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Palavra de mulher Rieccomi qua! Un poco stanchi di me parlando a vanvera di sensazioni astratte e lamentevoli fatti? Va bene forse sí ma non posso non raccontarvi di cosa ho assistito. Lunedí sono andata a teatro, era cosí tanto tempo che non ci andavo, i miei ricordi mi hanno riportata direttamente al marcovaldo e a mamma e a quella magnifica festa della donna dove raccontai una storia da bambini... com'é che era? il pomodoro innamorato perso dell'uva osservava i suoi chicchi pieni e neri brillare nel por del sole? Questa era una serata culturale dedicata a tutte le donne in occasione della nostra festa (un pó in ritardo) e si chiamava "palavra de mulher"- parola di donna. C'érano tre donne bellissime chiamate Tânia Alves, Lucinha Lins e Virgínia Rosa. Ed erano bellissime e danzavano e cantavano cabaret con le canzoni di 'Chico Buarque'. Io non lo so come un uomo puó esplorare cosí a fondo l' universo femminile. C'erano storie di amori disperati, sottili e bastardi. Donne forti, tragiche e divine commedianti. Le canzoni scelte dalle cabarettiste e le loro interpretazioni, rappresentavano a pieno il loro modo di essere. Alcune belle erano: Meu namorado- Terezinha- Tatuagem- Palavra de mulher- O meu amor -e tante altre... Quindi ho pensato a quant'é fortunato esserne parte, di quest' Elite che puó permettersi bella cultura. Di quanti brasiliani si riempiono le orecchie di musichette americane e Laura Pausini. Ho pensato che bello, che orrore. Mi sono sentita piena e, in un attimo, vuota e piú persa di una figlia di prostituta il giorno del papá- Luiz docet

ici c'est confortable Entro in casa, sono sola. apro le finestre, rinnovo l' aria lascio che il sole mi passi attraverso ed oltre. metto su un pó di musica, una samba leggera, magari Marisa Monte. mi spoglio faccio una doccia gelata mentre fuori fervono i 40 gradi. mi piace quando nessuno mi osserva o ascolta, posso immaginarmi ovunque. nonostante sia ancora estate é ricominciata la scuola, la mattina la passo imparando cose nuove e il pomeriggio coltivando un hobby qua, uno lá. oggi sono andata al club con la mia amica finlandese, abbiamo nuotato, preso un pó di sole. é bello avere una persona che ti capisce con cui parlare, e analizzare insieme le mille contraddizioni di questo paese. le persone sono accoglienti, ma pettegole ti si rivolgono contro in un istante. L'amore é effimero e superficiale, o profondo ed oppressivo. la famiglia é unita ma soffocante. il


Brasile é il maggior acquirente di pillole per dimagrire, ma i brasiliani non fanno altro che mangiare! sono nel periodo carnevalesco. nonostante il carnevale di per sé incominci venerdí, questo finesettimana ci sono stati giá molti festeggiamenti. per le strade si incontrano grandi carri con uomini e donne vestiti di fantasia danzando e ridendo. quando incomincia la musica, é impossibile stare fermi. devi saltare e muoverti, lasciarti trasportare dal ritmo e la magia degli ubriachi musicisti. ubriachi di vita, ubriachi d' amor, ubriachi anche di birra. e allora che dire, sei mesi sono volati e cerco di non pensarci, di godermi al massimo quel che resta. il pensiero a volte viaggia al giorno in cui "Eleonora torna alle origini" che é sempre piú vicino e fa sempre piú paura. solo che rispetto ad un anno fa adesso mi conosco, davvero. arrivata dove non avevo nulla, dove nessuno mi conosceva, per costruirmi un mondo, uno spazio. e di sicuro qui in Brasile di spazio non ne manca. mi sono resa conto di cosa io voglio, di cosa penso sia il meglio per me. e alla fine te lo costruisci il tuo modo di essere, o forse semplicemente lo trovi, seppellito sotto strati impolverati di moda, influenze, aspettative,sorelle, mamme, nonne,amici e nemici, piccoli traumi di amori infantili. non vi arrabbiate perché non aggiorno spesso, é che a volte ho troppe parole, e altre volte non ne ho nessuna. capite che non é poi facile parlare ad un pc. e concludo con una poesia di un mio nuovo amico, ciaociao =) Olhos de céu Lê, só quero te vê Aprender com você Poder te olhar, voltar a sonhar. E nos seus olhos azuis me afixar. Seus lábios rosados me deixam empolgado. Dançando com você, de braços dados, me senti atordoado. Gostei do seu toque, da sua pele. Me conquistou. Do modo como você me "atirou". E só de ver seus olhos brilhando o mar, Já me sinto voar. Desde que nos conhecemos, não paro de pensar Se vai demorar pra te reencontrar. E no seu sotaque eu viciei. No dia seguinte, foi tudo em que pensei. Lê, fora a beleza, você é simpática e charmosa. E é pra você que vai a minha rosa. Matheus Marinho Munhos 08/02/2010 11:24 MERCOLEDÌ, 17 MARZO 2010 Palavra de mulher Rieccomi qua! Un poco stanchi di me parlando a vanvera di sensazioni astratte e lamentevoli fatti? Va bene forse sí ma non posso non raccontarvi di cosa ho assistito. Lunedí sono andata a teatro, era cosí tanto tempo che non ci andavo, i miei ricordi mi hanno riportata direttamente al marcovaldo e a mamma e a quella magnifica festa della donna dove raccontai una storia da bambini... com'é che era? il pomodoro innamorato perso dell'uva osservava i suoi chicchi pieni e neri brillare nel por del sole? Questa era una serata culturale dedicata a tutte le donne in occasione della nostra festa (un pó in ritardo) e si chiamava "palavra de mulher"- parola di donna.


C'érano tre donne bellissime chiamate Tânia Alves, Lucinha Lins e Virgínia Rosa. Ed erano bellissime e danzavano e cantavano cabaret con le canzoni di 'Chico Buarque'. Io non lo so come un uomo puó esplorare cosí a fondo l' universo femminile. C'erano storie di amori disperati, sottili e bastardi. Donne forti, tragiche e divine commedianti. Le canzoni scelte dalle cabarettiste e le loro interpretazioni, rappresentavano a pieno il loro modo di essere. Alcune belle erano: Meu namorado- Terezinha- Tatuagem- Palavra de mulher- O meu amor -e tante altre... Quindi ho pensato a quant'é fortunato esserne parte, di quest' Elite che puó permettersi bella cultura. Di quanti brasiliani si riempiono le orecchie di musichette americane e Laura Pausini. Ho pensato che bello, che orrore. Mi sono sentita piena e, in un attimo, vuota e piú persa di una figlia di prostituta il giorno del papá- Luiz docet

lunedì, 08 febbraio 2010 ici c'est confortable Entro in casa, sono sola. apro le finestre, rinnovo l' aria lascio che il sole mi passi attraverso ed oltre. metto su un pó di musica, una samba leggera, magari Marisa Monte. mi spoglio faccio una doccia gelata mentre fuori fervono i 40 gradi. mi piace quando nessuno mi osserva o ascolta, posso immaginarmi ovunque. nonostante sia ancora estate é ricominciata la scuola, la mattina la passo imparando cose nuove e il pomeriggio coltivando un hobby qua, uno lá. oggi sono andata al club con la mia amica finlandese, abbiamo nuotato, preso un pó di sole. é bello avere una persona che ti capisce con cui parlare, e analizzare insieme le mille contraddizioni di questo paese. le persone sono accoglienti, ma pettegole ti si rivolgono contro in un istante. L'amore é effimero e superficiale, o profondo ed oppressivo. la famiglia é unita ma soffocante. il Brasile é il maggior acquirente di pillole per dimagrire, ma i brasiliani non fanno altro che mangiare! sono nel periodo carnevalesco. nonostante il carnevale di per sé incominci venerdí, questo finesettimana ci sono stati giá molti festeggiamenti. per le strade si incontrano grandi carri con uomini e donne vestiti di fantasia danzando e ridendo. quando incomincia la musica, é impossibile stare fermi. devi saltare e muoverti, lasciarti trasportare dal ritmo e la magia degli ubriachi musicisti. ubriachi di vita, ubriachi d' amor, ubriachi anche di birra.


e allora che dire, sei mesi sono volati e cerco di non pensarci, di godermi al massimo quel che resta. il pensiero a volte viaggia al giorno in cui "Eleonora torna alle origini" che é sempre piú vicino e fa sempre piú paura. solo che rispetto ad un anno fa adesso mi conosco, davvero. arrivata dove non avevo nulla, dove nessuno mi conosceva, per costruirmi un mondo, uno spazio. e di sicuro qui in Brasile di spazio non ne manca. mi sono resa conto di cosa io voglio, di cosa penso sia il meglio per me. e alla fine te lo costruisci il tuo modo di essere, o forse semplicemente lo trovi, seppellito sotto strati impolverati di moda, influenze, aspettative,sorelle, mamme, nonne,amici e nemici, piccoli traumi di amori infantili. non vi arrabbiate perché non aggiorno spesso, é che a volte ho troppe parole, e altre volte non ne ho nessuna. capite che non é poi facile parlare ad un pc. e concludo con una poesia di un mio nuovo amico, ciaociao =) Olhos de céu Lê, só quero te vê Aprender com você Poder te olhar, voltar a sonhar. E nos seus olhos azuis me afixar. Seus lábios rosados me deixam empolgado. Dançando com você, de braços dados, me senti atordoado. Gostei do seu toque, da sua pele. Me conquistou. Do modo como você me "atirou". E só de ver seus olhos brilhando o mar, Já me sinto voar. Desde que nos conhecemos, não paro de pensar Se vai demorar pra te reencontrar. E no seu sotaque eu viciei. No dia seguinte, foi tudo em que pensei. Lê, fora a beleza, você é simpática e charmosa. E é pra você que vai a minha rosa. Matheus Marinho Munhos 08/02/2010 11:24

LUNEDÌ, 21 DICEMBRE 2009 canção de ninar sono qui, adesso. non é questo ció che conta? vinicius de moraes dice che gli amici non si fanno, si riconoscono. é un grande poeta e compositore. e ha anche ragione. con un vero amico, in fin dei conti, non c'é bisogno di parole o pettegolezzi pur di fare qualcosa. arrivi ad un punto in cui il passato non ha piú alcuna importanza. e il futuro é solo una preoccupazione lontana. e il presente, nemmeno quello conta. arriva un momento in cui sei fermo. respiri. e sei tu: le esperienze trascorse, le angoscie esistenziali, la condizione tragica. puoi odorarla, la tua essenza. solo avvicina la cavitá del gomito alla bocca, e assapora il tuo sapore. percorri con lo sguardo le tue cosce e osserva il tuo pallore. appoggia i piedi per terra e avverti la tua forza, che é piú forte se rivolta verso il cielo. formatta la tua mente e vedi come puó correre. chiudi gli occhi, toccali, e avverti quanto lontano possono arrivare le tue palpebre. ma questo dura solo un attimo, non puoi vivere studiandoti, perché ancora qualche respiro. e giá sarai diversa. .~Lénor~.



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