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Marzo 2014

Supplemento gratuito in abbinamento al Diogene

Marzo 2014

CRONACA DI UN TEMPO DI STRAORDINARIA FOLLIA! di Giovanni Celico

A volte la storia dei singoli individui, come quella di intere comunità, si arricchisce di eventi, lieti o drammatici, che ne segnano, irreversibilmente, l’evolversi e che, almeno a quanti non vi sono direttamente coinvolti, appaiono essere capitati o accadere quasi improvvisamente, per “fortuna” o “sfortuna”, per un “destino cinico e baro” o, addirittura, per “disgrazia”, anche se “cause” e “motivazioni” sono diverse e probabilmente più profonde. È il “caso” di cui ci occuperemo, con ogni cautela e “garantismo assoluto”, e che ha riguardato e riguarda la cittadina di Scalea, sicuramente un centro tra i più popolosi dell’alto Tirreno cosentino, commercialmente fiorente, meta in estate di migliaia di villeggianti, polo culturale di notevole capacità organizzativa, sede di giornali come il nostro Diogene, nonchè di radio private tra le “più ascoltate” nel meridione, patria di intellettuali tra i più apprezzati della storia calabrese, ecc. Ebbene, sul versante della pubblica amministrazione, quella comunale, otto mesi or sono, accadde e si registrò un evento, sicuramente traumatico, che

la laboriosa comunità scaleota, a sommesso parere, stenta ancora a metabolizzare nella sua interezza, completamente e complessivamente, per poter “passare oltre la siepe” della cronaca negativa, e cioè a superare, e così poter riprendere un cammino “ordinario” di quotidianità e di vivere civile, nonché di sviluppo. In quel “fatto” troppi soggetti, famiglie, nuclei, ecc., bisogna sottolinearlo, sono stati e sono ancora purtroppo coinvolti e perciò il “rientro” nella normalità è difficoltoso e ha bisogno, per l’appunto, di tempo, di sedimentazione. Ma Scalea ce la farà… ne siamo sicuri: la sua storia millenaria di civiltà e soprattutto il sostrato di cultura, anche politico-amministrativa, che ne caratterizzano da sempre il “vivere”, risulteranno determinanti per il positivo superamento di questa parentesi negativa che sarà, nel futuro, solo un “brutto ricordo”. Intanto, per la cronaca e per una completa, se possibile, e corretta informazione, ripercorriamo, a grandi linee, sottolineandone solo alcune tappe,

quanto è capitato localmente prima e in questi otto mesi, da quell’ormai indelebile luglio del 2013, al Comune di Scalea, sperando così di concorrere a quell’andare… oltre che, giorno dopo giorno, appare sempre più necessario. Premessa: il 30.3.2010 fu rinnovato il Consiglio Comunale di Scalea, sindaco uscente Mario Russo, eletto il 3.4.2005, per la seconda volta alla guida dell’ente, con il 57,2% dei voti, impedito per legge ad avanzare una “terza” candidatura a primo cittadino, che tuttavia “manteneva” la carica di consigliere provinciale e capogruppo del PDL a Cosenza. In quella “tornata elettorale”, i 20 posti di consigliere comunale in palio, furono così assegnati… dagli elettori: 13 seggi a “Scalea nel cuore”, civica capeggiata da Pasquale Basile; 3 seggi a “Scalea libera” civica con in testa Alessandro Bergamo; 3 seggi a “Scaleadesso” civica guidata da Mauro Campilongo e 1 seggio a “Scalea liberamente”, civica con Gennaro Licursi al numero uno. (...) in seconda...

SCALEA NON È UNA CITTÀ MAFIOSA E GUARDA AL DOMANI! di Nando Manco

Una premessa necessaria e doverosa per amore di verità: la popolazione di Scalea rifiuta l’etichetta, piovutale addosso, di “città mafiosa”, perchè la “mafiosità” non è nel suo dna, non la si trova tra le sue corde “profonde”, non fa parte della sua cultura! La notizia, di pochi giorni fa, proveniente dal Consiglio dei Ministri e diffusa dagli organi di stampa nazionale, in primis dal Tg1, sullo scioglimento, dopo i risaputi fattacci del 12 luglio 2013, dell’ex consiglio comunale di Scalea, è una notizia grave, pesante ed insopportabile, una di quelle che lascerebbe tramortita e “basita” anche una comunità moralmente tra le più forti del mondo… Immaginiamo come è stata accolta questa “bomba anche mediatica” nel nostro caso, trattandosi di una piccola, più

volte martoriata e indifesa popolazione dell’estremo sud che, nel recente passato, ha subito una indescrivibile speculazione edilizia, che poco o niente ha salvato delle bellezze naturali che erano “appannaggio” dell’amata e, nonostante tutto, ancora gettonata Scalea, sfregiata e bistrattata, ma che, allo stesso tempo, e lo crediamo profondamente, è pronta a rialzarsi ed a ripartire più determinata di prima. Se Scalea non è stata “etichettata” città mafiosa in quei tumultuosi e sconvolgenti anni ’70-’80, com’è possibile che lo sia e lo possa essere proprio adesso che ha raggiunto stabilità sociale ed economica? Da non confondere, la delinquenza comune o “normale”, che si annida un po’ in tutte le località italiane, anche le più tranquille, con le “mafie” che sono tutt’altra e ben altra cosa. Un conto sono i personaggi, più o meno “noti”, che hanno cercato, anche sbagliando, di arricchirsi camminando sul “filo della legalità” e un conto è la popolazione sulla quale, sarà bene rimarcarlo, ricadranno purtroppo tutte le conseguenze negative (vedi i riflessi sul bilancio comunale). Ma il popolo scaleota, caro a intramontabili personaggi della (...) in seconda...

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CRONACA DI STRAORDINARIA FOLLIA! di Giovanni Celico

(...) Vinse dunque quella “battaglia”, di quattro anni or sono, la lista guidata da Pasquale Basile, 54 anni, con voti 2.597; seconda si classificò la lista guidata da Alessandro Bergamo, 63 anni, medico, ex deputato, con 1.962 voti; terza la lista con in testa Mauro Campilongo, 42 anni, avvocato, con 1.549 voti e quarta la lista di Gennaro Licursi, 61 anni, impiegato, con 814 voti. La Giunta Comunale che si insediò di lì a poco risultò così composta: Pasquale Basile sindaco; Maurizio Ciancio, vicesindaco; Raffaele D’Anna, assessore; Raffaele De Rosa, assessore; Giuseppe Forestieri, assessore; Francesco Galiano, assessore e Antonio Stummo, assessore. Gli altri consiglieri eletti: Francesco Acquaviva, Attilio Sergio Bloise, Giuseppe Bono, Angela Riccetti, Luigi de Luca, Fabio Ferrara, Domenico Introini, Palmiro Manco, Francesco Pellegrino, Tiziana Ruggiero De Bonis e, ovviamente, Alessandro Bergamo, Mauro Campilongo e Gennaro Licursi. Per la cronaca, come spesso accade, a livello locale e non solo, nel corso dei tre anni di consiliatura, non è mancato, da parte di qualche consigliere, il “cambiamento di casacca ”, il trasferimento… in altro gruppo, qualche defezione, ecc.: ma sono eventi che “fanno parte del gioco”! Evento centrale e sconvolgente: il 12 luglio 2013 scattò l’operazione “Plinius”, 38 provvedimenti restrittivi furono eseguiti a Scalea e fuori dal Comando provinciale dei Carabinieri di Cosenza, emessi dal GIP del Tribunale di Catanzaro, che riguardarono, in ambito comunale, anche il Sindaco, quattro assessori, a un quinto fu comminato “l’ordine di dimora ”, un consigliere, il Comandante dei VV.UU., un geometra ed un architetto. Oltre ai provvedimenti sopra richiamati, uno dei quali raggiunse l’avv. Mario Nocito del foro di Scalea-Paola, alcuni degli “attinti” dall’ordine di cattura si costituirono dopo qualche giorno. Anche altre 21 persone risultarono, poi e a vario titolo, coinvolte nell’inchiesta, che era rivolta, fondamentalmente, contro le locali cosche Valente-Stummo, della Dda di Catanzaro, supportata dai Carabinieri di Cosenza. Dalle indagini era (o sarebbe) emersa “la compenetrazione intensa, profonda tra politica, pubblica

amministrazione e criminalità organizzata”. Dopo i clamorosi provvedimenti di cui sopra, al Comune di Scalea fu nominato un Commissario e, nel mese di agosto 2013, il Prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, dispose “l’accesso dell’antimafia”. Nelle successive settimane, dopo la scarcerazione o il patteggiamento di alcuni degli imputati “minori”, gli altri restanti rimasero e rimangono ancora in carcere o, con obblighi vari, ai domiciliari, mentre si dimisero i consiglieri di maggioranza Giuseppe Forestieri, ex assessore e con “ordine di dimora”, (al momento annullato) Raffaele D’Anna, ex assessore, Francesco Pellegrino, Angela Riccetti, Tiziana Ruggiero De Bonis, Attilio Sergio Bloise, Fabio Ferrara, Franco Di Giorno e altri sei consiglieri comunali di “minoranza”, cioè Gennaro Licursi, Alessandro Bergamo, Palmiro Manco, Mauro Campilongo, Giuseppe Bono e Francesco Acquaviva che, peraltro, “contestarono” il Presidente del Consiglio Comunale, Domenico Introini, che aveva preannunciato la stessa intenzione. Conclusioni: il 28.febbraio.2014 il Consiglio dei Ministri, sotto la presidenza di Matteo Renzi, ha approvato il Decreto, emanato dal Presidente della Repubblica Napolitano, di “scioglimento del Consiglio Comunale di Scalea”, con l’affidamento della gestione dell’ente ad una Commissione Straordinaria. Quale è stato l’iter di quest’ultimo, fondamentale atto: 1-Proposta del Ministro dell’Interno; 2-Decreto del Capo dello Stato, soggetto a registrazione alla Corte dei Conti; 3-Deliberazione del Consiglio dei ministri. Pertanto si può affermare che per quanto riguarda la gestione del comune di Scalea essa avverrà ad opera di una Commissione, come sopra richiamata e nominata con lo stesso Decreto, composta da tre membri scelti tra Funzionari dello Stato e/o Magistrati in servizio o in quiescenza, anche per il risanamento dell’Ente. Con l’insediamento di questa Commissione cessa l’attuale Commissione Prefettizia. La Commissione prossima gestirà il Comune con i poteri degli organi politici che mancano e la sua

SCALEA GUARDA AL DOMANI

di Nando Manco (...) cultura e della scienza, che in passato hanno dato lustro e notorietà a Scalea, non può pagare per colpe non sue e per fatti ormai di esclusiva competenza della magistratura. Un popolo onesto e laborioso, già vessato a lungo per altri motivi, non può e non potrà mai essere accusato di eventi “delittuosi” che non gli appartengono. Un popolo, un tempo dedito alle attività contadine e marinare, nel cui ambito, però, sono sempre emersi personaggi di rilievo, soprattutto in campo culturale, messe da parte certe paturnie, deve in tutti modi ritrovare al più presto la sua reale e forse offuscata o perduta identità. Due anni possono passare in fretta o durare tanto, importante sarà non stare con le mani in mano, aspettando la manna dal cielo o un aiuto esterno che, probabilmente, non verrà. In questo preciso momento, assume forte rilevanza il ruolo delle tante associazioni cittadine (unite tra loro da un forum presieduto con grande impegno dall’ottimo don Giacomo Benvenuto, apprezzato parroco delle chiese di San Nicola in Plateis e del Lauro) che quotidianamente, lavorano e che si stanno incontrando per far da tramite

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...dalla prima

durata in carica è prevista per un periodo di 1218 mesi ed in casi eccezionali può essere prorogata fino a 24 mesi, per assicurare il risanamento dell’ente. Questa proposta di proroga a 24 mesi di recente si è avuta, ad esempio, per il Comune di Reggio Calabria. Per quanto riguarda lo scioglimento, come quello del consiglio comunale di Scalea, di un ente locale “per infiltrazioni mafiose”, non si hanno riscontri in comuni posti lungo la fascia tirrenica cosentina, mentre una situazione similare si è verificata a Corigliano Calabro tra il 2011 ed il 2012. Per quanto riguarda la candidabilità di amministratori e consiglieri componenti l’assise sciolta, direttamente coinvolti negli eventi giudiziari sopra riportati, nelle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio comunale, dipenderà dall’esito del giudizio penale. Il processo, intanto ed infatti, si è “aperto” nelle scorse settimane ed è alle prime battute: comunque, per quanti tra gli imputati hanno subito o stanno subendo una detenzione preventiva, la decisione, di possibile partecipazione ad elezioni locali, è demandata al Tribunale di Paola che potrà pronunziarsi in merito. Ad esempio, il Tribunale potrebbe “escludere la candidabilità” dei soggetti sopra richiamati limitatamente alla consultazione elettorale immediatamente successiva al periodo di Commissariamento oppure no, mentre sono ovviamente e assolutamente liberi di presentarsi alle prossime elezioni locali, fra un anno e mezzo/due, tutti quei consiglieri (di maggioranza e delle minoranze) uscenti che non sono stati attinti da alcun provvedimento di qualsiasi natura. La candidabilità, ovvero l’incandidabilità, è stabilita e sancita dal Decreto Legislativo 31 dicembre 2012 n. 235, che all’articolo 10, appunto ne stabilisce l’esatto confine: non possono “presentarsi” coloro che hanno riportato “condanna definitiva”, i restanti, teoricamente, possono essere inseriti in qualsiasi formazione e liberamente concorrere! Ricordiamo, a titolo di cronaca, che la comunità scaleota “sperimentò”, per la prima volta sulla propria pelle, il commissariamento prefettizio nel 1993, circa 21 anni fa. 

...dalla prima

e portavoce verso le autorità che rappresentano ora l’amministrazione comunale per illustrare e documentare le molteplici problematiche locali, che man mano si presentano e che andrebbero o andranno in qualche modo risolte. Scalea, come si sa, conta, punta e vive ormai, da decenni, sul turismo fatto di mare, sole, arte e cultura (stupendo e visitato il suo Centro storico, unico nel suo genere con le sue caratteristiche scalinate) ed è per questo che dovrà fare di tutto, soprattutto con l’aiuto dei paesi limitrofi e, anche, dell’intera nazione, di smentire (com’è giusto) certe voci e talune etichette che non le sono mai appartenute e che, nemmeno oggi, nonostante la dannosa, per tutti, campagna denigratoria, le appartengono. Scalea, come sempre nel passato, sarà (lo speriamo dal profondo del cuore) scelta, come accade da tantissimi anni, da moltissime persone “amiche” che non si faranno condizionare e plagiare da certe voci, perché resta sempre quell’enclave, generoso ed aperto, pronto ad accogliere, con la sua proverbiale educazione e gentilezza, gli ospiti… ora… più di prima! 

MELCHIORREgomme


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Marzo 2014

COMMISSIONE STRAORDINARIA AFFIDATA ALLA PALERMITANA MARIA TERESA CUCINOTTA

Il Comune di Scalea è ora ufficialmente affidato, per la durata di diciotto mesi, alla Commissione Straordinaria composta da Maria Teresa Cucinotta, Prefetto di origine palermitana, che ha già avuto ampia esperienza nei comuni della Sicilia, da Roberto Esposito, viceprefetto di origine campana e da Rosario Fusaro, dirigente di II fascia dell’area I che si occuperà del settore della ragioneria. Il Decreto del 25 febbraio 2014 del Presidente della repubblica è stato da poco pubblicato.

Come preannunciato nei giorni scorsi, quindi, dopo la decisione di sciogliere il Consiglio Comunale di Scalea per infiltrazione della criminalità organizzata, si è proceduto alla nomina della Commissione che guiderà la cittadina per i prossimi diciotto mesi, prorogabili poi di altri sei. L’ente locale è stato fino ad ora gestito dal commissario prefettizio, Massimo Mariani, e dal sub commissario Domenico Giordano. Ai due funzionari era stato affidato il Comune nella giornata del 12 luglio, dopo la lunga notte dell’operazione Plinius che aveva di fatto concluso l’attività amministrativa della lista “Scalea nel cuore”, guidata dal sindaco Pasquale Basile.  info@micomune.it

In una Scalea ancora intontita dal colpo ricevuto con l’operazione Plinius arrivano le voci ovattate di gruppi di sinistra che con il ribaltamento di Ernesto Magorno a livello regionale, ora cominciano a far sentire la propria voce anche sul territorio. Bisogna precisare che il compito che si è accollato sulle spalle il renziano onorevole Magorno non è certo semplice soprattutto in cittadine come Scalea dove il centrodestra è stato sempre protagonista. Difficilmente la sinistra è riuscita a varcare alcune soglie se non grazie ad accordi trasversali, “fatti in casa”. È ciò che avviene nei piccoli paesi dove i due poli opposti, talvolta, possono coesistere, molto più di ciò che siamo ormai abituati a vedere anche a livello nazionale. Ora, nel caos del caos, tra l’azzeramento amministrativo provocato da Plinius, la cessazione per infiltrazioni della criminalità organizzata, qualche rigurgito di chi pensava di essere già sulla Poltrona, la lettura politica del presente e del passato può assumere svariate facce. Nel frattempo, però, diciotto mesi, più una eventuale proroga di sei, serviranno alla commissione per cercare di amministrare la cittadina provando a farla uscire dalle secche. E chi conosce la situazione economica dell’ente è pronto a dire che il luogo dove la nave è rimasta incagliata e molto ampio e serviranno ben precise manovre. Nel ribollire dei vari gruppi di centrosinistra i Riformisti democratici si attivano per colpire l’attuale dirigenza del Pd. Forse, non tanto chi sta al vertice, ma

chi ha diretto la scialuppa al fianco della stessa nave finita nelle secche. I Riformisti sottolineano il percorso politico del Pd di Scalea, ovviamente da un’ottica molto critica. «Nel 2010 prima della competizione elettorale - scrivono - la dirigenza del Pd, frantumò un accordo già sottoscritto dall’ex segretario Massimo Sisinno con tutto il centrosinistra di Scalea unito, per allearsi con il Pdl guidato dal sindaco uscente Mario Russo, questa alleanza permise la nascita della lista “Scalea nel cuore” capeggiata dal candidato a sindaco Pasquale Basile. Il Pd di Scalea, allora non scelse solo il “sostegno esterno”, ma optò di partecipare direttamente nella formazione della lista con tre candidati: Maurizio Ciancio, che fu eletto e rappresentò il Pd in Giunta in qualità di assessore con l’incarico di vicesindaco, coinvolto direttamente nell’operazione Plinius; Angela Riccetti, che ha gestito la delega dei Servizi Sociali e Pasquale Didona, che non fu eletto ed è attualmente segretario del Pd di Scalea. Questa è la storia che nessuno mai potrà smentire. Oggi, per essere credibile il Pd dovrà necessariamente azzerare l’attuale dirigenza locale ed aprirsi alla città in particolare ai giovani».  info@micomune.it

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PLINIUS, UDIENZA AL 31 MARZO PER L’ABBREVIATO Nuova udienza a Catanzaro del processo Plinius con il rito abbreviato. L’istanza di giudizio abbreviato, come è noto, è stata avanzata dai legali di fiducia degli imputati: Roberto Cesareo, Andrea Esposito, Antonio Pignataro, tutti e tre di Cetraro; Francesco Galiano e Antonio Stummo, ex assessori del Comune di Scalea; Franco e Pietro Valente, anch’essi di Scalea e Francesco Saverio La Greca di Santa Domenica Talao. In questi giorni, era stata ipotizzata l’emissione della sentenza. Invece, il giudice Assunta Maiore ha fissato una prossima udienza per il 31 marzo, con la replica agli interventi dei legali di fiducia, e forse con l’emissione della sentenza. Nel processo sono Parti civili: il Comune di Scalea, la Regione Calabria, Francesco Maria Fazio, i fratelli Rotondaro costruzioni, e, infine, Geo Ambiente Srl. Per quest’ultima, l’azienda che si occupava della raccolta dei rifiuti, l’avvocato di fiducia Alessandro Gaeta ha limitato la richiesta al solo ex assessore Franco Galiano. Ancora una volta, in aula si è tornati a discutere delle vicende che potrebbero sostenere il reato dell’associazione mafiosa, quello più grave, che comporterebbe pene più dure. Il reato associativo, contestano i legali, viene dato quale presupposto a tutta l’indagine da parte della Procura.  info@micomune.it

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