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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO ANNO XXX N° 3 - 3 Febbraio 2013 € 1.00

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In tempi di generale disistima, i partiti hanno avuto paura di cambiare l’iniqua ed antidemocratica legge elettorale. di Pietro Pompei

«Tutto quello che volete sapere tranne per chi votare, questo lo lasciamo alla vostra coscienza. Noi ci fermiamo al passo prima”. Da più parti ci vengono queste raccomandazioni. Dopo attenta riflessione e con tutte le capacità di discernimento messe in campo, siamo convinti di essere stati messi in grado di poter fare il passo successivo? I consigli sono tanti e a tutti vogliamo dare quell’attenzione che meritano, ma poi ci troviamo di fronte una legge elettorale iniqua e democraticamente assurda. Nel Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa leggiamo: “Il governo democratico è definito a partire dall’attribuzione, da parte del popolo, di poteri e di funzioni, che vengono esercitati a suo nome, per suo conto e a suo favore; è evidente dunque, che ogni democrazia deve essere partecipativa” ( n.190). Ora, per poter partecipare, si deve dare la possibilità di scelta. Noi cattolici ed anche i cittadini che credono nel diritto naturale e nell’oggettività del bene comune, siamo invitati a scegliere quei candidati che si impegnano, per esempio, sui “principi non negoziabili” come li definisce Benedetto XVI e raccomandati anche dal nostro Vescovo, come si può leggere nell’esortazione rivolta ai giornalisti il giorno del loro Santo Patrono, di fronte ad una legge così antidemocratica, non ci è permesso di esercitare la libertà di voto. I partiti e i relativi gruppi sappiamo come son fatti, i candidati che eserciteranno il potere sono già belli e pronti, manca solo di stabilire il numero per ciascun assemblaggio , quindi di quale potere del popolo stiamo parlando? Siamo anche turlupinati dai partiti che in coro fin da quando il “porcellum” fu partorito che gridano alla necessità di cambiamento Siamo sempre più convinti che i partiti hanno avuto paura di perdere quel potere che questa legge elettorale dà loro. Questa crisi ha fatto perdere molto di quella stima che i cittadini avevano nei loro confronti. C’è un susseguirsi di episodi di corruzione da far impallidire quelli per i quali la tanto deprecata Democrazia Cristiana fu spazzata via, lasciando un vuoto di potere di cui ancor oggi paghiamo lo scotto. L’anomalia di queste elezioni sta anche nel fatto che la campagna elettorale si svolge unicamente per televisione, dove si gioca molto sull’immaginario. Nessun rapporto diretto con i candidati, nessun incontro costruttivo che riuscisse a dar ragione del voto. Siamo di fronte alle generiche promesse elettorali cui, al pari del biblico piatto di lenticchie, si è disposti ad accettare tutto per un pugno di voti. Nonostante tutto alla fine occorre andare a votare per difendere quel po’ di democrazia che rimane. Ha ragione la Dottrina Sociale quando “individua uno dei rischi maggiori per le attuali democrazie nel relativismo etico, che induce a ritenere inesistente un criterio oggettivo e universale per stabilire il fondamento e la corretta gerarchia dei valori”. (n.407).

1 febbraio 2013

Auguri al nostro Vescovo Nella lieta ricorrenza del suo compleanno, desideriamo esprimere a Vostra Eccellenza Reverendissima i migliori Auguri, anche da parte di tutta la Diocesi, ringraziandoLa per l’opera di guida e di padre che continua a svolgere in mezzo a noi.

Il nostro Augurio è accompagnato dalla preghiera, nella quale chiediamo anche la materna intercessione della Madonna, perché continui a sostenerLa nella sua prolungata azione pastorale. Buon Compleanno, Eccellenza. Il Vicario, Mons. Romualdo Scarponi

Giornata Nazionale per la Vita Centro Famiglia e Cav Sbt, insieme per la vita SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica 3 febbraio si celebra la 35° Giornata Nazionale per la Vita, il Centro Famiglia e il Centro Accoglienza Vita hanno invitato tutte le parrocchie a riflettere sul messaggio episcopale che per l’occasione ha creato il motto generare vita vince la crisi volto a dare uno stimolo a tutte le famiglie e le coppie nonostante la gravissima crisi economica che stiamo vivendo. FARE FAMIGLIA OGGI – Sempre più coppie sentono la difficoltà di fare famiglia e rimandano molte scelte di vita di fronte a un persistente senso di incertezza; ma proprio in questo periodo abbiamo ancor più bisogno di riconfermare il valore fondamentale della vita, di riscoprire e tutelare le relazioni tra le persone, soprattutto quelle famigliari, che necessitano di politiche di sostegno e di alleggerimento fiscale. Il primato della vita non è stato avvilito dalla crisi e

dalla stretta economica. Non si esce dalla crisi facendo meno figli o soffocando la vita con l’aborto, ma credendo nelle persone e nella famiglia ed adottando sistemi economici al centro dei quali ci sia il valore della persona umana e non soggetto di produzione e consumo. LA RACCOLTA FIRME – Proprio in questa occasione viene promossa la raccolta firme di caratura europea intitolata “Uno di noi”, volta al riconoscimento della dignità umana fin dal concepimento. L’iniziativa consiste nel raggiungere almeno un milione, nei vari paesi dell’Unione Europea, per vedere riconosciuto, attraverso un sistema di democrazia diretta introdotto dal trattato di Lisbona, il diritto per il concepito di essere considerato un essere umano a pieno titolo sin dal concepimento. Dina Maria Laurenzi per C.F. e CAV

ALCUNE RIFLESSIONI DEL NOSTRO VESCOVO Incontro con i giornalisti

24 gennaio 2013 - festa del Patrono S. Francesco di Sales Fra un mese vi saranno due appuntamenti molto importanti, di ordine diversissimo: le elezioni politiche e la visita “ad limina Apostolorum” (la visita alle tombe degli Apostoli) dei Vescovi delle Marche (dal 25 al 28 febbraio).

I DI SAN LA DIOCES ALE DEL SETTIMAN

BENEDETTO

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Anno XXX 3 Febbraio 2013

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CALENDARIO CRESIME ANNO 2013 Aggiornato al 23 gennaio 2013

continua dalla prima pagina

ALCUNE RIFLESSIONI DEL NOSTRO VESCOVO Incontro con i giornalisti

24 gennaio 2013 - festa del Patrono S. Francesco di Sales Presento qualche veloce riflessione. IL NOSTRO PAESE E LE ELEZIONI POLITICHE 1. La politica è una cosa seria, perché è lo strumento sociale, che ha lo scopo di servire la gente e di costruire il bene comune. Per rimanere fedele alla sua finalità essa non deve farsi spettacolo, dovrebbe evitare i litigi gratuiti, non deve essere portata avanti da chi mira soprattutto ai propri interessi personali, è chiamata ad offrire buoni esempi di civiltà umana. La politica è un servizio e quindi è una forma di carità, anzi, è una forma alta di carità, perchè domanda dedizione e competenza, ha bisogno di persone preparate e disponibili a capire le situazioni ed a lavorare per la collettività, specialmente per chi è più debole, rispettando le leggi e la giustizia. 2. La Chiesa naturalmente non deve dare alcuna indicazione politico-partitica: sarebbe ingerenza in un campo che come tale non le spetta. Rimane valido il detto evangelico: “Date a Cesare quello che è di Cesare ed a Dio quello che è di Dio”. Essa però domanda che si dia a Dio quello che è di Dio e non può permettere che le venga tolto il diritto di chiedere che a Dio si dia quello che Gli appartiene. Qui si colloca la libertà della Chiesa di esistere, di vivere, di parlare e di operare. 3. La Chiesa però vive “tra la gente e con la gente” (ha scritto il Card. Bagnasco). Il suo parlare non è mai “ingerenza”, perché sta dentro il vissuto delle persone, sente dal vivo i bisogni delle famiglie, ascolta le fatiche dei giovani e quindi ha il dovere di farsi voce di queste persone. Per dire che cosa in questi momenti? In vista delle consultazioni elettorali ricorda che bisogna andare a votare, perché non ci si può estraniare dalla comunità. Nessuno vive solo su un’isola. Occorre cioè partecipare, perché tutti navighiamo insieme sulla medesima barca sociale e tutti siamo corresponsabili, sia nel bene che nel male. Ed aggiungerei che bisogna partecipare, oggi più di ieri, anche per cambiare. In questi ultimi anni la politica non ha offerto un grande esempio di servizio alla gente e di impegno per il bene comune, privilegiando chi aveva maggiormente bisogno. Ci siamo lamentati in tanti, e non senza buone ragioni. Occorre dunque partecipare per cambiare, e per cambiare in meglio anche tanti stili di fare politica.

Ci attendiamo dunque riforme coraggiose e vogliamo affrontare le necessarie sfide per cambiare il Paese. 4. Per fare questo occorre puntare più sulle persone, e meno sui partiti, anche se questi sono importanti per una sana vita democratica. Purtroppo, l’attuale sistema elettorale non permette la scelta libera delle persone da eleggere.

Occorre puntare su persone competenti nei diversi settori della vita pubblica, perché sappiano fare scelte valide per il vero e concreto bene comune. Occorre scegliere persone coerenti, capaci di andare controcorrente ed anche contro le indicazioni interne ai partiti, per una fedeltà alle proprie motivate convinzioni in ideali veri. Occorre scegliere persone, che sappiano vivere e difendere i grandi valori umani e cristiani: la vita, dall’inizio alla sua conclusione naturale; la persona, specialmente di chi è più debole; la famiglia naturale, fondata sul matrimonio; la libertà di educazione.

Occorre che gli eletti mantengano ben uniti tutti questi valori. Ha detto recentemente il Card. Bagnasco: “E’ falso ritenere che i valori non negoziabili siano divisivi, mentre quelli sociali sarebbero unitivi. In realtà stanno o cadono insieme. E questo per una semplice ragione: perché i valori sociali stanno in piedi se a monte c’è il rispetto della dignità inviolabile della persona”. 5. C’è un’Italia che lavora, soffre e spera, anche qui tra noi: è l’Italia migliore, che domanda di essere ascoltata ed aiutata, mentre spesso è dimenticata e silenziata. Questa Italia possiede una sua dignità, che tante volte ho potuto sperimentare personalmente, visitando specialmente i Paesi del cosiddetto Terzo Mondo. Questa Italia è rispettata ed ammirata, anche per essere la sede del Papato, oltre che per avere una grande tradizione culturale, artistica, giuridica, sociale. Dobbiamo difendere e valorizzare questa nostra ricchezza umana e questa risorsa di valori, costruiti in anni passati dalla nostra gente ed a noi trasmessi con notevoli sacrifici. Specialmente in questi ultimi mesi tante nostre famiglie hanno vissuto, e stanno ancora vivendo, con lacrime e sangue. Le prossime scelte politiche non sprechino questi sacrifici e permettano di guardare al futuro con serena e sicura fiducia. LA NOSTRA CHIESA SAMBENEDETTESE E LA VISITA AD LIMINA Che cosa dirò al Papa nell’udienza personale? Almeno ricorderò: - Il primo Sinodo diocesano, vissuto per quattro anni e concluso nel novembre 2011. - I molti non-italiani residenti sul territorio diocesano: sono circa 12 mila quelli ufficiali, più i clandestini. Costituiscono quasi un decimo della popolazione. - Le Parrocchie: sono ancora preziosi punti di aggregazione umana e sociale per moltissima gente, oltre che luoghi di annuncio della fede. - I giovani: preoccupano la loro disoccupazione e le loro molte speranze umane in difficoltà. E dirò al Papa il mio grazie per avermi lasciato alla guida di questa amata Diocesi per più due anni, oltre i limiti anagrafici previsti dal Codice per l’età dei Vescovi. + Gervasio Gestori Vescovo

Febbraio

24

domenica

ore 11.00

Villa Rosa – S. Gabriele dell’Addolorata

Aprile

25

giovedì

ore 11.00

Centobuchi – Sacro Cuore

Maggio

01

mercoledì

04 05 11 12

sabato domenica sabato domenica

19 25 26

domenica sabato domenica

ore 08.30 ore 11.00 ore 18.30 ore 11.15 ore 17.00 ore 09.00 ore 11.30 ore 11.00 ore 17.00 ore 11.00

Porto d’Ascoli – Cristo Re S. Benedetto Tr. – Madonna del Suffragio S. Benedetto Tr. – S. Filippo Neri Ripatransone - San Savino S. Benedetto Tr. – S. Giuseppe Grottammare – S. Giovanni Batt. (S. Lucia) Martinsicuro – S. Cuore di Gesù S. Benedetto Tr. – Cattedrale (Pentecoste) Comunanza – S. Caterina Ripatransone – Duomo

01 02

sabato domenica

08 09 15 16

sabato domenica sabato domenica

23

domenica

ore 17.00 ore 09.30 ore 11.30 ore 18.00 ore 11.00 ore 17.30 ore 11.00 ore 18.30 ore 11.00

Monteprandone – S. Niccolò Centobuchi – Regina Pacis Colonnella – S. Cipriano Colonnella – S. Giovanni Evangelista Porto d’Ascoli – SS. Annunziata Grottammare – Madonna della Speranza Montalto (tutte le Parrocchie del Comune) S. Benedetto Tr. – S. Pio X Montemonaco – S. Benedetto Abate

10

sabato

ore 11.00

Montedinove – S. Lorenzo

Settembre 08 15 22 29

domenica domenica domenica domenica

ore 11.00 ore 11.30 ore 09.00 ore 11.15

Force – S. Paolo Apostolo Cossignano – S. Maria Assunta Faraone – S. Maria della Misericordia Acquaviva – S. Niccolò

Ottobre

05 06

sabato domenica

13

domenica

19 20

sabato domenica

27

domenica

ore 17.00 ore 11.00 ore 17.00 ore 09.00 ore 11.00 ore 18.00 ore 11.00 ore 18.30 ore 09.00

Villa Lempa – S. Maria del Carmine Porto d’Ascoli – S. Famiglia S. Benedetto Tr. – S. Antonio Paolantonio S. Benedetto Martire Grottammare – S. Pio V Valtesino – Madonna di Fatima Grottammare – Gran Madre di Dio S. Egidio alla Vibrata – S. Egidio abate

Giugno

Agosto


3

Anno XXX 3 Febbraio 2013

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2012

Anno della Fede Parola del Signore

Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?

99. GLI OPERAI DELLA VIGNA E LA RICOMPENSA

4’ DOMENICA TEMPO ORDINARIO C

dal VanGelo secondo luCa Allora cominciò a dire: “Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udita con i vostri orecchi”. Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: “Non è il figlio di Giuseppe?”. Ma egli rispose: “Di certo voi mi citerete il proverbio: Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafarnao, fàllo anche qui, nella tua patria!”. Poi aggiunse: “Nessun profeta è bene accetto in patria. Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro”. All’udire queste cose, tutti nella sinagoga furono pieni di sdegno; [si levarono, lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte sul quale la loro città era situata, per gettarlo giù dal precipizio. [Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò. (luCa 4,21-30) Gesù, in modo forte e inequivocabile dichiara il realizzarsi in Lui della profezia di Isaia e nella sinagoga di Nazaret nasce lo scompiglio, i nazareni sono sconcertati dalle sue parole, e non riescono a credere, sono certi di conoscere il figlio del falegname, e non vanno oltre questa apparenza. Gesù sembra leggere nei loro cuori, pensieri di questo genere: “i miracoli che sembra, tu abbia compiuto a Cafarnao, falli anche qui, che possiamo vederli anche noi”. E la sua risposta infastidisce ancora di più i nazareni. Infatti egli ricorda loro due avvenimenti del passato: due profeti, Elia ed Eliseo che trovarono asilo presso dei pagani, e che loro salvandoli furono aiutati, ma non solo; a loro rivolsero un annuncio di salvezza, a loro che non erano del popolo eletto, non erano ebrei. Con questo esempio Gesù annuncia in maniera forte ed esplicita che la salvezza una volta riservata al popolo ebraico ora è viene estesa a tutti i popoli. Inoltre egli dichiara che

a Nazaret non compirà nessun miracolo perché non ci sono le condizioni necessarie: la fede in Lui e la disponibilità all’ascolto, perché i loro cuori sono chiusi all’annuncio della buona novella, perché si sono fermati all’apparenza del suo essere “il figlio del falegname” e non sono disponibili ad ascoltare l’insegnamento che viene da LuiGli abitanti di Nazaret per meschinità e invidia, si rifiutano di riconoscerlo come mandato da Dio. Gesù infatti esclama “nessun profeta é ben accetto in patria”.

Questo succede spesso anche a noi : ciò che “crediamo di conoscere” ci impedisce di guardare al nuovo, soprattutto se arriva attraverso chi é poco importante o da noi non accettato per invidia o per presunta nostra superiorità. Gesù ci ricorda che Dio, spesso, ci interpella mediante coloro che non sappiamo apprezzare. Dobbiamo avere il coraggio di lasciare da parte la pretesa, purtroppo frequente, di volerci impadronire di Dio, pretendendo che Egli agisca, pensi e giudichi secondo i nostri schemi, i nostri giudizi e pregiudizi. Chiediamo al Signore di donarci un cuore puro e uno spirito di umiltà in grado di comprendere che lo Spirito soffia dove vuole e come vuole e che non possiamo costringerlo nelle nostre piccole meschinerie. Riccardo

PILLOLE DI SAGGEZZA LA PEGGIORE OFFESA CHE POSSIAMO ARRECARE A DIO E DUBITARE DI LUI (PADRE PIO) DIPENDE SOLO DA NOI AVER FIDUCIA, PERCHE’ LA FIDUCIA E’ UN ATTO DELLA VOLONTA’ E NON DELLA SENSIBILITA’ (IGNOTO)

Incontri Pastorali del Vescovo durante la settimana 3-10 Febbraio 2013 Domenica 3 febbraio Ore 11.00 Centobuchi - S. Cuore: S. Messa, in occasione della Giornata per la vita Mercoledì 6 febbraio Ore 09.30 Loreto Conferenza Episcopale Marchigiana

2013

Domenica 10 febbraio Ore 16.30 Ripatransone - S. Nicolò: S. Rosario e S. Messa

Leggiamo la parabola degli inviati a lavorare nella vigna in ore diverse e che ricevono la stessa paga (Mt 19,30-20,16). Essa sviluppa il tema della ricompensa toccato la volta scorsa (19,27-29). 1. Il quadro letterario: gli invii in ore diverse. “Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. 2Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. 3Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, 4e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. 5Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. 6Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. 7Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quanto abbiamo riprodotto è una parte del quadro materiale della parabola; esso deve essere preso come un insieme in base al quale Gesù vuole dare il suo insegnamento sul regno di Dio. Non riguarda propriamente le varie età della vita sempre buone per compiere il bene, anche se queste cose, nella realtà, si hanno davvero. 2. La preparazione del centro focale: la stessa paga per tutti. “Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. 9Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. 10Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. 11Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone 12dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo” (Mt 19,8-12). Questa parte è lo status quaestionis che prepara direttamente il significato della parabola. Il mormorio dei primi non è perché vengono pagati per ultimi, dato che il tempo d’attesa era insignificante, ma perché “li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Qui spunta la mentalità farisaica e giudaica, tutta presa nel contare le “opere” con le quali farsi dei crediti presso Dio. “Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?” chiedono a Gesù; e Gesù risponde: “che crediate in colui che egli ha mandato” (Gv 6,28.29). E’ questo il grande tema – quello delle opere e della fede – che Paolo sviluppa in Galati e Romani. 3. Il vero centro focale: tu sei invidioso perché io sono buono “Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato

2 Febbraio 2013 XVII GIORNATA MONDIALE DELLA VITA CONSACRATA

con me per un denaro? 14Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: 15non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?” (Mt 20,13-15). Il fariseo, o chi gli è simile, non viene defraudato del bene che ha fatto, perché il padrone gli dice: “Prendi il tuo”. Il suo aspetto negativo è quello di essere “invidioso”, perché il padrone tratta gli altri come lui. Deve rendersi conto che Cristo, “ha dato se stesso in riscatto per tutti” (1Tm 2,6). Di conseguenza criticai la bontà divina, di Dio, “nostro salvatore”, e di Gesù Cristo, “nostro salvatore” (Tito 1,3.4). Quindi c’è una perfetta uguaglianza riguardo la salvezza. La parabola non prende in considerazione i cosiddetti diversi gradi di gloria in paradiso.

4. Il rischio di passare da primi a ultimi. Riguarda quegli ebrei, sacerdoti e farisei diventati cristiani; ad essi è rivolto questo significato redazionale della parabola. Richiamiamo l’inizio e la fine del brano. “Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi” (19,30), inizio; - “Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi” (Mt 20,16), fine. Con questi due versetti – due logia vagantia – Mt “abbraccia” la parabola e si rivolge ai convertiti dal giudaismo che tentavano di riportare la fede cristiana nell’alveo della religione ebraica. Perché “anche una grande moltitudine di sacerdoti aderiva alla fede (At 6,7); e “alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti” (At 15,5) volevano imporre la circoncisione come necessaria alla salvezza (ivi). Ne segue che, con i due lógia, Matteo vuole dire a costoro: eravate primi, siete diventati pari agli altri; state attenti di non finire ultimi. Conclusione. Rallegriamoci del fatto che Dio “vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità” (1Tm 2,4). Inoltre, riscopriamo i contenuti di tale “verità” del Vangelo già da noi accolta, siamo coerenti con essa nella vita, diffondiamola con coraggio. Crocettigiuseppe@yahoo.it


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Anno XXX 3 Febbraio 2013

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Una sola giornata per la sua vita, per noi un’unica “Giornata per la vita” una riflessione in vista della XXXV edizione dell’iniziativa, in programma il 3 febbraio prossimo di Massimo Losito

È chiamata così: “Giornata per la Vita”. Cade la prima domenica di febbraio, dunque quest’anno la XXXV Giornata per la Vita sarà celebrata il 3 febbraio. Per una strana coincidenza, il 3 febbraio del 2006 nacque nostro figlio Francesco. Quella è stata la sua giornata per la vita, la sua unica giornata per la vita: il 4 febbraio, infatti, morì, per una patologia incurabile. La coincidenza di date può far pensare ad un amaro scherzo del destino e, del resto, l’intera esistenza di Francesco sembrò ad alcuni uno scherzo della natura, come quelle piccole libellule che, dopo una lunga fase larvale, vivono un solo giorno. Microcefalia. La diagnosi era arrivata inaspettata un giorno di ottobre. Era solo una parola ma definitiva; un’irrevocabile sentenza di morte per nostro figlio e per l’animo di noi genitori. La sua testa era troppo piccola per consentirgli di vivere, la nostra testa era troppo piccola per capire. Ci trovammo così ad affrontare l’assurdo di un feto destinato al feretro. Ci trovammo soli. Molti attorno a noi non capivano e preferivano negare quell’assurdo, sopprimerlo. Interrompere la gravidanza: questa la “migliore” soluzione, l’unica da molti prospettata. Per il bene… per gli altri figli, per noi stessi. Del resto, ci disse un medico, finché è nella pancia «è come un parassita e non c’è alcun vantaggio a portare avanti una gravidanza così». Sì, ci trovammo soli, distanti da tutti e perfino da noi stessi: il cuore diceva una cosa, ma la testa… le frasi ascoltate strisciavano suadenti fra i nostri pensieri alimentando il dubbio radicale: ne valeva la pena? Chi lo voleva un essere così, inutile? Cosa era, chi era realmente? Dove era Dio, in tutta questa storia? Una notte mi svegliai, mia moglie era in lacrime accanto a me. Ci sono notti che sembrano più buie delle altre. Cominciammo allora a pregare, senza neppure alzarci dal letto. Non volevamo spiegazioni, volevamo aiuto. Non volevamo conoscere il motivo, ma il senso. Non volevamo cambiare strada, volevamo essere accompagnati lungo la via. Aprimmo il vangelo a caso, trovando il passo di Luca dove è scritto: «Gesù era figlio come si credeva di Giuseppe, figlio di Eli, …figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio»… Cominciammo a piangere tutti e due: Francesco, figlio nostro, Francesco figlio di Dio.  Ecco Chi, prima di noi, lo aveva voluto così, lo aveva voluto per sé, lo aveva voluto per noi. Nella risposta, una conferma. In fondo, credo, era come se già lo sapessimo, ma aspettavamo che Qualcuno ce lo dicesse. Quella sentenza irrevocabile, quella parola di morte, si trasfigurava in una parola nuova. Francesco divenne parola per noi, forse parola per tutti, eco dell’unica parola, eterna ed irrevocabile: Amore. Con questa consapevolezza affrontammo i successivi controlli, sentendoci “accompagnati”, non

più soli. Combatterono al nostro fianco i nostri figli, pregando insieme con noi, tutte le sere per il fratellino malato. Camminarono con noi i fratelli della nostra parrocchia e delle comunità neocatecumenali. E scoprimmo alleati preziosi, le famiglie dell’associazione La Quercia Millenaria, con la loro confortante testimonianza: con loro siamo entrati in una rete di sostegno e di affetto, una risposta concreta alla solitudine soffocante dei giorni precedenti. Anche per le visite mediche successive facemmo affidamento ai medici dell’associazione, come il professor Giuseppe Noia dell’Ospedale Gemelli di Roma. Ricordo che nel nostro primo incontro guardando l’ecografia, guardando oltre l’imperfezione, riconobbe in quell’immagine e in noi un’umanità ferita: «È un maschietto… come lo chiamate?» Piangendo, pronunciammo il suo nome: «Francesco». Un parassita non ha un nome proprio. Un figlio sì. Francesco è nato il 3 febbraio; quel suo volto imprevedibile e immaginato sfogliando ansiosamente libri di medicina ci aveva messo paura finché non lo abbiamo visto realmente, bello e tondo come la luna. Dopopoche ore dalla nascita, nel reparto di terapia intensiva neonatale ha ricevuto il battesimo, e il sacramento ci ha aperto un orizzonte nuovo: dove tutti, io per primo, dubitando di questo figlio, davanti alla sua fragilità mostravamo la nostra fragilità, Dio mostrava la sua gloria, la sua proposta d’amore. Di questo bimbo Lui solo non aveva mai dubitato, anzi lo aveva preferito al suo stesso Figlio, aveva anteposto l’imperfetto al Perfetto, il fragile all’Eterno, lasciando che morisse la Vita perché lui avesse la vita. Ilbattesimo di Francesco aveva squarciato il senso del tempo brevissimo della sua stessa esistenza spalancando l’eternità, aveva realizzato la parola di quella notte di pianto: Francesco figlio nostro, Francesco figlio di Dio. È vero, quest’anno la Chiesa il 3 febbraio ci invita a celebrare la vita e proprio in quel 3 febbraio la Vita, per un insolito privilegio, aveva scelto noi per essere celebrata in modo speciale: stavamo là, accanto a Francesco, accompagnandolo nel suo breve viaggio, accarezzandolo, nella sua unica giornata per la vita. Poche ore, proprio come per quei piccoli insetti che dopo una lunga fase larvale, vivono un solo giorno. Le chiamano libellule effimere. Ma il nome non dice il vero: non è mai effimera la vita, anche se ha un solo giorno per volare in alto. Massimo Losito è biologo, docente presso l’Università Pontificia “Regina Apostolorum” e consigliere del Direttivo de La Quercia Millenaria Onlus Le storie delle famiglie e dei medici dell’associazione sono pubblicate nei libri «Il figlio terminale» e «La terapia dell’accoglienza», editi da IF press. (Zenit.org)

Proprietà: “confraternita SS.mo Sacramento e cristo Morto”

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Ufficio Pastorale della Famiglia

BEATA LA FAMIGLIA CHE CREDE

Il nostro primo incontro, nel dicembre del 1986, sembrava un “caso” e mai avremmo immaginato di costruire una vita insieme anche perché venivamo da percorsi diversi. Io, Franco, ero lontano dal Signore e dalla Chiesa, invece Chiara, all’opposto, chiedeva a Dio di poter formare una famiglia cristiana con una persona credente, con cui fare un cammino di fede. Le premesse non erano quelle giuste, ma non avevamo fatto i conti con il Signore che, guarda “caso” ci aveva fatto incontrare e guarda “caso”, tramite la Madonna, porta a conversione Franco. Iniziamo insieme un cammino di fede in un gruppo di preghiera del Rinnovamento nello Spirito. Nel mese di luglio, dopo otto mesi dal nostro primo incontro, diventiamo marito e moglie. Consapevoli che è solo l’inizio di un cammino, non abbandoniamo la preghiera di lode, né l’adorazione, né la Parola. Anzi proprio da esse attingiamo forza, gioia ed attenzione l’uno per l’altro, così che, seppure in modo imperfetto e con i limiti delle nostre fragilità, cerchiamo di mettere Gesù al primo posto nella nostra vita, ogni giorno. Già dall’inizio desideriamo avere figli, ma le vie del Signore non sono le nostre vie. Il nostro Dio, che è giusto in tutto ciò che fa, ci fa sperimentare, prima, una fecondità spirituale, poi, dopo quasi sette anni, la fecondità naturale donandoci il primo figlio, Mattia. Dopo due anni arriva Arianna. Ora non siamo più in due a camminare nel Signore, ma in quattro! Un’immagine tra tante, attinta dai nostri ricordi: quando, a quattro e due anni, a cavalcioni sulle nostre spalle, alzano le braccia al cielo invocando “Gesù, Gesù”, l’uno, “Getù, Getù”, l’altra. Da quando sono nati cerchiamo di condividere con loro la nostra fede in un Gesù vivo e presente, che ci parla e che ci ascolta. Durante i nostri pellegrinaggi a Medjugorje, offerti come servizio a Dio per la conversione nostra e dei nostri fratelli, ogni anno, per dodici anni, abbiamo riaffidato la vita a Gesù per le mani di Maria Ss Ringraziamo Dio perché questa condivisione continua ancora oggi e, insieme, celebriamo l’Eucaristia domenicale e il sacramento della penitenza. Tutto perfetto? Tutto così bello? Sì! Perché Dio fa belle tutte le cose. Non possiamo pretendere di essere perfetti e non lo siamo affatto! Ma Dio che è Misericordia Infinita sa scrivere dritto sulle righe storte della nostra vita e sa trasformare in bene ogni nostra debolezza. Oggi guardando indietro, vediamo come Dio ha operato continuamente nella nostra vita. Non ci ha mai lasciati né nei momenti di gioia, né nella prova, né nel dolore. Ma le meraviglie del Signore non sono finite. Dopo più di vent’anni dal matrimonio ha cominciato a farci riscoprire con più consapevolezza la bellezza dell’essere sposo e sposa “nel Signore”. Siamo stupiti, oggi più di ieri, del dono grande che il Signore ci ha fatto con il sacramento delle nozze.“Questo mistero è grande: lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!” (Ef 5,32) Noi siamo stati pensati e amati da Dio da sempre. Dio ha contemplato la bellezza di noi sposi anche quando noi l’abbiamo nascosta, offuscata, disprezzata, rendendo banale la nostra relazione. Ma “… il Salvatore degli uomini e Sposo della Chiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del Matrimonio. Inoltre rimane con loro …” (Gaudium Franco e Chiara et Spes)A lode e gloria di Dio Padre

L’ideologia del genere: una bomba culturale ad alto potenziale distruttivo. il Papa nel discorso alla Curia romana del 21 dicembre 2012. Benedetto XVI ci ha abituato a discorsi di grande livello in occasione del suo incontro con la Curia romana per la presentazione degli auguri natalizi. E’ accaduto anche quest’anno. Il 21 dicembre scorso egli ha approfondito due tematiche di grande rilevanza: la famiglia e il dialogo tra le religioni. Ci occupiamo in questa pagina del primo argomento. Chissà se i cattolici impegnati in politica hanno letto questo discorso del Papa. Avremmo piacere che leggessero specialmente la frase che abbiamo evidenziato tra virgolette, soprattutto in questo periodo preelettorale nel quale le forse politiche si guardano bene dall’affrontare questi temi. La famiglia, egli ha detto, è di fondamentale importanza nella trasmissione della fede. Se viene meno la famiglia anche tale trasmissione è in pericolo. Se le persone non si vogliono più impegnare in un legame per la vita, scompaiono esperienze fondamentali della persona umana e cristiana: “essere padre, madre, figlio”. Scompare l’apertura e la dedizione, il superamento dell’egoismo, che è alla base della famiglia e della società. La cultura occidentale sta minando la famiglia nelle sue stesse basi. La famiglia non è solo una forma sociale ma una istituzione sociale fondamentale perché l’uomo non rimanga chiuso in se stesso, ma nella scelta di unirsi nel matrimonio e nella famiglia superi veramente il proprio “io” in un “noi”. Senza questo superamento nella famiglia non c’è una vera società. Ecco perché il Papa ha condannato senza riserve e con parole molto decise e dure la cosiddetta “ideologia del genere”, che secondo lui comprende una drammatica rivoluzione antropologica, ossia un mutamento essenziale nel modo di considerare l’uomo. Benedetto XVI spiega che per questa ideologia il sesso non è più un dato originario della natura che l’uomo deve riempire di senso, ma è visto come una creazione e una scelta dell’uomo stesso. L’uomo così non ha più una natura, non è qualcosa e qualcuno, ma egli stesso decide cosa e chi egli sia, diventa creatore di se stesso. Nel rifiuto della propria natura è evidente il peccato di superbia dell’uomo, che, come nel Paradiso terrestre, cede alla lusinga del serpente: “Sarete come dei”. La negazione della natura umana contesta quindi in radice il messaggio biblico, i risultati della ricerca della ragione, l’esperienza della famiglia vera, che non è un accostamento di individui astratti e privi di identità sessuale e fa dell’ideologia del genere il più grande pericolo culturale di oggi per la sopravvivenza dell’uomo. E’ una bomba culturale ad alto potenziale distruttivo. Ci si può chiedere se l’ideologia del genere abbia di mira di distruggere l’uomo o se abbia lo scopo di distruggere Dio. Negando una natura umana differenziata in due identità sessuate di maschio e di femmina, l’ideologia del genere distrugge la relazionalità originaria dell’uomo, la complementarietà tra maschio e femmina, trasforma il sesso in tecnica tra individui asessuati senza più finalità né unitiva né procreativa, rende impossibile la nascita della società sulla base di una originaria complementarietà ed apertura. Si può dire quindi che essa distrugga l’uomo. Però in questo modo finisce anche ogni rimando al Creatore perché se è l’uomo stesso che decide chi egli sia allora il Creatore diventa superfluo. Nella lotta contro l’ideologia del genere è in gioco l’uomo ma è in gioco Dio stesso e, per dirla con il Papa: Osservatorio Van Thuan «Chi difende Dio difende l’uomo».


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SHOAH

Celebrato il Giorno della Memoria

Monito per tutti Mons. Battaglia: “Compito anche dei cristiani preservare la memoria’’

“La memoria della Shoah resta un monito per tutti rispetto ai razzismi e alle discriminazioni che, purtroppo, ancora oggi vivono nella nostra società: dalla predicazione del disprezzo, dall’ostilità verso gli ‘altri’, dalla conflittualità sociale possono nascere i campi di concentramento e perfino lo sterminio. Non è allarmismo dirlo. È già accaduto”. È la riflessione che al Sir mons. Gino Battaglia, direttore dell’Ufficio Cei per l’ecumenismo e il dialogo, fa a proposito della Settimana delle Memoria che si sta celebrando anche in Italia con incontri e iniziative. La scelta della data ricorda il 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche dell’Armata Rossa, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino, arrivarono presso la città polacca di Oświęcim (nota con il suo nome tedesco di Auschwitz), scoprendo il suo tristemente famoso campo di concentramento e liberandone i pochi superstiti. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista. L’impegno comune dei cristiani. La Settimana della Memoria coincide con la settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che le Chiese cristiane celebrano ogni anno dal 18 al 25 gennaio. “Il rapporto particolare con gli ebrei e con l’ebraismo - dice mons. Gino Battaglia a questo proposito - è una delle tante cose che abbiamo in comune. Accanto all’esigenza di purificare la memoria, anche attraverso il riconoscimento delle responsabilità e il perdono, i cristiani sono chiamati a vegliare contro l’insidia del male che si annida nella storia”. Ed aggiunge: “Una delle dimensioni dell’ecumenismo è l’impegno comune dei cristiani delle diverse confessioni nei confronti dei grandi problemi del mondo e delle domande di fondo della vita e della storia. I due aspetti (quello civile-culturale e quello religioso) convergono nel momento in cui ci poniamo davanti all’orrore della Shoah. La Chiesa deve quindi custodire con particolare cura questa memoria e le memorie di chi ha vissuto tutto questo, deve in qualche modo raccogliere un’eredità, lasciata al popolo ebraico come a noi cristiani. È compito anche dei cristiani

preservare questa memoria”. L’origine di un dialogo. Il direttore dell’ufficio Cei ricorda come la Shoah sia “avvenuta in terre cristiane e, se il principale agente è stata l’ideologia e il regime nazista, tra coloro che l’hanno resa possibile ci sono stati dei cristiani. Da questo dramma, nel cuore del dramma della guerra mondiale, è nato il dialogo tra cristiani ed ebrei e il loro rapporto si è profondamente rinnovato. Non si deve dimenticare l’origine storica del dialogo ebraico-cristiano per non perdere la tensione ideale, che lo ha animato e deve continuare ad animarlo. Esso non ha solo una valenza culturale o accademica (dimensioni pure importanti), ma ha un profondo significato morale e spirituale,

che si radica nella storia del secolo scorso. Pertanto l’antisemitismo è per la Chiesa anche un problema pastorale”. Il mistero del male che si perpetua. Purtroppo le stragi compiute a causa dell’appartenenza alle etnie non sono finite. “Il mondo contemporaneo - ricorda mons. Battaglia - è travagliato da conflitti che hanno radici diverse, ma che spesso contrappongono comunità definite da fattori politici, sociali, etnici e perfino religiosi. All’interno di questi conflitti, anche in anni più recenti abbiamo assistito a genocidi o pulizie etniche”. “C’è anche - aggiunge - un mistero nel male che si perpetua nella storia. Ed essa appare talvolta come un caos, in cui non è possibile riscontrare un indirizzo. Per limitarsi allo scenario italiano o al nostro mondo europeo, direi che la smemoratezza è uno dei fattori che facilmente inducono a giocare, per interessi diversi, con le pulsioni più basse della società, alimentando diffidenze, allarmi, sospetti. È - solo per fare un esempio - l’allarmismo verso l’immigrazione (e quindi verso gli immigrati), presentata come minaccia o emergenza. Questo certo non ha aiutato l’integrazione di persone che rappresentano anche una risorsa per il nostro Paese”.

CIR: DALLA NUOVA LEGISLATURA CI ASPETTIAMO UNA SVOLTA NEL DIRITTO D’ASILO. Il Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) appoggia l’appello dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati per l’inclusione del tema dell’asilo nelle agende di tutte le forze politiche. “È evidente che il tema dell’asilo debba ormai essere trattato in Italia e riorganizzato in modo strutturale. Deve essere superata una gestione emergenziale che nel corso degli anni ha contribuito a rendere l’integrazione dei rifugiati sempre più difficile e sperperare risorse pubbliche. Sono migliaia le persone che non possono tornare nei loro paesi e sono costrette in Italia a vivere in condizioni non dignitose: in stabili occupati senza alcun sostegno verso l’integrazione”, dichiara Christopher Hein “Speriamo che con la prossima legislatura si raggiungano 2 obiettivi: l’elaborazione di una legge organica

Insieme agli studenti si sono ricordate le figure dei “giusti”: da Perlasca a due donne ebree sambenedettesi Alla presenza di tantissimi studenti degli istituti superiori cittadini e di numerose autorità civili e militari, questa mattina, sabato 26 gennaio, in Auditorium comunale si è celebrato il “Giorno della Memoria”, istituito con legge n. 211 del 20 luglio 2000 il 27 gennaio “in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”. Quest’anno la manifestazione, organizzata dall’Amministrazione comunale in collaborazione con l’Istituto Provinciale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche e dell’Età Contemporanea (ISML) di Ascoli Piceno e la sezione provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, si è caratterizzata per una riflessione sulle figure dei “Giusti tra le nazioni”: i non ebrei che durante la Shoah salvarono uno o più ebrei dalla deportazione e dalla morte rischiando la propria vita e senza trarne alcun vantaggio personale. A portare il saluto dell’Amministrazione è stato il vicesindaco Eldo Fanini: “Siamo contenti – ha dichiarato – che ci sia una così ampia partecipazione di giovani ad iniziative che vogliono essere un ideale percorso di approfondimento dei fatti storici volto a rafforzare, soprattutto nelle giovani generazioni, la memoria degli accadimenti che hanno segnato il ’900”. Per l’Anpi provinciale è intervenuto Pietro Benigni e per l’Isml la prof.ssa Rita Forlini. Subito dopo ha preso la parola Cinzia Franchi, docente dell’Università di Padova, che ha ricordato la figura di Perlasca: “un giusto al quale in Italia non fu riconosciuto il doveroso onore, se non a pochi anni dalla sua morte, nonostante avesse salvato dallo sterminio migliaia di ebrei fingendosi console generale spagnolo in Ungheria”. “Perlasca ha proseguito la Franchi – credeva in quello che faceva e quando gli chiesero perché avesse agito così, riuscendo a salvare migliaia di ebrei ungheresi ed evitando l’incendio del ghetto di Budapest, lui rispondeva ‘voi al mio posto cosa avreste fatto?’ ”. Andrea Di Stefano, dottore di ricerca in storia contemporanea che collabora con l’ISML, dopo aver passato in rassegna le principali vicende relative alla sorte degli ebrei, italiani e stranieri, nel nostro Paese, ha narrato la storia di Goffredo e Livia Lelli, coppia di coniugi maltignanesi che aiutarono un ebreo, Moisè Papo Sasson, a fuggire dal campo di internamento di Servigliano. Sasson, insieme al padre Alberto ed alla zia Rosina, fu deportato in Italia dalla Dalmazia e nel 1943 assegnato all’internamento “libero” nel comune di Maltignano e successivamente condotto al campo di Servigliano. Al termine della mattinata l’ex preside del Liceo Classico e Scientifico Tito Pasqualetti ha invitato i giovani studenti a riflettere sulle vicende di due famiglie, Morpurgo e Luzi, che vivevano a San Benedetto del Tronto. In particolare ha descritto la vicenda del capofamiglia, Oscar, vittima dell’Olocausto, che viveva in un famoso villino sul lungomare cittadino, e fu deportato ad AuschwitzBikernau, e della moglie di Efisio Luzi, Gilda Treves, che nel 1943 su fatta salire su una camionetta con direzione Servigliano. Alla commemorazione era presente anche uno dei figli di Efisio e Gilda, Benito, che ha acconsentito a che, per la prima volta in pubblico, si parlasse del dramma della madre . Ricordiamo che, nell’ambito delle celebrazioni del “percorso della memoria” promosso dall’Amministrazione comunale che comprende anche la prossima “Giornata del Ricordo”, fino al lunedì 11 febbraio presso la sala consiliare è visitabile una mostra dal titolo “Lager” a cura dell’Aned (Associazione Nazionale ex deportati politici nei campi nazisti), composta da 40 tavole che, con immagini suggestive, raccontano la “Shoah”, la persecuzione, la deportazione, la prigionia, la morte di tantissimi ebrei.

sull’asilo che finalmente dia corpo all’articolo 10 della costituzione e l’introduzione di un programma nazionale di integrazione per i rifugiati. Come CIR siamo convinti che allo Stato Italiano una procedura d’asilo più snella, tempi più brevi per tutti gli iter burocratici e di conseguenza una durata più breve dell’accoglienza porterebbe a un’economia di spesa che potrebbe essere investita proprio per sviluppare un programma di integrazione. Infine dobbiamo citare una notizia di oggi: anche quest’anno, contrariamente alla legge, il fondo dell’8

per mille a diretta gestione statale dedicato all’integrazione dei rifugiati e al ricongiungimento familiare, uno dei pochi fondi nazionali disponibili su questo tema, è stato cancellato e dedicato ad altri scopi. E’ la prova evidente che non si può aspettare oltre l’introduzione di un programma nazionale di integrazione che renda quelle che oggi sono possibilità e colpi di fortuna per pochi rifugiati presenti in Italia, diritti per tutti. Anche perché la presenza numerica assolutamente esigua di rifugiati nel nostro permetterebbe risposte articolate e investimenti reali. Non dobbiamo infatti dimenticare che i rifugiati si trovano per l’80% nel Sud del Mondo, da noi ne arrivano numeri veramente ridotti. In Italia i rifugiati sono solo 58.000 al 1milione e 700 mila presenti in Pakistan o ai 571.000 circa presenti in Germania, secondo i dati UNHCR” conclude Christopher Hein. Ulteriori informazioni UFFICIO STAMPA CIR Valeria Carlini tel. + 39 06 69200114 int. 216 +39 335 17 58 435 E-mail: carlini@cir-onlus.org Sito www.cir-onlus.org


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BASILICA CATTEDRALE SANTA MARIA DELLA MARINA - S. BENEDETTO DEL TRONTO

IL CAPODANNO DI CHI HA AVUTO IL CORAGGIO DI ANDARE CONTROCORRENTE!! Era settembre quando un nutrito gruppo di famiglie dei nostri giovani adolescenti della parrocchia Madonna della Speranza lancia la proposta di passare il capodanno insieme… Non potendo rimanere indifferenti a ciò abbiamo raccolto la provocazione e ci siamo messi subito a lavoro… e così dal 29 dicembre al primo gennaio la Cascina Rossa di Altino ha ospitato il nostro gruppo di famiglie!!!! Non neghiamo la nostra paura per questa nuova “avventura”… siamo da sempre abituati a lavorare con i ragazzi, ma con intere famiglie non è di certo la stessa cosa!! Avevamo paura di infilare tante mamme in cucina… di proporre ai papà il ballo… avevamo paura di vedere i figli chiudersi in loro stessi e genitori vergognosi di parlare di fronte ai propri figli… ed invece i nostri dubbi sono stati subito messi a tacere!!! Il gruppo al completo ha ballato, cantato, urlato, discusso, dialogato, recitato, riflettuto, pregato… non rifiutando nessuna proposta. Mai vista e sentita tanta serenità e gioia negli occhi e nei cuori… genitori e figli adolescenti felici di aspettare insieme la mezzanotte… felici di non aver fumato… felici di non aver bevuto… felici di non essere rientrati all’alba del giorno successivo… felici soprattutto di aver trascorso una notte diversa da quella di centinaia di altri coetanei e amici!!!! Suona strano oggi, ma è stato esattamente così… famiglie che hanno avuto il coraggio di trascorrere un capodanno davvero controcorrente!!! E’ la prova che se i genitori lo vogliono riescono a far passare i messaggi positivi… è la prova che i tanti sacrifici di una vita probabilmente stanno cominciando a portare i buoni frutti!!! Il consiglio per i genitori è quello di non stancarsi mai di parlare ed agire per il bene dei figli… perché le parole da sole le porta via il vento i gesti invece rimarranno indelebili in eterno… Noi siamo certi che questi tre giorni non andranno persi ne dimenticati… rimarranno impressi nella memoria e nel cuore di ognuno di noi!!! La presenza a questo mini campo di intere famiglie x noi giovani educatori, da poco sposati e prossimi al matrimonio ed al sacerdozio, è stata la pura dimostrazione che davvero nulla è impossibile a Dio… è possibile creare una famiglia felice, salda e santa! Dio ci da tutti gli strumenti affinché questo sia possibile dobbiamo solo imparare ad affidarci al suo abbraccio. Con Dio nelle nostre famiglie è possibile seguire i figli anche se adolescenti e con gli ormoni a mille… è possibile accettare un “no” e capirne il motivo… è possibile trovare un accordo anche quando intorno si vede solo nero… è possibile piangere e trovare

insieme una soluzione… è possibile ridere, cantare, ballare e al tempo stesso riflettere, ascoltare e pregare… Un grazie infinito a Dio che ci sostiene sempre e ci illumina in ogni momento… ed un grazie di cuore a tutte queste splendide famiglie per la loro immensa testimonianza!!! Pino - Danilo & Romina - William & Samantha - Cristiano & Fabiana

“…C’è chi lassù ha scoperto e ha fatto scoprire agli altri una parte di se completamente nuova. C’è chi ha dato se stesso per far si che tutto ciò si realizzasse, chi ci ha creduto fino in fondo, chi si è offerto come cavia per questa folle e imprevedibile avventura, chi ha sperato che i propri genitori potessero trascorrere una parte di ciò che noi ragazzi assaporiamo ogni volta che proviamo momenti così forti e profondi. C’è chi ha rinunciato alle proprie abitudini, ai propri bisogni per venire incontro all’altro, chi ha donato un sorriso e una parola di conforto, chi è riuscito con umili e semplici parole a sconvolgere un cuore ormai arreso. C’è che ognuno si è sentito libero, libero di fare ciò che a casa non avrebbe mai fatto, come ballare forsennatamente in mezzo ad una stanza o cantare a squarciagola canzoni sconosciute…” Nicole (figlia)

“…Forse gli organizzatori hanno capito che le persone e le famiglie hanno il bisogno di non essere lasciate da sole. I problemi che famiglia affronta quotidianamente sono molti, troppi, e vivere insieme anche

per soli tre giorni é servito anche a far vedere che se ogni famiglia ha i propri problemi questi in fondo sono i problemi di tutti e visti poi con un pizzico di speranza cristiana tutto sommato sono sopportabili…Gli organizzatori che hanno seguito i nostri figli per anni a cui dobbiamo molto ci hanno permesso di unire in questi tre giorni risate, lacrime e preghiere in un mix esplosivo che stiamo cercando di portare a casa e speriamo poi si possa ripetere… …I rapporti tra marito e moglie tra genitori e figli si é diluito nell’essere squadre diverse ed ha acquistato una maggiore consapevolezza grazie confronti e alle stimolazioni quotidiani delle catechesi di Pino ed agli interventi molto appropriati di Don Luca e Don Anselmo… …Chi ha organizzato il tutto è riuscito a dare il giusto equilibrio fra gioco, attività pratiche e riflessioni che hanno reso i tre giorni unici. Nessuno di noi ha sentito la mancanza della televisione, del cenone, dei piccoli riti abitudinari che si consumano le nostre case e l’adattamento è stata davvero la sospesa più sorprendente...” Alfredo & Luciana (genitori)

“I figli sono il riflesso dei genitori… ed i genitori, in questo periodo storico più che mai, hanno bisogno di essere sostenuti e guidati. Siamo gli educatori ‘anziani’ del gruppo Canta&Cammina e ci sentiamo chiamati in causa, in quanto anche genitori di una ragazza del gruppo. I nostri figli sono costantemente in pericolo, perché tentati dal male in ogni attimo della giornata ed in ogni luogo da loro frequentato… e vedere i ragazzi felici di trascorrere il capodanno con mamma e papà è stata la più grande soddisfazione dopo tanti, tanti anni di cammino!! Ovviamente noi educatori abbiamo solo gettato qualche seme undici anni fa quando decidemmo di intraprendere un cammino catechistico non solo per i bambini, ma per le intere famiglie… poi dentro casa ogni famiglia ha lavorato per far si che questi semini germogliassero… e se le cose continuano così forse le piantine cresceranno dritte e robuste!!!!! Ora non lasceremo scappare questo gruppo che si è letteralmente moltiplicato… continueremo con gli incontri per i ragazzi ed incontri per le famiglie. Abbiamo iniziato ben undici anni fa questo percorso… e speriamo di poter continuare ancora per altrettanto tempo!!!!” Mario & Tiziana (educatori dei ragazzi e per l’occasione SOLO genitori!)


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da ripatransone

Novena e Festa della Madonna di Lourdes A Ripatransone, programmata dal parroco della Città Don Domenico Vitelli e dal suo vicario Don Gian Luca Rosati, da sabato 2 a lunedì 11 Febbraio 2013, si svolgeranno la novena e la festa in onore della Madonna di Lourdes nella chiesa di Santa Maria della Valle, dove, dal 1905 in una cappella ad essa dedicata è particolarmente venerata “la Vergine dei Pirenei”. Guida spirituale sarà il frate cappuccino Padre Andrea Spera, che durante la novena sarà a disposizione dei fedeli per le confessioni e per le visite domiciliari agli ammalati. La pia pratica devozionale avrà inizio sabato 2 Febbraio, festa della Presentazione del Signore (detta comunemente della Candelora) alle ore 18.00 con la benedizione delle candele in Duomo, e processione verso la chiesa di Santa Maria della Valle, dove alle ore 18.30 sarà celebrata la messa per l’apertura solenne della novena. Nei giorrni feriali, le sante messe saranno celebrate alle ore: 7.30, 9.00, 18,30. Nell’ambito della novena si svolgeranno pratiche devozionali e cerimonie di categoria, quali: dome-

nica 3 Febbraio, ore 10.45 benedizione delle automobili; ore 15.30, consacrazione dei bambini alla Madonna di Lourdes; lunedì 4 Febbraio, ore 16.00, unzione degli infermi ospiti nella struttura della Residenza Sanitaria Assistenziale; martedì 5 Febbraio, ore 21.30, incontro con le Confraternite; mercoledì 6 Febbraio, ore 15.30, confessioni per i bambini che frequentano la catechesi; giovedì 7 Febbraio, ore 15.30, confessione per i ragazzi della catechesi; ore 21.15, adorazione eucaristica; sabato 9 Febbraio, ore 18.30, santa messa in suffragio di Don Ugo Capriotti (1912-1995), pievano/parroco (l’ultimo) della Pievania di San Niccolò dal 1948 al 1986; domenica 10 Febbraio, ore 10.00, unzione degli infermi presenti in chiesa; ore 17.00, concelebrazione presieduta dal vescovo Mons. Gervasio Gestori; lunedì 11 Febbraio, festa liturgica della Madonna di Lourdes e giornata mondiale del malato, ore 12.00, supplica alla Vergine.

In via Garibaldi resta il senso unico di circolazione A Ripatransone, dalle ore 18.30 alle 19.30 di venerdì 25 Gennaio 2013, si è riunito il consiglio comunale presieduto dal presidente Dott.ssa Diana De Angelis, che , aperta la seduta, ha dato la parola al sindaco Prof. Remo Bruni, il quale ha invitato tutti i membri del consiglio a partecipare alla manifestazione per la “Giornata della Memoria”, programmata al teatro “Mercantini” alle ore 17.00 di domenica 27 Gennaio. Lo stesso primo cittadino, rispondendo all’interrogazione dei consiglieri Barbara Bassetti e Giuseppe De Renzis sulla viabilità nelle vie Garibaldi e Consorti, ha comunicato che l’amministrazione manterrà nelle suddette vie il senso unico, introdotto tre anni fa, per non ricreare nella viabilità i problemi del passato, assicurando nel contempo, che in momenti di particolare criticità, come quelli derivanti da abbondanti nevicate, temporaneamente sarà ripristinato il doppio senso di circolazione; prendendo lo spunto dalla nevicata della settimana precedente, il Sindaco ha ringraziato gli operai del Comune ed i volontari del gruppo locale di protezione civile, per la tempestività con cui hanno liberato dalla neve le due vie ricordate, oltre che natural-

La benedizione degli animali:

a cura di A.G. – I.A.

mente le altre del centro storico e le strade del territorio, senza ricorrere a mezzi e personale esterni. Dopo la relazione fatta dalla segretaria comunale Dott.ssa Diamanti, la quale ha evidenziato che in base alla recente normativa tutti i controlli interni da parte del segretario e dei dirigenti sono divenuti obbligatori, come quelli delle regolarità amministrativa e contabile, di gestione e di titoli finanziari, il consiglio comunale all’unanimità ha approvato il regolamento municipale del sistema di controlli interni Quindi, il consiglio ha approvato i propri indirizzi ai sensi dell’art. 4 del “Regolamento che disciplina i rapporti fra gli Enti Locali (Soci) e la Società CIIP s.p.a.”. In riferimento a tale Società è stato rilevato che nel periodo estivo in qualche contrada del territorio comunale, come nel Trivio, è stato carente il servizio pubblico di erogazione idrica Come ultimo argomento all’o.d.g. il consiglio ha approvato per il 2013 le agevolazioni previste dalla legge 488/98 per l’utilizzo di gasolio e GPL in impianti installati nelle frazioni non servite dalla rete di distribuzione del metano.

Sorpresa doppia per Don Alfredo ACQUAVIVA PICENA – Poteva il gruppo educatori di San Niccolò far passare in sordina il compleanno del proprio parroco limitandosi ad un semplice augurio? No, e così con molta discrezione c’è stato un passaparola che ha permesso di organizzare una “sorpresa doppia” per don Alfredo. Gli educatori si sono incontrati alla messa delle 18 per pregare e ringraziare insieme il Signore “per don Alfredo affinché egli possa continuare il suo ministero sacerdotale seguendo la tua via, fa’ che le sue parole siano sempre le tue, che i suoi gesti siano i tuoi gesti e che la sua vita sia fedele riflesso della tua vita“. Alla fine della celebrazione il parroco ha ringraziato tutti e ha ricordato l’incontro educatori della sera ma a quel punto è arrivata la seconda sorpresa con l’invito a tenere l’incontro presso la pizzeria Il Crepuscolo, di nuova gestione, per festeggiare davanti ad una pizza i suoi 47 anni, molto ben portati. La serata è trascorsa in allegria tra gustosi antipasti e una buonissima pizza per terminare con la classica torta….con lumino, un delizioso tiramisù della casa. Gli educatori hanno pensato anche a qualcosa di concreto per don Alfredo, raccogliendo un contributo per una montatura per occhiali nuova di zecca perché, come scritto con simpatia nel biglietto “l’età avanza e la vista cala, ascolta il nostro consiglio noi ti diamo un contributo, l’oculista sceglilo tu”. Ancora tanti auguri don e grazie per la bella e divertente seChiappini Janet rata!!

un rito antico che si rinnova nella chiesa di San Filippo Neri di San Benedetto del Tronto Anche quest’anno, il 17 gennaio, in occasione della festa di sant’Antonio abate, nella chiesa di San Filippo Neri si è svolto il rito della benedizione degli animali. Cani di “grossa taglia” gironzolavano, al guinzaglio, sul sagrato della chiesa, mentre gatti dal pelo vario osservavano la strana scena che si stava svolgendo davanti ai loro occhi dall’interno di graziose gabbiette. Gli animaletti di piccola taglia, invece, quali cagnolini, canarini, criceti, pesci rossi, erano presenti all’interno della chiesa e hanno fatto sentire a loro “voce” di tanto in tanto facendo così spuntare sulle labbra dei numerosi partecipanti alla Messa vespertina un sorriso dolce che esprimeva tenerezza e nostalgia insieme. Tenerezza per la simpatia che animaletti piccoli e graziosi suscitano in tutti, e nostalgia perché tutta la cerimonia ha avuto il sapore antico delle cose di un tempo che fu. Anche le ceste di pane appoggiate ai piedi dell’altare hanno contribuito a dare una nota nostalgica che “odora di buono”. Il pane riassume in sé tanti significati: il primo, il più grande, è quello che rimanda al mistero eucaristico, ma un altro, pure assai grande, allude alla condivisione di un bene primario. Esso, nella nostra società opulenta, può assumere mille forme ed avere sfumature di fragranze diverse ma rimane sempre la base dell’alimentazione dell’uomo. In altri termini, il pane e gli animali, elementi indispensabili al rito della benedizione, sono i

simboli di una realtà costituita da cose semplici ma essenziali e genuine, e rimandano ai sentimenti antichi di un mondo sicuramente più duro ma anche più vero. La benedizione degli animali trae le sue origini dal fatto che Sant’Antonio, monaco ed eremita egiziano vissuto nel III secolo, è considerato il protettore dei pastori, dei contadini e degli animali. Il 17 gennaio, da tempo immemorabile, contadini e pastori portavano una rappresentanza del loro bestiame alla cerimonia della benedizione, per favorirne lo stato di salute, elemento di fondamentale importanza nell’economia agricola di un tempo. Oggi il ruolo degli animali nell’economia è certamente mutato: essi vivono solo in percentuale assai ridotta nelle nostre campagne in quanto sono generalmente allevati in enormi stalle e il ruolo del pastore o del contadino rispetto ad essi è stato sostituito dalle macchine. Se hanno ridotto il loro peso nell’economia, lo hanno sicuramente aumentato però nell’equilibrio della moderna famiglia che non può più contare su un numero ampio di persone, né sugli spazi all’aria aperta come un tempo. Nella moderna famiglia urbana, nucleare e divisa tra computer e televisione, gli animali, da “compagni di lavoro”, sono diventati “compagni di vita” indispensabili, perché alleviano la solitudine e costituiscono un’occasione per uscire all’aria aperta. Manlio Piattoni

San Benedetto del Tr.

Tre centenari festeggiati dai familiari e dall’amministrazione

Lidia Mari

Concettina Marucchi

Giuseppe Di Saverio


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Oltre 150 bambini per il progetto del Csi “sport all’ombra del campanile”

Inaugurato il campo polivalente della Parrocchia Madonna della Speranza

di Cristiano Federico Marcozzi

DIOCESI - Domenica 27 gennaio si è svolta presso la parrocchia Madonna Della Speranza di Grottammare la prima giornata del progetto sportivo-educativo denominato “Sport all’ombra del campanile” promosso dal CSI di Ascoli Piceno in collaborazione con l’equipe diocesana oratori di San Benedetto del Tronto. La manifestazione ha coinvolto i ragazzini under 12, under 10 e under 8 che si sono confrontati in mini tornei di calcio a 5 e di pallavolo (palla rilanciata per i più piccini), ma oltre ai risultati

sportivi è servita per promuovere l’educazione e l’aggregazione dei bambini grazie allo sport. I tornei di Calcio a 5 per under 12 e under 10 si sono svolti nel nuovo campo sportivo polivalente adiacente alla Chiesa Madonna Della Speranza e nello spazio riservato ai parcheggi sempre della chiesa, ma adibito per l’occasione a campo di calcio a 5 grazie al materiale prestato dal Centro Sportivo italiano, mentre la pallavolo e il calcio a 5 under 8, hanno svolto i propri tornei presso il campo coperto dell’impianto sportivo sportland, per salvaguardare la salute dei bambini piu piccoli. In questa prima tappa, le parrocchie presenti oltre a quella ospitante sopra citata, sono state San Basso Cupra Marittima (con Don Luigino al seguito), San Pio X e San Giacomo della Marca di San Benedetto del Tronto, Madonna di Fatima di Valtesino di Ripatransone, San Filippo neri e la Polisportiva Gagliarda ovvero San Francesco di Paola di Grottammare e la visita di Don Tiziano, interessato a coinvolgere anche la parrocchia di Castignano nel progetto. Il bel tempo, anche se non caldissimo, ha fatto si che ci sia stata una cospicua partecipazione di bambini (circa 150), ma anche dei genitori che si divertivano ad incitare serenamente i propri figli che giocavano solo per divertirsi senza nessun obbligo di risultato. Ora si sta lavorando al secondo appuntamento in programma il 24 febbraio, presto ulteriori notizie in merito.

NO GAS L’Associazione Ambiente e Salute nel Piceno, ringrazia i tanti cittadini che hanno contribuito alla perfetta riuscita dell’incontro con i candidati svoltosi sabato 26 gennaio alla palestra Sabatino D’Angelo in zona Agraria. Ringraziamo inoltre i numerosi candidati politici intervenuti: Luciano Agostini, Piero Celani, il presidente della Provincia (non è candidato ma che ha sostituito Andrea Assenti, Amedeo Ciccanti, Daniele Gibellieri, Peppe Giorgini, David Favia, Andrea Marinucci, Luca Spadoni. Giulio Natali, impossibilitato ad essere presente per un concomitante impegno a Roma, ma attraverso una sua mail ha ribadito la sua contrarietà da sempre alla realizzazione dello stoccaggio. Abbiamo constatato con grande soddisfazione che tutti i candidati hanno espresso la loro netta opposizione alla realizzazione dello stoccaggio gas, se a questo aggiungiamo le roboanti dichiarazioni del presidente Spacca anche lui contrario allo stoccaggio, possiamo ritenerci soddisfatti. Finalmente le tesi che portiamo avanti da due anni, vengono mutuate a volte letteralmente dai politici (era ora)! Ma perché si esca, e non si abbia la sensazione di strumentalizzazioni di tipo elettorale, chiediamo a tutti, compreso il presidente Spacca  e l’intera giunta regionale,  compresi i candidati, e qui ci sentiamo di accogliere alcune delle loro proposte fatte nella seduta di sabato, di partecipare tutti uniti alla manifestazione del 2 febbraio 2013 realizzata in sinergia con i comitati di quartiere e dall’associazione Ambiente  e Salute nel Piceno. Oltre a manifestare il nostro “no” in quella sede, produrremo un documento in cui chiediamo, che il governo stoppi le procedure di V.I.A. per le gravi deficienze emerse nelle stesse, e chiediamo che questo documento sia sottoscritto anche dal Sindaco, dai deputati, e dallo stesso presidente Spacca, perché attendere inutilmente i tempi lunghi della procedure di V.I.A. quando possono essere già bloccate adesso?   

GROTTAMMARE - Una giornata di sole ha fatto da cornice, domenica 27 gennaio, all’inaugurazione del campo polivalente della Parrocchia Madonna della Speranza. Don Anselmo: “Siamo in tanti e con piacere inauguriamo il campo che costerà 75.000 € che diventeranno 111.000 € comprensivi delle spese del mutuo. Di questa spesa in questi anni il comune garantirà 90.000 e il resto dovrà pagarlo la parrocchia. Ringrazio l’amministrazione e le tante persone che danno una mano a “spingere la carretta”, dagli amici al comitato di quartiere Valtesino, ai ragazzi dell’atletico Madonna della Speranza e i parrocchiani”. Dopo il parroco sono intervenuti i vari amministratori che hanno portato il loro saluto alla comunità. È poi seguita la solenne benedizione del campo polivalente che ospiterà centinaia di bambini ogni settimana.

Le novità dell’ISC Sud: Innovazione - Studio - Ricerca SAN BENEDETTO DEL TRONTO - La Dirigente Manuela Germani e i docenti dell’ISC SUD, in vista delle iscrizioni per l’a.s. 2013-14, si presentano al territorio e alle famiglie con un’ampia ed interessante proposta formativa e culturale che vede coinvolte tutte le realtà scolastiche a partire dalla Scuola dell’Infanzia fino alla Scuola Media. Ai genitori si offrono quindi diverse possibilità di scelta di tempo scuola in base all’organizzazione oraria che spazierà dal tempo base alla settimana corta alle sperimentazioni delle sezioni linguistico-musicali, in un’ottica di continuità ed approfondimento che interesserà i tre cicli dell’istruzione scolastica. Tra le novità che riguardano le varie strutture scolastiche si evidenzia che la nuova Scuola dell’Infanzia Alfortville è un edificio di classe A termoigrometrico con riscaldamento a pavimento, il cui calore è prodotto da una centrale geotermica che capta l’energia del sottosuolo, ed è dotato di pannelli solari e fotovoltaici che forniscono acqua calda ed energia elettrica praticamente a costo zero. Nel plesso elementare Spalvieri sono iniziati i lavori di ristrutturazione ed infine la scuola media, dopo i lavori di consolidamento e di miglioramento dei locali che ospiteranno i laboratori, si arricchirà a breve di una pista di atletica che permetterà agli alunni di usufruire di strutture più idonee per l’attività sportiva. L’offerta Formativa La Scuola dell’Infanzia presenta un tempo orario ordinario a 40 ore e uno ridotto a 25; La Scuola Primaria prevede - un tempo scuola normale, - un tempo integrato ad indirizzo musicalelinguistico. - la settimana corta ed il tempo pieno (plesso Alfortville). Nella Scuola Media l’offerta formativa si articola in: - un tempo normale, - la settimana corta, - due indirizzi sperimentali con le sezioni linguistico europea e musicale orchestrale. Riguardo al tempo normale appare interessante sottolineare che lo studio del tedesco sarà a livello turistico commerciale e gli alunni che sceglieranno questa lingua avranno anche l’opportunità di potenziare le attività sportive e motorie. Per tutte le altre informazioni potete rivolgervi all’istituto.

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ANNO XXX N 3 3 Febbraio 2013  

SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO

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