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Editoriale Novembre - Dicembre 2012 Anno 01 Numero 5 Novembre - Dicembre 2012 Direttore Responsabile Patrizia Cascino pat.hitball@gmail.com Reg. Tribunale di Torino n° 72 del 02/12/2011 ROC - registro opeatori della comunicazione : 22055 Periodicità Bimestrale Editor Monica Arianna Zanetti Grafica e Impaginazione Serena Romio nena.hitball@gmail.com Hanno collaborato a questo numero: Paola Sacchettino, Gianluca Zanetti, Michele Lombardo, Monica Arianna Zanetti Contributo fotografico Dario Dusio, Enrico Rolando, Germán Mestre Bertazzo Stampa Byblos s.r.l.

Copyright ©, tutti i diritti riservati. E’ vietata la riproduzione totale o parziale di testi, foto, disegni pubblicati su Do Hit, con qualsiasi mezzo, salvo espressa autorizzazione dell’ Editore. L’editore non risponde dell’opinione espressa dagli autori.

Ed eccoci pronti ad archiviare un altro anno. Il 2012, anno del ventennale, è stato molto importante per la Federazione, ma il 2013 si prospetta ancora più avvincente perché vi saranno le elezioni del nuovo presidente e sicuramente nuove avventure da vivere insieme. Noi della redazione stiamo escogitando qualche idea divertente da proporre ai nostri lettori. Intanto con questo numero gli abbonati riceveranno il pratico calendarietto da scrivania per respirare aria di sport, quello sano, anche quando si è lontani dal campo. Durante una lunga ed estenuante riunione di lavoro, consultando il vostro calendario, ci auguriamo possiate sorridere all’idea della prossima partita o allenamento. Passando alle note tecniche, come potrete vedere sfogliando queste pagine, abbiamo inserito il coupon di abbonamento da compilare e lasciare a Gianluca Zanetti presso il bar del Palahit completo di quota, in modo da poter essere registrati più comodamente dello scorso anno. Nella speranza di potervi offrire un servizio sempre migliore, Vi auguriamo buone Feste e un inizio d’anno spumeggiante! Auguri! La Redazione

Per collaborare con noi scrivi a: redazione.dohit@gmail.com

Patrizia Cascino

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Lettera del Presidente Silvio e Toni: le colonne dell’hit ball di Patrizia Cascino

pag. 22 Serie A1 Pag. 23 Serie A2 pag. 25 Serie B1

L’acquisizione delle norme sociali: processi di sviluppo

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Serie B2

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News: Hit Ball High Tech Come eravamo: storia dell’hit ball

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Serie C1

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Organigramma

di Luigi Gigante

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Tutte le Associazioni affiliate FIHB

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Hit Ball in Spagna Focus

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Corsi Hitball 2012

a cura della dottoressa Paola Sacchettino

5a puntata

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utti noi italiani, tranne associazioni sportive. una sparuta minoranza di Analogamente a quanto garantito alle privilegiati, attendiamo, associazioni affiliate ad altre federazioni con impazienza e insofferenza (alcune delle quali simili, se non uguali, crescenti, il tanto atteso passaggio alla nostra), chiediamo da tempo pari dalla democrazia taroccata alla dignità e pari opportunità. democrazia reale, auspicando Le leggi, i bandi e l’erogazione di risorse che implichi lo smantellamento regionali sono di dominio pubblico definitivo e inderogabile del sistema (legge regionale 93/95 sull’impiantistica, dei favori, delle raccomandazioni, la promozione dello sport e la tutela delle conoscenze, delle parentele delle attività sportive con origini locali e degli atteggiamenti servili e delle società sportive storiche) ed è verso i partiti e i gruppi di potere. sufficiente conoscere le “dinamiche” Occorre consolidarne uno di assegnazione dei fondi, per capire alternativo, virtuoso, caratterizzato il motivo per cui oggi esigiamo che la dall’affermazione della meritocrazia Regione non distingua più tra “figli e reale e dai principi della pubblica figliastri” e rispetti finalmente i dettami utilità e del comune interesse. della Costituzione italiana e le leggi del Uno dei tanti inequivocabili segnali nostro Paese. di discontinuità con il passato che i Il nostro movimento sportivo è cittadini italiani, vessati, attendono, equiparabile ad altri, regolarmente è sicuramente la fine delle disparità finanziati in termini di origini autoctone di trattamento che nel nostro Paese (attendibili e documentabili), di sono tuttora all’ordine del giorno e diffusione locale e nazionale (tesserati, non esiste ancora la certezza che il squadre, rappresentative scolastiche, cambiamento sia realmente iniziato: con numeri reali e verificabili) e di ci sono solamente timidi cenni ulteriore sviluppo (resto sin d’ora che, sia pure incoraggianti, restano a disposizione per un confronto segnali tali … sull’argomento). Si parla molto di meritocrazia, ma il Desidero puntualizzare che si passaggio dalle parole ai fatti stenta tratterebbe di una legge e di a realizzarsi. stanziamenti mirati all’espansione del Il nostro movimento sportivo movimento, non solamente alla tutela, ha, come tante altre associazioni, come avviene, in buona sostanza e con la possibilità di verificare e buona pace di tutti, negli altri casi: un monitorare concretamente il vero “dettaglio” degno di considerazione, cambiamento: attendiamo, da poiché tutt’altro che trascurabile. alcuni anni, la risposta ai tanti quesiti L’ultimo contributo regionale a favore posti alle istituzioni competenti delle associazioni sportive affiliate (Coni, Miur, enti locali). all’hit ball risale al 2006; nel 2010, la Oggi riproponiamo con FIHB ha ricevuto un riconoscimento determinazione, a chi di dovere, importantissimo, il Premio Etica e Sport rivendicazioni, progetti, iniziative e Bontempi - Laudi, a conferma della provvedimenti. legittimità delle nostre richieste e delle Tra le tante legittime richieste nostre aspettative. che abbiamo presentato agli enti Un riconoscimento prestigioso pubblici deputati (riconoscimento del quale siamo orgogliosi e che da parte del CONI, secondo Palahit consideriamo un privilegio assoluto, ma e primo impianto per esterni le risorse pubbliche continuano a essere sollecitati alla Città e alla Provincia, indirizzate altrove. inserimento, a livello nazionale, La nostra prima richiesta alla Regione dell’hit ball tra le discipline risale al secolo scorso; l’ultima a un paio previste nell’ambito dei Giochi di anni fa… Sportivi Studenteschi, ecc.), figura, Ci appelliamo nuovamente alle autorità soprattutto, il provvedimento competenti, affinché pongano rimedio atteso da parte della Regione all’ingiusta e ingiustificabile disparità Piemonte, a favore delle nostre di trattamento perpetrata per troppo

tempo ai danni dalle associazioni che gravitano intorno al “pianeta” hit ball. I favoritismi ci sono stati, sono ormai noti a tutti e sotto gli occhi di tutti … Disattendo le strategie di cortesia rimuovendo il convenzionale “per favore”, non per maleducazione, ma per sostituirlo con la formula più appropriata “per questioni di diritto”. Abbiamo sempre avanzato le nostre richieste dignitosamente, non “per favore”, ma per questioni di diritto e di equità. E ne siamo, a “buon diritto”, fieri! Grazie! Cordiali sportivissimi saluti

Luigi Gigante

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Intervista

di Patrizia Cascino

Per il numero natalizio e per festeggiare l’ultima uscita del primo anno di vita di Do Hit, abbiamo pensato di intervistare due papà dell’hit ball: Silvio Benati e Toni Giordano. Loro si sono sobbarcati però anche il reparto amministrativo-gestionale, condividendo un buon numero di “mal di pancia” burocratici con Gigi Gigante e formando con lui un trio di amici vincenti, grazie ai quali è nata la Federazione Italiana Hit Ball.

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er voi potrebbe essere riadattato un quesito: siete nati prima voi o l’hit ball? La storia di come l’idea partorita dalla mente di Gigi sia diventata un movimento sportivo, la stiamo conoscendo dalle pagine che sta scrivendo, ma come e in che punto del processo voi vi siate inseriti, sembra risalire alla notte dei tempi. Silvio: io sicuramente c’ero fin da prima, nel senso che, conoscendo Gigi fin dalla scuola superiore, ho visto nascere e crescere questo progetto. Ricordo ancora una palestra di boxe a Collegno, in cui io e Gigi abbiamo tenuto insieme, per la prima volta in assoluto, una dimostrazione per un collega. Da lì è partito tutto: si parla veramente dalla notte dei tempi! Toni: io invece ho iniziato nel 1991/1992. Ricordo che sono andato a una riunione

di docenti di Educazione Fisica dove c’erano Gigi e Silvio che presentavano l’attività, o meglio, proponevano la loro disponibilità per prove di gioco. Io, all’epoca, dovevo creare un gruppo sportivo e non avevo intenzione di fare le solite cose: cercavo proprio qualcosa di stimolante. Così, ascoltata la loro presentazione, ho chiesto qualche informazione più dettagliata; ho proposto a Silvio di venire nella scuola in cui insegnavo a fare qualche dimostrazione e ho deciso che sarebbe stata quella l’attività proposta al mio gruppo sportivo. Gigi lo conoscevo solo per via di alcune sfide tennistiche tra colleghi. Lo sport piaceva moltissimo ai ragazzini e soprattutto piaceva a me, al punto di chiedere a Silvio dove potessi iniziare a praticarlo. Il primissimo allenamento è stato al Sommeiller,


dove lui insegnava al serale. In quel gruppo, oltre a noi insegnanti, emerse da subito qualche allievo molto bravo, tra cui qualcuno di Gigi e Silvio. C’era anche Lilliana Pagliero, una delle prime giocatrici; poi, man mano, si sono aggiunti Mirko Violetto, Raffaele Francone, Mario e Sonia, Lorenzo Novara, ecc. Con voi è quindi lecito parlare del riscontro iniziale: piaceva con un “ma” o piaceva e basta? Silvio: io ho portato tantissime volte palloni e bracciali in giro. Veramente! Si partiva la mattina stracarichi e non ci si fermava per tutto il giorno, saltando da una scuola all’altra, per far provare a tutti questo nuovo sport e la risposta è stata sempre ottima. Vedevi subito che i ragazzi entravano nello spirito del gioco e che tutti i colleghi erano subito entusiasti: era questo ciò che ti confortava. Io, ad esempio, non ricordo assolutamente la lezione cui faceva riferimento Toni, perché era proprio il periodo in cui prendevo mille appuntamenti al giorno con colleghi che avevano fatto richiesta di una dimostrazione pratica. Insegnavo al

serale, di conseguenza avevo tutto il giorno disponibile e lo dedicavo interamente a fare promozione. Forse all’inizio sono stato addirittura promotore dell’hit ball più di Gigi, perché lui, insegnando nelle scuole medie, aveva meno ore a disposizione. Probabilmente gran parte della diffusione antecedente alla costituzione della Federazione poggiava sulle mie spalle: ero sicuramente quello più coinvolto e quello che doveva coinvolgere. Credo sia una mia qualità caratteriale saper coinvolgere gli altri e ho sempre cercato di sfruttarla al meglio, mettendola al servizio dell’hit ball. La risposta, al termine della dimostrazione, era immancabilmente: “Dove possiamo giocarlo?”. Anche tu, Toni, sei stato quindi coinvolto nell’iter che ha anticipato la costituzione della Federazione e nella divulgazione tra i colleghi? Toni: effettivamente, dopo quel primo approccio e le lezioni ai miei allievi, ero ormai entrato a far parte della famiglia dell’hit ball. A me dava soddisfazione soprattutto giocare: verso la fine della prima stagione andavamo ad allenarci

nella palestra di via Lemie, ancora con il pallone di colore verde. Mi ricordo di aver detto a Gigi in quei giorni: “Ma se poi quest’estate non giochiamo più, come facciamo?”. In tempi recentissimi, in un’occasione ufficiale, gli ho fatto un complimento, e l’ho ringraziato per aver inventato questo sport, perché mi ha sempre fatto divertire più di qualunque altra attività. Comunque, già dall’anno successivo a quella prima esperienza, ho iniziato anch’io ad andare in giro con palloni e bracciali e a farmi promotore della causa. Dai colleghi ho sempre ricevuto una risposta più che favorevole, anche perché molti giocavano per sentito dire e quando arrivavamo noi con il kit, i ragazzi erano felicissimi di poter provare finalmente cosa significasse giocare a hit ball con protezioni e palloni regolamentari. Negli anni seguenti mi sono poi lanciato nell’organizzazione dei campionati. Al primo, non ancora ufficiale, erano iscritte quattro squadre composte da me, Gigi, Silvio, Francone, Violetto, Rosselli, Bauducco, Novara, Sonia, Mario e altri che poi hanno smesso. Con quattro squadre giocavamo tre tempi da venti minuti

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nella palestra del parco della Tesoriera, se non erro. Poi fu la volta del primo campionato a sei squadre, che iniziava a marzo, ed era composto da un solo girone di andata: vinse il Piccolo Club. Ricordo ancora di aver perso quell’unica partita contro di loro all’overtime, 19 a 21. Erano sicuramente tempi un po’ diversi da oggi. Essere il primo Presidente: quali emozioni e quali responsabilità per far crescere l’hit ball e fare il botto iniziale?

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Silvio: è stato un seme, che poco alla volta è diventato una pianticella, e infine ci siamo accorti che la cosa stava andando bene davvero, grazie anche all’aiuto di amici, colleghi, allievi e famigliari. Eravamo fortemente motivati da tutto ciò e sapevamo che si doveva assolutamente cogliere la palla al balzo. Nel 1992 abbiamo cercato e voluto costruire una struttura adeguata all’incremento di adesioni, chiamandola Federazione Italiana Hit Ball. Come si può facilmente immaginare anche tutti questi passi sono stati comunque lunghi e difficoltosi. Ora lo guardiamo come un film girato a forte velocità, ma c’è voluto molto tempo prima che le cose si potessero concretizzare. La nostra matrice era fortemente legata all’Educazione Fisica, poiché degli undici soci fondatori, sette erano insegnanti. In quel periodo ero impegnatissimo, ma ho sempre cercato di ritagliare uno spazio importante per l’hit ball, anche sacrificando altro, perché lo sento come un figlio. Ricordo che la soddisfazione di quel giorno non fu tanto il momento della firma di fronte al notaio, quanto la sosta subito dopo al primo bar all’angolo, dove io ho offerto da bere in veste di Presidente e, quest’anno, a vent’anni di distanza, lo stesso giorno, siamo tornati proprio lì per sottolineare quel momento, che ha significato molto non solo per l’hit ball, ma anche per la nostra crescita professionale e umana. Concretizzare un percorso durato così tanti anni, è stato notevole. Proprio stamattina, facendo lezione alla SUISM ho ricordato come, con Gigi, all’inizio facevamo giocare i nostri ragazzi con un caschetto di protezione. Sembra una vita fa! Era la soddisfazione di aver messo in piedi qualcosa che secondo noi era dovuto e che speravamo che potesse avere un seguito. Eravamo molto più giovani ed eravamo convinti che l’esito sarebbe stato positivo. Sicuramente quel giorno è stato il punto di inizio, una piattaforma su cui poi appoggiarsi, per tutto il nostro movimento sportivo. Già solo il fatto di presentarsi come Federazione e non più come Silvio Benati, o Gigi Gigante, o Toni Giordano, al momento di proporre un’attività nuova, qualche porta in più si è aperta,

come sa bene Toni. I primi passi sono stati difficili ma, come un treno che parte, man mano che andavamo avanti acquistavamo sempre maggiore velocità e il percorso sembrava essere più agevole. Toni: sicuramente, se ti presenti nelle vesti di insegnante di Educazione Fisica è più difficile entrare in contatto con gli Enti, mentre, se ti qualifichi come Federazione, ti ascoltano con più attenzione, perché ti poni subito su un gradino più alto. A questo proposito, ricordo ancora la signora Narcisa che, all’epoca, lavorava negli uffici dell’Assessorato allo Sport e si occupava degli sport minori. Ho avuto la possibilità, su indicazione di Silvio e Gigi, di andare a parlarle affinché l’hit ball fosse inserito fra le attività diversificate che si svolgevano nelle scuole medie durante le ore curricolari. In questo modo avremmo potuto presentare la nostra disciplina a chi ne facesse richiesta e devo dire che, per lungo tempo, è stato così. In questo modo abbiamo potuto utilizzare l’enorme bacino costituito dalle scuole torinesi, i cui corsi, tenuti dai primi istruttori che completarono la formazione, avevano lo scopo di diffondere l’hit ball tra le nuove generazioni. E’ stato quindi grazie alla disponibilità di quella signora che siamo riusciti nel nostro intento. Ti occupi ancora del settore “scuole”, ma a questo si sono aggiunti altri compiti, o sbaglio? Toni: sì, la carica di Responsabile Tecnico Sportivo prevede moltissime attività da seguire. Fortunatamente, con l’aumentare del numero di persone che praticano l’hit ball, è stato inevitabile coinvolgere un novero maggiore di collaboratori cui delegare gli incarichi e la mia famiglia, cui devo dedicare ovviamente del tempo, ha fatto sì che io non sia più così impegnato come una volta, nonostante debba gestire il discorso organizzativo. Il settore istruttori è un progetto che continuiamo a portare avanti, che è avviato dalla SUISM, cioè da Silvio e Stefania, e che poi prosegue all’interno della Federazione. Purtroppo, in questo periodo economico, i corsi non crescono più tanto come prima, perché i budget scolastici sono stati ridotti e sono meno le scuole che possono pagare un istruttore. Ormai la nostra presenza comprende non solo le medie, ma anche le elementari e il fatto che alcune società stiano formando degli istruttori al loro interno è il segnale che abbiamo lavorato bene. Per quanto riguarda il campionato, pur essendo diventato routine, dà sempre soddisfazione vederlo partire, mettersi in moto, giocare così tante partite. Non so quante altre discipline prevedano


così tanti incontri nell’arco dell’anno come noi. Inoltre è sempre un grande piacere vedere terminare il torneo con pochissimi guai, siano ammonizioni, infortuni o altro. In questo modo, per me, è possibile dedicare più tempo all’ osservazione delle varie evoluzioni del gioco, senza dovermi occupare di altri problemi. Ad esempio, in questo periodo, sto analizzando con molta attenzione la tendenza a basarsi troppo spesso sul tiro da due. Questo mi preoccupa abbastanza, perché, a mio avviso, distorce un po’ la natura e l’evoluzione dell’Hit Ball. Il gioco dovrebbe essere molto veloce, aldilà del fatto che ognuno poi possa colpire la palla come vuole. , Credo che questa ricerca ossessiva del tiro da due ridimensioni parecchio la velocità, rendendo l’azione troppo statica. Nel limite del possibile, cercheremo di seguire la cosa, apportando probabilmente qualche correzione, nel tentativo di preservare l’autentico spirito del gioco. Abbiamo parlato dell’attività scolastica, sempre fervente. Al momento, più o meno, quante scuole copre la Federazione con l’attività curricolare ed extra curricolare? Toni: beh, diciamo che l’unico discorso ufficiale che si può fare è quello dei Giochi Sportivi Studenteschi. A livello di medie e superiori abbiamo circa una quarantina di scuole, con squadre maschili e femminili, perché a livello scolastico dobbiamo tenere i generi separati. Silvio: ma questa è solo la punta dell’iceberg, perché il riconoscimento da parte degli Enti è prestigioso e il fatto di misurarsi a livello scolastico con altre Federazioni e discipline ben più affermate, è motivo di vanto e grande soddisfazione. I numeri parlano per noi. Ormai anche su base provinciale il riscontro è positivo. Purtroppo non tutte le scuole che propongono corsi di hit ball partecipano ai Giochi Sportivi Studenteschi. Io insegno da sempre alle superiori e tutti gli anni, quando entro in una prima, faccio una prova per capire quale sia la risposta e per vedere effettivamente cosa sia stato fatto nelle medie: chiedo chi conosce l’hit ball. Fino a qualche anno fa a questa domanda si alzavano cinque o sei mani, ora succede esattamente il contrario: sono cinque o sei mani a non alzarsi. Come sia effettivamente conosciuto a livello di regole è un altro discorso, ma si vede il lavoro svolto. La mia scuola, ad esempio, organizza già da anni per le classi prime, un giorno al Palahit. Porto i ragazzi nella struttura omologata e gli faccio respirare l’aria di una partita vera. Nell’arco di una sola mattinata ottengo pareri più che positivi. Giocare al Palahit

è diverso rispetto a una palestra. Uno dei problemi che avevamo all’inizio era proprio il campo, perché si giocava unicamente nelle palestre: chi avrebbe potuto conoscere l’hit ball era docente o studente e avrebbe potuto praticarlo solo in queste strutture. Per questo ringrazio Gigi, perché è merito suo e della Hit Ball Promotion se è stato possibile creare l’impianto che ora chiamiamo Palahit. Inizialmente quel campo era stato concepito come mobile, anche se non lo era propriamente. Ci ha permesso di avere tantissima visibilità a Torino e all’estero e di poter far giocare chiunque volesse cimentarsi, in un campo progettato a tavolino, ma quanta fatica spostarlo! La gabbia, in ferro zincato e policarbonato, pesa 12 t e veniva montata in un giorno e mezzo da una squadra di quattro uomini, per poi essere smontata in mezza giornata. Nel 1997 l’abbiamo inaugurata in occasione di Mondo Bimbo e, da allora fino al 2002, quando è stata montata definitivamente in via Sansovino, ha girato parecchio. Mi ricorderò sempre quando, per la prima volta, siamo entrati con Gigi nei locali che adesso ospitano il Palahit: ci siamo guardati e abbiamo subito capito che quell’occasione non potevamo farcela scappare per nulla al mondo. Ora è la nostra casa ed è utilizzata a ogni ora: al mattino ci sono le scuole che seguono i corsi, nel primo pomeriggio i gruppi sportivi, nel pomeriggio inoltrato le società che fanno attività a livello giovanile, la sera le partite ufficiali e, in tarda serata, ancora qualche turno di allenamento per le squadre che partecipano al campionato. Giochiamo anche tutti i pomeriggi del sabato e della domenica. Sorge spontanea la domanda per chi crea il calendario: quanto è difficile far collimare le esigenze di tutti? Toni: a questo proposito devo dire che i collaboratori, necessari anche per una questione di trasparenza e aiuto, sono encomiabili. I responsabili di serie, soprattutto Marco Fontana, che si è preso l’onere di gestire gli arbitraggi, mi hanno sollevato parecchio il carico di lavoro. Esonerarmi dalla sezione arbitri è stato un grande aiuto, anche se è un settore che sento sempre un po’ mio, poiché gli ho dedicato tantissimo tempo per farlo crescere e migliorare. Creare il calendario arbitri è un impegno immane e ringrazio Marco per essersene fatto carico. Combinare le squadre e molto più semplice, anche se ogni anno occorre considerare le varie disponibilità. Proprio per questo, pur sapendo che un software potrebbe creare il calendario più velocemente, continuo a credere che solo la mente umana sia in grado di gestire tutte le

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situazioni in modo ottimale, nonostante l’errore sia sempre in agguato: in questo modo mi sembra di riuscire ad accontentare le numerose richieste presentate al momento delle iscrizioni. Gestire cinquanta squadre e tutti i turni di allenamento è molto difficile , ma una volta che il meccanismo è collaudato, il mosaico si ricompone di anno in anno e può dare tante soddisfazioni . Quest’anno sei riuscito a trovare una collocazione anche a tutta la serie C1, che lo scorso campionato disputava molte partite in palestra. Toni: devo dire che non è stato così complicato. E’ ovvio che serve la disponibilità di tutti a giocare una partita in più il venerdì in tarda serata, il sabato o la domenica: credo sia la soluzione migliore per avere anche le categorie inferiori al Palahit. Sarebbe sicuramente una degna conclusione di tutta la nostra storia, di tutti i nostri sforzi, dal momento che noi non siamo più in tenerissima età, poter vedere un nuovo Palahit per festeggiare degnamente il ventennale o quello che sarà. Silvio: tu parli di conclusione, io invece credo sia solo un’altra fase nella diffusione dell’attività a livello cittadino, un’altra tappa nell’espansione di questo movimento, nonostante sia ormai cresciuto in maniera esponenziale a tutti i livelli. Ovviamente, se dobbiamo parlare di espansione, il nostro sogno è avere molti impianti e veder giocare

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l’hit ball in altre regioni d’Italia. E non solo! La nostra forza è averlo inventato qui a Torino, ma sarebbe potuto tranquillamente succedere ovunque. A livello scolastico è diffuso anche a livello interregionale e, trovando aree adatte e persone che, come noi, siano disposte a mettersi in gioco, sono convinto che potrà solamente crescere. Noi attendiamo il secondo impianto qui a Torino, che credo ci sia dovuto. Il periodo non sarà dei più facili, ma è comunque un momento in cui, secondo me, bisognerebbe investire proprio sulle attività agli albori. Gli Enti dovrebbero sfruttare la grande occasione di Torino Capitale Europea dello Sport 2015 e noi potremmo essere veramente gli unici a proporre un’attività autoctona. Non vedo perché non dovrebbe esserci dato uno spazio importante all’interno delle attività previste per il 2015. Vorrei concludere il discorso sull’ambito scolastico ricordando ciò che per me è fondamentale: la meravigliosa collaborazione instaurata con l’Università di Torino e la SUISM. Nel 1995/1996 abbiamo tenuto il primo corso per studenti dell’allora Isef, per far conoscere l’attività e per formare, in quel contesto, nuovi istruttori da coinvolgere nell’opera di diffusione: io partecipavo proprio in qualità di docente Isef. Uno dei prodotti migliori di questi corsi è stata sicuramente Stefania Cauda, che ha partecipato sin dal primo anno di attività. Ha compiuto tutto il percorso: prima come studente, poi

come istruttrice, infine come docente alla SUISM. Da anni abbiamo attivato dei corsi alla SUISM, che ci portano dei crediti e ci permettono di crescere persone che, potenzialmente, possono avvicinarsi al nostro movimento, come istruttori o come giocatori. Sento particolarmente mio il Convegno che abbiamo tenuto il 31 marzo scorso nella sede della SUISM, in piazza Bernini, in occasione del ventennale della Federazione. Negli anni io mi sono fatto un po’ più da parte, mentre Gigi e Toni, rispettivamente Presidente e Responsabile del Settore Tecnico, sono stati più in prima fila, ma io non ho mai smesso di promuovere l’hit ball. Ho cercato, con la mia personalità e con la mia posizione all’interno dell’università, di smuovere le acque e avere contatti con altre persone, preparando il terreno a un’evoluzione progressiva dell’attività. Una domanda per concludere: quest’anno giocate nuovamente insieme. Toni, tu sei “sceso” apposta dall’A1 per giocare con loro? Toni: già qualche anno fa ero “sceso” dalla A1. Ho sempre seguito non tanto le logiche di “carriera”, o categoria, o prestigio, ma di soddisfazione nel giocare con alcune persone, indipendentemente dalla categoria. Probabilmente la A1, e forse anche la A2, non si addicono più alle mie prestazioni. La mia idea di gioco è un po’ diversa da


quella del Cielo Grande, però l’amicizia la A2 per tutti questi anni. Il piacere è un’altra cosa. Già da qualche stagione di giocare di nuovo tutti e tre insieme mi chiedevano di giocare e io cercavo mi mancava dai tempi in cui eravamo di resistere, poi quest’anno, come i Cocoon. Onestamente avremmo ciliegina sulla torta, sono arrivati anche voluto scalare di una categoria: non Mario e Sonia a completare il tutto. ci siamo riusciti e, visti i risultati, forse Sicuramente mi diverto tantissimo, a la B1 sarebbe stata più consona. Io prescindere dai risultati che non stanno mi sto davvero divertendo da pazzi, arrivando. anche quando si perde si ride e questa Silvio: diciamo pure che è stata una è la cosa più bella. Ci piacerebbe fare trattativa estenuante, perché io cercavo comunque una bella figura e non falsare da anni di avere Toni in squadra. Il Cielo la classifica, quindi ci impegniamo Grande è una mia creatura, perché sempre al massimo, ma le prestazioni nasce da un corso di aggiornamento non sono più quelle di vent’anni fa. per insegnanti di Educazione Fisica. Alla Toni: io punto a mantenere la mia fine di quel corso, p o s i z i o n e scherzando, si decise come numero di formare una di presenze in “Abbiamo sempre squadra di colleghi campionato, che ritagliato uno spazio – parliamo ormai credo essere di quasi dieci anni importante per l’hit ball la seconda a fa – cui inizialmente merito con perché lo sentiamo come pari parteciparono Francone e subito un figlio” Callieris, prestigioso alle spalle di collega e giocatore Violetto, che ha di basket riconosciuto a livello inter- giocato moltissime finali e playoff. Se nazionale, Nebiolo, Lomater, Morosi e dobbiamo parlare di forma fisica, invidio Gabellini. All’inizio, se non erro, c’erano sempre tantissimo Riccardo Gallo, che è anche delle ragazze, tra cui Paola del il vero highlander dell’hit ball. Giocava Grosso, che ha partecipato solo un con noi nei Cocoon e all’epoca, quando anno, e altre colleghe. Era una squadra noi segnavamo venti hit, lui ne segnava nata per divertirsi tra vecchietti, - già due o tre, ma ha ancora una forma fisica all’epoca lo eravamo rispetto alla media pressoché perfetta: tira e para come un - che ha proseguito, ha perso un po’ ragazzino. di identità nel tempo, perché alcuni Silvio: al fischio di inizio della prima hanno smesso di giocare e quindi è partita ci siamo guardati: tre di noi stato sostituito con qualche ragazzo dal erano quelli presenti da sempre. bacino SUISM, ma alla fine ha tenuto È stata una grande soddisfazione!

Ringrazio infinitamente Gigi, non solo per l’amicizia e l’invenzione, ma anche per aver avuto un’intuizione che ci permette di divertirci adesso come allora, a distanza di vent’anni. Toni: vorrei aggiungere che parliamo di un ambiente che è sempre rimasto bello e rilassato come allora, anche se adesso magari scoccia un po’ quando un ragazzino ti saluta dandoti del “lei”.

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Psicologia

A cura della dott.ssa Paola Sacchettino

“Anche quando avremo messo a posto tutte le regole, ne mancherà sempre una: quella che dall’interno della sua coscienza fa obbligo a ogni cittadino di regolarsi secondo le regole” (I. Montanelli).

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ra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, il concetto di cultura viene definito con rigore scientifico: nasce dagli studi antropologici e da scuole sociologiche come quella di Durkheim, quella di Chicago e da autori come Weber. Il termine cultura ha un’origine latina (deriva dal verbo colere) ed era usato, presso i Romani, in senso proprio per indicare il lavoro della terra e in senso figurato (Cicerone e Orazio) per sostenere che con l’educazione e la filosofia si può agire sull’animo umano ingentilendolo, raffinandolo, nutrendolo, trasformandolo da incolto a colto, così come si fa con i campi. È proprio in senso figurato che il termine cultura ha contribuito a formare la concezione umanistica (humanitas) che si diffonde nel XVIII secolo e che arriva fino all’Illuminismo; spesso era

seguito da una specificazione: “cultura delle arti”, “cultura delle lettere”, ecc. Valori e norme fanno parte della cultura soggettiva e collettiva di ogni società. I valori Nel linguaggio comune il termine valore ha due significati diversi: al singolare indica qualunque cosa ritenuta importante, che si desidera ottenere o si teme di perdere; al plurale, gli ideali cui tendere e cui fare riferimento per formulare giudizi (pace, onestà, onore ecc.). Attraverso tali principi si stabilisce ciò che è giusto o sbagliato quando si giudicano modi di agire, di pensare e di sentire e si suggerisce una dimensione normativa (ciò che dovremmo desiderare). I valori forniscono la motivazione di un comportamento: in questo senso orientano l’agire sociale.

Per le scienze sociali il valore non è costituito dall’oggetto dell’interesse, ma dal criterio della valutazione, il principio generale in base al quale approviamo o disapproviamo qualcosa. Nella società moderna è l’individuo il valore indiscusso. I valori mutano storicamente e geograficamente e non appartengono a un mondo assoluto e trascendente. Le dimensioni dei valori sono: - il desiderabile. affettiva: Vengono coinvolti affetti e sentimenti; conformarsi ai valori è ritenuto una cosa buona. Se sono stati interiorizzati, suscitano senso di colpa e vergogna; per chi se ne discosta, seguono sanzioni; - cognitiva: una cosa o un’azione sono buone, giuste e belle; ci sono delle argomentazioni in merito; - selettiva: i valori orientano l’agire sociale, fornendo le motivazioni dei comportamenti. Le regole Sono le modalità attraverso le quali le persone organizzano il proprio e l’altrui comportamento: - proscrittive: quali comportamenti evitare; - prescrittive: quali comportamenti adottare; - facoltative: quali comportamenti dipendono dal codice di comportamento individuale. La finalità delle regole sociali spesso non è chiara e comunque non è mai univoca. La prassi le rende meno rigide e in parte violabili, perché, se applicate alla lettera, renderebbero impossibile la vita sociale: sia le regole, sia il modo per violarle sono

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culturalmente determinati. Più complesso è stabilire le finalità del codice d’onore, nel quale l’osservanza di una regola può addirittura essere dannosa. Le norme Sono più specifiche e socialmente imperative rispetto ai valori; anche sul piano linguistico, di solito, una norma viene enunciata sotto forma di obbligo o di imposizione (es: è vietato calpestare il prato); sono regole attraverso le quali si applicano i valori. Per essere efficace, una norma deve presentare un’eventuale sanzione e dev’essere rinforzata da forme di controllo esterno del comportamento: punizione (sanzione negativa) o premio (sanzione positiva). I valori vengono interiorizzati e appresi molto presto nella vita; le norme vengono acquisite nel corso del ciclo vitale. Vi sono norme statuite, che promanano da un’autorità riconosciuta, in genere in forma scritta e molto vincolanti a livello sociale e vi sono norme consuetudinarie, che si sviluppano spontaneamente e solitamente non in forma scritta, spesso senza avere un vero e proprio apparato di applicazione. Importanti sono le norme deontologiche, che definiscono l’etica professionale. La libertà sta tra ciò che vogliamo fare, che dobbiamo fare e ciò che non possiamo fare. Ci sono regole esplicite (ad es. il galateo), implicite (derivate da quelle esplicite: si seguono senza bisogno che siano insegnate o comunque dette esplicitamente) e nascoste (spesso tramandate di generazione in generazione oralmente, ad es. la distanza sociale o il volume della voce). L’organismo sociale prevede sanzioni per comportamenti non accettati o che si vogliono vietare (Gulotta, 2011). Quindi, ogni episodio sociale procede di solito in modo ordinato e definito, secondo regole che le persone tendono a rispettare rigidamente; esse vengono notate quando qualcuno le viola e l’improvvisazione trova spazio solo nella fase costruttiva di un incontro sociale. La norma giuridica dal punto di vista della struttura è composta da: - precetto, il comando contenuto nella norma; - sanzione, la minaccia di castigo, che non è presente nelle norme cosiddette

“imperfette”. E’ fondamentale, dunque, che i valori, le regole e le norme che ne conseguono, vengano non solamente appresi al più presto e durante tutto il processo di sviluppo del bambino e dell’adolescente, ma che siano interiorizzati e fatti propri; solamente in questo modo sarà possibile ottenere l’incremento di una Coscienza sociale, che si basa su un comportamento alla cui base vi è il rispetto di sé e degli altri in famiglia, a scuola, sul lavoro, nello sport e nella società nella quale si vive e si agisce.

processi culturali. Bologna: Il Mulino. • Vella, G., (1993). Adolescenza e relazioni sociali, in “Il Bambino incompiuto”, vol. 10,1, pp.9-18.

Da Lecco in arrivo una nuova App dedicata all’hit ball

BIBLIOGRAFIA • Bandura, A. (2000). Autoefficacia. Trento: Edizioni Erickson • Bandura, A. (1996). Principles of behavior modification. Trento: Edizioni Erickson • Caprara, G. V. (2000). L’età sospesa. Firenze: Giunti • Durkheim, E. (2009). La sociologia e l’educazione. Milano: Ledizioni • Gulotta, G. (2011). Compendio di psicologia giuridico-forense, criminale e investigativa. Milano: Giuffrè. R.J. (1952). • Havighurst, Developmental tasks and education. New York: Davis Mc Kay, Palmonari, A., (1993, 1997), Psicologia dell’adolescenza. Bologna:il Mulino. • Sciolla, L. (2007). Sociologia dei

Una grande notizia per tutti gli appassionati di hit ball e di tecnologia: arriva dall’Associazione affiliata Aurora San Francesco di Lecco una App per il sistema operativo Windows Phone. Questo progetto, a cura di Michele Lombardo, si ripropone di riuscire a salvare, dopo aver inserito i giocatori e aver formato le relative squadre, tutte le fasi salienti del gioco. L’App ha il cronometro per tenere il tempo totale di gioco e anche i 5 secondi. Al termine della partita sarà possibile spedire il risultato con l’appcronaca per email o sms. In una seconda fase si cercherà di realizzare anche una sezione dedicata alle statistiche delle squadre e dei singoli giocatori.

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5a puntata di Luigi Gigante Il 1991 fu un anno importante per la storia del nostro movimento sportivo: avvennero molte cose e tutte decisive. Nel mese di marzo, in occasione del Salone Expovacanze 1991, tenutosi a Torino Esposizioni, fu organizzata la prima manifestazione pubblica (fonte: archivio La Stampa). L’impianto allestito non era certo il massimo (senza recinzione e con dimensioni maggiori rispetto a quelle ideali) e il pallone finiva regolarmente nell’area adiacente al campo, occupata da un elicottero, con conseguenti ire e minacce di richiesta di risarcimento danni da parte dei proprietari, per la presunta fragilità delle pale e conseguente possibile rottura delle stesse. L’inconveniente non impedì (non si sa come) di portare a termine con successo la prima uscita ufficiale del nostro sport, che vide, all’epoca, la partecipazione delle rappresentative del Liceo Volta e delle SMS Nigra e Manzoni di Torino. Il Prof. Fabrizio Bellone (oggi apprezzato telecronista sportivo) e il Prof. Franco Chiusano collaborarono con me in modo fattivo e decisivo per il buon esito della manifestazione e colgo l’occasione per ringraziarli ancora. Pur essendo l’unica vera novità presentata nel corso di Expovacanze 1991, la partecipazione del nostro sport all’evento non fu rilevata dagli organi di informazione, se non in modo marginale: questa fu la prima esperienza negativa (di una lunga serie purtroppo) con i mass media, totalmente asserviti ad un sistema sportivo istituzionale che, già all’epoca, brillava per scarso rispetto dei principi elementari della democrazia e delle norme costituzionali del nostro Paese. Anche la costituzione della ditta Hit Ball Promotion risale al 1991. Mia madre, Vanna Nesti, socia fondatrice insieme a me dell’impresa, all’epoca sessantaquattrenne e pensionata, si lanciò con entusiasmo giovanile nell’avventura, preparandosi all’esame da sostenere presso la Camera di Commercio di Torino, necessario per il rilascio della licenza per esercitare l’attività di produzione artigianale, vendita all’ingrosso e organizzazione di eventi sportivi.

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In alto Vanna Nesti con Luigi Gigante nel 1997 durante l’inaugurazione del nuovo impianto; in basso un momento della manifestazione a Pino Torinese

Il ruolo di “Signora dell’Hit Ball” di Vanna Nesti in Gigante non sarà mai riconosciuto a sufficienza, perché ci sono persone che, non conoscendo la realtà dei fatti, possono considerare marginale o di basso profilo il ruolo di chi, come lei, si accontenta umilmente di rimanere nell’ombra. Se si gioca a Hit Ball da più di vent‘anni e se possiamo disporre di un

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campo regolamentare, lo dobbiamo soprattutto alla Sig.ra Vanna Nesti e alla sua ferma volontà, alla sua ferrea determinazione e al suo esempio quotidiano. Un esempio che io ho seguito solo in parte, consapevole di non avere affatto le stesse qualità e la stessa energia che solamente la sua generazione (e non tutta) ha saputo dimostrare, ricostruendo l’Italia dopo la guerra e rimettendo in carreggiata un intero Paese che doveva ripartite da zero. Siamo sicuramente in debito con i giovani, ma anche con chi è nato a cavallo tra i due conflitti e si è trovato, suo malgrado, a ricostruire il nostro Paese, sognando, non solo per la propria famiglia, un futuro migliore. Oggi abbiamo un altro genere di macerie e occorrono piena consapevolezza e unione di intenti. Solo pensare di ributtarsi nel mondo del lavoro a quell’età è cosa fuori del comune! Figuriamoci poi dedicare i successivi venti anni alla nostra causa (ha interrotto definitivamente l’attività lavorativa soltanto pochi mesi fa, a ottantaquattro anni compiuti), occupandosi della ditta e della Federazione come segretaria e centralinista, come e più di me (io nel frattempo ho continuato a insegnare a scuola). Il suo ruolo è stato determinante per il successo del nostro sport, destinato a


in alto la manifestazione organizzata presso il Piccolo Club a Pino Torinese nel settembre 1991; a destra l’articolo uscito su La Stampa inerente la partecipazione dell’Hit Ball a Expovacanze 1991.

crescere e diffondersi comunque, ma molto più lentamente e con un minore radicamento territoriale. Commerciante, sarta, riparatrice di bracciali, organizzatrice di eventi e di corsi, titolare di azienda, addetta al magazzino e fattorino, addetta alla contabilità, segretaria: una tuttofare indispensabile per guidare una piccola ditta a conduzione familiare e una Federazione che all’epoca non era strutturata come oggi. Per anni l’Hit Ball si è avvalso della collaborazione volontaria e gratuita di mio padre Angelo, come dirigente del Piccolo Club, e di mia sorella Angela per la redazione delle pagine web della Federazione Italiana Hit Ball e della Hit Ball Promotion, per la grafica del marchio e delle prime pubblicazioni. Grazie alla collaborazione dei miei familiari fu possibile, nel mese di settembre del 1991, organizzare la prima manifestazione pubblica all’aperto, in un impianto del Piccolo Club in Via Boccardi a Pino Torinese, ristrutturato per l’occasione. I lavori durarono due mesi (luglio e agosto 1991) e, in quel periodo, mi potei avvalere della preziosa collaborazione di Dario Gurrieri, che ringrazio per il suo contributo. Si trattò di modificare una struttura abbandonata in una per esterni, dotata di rete superiore (il primo parallelepipedo completo adibito a impianto

omologato per il gioco dell’Hit Ball) e di una pavimentazione in erba sintetica nuova di zecca, posata pochi giorni prima dell’evento. Il risultato fu apprezzabile e l’evento ebbe luogo in una bella giornata di sole, con una notevole affluenza di pubblico, che apprezzò l’attività, come i giocatori. A conferma del successo dell’iniziativa, pochi mesi dopo prese il via, presso la palestra dell’ex sede del Liceo Cattaneo, all’interno del Parco della Tesoriera a Torino, il primo vero campionato. La vittoria andò all’HB Somme (già presente in campo Lorenzo Novara), che sconfisse in finale il Volta di Mirko Violetto e Raffaele Francone. Oltre a Lorenzo, Mirko e Raffaele, gli altri giocatori della prima ora, presenti poi a tutte le edizioni successive del campionato, sono Silvio Benati, Toni Giordano e il sottoscritto. Da allora non ci siamo più fermati, come tutti sanno. A quei pionieri va sicuramente il mio personale ringraziamento per la fiducia (in tempi non sospetti) e per essere stati capaci di trascinare e coinvolgere, anno dopo anno, un numero sempre maggiore di appassionati, con la partecipazione e con l’esempio. Ai protagonisti dei primi campionati dobbiamo sicuramente il premio “Etica e Sport Bontempi-Laudi” per la categoria Federazioni Sportive, vinto nel 2010.

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di Monica Arianna Zanetti

Germán Mestre Bertazzo è approdato nel capoluogo subalpino nel 2009 come vincitore di una borsa di studio del programma Erasmus; lavorando presso l’U.I.S.P., ha conosciuto Franco Giambanco, presidente dell’A.S.D. Sporting Team, che l’ha attirato nell’orbita dell’hit ball. Si è talmente appassionato a questo sport che, su proposta di Giambanco, ha deciso di esportarlo nel suo Paese, la Spagna. L’opera di diffusione sul territorio iberico è iniziata nel 2012. Là l’hit ball è rappresentato ufficialmente dal Club Deportivo Hitball España, che sta ampliando la platea dei fan in quel di Torre del Mar, un paese balneare in provincia di Málaga, sulla Costa del Sol, Andalusia. In Spagna, il nostro sport, è ancora semplicemente proposto come ampliamento dell’offerta di attività per il tempo libero e ha un intento principalmente ludico. La scorsa estate, nei mesi di luglio e agosto, si sono svolte, a Torre del Mar, le Jornadas de Puertas Abiertas . L’evento aveva luogo due giorni alla settimana ed era accessibile, come succede con la struttura gonfiabile che gira l’Italia, a tutti coloro che desiderassero misurarsi con la “novità”. L’esito è stato molto positivo! Numerosi giovani, che hanno

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accolto questo prodotto made in Italy con grande enfasi, hanno aderito all’iniziativa, partecipando in più occasioni. A maggior riprova del successo della manifestazione, è da segnalare che molti dei partecipanti si mantengono tuttora in contatto con Germán, auspicando una ripetizione del progetto quanto prima. L’hit ball, in Spagna, ha trovato, nella persona di Germán, un promotore davvero valido e dinamico, che ha già presentato un progetto agli enti locali: la Concejalía de Deportes del Comune di Vèlez-Málaga l’ha accettato, reagendo con stupore ed entusiasmo. Il primo obiettivo del Club è inserire l’hit ball come attività extracurricolare nelle scuole, per proporre in futuro dei corsi regolari; il secondo passo è iniziare a organizzare puntuali sessioni di allenamento a partire dal 2013. La loro speranza è di arrivare ad avere una solida base di appoggio nella propria città per guadagnare sempre maggiori consensi nel resto del Paese. Germán conosce la storia dell’hit ball, non solo per il rapporto avviato da studente a Torino, ma anche per averla appresa alla perfezione e per averne assimilato il regolamento (tradotto, con lo Statuto, in castigliano) e l’ha trovata


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geniale: “Es un juego diferente, muy dinámico y atractivo […].” Secondo la sua opinione e in base all’esperienza maturata nella prima fase di diffusione nel suo Paese, i punti di forza sono le squadre miste, accolte con favore dal pubblico, e la possibilità di praticarlo a tutti i livelli di abilità. Gli ostacoli che si stanno presentando sul cammino dell’espansione del movimento sono essenzialmente due: uno di ordine pratico, l’altro di ordine economico. È difficile conciliare il lavoro con il tempo dedicato all’hit ball, che comprende sia la formazione degli allenatori, che gli allenamenti stessi. La crisi economica aleggia come uno spettro anche in Spagna: gli enti, che mettono a disposizione gli impianti sportivi, non erogano contributi e non sovvenzionano le società. In caso di partecipazione a eventi sportivi e di promozione in senso stretto, il Club (nello specifico Germán) deve sostenere i costi del materiale (palloni, bracciali, …), che arriva direttamente dall’Italia attraverso Luigi Gigante, e pagare i manifesti e i dépliant informativi. Alle difficoltà fanno da contraltare due notizie positive: all’inizio del 2013 il Club Deportivo Hitball España parteciperà alle attività dei Juegos de Invierno del Comune di Vèlez-Málaga e nell’estate del 2013 presenzierà nuovamente alle attività estive previste dallo stesso. In Italia l’hit ball è reduce dai

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festeggiamenti per il ventennale. Per Germán è difficile prevedere come il movimento si evolverà in Spagna in un periodo di tempo così lungo, ma ostenta un atteggiamento ottimista e crede che la richiesta e l’interesse verso questo sport aumenteranno. L’idea di avviare un campionato è ancora lontana, ma si augura di partecipare con una delegazione a Torino Capitale Europea dello Sport 2015. Le analogie tra i due movimenti non mancano: le difficoltà che stanno sperimentando in Spagna, sembrano le stesse vissute da Luigi Gigante e da chi l’ha accompagnato in questa sfida sin dall’inizio (difficoltà con cui, in Italia, l’hit ball continua a misurarsi). Le affinità non si esauriscono con gli ostacoli: l’entusiasmo e la voglia di non arrendersi di Germán ricordano la passione dei “pionieri” italiani. Per chi volesse tenersi aggiornato sulla diffusione dell’hit ball in Spagna, segnalo la presenza sul web del Club, non con un sito vero e proprio, ma attraverso la pagina facebook Hitball España (https://www.facebook.com/ pages/Hitball-Espa%C3%B1a/1610523472 92997?ref=ts&fref=ts). Non ci resta che ringraziare Germán per la sua collaborazione y… ¡desearle suerte !

Giornate a Porte Aperte. (t.d.r.) Corrisponde all’Assessorato allo Sport. (t.d.r.) 3. “È un gioco diverso, molto dinamico e avvincente”, (t.d.r.) 4. Giochi invernali (evento che si svolge in un arco di tempo di due mesi, organizzato dall’Assessorato allo Sport del comune di Vélez-Málaga). (t.d.r.)

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focus di Patrizia Cascino

-Lighting Bugsfoto: Enrico Rolando

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ei corridoi di quella che per alcuni può essere considerata quasi una seconda casa, il Palahit, è già un po’ che serpeggia un argomento considerato ormai di attualità: stiamo assistendo o no a un progressivo ricambio generazionale dei giocatori? E’ finalmente giunta l’ora, dopo vent’anni, che i “senatori” del nostro sport lascino il posto ai giovani? La maggior parte delle persone con cui mi sono trovata ad affrontare la questione, concorda sul fatto che, già da qualche anno e in modo sempre più evidente, ci siano delle squadre che, nel momento in cui abbandonano la loro posizione nelle serie “alte”, rotolano, pressoché in caduta libera, fino alle posizioni più basse delle serie minori. Un esempio su tutti, gli Slimers: dalla A1 nel 2008/2009, sono scesi progressivamente fino alla B2 nel 2011/2012, per poi sciogliersi definitivamente. Ma da cosa dipende questo? Non solo dal fatto che i militanti nelle due categorie di punta, A1 e A2, stiano invecchiando, non abbiano più i riflessi di una volta o dispongano di meno tempo da dedicare allo sport. Più probabilmente sta cambiando, sotto i nostri occhi, il modo di giocare, di affrontare l’hit ball in generale. Se si pensa che solo quattro anni fa c’erano, forse, due o tre allenatori di squadre

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iscritte ai campionati ufficiali in tutta la Federazione e oggi ne contiamo almeno una decina, si può già pensare ai cambiamenti profondi che stanno avvenendo. Non solo. Fino a qualche anno fa, le categorie in cui si vedeva più spettacolo e si provavano emozioni forti erano solo le due maggiori ma, da circa due stagioni, la B1 è esplosa, sia come intensità, sia come spettacolo. Sempre più spesso si assiste a partite tiratissime punto a punto, formazioni a pari merito in classifica fino a pochi incontri dalla fine della regular season, marcatori giovanissimi che fanno segnare punteggi inimmaginabili per i cannonieri di un tempo. E’ in quest’arco di tempo che, dalla B1, le giovani leve si sono “sparse” sempre più, propagandosi anche alla A2, unendosi a gruppi molto promettenti come Torino Warriors e Blue Red e, lo scorso campionato, a RDJ, Hit Dogs e Sonics – tutti con una età media compresa tra i 20 e i 23 anni. Forse proprio la scorsa stagione si è evidenziata maggiormente questa inversione, in cui l’esperienza ha subìto la tecnica e l’irruenza della gioventù, perché team “storici” come Baraonda, Sunandmoon e Lighting Bugs hanno dovuto tutti cedere il passo in spareggi che non hanno lasciato tanti dubbi (0-2 secco all’andata e al ritorno N.d.R.).

Proprio questi team, pur cambiando in alcuni casi le proprie rose, stanno comunque faticando a imporsi nelle serie minori, dove ora militano in mezzo a ragazzini che vogliono e riescono a emergere con gesti atletici notevoli. Il Baraonda soprattutto, con una storia iniziata nel 2001/2002 in B2 e giunta fino in A2, categoria dove ha giocato un ruolo da protagonista per diversi anni, sta faticando a tenere il ritmo della B1 e sembra destinato a cadere ancora più in basso il prossimo anno. Occorre evidenziare che le formazioni giovani non sono assolutamente inesperte o prive di tecnica perché, grazie all’allenatore sempre presente alle loro spalle, la migliorano , provano schemi, allenano il fisico con esercizi specifici e vengono gestiti passo passo in ogni sfida, che viene preparata minuziosamente. Senza dimenticare che un osservatore esterno può sostituire i giocatori in base al rendimento e le partite sembrano sempre di più sfide a scacchi tra gli allenatori che, grazie agli infiniti cambi possibili, possono sfruttare al meglio le caratteristiche dei singoli in base al momento del gioco. Probabilmente grazie all’opera di allenatori e allenatrici si formano squadre con un gioco corale, in cui emergono a fatica delle “primedonne”, ma si sta impostando un gioco in cui tutti sanno fare tutto: ogni individuo è chiamato a tirare, a parare, a passare e a fare muro nel migliore dei modi. Ovviamente ci sarà sempre una caratteristica che emerge, ma nessuno manca dei fondamentali. In A1 l’incarnazione di questo nuovo tipo di impostazione di gioco sono i LabToHit, allenati da Gianluca Zanetti. Per il momento sono gli unici che cercano di intaccare i “mostri sacri” che ancora resistono nella massima divisione. Salvatisi con la vittoria dello spareggio la scorsa stagione, si stanno ritagliando di anno in anno un posto sempre più importante, incamerando esperienza e malizia. Il trend sembra suggerire che già da questo campionato si potrebbe assistere nuovamente a una salita di massa dalla B1 alla A2 e forse anche alla presenza di squadre inedite nella serie maggiore. Un primo segnale importante di questo imminente ricambio generazionale anche nella massima divisione è stata la vittoria, del tutto inaspettata, dei Torino Warriors sui Sinombre durante gli ottavi di playoff della scorsa stagione. Chissà quante ancora ne vedremo a partire già da quest’anno!


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ue le squadre che si sono date battaglia con identico fervore nelle prime sette partite della stagione: Red Devils e Piccolo Club. Al momento sembra che nessun altro sia in grado di opporsi, infatti queste due formazioni sono le uniche a punteggio pieno dopo sei partite. Il Piccolo Club, grazie a un gioco collaudato ed efficace e all’ottimo inserimento di Simini, è riuscito a spuntare la vittoria, per un solo hit, contro i Sotomayor, incassando due punti fondamentali. I Red Devils, dal canto loro, rispondono con schemi rapidi e spettacolari, superando, per tre hit, un ostacolo chiamato Sunknights e assicurandosi la possibilità di giocarsi tutto nello scontro diretto dove infine la spuntano per 70 a 65 e si portano da soli sulla vetta. A due lunghezze dalla vetta troviamo quindi il Piccolo Club e i Sotomayor, i quali, anche quest’anno, hanno la consapevolezza di giocarsi una posizione di rilievo fino all’ultimo, nonostante la defezione prolungata per infortunio di De Monte. Al quarto posto i Sunkgnights alternano ottime prestazioni a partite meno convincenti, anche a causa della formazione a ranghi ridotti: l’infortunio di Carpinelli e le assenze per lavoro degli altri componenti (su tutti Del Grosso) hanno condizionato pesantemente il rendimento, sottraendo 4 punti importantissimi contro i Red Devils e i Sotomayor. Quinto posto per due squadre: Sinombre e Revelation. Se i primi trovano difficoltà a esprimere un gioco fluido e di qualità elevata, consono al proprio organico (anche a causa degli acciacchi dei due fratelli Rattalino), i Revelation non riescono a sfruttare il loro potenziale come potrebbero. A meno due seguono gli Akuna Matata che cercano di tenere il passo della zona playoff affrontando sempre al meglio le proprie sfide, con un Gallo evergreen, ben spalleggiato da un manipolo di giovani agguerriti. All’ottavo posto, in lotta per le posizioni che permettono la

permanenza nella serie maggiore, tre formazioni: Labtohit, Gadan e Sunbeam. I primi sono molto discontinui nel rendimento, nonostante un gioco spettacolare, ma spesso poco efficace, che li porta a esagerare; i Gadan, con la squadra della passata stagione, neopromossa dalla A2, incontrano grosse difficoltà ad affrontare le sfide più importanti; i Sunbeam, dopo un anno alla grande, sono calati vistosamente, anche a causa delle non perfette condizioni fisiche di Comes, e non rendono al meglio. De Luca Federico -LabToHitfoto: Enrico Rolando


Enrico Testa - Sunnenbun foto: Enrico Rolando

maturati, nonostante subiscano ancora dei passaggi a vuoto che li fanno crollare, come contro i Blue Red. Al sesto posto, a due punti dalla zona promozione, c’è proprio la squadra di Catellani. Partito fra le favorite, dopo la sconfitta iniziale contro i Sonics e l’incidente autostradale che terrà Coletta lontano dai campi di gioco per un po’, il team è entrato in un turbinio di saliscendi, con prestazioni ottime in attacco ma decisamente mediocri in difesa, che gli permettono di rimontare partite, come contro i Torino Warriors (da -14 a +2 in 5 minuti), o di perdere di 30 punti contro le Iene (subendo 94 hit). Settima piazza per le neopromosse Hit Dogs e Sonics. I primi si affidano a un gioco ben organizzato e divertente, ma a tratti ancora poco efficace, a causa dell’eccessiva emotività dei giocatori; i Sonics, invece, alternano prestazioni di alto livello (come contro Blue Red e Sunnenbun) a partite dove si arrendono troppo facilmente. Gli Hammers, a quota due, si trovano in piena zona playout: unica vittoria l’incontro disputato contro il Cielo Grande. Intorno a uno zoccolo duro formato dai giocatori storici (Sbano, Novara e Marino), un gruppetto di ragazzi prova a lottare per una salvezza che sulla carta non sembra impossibile. Il temperamento acceso è spesso croce e delizia delle loro prestazioni. Ancora a secco il Cielo Grande: formazione composta dai personaggi storici dell’hit ball, gioca in modo divertente, piacevole e spumeggiante, ma poco efficace ai fini della classifica. Rimane comunque una squadra da non sottovalutare, perché in questi anni ha dimostrato più volte di saper scombinare i piani degli altri.

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l primo posto, con quattro lunghezze di vantaggio sui diretti inseguitori,, le Iene stanno facendo quello che da loro ci si aspettava: dominare il campionato. Dopo un inizio in sordina, alla quarta giornata hanno iniziato a macinare gioco, battendo nettamente tutti gli avversari che hanno affrontato (ne sanno qualcosa Rdj, Hit Dogs e Blue Red). Il campionato sembra aver preso una direzione chiara, almeno per quanto riguarda la promozione diretta. Lotta serrata, invece, per gli altri posti del podio. A pari merito ci sono quattro squadre: Rdj, Sunnenbun, Smashers Venaria e Torino Warriors. I primi, da neopromossi e con l’innesto di giovani interessanti provenienti dai Gunners, stanno disputando un torneo di tutto rispetto, dimostrando di non trovarsi nella prima metà della classifica per caso; i Sunnenbun, dopo un inizio stentato (due sconfitte proprio contro i diretti antagonisti, Smashers Venaria e Torino Warriors), hanno trovato il ritmo e infilato quattro vittorie consecutive, che li rilanciano nella lotta per la promozione; benissimo gli Smashers che, pur avendo perso Mocciaro, hanno inserito tre giovani promettenti, i fratelli Visconti e Santangelo, e riescono a fare di necessità virtù, incassando punti su punti. Elogi anche per i Torino Warriors, che dimostrano di essere

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Andrea Vecchiattini - Vikings foto: Enrico Rolando

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unteggio pieno e vetta solitaria della classifica per i Blue Snakes, una delle squadre favorite per la vittoria finale della B1. Con un gioco divertente, incentrato su tre bravi tiratori (Pistidda, Cipoletta e Sacchetto) e una serie di buoni defender (su tutti Maniscalco), la squadra allenata da Rolando sembra la più in forma, soprattutto dopo aver dimostrato contro i Gears di non avere rivali validi. Al secondo posto si trovano i neopromossi Gears che, forti di alcuni importanti rinforzi (Cuffaro e Turigliatto), stanno disputando un buon campionato, mostrando un gioco particolare, ma consolidato. Unico neo, i passaggi a vuoto che li contraddistinguono e che li mettono in difficoltà. In terza posizione, a pari merito, Sporting

Team, Evolution e Pazzeschi. I primi, che si avvalgono della forza offensiva di Garrone e (a tratti) di Serratore, propongono schemi non sempre spettacolari e corali, ma efficaci; gli Evolution, dopo esser stati in lizza per la promozione negli ultimi anni, alternano buone prestazioni a partite dove si perdono in un bicchiere d’acqua. I Pazzeschi sono molto equilibrati fra i “reparti” e questo consente loro di essere bilanciati e compatti contro ogni avversità. Quinto piazzamento occupato da Rolling Balls e Vikings: gli uni con un’ottima difesa, ma con gravi lacune, gli altri con una spigliata proiezione offensiva, a volte confusionaria, ma apprezzabile. Ottavo posto, il primo destinato ai playout, per Sunandmoon e Lighiting Bugs. Per i Sunandmoon, nonostante siano una squadra molto interessante sulla carta, la difficoltà insorta in questo campionato è data dall’aver giocato due partite a ranghi ridotti proprio contro i team più in forma. Per i Bugs, che hanno ricostruito il gruppo storico della promozione in A1 del 2006/2007, le difficoltà sono di altra natura: la più incisiva è l’assenza dai campi per lunghi anni di alcuni protagonisti. Ancora a quota zero i Baraonda, che trovano particolarmente complicato riuscire a esprimere il gioco piacevole e spumeggiante visto fino alla passata stagione. Partite disputate sempre in cinque ed entusiasmo che va affievolendosi, possono essere le cause di questo avvio in salita.

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ome da pronostico, dopo sei giornate, i Citmabun sono in testa alla classifica in solitaria . Elementi efficienti, giovani e un gioco piacevole sono il mix perfetto di questo sestetto che sta letteralmente cavalcando la vetta della B2. Inseguono, senza perderli di vista, gli altrettanto preparati e giovani Black Mamba, provenienti da un anno spettacolare in C1: fino a questo momento, l’unica sconfitta su cui possono recriminare, è il derby contro i Citmabun (entrambe le squadre sono allenate da Stefania Cauda N.d.R.). Al terzo posto resistono i Baraonda Tupac. Per la squadra di Giani, dopo un avvio negativo di campionato (due sconfitte in altrettante partite), sono arrivate quattro vittorie consecutive. Difficoltà a volte nel gestire al meglio le partite, con momenti di défaillance che ne compromettono l’andamento, e una rosa limitata, sono le pecche di questa formazione, che può giocarsi comunque la promozione. Al quarto posto si trovano a lottare ben quattro team: Umpa Lumpa, Skit, Elettropoli Asti e Triggers. Gli Umpa Lumpa, dopo aver disputato un’ottima stagione lo scorso campionato, provano a lottare per il salto di categoria. Rendimento e gioco troppo incostanti li collocano un gradino sotto le altre compagini; gli Skit non riescono a sfruttare al meglio il loro potenziale e, a volte, scendono in campo deconcentrati e demotivati. L’Elettropoli Asti alterna prestazioni di alto livello (Skit e Umpa Lumpa) a partite decisamente sottotono (contro Black Mamba e Citmabun), nonostante gli ottimi mezzi a disposizione. I Decepticon, orfani del bomber Tancredi (che ha smesso di giocare), ma forti dell’esperienza di Corgiat e Laganà, hanno dovuto fare di necessità virtù e riadattare il gioco alla nuova formazione: ciononostante non riescono a schiodarsi dall’ottavo posto. Al nono posto troviamo i Gunners: compagine esordiente, con due ragazze e con elementi debuttanti,

sta giocando un campionato di prim’ordine, con prestazioni soddisfacenti. In ultima posizione ci sono le Brownies Venaria che, sulla scia di Tantoxgiocà e Valkyrie, hanno costituito una squadra interamente femminile. Nonostante le pesanti sconfitte e le difficoltà oggettive, stanno affrontando con grande dignità e spensieratezza il torneo. Da segnalare la presenza in rosa di tre debuttanti assolute. Armanno Giuseppe - Decepticon foto: Enrico Rolando


Marco Rizzante - Hit’em All foto: Enrico Rolando

Regular Season

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oli in vetta, a pieni punti, ci sono gli Hit’em All, che stanno attualmente dominando la serie. Due esordienti e due rentrée sembrano essere gli ingredienti appropriati che, per ora, stanno facendo viaggiare a vele spiegate la formazione di capitan Rizzante. Buona difesa e attacco discreto, benché discontinuo, sono i punti di forza di questa squadra, che patisce però le sfide che sulla carta sembrano più facili. Al secondo posto due squadre: Buccanners e Crysis. I primi hanno entusiasmo da vendere e sono, forse, i più forti del campionato; i Crysis sono giovani e fanno ben sperare per il futuro, ma sono spesso preda di fasi di smarrimento, dovute probabilmente all’età (ad esempio il terzo tempo contro

gli Hit’em All). Seguono da molto vicino le Giovani Marmotte, che rimangono le meno quotate per la promozione, ma hanno entusiasmo e grinta in gran quantità, trasmessi soprattutto dall’esperienza di Ubaldi. Al quinto posto, gli Hit Makers: elementi validi e gioco pulito, ma poca “fame” rispetto agli avversari che li precedono in classifica. Sesto posto per Joker, Nichelino Hesperia e Invictus. I Joker, il team più esperto della categoria (giocatori come Rosselli e Bauducco giocano dal 1993 N.d.R.), faticano a esprimere il loro solito gioco, fatto di precisione e lentezza, e non riescono più a “ingabbiare” gli avversari nel loro ritmo. L’ex Suism, con l’ingresso di Sandroni (già tra i migliori hitter di serie), può dare molto fastidio agli avversari di miglior qualità, a patto di giocare con più cattiveria agonistica; gli Invictus, invece, si lasciano travolgere dalle loro debolezze, più che dagli avversari, manifestando alternanza di cali di rendimento, paragonabili a quelli di una squadra da ultimo posto, a prestazioni da alta classifica all’interno della stessa partita. La rosa numerosa (undici elementi) dovrebbe essere uno stimolo alla concorrenza interna, ma non sempre è così. A quota due punti rimane il Don Bosco Team: esatto contraltare dei Joker dal punto di vista anagrafico (tutti classe 1998), ha già dimostrato buone potenzialità, ma parte svantaggiato rispetto agli avversari, decisamente più esperti. Fermo a zero punti lo Sporting Team Castiglione: una rosa esigua e le difficoltà ad abituarsi al ritmo della categoria mettono in crisi la squadra di Giambanco. Questo campionato potrà comunque riservare loro delle sorprese, vista la giovane età dei giocatori, e permetterà loro di accumulare esperienza per il futuro

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SETTORE MEDICO Medico Federale Marco Dolfin Psicologa Federale Paola Sacchettino

Gianluca Zanetti

Responsabile

PALAHIT

SETTORE IMPIANTI Responsabile Giovanni De Nichilo RESPONSABILI DI SERIE A1 Martina Lupo A2 Antonello Giordano B1 Daniele Botosso B2 Enrico Rolando C1 Patrizia Cascino C2 Stefania Cauda

HIT BALL ACCESSIBILE Referente Ylenia Sanfilippo

SETTORE ARBITRI Responsabile Marco Fontana

SETTORE TECNICO-SPORTIVO Responsabile Antonello Giordano

Manuela Agnello Davide Senatore Alessandro Adami

COMMISSIONE DISCIPLINARE

COMMISSIONE COMUNICAZIONE E MARKETING Responsabile Giovanni De Nichilo Addetto Stampa Michele Segreto Redazione Do Hit e Web Patrizia Cascino Enrico Rolando Mauro Pompili

PRESIDENTE ONORARIO Silvio Benati 1째 Presidente FIHB dal 1992 al 2002

CONSIGLIO FEDERALE Presidente, Presidente onorario, Responsabili Campionati, Responsabili Associazioni affiliate, Settori e Commissioni Federali, Responsabile Arbitri

PRESIDENTE IN CARICA Luigi Gigante Presidente dal 2002 ad oggi

ORGANIGRAMMA FEDERAZIONE ITALIANA HIT BALL


Associazioni ARCADIA

SUNANDMOON BIELLA

hitball@asarcadia.it

sunandmoon@libero.it

Revelation (A1) Hammers (A2) Sonics (A2) Lighting Bugs (B1)

Sunandmoon (B1)

BARAONDA vittorio.garelli@gmail.com Baraonda (B1) Baraonda Tupac (B2)

FANTASTICLUB ASTI hit-ball@fantasticlub.org Elettropoli Asti (B2)

HIT BALL TORINO dadehit@alice.it

Red Devils (A1) Sotomayor (A1) Sunnenbun (A2) Torino Warriors (A2) RDJ (A2) Cielo Grande (A2) Evolution (B1) Pazzeschi (B1) Decepticon (B2) Gunners (B2) Citmabun (B2) Black Mamba (B2)

HIT DOGS hitdogs@gmail.com Hit Dogs (A2) Blue Snakes (B1) Buccaneers (C1) Crysis (C1) Giovani Marmotte (C1)

POLISPORTIVA VENARIA sabrinaztt@gmail.com Smashers Venaria (A2) Triggers Venaria (B2) Frhitti e panati (B2)

SINOMBRE

sinombre.hitball@gmail.com

SOCIETA’ SPORTIVA SUNBEAM info@sunbeamteam.it Sunbeam (A1) Vikings (B1)

TOGHETHER SPORT

zanettigianluca@yahoo.it LabToHit (A1) Blue Red (A2) Rolling Balls (B1) Invictus (C1) Hit’Em All (C1)

ALTRE SQUADRE: Piccolo Club (A1) gdenichilo@email.it Sunknights (A1) hermes.delgrosso@gmail.com Le Iene (A1) gianpaolo.mazzoni@email.it Akuna Matata (A1) gpgarnero@teletu.it I Gadan (A1) giorgio@spazio88.com Joker (C1) michelesegreto@gmail.com

A.S.D. PLAYGROUND PIEMONTE: Presidente Sig. Andrea Grassi Sede a Torino cell. 339/8511337 – asd.playground@live.it

A.S.D. SVILUPPO ATTIVITA’ MOTORIE- PIEMONTE: Presidente sig. Gianpiero Arciprete sede a Chieri (TO)

Sinombre (A1) Gears (B1) Skit (B2) Hit Makers (C1)

AST’HIT - PIEMONTE

SPORTING TEAM

SCUOLA PARITARIA SAN GIUSEPPE CAFASSO

Sporting Team (B1) Umpa Lumpa (B2) Sporting Team Castiglione (C1)

Presidente Sig. Giovanni Tesio sede a Torino

sportingteam@hotmail.it

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Prof. Liliana Pagliero cell. 333/1492150 – hitball_asti@yahoo.it

tel. 0112200995–scuolacafasso@tin.it

ASSOCIAZIONE AURORA SAN FRANCESCO Prov. Lecco segreteria@gsaurorasf.it Prov. Milano Prof. Angelo TORINO – cell. 347/6617647 Prof.ssa Erminia JOSSA FASANO – cell. 333/3557374 Prof. Dario SANTORO – cell. 328/3417954

BLU HIT - LAZIO E UMBRIA Presidente Prof. Enzo Antimi sede ad Attigliano (Terni) cell. 338/4398083 – enzoantimi@libero.it

SOCIETA’ SPORTIVA NAZARETH -CAMPANIA Presidente Prof. Antonio BARBATI sede a Napoli– abarbati@libero.it

HIT BAT PROMOTION PUGLIA Presidente Sig. Gianni Guaglione cell. 348/9364365 – gianniguaglione@libero.it

SAN FRANCESCO AL CAMPO (TO)

A.S.D. BABA2 SAN FRANCESCO HIT BALL TEAM Lunedi ore 21.30 Scuola “I.Calvino” (adulti)

PONT CANAVESE (TO) A.S.D. HIT BALL PROMOTION venerdì 15.00-17.00 palestra di Via Roma (Under 18)


Corsi FIHB Di seguito vengono descritti tutti i corsi tenuti attualmente dalle varie Associazioni affiliate con le rispettive sedi ed orari. HITBALL TORINO

Per qualsiasi informazione rivolgersi a: Cauda Stefania tel. 333.9857264 oppure via e-mail dadehit@alice.it Mercoledì ore 18.00-19.30 Scuola elementare Gobetti via Romita 19 (via Guido Reni) (under 11) Martedì ore 18.30-20.00 S.M.S. Palazzeschi via Lancia 140 (under 18) Giovedì ore 18.30-20.00 S.M.S. Palazzeschi via Lancia 140 (under 18)

A.S.D. SINOMBRE

Per qualsiasi informazione rivolgersi a: Catellani Giacomo tel. 349.6696358 oppure via e-mail sinombre.hitball@gmail.com Lunedì ore 20.00-22.00 Istituto Avogadro c.so San Maurizio 8 Venerdì ore 20.00-22.00 Istituto Avogadro c.so San Maurizio 8

FANTASTICLUB ASTI

Per qualsiasi informazione rivolgersi a: Pellitteri Francesco tel. 338.3736759 oppure via e-mail hit-ball@fantasticlub.org Lunedì ore 21.30-23.00 Via de Amicis 10 – Asti (all’interno del parcheggio di Via Natta)

A.S.D. HIT DOGS

Per qualsiasi informazione rivolgersi a: Rolando Enrico tel. 349.2117020 oppure via e-mail hitdogs@gmail.com Lunedì ore 18.00-20.00 S.M.S. Maritano Via Marsigli 25 Martedì ore 20.00-22.00 S.M.S. Ada Negri Via Ada Negri 23 Martedì ore 22.00-24.00 Palahit Via Sansovino 130/b Giovedì ore 17.30-19.30 Palahit Via Sansovino 130/b Venerdì ore 20.00-22.00 S.M.S. Ada Negri Via Ada Negri 23

A.S.D. SPORTING TEAM

Per qualsiasi informazione rivolgersi a: Franco Giambanco tel. 349.4345513 oppure via e-mail sportingteam@hotmail.it Lunedì ore 15.00-16.30 S.M.S. Alberti (classi medie) Lunedì ore 18.00-19.30 Scuola Agazzi via Brissogne 32 (under 18) Lunedì ore 20.00-22.00 S.M.S. Nigra via Bianze 9 (adulti serie B2)

Lunedì ore 20.00-22.00 S.M.S. Fermi Castiglione torinese (adulti serie B1-C1) Mercoledì ore 15.30-17.oo S.M.S. Fermi Castiglione torinese (under 18) Giovedì ore 14.00-15.30 S.M.S. Fermi Castiglione torinese (under 18) Venerdì ore 20.00-22.00 S.M.S. Fermi Castiglione torinese (adulti serie B1-C1)

TOGETHER SPORT

Per qualsiasi informazione rivolgersi a: Zanetti Gianluca tel. 339.4510123 oppure via e-mail zanettigianluca@yahoo.it Lunedì ore 16.30-18.00 Palahit Via Sansovino 130/b (scuole medie e superiori) Martedì ore 17.00-19.00 Palahit Via Sansovino 130/b (scuole superiori) Mercoledì ore 17.00-19.00 Palahit Via Sansovino 130/b (scuole medie e superiori) Giovedì ore 16.30-18.00 Palahit Via Sansovino 130/b (scuole superiori) Giovedì ore 22.00-24.00 Palahit Via Sansovino 130/b (adulti) Venerdì ore 17.00-19.00 Palahit Via Sansovino 130/b (A2 – B1)

LECCO

Per qualsiasi informazione rivolgersi a: G.S. Aurora San Francesco via e-mail ivegotthepower@hotmail.it Mercoledì ore 20.00-22.00 Scuola Elementare Carducci Piazza Carducci 20 Sabato ore 17.00-19.00 Palestra S.Stefano via De Gasperi

A.S.D. PLAYGROUND

Per qualsiasi informazione rivolgersi a: Andrea Grassi tel. 339/8511337 oppure via e-mail asd.playground@live.it Martedì ore 18.00-19.00 Palestra Vivaldi ingresso via Breglio (V elementari e medie) Giovedì ore 18.00-19.00 Palestra Vivaldi ingresso via Breglio (V elementari e medie) Mercoledì ore 18.30-19.30 Palestra 1 Frassati ingresso via Tiraboschi 33 (V elementari e medie) Venerdì ore 18.30-19.30 Palestra 1 Frassati ingresso via Tiraboschi 33 (V elementari e medie)

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Do Hit numero 5  

La rivista ufficiale della Federazione Italiana Hit Ball. In questo numero l'intervista a due papà dell'hit ball: Toni Giordano e Silvio Ben...

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