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Canti Alieni

NEOGEO Volume III

Dj Pohnzi Raccolta di poesie musica e video

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Raccolta di poesie musica e video

NEOGEO Volume 3

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Š 2017 By Orizzonti Alieni 3


Table des matières DIARIO DI BORDO 1/1/2017 .................................................................................................................... 5 Ascolta la pioggia ..................................................................................................................................... 6 Flussi divergenti – PARTE 2...................................................................................................................... 7 Città aliena............................................................................................................................................... 9 L’illusione rosa ....................................................................................................................................... 11 Il naufragio ( versione B) ....................................................................................................................... 12 I Cieli di Ganimede a.k.a. l'assenza assoluta.......................................................................................... 14 la finestra sull'oceano............................................................................................................................ 16 In cammino per Svarga a.k.a il canto dell'incompreso .......................................................................... 19 Dove sognano gli aquiloni ( versione B) ................................................................................................ 20 Il canto dell'uomo e delle stagioni ........................................................................................................ 21 Amico di Parigi ( versione B) ................................................................................................................. 25 Giorno d'umanità .................................................................................................................................. 27 Riflessioni d’un bambino ....................................................................................................................... 29 L'ustione dei corpi ................................................................................................................................. 31 una storia d’amore” a.k.a. Anche i mostri scrivono poesie.................................................................. 35 Rinascere tra mille anni ......................................................................................................................... 38 Da dove viene la voce ............................................................................................................................ 41 Tra le mie righe (versione C).................................................................................................................. 43 Domande all'invisibile ........................................................................................................................... 45 La memoria dell'Uomo .......................................................................................................................... 48 Figlie della luce ...................................................................................................................................... 52 Dove le pallottole non fanno male (versione B).................................................................................... 54 I figli di Rimbaud – il sangue dei poeti .................................................................................................. 56 VIDEO POESIE ........................................................................................................................................ 57 Kerina e la neve ..................................................................................................................................... 58 Bimbo guarda e passa ........................................................................................................................... 58 Sara e Cinzia........................................................................................................................................... 59 Videopoesia testo di Paola Bajo ............................................................................................................ 59 La memoria dell’uomo .......................................................................................................................... 60 Sulla mia pelle........................................................................................................................................ 60 L’ultimo respiro ..................................................................................................................................... 61 Flussi divergenti ..................................................................................................................................... 61 Gaza Footbal Club.................................................................................................................................. 62 L’uomo di passaggio .............................................................................................................................. 62

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DIARIO DI BORDO 1/1/2017

Raccolta di poesie e videomusicali pubblicate durante l’anno 2016 sul blog :

http://blog.libero.it/poesieresitenza

e sul canale youtube :

https://www.youtube.com/channel/UCayGPCegdL4Y0xNBc5K7mRg

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Ascolta la pioggia Ascolta la pioggia scrosciare contro le strade, la terra, i campi, le chiese, gli uomini , suonare sui tetti una folle musica nella speranza di poter pulire tutto Ascolta la pioggia gemere, ascolta le sue grida quando sveglia anime, tintinna sulla faccia d’un naufrago e porta l’ultimo brivido prima dell’addio, quando si fa lampo nel quadro buio d’ un cieco , l’unica ad aiutare con un pianto . Ascolta la pioggia quando atro non s’ode, seguila a lenire i dolori, sotto le fronde sulla pelle ricorderà anche solo una semplice goccia ricarica un fiore secco , i cuori a pezzi , le grida dei bambini, i colori d’ una terra in un mondo arido Ascolta la pioggia quando il cielo si sfinisce e ti parla, sveglia persone sole con sillabe a singhiozzo, non s’arrende mai come un poeta che muore di fame ma mai di parole Ascoltala se puoi ed ascolterai la vita … la vita che si dimena, che non si dà per vinta, che canta, che impreca, che culla, che sogna, che danza … e l’amerai e capirai che anche nel suo non parlare, nella sua lingua misteriosa , non sta mai muta .

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Flussi divergenti – PARTE 2 Fummo sorrisi che annullan tristezza La foglia che non parte con la brezza Le grida innocenti che smerigliano cieli Che fan il canto d’uccelli e squarcian veli Parole buttate in mare lungo la scia Ci promettemmo amore e fu poesia Un timido “ti amo “ al bordo del ruscello Non ci vide nessuno se non l’eterno Fummo come te come troppi come tutti Calma di gioia in un vortice d’ insulti L’uomo solo che sente sempre la voce Cuore di cristo che poi batte sulla croce Fummo tramonto che viene a bussare Mattina d’amore che non si fa invitare Una camminata soli sul lungomare Un nuovo inizio che non si può fermare Quercia in piedi contro rumori di fucile A cercare un rosa che non abbia spine Funamboli in una guerra su una faglia Milite ignoto sotto il fuco d' una mitraglia

Fummo le promesse d’ un divenire Il vento d’inverno che non vuol finire Un cuore pieno in una vita magra Bandiera insolente di chi non ha patria

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La meraviglia dell’irripetibile Il mistero d’un amore possibile Un guerriero stanco che posa la spada Una pianura di sangue tinta di rugiada

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Città aliena Strisciai i piedi su strade lastricate di vuoto Guidato dai silenzi su una terra di violenza Giunsi in questa città guidato da sangue in fuoco Lungo la scia solitario in mezzo alla tempesta

Arduo mestiere il muoversi tra anime chiuse A piedi regalo versi sotto lo spicchio di luna Tra il peso dei miei sbagli e cicatrici rinchiuse Il mio passato blocca il respiro più della paura

Qui muri raccontan schiavitù sotto suole di tiranni Si sgretolano le maschere al volo di magre farfalle Gente guarda vetrine ma i riflessi son quelli di altri Io schiacciato da più mali cosi nasce un diamante

Pareti scrostate riflettono anime in processione Corpi bruciati parole mai dette baci mai dati Prima da nascere spiriti già in estrema unzione Mare finestre infrante silenzi infantano boati

Qui Il giorno si disgrega marea di buio sulla città Il sole riverbera ma i passanti sempre nell’ombra Guardo intorno incompreso cerco parole di verità Alieno il lampo d’ una notte col volo d’una colomba

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Nei meandri della mente oscurità in tutti gli angoli Notte , Il cielo si cancella per pensieri che s’ accendono Sul ciglio del crepuscolo con i pensieri nottambuli Ad ognuno i suoi demoni e le mie scintille crepitano

Nessun credo nessuna idea nessuna bandiera Voglia di denari s’accumula nelle menti insonni Voglie di possedere infarciscono palazzi a schiera La ricchezza è la miseria di chi non ha più sogni

Volo tra serpi fumo persone perse legati tra i rovi Il ‘non voler sapere ‘ telecomanda qui son tutti droidi L’ignoranza abbaglia se solo ti chiedi dove ti trovi L’ignoranza è lama taglia l’aria sai blocca asteroidi

In volo ti penso mi nutrivi con le tue parole nascoste Quando ti bastava un sospiro senza chiavi per aprire porte Perché la vita né da lontano né da vicino da mai risposte Le tiene tutte per se celate muta anche se vivi tre volte

Le tue parole eran fari lungo la strada dei giorni Anche la spiaggia ha bisogno d onde per esistere Citta aliena perdi il tempo a sostegno dei sogni Dimentichi una parola s’aggrappa al soffio per resistere

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L’illusione rosa Sulla fiammante ebbrezza dei miei giorni Mi ritrovo col tuo sorriso a sperare che torni Alla luce del falò degli orgogli nati spenti Sul filo del rasoio i perché si rincorron lenti

Che sorriso misterioso esorcizzavi voglie Bocca che al tempo aggiunge e nulla toglie Parole fatali dette all’ora in cui treman foglie In cui le lancette non seguono il tempo folle

Nel profumo dei tuoi capelli le mia dita febbrili Sui nostri corpi segni giocosi di voglie giovanili Misterioso il tuo sorriso nel palpitare delle ore Quando la colpa è dare all’altro troppo amore

Ora notte di silenzio parli di ciò che è morto Vita parli rapida ma non me ne rendo conto Foglio e matita tra i secondi scrivo un brano Al tempo veloce che è illusione sperarlo piano

Aspetto l’alba mi colpirà il primo raggio muto Il dolore lo capirà lo specchio dello sguardo crudo Lo conoscerà il manto bianco che ricopre il muro D’ un corpo strinto da tutti che diventa di nessuno

Resto sempre il sognatore che tanto amavi 11


Delle parole recondite con cui sognavi

Sappi cerco sempre un vento che sorregga le braccia Un onda immortale che non muoia sulla spiaggia Una luce di notte tra la spuma in mezzo al mare Un sole che non ha bisogno d’un cielo blu per restare

Il naufragio ( versione B) Mi confido alla mia penna ora che affondo Cade il velo sul resto del poco mondo intorno Scrivo due parole sulla luna per noi nelle celle Luna ornata dal nero e da un mazzo di stelle Astro ridente nella tua silenziosa solitudine Muta nelle notti senza risposte per abitudine Stanotte invece schizzano parole dalla tue vene Non dai mai risposte ma ora le dai tutte insieme Nelle ossa del vascello tremo e vado a fondo Mi dai mille anni di sentenze in un secondo La follia è saggezza non vederla come una pena Spinge a esser pazzi quando ne vale la pena Un boato mi ricorda la fine viene senza preavviso Collassano le colonne d’Ercole le pieghe del tuo viso Rimorsi e rancori affilati laceran come grandine Per intero il mio mondo a fondo come Atlantide

In questa sera triste sfumano idee che credevo forti Forse è giorno forse no vedo fari spenti cercare porti Dove mi trovo in fine se non sul prato di miei torti ? Se questo mare fosse foresta sarebbe d’alberi morti

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Escono affilate parole che non seppi mai dire Gridano per abbagliare in silenzio il mio sentire Tranciano i fili quando il niente ci aspetta Di chi si attorciglia ai fili della marionetta

Terra ignara che hai pianto tutte le lacrime Riempiendo l’oceano per dissetare le anime Cara amica mi bagni e mi fido solo di te Quando piango sento l'eco del tuo pianto per me A un Dio che disse porgi sempre l’altra guancia Anche a chi sanguina con la lancia spezzata in pancia Offro con due mani quest’acqua al creatore Una goccia per ogni giorno in cui fui santo e peccatore

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I Cieli di Ganimede a.k.a. l'assenza assoluta dare tutto per rivedere un viso, cercarlo tra i disegni nelle nuvole che danno futuro ai sogni ... Forse resterà un battito sotto il dolore immenso Dove sfumò il tuo viso per riallacciarsi al tempo L’assenza colò dal palmo si fece lacrima densa S’elevò e raccolse luce persa divenendo perla L’Ironia del camminare senza colmare la distanza Per chi carica le persone andate di somma speranza Esistere quando il vento sempre dice di partire Quando angeli discreti curvano ali per non morire Lasciasti su visi inespressi l'impronta di felicità Oltre la percezione racconto etereo d'aldilà La stagione d' incontro tra l'idea di tutti i giorni Fosti assenza assoluta di vere chimere e falsi sogni

Polvere abissale della storia caduca riempie orme La percezione del passato sfuma in strane forme Fidanzata d’un suono che porta il tuo nome Il cuore s’ agita e scrive sull’anima che dorme

Posa ancora la tua mano l’ultima volta sulla mia fronte Sulla mia pelle che si leghi il viaggio d’Acheronte

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In silenzio nelle meraviglie che regala il mondo Cosa sono se non chi colma divario tra cielo e suolo

Sentire il mare che si cruccia di non farsi amare Rivedere nel lontano le rive estenuarsi a chiamare L’assenza assoluta d’un abbraccio tra vincitori e vinti Fosti mancanza d’un bacio d’una madre ai suoi figli

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la finestra sull'oceano

da una finestra che spalanca l'infinito ...

Convulso il sole quando bussa ignaro col mattino I pensieri portano via poesia d'un brivido assassino Confusione delle immagini con mani unite fremono S'accavallano davanti agli occhi immensi dell' oceano

E mi dicesti siamo liberi ma con piombo nelle ali L'amore ci guarda e trafigge regala un mazzo di strali Come ĂŠ andata la tua giornata? Dove dormono i sogni ? Quando cresceranno piante da semplici umidi germogli ?

Eh si , s'esauriscono i pennelli se il cuore non piange piĂš Non piĂš una chiazza di colore su nel cielo che fu blu Faccia che non riconosco sfocata bacia a vuoto sul letto Anche l'ombra nell'angolo d'un ricordo sai cambia aspetto

E mi dicesti siamo liberi ma con contorsionismo

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Il liricismo coi corpi parla monotono d' erotismo Un pagliativo alla brezza che fora il polmone All'alito che annebbia lo sguardo senza più ragione

Brava a parlare con l'illusione quando solo lei ti sente A raccontargli d'una vita intera per far finta di niente Cercasti il sentiero che riporta dal passato a sorridere Mentre le foglie morte sono più vere di noi a vivere

Stelle già morte che agli occhi stolti ancora brillano Queste eravamo mentre le voglie tra i secondi oscillano Vedemmo la traccia di questo amore a sprazzi rifiorire Svilliti ci aggrappammo all'ultimo seme per non morire

Mi chiedesti chi fu quella notte che bussò alla porta Se parole in una assenza fanno sbocciare una passione morta Dubitasti dell'ossessione che ci coglie mentre il cuore langue Del tutto che si confonde come tracce di gesso nel sangue

Accorgersi che s'impara sempre quando tutto é perso che l'inverno dopo la primavera non é sempre diverso vedere il gesto inutile perso dietro al tempo che mente sentire un ultima preghiera rivolta ad un Dio inesistente

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Ti risposi che la paura allaccia stringhe nel vuoto Che solo il rancore consola ricordi spesi nel fuoco Rammenti la voce che s'attenua mentre le parole son vive ? L'urlo che rideva incerto con noi su una corona di spine ?

Eccoti qua su questo balcone davanti alla mossa pianura A parlare con l'arsura dell'anima confusa dall'altura Si può imprecare soli al vento quando nessuno ci sente Sillaba nella finestra sull'oceano persa controcorrente

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In cammino per Svarga a.k.a il canto dell'incompreso le aurore mi annunciano il giorno davanti , tanto lascio dietro , si quello che faceva parte di me fino a ieri .... Spettri nati morti per inseguire luci dal buio spente Il paradiso non li vuole e l'inferno neanche attende Dolore possibile da afferrare impossibile da alleviare Spazza dentro come i venti impossibili da controllare Brividi d'amore nati sul filo del rasoio Sbranati dentro dai troppi "perché non muoio??" Anime trafitte dal nulla che da il cognome ai nomi Il vuoto é vuoto e poco importa se dentro o fuori Nella cruna di fuoco che separa lo sparo dal soldato Nasce la melodia di chi mai stette da nessun lato Il canto che vanta lo sputo del mai arreso Le parole che diffondono la voce dell'incompreso . ll tempo scorre tra lampi che non annunciano mai mattino Istinti degenerati da violenza allietano incubi di bambino Pentagrammi di parole ardono polvere d'incenso Scritta sul fuoco l'eredità della penna di Bafometto

I pensieri del silenzio portati via da musica di spari Treni senza binari città in rovina odio senza pari Nella mia testa il rumore di parole é ripreso E le sillabe diffondono il canto dell'incompreso

Odissea sui sassi affilati in rotta per l'Olimpo Dietro scie dove il cinismo d'utopia s'era tinto 19


Graffiando i muri stanco con l'ombra ad abbaiare Libertà forte come l'ultimo respiro per non affogare Eccomi passo dopo passo a puntare la luce sulle cima Cantando la paura con amore e la pazzia tra le dita Disteso sulle macerie a contare stelle resto illeso E racconto loro il mistero del canto dell'incompreso

Dove sognano gli aquiloni ( versione B) Nel cielo senza fiato son soffio d'ispirazione Leggero più di voi ma non ancora airone Il mio osare lo vedi ma non lo puoi comprare... A me una ventata d’ idee basta già a volare Inchiodati al suolo punti vuoti sul selciato Impigliati nel ricordo d'un passato ormai odiato Stupenda esistenza d’un pezzo di legno inerte Più bella e viva di vuoto essere cosciente Sopra il passato prima che il vento spiri Vivo come voi ma non vivo come i vivi Non emetto suoni ma più di voi so ascoltare Tremo per il mondo questo è il mio parlare il sole sfuma la luce per colorare il giorno muore e risorgerà ed io fletto ma non crollo Svetto in alto compio il mio destino Accendo fuoco negli occhi d' un bambino La sabbia m' avvolge mio mantello di seta Muto realizzo il mio sogno lotto con furia cieca Aggiungo nuova linfa a sprazzi di vita A chi in basso guarda s 'esprime con le grida Mondo indifferente tocco i raggi del sole Li sostengo con la tela il giorno mai muore Dipingo sull'orizzonte la mia eredità Sul foglio d'aria l'alfabeto della libertà 20


Il canto dell'uomo e delle stagioni

Venne con il bianco a dare ai paesaggi un volto diverso Venne dicembre dire forte guarda “il cielo scendere” Aggiungere rughe ed invecchiare le terre emerse Sogno o realtà da sempre la natura vuol solo esistere

Bocca fredda mani gelide e due canzoni per sognare Il silenzio da un nome diverso con cui chiamarli Le speranze sull’orizzonte piatto aspettano ad arrivare Fiocchi messi con mani celesti svogliate portano malanni

Vivevamo a passo di danza leggeri su tempi sospesi Stolto guardavo il balcone speravo qualcosa sbocci Il purgatorio da espiare non ne uscimmo mai illesi Mancanti i fiori persino assente il colore dei tuoi occhi 21


Poi venne marzo insolente offrire nuove foglie Il cielo accumula rancori lo fa sapere con la pioggia Spoglia l’inverno riveste il verde e nuove voglie Ora la penna del poeta sognatore riprende forza

Slacciai il capotto il futuro in mano sciolsi i sogni Ti scrissi infine anche se non ti potei piÚ vedere Ricominciai dalle rondini di ritorno figlie dei giorni E versi chele strinsero l’amore che mai potei avere

Cercai il tuo sorriso nuovo tra le crepe della vita Due stracci un cuore per illustrare il mio pensiero

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Feci il primo passo di corsa contro la vita ballerina Piedi nudi sanguinante per il vento mi feci leggero

L’estate delle voglie mi colse impreparato Svuota a caricarci d’altri ricordi nelle vene Sentivo la vita attraverso gli odori che gridano Dannato a cercare la notte che mi vada bene

Silenzioso se non nel rumore che fa un bacio Afferrai l’orgoglio delle chimere mi feci amante Fuggitivo da un deserto con i dadi in balia del fato Amai cercare l’ombra quando il sole fece l’arrogante

Poi un fiore sfumare annunciare l’arrivo di altri vestiti

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Alberi perdono le corazze rimangono scheletri coi dolori L’autunno rimette tutto a posto un sorriso non si trova Insegna ai parchi che i colori non son eterni come gli amori

E ritorno l’inverno ci si abitua a tutto ma non alla vita Un'altra stagione a cercare un corpo un pezzo di vero Volerlo diverso ma sempre tuo nell’abbaglio dalla brina

Si ricomincia nuvola disperata che cerca il suo cielo

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Amico di Parigi ( versione B) Amico , fosti una candela lasciata ardere sola nel mondo vuoto , circondato da ombre intente ad afferrarti. In silenzio i secondi scorrevano e sapevi nessun ombra t’avrebbe soffiato … nulla se non infine il buio stesso Cosi un giorno alla fine dell’estate …

Amico di Parigi s’ interruppe la strada ardita Ecco settembre ed un sussurro di voce contrita Falsa vita che ci gratti e riduci ad un segno Sulla tela del gran pittore nel suo strano disegno

Fermi da tempo remoto tra i confini dell’ignoto D’un mondo morto tracciato da cerchio vuoto Amico di Parigi davanti all’eterno imbrunire Facesti dell’immobile un costante divenire

Quante sere di canti infranti contro il muro In piedi sul lungosenna sotto il cielo scuro Col sogno di colorare il sangue nelle vene Un sogno non basta ma basta a fare bene

Parleranno di noi dell’illusione del nostro incanto Delle nostre rime scisse da delusione e pianto Nel tempo il sogno è reale solo se resta tale Non avverato nella brezza è perenne immortale

Amico caro conoscevi il prezzo dell’arroganza Della violenza cara come quello delle ignoranza Stendemmo poesie sul foglio della vita martoriata E le parole sanno quando la vita non è mancata

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Il destino d’un petalo che blocca la spada A piedi nudi scorticati sulla strada ingrata Vita raggio di luce in una feritoia otturata Un secondo un niente e dal buio abbagliata

Voragine nel mare su cui galleggian navi Prima parola sull’ultimo canto degli schiavi Scoglio senza nome che al mare non si arrese Figlio della primavera che l’inverno si riprese

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Giorno d'umanità

Lacerato da questo tempo infinito Usato dalle mie urla ma dal tuo silenzio Dal domare un presente fin troppo impazzito Dal non riuscire a dare un senso a questo tempo Dilaniato come rosa dal turbinio del vento Condannato a vivere solo per vedere l’oceano in cui nuoto fino allo sfinimento E la rabbia che il mio cuore può contenere Straziato dal suono dei tamburi Battono a tempo l’inizio d' una guerra Sinfonia lacerante dell’arrivo di tempi scuri Nel freddo del mattino avvolto da bruma eterna Assordato dalle parole partorite dal silenzio Sputate fuori quando troppo trattenute dentro Batte nel cuore come l’arsura dell’assenzio Non dare senso all’amore ed al suo scempio

Sbranato da un futuro divenuto malessere Promise troppo dietro la maschera il niente Dimenticai tutto l’amore cenere da vendere L’oblio offusca il resto di triste luna crescente

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Corroso dal verbo del mondo che non capisco Gira su se stesso ed anime perse vanno giù Le lancette per i secondi che non si lambiscono Il futuro passa quando il passato non é più

Poi un giorno incontro te mio fratello la notte si fa giorno e smette d’essere fardello Coloriamo il mondo insieme caro fratello Sparisce la paura non ne rimane un brandello

Finalmente colombe unite lontane dagli inganni La prima lacrima non di pianto ma di felicità La serenità su nel cielo non più a sprazzi Sarà Il primo vero giorno di grande umanità

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Riflessioni d’un bambino Venni al mondo una notte di freddo abissale Sul crinale d’un mondo perfetto nel disuguale Sogni dal tempo eletti poi chiusi nelle bare Male si vende perché solo lui sa quanto vale In questa notte steso in silenzio sul letto del fiume Realtà cambi posto appena abbiamo un barlume Come il vento che si diverte cambia posto alle dune Ma ne resto immune passo notti ad eclissare lune … Madre mi dicesti “fatti un anima” ti starà a sentire Eterna compagna di viaggio che non sa mentire Mi curo ancora con i sogni che mi sussurravi Vita confondi , vere porte in mano false chiavi “Attento al tempo” inganna e storpia le strade All’amore impetuoso passa tutto al suolo rade Se ne andrà quando solo al mondo tu resti Lei sarà solo il vento tra i capelli quando ti vesti

Ed in questo mondo ubriaco meglio essere sordi Danzare tra uomini in ginocchio restando ai bordi 29


La vita lo sai bisogna amarla tutta ma non troppo Sordo quando serve, cieco per vedere il doppio E mi desti occhi per la scarto tra realtà e finzione Un cervello per far differenza tra sogni ed ambizione Una luce che distingua il saper vivere e voler morire Infine non l’ignoranza ma il sapere che qui fa soffrire Madre il mondo è danza per gente senza gambe Un piano che suona da solo in vuote stanze In più questo mondo non grida ciò che è taciuto Brutto è brutto come un ricordo non voluto Madre che porti sulle spalle i tuoi figli arrabbiati Solcammo il mondo dei cammini intrecciati Siamo nella nebbia veliero che perse la prua Sul ponte strano amare la vita e maledire la sua

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L'ustione dei corpi Pensiero fermo coi corpi avanti il cuore indietro Perdiamo tutto troviamo nella perdizione il vero Prenditi i secondi di vita i minuti che diedi alle ore Prendi tutto e tieniti pure il resto per favore

L’indifferenza diventa cantilena nostra pena Persi nel non sapere l’indecisione c’ avvelena E la bocca infedele volatile più del pensiero Giravolta nell’aria corona che cerca il suo stelo

Spiegami il dolore che s’accanisce sui punti di sutura Chiarisci il perché il tremolio delle mani la mia paura La passione che cresce fino a che non prende sonno L’ultima cena delle emozioni date per noia e per gioco

Al buio arresi senza treni sopra vuoti binari

Non accendiamo i fanali ancor meno il domani

Le anime bruciano dentro corpi di ghiaccio 31


Puntine logorate su tela ridotta a straccio

La differenza bianca o nera, era notte di burrasca

Conto i secondi restanti coi battiti d’una farfalla

Col sorriso che dovrà imparare a vestire emozioni

Col colore della pelle senzalibretto d’istruzioni

Eppure credemmo all’amore che non sta al suo posto

Al peccato nascosto alle scelte che non hanno costo

Ci credemmo come il primo albero che crea il bosco

Ci sperammo come il vino che crede nel suo mosto

Contro i pregiudizi senza ‘armi eroici contro ogni sfida

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Nascemmo pazzi e ci facemmo poi guarire dalla vita

Ma non siamo perfetti se non nell’amore che non diamo

Nel male che facciamo nella ricchezza che non abbiamo

Contro tutto contro il tempo contro mille contro loro

Iniziammo camminammo riempiemmo il tanto con il poco

Contro i falsi i miopi in una cascata su una zattera

Con gli occhiali non per vedere ma come maschera

Due corpi sgretolati uno contro l’altro in un’ustione

Persino la notte ci abbandona fugge la combustione

Tingemmo insieme il vuoto nel mondo d’atarassia

Lontani nello spazio un ultimo tuffo prima dell’asfissia

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Nella caduta parole dai silenzi stanno uscendo

Si mi cara, qua in fine si cade ma godendo

Le ustione nascoste riportano all’origine della pazzia

La poesia non può che raccontar l’amore come eresia

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una storia d’amore” a.k.a. Anche i mostri scrivono poesie Ora che son solo ricordo, ricordo chi … Mi amava, mi scriveva la bellezza d'essere con me... Trovava sempre parole mai esistite prima Una poesia concatenata mai sentita in rima …

Aveva parole per accendere l’amore che si ferma Frasi dolci per la vita indecisa che s’ alterna Con lui sognavo fuori dalla realtà che insegna Le onde fuggono finché la costa non le ferma

Tremò la terra sotto vite nate piene finite vuote “L’arcobaleno” mi disse “guardalo” il cielo lo vuole S’ammutolì e mi prese per mano dal mio nome Nell’eclisse del sole le botte dell’angelo custode

Poi parole acchiappavano la vita che sta per finire ‘Ti amo” d’un amore che non si rassegna a morire “Dormi” veglierò su di te su un mondo all’imbrunire “Amo” il tuo volto di cicatrici far finta di dormire

“Copriti gli occhi” il tempo non si può fermare “lo so” la vita non è sempre bella da guardare “Aiutami” a riparati quando il vento “non sa” 35


Un altro battito e ruba al cuore un po’ d’eternità

E mi diceva dell’amore bisogna coglierne l’essenza E’ sempre luce anche quando tinto di violenza Lo si prende tutto, il dolce l’amaro il bene il male Anche il sole abbaglia mentre continua a brillare

“Se parti” corri verso l’ignoto o un futuro remoto Un bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno di vuoto Io cercavo solo un domani per vivere con dignità Vestiti usati e due lividi per sognare con semplicità

Cosi dimenticai tutto, i baci al gusto del sale La primavera sdraiati ascoltando il mare La goccia d’acqua che parla di perfezione Le grida d’un bambino che ricorda l’emozione …

Viver fuori dalla prigione dentro il libero arbitrio Speravo nuda nel vuoto la fine del martirio T’insegnerò a saltare ”vola e segui la voce “ Puoi solo guardare in alto inchiodata ad una croce

Cosi mi feci piccola tra i fiori che m’offriva Delfino cercai per riposare la mia riva La tinsi di rosso sangue non smetteva di colare Fui rosa d’infiniti sogni e petali da strappare ...

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... Post Scriptum

Adesso non ricordo o non se ricordare abbia importanza Se non mi muovo più ,o si, sul letto col nulla che avanza Non so più se posso ancora parlare sola in questa stanza Il valore dei secondi che non colmano più la distanza …

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Rinascere tra mille anni Mi sveglierò tra mille anni non penso prima Senza più nome con un bagaglio di stracci Vorrei apriré gli occhi per la prima volta Ritrovare il sentiero in cui raccolsi quel pugno di terra in cui adesso pianto un seme, un nuovo inizio ...

L’ultima immagine che avrò, oceani immersi nei pianti Vascelli in fiamme vite di carbone solcate da falsi santi Ricorderò rive a baciare tramonti morti ghiacciati Fuochi tenui danzare senza sole dal buio lacerati

E quanti inganni tracciarono le rotte del mio vivere Abbagli tra gli sprazzi lasciati vuoti del mio ridere La speranza, un silenzio che rimbalza sul muro d' urla L’amore , una freccia scagliata a mano contro il nulla

Tutto si vendeva tutto si comprava ignoranza al cubo La verità valore del passato l’aria l’oro del futuro Bambino che non sa piangere gabbiano che non sa volare Un “pianista sull oceano” che non sa più come suonare

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Perso nel mondo al colasso d’un Cristo mai risorto Perso come un pezzo di futuro acorato ad un ricordo Perso a fissare un pezzo di materia in mezzo al vuoto Gli occhi blu d’una sirena persi in mezzo al mare moto Realtà sfocata o confusione tra coraggio e viltà Felicità in penombra a chiedere al sole pietà Uomini a rincorrersi baciati dal buio della cecità Per loro bastava pure un’emozione fatta a metà

Città vuote necropoli piene verità sempre taciute Ora niente perdite di tempo su strade mai volute

Riparerò amori che non s’affliggono mai di soffrire Accetterò solo sogni che il mio cuore vuol custodire

Mi siederò davanti al mare ascoltando le sue storie Di marinai partiti e mai tornati di sconfitte e di vittorie 39


Finalmente qualcosa d’utile suggerito dagli astri Costruire un idea per dar vita a quella degli altri

Chiediamo sempre troppo o forse in fondo troppo poco Nel rogo ricevemmo gocce d’odio per spegnere il fuoco “Natura matrigna” ingrata senza risposte e mille mali Dio diede una piuma ad un uomo che solo chiese ali

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Da dove viene la voce

Eccomi ridotto a non credere più agli oracoli Mi resta solo scomparire o fare miracoli Non credo più né agli occhi né al mio passo Sarà vero siamo in basso ed il cielo in alto ? La notte stelle mute ci parlano di tormento Il silenzio cola piano ci tortura e fa spavento Goccia dopo goccia il dolce diventa amaro La vita è gioia finché non ne diventi schiavo ? Da dove viene la voce che parlava d’ ideali? La melodia che copriva la brezza degli spari Si dissipa a macchia sotto il cielo grigio spento Porta via la speranza il futuro i sogni di Tenco

Crudo con la faccia scavata da infiniti solchi Nudo sulla pelle l’eco di tagli baci e morsi Sopravvivere da ultimo uomo tra uomini persi Fuori branco in tasca solo una penna e due versi 41


Ed il tempo si sublima a ritroso prima di tu ed io Che la melodia dei sogni diventasse mormorio Alla pace prima dei tamburi e del loro rullio Di voi di noi prima che gli umani inventassero Dio Da dove viene la voce che dice resistere e sopportare? Resistere come chi a Goli Otok buttava sassi nel mare Ora le Correnti portano spore che raccontano storie Di lotte sudore e sangue di 7 note ed infinite parole

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Tra le mie righe (versione C) Tra le mie righe scrivo d’un domani subito e non cercato Del dilemma a cui ogni uomo rimane ancorato La scelta d’una prigione sia unica soluzione La gabbia della follia o quella della ragione Tra le mie righe scorticate scrivo di percorsi separati Di uomini soli illuminati da bagliori disperati Ognuno è braccio di luce ma si sente perso in volo Sai i raggi d’una stella convergono su un punto solo Tra le mie righe scrivo del peso del mio mondo Schiacciato ai poli che tutti ignari credono tondo Sull’ abisso torna sempre nel petto il voler sperare Sognare è onda fuggita poi restituita dal mare

Tra le righe a goccia prima un passo dopo un altro Scroscia sangue verso l’alto sulla soglia del trapasso Compongo nuova vita la scompongo ad incastro Coloro il cielo guasto d’un mondo troppo marcio

Tra le mie righe ove trema l’ombra della mano Dare senso al silenzio con versi da cerchi nel grano Scrivo del vuoto del deserto d’un mondo strano D’un globo fermo sotto un faro che gira invano

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Tra le mie righe dissolvo il filo del tempo Collasso il secondo ne partorisco altri cento Non smetto di credere alla speranza nel sonno Non muore nelle nuvole la luce scolpisce il giorno

Tra le mie righe ho giurato di restar nella povertà Su una zattera oltre l’orizzonte mi sia dolce l’eternità Ad affrontar le mie paure a veder danzar le stelle Beate loro impenetrabili e belle felici d’esser sorelle

Tra le mie righe scrivo a te che mai conobbi ma intravidi Nella notte di tempesta fosti brezza da altri lidi Due lettere mia dolce dalla spiaggia dove mi areno Oltre il mondo prima del nulla sii il lume sul nero ...

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Domande all'invisibile Cerchiamo regole, forme, canoni ma non cogliamo mai il reale funzionamento del mondo, È per gli uomini un eterno mistero. L’incapacità di risolvere questo mistero, ci terrorizza, ci costringe a oscillare tra la ricerca di un’armonia impossibile e l’abbandono al caos. -Friedrich Nietzsche Dimmi se anche tu porgi domande di notte all’invisibile Se ti si scava la pelle gridando contro l’impossibile Difficile discernere il richiamo invincibile dell’assoluto Distinguere chi smette di vivere da chi non ha mai vissuto

Dimmi perché la luna sorride ma non da ma risposte Le parole più belle da dire son quelle sempre nascoste La verità striscia silente nascondendo sibillina il volto La vita si mostra solo alla fine quando già tutto ha tolto

Dimmi se anche tu cerchi una nota d’armonia

Prima che la notte si chiuda sul kaos della pazzia

Se la vita è nostra giocoso momento d’emozione

A cui la scienza non basta ed ancor meno la religione

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Rispondimi se mi senti o la promessa d’una voce

Che se ne dimentica dopo un semplice segno di croce

Se la violenza ti stringe ed imprechi per non cedere

Se sei chi troppo diede e non è più capace di ricevere

Mai chiesi molto solo di non tornare mai indietro Un punto d’appoggio su cui non scivolare come vetro Ho chiesto a Dio un schiena d’acciaio per resistere Un pianto ed una sconfitta per poi tornare a vincere

Figli ambedue del dolore sul letto abbracciati La verità ci ha toccato ma i sogni non ci hanno mai lasciati Nel tempo delle lancette che s' inseguono nell’attimo uguale Noi ad aspettare un secondo che ci renda speciale

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Forse che il segreto sia riempire il giorno di passione Tingerlo col sangue misto di creazione e distruzione Su letto a tratti mezzo pieno o mezzo vuoto di felicitĂ  Vince chi strappa alla morte ancora un secondo di serenitĂ 

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La memoria dell'Uomo

Ho dimenticato il fascino delle immagini in bianco e nero Amarsi litigare e ritrovarsi sempre sullo stesso sentiero Inseguo chimere che non ti svelano mai quanto vali Perché i sogni mi accorgo non sanno più essere tali

Ho dimenticato di cercare un perché di pensare al domani Lame affilate su una vita sempre più corta taglian ali Vivo nell’idea d’un solo ricordo e me ne prende cura Perché so che quell’istante è sempre l’unica armatura

Ho dimenticato il tuo corpo e la promessa di dirsi tutto

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Nudi appartati in disparte disarmati nel minuto crudo

Il cielo ambrato si leggeva sopra il nostro futuro muto

Tempo non aspetti e rubi tutto a chi non ha mai vissuto

Ho dimenticato di guardare in alto non contare le ore Di guardare dove sorge il sole ascoltar le parole Di curvarmi su di te a cercare un bisbiglio Vivere senza alcun ” se” far crescere un figlio

Ho dimenticato la forza di scagliare un pietra Mentre fuori piove sull’umanità che arretra

Buttarla fuori dall’eclisse d’una prigione di vetro

Oltre le stigmate di chi dipinge la vita solo di nero 49


Ho dimenticato di ricordarmi i sorrisi del tuo viso

Di cercarlo tra le lettere mentre sfoglio un libro

Mi squarciava il velo di Maya tra parole subdole

Quando la strada era fumo e stavo a contar le nuvole

Ho dimenticato la luce degli occhi dei fari nei porti La nebbia ed i silenzi i pensieri morti e poi risorti I luoghi dimenticati dove perdermi e ritrovarmi I silenzi delle cattedrali e quello dei giorni andati

Ho dimenticato il coraggio d’osare di cercare un verso Accumulare tesori ora ho capito che forse è l’inverso Rondini di ritorno d’inverno quando tutto infine è perso La musica I suoni ed i colori che rendon l’asfalto diverso

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Ho dimenticato che per non perdersi bastava voltarsi Lungo la via delle delusioni serviva solo baciarsi Il secondo scisso dal pianto rimpiazza il tempo che scordo Era semplice ma non ricordavo l’amore vive anche in un sorso

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Figlie della luce Quando il silenzio s’intristisce su uomini agonizzanti Piccoli tratti prendon vita insolenti si fan giganti Nel giorno eccezionale in cui i perdenti infine vincono Ed il cielo cosi grande se ne dimentica e si fa piccolo …

Flusso d'idee su gambe d'un mondo spastico Fiori su alberi spazzati dal vento artico Pulsazioni d'un cuore dopo l'ultimo battito

Quinta stagione dopo un anno troppo arido

Parole si dipingono ali per poi poter volare Sulle nuvole in fuga troppo eteree da toccare Crisalidi d’eterne primavere sopra pelle dell’inverno Di notte raggi a prisma sopra il gelo sempre eterno

Quando la felicità esce triste dai pensieri Luce del domani si confonde con ceneri di ieri Posano la mano dolcemente sulla spalla 52


Versi miracolo d'un cammino che mai inganna

Cadono perle di lume nel cono d' un eclisse Fecondano campi verdi il giorno dell'apocalisse Riempiono il vuoto dei corpi quando privi d' anime I poveri mancan d'acqua come i ricchi di lacrime

Emozioni interrotte da respiri impenitenti Dipinte su oceani imperturbabili continenti Accarezzano l’anima triste come punte di piume Avvitate nel buio piÚ buio sono figlie della luce ...

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Dove le pallottole non fanno male (versione B)

Abbracciati s’un campo polveroso la storia chiama pietà Dietro un mondo tetro ed un davanti senza più possibilità Pallottole dicono molto scrivono sull’uomo e le sue gesta Su un cielo vuoto quando solo la pazzia basta a se stessa

Due giovani nella testa un sogno infranto d’umanità Bruciano pagine di secoli con bugie scritte da verità Al centro di dipinti scarlatti sulla pelle del mondo Eterno è il giorno senza più albore scinto da un colpo …

In una giungla di Lupi nati abbandonati soli Mani figlie di chi ha stretto nelle vita solo rovi Per sopravvivere a leggi e stati se ne paga il prezzo L’alba muta il coraggio del giorno in musa del decesso

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Polmoni pieni tra l'abominio della ragione Dove problema gira a vuoto senza soluzione Respirate finchĂŠ la vita vi lascia finchĂŠ potete FinchĂŠ il sangue non estingue la morte e la sua sete ...

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I figli di Rimbaud – il sangue dei poeti Agli eserciti di schiavi , All'oscurità prima dell'albore Al “fiore che svapora sullo stelo”, All' ”Albatro sull'amaro abisso” All’ultimo brivido che accese le mie notti , il piacere di lasciare il niente per trovare il tutto di bocche sfinite dal baciarsi troppo

Il sole s’alza sui giorni senza orizzonti Senza fiori senza colori Senza fiumi sotto i ponti Addio perché un sospiro mai creò amori Perché nell’oscurità la penna crea albori Nei giardini dell’ infanzia uccidemmo il padre Orfani della storia trovammo una stella madre Astro solitario illuminerà come miliardi Brucerà il mondo d’idee elevate sugli stendardi Mani scorticate posate sulla vita ardente Siamo petali infiniti nati dal vostro niente Al largo vascelli di nazioni con rotte derive Nuotiam nell'oceano sul cielo perché senza rive

Lumi che vorticano quando il buio si fa realtà Ardiam sulla punta del braciere chiamato libertà Illuminando stirpe di uomini con i collari Candele in processione su mondi crepuscolari

Diteci che siam sempre il sangue di Rimbaud Che viviam nelle parole stese da Arthaud Nelle pianure alito caldo contro il vento polare Guardateci echi d’una scintilla nell ‘ eclisse totale

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VIDEO POESIE

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Kerina e la neve

Bimbo guarda e passa

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Sara e Cinzia

Videopoesia testo di Paola Bajo

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La memoria dell’uomo

Sulla mia pelle

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L’ultimo respiro

Flussi divergenti

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Gaza Footbal Club

L’uomo di passaggio

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Dj Pohnzi - NEOGEO VOL III