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ISSN 19708599 - POSTE ITALIANE SPA - SPED. IN ABB. POST. - D. L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1 COMMA 1 - DCB MILANO

NUMERO 44 - Gennaio/Febbraio 2013

SCHIAVI DI INTERNET GEMITAIZ E MADMAN: DALLE PAROLE AI FATTI! NUOVE RUBRICHE A CURA DI CANAPUGLIA CANAPALIFESTYLE E SICILCANAPA DMT: PASSAPORTO PER DIMENSIONI PARALLELE?

LEGALIZZAZIONE IN WASHINGTON E COLORADO


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INTRO

EXTRA

In un mondo che corre, RALLENTA In un mondo rumoroso, sii SILENZIO In un mondo stressato, CALMATI In un mondo grossolano, sii SOTTILE In un mondo rigido, sii FLESSIBILE In un mondo grigio, usa tutti i COLORI In un mondo confuso, cerca EQUILIBRIO In un mondo volgare e aspro, sii NOBILE D’ANIMO e DOLCE di SPIRITO In poche parole… in un mondo che è sottomesso, sii SOPRAELEVATO. Il manifesto dello spirito sopraelevato image by http://matzu.deviantart.com

DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

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Edito COPERTINA-EDICOLA.pdf

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Benvenuti nel 2013 e soprattutto benvenuti nel nuovissimo Dolce Vita. Spinti da una voglia di crescita e di cambiamento, come spesso succede poiché nella nostra indole, abbiamo deciso di stravolgere l’impostazione del magazine. Non ci sarà più un argomento principale filo conduttore di tutto il numero, bensì saranno trattati differenti argomenti SCHIAVI DI INTERNET di attualità e naturalmente stili di vita GEMITAIZ E MADMAN: alternativi. DALLE PAROLE AI FATTI! In questo numero vi aggiorniamo NUOVE RUBRICHE A CURA DI CANAPUGLIA sulla situazione in Tibet, in particolare CANAPALIFESTYLE E SICILCANAPA riguardo la continua violenza del governo cinese contro i tibetani; del fenomeno DMT: PASSAPORTO PER DIMENSIONI PARALLELE? della dipendenza da internet, che si sta diffondendo anche in Italia; della LEGALIZZAZIONE repressione poliziesca palesata durante IN WASHINGTON le ultime manifestazioni europee; di E COLORADO viaggi particolari (fisici e non solo) e musica. Ovviamente come sempre troverete ampi approfondimenti sulla cannabis, dai metodi di fertilizzazione spiegati da Biomagno alla nuova situazione in Colorado e Washington vista dagli occhi di Shantibaba. Tra le novità, alcune nuove e importanti rubriche sulla canapa industriale, nate grazie alla collaborazione con le associazioni Canapuglia, Canapalifestyle e Sicilcanapa. Questo e molto altro all’interno del nuovo numero. Buon 2013, buona Dolce Vita! La redazione

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ISSN 19708599 - POSTE ITALIANE SPA - SPED. IN ABB. POST. - D. L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N. 46) ART. 1 COMMA 1 - DCB MILANO

NUMERO 44 - Gennaio/Febbraio 2013

Indice

03. Intro 04. Editoriale 06. Guardando le stelle 07. Fumetto 09. News & curiosità dal mondo 11. Eventi 13. Informazione: Tibet, una civiltà ferita 13. Informazione: L’internet-dipendenza, fenomeno diffuso e da non sottovalutare 14. High Times 16. Antipro ASCIA 17. Avvocato Rulez 20. Enjoint news 21. Animals 22. Eco-Friendly: 10 rimedi naturali per disintossicare l’organismo 24. Giardinaggio: Coltivare in terra è più facile? 26. Shantibaba’s bag of dreams 28. Grow Promo 30. Grow report 32. The Cannabis Doctor 37. From Amsterdam (Biomagno) 38. Cannabis 360°: The emperor wears no clothes 40. Canapa Industriale

44. Cannabis Terapeutica 49. Psiconauta: LSD Il mio bambino difficile 53. Input: libri, film, musica 54. Intervista: Gemitaiz & Madman, dalle parole ai fatti! 57. Reggae Vibrations 58. MyHipHop News 61. Electro Zone: Black Sun Empire 61. Compilation download 63. Musica Legends: Jim Morrison 64. Voglio vivere così 64. Survivalism 65. Informazione: Il punto 65. De vino veritas 65. Birra corner 66. Oltreconfine: Montréal, alla scoperta della “Doppia Città” 69. Cronache da dietro il cancello 71. Hi-tech & web 73. Street Art 74. Immagin*ando 75. Campagna abbonamenti 77. Pubbliredazionale 81. Logout 82. Info varie + Lista distributori

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Art.21 della Costituzione Italiana Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Anno VIII - Numero 44 GENNAIO/FEBBRAIO 2013 Edito da Azienda ProdAction S.R.L. Via Monferrato 9/11, 20094 Corsico (Milano) in collaborazione con ENJOINT.com Registrazione al Tribunale di Milano n.306 del 3.05.2006 Direttore responsabile: Fabrizio Rondolino Direttore editoriale: Matteo Gracis Coordinatrice: Enrica Cappello Supporto legale: Avv. Carlo Alberto Zaina Collaboratori: Scott Blakey, Jorge Cervantes, Filimagno, Maurizio Gazzoni, Ivan Art, Gennaro Maulucci, Lorenzo Chiavetta, Maurizio Bongioanni, Giuseppe Nicosia, Anya Baglioni, Davide Sanesi, Silvia Crema, Giulia Rondoni, Team ASCIA, Robert Murphy, Gaspare Messina, Artevox Musica, Francois Le Jardinier, T-Action, AcirnE, Marco Cedolin, CBG, Sicilcanapa, ENjOINTeam, Junkaos aka L’Hop non è mai Trop, Bart, Canapalifestyle, Canapuglia, Indoored Impaginazione: Ernesto Corona Copertina: Matteo Gracis Sito web: www.dolcevitaonline.it Email: info@dolcevitaonline.it Facebook: facebook.com/dolcevitamagazine Twitter: twitter.com/dolcevita_mag Pinterest: pinterest.com/dolcevitamag Second Life: Lupulinus 240,190,31 Pubblicità: Prodaction Ltd. Email: prodactionltd@gmail.com Distribuzione e abonamenti: Tel: 366.4582650 Email: distribuzione@dolcevitaonline.it Distribuzione Edicole: REDS - Rete europea distribuzione e servizi, Coop a.r.l.,via Bastioni Michelangelo 5/a 00192 Roma Tel: 06.39745482 - Fax: 06.39762130 Stampato presso: Tipografia Milanese Srl - Corsico (MI) ATTENZIONE

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GUARDANDO LE STELLE

EXTRA

AMÉLIE Lei è: vera e pura, acqua trasparente, un po’ insicura Lei, ha paura, fuori il mondo è freddo e Lei è nuda, sola, vive nei suoi sogni, nelle notti insonni, immagina e disegna nuovi mondi, fantasie, girotondi. Lei osserva e mai si ferma, è sempre allerta, sempre attenta, sempre alla ricerca, di chi come Lei non si accontenta. Lei esplora, per Lei ogni cosa è nuova e quando incontra una persona cupa, Lei la colora. C’è tanta vita in ogni suo sorriso quanta quella di un bambino, un giro di giostra continuo, spirito genuino. Lei è libera davvero, modella le nuvole nel cielo, stella che brilla nel buio più nero.

UNA BANCA SPECIALE Immagina che esista una Banca che ogni mattina accredita la somma di 86.400 Euro sul tuo conto.
Non conserva il tuo saldo giornaliero. Ogni notte cancella qualsiasi quantità del tuo saldo che non sia stata utilizzata durante il giorno. Che faresti?
Ritireresti o spenderesti tutto fino all’ultimo centesimo ogni giorno, ovviamente!
Ebbene, ognuno di noi possiede un conto in questa Banca. Il suo nome? Tempo. Ogni mattina questa Banca ti accredita 86.400 secondi.
Ogni notte questa Banca cancella e dà come perduta qualsiasi quantità di questo credito che tu non abbia investito in un buon proposito. Questa Banca non conserva saldi ne permette trasferimenti. Ogni giorno ti apre un nuovo conto. Ogni notte elimina il saldo del giorno. Se non utilizzi il deposito giornaliero, la perdita è tua. Non si può fare marcia indietro. Non esistono accrediti sul deposito di domani. Devi vivere nel presente con il deposito di oggi.
Investi in questo modo per ottenere il meglio nella salute, felicità e successo: l’orologio continua il suo cammino.
Ottieni il massimo da ogni giorno. Per capire il valore di un anno, chiedi ad uno studente che ha perduto un anno di studio.
Per capire il valore di un mese, chiedi ad una madre che ha partorito prematuramente.
Per capire il valore di una settimana, chiedi all’editore di un settimanale.
Per capire il valore di un’ora, chiedi a due innamorati che attendono di incontrarsi.
Per capire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno.
Per capire il valore di un secondo, chiedi a qualcuno che ha appena evitato un incidente.
Per capire il valore di un centesimo di secondo, chiedi ad un atleta che ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi. Dai valore ad ogni momento che vivi, e dagli ancor più valore se lo potrai condividere con una persona speciale, quel tanto speciale da
dedicarle il tuo tempo e ricorda che il tempo non aspetta nessuno. Ieri? Storia. Domani? Mistero. E’ per questo che esiste il presente!

Lei è fragile come le cose più preziose, come l’amore, che mette in tutto ciò che fa, in ogni sua singola azione. Ha la magia dentro, la grazia di una foglia nel vento, grazie a Lei, l’ENERGIA si mette in movimento. Lei è così com’è, Lei semplicemente è, favolosa senza un perché, dolce mariposa, senza MA, senza SE. MA SE Lei esiste, allora esiste il bene, pulito, innocente, come un fiocco di neve. Lei è stufa della superficialità, con cui la gente vive in questa folle società! E vuole condividere la sua super felicità, e far sbocciare fiori, in questa umana siccità. Lei… crede che a volte l’universo vada all’incontrario, all’incontrario vada l’universo, senso antiorario. E allora serve forza di volontà, forza a volontà, forza puoi farcela! Dai sempre amore incondizionato e amore ti sarà dato, amore e passione, tutto il resto è tempo sprecato. Se ti sentivi solo, oggi scopri che solo non sei e fuori c’è un Favoloso Mondo, con Lei. Da ENERGIA ep, album sperimentale, caratterizzato da sonorità dubstep ed elettroniche. Disponibile in free download su www.siruan.it/energia

(autore anonimo)

The CHARTLIST 1. Wings (Macklemore and Ryan Lewis) 2. L’istante prima (Santiago) 3. Aaron (Paul Kalkbrenner) 4. Walking on a dream (Empire of sun) 5. La guerra dei mondi (Giuann Shadai / Sandro Su) 6. Jambo Bwana (african song) 7. Forever alone (Coez) 8. Signore delle cime (Giuseppe De Marzi) 9. Tensione evolutiva (Jovanotti) 10. By the time (Mika)

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Matteo Gracis blog: matteogracis.it

Gennaio - Febbraio 2013 | DOLCE VITA


EXTRA

DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

COMICS

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DUTCH PASSION presenta: Nuove varietà AutoFem: AutoXtreme® StarRyder® Polarlight#3® Taiga#2® Tundra#2®

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NEWS & CURIOSITA’

MONDO

BUONE NOTIZIE CARCERE “MODERNO” INGLESE DOVE TUTTO E’ PERMESSO: SESSO, DROGA E TELEFONINI IN CELLA Davvero pesanti le dichiarazioni di un uomo di 34 anni che è riuscito ad evadere in quattro e quattro otto dal carcere di Hollesley Bay, che lui stesso ha definito un carcere “leggero”, e che si trova nel Suffolk. Il detenuto, che era stato condannato a scontare la massima pena, l’ergastolo, con le accuse di rapina e di incendio doloso, è stato latitante per undici giorni, durante i quali ha svaligiato ben sei appartamenti: dopodiché, è stato nuovamente arrestato, ed ora ha svelato come si vive realmente all’interno di questo nuovo carcere. L’uomo ha parlato di uno stile di vita più che agiato: all’interno delle celle, è possibile utilizzare il proprio telefono cellulare, senza che nessuno dica niente; inoltre, è possibile ricevere donne, e quindi intrattenersi con loro quanto più si vuole, ed infine è anche possibile consumare droghe, e quindi anche spacciarle. Erano più di due anni che l’uomo si trovava lì dentro, e dunque ormai lo conosceva bene: pare che i detenuti possano muoversi in libertà, e ricevere ospiti a qualsiasi orario, donne comprese. Per evadere, il detenuto non ci ha messo niente: infatti, i livelli di sorveglianza sarebbero davvero bassi, e dunque gli sarebbe bastato calarsi da una condotta. Ovviamente, i responsabili della prigione hanno negato tutto, affermando che le dichiarazioni dell’uomo sarebbero assolutamente prive di fondamento. La notizia è stata riportata anche dal prestigioso Daily Mail.

BENVENUTI AL RECTUM BAR, IL LOCALE A FORMA DI INTESTINO

INAUGURATO IN SVIZZERA IL PONTE PIU’ ALTO D’EUROPA Tenetevi forte, e guardate bene queste immagini: avreste il coraggio di percorrere un ponte sospeso a quest’altezza?! Come si dice in questi casi, “Only the brave”, e se vorrete potrete mettere alla prova le vostre vertigini, recandovi in Svizzera, sul monte Titlis, ovvero la montagna più alta del Cantone Obvaldo, situata lungo le Alpi Bernesi. Si tratta del ponte più alto d’Europa, un ponte pedonale sospeso a ben 3041 metri d’altezza! È stato inaugurato il 7 dicembre, e si affaccia su un baratro profondo ben 500 metri. Il dislivello dalla vetta è di solo 197 metri, e la vista panoramica sulle montagne e sulle valli circostanti è garantita. Questo ponte è lungo circa un centinaio di metri, ed è stato realizzato per commemorare il centesimo anniversario dell’inaugurazione della prima funivia mai costruita in quest’area, la EngelbergGerschnialp. Il ponte sarà percorribile al termine di una bellissima e stancante escursione alpina, che prevede la partenza dal villaggio Engleberg, che si trova a 1000 metri sul livello del mare, per arrivare sulla vetta tramite la prima funivia girevole al mondo, chiamata Rotair. Dopodiché, si potrà accedere alla cava scavata nel ghiaccio, per poi concludere con la passeggiata su questo altissimo ponte.

Vi siete mai fermati a prendere un caffè al Rectum Bar? Probabilmente no, dato che fino a qualche minuto fa non sapevate nemmeno cosa fosse: eccolo a voi, si tratta di un locale dalla forma assolutamente stravagante, come potete vedere voi stessi. Rappresenta il nostro apparato digerente, con tanto di intestino crasso e intestino tenue. Questo incredibile bar si trova in quel di Vienna, in Austria: la sua forma comprende, per chi non l’avesse notato, anche il retto: beh, anche questa è una forma di arte, e bisogna rispettarla. Gli artisti che l’hanno realizzato hanno provato a rispettare le varie proporzioni dell’organo, ma l’intestino crasso è stato sovradimensionato, per permettere che venisse inserito un bancone e diversi divanetti, la cui forma e il cui colore potete giudicare voi stessi. Per uscire dal locale, come è logico che sia, i clienti devono passare per l’ano, situato in fondo al bar. Pensate che questo posto fu creato nel 1995 da un gruppo di artisti che lavoravano nell’Atelier Van Lieshout. Dopodiché, un po’ come è successo per la Tour Eiffel di Parigi, ne è stata fatta una struttura pubblica, ed oggi viene utilizzato appunto come un bar, e si trova nei pressi della reggia della Principessa Sissi.

L’AGRICOLTURA URBANA PRODUCE CIRCA IL 20% DEL CIBO MONDIALE

Nel mondo, sono circa 800 milioni le persone che si occupano di agricoltura urbana, producendo in questo modo il 15-20% del cibo complessivo. Gli orti urbani sono 70 milioni negli Stati Uniti, 18 milioni solo in Italia. Da questo crescente interesse prende il via la nuova partnership sugli orti urbani di Wwf e “Grow the Planet” (community virtuale che ha reso ‘social’ l’antica arte del coltivare la terra), sotto lo slogan ‘Coltiviamo la Natura in città’. Gli orti urbani non solo garantiscono cibo sano a chilometri zero, diffondendo stili di vita più sani e sostenibili (ottimi anche in tempi di crisi), ma soprattutto possono diventare una rete viva di aree verdi in grado di aumentare la biodiversità nelle nostre città.

I’M LOSING MY FUCKING MIND In collaborazione con www.LosingMind.it

.FATTI SENTIRE!

Inviaci Lettere, Foto, Pensieri, Saluti, Critiche, Complimenti, Svarioni, Materiale utile ed inutile. via email a: staff@dolcevitaonline.it via posta a: Azienda Prodaction, casella postale 701. Piazza Minghetti 4, Bologna BO, Cap 40124 DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

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EVENTI

MONDO

FESTA DEL RACCOLTO GENOVA E TORINO HYDROPON EAST CONFERENCE AND EXPO IN RUSSIA Il 24 e 25 settembre sono stati due gironi stupendi per tutti i partecipanti. C’erano visitatori di ogni genere. Scienziati e ricercatori provenienti da istituti e università russe e bulgare di eccellenza, proprietari di grow-shop, gli affezionati alla produzione in serra, famiglie di agricoltori di piccole dimensioni, potenziali investitori, e infine anche un gruppo di coltivatori della “nuova generazione idroponica”. In comune avevamo: la passione per le piante, l’amore per la coltura idroponica e una forte curiosità. Tutti erano desiderosi di condividere informazioni, infatti abbiamo passato la maggior parte dei due giorni a conferenze e tavole rotonde. I relatori, provenienti da Est e da Ovest, hanno presentato i seguenti soggetti: la storia della coltura idroponica in Oriente e d’Occidente, i sistemi di coltura idroponica, i parametri per la coltura idroponica, la nutrizione delle piante, l’uso d’integratori, microrganismi, substrati, l’illuminazione, la redditività delle aziende familiari idroponiche, produzione di mangimi foraggi, gestione un grow-shop, ecc.: una somma di informazioni che riguardano una grossa parte di questa tecnologia e delle sue applicazioni. Un punto di forza della manifestazione è stata la lezione tenuta da Jason Goodman per l’”Institut of Symplified Hydroponics” e “Hydro for Hunger”, che spiegava come creare giardini idroponici di base, ma prolifici, nelle regioni povere, e aiutare le comunità a basso reddito a coltivare le loro piante e il cibo per sostenere le famiglie. Infatti “nutrire un mondo affamato” è una delle applicazioni più importanti della coltura idroponica, e la presentazione di Jason ha profondamente commosso il pubblico. Il Dr. Martirosyan ha iniziato la ricerca nel campo della biologia e delle piante idroponiche più di 25 anni fa e conosce profondamente la materia. Oggi lui e il suo team sono specializzati nella produzione e distribuzione di patate da coltura idroponica prive di virus. Il che ha senso quando si sa che la Russia importa più di 100 miliardi di semi di patata ogni anno, soprattutto da Olanda e Germania! E, naturalmente, si sta organizzando la fiera di Mosca nel maggio 2013, che raccoglierà le esperienze sia dell’Europa occidentale che orientale, grazie ai precursori che ci hanno aperto la strada. GHE DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

CANNAFEST 2012, LA PIÙ GRANDE FIERA DELL’EUROPA ORIENTALE E’ giunta alla 3° edizione la Cannafest, fiera che si è svolta a Praga lo scorso novembre dal 9 all’11. Sin dal suo primo anno si è subito confermata come una delle migliori fiere d’Europa, in particolare dell’est, sia per affluenza che per qualità e varietà di prodotti reperibili. Quest’anno la fiera ha raggiunto i 25.000 mila visitatori circa, riuscendo a stupire tutti i presenti. Tre giorni intensi con un’organizzazione impeccabile, che non è poi così scontata da trovare in questo genere di eventi. Programma fitto che a starci dietro è quasi impossibile. Molti gli espositori presenti tra cui banche del seme, produttori di materiale per coltivatori, distributori di accessori, inoltre c’era la possibilità di partecipare a differenti conferenze, seminari, proiezioni di film, tutte molto interessanti. Spazio importante che non si trova in tutte le fiere, anzi in pochissime, è “l’angolo del cibo” in cui è possibile assaggiare ed eventualmente acquistare diversi prodotti alimentari in cui la materia prima deriva dalla nostra carissima pianta. Come di consueto nell’Incheba Expo, luogo della fiera, è proibito fumare motivo per cui il clima era molto “genuino”, anche se ovviamente non mancava la possibilità di spostarsi nelle diverse aree per i fumatori. Una cosa che colpisce particolarmente è la varietà di visitatori: giovani, famiglie, anziani, persone che utilizzano la cannabis a scopo terapeutico… un evidente segnale di come la loro mentalità sia particolarmente aperta. Acirne

NEXT HEMP EVENTZ Coppa dell’Italia Cannabica Roma (Italia) 26 Gennaio 2013 Spannabis - Barcellona (Spagna) 15-17 Febbraio 2013 www.spannabis.com Spannabis - Utrecht (Olanda) 5-7 Aprile 2013 www.spannabis.com Growmed - Valencia (Spagna) 19-21 Aprile 2013 www.growmed.es Expocannabis Sur - Malaga (Spagna) 17-19 Maggio 2013 www.expocannabissur.com

Quest’anno il raccolto è stato proficuo: a Genova e Torino feste coordinate e promosse insieme dai centri sociali Terra di Nessuno e Gabrio hanno visto la partecipazione di oltre 8000 persone, un successo per la lotta al proibizionismo, con la presentazione dei Cannabis Social Club ad aprire le serate. Gli incontri sono stati realizzati con l’indispensabile apporto dei Pazienti Impazienti Cannabis che hanno contribuito all’organizzazione e partecipato ai dibattiti. A Genova Héctor Brotons, avvocato dei CSC spagnoli, ha illustrato i principi filosofici e politici che li ispirano: difendere la libertà di scelta individuale, combattere il narcotraffico, ognuno offrendo le proprie capacità e forze, mantenendo un’impostazione no profit, e collettiva. Gruppi di consumatori che decidono di costituirsi in una forma associativa, mettendo insieme le risorse necessarie per coltivare e dividendosi il raccolto, in base alle loro rispettive esigenze, consapevoli della possibilità di dover affrontare un percorso giudiziario, con l’obiettivo finale di essere riconosciuti come modello alternativo nei diversi Paesi.
A Torino invece Joep Oomen, coordinatore di ENCOD, coalizione Europea per le politiche sulle droghe giuste ed efficaci, ha illustrato l’esperienza belga e esposto i passi concreti per iniziare la pratica dei CSC e crearne i presupposti politici, sociali e legali. Un percorso da compiere gradualmente, concentrandosi su difesa legale e concetto di autoproduzione collettiva e trasparente, organizzazione di incontri culturali e informativi e comunicazione con i media. Joep ha sottolineato come in Italia sia importante l’aspetto del consumo a scopo terapeutico. E proprio in quest’ottica, oltre a condividere come tutti gli anni durante le feste i frutti del raccolto con i partecipanti, per dimostrare oltre le parole quanto questa pratica sia possibile ed efficace, scardinando la logica del consumo legata alla dipendenza dal mercato nero, con alcuni pazienti si è iniziato un percorso in questo senso.
Il seguito delle serate ha avuto il carattere della festa a tutti gli effetti: sia a Genova sia a Torino gli artisti hanno infiammato il pubblico con ritmi folk, reggae, ska, dub, dance hall, jungle e drum n bass, attuando performance ad alto contenuto antiproibizionista ampiamente apprezzate dal pubblico.
Un ulteriore seme per il futuro di antiproibizionismo e autoproduzione: per la difesa di un bene comune che partendo dal basso può arrivare in alto! Csa Terra Di Nessuno, Csoa Gabrio e Pazienti Impazienti Cannabis

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INFORMAZIONE

SPECIALI

TIBET: UNA CIVILTÀ FERITA Il Tibet, una nazione indipenden- la stessa sopravvivenza della cultura tibetana è gravemente minacciata. te con una storia che risale al 127 Sua Santità il Dalai Lama, capo spirituale e politico del Tibet attualmente a.C., è stato invaso nel 1950 dalla in esilio in India, ha fatto varie proposte ai leader cinesi come gesto Repubblica Popolare Cinese. La di buon augurio per risolvere le diversità di opinione e per trovare conquista del territorio del Tibet una soluzione soddisfacente alla questione del Tibet, ma la Cina non e del suo popolo da parte della ha mai risposto affermativamente e si è sempre rifiutata di iniziare i Cina ha provocato ripetuti atti di negoziati. repressione. Il 10 marzo del 1959, A partire dal 1987 fino al 2008 il governo cinese ha risposto alle proteste la resistenza tibetana è culminata in pacifiche del popolo tibetano imponendo un regime di legge marziale non un’insurrezione nazionale contro i cinesi. E’ chiaro che l’invasione e l’oc- dichiarato. Di conseguenza i tibetani hanno iniziato ad autoimmolarsi, per non dover agire violentemente contro qualsiasi cupazione del Tibet è stata un atto di aggressione e violazione delle leggi internazionali. Per la prima volta nella cittadino cinese che avrebbe potuto rimanere coinvolto, con la sola intenzione di mostrare la loro sofOggi il Tibet è oppresso da un’occupazione cinese, illesua storia il Tibet ha ferenza attraverso il sacrificio delle loro stesse vite. gale e repressiva. Sua Santità il Dalai Lama, i membri conosciuto periodi di Il numero delle immolazioni è 71 vittime, un incredibile del suo governo e circa 80.000 tibetani sono fuggiti carestia in seguito alla record mondiale nella storia delle battaglie dell’umanidal Tibet e hanno cercato asilo politico in India, in Nepal e in Bhutan. Oggi vi sono più di 120.000 tibetani collettivizzazione imposta tà per la libertà. I martiri, dei quali il più giovane aveva solo 15 anni, sain esilio, inclusi oltre 5.000 che vivono al di fuori del dai cinesi, le risorse crificano le loro vite nel tentativo di mostrare la gravisubcontinente indiano. Per sfuggire alle persecuzioni naturali sono state tà e il dolore estremo di coloro che vivono all’interno cinesi, dal Tibet continuano ad arrivare moltissimi rifugiati tibetani. saccheggiate, la fauna locale del paese. Tra il 1979 e il 1984, il Dalai Lama ha inviato delegazioni esplorative in Tibet e due delegaDall’occupazione della Cina Comunista del Tibet nel quasi estinta mentre la quattro zioni a Pechino per condurre colloqui ad alto livello con 1949 più di 1 milione e 200 mila tibetani hanno perso la vita e hanno sofferto a causa di gravissime violazioni dei stessa sopravvivenza della i leader cinesi, colloqui che non hanno avuto successo perché i cinesi non intendevano discutere alcun tema diritti umani di base. I tibetani che risiedono in Tibet cultura tibetana hanno subito stermini razziali, distruzioni ambienta- è gravemente minacciata importante limitandosi a proporre il ritorno dall’esilio del Dalai Lama. Tuttavia la questione non riguarda il li, distruzioni dei monasteri, esclusione economica e dispersione dei gruppi di allevatori nomadi. Anche se attualmente il Dalai Lama, ma un popolo intero. Tibet è una Regione autonoma della Cina, i tibetani sono diventati una Purtroppo, sino a quando la Cina non comprenderà i veri sentimenminoranza all’interno del loro stesso Paese e nulla fa pensare ad un’inver- ti e aspirazioni del popolo tibetano, sarà molto difficile trovare una sione di tendenza. Per la prima volta nella sua storia il Tibet ha conosciuto soluzione al problema, né tantomeno si potrà tornare a parlare di indiperiodi di carestia in seguito alla collettivizzazione imposta dai cinesi, le ri- pendenza. Silvia Crema sorse naturali sono state saccheggiate, la fauna locale quasi estinta mentre

L’INTERNET-DIPENDENZA: FENOMENO DIFFUSO E DA NON SOTTOVALUTARE E’ in ogni luogo e tutti i giorni entra più utilizzati degli smartphone - i nuovi dispositivi multitasking considerati nella nostra vita. Seppur con moda- essenziali dal 73% della popolazione italiana - sono chat, instant messaging lità diverse, tutti noi utilizziamo In- e social network. E non è finita: dal 46° Rapporto Censis emerge che ternet, sempre più frequentemen- Internet è il mezzo di comunicazione col più alto tasso di crescita (+9% te. Nulla di male se non fosse che, in nel 2012). molti casi, si abusa del mezzo a tal La dipendenza - a livelli eccessivi - può rappresentare una vera e propunto da creare vere e proprie cy- pria patologia. Non è quindi un caso se nel novembre del 2009 è stato ber dipendenze. C’è chi controlla di inaugurato un ambulatorio, all’interno del Day Hospital psichiatrico del Policlinico “Gemelli” di Roma, dedicato all’Internet Adcontinuo la prodiction Disorder. pria posta elettronica, chi non smette di distogliere gli In Italia gli Come guarire, dunque, da questa malattia? Secondo occhi da social network come Facebook e Twitter, chi internet-dipendenti Eugenio Aguglia, presidente della Società italiana di sperpera grosse somme di denaro giocando a poker online. Per non parlare, poi, degli assuefatti da quella sarebbero circa 3 milioni, Psichiatria, «esistono due tipi di approccio: da un lato psie psicoterapie, dall’altro la risocializzazione, ovche gli americani chiamano cyber sexual addiction (che gran parte di essi in età cofarmaci vero l’accoglienza in comunità popolate da altri ragazzi con non possono fare a meno, cioè, della pornografia e del adolescenziale lo stesso problema». Il portale Benessere.com, invece, sesso virtuale), o delle “vittime” dell’information overconsiglia più concretamente di limitare la quantità di load (ricerca ossessiva di informazioni) o del computer ore trascorse davanti al pc, integrando le attività svolte addiction (coinvolgimento eccessivo in giochi “virtuali” o “di ruolo”). Nei casi sopracitati si crea una dipendenza per molti online con altre di natura reale. Solo così si potrà rivitalizzare, seriamente, aspetti simile a quella di una droga. Se non si è “connessi”, si va in la socializzazione de visu, ridottasi notevolmente negli ultimi anni. agitazione, si perde sicurezza; ci si astrae dalla vita reale e, addirittura, Sia chiaro: nessuno dice che l’utilizzo della Rete debba essere vietato. in situazioni estreme, si fatica a distinguere il virtuale da ciò che non lo è. Ma sarebbe bene che essa non diventi unico strumento privilegiato di Tutti sintomi che possono influire pesantemente sulle relazioni sociali, in relax o evasione, così da evitare conseguenze che potrebbero essere devastanti. A tal riguardo, risulterebbe di certo utile un buon piano di famiglia ma anche al lavoro. Il problema non va affatto sottovalutato. Secondo la rivista “Ok Salute prevenzione, magari da mettere in pratica nelle scuole italiane. Ma le istie Benessere”, in Italia gli internet-dipendenti sarebbero circa 3 milioni, tuzioni, almeno per ora, latitano. Lorenzo Chiavetta gran parte di essi in età adolescenziale. Un dato, questo, supportato da lorenzochiavetta@yahoo.it uno studio dell’Osservatorio Samsung-Eurisko, secondo il quale i servizi DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

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HIGH TIMES

ACCESSO STRANIERI COFFEE-SHOP, OGNI CITTA’ DECIDERA’ PER SE’ Saranno le singole città olandesi a decidere se consentire o no l’accesso

WASHINGTON, LA MARIJUANA E’ DIVENTATA LEGALE Lo Stato dice sì anche ai matrimoni gay. Cittadini in festa a Seattle. Giornata storica per i diritti civili negli Stati Uniti. Il possesso di marijuana e i matrimoni gay, dal 6 dicembre sono diventati ufficialmente legali nello Stato di Washington, sulla costa occidentale. La nuova legge, approvata da un referendum votato il 6 novembre, sul ‘fumo’ consente a chi ha compiuto 21 anni di possedere per uso personale fino a 28 grammi di marijuana. È rimasta tuttavia illegale la vendita e l’uso in pubblico. MULTA PER I TRASGRESSORI. Le autorità hanno deciso di punire i trasgressori con una multa allo stesso modo di come succede quando si beve alcool nei luoghi pubblici. Appena la legge sull’uso personale di marijuana è entrata in vigore, a Seattle è immediatamente scoppiata la festa e centinaia di cittadini si sono riuniti al Seattle Center per manifestare la loro gioia, offrendo spinelli anche ai giornalisti. IN CONFLITTO CON LA LEGGE FEDERALE. Ma la vittoria in uno Stato secondo le leggi americane, andrebbe comunque a scontrarsi con la normativa federale. Sia che si tratti di uso privato o pubblico, la legge federale classifica la marijuana come illegale e lo stesso procuratore generale dello stato di Washington, Jenny Durkan, ha ribadito che la coltivazione, la vendita o il possesso di qualsiasi quantità di marijuana resterebbe un reato federale a prescindere dalle leggi vigenti in un singolo Stato. LEGALIZZATA ANCHE IN COLORADO. L’altro Stato che ha deciso di seguire le orme di Washington è il Colorado, che l’inizio dell’anno ha previsto la depenalizzazione del possesso di marijuana per uso personale. In vigore nello Stato di Washington anche la legge sulle nozze gay. Tutte le coppie hanno ottenuto il diritto di richiedere licenza di matrimonio. Anche per i matrimoni tra persone dello stesso sesso la vittoria, in realtà, non è stata totale. Sono arrivati a nove, oltre al distretto di Columbia dove si trova la capitale federale Washington, gli Stati che considerano legali le nozze gay. fonte: lettera43.it

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ai coffee-shop ai turisti stranieri, abbandonando così la strategia della cosiddetta ‘carta cannabis’ che la precedente maggioranza aveva cercato di imporre a livello nazionale. “E’ a livello locale che si ha il migliore punto di vista per determinare quali misure sono più efficaci”, ha detto il ministro della Giustizia, Ivo Opstelten, in una lettera indirizzata al Parlamento e intitolata ‘La Carta Cannabis viene abbandonata’. La controversa ‘carta’ è stata introdotta in alcune città del sud dell’Olanda, dove nei week-end si verificavano problemi di ordine pubblico a causa della massiccia presenza di giovani provenienti dai paesi confinanti che approfittavano dell’occasione per potere acquistare e consumare liberamente droghe leggere. Il comune di Amsterdam ha espresso soddisfazione per la decisione della nuova maggioranza ed ha già fatto sapere che i 220 coffee-shop della città continueranno ad essere aperti a tutti. fonte: aduc.it

USA: CON DEPENALIZZAZIONE CANNABIS, IN CALIFORNIA CALA LA CRIMINALITA’ MINORILE. STUDIO In California la depenalizzazione del consumo di marijuana si è

tradotta, tra il 2010 e il 2011, in un calo del 20 per cento del tasso di criminalità minorile, portandolo al livello più basso dal 1954, l’anno in cui lo Stato americano ha introdotto il rilevamento statistico. Lo scrive L’Huffington Post, citando uno studio realizzato dal Center on Juvenile and Criminal Justice di San Francisco, pubblicato recentemente. I ricercatori si sono concentrati sul numero di minori di 18 anni arrestati in California negli ultimi 80 anni. Lo studio ha rilevato che non solo il numero di reati attribuibili ai minori è il più basso di sempre, ma che a seguito della firma da parte dell’allora governatore Arnold Schwarzenegger della legge che depenalizza il possesso di piccole quantità di marijuana, il calo è stato particolarmente significativo. Nel periodo 2010-2011, il numero di arresti per reati violenti è diminuito del 16 per cento, quello degli omicidi del 26 per cento e quello degli arresti per reati di droga quasi del 50 per cento. In quest’ultima categoria, si è registrato un calo generalizzato per i vari reati, ma quello maggiore è risultato dal minore numero di arresti per possesso di marijuana. Nel 2010, questo rappresentava il 64 per cento di tutti gli arresti per reati di droga. Nel 2011, il tasso era sceso al 46 per cento. fonte: aduc.it Gennaio - Febbraio 2013 | DOLCE VITA


PSICOATTIVO

LEGALIZZAZIONE CANNABIS: RICERCA DI LICEALI FRANCESI Un piccolo gruppo di liceali della prima, ha scelto la cannabis come

soggetto di ricerca e di dibattito per i corsi di educazione civica, giuridica e sociale. Non consumatori (lo assicurano loro), ma ogni giorno accanto a dei giovani che usano la “beuh” (erba) e al corrente di tutti i luoghi dove è possibile procurarsela, ci dimostrano, in quattro argomenti, che il loro ministro Vincent Peillon aveva ragione: “La cannabis è una questione importante”. La sola soluzione, per loro, è la legalizzazione. E la depenalizzazione? “Questa non regolamenterebbe niente in materia di traffico; al contrario, lo farebbe aumentare, perché sarebbe tollerato il consumo di cannabis”. La legalizzazione darebbe, invece, molti vantaggi. Uno: “Lo Stato ne trarrebbe vantaggi economici (come con le sigarette); in temp “Lo Stato ne trarrebbe vantaggi economici (come con le sigarette); in tempo di crisi non è una cosa negligente”. o di crisi non è una cosa negligente”. Due: “Si saprebbe chi fuma. La droga di Stato sarebbe di migliore qualità e meno pericolosa per la salute di quelli che la consumano attualmente”. Tre: “Bloccherebbe il traffico e tutta la violenza che vi è connessa, rendendo le periferie più sicure”. Quattro: “Oggi la maggior parte dei giovani fuma, per cui se si continua con la repressione il traffico continuerà”. I liceali hanno studiato bene il loro argomento, ed hanno anche stabilito alcune condizioni per questa legalizzazione: limitare il numero di grammi che si potrebbero acquistare (come si limita il numero di bottiglie di alcool); vietare il diritto alla rivendita e al consumo nelle strade pubbliche (“Si acquisterebbe la propria cannabis in negozio e si andrebbe a fumarla a casa propria”). Restano, secondo loro, due problemi da regolamentare: proibire la vendita di cannabis ai minori di 18 anni sembra loro impossibile. “Si fuma già al liceo, e il divieto di vendita di sigarette ai minori oggi non funziona”. E poi c’e’ il problema che questa legalizzazione potrebbe favorire il passaggio al consumo di droghe più pesanti. “Ci sono, però, dei bevitori ragionevoli di alcool. Occorrerà specificare che la cannabis è da consumare con moderazione”. E che cosa dicono sugli effetti negatici sulla salute, essenzialmente sul quoziente intellettuale che, secondo alcuni studi scientifici, andrebbe in fumo una volta raggiunta la maggiore età? Essi sorridono e credono che il fatto che la cannabis renderebbe idioti, non è un argomento molto serio: “Sinceramente, che cos’e’ meglio: una serata passata a bighellonare da un locale ad un altro bevendo alcolici o delle canne?”. Vincent Peillon è stato severamente ripreso per le sue affermazioni sulla cannabis. I giovani hanno, invece, trovato normale che il ministro dell’Educazione Nazionale si esprimesse in materia. Di conseguenza il dibattito appassiona gli studenti. fonte: aduc.it DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

L’ECSTASY PER CURARE I DISTURBI MENTALI La vita di Rachel Hope è cambiata quando, a soli 4 anni, un amico a cui la madre l’aveva affidata mentre era in vacanza l’ha ripetutamente violentata. Da quel momento ha sofferto di disturbi post traumatici da stress (Dpts), e nessuna terapia sembrava riuscire ad alleviare le sue sofferenze. Sino a quando nel 2005 ha incontrato Michael Mithoefer, uno psichiatra e ricercatore di Charleston, in Sud Carolina, che le ha somministrato un farmaco chiamato MDMA (acronimo di 3,4-methylenedioxy-N-methylamphetamine), comunemente noto come ecstasy. Ingerire una pastiglia anche solo per una volta può portare a danni cerebrali irreversibili, è sempre stato l’avvertimento degli esperti. Ma ora sembra emergere un effetto inatteso: la droga può diventare una medicina, e avere effetti terapeutici su persone che soffrono di Dpts, stimolando in loro un maggior senso di sicurezza nella rielaborazione dei ricordi dolorosi. “Non riuscivo a chiudere con quell’esperienza”, ha raccontato la ragazza, la cui agonia mentale senza sosta l’ha portata a quattro ricoveri in ospedale. Un nuovo peggioramento per Rachel si è verificato nel 1991 quando è morto il padre, e ancora nel 1998, anno in cui scoprì che il suo aggressore aveva molestato un’altra donna. Grazie alla cura di Mithoefer invece, il 90% dei suoi sintomi sono scomparsi, ha smesso di urlare, e di cadere nel tunnel dei flashback. Il trattamento terapeutico del ricercatore di Charleston va unito alla psicoterapia: dopo alcune sedute di preparazione dei soggetti che riportano sintomi da disordine post traumatico, tra cui diverse donne come Rachel passate attraverso il dramma dello stupro, seguono lunghi incontri durante i quali vengono somministrate dosi di ecstasy. La sostanza, assunta sotto controllo medico, riuscirebbe a rendere meno doloroso il ricordo degli eventi traumatici, permettendo a chi li ha vissuti di parlarne in terapia e dunque di risolvere i problemi ad essi legati. L’MDMA, che nelle persone ‘sane’, da senso di eccitazione ed euforia, nei soggetti malati riduce il senso di ansia e la paura. ‘La domanda è, ok, è stato un fuoco di paglia? Le persone si sentono bene perché stanno assumendo una droga?’ - ha detto ai media statunitensi Mithoefer - Ma la risposta è stata ‘no’, per la maggior parte dei pazienti’. Il dottore ha infatti testato la terapia su 19 individui, 14 dei quali hanno riscontrato significativi miglioramenti. fonte: fuoriluogo.it

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ASCIA CORNER

ASSOCIAZIONE SENSIBILIZZAZIONE CANAPA AUTOPRODOTTA

ANTIPRO

UNA PROPOSTA DI LEGGE PER LA “REGOLAMENTAZIONE DELLA COLTIVAZIONE DOMESTICA” Crediamo ferventemente nella libertà di ognuno di seguire le proprie convinzioni politiche, purché non danneggino le libertà altrui, e quindi nell’informare che abbiamo presentato e postato nel forum del Movimento 5 Stelle, la Proposta di Legge che segue, non vogliamo assolutamente fare propaganda politica per il Movimento o ritenerci affiliati, e ognuno è libero di trarre le conclusioni che crede e votare chi vuole, ma è pur vero che il Movimento 5 Stelle è l’unica formazione che si presenterà alle prossime elezioni, che ha concesso al dibattito pubblico la possibilità di tracciare una scaletta d’interventi su cosa si dovrebbe fare tra le prime cose una volta al parlamento. E tra le cose più importanti sembra essere votata proprio la Proposta di Legge sulla Regolamentazione della Coltivazione Domestica di Cannabis testimonianza di come la legge Fini-Giovanardi risulti ormai ulteriormente intollerabile. Vi invitiamo quindi a voler dare il vostro contributo votando la Proposta sul forum del Movimento (www.beppegrillo.it/listeciviche/forum) affinché almeno una delle componenti politiche che entreranno in parlamento, sappia farsi carico di un malessere socialmente diffuso e condiviso. Consideriamo questa Proposta di Legge una “bozza” aperta al confronto con le altre componenti del fronte antiproibizionista e a disposizione di tutte le forze politiche che vorranno farla propria. Proposta di legge sulla regolamentazione della coltivazione domestica di cannabis e sull’uso personale. Modifiche al D.P.R. 309/90 (testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza) La proposta che segue vuole superare il clima di repressione in atto contro i consumatori in proprio e regolamentare la coltivazione, la detenzione e l’uso di cannabis nel rispetto delle norme che sono illustrate nei successivi articoli. TENUTO CONTO CHE: • la cannabis ha una bassa tossicità e una possibilità d’insorgenza di dipendenza inferiore anche a sostanze legalmente vendute come alcool e tabacco; • la classificazione in Tabella I del D.P.R. 309/90, così come modificato dalla Legge 49/06, non è accettabile considerando che la pericolosità individuale e sociale è molto bassa in relazione alle pericolosità accertate per le altre sostanze che figurano nella stessa tabella; • l’attuale normativa in materia di stupefacenti non riesce ad arginare il traffico illecito delle sostanze proibite, favorendo anzi di controparte alla criminalità organizzata ingenti profitti derivati dal monopolio incautamente concessole e che quindi la regolamentazione della coltivazione domestica ad uso personale toglierebbe alla suddetta criminalità ingenti e illegali porzioni di questi profitti; • l’attuale normativa in materia di stupefacenti favorendo di fatto il mercato illegale, entra in contrasto con gli accordi internazionali siglati in sede UE dove si auspica una riduzione del traffico illecito di sostanze; • l’equiparazione tra sostanze devastanti (come l’eroina e le sostanze sintetiche) con la cannabis, ha di fatto incrementato il consumo delle prime avendo relegato l’acquisizione delle seconde nello stesso mercato illegale e altamente pericoloso, dove oltre alla vendita di cannabis vengono proposte agli acquirenti anche le altre sostanze, effettuando una temibile commistione dei mercati; • le sanzioni amministrative per uso personale possono ritenersi alquanto gravose quando prevedono limitazioni alla libertà personale; • in virtù delle pene previste dall’attuale normativa (art.73 D.P.R 309/90 comma 1, da 6 a 20 anni di carcere anche per modesta coltivazione, oppure comma 5, da 1 a 6 per episodi di lieve entità) e in virtù della concessione a beneficio del reo confesso di scontare una minor pena, molti cittadini ammettono di aver commesso un reato al quale sono estranei; • un terzo dei detenuti ospitati nelle carceri italiane sono in prigione per reati minori in relazione alle sostanze stupefacenti e che dall’entrata in vigore della Legge 49/06 è di fatto raddoppiato il numero dei detenuti per questo genere di reati;

• tutti questi elementi generano un costo esorbitante per lo Stato, mentre dalla regolamentazione si potrebbero avere cospicui introiti tassando la coltivazione e un notevole risparmio abbattendo i costi di un’inutile persecuzione; • non esistono allarmi di rilievo sulla criminalità e sugli incidenti stradali, né alterazioni significative nei Paesi dell’UE dove la coltivazione domestica è lecita o regolamentata o semplicemente tollerata; • che non può sussistere crimine senza che ci sia danno e quindi, questa pratica, non essendo dannosa per la collettività, non dovrebbe essere perseguita in un Paese di Diritto; DESCRIZIONE PRESENTATA:

SINTETICA

DELLA

PROPOSTA

DI

LEGGE

• La cannabis viene esclusa dalla tabella I delle sostanze stupefacenti, rimanendo indicata esclusivamente in tabella II. Rimangono in tabella I i preparati cannabinoidi sintetici o semisintetici, se non previsti in tabella II. • Viene regolamentata la coltivazione e detenzione per uso personale di cannabis, e la condivisione con terzi di piccoli quantitativi destinati al consumo immediato, per i maggiori di 18 anni. Per ogni persona è consentita la coltivazione di n. 4 piante contenenti principio attivo (THC), e la detenzione rispettivamente di 40g di cannabis (marijuana) o 20g di resina di cannabis (hashish) mentre non sussistono limiti alla coltivazione domestica (mq. 1,5 a persona), per la detenzione di piante non contenenti principio attivo o la cui percentuale di THC non superi lo 0,5%; • E’ vietato qualsiasi tipo di vendita e commercio delle piante coltivate ad uso personale. • Vengono abrogati gli art.75 e 75/bis del DPR 309/90, eliminando il concetto di sanzione amministrativa per uso personale e rendendo lecito, nell’ambito privato, il consumo di cannabis o suoi derivati. • La coltivazione di canapa è autorizzata ad esclusivo uso personale ed è subordinata al pagamento di una tassa di concessione governativa, il cui importo non dovrà essere eccessivamente basso per non favorire il facile approccio e diffusione della coltivazione, né eccessivamente alto per non favorire il mercato illegale. • E’ consentita la costituzione di associazioni convenzionalmente denominate Cannabis Social Clubs (CSC) di coltivatori/consumatori che devono essere registrate presso l’Ufficio del Registro e che si occupino in maniera collettiva della coltivazione e della distribuzione tra i soci.

• come conseguenza di quanto suddetto, tutto l’apparato giudiziario ne risente venendo ingolfato da processi spesso inutili ai danni di una criminalità inesistente e travagliato da decisioni spesso discordanti sull’applicazione alla lettera della legge;

• Nel caso di controlli stradali, il narcotest deve essere effettuato solo dopo evidenti stati di alterazione psico-fisica e a seguito dell’incapacità di rispondere a test psico-attitudinali da parte del soggetto e deve effettuarsi con strumenti in grado di verificare che l’effetto sia in atto al momento del fermo.

• la formulazione con la quale è stata concepita la normativa attuale entra di fatto in collisione con gli aspetti che denotano la coltivazione domestica, in relazione agli articoli della costituzione che salvaguardano l’inviolabilità della libertà individuale, l’uguaglianza di trattamento, il diritto alla salute e a quello di culto;

La Proposta di Legge è pubblicata sui nostri siti: WWW.LEGALIZZIAMOLACANAPA.ORG WWW.ASCIA-WEB.ORG

• le Forze dell’Ordine, in virtù di un ingiustificato allarme, vengono distolte da un reale controllo del territorio a vantaggio della vera criminalità e a discapito della sicurezza pubblica;

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Direttivo ASCIA

Gennaio - Febbraio 2013 | DOLCE VITA


INFORMAZIONE

AVVOCATO RULEZ

LA VENDITA DI SEMI DI CANNABIS NON COSTITUISCE ISTIGAZIONE ALL’USO Il principio della nuova pronunzia è importante perché escluderebbe che vendere semi di cannabis costituisca forma di istigazione all’uso, semmai si potrà discutere di volta in volta se si tratti di istigazione alla coltivazione e questa potrebbe costituire l’unica ipotesi di reato contestabile. La pronunzia in questione è favorevole ai titolari della ditta Semitalia che, pur dovendo venire nuovamente processati in appello, hanno ampie possibilità di un’ennesima assoluzione (oltre le 2 già ottenute). L’avvocato Carlo Alberto Zaina, nostro legale di fiducia, è colui che ha seguito il caso e che ha discusso innanzi alle SSUU in opposizione al ricorso del PM di Firenze: l’esclusione della configurabilità dell’istigazione all’uso (art. 82) costituisce accoglimento pieno e totale delle tesi difensive, sostenenti che vendere i semi di cannabis non significa istigare ad usare stupefacenti. L’annosa questione concernente l’applicabilità dell’art. 82 dpr 309/90 (norma che sanziona l’istigazione, l’induzione e il proselitismo all’uso di sostanze stupefacenti) rispetto alle condotte di coloro che pongano in commercio semi di cannabis, sia attraverso la consueta rete di negozi, sia via siti web, è approdata all’esame delle SS.UU. della Corte di Cassazione ed è stata decisa all’udienza del 18 ottobre u.s.. Era stata, infatti, la Terza Sezione Penale della Corte [1]*, con l’ordinanza n. 25355/2012, ad evidenziare l’esistenza di una situazione di apparente incertezza della giurisprudenza di legittimità sullo specifico punto di diritto. La Terza Sezione aveva, inoltre, sottolineato l’equivocità di talune decisioni, si che si sarebbero creati tre orientamenti ermeneutici (due dei quali uniformemente indirizzati a sussumere la condotta commerciale nella fattispecie di delitto descritto dalla norma e, quindi, a considerare come punibile la vendita dei semi, quale istigazione). Questi orientamenti costituivano, quindi, espressioni di conclusioni diametralmente differenti, opposte e configgenti. Sicché, in una condizione di incertezza, costituiva atto dovuto, la scelta di delegare le Sezione Unite al compito di fornire una soluzione definitiva, che regolamentasse la controversia insorta. Affermava, tra l’altro, l’ordinanza di rimessione, che: a) un primo indirizzo intendeva come sanzionabile, già di per sé, la condotta di pubblicizzazione di semi di piante idonee a produrre sostanza stupefacente. b) un secondo indirizzo riteneva perfezionata la fattispecie penalmente rilevante, ove il “contesto” ed il “contenuto delle espressioni usate” apparissero sufficienti ad indurre i destinatari all’uso di stupefacenti. c) un terzo indirizzo, ribadendo l’esclusione in radice della illiceità della vendita di semi di cannabis, richiede - per addivenire alla configurabilità concreta dell’ipotesi prevista dall’art. 82 dpr 309/90 - un elemento ulteriore, rispetto alla mera propaganda pubblicitaria.

DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

L’attenzione delle SS.UU. si è, dunque, incentrata sul quesito di diritto che testualmente recita: Se integra il reato di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti la pubblicizzazione e la messa in vendita di semi di piante idonee a produrre dette sostanze, con l’indicazione delle modalità di coltivazione e la resa. La questione, affrontata con la decisione il cui dispositivo s’illustra, in attesa della pubblicazione delle motivazioni, è venuta ad involgere, così, gli artt. 26, 73, 82 e 84 del T.U. Stup. 309/90 e 414. e 84 c.p. . Si deve, infatti, rilevare che il ricorso per Cassazione della Procura della Repubblica di Firenze, oltre, a dolersi della presunta falsa ed erronea applicazione degli artt. 82 e 84 della legge sugli stupefacenti, introduceva in via subordinata ed alternativa, alla richiesta principale, anche il tema della sussistenza della possibile configurabilità del combinato disposto dagli art. 414 c.p. e 73 dpr 309/90, in relazione a quelle ipotesi di commercio di semi di cannabis che presentino, in modo in equivocamente deliberato anche attività di esplicazione delle tecniche coltivative. Questa prospettazione di evidente carattere ipotetico-alternativo era stata, peraltro, disattesa dal giudice di prime cure (il GUP di Firenze).Ad avviso del giudicante, infatti, la differente natura delle due ipotesi di reato (una istigazione ad una condotta non reato, l’altra istigazione ad una condotta di reato) escludeva a priori qualsiasi possibilità di commistione fra le stesse e, quindi, la configurazione di una estrometteva logicamente l’altra in relazione alla fattispecie in oggetto.

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AVVOCATO RULEZ La soluzione adottata dalle SS.UU. pare avere colto e valorizzato, invece, proprio quest’ultimo tema, venendo ritenuta la possibilità della formulazione di una contestazione del reato di istigazione alla coltivazione (art. 414 cp e 73 dpr 309/90) La soluzione addottata è la seguente “Negativa, salva la possibilità di sussistenza dei presupposti per la configurabilità del reato ex art. 414 cod. pen. con riferimento alla condotta di istigazione alla coltivazione di sostanze stupefacenti”. Pare, dunque, di potere affermare che l’ordinanza in commento ha tassativamente e definitivamente negato l’applicabilità dell’art. 82 dpr 309/90 al commercio di semi di cannabis. In buona sostanza, il tentativo di estendere la valenza della norma di cui all’art. 82, anche a casi del tutto ultronei all’operatività della stessa, avveniva, in sede giurisprudenziale, pur in presenza di un’inequivoca e tassativa struttura espositiva del testo, il quale mirava a sanzionare esclusivamente condotte (istigatorie) collegate in modo esclusivo e diretto all’uso di stupefacenti. E’ naturale, però, il rilievo, già anticipato, che “l’istigazione o l’induzione a coltivare” costituisce, però, comportamento completamente diverso ed affatto confondibile rispetto all’”istigazione all’uso di sostanze stupefacenti”. Siamo, infatti, dinanzi a due momenti ed a due comportamenti, assolutamente indipendenti e tra loro autonomi, i quali semmai, possono risultare logicamente successivi sul piano temporale. Va, inoltre, considerato che la ratio dell’art. 82 dpr 309/90 postula la punibilità di un atteggiamento (“l’istigazione”) che non è affatto finalizzato a determinare un soggetto a commettere un reato, in quanto l’uso di stupefacenti non costituisce ipotesi penalmente sanzionabile, bensì illecito puramente amministrativo. Diversamente, l’ipotizzazione dell’abbinamento, da parte del

INFORMAZIONE commerciante, fra la vendita di semi di cannabis (lecita) e la divulgazione di metodologie specifiche e qualificate per produrre sostanze stupefacenti (illecita), può costituire una situazione di “istigazione” alla commissione di un reato (la coltivazione ex art. 73 co. 1 dpr 309/90). Appare, peraltro, evidente dallo stesso tenore letterale della massima che “...la possibilità di sussistenza dei presupposti per la configurabilità del reato ex art. 414 cod. pen. con riferimento alla condotta di istigazione alla coltivazione di sostanze stupefacenti”, costituisce un’ipotesi di reato meramente residuale. Ritengo, però, che i criteri ermeneutici da utilizzare, al fine di addivenire - di volta in volta - alla valutazione della configurabilità (o meno) del reato di istigazione alla coltivazione, non potranno discostarsi sensibilmente, da quelli adottati sino a od oggi. Essi dovranno - ad avviso di chi scrive - ancorarsi a quel ragionevole criterio espresso dalla giurisprudenza della Sezione Quarta, che ha predicato: 1) l’esclusione in radice della illiceità della vendita di semi di cannabis, 2) il raggiungimento della prova di una serie di attività d’informazione, diffusione ed esaltazione comunicativa, che si pongano in relazione strumentale ed in equivoca, oltre che risultino deliberatamente orientate a promuovere ed a favorire la coltivazione. avv. Carlo Alberto Zaina *[1] A tale sezione della Corte di Cassazione (R.G. 43237/2011), il processo era giunto a seguito del ricorso per Cassazione proposto dal PM presso il Tribunale di Firenze, avverso la sentenza resa dal GUP di Firenze il 1° giugno 2011, che assolveva gli imputati perché il fatto non sussiste dall’accusa di violazione dell’art. 82 dpr 309/90.


AVVOCATO RULEZ

INFORMAZIONE

SECONDA PARTE

PRONTO SOCCORSO LEGALE

Il Pronto Soccorso Legale è il nuovo vademecum per i reati in tema di stupefacente, redatto dallo studio legale dell’avv. Simonetti in collaborazione con ASCIA (Associazione Sensibilizzazione Canapa Autoprodotta). Il documento, suddiviso in 32 quesiti per rendere più comoda la consultazione, è stato realizzato per dare maggiore consapevolezza al cittadino sui suoi diritti e doveri in caso di perquisizione ed ispezione. Pubblichiamo l’intero vademecum su questa rubrica, una parte per numero. L’intero vademecum è disponibile all’indirizzo www.enjoint.info/?p=7422 9- Ho il diritto di essere assistito dal mio avvocato? In caso di perquisizione personale: Si. Prima di procedere al compimento della perquisizione, la Polizia Giudiziaria deve avvertire la persona sottoposta alle indagini della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia purché prontamente reperibile. Essendo infatti la perquisizione un atto a sorpresa, il difensore non ha diritto di essere preavvisato, poiché verrebbe frustrato lo scopo stesso dell’atto. Pertanto, la perquisizione può iniziare anche prima che, materialmente, sia presente il proprio avvocato di fiducia. In caso di perquisizione locale: Si. Prima di procedere alla perquisizione locale la Polizia Giudiziaria deve avvertire la persona sottoposta alle indagini e colui che ha la disponibilità anche momentanea del luogo, se persona diversa dall’indagato, che può farsi assistere da persona di fiducia purché prontamente reperibile ed idonea a testimoniare agli atti del procedimento. L’indagato, inoltre, deve essere avvisato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia purché prontamente reperibile. 10- Posso chiedere che gli agenti operanti si qualifichino per capire con chi sto parlando? Si. Prima che inizi la perquisizione, il cittadino ha diritto di chiedere che la polizia giudiziaria mostri il proprio tesserino per essere riconosciuta come tale (si consiglia di chiedere l’esibizione del tesserino con gentilezza ed educazione). Tale domanda ha un’importanza reale: salvo i casi di necessità ed urgenza, la perquisizione è compiuta previo decreto di perquisizione del Pubblico Ministero. In tal caso, infatti, solo gli Ufficiali di Polizia Giudiziaria possono procedere alla perquisizione, non anche i semplici Agenti. Pertanto, domandare di esibire il tesserino e sincerarsi se si tratti di Ufficiale ovvero di Agente di Polizia Giudiziaria può giovare al cittadino per sapere se quella Polizia Giudiziaria sia competente ad eseguire la perquisizione sulla base del decreto di perquisizione emesso dal Pubblico Ministero. 11- Posso chiedere di rilasciare dichiarazioni a verbale durante la perquisizione? Certo. E’ importante che il cittadino faccia scrivere sul verbale di perquisizione ovvero sul verbale di sequestro della sostanza tutto ciò che ritiene idoneo per quella che poi sarà una difesa efficiente ed efficace. Facciamo tre esempi: 1- nel caso di persona tossicomane: è importante che, sin dal momento della perquisizione, il cittadino chieda che venga scritto a verbale che “Faccio uso di sostanza stupefacente in quanto sono dipendente da essa”. Nel caso in cui si intraprenda un percorso di recupero, deve essere mostrata la documentazione sanitaria che accerta lo stato di tossicodipendenza; 2- nel caso di coltivazione domestica: è importante che, sin dal DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

momento della perquisizione, il cittadino chieda che venga scritto a verbale “Queste piante di cannabis vengono coltivate ad uso esclusivamente personale”, affinché lo stesso avviso venga allegato ai reperti rilevati dall’Autorità Giudiziaria e consenta all’avvocato una linea coerente in difesa dell’autodeterminazione e del rispetto dei diritti civili; 3- Nel caso di rinvenimento di materiale che possa far presumere un fine di spaccio (esempio: cellophane, alluminio, taglierino, bilance, etc.): se il cittadino detiene ed utilizza sostanza stupefacente per uso esclusivamente personale e, dunque, per sua comodità preferisce tagliare e confezionare la sostanza, è importante che faccia dichiarare a verbale che “I materiali rinvenuti nella mia abitazione (o in autovettura etc.) hanno lo scopo di permettere un comodo confezionamento per mio uso personale”. E’ importante comprendere che a volte, stante l’impreparazione tecnica del personale della polizia giudiziaria, possa essere respinta la richiesta del cittadino di verbalizzare le circostanze sopra indicate. Pertanto, ove ciò accada, con molto garbo il cittadino deve chiamare una persona che possa testimoniare che l’agente operante si sia rifiutato di verbalizzare quanto richiesto sottoforma di “spontanee dichiarazioni”. In tal caso, quindi, ci si può rifiutare di firmare indicando espressamente a verbale il motivo per il quale c’è rifiuto (ossia: la non possibilità di rilasciare spontanee dichiarazioni). 12- Le perquisizioni in caso di stupefacenti hanno una disciplina differenziata? Le perquisizioni personali previste dall’art. 103 D.P.R. 309/1990 (Testo Unico delle leggi in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope) si differenziano dalle perquisizioni disposte art. 352 comma 1 c.p.p. sia in relazione ai presupposti dell’atto, sia in relazione alla finalità per cui vengono poste in essere. Infatti mentre per le perquisizioni previste dall’art. 352 comma 1 c.p.p. il presupposto è lo stato di flagranza di reato o l’avvenuta evasione, per le perquisizioni in parola il presupposto è costituito dall’esistenza di un’operazione di polizia finalizzata alla prevenzione e alla repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché dall’esistenza di motivi di particolare necessità ed urgenza tali da non consentire di richiedere l’autorizzazione telefonica del magistrato competente. Solo la sussistenza contestuale di entrambi i presupposti indicati rende legittima questa tipologia di perquisizione. Continua sul prossimo numero… a cura dello Studio Legale Lorenzo Simonetti Via della Giuliana 91 – 00195 Roma Tel/Fax. 06/99929659

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EXTRA

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I migliori articoli di Enjoint ---------------------------> PERCHE’ LA CANAPA E’ STATA PROIBITA L’importanza della pianta, gli interessi commerciali, la proibizione…

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OSSESSIONE SPORT

CANAPA MEDICA

CANNABIS EFFICACE NELL’EPILESSIA SECONDO DUE CASI CLINICI

Due pazienti con epilessia sono stati in grado di controllare i loro attacchi con l’uso di cannabis. Lo hanno riportato nella rivista Epilepsy & Behavior gli scienziati del Epilepsy Center presso il Department of Neurology della University of California a San Francisco, USA. Entrambi hanno interrotto l’uso di cannabis al momento del ricovero all’unità di monitoraggio dell’epilessia del Dipartimento ed hanno sviluppato un drammatico aumento della frequenza delle crisi documentato da telemetria video-EEG. Con questa tecnica i pazienti possono essere continuamente monitorati e registrati con una videocamera e un EEG (elettroencefalogramma)... www.enjoint.info/?p=7800

CANNABIS WORLD

UMBERTO VERONESI DICE SI ALLA CANNABIS

Umberto Veronesi, medico e oncologo noto in tutto il mondo, direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia, si schiera pubblicamente a favore della liberalizzazione della cannabis. Il 20 novembre 2012, su Rai Tre, nella trasmissione condotta da Fabio Volo, si è trattato a lungo l’argomento canapa, con vari interventi, tra cui appunto quello del noto oncologo... www.enjoint.info/?p=7683

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Ore e ore trascorse in palestra, in piscina o a fare jogging. Se praticare attività fisica fa bene per mantenersi in salute e i medici la consigliano caldamente, esagerare può essere poco salutare o addirittura deleterio. Il rischio, insomma, è che lo sport si trasformi in una sorta di ossessione. È la cosiddetta exercise addiction, ossia la fissazione “patologica” per lo sport. Che colpisce in primo luogo le celebrità, ma non solo. Ne abbiamo discusso con il Professor Alessandro Sartorio, Primario della Divisione di Auxologia & Malattie Metaboliche dell’Istituto Auxologico Italiano, IRCCS, di Milano che di questo argomento ha parlato nel recente congresso della Società Europea di Neuroendocrinologia di Vienna... www.enjoint.info/?p=7709

IL FORUM DI ENJOINT CRESCE: MANCHI SOLO TU! 13.000 utenti iscritti e oltre 200.000 messaggi inseriti. Dal 2004, Enjoint.com è il portale di contro-informazione, antiproibizionismo e community italiana dedicata alla pace, all’amore e alla legalizzazione. Sito e forum posizionati su server estero (olandese): per la nostra libertà, per la tua sicurezza. Ogni mese su Enjoint viene eletto l’UTENTE DEL MESE ovvero quello che ha aperto i migliori topic, inserito i migliori post e che in generale ha contribuito maggiormente alla crescita della community. Vince l’abbonamento a Dolce Vita per 1 anno. Partecipa al forum... il prossimo utente del mese potresti essere tu!

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ANIMALS

VITE

8,5 MILIONI DI VEGETARIANI IL 15% DEGLI ITALIANI

Recentemente l’ADOC (Associazione per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori), sotto la persona di Lamberto Santini, che ne è il presidente, ha svelato le sue stime su allergici e vegetariani. L’intervista a Santini dei primi di agosto, riportata da UIL (che ha lanciato il comunicato stampa, dato che il presidente dell’ADOC è anche il segretario confederale dell’UIL) e da ANSA, ha portato alla luce nuovi dati, che smentiscono le stime di Eurispes, d’altronde già contestate in passato. In essa, infatti, afferma: “Ad oggi il 15% della popolazione ha scelto di essere vegetariana o vegana, una percentuale in crescita del 3% l’anno”. In aumento anche il numero dei vegani: “La maggioranza, 8,5 milioni, sono vegetariani, mentre circa 750 mila sono vegani, questi ultimi a differenza dei primi hanno eliminato dal proprio menu qualsiasi alimento di derivazione animale e non solo carne e pesce”. Purtroppo, ci fa notare, pur essendo “un numero sempre maggiore”, “anche in questo caso c’è poca attenzione da parte dei ristoratori. Solo il 5% dei locali indica tutti i componenti e l’origine delle pietanze, rendendo difficile la scelta a chi ha scelto di non mangiare prodotti di origine animale”. Questo dato ci sia di spinta per non mollare mai e diffondere, coscienti dell’aumento costante dell’alimentazione vegetariana, sempre in maniera educata e composta (la forma vale più di mille parole!) le informazioni sulle condizioni degli animali in allevamenti e macelli e riguardanti gli effetti dei prodotti animali sulla salute umana. In collaborazione con Alberto Go Veg

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10 RIMEDI NATURALI PER DISINTOSSICARE L’ORGANISMO Ogni tanto è bene dedicarsi ad un periodo di disintossicazione e depurazione dell’organismo, con particolare riferimento all’alimentazione e al benessere dell’apparato digerente. In merito esistono diverse scuole di pensiero, metodi e rimedi naturali adattabili a seconda delle proprie necessità e basati prevalentemente sul consumo di pasti leggeri a base vegetale e di bevande dagli effetti benefici. Vi presentiamo brevemente alcuni dei rimedi più utilizzati e diffusi, che potrete approfondire con il vostro medico ed a seconda delle vostre necessità. 1. Per il fegato Per favorire il funzionamento e la depurazione del fegato bisognerebbe arricchire la propria alimentazione con erbe amare e selvatiche come il tarassaco. Altri alimenti indicati sono carote, sedano, barbabietole e rosmarino. Tra le spezie si consigliano curcuma, cumino e curry. Per quanto riguarda le bevande, si sconsiglia l’assunzione di latte, caffè e bibite gassate, da sostituire con acqua naturale e succo di mela senza conservanti e zuccheri aggiunti. 2. Per l’intestino Tra le sostanze considerate in grado di aiutare l’intestino nell’eliminazione di scorie ed eventuali batteri nocivi vi sono aceto di mele, succo d’aloe vera e fermenti probiotici. I chiodi di garofano ed alcune erbe medicinali come l’artemisia assenzio sono ritenute in grado di creare a livello intestinale un ambiente ostile nei confronti dei batteri nocivi. E’ possibile inoltre rivolgersi a centri specializzati nella pulizia del colon tramite idroterapia. 3. Dieta semi-liquida Una dieta semi-liquida opportunamente eseguita con l’intento di purificare il proprio organismo sotto controllo medico potrebbe comprendere l’assunzione di succhi e centrifugati di frutta e verdura fresca, zuppe e passati di verdura, frullati, olio di semi di lino, semi di sesamo, semi di zucca e acqua naturale. 4. Metalli pesanti Nel caso si abbia la necessità di disintossicarsi da un eccessivo accumulo di metalli pesanti nell’organismo, tra cui alluminio, mercurio, cadmio e piombo, un importante aiuto potrebbe derivare da scelte alimentari basate sulla selezione di frutta, verdura e cereali di provenienza biologica e biodinamica, che non siano quindi stati trattati con pesticidi. Si consiglia solitamente di evitare il più possibile alimenti di provenienza industriale, con particolare riferimento agli alimenti ed alle bevande confezionate in contenitori metallici.

7. Detox Ayurvedico La medicina tradizionale indiana, detta Ayurveda, suggerisce di seguire periodicamente una mono-dieta a base di kitchree, un piatto unico composto da fagioli mung, riso basmati, cipolle, aglio, zenzero e curcuma. Il kitchree è considerato una pietanza perfettamente equilibrata ed in grado di aiutare l’organismo nei propri processi depurativi. 8. Candida In caso di candida si sconsiglia generalmente di seguire una dieta che escluda il più possibile alimenti contenenti lievito ed altri cibi considerati in grado di favorirne la proliferazione come farine raffinate, zuccheri, succhi di frutta, alcolici, frutta secca, funghi, formaggi, yogurt, aceto e salsa di soia. 9. Spezie Esistono alcune spezie ed erbe aromatiche ritenute in grado di favorire i processi di depurazione dell’organismo. Possono essere assunte quotidianamente in piccole quantità, salvo particolari controindicazioni. Tra di esse troviamo: origano, cannella, cumino, zenzero, finocchio, pepe nero, prezzemolo, rosmarino e curcuma. 10. Master Cleanse Si tratta di un programma dettagliato di digiuno, diffuso prevalentemente negli Stati Uniti, basato sull’assunzione di succhi di frutta e di verdura, spremute di agrumi e limonate con aggiunta di sciroppo d’acero e pepe di cayenna. I giorni di digiuno sono variabili a seconda delle necessità. All’inizio ed alla fine del programma si attuano solitamente delle fasi di transizione. Una volta concluso il digiuno, si reintegrano gli alimenti solidi tramite pasti leggeri. In questo caso si sconsiglia vivamente il fai-da-te. Marta Albè www.greenme.it

5. Solo crudo Tra i vari rimedi per la purificazione dell’organismo vi è quello di assumere esclusivamente alimenti vegetali crudi per un breve periodo, in modo da favorire l’attività dell’apparato digerente. Essi possono comprendere frutta e verdura fresca, germogli, frutta secca e semi oleaginosi. 6. Digiuno breve Si tratta di un programma di digiuno basato sull’assunzione esclusiva di succhi e centrifugati di frutta o di verdura, la cui durata può variare da uno a tre giorni. E’ possibile affrontare periodi di digiuno di durata maggiore, in base alle proprie necessità e sempre sotto controllo specialistico. Tra gli alimenti consigliati per la preparazione delle bevande vi possono essere: mele, carote, spinaci, pere, cavoli, zenzero e verdure a foglia verde.

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TIPS & TRICKS

GIARDINAGGIO

COLTIVARE IN TERRA È PIÙ FACILE? Ovviamente non c’è niente di sbagliato nella coltivazione in terra, ma se cerchiamo un metodo che lavori per noi, soprattutto se coltiviamo in un ambiente chiuso, forse non è il più indicato. I problemi associati al terriccio sono stati a lungo sviscerati nel tentativo vano di trovarne una soluzione, e si possono riassumere nell’intento di fornire nutrienti e ossigeno e al contempo un continuo approvvigionamento idrico: purtroppo sebbene ci siano stati grossi progressi nel campo, resta il fatto che massimizzando alcune caratteristiche altre vadano automaticamente diminuendo, impedendo così al terriccio di diventare un medium valido al 100%. La coltivazione in terreno di fatto rende al meglio se a gestirla è un esperto, poiché la valutazione del corretto apporto di acqua e fertilizzanti va fatta giornalmente: commettere un errore è frequente, ed è difficile porvi rimedio. E’ quindi probabile che chi si accosta per la prima volta alla coltivazione possa trovarsi scoraggiato dai primi deludenti risultati e dalla quantità di errori che si trova a commettere. Gli orticoltori professionisti hanno cercato a lungo un metodo che rendesse il loro lavoro più semplice, individuando infine due metodi possibili: il primo prevedeva di dotarsi di complesse e costose apparecchiature, decisamente fuori portata per principianti e amatori, che si occupano di monitorare costantemente i valori del compost, delle piante e dell’aria. Il secondo metodo prevede il ricorso all’idroponica, ed è virtualmente la scelta migliore. L’idroponica suscita parecchie curiosità, vediamo di seguito alcune tra le domande più comuni, come ad esempio: Perché le piante crescono così bene nell’acqua quando un’annaffiatura eccessiva in terra rischia di ucciderle? La risposta risulta lampante osservando un idrosistema in funzione: si può chiaramente osservare che non tutte le radici sono immerse, anzi, quelle secondarie, coperte di SETOLE RADICALI, sono quasi tutte esposte all’aria. Considerando che questi piccoli “peli” si occupano principalmente di raccogliere l’ossigeno necessario alla pianta, si può notare che in un’unità di idrocoltura ben progettata le radici non rimangono mai

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private dell’aria, come può invece accadere nel terriccio in seguito ad un’innaffiatura troppo abbondante o ad un’eccessiva compressione del terreno stesso. E riguardo alla necessità di cui parlavamo prima, cioè somministrare adeguatamente e in maniera bilanciata acqua e nutrienti? Gli scienziati hanno individuato da molto tempo gli elementi inorganici necessari ad un ottimale sviluppo e ad un buon raccolto: è bastato renderli completamente solubili per produrre ottimi fertilizzanti, semplicissimi da utilizzare. Basterà controllare sull’etichetta la quantità di nutrimento necessaria e aggiungerla direttamente dalla bottiglia (o meglio, dal misurino) nel vostro serbatoio. E se qualche elemento mancasse alla pianta, rovinerei tutto il lavoro? Questa circostanza è assai improbabile: i fertilizzanti specifici riportano in etichetta una chiara tabella delle dosi da somministrare, non si tratta di procedere per tentativi. In ogni caso, si tratta di nutrimenti concepiti in maniera “abbondante”, dove sono presenti più elementi di quanto sia strettamente necessario per la sopravvivenza della pianta, in modo che anche in caso di particolari esigenze di uno specifico elemento sia difficile sviluppare una deficienza. Come mai le piante si sviluppano tanto bene in idroponica con nutrienti inorganici quando “naturalmente”, nella terra, si nutrono organicamente? In natura le piante assorbono sì il nutrimento in forma organica, ma prima di assimilarlo devono trasformarlo in materia inorganica. Ecco perché somministrando fertilizzanti in forma inorganica risparmiamo di fatto un processo che costerebbe energie alla pianta, che si trova a dovere soltanto assorbire il nutrimento nella forma che le è più congegnale. Queste energie possono essere impiegate nello sviluppo e nella crescita, e possiamo osservare l’incidenza di tale differente impiego delle risorse paragonando piante della stessa età cresciute nei due differenti metodi, terreno e idroponica. a cura di Francois Le Jardinier Gennaio - Febbraio 2013 | DOLCE VITA


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SHANTIBABA’S BAG OF DREAMS

CANNABIS

COLORADO E WASHINGTON LEGALIZZANO LA MARIJUANA Se state leggendo questo articolo, allora vuol dire che il mondo è nei confronti delle persone in possesso di cannabis. Nel giro di pochi anni è sopravvissuto ad un’altra delle predizioni dei Maya! Quindi non posso fare prevedibile che il Maine e Iowa seguiranno CO e WS, e successivamente, 12 Stati (o più) faranno altrettanto! altro che augurarvi un 2013 pieno di successi. Durante le elezioni presidenziali americane, è stato scritto un pezzo di Sia in Colorado che nello stato di Washington uno degli obiettivi della storia. Aveva poco a che fare con i candidati o partiti politici, infatti non legalizzazione era di aumentare le entrate fiscali provenienti dal settore sono i democratici, i repubblicani o gli indecisi a interessarmi. Quest’evento (in crescita) della cannabis, nonché quello di disciplinare l’utilizzo per gli adulti di età superiore ai 21 anni. Lo stato di Washington ha inoltre si è infranto su tutto il mondo, come le onde di uno tsunami. Nessuno aveva mai legalizzato la Marijuana nella storia del Mondo! aggiunto l’obbligo di una licenza emessa dal “State Liquor Control Board” Negli Stati di Colorado (CO) e Washington State (WS) coloro che sulla produzione e sulla vendita. hanno compiuto il 21esimo anno di età potranno comprare e fare L’iniziativa I-502 vieta la vendita ai minori di 21 anni e aggiunge una tassa del uso legalmente di cannabis per uso ricreativo, senza infrangere le leggi 25% sulle vendite all’ingrosso e al dettaglio. Tali imposte saranno utilizzate Statali. Ma le leggi Federali impediscono ancora l’uso di Cannabis sia per finanziare prevenzione, educazione, scuole e assicurazione sanitaria. per scopo medico sia per scopo ricreativo. Un problema simile si è È stato inoltre aggiunto un limite di legge sui livelli di THC nel sangue alla verificato anche in Oregon. In Massachusetts, invece, gli elettori hanno guida così come quello per l’alcol. E in ogni caso, la coltivazione per uso approvato la regolamentazione legale per fini medici, così ora sono 17 gli personale e non medico, resta vietata. L’iniziativa I-502 ha guadagnato il 55% del sostegno dei cittadini Stati che accettano la Marijuana per durante le elezioni. scopi medici. Un sondaggio ha rilevato che il 50% L’emendamento n°64 in Colorado, L’Arkansas ha respinto l’uso medico consente la coltivazione sia a uso della marijuana e il Montana ha degli americani sono a favore della personale sia a fini di vendita. Le inasprito le regole, ma continua a legalizzazione della cannabis a differenza tasse per la vendita saranno del 15% consentirne l’uso ai pazienti malati. Un sondaggio ha rilevato che il del 1969 quando solo il 12% era a favore! e saranno gestite dal Dipartimento delle Entrate (Stato) e lo stesso per 50% degli americani sono a favore La marijuana medica sta ottenendo le licenze. della legalizzazione della cannabis a differenza del 1969 quando solo sempre maggiore successo, nonostante le Le stime sono di molti milioni per le imposte dirette il 12% era a favore! La marijuana polemiche sul modo in cui gli utenti che all’anno ricavate dalla vendita di cannabis medica sta ottenendo sempre e queste cifre sono previste dal maggiore successo, nonostante le ne fanno uso per scopi ricreativi Dipartimento delle Entrate. polemiche sul modo in cui gli utenti si fanno passare per utenti “malati”. L’emendamento n°64 ha guadagnato che ne fanno uso per scopi ricreativi il 53% del sostegno degli elettori. si fanno passare per utenti “malati”. Con questa votazione, il popolo ha dato un segnale chiaro. Il profumo di L’amministrazione Obama, secondo l’Huffington Post, ha autorizzato 170 cambiamento è nell’aria e lo testimoniano questi voti storici. Il messaggio raid in dispensari medici rilasciando 61 rinvii a giudizio federali. È quindi che il Colorado e Washington hanno voluto far passare è che arrestare chiaro, che il diritto federale e lo Stato non sono ben allineati su questo 835.000 persone all’anno per reati di marijuana è uno spreco di risorse tema per il momento. Permane, quindi una disparità nel sistema legale e una violazione ridicola della libertà personale. I pubblici ministeri di statunitense tra Stato e governo federale. entrambi gli Stati hanno annunciato che sono immediatamente calati i casi Non c’è stata alcuna ricerca scientifica che abbia dimostrato legami diretti

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CANNABIS

tra la quantità di denaro speso dai governi per l’applicazione della legge come CO e WS hanno dimostrato negli Stati Uniti. sulla droga, e i tassi di consumo di droghe. Gli Stati Uniti spendono più Da un punto di vista personale ho partecipato attivamente alla lotta per la degli altri stati per la guerra alla droga e hanno uno dei tassi più elevati di legalizzazione della Cannabis per tutta la mia vita. E’ una pianta di Madre Natura, e solo a causa dei profitti e della concorrenza, è stata mantenuta consumo! nell’ombra per quasi 80 anni. È una delle piante più utilizzate nella storia Rimane allora ancora poco chiaro se la Marijuana sia legale o meno. Gli studi condotti in Olanda, paese che per il momento si avvicina di più alla del mondo e che presenta la più ricca documentazione sui suoi differenti piena legalizzazione della cannabis, e in Portogallo, che ha depenalizzato utilizzi: come fibra, come coltura da seme e come medicina. il possesso di tutti i farmaci, non mostrano, fino ad ora, effetti negativi sul Alla fine, la logica deve quindi prevalere e se ne potrà ricavare un profitto migliore solo se si potrà beneficiare di tutti i suoi utilizzi! Prendere tasso di dipendenza o abuso da parte dei giovani. L’amministrazione Obama sa benissimo che la maggior parte delle persone decisioni sensate è un’eredità per i nostri figli, così potremmo essere parte della creazione di un futuro detenute per cause legate alla migliore per loro. marijuana, appartiene alle minoranze L’effetto domino rappresenta un razziali. Gli Stati Uniti rappresentano Non c’è stata alcuna ricerca scientifica grande impulso e sta avanzando circa il 5% della popolazione e circa abbastanza velocemente. Mi fa il 25% di detenuti al mondo! Quasi che abbia dimostrato legami diretti sentire molto positivo ciò che 500.000 prigionieri sono in carcere tra la quantità di denaro speso ho letto ultimamente a favore per reati di droga e ognuno costa allo Stato fino a 60.000 dollari dai governi per l’applicazione della legge della legalizzazione della cannabis. Nonostante le disparità tra lo Stato l’anno, rendendo questo progetto uno dei più assurdi e costosi a sulla droga, e i tassi di consumo di droghe. e le leggi federali, l’argomento acquista terreno e si afferma come livello mondiale. Gli Stati Uniti spendono più degli altri una roccia che rotola lungo gli Stati Sembra, però, che un po’ stati per la guerra alla droga e hanno Uniti. dappertutto le tendenze si stiano uno dei tassi più elevati di consumo! Vorrei ringraziare tutti coloro che adeguando e ci siano i presupposti hanno votato per fare parte di per uno slancio. In primo luogo, questo evento storico in Colorado ci si rende conto che la guerra alle e a Washington! Ringrazio anche droghe ha fallito negli ultimi 50 anni e, in secondo luogo, si comincia a comprendere che il passaggio verso la tutti i malati che si rivolgono alla cannabis per curarsi e tutti gli adulti consenzienti che non fanno male nessuno e che sono vittime di crimini legalizzazione è l’unica vera soluzione pratica. Alcuni paesi del Sud America come Uruguay, Cile, Argentina e Brasile si ingiusti. Ringrazio ancora una volta CO e WS che stanno spianando la stanno rapidamente avvicinando alla depenalizzazione e legalizzazione strada al buon senso! della cannabis. a cura di SHANTIBABA Le ricerche mediche stanno avanzando in posti come Israele, Repubblica breeder della Mr Nice Seedbank tra i massimi Ceca e Spagna per non parlare dei gruppi di riflessione e dei comitati che esperti mondiali di genetiche e semi di cannabis. Padre si stanno sviluppando in Australia, Nuova Zelanda, Canada e Regno Unito. di alcuni degli strain più famosi al mondo tra cui Le ricerche hanno come obiettivo valutare l’uso medico e l’utilizzazione di “White Widow” e “Super Silver Haze” cannabis come medicina. Il mondo è in movimento su questo tema così

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PROMO

CANNABIS

NorthernLightsAuto

CANNABIS IN BALKAN Da qualche parte molto lontano nella terra dei Balcani c’è una valle piena di piante Vision Seed. Siamo stati invitati dai nostri amici a dare un’occhiata al loro campo rigoglioso. Sono coltivatori esperti che sanno esattamente quello fanno e con i nostri semi i risultati sono stati sorprendenti. In questo bellissimo ambiente la temperatura può arrivare fino a 30 gradi Celsius al mattino, ideale per la coltivazione di cannabis. Dopo un’abbondante colazione con tre raki fatti in casa, siamo partiti per visitare la Valle di Vision Seed. Ignari di ciò che ci aspettava una volta arrivati siamo rimasti inevitabilmente senza fiato. Davanti a noi si trovava una valle a perdita d’occhio di sane e bellissime piante in piena fioritura. Cresciute e nutrite con amore e cura le piante hanno dato dei risultati sorprendenti: il sapore e l’odore erano davvero succulenti e deliziosi. Non potevamo credere ai nostri occhi! Siamo rimasti piuttosto sorpresi dal successo dei nostri semi in questa zona, in quanto qui il terreno è costituito principalmente da rocce dure e arenaria. Questo tipo di terreno non contiene molti nutrienti naturali ed è quindi necessario aggiungerne di ulteriori, infatti, ogni giorno le piante vengono innaffiate da grandi camion, un lavoro difficile e molto laborioso ma alla fine ne vale la pena. Come si può vedere nelle immagini i nostri semi di alta qualità sono diventati delle grandi, belle e forti piante! Le piante nelle immagini sono: Super Skunk,
White Widow e
Northern Lights Autofiorente (ovviamente tutte le pistole nelle foto sono finte!). Ezra

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SuperSkunk ATTENZIONE: LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO NON INTENDONO IN ALCUN MODO ISTIGARE INDURRE OD ESORTARE L’ATTUAZIONE DI CONDOTTE VIETATE DALLA LEGGE VIGENTE. RICORDIAMO AI LETTORI CHE IL POSSESSO E LA COLTIVAZIONE DI CANNABIS AD ALTO CONTENUTO DI THC SONO VIETATE, SALVO SPECIFICA AUTORIZZAZIONE. E’CONSENTITA LA COLTIVAZIONE DI ALCUNE VARIETA’ DI CANNABIS SATIVA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 1251/1999 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. LE INFORMAZIONI CONTENUTE SONO DA INTENDERSI ESCLUSIVAMENTE AI FINI DI UNA PIU’ COMPLETA CULTURA GENERALE. L’AUTORE E LA REDAZIONE NON SI ASSUMONO NESSUNA RESPONSABILITA’ PER UN USO IMPROPRIO E ILLEGALE DELLE INFORMAZIONI. Gennaio - Febbraio 2013 | DOLCE VITA


GROW REPORT

IL GIARDINO SEGRETO Il mio Giardino segreto è una vecchia cisterna d’acqua, in pietra e circolare. Diametro approssimativo 6m e profonda 2m. Il fondo è argillosissimo, come quello che d’estate diventa una pietra e si spacca in superficie, probabilmente il terreno peggiore per le nostre piante. Durante lo scorso inverno e la primavera, ho rivoltato 40cm di terra, gettandoci in mezzo qualche sacco di terriccio pessimo che altrimenti avrei dovuto buttare e un po’ di foglie del giardino. Prima della semina, ho scavato buche di circa 40x40cm. Sul fondo ho mischiato 2 manciate di stallatico alla terra argillosa presente e le ho riempite con del buon terriccio tedesco. Semino, a fine aprile, gli autoprodotti Jack HererxS.A.D.. Interro anche qualche seme automatico autoprodotto Low2xWitheDwarfxMaxiGOM. Dal mio incrocio, maschio JH e femmina SAD, escono 4 fenotipi che rendono il raccolto vario anche come effetti. Ci sono SAD da 110cm, stessa altezza dell’indoor, SAD da 2m, misto pieno SADxJH e JH pure, di quasi 3m. La semina avviene in vasetti neri da vivaio, senza tenere prima i semi in ammollo, non mi serve sollecitare l’emergenza, li interro alla profondità di 1cm. Vero che tutti dicono 0,5cm, ma interrandoli meglio evito che escano con ancora il seme attaccato ai cotiledoni. Il mio modo di fertilizzazione richiama l’idrocultura, visto che lo faccio ad ogni annaffiata. Il modo è semplice, divido il quantitativo comprendendo i giorni a sola acqua. Nel caso concimassi per dare poi 2 volte sola acqua, divido la dose di concime per 3 e la do SEMPRE. I semi sono germinati tutti meno uno, la pecora nera non manca mai. Li conservo in frigorifero, anche se si possono mettere nel congelatore per farli durare decenni. Qualche automatica l’ho piantata tanto per non lasciare i semi inutilizzati. Questa è un’automatica dello scorso anno. Solitamente, annaffio con 20l di acqua concimata ogni 2gg, in media. Fertilizzo SEMPRE dall’inizio della coltivazione. Credo di avere occhio per le richieste delle piante e durante il periodo di grande caldo ventilato, le annaffio in modo continuativo. Tanto per controllare se il famoso chiodo che sviluppa i tricomi funziona oppure no, ho seviziato una SAD. Ho osservato per 15gg, con estrema cura e fotografato giornalmente la cima e l’intera pianta. Il tronco è sempre diventato marrone, ma i tricomi sono ridotti alle foglioline minuscole, la differenza negativa è evidente. Ho cercato con cura tra le cime compatte delle SAD per controllare bene la presenza di bruchi, fastidiosi di per se, visto che mangiano l’interno della cima, ma pericolosissimi se si lasciano fare, è quasi certa l’arrivo della muffa e la Botrite, non perdona. In questo periodo

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CANNABIS i bruchi sono il pericolo peggiore, basta trascurare e riducono la cima ad una pappa immonda dove la muffa è padrona. Al limite preferisco rompere qualche tricoma, ma ispeziono molto bene. In totale ne ho scoperti una decina. Ho controllato i tricomi con il microscopio che arriva a 100 ingrandimenti, cinese, quindi un po’ di giallo sullo sfondo si vede. Sono in gran parte lattescenti e qualcuno è ambrato, a mio parere, raccogliendo ora avrei un effetto fisico notevole, inoltre il THC non si è ancora degradato e la botta mentale è forte. Per essiccare le cime, taglio i rami interi e li appendo a uno stendino per biancheria, lo trovo il modo più comodo. C’è molta umidità e talvolta devo usare il deumidificatore, faccio in modo che rimanga ben sotto il 70%. Sicuramente la fertilizzazione continua ha migliorato la bellezza e la resa delle piante. Nessuna carenza né eccessi, che per altro non mi sono mai capitati. Non mi sono mai pentito di aspettare a concimare finché la pianta non lo chieda. La teoria della fertilizzazione continua è buona, credo che sia meglio dare sempre il necessario, invece di abbuffare la pianta e poi lavarla con sola acqua. Ho ancora le dita appiccicose, dopo averle lavate tre volte, profumate di timo, spezie e limone, dolce ma non troppo. Merito della prima SADxJH veramente incrocio e non SAD o Jack Herer. 220cm di una pianta che mi dispiaceva tagliare, per come era bella. Ho appeso 31 rami allo stendino e devo dire che questo è un incrocio molto produttivo, con cime pesanti e dure come pietre. Lo selezionerò sicuramente, vale la pena. Ho aspettato il punto giusto di essiccazione e ho inserito le cime nei barattoli di vetro, che ho aperto approfittando di una giornata con bassa umidità, tipo il 60% e richiuso dopo qualche ora. Assaggio proprio ora una bella cima di Jack HerexS.A.D. Con la luce, la cima appare brillante di tricomi, è asciutta come dovrebbe, cioè non si sbriciola (sarebbe troppo secca e rimarrebbe aspra in gola) e non è bagnata (sarebbe difficile da fumare). L’odore è stupendo, sembra la base dalla quale si ottengono i profumi da uomo, un misto di muschio, gelsomino e pera. Non è possibile usare il grinder, quindi uso le forbici per sminuzzare. Il fumo pizzica sulla lingua, ma lascia la gola fresca. Al gusto, sento un lieve sapore di menta e mirtilli, con uno speziato piacevole. Appena finito sono rimasto a guardare lo schermo senza pensare a nulla, l’effetto fisico è evidente, poi però le idee acquistano brillantezza e rimane il desiderio di fare qualcosa, a mio parere è lo sposalizio giusto tra indica e sativa. Indoored ATTENZIONE: LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO NON INTENDONO IN ALCUN MODO ISTIGARE INDURRE OD ESORTARE L’ATTUAZIONE DI CONDOTTE VIETATE DALLA LEGGE VIGENTE. RICORDIAMO AI LETTORI CHE IL POSSESSO E LA COLTIVAZIONE DI CANNA BIS AD ALTO CONTENUTO DI THC SONO VIETATE, SALVO SPECIFICA AUTORIZZAZIONE. E’CONSENTITA LA COLTIVAZIONE DI ALCUNE VARIETA’ DI CANNABIS SATIVA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 1251/1999 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. LE INFORMAZIONI CONTENUTE SONO DA INTENDERSI ESCLUSIVAMENTE AI FINI DI UNA PIU’ COMPLETA CULTURA GENERALE. L’AUTORE E LA REDAZIONE NON SI ASSUMONO NESSUNA RESPONSABILITA’ PER UN USO IMPROPRIO E ILLEGALE DELLE INFORMAZIONI. DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

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GROW

CANNABIS

THE CANNABIS DOCTOR Buona giornata, Doc Roll, cosa stai facendo? Ciao, sto un pochino maltrattando queste cime per guardare bene fino al fusto, ma non è semplice, vista la loro pesantezza. Ecco, ne ho trovato uno. E’ un verme verde. No, è la larva di una farfalla notturna, ce ne sono di diversi tipi, ma sono tutte voraci. Non è tanto per il quantitativo che mangiano, ma le loro feci formano una pappa ideale per le muffe. Come la Botrite? Proprio così. In campagna ci sono sempre residui e piante stente all’ombra e all’umidità, che fanno da serbatoio di spore. In pratica, le nostre piante sono continuamente sotto attacco. Brutto affare, come le salviamo? Devo purtroppo dire che molte delle qualità che usiamo sono molto valide in indoor, ma soffrono la coltivazione all’aperto. Per i neofiti, sarebbe meglio andare sul forum di Enjoint e controllare i post di fine coltivazione. Vedrai molte qualità pregiate duramente colpite. E allora? La Botrite e le altre muffe, per svilupparsi hanno bisogno di temperature fresche e di un’umidità attorno al 70%, quindi, in outdoor, i problemi saranno ad inizio e a fine cultura, in pratica i mesi di aprile-maggio e settembre-ottobre. Nel primo periodo di accrescimento delle piantine, può colpire qualcuna delle più deboli, ma in vero pericolo sono le grosse cime a partire dal mese di settembre. A causa degli insetti… Se potessero essiccare, le feci sarebbero solo un piccolo problema, dobbiamo fare molta attenzione ai periodi umidi e piovosi. L’acqua lava la resina? No, i tricomi non si diluiscono nell’acqua, ma è proprio quella che rimane tra le grosse cime che rende le nostre piante così sensibili. Il consiglio per chi se ne intende poco o ha le piante in guerrilla, tagliatele appena iniziate a vedere qualche pelo arrossato, non avrete il massimo, ma almeno fumerete. La muffa è altamente tossica, se fumata. Fai molta attenzione, quando ti capita, taglia 3cm sopra e sotto il punto attaccato e butta. Potrei avere parecchie cime attaccate, devo buttare tutto? Ho detto di gettare via nel senso che non va assolutamente fumata, ma è possibile fare un buon ICE, con quelle cime. Il trattamento con il ghiaccio? Si, basta tenere la temperatura bassissima e otterrai un grande fumo, poco profumato ma tremendo. Ti ringrazio, Doc Roll. Sempre disponibile, buone fumate e a presto.

a cura di Indoored

ATTENZIONE: LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO NON INTENDONO IN ALCUN MODO ISTIGARE INDURRE OD ESORTARE L’ATTUAZIONE DI CONDOTTE VIETATE DALLA LEGGE VIGENTE. RICORDIAMO AI LETTORI CHE IL POSSESSO E LA COLTIVAZIONE DI CANNA BIS AD ALTO CONTENUTO DI THC SONO VIETATE, SALVO SPECIFICA AUTORIZZAZIONE. E’CONSENTITA LA COLTIVAZIONE DI ALCUNE VARIETA’ DI CANNABIS SATIVA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 1251/1999 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. LE INFORMAZIONI CONTENUTE SONO DA INTENDERSI ESCLUSIVAMENTE AI FINI DI UNA PIU’ COMPLETA CULTURA GENERALE. L’AUTORE E LA REDAZIONE NON SI ASSUMONO NESSUNA RESPONSABILITA’ PER UN USO IMPROPRIO E ILLEGALE DELLE INFORMAZIONI.

HAI DOMANDE DA SOTTOPORRE AL NOSTRO “CANNABIS DOCTOR”?

Inviacele tramite mail a info@dolcevitaonline.it Saranno inoltrate al Dottore che risponderà direttamente sulle pagine di Dolce Vita.

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Attenzione: i semi di canapa sono esclusi dalla nozione legale di Cannabis, ciò signiďŹ ca che essi non sono da considerarsi sostanza stupefacente. L.412 del 1974, art.1; comma 1,lett.B, convenzione unica sugli stepefacenti di New York del 1961 e tabella del decreto ministeriale 27/7/1992. In Italia la coltivazione di Canapa è vietata (artr.28 e 73 del dpr 309/90) se non si è in possesso di apposita autorizzazione (art.17 dpr 309/90)


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CANNABIS

BUDDHA CHEESE (FIORITURA) PARTE SECONDA

ATTENZIONE: LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO NON INTENDONO IN ALCUN MODO ISTIGARE INDURRE OD ESORTARE L’ATTUAZIONE DI CONDOTTE VIETATE DALLA LEGGE VIGENTE. RICORDIAMO AI LETTORI CHE IL POSSESSO E LA COLTIVAZIONE DI CANNA BIS AD ALTO CONTENUTO DI THC SONO VIETATE, SALVO SPECIFICA AUTORIZZAZIONE. E’CONSENTITA LA COLTIVAZIONE DI ALCUNE VARIETA’ DI CANNABIS SATIVA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 1251/1999 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. LE INFORMAZIONI CONTENUTE SONO DA INTENDERSI ESCLUSIVAMENTE AI FINI DI UNA PIU’ COMPLETA CULTURA GENERALE. L’AUTORE E LA REDAZIONE NON SI ASSUMONO NESSUNA RESPONSABILITA’ PER UN USO IMPROPRIO E ILLEGALE DELLE INFORMAZIONI.

Filimagno aka Porcino di Bosco

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GIORNO 1 VEGETATIVA 3 VEGETATIVA 5 VEGETATIVA 7 VEGETATIVA 9 VEGETATIVA 1 FIORITURA 4 FIORITURA 8 FIORITURA 12 FIORITURA 15 FIORITURA 19 FIORITURA 22 FIORITURA 25 FIORITURA 28 FIORITURA 31 FIORITURA 34 FIORITURA 37 FIORITURA 40 FIORITURA 43 FIORITURA 45 FIORITURA 48 FIORITURA 51 FIORITURA 54 FIORITURA

FERTILIZZAZIONE 0,5 ml/L Attivatore + Micosat 1g/L Niente Niente Niente 0,5 ml/L Attivatore + 0,5 ml/L Crescita 0,5 ml/L Biomagno Crescita 0,5 ml/L Attivatore + Micosat 1g/L 1ml/L Fioritura + 1ml/L stimolatore Fio 1ml/L Fioritura + 1ml/L Attivatore 1ml/L Fioritura + 1ml/L Attivatore 1ml/L Fioritura + 1ml/L Attivatore 1ml/L Fioritura + 1ml/L Attivatore 1ml/L Fioritura + 1ml/L Attivatore 1ml/L Fioritura + 1ml/L Attivatore 1ml/L Fioritura + 1ml/L stimolatore Fio 1,5ml/L Fioritura 1,5ml/L Fioritura 1,5ml/L Fioritura 1ml/L Fioritura Niente Niente Niente Raccolto (di solito annaffio il giorno prima)

ACQUA 40L x 2 40L x 2 50L x 2 60L x 2 80L x 2 100L x2 100L x2 100L x2 100L x2 100L x2 100L x2 100L x2 100L x2 100L x2 100L x2 100L x2 100L x2 100L x2 90L x 2 90L x 2 90L x 2 90L x 2 90L x 2

NOTE irrigazione doccia irrigazione doccia irrigazione doccia irrigazione doccia irrigazione doccia irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo irrigazione a scolo

8 gg fioritura (confronto sx e dx)

12 gg fioritura (settore dx)

32 gg fioritura (macro fiore)

32 gg fioritura (settore dx)

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360° THE EMPEROR WEARS NO CLOTHES Jack Herer

THE EMPEROR WEARS NO CLOTHES CAPITOLO UNDICI

PARTE PRIMA

LA GUERRA (PER LA CANAPA) DEL 1812 STATI UNITI CONTRO GRAN BRETAGNA. NAPOLEONE INVADE LA RUSSIA… Questo è un pezzo di storia sul quale potreste essere stati un po’ confusi quando vi fu insegnato a scuola. Potreste ben esservi chiesti: “Per cosa cacchio stavano combattendo, alla fine?” Qui vi presentiamo gli eventi che portarono alla Battaglia di New Orleans, la quale, a causa della lentezza delle comunicazioni, fu accidentalmente combattuta l’8 gennaio 1815, due settimane dopo che la Guerra del 1812 era ufficialmente finita, il 24 dicembre 1814, con la firma del trattato di pace in Belgio. EPOCA: IL 1700 E I PRIMI ANNI DEL 1800 La cannabis è, come lo è stata per migliaia di anni, il più grande giro d’affari e l’industria più importante del pianeta. La sua fibra fa funzionare più o meno tutta la navigazione del mondo. L’economia mondiale utilizza, e dipende da, migliaia di prodotti diversi, tutti ricavati dalla pianta della marijuana. DAL 1740... La Russia, grazie alla manodopera a basso costo di servi e schiavi, produce l’80% della cannabis mondiale e dei prodotti finiti di canapa, ed è di gran lunga la migliore industria manifatturiera di vele, cordame, sartiame e reti. In Russia la cannabis è la risorsa principale, più importante di pellicce, legname e ferro. DAL 1740 AL 1807 La Gran Bretagna compra oltre il 90% della canapa per la Marina dalla Russia; la Marina Britannica e le navi mercantili di tutto il mondo usano canapa Russa; ogni nave Britannica deve ricambiare dalle 50 alle 100 tonnellate di canapa ogni anno o due. Non ci sono sostituti validi; le corde di lino, ad es., a differenza di quelle di canapa, inizierebbero a marcire in tre mesi o anche meno, per l’aria salina e gli spruzzi d’acqua. DAL 1793 AL 1799 IN POI... La nobiltà Britannica è ostile verso il nuovo governo Francese, soprattutto perché gli Inglesi hanno paura che la Rivoluzione Francese possa espandersi e sfociare in un’invasione dei communards Francesi in Inghilterra e nella conseguente caduta dell’Impero; e, sicuramente, anche delle teste dei nobili. DAL 1803 AL 1814 La Marina Britannica impone l’embargo navale alla Francia di Napoleone, compresi gli alleati di Bonaparte sul Continente; lo fa chiudendo il Canale Inglese e quello Atlantico (Baia di Biscaglia) con la sua flotta; nondimeno, gli Inglesi controllano l’accesso da e verso il Mediterraneo e l’Atlantico, in virtù del loro controllo sullo Stretto di Gibilterra. DAL 1798 AL 1812 Gli implumi Stati Uniti sono ufficialmente “neutrali” nella guerra tra la Francia e la Gran Bretagna. Gli USA iniziano anche a risolvere i loro problemi di politica estera inviando la loro marina nel Mediterraneo, per impedire ai pirati di Tripoli di far pagare la tangente ai commercianti Yankees in quelle acque. (...)

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“The Emperor wears no clothes” è un libro del 1985 scritto da Jack Herer, famoso attivista Americano, un vecchio combattente da sempre in prima linea nella guerra per la depenalizzazione della cannabis, deceduto il 15 aprile 2010. Si tratta di uno dei più importanti documenti mai scritti a riguardo, ora disponibile in italiano. Pubblichiamo l’intero libro in questa rubrica, un capitolo ogni numero. E’ possibile scaricare il libro completo dal nostro sito internet (www.dolcevitaonline.it - sezione downloads) 1803 Napoleone, avendo bisogno di soldi per muovere guerra alla Gran Bretagna e ottenere il controllo del continente Europeo, svende agli USA il Territorio della Lousiana per $15 milioni, circa 2.5 centesimi di dollaro per acro. Quest’area è circa un terzo di quello che sono ora i 48 stati contigui. DAL 1803 IN POI... L’acquisto della Louisiana ispira in qualche Americano - perlopiù della costa Ovest - sogni di “Destino Manifesto”*. Ossia, che gli USA si devono estendere agli estremi limiti del Nord America: dalla cima del Canada al fondo del Messico, e dall’Atlantico al Pacifico. *Manifest Destiny, espressione coniata dal giornalista John O’Sullivan nel 1845 per descrivere questa tendenza degli Americani all’espansione negli stati insediati da “stranieri” - fonte www. ushistory.org, N.d.t.

DAL 1803 AL 1807 La Gran Bretagna continua a comprare il 90% della sua canapa dalla Russia. 1807 Napoleone e lo Zar Alessandro di Russia firmano il Trattato di Tilset, che mette fine a tutti i commerci legali della Russia con la Gran Bretagna, con i suoi alleati, e la marina di qualsiasi nazione neutrale che possa fare da intermediaria per la G.B. in Russia. Il trattato stabilisce anche una zona-tampone, il Ducato di Varsavia tra gli alleati Napoleonici e la Russia. La strategia di Napoleone è di impedire che la canapa Russa raggiunga l’Inghilterra, portando alla distruzione della marina Britannica costringendola a cannibalizzare vele e armo dalle altre navi; e Napoleone crede che alla fine, senza canapa russa per la sua grande Marina, la Gran Bretagna sarà costretta a togliere l’embargo dalla Francia e dal Continente. DAL 1807 AL 1809 Gli Stati Uniti sono considerati un Paese neutrale da Napoleone, fintanto che le loro navi non commerciano con o per la Gran Bretagna, e gli USA considerano loro stessi neutrali nella guerra tra Francia e G.B. In ogni caso, il Congresso promuove il Patto di Non-Importazione del 1806: gli articoli Inglesi che sono prodotti negli USA, ma che possono essere prodotti altrove, vengono proibiti. Il Congresso promuove anche l’atto di Embargo del 1807 con il quale: le navi Americane non possono esportare o importare prodotti da o verso l’Europa. Queste leggi danneggiano l’America più dell’Europa; molti mercanti Yankees le ignorano. DAL 1807 AL 1814 Dopo che il Trattato di Tilset ha tagliato fuori la Russia da ogni commercio, la Gran Bretagna decide che non esistono paesi o rotte mercantili navigabili neutrali. Pertanto, ogni nave che commerci con il “Sistema Continentale” degli alleati di Napoleone è nemica e soggetta all’embargo. Con questo pretesto, la G.B. confisca navi e carghi Americani e rimanda gli equipaggi negli USA a spese degli armatori. La Gran Bretagna “forza”* qualche marinaio Americano, arruolandolo nella Marina e dichiarando che quelli forzati sono soltanto i marinai di cittadinanza Inglese, e quelli Americani le cui compagnie si rifiutano di pagare le loro spese per il rimpatrio.

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CANNABIS *To impress, che in Italiano corrisponde a “imprimere” o “impressionare”, è un verbo Inglese che indica specificamente lo “spingere o forzare al servizio pubblico come marinaio” o “in un corpo militare” (dictionary.reference.com) - qui tradotto come “forzare” e “forzato”, N.d.t.

DAL 1807 AL 1810 Segretamente, gli Inglesi propongono ai mercanti Americani catturati un “affare” (ovvero, un ricatto) quando essi “supervisionano” - abbordano e confiscano - una nave Americana e la ormeggiano in un porto Inglese. L’affare: perdere la nave e tutto il carico, o andare in Russia e comprare in segreto canapa per la Gran Bretagna, che pagherà in anticipo gli Americani in oro, e ne darà altrettanto al ricevimento della merce. Nel contempo, agli Americani sarebbe permesso di trasportare le loro merci (rum, zucchero, spezie, cotone, caffè, tabacco) e barattarle con la canapa - un doppio profitto per loro. DAL 1808 AL 1810 I nostri astuti mercanti Yankee, di fronte alla scelta tra forzare il blocco navale - rischiando la confisca di carico ed equipaggio - e agire come agenti segreti (illegali) per gli Inglesi, in sicurezza e con un profitto garantito, scelgono perlopiù la seconda opzione. John Quincy Adams, che è Console Americano a S. Pietroburgo nel 1809 scrive: “In un periodo di due settimane, almeno 600 clippers battenti bandiera Americana sono attraccati a Kronstadt” (il porto di S.Pietroburgo, una volta chiamata Leningrado nella ex-USSR) caricando principalmente canapa per la G.B. (illegalmente) e per l’America, dove è sempre grande la richiesta di canapa di qualità.” Nel 1809 viene promosso negli USA l’atto che ripristina il commercio legale con tutta l’Europa, tranne Gran Bretagna e Francia. Viene presto sostituito dal Macon Bill che ripristina tutti i commerci.

1812 Al Congresso, con i rifornimenti di canapa Russa decurtati dell’80%, gli USA argomentano sulla guerra. Ironicamente sono i rappresentanti degli stati dell’Ovest che chiedono la guerra, con il pretesto dei marinai Americani “forzati”. Invece i rappresentati degli Stati costieri sono contro la guerra, per il timore di un calo negli affari, anche se si tratta dei loro carichi e dei loro equipaggi, e sono i loro Stati a dichiararsi danneggiati. Non un solo senatore degli stati costieri vota per la guerra contro la Gran Bretagna, mentre più o meno tutti i senatori occidentali sono favorevoli; essi sperano di poter prendere il Canada alla G.B. e realizzare il loro sogno di “Destino Manifesto”, con l’errata convinzione che gli Inglesi siano troppo occupati nella guerra contro Napoleone per proteggere il Canada. E’ interessante notare che il Kentucky, un grande sostenitore della guerra che distrusse il commercio della canapa d’oltreoceano, stava costruendo una sua propria industria della canapa. In questo periodo, nel 1812, le navi Americane possono caricare la canapa in Russia e tornare, tre volte più velocemente ed economicamente di quanto impiegherebbe ad arrivare dal Kentucky alla East Coast via terra. Gli Stati Occidentali vincono al Congresso, e il 18 Giugno 1812 gli USA sono in guerra contro la Gran Bretagna. L’America entra in guerra a fianco di Napoleone, che marcia su Mosca nello stesso mese del 1812.

La cannabis è, come lo è stata per migliaia di anni, il più grande giro d’affari e l’industria più importante del pianeta. La sua fibra fa funzionare più o meno tutta la navigazione del mondo

(Bemis, John Q. Adams and the American Foreign Policy, New York, NY, Alfred A Knopf, 1949.)

DAL 1808 AL 1810 Napoleone esige che lo Zar Alessandro interrompa tutti i commerci con i mercanti degli USA a causa del loro coinvolgimento nei traffici illegali di canapa per conto degli Inglesi. Napoleone vuole che lo Zar accetti la presenza di agenti e truppe Francesi a Kronstadt per assicurarsi che lui e le sue autorità portuali si attengano al trattato. DAL 1808 AL 1810 Lo Zar dice “Nyet!” malgrado il suo trattato con la Francia, e “chiude un occhio” sui commerci illegali con gli Americani, probabilmente perché ha bisogno dei beni, popolari e proficui, che gli Americani procurano a lui e ai nobili Russi - così come dell’oro che gli arriva dalle vendite (illegali) di canapa per la Gran Bretagna. 1809 Gli alleati di Napoleone invadono il Ducato di Varsavia. 1810 Napoleone ordina allo Zar di cessare i commerci con gli Americani! Lo Zar risponde chiamando fuori la Russia da quella parte del trattato di Tilset che gli vieterebbe la vendita di beni alla flotta mercantile, neutrale, degli Americani. DAL 1810 AL 1812 Napoleone, infuriato con lo Zar per avere permesso alla canapa, la linfa vitale della marina Britannica, di raggiungere l’Inghilterra, prende il suo esercito e marcia per oltre 2.000 miglia per invadere la Russia, con l’intento di punire lo Zar e impedire definitivamente che la canapa arrivi agli Inglesi. DAL 1811 AL 1812 L’Inghilterra, mentre mantiene a pieno regime i commerci con la Russia, impedisce ancora alle navi Americane di attraccare nel resto del Continente. La GB ha imposto l’embargo anche a tutti i mercantili USA provenienti dalla Russia sul Mar Baltico e insiste affinché i mercanti Americani comprino segretamente altri beni strategici per loro (perlopiù nei porti DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

del Mediterraneo) e specificamente da Napoleone e dai suoi alleati, che in questo periodo sono ben felici di vendere qualsiasi cosa per aumentare il loro capitale.

In Russia Napoleone viene presto sconfitto dal rigido inverno, da 2.000 miglia di linee di rifornimento coperte di neve e fango, e dalla sua scelta di proseguire malgrado la stagione, invece di fermarsi per l’inverno e adunarsi di nuovo per marciare su Mosca, com’era nei piani originali. I soldati di Napoleone erano dai 450.000 ai 600.000, dei quali solo 180.000 fanno ritorno. DAL 1812 AL 1814 La Gran Bretagna, dopo il successo iniziale nella guerra contro gli USA, si ritrova le finanze assottigliate dagli embarghi, dalla guerra contro la Francia in Spagna, e contro l’America per mare. Infine accetta di firmare il trattato di pace del Dicembre 1814; il trattato concede poco a entrambe le parti. In effetti, la Gran Bretagna s’impegna a non interferire mai più nelle spedizioni Americane via mare. E gli USA si impegnano a non rivendicare alcun diritto di proprietà sul Canada per sempre (cosa che abbiamo fatto, con l’eccezione del “54-40 or Fight”*). *Slogan del candidato democratico alla Presidenza degli USA James K.Polk, riferito alla latitudine del territorio Canadese oltre i confini dell’Oregon che egli era intenzionato a conquistare (con le armi) nel 1844, N.d.t. - Fonte: geography.about.com

DAL 1813 AL 1814 La G.B. sconfigge Napoleone in Spagna e lo confina all’Elba, da cui egli fugge per 100 giorni. 1815 La G.B. sconfigge Napoleone a Waterloo e lo esilia sull’isola di St. Helena, al largo dell’Antartide, dove egli muore nel 1821; i suoi capelli e le sue parti intime vengono venduti al pubblico come souvenir. GENNAIO 1815 Più di due settimane dopo il 24 dicembre 1814, la data della firma del trattato di pace di Ghent fra USA e Inghilterra, Andrew Jackson sventa un massiccio attacco navale Inglese a New Orleans (8 gennaio 1815) mentre la notizia del trattato si fa lentamente strada attraverso l’Atlantico. XX SECOLO Le scuole Americane, Inglesi, Francesi, Canadesi e Russe insegnano ai bambini versioni completamente diverse della Storia, senza quasi alcun accenno alla canapa in questa guerra. Continua sul prossimo numero…

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CANAPA INDUSTRIALE

Con la canapa si producono cosmetici, combustibili, tessuti, carta, materiali per edilizia, materie plastiche e un’infinità di altre cose. Dopo decenni di silenzio, censura e assurdo proibizionismo, ora anche in Italia abbiamo una rinascita di questa inestimabile pianta, grazie anche e soprattutto ad associazioni come CanaPuglia, CanapaLifestyle e SicilCanapa. Di seguito le loro nuove rubriche.

2013: ANNO DEL CAMBIAMENTO In questo numero non parleremo degli usi della Canapa ma vorremmo

condividere il nostro pensiero sul momento storico che stiamo attraversando e su come questa pianta possa diventare il simbolo di questa transizione. Siamo convinti che gli scienziati del popolo Maya non abbiano errato nella previsione del 21 Dicembre 2012 e del periodo in generale. Infatti stiamo vivendo un contesto storico molto decisivo per tutti noi che abitiamo la Terra in quanto dobbiamo impegnarci insieme a voltare pagina, cambiare la rotta che fino ad ora ci ha veicolati verso inutili mete. PEOPLE, PLANET, PROFIT. Ecco le 3 P che commenta Marco Roveda nel libro “Perché ce la faremo”, di cui siamo consapevoli sostenitori. In questi mesi dobbiamo impegnarci a porre i rapporti umani al primo posto nella scala dei nostri valori, rispettando le regole di Madre Natura e utilizzando il profitto per promuovere la socialità e le buone pratiche. Niente di più semplice ma non troppo: ognuno di noi è chiamato a dare il suo contributo per far sì che il cambiamento generi benessere e sostenibilità. Informiamo e continuiamo ad informarci perché solo la CONOSCENZA (quella vera, non “di seconda mano”) può dare sostanza alle 3 P. Con CanaPuglia crediamo di aver creato un esempio e vogliamo che ce ne siano tanti altri nel nostro Paese. E con l’attesa campagna tesseramento 2013 che partirà a Gennaio, vogliamo fare questo: porre le basi di una massa critica che contamini l’Italia dei nostri valori, quelli più importanti per iniziare ad uscire dall’insostenibilità governante in diversi aspetti della vita. Per questo vi chiediamo di aderire e contribuire allo sviluppo di questo progetto che nell’arco di pochi mesi potrà, con il vostro fondamentale sostegno, contare su migliaia di individui consapevoli e determinati a mettere una pietra sopra la civiltà del petrolio e dell’ignoranza. Il modulo sarà presente dal 15 Gennaio sul nostro sito www.canapuglia.it Claudio Natile Presidente Associazione Culturale CanaPuglia www.canapuglia.it

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CANAPA INDUSTRIALE: CANAPA È LEGNO Già nella prima metà degli anni novanta il celebre documentario “The

Hemp Revolution” spiegava, con riferimenti precisi ad aziende ed esperti di settore, come ricavare tra i 25mila prodotti possibili, anche il Legno di Canapa dalla sua lignina: per onore di cronaca, il secondo biopolimero sintetizzato sulla faccia della terra, dopo la Cellulosa. Oggi grazie alla tecnologia possiamo fabbricare Legno di Canapa sia per falegnameria che per edilizia: parliamo di Bio-edilizia, che tanto si sente nominare. Forse in virtù della prossima bolla speculativa, così come le energie rinnovabili. Oggi esiste quindi l’MDF e l’HDF, rispettivamente Legno compensato di canapa media e alta densità. Ma anche legno truciolato per pannelli, oltre che polvere e fibra per isolanti e rifiniture, e molto altro ancora. Si può arrivare sino a costruire pre-fabbricati vendibili poi su misura, sia per interni che esterni per la gioia di tutti i giovani designer. La Canapa a differenza di molte altre fibre, ha una lunghezza naturale di circa 1m: caratteristica che la rende tra le fibre presenti in natura più duttili e resistenti, oltre che flessibili e “vive”; la Canapa infatti ‘mangia’ (assorbe) C02 emessa dal nostro ‘consumismo’. E detto proprio sinceramente... altro che bambù! (che ultimamente sta spopolando tra i moderni parquet, ad es.) A questo punto però, la questione si fa importante: vi chiedo, ma perché allora dobbiamo continuare a rovinare la Natura? Quando basterebbe volersi connettere davvero con il futuro, informarsi, e scegliere di rispettare davvero la Natura. Mi riferisco anche a tutto il mondo delle certificazioni varie (FSC= Forest Stewardship Council, etc.). Scuse trovate per disboscare meno forse? No! E’ voler vedere il male minore, mostrare il bicchiere mezzo pieno. Insomma, diciamolo una volta per tutte: è una scusa per racimolare danaro! “Per danaro, Hugart! Per danaro!” [cit.] E il bello (paradossale), è che non siamo nemmeno noi a scegliere: è una scelta condizionata che ci viene imposta attraverso il sistema del danaro. Il che diviene ancor più deprimente, oltre che umiliante. Oggi la soluzione c’è, ma la si tace. Forse per paura del “Grande Fratello” o perché siamo convinti ci convenga così: quando viviamo in una realtà chimica e corrotta, che emana radiazioni e che ci porta alla malattia se non la morte, per poi alimentare un sistema di vendita di (false) cure. E ci stupiamo che l’olio di Frutti (semi) di Canapa, mi riferisco a quello legale senza sostanza psicotropa, possa guarire qualsiasi infiammazione? Eppure è la base del sistema immunitario, dice anche la medicina occidentale. Purtroppo viviamo oramai illusi di certi pre-concetti assurdi: sono stati presi come ‘dogmi’ nell’arco di (pochissime, in realtà) generazioni, certe verità assurde. Prima fra tutte, “Non roviniamo la Natura, quando abbiamo il petrolio”. E tutti ci sono cascati. Farmaci e medicine, alimenti e conservanti, vestiti e accessori, persino case, carta legno e plastica tutto rigorosamente a base di petrolio. “Per danaro, Hugart! Per danaro!” Appuntamento alla prossima uscita, con “Canapa è Mattone”. Omar Vins www.canapalifestyle.com Gennaio - Febbraio 2013 | DOLCE VITA


CANNABIS

LA CANAPA PER UN FUTURO ECOSOSTENIBILE Onorato di iniziare questo nuovo anno scrivendo quest’articolo, che

spero aiuti a diffondere maggiore consapevolezza sulla canapa. La Sicilcanapa Trade srl nasce nel 2012 a Ispica (RG), ma affonda le sue radici in un progetto portato avanti da ben 5 anni. Sicilcanapa va oltre la semplice commercializzazione di prodotti alimentari, infatti la nostra mission è quella di creare una realtà industriale, attraverso l’organizzazione, per la prima volta, di una filiera completa della canapa in Sicilia, che si basi su l’ecosostenibilità, dalla produzione al consumo. Da ben due anni, in provincia di Ragusa, abbiamo dato il via a delle coltivazioni sperimentali, ottenendo ottimi risultati in termini di germinazione e resa. Al momento stiamo cercando di far conoscere il più possibile il mondo della canapa, facendo prima di tutto cultura e quindi informazione, e quale modo migliore se non quello di inserire la canapa a tavola, accostandola agli altri alimenti tipici della nostra cucina. Pertanto abbiamo iniziato a promuovere i prodotti alimentari (farina di canapa, semi interi e decorticati e l’olio di canapa) sul sito di e-commerce sicilcanapa.it, alle fiere, ad eventi creati ad hoc, presentandoli alle attività locali (panifici, pizzerie, biscottifici…) con lo scopo di creare prodotti (pane, biscotti, cioccolato, salse…) che si potessero inserire nell’alimentazione quotidiana. Grazie anche alla collaborazione di aziende locali, siamo riusciti a creare dei prodotti nuovi, quali: un pesto ai semi di canapa decorticati, una salsa ricca alle verdure sempre con il seme decorticato, il cioccolato modicano con seme intero, oltre a pane, biscotti, pizza ecc… Grazie a quest’attività d’informazione, inizialmente locale, dei prodotti alimentari di canapa, in tanti hanno avuto modo di avvicinarsi a questa realtà e di conoscere le innumerevoli proprietà della canapa. Proprietà che non si fermano solo all’ambito alimentare, ma che spaziano su diversi settori, che col tempo ci riserviamo di sviluppare. Infatti con le materie prime della canapa si possono produrre, in modo pulito ed economicamente conveniente, tessuti, carta, plastica, vernici, combustibili, materiali per l’edilizia. Il campo della bioedilizia è un campo innovativo all’interno del quale è possibile ottenere risultati soddisfacenti in termini di benefici per la nostra vita e per la nostra salute; si tratta infatti di un materiale ecosostenibile biocompatibile, riciclabile, rinnovabile, compostabile, da cui si possono ottenere pannellature, mattoni, vernici, smalti e colle per il rinforzo strutturale. È un materiale leggero, resistente, traspirante, dotato di caratteristiche di isolamento sia termico che acustico e di igroscopicità (è un regolatore di umidità). Presto attiveremo sul nostro sito uno spazio per rilasciare tutte le informazioni sul nostro progetto industriale, nel frattempo, per qualsiasi info contattateci su www.sicilcanapa.it. Giuseppe Sutera Sardo General Manager Sicilcanapa www.sicilcanapa.it DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013


TERAPEUTICA (THC POWER)

IL THC PROTEGGE I CARDIOMIOCITI DURANTE LA CRISI IPOSSICA Un gruppo di ricercatori israeliani dell’Università Bar-Ilan a Ramat-Gan ha dimostrato, in studi sperimentali, che il THC protegge i cardiomiociti dai danni causati dall’ipossia (carenza di ossigeno). Il cardiomiocita è la fibra muscolare striata situata nel cuore che consente la generazione e la trasmissione dell’impulso contrattile.
Il pretrattamento con THC per 24 ore di culture di cardiomiociti ha impedito la fuoriuscita dell’LDH dalle cellule, normalmente provocato dall’ipossia. La perdita di LDH (lattatodeidrogenasi) da parte delle cellule costituisce un segno di danno cellulare. L’effetto protettivo del THC risultava mediato dal recettore CB2. L’attivazione del recettore CB2 da parte del THC ha indotto la produzione di ossido di azoto (NO). L’ossido di azoto induce un rilassamento della muscolatura liscia dei vasi sanguigni, con conseguente dilatazione delle arteriole ed incremento del flusso ematico. E’ lo stesso meccanismo che sottende l’azione della nitroglicerina e di altri farmaci usati nel trattamento delle cardiopatie, dato che tali composti sono trasformati dal corpo in ossido nitrico. I ricercatori hanno anche osservato che il THC “probabilmente preabitua i cardiomiociti alle situazioni di ipossia.” La loro conclusione è che la loro ricerca “dimostra che il THC possiede effetti benefici sulle cellule cardiache e conferma la proponibilità della marijuana per specifici usi medici.” fonti: Shmist YA, Goncharov I, Eichler M, Shneyvays V, Isaac A, Vogel Z, Shainberg A. Delta9-tetrahydrocannabinol protects cardiac cells from hypoxia via CB2 receptor activation and nitric oxide production. Mol Cell Biochem 2006; 2831 [1-2]: 75-83

CANAPA MEDICA ONLINE Dermatite; Tipi di erba consigliati per chi soffre di ansia; Ernia ed artrosi anca; Cannabis e paraplegia; Documenti ganja terapeutica.

Questi sono solo alcuni degli argomenti presenti nella stanza CANAPA MEDICA del forum di ENJOINT. Uno spazio virtuale dove poter scambiare opinioni con migliaia di utenti, chiedere informazioni, condividere le proprie esperienze. Collegati a www.enjoint.info/forum (registrazione anonima, server estero).

CANNABIS TERAPEUTICA IN TOSCANA. MANIFESTAZIONE RADICALI E DISPONIBILITÀ ASSESSORE L’assessore alla salute della Regione Toscana, Luigi Marroni, al termine dell’incontro con esponenti politici ed associazioni tenutosi stamani a Firenze, ha affermato: “Adesso che stiamo lavorando alla stesura del regolamento attuativo della legge sull’uso della cannabis terapeutica, siamo aperti al confronto con le associazioni dei malati in modo tale che alla legge possa essere data applicazione”. Marroni ha parlato di un “clima positivo” mostrandosi ottimista nel prevedere la realizzazione di “un buon lavoro”. Fuori dalla sede della Regione, parallelamente, si è svolta una manifestazione organizzata dall’Associazione Radicale Andrea Tamburi di Firenze, che chiede di non applicare in modo restrittivo la legge. Dopo l’incontro, Valentina Piattelli presidente dell’associazione, ha affermato: “Le nostre paure erano reali, abbiamo infatti scoperto che, nel regolamento attuativo, stavano per mettere soltanto due patologie, la sclerosi multipla e il dolore neuropatico, fra quelle per cui uno ha diritto ai farmaci cannabinoidi. Le associazioni che hanno partecipato alle fasi iniziali di stesura della Legge sulla Cannabis terapeutica non possono essere escluse dalla stesura del regolamento attuativo. Abbiamo protestato per scongiurare il rischio concreto che una legge aperta come quella toscana, che prevede la possibilità di prescrivere cannabinoidi da parte di qualsiasi medico, senza vincoli a patologie specifiche, in scienza e coscienza, sia blindata restringendone l’applicazione solo ad alcuni specialisti e ad alcune patologie più “famose”, mentre il campo di applicazione della cannabis terapeutica è vasto ed in continuo allargamento man mano che la ricerca medica va avanti, con nuovi studi che vengono pubblicati ad un ritmo sempre crescente. Altro rischio è che specialità medicinali derivate da una pianta, siano trattate quasi alla stregua di una molecola sperimentale, e cioè che finiscano per essere permessi solo farmaci “griffati” prodotti da case farmaceutiche e per le sole indicazioni riportate sul bugiardino, a farne le spese sarebbero la gran parte dei malati e la possibilità di utilizzo di preparati galenici, fra l’altro molto meno cari.” Secondo l’esponente radicale, affetta da Sclerosi Multipla, in questa fase è di fondamentale importanza parlare con malati ed esperti: “Siamo riusciti a ottenere di poter partecipare, anche se semplicemente in fase consultiva, a questo stadio fondamentale per l’attuamento della legge sulla Cannabis terapeutica. Questo scongiura il rischio di essere coinvolti solo alla fine con ulteriore rallentamento dell’iter del procedimento o di dover protestare poi dopo, a cose fatte”. All’incontro di oggi hanno partecipato anche il segretario nazionale di Radicali italiani, Mario Staderini, il senatore radicale Marco Perduca, i consiglieri regionali Enzo Brogi (Pd, primo firmatario della legge), Monica Sgherri (Federazione della Sinistra) e Mauro Romanelli (Sel). Oltre all’Associazione Radicale Andrea Tamburi, hanno aderito all’iniziativa: L.I.L.A. (Lega Italiana Lotta all’Aids) Toscana,
A.C.T. (Associazione Cannabis Terapeutica),
A.C.L. (Associazione Luca Coscioni), P.I.C. (Pazienti Impazienti Cannabis). fonte: ADUC Droghe - Radicali Firenze

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CANNABIS

LETTERA DI ANDREA TRISCIUOGLIO Lettera di Andrea Trisciuoglio dopo la disubbidienza civile tenutasi davanti Montecitorio lo scorso 9 novembre, data in cui l’On. Rita Bernardini ha ceduto pubblicamente della marijuana da lei stessa piantata in Parlamento il 18 giugno del corrente anno e poi fatta crescere nella veranda di casa sua, con dettagliata documentazione fotografica pubblicata sul profilo facebook dello stesso onorevole e condivisa da migliaia di sostenitori radicali e antiptoibizionisti: C’è chi si fa a nuoto lo stretto di Messina per aprire la campagna elettorale e chi invece effettua coltivazione di marijuana seguita da plurime, reiterate e pubbliche cessioni di sostanza drogante. Seicento grammi di marijuana sequestrata. Diciamo che a fronte di condotte del genere qualsiasi altro cittadino sarebbe stato preso e sbattuto in cella per chissà quanto tempo. Si tratta di fatti gravi per i quali è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza anche per i parlamentari (art. 68 della Costituzione), mentre all’onorevole Rita Bernardini e a noi pazienti è stato risparmiato finanche l’accompagnamento/passaggio in Commissariato, senza considerare che ad oggi ancora non le è stato contestato nulla! Direi che ci sarebbero tutti gli estremi per contestare, ai poliziotti e al funzionario della questura intervenuti sul posto, un’omissione d’atti d’ufficio grande “come una casa”. Dopo la breve nota dell’avvocato Gerardi a commento dell’intervento delle Forze dell’Ordine, continuiamo ancora a pensare cosa accadrebbe ad altre persone ree d’aver commesso un orrendo crimine: coltivare una pianta! Grazie all’onorevole Rita Bernardini abbiamo portato il nostro corpo malato al cuore della politica cercando di risolvere un grande problema per chi utilizza la canapa medicinale e per chi ancora non riesce ad ottenerla. Ormai abbiamo collezionato verbali di questure, procure, legioni carabinieri per situazioni che si sarebbero anche potute evitare se solo ci fossero state circolari informative ufficiali. Abbiamo chiamato dal 18 giugno (data in cui piantammo canapa a Montecitorio) la nostra disobbedienza civile PIANTIAMOLA proprio a denunciare la follia proibizionista e i troppi effetti collaterali della Fini-Giovanardi. Cantavamo “Basta persecuzioni, basta ritardi, basta con la legge FiniGiovanardi” e per ritardi intendevamo proprio uno dei problemi che vivono i pazienti che utilizzano canapa, oltre al normale calvario che già si vive per la propria malattia: i ritardi dell’importazione dall’estero. Affermavamo che non si può criminalizzare nessuno per canapa, criminalizzazione ancora più assurda se riguarda un malato che magari ha già altri centomila pensieri e non può vedersi piombare i carabinieri in casa all’alba come già accade. Ma ritornando alla disobbedienza civile, ora urge garantire la fruibilità del farmaco in tutte le regioni d’Italia, perché la situazione è ancora troppo a macchia di leopardo. Oltre a depenalizzare questo reato, si passa anche a far risparmiare i Servizi Sanitari Regionali e noi Radicali abbiamo ben presente anche come farlo su questo tema: il made in Italy. A Rovigo c’è l’unico centro di canapicoltura, gestito dal dr. G. Grassi, in cui si produce il nostro farmaco ma per non contravvenire ad una legge mal scritta, sono obbligati a bruciare il farmaco dopo le ricerche. E si garantirebbe anche un continuo approvvigionamento delle farmacie ospedaliere senza che ci siano ancora ritardi. Ma quante cose ancora da dire e da fare (e che faremo). Credo che la battaglia per la cannabis terapeutica sia molto più lunga della dovuta depenalizzazione che già c’è stata sull’onorevole. Andrea Trisciuoglio DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

SLA: PARTE UNA NUOVA SPERIMENTAZIONE CON SATIVEX A BASE DI CANNABIS Arruolati 60 pazienti per verificare l’efficacia del farmaco a base di Cannabis sativa sulla spasticità, uno dei sintomi che più limitano la qualità della vita dei pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica. La sperimentazione sarà finanziata da AriSLA.
E’ partita la nuova sperimentazione clinica finanziata dalla Fondazione AriSLA (Fondazione Italiana di ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrofica), che ha l’obiettivo di analizzare sicurezza, tollerabilità ed efficacia di un derivato di Cannabis sativa (Sativex) come terapia per i pazienti affetti da spasticità secondaria alla SLA. L’annuncio è stato dato nel corso del 3° convegno annuale “Nuove prospettive di ricerca. Per un futuro senza SLA!”. Lo studio multicentrico, randomizzato, condotto in doppio cieco, realizzato grazie al sostegno di Fondazione Vialli e Mauro, per la Ricerca e lo Sport onlus, sarà condotto da Giancarlo Comi, responsabile del Dipartimento Neurologico e dell’Istituto di Neurologia Sperimentale (INSPE) IRCCS San Raffaele di Milano in collaborazione con Gabriele Mora, Fondazione Salvatore Maugeri IRCCS, Istituto Scientifico di Milano, Massimo Corbo, EuroMuscular Omnicentre (NEMO), Fondazione Serena, Milano e con Gianni Sorarù, Dipartimento di Neuroscienze, Università degli Studi di Padova. Lo studio prevede il reclutamento di 60 pazienti e indagherà in particolare l’azione sulla spasticità, uno dei sintomi che contribuisce di più alla grave riduzione dell’autonomia personale e della qualità di vita dei malati. I farmaci anti-spastici attualmente disponibili sono spesso insoddisfacenti e la loro azione farmacologica causa effetti collaterali. Obiettivo della sperimentazione è verificare l’efficacia di Sativex nell’attenuare i sintomi di spasticità e potrebbe avere ricadute per tutte le malattie del motoneurone. In uno scenario che vede l’Italia come la seconda comunità al mondo per numero di pubblicazioni scientifiche prodotte nell’ultimo anno sulla SLA, Fondazione AriSLA si conferma come il primo organismo in Italia e in Europa che si occupa esclusivamente di promuovere, finanziare e coordinare la ricerca scientifica sulla SLA. Circa 4,5 milioni di euro di finanziamenti erogati, 44 gruppi di ricerca italiani attivi, 95 ricercatori sostenuti, 22 progetti di ricerca in corso che spaziano dalla ricerca di base a quella clinica, a quella tecnologica sono infatti solo alcuni dei risultati che descrivono l’attività della Fondazione AriSLA, “Si tratta di risultati importanti che ci riempiono di orgoglio e ci confermano l’impegno di questi anni per promuovere e sostenere la ricerca italiana sulla SLA, una malattia con una prevalenza di 6-7 casi ogni 100.000 abitanti. Solo in Italia ci sono attualmente più di 5.000 malati di SLA, con 1.000 nuovi casi che si registrano ogni anno: ciò significa in media 3 nuovi malati ogni giorno”, ha sottolineato Alberto Fontana, presidente pro tempore di Fondazione AriSLA. “Vogliamo continuare a lavorare in questa direzione, forti della serietà del metodo di selezione dei progetti, affidato ad un comitato scientifico indipendente che si compone oggi di circa 40 tra i maggiori esperti internazionali nel campo della SLA.” fonte: quotidianosanita.it

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TERAPEUTICA (THC POWER)

CANNABIS

BAMBINA DI 7 ANNI MALATA DI LEUCEMIA CURATA CON LA CANNABIS Mykayla Comstock, sette anni, ha ricevuto la diagnosi di leucemia l’anno scorso. Per combattere gli effetti collaterali debilitanti della chemioterapia, Mykayla si è rivolta ad un’altra medicina: l’olio di Cannabis. “Mi aiuta a dormire - dichiara la bambina a Oregonian - la chemioterapia ti fa stare male e ti fa stare in piedi tutta la notte”.
La cannabis è stata largamente accreditata per il suo potere di ridurre il dolore, la nausea e il vomito nei pazienti chemioterapici, benefici che la madre di Mykayla, Erin Purchase, definisce come impossibili da ignorare. “Oggi mia figlia è come era prima” ha detto la Purchase ad Oregonian. “Una bambina normale”. Erin, a sua volta paziente in cura con marijuana terapeutica, coltiva la sua medicina e somministra giornalmente a Mykayla pillole di olio di cannabis. La donna attribuisce alla pianta il recupero della figlia. Secondo ABC News, Erin Purchase ha inserito Mykayla nel programma Marijuana Terapeutica Oregon in meno di tre giorni dalla diagnosi di leucemia, lo scorso Luglio. Inizialmente i medici erano preoccupati per la scarsa risposta al trattamento chemioterapico della bambina e suggerirono un suo probabile bisogno di trapianto di midollo osseo. Mykayla iniziò allora ad assumere le pillole di olio di cannabis e, già i primi giorni di Agosto, la malattia era in remissione e il trapianto non fu più necessario. “Non credo sia una semplice coincidenza” dice la madre “Credo che la Cannabis l’abbia aiutata a eliminare il cancro dal suo corpo”. 
Il pensiero di un paziente così giovane che assume marijuana terapeutica, non è accettato da tutti: infatti, dopo aver visitato la figlia in Agosto, il padre di Mykayla, Jesse Comstock, che vive in Nord Dakota, ha preso in carico il problema. “Era completamente intontita - dice Comstock - tutto ciò che voleva era starsene a letto a giocare ai videogiochi”. Comstock, dopo la visita alla figlia, chiese aiuto ad un laboratorio privato, che riscontrò la presenza di THC nell’organismo della bambina. Il padre si mise allora in contatto con la polizia di Gladstone. Dopo aver esaminato i documenti per la marijuana terapeutica di Mykayla, il dipartimento disse a Jesse di avere le mani legate. Da allora la bambina continua la sua terapia can successo.
La madre dichiara che continuerà a dare a Mykayla i derivati della Cannabis per i due o tre anni che rimangono di chemioterapia.
Un video di Mykayla dipinge un quadro commovente del suo uso di Cannabis. In uno spezzone postato sulla pagina FB “Brave Mykayla”, la bambina articola una visione infantile di come “la cannabis cura la malattia” dicendo che “ti aiuta a mangiare, ti può aiutare a dormire... e ti aiuta anche a sentirti una persona normale”.
Le paure del padre per la figlia sono allineate a quelle di altri americani preoccupati che l’esposizione di un cervello in sviluppo agli effetti psicoattivi della marijuana possa essere dannoso. Come per molte altre medicine, gli effetti a lungo termine dell’uso adolescenziale di marijuana non sono conosciuti. Bisogna comunque considerare che i chemioterapici, come gli oppioidi, sono usati rispettivamente per curare certe patologie e per controllare il dolore nei pazienti oncologici, bambini inclusi. Sono tutti molto più potenti della marijuana e regolarmente associati a casi di overdose. La cannabis è conosciuta per essere una sostanza relativamente benigna, tra le meno tossiche al mondo, con pochi rischi per la salute e nessun caso di decesso associato al suo uso.
Pesare i pro ed i contro della marijuana terapeutica non è comunque un compito semplice. La ricerca ha correlato l’uso adolescenziale di erba Negli ultimi anni l’uso terapeutico dei derivati della cannabis sta vivendo un globale processo di rivalutazione. Lo sviluppo delle conoscenze sul sistema dei cannabinoidi endogeni progredisce di pari passo all’individuazione di nuovi potenziali campi di utilizzo terapeutico. L’Italia è purtroppo su questo terreno molto indietro rispetto agli USA e alla gran parte dei paesi europei. Da queste premesse sono nate 2 associazioni, spazi comuni a pazienti, medici e a tutti i cittadini che vogliano impegnarsi per colmare il ritardo del nostro Paese in quest’ambito o che abbiamo bisogno di informazioni riguardo gli utilizzi terapeutici della cannabis. > A.C.T. - Associazione Cannabis Terapeutica (medicalcannabis.it) > P.I.C. - Pazienti Impazienti Cannabis (pazienticannabis.org)

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con danni neuropsicologici, ma lo ha anche associato all’attività antitumorale. Il cannabidiolo (CBD), uno dei tanti cannabinoidi contenuti nella cannabis, mostra potenziale particolarmente promettente nel trattare parecchie patologie. In California Jayden David, sei anni, è affidato a una miscela creata appositamente di CBD e THC per trattare la sua sindrome epilettica potenzialmente mortale, la sindrome di Dravet.
Mykayla non è l’unico piccolo paziente in Oregon ad usare la marijuana terapeutica: al momento, secondo quanto dichiarato dall’agenzia della salute dell’Oregon, ci sono altri quattro pazienti nel programma Marijuana Terapeutica Oregon che hanno età comprese tra i quattro e i nove anni, altri sei tra i dieci ed i quattordici anni e quarantuno tra quindici e diciassette anni. Dolore intenso, nausea, spasmi muscolari e crisi epilettiche sono tra le principali condizioni citate per l’uso terapeutico della marijuana. Un recente articolo di O’Shaughnessy esamina l’uso di marijuana terapeutica in un bambino che va all’asilo affetto da cancro al cervello e in un paziente di sette anni affetto da diabete e ADHD. La cannabis ha reso le loro routine giornaliere più gestibili, aiutando loro a interagire e collaborare con gli altri bambini a scuola: una componente chiave dello sviluppo infantile. fonte: oregonlive.com

L’ Associazione Internazionale per la Cannabis come Medicina (IACM) è stata fondata nel marzo del 2000. E’ una società scientifica che si batte per il miglioramento della situazione legale per quanto riguarda l’utilizzo della pianta della canapa (Cannabis sativa L.) e dei suoi componenti farmacologici più importanti, i cannabinoidi, per le applicazioni terapeutiche tramite la promozione della ricerca e la distribuzione della informazione. La IACM dichiara che è un diritto dei medici poter discutere l’uso medico della Cannabis con i loro pazienti. Sito web: www.cannabis-med.org

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PSICONAUTA

CULTURA PSICHEDELICA

LSD IL MIO BAMBINO DIFFICILE QUINTA PARTE “LSD Il Mio Bambino Difficile” è un libro del 1979 scritto da Albert Hofmann, famoso scienziato, comunemente conosciuto come il “padre dell’LSD”, psiconauta per eccellenza, deceduto nel 2008 all’età di 102 anni. Fu il primo a sintetizzare e sperimentare l’LSD scoprendone gli effetti psichedelici e studiandone i potenziali utilizzi medici e scientifici. Pubblichiamo i capitoli più interessanti in questa nuova rubrica. E’ possibile scaricare il libro completo dal nostro sito internet: (www.dolcevitaonline.it - sezione downloads) La scoperta degli effetti psichici dell’LSD La soluzione del problema dell’ergotossina aveva dato risultati fruttuosi e aperto nuove vie di ricerca che tuttavia non misero del tutto in ombra l’LSD-25. Il singolare presentimento che questa sostanza potesse avere caratteristiche diverse da quelle stabilite nelle indagini iniziali, m’indusse, 5 anni dopo la prima sintesi, a produrne un nuovo campione, da consegnare al dipartimento farmacologico per ulteriori analisi. La cosa era abbastanza insolita; le sostanze sperimentali, di norma, venivano definitivamente tolte dal programma di ricerca non appena si fossero rivelate prive di interesse farmacologico. Nella primavera del 1943 ripetei la sintesi dell’LSD-25. Come nella prima, essa comportò la produzione di pochi decigrammi di composto. Nella fase terminale, durante la purificazione e la cristallizzazione della dietilamide dell’acido lisergico in forma di tartrato, fui costretto a interrompermi a causa d’insolite sensazioni. La descrizione che segue di questo imprevisto proviene dal rapporto che inviai al professor Stoll: Venerdì scorso, 16 aprile 1943, a pomeriggio inoltrato ho dovuto interrompere il lavoro in laboratorio e far ritorno a casa. Ero affetto da una profonda irrequietezza, accompagnata da leggere vertigini. Mi sono sdraiato e sono sprofondato in uno stato d’intossicazione niente affatto spiacevole, marcato da un’immaginazione particolarmente vivida. In una condizione simile al sogno, a occhi chiusi (la luce del giorno era abbagliante e fastidiosa), riuscivo a scorgere un flusso ininterrotto di figure fantastiche, di forme straordinarie che rivelavano intensi giochi caleidoscopici di colore. Dopo circa due ore questo stato svaniva. Il decorso di questi sintomi singolari faceva sospettare l’esistenza di un’azione tossica esterna; ipotizzai una relazione con la sostanza con cui stavo lavorando, il tartrato della dietilamide dell’acido lisergico. Questo implicava un’altra domanda: come ero riuscito ad assorbire il composto? A causa della nota tossicità delle sostanze a base di ergot, seguivo sempre abitudini di lavoro molto scrupolose. Poteva darsi che, durante la cristallizzazione, tracce di LSD fossero venute a contatto con la punta delle dita, e da lì fossero state assimilate attraverso la pelle. Se l’LSD era davvero la causa di questa bizzarra esperienza, doveva trattarsi senza dubbio di una sostanza di straordinaria efficacia. Pareva ci fosse un unico modo per fare chiarezza. Decisi di sperimentarlo su me stesso. Con la massima cautela, iniziai la programmata serie di prove a partire dalla più piccola quantità che potevo presumere avesse qualche effetto, considerando l’azione nota all’epoca degli alcaloidi dell’ergot: 0,25mg di tartrato di dietilammide dell’acido lisergico. Segue l’annotazione nel mio diario di laboratorio di questo esperimento, in data 19 aprile 1943. Autosperimentazione: 19 Aprile, 16.20: 0,5 cc di soluzione acquosa contenente 1/2 promille di tartrato di dietilamide dell’acido lisergico via orale = 0,25mg di tartrato di LSD. Diluito con circa 10cc di acqua. Senza sapore. 17.00: inizio vertigini, sensazione di angoscia, distorsioni visive, sintomi di paralisi, desiderio di ridere. Aggiunta del 21.IV: A casa in bicicletta. Dalle 18 alle 20 circa la crisi più acuta. Riuscii a scrivere le ultime parole solo con grande sforzo. Era chiaro, adesso, che l’LSD era stato la causa dell’insolita esperienza del DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

venerdì precedente: le percezioni alterate erano dello stesso tipo, solo molto più intense. Dovetti lottare per parlare in maniera intelligibile. Chiesi al mio assistente di laboratorio, che era al corrente dell’esperimento, di accompagnarmi a casa. Andammo in bicicletta - non c’erano automobili in vista. Sulla via del ritorno, cominciai a sentirmi perseguitato. Ogni cosa nel mio campo visivo fluttuava ed era distorta, come se fosse vista in uno specchio ricurvo. Avevo inoltre la sensazione di essere bloccato nello stesso posto, anche se il mio assistente mi disse, in seguito, che avevamo pedalato di gran lena. Alla fine arrivai a casa sano e salvo; riuscii appena a chiedere al mio compagno di chiamare il medico di famiglia e di farsi dare un po’ di latte dai vicini. Malgrado il mio delirante stato confusionario, avevo brevi momenti di pensiero lucido e sensato – il latte come antidoto generico per intossicazioni. Le vertigini e la sensazione di svenimento divenivano a volte così forti che non potei rimanere eretto a lungo. Mi adagiai su un divano. L’ambiente circostante aveva assunto ora aspetti più terrificanti. Tutto nella stanza si attorcigliava, gli oggetti familiari e i mobili presero forme grottesche e sinistre. Erano in continuo movimento, animati, come spinti da un’irrequietezza interna. A malapena riconobbi la vicina di casa che mi aveva portato il latte nel corso della sera ne bevvi più di 2 litri. Non era più la signora R., ma una strega malvagia e infida dalla faccia colorata. Peggiori delle trasformazioni grottesche della realtà esterna furono tuttavia le alterazioni che percepii dentro me stesso, nel mio più intimo essere. Ogni sforzo di volontà, ogni tentativo di arrestare la disintegrazione del mondo e la dissoluzione del mio io, parevano vani. Un demone mi aveva sopraffatto, aveva preso possesso del mio corpo, dei miei pensieri, della mia anima. Balzai in piedi e urlai, cercando di liberarmene, sprofondai giù di nuovo, mi sentivo indifeso. La sostanza che avevo voluto sperimentare mi aveva sconfitto. Era il demone a trionfare sprezzante sulla mia volontà. Fui assalito dal terrore di uscire fuori di senno. Mi sentii trasportato in un altro mondo, in un altro luogo, in un altro tempo. Il corpo sembrava avesse perduto ogni sensazione, senza vita, sconosciuto. Stavo morendo? Era questo il trapasso? A volte pensavo di essermi sdoppiato, e in quel momento avvertivo, da osservatore esterno, la totale tragedia della mia situazione. Morire senza congedarmi dalla mia famiglia - quello stesso giorno, mia moglie, con i nostri tre bambini, era andata a Lucerna a far visita ai suoi genitori. Avrebbero mai capito che l’esperimento non era stato condotto in maniera sconsiderata e irresponsabile, ma con la massima cautela, e che in nessun modo avrei potuto prevedere questo risultato? La paura e la disperazione aumentarono, non solo perché una giovane famiglia stava perdendo il padre, ma anche perché ero terrorizzato dall’idea di lasciare incompiuti i miei studi di chimica proprio nel mezzo di sviluppi fruttuosi e promettenti. Si formò un’altra riflessione, un’idea piena di amara ironia: questa dietilamide dell’acido lisergico, che avevo messo al mondo, mi costringeva ora ad abbandonarlo prematuramente. Quando arrivò il medico, l’apice dello stato depressivo era ormai trascorso. Il mio assistente di laboratorio lo informò dell’esperimento, poiché io non ero ancora in grado di formulare una frase coerente. Scosse la testa perplesso, quando provai a descrivere il pericolo mortale che minacciava il mio corpo. Non poté ravvisare alcun sintomo anomalo, a eccezione delle pupille molto dilatate. Polso, pressione del sangue e respiro erano normali. Secondo il suo parere non c’era motivo di prescrivere alcun farmaco. Mi fece adagiare sul letto e rimase lì a tenermi sotto controllo. Lentamente ritornai da un mondo strano, non familiare alla rassicurante realtà quotidiana. L’orrore si era placato e aveva ceduto il terreno a una sensazione di gioia e di gratitudine, riapparvero percezioni e pensieri più normali; ero quasi sicuro ormai di aver scongiurato definitivamente il pericolo della pazzia. Continua sul prossimo numero…

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PSICONAUTA

CULTURA PSICHEDELICA

DMT (DIMETILTRIPTAMINA)

PASSAPORTO PER DIMENSIONI PARALLELE?

La dimetiltriptamina (DMT), è una triptamina endogena allucinogena, presente nel fluido cerebrospinale degli esseri umani, sintetizzata per la prima volta nel 1931 dal chimico Richard Manske. La DMT è presente in alcune varietà di mimosa, acacia, virola, desmodium, graminacee della specie phalaris, anadenanthera e molte altre piante. L’estrazione è possibile con alcuni solventi quali alcool, gasolio, esano oppure per distillazione. Nel bacino amazzonico alcuni popoli tribali hanno una tradizione di uso di piante contenenti DMT. Strutturalmente la DMT è analoga al neurotrasmettitore serotonina, all’ormone melatonina e ad altre triptamine psicoattive come psilocibina, psilocina e bufotenina. Secondo Rick Strassman, medico specializzato in psichiatria che condusse numerose ricerche sulla DMT, la ghiandola pineale situata nel cervello è in grado di produrre più o meno blande quantità di DMT, specialmente intorno alle ore 3/4 del mattino, durante la fase REM dei sogni. STORIA L’uso di piante contenti dimetiltriptamina, specialmente fra i popoli indigeni del Brasile e alcune tribù del sud America, è una pratica antichissima, spesso riservata agli sciamani che la utilizzavano nei rituali per entrare in contatto con gli “spiriti” o in pratiche di medicina. La prima testimonianza registrata dell’uso di un preparato a base di DMT si ha da un frate impiegato nella seconda spedizione di Colombo nelle Americhe. Nel 1496, sull’isola di Hispaniola (oggi Haiti), osservò gli indiani Taino sniffare una potente polvere enteogena chiamata ‘kohhobba’, “così forte che chi la assumeva perdeva coscienza”. Dal 1931 era nota come un prodotto di laboratorio dopo che venne sintetizzata per la prima volta dal chimico canadese Richard Manske. La sua scoperta come prodotto naturale è da attribuirsi al chimico e microbiologo brasiliano Oswaldo Gonçalves de Lima (1908-1989) che, nel 1946, la isolò dalla corteccia della radice di Mimosa tenuiflora. Dal 1955 la DMT è stata trovata in almeno 50 specie di piante appartenenti a 10 famiglie, e in almeno 4 specie di animali, tra cui una gorgonia, e 3 specie di mammiferi. Nel 1957, oltre un quarto di secolo dopo la sua sintesi iniziale, il farmacologo Stephen Szara ha stabilito che la DMT causa effetti enteogeni in soggetti umani quando iniettato per via intramuscolare: “Entro cinque minuti dall’iniezione di 50-60 mg della sostanza, i soggetti sentono l’insorgenza dello stato alterato di percezioni. L’effetto di picco si verifica all’interno di un quarto d’ora. Questa fase è stata caratterizzata da allucinazioni visive, sia con gli occhi aperti o chiusi. Gli effetti tendono a diminuire fino a svanire totalmente entro 30 minuti/1h.” ASSUNZIONE Si può assumere fumandone i vapori, inalando direttamente la sostanza per via nasale o ingerirla sotto forma di bevanda ayahuasca. La DMT diventa attiva oralmente solo se associata a MAO inibitori delle β-carboline: harmina, harmalina e tetraidroarmina; questi 3 principi attivi sono

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presenti nei rami di Banisteriopsis caapii, pianta principale della bevanda, ed in altre piante del globo come la Peganum harmala. Grazie a queste sostanze, la degradazione periferica della DMT nello stomaco, viene evitata e il principio attivo riesce ad agire. Fumata invece la DMT non ha bisogno di essere associata ad alcuna sostanza, gli effetti si possono riscontrare dopo pochissimi secondi dall’assunzione dei vapori. EFFETTI (Inalazione dei vapori) Sono stati fatti degli esperimenti e degli studi sulla DMT da parte di un importante esponente della rivoluzione psichedelica: Terence McKenna. In molte interviste da lui rilasciate o in conferenze parla di un viaggio breve di 20-30 minuti che porta la mente in una dimensione di trascendenza quasi totale e sembra che esseri provenienti da altri mondi facciano comparsa nella nostra realtà parlando e interagendo con noi. Pochissimi secondi dopo l’assunzione dei vapori si riscontrano i primi effetti: allucinazioni visive vivide, maggiore nitidezza e brillantezza dei colori, alterazione di ciò che vediamo ed in generale di tutte le percezioni, presenza di un ronzio/fischio ad alte frequenze, ricorrente in tutte le esperienze. Dopo questo primo stato di “semi-coscienza” si passa ad uno stato nel quale il corpo “dorme”, caratterizzato dalla percezione/visione di figure geometriche perfette come un caleidoscopio nel quale si muovono dei frattali coloratissimi e fluorescenti. Questa fase potrebbe essere descritta da alcuni come «l’esperienza di divenire uno “spazio obiettivo” di almeno tre dimensioni nel quale oggetti non terrestri ed entità possono verificarsi ed interagire con noi. Esperienza in apparenza estremamente energetica, rapida e confusa le prime volte». Nel giro di una decina di minuti le allucinazioni perdono vividezza, si ripassa alla fase di “semi-coscienza” per poi tornare nel giro di altri 10-20 minuti alla normalità. Mc Kenna descrive alcune sue esperienze in questo modo: “Un livello sonoro che diviene più denso e si materializza in piccole creature simili a gnomi fatti di un materiale simile all’ossidiana, emesso dal corpo, dalla bocca e dagli organi sessuali, per tutta la durata del suono. È effervescente, fosforescente e indescrivibile. Le metafore linguistiche diventano inutili, perché questa materia è al di là del linguaggio, non un linguaggio fatto di parole, un linguaggio che diviene le cose che descrive”. Terence McKenna sostiene inoltre che non sia una molecola pericolosa per la salute, a meno che uno non muoia dallo stupore. Effettivamente, non ci sono ad oggi prove di danni fisici causati da questa sostanza, ma è possibile che un utilizzo continuato possa indurre psicosi e altre disfunzioni difficilmente prevedibili data la sua bassa diffusione. fonte: psiconautica.in

LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO NON INTENDONO IN ALCUN MODO ISTIGARE INDURRE OD ESORTARE L’ATTUAZIONE DI CONDOTTE VIETATE DALLA LEGGE VIGENTE IN ITALIA.

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INPUT

MEDIA

IL SITO GEOPOLITICA-RIVISTA.ORG

GEOPOLITICA è la rivista ufficiale dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie di Roma, che ha lo scopo di diffondere lo studio della geopolitica e stimolare in Italia un ampio e de-ideologizzato dibattito sulla politica estera del nostro paese. Il sito è un portale informativo a se stante: non si tratta infatti di una versione elettronica della rivista ed il materiale presente non coincide con quello che si trova in essa. Ma vi si possono trovare numerose analisi di politica internazionale, ottimi articoli e approfondimenti di qualità. Un sito consigliatissimo a chi cerca un’informazione independente, non filtrata e seria. www.geopolitica-rivista.org

MUSICA

FILM BEACH HOUSE BLOOM

Se Teen Dream poneva le basi per un “nuovo” e più celeste cammino, l’ultimo album Bloom ricalca a meraviglia quella formula dream-pop dai confini incerti ma che conferma appieno le doti musicali del duo di Baltimora. Il loro quarto disco in sei anni è l’apice della cura di ogni minimo dettaglio musicale, dal fatato al leggiadro, un pop florido ma pieno di passione. Organetti e suoni vintage la fanno da padrone per questo due composto da una mancata attrice e uno stravagante studente di geologia. Evocazione, teatralità, incanto e disincanto tutto realizzato grazie a slide guitar, tastiere e batteria programmata.

LO STATO SOCIALE TURISTI DELLA DEMOCRAZIA

In un vortice di beat, rime caustiche e melodie vischiose di cui non ci si libera facilmente, dopo aver fatto girare il proprio nome soprattutto online e con alle spalle una manciata di EP, Lo Stato Sociale è diventato un caso ancora prima di pubblicare questo loro primo album. “Turisti della democrazia” è un album di “welfare pop”, come lo definisce il gruppo bolognese, utile in un momento di crisi come questa. La poesia del cazzeggio e la prorompenza teatrale che li hanno contraddistinti nei quasi 150 live in due anni trovano la loro dimensione, più strutturata e libera al contempo, su disco in una commistione tra pezzi già conosciuti e urlati nella contagiosa euforia dei loro concerti e completi inediti, tra le accelerazioni in pieno stile Soulwax di “Ladro di cuori col bruco” e le dilatazioni cuoricini-step di “Seggiovia sull’oceano”, “Maiale” e “Mi sono rotto il cazzo”, manifesto di una generazione con un luminoso futuro alle spalle. C’è forza, gioia e anche rabbia in “Turisti della democrazia”, un viaggio fatto di passione dentro il quotidiano delle vite di tutti, con una sana voglia di divertirsi ma anche di prendere in dote quello spirito punk che non ha mai avuto paura di dire in faccia le cose che non vanno.

IO SONO LI’ ANDREA SEGRE, STEFANO LIBERTI

Tra maggio 2009 e settembre 2010 oltre duemila migranti africani vennero intercettati nelle acque del Mediterraneo e respinti in Libia dalla marina e dalla polizia italiana; in seguito agli accordi tra Gheddafi e Berlusconi, infatti, le barche dei migranti venivano sistematicamente ricondotte in territorio libico, dove non esisteva alcun diritto di protezione e la polizia esercitava indisturbata varie forme di abusi e di violenze. Non si è mai potuto sapere ciò che realmente succedeva ai migranti durante i respingimenti, perché nessun giornalista era ammesso sulle navi e perché tutti i testimoni furono poi destinati alla detenzione in Libia. Nel marzo 2011 con lo scoppio della guerra in Libia, tutto è cambiato. Migliaia di migranti africani sono scappati e tra questi anche rifugiati etiopi, eritrei e somali che erano stati precedentemente vittime dei respingimenti italiani e che si sono rifugiati nel campo UNHCR di Shousha in Tunisia, dove Andrea Segre e Stefano Liberti li hanno incontrati. Nel documentario sono loro, infatti, a raccontare in prima persona cosa vuol dire essere respinti; sono racconti di grande dolore e dignità, ricostruiti con precisione e consapevolezza.

LA GUERRA E’ DICHIARATA VALERIE DONZELLI

Romeo e Juliette si sono incontrati a una festa in un locale, si sono innamorati e hanno concepito un bel bambino, Adam, che a 18 mesi ha sviluppato un tumore al cervello, in una forma delle più aggressive. Una tragedia, tratta dalla vera storia della regista e del suo compagno (nonché attore nel film) che il duo affronta con il sorriso sulle labbra, un’energia senza eguali, una determinazione contagiosa ma soprattutto un amore senza pari. La vitalità che sprigiona La Guerra è dichiarata è tale, e la sincerità delle dichiarazioni d’amore che lo attraversano è così reale e fragrante, che l’impatto del film va ben oltre il suo oggetto narrativo e si configura in primo luogo come una bellissima storia d’amore. Nouvelle vague si mischia con un cinema più pop e su tutte sovrasta la forza di una colonna sonora straordinaria.

LIBRI GIANNI DRAGONI BANCHIERI & COMPARI

Dove finiscono i nostri soldi? Chi paga la crisi? L’Italia è tra i paesi che faticano di più a risollevarsi. La cura Monti non serve a crescere. La disoccupazione è ai massimi dal 2004. Le banche non riescono a superare la crisi, nonostante i generosi interventi fatti in loro soccorso. Quelle italiane hanno ricevuto dalla Bce 270 miliardi di prestiti a buon mercato, più di un quarto del totale distribuito in Europa. Perché hanno bisogno di così tanti soldi? Perché sono imbottite di Bot, Btp e Cct, è la risposta di Dragoni. Questo libro racconta come la pioggia di denaro facile proveniente dal grande bancomat di Francoforte venga impiegata per fare speculazioni: le banche hanno aumentato gli acquisti di titoli di Stato (318 miliardi di euro!) che il Tesoro altrimenti non avrebbe saputo come piazzare, forti della garanzia che il rendimento dei titoli è molto più alto del costo del prestito. Alla fine chi paga? Gli Stati, se i cittadini potranno sopportare nuove tasse.

AA.VV. A CURA DI ALTRECONOMIA LO SPECULATORE INCONSAPEVOLE

La finanza ci riguarda: cibo, lavoro, risparmi, enti pubblici, perfino il paesaggio. Cinque ottime ragioni per partecipare alla costruzione di un’economia sostenibile. Questo libro raccoglie interviste a: Olivier De Schutter, Luciano Gallino, Andrea Baranes, Enzo Faro, Salvatore Settis. Anche se derivati e futures per noi sono termini misteriosi, oggi siamo tutti attori - non protagonisti - della crescita incontrollata della finanza internazionale e della crisi che ne è seguita. Anche se per noi la Borsa è solo un palazzo in centro, quando compriamo la pasta, apriamo un conto in banca o paghiamo le tasse comunali, contribuiamo coi nostri soldi a un sistema che minaccia il lavoro e la bellezza del territorio. Gli esperti intervistati ci spiegano in modo magistrale perché siamo tutti speculatori inconsapevoli e che cosa possiamo fare per invertire la rotta. a cura di Maurizio Bongioanni

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INTERVISTA

GEMITAIZ E MADMAN DALLE PAROLE AI FATTI! Dopo più di un anno dal loro successo con HaterProof, Gemitaiz & MadMan ci regalano il nuovo EP “Detto, Fatto”. Un lavoro in cui traspare maggiormente la vera personalità dei due rapper emergenti e che ha subito conquistato il primo posto su iTunes, a pochi giorni dall’uscita. Ecco a voi l’intervista doppia di Gemitaiz & MadMan... Già nel 2008 vi eravate incontrati grazie alla collaborazione di Madman con Xtreme team, ma solo in seguito avete iniziato a lavorare insieme… E’ stato grazie ad Honiro Label che vi siete riavvicinati? MADMAN: Non proprio, Honiro Label è un’avventura che abbiamo intrapreso insieme ma ci beccavamo già da prima per delle serate a scopo ricreativo… vabbè un sacco di canne, dischi e filmacci. Abbiamo gusti musicali simili, abbiamo sempre collaborato nei lavori solisti e poi il progetto “HaterProof” è nato di conseguenza molto naturalmente. GEMITAIZ: Direi di no. Honiro è un percorso che ci ha portato sicuramente a confrontarci e lavorare più tempo insieme, ma già prima dei progetti musicali ci vedevamo per fumare come ciminiere e guardare B-movie e splatter o ascoltare le nuove release dall’America. Haterproof ha riscosso un grande successo. “Detto, Fatto.” è già al primo posto su iTunes, ve lo aspettavate? Come sta andando il tour di presentazione? MADMAN: HaterProof ci ha regalato delle soddisfazioni nuove e inaspettate, come quella di poterlo suonare in giro per la nazione per più di un anno (risultato a dir poco notevole se esci con un mixtape underground in Italia). Per quanto riguarda “Detto, Fatto.” siamo usciti inizialmente solo “in digitale”, per la prima volta, quindi non avevamo idea di come potesse andare... ma a quanto pare è stato ed è un successo ancora maggiore, siamo veramente contenti. Il tour sta andando alla grande, abbiamo l’onore e la fortuna di girare con Dj 2p ed Ensi per l’Italia col suo nuovo disco “Era tutto un sogno” e finora abbiamo spaccato tutto (e ci siamo spaccati tutti). Veramente epiche finora le date a Torino, Roma e Milano. GEMITAIZ: Il successo che ha avuto Haterproof lo sto cominciando a comprendere veramente solo adesso. Il fatto di aver suonato per più di un anno in giro per tutta Italia non con un disco, bensì con un mixtape è già incredibile di suo, se in più ci metti che abbiamo ricevuto consensi sempre maggiori sia dagli addetti ai lavori che dal pubblico la soddisfazione è tanta. Con “Detto, Fatto.” siamo usciti prima solo su iTunes e abbiamo rubato il primo posto in classifica a personaggi come Jovanotti (con molta soddisfazione) o De Gregori (con molta timidezza ahah!). Ora proseguiremo il tour che abbiamo cominciato affiancando Ensi e Dj2P, due fratelli per noi, con #ETUS, Milano, Roma e Torino hanno risposto alla grande. Avete ricevuto dei feedback particolari che vale la pena di citare? MADMAN: Siamo troppo contenti di aver ricevuto, sia privatamente che sui social, feedback molto positivi da “addetti ai lavori” ed artisti che personalmente stimiamo molto. Stiamo regalando delle copie in giro per arruffianarci gli altri, lol! GEMITAIZ: Come ho detto nella risposta precedente abbiamo avuto il supporto di molti artisti che rispettiamo ormai da tempo come Bassi Maestro, Dj Shocca o Gue Pequeno. Nell’EP è presente un solo featuring con Ensi, cosa vi ha fatto decidere di inserire un solo feat. e perché proprio con Ensi? MADMAN: HaterProof è pieno zeppo di collaborazioni, con “Detto, Fatto.” abbiamo voluto fare delle tracce più “nostre”, facendo emergere prevalentemente l’impronta di MadMan e Gemitaiz su dei beats esclusivi. Con Ensi abbiamo collaboriamo da “HaterProof” ed “Xtreme Quality”, l’intesa c’è ancora alla grande ed abbiamo voluto fare “Antidoping” per divellere il palco ulteriormente. GEMITAIZ: Siamo sempre stati aperti a collaborazioni con tutti, invece su questo Ep sia per la tempistica di realizzazione sia perché ci sentivamo in grado di poter fare delle tracce completamente nostre, su beat inediti, abbiamo deciso di metterci alla prova. Con Ensino è sempre un piacere fare dei pezzi, in più il tour insieme ci ha stimolato a portare un nuovo traccione sul palco. Nei vostri testi citate spesso la discussa pianta di marijuana. Cosa ne pensate dell’attuale situazione di proibizionismo e

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come pensate che potrà evolversi in futuro? MADMAN: Ho amici che vivono in giro per l’Europa e che mi raccontano di quanto sia più tollerata e meno criminalizzata, di come le cose vadano meglio in generale. Poi ho molti più amici italiani che per una cannetta fanno il Sert per tutta la vita pagando ogni volta il ticket... oppure perdono la patente e di conseguenza il lavoro. In Italia abbiamo il Papa ed il Vaticano, diciamo che non sono molto ottimista! GEMITAIZ: In Italia si può dire che non abbiamo speranze. Sia sul fronte della legalizzazione, che su quello della tolleranza delle persone nei confronti di chi ne fa uso, il fattore accomunante è l’ignoranza. L’ignoranza dettata dalla pigrizia dei ragazzi, come degli adulti, di informarsi al riguardo. Paesi come l’Olanda o la Germania convivono con essa da tempo e restano due delle nazioni più produttive e piacevoli del mondo. Non apro il capitolo chiesa/vaticano perché credo sia un’ovvietà quello che direi. In pochi anni vi siete fatti conoscere e siete cresciuti molto professionalmente… quali sono i vostri progetti per il futuro? MADMAN: Domanda di riserva? GEMITAIZ: Sopravvivere. E’ vero che hanno lanciato un reggiseno a Madman durante un live a Torino? MADMAN: Si, è vero. Non era nemmeno la prima volta, ahahah! Comunque non l’hanno lanciato a me personalmente, io sono quello che l’ha trovato per primo, non vorrei togliere meriti ai bellissimi Gemitaiz e Dj 2p! A parte tutto, era la prima data del tour (01.12.12) ed è stato epico. GEMITAIZ: Top. Era pieno di scritte e cuoricini e Madman lo ha raccolto subito, io sono ipocondriaco ho preferito guardare, ahahah! Lasciate un messaggio ai lettori di Dolce Vita… MADMAN: Se mi beccate fatemi fumare! GEMITAIZ: Dite sempre la verità. www.facebook.com/orangemadman www.facebook.com/gemitaiz

Enrica Cappello

Gennaio - Febbraio 2013 | DOLCE VITA


MUSICA

BOTTA E RISPOSTA MADMAN

NOME REALE: Pierfrancesco ETA’: 24 STATO CIVILE: Impegnato DOVE SEI NATO? Grottaglie (Ta) DOVE VIVI?: Roma DOVE VORRESTI VIVERE?: Nord Europa TITOLO DI STUDIO: Diplomato al Liceo Scientifico IL TUO PUNTO DEBOLE: La sincerità IL TUO PUNTO FORTE: La sincerità TI RITIENI UNA PERSONA FELICE? Me lo chiede anche il medico UN RICORDO DELL’ULTIMO ANNO: 21.12.12 la fine del mondo, Leoncavallo on fire. UN RICORDO CHE VORRESTI CANCELLARE: Tutte le strofe sbiascicate da ubriaco FUMI (SIGARETTE)?: Si, poche A CHE ETA’ LA PRIMA CANNA? 15 E IL PRIMO WHISKY? 12 o 13 QUANTE CANNE AL GIORNO? Non le ho mai contate! HAI MAI PROVATO ALTRE DROGHE? L’alcol LA PAROLACCIA CHE DICI PIU’ SPESSO: Porcod*o LA GIOIA PIU’ GRANDE DELLA TUA VITA: Una persona che conosco …E LA DELUSIONE? Vivere in Italia UN SOGNO RECENTE: Ti giuro non me li ricordo mai, probabilmente non sogno …E UN INCUBO: Storie horror surreali in cui finisce sempre male UNA FRASE NEL TUO DIALETTO: L murt d’mamt / li muerti tua / malimortaccitua COSA VUOL DIRE? Imprecazione quasi sempre scherzosa, tipo black humour DA 0 A 10 QUANTO CONTA IL SESSO? 10 DA 0 A 10 QUANTO CONTANO I SOLDI?: 8 QUAL’E’ LA COSA CHE CONTA DI PIU’ NELLA VITA? Il porno LA DONNA PIU’ BELLA DEL MONDO: Mia mamma SEI FEDELE?: Si SEI GELOSO?: Tendenzialmente si IL PIU’ BEL LIBRO LETTO: “A Farewell To Arms” di Hemingway IL PIU’ BEL FILM VISTO: Donnie Darko CANZONE PREFERITA: Non ne ho idea ALBUM PREFERITO: Mr. Simpatia di Fabri Fibra, per il rap usa vado a periodi IL CANTANTE O GRUPPO PREFERITO: Attualmente Meek Mill UN CANTANTE O GRUPPO CON CUI VORRESTI FARE UNA CANZONE: Meek Mill SE POTESSI ESPRIMERE UN DESIDERIO: Abolire i soldi? Spariamola grossa PIATTO PREFERITO: Tagliata di manzo con rucola, grana e aceto balsamico BEVANDA PREFERITA: White Russian CREDI IN DIO? No CREDI AGLI EXTRATERRESTRI? Si COME TI VEDI TRA 10 ANNI? Non mi vedo IL BICCHIERE A META’ E’ MEZZO VUOTO O MEZZO PIENO? E’ sporco ISOLA DESERTA, PUOI PORTARE 3 COSE, COSA CI PORTI? Caricabatterie ad energia solare, iPhone e MacBook DOLCE VITA E’…? Canapa, canapa, canapa

DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

GEMITAIZ

NOME REALE: Davide ETA’: 24 STATO CIVILE: Impegnato DOVE SEI NATO? Roma DOVE VIVI?: Roma DOVE VORRESTI VIVERE?: Berlino TITOLO DI STUDIO: A 16 anni mollavo la scuola - cit. IL TUO PUNTO DEBOLE: Esagerazione IL TUO PUNTO FORTE: L’adattarsi sempre e comunque TI RITIENI UNA PERSONA FELICE? Non lo so UN RICORDO DELL’ULTIMO ANNO: Un inter-rail tra Olanda, Repubblica Ceca e Germania con una persona fantastica UN RICORDO CHE VORRESTI CANCELLARE: Nessuno FUMI (SIGARETTE)?: Solo quando è necessario perché non posso fumare altro A CHE ETA’ LA PRIMA CANNA? 13 E IL PRIMO WHISKY? Credo che ancora me lo devo fare, ahah QUANTE CANNE AL GIORNO? Non lo volete sapere HAI MAI PROVATO ALTRE DROGHE? Si LA PAROLACCIA CHE DICI PIU’ SPESSO: La bestemmia classica LA GIOIA PIU’ GRANDE DELLA TUA VITA: La musica …E LA DELUSIONE? Perdere la canna della buonanotte UN SOGNO RECENTE: Non mi ricordo mai, l’ultimo che ricordo correvo in un prato e mostri uscivano saltando dal terreno. Non voglio sapere che significa …E UN INCUBO: Guarda sopra UNA FRASE NEL TUO DIALETTO: Te piasse n corpo (la o chiusa mi raccomando) COSA VUOL DIRE? Magari muori DA 0 A 10 QUANTO CONTA IL SESSO? Ahahah, avevo letto “costa”, comunque 10 DA 0 A 10 QUANTO CONTANO I SOLDI?: Non possiamo deciderlo più noi QUAL’E’ LA COSA CHE CONTA DI PIU’ NELLA VITA? L’erba LA DONNA PIU’ BELLA DEL MONDO: Cambio spesso, ora la battaglia è tra Milla Jovovich, Freida Pinto e la mia ragazza SEI FEDELE?: Assolutamente SEI GELOSO?: Assolutamente IL PIU’ BEL LIBRO LETTO: Siddharta IL PIU’ BEL FILM VISTO: Grizzly Man CANZONE PREFERITA: Passo parola ALBUM PREFERITO: Anche qui vado a periodi di mesi. Ora “Good kid and mad city” di Kendrick Lamar IL CANTANTE O GRUPPO PREFERITO: Eminem, Tech N9ne, Joe Cocker, Amy Whinehouse. Sono tanti UN CANTANTE O GRUPPO CON CUI VORRESTI FARE UNA CANZONE: Amy Winehouse, ma era irrealizzabile prima, figuriamoci ora SE POTESSI ESPRIMERE UN DESIDERIO: Un’isola solo mia PIATTO PREFERITO: A periodi anche qui. Ora zuppa di fagioli e cozze con peperoncino fresco BEVANDA PREFERITA: Coca cola per l’analcolico. Per il resto c’è la vodka CREDI IN DIO? No CREDI AGLI EXTRATERRESTRI? Si COME TI VEDI TRA 10 ANNI? Male IL BICCHIERE A META’ E’ MEZZO VUOTO O MEZZO PIENO? Non so dove sia ISOLA DESERTA, PUOI PORTARE 3 COSE, COSA CI PORTI? Una ventina di semi, due pantaloncini e un computer DOLCE VITA E’…? Viaggiare

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REGGAE VIBRATIONS

MUSICA

LE NOMINE AL GRAMMY AWARD - UN ALTRO PASTICCIO Se chiedete ad un qualsiasi silecta o deejay quante volte abbia passato un brano contenuto in questi album venduti come i migliori del 2012, non vi sorprendete se per la maggior parte di questi vi risponde nemmeno uno. E’ chiaro che la notte di Nashville, non ha portato nessun vento di novità. Sempre gli stessi, addirittura un album degli Original Wailers, che non esistono più e che non ha senso portarli in nomina. Ormai si sa che le statuine riempiono solo il curriculum degli artisti e che solo anni luce lontani da quella che è la musica reggae di oggi o comunque di qualità. Se non c’è un Marley, c’è Sean Paul che a nostro avviso è quello più titolato e che ha le maggiori possibilità insieme a Jimmy Cliff con il suo album di rinascita. Ma onestamente entrambi sono surclassati da altri esclusi dalla corsa alle statuine. Per Cliff avrebbe più senso un oscar alla carriera, dando spazio ai giovani come Romain Virgo, Morgan Heritage o Busy Signal. Anche un controverso artista come Kartel, meriterebbe di più, visto che artisticamente ha un album ottimo. Quindi come una “rat race” si svolgeranno a Los Angeles, California, presso il Centro Staples, il 10 febbraio le premiazioni per il 55esimo Grammy tra i seguenti candidati:

DAVID RODIGAN DA’ LE DIMISSIONI DA KISS 100

Dopo 22 anni di reggae music attraverso il suo famoso radio show Rodigan’s Reggae, il grande David Rodigan che in Italia non ha certo bisogno di presentazioni ha abbandonato l’emittente londinese Kiss 100 per la loro decisione di spostare lo show (tra l’altro l’unico reggae show rimasto nella loro programmazione) ad un orario molto meno accessibile al pubblico della precedente collocazione alla domenica sera. Kiss 100 si è allontanata dalle sue origini di pirate radio per diventare un emittente dallo spirito smaccatamente commerciale ed evidentemente non crede più nell’appeal del reggae di catturare inserzionisti pubblicitari. David ha dichiarato che la musica di cui lui è uno dei più grandi esperti e ‘broadcasters’ in circolazione merita molto più rispetto e considerazione prendendo quindi la decisione di interrompere un rapporto così consolidato come quello tra lui e Kiss 100. Ci auguriamo di tornare a sentire Rodigan sulle onde radio in una nuova collocazione. fonte: sunnyvibes.rototom.com

1.

Protoje

Kingston Be Wise

2.

Jah Farmer

Huntin’

3.

SnapShot Camp

Youths Dem

4.

Christopher Martin

Chill Spot

5.

Beres Hammond

In my Arms

6.

Bunny Rugs

Land we love

7.

Warrior King

Stand up inna the fyah

NOMINATION BEST REGGAE ALBUM Rebirth - Jimmy Cliff [UMe/Sunpower] Miracle - The Original Wailers [MRG Recordings] Tomahawk Technique - Sean Paul [VP/Atlantic] New Legend - Jamaica 50th Edition - Sly & Robbie & The Jam Masters [Mondo Tunes] Reggae Got Soul: Unplugged On Strawberry Hill - Toots And The Maytals [Metropolis Recordings]

E’ purtroppo scomparso lo scorso 4 novembre, a Londra, Duke Vin, il pioniere per eccellenza della cultura dei sound systems in Inghilterra. Il suo The Tickler, fondato a metà degli anni cinquanta poco dopo il suo arrivo a Londra nel 1954 è il primo sound system in assoluto attivo prima che i sounds si moltiplicassero letteralmente. Prima di emigrare Duke era stato un operator in Giamaica per Tom The Great Sebastian, uno dei più celebrati sounds dell’era del rhythm & blues giamaicano e del primo ska. Nel 2010 il cineasta Gus Berger ha dedicato a questa importante figura il documentario ‘Duke Vin & The Birth Of Ska’ che fortunatamente rende eterne sullo schermo la personalità e le gesta di Duke Vin.

fonte: reggaerevolution.it

fonte: sunnyvibes.rototom.com

DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

10 TOP CHART REGGAE DANCEHALL

E’ SCOMPARSO A LONDRA DUKE VIN, PIONIERE DEI SOUND SYSTEMS IN UK

8.

Lady G’ feat. Marcia Griffiths

Riddim Affi Roll

9.

Queen Ifrica

Come fi party

10.

Richie Spice

Free

a cura di T-Action

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MYHIPHOP.IT

MUSICA

MEZZOSANGUE, LA VERITA’ DIETRO UN PASSAMONTAGNA MezzoSangue è un classe ’91, romano. A dispetto di gran parte dei suoi coetanei, lui ha deciso di puntare tutto sull’essenza, il talento e le rime, piuttosto che sull’apparenza o l’aspetto. Si è fatto conoscere con una potentissima strofa nel Capitan Futuro Contest, dove un passamontagna copriva il suo volto e al contempo esaltava il suo spessore lirico e interpretativo. Sembra essere sempre più merce rara un giovanotto che viene fuori, con le proprie forze, esclusivamente grazie alla qualità della sua musica. L’ha notato Blue Nox, che ha supportato il suo “Musica Cicatrene Mixtape”, opera prima che preannuncia un nuovo potenziale fenomeno del rap italiano. Noi siamo andati a conoscere meglio il suo passato, il suo presente e quello che ci auguriamo essere un futuro di grande spessore. A voi, MezzoSangue! Benvenuto sulle pagine di myHipHop.it! Con un brano al Capitan Futuro Contest ed un video (seguito poi dal mixtape completo), hai già macinato consensi di critica e pubblico. Ma prima d’ora dov’è stato MezzoSangue? Innanzitutto grazie, diciamo che Mezzosangue non c’è mai stato prima, è una sorta di MrHyde per Jekyll. Una parte di me che il mondo m’ha insegnato a tirare fuori ed è uscita poco tempo fa. Ho passato una fase critica della mia vita e sono riuscito a venirne fuori così, però comunque è da anni che scrivo e produco. Classe ’91, ma una maturità di scrittura e pensiero invidiabile. Ci sono state letture o ascolti che più di ogni altro hanno influenzato il tuo modo di comporre musica? Sicuramente troppe letture hanno influenzato me come persona e quindi la mia musica. Orwell, Nietzsche, Osho, Jung, Baudelaire, Bukowski e così via. In quanto ascolti gran parte del rap americano, volendo specificare quelli che più mi hanno condizionato direi: House of Pain, Poor Righteous Teachers, Immortal Technique, Wu Tang, Eminem, Onyx e Jedi Mind Tricks. Stesso vale per quello italiano, da papà Kaos (anche se né lui né mia madre sanno che è mio padre), Sangue Misto, Lou-x, Bassi, Colle Der Fomento, Cor Veleno, fino al Raige di Tora Ki, i One mic, Roggy Luciano, i DSA ecc. Una domanda che non t’aspetteresti: la maschera? Anzi, il passamontagna, a cosa è dovuto? Pensi ti possa accompagnare per tanto altro tempo? Questa domanda è un must. Purtroppo il passamontagna si è rivelato un’arma a doppio taglio, perché se l’intento era quello di dare voce a chiunque ed evitare la semplice costruzione di un ennesimo personaggio o faccia, ora il personaggio è il passamontagna stesso. Tuttavia mi è stato molto utile per riuscire a trasmettere con impatto i messaggi che volevo dare. Non credo mi accompagnerà ancora per molto, comunque in un modo o nell’altro resterà con me. Continua: www.myhiphop.it/2012/11/26/mezzosangue-laverita-dietro-un-passamontagna/ Nicola Pirozzi

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NEWS CHOLO WRITING

Cholo: dal termine azteco che indica un incrocio di razze ma anche un guerriero, un membro di una gang ispanica ossia anche «vato o homey». Il Cholo Writing è senza dubbio meno popolare del writing di New York, ma grazie ad articoli usciti su fanzines, video musicali rap, libri e cataloghi d’arte si è reso anch’esso più popolare, e come non citare i tre nomi più noti: Chaz, Retna e Mr. Cartoon. Il «cholo» si basa su un continuo passaggio di tradizione; come avviene nelle famiglie tra i cui membri esiste un rapporto basato sulla reciproca fiducia e rispetto, nella cultura cholo vale lo stesso sistema, ad iniziare dai nomi che vengono tramandati... www.myhiphop.it/2012/04/04/cholo-writing/

JUST FLOW

Evoluzioni facendo perno con il proprio stesso corpo, elevarsi dal suolo cercando la spinta solo nelle dita dei piedi, rendere le mani l’appoggio ancora più affidabile che il pavimento stesso, la Breakdance chiede rigore al corpo, continuo allenamento e tante cadute, ma ripaga l’anima, la farcisce di autostima, sana evasione dalla grigia realtà quotidiana e una selezione naturale di chi segue veramente la stessa passione, come in ogni campo dove impera il sacrifico. Un corpo dev’essere ovviamente allenato per potersi permettere determinati movimenti ma sinceramente ritengo che ogni età ed ogni livello di preparazione fisica siano ben accetti in questa danza, senza pregiudizi e limitazioni... www.myhiphop.it/2012/05/08/just-flow/

INTERVISTA A DON DIEGOH E MASTROFABBRO

Ciao Diego e benvenuto. Di Radio Rabbia possiamo dire tantissime cose, di certo la prima che mi viene in mente è che lo ritengo un prodotto estremamente vero e concreto, “real” per usare un termine a noi familiare. Come ti rapporti a tutto ciò? Sei consapevole che determinate scelte artistiche potrebbero non portarti mai in classifica o a vivere della tua musica? Per risponderti cito Andrea Pazienza, che nella postilla presente nell’ultima pagina del suo capolavoro ‘Gli ultimi giorni di Pompeo’ dice: “Non ho mai pensato al soldo mentre disegnavo, casomai subito prima o subito dopo, mai durante”. Da quando ho letto questa frase ho sempre tenuto a mente il suo senso (o meglio il modo in cui io l’ho interpretato e metabolizzato)... www.myhiphop.it/2012/12/myhiphop-intervista-don-diegoh-e-mastrofabbro-radio-rabbia-bm-rcords/

MYHIPHOP.IT AWARDS LE CONCLUSIONI DEL SONDAGGIO

Eccoci qui a tirare un po’ le somme di quello che abbiamo lanciato qualche tempo fa, dopo l’uscita degli ormai famosi MTV Music Awards - categoria hip hop. Il nostro sondaggio, la nostra alternativa per capire cosa pensavate di tutto quello che stava succedendo a questo hip hop nostrano. Non abbiamo letto come stiano andando dall’altra parte, francamente ci interessa poco visto che il nostro intento era quello di proporre qualcosa di alternativo, basato su nostre semplici riflessioni e valutazioni più o meno oggettive. In effetti in questo momento non vogliamo nemmeno dare un peso eccessivo ai risultati finali e sapete perché? Perché non era nostra intenzione creare una competition o una gara all’ultimo voto (come qualcuno ha erroneamente confuso), ma semplicemente farvi capire che può esserci un’alternativa... www.myhiphop.it/2012/11/28/myhiphop-it-awards-le-conclusioni-del-sondaggio/ Gennaio - Febbraio 2013 | DOLCE VITA


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ELECTRO ZONE

MUSICA

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DEBBIT

BLACK SUN EMPIRE Attivi dal ‘95 i Black Sun Empire sono un gruppo di dj e produttori Drum and bass. Hanno iniziato a produrre alcune tracce con varie etichette minori, attualmente invece hanno 2 etichette proprie: Black Sun Empire records e oBSEssion. Li abbiamo incontrati al link lo scorso novembre durante l’IDM, International Drum’n’bass Meeting, ecco a voi la nostra chiacchierata... Questa non è la vostra prima volta in Italia… cosa ne pensate della situazione musicale italiana? E’ molto bella! Ricordiamo di essere venuti la prima volta con Noisa… E’ vero che avete iniziato a produrre nel 1995? Si, ma con la Drum and Bass abbiamo iniziato nel ’98. Avete sviluppato nel tempo diversi progetti, cosa ne pensate delle produzioni di adesso in confronto a quelle del passato? Adesso abbiamo diverse produzioni a livello mondiale molto interessanti, la Drum and bass è diventata globale. Cosa ne pensate delle nuove linee di produzioni? Prima avevamo il vinile con un determinato suono mentre adesso abbiamo tutto in digitale... Pensiamo che non ci sia molto differenza tra vinile e cd o analogico e digitale, la cosa più importante è che il sound sia buono. Parlateci del vostro nuovo album, ho visto che ci sono diverse collaborazioni, con nomi illustri... Si, ci sono un sacco di collaborazioni con persone che conosciamo come State of mind e Noisa. Inoltre avevamo bisogno di un paio di voci in più, e abbiamo scelto una coppia di cantanti dalla Nuova Zelanda. E’ stato uno scambio molto divertente, mettere sul beat la voce è molto interessante. Finora avevamo solo dei samples e mai voci live, comunque ci sono varie collaborazioni con diversi nomi. Dalle ombre può venire qualcosa di molto profondo, lascio intuire alla tua immaginazione. Uno in particolare? Foreign Beggars. Progetti futuri? Naturalmente grandi cose, il 2013 sarà un grande anno! A cura di Anya Baglioni & Davide Sanesi (Suoni Alternativi) www.clokontv.com DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

Album: Don’t worry be debbit Singolo: Luuunghi viaggi Luuunghi viaggi è estratto dal cd “Don’t worry be Debbit”. Il pezzo racconta delle ricorrenti vacanze olandesi del rapper Debbit, un misto di tecnica e flow sulle “specialità” del posto. Oltre a far venir voglia di visitare l’Olanda, il pezzo pone quesiti relazionando l’Olanda con l’Italia sotto l’aspetto economico e morale.

FRENCH TEEN IDOL

Album: Enlightened False Consciousness Singolo: The Longest Night La notte più lunga, fatta di attese, speranze, timori e canti liberatori. Tratto dall’album “Enlightened False Consciousness” dell’artista romano French Teen Idol, The Longest Night è un brano dove forza e malinconia, chitarre distorte e dolci note di pianoforte, si fondono alla perfezione.

GOSE

Album: Che fatica Singolo: Già penso alla prossima Il brano scelto da Gose racconta della fine dell’estate, del tempo che passa e della ciclicità della vita. Un filo di nostalgia attraversa tutto il brano, sulla base di Mr. Vee dai ritmi caldi e accentanti del reggae. Il ricordo corre alle spiagge, al sole, al mare e a tutti i momenti di rilassatezza e divertimento che ognuno incontra nel periodo estivo. Adesso che è finita, il pensiero corre già alla prossima che verrà.

LE MURA

Album: Tutto è oltre Singolo: Adoro perdere tempo Grande illusione, il tempo, così banale per tutti la sua fine. Rincorriamo le nostre scadenze con grande foga, ma è il tempo da perdere che siamo. Un tesoro che non può essere mai realmente perso ne realmente risparmiato. Impariamo ad amare con l’arte, la nostra stessa assurdità. Salvezza più grande io non conosco.

MUG

Album: Lost transmission Singolo: Disco pulp Disco Pulp è un labirinto di luci e colori. Dove perdersi, ballando. Tra beat elettronici, synth, chitarre distorte e noise. Quentin Tarantino ne sarebbe fiero. Un labirinto di luci al neon, suoni e mille colori. Un percorso per perdersi, ballando. Un viaggio allucinato nei meandri della sperimentazione dove non ci sono parole che si perdono nel vuoto.

YOUAREHERE

Album: As when the fall leaves trees Singolo: Montevideo Montevideo racchiude tutti gli elementi di “As When The Fall Leaves Trees”, album d’esordio degli Youarehere. Melodie nostalgiche che crescono e si intrecciano fino a raggiungere un’esplosione elettronica. Il punto di incontro tra atmosfere rarefatte e ritmiche incalzanti.

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MUSICA

LEGENDS

JIM MORRISON

La lucertola, il poeta, il frontman, l’alcolizzato, il tossico e anche il clown gono con Morrison che quasi aggredisce il suo pubblico scrivendo canzoni come soleva definirsi James Douglas Morrison, prima vera rock star del che parlano di sesso, droga, rivoluzione e morte. Il 17 settembre 1967 i secolo scorso. Nasce a Melbourne, in Florida, da madre casalinga e padre Doors si presentano al famigerato Ed Sullivan per eseguire il brano del ammiraglio della marina americana. Durante l’adolescenza è addirittura il momento “Light My Fire”, il produttore si presenta nel camerino della figlio devoto di un padre severo che tuttavia amava suonare il pianofor- band con la richiesta di modificare un verso della canzone (“ragazza, non te per gli amici, James così impara ad ascoltare la musica e comincia ad potremmo essere più fatti”) che potrebbe incitare all’uso di droghe. I Doappassionarsi alla letteratura. A cinque anni vive l’esperienza che segna ors acconsentono durante le prove, ma in diretta il verso viene cantato la sua personalità per sempre, attraversando il deserto del New Mexi- da Morrison così come lui l’ha scritta accentuando la parola “higher”, non co la macchina del padre si ritrova davanti un autobus capovolto pieno metteranno più piede in quella trasmissione; gruppi come i Rolling Stones accettarono la censura, i Doors non potevadi corpi straziati, erano i corpi di lavoratori Jim Morrison non poteva. Nel 1967 esce indiani, Jim racconta: “Tutto quello che ho viPiù cresce il successo più Morrison no, il secondo album “Strange Days”, dal vivo i sto è stato vernice rossa e la gente in giro, cade nella trappola dell’ozio, Doors fanno il tutto esaurito, “Waiting For ma ho capito che qualcosa stava accadendo, The Sun” riscuote grande successo e coperché ho potuto scavare le vibrazioni della delle droghe e soprattutto minciano i primi scontri con le autorità per i gente intorno a me; quella fu la prima volta dell’alcool, di fatti più comportamenti esasperati di Jim, sia a New che ho assaggiato la paura… penso davvero York che a Cleveland Morrison aizza la folla che in quel momento l’anima di uno di queche tossico Jim era alcolizzato, provocando disordini e danni alle strutture, gli indiani, o forse gli spiriti di molti di loro la sua vera droga era il Whisky l’alcool e le droghe assunte da Jim cominstessero correndo in giro come impazziti e ciano a pesare sugli equilibri della band. Più siano balzati nella mia testa e io ero come una spugna pronta ad assorbirli.”. Da ragazzo cambia spesso residenza cresce il successo più Morrison cade nella trappola dell’ozio, delle droghe causa degli impegni del padre, sviluppa una precoce passione per l’alcool e soprattutto dell’alcool, di fatti più che tossico Jim era alcolizzato, la sua e le ragazze e un forte senso di ribellione verso la società puritana ameri- vera droga era il Whisky. Si arrivò all’epilogo con il concerto di Miami nel cana; resta tuttavia un vorace lettore e fissato diarista è proprio sui diari 1969 in cui successe di tutto! Il cantante non fu arrestato sul posto per che da adolescente scrive le sue prime poesie. Dopo il diploma James timore che potesse scoppiare una rivolta ma si arrivò ad una condanna di torna in Florida per iscriversi alla Florida State University di Tallahassee, otto mesi e ad una multa di 500 dollari per… oscenità, comportamento ma nel 1964 decide di trasferirsi a Los Angeles alla UCLA per studia- lascivo e per aver mostrato parti intime del corpo simulando altresì la re cinema. Durante questo periodo divora poesia romantica di William masturbazione manuale e orale, la cauzione costa a Jim 50.000 dollari. Blake e quella beat dei contemporanei Allen Ginsberg e Jack Kerouac, Cercando di mettere ordine nella sua vita si trasferisce a Parigi nel 1971 perdendo presto la passione per il cinema e sostenendo di essersi iscritto continuando però a soffrire di depressione e a fare uso di acidi e alcool, il all’università solo per evitare la carriera militare che voleva imporgli il pa- 3 luglio dello stesso anno Pamela lo trova nella vasca da bagno inerme, il dre. Nel campus universitario comincia a vivere da bohémien e nel 1965 referto senza autopsia parla di insufficienza cardiaca. Nel 2007, il proprieconosce Ray Manzarek, ed è proprio lui che dopo averlo sentito cantare tario di un club di Parigi, Sam Bernett ha pubblicato un libro sostenendo alcune sue liriche gli propose sulla spiaggia di Venice Beach la formazione che Morrison morì di overdose di eroina nel suo night club, ed è stato di un gruppo musicale, un progetto basato sui testi dei diari scritti da Jim. successivamente portato nel suo appartamento e messo nella vasca da Ai due si uniscono Robby Krieger, come chitarrista, e Jhon Densmore, bagno per coprire la vera ragione della sua morte. Jim Morrison è stato alla batteria, il nome del gruppo è scelto da Morrison, The Doors, ovvero sepolto all’età di 27 anni nel famoso cimitero di Père Lachaise a Parigi, e la le porte, quelle della percezione di William Blake: “Se le porte della perce- sua tomba è meta di pellegrinaggio per migliaia di fan. Rimane una figura zione fossero purificate, ogni cosa apparirebbe agli uomini come realmente leggendaria del rock, capace di scrivere brani come “Break On Through”, è: infinita.”. Nel 1966 cominciano a suonare nei più importanti locali di “Light My Fire”, “The End”, “L.A.Woman”, “When The Music’s Over”, Los Angeles al Sunset strip, questo è anche il periodo in cui conosce Pa- “People Are Strange”; nonché paroliere di talento e sognatore che diceva: mela Courson che diventa la sua compagna. La band viene assunta dal “Un giorno anche la guerra si inchinerà al suono di una chitarra.” prestigioso Whisky a Go Go e il loro stile prende forma, cominciano Robert Murphy a sentirsi i veri Doors e cominciano ad aprire i concerti di importanti gruppi dell’epoca. Dopo poco vengono licenziati dal locale, il proprietario rimase scandalizzato dall’esecuzione del brano “The And”, arriva però il primo contratto con una casa discografica, la Elektra Records. Il 4 maggio 1967 esce il primo album “The Doors” successo dell’anno insieme a www.notablebiographies.com/Mo-Ni/Morrison-Jim.html “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles. “Light My Fire” www.biography.com/people/jim-morrison-9415576 rimane in testa alle classifiche americane per tre settimane vendendo un it.wikipedia.org/wiki/The_Doors milione di copie. Mentre in America è la stagione d’oro del sound di San www.lacasastregata.blogspot.it/2009/02/ Francisco all’insegna di “Pace & Amore” e degli hippy, i Doors si imponi-doors-e-light-my-fire-quando-jim.html

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VOGLIO VIVERE COSÌ

VITE

MATTEO TERZI, UNA VITA TRASCORSA “ON THE ROAD” ALLA SCOPERTA DELL’EUROPA In autostop, con l’unico obiettivo di riuscire a viaggiare facendo il musicista di strada e quindi vivendo solo di passione, è l’avventura di Matteo Terzi. Mille storie vissute in tanti luoghi diversi, moltissimi volti ed intense emozioni hanno costellato un periodo della sua vita senz’altro irripetibile ed unico. Oggi, Matteo è tornato in Italia e ha deciso di rimettersi in gioco nella sua terra, vicino ai suoi affetti. Nel 2010 hai lasciato Milano, la tua città, per intraprendere un viaggio on the road alla scoperta dell’Europa, senza soldi, in autostop, con uno zaino, una tenda e con un solo obiettivo: riuscire a viaggiare facendo il musicista di strada. Eri convinto di quello che facevi? Avevi qualche dubbio, qualche timore? Assolutamente sì, ero pieno di timori e di paure. Non avevo idea di quello che sarebbe potuto succedere. Ma era esattamente quello che volevo. Dopo anni passati tra libri e uffici, avevo un bisogno incredibile di mettermi in gioco e di farlo con quello a cui da sempre tengo più nella vita: la musica, la mia musica. Io credo che sia fondamentale provare e riconoscere la paura, ma poi deve essere altrettanto importante riuscire a non farsi bloccare da essa. Bisogna avere paura, ma più coraggio. Raccontaci qualcosa di quel periodo… E’ stato un periodo incredibile e per certi versi anche irripetibile. Per mesi ho vissuto con 10 euro alla settimana. Viaggiavo in autostop, dormivo in tenda o a casa delle persone che mi offrivano ospitalità, per fare la spesa mi bastava strimpellare le mie note nei vicoli delle strade. E’ stato un viaggio meraviglioso, ricco d’incontri con gli altri, ma soprattutto di scontri con me stesso. Mi sono messo alla prova più che ho potuto. Poi come si è evoluta la tua vita da artista di strada? Dopo quel periodo completamente “on the road” vissuto in Europa, ho deciso di tornare in Italia, perché da una parte mi mancava l’affetto della famiglia e degli amici, dall’altra sentivo il bisogno di portare la mia musica nelle strade della mia città, Milano e del mio Paese. Sai, finché sei all’estero e nessuno ti conosce, è più facile mettersi in gioco. Se in una città non piaci, domani riparti, grazie e arrivederci. A Milano invece sapevo che mi sarei scontrato anche col giudizio delle persone che mi conoscono da sempre, compagni di scuola, colleghi musicisti che hanno scelto altri percorsi... la soddisfazione più bella è stata vincere quella battaglia. Sei il classico esempio di come sia possibile vivere dei propri sogni. Ma questo sicuramente avrà comportato dei grossi sacrifici. Quali sono le più grandi prove che hai dovuto superare? Probabilmente il non mollare mai nonostante i tanti, tantissimi “no”, ricevuti negli anni dai professionisti del settore. Proponevo le mie cose in giro e mi sentivo rispondere sempre che non andavo bene, per questo o per quel motivo. E’ stato allora che ho capito che, fino a quando non mi sarei messo in gioco direttamente, con le persone, in strada, non avrei mai capito quale potesse essere il mio valore. Ci sono state più rinunce o più soddisfazioni fino ad oggi? Quando vedo piazze riempirsi di persone che si emozionano semplicemente perché sto facendo quello che amo, cioè la mia musica, le rinunce me le dimentico. Quindi sicuramente più soddisfazioni… Tra i posti in cui sei stato, quale ti ha regalato più emozioni? Sicuramente Lione, in Francia. E’ il posto dove ho suonato in strada per la

prima volta, dove tutto questo ha avuto inizio. Lì, nel tempo, si era creata una piccola famiglia intorno a me, ogni giorno c’era Fabienne (la pasticcera che aveva il negozio di fronte al luogo dove suonavo) che mi portava il caffè e la brioche, Alexandre (un ragazzo del posto) che veniva ad accompagnarmi con l’armonica e Laurent (un fotografo incontrato per caso mentre suonavo) che veniva a farmi delle foto, perché “così avrai negli anni un bel ricordo di tutto questo”. Che tipo di musica proponi? E che riscontro ha tra la gente? E’ un tipo di musica che ha molto a che fare con l’intimità. Quello che cerco di fare con la mia musica non è altro che raccontare agli altri delle storie che ho vissuto, raccontarne i colori, le sensazioni, quello che mi hanno lasciato, come mi hanno fatto crescere. E questo la gente lo percepisce. Tante volte riesco a trasmettere molto più di me con la musica di quanto non sarei in grado di fare a parole. Che emozione ti regala suonare per strada? E cosa ti piace trasmettere con le tue canzoni? Suonare in strada, per me, significa ritornare bambino. Questo infatti è il motivo per cui ho cominciato questo percorso: dare ascolto al sogno del bambino che sono stato, perché fin da piccolo sognavo una vita del genere. Ecco perché suonare in strada, per me, oggi significa tornare a vivere qualcosa di incredibilmente onesto e sincero, oserei dire puro. E questo è il messaggio che vorrei riuscire a trasmettere alle persone. Non fate troppi castelli per aria, per stare sereni e vivere la felicità, probabilmente basta Soltanto dare retta ai bambini che siamo stati. Quali sono i tuoi progetti futuri? E i sogni nel cassetto? Le due cose sono strettamente legate. Negli ultimi anni infatti ho cominciato a scrivere canzoni mie, per provare a trasformare in musica tutte le emozioni vissute, suonando in strada. Oggi il mio sogno è di poter realizzare il mio primo disco, per chiudere il cerchio che ho aperto tre anni fa, quando ho lasciato le mie poche certezze per dedicarmi a questa vita on the road. Per realizzare questo disco ho scelto una strada abbastanza inusuale, ma quanto mai sincera: farlo solo ed esclusivamente attraverso il supporto del pubblico. a cura di Nicole Cascione www.soltanto.net

SURVIVALISM

VITE

LAMPADARI FAI-DA-TE CON BIDONI DI PLASTICA 1. Scegliere un bidone di plastica provvisto di tappo in buono stato 2. Tagliare il collo del bidone 3. Proteggere il tavolo da lavoro, dipingere la parte interna del bidone di bianco e lasciar asciugare 4. Dipingere la parte esterna di colore rosso. 5. Realizzare tre fori allineati e equidistanti nella tavola di legno di 20 x 60 cm e 5mm di spessore. Dare una mano di vernice bianca su entrambi i lati e di nero lungo lo spessore. Lasciar asciugare e attaccare con adesivo per decoupage le salviette con fantasia in bianco e nero. 6. Perforare il centro dei tappi dei bidoni e pitturarli di nero. Montare la lampada, facendo passare il cavo elettrico attraverso i fori della tavola di legno, poi in ogni paralume introducendo il cavo attraverso il foro praticato nel tappo dall’esterno verso l’interno e sistemare in questo modo il paralume. Fissare con le viti la catenella per appendere il lampadario. Sistemare i profili neri nei bordi del paralume.

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IL PUNTO

INFORMAZIONE

CREARE CONSENSO CON LE BASTONATE Durante il corso degli ultimi anni, la crisi economica, congiuntamente alle manovre “lacrime e sangue” messe in atto da tutti i governi europei per compiacere i diktat dei grandi poteri finanziari, ha innalzato notevolmente il grado del conflitto sociale. L’aumento esponenziale della disoccupazione, la mancanza di prospettive occupazionali per le nuove (e vecchie) generazioni, lo smantellamento progressivo dello stato sociale e più in generale la scelta di mettere un sempre maggior numero di cittadini nella condizione di non riuscire a procurarsi il reddito necessario per condurre una vita dignitosa, hanno creato un acceso fermento sociale, non solo fra gli studenti ed alcune categorie di lavoratori ma anche a livello più diffuso. Un po’ in tutta Europa, a partire dalla Grecia, dalla Spagna e dal Portogallo, dove la scure dei “tagli” si è abbattuta con maggiore veemenza, le manifestazioni ed i cortei di protesta sono stati numerosi ed in molti casi l’esasperazione della popolazione ha finito per scontrarsi con la repressione praticata dalle forze dell’ordine. In Italia, rispetto agli altri paesi, nell’ultimo anno si è protestato poco, nonostante una cospicua parte della popolazione versi in condizioni drammatiche, ma ogni qualvolta si sono accese le contestazioni la repressione della polizia è stata durissima e in molti casi sproporzionata rispetto alla minaccia. Centinaia d’immagini e spezzoni video testimoniano come in più di un’occasione le forze dell’ordine si siano accanite pestando a sangue studenti giovanissimi riversi a terra nella condizione di non nuocere, operai impegnati a difendere il proprio posto di lavoro, pescatori che non hanno più il denaro per muovere le barche, lavoratori dell’Ikea, ambientalisti NO TAV. Per tutti loro, ed anche per molti altri, cariche selvagge, manganellate gratuite e gas lacrimogeni tossici al cs, sparati in abbondanza, spesso ad altezza uomo a fracassare le ossa della faccia. Se da un lato la durezza di queste “risposte” è stata favorita dalla presenza di un governo tecnico, distante dai cittadini e scarsamente interessato a

raccogliere il loro consenso elettorale, dall’altro non si può mancare di domandarsi quali ragioni stiano alla base della scelta di una repressione tanto dura e violenta, messa in atto per contrastare contestazioni e proteste che non erano così “pericolose” da giustificarla. Appare chiara la volontà di trasformare qualsiasi contestazione in un “teatro di guerra”, al fine di dissuadere la popolazione dallo scendere in piazza a manifestare il proprio malcontento. Qualora la violenza diventi il minimo comune denominatore delle manifestazioni di protesta, la maggior parte dei cittadini eviterà di contestare pubblicamente, temendo di venire coinvolta nei disordini, o peggio ancora picchiata o denunciata e abbandonerà in strada solamente uno sparuto gruppo di persone, facilmente etichettabili come facinorosi e violenti. Si sarà in pratica creato consenso (chi non dissente consenziente lo è di fatto) attraverso l’uso delle bastonate, con la prospettiva di riuscire a fronteggiare più agevolmente il malcontento prossimo venturo, che si diffonderà in maniera ben più virulenta non appena sempre più larghi strati di popolazione si ritroveranno privati di ogni mezzo di sostentamento. Marco Cedolin

VITE

DE VINO VERITAS

GEWURZTRAMINER 2010 CANTINA TIEFENBRUNNER Il vino all’esame visivo si presenta di colore giallo oro intenso, brillante con riflessi giallo oro che lasciano presagire la ricchezza di profumi. All’olfattiva si trova un vino molto intenso, aromatico, persistente, con una complessità di aromi che avvolge il fortunato degustatore. Si avverte il floreale, acacia, rose, con sfumatura di erbe aromatiche e spezie. L’esame olfattivo è completato da un fruttato di pesche gialle, albicocche e ananas. Il vino è morbido e caldo, perfettamente equilibrato, alla gustativa infatti è sapido e fresco. Il Gewurztraminer vi colpirà subito al cuore per la sua complessità di profumi facilmente individuabili anche da una persona non molto esperta, grazie proprio alla loro intensità davvero unica. Gennaro Maulucci erbavino@gmail.com

VITE

BIRRA CORNER

JALE EXTRA BITTER DI BREWFIST Fuggles, Challenger, Bramling Cross, East Kent Goldings, sono quattro tipi di luppoli provenienti dal Regno Unito. Il Fuggles è un luppolo che conferisce alle Ale classiche un delicato aroma di menta ed erba, è floreale e dona un gusto rinfrescante e pulito. Il Challenger è una varietà utilizzabile sia in bollitura che in dry hopping, è un ottimo luppolo con buoni contenuti di alfa-acidi e oli essenziali dona un gusto corposo e rotondo con amaro fresco e fruttato. Il Brambling Cross è un luppolo dall’aroma molto “americano” dai forti sentori di spezie e ribes nero, un luppolo inizialmente poco utilizzato dai birrai ma oggi sempre più in uso. L’East Kent Goldings è un luppolo molto delicato non sopporta l’umidità e il freddo, è dolce e molto fruttato agli agrumi, molto utilizzato nelle Ale inglesi, oggi coltivato anche in Usa. Artigianale italiana è la Jale Extra Bitter di Brewfist birra d’ispirazione anglosassone, 5,6% vol. e una buona dose di luppoli inglesi. La Jale è di colore rosso con una schiuma persistente e compatta, al naso il tipico sentore erbaceo con note di malti tostati, in bocca non è così facile al primo sorso, l’erbaceo e la liquirizia si avvertono bene, sentori di kiwi e pesca. Finale amaro ed equilibrato. Junkaos aka L’Hop non è mai Trop www.beershopbari.it DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

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OLTRECONFINE

MONTRÉAL: ALLA SCOPERTA DELLA “DOPPIA CITTÀ” Sicuramente non è una delle migliori destinazioni per chi cerca le vacanze al caldo, ma per chi apprezza le vacanze invernali al freddo sicuramente Montréal è una delle città del Canada più particolari ed eclettiche del Nord America. Situata su un’isola poco lontana dagli stati del Nord America e con un enorme afflusso di studenti e giovani lavoratori, a Montreal è impossibile annoiarsi. Inoltre questa città potrebbe essere definita come “una doppia città” o città su due livelli in quanto ospita il più grande complesso metropolitano del Mondo. La città quindi ha un affascinante stile francese e gotico, ma è anche moderna e ha le dimensioni di una metropoli americana. Quando nel 1966 fu costruita la Metro (in coincidenza con l’Expo del ‘67), cominciarono a fiorire i primi negozi sotterranei, uffici e hotel nei tunnel che collegavano le linee della metro, creando i presupposti per quello che viene attualmente chiamato Réso (réseaux in francese significa linea). Col passare del tempo sempre più segmenti e corridoi sotterranei sono stati costruiti per aumentare la grandezza del Réso che attualmente si estende per 32 kilometri e che copre un’area di 12 kilometri quadrati. Questa incredibile cittadina sotterranea conta 10 collegamenti con stazioni della metro e circa 1.200 uffici, 2.000 negozi, 1.600 appartamenti, 200 ristoranti, 40 banche, 40 cinema e la University of Quebec oltre ad una cattedrale e tre sale per esposizioni. Uno dei vantaggi principali del réso è che non c’è bisogno di uscire al freddo e sotto la neve, e questa è una delle cose più apprezzate dagli abitanti della città. Può capitare anche di vivere e lavorare nel Réso e quindi non uscire “al livello della strada” per giornate intere. Questo può apparire davvero strano agli occhi degli stranieri ma è una questione di abitudine… e in più con le temperature che si registrano in Canada è una vera e propria benedizione. Inoltre si contano almeno 200 punti di entrata alla città sotterranea e un’affluenza di circa 500.000 persone al giorno. Ma Montreal, sopra alla città sotterranea presenta una mescolanza di stili architettonici e di tendenza che la rendono davvero unica nel suo genere. Il quartiere della “vecchia Montreal” vi accoglierà,

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infatti con vecchi edifici in pietra del diciottesimo e diciannovesimo secolo e con le sue strade di ciottoli che portano alla monumentale Basilique de Notre-Dame. Si può dire che questa chiesa rappresenti il fulcro del centro neo-gotico della vecchia Montreal. Proseguendo poco lontano dalla basilica, si trova il St. Joseph’s Orathory sulle pendici del Mount Royal, anche conosciuto come meta per pellegrinaggi e perché offre una vista mozzafiato della città. Sempre nella zona del centro Storico si trova il castello Ramezay: primo edificio in Quebec identificato come monumento storico, il quale attualmente ospita un museo che racconta più di cinquecento anni di storia attraverso esibizioni e materiali interattivi altamente all’avanguardia. Ma a pochi passi da questa zona si può passeggiare attraverso il presente e ammirare le straordinarie opere di urban design del quartiere internazionale, che completano il mix eclettico di stili architettonici del centro della città. E cosa è meglio di un giro nel Canadian center for Architecture, museo e centro di ricerca internazionale situato in una struttura che fonde perfettamente un edificio del diciannovesimo secolo con uno contemporaneo, per comprendere l’importanza che questa città attribuisce all’architettura? Un viaggio a Montréal è anche una grande opportunità per scoprire l’arte del Québec e del Canada, ne è un esempio l’impressionante collezione d’arte Inuit al Museo di Belle Arti di Montréal! Il Musée d’art contemporain de Montréal, nel cuore del Quartiere degli Spettacoli, è il luogo dove la vivace scena artistica di Montreal si sviluppa e si sperimenta. Le altre numerose gallerie d’arte della città completano questo exploit artistico e presentano una vasta gamma di opere che vanno dall’antico al moderno, dal figurativo all’astratto. I musei di questa città sono infatti famosi per le loro attività innovative e attirano visitatori da tutto il Mondo, non solo per quanto riguarda l’arte moderna ma anche per i musei alla scoperta della natura che offrono una serie di attività divertenti ed educative per tutta la famiglia alla scoperta di: flora, fauna, pianeti, dinosauri, informatica e molto altro ancora. Tra i più interessanti da visitare: il Giardino Gennaio - Febbraio 2013 | DOLCE VITA


VIAGGI Botanico, l’Insectarium, la Biosfera e il Center of Science! Ancora, il Pointe-à-Calliere Archeological Museum offre la possibilità di effettuare un tour sotterraneo dislocato fra gli acquedotti e i reperti più antichi della città, e l’Hotel de Ville, sede del municipio. Un’altra interessante destinazione a Montreal è l’Olympic park: disegnato per le Olimpiadi del 1976, resta tuttora una struttura dall’aspetto moderno e affascinante. Oltre a tutti gli impianti, che ospitano importanti eventi sportivi e musicali, la maggiore attrazione del parco è la Montreal Tower, dalla caratteristica forma inclinata, sulla quale si può salire per godere di uno dei panorami più suggestivi sugli impianti sportivi e sulla città. Montreal è considerata la città più alternativa e culturale del Nord America, ospitando due delle università più grandi del Quebec e diversi centri culturali, la vita notturna e gli eventi non si fermano mai. La città è infatti palcoscenico di moltissimi festival tra i quali l’International Jazz Festival, il Just for Laughing Comedy Festival e tante altre iniziative musicali con ospiti internazionali. In queste occasioni alcune zone della città sotterranea vengono adibite appositamente e in molti casi il centro della città viene chiuso al traffico, ciò non sembra però disturbare i cittadini di Montrèal che ne approfittano per godersi l’atmosfera rilassata e conviviale. E quindi questa sua anima controversa che si divide tra il classico e l’avanguardia che rende questa elegante città una delle più interessanti del Canada. Non bisogna dimenticare che questa città è una metropoli bilingue con una marcata impronta europea, e anche se soffre parecchio delle differenze linguistiche e del separatismo canadese, gli abitanti hanno sempre cercato di dimenticare le rivalità culturali e vivere in maniera armoniosa. La battaglia tra i francesi e gli inglesi sembra che non sia ancora finita in Canada ma è una questione sentita più a livello politico che nella vita quotidiana e nel rapporto tra i cittadini. Giulia Rondoni

TRAVELCURIOSITY SABLE SAND ISLAND - CANADA Noto anche come Cimitero Atlantico, Sable Island è un banco di sabbia 300 km a sud-est di Halifax che si ritiene di essere responsabile di oltre 350 relitti di navi. Il primo incidente si è verificato registrato nel 1583, e il più recente nel 1999. Una ragione per il numero elevato di relitti può essere dovuto al fatto che l’isola cambia continuamente forma per il fenomeno delle sabbie mobili.

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VITE

CRONACHE DA DIETRO IL CANCELLO

LIBERTÀ

Ho sempre potuto scrivere ciò che volevo su Dolce Vita in questi 4 anni. Nessuno ha mai tagliato nemmeno una virgola dai miei articoli, per questo, quando mi hanno comunicato che da questo numero potevo scrivere su un argomento a scelta ho pensato che sarebbe stato bello farlo su una delle cose più preziose al mondo, quella che Cavallo Pazzo diceva essere “un cavallo con molte briglie... devi fare attenzione a non prendere quella sbagliata”... quella che Gaber identificava con una parola “partecipazione”, quella che “capisci davvero quanto è importante, quando ti viene tolta”, esattamente come l’aria. Credo che Libertà significhi anche soprattutto responsabilità Fratelli, perché è dal concetto di libero arbitrio che spesso parto per dare un senso al fatto che siamo qui, altrimenti farei fatica a spiegarmi quale ruolo ci toccherebbe nel viaggio su questo Pianeta. Se tutto fosse già scritto e noi non potessimo che subire passivamente il nostro destino sarebbe davvero misera l’esistenza. Invece è proprio attraverso la Libertà di azione, di pensiero, di scelta, che determiniamo la direzione in cui di volta in volta ci muoviamo, e attraverso le nostre scelte che decidiamo, più o meno consapevolmente, il nostro futuro. Ogni volta che scegliamo una cosa piuttosto che un’altra, iniziamo a muoverci in una direzione piuttosto che in un’altra, ed è proprio attraverso ciò che scegliamo, che proclamiamo il nostro esistere. Sono le nostre scelte quelle che ci dovrebbero, più di ogni altra cosa, rappresentare.Mantenere la consapevolezza delle proprie scelte è fondamentale per fare in modo che la nostra Libertà non venga sostituita con un’illusione della stessa e sono certo che capiate tutti quanto lavoro venga fatto per renderci il più possibile lontani da un concetto di Libertà effettiva... pochi privilegiati e coraggiosi possono mantenere una quasi totale giurisdizione sulle proprie scelte, la maggior parte è costretta ad accontentarsi obtorto collo, di succedanei. Libertà di scegliere che lavoro fare, con chi dividere il proprio tempo, quali passioni coltivare etc. per non parlare poi di ciò che compriamo. Credo che il 90% di ciò che acquistiamo siano scelte fatte da altri in base a criteri di marketing che generano i bisogni indotti di cui siamo tutti prede e che finiscono con il farci comprare, nella migliore delle ipotesi qualcosa che aveva valide alternative, nel peggiore e più frequente dei casi, quello che non ci serve. Anche togliere la Libertà è qualcosa di pesantissimo, che nel nostro Paese spesso viene fatto con troppa leggerezza. La metà dei prigionieri delle nostre sovraffollate carceri non sono stati ancora giudicati... un concetto, quello della carcerazione preventiva, che è di per se incredibile per qualunque cittadino di un paese ove vige uno stato di diritto effettivo. Il lavoro fatto sottotraccia in questo ed in quasi tutti i settori sociali attraverso un’informazione tendenziosa e parziale, che ha fatto a quasi tutti accettare e digerire un’ingerenza sempre maggiore del potere costituito, nelle vite di ognuno di noi. In Argentina, durante la repressione sono sparite 30mila persone, ma se non si veniva toccati nella propria cerchia, la frase che tutti ripetevano quando deportavano qualcuno era: “algo harà echo” (qualcosa avrà fatto)... non trovo sia molto di verso ich et nunch (qui ed ora). Riflettiamoci fratelli, riflettiamoci ogni volta che ci viene la tentazione di puntare il nostro dito indice, spesso più lungo del medio che preferisco mostrare in alcuni casi.

QUI DENTRO SI MUORE

Morire di carcere: dossier 2000 - 2012 Suicidi, assistenza sanitaria disastrata, morti per cause non chiare, overdose…

Anni

Suicidi

Totale morti

2000

61

165

2001

69

177

2002

52

160

2003

56

157

2004

52

156

2005

57

172

2006

50

134

2007

45

123

2008

46

142

2009

72

177

2010

66

184

2011

66

186

2012*

60

153

Totale

751

2.086

* Aggiornamento al 16 dicembre 2012

Dedico questo articolo a Ciumbe Maurizio Gazzoni - jazzon@libero.it DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

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FLYING DUTCHMEN速 Pionieri della Canapa Olandese.

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HIGH TECH

COLTAN: SANGUE, GUERRA E SCHIAVITÙ IN UN CELLULARE Tutti dovrebbero conoscere, tutti dovrebbero sapere che cos’è il Coltan. Lo scandalo del Coltan infatti è uno scandalo che riguarda tutti noi, è uno scandalo che poggia le basi sui nostri consumi, sui nostri desideri e sulla nostra voglia di avere sempre di più, non curanti del prezzo che qualcun altro pagherà. La storia del Coltan è una storia che si nasconde nel nostro cellulare e nella nostra consolle, nel nostro computer, ma anche nei materiali chirurgici, nelle cellule fotovoltaiche, nelle telecamere, negli airbag e nelle fibre ottiche. Il Coltan infatti viene usato per tutte queste cose oltre che per la costruzione di turbine aeronautiche e per la fabbricazione di condensatori elettrici di piccole dimensioni. La storia, come ogni storia che si rispetti, inizia in luogo lontano, soprattutto dai nostri occhi disattenti di consumatori voraci e parla di manodopera offerta per nulla, lavoro minorile, autorità locali che dovrebbero combattere il contrabbando e lo sfruttamento e che invece ignorano i morti e i soprusi; è una storia che parla anche del disastro ambientale avvenuto in due parchi naturali meravigliosi e che ha ridotto - secondo una denuncia del WWF, nel Parco nazionale di Kahuzi-Biega e nella riserva naturale di Okapi - la popolazione di elefanti quasi a zero rispetto ai circa 3.600 censiti nel ‘96 ed a 220 gorilla dei 440 del ‘96. Ma cos’è il Coltan? Il coltan è un minerale così prezioso da aver visto il suo prezzo sul mercato aumentare di più del 600% in appena 4 anni: è un minerale sempre più presente e sempre più ricercato; è una sabbia nera, debolmente radioattiva, formata dai minerali colombite e tantalio. E’ il tantalio appunto, estratto dal Coltan, il metallo raro, usato per aumentare la potenza degli apparecchi riducendo il consumo di energia. Il Tantalio è diventato un elemento necessario quindi all’industria elettronica dell’ultimo decennio. I nuovi telefoni cellulari sono così piccoli anche grazie all’utilizzo di questo minerale, in particolare usato nella costruzione di condensatori e così la sua richiesta da parte dei colossi della telefonia mobile ha spinto il prezzo ad un’inarrestabile ascesa; i prezzi poi sono rimasti alti anche perché gli unici sostituti a questi condensatori - quelli fatti in ceramica non possono adattarsi alle dimensioni ridotte desiderate. Il tantalio mondiale veniva fornito da miniere brasiliane, canadesi e australiane, ma in seguito all’improvviso aumento della sua richiesta, le miniere esistenti non erano sufficienti a coprire l’improvvisa domanda e così sono state cercate nuove fonti dal quale estrarlo. L’80% delle riserve mondiali di coltan si trovano in Africa e l’80% di queste sono in Congo: ecco perché la storia del coltan si lega in maniera indissolubile alla Repubblica Democratica del Congo, unico paese al mondo a possedere riserve di tantalio immediatamente utilizzabili.

DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

Il coltan congolese è estratto da estemporanei minatori che scavano, anche a mani nude, per estrarre questa preziosa sabbia e quindi portarla a spalla fino ai centri di raccolta. Nell’aprile 2001 l’Onu ha presentato un rapporto contro lo sfruttamento illegale dei giacimenti di coltan nel nord del Congo: secondo i dati, circa 1500 tonnellate del materiale sono state esportate illegalmente dall’Africa tra la fine del 1998 e l’estate 1999. Il percorso del coltan è parallelo a quello dell’oro e dei diamanti. Il traffico di coltan avrebbe fruttato circa un milione di dollari al mese, che sarebbero stati impiegati per finanziare la guerra da parte dei guerriglieri locali. Un commercio senza regole che si basa su rapporti anomali tra guerriglieri locali, multinazionali occidentali e asiatiche ed organizzazioni criminali internazionali. Un mercato, quello del coltan senza alcuna regola: se, infatti con il “protocollo di Kimberley” sono state poste “regole” al commercio dei diamanti, per il coltan non esiste alcuna regola; anche se l’amministrazione americana ha introdotto l’articolo 1502 che prevede, per i produttori di apparati elettronici, l’obbligo della certificazione sulla provenienza del coltan usato, sembra comunque una misura poco efficiente, vista la mancanza di un organo di controllo, riducendo così il tutto ad una semplice autocertificazione aziendale. Dopo la diffusione di queste notizie però, diverse associazioni non governative belghe hanno lanciato una campagna di protesta con lo slogan ‘’niente sangue sul mio Gsm’’. Le pressioni delle ong hanno convinto le compagnie aerea Sabena (citata nel rapporto ONU insieme ad altre 13 compagnie) e Swissair a sospendere il trasporto del coltan. Il consiglio di sicurezza ha istituito una commissione d’inchiesta, e altrettanto ha fatto il parlamento belga, preoccupato per il possibile coinvolgimento di imprese del Paese. “I principali motivi di conflitto nella Repubblica Democratica del Congo sono diventati l’accesso a cinque risorse di prima importanza - tra cui la colombotantalite, i diamanti e l’oro - nonché il controllo ed il commercio di queste materie”: questo è il primo punto delle conclusioni degli esperti ONU. Alberto Vázquez-Figueroa, uno degli autori contemporanei più letti in Spagna, ha pubblicato nel 2008 nel suo libro “Coltan” un’indagine/denuncia molto approfondita. Se poi volete saperne di più è estremamente consigliato il documentario del 2007 “Bloody coltan” che trovate interamente online su youtube. Chiedetevi ora se avete proprio bisogno di un nuovo cellulare. Kia - Carmela Giambrone www.greenme.it

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STREET ART

MONDO

STREET GHOSTS: QUANDO TECNOLOGIA E PRIVACY DIVENTANO ARTE Intervista a Paolo Cirio, artista che ha saputo coniugare denuncia, tecnologia e arte

Molto spesso la tecnologia è stata usata nell’arte e molto spesso la privacy è stata oggetto di discussione, ma sono pochi gli esempi di uso intelligente ed artistico a scopo di denuncia della tecnologia. E tra questi si annoverano gli “Street Ghosts” di Paolo Cirio, artista italiano ma residente all’estero che ha pensato di trovare in Street View di Google immagini in cui sono presenti figure di persone, stampare a grandezza naturale la sagoma di queste persone e andare ad incollarla, senza autorizzazione, sui muri nello stesso identico posto in cui era ritratta in Street View. Noi abbiamo pensato di intervistare quest’artista per approfondire i motivi che lo hanno spinto a questa forma di “arte di denuncia”. L’idea degli Street Ghosts è nata prima come concetto artistico o come pensiero di protesta sulla privacy violata da Google? L’idea è sorta da entrambi gli interessi. Sono stato street artist in passato, e recentemente lavoro con materiale in internet, il quale diventa sempre più interessante negli anni e continua a creare innovazione, anche in arte. Considerato che sia tu che Google avete usato dati personali senza permesso, non pensi che la gente possa mal interpretare il tuo gesto? Ognuno ha una diversa idea sulla privacy, si tratta di un costrutto culturale che cambia nel tempo ed è del tutto personale. Alcuni, tipo i tedeschi, sono molto suscettibili a riguardo, altri come gli americani, molto meno. Il mio lavoro mette in crisi queste percezioni culturali con nuovi modi di vedere ciò che nella quotidianità non notiamo per aver accettato cosa viene dato per scontato. In questo caso è interessante come questo lavoro abbia suscitato tanto scandalo per alcuni poster di carta del tutto temporanei e locali, mentre le immagini su Google sono visibili da tutto il mondo e sempre. Sembra che le informazioni personali in internet non sono considerate pubbliche a rischio, perché culturalmente si crede che pubblico sia ancora qualcosa che succede nel mondo fisico, il quale invece ha perso molto valore, e forse rimane il nostro unico vero privato.

Prima Amazon, poi Facebook, ora Google chi sarà il prossimo? Twitter! La tua opera People Quote People è, secondo la mia opinione, molto simile al meme Troll quotes del 2010, pensi ci sia qualche collegamento? Difficile dire se ho inspirato Quote Troll, quando feci quel progetto i meme come li conosciamo oggi non esistevano ancora, ma l’idea in People Quote People è sorta dalla filosofia d’arte open source, con un approccio sovversivo ispirato direttamente da letterati dell’800 che hanno promosso il plagiarismo, come Victor Ugo e Comte de Lautréamont. L’idea di arte anonima è molto antica, ma anche negli anni sessanta o tardi novanta, alcuni poco conosciuti collettivi o movimenti artistici hanno inneggiato ad un’arte più autentica senza autore. Non entro nella storia del plagiarismo, perché veramente antica con il mondo, e nessuno sa chi è veramente l’autore di alcuni dei capisaldi della nostra civiltà e chi se n’è appropriato. Con internet questi processi di appropriazione linguistica sono velocizzati e moltiplicati con numeri inestimabili, inevitabilmente molti autori vengono plagiati sempre più spesso, con buone o cattive intenzioni. Oggi, come ieri, il vero autore o originario è chi riesce ad imporsi con forza di promozione per far riconoscere il suo nome come autore e farlo riconoscere dalle masse, ma dubito esista un’idea “unica e originale” al mondo. fonte: ninjamarketing.it

Sei stato contattato da qualcuna delle persone da te usate? No. Ma alcuni mi hanno segnalato dei soggetti da stampare con nome e cognome. Altri mi hanno indicato loro stessi individuati su Google Street View sperando che li usassi per i miei posters. Avere delle reazioni dirette sulla strada è difficile perché spesso sono foto scattate da alcuni anni. Ma nei prossimi mesi avrò dei poster in piccoli paesi di provincia dove tutti si possono riconoscere. C’è un motivo per cui non hai scelto nessuna città italiana? Questione logistica. Ricercare, stampare e viaggiare per gli interventi richiede molto lavoro. Ora musei e festival mi richiedono questo progetto in varie città del mondo. Forse presto qualcuno mi inviterà in terra d’origine. DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

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MONDO

IMMAGIN*ANDO

In collaborazione con www.LosingMind.it

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Gennaio - Febbraio 2013 | DOLCE VITA


ABBONAMEN TO A 1 ANNO (6 NUDOLCE VITA: M A SOLI 15 EURERI) O Dopo un periodo di pausa (dovuto alla nostra volontà di migliorare il servizio) è ora di nuovo possibile abbonarsi a Dolce Vita e quindi ricevere la rivista direttamente a casa ogni 2 mesi. Ci siamo impegnati per riuscire ad offrire ai nostri lettori un servizio migliore e più efficiente di prima ad un prezzo più basso! (15 euro invece che 20). Abbonarsi a Dolce Vita è il modo migliore per supportare una realtà editoriale indipendente, non-filtrata e alternativa come la nostra! CANNABIS GROW REPORT

CULTURA PSICHEDELICA PSICONAUTA

Californian Orange Femminilizzate indoor

LSD

Eccomi qui, vi presento il mio nuovo progetto: Strain: Californian Orange (3 semi femminizzati) Produzione: Dutch Passion Data Semina: 24 settembre Data germinazione: 27 settembre Grow box: artigianale, triangolare, 90x85x120h Volume: 0,48 m3 circa Illuminazione: CFL 250W dual agro Elektrox Estrazione: ventola assiale 12x12 + filtro CA 150m3/h Introduzione: estrattore assiale 100mm (in entrata) 120m3/h Ventilazione: 2 ventole usb Alimentazione: biobizz (root juice, bio grow) – Linea BioMagno 100% Bio dalla fioritura

IL MIO BAMBINO DIFFICILE TERZA PARTE

“LSD Il Mio Bambino Difficile” è un libro del 1979 scritto da Albert Hofmann, famoso scienziato, comunemente conosciuto come il “padre dell’LSD”, psiconauta per eccellenza, deceduto nel 2008 all’età di 102 anni. Fu il primo a sintetizzare e sperimentare l’LSD scoprendone gli effetti psichedelici e studiandone i potenziali utilizzi medici e scientifici. Pubblichiamo i capitoli più interessanti in questa nuova rubrica. E’ possibile scaricare il libro completo dal nostro sito internet: (www.dolcevitaonline.it - sezione downloads) COME NACQUE L’LSD «Dans les champs, de l’observation, le hasard ne favorise que les espríts préparés». Si dice e si scrive continuamente che l’LSD fu scoperto per caso. Ciò è vero solo in parte. L’LSD venne alla luce all’interno di un regolare programma di ricerca; il caso avvenne molto più tardi: dopo cinque anni dalla sua scoperta, mi capitò di sperimentarne gli effetti imprevedibili sul corpo - o meglio, sulla coscienza. Quando ripercorro con il pensiero il mio curricolo scientifico alla ricerca di avvenimenti e decisioni importanti che avrebbero diretto alla fine il mio lavoro verso la sintesi dell’LSD, mi rendo conto quanto sia stata determinante la scelta di trovare un impiego dopo la conclusione degli studi di chimica. Se la decisione fosse stata diversa, può darsi che questa sostanza, conosciuta in tutto il mondo, non sarebbe mai stata creata. Perciò, raccontare la storia dell’origine dell’LSD significa anche illustrare brevemente la mia carriera professionale, legata a quella da un filo inestricabile. Nella primavera del 1929, dopo aver terminato i miei studi di chimica all’Università di Zurigo, entrai a far parte dei laboratori di ricerca chimico-farmaceutica della Società Sandoz in Basilea; fui assunto come assistente del professor Arthur Stoll, fondatore e direttore del dipartimento farmaceutico. Scelsi questo impiego che mi dava l’opportunità di lavorare su prodotti naturali, dopo aver rifiutato altre due offerte da parte di aziende chimiche di Basilea impegnate nel campo della chimica delle sostanze sintetiche. Le prime ricerche chimiche Il dottorato di ricerca a Zurigo con il professor Paul Karrer mi aveva già dato la possibilità di soddisfare i miei interessi per la chimica delle sostanze vegetali e animali. Utilizzando il succo gastrointestinale della chiocciola avevo ottenuto la degradazione enzimatica della chitina, il materiale di cui sono composti i gusci, le ali e le chele di insetti, crostacei e altri animali inferiori. Ricavai la struttura chimica della chitina dal prodotto di scissione, uno zucchero contenente azoto, ottenuto da questa degradazione. La chitina risultò essere un analogo della cellulosa, la sostanza costitutiva delle piante. Questo importante esito, raggiunto dopo appena tre mesi di ricerca, coronò la mia tesi di dottorato con tanto di lode. Quando mi unii alla Sandoz, il numero del personale nel settore chimico-farmaceutico era piuttosto modesto. Quattro chimici lavoravano nel dipartimento di ricerca e tre in quello di produzione. Il lavoro che mi fu affidato presso il laboratorio di Stoll si accordava pienamente con il mio curricolo di studi. L’obiettivo che il professor Stoll aveva stabilito consisteva nell’isolare con metodi accurati i principi attivi delle piante medicinali conosciute allo scopo di produrne gli esem-

plari puri. Ciò è particolarmente importante nel caso di piante medicinali i cui principi attivi siano instabili, o le cui proprietà siano soggette a una considerevole variazione, per cui risulta difficile ottenere un esatto dosaggio. Se il principio attivo è disponibile in forma pura, diviene allora possibile produrre una stabile preparazione farmaceutica, perfettamente quantificabile. Con questo proposito, Stoll aveva deciso di analizzare le piante medicinali di riconosciuto valore, come la digitale (Digitalis), la scilla mediterranea (Scilla marittima) e l’ergot della segale (Secale cornutum), che a causa della loro instabilità e del loro incerto dosaggio avevano sempre trovato scarso impiego in medicina. Dedicai i miei primi anni nei laboratori della Sandoz a studiare quasi esclusivamente i principi attivi della scilla mediterranea. Il dottor Walter Kreis, uno dei primi colleghi di Stoll, mi introdusse in questo campo di ricerca. I più importanti componenti attivi della scilla mediterranea esistevano già in forma pura. Erano stati isolati con estrema abilità, insieme a quelli della digitale lanosa (Digitalis lanata) dallo stesso Walter Kreis. I principi attivi della scilla mediterranea appartengono al gruppo dei glucosidi cardioattivi (sostanze contenenti zucchero) e vengono utilizzati, come quelli della digitale, nel trattamento dell’insufficienza cardiaca. I glucosidi cardiaci sono sostanze molto attive. Poiché le dosi terapeutiche e quelle tossiche differiscono di poco, è particolarmente importante in questo caso avere un esatto dosaggio, basato su composti puri. All’inizio delle mie ricerche, la Sandoz aveva già introdotto nella terapeutica un medicinale con i glucosidi della scilla; la struttura chimica di questi composti attivi, eccetto la parte contenente zucchero, rimaneva però in larga misura sconosciuta. Il mio più rilevante contributo nell’indagine sulla scilla, a cui partecipai con entusiasmo, consistette nella chiarificazione della struttura chimica del nucleo comune dei suoi glucosidi, mettendo in evidenza da una parte la loro diversità da quelli della digitale, e dall’altra il loro stretto rapporto strutturale con i principi tossici isolati dalle ghiandole epidermiche dei rospi. Nel 1935 questi studi vennero provvisoriamente interrotti. Alla ricerca di un nuovo campo di indagine, chiesi al professor Stoll di lasciarmi proseguire gli studi sugli alcaloidi dell’ergot, che aveva iniziato nel 1917 e terminato nel 1918 con l’isolamento dell’ergotamina. L’ergotamina fu il primo alcaloide dell’ergot ottenuto in forma pura e ottenne un immediato riconoscimento nella terapeutica come emostatico in ostetricia e come farmaco antiemicrania. Nonostante questi successi, la ricerca chimica sull’ergot nei laboratori della Sandoz venne abbandonata subito dopo la separazione dell’ergotamina e la determinazione della sua formula empirica. Nel frattempo, all’inizio degli anni Trenta, i laboratori inglesi e americani avevano iniziato a definire la struttura Luglio - Agosto 2012 | DOLCE VITA

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MUSICA INTERVISTE

MEDIA INPUT

Varie Terriccio utilizzato: Plagron Royalty Mix. Irrigazione con acqua per uso domestico corretta con aceto bianco e misurata con misuratore Water Proof AD12 (valori tra 6.3 e 6.8). Correzione umidità: umidificatore Clima Relax 2.0. Vasi tondi in plastica diametro 10 cm per la prima fase vegetativa. Vasi quadrati in plastica 15x15x20 (3,6 litri) per la seconda fase vegetativa. Vasi quadrati in plastica 22x22x30 (11 litri) per la fioritura. Questa è quella in migliori condizioni. Non ha subito particolari traumi e dopo una lenta partenza sembra procedere abbastanza bene. Questa è quella che mostra un po’ di sofferenza (prime foglie piegate verso il basso). E per ultima questa, purtroppo nel tentativo maldestro di prenderla per irrigare, si è capovolta e si è svuotato un po’ di terriccio, speriamo che si salvi! Già precedentemente mostrava due strane “screpolature” delle prime foglie, una delle quali si è propagata fino al centro. Ho avuto la fortuna di tenermele in camera, quindi le seguo e le porterò in fondo cercando di donare loro ogni forma di attenzione. Per il momento irrigo un giorno si e uno no, con acqua a ph controllato e 1 ml di root juice. Il ciclo di luce per adesso è di 18/6 (dalle 00.00 alle 18). Appena arriveremo al settimo o ottavo internodo porterò a 12/12. In questi giorni cambio il rivestimento via il bianco/nero, si passa al mylar diamantato. Per il travaso aspetto 2 settimane esatte, anche perché il gambo della prima pianta è ancora un po’ “fragilino”, ma credo non sia un problema. Intanto ho dato una “spruzzatina” alle pareti con l’acqua osmotica, e le bimbe sembrano gradire. L’umidità è salita ancora 62%. Ho preparato i vasi (da 3.6 litri) mettendo 2-3 cm d’argilla espansa da giardinaggio sul fondo, e riempito con il terriccio (non pressato). Dopo aver praticato il foro (con le mani) per accogliere la piantina e irrigato leggermente con acqua (ph 6.5 – 6.6.), ho messo le piantine e rabboccato lati e gambo. Purtroppo per non spendere troppi soldi mi sono dovuto accontentare di un umidificatore per ambiente per neonati, ma fa veramente poco o nulla. Alla fine ho deciso di cambiarlo e ho preso il Brevi Clima Relaz 2.0, anzi l’ho aggiunto. Per il momento i valori non sono molto differenti, ma confido nel fatto di poter avere sempre una nebulizzazione d’aria fresca intorno alle piante, rimango intorno al 55/60% . Dopo un picco massimo di 30° la temperatura sembra essersi assestata e addirittura comincia a calare, 28,9° mentre l’umidità continua la sua ascesa verso il 65%. Entriamo nella 3° settimana, i valori grow sembrano perfetti: 24.3° e 65% 18° giorno, foto + movimento aria: 21.4°, 69% lampada a 10 cm circa dagli apici. Travaso per la fioritura: considerando le dimensioni ristrette della mia grow ci faccio entrare un tris da 11lt!

Ho subito riscontrato un problema: le foglie risultano leggermente cadenti più o meno su tutte e 3 le piante, probabilmente il terreno è troppo umido. Aumento un po’ la temperatura e la ventilazione per far in modo che la terra asciughi prima, poi rimetto tutto come prima. 24° giorno cominciato, 2 litri in 2, ph 6.5. Anche se con un po’ di ritardo (25° giorno di vegetativa), è scrog time! Ho legato i rami principali più lontani dal centro indirizzato i secondari verso il fusto. Ho toppato tutte e 3 (taglio 45°) e legato piegando leggermente i fusti. Ho lasciato qualche spazio aperto proprio per eventuali “esplosioni” in fioritura, la distanza della rete è a 15 cm dai vasi, assecondabile in fase di crescita attraverso 3 catene poste negli angoli. Allora la più alta era arrivata al 7° internodo e comparivano le foglie dell’8, le altre erano tra il 6° e il 7°. Nella prima pianta ora (dopo il topping) ho circa 28 rami (tra principali e secondari), nella seconda (in ordine di grandezza) circa 26, nella terza 24. Ho toppato per potare a cespuglio, ma nel tentativo di piegare il fusto di una piantina si è spezzato, non completamente ma si è spezzato. Ho messo un po’ di nastro adesivo per risanare la frattura purtroppo il trauma era più grande del previsto, non c’è stato niente da fare, dal 6° internodo la pianta non c’è più. Praticamente è andata. Prima di mettere in fioritura devo aumentare un poco pk. Fino ad oggi infatti ho dato Bio-grow (NPK 8-2-6), 1ML ogni 2 irrigazioni (circa ogni 3-4- giorni). 6° giorno di fioritura. I primi pre-fiori. La distanza della lampada è costantemente a 1520 cm dalle cime; penso di alzarla un po’ per ampliare il raggio d’azione. Dato che di penetrazione ancora non ne necessito, sfrutto il più possibile l’area di coltivazione. 13 gradi nella growroom… devo rimediare al calo drastico della temperatura. Aggiunta un Re da 400w nella zona che rimaneva Maggio - Giugno 2012 | DOLCE VITA

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GIARDINAGGIO TIPS & TRICKS

LIBRI

FILM

“L’ORLO ARGENTEO DELLE NUVOLE” MATTHEW QUICK

YES MAN PEYTON REED (2008)

LITTLE MISS SUNSHINE JONAHTAN DAYTON E VALERIE FARIS (2006)

Crookers I Crookers sono un duo davvero interessante composto da Phra e Bot, entrambi dj e produttori. Conosciuti a livello internazionale e con tante collaborazioni accumulate, in 8 anni di carriera, continuano a stupirci con nuovi lavori e collaborazioni di alto livello. Dopo il vostro incontro casuale avete iniziato a fare musica insieme, come è nato il nome Crookers? Il nome Crookers è nato in maniera molto strana… In sostanza è nato prendendo il dizionario in mano e cercando di trovare una parola, che esistesse o non esistesse, che volesse dire “gente che estorta”. È venuto fuori “to crook” che vuol dire estorcere e poi noi abbiamo inventato Crookers, che in effetti non esiste. Abbiamo modificato questa parola in inglese e diciamo che ci ha portato bene perché è piaciuta molto fin dall’inizio. I nomi italiani non li volevamo usare a priori perché comunque pregiudicano un sacco di lavoro, anche se per esempio abbiamo dato alla nostra etichetta un nome italianissimo. Comunque crediamo che il nome sia stato molto importante per riuscire a funzionare all’estero. La vostra musica è varia e piena di contaminazioni, come la definireste in poche parole? Come definizione prenderei quella di non definirla, così evitiamo qualsiasi tipo di paragone o incentivazione alle persone a cercare di dare nomi alle cose che in realtà non hanno. Noi abbiamo sempre chiamato la nostra musica house perché fondamentalmente va a rinchiudere tutto quello che ci piace nel 4/4, tra i 120-130 bpm che è un po’ la velocità e lo stilema dell’house music classica. Ma è sbagliato se si parla della nostra musica come di house classica perché in molti casi non c’entra niente. Quindi è un po’ complicato

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catalogarla anche perché c’è chi sostiene che con certe produzioni noi abbiamo fatto una sorta di rivoluzione di un determinato suono, anche del pop fondamentalmente. Insomma dopo tutti questi anni a cercare di dare un nome alla nostra musica abbiamo capito che forse non esiste un termine preciso! Vi siete fatti strada tramite internet, il vostro primo remix importante è stato, nel 2006, “Salmon dance” per i Chemical Brothers. Vi ricordate qual è stato il momento in cui la vostra passione è diventata il vostro lavoro? Come prima cosa sottolineerei che è stata l’Inghilterra a conoscerci, nel senso che le prime produzioni, prima ancora dei Chemical Brothers, piacevano e così di li a poco siamo stati invitati a suonare al Fabrik e subito dopo abbiamo spopolato in Inghilterra. Quando poi si diventa conosciuti in Inghilterra, forse più un po’ di anni fa che adesso, si ha la possibilità di farsi vedere nel mondo ed il mondo, in quel periodo, è stato più recettivo grazie ad internet… Abbiamo cominciato a fare diversi remix, centinaia e centinaia, qualcuno bello, qualcuno meno e poi è andata bene… Quando ci hanno dato i primi 500€ per fare un remix è stato il momento in cui abbiamo pensato che le cose stessero cambiando. Successivamente hanno iniziato a chiamarci a suonare tutti i fine settimana e ci siamo resi conto che non dovevamo più fare i salti mortali per pagare l’affitto, perché avevamo delle date tali che ci potevano assicurare il mese, e proprio da quel momento abbiamo detto: “ok questo è diventato il nostro lavoro!”.

Luglio - Agosto 2012 | DOLCE VITA

In psicologia, la resilienza è la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. È la capacità di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza perdere la propria umanità. In questo film sarà il viaggio ad avere un valore terapeutico. Se all’inizio i personaggi della famiglia Hoover, in viaggio verso un concorso di bellezza a cui deve partecipare la figlioletta Olive, sono chiusi nelle rispettive nevrosi, l’esperienza - e l’avventura piena di divertenti colpi di scena - li induce a trasgredire le proprie regole e ad aiutarsi.

Carl Allen è un uomo la cui vita è finita in un vicolo cieco, soprattutto a causa della sua totale incapacità nel dare una risposta affermativa alle proposte che gli vengono fatte sul posto di lavoro o nella vita privata. Deciso a cambiare il corso della sua esistenza, Carl aderisce a un programma basato semplicemente sull’impegno di dire ‘sì’ ad ogni proposta, sempre. La sua esistenza prenderà così una svolta straordinaria facendogli ottenere eccellenti frutti non solo sul lavoro, ma anche nel campo sentimentale. Tuttavia, dire sempre di ‘sì’ a tutto e a tutti può comportare qualche imprevisto. Una commedia un po’ meccanica, banale direbbe qualcuno, ma dietro cui si nasconde un atteggiamento esistenziale propositivo che porta a pensare al futuro con meno catastrofismo.

DOPO LA CRISI: PROPOSTE PER UN’ECONOMIA SOSTENIBILE ANDREW WATT, ANDREAS BOTSCH E ROBERTA CARLINI

Come uscire dalla crisi e vivere meglio: rimettere la finanza al suo posto, costruire un’economia sostenibile, avviare politiche per uno sviluppo di qualità, dare valore al lavoro. Le proposte di 32 economisti ed esperti italiani, europei e statunitensi, uniti in un “think tank” collettivo che mostra come lasciarsi alle spalle speculazione, strapotere dei mercati e neoliberismo, e realizzare politiche nazionali ed europee capaci di cambiare l’economia. Un progetto comune dell’EtuiIstituto sindacale europeo e di Sbilanciamoci! La campagna di 47 organizzazioni della società civile italiana per una politica e una spesa pubblica che serva alla società, all’ambiente, alla pace. Un programma di lavoro per politici, enti locali, sindacato, associazioni e movimenti.

L’ottimismo è la chiave per tutto. Questo è il senso di questo romanzo-commedia dolceamara che parla d’amore, di vita e di follia. Pat Peoples immagina che la sua vita sia un film, una pellicola prodotta da Dio, di cui attende ansiosamente l’happy end, cioè il ricongiungimento con la moglie Nikki. Da quando è uscito dalla clinica psichiatrica, Pat si allena costantemente per diventare una persona migliore perché spera di mettere fine al “periodo di lontananza”. A casa, però, lo attende una vita durissima: gli amici sono ormai tutti sposati, la squadra del cuore ha cambiato stadio e di Nikki è stata cancellata ogni traccia, foto del matrimonio comprese. Pian piano, attraverso l’appoggio di familiari e amici e soprattutto grazie al suo fervente ottimismo, Pat riuscirà a trovare i pezzi mancanti della sua memoria e a ricostruire il puzzle della sua vita, trovando finalmente un finale felice ed inaspettato alla sua tragica vicenda.

MUSICA WRECKING BALL BRUCE SPRINGSTEEN

Il Boss viene da un’annata difficile culminata con la morte di Clarence Clemons, storico componente della E Street Band. Eppure la sua voglia di fare musica continua. E non a caso il suo ultimo album si chiama “Wrecking Ball”, che letteralmente identifica la palla da demolizione utilizzata per abbattere gli edifici. Un titolo che è tutto un programma e identifica il carattere ‘combattivo’ di quest’opera, in cui Bruce Springsteen non si sottrae a un ruolo militante. Lo scenario è quello della crisi economica mondiale, la pesante recessione che schiaccia le classi meno abbienti privandole di ogni dignità. Un’aperta critica al capitalismo sfrenato che si dimostra inadeguato a rispondere alle esigenze dell’umanità. Un rock corposo e convincente che pone la sua attenzione su una società ormai troppo individualistica.

COM’E’ PROFONDO IL MARE LUCIO DALLA

Era il 1977 quando uscì l’ottavo album del cantautore scomparso il 1° marzo 2012. È il primo album nel quale Dalla è anche autore dei testi. Testi pervasi da un ottimismo universale, da Disperato Erotico Stomp a Quale Allegria. “Gli ottimisti non sono perfezionisti ma sono sempre in cerca di specializzarsi... e crescere!” ha detto Dalla. “Avevo undici anni quando mia madre, donna strana, una stilista che non sapeva mettere un bottone, mi portò in un istituto psicotecnico di Bologna per un test sulle mie attitudini. Risultò che ero un mezzo deficiente”. Questo album è quello che ha consacrato questo genio musicale. Non male, per un “mezzo deficiente”.

ROSMARINO

MENTA

ERBA CIPOLLINA

BASILICO

Erbe Aromatiche Spesso anche il meno dotato di pollice verde viene colto dalla voglia di tenere in casa una piantina verde. Magari semplice da manutenere, profumata ed utile. Economica, perfino. Ci sono diverse erbe che rispondono a questo tipo di esigenza, ma una in particolare è davvero a prova di principiante, si accontenta di poco e può essere prelevata direttamente dal prato: è la menta. Esistono in Europa, Africa e Asia circa 25 specie perenni di menta, rustiche e semirustiche. Di dimensioni assai variabili a seconda della varietà, la menta può presentarsi in forma di piantina o superare il metro di altezza, formando veri e propri cespugli. Fiorisce in estate fino all’inizio autunno con fiorellini non troppo vistosi, di forma tubolare o a campanula, in ogni caso bilabiali e raccolti su spighe a forma di spirale. Le foglie sono generalmente lanceolate, ricoperte da una soffice e leggera peluria dal colore verde brillante, verde salvia o variegato verde/giallo verde/ bianco. Predilige un’esposizione in pieno sole o di parziale ombra, ma sopporta bene sbalzi di temperatura, inverni anche rigidi all’aperto e qualche stress. E’ molto resistente e rustica, pertanto è adattissima anche al classico vasetto sulla mensola. Importante la scelta del terriccio, che deve essere fresco, umido e ben drenato. La propagazione si ottiene per divisione durante la primavera o l’autunno, o prelevando talee apicali durante primavera e estate. Si tratta di una pianta facile da riprodurre, i cui rizomi radicano con estrema facilità. Potete prelevare una talea da un amico o in campagna e ottenere ottimi risultati senza nessun prodotto specifico. In alcuni casi la menta diventa infestante, data la resistenza e la rapidità con cui si sviluppa. Una volta che la vostra piantina s’è acclimatata e inizia a crescere, cercate di contenerla con potature, legature o gabbie, in modo da guidarne l’avanzamento. E’ noto l’utilizzo in cucina nelle più svariate ricette, così come il potere antisettico e decongestionante del mentolo, olio essenziale impiegato da secoli in medicina e in cosmesi. Potete raccogliere le foglioline al termine della fase vegetativa e gustarle fresche o essiccate. Il nemico naturale della menta è l’afide che può rendere inutilizzabile la pianta, vista la difficoltà nel rimuovere gli sgraditi ospiti e i residui che lasciano sulle foglie. Attenzione anche alle lumache e ai bruchi. Che altro si potrebbe mettere tranquillamente nel mini-orto della cucina? L’erba cipollina ad esempio. Si tratta di una pianta simpatica all’aspetto, una bulbosa perenne che si presenta come un mazzo di foglie arrotolate e carnose, strette e lunghe, non più alte di

una quarantina di centimetri. In primavera produce una fioritura discreta nei toni del rosa. Non richiede molta luce ed è resistente, in inverno secca per rispuntare l’anno successivo, teme il gelo ma può affrontare un inverno mite anche all’esterno. Offrite un terriccio concimato e leggero e fertilizzate con regolarità per una crescita ottimale. Scegliete un concime organico, o non potrete consumare la vostra piantina. Mantenete sempre umido il terreno, sfoltite di tanto in tanto le foglie e tagliate i fiori senza lasciarli appassire. L’aroma non è felice come quello della menta, si tratta di un curioso misto fra aglio e cipolla molto ricercato in cucina, che si sprigiona però solo sfregando le foglie o al momento del taglio. Non teme i parassiti. Se volete cimentarvi poi con qualcosa di più impegnativo provate il rosmarino. Tipicamente mediterraneo, è un arbusto che supera i tre metri di altezza e si colora di fiorellini malva/azzurro in primavera. In casa cresce piuttosto lentamente e si può mantenere nelle dimensioni più consone tramite potatura. Se il clima è mite può essere tenuto all’esterno tutto l’anno, gradisce il sole pieno. Prospera anche nei terreni più poveri e calcarei, va messo a dimora all’inizio della primavera e si può moltiplicare per seme o, più semplicemente, per talea. Vista la natura legnosa dell’arbusto può essere utile raschiare leggermente la base del rametto da radicare ed eventualmente servirsi di un radicante. Il rosmarino si può raccogliere durante tutto l’anno e non è particolarmente soggetto ai parassiti. L’aroma unico lo rende una delle erbe più utilizzate nella cucina italiana, l’olio essenziale viene impiegato in medicina e in cosmesi. Non può mancare al mini giardino indoor il basilico, pianta bella e molto semplice da manutenere. Richiede un ph del terreno neutro e teme i ristagni, si adatta bene sia alle temperature alte che a quelle basse e non necessita di ulteriori concimazioni se il substrato è di buona qualità. Per ottenere una crescita rigogliosa è bene cimare gli apici ed eliminare i fiori. La semina avviene in primavera, spargendo in maniera uniforme i semi, che sono molto piccoli, su un substrato umido. Ideale sarebbe una serretta, anche costruita in casa con un semplice foglio plastico. Una volta iniziata la crescita non è più necessaria nessuna copertura. Per sfruttarne appieno le proprietà aromatiche va consumato fresco. a cura di Francois Le Jardinier

a cura di Maurizio Bongioanni Luglio - Agosto 2012 | DOLCE VITA

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Marzo - Aprile 2012 | DOLCE VITA

COME ABBONARSI METODO 1

E’ possibile abbonarsi on-line su www.dolcevitaonline.it/ abbonamenti (potrete scegliere se pagare con bollettino postale, bonifico bancario o carta di credito)

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 - con bonifico bancario: iban IT20 V031 2403 2100 0000 0202 614
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 In entrambi i casi va inviato un fax (06.39762130) o un’email (abbonamenti@redscoop.it)
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DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

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NEWS E PRODOTTI

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NEWS E PRODOTTI

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dover tenere le finestre aperte per una settimana! L’Outdoor pack di Biobizz contiene: - Bio·Bloom - 250 ML - Fish·Mix - 250ML - Top·Max - 250 ML

Stimulant·Pack: Le vostre piante hanno bisogno di una spinta? Avete provato a parlare e cantare ma non è servito? Provate il nostro Stimulant·Pack, uno dei quattro membri della famiglia di Biobizz Try·packs. Imparate a coltivare da professionisti con un pacchetto completo di alta qualità, progettato per essere facile da maneggiare, da usare, da abbinare e soprattutto conveniente. Lo Stimulant·Pack contiene Root·Juice, Top·Max e Alg·A·Mic. Una combinazione che permetterà al coltivatore biologico e idroponico di acquisire esperienza con la gamma di fertilizzanti organici Biobizz, in quanto consente di nutrire 1-4 piante. Un pacchetto ideale per chi vuole fare un ulteriore passo avanti e ottenere il massimo dal proprio raccolto organicamente. Con Stimulant-Pack di Biobizz otterrete un gusto più dolce, piante più grandi e migliori risultati rispetto al passato, anche dal punto di vista idroponico! Lo Stimulant-Pack Biobizz contiene: - Root·Juice - 250 ML - Top·Max - 250 ML - Alg·A·Mic - 250 ML Hydro·Pack: Coltivate in idroponica ma siete stanchi di fornire minerali alle vostre piante? Volete assaporare il sapore naturale di un raccolto organico ma non sapete come fare? Provate il nostro Hydro-Pack. L’Hydro·Pack contiene Bio·Bloom, Bio·Heaven e Top·Max. Una combinazione che permetterà al coltivatore idroponico di acquisire esperienza con i prodotti organici Biobizz adatti da applicare in qualunque sistema idroponico. Tutti e tre i prodotti contenuti nell’Hydro-Pack vi permetteranno di fare un raccolto bioponico. Quindi, otterrete il meglio di due mondi: la qualità biologica e la quantità idroponica. L’Hydro-Pack stimola lo sviluppo ottimale e la protezione delle radici utilizzando organici nel vostro sistema idrico. Biobizz Hydro·Pack contiene: - Bio·Bloom - 250 ML - Bio·Heaven - 250ML - Top·Max - 250 ML Per maggiori informazioni visita il sito www.biobizz.com

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Gennaio - Febbraio 2013 | DOLCE VITA


EXTRA

LOGOUT

UBUNTU IO SONO PERCHÉ NOI SIAMO

Un antropologo propose un gioco ad alcuni bambini di una tribù africana. Mise un cesto di frutta vicino ad un albero e disse ai bambini che chi sarebbe arrivato prima avrebbe vinto tutta la frutta. Quando gli fu dato il segnale per partire, tutti i bambini si presero per mano e si misero a correre insieme, dopodiché, una volta preso il cesto, si sedettero e si godettero insieme il premio. Quando fu chiesto ai bambini perché avessero voluto correre insieme, visto che uno solo avrebbe potuto prendersi tutta la frutta, risposero “UBUNTU: come potrebbe uno essere felice se tutti gli altri sono tristi?” UBUNTU nella cultura africana sub-sahariana vuol dire: “Io sono perché noi siamo”.

DOLCE VITA | Gennaio - Febbraio 2013

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DISTRIBUZIONE: SIETE UN NEGOZIO, UN CENTRO

SOCIALE, UN’ASSOCIAZIONE O SEMPLICEMENTE UN GRUPPO DI AMICI E VOLETE DISTRIBUIRE DOLCE VITA? CONTATTATECI E VI FORNIREMO I DETTAGLI. SPEDIZIONE A CARICO NOSTRO. ORDINE MINIMO 25 COPIE.

PROSSIME USCITE: N.45 (15 Marzo 2013) N.46 (15 Maggio 2013) N.47 (15 Luglio 2013)

Infoline per DISTRIBUZIONE e ARRETRATI Email: distribuzione@dolcevitaonline.it

INFO ABBONAMENTI: www.dolcevitaonline.it/abbonamenti • Abbiamo mantenuto un prezzo ridotto, perchè il nostro obbiettivo è quello di far girare la rivista il più possibile; con queste cifre, un negozio può anche utilizzarla come OMAGGIO per i suoi clienti nel caso di qualche acquisto. Sarà un pensiero apprezzato e contribuirete a divulgare la rivista. • Dolce Vita NON è un progetto riservato ad un pubblico di nicchia; puntiamo infatti a NORMALIZZARE determinati argomenti che ad oggi, nel mondo e soprattutto in Italia, sono ingiustamente considerati “scomodi” e “pericolosi”. Invitiamo quindi a distribuire la rivista in QUALSIASI negozio o luogo (edicole, negozi di sport, di musica, di vestiti, associazioni, eventi, ecc). • Divulgare Dolce Vita signifi ca SUPPORTARE l’antiproibizionismo, la contro-informazione, la cultura della canapa, la libertà in tutte le sue forme (di parola, pensiero, espressione, comunicazione, stili di vita, ecc) e in generale, qualsiasi realtà italiana del settore. • E’ ora possibile distribuire Dolce Vita anche nelle edicole. Invita il tuo edicolante di fi ducia a contattarci per richiedere la distribuzione della nostra rivista.

NELLE PRINCIPALI DEICOLE DI ANCONA, AVELLINO, BARI, BELLUNO, BERGAMO, BOLOGNA, BOLZANO, BRESCIA, BRINDISI, CAGLIARI, CATANIA, COMO, COSENZA, FIRENZE, FOGGIA, FORLI’, GENOVA, GORIZIA, LA SPEZIA, LECCE, LIVORNO, MACERATA, MANTOVA, MILANO, MODENA, NAPOLI, NOVARA, PADOVA, PALERMO, PARMA, PAVIA, PERUGIA, PESARO, PESCARA, PIACENZA, PISA, RAVENNA, REGGIO EMILIA, ROMA, SALERNO, SASSARI, TARANTO, TERNI, TORINO, TRENTO, TREVISO, TRIESTE, UDINE, VARESE, VENEZIA, MESTRE, VERONA, VICENZA.

DISTRIBUTORI UNDERGROUND FRIULI VENEZIA GIULIA

• CITY JUNGLE, VIA 30 OTTOBRE 11, 33100, UDINE

LIGURIA

TRENTINO ALTO ADIGE

• CHACRUNA, CORSO 3 NOVEMBRE 72/2, 38100, TRENTO

• FRONTE DEL PORTO, VIALE SAN BORTOLOMEO 323, 19124, LA SPEZIA • HEMPATIA IT GROW, VIA SAN DONATO 32-34/R, 16123, GENOVA • INDOORLINE STORE, VIA SANT’AGNESE 12/R, 16126, GENOVA • IRIE VISION, VIA FOSSATELLO 25/R, 16124, GENOVA

VENETO

TOSCANA

• BOOMALEK, VIA EUGANEA 78, 35141, PADOVA • IL GIARDINO IDROPONICO, VIA TRESIEVOLI 63, 30034 BORBIAGO (VE) • GRACE, VIA SALVORE 3-5, 30170, MESTRE (VE) • HEMPORIUM, S.S. 11 PADANA SUPERIORE 279, 36100, VICENZA • NUOVA DIMENSIONE, VIA ROMA 13, 36045, LONIGO (VI) • STRAIN.IT, VIA CRISTOFORO MORO 41/BIS, 35141, PADOVA

LOMBARDIA

• ALTRA CAMPAGNA, VIA CARLO PIAGGIA 29/D, 55012, TASSIGNANO (LU) • BIOLOGIKA, VIA POMERIA 11, 59100, PRATO • CAMPO DI CANAPA, VIA LEOPARDI 4/R, 50121, FIRENZE • FIORI DI CAMPO, VIA SALVAGNOLI 81, 50053, EMPOLI

MARCHE

• ZONAUFO, VIA PASSERI 155, 61121, PERSARO

• ROOTS TEAM SNC, VIA BAIONI 5/E, 24122, BERGAMO • CAMPACAVALLO, VIA UMBERTO I° 142, VAREDO (MB) • GANESH, VIA PIETRO DEL MONTE 22, 25123, BRESCIA • GHIRIGORI FAMILY, VIA VALERIANA 155, 23015, DUBINO (SO) • GHIRIGORI FAMILY, PIAZZA GARIBALDI 7, 23848, OGGIONO (LC) • KARKADE’, VIA MONTE CENGIO 17, 25128, BRESCIA • LA BOTTEGA DELL’IGNOTO, VIA REZIA 26, 27100, PAVIA • MY GREEN HOUSE, VIA SAN PAOLO 27 ANGOLO VIA FERRINI, 27100, PAVIA • MY GRASS, VIA TORRICELLI 26, 20136, MILANO • NON SOLO ERBA, VIA MAGENTA 26, 23900, LECCO • LA BOTTEGA DEL ROSSO, OGNI SABATO FIERA DI SINIGAGLIA, 20150, MILANO • SHIVA ART’S TATOO, VIA STAZIONE 66/68, 26013, CREMA • STONED AGE, VIA GALENO 4, 20126, MILANO • VIRGOZ’ STUDIO, VIA VOLVINIO 31, 20141, MILANO • VU-DU SHOP BRESCIA, VIA PIETRO DEL MONTE 22, 25123, BRESCIA

UMBRIA

PIEMONTE

CAMPANIA

• ALTER ECO, VIA OZANAM 10, 10153, TORINO • CRAZIEST’09, VIA CORTE D’APPELLO 7 BIS, 10122, TORINO • INDOORLINE, REGIONE ARTIGIANALE CONTI 15, 10060, GARZIGLIANA (TO) • NEW BIOGROUP, VIA SOLERO ANG. VIA GORIZIA, 15100, ALESSANDRIA

EMILIA ROMAGNA

• BOTTEGA DEL VERDE, VIA DI ROMA 82, 48121, RAVENNA • BOTTEGA DELLA CANAPA, VIA MARSALA 31/A, 40126, BOLOGNA • BOTTEGA DELLA CANAPA, VIA CERVESE 1303, 4752, CESENA • CANAPA E CANAPA, VIA GALLO MARCUCCI, 48018, FAENZA (RA) • CANAPAJO’, VIA PASCOLI 60, 47841, CATTOLICA • CANAPERIA, VIALE DELL’APPENNINO 117, 47121, FORLI’ • DELTA 9, VIA PARENTI 53, 41013, CASTELFRANCO EMILIA (BO) • FOGLIE D’ERBA, VIA DE MARCHI 29/A, 40123, BOLOGNA • ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE GREEN RIOT, VIA BONESI 3, 41059, VIGNOLA (MO) • HIERBA DEL DIABLO SMARTSHOPS, VIA DELL’ABBADESSA 4, 42100, REGGIO EMILIA • ORA LEGALE, VIA MARCHE 2/E, 40139, BOLOGNA • SECRET GARDEN, VIA MATTEOTTI 61, 41049, SASSUOLO (MO) • GROWSHOP REGGIO, VIA JACOPO DA MANDRA 30/A, 42120, REGGIO EMILIA

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• MYSTICANZA, VIA SAN FRANCESCO 9, 06100, PERUGIA • EVERGREEN, VIA UMBERTO RANIERI 2/A, 06019, UMBERTIDE (PG)

LAZIO

• AMSTERDAM SHOP GROWHEMP, VIALE MANZONI 25, 00040, POMEZIA • AREA 51, VIA CORRADO GRECO 32, 00121, OSTIA • BOOMBASTIK, VIALE CADUTI PER LA RESISTENZA 815/A, 00128, ROMA • EXODUS, VIA CLELIA 42 , 00181 ROMA • FILO D’ERBA, VIA R. GRAZIOLI LANTE 46, 00195, ROMA • HORTUM DEUS, VIA RAFFAELE DE COSA 9, 00122, OSTIA LIDO • HEMPORIUM, VIA DEI CAMPANI 33/35, 00185, ROMA • I-GROW, VIA ODERISI DA GUBBIO 234, 00146, ROMA • I-GROW, VIA TOR SAN GIOVANNI 140, 00139, ROMA • I-GROW, VIALE GIULIO CESARE 102, 00193, ROMA • FUMERO’, VIA SEDILE DEL PORTO 60, 80134, NAPOLI

PUGLIA

• ASSOCIAZIONE CULTURALE CANAPUGLIA, VIA ADUA 33, 70014, CONVERSANO (BA) • SMART DRUGS AND NUTRIENTS, VIA MONTE GRAPPA 135, 70011, ALBEROBELLO (BA)

SICILIA

• HEMPATIA, VIA LASCARIS 381n.8, 98100, MESSINA • IL CANAPAIO, VIA TORREARSA 6, 91100, TRAPANI • KALI’, VIA CAVOUR 31, 90133, PALERMO • SKUNKATANIA, VIA VITTORIO EMANUELE 229, 95124, CATANIA • SUPER NATURAL, VIA CROCIFERI 68, 95120, CATANIA • THE OTHER PLANT, VIA FRANCESCO BATTIATO 13, 95124, CATANIA • VUDU PALERMO, VIA PIGNATELLI ARAGONA 15, 90141, PALERMO

SARDAGNA

• ANTONIO GALTEA, VIA MONTEGRAPPA 7/E ,07100, SASSARI • DREAM PLANET, VIA BELLINI 9/B, 09128, CAGLIARI • ORTO BIOLOGICO SHOP, VIA TIGELLIO 60, 09123, CAGLIARI Gennaio - Febbraio 2013 | DOLCE VITA


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Dolce Vita Magazine 44  

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