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diogenemoderno@yahoo.it L’EDITORIALE

di GIOVANNI CELICO

SOGNO DI NOTTI ELETTORALI DI MEZZA… PRIMAVERA! Coinvolto da spinte “amicali” e “parafamiliari”, mi sono ritrovato, in due serate di questa non dolce primavera, “strana” e non solo climaticamente, in un’ampia “spianata”, in quel di Parma, là dove si “celebrano” mito e storia della Resistenza, ad “ascoltare”, insieme ad altre diecimila persone circa, Beppe Grillo, il coordinatore del Movimento 5 Stelle, che, nella patria del “prosciutto”, un tempo, remoto, “enclave rossa” per eccellenza, ha conseguito un risultato esaltante. Il candidato a primo cittadino della formazione “grillina”, infatti, un giovane, poco più di quaranta anni, Federico Pizzarotti, con circa un 20% di consensi al primo turno, rimasto in competizione con un leader del PD, il presidente in carica della provincia, è riuscito, poi, al secondo turno, superando il 60% del totale dei suffragi, a vincere il ballottaggio, consacrandosi così sindaco della cittadina emiliana. Tutti gli altri “concorrenti” sono stati “sbaragliati”, appunto, al primo turno! Beppe Grillo, con una “carica” eccezionale, ha sottolineato, nei due comizi che ha tenuto, a fronte di una crisi che morde ormai la quasi totalità della popolazione “attiva”, oltre cinquanta i “suicidi”, nei primi cinque mesi dell’anno, di lavoratori-imprenditori, “esasperati” ed “avviliti” da fisco, mancanza o perdita di occupazione, di mandare a casa la classe politica attuale, senza eccezione, quella che è stata alla ribalta nazionale negli ultimi venti anni e che occupa il “potere”… pur in presenza di una ormai sperimentata incapacità o altro (corruzione soprattutto)!

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Anno XVI - n° 3 Maggio-Giugno 2012

TRE BELLISSIME SORELLE SUL MARE

Praia, Scalea e Diamante: scrigno di bellezze in meno di trenta chilometri di NANDO MANCO

Praia, Scalea e Diamante sono, sicuramente, tra gli itinerari turistici della Calabria del nord, tra i centri più inseriti e non solo a livello nazionale. Ridenti località che, oltre alle bellezze marine, custodiscono millenarie importanti tracce di storia. Le tre “bellezze” si trovano nel raggio di una trentina di chilometri e sono come sorelle dai destini diversi, ciascuna col proprio carattere, ciascuna a sottolineare, anche con il dialetto, che poco o nulla ha da spartire con le altre. Sorelle di mare e affacciate sul mare che hanno vissuto ognuna… una propria storia, con un loro rapporto, con le tracce di un dialogo antico che lega, fra loro, in qualche modo, indissolubilmente questi centri tirrenici. Fili che le uniscono anche alle città di provenienza dei dominatori che si sono succeduti nei secoli. Praia a Mare, una vera meraviglia della natura, spicca per la vista mozzafiato e il fascino emanato dalle straordinarie bellezze dell’isola di Dino, con la sua grotta azzurra, e le sue piante autoctone, in primis il mirto, da cui, da qualche anno, si ricava un ottimo e ricercato liquore digestivo. Per non parlare delle emozioni

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LA CONSTATAZIONE di FRANCESCO CIRILLO

TIRRENO ALLA RICERCA DELLA POLITICA PERDUTA Il Tirreno Cosentino è alle corde. Con l’approssimarsi dell’estate tutto è come prima, lasciato a se stesso, senza alcuna programmazione e, cosa più grave, senza che nessun uomo politico, dal sindaco al deputato, se ne occupi in modo quotidiano con una presenza attiva e frequente. Parliamo di una costa di 70 chilometri, con una residenza di 145 mila abitanti e con un flusso turistico che giunge fino ad un milione e mezzo di presenze. Sì, è vero, c’è ogni tanto, qualcuno che si sveglia, sollecitato da qualche ras locale, e fa un’interrogazione parlamentare su qualche disservizio esistente, ma poi, dopo che è uscito l’articoletto su qualche quotidiano locale, che quasi nessuno compra e legge, tutto ritorna come prima. Resta simbolica la dismissione dell’Ospedale di Praia a Mare, a cui potrebbero aggiungersi a breve, i tribunali di Paola e Scalea. D’altra parte, se il Tirreno non è insorto contro la chiusura delle uniche aziende della costa, quali la Foderauto di Belvdere Marittimo, l’Emilana Tessile di

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IL PUNTO DI VISTA

di ANDREA BIONDI

Tra pessimismo e ottimismo I RISPARMI FANNO DA STAMPELLA AI CONSUMI DELLE FAMIGLIE A consuntivo, grazie alla tenuta dei primi mesi, il 2011 non è proprio da buttare via. Per il 2012 sarà da vedere - e le previsioni non volgono al meglio - ma ancora, nel 2011, gli italiani hanno fatto un passettino in avanti sul fronte dei consumi per distanziarsi da quell’annus

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che si provano al cospetto della straordinaria e millenaria grotta, sede del santuario della Madonna, e della bellezza sconvolgente della scogliera di Fiuzzi e la sua Torre, nonché dell’imponente rocca che domina la costa dall’alto, e, in ultimo, del centro città, dove è possibile passeggiare tra la frescura dei giganteschi platani allineati lungo il viale pedonalizzato. Scalea, dal canto suo, ti porta a respirare millenni di storia fantastica. Nel suo antichissimo e caratteristico Centro storico, attraversato da centinaia di scalini, lascia senza fiato la scalinata della “crucivia”, che parte verso l’alto, dalla suggestiva e sognante Piazza de Palma, affacciata su Torre Talao, simbolo di Scalea, con gli scorci dei vicoli che, improvvisamente, come in un meraviglioso sogno, sbucano sul mare. Un altro incanto è rappresentato dalla bellissima scogliera dell’Ajnella, raggiungibile dalla verde e amena villa comunale del lungomare, per poi inoltrarsi verso il mini boulevard che porta fantasticamente al dirupato e tortuoso Carpino.

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Il futuro è fuori dai partiti che schiacciano idee ed energie… di MONICA DE CARLO

Sono sicura che questo articolo solleverà un putiferio fra i tanti iscritti ai “tanti” partiti (scusate il giochino di parole). I partiti rappresentavano il principale canale di collegamento tra la società civile e le istituzioni dello Stato, e infatti, la nostra costituzione li considera come associazioni a cui è riservata una posizione speciale. Per il diritto italiano i partiti sono soggetti

privati che rientrano nella categoria delle associazioni non riconosciute. La loro forza dipende dal fatto che gli atti politici che propongono, sono fatti propri dal parlamento, e quindi dal governo. In questo modo i partiti dovrebbero fungere da filtro tra la società e lo Stato.

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Primo Piano

Maggio-Giugno 2012 ...dalla prima

...dalla prima

2 ...dalla prima

SOGNO DI NOTTI ELETTORALI DI MEZZA… PRIMAVERA!

TIRRENO ALLA RICERCA DELLA POLITICA PERDUTA

E IL GOVERNO TECNICO NOMINATO NON SALVA NESSUNO!

Avvertivo, da quanti mi stavano vicino, nelle due richiamate occasioni, giovani, donne, anziani, ecc., una “partecipazione” alle parole dell’oratore che mi ha fatto tornare alla mente l’atmosfera dei “comizi” del dopoguerra… dell’altro… secolo: gli elettori “vivevano”, allora, quasi plasticamente le immagini che scaturivano dalla bocca del “parlatore” di turno, sia che fosse, lo stesso, schierato a destra, al centro o a sinistra (la TV… non c’era)! E così è quasi magicamente avvenuto nelle due “serate parmigiane” di Beppe Grillo, almeno mi è sembrato, o forse, dubbio del giorno dopo, è stato solo “il sogno di due notti elettorali di mezza-primavera ”?... Chissà! I problemi, che la popolazione affrontava, tra la fine degli anni quaranta e gli anni cinquanta del millenovecento, distanti ma non distinti, in verità, dagli attuali, erano tanto drammatici, veri e urgenti che, quanti “andavano al comizio”, si aspettavano di essere, oltre che meglio illuminati sulla realtà, coinvolti nelle soluzioni possibili che si potevano, insieme, poi perseguire. Gli oratori dell’epoca, quelli che nel mio “cuore giovanile” hanno fatto più breccia, avevano il nome, ne ricordo alcuni per tutti, di Gennaro Cassiani, Giuseppe Reale, Fausto Gullo, Giacomo Mancini, Giuseppe Militerni, Riccardo Misasi, Rosario Chiriano, ecc., e, oggi, dopo essere andato ad “ascoltare” Beppe Grillo, non solo non sono “pentito”, ma anzi ho rafforzato alcune personali convinzioni, spesso esternate su questo nobile “foglio”, e cioè che nella situazione attuale, nella quale sopravvive una Italia disperata, solo “una rivoluzione pacifica dal basso” potrà cambiare il volto di questa “martoriata terra”: con l’avvertimento, già Tomasi di Lampedusa denunciava questo pericolo, che ogni cosa dovrà mutare, non perché gattopardescamente nulla cambi, ma… perché tutto davvero si rinnovi! Intanto, vi sono alcuni dati significativi e indicativi di “tendenze” che potrebbero rafforzarsi con il passar delle settimane, affiorate o manifestatesi in questa recentissima tornata. L’affluenza alle urne, ad esempio, è diminuita rispetto al 2007: se non verrà cambiata l’attuale legge elettorale, con la introduzione di una reale “scelta”, da parte del popolo, degli “onorevoli” e dei “senatori” da mandare… in parlamento, la disaffezione e la contrarietà, nel 2013, o nell’autunno 2012, dovranno, speriamo, toccarsi ancor di più… con mano! Il Movimento 5 Stelle, nei 26 capoluoghi dove si è votato, è il terzo partito, eccezione Parma dove ha raggiunto, al primo turno, la seconda postazione e, al secondo turno, addirittura… la prima! Dunque la strada del cambiamento, del rinnovamento, della “pacifica rivoluzione dal basso”, atteso che la… Chiesa è fuori gioco e un Gandhi laico non è all’orizzonte, che dovrà, per concretizzarsi, necessariamente coinvolgere strati sempre più vasti di una popolazione ancora attonita, per la crisi che le si è abbattuta sulle spalle, è ancora lunga, lastricata, forse e pure, di tante buone intenzioni ma anche di “trappole”… che bisognerà disinnescare, evitare, superare se si vuole, tutti insieme, almeno tendere, o immaginare soltanto, ad un domani migliore per evitare al popolo italiano l“emigrazione” in Brasile, in India o in Cina!

Cetraro e la Marlane di Praia a Mare, nelle quali aziende lavoravano dalle 1.000 alle 2.000 persone, cosa vogliamo aspettarci ancora? Amen e buona pace per tutte le prese di posizione, i comunicati stampa, le sommosse popolari soft. Per non parlare della questione dell’inquinamento della Valle del Noce. Anche in questo caso, a parte le grida a squarciagola del sindaco di Tortora che ne vuole il disinquinamento, non si è sentito nessun altro. Eppure la questione del Noce vale per tutto il Tirreno Cosentino. Se il fiume è pulito, sarà pulito anche il mare per l’imminente estate del 2012. E le bonifiche? Anche in questo caso parliamo di immagine della nostra costa tirrenica. La Valle dell’Oliva e la Marlane di Praia a Mare sono diventate questioni quasi nazionali. Ne ha parlato anche il Tg3 nazionale; eppure nessun politico ne ha fatto una bandiera. La Regione ha rimosso completamente queste problematiche e se se ne parla è solo grazie alle associazioni locali. E le bretelle stradali delle quali si parla da anni? Quella sulla Valle del Noce 585 e quella della Scalea-Cirella risolverebbero il traffico estivo liberando molti comuni dall’inceppamento estivo. E la stessa variante S.S. 18? Anche questa strada avrebbe bisogno di un forte finanziamento, ma resta abbandonata a se stessa e causa, quotidianamente, incidenti mortali dovuti proprio al suo stato di forte abbandono. E l’aviosuperficie di Scalea? È stata una maxi truffa, lo sappiamo e ne abbiamo scritto più volte, costata allo stato ed alla comunità 25 miliardi di vecchie lire? Ora giace lì, sede naturale per l’atterraggio dei gabbiani. Cosa se ne vuole fare? Non si sa. Ed i paesini dell’interno? Verbicaro, Papasidero, Orsomarso, Maierà, Aieta, Buonvicino. Paesini davvero belli, che ancora oggi, rappresentano l’antica terra dei Bruzi, dove ancora sussistono vecchie tradizioni. Condannati, però, senza i finanziamenti sufficienti e il lavoro, ad assistere impotenti all’emigrazione dei giovani, costretti a lasciare questa martoriata terra e questi centri isolati, in mano agli anziani, sempre più tristi e soli. Eppure potrebbero diventare poli di attrazione turistica, sia per la loro bellezza sia per l’appartenenza al Parco del Pollino. Insomma, non c’è un’azione unitaria del ceto politico esistente, che possa far decollare quest’area strategica dal punto di vista turistico e che invece resta solo terra di predatori del cemento e del finanziamento inutile. Quel che rimane è una terra massacrata che ha all’attivo dai 30 mila ai 40 mila disoccupati, i quali aspettano l’estate per svolgere il solito breve lavoretto che poco o niente risolve.

In Italia l’organizzazione dei partiti richiede spese notevoli per il mantenimento delle sedi, per la propaganda e la campagna elettorale. Il problema principale che si pone è perciò in che modo reperire i fondi necessari. Alcuni sostengono che i partiti svolgano una funzione pubblica, e quindi debbano ricevere un finanziamento da parte dello Stato, onde evitare finanziamenti occulti; altri sostengono che i loro costi dovrebbero essere sostenuti dagli aderenti. Nonostante il risultato del 1993, che ha rigettato il finanziamento pubblico dei partiti, tuttora, vengono finanziati dallo Stato coi rimborsi elettorali. Il sistema dei partiti che ha caratterizzato l’esperienza italiana fino ai nostri giorni è definitivamente entrato in crisi all’inizio degli anni novanta con lo scandalo di “mani pulite”. I principali gruppi di pressione, invece, sono i sindacati dei lavoratori e le organizzazioni dei datori di lavoro. Ad essi si aggiungono i grandi gruppi industriali e finanziari. Detto tutto questo e senza parlare della vergognosa legge elettorale detta Porcellum (non a caso dallo stesso suo creatore) oggi va da se che i partiti abbiano perso la loro funzione originaria: cioè il quella di rappresentare il collegamento fra la società civile e le istituzioni. Attualmente i partiti risultano tutti e in varia misura coinvolti in scandali di rilevanza penale o comunque di scarsa etica morale. Da strumento di rappresentanza i partiti sono diventati mezzi di accesso ad una casta laddove i membri eletti hanno, negli anni, provveduto a costituirsi tutta una serie di privilegi (trasversali da destra a sinistra). La storia recente vede i nostri rappresentanti impegnati a costruire un futuro d’oro (per sé e i propri protetti). Nel frattempo, il Paese si trova sull’orlo del baratro economico. Incapaci di governare, ecco un Governo tecnico nominato assurgere a salvatore della Patria, ma si sa, non si morde la mano che nutre, pertanto, si stringe la cinghia intorno al collo dei già malconci rappresentati e, d’altro canto, si lasciano intatti i privilegi dei (falsi) rappresentanti. Ma l’umanità si sa, sopravvive sempre e un Medioevo porta, prima o poi, al Risorgimento. Certamente è difficile riuscire a fare un’analisi della storia mentre si svolge ma, un’opinione non può negarmela nessuno. Ebbene la mia personale opinione è che il sistema partitico italiano è ormai arrivato al capolinea. Tristezza mi fanno tutti quei giovani che iscrivendosi ai partiti credono di poter cambiare le cose. Come può un trapianto di arti salvare un corpo putrescente dalla testa? Il futuro è fuori dai partiti, oltre i meccanismi della macchina partitica che schiacciano le idee e le energie… Lì dove tutto è iniziato tutto finirà e rinascerà.

di GIOVANNI CELICO

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di FRANCESCO CIRILLO

CIANCIO SI STACCA DAL PD Il vicesindaco di Scalea, Maurizio Ciancio, prende le distanze dal Partito democratico. In una nota spiega la motivazione della scelta caratterizzata in gran parte dalla delusione sul percorso seguito dal partito. «Siamo al punto di ritrovarci tutti contro tutti. A livello nazionale c’è questo continuo ammiccamento con partiti estremisti. Gli attacchi, a mio avviso strumentali, che alcuni gruppi politici rivolgono al Presidente della Repubblica, gruppi con i quali il Pd vuole chiudere alleanze elettorali, sono da condannare, non da condividere. Rappresentare posizioni estreme per un moderato come me diventa inaccettabile. È questa linea che mi spinge ad una pausa di riflessione nei confronti di un partito al quale sono stato profondamente legato per anni». (M.C) N.d.R. Non è la prima volta che Ciancio ha ripensamenti del genere. Conoscendolo bene, non ci meravigliamo e non ci sorprendiamo più di tanto di questa sua nuova decisione.

di MONICA DE CARLO


Maggio-Giugno 2012

Primo Piano

IMU: AIUTI PER LE PRIME CASE

IL TRIBUNALE DISTACCATO DI SCALEA… SOTTO TIRO!

L’amministrazione comunale di Scalea punta a garantire le tariffe Imu più basse per la prima casa. È la linea che, come tutti i paesi turistici, si è scelto di portare avanti. La problematica, come è ormai noto, nasce dal fatto che i tagli operati a carico degli enti sui trasferimenti statali provocano un ulteriore collasso per la casse comunali. Il Comune, sostengono dall’amministrazione comunale, è ormai diventato un agente riscossore per lo Stato al quale va la maggior parte delle entrate provenienti Imu. È un impoverimento costante che pregiudica la funzionalità dei servizi erogati ai cittadini e il pieno funzionamento della macchina comunale. La linea resta sulla conferma di basse rendite catastali, che riducono comunque l’imposta rispetto agli altri comuni del territorio. Sono allo studio provvedimenti selettivi che possano garantire le fasce più deboli. Si tratta di meccanismi di detrazione che renderanno di fatto esenti le prime case, almeno per ciò che riguarda le categorie A2 e A3. Cosa diversa sarà per le abitazioni di categoria superiore. I Comuni vivono la situazione attuale con i bilanci sull’orlo del dimagrimento costante. La scelta legata alle tariffe Imu, per la conformazione del territorio e per la tipologia di strutture presenti, appare quasi obbligata. L’obiettivo è tutelare chi possiede una sola abitazione. Pesano in maniera eccessiva i mancati trasferimenti dello Stato che pongono gli enti in una situazione di grande difficoltà. Ma, secondo quanto sostengono gli amministratori, non si può neanche pensare di fare pressione sui proprietari di una sola abitazione per recuperare tale gap.

di MATTEO CAVA

di MATTEO CAVA

W SCALEA SOSTIENE IL MOVIMENTO 5 STELLE di LUCA GRISOLIA L’associazione W Scalea ha deciso di aderire e sostenere il Movimento 5 Stelle. Non è un partito politico, non ha ideologie di sinistra o di destra, ma idee. Si tratta, spiegano dal direttivo di W Scalea, finalmente della possibilità di scegliere fuori dai meccanismi dei partiti. Il Movimento realizza un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami e senza la mediazione di organismi direttivi, riconoscendo alla totalità dei cittadini il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi. L’attività civica di W Scalea è perfettamente in linea con quelli che sono i principi del Movimento. Sono anni che dal blog di W Scalea professiamo le parti chiavi dei “grillini”. In Italia prima del Movimento 5 Stelle o eri asservito al potere dei partiti o eri fuori. Alla luce degli ultimi successi elettoralii dei seguaci di Beppe Grillo, i cittadini dovrebbero compiere un atto di responsabilità e rendersi conto che la classe politica da sola non cambierà mai. Il Movimento 5 Stelle non chiede soldi o favori come i partiti che conosciamo ma idee costruttive, originali e partecipate. Rappresenta una rivoluzione culturale che parte dal basso e che come un’onda spazzerà via il lerciume e tutti coloro che della politica hanno fatto il proprio personale affare. È possibile iscriversi al Meet up di Scalea e partecipare attivamente agli incontri portando il proprio contributo di idee. Collegandovi a (www.beppegrillo. it) potrete leggere il non-statuto e il programma del Movimento. Cercate “meet up Scalea” su Google e vi apparirà il meet up movimento 5 stelle Scalea. Poi cercate il tasto in alto a destra per l’iscrizione. Per qualsiasi chiarimento scrivete a info@wscaleai.it

L’APPELLO SULLA TRASPARENZA PER LO SVILUPPO E LA CRESCITA di FRANCESCA SIRONI

In chiusura di giornale riceviamo la e-mail del nostro amico e socio Mimmo Fama dove ci segnala l’interessante articolo pubblicato da L’Espresso dal titolo “Lo stato deve essere trasparente”. Una rete di professori e giuristi si mobilita perché venga introdotto anche in Italia il ‘freedom of information act’ americano. La norma obbligherebbe la pubblica amministrazione a rispondere alle richieste di informazioni e documenti dei cittadini e sarebbe una potente arma contro la corruzione. La trasparenza è diventata essenziale per lo sviluppo e la crescita. La Georgia era uno degli ultimi Paesi al mondo per investimenti esteri sul territorio. Dopo due anni di interventi concreti per aumentare la trasparenza dei governi locali, è passata all’ottavo posto. Non potendolo pubblicare per motivi di spazio rimandiamo i lettori a collegarsi sul sito www.espresso. repubblica.it/dettaglio/lo-stato-deve-essere-trasparente o su www.foia.it.

Un consiglio comunale comprensoriale convocato per affrontare la tematica della possibile chiusura del Tribunale, sezione distaccata, di Scalea. Numerosi gli accenni anche alla lenta agonia della Sanità che viene sempre più ridimensionata nell’alto Tirreno, con la mancata attenzione verso le strutture di supporto. E tale disattenzione della politica verso questo territorio è stata sin da subito palpabile. I sindaci dei sedici comuni erano tutti rappresentati, mentre i parlamentari hanno dato forfait, come se quest’area fosse in un’altra nazione e la politica regionale, che muove le fila della Calabria, ha “snobbato” l’incontro convinta, forse, che le decisioni in merito siano già state prese. Presenti all’incontro, fra gli altri, gli assessori provinciali Arturo Riccetti e Giuseppe Giudiceandrea e, al tavolo circolare, con loro, si sono accomodati anche i consiglieri regionali Carlo Guccione, Fausto Orsomarso e Giulio Serra. Il consiglio comunale comprensoriale è stato organizzato con la collaborazione del Lions club, presieduto da Giovanni Malomo. Ha fatto gli onori di casa il sindaco di Scalea che ha sottolineato l’importanza e la “produttività” della struttura giudiziaria di Scalea. Il provvedimento di cancellazione del presidio non può essere giustificato, secondo il sindaco, dai dati indicati dal Ministero. Il risparmio, secondo Basile, non è nell’eliminazione della sede locale del tribunale. «Mi chiedo provocatoriamente - ha detto Basile se non sia più saggio chiudere un ente inutile come la Sorical e salvare, invece, i tribunali di tutta la Calabria». È stata preannunciata la costituzione di un Comitato di tutela che opererà con la parte attiva dell’ordine dei commercialisti e degli avvocati. Duro, poi, l’intervento di Maurizio De Tilla, che presiede “l’organismo politico” dell’avvocatura italiana. «Dobbiamo sapere - ha detto De Tilla - che nella Giustizia si spendono otto miliardi e seicento milioni all’anno. I quaranta o cinquanta milioni che si vanno a risparmiare con la chiusura delle sedi dei tribunali non sono nulla rispetto a quella cifra. Tutti dobbiamo sapere - ha aggiunto De Tilla - che si sono spesi 110 milioni di euro per il braccialetto elettronico che non è servito a niente, e, anzi, si è scoperto che non funzionava. Tutti dobbiamo sapere quanti sprechi ci sono nella giustizia e quanti cattivi funzionamenti. Sono stati spesi molti milioni di euro per il processo telematico che poi effettivamente non c’è. Si sta giocando con i diritti dei cittadini che, insieme ai sindaci, unici esponenti politici eletti dal popolo, devono lottare contro la rottamazione dei diritti». CHIESTI L’IMPEGNO DEI PARLAMENTARI CALABRESI Chiesti l’impegno dei Parlamentari calabresi e una riunione al ministero della Giustizia, dopo il Consiglio comunale comprensoriale dei giorni scorsi che ha visto riuniti i sindaci del territorio in difesa dei presidi, l’attività prosegue in ogni direzione. Al Ministero della Giustizia, il sindaco di Scalea, Pasquale Basile, in rappresentanza di tutti i comuni ricadenti nella competenza territoriale della sezione distaccata di Scalea ha chiesto un incontro per affrontare a tavolino le problematiche in difesa dei presidi in odore di chiusura che secondo alcuni, servirebbe ad ottenere l’effetto legato al risparmio. Naturalmente, vanno anche sottolineati l’enorme disagio e la grave ripercussione in termini economici e sociali e di giustizia che la soppressione provocherebbe su tutto l’alto e medio Tirreno cosentino, aree interne comprese. 62.700 fra abitanti e residenti con crescita esponenziale per 4-5 mesi all’anno con una estensione del territorio 548 chilometri quadrati, sono dati inconfutabili che si commentano da soli. Infine, si chiede ai parlamentari di assumere posizioni chiare all’atto della discussione e della votazione del provvedimento in modo di adottare con chiarezza e fermezza davanti agli elettori e ai cittadini calabresi una posizione inequivocabile contro il disegno di chiusura dei tribunali, impegnandosi formalmente ad opporsi al provvedimento in tutte le iniziative parlamentari e non, affinché la Calabria non sia ulteriormente penalizzata.

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Maggio-Giugno 2012

Primo Piano

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LA STORIA INFINITA DELL’OSPEDALE DI SCALEA… MAI “PARTITO”!

Negli anni Sessanta dello scorso secolo, quando si cominciò a parlare di un ospedale da far sorgere nel territorio comunale di Scalea, si sognava di perseguire, con la realizzazione di quest’opera, tre importanti obiettivi, tutti prioritari per la vita della nostra comunità e dell’intero comprensorio e cioè: 1) garantire una struttura ospedaliera capace di soddisfare le esigenze della popolazione locale e di quelle limitrofe (allora non esisteva ancora l’ospedale civile di Praia a Mare); 2) alleviare la disoccupazione che, allora come adesso, era un problema avvertito; 3) contribuire a dare prestigio e lustro a Scalea, nonché ottenere i conseguenti benefici, per l’indotto che ne sarebbe derivato. Sono passati più di 50 anni, ma la struttura ospedaliera di Scalea è ancora incompleta e lo resterà, stando così le cose, purtroppo, per sempre. A cavallo degli anni che si avvicinavano al nuovo secolo, ad aggravare il tutto e a rendere ancora più spinosa l’intera vicenda, fu un macroscopico contenzioso, con relativa condanna ai danni del Comune di Scalea, costretto a pagare un’ingente somma alla ditta appaltatrice dei lavori. Alla luce di quanto emerso e del risultato, la scelta dell’Amministrazione Comunale del tempo di adire le vie legali, anziché quella bonaria, non produsse il risultato sperato. Nel corso degli anni, il continuo riordino del S.S.N. (Servizio Sanitario Nazionale), avviato dai governi nazionali e regionali che si sono succeduti, ha trasformato il progetto iniziale, che prevedeva la realizzazione di un comune ospedale con le tre branche tradizionali (medicina generale, chirurgia, ostetricia e ginecologia), più il pronto soccorso, in una struttura socio-sanitaria plurispecialistica che dovrebbe garantire quelle prestazioni e quei servizi mancanti nel territorio. Purtroppo, però, anche questa seconda ipotesi di utilizzo, con il tempo, è svanita, perché intanto i servizi socio-sanitari già esistenti ed operanti nei paesi vicini, si sono attrezzati ed attivati per sopperire alle carenze. Anche l’idea di istituirvi un centro oncologico è stata scartata. L’ipotesi più plausibile di utilizzo, una volta ultimati i lavori e consegnata la struttura all’ASL di Paola, fu quella di immaginare, come infatti avvenne più tardi, di accogliere (solo su di un piano) uffici amministrativi e servizi vari. Cioè tutto… tranne un ospedale! In pratica, dei tre obiettivi sopra citati, non ne è stato conseguito neppure uno perché, a quel punto, un “ospedale” non lo prevedeva più alcuno e, su tutti, il piano sanitario regionale. In quel periodo non s’immaginava ancora la chiusura dell’ospedale della vicina Praia, che avrebbe, poi, ancor di più alimentata la piaga della disoccupazione e la corsa al pensionamento “baby” (per molti), vista l’allarmante situazione economica, e, per altri, il conseguente ricorso alla mobilità. Naturalmente tutto questo è avvenuto anche perché il rigore finanziario imposto dal risanamento del debito pubblico nazionale, già in atto da tempo, richiede un sempre più crescente bisogno di razionalizzazione, soprattutto della spesa sanitaria, per cui gli sprechi oggi non sono consentiti più a nessuno. Le Regioni e le A.S.L., ogni anno, devono fare i conti con il proprio bilancio, che deve essere chiuso in pareggio (pena le responsabilità degli amministratori, le emissioni di nuove tasse, come sta avvenendo oggi in un modo sproporzionato e preoccupante). Alla luce di quanto emerso, ora più che mai è impensabile creare alternative plausibili per dare dignità alla struttura e alla città, considerando che la battaglia per la realizzazione di un vero ospedale, con grande rammarico e rassegnazione, da tempo è perduta. (Diogene dicembre 1996) Ospedale di Scalea: pronti quasi due miliardi PRESTO UN CENTRO DI RIABILITAZIONE CON ANNESSA PISCINA Dopo 40 anni di progetti, lotte, scontri, promesse e speranze, la struttura ubicata alla Petrosa, sorta originariamente per ospitare un presidio ospedaliere di tipo convenzionale, adesso dovrebbe essere prossima all’apertura. Ma, al contrario del progetto ideato ed in parte attuato moltissimi anni or sono, l’ipotesi concre-

ta è che l’edificio sarà prossimamente adibito a Centro di Riabilitazione Diurna, con annessa piscina. Così si legge nella delibera n. 1333 del 3 ottobre 2001 posta in essere dall’attuale Direttore Generale dell’AS n. l dr. Ennio Logatto con la quale è stato affidato l’incarico di “progettazione esecutiva per la ristrutturazione del piano rialzato del P.O. di Medicina Sociale di Scalea”, per un importo complessivo di £. 1.892.000.000, all’Associazione Professionale A.I. Studio Architettura, Ingegneria, Urbanistica di Torino ed alla Soc. A.I. Engineering di Torino, nonché all’arch. Francesca Motolese di Amantea. Alcune considerazioni: è certamente un merito da ascrivere all’Amministrazione Comunale guidata da Mario Russo se, finalmente, il problema dell’ospedale locale ha trovato uno sbocco positivo; è, altresì, da lodare l’impegno profuso per dare una “sistemazione” ad un edificio che, dopo essere stato quasi del tutto completato, rischiava nuovamente di andare in rovina, se fosse continuato lo stato di abbandono; ma non si può passare sotto silenzio la circostanza, non secondaria, che la popolazione di Scalea aspettava un Presidio Ospedaliero convenzionale, con un Pronto Soccorso e unità specialistiche di intervento, che avrebbero potuto integrarsi e coprire i vuoti esistenti lungo la fascia tirrenica nei settori più qualificati, così come era stato sempre ipotizzato. Stando così le cose, soprattutto per quanto riguarda la razionalizzazione dell’intero sistema sanitario ormai in atto, non solo bisognerà accontentarsi ma verificare se vi sono spazi per altre nicchie, collaterali, che potrebbero essere sfruttate, man mano, nel tempo. Sul versante occupazionale, non si hanno elementi per affermare che l’apertura, di per sé, porterà un qualche incremento, in pratica nuovi posti di lavoro, o la pianta organica verrà coperta con unità in mobilità da altri presidi. La speranza è che, almeno, qualche giovane disoccupato di Scalea possa trovare l’occasione per una qualificazione e per assicurarsi l’avvenire. (Diogene ottobre 2001) Ripartono i lavori dell’Ospedale: diventerà un Centro di Riabilitazione Nel novembre del 2002, dopo anni di vana attesa, iniziano finalmente i lavori di ultimazione dell’ospedale di Scalea, grazie all’opera dell’amministrazione comunale guidata da Mario Russo che si è prodigata affinché, riparando, in parte, ai guasti commessi in passato, venisse finalmente definito il trasferimento della struttura A.S.L. che si è deciso di riconvertire in Centro di Riabilitazione. La consegna dei lavori, alla ditta aggiudicataria, è avvenuta nella Sala Consiliare del Comune di Scalea, venerdì 1 novembre 2002, alla presenza del Sottosegretario di Stato On. Jole Santelli, dell’Assessore Regionale alla Sanità On. Gianfranco Luzzo, del Commissario dell’A.S.L. n. 1 di Paola Dr. Ennio Lo Gatto e dei rappresentanti dell’Amministrazione Comunale. (Diogene novembre 2002) Struttura ospedaliera Centro di riabilitazione: un altro importante passo avanti Inaugurata, a marzo del 2007, alla presenza di un nutrito pubblico, nell’A.S. di località Petrosa, al piano terra, l’area per la riabilitazione dei portatori di handicap dell’età evolutiva. Il sindaco Mario Russo si è detto soddisfatto per quanto fatto fino ad ora per la struttura sanitaria. «Già vederla aperta al pubblico, dopo quasi 40 anni dalla posa della prima pietra, pur con indirizzo diverso, è motivo di grande soddisfazione, ma posso aggiungere che non ci fermeremo all’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’età Evolutiva, fiore all’occhiello e motivo di vanto e soddisfazione che va ad aggiungersi al Poliambulatorio, al SERT, al CSM, al Consultorio e all’attivo ed eccellente Servizio Farmaceutico Territoriale che non opera solo da dispensario di farmaci ad alto costo, ma svolge anche consegne a domicilio per gravi casi certificati, per i quali si sta sperimentando l’assistenza domiciliare per le medicazioni avanzate. Alla luce dei fatti, l’ottima organizzazione di detto Servizio, consente, un risparmio enorme di risorse economiche». «La mia pena, però - ha aggiunto Russo - è vedere chiusi, almeno per il momento, i tre piani in disuso del nosocomio, anche se in tempi brevi potrebbero essere utilizzati come posti-letto per quei soggetti che hanno bisogno continuo della fisioterapia e che, inoltre, non possono muoversi e spostarsi con una certa facilità». Il Sindaco di Scalea, dopo i ringraziamenti di rito all’indirizzo del Direttore Generale, del Direttore di Distretto e dell’instancabile Responsabile dei Servizi Amministrativi e Tecnici, Gennaro Licursi, che tanto si è prodigato per vedere funzionare al meglio ciò che attualmente ospita la citata struttura, ha voluto sottolineare a caratteri cubitali le seguenti frasi: «…Quello del Centro di riabilitazione non è assolutamente un punto di arrivo ma solo di ripartenza, in quanto finché sarò sindaco della città di Torre Talao, vorrò ve-

derlo funzionare per come era nato e, per questo, continuerò con tutte le mie forze a spingere presso la Regione che dovrà indicare con estrema chiarezza il destino definitivo della struttura ospedaliera». Il Direttore generale Cavallo, dal canto suo, si è trovato in sintonia con Russo, mostrandosi altrettanto soddisfatto e orgoglioso di quanto realizzato finora, garantendo inoltre il suo impegno per presentare, in sede regionale, una prospettiva per il completamento dei piani superiori. Da voci trapelate, si è appreso che il poliambulatorio di Scalea, in tempi brevi, sarà potenziato con l’apertura di altri punti specialistici (diabetologia, cardiologia, endocrinologia, odontoiatria), assumendo così un ruolo sempre più importante, e potrà concorrere alla riduzione dell’ospedalizzazione. La nascente Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Età Evolutiva che abbraccia il settore della riabilitazione delle persone portatori di handicap fisici, psichici e sensoriali, segna un altro passo in avanti per l’intero territorio, che, per la sua posizione strategica, potrà avere un bacino d’utenza extraregionale. La vasta superficie, destinata alla palestra, è dotata di ambienti rispondenti ai più moderni standard igienico-sanitari con tre piscine per la terapia dei diversi tipi di malattia. In altri spazi, si effettuano trattamenti neuroriabilitativi e di psicomotricità individuali e di gruppo e, nei box adiacenti, di logopedia e di fisiochinesiterapia. L’équipe operativa di neuropsichiatria dell’età evolutiva è formata da un neuropsichiatra infantile, da uno psicologo, da due sociologi, da un assistente sociale e da personale tecnico di riabilitazione. Collaboreranno inoltre con il gruppo-lavoro un ortopedico, un fisiatra ed un neurologo. Compito dell’U.O., inoltre, sarà quello di fornire l’accoglimento di ogni richiesta, l’opportuna valutazione diagnostica, la formulazione dell’eventuale presa in carico, il rapporto e la collaborazione con le scuole, le valutazioni specialistiche per le certificazioni (104, indennità di frequenza). Erano presenti all’importante e riuscita manifestazione, oltre al sindaco di Scalea, quelli di Tortora e di Santa Domenica Talao, il vicesindaco Campilongo, l’assessore Bono ed i consiglieri Tirone, Tenuta, D’Amico e Cozzolino, nonché l’on. Alessandro Bergamo ed altre autorità del mondo politico, militare e civile. Qualcuno dei presenti, infine, ha pensato e proposto che sarebbe opportuno intitolare l’edificio sanitario a chi, con entusiasmo, ha creduto per primo all’idea dell’ospedale e che è morto con il cruccio di non essere riuscito a vederlo ultimato e funzionare. Parliamo del sindaco della posa della prima pietra e cioè il compianto dr. Dario Bergamo che tanto si prodigò per dare una struttura ospedaliera alla sua città. Una figura perbene che non amava mai mettersi in mostra e che ha fatto della propria semplicità ed umiltà il suo cavallo di battaglia. Una persona che spesso ritorna tra le righe dei tabloid locali per essere additata come il sindaco degli errori. Parlare adesso, a distanza di tanti anni, forse è facile, ma quelli erano tempi difficili. Un profondo Sud che sentiva, più di altre parti d’Italia, gli strascichi lasciati dal secondo conflitto bellico. In quegli anni la povertà e l’ignoranza erano dilaganti e chi, come l’ex sindaco Dario Bergamo, si accingeva a governare una città come Scalea era combattuto da mille dubbi e contraddizioni e da una marea di difficoltà ed interrogativi. Nel bene e nel male, però, siamo convinti che una traccia l’ha lasciata e nessuno può affermare il contrario, quella dell’onestà e della bontà. (Diodene Marzo 2007)

N.d.R. Purtroppo, sempre a proposito di sanità, continua a piovere sul bagnato. La cancellazione dell’ospedale di Praia a Mare dice amen anche a tutte le belle parole e alle speranze poste sull’imponente struttura ospedaliera scaleota, che dall’alto dello sperone della “Petrosa” continuerà a vigilare, come una sentinella senza munizioni, sulla più volte mortificata città di Scalea.

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Maggio-Giugno 2012

“PRONTO SOCCORSO” DIFFERITO di GIAN ENRICO ZAMPROTTA

In un tempo che ora mi appare lontano, all’entrata del pronto soccorso dell’Ospedale di Praia a Mare faceva bella mostra di sé un cartello di informazioni all’utente che, a parer mio, conteneva consigli preziosi. Coloro che si apprestavano a richiedere i servizi di medicina d’urgenza venivano resi edotti che sarebbero stati divisi in particolari categorie di precedenza. In tal modo, nel momento in cui arrivavano al pronto soccorso, le persone venivamo a sapere se eravamo classificati in: Codice Rosso, riservato ai pazienti particolarmente gravi, i quali avevano la precedenza sugli altri, compresi quelli in attesa; Codice verde, per i pazienti di media gravità, che sarebbero stati visitati non appena ultimate le cure a quelli più gravi; Codice bianco, per tutti gli altri, che non solo sarebbero stati visitati per ultimi, ma sarebbero stati assoggettati anche al pagamento di un ticket a titolo di contributo spese che, se ben ricordo, era di 25 euro. Oggi quel cartello non ha più senso in quanto la struttura, così come era concepita, non esiste più: per decisioni dall’alto è stata tramutata in altro, sempre al servizio del cittadino ma con finalità diverse. Non solo non è più in funzione la struttura ospedaliera, ma sono state profondamente modificate le necessità degli utenti, nel senso che ora la distanza tra i paesi dell’Alto Tirreno Cosentino (Tortora, Aieta, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Scalea, Santa Domenica Talao, Santa Maria Del Cedro ed altri) e il più vicino centro di soccorso medico si trova ad oltre 35/40 km. Sì, perché ora gli utenti del circondario sono costretti a rivolgersi al nosocomio di Cetraro e le ambulanze del 118 devono percorrere quella distanza sia all’andata che al ritorno, prima di poter realmente soccorrere un paziente. Il tragitto può sembrare breve ma, a chiunque conosca la zona, è noto che nel periodo estivo il tempo per attraversarlo può durare anche più di un’ora, malgrado le sirene. Tutto ciò fin quando qualche altra mente illuminata, nel tentativo di rimpinguare le casse dello stato, non chiuderà anche quella struttura, spostando il tutto addirittura a Paola. In alternativa, chi è più fortunato e può usufruire di un mezzo di trasporto privato e della disponibilità di amici e/o parenti, ha la possibilità di tentare di utilizzare i servizi delle cliniche private di Belvedere Marittimo, che tuttavia, attualmente, sembrano non godere di ottima salute. Questo stato di cose dimostra un totale spregio per la salute e per la vita del cittadino sofferente delle più svariate patologie, in nome di un forse malinteso senso del risparmio a tutti i costi. Un’altra chiave di lettura della situazione, però, potrebbe portare anche a dimostrare indubbi vantaggi, che mi piacerebbe riuscire ad illustrare. Ad esempio, se è vero che i pazienti considerati in Codice rosso sono realmente gravi, si possono aggravare ulteriormente e casomai anche morire: considerato che è molto probabile si tratti prevalentemente di anziani, ne scaturirebbe un risparmio per le casse di previdenza in termini di trattamenti pensionistici; i pazienti in Codice verde, con tutta tranquillità, possono passare al codice rosso e giustificare così le spese di eventuali interventi sanitari di un certo impegno; infine, coloro che sarebbero stati classificati in Codice

Primo Piano bianco, nelle more del percorso, hanno la possibilità di peggiorare in codice verde ed essere in tal modo dispensati dal pagamento del contributo di 25 euro. Vista la cosa sotto questo profilo, diventano evidenti i vantaggi sia per l’economia nazionale, sia per il singolo utente. Lascia, però, la bocca amara constatare che, come sempre, ed in questo caso casca a fagiolo, siamo noi cittadini a pagare lo scotto di scelte drastiche, fatte in nome di un risanamento di bilancio che vediamo ancora molto lontano se non irraggiungibile.

CONTINUA LA GUERRA SULLA CHIUSURA DELL’OSPEDALE DI PRAIA di ANNA CASELLA

«Il Consiglio Comunale Comprensoriale indetto dai Sindaci dell’Alto Tirreno Cosentino per discutere del mantenimento della sede distaccata del Tribunale di Paola, a Scalea, tenutosi alla presenza di numerosi rappresentanti nazionali e provinciali, è un atto veramente doveroso ed incisivo da parte dei nostri amministratori, ma viene spontaneo chiedermi: davvero vale di più un tribunale che un ospedale?». È questo l’interrogativo che si è posto Francesca La Gatta, presidente di SOS Praia, la quale ha così continuato: «Dopo la sterile riunione svoltasi qualche tempo fa nella sala consiliare di Praia a Mare, nella speranza di evitare la riconversione del Presidio Ospedaliero di Praia a Mare, mi assalgono, col senno di poi, dubbi terribili che gravano adesso più che allora. Siamo sicuri che l’ospedale di Praia a Mare non sia stato lasciato chiudere di proposito? Davvero dobbiamo pensare che i nostri sindaci, coloro che dovrebbero rappresentarci e proteggerci, non siano stati anche loro attori protagonisti di una sceneggiata creata ad arte? E ancora, cosa ha spinto la maggior parte dei sindaci del comprensorio a voler arrivare alla data del 31 marzo 2012, senza neanche provare a fare un tentativo per la salvezza del nostro ospedale?». Nel frattempo, noi che abbiamo sempre voluto tenere in vita l’ospedale, continuiamo incessantemente il nostro lavoro e tentiamo di trovare la soluzione in ogni direzione». «Nell’immediato - conclude Francesca La Gatta - ho dato vita ad una petizione on line che punta al raggiungimento di 50.000 firme, cosicché, come consentito dalla Legge, mi accingerò a portare le nostre richieste sui tavoli del Parlamento».

PEGGIO DI UNA MULATTIERA...! Il comitato dell’area PIP ha portato a termine il primo step per risolvere il problema delle acque reflue che, unite a quelle delle copiose piogge, rendono ancor più impraticabile l’importante tunnel che si trova sotto la linea ferroviaria. Sistemato questo annoso primo ostacolo, il comitato punta ora, a trovare nuovi possibili acquirenti e partner, in accordo con il dott. Gianni Fazio che s’impegna a cedere il credito a società appaltatrici per la bitumazione della parte interna dell’area. Dopo questa puntualizzazione, ci preme ricordare al comune di Scalea e ai politici preposti al ramo che la più volte menzionata strada comunale è sempre più impercorribile e pericolosa. Risolto il problema del passaggio attraverso il tunnel sopra descritto, continua a rimanere gravissima la situazione riguardante la strada principale che porta nell’area industriale, ridotta peggio di una vecchia mulattiera. Il Comitato della Zona PIP

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Economia e Politica

Maggio-Giugno 2012

...dalla prima

Come sono cambiate le abitudini dal 2007 a oggi

GLI ITALIANI HANNO DOVUTO CONVERTIRSI IN CICALE PER NON CAMBIARE DEL TUTTO STILE DI VITA I risparmi fanno da stampella ai consumi delle famiglie di ANDREA BIONDI horribilis, il 2009, che sta lì a memento dell’apice della crisi con cui gli italiani (e non solo) stanno ancora facendo i conti. Un 2011 ancora positivo Detta così, in un periodo come questo può apparire paradossale. Ma distinguendo fra previsioni e risultati acquisiti, per il 2011 i dati Istat elaborati dal Centro studi di Intesa Sanpaolo consegnano la fotografia di un anno in cui il portafogli ha continuato ad aprirsi: al netto dell’aumento dei prezzi, gli italiani hanno speso 53 euro in più rispetto al 2010. Allargando l’orizzonte al 2009 gli euro in più diventano 222. Italiani improvvisamente più ricchi? Assolutamente no, visto che il tributo pagato alla crisi traspare altrettanto chiaramente: basta allargare lo sguardo fino al 2007 per vedere andati in fumo consumi per 10,7 miliardi di euro a prezzi costanti (-1,2% annuo): 117 euro a testa. C’è comunque un prima e un dopo. Perché è innegabile che il 2009 abbia rappresentato l’anno da cui è iniziata una forma di risalita e in cui, fondamentalmente, è cambiato il modo di spendere degli italiani. «Le famiglie - spiega Fabrizio Guelpa, del Centro studi Intesa Sanpaolo - stanno avendo da tempo una dinamica dei consumi che, benché ridotta, è superiore a quella del reddito». In pratica, «si sta erodendo il risparmio per difendere i modelli di consumo». Non a caso la propensione al risparmio, tra lo scoppio della crisi finanziaria (3° trimestre 2008) e la fine del 2011, ha perso terreno scendendo dal 15,2 al 12,1 per cento. Meno beni e più servizi Insomma, da grandi risparmiatori gli abitanti del Belpaese hanno giocoforza dovuto convertirsi in cicale per non cambiare del tutto stile di vita. Qualora servisse un’ulteriore prova, basta guardare alla composizione della spesa. E infatti, se il 2011 non è stato nel complesso un anno “in rosso”, lo si deve esclusivamente alla crescita dei consumi delle famiglie per il capitolo “servizi” – 6,7 miliardi in più a prezzi costanti (+1,6%) – mentre per la voce “beni”, sempre al netto dell’inflazione, le uscite sono calate dello 0,9% an-

nuo e crollate, rispetto al 2007, del 5,3 per cento. Se è vero quindi che ad alberghi, vacanze e telefonini (tutte voci con consumi in crescita sia su base annua, sia nel confronto fra 2011 e 2007) gli italiani non hanno voluto rinunciare, è però altrettanto vero che altre voci sono state sacrificate sull’altare della crisi. Negli ultimi cinque anni si sono ridimensionate le spese dilazionabili, come vestiario (-4,2%) e arredamento (-4,6%), e i capitoli sottoposti ai forti rincari dei prezzi, come le spese di trasporto (-11,8%). Si sono contratte anche le spese per alimentari (-6,3%), che nel 2011 hanno perso terreno anche rispetto all’anno precedente (-1,3%), insieme con trasporti (-1,7%) e vestiario (-0,4%). I timori delle imprese «Già lo scorso anno - spiega Filippo Ferrua, presidente di Federalimentare - il primo aumento dell’Iva ha avuto i suoi effetti. Purtroppo ci attendiamo ripercussioni ancora maggiori dall’incremento previsto per l’autunno». A questo «si aggiunge anche lo spettro della food tax. Abbiamo calcolato che queste due minacce potrebbero far calare i consumi del 2 per cento, e far perdere al settore 4 miliardi di fatturato». Preoccupazione è espressa anche dalle imprese del tessilemoda-abbigliamento. Dai dati si evince come nel 2011 gli italiani abbiano continuato a consumare. Ma solo mettendo le mani nei propri risparmi. Ora la “festa” è finita e tutti sono più preoccupati. Andrea.biondi@ilsole24ore.com

Andrea Biondi di Scalea, giornalista professionista del Sole 24 Ore, vive e lavora a Bologna. Ha frequentato le scuole a Scalea, fino al Liceo Scientifico. Iscrittosi all’Università e laureatosi, ha intrapreso con successo la carriera di giornalista. Da piccolo, oltre ad essere bravissimo a scuola, era un bravo calciatore dell’U.S. Scalea, maglia che ha indossato da titolare anche in prima squadra. Ogni estate torna nella sua Scalea per trascorrervi le vacanze e per riabbracciare la sua famiglia e i tanti amici che ha lasciato per scelta professionale.

6 IL VERO SPREAD DA COLMARE È QUELLO TRA NORD E SUD

Nessuno ricorda un discorso di Monti sull’emergenza meridionale di CORRADO FORMIGLI Il governo Monti, di impronta nettamente lombardosabauda, parla agevolmente la lingua dei padani senza però mai evocarli. In cento e passa giorni di leadership, il presidente del Consiglio nominato non ha mai veramente varcato i confini del Mezzogiorno d’Italia, rimbalzando invece continuamente fra Roma, Milano, Francoforte e Bruxelles. Nato a Varese, bocconiano doc, cittadino del mondo, Mario Monti non è tipo da Vucciria, da quartiere sanità, da Aspromonte o da piazze calabresi: riesce difficile immaginarlo immerso in una folla plaudente del sud. Comprende il dialetto di Pulcinella? Ha mai messo piede a Bari vecchia? Mi sbaglierò, ma nel Meridione Monti lo immagino più con un panama e una macchina fotografica al collo (del tipo turista per caso) che in viaggio di lavoro. Eppure, anche se adesso le sorti dell’Italia sembrano legate all’ennesima Battaglia sulla Tav Torino-Lione e la priorità, a sentire i Professori è arrivare da Milano a Parigi in treno in quattro ore, il vero grande spread da colmare è quello fra nord e sud. Criminalità organizzata, economia sommersa, diseguaglianze sociali: sono queste le emergenze che il governo deve affrontare se vuole tenere unita l’Italia. Abbiamo tre regioni del nord - Lombardia, Veneto e Piemonte - che sono tra le più ricche d’Europa, addirittura oltre gli standard tedeschi, e un sud che è la nostra Grecia: oltre la linea del default sociale e finanziario. Eppure stento a ricordare un discorso di Monti sull’emergenza meridionale, o sulla mafia. Che cosa intende fare questo governo per rilanciare il sud? Come vuole colpire la camorra e la ‘ndrangheta? Quali strumenti sta mettendo a punto per frenare lo sfruttamento dei clandestini nelle piantagioni di pomodori della Campania e negli aranceti della Calabria? I tecnici stanno facendo cose importanti per l’Italia? Dopo gli scandali scoppiati sulla Lega, nulla rischia di restare della retorica Padana e secessionista. Ma la vera sfida, per chi ambisce a salvare l’Italia, comincia sotto il parallelo di Roma.

Leggete e Diffondete

UN TAGLIA TAGLIA… CHE IN CONCRETO NULLA HA TAGLIATO

Tecnici su tecnici, tanto per cambiare, Monti chiama Bondi come commissario ad Acta per coordinare la spending review. «Monti vuol farci credere che i numeri sono incontestabili». «…Quello messo in atto dal governo dei nominati è un comitato d’affari della borghesia… In questo momento è al potere un sistema che sta facendo la lotta contro i ceti più deboli, contro i ceti subalterni. È una lotta di classe. Se non il PD chi sono i partiti che dovrebbero difendere i più deboli? Dove sono finiti? E allora è chiaro che emerge il fenomeno Grillo… Grillo se non altro tenta di intercettare un bisogno diffuso, la paura del domani, la difficoltà di arrivare a fine mese e di tenere testa alle esorbitanti scadenze. Certo, Grillo manca in prospettiva, nella parte propositiva, non indica i programmi, però, non lo si può nemmeno liquidare con una battuta e con la scusa dell’antipolitica. È politica anche quella. La politica non si fa soltanto in parlamento, negli studi televisivi o attraverso altri mezzi di informazione, la politica si fa anche in piazza. Ci sono mille piazze che si stanno animando da tempo. Stanno facendo proposte. Si sta passando dalla protesta alla proposta. L’Italia possiede risorse intellettuali, umane ed energie politiche straordinarie che sarebbero in grado di salvare questo paese». (Angelo D’Orsi, docente storia del pensiero politico, Univ. di Torino) «… Monti è espressione di una teoria monetarista che oggi va per la maggiore in Europa. Monti sbaglia pensando che solo con il rigore si possa uscire da questa crisi che invece è ben più strutturale e profonda. Se non cresce l’economia del lavoro, la ricchezza, il peso del debito aumenta». (Paolo Pirani, segretario UIL) E ancora… «…Un paese nel baratro…». «È tutto un taglia taglia a parole (l’attesa riduzione dei parlamentari, l’abolizione delle Province, e di altri enti inutili) e un aumento di tasse. Dal “grande Monti”, dopo la delusione per le mancate riforme non fatte da Berlusconi, ci si attendeva, a parte la discutibile e incerta riforma del lavoro qualcosa in più, ma nulla ha fatto e nulla farà.

«La prima casa non va toccata. Chi colpisce la prima casa è un criminale. Il capitolo casa, va certamente rivisitato. Ricordiamoci che, con l’eliminazione dell’ICI sulla prima casa, le fasce deboli hanno respirato». Due mesi fa le famiglie irlandesi si sono rifiutate di pagare una tassa straordinaria di 100 euro sulla proprietà. «Monti deve scendere da cavallo e cambiare atteggiamento, la gente è sdegnata». I ponti di maggio e di giugno per chi vive di turismo hanno parlato chiaro: pochissima gente si è spostata. Il carburante e la paura di nuove e spaventose tasse come l’IMU le cause. (Agorà del 2 maggio 2012) Il disastroso terremoto dell’Emilia, riguardo gli aiuti, non ha fatto vedere alcuno cambio di tendenza. La vecchia politica, in caso di calamità naturali, toccava immediatamente il prezzo del carburante, le famose accise. Monti, dimostrando ancora poca fantasia, ha fatto la stessa cosa. Forse il governo dei ragionieri avrebbe fatto meglio. Allora perchè strapagare questi tecnici nominati se poi, le cose vanno come e peggio di prima? Quando aumenti le tasse e tagli la spesa, come sta avvenendo con Monti, crolla l’economia. Non possiamo considerare le tasche degli italiani l’unica cosa certa… dove attingere tasse su tasse, per ogni e qualsiasi evenienza. Gli italiani sono diventati un bancomat-postmat. Andiamo al voto il più presto possibile! Politica europea sbagliata E ancora, Monti persegue una politica economica europea sbagliata che porterà l’Italia al fallimento totale. Dobbiamo ragionare di più con la nostra testa, senza vivere di luce riflessa (dobbiamo liberarci in fretta dalla condizione di “vigilato speciale”) e senza essere subalterni alla Merkel, oltretutto, nettamente ridimensionata e sconfitta alle ultime consultazioni tedesche. Migliaia di oneste e brave persone sono costrette a dormire in auto. E poi, la freddezza, l’aridità sferzante di Monti alla domanda sui suicidi: «le colpe sono di quelli che c’erano prima. Poi rincara la dose: «ancora non siamo ai numeri di morti della Grecia». Un po’ di rispetto per i morti e per quella politica che, poi, è

quella che ha messo a capo del governo Monti & C. Attenzione l’Imu farà altri morti, siamo solo all’inizio. Non abbiamo soldi. Per salvare l’Italia occorrono altre ricette. Quello che sta facendo Monti con l’inasprimento delle tasse e degli aumenti a ripetizione lo sapeva fare anche un semplice ragioniere. Quello di Monti non è un “salva Italia” ma un’ammazza Italia. Quella messa in atto da Monti è una terza guerra monetaria, combattuta non con le bombe ma con balzelli e tasse esasperanti e inaffrontabili che entrano violentemente in ogni casa italiana. La Seconda guerra mondiale con la bomba atomica distrusse tutto e si tornò al punto zero. La gente dopo queste sconvolgenti distruzioni tornò, dopo millenni. a vivere sulle palafitte e dentro le caverne. Noi, forse, torneremo a vivere sotto le barche, dentro le auto (come già sta accadendo ad alcuni nostri connazionali), o chissà dove… (Roberto Gervasio) L’IMU è solo l’ultima scempiaggine «Monti ha fatto cose che non servono un fico secco». «L’IMU è solo l’ultima scempiaggine. Di questo governo salvo solo Passera, è l’unico tecnico, gli altri sono burocrati. Monti non ha coraggio. Mi aspettavo l’abbattimento della spesa pubblica e degli sprechi, invece ha aumentato le tasse e messo le famiglie ancor di più nei guai». «Credo che molti di quelli che alle ultime amministrative hanno votato il Movimento a Cinque Stelle fossero nostri elettori». (Flavio Tosi sindaco di Verona da poco rieletto con un plebiscito bulgaro)


Maggio-Giugno 2012

Focus

Il vento dei grillini non scalfisce la volontà dell’elettorato di Praia

IL RUGGITO DEL VECCHIO LEONE NON CONOSCE MODE... FIDUCIA A PRATICÒ CHE TORNA IN AUGE PIÙ FORTE DI PRIMA! Lo avevamo previsto e preannunciato: a De Paola mancavano i portatori di voti. Con quella lista era difficile vincere e così è stato, come abbiamo ripetuto, per settimane, dopo aver letto i nomi dei candidati alle elezioni amministrative di Praia a Mare. Se a ciò aggiungiamo l’epurazione da vicesindaco avvenuta poco prima del voto, la scarsa presenza in lista di candidati del nucleo uscente Lomonaco, la campagna denigratoria di cui è stato vittima e il probabile scotto pagato per il suo esordio nella corsa alla poltrona di sindaco, è facile comprendere i motivi della sua sconfitta. Insieme con De Paola, sono entrati in consiglio Anna Maria De Presbiteris e Francesco Marsiglia, unici candidati della sua compagine ad aver superato le 200 preferenze. Nella lista vincente di Antonio Praticò, che ha trionfato con quasi mille voti di differenza, gli eletti entrati in Consiglio hanno tutti superato abbondantemente la soglia delle 200 preferenze, con un outsider, Antonio Giannotti, che ne ha avute addirittura 407. La vittoria di Antonio Praticò ha evidenziato il no-trend delle mode politiche, come il movimento 5 stelle di Grillo, perché il ruggito del vecchio leone ha sbaragliato gli avversari come un fiume in piena. La città di Praia, con questo voto, emula la vicine Aieta (Ceglie), Tortora (Lamboglia), Verbicaro (Spingola) e Santa Maria del Cedro (Aulicino), che, nelle consultazioni amministrative di due anni fa, avevano “riabbracciato” vecchie “primedonne”, smentendo clamorosamente gli slogan “indietro non si torna!”. Sembra che Praia, con questo eclatante risultato, abbia avuto una certa nostalgia della politica amministrativa del passato e vi ha creduto senza la minima riserva. De Paola, da parte sua, deve fare una sincera autocritica. Forse, per sperare in una vittoria, doveva accettare qualche compromesso con Fortunato e Cedolia, con i quali, dopo lo tsunami delle primarie, non è riuscito a trovare un accordo. Però, al di là di tutto, il lavoro profuso dall’ex vicesindaco non è da buttare e, continuando a lavorare con passione ed impegno con il suo gruppo e i suoi supporter, potrebbe costituire la base per proiettarlo seriamente alla futura guida dell’amministrazione praiese. Una curiosità: nell’attuale Consiglio comunale di Praia a Mare non figura nessun medico, a differenza di Scalea che, ad ogni consultazione amministrativa, vede la presenza massiccia di numerosi dottori, i quali, più che a curare i propri pazienti, sembra siano interessati a “curare” la nostra città. Una vecchia moda che, da noi, tarda a cambiare. Ricordiamo che, alle ultime elezioni del 28 e 29 marzo 2010, erano presenti ben otto medici e due biologi (tre sono entrati in Consiglio e otto sono rimasti clamorosamente a casa). Forse i nostri medici dovrebbero riflettere su questo dato. Praia a Mare Antonio Praticò si riprende la città Antonio Praticò, con il suo gruppo, sbaraglia i concorrenti e viene incoronato primo cittadino della città dell’isola di Dino con 2.439 voti, pari al 55,71%. Il successo di Praticò era nell’aria da tempo. La sua lista presentava un lusinghiero bagaglio di esperienza, unito all’entusiasmo di tanti giovani che si affacciavano per la prima volta alla politica. Antonio Praticò è un amministratore di lungo corso: ha rivestito per 15 anni la carica di sindaco (sostituito poi dal fratello Biagio per altri 5 anni) ed è stato anche consigliere provinciale nel PdMargherita. Praticò ha avvertito la necessità di rimettersi in gioco per contribuire così a portare sui binari giusti l’azione amministrativa che, a suo giudizio, nell’ultimo quinquennio non avrebbe sortito gli effetti auspicati. Praticò, in questa competizione elettorale, era supportato, dunque, da una compagine agguerrita, valida ed eterogenea che non poteva sbagliare l’obiettivo che era quello di ottenere il pieno di voti e consensi. Gli elettori, evidentemente, hanno deciso di premiare una squadra che, nel programma, rispecchiava il pensiero del popolo praiese, frutto di un’attenta analisi dell’attuale realtà locale. Il programma mira a trasformare la casa comunale in un centro promotore e regolatore dell’economia locale e dei bisogni dell’intera comunità. «Quella di Praia - ha dichiarato il neo sindaco - è la storia di una costruzione di legami di libertà tra le persone che la abitano, resa speciale dalla dedizione espressa dal terzo settore, dall’impegno dei tanti piccoli imprenditori, artigiani, cooperatori e lavoratori che affrontano le sfide del mondo globalizzato. A questi protagonisti della vita quotidiana e alle eccellenze del nostro territorio, sono dedicate molte delle azioni contenute in un programma aperto e innovativo». Praticò, infine, ha ringraziato il sindaco uscente Carlo Lomonaco, con cui ha condiviso oltre 25 anni di lavoro alla Marlane, che ha sempre stimato per la sua correttezza, la sua serietà e la sua lealtà. (Tiziana Ruffo)

Diamante ribaciata dal “sole” di Magorno Con Ernesto Magorno riconfermato sindaco, il “sole” continua a splendere a Diamante. Non è stata una vittoria sofferta e nemmeno decisa sul filo di lana (dopo il recente “giallo” di Caselli), tutto lasciava presagire una grandissima vittoria di Ernesto Magorno. Il primo cittadino diamantese, nonostante il doppio impegno politico (ricopre anche la carica di capogruppo alla Provincia per conto del Partito Democratico), ha dedicato la massima attenzione allo sviluppo della “Perla del Tirreno”, facendo diventare Diamante una delle località turistiche più in voga in Italia. Parlavamo di campagna elettorale spianata per Magorno che, dopo appena 600 schede scrutinate, avanzava con il 73%, contro il 27 % dell’unico antagonista presente in questa consultazione, Marcello Pascale. Insomma un trionfo annunciato. Però, i meriti ci sono tutti. «Il risultato straordinario - ha detto Magorno a caldo era prevedibile fino ad un certo punto, dopo quanto era accaduto con la sbandierata esclusione della lista di Ernesto Caselli. Un dato significativo è che i voti che ha preso il “Sole” sono più della metà di tutto il corpo elettorale. Quindi la mia compagine avrebbe vinto in ogni caso, anche con la presenza della lista dell’ex sindaco Caselli». «Penso - ha concluso Magorno - che con i tre eletti dell’opposizione sarà possibile dialogare per la soluzione dei problemi di Diamante ed il bene di tutti. Da subito ci attiveremo per la riapertura del cantiere del porto e per la programmazione estiva che si concluderà a settembre con il sempre atteso “Festival del Peperoncino”». In conclusione, a parte qualche scaramuccia, quella di Diamante è stata una campagna elettorale abbastanza tranquilla e in sordina. Per Magorno è stata è stata una vittoria che, in un momento di forte indecisione politica vale doppio e che ha confermato l’unità d’intenti della città e superato il dualismo con Cirella, ridando dignità all’ente comunale che potrà contare sui buoni rapporti creati con gli altri enti. I presupposti, quindi, sembrano essere dei migliori per il futuro. (Antonello Troya) Nel segno della continuità Ernesto Magorno, altro sindaco supervotato, dopo il risultato bulgaro ottenuto, avrà modo di continuare il prezioso lavoro intrapreso cinque anni fa. Non sappiamo quanto abbia inciso sulla sua sproporzionata vittoria l’esclusione della lista che doveva guidare l’ex sindaco Ernesto Caselli, ma alla luce del voto espresso pensiamo che il popolo diamantese avesse deciso già da tempo di concedere a Magorno un secondo mandato. Tra gli obiettivi immediati del riconfermato sindaco della “Perla del Tirreno”, una priorità spetta alla battaglia per la riapertura del cantiere del porto. Il resto verrà dopo.

7 Pietro De Paola ringrazia vincitori e vinti

I MILLECINQUECENTOTREDICI CONTINUERANNO A CRESCERE di EUGENIO ORRICO

Terminate le elezioni, il capolista di Uniti RilanciAmo Praia, Pietro De Paola, si fa portavoce del suo gruppo e dichiara: «Prima di qualunque altra riflessione facciamo gli auguri al nuovo Sindaco ed alla sua giunta per il riscontro elettorale, auguriamo loro buon lavoro e che possano portare avanti, per il bene della città, i progetti di sviluppo proposti in campagna elettorale. Per quanto riguarda il nostro gruppo invece, riconoscendo la sconfitta e rispettando il volere del popolo, così come abbiamo sempre e coerentemente affermato durante tutti questi mesi, anche noi continueremo a portare avanti i nostri principi e i nostri valori che hanno caratterizzato le scelte della nostra campagna elettorale e che ci hanno permesso di raccogliere un risultato importante, concreto, frutto del semplice rapporto con i cittadini. Anche alle nostre parole dovranno seguire i fatti, quelli per cui ci siamo battuti in campagna elettorale cercando di attuare un’opposizione costruttiva e propositiva atta alla tutela degli interessi di tutti. Continueremo ad essere presenti sul territorio come volto politico rappresentante di quei millecinquecentotredici elettori che ci hanno dato la fiducia, una base importante che ci porta e obbliga a dar vita ad un movimento politico proteso in favore dello sviluppo della città. Questo sarà possibile solo con la vicinanza dei tanti che si sono ancor di più stretti intorno a noi dopo questo esito elettorale. Ringrazio a tal proposito tutti coloro che ci hanno votato e anche chi non lo ha fatto, grazie per averci ascoltati e seguiti con entusiasmo, un grazie a coloro che hanno riposto in noi la loro fiducia e i loro sogni. Le nostre idee si trasformeranno, comunque, in progetti futuri e si consolideranno in nuove occasioni di confronto. Nulla nasce per caso e se questo gruppo è nato per proporre un nuovo modo di fare e di essere, se questo gruppo si è sviluppato coinvolgendo 1.513 persone, se questo gruppo si è consolidato su scelte con principi solidi e coerenti, questo gruppo è destinato a crescere a dismisura. Grazie a tutti voi cittadini di Praia vincitori e vinti, perché ci avete insegnato ad essere temerari, ci avete emozionato e provato che la politica si costruisce e si basa su lunghi percorsi di dialogo, che la politica si fa stando fra la gente e noi con voi continueremo a farlo».

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Maggio-Giugno 2012

ULTERIORE INTITOLAZIONE PER MADRE MARIA CLARAC

L’area, all’incrocio fra via Lauro e viale Europa, a fianco alla struttura dell’Istituto religioso di Scalea, porterà il nome di “Largo Madre Clarac, educatrice e maestra di vita”. Lo ha deciso l’Amministrazione Comunale di Scalea, su proposta del vicesindaco Maurizio Ciancio e dell’assessore alla Pubblica istruzione Giuseppe Forestieri. L’iter per l’intitolazione era stato già avviato dall’esecutivo comunale a seguito di una richiesta da parte della Comunità di suore che porta avanti la missione nell’istituto di via Lauro, intitolato alla stessa Madre Luigia Angelica Clarac. «L’inaugurazione - ha fatto sapere l’assessore Giuseppe Forestieri - giunge proprio in concomitanza con l’anniversario dei 140 anni dalla fondazione dell’Istituto nel nome di Madre Clarac. L’intitolazione del Largo Madre Clarac è un ulteriore segno di riconoscenza verso l’opera quotidiana portata avanti dalle Religiose della Comunità delle Suore di Carità di Santa Maria. Siamo certi che dietro l’intitolazione del Largo ogni cittadino potrà comprendere appieno il significato che si è voluto dare a tale area della nostra città e a chi ha donato la vita intera dedicandola agli altri con amore verso i propri simili e con passione nel nome della Vergine e del Signore». Centoquaranta anni fa Madre Clarac consegnava le opere alla Vergine affinché fossero utilizzate dalla Comunità intera.

Nota della Redazione Da apprezzare l’ulteriore interessamento per Madre Maria Clarac, ma l’area scelta per l’intitolazione poteva essere dedicata a qualche altro personaggio scaleota meritevole e in lista d’attesa visto che l’asilo infantile o istituto Maria Clarac, che si trova nelle vicinanze, già era stato intitolato a questa grande donna di chiesa. Se di suora doveva trattarsi, perché non optare allora sulla dolcissima, gentile e affabile suor Cornelia che, tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70, ha lasciato un grande segno, per la sua infinita bontà e disponibilità, tra coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla e amarla e che a distanza di oltre 40 anni ne conservano un ricordo vivo e indelebile. Se poi la scelta la si voleva far cadere su di una “sorella scaleota”, si poteva pensare a suor Ida Fiorentino, una persona sensibile e umile e allo stesso tempo fattiva e di grande umanità e personalità, scomparsa prematuramente, per una malattia incurabile, quando tutto sembrava pronto per farla approdare nella sua Scalea. A Longobucco, dove copriva il ruolo di Madre Superiora, ha lasciato un bellissimo ricordo (era un punto di riferimento per tutti) e tanto amore per essere riuscita ad avvicinare molta gente all’istituto e per aver dato, tra l’altro, impulso ad una scuola di recitazione per ragazzi che, poco prima della sua improvvisa ed immatura dipartita, aveva accompagnato a Scalea per presentare un apprezzabile lavoro teatrale. Suor Ida è stata sicuramente una umile educatrice ed un’apprezzata maestra di vita che meritava, da parte delle suore dell’Istituto Clarac e dell’Amministrazione Comunale, una maggiore attenzione e un rinnovato ricordo, per essere “fatta presente” anche alle nuove generazioni che spesso sono attratte, più che da veri valori, da distrazioni futili che a nulla servono e nulla lasciano.

Nella Nostra Città TRA CRISI E SPERANZA “SCOPPIA” LA FEBBRE DEL LIDO PIÙ BELLO In tempo di crisi e di paura per il nostro futuro, i gestori delle stazioni balneari cittadine, in un certo modo, cercano di mettere nell’angolo la tragica e preoccupante questione economica e danno il meglio di loro impiantando, montando e rinnovando radicalmente i loro bagni, in una sorta di gara per allestire la struttura di mare più bella. Davvero encomiabile lo spirito di questi intrepidi balneari che trovano forza e voglia di fare, stranamente, proprio in periodi di fortissima congiuntura economica. Su questa scia, anche altre attività commerciali singolari e interessanti stanno sorgendo nelle varie zone cittadine. D’altra parte, quando le cose vanno bene e s’incanalano per il verso giusto, gli operatori commerciali si cullano e vivacchiano su quanto costruito. Quindi, spesso, non tutti i mali vengono per nuocere. Speriamo che gli sforzi profusi da questi ottimisti operatori balneari diano i frutti sperati, in modo da affrontare col morale alto il prossimo inverno che si annuncia difficile e lungo per i motivi che ben conosciamo. Tornando alla febbre dei lidi, sarà entusiasmante vedere allineati e rinnovati lungo i circa quattro chilometri della nostra costa, sul tratto che va dal Fiume Lao all’incantevole scogliera dell’Ajnella, queste colorate strutture scintillanti, sempre più particolari e moderne e pronte ad attirare i fruitori più esigenti. Anche le sorelle Praia e Diamante, da questo punto di vista, non stanno a guardare e, come un tacito accordo tra loro, si sono messe in competizione, pronti ad affrontare la “guerra” del lido più bello e spumeggiante.

PISCINE: QUALE DECOLLERÀ PRIMA? di VIRGILIO MINNITI

8 UNA CANTAUTRICE IN CONTINUA EVOLUZIONE TECNICA Unaderosa, la nuova cantautrice italiana, scaleota d’adozione ha lanciato il suo primo album Eklettika in uscita con “Edel Italia” dal 15 maggio scorso. Unaderosa scrive e compone anche per altri artisti emergenti riuscendo a cogliere sempre le loro personalità, cucendo ad ognuno un abito su misura. La brava e versatile cantautrice è riuscita a trasformare la sua passione in una professione nella quale si cimenta con la massima abnegazione.

4° RADUNO DEL VESPA CLUB

GRANDE ACCOGLIENZA E OSPITALITÁ

Domenica 6 maggio si è svolto a Scalea il Vespa Raduno Interregionale “Riviera dei cedri”, giunto alla sua 4° edizione. Il raduno ha avuto come cornice la splendida Villa Comunale e la Torre Talao, dove sono stati accolti 150 vespisti giunti da regioni come la Basilicata, la Puglia e la Campania, oltre che da ogni zona della Calabria. Molto gradita è stata anche la presenza del Vespa Club Genova. Durante la bella manifestazione, si è svolto un giro turistico per le vie cittadine e le zone limitrofe, con arrivo a San Nicola Arcella, dove la Pro Loco ha offerto un rinfresco sull’incantevole “belvedere”, vista mare sulla Torre Aragonese, meglio nota come Torre Crafword e isola di Dino, fino alla costa cilentana. La manifestazione si è conclusa con il pranzo dei partecipanti intervallato da varie premiazioni e ringraziamenti all’indirizzo dei Club che erano presenti. Ringraziamo l’Amministrazione Comunale, la Polizia Municipale e la Pro Loco di San Nicola Arcella. Infine, un ringraziamento particolare va all’Associazione “Primula Bianca Scalea”, per il supporto offerto durante la manifestazione, e al Santa Caterina Village per la disponibilità e la professionalità dimostrata».

CACCIA ALL’ALBERO PIÙ BELLO Un sogno che presto potrebbe trovare riscontro nella realtà. La piscina coperta a Scalea. Un obiettivo che tutti speravano si raggiungesse per fare una bella nuotata anche nel periodo invernale. D’un tratto Scalea ha avuto la possibilità di avere ben due piscine, quella comunale e quella che dovrebbe sorgere sul Poggio, località Petrosa di Scalea. Se ne parla da qualche anno, al momento la piscina comunale vicina allo stadio “Ciaccio” che l’amministrazione comunale ha dato in gestione è in vantaggio su quella di Località Petrosa, i cui lavori sembrano fermi da diverse settimane? Come mai? Speriamo che i lavori riprendano presto perché Scalea potrebbe così diventare la capitale dello sport regionale, non solo con il calcio ma anche con altri sport ed in particolare il nuoto.

SUCCESSO DELL’INCONTRO: SALVIAMO LE MAMME La Pro Loco di Scalea, in collaborazione con il Comune di Scalea, l’AIRC e l’UNPLI Calabria, ha organizzato l’incontro medico-scientifico sulle patologie tumorali femminili, dal titolo: “Salviamo le mamme”. L’interessante appuntamento si è svolto nella sala polifunzionale di Scalea alla presenza di un pubblico numeroso. Giovanni Le Rose, presidente della Pro Loco di Scalea, e Maurizio Ciancio, assessore comunale alla Sanità, hanno salutato i relatori e il pubblico presente in sala. Ha moderato Rossella Pellegrini Serra, presidente AIRC Calabria, mentre le relazioni sono state tenute da Marcello Maggiolini, dir. Dip. Farmaco Biologico, Università della Calabria; Francesco Maria Fazio, presidente ANDOS Donne operate al seno; Ines Barone, borsista AIRC, Università della Calabria. Sono inoltre intervenuti: Domenico Bloise, presidente UNPLI Cosenza, e Antonello Grosso La Valle, presidente del consorzio Pro Loco “Riviera dei Cedri”. A chiusura della riuscitissima manifestazione medicoscientifica, i maestri Salvatore Sangiovanni, alla tastiera, e Salvatore Barbuscio, al contrabbasso, hanno eseguito magistralmente alcuni brani del loro ricco repertorio classico.

In pieno maggio, i tronchi degli alberi più belli della città, sono stati letteralmente presi di mira da individui incivili e insensibili che per pubblicizzare le loro vendite e i loro fitti di immobili, hanno pensato di affiggere incoscientemente, per fare un complimento, con nonchalance i cartelli contro questi poveri e indifesi malcapitati che adornano con il loro verde le vie principali del nostro paese. Questo assedio, o strano fenomeno, al momento, non è stato fermato dagli organi municipali preposti alla salvaguardia dell’Ambiente e del patrimonio pubblico confermando che Scalea, in particolar modo, dal punto di vista del decoro, è sempre più un vero macello incontrollato.


Maggio-Giugno 2012

*Battesimo*

Il 26 dicembre scorso, circondato dal caloroso affetto dei suoi cari, il piccolo Alfonso Cupìdo è stato battezzato da don Giacomo Benvenuto nella monumentale chiesa di San Nicola in Plateis. Al papà Gaetano, nostro amico e socio, e alla mamma Mariacarmela Passarelli, raggianti e felici, giungano i più sinceri auguri da parte del Direttore e della Redazione del Diogene. Alfonsino junior è il loro figlio primogenito, ed è nipote degli indimenticati nonno Alfonso e zio Peppino, grande artista-scrittore e amico di famiglia della prima ora.

*Nascita*

L’8 maggio sono venuti alla luce, per la gioia di mamma e papà e dei nonni, i piccoli e bellissimi Mattia e Benedetta che hanno portato tanta luce e felicità ai genitori Francesco Licursi e Debora Cirelli. Ai coniugi Francesco e Debora, alle rispettive famiglie ed in particolar modo, al nostro carissimo, affettuoso e sempre disponibile amico e socio della prima ora Gennaro Licursi e alla signora Maria Mammì, vanno i più sentiti auguri da parte del Direttore e della Redazione del Diogene

*Lauree*

Giorno 28 febbraio 2012, presso l’Università della Calabria in Arcavata di Rende, si è laureata in Scienze dell’Educazione, discutendo la tesi basata sulla violenza sulle donne e sul reato di stalking, in collaborazione con il noto prof. Francesco Bruno, Cinzia Carmela Tirone, figlia del nostro socio Pasquale Tirone e della signora Maria Paola Vitale. Al nostro amico Pasquale, alla moglie Maria Paola e, soprattutto alla neo dottoressa Cinzia Carmela vanno i più sentiti auguri per una brillantissima carriera, ricca di soddisfazioni e gratificazioni da parte del Direttore e della Redazione del Diogene. Il 10 maggio 2012, presso l’Università della Calabria di Cosenza, la giovane Francesca Chemi si è laureata con 110 e lode in Farmacia discutendo la tesi: “Tumore al testicolo”. Al papà Carmelo, nostro affezionato e caro sostenitore e socio, alla mamma Rossella Barletta e alla famiglia tutta vanno i più sentiti e sinceri auguri da parte del Direttore e della Redazione del Diogene affinché la neo dottoressa possa raggiungere grandi e gratificanti traguardi professionali e intraprendere una luminosa carriera.

Nella Nostra Città GRAVE PERDITA A 67 anni di età, a causa di una grave e inesorabile malattia, se n’è andato in punta di piedi, il mite e buono Paolo Di Martino, conosciuto e stimato da tutti, era lo chef ed il proprietario, col figlio Gianluca del noto ristorante “Il Corsaro”, che si trova tra corso Mediterraneo e via Michele Bianchi. Arrivato da Tramonti, un paesino in provincia di Salerno nell’ormai lontano 1974, per svolgere inizialmente le mansioni di cuoco dell’hotel “La Conchiglia”, da lì a poco ha assunse la gestione della struttura portandola ad ottimi livelli e arricchendola con un grazioso garden-aranceto che in estate richiamava tantissimi turisti, sia come ristorante-pizzeria che come dancing, tanto di moda in quelle magiche e opulenti estati, con musica dal vivo e serate a tema. Nel 1979 decise di acquistare i locali dove sarebbe sorto il fortunato ristorante-pizzeria “Il Corsaro”. La soddisfazione di Paolo, durante quei giorni cruciali e fondamentali per tracciare nuove basi, fu il ripensamento dei proprietari del vecchio immobile che si precipitarono dallo chef per rilanciare l’offerta. Ma il buono e calmo Paolo riferì gentilmente che ormai aveva messo nero su bianco per il nuovo immobile che affaccia su Piazza Aldo Moro. Nel mentre Paolo aveva lanciato alla grande il nuovo locale apportando, qualche anno dopo, una piacevole novità nell’assemblare un capiente e arioso giardino per la stagione calda delle grandi affluenze. Da poche settimane, aveva finito di restaurare i locali con ottimi ed azzeccati interventi che avevano dato all’ambiente un tocco di modernità e freschezza. Peccato che questi sforzi economici e questi rinati locali non abbia avuto nemmeno il tempo per goderseli, una vera sfortuna che questo galantuomo non meritava assolutamente. Ora tutto passa al valente e capacissimo Gianluca che ha tutti i requisiti per portare sempre più in alto il nome di questo rinomato e apprezzato ristorante.

UNA VITA DEDICATA AL LAVORO E ALLA FAMIGLIA Il 23 maggio è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari, a 94 anni di età, Ettore Arcuri. La sua vita è stata imperniata sul lavoro e sulla sua numerosa famiglia. Infatti, ha continuato a lavorare con il suo camion fino al raggiungimento della scadenza, per sopraggiunti limiti d’età, prevista dalla legge. Anche senza la patente C, però, ha continuato a svolgere la sua attività commerciale, sia pure in tono ridotto, con una golf bianca che spesso caricava quasi come un mezzo pesante. Quando i problemi di salute hanno avuto il sopravvento, è stato costretto, suo malgrado, a fare il pensionato e, come unica distrazione, a continuare a seguire il suo Milan. Persona seria e mai fuori le righe, rispettosa e rispettata, non si è mai intromesso nei problemi altrui e nel pettegolezzo di paese, dimostrando con la sua riconosciuta riservatezza di essere un uomo di altri tempi nel senso positivo della parola. Lascia l’amata moglie, i figli e i nipoti che mai potranno dimenticarlo per i suoi modi garbati, gentili e pieni d’affetto. A loro e, in particolar modo, al nostro caro, cordiale e fraterno amico e socio Giorgio e all’intera famiglia vanno le più sentite condoglianze da parte del Direttore e della Redazione del Diogene, di cui il buon Ettore era un assiduo e attento lettore.

9 SCOMPARSA DI UN SIMPATICO MATTACCHIONE E DI UN PICCOLO GENIO

Nei primi giorni di maggio, abbiamo appreso, dispiaciuti, la morte inaspettata di Angelo Lo Galdo, personaggio simpatico, gentile, educato e affettuoso, sempre pronto alla battuta e mai fuori le righe, per intenderci una bella persona, sempre ottimista e pronta al sorriso, un mattacchione versato a trovare una soluzione anche nelle situazioni più complicate e ingarbugliate. Grande appassionato di elettronica, fin da bambino, era anche un valente ed apprezzato musicista polivalente che ha avuto il suo “grande momento” tra la fine degli anni sessanta e i settanta, periodi di grande sviluppo tecnologico ed economico. Ancora, ricordiamo la sua Panda Fiat color celestino con la scritta, sul vetro del finestrino posteriore sinistro, I8LDK, la sua sigla di radioamatore, attività in voga in quegli anni, un’altra sua grandissima passione. Nativo della vicina Santa Domenica Talao, abitava, in quegli anni, nella salita della “Colla”, ma passava gran parte delle giornate a Scalea, dove era molto conosciuto e apprezzato, come tecnico radio-tv, presso l’armeria “Vavalà”, trasformata in un assortito e attrezzato negozio di elettrodomestici, dove non mancavano, logicamente, televisori di marca, il grande amore di “Angiolino” che molti affiancavano a Peppino Di Capri per la somiglianza. In quel periodo, la prassi non era come oggi quando, comprato un televisore, entri in casa e lo colleghi alla presa elettrica e basta. No, l’acquisto di un televisore, nel 1970 e ancora prima, aveva bisogno del tecnico che lo collegava, lo sintonizzava e lo collaudava, una volta sistemata a dovere anche l’antenna. Il bravo “Angiolino” in questo era un vero maestro, il più bravo di tutti. Apprezzato e conosciuto non solo a Scalea, la sua seconda casa, ma in tutto il circondario. Il compianto e premuroso amico, Angelo Lo Galdo, dopo la chiamata e l’intervento sull’apparecchio, non si limitava solo al “fatto prettamente tecnico”, ma inanellava una serie di discorsi piacevoli, per spiegarti l’intervento effettuato e logicamente, poi, si spaziava spassionatamente su tutto, mentre il tempo passava veloce e la giornata finiva. Nel 1976, con l’avvento del colore, non si fece trovare impreparato: sempre teso ad aggiornarsi, si specializzò su questi nuovi, ricercati e vendutissimi apparecchi tv-color che, inizialmente, davano qualche problema, ma “Angiolino” non si perdeva mai d’animo riuscendo a sistemare anche i casi, apparentemente, più difficili. Con “Angiolino” scompare un altro pezzo di storia locale, legata a grandi momenti di aggregazione, di crescita sociale ed economica, dove, però, a prevalere erano ancora i valori di profonda amicizia, affetto e stima, oggi merci davvero rare, delle quali, il nostro indimenticabile amico e buontempone, era un vero porta bandiera. Lo Galdo, oltre alle tante attività che svolgeva egregiamente, collaborava con Rai e Mediaset. Il figlio Biagino continuerà l’attività del padre e porterà avanti le grandi tradizioni di famiglia. Peccato che Angiolino non abbia fatto in tempo a vedere realizzato il progetto per il nuovo organo della Monumentale Chiesa di San Giuseppe, per il quale aveva avviata una campagna di sottoscrizione benefica finalizzata a raccogliere fondi da spedire alla parrocchia in busta chiusa. Ricordiamo che l’offerta continua, anche dopo la sua inaspettata e repentina morte. Farebbe immensamente piacere, fanno sapere i suoi familiari, che sopra le buste delle offerte venisse apposta la dicitura: “In memoria di Angelo Lo Galdo - Offerta ProOrgano Chiesa Madre”. In alternativa, si può optare per una donazione per sostenere la ricerca contro il cancro, di cui lo sfortunato Angiolino aveva scoperto di essersi ammalato, al pancreas, soltanto 54 giorni prima dell’inaspettata e improvvisa morte, avvenuta il primo maggio del 2012. Angelo Lo Galdo era nato il 24 marzo del 1938.


Parola ai Lettori

Maggio-Giugno 2012

PORTO… ARGOMENTO NOIOSO E INUTILE!

Caro direttore, in questi ultimi mesi, è tornato alla ribalta il progetto “supermegafantastico” del porto di Scalea! Il motivo principale per dire “sì” al progetto sembra essere il “turismo”, parolina magica per distrarre l’attenzione dai veri problemi. Per questo si guarda al porto come unica e sola risorsa per dare un nuovo slancio economico alla nostra città. Il porto lo vuole chi si sfrega già le mani, chi sente già odore di affari non proprio puliti, chi non ha coscienza civica e ambientale, chi vuole approfittare dei fondi che arriveranno(?), chi, in poche parole, non ha nessuna dimestichezza con il vocabolo legalità. Parlare delle opere pubbliche di Scalea è argomento noioso e inutile, così come parlare dell’incapacità delle varie amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni e che hanno DEVASTATO e DETURPATO ogni cosa da loro toccata e ora, purtroppo, è giunto il momento anche della Torre Talao e di gran parte della spiaggia del centro. Possibile che gli Scaleoti trovino così normale avere palazzi di sei piani sulla spiaggia in centro città, una mummia al posto di un ospedale, ville sulla ex bellissima scogliera, luoghi pubblici sottratti alla collettività ormai di proprietà privata (vedi il Belvedere in Corso Mediterraneo) e discariche enormi sparse da ogni parte? Immaginate un’opera del genere che, se lasciata incompiuta, rischia di diventare una sciagura per il territorio, in un comune che non ha neanche i soldi per pagare i propri dipendenti, per di più in pieno centro e che abbraccia uno dei monumenti principali della città. Basta dare un’occhiata a quanto succede nei luoghi dove i porti già esistono. E poi, fareste mai il bagno nel bacino di un porto? Basti pensare al porto di Livorno o Genova o, senza andare troppo lontano, al porto di Cetraro o a quello costruendo di Diamante. Avete mai visto qualcuno mettere piede in quelle acque? Penso proprio di no! Immagino già le spiagge luride e deserte, con Maratea che, dall’alto, ci guarda e ridacchia, e noi meschini a batterci il petto recitando il mea culpa.

Lorenzo Crusco

Se pensiamo che a Scalea si parla del porto da circa 15 anni, quando i porti altrove sono stati realizzati decenni fa (Maratea, con Tropea, ne è la prova più lampante), possiamo ben dire che anche questo treno è ormai passato. La storia del porto per Scalea è diventata come la favola del Ponte sullo Stretto e della Scalea-Mormanno, delle previste pedemontane, un modo come un altro per parlare di qualcosa di virtuale. Se all’epoca vedemmo partire i lavori della struttura ospedaliera (eravamo in pieno boom economico), oggi, che viviamo tempi a dir poco drammatici, con una nazione al tracollo, aspettarsi di vedere partire i lavori del porto diventa mera utopia. Spostando leggermente il ragionamento ma rimanendo nel campo delle infrastrutture, ricordiamoci che l’Italia è rimasta nettamente indietro rispetto al resto d’Europa per quanto riguarda la rete stradale, da quando, negli anni ’70 dello scorso secolo, si decise di non costruire altre carreggiate. Il risultato è che abbiamo poche strade per troppi mezzi a motore. Siamo in netto ritardo, fermi all’Autostrada del Sole (la SA-RC mette i brividi) e alla FI-BO, i 100 km più importanti e trafficati d’Italia sull’Appenninica. Per non parlare delle dimenticate superstrade e delle pedemontane. Stesso discorso vale per aeroporti e porti, campi nei quali il mercato dei trasporti dei Paesi emergenti ci ha nettamente surclassato. La stessa cosa si può dire per i porti turistici. A proposito, è meglio vedere sulla spiaggia enormi gru che si muovono tra la gente, a volte pericolosamente, alzando polveroni, o un porticciolo bello e funzionale? La mummificazione, a volte, arreca più danni degli investimenti strutturali realizzati con scrupolo e raziocinio. Però, forse, di porto bisognava parlare nel periodo catastrofico in cui Scalea veniva distrutta dalla speculazione edilizia selvaggia. Privato o pubblico che sia, il porto resterà, probabilmente, un sogno. Anche se i sogni, a volte, belli o brutti, si avverano.

VANDALI DI STRADA A Scalea, a completare il quadro del disordine che caratterizza, purtroppo negativamente, la vita della cittadina, sono stati “innalzati”, senza alcuno scrupolo e in nome del dio denaro, enormi e invasivi tabelloni mobili pubblicitari, accanto a quelli fissi, che nascondono scorci panoramici importanti, fino a coprire, in alcune zone, alberi bellissimi e sempreverdi. Orrendi tabelloni mobili, sparsi lungo talune vie e in alcune zone cittadine, come quello che, in seguito al continuo e avventato spostamento, ha procurato danni al muretto che delimita l’aiuola tra il verde e la mini villetta, con zampillo … abbandonato, senz’acqua e in netta fase di degrado come, del resto, vuole un trend cittadino ormai in voga da qualche tempo. A tale pro-

posito, nessuno è intervenuto e nessuno interviene, siamo in balia di onde che ci stanno travolgendo ogni giorno di più e che fanno di Scalea una città sempre più abbandonata e inguardabile, dove controllo, ordine e attenzione, nei riguardi del patrimonio cittadino, sono vocaboli cancellati o dimenticati dagli amministratori che si sono succeduti negli ultimi anni. Ricordiamo che il progetto fu realizzato, nei pressi di piazza Aldo Moro (corso Mediterraneo), alla fine degli anni ’80, grazie all’art. 23, diretto ai giovani disoccupati (ne furono impiegati 120 per 18 mesi), e che fu possibile attuare l’intero piano grazie all’interessamento dell’ex vicesindaco Carmelo Maiolino e alla sensibile spinta dell’on. Pino Gentile, componente della commissione regionale per il lavoro.

Email Vincenzo

Di cartelloni troppo invasivi e disseminati a casaccio abbiamo, più volte, ampiamente discusso. I posti individuati andrebbero meglio vagliati e regolati. Anche le dimensioni, come stanno facendo in molte città italiane, già da tempo, andrebbero riviste e diminuite. Le strade di Scalea, tutti sanno che non sono larghissime, quindi non capiamo il motivo di ostinarsi nell’esporre questi enormi tabelloni. Forse qualcuno pensa di trovarsi a New York, o in altre metropoli del mondo.

L’avv. ANNA MANCO RISPONDE matrimonialista e specializzata in diritto di famiglia

L’intesa sessuale con mio marito è davvero deludente. Ho fatto moltissimi tentativi per arrivare ad un rapporto quantomeno soddisfacente, ma nulla!!! È passato un anno dal nostro matrimonio e, a questo punto, vorrei allontanarmi subito da lui e chiedere la separazione. Posso farlo? Se nel rapporto di coppia il sesso non è “appagante”, il coniuge può anche abbandonare il tetto coniugale e, in caso di separazione, non gli potrà essere data alcuna colpa. È quanto afferma la Corte di Cassazione specificando che in casi del genere l’allontanamento dall’abitazione familiare va considerato come avvenuto per “giusta causa”. La suprema corte (sentenza n. 8773/2012) ha così confermato una separazione giudiziale senza l’addebito di colpe specifiche nei confronti di una coppia che era entrata in crisi perché mancava un’adeguata intesa sessuale. Nel caso di specie l’ex moglie se n’era andata di casa perché con il suo ex marito non c’era un’intesa sessuale serena ed appagante. L’uomo aveva tentato di addebitare alla consorte la colpa della fine del matrimonio, sostenendo peraltro che lei risultava un pò fredda e “non ricettiva” nel rapporto di coppia. Respingendo il ricorso, la Cassazione ha convalidato le motivazioni della corte di appello facendo notare come la sentenza impugnata abbia correttamente dichiarato “insussistente la violazione di obbligo matrimoniale da parte della moglie in quanto l’abbandono della casa famigliare appariva determinato da giusta causa, debitamente comprovata e consistente nella mancata realizzazione tra le parti di una intesa sessuale”. Ora l’ex marito dovrà anche pagare un mantenimento di Euro 2.500 mensili. Alla luce di tale sentenza, direi che lei può tranquillamente chiedere la separazione, dimostrando, però, che la crisi coniugale è dipesa proprio da questa mancanza di intesa sessuale, che ha permeato negativamente tutto il menage di coppia.

10 SPETTACOLO ORIGINALE E GRATUITO CHE NON PIACE, PERÒ, A TUTTI!

Augurio Corcione, persona singolare e, a modo suo, salutista, da molti conosciuto per il suo “modus vivendi” spartano, già da un po’ di anni è diventato “l’uomo dei gabbiani” che, con un suo spettacolo, diverte grandi e piccini di Scalea e dei paesi limitrofi e i tanti turisti che, nel periodo delle ferie, delle “feste ricordate” e delle vacanze estive, si spostano nella nostra cittadina. Ogni giorno due attrazioni: la prima alle ore 11,30, in piazza Aldo Moro, e la seconda alle ore 13,30, nei pressi del lungomare, in Largo Giuseppe Spinelli. Non tutti però sono d’accordo sulle modalità di questo “spettacolo”, sindaco Basile in testa, il quale, già tempo fa, aveva affrontato e rimproverato Augurio, con tono forte e determinato, invitandolo a smetterla con questo “gioco”, per evitare di inquinare e sporcare gli spazi comunali con i residui di cibo lasciato dai pennuti che, oltretutto, defecano sulle zone dove si catapultano, attratti dalla carne che “l’uomo con la bicicletta” distribuisce loro in quantità industriale. Qualche settimana fa, Augurio Corcione, che, nel frattempo, ha continuato a svolgere (in tono ridotto e in zone meno centrali, dando, però, in pasto ai pennuti pane raffermo bagnato al posto della carne) il suo passatempo preferito, si è visto recapitare una diffida scritta da parte dei vigili urbani, firmata dal sindaco Basile. Stessa ingiunzione è stata consegnata a quanti davano la carne di scarto ad Augurio: da qui la rabbia e la disperazione di Augurio che non riesce a farsi una ragione di questo reiterato divieto nei suoi confronti. Le imprecazioni, le parole colorite e i commenti del “biondo”, all’indirizzo di chi ha posto in essere questo provvedimento, non si contano più. Augurio ci ha ripetuto più volte che il sindaco, invece di pensare ai “danni” provocati dai gabbiani e dal loro benefattore e amico, dovrebbe pensare a cose più serie ed importanti… come la spazzatura. Ricordiamo, per la cronaca, che Augurio custodisce e cura, sempre a modo suo, alcuni cani di strada, ospitando i più indifesi e, pare anche qualche cucciolata in un garage che si trova sotto la sua abitazione.

Giancarlo@libero.it

Forse più che redarguirlo e sgridarlo, o avvisarlo a mezzo diffida scritta, ad Augurio andrebbero spiegate meglio, con calma e con chiarezza, certe nozioni di educazione e comportamento ambientale, in modo da trovare una soluzione consona per tutti: contrari e favorevoli, e, nello stesso tempo, concedere un’altra diversa e plausibile chance all’uomo dei gabbiani.

MEGLIO RISTRUTTURARE Per uscire dalla crisi, continuo a sentir parlare di grandi opere da realizzare. È impossibile non notare come tantissime strade e arredi urbani, scuole, strutture sanitarie e opere pubbliche e storiche di grande rilevanza siano in condizioni fatiscenti e a livello ormai da quarto mondo (vedi Area PIP di località “La Bruca”). Perché, prima di pensare alla costruzione di grandi opere i cui tempi di realizzazione sarebbero epocali (gli esempi non mancano) non si rimettono in ordine le costruzioni esistenti e, principalmente le principali arterie, alcune delle quali addirittura chiuse al traffico da tempo e diventate discariche a cielo aperto dove è possibile trovare di tutto: lavatrici, computer, monitor, televisori, frigoriferi, batterie d’auto, carcasse di auto e pezzi di carrozzeria, materassi, pneumatici e pile elettriche. In ultimo non tralascerei il centro cittadino “ornato” di tre brutture, tre edifici che si trascinano da anni tra l’incuria e l’abbandono più totale e vergognoso, veri “monumenti” all’umana idiozia e all’incuria. Ma l’amministrazione comunale, possibile mai che ha soltanto tempo e soldi per spedire bollette da pagare? Una letterina per sollecitare e invitare questi proprietari a trovare una soluzione plausibile a tali sfaceli non farebbe male a nessuno… anzi toglierebbe, sicuramente, da un certo imbarazzo gli amministratori comunali che, in qualche modo, potrebbero trovare una forma di riscatto a tanto immobilismo.

Serenaconte@gmail.com

A proposito del discorso “grandi opere”, se non si riesce a difendere il Colosseo e i Fori che speranza possiamo riporre verso il Palazzo dei Principi che doveva essere consegnato prima dell’estate 2012, i cui lavori sono fermi già da alcuni mesi, per l’esattezza, inizio dicembre 2011, gli Affreschi Bizantini, fermi al primo intervento del 1976, o per i lavori di rifacimento dei magnifici Ruderi del Castello Normanno che a causa dei crolli continui rischiano di sparire definitivamente?


Turismo e Cultura

Maggio-Giugno 2012 ...dalla prima

TRE BELLISSIME SORELLE SUL MARE

DIARIO DI UN VIAGGIATORE di DANILO RISPO

Praia, Scalea e Diamante: scrigno di bellezze in meno di trenta chilometri di NANDO MANCO

Giunti a Piazza Caloprese, intitolata al grande filosofo scaleota, dove sul lato nord si innalza il suo monumento in bronzo, chiusa al traffico a motore, è possibile raggiungere in pochissimi minuti il rettilineo degli ex muretti dedicato a Michele Bianchi e, di fronte, ai piedi del Centro storico, guardare il campanile della monumentale chiesa di San Nicola in Plateis, con la cripta dell’Addolorata, dove sono conservati, tra l’altro, antichissime statue, pregevoli affreschi, la magnifica pala d’altare di Sant’Antonio da Padova attribuita a Dirck Hendricksz e il monumento funerario di Ademaro Romano. In cima al paese meritano un’attenta visita l’antico santuario di Santa Maria d’Episcopio, gli affreschi bizantini e i ruderi del castello normanno. Sempre in territorio di Scalea, si può ammirare l’architettonico Ponte di Mussolini e, salendo lungo le gole del coinvolgente fiume Lao, è possibile praticare l’avventuroso e adrenalinico rafting. Scendendo verso sud, attraversata l’antichissima Cirella, si trova Diamante, detta anche “La Perla del Tirreno”. Da visitare, certamente, l’austera chiesa Madre, dedicata all’Immacolata, in stile barocco e ricca di statue lignee e dipinti del ‘700, che si trova tra le case del Centro storico. Disseminati, non solo nella parte più antica di questo sensazionale centro marinaro, ma un po’ dappertutto, i murales, anche se, la vera attrazione di Diamante resta il suo stupendo e romantico lungomare, teatro a settembre del famoso “Festival del Peperoncino”, geniale trovata dell’ormai mitico prof. Enzo Monaco, richiamo innegabile e consolidato per migliaia e migliaia di persone, provenienti dall’Italia e dall’estero, che si danno appuntamento per non mancare alla manifestazione più attesa dell’anno. Logicamente, oltre alle tre sorelle descritte, è possibile visitare, a nord di Praia, nel comune di Tortora, l’interessantissimo Museo nel Palazzo dei Principi di Casapesenna, che conserva i reperti dell’antica città di Blanda, e la chiesa del Purgatorio e, nella verde e splendente Aieta, l’architettonico e meraviglioso palazzo feudale. Attaccata a Scalea si trova San Nicola Arcella, un vero bijoux. Da Scalea, infine, attraversando l’entroterra, è raggiungibile Avena di Papasidero, dove fa da richiamo la grotta del romito, con il graffito del bovide, una delle più interessanti espressioni dell’arte rupestre del paleolitico superiore, un incanto unico che lascia stupefatto anche il visitatore più distratto. Infine, una capatina la merita senza dubbio anche la verdissima e antica Orsomarso, una piccola Svizzera calabrese, sommersa da natura incontaminata e attraversata dal limpido fiume Argentino. Ritornando verso il mare, si arriva a Santa Maria del Cedro, direzione “Carcere dell’Impresa”, per avere chiare nozioni su questo antichissimo e pregiato frutto sacro: il cedro. A pochissimi chilometri si notano le incantevoli bellezze marine di Cirella e il suo isolotto e, arrampicati sulla collina, i suggestivi ruderi di Cirella Vecchia, con in basso il mausoleo, probabilmente di epoca romana. Per i dettagli, è possibile consultare le tante guide e i libri che descrivono, in modo attendibile, con puntigliosa dovizia, posti e avvenimenti.

Punti vendita: SCALEA - Via Lauro, 240/264b Fabrizio 328.7514238 Matteo 328.1284855

Torino, un giorno come un altro, mentre sono in ufficio ricevo una telefonata. È Luca, mio amico d’infanzia, mi comunica con un entusiasmo coinvolgente che la settimana prossima partirà per l’America assieme con suo figlio e sua moglie. Mi metto immediatamente al computer e trovo un volo fantastico a meno di 400 euro andata e ritorno, partenza tra due settimane. Con la mia compagna partiamo alle 22.00 da Torino, zaino in spalla, il volo non ci permette di portare altro. Dormiamo in aeroporto, per terra, e poi via verso l’America. Eccoci a Miami, siamo arrivati e io non riesco a credere di aver coronato il sogno di una vita. Sì, io sono cresciuto con Miami vice, Starsky e Hutch, i Ghost Busters e ora sono lì! Passeggiata per il lungomare, cena in un pub e poi motel su Collins street. Al mattino corsa lungo il pontile di legno e poi alla stazione per raggiungere Clearwater, dove ci aspettano Luca e famiglia. Arriviamo a Clearwater solo in serata, il tramonto esalta i colori del cielo e le palme sembrano far parte di un poster e noi di un quadro. Luca ci accoglie per strada, entriamo in casa, e iniziamo il tour partendo da un balcone che affaccia sull’oceano. Al mattino, proprio da quel balcone si vedono saltare i delfini. Cavolo, i delfini sotto casa! Sotto casa mia al massimo sento miagolare i gatti che litigano per contendersi l’immondizia! L’appartamento è enorme. Il giorno seguente inizia la nostra scoperta dell’America. Noi viviamo al sedicesimo piano di un grattacielo al 440 di Gulfview, con una piscina riscaldata a livello del mare, una sauna e una palestra, arricchite da numerosi spazi comuni per fare party o riunioni: il tutto è davvero più che esaltante. Clearwater potrebbe essere una cittadina come Scalea, forse un po’ più piccola, ma organizzatissima: piste ciclabili, spiaggia bianca, stabilimenti balneari che di notte scompaiono per lasciare la spiaggia completamente libera da sdraio e ombrelloni. Sono pazzi! Ogni giorno montano e smontano tutto. Io, che sono innamorato delle barche, sono stato colpito dalla tipologie delle case: molte di queste hanno, oltre al garage, anche il posto barca, proprio lì, davanti la porta della veranda, con argano per alaggio annesso... un sogno per me. Naturalmente la conformazione lagunare del territorio fa sì che si possano avere questi lussi. Nella nostra passeggiata per il lungomare di Clearwater incappiamo in strane cose: i bagni pubblici accessibili e puliti, tutti in legno, perfettamente inseriti in un contesto estivo e balneare, delle fontane nebulizzanti, per rinfrescarsi dalla giornata calda, poi notiamo due addetti che percorrono il lungomare per far sì che sia sempre pulito ... E il nostro pensiero vola a Scalea! Per risparmiare facciamo la spesa e mangiamo per lo più a casa. Che bello cucinare tutti assieme, cocktail di gamberi, granseole e i nostri spaghetti ai gamberoni… Il viaggio è sicuramente una grande esperienza che ti arricchisce culturalmente e arricchisce anche l’anima. Le regole del mio viaggio: divertirsi, risparmiare e visitare il più possibile. Ecco perché ho deciso di non fermarmi a Clearwater e pianifico la mia visita anche a New York City, già che siamo in America!!! Ma questa è un’altra storia. Magari ne parliamo nel prossimo numero... sempre se vi piace l’idea del “diario di un viaggiatore”. N.d.R.: L’America è il sogno di tutti!... Ma è una realtà completamente diversa e imparagonabile alla nostra Scalea, cittadina, nonostante gli innumerevoli problemi e un certo lassismo, ricca di posti suggestivi e pieni di storia.

11 ORARI PARTENZE/ARRIVI AUTOBUS A LUNGA PERCORRENZA EUROBUS - Consorzio Autolinee Scalea-Roma: tutti i giorni (and. 7,25/12,15); (rit. 16,00/20,15) Andata: Mart. Giov. Dom. (Piazzale Bajatour/Corsaro) Partenza da Scalea - Ore 21,00 per le fermate elencate: Siena - Ore 4,27* - Stazione FF.SS. - Piazzale Rosselli Firenze - Ore 5,35* - Piazza Adua c/o Autost. Lazzi Bologna - Ore 7,15* - Autost. Piazza XX Settembre Modena - Ore 7,50* - Uscita A/1 Modena nord Parma - Ore 8,45* - Uscita A/1 Piacenza - Ore 9,15* – Stazione FF.SS. Milano - Ore 10,35* - Autostazione Lampugnano (*Giorno successivo a quello di partenza) Ritorno: Lun. Merc. Ven.: Arrivo - Ore 5,39 Siena-Scalea Ore 22,07 Firenze-Scalea Ore 20,55 Bologna-Scalea Ore 19,15 Modena-Scalea Ore 18,50 Parma-Scalea Ore 17,54 Piacenza-Scalea Ore 17,24 Milano-Scalea Ore 16,00 Simet da Lauria (Pz) - (Loc. Galdo - SS 19 di fronte Pub Freedom) Per Genova D/Ma/G/S (19,20-6,15) La Spezia D/Ma/G/S (19,20-5,00) Livorno D/L/Ma/Me/G/V (23,25-9,00) Lugano Lunedì (17,10-5,15) Napoli - da lunedì a sabato (7,30-10,15 – 9,45-13,00) Padova D/L/Ma/Me/G/V/S (20,55-6,45) Perugia D/L/Ma/Me/G/V (23,25-6,00) Pisa D/L/Ma/Me/G/V (23,25-8,30) San Giovanni Rotondo Sabato (7,35/11,30) Siena D/L/Ma/Me/G/V (23,25-7,30) Torino D/Ma/G/S (19,20-9,00) Verona D/L/Ma/Me/G/V/S (20,55-),00) Vicenza D/L/Ma/Me/G/V/S (20,55-8,00) Zurigo Lunedì (17,10-8,30) Per qualsiasi informazione o prenotazione rivolgersi: Zona Blu Viaggi - Tel. 0985. 920015 Agenzia Bajatour - Tel. 0985.20456 La Valle da Lauria (Pz) - (Loc. Galdo - SS 19 (di fronte Pub Freedom) Per Roma/Alessandria/Asti/Torino/Reggio Emilia/Modena/Bologna/Como/Milano/Piacenza/ Parma/Padova/Ferrara Per qualsiasi informazione o prenotazione rivolgersi: Agenzia Bajatour - Tel. 0985.20456


Maggio-Giugno 2012

Presentata l’ultima fatica letteraria di Franco Galiano

OMAGGIO AL MONDO RURALE ED ARTIGIANO: LA TERRA DEL MAZZUCO Presentato presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico e Linguistico “Metastasio” il libro di Franco Galiano (nella foto con l’on Giulio Serra) “La Terra del Mazzuco” (edizioni Accademia Italiana del Peperoncino). Poesia in vernacolo calabrese con traduzione a fronte. Saggio critico introduttivo di Leonardo R. Alario. Sono intervenuti alla kermesse: il Dirigente scolastico Prof.ssa Elena Capello, che ha fatto anche gli onori di casa; il Sindaco di Santa Maria del Cedro, Pino Aulicino; l’Assessore alla Cultura del Comune di Scalea, Giuseppe Forestieri; i Presidenti delle Pro Loco e UNPLI, Antonello La Valle e Giovanni Le Rose. In rappresentanza della Regione Calabria, erano presenti: l’On. Giulio Serra, Presidente Commissione Vigilanza, e l’On. Mario Caligiuri, Assessore alla Cultura. Ha moderato l’incontro il giornalista ed editore Prof. Enzo Monaco, Presidente dell’Accademia Italiana del Peperoncino. In chiusura, l’Azienda “Casamaierà” ha offerto a tutti i presenti un buffet a base di cedro e peperoncino.

INAUGURAZIONE DEI LAVORI NELL’AREA ARCHEOLOGICA DI LAOS Qualche settimana fa, si è tenuta la cerimonia di presentazione dei lavori di valorizzazione a fini turistici dell’area archeologica dell’antica città lucana di Laos, sita nel territorio comunale di Santa Maria del Cedro. L’opera è stata realizzata con fondi regionali APQ Beni Culturali. Hanno partecipato all’evento, fra gli altri, la soprintendente per i beni archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi; Gregorio Aversa, responsabile della Soprintendenza per i beni archeologici; il sindaco di Santa Maria del Cedro, Giuseppe Aulicino. Erano presenti anche gli archeologi dell’Università di Salerno e del centro archeologico Jean Berard di Parigi che hanno curato gli interventi.

PRESENTAZIONE GUIDA “DA SAPRI A PAOLA” Domenica 1 Luglio 2012 alle ore 10,00, presso la Sala Consiliare del Comune di Scalea presentazione della guida turistica “Da Sapri a Paola”, luoghi da visitare e bellezze da scoprire.

Cultura I RACCONTI DI EFISIO DI MARE E DI COSTA 2 Nella sala del Santuario della Madonna del Lauro, è stato presentato il libro di memoria marinara “I racconti di Efisio di mare e di costa 2”, che segue un altro volume pubblicato precedentemente, che ha per tema i luoghi e i personaggi della marineria scaleota. Questo secondo lavoro affronta la medesima tematica ma pone l’attenzione sul mito e sull’amicizia. Il personaggio centrale de “i racconti” è Vincenzo Possidente, uomo di notevole personalità e persona capace di voler molto bene a quelli che lo circondavano e al suo mare che cantava spesso con la sua voce piena di melodia. Efisio ha portato al centro del suo lavoro l’uomo e gli uomini del mare, ricordando che il mondo unico e irripetibile della “marineria di Scalea” è scomparso per sempre. Il Santuario, aperto a questo avvenimento da Don Giacomo Benvenuto, con grandissima sensibilità, era gremito di gente attenta e silenziosa e, come ha ricordato Franco Celano, sembrava di trovarsi a messa. Sono intervenuti, oltre all’autore, Efisio Deidda, l’editore, la consulente linguistica Carmelina Stummo, il professore Amito Vacchiano e Antonio Cotrone, cultore della scaleotanità. Il professore Vacchiano ha relazionato sull’origine del nome Scalea: è convinzione generale che il nome derivi dalla costruzione “a scale” del paese antico. Il Centro storico è di origine medioevale, ha detto Vacchiano, mentre il nome della cittadina è molto più antico. Scalea, antico porto bizantino, deve il suo nome proprio a quella dominazione che, nella originale lingua, voleva dire “porticciolo”. Commozione ed emozione per gli amici di Vincenzo e soprattutto per i figli, Franco e Maria. L’autore, Efisio Deidda, visibilmente e comprensibilmente emozionato e felice, era circondato da tanti amici e parenti, dalla moglie signora Esterina e dai figli Antonio, Gianfranco, Anna e Massimo. Molto apprezzata la collaborazione tecnica di Massimo Nocito. (M.C.) Un amico mi telefonò “Le seppie sembrano innocue e senza armi, ma non è così! Un giorno mi telefonò un amico per chedermi un consiglio: «Efì, ti sarei grato se potessi tranquillizzare mia moglie, per una cosa capitata ieri sera: mentre era intenta a pulire una seppia che aveva comprato da un amico, credendo che fosse morta, non ha usato alcuna precauzione nel maneggiarla, tanto che, avendola presa dalla testa, inavvertitamente ha messo la mano vicino alla bocca della seppia, la quale essendo ancora viva, con il suo becco a forma di pappagallo le ha morso il dito, provocandole un dolore acuto, e anche la notte ha continuato a sentire male da non riuscire a dormire». Così gli risposi: «Tutto qui? Tranquillo, non avrà nessuna conseguenza! Se al momento avessi fatto riscaldare un po’ d’acqua e vi avvessi immerso la parte toccata, dopo qualche ora tua moglie avrebbe avuto sollievo. Se invece fosse stata punta da una tracina o da uno scorfano, oppure dalla spina di una razza, sarebbe stato ancora più doloroso, ma sempre senza conseguenze. Ritornando alla seppia posso dirti che essa non ha spine; l’unica sua difesa è il becco ed il nero che spruzza per annerire la zona attorno a sé mentre si mimetizza nella sabbia. Se sei bravo riesci anche a scoprirla, ma non è facile. All’interno del corpo ha anche un osso, che è utile per pulire oggetti di metallo. E buon appetito con la seppia in cassuola, al sugo, o alla griglia!». (Brano tratto dal libro “I racconti di Efisio” di mare e di costa 2)

12 “NOTTE DEI MUSEI” 2012 ANNULLATA PER I TRAGICI FATTI DI BRINDISI La morte tragica e inaspettata della sfortunata, giovanissima e solare Melissa, della scuola “Morvillo-Falcone” di Brindisi, ha fatto chiudere le porte alla giornata, quella del 19 maggio 2012, che prevedeva un tour de force dedicato interamente alla cultura. Ricorderemo per tutta la vita questa data segnata indelebilmente dalla funesta esplosione in terra di Puglia, costata la vita a una vittima innocente che si trovava, con alcune compagne, davanti al cancello d’entrata per fare, come ogni mattina, il proprio dovere. Dicevamo dell’annullamento dell’encomiabile e bella iniziativa, scattato immediatamente per rispetto nei confronti delle vittime e per protestare contro la viltà del folle gesto. La Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, nell’ambito della manifestazione “Notte dei Musei” 2012, in collaborazione con i comuni di Scalea e Santa Maria del Cedro, per quanto concerne la nostra area, e il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi della Calabria, invitava all’interessante, suggestiva e appassionante “AstroLaos” - Osserviamo il cielo con gli occhi antichi, dalle ore 20,00 a notte inoltrata. Per la prevista manifestazione erano presenti numerosi esponenti dell’Università di Cosenza ed altri personaggi del mondo della cultura, arrivati a Scalea a proprie spese, solo per la passione e l’amore verso questo tipo di eventi. Alla serata avevano aderito tanti cittadini che si erano dati appuntamento presso l’Antiquarium di Torre Cimalonga. Si trattava di un evento a carattere europeo per diffondere la conoscenza del patrimonio culturale al più ampio numero possibile di cittadini, soprattutto a quelle persone che hanno difficoltà ad accedervi negli orari di visita consueti. Il Parco archeologico di Laos aderiva all’iniziativa garantendo l’entrata gratuita nell’orario straordinario e, soprattutto, proponendo una serata magica destinata all’osservazione del cielo. Astronomi ed archeologici si sarebbero alternati per illustrare ai visitatori pianeti e costellazioni, sia dal punto di vista scientifico che da quello archeologico. Purtroppo, per i gravi episodi accaduti la mattina del 19 maggio c.a., tutto è stato annullato. Però, senza scadere nella polemica, ci chiediamo perché non siano state sospese anche tutte le altre manifestazioni legate, in qualche modo, all’arte e alla cultura come la musica, il ballo, la presentazione di libri, le riprese televisive di “Sereno Variabile” effettuate a Diamante e a Santa Maria del Cedro, la finale di calcio di Champion, il Giro d’Italia, eccetera. Speriamo che l’annunciata e attesa “Notte dei Musei” venga riproposta al più presto, anche per ricordare, magari con un minuto di silenzio e raccoglimento, la splendida vittima innocente, caduta, senza un motivo, per mano di un folle assassino senza scrupoli e senza coscienza.


Le Vie del Gusto

Maggio-Giugno 2012

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UNO CHEF LUCANO E UNO CALABRESE A CONFRONTO In questo numero del Diogene continua il viaggio attraverso le vie del gusto, per tentare di scoprire, al microscopio, i segreti e le passioni in cucina. A rispondere alle nostre domande, stavolta, si avvicendano Andrea Nocito e Mattia Galiano. Andrea è un quotato chef lucano, a 5 stelle, di 38 anni, nativo della vicina Lagonegro (Pz), iscritto all’Associazione cuochi potentini e membro dell’Assemblea Nazionale. L’altro chef intervistato è il giovanissimo scaleota Mattia Galiano, 21 anni, che in passato ha lavorato, non ancora maggiorenne, per il Cafè de Paris a Roma, dove ha avuto modo di apprendere le importanti e basilari nozioni di cuoco e “farsi le ossa” a contatto con prestigiosi e veterani maestri internazionali. Ha poi lavorato per il Parco dei Principi, l’hotel Felix, l’hotel Paradiso, il Cormorano e, per breve tempo, al Vigrì e al Metastasio. Da alcune stagioni è il primo cuoco del San Domenico, club residence situato sulla panoramica collina della Petrosa che guarda il mare, fino all’isola di Cirella.

Ecco le domande con le relative risposte Quale sarà la novità del 2013 Nocito: Piatti freschi con cotture veloci, composti da prodotti locali regionali. Galiano: Potrebbe essere quella di portare una cucina diversa e innovativa negli alberghi dove, solitamente, si mangia in modo standardizzato. Il suo ingrediente preferito? Nocito: Non ne ho uno in particolare; prediligo, invece, piatti che possono risultare “originali” per la giusta variante di ingredienti. Galiano: Quelli che preferisco su tutti sono l’olio extravergine di oliva, il Pachino originale, la cipolla rossa di Tropea e il basilico di stagione. Il suo maestro? Nocito: Sono un fautore della cucina di Davide Oldani, ma credo che la passione, l’amore che mette una massaia nel preparare il “pranzo domenicale”, siano ineguagliabili. Galiano: Sono due: Battista De Marco e Vittorio Tinto. Definisca la sua cucina. Nocito: Cucina tradizionale regionale, rivisitata in tempi moderni. Galiano: Semplice, ma allo stesso tempo, esaltante nella naturale interezza dei sapori. Cosa pensa della cucina calabrese? Nocito: Ha ottimi prodotti dop e itg, da valorizzare ulteriormente, in modo da proporli e portarli all’attenzione della grande cucina nazionale. Galiano: Non per fare del campanilismo, ma credo che la cucina calabrese sia la migliore in assoluto. Uno chef che stima particolarmente? Nocito: Non ce n’è uno in particolare, ma l’intera Nazionale Italiana Cuochi, la FIC. Galiano: Gualtiero Marchesi, Davide Oldani e Luca Montersino. Il suo vino preferito? E quello calabrese? Nocito: Gradisco i vini rossi, superiori ai 14 gradi, senza fare nomi in particolare. Dei vini calabresi ho fiducia nelle etichette consolidate e in alcune emergenti che vanno per la maggiore. Galiano: Due vini calabresi: il Cirò rosato doc e il vino di mio padre. I vini nazionali li lascio scegliere agli altri.

Se non avesse fatto lo chef cosa avrebbe fatto? Nocito: Dicevano che giocavo bene a calcio, ero arrivato tra i semi professionisti. Galiano: Nient’altro, sono nato per fare lo chef. Fin dalle scuole elementari, la cucina è la mia grande passione. Cosa pensa delle guide e quanto sono attendibili? Nocito: Le guide promosse dagli Enti pubblici sono credibili e le condivido, le altre sono diventate solo un business. Galiano: Ci credo poco o niente. In cucina bisogna provare personalmente per credere… Il suo piatto preferito? Nocito: Mi ricollego alle tradizioni del territorio in cui vivo. Trovandomi in Calabria, a Scalea, ho intenzione di proporre “i cappielli di’ previti” (i cappelli dei preti), una vera specialità. Galiano: Vermicelli con alici sottosale alla “scaleota”, aglio, olio, peperoncino piccante, capperi di Torre Talao e pan grattato tostato. Un piatto senza fronzoli, dal gusto divino, al quale un vero buongustaio non può rinunciare. Il cliente più importante per il quale ha cucinato? Nocito: Personaggi del mondo della politica, dello spettacolo, banchieri, medici, casalinghe e tanta gente comunissima… Se sanno apprezzare la buona tavola, per me sono tutti personaggi. Però, ho un grande cruccio che mi porto dietro da anni: mi sarebbe piaciuto cucinare per i miei amati genitori che, purtroppo, non ci sono più. Galiano: Tutti quelli che apprezzano la buona cucina e, tanto per fare dei nomi, Cristian De Sica, la Scuola di Amici e Maria De Filippi, Silvio Berlusconi, Massimo Ceccherini… Quale ingrediente non userà mai nella sua cucina? Nocito: Prodotti orientali. Galiano: Brodi, brodini, tutti i liofilizzati e gli insaporitori.

Che olio usa per friggere? Nocito: Olio di arachidi. Galiano: Olio di semi di arachidi di ottima qualità. A richiesta, eccezionalmente, olio extravergine di oliva. Il crudo di mare è un piatto o è solo materia prima accomodata in un piatto? Nocito: Per coloro che amano gustarlo può essere un ottimo piatto. Galiano: Può essere un piatto se utilizzato in un certo modo e materia prima se usato per creare pietanze di mare dal gusto forte. Dolce preferito? Nocito: Tutti i dolci della tradizione italiana. Dallo strudel del Trentino, al babà napoletano, alla cassata siciliana. Galiano: Per restare in tema calabrese, preferisco preparare e proporre un sufflè di cedro con cioccolato fondente prodotto a Grisolia. Se diciamo “cucina molecolare” lei cosa pensa? Nocito: … (?) Galiano: Da quanto ho già detto, si capisce il mio pensiero sulla cucina e sui sapori e, quindi, mi sembra superfluo inanellare discorsi sulla cucina molecolare. Quanto vale la pena di spendere, al massimo, per una cena completa (vini inclusi)? Nocito: Se il commensale si sente soddisfatto e appagato nell’alzarsi dalla tavola, non c’è prezzo che tenga… Galiano: Pur non avendo finora mai lavorato in proprio, posso dire che, per raggiungere un optimum tra qualità e prezzo, bisognerebbe spendere più o meno 40 euro.

AUGURI DON GAETANO

La più grande soddisfazione professionale provata finora? Nocito: Vedere i clienti alzarsi soddisfatti della mia cucina, che difficilmente scorderanno. Galiano: Vedere ritornare i clienti perché trovano interessante la cucina di un ragazzo che a soli 21 anni ha bruciato le tappe in modo vertiginoso.

I RUSSI IN CALABRIA TROVANO LA LORO SECONDA PATRIA di VIRGILIO MINNITI

La Calabria, una terra da amare e da scoprire. Negli ultimi anni Scalea è stata oggetto di attenzione dei russi che hanno acquistato case ed hanno puntato molto sul territorio, decidendo di trascorrere periodi di soggiorno più o meno lunghi. A catturare l’attenzione di questo popolo adesso è la cucina tipica calabrese, dai prodotti di qualità al gusto di piatti unici nella loro essenza. Il turismo enogastronomico è stato da sempre un cavallo di battaglia di chi voleva promuovere l’immagine della nostra regione nel mondo, ma pochi poi in effetti hanno fatto qualcosa di concreto affinché ciò si realizzasse. Vincenzo Grisolia, apprezzato cuoco della Riviera dei Cedri, ha avuto la capacità di abbinare il suo talento alla voglia di crescere accumulando esperienze importanti in tutto il mondo. Sul taccuino degli appuntamenti importanti, la scuola di cucina calabrese che Grisolia sta tenendo ad un gruppo di russi che a folate giungono (come da programma) in Italia con l’intento di conoscere i segreti dei gusti calabresi che spopolano sulle tavole di tutto il mondo. Enogastronomia e cultura sono alla base del loro soggiorno. «La scuola di cucina calabrese è qual-

cosa di speciale perché in Russia la cucina del Sud, in particolare calabrese, sta diventando molto popolare - dichiara la responsabile del progetto Anna Kolodnaya (nella foto) da Mosca che impazzisce per le nostre bellezze e per i tramonti di Castel Sant’Angelo - e nelle preferenze dei miei connazionali sta prendendo il posto della cucina del Nord. Il trend per la cucina tipica calabrese è in crescita e in Russia stanno aprendo anche dei locali tipici ispirati a questa stupenda terra dell’estremo sud. I corsi - conclude Anna Kolodnaya - rivolti ad uomini e donne daranno la possibilità di apprendere le nozioni fondamentali della cucina calabrese, attraverso il contatto diretto con la realtà, facendo visitare anche i templi che custodiscono le eccellenza della gastronomia calabrese come il Peperoncino, il Cedro, il Vino”. Non solo cucina ma anche tessuti e colori di tendenza L’estate è vicina, i colori e i tessuti hanno una incidenza anche in relazione alla bella stagione. E sono proprio i tessuti ed i colori che si identificano con la stagione del Sole ad illuminare la scena della sfilata di Moda che si è svolta sabato 2 giugno 2012, presso il Ristorante “Il Parigino” di Scalea. La stilista che ha organizzato la presentazione dei capi è l’elegante Svetlana Belaya che realizza i suoi lavori artigianalmente, a mano. Cotone, lino, seta, i tessuti utilizzati dalla stilista di San Pietroburgo. Il giallo, il verde, l’azzurro del mare, i colori predominanti. Una serata che si preannuncia incantevole e che sarà impreziosita da una bella cornice di pubblico.

Vigrì e Charlie, binomio inedito e vincente della ristorazione scaleota, con la loro squadra hanno approntato un organizzato ricco catering per la festa dei 25 anni di sacerdozio di Don Gaetano De Fino a Santa Maria del Cedro e soddisfatto con le loro golose pietanze “da campo” gli oltre 600 presenti.


Le Vie del Gusto

Maggio-Giugno 2012

I frutti secchi sono caramellati e conservati

Consigliati dal Diogene

di SIMONA GIORDANO

PASTA MISTA CON FAGIOLI CANNELLINI E COZZE

I FICHI ROSA DI PISTICCI SI GUSTANO ANCHE FUORI STAGIONE Di origini antichissime e provenienti dai paesi mediorientali, il Fico è considerato l’albero simbolo della vita e della conoscenza; nella mitologia greca era sacro ad Atena, dea della saggezza e Platone lo riteneva “amico” dei filosofi. In Italia viene coltivato prevalentemente nel meridione. La varietà “Fico rosa di Pisticci” è il frutto di un’attenta selezione effettuata nel territorio lucano, e precisamente nell’azienda agricola “Ancona”. Sita in località San Basilio di Pisticci, l’azienda ospita 12.000 piante che producono due tipologie di frutti: i primi, “fioroni”, vengono raccolti a maggio-giugno e sono di pezzatura più grande; i secondi, “fichi veri”, giungono a maturazione ad agosto-settembre. Apprezzati per il gusto dolce ed aromatico, i frutti sono ricchi di zuccheri, vitamine e sali minerali, in particolare potassio, magnesio e calcio, e possiedono proprietà emollienti e lassative. Entrambe le tipologie vengono destinate al mercato del fresco, mentre solo i frutti più tardivi, raccolti nel mese di settembre, caratterizzati da una spiccata succosità e dolcezza, vengono destinati alla trasformazione. Il patrimonio di particolari ricette consente, in tal modo, di dare vita a conserve dal gusto sublime: i “Fichi caramellati”, al miele, o al peperoncino, il “Ficotto” e le confetture. I “Fichi caramellati si ottengono dai frutti di migliore fattura, raccolti in perfetto grado di maturazione, cotti in uno sciroppo di acqua e zucchero fino a caramellare, ed infine posti manualmente in vasetti di vetro. Il colore vivo e lucente unito allo spiccato aroma e alla morbidezza, né suggeriscono l’utilizzo al naturale oppure quale ingrediente di preparazioni dolci o, ancora, in abbinamento con salumi e formaggi e per i palati eccellenti, con il gelato alla vaniglia per chiudere un grande pasto. Ricco ed irresistibile risulta, infine, il gusto delle confetture extra di fichi e fichi con noci, ottenute utilizzando solo frutta e zucchero, senza l’aggiunta di conservanti e aromi; ideali da abbinare a formaggi dal carattere forte come il “Moliterno” e il “Crotonese”.

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Ingredienti per 4 persone: 1 kg di cozze, 500 g di pasta mista Barilla o di altra marca (si trova, solitamente in tutti i supermercati), 2 cucchiai di passato di pomodoro, 250 g di fagioli cannellini lessati, 1 spicchio d’aglio, prezzemolo, peperoncino, olio extravergine d’oliva, sale. Preparazione Pulite le cozze e fatele aprire a fuoco alto coperte. Sgusciatele e filtrate il liquido di cottura. In una pentola capiente fate rosolare l’aglio con un po’ di olio, unite le cozze con il loro liquido e il passato di pomodoro. Lasciate insaporire 5 minuti quindi aggiungete i fagioli e fate cuocere altri 5-10 minuti mescolando spesso. Nel frattempo lessate la pasta, scolatela al dente quindi versatela nel sugo di fagioli e cozze. Unite peperoncino a piacere, regolate di sale e amalgamate finchè il sugo risulta denso, quasi cremoso. Completate con prezzemolo tritato e servite tiepido. Chef: Gino Fantini In tavola: tessuto dedar. Piatto da portata e piano Mikasa distribuito da livellara.com. Piatto fondo realizzato a mano.

TORTA PANE E CIOCCOLATO

Ingredienti per 4 persone: 200 g di pane raffermo, 200 g di cioccolato che si trova in casa (va bene anche quello dell’uovo di Pasqua), ½ cucchiaio di zucchero di canna, 1 cucchiaio di farina, ½ cucchiaino di lievito pane degli angeli, due uova. Preparazione Tagliare il pane a quadretti, nel mentre sciogliere a bagnomaria il cioccolato, (possibilmente fondente), in una ciotola mettete il pane e aggiungete sopra il cioccolato fuso, lo zucchero, la farina, il lievito, le uova e mescolare il tutto. Adagiare in modo uniforme in una teglia piana (magari con vuoto a perdere) e infornare a 180° circa per mezz’ora. Una volta pronto e fatto raffreddare, tagliare a fettine e servire in un piatto.

Garden Ristoro Cocktail bar Via M. Bianchi, 33 • Scalea Cell. 329 0364325

Ristorante - Pizzeria - Camping

INTERNATIONAL - TEAM MATELLICANI

Lungomare Sirimarco • Praia a Mare (di fronte Isola di Dino) Cell. 330 957945

Diretto da Nando Manco Direttore responsabile, Giovanni Celico Direttore editoriale, Nando Manco Impaginazione elettronica, Loredana Marsilli Collaborazione Tecnica, City Walk Segr. di redazione, Maria Cirimele - Biagio Moliterni Foto, Archivio Diogene - Daniele Arieta - Foto Time Registrazione Tribunale di Paola n° 55 del 21/07/90 Mutamenti annotati il 24/02/97 Il presente numero viene chiuso in tipografia alle ore 23,30 dell’8/06/2012 I testi e le foto inviati alla redazione non si restituiscono


Maggio-Giugno 2012

Sport a cura di Virgilio Minniti

U.S. SCALEA 1912 PREMIATA A FIUMICINO-ROMA PER I 100 ANNI DI STORIA CALCISTICA

Si è svolta a Fiumicino (Roma), l’attesa cerimonia di conferimento della benemerenza per i 100 Anni di Attività Sportiva dell’U.S. Scalea 1912 Una richiesta ufficiale in tal senso era stata avanzata, lo scorso mese di gennaio, dal delegato dall’US Scalea per il centenario, Enzo Greco, al presidente FIGC Lega Nazionale Dilettanti Calabra Saverio Mirarchi e al consigliere regionale Ferrazzo, nel corso di una cerimonia tenutasi presso il comune di Scalea, alla presenza del sindaco Pasquale Basile e di personaggi illustri del mondo calcistico scaleota. Ai due rappresentanti ufficiali del mondo calcistico era stato consegnato anche un dossier ricco di informazioni storiche sul movimento calcistico del sodalizio biancostellato, che il comitato presieduto dallo stesso Enzo Greco aveva raccolto con certosina pazienza. Gli stessi organi federali regionali, protocollata tale richiesta e visionati i documenti con le varie date storiche, davano poi il nullaosta per valutare l’opportunità di concedere il prestigioso riconoscimento della Benemerenza per Meriti Sportivi. Alla vista di tanto materiale importante, la Lega Calcio non poteva far altro che riconoscere alla Città di Scalea l’ambito traguardo che riempie d’orgoglio tutta la nostra comunità. L’attestato del secolo di storia di attività sportiva è stato consegnato nel corso di una bellissima cerimonia che si è svolta presso l’Hotel Hilton Airport di Fiumicino. Alla presenza di autorità del calcio nazionale, sono state premiate, accompagnate da scroscianti applausi, le società che hanno tagliato il traguardo dei 50 - 75 e 100 anni di storia e quanti hanno ricoperto la carica di dirigenti per 20 anni. Per il Centenario sono state premiate solo sei società, due calabresi (lo Scalea e la Bovalinese), una friulana (Ponziana), una veneta (Avesa H.S.M.) e due piemontesi (Procandelo Sandigliano e Settimo Calcio). A consegnare i riconoscimenti sono stati alcuni personaggi di spessore del mondo sportivo, quali il presidente della LND Carlo Tavecchio, il presidente della FIGC Giancarlo Abete, il presidente del settore giovanile scolastico Gianni Rivera, l’ex presidente della Lega Calabra e attuale membro del Consiglio Direttivo Nazionale, Antonio Cosentino. A raggiungere la capitale dal cuore della Riviera del Cedri sono stati il presidente dello Scalea, Alessandro Bergamo, che ha ritirato la benemerenza, i dirigenti Tonino D’Esposito, Carmine Reda, Nicolino Anastasio, Giampiero Biondi, i componenti del Comitato per il Centenario, Enzo Greco e Luigi Fazio e, in rappresentanza dell’ammi-

nistrazione comunale di Scalea, il consigliere con delega allo Sport, Fabio Ferrara. Presenti anche due “bandiere” dello Scalea anni ‘80: Angelo Policastro e Pasquale Ruggiero. Il presidente del Comitato regionale della Lega Calabra, Saverio Mirarchi, anch’egli a Roma, si è complimentato per il prestigioso traguardo raggiunto, mentre il consigliere con delega allo Sport, Fabio Ferrara, ha espresso tutta la sua soddisfazione: «Un momento bellissimo in un contesto importante. Essere a Roma per ricevere un riconoscimento per meriti sportivi è qualcosa di veramente gratificante che deve riempire d’orgoglio tutta la città e coloro i quali hanno scritto la storia dello Scalea che oggi si è ritrovato in un contesto nazionale per essere premiato tra le sei squadre che hanno ricevuto la Benemerenza per i Cento anni di storia». A tale proposito, è giusto sottolineare che il riconoscimento non è dovuto solo ai 100 anni di affiliazione (ricorrenza che viene premiata con la Stella al Merito) ma a tutto quello che, all’inizio del secolo scorso, i pescatori e i contadini di un piccolo borgo riuscirono ad avviare, dimostrando che a Scalea si praticava il giuoco del calcio con grande passione da parte di tutti e con tutti i requisiti necessari (campo di gioco, colori sociali delle maglie e il simbolo della stella). Il sito del rettangolo di calcio, a distanza di anni, è sempre lo stesso, ovvero quello dove, agli albori della fondazione, si disputavano amichevoli di prestigio con squadre blasonate che partecipavano già ai campionati ufficiali, quello stesso mitico stadio, il cui terreno è stato “calpestato” da atleti che sarebbero approdati al calcio professionistico e semi-professionistico. Da non dimenticare il grande traguardo raggiunto nel 1971 con la conquista del titolo di Campione d’Italia Juniores. La Benemerenza ottenuta, fa bella mostra presso la sedemuseo allestita nei locali del vecchio comunale, dove è visitabile.

15 LO SCALEA CON DUE PIEDI NELLA FOSSA DELLA PROMOZIONE

Con la retrocessione dell’Acri in Eccellenza, il cosiddetto “mondo dei sospesi” dalle categorie inferiori spera nella possibile promozione del Rende in serie D per rimettere in qualche modo in discussione le proprie sorti. In questo caso, infatti, si libererebbe un posto in Eccellenza e da lì partirebbe una serie di ripescaggi a catena, in base alle regole fissate dal Comitato Regionale Calabria nel comunicato numero 38. Ad oggi la discesa dell’Acri in Eccellenza, “spinge più giù lo Scalea che, pur avendo nettamente vinto i play out, dovrà disputare il prossimo campionato in Promozione. Una vera iattura per i ragazzi del presidente Sandro Bergamo, che si sono dovuti scontrare, tra l’altro, con un ripescaggio capestro in tutti i sensi, perché, pur ammesso che il Rende centrasse il salto di categoria, per il posto libero in Eccellenza il dannato regolamento della Lega premierebbe la vincente dei playoff di Promozione (una tra Bocale e Paolana). E, a questo, punto bisognerebbe sperare in qualche rinuncia, cosa che appare molto improbabile. Se poi, dopo il prestigioso conferimento per i cento anni di appassionante storia di calcio che ha sancito, alla presenza di prestigiosi personaggi del mondo sportivo, come il grande Gianni Rivera, allo Scalea il riconoscimento ufficiale della Benemerenza Sportiva, traguardo questo che, sotto certi aspetti, può valere più di un campionato, la Lega Calcio potrebbe tenere in considerazione i brillanti trascorsi di questa blasonata e antica società sportiva (nelle ultime stagioni più volte, dopo gli spareggi playoff ha accarezzato il sogno di approdare in D tra i semiprofessionisti) e confermarle la permanenza in Eccellenza.


Maggio-Giugno 2012

Sport SCUOLA CALCIO DE GIORGIO Parte una grande nuova avventura Un nuovo modo di intendere il calcio giovanile. Nuovi orizzonti che nascono con l’istituzione della SCUOLA CALCIO PIETRO DE GIORGIO, grazie all’impegno del talento di Verbicaro che è il punto di forza del Crotone in serie B. Ieri sera la presentazione in grande stile. Alla presentazione di questi giorni, circa duemila persone hanno applaudito l’iniziativa. Ad aprire la serata la Filarmonica Ario Gigli. Sul palco a condurre il giornalista Virgilio Minniti ed Angela Mandato che hanno illustrato l’iniziativa prima di intervistare i protagonisti della serata. Pietro De Giorgio, visibilmente emozionato ha accolto i suoi amici, mister Campilongo, il procutarore Faccini, i compagni di squadra e di tante avventure Cutolo e Galardo. Hanno voluto portare il saluto, in rappresentanza dell’amministrazione, il vicesindaco Ruggiero e l’assessore allo sport De Luca. Sul palco tutti i componenti lo staff tecnico, tra i quali il talent scout Tonino Auriemma che ricoprirà il ruolo di direttore tecnico e Silvio Tenuta che ha allenato De Giorgio per ben otto anni nella Scuola calcio Mediterranea. Un grande progetto parte, una nuova speranza per i giovani calciatori germoglia... Bravo De Giorgio che con la consueta umiltà continua ad essere campione nello sport e nella vita pensando alla sua terra a cui è molto legato.

GINO FISH

Pesce sempre fresco del nostro mare

Tel. 348 5185129 Area Despar Scalea

16 Rugby: Per Pasquale Didona, una vera scuola di vita! CHE BELLO IL FAMOSO “TERZO TEMPO”! «Il calcio è uno sport da gentiluomini fatto da bestie, il rugby è uno sport da bestie fatto da gentiluomini». Così Oscar Wilde descriveva il rugby. Pasquale Didona, presidente del Poseidon Rugby di Scalea interviene sulla disciplina sportiva. Una panoramica per far capire l’importanza di tale attività sportiva. «Nato in terra d’Albione, nel college di Rugby appunto, nel 1823, quando, così narra la leggenda, lo studente William Webb Ellis, cui è tutt’ora intitolata la Coppa del Mondo della disciplina, nel bel mezzo di una partita di calcio, prese la palla con le mani e cominciò a correre verso la linea di fondo campo. Obiettivo del gioco - ricorda Pasquale Didona - è appunto quello di schiacciare un pallone ovale nell’area di meta degli avversari, segnando così dei punti. Per farlo si può correre con il pallone in mano, calciarlo lontano con i piedi o passarlo ad un compagno con le mani, ma attenzione: si può solo passare il pallone all’indietro. Soltanto nel 1829 il rugby divenne uno sport vero e proprio. Dal 1877 il numero di giocatori venne portato a 15 per squadra e nacque l’Union Rugby, quello che possiamo vedere ancora oggi. Il rugby - ricorda Didona - è uno sport di squadra molto diffuso in tutto il mondo, in particolare in Francia, nei paesi britannici e nelle loro ex colonie Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica. Il continuo contrasto fisico dei giocatori in campo lo rende uno sport molto duro, ma le sue nobili origini ne hanno fatto uno sport nel quale si cerca sempre il rispetto delle regole. Anche se è uno sport estremamente fisico non bisogna essere per forza un colosso per essere un ottimo giocatore di rugby, l’intelligenza, la velocità e la capacità di leggere al volo le varie fasi di gioco fanno a volte la differenza. Tante volte - si chiede il presidente della squadra di rugby scaleota - parlando con la parte calciofila di me stesso, salta fuori la domanda “ma cosa ci trovo di divertente nel vedere degli uomini che si spingono, si picchiano e si annusano i sederi?”… Una risposta vera e propria a questa domanda non ce l’ho. Forse mi piace pensare al famoso “terzo tempo”, ossia a quel momento in cui, dopo la partita e dopo un sacco di legnate, i giocatori, i tecnici ed a volte i tifosi si ritrovano a mangiare e a bere tutti assieme, dimenticando in un attimo quelli che possono essere state le scintille in campo… La vera anima del rugby è che la squadra viene prima di te. Perdere non è mai un disonore, se lo si fa a testa alta. Dite che sono troppo sentimentale? Beh, magari è così, ma dopo tanti anni di calcio vissuti da protagonista e da tifoso il rugby è stata davvero una magnifica scoperta. Io non l’ho mai giocato e ormai non posso più praticarlo per raggiunti limiti d’età, ma mi piacerebbe che potesse farlo qualche mio nipote, considerato che anche i figli ormai sono fuori tempo massimo. Una preghiera ai genitori: «Non demotivate i vostri figli se vi faranno una richiesta di iscrizione al rugby perché, vi assicuro, questo sport è una vera scuola di vita». (M.C.)


2012 maggio giugno  
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