mengoni Signorini ; D’Anna Carotti (19’ st Montiel), Raicjc Mancosu Bolzan ; Altinier (29’ st Germinale), Marchi (40’ st Cipriani ). A disp: Mancinelli, Rinaldi, Pedrelli, Davi. Allenatore: Ugolotti ARBITRO: Intagliata di Siracusa MARCATORI: 11’ pt Cesarini, 18’ pt Altinier.


occhiello2

VIAREGGIO (3-5-2): Gazzoli ; Carnesalini Fiale Sorbo ; Peverelli Pizza Maltese Calamai (43’ st Sandrini sv), Pellegrini ; Giovinco Magnaghi. A disp: Furlan, Lamorte, Conson, Tomas, Gerevini, De Vena.
Allenatore: Cuoghi 6.5.
 AVELLINO (4-3-1-2): Fumagalli ; Bittante Izzo Fabbro Bianco (29’ st Pezzella); D’Angelo Massimo Millesi ; Catania (25’ st Herrera); Biancolino (1’ st Bariti ), De Angelis. A disp: Di masi, Zappacosta, Angiulli, Panatti. Allenatore: Rastelli.
 ARBITRO: Chiffi di Padova.
 MARCATORI: 16’ pt Biancolino (rig.), 47’ Maltese.


PERUGIA

3

CARRARESE 0 PERUGIA (4-3-3): Koprivec; Jefferson, Lebran, Cacioli, Martella; Moscati, Di Tacchio (60’ Cenciarelli), Carloto; Politano, Rantier (70’ Clemente), Ciofani (78’ Fabinho). A disp: Giordano, Russo, Anania, Tozzi Borsoi. Allenatore: Battistini. CARRARESE (4-4-2): Piscitelli; Lanzoni, De Paola, Benassi, Pedrelli; Corrent (60’ Belcastro), Venitucci (84’ Cruz), Pestrin, Orlandi; Malatesta, Mancuso (70’ Ciciretti). A disp: Begotti, Bregliano, Bagnai, Merini. Allenatore: Di Costanzo. ARBITRO: Abisso di Palermo MARCATORI: 8’ Rantier, 39’ Ciofani, 55’ Politano

PISA

4

CATANZARO 1 PISA (3-5-2): Sepe ; Sbraga, Colombini Sabato ; Amedeo Benedetti Mingazzini , Busce’ Rizzo , Favasuli; Perez Tulli (dal 43’ st Scappini).
 A disp: Pugliesi, Rozzio, Carroccio, Gatto. Allenatore: Pane 
 CATANZARO (3-4-2-1): Faraon ; Narducci , Sirignano Papasidero ; Squillace (dal 22’ st Fioretti ), Quadri Mariotti Alessio Benedetti (dal 33’ st Carboni sv); Russotto , Fiore (dal 13’ st. D’Alessandro); Masini .
 A disp : Pisseri, Orchi, Nanci, D’Agostino. Allenatore: Cozza .
 ARBITRO: Cifelli di Campobasso.
 MARCATORI: 10’ st Mingazzini (aut), 12’ st Favasuli, 14’ st Busce’, 39’ st Favasuli, 42’ st Perez.


MARCATORI 5 RETI Favasuli (Pisa), Perez (Pisa), 4 RETI Altinier. (Benevento), Barraco. (Latina), Magnaghi (Viareggio), Politano (Perugia), Scarpa (Paganese), 3 RETI Biancolino (Avellino), Castaldo(Avellino), Evacuo (Nocerina), Ganci (Frosinone), La Mantia (Barletta),Tulli (Pisa),

Leonardo Perez 25


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Quelli che lo striscione

di ROMANA MONTEVERDE

YOU’LL NEVER WALK ALONE

L

a “trasferta”, una delle più belle e sentite manifestazioni d’attaccamento che il tifoso vive durante tutto l’arco della sua esistenza. La partenza, le speranze, il viaggio, le centinaia di chilometri macinati, e macinati, in giro per l’Italia, solo per cantare, solo per tifare, solo per non farli sentire “mai soli”. Nelle ultime tristi usciti del Catanzaro, fuori dalle mura amiche, non si è assistito solo al deludente scenario degli incredibili risultati, abbiamo visto qualcosa in più. Quel qualcosa in più sono stati proprio i tifosi giallorossi che con una media incredibile, non solo per la categoria, ma per l’intero status dell’ormai consono calcio da paytv, hanno seguito il “magico” in massa in città come Carrara, in coppa, Latina, Viareggio, Pisa. Centri italiani che per un’intera domenica hanno avuto il fregio di esser colorate del giallo e del rosso delle Aquile, che pur non volando nei numeri hanno dimostrato ancora una volta di sa-

per volteggiare alte nel nome della sua tifoseria. E cosi, nonostante , le brutte figure agonistiche il Catanzaro, cosi come da tradizione, vanta supporters british style pronti a cantare, a gridare, a sostenere la maglia oltre ogni risultato, oltre ogni barriera, oltre ogni distanza. Sono riusciti a dimostrarlo sempre, lo hanno dimostrato anche domenica scorsa, invadendo la città della “torre pendente”: pioggia, freddo ma tanto, tanto cuore. E allora si che il Catanzaro, davvero, “non camminerà mai da solo”. Al suo fianco ci sarà sempre chi lotterà con lui e per lui, ci sarà sempre chi sceglierà di passare una notte insonne e divorare pezzi e pezzi di autostrada pronto ad arrivare dieci minuti prima del fischio d’inizio. Ci sarà chi, emigrato di qua e di là in giro per lo stivale, avrà l’occasione “vicina” di rivivere e rivedere la sua squadra del cuore, la squadra della sua città. La categoria, c’è da dirlo, quest’anno aiuta non poco il crescere dei numeri nel settore ospiti riservato ai gial-

lorossi. Ma ricordiamoci anche quando, nei lunghi anni di C2, ci si partiva presto la mattina per raggiungere paesini quasi sconosciuti come Nardò, Tricase, Barcellona (mica quella del Camp Nou), e quanti ancora ce ne sarebbero da scrivere, spesso in poche decine di unità. E allora, il pensiero va prepotentemente a chi c’è sempre stato, a chi il Catanzaro lo ha sempre vissuto, partendo dalla sua terra, incitando ad oltranza anche a chiusura di una beffarda sconfitta. Le “Aquile”, quindi, si sentano orgogliose di ciò che rappresentano per i propri tifosi, si sentano imbastiti di un potere tutto loro, di una magia in più che dando uno sguardo alle vicine dirimpettaie fa davvero venir su i brividi e fa accrescere, si spera, quella responsabilità, di dover dare il massimo anche, ma forse solo per chi nel proprio cuore il “you’ll never walk alone” ce lo ha tatuato da una vita e lo porta in giro per l’Italia, sempre a testa alta.

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L’editoriale

28

di ROMANA MONTEVERDE


Controcronaca

di SIMONE NISTCO’

Contro il Frosinone bisognerà mostrare i muscoli per cambiare rotta Il ritorno del presidente Cosentino servirà a motivare l’ambiente

Uscire dall’incubo, agguantare la preda

U

n incubo, nulla di più. La fase “REM” che i tifosi giallorossi stanno passando è la più crudele e atroce dell’ultima stagione. Disillusione onirica? Sogno dai connotati feroci, brutali, insensibili? No, forse solo un’amara verità da digerire. Sta cambiando il tempo, ma la meteorologia non varia di pari passo con i risultati sportivi, non se riguardano le aquile. Piove, le gocce cadono inesorabili su un terreno già bagnato e scivoloso. Se piove e fa freddo meglio rimanere a casa. Non lo hanno fatto gli inossidabili e impavidi 500 supporters che hanno riempito il settore ospiti di una “Arena Garibaldi” agghindata di giallo e di rosso ma festante di nero e azzurro al termine di una partita trasformata in incubo, passata però per lo stadio del sogno svanito nell’arco di soli 60 secondi. Tanto è bastato al Pisa per mettere la palla al centro dopo il gol di Simone Narducci, imbastire un’azione e trovarsi in parità(nel risultato) e in superiorità per quanto riguarda la suddivisione numerica degli attori in campo. Il finale ormai lo sanno tutti: nella vicina Piazza dei Miracoli la torre pende mentre alle sue spalle il Catanzaro crolla. “Voltare pagina” ora non è solamente una frase di circostanza, non è una delle cose da dire per prendere tempo aspettando che l’aquila dispieghi nuovamente le ali per spiccare il volo. Non c’è il tempo per farlo, anche perchè già dalla prossima bisognerà per forza di cose far valere il fattore “C”. Già il famoso fattore “C”. Quello che manca al Catanzaro in questo momento. Un “fattore c” che sta per “campo” “Ceravolo” e.... “fortuna”. La delusione è legittima per carità, ma bisognerà obbligatoriamente andare in direzione ostinata e contraria a quella attuale. Lo dovranno fare i giocatori in campo, lo dovranno fare ancora i tifosi. Per farlo è bene pensare sempre e comunque che l’imbarcazione

battente bandiera giallorossa non è affondata, ma ha preso solo dell’acqua a bordo. Così come bisognerà sempre tenere fisso il pensiero sul punto di partenza dell’attuale sodalizio catanzarese. Meglio smorzare subito il discorso però altrimenti si sfocerà nuovamente in disquisizioni che non riguardano direttamente la corazzata con a capo “Gicos” il quale, non ci stancheremo mai di dirlo, ha ridato onore e seguito al calcio nella nostra città. A buon intenditor poche parole...Domenica Catanzaro-Frosinone sarà una battaglia da combattere fino all’ultima goccia di sudore. Il Catanzaro giunge alla partita contro l’attuale capolista del torneo con l’avversione dei pronostici. Assisteranno all’incontro i tanti bookmakers che ben pagheranno un segno 1 della sfida del “Ceravolo”. L’inferiorità numerica che nelle ultime uscite ha caratterizzato il Catanzaro sul terreno di gioco verrà esor-

Narducci e Masini

cizzata dalla “superiorità numerica” sugli spalti, vista la presenza del presidente Cosentino, rientrato anzitempo dalla lontana Cina per stare vicino alla squadra e per cercare di far cambiare rotta in termini di risultati. Questo è un momento di grande impasse per la piazza giallorossa. Le aquile dovranno perciò muoversi nello stretto, destreggiarsi tra critiche e polemiche che dovranno essere lo stimolo in più per dimostrare che la squadra ha tanto da dire in questa Prima Divisione. Idealmente la partita di domenica dovrà perciò essere affrontata resettando tutto ciò che è accaduto finora. Se pertanto iniziano le piogge e fa freddo, si può anche decidere di restare fra le mura di casa, purchè non si perda eccessivamente tempo nel dilettarsi al gioco del “se fosse...” Sarebbe tempo perso! D’altra parte sarebbe facile dire cose del tipo: “se con la Nocerina non ci fosse stata la deviazione di Mariotti, o quella di Sirignano”, “se Ciro non fosse stato espulso”, “se l’arbitro non avesse assegnato il rigore al Pisa”, ecc... Il presente dice Frosinone, ed è alla compagine ciociara che il Catanzaro dovrà pensare. Perciò meglio cambiare rotta, pensare positivo, andare sempre più controcorrente. Nell’attesa di puntellare la squadra o di pensare ad alcuni correttivi che la società e il mister prenderanno di sicuro per risollevare le sorti del torneo di Prima Divisione, c’è da sostenere, sperare, giocare. Il Catanzaro sarà perciò una sorta di animale mitologico: con lo sguardo fiero dell’aquila ma con gli occhi da tigre: spietati, cinici, battaglieri. E allora cambiamo gioco, accantoniamo il “se fosse”, in mente un altro passatempo. “Strega comanda colore....gialloblù”. A quel punto un unico imput: “agguantare la preda, il leone, il Frosinone”. 29


L’editoriale

30

di ROMANA MONTEVERDE


La parola ai tifosi

“Dopo la serie di risultati negativi, ti senti di dare ancora piena fiducia al progetto di mister Cozza?” FRANCESCO CORRADINO, commerciante “Non tutti i tifosi ricordano bene che il 
Catanzaro se non fosse stato per Cosentino a quest’ora non sarebbe esistito più. Abbiamo finalmente qualcuno che ha voglia di investire per la nostra squadra e sono perciò stanco di sentire critiche che fanno solo male all’ambiente Catanzaro. Lasciamo lavorare in pace chi ha creduto e ancora oggi crede in questo progetto e cioè presidente, allenatore,e anche la squadra si proprio così....ho ascoltato bene l intervista del mister e sinceramente mi ha tolto ogni dubbio. Il Catanzaro ha bisogno di crescere,di ricostruire, di ripartire ed è una dei pochi club con un solido bilancio. La gente deve capire che oggi non è facile gestire un azienda se quest’anno si fa un campionato mediocre ben venga. Chi ama il Catanzaro deve sopportare tutto. Infine voglio lanciare un appello in generale chi domenica va allo stadio: si occupi di fare il tifo e non di rubare il posto a mister Cozza, siamo sempre stati bravi a parlare e criticare ora dobbiamo solo aver fiducia”.

preoccuparci ma neanche metterci in allarme. Il presidente Cosentino ha sempre messo anima e cuore per la causa giallorossa. Forse qualcosa da recriminare ci sarebbe sul piano tattico e sul mister che alcune volte a mio avviso ha fatto delle scelte tecniche discutibili. Tuttavia, credo, però, che non bisogna fare il processo a nessuno ma fermarci un attimo, magari, e prendere coscienza di tutto quello che sta accadendo, puntualemente ogni domenica”.

con il Perugia e poi comunque vedremo. Per ora tempo al tempo, i buoni risultati arriveranno.”

PINO ZAPPAVIGLIA, impiegato “Pur non essendo dentro la vita calcistica del Catanzaro avendo lavorato per tanti anni in questa città e avendo tantissimi amici tifosissimi del Catanzaro, e quindi seguendo le vicende della squadra credo si possa ancora dare fiducia al club. Certo devono arrivare i risultati altrimenti tutto diventa difficile compreso la fiducia nel futuro di questa gloriosa squadra, ma conosco bene la piazza e credo che presto tutto si sistemerà, confermando ancora una volta i buoni auspici del presidente Cosentino”. FRANCESCO SCARPINO, impiegato

MARCO ROMANO’, studente “Tenendo conto delle ultime tre uscite delle Aquile e dei risultati deficitari di questa prima parte di campionato, io credo che bisogna dare ancora tanta fiducia all’uesse. Le circostanze in cui ci troviamo in questa prima fase della stagione devono

“Io da parte mia ho molta fiducia in questo progetto: un anno di tranquillità ci può anche stare, la prima divisione è un campionato molto difficile e sono convinto che il Catanzaro riuscirà a riprendersi presto. Lasciamo lavorare il mister e i suoi ragazzi nella calma, continuando a sostenerli. Io non temo nulla e sono convinto che se solo arrivasse qualche nuovo elemento potremmo ancora puntare in alto. La cosa fondamentale adesso è che i tifosi stiano vicini al gruppo, aspettiamo la gara 31


Meteore

Belardi e le sue “uscite spericolate” Dopo l’esperienza in giallorosso il portiere, originario di Eboli, approdò alla corte della “Vecchia Signora”

C

’è chi dice che una squadra deve essere allestita partendo dalle basi. Spesso il primo tassello che un Direttore Sportivo, un presidente o chi per lui decide di inserire in una squadra di calcio è il portiere: l’unico giocatore che ha il privilegio di poter osservare tutti i compagni di squadra nel corso di una partita. Se il nostro pensiero riuscisse a scorrere a ritroso all’estate 2005/2006 ci verrà in mente che nell’U.S. Catanzaro dell’epoca, proprio un portiere dal passato importante e con un curriculum di tutto rispetto, fu il primo giocatore ad essere presentato come acquisto delle aquile. Si tratta di un certo Emanuele Belardi, estremo difensore classe 1977. Belardi, prima dell’approdo in giallorosso, aveva vestito prevalentemente la casacca amaranto della Reggina riuscendo a conquistare con la squadra dello stretto la storica promozione in serie A datata 1999. Dopo ben 8 campionati disputati a Reggio Calabria il portiere, nativo di Eboli, decide di avvicinarsi a casa e nella stagione 2004/2005 approda al Napoli appena fallito e retrocesso in serie C1. Nell’agosto del 2005 Belardi, compagno di Ciccio Cozza alla Reggina, sposa la causa Catanzaro dopo aver fatto il secondo di Frezzolini a Modena. La formazione in cui figurava Belardi, inizialmente allenata da mister Buso, suonava più o meno così: Belardi, Pierotti, Ceccarelli, Di Sole, Sussi, Nervo, De Simone, Imbriani, Gissi, Rizzato, Corona. Quello che doveva essere uno dei punti di forza del Catanzaro, si è però rivelato solo una “meteora giallorossa”. Al termine del secondo campionato consecutivo in cadetteria disputato dal Catanzaro, Emanuele Belardi lascia la Calabria senza però i malumori dei tifosi. Il portiere campano, infatti, seppur titolare di quella formazione, non ha lasciato un buon ricordo a Catanzaro. I commenti del tifoso medio erano dei più disparati, più negativi che positivi a dir la verità. Il tallone d’Achille di Belardi quell’anno sembrava essere l’uscita fuori dai pali: pericolosa, spericolata, ricca di suspance. Qualcuno dall’alto del patentino preso in quel di Coverciano, vedendolo giocare, si domanda32

va: “ma Belardi sa cos’è una bisettrice?”. Scherzi a parte, dopo l’esperienza in giallorosso, l’ex Modena e Reggina riusci a vestire addirittura la maglia bianconera della Juventus. Anche Belardi, che ora è il numero uno titolare del Cesena, è stato uno di quei giocatori che a Catanzaro non ha fatto un granchè affermandosi successivamente magari in altre piazze. Questa è una frangia delle “meteore giallorosse” più dense che sicuramente avremo l’occasione di rammentare più spesso con altri illustri esempi nel corso della stagione.

Simone Nisticò

Emanuele Belardi con la maglia della Juventus


33


UeSse domani ... giovani aquilotti crescono

Penalizzati dalla carenza di impianti Il 20% degli adolescenti abbandona l’attività sportiva per l’insufficienza di strutture

I

n un periodo difficile come questo, in cui il calcio è martoriato da problemi, scandali ed episodi deprecabili e ignobili, i giovani di quest’oggi “ammirano” il mondo pallonaro come un principe che, da lì a poco, si trasformerà in un mostro capace di inghiottire le loro minime speranze, a volte dei sogni. Nella categoria problemi, sostantivo usato in precedenza, rientra anche quello che riguarda la carenza delle strutture sportive. Purtroppo questo annoso grattacapo interessa la città di Catanzaro e, indirettamente, anche la compagine del presidente Giuseppe Cosentino. Si parla tanto dei giovani, fondamentali per le squadre, che, incredibilmente, non possono sostenere una normalissima seduta di allenamento in campi adeguati. In un recente sondaggio, il 20% degli adolescenti abbandona l’attività sportiva per l’insufficienza di strutture. Un dato gravissimo che deve far riflettere tutti, anche perché lo sport, come tutti ben sappiamo, è importantissimo per la crescita di un fanciullo. Delle volte il calcio viene vissuto con pressioni, forse troppe, che dovrebbero ricadere su chi ha il potere di decidere su infrastrutture, non solo quelle sportive, e non solo su chi sogna, un giorno, di diventare un bravo calciatore. Nel capoluogo di regione molti spazi sono abbandonati a se stessi, come carcasse di auto in attesa di essere distrutte. Partiamo dalla zona marinara, nella quale troviamo il “PoliGiovino” e il “Curto”. Due campi, due strutture che farebbero comodo a tutti, soprattutto alle formazioni giovanili, costretti a recarsi in posti lontani per un normalissimo allenamento. Il primo, un vero e proprio centro sportivo, inaugurato nel 2005, è dotato di piscina, un campo regolamentare, oltre a tutti i comfort che una connotazione sportiva richiede. Di proprietà della Provincia, tale area è utilizzata per gli allenamenti delle varie formazioni giovanili dell’U.S.Catanzaro. I vari incontri, invece, non possono essere disputati, in virtù di un manto erboso in pessime condizioni che

potrebbero causare infortuni, di grave o lieve entità, agli atleti in campo. L’ “Andrea Curto”, invece, può contare di un rettangolo verde in sintetico ma non degli spalti. Infatti, le tribune del piccolo impianto sportivo, sono inagibili, costringendo il folto pubblico ad assistere, purtroppo aggiungiamo noi, alle gare in posizioni scomode con visibilità pari allo zero. Ma non è finita qui, lo stesso “Curto” è a disposizione di alcune squadre della città di Catanzaro per i vari incontri dei rispettivi campionati. Una situazione complessa per l’U.S.Catanzaro, costretto a far disputare alcune gare delle formazioni giovanili in orari non consoni per una partita di calcio (come successo contro il Lecce) o in luoghi lontani, come succede tutt’ora. Basti pensare che la formazione “Berretti” è costretta, la maggior parte delle volte, a recarsi presso il campo comunale di località Calabricata, in quel di Sellia Marina. Una località non propriamente dietro l’angolo, per intenderci. Pensare che ci sono strutture abbandonate a se stesse, come il “Verdoliva”, uno stadio comunale, a nord della città di Catanzaro. L’impianto sportivo, ubicato nel noto quartiere Gagliano, assomiglia a un relitto bellico. Tempo fa, la vasta area, era anche diventata una sorta di discarica per i rifiuti, segno anche di un’inciviltà che regna nelle menti di alcuni cittadini. E le istituzioni? Sotto questo punto di vista sono assenti, anche perché è inammissibile lasciare che questa situazione, e non ci riferiamo solamente al “Verdoliva”, finisca nel dimenticatoio. Nei giorni scorsi la Regione Calabria, presieduta da Giuseppe Scopelliti, ha dato il via libera per il finanziamento dei lavori per lo stadio “Nicola Ceravolo”. La somma elargita sarà di 5 milioni di euro che serviranno al restyling dell’impianto sportivo di Via Francesco Paglia. Tale denaro, però, potrebbe essere “usata” in altre opere, come ribadito più volte dal presidente dell’U.S.Catanzaro, Giuseppe Cosentino. Il numero uno delle “Aquile” vorrebbe destinare solo una parte di questi soldi allo

Il Poligiovino 34


Settore giovanile

di MATTEO BRANCATI

stadio, in modo da poter utilizzare il rimanente per la costruzione di una foresteria per gli allenamenti della prima squadra e dellevarie formazioni giovanili. Una scelta lungimirante, senza dubbio, che permetterebbe alla società giallorossa, di poter contare su un vero e proprio centro sportivo. In questo momento di crisi economica, il settore giovanile diventa il serbatoio per la prima squadra, quello in grado di sfornare piccoli campioni in grado di fare la differenza. Da qui si deve ripartire, dall’idea del “buon” Giuseppe da Cinquefrondi, che, ogni giorno di più sorprende, positivamente, tutto l’ambiente catanzarese. Il grande Valentino Mazzola diceva “Si può vincere sempre, nel calcio. L’importante è non rimanere ostili ai cambiamenti”. Qualcuno dovrebbe meditare…

Il “Verdoliva” di Gagliano

Il “Curto” di Catanzaro Lido 7^ GIORNATA  GIOVANISSIMI  -­‐  GIRONE  H CATANIA  -­‐  VIGOR  LAMEZIA CROTONE  -­‐  CATANZARO HINTERREGGIO  -­‐  CITTA'  DI  PALERMO MARTINA  FRANCA  -­‐  NAPOLI SALERNITANA  -­‐  NOCERINA TRAPANI  -­‐  PAGANESE RIPOSA:  REGGINA 7^  GIORNATA  ALLIEVI  -­‐  GIRONE  G ARZANESE  -­‐  SORRENTO BARLETTA  -­‐  ANDRIA  BAT CATANZARO  -­‐  TRAPANI MARTINA  FRANCA  -­‐  SALERNITANA NOCERINA  -­‐  JUVE  STABIA PAGANESE  -­‐  AVELLINO VIGOR  LAMEZIA  -­‐  HINTERREGGIO 6^  GIORNATA  CAMPIONATO    “DANTE  BERRETTI”  -­‐    GIRONE  E ANDRIA  BAT  -­‐  TRAPANI PAGANESE  -­‐  NOCERINA LECCE  -­‐  SORRENTO MARTINA  FRANCA  -­‐  CATANZARO MELFI  -­‐  BARLETTA HINTEREGGIO  -­‐  MILAZZO VIGOR  LAMEZIA  -­‐  SALERNITANA

4-­‐1 0-­‐0 0-­‐2 1-­‐6 1-­‐0 1-­‐1

1-­‐1 1-­‐1 1-­‐2 0-­‐1 1-­‐1 0-­‐4 4-­‐1

2-­‐1 0-­‐2 5-­‐0 1-­‐1 3-­‐2 2-­‐1 1-­‐1

Il giovane “aquilotto” Giuseppe Procopio in azione 35


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Highlights

Catanzaro-Nocerina 2-3

Pisa-Catanzaro 4-1

Foto di Massimo Corsini

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Stati d’animo

di ERNESTO TRONCA

Allarme (giallo) rosso All’orizzonte si profila il match con la capolista Frosinone, l’occasione giusta per riportare serenità all’ambiente

S

enza eufemismi edulcorati, esce da Pisa un Catanzaro allarmato più che dall’altrui, dalla propria, assoluta, imprevedibilità; una formazione, quella calabrese, alla distanza, letteralmente cloroformizzata. Toscana, dunque, ancora una volta amara per la pattuglia giallorossa, ancora preda di misteriose forze frenanti che ne minano, alla lunga, l’impulso, la volontà, il tasso atletico ed un sia pur minimo slancio agonistico. L’attuale Catanzaro viene sistematicamente battuto, sia che proponga il nulla (vedi Viareggio), sia che (guarda la Nocerina) sciorini calcio discreto. Tutto ciò, è francamente, allarmante. Si corra ai ripari prima che sia veramente troppo tardi. Dopo un primo tempo abbastanza tonico, con una pioggia incessante, che ha rovinato la gara e reso pesantissimo il rettangolo verde, sonora, pesantissima è stata la sconfitta del Catanzaro. Aquile avviate verso un imprevisto ed imprevedibile “ Cul de sac” (nel vicolo cieco di una, diciamolo chiaramente, crisi) d’identità, di dialogo, di gioco. Tutto questo con i serbatoi della pazienza, prossimi ormai a prosciugarsi. Riavvolgiamo, intanto, il nastro e scandagliamo questi 93 minuti, che non facevano assolutamente presagire, dopo quanto notato nel primo tempo, ciò che di catastrofico si sarebbe materializzato nella ripresa. L’attenta, professionale radiocronaca proposta dal collega Vittorio Giummo, ci rende noto che perfino la stampa Toscana giudica buona la prova di un ostico Catanzaro, che sfiora addirittura e per ben due volte, il vantaggio con Fiore e Masini. Obbligati, intanto, ed ammirati dallo spessore tecnico di Andrea Russotto, del quale abbiamo avuto, ed avremo il privilegio, di goderne l’innato agonistico genio. Il Pisa, intanto, riprende a giocare sullo 0-1, come se nulla fosse accaduto. Da quel momento però, ciò che non ti aspetti: entrano in campo, senza autorizzazione alcuna, il romanzesco, la deconcentrazione, il panico. C’è un rigore, inesistente secondo il tecnico Cozza, per il Pisa con relativa espulsione di Sirignano: Favasuli realizza. Sembra un episodio estraneo alla logica del discreto gioco sin qui evidenziato dal Catanzaro. Raddoppio di Buscè dopo appena due minuti; a seguire il palo di Perez che preannuncia tempesta. Ci avviamo all’inverno, quindi grandinate in arrivo. Puntuali le marcature, in “zona Cesarini” di Favasuli e Perez che chiudono definitivamente l’incontro. Tripudio dell’intero stadio pisano, cui fa, da contraltare, lo sgomento, l’incredulità dei tifosi giallorossi. Per il Catanzaro, inconcepibile, totale eclissi. Formazione calabrese distrutta sul piano della grinta, scombussolata su quello tattico. All’orizzonte si profila il match con la capolista Frosinone. Una formazione, quella ciociara, che ha costruito le proprie, meritate fortune agonistiche negli impegni casalinghi. Con oculata gestione, invece, ha affrontato tre gare fuori casa, eventi questi, che hanno proposto, per l’attuale capolista una sconfitta a Gubbio (1-0), una vittoria a Prato (1-0), ed un nulla di fatto (0-0) in quel di Latina. Ritroverà il Catanzaro, nell’occasione, il piglio ed il cipiglio dei suoi giorni migliori? Intanto, affidiamoci alle sagge, attente riflessioni del presidente Cosentino, che, ne siamo persuasi, agirà con assoluta fermez-

za tale da riportare serenità nell’ambiente, con quel fermento di energie, di temperamento, che lo distingue. Lo farà per l’amore che nutre per la sua creatura e per la sua precisa volontà di uscire, quanto prima e definitivamente dalla situazione, al momento sconcentrante, in cui versa, attualmente, il calcio catanzarese.

Il presidente Cosentino

La curva Massimo Capraro 39


Quote rosa Prosegue intensamente la preparazione in vista della nuova stagione agonistica. Si prospetta un girone unico Calabria - Basilicata

Woman Soccer Catanzaro: sciolto il nodo relativo all’allenatore La squadra affidata a Pippo Torneo

M

entre ancora vige incertezza per quel che riguarda l’inizio del campionato di serie C regionale, la Ws Catanzaro inizia a mettere i primi “paletti”. Dopo settimane di trattative, la società di calcio femminile del presidente Antonio Ruggiero scioglie infatti il “nodo” relativo all’allenatore. Una scelta evidentemente obbligata dopo la fine del rapporto con mister Pietro Alberti, artefice - insieme a un gruppo di calciatrici splendide - della bella promozione conquistata al termine della scorsa stagione. Da qualche giorno, le ragazze catanzaresi proseguono così la preparazione agli ordini dell’allenatore Pippo Torneo. Un passato nel calcio a 5, il nuovo mister della Ws fino a qualche mese fa era alla guida della squadra di calcio a 5 di Catanzaro Lido. E se da un lato la formazione di calcio femminile del capoluogo è oggi pronta a tuffarsi nella nuova stagione, dall’altro non c’è ancora nulla di definito per quel che riguarda invece il torneo di serie C regionale, campionato al quale parteciperà la formazione calabrese. Oggi si attendono risposte dalla Lega su dove e quando la squadra del presidente Antonio Ruggiero inizierà il suo campionato. Il numero troppo esiguo le squadre calabresi in lizza per il torneo appare in ogni caso il motivo per cui la Lega dovrà necessariamente correre ai ripari realizzando un girone unico Calabria – Basilicata. La squadra del presidente Ruggiero, ricordiamolo, appena qualche mese fa, ha rinunciato all’iscrizione al torneo di serie A2 nazionale. Dopo una stagione esaltante e una promozione ottenuta attraverso un gioco spumeggiante per la categoria, le ragazze allenate al tempo da Pietro Alberti – lo ha detto in più occasioni lo stesso presidente della Ws – “hanno dovuto 40

dire addio alla serie A2 per l’indifferenza del mondo imprenditoriale catanzarese e calabrese in generale”. Per la compagine di Catanzaro sfumava così la possibilità di entrare nell’elite del calcio femminile nazionale. Il motivo di una decisione - divenuta in poche ore obbligata - qual è quella della rinuncia all’iscrizione a un campionato tanto inseguito e desiderato, la si ritrova nell’inevitabile confronto con i costi della categoria superiore, importanti e più impegnativi rispetto a quelli della serie C che – ribadiamo – nel calcio femminile, è un torneo a carattere regionale. Con il trascorrere delle settimane, per la Ws arrivano poi altre situazioni delicate cui far fronte. L’allenatore Alberti, protagonista insieme alle sue ragazze di un campionato meraviglioso - ben 48 reti realizzate, al cospetto di una soltanto incassata - lascia la guida tecnica della squadra. Formazione giallorossa che, serra i ranghi, e agli ordini del professor Tullio Nocera,

lo scorso 13 settembre, inizia comunque la preparazione atletica, preparazione che prosegue ora a ritmi ancor più serrati sotto la guida di mister Pippo Torneo. E non è tutto. Qualche settimana fa – come anticipato dalle nostre colonne all’inizio di ottobre – le parole amare di Giovanni Marullo hanno chiuso, dopo quattro anni di grandi soddisfazioni, la sua avventura come direttore generale della WS Catanzaro. “Vado via a malincuore – aveva dichiarato Marullo - perché lascio un gruppo di ragazze splendide, sempre educate e rispettose. Un gruppo di calciatrici affiatate e ormai molto compatte. E’ questo il principale rammarico, perché, a livello societario, non ho nulla da rimproverarmi”.


Calcio a 5

di TONI ROTUNDO

A Mirto un buon punto per il Catanzaro Stefano Gallo Calcio a 5 Tre vittorie, un pareggio e due sconfitte per le squadre della nostra provincia, impegnate nei vari campionati Catanzaro Stefano Gallo (Serie Tre Colli Futsal (Serie C1) re, che ha confermato tutto il suo valore B) La squadra catanzarese, nell ’ultimo La formazione del presidente Gemelli, sul proprio terreno di gioco, considerato match, ha impattato per 4 – 4, a Mirto, contro la coriacea formazione di mister Leo Tuoto, con la rete finale realizzata dal “bomber” Iozzino a 7’ dal termine della gara. Gli uomini di Andrea Lombardo non hanno offerto una grande prestazione, soffrendo l’atteggiamento degli avversari, che non si sono limitati a contenere le iniziative dei padroni di casa, ma hanno cercato di imporre il proprio gioco. Il Catanzaro, ad ogni modo, può accettare con soddisfazione il punto conquistato, visto lo sviluppo della gara fino al goal di Iozzino, che ne ha suggellato il risultato finale. Ancora una, volta la trasferta si dimostra “tabù” per la principale formazione del capoluogo che, in questa stagione, non ha ancora assaporato il gusto della vittoria lontano dalle mura amiche, avendo ottenuto due pareggi in altrettante gare finora disputate.

finalmente, coglie il secondo successo stagionale(il primo casalingo), contro i reggini dell’Olimpia 2000. La vittoria, ottenuta con merito dai ragazzi di mister Carrozza, ha evidenziato che, la splendida “macchina” che aveva ben funzionato nelle precedenti stagioni, non si era guastata, ma solo inceppata. Questa partita è servita, anche, a certificare l’esplosione del “bomber” Lo Riggio, dimostratosi fondamentale per lo scacchiere del trainer giallorosso, oltre che autore di una decisiva doppietta.

oramai inviolabile. La prima in classifica ha, infatti, battuto i catanzaresi per 9 a 2, restituendogli l’ ultima posizione della classifica, Nulla di irrimediabile, visto che il calendario non ha favorito di certo la formazione del presidente Caiazza che, nelle prime cinque gare ha già incontrato le prime quattro della classe. Ora, però, si rende necessaria la necessità di capitalizzare al meglio le gare che verranno, contro avversari di pari livello tecnico, contro le quali bisognerà evitare ulteriori passi falsi.

Soverato (Serie C1)

Cavita (Serie C2)

La compagine ionica aveva, sulla carta, un compito alquanto difficile e, per questo motivo, la vittoria ottenuta deve essere accolta con grande soddisfazione in casa bianco rossa. Gli uomini di “mister” Le Pera hanno condotto una gara prevalentemente offensiva e di grande intensità, chiudendo i conti già nella prima frazione di gara (6 a 1 per Lanciano e compagni al termine del primo tempo). La vittoria conquistata , la quarta di questa stagione su cinque gare disputate, diventa importante nell’ottica di una potenziale vittoria di campionato o di una qualificazione play off, con Pastori e compagni che, nel prossimo turno, saranno impegnati nella non proibitiva trasferta di Amantea, mentre le dirette concorrenti dovranno vedersela l’una contro l’altra. L’obiettivo di fare bottino pieno rappresenta, potenzialmente, la possibilità di attestarsi al comando della classifica del campionato.

Futsal Enotria (Serie C1)

Iozzino - Catanzaro Stefano Gallo

Brusca battuta d’arresto per la Futsal Enotria di mister Brescia che, nell’ultimo turno di campionato, non è riuscita a porre resistenza alla formidabile formazione cosentina dell’Atletico Belvede-

Vittoria esterna per il coriaceo Cavita calcio a 5. La squadra di “mister” Villella, dimostra solidità e personalità, portando a casa tre punti necessari per una buona classifica che, adesso, chiede solo continuità di risultati.

S’Elia (Serie C2)

Terza partita casalinga per la compagine di mister Fabiano e sua terza sconfitta stagionale. Il risultato ( 4 a 5 ) ha visto prevalere la compagine della Costa del Lione, squadra tosta e ostica, ma sicuramente non irresistibile, che ha sfruttato al meglio la giornata no di Cacia e compagni, aggravata dalle assenze di alcune pedine importanti, che hanno pesato fin troppo sull’esito finale della gara. Dopo la prova offerta sabato scorso, diventa palese la consapevolezza che ci sia molto da lavorare, senza perdere altro tempo. Il prossimo impegno, questa volta in trasferta, contro la Sportiva Traforo, squadra giovane, ma sicuramente da non sottovalutare, bussa alla porta. Il S’Elia spera di riuscire a ripetere le prestazioni delle precedenti trasferte, sempre vittoriose finora, per cercare di invertire questo brutto avvio di stagione. 41


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sanitaria che prevede una prenotazione. Quali i benefici per il cittadino e per il sistema sanitario. “Davvero tanti. Ne cito solo due: una riduzione dei tempi di attesa per ottenere la prenotazione e l’erogazione della prestazione desiderata ed i minori costi per l’accesso alle informazioni e alle prenotazioni, evitando di recarsi presso le strutture sanitarie e contattare sportelli differenti, per quel che concerne quelli per il cittadino. Per le strutture sanitarie, invece, certamente l’eliminazione delle code agli sportelli per le prenotazioni e la possibilità di migliorare l’economia globale di gestione dei servizi sanitari ambulatoriali mediante un miglior utilizzo delle risorse. La farmacia e i dottori che in essa vi lavorano – ha quindi proseguito Defilippo - rappresentano da sempre in Italia un sicuro punto di riferimento, dove è possibile trovare una risposta a ciò di cui si ha bisogno, sia esso un medicinale od anche solo un consiglio sanitario. In Italia la farmacia è un’istituzione, presente ovunque e disponibile ogni giorno, anche nelle feste, in qualsiasi ora, anche di notte, per 365 giorni l’anno”.


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di ROMANA MONTEVERDE

Catanzaro - Frosinone  

Domenica Giallorossa periodico settimanale - Anno XXV

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