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ANNO XXXIV

Venicemarathon 2010

Un coccodrillo in Riviera Paolo Donaggio aprirà la via d’acqua per Venicemarathon numero 25

Paolo Donaggio si appresta a tagliare i settant’anni ed è questo fuoriclasse del nuoto in mare che ha raccolto la sfida di percorrere la Venicemarathon lungo le placide acqua del Brenta. Abbiamo incontrato Paolo a Dolo in una calda giornata estiva e gli abbiamo fatto conoscere la nostra cittadina che attraverserà a nuoto il 24 ottobre prossimo. Lo abbiamo visto entusiasta delle vie d’acqua dolesi e pronto a tuffarsi nel Brenta cercando il suo elemento amato da oltre sessant’anni. “Ho incontrato per la priva volta l’acqua a cinque anni – ci racconta Paolo – cadendo dalla fondamenta della Misericordia a Venezia.” Un inizio traumatico che è sfociato nell’agonismo. “Ben presto sono entrato nella Rari Nantes Ferrovieri di Venezia, il dopolavoro ferroviario dove ho incontrato il nuoto agonistico. La società insegnava a nuotare ed inoltre veniva gestito l’atleta più promettente.” A quando risale la prima vittoria agonistica? “Nella mia prima gara, a 11 anni, ho vinto una gara della Rari Nantes contro il gruppo sportivo delle Zattere. Era il mio esordio agonistico. Poi sono entrato a far parte della società del Dopolavoro Ferroviario dove ho fatto parte delle squadre degli allievi. Gli allenamenti erano diversi da oggi e la stessa tecnica di nuoto era diversa. Poi a vent’anni mi sono dedicato al pentathlon militare. Intanto avevo partecipato alle staffette dei cento chilometri da Riccione ad Ancona, era una gara di nuoto pinnato molto dura.” Come nasce la passione per le maratone di nuoto? “Tutto è nato da un sfida con Fulvio Bergamin che era stato il primo a tentare la Trieste Venezia. Fu Bergamini, nel 1971, a tentare di stabilire il record sulle 24 ore di nuoto in piscina al Rench di Mestre. Andai con i miei amici ad assistere al tentativo, rimasi molto colpito dal tentativo di Bergamin. In quell’oc-

casione mi sono sentito subito pronto a sfidare Bergamin. Il proprietario del Rench lanciò subito la sfida che abbiamo realizzato a San Donato Milanese. Arrivammo a parimerito dopo 59,8 chilometri percorsi. Per me la gara in piscina era massacrante e lasciai la specialità dopo aver stabilito il record del mondo nelle 24 ore nel 1976 a Varedo, in provincia di Milano, con 70,693 chilometri percorsi.” La lista delle imprese di Donaggio è impressionante ma spicca la Pavia - Venezia: 416 chilometri percorsi in 83 ore. “Anche questa gara l’ho fatta con Bergamin, l’ennesima tappa della nostra sfida sportiva. Quei 416 chilometri sono stati durissimi anche per il nostro seguito che comprendeva anche il vicepresidente del Milan Gianni Nardi che ci accompagnò appassionandosi anche al nostro sport. Ricordo che il Po era in secca e ci ritardò di 36 ore ci diedero per dispersi. I giornali di allora comunque ci soprannominarono ‘i coccodrilli’ ed anche Mike Buongiorno si occupò di noi nella sua trasmissione Rischiatutto: (Trovò - a pagina due)

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Periodico del Club Biancogranata N. 11 - DOMENICA, 18 LUGLIO 2010

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Andrea Magrassi

UN DOLESE DA SERIE A

Non abbiamo ricordi recenti di giocatori nati o cresciuti nel calcio Dolo e poi arrivati in serie A. A memoria ci sembra che l’ultimo sia stato Franco Dori col quali abbiamo parlato qualche anno fa prima che un incidente lo portasse via. L’ala di Venezia, Roma e Messina, nato a Chirignago il 5 giugno del 1943, negli almanacchi delle figurine Panini risulta cresciuto calcisticamente nel Dolo e lui stesso ci ricordò il suo veloce passaggio nelle fila biancogranata. Fatta questa premessa che merita, da chi ne fosse a conoscenza, i dovuti aggiornamenti, ci tuffiamo a scoprire il nostro personaggio il cui futuro da serie A sembra averlo scritto nel suo Karma e così, cinquant’anni dopo Dori un altro dolese ha l’opportunità di calcare i terreni verdi della massima serie. Quel che, in parte, stupisce è che solo pochi ragazzi dolesi siano riusciti a fare quel salto verso il massimo torneo nazionale e ciò a dispetto di un vivaio curato ed invidiato che ha sempre avuto la possibilità di occuparsi dei giovani con profitto, escluso qualche periodo buio e che, a parte Nicola Bisso, non ha regalato al professionismo altre gioie. Ma il discorso andrebbe in altre direzioni e non ci consentirebbe di conoscere a fondo Andrea Magrassi. Come molti ricorderanno il padre, Paolo, è stato un giocatore di buone doti ma di altalenante rendimento. E la storia di Andrea ricorda, fatte le debite proporzioni, quella di GianMarco Zigoni. Papà Gianfranco Zigoni era tutto genio e sregolatezza ed arrivò sino ai vertici del calcio nazionale legando le sue fortune soprattutto alle stagioni juventine. (Perini - a pagina quattro)

I RAGAZZI DELL’ISOLA BASSA DI COLETTO PRESENTATO ALL’EX MACELLO

Con una cerimonia sobria, molto familiare e gradita, Alberto Coletto ha presentato il suo primo libro ‘I Ragazzi dell’Isola Bassa’. Per la verità già in marzo vi era stata una precedente presentazione ma era riservata agli ‘allievi’ dell’Università della Riviera del Brenta. Comunque, dopo quella prima uscita del libro, la vendita si è subito dimostrata elevata tanto che in soli ventitre giorni le

scorte della casa editrice laboratorio.ds sono andata esaurite. Si è resa necessaria la prima ristampa e con la stessa il Club Biancogranata, che è l’associazione che cura le edizioni librarie attraverso il laboratorio.ds, ha giustamente pensato di presentare a tutti l’opera di Alberto Coletto.

(Perini - a pagina tre)

La presentazione all’ex Macello: Lino Perini, Alberto Coletto, Giuseppe Bortolussi, Giuliano Zilio ed Antonio Pra.

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UN COCCODRILLO IN RIVIERA

(da pagina uno) era il 1973 ed eravamo tutti più giovani.” Un grande evento sportivo per l’epoca. “Eravamo seguiti da Notarnicola, un corrispondente del Corriere della Sera, che redigeva una rubrica giornaliera sull’evento.” L’arrivo a Venezia. “Arrivati a Chioggia decidemmo di arrivare a San Marco assieme anche perché avevamo accumulato un grande ritardoci. Il Sindaco, Giorgio Longo, ci premiò con una prestigiosa medaglia d’oro del Comune. Per me fu un grande onore.” Dopo un numero incredibile di chilometri nuotati nel 1979 tutto sembrava avere fine, ma nel 2006 tutto riprende con la Chioggia-Venezia. Quali le motivazioni di questo ritorno? “Nel 2006 ho deciso di tornare alle gare perché nella mia società Nuoto Sub

Team Donaggio solo i vecchi si ricordavano delle mie gare degli anni ‘70‘80 ed i giovani apparivano increduli ed erano arrivati al punto di voler cambiare il nome stesso della società. Allora mi sfidarono per rinnovare la mia storia sportiva. Così da Chioggia a Venezia ho coperto i trenta chilometri in sette ore e cinquanta.” I cosiddetti giovani si sono convinti? “Credo di si!” Nel futuro di Paolo la Venicemarathon a nuoto? “L’idea è venuta a Loris Potente che mi ha proposto questa suggestiva impresa con molti aspetti interessanti: l’arrivo a Venezia, la bellissima Riviera del Brenta che mi ha sempre affascinato. L’unico ostacolo vero era la verifica della qualità dell’acqua ma ho ricevuto delle assicurazioni scientifiche rassicuranti.” Superato l’ostacolo della qualità dell’acqua del Brenta:

avete già studiato il percorso? “Sono 34 chilometri molto impegnativi perché dovrò superare degli ostacoli per me e per il mio seguito dei gommoni.” Quale la preparazione in vista del 24 ottobre? “La preparazione la divido fra la piscina a Mogliano, per 90 minuti al giorno, ed il mare aperto dove non ho virate che mi rallentano il ritmo.” Quale sarà il tempo di percorrenza della Venicemarathon di Paolo? “Percorrerò i 34 chilometri in circa 7 ore.” Dopo la partenza da Stra quali saranno le risorse mentali alle quali attingere? “Per la prima ora ci devi mettere la voglia di fare l’impresa e di portarla avanti di bracciata in bracciata. Poi esce la preparazione che ti porta avanti fino a Venezia con una nuotata più regolare possibile.” La voglia di arrivare a Venezia è già molta? “A quasi settant’anni d’età di voglia di arrivare ne ho moltissima.” Stefano Trovò

Dicono di lui Io di “matti” che fanno le maratone in mare ne ho conosciuti molti, “matti” con le virgolette naturalmente: dai campioni di qualche anno fa Baldini, Formentini, al campione mondiale uscente della 25 Km Valerio Cleri, al mio caro amico Riccardo Bucci… ma quello che ho capito è che quello che li spinge a simili imprese, perché di questo stiamo parlando, perché nuotare in piscina è un altro mondo che nuotare tra le onde, con l’acqua salata in bocca, con le meduse che ti pungono o chissà cos’altro, quello che li spinge è la passione e una grossa forza d’animo, e Paolo Donaggio incarna alla perfezione tutto questo e ancora di più, nuotare per ore e ancora ore non è cosa di poco conto... per me che ero abituato a fare i 100 metri stile libero e ogni tanto i 200 quindi gareggiare tra i 49 e i 110 secondi scarsi tutto questo mi sembra impossibile! Il comitato d’accoglienza: Sacchetto. Donaggio e Cercato Ora aspettiamo Paolo all’arrivo e festeggiamolo! Simone Cercato

PICCOLE RIFLESSIONI

Se ne stanno andando tutti. E’ il segno indelebile del tempo che passa. E cambiano anche i ritmi della vita. Dieci giorni fa è morto anche Lelio Luttazzi, 87 anni, nella sua amata Trieste. Conduttore, cantante, compositore. Agli albori della televisione, quando il tubo catodico trasmetteva solo in bianco e nero, era uno fra i personaggi più popolari. Per il suo stile sobrio, la sua raffinatezza linguistica e capacità d’intrattenimento era un signore dello spettacolo. Ma la sua massima popolarità la raggiunse come conduttore di una trasmissione divenuta famosa quanto il mitico

‘Tutto il calcio minuto per minuto’. Si chiamava ‘Hit parade’ ed era la classifica dei dischi più venduti della settimana secondo l’indagine di mercato della Doxa. Per i ragazzi di allora era un evento da non perdere. Tutti i venerdì alle ore 13.00 le radio si sintonizzavano sul programma RAI. Anche perché all’epoca poche alternative esistevano se non la mitica Radio Capodistria e, per qualcuno, radio Montecarlo. Il problema era arrivare in tempo a casa uscendo da scuola perché le lezioni finivano alle 13.05 e poi c’era il problema del pranzo. A quel tempo tutti si mangiava assieme in religioso silenzio e con il massimo rispetto di orari e di presenza. Non esistevano concessioni o possibilità di deroghe. Ripensando ai nostri tempi appare evidente che tutto è cambiato. Le classifiche si ascoltano o, meglio, si vedono, con continuità quasi esasperante. Difficile ritrovare ancora famiglie riunite a tavola contemporaneamente ed anche se ciò accadesse la televisione accesa poco spazio darebbe all’ossequioso rispetto dello stare insieme come momento di dialogo fra genitori e figli. L’evoluzione è una bella cosa ma l’attesa settimanale della Hit Parade, chissà perché, manca non poco come certe abitudini passate di

moda ma molto gradevoli che il tempo ci ha tolto. Soprattutto sono venuti meno le piacevoli gioie che sono conseguenza dell’aspettativa. Troppo e facile non è sempre sinonimo di felicità. Lino Perini.

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SAPORI DI RIVIERA

LE SALSE NELLA PREPARAZIONE DEL PESCE

Ho sempre sostenuto, ed è una mia idea fissa, che il pesce, purché freschissimo, deve essere gustato nel modo più naturale possibile. Esistono però salse, le più fondamentali, che sono un ottimo accoppiamento nel presentarlo in tavola, fermo restando ovviamente che non ci sia improvvisazione da parte di cuochi che, con la scusa di un ipotetica cucina francese, mascherano odori sgradevoli, derivati da lunghe permanenze in frigorifero, propinandoci preparazioni disgustose: le salse insomma, devono esaltare le virtù del pesce anziché travisarle e nasconderle. Gli ingredienti devono essere minuziosamente tritati quasi a formare una poltiglia, quindi: tagliere, mezzaluna o mortaio in pietra; usate il meno possibile il frullatore che è sicuramente più pratico e comodo, ma gonfia e altera in maniera innaturale i componenti la salsa con risultati poco soddisfacenti. Cominciamo con la madre di tutte le salse: la maionese, di chiare origini francesi anche se nel rinascimento qualcosa di simile assieme alla “colla” poi chiamata bechamel esisteva già nelle cucine delle corti italiane. MAIONESE Ingredienti: due rossi d’uovo, olio di semi, olio extra vergine di oliva, mezzo cucchiaio di senape, il succo di un limone, sale e pepe. Preparate tutti gli ingredienti a temperatura ambiente, ponete in una ciotola i rossi d’uovo e la senape, cominciate ad amalgamarli con un frustino aggiungendo due cucchiai di olio di oliva e continuate poi con l’olio di semi, sempre a filo, finché la salsa sia addensata e morbida, consistente. Continuate sempre aggiungendo olio e alla fine aggiungete il limone, sale e pepe. Se impazzisce ricominciate tutto daccapo. SALSA AURORA Ingredienti: maionese, Worcester sauce, Ketchup, un cucchiaio di cognac per profumare. Preparate la maionese come sopra, aggiungete gradatamente il ketchup, fino a raggiungere una tonalità rosata e una consistenza cremosa, poi, sempre mescolando, proseguite con due spruzzate di Worcester e il cognac. Ricordatevi che alla partenza la salsa deve essere molto soda, in modo che il risultato finale non sia troppo liquido. Si serve con cocktail di scampi o gamberi ma anche sopra un meraviglioso filetto al carpaccio di Arrigo Cipriani. BESCIAMELLA PER PASTICCI DI PESCE Ingredienti: 50gr. di burro, 50gr. di farina, mezzo litro di brodo di pesce ristretto, sale e pepe, un pizzico di noce moscata. Preparate una normale besciamella e al posto del latte usate il brodo ristretto di pesce che preparerete con scarti di pesce assortito, fatti bollire e aromatizzati a piacere con erbe. Francesco Danieletto

Metti una serata con Luca

In questa calda estate povera di appuntamenti e ricca di alcool allo Squero Monumentale andrà in scena il Concerto di Luca Francioso portato in scena, domenica primo agosto dalle ore 22, in collaborazione con l’Associazione Catarsi Onlus di Dolo. I concerti di Luca sono un’occasione per ascoltare la sua musica e per conoscere la prosa dei suoi romanzi. Affascinato da tutte le forme espressive artistiche, durante gli spettacoli sono frequenti le partecipazioni di altri artisti, musicisti e cantanti che condividono il viaggio di alcuni brani, ma anche fotografi, pittori, scultori, orafi che a volte, durante i concerti, espongono le loro opere, con l’intento di condividere storie ed emozioni. Stefano Trovò

I RAGAZZI DELL’ISOLA BASSA DI ALBERTO COLETTO PRESENTATO ALL’EX MACELLO

(da pagina uno) Un libro che ha suscitato tanto interesse e che ha avuto il potere di coinvolgere due Amministrazioni comunali, quella uscente del sindaco Gaspari che aveva preso a cuore l’iniziativa di Coletto grazie all’interessamento dell’ex assessore alla cultura Alberto Polo, e quella subentrata con le parole, nel libro, del Sindaco Maddalena

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Gottardo e dell’assessore alla cultura Antonio Pra. Quest’ultimo era presente anche alla presentazione svoltasi all’ex Macello assieme al vice sindaco Giuliano Zilio mentre fra il pubblico si sono notati anche l’assessore allo sport Cecilia Canova e quello ai lavori pubblici Alessandro Ovizach oltre a componenti della vecchia amministrazione quali l’ex sindaco Antonio Gaspari e gli ex assessori Alberto Polo e Gianni Lazzari. A completare il ‘parterre’ politico, dalla vicina Mira è intervenuto anche Fabio Zaccarin. Ad impreziosire la presentazione dell’opera la presenza di Giuseppe Bortolussi che oramai è personaggio affermato e ricercato per la sua competenza tecnica ed economica ma che non ha dimenticato di essere stato un ‘piassaroeo’ ed in tale veste ha parlato del libro che ha definito, in modo del tutto azzeccato: “Un trattato di antropologia culturale.” Bortolussi ha poi raccontato aneddoti e si è tuffato con evidente piacere nel mare dei ricordi di anni passati ma ricchi di momenti d’intensa partecipazione emotiva. Durante la presentazione la voce calda di Ornella Vanuzzo ha ‘descritto’ due brani del libro con la consueta stupenda intonazione e profondo coinvolgimento. A chiudere un bel pomeriggio di suggestioni il buffet, offerto da laboratorio.ds con la collaborazione della macelleria ‘Da Massimo’ ed il panificio ‘Terribile’, di cibi tipici degli anni cinquanta/sessanta. Un tocco di sapiente revival e di gustoso presente molto apprezzato dai convenuti. Lino Perini

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(da pagina uno) Trevigiano di Oderzo conobbe notorietà anche al Verona nella famosa vittoria per 5-3 al Bentegodi del maggio del 1973 che impedì al Milan di Rocco, Rivera, Bigon, Prati, Chiarugi e del povero Roberto Rosato, scomparso qualche settimana fa, di vincere un meritato scudetto. Ironia della sorte vuole che il figlio GianMarco, tutto l’opposto del padre come carattere e conformazione fisica, sia stato acquistato nell’estate del 2009 dal Milan che lo prelevò dal Treviso. Ora il giocatore è stato ceduto in comproprietà al Genoa e dovrebbe giocare in prestito all’Atalanta. Nel caso del nostro personaggio le similitudini sono molte. Paolo Magrassi era un attaccante tutto genio e ‘nervi’ mentre Andrea è un ragazzo riflessivo e dal fisico incredibile con i suoi 193 centimetri di altezza. Paolo Magrassi esordì in serie D nel Dolo di Romolo Camuffo a 17 anni, Andrea per ora la prima squadra la sogna ancora ma siccome parliamo di Brescia, formazione di serie A, il suo esordio sarebbe sicuramente di ben altro spessore rispetto a quello di papà Paolo che del figlio è il primo tifoso, un consigliere, un amico, un grande fan e spesso il suo angelo custode. “Se sono arrivato dove sono lo dove molto a mio padre che mi ha seguito sempre, mi ha sostenuto e continua a darmi un sacco di consigli.” Che Andrea, nato a Dolo il 6 febbraio del 1993, fosse predestinato a giocare a calcio lo si era capito sin da quando era bimbo, forse già da quando era ancora nella pancia della mamma che assieme alla sorella sono sue caldissime tifose. A quattro anni era già in campetto a Sambruson a tirare calci al pallone sotto lo sguardo attento ed ammirato di mister Otello Ditadi. Poi il passaggio al Dolo con Franco Cazzuffi ad indottrinare il piccolo campione nella formazione Primi calci ed in quella dei Pulcini. Ma Andrea la stoffa ce l’aveva sin da Pulcino ed a nove anni ecco il grande salto al Venezia. Otto anni a girovagare in campetti della provincia dove si allenavano i neroverdi e giocavano: Zelarino, Gazzera, al Taliercio di Mestre, Spinea, Marano. Il papà a fare da autista e tanti tecnici ad insegnargli il calcio: Remigio Renosto, Michele Serena, Ivan Galante, Daniele Fortunato, Aldo Viganò ed il primo che è stato Fabio Toffanello e che per due stagioni diventò il primo grande maestro di Andrea. Nel 2009 il Brescia adocchia questo centravanti che va a segno con continuità nella squadra degli Allievi Regionali (saranno 17 a fine cam-

“Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono” cantava il mitico Giorgio Gaber (in foto). In questa complessa ed arroventata estate di piena crisi e costretta dall’aria condizionata, molti di noi – a sfogliare giornali e ad ascoltare telegiornali – si sentirà certamente così. Il Paese della cronaca, della Corsivo di Matteo politica, delle inchieste giudiziarie, Bellomo della televisione e dei gossip è sempre più disgiunto dalla vita di ciascuno di noi. Noi non abbiamo nessun attico fronte Colosseo e non centriamo nulla con le feste a bordo piscina nelle località balneari più modaiole del pianeta. Non abbiamo mai potuto contare sul “legittimo impedimento” perché non siamo neppure mai riusciti a contestare una multa, non sappiamo cosa si provi a bere champagne sul ponte di uno yacht perché preferiamo il prosecco italiano e il mezzo più simile ad un panfilo che abbiamo preso è stato, nella migliore delle ipotesi, un traghetto. L’ONU non ci ha mai

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ANDREA MAGRASSI pionato, le reti realizzate). Lo chiama a far dei provini. A fine stagione il Venezia perde l’affiliazione e tutti i tutti gli attaccanti non f suoi tesserati sono liberi. Andrea riceve varie comunque se si verificasse richieste da squadre professionistiche, fra le che mi fa ben sperare, com quali quelle di Chievo e Padova, ma ha deciso: della società che punta mol “Ho pensato al Brescia perché sin dalle prime anche nell’ultima stagione d volte avevo capito che era una società seria, più volte dalla Primavera.” ben organizzata e che punta molto a valorizza- chiare, è un ragazzo deter re i giovani.” A Brescia Andrea deve adattarsi delle sue possibilità come d a nuove regole, cambia abitudini ed amicizie. diamo dove vorrebbe a Un’esperienza difficile, ogni tanto si sfoga al “Juventus, Milan ed Inter s telefono col papà che gli dice: “Torna non vorrebbe anda a casa se non ce la fai.” Andrea sogno è arriv ha il calcio nel sangue e risponde: una di q “No, voglio restare, devo farceSembrerebbe la.” Nonostante giochi nel presuntuoso, i Campionato Allievi Nazionali ha serena di una frequentemente modo finge e dice d’incrociare i giocatori della prima merce rara al squadra contro i quali gioca anche fondo è un sogn diverse volte. Molti lo accostano a devono porre li Caracciolo per la sua enorme somidella Nazionale c glianza fisica. “La prima volta che l’ho diretta da un brescian incontrato è stato lui a venirmi incontro vuoi vedere che... Ma t ed a presentarsi. E’ un ragazzo molto alla e cerchiamo di capire la mano ma in campo si fa rispettare, come si fa nella realtà bresciana. “Vivo rispettare!” Allenatore del Brescia è Massimo altri 14 ragazzi del Settore De Paoli figlio di Virginio grande centravanti gono da fuori come me. M delle Rondinelle, giocò anche nella Juventus, e mattino, dopo poco passa che è scomparso il 24 agosto del 2009. porta a scuola. All’una ho i Massimo pretende molto da Andrea perché re per il pranzo. Poi crede in lui e mentre molti lo accostano l’allenamento che dura di s all’Airone Caracciolo lui lo chiamo ‘Doge’ per alle cinque, cinque e mezz la sua provenienza veneziana. Col Venezia arri- menti la settimana e la par vò al massimo a disputare le finali nazionali frequenti? “L’anno scorso quando giocava nei Giovanissimi, a Brescia Scuola Alberghiera ma m’im deve affrontare costantemente squadre di asso- soprattutto avrei avuto diffi luto livello e dalla grande tradizione giovanile. che quest’anno si giocano Quali le gare che ricordi con maggiore piacere? ho deciso di cambiare “Sicuramente quelle contro l’Inter (dimentica- Commerciale.” E la tua vita vamo di dire che Andrea, come papà Paolo, è “Si, c’è lo spazio anche per juventino, N.d.R.). Una squadra fortissima. Frequento sia i compagni All’andata perdiamo in casa per 2-1 ma riesco compagni di Scuola. Ci a segnare. Al ritorno, ad Interello, dove loro Brescia e trovarci in centro avevano sempre vinto, a parte un pareggio, co delle ‘Rondinelle’? “E’ c pareggiamo anche noi per 1-1 ed anche stavol- gente. Purtroppo è diviso in ta segno. Due reti all’Inter che ne ha subite nord e curva sud, una co dieci in tutta la stagione, davvero una bellissi- Corioni e l’altra che lo sosti ma soddisfazione.” Quest’anno Andrea passerà lotta fra loro. Di certo, se nelle fila della squadra Primavera allenata da bene, il tifoso bresciano n Giampaolo Saurini, la vista sulla serie A c’è squadra.” Consulente del P

UN DOLESE DA SERIE A

detto che una nostra decisione porta dritti verso la dittatura. Noi siamo quel pezzo di Paese che, come si suol dire, “fa il suo”; non abbiamo la pretesa di essere riconosciuti come i migliori e i più integerrimi, ma neppure accettiamo di essere banalizzati come bamboccioni, sfaticati, lazzaroni, spreconi, pensionati sfigati o donne buone solo per rendere più attraente una stanza o un ricevimento. La questione non è politica, o meglio non è partitica. Non si parla di Destra, Centro, Sinistra o Lega. Si parla di CULTURA. Allora io mi chiedo, e mi permetto di chiedere, sono i modelli che ci propongono quotidianamente ad essere sbagliati o siamo noi a commettere l’errore marchiano di non essere come dovremmo, come ci vogliono? “Io non mi sento italiano” cantava Gaber perché se l’Italia è quella rappresentata, mi vanto di essere un esponente pieno di quella reale. Nel Paese di qua la gente sta perdendo il controllo. Ogni giorno si devono registrare licenziamenti, aziende che chiudono, ricatti per lavorare, incidenti determinati dall’esasperazione di produrre e cor-

rere e omicidi di c è, chi dovrebbe es nel mondo di qua. tion di violenza se dono i propri amo per raggiungerli. si vive sono pro decide di voler viv la bussola, i sen dignità e, purtrop Un sondaggio pr come il Paese Ita spedizione azzurr convocazioni, inc delusione per il m campo, diatribe p della nazionale e nuove maglie. Il polemiche televis prima aveva nem osare: rompere il gli italiani all’am

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anche se... “Sarà molto difficile, dovrebbe accadere che fossero disponibili, sarebbe bello. Quel munque, è la politica lto sui giovani e che di serie B ha attinto ” Andrea ha le idee erminato e convinto dev’essere. Gli chieandare a giocare. sono il massimo, chi arci a giocare, il mio vare a giocare con queste squadre.” la risposta di un invece, è la risposta na persona che non quello che pensa, l giorno d’oggi. In no ed ai sogni non si imiti, come quello che è attualmente ano come Prandelli... torniamo ad Andrea a sua giornata tipo vo in un convitto con e Giovanile che venMi alzo alle sei del a il pulmino che ci il permesso di uscii nel pomeriggio solito dalle tre sino zza. Quattro allenartita.” Quale scuola so ero iscritto alla impegnava troppo e, ficoltà con le partite di sabato ed allora e di passare al a sociale, hai amici? r stare con gli amici. i di squadra che i i piace uscire per o.” Com’è il pubblicaldo ma anche esiin due fazioni, curva contro il Presidente tiene. Spesso sono in e le cose non vanno non aiuta molto la Presidente Corioni è

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Gigi Maifredi, ex allenatore di Bologna, Venezia e Juventus, che opinione ha di te? “Tutti i tecnici mi spronano molto, mi danno consigli e spesso mi dicono che pretendono molto di più.” Ma se sbagli e l’allenatore ti rimprovera, come reagisci? “Fondamentalmente se sbaglio e vengo rimproverato mi viene la tentazione di reagire male. Specialmente i primi tempi gli allenatori che mi criticavano mi facevano giocare male, poi hanno capito che era meglio non provocarmi, anzi ora mi danno coraggio e cercano di farmi reagire, così va meglio.” Andrea sa che chi vale è soggetto più degli altri alle critiche quando non riesce ad esprimersi al meglio. Lui è giovane ed ha ancora tanto bisogno di sentire la fiducia su di sé ma siamo certi che appena affinerà il carattere saprà superare anche le fasi più delicate ed i momenti meno facili di una gara. Come preferisci giocare? “Sono una punta centrale. A Venezia dovevo venire all’indietro per giocare di sponda e poi dovevo ripartire, ora ho un po’ modificato il mio modo di stare in campo. Devo stare in linea coi difensori e cercare di sfruttare sia i lanci del centrocampo che i cross, preferisco questo tipo di gioco.” A Venezia hai conosciuto dei ragazzi con i quali sei rimasto in contatto? “Sono in buoni rapporti con Silvestri un ragazzo di Fiesso che era spesso con me nel pulmino che ci portava agli allenamenti del Venezia. Lui è un difensore centrale del 1991 che gioca nella Primavera della Juventus. Quest’anno ci siamo incrociati quando la Juventus Primavera ha giocato contro il Brescia, ci siamo visti e ci siamo anche scambiati la maglia.” Per finire, vorrei un tuo parere sui mondiali sudafricani, chi ti ha colpito maggiormente? “E’ stata un edizione un po’ deludente. I migliori son un mancati come Messi, Kaka, Torres. Il più bravo di tutti è stato Robben dell’Olanda mentre fra gli attaccanti puri mi sono piaciuti Higuain e David Villa.” Salutiamo Andrea che assieme a papà Paolo ci lascia, tra poco lui sarà in ritiro col Brescia a Pinzolo, dove a lungo è stata anche la Juventus, un segno del destino? Lo speriamo per lui e mentre facciamo il tifo per il suo esordio in serie A anche noi sogniamo un giorno di vedere Andrea Magrassi al Mondiale con la maglia della Nazionale Italiana. In fondo potremmo sempre dire che la prima intervista di un grande campione l’ha concessa a Dolo Sport. Lino Perini

chi, senza coraggio, non sa più chi essere e quale ruolo potrà ricoprire a. Stiamo assistendo ad una escalasenza eguali. Uomini soli che uccimori e poi si tolgono la vita magari Il Paese che si vede e quello che ofondamente diversi e quando si ivere in quello che si vede si perde ntimenti, il senso della realtà, la ppo, a volte anche la vita. rima dei Mondiali ha dimostrato alia non si sentisse partecipe della rra in Sudafrica. Polemiche sulle certezze sulla conduzione tecnica, modulo con il quale si scendeva in politiche sull’inno e sull’identità e persino poco gradimento per le Il Paese delle chiacchiere, delle sive è riuscito dove nessuno mai emmeno osato pensare di poter l sillogismo indissolubile che lega mata arte pedatoria del calcio. Noi

Summer Volley ad Arino

I Tutti Rotti bissano il successo dell’anno scorso

Via Dauli, 26 - Dolo / Ve Tel. 041411608 I Tutti Rotti. In piedi: Enrico Gandolfo, Emanuele Livieri, Diego Fascina e Antonio Urgias; accosciate: Anna e Maria Chiara Di Stefano e Claudia Schivalocchi.

Il successo dei Tutti Rotti era nell’aria già dai primi incontri; anche se alla fine del girone di qualificazione il primato era dei miresi ex-equo, a 9 punti, coi Mister X di capitan Minotto. Di grande livello agonistico anche le semifinali che hanno visto opposti i Tutti Rotti al Volley Airone di Scaltenigo ed i Mister X contro i G8 di Mira. Quest’ultima semifinale, in particolare, si è rivelata combattuta fino all’ultimo punto grazie alle giocate determinanti dell’ottimo Massimo Trevisan: G8 apparsi molto agguerriti in fase offensiva. La finalissima fra i Tutti Rotti ed i Mister X apre la serata di martedì 13 luglio. Con la luce naturale la partita appare fin dalle prime battute molto equilibrata. La dice lunga il 25 a 23 che ha concluso il primo set a favore dei Tutti Rotti. Nel secondo set i martelli Fascina e Livieri non sbagliano un colpo lasciando solamente 11 punti agli avversari che, anche per le precarie condizioni fisiche della Ukotić, non sanno reagire. I Tutti Rotti sono apparsi più squadra e hanno ampiamente meritato la vittoria nel torneo arinese ottimamente organizzato da Matteo Baldan, giudice arbitro, e da Davide Tamiazzo. “Noi vogliamo far crescere il torneo di Arino – ci confida Tamiazzo – appuntamento che sa attirare pubblico di tutte le età per la qualità del gioco e per le strutture messe a disposizione. Il nostro obiettivo è quello di avere molte più squadre iscritte tanto da far crescere il volley estivo amatoriale anche in Riviera.” Alberto Terribile

siamo riusciti a non goderci i Mondiali ed i giocatori, evidentemente, a non sentirsi sostenuti e motivati a sufficienza. Il Paese che si vede ha compromesso, anche in questa occasione, il Paese che si vive. Noi avremmo voluto vivere i Mondiali, i giocatori avrebbero voluto vivere appieno questo momento, ma la cosa non era conciliabile con il Paese che si vede, quello che indirizza, educa e determina. L’impero romano in pieno decadimento, la dittatura fascista giunta ormai a fine corsa, l’Unione Sovietica pre Perestrojka, gli USA alla fine degli edonistici anni ’80 stavano crollando e continuavano a voler far credere ai cittadini e agli altri Stati che tutto andava bene e che sarebbe durato per sempre. Noi stiamo crollando e ci dicono di pensare che vada bene così, che non è vero, che è necessario far finta di niente… Io voglio poter essere libero di scegliere il Paese reale, io voglio potermi sentire italiano e togliere dal verso di Gaber quel “purtroppo”; nessun “ma” e nessun “nonostante tutto”. Italiano, per fortuna. Che sceglie.

Da oggi la Corona offre agli amanti del pesce e non solo specialità tipiche della Riviera ma anche delle pietanze multietniche che spaziano dalla famosa Builla Baisse francese alla Paella e Sangria spagnola, dal vero Sushi e Sashimi alla cucina asiatica e birmana. Vi aspettiamo per soddisfare il vostro palato.

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Dolo–Dachau: storia di sport e memoria

Sono tornati i ciclisti dolesi che hanno partecipato alla Dolo–Dachau, la storica visita che il Grippo Ciclistico “i Molini” ha realizzando la straordinaria idea del suo Presidente Gianfranco Carraro che ha voluto coniugare la sua passione per il ciclismo al forte richiamo della memoria. A rispondere alla chiamata del Presidente molti atleti del Gruppo Ciclistico dolese; particolarmente generosi quei soci che, nonostante l’impossibilità di prepararsi con continuità, hanno saputo dare il proprio contributo all’impresa. La Dolo–Dachau fin dalla sua ideazione ha raccolto l’appoggio delle istituzioni locali: il giorno 10 giugno quando

alla presenza del Sindaco Maddalena Gottardo, dell’Assessore allo Sport Cecilia Canova, la Benedizione di Don Giovanni Olivato, famigliari e amici, sono partiti da Dolo i ciclisti: Gianfranco Carraro, Simone Cagnin, Silvano Baldan, Paolo Coin, Luciano Borgiò, Maurizio Furlanetto, Adriano Gambato, Roberto Stradiotto e Francesco Merli e l’autista, Gianni Basso, del mezzo di supporto messo a disposizione dalla Stefar di Mirano. Chiediamo al Presidente Carraro di descriverci la sua Dachau? “All’ingresso del Campo hai la sensazione che in quello è un luogo di

sofferenza e morte, – ci spiega Carraro con ancora negl’occhi quei luoghi, - entrando nel campo ti viene in mente quello che è successo in quelle costruzioni, in quelle stanze. Durante la visita cresce il rispetto per tutte le persone che in quei luoghi hanno sofferto e sono morte. Resta la speranza e l’augurio che quanto avvenuto a Dachau non si ripeta più. Forti di tale sentimento, abbiamo deposto una corona di alloro alla base del monumento dedicato ai deportati.” Una bella storia di sport. Stefano Trovò

TROFEO SETTE COLLI Il nostro campione Mattia Nalesso convocato dalla nazionale azzurra assoluta ha partecipato al rinomatissimo trofeo internazionale dei Sette Colli. A lui si aggiunge la nostra junior Alice Conte che si cimenterà nei 50 farfalla. A tale trofeo la partecipazione è aperta a coloro che hanno conseguito i tempi limite federali o su segnalazione del settore nazionale giovanile.

APERTURA PISCINE ESTERNE E’ arrivata l’estate e con essa l’apertura delle piscine estive di Dolo. Se vuoi passare ore di relax e divertimento, ti aspettiamo con giochi, tornei e tutta la freschezza delle nostre piscine e del nostro parco. Il nostro staff animazione provvederà a rallegrare le tue domeniche coinvolgendoti in attività sempre diverse. Inoltre il Bar Area 5.3 sarà a tua disposizione offrendoti pranzi e spuntini sfiziosi. E allora cosa aspetti? Abbandona il caldo della città e lo stress del lavoro e Vivi L’estate con Noi. Riviera Nuoto Dolo

Eccoci qua... una manciata di saluti estivi a tutti. E ripartiamo con la nostra serie a puntate sul piede e su di chi ne fa e ne ha fatto un uso veramente speciale. Tutti noi al mattino quando ci alziamo e facciamo le varie operazioni di toilette guardiamo ripetutamente il nostro viso, lo curiamo, controlliamo la nostra pelle, usiamo creme e lo massaggiamo... ed i nostri piedi? Li abbiamo trattati come si deve? Credo proprio di no. Una doccia veloce e via a letto o un pedicure ogni tanto. Soltanto quando i piedi ci fanno male o capita qualche infortunio li prendiamo in debita considerazione. Gli infortuni sono particolarmente spiacevoli, perché rovinano i nostri programmi di allenamento, se ne abbiamo, o perché rendono difficili il nostro movimento in genere necessario per il benessere fisico. Calma ragazzi… non dobbiamo scoraggiarci: sono inconvenienti del mestiere e fanno parte del gioco anche perché è meglio rischiare di subire qualche piccolo infortunio che starsene inattivi. Rimanendo seduti sul divano di casa, magari davanti alla televisione sicuramente non ci accade nulla ma allo stesso tempo trascuriamo le necessità fisiche del nostro corpo. Il mio scopo è comunque quello di trasmettervi tutto quello che si può fare per scongiurare gli infortuni o, nel peggiore dei casi, per risolverli il prima possibile. Si tratta sempre e comunque di piccoli infortuni che riguardano i piedi ma di conseguenza anche le caviglie, le ginocchia, le anche, la schiena, il collo e si possono catalogare così: dolori muscolari, crampi e contratture, stiramenti e strappi, infiammazioni e distorsioni. In questa puntata parleremo dei Dolori Muscolari. Innanzitutto quando cominciamo la nostra carriera di cor-

ridori, camminatori qualsiasi tipo di attività sportiva (e magari proveniamo da un periodo di inattività) dobbiamo mettere in preventivo alcuni dolori muscolari diffusi. Questi non compaiono subito… compaiono solitamente 12-24 ore dopo che abbiamo fatto movimento, aumentando d’intensità per uno/due giorni per poi diminuire gradatamente nel giro di qualche giorno. Cosa possiamo fare per scongiurarli? Prima di tutto non dobbiamo pensare di essere dei supereroi. Partiamo sempre in maniera graduale ad allenarci: non dobbiamo dimostrare di essere i più forti. Il vecchio proverbio “Chi va piano va sano e lontano” è perfettamente applicabile alla nostra situazione e io aggiungerei muoviamoci con intelligenza. Aumentiamo gradualmente la durata dei nostri allenamenti e tutto andrà per il meglio. In secondo luogo cerchiamo di non distanziare troppo gli allenamenti tra loro e di non interromperli per lunghi periodi, altrimenti questi dolori si ripresenteranno. In concreto non basta andare a correre o camminare solo la domenica mattina e magari saltare anche qualche allenamento perché piove. La pioggia è bella e ci mette in simbiosi con la natura. Come ultimo consiglio, associamo ai nostri allenamenti sempre una buona dose di esercizi di streching, sia prima che dopo la corsa/camminata e otterremo un beneficio per i giorni successivi. Vedrete che partire con il piede giusto è importante anche e soprattutto per prevenire gli infortuni e qualsiasi idea abbiate in mente da una semplice attività di camminata, di corsa o di attività sportiva fatela sempre precedere da un adeguata programmazione a breve, medio o lungo termine concordata con persone esperte e preparate. Luca Damin

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Un anno di Dolo RdB

Il presidente Moreno Volpe ci racconta la stagione appena conclusa

La Prima Squadra ha raggiunto il suo obiettivo, cioè la giovani tesserati, e non da dirigenti di società che, con la permanenza nella categoria dell’Eccellenza, dopo loro presunzione di saper le regole a “mena dito” sarebl’ultima partita disputata vittoriosamente contro l’Edo bero incorsi in proteste da parte di qualche allenatore Mestre. “fenomeno” e/o di qualche genitore che va sopra le righe Purtroppo la categoria Juniores ha disputato un pessimo incitando la propria squadra. La Tribuna è sempre stata campionato retrocedendo nella categoria Regionale. composta, con la giusta espressione di esultanza, rispetIl Settore Giovanile abbiamo avuto la migliore stagione tando sia i giocatori - bambini che gli arbitri - ragazzi. degli ultimi anni in quanto abbiamo raggiunto gli obietti- Vale la pena esortare la FIGC a valutare l’esperienza posivi nelle Regionali, tiva che viene dai con il piazzamento nostri tornei: far all’ottavo posto sia arbitrare le partite per gli Allievi che dei Pulcini e degli per i Giovanissimi. Esordienti ai giovaPer le altre squadre ni tesserati calciaabbiamo vinto il tori si è rivelato campionato con i molto positivo ed Giovanissimi 1996 e s t e n d e r e e con gli l’esperienza ai Esordienti 1998 campionati autunabbiamo vinto sia nali e primaverili il torneo federale darebbe maggiore autunnale quanto tranquillità alle parquello primaverile. tite. I dirigenti di La squadra dei società arbitro Giovanissimi 1997 devono rimanere si è ben piazzata, è un ricordo. Quindi riuscita a far parte una citazione partidel “podio”, ed ha colare va ai ragazzi I Giovanissimi 1997 trionfatori al Torneo Internazionale Venezia Cup vinto il Torneo Biagio Beneduce, internazionale Venezia CUP che si è disputato a Jesolo, Riccardo Di Luzio e Alessio Dainese, che hanno dimobattendo in finale la squadra del Fanfulla. I Pulcini e strato per tutta la manifestazione di vestire i panni delPrimi Calci hanno vinto sempre nel senso che già il fatto l’arbitro, riuscendo a trasmettere ai ragazzini che giocaaver giocato a calcio per 9 mesi su un anno è già una vit- vano la serenità e la vitalità necessaria. Ringrazio inoltre toria sia della famiglia e sia del bambino. Divertimento è le 4 splendide ragazze che hanno gestito i bar la Nicoletta, il loro obiettivo alla partenza e della fine dell’annata spor- la Claudia, la Rosita e la Stefania, alle quali vanno il pretiva. mio di Miss Bar 2009/2010. Volevo spendere due parole per i Tornei che abbiamo Nel concludere l’annata sportiva 2009/2010 ringrazio tutti svolto a Cazzago, con la collaborazione della società di i collaboratori che si sono sacrificati e in campo e in diricalcio di Cazzago l’ASD Naviglio, relative ai Pulcini genza dal Vice Presidente Doriano Venturini, al ds annate 1999, 2000 e 2001 ed Esordienti annate 1997 e Roberto Tonicello, al Dirigente Agostino Dittadi e 1998, con la partecipazione di circa 30 società. Questi tor- Francesco Bajardo. Non me ne vogliano coloro che non nei iniziati il 3 maggio si sono conclusi il 13 giugno. sono stati citati che comunque sono nel cuore di coloro Vorrei fare un ringraziamento al Gianluca Vanin, nostro che vogliono il bene di questa società. segretario, il quale da solo è riuscito ad organizzare tutti questi tornei. Il plauso per Gianluca è d’obbligo anche Il Presidente perché è riuscito a far arbitrare le partite ad alcuni nostri Moreno Volpe

IL CALCIO NON SI FERMA MAI Anche d’estate la macchina del calcio funziona a pieno

regime. Non parliamo del calcio giocato ma di quello burocratico. Il Comitato Regionale ha diffuso i comunicati che interessano le squadre dilettantistiche con particolare riguardo all’aspetto organizzativo. La prossima stagione 2010/2011 inizierà il 5 settembre con la prima gara del triangolare del primo turno di Coppa Italia, le altre due giornate saranno in programma il giorno 8 settembre, in notturna, e domenica 12 settembre. I campionati prenderanno il via domenica 19 settembre e si concluderanno l’8 maggio del 2011, quantomeno per quel che riguarda la fase regolare. In questo periodo la Federazione è stata impegnata anche per quanto riguarda l’esame delle domande di fusione e di ammissione ai campionati. Per quanto riguarda le prime sono state una ventina quelle accolte mentre per le seconde non si registrano particolari casi di rinuncia. In Eccellenza, Promozione e Prima categoria le graduatorie dei play-off hanno determinato i ripescaggi mentre per la Seconda categoria il Comitato ha stilato una graduatoria in base alle domande presentate. Undici i posti diventati disponibili, fra i ripescati anche il Gambarare e lo ScorzèPeseggia, ultimo dei richiedenti è, invece risultato

il club dell’Ambrosiana Sambruson, classificatosi al 42° posto e, quindi, non ammesso al torneo di categoria superiore. Per quanto riguarda l’organico del torneo di Eccellenza, per ora poco si discosta da quello della scorsa stagione ma c’è da dire che ben 17 formazioni professionistiche hanno rinunciato ad iscriversi nei loro campionati ed un altra ventina non sono state ammesse per inadempienze. Ciò provocherà conseguentemente il ripescaggio di formazioni di categoria inferiori, per giunta anche sette formazioni di serie D hanno rinunciato, è pensabile che almeno una fra Montecchio Maggiore e Treviso, che hanno prodotto istanza di ripescaggio, possano ritrovarsi a giocare la prossima stagione in serie D e ciò causerebbe l’effetto domino con ulteriori ripescaggi. In attesa di ulteriori sviluppi riportiamo l’attuale organico di 32 squadre che compone la griglia delle formazioni che parteciperanno al torneo di Eccellenza, la suddivisione in gironi avverrà probabilmente all’inizio di agosto: Abano, Adriese, Ambrosiana, Ardita Moriago, Calcio Monselice, Campodarsego, CastelnuovoSandrà, Cerea, Chiampo, Delta 2010, Dolo RdB, Feltreseprealpi, Garcia Moreno Arzignano, Giorgione, Liapiave, Marano, Marosticense, Miranese, MM Sarego, Montecchio Maggiore, Piovese, Ponzano, Real Vicenza, Romano d’Ezzelino, Rossano, Somma, Sottomarina, Team S. Lucia Golosine, Treviso, Trissino, Vigontina, Vittorio Falmec S.M. Colle. Lino Perini

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ANNO XXXIV - n. 11 DOMENICA 18 LUGLIO 2010 Editore STEFANO TROVÒ Direttore responsabile LINO PERINI Periodico del Club Biancogranata Ass. Culturale Senza Scopo di Lucro Iscritta all’Albo delle Associazione Dolesi n. 103 Autorizzazione del Tribunale di Venezia n. 1422 del 22 maggio 2002 via A. Manzoni, 18 - Dolo (Ve) Tel. 041412598

COSTRUZIONI MO NTAGGI C ARPEN TE RIA

In Redazione: Matteo Bellomo, Mauro Poletto, Marino Salviato e Stefano Trovò Hanno collaborato: Fausto Scocco, Emiliano Saccon, Cecilia Canova, Anna Canova e Giorgio Scocco oltre a: Francesco Danieletto, Alberto Terribile, Simone Cercato, Luca Damin Stampa Tip. Canova Dolo - Chiuso in redazione giovedì 15 luglio 2010

Devono essere portati in Ecocentro o eliminati con il servizio ingombranti Il modo corretto per eliminare i RAEE (rifiuti tecnologici) è la raccolta differenziata. I rifiuti tecnologici devono infatti essere consegnati negli Ecocentri autorizzati oppure eliminati con il servizio di Veritas di asporto a domicilio degli oggetti ingombranti (su prenotazione, numero verde 800-811333). Negli Ecocentri, i RAEE vengono divisi in cinque gruppi, stabiliti dalla normativa: R1 - freddo e clima (frigoriferi, condizionatori e scaldacqua); R2 - grandi bianchi (lavatrici, lavastoviglie, forni e piani cottura); R3 - tv e monitor; R4 - piccoli elettrodomestici ed elettronica, apparecchi di illuminazione; R5 - sorgenti luminose. Una volta divisi, i RAEE sono avviati al riciclo negli impianti di trattamento, dove vengono eliminate le componenti pericolose per l’ambiente. I gruppi più dannosi per l’ambiente sono R1, R3 e R5. Gruppo R1. Categoria che comprende gli elettrodomestici che contengono gas pericolosi quali CFC e HCFC (gas dannosi per l’ozono, considerati i principali responsabili dell’immissione di doro nell’atmosfera)

Oggi è possibile ricevere via mail le bollette di Veritas, rinunciando alla carta e quindi preservando la natura. Il servizio è su richiesta e previsto solo per chi ha la domiciliazione bancaria o postale delle bollette. Per ricevere le fatture via mail è sufficiente compilare uno stampato disponibile agli sportelli del Servizio Clienti Veritas oppure collegarsi al sito: www.gruppoveritas.it ed entrare prima nello Sportello fai da te e poi nella sezione Servizi on line. E’ anche possibile ricevere un sms di avviso contemporaneamente alla partenza della mail. La fattura arriverà in tempo reale, nello stesso giorno in cui viene emessa, senza possibilità di smarrimento o ritardi.

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che sono contenuti nei circuiti refrigeranti e nelle schiume isolanti degli apparecchi più vecchi. Per prima cosa dal circuito di raffreddamento vengono estratti gli olii e i gas CFC/HCFC, poi viene smontato il compressore. Solo dopo l’elettrodomestico viene triturato in un ambiente ermetico, per evitare la dispersione dei gas nocivi contenuti nelle schiume isolanti. Gruppo R3. La quasi totalità delle televisioni e dei monitor raccolti ha un tubo catodico che deve essere trattato per evitare di spargere polveri di metalli pesanti e per riciclare il vetro, che diventa nuovi monitor e tv. Oltre il 90% dei materiali di cui è composto un monitor a tubo catodico (rame, ferro, alluminio, vetro e plastica) viene riutilizzato. Gruppo R5. Dalle lampade fluorescenti è possibile riciclare il 99% delle componenti: metalli, vetro e materie plastiche. Viene recuperato anche il mercurio, con un processo di distillazione dalle polveri fluorescenti che lo contengono. Il riciclaggio degli altri elettrodomestici (lavatrici, lavastoviglie, cappe aspiranti) è più semplice, perché non hanno gas all’interno. Dopo la rimozione delle parti pericolose (come interruttori e condensatori) e dell’eventuale contrappeso di cemento, possono quindi essere triturati anche in ambiente non ermetico. Ogni abitante produce in un anno in Italia circa 14 kg di

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RAEE che spesso finiscono in discarica o in strada, con gravi danni per l’ecosistema. Infatti, vengono disperse nell’ambiente sostanze pericolose e non possono essere recuperate parecchie materie prime quali vetro, plastiche e metalli (ferro, rame, acciaio, ghisa e alluminio). Da un elettrodomestico è possibile ricavare 28 kg di ferro, 6 kg di plastica e oltre 3 kg tra rame e alluminio.

Acqua Veritas

Ogni anno 200.000 Analisi e Controlli Dai nostri rubinetti esce soprattutto acqua di falda, di ottima qualità, attinta da una sessantina di pozzi a una profondità cha arriva fino a 300 metri. Viene immessa in rete anche acqua di superficie, resa potabile nell’impianto Ca’ Solaro (Mestre) che preleva l’acqua dal Sile, il principale fiume italiano di risorgiva, e di Cavanella (Chioggia), che tratta l’acqua dell’Adige. Nei due impianti funziona un sistema di filtri a carboni attivi che migliora il sapore e le caratteristiche dell’acqua potabilizzata. L’acqua potabile erogata da Veritas è attentamente controllata: ogni anno il laboratorio aziendale verifica 10.000 campioni e analizza 200.000 parametri. La qualità è controllata in maniera indipendente anche

dall’Arpav e dalle Usi competenti cui spetta - attraverso il Servizio igiene alimenti e nutrizione - il giudizio di potabilità. La qualità dell’acqua Veritas è apprezzata dai cittadini. L’annuale indagine sulla soddisfazione dei clienti mette infatti in luce che cresce costantemente (78,7% nel 2007, 80,7% nel 2008, 82,4% nel 2009) il numero di persone che beve l’acqua che esce dal rubinetto. Il dato è notevolmente superiore alla media nazionale. I cittadini, inoltre, apprezzano la velocità di intervento in caso di emergenza, le caratteristiche dell’acqua Veritas (soprattutto la limpidezza), lo sforzo e l’impegno della società per ridurre i consumi.

tratto da Veritas Notizie e www.gruppoveritas.it

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Dolo Sport n.11 del 18 luglio 2010  

Dolo Sport - anno XXXIV - n. 11 domenica, 18 luglio 2010 - Autorizzazione del Tribunale di Venezia n. 1422 del 22 maggio 2002 Editore STEFAN...

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