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L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


L’editoriale

Sfatato l’incubo del “proverbio” Il pari di Pagani il frutto di scelte tattiche diverse e di un modulo di gioco più rispondente alle esigenze del momento.

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proverbi, al pari di tutte le altre forme di conoscenza che si ispirano alla sapienza comune, fanno attecchire la propria efficacia sul fattore casistico e, perciò, devono fare i conti con l’esperienza pratica. Il valore del loro significato si connette indissolubilmente al gioco delle probabilità che accompagna la realtà, ragion per cui la “verità” di un proverbio è confermata dalle eccezioni che si verificano nel vivere quotidiano. E così il detto non c’è due senza tre continua, e continuerà, ad esercitare il suo fascino proprio in virtù delle eccezioni tracciate dal gioco probabilistico che connota l’esistenza. E noi siamo ben felici che una di queste eccezioni abbia colpito il destino del Catanzaro, che, dopo due sconfitte consecutive, ha colto il risultato di parità nella sfida esterna con la Paganese. Non bisogna pensare, però, che si sia trat tato di un risultato dovuto al caso, perché, in verità, è il frutto di scelte tattiche diverse e dell’attuazione di un modulo di gioco più prudente e più rispondente alle esigenze del momento. Casomai ce ne fosse bisogno, l’allenatore Cozza ha dato l’ennesima dimostrazione di sagacia e ha riveduto e corretto l’impo-

stazione data alla squadra in questo avvio di campionato, allo scopo di dare equilibrio e di costruire la sua identità. Ciò non significa l’assunzione di decisioni definitive, quanto, piuttosto, l’attribuzione alla compagine giallorossa di una preziosa dote di flessibilità, capace di porre in atto schemi ed assetti differenti in perfetto adeguamento alle situazioni contingenti. Una breve annotazione tecnica è d’uopo, poiché agli osservatori attenti non è sfuggito il momento non certo brillante di alcune pedine importanti dell’undici giallorosso. Qualche sbavatura si è intravista nel reparto difensivo, da qualche calciatore ci si attende un contributo più in linea con le proprie qualità agonistiche, a centrocampo Quadri deve riprendere a dirigere il gioco secondo lo spartito dettato dalla sua sapienza ed in fase offensiva vi è bisogno di qualche ulteriore accorgimento per consentire ai forti attaccanti di far esplodere tutta la loro potenza. Fino a questo momento non è mai mancato il gioco, solamente non sono arrivati i risultati sperati e meritati, sì che l’esito della partita con la Paganese deve essere salutato con particolare gioia, poiché può costituire il passo necessario per ricomin-

ciare la rincorsa verso l’alto. In questa prospettiva va guardata la pros sima partita con l’Andria, senza enfasi pensando a tutte le statistiche positive degli ultimi anni, ma con l’abituale serenità e modestia, che hanno rappresentato il tratto distintivo del Catanzaro di questi due anni, e con la piena convinzione di essere una squadra di valore, che ha bisogno unicamente di un riscontro concreto. Un’ultima annotazione di colore: mi piacciono molto le maglie bianche con le strisce diagonali giallo e rosso, perché mi riportano alla stagione della mia fanciullezza, quando ho iniziato ad appassionarmi al calcio seguendo in televisione le imprese in campo internazionale dell’Inter di Helenio Herrera. Quella squadra giocava con le maglie bianche a strisce diagonali nero e azzurro, che semplicemente si intuivano nella TV in bianco e nero, ma risaltavano pienamente nelle immagini delle figurine dei calciatori Panini. Ho sempre avuto nostalgia di quel tipo di casacca e mi commuove rivederle indossate dai calciatori del Catanzaro, perché finalmente due frammenti dell’anima si riuniscono in un unico fotogramma del cuore. A.S. 3


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L’editoriale

di ROMANA MONTEVERDE

pag. 12

La foto di copertina è di Romana Monteverde

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pag. 1 InCopertina Andria da bat...tere pag. 3 Editoriale Sfatato l’incubo del “proverbio” pag. 7 Il fondo del direttore La squadra giallorossa recupera tonicità e manova pag. 9 Pallone e dintorni Cinema chiusi, non ci resta che il calcio pag. 11 Area di Rigore pag. 12 Microfoni d’autore L’aquila e il vento pag. 14 Focus “Contrattopoli” il Collegio Arbitrale dà ragione a tre giocatori pag. 17 Spidercam La nuvoletta fantozziana di Masini. Catanzaro ha bisogno dei suoi gol pag. 19 Visti da vicino Ciro Sirignano pag. 21 Il punto sul campionato “Magic Moment” Latina - Perugia stoppato pag. 22 Il calendario pag. 24 I tabellini della Giornata pag. 27 Quelli che lo striscione “Il Catanzaro non si discute, si ama”

pag. 29 Controcronaca La giusta reazione agli schiaffi subiti pag. 31 L’avversario di turno L’Andria pag.32 Meteore - Curiosando Archimede,l’nventore di prodezze balistiche “Match doctor” mai piu cronaca nera in campo pag. 34 UeSse domani... Berretti : pari all’esordio, sconfitti Allievi e Giovanissimi pag. 36 La parola ai tifosi Cosa ti aspetti domenica con l’Andria ? pag. 37 Highlights Un buon pareggio che fà morale pag. 38 Cosi in campo pag. 39 Stati d’animo Quelle agonistiche dinamiche che alimentano il rammarico ma che accendono le speranze pag. 40 Quote rosa A pieno ritmo la preparazione della Woman Soccer Catanzaro pag. 41 Calcio a 5 Il Calcio a 5 che conta arrivza anche nella vicina Soverato pag. 42 I nostri inserzionisti

Periodico sportivo Indipendente - Anno XXV Aut. Trib. di CZ n. 60 del 02.09.1988 - Tiratura 9.000 copie

Editore Salvatore Monteverde Direttore Responsabile Gianni Bruni Coordinamento giornalistico Mario Mirabello Foto Icaro Fotocronache - Tel. 0961.725028

Il numero e’ stato chiuso in redazione martedì 25 settembre 2012

Grafica e impaginazione di De Girolamo Vincenzo Tel. 0961.754331 - info@devistudio.it

Concessionario di pubblicità Icaro Fotocronache

Largo Serravalle, 9 - 88100 Catanzaro Tel. 0961.725028

Stampa Abramo Printing & Logistics S.p.A.

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L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Il fondo del direttore

La squadra giallorossa recupera tonicità e manovra

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l punto conquistato a Pagani dice tante cose.Anzitutto che è stato fatto un passo avanti in classifica, cosa importantissima dopo due stop consecutivi con relativi e giustificabili rimpianti, con conseguente benefici anche dal punto di vista di un morale che, in caso di nuova sconfitta, sarebbe davvero finito sotto i tacchi. Dice anche che la squadra sta pian piano recuperando tonicità e manovra, con evidenti miglioramenti rispetto alle precedenti uscite ed anche questo significa molto in un campionato che, come al solito, non si conquista nelle prime giornate – si tratti di salvezza o si tratti di promozione - ma andrà a “maturare” ogni decisione nella prossima primavera.Del resto è facilmente intuibile che l’avere raggiunto la migliore condizione al segnale di via, può tradursi, alla lunga, in un affaticamento fisico e mentale, pregiudizievole in vista del lo sprint finale; e su questo ha ragione Cozza quando afferma che è bene carburare lentamente (anche a costo di qualche battuta di arresto) piuttosto che finire in apnea al momento giusto.Non basta perché il punTo di Pagani ci dice anche di

una squadra ritrovata sotto il profilo della praticità e della compattezza, magari a scapito dello spettacolo che non sempre ( vedi gara di Coppa Italia a Carrara) significa anche conquistare il successo.A Pagani si affrontava una squadra abbastanza ben messa, reduce dal pareggio di Avellino, candidata autorevole ai play off, il cui gioco, specie in avanti, è stato perfettamente neutralizzato da Sirignano e compagni, tanto che i veri pericoli per il bravo Pisseri possono limitarsi al palo colpito nella ripresa dai campani.Ma nel calcio, come nella vita, niente accade per caso. Come ha potuto trasformarsi in un attento baluardo una difesa, quella giallorossa, in precedenza posta sempre sotto processo?Semplice. Ciccio Cozza non è un “pirla” qualsiasi, ma un competente studioso di calcio.Sulla scia dei successi ottenuti nello scorso anno con un modulo prettamente offensivo, sollecitato dalle quattro reti segnate in Coppa a Carrara e dall’altra quaterna rifilata al Barletta, ha voluto ancora sperimentare, contro avversari di un certo livello (Latina, oggi paradossalmente capolista, dopo essere stata dominata da Fioretti e compagni e

Benevento) la tattica delle tre punte, con conseguente scopertura di una difesa ancora in ritardo.Fatto tesoro della constatazione che è difficile contenere attacchi di prima divisione senza adeguata copertura a centrocampo, Cozza ci ha ripensato, ha optato per un infoltimento di maglie giallorosse nella zona nevralgica del gioco, col risultato di impermeabilizzare la difesa e conquistare anche alcune buone occasioni da gol. Non si tratta, per Cozza, di aver rinnegato al suo “credo” tattico, ma solo di aver valutato cosa, in questo delicato momento, e giocando in trasferta, appariva più produttivo.Per le gare casalinghe, a partire da domenica contro l’Andria, si vedrà, anche alla luce delle condizioni fisiche di Masini ( quasi certamente disponibile) quale manovra privilegiare, ricordando che proprio Masini è elemento fondamentale per il gioco preferito da Cozza.La settimana, conclusasi positivamente con il pareggio di Pagani, è stata però turbata, e non poco, dalla pronuncia del Collegio Arbitrale, che ha riconosciuto, come valide, le richieste di alcuni ex giocatori in ordine a contratti integrativi apparsi al momento della stesura dello stato passivo del fallito F.C. Catanzaro e subito contestati dalla attuale dirigenza.Si tratta di cosa grave, non solo per gli importi che, se ancora condannato, il Catanzaro dovrebbe versare ai postulanti, quanto perché verrebbe meno qualsiasi certezza di diritto tra società e calciatori. Nelle giustizia civile la pendenza o la sopravvenienza di una azione penale blocca o sospende qualsiasi procedura; nel nostro caso il Collegio Arbitrale non ha voluto neanche tenere conto delle indagini già avviate dalla Procura della Repubblica, che ha ipotizzato il reato di tentata truffa a carico degli “ex”. Non sappiamo come andrà a finire: la giustizia farà il suo corso, certo è che il mondo del calcio, già “inquinato” da tanti avvenimenti più o meno recenti, non ne esce davvero bene. Ed ha ragione Cosentino a dire che si batterà sino all’ ultimo a tutela del suo Catanzaro. Gianni Bruni 7


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Pallone e dintorni

di FiLIPPO VELTRI

Cinema chiusi, non ci resta che il calcio A patirne le conseguenze non sono solo le strutture culturali, ma anche le attività commerciali e produttive

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inema chiusi nel centro storico di Catanzaro. Tre erano e tre sono chiusi per ‘’chiusura estiva’’, recitano desolatamente i cartelli dentro le bacheche, tra Corso Mazzini e Piazza Roma. I buontemponi si divertono: ‘’ma che bel film questo chiusura estiva! Lo danno in tutte le sale!’’. Si potrebbe dunque dire: non ci resta che il calcio come spettacolo ludico, di divertimento….Ma la cosa è seria assai in città e se ne parla molto, al punto che lunedì scorso, in piazza Grimaldi, dalle 18 alle 19.30, c’e stato un presidio culturale, indetto da alcune Associazioni che vogliono allargare la discussione, già avviata nei giorni scorsi, sull’urgenza della riapertura dei cinema nella città. Le associazioni che hanno promosso l’iniziativa sono: Il Campo, Idee per il futuro, Italia nostra, Imes, Salotto letterario, Calabresi collezionisti, La ragione e il tempo, Teatro Incanto, Vittorio Butera e Solaria. E’ stato anche aperto un confronto proficuo con la “Casa del Cinema” sulla funzione degli spettacoli culturali in Calabria e a livello nazionale. Si intende così sensibilizzare la comunità affinché possa reagire alla chiusura grave dei cinema e al forte ridimensionamento delle attività teatrali gravitanti nel nucleo storico. E’ un segnale ulteriore di crisi che accentua lo svuotamento del centro cittadino sempre più evidente e desolante. A patirne le conseguenze non sono solo le strutture culturali, ma anche le attività commerciali e produttive. Già nei mesi scorsi, le associazioni hanno contribuito al dibattito sulla crisi dei servizi (dai trasporti ai rifiuti) e sulla grave demolizione, nel periodo di Ferragosto, delle ciminiere del cementificio di Sala. “Non si può stare a guardare: a Catanzaro centro, infatti - affermano ancora le associazioni - dall’inizio dell’estate, le tre sale cinematografiche sono chiuse e al momento non è possibile la loro fruizione. Una di queste, peraltro, è stata addirittura adibita a passa libro. Per bloccare questi elementi di rassegnazione e recuperare il senso vero dell’i-

dentità catanzarese è necessario allargare il confronto a tutte le forze sensibili che abbiano a cuore il futuro della città. E’ urgente rimotivare l’iniziativa degli operatori privati, verificare il rispetto del protocollo d’intesa sottoscritto due anni fa e approvato dal Consiglio Comunale, che ha previsto la collaborazione tra i cinema ubicati nel centro storico e i gestori della multisala di Lido. La città - concludono i rappresentanti delle Associazioni promotrici - non può e non deve rassegnarsi. Ecco perché si lavora per caratterizzare iniziative aperte a tutti e per affermare diritti fondamentali di cittadinanza e di qualità della vita”. Si è mosso anche il sindaco Sergio Abramo e pare ora che “Comunale” e “Supercinema” possano riaprire. Insomma il calcio va bene, ma qualche cinema in più, oltre a quelli del centro commerciale “Le Fontane” (che funzionano bene) non sarebbe male, anche perchè l’abitudine era forte, soprattutto nelle domeniche invernali: dagli spalti, alle poltrone del cinema, per chiudere in bellezza un momento di svago collettivo. Era una sorta di rito, non di massa, per carità, ma comunque diffuso. Ripristiniamolo allora, per carità!!!. 9


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di ROMANA MONTEVERDE


Area di rigore

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plendido Cosentino! Aveva detto che avrebbe fatto i nomi di chi ha preso in giro il Catanzaro e ha mantenuto la promessa. In realtà, il noto imprenditore citato dal “patron” aveva promesso sostegno, non rispondendo neanche alle sue telefonate”. E’ giusto che i tifosi giallorossi, ma anche l’intera cittadinanza catanzarese, conoscano senza ombra di dubbio chi ama veramente la camiseta giallorossa. I novelli berlusca nostrani, lo sappiamo tutti, si sono defilati in massa quando il Catanzaro Calcio aveva bisogno di poche migliaia di euro per evitare che sparisse per sempre dal panorama calcistico nazionale. Se non fosse stato per Cosentino, il “Ceravolo” sarebbe diventato l’ennesima cattedrale nel deserto della nostra disgraziata bellissima regione. Grazie Cosentino! Aspettiamo, noi tifosi, altri nomi e altre storie di “tradimenti” sportivi. I nostri imprenditori sicuramente hanno portato lavoro e benessere per tante famiglie calabresi; ma è altrettanto sicuro che hanno prosperato a Catanzaro. Dare una mano alle Aquile avrebbe potuto essere considerato un atto di ringraziamento alla città dei tre colli. Ma ognuno è libero di comportarsi come meglio crede e perdere tutte le occasioni per fare bella figura e farsi amare dalla gente!

di CLAUDIO ASTA

giallorossi su presunti contratti fittizi partoriti, mentre la Società stava fallendo, il Collegio Arbitrale ha intimato al nuovo Catanzaro Calcio di onorare …il debito con tre giocatori (Corapi, Ciano e Bruno). Si potrebbe discettare sul significato di onorare e di onore. La “parola d’onore” ha il significato più eticamente nobile del termine; la “onorata società”, al contrario, riporta alla mente il peggiore lerciume della nostra Italia. Corapi, Ciano e Bruno che significato danno alla parola “onore”? Se, ripeto se, hanno firmato contratti fasulli, avranno il coraggio di guardare negli occhi un qualunque tifoso giallorosso senza arrossire dalla vergogna? E mi fermo qui! Ridicolo, invece, il Collegio Arbitrale che, alla faccia delle indagini in corso da parte di Magistrati e Guardia di Finanza, non ha avuto neanche il buon senso di sospendere ogni decisione in merito. Cosentino è incazzato, ma, cari amici, la …partita è appena iniziata e ne vedremo delle belle !

Alessandro Bruno

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La tribuna stampa del Ceravolo

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l presidente Cosentino è incazzato come una belva e ne ha ben donde. Mentre la Procura della Repubblica sta indagando una dozzina di ex calciatori

’appuntamento è fissato per il 3 ottobre: la Vigor Lamezia ritorna a Catanzaro per un “master” calcistico sotto forma di derby di Coppa Italia. Io faccio una proposta, cari amici, e voi valutatela come più vi aggrada: non vada nessuno allo stadio; non si venda neanche un biglietto. Insomma ignorare l’evento e classificarlo una semplice seduta di allenamento nel campetto di Giovino. Personalmente spero che il tempo sia clemente e possa fare un bel bagno al mare. A

Cozza consiglio di presentare il campo la squadra “allievi” (la Primavera sarebbe fin troppo!) e a Cosentino di triplicare il costo del biglietto del settore ospiti. Non mi dilungo oltre perché l’argomento non mi intriga!

Catanzaro-Vigor Lamezia 2011/12

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e il Perugia avesse vinto sarebbe stata una catastrofe. Il pareggio dei “grifoni”, invece, fa si che il risultato ad occhiali dei “nostri” con la Paganese sia paragonabile ad un brodino fatto degustare a un malato grave. Dopo la doppia empasse, muovere la classifica, sia pure con un misero punticino, è stata cosa buona e salutare. Ed ora sotto con l’Andria, squadretta assolutamente alla nostra portata e pronta a sacrificarsi sull’altare dei grandi. Cozza, con il suo acute tattico, ha chiuso le maglie difensive che, nelle settimane precedenti, erano una vera e propria gruviera. Ora deve dare sfogo alla verve pallonara del nostro attacco. Se ciò si verificherà (toccate ferro, ma prevedo un tre a zero) le Aquile potranno, finalmente, spiccare il volo. E allora, cari amici, potremo cominciare a divertirci sul serio! Ad maiora!

Giordano Fioretti 11


Microfoni d’autore

L’aquila e il vento Ricordi e riflessioni sul Catanzaro di Lucio Rizzica, giornalista e telecronista delle partite di serie A per Sky Sport.

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uando ero più giovane, e pesavo molto meno, l’orgoglio calcistico della Calabria sventolava fiero attraverso le imprese della Reggina e del Cosenza, ma permetteva di gonfiare il petto dinanzi a qualunque avversario quando si nominava il Catanzaro, capace non solo di andare in serie A, ma anche di mettere a segno nel tempo qualche impresa (storico successo contro la Juventus con gol di Angelo Mammì); regalare sogni e magie (Massimo Palanca e le sue reti dal calcio d’angolo); dare origine a talenti straordinari (Massimo Mauro, unico a giocare poi assieme a Platini, Zico e Maradona e oggi ottimo collega di lavoro a Sky). Oggi di quelle stagioni mi resta uno splendido ricordo, per la verità reso amaro dal passare del tempo e dalle vicissitudini attraversate dalla squadra dello “stadio del vento” negli ultimi anni. Almeno fino alla svolta dello scorso anno, quando, dalle ceneri di un blasone che fu, sembra essere rinata qualche speranza. Grazie all’avvento di un imprenditore coraggioso e –finalmente– non apparentemente di passaggio, ma deciso a investire nel calcio grazie alla serietà e alla qualità di un tecnico giovane, motivato e desideroso di crescere assieme al suo gruppo. Grazie a una “rosa” di giocatori affidabile e generosa, alla quale si è aggiunto un attaccante che potrebbe aiutare a compiere quel salto di qualità da troppo atteso in città. Cosentino, Cozza e Fioretti sono più forti e saranno più forti (se sostenuti, accompagnati e difesi) di qualunque ostacolo, anche se la “scandalopoli”, dilagante nel mondo del pallone, già sfiora la città fra due mari. Un istmo nel quale si combatte tutti i giorni con la crisi e con le difficoltà proprie di una terra abituata a soffrire e rimboccarsi le maniche, a reagire per affermare il suo volto migliore, onesto, lavoratore. Il calcio è parte della vita quotidiana, a certe latitudini è piacere prima ancora che industria. Ma questo non giustifica l’eventualità di poter sparire dal panorama “pallonaro” del Paese, come nel 2006 12

annunciarono le agenzie di stampa. Oggi che la società è tornata ad essere la gloriosa Unione Sportiva Catanzaro non si può più guardare indietro, se non per ricordare le pagine storicamente più belle e prendere ancor di più le distanze da quelle più brutte, vissute e archiviate. La stagione di prima divisione è incominciata da poco, forse non tutti i meccanismi sono ancora perfettamente rodati e in campo un pò si soffre. Ma questo non deve impressionare, perché, a differenza del passato, ora si poggia su basi più solide e qualche certezza in più, che permetteranno (speriamo) anche di affrontare le folate nervose della giustizia sportiva che spesso recano danni e lasciano macerie dietro di sé, non sempre facendo giustizia a trecentosessanta gradi, ma comunque lasciando talvolta ferite difficili da rimarginare, specie in territori ostili all’impresa e all’organizzazione, come troppe volte nel meridione d’Italia abbiamo conosciuto. Io, dal canto mio, più “vecchio e pesante” di quando attaccavo le figurine giallorosse sulle pagine d’album con le “celline”, sono fiducioso. Perché se l’antica saggezza partenopea insegna che ‘adda passà a nuttata’, il sesto senso tipico calabrese invita a rivolgere lo sguardo verso l’alba di un nuovo giorno. Il peggio, se non è passato, sta passando. Ancora qualche spiffero, poi sarà calma e non più caos. E nella calma chi ha capacità sa costruire, ricostruire, crescere. Può succedere anche a Catanzaro, dove i tifosi aspettano da troppo tempo di tornare a volare sulle ali dello stesso vento che impressionava gli avversari al “Ceravolo”. Lì, alle pendici del Pezzano, dove si attende dagli anni ottanta che un’aquila imperiale torni a levarsi alta in cielo e inorgoglire la sua regione. Nel 1980/81 il Catanzaro si classificò settimo in serie A. Altri tempi, forse. Ma la vita è un ciclo continuo, corsi e ricorsi. Si cade, ci si rialza e si ricomincia a correre, proprio come su un campo di calcio. L’importante è farlo con impegno e serietà, con l’aiuto di tutti. Come una barca in attesa di un refolo per riprendere il vento.

E quello (come la volontà e le capacità) a Catanzaro non è mai mancato… Lucio Rizzica

Lucio Rizzica BIOGRAFIA RIZZICA Giornalista calabrese, inviato speciale e telecronista. Ha raccontato i motori, dalla superbike alla Moto GP, dalla Cart alla GP2, per tre stagioni telecronista di Formula Uno. Ha seguito i maggiori eventi sportivi, fra cui Mondiali di calcio e Olimpiadi. Ora segue il calcio nazionale e internazionale. Già Rai e Tele+, è attualmente voce di Sky Sport. Quattro premi nazionali e tre internazionali vinti: il più prestigioso il FIA WORLD AWARD 2007. Autore di reportages e soggetti per il cinema. Tre libri pubblicati: “Testa o croce con il destino” (romanzo, con annesso DVD girato nelle favelas del Brasile) con la prefazione di Arnaldo Cezar Coelho, arbitro della finale al mondiale di Spagna 1982; “Il romanzo di un re, biografia di Valentino Rossi”, con la prefazione di John Surtees, unico campione del mondo a due e quattro ruote; “Senza essere eroi, la storia della nazionale di calcio cantanti”, con la prefazione di Mogol.


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Focus

“Contrattopoli”: il Collegio Arbitrale dà Secondo l’organo della Lega Pro il sodalizio giallorosso dovrà pagare i calciatori Corapi, Bruno e Ciano

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na settimana densa di avvenimenti quella appena trascorsa sul fronte contrattopoli. Un vera e propria sfida a distanza combattuta a colpi di carta bollata che ha come protagonisti la vecchia società, la nuova che è parte lesa, e tredici calciatori dell’ex Fc che vorrebbero venissero onorati i contratti stipulati dal club fallito negli ultimi mesi di vita. Sui contratti, come si ricorderà, pende la spada di Damocle di una inchiesta penale. Nonostante questo però il collegio arbitrale lo scorso 20 settembre, respingendo al mittente la richiesta di sospensione della nuova Us, ha condannato la società del presidente Cosentino al pagamento proprio degli emolumenti previsti da quei contratti. Il pronunciamento, in verità, si riferisce solo a tre tesserati dell’ex Fc che avevano agito contro il Catanzaro ovvero Francesco Corapi, Ivano Ciano e Alessandro Bruno. Per altri quattro: Antonio Montella, Stefano di Cuonzo e Roberto Di Maio e Roberto Mancinelli, il Collegio si pronuncerà il prossimo 12 ottobre, mentre per gli altri sei tesserati coinvolti nella vicenda non è stata ancora decisa la data dell’udienza. La prima decisione del Collegio ha fatto andare su tutte le furie non solo il presidente Cosentino, ma anche il legale della società Sabrina Rondinelli che ha detto di essere “assolutamente sconvolta da quello che è successo” definendo il pronunciamento assolutamente inconcepibile. “Ad indagine penale avviata – ha spiegato l’avvocato - sarebbe stato più logico rinviare la seduta del Collegio Arbitrale. La sospensione del giudizio infatti era stata richiest,a non solo dalla società Catanzaro Calcio 2011, ma anche dalla stessa Lega Pro che è a sua volta in subbuglio per questo pronunciamento. Invece, il collegio arbitrale ha deciso nel merito della vicenda. Inaudito. Andremo avanti in sede civile e penale – ha proseguito ancora l’avvocato – non è giusto che il presidente paghi per gli errori delle precedenti società. Le risorse che vuole impiegare nel calcio 14

devono essere destinate alla crescita di questa società, della squadra e a garantire un futuro al movimento in questa città. Impugneremo la decisione in ogni sede. Sapevamo le difficoltà che avremmo incontrato, d’altronde la nostra condotta è coraggiosa, ma proseguiremo la nostra guerra, perché di guerra si tratta”. L’indagine penale è stata avviata lo scorso 13 settembre dal sostituto procuratore della Repubblica Domenico Guarascio in seguito a una querela presentata proprio dal nuovo sodalizio giallorosso. La Guardia di Finanza aveva anche sequestrato nella sede della Lega Pro gli stessi contratti, oltre ad avere interrogato un funzionario. Ma c’è di più. La vicenda contrattopoli influirà anche su un’altra indagine penale, quella del fallimento dell’Fc Catanzaro. Gli inquirenti, nei giorni scorsi, hanno infatti deciso di ascoltare, come persone informate sui fatti, i tredici giocatori nell’ambito anche di quell’inchiesta. Per quest’ultimo procedimento lo scorso 7 maggio la Procura della Repubblica aveva chiesto il rinvio a giudizio di quattro persone. Si tratta di due amministratori unici, in epoche diverse, della società, Antonio Aiello e Pasquale Bove, del procuratore speciale della Filippo Catalano, tutti e tre accusati di bancarotta fraudolenta, e dell’amministratore Giuseppe Alfonso Santaguida, indagato per una contravvenzione per omesso versamento di Iva per oltre 80 mila euro. Aiello, che è indagato anche per la distrazione di circa 19 mila euro dalla società, e Catalano, sono accusati di avere “stipulato nuovi contratti con i tesserati determinando una situazione potenzialmente pericolosa per lo stato economico - finanziario della società ampliando i costi di esercizio”. Bove, invece, per l’accusa, avrebbe distratto circa 90 mila euro e avrebbe falsificato le scritture contabili per ottenere l’iscrizione al campionato 2009/2010. Roberto Tolomeo

Tutto iniziò la


ragione a tre giocatori

Il presidente Cosentino: “Andremo avanti per la nostra strada”

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a vicenda di “Contrattopoli” ha inevitabilmente coinvolto il presidente Cosentino, anzi, forse l’ennesimo scandalo calcistico, è nato proprio dalla sua persona, dalla sua volontà di fare giustizia su una vicenda che da sempre ha vestito i panni della contraddizione e del cattivo

sera del 18 dicembre 2009

E’ il 18 dicembre 2009. Una animata riunione fiume si svolge nella sede dell’Fc, Vi prendono parte dirigenti e tesserati, questi ultimi da mesi non vengono pagati. Chiedono chiarimenti al presidente Aiello. Negli scatti si riconoscono Bruno e Corapi, due dei giocatori che secondo quanto previsto dal Collegio Arbitrale della Lega Pro dovrebbero essere pagati dalla nuova società per contratti firmati proprio da quella dirigenza. Contrattopoli in un certo senso iniziò proprio quella sera.

gusto, tra imbrogli plateali e scellerate dirigenze che hanno amato sfracellare la storia dell’Uesse, per la voglia spasmodica di imbottire i portafogli loro e dei loro vicini. Il patron Cosentino, non per tessergli le lodi, ma per raccontare la vicenda cosi come sta, arrivato a Catanzaro meno di due anni fa, pur di acquistare la squadra si era accollato i debiti certificati dal curatore fallimentare e conseguentemente dalla Lega. Una somma ben precisa e puntualmente pagata che avrebbe dovuto comprendere questi ormai, tristemente, famosi contratti integrativi a cui i 13 calciatori adesso fanno riferimento. Ma il Collegio arbitrale, a distanza di poco meno di venti mesi, ha detto che le cose non stanno proprio cosi, e che Cosentino quei contratti li deve in qualche modo rispettare, dando ai giocatori ciò che “da contratto” gli spetta. “Mister Gicos” da questa faccenda si è detto <<deluso e amareggiato>>. <<Purtroppo – aveva avuto modo di spiegare il presidente nelle ore successive la sentenza del collegio – l’ente che aveva in mano la nostra istanza non ha accolto la nostra richiesta, limitandoci anche nella possibilità di un dibattito, dove avremo avuto modo di spiegare le nostre ragioni>>. <<Siamo andati a Firenze, nella sede del collegio non abbiamo ricevuto l’occasione di discutere nel merito, siamo stati solo condannati a pagare>>. <<Nonostante tutto – ha però promesso Cosentino – noi, come società, siamo fiduciosi nel fatto che abbiamo la Lega dalla nostra parte, nonostante il Catanzaro anche questa volta sia stato sfortunato, pagando per le malefatte delle vecchie presidenze>>. Soggetti che, secondo il numero uno giallorosso, hanno - <<per sempre segnato il passato, il presente e il futuro dell’Uesse. Noi andremo avanti per la nostra strada, andando ad aprire, se serve, anche un caso nazionale, facendo luce su una vicenda poco chiara>>. Il caso “Contrattopoli”, infatti, ha sconvolto, in qualche modo, l’intero ambiente catanzarese. <<Ma i tifosi – ha sottolineato Cosentino – possono e devono star tranquilli, la squadra che scende in campo non c’entra niente. Adesso sta a me, ancora una volta, valutare con i miei legali quali potrebbero essere le ricadute sulla società e quali possano essere le vie intermedie utili a trovare un accordo tra le parti>>. Romana Monteverde 15


L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Spidercam

di ROBERTO TOLOMEO

La nuvoletta fantozziana di Masini. Catanzaro ha bisogno dei suoi gol La gara con l’Andria in passato ha significato più volte rinascita

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eggermente abbacchiato durante le sedute di allenamento in cui lavorava a parte per problemi fisici, deluso per un gol annullato e per un palo colpito nel finale del match di apertura con il Barletta, malinconicamente seduto su una panchina dello stadio di Pagani. Le istantanee che ritraggono Simone Masini in questo primo scorcio di stagione sono ben differenti da quelle trionfali della scorsa stagione quando per ben 21 volte aveva assaporato la gioia del gol. Non è stato certo un inizio di campionato facile per il top scorer dei giallorossi del 2011/2012. Maledetta malasorte che gli ha fatto saltare tre gare su quattro, Colpa di uno di quegli infortunelli muscolari fastidiosi più che dolorosi ma comunque rompono le scatole abbastanza per impedirti di dare il tuo aiuto alla tua squadra che sul tuo apporto contava e conta molto. Come se una nuvoletta fantozziana, stracarica di quintali di energia negativa, lo avesse preso di mira scambiandolo, chissà, per il suo omonimo e conterraneo cantante che soprattutto le cui note negli anni ’90 erano state un po’ la sublimazione dell’autolesionismo pessimistico. Il Masini giallorosso ora morde il freno. E’ il primo, ne siamo certi, a rimanere male per quella casella dei gol segnati che è ancora da riempire. E non è particolarmente consolatorio nemmeno il ricordo di un Masini non certo partito a razzo nello scorso campionato quando carburò gradualmente come un motore diesel. Domenica scorsa con la Paganese non ha giocato. Era al 70 per cento, aveva detto Cozza. Avrebbe potuto essere l’arma in più se le cose, nel corso dei novanta minuti non fossero andate benissimo E’ arrivato un punticino senza patemi e senza reti. Ma di quelle di Masini il Catanzaro ha bisogno almeno quanto Masini sente il desiderio di fare esplodere la Capraro che lo attende fiduciosa. E se arrivasse proprio con l’Andria la prima soddisfazione personali? In fondo la cabala dà una mano. Perché nel recente passato più di una volta vincere contro

la squadra pugliese ha significato anche rialzarsi, riprendersi. Questo valse per la squadra nel suo complesso nel 2006 quando, pochi giorni prima di Natale in una gara insolitamente giocata il venerdì il Catanzaro del primo anno post Lodo Petrucci tirò fuori l’orgoglio dopo una serie di risultati altalenanti e una situazione interna che già cominciava ad essere difficile. I giallorossi demolirono l’Andria. Era il Catanzaro guidato in panchina da Domenicali e in campo da Cuffa e Bueno, quel giorno entrambi a segno insieme a Wahab. Tre a zero e reazione servita. Un gol in meno i giallorossi lsegnarono due anni e mezzo dopo nel match di C2 del marzo 2010. In quella serata al Ceravolo la rinascita non fu della squadra che già andava piuttosto bene ma di uno dei suoi attaccanti, quel Christian Iannelli festeggiato da un abbraccio avvolgente dall’allora trainer Nicola Provenza che, dopo la rete, schizzò in campo come mai aveva fatto per congratularsi con il giovane attaccante che stava trascorso un periodo non troppo positivo. Un po’ come per Masini (Simone). La dea bendata finora lo ha un po’ trascurato non lo si può negare. Che sia proprio l’Andria domenica prossima al Ceravolo l’avversario buono per invertire la tendenza?

Manuele Domenicali

Sebastian Bueno

Simone Masini 17


L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Visti da vicino

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di GIANLUIGI MARDENTE

Famiglia e tanta personalità, nel campo e fuori: questo è Ciro Sirignano

uesta è l’intervista dell’uomo e non del calciatore. Ma parlare di aspetti personali e mettere da parte il calcio, per un giocatore, è davvero impossibile. Soprattutto quando l’uomo (o il calciatore, se preferite) è Ciro Sirignano, il miglior giallorosso di questo inizio stagione, e parlando di lui scopriamo che ascolta Tiziano Ferro e Biagio Antonacci. E allora si, meglio parlare di calcio. Anche perché lui è un fiume in piena e si sfoga. “La C1 non è la C2, ed io lo sapevo già. Lo scorso anno ho trovato una qualità dibassissimo livello mentre in questo scorcio di campionato ci siamo resi conto che dall’altra parte ci sono giocatori veri. La cosa che mi fa rabbia, però, è che abbiamo perso le due partite con le due migliori prestazioni. Non tanto a Latina ma soprattutto contro il Benevento abbiamo creato molto e siamo stati sfortunati nei momenti decisici della gara. Oggi sento critiche e attacchi a qualche compagno, non mi piace. Resto fiducioso per il futuro perché sono convinto che prendendo minuti nelle gambe e prendendo dimestichezza con la categoria faremo sempre meglio. Un unico turno di Coppa Italia non ci ha aiutato sia dal punto di vista fisico che mentale, perdere 5 a 4 in quel modo è stata una mazzata”. Non si ferma più il “muro” giallorosso. Ma noi di calcio non vorremmo parlare. Vorremo scoprire Ciro, ragazzo che l’1 ottobre compirà 27 anni. E allora comprende che vogliamo “guardarlo da vicino” e prima di raccontarsi apre la parentesi su sua sorella. “Vi devo parlare di Stefania, mia sorella. Lo scorso anno ho detto di tutti tranne che di lei. S’è arrabbiata e ha rotto le scatole. Ha 23 anni e studia al Dams di Roma. Un tipo tosto che ha con me un rapporto di

amore – odio. Mi dice le cose in faccia e con atteggiamento spocchioso, questo mi fa irritare. Ma poi scopro che mi ama tanto perché segue sempre le sorti di Ciro giocatore e oggi sa tutto del Catanzaro calcio. Un bacio a lei, a mio padre Giuseppe e mia madre Anna”. Sirignano è sulla Salerno – Reggio Calabria e nella sua auto un bagaglio con dentro tanti pezzi della sua vita. “Sono con Verdiana, la mia compagna. E’ strano ma stiamo scendendo a Catanzaro dove andremo a vivere per la prima volta insieme. Abbiamo trovato casa a Lido e inizia una nuova avventura”. Verdiana, modella napoletana, accompagna Ciro nel capoluogo e a lui starà vicino per la vita. Almeno Ciro se lo augura. “Non adesso ma sicuramente tra qualche anno da lei vorrò dei figli. Sappia che troverà un uomo che darà una piccola mano a casa, aggiusto la tavola e preparo il caffè. Poi basta. Io sono per i lavori da uomo, nessun aiuto da casalingo”, dice tra il serio e il faceto. “La cosa più importante è che questa convivenza mi darà serenità. Dopo gli allenamenti tornerò a casa da lei, tutto diverso rispetto allo scorso anno”. Serenità. Ne avrà bisogno Ciro per trovare la forza e il tempo di studiare. A giugno arriva la laurea. “Se tutto andrà bene concluderò gli studi in Giurisprudenza. Ci siamo quasi e non ho nessuna inten-

zione di mollare proprio ora. Mi mancano solo due esami, poi farò festa”. Ciro, quindi, pronto a seguire D’Alessandro, altro giocatore dell’Uesse già avvocato. E Verdiana? Per lei una vita da casalinga catanzarese? “Credo proprio di si. Lei è una modella e in questi giorni scopriamo che a Catanzaro non ci sono molte possibilità nel suo settore. Si dedicherà alla casa, alla cucina e andrà in palestra per mantenersi in forma”. Sirignano sorpassa il Sansinato e si affaccia a Catanzaro come alla città che gli regala una convivenza con la donna che ama e una serenità per il rush finale nei suoi studi. Famiglia e tanta personalità, nel campo e fuori. Questo, in due parole, è Ciro Sirignano.

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LAVANDERIA SUPER BIANCO

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Il punto sul campionato

di PIERSANTO GALLO

“Magic Moment” Latina. Perugia “stoppato” L’Avellino trionfa nel “derby”. Il Catanzaro muove la classifica col punto di Pagani

C

onquistare i tre punti non è facile per nessuno”: lo abbiamo già scritto, forse più di una volta, ma di giornata in giornata sembra davvero essere questa la “regola” del girone B di Prima Divisione, versione 2012/2013. Basta vedere il Perugia domenica scorsa: sulla carta quella di Andria era una partita dall’esito scontato per lo “squadrone” di Battistini, ma invece la “gabbia” architettata dal suo collega pugliese Cosco ha bloccato il Grifone, passato addirittura in svantaggio per mezzo di un bolide di La Rosa, ma che poi ha recuperato con il secondo centro stagionale del “gioiellino” Provenzano (classe ’93 scuola Roma, ne sentiremo parlare), senza però riuscire a trovare il colpo del ko. Umbri comunque ancora in testa alla classifica, nonostante il punto di penalizzazione subito nella scorsa settimana, ma in coabitazione col Latina, alla terza vittoria consecutiva: gli uomini di Pecchia hanno battuto il Sorrento con un altro eurogol di Barraco (già giustiziere del Catanzaro) e si sono così regalati la vetta. La zona primo posto nel giro di una settimana si è quindi nuovamente affollata. C’è infatti anche l’Avellino, che nell’anticipo del venerdì davanti alle telecamere di Sportitalia, con una prestazione solida e convincente, ha battuto dopo 55 anni al “Santa Colomba” il Benevento (esame da “grandissima” fallito), lanciandosi così all’inseguimento del duo Perugia- Latina. Ora però c’è da sfatare il tabù del “Partenio” contro un Barletta che fino ad ora ha messo in difficoltà tutti gli avversari che ha affrontato, ultimo in ordine di tempo una Nocerina ancora convalescente: un pareggio in trasferta di solito non è mai da buttare, ma per una squadra costruita per vincere il campionato e che finora ha conquistato tre punti in quattro partite, non può assolutamente bastare. Tra l’altro gli uomini di Novelli (usciti meritatamente tra gli applausi del proprio pubblico dopo aver dimostrato per l’ennesima volta di

Barletta-Nocerina

avere tutte le carte in regola per uscire dai bassifondi della graduatoria) hanno sfiorato il colpaccio ad una manciata di secondi dal termine con la traversa colpita da La Mantia. Anche il Gubbio recupera terreno grazie alla sofferta vittoria sul Pisa; stesso discorso per il Viareggio, che si è aggiudicato il “derby” con una Carrarese sempre più seria candidata a recitare il ruolo di “cenerentola” del campionato. Frosinone corsaro a Prato con una rete di Aurelio, mentre il Catanzaro conquista un punto sul difficile campo di Pagani, buon viatico in vista della gara odierna contro l’Andria, dove la squadra di Cozza sarà chiamata a riprendere confidenza con i tre punti. Proprio in questa giornata, oltre alle sfide di cui abbiamo già detto, da seguire anche i non semplici match delle co- capoliste Perugia (al “Curi” contro il Pisa) e Latina (a Viareggio), oltre ad un Paganese- Gubbio, che si preannuncia ricco di emozioni. Il Benevento deve riscattarsi dalla débacle con l’Avellino, quale occasione migliore della sfida in casa della Carrarese? Interessantissimo anche il match tra Frosinone e Nocerina; chiude quello tra Sorrento e Prato.

Prato-Frosinone

Benevento-Avellino

Latina-Sorrento 21


Calendario a Lega Pro 1 Divisione

0-1

1-1 0-0 1-2 1-3 2-1 1-0 0-0 0-1

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Girone B stagione 2012/13

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Risultati, classifica e marcatori Lega Pro 1a Div. - Gir. B ANDRIA

1

BARLETTA 0

BENEVENTO 1

CARRARESE 1

GUBBIO

2

PERUGIA

1

NOCERINA 0

AVELLINO 2

VIAREGGIO 3

PISA

1

ANDRIA (4-1-4-1): Rossi; Scrugli, Migliaccio, Zaffagnini, Contessa; Larosa; D’Errico (22’ st Loiodice), Arini, Giorgino, Lanteri (16’ st Comini); Innocenti (29’ st Maccan). A disposizione: Sansonna, Tartaglia, Malerba, Perfetti. Allenatore: Cosco. PERUGIA (4-2-3-1): Koprivec; Anania, Cacioli, Russo, Liviero; Esposito, Di Tacchio (7’ st Carloto); Politano, Clemente (37’ st Ayres), Moscati (16’ st Rantier); Ciofani. A disposizione: Giordano, Martella, Jefferson Oliveira, Tozzi Borsoi. Allenatore: Battistini. ARBITRO: Dei Giudici di Latina. MARCATORI: 2’ pt Larosa, 22’ pt Politano. Ammoniti: Zaffagnini, Scrugli, Carloto, Maccan.

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BARLETTA (4-3-3): Pane; Calapai, De Leidi, Di Bella, Mazzarani; Dezi (12’ st Dall’Oglio), Meduri, Meucci; Ferreira (25’ st Simoncelli), Barbuti (39’ st La Mantia), Molina. A disposizione: Liverani, Angeletti, Romeo, Burzigotti. Allenatore: Novelli. NOCERINA (3-4-3): Aldegani; Crescenzi, Baldan, Chiosa; Garufo (32’ st Scardina), De Liguori, Bruno, Corapi; Mazzeo (32’ st Gavilan), Evacuo (12’ st Schetter), Negro. A disposizione: G. Russo, N. Russo, Daffara, Sabatino. Allenatore: Auteri. ARBITRO: Adduci di Paola. Ammoniti: Dezi, Chiosa, Bruno, Gavilan.

BENEVENTO (4-3-2-1): Mancinelli; Pedrelli, Mengoni, Signorini, D’Anna; Rajcic, Montiel, De Risio (31’ Rinaldi); Germinale (62’ Montini), Mancosu (73’ Carotti); Marchi A disp.: Baican, Rinaldi, Bolzan, Davì, Carotti, Montini, Altinier Allenatore: Martinez AVELLINO (4-4-2): Fumagalli; Bittante, Fabbro, Giosa, Bianco (77’ Pezzella); Catania (66’ Zappacosta), Angiulli, D’Angelo (77’ Massimo), Bariti; De Angelis, Castaldo A disp.: Di Masi, Zappacosta, Panatti, Massimo, Izzo, Pezzella, Biancolino Allenatore: Rastelli ARBITRO: Fabio Maresca di Napoli MARCATORI: 10’ De Angelis (rig), 28’ Castaldo (rig), 32’ Pedrelli (B) Ammoniti: Rajcic, Giosa, Bittante, D’Anna Espulsi: Signorini al 28’

CARRARESE (4-3-3): Piscitelli; Bregliano, Lanzoni, Alcibiade, Pedrelli; Belcastro (24’ st Corticchia), Pestrin, Juan Cruz; Orlandi (10’ st Merini), Malatesta, Mancuso (14’ st De Paola). A disposizione: Cicioni, Ciciretti, Venitucci, Margiotta. Allenatore: Sabatini. VIAREGGIO (3-5-2): Gazzoli; Carnesalini, Fiale, Sorbo; Pizza, Pellegrini (17’ st Peverelli), Maltese, Gerevini (45’ st Calamai), Guerra; Giovinco (26’ st De Vena), Magnaghi. A disposizione: Furlan, Conson, Tomas, Mandrini. Allenatore: Cuoghi. ARBITRO: Aversano di Treviso. MARCATORI: 34’ st Gerevini, 35’ st Merini (rig.), 48’ st Calamai, 50’ st Magnaghi.Espulso Lanzoni, all’11’ st, Ammoniti :Sorbo, Fiale,

GUBBIO (4-3-1-2): Venturi; Regno, Briganti, Radi, Grea (43’ st Guerri); Sandreani, Boisfer , Palermo; Caccavallo (40’ st Bazzoffia); Scardina (25’ st Semeraro), Galabinov. A disposizione: Farabbi, Galimberti, Manzoni, Nappello. Allenatore: Sottil. PISA (3-5-2): Sepe; Rozzio, Colombini, Sbraga (28’ st Scappini); Busce’, Fondi (16’ st Gatto), Mingazzini, Favasuli, Benedetti; Perez, Tulli (40’ st Rizzo). A disposizione: Pugliesi, Carroccio, Barberis, Bianchi Allenatore: Pane. ARBITRO: Cifelli di Campobasso. MARCATORI: 11’ pt Galabinov (rig.); 30’ st Sandreani, 35’ st Favasuli (rig.). Ammoniti: Sbraga, Radi, Perez, Boisfer, Mingazzini,


4a GIORNATA LATINA

1

PAGANESE 0

PRATO

SORRENTO 0

CATANZARO 0

FROSINONE 1

LATINA (4-3-2-1): Bindi; Milani, Bruscagin, Cottafava, De Giosa; Cejas, Burrai, Gerbo (28’ st Ricciardi); Barraco (40’ st Tulli), Agodirin; Jefferson (10’ st Tortolano). A disposizione: Ioime, Giacomini, Agius, Angelilli. Allenatore: Pecchia. SORRENTO (4-1-4-1): Polizzi; Balzano, Bonomi (1’ st Terminiello), Di Nunzio, Nocentini; Zanetti; Arcuri (30’ st Schenetti), Esposito, Guitto (1’ st Nsuki Zanto), Corsetti; Cesarini. A disposizione: Frasca, Vigorito, Beati, Juliano. Allenatore: Bucaro. ARBITRO: Illuzzi di Molfetta. MARCATORI: 17’ pt Barraco. Espulso: Di Nunzio, al 43’ st, per gioco violento. Ammoniti: Cejas, Zanetti, Nocentini,

PAGANESE (4-4-2): Marruocco; Calvarese, Fusco, Fernandez, Pepe (6’ st Ciarcia’); Neglia (13’ st Scarpa sv), Romondini, Soligo, Nunzella; Fava, Orlando (26’ Caturano). A disposizione: Robertiello, Puglisi, Franco, Tortori. Allenatore: Grassadonia. CATANZARO (3-5-2): Pisseri; Mariotti, Papasidero, Sirignano; Squillace, Quadri (20’ D’Alessandro), Fiore, Benedetti, Ulloa; Carboni (42’ st Cruz), Fioretti. A disposizione: Faraon, Narducci, Maisto, Romeo, Masini. Allenatore: Cozza. ARBITRO: Pezzuto di Lecce. Ammoniti: Pisseri, Papasidero, Romondini, Fernandez.

0

PRATO (4-3-1-2): Layeni; Beduschi, Saitta, Ghinassi, De Agostini; Casini (28’ st Carminati), Cavagna (1’ st Benedetti), Corvesi; Disabato (39’ st Papini); Napoli, Tiboni. A disposizione: Brunelli, Bisoli, Kostadinovic, Cristofari. Allenatore: Esposito. FROSINONE (4-3-1-2): Zappino; Guidi, Bertoncini (21’ st Catacchini), Biasi, Blanchard; Cesaretti (12’ st Rogero), Carrus, Gori; Frara; Ganci, Aurelio (43’ st Paganini). A disposizione: Vaccarecci, Vitale, Altobelli, Bottone. Allenatore: Stellone. ARBITRO: Mirko Oliveri di Palermo. MARCATORI: al 22’ pt Aurelio. Espulsi: Tiboni, al 2’ st, per doppia ammonizione. Ammoniti: Beduschi, Tiboni, De Agostini, Disabato, Biasi, Frara,

MARCATORI MARCATORI 3 reti Barraco (Latina) 2 reti Carboni (Catanzaro), Castaldo (Avellino), Dezi (Barletta), Favasuli (Pisa), Fernandez (Paganese),Gerevini (Viareggio), Germinale (Benevento), La Rosa (Andria), Magnaghi (Viareggio), Perez (Pisa),Politano (Perugia) 1 rete Altinier (Benevento), Aurelio (Frosinone), Barberis (Pisa), Barbuti (Barletta), Biancolino (Avellino),Calamai (Viareggio), Carrus (Frosinone), Catania (Avellino), Ciofani (Perugia), Corsetti (Sorrento),Corvesi (Prato), Cruz Pereira (Catanzaro), De Agostini (Prato), De Angelis (Avellino), Di Tacchio (Perugia), Fioretti (Catanzaro), Galabinov (Gubbio), Ganci (Frosinone), Girardi (Paganese), Innocenti (Andria), Kolawole Oyelola (Latina), La Mantia (Barletta), Lanteri (Andria), Marchi (Benevento),Mascolo (Andria), Merini (Carrarese), Merino (Nocerina), Montini (Benevento), Negro (Nocerina),Papasidero (Catanzaro), Pedrelli (Benevento), Rantier (Perugia), Rizzo (Pisa), Rogero (Frosinone),Sandreani (Gubbio), Scardina (Gubbio), Scarpa (Paganese), Simoncelli (Barletta), Sorbo (Viareggio),Tozzi Borsoi (Perugia), Tulli (Pisa), Zanetti (Sorrento)

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Quelli che lo striscione

di ROMANA MONTEVERDE

“Il Catanzaro non si discute, si ama!” Le aquile hanno ripreso a volare: parliamo di loro, gioiamo con loro, esultiamo con loro

Q

uando la tua squadra del cuore diviene la tua seconda pelle, la tua seconda vita, la sconfitta brucia e fa male. Ti costringe a frenare quei pindarici e maestosi voli di speranze, poi puntualmente sostituiti da delusioni brucianti, pungenti, scossanti. Ritornano alla mente le incavolature post partita, il potente rosicare per le sorti avversarie, la battuta disarmante del potente vincitore. E cosi le battute d’arresto, anche quelli di inizio campionato, non lasciano mai indifferente il tifoso, non possono proprio esser digeriti e rimuginano nella mente come quando aspetti un qualcosa che sai, forse, non arriverà mai. Eppure è proprio nelle difficoltà, in quei k.o. lunghi sette giorni, che l’amore e la fede travolgono i sentimenti e i pensieri del sostenitore. Nei bar si sfogliano i giornali che lanciano le critiche, nei pub il popolo sovrano decreta i vinti e i vincitori di un campionato appena cominciato e per questo lastricato da commenti pessimisti e poco soft. A Catanzaro, per il Catanzaro, le cose non mutano di una virgola, anzi. A Catanzaro e per il Catanzaro la sconfitta non si accetta, non fa parte dello status del catanzarese

medio che soffre e offre il meglio di sé solo quando il pallone va in rete almeno due volte. In casa o in trasferta, la vittoria dovrebbe esser d’obbligo, pena una pioggia di critiche e di malcontenti, rinuncia immemore e sporadica di quei sussulti magici che quando mancano si fan rumorosamente sentire. Ma il “Catanzaro non si discute, si ama”, specie quest’anno, soprattutto questa volta: non si discute per un mister che sa ciò che vuole e sa come conquistarlo; si ama per un presidente imponente negli auspici, nei pensieri di una mente vincente e vittoriosa, per una squadra messa in campo con testa e devozione, con tecnica e tenacia, rispecchiando a pieni occhi gli aggettivi di una società impossibile da bacchettare, che è impossibile non amare. Eppure, si sa, gli “sporadici” vizietti ci son sempre, gli amatori speculari della critica non mancano mai e pur di remare dalla parte opposta al giusto e al buono, rivendicano in positivo anni di sfracello e di mancamenti, insuperabili armature allestite da imbrogli e da imbroglioni. L’arroganza del vincer sempre prende quindi il sopravvento, come e perché lo si capisce ancora poco, quando e in che modo si possa spegnere il tutto

lo si sa fin troppo bene. L’imperativo, infatti, è uno solo, uno soltanto: batter tutti e batterli sempre. Ma il calcio, quello vero, quello da vedere e da voler sentire, è roba da pochi, è roba per “puri”, è cibo per “veri”: è vita per chi su quei gradoni c’è da sempre, per chi la domenica, anche sconfitto, torna a casa e piena voce si fa sentire: “Mamma squatruna, mamma chi simu forti”, “Tutta colpa dell’arbitro...e chimma...”...e cosi si va avanti, rispondendo a tono a chi paga il biglietto per parlare di un risultato condiviso solo se è positivo. La città, però, stavolta c’è e lascia le porte aperte ad andar via a chi i colori “giallorossi” li ama a sprazzi, a seconda del tabellino domenicale vincente. Ma il “Catanzaro non si discute, si ama” lo gridano anche i vicoli, le mura, le strade. Lo urlano i cuori, quelli vogliosi, quelli convinti. Le Aquile hanno ripreso a volare: parliamo di loro, gioiamo con loro, esultiamo con loro. Gli applausi scrosciano e le emozione si fanno sentire. Senza discussioni, senza timori: amiamo il magico e amiamolo sempre! 27


L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Controcronaca

di SIMONE NISTCO’

Matura e misurata la risposta del Catanzaro a Pagani. Ora l’Andria per completare l’opera

La giusta reazione agli schiaffi subiti

S

e prendi due schiaffi in faccia, diverse possono essere le reazioni. La prima è quella del Tizio di turno che, impaurito, scappa via a gambe filate, spinto dall’inerzia di fuggire da una paura data spesso e volentieri solo dalla sua ombra. Poi c’è Caio, che reagisce, ma lo fa in maniera graduale, misurata. Non valuta la possibilità che quel contesto di pericolo possa degenerare, perchè sa tenere la situazione salda in pugno e capisce che una “controrivoluzione” potrebbe essere deleteria. Così come lo sarà per Sempronio, tipo orgoglioso e sicuro di sé, che reagisce ai due schiaffi subiti, ma che tornerà a casa con ossa rotte e con una prognosi da sciogliere entro quaranta giorni. Anche nel calcio, ad un’azione fa seguito una reazione. Quelle che nel breve racconto fittizio scritto poc’anzi erano situazioni di pericolo, nello strabiliante mondo del pallone hanno la durata media di novanta minuti. Novanta giri di lancette per studiare, capire e mettere in pratica una reazione. Tizio, Caio e Sempronio, nel nostro ipotetico racconto, incarnano alla perfezione le tre possibilità che si hanno dopo aver subito due sberle: un contraccolpo(psicologico), una reazione(matura e misurata), o un riflesso(orgoglioso e impulsivo). Tre protagonisti per tre tipi di reazioni, alle quali, inevitabilmente, nella vita come nel calcio, fanno capo tre risultati: 1, X, 2. Allo stadio “Nicola Ceravolo” va in scena Catanzaro-Andria, partita ricca di insidie ma che arriva da una graduale ripresa nel gioco e nei risultati. Il pre-gara del match contro la compagine pugliese, è stato, come di consueto, ricco di spunti e vissuto con tanta trepidazione. D’altra parte in città si sa che il triplice fischio di una partita del Catanzaro, non significa fine, ma inizio di una nuova settimana di attesa, mai satura però di meditazioni, riflessioni, critiche e ragionamenti sulla prima squadra cittadina. Partire dalla fine e non dal principio è una prerogativa del calcio. L’ultima partita deve servire obbligatoriamente per trarre valutazioni di origine tattica e per attuare possibili correttivi da inserire nell’impianto di gioco. A vivacizzare

il tono muscolare(della lingua) ci hanno pensato perlopiù “contrattopoli” e Paganese-Catanzaro. A Pagani solo un risultato ad occhiali, le cui lenti però sono state appannate da un insolito 3-5-2 “formato trasferta” studiato ad hoc da Ciccio Cozza per l’occasione. Ma la partita più vivace e ricca di capovolgimenti di fronte, si è svolta nel rudimentale e inagibile impianto del “Collegio arbitrale” che ha condannato l’Uesse Catanzaro a versare alcuni emolumenti a vecchi tesserati giallorossi per effetto dei famosi contratti integrativi stipulati nei mesi precedenti al fallimento dell’Effeci Brutta batosta nei minuti iniziali del match. Un’algida doccia ha sorpreso tanto l’avvocato Rondinelli quanto il presidente Cosentino, indignati per quanto accaduto, ma già all’opera nel piazzare la contromossa per riportare il risultato(e a questo punto anche il bilancio) in parità. Già, perchè tanto ingiusto quanto immorale e disonesto sarebbe

penalizzare una società che ha dimostrato di volere e saper fare calcio a Catanzaro. Lo ha dimostrato con i fatti, perché, come dice mister Gicos, “quelle(le parole) se le porta via il vento”. Lo ha fatto versando una cifra stratosferica messa nero su bianco da un (presunto) curatore fallimentare, lo ha fatto poi indossando con orgoglio il marchio Uesse. Ma lo ha fatto anche destreggiandosi fra i tavoli istituzionali, sgattaiolando tra Palazzo De Nobili e Palazzo Alemanni, fino ad ottenere visti, permessi e garanzie (che poi quelle fatte dall’amministrazione pubblica ve le raccomando a tutti!). Se avesse potuto, il presidente, ammesso e concesso che non lo abbia fatto veramente, si sarebbe seduto sulla gru per spostare personalmente i famosi box del G.OS. e della tribuna stampa. Laboriosità, dovizia certosina e abnegazione, però, a quanto pare, non vanno d’accordo con indulgenza, riconoscenza e collaborazione. Non in Italia, non per chi deve decidere se il Catanzaro Calcio deve uscire vittorioso da una partita che non si doveva nemmeno disputare o meno. “Clamoroso in Lega Pro”: da parte lesa si è passati a creditori, da vittime a carnefici di un calcio senza più logica. Un calcio dove la finestra è una porta(peccato ci si trovi al settimo piano), dove si entra dal centro e si esce dal retro e dallo sportello vicino al conducente. Tra i lavori del “Ceravolo” e “Contrattopoli” il Catanzaro, più che avere i bastoni fra le ruote, ha avuto conficcati dei tralicci nel “ruotone” panoramico del Luna Park, dove però non ci si diverte più, perchè vittime di una truffa palese sotto gli occhi di tutti, anche dei tanti ed encomiabili tifosi andati a scuola da Pino Cosentino…un grande presidente. 29


L’editoriale

30

di ROMANA MONTEVERDE


L’avversario di turno

di VITTORIO RANIERI

L’Andria Vincenzo Cosco All. Andria

Una compagine di tutto rispetto. Non ingannino i tre punti in classifica.

U

na squadra che praticamente sa solo pareggiare… a fronte di un calendario non affatto tenero. Eccezion fatta per la sconfitta rimediata alla terza di campionato (2-1 per mano del Frosinone), la compagine pugliese sinora ha imposto il pari a squadre blasonate del calibro di Nocerina (fuori casa), Pisa e Perugia (in casa). Proprio la lanciatissima capolista, domenica scorsa, al “Degli Ulivi”, si è dovuta accontentare di un pari, al termine di una gara non bellissima, da un punto di vista tecnico (complice anche un terreno di gioco in pessime condizioni), ma giocata a ritmi altissimi, soprattutto dall’Andria che ha messo in mostra una condizione fisica eccellente. Come dire, quindi, non ingannino i tre punti in classifica. I pugliesi, che ultimamente giocano con un 4-5-1 molto ordinato e abbottonato, sono la classica formazione in grado di mettere in difficoltà chiunque, giocando con acume tattico e con quella consapevolezza di chi deve sopperire qualche lacuna tecnica con grinta e coraggio. Un atteggiamento ed una situazione figlie di un’estate calda, vissuta sulla graticola e che ha costretto i biancazzurri a partire in ritiro in gran ritardo. Infatti, il 13 luglio 2012 inizialmente, l’Andria veniva esclusa dal campionato di Prima Divisione per problemi economici. Presentando poi ricorso, con annessa fidejussione e richiesta d’iscrizione, il 19 luglio, veniva riammessa al campionato, potendo così iniziare a programmare la nuova stagione. Nuova stagione agonistica che, dopo un

P

mancato avvicendamento nell’area tecnica (l’era Logiudice è durata pochi giorni) e con una squadra ancora in costruzione, s’è aperta con la pesante sconfitta (6-0 a Vicenza) nel turno preliminare di Tim Cup. Da quel giorno, il neo tecnico Vincenzo Cosco (48enne molisano, con esperienze nella massima serie ungherese al Sopron ed in Italia alla Val di Sangro, Pro Patria, Gela e Campobasso) ha iniziato a plasmare con pazienza la propria creatura, coadiuvato dal ds Torma che, in sede di mercato, ha fatto letteralmente i salti mortali per far quadrare i conti e per allestire una compagine di tutto rispetto. Alla spicciolata sono così arrivati elementi di spessore come il “bomber” Duccio Innocenti, gli esterni d’attacco Lanteri (ex Foggia) e Comini (ex Avellino), il regista Larosa, e giovani interessanti come i terzini D’Errico (dal Pavia) e Malerba (dal Crotone) e lo stopper Scrugli.

Pasquale Logiudice, direttore dell’area tecnica soltanto per una settimana

Poteva essere la partita di Pasquale Logiudice. L’ex terzino e ds (in ben due occasioni) del Catanzaro, in estate, a tutti gli effettivi, ha ricevuto l’incarico di sovrintendere l’area tecnica dell’Andria. Vittima però di una situazione di confusione societaria, dopo essere stato presentato ufficialmente alla stampa ed aver portato con sé il nuovo allenatore (un tecnico importante per la categoria come Cari), ha dovuto lasciare. Il tutto per un incarico durato meno di una settimana. Ma cos’è successo esattamente? Il salvataggio estivo dell’Andria pare sia avvenuto per merito della vecchia dirigenza (col presidente Fusiello in testa) e con l’apporto del gruppo Attimonelli (che in passato ha avuto la maggioranza delle azioni). Quest’ultimo era in predicato di riprendere la guida del club, tant’è che intorno al 20 luglio aveva affidato il ruolo di ds a Pasquale Logiudice (tra l’altro indimenticato ex calciatore dell’Andria targata Papadopulo). Successivamente, un problema relativo al passaggio di consegne

tra vecchi e nuovi azionisti, ha fatto saltare l’operazione. Una sorta di “indietro tutta”, con la rentrèe del gruppo di Fusiello, il ritorno del ds Torma e del tecnico Cosco. L’Andria di Logiudice&Cari è così durata pochi giorni.

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Meteore

Archimede, l’inventore di prodezze balistiche

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atemi un p u n t o d’appoggio e vi solleverò il mondo”. Direte, cosa centra ora la celeberrima frase pronunciata da Archimede con il Catanzaro? Beh un nesso c’è infondo. Non tanto per il “principio delle leve” che riconosciamo al grande Archimede Morleo nel Bologna matematico e inventore siracusano, ma soprattutto per il nome “Archimede” e anche in un certo senso per le “invenzioni”. Già, perchè Archimede, lo scienziato, ha in comune il nome di battesimo con la “meteora giallorossa” di questa settimana. Morleo, di nome fa proprio Archimede, è nato a Mesagne(piccolo centro in provincia di Brindisi) e di mestiere fa il difensore. Un difensore un po’ atipico a dir la verità, più un uomo di fascia, un motorino, un vero e proprio pendolo che ha lasciato un buon ricordo nei 2 anni in cui ha vestito la maglia giallorossa del Catanzaro. Ma andiamo con ordine. Archimede, il calciatore, approdò in giallorosso nel campionato 2006/2007 di serie C2, allorquando cioè Giancarlo Pittelli, presidente dell’allora neonata F.C. Catanzaro, si assicurò le prestazioni di un giovane e promettente terzino sinistro tutto mancino, cuore e grinta. Era il periodo degli acquisti di altre “meteore” illustri, poi però scomparse dal planisfero del calcio nostrano. Assieme a Morleo approdarono infatti i vari Ballarino, Pozzobon, Di Miceli, Guzman e Guidone, tutti calciatori questi, dei quali i più faranno fatica anche a ricordare i nomi. Sin dalle prime battute i supporters giallorossi hanno potuto apprezzare le indiscutibili caratteristiche tecniche del salentino. Un autentico treno Archimede Morleo. Avrà macinato chissà quanti chilometri su quella fascia sinistra. Tanto spirito di sacrificio e massima abnegazione lo hanno fatto entrare nelle grazie dei tifosi del Catanzaro. Non solo corsa però nelle caratteristiche di Morleo. Il calciatore classe 1983 ha lasciato un ottimo ricordo anche come autore di vere e proprie perle da un punto di vista balistico. Le punizioni con un bel calcio mancino erano la sua specialità ed ogni volta che si avvicinava al punto di battuta c’era sempre la speranza che Morleo mettesse la palla in fondo al sacco. Ma Morleo non era un giocatore da C2, vani i tentativi di trattenerlo. Alcune squadre in massima serie gli misero gli occhi addosso, l’Udinese su tutte. Il club di Pozzo lo girò al Crotone e Archimede “pitagorico” si fece notare grazie a prestazioni importanti anche in cadetteria. Quella in corso è la terza stagione in serie A per lui con la maglia del Bologna. Lo scorso anno 29 le presenze collezionate con i felsinei in campionato. Ora Morleo cerca il primo gol in serie A, magari su punizione...cosi come faceva a Catanzaro. 32

Curiosando

di SIMONE NISTICO’

“Match doctor”: mai più cronaca nera nel calcio

I

l calcio, gioco dal seguito ormai secolare, ricco di fascino, storia e passione, è passato alle cronache nazionali anche come gioco spietato e legato ad episodi spiacevoli. Un gioco maschio, duro e a volte imponderabile quello del pallone. Il football ci ha abituati veramente a tanti tipi di emozioni e a diversi colori di cronaca. Si fa presto a passare dalla cronaca bianca, quella che potrebbe riguardare gli avvenimenti di politica cittadina legati alla squadra di calcio(nel caso del Catanzaro ad esempio i tanti tavoli istituzionali per la disputa sui lavori dello stadio “Ceravolo”); alla cronaca rosa che disquisisce sulle vicende private di calciatori e allenatori; fino ad arrivare alla cronaca giudiziaria (i vari casi “calciopoli”, “scommessopoli”, o il più recente “contrattopoli” ne sono alcuni esempi). Ma purtroppo, a volte nel calcio, imperversa anche la cronaca nera, quella riguardante disgrazie, fatti di sangue o delitti. E’ il caso dei calciatori deceduti sul terreno di gioco. Anche il Catanzaro ha perso alcuni suoi giocatori all’interno del rettangolo verde. Come dimenticare ad esempio il mediano Piero Torrini, morto in una gara di serie C a Pavia nel 1956 dopo essere stato colpito da arresto cardiocircolatorio? Dopo Torrini sono stati diversi i calciatori a morire durante una partita. Nel 1965 Roberto Strulli, portiere dell’Ascoli, muore dopo essere stato colpito da una ginocchiata. Nel 1977, sotto una pioggia torrenziale, Renato Curi, centrocampista del Perugia, si accascia a terra durante una partita di serie A contro la Juventus. Poi i casi più recenti, come quello di Antonio Puerta del Siviglia, che morì addirittura 3 giorni dopo l’arresto cardiocircolatorio. Fino ad arrivare a Piermario Morosini, difensore del Livorno colpito da un malore allo stadio “Adriatico” lo scorso 14 aprile. Vite spezzate, portate via da un nulla, all’improvviso, senza un perchè. Nel calcio moderno, finalmente, c’è la possibilità di prevenire questi catastrofici episodi. Dalla prossima stagione arriverà infatti sui campi italiani il “match doctor”, un medico esterno ai club sportivi che organizzerà tutti gli aspetti sanitari di una gara di calcio. Il “match doctor” collaborerà, tanto con le società sportive quanto con gli arbitri, in modo tale da intervenire nel caso di infortuni in campo. L’accordo con serie A e Lega Pro è una realtà e, dalla prossima stagione (se non in via sperimentale già a partire dal prossimo gennaio), in tutti gli stadi sarà, con ogni probabilità, presente questa figura.

Morosini vanamente soccorso in Pescara-Livorno


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UeSse domani ... giovani aquilotti crescono

Berretti : pari all’esordio, sconfitti Allievi e Giovanissimi Risultato ad occhiali per i ragazzi di mister Spader nel derby contro l’Hinterreggio di Fabio Di Sole

W

eek-end in chiaro-scuro per il settore giovanile dell’U.S. Catanzaro. La formazione “Berretti” ha impattato in casa con l’Hinterreggio, mentre i ragazzi delle formazioni “Allievi” e “Giovanissimi”, rispettivamente dei mister Procopio e Teti, hanno dovuto arrendersi al Martina Franca e al Napoli. CATANZARO: Nania, Tassoni, Pugliese, Fregola, Tolomeo, Ferraro, Fulco, Tozzo, Spagnolo, Marino, Morello. A disposizione: Mandarano, Folino, Arcuri, Fulciniti, Cirillo, Voci, Scolaro Allenatore: Giulio Spader HINTERREGGIO: Parisi (1’st Scaramuzzino), Cullari, Latella, Maesano, Agbapuonwu, Vassallo, Favasuli D., Gazzetta (29’pt Foti), Pino (25’st Pellegrino), Vazzana, Gerace. A disposizione: Fiume, Catalano, Amaddeo, Caracciolo. Allenatore: Fabio Di Sole MARCATORI: 14’st Pino, 23’st Spagnolo CORNER: 2-7 in favore dell’Hintereggio AMMONITI : Tassoni (CZ), Tolomeo (CZ), Cullari (HR) NOTE: Giornata soleggiata; terreno in buone condizioni; spettatori 100 circa

Giulio Spader allenatore Berretti

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1-1, VA BENE COSI’ ! - Il Catanzaro ha iniziato con un pareggio la sua avventura nel girone E del campionato “Dante Berretti”. L’Hinterreggio, allenato dall’ex giallorosso Fabio Di Sole, ha bloccato i ragazzi di mister Giulio Spader che hanno dovuto accontentarsi di un 1-1 tutto sommato giusto per quello che si è visto in campo. Mister Spader ha optato per la formazione tipo. L’ex centravanti del Taranto si è affidato, fra gli altri, ad alcuni elementi aggregati sin dal ritiro di Polistena alla prima squadra come i vari Ferraro, Marino e Morello. Dinanzi a un buon pubblico, presente sugli spalti del Campo comunale di località Calabricata, le due squadre hanno dato vita a un incontro vivace e divertente che ha messo in luce lo spirito battagliero, sportivamente parlando, dei tanti giovani in campo. Nel primo tempo occasioni per entrambe le squadre, ma la scarsa mira degli attaccanti, associata agli ottimi interventi dei due estremi difensori, ha fatto la differenza. Momenti di paura nel finale, quando il portiere biancoazzurro Parisi, è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco dopo un duro scontro con un avversario. Il giovane reggino, trasportato subito in ospedale, ha riportato un trauma cranico che lo terrà lontano dai campi di gioco per un po’ di tempo. I primi quarantacinque minuti dell’incontro, nonostante i 28°C che hanno condizionato la prestazione degli atleti, sono stati interessanti ma poveri di realizzazioni. Nella ripresa, il match è stato caratterizzato da vari acuti, soprattutto a favore dei reggini. Solo un grande Nania, protagonista di autentici miracoli, ha negato la gioia del gol all’Hinterreggio. Il portiere delle aquile però, nulla ha potuto intorno al quarto d’ora, quando è stato trafitto dall’attaccante della compagine reggina Giovanni Pino. Dopo il vantaggio degli ospiti, il copione ha visto protagonista sulla scena solo il Catanzaro che ha cercato in tutti i modi di raddrizzare le sorti dell’incontro. Al 23’, dopo un paio


Settore giovanile

di MATTEO BRANCATI

di occasioni sciupate, è stato Spagnolo a far esplodere di gioia i supporters di casa. L’attaccante giallorosso, battendo di precisione il neo entrato Scaramuzzino, ha così ristabilito la parità. Nell’ultimo quarto d’ora entrambe le formazioni sono andate vicinissime alla rete decisiva, ma il risultato di 1-1 si è protratto fino al triplice fischio finale. E’ terminata così, senza vincitori né vinti, la prima gara in campionato del Catanzaro contro un avversario di tutto rispetto. Mister Spader, nonostante il risultato, può comunque ritenersi soddisfatto di questo esordio. Certo, ci sarà da lavorare (come in tutte le squadre d’altra parte), ma la caratteristica che ha colpito in positivo è stata la reazione, quella voglia di non mollare mai, anche quando il Catanzaro, sul risultato di 0-1, è stato costretto ad inseguire. La prossima partita di campionato contro la Vigor Lamezia fornirà di certo qualche indicazione in più al tecnico degli aquilotti Giulio Spader. ALLIEVI, K.O. DI MISURA – Anche mister Gianluca Procopio può ritenersi soddisfatto per la prova dei suoi, ma per il risultato resta l’amaro in bocca. Si può sintetizzare così la domenica della formazione “Allievi”, uscita sconfitta 2-1 dalla sfida contro il Martina Franca. La rete dei giovani “aquilotti” è stata siglata da Petrone. GIOVANISSIMI SFORTUNATI – Per effetto di un passivo di 2-0 i “Giovanissimi” di Giuseppe Teti si sono invece dovuti arrendere alla più quotata formazione del Napoli. Una buona partita, comunque, quella disputata dai giallorossi che, al “Curto”, hanno sofferto il cinismo dei partenopei che si sono resi pericolosi soprattutto su palla inattiva.

1^  GIORNATA  BERRETTI-­‐  GIRONE  E MARTINA  FRANCA  -­‐  VIGOR  LAMEZIA 0-­‐0 SORRENTO  -­‐  MILAZZO 3-­‐2 CATANZARO  -­‐  HINTERREGGIO   1-­‐1 MELFI-­‐  ANDRIA  BAT 2-­‐3 PAGANESE  -­‐  LECCE 0-­‐5 BARLETTA  -­‐  NOCERINA 1-­‐2 SALERNITANA  -­‐  TRAPANI 1-­‐2

2^  GIORNATA  ALLIEVI  -­‐  GIRONE  G AVELLINO  -­‐  ANDRIA  BAT 2-­‐2 HINTERREGGIO  -­‐  TRAPANI 2-­‐2 JUVE  STABIA  -­‐  BARLETTA 1-­‐0 MARTINA  FRANCA  -­‐  CATANZARO 2-­‐1 NOCERINA  -­‐  ARZANESE 1-­‐2 PAGANESE  -­‐  VIGOR  LAMEZIA 1-­‐1 SALERNITANA  -­‐  SORRENTO 0-­‐2

2^  GIORNATA  GIOVANISSIMI  -­‐  GIRONE  H CATANZARO  -­‐  NAPOLI 0-­‐2 REGGINA  -­‐  SALERNITANA 2-­‐1 TRAPANI    -­‐  HINTERREGGIO 1-­‐0 CROTONE  -­‐  CATANIA 0-­‐2 VIGOR  LAMEZIA  -­‐  NOCERINA 1-­‐2 PAGANESE  -­‐  MARTINA  FRANCA 3-­‐1 RIPOSA:  CITTA'  DI  PALERMO 35


La parola ai tifosi

Dopo il pareggio in terra campana cosa ti aspetti domenica con l’Andria ? I pro e i contro della squadra di Cozza

L

Marco Pisano, calciatore

’Andria, certamente, è una squadra ostica, non facile da battere, specie per la grinta che mette in campo quando gioca. Allo stesso tempo, però, penso che il Catanzaro domenica possa tornare a vincere. D’altronde le Aquile, finora, hanno sempre mantenuto una prestazione brillante, sfortunati magari nei singoli episodi, imbattendosi per ben due volte in delle immeritate vittorie. Tuttavia, siamo ancora a cinque giornate dall’inizio del campionato, la strada è ancora lunga da fare e dobbiamo fortemente considerare l’impatto con la nuova categoria, composta da grandi squadre e da elementi di prestigio ed esperienza. Al Catanzaro, quindi solo il tempo di abituarsi un po’ e riprendere la giusta via.

foso, che riusciremo a vincere senza problemi. Il nostro è stato solo un momento no, come può capitare a tutte le squadre, anche alle più grandi.

Ginfranco Simmaco, dipendente

Salvatore Rosi, dipendente Le due sconfitte subite a Latina e Benevento sono state solo frutto di errori e di sviste arbitrali. Io, però, sono ad ogni modo ottimista. Perdere non mi ha spaventato, anzi, ciò che guardo è come viene impostata la squadra e cosa dà in campo domenica dopo domenica. Siamo in una categoria difficile e forse, ciò che non abbiamo, è l’amalgama generale della formazione che presto sono convito arriverà. Questo ci darà la possibilità di proseguire sulla strada di un bel campionato. Sulla sfida di domenica con l’Andria, da vecIvan Corapi, libero professionista Le due sconfitte consecutive subite dai giallorossi hanno rappresentato due veri e proprie fantasmi per le Aquile. Pareggiare contro la Paganese, squadra ben attrezzata e rognosa, è stato secondo me il miglior modo per toglierci l’amaro in bocca e dare all’ambiente una ritrovata euforia. Con questo nuovo modulo poi, Quadri ha la possibilità di dedicarsi alla costruzione della fase offensiva, creando perciò una maggiore concentrazione di gioco tra i vari reparti. Con l’Andria, spero da ti36

chio tifoso, posso dire che mister Cozza sa il fatto suo e che manderà in campo la migliore formazione. Io sono grato al presidente perché ha riportato onore a questa città e al Catanzaro. Abbiamo i requisiti più importanti per far bene:grande umiltà e società solida, in modo tale che si crei una bella, grande famiglia. Sono fiducioso. Forza, sempre Catanzaro!

Da grande tifoso, quale io sono, ho molta stima e fiducia, sia nel presidente Cosentino, sia in mister Cozza. Le due sconfitte subite non devono spaventarci, anzi, devono spronarci ad andare sempre meglio con passione e dedizione. Il pareggio con la Paganese e già un buonissimo segnale che la tifoseria può stare tranquilla ed avere fiducia in questo progetto che possa ridarci luce dopo anni e anni di buio e di cattive gestioni. Bisogna solo avere pazienza e continuare a lottare per raggiungere l’ennesimo e importante traguardo. L’Andria, che affrontiamo domenica, è una squadra importante, ma noi avremo tutte le carte in regola per battere e riprendere cosi un vittorioso cammino.


Highlights

Un buon pareggio che fa morale

U

n risultato per far muovere la classifica. Tutto sommato era questo che il Catanzaro chiedeva alla trasferta di domenica scorsa a Pagani. Alla fine è arrivato un pareggio ottenuto senza particolari patemi d’animo contro una formazione comunque ostica e al termine di una gara condizionata sicuramente dal caldo fuori stagione, oltre trenta gradi nel corso della prima frazione di gioco. Un punto da accogliere positivamente anche se il successo esterno continua a mancare in casa giallorossa. Le Aquile infatti non sono corsare dal 25 marzo scorso quando espugnarono il campo del Razza di Vibo per 2-0. Altro Catanzaro, altro campionato quello di Seconda Divisione. In attesa di tuffarci nell’impegno di Prima Divisione con l’Andria godiamoci gli scatti più belli dello zero a zero del “Marcello Torre” di Pagani.

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Cosi in campo

CATANZARO-BARLETTA LATINA-CATANZARO

4-3

1-0

CATANZARO-BENEVENTO PAGANESE-CATANZARO

1-2

CATANZARO-ANDRIA VIAREGGIO-CATANZARO CATANZARO-NOCERINA PISA-CATANZARO CATANZARO-FROSINONE PERUGIA-CATANZARO CATANZARO-PRATO CARRARESE-CATANZARO CATANZARO-SORRENTO AVELLINO-CATANZARO CATANZARO-GUBBIO BARLETTA-CATANZARO CATANZARO-LATINA BENEVENTO-CATANZARO CATANZARO-PAGANESE ANDRIA-CATANZARO CATANZARO-VIAREGGIO NOCERINA-CATANZARO CATANZARO-PISA FROSINONE-CATANZARO CATANZARO-PERUGIA PRATO-CATANZARO CATANZARO-CARRARESE SORRENTO-CATANZARO CATANZARO-AVELLINO GUBBIO-CATANZARO

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0-0

Intagliata di Siracusa

Carboni (2), Fioretti, Cruz

Maresca di Napoli Ghersini di Genova Pezzuto di Lecce

Papasidero


Stati d’animo

di ERNESTO TRONCA

Quelle agonistiche dinamiche che alimentano il rammarico ma che accendono le speranze

S

quadra ed ambiente sono già pronti ad incrociare quell’Andria Bat che, domenica scorsa, ha fermato sul nulla di fatto il Perugia. La speranza è che si ritorni alla vittoria che manca al Catanzaro dalla prima giornata, maturata, guarda caso, contro un’altra compagine pugliese: il Barletta. Qualche considerazione sul risultato ad occhiali di Pagani va comunque fatta. E sono realtà del tutto positive. Dalle pacate dichiarazioni del dopo gara, emerge che entrambi gli interlocutori, manifestando assoluto, reciproco rispetto, considerano il nulla di fatto sostanzialmente giusto; un risultato che non scontenta nessuno. Un caloroso “grazie” va rivolto alla società di Pagani, ed all’ambiente campano tutto, per la splendida accoglienza riservata al Catanzaro ed ai suoi sostenitori. Sul versante giallorosso, stato d’animo sereno. In una gara dall’esasperato ed esasperante tatticismo (specie nel primo tempo), con un terreno di gioco più adatto alle talpe che a giocatori di calcio, il Catanzaro mostra e dimostra chiari segnali di crescita sotto il profilo dell’organizzazione tattica. Una squadra, quella giallorossa, che comincia ad interpretare e sviluppare le indicazioni e i dettati tecnici del suo saggio, frenetico allenatore. E’ un Francesco Cozza tutto proiettato al costante raggiungimento dei piani superiori della graduatoria. Un match che, tutto sommato, rispetta le attese della vigilia, con la buona volontà delle due squadre, che non si ferma solo ai confini del rettangolo di gioco. Man mano che si va avanti entrano in ballo intelligenza, carattere, situazioni agonistiche sempre più assimilate. Giustamente il presidente Cosentino plaude il gioco dei suoi ragazzi, mentre si rivolge alla splendida tifoseria, facendo osservare anche come questo Catanzaro ha sempre bisogno del suo dodicesimo uomo in campo. Con calma olimpica, e positive concretezze, il complesso tutto ha una gran voglia di farcela, che lo consegna al cuore della gente, tra il verde del terreno di gioco e quello della speranza che, considerando il nulla di fatto di Pagani, comincia a diventare certezza. Il Catanzaro ha iniziato con una vittoria voluta, e alla distanza, poi realizzata. Piovono due sconfitte: la prima a Latina, poi in casa contro il Benevento. Infine il pari a di domenica scorsa. Un coacervo di risultati che ancora non arricchisce la classifica, ma nemmeno la impoverisce. Si vada avanti, rammentando che la parsimonia è per i poveri un dovere, per i ricchi una virtù. Questa è la categoria in cui contenuti umani, tecnici ed agonistici, vanno, sia pure lentamente, assimilati; mentre i presupposti, non mi stancherò mai di ribadirlo, ci sono, e tutti, per riscrivere nel tempo una nuova, ennesima favola, che Cosentino e Cozza ci hanno fatto, ci fanno, e ci faranno vivere. Per la prima volta la nostra rete è rimasta inviolata, anche se, stavolta, Pisseri è stato graziato dal direttore di gara, a ridosso del tramonto del primo tempo. Ci ha pensato il montante sinistro a fermare una conclusione azzurrostellata di Nunzella, assai insidiosa. Anche il Catanzaro ha, però, le sue brave recriminazioni da fare. All’alba della gara è Quadri a fallire di poco il bersaglio. Poi, nella ripresa, doppio miracolo di Marruocco, su Carboni prima e Benedetti

poi. Non c’è stato in Campania l’agonistico “apriti sesamo”: entrambe le squadre non hanno riproposto la fiaba di Ali Babà. Fa niente. Restiamo comunque certi e consapevoli che, mentre incombe l’oscurità, quelle stelle lassù, che stanno a guardare splendenti e silenziose, accompagnano, trasmettendo solidità, il pullman della squadra e il discreto numero di auto ( tra le quali quella del nostro editore) che ha seguito la positiva trasferta del Catanzaro. E, mentre i chilometri si susseguono tutti, ma proprio tutti, ci ispiriamo, rilassati, al lessico canoro di Ornella Vanoni… ”tristezza, per favore va via”.

Vincenzo Marruocco portiere della Paganese

Salvatore Carboni dopo un contrasto di gioco

Alberto Quadri

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Quote rosa Ancora nessun sostegno alla società di calcio femminile del capoluogo calabrese

A pieno ritmo la preparazione della Woman Soccer Catanzaro

C

resce l’attesa per la definizione dei gironi della serie C regionale di calcio femminile, torneo cui parteciperà la WS Catanzaro del presidente Antonio Ruggiero. Poche squadre calabresi in lizza per il campionato, motivo per cui la compagine catanzarese potrebbe essere inserita nel girone della vicina Basilicata. Così, mentre incalza il campionato di Prima Divisione che vede protagonista l’undici di mister Ciccio Cozza, c’è ancora da attendere per quel che riguarda l’altra faccia del pallone cittadino: quella con il volto un po’ scuro della WS Catanzaro. La squadra del presidente Ruggiero, ricordiamo, appena qualche settimana fa, ha rinunciato all’iscrizione al torneo di serie A2 nazionale. Dopo una stagione esaltante e una promozione ottenuta attraverso un gioco concreto e spumeggiante per la categoria, le ragazze allenate da Pietro Alberti – lo ha detto in più occasioni lo stesso Ruggiero – “hanno dovuto dire addio alla serie A2, proprio per l’indifferenza del mondo imprenditoriale catanzarese e calabrese in generale”. Per la WS sfumava così la possibilità conquistata sul campo a suon di vittorie – di entrare nell’elite del calcio femminile nazionale. Il motivo di una decisione dolorosa (e obbligata) qual è quella della rinuncia da parte della WS Catanzaro all’iscrizione a un campionato tanto inseguito e desiderato, la si ritrova nello “scontro” con i costi della gestione della categoria superiore, importanti e più impegnativi rispetto a quelli della serie C che – ricordiamolo – nel calcio femminile, è un torneo a carattere regionale. Parliamo di spese davvero difficili da so40

stenere per un piccola società di calcio femminile calabrese, se non attraverso il sostegno concreto di sponsor e partnership. Ma Catanzaro non risponde e la grande occasione non viene compresa fino in fondo. Un vero peccato! Ecco perché di fatto non arriva alcun sostegno alla società di calcio femminile del capoluogo calabrese. Un gruppo di dirigenti appassionati e capaci si rimbocca le maniche, mastica la delusione e decide di ripartire proprio da dove il sogno era iniziato appena un anno prima. Viene ufficializzata l’iscrizione al torneo di serie C. Purtroppo però, con il trascorrere delle settimane, arrivano altre difficili situazioni da gestire. L’allenatore Alberti, protagonista insieme alle sue ragazze di un campionato splendido - ben 48 reti realizzate, al cospetto di una soltanto incassata - per motivi familiari si vede costretto a lasciare la guida tecnica della WS Catanzaro.

Formazione giallorossa che, in ogni caso, agli ordini del professor Tullio Nocera, dallo scorso 13 settembre ha iniziato la preparazione atletica in vista dell’inizio del torneo di serie C. Lavoro che, ribadiamo, le ragazze svolgono in questi giorni senza ancora avere ancora chiaro né il girone nel quale verranno inserite, né tantomeno la data d’inizio del campionato. Tutte questioni che la Lega dovrà forzatamente risolvere entro la prossima settimana. Il nodo principale sembra essere quello legato alla composizione dei gironi di serie C: in Calabria il numero delle squadre iscritte non sarebbe sufficiente a organizzare il classico girone (per intenderci, quello stravinto lo scorso anno dalla WS); ecco perché a questo punto appare davvero probabile l’inserimento della società del presidente Ruggiero nel girone della Basilicata. r.d.g.


Calcio a 5

di TONI ROTUNDO

La squadra del presidente Santise ripescata nella massima categoria regionale. Si prevede una stagione dalle grandi emozioni

Il Calcio a 5 che conta arriva anche nella vicina Soverato

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er il Soverato C5 la torrida estate 2012 ha portato la bella notizia dell’accoglimento della domanda di ripescaggio alla massima categoria regionale. Una notizia che segna un nuovo anno zero in casa bianco rossa. Tanti i nomi per la panchina, dai più esotici a quelli più realistici, e poi finalmente l’annuncio ufficiale: Filippo Romano, tecnico giovane, ma con tantissima esperienza alle spalle, diventato, nel tempo, il tecnico storico, della compagine Comprensorio Presilano, poi divenuta Futsal Enotria. Così, mentre nel capoluogo di provincia si esultava per la nascita di un’ importante e solida società da presentare al campionato regionale di serie B, nella vicina provincia di Soverato, il Presidente Agostino Santise, improvvisamente, usciva dall’anonimato rendendo la sua squadra regina del calciomercato, attraverso una seria di importanti acquisti. Intanto si parte dalla riconferma dei “pilastri” Mario D’Elia e Marcello Lanciano, capaci, l’anno precedente, di compiere un vero e proprio miracolo cioè la conquista di una insperata qualificazione play off. A loro si sono aggiunti, uno alla volta, il fortissimo ed esperto portiere Roberto Patruno, l’universale e talentuoso Carlo Tavano, per finire al sensazionale colpo di mercato, che ha portato all’ingaggio di uno dei più abili rappresentanti di questa

disciplina in Calabria, il funambolico Samuele Pastori. Una buona rappresentanza di atleti catanzaresi, i quali, insieme ad un nutrito gruppo di validi giocatori locali, saranno certamente capaci di elevare Soverato, una piccola realtà di questa disciplina, tra le possibili “regine” in campo regionale. Ora per Filippo Romano è iniziato senza dubbio il compito più difficile, quello, cioè, di dare armonia e gioco, imprimendo a questo gruppo la giusta mentalità vincente. Sicuramente, già soddisfatti delle ultime entusiasmanti stagioni, i tifosi iniziano ora a reclamare un posto nella parte alta della classifica, magari con grandi ambizioni nazionali, in linea con la campagna acquisti. I primi 120′ disputati nelle due uscite ufficiali(le gare di Coppa Italia (giocate contro Filadelfia Cup e Futsal Filadelfia, compagini di serie C2, inserite nello stesso mini girone a tre della squadra ionica) sono stati un ottimo banco di prova per il lavoro svolto dal gruppo. Due partite sono chiaramente troppo poche per poter valutare in modo completo, ma, se il buongiorno si vede dal mattino, i tifosi bianco rossi possono essere ottimisti, vista la personalità e l’ottimo possesso palla che hanno consentito alla squadra di trasformare, con una condotta di gara aggressiva e decisa, l’atteggiamento remissivo della passata stagione.

Rimane solo un dubbio da chiarire: quello della possibile presenza del forte attaccante Antonio Voci, che, lo scorso anno, per motivi di lavoro, ha quasi disertato l’intero campionato e sembra che quest’anno le cose non siano cambiate di molto; da qui, la necessità di provvedere all’ingaggio di qualcuno che possa sostituirlo. A tal proposito, pare ci sia stato, da parte della società, un interesse nei confronti del pivot Marco Celia, uno dei migliori rappresentanti di questo ruolo, in campo regionale, la cui presenza, avrebbe, di certo, esaltato le famose ed efficaci imbucate del forte centrale Marcello Lanciano. Pare ormai archiviata la possibilità di portarlo in casacca bianco rossa, poiché si è deciso, almeno per il momento, di puntare solo sui giocatori componenti la rosa, che appare ugualmente ben allestita e altamente competitiva. Questa settimana di riposo, prima dell’inizio del campionato, sarà fondamentale per mister Romano al fine di valutare l’ossatura tattica ideale per questa squadra, ma anche per limare al meglio l’organizzazione definitiva della fase difensiva e migliorare l’intesa tra nuovi e vecchi per ciò che concerne la fase di possesso. Di sicuro, su un aspetto convergono tutti gli addetti ai lavori: la squadra del presidente Santise ha un ottimo potenziale, con tutte le carte in regola, quindi, per aprire un ciclo positivo, in una parte di provincia priva, fino ad oggi, di una tradizione storica in questa disciplina. 41


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Farmaci ospedalieri: a Catanzaro quelli per i tossicodipendenti

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appresenta un’importante iniziativa almeno sotto due punti di vista l’innovativo protocollo firmato tra la ASP di Catanzaro, la farmacia ospedaliera di riferimento e le due farmacie convenzione territoriali Defilippo snc (Girifalco) e Corapi (Chiaravalle Centrale) che affida alle farmacie private la distribuzione della terapia sostitutiva con Suboxone per i tossicodipendenti. Tra gli scopi quello di dimostrare che la dispensazione in distribuzione per conto, in forma gratuita, nelle farmacie territoriali dei farmaci oggi di esclusiva ospedaliera, può portare più confort al cittadino e più risparmi per il sistema, a parità di sicurezza e professionalità. I dettagli dell’innovativa sperimentazione ci sono stati illustrati dal dott. Vitaliano Corapi, - Presidente dell’Ordine dei farmacisti di Catanzaro- e dal dott. Vincenzo Defilippo -Presidente di Federfarma Catanzaro-, farmacisti coinvolti praticamente nella dispensazione del suboxone ai pazienti tossicodipendenti. Presidente Corapi, il protocollo interviene in un ambito estremamente delicato, come quello della tossicodipendenza. Per42

Il Dott. De Filippo e il Presidente Corapi

ché questa scelta? “La scelta persegue uno scopo ben preciso, che è quello di favorire l’inserimento graduale nell’ambito sociale, allontanandoli dagli ambienti della tossicodipendenza, come i Sert, dove possono esserci soggetti in uno stadio di recupero inferiore e quindi un ambiente più a rischio. Stiamo parlando, comunque, di pazienti ormai stabilizzati, cioè che svolgono una vita relazionale e lavorativa. Questo protocollo consente anche loro di continuare la terapia, nell’assoluto rispetto della privacy, direttamente nel loro ambiente più familiare”. Dott. Defilippo, la dispensazione tramite le farmacie territoriali anche dei me-

dicinali ospedalieri è una delle richieste avanzate dalla categoria con più forza. Il progetto vuole dimostrare quindi che è possibile farlo? “Il servizio reso dalle farmacie è stato ritenuto estremamente utile sia dagli assistiti, sia dalla ASP che ha potuto demandare il proprio personale ad altre funzioni, con un incremento della propria efficienza contenendo sensibilmente le risorse economiche. Analogamente a quanto avvenuto con questa iniziativa, ritengo, anche sulla scorta di altre iniziative avvenute sul territorio nazionale, che si possa operare anche per una lunga e sostanziosa lista di altri medicinali. I titolari di farmacia sono sicuri, a tal proposito, che qualora la Regione Calabria- ASP di Catanzaro, accordasse loro la possibilità di distribuire anche altre importante categorie di farmaci, verrebbe assicurato un rilevantissimo servizio alla collettività, che, per ritirare i medicinali in questione, troverebbe nelle farmacie maggiore comodità rispetto alle strutture pubbliche sia per vicinanza sia per orari di apertura”.


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L’editoriale

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di ROMANA MONTEVERDE


Catanzaro - Andria BAT