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N. 3 - DOMENICA, 14 FEBBRAIO 2010

Dato alle stampe il libro sui cent’anni del calcio Dolo

In questi giorni è stato dato alle stampe il volume che completa la narrazione del cent’anni del calcio Dolo. Gli autori, Lino Perini e Stefano Trovò, hanno raccontato le vicende del cacio dal 1979 al 2009 valorizzando ogni annata grazie ad un testo preciso e coinvolgente dove le statistiche rigorose si mischiano alle interviste ricche di aneddoti e

Cent’anni, se li osservi al cospetto dell’infinito sono come un solo granello di sabbia nel deserto ma se paragonati alla vita di un uomo sono ben oltre il tempo vissuto da una persona. Il centenario è un traguardo importante per una società di calcio, un attestato di autorevolezza sportiva ma anche il frutto di tantissimi ed innumerevoli momenti di sana e profonda passione, il susseguirsi di emozioni e di palpitanti gioie o di delusioni. Cent’anni di passione per centinaia di persone che hanno scritto pagine di questa storia e di migliaia di persone che questa storia l’hanno ammirata attraverso i risultati sportivi, la partecipazione dei propri cari o per il semplice attaccamento a quello che rappresenta anche

passione. Le immagini poi parlano di noi e del nostro di vivere anni lontani, un po’ dimenticati. L’ottimo lavoro svolto si è reso possibile grazie al contributo di decine di appassionati che hanno supportato l’opera mossi dal grande amore per il calcio Dolo.

l’emblema del proprio paese. Il calcio è risultato indiscutibilmente per decenni il momento maggiormente aggregante per Dolo, più della politica e dei pettegolezzi. Il calcio Dolo è stato trainante per l’immagine del paese e molta vita sociale è ruotata attorno al pallone. Nel recente passato l’importanza del calcio è andata scemando ma è sempre rimasta viva. Il crescere di altre discipline sportive ha inciso ma il fascino del calcio rimane inconfondibile ed attrae anche chi allo stadio non ci va. Sicuramente i fratelli Cecchi quando decisero di fondare la società calcistica distraendo parte delle attenzioni rivolte all’epoca per il ciclismo, mai e poi mai avrebbero potuto immaginare quale meccanismo avreb-

bero messo in moto. Nel suo ‘C.S. Dolo Story’ il maestro Walter Martire ha perfettamente descritto i primi settant’anni di vita del sodalizio dolese. Ma per arrivare a cento mancano altri trent’anni che in questo libro si spera di poter raccontare con la stessa intensità e completezza riuscite a Martire. Trent’anni molto diversi da quelli lasciati nell’ultimo periodo del precedente libro. Allora si viveva l’esaltante momento del semiprofessionismo, Dolo era ai vertici del calcio che contava giocando, in serie D ed in Interregionale, confronti di prestigio contro avversari blasonati e dai mezzi sicuramente molto superiori. (Perini - a pagina tre)

San Valentino: una festa che deve far riflettere

Usciamo con il giornale il giorno di San Valentino e crediamo che sia giusto soffermarci su questo giorno di Festa. Non è una Festa religiosa e neppure riconosciuta dalla legge ma è un momento come pochi nel quale è giusto fare un esame di coscienza. Festa degli innamorati, festa dell’amore. Detto così sembra la solita occasione per regalare scatole di cioccolatini o fiori, in certi casi anche qualcosa di più impegnativo o costoso. Ma la realtà è che questa Festa dev’essere un momento di riflessione per tante, troppe, coppie che non reggono più i ritmi dell’Amore. Non è qui il caso di fare discorsi sociologici o socio-culturale ma non si può non essere preoccupati di quanto siano diventati rari i casi di rapporti affettivi duraturi, di affetti profondi e consolidati. Non è solo un fenomeno che interessa le nuove generazioni ma che sta allargandosi anche alle coppie di una certa età, coppie che sembravano inossidabili o, comunque, a prova di crisi. E gli effetti a catena che si creano nella società sono palesi, evidenti e spesso deleteri. La difficoltà al mantenimento di forti legami affettivi è sicuramente dovuta ad un modo di vita più spregiudicato, più libero e più completo che oggigiorno favorisce la nostra società. Il rapporto affettivo comporta grande euforia, momenti di estasi ma anche capacità di adattamento ad un ruolo ed ad un tenore di vita che cambia e comporta anche e diversi problemi. La società di oggi invoglia a non combattere le problematiche ma a sfuggirle e spesso l’anello debole è rappresentato dal rapporto di coppia dove le incomprensioni sono più facilmente risolvibili con la rottura anziché favorire un momento comune di soluzione. Viviamo in una società individuale dove l’io si erge come aspetto dominante dei rapporti sociali. Si pensa principalmente al soddisfacimento dei piaceri grazie alle numerose opportunità

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che il mercato offre. Giochi, spettacoli, sport, attività varie danno la possibilità a chiunque di trovare interessi che sottraggono energie al rapporto di coppia. Non solo i giovani, come detto, sono attratti dai mille diversivi con cui possono interagire. E le conseguenze sono l’instabilità dei rapporti, la difficoltà di comunicazione, l’insoddisfazione affettiva. L’amore fà girare il mondo, si diceva, e probabilmente è ancora una verità m è anche vero che diventa sempre più complicato e difficile individuare di quale Amore si parla. Il 14 febbraio è un giorno importante, un giorno che non deve passare e basta. Il regalino non dev’essere solo un atto dovuto ma la testimonianza che due persone che si amano rappresentano un tutt’uno, sempre ed ovunque. Visto che onoriamo l’Amore e con esso la passione, ci sia consentita una digressione che riguarda il calcio Dolo che compie cent’anni e che stiamo per festeggiare con un grande incontro che si svolgerà sabato 6 marzo al Palasport Stefano Baldan. Il prossimo numero sarà in gran parte dedicato a tale avvenimento per ora ci limitiamo a ricordarlo e ad augurarci che tantissimi aderiscano a questa iniziativa nel corso del quale si parlerà di un volume edito dalla nostra testata e che ricorderà gli ultimi trent’anni della storia di questo glorioso sodalizio. Speriamo anche di arrivare alla festa con la squadra in una posizione meno critica dell’attuale ma per questo giriamo il messaggio ai ragazzi che non hanno mai mancato di far sentire il loro impegno e la loro voglia di combattere. Magari se sapranno capitalizzare al massimo l’impegno con la trasformazione in rete delle occasioni che producono, non sarebbe male. A cominciare , si spera, da oggi visto che troveranno una formazione allenata da un vecchio cuore biancogranata, chissà mai che non si distragga... Lino Perini

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Cent’anni Dato alle stampe il libro sui cent’anni del calcio Dolo

(da pagina uno) Eppure Dolo non sfigurava forte della passione dei suoi dirigenti, del sacrificio di tanti collaboratori e per la bravura dei tecnici che rendevano la piazza dolese molto ambita anche dai giocatori. Il tifo era caldo, molto sostenuto e competente. Poi inesorabile è arrivato il declino figlio anche di un ridimensionamento imposto dalla stessa realtà economica e sociale, sono diminuiti gli spettatori, soprattutto quelli più giovani, sono aumentati i diversivi, si pensi solo alla payper-view, e scendendo di categoria sono venute meno anche le sfide cariche d’interesse per il valore dell’avversario. In questi anni meno facili, tuttavia, il calcio Dolo ha sempre rappresentato, seppure in forma minore, un punto di riferimento per tutta la zona della Riviera e grazie all’impegno costante delle forze direttive la società ha saputo sempre mantenere un ruolo dignitoso con qualche basso, vedi retrocessioni in Prima categoria, e qualche alto, le partecipazioni al campionato di Eccellenza che a livello regionale è il massimo ottenibile con le attuali forze. Si è parlato anche di ritorno in serie D con la presidenza Donolato, un traguardo che ha fatto sognare i tifosi, soprattutto i non più giovani che avevano vissuto quell’esperienza, ma già la conferma nell’Eccellenza è un buon risultato con la speranza che questa categoria che è il viatico per la serie agognata, si riveli foriera di soddisfazioni e capace di far trasformare i sogni in realtà.

Pasticceri e scaleteri

(effedi) Nella grande varietà di dolci popolari veneti, si spazia dal pane con l’uva, protagonista di merende scolastiche di tante generazioni, agli zaleti, dai pandoli ai forti o pevarini; tutta una serie di dolci a base di mandorle, pignoli, dai “buffi” alle “fave per i morti”, “amaretti”, “mandorlati”, “croccanti”. Venezia è stata, in assoluto, la prima maestra nella lavorazione dello zucchero, fin dal 1541; celebri le “sirele de zucaro de orzo”, dei “diavolini”, dei confetti con cuore di pezzetti di cannella, garofano, pistacchio, mandorle; confettini ripieni di semi d’anice, caffé, foglie di rosmarino, di coriandolo, cioccolato. Molto frequenti e purtroppo ormai quasi scomparsi, i “raffioli” e i “naffioli” dolci, fagottini di pasta da “crostoli” ripiena di confetture, fritti o cotti al forno.

tute, impastando con il resto della farina e poco sale. Lavorare la pasta con le mani; poi farne dei pandoli come focaccette di forma allungata e piuttosto strette. Deporle su una piastra imburrata e cuocerle al forno non troppo caldo. Tortion - E’ una specie di edizione veneziana dello strudel austriaco. Si tira una sfoglia sottile con 400 gr. di farina, quattro cucchiai d’olio, due uova e 50gr. di zucchero. Si tagliano a fettine delle mele, sbucciate e mondate, si mescolano ad uvetta sultanina, pezzetti di cedro candito, pinoli, pezzetti di biscotto, si irrora il tutto con burro fuso e lo si cosparge di cannella e zucchero. La si pone sulla sfoglia che si arrotola formando un serpentone, che si porrà in un a placca dandogli la forma di un ciambellone. Pennellare la superficie con chiara d’uovo battuta e zucchero e passare al forno per mezz’ora.

Pandoli - Dosi: fior di farina 9 etti, zucchero 1 etto, burro 2 etti, lievito 1 etto, sale, tre o quattro uova. Esecuzione: sciogliere il lievito in poco latte tepido con qualche cucchiaio di farina, lavorarlo, aggiungere poi il burro sciolto, lo zucchero e le uova bat-

Nei prossimi giorni il nostro prezioso collaboratore Francesco Danieletto dovrà affrontare una delicata operazione chirurgica. A lui vadano i nostri auguri di una pronta guarigione. L’editore Stefano Trovò

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I gettoni di presenza dei componenti la ‘commissione comunale per la pace’ devoluti all’emergenza

Haiti

I componenti della Commissione Consiliare Permanente ‘Politiche per la Pace e i Diritti Umani’ del Comune di Dolo hanno deciso di destinare a questa causa l’ammontare dei gettoni di presenza, loro spettanti per legge, percepiti nel corso della legislatura. La scelta maturata dai Consiglieri Comunali Baldan, Barbato, Broccato, Majoni, Preciso, Lazzari e Crisafi è stata condivisa anche da alcuni componenti la Giunta, che hanno volontariamente contribuito all’iniziativa. ‘La decisione di supportare l’emergenza Haiti versando il contributo tramite l’Ufficio di Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani’ – spiega l’attuale presidente della Commissione, Gianluigi Naletto - ‘è stata concordata all’unanimità tra i componenti della Commissione Pace e ha trovato piena condivisione da parte di tutta l’amministrazione Comunale. Ci è sembrata l’iniziativa in questo momento più rispettosa dell’impegno assunta nel 2005’ – conclude Naletto – ‘quando tutti insieme decidemmo che avremmo rinunciato a percepire il gettone, in qualità di commissari, per destinare piuttosto le somme a situazioni di effettivo bisogno’.

Effetto passaparola per “Gocce di Emozioni”

A quasi due mesi dall’uscita del libro Gocce di Emozioni si sente potente l’effetto passa parola; ci viene riferito, infatti, che le vendite aumentano grazie a chi ha ricevuto il consiglio di amici lettori. Un libro da non perdere dunque che, per struttura, bene racconta le nostre storie con semplicità e naturalezza. Il libro è acquistabile presso i punti vendita che hanno creduto nel nostro progetto; libreria LOVAT di Padova; a Dolo presso la libreria MORELLI di via Matteotti, la fioreria ELITE di via Piave, edicola STRADIOTTO ed il panificio TERRIBILE di via Mazzini, edicola MUTA di via B. Cairoli; a Sambruson presso la tabaccheria di via Don Sturzo e l’edicola DA PAOLA via Argine Sx; a Cazzago presso l’edicola di GIUSEPPE in piazza IV

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E’ da un bel po’ che manchiamo da queste pagine e prima di passare all’attualità forse è necessario fare un breve accenno storico. Il CAI a Dolo c’è dal 1952, anno in cui un gruppo di persone che avevano in comune la passione per la montagna decisero di costituire una sezione del Club Alpino Italiano. La passione, nel tempo, si è integrata con un bagaglio di esperienze e di professionalità che ha permesso alla sezione di proporre attività sempre più qualificate, interessanti e varie. La sezione è sempre stata un motore di iniziative che hanno lasciato segni importanti: le prime maratone Padova-Fusina, varie edizioni di Riviera Pulita, spedizioni extra-europee, l’installazione di un bivacco sul gruppo dello Schiara, gare di orientamento, contemporaneamente ad una vita sezionale sempre intensa. Dal lontano 1952 la sezione è cresciuta e ora si contano più di 600 soci. La montagna è emozione e ai soci piace condividerla. Grazie all’attività volontaria e appassionata di tanti soci volonterosi le proposte sono svariate: corsi di alpinismo ed escursionismo, tante escursioni e serate culturali. Un calendario adatto a tutti: per i lenti e i super allenati, per i bambini e gli attempati, per acquisire o migliorare le proprie tecniche, per trovare nuovi amici. A piedi, ma anche in bicicletta. Dalla primavera, all’autunno, ma anche con la neve con gli sci o con le “ciaspe”. Si frequentano prevalentemente le bellissime Dolomiti ma spaziamo anche su Alpi e Appennini, ponendo sempre particolare attenzione alla sicurezza e alla frequentazione responsabile della montagna. Il CAI è un’ottima soluzione per il tempo libero, vi si puoi trovare divertimento e svago, ma anche miglioramento tecnico, acquisizioni scientifiche, stimoli e proposte culturali, nuovi amici. Tutte le attività sono organizzate con attenzione e rispetto sia per chi vi partecipa sia per l’oggetto del nostro piacere: la Montagna, perché la Montagna e la natura sono beni preziosi di tutti. Belle ma fragili, da tutelarle e rispettare. Le nostre proposte sono: I venerdì del CAI: serate culturali presso Cinema Italia, Villa Angeli e Teatro dei Leoni a Mira nei primi mesi dell’anno. Serate con personaggi famosi ma anche con “semplici” soci che raccontano la montagna e l’ambiente con le parole, con la passione e con bellissime immagini. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti.

Fulgor, prima ed imbattuta Al termine del girone di andata del campionato di Seconda divisione la Fulgor Dolo vanta un insperato primato:

l’imbattibilità dopo 12 giornate. La squadra, formata da giovani amanti della pallacanestro e da qualche “anziano” a fare da “chioccia”, era partita con l’intenzione di giocare, divertirsi e togliersi qualche soddisfazione, ma nessuno aveva sperato di trovarsi con questi risultati dopo oltre la metà del campionato. I blog di basket parlano della Fulgor come di potenziale vincitrice di tutte le partite del girone di qualificazione in attesa della fase finale che decreterà le promozioni. Lo spirito è rimasto lo stesso, è sicuramente aumentato l’entusiasmo che porta questi atleti in palestra per tre sere la settimana e poi alla partita casalinga del venerdì sera o durante la settimana in quel di Padova dove giocano gran parte delle squadre avversarie. La prossima partita casalinga sarà disputata presso la palestra del Liceo Scientifico Galilei, venerdì 26 febbraio contro la squadra, attualmente terza in classifica, del Goose Mirano. Gli atleti agli ordine di coach Komadina sono in ordine sparso: Giovanni Paolin, Alessandro Santini, Alberto Fistarollo, Paolo Bobbo, Giacomo Cestonaro, Riccardo Pandolfo, Enrico Barbato, Marco Bertolin, Giacomo Ferrarese, Giacomo De Marchi, Luca Salsi.La Fulgor Dolo è presente anche su facebook, nei siti www.basketdolodolphins.it e Fulgor Dolo - Alessandro Santini in azione www.playbasket.it Roberto Don

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Calcio a 5, serie C2 Perarolo Vigontina vs San Lorenzo Albignasego 3-4 Pesce sbaglia tutto, Libero no! E Vio… rischia di nuovo.

Siamo così giunti alla quarta giornata del girone di ritorno del Campionato Regionale di serie C2 e, il PalaBaldan, ospita un bel match che vede di fronte il Perarolo Vigontina di Mister Vio (in foto) e il San Lorenzo Albignasego di Mister Schiavon. Padroni di casa che peccano per tre assenze importanti causa un virus influenzale: parliamo del numero 1 de Leo, Bullo e Leggio. E non è poco. Bisogna tener conto anche di Baracco che oramai la sua assenza dura da tempo. Dall’altra sponda il giudice appieda il pivot Di Virgilio per un turno (doppio giallo per proteste) costretto a saltare la sfida. Formazione tutta da inventare, quindi, per Mister Vio anche se davanti si prospettava un impegno, sulla carta, più che abbordabile visti gli ultimi confortanti risultati ottenuti. La scalata ora appare impossibile guardando la classifica odierna. Mettiamoci il cuore in pace! La partita. Primo tempo. 2’pt rovesciamento di fronte, Callegarin(P) scende indisturbato sulla fascia ed il suo diagonale non lascia scampo a Frison(SL). 1 a 0. 12’pt Saviolo(SL) si divora l’impossibile. Goal mancato e goal subito. 13’pt Gabriele Pipia(P), in campo dal primo minuto, ringrazia il mister per la fiducia concessa ed infila Frison(SL) raccogliendo un maldestro tiro di Naccari(P).

2 a 0 e primo goal in C2 per il miranese. 19’pt è Sisio(P) a mettere dentro la terza raccogliendo una corta parata di Frison(SL). 3 a 0 fra le ovazioni. Le ripartenze dei padroni di casa mettono in seria difficoltà i padovani prigionieri di un gioco lento e macchinoso. 24’pt Moda(P) da terra perde palla e l’uno-due tra Nalon(SL) e Karahasanovic(SL) è letale per i padroni di casa. Palla nel sacco e 3 a 1 nel tabellone. 27’pt i padovani riaprono la gara. Frison(SL) con le mani lancia lungo e trova pronto Bressanin(SL) ad approfittare dell’incertezza in uscita di Grioli(P). 3 a 2 grazie ad un pallonetto preciso. 30’pt il direttore di gara sorvola su di un fallo subito da Naccari(P) e poi, forse stanco o distratto, manda tutti anticipatamente a bere il thè. La ripresa. 1’st padovani sempre più intraprendenti. La botta di Zoddi(SL) scheggia il montante. 3’st punizione siluro di Popa(SL) che coglie l’incrocio dei pali. E fanno due. 12’st il Perarolo è impreciso e disorganizzato lasciando il pallino del gioco all’avversario. 21’st Pesce(P) sbaglia clamorosamente una rimessa laterale servendo Bressanin(SL) che ringrazia battendo Grioli(P) per il pari meritato. 3 a 3. 22’st Pesce(P) prende anche il giallo per un fallo di reazione dopo aver perso palla. Deludente. 27’st la beffa va in scena. Claudio Libero(SL) sottoporta esibisce un tacco d’antologia che s’infila sotto la traversa tra l’incredulità di tutti. 3 a 4. Sorpasso. 30’st c’è solamente il tempo di vedere Moda(P) calciare a lato un tiro libero concesso dopo il sesto fallo degli avversari. Il triplice fischio arriva sotto i “buuuhhh” dei sostenitori casalinghi. Settimana di fuoco per mister Vio a giudicare dai musi lunghi di tutti esibiti nel tunnel dei spogliatoi. Le assenze c’erano ma è comunque il gioco che latita. Alberto Terribile

Riviera C5: una prestazione di...marca! Si è giocata sabato 6 febbraio, presso il Palasport di Dolo,

l’ultima partita della fase invernale del Torneo RegionaleFair Play categoria Esordienti di Calcio a 5, che ha visto affrontarsi i nostri ragazzi del Riviera C5 con i quotati avversari della Marca Futsal, società la cui prima squadra milita nel campionato italiano di serie A ed è attualmente al primo posto in classifica. L’incontro, iniziato con una buona mezzor’ora di ritardo causa il mancato arrivo dell’arbitro designato, sostituito all’ultimo momento da un collega, è stato piacevole ed emozionante, e, nonostante il risultato finale sfavorevole ai ragazzi di casa, chi ha potuto assistere all’incontro si è sicuramente divertito. Partono molto bene i giocatori del Riviera, che dimostrano più voglia del solito e un atteggiamento tattico in campo che comincia a tener conto degli insegnamenti ricevuti durante gli allenamenti dai mister Chioatto e Marchiori. La squadra si difende bene e la porta rimane sempre al sicuro grazie anche alle parate del portiere Andrea Tuzzato, anche oggi premiato dagli avversari con la Green Card che viene assegnata al giocatore delle due squadre maggiormente distintosi, e in fase offensiva riesce a rendersi più volte pericolosa con ficcanti contropiedi e buone conclusioni dalla distanza. In uno di questi contropiedi Marco Sala trova la rete con il quale il Riviera si porta sull’ 1 a 0 e con cui si chiude vittoriosamente il primo tempo (ricordiamo che nella categoria Esordienti ogni tempo di gioco costituisce punteggio separato). Nel secondo tempo però viene fuori la Marca Futsal, che mette alle corde i padroni di casa, costringendoli a subire la pressione avversaria e a chiudersi per lunghi tratti nella propria area di porta. I trevigiani colpiscono i pali più volte, e alla fine riescono a realizzare la rete del meritato pareggio. A questo punto, un po’ di sfiducia e soprattutto molta stanchezza (il lungo riscaldamento in attesa dell’arbitro si fa sentire), anche per il fatto di poter disporre di solo tre cambi rispetto ai sette degli avversari, determinano il sopravvento della Marca Futsal, che realizza altre tre reti per il definitivo punteggio di 1 a 4. Peccato ma comunque bravi. Adesso, in attesa della fase primaverile del Torneo, continueranno gli allenamenti (lunedì e giovedì dalle 17.30 alle 19.00 presso la palestra dell’Istituto Lazzari di Dolo, per i ragazzi nati dal ‘97 al ‘99 che volessero iscriversi è ancora possibile), e ci sarà la probabile partecipazione ad un mini torneo che la società Petrarca Padova organizza nelle domeniche del 21 e 28 febbraio. Un altro appuntamento, a cui stiamo lavorando, è poi l’organizzazione a Dolo del nostro “Torneo Dolo a 5 - Secondo Memorial Renzo Trovò” che, risorse e disponibilità degli impianti permettendo, cerchePaolo Quattrone remo di effettuare entro maggio.

Si è spento con dignità ed orgoglio nonostante la malattia che lo aveva colpito. Mercoledì scorso ci ha lasciato Nereo Vanzan presidente dell’associazione artigiani. Personaggio di grande carisma, ex senatore del partito comunista, con il suo impegno e la sua tenacia ha cercato, al di là degli schieramenti partitici, di valorizzare sia la categoria che presiedeva sia il nostro territorio spesso ingiustamente poco rappresentato a livello politico. Promotore di iniziative di prestigio come il concorso canoro di musica lirica ‘Velluti’ o la Mostra dell’Artigianato ha dato notevole impulso al riconoscimento sociale ed economico di una categoria di lavoratori molto importante quanto trascurata come quella degli artigiani. Ai familiari ed all’Associazione Artigiani vanno le condoglianze della redazione di Dolo Sport.

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Puntuale come un orologio svizzero il 6 febbraio è iniziato il sei nazioni di rugby con la partita Irlanda – Italia a Dublino. Quello del sei nazioni è l’appuntamento europeo più importante per il rugby dove Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda, Francia e Italia nei mesi di febbraio e marzo si incontrano con partite che hanno fatto la storia di questo sport. Tutto è iniziato nel 1883 con le sole quattro squadre britanniche partecipanti: Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda con incontri diretti senza che fosse stilata una classifica finale. Nel 1910 nella Championschip (questo il nome dato alle competizioni) entra anche la Francia e il torneo diventa di fatto il cinque nazioni dove, su proposta di un gruppo di giornalisti, si comincia a stilare la classifica del torneo per decretarne la squadra campione. Per l’ingresso dell’Italia devono passare altri 90 anni. Questo è il periodo che serve alla nostra nazionale per superare il gap tecnico e economico (anche se allo stato attuale rimangono ancora molte differenze) che la separa dalle altre squadre nazionali. Il torneo diventa sei nazioni nel 2000 con l’ingresso della Nazionale Italiana. Un esordio con il botto previsto da pochissimi contro la Scozia dove la nostra squadra si è imposta con un netto 34 a 20. In questi 10 anni il percorso non è stato semplice, si contano più sconfitte che vittorie, ma questo è di stimolo per raggiungere risultati prestigiosi contro squadre che sono ai primissimi posti della graduatoria mondiale. Un giorno l’ex capitano della Nazionale Alessandro Moscardi in un’intervista disse: “Nel rugby non si inventa nulla, nel sei nazioni ancora meno. Un errore e sei immediatamente punito: non è logica ma aritmetica. Figurarsi poi cosa capita quando davanti non hai soltanto 15 uomini ma cento anni di storia che ti guardano e ti crollano addosso”. Dunque sono evidenti le difficoltà ma la carica agonistica

e di entusiasmo che accompagna tutto il movimento fanno ben sperare anche alla luce degli ottimi incontri nei testmach dello scorso autunno contro Nuova Zelanda, Sud Africa (Nazionale Campione del mondo) e Samoa. Il calendario del sei Nazioni per l’Italia: 6 febbraio ore 15.30 a Dublino – Irlanda vs Italia – risultato 29 – 11 Tanta difesa ma poco gioco della squadra italiana nella prima partita del sei nazioni. Non è bastata una difesa ben organizzata ma costretta a subire la continuità d’azione per fermare un’Irlanda convinta della propria forza e concreta in tutte le fasi di gioco. Anche la mischia Italiana, tra le più forti del mondo, ha dovuto subire con un Castrogiovanni messo in seria difficoltà dal suo diretto avversario. Si sa che la touche irlandese è molto ben organizzata ma le difficoltà espresse da quella italiana vanno oltre a quanto si poteva preventivare. Quattro touche consecutive perse, più altre tre durante l’incontro, hanno evidenziato una lacuna molto evidente in un fondamentale di gioco importantissimo. Nel gioco al piede, spesso usato solo per alleggerire la pressione esercitata dalla squadra avversaria, non ha creato difficoltà particolari agli irlandesi. In sintesi, una mischia che soffre, una touche inguardabile, una linea di trequarti costretta a difendere senza avere quasi mai palloni giocabili, un calciatore quasi improvvisato (Mirco Bergamasco) non possono di certo impensierire un’Irlanda forte in ogni reparto e determinata a confermare la leadership conquistata la scorsa stagione. 14 febbraio ore 15.30 a Roma stadio Flaminio – Italia vs Inghilterra 27 febbraio ore 14.30 a Roma stadio Flaminio – Italia vs Scozia 13 marzo ore 15.30 Francia vs Italia 20 marzo ore 15.30 Galles vs Italia Tutte le partite si possono seguire nei canali di SKY e La7. Giancarlo Simionato

PARTI CON IL PIEDE GIUSTO Il Piede tre

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Ciao ragazzi... evviva eccoci qua! Un breve riassunto. Prima puntata: il piede è a contatto con il terreno e sviluppa tipi di appoggio diversi. Seconda puntata: il piede funziona come l’assetto di un’automobile, la testa è il pilota che sente, ascolta il motore e il telaio e lavora per la messa a punto. Ok siamo pronti per partire, ma prima di farlo facciamo un salto nel passato. L’uomo primitivo camminando scalzo su terreni accidentati stimolava continuamente i riflessi di ogni parte del corpo favorendo l’equilibrio del sistema circolatorio. Scaricando la propria energia nel terreno preservava il collegamento con la terra necessaria per il ricambio psicofisico della persona umana parte integrante del sistema ecologico del pianeta. E così fece a Roma nel settembre del 1960 alla maratona olimpica un atleta semisconosciuto, di pelle scura, particolarmente osservato,che si presentò a piedi scalzi sulla linea di partenza: Abebe Bikila (parleremo di lui in maniera più approfondita nelle prossime puntate. Ora vi dico solo per chi non lo sa che vinse la medaglia d’oro.) Con la modifica del nostro ambiente (colate di asfalto e cementificazione) tutto ciò non sembra più possibile, tutto sembra allontanarsi da quelle condizioni ideali. Tranquilli... tutto è recuperabile e migliorabile attraverso la riscoperta di noi stessi. Un piccolo sforzo mentale può ricondurci al nucleo primordiale dell’uomo ma con il vantaggio di poter sfruttare tutte le tecnologie che abbiamo a disposizione per migliorare il nostro movimento. Per utilizzare al meglio i nostri piedi al fine di camminare, correre, passeggiare, durante la vita di tutti i giorni è necessario scegliere la scarpa giusta. Il piede deve essere protetto dalla scarpa e d’altra parte il mercato delle calza-

ture sportive è in continua evoluzione. La scarpa è il mezzo con cui trasmettiamo la nostra spinta al terreno e quindi dovrà avere caratteristiche di ammortizzamento, stabilità e aderenza. Adesso possiamo uscire all’aperto e metterci in movimento possibilmente lungo un argine di un fiume,su un parco, in campagna, in riva al mare scegliendo delle superfici morbide quali sentieri sterrati, erba, etc. Il piede svolge un’azione combinata con tutto il corpo e nella dinamica, sopratutto nella corsa, vengono distinte due fasi: una fase di contatto con il terreno e una fase di volo (ecco perché si dice corre come il vento). Esistono due tipi di appoggio sul terreno: con il tallone e sull’avanpiede e si distinguono in base al rumore dell’impatto con il suolo. Chi fa “ciap ciap ciap” atterra sul terreno prevalentemente con il tallone e il questo tipo di movimento non è sufficientemente elastico. La condizione ideale si verifica quando c’è equilibrio tra le varie parti, cioè quando tallone e avanpiede lavorano assieme alle ginocchia. Se non c’è rumore la tua corsa/camminata è particolarmente efficacie, reattiva come quella di un felino. La testa “cammina” dritta, ben piantata su un busto eretto e la coda dell’occhio guarda il movimento dei piedi per vedere se sono diritti, a papera o sbilanciati verso l’interno. Le spalle vanno mosse il meno possibile per non creare torsioni sulla spina dorsale, sono le braccia che accompagnano il movimento delle gambe. Le spalle aperte favoriscono l’apertura del torace necessaria per una corretta respirazione. Che ne dite? Provate? se lo farete migliorerete il vostro stile, la vostra postura; ne guadagnerà anche il vostro portamento. Alla prossima. Luca Damin

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Il presidente Moreno Volpe si ribella

Volper e Majoni entrambi espulsi

Ha subito la sua prima espulsione, un modo per reagire a torti che ritiene vengano perpetrati ai danni del calcio Dolo. A Moreno Volpe chiediamo spiegazioni e lui con la solita franchezza ci dice: “Ho rivolto una frase irriguardosa all’assistente dell’arbitro ma me l’ha tirata fuori. Non era per il rigore concesso ma per una segnalazione di palla uscita dal campo molto evidente che prima ha segnalato e poi ha negato. Quando gliel’ho fatto notare mi ha detto di stare zitto ed allora, sentitomi provocato, ho reagito. Forse ho sbagliato ma se gli arbitri chiedono rispetto devono anche darlo.” E’ solo l’inizio di una reazione a difesa della sua squadra che onora il massimo dirigente: “Mi è sembrato ancora una volta di vedere un atteggiamento generale di accanimento contro la squadra. Ad ogni minimo fallo i miei ragazzi venivano ammoniti mentre i giocatori della Vigontina per analoghi falli non subivano il cartellino giallo, non mi sembra un comportamento giusto. Forse a qualcuno il Dolo in Eccellenza dà fastidio?” La provocazione di Volpe trova riscontro in altre analisi. “Siamo stati abbastanza tartassati eppure siamo forse l’unica società del girone che paga regolarmente i rimborsi spese in modo puntuale, a volte anche in anticipo. Altrove non mi sembra accada eppure nessuno interviene.” A cosa si riferisce? “Mi riferisco alla situazione del San Donà e mi chiedo se sia regolare che una società mandi in campo i ragazzini sfalsando una gara importante in chiave salvezza come quella con la Miranese e, comunque, dimostrando che altrove vi sono problemi ma forse San Donà o Vigonza od altri posti, cito per citare, hanno più diritto del Dolo di rimanere in categoria?” Un’altra provocazione... “Si, spero solo che domenica contro l’Edo Mestre non prosegua questa striscia di danni contro di noi. Ma, a questo punto, mi stupirei del contrario.” Conoscendo la pacatezza del presidente dolese ci sorprende questo suo sfogo ma evidentemente il vaso è colmo e la pazienza ha raggiunto il limite. Lino Perini

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IL PUNTO

Classifica condizionata da rinvii e turni periodo intenso per le squadre di questo di riposo. Comunque sia, a parità di girone che dopo questo ventiduesimo gare giocate, il Ponzano è rimasto soliturno giocheranno domenica prossima il di Lino Perini tario al comando della classifica nonventitreesimo, mercoledì 24 il ventiquatostante il turno di riposo complice la tresimo e domenica 28 febbraio il ventisconfitta interna patita dall’Opitergina cinquesimo e si attende dalla ad opera del Liapiave con una rete Federazione di conoscere la data del segnata nei minuti conclusivi. A benefirecupero del turno di fine gennaio che ha ciare maggiormente dello stop delle due visto quattro gare rinviate fra cui trevigiane, uno sul campo e l’altro forFeltrese-Dolo. Limitandoci alla sola zato, è stato il Sottomarina che continua giornata odierna, spiccano le trasferte a vincere, successo per 2-0 sulla dell’Opitergina a Conegliano, una vittoFeltreseprealpi, ed ora è a sole due lunria degli ospiti immaginiamo sarebbe ghezze dalla vetta ed ad un punto dal tanto gradita anche ai biancogranata secondo posto. I neroverdi diventano dolesi, mentre il Sottomarina giocherà a davvero una pretendente seria al salto di Vigonza, anche in questo caso in casa categoria anche perchè hanno un orgadolese si farà il tifo per chi viaggia. Il nico di prim’ordine, entusiasmo e granPonzano potrà difendere il primato ospide determinazione. Già sognano il tando il San Donà che se dovesse perduderby col Chioggia. Della frenata delle rare lo sciopero dei giocatori avrebbe prime due ha gioito anche il Giorgione, non poche difficoltà ad allestire una rosa corsaro al Baracca dove ha sconfitto da mandare in campo. Sicuramente fra le Alessandro Niero a quota 9 goal l’Edo Mestre, ed il Liapiave che, appungare più incerte quella tra Liapiave e to, ha espugnato Oderzo. Il distacco di queste due forma- Marosticense, due squadre in salute, mentre a Mirano si zioni rimane notevole per ritenerle in grado di tornare in gioca forse la gara più equilibrata fra i padroni di casa ed corsa per i primissimi posti. Ammucchiata nelle zone di il Giorgione. Potrebbe incrementare la sua serie positiva il bassa classifica. La Marosticense sembra ripetere il cam- Treviso che ospita l’Ardita Moriago mentre la Feltrese, mino della scorsa stagione e sta risalendo posizioni men- oramai posizionata a centroclassifica, ospita un Romano tre in buon momento di risultati anche il Treviso che ha che cerca punti importanti in chiave salvezza. Il match colto tre punti pesanti a Romano d’Ezzelino, seconda vit- clou per non retrocedere sarà di scena al Walter Martire toria esterna consecutiva dopo quella col Dolo. dove i ragazzi di Toffaloni si giocano molto contro l’Edo Importante successo esterno anche della Miranese a San Mestre allenato da Michele Salvagnin. Per l’ex tecnico e Donà ma qui bisogna spendere due parole sulla situazio- giocatore biancogranata un ritorno che sicuramente gli ne dei biancocelesti che sono in caduta libera complici i creerà forti tensioni interne mettendo a confronto le sue problemi societari che hanno portato ad uno sciopero dei esigenze attuali con il cuore che è ancora tinto di biancogiocatori che reclamano da mesi i rimborsi spese pattuiti granata, ironia della sorte proprio il giorno di San con la proprietà. Non ha certo contribuito a rasserenare Valentino. l’ambiente la pesante sconfitta casalinga per 4 a 1 contro Classifica marcatori. Con 13 reti Tormen la Marosticense. (Feltreseprealpi); con 12 reti: Sabatini (Sottomarina,3) e Pareggi per 1-1 fra Ardita Moriago e Union CSV e fra De Bernard (Edo Mestre,1); con 10 reti Favaro Dolo e Vigontina. In settimana si è giocato anche il recu- (Treviso,2); 9 reti Niero (Dolo RdB,5), Vivian e Gazzola pero fra San Donà e Marosticense mentre la Miranese ha (1) (Ponzano); con 8 reti Nicolella (Liapiave); con 2 reti disputato la finale, fase regionale, di Coppa Italia contro Ballarin (Dolo RdB) e con una rete: Faggian, Fonti, il Vittorio Veneto, formazione di Promozione. Ancora un Fontolan, Pilutti e Vio (Dolo RdB)

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ANNO XXXIV - n. 3 DOMENICA 14 FEBBRAIO 2010 Editore STEFANO TROVÒ Direttore responsabile LINO PERINI

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Periodico del Club Biancogranata Ass. Culturale Senza Scopo di Lucro Iscritta all’Albo delle Associazione Dolesi n. 103 Autorizzazione del Tribunale di Venezia n. 1422 del 22 maggio 2002 via A. Manzoni, 18 - Dolo (Ve) Tel. 041412598

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In Redazione: Matteo Bellomo, Mauro Poletto, Marino Salviato e Stefano Trovò Hanno collaborato: Fausto Scocco, Emiliano Saccon, Cecilia Canova, Anna Canova e Wilbur Walsh oltre a: CAI Dolo, Alberto Terribile, effedi, Roberto Don, Paolo Quattrone, Giancarlo Simionato e Luca Damin Stampa Tip. Canova Dolo - Chiuso in redazione giovedì 11 febbraio 2010

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L’ACQUA DI RUBINETTO Buona, controllata, economica e rispettosa dell’ambiente

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Da dove arriva la nostra acqua L’acqua potabile erogata da Veritas è di ottima qualità ed è distribuita da una rete di oltre 3.600 chilometri. Dai rubinetti esce soprattutto acqua di falda, attinta da una sessantina di pozzi a una profondità cha varia tra 60 e 300 metri. Viene

immessa in rete anche una percentuale di acqua di superficie, potabilizzata nell’impianto di Cavanella (Chioggia), che tratta l’acqua dell’Adige, e di Ca’ Solaro (Mestre) che preleva l’acqua dal Sile, il principale fiume italiano di risorgiva. Negli impianti di potabilizzazione è in funzione un sistema di filtri a carbone attivi in grado di migliorare il gusto e le caratteristiche dell’acqua potabilizzata, fino a renderla del tutto simile a quella di falda. Ogni anno Veritas effettua sull’acqua potabile circa 10.000 esami di laboratorio e analizza oltre 200.000 parametri. Chi è Veritas Veritas - Veneziana Energia Risorse Idriche Territorio Ambiente Servizi è la società per azioni, di proprietà dei Comuni di Venezia, Marcon, Quarto d’Altino, Mogliano, Preganziol, Quinto di Treviso, Zero Branco, Morgano, Mira, Mirano, Spinea, Martellago, Scorzè, Dolo, Noale, Santa Maria di Sala, Salzano, Camponogara, Campolongo Maggiore, Pianiga, Vigonovo, Strà,

Campagna Lupia, Fiesso d’Artico, Fossò. E’ la prima multiutility del Veneto per abitanti serviti nei settori del ciclo idrico integrato e dell’igiene ambientale. Fornisce infatti servizi a 28 Comuni e 673.000 abitanti (il 75% della provincia di Venezia e il 15% del Veneto), a cui vanno aggiunti gli oltre 23 milioni di turisti che ogni anno affollano Venezia, il Litorale e le zone limitrofe. Veritas, con 2.000 dipendenti e 270 milioni di fatturato, eroga servizi (molti dei quali certificati) ai cittadini, alle imprese e al territorio. Opera nel ciclo dei servizi idrici integrati e di quelli ambientali, vende e distribuisce energia attraverso società controllate. Fornisce inoltre servizi urbani collettivi, territoriali e industriali e si occupa della gestione integrata di servizi cimiteriali e funerari, mercati all’ingrosso e della bonifica di siti inquinati. Nel 2007 Veritas ha distribuito 103 milioni di metri cubi di acqua, ha trattato 73 milioni di metri cubi di reflui, ha venduto 68 milioni di metri cubi di gas e ha smaltito 473.000 tonnellate di rifiuti. CALL CENTER

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tratto da Veritas Notizie e www.gruppoveritas.it

L’Acqua Veritas Acqua Veritas è l’acqua potabile distribuita da Veritas nella maggior parte dei Comuni della provincia di Venezia e in alcuni che si trovano in quella di Treviso. I Comuni sono Venezia, Chioggia, Mira, Mirano, Spinea, Martellago, Dolo, Scorzè, Noale, Santa Maria di Sala, Salzano, Cavallino-Treporti, Camponogara, Campolongo Maggiore, Pianiga, Vigonovo, Stra, Campagna Lupia, Fiesso D’Artico, Fossò, Mogliano Veneto, Preganziol, Quinto di Treviso. Mille litri della nostra acqua costa solo un euro L’acqua potabile distribuita da Veritas è tra le migliori d’Italia per qualità, caratteristiche e sapore, attentamente controllata e soprattutto economica. Infatti, 1.000 litri di acqua di rubinetto (un metro cubo, quanto una persona consuma mediamente in cinque giorni) costa circa un euro, molto meno rispetto al prezzo di una bottiglietta da mezzo litro di acqua acquistata in una qualunque spiaggia veneta. La tariffa idrica applicata nel territorio servito da Veritas è tra le più basse d’Italia. A Bologna ad esempio (fonte Federutility) un metro cubo di acqua potabile costa 1,21 euro; a Firenze 1,36; 1,13 a Genova; 1,02 a Napoli. All’estero l’acqua è ancora più cara: Berlino 4,30 euro; Ginevra 2,97; Bruxelles 2,12; Sydney 1,81; Amsterdam 1,47; Barcellona 1,46; New York 1,18. Quanto costa l’acqua del Sindaco (tariffa media): Miranese e Riviera del Brenta 0,92476 € per m3; Chioggia 1,34487 €per m3; Mogliano Veneto, Preganziol e Quinto di Treviso 0,96703 €per m3; Venezia e Cavallino-Treporti 0,94662 € per m3 (fonte Aato “laguna di Venezia”)


Dolo Sport n.03 del 14 febbraio 2010