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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO ANNO XXXI N° 6 - 16 Febbraio 2014 € 1.00

Abbonamento annuo ordinario € 30,00 - sostenitore € 50,00 - Taxe parcue - Tassa riscossa Ufficio di AP - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - DL 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 1 commerciale business Ascoli Piceno

Tutti gli eletti dell’assemblea Unitaria VERSO IL 10 MAGGIO La scuola “bene di tutti” di Azione Cattolica Sarà una festa di popolo DIOCESI – Si è tenuta , domenica 9 febbraio, Il rapporto intimo con Cristo, che è proprio del presso il Centro Biancazzurro di San Benedetto del Tronto, l’Assemblea Unitaria Elettiva di Azione Cattolica. Dopo l’accoglienza e le Lodi, Il Vescovo Carlo ha parlato all’assemblea: “Voi oggi siete chiamati a riflettere sulla vostra associazione di laici che condividono per scelta e per chiamata la corresponsabilità nella Chiesa. Ciò che specifica la vostra associazione sono proprio le due parole con le quali vi identificate: Azione Cattolica”. Azione, di che azione si tratta? Ha chiesto Sua Eccellenza. Certamente la vita cristiana senza uno spazio orante e adorante nella contemplazione del mistero di Dio, non potrà mai avere quello spessore che rende capaci di un azione illuminata nel mondo di oggi. Il Vescovo ha continuato dicendo che siamo chiamati a quella missione che fa parte dell’essenza stessa della Chiesa: annunciare il Vangelo ad ogni creatura, dimensione missionaria a cui ci chiama insistentemente anche Papa Francesco.

cristiano, deve essere curato da ogni aderente all’AC, per operare ed agire affinché le forme della vita sociale, nella quale noi siamo, siano plasmate dal vento della carità di Cristo. Bisogna agire perché il Vangelo penetri in noi e nella società attraverso la presenza attiva che ne plasmi le strutture assumendo le nostre specifiche responsabilità laicali nei contesti di vita in cui siamo chiamati a vivere. Riflettere insieme nell’associazione aiuta e sostiene l’azione del singolo in contesti che spesso non sono facili; non da soli, quindi, ma in associazione con altri, cercando di coinvolgere altri. Ci si forma insieme per agire insieme, potenziando la capacità di incidere con propria testimonianza cristiana. Riflettere insieme alla luce del Vangelo, secondo le proposte della vita associativa, aiuta a comprendere e a giudicare lo spirito del tempo dal quale, altrimenti, rischieremmo di farci assorbire; sollecitandoci insieme è più facile restare svegli. Quindi c’è bisogno di una forte coesione dell’associazione. Poi c’è il termine Cattolica che oltre a fare riferimento alla Chiesa Cattolica ha anche un significato letterale: universalità, che rimanda alla missione degli uomini per l’unità del genere umano, all’andare verso coloro che non ne fanno ancora parte. Unità e inclusione, non certamente esclusione. Essere dell’associazione e nell’associazione, rifuggendo da qualsiasi forma di personalismo, arrivismo, ricerca di affermazione di sé, di potere, di visibilità personale per tendere all’unità interna e includere chi è all’esterno ricercando l’unità secondo le finalità che siamo chiamati a portare avanti superando le divisioni che non rendono mai presente quell’unità della Chiesa per la quale Cristo ha pregato. Segue a pag. 2

IL PAPA ESORTA I GIOVANI A RESPINGERE OGNI OFFERTA DI FELICITÀ “A BASSO PREZZO” A pag. 3

Un bene di tutti da rilanciare con il contributo di tutti, per cui “come credenti e come cittadini non possiamo disinteressarcene”, ma anzi in qualche modo prendere l’iniziativa, un’iniziativa aperta a tutti. Le parole dei vescovi: “Non faremo rivendicazioni di nessun genere. Non chiediamo nulla. Andiamo in piazza per ascoltare ciò che il Papa ha da dirci” Francesco Bonini

In tempi di crisi bisogna investire. Di più: l’Italia deve ritornare a investire. Anche per fuggire il pericolo, sempre ricorrente, di fermarsi a contemplare le proprie divisioni e i troppi piccoli interessi in conflitto. E così decadere. Ma l’investimento deve essere trasversale, cioè deve servire a tutti. Fenomeni di larghissima portata, globalizzati, accentuano il divaricarsi delle divisioni sociali, per cui “si distanziano non soltanto i redditi, ma due parti della società”. Due parti molto diseguali, per consistenza numerica e per consistenza patrimoniale. Dove pochi hanno sempre di più e molti sempre di meno. È un cambiamento rapidissimo che disorienta e lascia un senso di impotenza. Per questo bisogna investire. Ecco allora la scuola – e più ampiamente l’educazione - come luogo strategico. È il senso dell’iniziativa “La Chiesa per la scuola”, il prossimo 10 maggio, in piazza San Pietro, con Papa Francesco. Sarà, si legge nell’invito lanciato durante il consiglio permanente della Cei, il giorno di San Tommaso d’Aquino, “un’occasione privilegiata di mobilitazione popolare nella forma di una festa insieme. Essa manifesterà a tutti, una volta di più, l’interesse e l’azione della Chiesa per il mondo della scuola, che da Roma ripartirà con rinnovate motivazioni ed energie. Segue a pag. 4

Cari amici lettori, stavo pensando ad un’esortazione per invitarvi a rinnovare l’abbonamento al nostro settimanale (o a farne uno nuovo, poiché saremo costretti a limitare le copie che distribuiamo gratuitamente in fondo alle chiese), quando mi sono ricordato che il 13 febbraio ricorre il quarto anniversario della morte del nostro indimenticabile Direttore don Andrea Marozzi e quanto fosse importante per Lui questo impegno editoriale. In sua memoria ripropongo questa sua esortazione nella certezza che attraverso la Comunione dei Santi e la nostra preghiera possiamo ancora contare sul suo aiuto. “Cari amici, la nostra diocesi si è dotata del settimanale come di uno strumento moderno ed efficace di informazione e di formazione per raggiungere due obiettivi di massima: la comunicazione e la comunione all’interno della nostra chiesa locale, non prescindendo mai dal contesto sociale e civile delle nostre comunità. La comunicazione sul piano dottrinale, morale ed ecclesiale è più che mai urgente nel mondo di oggi, è il primo atto d’amore verso il prossimo. La prima carità è proclamare a tutti quello che è bene e cosa è male, non rinunciando mai alle ragioni della nostra speranza. È amore concreto aiutare la gente a scoprire il significato profondo degli avvenimenti, degli uomini e delle cose. C’è in giro tanta confusione di idee e di comportamenti: è carità vera e reale richiamare alle menti erranti e alle persone sbandate i valori etici, civili, religiosi ed ecclesiali, è amore effettivo diffondere pure i valori (onestà, competenza, solidarietà ecc.) a livello politico, economico e sociale. Pertanto una Chiesa locale non può assolutamente privarsi del settimanale, di questo prezioso strumento per comunicare: è questo il momento di sostenerlo con la cooperazione di tutti. Il nostro settimanale, 2014 CERTO, ABBONATI PER IL nto inoltre, gioca un grande ruolo in ordine alla ame basta versare € 30 (abbon comunione ecclesiale, come strumento della ordinario) oppure € 50 e) crescita della nostra comunità diocesana”. itor ten sos nto ame (Abbon 7 Questa è l’eredità che ci ha lasciato e a questa sul nuovo C.C.P. n. 1188663 vogliamo tener fede con le nostre limitate intestato a: L’ANCORA VIA FORTE, 16 forze. S. Benedetto del tronto Causale: ABBONAMENTO

Il Direttore


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Tutti gli eletti dell’assemblea Unitaria di Azione Cattolica Quindi l’AC rimanda a quella dimensione missionaria dell’agire del cristiano, che consiste nel rendere presente Gesù nel mondo affinché il mondo creda; andare verso tutti perché in Cristo non c’è più né giudeo né greco, né uomo né donna, né schiavo né libero; è vero che c’è il giudeo e che c’è il greco ma questo non diventa più elemento di divisione e contrapposizione perché siamo uno in Lui. Tutto questo si traduce nell’apertura dei gruppi alle necessità della parrocchia e di tutti coloro che sono presenti sul territorio, significa la capacità di pensare e di attuare azioni che coinvolgono altri, soprattutto i cosiddetti lontani, significa una presenza attenta alle istituzioni sociali e civili stimolandole ad una presenza di autentico servizio a coloro che sono più bisognosi. Dobbiamo esserne consapevoli rivendicare il giusto spazio, per questo esercizio di corresponsabilità attento e attivo di una chiesa che è amante dell’uomo. Al termine dell’intervento del Vescovo vi è stato quello di Antonella Monteverde, rappresentante regionale, che nelle parole di Sua Eccellenza ha visto il percorso per l’AC di San Benedetto del Tronto; la Monteverde ha ringraziato tutti coloro che hanno donato all’associazione attenzione, accoglienza e creatività; ha incoraggiato tutti ad essere associati vivi e vivaci affinché la nostra diocesi, all’indomani possa svegliarsi con qualcosa di diverso, di nuovo. Augurando a tutti buona missione, si è raccomandata di tenere d’occhio tutte le iniziative.

La mattinata è proseguita con le relazioni della presidente uscente Monica Vallorani, e dei settori: Di Buò Teresa per gli Adulti, Gabriella Cameli per i Giovani e Veccia Paola e Palestini Emidio per i Ragazzi. A chiudere il tutto La Messa celebrata dal Vescovo Carlo alla quale è seguito il momento conviviale. Nel pomeriggio, dopo un breve dibattito, vi è stata la presentazione dei candidati: per il settore Adulti si sono presentati Angelozzi Loredana, Benigni Francesca, Di Buò Teresa, Di Donato Rossella, Mancini Sandra, Pignatiello Antonio e Vallorani Monica. Per il settore Giovani Acciarri Simone, Cameli Gabriella, Gasperi Samuel, Laghi Silvia, Sprecace’ Marco e Palestini Francesca. Settore Ragazzi Felici Lorenzo, Gasperi Simone, Spinelli Mariagrazia, Testa Gemma e Veccia Paola.

I risultati delle votazioni sono stati: Settore Adulti: Di Donato Rossella 39, Vallorani Monica 27, Mancini Sandra 23, Benigni Francesca 14 Settore Giovani: Sprecace’ Marco 27, Gasperi Samuel 26, Laghi Silvia 21, Acciarri Simone 19 Settore Ragazzi: Felici Lorenzo 36, Testa Gemma 31, Veccia Paola 18, Gasperi Simone 14

Chiappini Janet

DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO-RIPATRANSONE-MONTALTO Carissimi, nel mese di gennaio ci siamo incontrati per pregare e per organizzare l’accoglienza del Vescovo Carlo, anche per questo abbiamo rimandato il III incontro diocesano e il ritiro del clero previsto per i giorni 15/16 gennaio. Ora riprendiamo la terza tappa del programma pastorale che prevede l’approfondimento della dimensione missionaria per una Chiesa ‘in uscita’: “Andate ora ai crocicchi delle strade” (Mt 22,9): alle periferie geografiche ed esistenziali. Abbiamo due appuntamenti: mercoledì 12 febbraio alle ore 21.00, presso la sala polivalente della Parrocchia del Sacro Cuore a Centobuchi, l’incontro di formazione per tutti, in modo particolare i laici, guidato dal nostro Vescovo Carlo.

giovedì 13 febbraio, organizzato dalla vicaria di San Giacomo della Marca, presso la Parrocchia di Cristo Re a Porto d’Ascoli, il ritiro del clero con il seguente programma: Ore 10.00 ritrovo e ora Media presso la Chiesa delle suore del Divino amore Ore 10.30 relazione del Vescovo Ore 11.30 Adorazione Eucaristica Ore 12.30 pranzo offerto dalla Parrocchia presso la casa dell’accoglienza Ore 14.30 momento di dialogo e confronto Ore 16.00 conclusione Domenica prossima invitiamo le comunità parrocchiale e tutte le realtà ecclesiali a partecipare a questo III incontro formativo diocesano e ad accompagnare la giornata di spiritualità dei presbiteri con la preghiera. Un caro saluto, Il vicario generale Mons. Romualdo Scarponi San Benedetto del Tronto, 05.02.2013 N.B. Per il pranzo possibilmente prenotare all’e-mail di don Roberto robtra@tiscali.it

Corresponsabili della gioia di vivere… anche oggi?! Tavola rotonda Azione Cattolica DIOCESI – E’ possibile, oggi, vivere e trasmettere la gioia nonostante i problemi? Essere corresponsabili di essa? A queste domande si è cercato di rispondere, durante un incontro che si è tenuto sabato pomeriggio nella Sala Smeraldo dell’Hotel Calabresi, attraverso le esperienze personali di alcune persone che in qualche modo hanno sperimentato e continuano a sperimentare la gioia nel quotidiano, nel lavoro, nella famiglia e nella propria passione per l’arte. Chi ha vissuto la gioia la può narrare e trasmettere con semplicità grazie alla forza interiore che può scaturire solo da un incontro, l’incontro con il Signore, personale, intimo, forte, e questo incontro ci muove verso gli altri, ci fa portatori di gioia. Ha fatto da moderatore Edio Costantini; è intervenuto il nostro vescovo Carlo Bresciani. Tra gli ospiti, il primo a condividere la sua esperienza personale è stato Andrea Mariani, clown di professione, formatore clown di corsia e collaboratore di diverse associazioni. Andrea, che si è presentato con il classico naso rosso, dopo aver raccontato in breve la storia della Clown Terapia che passa attraverso le persone di Norman Cousins, Patch Hunter Adams e Michael Christensen, ha sottolineato che anche nella sofferenza si può vivere la gioia e l’amore; Patch Adams parla di morte divertente, e il punto sta nel fare in modo che si possa avere, diciamo, una buona qualità di morte.

Morire, certamente, non piace a nessuno, ma dalla morte ci viene una lezione: lo stare vicino alle persone che soffrono ci restituisce la gioia, la felicità e l’amore che noi portiamo a loro. Noi abbiamo bisogno di amore, in particolare i bambini hanno bisogno di amore e di attenzione per diventare adulti in grado di amare e per questo fine è importante coltivare l’aspetto ludico della vita, il gioco, il sorriso e la gioia. Lo sforzo che dobbiamo fare è quello di trovare la fonte di questa gioia e a questa domanda hanno voluto rispondere i giovani coniugi Riccardo e Federica Coccia. Nella vita matrimoniale, come è possibile continuare a generare la gioia dopo tanti anni di vita insieme? E’ possibile vivendo la grazia di Dio ogni giorno; dal libro del Siracide 14, 11 – 14 ci viene detto Figlio, per quanto ti è possibile, tràttati bene [...] Non privarti di un giorno felice, la domanda è: come si arriva alla gioia? Le risposte suggerite da Riccardo sono: mettere la passione nel fare le cose, non smettere mai di meravigliarsi per ciò che ci accade, godere della gioia che si vive nella vita quotidiana ma soprattutto essere umili, perché senza l’umiltà questi tre suggerimenti non hanno senso. La persona umile ha un orizzonte più ampio e questa è una caratteristica che apre a tante strade da percorrere, che aiuta a vivere meglio. Il fare le cose con passione, il non smettere mai di meravigliarsi e di godere delle gioie della vita quotidiana si rispecchiano nella vita di Sergio Tapia Radic, artista e scultore originario del Cile. Tapia Radic ha parlato della sua vita dedicata alla sua vocazione per l’arte, la scultura, la bellezza una vera e propria storia d’amore che ha sempre alimentato il suo spirito e la sua anima e per la quale ha superato molti ostacoli provando ogni volta la gioia di rialzarsi e di continuare per fare quello che lui voleva con la gioia nel cuore. Un racconto appassionante che parte dalla sua infanzia in Cile, con la meraviglia davanti alla natura per arrivare in Italia con la meraviglia davanti all’arte, racconto che si conclude con questa bellissima frase: tutto quello che ho fatto, l’ho fatto con amore. Anche don Roberto Traini ha condiviso la sua esperienza di sacerdote, rispondendo alla domanda: quale gioia c’è nel cuore di un giovane prete?” La mia gioia oggi è stata quella di celebrare un funerale – ha esordito don Roberto – per me è stata una gioia piangere con la famiglia ho fatto di tutto portare, loro, Dio. Ci sono due tipi di gioia, il primo e quello spumeggiante e frizzante come una bottiglia di spumante; era questa, una volta, la gioia che portavo agli altri, una gioia della consistenza di una schiuma, che svaniva in poco tempo. La gioia dei buontemponi. Poi ho capito cos’era la gioia vera, quella che ti tocca il cuore, quella più profonda, più silenziosa come i fiumi carsici che scendono sotto terra: non si vedono ma continuano a fluire. E’ una gioia che nasce da un incontro, quando tu senti lo sguardo di Dio posato sulla tua vita, lo sguardo che non ti giudica. Infine la parola è passata a Francesca Cipolloni, direttore di Emmaus settimanale d’opinione di Macerata, per rispondere alla domanda: come la gioia può essere tradotta in notizia? Fare giornalismo sul serio è difficile, esistono le buone notizie ed esistono anche le cattive notizie, che non vanno demonizzate perché ci sono questioni come ad esempio lo stalking, gli scippi, gli inganni subiti da persone anziane e deboli di cui bisogna parlare per fare coscienza. “Siamo noi i padroni delle parole che usiamo, tutte le settimane abbiamo storie ordinarie e storie con sofferenze, sta a noi raccontarle “condendole” con l’amore, usando il talento che ci è stato donato“. Chiappini Janet


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Contro gli abusi la Chiesa ha fatto più di qualsiasi altra organizzazione internazionale La portavoce dei vescovi americani, suor Mary Ann Walsh, risponde alle accuse contro la Santa Sede nel rapporto del Comitato Onu per i diritti del fanciullo “La Chiesa cattolica in questi anni ha fatto più di qualsiasi altra organizzazione internazionale per affrontare la piaga degli abusi sessuali sui minori e continuerà a farlo”. Suor Mary Ann Walsh, portavoce della Conferenza Episcopale americana, risponde alle dure accuse contenute nelle Osservazioni Conclusive del Comitato Onu per i diritti del fanciullo, presentate ieri a Ginevra. Secondo il rapporto Onu, la Santa Sede avrebbe svolto azioni inefficaci riguardo alla questione degli abusi commessi da esponenti del clero. In un blog postato sul sito della Conferenza episcopale (Usccb), ripreso dalla Radio Vaticana, la religiosa replica ricordando che il numero di casi registrati nella Chiesa americana è drasticamente diminuito negli ultimi anni, grazie alle severe misure adottate dai vescovi e dalla Santa Sede per proteggere i bambini. Nel solo 2012, ad esempio - scrive suor Mary Ann - le diocesi e gli istituti religiosi negli Stati Uniti

hanno svolto indagini sui trascorsi del 99% del clero, sul 97% degli educatori e sul 95% dei dipendenti, come anche sul 96% dei volontari che lavorano per la Chiesa. La suora conferma quindi le “perplessità” del Vaticano circa le critiche contenute nelle 16 pagine del rapporto alle posizioni della Chiesa su contraccezione, aborto e omosessualità. “Il Comitato Onu per i diritti del Fanciullo – afferma - ha ragione ad esprimere preoccupazione per gli abusi sessuali e il suo impegno contro questa piaga è encomiabile”. Tuttavia “avrebbe maggiore credibilità se si impegnasse nella protezione del diritto più basilare del bambino: quello alla vita. Quando il Comitato si fa coinvolgere invece in guerre culturali per promuovere l’aborto, i contraccettivi, i matrimoni omosessuali - conclude suor Walsh - svilisce la sua nobile causa per i bambini a favore di organizzazioni che hanno altre agende”. Zenit testimoniandone la novità rivoluzionaria. E poiché non è possibile essere cristiani e avere un’idea “in piccolo” della vita, il Papa esorta i giovani a respingere ogni offerta di felicità “a basso prezzo”, a trovare il “coraggio della felicità” autentica che solo Dio può donare. Papa Francesco spiega quindi ai giovani cosa significa essere poveri in spirito, entrando nel cuore del tema della prossima Giornata Mondiale della Gioventù. Gesù stesso ha scelto una via di

IL PAPA ESORTA I GIOVANI A RESPINGERE OGNI OFFERTA DI FELICITÀ “A BASSO PREZZO” Il Pontificio Consiglio per i Laici ha reso pubblico un Comunicato che illustra il contenuto e l’obiettivo del Messaggio del Santo Padre in preparazione della XXIX Giornata Mondiale della Gioventù 2014. Si tratta del primo Messaggio che Papa Francesco rivolge ai giovani, inserendosi nella tradizione iniziata dal Beato Giovanni Paolo II e proseguita da Benedetto XVI in occasione di ogni Giornata Mondiale della Gioventù. Dopo la straordinaria GMG vissuta a Rio de Janeiro nel luglio 2013, il Papa riprende il suo dialogo con i giovani del mondo e presenta loro i temi delle tre prossime edizioni dell’evento, per avviare l’itinerario di preparazione spirituale che nell’arco di tre anni condurrà alla celebrazione internazionale a Cracovia, nel luglio 2016. I temi delle tre prossime GMG, tratti dalle Beatitudini evangeliche, mostrano come il Santo Padre consideri questo passo del Vangelo di Matteo un punto di riferimento centrale per la vita dei cristiani, chiamati a farne un concreto programma di vita. Nel Messaggio, il Santo Padre ricorda ai giovani che Gesù stesso ha mostrato il cammino da seguire, incarnando le Beatitudini in tutta la sua vita: vivere le Beatitudini oggi è per i giovani una vera e propria sfida a seguire Cristo andando contro corrente e

spogliazione e di povertà e il Papa rivolge ai giovani l’invito pressante a imitarlo, indicando loro l’esempio di San Francesco d’Assisi. I giovani cristiani sono quindi chiamati alla conversione, ad abbracciare uno stile di vita evangelico segnato dalla sobrietà, dalla ricerca dell’essenziale e dalla solidarietà concreta nei confronti dei poveri. I poveri, spiega infatti il Papa, da un lato sono “la carne sofferente” di Cristo che tutti siamo interpellati a toccare personalmente, ma dall’altro possono diventare dei veri maestri di vita, avendo spesso molto da offrire sul piano umano e spirituale. Il Papa sottolinea poi il legame profondo tra il tema della GMG di Rio – “Andate e fate discepoli tutti i popoli” (Mt 28,19) – e la Beatitudine dei poveri in spirito. Infatti, spiega Papa Francesco, “la povertà evangelica è condizione fondamentale affinché il Regno di Dio si diffonda”: spesso dai cuori più semplici scaturisce la gioia autentica che è il motore stesso dell’evangelizzazione. Il Santo Padre ricorda infine il trentesimo anniversario della consegna ai giovani della Croce del Giubileo della Redenzione, che ricorrerà il prossimo 22 aprile. “Proprio a partire da quell’atto simbolico di Giovanni Paolo II iniziò il grande pellegrinaggio giovanile che da allora continua ad attraversare i cinque continenti”. E Papa Francesco annuncia ai giovani che dopo la sua canonizzazione, “evento che riempie il nostro cuore di gioia”, Giovanni Paolo II “ sarà il grande patrono delle GMG, di cui è stato l’iniziatore e il trascinatore”. VIS


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L’amore con diritto di recesso

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VERSO IL 10 MAGGIO

I giovani, le convivenze e l’isola che non c’è Capita, a volte, di vedere in televisione gli spot pubblicitari di televendite che propongono acquisti con diritto di recesso. Il telespettatore può comprare un oggetto, provarlo e poi restituirlo entro un certo numero di giorni. Lo stesso meccanismo sembra ripetersi, in questi ultimi anni, con la moda delle convivenze, che sembra essere sempre più diffusa tra i giovani (e non solo!). Alcune persone scelgono di non sposarsi. Preferiscono vivere insieme per fare un “periodo di prova”. E così l’amore si trasforma in un esperimento, in cui ci si osserva come cavie di un laboratorio. Stiamo assistendo ad una vera e propria metamorfosi della coppia. Non è più composta da esseri umani, ma da prodotti di una televendita. E’ il bizzarro fenomeno dell’amore con diritto di recesso. Prima si fa il periodo di prova, che può durare anche alcuni anni. E poi, eventualmente, si può esercitare il diritto di recesso, restituendo la merce usata che non è più di gradimento. In molti casi, nelle coppie di conviventi, c’è una persona che vorrebbe sposarsi e un’altra che non vuole sentire parlare di matrimonio. La persona che vorrebbe sposarsi subisce questa situazione passivamente, per abitudine o per paura di restare sola. E così l’amore si trasforma in una squallida dittatura. Le principali vittime di questo ricatto sono le donne, spesso costrette ad accettare discorsi evasivi dei loro “compagni”, che dicono: “Matrimonio? Ho bisogno di tempo per pensarci”. Intanto, però, vivono la stessa condizione delle persone sposate, con tanti diritti e nessun dovere. Tutti conosciamo la favola di Peter Pan, che è diventata famosa grazie ad un film di Walt Disney. Racconta la storia di un bambino che non voleva mai diventare grande e che viveva le sue avventure in un luogo immaginario, chiamato “isola che non c’è”. Da un po’ di anni a questa parte, l’isola della fiaba di Peter Pan non è più una terra di fantasia. Esiste davvero. Possiamo ritrovarla nella vita reale

di tanti giovani che rifiutano di maturare e di assumersi le proprie responsabilità di fronte al mondo. Se ci guardiamo intorno, possiamo accorgerci che non sono pochi. Già grandicelli, vogliono divertirsi nella loro “isola che non c’è” della convivenza, per continuare ad essere coccolati e viziati come bambini. Tutto sembra andare avanti in un’oasi di pace (o di anestesia mentale). Poi, a un certo punto, i Peter Pan si stufano ed esercitano il diritto di recesso. La donna si ritrova sola e senza alcuna tutela legale, spesso ad un’età in cui è difficile ricominciare da zero. Come si è arrivati a questo punto? Perché così tanti ragazzi, oggi, rifiutano di impegnarsi e si rifugiano nelle convivenze ? E’ innegabile l’influenza dei mezzi di comunicazione. Oggi i giovani devono costantemente confrontarsi con il bombardamento di messaggi che spingono a coltivare la noncultura del non-impegno. Basta accendere la TV per trovarsi di fronte ai modelli imposti dalla dittatura degli indici d’ascolto. Pensiamo, ad esempio, a certi reality show in cui trionfano l’uomo donnaiolo e perditempo o la fanciulla disponibile a tutto pur di conquistare cinque minuti di celebrità. Tanti ragazzi vengono “educati” dalle interviste di cantanti ed attori che passano da una love story all’altra, immergendosi nella cosiddetta “bella vita” dei festini in discoteca o nei locali esclusivi. Certi esempi di non-cultura del non-impegno sono veramente dannosi per i giovani e rappresentano il primo passo verso il parcheggio nell’isola che non c’è della convivenza. C’è un costante invito a cancellare il concetto di “impegno” dalla vita quotidiana. Tutto dovrebbe essere facilmente raggiungibile, senza il sudore della fronte. Quale futuro ci può essere in un mondo in cui i sentimenti hanno il diritto di recesso? La cosa più bella, quando ci si ama, sono i sogni, i progetti, le speranze di una vita insieme. Ma per vivere tutto questo c’è bisogno di un “sì” per sempre e di un abbraccio autentico che sappia guardare oltre l’infinito.

Parola del Signore SESTA TEMPO ORDINARIO A

dal vangelo secondo MaTTeo In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà dalla legge neppure un iota o un segno senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non uccidere”; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna. Se dunque presenti la tua offerta sull’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario, mentre sei per via con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla

guardia e tu venga gettato in prigione. In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo! Avete inteso che fu detto: “Non commettere adulterio”; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, càvalo, e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tàgliala e gèttala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna. Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto di ripudio”; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all’adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio. Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giura-

Di Carlo Climati

La scuola “bene di tutti” Sarà una festa di popolo La scuola, infatti, è un bene di tutti”. Appunto: un bene di tutti da rilanciare con il contributo di tutti, per cui “come credenti e come cittadini non possiamo disinteressarcene”, ma anzi in qualche modo prendere l’iniziativa, un’iniziativa aperta. Certo il campo è immenso. Ha detto il segretario generale della Cei, presentando i lavori del consiglio permanente: “la scuola deve imparare a recuperare il suo ruolo fondamentale, che non è quello di chi dà risposte, ma di chi mette in mano agli studenti gli strumenti critici per

stare in maniera consapevole in questo mondo”. “Quando, invece, la scuola si limita a dare risposte a buon mercato, allora scatta la visione ideologica”, ha ammonito. C’è insomma molto da fare e questo è il senso della convocazione intorno al Papa, semplicemente per ascoltare la sua parola. Che è capace di esprimersi, come abbiamo potuto vedere, a tutto campo e per tutti. Partiamo dalla realtà di un sistema di scuola pubblica che è sia statale che non statale e dalla consapevolezza di una situazione di crisi, sui cui riflettere senza pregiudizi e senza indulgere alle mode e alle ideologie. “La crisi della scuola non dipende da fattori soltanto economici. È una crisi più profonda che chiama in causa la responsabilità di ogni cittadino che si sente convocato e obbligato a contribuire al bene comune, tanto più urgente quanto meno avvertito”, si legge nella lettera di convocazione. Bisogna dunque entrare in questa linea dell’investimento. Senza steccati. Monsignor Nunzio Galantino ha ribadito che “non faremo rivendicazioni di nessun genere. Non chiediamo nulla. Andiamo in piazza per ascoltare ciò che il Papa ha da dirci”. Per muoversi, tutti, con rinnovata lena.

menti”; ma io vi dico: non giurate affatto: [né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un sole capello. Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”. vangelo di MaTTeo 5,17-37

Gesù dopo aver presentato la sua legge dell’amore, le Beatitudine, continua il discorso commentando alcune prescrizioni contenute nella Legge mettendosi in contrapposizione ai farisei che interpretavano la Legge alla lettera trascurandone lo spirito. Gesù approfondisce il significato di quelle prescrizioni facendo capire la portata reale di quelle proibizioni, egli chiaramente ne prende alcune per far capire ai suoi discepoli che alla Legge non si deve obbedire in modo cieco e legalistico, ma essa deve vista alla luce del Cristo, infatti Gesù afferma chiaramente: “fu detto……… ma io vi dico”. Gesù si proclama come l’unico e vero interprete della Legge.

Il cristiano solo attraverso lo Spirito che agisce in lui diventa testimone della nuova legge e può far si che la sua giustizia superi quella degli scribi e dei farisei. In Gesù tutta la Legge antica trova pienezza e compimento, perché in Lui si afferma che l’unica guida all’interpretazione della lettera della Legge è l’amore. Solo l’amore può condurre alla vera interpretazione dei comandamenti e alla loro pratica applicazione. Gesù vuole che i suoi discepoli trascendano la giustizia umana e si accostino alla giustizia secondo Dio, aprendosi a prospettive infinite fino alla perfezione della carità. Quella carità per cui neanche un bicchiere d’acqua offerto per amore sarà dimenticato in cielo, perché tutto quello che viene fatto per amore, qualsiasi gesto, piccolo o grande diventerà grande tanto quanto l’amore che lo spinge. Più grande è l’amore tanto più e grande il gesto. L’amore è la sola capacità di misura che ha valore il cielo, ed è a quella a cui ci dobbiamo uniformare, Cristo è il sacramento dell’amore di Dio, i cristiani debbono diventare con la loro vita sacramento di Cristo. Chiediamo al Signore di aprire il nostro cuore e il nostro spirito per capire e compiere la sua volontà nella nostra vita. RICCARDO

PILLOLE DI SAGGEZZA Lasciate l’ultima parola alla bontà…… agite per bontà piuttosto che per fare il bene (Henry Huvelin)


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Il lieto annuncio dell’angelo alle donne

144. GESÙ NON È QUI, È RISORTO Passiamo a presentare i 20 versetti che Matteo riserva alla risurrezione di Gesù. Questa volta leggiamo Mt 28,1-8 dove l’evangelista riferisce il lieto annuncio che l’angelo ne fa alle pie donne. 1. L’andata delle donne al sepolcro. «Dopo il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare la tomba» (Mt 28,1). Dopo il sabato, cioè terminato il sabato che imponeva un rigido riposo e limitava tassativamente i movimenti – “il cammino permesso in giorno di sabato” (At 1,12) era di 200 passi –, le donne possono muoversi liberamente. Matteo indica il tempo con la frase che rimanda alla liturgia, cioè il primo giorno della settimana, la domenica (Ap 1,10) quando la comunità cristiana si riuniva “per spezzare il pane” eucaristico (At 20,7). Le donne vanno a visitare la tomba. Cioè vogliono intrattenersi nel luogo dove è stato deposto il loro Maestro che esse avevano seguito dalla Galilea “per servirlo” (27,55). Il loro amore l’ostacolo supera della morte. «Mettimi come sigillo sul tuo cuore,… perché forte come la morte è l’amore, /… / le sue vampe sono vampe di fuoco, / una fiamma divina!» (Cantico dei Cantici 8,6). 2, Il terremoto e l’angelo rotola la pietra. «Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. 3Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve» (Mt 28,2-3). Il terremoto altrove accompagna le manifestazioni di Dio (Es 19,18); qui segnala il grande evento della risurrezione corporale di Gesù. Al terremoto segue la venuta di un angelo del Signore, cioè di un angelo che ha alcune proprietà divine: era come folgore e con un abito bianchissimo. Matteo ci rimanda al Gesù della trasfigurazione: “le sue vesti divennero candide come la luce” (17,1) e al Figlio dell’uomo che verrà “con grande potenza e gloria” (24,30). Questo angelo, maestoso e possente, rotolò la pietra, non per far uscire il Signore risorto dalla tomba, dalla quale, col suo corpo di risorto, era già uscito; ma per far vedere alle donne che l’interno del sepolcro era completamente vuoto. Maestosamente si mette a sedere sulla pietra che ha rotolato. Matteo sta facendo il teologico, il catechista, l’informatore. Vuole dire, mediante il grande terremoto e l’angelo del Signore che in quel

sepolcro è avvenuto un evento strettamente divino. 3. L’angelo dice: Gesù crocifisso è risorto. «Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. 5L’angelo disse alle donne:”Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. 6Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto”» (Mt 28,4-6). Le guardie sono coloro che i sommi sacerdoti hanno messo a custodia del corpo di Gesù. L’angelo sa che le donne cercano «Gesù, il crocifisso»; non il cadavere, ma la persona di Gesù che è il crocifisso del venerdì santo. E dà ad esse la lieta notizia: non qui, è risorto. Stabilisce anche l’identità tra il «crocifisso» e il «risorto». Così fa anche Marco; «Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui» (Mc 16,6); così fa anche Luca: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? 6 Non è qui, è risorto» (Lc 24,5-6). In Giovanni il gruppo delle donne è rappresentato dalla sola Maria Maddalena. Ad essa il Risorto si fa riconoscere chiamandola per nome: «Gesù le disse: “Maria!”. Ella si voltò e gli disse in ebraico: “Rabbunì!” – che significa: “Maestro!”» (Gv 20,16). Con la sua risurrezione, come già la sua morte, Gesù comunica il suo amore: da Persona a persona, da Risorto a Maria… e a ognuno di noi. 4. Le gioiose annunciatrici del Risorto. «Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto”. 8Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annuncio ai suoi discepoli» (Mt 28,7-8). Le donne devono ricordare ai discepoli la promessa di Gesù, di riunirli intorno a sé: «Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea» (26,32); là mi vedrete. Ancor più, devono annunciare ad essi; È risorto dai morti. Il primo annuncio cristiano della risurrezione parte dalle donne! Conclusione. «Raccontaci, Maria, che hai visto sulla via? / La tomba del Cristo vivente, la gloria del risorto; / e gli angeli suoi testimoni, il sudario e le vesti; / Cristo mia speranza è risorto e precede i suoi in Galilea. / Siamo certi che Cristo è veramente risorto. Tu, Re vittorioso, abbi pietà di noi. Amen. Alleluia» (Sequenza, Victimae paschali laudes, del giorno di Pasqua). Crocettigiuseppe@yahoo.it

Impegni Pastorali del Vescovo dal 14 al 23 Febbraio 2014 Venerdì 14 febbraio A Roma con i fidanzati Sabato 15 febbraio Ore 18.30 S. Benedetto Tr. Suore Concezioniste: S. Messa Domenica 16 febbraio Ore 11.00 Grottammare S. Messa per l’inizio d ell’Adorazione perpetua Ore 15. 30 Saluto all’incontro di formazione sulla pastorale pre e postbattesimale

Giovedì 20 febbraio Ore 21.00 presso i Padri Sacramentini Incontro con l’AMCI Domenica 23 febbraio Ore 10.30 Villa Rosa Cresime Ore 17.30 S. Messa per i fidanzati della diocesi

Le celebrazioni dell’UNITALSI nella festa della Madonna di Lourdes “….. In forza del nostro Battesimo e della Confermazione siamo chiamati a conformarci a Cristo, Buon Samaritano di tutti i sofferenti. Quando ci accostiamo con tenerezza a coloro che sono bisognosi di cure, portiamo la speranza e il sorriso di Dio nelle contraddizioni del mondo. Quando la dedizione generosa verso gli altri diventa lo stile delle nostre azioni, facciamo spazio al Cuore di Cristo e ne siamo riscaldati, offrendo così il nostro contributo all’avvento del Regno di Dio….” (Papa Francesco, messaggio in occasione della Giornata Mondiale del malato). Su esortazione di Papa Francesco, anche noi dell’UNITALSI abbiamo voluto vivamente con fede e concretamente, rispondere al suo messaggio! Martedì 11 Febbario 2014 B.V.di Lourdes, L’UNITALSI SBT, e tutte le associazioni che operano nell’ambito della sofferenza,hanno celebrato la XXII Giornata Mondiale del Malato.Molte le comunità che hanno partecipato alla Celebrazione Eucaristica che si è tenuta presso la Basilica Cattedrale S.M.Marina, presieduta dal nostro  Vescovo Carlo Bresciani. Alle ore 16.00 c’è stata l’accoglienza dei cari malati, disabili e anziani in Basilica; alle ore 17.00 Recita e meditazione del Santo Rosario (misteri della gioia, animati da Catani don Vincenzo); alle ore 17.30 Celebrazione Eucaristica, a termine la suggestiva processione Aux Flambeau, all’interno della Cattedrale!

Novena e Festa della Madonna di Lourdes a Montalto Marche A conclusione della Novena celebrata nei giorni passati in onore della Madonna di Lourdes, di cui si è molto devoti, anche nella Parrocchia di Santa Maria Assunta in Montalto delle Marche sono stati programmati due momenti di riflessione spirituale e di devozione particolare al culto della Beata Vergine Maria, in occasione dell’annuale memoria delle apparizioni di Lourdes. Infatti Lunedì 10 Febbraio, presso la Casa di Riposo "Avvocato Galli" è stata celebrata la Santa Messa per gli Infermi e gli Anziani, con l'Amministrazione comunitaria del Sacramento dell’Unzione degli Infermi. La Comunità parrocchiale tutta è stata invitata a partecipare per vivere questo momento affettuoso di fraternità e soprattutto di preghiera insieme a chi solitamente si sente solo e per questo può ritrovarsi avvilito. Mentre per Martedì 11 Febbraio, alle ore 17,45 è stato programmata un corteo processionale con le candele accese, che richiamano la tradizionale Processione “aux flambeaux”, che si svolge ogni sera sull’Esplanade des Sanctuaires a Lourdes, che si è snodato dalla Concattedrale, attraverso Piazza Sisto V, lungo un breve tratto del corso Vittorio Emanuele III e di Viale degli Eroi fin dentro la Cripta, dove sono le sepolture dei Vescovi montaltesi, proprio ove è la Grotta con l’immagine della Vergine, copia identica e venerabile come quella posta a Massabielle, onorata quotidianamente dalla silenziosa e solerte visita e preghiera dei montaltesi. Tra l’altro questa raffigurazione, ripsetto a quella conservata nella Chiesa di Santa Maria della Valle in Ripatransone e il primo altare laterale di sinistra nella Cattedrale sambenedettese, è di gran lunga la più grande e suggestiva, occupando lo spazio di un intero cappellone, da decenni ad essa dedicato. Ivi si è recitato il Santo Rosario comunitario ed è stata celebrata la Santa Messa, durante la quale ci si è sentiti veramente raccolti e uniti ai tanti pellegrini, che negli stessi istanti si saranno trovati raccolti a Lourdes, davanti alla Madre celeste, ad invocare ed impetrare con canti e preghiere il Suo aiuto nelle difficoltà, che la nostra umanità sta attraversando, e la Sua divina propiziatrice Benedizione Materna. Daniela

Prot. n. 020/2014 - CEM/P

Al diletto fratello nell’episcopato

S.E. Mons. Giovanni Tani Arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado CONSIDERATO che S.E. Mons. Gervasio Gestori, Vescovo di San Benedetto del TrontoRipatransone-Montalto, finora Segretario della Conferenza Episcopale Marchigiana, in data 19 gennaio 2014, è diventato Vescovo emerito; VISTO il can. 421 CJC e l’art. 2 del Regolamento della Conferenza Episcopale Marchigiana; VISTO l’art. 3 del predetto Regolamento e a norma del can. 119 CJC; mi pregio felicitarmi con Vostra Eccellenza che, nella riunione ordinaria del 05 febbraio 2014, è stato eletto a scrutinio segreto dagli Ecc.mi Vescovi della medesima Conferenza Episcopale,

Vescovo Segretario della Conferenza Episcopale Marchigiana ad quinquiennium

Fermo, 06 febbraio 2014

X Luigi Conti Arcivescovo Metropolita di Fermo Presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana


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SALUTO DELLA PRO LOCO DI MONTALTO A S.E. IL VESCOVO CARLO BRESCIANI prima visita a Montalto del 2 febbraio 2014. E’ doveroso esprimere a S.E., a nome della Pro Loco di Montalto, un saluto augurale, in quanto ci onora di rappresentare la diocesi voluta fortemente dal nostro concittadino Papa Sistro V. Tale diocesi, creata con lungimiranza, identifica il “Piceno, con unità culturali, linguistiche e soprattutto comuni tradizioni religiose. Il territorio della diocesi Eccellenza, và oltre il corso del fiume Tronto, si estende tra diverse valli,qui si parla ancora un dialetto similare che è il marchigiano meridionale o aso –truentino a significare i due fiumi, che ha intercalari comuni fino a Martinsicuro, Civitella del t.to Sant’Egidio alla Vibrata e conserva nel mezzo un “cuore pulsante”: Montalto. La sua luce si è forse affievolita nella diocesi, ma permane il riflesso di questa meravigliosa Basilica Cattedrale che la storia, non potrà cancellare. Desideriamo ardentemente che detta Basilica rimanga un riferimento religioso per le intere Marche, così come quella di Loreto. Desideriamo fortemente che l’intero territorio diocesano viva nella sua interezza e che venga perciò riequilibrato. La nostra storia, l’orientamento al passato è un fondamento sicuro per costruire un prospero futuro, per poter favorire la crescita in ogni senso, ma soprattutto sotto il profilo culturale e religioso. Nel Suo stemma Eccellenza, come in quello di Papa Sisto, due elementi in comune: la stella polare, che orienta la navigazione nella barca della Chiesa: Gesù, e la leonessa rampante legata a Brescia e al suo cognome Bresciani, che diventa un leone nello stemma Sistino ma che comunque rappresenta la forza di volontà del Papa detto tosto, per la Sua stessa tenacia. Lei l’ha già dimostrata nell’accettare l’incarico dal Santo Pontefice. Eccellenza, conoscerà tanta bella e sincera gente anche tra le deliziose colline Picene, e potrà contare sulla nostra certa collabo-

razione. Noi della Pro Loco, dall’altra parte, ci ispireremo altresì al volere di Papa Sisto V per le Marche, ritenendolo l’inventore del turismo, prima che il turismo fosse nato. Le Marche tutte e, in particolare il Piceno, non sarebbero rimasti nascosti se non ci fosse stato il tentativo di offuscare la storia ed esaltate le vere peculiarità collinari, che in definitiva si traducono nel parlare una lingua comune! Le faccio tanti auguri per l’esercizio della sua missione, augurandoLe un prospero operato. Un piccolo pensiero: libri di storia locale, e ancora grazie!

La facciata della Basilica-Cattedrale di Montalto illuminata, è stata possibile grazie al supporto finanziario congiunto della PRO LOCO di Montalto e di altre Associazioni locali ed Enti, quali il Comune di Montalto, la Banca di Credito Cooperativo di Castignano e  la Fondazione Carifermo. Quest'ultima permetterà infine di completare l'illuminazione delle due balaustre in travertino, poste sulla parte superiore della facciata  di detta  Chiesa. L'iniziativa intrappresa dalla PRO LOCO, dà lustro al pregevole Monumento Sistino e alla città di  Montalto che si onora di averla.  Emanuele Di Stefano

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “BENEDETTO LOGGI - SACERDOTE, EDUCATORE, DOCENTE” DI GIUSEPPE PALESTINI San Benedetto del Tronto – Presso l’Auditorium Comunale Tebaldini di viale De Gasperi è stato presentato il libro “Benedetto Loggi. Sacerdote Educatore Docente”, scritto da Giuseppe Palestini, ingegnere di Bologna, originario di San Benedetto del Tronto. All’evento, che ha riunito un cospicuo numero di persone tra cui molti ex allievi di Don Benedetto, erano presenti l’assessore alla cultura Dott.ssa Margherita Sorge, il Parroco di San Pio X Don Vincenzo Catani, Monsignor Gianni Anelli e naturalmente l’Autore. Il libro è nato dalla volontà dell’Ing. Palestini di ricordare il suo insegnante durante gli anni del liceo: un maestro non solo scolastico, ma anche e soprattutto di vita nel periodo della gioventù a San Benedetto del Tronto. L’idea iniziale è legata alla lettura di una biografia di Giovanni Paolo II, in particolare di un passo in cui si racconta che un giorno non gli fu consentito di celebrare la messa (quasi una sospensione a divinis). Il motivo? Un vecchio prete severo lo vide senza tonaca contornato da ragazzi e ragazze. Quest’episodio ha fatto tornare alla mente dell’Ing. Palestini le tante volte in cui don Benedetto organizzava gite in montagna in compagnia dei “suoi ragazzi” e per essi celebrava Messa prima di partire L’idea si è pian piano concretizzata grazie anche ad una “verifica di fattibilità”, per dirla in termini ingegneristici, fatta da Palestini discorrendo con amici in merito alla possibilità di scrivere

un libro su Benedetto Loggi e all’interesse che avrebbe suscitato. Pagina dopo pagina, si ripercorrono le dolorose ma provvidenziali vicende del sacerdote di San Benedetto del Tronto negli anni ’40 e ’50. In quelle vicende si ponevano le basi per le riforme che avrebbero modificato venti anni dopo , tenendo saldi i principi della Fede, il vivere ecclesiale e laico alla luce del Concilio Vaticano II. “Lu prete volante”, così veniva chiamato don Benedetto per il suo pedalare spedito in sella ad una bici da donna, è stato precursore anche di metodi di insegnamento moderni che mettono al centro lo studente. È stato un educatore coinvolgente che sapeva istruire non solo sui banchi di scuola, ma anche durante viaggi e soggiorni tra i monti e le città d’arte. Eppure, dietro tutto questo, nonostante un’apparente serenità, teneva celata la sua dolorosa vicenda personale: il libro narra infatti della sua appartenenza al laboratorio del Cenacolo, innovativa esperienza di vita comunitaria per sacerdoti e laici, che costò a “don Ben”, come lo chiamavano i “suoi” studenti, grandi pene. Un volume ricco di testimonianze e di ricordi di chi “consumava i gradini” di casa Loggi, prima come studente poi come amico nel momento in cui don Benedetto ha avuto più bisogno di un supporto morale e non solo. “Questo libro non è solamente frutto dei miei ricordi, è soprattutto un insieme di sincere e sentite testimonianze di tutte quelle persone che per dovere o per diletto, direttamente o in-

“Si può amare la vita oltre il ragionevole?” Nell’Auditorium Comunale, un folto pubblico ha ascoltato attentamente la risposta dei coniugi Luigi e Laura Gasparre Si può amare la vita oltre il ragionevole? Si può continuare a desiderare un figlio, anche se si è a conoscenza di una grave malformazione? La vita è un valore assoluto? A queste domande hanno risposto i coniugi Luigi e Laura Gasparre, ospiti del secondo della serie di appuntamenti culturali proposti dalla nostra testata in collaborazione con l’Ufficio Diocesano per la cultura e la libreria “La Bibliofila”. Luigi e Laura vivono a Montelabbate (PU) e avevano già un figlio di 5 anni quando nel 2007 scoprirono che la secondogenita, che stavano aspettando, era affetta da anencefalia, una rara e grave malattia. I coniugi hanno raccontato come il personale medico aveva prospettato come naturale ed unico epilogo della vicenda l’aborto terapeutico. Al parere degli esperti si era aggiunto anche quello dei familiari. “Avete già un figlio”, “Non vi andate a complicare la vita”, queste le frasi che più spesso Luigi e Laura si sono sentiti ripetere. Tutto ciò che ruotava attorno alla giovane coppia aveva una logica: non vale la pena portare avanti la gravidanza con un feto così gravemente compromesso. Ma a questa logica, Luigi e Laura hanno risposto con un’altra logica. Sana o malata, quella che Laura portava in grembo era loro figlia. Marianna, questo il nome della piccola, andava dunque amata. Anzi, proprio perché in difficoltà, andava amata ancora di più. In questa loro certezza, sono stati sostenuti dall’incontro con il Prof. Giuseppe Noia, uno dei massimi esperti di medicina prenatale. Il Prof. Noia, che esercita la sua professione presso il Policlinico Gemelli di Roma, è stato definito dalla coppia come uno straordinario mix di scienza e fede, che lo porta ad avere una geniale umanità e un gran senso di amore verso ogni essere umano. Luigi e Laura hanno raccontato come, nonostante la malattia di Marianna, l’hanno continuata ad amare durante tutti i nove mesi della gravidanza, gioendo quando la piccola scalciava nel grembo, oppure quando, a suo modo, rispondeva al fratellino di 5 anni che accarezzava la pancia della mamma. Quella che per molti era un incidente di percorso, era invece un essere umano vivo. Il Prof. Noia ha accompagnato Luigi e Laura fino alla nascita di Marianna che purtroppo, subito dopo essere stata battezzata, è andata in cielo. Pochi giorni dopo c’è stato il funerale e Luigi e Laura, nonostante l’immenso dolore, lo hanno vissuto con grande serenità perché hanno fatto tutto il possibile per la loro piccola. Luigi ha concluso dicendo di non sentirsi un superman o una persona straordinaria, ma di avere soltato amato quella che era ed è sua figlia. Luigi e Laura hanno trasformato il massimo del male, la morte di una figlia, in una occasione di bene. Infatti, oltre ad offrire la loro testimonianza in tanti incontri come quello organizzato dal nostro giornale, attraverso l’associazione “La Quercia Millenaria”, sostengono e accompagnano tante coppie che stanno vivendo le stesse difficoltà che loro hanno affrontato, cercando di offrire quel supporto che in un primo momento non avevano avuto da nessuno. L’avvocato Marco Sermarini, traendo le conclusioni della testimonianza che Luigi e Laura hanno fatto. Si è soffermato sulla logica utilitaria che purtroppo contraddistingue la nostra cultura. “Vali per quello che funzioni e non per quello che sei”. Il nostro collaboratore Nicola Rosetti, ringraziando i coniugi Gasparre per il loro intervento, l’avvocato Sermarini per la sua amicizia e per la sua presenza e il pubblico, per essere intervenuto così numeroso, ha ricordato come nell’attuale contesto culturale pluralista, non può mancare o essere marginalizzata la posizione di chi, come Luigi e Laura, si fa portatore di una cultura autenticamente umana. direttamente, hanno potuto incrociare le loro vite con quella di don Benedetto”, sottolinea l’autore. Il risultato è una raccolta articolata di pensieri, un sorta di Zibaldone leopardiano o addirittura una piccola Divina Commedia riproposta in chiave moderna, zeppa di personaggi e racconti che si intrecciano. Un intreccio narrativo con un obiettivo ben preciso: tracciare i contorni di chi ha sempre amato la Chiesa, anche nei momenti in cui essa sembrava lontana nelle disposizioni dei suoi pastori. “Benedetto Loggi. Sacerdote Educatore Docente” è edito

con la competente collaborazione del Prof. Pietro V. Curzi della Facoltà di Ingegneria (DICAM) di Bologna ed è stato stampato da Fastedit di Aquaviva Picena con il contributo della Veneranda Confraternita Brodetti Adriatici (della quale il Prof. Curzi è priore pro tempore), dell’Assessorato alla Cultura di S. Benedetto del Tronto e della Banca Picena Truentina – Credito Cooperativo sede di Acquaviva Picena. Il libro è disponibile nelle librerie La Bibliofila e Nuovi Orizzonti di San Benedetto del Tronto.

Proprietà: “confraternita SS.mo Sacramento e cristo Morto”

SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO

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da ripatransone

Con le parole del Sindaco della nostra città, vogliamo ricordare

Giovanni Quondamatteo, fecondo poeta dialettale, autodidatta:

DanzaArte Accademy A partire da Ottobre 2013 sono stati attivati presso la Palazzina delle Associazioni di Ripatransone (sede Croce Azzurra) i nuovi corsi di danza tenuti dall’insegnante Cristina Orsini. Quest’ultima, fondatrice della DanzaArte Accademy, associazione sportiva dilettantistica affiliata allo C.S.E.N. (centro sportivo educativo nazionale riconosciuto dal CONI), vanta una solida formazione nell’ambito della Danza Classica e Moderna, ed ha avuto modo di specializzarsi anche nelle discipline del Pilates e dello Zumping Gym, (meglio conosciuto come Zumba Fitness). I corsi a Ripatransone sono ben sette: Danza Classica e Moderna, Propedeutica per bambini dai 3 anni, Pilates, Zumping Gym, Hip-Hop e Break dance tenuti dal maestro Yepes Louis Luigi Scardecchia ed in ultimo il nuovissimo corso di Cheerleading. Tale disciplina, riconosciuta dal F.I.C. (federazione italiana Cheerleading), ancora poco praticata in Italia, di cui Cristina insieme ad una sua collega è l’unica per la Provincia di Ascoli Piceno a poter tenere corsi, ha già visto a Ripatransone numerose giovani iscritte che con entusiasmo hanno partecipato a questa nuova forma di danza sportiva. “Tenendo già due corsi in altre città, non mi aspettavo a Ripatransone questa grande affluenza. Già solo il primo mese la DanzaArte Accademy ha raggiunto i 100 iscritti!”. Afferma entusiasta l’insegnante ed aggiunge: “Dopo il primo saggio della scuola, che si è tenuto il 22 Dicembre presso il Palazzetto delle Sport della città con sentita partecipazione di pubblico, sto già lavorando con i miei allievi alle nuove esibizioni di fine anno. A Giugno infatti creerò un evento che si proporrà di celebrare le varie fasi della storia umana a partire dalla Preistoria per giungere al futuro, il tutto raccontato attraverso il linguaggio della danza”. Quale modo migliore allora per poter passare l’inverno se non scaldandoci a ritmo di danza?! Cristina Orsini e la DanzaArte Accademy vi aspettano per iscrizioni e lezioni di prova gratuite. I corsi sono aperti a tutti senza limiti di età! Per info: danzarteacademy@libero.it o visitate la pagina Facebook: Danzarte Accademy.

Problemi sulla viabilità lungo la Strada San Savino di Ripatransone. Le Strade Provinciali n. 1 “Rosso Piceno Superiore”, n. 32 “Fonte Antico” e n. 36 “Lungalbula” , poste lungo l’incrocio, presentano gravose problematiche relative alla circolazione stradale. In questo tratto di strada le auto raggiungono forti velocità ed il rischio di incidenti è costante, da segnalare la presenza di una fermata autobus che aumenta notevolmente la sua pericolosità e ancor più grave l’inaspettata eliminazione di un impianto semaforico che prima funzionava regolarmente. Ad aggravare ulteriormente tale situazione contribuiscono le ultime precipitazioni che si sono verificate nei mesi di Novembre e Dicembre proprio lungo la strada che conduce ad Offida. Qui si è aperta una voragine che rischia di far crollare parte di più della metà della carreggiata, con le conseguenze gravose che ne conseguono. L’Amministrazione Comunale, attraverso il Sindaco Remo Bruni e il Consigliere comunale di zona Alessandro Ricci ha affermato; “Ci troviamo di fronte a due situazioni pericolosissime: da una parte l’incrocio e dall’altra la strada. E’ stato tutto segnalato all’Ente Provinciale ma siamo ancora in attesa di un vero intervento. Inoltre durante il consiglio comunale del 30 Novembre 2013 tale que-

stione è stata inserita come ordine del giorno vista la pericolosità di questo tratto di strada. E’ stata inoltre presentata un’interrogazione al Consiglio Provinciale. Auspichiamo quindi che la Provincia intervenga per mettere definitivamente in sicurezza una zona che è crocevia tra i paesi di Ripatransone, Acquaviva Picena, Offida e San Benedetto del Tronto.” Continua Paolo D’Erasmo, “In qualità di Consigliere Provinciale sollecito fortemente il Presidente a non abbandonare il comune di Ripatransone e ad intervenire quanto prima.” Anche i cittadini della piccola frazione di San Savino di Ripatransone hanno esternato le loro preoccupazioni in merito a questa annosa situazione: “è un incrocio pericoloso e la strada rischia di crollare da un momento all’altro!”. Non solo, attraverso l’Associazione San Savino si è attivata una raccolta di firme per la sicurezza dell’intersezione. Essa vuole sollecitare l’Ente Provinciale affinché vengano presi provvedimenti per la messa in sicurezza della viabilità. Per tale motivo l’Amministrazione comunale ed il Sindaco di Ripatransone si sono attivati nel sollecitare quanto più possibile la Provincia di Ascoli Piceno dalla quale ci si aspetta un intervento immediato e risolutivo.

Nozze di smeraldo per Vincenzo ed Annita Bassetti. Tanti auguri!

ACQUAVIVA PICENA – Il 9 Febbraio 2014, Vincenzo ed Annita Bassetti hanno raggiunto il ragguardevole traguardo dei quarant’anni di matrimonio; per l’occasione i figli Gianluca, Barbara e Letizia hanno voluto organizzare una

giornata di festa che è iniziata con la celebrazione officiata dal Vescovo emerito Gestori nella chiesa di San Niccolò di Acquaviva Picena. Ecco il messaggio di affetto e di ringraziamento da parte dei figli: “9 Febbraio 1974 – 9 Febbario 2014. Quarant’anni di storia della vostra vita e della nostra! Gianluca, io (Barbara) e Letizia, mesi fa, abbiamo deciso di festeg-

“Prima protagonista di un’epopea segnata dalla fatica, quella del mare, che ha fatto grande la nostra città, poi arguto utilizzatore del dialetto come strumento immediato ed incisivo per raccontare in versi i cambiamenti della società. Giovanni Quondamatteo è stato un prezioso testimone di un’epoca, le sue poesie parlano di vicende tristi e buffe, di personalità autorevoli e di persone qualunque che però sapevano lasciare un segno negli altri: storie che tutti abbiamo apprezzato, che Giovanni regalava a chiunque gliele chiedesse e che gli sopravvivranno. Ci mancherà la sua generosità, la sua presenza semplice capace di spezzare ogni rituale per offrire occasioni di riflessione o di rimpianto o d’ilarità. Lo voglio ricordare con la motivazione che accompagnò il “Gran Pavese Rossoblù” che la Città gli attribuì nel 2012: “Per l’inesauribile vena artistica che ha rallegrato eventi popolari cittadini ma soprattutto per l’ispirazione poetica capace di toccare le corde più profonde del comune sentire della città e di ravvivare la memoria delle tradizioni più autentiche della nostra comunità”.

Alternanza “scuola-lavoro” 11 alunni dell’I.T.C. “A. Capriotti” nelle filiali della Banca Picena Truentina. La partnership tra Banca Picena Truentina e I.T.C. “A. Capriotti” prevede l’impegno degli alunni a febbraio e maggio.

anno 2012

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una Banca presente sul territorio, che s’impegna per lo sviluppo del suo tessuto socio-economico ed in particolar modo per coloro i quali ne rappresentano il futuro: i giovani. Questa è la Banca Picena Truentina, attiva nei confronti dell’imprenditoria giovanile ed in generale dei giovani, ai quali dà l’opportunità, non appena se ne presenta l’occasione, di mettersi alla prova sul campo: non solo attraverso una politica di assunzioni che prosegue, incurante della crisi, ma anche con un programma di “alternanza scuolalavoro” che quest’anno si rinnova, in partnership con l’I.T.C. “A. Capriotti”. Il progetto, sottoscritto dalla D.ssa Elisa Vita, dirigente scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore “A. Capriotti”, ha quale coordinatrice la docente Paola Assunta Petrucci, coadiuvata dal professor Giuseppe Pignati, è partito il 10 febbraio e, fino al 22 febbraio, vedrà protagonisti 11 alunni della classe 4B AFM dell’Istituto A.Capriotti di San Benedetto del Tronto, che la-

voreranno per un primo periodo di due settimane in dieci filiali della Banca Picena Truentina e concluderanno la loro esperienza formativa nella settimana dal 26 al 31 maggio Le finalità del progetto, a livello nazionale, puntano ad attuare modalità di apprendimento flessibili ed equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo, che colleghino sistematicamente la formazione in aula con l’esperienza in situazione di lavoro; arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l’acquisizione di competenze spendibili nella vita e nel mercato del lavoro; favorire l’orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali; realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile che promuova una cittadinanza attiva; correlare l’offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio. Ufficio stampa Logos

giarvi in questo importante traguardo. Per la vostra dedizione, alla famiglia, che nel tempo avete costantemente riversato su ogni membro, da quando eravamo bambini fino a quando da adulti abbiamo fatto le nostre scelte, nelle quali non ci avete mai fatto mancare il vostro sostegno; per l’aiuto quotidiano che non ci avete fatto e non ci fate mancare come nonni premurosi; per la cura paziente, costante e amorelove che avete mostrato sempre per ognuno dei nostri nonni…Per tutte

queste e per molte altre ragioni, oggi, con le nostre famiglie, vogliamo dirvi Grazie e incoraggiarvi a continuare, nonostante le difficoltà e i sacrifici che nel tempo si incontrano. Con amore: Gianluca, Barbara, Letizia, Isabella, Gabriele, Luca, Davide, Benedetta, Valerio, Vincenzo e Maria Vittoria”. A questa bella tribù che si è riunita per festeggiare Vincenzo ed Annita, si aggiunge anche la redazione dell’Ancora per fare i suoi migliori auguri! Chiappini Janet


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Il sospetto!

È tutto vero lo spettacolo vergognoso di questi giorni nel Parlamento o è pantomima? Le ruberie a milioni sono vere o servono per riempire i TG? Le beghe nei e tra i partiti sono importanti o servono per distogliere i cittadini dai veri problemi? Il sospetto è una parola a più sfaccettature per la quale occorrerebbe avere la mente quadrata dei nostri padri latini per coglierne tutti i risvolti. Con un de davanti, de suspicione, Cicerone avrebbe percorso più vie mettendo in difficoltà più di un avversario politico. L’oratoria non è il mio forte per cui viaggio terra terra soffermandomi su quello che è la comune esperienza. Un sospetto mi viene dal mondo politico dove l’abbondanza delle parole, ornate di insulti, riempie il vuoto dei fatti o meglio maschera il significato delle parole stesse. C’è un’espropriazione dei valori come ad esempio parlare in nome degli italiani, quando in concreto si difendono i propri interessi o quelli di parte. Questo riecheggia ancora di più, quando lo si ascolta in un Parlamento che dovrebbe essere un luogo di autentica sovranità popolare. Quante anime ha questo popolo se poi i rappresentanti si sono accapigliati come acerrimi nemici? Ecco il primo sospetto che questo modo di agire non sia altro che mascherare un’incapacità di fare una seria politica gravida di bene comune? Si cerca di distogliere l’attenzione del cittadino dal cumulo delle gabelle che sistematicamente aumentano riducendo in povertà molti cittadini? In questi casi la partecipazione mediatica agli insulti sembra lenire il dolore di certe cifre sui consumi dei beni primari. Ormai da anni ci si propina un futuro di ripresa, mentre il nostro condomino

perde il lavoro e non sa dove aggrapparsi. Intanto, ecco il secondo sospetto, si butta là la notizia dei molti politici che hanno approfittato del loro posto di potere per togliersi qualche vizietto a suono di milioni di euro del pubblico denaro. Volano parolacce e ti senti per un po’ gratificato per questa giusta ed esemplare operazione della giustizia. Quanti ne escono fuori in questo periodo, quello che meraviglia è che tutti questi hanno governato dopo “tangentopoli”, quando si era ormai certi di aver riportato la pulizia con tanto di ramazza. Si parla anche di chi contemporaneamente ha occupato tante poltrone che volendocisi sedere su una al giorno non sarebbe bastato un mese. Ecco il sospetto, parlando di tutto questo non si ode il pianto sommesso delle tante famiglie che cercano di nascondere la sopraggiunta miseria. Se poi vogliamo metterci un pizzico di peperoncino c’è disponibile il presidente francese Hollande con le sue donne che per giorni e giorni è diventato la notizia più importante dei TG.

Diocesi di San Benedetto del Tronto Ripatransone - Montalto

INCONTRO DIOCESANO PER FIDANZATI 23 FEBBRAIO 2014 S. BENEDETTO DEL TRONTO Presso BIANCAZZURRO Viale dello Sport, 110 Ore 9,30 Ore 9,45 Ore 10,00

Quanto ne fa il sospetto! Qui nel nostro territorio, dove si lotta per, spesso inspiegabili, chiusure di industrie, i partiti continuano a beccarsi e cercare il momento di assestare un uppercut all’avversario per metterlo al tappeto su diatribe interne, quasi fossero di interesse generale e di vitale importanza. Con questo sistema non si ha tempo per proporre problemi seri da risolvere, o anche semplici come quello di mettere un po’ di catrame sulle buche delle strade. Quintiliano P.S.: Mentre andiamo in stampa arriva la notizia del sospettato “golpe” anti Berlusconi! Altre parole, parole, parole.

Ore 11,30 Ore 11,45 Ore 12,15 Ore 12,45 Ore 14,45 Ore 16,45 Ore 17,15 Ore 17, 30

Accoglienza Recita Lodi Relazione “COME UN URAGANO” padre Alessandro Angelisanti e dibattito con il relatore Break Adorazione eucaristica guidata da p. Alessandro Video dell’Incontro del Papa con i Fidanzati PRANZO INSIEME (*per chi vuole) Laboratori esperenziali Il Vescovo incontra i fidanzati Break Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Vescovo S. E. Mons. Carlo Bresciani

*Per prenotazioni pranzo: entro 19 febbraio (20,00 €) don Alfredo Rosati 3471815718 donalfredorosati@alice.it Anelide e Marco Mori cell.3478255179 pastfamiliaresbt@libero.it

MENU’ PRANZO INSIEME Antipasti Prosciutto di Parma con nodini pugliesi Salumi nostrani al coltello Carpaccio tricolore Selezione di formaggi a pasta tenera e dura *Tutto servito con focaccina calda Primi Piatti Lasagna all’ emiliana o altro primo a scelta (da comunicare) Secondi Piatti Coscio di vitello rosa al forno con patate Dessert Torta artigianale di nostra produzione Bevande Acqua minerale, bibite, vino bianco e rosso

30 anni di esperienza organizzando viaggi per le Parrocchie

AGENZIA GENERALE DI S. BENEDETTO DEL TRONTO

Agente Generale Cinzia

Amabili

Via F. crispi, 107 - Tel. e Fax 0735 582101

VIAGGI E TuRISmO - NOLEGGIO BuS S. Benedetto del Tronto Tel. 0735 594456 Cupra marittima Tel. 0735 777636 www.pertur.it


Anno xxxi n 6 16 febbraio 2014