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1. Presentazione del Lavoro Il lavoro consiste in un esercizio di verifica puntuale delle principali tesi messe in campo dagli storici delle relazioni internazionali per la comprensione delle dinamiche e delle caratteristiche della politica estera italiana all’indomani della Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di anni estremamente significativi nei quali si concentrano alcune delle più importanti scelte del dopoguerra. L’Italia attraverso un percorso per nulla scontato si definisce quale potenza minore appartenente alla sfera occidentale, le cui esigenze di sicurezza trovano soddisfazione in una solida alleanza a garanzia americana; sullo sfondo la prospettiva di una più forte integrazione europea e l’utopia di un governo mondiale democratico. E’ proprio sulle

scelte compiute che si concentra l’operato degli storici: se sul versante interno, ciò che

maggiormente preoccupa è l’instabilità di un sistema politico in cui le sinistre rivestono un’ importanza significativa, sul piano internazionale l’Italia deve scontrarsi con lo scetticismo della gran parte degli altri paesi europei, scetticismo che trae origine dall’essere appartenuta al campo nazi-fascista e da una più generica mancanza di credibilità di cui il paese soffre. A fare da contraltare ad uno scetticismo imperante, la posizione degli Stati Uniti, il cui interesse verso le questioni della Penisola sarà analizzato nel dettaglio. Esiste una ricca letteratura in merito alle dinamiche della politica estera italiana del secondo dopoguerra che, oltre al Manuale della politica estera italiana a cura di Ferraris1 , comprende i lavori di Pietro Pastorelli 2, Ennio Di Nolfo, di Antonio Varsori3, di Brunello Vigezzi4.. Infine esiste un lavoro di Leopoldo Nuti 5 che, nell’analizzare le problematiche dell’esercito italiano nel secondo dopoguerra, fornisce un utile complemento alle dinamiche in esame. Nel complesso si tratta di una letteratura che si può considerare esaustiva, ma che può risultare utile ripercorrere alla luce della raccolta di documenti diplomatici, recentemente pubblicati a cura del Ministero degli Esteri. Il valore storiografico di una tale operazione risiede specificatamente nella possibilità di godere di una raccolta razionalmente suddivisa che permetta una sistematica rassegna delle tesi suddette. I documenti passati al vaglio sono quelli pubblicati dal Ministero degli Esteri nella collezione dei Documenti diplomatici Italiani e più nello specifico parte della serie X e i volumi pubblicati dell’XI, quelli che concernono gli anni tra il 1947 ed il 1950. Nella tesi vengono analizzati in dettaglio gli scambi di lettere, telegrammi, telespressi, memorandum, tra appartenenti al mondo politico e diplomatici, così da cercare di ricostruire il dibattito in sede di Ministero degli Esteri intorno alle principali questioni di politica internazionale. A questo scopo si mettono a fuoco una serie di 1

Luigi Vittorio Ferraris (a cura di), Manuale della politica estera italiana, (Bari, Laterza, 1996) Pietro Pastorelli, La politica. estera italiana del dopoguerra, (Bologna, Il Mulino, 1987) 3 Antonio Varsori, L’Italia nelle relazioni internazionali dal 1943 al 1992, (Bari, Laterza, 1998) 4 Ennio Di Nolfo, Romain H. Rainero e Brunello Vigezzi (a cura di) , L’Italia e la politica di potenza in Europa, 1945-1950 Marzorati, 1987) 5 Leopoldo Nuti, L’esercito italiano nel secondo dopoguerra, 1945-50 (Roma, SME, 1989) 2

(Milano,


trattative quali: il negoziato per l’adesione al piano Marshall e la sua messa in atto, il progetto di Unione Doganale con la Francia, i progetti per garantire la sicurezza della Penisola, e cioè il Patto di Bruxelles e il Patto Atlantico, ma anche progetti alternativi quali ipotesi di accordi bilaterali con gli USA, oltre ai primi accenni alla costruzione europea. La scelta dei documenti diplomatici pubblicati è dettata in primo luogo dalla non disponibilità del materiale archivistico appartenente al Ministero, a causa di lavori di sistemazione, ma anche da una scelta metodologica, ceteris paribus, tale da poter rimandare più celermente al materiale bibliografico. A supportare il lavoro interpretativo sono stati presi in considerazione i principali lavori sull’argomento, in particolare i lavori di Varsori, Pastorelli, Di Nolfo e Vigezzi, per ciò che riguarda il lavoro di interpretazione sui documenti, il lavoro di Bruna Bagnato6 sul Patto di Unione Doganale con la Francia, il lavoro di Leopoldo Nuti sulle problematiche legate a sicurezza ed esercito italiano; si fa poi riferimento alle memorie di alcuni dei più importanti protagonisti di quel periodo, a cominciare dal Conte Sforza7 passando per l’Ambasciatore Tarchiani8 e per Pietro Quaroni 9, senza però voler tralasciare il quadro internazionale più generale, in particolare attraverso i riferimenti al volume del Di Nolfo10 e a quello di Ottavio Bariè11. Il lavoro di interpretazione di un contesto internazionale in continuo movimento è, di per se stesso, estremamente difficile, così come è difficile per gli Ambasciatori italiani spiegare la situazione interna dell’Italia e più in particolare il suo atteggiamento ambiguo sulle principali questioni. I ritardi nelle scelte non sembrano comunque da attribuire ad un qualche deficit del Ministero degli Esteri quanto piuttosto all’instabilità intrinseca del sistema politico italiano.

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Bruna Bagnato, Storia di una illusione europea, (Londra, Lothian Foundation Press, 1995) Carlo Sforza, Cinque anni a Palazzo Chigi, la politica estera italiana dal 1947 al 1951( Roma, Atlante, 1952) 8 Alberto Tarchiani, Dieci anni tra Roma e Washington, (Milano, Mondatori, 1955) 9 Pietro Quaroni, Valigia Diplomatica, ( Milano, Garzanti, 1956) 10 Ennio Di Nolfo, Storia delle relazioni internazionali, 1918-1992 (Roma, Laterza, 1994) 11 Ottavio Barié, Massimo De Leonardis, Anton Giulio De Robertis, Gianluigi Rossi, (a cura di) Storia delle relazioni internazionali. Testi e documenti (1815-2003), (Bologna, Monduzzi Editore, 2004) 7


Volume V serie X Il volume V della serie X raccoglie documenti concernenti gli anni del terzo governo De Gasperi e copre un arco di tempo che va dal 2 febbraio al 3 maggio 1947. Il terzo mandato di De Gasperi corrisponde alla fuoriuscita delle sinistre dal governo, fuoriuscita che trae origine dalla scissione del partito socialista avvenuta nel gennaio dello stesso anno. Nel nuovo governo è presente come Ministro degli Esteri il Conte Carlo Sforza in sostituzione del socialista Pietro Nenni, a significare la decisiva scelta filo-americana di De Gasperi. Il 10 febbraio si assiste alla firma del Trattato di pace, decisione sofferta, ma giudicata necessaria per riguadagnare margini di autonomia nella conduzione della politica estera del Paese; per la ratifica bisognerà attendere il 31 luglio 1947. Dai documenti emerge una fittissima corrispondenza che coinvolge la maggior parte delle rappresentanze estere impegnate e riguardante il Trattato e la sua possibile revisione. Numerosi i documenti relativi ad un possibile ingresso dell’Italia all’ONU vista anche come momento di ridefinizione della collocazione internazionale del Paese. Per ciò che concerne i rapporti con gli Stati Uniti esiste consistente materiale che risale al 12 marzo, giorno della presentazione della dottrina Truman. Volume VI serie X Il Volume VI prende l’avvio con il quarto governo De Gasperi. I temi centrali risultano essere il Trattato di Pace e la ricollocazione internazionale dell’Italia. Per ciò che concerne il primo aspetto sono intense le discussioni in sede di Costituente; al centro dell’attenzione sono la sorte delle colonie pre-fasciste, argomento su cui è posta particolare enfasi, le problematiche relative al Territorio Libero di Trieste, così come concepito dal Trattato di Pace, e i problemi attuativi legati all’accordo negoziato da De Gasperi con l’Austria. Di grande importanza l’insieme dei documenti relativi alla discussione del problema della sicurezza, soprattutto in vista dell’avvicinarsi della data del 15 dicembre, corrispondente al ritiro delle truppe alleate dalla Penisola. Insolitamente estesa risulta la documentazione relativa alla sorte della flotta, testimonianza di un Paese in cui sono ancora vive le speranze di ritornare ad esercitare un’ influenza regionale significativa e delle speranze legate ad un possibile riconoscimento dei diritti sulle colonie. Per ciò che concerne la ricollocazione internazionale del Paese proseguono gli sforzi per assicurasi un seggio all’ONU, con particolare attenzione alla sua possibile influenza sull’alleggerimento delle clausole del Trattato di pace; il 15 luglio l’Italia partecipa alla seconda Conferenza del Piano Marshall a Parigi, momento di grande importanza per la definizione della posizione Italiana nel campo occidentale; si assiste poi alle origini del Trattato di Unione doganale con la Francia, con i primi colloqui in cui emerge tra l’altro la grande enfasi posta dagli italiani


riguardo al problema dell’emigrazione, argomento che ci rimanda all’intensa politica migratoria messa in campo dal governo, e costituente anch’essa uno strumento di politica estera; per ciò che concerne i rapporti con le potenze sono moltissimi i documenti con Londra, particolarmente in vista della visita di Sforza del 28-31 ottobre; numerosa anche la documentazione relativa ai rapporti con Mosca e Washington. Volume VII serie X Il volume VII, l’ultimo della serie decima, coincide con la seconda fase del quarto governo De Gasperi corrispondente all’affiancamento dei partiti socialdemocratico e repubblicano a democristiani e liberali. Il periodo preso in considerazione parte dal 15 dicembre 1947, data di entrata in vigore del trattato di pace, e termina il 7 maggio 1948. Il periodo in esame è dominato dall’imminenza delle elezioni del 1948, con significativi timori per la sorte dell’Italia da parte degli alleati, timori rafforzati dall’annuncio, il 14 febbraio 1948, della disponibilità sovietica a vedere riconosciuti all’Italia i diritti sulle colonie. A una tale provocazione corrisponde il 20 marzo 1948 la dichiarazione tripartita su Trieste, con funzione di sostegno alla coalizione centrista di governo. A questa prima dichiarazione corrisponde un significativo impegno da parte americana nel volgere a favore di De Gasperi l’esito delle elezioni o comunque nello scongiurare una vittoria delle sinistre. Prima delle elezioni si assiste ai negoziati per la creazione di un Patto di Unione occidentale che garantisse almeno in parte la sicurezza dell’Europa. Ad una prima fase di disinteresse da parte degli altri Stati europei ad una partecipazione dell’Italia corrisponde a seguito dei fatti di Praga, una proposta formale di adesione, proposta a cui corrisponde, con grande disappunto anche americano, un netto rifiuto, le cui motivazioni trovano nei documenti numerose sfumature interpretative. Il volume segue i negoziati per l’ Unione Doganale e la nascita dell’OECE, organismo destinato a coordinare gli aiuti previsti dal piano Marshall, ma anche prima tappa, seppur su spinta americana, di una possibile integrazione europea. Volume I serie XI Il primo volume della serie XI corrisponde al primo governo repubblicano, il quinto a guida di De Gasperi. Il periodo preso in considerazione è quindi quello che va dall’8 maggio 1948 al 31 dicembre dello stesso anno. Già il 12 maggio si assiste ad un rimpasto di governo che comunque lascia invariata nella composizione la coalizione centrista. Nello stesso maggio 1948 all’Aja si riuniscono numerosi intellettuali e uomini politici europei per il primo Congresso europeo, un momento di intensa riflessione in cui cominciano a definirsi due visioni contrapposte di integrazione europea, quella funzionalista e quella federalista. Il Congresso comunque registra un successo solo parziale per lo scetticismo della maggior parte dei governi.


Nel giugno 1948 inizia il blocco di Berlino, estremo tentativo da parte sovietica di cacciare gli alleati da Berlino e primo momento di vera contrapposizione fra i due blocchi; da parte italiana sussiste il timore di rimanere schiacciati dalla situazione internazionale che richiede una decisa scelta di campo che tarda a venire. Nell’autunno del 1948 si procede ad un serrato negoziato con i britannici per definire la sorte delle colonie, negoziato da cui scaturiscono numerose proposte che vanno dall’amministrazione fiduciaria ad un accoglimento totale delle tesi italiane. A preoccupare maggiormente il governo interviene la frattura tra sovietici e jugoslavi che rischia di compromettere i seppur parziali riconoscimenti su Trieste. L’Italia suscita poi la riprovazione di gran parte degli alleati a seguito di una visita del ministro La Malfa a Mosca, visita da cui scaturisce un accordo di natura commerciale con l’URSS. In Europa e negli USA si comincia a parlare di un possibile Patto Atlantico dal quale l’Italia è sostanzialmente esclusa; circolano voci su un possibile Patto Mediterraneo destinato a coprire il fianco sud della costituenda alleanza con grande riprovazione della nostra diplomazia. A modificare le cose interverrà la Francia, per propria autonoma scelta, che imporrà come condizione per il proprio ingresso quello dell’Italia; in questo senso appaiono significativi i viaggi di De Gasperi a Parigi e Bruxelles del 20-23 novembre e l’incontro di Sforza con l’omologo francese Schumann del 20-21 dicembre, incontri dove tra l’altro si definiscono le clausole della futura Unione Doganale. Volume II serie XI Il volume secondo copre l’arco di tempo che va dal 1 gennaio 1949 al giugno dello stesso anno. E’ la fase del più intenso dibattito intorno all’opportunità per l’Italia di partecipare all’Alleanza Atlantica; in particolare viene messa molta enfasi sui legami tra Europa e Alleanza Occidentale, ad uso quasi esclusivo dell’opinione pubblica, scettica di fronte ad un Patto di natura militare. Il 26 marzo 1949 si assiste, dopo una lunga gestazione, alla firma del trattato per l’unione doganale con la Francia; il 4 aprile l’Italia, forte dell’appello francese e delle posizioni pressoché unanimemente favorevoli dei diplomatici, firma come socio fondatore l’adesione al Patto Atlantico. Il 5 maggio si assiste alla firma del Trattato istitutivo del Consiglio d’Europa, il primo organismo della futura costruzione europea. Il giorno successivo il Ministro Sforza firma un effimero accordo con l’ omologo inglese Bevin sulla sorte delle colonie, l’accordo viene respinto dall’ONU il 18 maggio e la decisione rimandata con grande delusione del governo. Volume III serie XI Il volume III della serie XI, l’ultimo pubblicato ad oggi della serie dei Documenti Diplomatici Italiani, copre l’arco di tempo che va dal 1 luglio 1949 al 26 gennaio 1950 e corrisponde agli ultimi sette mesi del quinto governo De


Gasperi; è la fase di esecuzione dei trattati appena firmati, quello Atlantico e quello Europeo. Intenso è il lavoro interpretativo delle funzioni e dei compiti dei due nuovi organismi creati e delle loro implicazioni in termini di definizione della strategia di politica estera. Per ciò che concerne i rapporti con la Francia si assiste alla fase attuativa del Trattato di Unione doganale con qualche tensione relativa alla volontà italiana di veder cadere le pretese su di una parte della flotta; il volume ci lascia alle soglie della nascita della CECA di cui si comincia già a parlare in alcuni documenti delle rappresentanze europee.


Abstract