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diogenemoderno@yahoo.it PRESTO SCALEA SI ARRICCHIRÀ DEL PALAZZO DEL TURISMO E DELLA CULTURA

Partiti finalmente i lavori del Palazzo dei Principi che diventerà “Palazzo del Turismo e della Cultura”. La ristrutturazione, renderà fruibili e funzionali circa 1.600 mq di superficie con oltre 400 mq di corte (giardino interno-chiostro). Ricordiamo che l’ultimo intervento di consolidamento alla struttura risale a circa 30 anni fa con l’amministrazione Zito. Alla fine degli anni ‘90, però, furono ultimati i saloni delle feste (affreschi esclusi), i locali adibiti a biblioteca e quelli della Pro Loco (amministrazione Pezzotti). Gli intonaci interni saranno realizzati con gli accorgimenti necessari per la salvaguardia e per il ripristino degli elementi architettonici e decorativi presenti negli ambienti. Sarà effettuata la posa in opera di pavimentazioni interne ed esterne secondo l’antica tradizione costruttiva dell’epoca, utilizzando, per le pavimentazioni interne cotto e per quelle esterne, acciottolato con inserti in cotto. I serramenti saranno realizzati tutti nuovi in legno di castagno con scuretti, con disegni e finiture consone all’epoca di realizzazione del Palazzo. q

XV - n° 3 www.radio1one.it www.scalea.it www.calnews.it www.wscalea.it Giugno-Luglio 2011

ECCELLENZE E POTENZIALITÀ CHE GUARDANO AL FUTURO di VANNI FONDI La Calabria, estrema regione meridionale della nostra penisola, ha i caratteri tipici dell’ambiente mediterraneo: alle lunghe stagioni estive, aride e calde, si contrappongono inverni piovosi e nevosi con temperature in parte mitigate dall’influenza dei due mari, Tirreno e Ionio. Terra di antico popolamento, tanto da esser nota anche sotto il nome di Magna Grecia, la regione ha attraversato vicende quanto mai varie, che si sono susseguite nei secoli e hanno avuto una profonda influenza sulla popolazione. L’economia, un tempo votata soprattutto alle piccole attività, da quelle artigianali a quelle estrattive, a quelle agricole dell’ulivo e del bergamotto, si è rarefatta a vantaggio del grande sviluppo avuto dal turismo, con la valorizzazione della montagna e delle coste (ci sarebbero però

da fare diverse obiezioni sul nuovo sviluppo di certi tratti litoranei, non certo compatibile con la tutela del paesaggio). Un’importanza particolare ha avuto la creazione di tre parchi nazionali: Aspromonte, Sila e Pollino. Oggetto di attenzione erano già state le foreste della Sila (per esempio, la Fossiata) con grandi estensioni di faggi e di abeti e pini autoctoni, che conferiscono particolare vivacità al paesaggio forestale, culminante all’estremo Sud nello splendore di Gambarie. E poi le coste. Come non parlare di Tropea, Scalea, Praia, Isola Capo Rizzuto, Capo Vaticano, Diamante, Soverato, Scilla, Melito di Porto Salvo. Sono soltanto alcune fra le località più fascinose e frequentate della regione, che ha ancora tanto potenziale turistico da in seconda...

LADISPOLI 40 ANNI DOPO AMERIGO POSTERARO, PER GLI AMICI GERVASO, EROE DELLA NOTTE DI LADISPOLI

«...Se l’aitante Driutti, implacabile giustiziere della Sangiorgina, fosse riuscito a far “secco” il valoroso portiere Posteraro, che con un balzo felino riuscì a sventare il rigore decisivo, la monetina dell’arbitro Manfredini di Chiavari avrebbe deciso, balordamente, la cardiospastica contesa...». (M.M.)

Una Finestra sul Mare di Scalea (foto di Franz Manco)

Parla il governatore Giuseppe Scopelliti

LA REGIONE DELLE OPPORTUNITÀ «Dobbiamo far leva sulle infrastrutture: la A3, l’alta velocità e il Ponte sullo Stretto» di ANGELO LOMONACO in seconda...

Bronzi di Riace e Museo di Reggio

STORIA DI UN RESTAURO ALL’AVANGUARDIA Il laboratorio è stato allestito nel Palazzo del Consiglio, in modo da rendere visitabili le due splendide opere

in quattordicesima...

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Un momento della presentazione Sul palco da sinistra il nostro dir. Nando Manco, Francesca Russo ed Ercole Serra

Ressa per assaggiare i Rasckatiell(i) Pacc(i)


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Primo Piano dalla prima...

ECCELLENZE E POTENZIALITÀ CHE GUARDANO AL FUTURO di VANNI FONDI sviluppare. Una saggia azione promozionale, unita a uno sviluppo sostenibile, potrà portare grandi vantaggi e risorse in Calabria, in tutte le sue sfaccettature, tenendo sempre conto delle eccellenze. A partire dal turismo, appunto, per finire alla cucina, passando per la grande offerta culturale e paesaggistica. Il primo numero di Calabria Style, da dove abbiamo estrapolato il pezzo, si apre con una intervista al vertice istituzionale, il Presidente della Regione, che parla di problemi da risolvere e di prospettive, parallelamente al ruolo dei giovani, del turismo, dell’economia, della storia e dei musei d’antichità e contemporanei e dei tagli alla sanità. q

ERRARE HUMANUM EST, PERSEVERARE AUTEM DIABOLICUM Riferendomi alla gestione dei tributi comunali, mi chiedo come sia possibile affidare la loro riscossione a una nuova società, dopo quanto è successo con quelle che l’hanno preceduta. La San Giorgio (così si chiamava la società madre di tutte le altre che si sono succedute in questi ultimi anni), dopo aver rubato al comune di Scalea milioni di euro, ha dichiarato il fallimento e prodotto un grave ammanco nel bilancio dell’Ente, con ripercussioni negative, nella gestione amministrativa attuale e future, non ancora del tutto definite. Questa società, per come si è comportata, doveva chiamarsi matrioska: avrebbe così evitato di disonorare San Giorgio, considerato fin dall’antichità il megalomartire, venerato dai cristiani e dai musulmani di tutto il mondo. Ormai, i comuni, senza entrate certe, per poter far fronte quanto meno alla spesa corrente (personale, servizi e manutenzione), non possono e non potranno più sopravvivere: difficilmente viene in soccorso lo Stato, con il Governo impegnato com’è a far quadrare i conti. È vero che in passato, al comune di Scalea, si è cercato, senza mai riuscirci e per tutta una serie di motivi che non sto qui ad elencare, di organizzare un ufficio, una task force, per svolgere questo servizio. A mio avviso, dopo il fallimento del privato, è bene che oggi ci si rimbocchi le maniche e si allestisca, finalmente, un ufficio tributi all’altezza della situazione, altrimenti ci sarà da stare poco allegri. I ritardi nel pagamento dei mensili rappresentano un’allarmante spia rossa, che lampeggia già da tempo e che non preannuncia niente di buono. È bene ed opportuno, alla luce di quanto sta accadendo, che anche il personale si faccia promotore di questa iniziativa, rendendosi più disponibile e collaborativo. In Comune non mancano le professionalità per svolgere un servizio più trasparente, selettivo e puntuale, per rendere la riscossione dei tributi meno miope e più conforme alle normative che disciplinano questo settore. Senza dimenticare che l’affidamento a terzi ha un costo notevole per le casse dell’Ente, già ridotte a colabrodo. Sarebbe interessante sapere come si sono regolati di conseguenza gli altri comuni d’Italia truffati da queste fantomatiche società, visto che il comune di Scalea non è stato il solo a prendere questa brutta “mbrusatura”, che potrebbe portare al definitivo collasso. Non ci si può più limitare a emettere bollette-fotocopie omologate: l’acqua va pagata secondo l’effettivo consumo e non a forfait; stesso discorso vale per la spazzatura, che va pagata per quanta se ne produce e non in base ai metri quadrati dell’abitazione; bisogna fare ogni forzo per rendere le bollette più personalizzate e giuste. Se si vuole recuperare la fiducia dei contribuenti sarà bene seguire questo percorso, altrimenti vedremo aumentare il numero degli evasori fiscali. Sapere che i soldi riscossi sono mal spesi è una cosa che da sempre i contribuenti contestano alle amministrazioni, ma immaginarli nelle tasche di imbroglioni incravattati e dalla faccia d’angelo, che ne sanno una più del diavolo, è veramente troppo: è un fattaccio che più che indignare ha già fatto molto “incazzare”, figuriamoci poi se tutto ciò dovesse ripetersi! ENNIO TENUTA

Giugno/Luglio 2011

Parla il governatore Giuseppe Scopelliti

LA REGIONE DELLE OPPORTUNITÀ «Dobbiamo far leva sulle infrastrutture: la A3, l’alta velocità e il Ponte sullo Stretto» di ANGELO LOMONACO Nel gennaio dell’anno scorso, Giuseppe Scopelliti, da sindaco è risultato primo nel sondaggio pubblicato dal Sole 24 Ore dedicato al gradimento, da parte degli elettori, nei confronti dei primi cittadini dei capoluoghi di provincia italiani. Due mesi dopo, Scopelliti ha sconfitto il candidato di centrosinistra e presidente uscente Agazio Loiero ed è diventato presidente della regione Calabria. D. - Un anno dopo quei riconoscimenti, cosa è cambiato per lei da governatore? R. - «Chiaramente i ruoli sono molto diversi. Da Presidente della giunta regionale c’è meno quotidianità, un rapporto diverso con i cittadini. Ci sono invece tante emergenze, e il compito di governare lo sviluppo di una regione intera. Non è facile». D. - Lei che è laureato in Economia, su cosa intende investire? R. - «Dobbiamo dare un’immagine nuova alla Calabria, che dispone di un grande patrimonio naturale e culturale». D. - Partendo dai bronzi di Riace e dal Museo della Magna Grecia completamente rinnovato, che sta per riaprire nella sua città? R. - «Noi abbiamo un patrimonio molto ricco nell’ambito del quale sicuramente il Museo archeologico di Reggio ha grande valore. Ma ci sono cose interessanti anche in tanti altri posti. Un buon esempio è il Marca, il Museo delle arti di Catanzaro, che ospita anche opere moderne. Tutta la Regione deve mettere in campo le sue bellezze, e noi dobbiamo guardare alla Calabria come terra che può puntare sul turismo culturale. Questa è stata la culla della civiltà della Magna Grecia, dispone di paesaggi unici. È una grande prospettiva. E quando parlo di turismo non mi riferisco soltanto all’estate, dobbiamo destagionalizzare il turismo: possiamo farlo». D. - Però le infrastrutture sono inadeguate e i collegamenti difficili… R. - «Sì, ma dobbiamo poter far leva sulle infrastrutture. Sto lavorando perché il Governo superi le carenze esistenti. La A3, l’alta velocità ferroviaria e il Ponte sullo Stretto…». D. - Quindi lei il ponte lo vuole? R. - «Sì, perché può diventare prioritario, non soltanto come fase terminale dei percorsi stradali e ferroviari: sarà anche un grande attrattore». D. - Il problema delle infrastrutture, tuttavia, è ormai storico. R. - «È vero. Ma sulla A3 c’è un problema molto serio: secondo me, è stata una follia rifarla sulla stes-

sa sede stradale. Sarebbe costato di meno progettarla su un nuovo tracciato. Comunque, i lavori procedono e io cerco di essere da stimolo all’Anas. Per quanto riguarda i treni, ho incontrato i rappresentanti del Governo per fare presente che non è possibile che l’alta velocità si fermi a Salerno. Ora nel Piano per il Sud si parla dell’estensione». D. - Una delle emergenze in Calabria è costituita certamente dai conti in rosso in ambito sanitario. Come sta affrontando il problema? R. - «Stiamo operando grandi risparmi nella Sanità. È un segnale fondamentale in una partita rilevante in cui si gioca anche per la civiltà di un popolo. Significa che qui si può cambiare. Parliamo di 78 milioni risparmiati chiudendo cinque ospedali, su sei previsti, in sei mesi. Ma attenzione, non abbiamo ridotto i servizi ma tagliato gli sperperi. Dando anche un colpo alla lobby della ‘ndrangheta che si è arricchita sulle spalle dei cittadini. Nel 2012 spero di poter eliminare 53 milioni di accise varie e Irpef locale, che sono aumentate a carico di tutti i Calabresi proprio a causa degli sprechi». D. - Torniamo ai giovani. Per costruire i futuro della Calabria bisogna dare un futuro ai giovani e fermarne l’emigrazione. Non le pare? R. - «Certo. Infatti in tre anni investirò 350 milioni tra imprenditorialità giovanile e finanziamenti alle imprese per assumere giovani. Stiamo attualmente creando 3.119 posti di lavoro, mentre altri 2.000 usciranno tra agosto e settembre. In imprese varie ma anche in studi professionali e attività commerciali. Poi, grazie agli accordi per i master di Luiss e Bocconi con le Università calabresi, saranno selezionati 40 giovani per specializzarsi come manager della Pubblica amministrazione e 25 della Sanità. In dieci anni dovremmo formare 400 giovani in modo da poter rinnovare la burocrazia. Per ogni assunto daremo 1.500 euro all’azienda per due anni, ovviamente da trasferire al ragazzo, a patto che l’impresa paghi i contributi». q

A UN ANNO DALLE REGIONALI MARIO RUSSO RIPARTE DALL’ARPACAL Il presidente del Consiglio Regionale Francesco Talarico ha firmato il decreto di nomina del nuovo Consiglio d’Amministrazione dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Calabria, l’ArpaCal. Il consigliere provinciale, ex sindaco di Scalea, Mario Russo farà parte del nuovo organismo, dove sarà affiancato dal presidente Maria Teresa Fagà e da Ida Cozza. q

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Primo Piano

Giugno/Luglio 2011

ALLA FACCIA DELLA SICUREZZA STRADALE CONTINUA L’UBRIACATURA “VIABILITÀ” Ricordiamo tutti il gigantesco cratere che, anni addietro, rimase per qualche tempo a ricordo del fallito tentativo di realizzare il tunnel del sottopassaggio di via Lido, che non poté essere completato a causa degli intralci e delle difficoltà dovuti alla presenza massiccia di cavi elettrici e telefonici interrati a circa tre metri. L’opera fu portata a termine, parecchio tempo dopo, in seguito allo spostamento dello scavo di circa 20 metri più a sud. Il tunnel, costato un mare di soldi, si rivelò comunque una realizzazione fallimentare, oltre che brutta dal punto di vista estetico, per la presenza, all’esterno, di due invasive costruzioni di bellicosa memoria storica (simili a garitte militari), in cemento armato e, per giunta, a pochi metri da Tore Talao, simbolo di Scalea. Fu spiegato che la loro presenza era dovuta principalmente ai previsti ascensori che, paradossalmente, non entrarono mai in funzione. A pochi giorni dell’edizione 2011 dell’atteso “Motoraduno” e per agevolare il passaggio del “Giro d’Italia” di inizio maggio, l’Amministrazione Comunale ha pensato di prendere due piccioni con una fava, provvedendo a fare asfaltare, finalmente, quel tratto di statale 18 ridotto a colabrodo, denominato corso Mediterraneo, in prossimità dei giardinetti pubblici e dell’inutilizzato e inagibile sottopassaggio di via Lido, “zona semafori spenti” (altro grave e incomprensibile handicap che si protrae inspiegabilmente da lunghi anni). Fin qua, nulla da eccepire, anzi… Però, come al solito, le cose, in questo mortificato e maledetto Comune, si fanno male, senza logica e senza pensare alle conseguenze. Infatti, sul nuovo manto di asfalto non sono state più tracciate le indispensabili strisce pedonali, sulla falsariga delle precedenti, delle quali, come si può notare dalla foto, si scorge ancora qualche traccia (lato villa comunale). Sicuramente gli amministratori, d’accordo con l’ufficio tecnico ed il comando della polizia locale,

avranno pensato che, così facendo, i pedoni sarebbero stati costretti a servirsi del sottopassaggio. Essi, però, prima di prendere una tale decisione, non si sono preoccupati di verificare se il tunnel era praticabile e sicuro e, certamente, non dovevano autorizzare l’installazione di alcuni pannelli pubblicitari che impediscono il passaggio pedonale dal marciapiedi alla carreggiata. Il fantomatico sottopassaggio, infatti, al momento era strapieno di acqua torbida e puzzolente, al buio e in preda a vandali e balordi. Si è trattato perciò di una decisione avventata e cervellotica, con la quale si sta giocando sulla pelle della popolazione che, sbigottita, non sa più come comportarsi nell’attraversare questo pericoloso e trafficato tratto di corso Mediterraneo. Come abbiamo più volte detto e scritto, per evitare tali disagi e questo inutile spreco di energie e di denaro pubblico, sarebbe stata opportuna la costruzione di una sopraelevata dolce, che avrebbe consentito il facile scorrimento del traffico a motore e, nello stesso tempo, l’agile e sicuro attraversamento pedonale. Ma, come si suol dire, i consigli non pagati sono poco calcolati! q

SCOLLAMENTO TRA L’ISTITUZIONE COMUNALE ED I CITTADINI SEMPRE PIÙ LONTANI di MAURO CAMPILONGO Vi sarebbero tante cose da scrivere sull’attuale gestione amministrativa del Comune di Scalea, che occuperebbero buona parte del numero del Diogene Moderno; tuttavia, anche per non approfittare troppo della cortesia del Direttore, occorre limitarsi a scrivere solo di alcune questioni, con riserva di parlare successivamente delle altre, che sono veramente tante. A Scalea, nella nostra Città, si sta purtroppo assistendo ad un’aggressione violenta e, purtroppo silenziosa, nei confronti dei beni comuni e collettivi in favore di parenti e sostenitori degli amministratori locali che perseguono personali e privati fini di lucro (grida ancora vendetta la pubblica villetta Kennedy incredibilmente violentata, stuprata nel cuore e nell’anima, per consentire ad un privato cittadino di porre in essere una enorme platea in cemento, con l’abbattimento di 11 platani, per ospitare la propria giostra a pagamento). Negli ultimi giorni, la già nutrita lista, si è allungata con la vicenda del mercato della frutta. Nell’ultimo Consiglio comunale si è assistito ad un grezzo tentativo di far digerire questo messaggio: «…l’indirizzo politico è quello di venderlo, poi si vedranno le modalità, poi ci sarà il PSC, poi le commissioni ecc. ecc… iniziamo a dire che lo vendiamo per utilizzare il ricavato al fine di farne un’altra opera pubblica…». Che aberrazione! Se si dà un indirizzo lo si dà in maniera completa. Se si vuole fare un’altra opera pubblica con il ricavato della vendita lo si deve dire sin dall’inizio e non col sistema «...poi si vede..». Ma il problema è un altro: la vasta area comunale adiacente all’edificio del mercato ortofrutticolo finirebbe con l’essere ineluttabilmente privatizzata al servizio dell’attività produttiva che verrebbe ad essere avviata, con buona pace per lo sfratto dei nostri produttori agricoli, sia quelli a postazione fissa che quelli saltuari. «..Poi si vede...» anche per loro? I finanziamenti pubblici regionali, nazionali ed europei per l’enogastronomia non mancano di certo. Occorre solo sfruttarli. Occorrono idee. Occorre ristrutturare e rendere efficiente l’edificio in funzione enogastronomica ed ortofrutticola per ivi organizzare grandi fiere/eventi che facciano da traino anche al turismo. In collaborazione anche con i nostri produttori agricoli e con le tante associazioni di categoria che in questi ultimi tempi sono nate a Scalea e nel comprensorio, magari puntando sul cedro che dà il nome alla nostra Ri-

viera e cavalcando anche la tigre del peperoncino di cui tanto si parla. È così che si gestisce e si valorizza il patrimonio pubblico, non certo cedendolo a privati che agirebbero solo nel proprio interesse. Quanto alla non nota opera pubblica da realizzare col ricavato della vendita dell’edificio del mercato coperto, ci chiediamo: siamo proprio certi che non la si possa realizzare con i finanziamenti regionali, statali o europei, invece che col provento della vendita? Sempre nel corso del recente Consiglio comunale si è appreso che i rappresentanti della “sinistra” che erano contrari al Porto di Torre Talao oggi sono a favore di quell’opera. Occorre prenderne atto e sperare che essi non cambino più idea; altrimenti dovremmo ritornare sul proposito di indire un referendum consultivo per la realizzazione di questa importante e fondamentale opera pubblica al servizio dello sviluppo economico e turistico della nostra Città. Invero a Scalea quando qualcuno prova a parlare, anche nelle sedi istituzionali, viene stroncato, fulminato. Nell’ultimo Consiglio comunale passato nel silenzio dei media locali (perché?) il Sindaco non ha consentito al sottoscritto Consigliere di concludere l’intervento che stava facendo sul bilancio comunale. La cosa assume un rilievo ancora maggiore se si pensa che il sottoscritto stava esplicitando la denuncia della cattiva gestione amministrativa, e che non gli è stata garantita la libera espressione del pensiero all’interno del supremo organo democratico rappresentante la comunità locale. Lealtà, correttezza ed alto profilo istituzionale sono doti non derogabili per chi assurge alla guida di un Comune. Usare il potere per zittire l‘avversario politico non fa onore a questo nostro sconosciuto Sindaco. A prescindere dalle appartenenze politiche, non si può perciò assistere inerti al totale scollamento tra l’istituzione comunale ed i cittadini sempre più lontani dal ritenere di essere rappresentati da chi, invece, opera con logiche di gestione amministrativa tipiche di una fase storica di oscurantismo. Gli Scaleoti non meritano di essere trattati, da chi li dovrebbe rappresentare, più da sudditi che da cittadini, con il più totale disprezzo degli orientamenti e delle esigenze della comunità locale creando un clima politico di conflittualità, di dubbi e di incertezze, che si caratterizza per l’assoluta assenza di dialettica civile e democratica. q

o3 MERCATO COPERTO

Gennaro Licursi chiede lo stralcio

La possibile vendita del mercato coperto di Scalea, in via Fiume Lao, ha fatto scattare le polemiche fra maggioranza e minoranza. Il punto in discussione in Consiglio era quello relativo alla ricognizione degli immobili di proprietà del Comune suscettibili di azioni di valorizzazione ed alienazione. Una sorta di indirizzo politico, è stato spiegato, per rendere possibili eventuali decisioni future. Il no, gradito a tutti i consiglieri, è stato dato per la struttura del vecchio Comune di via Roma. Struttura che negli anni passati doveva diventare una palazzina di alloggi di edilizia residenziale pubblica. È passata anche la questione relativa a terreni, da anni ormai in mano ai privati. Il dibattito invece si è sviluppato sulla struttura del vecchio mercato coperto, per il quale il consigliere Gennaro Licursi ha chiesto lo stralcio. Quell’area centrale, a giudizio dell’esponente di minoranza, merita non nuovo cemento, ma un parco giochi, giardinetti, una struttura comunale. Ricordo, a proposito, che da bambini erano gli anni ’60 - usavamo dire: “jam(i) jucam(i) abbasc(i) a’ villa” (andiamo a giocare giù alla villa). «Abbiamo proposto al Consiglio - aveva detto in precedenza il sindaco Basile - di alienare un bene non strategico, il mercato coperto di via Fiume Lao, trattenendo invece il vecchio Comune per il quale abbiamo richiesto finanziamenti. Non si può vendere un bene del Comune per far cassa - aveva precisato Basile - ma si utilizza l’eventuale cifra ricavata per realizzare un’altra opera pubblica». L’intenzione è quella di investire per un’area attrezzata, da destinare al mercato coperto, o per il miglioramento del lungomare. Gennaro Licursi, che ha poi abbandonato l’aula, ha dichiarato: «La situazione economica dell’Ente è drammatica, di grande sofferenza. Chi farà un’offerta per quell’area, però, la farà per realizzare un’opera per ricavare dei guadagni. Noi, invece, abbiamo bisogno di luoghi sempre più accessibili a bambini ed anziani. È chiaro che chi offrirà una somma per la struttura dovrà speculare e noi non ricaveremo niente. Non è questa la strada da seguire. Sull’area del mercato, invito il Consiglio a compiere un grande atto: stralciare la posizione e vederci in commissione, fra capigruppo, per decidere il futuro di quell’area storica. Scalea non ha bisogno di altro cemento. (M.C.)


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Primo Piano CHE SERATA!

Lo scorso 4 giugno, nella cornice medievale di piazza De Palma, abbiamo vissuto una serata stupenda. Il tempo, per una sera, (che brutto inizio d’estate piovoso!), è stato clemente, così i presenti (pochi fortunati per la verità) hanno potuto godere di un doppio evento. Sul palco uomini illustri come il Giudice Romano De Grazia e il Procuratore Nicola Gratteri hanno letteralmente ipnotizzato la platea. “La giustizia è una cosa seria” è l’ultimo libro del dott. Gratteri ma le parole stampate sono ben poca cosa innanzi al carisma e al magnetismo che uomini di tale calibro emanano. Poterlo ascoltare dal vivo e così da vicino è un vero privilegio. Solo chi sente, prepotentemente, un forte bisogno di legalità e giustizia può veramente capire ciò che intendo. Uomini devoti allo Stato e alla Patria, che spesso, rinunciano alla loro vita per dedicarsi al perseguimento di un bene comune: liberare la nostra terra dalla ‘ndrangheta. In questo momento, non possiamo non ripensare al dott. Falcone e al dott. Borsellino. Persone “sole” in vita e osannate in morte. Persone come De Grazia e Gratteri vivono costantemente sotto scorta. Non possono andare un giorno al mare, non possono fare le cose più semplici, quelle a cui noi nemmeno badiamo, come passeggiare per strada o andare in giro per negozi o a mangiare una pizza. Ogni singolo giorno deve essere programmato, studiato… verificato. Ebbene il libro in questione parla di cose serie.

L’ALTRA CAMPANA Nel giro di poco tempo, a Scalea, abbiamo assistito a tre performance del giudice-scrittore Nicola Gratteri, ormai star televisiva di prima e seconda serata nei vari talk show che ci propinano a getto continuo, nonché “oggetto” preferito di molti media della carta stampata. A dire il vero, l’ultimo incontro di Gratteri (arrivato a piazza De Palma con oltre due ore di ritardo), alla presenza di un pubblico risicato e marcatamente di sinistra (sembrava di assistere ad una puntata di “Anno zero”, con risatine di compiacimento ad ogni accenno di battuta dell’ospite e soventi applausi), ci è apparso ripetitivo e a tratti noioso nei contenuti, triti e ritriti, con l’aggiunta di una arcinota e deludente faziosità nei confronti del Governo, condita con allusioni scontate verso il solito Silvio Berlusconi. Quindi, seguendo la “moda”, come altri colleghi, Gratteri ricalca i temi conosciuti dell’antipolitica e dell’antiberlusconismo, non aggiunge niente di nuovo a quello che sentiamo e sappiamo e non indica alcuna effettiva e reale strada da seguire. Logica-

VITE STROZZATE di GIUSEPPE PIAZZA La ‘ndrangheta, come la mafia e la camorra, è fatta di due mani dure, callose, che si serrano intorno alla gola della gente. Nel Sud hanno strangolato il futuro di intere generazioni, ritardando la nascita della borghesia produttiva. Al Nord, adesso, sono mani che strangolano l’impresa, la libertà di creare reddito, ovvero ciò che da sempre il Settentrione ha saputo fare. È questo il danno odierno, non prevedibile fino a trent’anni fa, quando molti pensavano che la mafia era una tragedia esclusiva del Mezzogiorno d’Italia. gdipiazza@rcs.it

di MONICA DE CARLO Parla di come la mafia sia legata a doppio filo con la politica. Di come i mafiosi condizionano gli amministratori locali per gestire strade, appalti, lavori, squadre di calcio e persino le processioni in chiesa. Tutto viene sporcato dalla mafia, per accumulare denaro, potere e parvenza di potere. L’ignoranza è il cibo di cui il mafioso nutre gli omertosi. L’incapacità politica lo strumento di cui si serve. Ebbene, il fatto che la cittadinanza non sia stata presente in massa, il fatto che l’evento sia passato come la solita barbosa presentazione di un libro, mi ha fatto un po’ arrabbiare. Molte persone non conoscono nomi come Nicaso, Gratteri, De Grazia perché nella loro vita si dedicano ad altro, ignorando, come in questo caso, incolpevolmente figure di grande rilievo. Molte altre, invece, se ne fregano (e la loro assenza poco mi interessa). Ma le istituzioni avrebbero dovuto, secondo me, dare maggiore risalto all’incontro. Spingere le persone a essere presenti, perché ascoltare dal vivo le parole di uomini impegnati tutti i giorni a combattere la mafia, sentire parole crude, vere, sferzanti, fa bene alle coscienze, risvegliandole. Dopo tanto onore, W Scalea, in collaborazione con il comitato contro la privatizzazione dell’acqua pubblica, ha offerto un video per sensibilizzare le persone sull’importanza di questo tema. La serata è stata conclusa con la musica dei “Suonatori libertari calabresi” che hanno a loro volta emozionato con testi di denuncia, ingiustizia, disuguaglianza e povertà d’animo ed economica. Testi in dialetto e musica coinvolgente capace di passare dai toni duri a melodie suadenti. Nel corso del concerto, è stato consegnato il premio BUON CITTADINO alla memoria dello scomparso Beniamino De Bonis ed è stata lanciata una nuova iniziativa di solidarietà in favore di questa sfortunata famiglia che, dopo la scomparsa di Beniamino e una serie di sconvolgenti vicissitudini familiari, si è ritrovata da sola a fronteggiare l’ennesimo dramma. Presto renderemo pubblica la modalità con cui sarà possibile sostenere questa iniziativa. q

di GIANLUCA BIANCO mente, ognuno è libero di esprimere la propria opinione e di criticare anche il governo Berlusconi, però, un giudice, nel rispetto del principio democratico della separazione tra i poteri (come teorizzava Montesquieu), dovrebbe evitare di svolgere attività politica durante i suoi incontri, che sembrano comizi elettorali piuttosto che riunioni culturali. Per quel che concerne poi i contenuti del “prodotto” editoriale di Gratteri, che propone una riforma della giustizia in via pubblicistica, ci chiediamo: a chi compete fare delle proposte legislative in materia giuridico-processuale se non ai politici di turno? Non spetta certo ai giudici. È per questo che, ci sembra, il libro leda, seppur indirettamente, il principio teorizzato da Montesquieu... Un’ultima considerazione riguarda la casa editrice Mondadori. Beh, uno scrittore non dovrebbe rivolgere delle critiche, seppur velate, al titolare della casa editrice che pubblica il suo libro. In questo frangente il magistrato antimafia reggino ci è sembrato perciò un tantino incoerente e irriverente. q

Giugno/Luglio 2011

QUOTE ROSA: CURIOSITÀ E DATI La vera e sola new entry riguarda la nostra Barbara Mele

Quest’ultima tornata elettorale ha visto, all’indomani del voto delle amministrative di maggio, la proclamazione della donna sindaco Patrizia Linda Cecaro che è risultata la più votata in assoluto in tutt’Italia (riportando un consenso plebiscitario dell’89,26 %) e che continuerà l’attività amministrativa del marito, Luigi Aloisio, per 10 anni primo cittadino di San Sostene, piccolo centro del catanzarese. Un altro caso analogo si è verificato a Zumpano, alle porte di Cosenza, dove a diventare sindaco è stata Maria Lucente, moglie dell’ex primo cittadino Claudio Carelli che, come nel caso sopra riportato, ha amministrato la comunità, sempre per due legislature. Tutto ciò, dovrebbe far mangiare le mani all’ex sindaco di Scalea Mario Russo che circa un anno fa, quando tutti scommettevano sulla possibile candidatura della moglie Anna Maria Salerno, medico-ginecologa, inaspettatamente, a sorpresa, tra lo stupore generale, ha cacciato dal cilindro il nome di Pasquale Basile, attuale sindaco di Scalea, rivelatosi fin da subito inadatto a coprire e a gestire un comune difficile e complicato come quello di Scalea. Le vere e sole new entry al femminile le troviamo sul Tirreno cosentino con la motivata e volitiva Barbara Mele che, con il 45,17%, è diventata con grande soddisfazione e gioia, sindaco di San Nicola Arcella (il suo sfidante, Filiberto Forestieri, si è fermato lontano al 28,43%, mentre l’altro contendente, Domenico Osso, si è perso, addirittura, nella notte dei tempi…). Ora, San Nicola Arcella, ridente cittadina rivierasca, attaccata a Scalea, di cui un tempo faceva parte, per spiccare il volo e insediarsi tra le grandi mete turistiche italiane ha bisogno di un nuovo ed effervescente slancio politico-amministrativo che, siamo certi, Barbara Mele ed il suo gruppo di maggioranza, con la loro voglia di fare e con la determinazione richiesta in questi casi, saranno in grado di garantire, dopo gli assurdi e risaputi rimpasti, del recente passato, che hanno avuto solo ripercussioni negative per l’intera comunità rimasta orfana del suo energico punto di riferimento e, di conseguenza, privata dei suoi obiettivi. q


Primo Piano

Giugno/Luglio 2011

POPOLO ITALICO... SE CI SEI… BATTI UN COLPO! di GIOVANNI CELICO Il “soffio” di primavera che, con i referendum, ha attraversato la penisola l’11 ed il 12 di giugno c.a. ha, soprattutto, verità non messa in risalto dai media nazionali, proni al potere, come sempre, non per forza e non solo quello “di turno”, evidenziato un malessere, diffuso, che già il risultato delle recenti amministrative aveva sottolineato, e quella che è stata, per comodità, definita la “seconda repubblica”, iniziata dopo la “caduta”, per “mano giudiziaria”, dei “partiti tradizionali” del dopoguerra (D.C. e P.S.I. in testa), potrebbe, a quanto sembra, essere ormai giunta al capolinea. Il malessere che serpeggia in larghissimi strati della italica popolazione, da qualche stagione, per un logoramento economico, apparentemente irreversibile, che inchioda, giorno dopo giorno, alla povertà una percentuale via via crescente di popolazione, un tempo anche di medio livello, si è “scaricato” persino sui referendum, il cui risultato, questo è il nostro modesto parere, è un segnale mandato non alla sola “maggioranza”, che ora governa (sic!), ma a tutta l’attuale classe politica. La verità, sempre a nostro giudizio, è che il popolo invoca un “cambio di passo” dai ceti dirigenti politici: pretende, giorno dopo giorno sempre di più, risposte che siano all’altezza dei problemi quotidiani che affliggono le famiglie e quasi approfitta di ogni “utile”occasione per “segnalare” questo crescente disagio. Che questo “segnale” si traduca, poi, da qui a sei mesi o a un anno, o a due anni, al momento cioè del “voto politico”, in un “cambio” della guardia... è tutto da verificare. Alla valanga dei “sì” e al superamento del “quorum”, altra circostanza non molto e non molto bene sottolineata dagli accorti e abituali “commendatori”, specie televisivi, hanno concorso, in maniera determinante, quelle regioni ove, al momento, c’è una fortissima presenza della Lega Nord: la Calabria, come sempre ai margini dei cir-

cuiti nazionali, ad esempio, è stata una delle regioni ove più bassa è stata la percentuale dei votanti! Le amministrative prima ed i referendum poi “narrano” di un Paese, la “bella Italia”, che se fosse chiamata alle urne, con l’attuale, questa sì disgraziata, legge elettorale, si potrebbe addirittura ritrovare con maggioranze diverse e contrapposte alla Camera e al Senato: e allora se ne vedrebbero delle belle...anzi delle...bellissime! La profonda verità, cui i “prescelti” (dai capi...non dagli elettori) attuali, che siedono sui comodi “scanni” di Montecitorio o Palazzo Madama, non vogliono e, forse, non vorranno affrontare, è proprio la necessità di porre in essere un “cambiamento della legge elettorale” in vigore: “un cambio di passo” non lo vuole Berlusconi... ma non lo vuole Bersani (al di là delle chiacchiere) e non lo desiderano, probabilmente, neppure i “capetti” di taluni raggruppamenti minori, eccezion fatta per il centrista Casini. Ma, se si dovesse arrivare ad una fine traumatica o naturale dell’attuale legislatura e si dovesse riandare a votare con lo sciagurato sistema in vigore, cioè con i “capi” che continueranno ad inserire nei “primi posti” delle liste quelli o quelle che sicuramente saranno eletti e allora la italica tragedia potrebbe raggiungere l’acme, il culmine: non resterebbe al “popolo sottomesso” che un collettivo “karachiri...elettorale” e cioè una diserzione, in massa, delle urne, come unico “metodo democratico” per farsi sentire. Popolo italico... popolo delle amministrative... popolo dei referendum... se ci sei... batti un colpo sul tamburo della storia per una necessaria “modifica” dell’attuale legge elettorale, se questo non accadrà e allora veramente tempi ancora più tristi aspettano tutti noi. q

Consiglio comunale

COME AL SOLITO NON SONO MANCATI I COLPI DI SCENA di MATTEO CAVA Il Consiglio comunale di Scalea ha approvato il bilancio di previsione 2011, contando sui voti dei tredici componenti della maggioranza e incassando il no di soli quattro consiglieri di opposizione, tre del gruppo Scalea libera e uno di ScaleAdesso. Non sono mancati, infatti, i colpi di scena. Hanno abbandonato l’aula, dapprima, il consigliere di Apertamente Scalea, Gennaro Licursi, che ha contrastato fino all’ultimo il voto di indirizzo politico sull’alienazione della struttura del vecchio mercato coperto di via Fiume Lao; poi il consigliere Mauro Campilongo, ex assessore al Bilancio ed ex vicesindaco, ha lasciato l’aula a pochi istanti dal voto sul documento contabile. I punti in discussione in Consiglio erano

quattro: la risposta alle interrogazioni di ScaleAdesso su due grandi opere: Porto e Aviosuperficie; la ricognizione degli immobili di proprietà comunale suscettibili di valorizzazione e alienazione; il bilancio di previsione, quello pluriennale e le relazioni revisionali e programmatiche sulle opere pubbliche. Come è facilmente intuibile il dibattito si è surriscaldato sul documento contabile. È stato il consigliere con delega al Bilancio, Franco Di Giorno, a relazionare, precisando che la spesa prevista per convegni, mostre e rappresentanza non potrà superare del 20% quella dell’anno 2009, che nei prossimi anni ci sarà il federalismo municipale con molti cambiamenti nella gestione delle entrate comunali. q

o5 QUANDO IL TROPPO STORPIA L’Amministrazione comunale di Scalea ha avviato l’iter burocratico per la vendita del vecchio mercato coperto, sito in via fiume Lao, dove nell’area circostante, tutte le mattine, i pochi contadini di Scalea rimasti espongono i loro prodotti, assieme a qualche pescatore, a testimonianza delle nostre origini e culture: contadina e marinaresca; praticando la vendita dal produttore al consumatore. Va bene disfarsi di questo edificio, somigliante più a un vecchio e ingombrante Bunker tedesco residuato della Seconda Guerra mondiale, ma se questo significa anche sfrattare e scaricare tutta quella comunità che vi staziona e socializza accanto, ormai da decenni non è giusto. Questo spazio, non è solo un luogo dove è ancora possibile trovare prodotti nostrani (frutta, verdure, pesce, manufatti artigianali ecc.) a buon mercato, ma è anche un luogo di ritrovo, caro alle tante massaie che lo frequentano da sempre. Vendere beni immobili in questo momento non è opportuno, per due semplici motivi: primo, la vendita dell’immobile non servirà di certo a coprire il pauroso debito del comune (sarebbe come pensare di svuotare un mare con un secchio); secondo, il comune se dovesse intascare un po’ di denaro vedrebbe piombarsi addosso quella moltitudine di creditori, già allertati e armati di atti ingiuntivi, protesi a strapparglielo di mano. Ricordo poi ai tanti consiglieri dell’amministrazione Russo ancora in carica, che riguardo a quell’area si era sempre parlato di sistemarla al meglio, senza cambiarne la destinazione d’uso. Speriamo che non si tratti di aprire un’altra putìa, un ennesimo negozio di vendita al dettaglio dove si vende la mortadella e il gorgonzola, prodotti del nord, per giocare poi al ribasso con i supermercati già esistenti. Ormai, a Scalea e non solo, anche la grande distribuzione è andata in crisi; le chiusure di alcuni Discount sono la prova di quando il troppo storpia. (E.F.T.)


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Nella Nostra Città

IMPROVVISA E INASPETTATA MORTE DI UN INDIMENTICABILE SCALEOTA Il pescatore “sanremese” Roberto Sangregorio, 56 anni, molto stimato e conosciuto dalla marineria scaleota (era solito, in alcuni periodi dell’anno, fare un salto nella sua città di origine, dove aveva lasciato tanti momenti felici ma, soprattutto, stimati e affettuosi amici del rione Marina), è stato stroncato da un infarto, una notte dello scorso maggio, mentre si trovava in mare con il figlio, al largo di Imperia. Le operazioni di soccorso sono state coordinate dalla centrale operativa del 118. Sul posto è intervenuta anche una motovedetta della locale Capitaneria di Porto che ha portato a riva il povero Roberto, le cui condizioni apparivano particolarmente critiche da subito. Ad attenderlo in porto c’era un equipaggio della Croce Rossa di Imperia. In dettaglio i concitati momenti del tragico episodio. «A circa 1,5 miglia al largo della costa tra Imperia e San Lorenzo, il Motopesca “Fedele Fortuna”, mentre era intento nelle normali operazioni di pesca, lanciava un sos via radio sul canale 16 avendo a bordo un componente dell’equipaggio colpito da malore. Alle ore 00.31 la Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Imperia raccoglieva la richiesta di aiuto provvedendo ad allertare la dipendente Motovedetta CP 806 che usciva immediatamente in mare dirigendosi verso il Motopesca. Raggiunto il punto segnalato, l’equipaggio della Motovedetta provvedeva al trasbordo del marittimo e, continuando le azioni di primo soccorso già intraprese dal personale presente a bordo del motopesca, dirigeva velocemente verso il porto di Imperia Porto Maurizio dove erano già presenti il nostromo del porto, un’ambulanza ed un’automedica del 118, precedentemente allertati. Raggiunta la banchina del porto di Imperia-Oneglia, il personale medico, insieme al personale della Motovedetta, prestava assistenza allo sventurato marittimo provvedendo allo sbarco dello stesso ed al trasporto con ambulanza in Ospedale dove purtroppo, a quanto risulta, nonostante le cure prestate, se ne costatava il decesso». FABRIZIO TENERELLI

EMILIO ORRICO, amato genitore del nostro sempre disponibile e affabile amico e socio Aldo Orrico del CTF di Scalea è scomparso. Emilio era conosciuto, fra l’altro, per la devozione che aveva verso San Giuseppe, di cui aveva esposto una statua in località Fiume Lao, aperta alle visite di devoti e curiosi. Il 19 marzo di ogni anno, era solito festeggiare la solenne ricorrenza del santo con la celebrazione di una messa in suo onore. Il Direttore del Diogene e la Redazione tutta esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia, al sempre gentile Aldo e al premuroso Massimo.

ACCORATO APPELLO Anche quest’anno, la processione del Venerdì Santo è uscita dalla Chiesa di Santa Maria d’Episcopio, ma, purtroppo, senza tutte le antiche ed artistiche “varette”, le statuette in cartapesta che risalgono al 1880, quando arrivarono nel porto di Scalea da Napoli, a bordo di un bastimento. Nel rivivere i suggestivi riti tradizionali della Settimana Santa, abbiamo potuto ammirare soltanto i simulacri del Cristo morto, della S.S. Addolorata e del Crocifisso. Le altre “varette” sono però rimaste nei locali della Chiesa: Cristo alla colonna, Gesù nell’Orto degli Ulivi, la Veronica, San Giovanni, la Maddalena, Gesù con la croce e l’Hecce homo. Alcune di queste rare e preziose statuette dell’arte napoletana sono state restaurate alla meglio, ma altre sono in via di degrado, soprattutto a causa dell’umidità, che determina il disfacimento della cartapesta (vedi la statua del Cristo morto). Lanciamo, perciò, un accorato appello a tutte la Autorità istituzionali (Regione, Provincia, Comune di Scalea e Soprintendenza ai beni artistici e storici di Cosenza) affinché le “varette” vengano subito restaurate e salvate, affidando tale delicato compito ad accreditati professionisti esperti nel restauro della cartapesta. Scalea non può perdere questi pregevoli pezzi del suo patrimonio artistico, come è già avvenuto, purtroppo, con gli affreschi seicenteschi del salone del Palazzo dei Principi, il cui degrado era stato più volte segnalato, vanamente, a chi di competenza.

ERCOLE SERRA

L’ALTRUISMO E IL CORAGGIO DI ROBERTO Roberto Sangregorio, insieme al fratello ed all’equipaggio aveva salvato i colleghi del “Maria Santissima”. Il fatto risale al 7 ottobre del 2008, quando purtroppo perse la vita il 39enne Savino D’Elia. Lo scaleota Roberto Sangregorio, a bordo del suo peschereccio, insieme al fratello Orlando, fu protagonista del tentato salvataggio degli occupanti del “Maria Santissima Altomare”, peschereccio, affondato il 7 ottobre del 2008 al largo di Ventimiglia. Nell’incidente perse la vita il pescatore Savino D’Elia, 39enne, rimasto impigliato nelle reti. I due Sangregorio, insieme all’equipaggio, nonostante riuscissero a portare in salvo gli altri occupanti del “Maria Santissima Altomare”, poterono fare nulla per Savino D’Elia, purtroppo già morto. Il fatto scosse l’ambiente marinaro sanremese e noi ricordiamo i fratelli Sangregorio commossi, al rientro in banchina, per quanto accaduto.

LA SCOMPARSA DI ROBERTO SANGREGORIO NEI RICORDI DELL’AMICO NUCCIO «Roberto, amico mio fraterno, sei andato via nel modo che sicuramente avresti preferito: in mare. Io e Te abbiamo condiviso anni di amicizia, di confessioni, di confidenze e mai uno screzio. Tu mi chiamavi zio Nuccio e porterò sempre con me il ricordo di quando mi chiedesti di aiutarTi nell’acquisto del peschereccio; sembravamo Totò e Peppino ma, alla fine, tra mille peripezie e mesi di trattative, l’abbiamo portato a casa. A “pagamento” del mio aiuto, oltre a tante mangiate insieme, mi hai dato 10.000 lire ed io ti dissi che le volevo firmate da Te. Eccole, sono sempre state con me nel mio portafogli, a suggello di un’amicizia di anni ed anni, e lì rimarranno. Mancherai a tutti, alla tua famiglia, ma anche al porto, alla gelateria e al Sandy, e mancherai anche a me, che da oggi sarò più solo, ciao, Nuccio». q

DISPIACERE PER LA SCOMPARSA DI UN PEZZO DI STORIA CITTADINA

All’età di 64 anni, se ne è andato in punta di piedi Lorenzo Laino (nella foto con la casacca nera), grande appassionato di mare e gestore, col figlio Vincenzo, del lido ‘A Stagliata, situato di fronte alla bellissima scogliera dell’Ajnella. Fino a qualche anno fa, con l’amata mamma Silvia Lambiase, in via Lauro era titolare di un avviato negozio di terracotte e casalinghi. Per lungo tempo, sempre con l’ausilio dell’anziana mamma, aveva “fatto” i mercati settimanali nei paesi limitrofi. Era inoltre bravo a pitturare e a realizzare lavoretti artigianali che esponeva, soprattutto, nella sua caratteristica e accogliente stazione balneare. Da giovane aveva fatto parte dell’A.C. Talao, che con l’altra squadra cittadina, l’U.S. Scalea, negli anni ’60 ha diviso in due il tifo e la popolazione, dando vita a memorabili derby: indimenticabile quello della stagione 1964-65, che si concluse con l’inaspettata vittoria della Talao, in cui Lorenzo fu stratosferico a difendere eroicamente e strenuamente la sua porta dagli assalti a raffica degli attaccanti biancostellati capeggiati dal bomber Pasquale Bergamo. Per la Talao e la sua tifoseria, quella vittoria è rimasta stampata in modo incancellabile nella storia del calcio locale e di tutte le stracittadine. Un altro incontro che vide grande protagonista il giovane Lorenzo Laino (aveva appena 18 anni ed era già titolare) fu quello contro la capolista San Lucido, uno squadrone che, per la sua forza tecnica ed agonistica, metteva paura a tutti gli avversari del suo girone. Lorenzo, in quella gara, con le sue prodezze, fece gridare al miracolo, balzando alle cronache del calcio calabrese. Unico neo, se così può definirsi, erano certe sue “lorenzate”: come tutti i grandi portieri, oltre a grandi capacità tecniche e a grandi scatti di reni, aveva a volte qualche giustificato… scatto d’ira, specie di fronte a certe cervellotiche decisioni arbitrali. Fondamentalmente, però, Lorenzo era la persona più buona del mondo. q

Giugno/Luglio 2011 A FINE MAGGIO SONO VENUTI A MANCARE ARTURO BLOISE, gran signore ed eccellente sarto della dinastia Bloise. Oltre ad essere un maestro, era una persona gentile, corretta e sempre disponibile. Il Direttore del Diogene e la Redazione porgono le più sentite condoglianze alla cara moglie e alla famiglia tutta. ******** CARMELINA VALENTE, già da alcuni anni non vedente e diabetica. “Padrona di casa” di una numerosa famiglia di pescatori, con lavoro e grandi sacrifici, insieme al marito Rodolfo Manco, è riuscita a portare avanti, con grande dignità e a testa alta, il nutrito “focolare domestico”. Oltre a svolgere lavori saltuari e ad aiutare il marito e i figli nella vendita del poco che si riusciva a pescare, ha prestato servizio, fino all’età pensionistica, presso la scuola statale materna. Al sempre premuroso genero Antonio Passalacqua, nostro affezionato socio, al figlio Antonio, nostro amico della prima ora, e alla famiglia tutta, giungano le più sentite condoglianze da parte del Direttore e della Redazione del Diogene.

NEI PRIMI GIORNI DI GIUGNO CI HANNO LASCIATO UGO AVENA, la notizia della morte del simpatico “Ugo ‘u Duce” si è diffusa nei primi giorni di giugno. Persona simpatica e cordiale, viveva da anni, con la famiglia, in Friuli. Puntualmente, però, ad ogni estate piombava a Scalea, seguito dall’immancabile figlio e dalla cordiale moglie. Quando era possibile, soleva fare una capatina nel suo paesello d’origine anche nella stagione invernale, in vista delle festività natalizie. A suo modo, Ugo era un personaggio davvero singolare. Noi ragazzini degli anni ’60 lo ricordiamo, prima che partisse definitivamente per il Nord Italia in cerca di lavoro, massaggiatore tutto fare dell’A.C. Talao, con l’immancabile tuta azzurra ed il sorriso sempre pronto a mostrare la sua bianca dentatura, in risposta agli sfottò di un tempo andato… ******** La signora ELVIRA BARONI, amata e premurosa mamma della nostra carissima e affettuosa Daniela Bonzagni, ci ha lasciato dopo lunga e dolorosa malattia. Alla gentile e sempre sorridente Daniela, esempio di rettitudine, che negli ultimi anni ha tralasciato il suo lavoro e rinunciato quasi a tutto, pur di stare vicina all’adorata mamma e al suo papà Sandro, vanno le più sincere condoglianze da parte del Direttore e della Redazione del Diogene. ******** GIORGIO BELCASTRO, fratello del nostro sempre disponibile amico e sostenitore del Diogene, Michelangelo. È deceduto all’età di 61 anni nell’ospedale di Reggio Calabria. La Redazione del nostro giornale e il Direttore Manco formulano le più sentite condoglianze a Michele e alla sua famiglia. ******** A chiusura di giornale, apprendiamo la triste notizia della prematura morte del 37enne AUGURIO GALIANO, nostro affezionato e caro lettore. Ciao Augurio.

PROGETTO “TRACCE DI SPORT” Il grande Andrea Zorzi con Rafting Yahoooooo si emoziona tra le gole del Lao

All’interno del progetto “Tracce di sport” si pone la discesa di rafting organizzata dall’associazione sportiva Rafting Yahoooooo di Scalea per Andrea Zorzi, bandiera e orgoglio della pallavolo italiana. La magnifica idea, nata su iniziativa di Elena Donaggio (ricercatore IRS) e Andrea Zorzi (ex-pallavolista e giornalista), ha l’obiettivo di guardare allo sport dalla duplice prospettiva del ricercatore e dello sportivo. «Un luogo splendido che sta pian piano trovando la sua strada per crescere», questo il commento dell’ex pallavolista entusiasmato dalle rapide e dalla bellezza dei posti del Parco Nazionale del Pollino. Rafting Yahoooooo, leader nel settore, organizza escursioni sul fiume Lao, discese di rafting alla portata di tutti. Per info e contatti: cell. 320 4416639 - web: http://www.raftingcalabria.it


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Nella Nostra Città

Fiocco Azzurro

Promossa a pieni voti l’Associazione “Scalea nel Piatto”

Alle ore 20,45 del 16 maggio 2011, in Lagonegro (Pz), per la gioia di mamma e papà, è nato il piccolo Arturo Greco, desiderato e atteso primogenito del nostro amico e collaboratore Enzo Greco e di Stefania Cirimele. Il bellissimo Arturo, appena venuto alla luce, pesava 3 chili e 350 grammi. Ad attenderlo c’erano, trepidanti e gioiosi, tutti i familiari con in testa la nonna paterna, signora Franca, comprensibilmente emozionata e traboccante di felicità. Ad Enzo e alla dolce consorte Stefania, il direttore Nando Manco e la redazione tutta del Diogene fanno giungere i più sentiti e cari auguri, estesi alle famiglie Greco e Cirimele. q

MILLE PERSONE PER ASSAGGIARE I “RASCKATIELL(I) PACC(I)

GENOVA E METAFORA FANNO RIVIVERE LE VIBRANTI EMOZIONI DI UN TEMPO

Come accadeva negli anni ’50, ‘60 e ‘70, con le serate a tema, torna in auge al Genova di Scalea la musica dal vivo. Nello spazio “American bar”, da qualche settimana, con la direzione artistica e le ideazioni dell’estroso Luca Grisolia, terzo figlio della “dinastia Genova”, si sta ricreando, in quella che è stata la celebre “rotonda” di via Lido, un’atmosfera antica per certi versi ma, allo stesso tempo, modernissima e attuale. La musica, in occasione di ogni serata a tema, viene abbinata al cibo presentato e distribuito durante il corso dell’intrattenimento. In questi viaggi di Gulliver, si è passati dalle “tappe” italiane (polenta) a quelle inglesi (roastbeef), al tango argentino condito con il famoso e gustoso empanados, al “chili” messicano, alle tappe americane a ritmo di musica dei mitici gruppi storici che hanno segnato un’epoca. La serata dedicata all’America ha visto la straordinaria esibizione del gruppo emergente scaleota dei “Meteora”, che ha emozionato ed entusiasmato il pubblico che ha applaudito a lungo. La serata, come da menu statunitense, prevedeva: carne alla brace, contorni vari abbinati, tanta birra e, logicamente, musica americana. Ai primi 50 intervenuti, la direzione del Genova ha dato in omaggio una bandana con i colori della bandiera americana. Un’altra cosa simpatica e originale della fantastica serata è stata quella di vedere l’intera sala gremita di gente con camicie country. Alla fine, tutti contenti ed entusiasti per la magica serata e appuntamento alle prossime. Ricordiamo che le serate del giovedì di Gulliver proseguiranno fino al 21 luglio (serata dell’arrivederci), con protagonista, stavolta, il misterioso e affascinante Marocco, che proporrà un piatto di stufato speziato e arachidi (durante la serata è prevista l’esibizione di una danzatrice del ventre). Info Metafora: 320.8683993 - 320.5514199

di SARA SILVESTRI Dopo circa tre mesi di puntuali incontri settimanali, 14 ristoratori di Scalea hanno scelto il piatto che dovrà prendere per la gola gli amanti della buona tavola. Per decenni si è parlato di piatti tipici tramandati da generazioni intere, di piatti legati ai cambi di stagione, contrassegnati da feste sentite ed aspettate come il Natale, la Pasqua, il Carnevale e, da circa 40 anni, del menu di Ferragosto. Abbiamo sempre seguito e aspettato i cambi delle stagioni per utilizzare le tantissime bontà ricavate dalla nostra fertile terra, da cucinare poi in mille modi diversi, straordinariamente deliziosi e gustosi. ‘A Taverna - L’Antica Osteria - L’Ancora - Il Clandestino - Il Forest Villa Brazzano - Il Giò Pub - Il Genova Hotel - Il Metastasio - Le Mimose - La Rondinella - La Scogliera - Il Santa Caterina Village - Il Tarì e il Vigrì sono le 14 attività culinarie che con impegno, perseveranza, caparbietà e passione, in questi mesi, si sono dati appuntamento a cadenza fissa per seguire e programmare tutte le fasi preparatorie che hanno portato alla nascita del primo piatto realizzato dai ristoratori: un piatto, per intenderci, non di tradizione. Le 14 aziende hanno dato vita all’Associazione denominata “Scalea nel Piatto”. Il piatto, che è un mix di innovazione e tradizione, ha preso il nome di “Rasckatiell(i) pacc(i)”. Il tipo di pasta, anche se richiama un’antica pasta di casa fatta a mano, molto apprezzata e ricercata, è riportato ai giorni nostri: la forma, anche se voluta leggermente diversa per una questione di resa e sapori, è composta da grani selezionati duri di primissima scelta. Pacc(i) racchiude le tre parole chiavi del piatto: peperoncino rosso macinato, acciughe fresche del nostro mare, il cedro delle nostra terra. L’altra lettera C, l’ultima, come omaggio-riconoscimento, potrebbe fare riferimento ai 14 cuochi-chef scaleoti che tanto impegno e amore hanno profuso per il raggiungimento dell’obiettivo che, al momento, sembra entusiasmare, non solo il popolo scaleota, intervenuto in massa, ma anche le tantissime persone accorse dal circondario e i turisti presenti. La presentazione è solo un primo passo verso il vero e proprio successo, un banco di prova che già con l’imminente estate potrà dare i primi responsi. Logicamente, per portare in alto l’ultima invenzione gastronomica scaleota, nessuno dei promotori potrà permettersi di abbassare la guardia, in quanto il piatto va sostenuto e proposto sempre e categoricamente con i giusti e risaputi ottimi ingredienti, nei minimi dettagli e con la massima cura al momento della preparazione e del servizio in tavola. L’entrata in tavola di questo studiato primo piatto, tanto per capirci, dovrà diventare un rito, un non plus ultra, una quinta essenza che dovrà portare a toccare vertici impensabili, per aggiungersi degnamente alla nostra già ottima e apprezzata cucina. Tornado alla presentazione, avvenuta in piazza Padre Pio, dove si è registrato il tutto esaurito, l’Associazione “Scalea nel Piatto” ha catturato il palato di centinaia di turisti e residenti che non si sono fatti scappare, è il caso di dirlo, la ghiotta occasione. Prima di passare all’atteso assaggio, il festoso pubblico ha seguito con attenzione un dibattito con-

dotto con linearità e in modo egregio e impeccabile dal nostro direttore Nando Manco che, in sequenza, ha chiamato e fatto accomodare sul palco, rispettando l’ordine della scaletta, i numerosi e importanti ospiti: l’onnipresente ed energica presidentessa dell’Associazione Francesca Russo, che ha aperto la serata, il nostro prezioso collaboratore Ercole Serra, che ha parlato brevemente della nostra storia culinaria, Franco Matellicani, produttore della pasta scelta per il piatto, che ha disquisito su alcuni dettagli tecnici, l’ormai “internazionale” prof. Enzo Monaco, presidente dell’Accademia del Peperoncino, l’immenso e simpatico prof. Franco Galiano, grande cultore del cedro e presidente dell’Associazione Internazionale di questo magico frutto sacro, l’ottimo presidente della Pro Loco di Scalea Giovanni Le Rose e quello, altrettanto attivo e puntuale, dell’Alto Tirreno Calabrese, Antonello Grosso La Valle. Infine, spazio alla politica: gli assessori comunali Franco Galiano e Giuseppe Forestieri, promotori del piatto e dell’idea, il sindaco di Scalea Pasquale Basile e l’on. regionale Giampaolo Chiappetta. Le conclusioni, come l’apertura, sono state affidate alla brava Francesca Russo. Al termine del dibattito, tanta buona musica con Carla Cauteruccio e “I Ventu Novu”. Comprensibile l’“assalto” alla degustazione gratuita dell’atteso piatto, che pare sia piaciuto tantissimo agli intervenuti. I vini di accompagnamento sono stati offerti dalla cantina “Verbicaro Viti & Vini”, la buonissima pasta è stata regalata dall’azienda “Cuore di Pasta” - distribuita da Good Food Production sas, mentre l’olio extra vergine è stato messo a disposizione dal frantoio dei F.lli Pugliese. Un ringraziamento particolare va anche al consorzio “Cedro di Calabria”, nella persona di Angelo Adduci, per aver fornito un prodotto di primissima qualità e scelta, e all’azienda ittica “Sea World” di Alvaro Sollazzo. «La riuscita di questa stupenda manifestazione - ha dichiarato il sindaco Pasquale Basile - è il risultato di un’operazione condotta in parte dall’Amministrazione comunale ma soprattutto dagli operatori della gastronomia scaleota che, unendosi tra loro, hanno ottenuto questo grande e meritato successo. E la presenza di tanta gente, lo testimonia. Non si è trattato di un percorso semplice - ha continuato il primo cittadino - ma c’è stato bisogno di un notevole impegno che ha richiesto caparbietà, dinamismo e tantissima volontà. Per questo ringrazio gli assessori Galiano e Forestieri che hanno creduto in questa iniziativa, mentre al presidente dell’Associazione “Scalea nel Piatto” e agli atri promotori - ha concluso Basile - vanno i miei auguri per altre nuove e prestigiose iniziative». q


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Nella Nostra Città

Curiosità

L’USATO IN ITALIA

Strumento di una nuova economia Gli oggetti usati possono diventare strumento di una nuova economia? Se lo chiedono gli Stati generali dell’Usato, assemblea che mette a confronto per la prima volta gli operatori dei mercati storici e delle pulci. A Scalea, fino a qualche anno fa, aveva luogo con successo un frequentato ed apprezzato “mercatino delle pulci” che una volta al mese e per due giorni richiamava gente da ogni parte nella suggestiva piazza Cimalonga. Un vero peccato è stato perderlo e non riaverlo più. Con il nostro giornale tantissime volte abbiamo cercato di sollecitare chi di competenza per riaverlo. Purtroppo, però, ogni tentativo di sensibilizzazione è stato vano. Attualmente un mercato dell’usato permanente ha sede nella strada che dal bivio della S.S. 18 porta alla vicina Santa Maria del Cedro, dove è possibile trovare di tutto: dall’antico, al modernariato, al moderno. Visitabile tutti i giorni, orari di negozio. A Praia a Mare, in via Turati, 149 (inizio città, lato sud, di fronte Q8 - Info 0985.73690 333.6584972), si trova un altro negozio di antiquariato, “La bottega dell’antico”, che si avvicina tantissimo ad un “Mercatino delle pulci”, con oggetti di straordinario interesse come mobili d’epoca, bronzi, curiosità, dipinti, oggettistica, orologi, porcellane, comodini, specchiere, cassettoni e molto altro ancora e …a prezzi davvero contenuti. q

IL RADUNO DEL VESPA CLUB INTITOLATO ALLA CARA DEBORA L’8 maggio 2011, il “Vespa Club Scalea” ha presentato il 3° Vespa Raduno Interregionale “Riviera dei Cedri”. L’edizione di quest’anno è stata dedicata a Debora Scarfone, amata fidanzata di uno dei maggiori esponenti del club, Emanuele Di Vattimo, scomparsa, improvvisamente e immaturamente, il 3 marzo 2011, a soli 35 anni. Hanno partecipato al Raduno 170 vespe provenienti dai vari “Vespa club” della Calabria, Puglia, Basilicata e Campania, con la gradita sorpresa della new entry del “Vespa Club Perugia”. La bella manifestazione ha avuto luogo nella Villa Comunale. Il giro turistico si è svolto per le vie cittadine e poi si è prolungato verso Tortora, dove, nel bel Centro storico, l’Amministrazione comunale ha offerto un rinfresco a tutti i partecipanti. Durante il pranzo, che si è svolto presso il ristorante “La Loggia”, hanno avuto luogo le premiazioni di rito, seguite dai saluti di arrivederci a tutti i partecipanti. Il “Vespa Club Scalea” ringrazia l’Amministrazione Comunale di Scalea, la Polizia Municipale, il comando dei Carabinieri di Scalea e l’Amministrazione comunale di Tortora, ovviamente insieme a tutto il team del “Vespa Club Scalea”. Anche in questa stagione, il “Vespa Club Scalea”, in particolar modo nella persona dell’ottimo Emanuele De Vattimo, ha

BARBARA E INCONTROLLATA INVASIONE Viviamo in un’epoca in cui tutto viene monitorato,misurato, controllato per cui, l’informatizzazione permette di avere sott’occhio, in continuazione, tutti i dati possibili di qualsiasi argomento. Fra questi molto gettonato è il problema “ambiente”, è molto Trandy, disquisire, con competenza, intorno alle condizioni più o meno vituperate, dell’ambiente che ci ci circonda. Tutto ciò però, non vale a Scalea. La natura ci ha regalato un sito meraviglioso, desiderato da migliaia di visitatori che, ogni anno ci onorano della loro presenza e noi, per meglio accoglierli, distruggiamo ciò che li spinge a venire da noi. Assistiamo così al progressivo scempio dell’ambiente di Scalea: il patrimonio verde viene sistematicamente depauperato per far posto a sempre nuove strutture mobili e non che, dovrebbero servire a fornire giochi e “servizi” per il tempo libero. Che dire, poi, della gastronomia ambulante? Certamente molto colorita, richiama alla mente immagini del terzo mondo, dove si commercializza per strada ogni genere di alimento, su banchi, banchetti, preziosi salumi allo smog, formaggi all’ossido di carbonio, porchette alle vespe e mosche, panini e fritture di vario tipo effondono nell’aria profu-

SUCCESSO DEL BINOMIO SPORT-TURISMO

mi ed olezzi misti di olii ed ottani. Tutto in barba alle più elementari regole di igiene ed in dispregio dell’ambiente. tutto realizzato e concesso all’insegna di un malinteso senso di “turismo” e di sfruttamento della stagione estiva. Di conseguenza, la domanda che nasce è: «Vale la pena di vivere una vacanza in un luogo che è la fotocopia di quello dal quale si proviene?» Un esempio per tutti: L’ex isolotto della Torre Talao è stato più volte celebrato da penne molto più autorevoli della mia, per la sua unicità, per la presenza sulle sue pendici di una vegetazione autoctona e un orto botanico unico nel suo genere, inoltre, è sede di un sito archeologico che ha consentito di stabilire che le grotte, ivi esistenti, sono state abitate in età paleolitica; ebbene, continua l’assalto all’area sottostante, quella che nelle adiacenze ospita le favolose grotte dell’acqua sulfurea, rigogliose palme e molte altre pregevoli cultivars, invasa da “attrazioni” per il tempo libero e da enormi cartelloni invasivi che ostacolano la vista verso lo splendido e millenario scoglio simbolo di Scalea. Cosa accadrebbe se la stessa cosa avvenisse nei paraggi di due simboli come il Colosseo o il Duomo di Milano? A Scalea, purtroppo, per i nostri amministratori comunali, da sempre, evidentemente, nulla ha valore e tutto è consentito, come avviene in zona franca. In questo modo e senza un minimo controllo, però, si crea un danno totale, irreversibile e negativo a un ambiente che in molti ci invidiano.

GIAN ENRICO ZAMPROTTA

PER GLI SCALEOTI TERME GRATUITE A LATRONICO Domenica 15 maggio, a Scalea, è iniziato “Terra di tornei”. Il primo dei quattro tornei di calcio della stagione, “Supercoppa Città di Scalea”, organizzato, alla perfezione, dal Tenuta Group guidato da Silvio Tenuta, che da oltre quindici anni, spesso in silenzio ma con estrema professionalità, organizza eventi sportivi a livello nazionale e internazionale che promuovono il nome di Scalea in Italia e all’estero. I mesi preferiti sono maggio, giugno e luglio, quando migliaia di sportivi, spesso con le relative famiglie, partecipano alle manifestazioni, accrescendo le presenze turistiche nella nostra città. Il consigliere con delega allo Sport, Fabio Ferrara, insieme al sindaco Pasquale Basile, ha posto grande cura nella programmazione dell’evento, intendendo valorizzare al massimo il lavoro dell’organizzatore: «Ci sarà il pieno appoggio dell’Amministrazione comunale per far sì che tali iniziative, che rappresentano ormai un’eccellenza per il territorio della Riviera dei Cedri, possano crescere sempre più, sviluppando così un concetto di turismo sportivo sul quale puntare. Il secondo evento, il “17° Torneo Internazionale”, si è svolto dall’1 al 5 giugno e ha visto la partecipazione di circa duemila persone, tra giovani atleti, dirigenti, addetti ai lavori e parenti dei ragazzi. E la festa continua. q

Giugno/Luglio 2011

Gruppi di cittadini di Scalea ospiti delle Terme di Latronico. L’iniziativa è dell’assessore al Turismo Giuseppe Forestieri, in collaborazione con l’assessore alla Sanità Maurizio Ciancio. Le cure termali inizieranno a partire dal mese di luglio fino al 31 ottobre 2011. I cittadini possono utilizzare tale servizio per un ciclo di cure termali di dodici giorni. È necessario presentare domanda entro e non oltre le ore 12.00 del 30 giugno, ritirando il modello disponibile presso l’ufficio relazioni con il pubblico, al Comune di Scalea in via Plinio il Vecchio. L’iniziativa è stata attivata dall’Amministrazione comunale di Scalea in collaborazione con le Terme lucane di Latronico, in provincia di Potenza. q

OTTONI IN LIBERTÀ Apprezzamento per il fuori programma (non previsto nel cartellone di giugno) che si è rivelato un momento musicale raffinato e d’eccezione. L’isola pedonale di Piazza Caloprese si è animata con le musiche ed i canti proposti dalla Banda Musicale Città di Scalea per i centocinquant’anni dell’Unità d’Italia. La direzione è stata affidata al maestro Paolo Grenga che segue con attenzione e grande entusiasmo i musicisti della Banda. Un vero e proprio evento, insomma, con musiche che rievocano l’idea dell’Unità d’Italia, ma anche con pezzi cantati che danno l’idea del nuovo del futuro che avanza. q

dato prova di grande professionalità ed impegno, organizzando, senza sbavature, la seguita e attesa manifestazione che prende il nome da quello che, in Italia e all’estero, rappresenta il mezzo a motore su due ruote più famoso e amato. Encomiabile e davvero toccante l’idea di intitolare l’edizione 2011 alla sfortunata e dolce Debora, che ricordiamo bene come apprezzata artista che, nell’estate del 2006, aveva partecipato al “Premio Scalea Estemporanea” nella suggestiva piazza De Palma, conseguendo un’ottima affermazione. Ricordiamo che la manifestazione ha avuto varie edizioni, alle quali hanno partecipato artisti non solo calabresi ma provenienti da tutt’Italia, e ha raggiunto un livello ed una notorietà davvero ragguardevoli. Il concorso si proponeva la rivalutazione del Centro storico e la creazione di una Pinacoteca Comunale. Obiettivo che purtroppo, come tutte le cose belle, è svanito da un anno all’altro, principalmente a causa della scomparsa del suo promotore, l’indimenticato artista prof. Mario Forestieri. A suo figlio Giuseppe, attuale assessore comunale al Turismo, rammentiamo che non tutto è perduto e che, con il suo impegno ed il naturale coinvolgimento di sua madre Rita Amato, artista di indubbie qualità, la manifestazione culturale potrebbe aprire un altro ciclo. Ricordiamo che la pittrice Rita Amato aiutava lo scomparso coniuge Mario nell’allestimento della seguitissima estemporanea, che era arrivata a mettere in palio ben 4 premi da destinare allo squadrone di artisti che ogni anno si davano appuntamento nella Biblioteca comunale, muniti di tela e pennelli, per dare sfogo alla loro creatività. q

3° RADUNO AUTO E MOTO D’EPOCA “ALTOTIRRENOCALABRO” Raduno di veicoli d’epoca con expofiera motoristica, animazioni motoristiche con 4x4 e auto da Rally, Mostra “Vespa” e “Lambretta”. Scalea, 25/26 giugno 2011 - Piazza Aldo Moro Si è tenuto per il terzo anno consecutivo il Raduno auto e moto d’epoca “Altotirrenocalabro”, con animazioni di ogni genere motoristico, come 4x4 e Rally. La kermesse di 2 giorni si arricchisce di una expofiera che riunisce gli operatori del settore motoristico, quali ricambisti e rivenditori di auto, moto d’epoca e moderne. Non sono mancate le animazioni musicali e l’angolo sportivo motoristico, con gare a tempo che hanno visto protagonisti gli equipaggi partecipanti. L’organizzazione ha messo a disposizione di chi è arrivato da lontano e ha voluto essere a Scalea per la due giorni dell’evento o per più tempo, un pacchetto di pernotto, pranzo, cena e prima colazione, presso strutture alberghiere convenzionate di 1a,2a e 3a categoria.

CLUB AUTO D’EPOCA SCALEA & MOTORETRÒ


Giugno/Luglio 2011

Parola ai Lettori

LA CITTÀ DEL FUTURO CHE NON VEDE FUTURO Il 27 giugno del 2010, a pochi mesi dall’insediamento dell’attuale Amministrazione comunale, il giovane capogruppo Francesco Acquaviva, forse sull’onda dell’entusiasmo per l’entrata a Palazzo di Città, indicò le linee programmatiche dell’amministrazione Basile in un’ampia intervista al giornalista Matteo Cava, pubblicata su “il Quotidiano”. Nell’accorato pezzo, Acquaviva si sbilanciò oltre il dovuto, parlando degli obiettivi della sua maggioranza e di alcune opere da valorizzare ed avviare. Inizialmente si sarebbe dato corso alla sistemazione del mercato coperto, all’ammodernamento della villa comunale, alla rivalutazione di piazza Aldo Moro e al prolungamento dell’isola pedonale, per finire alle strutture sportive. «Si tratta di proposte concrete - disse il capogruppo di maggioranza - immediatamente realizzabili». Nell’articolo si riprendevano anche i concetti lanciati in campagna elettorale: sviluppo, trasparenza e partecipazione. L’Amministrazione comunale avrebbe dovuto dare attuazione al piano strutturale comunale «per proiettare Scalea in un nuovo modello di sviluppo urbano». Acquaviva parlava anche di viabilità e di riqualificazione della rete stradale, di organizzare percorsi alternativi per fluidificare il traffico locale, di realizzare rotonde nei punti nevralgici e di distribuire in modo più razio-

nale le aree destinate ai parcheggi. L’Amministrazione riteneva necessario integrare il borgo antico alla nuova città pensandolo quale luogo di cultura. C’era l’idea di volere aiutare i commercianti e gli imprenditori che intendevano investire nell’area dell’agglomerato antico, riducendo o eliminando alcune tasse e tariffe. Si parlava anche della realizzazione di un canile municipale, della pianificazione delle zone destinate al commercio ambulante, dell’accesso gratuito ad internet con l’utilizzazione della tecnologia wi-fi. Altri temi toccati nell’intervista erano l’ambiente, le isole ecologiche e i corsi d’acqua da monitorare, la pulizia periodica dei corsi fluviali e la pulizia, per tutto l’anno, delle spiagge. «Inoltre, sarà potenziata la raccolta differenziata con l’incentivazione dei sistemi di riduzione di conferimento di rifiuti solidi». Nella lunghissima elencazione, Francesco Acquaviva promise di tutto, eppure nessuno gli stava correndo dietro col fucile puntato. Più che un articolo, il suo sembrava un testamento per la città. Ora, che è già passato un anno, mi chiedo cosa è stato fatto in proposito e se, nonostante tutto, quei proclami di speranza restano ancora in piedi.

VINCENZO RUSSO Conoscendo la serietà di Francesco, parleremo di esagerazioni dovute all’inesperienza e alla voglia di fare e di vedere Scalea, finalmente, fuori dal pantano delle acque torbide in cui è relegata da lungo tempo. Sicuramente, prima di esternare certe idee e di sbilanciarsi in progetti azzardati, egli avrebbe fatto meglio, come si suol dire, a fare i conti con l’oste. Ma, tornando sull’avventato elenco di cose da fare e rimanendo in trepidante attesa del “cambiamento” promesso, segnaliamo alcune di quelle che, a nostro giudizio, dovrebbero essere le priorità dell’amministrazione Basile, a cominciare dalla fatiscente condizione del cosiddetto mercato coperto, più volte segnalata da noi del Diogene. Il vero simbolo dell’inefficienza politica scaleota! Inoltre, la villa comunale, in preda ad una mummificazione che si protrae da decenni, andrebbe rimodellata, così come andrebbe reso agibile lo slargo-parcheggio adiacente il ristorante “Vigrì”. Tuttavia, temiamo che ciò non sarà fatto e, perciò, prepariamoci a vivere l’ennesima estate nell’immondezzaio-favelas dell’Ajnella. Nell’immenso manto di asfalto di piazza Aldo Moro, destinato solo a parcheggio a pagamento, non c’è traccia e ombra di una striscia bianca. Il prolungamento dell’isola pedonale (uno dei pochi segni di civiltà di questi ultimi anni), che qualcuno vorrebbe addirittura riaprire al traffico veicolare, resta ancora in predicato, mentre è calato il sipario sulle bretelle di via Neghelli e della B.V. del Carmelo, importanti percorsi alternativi che potevano e dovevano decongestionare il traffico cittadino. Infine, per rispetto verso la città e l’ambiente, appare doveroso menzionare il più volte ventilato spostamento del mastodontico distributore di carburante adagiato ai piedi dei tre più famosi e bei palazzi del Centro storico, di cui, come se ci fosse un veto in atto, nessuno parla più. Tutto ciò, mentre non v’è alcuna traccia delle agevolazioni promesse a quanti sono intenzionati a mettere su bottega tra i meravigliosi ed unici vicoletti del Centro storico. In ogni modo, continuiamo ad aspettare fiduciosi un segnale concreto da parte dell’Amministrazione, se non altro per dare speranza alla Città. q

o9 SBALLO A BUON MERCATO Non c’è bisogno di andare in discoteca per impasticcarsi e provare lo sballo sotto l’effetto delle luci psichedeliche e della musica assordante, quando a Scalea c’è qualche fruttivendolo che lo pratica a buon mercato. Di recente, è stato venduto un meloncino a 4 euro al kg. a un malcapitato consumatore che, qualche giorno dopo, da un ambulante, ha comprato una cassetta che ne conteneva sei, di altrettanta buona qualità, pagandola al prezzo di soli 5 euro. Un altro acquirente ha provato lo sballo nello scorso mese di dicembre, acquistando a caro prezzo, sempre dallo stesso fruttivendolo, dei comunissimi “piparuol(i)” (peperoni). Prezzi da vero sballo sono sistematicamente praticati anche in altri settori: lamentela fresca di questi giorni è quella fattaci da un nostro lettore, al quale un negozio di ottica di Corso Mediterraneo e un altro della vicina Diamante avevano chiesto dai 550 ai 600 euro per un paio di lenti a contatto su misura, che ha poi acquistato a Milano per soli 250 euro. Ai Romani (come, penso, agli Scaleoti e un po’ a tutti noi), quando subiscono simili ‘mbrusature, gli “rode er culo”: riporto questa tipica espressione della Capitale perché è sicuramente quella che meglio descrive, in senso figurato, lo stato d’animo e soprattutto le sensazioni delle persone fregate. Come è possibile che Scalea e la vicina Diamante, cittadine della Calabria, una delle regioni più povere d’Italia, siano, nello specifico, più care di Milano? Ma non si è sempre detto che il costo della vita al Nord è più alto? Suggeriamo a questi commercianti danarosi, che sono senz’altro da bacchettare, di passarsi una mano sulla coscienza prima di speculare su beni di prima necessità, quali sono i prodotti alimentari e gli articoli sanitari, e di rispettare la normativa che disciplina il commercio, vitale e importante settore economico. Altrimenti costoro non si devono lagnare quando vedono i potenziali acquirenti girare alla larga dalle loro attività commerciali e tirare dritto verso i supermercati o, peggio ancora, uscire da Scalea. Dispiace dirlo, ma certamente la grande distribuzione solitamente rispetta la normativa sul commercio più del piccolo negozio: come, ad esempio, accade riguardo all’esposizione dei prezzi dei prodotti in vendita (art. 14 D.L. 114/98 sulla pubblicità dei prezzi – l’art. 22 dello stesso decreto prevede una sanzione amministrativa per l’esercente che non pubblica i prezzi, consistente nel pagamento di una somma da 1.000.000 a 3.000.000 di lire, logicamente da convertire in euro). In conclusione, è bene che anche l’organo competente di controllo, ovvero la polizia municipale, si attivi per far rispettare la normativa sul commercio. Ciò servirà a tutelare non solo i consumatori, ma anche l’onorabilità dei tanti onesti e seri commercianti operanti sul territorio.

LETTERA FIRMATA

Sicuramente, alcuni commercianti, a volte, possono esagerare perché attanagliati dalla crisi e dalle tasse varie. Siamo però convinti che, così facendo, possono solo aggravare la loro già precaria situazione e aumentare ulteriormente l’agguerrita concorrenza. Alla fine, eccezioni a parte, l’onestà vince e premia sempre. q

28/6/2011


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Parola ai Lettori

NON È CERTAMENTE MANIA DI PERSECUZIONE… Sul “Diogene moderno”, uscito di recente, si è dato ospitalità a un articolo di Gian Enrico Zamprotta, all’epoca socio-ordinario della LUAP, nonché membro del consiglio direttivo. Già il titolo in testa all’articolo rivela una inusitata e ingiustificata acredine nei riguardi dei soci e dell’associazione nel suo complesso, ma ancora di più un inconfessato livore verso idee e valori che appartengono a pieno titolo al patrimonio della sinistra che insieme al complesso dei valori del mondo liberale e cattolico ha dato vita a un robusto insieme di norme costituzionali che sono ancora oggi a salvaguardia di un autentico ordinamento democratico, che trova nella ricchezza e diversità delle opinioni la sua ragione di vita. A difesa del clima di libertà di pensiero e di espressione e di operoso impegno, dispiegato con interventi formativi generosi e disinteressati da tutti i soci e in qualità di presidente della LUAP, sento il dovere di difendere l’operato dell’Associazione che, nella sua attività, non ha mai debordato dai principi di democrazia e di pluralismo che sono a fondamento della sua azione e che trovano piena e condivisa ospitalità nel suo statuto. Nello statuto della LUAP e nell’habitus mentale dei suoi associati si sta saldamente al di qua dello spartiacque che segna il confine tra democrazia e pluralismo culturale da un versante e la pretesa di un pensiero unico dall’altro. Chi, dunque, ha interesse a difendere, in uno spirito di tolleranza, la cultura nella pienezza delle sue diversificate manifestazioni trova spalancata la porta della LUAP. Chi esprime, invece, rancore o mal celata avversione verso una cultura di sinistra, come odiosamente si arguisce dal titolo dell’articolo in questione, o chi ancor peggio propende verso posizioni antidemocratiche e illiberali trova ovviamente sbarrata la porta della LUAP. Confrontarsi su posizioni culturali diverse in un democratico confronto di opinioni, sviluppare e diffondere percorsi formativi che arricchiscono il proprio bagaglio culturale e contribuiscono a rafforzare una comunità fondata sul rispetto e sull’impegno per una democrazia libera e partecipata, questa è la mission su cui si regge e si è retta finora la LUAP. Non si capisce bene, inoltre, dal testo dell’articolo, la ragione che induce Il socio Zamprotta a richiamare messaggi polemici nei riguardi dell’attuale governo apparsi, si dice, su noti e non specificati network, a volte espressi nella cerchia di amici con toni pesanti o, a volte, con espressioni iperboliche, certamente non condivisibili e non a firma dei soci dell’Associazione, ma che per la loro assurdità denotano chiaramente nel messaggero la voglia di lanciare una boutade con una chiara intenzione burlesca di provocazione, probabilmente in risposta alle goffe esternazioni di alcuni leghisti. Non si capisce, altresì, chi sarebbe poi l’anonimo estensore dell’affermazione “Evidentemente non stai bene in mezzo a noi”. Da noi, per come ha dato prova fino a ieri lo stesso Zamprotta dando il suo contributo apprezzato di esperto nella conduzione di un cor-

so di florovivaismo, si sta sempre bene perché si respira un clima di rispetto e di confronto che non lascia spazio a discriminazioni di sorta se non per posizioni irrispettose della democrazia. In questo clima, qualora si fossero appalesate delle situazioni che agli occhi di un socio potessero apparire discriminanti si sarebbe potuto pervenire attraverso una discussione franca e amichevole, come era doveroso e auspicabile, a un chiarimento. Utilizzare, invece, da un socio a sorpresa la stampa locale per muovere pesanti accuse del tutto infondate, questo si, ci amareggia e ci induce forse a sospettare una poco chiara operazione di attacco a una associazione che senza appoggi e sostegno di chicchessia ha dato prova di svolgere un’ azione culturale da molti apprezzata e, forse per questo, per oscuri motivi avversata con il livore di chi non ha interesse alla crescita culturale della comunità a cui appartiene. In relazione, poi, alla azzardata e paventata ipotesi avanzata dal signor Zamprotta di strumentalizzazione di un socio non allineato su posizioni di sinistra allo scopo, come si sostiene nell’articolo, di costruire una sorta di copertura per fornire all’esterno un’immagine di un’associazione pluralista, ritengo non valga la pena soffermarmi, tanto assurda e inconsistente appare nella sostanza, atteso che la pluralità delle posizioni politiche è pur consistentemente presente nell’organico dell’associazione, presente o no il signor Zamprotta.

Il Presidente della LUAP PROF. ROSARIO D’ARCO Il titolo dell’articolo, al quale si fa riferimento, non mostra nessuna acredine in quanto è solo la sommatoria di certi atteggiamenti e certi comportamenti, noti e risaputi, di una certa sinistra provocatoria, faziosa e prevenuta che non si smentisce mai. Per quanto concerne il nostro Gian Enrico Zamprotta possiamo ben dire che è stata sempre una persona gentile, corretta ed educata, per meglio capirci una persona coerente, perbene e distinta che non ha mai offeso nessuno. Una di quelle persone che un tempo venivano chiamate e classificate galantuomini. A Scalea, dove vive da anni, si è sempre distinto per il suo altruismo, la sua disponibilità e la sua umiltà, qualità che ne fanno e decretano la sua forza. Quindi, approfittare della pazienza di una persona buona ma non fessa ha sempre i suoi risvolti, che a volte possono echeggiare, come in questo caso, dalle colonne del nostro giornale, che entra, piaccia o no a qualcuno, in tutte le case degli scaleoti, fino a diffondersi tra i nostri affezionati lettori sparsi da Pantelleria a Bolzano. Noi, come sempre, siamo corretti, pubblicando integralmente la lettera a firma del presidente Luap Rosario D’Arco, consapevoli della sua spiccata correttezza e serietà, invitandolo, però, a fare chiarezza al suo interno, scardinando, se il caso lo richiede, ben note mele marce che si annidano mascherate all’interno della Luap.

LA REDAZIONE

Giugno/Luglio 2011 RISPOSTA ALLA L.U.A.P. Con l’animo travagliato da sentimenti diversi mi accingo a rispondere alle deduzioni del direttivo della L.U.A.P. “Corrado Alvaro”, in merito all’articolo da me fatto pubblicare sul recente numero di questo periodico. Considerando che, per quanto mi riguarda, sono anche le ultime note in merito alla vicenda. È indubbio che, in tre anni di collaborazione, anche abbastanza stretta, abbiano creato un rapporto di rispetto e di empatia reciproca; tale rapporto però non prescinde per me, come penso per altri, dai principi che hanno regolato tutto il corso di una vita. Questo penso sia stato il punto di attrito che mi ha spinto a scrivere le mie sensazioni, senza però, come è stato scritto dal C.D. Luap mettere né “livore” né “rancore”, semplicemente constatando nei fatti una realtà che è parte integrante di un diverso modo di pensare ed intendere la vita, rinunciando, nella convinzione di essere nel giusto, a disgiungere nettamente il credo politico da attività diverse che, con esso nulla dovrebbero spartire. Con ciò chiudo con una domanda: «perchè termini, comunemente considerati offensivi, quando sono profferiti da una parte sono definiti “boutade scherzose” o “motti burleschi” e quando, anche se molto più edulcorati, da un’altra, vengono bollati di “diffamazione rancorosa?»; so che ciò non troverà risposta e concludo precisando che non è mia intenzione dare il via ad ulteriori polemiche facendo nomi e cognomi di chi ha detto questa o quella cosa, se il fatto preoccupa l’Associazione, non mancherà di ripetersi con altre persone e nel tempo. Augurando alla Libera Università i migliori successi futuri, mi farò punto d’onore nel riservare una pagina del mio album allo scorso articolo, alla lettera di congedo Luap ed a questa risposta in modo da lasciare una traccia il più possibile vicina alla realtà a chi, a suo tempo intenderà conoscere lo svolgimento dei fatti.

GIAN ENRICO ZAMPROTTA


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Parola ai Lettori

Giugno/Luglio 2011

UN PUNTO DI NON RITORNO In questi giorni la stampa ed alcune emittenti private stanno pubblicando notizie sulle proteste di tanti cittadini di Verbicaro contro il dilagare della disoccupazione in questa storica località dell’alto Tirreno cosentino. Proteste civili e pacifiche, che certamente sono giuste e sacrosante quando nelle famiglie manca il lavoro. Purtroppo, il triste fenomeno della disoccupazione non colpisce soltanto Verbicaro, ma tutte le località della Valle del Lao: da Aieta a Diamante, estendendosi per tutta la nostra Regione. L’attuale crisi economica nazionale ed internazionale ha causato una significativa recessione che sta colpendo, da oltre tre anni, tutti i settori dell’economia. Non c’è lavoro quando vanno in crisi le aziende, grandi e piccole, e questa crisi nasce per il calo dei consumi (la gente, per insufficienza di danaro, acquista lo stretto necessario). Nelle nostre località costiere: Praia a Mare, San Nicola Arcella, Scalea, Diamante e via di seguito, l’attività della pesca, che nel passato ha dato da mangiare ad intere famiglie, è ferma da anni, anzi è quasi del tutto scomparsa: non vediamo più le tonnellate di pesce azzurro pescate e scaricate dalle barche sulla spiaggia per essere trasportate e vendute nei vari centri del nostro territorio. Il mestiere del pescatore è duro e faticoso, ma, fino a quarant’anni fa, era un lavoro che almeno assicurava una certa entrata marginale per vivere dignitosamente. A Verbicaro non si coltiva più in via intensiva la vite per la produzione d’uva da vino (il rinomato “rosso” DOP locale) e d’uva bianca zibibbo (la rinomata “adduraca”) dalla quale si ricavavano “ì pàssil(i)” (uva appassita a grappoli). In molte altre località collinari dell’alto Tirreno cosentino sono scomparse tante attività: l’artigianato tipico, la pastorizia, l’allevamento di ovini, suini e bovini, mentre la lavorazione del cedro, nonostante la grande eco mediatica, arranca faticosamente e, infine, sono quasi annientate le piccole aziende da cui le famiglie patriarcali ricavavano un reddito

sufficiente per il soddisfacimento dei propri bisogni primari. A nostro modesto avviso, siamo giunti in una fase della vita sociale in cui occorre darsi da fare, senza aspettare “la manna dal cielo”. Bisogna, senza esagerare, rifondare l’Italia del lavoro. La disoccupazione si combatte anche con il creare opportunità produttive provenienti dallo sfruttamento delle nostre risorse naturali. Ovviamente le Istituzioni e la politica devono incentivare l’utilizzo di tutte queste risorse, con provvedimenti agevolativi privi di pastoie burocratiche.

EDELMIRO D’ARRES

Pesca e agricoltura fanno tornare alla mente la dura fatica. I calabresi, come gli altri Italiani, già da tempo hanno deciso di lasciare certi mestieri ad altri. La maggior parte dei prodotti ricavati dalla terra arriva da fuori, stesso discorso vale per il pesce. Qui da noi, i vasti e fertili terreni di un tempo hanno fatto posto al cemento. La pesca, con i sistemi tradizionali, può dare nulla, anche perché il nostro mare non è più pescoso 40-50 anni fa e, poi, senza un porto è inconcepibile guardare alla pesca come a un lavoro sicuro. È inutile negarlo e far finta di niente, indietro non si torna. Quei pochi contadini rimasti, bene o male, riescono in qualche modo a campare vendendo le loro primizie ai mercatini. Il pescatore no, il mare dà davvero troppo poco. La gran parte dei pescatori, ormai da anni, ha trovato sbocco lavorativo ed economico con le stazioni balneari che, se impostate in una certa maniera, mettono in condizione di condurre una vita più che dignitosa; altri ancora hanno preferito commercializzare le gite turistiche lungo la stupenda costa. L’unico problema è che, negli ultimi anni, questa maledetta crisi ha ridotto di parecchio i giorni di villeggiatura. Per le località interne, come Verbicaro, il discorso diventa un po’ più complesso, anche se, da qualche anno, pare che si sia tornati a credere nel vino. q

L’avv. ANNA MANCO RISPONDE matrimonialista e specializzata in diritto di famiglia Mia figlia di 20 anni ha terminato gli studi e convive more uxorio con il fidanzato. Lavora da circa un anno, “in nero”, però. Sto tentando di adire le vie legali per interrompere l’erogazione mensile dell’assegno di mantenimento. Devo dimostrare io che mia figlia lavora? Si premette che è dovere del genitore contribuire al mantenimento dei figli anche oltre la maggiore età e finché costoro non abbiano conseguito l’indipendenza economica. Quindi, l’obbligo del genitore non cessa automaticamente col raggiungimen-

to del 18° anno d’età, ma perdura finché il genitore non promuova la procedura di modifica ex art. 710 c.p.c., dando la prova che il figlio ha raggiunto l’indipendenza economica, ovvero è stato posto nelle concrete condizioni per poter essere economicamente autosufficiente, senza averne però tratto utile profitto per sua colpa o per sua scelta. In altre parole, il figlio che viene ancora mantenuto dal genitore ha l’obbligo, se non studia e non lavora, di preoccuparsi a cercare un lavoro. Se non lo fa e preferisce oziare e godersi la paghetta paterna, si pone nelle condizioni che il genitore potrebbe chiedere al Tribunale la modificazione dei provvedimenti riguardanti il suo mantenimento nel senso di interrompergli la corresponsione dell’assegno. Le preciso, però, che tocca sempre al genitore non affidatario il compito di dimostrare che la prole lavora e quindi è autonomamente indipendente dal punto di vista economico. q

SPAZIO PER LA BELLA ED EMERGENTE ZAIRA PERRI «Buongiorno, navigando in internet ho “scoperto” il vostro giornale e, poichè tra non molto (tra giugno e agosto - le date precise non le ho ancora), nella vostra bella regione si esibirà, accompagnata dai Cameristi di Laos (di Santa Maria del Cedro) la sensazionale cantante Zaira Perri, ho pensato di inviarvi due righe di presentazione scritte da lei medesima ed allegarvi una fotografia per l’eventuale inserimento nel giornale. Aggiungo che nel riportare la notizia, in questi giorni, alcuni lanci di agenzia di testate locali (calabresi) hanno attribuito a Zaira Perri la vincita del Premio Modugno, notizia del tutto errata e priva di fondamento in quanto tale competizione è in fase di svolgimento».

ALESSANDRO BERTOLINO (collaboratore artistico di Zaira Perri) ZAIRA PERRI CANTANTE INTERPRETE E AUTRICE DI BRANI BELLISSIMI CI SCRIVE «Collaboro con diversi musicisti in Italia dove ha avuto la possibilità di conoscere persone molto preparate e colte nell’ambito musicale. Vivo a Torino, città gremita di ottimi musicisti ma adoro il sud e il suo modo di fare musica. Nel 2006 ho partecipato al concorso “Senza Etichetta” vincendo il primo premio come migliore interprete (su un brano della cara Janis Joplin ) premiata dal paroliere Giulio Rapetti in arte ‘’Mogol’’. Successivamente ho seguito il corso di perfezionamento vocale presso il CET -Centro Europeo di Toscolano-. Ho viaggiato moltissimo e continuo a farlo. A presto a tutti voi e mi raccomando ascoltate sempre la musica quella vera quella che vi appartiene, quella che vi fa sognare che vi fa ancora amare».

ZAIRA PERRI

Nota della Redazione Zaira Perri si esibirà dal vivo a Scalea il 13 luglio 2011. Non mancate al ghiotto appuntamento! per eventuali contatti: tel. 320.4512886.q


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Gusto e Salute

LE CITTÀ DOVE CI SI AMMALA PIÙ FACILMENTE I dati epidemiologici diffusi in un convegno «Il dato sui tumori è solo la punta di un iceberg. Bisognerebbe considerare anche altre patologie, compresi i casi di sterilità» C’è Bari che, nel suo cuore, ospita la Fibronit, la fabbrica imbottita di amianto che anche dopo essere stata chiusa rimane lì, con il suo carico di inquinamento. C’è Cogoleto, nel genovese, dove il cromo esavalente ha devastato per sempre i terreni. E poi Priolo, Broni e la zona industriale di Napoli. In queste 44 sfortunate parti d’Italia ci si ammala di più di tumore e si muore di più. Il quotidiano di approfondimento ondine, il sussidiario.net, ne ha pubblicato in esclusiva l’elenco. PIÙ ESPOSTI 5 MILIONI DI PERSONE I sin (siti di interesse nazionale) sono stati mappati per il Progetto Sentieri, acronimo che sta per “Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento”. All’elenco hanno lavorato esperti dell’Istituto superiore di sanità, della sede di Roma dell’Oms e della Sapienza: 15 si trovano al Sud, 21 al Nord e 8 al Centro e i residenti a rischio sono in tutto un milione e mezzo. Inoltre la ricerca ha permesso di misurare un aumento di circa il 50% del rischio di cancro polmonare per i non fumatori, correlato alla residenza in prossimità di strade di grande traffico. Qual è la percentuale di casi di tumore che non si verificherebbero in assenza di esposizione al rischio e che è prevenibile con il risanamento ambientale? «Oggi l’inquinamento di aria, acqua e suolo è associato al 5% dei casi totali di tumore -

ha detto a Catanzaro Pietro Comba, dirigente dell’Iss - e, seguendo dei campioni della popolazione, è possibile individuare rischi specifici associati a esposizioni comuni». (STEF.DIV) LA MAPPA DEI 44 SITI A RISCHIO (6) Lombardia: Brescia, Pavia, Cerro al Lambro, Mantova, Pioltello Rodano, Sesto San Giovanni. (4) Piemonte: Balangero, Casale Monferrato, Pieve Vergante, Serravalle Scrivia. (1) Savona/Cuneo: Cengio e Saliceto. (2) Liguria: Cogoleto-Stoppani, Pitelli. (4) Toscana: Livorno, Massa Carrara, Orbetello, Piombino. (4) Puglia: Bari, Brindisi, Manfredonia, Taranto. (4) Sicilia: Biancavilla, Gela, Milazzo, Priolo. (2) Trentino Alto Adige: Bolzano, Trento Nord. (2) Friuli Venezia Giulia: Grado e Marano, Trieste. (2) Emilia Romagna: Fidenza, Sassuolo. (2) Marche: Chienti, Falconara Marittima. (2) Basilicata: Val Basento, Tito. (2) Sardegna: Porto Torres, Sulcis-Iglesiente. (2) Campania: Napoli Est, Litorale Casertano. (1) Valle d’Aosta: Emarese. (1) Veneto: Venezia Porto, Marghera. (1) Umbria: Terni. (1) Lazio: Sacco. (1) Calabria: Crotone-Cassano.

FONTE: ASSOCIAZIONE ITALIANA DI EPIDEMIOLOGIA

Giovanna Pizzi si aggiudica l’oro a Lamezia

IL MIGLIOR SOMMELIER È UNA FARMACISTA A fare da cornice alla premiazione del congresso regionale i saloni delle incantevoli cantine Statti Giovanna Pizzi, 30enne originaria di Reggio Calabria, è stata scelta e premiata come miglior sommelier della Calabria, al termine del congresso regionale dell’Associazione italiana sommeliers-Ais che si è svolto a Lamezia Terme, nei saloni delle cantine Statti. La Pizzi, giovane donna in carriera, professione farmacista, si è aggiudicata il primo premio quale “Miglior sommelier 2011”, a cui si sono aggiunti gli ambiti trofei di un favoloso “taste-vin” d’argento, opera del maestro Gerardo Sacco, e una doppia magnum della capacità di tre litri del pregiato vino “Mantonico” Statti, che si ottiene da uno dei più antichi vitigni autoctoni della Calabria.

L’intervista Passione per la qualità e amante delle cose buone - «Essere sommelier è una passione grande, più in generale per il buon cibo ed il buon vino: mangiare e bere di qualità piuttosto che in quantità». Parole da intenditrice, certamente, quelle di Giovanna Pizzi, che solo qualche giorno fa ha conquistato il titolo di “Miglior sommelier della Calabria”. - Perché si decide di diventare sommelier? - «Sono farmacista e mi occupo anche dell’azienda di famiglia del “bergamotto”. Inizialmente pensavo di poter conoscere meglio i vini, le uve e poter così intraprendere un’attività vinicola. Desiderio che al momento ho un po’ messo in un cantuccio. Diciamo che più in generale sono appassionata di gastronomia, amo il cibo». - Come è arrivata alla vittoria? - «Dopo una sorta di prove scritte, sulla degustazione di due vini e quattro portate di cibo, si è passati, successivamente, ad una prova pratica svoltasi alla presenza del numeroso pubblico e della giuria. Si è trattato di simulare l’accoglienza in un ristorante, con stappatura della bottiglia e servizio ai commensali, degustazione di due vini da abbinare. E poi ancora serviva valutare gli errori in una carta del vino dopo la proiezione di un video, ed infine, si è lavorato su proposte di abbinamento di vini». - Cosa significa essere sommelier? - «Oltre che una passione, può diventare un momento di aggregazione. Ma è soprattutto un modo per bere vini di qualità e non di quantità. Considerato il momento che attraversa il vino per la nostra regione, può essere un ottimo trampolino di lancio per chi voglia cimentarsi nel corso». q

Giugno/Luglio 2011

7 SOSTANZE CHE POTREBBERO FAR MALE Bere il caffè, farsi una lampada o usare un po’ di borotalco. Gesti normali, apparentemente innocui, che forse possono provocare il cancro. Lo sostiene la relazione americana “President’s Cancer Panel” che ha portato alla luce un grave problema. Esistono circa 80 mila sostanze tossiche presenti sul mercato e solo poche centinaia sono state testate per la sicurezza. Ma non è tutto, alcune benché regolamentate potrebbero comunque causare il tumore. Sono ben sette le sostanze cancerogene potenziali indicati dalla Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. Il talco. Profumato e delicato, aiuta la pelle a respirare e soprattutto previene spiacevoli irritazioni. È presente in quasi tutti i bagni e si usa per l’igiene e la cura del corpo di adulti e bambini. In pochi sanno che può aumentare il rischio di tumore alle ovaie se applicato sui genitali femminili. Secondo l’analisi di 16 studi, il rischio di cancro ovarico cresce del 30% negli anni tra le signore che lo hanno utilizzato quotidianamente. Bere caffè. È una bevanda di largo consumo ed è anche tra quelle più discusse. Esistono, infatti, due fronti: secondo molti esperti può avere effetto cancerogeno, mentre per altri può addirittura prevenirne alcuni tumori. Una relazione dell’Iarc del 1991 sostiene che consumare caffè accresce il rischio di cancro alla vescica, mentre un’analisi di poche settimane fa ha verificato che previene il tumore alla prostata. Bere alcol. È abbastanza risaputo che gli alcolici sono dannosi per la salute e che un consumo smoderato aumenta la possibilità di tumore allo stomaco, al colon, al fegato e al seno. Si potrebbero limitare i danni non esagerando con le dosi: un bicchiere al giorno per le donne e massimo due per gli uomini. Pesce in salamoia. È uno dei metodi più antichi nei paesi asiatici per conservare il pesce. Alcuni studi hanno verificato un collegamento tra il consumo di questi prodotti e il tumore alle ovaie e alla prostata. Secondo i ricercatori bisogna diffidare anche del caviale. q


Giugno/Luglio 2011

Gusto e Salute

LE VIE DEL GUSTO INDICATE DAL DIOGENE E DAI SUOI AFFEZIONATI RISTORATORI PACCHERI CON TONNO A FILETTI E NDUJA Un primo gustoso, veloce e facile da preparare, da lasciare a bocca aperta Ingredienti per 6 persone: 600 g. di farfalle, olio extravergine di oliva, 1 cipolla, piccola di Tropea, 200 g. di tonno, 100 g. di nduja, 200 g. di pomodoro, qualche foglia di maggiorana, sale q.b. Preparazione In una padella far soffriggere la cipolla tritata e la nduja, aggiungere il tonno e un mestolo di cottura della pasta. Dopo qualche minuto, aggiungere il pomodoro e far cuocere per 5 minuti. Scolare le farfalle e ultimare con la maggiorana. Si consiglia di accompagnare con un buon bicchiere di Mantonico.

PIZZA SCALEOTA CON LA “NUNNATA” (bianchetti) Ingredienti: per l’impasto: 450 g. di farina, 15 g. di lievito di birra, 3 spicchi d’aglio, origano, sale; Per il condimento: 150 g. di “nunnata” conservata col pepe rosso piccante, olio extravergine di oliva. Preparazione Con la farina disposta a fontana sulla spianatoia, il lievito sciolto in poca acqua tiepida, il sale, e l’acqua necessaria, preparare una pasta morbida e lasciatela riposare al coperto per 45 minuti. Stenderla poi in modo da ottenere una sfoglia rotonda di circa mezzo centimetro. Spalmare la “nunnata” (bianchetti) conservata col pepe rosso piccante. Distribuire l’aglio a pezzetti, irrorare con l’olio, spolverare con origano e cuocere in forno ben caldo per il tempo necessario. Una volta pronta la pizza, irrorare con un filo d’olio a crudo.

RIGATONI CON TONNO, ALICI E CIPOLLA DI TROPEA Ingredienti per 4 persone: 200 g. di tonno all'olio d'oliva di prima qualità, 300 g. di pasta tipo rigatoni, 1 cipolla di Tropea, 4 filetti di alici sott'olio, 6 olive verdi e 6 nere, 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, 2 spicchi d'aglio, Origano e sale q.b. Preparazione Sgocciolare il tonno e spezzettarlo con una forchetta. Snocciolare le olive e sminuzzarle con la mezzaluna. Sgocciolare i filetti di alici, tamponarli con carta da cucina e sminuzzarli. Pulire la cipolla, tritarla grossolanamente e metterla a soffriggere in una padella con l'olio extravergine. Quando avrà assunto un aspetto dorato, aggiungere le alici, l'aglio spellato e leggermente schiacciato. Mescolare frequentemente con un cucchiaio di legno per 2 minuti, fino a quando le alici non si sfaldano. Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo aggiungere uno o due cucchiai d'acqua. Aggiungere il tonno, le olive ed amalgamare bene. Cuocere per qualche minuto, aggiungere una spolverata di origano, quindi

spegnere il fuoco. Cuocere la pasta in abbondante acqua di cottura nella padella del condimento, quindi accendere il fuoco. Saltare a fiamma vivace la pasta scolata nella padella del condimento per qualche minuto, girando frequentemente. Servire immediatamente spolverizzando con altro origano.

SEMIFREDDO AL CEDRO Ingredienti per 10 persone: 8 uova fresche, 300 g. di zucchero, 1 lt di panna per dolci, un barattolo di 370 g. di sciroppo di cedro. Preparazione Montare gli albumi a neve e mettere in un contenitore abbastanza capiente. Montare i tuorli con lo zucchero per 10 minuti per poi versarli insieme agli albumi. Montare la panna e incorporarla ai tuorli e agli albumi. Infine, aggiungere lo sciroppo di cedro e mescolare con cura. Versare il composto in stampi mono porzioni o in stampi grandi. Mettere nel congelatore e lasciare riposare per 6 ore. q

Rasckatiell(i) Pacc(i) INGREDIENTI PER 4 PERSONE 500 g. di rasckatiell(i) o foglie d’ulivo o fusilli corti, 10 cl. di olio extravergine d’oliva, 1 cedro di medie dimensioni, 300 g. di alici fresche, peperoncino rosso a scaglie, una manciata di prezzemolo tritato, 60 g. di mollica di pane raffermo.

Preparazione 1 Lavare bene le alici sotto l’acqua corrente, togliere la testa e diliscarle, ottenendone dei filetti; metterli da parte al fresco. 2 Con un pelapatate sbucciare delicatamente il cedro, tenendo la buccia più sottile, senza la parte bianca e sminuzzarla con il coltello. 3 In una padella versare quasi tutto l’olio d’oliva, farlo scaldare per un minuto, aggiungere il cedro, i filetti d’alici e un po’ di acqua calda. 4 Mettere sul fuoco la pentola con l’acqua per la cottura della pasta e, una volta raggiunto il bollore, salarla e “gettare” la pasta. 5 In un’altra padella mettere il poco olio avanzato, scaldarlo su fuoco vivo, aggiungere la mollica di pane sminuzzata non troppo finemente e farla rosolare mescolando quasi subito con il peperoncino a scaglie, e mettere da parte. 6 Una volta cotta al dente, scolare la pasta e saltarla nella padella per un minuto con le alici e il cedro; unire la mollica, precedentemente tostata con il peperoncino a scaglie e il prezzemolo, amalgamando bene. Servire subito. D’accompagnamento è perfetto un Verbicaro doc della cantina “Verbicaro Viti & Vini”. q

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Storia e Cultura

BRONZI DI RIACE E MUSEO DI REGGIO STORIA DI UN RESTAURO ALL’AVANGUARDIA

Mercoledì 23 marzo, a Roma, s’è compiuto un altro passo verso lo straordinario incrocio tra la preistoria e la storia antica della Magna Grecia, quella dell’Italia unita e un’ipermodernità proiettata nel futuro che si sta realizzando a Reggio Calabria. Sono state presentate, infatti, le nuove basi anti-sismiche per i Bronzi di Riace, messe a punto dall’Enea per “sostenere” le statue nel Museo Nazionale. I guerrieri trovati in fondo al mare sono stati intanto restaurati, proprio come lo stesso Palazzo Piacentini, che ospita il Museo. Una grande operazione progettata nell’ambito degli interventi del programma infrastrutturale per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità Nazionale. La spesa? I lavori per la struttura costano circa 30 milioni, in parte stanziati sulla base di un accordo di programma con Reggio Calabria e Ministero, in parte anche maggiore provenienti dalla Presidenza del Consiglio in occasione del centocinquantenario. «Il restauro - spiega l’architetto Francesco Prosperetti, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Calabria - è molto complesso e cospicuo, articolato in due aspetti: l’intervento strutturale e quello architettonico di configurazione degli spazi mussali. Dal gennaio 2010, quando sono cominciati, i lavori sono andati avanti a ritmi incredibilmente serrati. All’inizio è stato necessario svuotare interamente il Museo. Poi la struttura è stata interamente messa a nudo e placcata con una nuova armatura in acciaio per ottenere il massimo effetto anti-sismico. Successivamente sono stati rifatti gli impianti. A breve partiranno i lavori per l’allestimento su criteri più aggiornati, che pure sono semplici, perché il Museo sarà davvero nuovo, rifatto da capo: alla fine non sarà sopravvissuta una sola vetrina. Il completamento avverrà in autunno». (A.L.)

UNA FAMA SENZA EGUALI DIVINITÀ, EROI, GUERRIERI O ATLETI? Anche chi non li ha mai visti dal vivo, certamente, almeno una volta ne ha sentito parlare. I Bronzi furono ritrovati nell’agosto del 1972 nelle acque di Riace (mar Ionio) e da quel momento la loro fama non ha avuto eguali. Una notorietà che è dovuta certamente alla qualità artistica delle opere, ma anche e soprattutto al fatto eccezionale di aver ritrovato statue originali greche, che conosciamo per lo più attraverso le copie in marmo di età romana. Le due statue, rinvenute prive di scudi, aste ed elmi (smontati per facilitare il trasporto in mare), sono alte quasi due metri e sono state realizzate con la

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tecnica della saldatura di parti fuse separatamente. Guardando alle peculiarità delle opere, la nudità, le armi e le dimensioni lasciano immaginare che stiano a rappresentare divinità,eroi, guerrieri o atleti, posizionati originariamente nei santuari o nelle piazze. La realizzazione dei Bronzi di Riace è stata attribuita nel tempo a diversi artisti, tra i quali i più noti sono certamente Fidia, Alcamene e Onata. (R.NES.) A proposito di Musei, per l’Antiquarium di Cimalonga a Scalea, non si sta facendo niente per migliorarlo e salvarlo. Più volte è circolata voce che se il comune di Scalea non avesse trovato in breve tempo, dei locali più ampi e comodi (troppo piccoli e angusti quelli della bella Torre Cilindrica) si rischiava di perde il nostro piccolo Museo. Al momento, non sappiamo cosa bolle in pentola di concreto, anche se, pare che, prima dell’estate i lavori di restauro del “Palazzo dei Principi” fermi da anni, dovrebbero finalmente partire. Così facendo, il Museo, come più volte predicato potrebbe trovare alloggio in uno degli ampi saloni del Palazzo. Altro intervento che non può più attendere, riguarda i più volte segnalati affreschi della volta della sala nobile, ridotti a polvere e, ultimamente imbracati e puntellati per evitarne la caduta repentina al suolo che significherebbe per i pregevoli dipinti il disastro totale e una vera vergogna per Scalea e la sua gente.

I BRONZI IN UNO SPOT IN TV TRASFORMATI IN BULLETTI «Ritirate quello spot: ci danneggia». I Bronzi di Riace in versione “giovanottoni o volgarissimi e abbronzati” che bella pubblicità della Calabria fanno “pari montagna, dispari mare” mostrando chiappe e prudenza come due bulli di un club nudista, hanno lasciato molti calabresi a bocca aperta: «Ma è questo il modo di trattare due capolavori?». Poche immagini di questa terra straordinaria e delle sue opere valgono più di un brutto messaggio pubblicitario in cui si deturpano anche i Bronzi di Riace». Secondo la dichiarazione del presidente Scopelliti sarebbe «un segnale di cambiamento, per fare del turismo una fonte di ricchezza». E infatti, risulta dal sito della Regione, «questa prima parte di campagna utilizza risorse per 2,5 milioni di euro». Complimenti a che li ha intascati: ma questo uso irrispettoso e volgare dei Bronzi rischia di dar ragione a chi, come il ministro Galan, dice che la Calabria non li merita». Tanto più che, spiega il calabrese Salvatore Settis, (che da anni difende l’onore dei calabresi nel mondo non con le chiacchiere o le ire funeste dettate da campanilismo permaloso ma dirigendo, tante per fare dei nomi, il Getty Center di Los Angele e la Scuola Normale di Pisa) al Corriere, «la nave che portava i Bronzi, molto probabilmente attici o peloponnesiaci e strappati dalle loro basi durante una razzia, affondò casualmente davanti a Riace ma avrebbe potuto affondare da qualsiasi altra parte. Esattamente come “l’Apollo di Piombino», una scultura greca di Rodi trovata nel mare di Populonia che se fosse recuperata oggi non sarebbe al Louvre ma a Piombino. A proposito della discussa pubblicità televisiva è intervenuta anche la Confindustria calabrese per bocca di Giuseppe Numera. Letale: «L’anteprima dei Bronzi animati è stata presentata a febbraio alla Bit di Milano. Sono state più le critiche che gli apprezzamenti e ci aspettavamo che l’esperimento sarebbe stato archiviato, come tanti altri di scarso successo. Riproporre su vasta scala uno spot di pessimo gusto è alquanto discutibile». Anche se, per qualcuno, nonostante le polemiche, importante è parlarne. In aggiunta a tutto quello che è stato scritto e detto, per la calabria, nell’estate del 2011, si prevede un aumento di turisti del 17%. Se fosse realmente così, potremo accettare anche la pubblicità dei Bronzi bulli.

GIAN ANTONIO STELLA (Passaggi tratti dal Corriere della Sera dell’8 giugno 2011)

Giugno/Luglio 2011

SETTE MENTI DIVERSE ACCOMUNATE DALLA STESSA PASSIONE di GIUSY VALENTI

Sette ragazzi, sette amanti del disegno, dell’illustrazione e del fumetto, sette menti diverse e sette stili diversi che amano narrare storie attraverso immagini, si sono ritrovati all’ombra della famosa “Torre degli Asinelli” di Bologna, per dare vita ad un gruppo che prende il nome di “Illustrissimi”. Parliamo di Elisa, Lucrezia, Letizia, Alessandra, Simona, Michele ed Erica. Sette personaggi che si sono conosciuti al corso di “Fumetto e Illustrazione”, unico nel suo genere in Italia, e hanno realizzato il sogno di poter vedere i loro lavori esposti in un’intrigante quanto graffiante mostra realizzata in pochissimo tempo ma con molta tenacia, tanto da poter rendere la mostra “Les Fauves” (questo il nome della collettiva) un evento da ripetere nel giro di due settimane. Speriamo che la mista, allegra e singolare “brigata” riesca a regalare ai potenziali estimatori straordinarie emozioni con il proprio operato, e diventare, speriamo, famosi come il simbolo della città felsinea: la bellissima “Torre degli Asinelli”. Da qualche mese è nato il loro personalissimo blog di fumetto ed illustrazione. Ma chi sono? Sette personalità diverse accomunate dalla medesima passione per il disegno. Parliamo di: Ellegì (Letizia Grossi): lety_lelip89@hotmail.it Ely (Elisa Furlani): funnyangel@email.it Eri (Erica Bacchi): erineko89@hotmail.it La Sandra (Alessandra Capozza): xandra3@hotmail.it Lucrèce (Lucrezia Buganè): misterhyene@hotmail.it Mik (Michele Barazzutti): michele.barazzutti@hotmail.it Simi (Simona Ghidella): Fruitsbasket90@hotmail.it Alessandra Capozza ama il fumetto e l’illustrazione da quando era una bambina. Fu grazie a Topolino che imparò a leggere a soli 4 anni e da allora, armata di matita e fogli di carta, iniziò a disegnare ciò che la sua piccola mente fantasiosa le trasmetteva. Disegni che destinati a finire brutalmente nel cestino della carta, pronti a un terribile destino, se non fosse stato per una madre, attenta e perspicace, come la signora Carmelina, che, prevedendo in cuor suo il futuro della sua baby artista, li raccattava e li conservava gelosamente, stimolando e incoraggiando la propria bambina. Ora Alessandra è cresciuta, così come la sua passione per il disegno, passione talmente grande che dopo il Liceo Scientifico l’ha portata a iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Alessandra, continua con passione e amore a studiare e ad imparare, perfezionandosi sempre più, sperando di poter realizzare il sogno di diventare un’apprezzata illustratrice di libri per l’infanzia. Giusy Valenti, studente di giornalismo a Firenze, è una ex compagna di Liceo di Alessandra, presente alla mostra tenutasi a Bologna. Salve a tutti belli e brutti! «Io sono Alessandra e sono di Scalea. Sono buona e odio i malvagi. Non sono brava a parlare di me, quindi cercherò di farla breve. Leggo fumetti e disegno da sempre, non ricordo precisamente quando ho cominciato... probabilmente ero ancora uno spermatozoo. Nonostante questo, sono ancora alla ricerca di uno stile mio. Questo è il mio miglior pregio e peggior difetto: cambio sempre, sono un fiume in piena, in perenne evoluzione! Un giorno mi piacerebbe diventare illustratrice per l’infanzia, ma mi accontenterei anche di poter lavorare con i bambini. Vi lascio un’illustrazione “focosa” che ho realizzato per un concorso. Il tema era il fuoco». Complimenti alla nostra Alessandra (nella foto con l’abito a fiori), figlia dei nostri affezionati soci e collaboratori Franco Capozza e Carmelina Impieri, per l’iniziativa egregia ed originale e per la bravura dimostrata attraverso i suoi schizzi. Simpatici e singolari anche i suoi cari compagni di viaggio. Speriamo che questa passione si concretizzi al più presto con mostre e collettive in tutta Italia e all’estero. Per l’estate già in corso, speriamo di avere con noi Alessandra e i suoi colleghi per conoscere da vicino questi originalissimi pezzi di opere d’arte, in una mostra da allestire, alla grande, nella nostra città. q


Giugno/Luglio 2011

Cultura e Spettacolo

“LE PIÙ BELLE ANIME DI SCALEA” INCANTA LA PLATEA DEL METASTASIO Il Liceo “Metastasio” di Scalea, la Pro Loco ed il Consorzio delle Pro Loco Riviera dei Cedri hanno presentato nell’Aula Magna “Naccarato” il libro “Le più belle anime di Scalea” di Franco Galiano, per le edizioni Publiepa. Sono intervenuti: Elena Capello - Dirigente scolastico Liceo “Metastasio”; Giovanni Le Rose - Presidente Pro Loco di Scalea; Antonello Grosso La Valle - Presidente Consorzio delle Pro Loco; Pasquale Basile - Sindaco di Scalea; Maria Francesca Corigliano - Assessore alla Cultura della Provincia di Cosenza; Giulio Serra - Consigliere Regionale della Calabria, Presidente Vigilanza. Ha concluso splendidamente l’on. Dario Antoniozzi, già Europarlamentare e Ministro delle Spettacolo. Ha moderato Enzo Monaco - Presidente Accademia Italiana del Peperoncino; ha condotto Cristina Saullo - Giornalista. Ha concluso i lavori l’autore Franco Galiano. Nel corso della seguita kermesse sono stati letti due brani tratti dal volume dedicato a Scalea e alle sue anime più belle. Magistrale l’interpretazione della dolce Mayra Gamba che ha letto e recitato perfettamente in lingua spagnola il canto aedico dei menestrelli iberici, ispirato alle gesta marinare e alla gloria imperitura dell’Almirante invincibile e al suo indomato amore per la Riviera e il mare: Nunca Olvidar Escalea… Il secondo brano, un inno a Scalea con un linguaggio immaginifico, è stato letto dall’emozionata Sonia Benedetto. Vi proponiamo alcuni passaggi dei due bellissimi e toccanti brani: Escalea es alma, Escalea es mi tierra, Escalea es mi esperanza, Escalea es mi razon, Escalea de vida y de la muerte, de la sangre y de la victoria! Scalea bizantina e corsara, mistica e lasciva, francescana e redenta, eroica e mercantile, la Scalea infedele di Giuda e quella devota della Madonna del Carmine. Scalea ebraica e saracena, cristiana e romana, aragonese ed angioina…

... Scalea dei tempi andati e della nostalgia, Scalea del tango e delle serenate… Scalea casta e lussuriosa, Scalea delle sante e delle traviate, Scalea degli spavaldi e dei ruffiani… Scalea scostumata e strafottente, Scalea della grazia e del peccato, Scalea dei patrioti e dei briganti… Scalea che dona cibo agli affamati, Scalea che alloggia i pellegrini, Scalea che disseta gli assetati, Scalea che assiste gli infermi, Scalea che veste gli spogliati. Scalea che non solleva gli ignoranti, Scalea che non perdona le offese, Scalea dei giusti e degli ingiusti, Quest’ultimo lavoro letterario di Franco Galiano è stato patrocinato e proposto dal Consorzio Pro Loco “Riviera dei Cedri”. Non c’è in tutta la linea costiera dell’Italia un tratto più bello di quello della Riviera dei Cedri, dove i monti fanno a gara e si tuffano precipitosi nell’acqua limpida del mare. In questa splendida cornice, oltre alla varietà paesaggistica, si passa dai colori verdi dei monti ai colori azzurri e blu, per cui uno specchio marino confina con il cielo in un cromatismo sorprendente di fauna e flora mediterranea. Si tratta di 40 chilometri di costa caratterizzate da una forte identità rivierasca. Franco Galiano è per tutti noi, estimatori della Riviera, uno scrittore di rilievo, motivato nel sociale, libero e non organico ad alcuna deriva partitica. Per naturale filiazione e destino, è interessato alle varie tematiche culturali del territorio ed oltre, specialmente per quanto concerne il Cedro, frutto sacro e simbolico, legato al popolo ebraico. Al centro del percorso si pone l’agro di Scalea, un tempo ritrovo di marinai e contadini, dove il commercio delle merci e la produzione agricola ne realizzarono il tessuto economico assieme all’impronta che grandi intellettuali vi lasciarono, quali Gregorio Caloprese, Pietro Metastasio, Gian Vincenzo Gravina, Oreste Dito e Attilio Pepe. Il post-moderno della Riviera deve pertanto partire da un processo di botton-up (dal basso verso l’alto) che sappia coniugare il ricco patrimonio territoriale, la cultura popolare e le risorse umane autoctone con le opportunità globali, all’insegna del dialogo e della integrazione pacifica delle differenze ormai presenti anche in ogni più lontana periferia.

ANTONELLO GROSSO LA VALLE

Presidente Consorzio Pro Loco “Riviera dei Cedri”

CINQUANT'ANNI FA LA GRANDIOSA SCOPERTA

Giorno 25 giugno è stato festeggiato, come meglio non si poteva, nell'area del sito della Grotta del Romito, alla presenza di un pubblico numeroso e attento, il ritrovamento del Bos primigenius, avvenuto 50 anni fa. In seguito alla segnalazione di Agostino Miglio, nel luglio del 1961, Paolo Graziosi salì al Riparo del Romito a Papasidero e si trovò di fronte al masso con l'incisione raffigurante il toro che può essere considerato: «la più maestosa e felice espressione del verismo mediterraneo» (Graziosi 1973, pag. 58, sul volume “L'arte preistorica italiana”). La grandiosa scoperta è stata ricordata in un nutrito convegno, al quale sono intervenuti: Fabio Martini, Univ. di Firenze; Domenico Pappaterra, Pres. del Parco del Pollino; Maria Francesca Corigliano, Ass. Prov. alla Cultura; Emanuele Giacoia, Giornalista RAI; Domenico Lo Vetro, Univ. di Firenze; Pier Francesco Fabbri, Univ. di Lecce; Simonetta Bonomi, Sopr. per i Beni Archeologici della Calabria; Mario Caligiuri, Ass. Reg. alla Cultura e l’immancabile Salvatore Magarò, Cons. Reg. che ha un feeling particolare con la città di Papasidero. Ha coordinato Demetrio Guzzardi, Rettore Universitas Vivariensis. Hanno fatto gli onori di casa ed aperto i lavori della manifestazione i sempre gentilissimi Fiorenzo Conte, Sindaco di Papasidero, e l'Ass. alla Cultura, Loredana Olivieri che, dal primo giorno del loro insediamento al Comune, stanno portando avanti egregiamente e con grande impegno un lungimirante progetto che ruota intorno alla Grotta del Romito. Nel corso della suggestiva kermesse è stato presentato l'ultimo libro sui più recenti ritrovamenti nella Grotta. A conclusione del fantastico ed emozionante incontro, è seguito

il magistrale concerto dell'orchestra “F. Torrefranca” del Conservatorio di Vibo Valentia (formato da circa 30 bravissimi elementi, in prevalenza giovanissime donne) diretta dal Maestro Antonella Barbarossa. A seguire, visita guidata alla Grotta del Romito e degustazione presso i forniti banchetti assortiti da una miriade di gustosi prodotti tipici (davvero di altissima qualità le varietà di formaggi e salumi papasideresi) accompagnati da fiumi di ottimo vino locale. A mezzanotte fuochi pirotecnici e taglio della prelibata torta offerta ai festanti dal rinomato e storico “Caffè Renzelli” del Centro storico di Cosenza. q

o 15 “SPARATO” TUTTO IN TRE GIORNI A fine maggio a Scalea, come previsto in cartellone, ha preso il via una tre giorni davvero esaltante e gioiosa ospitando, in contemporanea, due grandissimi eventi: il 17° Motoraduno d'Eccellenza “Città di Scalea” edizione 2011 e l'Evento people una vertiginosa e appassionante tre giorni dedicata ai balli caraibici. Solo il Motoraduno ha visto le iscrizioni di circa 1.800 persone, oltre alla presenza di migliaia di intervenuti, un vero successo. L'Evento people, ha racchiuso intorno al Santa Caterina, oltre 3.000 ospiti, giunti da tutt'Italia e dall'estero. Unico neo, se così possiamo definirlo, è stato quello di vivere queste tre intense e spasmodiche giornate in concomitanza, quando con una programmazione ed un coordinamento adeguato, gli organizzatori potevano “far viaggiare” in giorni diversi le due manifestazioni, in modo da evitare di farle cozzare l'una con l'altra ed avere, oltretutto, invece di tre giorni speciali, sei giorni di grande richiamo, da spalmare in un mese importante di risveglio turistico, anticamera dell'estate. q


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Sport

40 ANNI FA LO SCALEA SI AGGIUDICAVA IL TITOLO NAZIONALE JUNIORES

Giorno 18 giugno 2011, presso lo stadio comunale “Longobucco”, una grandiosa manifestazione sportiva ha ricordato la memorabile nottata di Ladispoli coincisa con la straordinaria vittoria del titolo di Campione d’Italia Juniores 1971 che, 40 anni fa, coinvolse tutta la popolazione. Tra gli organizzatori e promotori dell’evento ex calciatori, come Silvio Longobucco, e dirigenti dello Scalea di un tempo, come Tonino D’Esposito, il quale ha tenuto a precisare e ricordare la composizione di quella dirigenza. Luigi Vacca: presidente; Mario De Vito: vicepresidente; Antonio D’Esposito: segretario; Francesco Ciaccio: direttore tecnico; Salvatore Grimaldi: massaggiatore. Consiglieri: Antonio Cotrone, Giacomo Caroprese, Fausto De Bonis. Erano presenti i protagonisti dell’impresa che hanno portato Scalea nell’olimpo del calcio nazionale nella memorabile notte di Ladispoli che, nell’occasione, hanno rievocato con le lacrime agli occhi, insieme ad altri eccellenti ospiti, le tappe più salienti che portarono allo straordinario titolo da annoverare, senz’altro, tra i più importanti della storia del calcio scaleota. La rosa-giocatori di quell’irripetibile avventura calcistica era formata dai seguenti atleti: Portieri: Amerigo Posteraro (detto Gervaso), Franco Sciannimanica. Difensori: Salvatore Caroprese, Bruno Fimmanò, Gilberto D’Esposito, Alfonso Manco, Antonio Bloise. Centrocampisti: Pasquale Scarfone, Franco De Pasquale, Alfonso Droghini, Antonio Forestieri. Attaccanti: Angelo Fugazzotto, Guglielmo Sciannimanica, Claudio

Forestieri, Pasquale Noschese, Mario Scaglione. Allenatore Valente. Pubblichiamo di seguito alcuni commenti di autorevoli quotidiani del tempo: Il Corriere dello Sport di Roma “… Nella finale di Ladispoli lo Scalea ha superato se stesso schiantando sul ritmo i pur favoriti veneti della Sangiorgina, cucendosi meritatamente sul petto lo scudetto di Campioni d’Italia”. La Gazzetta del Sud di Messina “… Lo Scalea, splendida realtà del calcio calabrese, ha battuto nella finalissima la Sangiorgina. I biancostellati, affrontando in notturna nello stipatissimo stadio “Marescotti” di Ladispoli (Roma), la fortissima compagine di San Giorgio di Nogaro (Udine), hanno abbondantemente ripagato i 1200 tifosi scaleoti di ogni età, che per 10 giorni hanno abbandonato le loro occupazioni ed i loro affetti per incitare i loro beniamini sui campi laziali di Ladispoli, Bracciano e Fregane. In una cornice di pubblico entusiasta, le due formazioni finaliste hanno dato uno spettacolo di calcio indimenticabile che, unito al calore degli oltre 2000 calabresi, sono accorsi da tutta Italia per stringersi attorno a quelli venuti da Scalea con bandiere, gonfaloni, trombe, campanacci e petardi e hanno stampato nella mente degli ospitali ladispolesi un ricordo fantastico e indelebile”. Il Tempo di Roma “… Un trionfo, un merito per lo Scalea Campione d’Italia che, durante il campionato, non ha perso una partita, ed ha subito solo un pareggio. Una stupenda carrellata calcistica che ha veramente strabiliato spettatori e squadre avversarie”. Sempre a proposito di onori sportivi, ricordiamo che nel 1987, per i 75 anni di ininterrotta attività sportiva, lo staff dirigenziale dell’U.S. Scalea, nella persona dell’ex presidente del sodalizio biancostellato, Alessandro Bergamo, è stato ricevuto e premiato a Roma dal presidente della FIGC Antonio Matarrese, presente anche il presidente della Lega Dilettanti Giulivi, per i riconosciuti meriti sportivi. Prepariamoci fin da ora, per la grande festa dei 100 anni, un secolo dalla fondazione, che ricorre, come molti sapranno, nel 2012. q

UNA STAGIONE AL CARDIOPALMA CON UNA PROMOZIONE CONQUISTATA E DUE SFIORATE PER IL ROTTO DELLA CUFFIA… Si sono da poco conclusi i campionati della stagione calcistica 2010-2011 con le relative appendici degli spareggi e per la città di Scalea, quello appena archiviato, nonostante certe delusioni, è stato un anno, tutto sommato, abbastanza positivo. Le tre squadre di Scalea hanno tutte centrato l’obiettivo play off che ha fruttato una promozione in un campionato di categoria superiore. Un aspetto sottolineato dal consigliere con delega allo Sport Fabio Ferrara: «Complimenti all’Askalos, che ha coronato il sogno della Prima Categoria completando l’opera domenica scorsa quando ha battuto in campo neutro il Krosia. Un plauso alla dirigenza e ai giocatori, quasi tutti del posto, per averci creduto sino in fondo profondendo impegno, passione e attaccamento ai colori sociali». Fabio Ferrara ha rivolto poi un pensiero alla Talao per lo splendido cammino nel campionato di Prima, coronato con l’accesso ai play off: «Strepitoso anche il cammino

della Talao, fermata solo dalla sfortuna e da una serie di circostanze che hanno poco di sportivo, nella finale play off di ritorno. Dobbiamo tuttavia dare atto dell’ottimo lavoro svolto alla dirigenza per i risultati ottenuti dalla squadra». Si apre, infine, la finestra sulla prima squadra della città, l’U.S. Scalea 1912: «Un ringraziamento ai ragazzi per quello che hanno fatto, portando alto il nome della nostra città anche fuori dai confini regionali. Indelebile il ricordo della vittoria della Coppa Italia Regionale contro il Soverato. Un anno tutto sommato bellissimo - conclude Ferrara - che si incastona nella bacheca dei ricordi degli sportivi di Scalea». Gli sportivi sono stati i destinatari dell’ultimo, ma non meno importante, pensiero di Ferrara: «Rivolgo un appello agli sportivi e agli imprenditori di stare vicini all’U.S Scalea 1912. Chiunque avesse intenzione di sostenere il glorioso club biancostellato ed entrare nel nuovo gruppo dirigenziale può contattarmi». q

Giugno/Luglio 2011

Ciclismo: GIOVANNI LATELLA VINCE A NAPOLI E ONORA LA MAGLIA DI CAMPIONE REGIONALE A breve distanza dalla conquista della maglia di campione regionale della Calabria per la categoria Allievi, anno 2011, l’atleta Giovanni Latella sale sul primo gradino del podio a Trecase - Napoli domenica 22 maggio scorso. Il trofeo “Medaglia d’oro Trecase Autonoma” si svolge a Trecase da ben 30 anni e rappresenta una importante e consolidata manifestazione ciclistica agonistica di grande rilievo. La gara, svoltasi su un percorso cittadino, compreso di pavè, di km 3.800 da ripetere 16 volte, caratterizzato da salite e discese tecniche, ha visto impegnati circa 60 corridori provenienti dalle Regioni del Centro Sud. Già dai primi giri, data la particolarità del percorso, reso maggiormente duro da parte degli atleti con scatti e contro scatti, un gruppetto di sette ciclisti andava in fuga. A sei giri dalla fine, il calabrese Giovanni Latella ed i campani Francesco Terracciano e Giuseppe Sannino prendevano il largo dal gruppetto e nel percorrere il restante percorso di gara, nel mentre il gruppetto veniva riassorbito dal gruppo principale, il giovane calabrese Latella, staccando gli avversari nell’ultima salita, si involava solitario al traguardo, giungendo all’arrivo con 25’’ su Terracciano e 1’ su Sannino, mentre il gruppo disputava la volata a 2’50‘‘. L’atleta scaleota Giovanni Latella dell’A.S.D. Latella Sport, studente della 2ab del Liceo Scientifico di Scalea, che ha corso con la maglia di campione regionale, continua con le sue vittoriose imprese ad onorare ed a portare alto il nome della Calabria e della sua amata città, Scalea. Il Diogene, come sempre, non fa mancare il suo incitamento insieme alle più sincere congratulazioni verso questo ragazzo che con le sue sempre più esaltanti imprese non smette mai di sbigottirci e inorgoglirci. LATELLA SI RIPETE ED ESPLODE ANCHE IN PUGLIA La giovane promessa della pedalata calabrese, Giovanni Latella, bissa il successo di Trecase e vince in volata anche in Puglia. Ben onorata la festa della Repubblica del 2 giugno dal giovane atleta scaleota, che vince in volata assicurandosi la maglia della “61a Coppa Maria SS. della Stella” ad Adelfia (Ba) per la categoria Allievi. La gara si è disputata proprio nel giorno in cui le celebrazioni per l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia hanno avuto il culmine. I corridori hanno percorso 80 km prima di giungere al traguardo; qui, il campione calabrese Giovanni Latella, accompagnato dagli applausi della numerosa folla che animava la meta, ha tagliato la linea d’arrivo a braccia alzate. q

2011 giugno luglio  
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