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LA FAMILY RUN HA MESSO LA QUINTA ANNO XXXIV

N. 15 - SABATO, 23 OTTOBRE 2010

Dopo mesi di lavoro la Family Run è giunta all’ora X. Mercoledì scorso nell’Aula Magna del Liceo ‘G. Galilei’ di Dolo si è svolta la presentazione. Ospitati dai dirigenti scolastici dei tre Istituti superiori di Dolo, erano presenti il Sindaco del Comune dolese Maddalena Gottardo e l’assessore allo sport dolese Cecilia Canova, quello di Stra Marica Sartori. A dare lustro all’evento la presenza del presidente della VeniceMarathon Enrico Jacomini, l’Assessore Provinciale Raffaele Speranzon ed alcuni testimonial d’eccezione come Rossano Galtarossa, campione di canottaggio, Cecilia Barco capitana della squadra di Unihockey di Fiesso d’Artico, campione d’Italia, Mattia Nalesso, Paolo Donaggio mentre assente mercoledì ma sicuramente presente sabato Silvia Somaggio. Hanno parlato tutti e l’auditorio composto per lo più dai ragazzi delle superiori, ha ascoltato con attenzione ed interesse. Gli organizzatori, Stefano Borgo, Simone Cercato (fra l’altro altro testimonial della manifestazione), Ivano Sacchetto e Stefano Trovò si sono soffermati sui vari aspetti dell’evento. Il Sindaco Gottardo ha ricordato che negli anni scorsi ha partecipato come madre ed ha augurato ai ragazzi di... ‘divertirsi in sicurezza.’ Con l’Assessore Canova abbiamo approfondito il tema con un piccolo articolo a parte così come abbiamo evidenziato l’intervento del presidente Jacomini. Hanno parlato a lungo Ivano Sacchetto che ha illustrato il valore della manifestazione ed il suo evolversi negli anni. Stefano Borgo ha snoccialato dati importanti quali il numero degli iscritti, al momento di andare in stampa e di 5.160, la presenza di ben 15 istituti comprensivi con le new entry di Stra, Mellaredo e Fiesso. Inoltre ha ricordato che per i più piccoli sono stati offerti ben 2.400 panini dalla Riviera Nuoto di Dolo e dal Bar Piccadilly. Stefano Trovò ha ricordato la figura di papà Lorenzo e la dedica del Memorial giunta alla seconda edizione con la messa in palio di un magnifico computer alla scuola più numerosa risultata quella del comprensorio di Vigonovo con 535 partecipanti (in effetti la rappresentanza maggiore era quella di Dolo che, però, si era già aggiudicata il computer l’anno scorso e quindi gli organizzatori hanno ritenuto di non assegnarlo due volte alla stesso distretto). Ma il momento decisamente più intenso ed emozionante è stata la presentazione di Paolo Donaggio. Personaggio incredibile perché da oltre trent’anni si cimenta in imprese impensabili. Il cortometraggio ‘Un cuore un uomo’ curato dal fan club Donaggio ha ripercorso alcune delle sue imprese culminate con la Pavia-Venezia, lungo il Po, a nuoto. 83 ore in acqua, oltre tre giorni e tre notti per percorrere 416

PICCOLI GRANDI EVENTI

Ci sono delle giornate nelle quali nessuno vuole mancare ad un avvenimento. E’ il caso della Family Run. Un appuntamento che è arrivato alla quinta edizione e che è cresciuto in modo esponenziale di anno in anno. Quest’anno gli iscritti sono più di cinquemila ma in molti casi ai ragazzi delle scuole si devono aggiungere i genitori e gli altri familiari per cui il serpentone vestito ‘all’olandese’ sarà sicuramente composto da almeno 6500/7000 persone. Una marea che si snoderà lungo un percorso stimolante. Gli organizzatori hanno lavorato tanto e sodo ed anche stavolta si prevede (Perini - a pagina due)

Equitazione

UN‘AMAZZONE

IN

chilometri. Ma tutta la storia di questo timido-magnifico atleta di 70 anni sono state vissute con partecipazione e meraviglia dai ragazzi e da tutti i presenti. Donaggio per la prima volta si cimenterà nell’attraversata Stra-Venezia di circa 34 chilometri contando di farlo in meno di otto ore. Partirà alle sette di domenica e dovrebbe sbucare in Bacino San Marco prima delle 15.00, un’altra gemma alla sua ricca collezioni di imprese fuori del normale. Un raro esempio di serietà e di coraggio. I ragazzi lo hanno lungamente applaudito dimostrando di aver compreso la portata delle sue performances. Ed ora via alla Family Run, che sia davvero una grandissima festa, un’altra giornata di gioia e di partecipazione. E per chi vuole rivedersi ci sarà la possibilità di farlo sintonizzandosi su Rai Tre e su Televenenezia, quest’ultima emittente manderà in onda le immagini lunedì sera alle 19.15 ed alle 20.30. Lino Perini

RIVIERA: ELENA MARRONE

Il suo sorriso e la sua simpatia la dicono lunga sulla dolcezza di questa ragazza che il 20 novembre compirà quindici anni e che da otto cavalca i puledri con maestria e sicurezza. Elena Marrone è davvero un grande personaggio e non solo sportivamente parlando. Quello che colpisce è la sua maturità e la sua signorilità. “Se mi dedico all’equitazione lo devo a mia sorella Isabella che quando aveva quattro anni insisteva per cavalcare ma era troppo piccola ed allora convinse me a farlo.” Isabella ora cavalca anche lei ed è assieme alla piccola Alessandra ed alla mamma Chiara una delle quattro perle di papà Stefano noto avvocato ma, soprattutto, uomo felice fra cotante donne. Elena si allena al Centro Ippico Equinozio di Albarea dove vi sono una sessantina di cavalli e fra questi il suo baio francese Madinat. Elena non pesa più di una quarantina di chili eppure sta in sella ad un cavallo che pesa quindici volte il suo peso ma tra (Perini - a pagina sette)

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Ci vediamo alle cinque davanti al tuo negozio, poi ti spiego. Al momento non ci feci caso, cosi preso dal lavoro quotidiano, ma alla sera rileggendo il messaggio al cellulare decisi di presentarmi. Sapevo chi era Claudio, ma quella mattina, con lui, ebbi la conferma di alcuni elementi che già sospettavo. L’alba è la nostra ora più forte. Se riusciamo ad alzarci a quell’ora per andare incontro al giorno, questo sforzo diventa una disciplina da usare con profitto per ristabilire il controllo di noi stessi. Passeggiamo per un’ora e alla fine della passeggiata scegliamo un grande albero, mettiamo le mani dietro la schiena, contro l’albero. Facciamo un respiro profondo e rilassiamo tutto il corpo; siamo entrati in contatto con la natura, l’energia dell’albero scorre al nostro fianco. Questo è matto dirà qualcuno?! No, è la forza della natura, noi siamo la natura, la natura è dentro di noi. Dai forza, un minuto si corre e un minuto si cammina! In un attimo siamo in centro a Dolo davanti alla villa, alle

spalle la chiesa sulle sponde del Brenta. C’è silenzio, siamo vicino alla riva con le scarpe ad un centimetro dall’acqua. Ascolta lo scorrere dell’acqua, voltati e visualizza il fiume di persone che fra tre settimane parteciperanno alla maratona di Venezia e passeranno proprio lì. Che ne dici, riesci ad entrare in ognuna di quelle teste? In ognuna no, ma percepisco nell’aria un’emozione unica, delle sensazioni uniche. Dai forza, due minuti si corre e due minuti si cammina. Siamo in pieno centro storico e nel 2010 ho la sensazione di entrare in contatto simultaneamente con epoche diverse e di visualizzare persone protagoniste in quell’isola bassa. Non c’è nessuno, solo noi due, ad un tratto ci fermiamo davanti ad un giardino pubblico per fare degli esercizi di allungamento. Mi sembra di ritornare bambino davanti alle giostre dei piccoli, è il risveglio dei sensi. E’ ancora buio e la città dorme, Claudio guarda quella pozzanghera: - un adulto la evita prudentemente, un bambino... ciak ciak si butta con i piedi senza pensarci due volte. E’ proprio vero, quotidianamente ci stiamo allontanando dalla natura, ma l’alba si avvicina, facciamo uno scatto? Go! Go! Go! Sembra di volare sopra l’onda di un nuovo giorno. Luca Damin

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PICCOLI GRANDI EVENTI

(da pagina uno) un’edizione di grande coinvolgimento emotivo. Gli ospiti illustri arricchiranno un menù già sostanzioso. In questo numero ne parleremo a lungo perchè ci piace evidenziare il lavoro dei quattro moschettieri Stefano Borgo, Simone Cercato, Ivano Sacchetto e Stefano Trovò. Ma quello che ci piace sottolineare di più è che si tratta anche del Secondo Memorial Lorenzo Trovò. Quanto amasse lo sport, i giovani, la famiglia, il nostro caro ‘Renzo’ lo sanno tutti coloro che l’hanno conosciuto e questa manifestazione esalta lo spirito che lui aveva voluto venisse privilegiato sia quando svolgeva le funzioni di dirigente calcistico che di presidente ed editore. Il regalo del computer alla scuola più numerosa, quest’anno toccherà a Vigonovo, da parte dei familiari è un altro modo per valorizzare lo spirito della manifestazione e ricordare in pieno Renzo. Lo sport, comunque, propone molte altre chicche. Oltre al calcio che vive un momento tranquillo vanno ricordate due discipline spesso ignorate ma che meritano enorme rispetto. Da una parte c’è l’equitazione con una ragazza di Arino, Elena Marrone, che si sta affermando in una disciplina molto spettacolare e che ha regalato, in passato, tante soddisfazioni allo sport italiano. Dall’altra c’è il karate, disciplina che nulla ha a che vedere con certa filmografia e che è cresciuto moltissimo sino a diventare uno degli sport più completi che vi sono. Dare spazio a ciascuna disciplina, anche la meno pubblicizzata, è un vanto di questa testata. Ma non dimentichiamoci che domenica si corre anche la Venicemarathon. La spettacolare partenza di Stra curata da Ivano Sacchetto, il percorso affascinante lungo la Riviera del Brenta, l’attraversamento di Piazza Barche e di Piazza San Marco, questi i più importanti scenari di una manifestazione che raggiunge il quarto di secolo di vita. Un traguardo importante che testimonia come lo sport nel nostro territorio rimanga al centro dell’interesse. Lino Perini


Basket

Inaugurata la stagione sportiva dei Dolphins: la rinnovata palestra Galilei gremita

Afg ha nista n Il 9 ottobre scorso 5 militari italiani sono stati coinvolti in un’esplosione, erano tutti in forza al Settimo reggimento alpini di stanza a Belluno, inquadrato nella brigata Julia. Nello scoppio hanno perso la vita il primo caporal maggiore Gianmarco Manca, nato ad Alghero il 24 settembre 1978; il primo caporal maggiore Francesco Vannozzi, nato a Pisa il 27 marzo 1984; il primo caporal maggiore Sebastiano Ville, nato a Lentini, provincia di Siracusa, il 17 settembre 1983 ed il caporal maggiore Marco Pedone, nato a Gagliano del Capo, in provincia di Lecce, il 14 aprile 1987. Francesco Danieletto, poeta e scrittore locale, ha inviato alla nostra redazione una delle sue liriche che pubblichiamo con piacere. OTTOBRE 2010 Cadevano come fiocchi di neve, sembravano petali di rose, erano gocce di sangue ancora vivo. E’ successo all’improvviso: mille domande nessuna risposta. La sabbia sollevata, i pezzi di morte sparsi ovunque. Da lassù lasci che il vento sfiori le poche cose rimaste, l’occhio scruta impaziente: cerca Dio in mezzo a quella miseria. E ti chiedi ancora perché!

Sabato 16 ottobre ha preso inizio la nuova stagione di basket dei Dolphins dopo i lavori di ristrutturazione della pavimentazione, delle nuove segnature imposte dalla Federazione Europea, dell’illuminazione e dei canestri: un impianto, il Galilei, praticamente rinnovato completamente a spese dell’A.S.D. Basket Dolphins Dolo. L’aiuto degli sponsor, che ringraziamo, è stato determinante, data la pessima situazione finanziaria in cui versano Provincia e Comune. L’assessore allo sport della Provincia Speranzon, impossibilitato a partecipare, ha mandato il suo messaggio e delegato gli assessori dolesi Pra e Ovizach (che hanno portato il saluto del Sindaco e dell’assessore allo sport, impegnate) al cosiddetto “taglio del nastro”, con l’entusiasmante accompagnamento dell’inno italiano e della susseguente ovazione. Dopo una breve introduzione del presidente Paolin, sono state presentate le 13 squadre che compongono il team Dolphins fra gli applausi fragorosi delle tribune gremite di genitori e parenti entusiasti. In onore dell’accordo triennale con la società veneziana, per la Reyer sono intervenuti all’evento il capitano della formazione di A2 Alberto Causin e la giovane promessa Marco Ceron, diciottenne, già nel roster reyerino. Alla fine, tutti a degustare le gustosissime torte preparate dalle bravissime mamme dei “Delfini”.Prossimo appuntamento alla Family Run in cui i Dolphins avranno una postazione, come nelle passate edizioni. Buona annata sportiva a tutti e... Forza Dolphins! Daniele Paolin

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TEMPO DI FUNGHI Cosa sono? Il fungo direbbe un esperto non è altro che il

corpo fruttifero di una pianta dotata di filamenti invisibili all’occhio umano e che si trovano nascosti nel terreno, nel legno, nei detriti vegetali o altro. Questa parte del fungo, la meno nota perché meno appariscente, si chiama micelio e quando trova le condizioni ottimali esplode (è proprio il caso di dirlo), producendo quei meravigliosi frutti che con tanta pazienza abili cercatori trovano frugando nei posti più impensati. Si dividono in saprofiti (senza clorofilla), parassiti e simbionti. I primi ricavano il nutrimento da organismi di natura vegetale o animale, assorbendone gli enzimi nei processi di decomposizione. I secondi sfruttando organismi viventi chiamati ospiti, I terzi vivono insieme ad altri vegetali con reciproco vantaggio, Una delle sue peculiarità sta nel fatto che non tutti sono commestibili anzi alcuni, mortali, nei secoli scorsi venivano indicati come segno inequivocabile di cerimonie notturne da parte di fattucchiere, stregoni; oppure venerati come dei da antiche religioni proprio per il loro apparire dal nulla e scomparire in brevissimo tempo. Fatta questa debita premessa e considerata la vastità dell’argomento, non mi dilungherò, per ragioni di spazio, nella presentazione delle varie qualità presenti nel territorio sia esso di pianura o montagna. I funghi vanno utilizzati subito dopo la raccolta, vanno lavati sempre in acqua ancora interi per evitare che ne assorbano troppa e il gambo va scartato solo se legnoso. Se volete congelarli evitate accuratamente di farlo con i chiodini che spesso dopo il congelamento tendono a diventare tossici; per tutte le altre specie invece è meglio una breve cottura con aglio e burro (non olio che irrancidisce con il freddo), conservando l’acqua di vegetazione che hanno emesso dopo di ché li potrete congelare in comode vaschette. Le preparazioni in cucina sono molte-

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plici, si va dai classici funghi trifolati in olio aglio e prezzemolo, a quelli fritti, al burro, alla griglia, in tegame, al marsala. Ne parleremo più ampliamente nel prossimo numero, eccovi intanto alcune ricette. Funghi trifolati. Lavare i funghi, asciugarli, mondarli e tagliarli a pezzetti, gambo e cappella, tritare dell’aglio e farlo imbiondire in olio di oliva, aggiungere i funghi, sistemare di sale e pepe, aromatizzare con prezzemolo tritato aggiunto a metà cottura. Funghi al burro. Come sopra, tagliando i funghi non a pezzetti ma a lamelle sottili, poco olio e molto burro, l’aglio ben tritato va aggiunto a crudo, a cottura iniziata. Funghi al pomodoro. Come sopra trifolati al burro, aggiungendo a metà cottura un po’ di salsa di pomodoro sciolta in acqua o passata, il colore deve essere rosa. Il sapore del pomodoro non deve sovrastare quello dei funghi. Funghi al tegame. Si tagliano a fettine sottili, si saltano nel burro lasciando che assorbano tutta la loro acqua per venti minuti, salare e pepare, levare dal fuoco e cospargere di formaggio parmigiano grattugiato. Funghi al marsala. Come sopra aggiungendo del marsala secco dopo che l’acqua si è asciugata e aromatizzando con una punta di dado. Francesco Danieletto

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Enrico Jacomini è il Presidente di VeniceMarathon da 14 anni. E’ un cittadino del mondo viste le sue origini statunitensi ma il suo attaccamento all’Italia lo ha portato da sempre a risiedere a Roma. Ha ricoperto incarichi importanti nella FIA ed a lungo è stato presidente della FIDAL. Un personaggio così è stato un onore averlo avuto a Dolo in occasione della presentazione della Family Run e lui non si è sottratto, com’è nel suo stile sobrio ma deciso, ad evidenziare alcuni aspetti della manifestazione. “La Family è una mia creatura. E ne sono molto affezionato. Quando l’ho proposta la prima volta a Venezia non fu un grande successo. Anche la prima edizione dolese presentò dei problemi ma pian piano è cresciuta ed ora è diventata una cosa straordinaria. Se penso che sommando i partecipanti della Family di Mestre e Dolo vi sono più partecipanti della VeniceMarathon mi rendo conto di quanto sia cresciuta. E proprio per questo stiamo studiando l’ipotesi di migliorarla e di fare qualcosa di nuovo e di più importante.” Jacomini si è anche soffermato sull’aspetto organizzativo della VeniceMarathon che dirige. “Quando sono diventato presidente, quattordici anni fa, c’era una situazione molto diversa. Io ero anche il capo che doveva Jacomini con il sindano Maddalena Gottardo dirige. Ora sono un uomo che fa parte di un gruppo di lavoro perfettamente organizzato che non ha bisogno di un capo per funzionare.“ Poi ha proseguito rivolgendosi ai ragazzi delle scuole superiori dolesi: “Io credo nei giovani. Spero che siano degli sportivi ma che in futuro diventino anche dei dirigenti e, comunque, rimangano degli appassionati. Perché lo sport mi ha insegnato in tanti anni che crea e sviluppa un rapporto vero di amicizia e di collaborazione.” E per finire una saluto alla famiglia Trovò: “Il Memorial Trovò è un appuntamento importante, personalmente ho avuto modo di conoscere Renzo Trovò e di apprezzarne le doti umane e la voglia di fare sport. Questo premio e questa dedica a lui è sicuramente una bella idea perché è rivolta ad una persona che incarnava in pieno lo spirito della manifestazione: sport e famiglia.” Lino Perini

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4 • D o l o S p or t

Siamo così giunti, per la quinta volta, a parlare della Family Run Dolo, 2° memorial Lorenzo Trovò… partenza ore 9,30. Quest’anno abbiamo battuto tutti i record; contro i 4500 parte panti dello scorso anno, quest’anno abbiamo abbattuto il muro d 5000 iscritti. Un evento straordinario, con numeri inimmaginab solo alcuni anni fa. Proviamo a vedere nel dettaglio le cifre di questo grande risultat Liceo Galilei Dolo: 967; Istituto Musatti Dolo: 119; Istituto Lazz Dolo: 530; Istituto 8 Marzo Mirano: 197; Scuole Medie di M (Mira, Oriago, Borbiago, Gambarare): 635; Scuole medie di Dolo (Dolo e Sambruson) 241; Elementari di Mira (Mira 1 e Mira 2): 334; elementari di Dolo (Dolo, Arino e Sambruson): 684; Circolo didattico di Cazzago: 110; Scuole elementari di Fiesso d’Artico: 75; Circolo didattico di Vigonovo: 538; Istituto comprensivo di Camponogara: 174; Scuole medie di Fossò (Fossò, Fiesso, Stra e Vigonovo): 152; Circolo didattico Mirano 2: 207; Comune di S in collaborazione con circolo didattico di Stra: 76. 40 scuole iscr te per un totale di 5049 iscritti. Un complimento particolare a tutti i docenti che hanno lavorato a cremente all’interno dei propri istituti, ed un grazie di cuore a tu quei genitori che si sono improvvisati organizzatori, contribuen con entusiasmo per far partecipare quelle scuole che per motivi v si erano trovate in ritardo nell’organizzazione interna dell’evento Grande lavoro anche da parte di Cecilia Canova, assessore a sport di Dolo, e la sindachessa Maddalena Gottardo. Ci hanno su portato in ogni momento, partecipando costantemente a tutt momenti del pre-gara. La mattina della corsa anche loro si trov ranno insieme a noi alle 6,30 della mattina per gli ultimi prepara vi. Non ci possiamo dimenticare della sorella maggio Venicemarathon. E’ grazie a questo evento che noi possiamo met re in piedi la nostra manifestazione, devolvendo parte degli intro in beneficenza. Ringraziamo tutto lo staff di Venicemarathon, primis Lorenzo Cortesi. Festa di colori, festa delle famiglie, festa dei comuni, festa dei ba bini, festa dei giovani. Grande momento di aggregazione e di am cizia. Non conta il risultato; conta esserci. Rivediamo ora i testimonial: il grande olimpionico Rossa Galtarossa, il mitico olimpionico Simone Cercato, i nuotatori Pao Donaggio e l’olimpionico Mattia Nalesso, l’atleta nazionale Silv Sommaggio e la squadra campione d’ Italia di Unihockey, capi nata da Cecilia Barco. Il giorno 20 ottobre si è svolta la conferenza stampa. La famig Trovò, nella figura di Stefano, ha ufficializzato la messa in palio

Caramelle a volontà allo stand di Dolo Sport Quest’anno Dolo Sport, come molte decine di altre Associazioni dolesi, sarà presente alla Family Run con un proprio stand espositivo dove, oltre ai giornali freschi di stampa, alla vendita della nostra ricca produzione letterari, doneremo le caramelle offerte dalla storica Panetteria Pasticceria Danilo Terribile che addolciranno lo sforzo degli atleti impegnati nella marcia benefica dolese. La Family Run è anche questo.

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Maratona … d’argento!

Ivano Sacchetto è da 17 anni il responsabile della parten za della maratona internazionale di Venezia. Ex, atelta d mezzofondo, ed assessore allo sport del Comune di Stra ha all’attivo l’organizzazione di numerose altre ‘partenze fra le quali la Maratona del Santo e la Maratona di Praga Collabora con Stefano Borgo, Simone Cercato e Stefan Trovò alla Family Run. Ha organizzato due splendide edi zioni della Corsa dei Dogi, una notturna in un percors affascinante lungo le strade di Paluello, alle quali hann partecipato i più importanti atleti dell’epoca. Fa parte de direttivo della Venicemarathon.

In una giornata di caldo incredibile, domenica 18 maggi 1986, partiva da Stra la prima edizione dell Venicemarathon sulla classica distanza dei 42 chilometri 195 metri, attraversava la Riviera del Brenta per arrivare Venezia. Come 25 anni fa, la meravigliosa villa Pisani sarà cornic alla partenza della corsa regina dell’atletica per eccellenza allora circa 900 furono i concorrenti, domani saranno oltr

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un personal computer portatile per la scuola più numerosa, in memoria di Lorenzo Trovò. Lo scorso anno il computer è stato vinto dalle scuole elementari di Dolo. Quest’anno si aggiudica il computer il circolo di Vigonovo. Complimenti. E grazie alla famiglia Trovò. La consegna avverrà subito prima della partenza della “grande corsa”. La nostra speranza è che venga compresa da tutti anche la valenza educativa di tale manifestazione. E’ vero; in alcuni casi si salta una giornata di lezione a scuola, ma siamo certi che valori come aggregazione e condivisione possano essere molto importanti quando vengono trasmessi attraverso lo sport. Per i più piccoli, una maglietta arancione, un berrettino, un pettorale “come i grandi atleti”, il buono per un panino, la notte mezza insonne per il desiderio che arrivi il “giorno della grande corsa”, la corsa a manina del papà, o magari davanti al papà, finalmente un momento di grande festa insieme alla mamma ed al papà, l’aspettativa del giorno dopo, la corsa con i “più grandi”, i testimonial da conoscere, la pista di atletica. Anche questo contribuisce a far crescere sereno un bimbo. Soprattutto questo fa vivere in armonia un bambino. E noi adulti dobbiamo riappropriarci delle nostre emozioni ed avere ancora il desiderio di stare con i propri figli, cercando anche di ascoltarli, magari organizzando più spesso momenti come il nostro; chiaramente più in piccolo, ma con il messaggio che la famiglia con la F maiuscola è una grande forza ed esiste ancora, malgrado tutto. Per quanto riguarda i ragazzi più grandi, c’ è chi organizza e c’ è chi corre. Il loro ruolo è ancora più importante. Devono essere esempio positivo per i più piccoli e svolgere degnamente il loro ruolo di “fratelli maggiori”. Una giornata fuori dalle mura scolastiche svolta in questa maniera è una giornata ben spesa. Allora, tutti pronti per questa quinta family run? Ai vostri posti, pronti, Viaaa! e buona corsa a tutti. In foto: un momento della presentazione della Family Run e l’intervento di Rossano Galtarossa e Cecilia Barco

Stefano Borgo, Simone Cercato, Ivano Sacchetto e Stefano Trovò

L’ASSESSORE CANOVA ALLA PRIMA ‘SUA’ FAMILY RUN

Per l’Assessore allo Sport Cecilia Canova è la ‘prima volta’ alla Family Run nelle nuove vesti. Le chiediamo, in occasione della presentazione della manifestazione, cosa prova e come si avvicina all’evento. “Sono emozionatissima, non credevo che l’avvenimento mi coinvolgesse tanto, sto aspettando con impazienza sabato. Negli anni scorsi avevo partecipato accompagnando mio nipote Franco, stavolta per questa mia prima da Assessore ho coinvolto tutta la Giunta. Qualcuno mia sta dicendo che prova ansia da quanto l’ho coinvolto.” Sentiamo dall’assessore cosa l’ha colpita di più? “Mi ha sorpreso la quantità di lavoro che c’è stato per organizzare questa manifestazione. Devo dire che i due Stefano (Borgo e Trovò), Ivano Sacchetto e Simone Cercato hanno davvero lavorato sodo. D’altronde per coordinare più di cinquemila iscritti serve davvero un’organizzazione perfetta come quella che si è messa in moto e che ha coinvolto anche il comandante dei vigili, le forze di polizia e le altre associazioni.” Cosa prova un assessore giovane a vedere tanti ragazzi riuniti in uno stadio, tutti assieme? “E’ un’esperienza davvero fantastica anche perché devo ammettere che da quando sto al fianco dei giovani ho scoperto una carica ed una voglia di fare davvero incredibile.” E l’Amministrazione comunale come ha risposto a questo evento? “Ha dato dimostrazione di capirne la portata. E’ significativo che alla presentazione ci fosse il Sindaco e che siamo stati sempre presenti ad ogni incontro. E’ un avvenimento importante e la nostra presenza serve a dare dignità alla manifestazione.” Lino Perini

Vladimiro Torturo, Patrizio Zago, Alberto Alberini, Ivano Sacchetto, Luigi Albertini e Massimo Mimo; non ritratti nella foto gli assistenti Maurizio Coletto e Moreno Bellemo

7.000, accolti dalla struttura di partenza minuziosamente preordinata in ogni dettaglio, fin dalle prime luci dell’alba, da un gruppo di 150 volontari con l’ausilio dei locali comandi della Polizia Municipale e dei Carabinieri, al fine di garantire agli atleti la serenità e l’incolumità nella partenza di una gara dallo sforzo inumano. La partenza è uno dei momenti più spettacolari ed emozionanti; dietro la linea di partenza vengono allineati in successione cinque box delimitati da transenne e contraddistinti dalla colorazione del pettorale, suddivisi a seconda delle prestazioni individuali. Ognuno degli oltre settemila atleti corre la propria maratona; un gruppo ristretto “top runners” corre per contendersi

il podio, tutti gli altri, molti dei quali non più giovanissimi, corrono per vincere la sfida personale contro il tempo e la distanza. È una manifestazione collettiva che nasce dallo sport e crescendo ha fatto di una competizione di forte impronta agonistica un importante evento promozionale, culturale e sociale. Anche l’edizione “d’argento” di quest’anno riuscirà a fondere l’elemento competizione con l’elemento percorso, un prodotto capace di affascinare il mondo intero. Buona maratona a tutti! Ivano Sacchetto

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Arti marziali

KARATE: 4 RAGAZZI MIRESI AI NAZIONALI DI FOLLONICA MIRA. In festa il Karate Club Borbiago ASD che lo scorso week-end ha visto impegnati a Follonica quattro ragazzi alle finali nazionali junores, risultato ottenuti grazie ai brillanti successi ottenuti ai campionati regionali. Si trattava di due cadette: Giulia Marchiori di 17 anni e Silvia Mao, di Carlo Munerin e Mattia Cenedese di 18 anni. Marchiori e Cenedese avevano rappresentato il Veneto l’anno scorso ai campionati nazionali di Colleferro, nel Lazio e per Mattia Cenedese si tratta di una conferma della sua attuale stagione che lo vedeva reduce da ben quattro vittorie consecutive. Mentre Giulia Marchiori nel 2009 aveva conquistato l’argento ai nazionali. E’ una grande gioia per la società di Borbiago, presieduta dal maestro federale Paolo Munerin. Nato nel 1985, il Karate Club Borbiago dal 2000 ha cominciato a crescere con l’arrivo del maestro Munerin che dopo aver iniziato con 4 bambini e 6 adulti, ora conto su 80 iscritti ed un settore di circa 50 ragazzini dai 5 ai 12 anni. “E’ un’attività sportiva che coniuga comportamenti di agilità, mobilità con il controllo del corpo e dei movimenti. - ci dice Munerin - E’ uno sport molto completo e piacevole grazie anche alla specialità Sound Karate che prevede l’associazione del movimento alla musica, generalmente

Allora, hanno superato selezioni enormi per essere messi in lista ed ora saranno sottoposti al giudizio popolare. C’è il figlio di un camorrista, una ballerina che gira Corsivo seminuda, uno di Matteo gigolò, degli aspiBellomo ranti modelli, un Cavaliere di Malta, alcuni giornalisti… di cosa stiamo parlando? E no! Troppo facile! Nessuna satira politica. Quello del quale stiamo parlando è il cast dell’undicesima (e dico 11°) del Grande Fratello. Il primo reality show italiano ha oggi degli spettatori che possono tranquillamente dire di essere nati quando andò in onda la prima edizione. Una “generazione grande fratello” di ragazzini e ragazzine che, anche grazie alla caleidoscopica offerta dei canali del servizio di digitale terrestre, possono seguire a qualsiasi ora (speriamo solo del giorno) le imprese di questo gruppo assortito ad arte di ragazzotti e ragazzotte. Il “Grande Fratello”, quando nacque undici anni orsono, voleva rappresentare una sorta di esperimento sociolo-

gico: come si combineranno dieci ragazzi, rappresentanti dei tratti del giovane italiano medio, chiusi in una casa e spiati da spesse volte impietose telecamere? Come reagiranno al successo una volta usciti? Che ne sarà di loro subito dopo? È stato presentato come uno specchio dell’Italia di oggi, oggi questa caratteristica si è completamente persa ed è diventato soltanto uno show. Il cast, in questo senso, non ha fatto eccezione e la cosa maggiormente preoccupante è che esasperando i caratteri da immettere nella casa l’età media del pubblico più fedele si è progressivamente abbassata. Sono i ragazzini, quelli della generazione multimediale per intenderci, i maggiori indicatori del consumo medio. Capaci di navigare in Internet prima di sapere scrivere in Italiano, assorbono tutto e rappresentano il campione più semplice da reperire dalle grandi aziende per tastare prodotti e linguaggi. Notatelo: non sono più gli adulti a correggere il modo di scrivere, piuttosto che di pensare, dei giovanissimi; oggi sono i genitori ad imitare il linguaggio, i codici, i motivi di interesse e i consumi dei propri figli. Non c’è che dire: per alcuni aspetti questa contaminazione rappresenta un progresso per la specie, in altri casi un

CANOA: I RAGAZZI DI ORIAGO VINCONO IL TITOLO NAZIONALE DI MARATONA

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Mattia Cenedese, Giulia Marchiori, Silvia Mao e Carlo Munerin

quella più in voga, specialità ci ha visto conquistare il bronzo ai campionati nazionali giovanili 2006/2007 a Macerata.” Per i ragazzi miresi anche la recente trasferta agli Open di Crozia dove hanno incantato il pubblico locale. Lino Perini

(l.p.) Ancora un successo per i ragazzi del canoa club di Oriago. Domenica scorsa a Pescantina la società mirese si è aggiudicata il titolo nazionale di maratona. Dopo la bella prestazione in Cekia della settimana precedente, la compagine mirese si è imposta nel veronese grazie alle prove dei due big Alessandro Mainardi, argento europeo, ed Enrico Cucinotta, bronzo continentale, nella gara di 36

vero e proprio regresso che poi compromette quello che pensiamo, quello che guardiamo, quello che mangiamo. Spettacolarizzare, banalizzare e semplificare i concetti, i fatti, i personaggi del nostro tempo. Diventeremo tutti più grassi perché è più facile, banale e divertente mangiare i cibi dei fastfood; diventeremo tutti più uguali perché è più rassicurante comprare i vestiti che comprano tutti; diventeremo tutti più soli perché è più semplice, banale e divertente stare chiusi in casa e comunicare attraverso i social network; diventeremo tutti più rimbambiti perché è meglio tifare – nello sport, nella politica, nella letteratura, nella vita – piuttosto che osservare, analizzare ed apprezzare. Diventeremo tutti più cinici perché se in un paesino del Sud muore una ragazzina ci incolliamo al televisore che trasmette in diretta questo dramma e, nel profondo, invidiamo chi abita nei paraggi e può prodursi in un tour di quei luoghi: può entrare nella tivù. Neppure il mitico Andy Warhol quando sosteneva che ciascuno avesse bisogno, almeno una volta nella vita, del proprio quarto d’ora di celebrità – poteva immaginare che saremmo arrivati a tanto.

chilometri di C2 Junior con un tempo di 1 ora e 56 minuti. A completare la giornata il bronzo di Cristina Favaretto, altro bronzo europeo nel K1 a squadra gara classica, nel K1 ragazzi ed i piazzamenti di Massimo Zanardi, Mattia Mainardi, campione italiano Under 21, ed Andrea Sardello, i tre hanno conquistato la medaglia d'argento a squadre ai campionati italiani di discesa. Grande gioia per il presidente Paolo Zanardi che vede crescere giorno dopo giorno quanto seminato da 16 anni a questa parte e soddisfazione per il tecnico federale Alessandro Berton che lavora da quattro a Mira e sta raccogliendo risultati di grandissimo livello.

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IL PUNTO

Prima fuga del campionato ad opera del Delta 2000. La squadra polesana stacca l’Ardita Moriago sconfitta a Castelfranco Veneto e vincendo all’89°, con una rete di Nonnato, a Mirano mette tre punti fra sè e la formazione trevigiana che, nonostante la sconfitta, rimane seconda da sola. Al terzo posto sale il Liapiave che pare finalmente avere trovato il passo che le si accreditava prima del via del torneo. Il grosso del gruppo si trova in soli quattro punti. Fra gli otto ed i quattro punti vi sono ben undici formazioni. Appena sotto la Marosticense mentre è ultimo il Favaro anche se nell’ultimo turno ha colto il primo punto impattando in casa contro l’Adriese. Il Dolo naviga al centro del gruppone con 6 punti all’attivo. Un cammino abbastanza regolare con tre pareggi in altrettante gare esterne mentre in casa ha perso contro l’Ardita e battuto un Vittorio Veneto in caduta libera perchè è reduce da tre sconfitte consecutive. E’ presto per trarre delle conclusioni anche perchè ci si aspetta che squadre come Liapiave, Giorgione, Piovese e Sottomarina possano riprendersi a breve. Le stesse Vittorio Veneto, Adriese e Feltreseprealpi paiono potenzialmente in grado di poter risalire specialmente con un mercato di novembre/dicembre ancora da iniziare. Ricordiamo negli anni scorsi la miracolosa risalita della Marosticense da ultima a sesta nel 2008/2009 mentre nello scorso torneo fu il Sottomarina ad inanellare

ELENA MARRONE

di Lino Perini una serie positiva a partire da novembre che lo portò al secondo posto finale. In attesa di capirne di più gustiamoci questo sesto turno che presenta un Delta 2000gustoso Sottomarina, ricordiamo che la formazione rodigina è la più prolifica e la meno battuta del girone, mentre nelle fila neroverdi vi è il capocannoniere del girone Sabatini. L’Ardita cerca il riscatto ospitando una deludente Marosticense mentre il Liapiave ha la ghiotta opportunità di bissare il successo di Mirano ospitando il fanalino di coda Favaro. Dolo-Giorgione sarà sicuramente un bel match e si spera che il Walter Martire di dimostri ancora terreno amico per il Dolo che quando vi ha giocato, a parte il 3-3 in coppa, ha sempre vinto. La Miranese dopo lo stop interno cerca la rivincita al Bettinazzi di Adria contro i granata che non hanno ancora vinto giocando in casa. Chiudono il programma una sfida interessante fra Ponzano e Piovese, il quasi derby fra Feltreseprealpi e Vittorio Veneto e quello vero, vicentino, fra Rossano e Romano.

Classifica Marcatori. Con 4 reti Sabatini (Sottomarina,1); con 3 reti: Marangon (Delta 2000), Santagata (Miranese,1) e Orso (Rossano); con 2 reti: Vianello (Ardita), Santaterra (Delta 2000,1), Mattiazzo (Ponzano) e Pizziol R. (Vittorio Veneto) e con una rete: Bellan, Molin, Niero, Ronchin e Silvestro (Dolo RdB)

(da pagina uno) i due vi è una perfetta intesa, quel feeling magico che si instaura fra cavallo ed amazzone ed è alla base dei grandi successi di chi pratica equitazione. Con il cavallo francese acquistato a fine aprile a Viareggio l’intesa è nata subito mentre prima Elena gareggiava in sella ad un cavallo belga Petrowsky con il quale il rapporto era un po’ meno facile. Elena quest’anno ha gareggiato in vari concorsi nazionali ed ha ottenuto il massimo nella gara nazionale disputatasi al Centro equestre veneto di Mogliano nella categoria C 115, un

CALCIO COMITATO REGIONALE IL NUOVO PRESIDENTE E’ FIORENZO VACCARI, MA LO SCONFITTO D’AMBROSIO FA RICORSO

(l.p.) Il dopo Guardini, con l’interregno del commissario straordinario De Silvestri, inizia fra le polemiche. Sabato 16 ottobre si sono svolte le votazioni per l’elezione del nuovo Comitato regionale della FIGC ma le cose

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non sono andate come si sperava. Polemiche e caos hanno caratterizzato le votazioni che alla fine hanno visto premiato Fiorenzo Vaccari (in foto), trevigiano di Casier, che con 385 voti ha ottenuto il 58% delle preferenze mentre lo sfidante D’Ambrosio ha ottenuto 277 voti pari al 42% dei votanti. Gli altri Delegati Provinciali eletti sono risultati: Comencini, Costini, Fiabane, Formenton, Morandi, Sanson, Luppari che rappresenta la provincia di Venezia, Peron per il calcio a 5 e Rienzi. Erano 884 le società aventi diritto al voto e se sono presentate 736 ma sol 665 hanno potuto votare per il caos che si è registrato e per le lungaggini burocratiche che non hanno permesso a ben 71 società presenti di poter esprimere il proprio voto. Si può senz’altro dire che questo Comitato è partito col piede sbagliato.

risultato di grande spessore che proietta la ragazza di Arino fra le potenziali nuove stelle giovanili dell’equitazione italiana. Ma Elena è ragazza seria: “Nel mio futuro c’è soprattutto lo studio, frequento il Ginnasio ‘Corner’ di Mirano che m’impegna moltissimo e non voglio distrarmi anche perché mio padre non me lo perdonerebbe. Poi penso d’iscrivermi all’Università, mi piacerebbe fare Medicina.” Idee chiare e saggezza, si diceva, ma anche tanto sacrifico visto che per arrivare a certi risultati si allena tutte le sere, dopo la solita razione di studio, dalle sei alle sette di ogni sera e non interrompe gli allenamenti neppure al sabato ed alla domenica quando non deve gareggiare. Quando gareggi come si comporta Madinat? “Sente molto le gare,

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soprattutto è particolarmente ansioso quando percepisce che si deve gareggiare per più giorni, comunque la nostra simbiosi è buona, siamo in sintonia tanto che percepisce il mio arrivare al maneggio.” Ad allenare Elena ci pensa Serena Belli e se è la brava ragazza diventerà qualcuno nel mondo dell’equitazione molto si dovrà a questa seria e professionale allenatrice. Per finire chiediamo ad Elena, che da ragazzina praticava il Karate, qual è il suo sogno. “Beh, prima di tutto vorrei laurearmi. Sportivamente, invece, mi piacerebbe un giorno gareggiare a Piazza di Siena.” E come non darle torto, anche se noi sogniamo di vederla un giorno gareggiare alle Olimpiadi, magari nel 2016. Lino Perini

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ANNO XXXIV - n. 15 SABATO 23 OTTOBRE 2010 Editore STEFANO TROVÒ Direttore responsabile LINO PERINI

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Periodico del Club Biancogranata Ass. Culturale Senza Scopo di Lucro Iscritta all’Albo delle Associazione Dolesi n. 103 Autorizzazione del Tribunale di Venezia n. 1422 del 22 maggio 2002 via A. Manzoni, 18 - Dolo (Ve) Tel. 041412598

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In Redazione: Matteo Bellomo, Mauro Poletto, Marino Salviato e Stefano Trovò Hanno collaborato: Luca Damin, Alberto Terribile, Daniele Paolin, Francesco Danieletto, Stefano Borgo, Simone Cercato e Ivano Sacchetto Stampa GRAFICHE 2 ESSE snc Chiuso in redazione giovedì 21 ottobre 2010

PIÙ DIFFERENZIATA PER RIDURRE I COSTI Fare bene la raccolta differenziata preserva l’ambiente e permette di contenere i costi (quindi le tariffe) legati allo smaltimento dei rifiuti. Un semplice gesto quotidiano, come quello di dividere i vari materiali, consente infatti di risparmiare materie prime, acqua ed energia, limitare l’emissione di sostanze nocive in atmosfera, ridurre la quantità di rifiuti e imballaggi da raccogliere e contenere i costi di smaltimento. Insomma, la raccolta differenziata migliora la qualità della nostra vita. Nel territorio dove Veritas gestisce l’igiene ambientale la percentuale di differenziata ha raggiunto buoni livelli: Quarto D’Altino, Pianiga e Marcon hanno superato nel 2009 il 70% e insieme ad altri 12 Comuni (Salzano, Cavarzere, Campolongo Maggiore, Camponogara, Martellago, Dolo, Stra, Fiesso D’Artico, Fossò, Campagna Lupia, Meolo e Vigonovo) sono stati premiati da Legambiente come Ricicloni. Tuttavia, c’è bisogno di un ulteriore sforzo per far cre-

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scere la percentuale e raggiungere gli obiettivi di legge. E’ necessario che ognuno di noi divida con la massima attenzione i vari materiali, rispetti i giorni, gli orari e le modalità di raccolta (quando il servizio è porta a porta) e non abbandoni mai rifiuti per strada o intorno ai contenitori. Solo così sarà possibile rispettare l’ambiente e contenere i costi di smaltimento, quindi le tariffe. Differenziata e bolletta sono strettamente collegati: più aumentano i rifiuti da riciclare e meno crescono le tariffe. Veritas opera tutti i giorni per migliorare la raccolta e lo smaltimento. Già oggi il nostro sistema è all’avanguardia. Il rifiuto secco diventa CDR (combustibile derivato dai rifiuti), poi mescolato al carbone e bruciato nella centrale termoelettrica di Fusina, creando energia elettrica. Questo consente non solo di utilizzare una fonte rinnovabile per produrre energia ma anche di ridurre drasticamente la quantità di rifiuti che finisce in discarica, oggi il 3% di quanto prodotto nel nostro territorio. Da

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qualche mese, nel centro di Mestre i rifiuti vengono raccolti di sera, quando c’è meno traffico e i camion si muovono più agevolmente. Questo ha permesso di aumentare la produttività, ridurre il numero di mezzi in circolazione e quindi l’inquinamento. In altre zone (Ca’ Sabbioni a Marghera, Dese, parte del territorio comunale di Mira e Santa Maria di Sala) i tradizionali cassonetti sono stati sostituiti con nuovi contenitori dotati di una calotta che si apre solo con una chiave elettronica nominativa. Questo sistema – prossimamente esteso anche ad altre zone – fa crescere la differenziata e diminuire la quantità di rifiuti abbandonati dai residenti nei Comuni limitrofi, dove c’è il porta a porta. Gli ispettori ambientali di Veritas, anche per contrastare questa manifestazione di inciviltà, hanno intensificato i controlli. Nel corso del 2010 sono stati infatti elevati oltre 1.700 verbali a cittadini e operatori commerciali che non rispettano le regole e l’ambiente, abbandonando rifiuti e materiali, e sono state fornite oltre 7.000 informazioni sulla raccolta differenziata.

Pagare le bollette di Veritas senza code. Veritas e Lottomatica hanno infatti sottoscritto una convenzione che consente di utilizzare la rete di ricevitorie Lottomatica (440 nella sola provincia di Venezia) e di ridurre quindi i tempi di attesa davanti agli sportelli postali o della banca. Ridurre le code è semplice. Basta presentarsi con il bollettino allegato alla bolletta in una delle ricevitorie Lottomatica che espongono l’adesivo (in foto). Del resto si occuperà il gestore che alla fine dell’operazione rilascerà una ricevuta. Il pagamento è possibile in contanti o con il Bancomat. Il costo dell’operazione è di 1 euro.

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ta da Veritas rispetta l’ambiente e contribuisce alla sua salvaguardia. L’acqua che esce dal rubinetto, infatti, non ha bisogno di bottiglie e imballaggi, non viaggia sui camion per centinaia di chilometri e non produce inquinamento. Per averla, basta aprire un rubinetto. I cittadini dimostrano di apprezzare sempre di più la qualità dell’acqua Veritas. L’annuale indagine sulla soddisfazione dei clienti rileva infatti una crescita costante della percentuale di persone che beve l’acqua distribuita da Veritas: 78,7% nel 2007, 80,7% nel 2008, 82,4% nel 2009. I cittadini apprezzano le caratteristiche della nostra acqua (prima di tutto la limpidezza), l’impegno per ridurre i consumi e la velocità di intervento in caso di emergenza. L’acqua Veritas è per la maggior parte di falda, di ottima qualità, attinta da una sessantina di pozzi a una profondità cha arriva fino a 300 metri. Viene immessa in rete anche acqua di superficie, resa potabile nell’impianto di Ca’ Solaro (Mestre), che preleva l’acqua dal Sile, il principale fiume italiano di risorgiva, e di Cavanella (Chioggia), che tratta l’acqua dell’Adige. Nei due impianti funziona un sistema di filtri a carboni attivi che migliora il sapore e le caratteristiche dell’acqua potabilizzata. L’acqua che esce dai nostri rubinetti è anche economica: 1.000 litri costano poco più di un euro, meno di una bottiglietta da mezzo litro comprata in un qualunque bar del nostro territorio. L’acqua Veritas è attentamente controllata: ogni anno il laboratorio aziendale verifica 10.000 campioni e analizza 200.000 parametri. La qualità è controllata in maniera indipendente anche dall’Arpav e dalle Usl competenti cui spetta - attraverso il Servizio igiene alimenti e nutrizione – il giudizio di potabilità.

tratto da Veritas Notizie e www.gruppoveritas.it

Elimina le code con le ricevitorie CHI BEVE L’ACQUA DEL RUBINETTO RIDUCE I RIFIUTI della Lottomatica Bere acqua del rubinetto per ridurre i rifiuti e gli imballaggi. Chi, infatti, preferisce l’acqua potabile distribui-

Dolo Sport n.15 del 23 ottobre 2010  

Dolo Sport - anno XXXIV - n.15 domenica, 23 ottobre 2010 - Autorizzazione del Tribunale di Venezia n. 1422 del 22 maggio 2002 Editore STEFAN...

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