Page 1

ottobre 2009

il periodico informativo di Vanchiglia

www.comitatoquartierevanchiglia.net

info@comitatoquartierevanchiglia.net

Parliamone...

U

n uomo non più giovane vede il tram che si arresta alla fermata. Immediatamente parte di scatto con sventolio di cravatta, raggiunge il mezzo e balza dentro, ringraziando il conducente che aveva atteso appena qualche attimo. Una famiglia si aggira come ogni sabato mattina tra gli scaffali della locale biblioteca, respirando il profumo di libri che hanno raccontato tante volte, ad occhi sempre diversi, le stesse storie: la loro piccola ma importante avventura settimanale. Una donna in un ipermercato legge gli ingredienti su una confezione di un piatto pronto e si domanda per quale motivo debba esserci tutta quella roba strana, che quando lo stesso piatto lo cucina lei in casa, oltre alle spezie ed al suo

tempo, mette solo quattro cose ed il risultato è una bontà. Qualche scaffale più in là un’altra donna osserva incredula la distesa di flaconi di sapone liquido e si domanda perché ce ne siano di almeno dieci tipi, ognuno dei quali si presenta come unico ed inimitabile ed invece, in sostanza, fanno tutti la stessa cosa: un po’ di schiuma per togliere lo sporco. Un gruppo di persone, dopo aver a lungo rimuginato sugli effetti dei propri acquisti individuali, decide di unirsi scegliendo di sostenere produttori locali, che prestano attenzione all’ambiente, garantiscono i prodotti, rispettano i diritti dei lavoratori e praticano prezzi equi. Alcuni genitori decidono di affrontare insieme l’estate inventando giochi, mettendo in campo le proprie competenze, le proprie passioni, i propri ricordi. Giochi che, a turno, ciascuno propone a tutti i bambini del gruppo. Potrebbero sembrare fatti più o meno ordinari, ma in realtà nascondono un’importante germoglio di cambiamento: sono

esempi di persone che agiscono fuori dai canoni del modello di sviluppo dominante, che favorisce il privato invece del pubblico, l’eccesso dei consumi invece della sobrietà, l’acquisto di servizi invece dell’aiuto solidale da parte di familiari e amici, la passività invece della critica. Un modello che ha mostrato tutti i suoi limiti portando ad un aumento della povertà ed alla riduzione della qualità della vita per milioni di persone; che, attraverso la sollecitazione ad aumentare continuamente la produzione ed il consumo, erode le riserve del pianeta e ne sconvolge gli equilibri, minacciando l’esistenza stessa dell’umanità. Un modello che licenzia e scarta chi non è competitivo, che impone la paura del vicino, che stritola la vita quotidiana inducendoci a pensare che l’unica modalità di partecipazione sia il tele-voto. In molti, tuttavia, si sentono estranei a queste logiche e si riconoscono invece in un’altra società basata su relazioni che non siano solo di compravendita, ma anche di conoscenza, scambio di esperienze, solidarietà ed autogestione; dove l’altro è una ricchezza da coinvolgere e dove partecipazione vuol dire attivismo sociale. Queste persone cominciano a riconoscersi e ad incontrarsi, creano gruppi orizzontali che valorizzano i rapporti, intervengono a difesa dei diritti negati, rendono concreta l’idea di consumo critico, progettano e costruiscono laboratori per una società diversa. È importante: incontriamoci, parliamone, portiamo il nostro contributo. Possiamo “solo” cambiare il mondo, cominciamo dal nostro quartiere!

47 un quartiere in movimento... un movimento di quartiere


l’alber co sta Il termine GAP (acronimo per Gruppo di Acquisto Popolare) è giocato sul riferimento storico dei Gruppi di Azione Partigiana, che dal 1943 fino alla fine del secondo conflitto mondiale contribuirono in modo significativo alla liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Ovviamente il GAP in seno al Comitato di Quartiere Vanchiglia si configura come un gruppo di acquisto i cui obiettivi non sono solo quelli forse scontati dell’abbattimento dei costi, bensì (e da qui la chiosa nei confronti dei Gruppi di Azione Partigiana), l’attenzione verso la qualità dei prodotti, ovvero la loro sostenibilità, anche e non secondariamente in termini sociali e ambientali. Il GAP del comitato di quartiere Vanchiglia si è spontaneamente costituito nell’estate del 2009 e intende autogestirsi nell’organizzazione della logistica e della tempistica degli acquisti. In questa fase è stato indetto un gruppo di lavoro dedicato, che come primo obiettivo si è dato quello di un censimento interno per costituire una lista di “gappisti”: un numero significativo di residenti e non, interessati a questo progetto. In questa fase costituente, di pari passo verranno sviluppati una serie di contatti con produttori locali (potenzialmente si persegue il km zero), che saranno selezionati sulla base di criteri di trasparenza (quindi la triangolazione della sostenibilità di cui sopra) e che quindi in seguitoa diventeranno fornitori ufficiali del GAP. Attualmente l’offerta verte soprattutto su prodotti alimentari, quali frutta e verdura (Azienda Bordone, mercato rionale di piazza Santa Giulia), ma essa verrà presto estesa all’olio extravergine d’oliva, alla pasta da agricoltura biologica, ai detersivi e detergenti per il corpo con tensioattivi di origine vegetale. In una prospettiva prossima, il GAP si prefigge – se come si auspica raggiungerà una partecipazione numericamente adeguata – di includere prodotti quali carne e formaggi certificati. Sarà forse superfluo sottolinearlo, ma l’obiettivo principale di questa esperienza vuole essere quello ambizioso di costruire forme di comunità animate da una coscienza critica nei confronti dei moderni ma non necessariamente corretti metodi di produzione e consumo alimentare. A questo fine il gruppo di lavoro si propone di pubblicare su Di Zona interventi di volta in volta destinati a suscitare domande e critiche sul nostro modo di alimentarci, nonché di aggiornare i lettori con i nostri progressi.

Per info e iscrizioni alla mailing list, scrivere a: anna.marchisio@libero.it indicando nome, cognome e un recapito telefonico.

un albero in città... tutto da colorare!

Gappisti si diventa!


o del mitato crescendo!

La LuPo, uno spazioprogetto per bambini e adulti Uno spazio aperto. UN PROGETTO che trae la sua forza dalle esperienze che le persone vorranno portare. Un progetto nato dal basso e che si concretizza attorno alle esigenze dei bambini e dei genitori che frequentano il quartiere, quelli che ci vivono e quelli che l’hanno scelto. Gli “utilizzatori”, i “fruitori”, gli “utenti di servizi” si trasformano in inventori. Inventori di contenuti e di forme dello stare insieme. Ma perchè tutto questo sia possibile è importante uscire dalle logiche commerciali del “pagare e pretendere” per entrare in quelle dello scambio, che aggiunge quell’importante ingrediente che è il “mettersi in gioco”. Giocare per inventare mondi, per entrare in contatto con gli altri, capire un po’ di più di se stessi. UNO SPAZIO. Un cortile in città. La LuPo è poi uno spazio fisico, un giardino fra due scuole, ma vuole anche essere lo spazio della città per imparare a riconoscere le vie che percorriamo di fretta e caricarle di memoria. E’ uno spazio di aggregazione, perchè sono le reti di relazioni che rendono sicure le città. Uno spazio dove adulti e bambini possano stare insieme e dove i bambini avranno un ruolo attivo nella creazione di un percorso condiviso.

Un saluto e... attenti al lupo!


Influenza AH1N1: salute in pericolo o l’ennesima bufala mediatica?

LA PANDEMIA DELL’INFORMAZIONE La parola al medico: intervista esclusiva al dott. Serravalle

C

i risiamo. Prima era la Sars, poi l’aviaria, adesso la suina (influenza A/H1N1)... E’ in atto una enorme campagna (di stampa, di opinione, di mercato) per costruire un continuo allarme, per definire gli estremi di una pandemia, di un contagio mondiale. Nella realtà, l’unica pandemia in atto è quella dell’informazione: un continuo squillar di trombe ed incrociar di spade che chiama alla lotta dura contro l’invasore, che chiude scuole e poi le riapre, che vaccina tutti in quindici giorni e poi si accorge che non è possibile, che fornisce cronache allarmanti e allarmate con contorno di morti, funerali, quarantene, untori, casi pietosi, turisti esterrefatti e sottosegretari che vigilano alle frontiere per fermare il virus assassino. Evidenti gli obiettivi economici: il solo governo italiano ha stanziato 800 milioni di euro per la vaccinazione (che avverrà verosimilmente a gennaio, mentre il picco del contagio di A/H1N1 sarà forse già superato). 800 milioni per un vaccino testato frettolosamente e probabilmente inutile, che però ingrasserà industrie farmaceutiche, esperti e soloni compiacenti, ASL che dovrebbero fare prevenzione ma che non sanno pre-dire quali saranno gli effetti collaterali di queste campagne di vaccinazione selvaggia. Meno evidente, ma ancora più pericoloso, è l’intento sociale che sottende queste operazioni. Come non vedere una “logica immunitaria” che accomuna tra di loro la battaglia contro epidemie o pandemie, le barriere nei confronti dell’immigrazione e i respingimenti dei “clandestini”, la guerra al terrorismo e la relativa dissoluzione dei diritti civili, la lotta ai virus dei computer e a quei cattivoni degli hacker? Di fronte a un (possibile ma improbabile) contagio, di fronte al manifestarsi della diversità, di fronte a qualunque presunta “minaccia” l’unica risposta istituzionale è l’immunizzazione: si potrebbe dire che l’immunità rispetto a tutto quanto può “sconvolgere” abitudini e consuetudini è il sogno che aleggia per le città di questi tempi... Un sogno che può facilmente trasformarsi in incubo, nel momento in cui costringe a rinunciare ai caratteri inclusivi della comunità. Nel momento in cui per evitare qualunque “contagio” ci costringono a chiuderci sempre più in noi stessi, a dichiarare una “guerra preventiva” (alla pandemia, alla droga, al terrorismo, agli “Stati canaglia”), che ci assicurano essere in grado di debellare ogni “morbo” prima che esso possa mietere le sue vittime. Uno scenario da incubo insomma, che si insinua facendo leva sulla diffusione di paure ancestrali.

L’intervista che vi proponiamo ha per protagonista il dott. Eugenio Serravalle, pisano, specialista in pediatria preventiva, puericultura e patologia neonatale, qualificato studioso degli effetti delle vaccinazioni nella prima infanzia ed autore di «Bambini super-vaccinati, saperne di più per una scelta responsabile, Il leone verde Edizioni, Torino 2009». Dott. Serravalle, quali differenze ci sono tra la “solita” influenza stagionale e l’influenza A/H1N1? L’epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea, tosse; non sarà facile distinguerla fra i circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di dare gli stessi sintomi: i test rapidi per identificare il virus non danno affatto

la certezza che si tratti di influenza A/H1N1. Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola -pandemia- fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. La mortalità, ossia il numero di persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi dove l’A/H1N1 è circolata ampiamente è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In realtà potrebbe essere ancora inferiore perchè generalmente i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi

la nuova influenza è meno pericolosa delle normali influenze stagionali


L

a scienza può fare molto. Pare sia riuscita addirittura a mandare alcuni uomini sulla luna. Anche in campo medico la ricerca ha fatto passi da gigante. Scienza e medicina possono fare molto ma non tutto e, soprattutto se ci sono di mezzo fiumi di denaro, è meglio dubitare della loro onnipotenza. Per ricollocare in un quadro più realistico le possibilità della scienza medica, offriamo tre spunti semi-seri su cui meditare: moltissime persone, uomini in particolare, perdono definitivamente i capelli nonostante l’uso di costosissimi prodotti “frutto della ricerca scientifica”; l’unico modo per cancellare le rughe è quello di ritoccare le fotografie (tutte le donne lo sanno benissimo, anche se si ostinano a investire una fortuna in trattamenti cosmetici e/o chirurgici); sistematicamente, ogni inverno, un numero spaventosamente grande di persone si ammala di raffreddore. Ecco la verità: ci sono cose alle quali nessuno si può opporre. Anche quest’anno arriverà l’influenza; quando verrà sarebbe bello che tutti potessimo godercela in pace, contenti di avere una valida scusa per stare a letto, al caldo, ad aspettare che passi...

i contagiati possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilità). Quanto successo in altri paesi ci rassicura: l’influenza A/H1N1 semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone, con un tasso di decessi che è molto inferiore a quello per l’influenza stagionale (variabile tra il 5 e il 15%). Perchè allora il panico? I mezzi di informazione hanno creato il panico. E’ un tipico esempio di “invenzione delle malattie” (disease mongering). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l’influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si trattò di un gravissimo errore prognostico? Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l’attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe

un giro di oltre 10 miliardi di dollari. Quindi alla base di questa spaventosa campagna mediatica ci sarebbero gli interessi delle lobbies farmaceutiche... Ma almeno, questi medicinali funzionano? Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui già ammalati l’azione dimostrata di questi farmaci è di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell’influenza. Nè va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti quali sintomi neuropsichiatrici e gastroenterici.

l’attuale vendita di farmaci antiinfluenzali e di vaccini muove un giro di oltre 10 miliardi di dollari

(continua nella pagina seguente)


A cura della dott.ssa Bruna, pediatra e nutrizionista dell’ospedale infantile Regina Margherita

AFFRONTIAMO I CONSUETI MALANNI INVERNALI... Il modo migliore è quello di rafforzare le difese naturali del nostro corpo. Innanzi tutto occorre mantenere un corretto stile di vita, cominciando con un’attività fisica regolare: oltre allo sport, anche le normali attività quotidiane - camminare, fare le scale ecc... - contribuiscono a tenerci “in movimento”; poi un buon sonno ristoratore ogni notte, indispensabile per restare in forza. A questa base va poi aggiunta una corretta alimentazione. Questa comincia con pasti regolari, ben distribuiti nel corso della giornata: “mangiucchiare” fuori orario è assolutamente sconsigliabile! Per sfruttare al meglio i diversi alimenti che costituiscono il carburante del nostro organismo, dobbiamo abituarci a riconoscerli in gruppi - ognuno dei quali ha caratteristiche specifiche - e ad assumerli tutti, in modo equilibrato, nel corso della giornata e all’interno di ogni pasto. Le proteine sono preziose, ma vanno assunte con parsimonia, alternando quelle della carne e soprattutto del pesce con quelle dei cereali (pasta, polenta, riso, orzo, farro...) e dei legumi (fagioli, lenticchie, ceci, fave, piselli...). Anche latte e formaggi sono una buona fonte di proteine, oltre a garantire il calcio per le ossa. In tutti questi alimenti sono presenti vitamine e minerali, sostanze fondamentali per il corpo che abbondano in particolare nella frutta e nella verdura, di cui in autunno e in inverno c’è una grande varietà. E’ proprio nella stagione fredda che frutta e verdura dai colori giallo-arancio-rosso e verde scuro diventano grandi alleati per migliorare le difese del nostro organismo e per rallentarne l’invecchiamento grazie ad un’azione anti-ossidante. A proposito, non dimentichiamoci della frutta secca! Anche i grassi, ma non tutti, danno il loro contributo: quelli “buoni” sono contenuti in alcuni vegetali (olio d’oliva in primis), nei cereali, nei legumi e soprattutto nei pesci (i famosi omega 3 che hanno ottimi effetti antiinfiammatori). L’intestino è infine uno degli organi più importanti per la difesa del nostro organismo perchè molto ricco di cellule che partecipano all’attività immunitaria in grado di proteggerci dalle infezioni. Particolarmente importanti sono i batteri che vivono nel nostro intestino, detti probiotici o fermenti lattici, che sono gli stessi che troviamo nello yogurt. Per mantenere numerosi e in buona attività questi batteri dobbiamo fornire loro un particolare tipo di zucchero, detto probiotico, che si produce nell’intestino quando mangiamo l’insalata. Mangiando con un po’ d’attenzione possiamo insomma rinforzare il nostro corpo senza ricorrere a prodotti industriali o farmaceutici (integratori ecc...) e prepararci così per affrontare nelle migliori condizioni i normali malanni stagionali!

(segue dalla pagina precedente) …E i vaccini? Ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini. La mia risposta è NO! Un ‘no’ motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inefficace il vaccino già messo a punto. Sulla sicurezza sia l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l’Agenzia del farmaco europea (EMEA) dichiarano necessaria un’attenta sorveglianza. Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni. Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l’influenza stagionale, sappiamo che ha un’efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani. Come curarsi? Per curare l’influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire davanti agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non è dimostrato che l’uso di mascherine serva a limitare la propagazione dell’epidemia.

Ringraziando il dott. Serravalle per aver messo, finalmente, un punto di chiarezza su una vicenda che, come al solito, punta sui disagi e sui timori della gente per nascondere un immenso giro di profitti, crediamo che speculare sulla salute e sulla paura sia l’atto peggiore che possa esistere.


versi

(Mario Luzi, Al fuoco della controversia - Garzanti, 1978)

versi

Muore ignominiosamente la repubblica. Ignominiosamente la spiano i suoi molti bastardi nei suoi ultimi tormenti. Arrotano ignominiosamente il becco i corvi nella stanza accanto. Ignominiosamente si azzuffano i suoi orfani, si sbranano ignominiosamente tra di loro i suoi sciacalli. Tutto accade ignominiosamente, tutto meno la morte medesima – cerco di farmi intendere dinanzi a non so che tribunale di che sognata equità. E l’udienza è tolta.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue. (Eugenio Montale, Satura – Mondadori, 1971)


PASSIONE PER I GIALLI...

... che aiutano a capire la società

Lo ammetto: la mia vita è cambiata da quando ho scoperto i gialli. Da lettrice ingorda mi sono trasformata in una sorta di Urano, spudorato, senza decenza... I miei occhi brillano in libreria quando mi imbatto in un titolo godurioso tanto quanto brillerebbero quelli di mio figlio se si trovasse davanti ad un Transformers in carne ed ossa! Vero è che il “giallo” da almeno una decina d’anni a questa parte, è cambiato. Dai classici intrighi semi-polizieschi, in cui l’unico gioco, seppur accattivante, restava quello di trovare il colpevole, il “giallo” è passato a raccontare società intere; con le loro magagne represse, violenze che esplodono o implodono, intolleranze e ancora relazioni sociali, abitudini, quotidianità. Un esempio siano i giallisti scandinavi che, storia dopo storia, hanno dipinto minuziosamente la loro società. Qui però consiglio un’autrice francese, Fred Vargas. Cosa meglio di uno pseudonimo per una giallista? Soprattutto se con l’altro nome - quello vero - si firmano saggi di archeozoologia... E tra i tanti suoi libri sicuramente “Parti in fretta e non tornare”, storia viscerale su una presunta epidemia di peste nella Parigi odierna. Gli schizzinosi dovranno rivedersi: la Vargas è un’ottima scrittrice! Fred Vargas, Parti in fretta e non tornare, Einaudi/Stile libero Noir, pp. 334, € 13

quest’anno il comitato sarà... giochi, disegni, fantasia, cibo, esperienze, travestimenti,

corsi per grandi e piccoli, invenzioni, socialità, clown, film, attività manuali, poesie, giardino, carnevale, antimilitarismo, cucina, feste, riflessioni, trucchi, musica, aggregazione, costruzioni, libri, movimento, relazioni, giocoleria, confronto, teatro, dibattiti... stare insieme!

dizona_ottobre2009  

il periodico informativo di Vanchiglia

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you