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NUMERO 73 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2017


SOSTENERE IL NOSTRO PROGETTO

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togetherwegrow.plagron.com

Per festeggiare il nostro 25° anniversario sosteniamo dei progetti agricoli in Sudafrica. La nostra ambizione è che la comunità di Mooirivier, in Sudafrica sia in grado di coltivare autonomamente le verdure. Plagron si impegna a piantare una pianta per ogni codice che viene inserito da voi.


EDITORIALE

Sono sempre più numerosi i movimenti e i gruppi di persone che con il loro operato dimostrano che è possibile resistere, giorno dopo giorno, contro i soprusi dei governi e delle grandi potenze economiche. Se guardiamo infatti al di là dei mass media, sempre più al più servizio di chi detiene il potere, si può intravedere un mondo di lotte provenienti dal basso a difesa del bene comune. Cittadini pronti a ribaltare un sistema capitalistico attraverso battaglie eroiche che però vengono metodicamente messe a tacere, in quanto pericolose per il sistema attuale basato sullo sfruttamento del territorio e delle persone. È nostro compito dare loro voce. Coraggioso scrittore dall’animo ribelle che incarna perfettamente l’ideale di resistenza per la difesa del territorio e il diritto al dissenso è Erri De Luca. Accusato di reati d’opinione riguardo affermazioni a sostegno del sabotaggio della TAV, ci racconta nell’intervista esclusiva lo stato della libertà d’espressione al giorno d’oggi. Anche la battaglia a favore della cannabis resiste, infatti nonostante sia stato bocciato l’emendamento che avrebbe consentito l’autoproduzione dietro ricetta medica, archiviando le speranze di una legalizzazione in tempi brevi, il nuovo mercato della così detta cannabis light cresce a vista d’occhio. Nelle prossime pagine troverete uno speciale sulle principali varietà legali e coltivabili in Europa. Vi presentiamo poi lo sfizioso menù natalizio, nato grazie alla collaborazione con FunnyVeg e la sua accademia di chef, animal friendly e ovviamente a base di canapa. Tutela degli animali e autoproduzione sono anche due aspetti della decrescita ma il vero punto cardine è il contrasto alla globalizzazione finanziaria: lo chiarisce bene Grazia Cacciola nella sua rubrica. Siamo contenti di comunicarvi che Dolce Vita d’ora in poi verrà stampata su carta riciclata al 100% di prima scelta, che proviene da aree nelle quali non sono stati violati i diritti civili e ambientali. Come potete notare ne giova anche la qualità della rivista, avendo scelto una carta patinata opaca con un elevato grado di bianco, ottenuta sempre attraverso una lavorazione eco-sostenibile. Un incremento di spesa che riteniamo giusto affrontare per garantire ai nostri lettori una rivista di cui andar sempre più fieri. Si tratta di un cambiamento importante per noi che conferma la crescita del nostro (e vostro) progetto editoriale e soprattutto della strada che vogliamo percorrere, cercando di essere coerenti con i valori che promuoviamo. Anche questa, secondo noi, è una forma di resistenza. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

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Art.21 della Costituzione Italiana

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

INDICE 72.

Psiconauta: LSD Il mio bambino difficile

77.

Input: libri, film, musica

79.

Hi-tech & web: gli analfabeti etici che vomitano razzismo sul web

80.

Street Art : Nemo's, lo street artist che denuncia le apparenze

83. 85.

Legends: Phil Collins

Geopolitica: dal Perù alla Cambogia, più attenzione a chi resiste

87.

HipHop Skillz: resistenza rap contro Trump

Contro-Informazione:

88.

Speciale intervista RAP: Rkomi il giovane poeta ribelle del rap italiano

90.

Speciale intervista: Erri De Luca, l'uomo che ha difeso il diritto al dissenso

Avvocato Rulez: gli aspetti giuridici

93.

Cronache da dietro il cancello: elogio della ribellione

Giardinaggio: 5 piante da giardino

93.

Abusi Polizia: "Manifestante informato mezzo salvato", info legali per chi scende in piazza

95.

Oltreconfine: il viaggio che cambiò Che Guevara

Editoriale

10.

Eventi: Atene cannabis Expo + Slow Travel Fest + calendario fiere europee

12.

Cover Story: non siamo stanchi di resistere

18.

Guardando le stelle Ivanart Buone notizie

21. quando il popolo può tutto 24. High Times Antipro Corner: legalizzazione,

29. dalla farsa alla tragedia 31. della cannabis light

33. per una tisana autoprodotta 36. Shantibaba’s bag of dreams 40. Prime armi: coltivazione low cost 42. 45.

Speciale Strain cannabis Legale: canapa, le varietà legali più utilizzate in Europa Strain & Seed Bank/Promo: le 5 varietà

48. di cannabis più saporite di Dinafem 51. Grow Pro: selezione di piante madri 54. Cannabis Terapeutica news Cannabis Culture: aria più

60. pulita grazie alla canapa 63. Canapa in cucina 67. Growshop Page: Positive Vibrations CannaBusiness: la cannabis

71. canadese sbarca in Portogallo

Reggae Vibrations

99. 99. 99. 100.

De vino veritas

103.

Activa

104.

Salute

106.

Pubbliredazionale

109.

Logout

110.

Campagna abbonamenti

111.

Inside Magazine

113.

Lista distributori

114.

Info varie

Birra corner Tea Time Decrescita

RIFIUTI: 3.715 Kg equivalenti alla produzione media di rifiuti di una famiglia di 3 persone in 3 anni.

DOLCE VITA scegliendo Eural Premium 100% green per la realizzazione della propria rivista rispetto a una carta di fibra vergine, ha contribuito attivamente alla salvaguardia dell’ambiente nella misura di:

ENERGIA: 15.451 Kw/h risparmio pari al consumo di una famiglia di 3 persone in 4 anni. CO2: 833 KgCO2 di emissioni evitate pari a 5.083 Km percorsi da una Fiat Grande Punto 1.4 benzina con emissione di 139 gr CO2/Km equivalenti ai Km risparmiati di 14 auto sulla tratta Milano-Roma. ACQUA: 116.351 L risparmiati pari al consumo di una famiglia di 3 persone in 222 giorni. LEGNO: 6.039 Kg risparmiati pari a 54 alberi salvati.

Dati generati dall’Eco-calcolatore di Due Emme Pack valutazione Labelia Counseil, metodo Bilan Carbone (c)

SOME RIGHT RESERVED

Edito da

Azienda ProdAction S.r.l.

03. 06. 07. 09.

Strain & Seed Bank/Promo: Hempire, produttori di cannabis light e ricercatori di strain

Anno XII - Numero 73 NOVEMBRE/DICEMBRE 2017

Tu sei libero: di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico,rappresentare, eseguire e recitare quest’opera. Alle seguenti condizioni: > ATTRIBUZIONE. Devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore. (Ovvero “Fonte: Dolce Vita, alternative lifestyle magazine - www.dolcevitaonline.it”) > NON COMMERCIALE. Non puoi usare quest’opera per fini commerciali. > NON OPERE DERIVATE. Non puoi alterare o trasformare quest’opera, ne’ usarla per crearne un’altra.

Piazza IV Novembre n.4 - 20124 - Milano in collaborazione con ENJOINT.com Registrazione al Tribunale di Milano n.306 del 3.05.2006 Direttore responsabile: Fabrizio Rondolino Direttore editoriale: Matteo Gracis Coordinatrice: Enrica Cappello Redattore: Mario Catania Supporto legale: Avv. Carlo Alberto Zaina Collaboratori: Scott Blakey, IvanArt, Silvestro Montanaro, Team ASCIA, Alberto Lopez, Dr. Matteo M. Melosini, Maurizio Gazzoni, Hempire team, Riccardo Dal Ferro, Guido Viale, Dinafem Seeds team, LapianTiamo, Peppe Maio, Ivano Cirillo, Leonardo Pascale, Enrico Pirana, DocKush, Nicola Pirozzi, Marc Nistico, Acirne, Gianluca Gotto, Andrea Legni, Carlo Peroni, Daniele Bandi, Marta De Zolt, Michele Privitera, Grazia Cacciola Impaginazione e Copertina: Ernesto Corona Sito web: www.dolcevitaonline.it Email: info@dolcevitaonline.it Facebook: facebook.com/dolcevitamagazine Twitter: twitter.com/dolcevita_mag Instagram: instagram.com/dolce_vita_magazine Pubblicità: adv@dolcevitaonline.it Distribuzione Negozi: Tel: 388.65.23.211 Email: distribuzione@dolcevitaonline.it Abbonamenti: Tel: 06.39745482 abbonamenti@redscoop.it Distribuzione Edicole: REDS Rete europea distribuzione e servizi, Coop a.r.l., Tel: 06.39745482 - Fax: 06.83906171 Stampato presso: Lineagrafica S.R.L. Città di Castello (PG) Foto in copertina: “Vancouver riot kiss” di Richard Lam - Getty ATTENZIONE

La redazione di Dolce Vita e i suoi collaboratori non intendono e non vogliono in alcun modo incentivare e/o promuovere condotte vietate dalle attuali leggi vigenti nei Paesi dove la rivista è reperibile. Tutte le informazioni contenute sono da intendersi esclusivamente ai fini di una più completa cultura generale nonché sulle strategie di riduzione del danno. La redazione non si assume nessuna responsabilità per un uso improprio delle informazioni contenute in Dolce Vita e ricorda ai lettori che il possesso e la coltivazione di cannabis sono VIETATE. Dolce Vita non è responsabile dei contenuti e dei prodotti presenti sulle pubblicità della rivista.

Redazione estera Postbus 978 - 1000 AZ Amsterdam - Olanda Azienda ProdAction è iscritta al R.O.C. Registro Operatori Comunicazione Iscrizione n.14721


GUARDANDO LE STELLE

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DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


GUARDANDO LE STELLE

La resistenza oggi è autodeterminazione. E l’autodeterminazione è l’atto con cui l’uomo si determina secondo la propria legge; è l’espressione della libertà positiva dell’uomo e quindi della responsabilità e imputabilità di ogni suo volere e azione. C’è forse qualcosa di più importante per un essere umano? Secondo me no. Ed è per questo che resistere ed esistere sono due verbi estremamente legati tra loro. Non a caso, li differenzia solo una lettera. In un sistema dove aumentano in maniera esponenziale le disuguaglianze sociali, dove il potere è nelle mani di pochi, dove gli interessi economici prevaricano qualsiasi cosa e dove le guerre tra poveri continuano ad essere lo strumento preferito dai potenti per mantenere lo status quo, la resistenza diventa fondamentale, necessaria, vitale. Per noi tutti come popolo, ma prima ancora come singoli individui. Esisto perchè resisto. Resisto, dunque esisto. Loro vogliono farci odiare. Noi ci ameremo.

Matteo Gracis blog: matteogracis.it Giornalista e editore indipendente. Viaggiatore. Creativo. Fondatore e direttore editoriale di Dolce Vita.

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FUMETTO IVANART

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BUONE NOTIZIE

Il mondo è pieno di buone notizie! Scoprile tutte su www.dolcevitaonline.it/category/buone-notizie

AD AMSTERDAM IL GETTONE GREEN CHE RICOMPENSA IL RICICLO

Ogni giorno i mass media ci bombardano con notizie tragiche, cronaca nera, a volte falsi allarmi di epidemie in arrivo, altre volte imminenti guerre mondiali. MAI PIÙ CENTRI COMMERCIALI IN TRENTINO

Wasted è un progetto attivo dal 2015 nel quartiere di Noord e da allora più La Giunta provinciale del Trentino ha di 700 famiglie partecipano, assieme emanato un provvedimento da poco a oltre 30 attività commerciali, e si entrato in vigore: stop alla costruzione rendono disponibili a dare un valore di centri commerciali sopra i 10mila al gettone verde. Il materiale raccolto metri quadrati. Una decisione viene riutilizzato creando giochi per i importante, la prima in Italia, che denota parchi, tavoli e cestini per rifiuti. Per una presa di coscienza del proprio partecipare basta compilare un’iscrizione territorio e delle caratteristiche online, si ricevono i sacchetti dotati di Qr morfologiche e culturali. Il Trentino Code che dovrà essere caricato insieme Alto Adige è una regione composta a una foto della raccolta differenziata per l’87% da rocce, pascoli e boschi. effettuata su di un’app. In questo modo Il restante 13% è potenzialmente a si ottiene il wasted friends spendibile disposizione degli insediamenti abitativi nei negozi del quartiere. e dell’agricoltura. La volontà è quella di dare respiro e fiducia alle piccole e medie attività commerciali del territorio.

LA TORRE CHE IN ETIOPIA RACCOGLIE ACQUA POTABILE DALL’ARIA

Bambù, canapa, giunzioni metalliche, bioplastica e reti: ecco i materiali utilizzati per la costruzione di Warka Water, un sistema per la raccolta dell’acqua nelle regioni dove reperire questa risorsa non è semplice. Il progetto era stato presentato nel 2012 dagli architetti italiani Arturo Vittori e Andreas Vogler e grazie alla raccolta fondi lanciata su kickstarter è iniziata la realizzazione dei primi prototipi. Warka Water cattura fino a 100 litri d’acqua potabile al giorno dall’aria attraverso pioggia, nebbia e la raccolta della rugiada, sfruttando l’escursione termica tra giorno e notte. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

139 PAESI ALIMENTATI AL 100% CON ENERGIE RINNOVABILI ENTRO IL 2050

Il gruppo Jacobson ha sviluppato delle tabelle di marcia che valutano le risorse energetiche rinnovabili disponibili in ogni Paese per raggiungere l’80% di energia pulita entro il 2030 e il 100% entro il 2050. Molti sarebbero i benefici tra cui: aumento netto di oltre 24 milioni di posti di lavoro; diminuzione annua di 4-7 milioni di morti a causa dell’inquinamento; stabilizzazione dei prezzi dell’energia; diminuzione del 13% della domanda internazionale di energia; risparmi annuali di oltre 20 trilioni di dollari per i costi sanitari e climatici.

La “strategia della tensione” è un metodo diffuso, un popolo che ha paura è più facile da governare. A noi piace andare controcorrente e abbiamo deciso di dedicare la nostra pagina news solo alle buone notizie. Be happy!

ARRIVA LA PILA (QUASI) ETERNA

Gianni Lisini ha creato un sistema in grado di immagazzinare e rilasciare energia milioni di volte, contro le poche centinaia delle tradizionali batterie. Il ricercatore è stato in grado di mettere in comunicazione due sistemi esistenti, creando un accumulatore ibrido composto da un accumulatore chimico e un condensatore di ultima generazione in grado di immagazzinare fino a 5000 Farad. Si stima una durata che varia dai 15 ai 20 anni. La pila, che non contiene metalli pesanti, sarà inizialmente usata a livello industriale ma potrebbe trovare applicazione ad esempio anche per le biciclette elettriche. 9


EVENTI

AD ATENE NEL 2018 LA PRIMA FIERA GRECA SULLA CANNABIS La cannabis ha accompagnato l’umanità fin dai tempi antichi. Tuttavia, le condizioni economiche e politiche hanno portato alla sua marginalizzazione e alla persecuzione di coloro che vogliono usufruire delle sue proprietà, nei suoi svariati utilizzi. Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato e il mondo sta riaprendo le porte a questa pianta preziosa. Anche in Grecia nell’aprile 2016 è stata permessa la coltivazione e la produzione di canapa, in particolare delle varietà di cannabis Sativa. Mentre solo pochi mesi fa, nel giugno 2017, c’è stato un ulteriore emendamento sulla cannabis e suoi derivati. A parte i movimenti politici che hanno un ritmo particolare (spesso in ritardo rispetto alle volontà e le necessità del popolo), ci sono già state molte iniziative riguardo la cannabis. Un’altra interessante novità che va in questa

direzione è la prima fiera in Grecia che si terrà alla Faliro Sports Pavillion Arena (Tea Kwon Do) di Atene dal 12 al 14 gennaio 2018. E sarà proprio in occasione di questo evento che presenteremo il primo numero ufficiale di Dolce Vita Hellas, la versione greca (inizialmente solo online) della nostra rivista, che abbiamo lanciato circa un anno fa.

«venite a incontrare la canapa e i suoi benefici per scoprire quanti prodotti si possono creare da essa, informandosi da esperti e accademici per le innumerevoli proprietà. E infine, per poter celebrare insieme la cannabis anche in Grecia!» Ci vediamo ad Atene, passate a trovarci al nostro stand!

Per ulteriori informazioni: Come annunciano gli organizzatori www.athenscannabisexpo.com. dell’evento, di cui siamo media partner,


SLOW TRAVEL FEST, IL FESTIVAL DEL VIAGGIO LENTO Tre giorni di incontri, escursioni e iniziative dedicate agli amanti del turismo lento, per scoprire Monteriggioni e la via Francigena. Lo scorso settembre, dal 22 al 24, ad Abbadia Isola, borgo a pochi passi da Monteriggioni, circa 2000 persone hanno partecipato alla terza edizione dello Slow Travel Fest, il festival del viaggio lento, a piedi e in bicicletta.

NEXT HEMP EVENTZ EUROPA Athens cannabis Expo Atene (Grecia) 12-13-14 gennaio 2018 www.athenscannabisexpo.com

CanapaMundi Roma (Italia) 16-17-18 febbraio 2018 www.canapamundi.com

Spannabis

Lo slow Travel Fest permette di vivere l’esperienza della “scoperta del territorio” grazie a numerose iniziative ed escursioni, con momenti outdoor dedicati agli appassionati di trekking tra i luoghi che arricchiscono lo storico borgo di Monteriggioni, Abbadia Isola e dintorni.

sanno che in queste zone ci molte grotte da poter visitare». Ha raccontato Giancarlo Brunelli, direttore artistico del festival, in merito ai workshop itineranti, ideati nell’ultima edizione. «Novità di quest’anno anche l’area olistica, i corsi di yoga e di riflessologia plantare. Abbiamo cercato di veicolare il concetto secondo cui la lentezza non è da intendersi come rilassatezza ma Ad aprire il festival la Francigena Welco- come un’attività che mette in contatto con il me Walk!, un percorso lungo 30 km alla territorio, più lentamente o meno, ma sono scoperta di una delle tappe più suggesti- esperienze outdoor». ve della via Francigena toscana. Trasformare un piccolo borgo nella capitale culturale di tutta la via Tra i temi degli incontri pubblici: il racfrancigena per 3 giorni e riunire la conto (spettacolo inaugurale di Davide comunità all’insegna di valori ambienSapienza dedicato a Jack London); la tali e naturalisti per una riscoperta del scoperta (con il contributo di Tiziano territorio locale sono gli obiettivi primari Fratus, autore di testi che legano viaggio del festival. e meditazione e della viaggiatrice e «Nel nostro piccolo abbiamo calcolato che i fotografa Darinka Montico); le escursioni soldi impegnati come contributo hanno un (con un ricco programma di trekking ritorno sul territorio del 300%. È un evento alla scoperta della biodiversità e della che non è fine a se stesso ma ha un ritorno geologia del territorio). per le comunità locali, un fare sistema fondamentalmente. Piccoli tasselli di fare «Abbiamo scelto attività che avessero un comunità», continua a spiegare Giancarlo. valore aggiunto quindi un paio di workshop di fotografia, uno al tramonto e uno all’alba Inoltre gli organizzatori stanno valutancon un fotografo naturalista, un workshop di do l’idea di proporre, come hanno fatto illustrazione, in particolare di visual storytel- in va sperimentale l’anno scorso, delle ling con Fabio Consoli, illustratore molto date intermedie durante l’anno con conosciuto che vive a New York. Abbiamo eventi e momenti puntuali sparsi, per cercato di ampliare la proposta sia con i sperimentare altri luoghi e riscoprire il workshop che con delle escursioni partiterritorio. colari, tipo quelle in grotta. Molti locali non Lo Slow Travel Fest è stato animato ancora una volta dalla musica, con il talento fingerstyle del chitarrista Lorenzo Niccolini, l’Orchestrina del Progresso, le danze ispirate al ritmo della musica tradizionale, e il concerto finale di Fanfara Station, trio in grado di combinare elettronica, suoni da orchestra ottomana e ritmi nordafricani. Tutte le informazioni e gli aggiornamenti su www.slowtravelfest.it.

Barcellona (Spagna) 9-10-11 marzo 2018 www.spannabis.com

CannaTrade Zurigo (Svizzera) 27-28-29 aprile 2018 www.cannatrade.ch

Technigrow

Lione (Francia) Aprile 2018 www.technigrow-france.fr

ExpoCanamo Siviglia (Spagna) 11-12-13 maggio 2018 www.expocanamo.com

IndicaSativa Trade Bologna (Italia) 18-19-20 maggio 2018 www.indicasativatrade.com

Mary Jane Berlin Berlino (Germania) 8-9-10 giugno 2018 www.maryjane-berlin.com

Product Heart Expo Peterborough (Inghilterra) settembre 2018 www.productearthexpo.com

Expo Grow Irun (Spagna) settembre 2018 www.expogrow.net

Cultiva

Vienna (Austria) ottobre 2018 www. cultiva.at

Cannafest

Praga (Repubblica Ceca) novembre 2018 www.cannafest.com

Salone Internazionale della Canapa Milano (Italia) 17-18-19 novembre 2017 www.salonecanapa.it


SPECIALE COVER STORY

NON SIAMO STANCHI DI RESISTERE

Un mondo di lotte in cui emergono forme di resistenza locali nuove ed antiche allo stesso tempo, che accomunano gli indios della Patagonia ai cittadini dell’Europa A Krabi, in Thailandia, migliaia di cittadini si ritrovano da mesi per protestare contro la costruzione di una grande centrale elettrica a carbone, progettata sulla zona costiera protetta del Mar delle Andamane, tra spiagge incontaminate, siti di pesca e parchi della biodiversità marina. Secondo i piani del governo, in questo splendido lembo di mondo dovranno essere bruciati oltre due milioni di tonnellate di carbone l’anno. I cittadini che abitano l’area, contadini e umili pescatori, hanno deciso di non piegarsi neppure di fronte alla repressione della giunta militare che dal 2014 governa il paese. Nonostante gli arresti, continuano a manifestare e a cercare di sensibilizzare il mondo alla loro battaglia, che mira insieme a proteggere il loro lavoro e l’ambiente nel quale sono cresciuti. 12

In Patagonia, diviso tra i confini di Cile e Argentina, un popolo di 900.000 persone abita le proprie terre ancestrali. I suoi abitanti si chiamano Mapuche, in italiano significa “popolo della terra”. Un nome che si è trasformato in una beffa visto che sono vittime di uno dei più violenti casi di landgrabbing al mondo. Da anni i loro terreni sono terra di conquista per le multinazionali, che acquistano latifondi e poi pretendono di poter sfollare, con l’aiuto delle polizie locali, migliaia di famiglie che abitano quei territori dall’alba dei tempi. I Mapuche continuano a combattere, ogni giorno da più di dieci anni, con occupazioni dei terreni, azioni di boicottaggio, manifestazioni e bollettini di controinformazione. Nel cuore di Dacca, la capitale del Bangladesh, migliaia di donne e bambini sono impe-

gnati ogni giorno a cucire e confezionare gli abiti delle multinazionali della moda a basso costo. H&M, Zara, Walmart e tante altre. Si barcamenano tra stipendi da fame, orari di lavoro insopportabili e fabbriche dall’aria malsana che talvolta si trasformano in vere e proprie trappole, come nel 2013 quando il crollo di una di queste provocò la morte di oltre mille operai. Tra mille difficoltà e nel silenzio internazionale anche loro si organizzano: hanno fondato sindacati di base, portano avanti azioni e proteste. Chiedono semplicemente di essere trattati da operai e non più da schiavi. Storie lontane si dirà, ma non è esattamente così. E non solo perché quasi tutte queste lotte chiamano in causa colpevoli occidentali, in qualità di aziende DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


costruttrici di grandi opere, multinazionali del tessile o latifondisti (il più grande possessore dei terreni mapuche è l’italiano Benetton). Non sono storie lontane soprattutto perché di queste cronache di resistenza quotidiana ne è piena anche l’Italia, da nord a sud. Come i Mapuche, i NO-TAV della Val Susa combattono da anni per difendere la terra dove sono nati e per non essere cacciati dalle proprie case dalla linea ferroviaria ad alta-velocità progettata per trasportare merci tra Torino e Lione. Un’opera voluta dalla classe politica, dai banchieri e dalle grandi ditte appaltatrici, ansiose di dividere profitti lasciando sul territorio solo rischi idrogeologici e ambientali, costringendo le famiglie che abitano lungo la tratta del progetto ad essere espropriate di terreni e abitazioni. Come gli operai di Dacca ogni giorno gli addetti alla logistica di Piacenza organizzano scioperi, picchetti ed occupazioni. Lavorano per i corrieri espressi o per multinazionali della distribuzione come Amazon, ma sono assunti tramite finte cooperative appaltatrici che spesso inscenano falsi fallimenti e riaprono cambiando nome il giorno seguente solo per poter licenziare i lavoratori e riassumerli a salari più bassi. Le loro lotte sono coordinate dal basso, a partire da sindacati di base messi in piedi e autogestiti dai lavoratori stessi, spesso boicottati da quelli confederali, da tempo passati armi, bagagli e stipendi dall’altra parte della barricata. Come i cittadini di Krabi, quelli del Salento sono impegnati a cercare di fermare una grande opera energetica, figlia di un mondo ancora incapace

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Come i cittadini di Krabi, quelli del Salento sono impegnati a cercare di fermare una grande opera energetica, figlia di un mondo ancora incapace di abbandonare i combustibili fossili

suolo. Dai bacini idrici della Val d’Agri ai delfini che ancora abitano il golfo di Taranto, dagli abitanti della Sicilia a quelli dell’Abruzzo. La corsa all’ultima goccia di petrolio non si ferma davanti a niente. Trovando quasi sempre delle istituzioni politiche compiacenti, dei sindacati ingolositi da quattro posti di lavoro in più, ma – fortunatamente – trovando sempre più spesso anche la resistenza delle popolazioni locali, non più disposte a barattare vita, salute e territorio in cambio di un tozzo di pane.

Nell’era della fine delle grandi organizzazioni politiche di massa e delle ideologie, sostituite da un’unica ideologia imperante e arrogante, quella del neoliberismo di abbandonare i combustibili fossili. e del capitalismo selvaggio, nuove forme Tra spiagge dorate, campi fertili e ulivi centenari dovrà passare il Trans-Adria- di resistenza stanno emergendo. In un tic Pipeline (Tap), un gasdotto che ogni mondo dove sembra non esserci ormai più distinzione tra essere umano e anno porterà dall’A zerbaigian a Brindisi cliente né tra bene comune e merce, 10 miliardi di metri cubi di gas. Con buona pace di chi lungo il percorso vive, nascono forme di lotta nuove e antiche coltiva la terra e respira l’aria. Lo stesso allo stesso tempo, che accomunano gli accade nei tanti centri italiani che hanno indios della Patagonia ai cittadini dell’Eula sfortuna di possedere un qualsiasi tipo ropa. Lotte che si propagano dal basso, reclamando semplici bisogni di base di idrocarburo intrappolato nel sotto-

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SPECIALE COVER STORY

comuni a tutti gli uomini su tutte le latitudini del pianeta: aria e acqua pulita, rispetto dei territori e delle popolazioni, nuove forme di partecipazione democratica. Ovunque lotte di questo genere si manifestino il potere reagisce sempre allo stesso modo. Quello politico cerca di neutralizzare il dissenso. Dapprima ci prova con le buone, cercando di vendere la solita idea che l’opera in costruzione, che sia una diga, un pozzo petrolifero o un ennesimo centro commerciale, porterà sviluppo e posti di lavoro. Ma quando questa strategia non basta – e accade sempre più spesso – passa alla repressione. Più brutale in alcune zone del mondo rispetto ad altre, ma non così diversa nei modi. Anche in Italia non si contano le cariche di polizia contro i movimenti locali, mentre centinaia sono i processi allestiti per intimidire chi sceglie di battersi e decine i NO-TAV ancora detenuti in carcere. Allo stesso modo la lunga mano delle questure si occupa quotidianamente di sgomberare i luoghi dove molte di queste lotte trovano casa e coordinamento, ovvero i centri sociali occupati. Il potere mediatico si occupa invece di ciò che sa fare meglio: silenziare le notizie e criminalizzare i movimenti. Nel mondo le battaglie locali in atto sono migliaia. Solo quelle di carattere ambientale, censite sul portale delle lotte civili “ejatlas.org”, sono 2.252. Senza contare le lotte contro piccole opere locali, quelle dei lavoratori o quelle che – sempre più spesso – si costituiscono

per colmare in modo autorganizzato le mancanze di uno stato sociale in via di smantellamento, come i movimenti per il diritto alla casa o le Brigate di solidarietà attiva, che in Italia portano aiuto alle popolazioni terremotate. Di quante di queste avete mai sentito parlare? Sicuramente poche, diffuse solo quando la notizia poteva essere usata come un’arma per colpire i movimenti. Di solito in occasione di qualche scontro con la polizia, dove ovviamente i manifestanti vengono sempre dipinti come criminali che attaccano i pacifici tutori dell’ordine. Il motivo di questo silenzio è chiaro: meglio non far sapere che vi sono esperienze di resistenza locali che sono in grado di bloccare gli ingranaggi di un sistema che non è imbattibile come vorrebbero farci credere. Sono esempi che, se conosciuti, potrebbero portare sempre più cittadini a capire che creando reti e comitati si possono addirittura vincere le battaglie contro i giganti del mercato transnazionale. Anche in Italia i movimenti popolari sono riusciti a rinviare e, almeno in parte, a bloccare un progetto mastodontico come il TAV, a fermare decine di trivellazioni alla ricerca di petrolio in tutto il paese, a far chiudere discariche impattanti, a ottenere migliori condizioni sui luoghi di lavoro o a bloccare l’ennesima costruzione di qualche centro commerciale. Ovviamente non sempre i movimenti dal basso vincono le proprie battaglie, ma anche quando perdono non lo fanno invano. Servono comunque a creare nuove reti di cittadini attivi, non più disposti ad es-

sere semplici spettatori e vittime di scelte calate dall’alto, ma pronti a mettersi insieme per rivendicare i propri diritti. Tante battaglie locali si oppongono a un sistema globale e totalizzante, che sembra troppo grande per essere contrastato, e tuttavia molte volte volte viene battuto. Piccoli movimenti che non si occupano di prendere il potere, ma utilizzano la forza della cittadinanza attiva per cambiarlo, obbligando le istituzioni ad ascoltare le ragioni dei territori. Con qualche anno di ritardo – ora che diventano più chiari i danni fatti dalla globalizzazione ad ambiente, persone e territori – si sta cominciando a verificare quello che i movimenti no-global avevano auspicato all’alba di questo millennio: “agire localmente, pensare globalmente”. Significa che molte delle dinamiche storte che ci governano e che vengono decise globalmente, in consigli di amministrazione lontani e potenti, possono essere messe in crisi e “raddrizzate” sui territori dove si manifestano i loro effetti, riportando il principio del bene comune dove oggi governa solo il profitto per pochi. Le vecchie ricette, i partiti politici, i sindacati, hanno mostrato di non essere più in grado di difendere i diritti comuni. Ma se guardate al di là dei giornali potrete vedere un mondo di nuove lotte, di persone comuni che reclamano giustizia sociale e ambientale, sviluppando nuove forme di autodeterminazione. I movimenti nati negli ultimi anni si muovono in questa direzione, anche se ancora non sono legati tra di loro se non in modo fragile. Forme di resistenza acefale che potranno sviluppare nuove proposte, magari non per rovesciare lo stato, ma per costringerlo a trasformarsi nuovamente in un organo di difesa del bene comune. Per riuscirci dovremo anche imparare che la resistenza degli nativi americani Sioux che in Nord Dakota si battono contro la costruzione dell’oleodotto che ne minaccia l’ecosistema ci riguarda tanto quanto la petizione contro la discarica che vogliono costruire nel nostro quartiere. Andrea Legni Giornalista professionista, vive a Bologna dove lavora insieme al gruppo indipendente SMK Videofactory. Ha scritto e realizzato video-inchieste per Il Corriere della Sera, La Repubblica, Altreconomia ed altri. Come documentarista ha realizzato le inchieste “Kosovo vs Kosovo” e “Quale Petrolio?”. È caporedattore web di Dolce Vita Magazine.

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DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

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GEOPOLITICA

DAL PERÙ ALLA CAMBOGIA: PIÙ ATTENZIONE A CHI RESISTE

Per costruire un mondo di nuovo umano è necessario che i diritti crescano su scala globale ed il primo passo è rompere il silenzio mediatico sulle tante ingiustizie subite da chi lotta per difendere la propria terra Massimina Acuna è solo una contadina. Una donna semplice, addirittura schiva. Eppure è considerata una minaccia vivente, un pericolo pubblico per la sua ostinazione nel non vendere la sua terra situata di fronte alla straordinaria bellezza della Laguna Blu in un angolo suggestivo e remoto del suo Perù. «Quella terra è mia. Quel territorio è di tutti noi, non di quella società che lo vuol distruggere per far soldi». La società in questione è la Yanacocha, uno dei produttori di oro più importanti del Sudamerica. Il terreno di Massimina è fondamentale per dare il via ad un progetto minerario di enormi dimensioni. Massimina sa bene che la sua vita è in pericolo. In questi anni le minacce si sono sprecate e tanti sono gli assassinati per essersi opposti allo strapotere delle aziende minerarie in Perù. Ora, dopo che la sua vicenda è stata posta sotto i riflettori della comunità internazionale, le pressio18

ni continuano, ma in forma più subdola. «Se è questione di soldi, non c’è problema ma faccia presto, prima che accada qualcosa...». Massimina, ora insignita del “Green Nobel”, scuote semplicemente la testa. Un diniego senza parole, ma fermo. Con

quelli non parla. «Io non mi vendo per soldi. Non vendo la mia terra, le mie idee, la mia cultura, la mia lotta».

Troppo soli, quasi sconosciuti. Quando uno di loro viene eliminato, per qualche giorno se ne parla nelle cronache locali. Per pochi fortunati, alcune righe sulla stampa internazionale. Poi, niente. Silenzio. Un silenzio assordante

Non si contano i morti delle tante battaglie in difesa del territorio e della natura in giro per il nostro mondo. Troppo soli, quasi sconosciuti. Quando uno di loro viene eliminato, per qualche giorno se ne parla nelle cronache locali. Per pochi fortunati, alcune righe sulla stampa internazionale. Poi, niente. Silenzio. Un silenzio assordante. Una delle più grandi questioni dell’agenda mondiale è affidata al coraggio di alcune Massimina, alla loro caparbietà e dignità, alla loro disperata solitudine.

Per un po’ di tempo il premio ricevuto la proteggerà. Poi chissà.

Il “Villaggio globale” è meno globale di quanto si pensi. Globali sono gli scambi finanziari, ben presenti nell’agenda dei DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


Leggi tutti gli articoli di Silvestro Montanaro su dolcevitaonline.it/category/contro/geopolitica

poteri mondiali. Non sono mai divenuti globali gli interessi comuni dei popoli. Diritti umani, difesa del territorio, tutela dei lavoratori, pace e giustizia, salute ed ambiente, restano problemi tristemente ed inoffensivamente locali. Si, inoffensivamente e peggio ancora, terribilmente perdenti. Queste grandi questioni o hanno respiro globale o non solo possono poco, ma segnano il decadimento di diritti e valori che si pensava, erroneamente, acquisiti per sempre. Un esempio che forse la dice lunga è la vicenda terribile di Chea Vichea, giovanissimo leader sindacale delle lavoratrici tessili cambogiane. La grande produzione tessile occidentale, come tanta parte del manifatturiero, è stata delocalizzata a partire da un ventennio fa in aree a basso salario e diritti sindacali zero. Dalle nostre parti è significato una perdita spaventosa di posti di lavoro e diritti, nei paesi di arrivo la promessa bugiarda dello sviluppo. Da noi si è tentato di resistere, la famosa “difesa del posto di lavoro”, ma il risultato è stata una sconfitta massiva e massiccia dei movimenti dei lavoratori occidentali. Nelle aree di delocalizzazione, finiti i

Maxima Acuna

messo in piedi. Lotte straordinarie ed eroiche, ignorate dai media internazionali, sottovalutate dalle grandi organizzazioni sindacali nostrane come se fossero del tutto marginali. Chea è riuscito ad imprimere una svolta salariale che ha portato in busta paga sessanta dollari invece dei 25 precedenti. Pochi giorni dopo, era appena uscito di casa, gli hanno sparato alla nuca, come un cane. Alcuni articoli sui giornali locali, qualche riga distratta su scala internazionale. Allucinante silenzio, stupidissimo silenzio. Quella lotta, quelle che sono venute poi sia in Cambogia che in Bangladesh e poi in Cina, ci riguardano da vicino.

Se crescono i diritti su scala globale, se aumentano i redditi su scala universale, solo allora c’è speranza per tutti, anche Chea Vichea per noi, che si possa superare la china e riprendere la costruzione di un mondo facili entusiasmi, a fronte di salari di fame delle donne e degli uomini. A testa alta. e condizioni di lavoro a dir poco inumane, pian piano ci si è cominciati ad organizzare. Chea Vichea è stato il leader Silvestro Montanaro sindacale delle lavoratrici tessili del suo Giornalista d’inchiesta escluso dalla RAI. Ha paese, divenuto terra delle più grandi realizzato e condotto per anni la trasmissione “C’era una volta”, andata in onda su Rai3 dal ‘99 marche internazionali, che si è battuto al 2013. Autore di libri e reportage di qualità. per cambiare il regime di sfruttamento

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CONTRO-INFORMAZIONE

QUANDO IL POPOLO PUÒ VINCERE L’unità d’intenti e di vedute ha creato i No-Tav, un movimento di protesta nato per proteggere il proprio territorio dalla più inutile e dannosa infrastruttura ferroviaria mai progettata

Quando si cominciò a parlare di TAV Torino - Lione sul finire degli anni 90’, il progetto in questione aveva per oggetto una nuova linea ad alta velocità/capacità che sarebbe andata ad aggiungersi alla ferrovia internazionale già esistente in Val di Susa che consentiva il collegamento fra Torino e Lione ai convogli tradizionali. Il progetto primigenio si sarebbe inerpicato attraverso il lato destro della Valle di Susa, in parte attraverso una serie di gallerie all’interno di montagne ricche di rocce amiantifere, fino ad arrivare alla cittadina di Venaus dove sarebbe stato scavato il tunnel di base di 52 km. Il tutto per un costo previsto che si aggirava sui 16 miliardi di euro, la metà dei quali a carico dello Stato italiano.

Nonostante la pesante debacle però il progetto del TAV Torino - Lione non morì; oggi non si tratta più di una linea ad alta velocità/capacità e neppure della tratta Torino - Lione, dal momento che La TAV Torino - Lione fu contestata sia il governo francese che quello italiaduramente fin da subito dalla popolaLa popolazione reagì coesa, riscopren- no, di fronte all’evidenza di un traffico zione valsusina, sia a causa degli enormi dosi comunità e mettendo in luce uno sempre più esiguo hanno abbandonato impatti ambientali che un’opera di spirito di solidarietà ed appartenenza al ogni velleità di questo genere. questo genere avrebbe determinato sul territorio, che portò sulle barricate che territorio, sia per ragione della evibloccavano le strade l’avvocato accanto Si tratta solamente di un buco di 57 km, dente “inutilità” di un progetto estredeputato al passaggio di treni non necesall’operaio, alla maestra, al medico, al mamente costoso privo di motivazioni sariamente ad alta velocità che una volta panettiere, al disoccupato, al vigile del oggettive, dal momento che il traffico fuoco e gli adolescenti accanto ai propri usciti dalla galleria si dirigeranno a Torino merci usato per giustificarlo si manifesta- nonni settantenni. sui binari attualmente esistenti. va estremamente esiguo ed in costante Il tunnel di base non verrà scavato a diminuzione. Susa ma a Chiomonte, dove già esiste Per circa un mese fu una lotta senza Dopo avere effettuato i primi sondaggi un cantiere fortino ed è possibile evitare quartiere, all’interno di un territorio nella Valle, nonostante le contestazioni ogni conflittualità con i valligiani. pesantemente militarizzato, presidiato crescenti, il governo si trovò di fronte dai blindati delle forze dell’ordine e dai all’aperta ostilità portata dalla straLa TAV Torino - Lione si è insomma check point che ricordavano sinistragrande maggioranza dei cittadini che trasformata in un buco a bassa velocità mente un teatro di guerra. intendevano risolutamente impedire con del costo previsto di 8,3 miliardi di ogni mezzo che il territorio in cui viveva- Ma alla fine il governo fu costretto ad euro (il 35% dei quali a carico dell’Italia) arrendersi definitivamente l’8 dicembre che devasterà il territorio più limita2005 quando oltre 50mila persone inva- tamente di quanto fosse previsto ed sero l’area deputata a diventare il futuro ingrasserà la mafia del tondino e del cemento con molti miliardi in meno di cantiere per il tunnel di base nel paese quanto essa sperasse. Ma se nel 2005 di Venaus, nonostante fosse presidiata non ci fosse stata quella resistenza, da parecchie centinaia di poliziotti e un’intera valle sarebbe stata sventrata e carabinieri in tenuta antisommossa che si ritirarono disordinatamente abbando- la situazione oggi risulterebbe molto più nando i terreni e dimostrando inequivo- tragica di quanto non lo sia. cabilmente che il cittadino può opporsi Marco Cedolin con successo alle decisioni scellerate Nato a Torino nel 1963 vive oggi in Val di Susa calate dall’alto sulla propria testa, qualora nel piccolo comune di Mompantero. Scrittore la sua resistenza sia quella di un popolo e studioso di economia, ambiente e comunicazione, risoluto e coeso nella difesa del proprio gestisce il sito web il Corrosivo e collabora da anni con alcuni fra i più importanti siti web. territorio. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

no venisse violentato così profondamente. In maniera del tutto trasversale la protesta crebbe di tono, coinvolgendo i cittadini sia politicamente, sia per quanto concerne le classi sociali.

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HIGH TIMES

DDL CANNABIS: IL PARLAMENTO HA BOCCIATO L’AUTOPRODUZIONE

bis. Una proposta “foglia di fico”, da approvare solo per poter dire ai media di aver fatto qualcosa. A votare con il governo, almeno nelle votazioni palesi, sono stati insieme Pd e Forza Italia, inclusi anche i parlamentari democratici che in passato avevano aderito all’intergruppo della legalizzazione. Tra questi anche Roberto Giachetti, ovvero colui che era stato primo firmatario del ddl per la legalizzazione, che ha spiegato di averlo fatto per “disciplina di partito”. Lo abbiamo raggiunto al telefono per chie191 voti a favore, 207 contro. Con que- dergli spiegazioni sui motivi che lo hanno portato a questa scelta (di seguito un sto scarto risicato è stato respinto dal Parlamento l’emendamento che avrebbe estratto dell’intervista, versione integrale su www.dolcevitaonline.it). consentito l’autoproduzione di cannabis dietro ricetta medica. È successo lo Per quale ragione ha votato contro la scorso 18 ottobre durante la votazione legge per la legalizzazione, della quale sulla proposta di legge per la cannabis terapeutica presentata da Anna Marghe- era stato addirittura il primo firmatario? Fino all’ultimo momento prima del rita Miotto (Pd). voto ho fatto la mia battaglia dentro al Partito Democratico per convincere Le opposizioni di Movimento 5 Stelle e i miei compagni di partito a votare in Sinistra Italiana avevano presentato due emendamenti al testo di legge in discus- favore della legalizzazione o per concedere almeno libertà di scelta ai deputati. sione per consentire l’autoproduzione per i malati sia in forma personale che associativa, e avevano ottenuto che i due Purtroppo ho perso la battaglia e la maggioranza del partito ha deciso di vovoti si tenessero a scrutinio segreto, tare contro la mia legge. Ho ribadito che sperando in questo modo che alcuni deputati del Pd disobbedissero alle diret- credo si sia trattato di un grave errore politico, ma per me il Pd è una comutive di partito, votando a favore grazie nità, credo nella democrazia interna e al segreto dell’urna. La manovra non è nella disciplina di partito, quindi mi sono riuscita per poco, influenzata anche adeguato. Tra l’altro è stata approvata la dalle molte assenze tra i banchi. proposta Miotto, che comunque segna un passo avanti e che in alcune sue parti Gli emendamenti sono stati entrambi bocciati, rispettivamente con 189 sì e 210 faceva parte della proposta di legge della quale ero primo firmatario. Quindi un no il primo e 191 sì e 207 no il secondo. piccolo passo avanti si è fatto. Impossibile non sottolineare come, se tutti gli appartenenti dell’intergruppo parlamentare per la legalizzazione dopo La legge Miotto è stata criticata dagli stessi malati, che la giudicano inutile aver per mesi sbandierato il loro favore alla riforma delle leggi proibizioniste, fos- per migliorare le loro condizioni di accesso alla cannabis terapeutica… sero stati almeno presenti ieri in aula Era l’unico testo di legge che si poteva gli emendamenti sarebbero passati. approvare, dati i numeri. Anche l’emenIl Parlamento ha invece approvato la damento che proponeva per i soli malati prima lettura della proposta di legge Miotto, una proposta nata nelle commis- la possibilità dell’autoproduzione della sioni per volontà del governo, in contrap- cannabis non è passato nonostante il posizione alla proposta di legalizzazione, voto a scrutinio segreto che ha permesso sicuramente a diversi deputati di e che non comporterà nessun reale miglioramento, neppure per i malati che votare secondo coscienza senza seguire le direttive del partito. hanno diritto alle cure a base di canna24

CANADA: CANNABIS GRATUITA PER SCONFIGGERE LA PIAGA DEGLI OPPIACEI Mentre la marijuana uccide zero persone ogni anno secondo il CDC ogni giorno in media muoiono 142 americani a causa di abusi da oppiacei. Negli stati dove la cannabis è legale sono sempre di più i clienti che si rivolgono alla cannabis per diminuire o eliminare l’uso e l’abuso dell’oppio e i suoi derivati. La catena di dispensari Eden, che attualmente ha due sedi autorizzate e regolamentate a Vancouver e tre in Ontario, ha dato il via a un programma di sostituzione degli oppiacei in collaborazione con Zach Walsh, psicologo clinico e professore associato di psicologia all’Università della Columbia Britannica (UBC). È necessario effettuare un colloquio preliminare dove il candidato per entrare nel progetto si sottopone ad alcune sedute volte a descrivere e catalogare il suo rapporto con gli oppiacei. Attraverso questi dati viene stabilito il dosaggio di THC necessario per aiutare ogni paziente nella terapia di uscita dalla dipendenza. I colloqui proseguono a cadenza settimanale per verificarne l’efficacia e valutare modifiche nei dosaggi. Entrambi i dispensari di Vancouver hanno esaurito la disponibilità di posti all’interno dei progetti in pochi giorni, a riprova di quanto sia urgente il problema degli oppiacei. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


HIGH TIMES

URUGUAY: LA LEGALIZZAZIONE HA GIÀ SOTTRATTO IL 40% DEL MERCATO DELLA CANNABIS ALLA MALAVITA Il 40% dei consumatori di cannabis sottratti agli affari del narcotraffico in poche settimane di legalizzazione. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Facoltà di Scienze Sociali dell’Università degli Studi della Repubblica dell’Uruguay e presentati al Parlamento di Montevideo per fare un primo punto sui risultati ottenuti con la regolamentazione del mercato della cannabis. Dal 19 luglio, giorno in cui è iniziata la vendita legale di cannabis nelle farmacie dello stato, 13.303 cittadini si sono iscritti all’albo dei consumatori (misura necessaria per poter acquistare la cannabis legale), altri 7.075 si sono registrati come coltivatori di cannabis a uso personale e 1.626 si sono registrati come membri dei 64 “cannabis social club” esistenti nel paese. Si tratta complessivamente di 22mila persone, il 40% dei consumatori abituali di droghe leggere stimati in tutto l’Uruguay. Il rapporto ha anche analizzato i dati sotto il profilo demografico delle caratteristiche degli utenti che si sono registrati. Quasi la metà (il 44%) sono giovani tra i 18 e 29 anni, un altro 35% è compreso tra 30 e 44 anni, il 18% tra 45 e 65, mentre il 3% dei consumatori è costituito da persone anziane. Risultati brillanti, ottenuti nonostante siano ancora poche decine le farmacie che vendono la cannabis legalizzata e solo due le varietà in commercio, entrambe a contenuto piuttosto basso di THC (inferiore al 3%). Nei prossimi mesi altre varietà potrebbero essere disponibili, mentre il governo sta studiando nuovi canali di vendita legale, ipotizzando che a breve anche le erboristerie potrebbero vendere la cannabis di stato, che è distribuita al prezzo controllato di 1,30 euro al grammo. 26

COLORADO: VINCERE IL PROIBIZIONISMO CON LA RICERCA SCIENTIFICA LA “STRAORDINARIA” MUNICIPALE DI PORDENONE HA SEQUESTRATO 30 GRAMMI DI FUMO IN DUE MESI

Il Dipartimento della sanità pubblica e dell’ambiente del Colorado ha assegnato 2,35 milioni di dollari per finanziare sette ricerche scientifiche sull’utilizzo della marijuana.

Queste sovvenzioni vanno a sommarsi ai 9 milioni di dollari già finanziati ad inizio dell’anno scorso dall’Assemblea Generale specifici sulla ricerca medica sulla marijuana. La necessità di approfondire le conoscenze non solo sulle applicazioni «Il frutto del nostro controllo capillare del della cannabis, ma come questa influiterritorio». «Una grande professionalità sce sulla comunità, come si modificano e dedizione». La polizia municipale di i modelli di utilizzo e su chi ne fa uso, Pordenone è entusiasta e lo stesso nasce dal comitato consultivo per la vale per il Comune che ha emesso un salute pubblica della marijuana istituito a comunicato per glorificare il magnifico operato della forza di polizia locale nelle seguito della legalizzazione in Colorado del 2012. operazioni antidroga. I progetti approvati spaziano dagli Ben 12 sequestri in due mesi. Il bottino? effetti della cannabis sulla guida, alla durata della concentrazione nel latte 30 grammi tra hashish e marijuana. materno, passando per gli effetti In tutto. Il post celebrativo con il quale cardiovascolari sui soggetti a rischio, il Comune aveva celebrato l’operato lo studio dell’utilizzo della marijuana della Municipale su Facebook purtropnegli anziani e l’analisi dei dati pre e po è stato cancellato per la vergogna. Seppellito da centinaia di commenti che post legalizzazione per uso ricreativo. Sono stati assegnati due tipi di sovvenlo deridevano. zioni: le pilota riceveranno fino a 100mila dollari l’anno per un massimo di due anni A noi non rimane che il comunicato mentre quelle di ricerca completa fino a stampa. Da questo apprendiamo che il 300mila dollari l’anno dilazionati per un ritrovamento più importante è stamassimo di tre anni. to quello di una busta con dentro 21 grammi di cannabis. Ritrovata ai giardiLa verità è che si sa poco della marijuanetti, abbandonata, e culminata in una denuncia per spaccio contro “ignoti”. Un na, sulle potenziali conseguenze della capolavoro nella lotta al narcotraffico, salute pubblica e della sicurezza del prodotto al dettaglio. Lo scopo quindi è ne c’è che dire. quello di conoscere continuando a colmare le lacune create dal proibizioniPer il resto, undici persone sono state segnalate alla prefettura come consuma- smo; conoscere per informare in modo tori, ritrovate in media con 0,8 grammi consapevole gli utenti e i possibili tali. Questo è il compito ingrato e allo stesso a testa di cannabis. Due canne scarse. Valore di mercato, forse, superiore ai tempo lodevole degli hemp state, che come pionieri si lanciano nella ricerca. 5 euro. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


Articoli originali a cura della redazione di Dolce Vita

CONDANNATO AL CARCERE PER LA CESSIONE DI 2 SEMI DI CANNABIS

IL SUDAFRICA HA APERTO IL SUO PRIMO COFFEESHOP

Mentre l’Europa è ferma al palo, non solo nel continente americano ma anche in Africa è in atto una inversione di tendenza totale che dopo decenni di Condannato a sei mesi di carcere proibizionismo sta portando sempre per aver venduto, regolarmente e con più nazioni ad approvare la depenalizzaemissione di scontrino fiscale, due semi zione del possesso e della coltivazione di cannabis. Una vicenda che ci riporta di cannabis a uso personale. Nei mesi indietro nel tempo, all’epoca – che si scorsi lo Zambia ha approvato una norriteneva ormai superata – delle retate e ma che legalizza l’utilizzo di cannabis a delle persecuzioni contro i growshop. fini medici e ne autorizza la produzione in centri approvati dallo stato, mentre il La condanna ha colpito Ivan Conte, Sudafrica ha depenalizzato il possesso gestore de “Il Canapaio” di Guagnano, e la coltivazione di cannabis a scopo di in provincia di Lecce. L’imputato è stato consumo personale. condannato per “istigazione a delinquere”. Il Pubblico Ministero aveva richiesto Proprio in Sudafrica è da tempo in addirittura una condanna a 22 mesi. discussione una nuova legge che doL’indagine era stata avviata il 24 maggio vrebbe muovere un passo ulteriore 2014, quando i carabinieri avevano fer- verso la legalizzazione completa della mato due ragazzi trovandoli in possesso canapa, stabilendo anche una normativa per l’acquisto legale di marijuana. Ma di due semi di cannabis e di alcuni opuil movimento antiproibizionista locale, scoli sulla coltivazione. I due avevano raccolto nel Dagga Party (dagga è il nome affermato di aver acquistato i semi al con cui viene chiamata localmente l’erba), canapaio di Guagnano e di aver ricevuto non vuole più aspettare ed alcuni attivisti dal titolare gli opuscoli e alcuni consigli hanno aperto un vero e proprio coffesulla coltivazione. eshop dove viene venduta non solo erba, Ciò è bastato al giudice per emettere ma anche cibi a base di THC ed estratti. la propria condanna. Tanto più assurda considerando il fatto che niente di quan- Il dispensario ha aperto in un palazzo anonimo della capitale Johannesburg e to ceduto da Ivan Conte è vietato dalla l’indirizzo viene fornito in privato legge. I semi di cannabis sono venduti sui social network a chi ne fa richiein tutta Italia in modo perfettamente legale, ed ovviamente lo sono anche gli sta. Il suo gestore ha affermato che nel primo mese di attività già 1.300 persone opuscoli. sono entrate nel club per acquistare e consumare cannabis «in santa pace». Non si conoscono al momento altri dettagli sulle ragioni addotte dal giudice L’iniziativa per la legge sudafricana è per emettere la sentenza, visto che non illegale, e i suoi autori potrebbero essono state ancora depositate le motisere arrestati da un giorno all’altro, vazioni della sentenza. Di certo, questa ma al momento la polizia non è ancora vicenda riporta il nostro paese bruintervenuta, segno di come le cose stiascamente indietro nel tempo, all’epoca no rapidamente cambiando anche nel delle perquisizioni di massa dei canapai. continente africano. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

IL PERÙ HA LEGALIZZATO L’USO TERAPEUTICO DELLA CANNABIS Dopo Colombia, Argentina e Uruguay anche il Perù legalizza l’uso della cannabis per scopi terapeutici. La votazione del Congresso, che ha visto 66 voti a favore, 4 contro e 3 astenuti, elimina il divieto di uso, coltivazione e distribuzione della cannabis medica nella nazione sudamericana, per il trattamento di pazienti con malattie terminali o croniche. Una proposta mossa proprio dal Presidente Pedro Pablo Kuczynski, dopo un acceso dibattito lo scorso febbraio, quando la polizia nazionale smantellò un laboratorio (illegale) nel distretto di Lima di San Miguel, dove veniva prodotto olio di cannabis per alcuni pazienti con malattie gravi. Il fatto scatenò una grande indignazione pubblica perché pare che i coltivatori fossero prevalentemente madri, pronte a rischiare penalmente pur di dare una vita dignitosa ai propri bambini malati. Da questo panorama uscì la proposta di legge votata i giorni scorsi che autorizza la produzione, l’importazione, la commercializzazione e l’uso sicuro e informato di prodotti derivanti da cannabis esclusivamente per scopi medici. Per scoprire chi, come e quanto bisognerà attendere i legislatori, che hanno 60 giorni di tempo per stilare le norme che regolamentano l’uso legale della cannabis. Un momento storico per il Perù e soprattutto per tutti quei pazienti che desiderano una vita migliore. 27


HIGH TIMES

A ZURIGO POSSEDERE FINO A 10 GRAMMI DI MARIJUANA (FORSE) NON SARÀ PIÙ PUNITO

WASHINGTON: TUTTI I RISULTATI OTTENUTI IN TRE ANNI DI LEGALIZZAZIONE

Era l’otto luglio 2014 quando nello stato di Washington apriva il primo dispenCORSO DI sario per la vendita legale di cannabis. COLTIVAZIONE: Sono passati poco più di tre anni e ora i dispensari sono 508. Una realtà ormai RADICALI INDAGATI consolidata che permette di verificare PER ISTIGAZIONE le reali conseguenze di un processo di leA DELINQUERE galizzazione, a livello economico, sociale e sanitario. «Alla fine del corso la Digos ci ha identificati, ha sequestrato i nostri semini e ci ha In tutto sono 1865 le attività impren- consegnato un avviso di garanzia in reladitoriali attive nel settore della canna- zione al reato di istigazione per delinquere. bis nello stato: dispensari, coltivatori di Tutto ciò sotto gli occhi degli spacciatori L’antefatto è il sequestro da parte piante, produttori di estratti o prodotti indisturbati alle Colonne di S. Lorenzo, una della polizia di Basilea di 0,5 grammi di alimentari a base di cannabis, grossisti, marijuana e 0,1 grammi di hashish che delle principali piazze di spaccio di Italia». trasportatori. Un settore economico i giudici hanno decretato non conRaccontano così quanto avvenuto a Mivero e proprio che ogni giorno dà lavo- lano, in occasione del corso di autocoltidannabile, affermando che il semplice possesso di quantità minime di droghe a ro a oltre 6mila persone. vazione di cannabis, i Radicali Italiani in fini di consumo non è punibile. un comunicato. Ogni mese nei dispensari dello stato Si crea così un precedente che è stato di Washington si vendono circa 90 Da diversi mesi il partito svolge quequintali di infiorescenze di cannabis, preso sul serio nelle città dalla polizia sti corsi in giro per l’Italia nei luoghi di ai quali vanno sommati altri circa 13 locale e dai dirigenti della magistratura. spaccio, al duplice scopo di insegnare ai A Zurigo e Winterthur sono stati creati quintali di estratti di vario tipo. Un giro consumatori a non avere più bisogno gruppi di lavoro ad hoc per discutere la d’affari complessivo attestato a 1,3 degli spacciatori coltivando in proprio la miliardi di dollari all’anno – secondo questione, formati dall’ufficio del pubcannabis e di denunciare politicamente la blico ministero, l’ufficio del procuratore, il Washington State Liquor and Cannabis necessità di una svolta antiproibizionista. gli uffici legali e giudiziari, oltre che dalle Board, l’ente statale che gestisce il merA svolgere il corso erano presenti: cato della cannabis legale – con entrate forze di polizia. Antonella Soldo, segretaria dei Radicali per lo stato pari a 314,8 milioni di dollari, Italiani, Barbara Bonvicini, segretaria grazie alle tasse sulla vendita, fissate ad L’ipotesi è che nessun provvedimento milanese dei Radicali, Marco Cappato, un’aliquota unica del 37% applicata alla amministrativo, sanzionatorio o penaAssociazione Luca Coscioni, e - nelle vendita al dettaglio. Entrate non certo di vesti di insegnante - Luca Marola, attivile potrebbe venir imputato per una “quantità esigua” di cannabis, quantità che poco conto per lo stato, che ha potuto sta antiproibizionista e autore di diversi attuare progetti sociali grazie ai proventi manuali di coltivazione. risulta essere dall’ottobre 2013 pari a 10 della cannabis legale. grammi di prodotto. Non è però chiaro se la procedura di ordinanza riguardi solo L’avviso di garanzia è stato consegnato Con la strutturazione del mercato il consumo o il possesso di marijuana. ad Antonella Soldo e Barbara Bonvicini. anche il prezzo al quale la cannabis è Una cosa rimane certa, ed è la legge ed è per i radicali, in un certo senso, un federale che sancisce per i trasgressori venduta nei dispensari è costantemen- esito positivo dal punto di vista politite calato, contribuendo a sottrarre il una multa pari a 100 franchi da pagare co, come spiegato da Luca Marola: «La mercato dalle mani della malavita. entro 30 giorni, mentre per i minorenni nostra disobbedienza civile ha avuto l’esito Ancor più importante il dato statistico il possesso rimane sempre illegale e i sperato: mettere in evidenza la contraddirilevato dal Dipartimento della Salute, soggetti trasgressori vengono segnalati zione di uno stato che depenalizza, grazie presso l’ufficio del procuratore giovanile. secondo il quale dopo la legalizzazione al referendum del ’93, il consumo di cannanon si è verificato il temuto aumento dei bis ma criminalizza l’autocoltivazione, e in Ora nei territori di Zurigo e Winterconsumi tra i più giovani. Anzi, è legger- questo modo costringe di fatto i consumatothur la multa potrebbe non essere più mente diminuito. comminata. ri a rivolgersi al mercato nero». Una sentenza della Corte Federale di Giustizia cambia le carte in tavola per quanto riguarda le norme su possesso e consumo di cannabis in Svizzera, per ora solo a Zurigo e Winterthur. Un precedente che porta una certa confusione, con gli stessi cittadini dei due comuni che ancora non hanno capito se si tratta di una depenalizzazione completa oppure no.

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DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


ANTIPRO CORNER

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LEGALIZZAZIONE: DALLA FARSA ALLA TRAGEDIA

In Parlamento sta andando in scena l’ultimo atto della legge sulla cannabis dopo lo stralcio della parte sulla legalizzazione È difficile riprendere un discorso che non è mai nato e non è neanche morto, sta lì, semplicemente in stand by, sia da un punto di vista legislativo che da un punto di vista di attenzione mediatica e politica.

e mortificanti pratiche per l’accesso alle terapie. Una volta il colore rosso era il simbolo di ideali nobili, oggi lo associamo al colore della pelle che questi “onorevoli” dovrebbero avere per la vergogna di non essere coerenti, di non essere più in grado di lottare per il motivo per cui sono stati Come è accaduto e accade per altre battaglie relative ai diritti eletti, per non essere più “persone pensanti”, ma solo “mariocivili, come per il biotestamento o per lo jus soli, ci saremnette di partito”! mo aspettati una certa mobilitazione per spiegare come mai l’Intergruppo, verso il quale abbiamo riposto tanta fiducia, ha Oltretutto c’è da dire che con una sinistra frammentata, con un M5S palesemente ammorbidito e con una destra che tenta fatto marcia indietro dai suoi propositi originari, registrando il ricompattamento, il futuro non si prospetta granché roseo la defezione di decine e decine di deputati, che pur avendo per vincere le battaglie dei diritti civili, legalizzazione della accettato e aderito alla proposta di regolamentare la coltivazione e l’uso di cannabis per scopo personale in virtù del buon cannabis in primis… Non ci rimane dunque che riorganizzarci senso che la pdl esprimeva, dopo il monito di Papa Francesco di fronte a questo nuovo assetto del fronte proibizionista, guicontro la legalizzazione hanno creduto bene di pacificare dato come sempre dal pregiudizio e dall’aspetto ideologico, le loro coscienze permettendo “cristianamente” l’uso della due componenti dell’ottusità contro le quali abbiamo sempre cannabis al fine di alleviare le sofferenze dei pazienti e di lottato e continueremo a farlo. mantenere l’aspetto ideologico che ha sempre caratterizzato il fronte proibizionista nei confronti della “demoniaca” pianta Giancarlo Cecconi proibita e dei suoi pericolosi consumatori! portavoce ASCIA e CIP

Non avevamo speranza alcuna, ma non ci saremmo certo aspettati di assistere ad uno spettacolo di qualità così infima, impregnato di ipocrisia e falsità, quelle due componenti antagoniste del dibattito e del confronto, che sono state fatte proprie ieri anche dal PD e addirittura da chi ha sempre sostenuto di lottare per la legalizzazione della cannabis, come gli on. Giachetti e Pini, che in nome della disciplina di partito o centralismo democratico (caro al vecchio PCI) e che oggi amano chiamare “democrazia di partito”, hanno voltato le spalle alle loro stesse convinzioni, pronunciandosi, con ipocrita rammarico, contro gli emendamenti presentati dal M5S e da Sinistra Italiana in un disperato tentativo di ribaltare il risultato finale.

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La cannabis light legale in Italia Il successo della commercializzazione dell’infiorescenza di cannabis a basso contenuto di THC dimostra come l’Italia sia pronta ad accogliere ciò che che fino a qualche mese fa era impensabile. È l’ennesima prova che la nostra società è pronta ad un nuovo passo: un’ulteriore e definitiva regolamentazione della cannabis. Alla base del progetto EasyJoint vi è proprio questo: contribuire alla normalizzazione della cannabis ed i suoi mille usi per abbandonare nel più breve tempo possibile l’inefficace ossessione proibizionista.

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SECONDA PARTE

GLI ASPETTI GIURIDICI DELLA CANNABIS LIGHT

La seconda parte del saggio dell’avv. Zaina su produzione e vendita CANNABIS LIGHT, SERVE UN’AUTORIZZAZIONE? Diversamente dal dpr 309/90, che con il combinato disposto degli articoli 17, 26 e 27 regola l’attività di coltivazione in relazione alle sostanze stupefacenti e psicoattive – vale a dire, per quanto concerne la cannabis, sostanze che contengono un principio attivo sicuramente superiore ai limiti sin qui descritti – la legge 242/2016 (la legge che regola la canapa industriale entrata in vigore a gennaio, ndr), avendo come oggetto “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”, all’art. 1 comma 2 precisa il raggio di azione della normativa che testualmente: «si applica alle coltivazioni di canapa delle varietà ammesse iscritte nel Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole, ai sensi dell’articolo 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, le quali non rientrano nell’ambito di applicazione del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309». DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

A tale principio – che di seguito verrà approfondito – si connette il disposto del successivo art. 2 “Liceità della coltivazione”, che al comma 1 afferma: «La coltivazione delle varietà di canapa di cui all’articolo 1, comma 2, è consentita senza necessità di autorizzazione». Ciò premesso, ritengo però che il significato che si deve attribuire globalmente al combinato delle due previsioni indicate, vada assai semplificato. La traccia dettata dall’articolo 17 della direttiva 2002/53/CE del Consiglio, del 13 giugno 2002[1], appare nella sua genericità, introdurre criteri di non facile applicazione, tanto che taluno ha prospettato la necessità di utilizzare semi certificati. In realtà l’art. 1 comma 1 della legge 2.12.2016 n. 242 sotto la rubrica “Finalità”, sancisce che: «La presente legge reca norme per il sostegno e la promozione della coltivazione e della filiera della canapa (Cannabis sativa L.)…… », identificando nella canapa in genere il tipo di pianta da coltivare e di produzione da attuare. L’unico vincolo che potrebbe al più deri-

vare – ma la sua violazione non comporta a mio parere sanzioni di alcun genere - è quello del rispetto del regolamento (CEE) n. 2358/71 del Consiglio di Europa in materia di sementi. Ma anche sotto questo aspetto si deve osservare che la categoria Cannabis Sativa L. funge da contenitore all’interno del quale ricondurre le specie di semi. Dunque nessuna autorizzazione di sorta, ma al più avvalersi di un agronomo o di un perito botanico che controlli lo sviluppo della coltivazione ed il rispetto dei limiti più volte ricordati. Gli Stati membri vigilano affinché le sementi commercializzate in applicazione delle disposizioni della presente direttiva, sia vincolanti che facoltative, non siano soggette ad alcuna restrizione di commercializzazione diversa da quelle previste dalla presente direttiva o da altre direttive comunitarie per quanto concerne le loro caratteristiche, le disposizioni relative all’esame, il contrassegno e la chiusura.

1.

Avv. Carlo Alberto Zaina Avvocato penalista patrocinante in Cassazione. Componente effettivo dello staff redazionale di ALTALEX, membro permanente del comitato scientifico di DIRITTO.IT ed OVERLEX.COM.

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5 PIANTE DA GIARDINO PER UNA TISANA AUTOPRODOTTA Esistono parecchie erbe e fiori spontanei reperibili nel nostro giardino o nel parco vicino casa che si prestano per fare delle gustose tisane naturali

Con l’arrivo delle fredde temperature bere le tisane può essere un ottimo toccasana per scaldare il nostro organismo e più in generale per il nostro corpo, non solo perché aiutano ad affrontare il freddo ma anche perché ci aiutano a liberare l’organismo dalle tossine ed a rafforzare le difese immunitarie. Le tisane infatti sono miscele di erbe scelte in base alle singole proprietà, e in base ad esse portano differenti benefici. Le erbe più facili da rintracciare sono diverse; tra le principali e più conosciute ci sono l’ortica, la lavanda, la menta, la rosa canina e la camomilla. Ognuna di queste ha delle proprietà specifiche: possono essere drenanti oppure diuretiche, digestive o rilassanti e in base alle esigenze personali si possono preferire alcune erbe al posto di altre. È importante identificare il periodo di raccolta di ognuna delle varietà, così da fare una bella scorta per l’inverno. Una volta raccolte queste erbe vanno essiccate, preferibilmente al sole in maniera naturale, altrimenti si possono mettere in forno a 50 gradi per 30/45 minuti. Fortunatamente è possibile usare anche le foglie fresche ma in questo caso è importante seguire la fase di maturazione della pianta. Vediamo quali sono le erbe del giardino più comuni e i vari accostamenti possibili tra di esse per delle tisane gustose e indubbiamente salutari. ORTICA. Questa pianta cresce spontaneamente in gran parte d’Italia e non è da considerarsi un’erbaccia bensì ottima per l’alimentazione ed il benessere dell’organismo. È possibile utilizzare le sue foglie fresche (4/5) oppure raccogliere la pianta nel periodo estivo e metterla a seccare, ad ogni modo non sarà difficile trovarla in giro durante l’anno. Ricca di acido folico e sali minerali è anche un ottimo antidiabetico naturale e agevola il dimagrimento grazie all’effetto diuretico. Come molti già sapranno è obbligatorio usare dei guanti quando DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

anche se utilizzata per una maggiore conservazione. Si predilige la raccolta nelle prime ore del giorno quando il principio attivo è più concentrato, MENTA. La menta è un’altra pianta altrettanto comune che probabilmente successivamente basta immergerle nell’acqua calda e filtrarle dopo qualche molti di noi hanno in giardino, ebbene anche questa può essere utilizzata per le minuto. I boccioli hanno un alto contenuto di vitamina C, proprietà antintisane. Innanzitutto è bene raccogliere fiammatorie e aiutano a riequilibrare il le foglie in estate perché più ricca di oli essenziali ma in alternativa anche du- sistema immunitario e nervoso. rante gli altri periodi dell’anno va bene. CAMOMILLA. Si può trovare in tutta La tisana è digestiva ed è un tonico naturale per l’organismo, con un sapore Italia, la sua fioritura ha inizio a maggio ed entro l’estate vanno raccolti i fiori, molto fresco e delicato. che possono essere usati anche freschi. LAVANDA. Altra pianta spontanea del La camomilla a differenza di quello che nostro territorio ben conosciuta è la la- si pensa non ha proprietà calmanti, ma vanda, famosa per il suo potere calman- aiuta a distendere i nervi ed è utile per la digestione e i disturbi reumatici. te che aiuta a conciliare il sonno. La raccolta della lavanda avviene in estate, Altre piante spontanee possono essere anche se è possibile trovarla essiccata fuori stagione. Un buon accoppiamento basilico, melissa, salvia, tarassaco e calenpuò essere fatto con la camomilla o con dula. Se non avete ancora queste erbe in giardino o sul vostro balcone approfitla menta. tatene per piantarle: vi torneranno utili per le calde tisane invernali ma anche ROSA CANINA. Specie spontanea per insaporire le vostre pietanze in della rosa tutta italiana, si può trovare cucina. da nord a sud. A differenza delle altre piante non è necessaria l’essiccazione, si tocca l’ortica per il suo noto effetto urticante.

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IL TEMPO DELLA CANNABIS

La prima storica importazione dagli USA alla Svizzera, che ha dato regole certe per la rinascita della cannabis nel Paese Da quando nel 2014 ho ricevuto la licenza di coltivatore per fini ricreativi nello stato di Washington, così come le licenze di coltivatore di canapa sia in Oregon che in Colorado, la mia vita è cambiata notevolmente. Anche se la CBD crew si trova e opera in Spagna e la Mr. Nice Seedbank continua farlo dall’Olanda, la produzione in Europa – a differenza della ricerca – risulta inferiore a quella dei progetti made in U.S.A. L’opportunità di mettere in pratica il mio lavoro di ricerca svolto in Europa in un contesto legale come quello degli Stati Uniti, è stato incredibilmente soddisfacente oltre a rappresentare una piccola vittoria dopo anni di lotta per cambiare le leggi. Le problematiche ed altri aspetti che sono emersi in questi 3 anni sono stati difficili da risolvere e implementare in un contesto di coltivazione già avviato. In special modo la confusione e la carenza di regolamenti globali su alcuni composti come il THC rendono difficile 36

certi delle piante o dei semi che utilizla realizzazione di prodotti che vadano bene per gli scaffali di tutti i supermerca- zano per cui avvisano il dipartimento con largo anticipo in modo che possa ti del mondo. analizzare le piante prima che queste siano mature, nella speranza che stiano La maggior parte delle leggi si sono occupate di rendere la cannabis legale o sotto il limite di THC. Alcuni hanno illegale a seconda delle concentrazioni di successo ed altri no. Il semplice fatto che THC presenti nella pianta durante la fase questi due stati in America concedano la certificazione di canapa ad ogni varietà di fioritura. Infatti circa un mese fa in Oregon ci ha fatto visita il dipartimento che si attesti sotto lo 0.3% di THC sta dell’Agricoltura che ha preso 20 campio- contribuendo al proliferare di diversi ni di piante da analizzare per certificare strain di canapa utili per estrarre CBD. Ma in Europa funziona diversamente se la nostra coltura può essere classificata come canapa industriale oppure se dato che il quadro normativo europeo riconosce come legali solamente alcune distruggerla in caso non rispetti i limiti di THC. Alla fine siamo risultati a norma varietà di canapa industriale (sono 62), e non tutte quelle che non superano certe dato che il THC si attestava sullo 0.18% soglie di THC. e cioè sotto la soglia dello 0.3% di THC, limite sotto al quale il Colorado Oltre metà del paese – 35 stati – ha e l’Oregon consentono la coltivazione legalizzato l’uso medico in un modo o in e rilasciano le licenze. Il dipartimento un altro. Altri 31 stati hanno permesso dell’Agricoltura si presenta per effetla coltivazione di canapa industriale, così tuare i test circa 2 settimane prima del raccolto. Alcuni coltivatori non sono come lo ha fatto il Congresso attraverso DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


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la legge sull’agricoltura (National Farm Bill). Ma la cosa strana del lavorare in questo settore negli Stati Uniti è che ogni stato ha leggi differenti che regolamentano certi composti presenti nella Cannabis. Per esempio, la canapa legale coltivata in Colorado che deve arrivare in California via terra passando per il Kansas, e come ho potuto constatare può essere sequestrata. Per cui, in base alle leggi attuali, risulta più complicato esportare dal Colorado alla California che non dagli Stati Uniti all’Europa. Ad ogni modo in Europa si deve fare attenzione e conoscere gli strain e le varietà che si importano, visto che negli U.S.A non specificano quali sono; e questo può rappresentare un grosso problema. Quindi alcuni paesi in Europa stanno modificando i limiti di THC per permettere ai coltivatori di crescere le proprie varietà piuttosto che importarle. Paesi come la Grecia hanno portato la soglia di THC fino allo 0.8%, l’Italia fino allo 0.6%, invece in Francia e Germania si rimane sullo 0.2%. Abito in Svizzera dove le leggi vigenti sulla canapa sono diverse rispetto a quelle della Comunità europea e dove è tollerato un livello che arriva fino all’1% di THC. Questo aspetto mi ha fatto ripensare alla strategia della mia azienda. Piuttosto che rischiare complicazioni durante la fase di trasporto della canapa verso altri stati degli U.S.A ho assicurato diverse commesse in Svizzera e mi sono rivolto a normali ditte di spedizioni spiegando direttamente a loro, documenti alla mano, cosa volevamo fare. Queste ditte non avevano mai ricevuto richieste simili in precedenza, ma hanno accettato le richieste visto che tutti i documenti erano in ordine e aggiornati. La nostra compagnia è stata la prima azienda che nel 2016 ha importato direttamente dagli Stati Uniti alla Svizzera e lo ha fatto impor-

DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

Se Howard Marks fosse ancora vivo so che starebbe sorridendo e che sarebbe entusiasta, proprio come lo era tutta la squadra quando è riuscita a superare tutti gli ostacoli in questo percorso di innovazione tando tra i 500 e gli 800 kg a settimana, prima che chiunque altro realizzasse che le infiorescenze di CBD avrebbero rilanciato l’industria svizzera della Cannabis. Già dal 2007 lavoravo in Spagna a un progetto di arricchimento di CBD e ho fondato la CBD crew nel 2009; la prima banca di semi di Cannabis scientifica al mondo basata sull’arricchimento di CBD in vari strain. Mi trovavo in una situazione di vantaggio rispetto a tutti per quanto riguardava le genetiche e i test di laboratorio, era come giocare a poker con la mano vincente; in teoria però, perché nella pratica nessuno lo aveva fatto prima e ciò era un grosso motivo di preoccupazione per me, soprattutto riguardo l’aspetto pratico della cosa!

uno spreco, vista la versatilità del prodotto. Quindi abbiamo deciso di andare fino in fondo, anche se allora nessuno di noi sapeva cosa significasse, per non parlare dei costi e delle severe norme vigenti. Si tratta di un processo che non deve interessare i rivenditori di infiorescenze ma solo coloro che aspirano a esportare il prodotto in tutto il mondo. Ad ogni modo gli U.S.A non sono tra i paesi che attualmente raggiungono gli standard GMP necessari per poter esportare liberamente e ovunque. Gli Stati Uniti hanno una certificazione CGMP, mentre l’Europa e il resto del mondo accettano solo GMP. Penso che attualmente solo Canada, Olanda e Svizzera raggiungano gli standard mondiali necessari per le produzioni in GMP e FDA. Per quanto riguarda il nostro gruppo di aziende si tratta di una situazione in evoluzione e non definitiva, ma sicuramente uno dei passaggi più costosi che abbiamo affrontato finora lungo l’intero processo.

Inizialmente il più grande ostacolo da superare era rappresentato dalla dogana e da tutti i controlli sia negli U.S.A che in Svizzera. Infatti, dopo che la dogana ha testato in laboratorio i primi 10 pallet per oltre 20 volte, replicando le stesse analisi sul nostro prodotto, siamo stati invitati a parlare con il direttore della dogana. Dopo diversi incontri e discussioni abbiamo dovuto firmare dei documenti in cui ci assumevamo la responsabilità di non Ottenere le abilitazioni GMP (good manufacturing practice o NBF norme di importare materiale con THC superiore all’1%, pena la perdita del diritto buona fabbricazione) e FDA (food and drug administration), così come la produ- d’importazione. Ci hanno anche spiegato zione biologica, erano tutte cose nuove che, dal momento che il nostro bene sta nella stessa categoria del tabacco, tutti i per me, ma sapevo che se ottenevamo queste certificazioni avremmo potuto clienti a cui l’avremmo venduto dovevavendere all’industria farmaceutica e in no fare richiesta e ottenere un numero tutto il mondo. Senza di esse eravamo di licenza, altrimenti non saremmo stati destinati a rimanere solo nell’ambito del autorizzati a venderlo a clienti che lo mercato svizzero delle infiorescenze, il avrebbero usato per fumarlo. E così che sarebbe stato deludente oltre che abbiamo fatto da quando siamo diven-

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tati il maggior attore di import/export a fare richiesta per questo permesso: le autorità svizzere hanno impostato delle regole chiare per tutti quelli che successivamente avrebbero seguito la nostra strada, rendendoci responsabili non solo per il nostro prodotto ma per molti più aspetti! A un certo punto pensavo addirittura che fossimo stati accettati e avessimo ottenuto tutti i permessi a condizione che facessimo anche il loro lavoro! Ma probabilmente per la prima volta in vita mia stavo osservando qualcosa di unico accadere davanti ai miei occhi, c’era organizzazione, chiarezza e tariffe fisse per determinati lavori. Se Howard Marks fosse ancora vivo so che starebbe sorridendo e che sarebbe entusiasta, proprio come lo era tutta la squadra quando è riuscita a superare tutti gli ostacoli in questo percorso di innovazione. Questa lunga e ardua strada è stata talmente stancante a volte, che sarebbe stato più semplice sedere e fermarsi; ma come tutti gli imprenditori sanno, la perseveranza paga se hai per le mani il prodotto giusto. Una cosa è chiara, noi disponevamo delle piante e dei prodotti parecchio tempo prima di ricevere la licenza e questo è stato e continua ad essere il nostro punto di forza, sia in Europa che negli Stati Uniti. Anche l’aspetto bancario costituisce una sfida nel mondo della coltivazione della canapa e delle colture ricreative. Essenzialmente il sistema bancario negli U.S.A è controllato da leggi federali, invece le licenze per il mondo della cannabis rispondono alla legge statale dello stato che ha emesso la certificazione: in sostanza significa che fintanto che la legge federale non consente alle banche di fare prestiti alle attività riconducibili al mondo della Cannabis, solo le istituzioni finanziarie come le banche cooperative e i prestiti privati possono finanziare le start up. Questo aspetto del business della cannabis sta provocando grossi mal di testa sia alle banche che a noi titolari di licenze, visto che non abbiamo il permesso di avere conti bancari come qualsiasi altra azienda. Per svolgere attività imprenditoriali a livello internazionale è necessario essere conformi alle politiche bancarie ed è per questo motivo che molte imprese non sono in grado di raggiungere il proprio valore potenziale, proprio perché le banche pongono limitazioni ai fondi per via della legge federale. Anche in Europa ci DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

operiamo legalmente e perciò dobbiamo rispettare tutta una serie di codici e di regolamentazioni che non sono mai esistiti nelle precedenti colture di questa pianta.

sono difficoltà per accedere ai servizi bancari ma in definitiva il sistema è meno rigido e, una volta un’azienda è considerata conforme, può procedere con meno difficoltà di quante ce ne siano negli Stati Uniti. Ma questo fattore sta guastando molte relazioni tra gli U.S.A e l’Europa visto che limita seriamente la possibilità di commercio.

Se mi venisse chiesto di condividere le mie conoscenze con chi vuole percorrere questa strada ancora poco battuta, dovrei essere onesto e dirgli che non è un sentiero da intraprendere per chi vive senza correre rischi nella vita. Può essere una strada stressante, può anche trasformarsi rapidamente in un successo, ma non si tratta di un settore così longevo da predire in che direzione evolverà.

Da parte mia posso assicurare che sembra arrivato il tempo della Cannabis. Che tu sia un groover (qualcuno che segue il percorso) o uno shaker (qualcuno che lo crea) l’unico aspetto che mi pare emergerà nei prossimi 3-5 anni è che quelli che avranno successo avranno sin dall’inizio un modello d’impresa che prevede la possibilità di crescere. Per La richiesta di prodotti per il consumo cui quando si passerà da 30 acri a 300 o tra America e Europa non potrebbe a 3mila non ci sarà granché da cambiaessere diversa. Mentre il mercato statunitense spicca per i suoi prodotti re, se non assumere nuovo personale. di tipo estrattivo, l’Europa sta optando Invece, per coloro che non si organizzano adeguatamente, sarà troppo difficile per le infiorescenze di canapa, tinture aumentare il loro business di 10 o 100 e oli: un ventaglio di prodotti semplici volte; e finiranno per limitare se stessi. e meno lavorati. Ciò si deve probabilmente alle restrizioni legali esistenti. Alla Non c’è alcun dubbio che da quando ci fine questi mercati si avvicineranno tra loro e offriranno linee di prodotto simili, fu la proposta 215 per la cannabis terapeutica in California nel 1996, questo ma la loro evoluzione è stata diversa in settore sia cresciuto immensamente. Si principio. tratta di un’industria non ancora dominata da un solo attore o monopoAvere un business plan per un settolizzata da una multinazionale, ma quel re che fino a poco tempo fa neanche giorno sta arrivando. Mentre i piccoli esisteva è una cosa difficile. Diversaproduttori approfittano delle condizioni mente dalla maggior parte della gente, favorevoli, tutti noi dobbiamo comche per ottenere una licenza ha fatto prendere che ruolo andremo a coprire di tutto e solo in un secondo momenin questo grande disegno. I prossimi 5 to ha pensato a come agire, la mia anni determineranno dove sta andansquadra aveva già piante, esperienze di do quest’industria, come ci arriverà e growing in e outdoor, competenze sui con chi! E non importa il risultato, ora cloni e diversi e affermati prodotti con ci troviamo in una situazione fantastica le relative ricette. Queste conoscenze provenivano dalle mie aziende europee rispetto a quella in cui eravamo 20 anni fa e il numero di imprese collegate a che già da anni erano leader nel breequesto settore emergente è alto e in ding e nell’innovazione dei chemotipi di Cannabis. Finalmente c’era la sensazione crescita. Sono giorni emozionanti e non me li perderei per nulla al mondo. che il rapporto tra l’Europa e gli Stati Uniti cominciasse a evolvere in qualcosa di solido, necessario per questa industria dai molteplici aspetti. Siamo arrivati al Shantibaba progetto e alla posizione che occupiamo Breeder della Mr. Nice Seedbank tra i massimi oggi grazie a un intenso lavoro e a fronte esperti mondiali di genetiche e semi di cannabis. Padre di alcuni degli strain più famosi al mondo di un grosso investimento. A differenza tra cui “White Widow” e “Super Silver Haze” del mercato illegale della Cannabis noi 39


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COLTIVAZIONE LOW COST

Come raggiungere l’autosufficienza, senza dover necessariamente spendere troppi soldi in coltivazioni indoor In questa breve guida ci cimenteremo nella nostra coltivazione outdoor di guerriglia urbana, utilizzando per lo più varietà autofiorenti, non dipendenti dal fotoperiodo, che in un balcone o in una terrazza soleggiata raggiungono la piena maturazione dopo 70/80 giorni dalla germinazione. Il periodo migliore è ovviamente quello estivo, da giugno fino a settembre. IL CLIMA Sfruttare a pieno il clima del nostro territorio, questa è la sfida che ci poniamo. Essendo la nostra penisola soggetta a climi differenti a seconda della regione, vi consigliamo di scegliere varietà adatte alle vostre latitudini. IL VASO DA SCEGLIERE Per iniziare abbiamo bisogno innanzitutto di un buon vaso, che andremo a scegliere in base alle dimensioni che 40

vogliamo far raggiungere alla nostra pianta, più è piccolo il vaso, più sarà discreta la nostra coltivazione. Utilizzare vasi di media dimensione è una buona scelta per ottimizzare la produzione e nascondersi da occhi indiscreti e quelli che vanno dai 5 ai 10 litri rappresentano un’ottima soluzione. Si consiglia vivamente di evitare travasi: queste varietà non dipendenti dal fotoperiodo hanno un ciclo di vita brevissimo e non recupererebbero in caso di stress da travaso. IL SUBSTRATO Passiamo al substrato: per una buona coltivazione è fondamentale scegliere un substrato adatto a delle autofiorenti, che, avendo un ciclo di vita molto breve, hanno bisogno di un’adeguata fertilizzazione, purché non sia eccessiva. Ecco perché il consiglio è quello di utilizzare dei terricci leggermente pre-fertilizzati, alleggeriti con fibra di cocco e

dall’aggiunta di argilla espansa in biglie, al fine di favorire il drenaggio dell’acqua in eccesso. Ricordiamo che non bisogna mai lasciare la terra gravida di liquidi; un buon metodo per valutare l’eccessiva presenza d’acqua è alzare il vaso e notare la differenza di peso. Mentre per il drenaggio è bene alternare strati di argilla espansa alla terra fin dal fondo del vaso. (Esempio: Argilla-Terra-Argilla-Terra) GLI STRAIN Per l’acquisto del substrato e del vaso non andremo a spendere più di 10/15 euro, ma per la scelta dello strain da coltivare, la spesa aumenta notevolmente. Il mercato delle seedbank è più florido che mai, anche se questa abbondanza di varietà e genetiche non sempre è un vantaggio; molto spesso i coltivatori inesperti si fanno intrappolare in una rete mediatica fatta di nomi e grandi marchi, DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


eppure i semi di cannabis che andremo a vedere sono di una categoria ben specifica, chiamata AutoFem, ovvero Autofiorenti e Femminilizzati. Ricordate che per essere una pianta indipendente dal fotoperiodo, Indica o Sativa che sia, ha bisogno di essere incrociata con una Ruderalis, ed è su questo che verterà la nostra scelta. Spesso le migliori genetiche regolari vengono incrociate con Ruderalis di bassa qualità e questo comporta una linea di sementi poco stabili ed inclini a manifestare un genotipo troppo ruderalis; cresceranno piante piccole e basse che fioriranno talmente in fretta da regalarvi un misero raccolto non degno di questo nome. Nessuno sarà in grado di fornirvi uno strain adatto a voi, siete voi a doverlo trovare in mezzo alla giungla di nomi e varietà. Ecco perché vi consigliamo di informarvi attraverso i forum dedicati come Enjoint, dove potrete trovare pareri ed esperienze di singoli grower come voi. Per gli strain più rinomati la spesa si aggira intorno agli 8/9 euro a seme, ma i prezzi sono assolutamente indicativi. I FERTILIZZANTI Vi mentirei se dicessi che i fertilizzanti non servono, soprattutto quando si parla di autofiorenti in outdoor. Un’esposizione diretta alla luce che in media non supera le 8/10 h non può certo reggere il confronto con i cicli indoor da 20h di luce e 4h di buio che sopportano queste varietà non dipendenti dal fotoperiodo. Ecco perché la scelta di una buona linea di fertilizzanti è fondamentale affinché possiate avere

un raccolto soddisfacente. Bisogna innanzitutto sapere che esistono sono due diverse tipologie di concimi, organico e minerale. Le sostanze nutritive organiche possono offrire diversi vantaggi, rispetto ai fertilizzanti minerali, come il fatto che rilasciano i loro componenti più lentamente. Ciò significa che ci sono meno rischi di sovraconcimazione e di bruciature da eccessi di fertilizzante. Da questo punto di vista l’uso di fertilizzanti organici è più sicuro, soprattutto per cui ha meno esperienza in questo campo. I fertilizzanti minerali invece contengono le sostanze necessarie alle piante per la loro corretta crescita, in una forma disponibile fin dal momento della somministrazione. I tre minerali essenziali per lo sviluppo delle piante sono l’azoto (N), il fosforo (P) e il potassio (K). I fertilizzanti sintetici venduti in commercio contengono normalmente specifiche quantità di questi tre principali minerali, le cui proporzioni vengono indicate dal rapporto N-P-K. Oltre agli specifici rapporti di azoto, fosforo e potassio, i fertilizzanti sintetici possono contenere anche altri minerali utili come calcio, magnesio, ferro, zinco ed altri microelementi.

Qualsiasi sia la vostra scelta, avrete bisogno di un prodotto per la fase vegetativa che contenga gli elementi necessari allo sviluppo della vostra pianta nelle prime 3/4 settimane; uno stimolatore di fioritura per quando inizierete a vedere i pre-fiori e che serve a stimolare la crescita delle cime; ed un “Finale”, in gergo chiamato boost per la resinazione e la conclusione del raccolto. I prezzi variano a seconda della tipologia e della marca dei fertilizzanti, di media, per una linea base di fertilizzanti si spendono intorno ai 25/30 euro. Con una spesa media inferiore ai 100 euro, chiunque è in grado di cimentarsi nell’autoproduzione, basta soltanto molta pazienza ed un po’ di conoscenza a riguardo. Ovviamente servirebbe anche una legge nazionale che regolamenti tutto il procedimento, ma ahimè non esiste ancora una guida su come abbattere il proibizionismo; mentre aspettiamo, sapete già come ingannare il tempo.

a cura di Peppe Maio

ATTENZIONE: LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO NON INTENDONO IN ALCUN MODO ISTIGARE INDURRE OD ESORTARE L’ATTUAZIONE DI CONDOTTE VIETATE DALLA LEGGE VIGENTE. RICORDIAMO AI LETTORI CHE IL POSSESSO E LA COLTIVAZIONE DI CANNABIS AD ALTO CONTENUTO DI THC SONO VIETATE, SALVO SPECIFICA AUTORIZZAZIONE. È CONSENTITA LA COLTIVAZIONE DI ALCUNE VARIETÀ DI CANNABIS SATIVA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 1251/1999 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. LE INFORMAZIONI CONTENUTE SONO DA INTENDERSI ESCLUSIVAMENTE AI FINI DI UNA PIÙ COMPLETA CULTURA GENERALE. L’AUTORE E LA REDAZIONE NON SI ASSUMONO NESSUNA RESPONSABILITÀ PER UN USO IMPROPRIO E ILLEGALE DELLE INFORMAZIONI. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

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STRAIN & SEEDBANK/PROMO

HEMPIRE: PRODUTTORI DI CANNABIS LIGHT E RICERCATORI DI STRAIN La nuova cannabis light di qualità in Italia

Il lavoro di Hempire spicca per le nuove genetiche e i prodotti Cannabis Light che sono entrate sul mercato italiano. Non si può che rimanere a bocca aperta di fronte a qualche fiore di Hempire Supreme, il prodotto che ha iniziato a conquistare i clienti più esigenti. Quasi impossibile distinguerla dalla vera Marijuana alla vista e all’olfatto. Sembra essere stato acquistato direttamente in un coffeeshop olandese… Questo esaltante passo avanti, atteso da una grandissima quantità di consumatori, fa ben sperare ad un verde e legale futuro. I prezzi ancora alti tenderanno a scendere ma i feedback sono comunque di completa soddisfazione.

Cosa avete di diverso dagli altri Growshop italiani? Hempire si distingue per l’attenzione ai clienti e per la qualità dei prodotti, ma non possiamo che focalizzarci su Davide: un ricercatore universitario che studia nel mondo della cannabis all’interno del team non è una cosa che si trova in tutti in un Growshop. Questo si traduce in un’attenzione particolare ai consigli pratici e alle scelte dei settaggi delle serre, nonché della scelta dei prodotti. Un’altra caratteristica è il fatto che siamo a stretto contatto con la produzione agricola e la sfera commerciale, permettendoci di avere una visione più completa del nostro lavoro. Produciamo direttamente la nostra Cannabis Light e abbiamo iniziato a distribuirla ad altri Growshop.

Parliamo un po’ di voi e del vostro gruppo, come si è formato? Da principio il gruppo di lavoro era formato da me (Elvis) e Nicola. Un’amicizia coltivata sin dall’adolescenza, completata poi con la collaborazione di un ricercatore del mondo cannabico italiano: Davide Che prodotti state lanciando? Calzolari. Siamo orgogliosi di lavorare nel In primis vogliamo dare un’attenzione speciale alle nostre prime quattro Genemondo della canapa. tiche Femminizzate Automatiche, che Questo nonostante la cultura italiana sia tendenzialmente ipocrita. Argomenti che fanno leva sulla cristianità e leggi che risalgono agli anni ’20 dello scorso secolo rendono difficile ancora oggi, e a volte ai limiti del legale, il nostro lavoro. Siamo felici di poter operare e produrre prodotti assolutamente legali provenienti dalla canapa, e speriamo di poterlo continuare a fare sempre meglio e nel rispetto di tutte le norme. Crescendo in una società che non ci ha mai completamente convinto della dannosità della cannabis, ci accorgemmo che dovevamo incarnare noi per primi quel cambiamento che volevamo. Con questo spirito lavora Hempire, una realtà commerciale dinamica che vuole creare una maggiore cultura riguardo l’uso della canapa e tutte le sue finalità, nel rispetto degli altri e dell’ambiente.

sono il fiore all’occhiello del nostro catalogo. Inoltre abbiamo una produzione di ben sei varietà di Cannabis Light, di cui 4 sensimilla. Sul nostro sito web o pagina Facebook è possibile interagire con il team, fare domande e seguire la produzione, la messa in vendita dei prodotti e le novità legate al mondo della Cannabis Light. Nell’ultimo periodo, con alcuni ricercatori, abbiamo investito per trovare una tipologia di estrazione che rendesse l’Hashish al Cbd ancora più gustoso e con bassissimo tenore di THC. Ultimo ma non per importanza è il Magic Box: un vasetto contenente terriccio iper-fertilizzato per microgrowing, guano di pipistrello, un giffy e due semi Hempire. Questo prodotto è rivolto a chiunque non abbia spazio per allestire una grow room o sia affascinato dal provare le prime esperienze. Basta metterlo vicino alla finestra per veder crescere la vostra gioia in 60\70 giorni. Si può spostare ovunque ed è completo di tutto ciò che si necessita per portare a termine il lavoro. Quale tra le genetiche da voi selezionate trovate sia la più entusiasmante? Tutte le genetiche sono accuratamente selezionate per gli aromi intensi o le rese extra large. Nel caso della nostra prediletta, la Gorilla Lagrimuso, abbiamo ricercato un equilibrio tra due genetiche a dir poco straordinarie. La leggendaria Jaguanita La Lagrimusa jamaicana si sposa ad una Gorilla Glue automatica proveniente dagli Stati Uniti. Risultato? Un mostro resinoso dal sapore unico e dalla resa scioccante. Abbiamo preferito curare nei minimi particolari le selezioni di queste piante per non cadere nell’errore della maggior parte dei concorrenti che riempiono cataloghi e cataloghi con centinaia di genetiche instabili e problematiche, di produzione ignota. a cura di Hempire Team

ATTENZIONE: LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO NON INTENDONO IN ALCUN MODO ISTIGARE INDURRE OD ESORTARE L’ATTUAZIONE DI CONDOTTE VIETATE DALLA LEGGE VIGENTE. RICORDIAMO AI LETTORI CHE IL POSSESSO E LA COLTIVAZIONE DI CANNABIS AD ALTO CONTENUTO DI THC SONO VIETATE, SALVO SPECIFICA AUTORIZZAZIONE. È CONSENTITA LA COLTIVAZIONE DI ALCUNE VARIETÀ DI CANNABIS SATIVA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 1251/1999 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. LE INFORMAZIONI CONTENUTE SONO DA INTENDERSI ESCLUSIVAMENTE AI FINI DI UNA PIÙ COMPLETA CULTURA GENERALE. L’AUTORE E LA REDAZIONE NON SI ASSUMONO NESSUNA RESPONSABILITÀ PER UN USO IMPROPRIO E ILLEGALE DELLE INFORMAZIONI.

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SPECIALE STRAIN CANNABIS LEGALE

CANAPA: LE VARIETÀ LEGALI PIÙ UTILIZZATE IN EUROPA Le genetiche di canapa industriale coltivabili in Italia sono 64 e tutte certificate a livello europeo

Dalla A di Adzelvieši alla zeta di Zenit, sono 64 le varietà di canapa registrate in Europa che possono essere legalmente coltivate anche in Italia. Per l’elenco completo è possibile consultare la tabella delle varietà registrate sul sito ufficiale dell’Unione Europea, nella sezione piante, da questo link: www. ec.europa.eu/food/plant_en. Una volta dentro, selezionare dai “Quick links” in basso a destra “Plant variety database”, poi bisogna cliccare “Agricultural plant species”, ed indicare nella sezione “Species” la “A – 85 Hemp – Cannabis Sativa”. Si tratta di varietà di canapa industriale certificate a livello europeo per il loro contenuto di THC, che non deve superare lo 0,2%. Sono coltivabili legalmente anche in Italia e la legge entrata in vigore quest’anno nel nostro Paese ha alzato il limite di THC che può essere DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

contenuto dalle infiorescenze in campo fino allo 0,6%, specificando che nel caso in cui la percentuale di THC dovesse superare la soglia dello 0,6%, l’autorità giudiziaria può disporre il sequestro o la distruzione della coltivazione, ma anche in questo caso “è esclusa la responsabilità dell’agricoltore“. Tra quelle ammesse alla coltivazione, le varietà di canapa che sono oggi disponibili si distinguono in dioiche e monoiche. Le prime generano piante maschili e piante femminili. Dopo la fioritura le piante maschili muoiono e seccano, mentre le piante femminili, in genere i 2/3 della coltura, portano a maturazione i semi; le seconde si dicono monoiche perché nella coltura la quasi totalità delle piante hanno entrambi i caratteri, portano dunque fiori maschili e femminili sulla stessa pianta. Queste varietà sono il frutto di una selezione

che intende aumentare la produzione di seme. Bisogna a questo punto distinguere la destinazione della coltura: se si coltiva per raccogliere gli steli, per ottenerne fibra e canapulo, biomassa cellulosica, allora è preferibile usare varietà dioiche come la Carmagnola, la Carmagnola Selezionata e la Fibranova o ad esempio la Tiborszallasi. Se invece si intende raccogliere anche il seme bisogna utilizzare varietà monoiche, e tra queste, quelle oggi più utilizzate nel nostro Paese ci sono: Futura, Felina e Uso 31. «La varietà che si utilizza ad oggi di più in Italia», ci ha raccontato Valerio Zucchini, storico coltivatore di canapa e progettista di macchinari che si occupa anche della distribuzione di sementi, «è sicuramente la Futura 75. Poi, per il discorso della canapa da seme segue la Uso 31: io stesso l’anno scorso ne ho vendute di45


SPECIALE STRAIN CANNABIS LEGALE

verse tonnellate di seme. Dopodiché come monoiche ci sono tutte le varietà ungheresi e rumene, in genere provenienti dall’est ed il resto è tutta canapa dioica per fare il fiore». Di queste, visto il mercato delle infiorescenze che si sta affermando di recente nonostante il governo ancora non abbia voluto legiferare in materia, «la più venduta credo che sia la Finola, sia a livello di semi che di piante selezionate. Le tradizionali come la Carmagnola ci mettono molto più tempo a crescere». Per le altre varietà italiane, «dopo il fallimento dell’azienda Eletta Campana, che oltre a questa storica varietà aveva anche i diritti della Fibranova, bisognerà aspettare di capire cosa succederà con i diritti e quindi non c’è una grande prospettiva. Poi ci sono anche la Carmaleonte e la Villanova riprodotte da Eco Hemp». Qui sotto le caratteristiche delle varietà principali. Futura 75: è una varietà monoica francese, di media altezza (2-3 mt), adatta alla trasformazione in tessuto e con dei discreti livelli di produzione di seme (se trebbiata). varietà francese che si adatta bene anche ai nostri territori, si nota appunto la varietà monoica che esprime in un unico fiore sia il sesso maschio fatto di piccoli grappoli, sia la parte femminile costituita da piccoli pistilli di colore rosso. È una pianta medio-alta con un inizio di fioritura intermedio. Una genetica sviluppata per produrre seme ma produce quantitativi soddisfacenti anche in termini di biomassa. Finola: la Finola è una varietà finlandese a ciclo corto, considerata alla stregua di un’autofiorente per la sua capacità di arrivare a fioritura in circa 3 mesi e con un’alta germinabilità (più del 90%). Essendo stata concepita per il nord Europa da noi per il clima è forse più facile coltivarla indoor che outdoor. Altro vantaggio è che rimane bassa, e quindi è più gestibile, soprattutto per chi si avvicina a questo tipo di coltivazione. Uso 31: varietà monoica originata in Ucraina grazie alla selezione fatta dal professor Virovets. È una pianta a doppia destinazione votata per la produzione di seme e precoce nella fioritura. Per l’ampia diversità del fotoperiodo tra l’ambiente originale e l’Italia, le piante avviano molto precocemente la fioritura ed interrompono la crescita antici46

ed è una delle selezioni di canapa da fibra di Bredemann ottenuta da ceppi di canapa russa, gli stessi utilizzati per la creazione delle genetiche Fibrimon e Bialobrzeskie.

patamente rispetto ad altre varietà. Il carattere monoico si esprime con una predominanza di fiori maschili e questo garantisce una buona produttività di semi. Kompolti: è la più diffusa varietà ungherese. È il risultato del lavoro di selezione durato più di 20 anni di un esperto genetista quale è il prof. Bócsa. È stata realizzata con la combinazione di materiali cinesi, ungheresi e probabilmente anche italiani, caratterizzati da elevata vigoria e ampia adattabilità ai diversi ambienti. È al momento la varietà dioica più produttiva e con i livelli più elevati di fibra. Purtroppo non è caratterizzata da un costante e sufficientemente basso contenuto di tetraidrocannabinolo (THC), sostanza stupefacente vietata. Per quest’ultima ragione, grazie al determinante contributo dei tecnici francesi, è stata estromessa dalla lista delle varietà di canapa da fibra ammesse per ottenere i contributi dell’Unione Europea. Ottima resa e alto contenuto in fibra (35-38%), viene raccolta verde all’inizio di agosto. Codimono: genetica ottenuta partendo da una varietà dioica di origine tedesca denominata Superfibra. Alcuni individui monoici, da essa isolati, hanno subito tre cicli di selezione. La popolazione capostipite (Codimono) è caratterizzata da una produzione di fibra relativamente elevata, associata a una taglia più contenuta rispetto alle dioiche italiane, ad una maggior precocità e ad un canapulo più elastico. Fibranova: varietà italiana dioica ad elevata resa in fibra selezionata negli anni ‘50 dalla progenie di Bredemann Eletta incrociata con la Carmagnola (Allavena, 1961). Il genitore Bredemann Eletta (o Bredemann Elite) è stato ricevuto dal Max-Planck-Institut tedesco

Fedora 19: altra varietà francese risultato di un incrocio tra le piante femminili della varietà russa JUS 9 e singoli individui di Fibrimon 21, seguito da un ulteriore incrocio della F1 femminile con piante altre Fibrimon 21. Il genitore JUS 9 discende da un incrocio tra Yuzhnaya Krasnodarskaya e la canapa autofiorente russa. Varietà precoce, resa di stelo media, alta resa di seme, almeno nelle zone in cui è stata concepita. Felina 34: altra varietà francese ottenuta dall’incrocio di Kompolti e Fibrimon 24. Maturazione media (semi maturi a fine settembre in Francia), ottima resa in stelo, fibra e seme. È una delle varietà più diffuse nel Paese transalpino. Eletta Campana: varietà italiana dioica ottenuta dall’incrocio della Carmagnola con ceppi di canapa da fibra di origine tedesca, probabilmente Fibridia o altre varietà delle selezioni di Bredemann. Si sviluppa molto in altezza e potrebbe essere adatta al nuovo mercato delle infiorescenze. Carmagnola: è una varietà dioica e selezionata in Italia, preferita nelle coltivazioni del Piemonte, votata per diventare di grande altezza ed utilizzata molto per la produzione di tessuti e per la bio edilizia. È una pianta che si sviluppa molto in altezza (può superare i 6 metri) e dalla fioritura tardiva. CS (Carmagnola Selezionata): è stata selezionata applicando il metodo Bredemann, che consiste nell’analizzare il contenuto di fibra di tutte le piante maschili prima dell’avvio della fioritura. Si procede con l’eliminazione dalla popolazione di tutti i maschi con basso contenuto di fibra e in questo modo si ottiene un sensibile incremento della produttività della fibra stessa. Elenco completo di tutte le 64 varietà di canapa registrate in Europa: https://goo.gl/7nKw72 DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


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STRAIN & SEEDBANK/PROMO

a cura di Dinafem Seeds Team

LE 5 VARIETÀ DI CANNABIS PIÙ SAPORITE DI DINAFEM

Il sapore, oltre alla resa e agli effetti finali, è un aspetto molto importante da tenere in considerazione quando si sceglie di coltivare marijuana Quando si tratta di scegliere quale varietà di marijuana coltivare, non c’è un solo aspetto da considerare. Il sapore è una qualità importantissima, addirittura prioritaria, per la maggior parte dei coltivatori e consumatori. Ecco la nostra selezione delle 5 varietà di cannabis più saporite del catalogo di Dinafem.

CRITICAL CHEESE

La Critical Cheese, figlia di una madre e un padre che hanno entrambi lasciato un profondo segno nel mondo della cannabis, si meritava assolutamente un posto nella nostra classifica. Oltre a essere una varietà molto facile da coltivare, risponde con generosità alle cure ricevute, producendo abbondanti cime compatte cariche di deliziosa resina. Si tratta inoltre di una pianta molto bella da vedere, con una struttura snella e aperta e tante ramificazioni secondarie. Ma l’aspetto migliore è il suo eccezionale ed intenso sapore di limone dolce, accompagnato da chiare note di gorgonzola. Il risultato è un cocktail alla cannabis originale e del tutto esotico. Da provare assolutamente!

PURPLE AFGHAN KUSH

Ti avvisiamo subito: se decidi di scegliere questo gioiello dalle origini afghane per la tua prossima coltivazione, corri il La Blue Kush è una bellezza con tanto da rischio di essere positivamente sorpreso. La Purple Afghan Kush è un ibrido a predire, una degna erede della regina della dominanza Indica che ha tutto ciò che cannabis americana, OG Kush, e della serve per farti innamorare. Dall’aspetto rinomata Blueberry, la cui eredità le conferisce un aspetto maestoso verso la discreto e piuttosto compatto, il colore scuro ed esotico del suo fogliame le metà della fioritura, quando comincia a sviluppare irresistibili tonalità viola e conferisce un’aria misteriosa che risveglia la curiosità di chiunque la guardi. azzurre.

BLUE KUSH

È una pianta molto poco impegnativa, che permette di ottenere risultati soddisfacenti indipendentemente dall’esperienza. I suoi densi fiori ti sorprenderanno con il loro inebriante sapore di limone, pino e frutti di bosco. Una varietà bella e di ottima qualità!

Grazie alla sua breve fioritura, il profumo dolce e fruttato delle sue dense cime si fa sentire subito. E, se conciate per bene, un sapore di ananas maturo ti riempirà la bocca durante la degustazione, come fosse una macedonia di frutta.

ATTENZIONE: QUESTA SEZIONE CONTIENE ARTICOLI PUBBLIREDAZIONALI E PROMOZIONALI. SI TRATTA DI ARTICOLI SCRITTI DIRETTAMENTE DALLE AZIENDE PRODUTTRICI O DAI NEGOZI CHE COMUNICANO LE NOVITÀ DELLA PROPRIA ATTIVITÀ. NON SONO QUINDI RECENSIONI REALIZZATE DALLA NOSTRA REDAZIONE E NESSUNO DEI PRODOTTI PROPOSTI È STATO TESTATO DAL NOSTRO STAFF. LA REDAZIONE PERTANTO NON SI ASSUME ALCUNA RESPONSABILITÀ PER UN USO SCORRETTO O PER QUALSIASI MAL FUNZIONAMENTO DEI PRODOTTI PROPOSTI. PER APPROFONDIMENTI E INFORMAZIONI A RIGUARDO FATE RIFERIMENTO DIRETTAMENTE AI CONTATTI DEL PRODUTTORE.

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BLUE CHEESE

KUSH ‘N’ CHEESE

La sua ampia gamma di colori, che accompagna le sue cime dense e compatte dall’aroma inebriante, è la conseguenza diretta della sua genetica Blue. Alla sua straordinaria resa si aggiunge una fioritura veloce e appariscente, ma la cosa migliore è il sapore, una complessa miscela di frutti rossi e gorgonzola. Deliziosa e di ottima qualità!

Ma l’aspetto più rilevante di questa genetica è senz’altro il suo eccezionale sapore fresco e fruttato, con note intense di limone, fiori appena tagliati e combustibile. Un cocktail insuperabile!

La Blue Cheese è un ibrido a predominanza Indica conosciuto in tutto il mondo e che ha ricevuto numerosi premi. E non è di certo frutto del caso, ma piuttosto il risultato di una straordinaria fusione tra la favolosa Blueberry e la sublime UK Cheese.

Kush ‘n’ Cheese è un’altra varietà della nostra collezione che non lascia nessuno indifferente. Si tratta di una pianta stabile e vigorosa che sorprende i coltivatori con il suo aroma fresco, floreale e fruttato, nonché con un’altissima produzione di fiori compatti scintillanti di resina. Ideale per i momenti di relax da soli o in compagnia.


GROW PRO

SELEZIONE DI PIANTE MADRI Per avere cloni di qualità è importante scegliere le piante madri dalle varietà migliori e più stabili

Ciao a tutti, quello che leggerete sarà puramente a scopo di ricerca quindi non utilizzerò alcuna tecnica per aumentare la resa ed inoltre terrò un range di nutrimenti basico per evitare qualsiasi tipo di alterazione di resa e sapore durante la selezione. Lo scopo è selezionare esclusivamente esemplari speciali, quindi non mi limiterò a selezionare i migliori esemplari ma terrò esclusivamente la pianta o le piante che sapranno colpirmi in modo particolare.

mancano solo 2 esemplari all’appello e sono proprio 2 WWXSAD, speriamo siano femmine! Intanto ho sistemato i cut prelevati che diverranno le future potenziali madri.

Giorno 37 di fioritura. In generale le piante sono in forma e stanno formando delle cime apicali di tutto rispetto, le Agent Orange stanno sviluppando fiori di grosse dimensioni ma a quanto pare con una struttura aperta, le WWXSAD sono abbastanza regolari nella fioritura, invece le CJXGSC si stanno dimostrando molto vigorose in fioritura con cime molto dense e risina a pacchi, ma i conti si fanno alla fine!

P.S. Di azoto ne ho dato solo un po’ prima di mandarle in fioritura, utilizzo un terriccio light mix quindi anche volendo non avrei potuto dargliene meno. Sulla questione delle piante cariche non sono preoccupato, anzi sono abbastanza Finalmente anche le ultime 2 WWXSAD hanno mostrato il loro sesso, quin- sicuro che possano riuscire a scaricaIl metodo che utilizzerò sarà sempre lo di alla fine mi ritrovo con 14 femmine su re tranquillamente prima della fine. Staremo a vedere come rispondono ad stesso in tutti i cicli di selezione, metterò 25 piante: 7 Agent Orange, 4 CJXGuna fertilizzazione minerale che seppur SC, 3 WWXSAD. 25 piante in vasi da 9 lt tenendo conto tenuta ad un range medio/basso resta che poi andranno tolti i maschi poiché comunque “aliena” a queste genetiche. tutte le genetiche usate saranno regolari. La situazione è buona considerato l’abbassarsi delle temperature che finora sono state letteralmente torride, i cut di Agent Orange hanno già radicato con gran vigore mentre le altre non danno ancora segni dai jiffy. Intanto nel box con le piante in fase vegetativa tutto procede bene: sto per raccogliere la seconda Original Amnesia Auto Dinafem e sono appena spuntate le 2 nuove arrivate: Blackberry, TangieIn questo ciclo sono partito con: matic “fastbud” sempre sotto la mitica 10 Agent Orange “Tga Subcool” d-pap 315w che nel box in vegetativa da 8 Girls Scout Cookies x Casey Jones 120x120 cm sembra aver trovato la sua Intanto nel box con le piante in vegetati“iosono” va sono in corso dei cambiamenti. Come collocazione ottimale, ci tengo a preci7 White Whidow x Sad “iosono” si può vedere ho legato la madre di sare che le auto fatte nel box vegetaLarry per ottenere un buon numero di Sia le GSCXCJ che le WWXSAD sono tiva sono esclusivamente a scopo di cut, una volta prelevate le talee penso incroci fatti da un carissimo amico non- “tappabuchi”. che cambierò madre e terrò un cut ché stimatissimo grower che ringrazio di come futura mamma per contenerne lo cuore. spazio. Siamo al giorno 16 di fioritura e quasi La giovane mamma di Source Apprentutte le piante hanno mostrato il loro tice #3 da poco ha preso il posto della sesso, le condizioni climatiche sono al mamma originale che è stata spostata limite della sopravvivenza visto che nella per motivi di spazio, la piccola è stata growroom di fioritura le minime non multi-toppata e continuerà ad esserlo, scendono sotto i 30 gradi. Pensavo che per il momento viene mantenuta in un le CJXQSC fossero più lente rispetto vaso di 14 lt. alle WWXSAD ed invece ho potuto constatare che almeno per quanto Le giovani talee prelevate dalla selezione riguarda la rottura del fotoperiodo sono madri vengono su bene, anche troppo più veloci nel mostrare il sesso, infatti SET UP Box 120x120cm Lampada 600w lumatek Riflettore just-a-wind large Estrattore centrifugo da 125

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GROW PRO

veloci per i miei gusti, e sono in vasetti da 1 lt: alcune sono già state toppate, altre verranno toppate tra non molto in attesa di essere travasate o scartate. Ed ora veniamo alle AUTO, ho piantato una Blackberry Auto “fastbud” che ha proprio un bell’aspetto, ci sono ottimi presupposti che verrà una bella pianta nonostante sia autofiorente. Una Tangiematic “fastbud” e chissà perché quando c’è in mezzo DNA Genetics è consuetudine avere sorprese. Quest’auto è nata storta, sta crescendo male e probabilmente finirà peggio ma non la butto perché ho appena buttato una selezione di 25 Tangie per via di forti tratti ermafroditi e vorrei portare a termine almeno questa misera automatica che nonostante tutto è pur sempre una Tangie!

anche a livello olfattivo non mi stanno colpendo affatto visto che mi aspettavo qualcosa di simile alla Tangie a livello di intensità ed invece mi sono ritrovato con odori buoni e agrumati, ma nel contempo abbastanza blandi che non mi hanno colpito in modo particolare. Mi aspettavo qualcosa di diverso da questa genetica, che avendo nei suoi geni la c99 “b.g.” avrebbe dovuto essere sicuramente di un livello superiore.

Era un po’ che non coltivavo una White così incazzata, tutte le piante sono abbastanza omogenee e bevono quasi il doppio di soluzione rispetto le altre genetiche in selezione. Si sono sviluppate con internodi di media lunghezza ed abbastanza regolari, praticamente non ramificano e si sviluppano quasi totalmente sull’apicale. I fiori risultano assolutamente rocciosi e ricoperti di un buono strato di resina, gli odori che Intanto nella selezione di madri le rilascia ricordano un mix tra le caramelle WWXSAD sono pura roccia viva in all’anice e quelle balsamiche. Secondo i quanto a struttura dei fiori, non ramificano e vengono su come totem, proba- miei gusti sarà probabilmente il migliore di questa selezione. Il punto debole di bilmente la genetica che mi attrae di questa genetica sembra però essere più in questo ciclo anche se purtroppo la stabilità, infatti le XXSAD sono le hanno qualche problema di stabilità. uniche che ho dovuto legare per evitare che si sdraiassero completamente al suolo. Sono veramente felice di aver fatto questa genetica che sono certo mi riserverà ancora belle sorprese.

che la rende “appetibile” sia un sistema SOG, che in LST/SCROG, a livello di profumi aspetto a pronunciarmi perché cambiano in continuazione, ma restano comunque sempre di un’ottima intensità che va dal “Pine-sol” al dolce fino al lime molto agrumato, una genetica particolare che non vedo l’ora di assaggiare.

Nel box vegetativa sono in atto grandi cambiamenti. La mamma di Larry Og #2 non c’è più, naturalmente prima del passaggio “finale” in out è stato prelevato qualche cut, di cui uno diventerà la futura madre. Anche la nuova mamma di Sorceres Apprentice #3 è andata a rimpiazzare quella che ho messo in out. La Blackberry Auto ha iniziato a dare i primi segni di fioritura, pare molto vigorosa per essere un’automatica e sembra promettere bene. La Tangiematic non da ancora alcun segno di fioritura, oltre al fatto di essere a dir poco storpia sembra avere trovato anche lei la forza di strutturarsi in modo decente. Ha anche il ramo principale tripode, giusto per non farmi mancare nulla.

Giorno 48 di fioritura, il ciclo non è ancora concluso ma tutte le genetiche si stanno mostrando estremamente stabili e simili tra loro, infatti sono facilmente distinguibili ad occhio senza possibilità di errore.

Francamente mi aspettavo da quello che avevo visto in passato che i fiori risultassero più ariosi, invece con mia grande sorpresa ho notato che probabilmente grazie ai fertilizzanti minerali, le cime Le Agent Orange sono praticamente hanno tutto sommato una buona dendei cut in versione seme, tutte con la stessa altezza e tutte che si sono svilup- sità che nonostante non risulti estremamente rocciosa sono certo che una pate con internodi cortissimi ed una volta terminate terranno bene durante struttura di pianta molto bella dove la fase di seccatura. Le CJXGSC hanno una grossa apicale domina su rame una struttura molto vigorosa, si sviordinate ed omogenee. Purtroppo ciò luppano con internodi medi e regolari non basta a fare una grande genetica, i fiori, nonostante le grosse dimensioni, che danno vita ad un apicale di notevoli dimensioni che nonostante ciò è accomsono per il momento assolutamente pagnato da una buona ramificazione ariosi e hanno prodotto poca resina, 52

Nel box con la selezione di madri siamo ormai arrivati al 54° giorno di fioritura, in questa fase le CJXGSC hanno messo il turbo, gonfiando le cime in modo esplosivo. Per vari motivi legati a tempistiche e soprattutto ad un’invasione di tripidi ormai fuori controllo, ho deciso di terminare la selezioni di madri, sia le WWXSAD che le CJXGSC sono DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


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ormai arrivate, mentre le Agent Orange sembra che potrebbero ancora dire qualcosa, ma purtroppo verranno tagliate con le altre nelle prossime ore/giorni. Intanto ho messo a germinare la nuova selezione che in via del tutto eccezionale sarà raddoppiata, quindi sto allestendo un altro box gemello all’originale per accogliere le nuove nate.

si può facilmente intuire che sia legittima erede della Starfighter F1 visto la moltitudine di incroci su cui è stata usata, anche in lei ripongo grandissime aspettative.

Vi presento le genetiche: Cluster Bomb (Archive Seed) “Bomb Threat x Face Off Og Bx1” Probabilmente la genetica su cui punto di più, si tratta di un incrocio tra la leggendaria Face Off Og Bx1 che non ha bisogno di presentazioni e la Bomb Threat che dovrebbe essere praticamente uno special cut di Bubba Kush.

Marionberry Kush (Tga Subcool Seeds) “Raspberry Kush x Space Queen” Dopo essere stato un po’ deluso dalle Agent Orange, ci riprovo con le Raspberry Kush perché nonostante le Agent Orange abbiano una struttura che non mi piace bisogna dargli il merito di avere almeno a naso dei terpeni veramente unici, spero che questa genetica possa mantenere la quantità e la qualità dei terpeni dell’Agent ma migliorando la struttura e la densità dei fiori, non so esattamente cosa aspettarmi ma potrebbe rivelarsi l’asso nella manica di questa selezione.

Cookies n Cream (Exotic Genetix Seeds) “Mistery Cookies x Starfighter F2” Seedbank made in Usa. Andando a guardare la genealogia di questa genetica

Mango Tanto (Element Seed) “The True Og x [tangiexpeaches]” Riprovo con l’ennesimo tentativo di ricercare una genetica che quantomeno con-

tenga la Tangie ma che non sia instabile. L’incrocio sopracitato è davvero interessante, si tratta di una croce tra la Tangie “dna” e la Somango “soma”, il risultato è stato incrociato con la True Og. La seedbank assicura terpeni come se piovesse, ma solo il tempo ci darà risposta. Rascal Og (Apothecary Genetics) “Og Male x Rascal” È l’unica varietà che non ho scelto dopo lunghe ricerche ma è frutto di un errore del negoziante. La linea genetica non sembra malaccio, alla fine si tratta sempre di un Og Kush. Teoricamente dovrei metterne solamente 5 di questi semi “come tappabuchi” ma in caso qualche altro seme non germinasse loro sono pronti a prenderne il posto. Continua sul prossimo numero... a cura di DocKush

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CANNABIS TERAPEUTICA

QUANDO LO STATO ABBANDONA I PIÙ DEBOLI

Mentre i pazienti continuano a soffrire senza più trovare cannabis nelle farmacie, il governo fatica a dare risposte concrete per risolvere la situazione Oggi scrivo un articolo che mai avrei voluto scrivere: l’abbandono dei più deboli, dei più fragili, degli ammalati, da parte di tutti i rappresentanti dello Stato. La mancanza di cannabis per uso medico sta costringendo migliaia di persone al peggioramento delle proprie condizioni di salute. Lo Stato che celebra nei suoi articoli della Costituzione, la sacralità della salute dell’individuo, abbandona nei fatti i suoi cittadini più deboli e bisognosi. Li abbandona alla sofferenza e al ricorso dell’illegalità per potersi curare. In questo Stato, se sei ammalato e le cure tradizionali (quelle di Big Pharma per intenderci), non possono aiutarti, non puoi decidere di curarti legalmente, nemmeno facendolo a tue spese, e questo è ancora più grave e avvilente. Quando il Governo decise di diventare produttore di cannabis terapeutica, molti di noi espressero tutte le perplessità. Era facile immaginare e prevedere che solo un mercato aperto, dentro regole e controlli precisi, avrebbe potuto garantire i consumatori. Non fummo ascoltati. Anzi, vennero selezionati consulenti che nessuna esperienza avevano mai maturato. Si fece un tavolo di lavoro dove gli esperti veri e i rappresentati degli ammalati non furono mai invitati. Furono prese decisioni sbagliate, e non furono mai corrette, nemmeno quando l’evidenza lo avrebbe richiesto. Ora i nodi sono venuti al pettine e i malati piangono. Speriamo che questa esperienza insegni qualcosa a chi siede ai tavoli delle decisioni, ma ad oggi non ho sentito nessuno di questi nefasti attori chiedere scusa alle migliaia di persone costrette, dalla loro incompetenza, alla sofferenza. Temo che l’urlo di dolore di questi disperati non raggiungerà mai il cuore di chi deve decidere della loro triste sorte. Ulteriore scenario vergognoso giunge dalla politica, che non ha perso occasione per dimostrare tutta la sua inutilità. 54

Bastava che la politica, quella favorevole alla cannabis, si elevasse in una voce unica e determinata, a chiedere al Governo di favorire, in via straordinaria ed eccezionale, l’importazione di 100 kg cannabis dall’estero (Olanda, Canada, Israele), che l’emergenza si sarebbe risolta nel giro di pochi giorni. Invece hanno preferito speculare sulla pelle dei più fragili. In Parlamento c’è una maggioranza fatta da PD, Cinque Stelle, Sinistra, ed altri che almeno su questo punto dovevano trovare l’unità, ed invece hanno voluto ancora una volta sottolineare l’inutile diversità, piuttosto che l’utile uguaglianza. I parlamentari di tutti questi partiti hanno ancora una volta disatteso il loro ruolo di rappresentanti del popolo italiano. L’emergenza non finirà rapidamente, perché l’Istituto Farmacologico Militare, immetterà sul mercato nelle prossime settimane soli pochi chilogrammi di FM2, che soddisferanno solo alcune centinaia di ammalati. Esiste solo una soluzione credibile ed efficace: aprire il mercato italiano ai produttori esteri, che hanno prodotti certificati come lo è l’FM2: prodotti che sono già utilizzati da centinaia di migliaia di persone ammalate, in Stati evoluti e

con sistemi sanitari più avanzati del nostro, dove alla clinica affiancano la ricerca e la formazione. Nei prossimi mesi, il numero di ammalati che chiederanno di essere curati con la cannabis crescerà in modo esponenziale, ed uno Stato serio deve essere pronto a rispondere a questo bisogno, tutelandone la salute ed evitandone il ricorso all’illegalità. Ma sappiamo che i governi da soli non risponderanno mai in modo spontaneo ai bisogni dei cittadini, la storia lo insegna. Allora i cittadini devono imparare a fare lobby, nel senso più positivo del termine. La politica è un equilibrio tra rapporti di forze che sostengono delle idee contrapposte, e le persone ammalate, i più deboli, devono fare sentire la loro voce in un coro unitario. Le persone che potrebbero beneficiare della cannabis come terapia sono milioni, e queste hanno il dovere di fare sentire il loro urlo. Quanto prima si organizzeranno, tanto prima le cose cambieranno… Dottor Marco Bertolotto Direttore del Centro Terapia del dolore e cure palliative dell’ospedale Santa Corona di Albenga e Pietra Ligure e fondatore di Medical Cannabis

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CANNABIS INTROVABILE: COME SIAMO ARRIVATI A QUESTO PUNTO?

Il fabbisogno dei pazienti sottostimato per le importazioni mentre la produzione italiana stenta a decollare

Cannabis terapeutica introvabile in Italia. Cosa vuol dire introvabile? 3 cose: • totale assenza di una varietà di cannabis per molti mesi • mancanza di continuità nella fornitura alle farmacie/ospedali • fornitura di quantitativi di molto inferiori a quanto richiesto (es. 1 kg a fronte di 7 kg richiesti) Alla data del presente articolo, si stanno verificando tutte e 3 le condizioni sopra elencate. A giugno 2017 la Bedrocan BV (la ditta olandese che coltiva e commercializza le infiorescenze di cannabis medica importata in Italia) ha inviato un comunicato a coloro che chiedevano informazioni sul perché della mancanza di cannabis medica. Quale la motivazione della Bedrocan BV? Per quanto riguarda il Bediol, è stato comunicato ufficialmente un problema alla produzione olandese e ritornerà (si spera) per fine ottobre/ novembre. Per tutte le altre 4 varietà olandesi, pur essendoci disponibilità, la Bedrocan BV ha detto chiaro e tondo che per l’anno 2017 sono stati chiesti dal nostro ministero della Salute 200 chilogrammi di cannabis/anno e che a giugno DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

2017 ne erano già stati importati 150Kg, per cui ha richiesto al nostro ministero di diminuire la richiesta di importazione in quanto oltre i 200Kg non avrebbe potuto garantire la consegna. Ed eccoci ai giorni nostri, in cui anche i 50 Kg residui sono già stati consumati e quindi la cannabis non arriva, arriva molto di rado e in quantità ampiamente inferiori alle richieste. Nella stessa situazione sono sia le farmacie ospedaliere che private, ergo sia i pazienti ospedalizzati che domiciliati a casa. Il Ministero dice che ha firmato autorizzazioni all’importazione per decine e decine di Kg; ma se si sono superati i 50Kg residui a giugno… E dal lato italiano? Abbiamo, o meglio, avevamo la cannabis FM2. “Avevamo” come da dichiarazione del ministro della Salute che a giugno 2017 rispondeva ad una interrogazione parlamentare affermando che erano disponibili 25Kg di FM2. Vero, solo che ad agosto questi 25Kg erano già quasi esauriti tanto che lo Stabilimento Chimico Farmaceutico ha dovuto attuare la “politica olandese”, ossia ridurre le forniture a chi ne faceva

richiesta (es. 200g al posto di 1 kg). Nel mese di settembre la fornitura è terminata, in attesa del nuovo raccolto di ottobre in cui le consegne riprenderanno, ma, come è facile intuire, non saranno sufficienti (allo stato attuale della domanda). Le soluzioni realmente disponibili (al di la di autoproduzione, stato di emergenza, tutto naufragato in Parlamento) quali sono? C’è una proposta che dovrebbe arrivare in Senato per permettere la (sola) coltivazione a società esterne, che la rivenderebbe poi allo SCFM per manipolazione, confezionamento, rivendita, ecc. Sembra poi che il ministero della Salute richiederà al Ministero Olandese un incremento della quota di importazione, per l’anno 2018, a 250Kg(!). Lo SCFM ha dichiarato di continuare ad aumentare la produzione. Ci sarà un futuro in cui si saranno “prese le misure”, avremo cannabis medica in abbondanza e stabile, grazie allo SCFM e all’Olanda. Ma ora siamo nel presente, e il presente è questo. Dottor Marco Ternelli

Dottore in Farmacia operante nella farmacia galenica Dr. Ternelli, fondatore del blog Farmagalenica.it

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CANNABIS TERAPEUTICA

IN CANADA 10MILA PAZIENTI SONO AUTORIZZATI A COLTIVARE CANNABIS In Canada i pazienti che hanno ricevuto l’autorizzazione a coltivare cannabis sono 10mila. A partire dal 31 agosto scorso infatti sono stati registrati 10.547 pazienti autorizzati rispetto ai 6.880 registrati a fine giugno, con un aumento di quasi il 50% in soli due mesi. Una crescita esponenziale dovuta anche al fatto che lo Stato canadese ha assunto 30 persone in più per sbrigare le pratiche burocratiche necessarie. Il sistema canadese non solo prevede che i pazienti possano coltivare un numero limitato di piante, ma anche che, nel caso siano impossibilitati a farlo a causa della loro patologia, possano designare una persona che le coltivi al posto loro.

per poi coltivare in autonomia. In Canada, dove vivono 35 milioni di persone a fronte dei nostri 60 milioni, dai 30mila pazienti registrati nel 2015, si è passati ai 100mila del 2016, per arrivare al numero attuale che supera i 200mila, con una crescita esponenziale favorita da scelte governative che hanno facilitato il percorso per l’accesso al farmaco. Nel 2014 infatti i pazienti erano 8mila. Per i bisogni di questi pazienti nel 2016 sono state distribuite quasi 9 tonnellate di cannabis, proveniente dai 130 produttori autorizzati, senza dimenticare quella che i pazienti si autocoltivano. Quindi in Canada ci si registra e si accede alla cannabis.

Ci sono i produttori privati con licenza statale, ed i pazienti che, dopo la registrazione, possono o recarsi nei dispensari, oppure farsi consigliare le genetiche più appropriate per la propria patologia

La continuità terapeutica è sempre garantita ed i pazienti che non possono permettersi di acquistare la cannabis nei dispensari, hanno la possibilità di coltivarsela e di farla analizzare per rivelare

eventuali presenze di muffe o batteri, facendosi poi seguire da un medico per le proprie patologie. Per l’Italia non ci sono stime precise su quante persone abbiano avuto accesso alla cannabis terapeutica nel 2016, ma sicuramente siamo ben lontani da queste realtà. Abbiamo provato più volte a scrivere al ministero della Salute per avere informazioni a riguardo, ma fino ad oggi non abbiamo avuto risposta. Nel migliore dei casi si tratta di poche migliaia. Mentre i dati della cannabis importata dall’Olanda dicono che nel 2016 ne sono stati distribuiti 350 chilogrammi, ai quali vanno aggiunti circa 30 chilogrammi di cannabis prodotta in Italia. Il totale fa circa 380 chilogrammi di cannabis distribuita ai pazienti, tanta quanta nel piccolo Israele ne è stata dispensata in un mese.

Noi di Amsterdam Genetics siamo orgogliosi dei nostri semi di cannabis, e per cercare di fornire a più persone possibili un buon starter pack, abbiamo deciso fino a fine settembre di fare la seguente offerta: -Se acquistate sul nostro sito 3 confezioni di semi, la meno carà sarà gratuita - Se acquistate 3 scatole della stessa varietà, una delle 3 confezioni sarà comunque gratuita (=sconto del 33%) Quindi fatevi sotto e provate più genetiche possibili! Abbiamo appena vinto premi con la nostra Green magic e ora abbiamo sfornato la nuovissima Blue Magic. Buona fumata!


LAPIANTIAMO

ACCESSO E CONTINUITÀ DELLA TERAPIA: I PROBLEMI RACCONTATI DAI PAZIENTI

Ecco un estratto del testo elaborato ed esposto durante l’audizione in III Commissione lo scorso 21 settembre a Bari alla presenza di numerosi tecnici regionali ed esponenti di diverse associazioni e gruppi invitati. Volendo dare il proprio contributo, nella sede di LapianTiamo a Racale, sono state raccolte numerose segnalazioni che hanno reso il quadro chiaro ai tecnici dell’Associazione che hanno poi suddiviso in punti tutte le criticità che ogni paziente in cura con la Cannabis è costretto a vivere per accedere o per aver garantita la continuità terapeutica. Si sente sempre più spesso un’aria di cambiamento e come disse un folle: «chi dice che è impossibile, non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo». (A.Einstein)

come tutte le altre. È inutile ricordare come farmaci ben più tossici e inclini a dare dipendenza siano normalmente prescritti e dispensati dagli ambienti ospedalieri e ASL (oppiacei, antidepressivi, benzodiazepine, etc.) senza alcuna remora o resistenza.

adducendo come ragione del diniego la necessità di figure più specializzate nella particolare patologia (esempio: per l’epilessia viene richiesto un epilettologo!) a dispetto della libertà di prescrizione garantita ai medici dalla legislazione presente.

Difficoltà di reperimento dei preparati olandesi sul mercato In ultimo segnaliamo la criticità rappresentata dalla scomparsa in commercio dei preparati di origine olandese (in particolare Bedrocan, Bediol) a partire dall’immissione sul mercato di quelli italiani comunque non sovrapponibili ai suddetti: avere dosaggi simili di THC e CBD non significa avere lo stesso effetto.

In merito alla varietà olandese Bedrolite, priva di THC e contenente elevato Oggetto: situazione attuale sul tertitolo di CBD, anch’essa carente sul ritorio in merito al tema Cannabis - I prescrittori dimostrano dal loro mercato sottolineiamo il fatto che terapeutica. Alle aperture dell’Ammi- agire una non conoscenza della materia viene assunta da bambini con epilesnistrazione regionale non sono coincisi arrivando a scambiare tra loro tipolo- sie fortemente refrattarie ai comuni i miglioramenti sperati dal punto di gie di Cannabis non sovrapponibili per trattamenti, con benefici altrimenti imvista procedurale. Segue una sintesi proprietà farmacologiche, consideran- possibili da raggiungere. Tale situazione per punti delle criticità attuali relative. do la pianta come un unico farmaco è presente sia in regime ospedaliero piuttosto che come un fitocomplesso. che nelle farmacie private rendendo - Sono stati nominati in molti casi impossibile la continuità terapeutica medici già noti per la loro contrarietà - Alcuni prescrittori più onesti intelanche a proprio carico. al tema e che non hanno cambiato lettualmente ammettono la loro non condotta in conseguenza dell’incarico, competenza sulla materia agli stessi Queste difficoltà sono probabilmente rifiutando la prescrizione anche a per- pazienti consegnando loro i moduli di ricollegabili alle recenti disposizioni sone con evidente indicazione secondo prescrizione e chiedendo la compilaministeriali che di fatto hanno meritodecreto ministeriale e disposizioni zione dei medesimi da parte di medici riamente posto un limite ai prezzi di regionali. privati; vendita in farmacia non preoccupandosi tuttavia di adeguare i prezzi di - Pazienti con prescrizione anche di - Nonostante l’incarico affidato ai me- distribuzione. La reazione dei farmacidurata pluriennale dirottati dal cendici di medicina generale di ripetizione sti privati è stata la disdetta degli ordini tro di Gallipoli presso le proprie ASL della prescrizione mensile sulla base causa mancato guadagno e di consedi appartenenza hanno visto negata del piano terapeutico, continua la guenza anche i distributori nazionali la conferma di prescrizione e sono richiesta da parte delle farmacie ospe- attualmente risultano sprovvisti... e a costrette attualmente ad acquistare daliere di ricette redatte esclusivamen- pagare sono sempre i pazienti. con onere a proprio carico (chi può te da medici specialisti ASL costringenDocumentazione Ufficiale redatta e lasciata permetterselo). do così le persone ad una via crucis di da Lucia Spiri, Presidente LapianTiamo, attese interminabili a cadenza mensile. agli Atti della III Commissione del Consiglio Regionale Puglia - Le scuse con le quali la prescrizione Sottolineiamo il fatto che la Cannabis viene negata sono le più disparate rappresenta una terapia farmacologica

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CANNABIS CULTURE

ARIA PIÙ PULITA GRAZIE ALLA CANAPA È una delle colture che si presta meglio ad assorbire la CO2 presente nell’aria, migliorandone la qualità

Da diversi studi scientifici è emerso che la canapa è un’eccellente coltura per l’assorbimento della CO2 atmosferica. La rapida crescita della pianta (può raggiungerei 4 metri in 100 giorni) la rende un rapido strumento di conversione della CO2 a biomassa, fissandola permanentemente all’interno della fibra e del canapulo che verranno successivamente impiegati per ottenere prodotti altamente sostenibili e rinnovabili come tessuti, carta, materiale da costruzione, bioplastiche ecc.

Cerchiamo di calcolare quanta CO2 viene assorbita da un campo di un ettaro di canapa coltivata per ottenere fibra, in modo che poi ognuno possa fare le proprie stime. Iniziamo dalla costituzione chimica di una tonnellata di steli di canapa: la cellulosa è il 70% del peso secco, è un polimero lineare omogeneo costruito da unità di glucosio ripetute il cui contenuto di carbonio rappresenta il 45% della sua massa molecolare. L’emicellulosa è il 22% del peso secco e fornisce il legame tra cellulosa e lignina, La canapa può essere coltivata su terreni ha una struttura ramificata costituita da vari zuccheri pentosi e il carbonio agricoli già esistenti, a differenza della rappresenta il 48% della massa. Infine, la maggior parte dei progetti forestali, e può essere inserita nella rotazione delle lignina è il 6% del peso secco dello stelo, è un materiale di rinforzo normalmente colture agricole con effetti positivi sui situato tra le microfibre di cellulosa. rendimenti complessivi dei successivi La molecola di lignina ha una struttura raccolti. La biomassa viene prodotta complessa e variabile che mediamente è dalla conversione fotosintetica del costituita al 40% da carbonio. carbonio atmosferico. L’assorbimento di carbonio da parte della canapa può Riassumendo questi dati, una tonnellata essere accuratamente calcolato esamidi steli di canapa è costituita da: nando il contenuto di carbonio delle • 0,7 tonnellate di cellulosa molecole che costituiscono le fibre e il (45% di carbonio) canapulo. Lo stelo infatti è costituito • 0,22 tonnellate di emicellulosa principalmente da cellulosa, emicellu(48% carbonio) losa e lignina, costituiti principalmen• 0,06 tonnellate di lignina te da carbonio derivato dalla CO2 (40% di carbonio) atmosferica. 60

Sapendo il peso dei tre costituenti e il rispettivo contenuto di carbonio, ricaviamo il carbonio totale: • 0,7 x 45% = 0,315 • 0.22 x 48% = 0,1056 • 0.06 x 40% = 0,024 DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


fissate all’interno dei materiali ottenuti da fibre e canapulo impedendone il ritorno nell’atmosfera, mentre le restanti 2,46 tonnellate rimaste in campo contribuiranno all’arricchimento del terreno di sostanze organiche.

Totale = 0,445 tonnellate di Carbonio per tonnellata di steli Dal calcolo emerge che ogni tonnellata di steli di canapa contiene 0,445 tonnellate di Carbonio assorbito dall’atmosfera (44,5% del peso secco). Per convertire il carbonio in CO2 assorbita bisogna fare una semplice equivalenza chimica: ogni 12 tonnellate di C equivalgono a 44 tonnellate di CO2, e quindi le 0,445 tonnellate di Carbonio equivalgono a 1,63 tonnellate di CO2 assorbite dall’atmosfera.

La canapa industriale risulta essere quindi un mezzo efficace per sequestrare il diossido di carbonio e legarlo permanente nei materiali da essa derivati.

Canapulo

Se si rapporta questo dato alle tonnellate di biomassa raccolte da un ettaro, valore molto variabile che viene fissato arbitrariamente a 8 tonnellata/ha si ottiene:

contenuto medio del 42% di carbonio si aggiungono 0.67 tonnellate di carbonio assorbito dall’atmosfera, equivalenti a 2,46 tonnellate di CO2.

1,63 tonn. CO2 x 8 tonn./ha = 13,04 tonn. CO2/ha (assorbite dall’atmosfera)

In totale, un ettaro coltivato a canapa industriale può sequestrare 15,46 tonnellate di CO2, di cui 13 verranno

Da un ettaro con una resa di 8 tonnellate di biomassa vengono assorbite quindi circa 13 tonnellate di CO2. Vanno inoltre considerate le radici e le foglie lasciate in campo che rappresentano un ulteriore 20% rispetto alla massa raccolta. Con un

L’accreditamento della canapa industriale come un “pozzo” per assorbire grandi quantità di CO2 dall’atmosfera renderà la sua coltura ancora più attraente. Dr. Matteo Melosini Laureato in Chimica Industriale presso l’Università di Torino dal 2014, dopo sei mesi di ricerche personali riguardo cannabis e chimica verde ha intrapreso un Master in Biotecnologie a Lisbona. www.matteomelosini.it

Bibliografia Luca Zampori, G. D. (2013). Life Cycle Assessment of Hemp Cultivation and Use of Hemp-Based Thermal Insulator Materials in Buildings. Environmental Science & Technology. Michael Carus, M. B. (2015). Carbon Footprint and Sustainability of Different Natural Fibres for Biocomposites and Insulation Material. Vosper, J. (2011). The Role of Industrial Hemp in Carbon Farming. House of Representatives Committees - Parliament of Australia.


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CANAPA INDUSTRIALE

MENÙ NATALIZIO VEGANO A BASE DI CANAPA

Grazie alla collaborazione di FunnyVeg e della sua accademia di chef vi proponiamo in esclusiva un menù d’autore vegano a base di canapa, per un Natale animal friendly, nutriente e delizioso

GNOCCHETTI ALLA SPIRULINA CON PESTO DI CAROTE E SEMI DI CANAPA PANE DI DANUTA CON FARINE INTEGRALI E PASTA MADRE Chef: Simone Salvini

Ingredienti per 3 stampi rettangolari 28 x 10 cm. Ingredienti: · 1 kg farina semintegrale (tipo 2) · 400 g farina integrale · 100 g farina di canapa · 100 g fioretto di mais · acqua a temperatura ambiente · 550 g di Pasta Madre (PM) · 75 g di semi di zucca, girasole, lino · 20 g di sale integrale Procedimento: Mettere in una bacinella capiente l’acqua e la PM; miscelare bene con una frusta. Unire in un’altra bacinella tutti gli altri ingredienti secchi e mischiarli tra loro. Unire gli ingredienti secchi alla parte liquida e impastare con le mani per 5 minuti. Aggiungere delle gocce d’acqua se la pasta risultasse troppo dura. Mettere l’impasto del pane in una bacinella di metallo e chiudere bene con la pellicola. Lasciar lievitare a temperatura ambiente per circa 6/8 ore. Togliere la pasta lievitata dalla bacinella; impastarla per 1 minuto e creare 3 piccoli filoni, aventi lo stesso peso; trasferirli negli stampi di metallo rivestiti con la carta da forno. Lasciar lievitare, nuovamente, fino al raddoppio del loro volume e infornare a 170° per 40 minuti. Lasciar raffreddare almeno 1 ora prima di tagliare a fette i filoni di pane. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

Food Blogger: Giulia Giunta

Per bambini a partire dai 3-4 anni, ingredienti per 4 persone, difficoltà media, preparazione 1 ora più 30 minuti di riposo Ingredienti per 4 porzioni: · 500 g di patate · 100 g di farina di grano saraceno · 20 g di amido di mais o fecola di patate · 2 cucchiaini rasi di sale marino integrale fino · 2 cucchiaini rasi di spirulina in polvere Per il pesto: · 200 g di carote pesate pulite · 200 g di pomodori ciliegini o piccadilly · 40 g di pomodori secchi sott’olio · ½ spicchio d’aglio · 1 cucchiaio d’olio evo · 4 cucchiaini di semi di canapa decorticati Procedimento: bollire le patate intere con la buccia in acqua non salata. Nel frattempo preparare il pesto frullando con un mixer le carote e i pomodori secchi a pezzetti, i pomodorini, l’aglio e l’olio. Si dovrà ottenere una crema morbida da scaldare in un pentolino e tenere in caldo. Scolare e pelare le patate cotte e passarle allo schiacciapatate. Mescolarle in una ciotola insieme alla farina, l’amido o la fecola, la spirulina e il sale impastando fino a ottenere un impasto morbido e lavorabile con le mani. Farlo riposare per almeno mezz’ora in frigo, quindi formare dei piccoli salsicciotti da cui tagliare dei pezzetti con un coltello. Tuffare gli gnocchi in acqua bollente leggermente salata e, non appena salgono in superficie (ci vorranno pochi secondi), prelevarli con una schiumarola e, sgocciolandoli bene, disporli direttamente nei piatti, condendoli con il pesto di carote e un cucchiaino di semi di canapa per ciascuna porzione. 63


LA CACIO E PEPE DEL CANAVESE Chef: Luca Andrè

Troccolo fresco alla farina di canapa in crema di porri, nocciole tostate, rucola e pepe di Sichuan. Ingredienti per 4 persone, esecuzione media, preparazione 1 ora Ingredienti per la pasta fresca: · 450 g di semola di grano duro · 50 g di farina di canapa · 150 g di acqua Per il condimento: · 3 porri · 50 g di rucola · 1 vaschetta di germogli freschi di porro · 80 g di granella di nocciole tostate · pepe di Sichuan · olio evo · alternativa vegetale al formaggio grattugiato dal profumo stagionato Procedimento: preparare la pasta unendo le due farine e l’acqua. Una volta ottenuto un composto omogeneo, chiuderlo ben stretto nella pellicola e riporlo in frigorifero per un paio di ore. Successivamente con l’aiuto di una sfogliatrice per la pasta fresca tirarlo a creare un troccolo, formato di pasta molto simile allo spaghetto alla chitarra ma più spesso e con la sezione quadrata. Riporre la pasta in frigorifero. Iniziare a preparare la crema di porri, che verrà usata come base per il condimento della pasta. Lavare e tagliare a pezzi due pori e soffriggerli lentamente in padella con dell’olio evo; coprire successivamente con acqua calda, salare e far cuocere finché i porri non saranno ben cotti e all’occhio risulteranno disfatti. A questo punto frullare il tutto in un blender e filtrare poi la crema ottenuta per eliminare eventuali residui o parti fibrose. Lavare il rimanente porro e tagliarlo a julienne. Portare a ebollizione dell’acqua salata dove cuocere la pasta. In una padella far rosolare il porro a julienne nell’olio evo. Successivamente aggiungere dell’acqua di cottura e la crema di porri.
Scolare la pasta, unirla al condimento aggiungendo la rucola lavata e la granella di nocciole, saltare, regolare di sale, aggiungere un filo di olio evo, dell’acqua di cottura, l’alternativa vegetale al formaggio e il pepe di Sichuan.
Formare delle matassine e servire con una grattata di pepe di Sichuan e dei germogli di porro. 64

ASPARAGI AI TRE GUSTI CON CIALDE CROCCANTI AI CECI Chef: Simone Salvini

Ingredienti per gli asparagi: · 1 mazzo di asparagi · semi di papavero · semi di canapa · erbe fresche · scorze di limone · olio piccante Per le cialde di ceci: · 140 g farina tipo 2 · 60 g farina di ceci setacciata · 110 g latte di mandorla al naturale · 3 g sale · pizzico di bicarbonato · paprika dolce Per il paté di ceci: · 200 g ceci cotti · 20 g burro di arachidi · olio evo · acqua di cottura dei ceci Procedimento: eliminare la parte bianca e dura agli asparagi; pelare con un pelapatate la parte inferiore degli asparagi. Tagliarli a losanghe e tenere da parte le punte. Sbollentare gli asparagi 1 min. in acqua leggermente salata (comprese le punte). Raffreddarli in acqua e ghiaccio. Dividere in 3 parti; le punte devono essere saltate con un goccio di olio piccante. Le altre losanghe invece devono esser cotte in padella per metà con i semi di papavero e l’altra metà con i semi di canapa. Tenere gli asparagi cotti separati tra loro. Mettere le due farine in una bacinella, aggiungervi il sale e il pizzico di bicarbonato. Versarvi il latte di mandorla e impastare con le mani per alcuni min. fino a ottenere un composto omogeneo e elastico. Fare una palla e lasciarla riposare per alcune ore. Con un mattarello di legno tirare la pasta in modo da creare delle sfoglie molto sottili. Tagliare con una rotella la sfoglia in modo da ottenere dei pezzi irregolari. Passarli in padella con dell’olio evo fino a renderli croccanti e leggermente colorati. Tenere da parte. Mettere i ceci cotti e scolati in un bicchiere apposito; aggiungervi il burro di arachidi e dell’olio evo. Frullare con il frullatore a immersione fino a creare un paté liscio e omogeneo. Aggiungere dell’acqua di cottura se necessario: aggiustare di sale e tenere da parte. Spolverare con la paprika alcune sfoglie di pasta di ceci. Alternare le cialde croccanti con gli asparagi cotti in 3 modi diversi. Decorare con le erbe fresche e le scorze di limone tagliate a listarelle. Servire accanto un cucchiaio di paté di ceci. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


a cura della redazione di canapaindustriale.it

CROSTATINA DI CIOCCOLATO CON CREMA PASTICCERA AL LATTE DI CANAPA Pastry Chef: Stefano Broccoli

Ingredienti per la frolla: · 3,5 hg di margarina Vegan morbida · 2,5 hg di zucchero di canna · 1,5 hg di fecola di patate · 4,5 hg di farina semintegrale · 50 ml di olio di mais · 50 gr di crema spalmabile di cacao e nocciole Vegan Per la crema: · 600 ml di bevanda di canapa (ottenuta facendo bollire in 1 litro di acqua 200 gr di semi di canapa decorticati per 20 minuti, quindi filtrare il tutto con un colino, ottenendo la bevanda di canapa) · 400 gr di zucchero di canna · 300 gr di fecola di patate · la punta di un cucchiaino di curcuma per colorare di giallo · 50 gr di crema spalmabile di cacao e nocciole Vegan Procedimento: unire tutti gli ingredienti impastandoli energicamente, quindi far riposare il composto a temperatura ambiente per un’ora. Stenderlo col mattarello e foderare una tortiera, precedentemente ricoperta da carta da forno. Cuocere a 170 gradi C per 30 minuti. Poi passare alla crema unendo tutti gli ingredienti ed avendo l’accortezza di non formare grumi e far sobbollire a fuoco gentile per 10 minuti. Guarnire la crostata con la crema, cospargendo il tutto di riccioli di cioccolato fondente e semi di canapa crudi.

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LA CANNABIS CANADESE SBARCA IN PORTOGALLO

Il Portogallo entra nel business della cannabis terapeutica con un impianto dell’azienda canadese Tilray che punta al mercato europeo e ad un fatturato di 40 milioni di euro all’anno Il Portogallo fa il suo ingresso nel settore della cannabis medica con un progetto che prevede coltivazione, lavorazione, imballaggio e distribuzione di prodotti a base di cannabis ad uso medico a norma GMP destinati a pazienti, farmacie e ricercatori in tutto il mercato comune europeo. Un progetto con il quale il Paese punta a diventare il principale produttore di cannabis terapeutica in Europa per raggiungere i 10 milioni di clienti ed un fatturato di 40 milioni di euro. Tillray, azienda canadese attiva sul mercato, ha infatti annunciato la creazione di un Campus ubicato nel parco di ricerca Biocant a Cantanhede con un i pazienti europei dal Portogallo anziché dai investimento di 20 milioni di euro e la climi dei Paesi settentrionali». creazione di 100 posti di lavoro. In risposta alle gravi lacune sussistenti per quanto concerne la disponibilità di Il progetto del Campus UE, iniziato a cannabis ad uso medico d’alta qualità, settembre, nella sua versione finale includerà una serra di 25.000 m2 e degli Tilray sta perseguendo una strategia d’investimento aggressiva per espandere stabilimenti di lavorazione con un’area complessiva d 3.000 m2. Al momento è le proprie operazioni a livello mondiale. Oltre a Tilray Portugal Unipessoal Lda., partito con un laboratorio e una banca di genetiche al chiuso, siti di coltivazione Tilray possiede delle consociate interaall’aperto, una serra di 10.000 m2 e uno mente controllate in Germania (Tilray stabilimento di lavorazione di 1.500 m2. Deutschland GmbH), Canada (Tilray Secondo l’azienda la prima fase del pro- Canada Ltd.), Australia e Nuova Zelanda (Tilray Australia e New Zealand Pty. getto innalzerà la capacità produttiva Ltd.) e prevede di esportare i propri globale di Tilray a 62 tonnellate l’anno prodotti a base di cannabis ad uso meentro la fine del 2018. dico in altri cinque Paesi entro la fine del 2017. La società prevede inoltre di «Negli ultimi due anni abbiamo lavorato poter annunciare in futuro l’ottenimento duramente per trovare la giusta località di permessi da governi di altri Paesi, nonper la coltivazione e la lavorazione e per ché l’instaurazione di altre collaborazioni ospitare le strutture di ricerca in risposta alla domanda crescente di cannabis ad uso per la ricerca in Portogallo, in Germania e in altri Paesi in diverse regioni del medico d’alta qualità in Europa», ha spiegato Brandon Kennedy, Chief executive mondo. officer dell’azienda. «Il Portogallo esibisce Intanto in Germania stanno importando il clima perfetto per la coltivazione della cannabis dalla Bedrocan e da un’altra cannabis, professionisti sanitari altamente azienda olandese in attesa di produrla; in competenti e una fiorente comunità di Israele il governo ha investito 10 milioni ricercatori. Sotto il profilo economico e dal punto di vista ambientale, è meglio rifornire di euro per progetti di ricerca sulla cannabis in medicina e nel 2016 sono stati dispensati circa 400 chili di cannabis al mese per un totale di circa 5 tonnellate; in Canada, dove vivono 35 milioni di persone a fronte dei nostri 60 milioni, DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

dai 30mila pazienti registrati nel 2015, si è passati ai 100mila del 2016, per arrivare agli attuali 130mila e nel 2016 sono state distribuite quasi 9 tonnellate di cannabis, proveniente dai 130 produttori autorizzati, senza dimenticare quella che i pazienti possono autocoltivare. Da noi invece i pazienti fanno fatica a trovare il proprio farmaco in farmacia. Il progetto lanciato dal governo nel 2014 presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, stenta a decollare. Ad oggi continua ad essere prodotta una sola varietà e la produzione resta scarsa: era stata assicurato che si sarebbe raggiunta quest’anno una capacità produttiva di 300 kg l’anno, comunque insufficiente per il fabbisogno nazionale, ma in realtà in diverse Regioni i pazienti fanno i conti con la carenza di cannabis presso le farmacie che stanno terminando le scorte.

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PSICONAUTA HOFMANN BOOK

LSD IL MIO BAMBINO DIFFICILE

“LSD Il Mio Bambino Difficile” è un libro del 1979 scritto da Albert Hofmann, famoso scienziato, comunemente conosciuto come il “padre dell’LSD”, psiconauta per eccellenza, deceduto nel 2008 all’età di 102 anni. Fu il primo a sintetizzare e sperimentare l’LSD scoprendone gli effetti psichedelici e studiandone i potenziali utilizzi medici e scientifici. Abbiamo pubblicato i capitoli più interessanti in questa rubrica, giunta ormai al termine. È comunque possibile scaricare il libro completo dal nostro sito internet (www.dolcevitaonline.it - sezione download) TRENTACINQUESIMA ED ULTIMA PARTE

Quando il re dei Goti Alarico, spingendosi dal nord, invase la Grecia nel 396 d.C. e distrusse il santuario di Eleusi, non si trattò solamente della fine di un centro religioso, ma anche del definitivo tramonto del mondo antico. Con i monaci al seguito di Alarico il cristianesimo fece il suo ingresso in Grecia. Il significato storico-culturale dei Misteri e la loro influenza sulla storia del pensiero europeo possono essere scarsamente sopravvalutati. Un’umanità separata dal mondo a causa della propria razionalità dualista trovava la cura al proprio dolore nell’esperienza mistica totale che i Misteri le procuravano, e che le dava la certezza dell’esistenza di un essere immortale e imperituro. Questa fede è sopravvissuta nel cristianesimo delle origini, sebbene con altri simboli. Essa si 72

manifesta come una promessa anche in alcuni passaggi dei Vangeli, in particolar modo nel Vangelo secondo Giovanni, nel capitolo 14, 16-20. Gesù parla ai suoi discepoli, mentre prende congedo da loro: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, affinché sia per sempre con voi: lo Spirito della verità, che il mondo non può accogliere, perché non lo vede né lo conosce. Ma voi lo conoscete, perché dimora presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani, ritornerò da voi. Ancora un po’ e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi riconoscerete che io sono nel Padre, voi in me e io con voi». Questa promessa forma il cuore del mio credo cristiano e della mia vocazione alla ricerca scientifico-naturale: attraverso

lo spirito della verità noi arriveremo alla conoscenza dell’universo e alla consapevolezza della nostra identità con la realtà più profonda e onnicomprensiva, Dio. Tuttavia il cristianesimo ecclesiastico, caratterizzato dal dualismo creatore-creato e da una religiosità alienata dalla natura, ha cancellato ampiamente l’eredità dionisiaco-eleusina dell’antichità. Nell’ambito della fede cristiana, solo particolari uomini di grande talento hanno potuto testimoniare, nel corso di esperienze visionarie spontanee, di una realtà eterna e confortante, esperienze a cui l’élite di innumerevoli generazioni dell’antichità aveva accesso attraverso l’iniziazione eleusina. L’unio mystica dei santi cattolici e le visioni che i rappresentanti del misticismo cristiano, Jakob Boehme, Meister Eckhart, Angelus SileDOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


sius, Thomas Traherne, William Blake e altri descrivono nelle loro opere, sono essenzialmente e in maniera evidente simili all’illuminazione ricevuta dagli iniziati ai Misteri eleusini. L’importanza fondamentale dell’esperienza mistica per la guarigione di un’umanità malata di visione materialistica e mono-razionale del mondo, non è oggi particolarmente sottolineata solo dai seguaci dei movimenti religiosi orientali, come quelli del buddismo zen, ma anche da esponenti di primo piano della psichiatria accademica. Vorrei qui richiamare l’attenzione sulle opere di Balthasar Staehelin, lo psichiatra originario di Basilea che lavora a Zurigo: Haben und Sein (1969), Die Welt als Du (1970), Urvertrauen und zweite Wirklichkeit (1973), Der finale Mensch (1976). Questi libri rinviano a numerosi altri autori che si occupano della stessa problematica.

stante ciò, a Eleusi, la visione mistica, l’esperienza ristoratrice e confortante, poteva essere procurata ai numerosi iniziati ai sacri misteri in un luogo e in La meditazione inizia ai confini della real- un tempo stabiliti. Ciò potrebbe essere Un nuovo indirizzo sta oggi prendendo tà oggettiva che sono stati raggiunti dalla spiegato con l’intervento farmacolocampo nella psicologia, quale elemento conoscenza e dalla percezione razionale. gico di una droga allucinogena, come basilare della sua pratica terapeutica; mi Essa, perciò, non si pone come negazio- affermano alcuni studiosi di religioni riferisco alla psicologia transpersonale, ne della realtà effettuale, bensì rappre- tra i quali ho già citato Karl Kerényi. La senta una penetrazione nelle dimensio- proprietà caratteristica degli allucinogeil cui obiettivo è il raggiungimento della dimensione metafisica dell’uomo ni più profonde di ciò che esiste; non si ni, quella di rimuovere le barriere tra il tratta di una fuga verso la sfera immache si manifesta nell’esperienza di una soggetto conoscente e il mondo esterno ginaria del sogno, ma della ricerca della realtà più ampia e non dualista. Ancora in un’esperienza estatico-emozionale, verità che avvolge il mondo oggettivo, più significativo è il fatto che non solo la può rendere possibile, dopo oppormedicina, bensì settori sempre più larghi tramite la contemplazione simultanea e tune preparazioni interne ed esterne della nostra società considerino il supera- stereoscopica delle sue superfici e dei come quelle scrupolosamente curate a Eleusi, un’esperienza mistica per così dire mento della visione dualista della natura suoi abissi. Da ciò potrebbe nascere e svilupparsi una nuova consapevolezza, su secondo il programma. La meditazione il presupposto e il fondamento della è un preliminare per arrivare allo stesso guarigione e del rinnovamento spirituale cui costruire una nuova religiosità, non più sostenuta dal credo nei dogmi delle scopo che era perseguito e raggiunto nei della civiltà e della cultura occidentale. Nelle sue molteplici forme, la meditazio- varie religioni ma dalla conoscenza attra- misteri eleusini. È probabile che in futuro verso lo «spirito della verità». Con questo l’LSD venga impiegato per procurare ne si pone oggigiorno in primo piano si intende una conoscenza, una lettura e la visione mistica quale coronamento di quale via per la conoscenza di quella una comprensione del testo direttamen- questa. dimensione profonda e avvolgente in cui l’uomo sente protezione e conforto. te «dal libro che le dita di Dio hanno scritto» (Paracelso), dalla creazione. Colgo il vero significato dell’LSD nella Essa si differenzia dalla preghiera tradisua capacità di offrire un aiuto sostanzionale, costruita sulla dualità creatore Il passaggio da una visione in cui il e creato, nell’obiettivo fondamentale ziale alla meditazione orientata verso mondo è posto di fronte e in contrache vi si persegue, consistente nell’abol’esperienza mistica. Questo uso è in sto al soggetto a una conoscenza pro- pieno accordo con l’essenza e l’azione lizione della barriera Io-Tu attraverso la fonda e quindi religiosa della realtà può caratteristica di una sostanza sacra come fusione dell’oggetto e del soggetto, del trasmittente e del ricevitore, della realtà compiersi solo gradualmente, mediante l’LSD.
Il sostegno alla meditazione attrauna continua pratica meditativa. Ma può verso l’LSD si fonda sulle stesse azioni oggettiva e dell’io. anche manifestarsi, come improvvisa e che stanno alla base del suo impiego in spontanea illuminazione, in un’esperien- psicoanalisi e in psicoterapia, cioè sulla Tuttavia, questa conoscenza fattuale sempre più estesa, che abbraccia la real- za visionaria; i suoi effetti sono allora sua facoltà di allentare o addirittura di particolarmente intensi e gioiosi. Oppu- abolire temporaneamente le barriere tà oggettiva in virtù dell’indagine scienre, può, come scrive Balthasar Staehelin, tra il soggetto e l’oggetto e la separaziotifica, non deve essere considerata una «non presentarsi neppure dopo decenni di profanazione. Al contrario, se si spinge ne dell’uomo dal mondo esterno. Ciò abbastanza in profondità, essa perviene meditazione». Inoltre non a tutti capita favorisce l’interruzione di eventuali circoli di vivere una simile esperienza mistica, al fondamento primario e imperscrutaviziosi di natura egoica, e il presentarsi di bile dell’universo, al prodigio e al mistero benché questa possibilità sia inerente alla una realtà che dà ristoro e accoglienza. natura della spiritualità umana. Nonodel divino: nel microcosmo dell’atomo, DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

nel macrocosmo della nebulosa a spirale, nei semi delle piante, nel corpo e nella psiche dell’uomo.

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LIBRI

RESISTERE È CREARE MIGUEL BENASAYAG E FLORENCE AUBENAS

«Non si può pensare al capitalismo, alla società e alla tristezza attuale solo in termini di scontro senza un’effettiva forma di resistenza immediatamente associata all’idea della creazione del nuovo, qui e ora». Questa la tesi sostenuta da Benasayag uno dei due autori del libro che presenta vari movimenti contro il dominio neoliberista nati negli ultimi 10 anni come le esperienze concrete caratterizzate dall’assenza di leader, o partiti di riferimento che non aspirano al potere come obiettivo politico. Il quadro che emerge è una chiara controffensiva al dominio capitalista con nuove forme di opposizione incentrate sull’abbandono della conquista del potere e la creazione di spazi di autonomia dal basso.

CAMBIARE IL MONDO SENZA PRENDERE IL POTERE JOHN HOLLOWAY

Molte delle esperienze rivoluzionarie del secolo scorso si basavano sul cambiamento della società tramite la conquista del potere dello stato, con le buone o con le cattive: vedendo quindi le istituzioni come uno strumento che può fare gli interessi di ricchi e poveri. Ma lo stato fa parte del sistema capitalistico per cui la rivoluzione, secondo Holloway, sociologo associato al movimento Zapatista, deve essere pensata a prescindere dallo stato e dal suo potere. Il sociologo irlandese apre una riflessione sull’utilità del potere e su un’idea diversa di rivoluzione, che possa attuarsi senza prendere il potere e che sia proiettata nella costruzione di un altro fare.

DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

MUSICA

40 ANNI DI MUSICA RIBELLE EUGENIO FINARDI

40 anni di musica ribelle: è il progetto discografico del cantautore meneghino che raccoglie gli storici album usciti tra il 1976 e 1979. Questa raccolta vuole riunire tutti i successi degli anni settanta, le rivolte, i conflitti e le contestazioni per dimostrare che lo spirito dell’autore non è mai cambiato in questi 40 anni. 5 magnifici dischi che raccontano un’incantevole epoca segnata dallo spirito di cambiamento e dalla voglia di non farsi sopraffare dal potere. Un modo di vivere la musica che fotografava le tensioni di quegli anni segnati dall’estremizzazione di ogni fenomeno sociale.

A CASA TUTTO BENE BRUNORI SAS

Quarto album per il cantautore calabrese dal titolo “A casa tutto bene”, pubblicato dalla sua etichetta Picicca dischi. Un disco più complesso e stratificato, curato nei testi e nella produzione segno di una notevole crescita artistica che conferma la profondità del cantautore. Fulcro del disco è la necessità di affrontare le paure quotidiane contro la tendenza dell’uomo a rifugiarsi nel nido casalingo, non mancando di sottolineare la chiusura mentale contemporanea. Una serie di domande che fanno riflettere e che identificano Brunori SAS come un cantautore che resiste, contro le paure, il bigottismo e i falsi valori che la società ci propina quotidianamente.

FILM

FOOD RELOVUTION THOMAS TORELLI

LIBERE ROSSELLA SCHILLACI

Realizzato montando immagini d’archivio e audio originali, provenienti in particolare dall’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, Libere è un docufilm di Rossella Schillaci distribuito da Lab 80 film. Il tema dominante è l’emancipazione femminile durante la resistenza, che corrisponde al risveglio del movimento femminista italiano. Al centro del progetto le interviste delle donne partigiane, voci che raccontano la lotta e che presentano uno spaccato in cui la libertà e l’autonomia femminile iniziavano ad avanzare. Libertà da una società sessista in cui il ruolo della donna era relegato a quello di madre e moglie.

“Food ReLOVution” è un coinvolgente documentario che esamina le conseguenze della cultura della carne in vista della crescente preoccupazione per gli impatti sulla salute, sulla fame nel mondo, sul benessere degli animali e sull’ambiente. L’obiettivo è mostrare come questi problemi globali riguardino tutti e siano correlati tra loro. Oggi anche solo fare la spesa in maniera consapevole, sapere cosa si compra e cosa si mangia, è il primo importantissimo passo verso un mondo migliore. “Choose love” invece è il nuovo progetto di Thomas Torelli, di cui Dolce Vita è official media partner. “Scegli l’amore per cambiare il mondo” lo slogan. Partecipa alla campagna di finanziamento su www.indiegogo. com/projects/choose-love-film. 77


HI-TECH & WEB

GLI ANALFABETI ETICI CHE VOMITANO RAZZISMO SUL WEB Non tutti i bug sono problemi tecnici. Molti bug sono problemi etici

Gli algoritmi sono sessisti? I bot inneggiano alla purezza della razza? È forse colpa della tecnologia se gli esseri umani sono essenzialmente spregevoli? Il problema è sempre lo stesso: spazzatura in entrata, spazzatura in uscita. Non è sempre chiaro se la tecnologia rappresenti l’origine del problema o se invece funzioni come semplice messaggero di sventura. È, infatti, una caratteristica delle nuove tecnologie quella di portare alla luce dinamiche e pulsioni sociali latenti. Soprattutto le peggiori. È per questo che non tutti i bug sono problemi tecnici. Molti bug sono problemi etici. Le pubblicità mirate su Google e Facebook che permettono di targettizzate chi ha espresso interessi per pagine antisemite sono solo l’ultimo esempio della generale mal comprensione di questo tipo di problemi. La loro soluzione è ammettere l’esistenza di disfunzionalità sociali che possono essere trattate come il cattivo funzionamento di un software, proprio come fossero bug. Ci dovrebbe essere un centro di assistenza che abbia come obiettivo la maintenance di alcuni standard e diritti civili fondamentali. Viviamo dentro reti sociali di comunicazioni protocollate, progettate da comuni esseri umani; se vengono compiuti errori fondamentali di progettazione, dovrebbe essere possibile trovare un modo di correggerli. Tra miliardi di comunicazioni di servizio che l’umanità si scambia ogni minuto, è normale che ci sia anche un sacco di merda. Tuttavia, almeno un paio di generazioni il cui senso critico è stato spazzato via da 30 anni di televisione commerciale non sono riuscite a reggere la pressione psicologica e cognitiva di una società globalizzata e iperconnessa. Abbiamo quindi tantissima spazzatura in

sfruttati da chi in malafede ha l’obiettivo di influenzare l’opinione pubblica. È per questo che è importante trovare un modo di risolverli. BUG ETICI ED USABILITÀ. Una volta si parlava di usabilità, e non ancora di user experience. Il termine non era molto fancy ed è stato sostituito dal suo omologo anglofono. Buona parte della semantica del termine è stata tradita dall’aggiornarsi della terminologia: uno dei principali scopi di applicare principi di usabilità ai siti web era quello di renderli fruibili a disabili e ipovedenti. Una delle segrete regole auree dell’usabilità è infatti la seguente: se ci riesce un “diversamente abile”, tanto più dovrebbe riuscirci una persona “normale”. Da anni abbiamo sviluppato un’attenzione feticistica nei confronti dell’analfabetismo funzionale, come se fosse la causa di tutti i mali. Per tutto questo tempo, invece, abbiamo entrata, che semplicemente non viene avuto un’altra categoria che ha rigurgitato adeguatamente filtrata. la bile che ha eroso la qualità del discorso IL DISCORSO PUBBLICO È OSTAG- pubblico: gli analfabeti etici. Oggi sarebbe cosa molto buona, anzi, fondamentale, GIO DEI TROLL? Le tecnologie digitali applicate al controllo e alla manipolazio- introdurre nuovi principi di usabilità per limitare i danni prodotti da costoro. ne sociale possono avere conseguenze che vanno al di là di qualsiasi previsione. Il problema è che nessuno ha le chiavi della È scorretto ritenere che i problemi possano essere risolti attraverso una corretta comunicazione su questa scala e a questi ritmi. L’assurdità del volume di migliore educazione. Non si può sempre prevenire, ma in fase di progettazione insulti ricevuti da personalità pubbliche come Laura Boldrini è un segnale davve- è oggi essenziale provare a prevedere o ro preoccupante di come l’intero discor- immaginare i peggiori comportamenti so politico di un’intera nazione possa es- che gli utenti potrebbero adottare, piutsere piagato dalla mancata comprensione tosto che sperare nelle loro aprioristiche buona fede e intenzioni. del un nuovo orizzonte tecnologico che ci è stato vomitato addosso dai mega-agNon si può solo confidare che l’utente glomerati della new economy. si comporti bene, bisogna fare in modo I bug etici, come le vulnerabilità che che le sue intenzioni, qualora malevopermettono le intrusioni degli hacker li, vengano neutralizzate dalla stessa nei sistemi informatici, possono essere architettura dei sistemi. Il razzismo non è solo rumore. Il punto è che le piattaforme digitali, ma anche quelle politiche, dovrebbero scegliere se, per loro, il razzismo è un bug o una caratteristica. Carlo Peroni Consulente web, si interessa dell’interazione ùtra tecnologia e immaginario. Twitter: @freakycharlie

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STREET ART

NEMO’S, LO STREET ARTIST CHE DENUNCIA LE APPARENZE Artista di fama internazionale è conosciuto per i suoi personaggi flaccidi e grotteschi facilmente riconoscibili e per i temi affrontati che vanno dalla denuncia sociale al disagio esistenziale dell’uomo

Nemo come il bambino protagonista dei fumetti di McCay ambientati nel fantastico regno di Slumberland dove ogni notte si trova a vivere attraverso i sogni straordinarie avventure, Nemo come il capitano di “Ventimila leghe sotto i mari” e ancora Nemo come la parola latina che tradotta vuol dire “Nessuno” e alla quale successivamente l’artista ha aggiunto la “s” trasformando la traduzione in “di nessuno”, riferendosi alla propria arte e completando il paradosso con cui identifica se stesso.

conosciuto e riconoscibile per il suo stile e per i personaggi caratteristici all’apparenza goffi e brutali, ma pregni di significato e spunti di riflessione.

Adriatic Pipeline), struttura che dovrà attraversare la Puglia tra le moltissime critiche e problematiche connesse all’inquinamento del progetto imposto dall’alto e senza il consenso della I suoi lavori sono presenti in tutta Italia popolazione. sulle facciate di numerosi centri sociali occupati, come per esempio all’interno L’aspetto flaccido, grottesco e molle del Teatro Mediterraneo occupato di con cui Nemo’s rappresenta i suoi Palermo dove il soggetto raffigurato personaggi è da intendersi infine ha la testa staccata separata dal corpo come una critica alla società contemda cui piovono monete d’oro, oppure poranea, alla perfezione ed all’immorl’enorme murales dipinto a Bologna talità apparente nella quale ci proietta sulla facciata del “Labàs” che è stato incurante della decadenza dell’essere da poco sgomberato. umano e delle sue contraddizioni che Chi è Nemo’s? Senza dubbio uno da migliaia di anni lo portano a ripetedegli artisti più interessanti e comu- Trattandosi spesso di lavori eseguiti re sempre gli stessi errori. nicativi del panorama italiano e non su superfici di notevoli dimensioni la solo, capace di impressionare attraver- tecnica preferita è asta e rullo, come so i suoi lavori e di guardare la quotiper l’ultima facciata dipinta a Lecce e dianità che lo circonda con occhi critici raffigurante un uomo stretto e immoa cura di Enrico Pirana e consapevoli, internazionalmente bilizzato dal gasdotto della TAP (Trans 80

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LabĂ s - BO

Williamsburg, Brooklyn - USA

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LEGENDS

PHIL COLLINS, IL MUSICISTA DEL “TUTTO PUÒ SUCCEDERE”

Nome e cognome: Philip David Charles Collins Nazionalità: inglese Gruppi: Genesis Singolo di maggior successo: No Jacket Required

MUSICURIOSITY

LA VIOLA DI STRADIVARI PIÙ COSTOSA AL MONDO Pensate per caso che la chitarra dei

vostri sogni costi davvero una follia? Beh, c’è davvero di peggio. Lo strumento musicale più costoso della storia è una viola Macdonald Stradivari, andata all’asta a Londra qualche anno fa, al modico prezzo di 45 milioni di dollari. La viola è stata realizzata dal famoso liutaio italiano Antonio Stradivari nel 1719; sicuramente il prezioso valore è dovuto anche al fatto che questo strumento è uno dei dieci esemplari ancora esistenti nell’epoca contemporanea… E naturalmente il nome del realizzatore è già di per sé una garanzia. Antonio Stradivari è conosciuto per essere stato uno dei costruttori di strumenti musicali più famoso della storia: tra le sue produzioni ci sono esclusivamente strumenti a corda, tra cui violini e viole, arpe e chitarre. Al giorno d’oggi è impossibile realizzare il sogno che ogni signore illuminista aveva nel cassetto, ovvero l’idea di acquistare gli strumenti musicali di Stradivari utili per costituire il famoso quartetto d’archi (formato da due violini, una viola e un violoncello). La Macdonald è una dei dieci esemplari di viola ancora in circolazione, mentre del famoso liutaio sono reperibili tutt’ora seicento violini originali e cinquanta violoncelli. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

È nato a Chiswick, quartiere sudoccidentale di Londra. Classe 1951, sempre a tempo… Non solo quello musicale. Philip David Charles Collins, conosciuto nel mondo con un amichevole Phil, è entrato a far parte della storia della musica nel 1970 quando, rispondendo a un annuncio su Melody Maker, partecipò ad un’audizione per batteristi richiesta dal gruppo musicale Genesis. A casa dei genitori di Peter Gabriel, Phil Collins conquista il gruppo e ne diventa batterista ufficiale. Già nell’album “Nursery Cryme” uscito nel 1971, Phil ha l’occasione di cantare come solista nel brano For Absent Friends e nel brano More Fool Me dell’album “Selling England by the Pound” del 1973. Dopo la pubblicazione del doppio album “The Lamb Lies Down on Broadway”, Peter Gabriel abbandona il gruppo per diventare solista: da quel momento Phil Collins diventa l’emblema del “tutto può succedere”. Nel 1976 sostituisce la voce di Gabriel nell’album “A Trick of the Tail”: con Collins come solista il primo album sperimentale raggiunge la Top 40 negli Stati Uniti e in Gran Bretagna si aggiudica il terzo posto. Alla fine degli anni Settanta, la band inglese decide di interrompere provvisoriamente la produzione musicale: Phil si dedica allora alla sua carriera di solista. Segnato dalla fine del suo primo matrimonio, nel 1981 Phil Collins si presenta con il suo primo album “Face Value”, preceduto dal suo singolo In the Air Tonight. Nel 1984 Phil Collins scala la Billboard Hot 100 con la sua canzone Against All Odds (Take a Look at Me Now) che gli fa ottenere un importante Grammy Award. Importante anche l’uscita del brano Easy Lover, nato dalla collaborazione con l’artista Philip Bailey degli Earth: la canzone raggiunse il primo posto nelle classifiche britanniche. Nel 1996 dopo aver abbandonato i Genesis definitivamente, Phil Collins si dedica a una

miriade di progetti, tra cui la creazione dell’intera colonna sonora del film d’animazione Disney Tarzan. Nel 2007 Phil Collins è protagonista di un’esclusiva reunion dei Genesis in un tour europeo con Banks e Rutheford: il massimo successo con più di mezzo milione di spettatori lo ottengono al Circo Massimo di Roma. Due anni dopo Collins subisce un’operazione chirurgica ad una vertebra causandogli la perdita di sensibilità alle mani, che gli impediscono di continuare a suonare la batteria. Nel marzo 2013 dichiara il suo ritiro ufficiale per problemi di salute e per dedicarsi maggiormente alla propria famiglia. Recentemente, dopo un accordo firmato con la Warner Music, Phil Collins ha rimasterizzato i suoi otto album solisti: nel 2016 rientra in scena presentando alcune bonus track e nuove copertine con un Collins invecchiato, ma nelle stesse pose dei tempi passati. Il 30 giugno 2017 si è esibito come solista all’Hyde Park di Londra: per il futuro e un possibile ritorno dei Genesis, ancora una volta con un sorriso fiducioso Phil Collins ha dichiarato che tutto può succedere. Ancora una volta. Alberto Lopez Appassionato di musica. Mi piace argomentare, approfondire e ricercare; in generale, assorbire. Fra un allenamento di parkour e l’altro mi dedico all’antropologia, per vocazione e per deformazione educativa, alla scrittura ed all’insegnamento dell’italiano ai profughi richiedenti asilo che arrivano in Italia.

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GRANDE ONORIFICENZA PER BUNNY “JAH” WAILER L’ex membro dei The Wailers, gruppo capitanato da Bob Marley, ha ricevuto l’ordine del merito per il suo prezioso contributo musicale e culturale

JESSE ROYAL: LILY OF DA VALLEY (EASY STAR RECORDS) Il 2017 si avvia alla conclusione nel migliore dei modi, dopo averci regalato album interessanti come i debutti di Chronixx e Samory I, e “Stone Hill” di Damian Marley ecco che arriva il bel lavoro di Jesse Royal a riscaldarci l’anima durante i primi freddi autunnali.

Visto che si trattava di un debutto l’artista di Kingston ha fatto le cose per bene, affidandosi a un dream team di produttori come Llamar “Riff Raff” Brown, Kareem “Remus” Burrell (figlio del grande Philip “Fatis” Burrell, produttore della golden age di inizio millennio) e Kurt White. Il disco ci mostra tutte le sfumature vocali di Jesse Royal, i pezzi migliori a mio avviso, oltre alle già conosciute Modern Day Judas e Finally, sono Always Be Around singolo che alza l’asticella rispetto ai precedenti fissando nuovi standard e la combination con Joe Mersa “Generation”, che ci mostra tutte le potenzialità di questa nuova generazione di artisti. L’ultima parte del disco scivola su ritmi in levare che ci ricordano che per quanto il reggae sia un genere di lotta sa regalarci anche momenti leggeri e spensierati, come in Full Moon e Rock It Tonight. Penso che con questo album Jesse Royal abbia confermato le impressioni positive su di lui e abbia messo delle solide basi per il suo futuro. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

Nelle scorse settimane è arrivata una bella notizia per l’artista 70enne, anche se qualche voce era già circolata nell’ambiente, nessuno si aspettava l’assegnazione di una delle cariche più importanti della Giamaica a Bunny Wailer. Infatti lo scorso 16 ottobre, durante la “Giornata degli Eroi” alla King’s House di St. Andrew gli è stato conferito “L’Ordine al Merito” per il contributo musicale e culturale dato all’isola caraibica. L’artista in un’intervista rilasciata al Jamaica Observer ha dichiarato: «Non me lo aspettavo, sapevo di alcuni “rumors” e che si ragionasse sulla vastità del mio contributo nella scena musicale e del mio impegno nel preservare l’eredità dei Wailers. Non solo sotto l’aspetto musicale ma anche quello legato alla comunità e alla cultura Rastafari».

a suonare e provare tra Greenwich Park, Trench Town e i campi rasta sotto la guida di Joe Higgs, primo vero mentore della band. In questi mesi i tre assorbono e si avvicinano con fervore agli insegnamenti degli “elders” rasta i quali hanno visto in loro un Continua l’artista: «Questo per me è grande talento e li hanno incoraggiati il più grande riconoscimento, è come a portare avanti la loro passione per la arrivare al dottorato finale». E proprio musica, perfino dandogli il nome “The a dimostrazione di quanto ancora l’artista sia legato al progetto Wailers, Wailers” in quanto il primo nome del gruppo era “The Juveniles”. dopo le brevi battute sulla gioia per il premio si lascia andare ai ricordi. E dopo questa esperienza che la band Ricorda infatti che sia lui che Peter decide di virare verso testi più coTosh e Bob Marley avevano un contratto come cantanti solisti con l’e- scienti e positivi portando in giro per tichetta Studio One di Coxsone Dodd il mondo il messaggio rasta. E proprio ma guardando ai gruppi Soul americani sulla dottrina rastafari Bunny Wailer decidono di unirsi per cercare il sound rilascia il suo ultimo pensiero: «Come perfetto, la loro era una vita da grup- rastaman, l’arte deve essere ispirata dalla po a tutti gli effetti, una vita in musica. vita e lo scopo deve essere la disciplina Poi pian piano la leadership di Marley si rasta è questo il “segreto” del successo duraturo dei Wailers, io sono il sopravvisè fatta strada ma tutti hanno contribuito allo stesso modo alla stesura dei suto ma i miei fratelli continuano a dare il loro contributo con quello che hanno brani. lasciato». Bunny Wailer inoltre racconta un aneddoto riguardo il primo singolo, a cura di Leonardo Pascale venuto alla luce dopo 14 mesi passati 85


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HIPHOP SKILLZ

RESISTENZA RAP CONTRO TRUMP

Eminem, Kendrick Lamar, Jay-Z e Snoop Dogg si sono schierati apertamente contro il controverso presidente americano, mentre in Italia manchiamo di coscienza civile canza di rispetto!» e, sebbene anch’egli sia tutt’altro che un rapper politicamente schierato, ha sostenuto che il Presidente degli States sia un «uomo poco sofisticato, specie quando si tratta il tema della libertà degli individui».

visto come un modello di “arricchimento personale” da seguire. La previsione del sito è che in questi mesi la percentuale negativa sopravanzi e Trump venga citato sempre più come modello negativo e non come un ideale.

Nel video di “Lavender”, brano del trio di musicisti canadesi BADBADNOTGOOD, Snoop Dogg spara con una pistola giocattolo ad un clown, che nella clip prende il nome di Ronald Klump ed abi«È un kamikaze che probabilmente causerà ta alla Clown House – ed ha, ovviamenun olocausto nucleare (…) Il razzismo è la te, le fattezze del presidente eletto un sola cosa in cui è il migliore, perché è l’unico anno fa. Alla clip sono seguite numerose modo in cui tira fuori quei due cazzo di co- reazioni, compresa quella dello stesso glioni». Queste sono alcuni dei versi che Trump, che a mezzo Twitter ha cinEminem, ai BET Awards lo scorso 10 guettato che «se Snoop l’avesse fatto con ottobre, ha dedicato al Presidente degli Obama sarebbe in carcere». Stati Uniti, Donald Trump. Un ritorno al vetriolo per il 45enne rapper di Detroit, FiveThirtyEight, un sito che si occupa condito da una presa di posizione piutdi analisi dei sondaggi di opinione su tosto netta sul tema: «a qualunque mio politica, società e sport ha conteggiato fan che supporti Trump sto tracciando una il numero di volte in cui Trump è stato linea chiara: o siete con lui o con me». Più nominato nei testi rap dal 1989 ad oggi: di quattro minuti di sferzante invettiva in ben 266 canzoni hip hop compare contro l’uomo più potente del mondo Donald, con una valutazione positiva che non suona affatto come una forma nella maggioranza dei casi - prima che si di pubblicità – Em uscirà con un nuovo candidasse/venisse eletto, infatti, veniva disco a breve – ma solo l’espressione di un punto di vista coraggioso e caparbio. Kendrick Lamar ha pubblicato quella che poi è diventata una delle canzoni di protesta più venerate, “Alright”, divenuta inno del Black Lives Matter, il movimento attivista afroamericano nato nel 2013. Nonostante ciò, non può essere considerato, al pari di Eminem, un rapper politico. «Non ce l’ho con Trump, è come abbattere un cavallo già morto» ha dichiarato in un’intervista l’mc di Compton: «la sua elezione è stata folle, ma mi è servita ad alimentare il fuoco per continuare a spingere con più forza quello che voglio esprimere». Nel suo DAMN., infatti, continui sono i rimandi alla società e alla politica, e non mancano i riferimenti al tycoon: un giorno, dice K-Dot, Trump dovrà fare i conti con Dio. Jay-Z, dal canto suo, ha spiegato che «Donald Trump è una barzelletta, lo dico con tutta la man-

Artisti di portata globale, dunque, si sono ampiamente schierati contro l’uomo più discusso del mondo, dimostrando che esista ancora una forma viscerale di resistenza nell’hip hop e che quest’ultimo non debba per forza essere spolpato di significato per diventare trap o mumble, le due tendenze meno impegnate del genere. In Italia nessuno ha mai citato Gentiloni in un testo rap – sebbene i due siano imparagonabili per personalità, diciamo – e nemmeno Renzi ha suscitato particolare interesse. A parte le banalità da comunisti col rolex, pare evidente che manchi una strutturata coscienza civile e politica, da queste parti.

DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

Nicola Pirozzi Caporedattore di myHipHop.it. Ha recensito più di 300 dischi di rap italiano e ora vuole candidarsi al premio Pulitzer.

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HIPHOP SKILLZ

RKOMI: IL GIOVANE POETA RIBELLE DEL RAP ITALIANO

È uscito “Io in terra”, il nuovo disco del giovane Rkomi che nel frattempo è entrato nel collettivo Roccia Music «Per l’odio che abbiamo vissuto, abbiamo un sacco di amore nell’animo».

Vivi ancora insieme a Tedua? Com’è la convivenza? Quando litigate andate in extrabeat e poi partono direttamente i dissing? Non più al momento, tra l’altro pensa che non abbiamo neanche mai litigato. Le nostre discussioni, più o meno accese che siano, sono un’esperienza da vivere, davvero.

È una frase detta da Mirco, aka Rkomi in un’intervista, che con 13 parole spiega tutto di come si rapporta al mondo e di come lo racconta con il microfono in mano che padroneggia sempre meglio e che diventa il mezzo per rappresentare uno spaccato del nostro Paese. Giovani di periferie sempre uguali nella loro desolazione, che crescono inventandosi una vita e scoprendo le proprie passioni con il tempo scandito da cassa e rullante. In un anno è passato dai primi video ad un album con Universal, con in mezzo “Daisen Sollen”, il mixtape d’esordio che ha lasciato parecchi a bocca aperta. “Io in terra” è il primo vero disco di Rkomi che nel frattempo è entrato in Roccia Music ed ha aperto i live di Calcutta, imparando a stare sul palco ed a credere di più in se stesso. “Io in terra” sembra quasi una dichiarazione di guerra. Ma per combattere contro chi? Ahahah è vero, ci sono parecchi parallelismi a riguardo. Può anche essere visto come una dichiarazione di pace però, in ogni caso io corro per me, sono io a decidere se volermi alleato o rivale. Forse la sfida è più con me stesso. Cosa significa crescere nelle case popolari di Calvairate? E cosa pensi dei tuoi colleghi che parlano tanto di street credibility senza aver vissuto nulla di quello che raccontano? È una domanda molto bella ma anche molto aperta, significa tanto ovviamente… Ho avuto la fortuna di nascere in una dimensione completamente opposta a me. Ho “dovuto” e “voluto” temprare il mio carattere di conseguenza, preservando quello che sono di natura, forse è questa la carta vincente nel mio caso. Riguardo gli altri è giusto che imparino dai propri errori, è giusto che io non intervenga per forza. In che senso le arti marziali per te 88

Per quanto riguarda la mia musica penso possa essere tranquillamente una forma di protesta, ma a modo mio sono state una svolta? Come ti hanno cambiato? Disciplina: psicologica e fisica. Hai raccontato che i primi live sono stati terribili e che se non ci fosse stato un tuo amico al secondo concerto forse non saresti salito sul palco. Oggi va meglio? Era un problema di ansia da prestazione? Ah sì, incredibile quella sera. Oggi va alla grande, domani sarà ancora meglio. Erano tanti i problemi. Forse il problema non era la musica ma la mia quotidianità, non mi permetteva di “esserci” davvero.

Questo numero di Dolce Vita è dedicato ai ribelli ed alle cronache di resistenza, nel momento in cui una delle critiche maggiori al rap italiano è quella di aver perso la sua valenza sociale e la voce di protesta nei confronti del potere. Che ne pensi? Personalmente non mi sembra così vero, ne parliamo solo in modo differente. Ovviamente i tempi sono altri, così come il nostro vocabolario e le nostre esigenze. Per quanto riguarda la mia musica penso possa essere tranquillamente una forma di protesta, a modo mio. Una protesta più personale però. Le autoanalisi sono anche questo! Descrivere una situazione è anche questo anzi, è come fosse una protesta spirituale; abbiamo avuto modo di guardare tanto a differenza dei “boss” del genere (e non), che in passato avevano decisamente meno soggetti a cui ispirarsi. Probabilmente si, e secondo me, ma posso sbagliarmi, è cambiato anche il grado di sensibilità di un’artista. Da giovane quasi timido ed impacciato a voce del quartiere; chi è oggi Rkomi? E quanto c’è di Mirko nel personaggio che hai costruito? Meno timido e meno impacciato ma perché si cresce, si vivono esperienze. In ogni caso resto tale e non vedo enormi differenze. Sto ancora maturando questa cosa, ho ancora bisogno di tempo sai?

Mario Catania Giornalista professionista freelance e praticante di Muay Thai. Fa a pugni con le parole e usa la dialettica (inutilmente) quando volano calci e ginocchiate. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


SPECIALE INTERVISTA

ERRI DE LUCA LO SCRITTORE CHE HA DIFESO IL DIRITTO AL DISSENSO

Non ha bisogno di presentazioni Erri De Luca, famoso giornalista napoletano nonché scrittore e poeta, un uomo dall’aspetto pacato che utilizza un linguaggio semplice ma denso di significato. Costantemente impegnato nel sociale, al punto che durante il conflitto nella ex-Jugoslavia è stato autista di convogli umanitari, ha trovato nelle parole che sceglie con cura la sua arma migliore. Inoltre ha studiato varie lingue da autodidatta, tra le quali l’yiddish e l’ebraico antico, grazie al quale ha tradotto personalmente alcuni testi della Bibbia.

sabotaggio, ha lottato per la libertà di opinione e di espressione di tutti. Con una saggezza ed una semplicità disarmanti Erri ci ricorda che in Italia, oggi come nel medioevo, è ancora possibile essere puniti per un’idea diversa, ma la forza e la determinazione nell’affermazione delle proprie libertà e dei propri pensieri può essere, e deve essere, l’unica strada da percorrere. Ed inoltre afferma che nonostante l’evoluzione dell’uomo in questi decenni si è mostrato il peggioramento di alcuni diritti a discapito del reale progresso.

Dall’animo ribelle e rivoluzionario, è diventato il simbolo della lotta contro la TAV (linea ferroviaria ad alta velocità che dovrebbe collegare Torino e Lione): processato con l’accusa di reato d’opinione a causa di alcune sue affermazioni totalmente contrarie a quest’opera inutile e costosissima che incitavano al

È stato processato per un’opinione espressa sulla TAV. Qual è il limite tra il non essere d’accordo, anche con l’operato del proprio Stato e l’essere invece considerato un eversore? Più di una opinione era e resta la mia convinzione a fianco di una comunità in lotta da oltre venti anni. Eversore è chi

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condanna dei cittadini alla tossicità di aria, acqua, suolo, chi li vuole ridurre a sudditi di un feudatario. Qual è il limite della libertà di espressione per uno scrittore? E quali i limiti che lei si pone? I limiti alla libertà di espressione sono fissati dalla legge che proibisce la diffamazione e la calunnia verso le persone fisiche. È diventato il simbolo della battaglia a favore del diritto al dissenso, in questi anni è cambiata la situazione o esprimere le proprie opinioni è ancora un atto sovversivo piuttosto che un diritto? Esprimere opinioni favorevoli e servizievoli al governo di turno è sempre gradito. La parola contraria invece è malvista e censurata da una informazione che fa da ufficio stampa dei ministeri. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


Leggi “La parola contraria” di Erri De Luca, edito da Feltrinelli

Qualche anno fa ha detto che l’antagonismo è la forza viva della società... Lo pensa ancora oggi? I cambiamenti di una società sono portati avanti da minoranze. Noi celebriamo con orgoglio la lotta partigiana che fu costituita da poche decine di migliaia di persone. L’antagonismo non è uno sport, è una necessità di critica e di democrazia dal basso. Quale consiglio darebbe ad un giovane ribelle che vuole imparare a pensare con la propria testa? Non dispenso consigli, spesso non richiesti. Per difendersi meglio dalle falsificazioni il mio antidoto sono stati i libri. Chi ne legge molti si ritrova un vocabolario robusto che resiste alle infezioni delle menzogne pubbliche.

In 150 anni in Italia non c’è mai stata una vera alternanza politica tra destra Secondo lei si è ribelli di natura o lo si e sinistra voluta dagli elettori, da noi diventa sposando una causa? governano solo le “grandi ammucNon ho conosciuto ribelli di natura. chiate”, senza i controlli reciproci che “Siamo una società senza bussola” che deriverebbero da una normale dialetvede le tragedie, i cambiamenti clima- tica democratica. Pensa che succederà tici, i disastri politici come dati di fatto la stessa cosa anche nelle prossime e questo ci rende precari e per niente elezioni con una coalizione o un governo di “responsabilità”? E come vede il reattivi, a differenza della sua generazione che era invece molto impegnata futuro del nostro Paese? nella resistenza e nel reagire ai soprusi Succederà peggio nelle prossime elezioni perché i candidati da votare sono indicae alle ingiustizie dello stato. Cosa è ti dalle segreterie dei partiti e non dalla successo ad un certo punto? libera scelta degli elettori. Già questo Noi eravamo molti, una generazione parlamento ha registrato il cambio di addirittura “eccedente” secondo Pasoschieramento di un terzo degli eletti, lini. Eravamo i nati del dopoguerra, la folta ricrescita dopo i vuoti della guerra secondo convenienze. e anche la prima gioventù acculturata a livello di massa. La combinazione dei due Negli ultimi 200 anni la civiltà umana ha avuto un progresso straordinario: fattori è stata esplosiva. La gioventù di oggi è numericamente poca in un paese sono migliorate le condizioni di salute, siamo più istruiti, viviamo più a lungo anziano, ne subisce perciò i comportamenti, le opinioni, insomma la suprema- e registriamo soglie minime di povertà. Nonostante tutto la percezione zia degli adulti. che abbiamo del mondo e totalmente opposta, probabilmente anche a causa In “La parola contraria” spiega che i dei media che non ci informano a doNo TAV sono mossi da una sorta di vere. Lei che percezione ha del mondo sete di giustizia e diritti. Ma che cos’è odierno? E quale potrebbe essere l’anla giustizia? E come si smonta il concetto che passa sui media mainstream tidoto contro la cattiva informazione? Ci sono dei miglioramenti di prodotti che si tratti semplicemente di un gruppo di violenti che interferisce con vari e peggioramenti di diritti vari. Siamo contemporanei nel Mediterraneo del un’opera strategica? maggior numero di naufragi della sua La informazione sul TAV è al servizio dell’opera, a libro paga o per sudditanza. storia. Ho smesso di usare la parola progresso. Giustizia è prima di tutto un sentimento, il primo che sorge indipendente in Siamo una rivista antiproibizionista un bambino: la sua prima obiezione ai e da sempre facciamo informazione genitori è: non è giusto. Nel caso della Valle di Susa giusta è una lotta di legitinerente alla cannabis poiché crediamo tima difesa della propria salute contro che sia una pianta dalle grandi potenun’aggressione micidiale. zialità ingiustamente criminalizzata. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

Nonostante i grandi passi avanti, anche grazie alle pressioni antiproibizioniste, il governo ha sempre cercato nel tempo di affossare, riuscendoci, le proposte fatte in favore della legalizzazione. Secondo lei riusciremo ad uscire da questo circolo vizioso? Il proibizionismo fa prosperare il mercato nero, nella cannabis come nel trasporto di migranti. Il proibizionismo è la manna degli spacciatori. Ci vorrà tutt’ un altro personale politico per introdurre la ragione. L’alpinismo e l’arrampicata sicuramente sono le sue grandi passioni, cosa la affascina di più della montagna? In montagna visito una bellezza isolata, povera di presenza nostra. Non è un posto per noi, non è un parco giochi, non siamo invitati. Siamo intrusi: questo sentimento mi fa bene e mi fa comportare meglio, con maggiore rispetto. Il rispetto proviene anche dalla soggezione. Ha scritto: “Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca. Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle”. Qual è la sua visione della vita? Alla mia età odierna, coincide con il giorno per giorno. Ogni volta che segno sul calendario la data di un incontro, di un appuntamento futuro, mi scappa un sorriso di scherno per la mia presuntuosa prenotazione del seguito. Enrica Cappello Giornalista di origini siciliane e viaggiatrice estemporanea. Laureata in Scienze della Comunicazione ha lavorato nell’ambito della pubblicità. Attualmente è caporedattrice di Dolce Vita.

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CRONACHE DA DIETRO IL CANCELLO

ELOGIO DELLA RIBELLIONE

QUI DENTRO SI MUORE

Suicidi in carcere: quando la “conservazione del principio di legalità” è venuta meno. I numeri dei detenuti morti in carcere dal 2000 ad oggi ANNI

SUICIDI

TOTALE MORTI

2014

44

132

2015

43

122

2016

39

110

2017 *

46

99

Totale

979

2.710

* Aggiornamento al 21 ottobre 2017

Viaggiare in nave può essere una necessità in cui trova ragione una forma di ribellione. Pensare con il proprio cervello è una forma di ribellione. Mantenere la consapevolezza sempre, è una grande ribellione. Ribellarsi è di solito possibile e spesso bello, dà soddisfazione, ci fa sentire vivi. Per questo ci fregano sempre, confezionandoci ad hoc cause sbagliate per cui ribellarsi e combattere. Specchi per le allodole che indirizzano la nostra rabbia dove non può far danno, se non reciprocamente a “noi”. Senza ribellione non vi sarebbe mai stato progresso, ogni nuova scoperta porta in sé il moto anticonvenzionale di chi l’ha rincorsa, perseguita e caparbiamente voluta «in direzione ostinata e contraria». “Oltre il cancello” le forme di ribellione sono invece limitate e spesso, giocoforza estreme. Ho visto gente cucirsi la bocca con ago e filo per protestare contro le richieste di collaborazione e uomini darsi fuoco, usando come innesco dei fogli di Scottex infilati nelle tasche di una tuta da ginnastica in nylon. Indro Montanelli, che certamente non era un no-global, ebbe a dire: «Più che comandare, preferisco disobbedire». La ribellione è qualcosa che

abbiamo dentro e la cui voglia si accende quando subiamo ingiustizie, anche se chi ci opprime, vuole spesso farci passare per “antisociali” e colpevolizza la ribellione e si arroga il diritto di punire gli atti che dalla ribellione nascono. I ribelli ci sono sempre stati e sono sempre stati ovunque, perché alcuni di noi, quando appartengono ad una maggioranza, qualche domanda inevitabilmente se la pongono. Maurizio Gazzoni jazzon@libero.it Libero e professionista, scrive su Dolce Vita dal numero 0, ha pubblicato articoli su Soft Secrets e tradotto per l’Italia il romanzo “Los Contrbandistas de l’Estrecho” di Rafaèl Rossellò Cuervas Mons.

ABUSI POLIZIA

“MANIFESTANTE INFORMATO, MEZZO SALVATO”: INFO LEGALI PER CHI SCENDE IN PIAZZA cinio gratuito se hai un reddito inferiore a 11mila euro annui, ad essere informato sull’accusa a tuo carico, ottenere assiChiunque usa violenza o minaccia per stenza linguistica, rimanere in silenzio, opporsi a un pubblico ufficiale o a un informare (con il tuo consenso se sei incaricato di un pubblico servizio mentre compie un atto di ufficio o di servizio (che maggiorenne) l’autorità consolare o i tuoi può essere per gli agenti, ad esempio, una familiari, accedere all’assistenza medica di urgenza, essere condotto davanti all’autoricarica dei manifestanti) è punito con reclusione da sei mesi a cinque anni secondo tà giudiziaria entro 96 ore per la convalida del provvedimento. la previsione dell’articolo 337 del Codice Penale: resistenza a un pubblico ufficiale. L’arresto in flagranza differita è uno degli Però buttarsi a terra, farsi trascinare e rifiutarsi di obbedire sono considerati atti strumenti previsti dalla legge n. 46 del 2017 per colpire chi commette reati con violendi resistenza meramente passiva e non za rivolta alle persone o alle cose durante integrano il delitto in questione. le manifestazioni pubbliche. Chi viene In caso di arresto o fermo hai diritto a nominare un difensore di fiducia, al patro- ripreso dalle telecamere o fotografato DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

mentre commette “inequivocabilmente” il fatto ne viene considerato autore ma è necessario che l’arresto sia compiuto non oltre il tempo necessario all’identificazione ed entro un massimo di 48 ore. La norma sarà in vigore fino al 30 giugno 2020 ed applica alle manifestazioni di piazza il concetto introdotto dal decreto legislativo n.88 dell’aprile 2003, che persegue chi commette i cosiddetti “reati da stadio”. Ivano Cirillo Giornalista professionista dal 2014. Mi occupo di tematiche sociali, cronaca, politica. Cresciuto in provincia di Casera, vivo a Bologna e sono attivista dell’associazione Antigone-Emilia Romagna.

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OLTRECONFINE

IL VIAGGIO CHE CAMBIÒ CHE GUEVARA

Fu un viaggio a trasformare un innocente studente argentino nel rivoluzionario “Che”: di fronte alla miseria e alle ingiustizie subite dal popolo sudamericano, il giovane Ernesto Guevara decise di ribellarsi Un viaggio è in grado di cambiare profondamente una persona, perché ti mette di fronte a realtà che non conoscevi. Ti sfida ad aprire gli orizzonti della tua mente, stuzzica la tua curiosità e soprattutto stimola la tua coscienza. Chi non si muove mai, è destinato a credere che tutto il mondo sia come il suo piccolo quadrato di vita. Quando viaggi, ti rendi conto che non è così. Scopri che ci sono differenze enormi tra i popoli. Non tutti abbiamo le stesse possibilità e non tutti viviamo nello stesso modo. Nel momento in cui ti rendi conto di quanto è abissale la differenza nelle condizioni di vita tra il tuo paese e gli altri, provi un profondo senso di ingiustizia. Di fronte a questa sensazione, puoi reagire in due modi: facendo finta di niente, oppure ribellandoti. Quando Ernesto Guevara si trovò di fronte ai cadaveri dei minatori cileni e ai lebbrosi di San Pablo, decise di ribellarsi. Fu proprio un viaggio DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

a svegliare la coscienza di quel giovane medico. Fu durante un viaggio, poi passato alla storia, che in Ernesto Guevara si videro i primi segnali del rivoluzionario che sarebbe diventato. Il rapporto tra il giovane Ernesto e il viaggio è sempre esistito. Come tutte le persone curiose, anche lui amava viaggiare. La passione per la scoperta si concretizzava nei libri divorati all’università, ma solo la strada era in grado di saziare la sua sete di conoscenza. Invece di leggere e immaginare, voleva scoprire personalmente. Vedere con i propri occhi e ascoltare con le proprie orecchie. Il suo primo vero viaggio avvenne a bordo di una bicicletta motorizzata. Lui stesso, all’epoca ventiduenne, aveva adattato un piccolo motore sul telaio. Partì da solo, il primo giorno del 1950, alla scoperta delle terre del nord dell’Argentina. Fu un viaggio rivelatorio e straordinario, che accese nel giovane

la passione per la scoperta. Nel 1951, infatti, chiese e ottenne la possibilità di lavorare come infermiere sulle navi mercantili. Ernesto era uno studente di medicina, e con questa esperienza avrebbe avuto la possibilità di mettersi alla prova e al tempo stesso viaggiare. Spostandosi in nave visitò il Brasile e il Venezuela, ma si spinse anche fino ai Caraibi, raggiungendo Trinidad e Tobago. L’esperienza in solitaria con la bicicletta motorizzata e quella di infermiere di bordo sulle navi mercantili furono certamente importanti. Ma nessun viaggio formò di più Ernesto Guevara di quell’avventura straordinaria e memorabile con l’amico Alberto Granado. Nel 1951, Alberto avanzò la folle proposta all’amico: perché non partire per un viaggio alla scoperta del continente sudamericano? Qualcosa di simile a ciò che Ernesto fece da solo a 22 anni, ma uscendo dai confini nazionali. 95


OLTRECONFINE

L’idea prese subito piede e i due iniziarono ad organizzare quella che sarebbe stata un’autentica svolta nelle loro vite, sotto molti punti di vista. Come mezzo scelsero la moto di Alberto, una Norton 500 del 1939. La chiamarono “La Poderosa II”. Era un mezzo tutt’altro che in ottime condizioni, che nei piani dei due giovani li avrebbe trasportati (con zaini al seguito) per tutto il Sud America.

re e della meraviglia delle popolazioni indigene.

Le aspettative si scontrarono presto con la realtà. Dopo essere partiti da Alta Gracia, i due raggiunsero la città di Temuco in motocicletta. Lì, la Poderosa li tradì: persero il controllo ad alta velocità e finirono in un fosso. Ernesto e Alberto si salvarono, ma non ci fu nulla da fare per la motocicletta.

Del lebbrosario di San Pablo scriveva queste parole sul suo diario: «Questo è uno di quei casi in cui il medico, cosciente della propria assoluta impotenza di fronte alla situazione, sente il desiderio di un cambiamento radicale, qualcosa che sopprima l’ingiustizia che ha imposto alla povera vecchia di fare la serva fino al mese prima per guadagnarsi da vivere, affannandosi e soffrendo, ma tenendo fronte alla vita con fierezza».

Il viaggio che successivamente sarebbe stato raccontato nel film “I Diari della Motocicletta”, proseguì quindi senza alcun veicolo a due ruote. In questo modo si concluse anche la prima parte dell’avventura, quella maggiormente legata alla scoperta disinteressata. Inconsapevolmente, lasciandosi alle spalle la Poderosa, i due ragazzi si lasciavano alle spalle anche un po’ di ingenuità e frivolezza. Proseguirono a piedi, facendo l’autostop. Arrivati in Cile incontrarono i lavoratori delle miniere inglesi, e fu lì che Ernesto vide con i propri occhi la grande ingiustizia di quel capitalismo che negli anni a venire avrebbe combattuto con tutto se stesso. Gli inglesi, unicamente interessati al profitto, trattavano i minatori cileni come semplici strumenti per aumentare i ricavi. La miniera di rame di Chuquicamata era spesso anche il cimitero di quelle anime abbandonate. Come racconta Marcial Figueroa nel libro “Chuquicamata, la tumba del chileno”: «il becchino, ogni giorno, dava sepoltura a sei vittime, tra adulti e bambini». In quel momento il viaggio di Ernesto divenne qualcosa di più. Fu la realizzazione di quanto sfruttamento, povertà e disperazione ci fosse nel suo continente. Fu il primo passo di un lungo processo che lo avrebbe portato a considerare la ribellione (anche violenta) l’unica soluzione alle ingiustizie. Un’altra tappa fondamentale di quel viaggio fu la visita al lebbrosario di San Pablo in Perù. Quello era un altro luogo dove i deboli pativano sofferenze di ogni tipo prima di spegnersi, soli e dimenti96

Quel contrasto tra la gloria del passato e la miseria del presente, tra la bellezza sconfinata e la totale disperazione, segnò profondamente Ernesto. Probabilmente fu proprio quello il momento in cui decise che non avrebbe fatto finta di niente, ma si sarebbe ribellato.

Granado e Guevara (al centro con l’elmetto) prima di partire

La permanenza al lebbrosario fu il punto di arrivo di un viaggio di formazione: da semplice studente idealista, Ernesto divenne un rivoluzionario disposto a morire per quegli ideali. A volte un viaggio è in grado di mostrarci la cruda realtà, toccare la nostra coscienza e spingerci a cambiare profondamente. Senza quel Il “Che” prova a riaccendere La Poderosa da qualche parte a Lautero viaggio epico, forse non avremmo mai avuto un personaggio carismatico e incisivo come il “Che”.

Il “Che” con la bici motorizzata cati. La vista di tutta quella ingiustizia fu ancora più forte e scioccante, fu come uno schiaffo. I motivi erano due. In primis, Ernesto e Alberto si offrirono di lavorare nel lebbrosario come medici volontari, e osservarono quindi da vicino le condizioni pietose dei malati. In secondo luogo, arrivarono in quel posto dimenticato da Dio dopo aver visitato il maestoso Macchu Picchu, il simbolo dello splendo-

Forse l’animo rivoluzionario di quel giovane medico sarebbe rimasto nascosto sul fondo del suo cuore come un ordigno inesploso. E invece quel viaggio fu la miccia che innescò il suo animo rivoluzionario. Ernesto comprese l’importanza di muoversi, scoprire, vedere personalmente il mondo. Non a caso, anche dopo essere tornato a casa continuò a viaggiare: visitò la Bolivia, l’Ecuador, Panama, il Nicaragua, l’Honduras, il Costa Rica ed El Salvador. Un vagabondare che trasformò quel giovane medico nel rivoluzionario che cambiò per sempre la storia di Cuba e del Sud America. Quell’uomo che lasciò questa terra 50 anni fa, ma la cui essenza non smetterà mai di vivere nei cuori dei ribelli di tutto il mondo. Gianluca Gotto Sono nato a Torino ma ho trovato la mia casa nel Mondo. Seguendo percorsi alternativi, ho capito che la felicità è nelle cose semplici: mangiare bene, vivere al massimo e scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo. Condivido questa filosofia di vita su Mangia Vivi Viaggia. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


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The livestock industry contributes on a “massive scale” to air and water pollution, land degradation, climate change, and loss of biodiversity. Producing animal-based food requires enormous inputs of water and energy. It is much less efficient than the harvesting of grains, vegetables, legumes, seeds and fruits for direct human consumption.

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Mexican skull is a representation of human skull made from either sugar or clay, which is used in the Mexican celebration of the Day of the Dead and the All Souls Day.

Una calavera es una representación de cráneo humano hecha de azúcar o de barro, que se utiliza en la celebración mexicana del Día de los Muertos y la festividad de Todos los Santos Día.

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DE VINO VERITAS

BIRRA CORNER

FUMIN: GLI ACINI “AFFUMICATI” DEL VITIGNO VALDOSTANO Il fumin è un vitigno autoctono a bacca rossa della Valle d’Aosta, senza parenti in altre aree produttive, coltivato in tutta la valle centrale fino ad un’altitudine di 650 metri, il cui nome deriva dal fatto che gli acini sono ricoperti da una evidente pruina azzurrognola, che li fa apparire quasi affumicati. L’azienda Les Cretes di proprietà della famiglia Charrère è la più grande cantina privata della regione, con circa venti ettari vitati e una produzione annua di 170mila bottiglie. Le varietà coltivate sono soprattutto quelle autoctone (Petit Rouge, Fumin, Petite Arvine, Gros Rouge, Cornalin, Mayolet, Prëmetta) e per quanto riguarda il Fumin è stata la prima azienda valdostana a produrlo nella doc 1993. Abbiamo assaggiato il Fumin DOP 2013: il colore è rosso rubino e all’olfatto apre un bouquet di profumi ampio e fragrante che spazia dalla vaniglia al ginepro, dal tabacco al cuoio, dal legno alle confetture di frutta. Al palato mantiene questa ampiezza e intensità, chiudendo lentamente in bocca su note di liquirizia e con una buona persistenza. Per queste sue caratteristiche si presta a una vasta gamma di abbinamenti, come tutti i vini rossi dotati di struttura, persistenza e adatti all’invecchiamento: salumi, formaggi stagionati, carni rosse, cacciagione e così via. Restiamo però in Valle d’Aosta e proponiamo di abbinarlo alla classica fonduta valdostana: il suo tannino morbido ben si adatta a bilanciare la morbidezza e dolcezza della fontina. Naturalmente il consiglio è di godere di queste delizie affacciati su uno dei meravigliosi panorami che la Valle d’Aosta sa offrire. Daniele Bandi Ha appeso da tempo sia la laurea in storia sia gli scaroponi da calcio. È entrato nel mondo del vino per passione. Di professione giocatore di fantacalcio e indefesso burocrate; ama leggere e cucinare, possibilmente non contemporaneamente. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

TEA TIME

LO STUPEFACENTE BI LUO CHUN Conosciuto anche come Pi Lo Chun, il curioso nome di questo tè ha visto diverse versioni fra cui la più antica, Xia Sha Ren Xiang, che significa letteralmente “fragranza stupefacente”. La leggenda sulla sua scoperta racconta WHITE SHOCK di una raccoglitrice di tè la quale, non avendo più spazio nel cesto, mise le foHo già scritto del luppolo Citra, e di quanto la lattina sia uno dei modi miglio- glie di questo tè fra i seni. Il tè, riscaldato dal suo corpo, emise un forte aroma ri per conservare alcuni stili di Birra. Di conseguenza, questo articolo dovrebbe sorprendendo la ragazza. Attualmente la nomenclatura più diffusa è composcriversi da solo. Oggi parliamo infatti sta dalle caratteristiche principali di della White Shock, una white ipa con questo tè: l’intenso colore verde (Bi), la dry hopping (abbondante) di Citra del forma arrotondata come una chiocciola Birrificio Bibibir, di Castellalto (TE). (Luo) e la raccolta che avviene all’inizio Quello delle white ipa è uno stile stra- della primavera (Chun). no, molto interpretato dai vari mastri birrai, che cambia di mano in mano. Questo tè verde cinese viene coltivato Sostanzialmente è una Ipa in cui viene prevalentemente nella zona del Dong inserito anche frumento, in modo da Ting, provincia Jiangsu ma cresce anche stemperare l’amaro della luppolatura ab- nelle province del Zhejiang e Sichuan bondante, e creare anche una certa cre- presentando alcune caratteristiche mosità e abbondante schiuma pannosa. differenti rispetto alla zona d’origine. Sia la raccolta che la lavorazione vengono Nel caso della WS, abbiamo un 60% di malto pils (per non appesantire il corpo) fatte interamente a mano, selezionando solamente il germoglio e la prima e 40% di frumento, in parte in fiocchi. I luppoli utilizzati sono Cascade e Citra foglia, e al consumatore si presenta in sette gradi di qualità. È un prodotto che (boil), mentre il solo Citra per il dry hopping (ricordate? Il luppolo che viene gode di un’alta e antica considerazione in aggiunto a freddo durante la fermenta- Cina e gli intenditori del tè lo annoverano fra i migliori prodotti; basti zione per esaltare le note aromatiche). pensare che per produrre un chilogramInoltre, sono utilizzate alcune spezie mo di Bi Luo Chun First Grade sono (bucce di limone e coriandolo) per donecessarie 120mila foglie. nare ancora più freschezza alla bevuta. Il risultato è secondo me sorprendente: Raffinato, dolce ed aromatico, il Bi Luo un corpo snello ma presente in bocca, Chun dev’essere assaporato secondo con tessiture simili ad una Weisse o una il metodo orientale ed utilizzando il Blanche (ma senza averne la tipica pasto- Gaiwan. sità), una freschezza di bevuta ed una astringenza finale che soddisfano molto Marta De Zolt la sete. Come piace a noi. Cheers! La passione per il tè l’accompagna sin Michele Privitera Titolare de “Il Pretesto Beershop” di Bologna

dall’infanzia. Laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, come libera professionista si occupa di promozione ed organizzazione di eventi d’arte e turismo.

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DECRESCITA

LA DECRESCITA PER CONTRASTARE LA GLOBALIZZAZIONE FINANZIARIA Seguire i principi della decrescita non significa solo fare il pane in casa o vivere nei boschi come i folletti: uno dei punti cardine del movimento è il contrasto dell’attuale sistema economico

A due anni dall’inizio di questa rubrica mi accorgo di aver dato molto per scontato sulla decrescita, come capita a chi vive quotidianamente un discorso e ne perde di vista i margini, occupandosi di un argomento di cui parlano in molti ma di cui se ne conosce ancora troppo poco. In Italia, poi, la situazione della diffusione di questi argomenti è purtroppo legata a un movimento che che non ha solide basi accademiche e ha, al contrario, esagerate connotazioni di bricolage. A volte sembra che l’unica declinazione della decrescita sia quella di impastare il pane a mano, mentre si sogna utopisticamente di andare a vivere in campagna in piena autosufficienza. Oppure, l’argomento viene evitato da chi in città ci sta benissimo e confonde la decrescita con le comuni del 1968. O con la dissimulazione chic della povertà. Sorvolo poi con molta pietà sull’aspetto profondamente maschilista che accompagna la decrescita in Italia: schiere di uomini che sgomitano per esporre la stessa identica teoria obsoleta, intanto che le donne fanno solo corsi di autoproduzione dove scimmiottano la vita delle loro bisnonne contadine, piegate dalla fatica e raramente con un libro in mano. Bella prospettiva! È la decrescita del Belpaese, quella adattata alle masse e ultimamente persino inginocchiata in Vaticano, con il suo leader che commenta encicliche in tono ammirato. Agli italiani viene proposto questo modello semplificato, edulcorato e maschilista di quello che è il reale movimento di decrescita nel mondo. Ricordo ancora una conferenza sulla decrescita di qualche anno fa, di cui potete trovare forse ancora qualche traccia su youtube, in cui questi imitatori nostrani di Latouche – oltre la ripetizione delle teorie di Latouche non sono mai andati – sedevano tronfi e schierati aspettando di parlare, tutti uomini. E donnette sprovvedute che si aggiravano per la sala 100

gestendo l’evento, portando acqua, fogli e deferenza. Ben altri panorami nelle conferenze estere, persino in paesi del terzo mondo. Lasciamo quindi perdere la versione italiana del movimento decrescita, che non rispecchia nemmeno quanti fanno questa scelta in modo indipendente, seriamente e coscientemente, portandola avanti a prescindere da bandiere e credo, ben consci anche di far parte di un mondo in cui le donne hanno un centinaio di anni di diritti riconosciuti e millenni di pensieri evoluti. La decrescita, sostanzialmente, non è appannaggio esclusivo di un movimento “felice”. Attualmente, nel mondo, i due movimenti che comprendono centinaia di altre realtà di resistenza civile o rivoluzione di pensiero sono i movimenti Occupy e Décroissance, decrescita appunto. La necessità di decrescita si basa sulla nozione ormai acclarata che la crescita economica non è un processo regolare, continuo e autosufficiente. Su

tutte, le opere dell’economista Nicholas Georgescu-Roegen hanno spiegato come la termodinamica e le leggi degli esseri viventi siano inseparabili dall’economia e dalla società. La crescita infinita dei prodotti è insostenibile a causa dell’irreversibilità della trasformazione dell’energia in materia. Non possiamo crescere all’infinito perché le risorse sono elementi finiti. Inoltre una crescita non omogenea ma limitata ad alcuni paesi crea forti disuguaglianze sociali che generano tensioni. Anche durante quello che è stato chiamato “trentennio d’oro” (1945-1974), la miglior epoca di crescita economica, questa si è verificata solo nei paesi industrializzati, ha coinvolto una minoranza della popolazione mondiale, utilizzato gli altri paesi meno industrializzati per il saccheggio di risorse naturali, l’accesso a combustibili fossili a basso costo e li ha portati alla dipendenza dalle tecnologie killer come i pesticidi. Quando negli anni ’80 è stato evidente DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


che i limiti geofisici avrebbero portato a un arresto della crescita, sono stati proposti dei modelli di crescita alternativi, modelli con nomi buffi e poco credibili, come “sviluppo durevole” e “crescita sostenibile”. Uno su tutti, il rapporto Brundtland del 1987, “Our Common Future”, ha sostenuto la possibilità di una crescita pulita che avrebbe garantito contemporaneamente la sostenibilità ecologica, lo sviluppo tecnologico e la giustizia sociale. Questa proposta è diventata poi la base di discussione per il Summit sulla Terra di Rio de Janeiro del 1992. Suonano tutti molto importanti vero? Eppure oggi le persone cambiano un cellulare all’anno, costruito con materiali non rinnovabili, pericolosi, spesso maneggiati da bambini – schiavi e analfabeti – per darci la possibilità di postare la foto del buongiorno sui social. Le auto vanno ancora a benzina, la Cina come la Pianura Padana vive sotto una cappa gialla di polveri e inquinamento visibile dal satellite. Mora- zione finanziaria perché l’integrazione dei mercati mondiali e delle banche è le: non funziona. quello che sta spingendo maggiormente lo sviluppo e il consumo di risorse. L’esplosione delle disuguaglianze, che Vengono coinvolti nei piani della Banca ha poi fatto sorgere movimenti come Mondiale i paesi in via di sviluppo e queOccupy, e il fatto che siamo andati oltre i limiti ecologici del pianeta, hanno sti, per inseguire l’utopia di uno sviluppo simil-occidentale, si caricano di debiti chiarito che lo “sviluppo sostenibile” massicci e compiono enormi pagamenti è una teoria inattuabile e obsoleta. Lo per questo servizio. Così sono obbligati sappiamo noi, lo sanno gli economisti, fingono di ignorarlo i media con aziende a procedere a una crescita forzata e una sovrapproduzione, per garantire il sponsor a cui interessa solo lo sviluppo ora e subito, vendere di più ora, produr- rimborso del debito. La crescita genera la necessità di ulteriore crescita, in una re sempre di più. continua rincorsa di promesse impossibili da attuare. Se un ventesimo dei paesi Con buona pace di chi fa controinforarrivasse alla crescita dell’occidente, mazione, la maggioranza della gente collasseremmo. Non è sostenibile per continua a non essere informata sui questo pianeta. movimenti di decrescita. Non sa per esempio che un punto cardine della decrescita non è, come pensano in Italia, Questi paesi, avendo adottato lo stesso modello economico dei paesi sopravvafare il pane in casa o vivere come un lutati, basato su una esasperata accefolletto tra i boschi. Un punto cardine lerazione della produzione industriale, del movimento Décroissance è invece sono colpiti violentemente dai limiti il contrasto dell’attuale globalizza-

della crescita. Il caso del Brasile o quello della Grecia sono emblematici: dopo aver sperimentato un notevole aumento dell’attività economica e aver promosso politiche sociali basate sulla crescita, il processo si è arrestato improvvisamente e sono sprofondati in una grave crisi sociale e politica. Ancora, la crescita economica genera sempre la necessità di una maggiore crescita. Nelle società basate sulla crescita, però, il rallentamento di questa equivale a prolungare la recessione economica, un’esplosione nella povertà, un’intensificazione di attività produttive o estrattive e sorgere di movimenti nazionalisti. Il progresso sociale, la prosperità e il buon vivere sono possibili anche senza una crescita economica? Sì, richiedono uno spostamento verso società con modelli post-crescita o decrescita. Un po’ più complicato delle riunioni felici barattando la pasta madre, vero? Ma ci vogliono anche quelle, senz’altro. A proposito: questo articolo l’ho scritto mentre il mio compagno preparava la cena.

Grazia Cacciola Autrice di saggi e manuali sugli stili di vita sostenibili, l’alimentazione etica e la coltivazione naturale. Ne parla anche in tv e radio nazionali, indignando gli sponsor. Lasciata molti anni fa Milano, vive in mezzo a un bosco sull’appennino Tosco-emiliano dove coltiva un orto e una vita di alta qualità. Blog: erbaviola.com DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

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LA FELICITÀ DI RESISTERE La non vanità di ogni resistenza legittima

Ogni uomo è solo al cospetto della propria felicità. Sembra un punto molto distante dal quale iniziare a parlare di resistenza. Eppure, questo è l’unico punto possibile per comprendere la domanda: che cosa significa resistere? Resistere significa difendere il rapporto individuale che io intrattengo con la mia felicità. Su questo tema, i filosofi della storia si sono sperticati e aggrovigliati nel tentativo di definire che cosa sia la felicità, ma la risposta è sempre sfuggita, risultata fumosa o inefficace, deteriorabile alla prova del tempo. Questo dipende dal fatto che la felicità non è definibile, se con “definizione” intendiamo un concetto che ne racchiuda universalmente la natura. Un concetto che possa insomma farci comprendere che cosa sia la “felicità per tutti”. Il vero problema è che “felicità” risulta molto meno definibile rispetto a molti altri concetti, dal momento che nessuno ha il diritto o la capacità di entrare così a fondo nell’animo di un altro uomo da capire che cosa sia, per lui, la felicità. Non che la filosofia non ci abbia DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

provato, intendiamoci: Cartesio tentò di inserire nell’animo dell’uomo un concetto che potesse dare ragione di quel segreto da molti chiamato “anima”, attraverso l’invenzione del Cogito, vero e proprio Cavallo di Troia volto a espugnare il dominio dell’individualità; Immanuel Kant, con il suo Tribunale della Ragione, tentò di sottrarre al singolo il territorio del giudizio, e in particolare del giudizio sul proprio agire che, sempre volto alla felicità, è rimasto comunque refrattario a questi tentativi di intrusione. Oggi gli attacchi a quel dominio sono altrettanto numerosi ed accaniti: la neurobiologia cerca di definire che cosa sia la felicità dal punto di vista elettrochimico, la politica dal punto di vista collettivo e statistico, il web dal punto di vista dell’algoritmo e del conteggio dei “like”. Ma si resiste, come si resiste a una bufera che cerca di abbattere le pareti della mia dimora. Ogni resistenza non è affatto vana, quando parte dal mio inalienabile diritto ad essere felice, qualunque sia la mia felicità, a patto che essa non consista nel sottrarre la felicità agli altri (come potrei infatti essere felice, sapendo che il mio

vicino sarebbe legittimato nel perseguire la sua danneggiando la mia?). La cosa davvero importante da comprendere, in questa epoca più che mai, è che la resistenza è legittimata solo quando corrisponde a un’idea di felicità e non di aggressione o dominio. Non si può legittimare una resistenza che ricalchi il funzionamento del potere, ovvero che miri a sottrarre libertà altrui, ad affermare una visione castrante del mondo, a prevaricare la possibilità, da parte degli altri, di perseguire la propria felicità. Se la resistenza è votata alla realizzazione di ciò che penso mi renda felice, non ci sarà complotto né obiezione che tenga: resistere sarà giusto oltre ogni irragionevole considerazione. Resistere è sinonimo di ricerca della felicità.

Riccardo Dal Ferro Scrittore, filosofo e divulgatore culturale. Autore del romanzo “I pianeti impossibili” (2014) porta avanti un progetto filosofico attraverso il suo canale Youtube.

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SALUTE & SOCIETÀ

FREE VAX: UN GRANDE MOVIMENTO SPONTANEO DA NON SOTTOVALUTARE

Non vogliono abolire i vaccini, ma chiedono una scelta libera e informata, la valutazione preventiva e personalizzata del rischio per ogni singolo bambino, la riduzione degli interventi a quelli che si rendono realisticamente necessari o opportuni La contestazione del decreto Lorenzin, diventato legge il 28 luglio, sui 12 vaccini (poi “solo” 10) obbligatori per l’ammissione dei bambini ai nidi e alla scuola pubblica ha suscitato un movimento di massa – due manifestazioni nazionali di 40mila persone a Roma, una a Pesaro di 60mila, un presidio di parecchi giorni davanti al parlamento, decine di cortei e fiaccolate con migliaia di partecipanti in tutta Italia – intorno a cui media e stampa hanno eretto un muro di silenzio, fino a che due calci contro l’auto di tre deputati del PD non hanno permesso loro di gridare alla violenza e al fanatismo (Michele Serra), riempiendo pagine e schermi di editoriali e deprecazioni. Non entro nel merito tecnico della contestazione – non ne ho le competenze – ma alla dimensione sociale e politica di questa vicenda non solo è lecito, ma doveroso prestare attenzione. Partiamo dagli schieramenti in campo. A sostegno del decreto troviamo in prima linea Beatrice Lorenzin, ministra che non ha fatto niente per la salute degli italiani, ma si è messa in evidenza con la promozione del fertility-day e l’accusa alle popolazioni della Terra dei fuochi, massacrate dai rifiuti, di essere loro la causa dei propri malanni per abuso di alcol e fumo. La ministra ha anche raccontato fandonie, come una epidemia di morbillo a Londra completamente inventata. Dietro la ministra si profila la figura del virologo Roberto Burioni, uno Zichichi della medicina: questi, in nome della “Scienza”, chiama “cialtrone, terrorista” e “spacciatore di bufale” chi imputa i cambiamenti climatici all’attività umana; Burioni, anche lui in nome della Scienza, chiama “asini raglianti, dall’italiano claudicante” e persone da “eliminare” coloro che si oppongono ai diktat del ministero. Le conseguenze non hanno tardato a 104

farsi sentire. Alcuni medici contrari a un ricorso indiscriminato ai vaccini sono stati radiati dall’ordine; altri sono in predicato per esserlo. Per i loro persecutori la “Scienza” è una religione, e non ha niente a che fare con la ricerca scientifica. «La scienza non è democratica» ha detto Burioni; e Piero Angela, di rincalzo: «Non si decide a maggioranza la velocità della luce». Bella scoperta! Ma la ricerca scientifica procede attraverso confronti puntuali con le tesi che, sulla base di evidenze contrarie, ne contestano ogni singola affermazione; e non insultando gli avversari, mentre da Burioni e altri sostenitori del decreto non si è sentito altro che improperi. Tra l’altro Burioni è in “coincidenza” di interessi – i suoi – in quanto sponsor del decreto Lorenzin e titolare di diversi brevetti sui vaccini. Dietro Lorenzin e Burioni c’è l’Agenzia del Farmaco (AIFA), che ha nascosto per anni i pochi dati – raccolti casualmente, perchè non ha mai avviato ricerche mirate – sulle numerosissime reazioni avverse ai vaccini, tra cui diverse mortali e molte irreparabili; dati che è stata costretta a rendere pubblici solo

dopo l’ingiunzione del Tribunale di Torino. Poi c’è Matteo Renzi, che in questo decreto ha visto l’occasione di una prova di forza finalmente vincente. Ma forse c’è anche altro: uno scambio tra un grosso investimento in Toscana (per produrre vaccini) della Glaxo e il varo del decreto, noto e in gestazione da tre anni, quando la Global Health Security Agenda, partnership promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha affidato all’Italia e alla Lorenzin il compito di promuovere vaccinazioni in tutto il mondo (e sperimentare in Italia il loro cumulo). Ma qui il cerchio si allarga. Perché l’OMS è sì un’agenzia delle Nazioni Unite, ma “privatizzata”: il suo bilancio è sostenuto quasi interamente dalle principali case farmaceutiche (Big Pharma), tra cui Glaxo, e da miliardari che hanno il potere di deciderne i programmi, come Warren Buffet e Bill Gates. Quest’ultimo, insieme alla moglie, è sotto processo in India per aver promosso una sperimentazione di vaccini con esiti mortali su bambini di famiglie povere e ignare, mentre Glaxo ha subito diverse condanDOLCE VITA | novembre - dicembre 2017


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ne: negli Usa – a penali miliardarie – per aver diffuso farmaci senza avvertire dei gravi effetti avversi di cui era a conoscenza; in molti paesi dell’America Latina, per sperimentazioni pericolose con vaccini; in quasi tutto il resto del mondo per aver ricorso a regalie e tangenti; in Italia, ha pagato 600mila euro per rendere obbligatorio il vaccino contro l’epatite B, di cui è monopolista, ma che le permette di venderne altri cinque nelle “insostituibili” formulazioni quadrivalente ed esavalente. D’altronde, se una casa automobilistica può falsificare i dati delle emissioni di un diesel, e nessuno se ne accorge, allo stesso modo una casa farmaceutica potrà alterare i dati sui rischi di un farmaco. Infine da questo lato della barricata c’è un’opinione pubblica dai confini indefiniti, ma rappresentata in modo totalitario da stampa e media: più con un silenzio tombale sulle contestazioni e le loro motivazioni che con una divulgazione scientifica, del tutto assente. Ma in questo dibattito, che si svolge esclusivamente sui media, i sostenitori del decreto hanno adottato il metodo Burioni: i contrari alla proliferazione inconsulta delle vaccinazioni sono “nemici della scienza”, fautori della stregoneria e del ritorno al medioevo, protagonisti di una feroce “mutazione antropologica”, contestatori dell’autorità per partito preso, paragonati ai seguaci della madonna di Medjugorje ecc. Tutto ciò ricorda le accuse che fino a pochi anni fa i fautori di uno sviluppo economico incondizionato rivolgevano agli ambientalisti: quello di voler ritornare all’“età della pietra”. Adesso si sa che a farci tornare all’età della pietra sono proprio loro. Ma in tutti quei post, di dati per confutare le preoccupazioni dei “free-vax” non se ne vedono mai: arrivano persino a negare i rischi, assai gravi, segnalati nei bugiardini di alcuni vaccini. Rischi per cui il vaccino contro la meningite è stato improvvisamente tolto dal decreto: era noto che era inefficace e pericoloso. E i social ci hanno anche regalato la foto di quattro bambini autistici con un teschio sulle loro magliette, che ingiungono ai free-vax di lasciarli stare: loro sanno benissimo che il loro autismo è di origine genetica e non vaccinale, e stanno bene così.

Non vogliono abolire i vaccini, ma chiedono una scelta libera e informata, la valutazione preventiva e personalizzata del rischio per ogni singolo bambino, la riduzione degli interventi a quelli che si rendono realisticamente necessari o opportuni. Questa mobilitazione non è stata promossa da nessuna forza organizzata, anche se è sostenuta, per la verità con scarso impegno, e quasi soltanto in Parlamento, da Lega e 5stelle. Certo, al suo interno ci sono presenze “di destra” e razziste, come l’energumeno che ha preso a calci l’auto dei deputati PD o il “filosofo” Fusaro, che rivendica la sua partecipazione alla manifestazione di Pesaro. E altri ci sono e si aggiungeranno, soprattutto se continuerà il disinteresse delle organizzazioni che dovrebbero rappresentare un impegno antirazzista. Ma a nessuno di quei personaggi è stata data la parola dal palco in queste mobilitazioni; mentre i frequenti richiami a una Costituzione appena salvata dall’assalto di Renzi o quello alle madres de Plaza de Mayo, lasciano intravvedere le grandi potenzialità culturali e politiche di questa vicenda. In queste mobilitazioni ci sono anche tanti uomini, ma a promuoverla e animarla sono soprattutto delle giovani donne che difendono la propria responsabilità di madri; per questo colpisce il silenzio delle organizzazioni femministe. Tanto scalpore contro la stupida idea di Renzi di aprire un “dipartimento mamme”; silenzio completo – né pro né contro; e nemmeno per aprire la discussione – su una mobilitazione di donne che stanno combattendo con tutte le loro forze, e con modalità nuove e straordinarie, contro un assalto frontale a diritti che ritengono irrinunciabili.

Poi, a sostegno di queste mobilitazioni si sono comunque letti molti interventi di medici, soprattutto pediatri, che si basano sulla loro esperienza professionale; numerosi interventi sensati e indipendenti, in un parlamento col bavaglio, di politici come Adriano Zaccagnini, Nerina Dirindin e Maurizio Romani, ma nessuno argomentato serio a favore del decreto. Sul fronte opposto, quello dei free-vax, La tesi di fondo è una sola: per protegc’è una straordinaria mobilitazione di gere tutti bisogna raggiungere l’immunità massa di uomini e donne preoccupate di gregge, cioè vaccinare un’altissima per i pericoli a cui queste vaccinazioni a percentuale di bambini, diversa a seconda tappeto esporranno i loro bambini, soprattutto in assenza di qualsiasi minaccia del virus da combattere. Ma se l’immunità di gregge fosse una cosa seria – si tangibile, come ora. DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

dice – bisognerebbe vaccinare tutta la popolazione, e non solo i bambini, e in molti casi, più di una volta nel corso della vita. O no? Ma forse è proprio quello a cui vogliono arrivare. Soprattutto sono presenti sui social i racconti di numerosi genitori che ritengono, motivatamente, che i loro figli siano stati danneggiati in modo irreparabile dai vaccini. Poi, se solo si varcano i confini, si scopre che dieci vaccini non vengono imposti in nessuna parte del mondo; che, anzi, in molti paesi, più civili del nostro, non se ne impone nessuno; che gli studi che evidenziano numerose reazioni avverse, anche mortali, sono tantissimi; che un Nobel della medicina, che tra l’altro ha scoperto il virus dell’AIDS, sostiene, insieme a molti altri scienziati, l’esistenza di una stretta correlazione tra autismo e vaccini; che le cause contro le multinazionali dei vaccini proliferano; che i movimenti contro l’obbligo vaccinale sono ormai in campo ovunque; ecc. Non tutti i suoi protagonisti ne sono consapevoli, ma questo è un movimento globale contro il potere che Big Pharma sta esercitando sulle basi biologiche delle nostre esistenze: un movimento di cui la lotta in Italia non è che una manifestazione. Ce n’è abbastanza per aprire un confronto: sia sul piano scientifico, accettando che vengano presi in seria considerazione, con un confronto sereno, anche gli avversari di Burioni che sono i soli ad adoperarsi per fare vera divulgazione; sia sui rapporti tra politica e movimenti. Devono essere già tutti schierati, quei movimenti, o a destra o a sinistra? E, se non lo sono, li dobbiamo classificare così noi, per poi “annetterli” a uno di quei due schieramenti? Oppure abbiamo qualcosa da imparare proprio dalla loro indipendenza? Per come si sono formati, per come agiscono e crescono, per le ragioni che li spingono a scendere in piazza con tutte le loro forze in difesa di qualcosa che considerano vitale, e che molti di noi stanno invece dando troppo frettolosamente per scontato. Meglio, allora, scendere dal piedistallo e andare a imparare qualcosa da e insieme a loro. Guido Viale Tra i leader della protesta studentesca nel sessantotto a Torino. Dirigente di Lotta Continua. Laureato in sociologia industriale presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Torino. Da anni, in qualità di esperto, interviene anche su testate nazionali per parlare di ambiente, economia e modelli di sviluppo.

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Quando l’ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere.

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Se le grandi masse fossero così trasparenti, così compatte fin nei singoli atomi come sostiene la propaganda dello Stato, basterebbero tanti poliziotti quanti sono i cani che servono ad un pastore per le sue greggi. Ma le cose stanno diversamente, poiché tra il grigio delle pecore si celano i lupi, vale a dire quegli esseri che non hanno dimenticato che cos’è la libertà. E non soltanto questi lupi sono forti in sé stessi, c’è anche il rischio che, un brutto giorno, essi trasmettano le loro qualità alla massa e che il gregge si trasformi in un branco. È questo l’incubo dei potenti.

Ernst Jünger

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INSIDE MAGAZINE

LO SLOW JOURNALISM CONTRO LA DISINFORMAZIONE: QUESTA È LA NOSTRA SCELTA

Un nuovo spettro si aggira per il mondo dell’informazione, attanaglia specialmente quella che corre via web corrompendone la residua credibilità con la caccia spietata al click, da ottenere con titoli gridati, scandali veri o presunti, capri espiatori da sbattere in copertina strizzando l’occhio all’esercito in crescita dei frustrati da tastiera, alla perenne ricerca di qualche nemico sul quale vomitare cattiverie.

I siti da quali si propagano questo genere di notizie hanno sempre degli interessi a farlo. Per alcuni si tratta di uno scopo politico, per altri si tratta di una banale corsa ai profitti generati dagli annunci pubblicitari pay per click, che in questo modo possono essere raggiunti nel modo più semplice ed economico, ovvero gridando contenuti di basso livello anziché investendo per assumere giornalisti in grado di produrre contenuti di qualità. Non si parla solo delle tanto chiacchierate fake news, ovvero le notizie inventate di sana pianta. Ma degli articoli fotocopia che si ritrovano riproposti in decine di siti, scritti di corsa per non perdere terreno nei riguardi della concorrenza e non uscire con la notizia su Facebook dopo che gli altri siti abbiano già raccolto l’intera mole di click, mi piace e condivisioni a disposizione lasciando solo le briciole. Concorrenza al ribasso allo stato brado. Un tempo, per il giornalista all’epoca dei quotidiani solo su carta, il rischio da evitare era quello di incappare nel buco. Ovvero nella scoperta mattutina che altri quotidiani rivali avessero una qualche notizia importante che tu per qualche ragione ti eri perso. Per evitarlo si finiva spesso a scrivere in fretta un articolo a poche ore della messa in stampa del giornale. Ma la DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

fretta del giornalista da quotidiano era comunque misurabile almeno in decine di minuti, e il tempo per fare una telefonata, verificare il fatto, e magari approfondirlo si poteva trovare. Oggi, nell’era del web journalism, prendere un buco significa uscire con una notizia 5 minuti dopo il rivale. Per questo, anche sulle testate principali del panorama informativo, troviamo sempre più o spesso articoli fortemente inesatti o del tutto campati in aria.

sempre di più. Pubblicheremo meno articoli, rinunciando alla corsa ai click, ma sentiamo il dovere, come voce libera e realmente indipendente quale siamo, di portare il nostro contributo per cambiare il modo di fare informazione.

Affinché questa scelta possa rivelarsi sostenibile esiste una precondizione necessaria: non solo l’editoria ma anche i lettori devono diventare più slow, liberandosi dall’abitudine indotL’alternativa esiste e si chiama Slow ta dai social di consumare notizie in Journalism, ovvero “giornalismo len- modo famelico e approssimativo. Legto”. Significa reagire al sistema malato gete meno notizie, leggetele meglio. dell’informazione che stiamo vivendo. Questo deve essere l’obiettivo. Così Prendere fiato e rallentare, prendersi come per noi sarà quello di scriverne il tempo necessario per verificare le meno e scriverle meglio. fonti ed approfondire prima di scriverne. In altre parole lo slow journalism L’alternativa è quella di ritrovarsi con è una reazione al fast journalism e al un sistema dell’informazione dominajunk journalism ormai imperanti. to da editori che rincorrono profitti prendendo in giro i lettori, trattanDa sempre Dolce Vita cerca di segui- doli solo come clienti da intercettare, re questa scelta editoriale. Ne abbia- ingozzare di news a buon prezzo in mo dato prova in passato, smontando realtà vuote e nocive. Noi faremo di bufale e notizie inesatte sulla cannabis tutto per resistere e ribellarci, voi e curando articoli di contro-informadateci (e datevi) una mano. zione complessi, capaci di approfondire temi delicati. In futuro lo faremo 111


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• BOOMALEK, VIA EUGANEA 78, 35141, PADOVA • BOTANICA URBANA, VIA GRASSAGA 28, 30020, NOVENTA DI PIAVE (VE) • BOTANICA URBANA VICENZA, VIA CAP. SELLA 47, 36015, SCHIO (VI) • CASA DEI BENI COMUNI, VIA VITTORIO VENETO 71, 32100, BELLUNO • CAMELOT, CORSO VITTORIO EMANUELE – ANG. VIA DEI RONCONI 7°, 45011, ADRIA • CANAPALPINO, PIAZZA IV NOVEMBRE, 32036, BRIBANO (BL) • CSO PEDRO - CENTRO SOCIALE OCCUPATO, VIA TICINO 5, 35135, PADOVA • DEJAVU, VIA TRIESTE 16, 37135, VERONA • DR.GREEN THUMB, PIAZZA MUNICIPIO 26, 30020 MARCON (VE) • FIOR DI CANAPA, VIA ALESSANDRO CRESCINI 98/34, SANT’AMBROGIO DI VALPOLICELLA 37015 (VR) • GREEN LEMON GROWSHOP, VIA GORIZIA 19/A, 45014, PORTO VIRO (RO) • GROWSHOP MANALI, VIA B. LORENZI N°40, 37131, VERONA • HEMPAS PARADISE, VIA RISORGIMENTO 2, 31033, CATELFRANCO VENETO (TV) • HEMPORIUM, S.S. 11 PADANA SUPERIORE 279, 36100, VICENZA • HEMPTOWN, VIA CASTELLI 5, 30175, MARGHERA (VE) • IDROPONICA GROWSHOP, VIA DON FEDERICO TOSATTO 19, 30174, MESTRE (VE) • IN & OUT, CORSO CESARE BATTISTI 48, 37058, SANGUINETTO (VR) • ITALY SHOP#2, VIA SUMMANO 50, 36030, CALDOGNO (VI) • MR GREEN, VIA MARCHESANE 174, 36061, BASSANO DEL GRAPPA (VI) • NUOVA DIMENSIONE, VIA ROMA 13, 36045, LONIGO • OPEN SPACE, VIA DEGLI SCAGLIERI 25/A, 37012, BUSSOLENGO (VR) • PENSAVERDE, VIA GIULIO PASTORE 4, 31038, POSTIOMA (TV) • SUMMANO CANAPA, VIA VITTORIO VENETO 96, 36035, MARANO VICENTINO (VI)

LOMBARDIA • AGROW GROWSHOP, VIA GABRIELE D’ANNUNZIO 44, 22100, COMO

PIEMONTE • ALTER ECO, VIA OZANAM 10, 10153, TORINO

• ASKATASUNA CENTRO SOCIALE, CORSO REGINA MARGHERITA 45, 10124, TORINO • BAHIA GROWSHOP – INDOORLINE POINT, VIA CASTELGOMBERTO 143/A, 10136 TORINO • CAVANESE GROWSHOP, VIA GIACOMO BUFFA 12/B, 10081, CASTELLAMONTE (TO) • CRAZIEST’09, VIA CORTE D’APPELLO 7 BIS, 10122, TORINO • EASY GREEN, VIA TORINO 19/A, 10075, MATHI (TO) • ECOLTURE, VIA REGIO PARCO 100A, 10036, SETTIMO TORINESE (TO) • GREEN & GROW, VIA SAVONA 47, 12100, CUNEO • GREEN DREAMS, VIA PRIVATO 4, 10034, CHIVASSO (TO) • GREENWORLD, VIA S. FRANCESCO DI SALES 52/5, 10022, CARMAGNOLA (TO) • GROWING CONCEPT STORE, VIA VIRGINIO 17, 10063, PINEROLO (TO) • GROWSHOP 2.0, VIA GIOVANNI XXIII 53, 28845, DOMODOSSOLA (VB) • H20 GREEN SHOP, LARGO VOLTURNO 1/E, 10098, RIVOLI (TO) • INDOORLINE, REGIONE ARTIGIANALE CONTI 15, 10060, GARZIGLIANA • NEW BIOGROUP, VIA TORTONA 88, 15100, ALESSANDRIA • NEW BIOGROUP ALBA, CORSO BRA 52F FRAZ. MUSSOTTO, 12051, ALBA (CN) • NEW BIOGROUP VERCELLI, VIA SEMPIONE 5, 13100, VERCELLI • NEW BIOGROUP TORINO, VIA POLVERIERA 8, 10042, NICHELINO (TO) • PANORAMIX WIPEOUT GROWSHOP, VIA FRANCESCO BELLEZIA 15, 10100 TORINO • O’SHOP GROWSHOP, VIA MADDALENE 40A, 10154, TORINO • OFFICINE DELLA CANAPA ASSOCIAZIONE, VIA ROMA 98, 14042, CALAMANDRANA (AT) • THE SEED SIDE, VIA SOBRERO 2, 12100, CUNEO

EMILIA-ROMAGNA

• AMNESIA HEAD GROW ALTERNATIVE SHOP, VIA SAN ROMANO 121B, 44124, FERRARA • BOTANICA URBANA PIACENZA, VIA TORTONA 59 – ANG. M.TE PENICE, 29121, PIACENZA • BOTTEGA DEL VERDE, VIA DI ROMA 82, 48121, RAVENNA • BOTTEGA DELLA CANAPA, VIA MARSALA 31/A, 40126, BOLOGNA • BOTTEGA DELLA CANAPA, VIA CERVESE 1303, 4752, CESENA • BOTTEGA DELLA CANAPA, CORSO GARIBALDI 18, 48018, FAENZA (RA) • CANAPAIO DUCALE, PIAZZA GUIDO PICELLI, 11, 43100 PARMA • CANAPAJO’, VIA PASCOLI 60, 47841, CATTOLICA • CANAPAJO’ CITY, VIA ROMA 104/B, 47922, RIMINI • CANAPERIA, VIALE DELL’APPENNINO 117, 47121, FORLI’ • CBWEED SHOP, CORSO GIUSEPPE GARIBALDI 189, 47121, FORLI’ • DEEP GREEN, VIA GALILEO GALILEI 43, 48124, RAVENNA • DEEP ROOTS, VIA CESARE COSTA 89, 41123 MODENA (MO) • DELTA 9, VIA DEI SARTI 13/B, 41013, CASTELFRANCO EMILIA • DOTT BUD, VICOLO DELLA FONTE 14, 44022, SAN GIUSEPPE FRAZ. COMACCHIO (FE) • DOTTOR WEED, VIA VALENTI 4, 43122, PARMA • FLOWER POWER, VIA PELLIZZA DA VOLPEDO 19E, 40139, BOLOGNA • FOGLIE D’ERBA, VIA BRUGNOLI 17, 40122, BOLOGNA • FOGLIE D’ERBA, VIA DELLA GRADA 4/F, 40122, BOLOGNA • GREEN PASSION, VIALE MEDAGLIE D’ORO 21, 41124, MODENA • GROWSHOP CESENA, VIA SANT’ORSOLA 45, 47521, CESENA • GROWSHOP REGGIO, VIA JACOPO DA MANDRA 30A, 40122, REGGIO EMILIA • GROWSHOP REGGIO, VIA CESARE COSTA 29, 41123, MODENA • HEMP SHOP, VIA EMILIA INTERNA 152, 48014, CASTEL BOLOGNESE (RA) • HIERBA DEL DIABLO REGGIO, VIALE MONTE GRAPPA 27/C, 42121, REGGIO EMILIA • HIERBA DEL DIABLO PARMA, STRADA BIXIO 75, 43100, PARMA • IDROGROW, VIA LOMBARDIA 10, 41012, CARPI (MO) • IDROPONICA GROWSHOP, VIA VIRGINIA REITER 19, 40127, BOLOGNA • IL PRETESTO BEERSHOP, VIA RIVA RENO 60D, 40121, BOLOGNA • MALERBA, CORSO ISONZO 107/D, 44121 FERRARA

DOLCE VITA | novembre - dicembre 2017

LIGURIA • CENTRO SOCIALE ZAPATA, VIA SAN PIER D’ARENA 36, 16149, GENOVA • GROWSHOP GENOVA EST, VIA ENRICO TOTI 47, 16139, GENOVA • HEMPATIA, VIA SAN DONATO 39 ROSSO, 16123, GENOVA • HEMPLINE, VIA SAN LUCA 76/78 ROSSO, 16124, GENOVA • INDOORLINE STORE, VIA SANT’AGNESE 12 ROSSO, 16124, GENOVA

TOSCANA • BOTANICA URBANA, V. LOCCHI 94/A, 50141, FIRENZE

• BOTTEGA CANACANDIA, VIA PONTESTRADA 16, 54100, MASSA • CAMPO DI CANAPA, VIA LEOPARDI 4/R, 50121, FIRENZE • CANALIFE14, VIA SAN BERNARDO 53, 56125, PISA • DOMANI SMETTO, VIA AURELIA NORD 111 LOC. PONTESTRADA, 55045, PIETRASANTA (LU) • EVERGREEN, VIA BERNARDO TOLOMEI 9, 53100, SIENA • FIORI DI CAMPO, VIA SALVAGNOLI 77, 50053, EMPOLI (FI) • GLASS & GREEN, VIA DEL BRENNERO 344, 55100, LUCCA • GREEN REVOLUTION, VIA ROMANA 112, 52100, AREZZO • IDROPONICA GROWSHOP DI AREZZO/SIENA/PERUGIA, VIA FARNIOLE 23, 52045, FOIANO DELLA CHIANA (AR) • IDROPONICA GROWSHOP FIRENZE, VIA BRONZINO 34D, 50142, FIRENZE • MADE IN CANAPA, VIA A. NARDINI D.M. 17/19, 57125, LIVORNO • MCK BIOGARDENING, VIA PADRE NICOLA MAGRI 118, 57121, LIVORNO • SANTA PLANTA, VIA ARETINA 273 C/D/E, 50136, FIRENZE • TOSCANAPA, ASS. CULTURALE, VIA DON MINZONI 100, 56048 VOLTERRA

MARCHE • ALL-GREEN GROWSHOP, VIA G. PIRANI 2D, 60035, JESI (AN)

• GUERILLA GARDEN, VIA GIOVANNI PERGOLESI 2, 62012, CIVITANOVA MARCHE (MC) • GREEN PARADISE, VIA GIORDANO BRUNO 185, 63822, PORTO SAN GIORGIO (FM) • VITAVERDE INDOOR SOLUTIONS, VIA MARCHE 20, 60030, MONSANO (AN) • ZONAUFO, VIA PASSERI 155, 61121, PESARO

UMBRIA • CANAPONE, VIA PERGOLESI 46, 06132, SAN SISTO (PG)

• MYSTICANZA, VIA SAN FRANCESCO 9, 06100, PERUGIA • ZIO BOB GROWSHOP, VIA SANT’EGIDIO 86, 06039, TREVI (PG)

LAZIO • ALIEN SEEDS, VICOLO DEI MONTI DI SAN PAOLO 51, 00126, ROMA

• AREA 51, VIA CORRADO GRECO 32, 00121, OSTIA • CANAPA CAFFE, VIALE DELLO SCALO DI S. LORENZO 30, 00185, ROMA • CANAPANDO, VIA GIOVANNI DE CALVI 97, 00151, ROMA • C.I.O.P. COLTIVAZIONE INDOOR OUTDOOR PARAFERNALIA, LARGO F. CAVALLI 6 INT.2 “NASCOSA”, 04100 LT • COLTIVAZIONE INDOOR GROW SHOP, VIA GIUSEPPE BASILE 12/14, 00166, ROMA CASALOTTI • ESCAPE, VIA G.MARCONI 16, 04011, APRILIA (LT) • EXODUS, VIA CLELIA 42, 00181 ROMA • FILO D’ERBA, VIA R. GRAZIOLI LANTE 46, 00195, ROMA (GSI) • FILO D’ERBA, VIA VAL DI CHIENTI 19, 00141, ROMA (GSI) • FILO D’ERBA, VIA IPPOCRATE 61, 00161, ROMA • FUMIDEA, VIA TERRENOVA 321. 00133, ROMA • GREEN LIGHT DISTRICT, VIA GIOVANNI XXIII 18, 00043, CIAMPINO (RM) • GROWERLINE POMEZIA, VIALE MANZONI 33, 00040, POMEZIA • HEMPORIUM GARBATELLA, VIA GIOVANNI ANDREA BADOERO 50, 00154, ROMA • HORTUM DEUS, VIA RAFFAELE DE COSA 9, 00122, OSTIA LIDO • IDROPONICA GROWSHOP, VIA BOLOGNOLA 30, 00138, ROMA • IDROPONICA GROWSHOP (ROMA BOCCEA), VIA DI BOCCEA 541Bbis, 00166, ROMA • LADY NIRVANA, VIA ALESSANDRO ZANNETTI 4, 00188, ROMA • L’HEMPIRICO, VIA LUCA VALERIO 14, 00146, ROMA • PIANTA GRANE, VIA DON BOSCO 17, 00044, FRASCATI (RM) • STRIKE SPAZIO PUBBLICO AUTOGESTITO, VIA PARTINI 21, 00159, ROMA • VERDEVITA, VIA PELASGA 18, 04010, CORI (LT) • 4 YOU GROW SHOP, VIA G. GERACE 68, 02100, RIETI

ABRUZZO • ASSOCIAZIONE CANABRUZZO, CONTRADA S. SILVESTRO 27, 64037 CERMIGNANO (TE)

• GREEN STORE, VIA MARRONE 16, 65015, MONTESILVANO (PE) • IDROPONICA GROWSHOP, VIA PIETRO DE SANTI, 64100, SAN NICOLO’ A TORDINO (TE) • IDROPONICA GROWSHOP, VIA PIETRO NENNI 47, 66020, SAN GIOVANNI TEATINO (CH) • POSITIVE VIBRATION, VIA CADUTI DI NASSIRYA 27, 67100, L’AQUILA • ROOTS66, VIA MEZZANOTTE 74/1, 65100, PESCARA

MOLISE • ESSENZE DI CANAPA, VIA MONSIGNOR SECONDO BOLOGNA 16/C, 86100, CAMPOBASSO CAMPANIA • BIZZARRO GROW SHOP, VIA SECONDA TRAVERSA FIUME 11, 80027, FRATTAMAGGIORE (NA)

PUNTI VENDITA TOTALI: 234

• AZ. AGRICOLA IL GIARDINO DEI SEMPLICI, VIA PRATO MOLINARO 42, 24010, DOSSENA (BG) • BAR PASTICCERIA CENTRALE, VIA ROMA 23, 25054, MARONE (BS) • BIO GROWSHOP, VIA GARIBALDI 26, 46043, CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (MN) • BOTANICA URBANA, VIA ENRICO FOLLI 6, MILANO • CAMPACAVALLO, VIA RIMEMBRANZE 18, 20039, VAREDO • CANAPAMONDO, VIA F. GENALA 4E, 26100, CREMONA • DR PLANT, VIA ZAPPELLO 1A, 24030, VILLA D’ADDA (BG) • EFFETTO SERRA GROW & HEAD SHOP, VIA ANDREA GOSA 34, 25085, GAVARDO • GANESH SHOP BRESCIA, VIA PIETRO DEL MONTE 22, ZONA OSP CIVILE, 25123, BRESCIA • GHIRIGORI FAMILY, VIA VALERIANA 155, 23015, DUBINO • GHIRIGORI FAMILY, PIAZZA GARIBALDI 7, 23848, OGGIONO • GREEN CORNER, VIA BELFORTE 178, 21100, VARESE • GREEN COUNTRY, VIA CAVOUR 7, 20010, VITTUONE (MI) • GREEN PEOPLE, VIA UGO LA MALFA 84, 27029, VIGEVANO (PV) • GREEN UTOPIA, VIA CREMA 20, 20135, MILANO • GREEN TOWN, VIA ROSOLINO PILO 14, 20129, MILANO • GROW TIME, VIA LECCO 79, 24035, CURNO (BG) • GREEN ZONE SRLS, PIAZZA DEL POPOLO 25, 20025, LEGNANO (MI) • HEMPIRE, VIA SUSANI 17 A, 46100, MANTOVA • HYDROROBIC, VIA NELSON MANDELA N.30, (EX VIA TRENTO), 24048, TREVIOLO (BG) • IDROPONICA GROWSHOP, VIA ERCOLE RICOTTI 3, 20158, MILANO • KARKADE’, VIA MONTE CENGIO 17, 25128, BRESCIA • KING’S GARDEN STORE, VIA XXV APRILE 11, 20832, DESIO (MB) • LA BOTTEGA DEL ROSSO, OGNI SABATO FIERA DI SINIGAGLIA, 20150, MILANO • LEONCAVALLO SPAZIO PUBBLICO AUTOGESTITO, VIA WATTEAU 7, 20125, MILANO • MB GROW, VIA FELICE CAVALLOTTI 23, 21016, LUINO (VA) • MY GREEN HOUSE, VIA SAN PAOLO 27 ANGOLO VIA FERRINI, 27100, PAVIA • MY GRASS, VIA TORRICELLI 26, 20136, MILANO • INDOORGARDENS, VIA FERRANTE APORTI 68, 20125, MILANO • NEW BIOGROUP VOGHERA, VIA AMENDOLA 1D, 25058, VOGHERA (PV) • NON SOLO ERBA, VIA MAGENTA 26, 23900, LECCO • PIANETA VERDE GROWSHOP, VIA MARCONI, 38, 20098, SAN GIULIANO MILANESE (MI) • POP GREEN, VIA KENNEDY 23, 20090, TREZZANO SUL NAVIGLIO (MI) • ROOTS TEAM SNC, VIA BAIONI 5/E, 24122, BERGAMO • SECRET GARDEN, VIA ANTONIO VIVALDI 21, 24125 BERGAMO • SEMI AMI, VIA CARLINI 28, 20831, SEREGNO (MB) • SEMI MATTI, VIA INDIPENDENZA 10, 21100, VARESE • SEXY SHOP GIOCHI OSE’, S.S. VARESINA 128D, 22076, MOZZATE (CO) • VIRGOZ’ STUDIO, VIA VOLVINIO 31,20141 MILANO • SIR CANAPA, VIALE UMBRIA 41, 20135, MILANO • THE JUNGLE, VIA SAN FRANCESCO D’ASSISI 54, 24060, BERGAMO

• NATURAL MYSTIC, VIA VIGNOLESE 1230 (SAN DAMASO), 41125, MODENA • NATURAL MYSTIC, VIA SANTA CHIARA 7, 41012, CARPI (MO) • ORA LEGALE, VIA MARCHE 2/E, 40139, BOLOGNA • QUI CANAPA, VIA GUIDO ZUCCHINI 9/M. 40126, BOLOGNA • SECRET GARDEN, VIA MATTEOTTI 61, 41049, SASSUOLO • ZION GROWSHOP, STRADA BARCHETTA 160, 41123, MODENA

• CANAPA SHOP, PIAZZETTA PERNA 9/10, 83100, AVELLINO • CANAPIKKA, VIA C. CASCINO 62, 83100, AVELLINO • GREEN DREAMS, VIALE DELLA RESISTENZA 127, 80012, CALVIZZANO (NA) • GREEN PLANET, VIA GEMITO 71/73, 81100, CASERTA (CE) • HEMPATIA ACERRA, VIA F.CASTALDI 63-65, 80011, ACERRA (NA) • NAPULÈ, VIA FABIO MASSIMO 44-42, 80125, NAPOLI

PUGLIA • ASSOCIAZIONE LA PIANTIAMO! – CANNABIS SOCIAL CLUB RACALE

• ASSOCIAZIONE CULTURALE CANAPUGLIA, VIA ADUA 33, 70014, CONVERSANO • A.S.C.I.A. ASSOCIAZIONE PER LA SENSIBILIZZAZIONE DELLA CANAPA AUTOPRODOTTA • DEVIDA SRLS, VIA DEI MILLE 105, 70126, BARI • HEMPATIA CERIGNOLA, VIA BRUNO BUOZZI 14, CERIGNOLA (FG) • HEMPATIA POINT, VIA TARANTO 38L, 73100, LECCE • KRIPTONITE, VIA POLA 92, 74121, TARANTO • MAKEBA, VIA GIOVANNI PASCOLI 51, 74015, MARTINA FRANCA (TA) • GREEN ZONE GROWSHOP, VIA P. D’URSO 23, 73049, RUFFANO (LE) • OASIS HEMP, VIA ALCIDE DE GASPERI 121, 70024, GRAVINA IN PUGLIA (BA) • SEEDS COLLECTION, VIA UNITA’ D’ITALIA 25, 73024, MAGLIE (LE) • SKUNKATANIA TARANTO, VIA NITTI 18/A, 74123, TARANTO • SWEED, VIA GIACOMO MATTEOTTI 141, 70032, BITONTO (BA)

BASILICATA • NATURA URBANA GROWSHOP, PIAZZA DEGLI OLMI 31, 75100, MATERA CALABRIA • SKUNKATANIA REGGIO CALABRIA, VIA DUE SETTEMBRE 29, 89125, REGGIO CALABRIA • JOIA HEMP SHOP, VIA SARINO PUGLIESE 90, 89013, REGGIO CALABRIA

SICILIA • AMNESIA HAZE, VIA GIUSEPPE TERRANOVA 12, 95131, CATANIA

• AMNESIA ROCK BAZAR, VIA VITTORIO VENETO 28, 97015, MODICA • BIO_GROW46, VIA GORIZIA 65, 95129, CATANIA • HANFIBIO, VIA TRENTO 58, 98051, BARCELLONA P.G. (ME) • HEMPATIA, VIA LASCARIS 381n.8, 98100, MESSINA • INDICAMI, VIA SALVO D’ACQUISTO SNC, 93100, CALTANISSETTA • KALI’, VIA CAVOUR 31, 90133, PALERMO • ROCK BAZAR GROWSHOP, VIA ROMA 13, 91026, MAZARA DEL VALLO (TP) • SICILCANAPA TRADE S.R.L., VIA OLIVO SOZZI 12, 97014, ISPICA (RG) • SKUNKATANIA, VIA VITTORIO EMANUELE 251, 95124, CATANIA • SKUNKATANIA, VIA ROMA 92, 96100, ORTIGIA, SIRACUSA • SKUNKATANIA, VIA MARCHESA TEDESCHI 33/35, 97015, MODICA (RG) • SKUNKATANIA GIARDINI NAXOS, VIA ZARA 14B, 98035, MESSINA • THE OTHER PLANT, VIA FRANCESCO BATTIATO 123, 95124, CATANIA • VUDU PALERMO, VIA PIGNATELLI ARAGONA 15, 90141, PALERMO

SARDEGNA • BLACK DUCK BAZAAR, VIA PASQUALE PAOLI 2A, 07100, SASSARI

• CVLTVS GROW SHOP, VIA PONCHIELLI 54, 07026, OLBIA • DISCO, VIA PRINCIPE AMEDEO 43-45-47, 07024, LA MADDALENA (OT) • HAZEVENTURA, VIA MARCONI 43, 09013, CARBONIA (CI) • KAELA’S BODY ARTS, VIA OLBIA 54/56, 08100, NUORO • ORTO BIOLOGICO SHOP, VIA TIGELLIO 60, 09123, CAGLIARI • URBAN FARMER GROW SHOP, VIA UMBRIA 39/41, 09127, CAGLIARI

SVIZZERA • COLTURA BOTANICA, VIA BORGHETTO 8, 6512 GIUBIASCO, TICINO

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INFO VARIE

• Divulgare Dolce Vita significa SUPPORTARE l’antiproibizionismo, la contro-informazione, la cultura della canapa, la libertà in tutte le sue forme (di parola, pensiero, espressione, comunicazione, stili di vita, ecc) e in generale, qualsiasi realtà italiana del settore. • E’ ora possibile distribuire Dolce Vita anche nelle edicole. Invita il tuo edicolante di fiducia a contattarci per richiedere la distribuzione della nostra rivista.

INFO DISTRIBUZIONE

Tel. 388.65.23.211 distribuzione@dolcevitaonline.it

INFO ABBONAMENTI Tel. 06.39.74.54.82 abbonamenti@redscoop.it

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GROWSHOP CONTEST Growshop contest è il concorso fotografico che premia i growshop distributori o sponsor di Dolce Vita. Per partecipare è necessario inviare 5 foto ad alta risoluzione del vostro negozio all’indirizzo growshopcontest@gmail.com ed i dati dell’attività commerciale. In palio una pagina di pubblicità gratuita su Dolce Vita Magazine

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• Dolce Vita NON è un progetto riservato ad un pubblico di nicchia; puntiamo infatti a NORMALIZZARE determinati argomenti che ad oggi, nel mondo e soprattutto in Italia, sono ingiustamente considerati “scomodi” e “pericolosi”. Invitiamo quindi a distribuire la rivista in QUALSIASI negozio o luogo (edicole, negozi di sport, di musica, di vestiti, associazioni, eventi, ecc).

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• Abbiamo mantenuto un prezzo ridotto, perchè il nostro obbiettivo è quello di far girare la rivista il più possibile; con queste cifre, un negozio può anche utilizzarla come OMAGGIO per i suoi clienti nel caso di qualche acquisto. Sarà un pensiero apprezzato e contribuirete a divulgare la rivista.

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CHONG’S CHOICE SEEDS Se fumi cannabis allora conoscerai Tommy Chong, membro della copia di comici controcultura Cheech and Chong, che iniziarono a parlare di erba raccontandola in film come Up in Smoke. L’uomo è famoso per aver detto: “Se più persone fossero fatte ci sarebbe meno violenza nel mondo”. Tommy è un attivista della cannabis sin dal 1970 e il suo impegno vuole promuovere sia l’uso medico sia quello ricreativo della pianta. Se fumi cannabis allora conoscerai anche Paradise Seeds. La banca semi di Amsterdam è stata pioniere nell’industria cannabica per più di 20 anni. Chong e Paradise hanno collaborato per mettere insieme l’esperienza, il potere e il sapore di due continenti – le genetiche californiane e le piante maschili olandesi – per formare tre nuove varietà esplosive di semi: L.A. Amnesia (sativa), Blue Kush Berry (indica) e Mendocino Skunk Blue (ibrido). MIGLIORE QUALITÀ • FEMMINIZZATI, AUTOFIORENTI, RICCHE DI CBD • VINCITRICE DI OLTRE 30 PREMI • CONFEZIONI DA 3, 5 E 10 SEMI

Dolce Vita Magazine 73  

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