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ANNO XXXI N° 12 - 30 Marzo 2014 € 1.00

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VIA CRUCIS A ROMA Contro la tratta in cinquemila: "Mai più crocifisse"

UN INVITO… PER ANDARE ORA AI CROCICCHI DELLE STRADE

Grande partecipazione alla Via Crucis organizzata a Roma dalla Comunità Giovanni XXIII e dalla pastorale giovanile diocesana. Significativa la presenza del governo e del sindacato. Tra una stazione e l'altra si sono alternate nel portare la croce diverse donne rappresentanti della società civile. Illustrate le proposte per contrastare il fenomeno (Lo stesso fenomeno fu denunciato alcuni anni fa anche nel territorio della nostra Diocesi da don Oreste Benzi che organizzò una processione in una delle strade di periferia più malfamate dove la prostituzione era diffusa per denunciare lo sfruttamento di tante immigrate ndr) Una carrozzella avanza dietro la croce in mezzo a cinquemila candele accese per accompagnarla nella notte. Un volto avanza tra la folla impaurito e riconoscente. Gloria avanza tenuta per mano da una volontaria, è una delle tante, troppe ragazze vittime della tratta, testimone e simbolo della Via Crucis per le donne crocifisse svoltasi ieri sera (21 marzo) a Roma e organizzata dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e dalla pastorale giovanile diocesana a cui hanno aderito numerose altre associazioni e movimenti cattolici. Un popolo in cammino. In cinquemila sono partiti da piazza Santi Apostoli e sono giunti sino a Santa Maria in Traspontina, attraverso un percorso di otto tappe nel cuore della Capitale. “Il centro della città - ha affermato monsignor Matteo Zuppi, vescovo ausiliare per il Settore Centro della diocesi di Roma - deve rappresentarne l’anima, perché dal cuore di questa città possa nascere una speranza di liberazione”. Rivolta a tutte quelle donne “condannate sulla strada dell’ingiustizia, maltrattate ogni notte dai protettori, dai magnaccia e dai

Per concretizzare la proposta di Gesù, in queste ultime tre domeniche del tempo quaresimale riceveremo in Chiesa, al termine di ogni celebrazione Eucaristica, un invito da portare fin dove finiscono le strade. Nella III domenica è stato consegnato l’invito da consegnare ad una famiglia. Come la donna Samaritana diremo: “Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto” (Gv 4,29). Nella IV domenica ci impegneremo a portare l’invito a qualche amico che cerca la luce e dare, come il cieco nato, la nostra testimonianza: “una cosa io so: ero cieco ed ora ci vedo” (Gv 9,25). Ed infine della V domenica andremo ad invitare i giovani alla GMG diocesana che quest’anno si terrà ad Acquaviva il prossimo 16 aprile.

clienti”, come recita una delle riflessioni che sono state lette durante la serata. Dal Pantheon a piazza Navona, da San Salvatore in Lauro a Castel Sant’Angelo il corteo si è mosso tra lo sguardo partecipe delle persone affacciate ai balconi e quello distratto del popolo della movida. “Non possiamo tacere - ha spiegato al Sir don Aldo Buonaiuto, della Comunità Papa Giovanni XXIII - dinanzi all’ingiustizia: donne che sono sulle strade e anche nei locali, vittime della tratta di esseri umani e della prostituzione schiavizzata. Quando si parla di prostituzione spesso l’accento va sulle escort e su quante vogliono fare questo mestiere e ci si dimentica delle vittime di un racket spietato, donne che non avranno futuro. Allora noi vogliamo alzare la croce, che per noi cristiani è un segno di resurrezione.

PAPA FRANCESCO: ASCOLTARE GESÙ LEGGENDO OGNI GIORNO UN PASSO DEL VANGELO Città del Vaticano, 16 marzo 2014 (VIS). Alle 12:00 di questa mattina il Santo Padre si è affacciato alla finestra del suo studio per recitare l’Angelus con i fedeli convenuti in Piazza San Pietro. Nella seconda Domenica di Quaresima Papa Francesco si è soffermato sull’evento della Trasfigurazione ed ha invitato i fedeli ad ascoltare Gesù leggendo tutti i giorni un passo del Vangelo. “Noi, discepoli di Gesù, - ha detto Papa Francesco - siamo chiamati ad essere persone che ascoltano la sua voce e prendono sul serio le sue parole. Per ascoltare Gesù, bisogna essere vicino a Lui, seguirlo, come facevano le folle del Vangelo che lo rincorrevano per le strade della Palestina. (...) Ma anche ascoltiamo Gesù nella sua Parola scritta, nel Vangelo. Vi faccio una domanda: voi leggete tutti i giorni un passo del Vangelo? Sì, no…sì, no… Metà e metà… Alcuni sì e alcuni no. Ma è importante! Voi leggete il Vangelo? È cosa buona; è una cosa buona avere un piccolo Vangelo, piccolo, e portarlo con noi, in tasca, nella borsa, e leggerne un piccolo passo in qualsiasi momento della giornata. In qualsiasi momento

In questo inizio di quaresima abbiamo preparato il ‘bastone della fede’ e stiamo mettendo dentro la ‘bisaccia del cercatore’ i doni del Signore per andare ai crocicchi delle strade e chiamare tutti a “fare Pasqua”.

della giornata io prendo dalla tasca il Vangelo e leggo qualcosina, un piccolo passo. Lì è Gesù che ci parla, nel Vangelo! Pensate questo. Non è difficile, neppure necessario che siano i quattro: uno dei Vangeli, piccolino, con noi. Sempre il Vangelo con noi, perché è la Parola di Gesù per poterlo ascoltare”. “Da questo episodio della Trasfigurazione - ha ricordato il Papa - vorrei cogliere due elementi significativi, che sintetizzo in due parole: salita e discesa. Noi abbiamo bisogno di andare in disparte, di salire sulla montagna in uno spazio di silenzio, per ritrovare noi stessi e percepire meglio la voce del Signore. Questo facciamo nella preghiera. Ma non possiamo rimanere lì! Segue a pag. 2

Sono piccoli segni che possono aiutarci ad essere “chiesa in uscita”, come spesso ci ripete Papa Francesco, missionari capaci di comunicare a questo mondo desertificato il Vangelo della gioia.

IMPEGNO DELLA CEI

Chiesa e scuola un futuro da vivere insieme Nell'ambito degli Orientamenti pastorali per il decennio, la Chiesa italiana ha messo in campo un percorso per rilanciare nella società il dibattito sull’educazione e sulla scuola (''tutta la scuola, senza aggettivi''). Un cammino con tante iniziative sul territorio, promosse da diocesi e associazioni, che avrà come ''momento clou'' l'incontro con Papa Francesco in piazza San Pietro il 10 maggio Vincenzo Corrado

“La Chiesa per la scuola”. Non è un semplice slogan, ma un percorso che la Chiesa italiana ha messo in campo in questi mesi per rilanciare nella società il dibattito sull’educazione e sulla scuola. Un cammino iniziato nel maggio 2013 quando a Roma quattro Uffici nazionali della Cei (Educazione, scuola e università; Pastorale della famiglia; Servizio per la pastorale giovanile; Servizio per l’insegnamento della religione cattolica), hanno tenuto un laboratorio nazionale con circa 300 partecipanti tra chi opera, nelle varie Regioni,

nella pastorale familiare, nella pastorale giovanile e nella pastorale scolastica. “La Chiesa per la scuola”, appunto. “Tutta la scuola, senza aggettivi”, puntualizza monsignor Domenico Pompili, sottosegretario della Cei, spiegando che con questa iniziativa, secondo quanto indicato dai vescovi italiani negli Orientamenti pastorali per il decennio, dedicati all’educazione, “si vuole approfondire il tema della scuola, in collegamento con la famiglia e la pastorale giovanile”.

Diocesi di S. BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO Vicaria P. Giovanni dello Spirito Santo

VIENI, CHIUNQUE TU SIA! Stazione Quaresimale

con la presenza di S.E.R. Mons. Carlo Bresciani

Incontrando il mondo della scuola venerdì 28 marzo 2014 ore 21

Ritrovo presso il piazzale antistante il Liceo Scientifico “B. Rosetti” e percorso a piedi verso la Parrocchia S. Antonio da Padova

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PAPA FRANCESCO: ASCOLTARE GESÙ LEGGENDO OGNI GIORNO UN PASSO DEL VANGELO L’incontro con Dio nella preghiera ci spinge nuovamente a ‘scendere dalla montagna’ e ritornare in basso, nella pianura, dove incontriamo tanti fratelli appesantiti da fatiche, malattie, ingiustizie, ignoranze, povertà materiale e spirituale. A questi nostri fratelli che sono in difficoltà, siamo chiamati a portare i frutti dell’esperienza che abbiamo fatto con Dio, condividendo la grazia ricevuta. E questo è curioso. Quando noi sentiamo la Parola di Gesù, ascoltiamo la Parola di Gesù e l’abbiamo nel

cuore, quella Parola cresce. E sapete come cresce? Dandola all’altro! La Parola di Cristo in noi cresce quando noi la proclamiamo, quando noi la diamo agli altri! E questa è la vita cristiana”. Infine il Papa ha invitato i fedeli a rivolgersi “alla nostra Madre Maria, e affidiamoci alla sua guida per proseguire con fede e generosità questo itinerario della Quaresima, imparando un po’ di più a ‘salire’ con la preghiera e ascoltare Gesù e a ‘scendere’ con la carità fraterna, annunciando Gesù”.

IMPEGNO DELLA CEI

Chiesa e scuola un futuro da vivere insieme Un cammino unitario, con tante iniziative sul territorio promosse da diocesi e associazioni, che avrà come “momento clou” l’incontro con Papa Francesco in piazza San Pietro il 10 maggio. “Sarà una grande festa - afferma ancora Pompili -, per un cammino che ripartirà da lì sulla strada del lavoro insieme”. È quanto confermano anche i quattro direttori degli Uffici nazionali della Cei. Le tre certezze. “Tutti - riflette don Maurizio Viviani, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università - abbiamo almeno tre certezze nei riguardi della scuola. La prima: senza scuola non c’è futuro per la società. La seconda: senza scuola un ragazzo non può diventare adulto. La terza: la scuola deve educare se vuole generare futuro”. Purtroppo, “negli ultimi anni troppo spesso la scuola è stata la Cenerentola delle politiche del Paese e ha corso il rischio di veder evaporare la propria vocazione educativa, a causa di problemi burocratici, economici, strutturali e motivazionali”. Il percorso unitario, sottolinea Viviani, “intende eviden-

ziare ciò che tutti desideriamo: avere una scuola degna della nostra tradizione educativa, attenta alle innovazioni e ai cambiamenti, senza tuttavia smarrire la sua vocazione primigenia, ovvero accompagnare il ragazzo verso l’età adulta”. Inoltre, “intende sostenere l’impegno di genitori, educatori, dirigenti, insegnanti

e alunni” nel “ricollocare la ‘persona’ al centro della scuola”. La vera sfida. “La scuola - osserva don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia è un’alleata preziosa delle famiglie e un bene di tutti”. La “vera sfida” è “una Chiesa famiglia di famiglie che mostra di avere a cuore il futuro delle giovani generazioni e quindi, in particolare, della scuola”.

NELLE STANZE DI BRUXELLES Sorrisini per tutti o pari dignità? “Risus abundat in ore stultorum”, sentenziavano gli antichi latini. I quali, racconta la storia, non erano però dei noiosi musoni. Sapevano stare al mondo. A qualcuno sarà balenato alla mente quel “sorriso abbonda...” vedendo il presidente del Consiglio europeo e quello della Commissione scambiarsi un’occhiatina complice prima di rispondere alla domanda del giornalista che chiedeva un parere sulle riforme promesse dal Governo italiano. Da un fotogramma, da un decimo di secondo d’imbarazzato e sornione silenzio brussellese, è scoppiato in Italia l’ennesimo “caso”, pompato da mass media a caccia di spunti folkloristici con i quali raccontare le cose serie della politica. Sulla vicenda qualche punto non trascurabile può però essere ribadito. Anzitutto: un incrocio di sguardi non corrisponde a una sentenza passata in giudicato. Magari le due alte autorità Ue

scetticismo. Quarta osservazione, ma certo non ultima per importanza: l’Ue è composta da 28 Stati membri, tutti stando ai Trattati - con pari dignità. Quello che cambia, semmai, è il peso demografico oppure quello economico (ci sono economie più grandi e solide, altri più magre e ballerine). Non ci possono essere, invece, pesi diversi sul piano politico. Negli anni scorsi è avvenuto che Berlino o Parigi o Londra si prendessero delle libertà che Bruxelles ha tollerato. È stato un errore, che non si deve ripetere.

Sabato 29 marzo 2014 promosso dalla CEM-Conferenza Episcopale Marchigiana un convegno per sostenere

LE SCUOLE PARITARIE DELLE MARCHE con l’intervento di Luigi Morgano, segretario nazionale Fism, su: “Le ragioni di una presenza e di un servizio” e la partecipazione di Gian Mario Spacca, presidente della Regione La Cem (Conferenza Episcopale Marchigiana), di concerto con la Fism (scuole d’infanzia) e la Fidae (scuole primarie e superiori) regionali, ha organizzato un Convegno regionale per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica ed in particolare degli esponenti della Regione Marche sulla presenza e sul servizio svolto nella regione dalle scuole paritarie di ispirazione cristiana. Il Convegno si terrà ad Ancona, nell’Aula magna della facoltà di Economia (ex caserma Villarey) nella mattina di sabato 29 marzo prossimo, alle 9.30. Saranno presenti i nostri Vescovi, interverranno il Presidente della Regione Gian Mario Spacca e il dr. Luigi Morgano, Segretario nazionale della Fism e che proporrà una relazione sul tema “Le ragioni di una presenza e di un servizio”.

Parola del Signore QUARTA DI QUARESIMA A

Dal VANGELO secondo GIOVANNI Passando vide un uomo cieco dalla nascita [2]e i suoi discepoli lo interrogarono: “Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?”. [3]Rispose Gesù: “Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. [4]Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. [5]Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo”. [6]Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco [7]e gli disse: “Và a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. [8] Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: “Non è egli quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?”. [9]Alcuni dicevano: “E’ lui”; altri dicevano: “No, ma gli assomiglia”. Ed egli diceva: “Sono io!”. [10]Allora gli chiesero: “Come

(non “tecnocrati” come sono stati troppo sbrigativamente appellati i due interessati, Van Rompuy e Barroso) volevano semplicemente dirsi “parli tu o parlo io? E cosa diciamo visto che con Renzi non abbiamo ancora parlato?”. Secondo: la politica è, appunto, una faccenda seria, quindi eventuali dubbi europei sulle misure economiche prospettate dal Governo italiano vanno esplicitati nelle forme e nelle sedi opportune. Terzo: qualche interrogativo sulla capacità di tener fede agli impegni liberamente assunti in sede europea l’Italia l’ha fatto sorgere in passato (inutile far finta di niente), per cui talvolta si vien ripagati nell’antipatica moneta dello

dunque ti furono aperti gli occhi?”. [11]Egli rispose: “Quell’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, mi ha spalmato gli occhi e mi ha detto: Và a Sìloe e lavati! Io sono andato e, dopo essermi lavato, ho acquistato la vista”. [12]Gli dissero: “Dov’è questo tale?”. Rispose: “Non lo so”... (continua) (VANGELO DI GIOVANNI CAP. 9 VERSETTI 1-41) Anche questa domenica ci troviamo di fronte a un brano molto lungo ma anche molto bello, generalmente chiamato il brano del “cieco nato”. Di questo brano vorrei soffermarmi solamente sulla prima affermazione di Gesù: Né lui, né i suoi genitori hanno peccato. Gesù con questa affermazione vuole smentire un pregiudizio molto diffuso a quel tempo, ma che tutto sommato anche ai nostri giorni

Non può sfuggire l’importanza di una manifestazione del genere, per il soggetto che la propone (i nostri Vescovi) e per il livello dell’interlocutore pubblico (la Regione), proprio per la sua valenza pubblica e quindi anche politica. La Conferenza Episcopale Marchigiana ha fatto pervenire un invito al convegno ai Consiglieri regionali, ai Sindaci dei Comuni delle Marche in cui sono presenti le nostre scuole e al Dirigente dell’Ufficio scolastico regionale. Ma la presenza effettiva al convegno sarà assicurata dalla partecipazione delle scuole paritarie che vi prenderanno parte ciascuna con una propria delegazione composta da genitori, gestori, insegnanti e personale non docente. In Italia un dibattito sereno e competente sulla presenza delle scuole paritarie - non private, perché tutte di

trova ospitalità, cioè che la malattia o qualunque altro tipo di disgrazia sia un castigo di Dio come risposta ai peccati degli uomini. Gesù afferma che non è affatto così. Dio, non è un castigatore, ma un Padre buono e misericordioso, che ci aiuta a riflettere, a meditare su ciò che la vita o le conseguenze delle nostre stesse opere ci pongono davanti: situazioni di disagio, di malattia, di pericolo o quant’altro. Dio ci aiuta a meditare sulle cose veramente importanti della nostra vita, sui valori fondamentali che dovrebbero guidarci, e cosa più importante sul fatto che Egli, come il Padre misericordioso della parabola, ci ama profondamente, ci vuole aiutare, e soprattutto ci vuole salvare per farci godere del suo amore infinito per tutta l’eternità. Non possiamo e non dobbiamo incolpare Dio delle nostre sofferenze, esse discendono dal nostro peccato, dai peccati degli altri e soprattutto dalla fragilità e dai limiti della nostra condizione umana. Dio vuole che le sue creature siano felici, è per questo che ci ha creati.

interesse pubblico - è ancora tardo a venire. Nonostante sia stata ampiamente dimostrata la qualità del servizio educativo e l’oggettivo risparmio per le casse pubbliche, queste scuole vengono considerate realtà private, appunto, non meritevoli di contributi pubblici. Il convegno, grazie all’autorevole presenza di Luigi Morgano, farà un po’ di chiarezza sul senso di questo impegno educativo, per niente facile nel nostro Paese e sarà la prima manifestazione pubblica nelle Marche del mondo scolastico di ispirazione cristiana. Per dire che ci siamo e che ci stanno a cuore i bambini, le loro famiglie, le comunità. E per ribadire il diritto alla libertà di scelta per le famiglie. don Gesualdo Purziani presidente regionale Fism Marche

Quando il dolore bussa alla nostra porta egli ci offre uno spunto per riflettere, per aiutarci a capire chi siamo e che cosa siamo; ma soprattutto ci offre, se sappiamo accettarla, la sua consolazione, il suo amore e soprattutto la sua vicinanza. Egli ci dice: io conosco la tua sofferenza, io stesso l’ho provata durante la mia vita e soprattutto con la mia passione e crocifissione, ma sii certo che a tutto questo dolore seguirà la tua resurrezione. Io sono con te tutti i giorni. Chiediamo al Signore di aprire anche a noi gli occhi per vedere le meraviglie del suo amore e per farci sentire sempre più la sua presenza al nostro fianco. Riccardo PILLOLE DI SAGGEZZA: DIO NON SPIEGA IL MALE E LA SOFFERENZA. LI ABITA IN CRISTO GESU’; LI INCHIODA ALLA CROCE; LI SUPERA ALL’ALBA DEL GIORNO DI PASQUA, SUL LIMITARE DEL NUOVO MONDO, LA’ DOVE NON ESISTONO “NE’ PIANTO NE’ DOLORE” (V. CHARTIER)


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Stazione quaresimale Diocesana

21 Marzo - Vicaria di S. Giacomo della Marca Martinsicuro: quartiere Tronto, Chiesa S. Cuore

Prossima Stazione Quaresimale Diocesana

28 Marzo Vicaria P. Givanni dello Spirito Santo S. Benedetto del Tronto Parrocchia S. Antonio di Padova

MISSIONARI MARTIRI Sentinelle della carità Ridiamo loro la voce Il 24 marzo, Giornata di preghiera e digiuno, nel cuore del tempo quaresimale, per ricordare, col cuore e con la mente, quei vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici stroncati nel compimento della loro missione. Ci salveremo da un futuro pervaso da peccaminosi egoismi e fondamentalismi solo se sapremo metterci alla loro scuola, quella della gratuità e dell’accoglienza

La fede non è qualcosa di accessorio o marginale nel contesto della vita cristiana. Anzi, è l’essenza di una umanità autentica, rinnovata dall’esperienza della croce, di cui missionari e missionarie martiri sono stati testimoni. Ed è proprio a loro che va il nostro plauso, ogni anno, il 24 marzo, in occasione della tradizionale Giornata dei Missionari Martiri. Mentre andiamo in stampa ci giunge la comunicazione che la veglia per i missionari martiri nella nostra diocesi è stata rimandata a giovedì 3 aprile come da comunicato a pag. 5


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Paolo VI, il Papa della luce e della gioia

VENTI ANNI FA FU UCCISO Un masso per altare la messa di don Diana con i suoi scout Sulle tracce dei ragazzi di don Peppe. A colloquio con Luigi Belluomo, 47 anni, dirigente d’azienda, che lo ha conosciuto quando aveva solo otto anni: “Io ero un lupetto e lui un seminarista che faceva volontariato con noi”. E ancora: “Ricordo ancora il giorno della sua morte. Ho lanciato lo zaino per terra e ho gridato…”. Poi “ è nata una forza di riscatto per le nostre terre e il nostro popolo”

Venti anni fa, il 19 marzo 1994, veniva ucciso don Peppe Diana, mentre si accingeva a celebrare la messa nella parrocchia di San Nicola, alle 7,30, a Casal di Principe. Stamattina il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, alla stessa ora e in quella parrocchia, ha presieduto la messa che don Peppe non poté celebrare. Venti anni fa, il 19 marzo 1994, veniva ucciso don Peppe Diana, mentre si accingeva a celebrare la messa nella parrocchia di San Nicola, alle 7,30, a Casal di Principe. Stamattina il vescovo di Aversa, monsignor Angelo Spinillo, alla stessa ora e in quella parrocchia, ha presieduto la messa che don Peppe non poté celebrare. Oggi è previsto un raduno nazionale di scuole, associazioni e cittadini che sfileranno lungo le strade di Casal di Principe, mentre domenica scorsa 6mila scout da tutta la Campania e dal basso Lazio si sono riversati nella città per ricordare don Diana. “Sono importanti questi momenti per far capire ai più giovani, che ancora non erano nati quando don Peppe è stato ucciso dalla camorra, che ci può essere un’alternativa valida alla mentalità mafiosa”, dice al Sir Luigi Belluomo, 47 anni, dirigente d’azienda, che ha conosciuto don Diana quando aveva otto anni. “Io ero un lupetto e don Peppe un seminarista che faceva volontariato con noi scout. Poi l’ho incontrato di nuovo come capo reparto degli scout, dopo che don Diana era diventato sacerdote ed era rientrato in diocesi, dopo aver studiato dai gesuiti. Aveva ripreso, infatti, l’esperienza con gli scout”, ricorda Belluomo. Che ricordo ha di don Peppe? “Don Peppe non aveva molti anni più di me, ma abbastanza per essere un esempio di vita. Ricordo che quando io ero piccolo mi colpiva perché era esuberante, gioioso e sapeva trattare con i bambini; quando l’ho rivisto da capo reparto, ero impressionato dalla sua capacità di trasmettere i valori in modo semplice e diretto con il suo esempio e il suo modo di fare, mostrando la fermezza di chi ha convinzioni certe e le porta avanti nella vita. Aveva il coraggio di affrontare tutte le situazioni, senza mai nascondersi. Quando, come scout, uscivamo nei boschi, ci sentivamo sicuri al suo fianco, protetti. E, poi, era sempre accogliente verso il prossimo, offriva aiuto agli immigrati, s’impegnava per un risveglio delle coscienze alla legalità”. Voi che eravate vicini a don Diana avevate capito la portata del famoso documento “Per amore del mio popolo”? “Quel documento è stato la causa della sua morte, perché ha rappre-

22 Marzo la Redazione de L’Ancora in visita al nostro vescovo emerito Mons. Gervasio Gestori

sentato una presa di posizione chiara e forte della Chiesa contro la malavita. È stato come il chicco di grano seminato nel terreno che poi ha dato frutto, facendo crescere nelle anime la voglia di cambiamento. Ricordo ancora il giorno della sua morte. Quando sono tornato dal lavoro, mi è stato detto quello che era successo; ho lanciato lo zaino per terra e ho gridato: ‘Lo sapevo che prima o poi si faceva uccidere’. Perché tutto quello che faceva era in controtendenza, contro un modo di pensare malavitoso molto diffuso. La camorra offriva a troppi quello che lo Stato non era capace di dare. Per questo, lo scossone che ha dato il sacerdote alle coscienze è stato grande, ma non credo che don Peppe avesse paura di una reazione, non me l’ha mai detto. Questo, però, non esclude che possa aver avuto paura e non averlo manifestato”. Qual è l’eredità di don Peppe? “Dalla sua morte è nata una forza di riscatto per le nostre terre e il nostro popolo. C’è stato un avvicinamento di tutti quelli che avevano avuto contatti con don Peppe: noi scout, i foulard bianchi, le associazioni che si occupano di immigrati, la comunità parrocchiale. Insieme abbiamo iniziato a impegnarci per scrivere un futuro diverso per tutti noi. Il dolore per l’uccisione di don Diana ha fatto venir fuori la parte sana della società, che, fino ad allora, aveva avuto paura di mostrarsi e di alzare la voce contro il potere criminale. Oggi è importante la memoria di don Peppe per far sì che le nuove generazioni non siano ammaliate dalle sirene dei soldi facili e del potere, che la criminalità organizzata offre. Il suo esempio può far comprendere ai ragazzi che è bene rigettare la mentalità mafiosa, che purtroppo continua a persistere, e costruire insieme un mondo migliore”. C’è un episodio che ci vuole raccontare? “Non potrò mai dimenticare l’esperienza positiva che ho vissuto a Lourdes con don Diana, dal momento dell’organizzazione a quello del servizio sul posto. Riuscì a coinvolgere un gruppo di noi diciottenni. Restai colpito, inoltre, di come a Lourdes tutti conoscessero don Peppe, persino il vescovo del luogo. Un altro ricordo bellissimo è la santa messa che don Diana ha celebrato con un gruppetto di sette di noi sul Monte Meta nel Parco nazionale degli Abruzzi: non c’erano i paramenti, come altare c’era un masso, ma potevamo contemplare uno scenario mozzafiato. Don Peppe ci ha insegnato ad avvicinarci a Dio anche attraverso la bellezza del Creato”. a cura di Gigliola Alfaro

(Sulla scia di Papa Francesco e nell’attesa della santificazione di Papa Giovanni XXIII e di Papa Giovanni Paolo II, non possiamo non ricordare i predecessori che come Paolo VI hanno contribuito all’attuzaione del Concilio Vaticano II. ndr) La sera del 6 agosto di trent’anni fa moriva Papa Montini. Al termine di una domenica normale in cui semplicemente il Papa non si era affacciato per la recita dell’Angelus, Paolo VI usciva in silenzio e con discrezione dalla scena di questo mondo), accompagnato dal fedelissimo segretario Pasquale Macchi e da pochi amici, in quella residenza (li Castel Gandolfo in etti vent’anni prima era spirato il “suo” Papa Pio XII. Era il giorno della Trasfigurazione, festa liturgica che ricorda come in Cristo tutta la realtà assuma una luce diversa come sul Monte Tabor, e nessuna coincidenza sarebbe stata più provvidenziale per terminare la vita di un uomo come Montini che, diversamente da come fu spesso descritto, non era affatto l’amletico asceta di una incertezza triste e quasi disperata, ma piuttosto il solare servitore di una Gloria che sapeva appartenere non alla stia persona ma alla Chiesa che tanto amava e serviva. Molto si è detto e si è scritto su di lui, ma su due aspetti, spesso ignorati, vale la pena soffermare ancora l’attenzione dopo tanti anni: la continuità del sito pontificato con il prima e il dopo della vita della Chiesa e la dimensione gioiosa del suo magistero. Sulla prima questione Paolo VI ha avuto lo strano destino di passare come rivoluzionario rispetto a Pio XII, di cui era stato il fedele interprete per tanti anni, e reazionario rispetto a Giovanni XXIII, di cui portò a compimento in maniera saggia ed equilibrata l’intuizione conciliare. In realtà era la storia che cambiava e chiedeva di essere riletta con originalità: non era più pensabile il carattere monolitico del mondo cattolico pacelliano, ma al tempo stesso non era tutto buono il cambiamento del postconcilio, anche perché secolarizzazione ed indifferentismo penetravano la Chiesa oscu-

randone identità e missione. Tenere insieme Tradizione e rinnovamento non poteva essere solo un’operazione intellettuale o di aggiustamento di qualche aspetto della pastorale: richiedeva, piuttosto, l’autorevolezza di chi, obbedendo solo a Cristo, valorizza ogni novità senza lasciarsi intrappolare dalle mode, sapendo che un mondo senza Dio è solo triste ed oscuro e che un’umanità senza Chiesa (o con una Chiesa “anonima”) resta più povera. Ecco allora un Papa che per primo viaggia in tutti continenti (anticipando Wojtyla), che internazionalizza la Curia e la snellisce (creando le condizioni per l’elezione di un Papa non italiano), che non si stanca di catechizzare (con una semplicità fine e dotta che verrà recuperata da Albino Luciani), che fonda l’apertura al dialogo con le religioni e le culture sulla limpida testimonianza della Verità nell’inscindibile unità tra fede e ragione (aprendo la pista cara a Benedetto XVI, ultimo cardinale creato da Paolo VI nel 1977). Dunque l’esaltante percorso di rinascita della fede, soprattutto tra i giovani, che ha segnato questo trentennio non sarebbe stato possibile senza l’audacia prudente di Montini! Ma il segreto di tutto ciò non può essere ricondotto solo alla finissima intelligenza e alla sterminata cultura di Paolo VI! C’è di più: il segreto è nella stia personale esperienza di gioia, evocata nel bellissimo documento “Gaudete in Domino” pubblicato nel 1975 durante un contestatissimo Anno Santo. L’essenza della fede è inseparabile dalla gioia di essere stati redenti e di essere testimoni della letizia: il cristiano non è uomo della rinuncia alla felicità vera, ma è uomo della pienezza di ogni aspetto positivo, per questo gusta la vera gioia, non incosciente delle difficoltà del tempo presente ma certo del Bene. Perché “la gioia nasce sempre da un certo sguardo sull’uomo e su Dio” sguardo da cui sgorga quel “ gaudio della Verità” che Paolo VI ha costantemente testimoniato. Di Giampaolo Cottini (Tratto da “la Prealpina del 6 agosto 2008)

MONTEDINOVE

Il quinto incontro della “Scuola della Parola” MONTEDINOVE – Il quinto incontro mensile della “Scuola della Parola” per la nostra Vicaria ha avuto luogo Giovedì 13 Marzo c.a. Presso il Convento di San Tommaso a Montedinove. Esso, come in precedenza, è stato diretto e guidato da Padre Giancarlo Corsini, Padre Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali. Molto interesse e attenzione vengono dedicati dai parrocchiani della Vicaria alla Lectio Divina, esposta da P. Corsini, a tal punto che sempre nuovi partecipanti si accostano alla conoscenza approfondita dei passi del Vangelo. Stavolta la Lectio Divina si è basata su “gli operai mandati nella vigna” (da Matteo 20, 1-16), per cui dopo la lettura della parabola evangelica, il relatore si è soffermato sulla questione economica e cioè sul compenso spettante all’operaio alla fine della giornata. La logica del mondo direbbe “quanto hai lavorato, tanto riscuoti”, ma non è così, perchè il padrone dà il giusto contrattato, ma dispone del suo patrimonio come vuole. E il richiamo ad altre parabole che conducono allo stesso fine non mancano nell’insegnamento evangelico. Il mormorio, la scontentezza di chi pensa di non meritare tale insoddisfazione è in fondo la chiave di lettura a cui ci ha portato il relatore:”Il tuo occhio è cattivo perchè io sono buono?” E la domanda vuole una profonda riflessione: è l’invidia, il vizio capitale che sconvolge l’animo di chi sospetta un sopruso, una ingiustizia. Ma è l’accostamento antitetico alla bontà “del padrone” che la parabola evangelica ci fa considerare per affermare che un cuore “buono” non è mai sordo dinanzi alla povertà degli “ultimi”. È il sentimento cristiano della gratitudine che dovrebbe radicarsi nel cuore di ognuno e che invece sembra latente nel mondo di oggi. È il richiamo che Papa Francesco nell’omelia durante l’incontro con i fidanzati ha ribadito sottolineando che una delle tre voci e cioè “grazie” deve essere fondamento dell’unità nell’ambito domestico. La Lectio si è chiusa con una preghiera conclusiva, tratta dal Salmo 103, e quindi ci siamo dati appuntamento col Relatore al 10 Aprile prossimo per il sesto incontro. Silvia


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Preannuncio della nascita del Battista

04. ELISABETTA TI DARÀ UN FIGLIO, ZACCARIA NON CI CREDE Dopo aver presentato la religiosità di Zaccaria e Elisabetta, Luca riferisce le parole che l’angelo dice a Zaccaria, la reazione di questi, la punizione e l’inizio della realizzazione del preannuncio. Leggiamo questa seconda parte dell’episodio, cioè Lc 1,13-25. 1. Elisabetta di darà un figlio. «Ma l’angelo gli disse: “Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni”» (Lc 1,13). L’angelo toglie la paura da Zaccaria dicendogli che è venuto per portargli una notizia lieta. «La tua preghiera è stata esaudita». Quella preghiera era stata rivolta a Dio per avere un figlio? E’ quanto suggeriscono i versetti successivi. Nel contesto del rito che stava compiendo la preghiera che Zaccaria innalzava insieme al popolo presente, non si limitava a sole situazioni personali. Era forse la richiesta della venuta del Messia? E’ quanto fa pensare il fatto che Zaccaria non crede alle parole dell’angelo. In ogni caso si trattava di parole di straordinaria importanza. Non solo è importante la nascita di un figlio, ma anche la comunicazione del nome che Zaccaria deve dare al nascituro: «tu lo chiamerai Giovanni» e Jochanan vuol dire: Dio è grazia, misericordia. Simbolici sono anche i nomi di Elisabetta, Dio giurò e di Zaccaria, Dio si ricordò. 2. La dignità del nascituro. «Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita,15perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre 16e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. 17Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto”» (Lc 1,14-17). «Avrai gioia, chará, ed esultanza, agallíasis, e molti si rallegreranno», cháirô, al futuro passivo. Luca ha intonato il grande tema della gioia messianica che inonderà particolarmente il vangelo dell’Infanzia (1,28.44.47; 2,10) e, in misura ridotta, l’intero Vangelo e gli Atti. Di Giovanni l’angelo predice che «sarà grande davanti al Signore»; di Gesù lo stesso angelo dice: «sarà grande», simpliciter, e con il nome «Figlio dell’Altissimo» (1,32). Giovanni sarà nazir, consacrato a Dio, cioè non berrà vino né bevande inebrianti (Nm 6,3-4). Sarà colmo di Spirito Santo fin dal seno di sua madre, cioè dello Spirito profetico che renderà vera e fruttuosa la sua predicazione e così «ricondurrà molti figli d’Israele al Signore» e... anche non israeliti (3,10-14). L’ultima frase ci invita a fare la lettura redazionale del brano. 1. Se il lettore si riporta a

quando la visione avvenniva, allora la parola «Signore», ripetuta tre volte, stava a indicare il Signore Jahvè. 2. Se il lettore si riporta a quando Luca scrive e si indirizza al un popolo cristiano già maturo nella fede – lettura redazionale - , allora il «Signore» è il Signore Gesù risorto dai morti e adorato nella chiesa di Luca (24,52). Allora lo «Spirito Santo» non è un attributo di Jahvè, ma la terza Persona della fede cristiana. allora il «popolo ben disposto» non è il popolo di Jahvè, ma il popolo cristiano.

3. L’incredulità di Zaccaria. «Zaccaria disse all’angelo: “Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli ann”. 19L’angelo gli rispose: “Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. 20Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo”. 21Intanto il popolo stava in attesa di Zaccaria e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. 22 Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto» (Lc 1,18-22). La richiesta di un segno confermativo era lecito e Maria stesso lo chiederà: «Come avverrà questo...?» (1,34). Zaccaria, però, non chiede un segno; dice semplicemente che lui e la moglie sono vecchi. Da qui la mutezza che è castigo e – a dire il vero – anche il segno confermativo. 4. Il preannuncio incomincia a realizzarsi. «Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. 24Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: 25”Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini”» (Lc 1,23-25). La sterilità era considerata sempre una «vergogna» (Gen 30,23), a volte un castigo (2Sam 6,23). Conclusione. «Egli [Giovanni] venne come testimone / per dare testimonianza alla luce, / perché tutti credessero per mezzo di lui» (Gv 1,7). Il Precursore Giovanni ci aiuti a crescere nella fede. Crocettitiuseppe@yahoo.it

Impegni Pastorali del Vescovo DAL 30 MArzO AL 6 APrILE 2014 Domenica 30 marzo Ore 11.15 Acquaviva Picena Parrocchia di S. Niccolò: S. Messa Ore 15.30 S. Benedetto Tr. Ritiro per i Gruppi di preghiera di Padre Pio Mercoledì 2 aprile Loreto CEM

Giovedì 3 aprile Ore 21.00 Grottammare Chiesa Gran Madre di Dio: Stazione quaresimale Domenica 6 aprile Ore 9.30 S. Benedetto Tr. - Cattedrale: S. Messa per i motociclisti

Nel ricordo di p. Marcellino il vescovo Carlo alla Festa di S. Giuseppe A Ripatransone il 19 marzo, festa di S.Giuseppe, nell’omonima chiesa rurale, dove ogni anno si celebra il patrono di quanti lavorano nei settori del legno, si è notato subito l’assenza di padre Marcellino Nucci che dagli anni ’50 si operò per edificare l’attuale chiesa. La volle nella frazione che porta il nome del padre putativo di Gesù e l’ha curata fino alla fine dei suoi giorni, avvenuta il 20 giugno 2013, arricchendola di opere d’arte. Vi ha svolto il ruolo di parroco fine agli anni ’70 quando il territorio di S.Giuseppe fu accorpato ad altra parrocchia. Sempre presente nei giorni festivi per la celebrazione della Santa Messa, fu l’animatore instancabile di una festa che ha come principale motivazione uno dei settori nevralgici dell’im-

prenditoria e dell’economia della città di Ripatransone. La volle fin da quando la costruzione della chiesa non era ancora ultimata, celebrando in ambienti provvisori e chiedendo ed ottenendo fin dall’inizio l’intervento del Vescovo pro-tempore da Mons. Chiaretti a Mons. Gervasio Gestori. Non poteva certo mancare la presenza, quest’anno, del nuovo Vescovo, Mons. Carlo Bresciani, il quale ben volentieri ha accettato di celebrare insieme al vice-parroco don Gian Luca Rosati. Come sempre la chiesa era gremita di residenti delle contrade limitrofe e di tanti che operano

nel settore del legno e del mobile (imprenditori, maestranze, tecnici). A rappresentare la città c’era il sindaco prof. Remo Bruni insieme ad altre Autorità sia civili sia militari. Nell’omelia il Vescovo si è soffermato sulla famiglia di Nazareth mettendo in risalto l’operato di S.Giuseppe, padre esemplare, lavoratore instancabile, uomo di grande fede. Ha parlato della famiglia, della sua funzione educativa, delle tante difficoltà cui oggi, in particolare, va incontro sia nel mondo del lavoro, sia nel ruolo sociale che viene costantemente messo in difficoltà. All’offertorio la comunità locale ha portato i prodotti della propria terra. Ad animare la liturgia ha pensato il coro della chiesa. Dopo la funzione religiosa, in un ampio locale attiguo, come in passato messo a disposizione dalla famiglia Illuminati, è stato servito un ricco buffet, offerto dalla BCC di Ripatransone, rappresentata dal suo presidente dott. Michelino Michetti e dalle famiglie della contrada. Non potevano certo mancare i prodotti della Cantina dei Colli Ripani. I fedeli della Contrada di S.Giuseppe

foto Giacomo Straccia

Carissimi Confratelli, vi comunico i prossimi appuntamenti. Lunedì 24 marzo non ci sarà la Veglia dei missionari martiri in quanto è rimandata a giovedì 3 aprile (stazione quaresimale vicaria Madonna di S. Giovanni a Grottammare) Mercoledì 9 aprile ci sarà il quarto incontro formativo per i laici e Giovedì 10 aprile ritiro del Clero presso il Monastero delle Clarisse (pranzo presso la Caritas), animato da P. Giulio Albanesi, direttore della rivista Popoli e missione. Dopo il pranzo si voterà per il rinnovo del Consiglio presbiterale diocesano, quindi vi invito ad essere tutti presenti Mercoledì 30 aprile, nell’ambito della settimana Eucaristica, si terrà il ritiro mensile del Clero presso i Padri Sacramentini (sostituirà quello previsto per giovedì 8 maggio). Da lunedì 23 giugno a venerdì 27 giugno si terranno gli esercizi spirituali per il Clero predicati dal Vescovo Carlo (presso Casa Gioiosa).

Seguiranno comunicazioni più dettagliate relative ad ogni appuntamento. Augurandoci un proseguimento del nostro cammino quaresimale, vi saluto fraternamente. Mons. Romualdo Scarponi


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l’amore reciproco: cuore del VANGELO In questi primi giorni di marzo 2014 ho partecipato al raduno mondiale delle consacrate svolto a Castel Gandolfo presso il centro di “Chiara Lubich.” La presenza di consacrate, circa trecento, provenienti non solo dall’Italia ma dai cinque continenti (Cina, Corea, Camerum, Congo, Usa, Brasile, Francia…) ha creato un clima di mondialità e di singolarità della chiamata. Dio chiama quando e dove vuole! A Lui la gloria e la gratitudine sempre. La tematica dell’incontro “ L’amore reciproco: cuore del Vangelo” mi ha attratto; risponde al mai sopito interesse per la vita spirituale e agli impulsi di riflessione interiore ispirati a un’autentica esperienza spirituale condivisa, alla solidità della spiritualità che si aggancia con coraggio alla vita quotidiana. L’Amore reciproco richiede dinamismo interiore, volontà decisa di riuscire, fiducia di farcela fondata non sulla propria abilità, ma sicuramente sulla fede in Dio; si percepisce quel dinamismo che ti spinge a lavorare per l’umanità e il regno di Dio con diligenza, generosità, gioia, con energia fisica e spirituale; si gusta il lavoro gratuito e perseverante nella vita quotidiana, sperimentando la sicurezza e la forza dello Spirito che conduce la storia. Quando si accoglie il comandamento nuovo di GESÙ “ amatevi gli uni gli altri” consegnato ai suoi nelle ore dell’ultima Cena, ti trovi sempre davanti ad una nuova scelta di sapore umano e allo slancio che viene dallo Spirito; dal profondo del cuore ti senti rinnovata con una forza che ti spinge a non arrenderti mai davanti ai “no” e non cedere alla paura del giudizio altrui che ti

abbatte con la pretesa di condizionarti, oppure cedere alle frequenti tensioni del vivere insieme. Avverti quel dinamismo interiore che viene dall’alto, cresce con forza e si oppone al tuo “io”, ti rende serena e libera; la dimensione spirituale che vivi con Lui ridimensiona la realtà che ti circonda anzi, la stessa, diventa inversamente proporzionale e la complessità della vita presente sminuisce per incanto. Abbiamo ascoltato all’incontro varie persone consacrate che, nella specificità, hanno trattato in breve la meta del cammino di santità; nessuno può e deve sentirsi escluso, ognuno può sperimentare utilmente il principio dell’ ” amore reciproco, cuore del Vangelo”. Più volte viene ribadito che è necessaria la conversione personale e comunitaria per stare in linea con il vangelo; noi persone consacrate, dobbiamo essere esempi viventi di reciprocità sincera ed evangelica; non possiamo procrastinare il dono dell’amore, non possiamo trascurare circostanze propizie per imitare lo SPOSO celeste e seguirlo ovunque Egli vada. La presenza di Maria Voce – EMMAUS - presidente attuale del movimento dei Focolari e sostituta di Chiara Lubich, diventa testimone vivace e trasparente dell’amore reciproco; ci ha fatto toccare con mano, non solo la bellezza del volersi bene veramente secondo il Vangelo ma, nella semplificazione della vita, ha reso ancor più visibile il suo sguardo sereno; le sue parole, fluide come un fiume, hanno convinto che è possibile costruire

quella reciprocità con le persone nella vita di ogni giorno ed è possibile, avendo Gesù in mezzo, costruire la fraternità in modo autentico e sempre. Occorre riconoscere il bello e il buono che Dio compie continuamente nella nostra vita, riconoscere il suo passaggio, trattenerlo nel cuore e insieme vivere ogni attimo con gratuità, renderlo visibile semplicemente nella propria esistenza. Gioiose ed entusiaste sono state le razioni delle presenti. Non è possibile arrendersi alla fatica ordinaria, avere la certezza che Lui ama stare in noi e risponde prontamente con amore gioioso ad ogni cenno di richiesta. sr m. alfonsa fusco delegata dellUSMI Diocesi S. Benedetto Tronto (AP)

Tra devoti canti liturgici e la presenza del vescovo Carlo, nel Monastero Santa Speranza, i babbi della parrocchia di S.Benedetto Martire hanno festeggiato il loro patrono S. Giuseppe. Dopo la serata del venerdì 21 marzo trascorsa a parlare della funzione del “papà oggi...” guidati dal dott. Francesco Liberati, cui hanno partecipato numerosi, interessati e attenti padri della parrocchia, c’era, come sempre, tanta attesa per l’incontro che, come ogni anno, si sarebbe svolto, il giorno dopo, presso il Monastero Santa Speranza delle Clarisse. Una boccata di “ossigeno spirituale” che ci accompagna lungo l’anno, alimentata anche dalla gioia di stare insieme rialimentando amicizie sorte nella vita associativa e nei campi scuola. C’è tra i partecipanti una gioia che traspare dai volti, in seguito, anche, ad una riconciliazione con Dio attraverso il sacramento della confessione. Parlare dell’accoglienza delle Suore si rischia di essere ripetitivi, certamente i padri della nostra

città non smetteranno mai di essere riconoscenti per il dono grande di questo Monastero posto sulle colline dove ogni istante del giorno si innalzano lodi e preghiere e che abbiamo sempre considerato un “parafulmine” a protezione delle nostre famiglie. Lassù, per un po’ si avverte quella pace che fece esclamare, come abbiamo letto nel vangelo di queste settimane: “Signore è bello stare qui..”. È la contemplazione che ci fa assaporare uno spicchio di paradiso, specie durante la celebrazione della Santa Messa, quest’ anno presieduta dal nuovo vescovo Carlo. All’inizio, abbiamo notato una certa meraviglia nel nostro Vescovo nel trovarsi davanti tantissimi babbi, di ogni età ed estrazione sociale, che partecipavano alla liturgia e ai canti con tanta attenzione e gli è venuto spontaneo l’augurio per una festa che ci vede associati a S.Giuseppe. Le letture della domenica hanno dato lo spunto per una rifles-

Un papà d’argento

sione sulla funzione del padre di famiglia che deve farsi, come Mosè, da tramite tra Dio e i componenti la famiglia. Abbiamo riscoperto, attraverso le parole dell’omelia del Vescovo, la grande importanza della Provvidenza nella nostra vita. Proprio in questi nostri tempi paurosi di crisi, ci attacchiamo a tante fragili promesse, dimenticando che solo da Dio può venire la nostra salvezza. È l’acqua che zampilla dalla roccia, ma ancor più “l’acqua viva” promessa da Gesù alla Samaritana, che mettono in discussione la nostra fede. Il “chiedere” è pieno il Vangelo, ma infarciti di materialismo, non siamo più capaci di alzare lo sguardo verso l’alto. P.P.

Il giorno 16.03.14 si è svolta, nella sala riunioni del centro fieristico Fermo Forum, in provincia di Fermo, l’assemblea annuale dei giornalisti delle Marche. Al termine della discussione, il presidente Dario Gattafoni ha consegnato le medaglie ai giornalisti iscritti all’ordine da 40 e 25 anni. Tra i giornalisti c’è mio padre Fernando che ha ricevuto la medaglia d’argento per i suoi 25 anni di giornalista pubblicista. Mio padre ha iniziato la sua carriera nel 1989 proprio in questo giornale- settimanale diocesano già diretto dal caro Don Armando Alessandrini che è stato maestro e amico indimenticabile. Tra i tanti giornalisti presenti in assemblea ho riconosciuto molti volti noti del TG3 Marche tra cui Patrizia Ginobili, anche lei premiata per i 25 anni di attività giornalistica. Mi ha colpito molto vedere un giornalista di 86 anni che ha ricevuto la medaglia d’oro, era felice e commosso. Al mio babbo dico: bravo!!! Sergio Ciarrocchi Auguri da parte della redazione a Fernando, 0nostro assiduo collaboratore


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UFFICIO DELLA PASTORALE FAMILIARE

BEATA LA FAMIGLIA CHE CrEDE Quando ho conosciuto Marco, alcuni anni fa’, ho percepito sin da subito che sarebbe diventato mio marito. Un’incontro di due anime che “in un attimo” si riconoscono perchè da sempre si sono CERCATE. Una scintilla scoppiata, PENSATA “COSI”sin dall’eternità da DIO PADRE, proprio per noi DUE. Un progetto d’amore, un progetto di vita insieme, ma con un ospite insolito, NOSTRO SIGNORE. Marco è stato l’unico uomo che parlandogli di Dio e della mia conversione non mi ha ne ‘derisa, ne ‘umiliata, anzi, pur non capendo, poichè da anni lontano dalla Chiesa, ha accettato di vivere il nostro fidanzamento in castità. Questo suo modo di rispettarmi, intensificando la nostra relazione nella profondità delle nostre coscienze, ha sempre più rafforzato quel desiderio profondo che all’inizio è stata un’intuizione, ma che poi è diventata una certezza: quella di vivere il MATRIMONIO CRISTIANO come un’occasione, un’opportunità per cambiare le nostre vite. L’incontro con Don Andrea, sacerdote polacco, quello che è divenuto poi il fondatore del movimento Gloriosa Trinità, ci ha aiutati in un percorso spirituale a superare ed a comprendere meglio che il matrimonio cristiano e l’AMORE non sono solo un sentimento, un’emozione, che se, egoisticamente coltivato presto miseramente svanisce ma se, questo amore diventa una relazione, uno scambio reciproco di se stessi e di accoglienza quotidiana dell’altro, il matrimonio CRESCE SULLA ROCCIA. I primi anni di matrimonio li abbiamo vissuti sforzandoci di diventare un uomo ed una donna migliori cercando di superare i nostri continui EGOISMI PARTICOLARI con l’aiuto di un cammino di fede, il ricorso ai sacramenti ed al confronto con i fratelli. La promessa di un amore eterno è reso possibile perchè abbiamo accolto la persona di GESU’ nelle nostre Vite, da soli con le nostre sole forze non ce l’avremmo fatta, perchè, nonostante tutti i buoni propositi le difficoltà arrivano e presto si esce dall’ILLUSIONE di esserne esenti: soprattutto quando si desidera un bambino e non arriva, soprattutto quando le persone più vicine ti tradiscono. La delusione di aspettative non riscontrate non hanno lasciato spazio alla SPERANZA, la speranza di credere che GESU’ non ci abbandona MAI anche se spesso non comprendiamo fino in fondo il suo progetto d’amore per ciascuno di noi. L’abbandono, la fiducia e l’accettazione di una mancata maternità ha generato in noi una maternità spirituale permettendoci di uscire da noi stessi accogliendo FIGLI SPIRITUALI lontani dalla fede. Ringraziamo il SIGNORE a cui siamo profondamente grati poichè grazie a questo lavoro di purificazione interiore ed APERTURA all’altro dopo sette anni di matrimonio, ci ha fatto dono di una bambina bellissima: Benedetta. Marco e Mariangela GRAZIE SIGNORE per le meraviglie che compi.

Nelle Marche un nuovo museo d’arte Al MAM’S di Sassoferrato opere inedite dal fondo “Premio Salvi” Il già dovizioso patrimonio museale delle Marche si arricchisce di una nuova e importante struttura dedicata all’arte moderna e contemporanea: dai primi giorni di aprile è aperto al pubblico a Sassoferrato (Ancona), nel prestigioso Palazzo degli Scalzi, il MAM’S (Mondo Arte Marche Sassoferrato), che nasce grazie a una collezione di circa quattromila opere che il Comune di Sassoferrato ha ricevuto dal 1996 in gestione dal fondo del Premio Salvi che ha visto la prima edizione nel 1951 e quindi fra i più antichi premi istituiti in Italia nel secondo dopoguerra e il più antico delle Marche, intitolato a Gian Battista Salvi, detto “Il Sassoferrato”, tra i più grandi e famosi pittori italiani del Seicento. Grazie a questo Premio centinaia di artisti e critici hanno attraversato la realtà della città marchigiana; le realtà culturali più significative delle Marche da Macerata con il secondo Futurismo a Urbino con la Scuola degli Incisori, da Monachesi, Tamburi, Fazzini a Walter Valentini, Giuseppe Uncini, Umberto Peschi, Loreno Sguanci, Arnaldo Pomodoro hanno partecipato al Premio Salvi. Ma anche le più significative espressioni italiane e internazionali, rappresentate, tra le altre, da tanti autori che sono stati invitati nelle varie edizioni, tra cui (solo per ricordarne alcuni), Brindisi, Chia, Cassinari, Cagli, Capogrossi, Consagra, de Dominicis, Ligabue, Licini, Migneco, Maccari, Fausto Pirandello, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Toti Scialoia, Turcato, Treccani, Wladimiro Tulli, Carlo Maria Vadi, Oscar Piattella, Trubbiani, Nino Ricci, Farabollini. Il MAM’S, allestito nel Palazzo degli Scalzi (che deve il proprio nome all’omonimo ordine religioso dei Carmelitani), raccoglie, secondo una selezione della curatrice Silvia Cuppini e nell’allestimento di Roberto Bua, il più consistente nucleo delle Marche di opere di artisti da tutto il mondo, datate dalla seconda metà del Novecento ad oggi. Il Museo nasce per rispondere all’esigenza della conservazione delle opere e della loro esposizione al pubblico seguendo una scansione “tematica”: ogni parete è costruita come una ipotetica mostra a tema, con la possibilità di variare nel tempo utilizzando anche le nuove acquisizioni, per le quali è stata riservata una sala. Con l’apertura del nuovo museo un patrimonio sommerso di importanti opere, fino ad ora assolutamente inedite, viene alla luce, offrendo la possibilità di nuovi approfondimenti a studiosi e appassionati, specie per quanto riguarda il fortissimo contributo marchigiano alla creatività artistica del secondo Novecento. MICHELE DE LUCA

EINSTEIN E IL BIG BANG

Come bambini in una biblioteca I giornali, si sa, puntano molto sull’effetto dei titoli, a volte a scapito del contenuto degli articoli. Stavolta si parla di un evento che sarebbe avvenuto 14 miliardi di anni fa. Provate a giudicare voi sui titoli seguenti: “In quelle onde l’eco del Big Bang, ecco l’ultimo segreto dell’universo”; “Registrato l’urlo del Big Bang. L’onda che ha creato il mondo”; “Se un telescopio al Polo Sud dà ragione ad Einstein sulle origini del cosmo”. Il tema - come appare chiaramente - è il primo momento della creazione e il suo “rumore” o “urlo”, quell’evento dal quale tutto avrebbe preso il via, una specie di enorme esplosione che avrebbe “sparato” dappertutto pezzi di materia, da cui si sono formati i sistemi stellari tra cui la nostra terra. La Bibbia, cui siamo stati educati, parla di Dio che in sette giorni crea il mondo con tutte le cose che contiene. Il “Big Bang”, invece, da Einstein in poi, ipotizza che il tutto sia nato da una forza immane, impressa da chissà chi, la quale in una frazione infinitesima di secondo genera una serie di sistemi con leggi proprie diverse le une dalle altre. Nell’ultimo secolo si sono susseguite scoperte parziali a questo riguardo, dalla presenza delle radiazioni cosmiche di fondo a quella delle particelle di luce primordiali che viaggiano nello spaziotempo, e che ci testimoniano quegli eventi. Ma con la scoperta annunciata ieri i sintomi che questo “Big Bang” sia realmente avvenuto si fanno più solidi. Grazie ad un telescopio installato al Polo Sud dell’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics (Stati Uniti) negli ultimi anni è stato portato avanti un esperimento di ricerca dell’esistenza delle onde gravitazionali, ipotizzate dalla teoria della relatività generale di Einstein (1915). L’an-

nuncio dato al mondo è che grazie alla scoperta e lettura di queste onde gravitazionali si può dedurre che l’universo nacque da un evento che ebbe luogo 14 miliardi di anni fa, in una frazione di tempo così calcolata: 10 alla -43 secondi, cioè meno di una frazione di un miliardesimo di miliardesimo di secondo! Da lì, hanno poi detto gli scienziati, si sarebbe avuta la seconda fase, una frazione di secondo più tardi (10 alla -35 secondi) con l’avvio dell’espansione della neonata materia, detta “inflazione” (paragonata a un palloncino pieno di idrogeno primordiale che si espande a velocità della luce), con il disporsi via via ordinato di tutte le cose, fino alla nascita dell’uomo che di questo idrogeno è composto. Insomma, parrebbe un passo avanti sul mistero della creazione, anche se il rebus rimane. Siccome tutti concordano nel dire che queste scoperte confermano la teoria della relatività di Einstein, ecco come il grande scienziato sintetizzava il mistero della vita e dell’esistenza o meno di Dio negli ultimi anni della sua vita: “Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell’essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. La convinzione appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell’incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio

A rischio le voci della periferia Può apparire velleitario, in questi frangenti così difficili per l’intero Paese, tornare a parlare di editoria. Si fa un gran discutere di riforma elettorale e di modifiche sostanziali alla pubblica amministrazione. La gente aspira a norme semplici, facili da comprendere e da applicare. Occorre rendere lo Stato amico, in grado di creare un rapporto di fiducia con i cittadini. Per questo il presidente del Consiglio vuole partire dal lavoro e da un recupero di potere d’acquisto (80 euro al mese) per chi non supera i 25mila euro all’anno. Una boccata d’ossigeno per le famiglie che in questi ultimi periodi si sono affaticate per fare quadrare bilanci sempre più risicati. Matteo Renzi ha imposto subito un ritmo diverso al suo esecutivo. Comunicazione più snella e immediata, senza tanti giri di parole. Le visite a Treviso e a Siracusa da parte del nuovo premier hanno dimostrato come sia importante curare il territorio. O si rimette mano a un rapporto con la provincia italiana, oppure il solco tra politica e cittadini si farà ogni giorno più profondo. Ora si rischia di perdere anche chi dà voce, da oltre un secolo, a buona parte del Paese e alle sue periferie. Stiamo parlando di decine di periodici diocesani che, come questo “foglio”, raccontano ciò che di solito non viene riferito dai grandi network. I contributi pubblici all’editoria sono invisi all’opinione pubblica. Anni di proclami-contro hanno creato un clima ostile: azzerare questi sostegni all’editoria assieme al finanziamento ai partiti. Se un giornale è un’azienda, stia in piedi con le sue gambe, dicono i più. Se non ci riesce, chiuda bottega. Occorre andare oltre le frasi ad effetto. Sui blog si urla contro la casta e si accomuna tutto in una melassa indistinta. I lettori devono sapere che la realtà è un po’ più complessa. I sostegni all’editoria, nati nel 1981 e riformati nel 1990, sono presenti in Italia, come nella stragrande maggioranza degli Stati europei, per due motivi validissimi anche oggi. Prima di tutto per favorire la democrazia informativa, il pluralismo, la presenza di più voci nel campo dei media. In secondo luogo, per controbilanciare il mercato pubblicitario in massima parte drenato in Italia dalle televisioni, senza meccanismi per una sua redistribuzione. Nel 2012 sono state introdotte norme più stringenti per l’ammissione a questi contributi. E’ stata operata, giustamente, maggiore selezione. I periodici non profit sono stati confinati in un incomprensibile (nella sua definizione) 5 per cento dell’intero fondo. Ciò ha comportato, nei tagli generalizzati per tutti di circa un terzo, una penalizzazione maggiore per molti periodici, tra cui le 70 testate (tra le 189 totali) che aderiscono alla Fisc e percepiscono queste “briciole di contributi”, ormai ridotte a “briciole di briciole”. Stiamo parlando di 1,8 milioni di euro erogati nel dicembre scorso. In due soli anni abbiamo subito una riduzione di quasi i due terzi. Un vero salasso cui bisogna subito mettere mano (portando la percentuale del 5 al 7) per non portare verso la chiusura voci fondamentali per il pluralismo. Non c’entrano nulla i privilegi. E’ solo una questione di giustizia e di libertà e non costa un solo euro in più al bilancio dello Stato. Francesco Zanotti Presidente Fisc


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“24 ore con GesĂšâ€?

24 ore con il Signore" Una proposta per te : ritrova la gioia dell'abbrac del l'abbracccio del Pad l'abbrac re miseric ericordio ordioso Padre

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“Dio ci perdona sempre, non si stanca di perdonare. E noi non dobbiamo stancarci di andare a chiedere perdono� (Papa Francesco)

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â&#x20AC;&#x153;24 ore con GesĂšâ&#x20AC;?: anche la nostra Diocesi accoglie questa proposta del Pontificio Consiglio per lâ&#x20AC;&#x2122;Evangelizazione. In concomitanza con la Quarta domenica di Quaresima, Dominica in Laetare, la chiesa per un giorno e una notte si mostra per quello che è: la casa della misericordia, dove ognuno può sperimentare lâ&#x20AC;&#x2122;amore di Dio e la gioia del perdono attraverso il Sacramento della Riconciliazione in un contesto di adorazione Eucaristica. Ci ritroveremo insieme al Vescovo Carlo, venerdĂŹ 28 marzo alle ore 21.00, presso i licei di San Benedetto in viale De la stazione ( )(Gasperi * +per ', '( quaresimale che si concluderĂ  presso la Chiesa2' di S. Antonio. Al termine si aprirĂ  il Santuario 3 dellâ&#x20AC;&#x2122;Adorazione dei Padri Sacramentini e rimarrĂ  aperto tutta la notte e il 7 8 5B 6 7 8 5 7 giorno successivo fino alle999 ore 18.00 per &consentire a quanti lo desiderano " di accostarsi al sacramento della penitenza. Riscopriremo cosĂŹ lâ&#x20AC;&#x2122;importanza :$ ; < & della Riconciliazione, sacramento â&#x20AC;&#x153;fratelloâ&#x20AC;? del Battesimo, e troveremo la forza per testimoniare, in questo nostro mondo desertificato, la gioia del Vangelo fino ai crocicchi delle strade. Saranno disponibili allâ&#x20AC;&#x2122;ascolto e a celebrare il sacramento della Riconciliazione i presbiteri della Diocesi. In chiesa troveremo anche il Signore nel Sacramento dellâ&#x20AC;&#x2122;Eucaristia cosĂŹ da offrire il primo passo'per silenzio dellâ&#x20AC;&#x2122;adorazione che è il*( rientrare in se stessi. â&#x20AC;&#x153;24 per il Signoreâ&#x20AC;? Una proposta gioia % + ,per)(te:*ritrova la * % dellâ&#x20AC;&#x2122;abbraccio del Padre misericordioso VenerdĂŹ 28 marzo +2014 " Ore . 5 21.00 Stazione quaresimale Liceo - Viale De Gasperi / Chiesa Sacramento della 7 8 7 di S. ) Antonio B 6 7 8Ore 7 22.30 *8 :$ ; davanti allâ&#x20AC;&#x2122;Eucaristia <" " " $ & Riconciliazione e preghiera Santuario dellâ&#x20AC;&#x2122;Adorazione - Padri Sacramentini

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Riparte& la stagione dellâ&#x20AC;&#x2122;Asd Pedale RossoblĂš - Picenum & & giovanile 1% &%2 & " team di volontari animati dalla grande"passione per il ciclismo:$ 4 & $# tecnici qualificati ed .un Venticinque ragazzi, /00 % . -% 0 "" cosĂŹ il vivaio di San Benedetto del Tronto è diventato un fiore 1 0 marchigiano " % . allâ&#x20AC;&#x2122;occhiello di tutto "lo sport 4 & +% " & " la stagione giovanile miliano % PieranRiparte alla" grande % . ) $ 5 5* %& # . &che,&dal "tozzi. . ! 6 7 8 777 $ ) )587*8 dellâ&#x20AC;&#x2122;Asd Pedale RossoblĂš - Picenum & medesima " passione, & " $ :$ ; % " & < " 999 1972, con la investe â&#x20AC;&#x153;Ma. questa societĂ  " " tempo e risorse nella formazione del vivaio. - spiega Sonia Ro" 3 " ai nastri di partenza . " tre scioli" - è $ una Anche questâ&#x20AC;&#x2122;anno &;==999 > % % " =9 " ? @ A A # & rappresentative: quella dei Giovanissimi (dai " grande famiglia, in & degli Esordienti (13 e 14 cui tanti volontari 7 ai 12 anni), quella anni) e quella degli Allievi (15 e 16 anni). In si prodigano solo totale venticinque giovani (9 Allievi, 6 Esor- per amore del ciclidienti e 10 Giovanissimi) che rappresentano smo e per dare il meglio del ciclismo giovanile a San Bene- unâ&#x20AC;&#x2122;opportunitĂ  di Lâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ  del sodalizio marchigiano spigola, crescita a questi ragazzi. Vorrei citare, in par- come sempre, tra agonismo ed educazione, detto del Tronto (e provincia). Questo lâ&#x20AC;&#x2122;organigramma del team: Presidente ticolare, la preziosa collaborazione con Nino ma tutto questo non sarebbe possibile senza Maurizio Iacoboni, Marketing Sonia Ro- Tozzi e col mitico Vito Santroni, Direttore lâ&#x20AC;&#x2122;impegno di un grande pool di sponsor: Am scioli, Presidente Onorario Angelo Coccia, Sportivo e Allenatore Allievi e Esordienti e Textile e Polo Textile di Massimo Almonti, lâ&#x20AC;&#x2122;infaticabile segretario Lorenzo Coccia. E Supervisore Tecnico di tutto il settore del- FRW di Claudio Brusi, Ciu Ciu Cantine, ancora Ivo Partemi, Valentino Persico e An- lâ&#x20AC;&#x2122;Asd Pedale Rossoblu-Picenum. Eâ&#x20AC;&#x2122; grazie a Bruni & Bovara, Banca del Fucino, Banca tonio Chiappini (Vice Presidente e Tecnico loro - conclude Sonia Roscioli - che San Be- Marche, GM Carburanti, Dâ&#x20AC;&#x2122;auria Printing, Giovanissimi), Antonio Marucci, Franco nedetto del Tronto può vantare un vivaio cosĂŹ Piemme e Macelleria Olivieri. Falleroni (Allenatori Giovanissimi) e Massi- valido e affiatatoâ&#x20AC;?.

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DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO

U N A F E D E M AT U R A NELLA CONSAPEVOLEZZA DI CIĂ&#x2019; CHE CI CIRCONDA!

Giornata mondiale dellâ&#x20AC;&#x2122;acqua, fresca e frizzante gratis per una settimana

E TU CHE FAI? 6ENERDĂ&#x2013;GENNAIOsORE "Lâ&#x20AC;&#x2122;arte come finestra per arrivare a Dio" Presentazione del libro â&#x20AC;&#x153;Symbolumâ&#x20AC;? di Maria Rosa Poggio

Nuova iniziativa per promuovere, in linea con le direttive ONU, lâ&#x20AC;&#x2122;uso dellâ&#x20AC;&#x2122;acqua pubblica

6ENERDĂ&#x2013;FEBBRAIOsORE "Si può amare la vita oltre il ragionevole?" Incontro con i coniugi Luigi e Laura Gasparre

Nellâ&#x20AC;&#x2122;ambito delle azioni promosse dal Comune di San Benedetto per celebrare la â&#x20AC;&#x153;Giornata mondiale dellâ&#x20AC;&#x2122;acquaâ&#x20AC;? fissata dallâ&#x20AC;&#x2122;ONU per il 22 marzo, câ&#x20AC;&#x2122;è da registrare unâ&#x20AC;&#x2122;ulteriore iniziativa finalizzata a promuovere lâ&#x20AC;&#x2122;uso dellâ&#x20AC;&#x2122;acqua pubblica. La ditta â&#x20AC;&#x153;Acquanetâ&#x20AC;?, che gestisce le due â&#x20AC;&#x153;case dellâ&#x20AC;&#x2122;acquaâ&#x20AC;? di viale De Gasperi a San Benedetto e di piazza Setti Carraro a Porto dâ&#x20AC;&#x2122;Ascoli, ha infatti deciso di partecipare al programma allestito dal Comune erogando gratuitamente acqua pubblica refrigerata e frizzante fino a venerdĂŹ 28 marzo.

3ABATOMARZOsORE "Pace e sviluppo insieme ai paesi arabi?" Incontro con Valentina Colombo, Docente dellâ&#x20AC;&#x2122;UniversitĂ  Europea di Roma

6ENERDĂ&#x2013;APRILEsORE "Ho conosciuto un Santo!" Presentazione del libro di Wlodzimierz Redzioch

6ENERDĂ&#x2013;MAGGIOsORE "Lâ&#x20AC;&#x2122;amore può vincere anche la morte" Incontro con Andreana Bassanetti, fondatrice dellâ&#x20AC;&#x2122;associazione â&#x20AC;&#x153;Figli in cieloâ&#x20AC;? Per gli studenti delle scuole superiori che ne faranno richiesta, sarĂ  rilasciato un attestato di partecipazione

Tutti gli incontri si terranno presso lâ&#x20AC;&#x2122;Auditorium Comunale "Giovanni Tebaldini" Viale Alcide De Gasperi, 120 - San Benedetto del Tronto )NFOSETTIMANALEANCORA HOTMAILIT

ProprietĂ : â&#x20AC;&#x153;confraternita SS.mo Sacramento e cristo Mortoâ&#x20AC;?

Via Forte - S. Benedetto del Tr. (AP) REGISTRAZIONE TRIB. DI AScOLI PIcENO N. 211 del 24/5/1984 DIR. RESPONSABILE: Pietro Pompei pompei.pietro@tiscali.it DIREZIONE REDAZIONE E AMM.NE 63074 S. Benedetto Tr. (AP) Via Forte, 16 - Tel. 0735 581855 (int. 2-5) e-mail: lancorasettimanale@tin.it

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Anno xxxi n 12 30 marzo 2014