Page 1

Auguri di Buone Feste

www.radio1one.it www.scalea.it www.calnews.it www.wscalea.it

diogenemoderno@yahoo.it SANDRO BERGAMO PREANNUNCIA LA SUA CANDIDATURA A SINDACO Alessandro Bergamo ha annunciato, con tre anni di anticipo, la sua candidatura a sindaco di Scalea. Il consigliere Bergamo ha confermato la sua aspirazione a presentarsi come capolista anche alle prossime consultazioni elettorali amministrative, aggiungendo: «Non è detto che ci saranno fra tre anni»! «C’è una lista di consiglieri pronti a sfiduciare l’attuale maggioranza» ha detto Bergamo facendo intendere che potrebbe essersi costituito un gruppo pronto a sottoscrivere la sfiducia nei confronti della attuale maggioranza. Da qualche tempo a Scalea si rincorrono voci su presunti “distacchi” dalla maggioranza che, poi, però di fatto non sembrano verificarsi. In consiglio comunale, da tempo, si registra un certo movimentismo dei sette consiglieri dell’opposizione: ma, forse, c’è anche chi non condivide fino in fondo un tale comportamento. Intanto, le discussioni, in piazza, si animano e c’è chi guarda (da)… lontano! Sandro Bergamo è diventato sindaco di Scalea nel 1990, a soli 39 anni di età. La sua amministrazione, nella pur breve consiliatura, si è distinta per avere avviato iniziative importanti come il “centro sociale per anziani”, il “centro donna”, il “centro di aggregazione giovanile”, il “vivi il natale”... Nel 1994 e nel 1996, ha scalato l’alta politica con due prestigiose nomine, a suon di voti, come Deputato Parlamentare della Repubblica Italiana. Dal 2005, con grande coerenza e dignità, veste i panni di consigliere comunale di opposizione. Giornalista-pubblicista, a metà degli anni ’80, con l’ausilio di Nando Manco ha fondato il periodico “Forza Scalea”; negli anni ’90 la seguita rivista “da Montecitorio” e fino a qualche anno fa ha curato, seppur per poche uscite, il mensile “Cuore”. Notevole anche il suo apporto nel campo dello sport, in particolare del calcio, dove dal 1985 al 1990 ha ricoperto il ruolo di presidente dell’U.S. Scalea, ottenendo una storica promozione nella serie superiore. Non a caso, nel 1989, l’allora presidente della FIGC, on. Antonio Matarrese, ricevette nella prestigiosa sede romana il presidente Alessandro Bergamo premiandolo con l’ambita BENEMERENZA SPORTIVA per i 75 anni di ininterrotta attività calcistica biancostellata. q

L’EDITORIALE

di GIOVANNI CELICO

TRA SOGNO E REALTÀ L’ITALIA… AFFONDA! Tutto è naufragato, sia perché l’Italia non era e non è “terra a prevalenza rivoluzionaria”, tanto che già nel 1994 preferì affidare, contrariamente ad ogni previsione, le sue sorti al berlusconismo, che muoveva i primi passi ufficiali, sia perché non tutto era da rottamare della prima repubblica. Ma tutto è andato a “carte quarantotto” anche perché, mentre il mondo, specie quello orientale, si è mosso, sul piano del lavoro, quasi a ritmo folle, l’occidente, con i suoi riti lenti e… appassionati, ha continuato sulla strada delle “pratiche antiche”: i tassi di sviluppo dell’India e della Cina sono a due cifre, mentre i decrementi europei sono, e ancora chissà per quando, insieme a quelli degli americani del nord, di una consistenza solo… da brivido (per non parlare della disoccupazione, della speculazione finanziaria, ecc., ecc.)! in seconda...

XV - n° 6

Dicembre 2011

La proposta

UNA PIAZZA-TEATRO DOVE INCONTRARSI E SOCIALIZZARE di NANDO MANCO

La crisi generale che ha colpito la gran parte dei comuni italiani, già in ristrettezze economiche dopo l’autonomia imposta dal governo centrale, talvolta unita alla pigrizia, all’apatia e alla limitata lungimiranza di certi amministratori municipali, sta trasformando l’urbanizzazione delle nostre piccole comunità ad ammassi di cemento ed asfalto, sempre più decadenti ed inguardabili. Ormai, in molti comuni meridionali, si va avanti (si fa per dire) con una limitata routine e con una ancora più ordinaria… amministrazione. Scalea, in questo ambito, è ferma ai lavori del 1997, l’anno dell’apertura dell’area pedonalizzata di Piazza Caloprese, che costarono, però, la decapitazione, sommaria e avventata, di un pregiatissimo e raro Evonimus, di circa 50 anni, vero prodigio e scultura della natura

che, ancora oggi, tanti scaleoti rimpiangono alla ricerca di una spiegazione e di un colpevole. Nonostante le polemiche e le rimostranze di qualche commerciante e di alcuni cittadini, l’opera è ancora oggi, al di là del ridisegnato e discutibile piano-traffico, un punto di riferimento e di ritrovo non solo degli scaleoti ma anche di molti abitanti dei paesi limitrofi che non smettono di apprezzare l’area pedonalizzata di questa confortevole piazzetta “a guscio” rimasta, purtroppo, a distanza di quasi cinque anni, incompiuta, perché al salone, come ebbe modo di dire e di scrivere il nostro socio e prezioso collaboratore Gianfranco Silvestri, mancano i corridoi, mica si può passare dalle cucine! Per meglio capirci, a tutt’oggi, non è stata creata una circonvallazione interna a Scalea, che permetta il deflusso del traffico intorno (a sud e a nord) alla rinata Piazza Caloprese con un valido anello viabile. Inoltre, per renderla ancora più appetibile e frequentata, come hanno fatto e stanno facendo tante città italiane ed europee, potrebbe essere arricchita con l’installazione di porticati, in plexiglas trasparente (che, oltretutto, darebbe profondità all’intero contesto circostante, senza nulla togliere all’esistente architettura liberty), per essere resa fruibile, anche in presenza di incessante pioggia. in seconda...

Stazione FF.SS. di Scalea

DISAGIO PER I VIAGGIATORI A CAUSA DELLA BIGLIETTERIA CHIUSA E DEI LAVORI IN CORSO di VIRGILIO MINNITI Una volta la stazione ferroviaria di Scalea era un punto di riferimento per i viaggiatori dell’intero comprensorio. Negli ultimi anni, purtroppo, la situazione è cambiata in peggio, sino ad arrivare alla recente chiusura della biglietteria. Quest’ultima è una delle tante pecche che ormai manifesta l’ex importante scalo ferroviario del Tirreno. Ad aggravare il tutto, l’assoluto silenzio da parte di organi competenti ed istituzioni. Ma spieghiamo meglio cosa è accaduto nell’ultimo periodo e la causa principale che ha portato alla chiusura della biglietteria. Alla fine di agosto i locali che ospitano la biglietteria sono stati oggetto di un’ispezione del-

in terza...

SCALEA TERRA DI PROVETTI ARTISTI CARMELO CAVALIERE, apprezzato artista del legno, ha presentato in via Lauro, a pochi passi da Piazza Caloprese, in collaborazione con l’ass.ne “Cara vecchia Scalea” l’opera Scalea in miniatura, prima e dopo, un vero capolavoro d’ingegno.

Scalea in miniatura 1890-1944

SALVATORE MONACHELLO, a sua volta, ha bissato il successo degli anni precedenti allestendo nella suggestiva location dell’ex Palazzo Cialli-Mezzaroma, nel Centro storico, un presepe favoloso, a dimensione reale, che lascia di incanto.


2 o

Primo Piano

...dalla prima

TRA SOGNO E REALTÀ L’ITALIA… AFFONDA! di GIOVANNI CELICO La seconda repubblica, il periodo storico iniziato dalla “fine”, per mano giudiziaria, di quella che è stata definita, forse per meglio inquadrarla, prima repubblica, i cui primi passi si mossero dopo il 1992 e a partire dal 1994, sembra essere arrivata al capolinea, per “motivi economici”. Termine di un percorso non scelto e non voluto dai cittadini, con il voto, a suo tempo, ma quasi imposto da una parte, piccola ma determinante, di un “ordine”, quello giudiziario, settore “ inquirente”, che, all’epoca, “forte abbastanza”, tanto da “imporre”, seppur indirettamente, attraverso le “carcerazioni a squadre”, persino le “tappe” del “nuovo e luminoso” cammino, al centro le elezioni, con possibile prevalenza, nella tornata del 1994, della sinistra, la “gioiosa macchina da guerra”, ecc., aspirava, forse, a dare una mano per “cambiare le cose in Italia”, altrimenti “bloccate” dal centro-sinistra e da quei partiti non organici a questo “ampio e storico” disegno. Tutto è naufragato, sia perché l’Italia non era e non è “terra a prevalenza rivoluzionaria”, tanto che già nel 1994 preferì affidare, contrariamente ad ogni previsione, le sue sorti al berlusconismo, che muoveva i primi passi ufficiali, sia perché non tutto era da rottamare della prima repubblica: chi ricorda più che, nel 1960, i governi “di centro” avevano “portato” la “lira”, il soldo, di questa nostra nazione, oggi tanto martoriata economicamente, all’oscar, come moneta più salda e più stabile, tra quelle dell’occidente (l’oriente era, ma chi rammenta pure e ancora questa circostanza disgraziata, in prevalenza, sotto l’egida di un comunismo senza…volto e senza…cuore)! Ma tutto è andato a “carte quarantotto” anche perché, mentre il mondo, specie quello orientale, si è mosso, sul piano del lavoro, quasi a ritmo folle, l’occidente, con i suoi riti lenti e… appassionati, ha continuato sulla strada delle “pratiche antiche”: i tassi di sviluppo dell’India e della Cina sono a due cifre, mentre i decrementi europei sono, e ancora chissà per quando, insieme a quelli degli americani del nord, di una consistenza solo… da brivido (per non parlare della disoccupazione, della speculazione finanziaria, ecc., ecc.)! Vi è da considerare e mettere in conto che, se il cammino dell’Oriente continuerà con questi ritmi e l’Occidente non riuscirà ad imboccare una strada diversa, tra (qualche) un decennio o poco più, i nostri nipoti potrebbero essere costretti, da emigrati, ad andare a fare “i badanti” nelle… lontane plaghe dell’impero cinese o indiano! È di tale profondità la “italica crisi” che un Parlamento, liberamente eletto e ancora in carica, non ha saputo o “mantenere” il governo che c’era o “partorirne” uno nuovo: ha dovuto mettere tutto, cioè le “sorti di tutti”, in mano a “tecnici” (?) che non rispondono del loro operato ad alcuno e che dovranno dar conto, se supereranno gli ostacoli o falliranno, solo alla coscienza (se ci credono). Intanto, però, nel mentre c’è da immaginare un percorso che ci porti fuori da questo pantano, riflettiamo soprattutto sui “dati” attuali della povertà e della disoccupazione, almeno sul piano politico, e sicuramente non potranno fare tanto… Monti e company, sottosegretari compresi! La prima cosa che c’è o ci sarebbe da fare, insieme ai provvedimenti, durissimi, tutti lacrime e sangue, sul versante economico, da caricare… sempre e ovviamente sulla nota, povera gente, è una riforma della legge elettorale: neppure le firme, il referendum, le prese di posizione, ecc. sono valse a smuovere il Parlamento più di tanto! È da varare, ci sarebbe, propedeuticamente, da approvare, come una priorità assoluta, una legge elettorale che possa riportare il Paese, cioè i cittadini al centro della “scena”, ad un “proporzionale puro”: aggiustamenti dell’esistente o un ritorno al “matterellum” non risolverebbero l’impasse. È da mettere al centro dell’interesse del Parlamento, anche di questo esistente, subito, le possibili soluzioni per il lavoro (la mancanza) e le forme di tutela dei disoccupati, ormai un esercito, o di quanti non riescono a trovare alcun impiego, anche prima occupazione: è questa l’altra priorità assoluta, non le eventuali “tasse”, da “richiamare”, articolare o “inventare”, nuove e/o antiche, a carico sempre e comunque degli stessi… noti… disgraziati. Tanto, temiamo, non avverrà e l’Italia, purtroppo, conoscerà la discesa a livelli sempre più bassi e con una classe dirigente che non avendo avuto neppure l’orgoglio di… esprimere un governo, ma avendo scelto il “sotterfugio” di delegare il tutto a “tecnici esterni”, continuerà a condizionare la nazione: fino a quando… non si sa! q

Dicembre 2011

La proposta

UNA PIAZZA-TEATRO DOVE INCONTRARSI E SOCIALIZZARE ...dalla prima

di NANDO MANCO

Parlavamo di opera “a metà” (una costante che perseguita la cittadina scaleota da decenni), di incompiuta che potrebbe ricollegarsi, segnando un riscatto a tanto pressappochismo, ad un’altra importantissima area che aspetta di essere trasformata: Piazza Aldo Moro. Non più capolinea di autobus, non più area di parcheggio a pagamento, la nuova Piazza potrebbe diventare un concentrato di segni architettonici ben definiti che nulla hanno da spartire con la rifatta Piazza Caloprese. La nuova Piazza, divisa in due parti: la prima rettangolare, in asse con la monumentale chiesa di San Nicola in Plateis, e la seconda (quella centrale) ellittica, per isolare da tutto il resto un recinto pedonale, dovrebbe avere come riferimento l’agglomerato antico. La parte ovale, come suggeriscono progettisti di fama internazionale, firme affermate e apprezzate come Paolo Portoghesi che ha dato lustro ad aree importanti come quella romana di San Silvestro, potrebbe essere delimitata da panchine in travertino. Il principio ispiratore dovrà essere quello di rispettare il concetto di Piazza-Teatro, cioè di luogo dedicato all’incontro della gente. Logicamente, soldi permettendo, altre idee e soluzioni plausibili potrebbero essere studiate e realizzate anche in periferia e nel cuore del Centro storico (a proposito chiediamo ancora una volta, all’attuale amministrazione comunale, lumi sulla scultura in bronzo di Fumasi sparita in concomitanza del rifacimento di Piazza Caloprese e che potrebbe essere appunto utilizzata per altre aree da valorizzare) anche con il coinvolgimento di gruppi di persone appassionate e attaccate ad una certa scaleotanità, non patetica e nostalgica ma lucida e moderna che, rompendo anche quella brutta apatia che pervade inesorabile, potrebbero dare vita ad un attivo “comitato piazze”. Inizialmente, si potrebbe partire da Piazza Mercato Vecchio, in modo da dare al sito finalmente un senso, per interessarsi, salendo alla città vecchia, di Piazza De Palma con un semplicissimo e spartano restalyng e di Piazza Castello che andrebbe allargata e abbellita

con lo sgombro immediato di quel cubo-garage in cemento esistente e con gli aggiusti appropriati. La conquista più grande, per Piazza Aldo Moro, dovrà essere, però, la liberazione dell’area dai mezzi pubblici: la pedonalizzazione non avrebbe senso se il grande spiazzo ritornasse ad essere invaso da mezzi a motore, disordinatamente parcheggiati, come succede attualmente. Una Piazza che si rispetti va restituita ai cittadini che potranno utilizzarla in modo polivalente per manifestazioni pubbliche, ma anche per spettacoli (può contenere oltre tremila persone), mostre di piante e fiori, mercatini del nuovo e dell’usato, dell’artigianato (vedi foto di prima pagina, come avveniva in occasione della famosa e attesa “Fiera delle cretaglie” fino alla fine degli anni ’60 dello scorso secolo) ed ogni altro tipo di evento. Un cuore pulsante, insomma, con un ruolo preciso e centrale. Una sorta di teatro aperto, senza fronzoli né verde a tutti i costi, quello esistente è più che sufficiente. Un luogo di partecipazione dove si potrà manifestare agevolmente e senza rischi per la sicurezza. Piazza Aldo Moro potrebbe diventare la prima porta di accesso al sistema pedonale e al tridente costituito da Via Michele Bianchi, Via Lido e Piazza Caloprese. I materiali usati potranno spaziare dalle lastre di basalto ai sanpietrini o alla pietra di Grisolia, come optato per gran parte del Centro storico, asfalto fonoassorbente (destinato quindi a ridurre l’impatto dei rumori della città). Sperando in un nuovo e vero miracolo economico italiano, a nuove spinte e ricariche emotive, aspettiamo che qualcosa finalmente cambi per il Sud, per la Calabria e in particolare per la nostra Scalea che, il grande professore e scrittore, Attilio Pepe, definì “Dolce Paese”. Come si può convenire, se i soldi mancano… non mancano certamente le idee che, nonostante tutto, non si spengono mai! N.d.R. A proposito, chiunque vorrà accodarsi e dare suggerimenti e una mano, spassionatamente, a quello che, per il momento, resta solo un… “concorso di idee”, sarà, certamente, bene accetto! q

Hotel Santa Caterina 31 dicembre 2011

Gran Cenone di San Silvestro

il "Benvenuto" con Bollicine e Cocktail del Barman Gran Ouverture di Bontà e Frivolezze dello Chef:

L'angolo del Casaro Tagliere di formaggi Spicchi di grana e uva Stracciatella di fior di latte Ciliegine di mozzarella

Gli affettati 'Nduja Capicollo Schiacciata Salsiccia

I fritti

Frittelline alle erbe Arancini di riso Olive all'ascolana Verdure in pastella

*****

Gli sfizi del Fornaio Rustici saporiti Pizzette assortite Voulevant al prosciutto Tartine e crostini

Delizie di mare e monti affumicate sul letto di finocchi con gemme di melograno Millefoglie di zucchine con fusione di provola silana e spuma di basilico

*****

Rollè leggero al radicchio di Treviso e vellutata di scampi Foglie d'ulivo mantecate con speck, carciofi e salsa di noci

*****

Grigliata di gamberoni imperiali e seppie con capriccio dell'orto

*****

Sorbetto al cedro della riviera

*****

Arrosto delicato ai porcini e castagne del Pollino Sformatino di patate della Sila e broccoli calabresi

*****

Tronchetto al pistacchio di Bronte su dolce crema al Cointreau e gocce di cioccolato

*****

Cotechino e lenticchie del buon augurio

*****

Acqua minerale - Vino cantine Spadafora - Bibite - Spumante

LIVE MUSIC:

Soul Train Band

ANIMAZIONE:

Moonlight Staff

Adulti € 73,00 - Bambini (10 anni) € 45,00

Per info e prenotazioni tel. 0985.20330 - Numero Verde 800.236.177


o3

Primo Piano

Dicembre 2011

STAZIONE FF.SS. DI SCALEA: DISAGIO PER I VIAGGIATORI l’ufficio del lavoro. Gli organi preposti a tale verifica nella circostanza hanno riscontrato delle inefficienze e, nello specifico, anomalie nell’impianto elettrico, macchie di umidità, porta di ingresso da ripristinare, disconnessioni del pavimento, presenza all’interno dei locali del tubo di scarico del condizionatore con conseguente scolo del liquido di condensa sul pavimento. Un bel verbale che ha comportato l’immediata chiusura della biglietteria che non possedeva i requisiti in materia di sicurezza del lavoro. La chiusura definitiva poteva essere scongiurata nel caso in cui si fosse provveduto a sopperire alle defaillance rilevate, entro sessanta giorni. In parole povere se entro il 30 ottobre fossero stati effettuati i lavori utili all’interno della biglietteria il caso sarebbe rientrato, ma siccome, da sempre, su Scalea incombe una maledizione perché siamo in mano a degli irresponsabili, sciagurati… menefreghisti, amministrazione comunale compresa, Scalea non avrà più la biglietteria, con tutte le conseguenze del caso. Già a settembre i pendolari, e sono davvero tanti, sono stati privati del servizio informazioni, dell’emissione dei biglietti, dei bonus per eventuali ritardi dei treni e dei rimborsi in genere che possono essere effettuati solo presso le biglietterie. Temporaneamente la biglietteria è stata spostata a Praia a Mare. Allo stato attuale sono solo due le biglietterie della fascia tirrenica: Praia a Mare e Paola. Oltre a questa inattesa chiusura, altre le inefficienze in una stazione dove ormai l’abbandono e il degrado sembrano palesi. Bagni chiusi ermeticamente con catena e lucchetto e cantiere aperto sul marciapiede che affianca il binario 1. I lavori, ci riferiscono, sono fermi da un bel po’. E la situazione, anziché migliorare, peggiora col passare del tempo. Trenitalia non può trascurare una stazione importante come Scalea dove ogni anno si registra il transito di migliaia di utenti, siano essi turisti, viaggiatori del posto e dei paesi limitrofi o pendolari che usufruiscono del treno per recarsi al lavoro. Questo deserto e stato di abbandono rappresenta un vero e proprio invito per i malintenzionati sempre in agguato per delinquere indisturbati e sempre pronti a scassinare la porta d’ingresso del bar che si trova all’interno della stazione, proprio di fronte alla biglietteria, come avvenuto pochi giorni fa. Ma siamo nel Far West? Specchietto retrovisore

FINALMENTE GLI INVOCATI SOTTOPASSI Finalmente iniziati i lavori per il sottopasso ferroviario alla stazione di Scalea. Era da anni che si auspicava questa opera. Il sottopasso, una volta consegnato, oltre all’utilità, eviterà pericoli e salvaguarderà l’incolumità pubblica. I lavori proseguono a ritmo serrato e l’importante ed utile manufatto sarà consegnato e collaudato, stando al cartello esposto, nell’aprile del 2003. A questo punto facciamo giuste pressioni presso le Ferrovie dello Stato affinché venga, con l’aggiunta di pensiline, restaurata, ampliata ed abbellita l’attuale stazione ferroviaria che resta in uno stato di degrado allarmante, oltretutto brutta ed inadeguata per rispondere alle esigenze della grande utenza che, specie da aprile a ottobre, parte ed arriva a Scalea. Di questa situazione la sede centrale delle Ferrovie dello Stato ne è certamente a conoscenza, basta dare un’occhiata ai biglietti che vengono staccati nella nostra stazione per rendersi conto effettivamente della sua importanza. Una stazione come quella di Scalea non si può tenere assolutamente come una topaia e poi andrebbero fatti sgombrare quei cumuli e quelle sedie rotte, sgangherate e arrugginite, che inducono ad incontri giornalieri dando, così, l’idea di una “bisca clandestina” rendendo il tutto ulteriormente squallido. Fino agli inizi degli anni ’60 dello scorso secolo la vecchia stazione era il vanto di Scalea e dei paesi che vi facevano capo, ubicata in via Tommaso Campanella, era lo scalo ferroviario più bello della zona. Disponeva di un’accogliente ed elegante sala d’aspetto e di meravigliosi giardini con alberi di alto fusto e una moltitudine di fiori di rara bellezza che con i loro colori illuminavano questo splendido polmone verde, con al centro una caratteristica e graziosa fontana-zampillo circondata da una architettonica recinzione in muratura che si intonava perfettamente con l’intero ambiente circostante. Pure in questo caso, abbiamo perso, tanto per restare in tema, l’ennesimo treno. Speriamo che l’attuale stazione, visti i lavori in corso per il sottopasso, venga restituito l’antico fascino che una città come Scalea merita ampiamente. (Diogene novembre 2002)

di VIRGILIO MINNITI APPELLO ALLE FERROVIE E AL COMUNE DI SCALEA

L’enorme spiazzo, ormai dismesso, un tempo utilizzato per lo scalo merci, adiacente al piazzale ferroviario, potrebbe essere ”sfruttato” per allargare e migliorare la piazza, troppo stretta e insufficiente, con parcheggi e verde attrezzato. Così facendo si renderebbe un utilissimo servizio e si pulirebbe e bonificherebbe quell’enorme spazio brullo che non è, oltretutto, un bel vedere. (Diogene giugno-luglio 2003)

‘A STAZIUN(I) - LA STAZIONE Il piano di dismissione di tante stazioncine ferroviarie nei piccoli centri abitati, in pratica, ha fatto scomparire questi luoghi di riferimento sociale. Nella tratta Sapri-Paola, ormai, sono state soppresse piccole stazioni come Acquafredda, San Nicola Arcella, Grisolia-Santa Maria del Cedro, Cirella, Acquappesa e Fuscaldo. Gli edifici di queste fermate sono adibiti ad altri usi. Lo stabile costruito ai primi del secolo scorso per la stazione ferroviaria ScaleaSanta Domenica Talao, esiste ancora oggi di fronte alla piana del Lao (in gran parte terribilmente cementificata). Da oltre quarant’anni, le funzioni della stazione ferroviaria non si svolgono più nel vecchio edificio che, invero, è utilizzato, pare, ad uso abitazione. Dopo la realizzazione della nuova linea ferroviaria nella tratta San Nicola Arcella-Scalea, lungo la galleria “San Marco” costruita tra il 19631969, alle spalle del Centro storico della cittadina tirrenica, la stazione e tutti gli impianti furono spostati in un nuovo stabile ubicato nell’area sottostante il vecchio tracciato. Il nuovo scalo ferroviario, oggi divenuto importantissimo e affollatissimo (con incassi dalla vendita diretta di biglietti sensibilmente superiori a quelli del capoluogo di provincia!), in particolare nei mesi estivi quando a Scalea si verifica un intenso flusso di turisti provenienti da ogni parte d’Italia ed anche dall’Estero. Sarà meglio però, soffermarsi, sull’ambiente e sugli avvenimenti della vecchia stazione che, ancora oggi, gli scaleoti chiamano “‘a staziun(i)”. Un luogo che si configurava quale essenziale punto d’aggregazione sociale e dove gli incontri, fra viaggiatori ed altri frequentatori, davano origine ad autentici rapporti di amicizia e scambi di confidenze personali. Nelle sale d’aspetto e nell’atrio della biglietteria si assistevano a manifestazioni di gioia, ma anche di tristezza, scaturenti, ovviamente, da coloro che attendevano l’arrivo di parenti e da coloro che invece, salutavano i propri cari in partenza per Napoli, ove s’imbarcavano per le lontane Americhe (furono centinaia e centinaia gli scaleoti che, sin dall’inizio del secolo scorso e fino agli anni cinquanta, lasciarono la propria Terra e molti di essi non sono mai più tornati nella loro Scalea). Già dalle prime ore dell’alba i pendolari (operai, studenti ed altri viaggiatori) affollavano la sala d’aspetto di terza classe per aspettare “‘u trenin(i)”, i gloriosi accelerati, per spostarsi giornalmente a sud, verso Marcellina (Scalo di Verbicaro), Grisolia, Diamante, Belvedere Marittimo, e soprattutto, la stazione di Paola da dove si proseguiva per Cosenza con la storica e caratteristica “littorina” che percorreva la tratta in salita munita della cremagliera. A nord, per spostarsi verso le località di San Nicola Arcella, Praia a Mare, Maratea e Sapri. Molti viaggiatori, per raggiungere le città di Salerno, Napoli e Roma, si servivano dei famosi “diretti” che partivano da Scalea verso le cinque del mattino, a mezzogiorno e la sera verso le 21,00. Nelle giornate invernali, fredde e ventose, i viaggiatori pendolari si rifugiavano nelle sale d’aspetto e, molte volte, anche nella sala operativa del capostazione, ove rimaneva accesa una stufa a legna, e questo era un momento per fare quattro chiacchiere in attesa dei treni. Nelle vicinanze dello spiazzo antistante l’edificio della stazione, molti viaggiatori potevano rifocillarsi nel bar-salumeria di Erminio De Vito che apriva i battenti alle prime ore dell’alba. Qui si consumavano: vino, caffè espresso, bicchierini di anice forte, taralli, panini con la mortadella, altre pietanze e bibite. Sempre nella stessa area esisteva fino agli anni sessanta una rivendita di “sale e tabacchi”, “’U Putijin(i)”, gestita da zì Jnnar(i) Serra, dove si potevano acquistare sigarette, sigari, sale, cartine e “’i zurfarielli”. In questo locale si intavolavano discorsi anche politici e si facevano chiacchiere fra amici, mentre zì Jnnar(i), (maestro di sartoria) cuciva gli abiti per i propri clienti. Successivamente, fu aperta anche una tipica trattoria di fronte alla stazione, “La Lanterna Blu” dei fratelli Sassone, ove si potevano consumare pasti caldi e che costituiva fermata obbligatoria per i tanti camionisti e automobilisti di passaggio, poiché all’epoca per la Statale 18 si

dalla prima...

giungeva alla vecchia stazione FF.SS. Con il diretto serale per Napoli e Roma, viaggiavano coloro i quali al mattino successivo dovevano trovarsi in città e, quindi, affrontavano la notte seduti sui sedili di legno nelle carrozze di 2a e 3a classe, per cui a Roma si arrivava “sckunt(i)” e “ccu l’ossa rutt(i)”, (sfiniti e con le ossa rotte). Nei vagoni postali dei treni diretti i commercianti e i giornalisti andavano ad imbucare la corrispondenza per farla arrivare più celermente a destinazione. Il compianto Mario Manco, fondatore del Diogene, giornalista della Gazzetta del Sud ed altri quotidiani, si recava spesso alla stazione per imbucare le sue corrispondenze (fuori sacco). Tante figure legate al mondo delle ferrovie, ormai scomparse, erano i protagonisti dell’ambiente della vecchia stazione: su tutti vogliamo ricordare la figura del capostazione don Ciccio Apicella, che era amico di tutti e disponibile a soddisfare qualsiasi esigenza dell’utenza e quella del capostazione Francesco Le Rose per la sua gentilezza e correttezza professionale. Ma tanti altri ferrovieri scomparsi mi sovvengono per la loro cordialità e disponibilità e ligi al dovere per assicurare un servizio efficace ed efficiente al pubblico. Allo scalo merci della vecchia stazione arrivavano vagoni di merci per i commercianti del posto che venivano trasportati e consegnati, spinti a mano su una carretta, compiendo a volte decine di “viaggi” dalla stazione al centro cittadino dal compianto Alfredo Grosso (“Alfred(i) ‘u facchin(i)”). Per concludere questo “acquerello” di un mondo di cui si avverte la nostalgia, vogliamo citare alcuni avvenimenti eclatanti con protagonista in diretta proprio la vecchia stazione. Ci riferiamo all’arrivo della statua di Santa Rita nel dopoguerra, attesa da quasi tutto il popolo che la portò in processione fino alla chiesa di San Nicola e il 13 aprile del 1963 a quello dell’allora Presidente del Consiglio, Amintore Fanfani, in visita in Calabria e, infine, nel 1971 all’arrivo trionfante della squadra di calcio juniores, accompagnata dalla banda musicale, tra una folla immensa per aver conquistato il titolo nazionale della categoria. Oggi è tutto diverso: nella nuova stazione attualmente presta servizio il personale addetto alla biglietteria che ha compiti tecnici, ma non vediamo più il capostazione che con la classica paletta faceva partire i treni. Ora sentiamo per microfono una meccanica voce computerizzata che annuncia l’arrivo e la partenza dei convogli. Verso tarda sera l’ambiente dell’attuale stazione rimane freddo, desolato tanto da avere persino un po’ di paura. Solo il bar, fintanto che resta aperto, dà un po’ di conforto e compagnia ai viaggiatori in attesa che arrivi il loro treno. (Ercole Serra - Diogene aprile-maggio 2006)


4 o

Primo Piano

AL CONSIGLIERE ACQUAVIVA RITIRATA LA DELEGA ALL’AMBIENTE Per Basile non ci sarebbe alcuna rottura, ma solo l’intento di rendere attivo un settore cruciale

«Avremmo atteso l’ufficialità dell’iniziativa per rendere nota la decisione presa di comune accordo». Il sindaco di Scalea, Pasquale Basile, interviene dopo la diffusione di notizie sul ritiro delle deleghe al consigliere Francesco Acquaviva e precisa «innanzitutto, non si tratta del ritiro delle deleghe, ma di una decisione legata al solo mandato all’Ambiente. L’assenza del consigliere, dovuta a motivi personali, ha reso opportuna una decisione, presa di comune accordo, non più rinviabile. Ho quindi avocato la delega e creato un gabinetto ristretto, formato da due assessori e da un consigliere, che a stretto contatto con il sindaco cureranno questo momento di passaggio. Ci troviamo, infatti, in una fase delicata con la nuova società che da poco ha avviato il servizio di raccolta dei rifiuti e con l’impegno pressante di avviare la raccolta differenziata, oggi finalmente possibile a seguito dell’allestimento operativo delle due isole ecologiche, effettuato dalla stessa società. I motivi già citati, quindi, ci hanno indotto, proprio per rispettare tempi e programmi, ad avocare la sola delega all’Ambiente. Il passaggio effettuato nella maniera più trasparente possibile e improntato alla massima correttezza - aggiunge infine il sindaco - è avvenuto in seguito alla consultazione della persona interessata. Pertanto, non ritengo che si possa parlare di incomprensioni, ma esclusivamente della volontà che la macchina amministrativa prosegua sul binario più dritto possibile per garantire efficienza ed efficacia». Una motivazione che però lascia tanti dubbi e che… non convince nessuno! È inutile nasconderlo, tra Francesco Acquaviva e l’attuale maggioranza amministrativa comunale, capeggiata dal sindaco Pasquale Basile, non c’è più dialogo e sintonia. Più volte Acquaviva, da noi avvicinato, ha confidato e confermato a chiare lettere che punti d’incontro tra la sua persona e l’attuale maggioranza non esistono più. Dopo l’allontana-

mento da capogruppo, si era capito, fin troppo bene, che le strade dell’ex delegato all’ambiente e dell’amministrazione Basile si erano divise nettamente e che, come da noi pronosticato dalle colonne del Diogene, si sarebbe successivamente passati al ritiro delle deleghe all’ambiente. Quando la stima ed il rispetto si incrinano è difficilissimo che le cose ritornino al punto di partenza e, dunque, al di là delle belle parole, delle motivazioni e di quelle che qualcuno vorrebbe far passare come scelte condivise, resta chiara la posizione delle parti. La verità è che Francesco Acquaviva non si sente più parte integrante di questa maggioranza. Le prime avvisaglie, come tanti ricorderanno, erano sorte a seguito delle contestazioni inerenti il rinvio del bilancio del Patto Territoriale e la delibera di Giunta, con la quale, il Comune di Scalea ha ceduto a privati un terreno comunale. Dopo quest’ultimo, non inaspettato, colpo di scena Francesco Acquaviva ha fatto sapere che potrebbe fare marcia indietro solo a determinate condizioni. «Adesso, ha aggiunto Acquaviva, voglio pensare alla mia salute e a me stesso senza innescare ulteriori polemiche che non giovano né a me e quantomeno al popolo di Scalea». In conclusione l’ex capogruppo ha sottolineato, senza sotterfugi, che, se dovessero continuare ancora queste schermaglie e queste lavate di faccia, come quella avvenuta in occasione del ritiro delle deleghe all’ambiente, operazione portata a termine in modo precipitoso e senza preavviso, per telefono, non ci sono prospettive di ricuciture e che non c’è stato nessun comune accordo e che, quindi, Basile gli ha posto una soluzione di “prendere o lasciare”, senza dare tempo e alternativa al giovane politico di FLI, il quale sarà pronto a breve ad assumere una drastica decisione che potrebbe portarlo a divincolarsi da queste reti strette per approdare nel gruppo di opposizione e trovare, finalmente, quella libertà tanto agognata, come succede… nelle migliori democrazie! q

Una soluzione possibile ai risanamenti dei bilanci comunali

BIOGAS UNA RICCHEZZA DAI RIFIUTI di GIAN ENRICO ZAMPROTTA Ogni giorno, seguendo vari servizi televisivi, sentiamo parlare di “crisi”, di necessità, indispensabile, di trovare fonti di risparmio, di recupero di cifre, di risparmio energetico ecc., e, inevitabilmente, il discorso cade sulle energie rinnovabili. Assistiamo in questo modo ad una interminabile serie di esposizioni di pareri, rimedi e, talvolta, anche sproloqui, da parte di esperti, tuttologi ecc., la cui soluzione, però, non si presenta semplice, poiché alcune tecniche sono estremamente costose, oppure presentano difficoltà di realizzazione non indifferente. Un aiuto, in realtà, lo abbiamo a portata di mano e potrebbe contribuire alla soluzione di due problemi di grandissima attualità: il risparmio energetico e lo smaltimento dei rifiuti. È una tecnologia che ormai si può considerare ampiamente collaudata, in quanto ha all’incirca una quindicina d’anni. Le pubbliche discariche disperdono nell’atmosfera parecchi gas e principalmente metano e anidride carbonica in grande quantità, il cui recupero, mediante idonei impianti di gestori aerobici ed aneorobici, tramuta in energia tutto ciò che in realtà è un rifiuto o uno scarto dalle produzioni agricole o industriali, creando notevoli ricavi e ciò che rimane, come residuo di queste tecnologie, è un ottimo compost fertilizzante per l’agricoltura. L’utilizzo di questo sistema di produzione di energia tramite il “biogas” rappresenta notevoli vantaggi ecologici: la CO2 prodotta dalla combustione del metano, così ricavato, permette di pareggiare il bilancio dell’anidride carbonica emessa in atmosfera: infatti la CO2 emessa dalla combustione del biogas è la stessa fissata dalle piante o assunta dagli animali in maniera indiretta, al contrario di quanto avviene per quella emessa ex novo dalla combustione dei carburanti

fossili. Ulteriore vantaggio ecologico, nell’utilizzo del biogas, è di impedire la diffusione nella troposfera del metano emesso naturalmente durante la decomposizione di carcasse e vegetali: il metano è infatti uno dei gas-serra più potenti ed è quindi auspicabile la sua degradazione in CO2 e acqua per combustione. A questo punto, appare addirittura troppo semplice affidare ad organizzazioni specializzate nel settore la trasformazione di tutto ciò che è rifiuto in energia, con notevole risparmio, rispetto ai tradizionali sistemi, e con degli utili notevoli rispetto a quanto oggi è un costo anche pesante per le pubbliche amministrazioni e per gli utenti. Un esempio virtuoso in tal senso è rappresentato dall’amministrazione di Mariana Mantovana, un piccolo comune del Mantovano, che ha operato questa scelta e ne ricava notevoli utili, anche a sei zeri, che permettono di offrire alla cittadinanza più servizi e ridurre, addirittura, le contribuzioni per quelli che l’amministrazione stessa offre. Realizzare impianti simili non è particolarmente complicato, esistono, sul mercato, società organizzate in questo senso e che possono garantire, in base alle passate esperienze, ottimi risultati, riversando, poi, nelle casse delle amministrazioni che hanno operato questa scelta consistenti cifre derivanti dal riutilizzo di materia prima che, antecedentemente, rappresentava un costo. Anche le deiezioni animali negli allevamenti rappresentano una fonte di approvvigionamento di questi gas: un suino, di 150 kg, può produrre fino a 0,750 mc di gas al giorno. Forse, allora, il risanamento, magari solo parziale, dei bilanci, può passare anche attraverso l’utilizzo dei liquami animali e dei rifiuti solidi urbani! q

Dicembre 2011

CASSONETTI PER GLI INDUMENTI USATI NEL CENTRO DI SCALEA Si è conclusa, con l’installazione dei cassonetti per la raccolta di indumenti usati, l’iniziativa avviata già da diversi giorni, sul territorio di Scalea, dall’Anpvi, l’associazione nazionale privi di vista e ipovedenti. Diversi raccoglitori, già collaudati in altri centri, sono stati distribuiti in varie zone della città. La questione è stata seguita da vicino dagli assessori Raffaele D’Anna e Antonio Stummo, dal consigliere con delega al Bilancio, Franco Di Giorno, e dal sindaco Pasquale Basile. «L’associazione - ha ricordato il sindaco Basile - ha per finalità l’assistenza e la tutela delle persone non vedenti ed ipovedenti. Con tale operazione otterremo un duplice risultato: raccogliere indumenti e scarpe in modo ordinato e concorrere all’attività dell’associazione nel reperire i fondi necessari per l’organizzazione delle iniziative dell’Anpvi stessa». L’assessore Antonio Stummo si è detto disponibile da subito a fornire tutto il possibile supporto logistico all’Anpvi: «I cassonetti sono stati distribuiti in aree predisposte e la raccolta alla quale sono destinati non crea problemi legati a cattivi odori. Pertanto abbiamo scelto luoghi in cui i cittadini potranno recarsi facilmente per lasciare gli indumenti usati». «Abbiamo siglato subito l’accordo con l’Anpvi - ha confermato il consigliere Franco Di Giorno - che collabora con la cooperativa “Città pulita”. I cassonetti, così come avviene in altre cittadine, vengono installati in punti centrali e scelti in modo strategico. Noi abbiamo fornito tutta la collaborazione possibile perché siamo sicuri che con la raccolta degli indumenti usati contribuiremo a rendere la nostra cittadina più ordinata e pulita e concorreremo alla crescita dell’associazione. Fra l’altro l’operazione non comporta alcuna spesa per l’ente». q


Dicembre 2011

LA PROVINCIA È VICINA ALLA FAMIGLIA DE BONIS L’Amministrazione Provinciale di Cosenza ha concesso un contributo alla famiglia De Bonis, per darle l’opportunità e la possibilità di far fronte alle spese quotidiane. È un “pensiero” che il Presidente della Provincia, Gerardo Mario Oliverio, ha voluto far avere ad Emanuele, ammalato di adrenoleucodistrofia, unico caso in Calabria, uno dei pochi in Italia, unico al mondo ad aver raggiunto l’età di 37 anni. «Nei mesi scorsi - ha dichiarato Angela Riccetti consigliere comunale con delega ai Servizi sociali - abbiamo fatto visita, insieme al sindaco Pasquale Basile e al Presidente della Provincia Oliverio, al giovane Emanuele. Il Presidente ha toccato con mano la particolarità della malattia che affligge da anni il giovane di Scalea. Sono certa - ha detto Angela Riccetti - che il contributo dato alla famiglia è giunto più dal cuore che dalla fredda burocrazia che ha impiegato i “tempi tecnici”, in alcuni casi troppo lunghi, per arrivare a casa De Bonis, dove, invece, ogni giorno c’è necessità di assistenza specializzata, di farmaci per svolgere ogni atto quotidiano della vita. Il contributo non rappresenta la soluzione al problema, ne siamo certi, ma vuole essere il segno di un’attenzione verso chi soffre, verso chi ha trascorso una vita intera vicino ad un familiare affetto da una patologia che si usa definire “malattia rara”. L’arrivo del contributo ci lascia soddisfatti e - ha aggiunto Angela Riccetti - pur sapendo che queste iniziative spesso si riferiscono esclusivamente alla sfera personale, è necessario che se ne parli per attivare quanto più possibile la catena della solidarietà. Ad Anna Cervati e ad Emanuele va la nostra solidarietà, quella dell’intera Amministrazione comunale, e continueremo con impegno a supportare iniziative che possano servire a generare sollievo per una famiglia che “convive” da troppi anni con un così grave disagio». N.d. R. Ricordiamo che la famiglia De Bonis, da poco tempo, ha perso il suo capo famiglia Beniamino, grande lavoratore, che tutta la comunità scaleota ricorda con affetto. Un bravissimo artigiano che ha continuato a dare il suo apporto alla famiglia anche in condizioni di salute ridotte all’ultima goccia e che si è dovuto arrendere di fronte ad una gravissima malattia. La moglie, Anna Cervati, non si stacca un attimo dal figlio Emanuele e, per questo, non ha potuto mai impegnarsi a guadagnare da vivere autonomamente. Dopo l’improvvisa morte dello sfortunato Beniamino, l’unica fonte economica, a casa De Bonis, come speranza e sostegno, era il lavoro del figlio minore Eros che, però, da alcuni mesi è incappato nella tenaglia della giustizia, in regime di reclusione, per una vecchia storia riaperta quando tutto sembrava essersi risolto definitivamente per il meglio. Ora, con il contributo assegnato dalla Provincia alla famiglia di Emanuele, dopo tanta accanita sfortuna, per la famiglia De Bonis sembra aprirsi uno spiraglio di luce, per Anna ed Emanuele che aspettano trepidanti l’arrivo a casa del loro Eros! q

Primo Piano

o5

CONSEGNATA LA PISCINA AL CENTRO AIAS - SEZIONE DI CETRARO ONLUS Conferenza stampa nella sala polifunzionale del Comune di Scalea

Si è svolta la conferenza stampa per la consegna ufficiale della struttura comunale della Piscina al Centro Aias, sezione di Cetraro Onlus. Alla cerimonia hanno partecipato, fra gli altri, il sindaco di Scalea Pasquale Basile, il consigliere regionale Gianpaolo Chiappetta, il direttore generale dell’Aias Sezione di Cetraro Onlus, Maurizio Arci, l’assessore comunale ai Lavori pubblici Raffaele De Rosa, i consiglieri Fabio Ferrara e Sergio Bloise, il progettista, architetto Arcuri. Erano presenti inoltre i tecnici comunali arch. Pierpaolo Barbarello e l’ing. Pasquale Latella che ha consegnato nelle mani del presidente dell’Arci, le chiavi della struttura. Detto ciò, si procederà adesso ai lavori di completamento e di miglioramento funzionale dell’impianto sportivo che competono all’Associazione Aias, che si è aggiudicata la gara. Ha aperto la conferenza stampa il sindaco Pasquale Basile: «Inizia qui il percorso operativo della piscina comunale di Scalea. Gli atti sono stati completati e la Conferenza stampa vuole suggellare l’inizio vero e proprio dell’attività dell’Aias con la consegna materiale delle chiavi. L’Aias si occuperà del completamento della struttura e della fase successiva della gestione. Come molti di voi sanno è un percorso lungo che parte dall’ex assessore Angelo Cantisani che ha creduto molto in quest’opera, passa da tentativi non sempre fruttuosi di coinvolgere parti sociali e imprenditoria. Va dato atto al Consigliere Ferrara di aver ripreso in mano la situazione e con l’aiuto e i suggerimenti della Commissione Bilancio e dell’intero Consiglio comunale che ha approvato le modifiche fatte al bando all’unanimità, ha dato il via alla possibilità alla piscina di aprire per usi non solo sportivi, ma dedicati anche al Sociale. Forse questa è stata la carta vincente che ha consentito di muoverci nella corretta direzione. Voglio ringraziare l’on. Chiappetta – ha concluso Basile – che ha partecipato a questa cerimonia. Un ringraziamento va a tutte le figure che sono state e saranno coinvolte nel progetto». Il direttore generale dell’Aias Onlus, Maurizio Arci, ha sottolineato come la consegna delle chiavi rappresenti lo start-up della ristrutturazione e riade-

guamento di quello che sarà: «Un complesso turistico e sportivo legato all’attività storica dell’Aias. I numeri la dicono lunga sull’attività che l’Aias ha portato avanti nei venti anni: gestiamo oltre 286 pazienti, molti dei quali con patologie in età evolutiva che meglio si integrano nel tessuto di tipo sportivo, sociale e dilettantistico. L’ambizione di poter fare gareggiare un piccolo down in una piscina olimpionica o semi-olimpionica in un futuro vicino è l’augurio che tutti noi ci dobbiamo e possiamo fare. Ringrazio il sindaco di Scalea Basile e gli Uffici che sono stati scrupolosi e meticolosi. In maniera puntigliosa hanno messo in piedi un contratto che facesse stare sereno sia l’ente pubblico che noi come impresa del terzo settore. Con la consegna ufficiale delle chiavi posso confermare che già domani ci metteremo al lavoro per avviare le molteplici attività da praticare non solo in acqua, ma aanche intorno alla vasca in una location prestigiosa. La prossima tappa sarà fatta davanti alla struttura di Scalea con la nostra delegazione di amici storici come l’on. Chiappetta e tanti amministratori che ci seguono con attenzione e che sostengono quotidianamente le attività sul territorio. È stato fatto uno studio di fattibilità e possiamo dire con serenità che dopo aver contatto anche le scuole ed i comuni ci siamo resi conto che questa struttura può e deve decollare. Ci ritroveremo nel 2012 con tutti i genitori, i disabili, le associazioni sportive per avviare realmente l’attività». Il consigliere regionale Gianpaolo Chiappetta ha sottolineato l’importanza dell’evento. «Sentendo il direttore generale dell’Aias, Arci, mi è venuto in mente che pochi anni fa, nella mia non lunghissima esperienza politica, quando ero assessore a Cosenza, con la delega alla Cultura e allo Sport, in quel breve periodo, solo quattro mesi, è legata l’apertura di quella che all’epoca appariva come una cattedrale nel deserto: la piscina di Cosenza. Nel momento in cui viene evidenziato l’aspetto rilevante dell’opera che viene consegnata a Scalea è utile rimarcare che va a maturazione un processo iniziato con l’amministrazione di altri esponenti, nel segno di una continuità amministrativa, si è ritenuto di dare uno start-up alla struttura. Non è quindi la conferenza stampa per qualcosa che deve nascere, ma l’incontro conferma lo start-up di tutto ciò che ruota attorno alla piscina. Si dà il via libera ad una struttura. Si fa una conferenza stampa per annunciare qualcosa che già c’è. L’elemento di discontinuità è rappresentata dal fatto che da oggi inizia l’operatività gestionale. Il secondo elemento è che si dà valenza ad un segmento mortificato e penalizzato in passato che sta cercando di venire alla luce: il sociale. Faceva bene Maurizio Arci ad auspicare che un ragazzino disabile possa da qui a qualche anno assurgere ai fasti nazionali o anche internazionali. Questo - ha aggiunto Chiappetta potrebbe significare anche una sorta di riscatto della Regione Calabria verso le problematiche che talvolta non ci portano ad essere considerati, al di fuori della Calabria, per quello che siamo. L’Amministrazione comunale, nel segno di una continuità amministrativa, ha dato esempio di come non si voglia distruggere ciò che è stato fatto precedentemente. Il direttore Arci si augurava che la prossima tappa possa essere rappresentata dall’apertura simbolica della struttura. Io spero che questa data possa essere molto vicina, alla presenza del Presidente della Regione Calabria». q


6 o Qualità della vita: PRIMA BOLOGNA, ULTIMA FOGGIA MALISSIMO ANCHE COSENZA Qualche giorno fa Il Sole 24 Ore ha pubblicato la classifica completa sulla ricerca della qualità della vita. Riportiamo i nomi delle prime tre città più vivibili d’Italia che sono nell’ordine: Bologna, Bolzano e Belluno. Le tre peggiori, invece, sono risultate: Foggia, Caltanisetta e Napoli. Per sei volte oltre la centesima posizione per Foggia: dal penultimo posto del 2010 all’ultimo del 2011, si completa così la sua discesa verso il basso. La provincia pugliese non si salva in alcun settore: guardando alle sei tappe nelle quali viene raggruppata l’indagine sulla qualità. Mentre Cosenza si trova al 93° posto, solo 14 posizioni sopra il fanalino di coda Foggia. q

TORNANO A SUONARE LA SIRENA E L'OROLOGIO DEL CAMPANILE NEL CENTRO STORICO Una istituzione per segnalare il mezzogiorno e per scandire le ore della giornata. Da tempo i cittadini di Scalea avevano “dimenticato” due suoni familiari che scandivano tutte le giornate. La sirena del centro storico, la stessa che un tempo suonava per segnalare lo scoccare del mezzogiorno agli operai della camiceria, tornerà a suonare e a scandire il passare del tempo, lo scorrere delle giornate. Anche l'orologio collegato alle campane della Chiesa della Madonna del Carmine, nel centro storico di Scalea, è stato rimesso in funzione. «È con grande soddisfazione ha dichiarato l'assessore Giuseppe Forestieri - che accolgo questo evento. Per molti nostri concittadini, sia la sirena che l'orologio del campanile della Chiesa Madre rappresentano un simbolo, un ricordo della “Vecchia Scalea”. In alcuni casi basta solo un po' di impegno per regalare momenti di felicità a chi vive e lavora nella nostra cittadina». q

Primo Piano

Dicembre 2011

BINARI DIVERSI MA... COMUNQUE PARALLELI...

GOVERNATORE SCOPELLITI RILANCI LA CALABRIA O LASCI! SINDACO BASILE FACCIA QUALCOSA PER SCALEA O SI METTA DA PARTE! Il titolo ricalca quanto ha scritto, qualche settimana fa, Piero Sansonetti, attuale direttore responsabile di “Calabria Ora” e noto giornalista della tv, commentando la nota di Bruno Gemelli: «La luna di miele di Giuseppe Scopelliti è finita». Sansonetti, prendendo la palla al balzo, ha rincarato la dose con le parole: «Il governatore Scopelliti rilanci la Calabria o lasci. È il momento di far sentire la voce della nostra regione. Presidente lo faccia o sarà la fine. Non serve più a niente aver vinto le elezioni regionali, dopo aver vinto due volte quelle al comune di Reggio Calabria»… «l’uscita di scena di Berlusconi - ha continuato il direttore Sansonetti cambia tutto nella politica italiana, si riparte da zero…questo succede a sinistra e a destra, riguarda tutti, ma riguarda soprattutto Scopelliti, non solo perché è lui il governatore, ma perché, attualmente, è l’unico leader politico effettivo presente nella nostra regione». «Ci interessa sapere - ha rimarcato Sansonetti - in quali condizioni la Calabria affronterà questa fase politica, nella quale si deciderà quasi tutto sull’Italia… Se la Calabria non riesce a sedersi al tavolo del negoziato nazionale nel quale si dovrà decidere chi dovrà pagare di più e chi di meno, la Calabria è spacciata e destinata a proseguire la corsa verso la disperazione sociale. Al tavolo nazionale dovrà presentarsi con piglio e rabbia e dovrà far pesare le ingiustizie che la Calabria subisce da decenni e decenni, batta cassa e chieda un impegno gigantesco, politico e finanziario, del governo per salvare il Sud e la Calabria in modo da innescare il volano della ripresa. Spieghi, ai romani e ai milanesi, che il Sud non è il problema ma è la soluzione del problema… Se la sente, presidente, di prendere di petto la questione, di alzare la voce, di entrare, se serve, in conflitto anche con pezzi del suo schieramento politico e di guidare una vera e propria rivolta del Mezzogiorno? Se non se la sente - ha concluso Sansonetti glielo diciamo senza cattiveria, senza giubilo, ma con stima e sincerità, è meglio che si faccia da parte, che rinunci, perché un “obiettivo intermedio” tra vittoria e sconfitta, tra ripresa e declino, tra modernità e reazione - non esiste più…».

L’articolo di Piero Sansonetti rimanda, in qualche modo e misura, alla disastrosa situazione comunale nostrana: “SINDACO BASILE FACCIA QUALCOSA PER SCALEA O SI METTA DA PARTE”! Tutti ormai conosciamo, più o meno, l’iter politico di Basile, che fu scelto, quasi all’improvviso, da Mario Russo, probabilmente su suggerimento di alcuni suoi “fidati” consigliori ed ex colonnelli. Comunque sia, quatto… quatto, tra qualche mese, Pasquale Basile toccherà i primi due anni di guida cittadina e anche per lui, come per Scopelliti, già da adesso, possiamo parlare di “luna di miele finita con la cittadinanza”. In questi circa 21 mesi da sindaco, Basile infatti non ha alzato un dito in favore di Scalea: nessuna miglioria amministrativa, nessuna proposta, nessuna idea, nessun accenno di riscatto...sono intervenuti. Ma una innaturale ed assoluta immobilità. Tutto è paralizzato ed è rimasto fermo al giorno prima della sua elezione a primo cittadino, quando ancora era solo un docente universitario. Era isola-

to e poco conosciuto prima di diventare sindaco e lo è ancora di più oggi, dopo aver ricevuto, come una manna dal cielo, lo scettro di sindaco di Scalea. Un tempo non lontano, in piccoli centri come il nostro, ma anche nelle grandi città, la frase più usata, per tessere le lodi di un sindaco, era quella: “é un sindaco amato”! Gli altri aggettivi, come onesto, lungimirante, oculato e sensibile, venivano aggiunti dopo. Invece per Basile… niente! Con un commissario prefettizio, al suo posto, nulla sarebbe cambiato, ma, quantomeno, avremmo avuto certamente garantita una certa ordinaria amministrazione. Grazie al “governo” locale di Basile siamo scesi, addirittura, sotto certi aspetti, al disotto di quella normalità ordinaria che un qualsiasi comune italiano dovrebbe avere garantita. Cosa vogliamo allora ricordare di Basile, nell’arco dei 21 mesi trascorsi, oltre alle montagne di spazzatura disseminate per tutta Scalea… sommersa di monnezza? Oltre alla viabilità, ancora “adorna” di segnaletica sperimentale, costata tanti quattrini? Oltre all’arredo urbano, frammentario e approssimativo, con una carente segnaletica (strisce pedonali incluse)? Oltre al manto stradale, ridotto a colabrodo e diventato quasi impercorribile? Oltre ai marciapiedi non a norma, con rampetrampolino (nella foto), che sfiorano, in alcuni tratti, quasi il mezzo metro di altezza, contro i 16 cm consigliati, compresi gli ultimi realizzati in via Lauro (la larghezza minima di una rampa deve essere di 1,50 m e la pendenza massima non superare il 7% e, ogni 10 m di sviluppo lineare, la rampa deve presentare un ripiano di lunghezza minima di 1,50 m. Dunque chi ha occhi per vedere può giudicare, senza essere un tecnico, valutando il criterio messo in atto per l’arredo urbano). Anche le cose più elementari a Scalea diventano impossibili. Sottopassi allucinanti e impraticabili (tanto per parlare di cose normali), per non parlare delle rotonde-rotatorie. Dopo i morti e i feriti, provocati da bruttissimi incidenti stradali, stiamo aspettando, trepidanti, di vederne una realizzata con tutti i crismi, come è avvenuto nella vicina Praia Mare o, addirittura, nella svalutata Cetraro che ne possiede una veramente bella sulla strada del porto, dossi compresi. A proposito di porto, sulle grandi opere sarà bene stendere un velo pietoso: è tutto bloccato! Come purefermo rimane il piano carburanti che prevedeva lo spostamento, dal centro, delle pompe dell’Eni. Nel dimenticatoio sono cadute anche le bretelle, previste a nord e a sud di Piazza Caloprese (a proposito, da qualche mese, sono spuntate, alla base del bronzo del grande filosofo, quattro faretti appesi, di dubbio gusto, che, secondo qualcuno, dovrebbero completare e illuminare la fontana) dopo la pedonalizzazione di questa area, che avrebbero dovuto agevolare e migliorare la fluidità del traffico cittadino, mentre permangono la baraccopoli ed altre brutture che hanno fatto retrocedere Scalea, da capofila, a città da zona play out. Con questo andazzo, il danno diventerà sempre più vistoso e si apriranno scenari critici e, di conseguenza, non si attrarranno investimenti e Scalea annasperà come una tartaruga in difficoltà. Non c’è crescita sociale ma, soprattutto, non si intravede sviluppo economico, mentre lo scollamento, tra governo locale e cittadini, è lampante. Il popolo scaleota, in questo non breve periodo, si è completamente allontanato e disamorato del Palazzo, ammesso che ci sia stato mai un accenno di feeling o di sintonia. Mai nessuna apertura, mai nessun coinvolgimento, mai nessun tipo di legame, tra le istituzioni locali e la gente di Scalea. Andando avanti di questo passo, tra non molto, i residenti non si recheranno al comune neppure per il rilascio di un certificato o per richiedere un qualsiasi documento. q


Primo Piano

Dicembre 2011

GLI ARGOMENTI PIÙ RICORRENTI GRAVITANO SU RIFIUTI E COMPOSTAGGIO DA PIÙ PARTI SI INVOCA CHIAREZZA SULL’ATTIVITÀ AMMINISTRATIVA DI BASILE di MATTEO CAVA Consiglio comunale dedicato in gran parte al tema dei rifiuti. Due interrogazioni comunali delle minoranze: Scalea libera e ScaleAdesso, la solidarietà alla società Avvenire per l’atto intimidatorio subito nei giorni scorsi. Gran parte della discussione ha catalizzato l’attenzione su temi, per certi versi, scottanti. Tant’è che in sala è stato presente per tutta la durata il comandante della locale stazione dei carabinieri, il luogotenente Ilario Castrenze. Più volte, dall’una e dall’altra parte, è stata sottolineata l’importanza di proseguire sulla linea della legalità. Più volte il dibattito si è animato sul divario fra opposizioni e maggioranza in relazione alla convocazione delle commissioni e alla risposta, quasi mai puntuale, alle interrogazioni. Alessandro Bergamo, di “Scalea libera”, ha illustrato l’interrogazione con la quale, in sostanza, il suo gruppo chiede al sindaco di fare delle precisazioni sul bando avviato per la realizzazione di un impianto di selezione e compostaggio. Per il sindaco Basile: non c’è nulla da nascondere. «Negli allegati è specificato chiaramente in quale sito si vuole realizzare l’impianto: nell’ex discarica di Piano dell’Acqua, in un’area che può essere riciclata. L’impianto di compostaggio – ha spiegato ancora il sindaco Basile - in realtà è un impianto di selezione e compostaggio, preso a modello da altri impianti che vengono utilizzati dai paesi a più alta percentuale di raccolta differenziata. Il Comune di Salerno, per esempio, è diventato il comune più virtuoso, grazie ad un impianto di selezione e compostaggio». L’opposizione ha posto l’accento sulla possibile presenza di gas maleodoranti che rovinerebbero l’immagine e minerebbero la vivibilità del territorio. «L’impianto - ha specifica-

to il sindaco - lavora in sigillato, al chiuso e in depressione. I gas vengono aspirati e fatti passare attraverso dei filtri che abbattono le emissioni. Sono strutture documentate, fra l’altro, in una mirabile trasmissione di Report. C’è anche il monitoraggio in tempo reale di ciò che viene prodotto. Dallo studio di fattibilità - ha aggiunto Basile - si passerà ad un progetto esecutivo a disposizione di tutti per essere visionato. Oggi gli autisti dei mezzi devono raggiungere Pianopoli e ritornano dodici ore dopo, con il pagamento degli straordinari e del caro e sempre più aumentato carburante. Una tonnellata che costava 75 euro oggi ci costa 150». Palmiro Manco nella sua disamina politica ha replicato chiedendo di valutare meglio l’opportunità di far arrivare a Scalea ancora rifiuti. «Anche se i rifiuti verranno smaltiti nei capannoni - ha detto - il cattivo odore si sentirà. Vorrei che l’ufficio tecnico mi portasse il conteggio sui guadagni ottenuti dalla precedente discarica di piano dell’Acqua e se è valsa la pena di avere denaro in cambio di presunte malattie per qualche nostro concittadino. A Piano dell’acqua i capannoni devono avere delle fondamenta - ha aggiunto chiedendosi - e dove li facciamo su una discarica?». Infine Palmiro Manco ha rivelato che nel Piano dei rifiuti della Calabria, del 30 ottobre 2002, si stabilisce che l’organico non può essere trattato negli impianti a gestione privata. «Vi siete sostituiti alla Regione Calabria - ha concluso - e un comune da solo non può trovare soluzioni». Il sindaco Basile ha confermato che l’impianto è comunale e la concessione viene data ai privati. «Prima di avviare l’iniziativa siamo andati dal Commissario per i chiarimenti». q

Il punto su Palazzo Spinelli: cosa potrebbe diventare AL MOMENTO PREOCCUPA LO STOP PER MANCANZA DI DENARO

Mentre scrivo, pur se a rilento, sono in corso i lavori di restauro del palazzo dei “Principi Spinelli”, del XII secolo e molti cittadini e associazioni culturali ed ambientaliste, portatori di interessi diffusi, vorrebbero avere notizie più particolareggiate sull’esecuzione del progetto. Ricordiamo che questo secolare monumento è tutelato da un vincolo specifico, sin dal 1952, per cui confidiamo nella conformità delle opere che si stanno realizzando al progetto esecutivo e nel rigoroso rispetto della compatibilità ambientale con l’originario stile architettonico del maniero e delle aree circostanti. Il tutto, ovviamente, sotto l’egida della competenza specifica della Soprintendenza ai Beni Culturali della Calabria. Siamo certi che non si potrà verificare un caso simile a quello che interessò il “Palazzo Pallamolla”: uno storico edificio del XVI secolo che, purtroppo, è stato di recente interamente intonacato, alle pareti esterne, per giunta con un colore giallino che non “appartiene” all’edificio. I primi interventi di ricostruzione e di restauro conservativo del palazzo “Spinelli” furono eseguiti (ma non ultimati) circa trent’anni fa e da allora nessun altro lavoro di ripristino è stato avviato. Soltanto quest’anno, inizio della scorsa estate, con un finanziamento della Regione Calabria di circa un milione di euro, sono partiti i lavori dell’attuale intervento parziale che, ci auguriamo, saranno ultimati al più presto, per consentire la pubblica fruizione degli ambienti restaurati a finalità culturali, ambientali e storici. In particolare, ad esempio, a sede del Consiglio Comune e della Giunta, con tutte le attività correlate, a sede del museo diffuso archeologico e paleontologico, con gli Uffici amministrativi della Soprintendenza ai Beni Archeologici (attualmente alloggiati nell’antiquarium di Cimalonga in spazi insufficienti ed inadeguati), a sede di Associazioni culturali, ambientaliste e turistiche

presenti ed operative sul nostro territorio, di pinacoteche, a sale di esposizione per attività artistiche. Segnaliamo, anche, la necessità di destinare lo spazio dell’ex cinema “San Carlo”, piano terra, a sala multifunzionale (cineteatro, convegni e congressi). Insomma, il Palazzo dei “Principi Spinelli” deve ritornare agli antichi splendori ed essere il fulcro centrale, intorno al quale dovranno svilupparsi tutte quelle attività necessarie per conseguire la crescita culturale, sociale ed economica della nostra secolare Città. Quindi, si eviti di cadere in iniziative scadenti, banali e prive di qualsiasi valenza artistica e culturale per offrire, invece, ai cittadini, ai turisti ed agli studiosi la fruizione di un centro di eccellenza di alto livello nazionale ed internazionale e di grande richiamo turistico di qualità.

ERCOLE SERRA N.d.R. La notizia più preoccupante, allo stato attuale, più che la destinazione d’uso, è quella che manca il denaro per portare avanti i lavori che, dopo una prima fase a ritmo serrato, stanno procedendo a rilento e che, da alcuni giorni, addirittura, si sono fermati. Inizialmente al cantiere lavoravano circa 15 persone mentre ai primi di dicembre del 2011, le unità lavorative erano appena tre. Speriamo che qualcosa cambi e si muova, in modo tale che per l’inizio del 2012, i lavori riprendano per essere portati a termine (scongiuriamo nel modo più assoluto, un altro blocco lungo 30 anni). Una cosa è certa, il capocantiere della ditta De Filippo, mentre sbaraccava, ci ha informati mestamente che, per il momento, i lavori si sono bloccati perché in queste condizioni e tra queste incertezze è impossibile andare avanti. Si attendeva per Natale di vedere, quantomeno, montati gli infissi esterni in castagno, che avrebbero dato un aspetto finalmente più decoroso e decente alla facciata dell’imponente Palazzo ma, purtroppo, ciò non è stato possibile, per i motivi sopra specificati. q

o7 TARGA RICORDO PER ALIFUOCO Ciro Alifuoco, il segretario comunale di origine campana, ha ricevuto una targa assegnatagli dall’intero Consiglio comunale. Infatti, come è noto, il dirigente è andato in pensione nei mesi scorsi ed ha raggiunto il traguardo proprio mentre era alla guida del Comune di Scalea. Tutti i consiglieri hanno sottolineato, con giudizio unanime e positivo, l’estrema disponibilità ed il carattere gioviale del festeggiato che ha ascoltato commosso quanto gli veniva “tributato”. «Ciro Alifuoco - ha detto Alessandro Bergamo - non solo è stata una figura super partes, ma è stato anche l’amico che ha cercato sempre di mediare le posizioni». Gennaro Licursi, rappresentante di “Per Scalea Liberamente”, ha ricordato la collaborazione offertagli da Alifuoco, nei mesi in cui è stato presidente del Consiglio comunale: «Una persona straordinaria che ci ha saputo guidare. Con lui ho condiviso momenti di lavoro intenso ed anche di relax. La targa, un fatto simbolico, ma, per il Consiglio, questa breve cerimonia rappresenta qualcosa di eccezionale». Mauro Campilongo, responsabile di ScaleAdesso, ha ricordato il periodo trascorso insieme: «Alifuoco - ha detto Campilongo - appartiene ai segretari del periodo prima di Bassanini. Ha continuato a lavorare anche dopo ed ha saputo reinventarsi. Mi auguro che Scalea possa avere nel futuro segretari e direttori generali bravi professionalmente come Ciro Alifuoco». Il sindaco, Pasquale Basile, in conclusione, ha fatto sua la valutazione dell’intero Consiglio sottolineando la totale disponibilità del festeggiato per il buon andamento degli uffici, aggiungendo un ricordo anche personale: «Mi ha insegnato a muovermi nei meandri di un’Amministrazione che ha i suoi problemi. Quello che ho imparato l’ho fatto anche grazie a lui. Sono sicuro che sarà ancora cittadino di Scalea». q


8 o

Nella Nostra Città

TORNA ALLA RIBALTA IL BRUTALE ASSASSINIO DI SALVATORE ARCURI: UNA EREDITÀ… PESANTE E DOLOROSA CHE SCALEA NON PUÒ DIMENTICARE! Dopo circa due mesi di indagini serrate, condotte nel più assoluto riserbo e con scrupolosa professionalità, il caso di Garlasco pareva essere giunto ad una svolta definitiva. Il fidanzato della vittima sembrerebbe essere, a tutt’oggi, il colpevole, inchiodato da prove che gli inquirenti hanno raccolto anche attraverso metodologie d’indagini molto sofisticate. II caso, però, non è ancora chiuso e potrebbe esserci tutto il tempo per farne ancora un remake che, partendo da Cogne e proseguendo per Avetrana, arrivi a Brembate di Sopra, Colle San Marco e via, via verso altre “abbuffate mediatiche”. Intanto, lo sgomento nazionale cresce, i flash incalzano, l’attenzione è morbosa: queste insensate sciagure entrano, quotidianamente, in ogni casa, dentro ogni televisione, tra le pagine di ogni giornale, e mi fanno pensare… L’undici ottobre 2001, a Scalea, è stato assassinato Salvatore Arcuri, 24 anni, un ragazzo normale, pulito, pieno di vita, ricco di amici e sorrisi, senza ricorrere a retorica melensa, nè cedere al gioco... facile della commozione. Si è dunque trattato di un omicidio brutale, crudele e tuttora irrisolto, ovviamente. A dirla tutta, resta anche un omicidio ignorato e, poi, piano piano, dimenticato e fatto dimenticare. Mi amareggia constatare che alcune dolorose disgrazie che si susseguono in tv riescono a scuotere gli animi della gente così a lungo e a così tanti chilometri di distanza mentre quando di feroce e incomprensibile è accaduto in un piccolo centro, dove tutti conoscono tutti, sembra essere stato cancellato, con cinica e ipocrita disinvoltura. Anche a Scalea, naturalmente, le mamme restano angosciate per quanto è accaduto di terribile nelle lontane località sopra citate, ma non sembrano molto preoccupate al pensiero che, a pochi metri dalla porta di casa, forse è ancora a spasso un disumano assassino (o forse più d’uno) che dieci anni fa ha bruciato vivo un ragazzo come tanti, che avrebbe potuto essere il figlio di qualunque madre che, in questo momento, sta leggendo queste righe. Tra i giovani c’è senz’altro chi ricorda e ancora sente la memoria bruciare dentro, anche se dolore e rabbia devono purtroppo fare i conti con l’impotenza e l’ingiustizia. Perché, la grande assente, in questa terribile vicenda, è stata proprio la giustizia di chi ha condotto le indagini, a mio modesto avviso, in modo discutibile. Altro che stuolo di agenti del Ris come quello che si è immediatamente messo in azione per la povera Sara Scazzi ed altri, compresi i lontanissimi casi di via Poma, in cui fu trucidata la sventurata Simonetta Cesaroni, e di Elisa Claps a Potenza. Infatti, se a Garlasco, uno degli esempi che ho preso in prestito, gli agenti sono stati in grado di individuare tracce di DNA nei

posti più impensabili, a Scalea, poco dopo il rinvenimento del cadavere, carbonizzato all’interno dell’auto, in un parcheggio sulla spiaggia, i curiosi circolavano indisturbati e baldanzosi con le proprie vetture a pochi passi dalla scena del delitto, confondendo forse irrimediabilmente le possibili tracce del delitto, il tutto sotto lo sguardo distratto di un gruppo di agenti che non si è nemmeno curato di chiudere la strada polverosa che porta a quel parcheggio. Sono state caparbiamente inseguite piste fantomatiche e condotti interrogatori fiume ma probabilmente con occhi e orecchie tappate e con una sola comoda conclusione in mente che, per quanto… sconclusionata, non è mai ufficialmente arrivata. Mi domando, a questo punto, cosa stiano facendo adesso gli investigatori in merito a questo tragico omicidio, irrisolto e ormai chiuso, e se non sarebbe il caso di riaprirlo? Probabilmente, impegnati come sono ad inseguire reati minori, piccoli spacciatori e ladruncoli, avranno deciso di abbandonare la forse scomoda e oltremodo difficile indagine. Ma questo non significa che hanno debellato la piaga della delinquenza: certo che no! Purtroppo, non è un mondo perfetto quello nel quale viviamo e gli inquirenti lavorano poco ma…in compenso lavorano male, malissimo! D’altronde, se il massimo delle indagini sta nel chiedere a parenti e conoscenti della vittima se ci sono novità, quasi supponendo o suggerendo una forma di giustizia privata, tutto ciò rivela impassibilità e inazione, dunque che cosa ci si può aspettare? Nel ringraziare il Diogene per lo spazio concessomi (in questi anni ha sempre dato risalto a questo tragico episodio), non posso, però, fare a meno di far notare quanto poco la stampa, non solo quella locale, si sia dedicata alla spinosa vicenda. Nella settimana successiva all’accaduto, naturalmente i giornali hanno riempito a dovere le pagine con gli articoli di rito ma, poi, l’eco è andata gradualmente scemando, probabilmente anche a causa della totale mancanza di nuovi elementi e informazioni che sarebbero dovuti emergere dalle indagini, rivelatesi, invece, fallimentari, atteso che non si è riusciti neanche a fornire il nome di un indiziato. Senza voler muovere inutili accuse a certi giornali, che devono forse giustamente obbedire a regole editoriali, monetarie e di tiratura, non posso non rammaricarmi del fatto che, a distanza di dieci anni, sia stata necessaria un’iniziativa personale per ricordare lo scomparso Salvatore e per potere riportare a galla, seppure momentaneamente, un brutale omicidio irrisolto che sembra non appartenere più a nessuno, e invece è un’eredità dolorosa, pesante e ingombrante, di un intero paese che non può e non deve dimenticare! q

STEFANO ARCURI

Dicembre 2011

*NECROLOGIO* Si è spento, all’Ospedale Civile dell’Annunziata di Cosenza, ove era ricoverato, da qualche giorno, per un improvviso malore che lo aveva colpito mentre era in piena attività, il cinquantaseienne Pasquale Aurelio, originario di Tortora, funzionario tecnico della Sezione Staccata di Praia della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Culturali. Alla moglie, Anna Maria Napodano, e ai due figli, Nicola e Matteo, rimasti privi di un sicuro punto di riferimento, vanno le condoglianze più sentite da tutta la Redazione del Diogene. q

VELOCITÀ E COMMERCIO Un binomio che mal si accorda perchè è difficile trovare un esercizio commerciale se in auto si corre a velocità, sovente pericolosa, specie in un centro abitato. Sicuramente sarà successo a tutti, lettori e lettrici, di queste pagine, di essere fermati per strada con una richiesta di informazioni del tipo: ”dove si trova il negozio di...” e, quasi sempre, l’esercizio era stato, da poco, superato di un centinaio di metri, se non addirittura proprio di fronte a chi avanzava la richiesta. In apparenza l’argomento potrebbe sembrare comico ma in realtà presenta aspetti tragici. Il percorrere le strade del centro abitato ad una velocità superiore a quella consentita, di 50 km, è purtroppo un malvezzo che contagia un poco tutti, quando siamo al volante di un’auto, e il voler vedere, guardare e localizzare un posto diminuisce l’attenzione alla guida con conseguente verificarsi, in molte occasioni, di incidenti, che coinvolgono oltre ad altri automezzi, ignari pedoni, pacifici ciclisti e, quel che è peggio, bambini… magari in passeggino. In apparenza, unico rimedio potrebbe essere un incremento di vigilanza, con relative sanzioni, da parte delle competenti forze dell’ordine, ma potrebbe essercene un altro diverso e foriero di risultati anche per gli esercenti della nostra cittadina. Si sono mai chiesti questi esercenti a quanto ammonta il mancato guadagno dovuto a questo stato di cose? Il potenziale acquirente, non trovando l’esercizio desiderato, prosegue nella sua ricerca per poi spendere il denaro in un altro negozio, oppure rinuncia, per quel momento, ad effettuare un determinato acquisto. Se gli stessi titolari di esercizi, tassandosi con una piccola quota, stabilissero di far piazzare, con il consenso dell’Amministrazione, dei dossi, non eccessivamente alti, di rallentamento, almeno lungo le grandi via Lauro e via Fiume Lao, otterrebbero come risultato una maggiore visibilità per l’individuazione del proprio negozio, proprio in virtù della ridotta velocità dei mezzi che transitano nei pressi. Il riflesso sarebbe positivo sugli incassi e un congruo deterrente alla riduzione della velocità nel centro urbano. Il ringraziamento, per una simile iniziativa, verrebbe anche dalla cittadinanza che vedrebbe parecchio aumentata la sicurezza sulla strada a favore di chi non può o non desidera utilizzare automezzi per i propri spostamenti. Non occorre essere particolarmente dotati per vedere gli indubbi vantaggi che possono derivare da un’iniziativa simile, se messa in atto con diligenza, coerenza ed interesse per la propria attività.

GIAN ENRICO ZAMPROTTA

Auguri di Buone Feste

Scalea - Corso Mediterraneo, 66 - Tel. +39 0985.20444 - www.hoteltalao.it


Dicembre 2011

NOMINATO IL NUOVO VESCOVO DI CASSANO

o9

Nella Nostra Città *Nozze di Platino*

Giovanni Guglielmi e Maria Guaglianone, giorno 31 ottobre 2011, presso il caratteristico ristorante “Argentino” in Orsomarso, sito in una magica valle verde e incontaminata, circondati dall’affetto dei loro cari, dei parenti e degli amici, hanno festeggiato le Nozze di Platino. All’ambito traguardo erano presenti: il figlio Antonio, nostro affezionato e caro socio, con la compagna Catia e la figlia Isabella, i nipoti Monica, Emiliana, Stefania, Giuseppe, Maria Elena, Stefano, Daniele, Domenico, Laura, Giovanni, Maria, Alessandro Martina e Giovanni 2°. Ai coniugi Giovanni e Maria, alla famiglia tutta ma, soprattutto, al figlio Antonio Guglielmi, nostro sostenitore della prima ora, vanno i più sentiti auguri da parte del Direttore e della Redazione del Diogene.

Monsignor Nunzio Galantino è l’86° vescovo della millenaria diocesi di Cassano allo Ionio (Cs). Nato a Cerignola (Foggia) il 16 agosto 1948, monsignor Galantino ha compiuto gli studi del ciclo istituzionale nel seminario regionale di Benevento negli anni 1968-1972, conseguendovi la laurea in Teologia. Ordinato sacerdote della diocesi di CerignolaAscoli il 23 dicembre 1972, dal 1977 è stato parroco di “San Francesco d’Assisi” a Cerignola e da gennaio 2008 è responsabile del Servizio nazionale per gli studi superiori di teologia e di Scienze religiose della Conferenza episcopale italiana e vice direttore della rivista “Rassegna di teologia”. Monsignor Nunzio Galantino succede, sul soglio episcopale della Chiesa cassanese, a monsignor Vincenzo Bertolone, vescovo della Diocesi ionica dal 2007 al 2011, dallo scorso maggio trasferito alla guida dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. L’annuncio ufficiale è stato dato, in Vaticano, nella Cattedrale cassanese e in quella di Cerignola che è la diocesi di provenienza dell’ormai ex sacerdote. q

Elezioni al Centro Sociale ENNIO IANNIELLO NUOVO PRESIDENTE Si sono svolte, giovedì 24 novembre 2011, presso il Centro Sociale Anziani di Scalea, le elezioni del Comitato di gestione. Si sono presentati al seggio elettorale, regolarmente costituito, 172 votanti su 215 iscritti. Questi i risultati per l’elezione del presidente: Ennio Ianniello ha ottenuto 106 preferenze; Salvatore Pizzurro, 50 preferenze. Schede bianche, 3; nulle, 2. Questi i risultati ottenuti dai candidati a consigliere del Comitato di gestione: Giuseppe D’Alessandro, 43 voti; Giovanni Manco, 24; Anna Maria Esposito, 17; Carmelo Cavaliere, 13; Francesco Guerrera, 13; Armando Iovinelli, 13; Gianfranco Brienza, 9; Alessandra Stummo, 9; Raffaele Afeltra, 6; schede Bianche, 1; schede nulle, 12. q

*Fiocco Azzurro* Giorno 26 ottobre 2011, in Lagonegro (Pz), per la gioia di mamma Romina e di papà Aldo, è venuto alla luce il piccolo

Francesco Vittorino, nipote del nostro affezionato socio Franco Vittorino e della moglie Fiorina Papasidero, nonché della zia Carmen che, raggiante di felicità, come il resto della famiglia, ci ha inviato la foto del neonato e i dati personali. Ai genitori Aldo Vittorino e Romina Pignataro, alla famiglia tutta e al nostro amico Franco vanno i più sentiti auguri da parte del Direttore e della Redazione del Diogene.

PER IL “NOSTRO” NICCOLÒ MANCO UN… 110 CON LODE… MERITATO! Con 110 e lode, presso l’Università degli Studi di Roma, Niccolò Luigi Manco, il 22 ottobre 2011, ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza, discutendo la tesi:

“I RIMEDI DI SOLUZIONE STRAGIUDIZIALE DELLE CONTROVERSIE: PROFILI NEGOZIALI DELLA “GIURISDIZIONE” PRIVATA” Un bravo, di vero cuore, a Niccolò che in molti ricorderanno per aver fatto parte, fin da giovanissimo, della banda musicale “Città di Scalea”, nel cui ambito è stato ed è un clarinettista apprezzatissimo. Ricordiamo, inoltre, che Niccolò ha frequentato, diplomandosi a pieni voti, il conservatorio musicale “Giacomantonio” di Cosenza e ha fatto parte di varie band classiche italiane e internazionali. Dopo la parentesi musicale, si è dedicato alla giurisprudenza da dove sogna di spiccare il volo… in magistratura! A Niccolò rinnoviamo gli auguri per una promettente e gratificante carriera, costellata di grandi traguardi che, sicuramente, non si faranno attendere. Logicamente questi sentiti auguri li estendiamo al papà, Carmelo Manco Serra, e alla mamma, Anna Maria Merlini, che mai hanno fatto mancare il loro sostegno e il loro incoraggiamento a Niccolò e anche al primogenito, Leonardo, che salutiamo caramente e affettuosamente.

ASSOCIAZIONI E CONSULTA SI CONFRONTANO E PROGRAMMANO Alla presenza dell’assessore Forestieri si è parlato del Piano spettacoli 2012 Le associazioni di Scalea si sono riunite per discutere il Piano spettacoli 2012 organizzato dalla Regione. Vengono promosse le attività legate agli spettacoli che si sono consolidate negli anni e che si ripetono con cadenza. Particolare attenzione viene riposta a chi ha interesse per la storia del paese. La riunione si è svolta alla presenza dell’assessore al Turismo, Giuseppe Forestieri, che ha sottolineato l’importanza di creare il gruppo per migliorare l’offerta da sottoporre ai cittadini, non soltanto nei mesi estivi. «È importante - ha dichiarato Giuseppe Forestieri - migliorare l’organizzazione e cogliere le occasioni che vengono offerte per valorizzare il territorio e la storia della città turistica». Si è riunita contemporaneamente anche la Consulta per il turismo, presieduta da Ettore Biondi, che ha esaminato nei particolari il Bando regionale legato al Piano spettacoli 2012. La Consulta per il Turismo ha anche affrontato il tema legato all’introduzione della Tassa di soggiorno. L’obiettivo è quello di reinvestire i proventi della Tassa nel settore dell’Arredo urbano e del Turismo cittadino in generale. L’idea è quella di migliorare i punti di

informazione e di garantire eventi di qualità. Parte dei proventi, è emerso nel corso della riunione della Consulta, potrebbe essere investita per valorizzare le tradizioni locali con l’eventuale utilizzo della vecchia sede del Comune come Centro di organizzazione. Nei progetti legati al settore del Turismo c’è anche l’idea di organizzare un percorso religioso nel Centro storico della città con visite guidate e comunque per garantire un’offerta migliore. La discussione ha toccato altri temi, legati alle infrastrutture. Il punto di accoglienza nella Stazione ferroviaria, una volta sbloccato il cantiere, va certamente migliorato nell’aspetto e nella funzionalità della stessa struttura. È necessario, per i componenti della Consulta, sorvegliare i punti critici della Viabilità per evitare ingorghi estivi. È necessario, insomma, lavorare in sinergia per organizzare iniziative che possano servire ad allungare la stagione estiva nei periodi precedenti e successivi ai mesi di maggiore afflusso di turisti e villeggianti. Erano presenti le associazioni: Pro loco, Amici del Panuozzo, Mare Nostrum, ‘I Scaliuoti, Carnem Levare, Laboratorio Teatrale, Cara Vecchia Scalea. q


10 o

L’Osservatorio

1) Sos Pilone di Ponte Lao. Da un po’ di tempo stiamo notando che uno dei piloni centrali dello storico e monumentale “Ponte di Mussolini” (l’altro rischia meno ma andrebbe comunque messo in sicurezza) a causa delle forti correnti e piene provocate dalle copiose piogge che si scatenano con forte intensità, per giorni e giorni, in particolar modo nel periodo invernale, al momento, appare paurosamente rosicchiato e scavato tutto intorno

1)

1 bis)

2)

3)

4)

5)

6)

e, conseguentemente, a secco. Negli ultimi due-tre anni, la situazione è precipitata, sicuramente, a causa della rottura di una parte dei “salti artificiali”, una protezione che, in presenza di piena, rallenta la velocità e la conseguente penetrazione dell’acqua all’interno della struttura trattenendo, oltretutto, l’ammasso di detriti trascinati dalle forti correnti. Ricordiamo che il pilone, costruito a cavallo delle due guerre mondiali, con sistema in muratura in auge nell’era fascista, andrebbe al più presto ripreso, magari con siringhe di calcestruzzo o altri più moderni e sicuri sistemi, per evitare guai peggiori che potrebbero, nella malaugurata ipotesi, provocare il crollo improvviso del Ponte. Facciamo appello alla Provincia di Cosenza che già qualche anno fa si era attivata per salvare il Ponte da una galoppante e allarmante “lebbra” del cemento che portò alla chiusura di questo importante passaggio stradale provocando, oltretutto, gravi disagi a tutte quelle persone che quotidianamente percorrono questa significativa e importante opera e vero prodigio architettonico-monumentale del tempo. 2) In Viale della Repubblica: erano stati avviati i lavori per unire via Ruffillo (strada della stazione ferroviaria) con viale della Repubblica, che si congiunge con via Lauro e via Fiume Lao. Di quei lavori resta il terrapieno invaso da erbacce. Nulla è stato fatto per riavviare l’opera che poteva ritornare utile, in particolar modo d’estate in presenza di forte aumento del traffico stradale. 3) In Località Sant’Angelo, il ponticello realizzato e costato una barca di soldi, per un nonnulla, non è mai stato ultimato definitivamente e, logicamente, aperto ai mezzi a motore. Mai nessuno è riuscito a capire il perché… In mancanza, di fronte, a pochi passi, adiacente la linea ferroviaria, è stata installata una grossa antenna di telefonia mobile, circondata dall’ennesima incontrollata discarica a cielo aperto. 4) L’Ospedaletto di Via A. Pepe, come è stato identificato per decenni dagli abitanti scaleoti, costruito ed ultimato prima dell’inizio dei lavori dell’edificio ospedaliero della Petrosa, resta un altro grandissimo mistero di Scalea e della Sanità pubblica. L’ennesima vergognosa incompiuta. Dotato all’epoca anche di macchinari e delle attrezzature necessarie e previste, non ha mai visto la luce dell’apertura. Da qualche anno, lo stabile è stato ristrutturato, ma, al momento, nessuna destinazione d’uso s’intravede all’orizzonte mentre i danni e il degrado la fanno nuovamente da padrone con un ulteriore evidente stato d’usura, deprecabile, dell’intera costruzione che, col passare dei giorni, peggiora a vista d’occhio. 5) Come tante volte segnalato, il Ponticello della “Marina”, sparito dall’oggi al domani inspiegabilmente, attende di essere rimesso al suo posto storico, magari sulla falsa riga di quello in legno pressato, probabilmente con anima d’acciaio, piazzato in corso Mediterraneo, all’altezza del “Fosso del Mulino”, di fronte all’hotel Felix, per evitare la brusca interruzione in un tratto della pista ciclabile. Ancora oggi, però, continuiamo a non capire perché la stessa cosa non avviene nella storica Via Napoleone-Largo Ordine (Piazza Padre Pio), dove da tempo è stato rimosso, in modo quasi indolore, l’utilissimo e importante ponticello che sorvolava il “Canale Basso” unendo queste due storiche strade che si sfiorano in questo incantevole e sognante scorcio e che, oltretutto, evitava agli abitanti del posto e ai turisti in visita alla chiesetta di San Cataldo e all’intera area basiliana, di fare un lungo e seccante giro da via Michele Bianchi. Ricordiamo che l’assessore che si è attivato per i ponticelli di Corso Mediterraneo (l’altro non citato si trova a pochi metri di fronte a quello della pista pedonale) è sempre lo stesso degli ultimi 12 anni e che, finalmente, potrebbe decidersi, se occorre anche con l’ausilio e l’appoggio dell’assessore alla viabilità, che sicuramente ama e ben conosce il Centro storico, a ridare a Scalea quanto tolto immotivatamente e scelleratamente. 6) Via Scirea sempre più abbandonata e trascurata. In questi anni, niente è stato fatto per migliorare e rendere più praticabile e scorrevole questa strada lunga circa mezzo chilometro, molto utile per quanti devono immettersi da via Po in via del Mare e viceversa senza sbucare nella trafficata S.S. 18, per poi rientrare in questo rettilineo largo che, oltretutto, porta alla piscina comunale. Con poco denaro e un poco di buona volontà potrebbe essere asfaltata adeguatamente con un minimo di arredo urbano, rendendo un grande servizio alla città, agli studenti del Liceo e agli ospiti villeggianti che, in modo particolare, nel periodo estivo eviterebbero di affollare ulteriormente la variante nazionale, senza dovere uscire dal centro abitato. q

Dicembre 2011

WORKSHOP SUI PROBLEMI GENERATI DALL’AUTISMO Organizzato per la seconda volta da Idea ‘90 La scuola dell’infanzia paritaria, Idea ‘90, ha organizzato il secondo workshop sull’applicazione della terapia: ABA VB “Applied Behaviour Analysis Verbal Behaviuor”, negli ambienti educativi e in quelli naturali. Il workshop è rivolto ad insegnanti di sostegno, docenti, psicologi, educatori e genitori. È necessaria l’iscrizione anche on line. L’Amministrazione comunale, assessorato alle Politiche sociali, ha patrocinato l’iniziativa. «Riteniamo - ha affermato il consigliere delegato, Angela Riccetti - che si tratti di attività necessarie per accrescere le conoscenze sull’autismo e quindi su tutte le problematiche sociali e quindi comportamentali di chi soffre di tale malattia. L’applicazione della terapia Behaviour sembra fare passi da gigante. È il motivo per cui è necessario coinvolgere tutto ciò che ruota attorno: insegnanti di sostegno, docenti, psicologi, educatori e genitori. L’obiettivo - ha detto ancora Angela Riccetti - è quello di sostenere nel miglior modo possibile i settori più deboli della nostra comunità in modo da poter convivere nel migliore dei modi». Tutte le relazioni sono state tenute dal dottor Leonardo Fava, responsabile del trattamento e dei rapporti con le famiglie per il Centro “Una breccia nel muro” di Roma. Il dottor Fava è anche ricercatore presso la Queen’s University di Kingston, in Canada, per il progetto longitudinale con bambini da 2 a 6 anni con ASD, ed è specializzato in Psicoterapia cognitiva comportamentale. Il programma dell’evento prevedeva per l’inizio delle attività, le risposte su “Che cos’è l’autismo”, poi i principi di base della terapia “Aba-Vb” con la proiezione di video, i rinforzi e le punizioni, l’importanza della motivazione nell’apprendimento, sviluppare nuovi comportamenti funzionali e appropriati e le tecniche di insegnamento delle abilità. Prima della conclusione si è dato ampio spazio a domande e risposte.q


Dicembre 2011

Parola ai Lettori

È GIUSTO RICORDARE LE VITTIME DELLA STRADA MEDIANTE LAPIDI SPARSE?

“Nell’ultimo numero del Diogene, viene ribadito un concetto già espresso in passato dallo stesso giornale: basta lapidi in giro per Scalea, che vengono giudicate “un abuso”. Se la memoria non mi inganna, in passato lo stesso giornale aveva denunciato specificamente una lapide posta a memoria di un ragazzo venuto da Locri a Scalea in occasione del motoraduno, morto investito nel cuore della notte da un altro motociclista. Trovai l’articolo sconcertante ed ingiusto, anche perché il messaggio non sarebbe potuto giungere ai familiari del povero ragazzo, e si voleva, o si pretendeva di cancellare un ricordo, una testimonianza, un qualcosa lasciato li da qualcuno che evidentemente su quel pezzettino di Scalea ha perso un figlio, un fratello, un fidanzato, un amico. Si voleva cancellare un “Scalea, non dimenticarlo”. Non voglio cadere nella retorica e parlare del rispetto della memoria dei morti. Ma quando leggo di “spettacolo spettrale”, o quando ci si preoccupa pure che “i familiari delle sfortunate buone anime (...), passando sui luoghi dell’accaduto, vedono oltremodo riaprirsi le ferite del loro dolore”, mi domando, togliendo le lapidi o le suppellettili dai suddetti luoghi, secondo chi ha scritto quell’articolo, i familiari delle vittime soffriranno di meno passando per quei luoghi dove la loro vita è stata segnata? Il punto di vista esposto, antepone un ipotetico e discutibile diritto a non “trovarsi continuamente di fronte epigrafi funebri”, alla volontà di un familiare, o di un amico di uno scomparso, di porre dei fiori, una foto o una targa, in un posto terribile per lui, posto diventato comunque un simbolo. Anche se non sia legittimo, non si riesce a tollerare nemmeno un gesto come quello di commemorare un defunto sul luogo del suo distacco? Capisco che il simbolo non possa essere comune a tutti, che sia un qualcosa che riguarda solo una parte piccola o piccolissima della comunità o come nel caso del motociclista morto al motoraduno, di una persona che non viveva nella nostra cittadina. Ma in quest’ultimo numero si fa riferimento anche a targhe che non si trovano sui luoghi delle tragedie. Senza entrare nello specifico, per rispetto del-

le persone interessate, leggo sul Diogene: “corso Mediterraneo, Villa del Lungomare, piazza Russo, vecchio stadio comunale...”. Quindi, non si punta il dito solo contro le lapidi sui luoghi delle tragedie, ma anche monumenti o targhe in memoria posti in altri spazi. Ma perché, il monumento in piazza Aldo Moro non è forse un monumento ai caduti? L’altare della Patria in Roma non accoglie forse le spoglie di un soldato caduto? I nomi delle nostre vie sono in memoria di defunti. Qual è la differenza tra un monumento ad un personaggio pubblico caduto, ed una persona comune? Forse al posto delle lapidi andrebbero posti dei monumenti, secondo un piano urbanistico? Chiedo scusa per lo sfogo, ringrazio di cuore wscalea per lo spazio concesso, spazio che, a differenza di un giornale, consente ad altri di intervenire e dire la propria idea, senza la certezza ne l’autorevolezza di porre l’ultima e definitiva parola, come fosse quella giusta ed insindacabile.

IL FAMILIARE DI UNA VITTIMA DELLA STRADA Innanzitutto vogliamo specificare, qualora ce ne fosse bisogno, che noi del Diogene non vogliamo cancellare un bel niente. Un‘affermazione del genere ha del fazioso e del becero. Noi, come sempre per eventuali giudizi, ci affidiamo ai nostri assidui e sempre più numerosi lettori e soci. In merito alla polemica delle ventilate non pubblicazioni e di usare come arma l’ultima parola senza concedere repliche, è una vera eresia. Se ciò corrisponde a verità, dimostratelo. La credibilità e la professionalità nello scrivere, nel porre certe notizie, non te le regala nessuno, perché vanno conquistate sul campo di battaglia senza faziosità e con coerenza assumendosi ogni responsabilità e aprendo sempre una tribuna di confronto democratica e civile. Il responso delle nostre tesi, come sempre lo affidiamo agli attenti lettori. Riguardo all’articolo da noi pubblicato, confermiamo tutto avvalendoci della nostra serietà intellettiva che ci contraddistingue da 16 ininterrotti anni di pubblicazioni. Al mittente della missiva chiediamo, gentilmente, se ci sarà una prossima volta, di firmarsi certe affermazioni senza farsi scudo e forza attraverso altre fonti di informazione, anche perchè questa pagina del Diogene, “Parola ai Lettori”, serve proprio a dare spazio e libero sfogo a tutti coloro che hanno da dire o da ridire su qualsiasi cosa, anche su articoli da noi stessi pubblicati. Infine, vogliamo ribadire e sottolineare, come già fatto nell’articolo “incriminato”, che noi abbiamo grandissimo rispetto per le vittime e i loro familiari, però, non si può “seminare” l’intera città di lapidi e affini. I monumenti fanno parte di un altro discorso. Ragionando in questo modo e solo per partito preso si arriverà al punto di seppellire i propri cari nel giardino di casa. Le vittime vanno ricordate nel modo giusto e nel posto giusto. Abbiate rispetto, non soltanto dei morti ma anche dei vivi e dell’ambiente già tanto martoriato e massacrato. q

o 11 L’avv. ANNA MANCO RISPONDE matrimonialista e specializzata in diritto di famiglia In sede di separazione giudiziale, il Tribunale ha disposto che mio marito debba versarmi la somma di euro 500,00, quale mantenimento per me (disoccupata) e mio figlio di sette anni. Senonchè lo stesso, da circa quattro mesi mi corrisponde solo 300,00 euro. Posso chiedere il risarcimento dei danni per il pregiudizio economico che mi sta arrecando? La decurtazione dell'assegno operata in modo sistematico dal coniuge tenuto al mantenimento dell'altro coniuge e del figlio costituisce inadempimento delle condizioni di separazione connotato dal requisito della gravità richiesto per l'adozione dei provvedimenti sanzionatori previsti dall'art. 709 ter, comma 2, c.p.c. Recentemente una signora nelle sue stesse condizioni, con ricorso ai sensi dell'art. 709 ter c.p.c., ha richiesto, l'emissione dei provvedimenti opportuni nell'interesse del figlio, deducendo che il padre del bambino, aveva ridotto l'assegno di mantenimento, previsto per la stessa e per il minore, della metà. I Giudici del Tribunale hanno condannato il coniuge inadempiente, in forza dell'art. 709 ter, comma 2, c.p.c. al pagamento, in favore della signora, quale genitore esercente la potestà sul figlio minore, della somma di Euro 3.000,00, a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale subito dal minore. L'art. 709 ter, comma 2, c.p.c. afferma che: “in caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore o ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell'affidamento, il giudice può modificare i provvedimenti in vigore e può, anche congiuntamente: 1. ammonire il genitore inadempiente; 2. disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei confronti del minore; 3. disporre il risarcimento dei danni, a carico i uno dei genitori, nei confronti dell'altro; 4. condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di Euro 75,00 a un massimo di Euro 5.000,00 a favore della Cassa delle ammende”. L'art. 709 ter, per poter dichiarare la responsabilità del genitore richiede l'estremo della “gravità”. Nel caso suddetto, il Tribunale aveva considerato “grave” l'inadempimento posto in essere dal padre del minore in quanto “la signora era priva di attività lavorativa e la decurtazione sistematica dell'assegno di mantenimento dovuto aveva creato un indubbio danno al minore giacchè, oltre al danno materiale, l'inadempimento sistematico aveva contribuito ad incrementare la conflittualità tra i coniugi, con evidenti ricadute negative sulle condizioni psicologiche del minore”, condannando di conseguenza il padre al risarcimento del danno “morale” subito dal minore. Tale sanzione si aggiunge e va a sommarsi all'eventuale richiesta di versamento di tutte le somme non corrisposte, aumentate degli interessi legali dalla data stabilita per il versamento al saldo. q


12 o

Costume e Società

IL PEPERONCINO JAZZ FESTIVAL TRIONFA A BOLOGNA Il Peperoncino Jazz Festival, rassegna itinerante delle più belle località calabresi, che coniuga grande musica, gastronomia e cultura, sotto il segno di uno dei simboli della regione (il peperoncino!), è stato protagonista, a Bologna, in occasione del Festival of Festivals 2011. Il tradizionale congresso italiano, dedicato al settore degli eventi culturali, è nato con l’intento di offrire un luogo di incontro e di aggiornamento agli operatori del settore ed è un’occasione di possibile confronto con regioni, istituzioni pubbliche, fondazioni bancarie e aziende private, al fine di definire quale sia il vero ruolo della cultura in Italia e di evidenziare la sua indubbia capacità di generare un indotto economico diretto e indiretto sul territorio. Nel corso dell’ultima, seguitissima, edizione del Festival of Festivals, che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di tutti i maggiori eventi culturali italiani (dalla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia al Festival dei Due Mondi di Spoleto; dal Festival della Scienza di Genova a MITO Settembre Musica; da Umbria Jazz a Romaeuropa Festival; da Italia Wave - ex Arezzo Wave - al Festival della Letteratura di Mantova), nella suggestiva cornice della Cappella Farnese di Palazzo D’Accursio (prestigioso edificio sede del Comune di Bologna), sono stati consegnati gli ambiti Festival of Festivals Awards 2011, i premi capaci cioè di segnalare alla stampa, alle istituzioni, al mercato e alla stessa comunità dei festival le eccellenze nel settore degli eventi culturali. Premi che hanno portato all’attenzione nazionale la nostra regione, in quanto, tra gli oltre 200 bandi ricevuti e tra gli oltre 100 festival partecipanti, ben due dei dodici premi messi in palio sono stati conferiti al Peperoncino Jazz Festival: il “Best Book/Catalogue Award” “Per la miglior pubblicazio-

ne che combini immagini accattivanti e testi accurati in uno strumento esaustivo” (il PJF da anni è promosso attraverso un book a 128 pagine stampato su carta di pregio con brossura cucita che contiene, oltre ai curricula degli artisti protagonisti, anche una descrizione dettagliata dei paesi in cui il festival fa tappa) e il “Best Territory Improvement Award” assegnato al Peperoncino Jazz Festival in quanto ritenuto la “Manifestazione che in assoluto a livello italiano ha meglio valorizzato il proprio territorio grazie alla capacità di coinvolgimento di strutture ed enti” (ricordiamo che nell’ultima edizione - la decima - del festival, sono stati coinvolti nel circuito dell’evento ben 30 comuni delle cinque province calabresi, il Parco Nazionale del Pollino e quello della Sila, la Reale Ambasciata di Norvegia e le tutte le maggiori istituzioni pubbliche, prima fra tutte la Regione Calabria e private del territorio calabrese). I due prestigiosi Awards conquistati in occasione del Festival of Festivals 2011 consacrano, dunque, definitivamente il Peperoncino Jazz Festival - già da anni unanimemente riconosciuto come uno dei più importanti eventi culturali e turistici del territorio calabrese (si segnala, tra l’altro, il recente conseguimento del Premio “Turismo per Passione” assegnato al Comune di Diamante nella categoria “Grandi Eventi Turistici”) è costantemente annoverato tra i festival jazz più caratteristici e rinomati e d’Italia (come dimostra il 5° posto conquistato nei JAZZIT AWARDS, la classifica dei “festival italiani” stilata dalla rivista specializzata Jazzit) e tra i maggiori eventi culturali italiani. Molto soddisfatti della vittoria sono apparsi Francesca Panebianco, presidente dell’Associazione culturale Picanto (organizzatrice del PJF), e il direttore artistico Sergio Gimigliano (nella foto) che, nel ritirare i due premi, hanno voluto simbolicamente dedicarli a tutte le persone, agli enti pubblici e privati che da anni sostengono l’iniziativa e a tutte quelle associazioni culturali calabresi che, nonostante le tante difficoltà esistenti nella nostra regione, continuano ad operare sul territorio per dare della Calabria un’immagine positiva. q

Dicembre 2011

ADDIO AL CANE PIÙ VECCHIO DEL MONDO È morto il cane più vecchio del mondo. Si chiamava Pusuke e vantava un record invidiabile di longevità. Questo meticcio era infatti nato nel lontano marzo 1985, ed è spirato alla veneranda età di 26 anni e 9 mesi. Si tratta di traguardo incredibile. Raffrontandolo ai comuni parametri umani, è come se Pusuke fosse morto a 182 anni! Insomma, meritava ampiamente la citazione nel Guinness World of Records. Non era comunque un record assoluto. Pare che il cane più longevo mai vissuto fosse australiano, tale Bluey, che negli anni ’30 del secolo scorso è morto dopo aver vissuto per ben 29 anni e 5 mesi. Pusuke era un cane giapponese, era accudito da Yumiko Shinohara, una casalinga di 41 anni, residente nella prefettura di Ibaraki, un centinaio di chilometri a nord-est della capitale, Tokyo. Era un meticcio nato dall’incrocio della razza giapponese Shiba e di un altro meticcio. La padrona, sconvolta, ha dichiarato che Pusuke stava bene e che la sua morte è stata improvvisa e inattesa. q

VIAGGIO A MEDUGORIE: L’APPARIZIONE DELLA MADONNA E IL MIRACOLO DEL SOLE di GIOVANNA LANDI Dal 22 al 25 settembre scorso abbiamo partecipato ad un pellegrinaggio a Medugorje organizzato dalla Parrocchia “Sant’Antonio” di Rende (Commenda). Vorremmo esternare le nostre riflessioni su questo Luogo santo che, ormai, è visitato ogni giorno da migliaia e migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo. Qui, da trent’anni, la Madonna appare a sei veggenti. La Regina della Pace, nei giorni 2 e 25 di ogni mese, invia al mondo i suoi messaggi tramite questi veggenti. Vivendo, anche per pochi giorni, in questo sito religioso, si avverte una strana sensazione interiore di pace e di gioia. Soprattutto si prega continuamente con il cuore e dalla mente si allontanano le cose della vita terrena per fare posto alla speranza di una migliore vita che ci aspetta in un’eterna dimensione. Un luogo dove - per citare Suor Cornelia che a Medugorje assiste e cura gli orfani e gli anziani - «Il Paradiso è sceso dal Cielo sulla terra» (cfr Gazzetta del Sud 110-011 pag. 46). Ebbene, abbiamo provato queste meravigliose sensazioni specialmente quando abbiamo partecipato ai riti religiosi ed alle sante Messe insieme ad altre migliaia di fedeli. I percorsi difficoltosi ed impervi che conducono al monte delle apparizioni della Madonna (PODBRDO) ed a quello della santa Croce (KRIZEVAC), coinvolgono i pellegrini che non avvertono alcuna fatica nel salire e scendere le ripidi ed accidentate alture rocciose che conducono a questi due Luoghi santi dove regnano: la pace, il silenzio, l’intensa preghiera, la commozione e la gioia interiore; qui si avverte la presenza di Dio. Domenica 25 settembre insieme ad altre migliaia di fedeli, quasi alla fine della santa Messa in lingua italiana (verso le ore 10,30/11)) siamo stati testimoni ed abbiamo assistito a questo fenomeno sovrannaturale: ad un tratto, nel cielo terso ed azzurro, privo di qualsiasi nuvola, nella spianata della Basilica di San Giacomo, tutti noi (una moltitudine di oltre seimila persone) abbiamo visto una indescrivibile trasparente bellissima figura umana incoronata, sovrastata da una Croce. Con grande gioia ed immensa commozione tutti abbiamo creduto e crediamo che quella figura splendente, apparsa nel cielo di Medugorje, era la Madonna che offriva ancora una volta la propria sacra

immagine all’umanità per chiederci pace, preghiere e penitenza. Il giorno precedente (24 settembre) avevamo assistito al miracolo del sole ed allo sgorgo di gocce d’acqua miracolose dalla statua in bronzo del Cristo risorto. Tutti questi segni celesti sono stati premonitori del contenuto del messaggio della Madonna inviato all’umanità, lo stesso 25 settembre tramite la veggente Marija PAVLOVIC che lo riceve proprio il 25 di ogni mese. Invero, in questo suo ultimo messaggio la Santa Vergine, fra l’altro, ci dice. «...Cari figli, vi invito affinchè questo tempo sia per tutti voi il tempo per testimoniare»... «Voi testimoniate con le vostre parole e con la vostra vita i doni di Dio che avete sperimentato...». Ebbene, noi vogliamo dare questa testimonianza attraverso i mezzi di comunicazione sociale perchè abbiamo creduto e crediamo nei celesti eventi che avvengono a Medugorje come quelli apparsi lo scorso 25 settembre, documentati con foto e filmati. Consentici esternare questa nostra modesta riflessione: «Non credere, non porta alcun vantaggio spirituale per cui l’animo del non credente rimane inaridito ed abbrutito; credere, invece, conduce ad una vita spirituale migliore che ci fa transitare ad un mondo eterno che verrà, a cui tutti aneliamo». q

Associati anche tu

diogenemoderno@yahoo.it Info: 3286888279

Per la vostra pubblicità diogenemoderno@yahoo.it


Le Vie del Gusto

Dicembre 2011

Politiche euro-mediterranee

SUCCESSO DELLA GASTRONOMIA CALABRESE A MONTECARLO

La cucina calabrese, caratterizzata dalla qualità dei prodotti regionali, portati da tredici aziende specialiste del settore al sedicesimo Salone della gastronomia che si è svolto a Montecarlo, è stata protagonista alla cena di gala, organizzata dall’Ambasciatore italiano presso il Principato di Monaco Antonio Morabito. Pochi, ma gustosi, i piatti preparati con grande professionalità dal maestro di cucina Vincenzo Grisolia (nella foto). Una serata che ha visto la partecipazione di numerose autorità tra cui l’Ambasciatore Henri Fissori, in rappresentanza del Principe di Monaco, il Ministro plenipotenziario italiano per i rapporti con il Pakistan e l’Afghanistan Francesco Talò, Antonio Scullino, sindaco di Ventimiglia, dove vi è una presenza di circa settemila calabresi e l’imprenditore Antonio Zanotti, Presidente di “Esco”, una delle società settoriali più importanti nel mondo perché rifornisce di vitto tutte le forze di pace presenti sulla scacchiera mondiale, quindi, anche i soldati italiani che sono di base in queste sedi di missioni. Ogni giorno le loro società preparano centomila pasti. «È stata una cena apprezzata - ha detto l’Ambasciatore Morabito - da parte di personalità di altissimo livello. Un apprezzamento per quello che la Calabria fa e, soprattutto, per questo approccio, questa capacità che ha di sapersi presentare con eleganza, con gentilezza ma anche con la sostanza. Di questa Calabria che sa guardare al futuro con intelligenza e strategia». q

SUCCESSO DI CRITICA DE “LA CUCINA DI NATALE TRA PASSATO E PRESENTE” Dopo la splendida presentazione al pubblico lo scorso giugno dei “Raschatiell(i) pacc(i)” e il conseguente successo estivo dei suoi mediterranei sapori al peperoncino, al cedro e alle alici, l’associazione “Scalea nel piatto” continua il suo iter gastronomico all’insegna della valorizzazione del territorio attraverso l’enogastronomia. Dal 5 al 7 dicembre, infatti, si è svolto in uno dei ristoranti associati, il primo corso di cucina dal titolo “La cucina di Natale tra passato e presente” durante il quale due chef dell’associazione, Vincenzo Grisolia (Vigrì) e Giovanni Ricucci (Antica Osteria), hanno magnificamente illustrato ai partecipanti un menu per Natale, tradizionale e innovativo al tempo stesso. Un menu completo che spazia dal carpaccio di pesce spada, al tortino di baccalà con crema di ceci e dagli agnolotti al sapore d’autunno con castagne, ricotta e noci ad una “nuova meringa” dal gusto unico e sorprendente. L’associazione si dichiara soddisfatta di questa prima esperienza di gruppo nel campo dei laboratori interattivi e annuncia di essere già al lavoro per un nuovo progetto. Infine, esprime un particolare ringraziamento a tutti i partecipanti. Tutti gli aggiornamenti e le novità potrete cercarli su facebook “Associazione Scalea nel Piatto”. q

o 13

NOUVELLE CUISINE: SPESSO TANTA SCENA MA NULLA NEL PIATTO! MICHELIN, LA GUIDA ROSSA PREMIA LE CUCINE DEL SUD BOOM DI STELLE IN CAMPANIA MA CRESCONO ANCHE QUELLE CALABRESI Anche se criteri e metri, usati per la scelta delle cucine segnalate, lasciano, a moltissimi italiani buongustai, tanti dubbi, Guide importanti, come quella Michelin, hanno sempre un loro valore intrinseco e una loro influenza sugli amanti della buona tavola. La regione del sud, di gran lunga più presente in questo ambito, si conferma la Campania che consolida il proprio primato con la promozione di due stellati al gradino superiore e la contemporanea accensione di tre nuove stelle. I due ristoranti che raddoppiano sono i “Quattro passi” di Marina del Cantone e sempre più bello è “L’Olivo” del Capri Palace di Anacapri, dove lo chef Andrea Migliaccio ha riconquistato, in due anni, la doppia stella che già era stata assegnata al ristorante anacaprese quando in cucina c’era il tedesco Oliver Glowig. Quest’ultimo, detto tra parentesi, è riuscito a imporsi anche fuori dalla Campania, nel ristorante romano che porta il suo nome, all’interno dell’hotel Aldovrandi di Villa Borghese. Tra le novità, nel firmamento campano, si sono accesi tre nuovi astri, due dei quali, peraltro, da tempo segnalati nella rubrica “A Tavola” del Corriere del Mezzogiorno. Il primo, ancora in provincia di Napoli, più precisamente nel comune di Quarto, tanto mortificato dall’emergenza rifiuti: il successo di “Sud” e della chef Marianna Vitale sono anche la vittoria dell’intera comunità Flegrea, così come la “stella” rappresenta un’occasione di promozione per un altro ristorante, lontano dalle tradizionali direttrici turistiche, la “Locanda Severino” di Caggiano, nella profonda provincia di Salerno, al confine con la Basilicata. Nella Guida Rossa, da quest’anno, pesa di più (ancora troppo poco considerati l’eccellenza delle materie prime e il talento degli interpreti) anche la Puglia: oltre ai confermati “Poeta contadino”, “Bacco”, “Già sotto l’arco” e “Al Fornello Ricci”, può fregiarsi della “stella” anche “Cielo” dell’hotel “La Sommità di Ostuni” che deve il riconoscimento alla perizia dello chef Sebastiano Lombardi. Due nuovi premiati nella macroregione Abruzzo-Molise: “Magione papale” dell’Aquila e “La Bandiera” di Civitella di Casanova. Nella nostra Calabria, s’accendono, invece, nella volta celeste dell’antica Bruzia, gli astri di “Dattilo” a Strongoli e de “L’Approdo” all’hotel Cala del Porto di Vibo Valentia. In forte ascesa anche la Sicilia, gratificata dalla nuova doppia stella del “Principe Cerami” e del “San Domenico Palace” di Taormina e da altre due new entry: “Il Bellevue” dell’hotel “Metropole”, sempre di Taormina, e il “Coria” di Caltagirone.

LA GUIDA DEL SOLE 24 ORE PREMIA LA CALABRIA DATTILO, SAPORI DI ENOTURISMO RICERCATI E NITIDI “Dattilo” si trova a Strongoli, in provincia di Crotone e secondo la nuova “Guida ai ristoranti de Il Sole 24 Ore del 2012 è il miglior ristorante emergente d’Italia. Il ristorante crotonese, creato da Roberto Ceraudo, noto produttore di vini ed extravergini di alta qualità, di recente è stato premiato a Milano nell’auditorium “Collina” della sede de Il Sole 24 Ore. È stato Davide Paolini, il noto “Gastronauta” che dirige la guida del quotidiano di Confindustria, a consegnare solennemente il prestigioso riconoscimento a Roberto Ceraudo, titolare del “Dattilo”, e a Francesco Rizzati, il cuoco potentino che dirige la cucina del ristorante di Strongoli. Il premio “miglior ristorante emergente

d’Italia”, intitolato “Carramba che sorpresa”, è stato assegnato al ristorante calabrese con la motivazione: «per l’eccellenza della cucina, costruita su piatti ricercati e dai sapori nitidi, la suggestione dello chateau settecentesco nelle campagne di Strongoli sullo Ionio, l’eleganza rustica delle sale, il seducente dehors nonché i vini e gli extravergini della casa». Ma, oltre al ristorante di Ceraudo, sono il Mezzogiorno e l’intera Calabria gastronomica che fanno un grande balzo in avanti nella “nuova Guida ai ristoranti de Il Sole 24 Ore. Ben 36 sono gli indirizzi segnalati quest’anno nel volume curato dal critico Davide Paolini, il doppio rispetto a quelli presenti nell’edizione del 2008. La Guida de IlSole 24 Ore, diversamente da altre, non assegna voti e non stabilisce graduatorie, ma si propone al lettore con la sua classica formula di vademecum dell’eccellenza, selezionando i migliori esercizi per ogni tipologia. Ogni locale, accuratamente “recensito” da testi piacevoli, con tutte le informazioni pratiche, viene accostato a un simbolo che ne evidenzia le peculiarità rispetto agli altri. Si va dai ristoranti “intoccabili” e, in Calabria, quest’anno troviamo “La Taverna Kerkira” di Bagnara, “La Locanda di Alia” di Castrovillari, “L’Approdo” di Vibo Marina e “Il Marechiaro” di Pizzeria Lido, agli intramontabili della sezione “Vai sul sicuro” con “De Gustibus” di Palmi, “Pantagruel” di Rende, “Auila” ed “Edelweiss” di Camigliatello, “L’Aragosta” di Nocera Torinese, “Novecento” di Lamezia, “Gambero Rosso” di Marina di Gioiosa Ionica, “Baylik” e “Giovanni” di Reggio. Col simbolo “Carramba che sorpresa” ci sono “La Rosa nel Bicchiere” di Soveria Mannelli, “Abbruzzino” di Catanzaro, “Barriquando” di Lamezia, “L’Antica locanda del povero Enzo” di Cosenza, “Barbieri di Altomonte”, “Sabbia d’Oro” di Belvedere Marittimo, “La Casetta Bianca” di Praia a Mare, “Ercole” di Crotone, “Max” e “Sasà il Pescatore” di Cirò Marina, “Vecchio Porto” a Villa San Giovanni e “Go” a Pizzo. Gli “extralarge” sono invece i locali ampi che riescono, però, ad offrire ottima cucina e grande servizio. “A me piace” viene assegnato a quei locali che, oltre a valere complessivamente, fanno particolarmente sentire a proprio agio. Nel capitolo calabrese non manca la sezione “wine bar”, né quella alle “Botteghe” trasformate in cucina e neppure il cibo di strada nella sezione riservata allo street food, cinque trattorie e classiche “putie” catanzaresi consacrate al Morello, l’incendiario spezzatino orgoglio del capoluogo. L’edizione 2012 della Guida di Paolini - già in distribuzione nelle librerie - conta ben 671 pagine, presenta una nuova accattivante veste grafica, un nuovo formato e si caratterizza per una sempre maggiore leggibilità. Come al solito, però, mancano le cucine di Scalea, San Nicola Arcella, Tortora e le località viciniori dell’entroterra. q

L'ASPI Associazione della Sommellerie Professionale Italiana in collaborazione con L'Associazione “Scalea nel Piatto” organizza il primo step da sommelier comprendente 16 lezioni per corso. A fine corso, ogni iscritto riceverà un attestato riconosciuto in ambito internazionale. I corsi si terranno ad inizio del 2012. Info 328. 8793052

di Stefano Arcuri


14 o

Le Vie del Gusto

Dicembre 2011

Una tradizione che si ripete e migliora anno dopo anno

SEMIFREDDO AL PANETTONE

“PERCIAVUTTI” UNA GRANDE FESTA TUTTA CALABRESE!

8 uova 400 g di zucchero 1 lt di panna per dolci 1 panettone con canditi e uvetta passa 100 ml di sciroppo di cedro Salsa 100 g di cacao amaro 1/2 litro di latte 50 g di amido di mais 100 g di zucchero 3 tuorli di uova Preparazione Dividere i rossi dai bianchi e montare separatamente con metà dello zucchero, aggiungere metà dello sciroppo di cedro e montare la panna; infine versare tutti gli alimenti in un recipiente ed amalgamare dolcemente. Tagliare il panettone a fette di un centimetro ed adagiarle in uno stampo per semifreddi, diluire con acqua il restante sciroppo al cedro e bagnare il panettone, versare sopra il composto e coprire con uno strato di panettone. Mettere in congelatore per 12 ore. Per la salsa al cioccolato, mettere a bollire 400 ml di latte e non appena bolle togliere dal fuoco; con il restante latte in un recipiente sciogliere gli altri ingredienti, poi versarli nel latte e rimettere sul fuoco finché riprende la giusta densità.

Nemmeno il terremoto è riuscito a fermare l’attesa kermesse

Anche quest’anno, come consuetudine, l’attesa festa di Perciavutti ha avuto il meritato spazio tra quelle tipiche delle usanze e delle tradizioni dell’antica terra Bruzia. Nonostante lo sciame sismico che da settembre 2010 sta “bussando” a Mormanno e sui paesini del fronte lucano e calabrese del Parco del Pollino, Il giorno dell’Immacolata, 8 dicembre, l’atteso appuntamento si è ripetuto all’insegna dell’ottimo vino, della buona e ricca cucina e di spettacoli musicali di grande attrazione e originalità, il bravissimo Eugenio Bennato su tutti. Un tempo, si aspettava l’arrivo di questo giorno per “aprire” le enormi botti, con il vino nuovo, conservato per mesi al fresco delle cantine, e si faceva baldoria accompagnando il tutto con taralli, noci, castagne, lupini ecc. Il campanile illuminato a festa, la pioggia di luci colorate per adornare il grosso abete della Piazza, creano, in questi giorni, un’atmosfera magica in questo piccolo centro montano che supera gli 800 metri di altezza e che non ha nulla da invidiare ai più rinomati centri del trentino. Questo “magico rituale” viene riproposto, ormai da anni e sempre meglio, dall’Associazione Comunalia, nei quattro quartieri più importanti e belli del piccolo borgo montano di Mormanno che corrispondono ai nomi di: Capuluserru, Casalicchio, Costa e Torretta. Ogni quartiere presenta agli ospiti un menu diverso e categoricamente calabrese: le portate spaziano dai gustosi antipasti di salumi e formaggi di Mormanno (soppressata, salsiccia piccante, capocollo, pancetta e prosciutto), alla frittata con cipolle e salsiccia, alle “purpette i patani”, alle “alivi c’u’ l’ariganu”, alla “pitta c’u’ ciguli”, “ariganu e cancareddri”, ai formidabili ed unici primi, come i rasckiatielli del buongustaio, i “fali scinni chianu chianu”, i “cavateddri c’u’ sugu e funghi carduni”, la “carni mpanata i porcu”, i cavatoni al baccalà e con i funghi, i cavatelli fatti in casa al cinghiale, per passare ai buonissimi secondi di salsiccia e broccoletti, di rape con patate, di delizie di maiale arrosto, di patate cotte e fritte, di polpette di carne, di polpette di patate, di frittate 4 stagioni, di “cancareddri ‘ncruschati”,

di “carni stufata c’u’ cancareddri”, di “patani c’u’ rapi… c’u’ piparoli”… cotta e fritta, di arrosti, di lonza, di soffritto e gelatina, di baccalà fritto con peperoni o stufato, di cotica di maiale con fagioli e con peperoni, di baccalà fritto in salsa rossa, di carne di soppressata sfritta, di frittate con cipolla, di salsiccia, di peperoni, di caciocavallo e cipolline, di frittelline di zucchine, di carciofi e cavolfiore, di “peperoni strazzati c’u’ ova”, di grispelle e peperoni arrostiti, di sardella, di taralli, di freselle, di olive, di finocchi, di crostini vari ed altro ancora. Infine, frutta di stagione fresca e secca, castagne a’ varola e sua maestà il “Bocconotto di Mormanno”, i “mustazzoli”, le “cannulette”, le “grispeddre calde”, le “susumeddri” ed altre leccornie, il tutto annaffiato con litri e litri di buon vino d’annata. I preparativi, come ogni manifestazione di successo che si rispetti, partono almeno due mesi primi per organizzare, programmare e allestire le location dei quattro quartieri. Nella conferenza stampa di fine novembre, a noi giornalisti, al presidente del Parco del Pollino e ai politici provinciali intervenuti, era stato ampiamente illustrato il programma dell’XI edizione dell’evento enogastronomico che, come al solito e all’atto pratico, è stato fedele a quanto annunciato. Ogni cantina si impegna, nel modo più originale e fantastico, ad allestire la “scena” della festa, con il recupero di materiali e arnesi antichi in modo da ricreare l’ambiente come era una volta. Scatta la lunga lista dei piatti di più antica tradizione tramandata da generazione in generazione, si sceglie e si ricerca la materia prima da preparare e da presentare, poi, in tavola, e, infine, si sceglie il vino novello che sarà offerto ai visitatori. La sera dell’Immacolata le Cantine aprono le porte: chi vuol esser lieto sia!!! Ed anche l’atteso “Perciavutti” del 2011, dopo il grande successo di pubblico e di critica della passata stagione, ha strabiliato, con le sue luculliane portate che i tantissimi intervenuti hanno potuto gustare in tranquillità, serenità e allegria, in un ambiente ospitale che, per qualche ora, porta a sognare un tempo passato che in molti rimpiangono. Anche noi del Diogene, come nelle precedenti edizioni, siamo stati accolti con gentilezza e gioia dagli organizzatori, dal sindaco e dall’assessore al turismo e spettacolo. Arrivederci all’Edizione del 2012. Una nota particolare va anche ai meravigliosi e artistici presepi antichi allestiti con grande maestria e cura, nella stupenda cripta della Chiesa Madre che si trova al centro della piazza cittadina principale dove si è svolto l’applaudito concerto del grande Eugenio Bennato. q

TAPPE DAVVERO INTERESSANTI DI “CALICI DI VINO SORSI DI CULTURA” La prima giornata di “Calici di Vino Sorsi di Cultura” ha ottenuto a Tortora un notevole successo. Il tour è proseguito, per una manifestazione itinerante, nella seconda tappa di Verbicaro, presso la Sala Ecomuseo del vino e della civiltà contadina dove si è svolto anche un convegno, “Il vino nella tradizione verbicarese”, a cura della locale Associazione Pro Loco e con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale. La seconda parte della manifestazione si è spostata poi a San Nicola Arcella, presso la Sala consiliare del Comune, per il convegno “Turismo, tradizioni ed enogastronomia: metodi e progetti di tutela, di comunicazione e di valorizzazione delle produzioni tipiche. L’esempio dei presidi Slow Food”. Durante l’incontro, curato dall’Associazione Pro Loco di quel centro, che aveva ottenuto il patrocinio dell’Amministrazione comunale e dell’Associazione “Gli Amici di San Nicola Arcella” e la collaborazione dell’Associazione Slow Food - Condotta Cosenza e Sila, è stato presentato il nuovo presidio Slow Food: “La Peciasacca”. Infine, dopo una mattinata intensa ed emozionante nel suggestivo centro storico di Aieta, con visita guidata nel Palazzo Rinascimentale e conseguente pranzo a base di piatti tipici aietani nella magnifica sala nobile, in serata, presso l’Hotel Garden di Praia a Mare, si è tenuto il Convegno-Degustazione aperto al pubblico: “Calici di Vino Sorsi di Cultura”, con l’esposizione, presentazione e degustazione dei vini appartenenti alle cantine calabresi aderenti alla manifestazione, delle cantine ospiti, appartenenti alla Strada dei Vini dei Colli della Maremma ed alla Strada dei Vini e dei Sapori della Locride. E’ stato infine presentato il marchio “Terre di Cosenza”.

RUSH FINALE COME SEMPRE ALL’HOTEL GARDEN - PRAIA A MARE Esposizione, presentazione, assaggi di formaggi e degustazioni dei vini appartenenti alle cantine calabresi aderenti alla manifestazione e delle cantine ospiti appartenenti alla Strada dei Vini dei Colli della Maremma ed alla Strada dei Vini e dei Sapori della Locride e presentazione del marchio “Terre di Cosenza” con il patrocinio delle Camere di Commercio di Cosenza, Reggio Calabria e Grosseto ed in collaborazione con: AIS Prato, AIS Cosenza e AIS Reggio Calabria. Esposizione di produzioni tipiche artigianali delle province di Cosenza e di Reggio Calabria in collaborazione con le Associazioni “La Strada dei Sapori e dei Mestieri” e “Calabria Etnica”. Convegno “Storia e benessere legati alla cultura del Vino: esperienze a confronto tra i protagonisti della valorizzazione del vino tra Calabria e Toscana” a cura dell’Associazione Pro Loco Praia a Mare con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Praia a Mare e delle Camere di Commercio di Cosenza, Reggio Calabria e Grosseto. q

GRANDI EVENTI Alca Eventi e Hotel Santa Caterina Giovedì 22 dicembre 2011 “Calendario 2012 del Concorso Nazionale “La Bella d'Italia - 31a Edizione In passerella le collezioni di: Baciami Ancora, abiti da sposa; Capricci, abbigliamento; Elvis acconciature. Ospiti: le finaliste del Concorso 2011; conduzione di Marco Tiesi.

CINEMA “LA SIRENETTA” il posto accogliente e ideale per trascorrere una piacevole serata

________________

TERME LUIGIANE - ACQUAPPESA (Cs) Info: 0982.90186 - 349.1045873

Punti vendita: SCALEA - Via Lauro, 240/264b Fabrizio 328.7514238 Matteo 328.1284855


o 15

Storia e Cultura

Dicembre 2011

LA CASA DELLA SIGNORA “TOPOLINA AZZURRA” E I SANSEVERINO-SANVITALE… CALABRO-LUCANI! di GIOVANNI CELICO

Un pomeriggio di sabato, l’otto ottobre c.a., tra il “lusco ed il brusco”, secondo l’indimenticato Fabio Tombari, venato di una sottile e incantata melanconia, nel caso calabro-emiliana, forse per il difficile e non compiuto passaggio dal caldo al freddo, con una estate che non voleva “lasciare” e un autunno che aveva difficoltà a “subentrare”, si è arricchito improvvisamente di un appuntamento, con una immaginifica autrice di “fiabe per bambini”, nel corso del quale, tra l’altro, si è registrata pure “l’apparizione” di un “acrese”, Acri in provincia di Cosenza, che, quando si dice la versatilità dei meridionali, ha “tradotto” e di conseguenza “letto”, in puro vernacolo calabrese, un brano, tratto proprio dal volume in presentazione. La creatrice di questo mondo meraviglioso, Rosalia Zabelli, originaria del profondo sud, è nata infatti ad Alessandria della Rocca, in provincia di Agrigento, ed è sposata con un dirigente delle Ferrovie Emilia-Romagna, Stefano Masola, “sangue emiliano-romagnolo doc”, ha all’attivo una produzione notevole di libri per l’infanzia, ed ha presentato, appunto l’otto ottobre, davanti ad un pubblico, eccezionale per numero e partecipazione, in una sede prestigiosa, Palazzo Sanvitale, a Parma, l’ultima sua fatica “La casa della signora Topolina Azzurra”, data alle stampe a cura del MUP, “Monte Università Parma Editore”. La impressione, anzi di più, osservando tutte quelle persone e naturalmente una marea di bambini, che si è avuta, netta e chiara, è che la gente, nonostante tutto, ha desiderio di sognare, in un presente così difficile da interpretare e da vivere, e che ha ringraziato di cuore, probabilmente anche esternando questo “sentimento”, Rosalia Zabelli, per questa parentesi di “evasione” che ha regalato ai presenti e non solo (i lettori saranno, ne siamo certi, moltissimi). Il volume, curatissimo nella impaginazione e nella grafica, illustrazioni di Giovanna Zanimacchia, ha un costo modesto e, per il contenuto, bisogna proprio ringraziare l’autrice per l’inventiva: Rosalia Zabelli meriterebbe, solo per questo, un abbraccio e un plauso tutto particolare! Ma una considerazione, tutta “nostrana”, prendendo spunto dall’occasione sopra richiamata, vogliamo sottoporre all’attenzione dei nostri affezionati lettori, legata alla sede in cui l’evento si è svolto: palazzo Sanvitale di Parma! Salendo infatti lo scalone superbo, per accedere al piano nobile, di quel palazzo, tanti “ricordi storici”, tanti legami nord-sud, si sono affacciati alla mente che, così come si sono concretizzati, chiedendo scusa

di eventuali mancanze o errori, esterniamo, con sommessa soddisfazione. Chissà, è stato il primo “richiamo”, se quei gradini hanno riportato, alla mente e al cuore, di qualcuno dei partecipanti, non fosse altro che per i legami con i Sanvitale di Parma, le figure di alcune dame del XVI secolo… provenienti, come sangue, dalle “nostre plaghe”, cioè dalle terre a confine tra la Campania, la Basilicata e la Calabria. Il quadro, nel quale collocare e allogare le “nostre”, per adesso almeno due, “eroine”, dovrebbe, come richiamo, però, comprendere, sicuramente, anche altre donne, come ad esempio: donna Maddalena Rossi-Carafa, che andò poi sposa a Carlo De Cardenas, marchese di Laino, e donna Giovanna Rossi-Caracciolo, moglie di Fabrizio Spinelli, duca della Castelluccia (e tante altre che, purtroppo, ma in buona fede e per spazio, trascuriamo… provenienti da “nobili famiglie emiliane”). Le due “signore” sulle quali oggi rivolgiamo lo sguardo, Giulia e Barbara Sanseverino, ebbero radici illustri… quanto meridionali: erano le “pronipoti”, di un “grande capitano di… ventura”, Roberto Sanseverino conte di Caiazzo e, poi, di Colorno, investitura ottenuta, per il secondo feudo, nel 1451, che “impalmò”, in successione, Isabella di Montefeltro dei duchi di Urbino, la senese Lucrezia Malavolti e, infine, Giovanna da Corregio, e che, tra l’altro, ha “lasciato” un diario molto prezioso e ricco di notizie di un suo viaggio in Terra Santa! Giulia e Barbara erano figlie di Giovanni Francesco, conte di Colorno, e Lavinia Sanseverino e, la prima, andò all’altare con Giovan Battista Borromeo e la seconda, contessa di Colorno, fu “ maritata” al conte Gilberto Sanvitale…di Sala. Erano le due sorelle, a detta dei cronisti dell’epoca, “bellissime” e “ricercatissime nell’alta società”, persino Torquato Tasso dedicò a Barbara “graziosissimi versi per le sue trecce bionde” e avrebbe, quest’ultima, intrecciato una relazione anche…con il duca di Mantova, ma, entrambe, finirono tragicamente la loro parentesi terrena. Giulia fu uccisa dal marito…per “motivi di interesse” (una discussione alla presenza delle figlie, che, si disse, avrebbero nel tempo perdonato il padre), mentre Barbara, vedova del Sanvitale, aveva “dimorato, quando si trovava a Parma, appunto nel palazzo Sanvitale”, si unì, infine, con Ottavio Simonetta, conte di Jago, capostipite dei Simonetta di Parma, e morì tragicamente, decapitata, il 19 maggio del 1612, per “ordine dei Farnese”, e fu tumulata in San Giovanni Decollato di Parma! q

RECENSIONI È uscito “Scienza e ideologia del diritto. Itinerari di filosofia e metodologia della scienza giuridica” di Michele Fabio Tenuta, edito da Aracne editrice di Roma (editore che pubblica prevalentemente opere scientifiche e di didattica universitaria) con la prefazione del prof. Adriano Ballarini. Abstract dell’opera: Il volume illustra, in forma di itinerari, l’opposto procedere dei metodi di indagine scientifico e ideologico nella ricerca giuridica, attestandosi su un piano di analisi di filosofia del diritto positivo e metodologia delle scienze giuridiche. L’orientamento filosofico, in special modo heideggeriano, della fenomenologia viene declinato nell’opera come metodo di ricerca scientifica intorno al diritto positivo. I confini del campo di indagine si estendono sino ai domini di studio della filosofia politica e della metodologia delle scienze naturali. Profilo bio-bibliografico dell’Autore: Michele Fa-

bio Tenuta è laureato in Giurisprudenza presso l’Università LUISS “Guido Carli” di Roma e perfezionato in Criminologia presso l’Università degli Studi di Siena. Già cultore delle materie di Teoria generale del diritto e Informatica giuridica presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata, nonché dottore di ricerca in Teorie del diritto e della politica presso la medesima università con una dissertazione dal titolo “Teoria delle sovranità. Istituzionalismo e sovranità a partire da Santi Romano”, attualmente è ivi cultore di Filosofia del diritto. Esercita la professione di avvocato. Tra le sue pubblicazioni: Norme e ordinamenti giuridici nella sovranità contemporanea. Linee di struttural-funzionalismo, in Aa.Vv., Diritto a rischio? (Giappichelli, Torino 2006). Il volume è acquistabile presso le migliori librerie, anche on line (www.bol.it www.ibs.it www.libreriauniversitaria.it) q

I FARISEI DELLA CULTURA Qualche mese fa, Scalea ha avuto il piacere di ospitare la famosa e brava attrice italiana Maria Grazia Cucinotta, la quale faceva parte, come protagonista, del casting del film “La moglie del sarto”. Alcune riprese sono state girate nel centro storico, per cui la Cucinotta ha avuto occasione di apprezzare il nostro secolare borgo con il suo patrimonio culturale ed artistico. Ovviamente, quando si verificano questi straordinari eventi, non manca la partecipazione del pubblico, nel cui ambito si intravedono figure che, forse, tentano di conquistarsi, a gomitate, effimeri momenti di visibilità. Vorrei esternare alcune mie riflessioni sull’apprezzamento della Cucinotta. Tutti coloro che si sono interessati e preoccupati, quasi mai, del nostro patrimonio culturale, ritengo abbiano avvertito un sussulto, nel loro atavico “letargo”, quando l’affascinante attrice ha decantato, entusiasta, la bellezza del nostro paesaggio (la parte scampata alla furia devastante dell’annosa speculazione edilizia passata e presente) ed il fascino degli antichi vicoli, sopporti e gradinate del secolare borgo scaleoto. In sostanza, mi chiedo: “Doveva venire l’attrice Maria Grazia Cucinotta per risvegliare la coscienza di talune “anime morte” e fare accorgere che Scalea ha il suo Centro storico da tutelare e recuperare?”. Purtroppo, in queste occasioni, appaiono le solite “facce” che dovrebbero invece “ammucciars(i)” e fare un esame di coscienza, chiedendosi se mai hanno mosso un dito per difendere, valorizzare e rendere più socializzabile il nostro “desertificato” centro storico, spesso ignorato e disprezzato. Ben vengano, allora, illustri personaggi, come la Cucinotta, se riescono, con il loro carisma e la loro popolarità, a svegliare tante coscienze sopite ed infingarde, da “farisei della cultura”, pronte ad esibirsi soltanto per e nella circostanza. Invece, coloro che coraggiosamente si sono sempre battuti e tuttora si battono per salvare il nostro patrimonio culturale, purtroppo non sono considerati “profeti in patria”. (E.S.)

Praia a Mare:

LA VIA DEI PRESEPI In questi giorni, è stata inaugurata, alla presenza di un pubblico numeroso, sereno e gioioso, in una delle principali arterie cittadine, in via Turati e nel rione Fumarulo di Praia a Mare, il più antico insediamento della cittadina tirrenica, “La Via dei Presepi”, una mostra delle più belle costruzioni “presepiali” curate dagli stessi abitanti del quartiere. Questa conosciuta, suggestiva e caratteristica traversa di via Turati è una vecchia stradina che porta a lambire i piedi della scalinata del Santuario della Grotta. La vera novità, rispetto allo scorso Natale, è stata, però, quella dei magnifici presepi allestiti, dietro le finestre delle abitazioni di via Filippo Turati che hanno attratto attraverso i vetri i compiaciuti e meravigliati passanti. Promotrice dell’iniziativa è stata la signora Elena Manco, abitante della citata via, grande appassionata d’arte in genere e di artistici presepi che, per l’anno prossimo, spera in un coinvolgimento ancora più massiccio. L’otto gennaio ci sarà, infine, la premiazione al “Più Bel Presepe del 2011”! Auguri agli organizzatori ed ai partecipanti da parte della Redazione del Diogene. q

18/12/2011


16 o

Sport SCALEA: SALVEZZA DIFFICILE MA POSSIBILE... di ENZO GRECO

Lo Scalea rinfrancato e rigenerato dalla cura Bellinvia, da freschi acquisti e dai nuovi innesti societari, primo fra tutti, il vulcanico ed ambizioso neo presidente Francesco Capozza, butta alle ortiche la prima vittoria esterna sul difficile e ostico campo dell’Isola Capo Rizzuto, negli ultimi secondi del 5° minuto di recupero, dopo aver sprecato a ripetizione il raddoppio per mettere una seria ipoteca sui tre punti in palio, quando già pregustava la prima vittoria stagionale corsara. Al momento, però, i biancostellati, continuano a rimanere ancorati nel fondo di una classifica che continua a fare paura anche ai più ottimisti, anche se segnali di ripresa si notano, soprattutto, grazie alla mano esperta del nuovo tecnico di Barcellona Pozzo di Gotto, che ha già dimostrato grande serietà in occasione del triste evento calamitoso che ha colpito sfortunatamente la sua città con un’alluvione di proporzioni terrificanti, presentandosi il giorno successivo, nonostante il cuore gonfio di tristezza sul campo verde del “Longobucco” per dirigere i suoi primi allenamenti, come da parola data. Dalla squadra del Vittoria sono arrivati la forte mezzapunta Leone, De Rosa e l'esperto difensore Pisano, e sempre dalla Sicilia l'under '94 Maesano, dalla Gioiese il centrocampista Gregorace (gradito ritorno) e infine, dalla

Battipagliese, il centrocampista Fiorasi. Sicuramente la squadra è stata rafforzata nei reparti di centrocampo e difesa, però, in attacco restano solo il veterano Antonio Scoppetta e il neo acquisto Leone… Troppo poco, speriamo di pescare qualche buon attaccante tra gli svincolati. Tutti sanno che sarà un campionato difficile e di sacrificio, però, la fiducia e l’ottimismo non mancano e nessuno è disposto a mollare. L’Eccellenza è stata conquistata con tanti sforzi e caparbietà e negli ultimi campionati, più volte è stato accarezzato il sogno di approdare in serie D, sfumata più volte ai play off. La pausa di natale servirà a mister Bellinvia per ripartire adeguatamente con una nuova e rigenerante preparazione fisica per trovarsi pronti e scattanti per la scoppiettante ripresa del campionato. In seno alla società, danno sicurezza il presidente onorario Sandro Bergamo e il direttore sanitario Pasquale Bergamo, ai quali si sono uniti due rappresentanti di cordate miste di appassionati sostenitori. Carmine Reda sarà il nuovo direttore generale subentrando al valido Nicola Biondi (direttore amministrativo), mentre il super tifoso Giampiero Biondi sarà, invece, il presidente dell’Under 18. q

...Natale Amaro per lo Scalea che saluta il 2011 con un KO in casa contro il Roccella.

DOPPIO TITOLO REGIONALE PER IL NOSTRO MARATONETA BALDUINO SCARFONE di DANIELE FACCIOLO Da pochi mesi nell’ambiente agonistico dell’atletica leggera calabrese, il nostro concittadino Balduino Scarfone, autore di ottime prestazioni competitive nell’anno podistico 2011 (16 minuti e 53 secondi nei 5.000 metri, 10 minuti e due secondi nei tremila metri e 4 minuti e 41 secondi nei 1.500 metri), dopo aver conquistato il titolo di campione regionale di corsa su strada per la categoria amatori, lo scorso 18 settembre 2011 a Pianopoli (Cz), bissa il successo il 23 Ottobre 2011 alla quinta edizione della mezza maratona di Lamezia Terme (Cz) valevole come campionato regionale individuale di maratonina 2011. Il neocampione regionale ha dimostrato nella lunga distanza dei 21,097 km ottime

qualità di fondista classificandosi al quarto posto assoluto, su un percorso duro e selettivo, stoppando il cronometro con un tempo di 1 ora, 19 minuti e 4 secondi, dietro atleti di fama nazionale come Bruno e Cuzzocrea e internazionale come il grande maratoneta Filippo Lo piccolo (classificatosi ventesimo assoluto alla tanto ambita maratona di New York del 2011 e risultato il primo a livello europeo). Ci auguriamo che il neocampione regionale di corsa su strada e di maratonina Balduino Scarfone, possa continuare così migliorando ancor di più le sue già ottime prestazioni sportive e portando sempre in alto il nome della sua Scalea. q

Dicembre 2011

A pochissimi chilometri da Scalea REALIZZATO UN BELLISSIMO LAGHETTO ARTIFICIALE di VIRGILIO MINNITI

Grande successo per il Primo Trofeo Lago La Moretta, gara di pesca sportiva organizzata dal giovane imprenditore di Santa Maria del Cedro, Alex Addiego. L'evento sportivo, che anticipa l'apertura dei laghetti artificiali studiati per dare libero sfogo agli appassionati della pesca, ha fatto registrare una larga partecipazione oltre che di iscritti provenienti dai paesi del Tirreno e dalla Basilicata, anche di pubblico che ha assistito all'avvenimento apprezzando tecniche e abilità dei concorrenti. Circa cinquanta pescatori si sono dati appuntamento nella nuova struttura che si colloca nella strada interna (quella degli scavi di Laos) che collega la frazione di Marcellina al Comune di Santa Maria del Cedro. Le trote immesse nel lago principale hanno rappresentato prede apprezzate dai partecipanti. Esemplari di trota di buona taglia, alcune sfioravano anche i due chilogrammi, che hanno impreziosito la giornata sportiva dei numerosi amanti della pesca. Una giornata vissuta all'insegna del divertimento, dell'amicizia, in un luogo rilassante. A seguire la gara, il classico rito delle premiazioni: Medaglia ricordo per tutti, il trofeo offerto da “Center Sport” di Scalea e coppe per i primi, oltre a premi di natura gastronomica. È l'apripista di altre gare in programma per il periodo natalizio e di altre iniziative come i corsi di pesca per bambini e neofiti di questo sport che si terranno nella nuova struttura che ha strappato elogi ai numerosi presenti. Una struttura unica nel suo genere, (sembra di trovarsi all'Eur di Roma) figlia della tenacia di Addiego e progettata da Luciano Fortunato, che impreziosisce il territorio e che esprime un potenziale in più per promuovere, a livello turistico, le bellezze naturali del circondario. Idea originale che sottolinea l'intuito di Alex Addiego che ha concretizzato un'idea che parte da lontano. q

2011 dicembre  
Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you