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Rotary2030 LUGLIO-AGOSTO 2011 N°7-8

Allegato a Rotary Luglio-Agosto n. 7-8 2011. Registrazione Tribunale di Milano n. 89 dell’8/3/1986 Dir. Responsabile: Andrea Pernice Una pubblicazione per i Rotariani del Distretto 2030 Direzione e Redazione: via Giuseppe Verdi, 1 - 24121 Bergamo Coordinatore editoriale: Silvano Balestreri E-mail: silvano.balestreri@rotary-2030.it

Lettera di Luglio

Lettera di Agosto

La sfida dei piani triennali e l’orgoglio di essere rotariani

Parola d’ordine: crescere Senza espansione c’è il declino

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radicare nella continuità. Solo operando su un arco di tempo più lungo si possono infatti costruire basi più solide. E questo deve av venire soprattutto nei nostri club che sono il centro dell’azione distrettuale con: - piani operativi almeno triennali, con obiettivi concreti, raggiungibili e personalizzati alle esigenze e ai problemi del club - service pluriennali e multi-club, che quindi hanno estensione territoriale oltre che temporale. Così facendo si avrà una maggiore dimensione finanziaria e una più elevata visibilità esterna (che, insieme a centralità dei club e importanza dei service locali ed internazionali, costituiscono le tre aree di focalizzazione del piano strategico del Rotar y International). Gli assistenti sono centrali per questo modo di operare e devono essere il punto di riferimento per i nostri club. Le altre priorità del nostro anno rotariano, a cui saranno dedicate le prossime lettere, sono: crescita dei club, con un’espansione basata sulla qualità dei nuovi soci, spinta ed aiuto ai giovani, innovazione ed informatizza zione, importanza della formazione e informazione rotariana, internazionalità. L’anno sarà anche preparatorio alla

costituzione dei due Distretti 2031 e 2032, in cui il Distretto 2030 si frazionerà a partire dall’Anno Rotariano 2012-13. Continuità di azione e cooperazione saranno essenziali. Ed ecco i prossimi appuntamenti distrettuali:

- 17 settembre Seminario sulla Rotar y Foundation - 15-16 ottobre Institute a Milano, importante riunione annuale dei club europei, a cui parteciperà il Presidente Internazionale - 26 novembre Seminario sull’espansione e leadership. Con l’orgoglio di appartenenza ai nostri club, che affiancano all’azione con gli altri, un’identità distintiva che viene dalla propria storia, invio un caro saluto a tutte e tutti voi.

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are rotariane e cari rotariani, un’istituzione che non cresce è destinata, prima o poi, ad un declino: il Rotary non è un’eccezione in questo senso. L’obiettivo di crescita che ha dato il Presidente Internazionale ai nostri club è ragione-

vole: un socio in più al netto delle uscite. Dobbiamo cioè compensare le eventuali perdite ed aumentare di almeno un componente i nostri sodalizi. E’ un obiettivo raggiungibile che ci consentirà di curare la qualità dei nuovi soci, essenziale per garantire un equilibrato sviluppo nel medio-lungo termine. Tra i criteri di scelta è importante l’adesione ai cinque valori rotariani che sono alla base del piano strategico del Rotary International (servizio, amicizia, apprezzamento della diversità, integrità e leadership). Tra le possibilità di crescita, ma non esclusivamente, i gio-

vani sono una risorsa qualificata: ex-rotaractiani, ex-ryliani ed ex-borsisti della Rotary Foundation, che conoscono già il Rotary, possono diventare rotariani, ovviamente senza automatismi. Ma anche promettenti giovani con potenziali o già consolidate importanti carriere, non provenienti da queste esperienze rotariane. I giovani sono un’importante priorità della nostra azione rotariana. Il “fil rouge” dell’anno rotariano (i giovani e l’economia del Nord Ovest) ha caratterizzato SIPE e Assemblea, sarà trattato nel corso dell’anno in alcuni seminari e sarà il tema del Congresso Distrettuale del prossimo 9 giugno 2012. All’espansione sarà dedicato il Seminario del 26 novembre a Spinetta Marengo, che chiuderà le manifestazioni dell’anno solare e sarà preceduto dai prossimi appuntamenti distrettuali (che ricordo ancora): - 17 settembre Seminario sulla Rotary Foundation ad Acqui Terme - 1° Ottobre Premio Galilei a Pisa - 15-16 ottobre Institute a Milano, importante riunione an-

nuale dei club europei, a cui parteciperà il Presidente Internazionale Come sapete, è stato designato il Prof. Pierluigi Baima Bollone quale Governatore del Distretto 2031 per l’A.R. 2012-13, che affiancherà il Dr. Paolo Biondi del Distretto 2032. Ad essi succederanno nell’A.R. 2013-14 il Prof. Sergio Bortolani per il Distretto 2031 e l’Ing. Fabio Rossello per il Distretto 2032. Amicizia, unità di intenti, cooperazione e continuità che hanno contraddistinto nei miei confronti l’azione dei miei predecessori, a cui va un sentito e riconoscente ringraziamento, continueranno a caratterizzare l’agire quotidiano con i futuri Governatori nell’importante compito che li attende. Formulo, insieme a tutte le rotariane e i rotariani del Distretto, fervidi voti di buon lavoro e successo ai futuri Governatori. I due Distretti continueranno ad operare in stretta e fruttuosa collaborazione. Un caro saluto a tutte e tutti voi.

“La vignetta di Chiostri”

are rotariane e cari rotariani, sta per iniziare un nuovo anno che sarà caratterizzato da essenzialità, concretezza ed innovazione, in linea con i tempi che viviamo. Siamo nella seconda decade degli Anni 2000, in un mondo che vede un riassetto profondo degli equilibri mondiali con una notevole espansione economica delle nazioni emergenti ( in particolare, ma non solo, il così detto BRIC e cioè Brasile, Russia, India e Cina) ed una relativa staticità delle aree più sviluppate (USA, Europa e Giappone). Le indicazioni del Presidente Internazionale Kalyan Banerjee, ingegnere e imprenditore di successo della nuova India, sono chiare: - azioni legate a un approfondimento interiore (il motto dell’Anno Rotariano è “conosci te stesso per abbracciare l’umanità”) - tre priorità: famiglia (intesa come il cerchio delle persone a noi più vicine) e cambiamento che si deve

SUPERFLUO E NECESSARIO

Sommario

Viaggio alla scoperta del Iniziativa del RC Portofino a favore dei giovani (pagina 6)

mare

2 Giovani e lavoro nel Nord Ovest 4 Tra gli stand di New Orleans 5 Il Congresso minuto per minuto 9 Fellowship del ciclismo


Rotary2030

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Antonio Strumia - La carta di identità

Un ingegnere elettronico alla guida di 5.381 rotariani

A

ntonio Strumia, Governatore del Distretto 2030 del Rotary International per l’anno 2011/2012 si è laureato con lode in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino con una tesi su sistemi di decodificazione digitale. Dopo un periodo biennale presso lo stesso Ateneo come ricercatore su sistemi avanzati di comunicazione satellitare, ha successivamente ricoperto incarichi manageriali internazionali in: CDMT (Inghilterra) e Panseamt (Germania) nel sistema di navigazione di un aereo militare per conto della Società Italiana Avionica, in Prima Industrie (sistemi di automazione con robot di taglio e saldatura laser), in Electrolux - Zanussi (dove ha partecipato alla ristrutturazione del gruppo Zanussi da parte della società svedese Electrolux), nelle co-

operazioni internazionali del Gruppo Fiat con esperienze industriali nelle società congiunte Fiat-Peugeot e nella ricerca e sviluppo prodotto e sistemi informativi di Fiat Auto, nell’Istituto Superiore Mario Boella dove ha pilotato la crescita del prestigioso Centro di Ricerca partecipato e sostenuto da Politecnico di Torino e Compagnia di San Paolo, in Sicme Motori, dinamica azienda, partecipata da Ersel Investment Fund, in forte espansione nel settore dei motori e generatori eolici, dove opera al momento. È consigliere in numerose associazioni di categoria (ANIPLA, AEIT, ecc.). Antonio Strumia è socio del Rotary Club Susa e Valsusa dal 1994, dove è stato Presidente nell’anno rotariano 2000-2001. Ha ricoperto numerosi incarichi distrettuali (tra cui Assistente

Fra un anno due Governatori per due Distretti:

Biondi e Baima Bollone

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al primo luglio 2012 Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta saranno divise in due Distretti rotariani, per la Liguria e il Basso Piemonte, ovvero il Distretto 2032, il Governatore sarà Paolo Biondi, del RC Genova Est.

G al Governatore per tre successivi mandati a partire dall’anno rotariano 2001-2002). È insignito della PHF a tre rubini. Il Governatore è sposato con Catherine di nazionalità francese, che ha conosciuta

nel periodo di lavoro in Inghilterra, dove è stato oltre sei anni. Il Distretto 2030 è composto da 5.381 Rotariani suddivisi in 89 Club. Il territorio comprende Piemonte, Liguria e Valle D›Aosta.

overnatore del Distretto 2031, Alto Piemonte e Valle d’Aosta, per l’anno rotariano 2012-2013 sarà Pierluigi Baima Bollone, del RC Torino, recentemente insignito del titolo di “Benefattore”, assegnatogli dalla Fondazione Rotary del Rotary International “Per il generoso appoggio ai vari programmi educativi ed umanitari della stessa”.

Paolo Biondi

Pierluigi Baima Bollone

I Governatori 2013/2014 Fabio Rossello Socio del Rotary Club Valenza Governatore designato del Distretto 2032 per l’anno 2013-2014

Sergio Bortolani Socio del Rotary Club Torino NordOvest Governatore designato del Distretto 2031 per l’anno 2013-2014

Calendario visite del Governatore ai Club Rotary Club Susa e Val Susa Cuorgnè e Canavese Aosta La Spezia Gavi - Libarna Novi Ligure Torino 45° Parallelo Borgomanero - Arona Gattinara Valsesia Courmayeur Valdigne Alessandria Valenza Mondovì Valle Mosso Ivrea Pallanza - Stresa Orta San Giulio

A

Data visita lunedì, luglio 04 martedì, luglio 05 mercoledì, luglio 06 giovedì, luglio 07 venerdì, luglio 08 venerdì, luglio 08 lunedì, luglio 11 martedì, luglio 12 mercoledì, luglio 13 giovedì, luglio 14 venerdì, luglio 15 lunedì, luglio 18 lunedì, luglio 18 martedì, luglio 19 mercoledì, luglio 20 giovedì, luglio 21 lunedì, luglio 25 martedì, luglio 26

Rotary Club

La prova delle quattro domande

dottata dai Rotariani di tutto il mondo nella loro attività lavorativa e vita professionale, la Prova delle quattro domande fu creata dal Rotariano Herbert J. Taylor nel 1932. E sin dall’inizio è stata tradotta in più di 100 lingue ed è usata da organizzazioni e individui di tutto il mondo. Ciò che penso, dico o faccio:

Data visita

Sanremo Sanremo - Hanbury Biella Alba Torino Collina Novara Genova - Golfo del Paradiso Alassio Torino Est Cogoleto - Riviera del Beigua Val Ticino di Novara Vercelli Vercelli Sant’Andrea Bra Casale Monferrato Ovada del Centenario Tortona

• Risponde a VERITÀ? • È GIUSTO per tutti gli interessati? • Produrrà BUONA VOLONTÀ e MIGLIORI RAPPORTI D’AMICIZIA? • Sarà VANTAGGIOSO per tutti gli interessati?

Lo scopo del Rotary Lo Scopo del Rotary, formulato inizialmente nel 1910 e adattato negli anni al respiro sempre più ampio dell’attività sociale, offre una definizione succinta delle finalità dell’organizzazione e delle responsabilità individuali dei soci.  Lo scopo del Rotary è promuovere e diffondere l’ideale del servire, inteso come propulsore di ogni attività. In particolare, l’associazione si propone di promuovere e diffondere:  PRIMO Lo sviluppo di rapporti interpersonali intesi come opportunità di servizio; SECONDO Elevati principi etici nell’attività professionale e nei rapporti di lavoro; il riconoscimento dell’importanza e del valore di tutte le professioni; il significato dell’occupazione di ogni Rotariano come opportunità per servire la società; TERZO L’applicazione dell’ideale del servire alla vita personale, professionale e sociale di ogni Rotariano; QUARTO La comprensione, la tolleranza e la pace fra i popoli mediante una rete internazionale di professionisti e imprenditori di entrambi i sessi, uniti dall’ideale del servire.

giovedì, luglio 28 giovedì, luglio 28 lunedì, settembre 05 martedì, settembre 06 mercoledì, settembre 07 giovedì, settembre 08 lunedì, settembre 12, martedì, settembre 13 mercoledì, settembre 14 giovedì, settembre 15 lunedì, settembre 19 martedì, settembre 20 mercoledì, settembre 21 giovedì, settembre 22 lunedì, settembre 26 martedì, settembre 27 giovedì, settembre 29

La lotta alla polio

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l nuovo segretario generale del Rotary International, l’avvocato statunitense John Hewko (nella foto) , ha annunciato che una delle sue priorità sarà quella di “collegare meglio i Rotariani con gli uffici della Segreteria in modo da accrescere la consapevolezza su ciò che la Segreteria può offrire, e per garantire che essa sia una risorsa efficace, efficiente e utile per i club che sono impegnati a sviluppare e realizzare la missione del Rotary”. Hewko, che è entrato in carica il primo luglio, è sicuro che il Rotary sconfiggerà la polio. “Noi provvederemo - ha detto - a liberare il mondo dal terribile flagello della polio e poi con audacia e forza individueremo e combatteremo la prossima grande sfida globale. Noi raddoppieremo i nostri sforzi di pubbliche relazioni per migliorare il nostro marchio e immagine in modo che il mondo apprezzi e capisca meglio il grande operato del Rotary e il valore dell’affiatamento”.


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Strumia detta la coraggiosa tabella di marcia del Nord Ovest rotariano

Giovani, lavoro e crescita economica

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enti visite ai Club nel torrido calore di luglio, dal primo giorno del suo insediamento il nuovo Governatore Antonio Strumia ha cominciato a macinare chilometri su chilometri nella lunga marcia attraverso il Distretto 2030 del Rotary International. Durante la pausa di agosto studierà i progetti e verificherà le possibilità di realizzazione, da lunedì 5 settembre il Governatore sarà di nuovo in viaggio per incontrare tutti gli 89 Club, che, per l’ultima volta nella storia rotariana, fanno parte della sola grande casa del Distretto 2030. Per Antonio Strumia la sfida è al tempo stesso difficile ed esaltante: deve infatti costruire un futuro di progetti condivisi, anche se il territorio di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta sarà diviso il due nuovi Distretti. Ingegnere elettronico e manager internazionale, il Governatore conosce i delicati meccanismi per avviare e gestire la trasformazione. Del resto il cambiamento caratterizza il nuovo millennio a livello globale e investe anche il Rotary. Strumia l’ha detto forte e chiaro all’Assemblea di Genova: «Il mondo - ha affermato - è in rapidissimo cambiamento; gli equilibri mondiali vedono un rapido spostamento della ricchezza mondiale verso i paesi emergenti (BRIC e cioè Brasile, Russia, India e Cina e anche altri paesi del SudEst asiatico) a scapito di Europa, USA e Giappone. Il Prodotto Interno Lordo (PIL) mondiale sta

crescendo a un po’ meno del 4% con l’Europa all’ 1,6% e l’Italia all1,1% e Cina e India a oltre il 10%. Si prevede che in tempi brevi la Cina sarà prima per PIL con gli USA scalzati dalla prima posizione. E’ un trend storico non nuovo. Infatti Cina e India hanno occupato fino alla fine del ’700 i primi posti mondiali dal punto di vista della ricchezza economica. La prima rivoluzione economica industriale nata in Europa e in particolare in Inghilterra (l’uso estensivo dell’energia termica) e le successive applicazioni della tecnologia hanno portato l’Ovest del mondo ai vertici dello sviluppo economico per due secoli». In questo quadro in rapido mutamento, essenzialità e innovazione giocano un ruolo primario e saranno importanti nell’anno rotariano del nuovo Governatore. Il Rotary – è lo slogan che Strumia ripete - deve riconquistare un ruolo di centralità e guida culturale, naturalmente insieme a tutte le istituzioni che compongono l’articolato quadro della vita economica del paese ed in particolare del Nord – Ovest. Siamo nel secondo decennio degli anni 2000: occorre dunque vivere ed operare attivamente in questa nuova realtà mondiale. Il messaggio del Presidente Internazionale, un ingegnere Indiano importante imprenditore nel settore chimico, che rappresenta la nuova India, parte da un approfondimento interiore, tipico della cultura indiana, per arriva-

Antonio Strumia con la moglie Catherine e il presidente internazionale del Rotary Kaylyan Banerjee e la moglie Binota. In basso il passaggio delle consegne con Gianni Montalenti

re ad azioni concrete di coinvolgimento. Conosci Te stesso per abbracciare l’umanità. Le priorità che discendono da questo messaggio sono: famiglia (intesa come il cerchio delle persone a noi più vicine); continuità; cambiamento. Continuità e cambiamento, secondo Strumia, sono i punti fondamentali per i nostri club che sono il centro dell’azione rotariana. Centralità dei Club,

importanza dei progetti sul nostro territorio e internazionali (ecco la Rotary Foundation) e soprattutto l’Immagine esterna del Rotary sono i tre cardini del Piano strategico del Rotary International. Per rafforzare l’immagine pubblica del Rotary è stata istituita a livello italiano la figura di coordinatore dell’immagine pubblica, che è Giuseppe Usuelli del Distretto 2040, autore della

brillante campagna di immagine dell’Anno del Centenario. L’azione del Distretto su cui crede Strumia si svolge su tre settori: • focalizzazione: sui progetti pluriennali e multi-club, coordinati dagli Assistenti. Solo a questi progetti andrà un contributo distrettuale su indicazione degli assistenti. Si vuole stimolare una cooperazione allargata tra i club e si vuole dare enfasi all’azione progettuale dei club. • internazionalità: importanza dei progetti internazionali (l’obiettivo per la Rotary Foundation: almeno 100 dollari per socio al Fondo Programmi e 2.000 dollari per club all’azione End Polio Now) e importanza delle relazioni con i club gemelli e contatto • crescita dei club: se un’Istituzione non cresce è destinata a declinare. L’obiettivo molto ragionevole di un socio netto in più per club consente di pilotare una espansione basata sulla qualità • informatizzazione e innovazione: in sintonia con i tempi che viviamo un utilizzo crescente delle nuove tecnologie sarà fortemente stimolato • formazione delle figure chiave dei club e dei rotariani • piano strategico triennale di club, che garantisce la continuità tra presidenti

• i giovani sono il nostro futuro. Dunque più giovani nei Club, maggior spinta a Interact e Rotaract e attenzione ai giovani nella società (borse di studio per i meritevoli, ad esempio). A giovani, lavoro ed espansione economica è dedicato il tema che percorrerà tutte le manifestazioni distrettuali e ci porterà al Congresso distrettuale del 9 giugno prossimo. Il futuro della società e del Rotary sono i giovani, insiste Strumia che ricorda come il libro di Franco Ferrarotti, sociologo italiano di fama mondiale “La strage degli innocenti” esamini tra l’altro le matrici causali oggettive intercorrenti tra il declino economico e l’emarginazione che subiscono le giovani generazioni. L’autunno, ricorda Strumia, sarà impegnativo per i rotariani; infatti in settembre e novembre ci saranno i seminari della leadership, espansione e Rotary Foundation. «Particolarmente importante - ricorda il Governatore - l’Institute a Milano 14-15 e 16 ottobre 2011. E’ la riunione annuale europea, a cui mi aspetto una nostra qualificata e affollata partecipazione». Il Distretto ospiterà anche due importanti eventi internazionali: i Campionati Mondiali Rotariani di Sci a Sestriere all’inizio di marzo 2012 e il raduno europeo dei Rotaract alla fine di Gennaio 2012 a Torino. Silvano Balestreri

Il Distretto ha voglia di volare

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el logo del Distretto 2030, scelto dal Governatore Antonio Strumia, le tre mongolfiere rappresentano in modo pittorico (l’opera è di Francesco Tabusso,), simbolico e poetico le tre Regioni (Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta) avviate a volare insieme e anche a dividersi. Sulle mongolfiere ci sono i colori del Rotary International. Francesco Tabusso è considerato dai critici d’arte l’erede spirituale di Felice Casorati. Giovanissimo ha partecipato alla Biennale di Venezia del 1954, e Francesco Tabusso poi nuovamente nelle edizioni del 1956 e del 1958, fino ad arrivare al riconoscimento attribuitogli nel 1966 con una mostra personale. Annove-

ra presenze alle più prestigiose rassegne internazionali a New York, Bruxelles, Alessandria d’Egitto, Mosca, oltre a innumerevoli mostre personali in Italia. Nel 1975 l’artista realizza per la Chiesa di San Francesco d’Assisi a Milano progettata da Giò Ponti la bellissima Grande Pala Absidale “Il Cantico delle Creature”, successivamente completata con quattro trittici dedicati ai Fioretti di San Francesco. Attivo a Torino è molto legato al Piemonte e particolarmente alla Valle di Susa e a Bra dove da ragazzo spesso soggiornò presso le nonne. La città di Bra nell’autunno scorso gli ha dedicato una mostra antologica e conferito la cittadinanza onoraria.

Francesco Tabusso, che opera nel suo studio a Torino, è socio del RC Susa e Val Susa ed è insignito della onorificenza Paul Harris.

I RC genovesi premiano il professor Henriquet

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ercoledì 29 giugno a Palazzo Rosso si è tenuto il passaggio delle consegne di tutti i Club Genovesi che ha visto anche il cambio di testimone tra i Governatori Gianni Montalenti e Antonio Strumia. Nel corso della cerimonia è stato consegnato il “Riconoscimento dei Presidenti”, premio che annualmente i Presidenti di tutti i Club di Genova

attribuiscono a una personalità di spicco della vita cittadina. Quest’anno il “Presidents’ Award” è stato assegnato al Professor Franco Henriquet responsabile del centro Gigi Ghirotti di Genova per malati terminali. Nell’occasione i Presidenti Genovesi hanno anche consegnato una PHF a Stefano Piola (RC Ovada del Centenario) per l’impegno profuso nel progetto Talassemia 2.

Marcello Cassottana, past presidente del Rotary Club Genova Sud Ovest consegna a nome di tutti i Club genovesi il premio al professor Franco Henriquet, del centro Gigi Ghirotti


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Due rotariani torinesi protagonisti alla Convention del maggio scorso

Intervista tra gli stand di New Orleans

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i sembra doveroso riferire del grandissimo successo, riscontrato dall’iniziativa del nostro distretto, alla Convention del Rotary International, tenutasi a New Orleans dal 21 al 25 maggio 2011. Ne parliamo con i due “eroi” dell’evento, Silvia Miglietta, del R.C. Torino Lamarmora, e Candeloro Buttiglione, del R.C. Torino Nord Est, sulle cui spalle è pesato l’allestimento e la gestione dello stand sul progetto 3H (Humanity, Health, Hunger) “Talassemia in Marocco”. Quale è stata la parte più difficile di questa avventura? Risponde Candeloro: “In primo luogo la tempistica, un male comune persino al Rotary nei momenti decisionali. Infatti

solo dopo aver ottenuto la disponibilità dall’ America abbiamo iniziato ad organizzare il tutto con poco più di un mese di tempo a disposizione”. Cosa mi dite dell’aspetto logistico? Sentiamo Silvia: “Un vero grattacapo, abbiamo dovuto studiare un documento, naturalmente in inglese, di circa 90 pagine e non sapevamo cosa avremmo trovato a New Orleans. In aggiunta dovevamo aspettare nel produrre la documentazione sul progetto ed il materiale esplicativo fino alla firma, avvenuta a Rabat il 4 maggio 2011, con cui il Ministro della sanità del Marocco approvava il ‘piano nazionale per il trattamento delle emoglobinopatie’, riconoscendo il grande lavoro svolto dal Rotary ed il

suo forte coinvolgimento per l’ attuazione del progetto”. Quali sono state le reazioni dei circa 20.000 congressisti? Candeloro: “chi si fermava al nostro stand, uno spazio di soli tre metri per tre, alla House of Friendship dove erano presenti tutti i progetti e le fellowship internazionali, aveva inizialmente un atteggiamento di curiosità, motivato dalla non conoscenza della malattia, un problema del tutto assente negli USA ed in tantissimi paesi risparmiati da questa malattia genetica. Una volta ricevute le prime informazioni subentrava l’approvazione per un progetto ben strutturato che vantava di aver già conseguito importanti successi, quindi

si faceva strada l’orgoglio di appartenere ad un organizzazione come il Rotary, capace di concretizzare un’idea che, partendo dalla fase concettuale fino alla sua piena operatività, riesce ad intervenire su un intero paese: il Marocco”. Sentimenti d’ altronde espressi dal Presidente Internazionale Ray Klinginsmith. Per inciso vorrei ricordare che il mitico Bill Gates ha donato un milione di dollari ai progetti 3H”. Aggiunge Silvia: “I congressisti marocchini erano entusiasti, sono venuti a visitarci tutti i giorni, e sprizzavano grande gioia per il coinvolgimento teso a migliorare il loro paese, inoltre molti altri congressisti ritornavano allo stand per congratularsi, trascinandosi dietro

altri rotariani, ci dicevano che il progetto meritava di essere conosciuto da tutti e volevano fare la loro parte. Noi eravamo stanchi ma felici: ci eravamo fatti conoscere ed apprezzare dai rotariani di tutti i continenti”. Allora qual è il bilancio finale? Candeloro: “Abbiamo constatato quanto il nostro Governatore Gianni Montalenti è stato lungimirante nell’appoggiare e supportare l’iniziativa (che verrà continuata con forza dal suo successore Antonio Strumia), abbiamo toccato con mano quanto i rotariani nel mondo sono avidi di conoscere e pronti a partecipare ad iniziative ben gestite, che ottengono risultati tangibili e che è nostro dovere divulgare”. Piero de Garzarolli

Silvia Miglietta del RC Torino La Marmora e Candeloro Buttiglione del RC Torino Nord Est allo stand di New Orleans dove hanno presentato il progetto Talassemia in Marocco, registrando un grande interesse tra i congressisti

Al Rotary Club Novara il professor Pietro Ichino presenta la sua ricetta per rilanciare il lavoro

Tutti a tempo indeterminato e nessuno inamovibile

I

l tema lavoro è stato al centro della relazione del professor Pietro Ichino al RC Novara. Ichino, giuslavorista, pubblicista e uomo politico è nato a Milano nel 1949: si laurea in diritto del lavoro nel 1972, dal 1983 ricercatore presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università Statale di Milano, professore ordinario in diritto del lavoro e condirettore della rivista italiana di diritto del lavoro. Collabora con numerose testate giornalistiche oltre che con numerose pubblicazioni giuridiche. È parlamentare e membro della commissione lavoro. Il presidente Eugenio Del Boca ha introdotto il tema della relazione del Professor Ichino: Tutti a tempo indeterminato, a tutti le tutele essenziali, nessuno inamovibile. Un nuovo codice del lavoro semplificato per le nuove generazioni. L’Italia, spiega il professor Ichino, è considerata fanalino di coda in Europa per capacità di attivare investimenti stranieri con una perdita media annua del 3,6% sul nostro prodotto interno lordo, riferito ad un paese mediano e non ai primi della classe. Questo ci deve fare riflettere sul perché le aziende non vengano ad investire in Italia. Il nostro paese ha necessità di fare ripartire l’economia poichè , negli anni ha accumulato un debito pubblico di 1800 miliardi di euro e l’unico modo per ridurlo è quello di ricominciare a crescere

e l’unica leva che lo può fare è quella di aprirci agli investitori stranieri. Cosa chiude il nostro sistema agli investimenti stranieri? La lentezza della giustizia, costi alti dei servizi alle imprese e infrastrutture arretrate. Il nostro sistema di relazioni industriali viene visto dagli osservatori stranieri come vischioso e inconcludente con l’inconoscibilità del nostro diritto del lavoro. Oggi il codice del lavoro è composto da oltre 2.700 pagine con notevole difficoltà di interpretazione. Da qui la necessità di ridurre il cuore del diritto del lavoro a una settantina di articoli che occupano una ventina di pagine con semplicità di lettura e di interpretazione. Il “Decalogue for smart regulation”, approvato dal gruppo di alto livello sugli oneri amministrativi della Comunità Europea, è una nuova struttura che sancisce, a livello europeo, la semplicità e la proporzionalità del volume normativo della materia trattata e, nuovo per l’Italia, il principio che non solo ci deve essere la copertura finanziaria e/o amministrativa per ogni atto legislativo ma anche quella conoscitiva. La legge, nel momento in cui si formula, deve essere studiata in modo che sia leggibile prevedendo anche le modalità per portarla a conoscenza del pubblico. Il codice semplificato del lavoro

è stato presentato in Senato l’11 novembre 2009 con i suoi 75 articoli (disegno di legge 1872 e 1873). Il disegno di legge 1873 che

ga maggioranza ha approvato la mozione di Francesco Rutelli che impegna il governo a varare un codice del lavoro semplificato, anche sulla base della pro-

Il professor Pietro Ichino con il presidente Eugenio Del Boca

regolamenta la disciplina del lavoro, se approvato, porterà all’abrogazione di circa 200 leggi. Circa un anno dopo, il 10 novembre 2010, il Senato con lar-

posta del disegno di legge Atto Senato 1873. La materia è tecnicamente e politicamente matura, occorre ora solo la volontà del Parlamento

a prendere in considerazione i problemi reali del Paese. In questo disegno di legge non vi è solo la semplificazione e la riduzione di norme ma per due aspetti cruciali, quali la cassa integrazione ed il licenziamento, vi è una riforma molto incisiva. La nuova disciplina per la cassa integrazione si riduce ad 1 solo articolo e 5 commi, mentre quella per i licenziamenti a 3 articoli. Il Prof. Ichino espone rapidamente il contenuto del disegno di legge la cui essenza è quella di incentivare sia il lavoratore che l’imprenditore ad affrontare subito il problema e non a rinviarlo. Il lavoratore va ricollocato il prima possibile creando una riqualificazione professionale del lavoratore stesso. Dall’esperienza scandinava, in particolare da quella danese, si è preso il “contratto di ricollocazione” L’impresa che licenzia per motivi economici e riorganizzativi è tenuta ad offrire al lavoratore un contratto di ricollocazione che garantisce al lavoratore un trattamento di disoccupazione con un’indennità pari al 90% per il primo anno, all’80% per il secondo ed al 70% per il terzo. In Italia la percentuale dei lavoratori in cassa integrazione che trovano una ricollocazione entro il primo anno è circa dell’80% mentre nei paesi scandinavi di arriva anche al 96-97%. Questo perché in Danimarca il

lavoratore è obbligato con un tutor a partecipare a tempo pieno a tutte quelle attività ed iniziative di riqualificazione e ricerca di nuova occupazione. Il Prof. Ichino conclude la sua relazione presentando le tabelle dei costi di aggiustamento del personale “ SEVERANCE COST”. La Danimarca, il paese dove i lavoratori sono trattati meglio al mondo, è un esempio da seguire infatti in un’economia aperta, assistere la mobilità del lavoratore è il modo migliore per dare sicurezza economica al lavoratore. “Tutti a tempo indeterminato e nessuno inamovibile” Il Presidente Del Boca riprende la parola e comunica che il consiglio direttivo ha deciso di conferire al Prof. Ichino la “PAUL HARRIS” con le seguenti motivazioni: Per avere dedicato il suo insegnamento e la sua attività professionale al miglioramento delle relazioni industriali, allo studio dei problemi del mondo del lavoro nel difficile e complesso contesto di un’economia globalizzata, per avere suscitato interesse ed attenzione per tali tematiche rendendole al momento di dibattito, anche per il grande pubblico e per avere indicato soluzioni concrete per la modernizzazione del diritto del lavoro italiano in continuità con la nostra migliore cultura giuslavoristica.


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Telecronaca del XXXIV Congresso Distrettuale

Le bandiere

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’11 giugno è il grande giorno della Finale dell’Anno Rotariano 2010-11 iniziata con il sempre emozionante momento degli onori alle bandiere con la loro sfilata degna da convention internazionale. Inizio del primo tempo scandito dal tocco della campana da parte nel Governatore Gianni Montalenti con la seguente formazione: Luigi Rossi di Montelera, Presidente del RC Torino, che con il suo indirizzo di saluti di benvenuto ai presenti ricorda che cinquant’anni fa il Teatro Carignano fu testimone dei festeggiamenti del primi cento anni dell’Unità d’Italia, segnalando tra l’altro la recente manifestazione organizzata dal suo Rotary per i 150 anni invitando, nella splendida cornice di Palazzo Carignano, tutti i Club storici delle varie capitali d’Italia. Apertura dei lavori da parte del “CT” Gianni Montalenti che spiega gli schemi per affrontare al meglio la finale prendendo in esame le Nuove Generazioni, i 180.000 euro in Borse di Studio elargite a 250 studenti, l’incremento del 3% della Compagine Sociale, dei 2.5 milioni di euro spesi in service a favore della Comunità Locale ed Internazionale, i 400.000 dollari per la Fondazione Rotary. Anticipando le “eccellenze” dei service condivisi e trattando il problema dell’integrazione in Italia, tema vero del Congresso. Il delegato del Sindaco, l’assessore al commercio e polizia municipale, Giuliana Tedesco, porta il saluto della città ringraziando il Distretto 2030 definendolo un motivo d’orgoglio per la comunità. Seguono i saluti del Governatore del Distretto 108 A1 Lions, Pierluigi Foglia, ricordando il protocollo d’intesa firmato a febbraio per una sempre più fattiva collaborazione tra associazioni di servizio per “lottare contro le ingiustizie rimediabili” (premio Nobel Amartya Sen). Il rappresentante del Presidente Internazionale il PDG Mario Giannola nella sua allocuzione ci invita ad una riflessione sul prezioso valore

della libertà, della democrazia in questo particolare e drammatico momento che stiamo vivendo per poi proseguire sui valori che hanno reso così grande ed importante il Rotary, consigliandoci di avere un particolare riguardo ai giovani del Rotaract, del’Interact ricordando la recente Quinta Via d’Azione. I valori del Rotary per unire i continenti ed impegnarsi nella comunità alfine di rendere i vari club bigger, better, bolder, come auspicato dal P.I. Ray Klingingsmith con anche una comunicazione più capillare e mirata di quella attuale. Il primo intervallo permette ai presenti di fare i primi commenti tra un fumante caffè ed uno sfizioso pezzo di torta. Tutti interessati allo svolgimento dell’evento ed ammirando i pannelli esposti in Piazza carignano e dedicati ai service effettuati quest’anno dagli 88 Club e dal Distretto. Un’esposizione che ci rende orgogliosi di appartenere a questo Sodalizio anche con la consapevolezza dell’interesse dei vari passanti e turisti che si soffermano nella lettura. L’evento teletrasmesso in mondovisione permetterà di far conoscere anche questo aspetto. La partita riprende con un inedito girone a 4, che vede nel ruolo di protagonisti: la Storia, l’Economia, la Società e l’Europa. Inizia la Storia con un interessante intervento del prof. Raimondo Nuraghi, presidente onorario della Società Italiana di Storia Militare, che partendo dagli arbori della civiltà arriva all’Italia, all’Europa soffermandosi sulla civiltà dell’antica greca, madre delle nostre radici. L’Economia con il prof. Pietro Paolo Biancone, preside vicario della facoltà di economia e Commercio di Torino, ci racconta la funzione dell’impresa e come le imprese hanno potuto beneficiare dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Il sistema industriale italiano essendo così complesso con poche aziende che possono veramente ripercorrere questo lungo percorso storico cosicché il relatore espone le varie caratteristiche e peculiarità del sistema italiano, i suoi

distretti industriali e le esperienze delle eccellenze italiane, terminando con una provocazione: visto che gli italiani parlano solo italiano e all’estero siamo penalizzati da questo perché non insegnare seriamente l’inglese in ogni ordine e grado della scuola italiana e magari anche il cinese. La Società è rappresentata dalla Dottoressa Tiziana Ciampolini, direttrice dell’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas Diocesana di Torino. La sociologa con il suo dirompente intervento su come sia necessario fare un ulteriore passo alla beneficienza e alla pura solidarietà ci rende partecipi di una riflessione su quattro punti cardini: povertà, sviluppo, società civile e generatività facendo un quadro della nostra società molto allarmante: nel nostro Paese ci sono circa quindici milioni a rischio povertà, circa 8 che vivono in uno stato di povertà assoluta e circa 7 vivono al limite della povertà relativa, prendendo in esame anche la situazione giovanile. I suoi intenti ben si sposano con quelli del Rotary felice di apprendere quanto facciamo nel mondo, ma anche in questo caso è risultata lampante la mancanza di quella comunicazione da veicolare nel modo più efficace, altro tema più volte trattato in seno a questo Congresso. L’Europa, che completa questo “girone” atto a far meglio comprendere l’integrazione, viene trattata dal Prof. Gian Maria Ajani, preside della Facoltà di Giurisprudenza a Torino. Il professore analizza il problema dell’immigrazione come risorsa economica ed il conseguente problema della cittadinanza agli immigrati facendo una comparazione tra l’Italia e gli altri Paesi comunitari, molti dei quali con parametri economico-sociali più all’avanguardia della nostra nazione. Giungono puntuali i commenti del nostro allenatore che prosegue questa coinvolgente Finale con lo spazio dedicato alla presentazione della Sottocommissione SGS (Scambio Gruppo di Studio) “capitanata” da Bartolomeo Berello. Quest’anno lo scambio è stato organizzato insieme ai rotariani rumeni, altro momento incisivo di questo congresso soprattutto con la relazione del rotariano rumeno. Secondo intervallo con un buffet allestito negli spazi all’aperto di Palazzo Carignano, recentemente riaperto dopo le ristrutturazioni per i festeggiamenti dei 150, e che la perfetta organizzazione rotariana ci permette anche la visita guidata del Museo del Risorgimento. Alla ripresa il nostro coach ripercorre le varie tappe di questo entusiasmante campionato con le varie premiazioni di allenatori e di squadre, le cui finaliste sono i service condivisi dai

diversi Club del Distretto: la Talassemia in Marocco (un progetto 3H che coinvolge il nostro Distretto, il Distretto del Marocco ed il Distretto 2100), Acqua per sempre (270 istituti impegnati e oltre 250.000 bambini coinvolti), Censimento dei beni Culturali (coinvolgimento di scuole per salvare gli affreschi su pareti di edifici di varia natura,…) Termine della prima parte della finalissima con una suggestiva cena di Gala a Palazzo carignano con un momento significativo: il conferimento della PHF al Prof. Antonio Piga, per il suo grande contributo al nostro progetto Talassemia. La formazione della domenica vede i seguenti atleti: il PDG Alessandro Pastorini nel presentare insieme al suo Tesoriere Distrettuale, Roberto Perret, il Bilancio Consuntivo dell’anno 2009-10 approvato da uno scrosciare di applausi. Seguito dal PDG Giuseppe Capone che presenta il suo bilancio relativo ai Fondi di Solidarietà, grazie ai quali il nostro Distretto ha potuto contribuire ed essere sempre in prima linea negli aiuti in occasione delle ultime calamità che hanno colpito i territori del nostro Distretto (l’alluvione del Ponente Ligure, le varie alluvioni in Piemonte, ….) e del nostro Paese (terremoto in Abruzzo, terremoto nel Molise, l’alluvione nel Veneto, …) Un aspetto molto interessante e, se mi permettete, poco noto e che meriterebbe una conoscenza più approfondita. Il PDG Giuseppe Viale completa la formazione esponendo il bilancio relativo al Fondo per gli Studi Storici, fondo istituito in occasione del XXVII Congresso Distrettuale per le pubblicazioni della Collana Storica Rotariana oramai giunta del 2011 al volume n. 8! Il Rappresentante del Presidente Internazionale, il PDG Mario Giannola, riprende il discorso iniziato sabato confermando la “bontà” del Distretto 2030, che ha saputo gestire il frazionamento dettato dalle Direttive di Evanston in modo così perfetto, che verrà preso come esempio da tutti i Distretti nei vari Continenti che dovranno subire la stessa sorte. Il nostro Coach Gianni conclude i lavori coinvolgendo l’“allenatore” Antonio Strumia ed il primo del nuovo Distretto 2032 - Paolo Biondi - con il tocco della campana a tre! Questo è veramente un breve resoconto con le linee guida del Congresso, Congresso che vi consiglio di vedere integralmente collegandovi a http// conferenze.rotary-2030.it per non perdervi una sola parola dei vari protagonisti – come mi ha consigliato il nostro coach per la stesura di questa mia telecronaca. Mi congedo a voi con il motto del Past President Internazionale Frank Devlyn, che ho avuto il piacere di rincontrare a New Orleans: W il Rotary! Silvia Miglietta RC Torino Lamarmora

Gianni Montalenti

Il saluto dell’assessore

Andrea Contini

Il teatro Carignano

Gli Inni

Fotoservizio di Enrico Degara


Rotary2030

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LA RIFLESSIONE

Alla scoperta dei segreti del mare con la Bioavventura del Rc Portofino

Il Rotary nella società specificamente in politica

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a quest’anno, a cavallo tra la Presidenza di Antonio Rosina e Alessandro Antola il RC Portofino ha organizzato e sostenuto attività destinate ai giovanissimi della scuola elementare, a partire dagli incontri avviati con l’iniziativa ACQUA PER SEMPRE, il club ha proseguito con ulteriori incontri: si tratta di attività con biologi specializzati sulla biologia marina che collaborano con il Parco di Portofino e Area Marina Protetta di Portofino, in cui i ragazzi sono invogliati a imparare giocando. I temi trattati e in programma sono la vita nel nostro Mare Mediterraneo e delle risor-

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ono ormai vecchio e frusto e per dirla con chiarezza un po’ disincantato. Quale rotariano da tanti anni, ho sentito, letto, discusso il quesito comportamentale del Rotary nella società e specificamente in politica. L’argomento trattato a suo tempo dal DPG Giuseppe Viale (lettera mensile n.10 e altro – aprile 2003) non ha avuto successivamente continuità di trattazione, lasciando spazio ad altre pur validissime problematiche nel nostro Distretto. In altri termini, nel corso degli anni, mi sembra non sia stato adottato nessun provvedimento decisionale; i rotariani si sono sentiti quindi liberi di agire di iniziativa Ma come potrebbe essere regolamentato? Affaccio due ipotesi alternative e/o concorrenti: “fare opinione” con l’intento che vengano regolamentate in maniera schematica scelte razionali da concretizzare in un emendamento (bozza di DDL) da presentare al Consiglio di Legislazione allo scopo di giungere ad un disposto normativo in materia di rapporti tra società e Rotary; possibilità da parte del Governatore, o suo delegato, su spinta maggioritaria, di fare organizzare un dibattito (Manuale di Procedura 2010 p.24) volto a condurre un’analisi approfondita del problema, chiedendo il concorso, se ritenuto opportuno, di Autorità rotariane e anche di qualcuno dei delegati del Rotary all’ONU (in un recente passato ho colto che fossero 19) dei quali nessuno parla, né loro hanno convenienza di farsi sentire. Per percorrere questo iter sarebbe auspicabile disporre di personaggi con elevate qualità culturali, in possesso di capacità progettuale, in grado di poter trasmettere ai Distretti, nei tempi tecnici necessari, l’abilità di condurre quell’azione nuova, politica dunque, non individuale ed isolata ma collettiva su base culturale e professionale in cui l’onestà non sia considerata una qualità rilevante ma il normale substrato per disporre azioni politiche e promuovere un ricorrente ingresso nell’ambiente politico statuale non partitico, non più quali spettatori, ma quali protagonisti. A questo punto mi sembra che il Rotary sia in grado di lanciare una sfida volta a farsi carico di impegni politici: basta volerlo! Infatti i Rotariani, portatori di valori culturali ed etici, possono aderire a qualsiasi movimento di pensiero ed opinione perché liberi e con identica dignità, con la tolleranza che conferisce uguali diritti e doveri a persone di pensiero, religione, etnia differenti.. Penso quindi che un’azione continuativa volta a stimolare i Rotariani per renderli partecipi della società nella quale sono inseriti, sia destinata nel tempo al successo grazie ai grandi spazi di azione di cui il Rotary dispone: come noto, può intervenire sia come propositore nelle parti del mondo ad economia avanzata sia con azioni di carattere sociale e solidaristico in quelle parti del mondo ove lo sviluppo è ancora arretrato. Si dice con orgoglio da più parti che il Rotary è una forza viva ed operante alla costante ricerca dell’incontro ad ogni livello: si potrebbe operare di conseguenza. Presumo che il servizio vero nel futuro possa consistere nella partecipazione collettiva alla gestione della cosa pubblica, animati da spirito costruttivo e critiche propositive. Se tutto quanto esposto o in alternativa quant’altro proposto da altri venisse portato a compimento, quali difficoltà rimarrebbero per i Rotariani nel promuovere atti di natura politica? Carlo Gobbi P.P. RC Alessandria e Viverone Lago

Dal 30 giugno, e nel corso di questa estate 2011, altri incontri riguardano la vita nel nostro Mar Mediterraneo e l’attività si chiama BIOAVVENTURA: gli esperti biologi del Parco di Portofino sono intervenuti

alla Spiaggia Regina Elena di Santa Margherita Ligure per un incontro sulla Pesca responsabile, che ha permesso ai bambini e ragazzi di conoscere i tempi dello sviluppo delle diverse specie marine, e le stagioni in cui la pesca e la vendita delle specie ittiche non danneggia la natura. L’attività didattica ha coinvolto più di 20 ragazzi ed è stata seguita da una “snorkelata” in mare per vedere da vicino e riconoscere le diverse specie. Altre giornate con temi diversi si sono svolte alla spiaggia Regina Elena di Santa Margherita Ligure il 14 luglio e l’11 agosto.

Relazione di Mario Quirico al RC Vercelli

La mission della Fondazione Rotary

La Fondazione Rotary è il braccio economico del Rotary. Si potrebbe definire come una sorta di public company statunitense. La sua mission è di consentire ai Rotariani di promuovere la comprensione, la buona volontà e la pace nel mondo, migliorando le condizioni di salute, sostenendo l’istruzione e alleviando la povertà”, ha esordito così Mario Quirico, rappresentante della Fondazione Rotary per il Distretto 2030, in occasione del caminetto organizzato dal Rotary Club Vercelli per parlare de “La Fondazione Rotary: il presente e il futuro”. Mario Quirico ha raccontato che la Fondazione si sta riprendendo da un periodo buio, di crisi finanziaria. Ora però, per fortuna, dopo un piano di risanamento, il peggio sembra passato e la Fondazione ora sta vivendo una fase di stabilizzazione, grazie a una riorganizzazione interna, anche perché va tenuto presente che “Ciò che poteva andar bene nel 2000, considerata la velocità con cui il mondo cambia, può non andar più bene nel 2011”. Di qui il progetto “Visione futura” della Fondazione Rotary, pensato in vista del Centenario dell’Istituzione (nel 2017), che si propone di “renderla più dinamica in modo da rispondere più velocemente e in modo efficace ai bisogni più immediati del mondo”. In particolare, gli obbiettivi principali per il futuro sono i seguenti: - semplificare i programmi di service, riducendone il numero, e i processi operativi delle sovvenzioni; - focalizzare gli sforzi su aree di inte-

resse di maggior impatto; - indirizzare più risorse a progetti relativi a tali aree di interesse, con risultati sostenibili e durevoli nel tempo; - trasferire più poteri decisionali ai distretti; - ottenere una maggiore visibilità dell’operato della Fondazione e un riconoscimento pubblico del Rotary più amplificato; - rapporti di collaborazione con organizzazioni specializzate nella realizzazione di progetti umanitari. Quirico ha poi spiegato che dalla Mission derivano le “Aree principali di interesse”: - Pace e prevenzione/risoluzione dei conflitti; - Prevenzione e cura delle malattie; - Acqua e servizi sanitari; - Maternità e salute dei bambini; - Alfabetizzazione ed educazione di base; - Sviluppo economico e comunitario. E’ stato invece poi il collega Enrico Raiteri a raccontare un po’ di storia della Fondazione e ad entrare nel merito delle tipologie di progetti del Rotary che l’istituzione va a sostenere (progetti educativi, sovvenzioni umanitarie, i matching grant ecc.) e a parlare dell’articolato iter procedurale e degli adempimenti per concedere un contributo economico, ricordando tra l’altro, che allo stato attuale “almeno 12 persone del nostro Distretto sono in giro per il mondo per collaborare e dare concretezza a progetti del Rotary International”. Chiara Conti Presidente Commissione Pubbl.Relazioni Rotary Club Vercelli

Paolo Gardino campione del servizio

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’assistente del Governatore Paolo Gardino è stato insignito dal presidente internazionale Kay Klimgsmith dell’altissima onorificenza di campione del servizio. Gardino è il regista attento e intelligente del pro-

Quando il mitico Totò era candidato politico

se naturali della nostra terra. Il primo incontro del 6 maggio ha riguardato la vita al microscopio: Acqua fonte di vita i giovanissimi hanno visto “dal vivo” i microrganismi marini muoversi all’interno di una goccia d’acqua, prelevata da loro stessi dalla coltura, hanno visto lo sviluppo di un seme a contatto con l’acqua ed i movimenti di una baby medusa nelle prime fasi della crescita.

gramma internazionale Thalassemia, che ha costruito un ponte sul Mediterraneo, unendo l’Italia al Marocco. Il programma Thalassemia rappresenta con la polio plus uno dei massimi impegni del Rotary Iternazional.

100 anni di solidarietà Nel 1917 Arch C. Klumph, Presidente del Rotary International, propose di istituire un fondo di dotazione destinato a “fare del bene nel mondo”. Nel 1928 il Fondo superò i 5.000 USD, fu ribattezzato “Fondazione Rotary” e diventò un’entità autonoma all’interno del Rotary International. Cinque amministratori, tra cui Klumph, furono incaricati di “conservare, investire e gestire tutti i fondi e le proprietà [della Fondazione] come un ente fiduciario, per sostenere gli obiettivi del Rotary International.” Due anni dopo la Fondazione elargì la prima sovvenzione, devolvendo 500 USD alla I.S.C.C. – la società internazionale per bambini paralitici creata dal Rotariano Edgar F. Allen; con il tempo la società si sviluppò nell’organizzazione internazionale Easter Seals. La Fondazione risentì sia della crisi economica della Grande Depressione che degli effetti della seconda guerra mondiale, ma si riprese nel dopoguerra, quando l’esigenza di promuovere la pace si fece sentire ovunque nel mondo. Nel 1947, alla morte del fondatore del Rotary, Paul Harris, i contributi versati dai Rotariani di tutto il mondo alla sua memoria segnarono la rinascita della Fondazione. Quello stesso anno fu istituito il primo programma educativo della Fondazione, precursore delle Borse degli Ambasciatori. Nel 1965-1966 furono lanciati tre nuovi programmi: scambi di gruppi di studio, sovvenzioni per l’avviamento professionale e sovvenzioni per la realizzazione dell’obiettivo della Fondazione Rotary -- in seguito sfociato nel programma Sovvenzioni paritarie. Le sovvenzioni 3-H (Health, Hunger and Humanity) furono inaugurate nel 1978; nel 1980, nel quadro dello stesso programma furono istituiti i Volontari del Rotary. L’iniziativa PolioPlus risale al 1984-85, e l’anno successivo fu il turno delle Sovvenzioni per docenti universitari. Dai primi forum per la pace, organizzati nel 198788, nacquero infine i programmi di studi sulla pace e la risoluzione dei conflitti. Dalla prima donazione di 26,50 USD nel 1917, il sostegno alla Fondazione ha ricevuto contributi per oltre 1 miliardo di USD. Più di 70 milioni sono stati raccolti nel solo anno rotariano 2003-04. A oggi, più di un milione di sostenitori hanno ricevuto il titolo onorifico di Amici di Paul Harris – conferito a ogni persona che versa, o a nome della quale vengono versati 1000 USD (o l’equivalente in altra valuta) alla Fondazione. Questo costante sostegno da parte dei Rotariani di tutto il mondo continua ad assicurare il futuro della Fondazione e del suo operato per la pace e la comprensione internazionale.


2030Rotary

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Progetto Acqua per il Madagascar

Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite

Nella foto il Presidente del RC La Spezia Fabrizio Ferrari e il Presidente di Torino Dora Alberto Diana sollevano l’assegno ricevuto dall’IDA per il service.

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Rotary Club La Spezia e Torino Dora sono impegnati in una iniziativa umanitaria nel campo dell’acqua in Madagascar, nel distretto di Ankililoaka, dove la mancanza di acqua potabile è drammatica. Nell’ambito di tale service i due club hanno chiesto ed ottenuto dall’IDA, International Desalination Association, organizzazione internazionale no profit che promuove innovazione,ricerca e sviluppo nelle tecniche di dissalazione dell’acqua e che ha organizzato un convegno a Santa Margherita in maggio,un contributo finanziario per il service Madagascar. Il service,grazie anche ai fon-

di del Distretto 2030 e della Rotary Foundation, prevede con l’appoggio del Rotary Club locale di Tulear e delle infrastrutture umanitarie presenti in loco,l’escavazione di almeno 20 pozzi per acqua e la riattivazione di quelli non più operativi. Il risultato atteso sarà quello di migliorare l’approvvigionamento dell’acqua potabile per gli abitanti della zona in modo da avere un pozzo per ogni 550 abitanti (attualmente c’è solo un pozzo per ogni 1800 abitanti). I Club interessati ad avere informazioni sul progetto possono contattare la segreteria del club della Spezia: segreteriarclaspezia@rotary-2030.it

I La Fondazione Marino Bagnasco e l’impegno del RC Savona

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a Fondazione nasce a pochi anni dalla prematura scomparsa del rotariano Marino Bagnasco, nel dicembre del 2000, su iniziativa dei figli Federica e Maurizio e della moglie signora Anna Maria, che ne è Presidente. L’intento di perpetuare la memoria del grande Imprenditore, ottimo padre di famiglia e appassionato Rotariano si appoggiava alla precedente esperienza fatta dalla famiglia che aveva dato vita ad una ONLUS a scopo benefico, dedicata a Igbar Masik, eroico bambino pakistano simbolo della lotta allo sfruttamento del lavoro minorile. Da 10 anni la Fondazione prosegue la collaborazione con il Rotary savonese, di cui Marino fu stimato e affezionato Socio, nella assegnazione della Borsa di Studio “Marino Bagnasco” ai più meritevoli tra i giovani Geometri, in segno di celebrazione della Professione di cui egli fu illustre e orgoglioso campione. Forte è l’emozione con cui Maurizio Bagnasco, nel ricordare la creazione della Fondazione, avvenuta il 3 Marzo 2003 nello studio del padre, racconta dei duraturi legami umani ed affettivi che l’iniziativa ha permesso di stabilire con i giovani premiati. Negli anni si sono succedute numerose iniziative, anche di carattere culturale, come la pubblicazione del volume “I 60 anni della Impresa Bagnasco” nel 2007 a cura di Gabriel Sapiente ed il concorso di scultura “La città al di là del fiume”, di cui è riprodotto in foto il capolavoro vincitore. Successivamente hanno prevalso le azioni di carattere filantropico, che nel futuro saranno la sola

attività della Fondazione. In particolare evidenza la realizzazione della Residenza Protetta per gli Anziani inaugurata recentemente in Salita Schienacoste, a Savona. Questo importantissimo Service è stato realizzato attraverso un’interessante forma di collaborazione con le Opere Sociali di Nostra Signora della Misericordia ed il Comune di Savona, che rimane proprietario dell’immobile recuperato con il contributo della Fondazione. La gestione è affidata per 90 anni in comodato d’uso alla Società “Opere Sociali Servizi”, appositamente creata. L’Istituto sorge in pieno centro cittadino, permettendo così agli Ospiti autosufficienti di mantenere quei legami con la vita di tutti i giorni che sono così importanti per affrontare con più serenità la vita degli Anziani. I moderni impianti di riabilitazione, gli studi medici ed i servizi di assistenza interni permettono invece di curare i meno fortunati, in una posizione di agevole accesso per le visite dei familiari. L’Istituto infine porta con sé il recupero urbanistico di un’ampia area fino ad oggi gravemente degradata in pieno cuore della Città, con un bellissimo scorcio di verde tra la Chiesa di San Domenico e Via Mistrangelo, ed un comodo accesso a Via Santa Maria Rossello. Maurizio Bagnasco chiude la sua presentazione con voce rotta dall’emozione nel confidare di aver voluto portare la cravatta del Papà, di cui ha religiosamente mantenuto il nodo fatto dalle sue mani, in questa bella serata di celebrazione nel Rotary Club di cui egli un tempo fu appassionato ed eccellente Socio.

l 30 maggio 2011 presso il Grand Hotel SITEA si è tenuta la premiazione per il concorso bandito dal ROTARY CLUB TORINO CROCETTA in sinergia con GOOD NEWS AGENCY e con L’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL PIEMONTE. Il concorso sul tema “Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite” era destinato agli Studenti delle Scuole Medie Superiori della Regione Piemonte. Ha preso spunto dagli obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite che tutti i 191 Stati membri dell’ONU si sono impegnati a raggiungere per l’anno 2015: 1. Sradicare la povertà estrema e la fame 2. Conseguire l’educazione primaria ovunque 3. Promuovere l’uguaglianza di genere e dar forza al ruolo della donna 4. Ridurre la mortalità infantile 5. Migliorare la salute delle madri 6. Combattere HIV/AIDS, malaria e altre malattie 7. Assicurare la sostenibilità ambientale 8. Sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo Gli studenti hanno presentato i loro elaborati sotto forma scritta e anche con l’utilizzo di strumenti multimediali, corredandoli di disegni, tabelle, ricerche, filmati, CD Rom. I premi sono stati così attribuiti: Premi Rotary Club Torino Crocetta Istituto magistrale statale De Amicis di Cuneo classe prima N - PRIMO PREMIO: 1000,00 Euro Istituto magistrale statale De Amicis di Cuneo classe prima I - SECONDO PREMIO: 500,00 Euro Istituto tecnico agrario G. Ferraris di Vercelli - PARI MERITO: Istituto superiore Luigi Lagrangia di Vercelli classe prima BC Classico studente Giulia Caldera - TERZO PREMIO, di 250,00 Euro, che vista la

meritevolezza degli elaborati esaminati il Rotary ha deciso di raddoppiare per conferirlo in egual misura ad entrambi i candidati. Premio Good News Agency Scuola internazionale europea statale A. Spinelli di Torino studenti di TIC e di italiano L2 classe seconda liceo - PREMIO CONFERITO DA GOOD NEWS AGENCY Premio Speciale Rotary International Distretto Rotary 2030 Istituto tecnico agrario G. Dalmasso di Pianezza studente Emanuele Spada classe quinta G - PREMIO SPECIALE ROTARY INTERNATIONAL DISTRETTO ROTARY 2030. Durante la premiazione presieduta dal Dr. Alessandro Guido Actis, i premi sono stati consegnati dal prof. Bruno GIARDINA Past President del Rotary Torino Crocetta, dal Dr. Sergio TRIPI Presidente e Direttore Responsabile di GOOD NEWS AGENCY, dalla Dr.ssa Antonietta FENOGLIO CLERICI Assistente del Governatore, dal Dr. Lorenzo PERINETTO Formatore distrettuale, da Monsignor Guido FIANDINO Vescovo Ausiliario della Diocesi di Torino e Parroco della Chiesa “Beata Vergine delle Grazie” e dal Colonnello Mauro Tornatore, Comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, Reparto Comando. Ha concluso la premiazione un momento conviviale in cui le scolaresche con i loro insegnanti hanno avuto modo di respirare l’atmosfera rotariana e di amalgamarsi con i principi e le nobili finalità di amicizia, cultura e servizio tendenti anche a sviluppare progetti comunitari e internazionali con alti valori etici, profusi nella presentazione dal Dr. Lorenzo PERINETTO, in armonia con gli obiettivi della Good News Agency, l’agenzia della buone notizie, che riporta notizie positive e costruttive da tutto il mondo. Marilena Pochettino Prefetto R.C. Torino Crocetta

Organizzare un Rotary e-club

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ono oltre 20 i Rotary club i cui soci si riuniscono ogni settimana, svolgono progetti d’azione e creano affiatamento senza vedersi in persona. Da quando il Consiglio di Legislazione del 2010 ha adottato la decisione di creare club online come parte permanente del RI, gli e-club hanno attratto l’interesse di molti Rotariani. Creare

un e-club segue esattamente lo stesso processo formativo di qualsiasi Rotary club. La responsabilità dell’approvazione del nuovo club spetta sempre e comunque al governatore distrettuale, che nomina un rappresentante speciale e una commissione per l’espansione, creando un sondaggio su un nuovo club per valutare l’interesse relativo.

Al momento, esiste un limite di due e-club per distretto. La selezione di un rappresentante speciale è particolarmente cruciale, secondo Philip Schunk, past governatore del Distretto 7210 (New York, USA): “Il rappresentante speciale deve avere notevoli conoscenze tecniche ed essere in grado di comunicare bene con i soci fondatori”.


Rotary2030

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Il grande dilemma dell’uomo affrontato dal filosofo Letterio Mauro al RC Genova Sud Ovest

Fede e Ragione: possibilità e prospettive di un dialogo

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possibile conciliare la fede con la ragione? È il dubbio che accompagna l’uomo si può dire da sempre. Il Rotary, teatro e stimolante occasione di confronto e di scambio di idee e opinioni, promuove da sempre il dialogo. Con questo spirito il RC Genova Sud Ovest ha ospitato l’interessante relazione di Letterio Mauro Professore Ordinario di Storia della Filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Genova. È Presidente del Corsi Laurea Magistrale in Metodologie Filosofiche della medesima Facoltà. Letterio Mauro fa parte del collegio dei docenti del dottorato in Filosofia dell’Università di Genova ed è Vicedirettore del Dipartimento di Filosofia. Ha condotto ricerche sul rapporto tra la Chiesa e il pensiero cristiano dell’Ottocento, mettendo a frutto l’apertura degli archivi delle Congregazioni dell’Indice e del Santo Uffizio, allo scopo di ricostruire adeguatamente, anche attraverso la pubblicazione di testi inediti, contesto, aspetti e conseguenze di questo rapporto, con particolare attenzione alle vicende che hanno condotto alla condanna dell’opera filosofica di Vincenzo Gioberti. Pubblichiamo uno stralcio della relazione del Professor Mauro «Oggi per lo più si dubita della opportunità e persino della attuabilità di un dialogo tra fede e ragione; se ne parlo perciò è innanzi tutto perché storicamente (in particolare durante il Medio Evo) un dialogo fecondo vi è stato; esso è divenuto certamente più difficile con l’età moderna: gli eccezionali progressi conseguiti dalla scienza naturale fondata da Galilei e Newton hanno portato (con Kant) a vedere nella scienza il paradigma del “sapere” in senso generale (anche se Kant non ha perciò sottratto alla filosofia le questioni fondamentali dell’uomo: moralità, libertà, senso della vita e destino ultimo) e poi (col Positivismo ottocentesco) a decretare che anche la fede (non diversamente del resto dalle discipline umanistiche) devono rientrare nella giurisdizione della scienza (questa dovrebbe cioè interpretare col metodo sperimentale anche questioni come: moralità, libertà, senso ultimo della vita umana) - scientismo che attribuisce alla scienza la capacità, anzi il diritto di risolvere tutti i problemi umani; quindi non solo la scienza pretende di possedere i principi e gli strumenti per spiegare i fatti studiati dalle altre discipline, ma tutto ciò che non è spiegabile col suo

metodo viene ricondotto a “superstizione”, “mito”, “atteggiamento irrazionale”, “pseudo-problema” (in questo caso non c’è evidentemente dialogo perché uno dei dialoganti ritiene che l’altro non abbia nulla di interessante o di significativo da dire). Non sono mancati, anche nel secolo scorso, in ambito filosofico, tentativi di riavviare questo dialogo (alcuni esempi: E. Stein, E. Gilson, J. Maritain), ma l’immagine che oggi per lo più, anche a livello dei media, si tende a accreditare è quella di un modello di sapere identificato senz’altro con quello scientifico con la conseguenza di negare del tutto valore a ogni altra forma di conoscenza o di sapere e, quindi, anche validità a ogni possibile dialogo della scienza con esse. In ogni caso, è significativo che alcune delle proposte più recenti e rilevanti in ordine a tale dialogo siano venute proprio dal fronte della fede - enciclica Fides et ratio (1998) di Giovanni Paolo II, e i successivi interventi sul tema da parte dell’attuale pontefice Benedetto XVI. Oltre al fatto che in passato un dialogo tra fede e ragione ha avuto luogo, mi pare che esse possano dialogare anche per due altri precisi motivi: perché hanno qualcosa da dirsi e hanno qualcosa da dirsi perché hanno qualcosa in comune, non appartengono cioè a due dimensioni totalmente disomogenee dell’esperienza umana, dato che il “pensare” e il “credere” sono atti umani complementari, che l’essere umano compie quotidianamente. Vorrei proporvi alcune brevi considerazioni in proposito: 1a) La dimensione della razionalità, da un lato, non è estranea alla fede (che non va confusa con emozione, sentimento ecc.) che è sì rischio, sfida, azzardo, ma calcolati, ragionati appunto (non giocati sul filo dell’assurdo: l’avere fiducia in qualcuno implica infatti che sia credibile e, quindi, riconosciuto tale grazie a una valutazione, ossia a un ragionamento) - Agostino (De praedestinatione sanctorum, 2, 5): Chi infatti non vedrebbe che il pensare precede il credere? Nessuno certo crede alcunché se prima non ha pensato di doverlo credere. […] è necessario che tutte le cose che si credono siano credute per il precedente intervento del pensiero. Del resto anche credere non è altro che pensare assentendo. Infatti non ognuno che pensa crede, dato che parecchi pensano proprio per non credere; ma ognuno che crede pensa, pensa con il credere e crede con il pensare. […] perché la fede, se non è oggetto di pensiero, non è fede.

1b) La f. inoltre non va confusa neppure con un atto singolo compiuto inizialmente una volta per sempre, ma piuttosto identificata con una scelta quotidiana, che si confronta pazientemente con dubbi, difficoltà ecc., richiedendo quindi il sostegno anche della ragione (tutto ciò è bene espresso dal fatto di designare colui che crede con il participio presente, a indicare appunto una continuità - «Credente non è chi ha creduto una volta per tutte, ma chi, in obbedienza al particpio presente del verbo, rinnova il suo credo continuamente». E. De Luca; Lc 1, 45: «Beata colei che ha creduto (la credente = participio presente che indica uno stato permanente nell’adempimento delle parole del Signore» = kai makaria he pisteusasa […]. D’altra parte, la ragione non è estranea all’ambito della fede; essa è infatti caratterizzata, nel suo procedere, 1c) dalla fiducia circa il fatto che sia possibile far luce sul “come stanno le cose” (la verità) e, inoltre, 1d) non è affatto per sua natura chiusa su “ciò che è quaggiù”, dato anzi che essa, proprio per sua natura, è aperta ai grandi interrogativi umani circa il senso ultimo dell’esistere (chi sono? Da dove vengo? Dove sono diretto? C’è qualcosa dopo questa vita?): vi è quindi una strutturale apertura della ragione ad altre prospettive. Possiamo dunque dire, alla luce di queste considerazioni, che fede e ragione sono caratterizzate da un comune atteggiamento ricercante. Perciò se fede e ragione hanno qualcosa in comune, hanno pure qualcosa da dirsi, provocandosi reciprocamente. In questa doppia “provocazione” (nel senso etimologico di “chiamar avanti, fuori”), tuttavia, né la fede né la ragione abdicano a se stesse, mantengono cioè la loro identità: se la fede può approfondire i suoi contenuti grazie alle domande della ragione, è appunto perché per sua natura, come si è detto, intrinsecamente “ragionevole”, queste domande cioè non le sono (o risultano) estranee; la ragione, d’altra parte, aprendosi ai contenuti della fede, non fa che attuare in pienezza la sua natura di ricercatrice della verità, ossia essa non rinuncia a tale statuto, ma solo alla propria autosufficienza, riconoscendo che i propri strumenti non sono in grado da soli di far fronte a qualsiasi questione. Ma l’accogliere altri suggerimenti ben si concilia con la propria apertura al vero; come dice E. Stein, posto che «la filosofia vuole la verità nella più ampia estensione possibile […] Se la f. rende accessibili verità, che non

sono raggiungibili per altra via, allora la filosofia non può rinunciare a questa verità di fede senza abbandonare, per l’appunto, la sua esigenza universale di verità». La fenomenologia di Husserl e la filosofia di s. Tommaso d’Aquino, Città Nuova, Roma 1997, p. 67. Ma, ancora una volta, nell’aprirsi ad altre fonti di conoscenza, la ragione resta pur sempre pienamente se stessa; è essa infatti ad accertare i propri limiti (cfr. B. Pascal, Pensieri, fr. 466, Bompiani, Milano 2000: «L’ultimo passo della ragione consiste nel riconoscere che vi è una infinità di cose che la sorpassano».), ma è appunto essa a vagliare questi nuovi contenuti e a decidere se accettarli o meno (è l’unico strumento di cui l’uomo dispone a tale scopo). In altre parole, come in ogni autentico dialogo, fede e ragione devono 1) mantenere la propria identità 2) mettersi in atteggiamento di ascolto (accettare cioè domande che non ci si attende e che mettono profondamente in questione, ma che possono ampliare il nostro orizzonte). Ma se questo dialogo è possibile, quali ne sono le prospettive (a condizione che fede e ragione, come si è detto, siano se stesse e non abbiano timore l’una dell’altra)? Per entrambe esso può costituire l’occasione per: 1) rivedere, approfondire, precisare i propri enunciati 2) “purificare” se stesse e i propri atteggiamenti 3) essere sempre più autenticamente se stesse. Infatti, se una ragione troppo sicura di sé può divenire violenta e totalitaria e una fede che non si traduce in un quotidiano sforzo di “cominciare a credere” può trasformarsi in fondamentalismo, superstizione, oscurantismo o in una sorta di comoda rassicurazione, l’unica via per evitare di cadere in questi “eccessi” è che esse, come si è detto, si “parlino”, “provocandosi” reciprocamente: la fede, aprendo alla ragione ambiti e prospettive inediti di ricerca e offrendole dati nuovi su cui indagare; la ragione, ponendo alla fede questioni e interrogativi che nascono dalle istanze più profonde dell’uomo, così da essere entrambe sempre più autenticamente all’altezza del proprio compito di “ricercatrici” della verità. In breve: fede e ragione stanno e cadono insieme, dato che la debolezza dell’una determina quella dell’altra, e la forza dell’una non può prescindere da quella dell’altra».


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Cycling to Serve: la Fellowship degli appassionati di ciclismo

Inaugurata la Xª Edizione della Biennale di Incisione di Acqui Terme Per festeggiare i 20 anni in programma una mostra itinerante

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n Svizzera, ad Aubonne dal 2 al 4 settembre 2011 si terrà la 27esima edizione del Campionato del Mondo di Ciclismo Rotariano. Successo per il primo raduno di ciclisti rotariani sul Lago d’Orta (No) in occasione del passaggio del Giro d’Italia. di Engarda Giordani Franco Piola, del Rotary Club Orta San Giulio (No) è Presidente Italiano della Fellowship del Ciclismo Rotariano, comunità che raduna tutti gli appassionati di ciclismo uniti nel motto “pedalare per servire”. Nel 2007 ha organizzato la 23esima edizione del Campionato del Mondo al Mottarone (No) e nel sito internet della fellowship www. cyclingtoserve.it, attivo e sempre aggiornato, è presente una sezione che testimonia ancora oggi la

meravigliosa impresa compiuta, indelebile nella memoria dei tanti amici italiani e stranieri che vi hanno partecipato e la portano sempre nel loro ricordo. Ogni iniziativa della Fellowship diventa occasione di intensa attività sportiva e di contributo generoso a favore della Comunità di Masango in Burundi, gestita da Suor Celina Tovagliato delle Sorelle della Carità di Novara. “Con Noi al giro d’Italia” è stato il primo raduno di ciclisti iscritti alla Fellowship ed ha promosso un intenso programma di tre giorni in occasione del passaggio dell’ultima edizione del Giro d’Italia nelle province di Novara e del Verbano Cusio Ossola. Venerdì 27 maggio al Mottarone per seguire il passaggio della carovana sulle strade borromee;

sabato 28 maggio in Valsusa per applaudire “gli scalatori” in cima al Colle delle Finestre, e domenica 29 maggio lungo i tra laghi - d’Orta, Mergozzo e Maggiore - per un panoramico tour accompagnato da una meravigliosa giornata di sole. Una cena di gala sul Lago d’Orta, organizzata sul battello Ortensia riservato appositamente per l’occasione, ha salutato l’arrivo di tanti amici che, entusiasti, non hanno rinunciato ad alcuna delle tappe proposte. Si è trattato di un ottimo allenamento per il prossimo mondiale che si terrà in Svizzera, ad Aubonne dal 2 al 4 settembre 2011, organizzato proprio dal locale Rotary Club. Tutti i rotariani appassionati di ciclismo potranno informarsi visitando il sito www. cyclingtoserve.ch.

La Biennale di Incisione di Acqui è una manifestazione nata 20 anni fa da un gruppo di innamorati della propria città, che nutrivano la speranza di elevarla a livello internazionale con un’iniziativa di prestigio dedicata all’arte incisoria contemporanea. Questo traguardo è stato raggiunto e può vantare oggi dieci edizioni”. Con queste parole Giuseppe Avignolo, Presidente della Biennale Internazionale di Incisione di Acqui Terme e Paolo Ricagno, Presidente del Rotary Club Acqui Terme, hanno dato il via Sabato 18 Giugno presso l’Hotel Nuove Terme, alla presenza di autorità civili e militari e di molti artisti, alla ventesima Edizione della manifestazione. Per celebrare il decennale, sarà preparata dal Presidente Avignolo in collaborazione con l’artista

Tutti i segreti di parlare in pubblico e stare come si vuole

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Amitié Gênes Monaco e International Yachting Fellowship of Rotarians con lo Yacht Club Monaco e Circolo Nautico Rapallo

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a prima edizione della Traversata velica MonacoPortofino-Rapallo, regata non competitiva organizzata dal Circolo Nautico Rapallo in collaborazione con lo Yacht Club di Monaco salperà sabato 27 agosto dalle acque di Montecarlo. Questo evento promosso da Amitié Gênes Monaco e International Yachting Fellowship of Rotarians, avrà cadenza biennale e viene identificato come una “Navigazione in Amicizia”. Lo scopo di questa “Traversata” è primariamente quello di sostenere, per ogni edizione, un’iniziativa benefica, utilizzando l’alto potenziale mediatico della manifestazione. La traversata è aperta a tutte le imbarcazioni a vela cabinate a insindacabile giudizio del comitato organizzatore. La manifestazione si svolgerà con

Il presidente del RC Rapallo Tigullio Amedeo Solimano con il dottor Andrea Bacigalupo

partenza dallo specchio acqueo antistante il Principato di Monaco il giorno 27 agosto 2011 con partenza alle ore 10 e con arrivo previsto a Rapallo e Portofino

nella giornata di domenica 28 agosto. Venerdì 26 si festeggeranno i partecipanti che si preannunciano numerosi, allo Yacht Club di Monaco, mentre domenica 28 si terrà il galà di beneficenza e al premiazione presso il Grand Hotel Excelsior di Rapallo. L’evento vedrà come beneficiaria la F.A.R.I.T.M.O. (Fondazione Ricerca Trapianto di Midollo Osso) presieduta dal Andrea Bacigalupo, Primario Divisione Ematologia e Trapianto Midollo Osseo Osp. San Martino di Genova. L’iniziativa è patrocinata dai Comuni di Monaco, Portofino e Rapallo e dal Consulat General Honoraire de Monaco a Gênes, Principe Domenico Pallavicino. La manifestazione è stata presentata dal Coordinatore della Traversata e Vice Presidente A.G.M. Amedeo Solimano, presidente del RC Rapallo Tigullio.

internazionale, come ha sottolineato il professor Paolo Bellini in una relazione non a caso sulla Torre di Babele e la confusione tra le lingue. Quest’anno non ha fatto eccezione: hanno infatti partecipato 223 artisti provenienti da tutto il mondo. Tra

questi, sabato sono stati premiati dalle autorità presenti i vincitori dei Premi: Acqui 2011 (Apparenze di Elisabetta Diamanti), Speciale della Giuria (View from the other angle di Snezana Petrovic), CTE Spa (10 m2 di Marcin Bialas), Consorzio del Brachetto d’Acqui (Human warmth, di Maria Blanca Saccomano) e Giovani (Cavaliere rampante di Andrea De Simeis). Come ha spiegato la storica dell’arte Patti Uccelli Perelli, queste opere, insieme a quelle degli altri partecipanti e ai lavori raccolti con il Concorso Ex Libris (che quest’anno ha avuto per tema l’unificazione d’Italia e il patronato del “Comitato per i 150 anni dell’Unità d’Italia”) rimarranno esposte sotto i portici di via XX Settembre fino al prossimo 7 luglio in un percorso en plein air che tutti i cittadini potranno ammirare.

La relazione di Claudio Maffei maestro di comunicazione al RC Novi Ligure

tai come vuoi. Claudio Maffei, oggi considerato, a livello nazionale, uno degli esperti più noti nel campo delle relazioni interpersonali ha svelato i segreti di stare come si vuole nell’affascinante relazione al RC Novi Ligure.

Traversata a vela Monaco - Portofino - Rapallo

Gabriella Locci, una mostra dedicata ai vincitori delle varie Edizioni, che, a partire dal prossimo Ottobre, si sposterà in tutta Europa. Il carattere della manifestazione è infatti da sempre stato

Claudio Maffei svolge un’intensa attività di docenza, presso aziende ed enti pubblici, sulle competenze di comunicazione: parlare e scrivere con efficacia, motivazione e cambiamento. È coach e trainer di politici, manager pubblici, e privati ai massimi livelli e autore di diversi libri tra cui “Le relazioni virtuose”, uno tra i libri più venduti nel settore formazione. Durante gli anni dell’Università ha maturato esperienze in campo artistico, teatrale e televisivo sia come autore che come attore. È stato pioniere delle emittenti private apparendo in video negli anni Settanta con Enzo Tortora ed Ettore Andenna sulla rete privata milanese Antenna 3; ha inoltre, calcato i palchi del Derby di Milano incontrando personaggi come Diego Abatantuono. Poi fece come il figliol prodigo, tornò a casa e qui ebbe l›incontro della vita, una sera a cena, con Giovanni Spadolini che gli suggerì di insegnare ai politici a parlare in pubblico garantendogli un’ampia clientela e da quel momento il «parlare in pubblico» è diventato il mestiere di Claudio Maffei. Al Rotary Club Novi Ligure ha parlato, con stile affabulatorio e capace di conquistare immediatamente il pubblico, del suo ultimo lavoro: “Stai come vuoi.

Manuale di equilibrio emotivo” e di quanto l’equilibrio emotivo sia importante, tanto nell’ambito personale quanto in quello professionale, per anticipare le tendenze, sviluppare strategie creative, coinvolgere e stimolare i propri interlocutori, migliorare il rapporto con gli altri, costruire il proprio futuro. Tutti i problemi che si incontrano quotidianamente, secondo Maffei, nascono da “conflitti interiori”: stati d’animo non gestiti adeguatamente creano paure e ostacoli. Perciò la risorsa più efficace che abbiamo a disposizione per risolverli è il nostro equilibrio emotivo che non è scritto nel DNA, come molti credono ma, è solo frutto di duro lavoro. L’equilibrio dipende esclusivamente da noi e noi siamo liberi di decidere “come vogliamo stare”. Nel corpo umano, le emozioni - ha proseguito l’oratore - rappresentano delle vere e proprie forze. Se tentiamo di ingabbiarle, queste forze finiscono con lo scatenarsi sull’organismo, andando a colpire i punti più deboli, causando danni, a volte di grave entità: d’altra parte, il 75% di ulcere, gastriti, coliti, psoriasi ed altri malanni di varia natura e intensità ha origini psicosomatiche. Per questa ragione, le emozioni non devono essere represse, ma accettate come un fatto naturale e opportunamente gestite. Ma come liberarci dalle catene che ci imprigionano a causa della nostra incapacità di gestire le emozioni? Gli strumenti che ci saranno di aiuto per essere finalmente liberi di scegliere ciò che davvero vogliamo sono rac-

chiusi in alcune “parole chiave”: l’identità fra la parte emotiva e quella razionale; il superamento delle false convinzioni su noi stessi, l’ascolto del linguaggio come chiave per far capire a chi parla che ciò che dice interessa davvero, l’importanza di darsi degli obiettivi precisi, specifici, misurabili, realistici e di visualizzarli con l’azione, la capacità di focalizzarsi sulla soluzione e non sul problema, la necessità di vivere bene nel presente per costruirsi un grande futuro (le persone più equilibrate non vivono nel passato e non pensano al futuro), la crisi come resistenza al cambiamento, e l’amore “fare sempre ciò che si ama per amare ciò che si è fatto”. Ciascuna delle quali rappresenta una tappa all’interno di un percorso alla “ricerca dell’equilibrio perduto”. “Solo analizzando e riflettendo attentamente su ognuna di queste parole, impareremo a prendere in mano la nostra vita, assumendoci totalmente la responsabilità delle nostre scelte e a liberarci dalle catene che noi stessi ci siamo inflitti. Soprattutto ci troveremo a dover decidere e decidere significa troncare col passato, dare un taglio netto alle nostre paure, a tutti i tentennamenti che troppo spesso ci hanno causato sofferenze inutili. Ma, soprattutto potremo decidere di non farci più influenzare da nessuno, tanto meno dal nostro sabotatore interno: il nostro inconscio”. Miledi Repetti


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Il Rotaract: un’emozione sempre nuova

EDITORIALE

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uando l’allora RD (ancora) incoming Filippo Bistolfi mi aveva telefonato per propormi la direzione del Quadrifoglio, sulle prime, non riuscivo a capire se mi stesse facendo un grande regalo o se mi stesse appioppando una proverbiale “gatta da pelare”, (con buona pace degli amici felini). Oggi, ovviamente, lo ringrazio. Scherzi a parte, non è facile gestire la voce ufficiale del Distretto quando ci si trova a centinaia di chilometri di distanza, raccontare la vitalità e la dedizione di decine di Club e centinaia di soci quando non si può toccare con mano il loro grande lavoro quotidiano. Non è facile per la paura di non riuscire a riportare fedelmente ai lettori che cosa significa essere rotaractiani sul proprio territorio ogni giorno, e non solo in occasioni di distrettuali e riunioni di club. Ma la nostra è una redazione molto fortunata, perché appartiene ad una generazione altrettanto fortunata: la generazione di Internet. Lo straordinario potere universalizzante del web è riuscito a giungere là dove né la stampa, né la radio, il cinema o la televisione prima di lui erano mai arrivati. La rete è diventato lo strumento attraverso il quale non solo abbiamo la possibilità di conoscere il mondo, ma anche di entrare a farne parte come protagonisti, raggiungendo luoghi, persone e idee dai quali altrimenti le distanze fisiche ci separerebbero irrimediabilmente. Ed è stato così che anche il Quadrifoglio, a modo suo, ha “scoperto l’acqua calda”, decidendo di compiere il passo in apparenza più ovvio, quasi un uovo di Colombo: sbarcare sul web. Con un blog, quadrifoglio. wordpress.com, una pagina Facebook (e Twitter), Il Quadrifoglio 2030; e nello spazio dedicato sul sito www.rotaract2030.com. Il Quadrifoglio diventa così una testata multimediale, che non rinuncia al fascino già rodato della carta stampata ma pionierizza anche la terra promessa del web. Per continuare a fare formazione e informazione dovunque ci siano un socio, un pc e una connessione internet. Luca Pautasso direttore de “Il Quadrifoglio”

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ono appena trascorsi due anni da quel giorno in cui venni spillato e ora mi appresto a diventare presidente del mio club con l’onore e l’onere che ne consegue. La mia esperienza rotaractiana è all’inizio, e l’opportunità di partecipare per la prima volta al SIDE, che quest’anno si è tenuto a Genova il 4 giugno, è stata per me un’ autentica illuminazione. Ho trascorso un pomeriggio dove ho potuto conoscere molte persone, dove ho fatto nuove amicizie e osservato con grande ammirazione tutto il lavoro e l’impegno che c’è dietro l’organizzazione di un nuovo anno. Ma la cosa più importante in assoluto è che ho capito veramente cosa dovrebbe voler dire essere veramente Rotaractiani. L’ho capito quando è stato pre-

sentato il progetto APIN per il 2011-2012 che quest’anno è dedicato alla creazione di una borsa di studio per L’Istituto di Ricerca e Cura del Cancro di Candiolo per ricerca sulle metastasi tumorali secondarie con un focus su quelle epatiche. Il cancro è una malattia ad oggi ancora non curabile. Frequentando in questi ultimi mesi il reparto Oncologico dell’ospedale SanGiovanni Battista di Torino come studente di medicina, ho visto in parte cosa vuol dire per una persona, per la sua famiglia vivere una malattia di questo tipo. Ho vissuto emozioni fortissime nel vivere il quotidiano di questa malattia. Sono orgoglioso che il progetto del nostro distretto per questo nuovo anno sia dedicato a questo tema. In questo modo si può contribuire in prima persona al progresso della medicina teso a raggiungere una cura definitiva. il vero rotaractiano può e deve impegnarsi per aiutare la società di oggi e le generazioni di domani. E’ questo progetto è un ottimo punto di partenza. Francesco Cuniberti Presidente Rotaract Torino Sud Ovest

Casa Maria ringrazia gli angeli del Rotaract

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l giorno 2 luglio 2011 si è svolta a Santa Margherita ligure la Distrettuale di chiusura del Distretto Rotaract 2030. In tale occasione e alla presenza del Governatore Strumia e del PDG Montalenti mi è stata consegnata la somma raccolta dal progetto APIN per l’anno 2010/2011, denominata APIN for Africa. Tale somma, che ammonta a 83000 euro verrà utilizzata per una serie di progetti che verranno realizzati in Kenya. La maggior parte di questi fondi è destinata a Casa Maria, dove sorgerà un nuovo dormitorio per ragazzi dai 15 ai 18 anni,un campo sportivo polivalente dove

i bambini potranno praticare tennis, pallavolo, basket e calcetto,un progetto di microcredito. l’assegnazione di due borse di studio ed un progetto per la costruzione di un laboratorio di artigianato. In Uganda è in corso di realizzazione un progetto, che consiste nell’allestimento di due aule scolastiche e l’assegnazione di una borsa di studio. Sempre in Kenya una somma contribuirà all’acquisto dell’apparecchiatura, chiamata CD 4 per la diagnosi dell’AIDS. Desidero quindi ringraziare l’RD del Rotaract, Andrea Contini, che ha effettuato questa scelta,che ha spronato tutti i Club Rotaract a fare il massimo per

ottenere questo magnifico risultato. Ringrazio Ludovica Ambrosio ed Alice Merletti che sono state le coordinatrici della Commissione Apin. Francesco Domanico, autore del progetto del campo sportivo, Giorgio Gandus onnipresente, e tutti i rotaractiani che si sono prodigati ed hanno ottenuto questo successo incredibile. Al mio ringraziamento si uniscono le Suore delle Missioni coinvolte,ma soprattutto i bambini che potranno usufruire di questi interventi. Grazie, grazie di cuore Prof. Sebastiano Cocuzza Responsabile della struttura Casa Maria in Kenya

Il piccolo Newton adottato a distanza dal Rotaract Torino Ovest

“Cari Amici vi scrivo...” Il congedo del Past Rd Andrea Contini

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embra sia durato l’espace du matin invece sono già passati dodici mesi. Non posso dare un giudizio sul mio anno, l’emozione coinvolge troppo, dunque, nel caso, lascio ad altri il compito di assegnare un voto a quello che fino ad oggi abbiamo fatto. Una cosa è certa però, il sottoscritto e il suo inner circle hanno dato il massimo e usato ogni forza disponibile per fare del loro meglio. Questo spazio che gli amici Filippo e Luca hanno voluto lasciarmi voglio usarlo semplicemente per congedarmi, nulla di più. Le emozioni sono state tante, e anche se suona un po’ come un passo da libro cuore, è cosi. Il rappresentante distrettuale non è certo impermeabile alla massa di emozioni che questa esperienza riversa su di lui. Ripenso ai tanti nuovi soci spillati, alle distrettuali, ad APIN4AFRICA, alle prime riunioni con la squadra , al Side. Insomma se ci si pensa non si smette più di scrivere. Sono entrato nel Rotaract nel novembre duemilacinque, ho cercato di fare sempre il massimo, dare tutto me stesso, prima nel club e poi in distretto, l’entusiasmo era tale che ho voluto fare l’Rd, nonostante tutto posso dire che il Rotaract ha dato molto più a me di quello che io sono riuscito a dare a lui. È una regata persa in partenza, non si può competere. Il Rotaract dona amicizie, confronti, possibilità di crescita, è la nostra migliore palestra, quella che ti prepara forse per la vita. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno dedicato anche un solo minuto quest’anno al proprio club e al distretto, i risultati ottenuti sono merito di tutti. Grazie ai Presidenti, ai direttivi di club, ai Delegati di Zona, all’esecutivo distrettuale, al direttivo e a tutti i rotariani che hanno dato credito al Rotaract con in testa il Governatore Gianni Montalenti e Pierpaolo Pontacolone.

Grazie, Grazie e Grazie! Un pensiero particolare concedetemelo, senza offesa per nessuno, ma senza queste persone oggi non sarei forse qui a scrivervi da Past RD. Grazie a Ottavio, amico oltre che tesoriere, Carlotta operosa e preziosa segretaria distrettuale, Alessandro vera scoperta di quest’anno, Ludovica e Alice che hanno fatto loro il progetto che più mi stava a cuore, Davide astro nascente del distretto, Francesca vera delegata di zona e perfetta compagna di parco giochi, grazie a Filippo, Rd incoming esemplare, a Giovanni Vagnone e Alessandro Actis, grazie al Capitano, a Giulietta perché c’è sempre stata, ad Arathy e Cecilia, a Ciccio Malvicini e al Fufi, a Valeria che con la sua penna ha raccontato il Rtc, a Francesco Gaeta che è stato la più bella sfida (vinta!), ad Alessandro Gatti ed alla sua reflex, alla Saretta, a Marco e Filippo i nostri due Eric e al mio Club il Genova Nord – Nord Ovest, Grazie anche a tutti quelli che non mi hanno reso la vita facile perché mi stavano indicando che la strada percorsa era quella giusta. Non mi perdonerei mai di chiudere senza ricordare con emozione i due amici che sono parte del mio quotidiano, quelli con cui condivido ogni dubbio ed ogni festa, Paolo Furno e Giorgio Gandus. Su di loro non c’è bisogno di aggiungere altro. Ci siamo, siamo proprio ai saluti. A tutti ripeto quello che da mesi vado in giro dicendo. Abbiate cura dei vostri Club, abbiate cura del Rotaract! Impegnatevi sempre con il massimo entusiasmo come avete fatto quest’anno, non dimenticate le vostre radici ma esplorate il Distretto senza paura. Siate sempre orgogliosi di essere rotaractiani! Buon vento a tutti ragazzi e come sempre…non perdiamoci di vista! Andrea Contini, past RD Distretto Rotaract 2030


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ufficiale del Il Quadrifoglio non è solo un bollettino singolo ogni distretto 2030, ma la voce di ogni Zona, di vostro il questo er P . ocio S e ocia S club e, dove possibile, di ogni contributo in prima persona alla redazione della testata sarà sempre il benvenuto. Se volete contribuir e alla realizzazione dei prossimi

: numeri, anche solo segnalando un’iniziativa o un evento, potrete , ona Z di egretaria S proprio al materiale il inviare e • informare membro della redazione del

• Rappresentante Distrettuale: Filippo Bistolfi Direttore Quadrifoglio: Luca Pautasso

Quadrifoglio. redazione@ilquadrifo-

inviare un comunicato alla mail glio.it (in fase di attivazione)

In entrambi i casi il contributo verrà prima caricato sul blog http://quadrifoglio.wordpress.com, sulla pagina Facebook Il Quadrifoglio 2030 (che “cinguetta” anche su Twitter) e nello spazio dedicato sul sito www.rotaract2030.com. Cosa aspettate? Ditela vostra.

Il Rotaract 2030 alla conquista del Principato

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hi, come me del resto, in occasione del SIDE di Genova è rimasto perplesso non riuscendo a riconoscere le note dell’inno nazionale monegasco che ha seguito “Il Canto degli Italiani” durante il saluto alle bandiere, faccia in fretta ad acculturarsi. Il 12 settembre, infatti, proprio a Montecarlo, andrà in scena in grande stile la prima Distrettuale del nuovo anni. La scelta del Principato di Monaco, quando la prassi vuole che il primo appuntamento del Distretto abbia luogo nella zona dell’RD, significa molto per il 2030: ci troveremo infatti a celebrare il congresso di apertura in compagnia dei “cugini” francesi del Distretto 1730, il secondo distretto, assieme al nostro, di cui fa parte il Rotaract Club “Albert I” di Mon-

tecarlo. Sarà la nostra prima uscita “transfrontaliera”, con delegazioni e soci provenienti da ben tre diverse nazioni: la prima distrettuale targata Bistolfi rappresenterà dunque la prova generale prima dell’importantissimo Rotaract European Meeting in programma per gennaio 2012. Scopriremo insieme le numerose attività sulle quali le commissioni distrettuali stanno alacremente lavorando per il prossimo anno, voteremo il progetto APIN, già anticipato dal presidente di commissione Ottavio Patrucco a Genova, e del quale troverete uno speciale in questo numero del Quadrifoglio, e potremo condividere opinioni e punti di vista sul Rotaract e sui suoi valori con gli amici d’Oltralpe. La distrettuale del Principato si preannuncia dun-

que un evento di primissimo piano, innovativo, e di certo non privo di quella grandeur con la quale l’RD Bistolfi è intenzionato a scandire quest’anno la vita del Distretto 2030. Un evento patinato quanto basta per solleticare gli animi dei rotaractiani ristorati dalle vacanze estive, ma al contempo una tappa fondamentale per chi vorrà iniziare al meglio con una iniziazione di entusiasmo e coinvolgimento questo Rotaract e questo Distretto. Insomma, un evento da non perdere, di cui vi faremo sapere tutto nelle prossime settimane sulle pagine on-line della nostra testata. Diego Zunino Vicedirettore de “Il Quadrifoglio”

Il nostro motto: crediamo in ciò che facciamo facciamo ciò in cui crediamo

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e il buon giorno si vede dal mattino per, l’RD Filippo Bistolfi si prevede sole per l’intero anno sociale. Dopo il successo del SIDE in termini di partecipazione e di qualità degli interventi, l’anno sociale arriva finalmente ai blocchi di partenza, e alla redazione del Quadrifoglio piace anticipare quello che ci attende per questo anno sociale 2011-2012 dalla viva voce del principale artefice. Un anno sociale all’insegna del motto: “Crediamo in ciò che facciamo, facciamo ciò in cui crediamo”. Filippo, durante il SIDE hai ricordato molte volte quanto quest’anno sia “importante”, puoi spiegarci il perché? Quest’anno rappresenta l’ultimo anno “unito” per il Distretto Rotary 2030, il quale vedrà poi una scissione nel Distretto 2031 (Nord Piemonte e Valle d’Aosta) e nel Distretto 2032 (Liguria e Sud Piemonte). Sarà la nostra grande ultima occasione per sfruttare una così ampia disponibilità e ricchezza territoriale nella sua forma unitaria. E in più c’è il REM. Il Rotaract European Meeting: un evento di caratura Europea a gennaio sotto la Mole. Quali responsabilità comporta essere i “padroni di casa” di un evento quale il REM? Il Distretto 2030 diventa la vetrina dell’Italia intera nei confronti dell’Europa Rotaractiana. Responsabilità, impegno e dedizione sono gli ingredienti fondamentali per un evento che nulla dovrà lasciare al caso. Servirà tutta la passione e l’esperienza di ogni socio del nostro distretto per un evento che sono sicuro resterà memorabile. Convinci in poche parole un consiglio direttivo di un Club a sostenere con determinazione l’APIN di quest’anno. Ah, Fantastico! Il progetto APIN “Rotaract Against

Cancer” è un progetto estremamente concreto di elevatissima ricaduta sociale. Purtroppo ognuno di noi, in un modo o nell’altro si è visto costretto a dover confrontarsi con questa malattia anche solo per un parente o per un amico. Mi piacerebbe che anche grazie a noi il cancro diventasse “curabile”, e ogni Presidente, ogni Direttivo, ha la possibilità di dare in prima persona il proprio contributo. Ogni euro investito in ricerca oggi ha un risultato in termini sociali sui nostri cittadini esponenziale: a mio avviso – e anche della comunità scientifica- ci si può veramente avvicinare a sconfiggere un tale nemico. Non solo responsabilità ma anche divertimento: conoscendo il personaggio non ci sarebbe da temere. Qualche rivelazione sui prossimi eventi? Come “antipasto” consiglio ai nostri soci di approfittare sia del Rotaract Sailing Weekend (purtroppo per i lettori, evento già “salpato” prima della messa in stampa del Quadrifoglio, ndr) e della ricca offerta di passaggi di consegne per tutto il nostro distretto sapientemente organizzata dai Presidenti, dai Presidenti Incoming e dai Delegati di Zona. Il 17 Settembre a Montecarlo sarà invece la prima grande occasione rappresentativa del “nostro” modo di fare Rotaract. Il prestigio del Principato rappresenterà una vetrina fondamentale dove l’organizzazione quasi maniacale e la dedizione dei nostri Delegati di Zona permetterà di coniugare la necessità di un’assidua partecipazione ai lavori con il divertimento che Montecarlo, già location del Rotaract International Weekend e risorsa preziosa del nostro distretto saprà offrirci. Diego Zunino, vicedirettore de “Il Quadrifoglio

Rotaractiani in prima linea per la ricerca contro il cancro

I

l Rotaract si gioca talvolta su acronimi un po’ ostici. Ma se la sigla va a fin di bene, si può anche chiudere un occhio su quanto sia difficile o meno da decrittare. E’ un po’ il caso della sigla RAC, che da il nome al progetto APIN dell’anno rotaractiano 2011/2012, e che sta per “Rotaract Against Cancer”. RAC è il progetto che mira finanziare una borsa di studio dedicata alla ricerca sulle metastasi secondarie, con particolare focus su quelle epatiche, in collaborazione con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo, in provincia di Torino. La durata della borsa di studio dipenderà da quanto lo sforzo dei club e la generosità dei soci saranno in grado di raccogliere, ma la lunga tradizione di spirito di servizio e solidarietà che da sempre ha contraddistinto il Distretto 2030 ci fa ben sperare in un ottimo risultato del progetto. “Rotaract Aganist Cancer“ è un’ iniziativa fortemente voluta dall’RD Filippo Bistolfi, che non a caso ha scelto di dedicare al progetto APIN un’attenzione particolare. Quasi a voler rendere ancora più significativo l’impegno del Rotaract 2030 nella sua campagna a sostegno della ricerca contro il cancro, quest’anno si celebra anche il 25° Anniversario della Fondazione, tra i cui fondatori spicca orgogliosamente il Distretto Rotary 2030, che fin da subito ha mostrato sostegno ed entusiasmo al progetto. Lo stesso che il Distretto Rotaract 2030 vuole

garantire durante quest’anno sociale. L’APIN fa così ritorno all’interno dei confini del Distretto, dopo l’importante contributo in Kenya di “APIN4AFRICA”, promuovendo un settore tanto critico quanto spesso sotto finanziato come la ricerca: un progetto pieno oggi di fiducia e determinazione, che speriamo, nel nostro piccolo, di potere trasmettere a chi si trova a lottare in prima persona, giorno dopo giorno, contro la malattia. Così come ho già avuto occasione di fare in occasione del recente SIDE di Genova, esorto ancora una volta tutti i Club del Distretto a dedicare più eventi possibili dell’anno rotaractiano al progetto. Sarà cura della Commissione garantire sia il logo ufficiale sia il materiale informativo da proiettare e distribuire in occasione dei singoli eventi dedicati. Il contributo di ciascuno di voi sarà determinante. Intanto Rotaract Against Cancer sbarca anche su Facebook, con l’omonima pagina che seguirà passo dopo passo tutti gli sviluppi dell’iniziativa, ed un bellissimo video promo autoprodotto, disponibile sulla piattaforma Vimeo, che già da qualche settimana viaggia on-line di schermo in schermo a testimoniare il desiderio del distretto di dare una mano per sconfiggere un nemico pericoloso, ma non invincibile. Basta poco, anche solo un clic, per fare molto. Ottavio Patrucco, Presidente Commissione APIN


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Rotary 2030 Luglio - Agosto 2011