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.Numero 29. .LUGLIO / AGOSTO 2010.

leggi Dolce Vita responsabilmente

Dolce Vita stili di vita alternativi

MOLTITUDINE INARRESTABILE COME E' NATO IL PIU' GRANDE MOVIMENTO AL MONDO

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ISSN 19708599 - POSTE ITALIANE SPA - SPED. IN ABB. POST. - D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27/02/2004 N.46) ART.1 COMMA1, DCB MILANO

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IN UN MOMENTO DI MENZOGNA UNIVERSALE, DIRE LA VERITÀ È UN ATTO RIVOLUZIONARIO. (George Orwell)

Editoriale

Wiser Earth è il Social Nework ideato da Pawl Hawken per mettere in contatto i gruppi di tutto il mondo impegnati nell’attivismo per i diritti umani, la giustizia sociale e la difesa dell’ambiente. >>> www.wiserearth.org Leggi i primi capitoli del libro di Hawken su www.moltitudineinarrestabile.it

N29 • Luglio - Agosto 2009

Nella mia visione noi siamo parte di un movimento che è più grande, più profondo e più esteso di quanto noi stessi sappiamo o siamo in grado di sapere. Vola al di sotto e molto aldilà del radar dei media, è non violento, è nato dalla società civile, non ha bombe a grappolo, eserciti o elicotteri. Non possiede un’ideologia centrale, a capo non c’è un vertebrato maschio.
Questo

movimento senza nome, è il movimento più variegato che il mondo abbia mai visto.
La stessa parola “movimento” secondo me è troppo ristretta per definirlo.
Nessuno ha dato inizio a questa visione del mondo, nessuno ne è a capo, non c’è ortodossia, è globale, senza classi inappagabile ed instancabile. Una conoscenza condivisa sta sorgendo spontaneamente da diversi settori, economici, culture, regioni e comunità. Sta crescendo e si sta diffondendo in tutto il mondo senza eccezioni.
Ha molte radici, ma quelle iniziali provengono dalle culture indigene, dai movimenti ambientalisti e per la giustizia sociale.
Questi 3 settori e le loro branchie si stanno intrecciando, prendono forma e si estendono.
Non è più semplicemente una questione di risorse, di pressioni o di ingiustizie, questo è fondamentalmente un movimento per i diritti civili e umani, è un movimento democratico. Questo è il mondo che verrà. Quello che vedete qui è solo l’inizio di una lunga lista di almeno 130.000 organizzazioni che in tutto il mondo lavorano per la giustizia sociale ed ambientale. E’ una stima per difetto, potrebbero essere 250.000 gruppi o forse anche 500.000. Sono certo che leggendoli, la maggior parte di questi nomi, non vi saranno familiari, neanche noi abbiamo una vaga idea di quanto grande sia questo movimento.
Esso si basa sulle affinità, la comunità, la simbiosi. E’ la Terra che risponde, che si sta svegliando. Quelli che vi sto mostrando sono vostri simili e ciò vi può dare un’idea di quanto sia grande questo movimento. Se avessi avviato questo video venerdì mattina alle 9 quando è iniziata la conferenza e lo avessi lasciato scorrere tutto il venerdì e tutta la notte, tutto il sabato e tutta la notte, tutta la domenica e tutta la notte e tutto il lunedì, ancora non avremmo visto ogni nome di ogni gruppo del mondo, che siamo noi.

E’ qualcosa di talmente nuovo che non riusciamo a riconoscerlo, perché siamo abituati agli

eserciti, ai governi, alla guerra, alle chiese, alle religioni, perché non c’è un presidente per quello che stiamo facendo.
Quello che voi state creando è completamente sconosciuto. Questo movimento è ovunque, senza un centro, non ha un unico portavoce. E’ in ogni paese, in ogni città del pianeta, è all’interno di ogni tribù, in ogni razza, in ogni cultura, in ogni gruppo etnico al mondo. Questa è la prima volta che sul pianeta Terra sorge un movimento potente e non ideologizzato. Nel corso del ventesimo secolo le grandi ideologie sono state venerate al pari delle religioni, hanno dominato le nostre convinzioni. Sono le ideologie che hanno governato, il capitalismo, il socialismo, il comunismo.
Le ideologie hanno fermato la Terra, blindandola, hanno combattuto per avere il controllo delle nostre menti, del nostro territorio, il che non è stato piacevole. Le ideologie vi hanno raccontato che la salvezza si trovava nell’affermazione di un solo modello, ma noi sappiamo dove si trova la salvezza. Lo sappiamo in quanto biologi e come organizzatori delle comunità, lo sappiamo dall’ecologia. La salvezza si trova nella diversità. Questo movimento è la risposta immunitaria dell’umanità per resistere e guarire dalla malattia della politica, dall’economia avvelenata e dal deterioramento degli ecosistemi causati dalle ideologie. Tocca a noi decidere come saremo, chi saremo.
Questo è ciò che vuol dire ricostruire; questa è la capacità di risposta. Che ha a che fare con le possibilità e le soluzioni.
L’umanità sa cosa deve fare. PAUL HAWKEN (presentazione del libro “Moltitudine Inarrestabile”)

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amente il proprio pensiero con la Tutti hanno diritto di manifestare liber diffusione. La stampa non può di o mezz altro ogni parola, lo scritto e zioni o censure. rizza essere soggetta ad auto (art.21 della Costituzione Italiana)

Anno V - Numero 29 LUGLIO / AGOSTO 2010 Edito da

03. Editoriale

Azienda ProdAction

06. Guardando le stelle di Matteo Gracis

in collaborazione con ENjOINT.com

via Mac Mahon 89, 20155 Milano

Registrazione al Tribunale di Milano n.306 del 3.05.2006

07. Fumetto Ivanart 09. Enjoint News

Direttore responsabile: Fabrizio Rondolino

10. News e Curiosità dal mondo 13. Eventi: Expocannabis Sur 2010 + Sherwood Festival

Coordinatore: Maurizio Birocchi

14. Feedback

Vice Cordinatore: Marta Stella aka Martina

16. High Times 19. Il Canapaio di Franco Casalone 20. La scuola di Cervantes di Jorge Cervantes 23. Bag of Dreams di Shantibaba 26. Strain Guide: Wild Rose di Sweet Seeds

Supporto legale: Avv. Carlo Alberto Zaina Collaboratori: Filippo Vona, Scott Blakey, Jorge Cervantes, Maurizio Gazzoni, Ivan Art, Franco Casalone, Gennaro Maulucci, Psycogreen, Alice Vecellio, ENjOINTeam Hanno collaborato: Alessandro Kola, Rubbershin

29. Grow: Talee How To 33. Cannabis Terapeutica: THC power e News 37. Dolci Foto: Jamaican Deral - Eva Seeds 38. The Emperor wears no clothes: 4° Capitolo parte I 43. Legalize it + Comunicato Semitalia 45. L’avvocato risponde + Active 47. Psiconauta: La scala Shulgin

Art Direction e Progetto Grafico: Giacomo Feltri Copertina: Matteo Gracis Sito web: www.dolcevitaonline.it Email: info@dolcevitaonline.it MyS: myspace.com/dolcevitamagazine Second Life: Lupulinus 240,190,31 Facebook: facebook.com/dolcevitamagazine Twitter: twitter.com/dolcevita_mag Pubblicità: IndePeople - AziendaProdAction network Tel: 329.7346830 Email: info@indepeople.com

48. Input: Libri, Film, Musica 51. New Art

Distribuzione e Abbonamenti: Tel: 366.4582650 Email: distribuzione@dolcevitaonline.it

53. Musica: Tre Allegri Ragazzi Morti 57. Reggae Vibrations 58. Rave New World: Kernel Panic 60. Speciale: L’attacco di Israele a Freedom Flottillia 64. Hi-Tech: News e Curiosità 66. Oltreconfine: Il Viaggio Volontariato 69. Eco-Friendly: News 70. Cronache da dietro il cancello + Erbavino 71. Nerolucido: Decadence Special 72. Servizio Pubbliredazionale: News prodotti e negozi 75. Promo 77. Logout 78. Info varie + Lista distributori Creative Commons

Direttore editoriale: Matteo Gracis aka Sir aka Ecko

SOME RIGHT RESERVED

Tu sei libero: di riprodurre, distribuire, comunicare al pubblico, esporre in pubblico, rappresentare, eseguire e recitare quest’opera. Alle seguenti condizioni: Attribuzione. Devi attribuire la paternità dell’opera nei modi indicati dall’autore. (Ovvero “Fonte: Dolce Vita, alternative lifestyle magazine - www.dolcevitaonline.it”)

Distribuzione Edicole: REDS Rete europea distribuzione e servizi, Coop a.r.l.,via Bastioni Michelangelo 5/a 00192 Roma Tel: 06.39745482 - Fax: 06.39762130 Stampato presso: Tipografia Milanese Srl - Corsico (MI) ATTENZIONE La redazione di Dolce Vita e i suoi collaboratori non intendono e non vogliono in alcun modo incentivare e/o promuovere condotte vietate dalle attuali leggi vigenti nei Paesi dove la rivista è reperibile. Tutte le informazioni contenute sono da intendersi esclusivamente ai fini di una più completa cultura generale nonché sulle strategie di riduzione del danno. La redazione non si assume nessuna responsabilità per un uso improprio delle informazioni contenute in Dolce Vita e ricorda ai lettori che il possesso e la coltivazione di cannabis sono VIETATE. Dolce Vita non è responsabile dei contenuti e dei prodotti presenti sulle pubblicità della rivista. REDAZIONE ESTERA POSTBUST 978 1000 AZ AMSTERDAM OLANDA Azienda ProdAction è iscritta al R.O.C. Registro Operatori Comunicazione Iscrizione n.14721

Non commerciale. Non puoi usare quest’opera per fini commerciali.

2 •Non opere derivate. Non puoi alterare o trasformare quest’opera, ne’ usarla per crearne un’altra. 4 6

N19 N24 N20 ••Novembre •Settembre Gennaio---Dicembre Febbraio Ottobre 2008 2009


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Extra GUARDANDO LE STELLE Ho trovato le parole - Siruan

FEDERICO ALDROVANDI / 2 - 4 poliziotti uccidono a manganellate un ragazzo di 18 anni.* - Cercano di insabbiare tutto.** - La madre apre un blog per chiedere giustizia.*** - Un giudice li condanna. **** - Nonostante ciò loro restano in servizio e non fanno 1 giorno di carcere. ***** - E ora, loro, denunciano la madre per diffamazione ****** (perchè li ha definiti “DELINQUENTI”).

VAFFANCULO ITALIA! OGGI MI FAI PROPRIO SCHIFO. *http://it.wikipedia.org/wiki/ Omicidio_di_Federico_Aldrovandi **http://www.reti-invisibili.net/aldrovandi/ ***http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/ ****http://www.ansa.it/web/notizie/collection/rubriche/ topnews/2009/07/06/visualizza_new.html_900957028.html *****http://www.matteogracis.it/?p=148 ******http://lanuovaferrara.gelocal.it/dettaglio/ caso-aldrovandi-tre-poliziotti-condannati-querelano-lamadre-di-federico/2010524

IL RESPIRO DELLA TERRA BreathinEarth è un bellissimo simulatore on-line in tempo reale delle nascite, delle morti e delle emissioni di CO2 sul nostro pianeta. Sebbene i dati provengano da fonti attendibili, naturalmente non potranno mai essere precisi al 100%, ecco perchè si tratta appunto di una simulazione. Il sito è nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul riscaldamento globale e i cambiamenti climatici. Vuole farci notare infatti quante tonnellate di anidride carbonica vengano emesse ogni istante sulla Terra. Ci mostra inoltre l‘incredibile aumento della popolazione mondiale, per farci capire come sia necessario agire presto e tutti per evitare catastrofi altrimenti inevitabili. 
Sul sito, si spiega come la parola chiave sia RIDURRE
(i consumi in generale, i combustibili, gli allevamenti di bovini, ecc). E’ un sito che lascia a bocca aperta, le nascite e le morti istantanee fanno impressione, ci fanno ridimensionare la nostra visione del mondo e della vita. E’ incredibile pensare che in Cina muore una persona ogni 3 secondi, che in India ne nasce una ogni secondo circa, mentre nelle Isole Falkland passano 11 giorni tra una nascita e l’altra; che gli Stati Uniti emettono 1.000 tonnellate di CO2 ogni 5 secondi; che in Italia, si nasce ogni minuto, si muore ogni 50 secondi. E’ incredibile pensare che nel breve arco di tempo che ho scritto questo articolo, nel mondo, sono nate 11.000 persone, ne sono morte 4.500 e sono state emesse oltre 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica! Buona navigazione, fate un respiro profondo e scoprite BreathingEarth.net

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BRUCE LEE: 11 LEZIONI DI VITA Bruce Lee è stato un attore, un filosofo, un regista, un produttore, un sceneggiatore e un artista marziale. E’ nato nel 1940 ed è morto nel 1973 a causa di una misteriosa emorragia cerebrale. Molti considerano Bruce Lee come il più influente protagonista delle arti marziali del 20° secolo. È stato un vero pioniere, rendendo popolari le arti marziali cinesi in occidente. Ancora oggi è considerato una leggenda, per la sua filosofia di vita attraverso la sua arte marziale Jeet Kune Do e attraverso la sua scrittura. Era un ragazzo magro, che pesava poco, ma sembrava avere la forza di un leone. Ha ispirato e motivato migliaia di persone, dimostrando come ognuno di noi può decidere della propria vita, senza essere influenzato dagli altri. Questi sono gli 11 insegnamenti più importanti di Bruce Lee: 1. Obiettivi “Un obiettivo non è sempre destinato ad essere raggiunto, spesso serve semplicemente come qualcosa a cui puntare”. 2. Flessibilità “Si noti che l’albero più rigido si rompe più facilmente, mentre il bambù o salice sopravvive piegandosi con il vento.” 3. Tempo “Se amate la vita, non perdete tempo, perché è il tempo ciò di cui è fatta la vita”. 4. Servizio “Vivere realmente per gli altri.” 5. Accettazione “Non preoccupatevi di chi è giusto o sbagliato o meglio. Non essere a favore o contro”. 6. Risolutezza “Non temere l’uomo che ha praticato 10 mila calci una volta, ma temi l’uomo che ha praticato un calcio 10 mila volte.” 7. Creatività “Nessun modo, nessuna limitazione”. 8. Semplicità “La semplicità è la chiave della brillantezza”. 9. Trova il tuo percorso “Assorbire ciò che è utile, scartare ciò che non lo è, aggiungere quello che è unicamente vostro.” 10. Attivati “Conoscere non è sufficiente, è necessario applicare; la disponibilità non è sufficiente, si deve fare”. 11. Ego “Le arti marziali sono, in ultima analisi, la conoscenza di sé. Un pugno o un calcio non servono per mandare all’inferno la persona che avete di fronte, ma per sconfiggere il vostro ego e la vostra paura.” N29 • Luglio - Agosto 2009


Extra FUMETTO IVANART

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7 minuti My love is your love - Whitney Houston

Extra ENJOINT NEWS APPIA JAMES from GHANA

\\Canapa Medica

Cannabis terapeutica, Washington dice sì alla legalizzazione

Il DC Council, legislatore a statuto speciale della città di Washington, ha votato all’unanimità la legalizzazione della coltivazione, distribuzione, prescrizione e consumo di cannabis per scopi terapeutici. La legge dovrà essere ora controfirmata dal sindaco Adrian Fenty. Se il Congresso statunitense non impugnerà la legge entro 30 giorni, Washington DC si unirà agli altri 14 Stati che hanno già regolamentato la sostanza. La legge prevede la creazione di un massimo di cinque centri di distribuzione di cannabis a pazienti affetti da gravi patologie dolorose e debilitanti, come Aids e tumore… > http://www.enjoint.info/?p=2360 \\Psicoattivo

Nuove droghe, è boom

L’Osservatorio sulle droghe dell’Ue (Oedt) ha registrato un record di nuove sostanze: 24 solo nel 2009, tutte sintetiche. Il doppio rispetto all’anno precedente. Il direttore: «Attuare la “riduzione del danno”». L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze di Lisbona (Oedt), lancia l’allarme. Nel 2009 è stato registrato il record di nuove sostanze stupefacenti, tutte sintetiche, tra cui almeno un paio di derivazione farmacologica. Un mercato in continua evoluzione. Molte nuove droghe, come l’Mda, sorella minore della ben più nota Mdma (l’ecstasy) sono nate in modo fortuito… > http://www.enjoint.info/?p=2317 \\War on drugs

I prigionieri della guerra alle droghe

Ci sono persone nel mondo che stanno parlando ed agendo contro la guerra alle droghe. Esse sfidano sia la stigmatizzazione sociale che le conseguenze legali quando mettono in discussione la corruzione, l’insicurezza legale e la discriminazione causata dalla guerra alle droghe. Esse sono perseguitate o arrestate per dei motivi direttamente collegati al loro lavoro politico. Encod (la coalizione per una giusta politica europea sulle droghe, www.encod.org) vi chiede di sostenerli e naturalmente anche noi di Enjoint condividiamo e divulghiamo questo appello. Se conoscete qualcuno che merita di esser menzionato a proposito, per favore contattateci (info@encod.org)… > http://www.enjoint.info/?p=2455

Con gli amici di Enjoint, dal 2006 abbiamo adottato a distanza un bambino del Ghana. Si chiama Appia James e ora ha 10 anni. I 300 euro all’anno che mandiamo ad ActionAid International (l’organizzazione a cui abbiamo deciso di rivolgerci), permettono ad Appia di avere una vita dignitosa e di studiare. Aiutano inoltre il villaggio in cui il bambino è nato e vive. 300 euro all’anno significano 25 euro al mese, meno di 1 euro al giorno… divisi inoltre tra i partecipanti alla colletta (inizialmente eravamo una decina ma andando avanti sempre meno). L’adozione a distanza secondo noi è uno dei metodi migliori di solidarietà, volontariato e attivismo a distanza, in quanto permette di aiutare direttamente sul posto persone che altrimenti vivrebbero in situazioni disumane, per noi inimmaginabili. Ora stiamo raccogliendo i soldi per il 2010. Se siete interessati a partecipare alla colletta, scrivete un’email a info@enjoint.com Su http://www.enjoint.info/?p=193 trovate la scheda completa di Appia James, sempre aggiornata e ulteriori informazioni sulle adozioni a distanza.

\\Canapa Industriale

I materiali eco-friendly per la moda

Il settore tessile è uno dei più importanti dell’economia mondiale, un’industria che coinvolge sessantamilioni di lavoratori e genera un fatturato annuale enorme. Il cotone è la materia prima non alimentare più diffusa al mondo. L’impatto ambientale e sociale dell’attività tessile è significativo tanto quanto quello di settori come il trasporto o l’industria alimentare. Da qualche stagione a questa parte, ogni brand della moda ha proposto almeno un progetto etichettato come ecofriendly, eco-sostenibile, eco-solidale, green e via dicendo… > http://www.enjoint.info/?p=2067 \\Attualità

In Italia l’alcool miete 30mila vittime ogni anno

L’alcol rappresenta un importante fattore di rischio per la salute, causa di malattie croniche, di incidentalità stradale, domestica, lavorativa e di episodi violenti. Si stima che nel nostro paese il consumo di bevande alcoliche sia causa di almeno 30mila decessi, parzialmente o totalmente evitabili a fronte di un corretto atteggiamento nel bere. L’alcol inoltre è la prima causa di morte tra i giovani sino all’età di 24 anni, decessi prevalentemente legati al problema di uso e abuso alla guida… > http://www.enjoint.info/?p=2184

CONCORSO “WIN SEEDS on ENJOINT”

Per tutto il 2010, ogni

mese su Enjoint.com verranno regalati 6 pacchetti di semi di cannabis da collezione offerti dalle seedbank: Paradise Seeds, Buddha Seeds e Europe Seeds. Ogni mese ci sarà un’estrazione e verranno premiati 3 utenti del forum che partecipano alle discussioni della categoria “CANNABIS WORLD” (che comprende le stanze Cannabis News, Semi & Seedbank, Coltivazione Indoor, Coltivazione Outdoor, Fai da te, Canapa Medica, Canapa Industriale). DISCLAIMER LEGALE I semi di cannabis sono esclusi dalla nozione legale di Cannabis, ciò significa che essi non sono da considerarsi sostanza stupefacente (L. 412 del 1974, art. 1, comma 1, lett. B; Convenzione unica sugli stupefacenti di New York del 1961 e tabella II del decreto ministeriale 27/7/1992). In Italia la coltivazione di Cannabis è vietata (artt. 28 e 73 del DPR 309/90) se non si è in possesso di apposita autorizzazione (art. 17 DPR 309/90). Pertanto tali semi potranno essere utilizzati esclusivamente per fini collezionistici e per la preservazione genetica. Questi semi sono commercializzati con la riserva che essi non siano usati da terze parti in conflitto con la legge. Enjoint si solleva da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dall’uso improprio di tali prodotti. La commercializzazione di semi di cannabis, anche in presenza della commercializzazione di altri elementi o strumenti per la coltivazione in genere (e non necessariamente specificamente per la cannabis) non configura il reato di “istigazione al consumo di sostanze stupefacenti”. Le ditte spediranno i pacchetti di semi direttamente all’indirizzo fornito dall’utente vincitore. Enjoint non è responsabile del contatto tra ditta e utente.

La prossima estrazione sarà il 31 luglio 2010 e quella successiva il 31 agosto 2010… quindi non aspettate a inserire post e aprire nuovi topic nel forum di Enjoint. Good luck!

paradise-seeds.com

europeseeds.com

buddhaseedbank.com

NOTE: - Ogni utente riceverà 2 pacchetti di semi da collezione. - Ogni pacchetto contiene 5 semi da collezione. - Gli strain possono essere sostituiti in base alla disponibilità delle ditta. - E’ consentito 1 solo account per utente (ci sarà un controllo degli ip per evitare utenti con account multipli) - Ricordiamo che il sito Enjoint e il forum sono posizionati su un server estero (olandese).

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Mondo NEWS E CURIOSITA’ SPAZZATURA SPAZIALE La spazzatura nello spazio potrebbe compromettere le comunicazioni sulla Terra. E’ quanto emerge da un rapporto del Pentagono a proposito delle potenziali collisioni tra i satelliti e tutti gli oggetti - dai satelliti abbandonati a parti di vecchi missili - che galleggiano nello spazio. Una minaccia reale per tutti quei costosissimi dispositivi - valgono in tutto 250 miliardi di dollari - che permettono le comunicazioni satellitari, l’invio di immagini, le telefonate internazionale, i segnali televisivi, le previsioni meteo e perfino le immagini fornite da Google Earth. Secondo gli scienziati, eventuali collisioni nello spazio potrebbero scatenare delle reazioni a catena fuori controllo particolarmente minacciose per i satelliti commerciali e militari. Ad esempio nel 2009 ci fu uno scontro tra un satellite russo e un satellite della Iridium Communications che lasciò 1.500 frammenti nello Spazio. Ognuno di questi frammenti gravita ora attorno alla Terra alla velocità di circa 8 chilometri al secondo ed è capace di distruggere altri satelliti. Nel 2007 con un test missilistico la Cina distrusse un satellite lasciando nell’atmosfera 150mila frammenti. Questo test e l’incidente del 2008 aprirono gli occhi della comunità internazionale sul problema della ‘spazzatura spaziale’ fino a prima ignorato. In una recente intervista il direttore degli affari spaziali alle Nazioni Unite, Mazlan Othman, ha detto che vanno prese misure e leggi per impedire che vengano lasciati nello Spazio tutti questi residui.

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MEGLIO LE SIGARETTE DEL NARGHILE’ Sembra un paradosso ed invece è vero. Contrariamente a quanto si pensa, fumare il narghilè, detto anche shisha o pipa ad acqua ed esportato dagli antichi Egizi, può rappresentare un rischio per la salute addirittura maggiore rispetto al fumo di sigaretta.Per essere più precisi, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, fumare questa speciale pipa equivarrebbe ad inalare ben 100 sigarette. E quanto affermato è sicuramente un dato sorprendente, se si considera che la pratica si sta diffondendo sempre di più in Occidente. La nazione in cui viene fumato maggiormente ad oggi è il Canada, dove il 25% dei ragazzi tra i 18 e i 25 anni ne fa uso abitualmente. Uno studio recentemente apparso su “Pediatrics” ne ha sviluppato tutte le conseguenze: oltre al rischio di tumore, si potrebbe andare incontro ad infezioni, dovute al facile passaggio di batteri da una persona ad un’altra.

ELISIR DI LUNGA VITA Forse si, forse no. Un team di scienziati ha scoperto qualcosa, ma i meccanismi perché accade sono ancora sconosciuti. Secondo gli studiosi della Stanford University è possibile vivere 30 anni in più bloccando l’attività di alcuni geni durante il periodo fertile. Al momento l’esperimento è stato dimostrato solo sui vermi, ma stando a quanto riferiscono i ricercatori, ci sono ottime possibilità che il meccanismo funzioni allo stesso modo anche negli uomini. Gli scienziati hanno bloccato nelle cavie l’attività di diversi geni, in particolare di uno chiamato Ash-2 che ne regola molti altri. Quando Ash-2 è silenzioso si bloccano anche una serie di meccanismi legati alla fertilità e questo - sostengono gli esperti - allunga la vita. “Non sono ancora chiari i meccanismi di questo effetto -hanno scritto gli autori- ma dai risultati è apparso che se non ci sono questi meccanismi, quindi quando la cavia non è fertile, non c’è neanche l’allungamento della vita. Questo conferma studi precedenti che legano il sistema riproduttivo all’aspettativa di vita“. La media di vita è attualmente di circa 84 anni per le donne e 76 anni per gli uomini, con 30 anni in più forse i giovani d’oggi riusciranno addirittura ad arrivare all’età pensionabile…sempre se questa non si allungherà ancora di più. Data la situazione non ci resta che aspettare ulteriori sviluppi.

NEVER STOP THE TRAIN In Cina le pensano proprio tutte per non perdere tempo. Mentre in Italia siamo alle prese con l’Alta Velocità, che ci promette collegamenti più veloci, ed anche decisamente più costosi, tra le varie città del Bel Paese, ritardi permettendo, che sono all’ordine del giorno, ecco che in Cina sono già andati oltre. Qui hanno pensato di inventare un treno che è ancora più veloce, perchè non fa perdere tempo ai suoi passeggeri, dal momento che non si ferma mai. Questo treno si candida a diventare il futuro del trasporto di persone su rotaia: la sua caratteristica più curiosa è quella che riguarda una particolarità davvero insolita. Praticamente, questo particolare treno si compone di moduli che permettono ai passeggeri di salire e scendere al volo. Senza rischi e pericoli per i passeggeri, ovviamente.
I passeggeri che devono salire entrano in un modulo che viene raccolto dal treno in corsa, che rallenta un po’ in vista delle fermate. Per scendere il sistema è lo stesso: chi deve andare giù, sale su un modulo mobile, che arrivato alla meta si sgancia, per permettere ai viaggiatori di scendere con calma.

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STONEHENGE SOLSTICE Come ogni anno, oltre 20mila persone si sono radunate a Stonehenge per salutare l’arrivo del solstizio d’estate. Come riporta il quotidiano britannico The Independent, il record di partecipazione risale all’anno scorso, con oltre 36mila partecipanti: si tratta di hippies, adoratori del sole, druidi e semplici curiosi, attratti dal sito archeologico più famoso d’Inghilterra, il cui utilizzo originale rimane ancora un mistero ma che era certamente legato anche alle osservazioni astronomiche. Secondo uno studio della Sheffield University Stonehenge sarebbe tuttavia stata utilizzata come necropoli per oltre 500 anni, un periodo molto più lungo di quanto si pensasse: le ossa più antiche ritrovate nel sito risalgono infatti a un periodo compreso fra il 3.030 a.C e il 2.340 a.C, mentre i primi megaliti vennero eretti solo nel 2.500 a.C. Secondo l’archeologo Parker Pearson ciò proverebbe che Stonehenge era una “città dei morti”, collegata attraverso il fiume Avon a una struttura simile ma costruita in legno, Woodhenge, situata a circa quattro chilometri di distanza e che sarebbe invece stata la “città dei vivi”.

PETS A 5 STELLE Il Royvon Pet Hotel è un hotel di lusso a 5 stelle esclusivamente dedicato ai cani: i padroni desiderosi del massimo comfort per i loro cuccioli, saranno felicemente accontentati.Ogni stanza è dotata di televisore al plasma da 24 pollici, sintonizzato su Animal Planet per intrattenere a dovere gli annoiati amici a quattro zampe. L’hotel è inoltre dotato di sei ettari di terreno reso sicuro per i cani, due sale per attività al coperto, di un centro termale e di una piscina. Sono previsti inoltre 4 tipi di massaggi e altre attività che completano il pacchetto benessere per cani; un servizio di trasporto con auto e aria condizionata può poi essere attivato per prelevare il cane da qualunque parte della Gran Bretagna fino al Royvon Pet Hotel.

N29 • Luglio - Agosto 2009

VEDERE GRATIS Yves Béhar è un artista capace di pensare il design come strumento di promozione sociale. Lancia ora il suo ultimo progetto, Verbien: un paio di occhiali in plastica destinati a correggere i problemi visivi dei bambini messicani. Gli occhiali, sono finanziati dal governo messicano e saranno distribuiti gratuitamente (400.000 solo nel 2010) per facilitare il rendimento scolastico. Personalizzabili nei colori, per favorirne l’accettazione da parte dei più piccoli questi occhiali sono stati definiti “quasi indistruttibili”dallo stesso Béhar, che ne garantisce così un requisito essenziale: la capacità di durare nel tempo.

DECINE DI PERQUISIZIONI IN TUTTA ITALIA

MAXI-OPERAZIONE DELLE FORZE DELL’ORDINE E’ in atto da diverse settimane una serie illimitata di perquisizioni da nord a sud, nelle abitazioni di presunti consumatori e coltivatori di cannabis, che sembra abbiano acquistato prodotti da alcuni siti web. Secondo alcune testimonianze, la maggior parte delle perquisizioni sta avendo esiti negativi o comunque che portano al sequestro di quantità irrisorie di sostanze stupefacenti e sempre per uso personale. Ulteriori informazioni sul prossimo numero. Lo speciale completo all’indirizzo: www.dolcevitaonline.it/ blitz2010.html

UNA CENTRALE SOLARE SULLA LUNA Luna Ring è un anello di pannelli solari che cingerà la Luna e invierà microonde alla Terra. Potrebbe risolvere il problema dell’energia oppure diventare un’arma. Si chiama Luna Ring il progetto fantascientifico ideato della giapponese Shimizu per la costruzione di una centrale solare sulla Luna, che potrebbe in teoria risolvere in modo definitivo il futuro fabbisogno di energia per tutto il nostro pianeta. Costituita da una cintura di pannelli montati da robot e situati lungo tutto l’equatore del nostro satellite, la centrale sarà costantemente esposta ai raggi solari e - a parte i giganteschi investimenti iniziali - produrrebbe energia praticamente a costo zero, anno dopo anno e ventiquattr’ore al giorno. Il progetto prevede un costo totale stimato in 21 miliardi di dollari da spendere in un centinaio di anni ma nell’immediato la realizzazione si “accontenterebbe” di una prima catena di pannelli lunga 400 chilometri che convoglierebbe energia verso la Terra mediante un’antenna orientabile di 20 km di diametro. Una guida laser servirebbe da “puntatore” per evitare di colpire obiettivi civili invece dei ricevitori; stando al progetto, la forma dell’energia convogliata potrebbe essere costituita da treni di microonde o più semplicemente da raggi di luce coerenti, usando una tecnologia simile a quella ideata dalla Eads Astrium.

Fonte: WORLD (wild) WIDE WEB LE ULTIME PAROLE FAMOSE “Gli ingegneri della Ford, pur essendo consapevoli che i motori delle auto producono gas di scarico, ritengono che tali esalazioni si dissolvano cosi’ rapidamente nell’atmosfera da non creare problemi di inquinamento”. (Dan Chabek, portavoce della Ford, 1912) Attualmente si calcola che circa il 25% delle emissioni di gas serra, solo in Europa, viene prodotta dalle automobili. Si prevede che questa cifra raddoppierà entro il 2050 7 IN CONDOTT@ E’ notte... Lui porta un bicchiere d’acqua e un’ aspirina alla moglie... Lei: “Ma io non ho mal di testa” Lui: “Beccata! Stanotte si tromba!” In collaborazione con 7inCondotta.it

SPINOZA I mondiali africani rappresentano una grande occasione. Per far credere che l’Africa abbia davvero una grande occasione.

“MALEDETTE” VUVUZELAS Non solo nel mirino dei telespettatori assordati dei Mondiali 2010: l’abuso di vuvuzelas, le trombette del tifo sudafricano che producono l’incessante ronzio che si ascolta in questi giorni durante le partite della competizione, potrebbe causare anche qualche danno alla salute. Una donna, Yyonne Mayer avrebbe festeggiato l’inaugurazione del Mondiale, per le strade di Città del Capo, suonando con troppa foga, ovvero sforzando la laringe. Il risultato: due giorni senza parlare né mangiare a causa di una lacerazione e del bruciore alla gola. ”.
Insomma, se le vuvuzelas sono il gadget del momento e uno dei protagonisti involontari di Mondiali tecnicamente scialbi e poveri di reti, non è detto che siano un affare per gli africani o che siano esenti da potenziali pericoli per la gola di chi esagera nel suonarle.

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- PADOVA PARCHEGGIO NORD STADIO EUG 15 anni a Padova.Una ker-

circa Lo Sherwood Festival si svolge da anno trasformandosi, da evento messe che è cresciuta anno dopo al estivi del nord Italia. Un grande cittadino in uno dei maggiori festiv i anni le proposte del festival alcun Da solo. non ma festival musicale o, dal cine-street alla musica teatr al live spaziano dai grandi concerti soprattutto la principale fonte di dei dj set. Lo Sherwood Festival è o Sherwood e Global Project. Radi di ento ziam finan artisti di fama nazionale ed di gran Anche quest’anno non mancano nata ai “ Tre allegri ragazzi asseg stata è rtura l’ape internazionale, “alternative rock” hanloro il con che 4) morti” (intervista a pag. 53/5 resistito sotto il palco ha sera, che no scaldato il pubblico del venerdi Non sono mancate re. piove a to inizia sia a, serat nonostante, a metà anche lo stand di c’è i qual i tra , le numerose bancarelle e i vari stand speciale per abbonarsi to scon uno di ruire usuf può si Dolce Vita dove la volta dei Sud Sound Sistem, alla nostra rivista. Sabato sera è stata coinvolto il pubblico in balli “taranstorica band salentina, che hanno sime serate sono previste inoltre pros le Per a. tellati” fino a tarda serat 99 Posse, Teatro degli orrori, le performance di: Stefano Bollani, , io Capossela, Gogol Bordello, SkaP Baustelle, Dente, Bad Brains, Vinic n. Simone Cristicchi e Motel Connectio

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rid, la fiera della canapa e tecn Dopo le edizioni di Barcellona e Mad ha aperto le sue porte a Malaga Sur” s nabi logie alternative “Expocan un centinaio di espositori tra i in uno spazio di circa 3.000 m2, circa con prodotti derivati dalla stand e oni ciazi asso , quali banche di semi te tutti naturali e biolomen ovvia cannabis, come vestiti e cosmetici, ra comprende un programma di gici. Oltre all’area espositiva, la most i, scienziati, medici e psicologi, oltor agric rti conferenze tenute da espe umo e il suo modo di agire sul su “cannabis medicinale”, il suo cons che nei 3 giorni di fiera sono no unica com tori cervello. Gli organizza ne, tra operanti nel settore perso 0 passate dai cancelli circa 10/12.00 vedere un sacco di genitori con e semplici curiosi. Interessante è stato ti che cercavano informazioni mala nte eme i figli, alcuni dei quali grav curativa. riguardante i benefici della cannabis presenti con il nostro stand mo erava Vita e Dolc Ovviamente noi di to e ci hanno fatto coosciu ricon carico di riviste che molti hanno ti spagnoli, oltre alla ques che è a pecc ca l’uni Forse noscere da altri. di c’è stato qualche quin , altre le verso i loro lingua, sono un po chius italiani “gesticoloni” noi te men problema di comunicazione, ma ovvia e. capir re semp farci a o mod riusciamo in qualche

Canada ijuana & Hemp Expo - Toronto, Treating Yourself Medical Mar hempexpo.com anaariju icalm .med www 2010 16 - 18 July Hanfparade - Berlin (Germany) e 7 August 2010 – www.hanfparade.d tle, U.S.A. Seattle Hempfest 2010 - Seat pfest.org .hem www 2010 20 - 22 August U.S.A. Olympia Hempfest - Olympia, com fest. emp .olyh www 2010 28 - 29 August nal Hemp Fair in Czech Republic Cannabizz Prague - 1st Internatio er 2010 - www.cannabizz.cz emb Sept 17 - 19 Boston, Massachusetts 21st Boston Freedom Rally onfreedomrally.com .bost www – 2010 er 18 Septemb Expo Cannabis - Madrid (Spain) abis.com 1 - 3 October 10 – www.expocann - Amsterdam (Holland) 23th High Times Cannabis Cup times.com 21 - 25 November 2010 www.high

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Mondo FEEDBACK

4 minuti Around the world - Daft Punk

.LETTERA

In realtà non ho troppe parole per esprimere la mia ammirazione verso il vostro staff, siete veramente un esempio da imitare, sia per la lotta all’ignoranza della canapa che purtr oppo coinvolge molte persone, sia per le palle che dimostrate scrivendo certi articoli. Sinceramente, a mio parere, il futuro della tolleranza dipe nde dai vostri movimenti o dalle troppo poche organizzazioni favorevo li alla legalizzazione, perchè guardando chi ha i mezzi per fare qualcosa di concreto (es. politici) rimango molto perplesso, amaregg iato, triste e deluso. Pur essendo giovane sto occupando molto temp o nello studio approfondito della canapa, leggendo voi, leggendo libri e cercando informazioni, per provare, nelle mie possibilità, a far aprire la mente a tutte le persone che conosco. Per ora mi limito a conv ersare quando ne ho l’occasione con conoscenti, un giorno, spero di avere le possibilità di divulgare le mie conoscenze come fate voi, buon a giornata ganja lovers, peace... Liam

.FRASE

Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stann o lì a guardare. (Albert Einstein)

.FOTO

Ma lo sapevate che a Gardaland, all’in terno dello shop “Il risveglio di Ramses” vendono cyloom e pipette?! (by Sensimilla Keti & Silvia) ...e poi fanno i blitz nei growshop!

.PAROLA

MOVIMENTO: Si definisce movimen to qualunque formazione collettiva relativamente strutturata che appare identificabile per il fine dei suoi partecipanti e membri di difendere o promuovere degli “oggetti” o delle situazioni che hann o una connotazione sociale, e quindi delle implicazioni di fatto o di valore per un gruppo più o meno circoscritto di soggetti. Inser ito nel contesto dei comportamen ti collettivi, il movimento è rappresen tato da un gruppo dove i ruoli non sono ancora definiti e nel quale le relazioni sociali sono per lo più a carattere cooperativo e dotate di forte carica emotiva. Solitamente il movimento focalizza l’attenzione su un determinato obiettivo e si mobilita per conseguirlo.

.Dolce Vita su TWITTER e MY SPACE

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.LFPSCCS

Inviate Lettere, Foto, Pensieri, Salut i, Critiche, Complimenti e Svarioni
 via email a: info@dolcevitaonlin e.it Oppure tramite posta a: Dolce Vita, via Mac Mahon 89, 20155 Milano

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Facebook COMMENTz > www.face book.com/dolcevitamagazine

buon giorno.. appena iscritta (Moni

ca V.)

Gentile dolce vita e lettori il sito di beppe grillo ha lanciato l’ iniziativa “apriamo la bocc a ai blogger” gli argomenti più votati verranno tratta ti. Ho lasciato un commento su la possibilità di realiz zare una inchiesta sulla war on drugs. Sarebbe bello vede re una vera inchiesta sul fallimento del proibizionismo. Dicia mo, l’ennesima inchiesta, che però dal blog di bepp egrillo potrebbe avere una certa risonanza. Con la spera nza di vincere la battaglia antiproibizionista, un salut o (Giorgio G.) Titolo della nota: “Coltivare l’erba a casa? Niente di più facile... Il manuale che farà arrab iare Giovanardi”
 (Mass imiliano G.)

finalmente è arrivato anche nella mia

edicola (Alice R.)

un saluto a DOLCE VITA!! siete gran di, bellissima rivista ma soprattutto interessantissima per me che della pianta benedetta, grazie anche a voi, conosco tutti gli aspetti... ovviamente tutti positivi!!! ;) fate crescere ancora di più la passione con i vostr i articoli continuate così!!! ciao ciao (Giulio Massimo M.) N29 • Luglio - Agosto 2009


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Cannabis HIGH TIMES

MICK JAGGER CHIEDE LA LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS

IL TRIBUNALE DEL RIESAME DI BOLZANO:

CHI VENDE SEMI NON ISTIGA AL CONSUMO

Arrestati con l’accusa di istigazione all’uso illecito di sostanze stupefacenti per la vendita on line di semi di Cannabis attraverso la ditta di cui sono titolari, un consigliere comunale di Vicchio (Firenze), Marco Gasparrini e il suo socio Luigi Bargelli, sono stati rimessi in libertà dopo due settimane di carcere preventivo, dal tribunale del riesame di Bolzano lo scorso 14 maggio. Assistiti dall’avvocato Carlo Alberto Zaina, consulente legale Aduc, i due imprenditori furono arrestati sulla base di un ipotetico reato d’opinione: vendere semi di canapa è legale, vendere libri sulla canapa è legale, ma secondo le tesi della procura vendere i due prodotti insieme costituisce istigazione al consumo. Un’accusa che l’avv. Zaina ha smontato nella richiesta di riesame del provvedimento di custodia cautelare e che il Tribunale di Bolzano ha accolto a pieno. Infatti, l’ordinanza di scarcerazione è un raro esempio di chiarezza e logica. Si critica l’attuale legislazione, poco chiara e contraddittoria, oltre che non basata sull’evidenza scientifica: “In Italia non si è mai voluto approfondire e risolvere il problema che vi sono molti tipi di Cannabis. È necessario distinguere la Cannabis Sativa per corde e tovaglie da quella Indica che dà anche THC, e le nuove varianti genetiche della C. Indica con più THC nelle foglie di quanto un tempo si riteneva nella resina (hashish): questi semi andrebbero comunque proibiti.” Mancanza di chiarezza che ha conseguenze devastanti per chi, come Gasparrini e Bargelli, rispetta la legge e nonostante ciò finisce in carcere: “Questa confusione scientifica ha portato anche a confusione mentale per cui si può essere condannati, in base a interpretazioni delle Cassazione, anche per aver coltivato per uso personale una pianta di canapa buona solo per far corde”. Si ribadisce che la vendita di semi è sempre legale, come peraltro sancito dalla Convenzione internazionale di New York: “È comunque indiscutibile che i semi non sono ricompresi nelle tabelle degli stupefacenti e che pertanto il loro commercio e detenzione non sono soggetti ad alcuna limitazione e nulla cambierebbe se i semi contenessero anche THC. Infine, si attaccano i barocchismi interpretativi con cui si punisce una condotta legale sulla base di un ipotetico reato d’opinione: “La legge va interpretata secondo il suo tenore letterale: per stabilire che cosa si intende per “istigazione” non bisogna andare a cercare nelle massime della Cassazione, ma solo in un vocabolario della lingua italiana”. Pym - Fonte: droghe.aduc.it

Mick Jagger ha chiesto al governo britannico di legalizzare la Marijuana su un’isola per iniziare una fase di sperimentazione e verificare se ciò previene episodi di violenza causati dagli stupefacenti. Jagger è convinto che i giovani desiderano sperimentare con le sostanze a prescindere dal rischio di effetti collaterali. Per questo propone di legalizzare la cannabis sull’Isola di Man, dipendenza britannica nel Mar d’Irlanda, per un periodo di tempo e verificare quali sono le conseguenze dell’abolizione del divieto al consumo di marijuana. Lo ha detto a Larry King, popolare “anchor man” americano: “Di solito in Gran Bretagna si fanno sperimentazioni sui nuovi prodotti in piccole società o isole. In Inghilterra testano i nuovi cellulari sull’Isola di Man. Perché non usarla anche per provare la legalizzazione delle droghe e vedere cosa accade?”. Questa la proposta di Jagger, che poi ha aggiunto: “Gli esseri umani mostrano propensione all’uso di droghe, bisogna prenderlo come dato di fatto. Ma che cosa fare quando ciò si riflette sulla vita di molte persone in modo non positivo? Si genera anche molta violenza ai due estremi della catena, come avviene ora in Messico e da parte di chi le droghe cerca di ottenerle. La legalizzazione metterebbe fine a tutto ciò”. fonte: musiclink.it

SPINELLI PRESTO LEGALI A ZURIGO?

E’ LA VOLONTA’ DELLA MAGGIORANZA DEL LEGISLATIVO

A Zurigo potrebbe essere lanciato un progetto pilota per la distribuzione controllata di Cannabis: il Consiglio Comunale ha approvato, al termine di un acceso dibattito con 67 voti contro 49, un postulato in tal senso. Il Municipio ha ora due anni di tempo per esaminare la richiesta. Il postulato, presentato nel 2006 da due deputati dei Verdi, chiede alla Città di organizzare la distribuzione controllata di Cannabis e di accompagnare il progetto pilota con uno studio scientifico e con misure di prevenzione rivolte ai giovani. Oltre che dai Verdi, la proposta è stata sostenuta dai deputati del PS, dai Verdi-liberali e dai rappresentati della Lista alternativa. I socialisti hanno definito la loro approvazione «un sì pragmatico», sottolineando che ci potrebbero essere ostacoli legali e scientifici per la realizzazione della proposta. I Verdi-liberali hanno affermato che fumare Cannabis «non è un crimine, ma un vizio». Contro la legalizzazione hanno votato i deputati del PLR, dell’UDC, del PPD e del Partito evangelico (PEV). «Nel nostro Paese non c’è alcuna necessità di legalizzare il consumo di Canapa», ha ad esempio dichiarato il portavoce UDC, facendo riferimento all’iniziativa popolare in tal senso bocciata alle urne nel 2008. Fonte: Ats

CANNABIS CUISINE: NUOVO PROGRAMMA TV

PER IMPARARE A CUCINARE MARIJUANA

Come cucinare pietanze con la Cannabis. E’ questo che intende fare un nuovo programma televisivo in Colorado, dal nome “Cannabis Cuisine”. Andrà in onda dalla fine di maggio ed è indirizzato ai pazienti che legalmente ricevono prescrizioni di Cannabis terapeutica. Dagli antipasti ai dessert, alcuni chef metteranno a disposizione le loro abilità per il nuovo programma sponsorizzato da alcune associazioni di pazienti al fine di insegnare un metodo di assunzione più salutare della sostanza rispetto alle tradizionali canne. La star del programma culinario sarà lo chef Ian Currie, egli stesso malato e consumatore di Cannabis a scopi terapeutici. Lo accompagnerà la pasticciera Grace Kruse. “Stiamo andando contro qualcosa come 70 anni di proibizionismo sulla marijuana”, ha commentato Corey Chavez, dell’associazione Sensible Durango e creatore della serie tv. “E’ davvero incredibile poter prendere parte alla reintroduzione di questa sostanza nella società”. Fonte: droghe.aduc.it

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3 minuti Conquest – White Stripes

CANNABIS: ARRIVA L’ECOMANUALE

DI COLTIVAZIONE INDOOR

E’ appena uscita la nuova guida alla coltivazione indoor di cannabis “L’erba di casa è sempre più verde” di Luther Cannabis, un “collettivo di esperti e ricercatori con l’obiettivo di divulgare una corretta e rigorosa informazione nei confronti della pianta più perseguitata della storia: la Cannabis”. Il libro è edito da Stampa Alternativa e fornisce informazioni sulle tecniche della coltivazione fai-da-te e sugli usi terapeutici della sostanza. Prefazione di Fabrizio Rondolino, direttore responsabile della rivista culto Dolce Vita, dedicata agli stili di vita alternativi e alla cultura della canapa. Questa la presentazione del libro: “71,5 milioni di cittadini europei consumano regolarmente cannabis, dichiara la CEE (Comunità Economica Europea), e i consumatori sono in continua crescita. L’Italia è ben rappresentata, come lo è per i numerosi esercizi commerciali che propongono semi e kit per la coltivazione. Questo libro-manuale descrive e permette, passo dopo passo, fase dopo fase, grazie alla straordinaria sequenza fotografica a colori e puntuali didascalie, la coltivazione indoor, a casa propria. Per di più rigorosamente ecologica ed economica. L’introduzione di Fabrizio Rondolino, come del resto il libro, è una testimonianza di libertà e una spallata all’ipocrisia e al proibizionismo.” Sul sito www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/ erba_di_casa_sempre_verde260510.html è possibile leggere in anteprima tre capitoli tratti dal libro. Sul sito www.enjoint.info un dibattito tra Franco Casalone e Luther Cannabis. fonte: Notiziario Aduc

IN CALIFORNIA CHIUDONO ALCUNI DISPENSARI

DI CANNABIS TERAPEUTICA

A Los Angeles dopo un’ordinanza entrata in vigore il 7/6/2010, più di 400 dispensari di Marijuana Medica sono stati chiusi, i proprietari si sono adeguati ma non senza una promessa di possibile ritorno. Dal 2007 al 2009, il numero di questi dispensari è cresciuto da 183 ad oltre 800. La nuova legge riduce il loro numero a 70, sparsi ed equamente distribuiti su tutto il territorio cittadino. Le autorità hanno evidenziato l’elevata proliferazione di questi dispensari nell’area di Venice Beach e Hollywood. Inoltre, l’elevata vicinanza di alcuni di questi a scuole, chiese o parchi ha portato a proteste dei residenti, che temevano l’arrivo di gang ed elementi criminali. Sempre secondo la nuova legge, i dispensari che sono nella sede attuale da prima del 14 settembre 2007, possono essere registrati ed operare, se conformi alle leggi Statali e incontrare il benestare di un’alta percentuale di residenti. Molti di questi dispensari si potrebbero riqualificare trasformandosi in servizi a domicilio, diventare sedi distaccate o essere integrati in altri dispensari. Almeno 64 titolari hanno assicurato che chiederanno una sospensione della legge. L’ordinanza potrebbe essere resa inefficace se i votanti faranno approvare il referendum “Tax and Regulate Cannabis 2010” il prossimo novembre, che renderebbe la California il primo Stato che legalizza la Marijuana per altri usi oltre al terapeutico. Fonte: www.csmonitor.com

IN SVIZZERA SOLO IL 7% DEI GIOVANISSIMI

CONTINUA A CONSUMARE CANNABIS DOPO I 22 ANNI

A LOS ANGELES APRE IL PRIMO HOTEL PER FUMATORI DI MARIJUANA

La città americana di Los Angeles sta diventando una vera e propria attrattiva per gli amanti della Cannabis. In passato ha avuto grande successo il California International Cannabis and Hemp Expo, la prima fiera del fumo organizzata a Daly City che ha fatto parecchio scalpore negli Stati Uniti. Dopo una lunghissima trattativa durata ben quattro anni si è tenuta questa prima fiera, che ha raggruppato circa 15.000 persone arrivate da tutti gli Stati Uniti. Riuscire ad ottenere tutti i permessi necessari per dar vita a questo tipo di manifestazione non è stata assolutamente cosa semplice nonostante in California sia autorizzato l’uso della sostanza a fini medici dal 1996. Recentemente però un hotel di Los Angeles si è auto proclamato come la prima struttura per fumatori di Marijuana. I proprietari dell’albergo garantiscono che nella loro struttura non ci sarà bisogno di fare tutto di nascosto, come accade negli altri alberghi, mettendo l’asciugamano sotto la porta per evitare che l’odore esca! Il proprietario dell’hotel, costruito nel 1920 nel cuore del quartiere coreano della città, è un grande sostenitore della distribuzione di marijuana a fini medici, oggi autorizzata in California. Fino a poco tempo fa era un albergo come tutti gli altri, oggi invece con 420 dollari circa, i fumatori di marijuana potranno passare due notti senza essere disturbati! Molto presto i cittadini californiani dovranno esprimersi attraverso un referendum, su un testo che autorizza l’uso di marijuana a scopi ricreativi. Vedremo come andrà a finire il referendum e se l’uso della marijuana sarà consentito o meno anche nel Paese bagnato dall’Oceano Pacifico; una cosa è certa, legalizzarla darebbe un motivo in più a molti turisti Los Angeles come meta di vacanza. E sappiamo bene che maggiore turismo porta molti più soldi per tutti. L’esito finale del referendum non è così scontato, prevarrà la morale oppure prevarranno gli interessi? Vedremo come andrà a finire. Fabio Porretta (fonte: direttanews.it)

La maggior parte dei giovani che a sedici anni fuma Cannabis, ma non sigarette, all’età di 22 passa al tabacco (28%). Solo il 7% resta fedele allo spinello. Il 49% non fuma più nulla. Lo rileva uno studio di ricercatori dell’Università di Losanna e del Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV). L’equipe di Joan-Carles Surís, responsabile del Gruppo di ricerca sulla salute degli adolescenti all’Istituto di medicina sociale e preventiva, ha tentato di stabilire quali siano i percorsi dei fumatori di Cannabis e di tabacco tra i 16 e i 22 anni e il loro eventuale passaggio ad altre sostanze, in particolare all’alcool. Basandosi sui dati dello studio TREE (Transitions from Education to Employement), i ricercatori hanno preso in considerazione 2954 soggetti, che avevano terminato la scuola dell’obbligo nel 2000, rappresentativi di quattro gruppi: consumatori solo di Cannabis, di Cannabis e tabacco, solo di tabacco, e non fumatori. Il risultato ha mostrato che il principale cambiamento nel consumo di Cannabis e/o di tabacco avviene verso i 20-21 anni “nel bene o nel male”, ha detto Surís all’ATS. È con il passaggio al mondo del lavoro, che termina la sperimentazione tipica dell’adolescenza e il momento in cui la maggior parte dei consumatori occasionali di Cannabis (meno di tre volte alla settimana) vi rinuncia e che un gran numero di consumatori regolari (tre volte alla settimana o più) continua o passa al tabacco. Questo periodo di passaggio – secondo Surís – va sfruttato maggiormente per puntare sulla prevenzione. Fonte: Swisscom

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4 minuti The Seedling Song – Dept Hate

Cannabis IL CANAPAIO

DALLA CRESCITA ALL’INIZIO FIORITURA La Cannabis richiede un periodo di crescita vegetativa prima dell’entrata in fioritura, con la conseguente differenziazione in individui di genere maschile e femminile. Questo periodo può variare notevolmente secondo la varietà utilizzata, delle condizioni ambientali e climatiche, e soprattutto dalla quantità di ore di buio e di luce ricevute dalle piante. A parte le varietà “automatiche” (la prima è stata la famosa “LowRyder”), incrociate con piante di cannabis Ruderalis, che non richiedono notti molto lunghe per entrare in fioritura, ma necessitano di periodi di luce lunghi (almeno 16 ore) per uno sviluppo accettabile, tutte le altre varietà richiedono 10 o più ore di buio ininterrotto, per poter cambiare lo stadio di sviluppo, ed iniziare la fase di fioritura. La fase di crescita è caratterizzata da un aumento progressivo della struttura della pianta: dopo l’aprirsi dei due cotiledoni si formeranno dapprima due foglie composte da una fogliolina a punta, poi da tre punte, poi da cinque, sette… durante questa fase, se le piante hanno abbastanza spazio e ore di luce (fino a 18 - 20, hanno anche bisogno di un poco di buio per “scaricare” le sostanze tossiche accumulate), cominceranno anche a formare rami all’intersezione di ogni foglia con il tronco. Ad un certo punto, in genere fra la quarta e la sesta settimana di crescita (intesa dopo l’apertura dei due cotiledoni) all’intersezione dei rami superiori, sul quinto - settimo palco di rami, si formeranno dei fiori primordiali, che riveleranno il sesso della pianta. A questo punto la pianta ha raggiunto una maturità ed uno sviluppo sufficienti per poter entrare in fioritura. Se le ore di luce sono superiori a 14 - 15, la pianta continue-

rà a crescere, fino ad un aumento delle ore di buio; se invece si desidera iniziare la fase successiva, basterà a questo punto permettere alle piante di restare al buio per 12 ore (con 12 ore la fioritura inizia in ogni caso per tutte le varietà). È comunque necessario un chiarimento: Ultimamente si permettono periodi di crescita sempre più corti, fino ad arrivare a lasciare alle piante 12 ore di luce e 12 di buio continue, fin dall’inizio. Un periodo di crescita più corto di quello che fa arrivare in anticipo le piante a produrre i fiori primordiali non serve a far fiorire prima le piante, ma solo a farle crescere ancora per un periodo relativamente lungo senza poter avere un’attività di fotosintesi, necessaria ad uno sviluppo rigoglioso. Il risultato sono piantine magre, stentate, senza rami e che avranno una quantità di fiori molto più bassa di quanto avrebbero potuto effettivamente produrre. Quando le ditte di semi olandesi dicevano di far crescere certe varietà per periodi molto brevi (ad esempio 1 – 3 settimane per le Haze) si riferivano a talee radicate, e non a piante nate da seme! Nella fase di crescita la Cannabis ha bisogno di quantitativi relativamente alti di azoto per costruire materiale vegetale, un poco di fosforo deve sempre essere presente, una buona percentuale di potassio per irrobustire la pianta, e non devono mancare Calcio, Magnesio, Zolfo e tutti i microelementi. È importante un veloce sviluppo radicale, per poter assorbire e sintetizzare i nutrimenti: una generosa quantità di terreno (escluso il primo mese, almeno dai 5 ai 10 litri di terreno per ogni mese) con un buon drenaggio ed al contempo una buona ritenzione idrica, una microflora attiva, che mineralizzi

velocemente i nutrimenti, la presenza di micorrize nel terreno (funghi microscopici che vivono in simbiosi con le radici e riescono ad assorbire, e poi rilasciare, l’azoto presente nell’aria), unite ad una temperatura “tiepida” (almeno 18 - 20 gradi, fino a 28 - 30) ed un’umidità media (non devono essere “inzuppate”) costante, favoriranno una rapida radicazione ed una conseguente rapida e vigorosa crescita. State poi attenti allo stato di salute delle piante, evitate sia carenze che eccessi: se le foglie diventano più scure, irrigate con sola acqua, se più chiare aumentate la dose di nutrimenti. Usate nutrimenti bilanciati e diversificati: quello che manca ad un prodotto potrà averlo un altro. Prevenite infestazioni da parte di insetti e muffe: se le piante sono forti ed in salute difficilmente saranno attaccate. Il piretro è il miglior insetticida naturale (deve essere usato in acqua a Ph inferiore a 6,5) ed uno - due trattamenti preventivi saranno utili. Contro le muffe favorite la ventilazione, evitate ristagni d’acqua, non danneggiate le piante, non bagnate le foglie esposte ad una luce intensa (personalmente sono contrario ad ogni forma di fertirrigazione fogliare), favorite un ambiente asciutto e piuttosto alcalino. Trattate bene le vostre piante fin dall’inizio, rispettate i loro tempi e le loro esigenze, e ne sarete infine ricompensati. Buona estate. Franco Casalone IL CANAPAIO Autore di alcune tra le principali pubblicazioni italiane dedicate alla cultura e alla coltura della cannabis, tra cui “il Canapaio” e “Canapicoltura Indoor”

ATTENZIONE: LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO NON INTENDONO IN ALCUN MODO ISTIGARE INDURRE OD ESORTARE L’ATTUAZIONE DI CONDOTTE VIETATE DALLA LEGGE VIGENTE. RICORDIAMO AI LETTORI CHE IL POSSESSO E LA COLTIVAZIONE DI CANNABIS AD ALTO CONTENUTO DI THC SONO VIETATE, SALVO SPECIFICA AUTORIZZAZIONE. E’CONSENTITA LA COLTIVAZIONE DI ALCUNE VARIETA’ DI CANNABIS SATIVA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 1251/1999 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. LE INFORMAZIONI CONTENUTE SONO DA INTENDERSI ESCLUSIVAMENTE AI FINI DI UNA PIU’ COMPLETA CULTURA GENERALE. L’AUTORE E LA REDAZIONE NON SI ASSUMONO NESSUNA RESPONSABILITA’ PER UN USO IMPROPRIO E ILLEGALE DELLE INFORMAZIONI.

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Cannabis LA SCUOLA DI CERVANTES

TERRA E CONTENITORI

Questo passo è tratto dal libro Marijuana Horticulture: the Indoor/ Outdoor Medical Grower’s Bible, 512 pagine a colori, 1.120 foto e disegni a colori (ISBN1-878823-23-X ). Il libro è disponibile in inglese e in italiano dall’autunno 2008. Disponibili in inglese anche i libri: Ultimate Grow DVD 1 e 2 di J. Cervantes, Indoor Marijuana Horticulture: The Indoor Bible, Marijuana Indoors: Five Easy Gardens, Marijuana Outdoors: Guerrilla Growing, Rx di Jorge e in ultimo Marijuana grow basics. Cervantes scrive per 12 riviste in 6 lingue diverse. I libri di Jorge sono stati pubblicati in olandese, inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo. Per maggiori informazioni, visita il sito www.marijuanagrowing.com

...segue dal numero precedente.

I contenitori La scelta dei contenitori è determinata dalla praticità, dal costo e dalla reperibilità. Le dimensioni, la forma e il colore di un contenitore possono tuttavia influire sulla taglia e sulla salute della pianta e incidono sulla versatilità della coltivazione. I contenitori vengono prodotti in ogni tipo di forma e misura, utilizzando quasi tutti i materiali tra cui i più comuni sono l’argilla, il metallo, la plastica, il legno e la fibra di legno. La cannabis può crescere in qualsiasi contenitore pulito, purché non siano stati utilizzati derivati del petrolio o sostanze chimiche letali. I contenitori di fibra di argilla sono fragili e siccome assorbono l’umidità del terriccio al loro interno, lo prosciugano rapidamente. Anche i vasi in metallo non sono pratici per le stanze da coltivazione, in quanto si ossidano (ruggine) e potrebbero emanare elementi e sostanze nocive. I contenitori in legno, pur essendo un po’ cari, sono fra i migliori, soprattutto per realizzare grandi letti sollevati e aiuole su rotelle. I contenitori di plastica sono economici, durano a lungo e per i coltivatori indoor sono i più convenienti. I vasi di plastica rigida sono i più usati all’interno delle growroom. E’ formidabile coltivare in contenitori economici ed immediatamente reperibili. Essi permettono di curare individualmente ciascuna pianta., controllandone il regime particolare di acqua e fertilizzante. Le piante in vasi singoli possono inoltre essere spostate, ad esempio rigirando i vasi a distanza di pochi giorni, affinché le piante ricevano luce omogenea e il fogliame cresca uniformemente. Raduna i contenitori delle piante in modo che stiano fitti sotto la lampada HID, poi distanziali con l’avanzare della crescita. Appoggia le piantine su delle mensole per avvicinarle alla HID. Le piante singole si prestano facilmente ad essere messe in quarantena o immerse in una soluzione farmacologica. Le piante malate, deboli e problematiche si possono scartare facilmente dalla coltivazione. Uno dei miei contenitori preferiti sono i sacchi da coltivazione. Economici e duraturi, i sacchi da coltivazione occupano poco spazio e pesano poco. Una confezione di 100 sacchi da 13 litri pesa meno di 2,3 kg e misura meno di 30 cm quadrati. Cento sacchi da 13 litri possono essere contenuti in due sacchi della stessa misura. Impossibile mettere 100 vasi rigidi nello stesso spazio! I sacchi da coltivazione si lavano e riutilizzano comodamente. Svuota il mix senza terra dai sacchi e immergili una notte in un grosso contenitore di acqua e sapone. Lavali singolarmente a mano il giorno dopo, poi riempili di terra. Essendo così pratici, li preferisco di gran lunga ai vasi rigidi. Il sacco di terriccio per vasi può essere usato come contenitore. IL terriccio umido mantiene bene la forma all’interno del sacco, che si dilata e contrae insieme alla terra, per cui ci saranno meno probabilità di bruciature alle radici lungo le pareti, rispetto a quelle nei vasi. I vasi di fibra e di cellulosa sono diffusi fra i grower che spostano le piante all’aperto. Il fondo di tali vasi normalmente si disintegra marcendo. Dipingendo con vernice di lattice l’interno di un contenitore in fibra, si eviterà che il fondo marcisca per vari cicli colturali. Sistema i vasi grossi su mattoni o carrellini per consentire all’aria di passare anche sotto. Ciò serve anche a mantenere la terra più calda e a facilitare la manutenzione. I contenitori dei vasi dovrebbero essere il più grande possibile per agevolare l’accesso alle piante. Le radici dispongono di più spazio per crescere e si trovano ad una certa distanza dal fondo contro il quale imbattersi. Nei contenitori grossi, le radici possono intrecciarsi e crescono in modo pazzesco. I letti da coltivazione possono essere realizzati direttamente nel pavimento ricoperto di terra di un garage o di uno scantinato. Se il drenaggio fosse

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insufficiente, si potrebbe installare sotto il letto uno strato di ghiaia o un pozzo secco. Alcuni grower usano il martello pneumatico per togliere il pavimento di cemento della cantina e migliorare il drenaggio. Una soluzione più semplice consiste nel praticare un foro nel pavimento dello scantinato e installarvi un pozzo secco. Forare il pavimento delle cantine può provocare infiltrazioni d’acqua, laddove la superficie della falda freatica è alta. Quando piove, potrebbe raccogliersi sotto dell’acqua: occorrerebbe annaffiare raramente il giardino, però le piante rimarrebbero troppo bagnate. Un letto sollevato contenente una massa notevole di terra può formarsi organicamente dopo qualche ciclo. Per accelerare l’attività organica nella terra, aggiungici alghe marine, letame e additivi. Quando mescoli la terra o aggiungi gli ammendanti, usa i migliori componenti organici possibili, N29 • Luglio - Agosto 2009


seguendo principi biologici. Il drenaggio dovrebbe funzionare e la terra dovrebbe essere il più profonda possibile, 30-60 cm. Presso il Cannabis College ad Amsterdam, coltivano dentro grandi letti di terra, sul pavimento di cemento. I letti nello scantinato si trovano sotto il livello del mare e sono pieni di cannabis olandese straordinaria. I letti possono essere trattari un po’ come i letti di terra all’aperto, tuttavia quando vengono innaffiati copiosamente, l’acqua trasborda ed è necessario asciugare il pavimento. Un ulteriore problema è l’areazione. Il clima nel locale è di per sé umido e l’acqua supplementare aumenta l’umidità nel grosso scantinato fino a oltre il 90%, giorno e notte. Usano una grossa ventola di estrazione, mentre l’aspiratore è relativamente piccolo. L’aria viene aspirata in modo rapido ed efficace nello scantinato lungo e stretto, per ridurre l’umidità espellendo il vapore acqueo. Persino con tutta quella terra, i letti vanno sciacquati singolarmente almeno una volta ogni quattro settimane per evitare l’accumulo di sali nutritivi. La materia organica in decomposizione può generare molto calore e riscaldare il locale. L’’areazione riduce il calore e l’umidità, per cui contribuisce a mantenere il locale sgombro da parassiti e malattie. Un giardino biologico sembra allettante, tuttavia replicare gli spazi aperti comporta molto lavoro. La maggioranza dei coltivatori biologici opta per fertilizzanti organici liquidi e adotta miscele commerciali di terriccio organico in sacchi. Ulteriore inconveniente dei letti sollevati è che le piante per maturare impiegano qualche giorno in più che nei contenitori. Tuttavia l’attesa è bilanciata da un raccolto più abbondante. Drenaggio Tutti i contenitori richiedono qualche tipo di drenaggio. I fori di drenaggio permettono all’acqua e alla soluzione nutritiva in eccesso di fluire liberamente dal fondo. I fori dovrebbero far defluire facilmente l’acqua, senza essere grandi al punto da far fuoriuscire il substrato, dilavandolo sul pavimento. I contenitori dovrebbero avere almeno due fori da 1,2 cm ogni 30 di superficie. La maggioranza dei vasi ne ha almeno il doppio. Per rallentare il drenaggio ed evitare che la terra sia dilavata attraverso i grossi fori, aggiungi uno strato di ghiaia spesso 2 cm sul fondo del vaso. La tensione superficiale creata dalle diverse dimensioni della terra e dei sassolini farà in modo che l’acqua sia trattenuta sul fondo del contenitore. Rivesti i vasi con carta di giornale, se occorre rallentare il drenaggio o evitare che la terra sia dilavata e che fuoriesca. Ciò servirà a rallentare il drenaggio, però attenzione! Per raccogliere l’acqua in eccesso, metti dei sottovasi. Spesso dei sottovasi lasciati pieni d’acqua fanno marcire le radici, e per evitarlo appoggia i contenitori su dei piedini. I vassoi per vivai usati per far attecchire le talee e coltivare i semenzali devono avere un buon drenaggio su tutto il fondo. Una volta messi i cloni e i semenzali in un vassoio, l’acqua dovrebbe defluire liberamente senza accumularsi sul fondo. Forma, dimensioni e manutenzione dei contenitori I vasi di forma cilindrica e rettangolare sono fra i più comuni. Dato che l’apparato radicale della cannabis penetra in profondità, i grower preferi-

scono utilizzare vasi alti, anziché contenitori larghi e bassi. In tutte le coltivazioni che ho visitato, i vasi schiacciati sono delle vere rarità. I grower mi spiegavano che i vasi bassi e larghi, pur contenendo più terra rispetto alla statura, non producono un apparato radicale esteso. Il volume di un contenitore può determinare facilmente le dimensioni di una pianta. La cannabis è annuale e cresce velocemente, le sue radici richiedono molto spazio affinché lo sviluppo prosegua con vigore. I contenitori dovrebbero essere grandi abbastanza da lasciare che le radici crescano forti, ma non più grandi di quanto serva a contenere l’apparato radicale prima della raccolta! In un contenitore troppo piccolo le radici rimangono confinate e l’assimilazione di acqua e nutrimenti è ridotta al minimo. Un contenitore troppo grosso, richiede troppo substrato costoso e diventa pesante e scomodo da spostare. Le radici della cannabis si sviluppano e allungano velocemente, allontanandosi da quella principale in maniera sempre più fitta verso il basso e i lati. Le radici in poco tempo arrivano poi a toccare le pareti dei contenitori, crescono quindi verso il basso e formano uno strato sul fondo. L’ambiente innaturale all’interno del contenitore spesso provoca la crescita di uno spesso strato di radici lungo le pareti e il fondo del contenitore. Questa porzione della zona radicale è la più esposta e risulta essere quella più vulnerabile allo stress da umidità e calore. Quando la terra in un vaso si secca, si ritira e, rimpicciolendosi, si stacca dalle pareti del contenitore. Questa situazione si aggrava con i vasi di plastica liscia. Quando si sviluppa questo problema, i fragili capillizi radicali situati nell’intercapedine muoiono rapidamente a contatto con l’aria che spira nella fenditura che si è creata. Inoltre, l’acqua fluisce dritta lungo la fenditura, cadendo sul pavimento. Potresti credere di aver annaffiato il vaso, però la palla di radici resta secca. Evita che si formino crepe assassine, lavorando la superficie della terra e passando un dito sul bordo interno dei vasi. Controlla la terra a distanza di pochi giorni, mantieni il terreno uniformemente umido per evitare che si prosciughi il capillizio radicale lungo il perimetro della terra. Non mettere i contenitori a contatto diretto con fonti di calore. Se la temperatura della terra oltrepassa i 24° C, essa può danneggiare le radici. I vasi esposti direttamente al calore dovrebbero essere riparati da un pezzo di plastica o di cartone. Uno strato di pacciame di 3-5 cm di granelli di argilla espansa mantiene la terra umida in superficie. Le radici possono crescere sulla superficie e non occorre lavorare la terra. Inoltre il pacciame limita l’evaporazione e serve a evitare che l’acqua di irrigazione danneggi le radici o schizzi intorno. Radici verdi I contenitori bianchi riflettono la luce e mantengono fresca la terra. Usa sempre dei contenitori spessi e bianchi, per evitare che vi penetri la luce, rallentando la crescita. Se le radici cominciano a diventare verdi sull’esterno della palla di radici, significa che ricevono luce diretta. Rimedia al problema rivestendo l’interno del contenitore con una vernice atossica ad acqua. JORGE CERVANTES Esperto a livello internazionale di coltivazione della cannabis. Autore dei principali libri e manuali fra cui “La Bibbia Della Marijuana“

ATTENZIONE: LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO NON INTENDONO IN ALCUN MODO ISTIGARE INDURRE OD ESORTARE L’ATTUAZIONE DI CONDOTTE VIETATE DALLA LEGGE VIGENTE. RICORDIAMO AI LETTORI CHE IL POSSESSO E LA COLTIVAZIONE DI CANNABIS AD ALTO CONTENUTO DI THC SONO VIETATE, SALVO SPECIFICA AUTORIZZAZIONE. E’CONSENTITA LA COLTIVAZIONE DI ALCUNE VARTIETA’ DI CANNABIS SATIVA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 1251/1999 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. LE INFORMAZIONI CONTENUTE SONO DA INTENDERSI ESCLUSIVAMENTE AI FINI DI UNA PIU’ COMPLETA CULTURA GENERALE. L’AUTORE E LA REDAZIONE NON SI ASSUMONO NESSUNA RESPONSABILITA’ PER UN USO IMPROPRIO E ILLEGALE DELLE INFORMAZIONI.

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Cannabis BAG OF DREAMS

By SHANTIBABA Breeder of Mr. Nice Seedbank. Amongst the best worldwide experts of cannabis cultivation. Father to some the most famous strains like White Widow and Super Silver Haze.

LA MOLTITUDINE INARRESTABILE CHE SPINGE

LA PASSIONE E LA FORZA IN TUTTI NOI Il momento del cambiamento è così veloce, che è facile perderlo. Ma questi momenti della nostra vita determinano il nostro destino... E ci vuole il resto della vita per raggiungerne altri o per cercare di scoprirne il significato. Le speranze ed i sogni ci potenziano, ma sembra che noi ne complichiamo lo sviluppo, fermandoci su differenze insignificanti che, solitamente, hanno poco o nulla a che fare con tutto. “Sostenete il Crimine Disorganizzato...”, al primo impatto sembra un concetto anti-eroico divertente, ma se scavate più in profondità vedrete la base della filosofia della banca dei semi di Mr. Nice. Al posto di sostenere la mafia, il governo o l’esercito. Coloro ai quali mi riferisco come Crimine Disorganizzato, motivano l’individuo che decide apertamente, o privatamente e a suo modo, di andare contro il sistema dentro il quale vive, se crede che esso non sia giusto. Come la compassione a livello medico, al giorno d’oggi, per i pazienti che scelgono e sostengono l’uso e la coltivazione della Cannabis come medicina. Senza alcun coltivatore fanatico ed entusiasta, che solitamente resta sempre sconosciuto, non avremo figure come Jack Herrer e Denis Perone, attivisti eminenti della Cannabis e Marijuana ad uso medico. Queste figure guida di questa ristretta area di interesse, combattono contro opinioni ormai fortificate, per permettere alla natura sottoforma di una pianta di Cannabis di avere la possibilità di vivere come ha sempre vissuto prima ancora che esistesse l’uomo... Cioè in modo naturale. Quello che intendo dire è che se avessero scoperto che il pomodoro fosse una facile cura per il cancro, allora questo potrebbe essere una minaccia per le medicine generiche, prodotte da grandi aziende che hanno promesso grandi profitti a coloro che hanno fatto investimenti. In effetti noi abbiamo bisogno di entrambi per esistere e per condividere la conoscenza finora ottenuta, indipendentemente da quanto costi, se si agisce in favore dell’umanità. Tratta la gente allo stesso modo in cui vorresti essere trattato tu... In ogni caso. Questo concetto non deriva dalla religione, dalla politica o da qualche N29 • Luglio - Agosto 2009

organizzazione, ma deriva da individui che un giorno si sono svegliati e hanno deciso di sostenersi e sostenere il proprio credo nella semplicità. In qualche modo le religioni, il potere ed il denaro ci hanno distratto, mentre alcuni si sono riempiti le tasche oltre il necessario, e ne abbiamo sofferto tutti. La vita è collegata al nostro ambiente, aria, tempo, acqua, elementi naturali come olio, gas, oro, argento, uranio... si sono formati sulla terra non perché l’uomo li estragga dalle miniere e ne tragga profitto a breve termine, ma perché essi fanno parte di quel fine equilibrio che chiamiamo vita. Ora nel 2010, con tutta la tecnologia, la conoscenza e gli strumenti che abbiamo accumulato nel passato, non possiamo più fermare le cose che i nostri governi hanno promesso avrebbero regolato e studiato, e ci fidiamo a lasciargli il controllo del nostro futuro. Non abbiamo mai avuto un così grande disastro ecologico come quello dell’incidente della BP sulle coste del continente più economicamente avanzato del mondo, gli USA. Potevamo solo sperare in venti forti quando Chernobyl è scoppiata e ha irradiato l’Europa. Bhopal in India è stata intossicata dalla Union Carbide e le cosiddette solide istituzioni della nostra economia ci hanno fatti arrivare a questo punto precario, dopo averci invece promesso l’esatto opposto, così da farci investire su di loro per il nostro futuro. Nemmeno un’accusa penale è stata attribuita ad alcuna delle compagnie responsabili, le quali hanno permesso alle grandi imprese regolamentate di operare nonostante avessero detto e promesso che tali disastri non sarebbero mai potuti accadere... E invece sono accaduti! Il governo non aveva nemmeno un piano nel caso in cui la grande azienda fosse andata male... Ne stanno facendo uno ora. Perciò, ora si può affermare chiaramente e decisamente che nessuno è o è mai stato responsabile. Sono gli elementi invisibili e le persone sconosciute di questo mondo che si occupano delle complessità e dei problemi della nostra società. Creare un ideologia non è come avere un’idea che si occupa di certe

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BAG OF DREAMS

situazioni. Sono le piccole idee che alla fine stimolano i leader delle ideologie, ma alla fine tutti fanno promesse che si rivelano essere false, dal momento che ci vuole più di una persona, non importa chi essa sia, per raggiungere uno scopo comune alla massa. Quando la gente raggiunge il punto in cui possiede abbastanza, allora si accorge che i soldi, il potere e la fama non sono sufficienti a renderti una brava persona. Ciò deriva invece da una scelta individuale. Chiunque abbia sofferto, o stia soffrendo a causa di problemi di salute sa quanto inutile sia tutto ciò che abbiamo creato o fatto nella nostra vita, se siamo malati. Quindi ora per motivi di compassione, 14 stati degli USA, un Paese che ha dichiarato guerra alle droghe in primo luogo, permettono ai malati e a pazienti terminali di utilizzare la Cannabis per trattare i sintomi, che quei farmaci creati per curarli non trattano. La Cannabis sta perdendo la sua immagine hippy e di libero amore, e piuttosto viene presa seriamente, grazie alla richiesta dei pazienti di avere il diritto di vivere le proprie giornate il più delicatamente possibile, aiutati da una pianta che possono coltivare e selezionare in casa in base ai propri bisogni. La pianta di Canapa era già stata condannata dalla Lobby del Cotone negli anni ’30 a causa della sua alta qualità, di lunga durata, e della sua fibra conveniente (che è ciò che tutti cerchiamo in un prodotto), dal momento che il cotone era un’alternativa molto più redditizia, perché doveva essere sostituito più frequentemente. “Tutto è collegato...” Un principio semplice dichiarato da Thoreau alcuni anni prima che Charles Darwin parlasse della teoria dell’evoluzione. Quindi cos’è che non capiamo? Che cos’è che non comprendiamo, mentre le nostre popolazioni crescono incontrollabilmente e il nostro concetto di guadagno a breve termine tassa proprio il terreno su cui viviamo?

vendiamo quasi qualsiasi cosa che siamo legalmente in grado di comprare nel mercato libero al giorno d’oggi, dagli occhiali alle posate. Dovremo fidarci di noi stessi nel prendere quelle decisioni oggi giorno e smetterla con questa stupida pratica di permettere ad altri di intimorirci nelle nostre decisioni sulle loro realtà di vita, le quali non hanno nulla a che vedere con quelle di un semplice uomo. Quando nel corpo di un uomo o nel fusto di una pianta scorre la vita, ci sono miliardi di fattori che lavorano in armonia e nessuna entità che li controlla. In realtà le cose funzionano e fino a quando noi vediamo i meccanismi che fanno funzionare una certa cosa, e li comprendiamo, siamo limitati solamente dalla nostra conoscenza e dai nostri strumenti. Il nostro desiderio di migliorare noi stessi non dovrebbe essere a scapito degli altri o delle cosiddette specie più deboli, piuttosto dovremmo avere in mente un’immagine più ampia per il presente ed il futuro. Abbiamo solamente un mondo ed una vita, perché lasciar prendere anche solo una decisione a qualsiasi altra persona, quando tutti noi dobbiamo pagare le conseguenze di tali decisioni? Prendere il toro per le corna è un dovere, non un’opzione, e può essere pericoloso. Ma se lo lasciamo correre selvaggiamente in tutto il paese vedrete la confusione in cui dovremo vivere!

Io vedo la cosa razionalmente; abbiamo costruito una gabbia troppo piccola per noi stessi. Dal momento che siamo cresciuti nella gabbia, non ci stiamo più dentro e siamo diventati obsoleti non avendo una nuova gabbia che ci vada bene, ci siamo uniti durante il viaggio ed ora siamo intrappolati. Mentre i sogni si trasformano in disastri e il nostro sistema diventa sovrabbondante, dobbiamo pagare la nostra follia, dal momento che tutto è collegato. I grandi promemoria dei sistemi che non funzionano per sempre o che non funzionano per grandi quantità di persone ora si stanno sgretolando sotto il nostro stesso peso. È troppo tardi per cambiare? Non è mai troppo tardi per cambiare, ma anche se siamo in tempo o meno è una domanda che può trovare risposta solamente nel futuro. Le risposte non appartengono più alle istituzioni o ai governi o ai sistemi di cui ci siamo fidati finora, ma appartengono ora a noi individui. La decisione apparentemente semplice di coltivare un seme ed eventualmente una pianta per aiutare sé stessi non è una minaccia per nessuno tranne che per sé stessi. Lo stesso tipo di minaccia può esiste quando

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Cannabis STRAIN GUIDE 6 minuti Coda di Lupo - Fabrizio De André

WILD ROSE DI SWEET SEEDS “Adoro i piani ben riusciti”

Ed infine a volte, si giunge alla meta. O meglio, si giunge ad una delle mete che ci si prefigge. E’ di questi giorni infatti, il primo assaggio di Wild Rose di Sweet Seeds dopo ben 57 giorni di barattolo: Banana, banana pura. “Adoro i piani ben riusciti”, cosi credo abbiano detto alla Sweet Seeds una volta testata la fanciulla. Mamma Rosetta Stone (Grimm Brothers), femmina canadese che si concede a pochi oramai e purtroppo, e papà (Boss) Hog della TH-Seeds, ringraziano compiaciuti di tanti complimenti per il frutto del peccato generatosi dalla loro unione. Di mamma, la giovine acquista la velocità nella fioritura, ed il profumo davvero accattivante di cui ci si innamora subito. Di papà, prende invece la struttura massiccia ma poco ingombrante, ed il sapore, tutto suo, di banana, banana pura. Cresciuta in indoor sotto 600W fa miracoli. Sotto una 400W li sfiora. 30 giorni a 18 ore vi troverete con dei piccoli cespugli da portare in fioritura dove ci si aspetterebbe, dopo qualche giorno, di trovare il box pieno… ed invece niente… aspettiamo ancora, passano i giorni e nulla. Piante bloccate, bellissime, in pienissima salute, ma tremendamente ferme. Tranquilli, per Wild Rose è tutto sotto controllo, non c’è da spaventarsi. Perché alla 4/5 settimana un bel giorno, tutti belli e tranquilli, aprirete la porta del box, sgranerete gli occhi e vi guarderete attorno cercando di capire se vi trovate ancora a casa vostra o in qualche stanza di un canapaio olandese. Impressionante, cose piccolissime diventate enormi, il miracolo della zucca trasformata in carrozza si è ripetuto! Peletti bianchicci che fanno capolino ovunque dal verde. E’ lei, è Wild Rose. Prima di iniziare un ciclo ci si documenta, e questa crescita sarebbe un evento quasi atteso. Ma tra il dire ed il fare, non mi aspettavo vi fosse… l’oceano! Ed è anche un oceano facilissimo da gestire. Una volta toppate quando sono giunte al quarto internodo e fertilizzate 4 giorni dopo per la prima volta, si sono sfruttati i giorni seguenti di vegetativa aiutandole solamente una seconda volta ad una settimana dalla messa in fioritura. Genetica stabilissima, nessun figlio degenere, ma cloni l’una dell’altra. Nelle toppate, un leggero stretch ad inizio fioritura genera molti apicali che lottano per la supremazia e di conseguenza è la normalità trovarsi piante con 4 bastoni enormi ed una miriade di piccole cime sottostanti. Ovviamente con legature fatte ad arte il numero di apicali aumenterebbe ma, sperimentando legature estreme su due soggetti direi che i risultati sono stati negativi, con piante che fermano la crescita, perdono vigore e tante altre brutte cose che non vi sto qui a dire. Toppiamo

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dunque, ma poi lasciamo Wild Rose libera di esprimersi, d’altronde non per niente è “wild”. E come già accennato, alla quinta settimana di fioritura, il “selvaggio” della bella viene fuori. Le cime strabordano di fiori in pochissimi giorni, e nei primi giorni potreste anche osservare un accrescimento di un centimetro al giorno del diametro delle cime più grandi. In qualche individuo dovrete ricorrere a bastoni e supporti per i rami più carichi. Nonostante la struttura portante sia più che solida il peso delle infiorescenze ha la meglio molti giorni prima della maturazione. Terminare la fioritura non richiede un grande impegno in termini di tempo, e le 9 settimane dichiarate da Sweet Seeds sono più che reali. Al momento della raccolta, apprezzare la compattezza delle cime è euforizzante: fiori di piccole dimensioni tappezzano ogni millimetro, la quantità di resina è molto abbondante tanto che il risultato della pulizia sono state due palline di un materiale nero che lasciate riposare più di un mese hanno allietato qualche serata tra amici ed estimatori. Far asciugare Wild Rose non è impresa facile quanto sia il coltivarle che la struttura degli apicali di certo non ci vengono incontro. Ma Santa Pazienza è sempre in nostro aiuto e quindi non vi costerà fatica attendere una ventina di giorni prima di iniziare la concia. Provate, se già non lo fate, a conciare i frutti del vostro orto per due settimane nella carta paglia, quella vera, non le classiche buste del pane, per poi usare il barattolo per il periodo seguente. Beh, giovani, è tutta un’altra cosa! I sapori sembrano più concentrati rispetto al vetro, ed inoltre acquisisce quel grado di umidità giusto per cui i terpeni, nel loro volteggiare, incontrano il vapore residuo regalando una morbidezza molto simile a quella del Narghilè. E dopo 57 giorni di barattolo avrete una confettura che al naso ricorda molto l’uva fragola caratterizzata dalle leggere note aspre del tannino. Spalmatela su una bella fetta di carta e assaggiandola vi renderete conto dello scontro la odore e sapore. Stavolta Banana, Banana pura. Effetti marcatamente da indica, gambe quasi tagliate, ma il viaggio interplanetario che ci attende distrae abbastanza dal torpore muscolare e stimola di riflesso il pensiero, il ragionamento ed infine l’elucubrazione. Tanto che una sera, ad un verde cavaliere di montagna, primo fra gli assaggiatori, forse parve di essere al Mc Donald’s, perché dopo profonde inspirazioni e lunghe espirazioni ad occhi chiusi, si alzò in piedi, braccia aperte come immerso in una visione... Un attimo dopo, un altro Cavaliere, mozzicone in bocca e sorriso soddisfatto, così si espresse: “Adoro le piante ben riuscite!” CAV. PSYCOGREEN

ATTENZIONE: LE INFORMAZIONI CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO NON INTENDONO IN ALCUN MODO ISTIGARE INDURRE OD ESORTARE L’ATTUAZIONE DI CONDOTTE VIETATE DALLA LEGGE VIGENTE. RICORDIAMO AI LETTORI CHE IL POSSESSO E LA COLTIVAZIONE DI CANNABIS AD ALTO CONTENUTO DI THC SONO VIETATE, SALVO SPECIFICA AUTORIZZAZIONE. E’CONSENTITA LA COLTIVAZIONE DI ALCUNE VARIETA’ DI CANNABIS SATIVA AI SENSI DEL REGOLAMENTO CE 1251/1999 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI. LE INFORMAZIONI CONTENUTE SONO DA INTENDERSI ESCLUSIVAMENTE AI FINI DI UNA PIU’ COMPLETA CULTURA GENERALE. L’AUTORE E LA REDAZIONE NON SI ASSUMONO NESSUNA RESPONSABILITA’ PER UN USO IMPROPRIO E ILLEGALE DELLE INFORMAZIONI.

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Cannabis GROW

TALEE HOW TO CLONI IN POCHI SEMPLICI PASSI Ci sono diversi motivi per cui diffondere una specie per taleaggio, ovvero l’azione di produrre cloni di piante derivate da una o più piante madre. Si possono clonare piante per effettuare test di crescita e per determinarne il sesso, per diffondere o per mantenere negli anni le genetiche, per avere più cicli della stessa pianta, per avere una fioritura primaverile o per aumentare la fioritura estiva da piante outdoor. Notevoli sono quindi i vantaggi, soprattutto per quei coltivatori a fini medici, che possono ottenere e mantenere più facilmente una linea di base per la pianta medicinale che vogliono ottenere. Per ottenere dei cloni, è solitamente consigliato operare in ambienti indoor, che di norma sono più sterili degli ambienti esterni. Per prelevare cloni da piante outdoor, è preferibile quindi operare all’interno. Normalmente associato alla coltura idroponica, la clonazione potrebbe sembrare un procedimento molto complesso, in realtà non è così. Per le operazioni che vedremo in seguito sono necessari alcuni strumenti, facilmente reperibili sul mercato. - Una lametta nuova e pulita. È consigliabile acquistare più lame, e ripulirle con un panno di carta dall’olio e dal grasso di protezione. Da preferire è tipo con un solo lato tagliente, per proteggersi le dita. La perfetta pulizia degli strumenti è importante per scongiurare il verificarsi di infezioni e malattie ai cloni, che potrebbero addirittura non radicare e morire. - Un flacone di ormoni radicanti, in polvere o in gel, acquistabile in qualsiasi grow shop. - Un contenitore, tipo ciotola o piattino, per gli ormoni. - Un bicchiere d’acqua fredda, abbastanza alto da sostenere il clone. - Una serie di blocchetti di lana di roccia, ideali per il radicamento sia da seme che da clone. In alternativa sono validi anche i cilindri “Jiffy” di torba, da immergere in acqua. - Un vaso o contenitore finale, o transitorio in caso di ulteriore trapianto in piena terra. È consigliabile un vaso da 11 per indoor e 16 litri per outdoor. È necessario un vaso per ogni clone. - Terriccio sufficiente per le proprie esigenze. - Un flacone con nebulizzatore, acquistabile in un negozio per giardinaggio. - Una miniserra per germinazione. TALEE IN POCHI SEMPLICI PASSI: • Scegliere sulla pianta il posto ideale per fare un clone, senza affidarsi

al caso. È consigliabile tagliare alla base un rametto nuovo e giovane, con almeno due palchi di foglie a ventaglio. Più il clone proviene dalla parte bassa della pianta, più alte saranno le possibilità di un radicamento veloce. Si possono prelevare cloni anche sui rami più esterni e alti della pianta, ma impiegheranno più tempo per radicare. • Prendere la lametta e fare un taglio inclinato di 45 gradi, in modo da poter dare più superficie di base al clone per sviluppare le radici. Assicurarsi che il taglio sia perfetto, abbastanza inclinato e ampio, e che vi sia sufficiente superficie sul fondo del gambo per permettere alla massa di radici di crescere. • Per dare più possibilità al clone di radicare, prendere la lametta e fare una piccola incisione nel mezzo della parte inferiore del gambo, salendo verso la cima. Raschiando solamente due cm, si aumenteranno ulteriormente le probabilità di successo. Tutto questo è pur sempre facoltativo, e non indispensabile per ottenere un clone ben radicato. • Intingere immediatamente dopo il taglio il clone in acqua fredda, per evitare che la porzione appena tagliata possa venire a contatto con l’ossigeno. Prestare attenzione che la punta del gambo non tocchi il fondo del contenitore. • Immergere successivamente la punta della nuova pianta nella polvere o nel gel radicante. Ci sono coltivatori che passano direttamente a questa fase, in quanto mischiano gli ormoni nell’acqua per accorciare ulteriormente i tempi. • Inserire il clone nel cubo di lana di roccia o nel cilindro di torba, e a discrezione usare i contenitori adatti alle proprie esigenze, avendo cura di utilizzare sufficiente terriccio. Alcuni grower inseriscono il nuovo clone direttamente nel terriccio finale. È consigliato utilizzare una miniserra per favorire la ripresa delle talee. • Dopo il trapianto entra in gioco il fattore luce. Se necessario utilizzare il nebulizzatore per adattare l’umidità. Alcuni coltivatori outdoor tengono i propri cloni all’ombra nelle ore più calde, mentre altri applicano la tecnica della “sopravvivenza del più forte”, lasciandoli alla luce diretta del sole. In questo caso i cloni più forti dovrebbero radicare rapidamente; nei climi caldo-umidi ciò avviene all’incirca in 15-20 giorni. A questo punto le talee sono radicate e pronte per essere messe a dimora per la stagione, o per la loro diffusione.

Schema di taglio di un clone

Taglio del clone

Viene applicato l’ormone radicante

Scegliere il punto ideale per il taglio

Rifinitura del taglio del clone

Il clone viene inserito in un cubo di lana di roccia

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Cannabis SPECIALE

7 minuti Green, green Grass of Home - Tom Jones

INTERVISTA AI TITOLARI DI GREEN GARAGE

DOPO L’ARRESTO E LA CHIUSURA DEL NEGOZIO

Abbiamo raggiunto Pietro, uno dei due soci del negozio Green Garage, chiuso da fine gennaio 2010, in seguito al loro arresto. Raccontateci cosa è successo. Allora... è successo che sono arrivati i Carabinieri alle 7 di mattina del 26 Gennaio 2010 a casa mia, dicendo che dovevano fare una perquisizione alle abitazioni dei titolari del negozio “Greengarage”, e che avevo un avviso di garanzia partito il 4 gennaio 2010 dalla procura di Bolzano. Sapete come sono arrivati a voi? Avete qualche idea? Tutto è cominciato quando hanno fermato delle persone di Bolzano con della “Ganja”; dopo aver effettuato la perquisizione nelle loro case, hanno trovato una piccola coltivazione domestica. Alla domanda “dove avete preso i semi e il necessario per coltivare?”, hanno risposto “su internet, e i semi da SEMITALIA”. Dopo aver sequestrato i siti di Semitalia, hanno guardato tutti i negozi che acquistavano da loro, e di sfiga, c’era anche una nostra fattura di settembre; dico di sfiga perché noi non acquistavamo più da loro, perché li consideravamo troppo cari, ma ci servivano dei semi che solo loro avevano, altrimenti nemmeno c’era il nostro nome. Dopo di che sono arrivati a noi... Quindi una perquisizione già vista in precedenza, che mira a controllare i proprietari di Grow Shops. Ma che cosa hanno trovato? Avevamo già avuto una perquisizione “pacifica” dai carabinieri di Monza tempo fa, dopo avere controllato il catalogo generale, e anche quello di Semitalia, e la legge che permetteva la vendita di semi di Marijuana a scopo di collezionismo, hanno detto che era tutto regolare e ci hanno fatto continuare l’attività. In negozio hanno trovato solo i semi. In casa mia hanno trovato 1 kg di “nero”, 1,5 kg di Marijuana, 10 piante e il box con le lampade dove le coltivavo; A Ruggero invece 50 grammi di hashish e 50 grammi circa di foglie vecchie, dimenticate sotto al letto. Dopo la mia abitazione hanno perquisito il negozio, dove come già accennato hanno trovato solo i semi, valore commerciale sui 5000 euro, per poi passare all’abitazione di Ruggero. Sono state coinvolte anche persone non direttamente connesse ai fatti? Oltre a me hanno arrestato anche la mia fidanzata che dormiva nel mio letto; dopo 3 giorni di galera e 3 settimane di domiciliari è stata però scagionata ed il suo caso archiviato. Ma voi (o tu), da negozianti e semplici consumatori, vi eravate trasformati in produttori per autoconsumo o addirittura per rivendere? E poi... Lasciatelo dire: “che cazzo ti è saltato in testa, soprattutto con un negozio del genere? Per quanto mi riguarda non c’era nessun disegno criminoso: coltivavo perché mi piaceva e le eventuali cessioni che ci sono state, sono sempre avvenute tra amici, mai venduto in piazza e men che meno in negozio! Mi prendo le mie responsabilità per quello che ho fatto e mi rendo conto, troppo tardi, di essere stato poco furbo ad avere tenuto in casa ciò che avevo, anche se non mi ritengo uno spacciatore, cosa di cui sono e siamo stati accusati.

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Vi hanno già processato… Chissà perché questo genere di processi è sempre più celere di atri (a volte per fatti davvero gravissimi)... Cosa vi aspetta adesso? Beh i danni economici e personali sono tuttora incalcolabili: A me hanno dato 5 anni di carcere e 21.000 euro di multa, e a Ruggero 3 anni e 12.000 euro di multa; Ho dovuto chiudere la ditta di impianti elettrici che avevo e stiamo chiudendo anche il negozio che già era stato chiuso per 3 mesi, visto che entrambi siamo stati in galera; ho lasciato l’appartamento dove vivevo, perché non riesco più a pagare l’affitto, sto vendendo auto e moto per pagare le spese dell’avvocato e i debiti del negozio. Quindi il Green Garage chiuderà per sempre? L’attività comunque non andava benissimo, perché stavamo cominciando dopo 3 anni di rodaggio, ad avere un fatturato che ci permettesse di tirare fuori uno stipendio in 2 soci; fin’ora non abbiamo mai ricavato stipendi dal negozio. Davvero, che non si creda che con un Grow Shop si facciano tanti soldi. Visti i tempi che corrono e alcuni spiacevoli episodi successi in passato, qual è stato il trattamento in carcere? Qualche problema da segnalare nei 3 mesi trascorsi? Per quanto mi riguarda sono stato nel carcere circondariale di Monza, e devo dire che siamo stati trattati bene dagli altri detenuti; personalmente ho trovato più solidarietà dentro che fuori, la cosa che è indecente è il fatto che le carceri siano sovraffollate: ogni detenuto dovrebbe avere 7 metri quadri a disposizione, mentre là i 7 metri quadri erano da dividere in 3 persone. Per non parlare delle condizioni igieniche, del cibo immangiabile, delle docce, dell’infermeria... Beh sul carcere si potrebbe abbondantemente approfondire... Ti sei pentito di quanto “commesso” e accaduto? Se mi sono pentito? Purtroppo io non riesco tuttora a condannare né la coltivazione né l’uso di Hashish e Marijuana; addirittura non sono risultato nemmeno tossicodipendente al Ser.t e nemmeno positivo all’esame del pelo pubico; mi pento solo di come l’ho fatto. Non ne vale la pena... Come vivi l’attesa, e l’aspettativa di una pena così lunga? Beh, 5 anni di detenzione, è una condanna abbastanza pesante, non posso certo fare progetti per il futuro adesso, ma devo ricominciare tutta la mia vita da capo in quest’Italia in cui non credo più... Appena avrò scontato la mia condanna, se potrò, cercherò un Paese più libero, dove andare a iniziare una nuova vita, sperando che qualcuno me ne dia la possibilità... Hai altro da aggiungere in chiusura? Purtroppo questa legge parifica tutte le droghe e fa si che 1kg di hashish sia giudicato alla stregua di un kg di cocaina: ma si può essere così ottusi da non rendersi conto che sia i guadagni, sia i danni recati alle persone sono estremamente maggiori dei danni presunti delle sostanze? MAURIZIO BIROCCHI

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Cannabis TERAPEUTICA (THC POWER)

SPAGNA - DALLA CANNABIS INTERESSANTI PROSPETTIVE NELLA CURA DEL CANCRO

Sono sempre maggiori le conoscenze della cannabis in ambito scientifico, come dimostrerebbe l’uso che i medici fanno della sostanza in Paesi come Canada, Spagna, Italia dove il farmaco viene utilizzato, a stretto controllo medico, nella terapia del dolore ed in associazione a questa come rilassante muscolare e antiemetico in quei pazienti oncologici in cura con terapia antiblastica. Ma della sostanza si sa sempre di più, da almeno sette anni, da quando il ricercatore Gareth Pryce ha rivelato che la cannabis aveva un ruolo anche nell’alleviare i sintomi nella sclerosi multipla partendo dalla constatazione che nel nostro organismo vi sono già recettori della sostanza, i recettori cannabinoidi che «II corpo rilascia per proteggersi da alcune malattie, compresa la sclerosi multipla. Oggi sappiamo agire sui recettori in maniera sofisticata: per esempio possiamo produrre antidolorifici capaci di agire sui recettori CB2 (che regolano la sensibilità al dolore) senza agire sui CBl (responsabili dell’effetto psicotropico ricercato da chi vuole drogarsi)». Ma c’è un inaspettato ruolo della cannabis anche nella cura del cancro; in questo caso l’evidenza sarebbe ancora più interessante da quando si è visto che la sostanza è in grado di indurre al suicidio le cellule cancerose con un processo che in biologia si chiama apoptosi e c’è di più, in questo caso il farmaco lascerebbe intatte le cellule sane, fatto tanto più importante se si pensa che questo è il limite della chemioterapia; Avremo risultati clinici entro cinque anni» dice Guillermo Velasco dell’Università di Madrid. fonte: tantasalute.it

USA – CANNABIS TERAPEUTICA, A NOVEMBRE REFERENDUM PER LEGALIZZARLA

Gli uffici elettorali dell’Arizona hanno certificato e accolto un quesito referendario sulla legalizzazione del possesso e la distribuzione tramite centri autorizzati di marijuana a scopi terapeutici. Gli elettori dell’Arizona saranno chiamati ad esprimersi il prossimo novembre. Il referendum propositivo, se approvato, permetterà ai pazienti con un particolare permesso di ottenere cannabis legalmente in centri di distribuzione autorizzati dallo Stato. I pazienti che vivono a oltre 40 chilometri di distanza dal più vicino centro di distribuzione saranno autorizzati a coltivare la cannabis in casa propria. Fonte: droghe.aduc.it

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ITALIA - CANAPA MEDICA, TUTTI I DIRITTI NEGATI AI MALATI Ad Avezzano, un giudice ha imposto alla Asl di pagare per la fornitura di tre grammi al giorno di cannabis ad un malato di sclerosi multipla, pur se non ordinati da un ospedale. È un bel segnale a livello culturale, tuttavia i diritti dei malati a curarsi coi cannabinoidi ed a conoscere le procedure per ottenerli sono ancora ampiamente disattesi. Vale perciò la pena di ricostruire lo stato dell’arte e fornire ai malati ed ai loro medici le informazioni necessarie. In Italia, la reperibilità di tutti i farmaci derivanti dalla Cannabis non è affatto difficile. Sono disponibili: Marinol (dronabinol), Cesamet (nabilone), Sativex (a due componenti naturali), Bediol, Bedrobinol e Bedrocan, fitocomplesso intero composto da infiorescenze femminili essiccate (anche grezzo per preparazioni galeniche, sterilizzato, standardizzato e con una concentrazione di principi attivi – Thc, Cbd e Cbn – esattamente definita). Secondo la normativa nazionale, questi farmaci sono importati a carico del Servizio sanitario nazionale, qualora un medico ospedaliero ne richieda l’utilizzo, se il bilancio della struttura lo consente e purché impiegati in ambito ospedaliero (cioè anche in regime di day hospital o ambulatoriale). Altrimenti, i farmaci richiesti vanno pagati. Qualunque medico, purché richieda la quantità necessaria ogni tre mesi ed il suo paziente firmi il consenso informato, può prescriverli molto più agevolmente rispetto agli stupefacenti di tabella superiore II A (quali morfina, metadone), senza ricettari speciali né limitazioni possibili alla sua libertà di cura, assumendosene la responsabilità. È a completa discrezione del medico decidere per quali patologie e sintomi utilizzare il farmaco. Si inizia la cura entro 2-3 mesi dalla prima richiesta. Il farmacista consegna i farmaci direttamente al medico o anche al paziente, dietro pagamento del solo prezzo di costo richiesto dal produttore estero (7 euro a grammo), di molto inferiore a quello pagato in farmacia dai malati del paese in cui è prodotto: le Asl non applicano alcun tipo di ricarico. Anche per l’importazione, da parte italiana non si richiede di sostenere alcun costo: i 120 euro fissi per ogni ordine, da dividere tra i pazienti che ricevono il farmaco dalla stessa Asl, sono richiesti dal produttore per la spedizione. Preparazioni galeniche possono essere allestite nelle farmacie dotate di laboratorio, con materiale reperito dal grossista (Solmag/Artha Galenici), su semplice prescrizione medica da rinnovarsi volta per volta, per necessità episodiche o in casi d’urgenza. Il farmacista preparatore suddivide la sostanza nelle esatte dosi terapeutiche per la vaporizzazione o l’infusione, ma il costo è quattro o cinque volte superiore. Non c’è alcun ostacolo normativo reale, anzi l’accesso alla terapia è praticamente senza limiti, sebbene non sempre gratuito. Siamo un paese all’ avanguardia e non lo sapevamo… Sono in molti, medici e pazienti, a lamentarsi per la difficoltà d’accesso alla cura: in realtà l’unico ostacolo è la volontà dei vertici sanitari regionali di negare di fatto un diritto che è già acquisito, forse per ragioni ideologiche. I problemi di bilancio di quasi tutte le Asl potrebbero anche giustificare il diniego al pagamento dei farmaci richiesti tramite ospedale; ma purtroppo anche le farmacie territoriali delle Asl fanno quanto possono per negare l’accesso alla cura con Cannabis Flos, pur essendo il pagamento a totale carico del malato. Secondo il decreto del Ministro della Sanità del 11 febbraio ‘97, alle farmacie Asl compete solo fungere da intermediarie con il Ministero e il produttore estero, e ricevere il pagamento per l’ordinativo inoltrato, senza alcuna richiesta di ulteriore documentazione. Nessuna di quelle farmacie può interferire con le scelte terapeutiche del medico, tanto è vero che sulla richiesta di importazione non serve specificare né il nome del paziente, né la patologia o i sintomi da cui è affetto. Purtroppo accade invece l’esatto contrario: la cura è negata con pretesti sempre diversi. Abbiamo chiesto alla Regione Puglia di emanare disposizioni per ovviare a queste illegittime resistenze, tuttavia questo problema esiste ovunque. Il diritto alla salute è riconosciuto dall’art.32 della Costituzione come inviolabile. Ma perché sia davvero tutelato, è necessaria una corretta informazione. PIC Pazienti Impazienti Cannabis di Alberto Sciolari (fuoriluogo.it) (fonte: ilmanifesto.it)

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Cannabis TERAPEUTICA (THC POWER) ITALIA - LA CANNABIS POTREBBE ESSERE IL MIGLIOR FARMACO PER I MALATI DI SLA APPELLO AL MINISTRO DELLA SALUTE Il proibizionismo sulla cannabis, con i suoi pesanti effetti sulla libertà di ricerca scientifica, potrebbe privare i malati di sclerosi laterale amiotrofica (Sla) della più efficace delle terapie. La cannabis potrebbe infatti rivelarsi il migliore farmaco contro questa terribile malattia degenerativa. Lo rivelano i ricercatori della School of Medicine dell’univesità di Washington in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica American Journal of Hospice and Palliative Care. Nonostante la nostra comprensione dei meccanismi molecolari della sclerosi laterale amiotrofica (Sla) sia migliorata - scrivono gli autori - non esistono ancora terapie davvero efficaci. In questa malattia - continuano i ricercatori - si verificano simultaneamente diversi processi fisiologici anormali che richiedono una terapia basata su una molteplicità di farmaci. Incredibilmente la cannabis sembra agire in tutte queste aree. Questa sostanza ha infatti potenti effetti antiossidanti, anti-infiammatori e neuroprotettivi. Somministrata a topi con Sla, ha provocato un allungamento della vita delle cellule neurali, ha posticipato l’emergere dei sintomi e ha rallentato la degenerazione della malattia. La cannabis ha anche proprietà utili alla gestione dei sintomi della Sla, grazie alle sue proprietà analgesiche, di rilassante muscolare, broncodilatanti, di riduzione della salivazione, di stimolazione dell’appetito e favorisce il sonno. Basandosi sull’evidenza scientifica fin qui raccolta - concludono i ricercatori - è ragionevole pensare che la cannabis possa rallentare in modo significativo il progredire della Sla, potenzialmente allungare l’aspettativa di vita dei pazienti e ridurre significativamente i sintomi della malattia. Purtroppo, la ricerca medico scientifica sulla cannabis è fortemente ostacolata dalle leggi sugli stupefacenti e dall’ideologia proibizionista. Nonostante questa sostanza si sia dimostrata efficace nell’alleviare le sofferenze provocate da numerose malattie, tra cui Aids e tumori, è praticamente impossibile per la gran parte degli italiani accedervi per scopi terapeutici. Rivolgiamo un appello al ministro della Salute Ferruccio Fazio affinché dia seguito, oltre che all’evidenza scientifica, anche a quell’ordine del giorno votato dal Senato che invita il Governo a considerare l’opportunità e la fattibilità di una produzione in Italia di medicinali a base di cannabis. Per ora questo ordine del giorno, e sopratutto decine di migliaia di pazienti in sofferenza, sono stati ignorati. Fonte: droghe.aduc.it

USA - STUDIO SULLA SCHIZOFRENIA. LA CANNABIS MIGLIORA IN MODO SIGNIFICATIVO LE FUNZIONI COGNITIVE DEL PAZIENTE

Nonostante la controversia sul possibile nesso di casualità fra l’uso di cannabis e l’inizio della schizofrenia, l’evidenza scientifica sugli effetti dell’abuso di cannabis e l’apparizione dei primi sintomi della malattia è ambigua. Anche se alcuni studi suggeriscono che l’abuso della sostanza possa influire su funzioni cognitive, presentazione clinica e decorso della schizofrenia, gli effetti della cannabis sui pazienti appaiono discordanti. Ora una ricerca del Center for Translational Psychiatry del Feinstein Institute for Medical Research e del Zucker Hillside Hospital di New York, pubblicatA sulla rivista scientifica Schizophrenia Research, rivela che in realtà il consumo di cannabis ha effetti positivi sulle funzioni cognitive dei pazienti affetti da schizofrenia. I ricercatori hanno paragonato due gruppi, prendendo in considerazione una moltitudine di variabili (sesso, razza, età, età dei primi sintomi, stato socioeconomico dei genitori, IQ, istruzione e funzioni cognitive). Uno dei gruppi era composto di pazienti schizofrenici che non avevano mai abusato della sostanza (CUD-), l’altro era invece composto da pazienti schizofrenici consumatori problematici di cannabis (CUD+). Rispetto al gruppo CUD-, il gruppo CUD+ ha dimostrato capacità nettamente migliori in termini di velocità di analisi, scioltezza linguistica, apprendimento verbale e memoria (California Verbal Learning Test). Inoltre, proseguono gli scienziati, il gruppo CUD+ ha riportato migliori risultati GAF (Global Assessment of Functioning). Nel loro insieme, concludono gli studiosi, questi risultati suggeriscono che i pazienti schizofrenici che consumano cannabis rappresentano un sottogruppo della popolazione schizofrenica con una più alta funzione cognitiva. Fonte: droghe.aduc.it

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BELGIO - IL PRIMO CANNABIS SOCIAL CLUB* HA CONCLUSO IL SUO PRIMO RACCOLTO DI CANNABIS.

Il gruppo “Trekt Uw Plant”, che conduce un Cannabis Social Club in Belgio, ha concluso il suo primo ciclo di coltivazione e raccolto collettivi dalle loro piantagioni indoor. Dopo quasi 4 anni di lavoro, l’associazione è orgogliosa di presentare il primo raccolto di piante legali in Belgio, destinate ai pazienti membri del Club. Dal 2005 è in vigore in Belgio una disposizione ministeriale che permette e non perseguisce il possesso di al massimo 3 grammi di cannabis e di una pianta femmina. La Cannabis non può inoltre essere confiscata senza l’autorizzazione del proprietario. Durante gli scorsi anni “Trekt Uw Plant” ha testato queste disposizioni. In due occasioni nel 2006 e nel 2008, una coltivazione collettiva di piante di cannabis venne presentata in pubblico. In entrambi i casi, le piantagioni sono state confiscate e i responsabili delle associazioni perseguiti ed arrestati. Sempre in entrambi i casi, le associazioni furono convocate dal giudice locale, la prima volta per il possesso di Cannabis, la seconda per “istigazione al consumo di droghe”. E sempre in entrambi i casi le associazioni si sono appellate contro queste decisioni e finalmente assolte, nel 2008 e nel 2010. Dopo queste assoluzioni Trekt Uw Plant ha concluso che il proprio metodo è completamente conforme alle intenzioni dei legislatori Belgi. * Associazioni di pazienti e coltivatori, che promuovono l’autoproduzione delle piante per uso medicinale.

www.encod.org/info/TREKT-UW-PLANTBRINGS-FIRST.html Fonte: Conferenza Stampa di Trekt Uw Plant

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CANADA - CANNABIS PER TRATTARE LA SCLEROSI MULTIPLA, UN CASO CLINICO

Abbiamo già descritto un caso clinico di paziente trattato con Cannabis riportato dalla rivista medica “Cases Journal”. La stessa rivista ha pubblicato in un numero più recente un altro caso interessante, questa volta di una patologia ben nota, la sclerosi multipla. Si tratta di una donna canadese di 52 anni, i cui primi sintomi, sensazione di pesantezza alle labbra e difficoltà alla deglutizione, risalgono agli anni ’70. Tali disturbi erano continuati per una decina di anni, finché nel 1985 una risonanza magnetica non chiarì la diagnosi. Fu all’inizio curata con ACTH, rilassanti muscolari e ansiolitici, e in seguito con iniezioni giornaliere di Copaxone, che le migliorarono sia gli spasmi che il dolore. Infatti dal 1983 aveva cominciato a sentire un dolore intenso alla regione lombare, che si irradiava al piede sinistro, rendendole difficile camminare. Avendo notato che fumando Cannabis aveva ulteriore diminuzione dei sintomi, la paziente si era rivolta nel 2007 alla Green Cross Society, un’organizzazione canadese non-profit che distribuisce Cannabis controllata e standardizzata ad uso medico. Quando si presentò la prima volta alla Society, la donna presentava dolore cronico, tremore, difficoltà a camminare e un dolore costante e severo al piede sinistro. Cominciò allora la terapia con Cannabis, sotto continuo controllo giornaliero per un anno, anche mediante opportune schede di valutazione. Si notò un rapido miglioramento delle condizioni della paziente con l’inizio della terapia. Il dolore, che era di un valore di 8-10 su una scala da 0 a 10, si ridusse a un valore di 1-2 nel giro del primo mese, quando si ottimizzò il dosaggio del farmaco. La donna assumeva 6-8 capsule contenenti un equivalente di 50 mg di THC, il componente farmacologicamente più attivo della pianta, e inoltre fumava una media di 4-6 sigarette di Cannabis al giorno per gli accessi di dolore e il miglioramento dell’umore. Il totale di THC assunto dalla paziente era di circa 400-500 mg al giorno. Il dosaggio relativamente elevato di THC, secondo gli Autori, è dovuto al fatto che si tratta di una persona di origine scozzese, e le popolazioni di origine celtica presenterebbero una maggior tolleranza alla sostanza, anche di 3-5 volte (come descritto anche nel caso già pubblicato). La donna ha avuto un miglioramento significativo del dolore, del tremore e in generale della qualità di vita. Dal punto di vista funzionale è passata da uno stato di virtuale invalidità a uno in cui può vestirsi, uscire per farsi una camminata e fare del giardinaggio; gli esami del fegato sono tutti normali. Gli Autori riportano che si tratta solo di un caso tra i tanti osservati dalla Green Cross Society. A cura di Francesco Crestani, medico chirurgo, presidente Associazione Cannabis Terapeutica (www.medicalcannabis.it) N29 • Luglio - Agosto 2009

GERMANIA - PRESENTATO IL VOLCANO MEDIC IL PRIMO INALATORE PER CANNABINOIDI RICONOSCIUTO DAI MEDICI

La società tedesca Vapormed ha lanciato il primo inalatore medico di cannabinoidi ufficialmente riconosciuto, il Vaporizzatore Volcano Medic. Questo sistema di vaporizzazione è destinato a vaporizzare e facilitare l’inalazione di dronabinol (THC) disciolto in alcool o cannabinoidi direttamente da fiori di Cannabis (Cannabis Flos). Nel Comunicato Stampa del 2 giugno, la società sottolinea che “il sistema di vaporizzazione Volcano Medic risolve due problemi medico-tecnici allo stesso tempo. Da un lato, per la prima volta il Vaporizzatore Volcano consente l’inalazione e l’attuazione di una terapia medica con liquido , cannabinoidi disciolti in acqua. D’altra parte, consente la tradizionale terapia inalatoria con cannabinoidi direttamente dai fiori della canapa essiccate. Nel sistema di vaporizzazione Volcano Medic i cannabinoidi vengono vaporizzati solo con l’impatto con il calore. Una combustione simile a quanto avviene mentre si fuma non si verifica.” Questo evita la formazione di prodotti di combustione nocivi. I vantaggi principali delL’inalazione dei cannabinoidi rispetto alla somministrazione orale (fumo) sono costituiti da una più rapida comparsa degli effetti medici, e una riduzione dei costi grazie all’efficienza molto più elevata dei cannabinoidi vaporizzati. “La biodisponibilità sistemica di cannabinoidi per via inalatoria è di ca. 29% - 40%. Per confronto: La biodisponibilità sistemica di cannabinoidi somministrati per via orale è al di sotto del 15%.” Il produttore del sistema di vaporizzazione Volcano Medic è la società Storz & Bickel. Secondo il comunicato stampa dell’azienda, il Volcano Medic sarà inizialmente disponibile nei Paesi Bassi e in Germania. È certificato da TUEV SUED di Monaco di Baviera, nel rispetto delle direttive e delle leggi per i dispositivi medici. “La disponibilità del Volcano Medic in altri Paesi dipende dalla disponibilità e dalla legalità in quei Paesi, dei cannabinoidi vaporizzabili o di fiori di Cannabis”, scrive la società. Per maggiori informazioni: www.vapormed.com

SCIENZA: NABILONE RIDUCE SPASTICITÀ UNO STUDIO CLINICO EVIDENZIA L’EFFICACIA DEL FARMACO

Presso l’Università del Manitoba a Winnipeg, in Canada, sono stati studiati gli effetti del nabilone su 12 soggetti con lesioni del midollo spinale e spasticità. Il nabilone mostra uno spettro d’azione simile a quello dei cannabinoidi naturali del dronabinol (THC). In un “doppio cieco”, i partecipanti allo studio incrociato “placebo-controllato”, hanno ricevuto o il Nabilone o il placebo durante le prime 4 settimane. Dopo 2 settimane di pausa di smaltimento sono stati passati all’altro farmaco. I pazienti iniziato con 0,5 mg di Nabilone una volta al giorno con l’opzione di aumentare a 0,5 mg due volte al giorno. Un soggetto ha abbandonato lo studio durante la fase di placebo, e 11 soggetti hanno completato lo studio. Rispetto al placebo, il Nabilone ha provocato una significativa riduzione della spasticità misurata, con la scala Ashworth, nei muscoli più coinvolti, nonché una diminuzione significativa del punteggio totale Ashworth. Non c’era differenza significativa in altre misurazioni. Gli effetti collaterali sono stati lievi e tollerabili. Gli autori hanno concluso che il “Nabilone può essere utile per ridurre la spasticità nelle persone con lesioni al midollo spinale. Si consiglia uno studio con una base più grande, con un periodo di trattamento più prolungato e la possibilità di aumentare ulteriormente e lentamente la dose. Fonte: www.cannabis-med.org

Fonte: Comunicato Stampa Vapormed - 2 giungo 2010

L’ Associazione Internazionale per la Cannabis come Medicina (IACM) è stata fondata nel marzo del 2000. Essa è una società scientifica che si batte per il miglioramento della situazione legale per quanto riguarda l’utilizzo della pianta della canapa (Cannabis sativa L.) e dei suoi componenti farmacologici più importanti, i cannabinoidi, per le applicazioni terapeutiche tramite la promozione della ricerca e la distribuzione della informazione. La IACM dichiara che è un diritto dei medici poter discutere l’uso medico della cannabis con i loro pazienti. Sito web: www.cannabis-med.org

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Cannabis DOLCI FOTO Jamaican Dream - Eva Seeds

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Cannabis 360°

THE EMPEROR

WEARS NO CLOTHES The Emperor wears no clothes - Jack Herer “The Emperor wears no clothes” è un libro del 1985 scritto da Jack Herer, famoso attivista Americano, un vecchio combattente da sempre in prima linea nella guerra per la depenalizzazione della cannabis. Si tratta di uno dei più importanti documenti mai scritti a riguardo e grazie ad un amico, è ora disponibile in italiano. Pubblicheremo l’intero libro in questa nuova rubrica, un capitolo ogni numero. E’ inoltre possibile scaricare il libro in versione on-line dal nostro sito internet (www.dolcevitaonline.it - sezione downloads).

CAPITOLO QUATTRO PARTE PRIMA

Febbraio 1938 - Rivista Popular Mechanics: “UN NUOVO RACCOLTO DA UN MILIARDO DI DOLLARI” Febbraio 1938 - Rivista Mechanical Engineering: “IL PIU’ PROFICUO E DESIDERABILE DEI RACCOLTI”

Gli Ultimi Giorni della CANNABIS LEGALE Come sappiamo, la rivoluzione industriale del XIX sec. fu una battuta d’arresto per la canapa nel commercio mondiale, a causa della scarsità di tecnologie per la mietitura e la frantumazione meccanica necessarie alla produzione di massa. Ma questa risorsa naturale era troppo preziosa per essere tenuta chiusa nel cassetto della Storia per molto tempo. Nel 1916, Bolletino USDA 404 predisse che una macchina decorticatrice e mietitrice sarebbe stata messa a punto, e quella della canapa sarebbe tornata a essere la maggiore industria agricola in America. Nel 1938, riviste come Popular Mechanics e Mechanical Engineering presentavano a una nuova generazione di investitori dispositivi perfettamente funzionanti per la scotolatura; questo ci porta ad un altro pezzetto di storia. Grazie a queste macchine, entrambi i giornali prevedevano che la canapa sarebbe stata presto il raccolto numero uno in America! Exploit nella fabbricazione della carta Se la canapa fosse coltivata legalmente usando le tecnologie del XXI secolo, oggi il suo sarebbe il maggiore raccolto singolo degli USA e del mondo. (Popular Mechanics Febbraio 1938; Mechanical Engineering, Febbraio 1938; Rapporti dello U.S. Department of Agriculture 1903, 1910, 1913.)

Di fatto, quando i due precedenti articoli furono scritti nel 1937, la canapa era ancora coltivabile lecitamente. E quelli che prevedevano miliardi di dollari nel nuovo business della canapa non avevano preso in considerazione gli introiti di medicinali, energia (carburanti) e cibo, che oggi darebbero un altro trillione di dollari annui

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alla nostra possibile economia “naturale” (comparata alla nostra attuale economia, sintetica ed ambientalmente problematica). L’uso ricreativo del fumo aggiungerebbe un valore relativamente secondario a questo quadro. La ragione precipua per la quale i giornali del 1938 prospettavano nuove entrate miliardarie era la canapa per “carta di polpa” (distinta dalla carta di fibra, o stracci). Un’ altra erano le fibre, i semi e molti altri usi della polpa. Se il procedimento per la polpa di canapa del 1916 fosse usato oggi, si potrebbe sostituire al 40/70% della carta di polpa, compreso il cartone ondulato, la carta per stampanti e i sacchetti di carta. Questa notevole tecnica per la polpa di canapa fu ideata nel 1916 dal botanico Lyster Dewey, a capo dello U.S. Department of Agriculture e dal chimico Jason Merrill. Tale procedimento, unito all’exploit della decorticatrice di G. W. Schlichten, brevettata nel ‘917, faceva della canapa una fonte di carta accessibile a meno della metà del costo della carta da polpa di alberi. I nuovi macchinari per la mietitura, assieme alla macchina di Schlichten riducevano il tempo di lavoro dell’uomo da 200/300 ore-per-acro a un paio d’ore. Vent’anni dopo, il progresso tecnologico e la costruzione di nuove strade resero la canapa ancora più proficua; ma sfortunatamente a quel tempo le forze nemiche si erano alleate e agirono velocemente per sopprimere la coltivazione della canapa. Un piano per salvare le foreste Alcune piante di cannabis raggiungono regolarmente l’altezza di 20 piedi (mt.6 ca) o più, in una stagione. Il nuovo processo usava i canapuli, il 77% del peso dello stelo, che prima erano un sottoprodotto dell’operazione

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di scortecciamento per ottenere la fibra e venivano scartati. Nel 1916, lo USDA Bulletin No. 404 scriveva che un acro di canapa, in una rotazione di oltre 20 anni, avrebbe prodotto tanta polpa da carta quanto 4,1 acri di bosco che fossero stati tagliati durante quei 20 anni. Questo metodo avrebbe impiegato da 1/4 a 1/7 dei dannosissimi prodotti chimici a base di zolfo usati per eliminare la collosa lignina che unisce le fibre alla polpa, o non ne avrebbe usati del tutto, sostituendoli con la soda, che è ricavata dalle ceneri. Tutta la lignina dev’essere eliminata, per poter ottenere la polpa. La polpa di canapa ha solo un 4-10% di lignina, mentre gli alberi ne hanno il 18-30%. Il problema della contaminazione da diossina nei fiumi si evita con il procedimento della trasformazione della canapa in carta, che non richiede l’uso di candeggi clorati (necessari nella cartaria attuale), e utilizza il più innocuo perossido di idrogeno (acqua ossigenata, N.d.t.) per lo sbiancamento. Dunque la canapa fornisce quattro volte più polpa e da quattro a sette volte meno inquinamento. Come abbiamo visto, questo potenziale polpa/carta era subordinato all’invenzione e alla costruzione di nuovi macchinari per lo scortecciamento della canapa di nuova concezione. Questo avrebbe anche diminuita la domanda di legname e ridotti i costi per l’edilizia, mentre nel contempo avrebbe aiutato nella ri-ossigenazione planetaria. 1 Ad esempio: se il procedimento per la polpa di canapa del 1916 fosse usato oggi, si potrebbe sostituire al fino al 70% della carta ottenuta dagli alberi, compreso il cartone ondulato, la carta per stampanti e i sacchetti di carta. La carta di polpa composta del 60-100 per cento di canapuli è più resistente e più flessibile di quella ottenuta dalla polpa di legno d’albero. Produrre carta dagli alberi danneggia l’ambiente. Produrla dalla canapa, no. (Dewey & Merrill, Bulletin #404, U.S.D.A., 1916; New Scientist, 1980; Kimberly Clark, dal suo gigantesco sussidiario in carta di canapa Francese De Mauduit, dal 1937 al 1984.)

Conservazione e Diminuzione delle Fonti La riduzione della fonte di inquinamento, che proviene in genere dalla lavorazione di prodotti petrolchimici e derivati, è un conveniente metodo di controllo spesso invocato dagli ambientalisti. Che la fonte inquinante siano i CFC (clorofuorocarburi) dei frigoriferi, degli spray, dei computer, oppure il trizio e il plutonio dei militari, o l’acido solforico delle cartiere, lo scopo rimane quello di ridurre la fonte. Al supermarket, quando dobbiamo scegliere fra il sacchetto di carta o di plastica, dobbiamo affrontare un dilemma ambientale: la carta ottenuta dal taglio degli alberi, o la plastica prodotta con il carbone fossile e vari prodotti chimici? Con una terza opzione di scelta disponibile potremmo scegliere una carta durevole da una fonte annualmente rinnovabile - la carta di canapa. I vantaggi ambientali di un raccolto di canapa annuale - lasciando le piante

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nel terreno! - per la cartaria, e la sostituzione di idrocarburi fossili come fonte energetica, sono divenuti cruciali per la riduzione di inquinamento alla fonte. Una Cospirazione per Spazzare Via la Concorrenza Naturale Alla metà degli anni ‘30, quando le nuove macchine che strappavano la fibra, lasciando intatta la polpa ricca di cellulosa, furono finalmente messe a punto, in vendita ed economicamente accessibili, gli immensi territori e gli affari conseguenti della Hearst Paper Manufacturing Division, Kimberly Clark di Saint Regis (USA)- e virtualmente di ogni proprietario di vivai d’alberi da legname, di cartiere e di giornali, rischiavano di perdere miliardi di dollari, e forse la bancarotta. Nel 1937 la DuPont aveva brevettato un procedimento per ottenere la plastica dal petrolio e dal carbone, e un altro brevetto per ottenere la carta dal legname con l’uso di solfati e solfiti. Secondo gli archivi della DuPont e gli storici*, questi procedimenti avrebbero occupato più dell’ottanta per cento dei carichi ferroviari della compagnia per i seguenti 60 anni, fino agli anni ‘90. *Ricerche dell’autore e colloqui con la DuPont, 1985-1996. Se la canapa non fosse stata dichiarata illegale, l’80% degli affari della DuPont non si sarebbero mai concretizzati, e la stragrande maggioranza dell’inquinamento che ha avvelenato i fiumi dal Nord-Ovest al Sud-Est (degli USA, ma non solo, N.d.t.) non sarebbe mai esistito. In un mercato libero, la canapa avrebbe salvato la maggior parte delle famiglie di coloni Americani e probabilmente il loro numero sarebbe aumentato, malgrado la Grande Depressione degli anni ‘30. Ma la competizione contro la carta “pro-ambiente” di canapa e la plastica naturale avrebbe messo a repentaglio i progetti lucrativi di Hearst, della DuPont e del suo sostenitore finanziario, Andrew Mellon, della Mellon Bank di Pittsburgh. “Riorganizzazione Sociale” Si tenne una serie di riunioni segrete. Nel 1931 Mellon, in quanto Segretario del Tesoro di Hoover, designò il suo futuro genero Harry J. Anslinger, come capo del ri-organizzato Federal Bureau of Narcotics and Dangerous Drugs (FBNDD), carica che mantenne nei successivi 31 anni. Questi baroni dell’industria e finanzieri sapevano che i macchinari per mietere, imballare, decorticare (...) e trasformare la canapa in carta sarebbero stati resi disponibili alla metà degli anni ‘30. La canapa se ne doveva andare. Nell’Annual Report DuPont del 1937, rivolta ai suoi azionisti, la compagnia esortava a investire continuamente nei suoi nuovi -ma non prontamente accettati- prodotti di sintesi petrolchimici. DuPont prevedeva “cambiamenti radicali” dovuti al “potere crescente delle entrate del Governo... Convertito in uno strumento per l’accettazione forzata di nuove idee per la riorganizzazione sociale e industriale.”*

*(Annale della DuPont Company, 1937)

In The Marijuana Conviction (University of Virginia Press, 1974), Richard Bonnie e Charles Whitebread II descrivono il procedimento nel dettaglio: “Nell’autunno del 1936, Herman Oliphant (consulente generale del Dipartimento del Tesoro) aveva deciso di impiegare il potere delle tasse [del governo federale], ma con uno statuto disegnato sulla falsa riga del National Firearms Act (il decreto legge sulle armi da fuoco, N.d.t.) che non aveva nulla a che vedere con il Decreto Harrison del 1914 [sui narcotici]. Oliphant stesso fu incaricato del progetto legislativo. Aslinger mosse il suo esercito per rigirare la sua campagna contro Washington. “Il punto di partenza della proposta per la tassazione della marijuana è il principio delle imposte proibitive. Con il Decreto Harrison in vigore, un utente non-medico non poteva comprare o possedere legittimamente narcotici. Per i dissidenti, dopo la decisione della Corte Suprema di sostenere il decreto, questo dimostrava chiaramente che la motivazione del Congresso era di impedire una certa condotta, piuttosto che di aumentare le entrate fiscali. Così nel National Firearms Act, ideato per proibire il traffico di armi automatiche, il Congressso “permetteva” a chiunque di comprare un mitragliatore, ma per farlo doveva pagare una tassa di trasporto* di $200, ed eseguire l’acquisto con una cedola di commissione. “Il Firearms Act, passato nel Giugno 1934, fu il primo decreto a nascondere i motivi del Congresso dietro una tassazione proibitiva. La Corte Suprema sostenne all’unanimità la legge anti-mitra, il 29 Marzo 1937. Oliphant senza dubbio aveva aspettato quella decisione della Corte, e il Dipartimento del Tesoro presentò la sua Tassa sulla Marijuana due settimane dopo, il 14 Aprile 1937. Quindi la decisione di DuPont** di investire nelle nuove tecnologie basate su “l’accettazione forzata di nuove idee per la riorganizzazione sociale e industriale” aveva senso. *Circa $5,000 in dollari del 1998. ** E’ interessante notare che il 29 Aprile 1937, due settimane dopo la presentazione del Marihuana Tax Act, il più importante scienziato della DuPont, Wallace Hume Carothers, inventore del Nylon, il chimico organico numero uno nel mondo, si suicidò bevendo cianuro. Carothers morì a 41 anni...

La Vera Motivazione Si fece allusione ai progetti della DuPont durante le udienze del 1937 di Matt Rens, della Rens Hemp Company: - M. Rens: Una simile tassazione sbatterebbe fuori dal business della canapa tutti i piccoli coltivatori, e il numero dei piccoli coltivatori è considerevole... Il vero scopo di questa tassa non è quello di far soldi, vero? - Senatore Brown: Beh, noi ci atteniamo all’idea che lo sia. - M. Rens: Costerà un milione. - Senatore Brown: Grazie. (Testimone congedato.)

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Informazione LEGALIZE IT

lkin Heads

Drugs – Ta

ITALIA, IN FONDO A DESTRA Continua la campagna di diffamazione e repressione da parte di politici e politicanti senza scrupoli nei confronti di commercianti di semi di Canapa; una campagna che da anni miete vittime tra giovani che hanno colto nel segno, investendo in un mercato florido e in crescita in tutto il mondo. Infatti il mercato legato alla vendita dei semi di Cannabis, per decenni dominato da aziende olandesi ha visto un inversione di tendenza e in soli 10 anni le aziende di altri Paesi, con in testa quelle spagnole, stanno crescendo di numero e di importanza: visto che il loro Governo non fa di tutto per ostacolare il loro lavoro, possono investire sul futuro e crescere come tutte le normali aziende, pagando tasse e creando posti di lavoro. Che dire, poi, della caratteristica megalomania d’oltreoceano, che ha portato in pochi anni il mercato dei semi e della distribuzione di Cannabis a scopo terapeutico in California a crescere fino a far diventare la legalizzazione della Cannabis uno dei cavalli di battaglia del Governo conservatore per poter uscire dalla disastrosa crisi economica nella quale verte il paese governato da Arnold Schwarzenegger. Anche il Canada e l’Australia hanno tra le ditte produttrici di semi e fertilizzanti tra le più attive e grandi del mondo. I politici conservatori che nel mondo sposano questa teoria non sono impazziti, hanno semplicemente realizzato che le aziende in questione sono fatte da persone oneste, che pagano le tasse, investono denaro e creano milioni di posti di lavoro, vera linfa vitale per i governi stretti nella morsa della crisi economica, e oltre ad aumentare gli introiti dei governi hanno il merito di far emergere un mercato che fino ad oggi era sommerso, e in parte in mano alla malavita. Ma tornando alla disastrosa situazione del “Bel Paese”, dove i pregiudizi di una classe politica, legata a preconcetti ideologici per il quale un partito conservatore non può essere ragionevole sul tema droghe, ma deve sposare tutte le teorie proibizioniste ignorando ostinatamente tutti i segnali evidenti che il proibizionismo come pratica contro le droghe ha fallito. E questo si fa’ con tutti i mezzi, primo fra tutti la Disinformazione o Propaganda Proibizionista, pensate che stiamo esagerando? Dal Messaggero del 16-05-2010, Domenica, foto di un ragazzo che fuma uno spinello, la didascalia: “Negli ultimi 40 giorni sono stati segnalati al Dipartimento Antidroga venti casi di intossicazione da cannabinoidi tra giovanissimi: due decessi.” Nei due articoli che formano il paginone 9 del 16 maggio,

Gentile Redazione di Dolce Vita, con queste poche righe vorremmo esprimervi tutta la nostra gratitudine per il sostegno e l’affetto che avete riservato riguardo la triste vicenda giudiziaria che ci ha recentemente coinvolto. Sicuri della nostra innocenza faremo di tutto per far valere le nostre ragioni, anche se i lunghi tempi giudiziari richiederanno da parte nostra tanta tanta pazienza... Sicuramente vi terremo aggiornati sugli sviluppi del processo. Vi preghiamo di pubblicare questa nostra comunicazione per ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto e dimostrato solidarietà nei quasi 20 giorni di carcerazione. Purtroppo questo è l’ennesimo attacco alla libertà di espressione e di pensiero che sta portando questo Paese verso una pericolosa deriva democratica. Noi continueremo a lottare per i nostri diritti, voi continuate a sostenerci!

si mescolano sapientemente e ripetutamente le parole: “Nuove Droghe, erba, cocaina, eroina, MORTE, smart drugs, pasticche, camorra, ‘ndrangheta, marijuana, siringe, danni al cervello, terrorismo....”, inoltre si cita la maglia nera dei decessi per assunzione di stupefacenti della regione Lazio (87 decessi), senza citare di cosa sono morti questi consumatori”, poi si fanno affermazioni al confine tra il ridicolo e il pericoloso, titolo: “On line ‘smart’ ed economiche, sono delle vere bombe chimiche”, e si citano i due ragazzi morti in Inghilterra che, dopo l’autopsia, si scoprirà non aver ingerito nessuna Smart drug, tantomeno i citati “cannabinoidi sintetici”. Ma all’interno dell’articolo arriva il peggio, infatti il Capo Dipartimento Politiche antidroga alla Presidenza del Consiglio, Giovanni Serpelloni afferma parlando delle smart drugs e del mefhredone: “È troppo facile procurarselo, come gli altri circa 200 cannabinoidi sintetici che oramai invadono i mercati di internet” e con questa e altre più gravi affermazioni che si citano “una ventina di intossicati da cannabinoidi sintetici chiamati con le sigle più diverse. Sette di questi sono finiti in vera overdose e due sono morti”. Il nostro Capo dipartimento conclude ricordando al lettore che “...quell’euro che spendiamo per la droga va alle cosche e attraverso loro finisce per sostenere il terrorismo...”. Ci viene spontaneo rispondere che dovrebbero ricordarsene loro, chi decide le politiche antidroga, visto che falliscono ostinatamente da decenni e il mercato delle droghe controllato dalle cosche è più che fiorente, anzi suggeriamo un viaggio in California a Serpelloni e i suoi colleghi, per chiedere ai suoi colleghi statunitensi se una regolamentazione della Cannabis, favorisca lo Stato o le organizzazioni criminali. Inoltre ci piacerebbe sapere: come il mondo scientifico abbia preso la notizia della prima morte (accertata poi da chi?) da cannabinoide sintetico, e se i due morti citati da Serpelloni non siano proprio i due poveri ragazzi inglesi sopracitati, citati più volte senza proposito. Purtroppo siamo abituati a questo tipo di disinformazione e cerchiamo di andare avanti, coscienti che contro questo tipo di politiche esiste un antidoto che citiamo molto spesso, un movimento trasversale che è l’unico vero antidoto alla deriva culturale, economica e di imbarbarimento della nostra società umana, di cui tutte le menti attive fanno parte in maniera più o meno consapevole. GENNARO MAULUCCI

COMUNICATO

SEMITALIA RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Marco Gasparrini Luigi Bargelli Semitalia.com

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Creatori di “BABILONIA”, la prima varietà italiana • 43 Vincitrice premio speciale PIC al “Cannabis Tipoforte 2008”


Per inviare una domanda o leggere l'archivio completo collegatevi a http://droghe.aduc.it oppure scrivete a info@dolcevitaonline.it Qual’è la normativa che regola la definizione della durata del rinnovo della patente, in caso di visita presso commissione medica per pregresso uso di sostanze stupefacenti? La normativa è una combinazione tra il Dpr 309/1990 (art. 75) e Dlgs 285/1990 (artt. 119 e 216, e relativi regolamenti). Come vedrà, non ci sono specifiche indicazioni sui tempi. Quali comportamenti tenere o evitare, essendo fumatori abituali di Cannabis, e avendo una famiglia con minori? Francamente l’unica tutela che si può adottare per una completa sicurezza, potrebbe essere quella di smettere di fare uso di Cannabis. In alternativa - estrema ritengo che si debba valutare attentamente come evitare tutte quelle condotte (cessione, detenzione non a fini personali, e anche la coltivazione) che appaiono penalmente rilevanti.

Legalmente sarebbe possibile fare una raccolta di firme per proporre la legalizzazione della pianta di cannabis e di tutti i suoi derivati? Se fosse possibile, quante firme servirebbero e quale ipotetico percorso occorrerebbe intraprendere? Nel nostro ordinamento sono previsti essenzialmente due strumenti per incidere direttamente su una legge: -La proposta di legge di iniziativa popolare (50mila firme), senza alcuna garanzia che il Parlamento la discuta; - Il referendum abrogativo (500mila firme), ma non è possibile nel caso della Cannabis visto che la sua proibizione è prevista nelle tabelle del ministero della Salute (che non possono essere oggetto di referendum). L’unico modo sarebbe proporre un referendum per abrogare la legge Fini-Giovanardi e quindi la proibizione di tutte le sostanze oggi illegali. Ovviamente, si possono fare libere petizioni di ogni genere, senza un numero minimo di firme, da indirizzare al Parlamento, sperando di essere ascoltati (in genere più firme ci sono, meglio è). SERVIZIO DI CONSULENZA GRATUITA IN MATERIA DI STUPEFACENTI RISPOSTE A CURA DELL’AVVOCATO CARLO ALBERTO ZAINA

Informazione AVVOCATO RISPONDE

Su che basi possono essere effettuati accertamenti sull’uso di sostanze, in caso di controllo stradale? Che tipo di test può essere effettuato? Le forze dell’ordine possono agire anche senza un controllo preliminare ogni qual volta sorga il sospetto che il soggetto possa essere in stato di alterazione psicofisica. La tipologia degli esami cui sottoporsi, che usualmente è circoscritta ai liquidi biologici, quindi, alle urine, per gli esami preliminari (per conseguire la patente), si estende ad altri tipi (ematologici), che vengono appunto effettuati solo in flagranza di alterazione psico-fisica.

Effettuando delle analisi atte all’ottenimento di un posto di lavoro statale o comunale, c’è c’è il rischio che si possa verificare la presenza di qualche principio attivo, avendo fumato uno spinello ad esempio 10 giorni prima? Oppure queste analisi si limitano a rilevare la presenza della sostanza? Questo tipo di analisi è sempre dirette a verificare le condizioni della persona e, dunque, a rilevare la presenza di queste sostanze.. La presenza di cannabinoidi o metaboliti nel sangue perdura per alcuni giorni, ma non sono in grado di dire se è verificabile dopo 10 giorni dall’assunzione.

ACTIVE

NUCLEARE? NO, GRAZIE! INIZIATIVA DI BEPPE GRILLO

Con uno scioccante video, visibile anche su www.youtube.com, sui devastanti effetti dell’incidente di Chernobyl del 1986, Beppe Grillo presenta la sua iniziativa contro il nucleare, l’energia già scartata dal popolo italiano negli anni ‘80 e riproposto dal governo attuale. “Il comitato di affari PDL e PD-meno-elle ha deciso che il nucleare si deve fare. Il futuro economico, energetico, industriale dell’Italia legato al nucleare. I media si sono subito allineati, sanno che l’opinione pubblica contraria. Nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, attraverso dati, pubblicazioni scientifiche, testimonianze, video, interviste dimostrerò il contrario. Non è difficile. Nucleare? No grazie. Nel 1987 venti milioni di italiani hanno votato un referendum contro il nucleare. Scajola e la Marcegaglia contano più della volontà degli italiani? Chi li autorizza a prendere decisioni a nome del popolo italiano? Si vuole il nucleare? Si tenga un nuovo referendum. Se gli italiani voteranno a favore, allora si potrà fare. Altrimenti no. Non si possono costruire centrali nucleari ignorando il risultato di un referendum popolare. N29 • Luglio - Agosto 2009

Scajola vuol fare lo sconto sulla bolletta a chi acconsentir alle centrali nucleari vicino a casa. Dia lui l’esempio con una discarica di scorie nucleari nel suo giardino. La bolletta gliela pago io. Ci sono molti comuni denuclearizzati in Italia, comuni sovversivi, sobillatori, pericolosi organizzatori di energie alternative. Ma non sono ancora abbastanza. Chiedo ai sindaci di esporre il cartello: Comune denuclearizzato sotto il nome del loro paese. È il miglior benvenuto per chi lo visita.” E Beppe Grillo è stato di parola, continuando a pubblicare notizie e informazioni in merito al nucleare e ai suoi tristi sviluppi in Italia, nonostante le alternative rinnovabili. L’ultima notizia è l’uscita del libro “Il nucleare non è la risposta” di Helen Caldicott, famosa attivista antinucleare, che svela i veri costi e le conseguenze del nucleare, con fatti che smentiscono la propaganda finanziata dall’industria nucleare. Il nucleare non è un’energia rinnovabile, contribuisce al riscaldamento globale e il suo costo reale è proibitivo. www.beppegrillo.it

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6 minuti Adrenaline - Gavin Rossdale

Sostanze PSICONAUTA

LA SCALA SHULGIN La “Scala del Grado d’intensità” (o “Scala di potenza Quantitativa”) è un protocollo per stabilire le caratteristiche di un nuovo composto psicoattivo (SHULGIN et al.1986). Resa nota in seguito alla pubblicazione di Phenethylamines I Have Known And Loved (PIHKAL) di Alexander T. Shulgin e Ann Shulgin, essa viene citata sovente con il nome di “scala SHULGIN”. La traduciamo dal momento che spesso gli psiconauti la usano come modello di paragone per descrivere le loro esperienze. (-) o Meno: Non si nota alcun effetto, di nessuna natura, che possa essere ascrivibile alla droga in questione. Questa condizione viene anche definita, molto spesso, “di base (baseline) ” perché rappresenta lo status dell’omeostasi psicologica e fisica chiamata “normalità” dall’individuo particolare. ”Io sono esattamente nello stesso stato di mente e corpo in cui ero prima di iniziare questo esperimento”. (+/-) o Più-Meno: Vi è uno spostamento dalla linea di base, ma non vi è necessariamente la convinzione che questo sia correlato alla sostanza. Tale condizione viene anche definita “alert” (se è il preludio per ulteriori sviluppi) o “essere consci (aware)” (se questo è il limite dello sviluppo possibile). Ogni soggetto ha i suoi segnali personali qualcuno percepisce la decongestione delle cavità nasali, altri hanno il naso che cola; un ricercatore segnala parestesia, un altro percepisce l’assenza di un suo tinnitus (o acufene) cronico. Spesso è una specie di promemoria per il soggetto (qualunque sia il segnale interno) che gli ricorda che ha davvero preso una sostanza; per quanto strano possa apparire a chi non sia coinvolto in questo tipo di ricerche, può accadere sovente che un ricercatore esperto possa distrarsi a causa di un argomento che gli sta molto a cuore, come una telefonata importante, e talvolta può dimenticarsi davvero che sta partecipando a un’esperienza. La sua personale forma di “alert” serve a ricordarglielo. Questa categorie è piena di falsi positivi; capita di frequente che alla fine il giudizio propenda verso un definitivo (-), e che il soggetto arrivi alla conclusione che ciò che aveva interpretato come segno di attività non era altro che un prodotto della sua immaginazione. (+) o Più-Uno: Vi è un effetto reale, di cui si può definire la durata ma non la natura del contesto. L’“alert” è progredito verso qualcosa di natura inequivocabile. Possiamo riscontrare nausea o perfino vomito, o un leggero mal di testa o sbadigli compulsivi, o agitazione, o desiderio di rimanere immobili. Ma vi è un effetto reale. Difficilmente, in questa situazione, abbiamo un falso positivo. Questo è un livello che fornirà la prima indicazione effettiva sulla durata dell’azione. Di regola, i disturbi fisici più comuni svaniscono intorno alla prima ora e il soggetto rimane con la prima traccia in merito alla natura e alla qualità dell’effetto della

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droga sul sistema nervoso centrale (SNC – in inglese CNS), e riesce a distinguere la durata dell’effetto e il suo rifluire - ad es.: ”Sento che durerà, ma non riesco ancora tanto a dire di che genere di esperienza si tratterà”. (++) o Più-Due: Vi è un effetto inconfondibile di cui si possono rilevare sia la durata sia la natura. Questo è il livello in cui si possono eseguire i primi tentativi di classificazione, ad es.: “C’è un consistente incremento visivo (visual enhancement) e una maggiore sensibilità tattile, nonostante una leggera anestesia”. Al livello Più-Due si potrebbe ancora riuscire a rispondere al telefono in maniera sensata, ma molto probabilmente non si risponderebbe alla chiamata. Si potrebbe guidare l’automobile con molta attenzione, ma saggiamente si sceglierebbe di farlo soltanto in caso di emergenza tra la morte e la vita. Le facoltà cognitive sono intatte, e la maggioranza degli effetti della droga potrebbero essere annullati in caso di bisogno. Quando viene confermato questo livello di attività della droga, di solito un nuovo soggetto di prova viene coinvolto nello schema di protocollo. (+++) o Più-Tre: Questo è il livello del massimo effetto di intensità della droga. L’intero potenziale della sostanza si è realizzato. Il suo carattere può essere descritto (ovvero, l’amnesia non è una delle sue caratteristiche) e i modelli cronologici richiesti sono definiti. Con dei soggetti esperti, si può assistere ad un sorprendente numero di ulteriori frazioni di categorie - “Stavo arrivando a un Più-Due e mezzo, ma sentivo che quella non era ancora la sua massima potenzialità!” L’area tra ++ e +++ è quella a cui si fa riferimento quando si stabilisce il “livello attivo” ed è il dosaggio che conduce a sperimentare questo livello di attività che viene considerato “dose di attiva”. Talvolta si ha bisogno di un simbolo ulteriore per descrivere l’esperienza culminante (“peak experience” secondo la terminologia di Abe Maslow). Si tratta di uno stato sereno e magico che per lo più è indipendente dal tipo di droga usato - se di uso di droga si tratta - e inoltre, questa condizione non potrà essere nuovamente raggiunta a proprio piacimento con la ripetizione dell’esperimento. E’ il caso straordinario, questo, di un’esperienza di genere mistico o religioso che non verrà mai più dimenticata. In questo nostro sistema di codifica è stato definito con il nome di ++++, o Più-Quattro, ma non è implicitamente - né in alcun altro modo - comparabile con il livello +++. Si tratta semplicemente di una classe unica, indipendente da tutte le altre, e non può essere comparata con nessun valore quantitativo. Dal sito psiconautica.tk

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Media INPUT

5 minuti eption

Perc Shpongle - The Dorset

MUSICA ND AID 20 S CHRISTMAS? - BA DO THEY KNOW IT’ insieme per ti fama internazionale , uni e scritta da più di 50 musicisti di 4 vien i, 200 ogg nel ad to ma fino for tta le musica olarità è rimasta inta pop cui la le vene Band Aid 20 è un gruppo 4 del o 198 vat nel rica e e nata originariament dicembre 2004, e l’intero scopi benefici. La canzon o del Darfur, e. Viene distribuita il 3 flitt Ure con ge del Mid e f ime ldo vitt le Ge li Bob a favore del da due grandi autori qua l’obiettivo di devolverlo annico Gordon Brown dazione Band Aid, con iere dello scacchiere brit l’I.V.A. dite viene donato alla fon in Sudan. L’allora cancell olo non verrà applicata decide inoltre che sul sing

o rilasciato come Radiohead. Il brano è stat rk e da Thom Yorke dei pagna di Bjö NÁTTÚRA – BJÖRK te cam la tan ere can la ten dal sos ata per e scritta e registr posto espressament com o stat utilizzare E’ . per Náttúra è una canzone se tivi nde rna isla alte anda, creare metodi la tutela dell’ambiente à contemporasingolo per promuovere i sostenibili adatte per l’Isl orit zion son -op le del eco i em nire for sch e gli e coglier ce a rompe “Nattura”, che mira a rac ndo ed anche stavolta ries ia ambientale. riesce sempre nel suo inte tenzione alla salvaguard l’at arre attr per le risorse naturali.
Bjork urlo di cie spe una e, ent pot e lare nee.
Brano molto partico

FILM

- COLINE SERREAU IL PIANETA VERDE ntale: la freneblemi del mondo occide ico dell’esternalità, i pro vivono esseri com te de ien ver a ped net l’es Pia ndo Sul zi. ave umoristica e usa rse naturali e degli spa riso le del gezza, forza io sag agg e selv trar Il film tratta, con una chi o sum , in modo da concen l’inquinamento ed il con inato l’uso degli oggetti nessuno vuole elim e ma i ent sia, l’abuso di comando, net tam pia i ple altr li com r deg ed avanzati da ave tanti fanno il giro umani talmente evoluti i, che sospetta di essere . Una volta l’anno gli abi tura vedova con due figl o del corpo e della mente ma upp na svil don lo a, nel Mil re rgia off ene si ed padre con una terrestre. almente frutto della unione del rata troppo arretrata. Fin recarsi sulla Terra conside

un commento musicale E inarie, accompagnate da ord stra se clas e BARAKA - RON FRICK lità natura così come qua di bellezza intrinseca nella tà attraverso immagini : mostrare la disarmante coincidono, sotnto Baraka racconta l’umani inte che e suo cos il e e (du ent ura tam svela len e il rapporto con la nat ne gio reli La ini dell’umanità, non meno esaltante.Il film . pag iale soc com ie vivente e quale essere zione spirituale delle var olu l’ev del ne Un’opera nsio nell’uomo, quale essere pre com entificazione selvaggia. o le chiavi di volta nella ertà delle favelas, la cem pov la to certi punti di vista) son to, aus loc l’O ria cupi della sua Sto anche nei momenti più la vita stessa. ed emozionante. Come ta ona ozi em le, evo incant

LIBRI

giorno in Cina, TERZANI po. Dopo un lungo sog GIOSTRA – TIZIANO testimone del nostro tem ato tradizionale a ion UN ALTRO GIRO DI ina ass dic app me e la a ioso e giornalista, cur la sua malattia, prova prim del za ten sen pine, con la sua la Tiziano Terzani, scrittore a Filip res alle , app .Dall’India al Tibet, lato di tumore. Tiziano , dalle diete care una cura alternativa cer tive si accorge di essere ma rna per ia alte l’As ine ta dic tut me in le te e un viaggio toni orientali, prova tut san to ciò che gi, tut a sag , New York, poi intraprend ora ghi anc ma e li pia loga con tutti i possibi qi gong, alla pranotera al a, dic rve pace e la la ayu e: all’ ant a, inesauribile curiosità dia ne yog altra realtà, la più import canti sacri, alla meditazio la natura, ma trova in Oriente un’ con a sé, oni alle erbe, ai digiuni, ai per arm a in cur si la var ò tro per iziano non trova cambiare punto di vista, ssi, propria ste la se con re a bia possiamo immaginare.T oni cam arm di lla fratelli.Soprattutto è in cura per l’anima è que un’ottica francescana di saggezza interiore.Una in uti e. viss , dar nte può pia gli le o e gli animali, e che nessun medic con il creato, compresi li quella invidiabile pac serena, riesce a donarg mente, che pacificata e

OSHO LIBERI DI ESSERE – i suoi con che o ian di Osho, il mistico ind luzionaria del pensiero o, si ottiene rivo libr ica sto car la que o in e ssim tien ma sos al bra esaltare ndo. La vera libertà, ina, Il tema della libertà sem i di seguaci in tutto il mo Osho, pagina dopo pag te ha conquistato milion tro dato per scontato. ren nos e il cor i, ual tro diz ivid con giu ind nti pre o me tri tier insegna denze, i nos percorrere il proprio sen ione tutte le nostre cre irà o ti acquisite e a trovare e pun o e ti ost che imp no solo mettendo in discuss e lcu ide le qua te te rare la mente da tut la da temere, né esis sfida il lettore a sgomb senza paura. Non c’è nul mente ricompensato. La in tutti i modi possibili, iti naturale, sarai immediata prim so “Es flus rtà. suo libe nel la ica, verso ent aut ale di essere se stessi.” più tot ma rtà for libe tuo essere nella sua sata in una sola frase: den con ere ess può premierà. Se esprimi il ne religio a cura di MARTINA

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TE C’E’ UN ARTISTA IN e soll con la per irà a Art Academy ed usc uzioni ed i gna a disegnare. Si chiam istr inse le vi uire che o seg ioc terà eog bas vid vi o cini, Alla fine è arrivato, il prim sto. Via pennelli e carbon ta accolta positivamenEuropa il prossimo 6 ago una parte la notizia è sta Da en. scre portatile Nintendo Ds in ch tou il rso ave Dall’altra invece i veri a. attr a stic erb arti in ne sti ssio arti consigli per diventare reverenziale verso l’espre ore tim un non-giochi, dove si to sti avu que pre ire sem tendo stia facendo usc Nin te, da coloro che hanno che o fatt del ano todologia di lavoro eogiochi) si lament adesso disegnare. La me “titolosi” (amanti dei vid imparare a cucinare ed e, ger per disegnare linee , leg i 2H e gar HB ma oli 2B, facend diversi tipi di piombo, tre in ‘ingannano’ i giocatori tite ma o i. L’unico effettison ativ Ci cre tti ning step-by-step. ta nella consolle per effe gra inte ra me di Art Academy è il trai oca e quant’altro fot tive alla storia dell’arte sibile interfacciarsi alla erienza, conoscenze rela morbide o dure ed è pos esp , “diversa” a stile ora e to, lch gus qua di e ni sar a questio dire che se deve far pas da ò per vo dubbio che ho riguard uscite due C’è re. già o twa son sof e tro un semplice po, in America - dov non sia ‘contenibile’ den i risultati. Art Academy. Nel frattem prim i ga ere ven ved a ben o ra ian allo , inc ndo parti del ‘gioco’, si com tanti nerd sparsi per il mo GUGGENHEIM-TUBE delle maggiori nza non molto, una è una k e Yotube? All’appare o infatti dei Yor son bi New di ram im Ent . nhe imo gge ltiss il Gu sarci meglio invece mo Cos’hanno in comune pen A . o che così dia Ecc me o. ial ond soc sec ndo, l’altro un primo, digitali quello del del lli que ci istituzioni museali al mo Fisi play ed è e gi. tub uag me espressive e ling to comune. Si chiama you contenitori di opere, for sinergia, per un proget è uno dei di arte do eoran vid lavo la del no, gio sco o e uni tube; il linguag le due realtà si incontran grazie a internet e a you ento; i curatori del i del fatto, che proprio si quotidiano aggiornam qua in e ne zio ma molto semplice. Consc for tras che funziona in te do tan cos ban in Un e, nti. ion ute ans esp e un bando tra i propri linguaggi in maggiore ciar lan di di persone ogni ube i Yot ion a mil re sato di propor su youtube come fanno e ion duz pro Guggenheim hanno pen pria pro ri migliori che nheim selezionerà i lavo Basta infatti caricare una giuria scelta dal Gugge modo molto semplice. una luglio 2010. Lì 30 y. il /pla no om udo e.c chi tub ni ale you ggenheim. Le iscrizio Gu al tati giorno e sottoporlo al can sen pre ere ess avranno l’onore di CASE SURREALI intendere nella a all’abitazione. Non da una mostra sia dedicat di più , ricordi e altre ma dra tas Lon a fan iti che ncidenza, la stanza misteriose, osp rive che go E’ probabilmente una coi luo e ta della prima com trat Si e del design, ma tembre al Barbican. forma dell’arredamento real House, fino al 12 set ento surreaSur vim The mo è del ni, rno izio inte esib all’ di queste come luogo abitativo, a cas cose strane. La prima, la Barbican è del al za le rea tan sur por a cas sottolinea l’im o per l’architettura. La lism rea Sur grande esposizione che del le sculture za Dal tan re. a che analizza l’impor ie considerevole di ope lista. Ed è anche la prim li sono disposte una ser ripetono il re qua le ope nel cui he, le atic gi, l’og tem o stanze originaria, sia artisti del oca l’ep a Horn, del fatta di due piani con ott ecc sti Reb arti , di ead ai filmati. Sia rx Ernst, Rachel Whiter ai dipinti, dalle fotografie i degli autori scelti: Ma ter, Giorgio ebs nom i +W sti bel que No , a, etti ide un’ com e dar erto Gia paradosso surreale. Per Francesca Woodman, Alb í, René Magritte, Man Breton, Francis Bacon, eph Cornell, Salvador Dal Jos r, ppe Ho Louise Bourgeois, André ard in qualche Edw , rconnettono tra di loro telan, Marcel Duchamp ora altri, i cui lavori si inte de Chirico, Maurizio Cat anc ; Salvador e ney as lha Rod e Koo ton Rem Kea r, di Hans Bellme opere come nel caso ne alcu per Ray, Rachel Kneebone, averso gli do attr , ndi pris sple Mé ne riesce in modo vecento, vista in Le modo. Questa integrazio (la casa più bella del No cita a creare arte rius è lap , Ma stra a mo Cas la e o ato iric Ch ma chi ha cur la Dalí e Rem Koolhaas; de e strana l’associazione, Corbusier. Se Londra è uc Godard). Può apparir ionale degli architetti: Le raz più an. bic nel occhi del regista Jean-L Bar he il anc per le, e passat di vedere del surrea vostra meta di vacanza, integrazione. Al punto CARTOON UMORISMO NOIR E sciuto ha cre ta vol una e, per molti anni in prigion proprio dal paviolenta, con un padre do ica mo e est lch dom qua a in tur to cul una insegna etto Barry Reigate, figlio di il cui disegno gli è stato quindi più complesse risp da bambino: i cartoon, dittorie, tele che sono o trad and con unito due cose imparate ent me div ani nno due sta ste sue tele fonde que surreali, con il tempo dre e la violenza. Nelle ente i quadri erano più do, all’inizio ialm nan Iniz . affi sta etto si fum che da a a nic giocos una tec all’apparente superficie ietà, ma forse anche di art), che attira interesse. e crudi (riflesso della soc i (street, spray, low-brow ers div i più violenti, più volgari stic arti eri ersi elementi gen ay). Un mix il suo, di il pittore ha inglobato div sapeva usare solo lo spr londinese. A dire il vero at la crudezza qui at, Bas qui el Bas ich di o n-M ism Jea nito il visto mostre. Il primitiv ha i, libr o Reigate è stato anche defi titoli bellett are ha , cre di lare st di cui ha sentito par capacità di Damien Hir raccolti da artisti famosi orismo di Jeff Koons, la informazioni, lle l’um que te, te grit tut Ma ere di o ten realism do di con di Paul McCarthy, il sur il suo corpo non è in gra trasferite su tela. attraverso di lui. Perché che devono quindi essere lissimi, rivivono sulla tela a cura di MARTINA

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8 minuti 3 Allegri ragazzi morti

- Primitivi dal futuro

Musica INTERVISTE

3 ALLEGRI RAGAZZI

MORTI RICO MOLTENI INTERVISTA A ENG UPPO PORTAVOCE DEL R

Tre allegri ragazzi morti (spesso abbreviato in TARM) è un gruppo musicale formatosi nel 1994 a Pordenone, in Friuli. La formazione del gruppo è composta da: il chitarrista e fumettista Davide Toffolo , il batterista Luca Masseroni e il bassista Enrico Molteni. Dopo la pubblicazione di tre singoli, perlopiù ignorati dalla critica, uscì il primo LP del gruppo, “Piccolo intervento a vivo”. L’album richiamò l’attenzione di alcune case editrici, tra cui la BMG Ricordi, che mise la band sotto contratto per il successivo LP “Mostri e normali”. Il sodalizio con l’etichetta durò molto poco, poiché subito dopo i TARM aprirono una loro etichetta

personale, La Tempesta, con la quale pubblicarono Il principe in bicicletta, un EP scaricabile esclusivamente dal sito ufficiale, e i seguenti album in studio. La band ha deciso di non donare la propria immagine ai media e di immaginarsi dentro la matita di Davide Toffolo, popolare disegnatore di fumetti, e di nascondersi inoltre dietro maschere/teschio divenute feticcio e simbolo dell’immaginario evocato dai testi e soprattutto dagli spettacoli live, al punto di pregare il pubblico di non scattare fotografie quando levandosele mostrano il viso. Il 5 marzo 2010 è uscito il loro ultimo disco, diverso dai precedenti, con ritmi

Il vostro ultimo lavoro in studio “Primitivi Del Futuro” fa riferimento a una teoria di John Zerzan, che propone un ritorno a una vita primitiva in contrasto con tutte le problematiche portate da questa attuale civilizzazione, pensate che questo “ritorno alle origini” possa essere un modo per andare contro alle ideologie che questa società ci vuole imporre? Ideologie che ci vorrebbero omologare in un solo modello umano... Quello che ci affascina dell’idea di Zerzan è che tutti gli errori o problemi che vi viviamo quotidianamente in questa società non sono così facilmente risolvibili cambiando governo o cambiando casa o area geografica... sono problemi che arrivano da molto lontano, dal neolitico secondo Zerzan, quindi quando l’uomo ha smesso di essere cacciatore, raccoglitore per insediarsi cominciando a coltivare costruire. E’ una cosa cosi estrema che ci ha sbalordito e affascinato, ovviamente noi non ci immaginiamo di poter arrivare a questo punto, ma abbiamo cominciato da li a fare delle riflessioni, e fatalità in quel periodo è uscito Avatar. Allora abbiamo pensato “cavoli! L’idea è quella comunque di noi, gli umani che diventano cattivi perchè evoluti, quando in realtà forse con delle regole più semplici e con un’armonia maggiore, avremmo potuto vivere meglio. Da quando sono bambino penso che forse basterebbe una N29 • Luglio - Agosto 2009

in levare e sfumature caraibiche, il titolo è “Primitivi del futuro”. L’intervista che segue è stata fatta ad Enrico Molteni, che ha risposto volentieri alle domande, parlando a nome proprio alle volte, ma facendosi portavoce per il gruppo. Enrico ha iniziato raccontandomi a grandi linee qualcosa di loro. Il gruppo che esiste dal 1994, ci chiamiamo “3 allegri ragazzi morti” e solo dopo 15 anni le radio hanno cominciato a trasmettere in nostri pezzi, senza paura di chiamarci per nome. Però noi avevamo già deciso a priori di non voler essere un gruppo da radio, da televisione, siamo un gruppo che indossa maschere

con i teschi. Però noi siamo andati avanti lo stesso e le persone che hanno voluto avvicinarsi a noi ci hanno permesso di continuare sulla nostra strada e di dire quello che pensavamo senza mezzi termini. Abbiamo scoperto però che le cose le devi fare per un tot di tempo, per più tempo le fai più diventano capillari. Quindi non è che ora siamo un gruppo famoso e che lavoriamo da tanto tempo e tutti quelli che si sono avvicinati a noi ci sono rimasti vicino. E’ bello incontrare ragazze che ci raccontano che ci ascoltavano a 15 anni e che ora magari mamme e con una famiglia ci ascoltano ancora.

regola sola, puoi fare quello che vuoi basta che non dai fastidio agli altri, però purtroppo la società è questa e ci sono delle regole, ma forse il bello delle regole è che puoi anche non rispettarle. L’ultimo album è uscito lo scorso marzo, siete soddisfatti fin’ora di com’è sta andando? Siamo molto contenti perchè dopo tanti anni che suoniamo in giro questo disco ha colpito persone nuove che non ci conoscevano, persone che ci conoscevano ma che non ci apprezzavano e amici che dopo tanto tempo ci davano per “scontati”, invece questa cosa a colpito noi per primi, le persone che ci seguono e questo disco ha una caratteristica, che è un bel disco che riesce a cogliere un momento e che porta con se un’atmosfera, che solitamente è la cosa più difficile da mettere in un disco, ci abbiamo provato molte volte e forse con questo disco ci siamo riusciti. Diciamo che il cambiamento di sonorità rispetto ai dischi precedenti ha sicuramente incuriosito le presone, è diventato un’argomento di comunicazione forte. Un gruppo che esiste da tanto tempo, che fa una cosa, diversa dal solito e crediamo che i giornalisti per questo motivo, incuriositi, abbiamo ascoltato il disco con maggiore attenzione per capire cosa era cambiato a differenza di altre volte.

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Musica INTERVISTE Quali sono le fonti d’ispirazione, che hanno vi hanno influenzato ultimamente? Forse la cosa più importante che ci ha influenzato in questo periodo è il fatto di essere andati a vivere insieme da 2 anni, in una casa isolata in campagna nella provincia di Pordenone, e sicuramente questa cosa è stata importante. Poi ognuno di noi ha coltivato i propri interessi, ma il fatto di vivere assieme ci ha portato a far si che gli interessi di uno fossero quelli degli altri. Stranamente rispetto ad altri gruppi che si sono sciolti, questo stare sempre assieme non ci ha portato grossi problemi di convivenza, siamo sempre stati rispettosi uno dell’altro. Nel 2008 siete comparsi durante un’esibizione in “Come Dio comanda” di Gabriele Salvatores, cosa vi ha dato questa esperienza? Come è stato lavorare con un regista del suo calibro? Allora è andata cosi... Salvatores ha girato il film nelle nostre zone, nella provincia di Pordenone ed un giorno passando sotto casa mia a Maniago, uno dei ragazzi della commission ha detto: “Qui abita uno dei “ 3 allegri ragazzi morti”. Salvatores incuriosito, ha detto di conoscerci e di averci sentiti, ed ha pensato di sostituire una scena del film, di un rave, con un concerto rock. Così è nata la nostra collaborazione, Salvatores ci ha chiesto di scrivere una canzone, la voleva ignorante, dura e distorta e noi abbiamo seguito le sue indicazioni. Poi è arrivato il giorno delle riprese, in cui abbiamo lavorato tutta la giornata, sembrava di essere ad una grande festa, quello che ci ha lasciato un po spiazzati è stato che l’intera giornata di registrazione, nel film è diventata una scena di 6 secondi. Ovviamente l’esperienza è stata molto bella, anche perchè nei giorni in cui non abbiamo girato, abbiamo potuto seguire le riprese. Attualmente cosa ne pensate della situazione musicale italiana? Siamo grandi sostenitori della musica italiana di adesso, anche per il nostro lavoro con l’etichetta discografica “La Tempesta” etichetta indipendente, ma che preferiamo chiamare “Collettivo di artisti”, con cui cerchiamo di dare spazio a quella che riteniamo la migliore musica italiana. Quindi dai “3 allegri ragazzi morti” al “Teatro degli orrori”. Crediamo che la musica di adesso, verrà ricordata come la musica popolare di questi anni. Questo numero di dolce vita è dedicato al tema MOLTITUDINE INNARESTABILE, persone ed organizzazioni che si occupano del bene dell’umanità dal punto di vista ambientale e sociale delle quali i media non parlano, cosa ne pensi? L’anno scorso sono stato a Cuba e sono entrato in contatto con il cosiddetto “bavaglio” della comunicazione, e credo che Cuba sia uno dei posti al mondo dove questa cosa è più forte ed evidente.Prendendo questo come esempio estremo, credo sia che la comunicazione sia un discorso di interesse, c’è quello che vogliono ci arrivi e quello che non vogliono farci sapere. Motivo per cui la comunicazione ha perso un po del suo valore. Credo che queste dinamiche siano comunque “comprensibili”, il dubbio

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che però mi sorge spesso è legato alla qualità dei contenuti, nel senso, prendo per esempio la musica, ci sono tanti gruppi che si lamentano di non essere mai chiamati a suonare, poi li senti e fanno schifo, e tu pensi che sia normale che non gli venga dato spazio, come invece capita il contrario che gruppi bravissimi abbiano la stessa difficoltà ad inserirsi. Quindi non conoscendo le motivazioni di queste scelte non posso capire come mai alcune cose passino ad altre no. Come sai noi siamo una rivista attenta anche a temi antiproibizionisti. Non ti chiedo un giudizio politico, ma cosa ne pensi della legge Fini/Giovanardi che vuole l’ abolizione di ogni distinzione tra droghe leggere, quali la cannabis, e droghe pesanti, quali eroina o cocaina? Per quello che è la mia età (33 anni) e la mia esperienza, tutte le cose che ci vengono dette sulla droga, da quando siamo ragazzini, sono vere. Secondo me le droghe fanno tutte male allo stesso modo e le droghe leggere portano a quelle pesanti. Quindi voi non fumate e non bevete? Non ho detto questo, ognuno di noi ha le sue storie. “Non mi sto mettendo dalla parte di quello che dice “ fa male, non lo fare” sono una persona che fa queste cose, però se da più giovane pensavo che le canne fossero una cosa leggere e divertente, ora non lo penso più perchè ho visto tanta gente...che insomma... non fa bene”. Ho la sensazione che alcune droghe considerate pesanti, siano più leggere di quelle considerate leggere, ad esempio anche la marijuana ha delle qualità che sono violentissime, non puoi fumartene una e poi andare in giro in macchina, perchè sono forti. Non voglio fare il moralizzatore, e non voglio dire quello che facciamo noi ma avendo girato e avendo visto varie situazioni, i miei pensieri rispetto a quando ero più ragazzino sono cambiati. Se quando andavo a scuola pensavo che le canne fossero una cosa giusta e semplice, ora penso che ci voglia dell’intelligenza per utilizzarle. Ci vuole intelligenza per tutte le cose, anche per le droghe, con l’intelligenza anche quelle pesanti potrebbero diventare leggere. Se domani tutto questo finisse che cosa fareste? E se invece andasse bene... qual è la vostra visione del futuro? Davide è un artista, quindi lui potrebbe continuare a disegnare e seguire i suoi progetti artistici. Mentre Enrico e Luca sono un po diversi. Luca potrebbe vivere di pochissimo, gli basterebbe un orto e sarebbe felice tutta la vita. Enrico invece forse sarebbe l’unico che si riuscirebbe ad adattare ad una vita “da scrivania”, una vita un po noiosa che quando esci però trovi tutti i passatempi precostruiti dalla società di cui si nutrirebbe volentieri (musica, libri, film) sarebbero un buon passatempo. Diciamo che se il nostro progetto diventasse più importante di adesso, non sapremmo che rispondere, perchè per noi il potere è una brutta bestia, e che sia una cosa difficile da gestire. E crediamo che solo trovandoci a vivere quel tipo di esperienza potremmo capire se saremmo in grado di gestirla o meno. Vogliamo provare? Ci dai una mano?.... MARTINA

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SALVARE LA FACCIA - LA GIAMAICA RILANCIA L’IMMAGINE DELL’ISOLA

Con questo titolo esce un articolo del Jamaican Gleaner che racconta l’intervento di restyling che il governo ha approvato, per far fronte a questo periodo disastroso per il turismo. Tempestivi e quanto mai necessari, arrivano milioni di dollari per riparare al danno d’immagine che la Giamaica ha avuto. In troppi hanno raccontato che tutta l’isola era in fiamme, cosa assolutamente non vera, solo alcuni quartieri ne sono stati interessati e principalmente Tivoli Gardens. Naturalmente non si può criticare chi non se l’è sentita di viaggiare verso la rotta paradisiaca in questo momento di turbolenza. Ma invece ci si può rassicurare che passato questo momento, l’isola tornerà più sicura di prima. Il gabinetto della Giamaica ieri ha approvato 10 milioni di dollari (J $ 880.000.000) da destinare al ministero del turismo per intraprendere una massiccia campagna di pubbliche relazioni per riparare al danno d’immagine che ha subito. Il Ministro del Turismo Edmund Bartlet è impegnato in una serie di meeting con i rappresentanti del turismo e cercherà di rilanciare l’immagine della Giamaica ai tour operator, agenzie di viaggi, compagnie aeree. La campagna, sarà finanziata dal Fondo di valorizzazione turistica, con il sostegno di altri operatori del settore. “Il danno per il turismo in questo momento riguarda principalmente le prenotazioni turistiche future, che dobbiamo far in modo di garantire. Il vero problema è quello di non perderle “. Il messaggio che il Ministro ha voluto lanciare in conferenza stampa è, che dal momento in cui è iniziata la caccia a Dudus e sono scoppiati i disordini, il governo si è dovuto impegnare a fare un’operazione radicale di pulizia tra le gangs legate al traffico di droga ed armi. Davanti agli organi internazionali ed al mondo intero si vuole dimostrare che il governo è in grado di sconfiggere lo stato di criminalità che c’è sull’isola. L’obiettivo è recuperare e convincere poi il gli operatori del settore che l’isola sarà sicura molto più di prima. (www.reggaezion.com)

T- ACTION

DANCEHALL & VIOLENZA TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE

Il lungo flirt tra dancehall e violenza è arrivato al limite. Ora deve giungere una fase di riflessione. Inneggiare ai bad boys ed alle armi, sarà ricordato come il periodo più imbarazzante della musica reggae. Le conseguenze sono che ora tutti hanno paura, gli artisti sono i fantasmi di loro stessi, sanno che possono diventare vittime della violenza e delle canzoni che prima esaltavano ed incidevano. Dopo la morte di O’Neil Edwards, mentre rientrava a casa gli hanno sparato ben cinque volte ed una sesta in testa, tutti sono rimasti sconcertati. Ci si chiede che senso ha continuare a proporre una cultura che più antireggae di così non può essere. O’Neil e Mad Cobra Brown sono le vittime. Ma basta guardare le scene apocalittiche dell’ultima esplosione di violenza in Giamaica che ha lasciato decine di giovani morti per le strade di Kingston, i loro corpi riempiono gli obitori. Questo clima di sangue è solo un atto finale di alcuni capitoli scritti in precedenza . Le strade teatro di sanguinose bande armate nelle maggiori aree urbane della Giamaica. Ora, gli artisti piangono uno di loro e la Giamaica piange i suoi caduti fratelli e sorelle. Tuttavia, per una società avvezza e violente, si sapeva che prima o poi i nodi sarebbero venuti al pettine . Alcuni si difendono dicendo che è la società già violente di per se ma le loro canzoni li esaltano. Quello che è sicuro, è che la dancehall deve svegliarsi e capire i testi violenti inviano a un messaggio sbagliato ai giovani ed alle teste calde della società. Non c’è rima, né ragione per la tensione nervosa e animosità tra rivali in un settore dove divertirsi è la principale ragion d’essere. Anche se Kartel e Mavado hanno fatto molto per allentare le tensioni, vi è ancora quella sensazione inquietante che non è stato per niente sufficiente. Isaiah Laing, capo della Supreme Promotions. “ Devono capire che questi sono tempi oscuri. Ci sono troppe armi in mani sbagliate e tenuto conto del fatto che non ci sono molti condanne per omicidio a causa del sistema, un killer potrebbe scappare o anche non essere arrestato, così i suoi seguaci potrebbero essere inclini a fare qualsiasi cosa. “ Dal 1980, la violenza nella società giamaicana ha raggiunto come proporzioni, la pandemia e gli omicidi che si verificano continuato. Glia artisti poi non sono esenti da gesti folli . Ricordiamo una lunga serie di morte come quella di Gerald ‘Bogle’ Levy, ucciso nel gennaio 2005. Sempre sotto i proiettili sono finiti General Echo, Tenor Saw, Nitty Gritty, Dirtsman, Panhead e Early B. E’ chiaro che non è tutta colpa l’oro ma la voce degli artisti è molto influente tra i giovani e se invece della pace e dell’amore si parla di pistole gangster e violenza, loro sono disposti morire per questi falsi ideali. (www.reggaezion.com) N29 • Luglio - Agosto 2009

Musica RAGGAE VIBRATIONS 8 minuti Mystic Roots - Sweet Sensimilla

REGGAE E ALCUNE SUE DIVISIONI

DANCEHALL: Questo tipo di musica è conosciuta ora anche come Bashment. Lo stile è caratterizzato da un DJ che canta o rappa (toasting) sopra riddim ruvidi e ballabili. Il ritmo nella dancehall è molto più veloce del reggae, grazie alle drum machines che rimpiazzano i set acustici classici. Nei primi anni del genere, le rime erano considerate crude e oscene (slack), nonostante questa caratteristica il genere è diventato popolare tra i giovani giamaicani. Così come il suo predecessore reggae, il genere si è poi successivamente espanso sulla scena musicale mondiale, gli esempi più noti del genere sono Sean Paul e Shaggy. DUB: Il dub è caratterizzato generalmente da una forte presenza di basso, batteria e/o percussioni, che vengono fatti risaltare molto nei remix e vengono spesso “allungati” in loop ed echi che proseguono sempre uguali. Il suono degli strumenti melodici come i fiati e/o la pianola è allungato ed effettato in qualsiasi modo. Il delay e gli effetti di dissolvenza, come anche gli effetti di hall (il suono viene percepito come provenisse da una stanza chiusa), sono solo alcuni degli espedienti più usati nel dub. Il nastro così modificato è ora pronto per il sound system. L’effetto finale è un brano musicale totalmente rivisitato sottolineando gli accenti ritmici di basso e batteria, mentre il suono degli strumenti melodici effettati immerge la parte ritmica in una atmosfera molto simile a quella della musica ambient. Molto forte è pure l’accento della chitarra nel levare, spesso sottolineato dall’eco. (ASIAN DUB FOUNDATION, ZION TRAIN, ABA SHANTI I ) RAGAMUFFIN: Le basi sono campionate con il sintetizzatore, o al PC, ma contengono spiccate melodie e ritmi reggae resi leggermente più ritmate (96 BPM circa) in modo da accompagnare la voce che è “rappata” ma che si distingue dal classico stile rap per la presenza di molti cambiamenti di toni vocali e di melodie reggae all’interno delle strofe. Negli ultimi anni però il ragga appare anche in versione strumentale, a partire dai 99 posse e i Sud Sound System, i quali nei loro ultimi live utilizzano una vera e propria band. (DADDY FREDDY, DAMIAN MARLEY, KOFY BROWN, SUD SOUND SYSTEM) ROCKSTEADY: Il Rocksteady è un genere musicale nato in Giamaica, come variante dello Ska. Attinge elementi dal patrimonio afro-americano e da quello caraibico. È stato eseguito in vari modi, da più band o orchestre. (THE GAYLADS, THE SKATALYTES, ALTON ELLIS) ROOTS: Il roots reggae è un sottogenere della musica Reggae che si sviluppò dallo Ska e Rocksteady giamaicano, e divenne famoso anche fuori dalla terra d’origine tramite l’artista Bob Marley. Può essere quindi indicato come la prima forma di Reggae.Il Roots Reggae è un tipo di musica reggae ascoltata dai Rastafari, che tratta temi spirituali e religiosi, i testi trattano principalmente dell’elogio di Jah Ras Tafari Makonnen - Haile Selassie I l’imperatore dell’Etiopia.I temi ricorrenti includono la povertà e la resistenza all’oppressione del governo. Il periodo di massima espansione creativa del roots reggae ha luogo verso la fine degli anni settanta, con i artisti come Johnny Clarke, Horace Andy, Linval Thompson, Lee “Scratch” Perry e Augustus Pablo. Il Roots Reggae è una parte importante di cultura giamaicana ed ha trovato una certa popolarità in crescendo, col passare degli anni, fino ad arrivare ad una vera e propria moda dilagante, ai giorni nostri. La versione odierna del Roots Reggae è chiamata New Roots. Alcuni degli artisti più popolari sulla scena giamaicana attualmente rappresentano una nuova generazione degli artisti delle radici quale la I Wayne, Richie Spice, e Jah Cure. L’artista invece più rappresentativo della scena New Roots è Luciano. (it.answers.yahoo.com)

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Musica RAVE NEW WORLD 7 minuti DEP - Sound against system

Fu proprio quel giorno, immersi in una splendida alba piovosa, durante l´ennesimo party svoltosi in quel di Fintek (vedi articolo numero precedente), stanchi della piega che avevano preso le feste di allora, ripetitive, noiose e prive di stimoli, che decidemmo di passare all’azione. Ricordo infatti, mentre lamentavamo di quanto non ci piacesse più ne lo stile ne l’ambiente che si era venuto a creare, che uno di noi sentenziò le seguenti e profetiche parole: “A Regà, ma perchè invece di lamentarci sempre, non la facciamo noi una festa?!?! E come dargli torto. Fu subito preso alla lettera da tutti gli altri. Anno 1998, era settembre, e presa la decisione definitiva passammo tempestivamente, alla fase 2: Organizzare il nostro primo RAVE!!! Una tre giorni NO STOP, a cavallo delle solite celebrazioni natalizie. Iniziammo quindi a radunare persone che come noi sentivano, prima di tutto, qualcosa che non andava in quel modo di aggregarsi. Nello stesso tempo, sentivamo forte la voglia di tornare a vivere quelle emozioni che molto, tanto, troppo ci avevano dato, sotto tutti gli aspetti. Non lo siamo nemmeno oggi soddisfatti, dopo più di dieci anni, figurarsi se volevamo smettere con i Rave nel 1998!!! Il gruppo che riuscimmo a creare era composto da elementi con esperienze tra le più disparate. Gente con vari percorsi alle spalle. La flottiglia umana era composta da: Chi frequentava già da tempo i centri sociali, chi ci viveva, chi era stato Punk, chi aveva iniziato il suo percorso nell’underground proprio con le feste. Insomma, un bel gruppo, abbastanza eterogeneo ma che allo stesso tempo, aveva un sentire comune. Ci dedicammo quindi all’organizzazione del nostro primo RAVE. Ce lo eravamo imposti!! Doveva avere qualcosa di speciale, o almeno doveva essere diverso da tutto quello sperimentato precedentemente. Prima fase, l’incontro quotidiano. Fissammo specie di riunioni o comunque qualcosa di simile, in una delle salette del C.S.O.A. Forte Prenestino. Al tempo ancora non esisteva il nome Kernel Panik, e la festa fu denominata “Tekno Connection”. Lo era nel vero senso della parola, visto che si aggiunsero in seguito a questo nuovo miscuglio di elementi, (noi futuri Kernel), gli Ostia Rioters, SPZK a.k.a. “TEMPIO DELLA PEZZA”, punto di riferimento della scena techno romana e del litorale (oggi ZK), i Bradipo Morph, Andy e qualcun altro componente del progetto Plasmodio ormai concluso. Una parte consistente, come il grande Bighead proveniva da “Zona a rischio”, posto occu-

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pato a Casal bertone, periferia romana, altri dal Forte, più alcuni cani sciolti. Nelle cosiddette riunioni ci eravamo dati tutta una serie di prerogative. Per prima cosa, la location della festa doveva essere un posto nuovo, vergine, che non fosse stato utilizzato prima per un evento di questo tipo. Poi ponemmo molta attenzione, cosa che facciamo ancora oggi, ai diversi aspetti che possono caratterizzare un raduno come appunto un Rave. Non solo il sound a cui giustamente si dà l’importanza primaria, visto che della musica in una festa non se ne può proprio fare a meno, ma anche a tanti altri diversi fattori ; le coreografie, le performance, l’impianto luci, i banchetti informativi, i drops ecc. I free party sono potenzialmente situazioni che noi riteniamo debbano essere libere. Oltre che gratuiti, (anche se a volte ci è stato bisogno di una piccola sottoscrizione all’entrata per finanziare le spese), pensiamo siano luoghi dove, nel rispetto di tutti/e si può fare qualsiasi cosa. Ce lo siamo sempre immaginato infatti come un gigantesco luna-park, anarchico e autogestito. E quale buon raver non l’ha fatto... Il Rave per antonomasia. Volevamo inoltre dare un messaggio, non fare qualcosa di fine a se stesso. Il critico periodo di allora ce lo imponeva. Scrivemmo anche qualche riga sul retro del flyer, precisamente questo: “complici corpi e menti in movimento distruggono noia e ripetizione”. Così si iniziò la ricerca del posto. Non fu facile anche perché se la situazione si era ormai cristallizzata con Fintek, erano comunque diversi anni che si facevano feste nell’urbe ed i posti cominciavano a scarseggiare. Infatti a Roma, ancora oggi, è difficilissimo che ci sia un sabato senza trovare un illegale. Dopo vari tentativi andati a vuoto, una domenica, dopo l’ennesimo inutile festino per pochi intimi, il sottoscritto, con il Treccia, uno dei cani sciolti, a bordo della sua Citroen AX gentilmente concessa dai seguaci del dottor Hoffman e affini, trovammo finalmente quello che cercavamo. Non solo era pulito, messo bene e spazioso, ma cosa fondamentale, stava “Appizzato”, ossia ben nascosto. Infatti dopo la nostra prima festa, diventò una delle nuove location della scena, tant’è che anche noi ci tornammo anni dopo per un afterhours. Il Party durò tre giorni: 24-2526 dicembre. L’area la suddividemmo in due diverse sale con rispettivi sound, proiezioni circondati da luci stroboscopiche, scanner e laser a fare da coreografia più una performance veramente suggestiva, inscenata dai Bradipo; Consisteva in una battaglia a colpi

di sfrullinate con scintille ovunque, tra uno di noi ed un robot in ferro autocostruito. Le scintille cadevano quasi in testa alla gente che ballava, infatti il tutto si svolgeva con il performer da un lato ed il mostro in ferraglia dall’altro. Entrambi sospesi in aria sopra la dance-floor, sostenuti da carrucole e grosse corde. Immaginate tutti i presenti in avanzato stato confusionale cosa devono aver pensato o meglio, visto. Organizzare quel party fu veramente emozionante, e a parte qualche scaramuccia con i Tomahawk, (tribe francese) i quali arrivarono il terzo giorno montando e pretendendo soldi che nessuno mai gli aveva promesso, filò tutto liscio. Da quella tre giorni di “TEKNO CONNECTION” l’entusiasmo era a mille. Felicissimi per come era riuscita la festa, iniziammo a prendere seriamente in considerazione l’idea di dar vita ad un progetto a lungo termine. Di conseguenza cominciammo a pensare ad un nome e ad un logo. Insomma, qualcosa che definisse la nostra nuova identità. Scoprimmo da subito le affinità tra alcuni individui che poi in seguito continuarono a vedersi e a frequentarsi. Infatti pochi mesi dopo, organizzarono un altro Rave, e di strada, questa volta, non solo metaforicamente, ne faranno davvero molta. Sono sicuro che già avete capito di chi si tratta. Vennero fuori tantissime idee relative alle grafiche da usare, purtroppo i miei deficit mnemonici non mi aiutano a focalizzare quali fossero, ma ricordo che ne uscirono fuori alcuni veramente bizzarre. Fu Rent che coniò il nome Kernel Panik*, e anche se a quei tempi la maggior parte di noi non sapeva cosa volesse dire, suonava bene. Era come se, anche solo foneticamente, racchiudesse quello che volevamo esprimere con il nostro progetto. Infatti anche dopo aver appreso il significato di quelle due parole che ci piacevano tanto, ci trovammo tutti d’accordo,sia per la sua connessione tecnologica, sia perchè ci sentivamo veramente un anomalia del sistema, non solo quello di Linux. Mentre il primo logo (che negli anni successivi mutò tantissimo) riprese graficamente quello della storica punk band californiana Dead Kennedys. Loro avevano le due iniziali che uscivano fuori dal cerchio in cui erano rinchiuse, noi, le due KK, rispettivamente prima ed ultima lettera. * Il kernel panic è un messaggio, proprio di alcuni sistemi operativi , che compare in caso di errori di esecuzione irreversibili che necessitano il riavvio del sistema. ALESSANDRO KOLA N29 • Luglio - Agosto 2009


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Informazione SPECIALE

16 minuti Resistencia - Ska-P

L’ATTACCO DI ISRAELE A FREEDOM FLOTTIGLIA CRONACA DI SEQUESTRI ED OMICIDI SOTTO GLI OCCHI DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE Delle molte interviste ai più quotati artisti, scrittori, attivisti, che ho svolto nella mia breve e amatoriale “carriera giornalistica”, la seguente è forse quella che più mi ha entusiasmato, emozionato, rapito, scioccato, ma anche reso terribilmente e lucidamente cosciente. Il fatto che un popolo 50 anni fa abbia subito un genocidio e lo stia replicando parimenti a sua volta verso un altro, più che un paradosso storico ha il sapore di una crudele e spietata ironia della sorte. Stiamo parlando con Manolo Luppichini video reporter, autore di numerosi reportage e documentari tra cui “Erba proibita”. Collabora con la trasmissione di Rai 3 “Presadiretta”, col quale ha potuto documentare i risultati dell’operazione denominata “Piombo Fuso” che c’è stata nel 2008 a Rafa in Palestina; frequenta Gaza e la Cisgiordania dal 2002, dove ha girato numerosi documentari. Era sulla spedizione denominata “Fredoom Flottilla”, spedizione carica di aiuti umanitari e attivisti di tutto il mondo, che è stata attaccata in acque internazionali dalla marina di Israele, violando cosi il diritto internazionale. Più che un’intervista, vi proponiamo con poche domande, senza filtri ne tagli, una sorta di film lucido e scioccante vissuto e raccontato su quelle navi da Manolo, persona meravigliosa e fortemente impegnata che ho avuto la fortuna di conoscere. Prima dei fatti sulla nave, è necessaria una breve premessa cronologica degli ultimi fatti accaduti al martoriato popolo palestinese. La politica colonialista dei cosiddetti “Setment” che sta attuando Israele con i continui e nuovi insediamenti, è condannata ormai da tutta la comunità internazionale, anche dagli stessi americani. Questa politica ovviamente lascia pochi spazi ad un dialogo e un confronto di pace. Basta dare un’occhiata alla Road Map, per rendersi conto che l’intento è

Questa introduzione era più che dovuta, ma ora raccontaci Manolo cos’è successo su quelle navi? “Free casa movement” organizza queste missioni umanitarie dal 2007 che partono generalmente dalla Grecia, di questa ONG fanno parte vari stati: Inghilterra, Irlanda, Stati uniti, noi Italiani, Grecia e nel caso di questa missione, c’era anche un grande supporto Turco. Siamo partiti da Atene, a questo proposito vorrei sottolineare brevemente quanto i greci del sindacato dei lavoratori del porto del Pireo siano riusciti a fornire un grandissimo sforzo di solidarietà e forza lavoro in questa missione, nonostante essi stessi si trovano nella morsa della crisi economica. Cosa trasportavano queste navi? Il materiale era stato raccolto e finanziato rispettando una lista di richieste che veniva direttamente da Gaza, quindi tutti quei materiali che l’embargo Israeliano vieta: materiali da costruzione, tegole, cemento, legnami ecc. Su quella nave c’erano 50 case prefabbricate, quasi 200 carrozzine elettriche per invalidi (dato che le bombe hanno fatto strage provocando migliaia di invalidi), c’era materiale didattico dato che a Gaza non possono entrare ne le risme di carta ne la cartucce per stampanti. C’erano desalinizzatori per poter rendere potabile l’acqua, c’erano generatori, macchinari sanitari e medicinale. Tutte quelle cose che fondamentalmente gli Israeliani non fanno entrare.

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di penetrare nella terra palestinese cercando di arrivare il prima possibile al Giordano, fiume che attraversa la Palestina. Immaginate, se questo accadesse, cosa farebbe Israele controllando l’unica fonte d’acqua di quel popolo. A Gerusalemme è in corso una vera e propria sostituzione di etnie, comprimendo davvero al limite ogni spazio di dialogo. Lo scenario è molto teso soprattutto con il nuovo governo, la situazione è davvero al limite, tuttavia le voci di dissenso anche all’interno del parlamento cominciano a prendere forza, anche perché questa politica costringe i cittadini stessi Isreliani a vivere in una gabbia con l’angoscia degli attentati. Mi sento di dire che allo stato attuale c’è una grave emergenza umanitaria in corso e penso che sia responsabilità delle persone con una sensibilità ed un rispetto per i diritti umani, denunciare questo genocidio. Io ho la fortuna di fare un lavoro che mi permette di portare alla luce questi avvenimenti ed è ciò che faccio dal 2003. Non è mio compito di certo dare un giudizio politico, ma da quello che sono riuscito a raccogliere viaggiando tra i paesi arabi e le popolazioni limitrofe, mi sono reso conto che le condizioni di vita in quei posti sono terribili, specialmente in Libano dove i palestinesi sono costretti a vivere ammassati in veri lager, con delle leggi assurde, senza poter fare una serie di mestieri vietati, senza potersi iscrivere alle università. È vietato fare entrare in Palestina il materiale da costruzione, quindi cemento, mattoni, tegole. I palestinesi non hanno il permesso di edificare, inoltre non possiedono il titolo ereditario, ciò significa che quando muore un padre, le case vengono confiscate, ma quest’ultima legge è in vigore solo in Libano, nei campi profughi.

Da chi era finanziato questo materiale? Ci sono stati vari donatori come dicevo, attraverso gli stati sopra citati, principalmente questa rete Europea contro l’assedio di Gaza è in contatto con tutte le associazioni all’estero che si sono occupate della campagna di “FOUND RACING” per acquistare tutto questo materiale. Siamo partiti in 2 navi con circa 50 persone da Atene perché avevamo appuntamento a 150 miglia a sud est di Cipro con altre due navi di Turchi ed Irlandesi per unirci in un unica flottiglia, imbarcare alcuni funzionari a Cipro e fare rotta verso Gaza. Il viaggio è stato molto lungo, faticoso e non con pochi imprevisti. A Cipro ad esempio, dove dovevamo imbarcare alcuni parlamentari di vari paesi europei, ai quali è stato negato il permesso di allontanarsi dalle autorità portuali, come a noi di attraccare per poter farli salire. Questo grazie alle pressioni dello stato Israeliano su quello cipriota, che vive una continua sudditanza ed un continuo ricatto, mercé i conflitti e gli interessi geopolitici nel nord di Cipro. Abbiamo quindi perduto una giornata nel tentativo di far salire questi parlamentari che avrebbero potuto testimoniare questa missione. Siamo stati abbordati dalle autorità Cipriote, le quali hanno voluto controllare tutto il carico, le apparecchiature ed i materiali. Chiaramente la cosa che ci ha più impegnato è stato di controllare noi stessi, il lavoro delle autorità Cipriote per scongiurare che non ci fossero stati N29 • Luglio - Agosto 2009


sabotaggi alle imbarcazioni, applicazioni di microspie o telecamere. Già si capiva quindi quale pressione di boicottaggio c’era su questa missione... Quindi abbiamo lasciato Cipro con queste premesse, come dicevo per incontrare le altre navi turche che si dovevano aggiungere, tra cui la tristemente famosa Mavi Marmara oltre che la Gaza e la Defne. Quello è stato forse il momento più emozionante, perché c’erano più di 55 nazioni rappresentanti tutto il mondo, circa 700 persone con 10.000 tonnellate di aiuti. E’ stato un momento davvero fantastico, accompagnato anche da una banda di musicisti Greci, che salutavano la partenza della missione, gente che girava tra le varie navi con ogni tipo di imbarcazione salutando ed inneggiando alla missione di pace, quello è stato un momento davvero toccante. Queste sono le uniche riprese che sono riuscito a salvare, essendo riuscito a mandarle indietro con alcuni giornalisti che tornavano verso la Grecia, poiché le restanti riprese sono state sequestrate dalle autorità Israeliane, cosa che non mi è mai successa in nessuna parte del mondo. Quindi, dopo esserci incontrati e riuniti in una flottiglia, partiamo dirigendo la prua verso Gaza; nel viaggio sono state fatte delle esercitazioni per allenarci a metodi non violenti di protezione, soprattutto alla cabina di pilotaggio, al timone per rallentare quantomeno le operazioni, in caso di attacco della marina militare di Israele. Si facevano vari turni soprattutto la notte, perché la sensazione poteva far pensare ad un attacco notturno. Mentre si procedeva in formazione alle 11.30 circa del 29 maggio sono cominciati i primi messaggi radio delle autorità Israeliane che intimavano alla flotta di fermarsi, perché si stava per entrare in zona militare protetta, nonostante fossimo a 75 miglia a largo del Libano, quindi abbondantemente in acque Internazionali, nemmeno di fronte ad Israele. Ovviamente nessuno dei capitani ha risposto a queste richieste, ma dopo qualche ora cominciammo a vedere da lontano le luci delle corvette, che sembrava ci stessero scortando da lontano. Era il mio turno di riposo quando sono stato svegliato di soprassalto dal mio operatore che mi gridava nella cabina: “ARRIVANO ARRIVANO!” Ho fatto in tempo ad infilarmi le scarpe, mettermi il salvagente ed imbracciare la telecamera, sono uscito fuori sul ponte, assistendo ad uno scenario apocalittico: decine e decine di Zodiac sfrecciavano da tutti i lati, un elicottero calava con le funi decine di militari sulla Mavi Marmara che era posta e circa 200 metri sul nostro bordo destro, un sottomarino navigava in mezzo alla nostra formazione. Da subito si è capito che non sarebbe stata vita facile per i militari Isreliani perché i primi tentativi di abbordaggio alla Mavi Marmara, sono stati respinti, in quanto con mezzi di fortuna ed idranti gli attivisti sono riusciti momentaneamente a tamponare l’attacco, ma soprattutto a proteggere il timone e quindi a proseguire nella rotta verso Gaza. Sulla nostra nave dapprima i militari si sono limitati a sparare proiettili di gomma d’inchiostro ed alcune “SOUND BOMB” (piccoli ordigni assordanti per cercare di disperdere la gente), non riuscendo in questo intento, hanno usato pistole elettriche per farsi largo nella cabina di pilotaggio, picchiando chiunque gli si opponesse compreso il capitano, quasi in fin di vita. Quando hanno cominciato a sparare sulla Mavi Marmara? Appena la marina Isreliana ha preso il controllo sulle imbarcazioni, siamo stati divisi prendendo ogni nave una rotta divergente, quindi non posso testimoniare personalmente quello che stava succedendo sulla Mavi Marmara dove ci sono stati 16 morti (invece di 9, quanto dichiarato da Israele), anche perché in quegli attimi eravamo intenti a proteggere la nostra imbarcazione e la nostra stessa vita. Posso però riportare le testimonianze degli attivisti greci e turchi che ho incontrato successivamente quando siamo stati detenuti. Ma andiamo per ordine. Dopo il primo commando che aveva il compito di conquistare le nostre navi, ne è arrivato un altro di una cinquantina, che aveva il compito di scortarci sulla rotta di Israele e di sequestrare tutto il carico compresi i nostri effetti personali; essendo incappucciati non ho mai visto le facce dei militari, ma dagli occhi si vedeva che erano giovanissimi. N29 • Luglio - Agosto 2009

Questo secondo gruppo ci ha perquisito, preso i nastri e i passaporti. Arrivati dopo 6 ore di navigazione a Israele, lì siamo stati mostrati alle telecamere come prede di guerra. Un particolare che mi ha colpito, è che mentre mangiavamo, i giornalisti Ebrei cercavano di riprenderci con le telecamere per cercare di trasmettere poi alle Tv internazionali il messaggio che eravamo stati trattati bene dalle autorità. Tra l’altro il cibo era anche roba nostra e non offerta da loro... Siamo stati perquisiti e scannerizzati biometricamente in tutto il corpo, dopo di che c’è stato chiesto di firmare una carta internazionale, dove dichiaravamo di essere entrati illegalmente nel territorio di Israele, quando invece noi siamo stati rapiti e sequestrati in acque internazionali. Chiaramente la maggior parte degli attivisti e dei giornalisti si è rifiutato di firmare quella carta fasulla, quindi chi non ha firmato è stato trasferito nel carcere di Elak nel deserto del Negev a sud di Israele, tristemente noto per le condizioni di detenzione dei detenuti palestinesi. Non ci è stato permesso di telefonare, di comunicare con l’esterno, solo 2 giorni dopo siamo riusciti a parlare col Consolato, anche se per un brevissimo colloquio in mezzo ad una confusione di 100 persone. Alcuni di noi sono stati picchiati nel carcere, ciò perché la maggior parte di noi non riconoscevano lo stato di detenzione cercando di spiegare che noi stessi eravamo detenuti illegalmente ed oggetto di un sequestro e di gravi violazioni dei diritti civili internazionali. Qualunque cosa chiedevamo, anche la più banale, ci veniva rifiutata. Abbiamo avuto un processo sommario da un giudice, che di fatto ci ha espulso perché secondo loro eravamo entrati illegalmente in Israele; mi è stato preso tutto quello che avevo, effetti personali, telecamere, nastri, portafogli con 500 euro, mi è stato confiscato il passaporto unica cosa per cui mi è stata consegnata una ricevuta. Dopo 3 giorni ci hanno liberato per imbarcarci, pensavamo, alla volta dell’Italia oppure magari in Grecia: invece ci dicono che ci avrebbero mandati in Turchia e che i nostri bagagli ed effetti personali erano stati trasferiti. In quel momento per la prima volta ho perso un pochino il controllo, perché le autorità Israeliane nel momento di imbarcare me sull’aereo si chiedevano e mi chiedevano che fine avesse fatto il mio passaporto, che era stato sequestrato da loro stessi e di cui si erano perse le tracce della ricevuta. Ciò significa che se fossi stato espulso, mi sarei trovato in un Paese non comunitario, senza soldi, senza effetti personali e senza documenti. In quel momento ho cercato di far valere i miei diritti, sempre senza violenza, ma con fermezza, rifiutandomi di imbarcarmi, rifiutando ogni ordine datomi non prima di essere messo in contatto immediatamente col console. Questa mia rigidità, era stata supportata da altri attivisti di origine palestinese, ma cittadini inglesi ed irlandesi a tutti gli effetti, che si trovavano nella mia stessa situazione. Questa è stata la miccia che ha provocato la reazione dei militari che non vedevano l’ora di poterci malmenare e cosi è stato all’interno dell’aeroporto. Ho riportato varie contusioni in tutto il corpo. Solo dopo, al rientro in Italia, ho scoperto che il console Italiano era negli uffici al piano di sotto e gli veniva a sua volta negato il permesso di parlarmi; questo è abbastanza esplicativo su come in terra di Israele vengano trattati i nostri diplomatici e come viene considerato il nostro Paese “alleato”... A quel punto dopo interminabili minuti a difendermi dalle percosse, sono stato nuovamente sequestrato per la seconda volta, ammanettato e portato via da degli uomini in borghese, vestiti di nero, che presumo fossero servizi segreti Israeliani. É questo forse il momento che più mi ha terrorizzato, perché ci siamo trovati in mezzo al deserto da soli, condotti con dei furgoni da questi individui, che ci minacciavano di morte, ci dicevano che ci avrebbero fatto sparire senza lasciare traccia: cosa che di certo non sarebbe stata la prima volta a Israele. Siamo stati condotti in una sorta di piccolo “CIE”, Centro Espulsioni Immigrati, dove dopo circa 12 ore senza acqua e senza cibo è cambiato il trattamento, dopo le continue pressioni del consolato Italiano.

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Informazione SPECIALE

Ed è proprio lì, in questo Centro Espulsione che ho incontrato alcune infermiere Australiane che si trovavano sulla Mavi Marmara nel momento dell’attacco. Queste ragazze mi hanno fatto un racconto tanto terribile quanto lucido, su quello che era successo sulla nave, parlandomi di un numero di morti differente da quello dichiarato dalle Autorità Israeliane, parlandomi di esecuzioni sommarie, proiettili sparati a brucia pelo ed alla nuca, mi ha parlato di corpi ancora vivi gettati in mare e di molte altre cose che preferisco non dire. Poi quello che forse impressiona maggiormente, è che non si capisce perché sia sparita la lista dei passeggeri della Mavi Marmara, quindi le stime esatte non le sapremo probabilmente mai. Perché se la sono presa così tanto con la Mavi Marmara? Perché c’erano sopra gli aiuti oppure perché hanno reagito più duramente? Penso perché sono stati più combattivi, dato che i militari non riuscivano ad abbordare la nave da sotto, hanno calato le persone dagli elicotteri e ci sono non poche testimonianze che dicono che nel tentativo di farsi largo sul ponte hanno sparato tra la folla. Chiaramente la gente ha cercato di difendersi con mezzi di fortuna, come coltelli da cucina o pezzi di ferro presi dai corrimano della nave, estintori, tutti mezzi rimediati lì sul momento, che testimoniavano come da parte dell’equipaggio non c’era premeditazione, ne erano provvisti di armi da fuoco, come è stato detto. Poi il resto è stato una sparatoria continua, un operatore che aveva il compito di riprendere la missione in diretta streaming 24 su 24 è stato colpito alla fronte mentre riprendeva la scena.U n altro giornalista è stato colpito alla nuca. Si sa che nelle missioni a volte c’è qualche infiltrato, qualcuno definito dai media “terrorista di Hamas”; hai la sensazione che potessero esserci attivisti palestinesi su quella nave? Su Hamas bisogna fare un po’ di chiarezza, perché non è che Hamas si può cancellare dalla faccia della Terra, in quanto ha democraticamente vinto le elezioni politiche nel 2006, ciò significa che se tu vai negli uffici pubblici o nelle scuole o alla frontiera, trovi gente di quello schieramento politico ed hai a che fare con loro. Ora, io da giornalista, come ho a che fare con la polizia italiana, con gli uffici pubblici ecc, in Palestina altresì ho a che fare con la gente di Hamas! Semplice. Quindi era ovvio che sulla nave ci fosse qualcuno che aveva votato per Hamas, che in fin dei conti è anche un partito politico. C’era di sicuro. I militari Israeliani avevano una lista di nomi, una sorta di blocco notes che si vede anche nelle immagini, un libretto con un elenco di ricercati. Però scusa, i militari hanno sparato prima di verificare questa lista di nomi? Esatto! Di certo non c’è stata un’aggressione degli attivisti verso i militari anche perché altrimenti il conteggio delle vittime sarebbe molto maggiore; è grottesco infatti che questa sia la versione ufficiale che lo stato di Israele ha dato alla comunità internazionale, manipolando la realtà in modo intollerabile. La mia storia finisce con un volo governativo, insieme alla signora

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Stefania Craxi che mi è venuta a prendere apposta, alla quale dopo averle raccontato la mia storia ho domandato, se ci fosse stato il padre, se avrebbe permesso tutto ciò... La sua risposta è stata netta e lapidaria: “No.” Lo Stato ti ha cercato, si è messo in contatto con te per scusarsi, darti spiegazioni? Mah, lo Stato... In realtà se intendi i politici, non ci hanno cercato davvero. Casomai i Funzionari ed il Consolato, quelli si devo dire che ci hanno sempre sostenuto. Gloria Bellelli, Giuseppe Capitani ed altri Funzionari si sono dimostrati molto attenti ed umani. Quello che dispiace è vedere come loro stessi vengono trattati dall’ultimo dei Funzionari Israeliani, praticamente come una pezza da piedi. Ciò da modo di interpretare come Israele tratta i suoi alleati. A questo punto sicuramente faremo qualcosa in senso giuridico, il mio avvocato sta lavorando in coordinamento con gli altri avvocati di varie parti d’Europa per curare questo caso. La cosa grave e che mi lascia davvero perplesso è come l’Italia insieme all’Olanda e gli Stati Uniti, si siano opposti ad un’inchiesta internazionale indipendente per fare chiarezza su questa vicenda, il che esprime purtroppo in una certa misura la sudditanza che l’Italia e gli Stati uniti hanno verso Israele. Una cosa voglio dire a chiusura di questa piacevole intervista con voi: mi dispiacerebbe il fraintendimento di essere considerati eroi per questa storia. Tutto quello che è successo a noi, è nulla in confronto al dramma che vive la popolazione palestinese quotidianamente. Ci scandalizziamo quando succede a noi, ma lì accade questo tutti i giorni e in modo assai più cruento, ad un intera popolazione: donne, uomini, bambini e vecchi che in Cisgiordania, ma specialmente a Gaza, soffrono della mancanza dei più basilari diritti umani. FILIPPO VONA aka FILO GREEN

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Tecnologie NEWS E CURIOSITA’ 5 minuti Technologic - Daft Punk

LAPTOP LILO: NOTEBOOK STAND ESTIVO Laptop Lilo è il nuovo accessorio per portatili pensato appositamente per l’estate: consiste in una serie di supporti gonfiabili che sostengono il notebook lasciandolo “respirare”, così favorendo da un lato un maggior ricircolo d’aria per il raffreddamento, dall’altro più confort per l’utente. Un giusto stand per il portatile è un must per l’estate, dato l’alto riscaldamento dei notebook, che unendosi al caldo crea un mix molto pericoloso. Laptop Lilo stimola la circolazione d’aria per il portatile con una serie di sacchetti gonfiabili che favoriscono il ricircolo combattendo le alte temperature estive. E’ realizzato in PVC e può resistere a temperature nell’ordine di circa 80° C/176° F. Questo supporto costa 16.99 $ (aria non inclusa!) e si può trovare sullo store di Perpetual Kid. www.perpetualkid.com

HOVERBOARD: LA TAVOLA SENZA RUOTE Il designer Nils Guadagnin ha realizzato il progetto di una perfetta copia dello skateboard di Marty McFly - Ritorno al futuro... - chiamandolo Hoverboard e dandogli la possibilità di levitare, esattamente come quello nel film. Il concept è stato realizzato in un unico esemplare e purtroppo non è attualmente in grado di trasportare eventuali passeggeri. L’unica cosa che questa tavola è in grado di fare è, grazie ai due magneti sul suo fondo ed al campo magnetico generato dal sostegno su cui è posizionato, di restare sospesa a qualche centimetro dal suolo, in modo comunque veramente stabile e solido. Sicuramente questo sistema sarà di difficile applicazione nell’immediato futuro, e vedere persone che viaggiano su questo Hoverboard sarà ancora più difficile, ma un plauso va al designer Guadagnin per il Concept, che potrebbe essere un buon inizio.

BIK.E: LA BICI ELETTRICA CHE ENTRA NEL VANO DELLA RUOTA DI SCORTA Volkswagen ha presentato la sua prima “due ruote” al salone Auto China 2010. Un mezzo di trasporto accattivante, uscito dagli uffici della V-Dub, che sembra una bicicletta ma non ha i pedali. Le batterie che alimentano la bicicletta sono state progettate con bene in mente sia la forma che al funzionalità: Il mezzo si chiude su sé stesso fino ad arrivare a stare nel vano della ruota di scorta dell’automobile.,La E.Bike, che sembra possa venire presto prodotta e commercializzata, raggiunge una velocità di 20 km/h e non è decisamente progettata per lunghi tragitti, piuttosto con i suoi 20 km di autonomia è più pensata come mezzo supplementare o alternativo alla propria automobile. Non sono state date notizie sulla modalità e sui tempi di ricarica, ma apparentemente le batterie della Bik.e si possono collegare anche all’automobile. Un mezzo utile, pratico e comodo da trasportare.

TURANOR: IL PIÙ GRANDE MULTISCAFO SOLARE AL MONDO Turanor sarà il più grande multiscafo mai realizzato con una motorizzazione ecologica, a emissioni zero. e verrà realizzato per circumnavigare il globo a scopo di studio e dimostrativo, partendo dal Mediterraneo per poi attraversare l’Atlantico, il Canale di Panama, il Pacifico, l’Indiano e risalendo dal Canale di Suez. Turanor avrà una forma imponente e il lato superiore completamente ricoperto dai pannelli fotovoltaici che alimenteranno l’intero sistema propulsore. Anche questo progetto dimostrerà la bontà di tale sistema di navigazione pulita, proprio in un settore che era nato sfruttando solo il vento e le vele passando poi ai carburanti inquinanti nel corso degli scorsi secoli. Questo enorme yacht solare, lungo 30 metri, con una superficie fotovoltaica di 536 metri quadrati di pannelli (più o meno quanto due campi da tennis) che durante il giorno cattureranno l’energia del Sole alimentando il propulsore durante il moto. Si potrà viaggiare a una velocità massima non eccessiva, di 7.5 nodi, proprio per via del suo sistema di propulsione pulito. Il costo dell’intero sistema sarà di 16 milioni di dollari. Le batterie garantiscono un’autonomia di 72 ore extra nel caso l’illuminazione non sia sufficiente.

SPEAKAL ICRYSTAL DOCKING STATION, SET DI DESIGN PER IPHONE Le mezze orbite galleggianti, la squisita forma a goccia, la luce blu pulsante e tante altre caratteristiche rendono gli speaker Speakal particolarmente appetibili per gli amanti del design futuristico, ma anche la qualità del prodotto dal punto di vista tecnologico permette a questa piccola casa produttrice di sistemi di amplificazione di guadagnarsi una fetta di mercato nel settore iPhone. Un salto di qualità per Speakal, che ha decisamente aggiornato il design per il proprio sistema iCrystal. La Speakal iCrystal Docking Station funziona con tutti gli iPhone (è già certificata anche per l‘iPhone 4) e gli iPod attraverso il dock connector e qualsiasi altro dispositivo tramite il jack da 3.5. L’iCrystal è dotato dei principali comandi via touch e di un comodo e pratico remote che interagisce a 360° con il sistema, come 360 sono i gradi di emissione del suono. Il sistema può essere alimentato sia con quattro batterie stilo (AA - autonomia dichiarata 4 ore), sia con con alimentatore esterno da 5VDC. Il costo previsto è di 80 dollari ed i colori disponibili sono nero, bianco e rosso. www.speakal.com/icrystal.html

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HENGE DOCK PRESENTA UN DOCK SALVASPAZIO PER I MACBOOKS Ecco un sistema Dock alternativo, una soluzione verticale al posto delle piattaforme tradizionali, un progetto innovativo e rivoluzionario mai visto prima. Si tratta di Henge Dock, un nuovo Dock per MacBook e MacBook Pro, che permette di risparmiare sia spazio che tempo, collegando in modo rapido e veloce il MacBook a dispositivi video, di rete, usb, a monitor esterni, sistemi dolby e TV in pochi secondi. Henge Docks non richiede alcuna modifica hardware e software né delle impostazioni del computer. Ogni modello di dock è progettato per uno specifico tipo di computer MacBook, con connettori diversi per numero e tipologia. Il computer può rimanere con lo schermo chiuso senza problemi (il produttore ha garantito test di funzionamento di 18 mesi sui MB e MB Pro senza riscontrare problemi). Il modello per 13’’ costa 59,95 $ (44 €), e per il 17’’, 64,95 $ (48 €). (cavi di connessione inclusi). Sul sito del produttore è possibile effettuare ordini online, o preordini in caso di “sold out” dell’articolo. www.hengedocks.com N29 • Luglio - Agosto 2009

fonte: il web

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Oltreconfine VIAGGI 8 minuti The Cardigans - My Favourite Game

IL VIAGGIO VOLONTARIATO Se te ne stai sempre chiuso nella stessa stanza - nella stessa città, nello stesso luogo, nella stessa azienda - sarà difficile incontrare qualcosa di nuovo. Approdare ad una mentalità nuova, sfruttare capacità e competenze rimaste ancora seppellite, incontrare visi e volti sconosciuti ritrovando nei loro, i tuoi - i miei - giorni, nelle loro storie le tue - le mie - avventure, nelle loro esperienze le mie - le tue – esperienze. La vita è un continuo dinamismo, un continuo moto perpetuo. Occorre evitare di farla diventare una palude melmosa nella quale non si riesce più a muovere un passo in nessuna direzione e non “nella direzione giusta”, ma proprio in nessuna direzione. Eppure non è così facile mantenerla fresca e viva, non è affatto banale perchè per fare ciò occorre un lavoro quotidiano, un’attenzione giornaliera all’odore ch’essa emana, un occhio sempre vigile che non si stanca mai di osservarsi, correggersi, interrogarsi. E poi fare un bel tuffo nei profumi e nei colori, quelli veri, quelli che profondamente riempiono l’esistenza umana di quel qualcosa di diverso che fa davvero ringraziare, nonostante le difficoltà, di essere al mondo a fare qualcosa, di farne parte, di esserne un piccolissimo pezzettino incasinato. A volte è decisamente necessario lasciare tutto! Portare il minimo indispensabile con se - sapendo che tutto ciò di cui avremo bisogno lo troveremo là dove siamo diretti - e lasciare quel che abbiamo per andare incontro a qualcosa di nuovo. Lasciare il porto delle nostre sicurezze per dirigersi verso qualcosa che non conosciamo, godendosi il viaggio, standosene tranquilli, godendosi il sole ed il paesaggio assieme a chi incontriamo e a chi, in qualche modo, vorrà condividerlo con noi. Salpare su una barca che non è la nostra, per acque di cui non conosciamo le profondità né l’ampiezza, lasciando che qualcuno guidi e non certo senza pagare il nostro biglietto d’imbarco: ma ben poca cosa è il costo del biglietto rispetto a quel che vediamo e scopriamo - di noi, degli altri e del mondo - ben poca cosa rispetto a ciò di bello che possiamo vedere ed incontrare! Lasciare un luogo

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vuol dire abbandonarne la mentalità ma a volte quella certa mentalità ti si attacca addosso e te la porti sempre con te, dovunque vai. Lasciare un luogo vuol dire anche lasciare un po’ di se stessi: un po’ della propria mentalità vecchia - lasciarla là dove siamo stati accolti o usati - lasciare alcune cose brutte di noi, lasciare un po’ di sorrisi, qualche delusione, qualche abbraccio, le risate con gli amici, gli schiamazzi delle cene festose nel vino. Lasciare tutto questo un po’ là, sulla terra ferma. E abbandonarli là, incustoditi, affidandoli al vento. Perchè per salire in barca non ci si possono portare le valigie perchè lo spazio è poco e proprio non c’è posto. Ma questa che, per un viaggiatore preoccupato sembra una cosa grave da sopportare, è in realtà una gran fortuna per un viaggiatore spensierato che sa che non avrà bisogno di molti oggetti nel tragitto - meno roba hai e meno devi stare sempre a sorvegliarla per evitare che ti derubino! Inutile portarsi appresso pesi inutili che non si smuovono se non a spingerli sudando con tutta la propria forza: essere leggeri - dentro e fuori - è la miglior cosa possibile quando si viaggia così che la nostra attenzione non sia posta su ciò che ci trasciniamo dietro, ma su ciò che abbiamo la possibilità di abbracciare ed incontrare nei prossimi passi. Bisogna essere leggeri, per muoversi bene nell’acqua. La leggerezza del cuore apre mille porte, la semplicità è il miglior dono che si possa ricevere da Dio ed il più bel dono che gli altri ci possono offrire sul cammino offrendo pure a noi, semplicemente, la possibilità di ricambiare quel poco che assieme, possiamo condividere - che è tutto quel che abbiamo! E partire, partire, viaggiare, viaggiare. E partire, partire, arrivare e partire. E se il viaggio non è solo una “fuga”, perchè non pensare di unire l’utile al dilettevole partendo per una vacanza solidale? Praticare vacanze volontariato significa ridare al mondo una piccola parte di quello che ci offre ogni giorno, direttamente con le nostre mani e là dove serve. Spesso il volontariato in viaggio viene coniugato con attività culturali, studio delle lingue e progetti N29 • Luglio - Agosto 2009


INFO UTILI:

Pe chi fosse interessato a questo tipo di viaggi, ecco alcuni siti dove poter trovare tutte le informazioni. http://www.legambiente.eu/volontariato/index.php http://www.lipu.it/eventi/campi_viaggi.asp http://www.projects-abroad.it/ http://www.wwf.it/client/render.aspx?root=536 http://www.oikos.org/campi/default.htm di scambio culturale, proponendo pacchetti di vario impegno e durata. Di solito sono associazioni non a scopo di lucro, che reinvestono sul territorio gli eventuali proventi della loro attività. Si può scegliere il periodo, la durata, il paese di destinazione e il tipo di attività volontaria che si intende fare (progetti comunitari, conservazione ambientale, insegnamento, volontariato con i bambini, progetti sanitari...). Ci sono tantissime tipologie diverse di viaggio volontariato, si parte da periodi di immersione totale nella natura per scoprirla, apprezzarla e viverla assieme ad altri ragazzi; ci sono campi di ricerca, sorveglianza e volontariato ecologico che hanno il duplice scopo di sostenere importanti progetti di ricerca e conservazione I Gruppi Archeologici che, si occupa della tutela, della valorizzazione e della salvaguardia del patrimonio storico, archeologico e più in generale culturale del nostro Paese. Ci sono campi per ricostruire zone colpite da terremoti o dare sostegno alle popolazioni locali con interventi di restauro e ristrutturazione. dal recupero e riuso ambientale, al lavoro con i minori in situazioni di svantaggio, nonchè esperienze in favelas o ancora incontro con una delle realtà più vive di Cuba attraverso un laboratorio di progettazione partecipata e attività con i giovani. Il mondo dei campi di volontariato è fatto di migliaia di storie umane e storie di territori che s’intrecciano dando vita a una solida trama di relazioni nella quale cresce la parte migliore del Paese.
I campi svolgono un ruolo attivo per conservare la natura, la biodiversità e il paesaggio, per facilitare l’accoglienza, la solidarietà e la coesione sociale tra i popoli, per riqualificare e valorizzare i territori e le peculiarità culturali che esprimono, Project1:Layout 1 28.6.2010 Page 1che la sostenibiper combattere l’illegalità ambientale,13:17 per dimostrare

lità ambientale crea un valore economico e sociale e migliora la qualità della vita. Ovviamente non ci si può aspettare di avere tutte le comodità che abbiamo a casa (è necessario infatti un buon spirito di adattamento per tali esperienze sia a livello fisico che psicologico) ma non mi è mai mancato niente, inoltre l’abitazione è molto occidentale a differenza delle capanne costruite di terra e paglia senza servizi Fare un viaggio solidale significa dormire presso le famiglie locali, assistere a una lezione a scuola, portare il proprio contributo concreto. Non sono viaggi adatti a tutti. Perché non sono delle banali vacanze. Chi decide di partire per un viaggio solidale, lo fa per vivere un’esperienza che si porterà dietro davvero al ritorno. Quello che si propone è di favorire l’incontro con una cultura diversa dalla nostra per ragioni storiche, antropologiche, sociali e politiche. Durante i viaggi non si trascura la visita di bellezze archeologiche o naturalistiche del paese, ma il senso profondo del viaggio è quello di avvicinarsi, in punta di piedi e con il massimo rispetto, ad una cultura diversa. Il filo conduttore sono gli incontri durante il percorso, gli scambi con le comunità locali, con persone impegnate in organizzazioni sociali, politiche o religiose, del mondo della cultura, in grado di poter offrire un quadro, il meno “schermato” possibile, della realtà che si visita, etc. Per partecipare ad un campo non sono richiesti requisiti particolare ma solo la conoscenza dell’inglese oppure della lingua parlata nel luogo in cui il campo si svolge. Vivere questa esperienza può essere altamente gratificante e a volte può cambiare la vita. MARTINA Fonte: tangalor.blogspot.com - www.viaggisolidali.it/


ECO-FACEBOOK Stiamo parlando di European Energy, l’applicazione di Facebook che offre ai propri iscritti la possibilità di entrare in contatto con tutti quelli che, come loro, condividono valori ispirati all’eco-sostenibilità e vogliono contribuire attivamente a rendere il nostro pianeta un luogo più pulito. Gli iscritti alla comunità European Energy si impegnano a seguire una serie di regole e a compiere dei piccoli ma significativi gesti quotidiani a tutela dell’ambiente. Come, ad esempio, spegnere tutte le sere le luci per un’ora, oppure sostituire le lampadine tradizionali con lampadine a basso consumo energetico, o guidare le proprie auto in modo efficiente ed ecologico, o evitare l’uso dei mezzi per tutti gli spostamenti brevi. Gli iscritti si sforzano anche, per quanto possibile, di mettere al bando contenitori, imballaggi, bottiglie e sacchetti di plastica, di usare solo detergenti a basso impatto ambientale, di stampare i propri documenti fronte-retro, di differenziare e di riciclare i rifiuti e di non gettare via nessun prodotto di uso quotidiano senza prima avere tentato di ripararlo. Il funzionamento di European Energy è piuttosto semplice. Ogni mese, gli utenti possono contrassegnare le attività che si impegnano a svolgere per rispettare le regole della comunità e per trasformare in azioni e attività pratiche i propri valori green. Il contatore della comunità registra il contributo di ciascun utente: se l’utente acconsente, le attività che ha selezionato vengono visualizzate nel suo profilo Facebook, in modo da mostrare a tutti i suoi contatti con quali azioni, accortezze e buone abitudini contribuisce a migliorare la qualità della vita sul nostro pianeta. Stando ai dati diffusi dai promotori dell’iniziativa, in appena un mese i membri di European Energy hanno risparmiato quasi 20.000 kilowatt di elettricità, grazie all’uso di lampadine a basso consumo, hanno riciclato circa 50 tonnellate di rifiuti, hanno ridotto le proprie emissioni di anidride carbonica di oltre 2 tonnellate e, rinunciando all’utilizzo di detergenti e cosmetici ad elevato impatto ambientale, hanno diminuito di circa 2 milioni di litri la quantità di sostanze inquinanti disperse in acqua. Cifre che dimostrano come la somma di tanti piccoli contribuiti individuali possa condurre al conseguimento di risultati davvero importanti. N29 • Luglio - Agosto 2009

Natura ECO-FRIENDLY 4 minuti Breathe - Midge Ure

ECOGUIDA 2010 DI GREENPEACE E’ stata rivelata in questi giorni la nuova ecoguida redatta da Greenpeace nella quale gli ecologisti stilano una classifica delle maggiori aziende impegnate nel settore dell’elettronica e dell’ecologia con dei veri e propri punteggi a seconda dell’impegno di ciascuna nel proteggere il mondo dall’inquinamento. In questa quindicesima edizione della classifica Greenpeace ha premiato ampiamente gli sforzi fatti da Nokia e Sony Ericsson, analizziamo nel particolare.Dell, Samsung e Toshiba sono state penalizzate con conseguente retrocessione nella classifica per non aver mantenuto la promessa di eliminare la plastica in PVC dalla loro catena di produzione insieme ai ritardanti di fiamma a base di bromo. Queste due sostanze sono molto inquinanti e pericolose sia per l’ambiente che per l’uomo e, esistendo alternative molto più sicure e verdi, dovrebbero essere state sostituite già da tempo anche se il ridotto costo dei prodotti inquinanti ha probabilmente fermato le aziende. ”Non possiamo tollerare che queste aziende facciano passi indietro dopo essersi impegnate a produrre articoli privi di sostanze tossiche” ha spiegato Vittoria Polidori responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace. Apple perde solo 0,2 punti a causa della poca trasparenza in materia di utilizzo dell’energia rinnovabile vedendo però riconosciuto il proprio impegno in merito allo smaltimento dei vecchi dispositivi ed alla riduzione delle dimensioni delle scatole in modo da abbattere i costi di trasporto. La migliore azienda, secondo Greenpeace, si conferma Nokia avvicinata da Sony Ericsson le quali hanno fatto sentire la loro potenza per influenzare il processo di revisione della Direttiva RoHS (Restriction of Hazardous Substances in electronics) che aiuterà a ridurre l’utilizzo di sostanze nocive. In questa edizione molte aziende hanno perso punti e quelle che sono salite in classifica l’hanno fatto soprattutto per le perdite di punti maggiori da parte di altre.

PANNELLI SOLARI PER L’IPAD In Italia ha debuttato solo da pochi giorni ma è già iPad-mania. Sono, infatti, innumerevoli gli accessori e le applicazioni che stanno infiammando gli utenti in una vera e propria corsa nel poter rendere, questo avanguardistico e tecnologico prodotto Apple, il più originale e personale possibile. E sempre più “green”. Diverse sono, infatti, le possibilità proposte per rendere l’iPad ecologico. Molteplici le menti che si stanno ingegnando per offrire supporti ecosostenibili al nuovo gioiellino sfornato dall’azienda americana. Così dopo avervi suggerito le custodie iSoket ricavate dai vecchi plaid (ma anche come farvela da soli da un vecchio maglione) eccoci di fronte ad un’ipotesi che fa dell’energia solare il suo fulcro. Stiamo parlando di un accessorio ecologico quanto alternativo: si tratta di uno zaino dotato di pannelli solari con cui si può ricaricare il proprio iPad. Questo equipaggiamento è una sorta di speciale custodia che non solo protegge e salva dagli urti, ma in più funge da vero e proprio carica batteria dal design veramente originale. L’aspetto più “simpatico” è che le celle solari sono sistemate in modo tale da riformare la famosa “mela” simbolo dell’azienda, rendendolo anche accattivante dal punto di vista estetico. Questa sorta di cerotti, dovrebbero essere applicati sulla scocca facendo in modo di rendere l’impugnatura ancora più agile e, calcolando l’arrivo dell’incessante caldo estivo, crediamo che questa possa essere un’idea molto valida soprattutto per via della maggiore sudorazione delle nostre mani che potrebbe farci rendere scivolosissima la liscia superficie posteriore dell’iPad. Prezzo e arrivo sul mercato ancora è ignoto in quanto per il momento si tratta ancora di un concept presentato sul sito Quello che sappiamo, però, è che l’i-Pad è sempre più uno strumento elegante, tecnologico, funzionale e – soprattutto – amico dell’ambiente.

CARTOLINE CHE SI ANNAFFIANO L’idea nasce dalla personalizzazione della classica cartolina o biglietto di auguri. Solitamente quando riceviamo una cartolina o una lettera, siamo subito felici e curiosi di sapere da dove e chi ce la manda, ma una volta letta, la sua fine è quella del dimenticatoio, se non addirittura la spazzatura. Motivo per cui alcuni designer Londinesi molto attenti all’ambiente, hanno pensato di dare nuova vita alla solita cartolina, facendola diventare più interattiva e giocosa. Come? Semplicemente creando delle “Post Cards” tridimensionali, che si aprono e si montano un po come quei vecchi modellini in balsa. Ma la cosa più interessante è che all’interno della confezione si trovano dei semi di crescione da piantare all’interno di questa cartolina, che bagnati con l’acqua nel giro di 2/3 giorni faranno crescere una piantina, interamente commestibile. Le cartoline sono decorate e disegnate da artisti di talento che rappresentano così al meglio il loro stile.

Fonti: ww.designerblog.it www.greenme.it

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Vite CRONACHE DA DIETRO IL CANCELLO

4 minuti Un’idea – G.Gaber

E’ LA MINORANZA

A FARE OPINIONE

Fratelli, che la moltitudine sia inarrestabile è un affermazione che mi lascia qualche dubbio ;-) nel senso che essere arrestati è davvero un attimo, mentre uscire è piu complicato. A giudicare dagli ultimi dati sul “riaffollamento” delle carceri post-indulto, pare che anche una moltitudine, come quella che adesso popola le patrie galere sia tutt’altro che inarrestabile. Quello che casomai nessun muro può fermare è invece un’Idea, e un’Idea è quanto di più anarchico si possa immaginare, perché non sappiamo per quanto tempo sarà in circolazione (alcune hanno millenni e sono tutt’oggi fresche), non sappiamo cosa potrà far germogliare nei cuori ove attecchirà, e non sappiamo di quante altre Idee sarà genitrice. Personalmente sono sempre stato affascinato dalle trasformazioni che nel corso della storia la medesima Idea ha avuto, pur avendo conservato nel suo nucleo più profondo i tratti che la rendono immediatamente riconoscibile, come il Daimon che guida ogni essere umano e che a volte ha bisogno di più esistenze per potersi realizzare. A volte le Idee, anche le più nobili, se ne rimangono nascoste e “sottotraccia” perché se uscissero allo scoperto rischierebbero di diventare banali, nel senso che rischierebbero di venir fagocitate dall’infinito universo di “opinioni squalificate” che impazzano nei mille canali televisivi tutti uguali, e sui rotocalchi dove a piene mani attingono i lobotomizzati di stato, finirebbe così che anche la più nobile delle Idee, si ritroverebbe sugli scaffali della grande distribuzione organizzata, rivestita dal packaging accattivante per il suo target di riferimento. Avere il coraggio delle proprie Idee non è sempre comodo, lo è molto di più uniformarsi all’oceano di opinioni omologate che presentano decisamente meno complicanze. Certo, a volte pensare diverso comporta dei rischi, ma dà il grosso vantaggio di appartenere ad una minoranza. A volte pensare diverso può portare a deviare dal percorso consentito e portarci su terreni

insidiosi, Jean Genet, nel “Funambolo”diceva che delinquere è la prima forma di ribellione e forse non è del tutto sbagliato, seppure può produrre effetti deleteri per noi e per gli altri. Voglio lasciarvi con un pensiero dell’indimenticato Sig. G. sul quale meditare per resistere: Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male, dai disagi quotidiani, dalle insofferenze comuni, dal nostro rifiuto! Perché un uomo solo che grida il suo no, è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo. Alla prossima Fratelli JAZZON jazzon@libero.it

L’ERBA E’ COME ER VINO

UN BRINDISI

SPAGNOLO

Agosto, tempo di vacanze, di viaggi e di svago, quando noi italiani ci troviamo all’estero siamo sempre un po imbarazzati per la scelta del vino, abbiamo dei forti pregiudizi e proprio come ci succede con il caffè pensiamo che l’unico vino buono viene prodotto nel nostro paese. In verità questo campanilismo deriva dalla scarsa conoscenza ed esperienza: infatti il buon vino esiste in tutto il mondo e con lo scambio di informazioni a livello globale anche Paesi senza particolare tradizione, ma con un clima adatto, riescono in produzioni eccellenti. Facciamo l’esempio di alcuni Paesi del centro-sud America come la California, il Cile e altri, ma anche in altri continenti come la Nuova Zelanda o l’Australia. In questo numero andremo quindi a degustare un vino straniero, iniziando da un Paese “quasi” confinante e che personalmente adoro: la Spagna. La scelta non è tra le più adatte ,visto che è un vino rosso invecchiato 3 anni in Barrique, abbastanza impegnativo da un punto di vista dell’accostamento al cibo, considerando che siamo in agosto, ma non è detto che non vi troviate a degustare ottimi formaggi stagionati o altri piatti adatti mentre siete in vacanza. Il vino tinto si chiama “Ribera del Duero” Riserva, un vino del 2006 che potrebbe esser bevuto anche tra 4 o 5 anni se conservato in modo adeguato, le cui uve sono coltivate nella regione del Rioja.Andiamo alla degustazione, fatta qualche settimana fa, ma opportunamente riportata nel mio quaderno. All’esame visivo risulta limpido, di colore rosso rubino intenso, e consistente. L’intensità olfattiva è intensa e abbastanza persistente, una qualità abbastanza fine e con un bouquet di tutto rispetto: sul principio la nota alcolica risulta prevalente, fatto dovuto anche ai molti anni in bottiglia ma poco dopo troviamo sentori di frutta rossa sotto spirito, more, amarena, vaniglia e un ritorno della nota eterea (alcool). Alla gustativa risulta secco, caldo e abbastanza morbido, abbastanza fresco e poco tannico e abbastanza sapido. Traduco quest’ultima frase per chi non ci segue dall’inizio o per chi non ricorda: il vino risulta

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con il giusto grado di zuccheri (secco), caldo e morbido per quanto riguarda gli alcoli e i poli-alcoli, con un’acidità adeguata (abbastanza fresco), con pochi tannini (molto probabilmente non avrà riposato molto a lungo nel legno e comunque non in legno nuovo, che non è per forza un difetto), infine si valuta la sapidità (abbastanza sapido) con la quale si arriva alla “struttura del vino”, in questo caso di corpo. Per concludere la gustativa il vino risulta abbastanza equilibrato, intenso, abbastanza persistente e di qualità abbastanza fine. Tra le considerazioni finali possiamo dire che il vino era abbastanza armonico e con uno stato evolutivo pronto, ma come accennato in precedenza potrebbe essere degustato tra 3 o 4 anni e risultare migliorato. GENNARO MAULUCCI erbaevino@gmail.com N29 • Luglio - Agosto 2009


8 minuti Blocks on Blocks - Visage

Vite NEROLUCIDO

DECADENCE SPECIAL 12 Giugno @ Kindergarden - Bologna

Anche se con un po’ di ritardo finalmente è arrivato il caldo... E come tutti gli anni è venuto il momento, per le anime oscure in cerca di divertimenti perversi, di uscire dalle varie cripte nel sottosuolo per partecipare al ballo che apre ufficialmente la stagione estiva nel mondo Fetish/BDSM; il Decadence Special. L’evento si è tenuto il 12 Giugno nella solita location estiva usata gli anni passati ovvero il Kindergaden ma, quest’anno un allestimento del tutto speciale ha regalato nuovi spazi ed emozioni ai partecipanti. Prima di tutto c’erano 7 aree diverse su ben due piani. Infatti oltre al piano terra (dove erano presenti già il dancefloor, una darkroom ed il giardino) si poteva accedere anche alla redrum il piano superiore (anch’esso provvisto di altrettanti dancefloor, darkroom e giardino). A completare il tutto un dungeon davvero curato; grazie ad una rigida selezione, una playroom ben attrezzata e un giardino esterno riservato. Ad animare la serata c’era una scaletta fittissima di Djs italiani ed internazionali che, hanno pompato ottima musica (Dark, EBM, gothic, industrial, techno ecc.) dalle 22 fino oltre le 6. Sicuramente da mettere in evidenza è l’eccezionale concerto live tenutosi degli storici Visage. Per chi non li concesse è meglio spiegare che sono un gruppo musicale Synthpop/New Wave formatosi nel 1978 a Londra, i quali divennero strettamente collegati al movimento New Romantic nascente dei primi anni 1980. Il front man del gruppo, Steve Strange è stato direttamente responsabile della formazione di grandissimi talenti come Boy George e Mark Almond. Con tutti questi ingredienti la serata non poteva che sbocciare in un grande successo. Un ottima affluenza di gente (ben 1.500 persone) ha saputo sfruttare al meglio tutti gli spazi e le attrezzature fornite. Infatti la cosa che rende speciali queste serate è proprio l’indole festaiola ed estroversa di tutti i partecipanti che senza farsi troppo pregare, hanno creato un clima davvero ottimale per godersi una serata di trasgressione ma nel rispetto di tutti. La quantità di “giochi” messi a disposizione degli ospiti era veramente notevole, non mancavano gabbie di tutti i tipi e dimensioni, gogne, altalene, croci e addirittura vacum beds. Altra cosa da me molto apprezzata è stata la presenza di bancarelle nelle aree aperte della festa piene di gadget e pezzi d’abbigliamento in stile goth a prezzi davvero concorrenziali per gli acquisti dell’ultimo minuto. Insomma un altro pollice in su per il Decadence e tutto il suo staff che anche dopo anni riesce sempre a rinnovarsi e a coinvolgere tutti i partecipanti. Per chi volesse vedere foto o filmati della festa. www.decadence.cc RUBBERSHIN rubbershin@live.it

BRACCIALI E CAVIGLIERE Ogni tanto ci capita di volerci sentire legati ma di non avere il tempo/voglia di fare le cose in maniera spinta. Oppure vogliamo soltanto la sensazione di avere un qualche impedimento, senza essere completamente bloccati. Per soddisfare questa necessità mi sono costruito quattro bracciali con il velcro. Il metodo è semplice, veloce, facile e la cosa più carina è che è tutto facilmente reperibile in vari negozi comuni. Innanzi tutto vi serve del velcro con altezza 5 cm., reperibile nei negozi che vendono materiale per cucire. Io l’ho trovato in due colori, nero e bianco ed ho scelto il nero. Ne ho comperato 2 metri e mezzo. Poi vi servono 4 moschettoni, di lunghezza 5 cm.Ho usato questi perché li avevo disponibili in casa. Ovviamente anche degli ovali in metallo o altro materiale resistente vanno bene. L’importante è che abbiano un lato diritto di lunghezza uguale alla larghezza del velcro. Per fissare il velcro io ho utilizzato della colla per materie plastiche, ma se sapete cucire, o avete qualcuno che lo fa per voi, fatelo. Separate le due parti del velcro, da una parte quella ruvida (con i gancetti), da un’altra quella morbida). Misurate i polsi, raddoppiate la misura ottenuta e togliete 5 cm. Tagliate due

sezioni ruvide con la misura che avete ottenuto. Ripetete il passaggio per le caviglie. A questo punto dovreste avere quattro pezzi di velcro, tagliate adesso quattro pezzi di velcro morbido, stessa lunghezza di quelli ruvidi più 5 cm. Incollate i pezzi, o cuciteli, contrapposti. Cioé la parte piatta contro la parte piatta, parte ruvida e morbida verso l’esterno. Nel pezzo morbido più lungo inserite il moschettone, ripiegate il pezzo morbido, parte piatta su parte piatta, bordo corto contro il bordo della parte ruvida e fissatelo in questa posizione (colla o cucito). Per chiudere il bracciale, fate passare il capo libero dentro il moschettone, tirate e fissate il velcro. Suggerisco di tenere verso la pelle la parte morbida, è più facile chiudere il bracciale ed è meno fastidioso (ovviamente a qualcuno potrebbe piacere il contrario!). Ovviamente ai moschettoni possono essere collegate altre cose, con dei fermagli è possibile unire due bracciali, oppure si possono collegare ad una catena. Io mi sono costruito una imbragatura che parte dal collo, dove utilizzo un collare per cane, una corda che scende fino ai piedi poi una corda con due occhielli per le caviglie, una per i polsi ed una che corre intorno al ventre per fissare il tutto. Ripeto, niente di eccezionale, non può essere utilizzato per legare in maniera definitiva. Però visto che qualcosa di simile l’ho visto in vendita a 100/150 euro nei sexy shop, mentre a me è costato meno di 20 € ed una serata, direi che comunque conviene per situazioni soft. Proggetto a cura di Angelo fonte: gabbia.com

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Pubbliredazionale NEWS E PRODOTTI BELLA ITALIA SEEDS BANK

Dal 1998 sviluppiamo prodotti nati dallo studio di differenti combinazioni genetiche di cannabis, ed abbiamo selezionato solo il meglio del nostro giardino per offrirvi una linea perfettamente stabile, capace di trasformare i vostri sogni in realtà attraverso un universo di nuove sensazioni. Fruttate, ubriacanti, narcotiche, rilassanti, divertenti, produttive, facili da mantenere ed all’altezza delle aspettative più esigenti. Perfettamente adattate alla regione mediterranea, autoctone e con retrogusto molto apprezzato. BELLA ITALIA, un banco che ti delizierà con tutta la forza e il sapore delle migliori varietà di cannabis, presenta in anteprima una delle sue creazioni: PICCOLA E CATTIVA. Ecco a voi Piccola e cattiva, nostra varietà auto fiorente capace di raggiungere i 70 cm di altezza in soli 70/80 giorni dalla germinazione. Le auto fiorenti, come ormai molti sanno, sono varietà che non hanno bisogno del fotoperiodo per fiorire e questo permette di piantarle in qualsiasi periodo dell’anno; anche se, coltivata nei mesi con più ore di sole, il risultato sarà maggiore che in qualsiasi periodo. Produce una grande cima centrale, ricca di resina, con un dolce aroma capace di conquistare davvero tutti. www.bellaitaliaseedsbank.com

BIO NOVA RESTYLING

Una delle voci del rinnovamento della società Bio Nova riguarda gli imballaggi, anch’essi molto importanti . Negli ultimi mesi BIO NOVA ha lavorato su una nuova linea di prodotti con nuovi imballaggi e nuove etichette. Le bottiglie e i contenitori sono progettati per esprimere la forza e la qualità del marchio. Molti prodotti hanno una loro etichetta specifica e studiata, per ottenere un buon effetto “colpo d’occhio” nei negozi. I contenitori e le bottiglie sono 100% riciclabili e naturalmente lo è anche la scatola di cartone che li contiene. Tutti i prodotti BIO NOVA sono “environment friendly” (amici dell’ambiente) ottenuti con energia elettrica eolica, e i rifiuti della nostra Società sono liberi da CO2 dal 1° gennaio 2010 (certificato Green Label). Gli ingredienti utilizzati per i prodotti sono, per la maggior parte dei casi, di produzione Europea non solo a garanzia di ottima qualità, ma anche per un fattore di riduzione dei trasporti. www.bionova.nl

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GREEN SENSATION SECONDA GENERAZIONE

Plagron è fiera di poter annunciare la seconda generazione di Green Sensation. Grazie alla formula migliorata ci sono molti vantaggi rispetto alla prima versione del prodotto. Questo nuovo Green Sensation è meno denso e quindi più semplice da utilizzare e con solubilità migliorata. La concentrazione pari a 1:1000 rimane eccezionalmente alta. Un litro di Green Sensation è sufficiente per preparare almeno 1000 litri d’acqua. La seconda generazione del Green Sensation ha una formula migliorata che assicura non solo rese più elevate ma anche un contenuto di valori nutrizionali più alto garantendo quindi un ulteriore risparmio sulla nutrizione di base. Inoltre grazie al fatto che il nuovo Green Sensation è meno denso, quest’ultimo è più facilmente solubile in acqua e dunque più semplice da utilizzare. Le modalità di coltivazione e l’utilizzo non sono cambiate. Addirittura è possibile utilizzare contemporaneamente o miscelare il Green Sensation vecchio con quello nuovo. Green Sensation può essere utilizzato su tutti i substrati (terra, cocco, lana di roccia, mapito, eurofoam, ecc) e in combinazione con qualsiasi sistema d’irrigazione (NFT, sistemi di alta bassa marea, gocciolatori, ecc.). Durante la sua lunga storia, la Plagron si è specializzata nello sviluppo di prodotti per un’ottima crescita naturale e fioritura. Adesso è disponibile un’ampia gamma di additivi eco-compatibili che forniscono il meglio per la vostra natura reperibile in tutto il mondo in questo momento. Questi additivi sono disponibili per gli amanti delle piante, per i giardinieri per hobby ma anche per i coltivatori professionisti. www.plagron.com

POSITRONICS SEEDS PRESENTA: CUM LAUDE

Cum laude è il frutto di un triplice processo di ibridazione con alto componente sativo. Si tratta di talee selezionate che ci vennero donate con l’intenzione di incrociarle fra loro, per creare una linea sativa pura e stabile. Fin dalla nascita, questa pianta crescerà ad una velocità mostruosa con la forma tipica di abete. Potando i rami nella fase di crescita, prenderà la forma di un candelabro. Inoltre, si consiglia di diminuire il periodo vegetativo. Presenta un’alta distanza internodale, però la struttura del tronco e dei rami, e sopporta il peso delle grandi cime. Media quantità di foglie, molto strette ed allungate, di un colore verde tenue in tutte le fasi. Le punte ricordano grandi e spugnose spighe di grano, estremamente pelose e, ovviamente, coperte di tricomi molto oleosi. Nel periodo vegetativo, Cum Laude emana un odore a anice con note di lavanda. Si percepisce un aroma complesso e speciale, che si modificherà acquisendo note più profonde con reminiscenze di caffè e spezie esotiche. L’aroma s’accentua in secco. Per quanto riguarda il sapore: EUREKA!! Sta qui il punto forte, amici delle sative: dura e perdura nel palato. Percepiamo note forti a terra e torba del bosco con una sensazione piccante nel palato. Il sapore rimane impregnato nelle papille gustative, lasciando un’estrema secchezza nella bocca. Proporziona un effetto immediato molto lucido, piacevole e duraturo, dove i pensieri fluiscono a una velocità maggiore e possono originare momenti di esaltata creatività. Senza nessun dubbio un elisir HAZE che innamora agli amanti della sativa esotica. Note da prendere in considerazione INDOOR: grazie alle prove di esaustivi test, assicuriamo che non ha bisogno del periodo vegetativo. Iniziamo la semina direttamente a 12/12. Di fatto controlleremo l’altezza finale. E’ consigliabile usare un tutore. Ha bisogno di una dieta ricca in azoto per evitare prematuri ingiallimenti. Come virtù bisogna ricordare che tollera l’alta umidità essendo resistente a oidio e alle muffe. OUTDOOR: In caso di preferire una coltivazione discreta, consigliamo ritardare la germinazione, poi non dire che non ti abbiamo avvisato, e usare tutori per far si che il vento non rompa le cime dei fiori. Vista l’origine tropicale è capace di sopportare larghi periodi di pioggia e umidità, dovuto alla struttura delle cime, spigate e ventilate. Sono piante che richiedono la maggiore esposizione al sole possibile, sviluppando cosi tutto il potenziale genetico. Hanno inoltre un’alta resistenza alle muffe. N29 • Luglio - Agosto 2009


Pubbliredazionale NEWS E PRODOTTI PLAGRON SEEDBOX: PERCHÉ UN SEME HA UNA SOLA POSSIBILITÀ

Crea a casa tua un ambiente ideale per la germinazione grazie all’unicità del Seedbox della Pagron! Il nuovo Seedbox è il kit ideale per i coltivatori per hobby! La miniserra, i 10 cubetti per la germinazione e l’eccezionale Seedbooster daranno ai tuoi preziosi semi l’inizio migliore. Segui le semplici istruzioni riportate in questo kit completo per principianti e anche i tuoi semi germineranno per divenire delle piantine forti. La miniserra e i cubetti per la germinazione in fibra di cocco proteggeranno i semi da grosse escursioni di temperatura, dal vento e dal prosciugamento. Regolate il corretto pH, EC e l’equilibrio aria/acqua e potete essere certi che questo Seedbox sarà un ambiente ideale e sicuro per la coltivazione durante i primi giorni del delicato processo di germinazione e di formazione delle radici. Il segreto di questo kit è il Seedbooster. Questo stimolatore contiene un enzima protettivo anti-marciume che penetra delicatamente attraverso il rivestimento esterno dei semi anche quelli più resistenti, stimolando il seme a germinare. Dopo un paio di giorni il risultato sarà già visibile: una piantina sana pronta per essere travasata e continuare a crescere per diventare una pianta forte. Il Seedbox è un prodotto nuovo della Plagron. Plagron, da anni fornitore affidabile di concimi biologici di alta qualità. Per informazioni relative ai punti vendita: www.plagron.com

THSEEDS MK-ULTRAWRECK

THSeeds presenta la nuova MK-ULRTAWRECK, che ti lascerà sbalordito. La pianta da cui deriva, la MK-ULTRA, ha conquistato diversi estimatori, anche grazie alle linee incrociate, che hanno favorito lo sviluppo di quel mondo di aromi che oggi è divenuto lo standard tra gli aromi KUSH. Gemellata con l’impronta unica, mentolata dell’Arcata-E32 Trainwreck, porta ad un più complesso bouquet di profumi e aromi, e incrementa la produzione attraverso uno sviluppo e una crescita semplici da seguire. Produce piante più uniformi e resistendi delle classiche Trainwreck bisognose di qualche sostegno, cosa che può incidere sul raccolto. Quindi se stai cercando un nuovo membro per il tuo personale “gruppo di liberazione cannabica”, null’altro che questa nuova MK-ULTRAWRECK! Semi disponibili solo in versione femminizzata. Ideale per climi freddi, ottimo strain medicinale per ambienti indoor. Descrizione: Tipo: 50/50 Sativa/Indica Altezza: 120-160 cm Raccolto: 350-450g per m2. Tempo di fioritura: 58-62 giorni www.thseeds.com

ASPIRATORE VENTS VK125

Finalmente i nuovi aspiratori Vents già cablati: basta inserire la spina e non servono altri collegamenti. E’ un aspiratore centrifugo VK da diametro 125 mm, con portata potenziata a 355 mc/h. Realizzato in tecnopolimero autoestinguente. Aspiratori centrifughi potenziati VK garantiscono un flusso di aria più potente rispetto agli aspiratori centrifughi tradizionali. Adatti per l’aspirazione in growroom di medie e grandi dimensioni. Caratteristiche: - connessione PLUG&PLAY per un cablaggio veloce e sicuro - fornito con staffe per il posizionamento - motore bilanciato per ridurre al minimo le vibrazioni - velocità regolabile con un regolatore di velocità elettronico - motore montato su cuscinetti a sfera - protezione termica - guscio in plastica antiurto - bassa rumorosità = 47dbA a 3mt Filtro carboni attivi consigliato: Da 150mm portata 500 mc/h con flangia di riduzione 125/150, oppure il Carbon Active 125mm portata 500 mc/h La velocità di questo aspiratore è regolabile tramite regolatori di velocità GSE. In offerta su www.indoorline.com

BIOBIZZ LEAFCOAT: ANTIPARASSITARIO E RINVIGORENTE

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LeafCoat è un rinvigorente per piante, contro funghi e piaghe. È un prodotto pronto all’uso, pensato per trattenere l’evaporazione, ed è realizzato tramite un lattice naturale. LeafCoat rinforza le piante e le dota di un effetto repellente contro gli insetti nocivi. Previene inoltre la formazione di funghi nocivi sulle foglie. È indicato per la concimazione fogliare pronto uso da aggiungere ai normali nutrimenti o all’acqua per annaffiare. Da usare durante l’intero ciclo vegetativo della pianta fino a due settimane prima della raccolta, nebulizzando direttamente sulla pianta e sotto le foglie, in modo accurato e uniforme. Si consiglia di usare preferibilmente la mattina presto oppure verso sera, evitando se possibile il pieno sole. Disponibile in bottiglie da 500 ml con diffusore incluso, e in ricariche in diversi formati www.biobizz.nl

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Cannabis PROMO 5 minuti Just do it – Rron Carroll

TRIMPRO LA STORIA DEI TRIMMER Trimpro è diventata lo standard industriale tra le Trim Machines in tutto il mondo. Infatti quando una persona pensa a queste macchine (“defogliatrici” appositamente create per le piante di Cannabis) il nome che le viene subito in mente è Trimpro. Ma come è avvenuto tutto questo? L’azienda è stata fondata dal canadese Pierre Mercier, la cui esperienza di meccanico in un’azienda che produceva motori a turbina, lo ha ispirato a creare il primo Trimpro Original. Gli venne chiesto da un amico di provare a creare una macchina che fosse in grado di separare le foglie dalle piante, con il minor danno possibile ai loro fiori delicati. Dopo una serie di tentativi ed esperimenti senza alcun successo, gli venne l’idea di creare un effetto aspirazione, con una turbina posta al di sotto di una griglia, in modo tale che le foglie vengano delicatamente aspirate attraverso le fessure: la lama girante appena sotto la superficie della griglia aspira e taglia contemporaneamente le foglie lasciando i fiori sulla superficie. Alcuni prototipi sono stati prodotti e presentati ad un distributore situato nell’Est del Cadada, chiamato Biofloral. Il proprietario, François Deguire, ha subito realizzato il potenziale del prodotto ed ha accettato di assumersi il compito di lanciare e distribuire sul mercato i prodotti Trimpro. L’accoglienza e le successive richieste da parte dei consumatori sono state molto più alte di quanto avessero previsto, costringendo Pierre a trasferire la produzione dal suo garage ad un’officina meccanica, munita di uffici e magazzini. L’azienda si stabilisce appena al di fuori di Montreal, Canada, dove si trova ancora oggi. I brevetti sono stati registrati in Canada e negli Stati Uniti mentre sono in corso di registrazione in Europa ed Australia. Andre Mercier, fratello di Pierre, è diventato socio all’azienda per continuare ad espanderne le possibilità N29 • Luglio - Agosto 2009

di vendita. A quel tempo Andre, che viveva a Barcellona spostandosi anche attraverso il Paese e visitando altre parti dell’Europa, ha potuto subito capire le esigenze specifiche della regione. Per rispondere alle richieste dei coltivatori europei, è stata ad esempio lanciata sul mercato una nuova “Trim machine” basata sugli stessi principi del Trimpro, ma più piccola. È stata chiamata Trimbox. Successivamente, sono stati apportati dei miglioramenti su ciascun modello di macchina, in modo da soddisfare le specifiche richieste di alcuni clienti. Sono stati aggiunti i tavoli da lavoro di sostegno sia per il Trimpro che per il Trimbox, ed il risultato è stato di quattro macchine, utilizzabili per ottenere diversi risultati di pulizia delle piante; e naturalmente lo studio e il lavoro di miglioramento non si è mai interrotto. I ragazzi di Trimpro si sono accorti che c’erano le basi per offrire un’apparecchiatura ancora più produttiva e sicura, quindi iniziarono a sviluppare una seconda generazione di Trimmer. L’obiettivo era di realizzare una macchina che richiedesse meno manipolazione possibile da parte dell’operatore. Una struttura ermetica circolare è stata aggiunta in cima alla grata creando cosi un effetto a mulinello. Con l’aggiunta di un motore più forte e un secondo paio delle famose lame Trimpro, si è creato così un vento sufficiente che fa muovere le piante sulla superficie della grata, mentre le foglie vengono tirate attraverso le fessure e tagliate; lo stesso concetto del Trimpro originale. Nel 2006 questa nuova macchina chiamata Automatik è stata lanciata sul mercato ed ha avuto un riscontro più che positivo. Non è passato molto tempo prima che i coltivatori iniziassero a fare richiesta di produrre una macchina Automatik dal volume maggiore. Queste richieste hanno portato allo sviluppo e alla produzione della

più grande macchina Trimpro ancor oggi sul mercato, la verisione XL. Anche in questo caso, sono stati necessari un motore più potente e un paio di lame extra, così come una completa riprogettazione della grata. I risultati sono stati spettacolari con un immediato riscontro nei mercati del Nord America e dell’Australia, e l’Europa a seguire poco dietro. Grazie ai continui tentativi per cercare di soddisfare le richieste dei propri clienti, quest’anno verrà presentata una nuova macchina, il Trimpro Rotor. Il progetto devia da quello del Trimpro Original, ma possiede lo stesso orgoglio e la stessa ingegneria. Le piante vengono ruotate gentilmente sopra la grata da “dita di cuoio” e tagliate dal sistema di lame Trimpro, affilate come un rasoio. Questa macchina evolve e completa l’Automatik, utilizzando una tecnica diversa per spostare i fiori sulla sommità della griglia. Il successo dei prodotti della linea Trimpro si basa sul fatto che sono macchine semplici, efficienti e durature. Quando è stata iniziata la produzione, queste macchine hanno risposto ad una vera richiesta di mercato e, a parte le forbici, non c’erano in realtà altri prodotti a disposizione per i coltivatori. Grazie al costante miglioramento del modello originale, attraverso innovazioni, i prodotti Trimpro hanno avuto successo nel crearsi una reputazione eccellente, spesso invidiata dalla concorrenza. Oltre a tutto questo, vi è un ottimo servizio di supporto sia nella fase post acquisto che in assistenza coperta da garanzia. Trimpro è passata da un semplice concetto, ad essere un’azienda affermata, fino ad arrivare ad avere più di 20 persone dipendenti, nei loro uffici e negozi. Creata con orgoglio in Canada, la linea di Trim Machines Trimpro è semplicemente la migliore sul mercato. Per info prodotti: www.trimpro.ca

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"LA QUALITA DELLA CITY CON LA CONVENIENZA DELL'HINTERLAND!!!" VIA UMBERTO PRIMO 142 VAREDO 20039 (MI)


Procedi con calma tra il frastuono e la fretta e ricorda quale pace possa esservi nel silenzio.
Per quanto puoi, senza cedimenti, mantieniti in buoni rapporti con tutti.
 Esponi la tua opinione con tranquilla chiarezza ed ascolta gli altri:
pur se noiosi ed incolti, hanno anch’essi una loro storia.
 Evita le persone volgari e prepotenti: costituiscono un tormento per lo spirito.
 Se insisti nel confrontarti con gli altri, rischi di diventare borioso ed amaro,
perché sempre esisteranno individui migliori e peggiori di te.
 Godi dei tuoi successi ed anche dei tuoi progetti.
 Mantieni interesse per la tua professione,
benché umile essa costituisce un vero patrimonio nella mutevole fortuna del tempo.
 Usa prudenza nei tuoi affari, perché il mondo è pieno d’inganno. Ma questo non ti renda cieco a quanto vi è di virtù:
molti sono coloro che perseguono alti ideali e dovunque la vita è colma di eroismo.
 Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti. Non ostentare cinismo verso l’amore, perché,
pur di fronte a qualsiasi delusione ed aridità, esso resta perenne come il sempreverde.
 Accetta docile la saggezza dell’età, lasciando con serenità le cose della giovinezza.
 Coltiva la forza d’animo, per difenderti nelle calamità improvvise. Ma non tormentarti con fantasie: molte paure nascono da stanchezza e solitudine.
 Al di là di una sana disciplina, sii tollerante con te stesso. Tu sei figlio dell’universo non meno degli alberi e delle stelle, ed hai pieno diritto d’esistere.
 E, convinto o non convinto che tu ne sia, non v’è dubbio che l’universo si stia evolvendo a dovere.
Perciò sta’ in pace con Dio, qualunque sia il concetto che hai di Lui.
 E quali che siano i tuoi affanni ed aspirazioni, nella chiassosa confusione dell’esistenza,
mantieniti in pace con il tuo spirito.
 Nonostante i suoi inganni, travagli e sogni infranti,
questo è pur sempre un mondo meraviglioso.
 Sii prudente. Sforzati di essere felice. “Desiderata” di MAX EHRMANN, 1927

Extra LOG OUT ... Looking forward – Still, Nash and Young

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Siete un negozio, un centro sociale, un’associazione o semplicemente un gruppo di amici e volete distribuire Dolce Vita? Contattateci e vi forniremo i dettagli. Spedizione a carico nostro. Ordine minimo 25 copie.

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N.30 (15 Settembre 2010) N.31 (15 Novembre 2010) N.32 (15 Gennaio 2011)

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NELLE PRINCIPALI EDICOLE DI

ANCONA, AVELLINO, BARI, BELLUNO, BERGAMO, BOLOGNA, BOLZANO, BRESCIA, BRINDISI, CAGLIARI, CATANIA, COMO, COSENZA, FIRENZE, FOGGIA, FORLI’, GENOVA, GORIZIA, LA SPEZIA, LECCE, LIVORNO, MACERATA, MANTOVA, MILANO, MODENA, NAPOLI, NOVARA, PADOVA, PALERMO, PARMA, PAVIA, PERUGIA, PESARO, PESCARA, PIACENZA, PISA, RAVENNA, REGGIO EMILIA, ROMA, SALERNO, SASSARI, TARANTO, TERNI, TORINO, TRENTO, TREVISO, TRIESTE, UDINE, VARESE, VENEZIA, MESTRE, VERONA, VICENZA.

DISTRIBUTORI UNDERGROUND FRIULI VENEZIA GIULIA BRAIN TICKET, VIA LAZZARETTO VECCHIO 13/D, 34016, TRIESTE BABYLON SMART SHOP, VIA UDINE 44/A, 34100, TRIESTE CITY JUNGLE, VIA STRASSOLDO 5, 33100, UDINE THE BREEDER, VIA MADONNINA 33/A, 34131, TRIESTE VENETO - TRENTINO ALTO ADIGE BOOMALEK, VIA EUGANEA 78, 35141, PADOVA BOOMALEK, VIALE FARRA 35/B, 32032, FELTRE (BL) DEJAVU, VIA DEL PERLAR 66, 37135, VERONA GRACE, VIA SALVORE 3, 30174, MESTRE (VE) AMANITO, VIA CAVOUR 32, 38100 TRENTO (TN) HEMPORIUM, S.S. 11 PADANA SUPERIORE 279, 36100, VICENZA ELEPHANT BOOKS, VIA ROMA 106, 37066 CASELLE DI SOMMACAMPAGNA (VR) BIO BAR BOTTEGA, VIA C. CIPOLLA 3, 37039 TREGNAGO (VR) NUOVA DIMENSIONE di GUIDI GIORGIO, VIA ROMA 13, 36045 LONIGO, VICENZA CHACRUNA, CORSO 3 NOVEMBRE 72/2, 38100, TRENTO ASSOCIAZIONE PROMOZIONE SOCIALE BUG, VIA MEZZATERRA 56 32100 BELLUNO (BL) LOMBARDIA ALKEMICO, VIA ALZAIA NAVIGLIO PAVESE 7, 2014, MILANO BABOOM, VIA PIGNOLO 61/A, 24121, BERGAMO GREEN GARAGE, VIA L. MANARA 16, 20052, MONZA (MI) GREEN TOWN, VIA EUSTACHI 24, 20129, MILANO KARKADE’, VIA MONTE CENGIO 17, 25128, BRESCIA MYGRASS, VIA ALESSI 10, 20123, MILANO PENSIERI FIORITI, VIA GIULIO PISA 23, 27021, BEREGUARDO (PV) STONED AGE, VIA GALENO 4, 20126, MILANO VIRGOZ STUDIO, VIA VOLVINIO 31, 20126 MILANO VU-DU SHOP BRESCIA, VIA PIETRO DEL MONTE 22, 25123, BRESCIA CANAPAIO, CORSO CAVOUR 33, 25121, BRESCIA LA BOTTEGA DELL’IGNOTO, VIA REZIA 26, 27100 PAVIA BOTTEGA DEL ROSSO, SABATO IN FIERA DI SENIGALIA, MILANO NASHCLUB, VIA VERDI 80, 20051, LIMBIATE (MI) GHIRIGORI FAMILY, PIAZZA GARIBALDI 7, 23848, OGGIONO (LC) GHIRIGORI FAMILY, VIA VALERIANA 135, 23015, DUBINO (SO) PIEMONTE ALTER ECO, VIA OZANAM 10, 10153, TORINO BIG BUDDA, VIA SOLERO ANG. VIA GORIZIA, 15100, ALESSANDRIA DRASTICA, VIA ALBA 41 ANG. VIA TEVERAGNO, 12100, CUNEO DRUID-X, VIA POLONGHERA 50, 10141, TORINO TUBE, VIA F.LLI ROSSELLI 70 B, 13900, BIELLA INDOORLINE, AREA ARTIGIANALE CONTI 15, 10060, GARZIGLIANA (TO) WIPE OUT - PANORAMIX, VIA XX SETTEMBRE 84/B, 14100, ASTI JUICE SURF SHOP, VIA F.LLI VILANI 23, 10093 COLLEGNO (TO) NATURA E ECOLOGIA, VIA CONTE ROSSI DI MONTELERA 51, 10023 CHIERI (TO) EMILIA ROMAGNA ALKEMICO, V.LE SAN VITALE 4, 40120, BOLOGNA ALKEMICO, VIALE DANTE 155/B, 47838, RICCIONE BOTTEGA DELLA CANAPA, VIA MASCARELLA 81/D, 40126, BOLOGNA BOTTEGA DELLA CANAPA, VIA GARIBALDI 125, 44100, FERRARA BOTTEGA DELLA CANAPA, VIA CERVESE 1303, 47023, CESENA (FC) BOTTEGA DEL VERDE, VIA DI ROMA 82, 48121, RAVENNA CANAPERIA, PIAZZA DEL CARMINE 11/A, 47100, FORLI’ (FC) DELTA 9, VIA PARENTI 47, 41013, CASTELFRANCO EMILIA (MO) FOGLIE D’ERBA, VIA BRUGNOLI 17/E, 40122, BOLOGNA FOGLIE D’ERBA, VIA DE MARCHI 29/A, 40123, BOLOGNA SECRET’S GARDEN, VIA MATTEOTTI 61, 41049 SASSUOLO (MO) ASS. PLANIMETRIE CULTURALI, VIA PANIGALE 17, 40132, BOLOGNA CANAPA E CANAPA, VIA DEL LAVORO 29/C, 40026, IMOLA (BO) HIERBA DEL DIABLO, VIA DELL’ABBADESSA 4, 42100, REGGIO EMILIA LIBRERIA DEL TEATRO, VIA CRISPI 6, 42100 REGGIO EMILIA (RE) IL CANAPAIO DUCALE, PIAZZALE PICELLI 11/C, 43100, PARMA NATURAL MYSTIC, VIA SANTA CHIARA 7, 41012, CARPI (MO) NEW ENERGY, VIA SCOTO 10, 29100, PIACENZA TABACCHERIA RIGONI, VIA TIDONE 26, 29011, BORGONOVO VAL TIDONE (PC) CANAPAJÒ, VIA PASCOLI 80, 47841, CATTOLICA (RN)

78 •

LIGURIA INDOORLINE STORE, VIA SANT’AGNESE 12/R, 16126, GENOVA FRONTE DEL PORTO, VIALE SAN BORTOLOMEO 323, 19124, LA SPEZIA GREEN PROJECT, VICO DEI CREMA 13 R, 17100, SAVONA LA FAME CHIMICA, VIA DEL CANALETTO 205, 19100 LA SPEZIA TOSCANA CAMPO DI CANAPA, VIA DEI PILASTRI 4/R, 50121, FIRENZE FIORI DI CAMPO, VIA SALVAGNOLI 81, 50053, EMPOLI MCK BIO GARDENING, VIA DELLA VILLA NUOVA 13/A, 50145, PERETOLA (FI) MARCHE ALKEMICO, VIA BRAMANTE 67/A, 61029, URBINO (PS) CAPOGIRO, VIALE DELLA VITTORIA 19, 61100, PESARO NATURAL STORE, VIA CHERUBINI 6, 63039, S. BENEDETTO DEL TRONTO (AP) ZONAUFO, VIA PASSERI 155, 61100, PESARO ABRUZZO - UMBRIA - MOLISE MONDO DI CANAPA, VIA VENETO 101, 67051, AVEZZANO (AQ) MYSTICANZA, VIA SAN FRANCESCO 9, 06100, PERUGIA CANAPARADISE SHOP, VIA DEI PRIORI 66, 06123 - PERUGIA NATURAL STORE, VIA D’ANNUNZIO 42, 64100, TERAMO LAZIO EXODUS, VIA CLELIA 42, 00181, ROMA FILO D’ERBA, VIA R. GRAZIOLI LANTE 46, 00195, ROMA FILO D’ERBA, VIA VAL DI CHIENTI 19, 00141, ROMA HEAD SHOP, VIA TERENZIO 19 00193, ROMA HEMPORIUM, VIA DEI CAMPANI 33/35, 00185, ROMA HEMPORIUM, VIA MASURIO SABINO 23, 00175, ROMA HEMPORIUM, VIA CASTELLI ROMANI 73/75/77, 00176, ROMA AREA51, VIA CORRADO GRECO 32, 00121, OSTIA (RM) THE HEAD SHOP, VIA TERENZIO 19, 00193, ROMA THE HEAD SHOP, VIA ODERISI DA GUBBIO 234, 00146, ROMA THE HEAD SHOP, VIA TOR SAN GIOVANNI 140, 00139, ROMA HEMPLINE, VIA RAFFAELE DE COSA 15, 00122, ROMA AMSTERDAM SHOP, VIALE MANZONI 25, 00040, POMEZIA (RM) ALKEMICO, VIA APPIA 703, 00179, MENTURNO (AQ) L’HEMPIRICO, VIA LUCA VALERIO 5, 00146 ROMA V, VIALE IPPOCRATE 61, CAP 00161 ROMA CAMPANIA ZIZU’ SHOP, VIA GIOVANNI PALADINO 8, 80138 NAPOLI BASILICATA ASSOCIAZIONE LOE, PIAZZA S. FRANCESCO 7, 75100, MATERA PUGLIA FILI DI CANAPA, VIA GIOVANNI AMENDOLA 61, 70037, RUVO DI PUGLIA (BA) TABACCHERIA STEFANO E LUCIA, VIA A . DE GASPERI, 73040, SPECCHIA (LE) SICILIA DO.IS., VIA PIGNATELLI ARAGONA 15, 90100, PALERMO VU-DU SHOP, VIA VILLALBA 7, 93100, CALTANISSETTA HEMPATIA , VIA LASCARIS 381n.8, 98100, MESSINA THE OTHER PLANT, VIA F.BATTIATO 13 95124 CATANIA SUPER NATURAL, VIA CROCIFERI 68, 95120, CATANIA SMOKE, VIA V. GIUFFRIDA 83 A/B, 95128 CATANIA KALI’ - GROW SHOP, VIA CAVOUR 31, 90141 PALERMO SKUNKATANIA, VIA VITTORIO EMANUELE II 229, 95124 CATANIA SARDEGNA DREAM PLANET, VIA BELLINI 9/B, 09128, CAGLIARI ESTERI SENSI SEED, OUDEZIJDS ACHTERBURGWAL 150, AMSTERDAM (OLANDA) SENSI SEED BANK, NIEUWENDIJK 26, AMSTERDAM (OLANDA) THE HEMP MUSEUM, OUDEZIJDS ACHTERBURGWAL 148, AMSTERDAM (OLANDA) SENSI MUSEUM COFFEESHOP, OUDE DOELENSTRAAT 20, AMSTERDAM (OLANDA) LA CANNA COFFEESHOP, NIEUWENDIJK 121 1012 MD, AMSTERDAM (OLANDA) TRICOMA, C/GASPAR PUIG 6, IBIZA (SPAGNA) SMART SHOP ZAGREB, ILICA 37, ZAGABRIA (CROAZIA)

N29 • Luglio - Agosto 2009


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Dolce Vita 29  

Luglio / Agosto 2010

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