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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO ANNO XXX N° 41 - 1 Dicembre 2013 € 1.00

Abbonamento annuo ordinario € 30,00 - sostenitore € 50,00 - Taxe parcue - Tassa riscossa Ufficio di AP - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - DL 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 1 commerciale business Ascoli Piceno

Alzati e va’ - 2° Convegno Ecclesiale Marchigiano a Loreto Speranze per il futuro e piste di lavoro per una Chiesa regionale in cammino Si è concluso Domenica 24 Novembre, con una solenne concelebrazione Eucaristica nella Basilica della Santa Casa, il secondo Convegno Ecclesiale Marchigiano, i cui lavori sono stati aperti Venerdì 22 al Teatro delle Muse di Ancona. La prolusione è stata tenuta dal Cardinale Angelo Bagnasco, il quale proprio in regione (nell’Arcidiocesi di Pesaro) ha svolto il suo primo servizio di Vescovo, potendosi pertanto sentire a pieno,sono le sue parole, “parte di questa Chiesa e partecipe della storia delle Marche”. Il Cardinale, dopo aver affermato il grande valore ecclesiale del “convenire” mettendosi in dialogo, ha rimarcato la via della relazione come risposta al “virus dell’individualismo”, che fingendo di mettere l’uomo al centro di ogni cosa, lo lascia invece “prigioniero di se stesso e quindi tristemente solo”. Ha inoltre puntualizzato come il tema del convegno “vivere e trasmettere oggi la fede nelle Marche” richieda di restituire a Dio il primato nella nostra vita di credenti, ritrovando la fede come gioia, perché non è possibile “andare” se prima non si è saputi “stare”, non è possibile alcuna pastorale senza stare con Dio, per non snaturare la Chiesa stessa: “la Chiesa non è un‘organizzazione efficiente, bensì un organismo vivente”. E proprio su questa indicazione il Convegno ha voluto modularsi, come un grande organismo che ha preso vita grazie alle persone, gli oltre settecento delegati da tutte le diocesi della Regione, dalle loro parole e dallo stare insieme, condividendo non solo momenti di riflessione e discussione, ma anche di preghiera. Nella serata di Venerdì uno spettacolo dal titolo “In Memoria di Me”, tratto da testi di Mario Pomilio e Erich Emmanuel-Schmitt, realizzato da giovani delle diocesi marchigiane, ha offerto numerosi spunti su episodi dai Vangeli, dimostrando anche il grandissimo impegno dei ragazzi del gruppo teatrale. Nella mattinata di Sabato, aperta dalla celebrazione dell’Eucaristia, Suor Patrizia Nocitra, delle Clarisse di San Benedetto del Tronto, ha offerto una Lectio Divina sulle parabole del campo e della perla (Mt 13, 44-46). Successivamente sono stati aperti i lavori nei laboratori, tenendo presente la Parola scelta come icona del convegno: la frase “Alzati e va’” pronunciata dall’angelo nell’incontro fra il Diacono Filippo e l’Etiope (Atti 8, 26-40), segno del desiderio e della necessità di mettersi in un cammino, di apertura verso le periferie di ogni tipo, più o meno lontane dalla vita ecclesiastica. Tale cammino è stato tracciato proprio dal dialogo, nell’esperienza dei 24 Laboratori suddivisi in 4 ambiti tematici, volti ad affrontare argomenti essenziali della vita del cristiano con attenzione alle propensioni

e alle conoscenze di ogni partecipante, ma sempre rivolti alla ricerca di una visione d’insieme, che integri le diverse pastorali e fugga la frammentazione. Per ciascun ambito si è analizzata la situazione attuale della regione, se ne sono individuate le criticità e sono state avanzate proposte di miglioramento. Ha concluso la giornata una veglia di preghiera nella Basilica, con la testimonianza di una coppia sposata che ha trovato il coraggio di affrontare la perdita del lavoro e la forza di rialzarsi.

Testo del telegramma inviato dall’Arcivescovo Pietro Parolin Segretario di Stato di Sua Santità a Mons. Giovanni Tonucci Arcivescovo Prelato di Loreto. In occasione del secondo Convegno Ecclesiale Marchigiano sul tema “Alzati e va’ ”…vivere e trasmettere oggi la fede nelle Marche”, a conclusione dell’Anno della fede, il Sommo Pontefice Francesco, grato per i devoti sentimenti manifestati, desidera assicurare la Sua spirituale partecipazione e rivolge a Vescovi e Fedeli il Suo cordiale beneaugurante pensiero, auspicando che le comunità ecclesiali delle Marche, alla scuola della Beata Vergine Maria, Madre e modello della Chiesa, ravvivino la profonda e fervida adesione al Signore risorto per testimoniare il Vangelo in fraterna carità e nel generoso servizio ai fratelli, specialmente quanti soffrono o sono lontani, animando cristianamente l’odierna società ed essere testimoni efficaci di speranza e, mentre invita a perseverare nella preghiera per Lui e per il Suo Ministero Petrino, invoca un’abbondante effusione di Spirito Santo e invia a Vostra Eccellenza, ai Confratelli nell’episcopato, ai Sacerdoti, ai Religiosi e ai Fedeli delle comunità diocesane della regione l’implorata Benedizione Apostolica, propiziatrice di fecondo cammino sulla via della fede.

Nella mattina di Domenica 24 sono stati presentati i risultati dei laboratori, con particolare enfasi sulle proposte emerse, le numerose piste su cui la Chiesa Marchigiana potrà continuare a lavorare per rinnovarsi concretamente nell’opera pastorale e nella testimonianza del Vangelo. L’intervento conclusivo del Convegno è stato tenuto da Monsignor Luigi Conti, Presidente della Conferenza Episcopale Marchigiana che ha ricordato il fondamento di una testimonianza credibile: “Nelle nostre chiese, oggi, troppa cenere nasconde il fuoco del Vangelo. Certo, non lo spegne, non lo esclude, ma impedisce di vederlo. Per liberare questo fuoco è necessario il soffio dello Spirito.” Ha inoltre affermato: “nelle Marche non possiamo presupporre la fede, ma solo proporla. Allo stesso modo, nel mondo di oggi non si può presupporre la famiglia, ma è necessario proporla, come la vocazione più importante, icona di Cristo che ama la Chiesa fino a dare la vita per Lei.” Simone Caffarini

Alcuni suggerimenti dei nostri delegati al Convegno Ecclesiale delle Marche a pag. 2

Il programma a pag. 8


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Alcuni interventi al Convegno:

Famiglia: riaccendere il presente e illuminare il futuro delle Marche La famiglia ha bisogno di politiche fiscali, lavorative, economiche ed abitative adeguate, di servizi e di condizioni che agevolino ed anzi favoriscono la sua esigenza”. A lanciare l’appello sono stati Massimiliamo e Fabiana Bossio, al termine della prima giornata, hanno portato la voce delle famiglie al Convegno ecclesiale marchigiano. Anche nelle Marche, come nel resto d’Italia, hanno testimoniato, “il numero dei matrimoni è in vertiginoso calo, e separazioni e divorzi sono in crescita”. Una famiglia, insomma, “sempre più piccola, povera e vulnerabile”, che anche a livello ecclesiale chiede di essere maggiormente sostenuta e accompagnata. A partire dal periodo del fidanzamento, la proposta dei due coniugi, secondo il quale è questo il “punto zero” da cui ripartire: “Educare a saper coltivare l’amore nella propria naturale gradualità e maturità, accompagnare i fidanzati con la consapevolezza e la coscienza che solo educandosi all’amore e all’impegno responsabile e autentico, non sempre semplice, si costituisce la garanzia del per sempre, quel per sempre che le giovani generazioni non sanno più pronunciare, nemmeno nella dimensione dell’amore”.

“Scrutare i segni dei tempi” Intervento della Sig.ra Paola Agnani Oggi “le fragilità paradossalmente sembrano più legate all’essere che non all’avere”. A sottolinearlo è stata Paola Agnani, che al Convegno ecclesiale delle Marche ha portato la voce del volontariato. La Regione Marche, ha ricordato, si colloca tra le regioni con il più alto numero di organizzazioni di volontariato per abitante: nel 2013 i cittadini coinvolti in attività di volontariato sono stati oltre 30mila, e le relative organizzazioni presenti del territorio ammontano a quasi 1.700. Attraverso l’analisi dei bisogno primari e l’ascolto, ha detto la relatrice parlando dell’attività di questi centri, “emerge una forma dai povertà legata a una dimensione più intimistica dell’individuo che è il bisogno di sicurezza, d’appartenenza, di stima, di crescita in un’autoconsapevolezza che lo porti a essere il soggetto del proprio sviluppo”. Questa “povertà dell’avere”, secondo Agnani, interpella e mette in questione fortemente, e in prima persona, chi opera nel campo della carità, che a sua volta “non è qualcosa da fare, ma qualcosa da avere”.

“Il Cammino delle Diocesi e introduzione agli ambiti dei laboratori” Intervento di Don Giordano Trapasso “È l’ora della famiglia!”. Lo ha detto don Giordano Trapasso, riassumendo il cammino preparatorio delle 13 diocesi al Convegno ecclesiale delle Marche e introducendo il lavoro dei laboratori. “Proprio in un contesto storico e culturale in cui sono messe in discussione l’identità della stessa famiglia, le identità di genere, in cui assistiamo con più evidenza alla fragilità della famiglia come proposta e come realtà, per la diminuzione dei matrimoni e la crescita delle separazioni e dei divorzi - ha detto il sacerdote - le Chiese delle Marche, facendolo diventare un tema di impegno esplicito o la prima attenzione da avere nell’attuare le scelte pastorali, dicono coralmente: è l’ora della famiglia!”. “Le diocesi - ha proseguito - non cercano le famiglie ideali, perfette, né si rivolgono alle famiglie per domandare maggiori impegni pastorali, ma vogliono costruire un’alleanza con le famiglie reali, così come sono, condividendone le fragilità e le fatiche effettive e sostenendole nel riappropriarsi della loro legittima soggettività, soprattutto nell’educazione dei propri figli”. “È l’ora della famiglia” significa anche che “è l’ora che le nostre comunità cristiane assumano con decisione lo stile della famiglia, che siano famiglie per coloro che non ce l’hanno o non l’hanno potuta formare”. Lo stile di famiglia, infine, per le chiede delle Marche “è lo stile della pastorale integrata”.

“È l’ora delle periferie!”. È il secondo imperativo delle Chiese delle Marche, che fa da sfondo ai laboratori. “Spinti anche dalle parole e dai gesti di Papa Francesco - ha detto don Giordano Trapasso, presentandoli vogliamo cercare di guardare e di uscire verso le periferie geogra-

fiche ed esistenziali delle nostre parrocchie e dei nostri comuni”. Un “desiderio”, questo, “trasversale a tutti i contributi delle nostre diocesi”, perché “il confine tra centro e periferia non è sempre così netto come sembra, può essere fluido: le periferie possono essere più vicine a noi di quanto pensiamo”. “Dove c’è il centro - ha detto il sacerdote - può crearsi una situazione di periferia così come, per la virtù dell’amore, una periferia può diventare un centro. Ci sono persone ferite, unioni tra divorziati, scelte di convivenza, e sono nate esperienze molto belle di accompagnamento umano e nella fede in alcune Chiese locali, ma ci possono essere famiglie a noi vicine che cominciano ad affrontare momenti di crisi”. Di qui l’impegno ad evitare “di essere una squadra di calcio senza controcampo”: “Abbiamo una forte difesa - l’analisi di don Trapasso - costituita da tutte le esperienze di preghiera e di spiritualità, abbiamo un discreto attacco con una attenzione crescente ai poveri e alle periferie, ma il centrocampo? È curata la comunione nelle nostre comunità? Sappiamo accoglierci ogni giorno senza pregiudizi?”.

“Và avanti e accostati a quel carro: Dio alla ricerca dell’uomo” Chi cerca trova…ed è trovato!!! Intervento di Suor Patrizia Nocitra “Vivere e trasmettere la propria fede significa trovare un tesoro e vendere tutto per comprarlo”. Lo ha detto suor Patrizia Nocitra, che al Convegno ecclesiale delle Marche, dal Palacongressi di Loreto, ha portato la voce di tutti i Monasteri di clausura delle Marche, assicurando la loro presenza orante ai lavori. Meditando il brano evangelico di Matteo (13, 44-46) che parla del Regno dei Cieli come tesoro nascosto nel campo e perla preziosa, la religiosa lo ha definito un invito ad “assumere nuove categorie della vita, dove il criterio è il Vangelo di Cristo, criterio di lettura degli eventi della vita quotidiana”. Il Regno dei Cieli, così, “diventa il criterio per il quale l’uomo vende tutto e compra una vita nuova”. “Le parabole, per noi uomini e donne del terzo millennio, rischiano di apparire un po‘ infantili, forse anacronistiche”, ha fatto notare la religiosa, tanto che leggerle può apparire “una scommessa”, nella nostra “società mediatica”. In esse, però, “incontriamo gente come noi, certo relativamente al tempo di Gesù, ma gente normale, che viaggia, semina, pesca, amministra, incontriamo padri e figli, fratelli e sorelle, gente ordinaria che fa cose straordinarie”. È questo il “paradosso” del cristiano: “lo straordinario è come l’ordinario”.

Siamo invitati tutti a condividere le indicazioni e i risultati scaturiti dal 2° Convegno Ecclesiale Marchigiano. Preghiamo perché il tempo non inaridisca quello che oggi è rigoglioso Carissimi, vorremmo condividere con voi quanto abbiamo vissuto, mandati dalla Chiesa locale, nell’esperienza del 2° Convegno ecclesiale marchigiano. Innanzitutto la bellezza del convenire e del pregare insieme, la consolazione nell’incontrare tanti fratelli e sorelle della Chiesa delle Marche e condividere con loro fatiche e speranze. L’ascolto e il confronto nei 24 laboratori ha generato una grande ricchezza e soprattutto la percezione di una comunità cristiana non lamentosa di fronte all’attacco di una crisi che tocca tutto e tutti, ma vogliosa di vivere e donare la speranza che viene dal Vangelo. Pur coscienti che non è facile vivere e trasmettere la fede anche nelle Marche, ripartiamo convinti che in questo compito non siamo soli, ma in compagnia dello Spirito del Risorto e della forza che viene dalla comunione e dalla sinodalità. Torniamo nella nostra diocesi portando con noi le parole del card. Angelo Bagnasco che ci hanno invitato a vincere il virus dell’individualismo, a ‘saper stare’ con Gesù prima di metterci in movimento, ad alzarci e andar, per contagiare e scaldare il mondo con la fede, senza cedere al disincanto e allo scoraggiamento. Vorremmo essere, insieme a voi, una presenza sempre più testimoniante, individualmente e comunitariamente, in  ogni ambiente, in quanto poter servire per noi è una grazia che ci fa crescere e costruire relazioni accoglienti e fraterne. Salutiamo Loreto mettendo in valigia tutta la ricchezza scaturita dai lavori laboratoriali: le criticità che non sono state nascoste e le tante,stimolanti proposte concrete che ora possiamo riprendere e riproporre in Diocesi. Mentre lasciamo alle spalle la collina che ci ha ospitati, pensiamo agli obiettivi che ci siamo dati nella nostra programmazione pastorale e a come

ha trovato una conferma in questo convegno: vivere l’essenziale, la fede che nasce dall’ascolto e dall’incontro con Gesù, edificare con l’aiuto dello Spirito una chiesa dal volto conciliare capace di vivere la collegialità e la corresponsabilità, ripartire da uno stile familiare nelle nostre comunità, in modo che tutti si sentano a casa e nessuno vanga escluso, specie se piccolo e rilegato alla fine delle strade. Torniamo cosi con la convinzione che questo è il tempo favorevole, questo è il tempo di andare alle periferie esistenziali che a volte contribuiamo a creare e che sono più vicine di quanto pensiamo, questo è il tempo di essere cercanti perché cercati, come ci ha detto la nostra Sr. Patrizia. Abbiamo pregato insieme nella casa di Loreto, per il vescovo Gervasio e per il Vescovo eletto Carlo, per tutto il popolo di Dio, abbiamo cercato di mettere da parte chiacchiere sterili per portare con noi un sacco di speranza da condividere con tutti. Vogliamo infine condividere con voi anche la preghiera che la nostra diocesi ha fatto all’apertura del convegno: Signore...donaci la grazia di essere docili al soffio del tuo Santo Spirito, affinché possiamo costruire, nella comunione e nell’armonia dei carismi, la civiltà dell’amore, in cui, abbattuti i muri dell’indifferenza e dell’individualismo, apriamo le porte del cuore e delle nostre comunità a chi attende gesti e parole di solidarietà e di speranza. Amen. I delegati al Convegno ecclesiale marchigiano


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Parola del Signore PRIMA DoMENICA DI AVVENTo A

Dal VanGelO secondo MatteO Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. [38]Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca, [39] e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo. [40] Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l’altro lasciato. [41] Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l’altra lasciata. [42] Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. [43] Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. [44] Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà. ( MATTEo 24,37-44) Con questa domenica ha inizio il nuovo anno liturgico denominato “ Anno A “, in questo anno il nostro punto di riferimento sarà il Vangelo di Matteo. La liturgia ci pone di fronte queste domeniche di Avvento, cioè Venuta del Signore, come tempo forte, per farci preparare alla sua venuta che celebreremo solennemente nella Notte di Natale. Tutte le domeniche di Avvento saranno punteggiate da forti richiami al nostro essere cristiani. Il primo richiamo, quello di questa domenica è quello della veglia, della vigilanza per non essere colti impreparati. Siamo invitati, in modo pressante ad essere pronti ad accogliere il Signore che viene, ad essere svegli in attesa della sua venuta. Questa attesa deve essere operosa, deve essere il tempo della revisione della nostra vita, per la nostra conversione. Il tempo dell’Avvento è un periodo da usare per rivedere il nostro modo di vivere, il nostro modo di pensare e di essere cristiani. Per fare questo dobbiamo avere il coraggio di convertirci, di confrontarci con la Parola del Signore, e ad essa uniformarci per potere essere in grado di riconoscere il Signore che ci si fa incontro, che ci cammina a fianco, che nasce in mezzo a noi. Questo tempo di attesa del Signore ci

viene dato per irrobustire la speranza, per praticare la carità ed esercitare la fede; affinché il nostro incontro possa essere pieno di quella gioia e di quella beatitudine che riempie i giusti, e li fa essere in sintonia con l’amore di Cristo. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Perciò anche voi state pronti. Questi sono i due pressanti inviti che in questa prima domenica di Avvento ci vengono rivolti dal Signore, affinché la vita e il tempo non passino sopra di noi senza che ce ne accorgiamo, ma siano un momento favorevole che viviamo in preparazione al meraviglioso incontro con il SIGNORE CHE VIENE. Siamo chiamati ad utilizzare bene questo tempo di preparazione al Natale perché ci sia di aiuto, di richiamo forte al nostro essere cristiani cioè discepoli di Cristo, suoi fedeli amici. Chiediamo al Signore di essere ben preparati all’incontro con Lui, affinché possiamo apprezzare la bellezza e la gioia del suo porre la sua tenda in mezzo a noi. Perché possiamo essere in grado di godere pienamente del suo essere il Dio con noi. Riccardo

IN oGNI CoSA CERCA GESù; DI CERTo Lo TRoVERAI (L’IMITAZIONE DI CRISTO)

Durante la SettIMana 1- 8 DICeMbre 2013

Lunedì 2 dicembre Ore 17.30 Ripatransone - S. Filippo: Presentazione di un libro di don Guerrino Capriotti Ore 18.30 Ripatransone S. Filippo: S. Messa Martedì 3 dicembre Ore 18.30 Ripatransone - S. Savino: S. Messa, in occasione del 25° di ordinazione del Parroco

136. PILATO CONSEGNA GESÙ ALLA CROCIFISSIONE Leggiamo Mt 27,2-26. Nella seduta del primo mattino di venerdì le autorità religiose ebraiche tennero consiglio contro Gesù per farlo morire; poi lo condussero da Pilato. Il processo è ora a una svolta. 1. Gesù da Ponzio Pilato. “2Poi lo misero in catene, lo condussero via e lo consegnarono al governatore (egemôn) Pilato” (27,2). Incatenano Gesù per farlo apparire come pericoloso e colpevole. Pilato ha il titolo di egemôn, molto generico in quanto equivale a capo [anche supremo], sovrano, principe. Nell’iscrizione trovata da archeologi italiani a Cesarea Marittima viene chiamato “praefectus Iudaeae”. E’ stato “governatore” della Giudea dal 23 a 36 d. C. Di lui parlano anche Tacito e Giuseppe Flavio. 2. Pilato interroga Gesù. “Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore lo interrogò dicendo: ‘Sei tu il re dei Giudei?’. Gesù rispose: ‘Tu lo dici’. 12E mentre i capi dei sacerdoti e gli anziani lo accusavano, non rispose nulla. 13Allora Pilato gli disse: ‘Non senti quante testimonianze portano contro di te?’. 14Ma non gli rispose neanche una parola, tanto che il governatore rimase assai stupito” (Mt 27,12-14). Con la domanda se Gesù è il re dei Giudei Pilato si porta nel campo politico, delicato e pericoloso. La risposta di Gesù, formulata sull’analogia di quella che aveva dato al Sommo Sacerdote (26,64), è positiva, ma non politica: sì, lo sono. Contro le accuse dei giudei Gesù si chiude in un totale silenzio, il che causa stupore in Pilato. Gesù è il vero servo di Jahvè che “maltrattato, si lasciò umiliare / e non aprì la sua bocca” (Is 53,7). Pilato non dà la parola ai giudei; quindi non è maldisposto verso Gesù.

PILLoLE DI SAGGEZZA “ESSERE PRoNTo” PER ME NoN HA ALTRo SIGNIFICATo CHE QUESTo: ESSERE PRoTESo IN AVANTI. (THEILLARD DE CHARDIN)

Incontri Pastorali del Vescovo Domenica 1 dicembre Ore 11.00 Porto D’Ascoli Sacra Famiglia: S. Messa, in occasione di un raduno dei Carabinieri

Il processo civile

Mercoledì 4 dicembre Ore 12.00 S. Benedetto Tr. - Cattedrale: S. Messa, in occasione della festa di S. Barbara Venerdì 6 dicembre Ore 10.00 Ancona - Seminario: Conferenza Episcopale Marchigiana Sabato 7 dicembre Ore 20.30 S. Benedetto Tr. - Cattedrale: Ordinazioni Presbiterali Domenica 8 dicembre Ore 16.00 S. Benedetto Tr. - Cattedrale: S. Rosario Ore 16.30 S. Benedetto Tr. - Cattedrale: S. Messa solenne e Processione dell’Immacolata

3. L’usanza dell’amnistia. “A ogni festa, il governatore era solito rimettere in libertà per la folla un carcerato, a loro scelta. 16In quel momento avevano un carcerato famoso, di nome Barabba. 17Perciò, alla gente che si era radunata, Pilato disse: ‘Chi volete che io rimetta in libertà per voi: Barabba o Gesù, chiamato Cristo?’. 18Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia” (Mt 27,15-18). Pilato, cosciente che i giudei gli avevano consegnato Gesù per invidia, nella speranza di poterlo liberare, gioca la carta dell’amnistia. Chiede, quindi, alla folla se questa vuole libero Barabba, “un carcerato famoso”, o Gesù. La folla prende ora la parola e

non la cede più. A questo punto il processo diventa un dialogo tra Pilato e la folla, in un crescendo che va dalla “folla” a “tutto il popolo” (27,25); dal grido di sangue sempre più alto della folla, ai tentativi di Pilato, sempre più deboli, per salvare l’innocente Gesù. 4. Il sogno della moglie di Pilato. A questo punto, che incomincia a essere drammatico, Matteo inserisce il breve intermezzo. “Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: ‘Non avere a che fare con quel giusto, perché oggi, in sogno, sono stata molto turbata per causa sua’” (Mt 27,19).Cioè, quello che hai davanti è “giusto”; non interessarti più di lui perché ti potrà capitare qualche cosa di grave e ciò mi preoccupa. Pilato poteva pensare al sogno della moglie di Cesare la notte prima che Cesare venisse assassinato (Dione Classio, Storia romana 44,17,1). 5. La folla sceglie Barabba. “Ma i capi dei sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a chiedere Barabba e a far morire Gesù. 21Allora il governatore domandò loro: ‘Di questi due, chi volete che io rimetta in libertà per voi?’. Quelli risposero: ‘Barabba!’. 22Chiese loro Pilato: ‘Ma allora, che farò di Gesù, chiamato Cristo?’. Tutti risposero: ‘Sia crocifisso!’. 23Ed egli disse: ‘Ma che male ha fatto?’. Essi allora gridavano più forte: ‘Sia crocifisso!’” (Mt 27,20-23). La scelta corale di Barabba, il duplice “Sia crocifisso”, gridato da “tutti” e ripetuto più forte la seconda volta, stanno portando Pilato verso una sentenza ingiusta,verso un omicidio. 6. L’estremo tentativo: Pilato si lava le mani. “Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto aumentava, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: ‘Non sono responsabile di questo sangue. Pensateci voi’. 25E tutto il popolo rispose: ‘Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli’” (Mt 27,24-25). Il gesto di lavarsi le mani è una dichiarazione di innocenza: “Lavo nell’innocenza le mie mani” (Sal 26,6; Dt 21,6-8). “Pensateci voi”, cioè prendetevi tutta la responsabilità. “Il suo sangue ricada su di noi…”, solo sui presenti. Quindi, responsabilità personale di quanti stanno gridando. 7. Consegna Gesù perché sia crocifisso. “Allora rimise in libertà per loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso” (Mt 27,26). Pilato non pronuncia una sentenza formale; secondo Matteo si rassegna a cedere alla richiesta dei capi dei sacerdoti e degli anziani. Tutte le generazioni cristiane – per infamia e senza lodo (cf Dante, Inferno,3,36) - ripeteranno nel Credo: Gesù, “patì sotto Ponzio Pilato”. Conclusione. Imitiamo Gesù nella sua umiltà e nel dono di sé. “Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, … umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce” (Fil 2,5-6.8). Crocettigiuseppe@yahoo.it

Proprietà: “confraternita SS.mo Sacramento e cristo Morto”

SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO

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Adozione, una sfida contro corrente Collaborazione tra il Centro Famiglia e l’A.Mo. di Fano

(Un argomento così importante che desideriamo riproporre ai nostri lettori - ndr) SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Centro Famiglia di San Benedetto del Tronto e l’associazione A.Mo. di Fano stringono un’intesa volta a promuovere la pratica dell’adozione nelle famiglie. Il consultorio familiare sambenedettese rappresenterà il punto di riferimento nel sud delle Marche per coloro che intendono ricevere informazioni sull’Adozione e la Cooperazione per la tutela dei minori; la collaborazione del Centro con l’ente autorizzato (secondo la legge 476/98 e accreditato nei paesi: Bulgaria, Romania, Sri Lanka e Ucraina) permetterà di fornire tutta l’assistenza, la preparazione e la formazione necessaria affinché l’incontro tra la famiglia aspirante all’adozione e il bambino in situazione di abbandono sia frutto di un percorso nel quale le risorse degli adulti emergano in relazione ai bisogni dei bambini. L’Associazione A.Mo., attualmente guidata dal presidente Stefano Seri, con sedi a Fano, a Guardamiglio in provincia di Lodi e a Ploaghe in provincia di Sassari, si pone come obiettivo prioritario quello di garantire ai bambini, in stato di abbandono dichiarato, la possibilità di essere accolti all’interno di una famiglia. Inoltre A.Mo finanzia progetti di cooperazione internazionale finalizzati alla prevenzione e al contrasto del fenomeno dell’abbandono dei minori e promuove il sostegno a distanza dei minori che vivono in realtà di degrado e in condizioni igienico-sanitarie inadeguate. La preziosa collaborazione avviata, che a par-

ufficio della Pastorale Familiare

BEATA LA FAMIGLIA CHE CREDE “Rimanete in me e io in voi. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” Gv 15,4a .5b

tire da gennaio del prossimo anno si concretizzerà con specifici eventi di sensibilizzazione, coordinati da Catia Cichetti, vuole essere innanzitutto un’occasione di conoscenza e di riflessione sul tema dell’adozione, per poi divenire un’attività di supporto per i futuri genitori adottivi. Oggi, purtroppo, sono sempre meno le coppie che si avvicinano al percorso dell’adozione preferendo a questo cammino il ricorso a tecniche di fecondazione assistita. Altre cause della flessione sono il rallentamento delle attività di collaborazione in alcuni Paesi e, non ultimo il timore di incorrere in truffe. Per avere un ordine di grandezza del fenomeno, basti pensare che nel corso del 2012, la Commissione per le Adozioni Internazionali ha rilasciato l’autorizzazione all’ingresso in Italia per 3.106 bambini provenienti da 55 Paesi, adottati da 2.469 famiglie residenti in Italia. Tali dati fotografano una realtà diversa rispetto al 2011, evidenziando un calo piuttosto consistente, pari al 22,8% per quanto riguarda il numero di minori adottati, al 21,7% per quanto riguarda il numero delle coppie adottive. Ebbene, l’associazione di volontariato Centro Famiglia vuole far conoscere questo percorso attraverso testimonianze, esperienze e facilitatori per diffondere nelle nostre coscienze la consapevolezza che ci sono tantissimi bambini già nati che affollano gli istituti e che stanno aspettando una famiglia. Centro Famiglia e A.Mo., insomma, vogliono offrire un’opportunità a questi bambini di incontrare quelli che, anche se ancora non lo sanno, potrebbero accoglierli nella loro vita, diventando i loro genitori. Centro Famiglia-Dina Maria Laurenzi

Questa Parola, che ci è stata donata il giorno del nostro matrimonio, riassume bene non solo quella che è la nostra esperienza di coppia in cammino con il Signore, ma anche la nostra relazione d’amore personale con Gesù, perché il momento di svolta nella nostra vita è stato fare esperienza, in modi e tempi diversi, di come Dio ci ama gratuitamente per quello che siamo e la nostra gioia è possibile solo rimanendo uniti a Lui. Siamo sposati da poco più di un anno e, se ci guardiamo indietro, vediamo come la presenza del Signore non ci ha abbandonato fin da quando abbiamo mosso i primi passi nell’amore, nel tempo del fidanzamento, vera palestra per imparare ad amare. E’ in questo periodo di grazia, infatti, che abbiamo iniziato a capire come non saremmo riusciti a smussare le nostre diversità, ad accoglierci gratuitamente, a perdonarci, in poche parole non saremmo mai riusciti ad amarci veramente se non avessimo attinto con la preghiera, i sacramenti e l’ascolto della Parola, alla sorgente dell’Amore che ogni giorno ci educa a quel dono di sé che rende veramente felici. Ma è soprattutto nel matrimonio che abbiamo sperimentato la bellezza di rimanere nel Signore, in particolare nelle prove. Per esempio noi viviamo la difficoltà dell’essere lavoratori pendolari e a volte capita di essere sopraffatti dalla stanchezza e dai nervosismi che spesso ne conseguono; sappiamo però che a poco vale contare solo sulle nostre energie quando abbiamo un Padre buono che non aspetta altro di donarci il Suo Amore e la Sua Forza. E’ proprio per questo che nella nostra vita di sposi, pur tra i tanti impegni, cerchiamo di non tralasciare mai il nostro appuntamento quotidiano con Gesù, e lo facciamo meditando il Vangelo del giorno e parlando con Lui delle nostre pene ma anche ringraziandolo del dono di aver unito le nostre vite. E’ da questo incontro che usciamo rafforzati e consolati! A volte siamo anche tentati dallo scoraggiamento, soprattutto quando vediamo le nostre debolezze e fragilità e non riusciamo a essere quella famiglia perfetta che nella nostra mente avevamo idealizzato; ma anche in questi momenti il Signore non ci abbandona e ci fa capire che siamo appena all’inizio di un lungo cammino in cui ogni giorno cerchiamo di compiere qualche piccolo passo per imparare a donarci di più, sempre camminando con il nostro Amico speciale che non ci abbandona mai. Ci accorgiamo anche che il Signore ci è vicino facendosi carne nella comunità che ci ha donato, che è la Chiesa, in cui tante altre famiglie, più avanti di noi nel cammino, ci incoraggiano, ci sono di testimonianza, sono quella presenza viva di Gesù che non ci lascia mai. Ti ringraziamo dal profondo del cuore Signore per averci dato la meravigliosa opportunità di essere segno visibile del Tuo Amore! Rimani sempre con noi e con ogni famiglia del mondo! Gesù è il Signore! Marco e Lucia

CON LA MISERICORDINA Più Rosario per tutti

Quell’attesa del nostro cuore che la Chiesa ci ha insegnato a chiamare Avvento

“In verità siamo tutti in attesa... Siamo tutti inquieti, chi seduto e chi disteso, qualcuno contorto, e dentro di noi c’è un vuoto, un’attesa, che ti fa trasalire la pelle nuda”, scriveva Cesare Pavese. In una parola possiamo dire che siamo desiderio di felicità, ultimamente, desiderio di infinito: “Ciò che l’uomo cerca nel piacere è un infinito, e nessuno rinuncerebbe mai alla speranza di conseguire questo infinito”, diceva ancora Pavese. Viviamo in un mondo che tenta in tutti i modi di soddisfare questo desiderio e che, non riuscendoci, si è da qualche tempo cominciato ad inventare che ciò che il cuore cerca non può esistere. “La felicità non esiste, esistono al massimo dei momenti di serenità...”: questa affermazione risuona in ogni dove, dai salotti buoni agli angoli delle strade. Ma è possibile nascere con questo cuore, vivere con questo desiderio, e concludere che non è possibile ciò

per cui il cuore è fatto? Quale sommo inganno sarebbe la vita? Viviamo in un mondo che è incapace di prendere sul serio questa elementare verità. E proprio in un mondo come questo ci è accaduto qualcuno che ci ha ragionevolmente chiariti nell’unica e indomabile esigenza del cuore; che ci ha fatto sobbalzare nella considerazione di ciò che siamo; che ci ha permesso di tornare a vivere da uomini – perché l’uomo è questa attesa, perché non c’è vita altrimenti, perché, per dirla ancora con Pavese, “la lentezza dell’ora è spietata per chi non aspetta nulla”. La Chiesa, santa e cattolica, da duemila anni questa attesa la prende veramente sul serio e ci ha insegnato a chiamarla Avvento. È un Altro che deve venire, che deve accadere per compiere “quest’ansia arcana - come la chiamava Pirandello - che ci tiene e che ci fa sospirar le stelle...”. È vero che da soli non siamo capaci di rispondere al grido del nostro cuore, ma questo non porta inevitabilmente alla conclusione sposata da questo nostro mondo, e cioè che non esiste ciò che a noi è impossibile. La ragione, se funziona correttamente, non può chiudersi alla possibilità che ciò che non può venire da noi possa venire da un Altro. “Il Bimbo nel presepe è davvero il Figlio di Dio... in Gesù Cri-

sto, il Figlio di Dio, Dio stesso, Dio da Dio, si è fatto uomo”. Dio è entrato nella storia, nella nostra storia; Dio ha fatto ingresso, è entrato come uomo, come uno di noi, nella nostra realtà umana. E mentre eravamo in tutt’altro affaccendati, ha avuto compassione della nostra fame e della nostra sete, ci ha guardati, ha guardato il nostro cuore, stanco e disilluso, come a dirgli: Eccomi, sono Io Colui che, in ogni modo e dappertutto, hai sempre cercato. Dio risponde alla nostra attesa, al vuoto, al bisogno, al dolore donandoci non dei valori (magari nuovi), un messaggio che bisogna sforzarsi di vivere e “applicare”. Lui risponde facendosi, diventando Uno di noi, rendendosi identificabile tra noi, compromettendosi con noi. Ecco la vera, unica, sconvolgente Novità della storia. Il Cristianesimo è Dio stesso nel Volto e nella Carne di Uno chiamato Gesù. È la Risposta che si fa Carne, innestandosi nella totalità dell’avventura umana a partire dal Ventre di quella bambina di quattordici anni di nome Maria; accadendo, inizialmente, come Fatto ai nostri occhi in quella Grotta presenziata da pastori e re; continuando ad essere visibilmente presente e a noi contemporaneo nell’Unità e nella Vita della Sua Compagnia: la Chiesa”. Questo Bambino è il Compimento dell’attesa. Il Bimbo nel presepe è davvero il Figlio di Dio... Di fronte a Lui ci inginocchiamo. A Lui guardiamo. A Lui affidiamo la nostra vita e quella dell’umanità intera. Moina Maroni

... Il Dio che ci gestisce, ci nutre e ci immette come dono nella storia (non ci getta! come acclama un’insana filosofia o non ci getta via come un grumo, come asserisce un barbaro pensiero attuale). Questo Creatore chiama e domanda risposta. Eccola con la “Misericordina”: “C’è una corona del rosario, con la quale si può pregare anche la ‘coroncina della Divina misericordia’, aiuto spirituale per la nostra anima e per diffondere ovunque l’amore, il perdono e la fraternità”. Quando e come si assume? Sempre “l’autentichino” ci viene in soccorso: “Come mezzo di prevenzione si assume una volta al giorno e in casi urgenti si assume tante volte quante chiede la tua anima. La posologia è identica per bambini e adulti”. D’altra parte conviene prevenire, piuttosto che rischiare una brutta crisi cardiaca che attanagli. Non si agita prima dell’uso, probabilmente chi la cerca è già agitato ma usandola può trovare pace: ”Prima di usare la medicina, leggere il contenuto di questo prospetto; se è necessario leggerlo una seconda volta, e quando è necessario un consiglio o una informazione aggiuntiva, mettersi in contatto con un sacerdote”. Entra nel cuore come “aiuto spirituale per la nostra anima” e lo dilata per diffondere ovunque l’amore, il perdono e la fraternità. Se non costa niente e fa sempre bene, perché non assumerla?


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La parrocchia di San Savino in festa per i 25 anni di sacerdozio del parroco don Lanfranco Iachetti

Celebrazione 3 dicembre 2013, ore 18,30

25 anni di dono e... di doni! Inizio a scrivere queste righe accecato dal sole di questa mattina di ottobre. Vedo lentamente gli alberi addormentarsi e tingersi dei colori più belli. La terra si fa sempre più rossa, rimescolata dalle zolle e seminata di chicchi piccolissimi che dormiranno tutto l’inverno. Mi piace questa stagione di “passaggio”, quella che ci fa riprendere in mano ogni cosa e ci invita a dare speranza alla vita. Penso così i miei venticinque anni di sacerdozio. Tempo di semi, frutti e colori!

Giorni, volti di bambini, di giovani, di tante famiglie incontrate qua e là nelle quattro parrocchie che, come le stagioni ho avuto la possibilità di accompagnare, di veder crescere, maturare, colorarsi dei colori tenui e forti. Amicizia offerta e ricevuta. Gioia maturata e condivisa. In questa “traversata”, tanta luce ha illuminato la mia strada. Pensando alla mia vita di prete mi tornano in mente le parole di una leggenda persiana: “Ogni uomo che viene sulla terra ha sulla fronte una stella luminosa,quando riesce a scorgere sulla fronte dell’altro la sua stella luminosa la sua luce raddoppia d’intensità. Quando poi la sua stella partecipa della luce che è sulla fronte di tutti gli altri uomini, allora si ha luce completa sulla terra”. In questo tempo di valori spenti, di colori grigi, sento ancora più forte il compito di “mettermi in gioco” di raddoppiare l’intensità di luce nella testimonianza, per gridare, con Papa Francesco, di non “farci rubare la speranza” e, continuare a portare la “luce della fede”, cosciente che verrà l’inverno, ma poi sarà’ ancora la primavera...per illuminare di speranza la vita di ogni uomo. don Lanfranco, prete

Prima messa di don Lanfranco

Associazione Italiana Amici del Presepio Sezioni di: San Benedetto del Tronto, Fermo, Ascoli Piceno.

Domenica 1 Dicembre 2013 Caro Amico, come ogni anno si terrà la prima domenica di Avvento. Lo scorso anno ci siamo ritrovati a Fermo mentre quest’anno si terrà ad Acquaviva Picena. Dopo la S. Messa potremo ammirare nel chiostro del convento di San Lorenzo Martire la mostra di 14 diorami realizzati da padre Giuliano Del Medico in occasione dei festeggiamenti dei 400 anni dell’insediamento dei frati Agostiniani Scalzi in Acquaviva Picena. Programma: Ore 9,40 ritrovo presso il Belvedere Rosa Piattelli. Ore 10,00 La celebrazione Eucaristica verrà ufficiata nel Convento San Lorenzo Martire da Padre Luigi durante la quale saranno benedetti i Bambinelli (a tutti i bambini sarà donato un piccolo Gesù Bambino) Ore 12.30 pranzo presso un ristorante locale. Seguirà la visita della mostra presepistica allestita in collaborazione dell’associazione “Le due colline”. Ore 18.00 foto di gruppo saluti e partenza per il rientro Gloria et Pax. I dirigenti delle sezioni Fermo - San Benedetto del T - Ascoli Piceno

Il/la sottoscritto/a ..…………………………… recapito …………………………... Partecipa alla festa e prenoto il pranzo per n°……. persone (circa 23.00€ cad.) N.B. Si prega confermare la presenza al pranzo entro e non oltre 24/11/2013 ai seguenti recapiti telefonici: Angelini Roberto 339 3990624 (per S. Benedetto T.) Chiaromonte Aldo 0735 594529 (per S. Benedetto T.) ore pasti Ortolano Stefano 335 282206 (per Fermo) Spadea Alessandro 328 6129831 (per Ascoli Piceno).

Don Lanfranco diacono

Firmo dunque dono, una pubblicazione in cui si possono leggere tre editoriali de “L’ANCORA” vincitori del bando giornalistico 8Xmille Firmo dunque Dono raccoglie i 15 articoli vincitori del bando giornalistico 8xmille senza frontiere. Verso la Terra Santa alle radici della cristianità lanciato nel 2010 dalla Federazione Italiana Settimanali Cattolici in collaborazione con il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa della Conferenza Episcopale Italiana. Nel 2010 furono premiati 3 giornalisti (uno per ogni zona geografica: Nord, Centro e Sud Italia). In particolare, in ordine alfabetico, si potranno leggere i servizi di: Simona Bosi (IL MOMENTO di Forlì), Lanfranco Norcini Pala (LA VITA PICENA di Ascoli Piceno) e Maria Terlizzi (IN COMUNIONE di Trani). Nel 2011 e 2012 i finalisti sono stati 2 per ogni zona geografica. Per il 2011: Luca Capannolo (VOLA L’AQUILA de l’Aquila), Viviana Casu (L’ARBORENSE di Oristano),Sabina Leonetti (IN COMUNIONE di Trani), Virginia Panzani (NOTIZIE di Carpi), Susanna Peraldo (IL BIELLE5E di Biella) e Pietro Pompei (L’ANCORA di San Benedetto del Tronto). Per il 2012: Laura Dall’Olio (IL Nuovo DIARIO MESSAGGERO di Imola), Eleonora Davide (IL PONTE DELL’ IRPINIA di Avellino), Mariaelena Finessi (ROMASETTE.IT), Luca Primavera (TOSCANA OGGI), Debora Ruffolo (PAROLA DI VITA di Cosenza) e Marco Volpe (L’UNIONE MONREGALESE di Mondovì). Oltre agli articoli finalisti, che descrivono opere realizzate con i fondi dell’8xmille e la vita esemplare di sacerdoti diocesani, spesso fautori di molte di queste opere, la pubblicazione dà spazio alle pagine d’apertura dei servizi dedicati al viaggio in Terra Santa. Infatti dal 2011 i vincitori, o loro sostituti, hanno potuto visitare i luoghi più sacri alla cristianità e alcune attività e progetti significativi realizzati a Betlemme e Gerusalemme sempre con i fondi dell’8xmille.Infine, l’ultima parte di Firmo dunque Dono è dedicata alle destinazioni e agli impieghi dell’8xmille previsti dalla legge 222 del 1985 in Italia e nei Paesi in via di sviluppo, con gli importi delle assegnazioni dello Stato alla Chiesa cattolica negli ultimi 10 anni. Mense, nuove chiese, centri di ascolto, corsi di formazione, centri di accoglienza, tutela dei beni culturali ecclesiastici, oratori, aule per il catechismo, sostegno alla Caritas, sostentamento del clero diocesano.Sono ormai decine di migliaia gli interventi resi possibili grazie al lavoro di migliaia di volontari e di sacerdoti instancabili nel testimoniare e amare come Gesù ci ha amati. Ma un grazie va anche ai milioni di italiani che, firmando per destinare l’8xmille alla Chiesa cattolica, hanno donato agli affamati, agli assetati, ai malati, ai dimenticati, ai più deboli nel corpo e nello spirito la speranza concreta di una vita migliore.


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Da ripatransone

a cura di A.G. - I.A.

Festa di Santa Cecilia, commemorazione di personaggi e di musicisti La “Corale Madonna di San Giovanni” di Ripatransone, diretta da Nazzareno Fanesi con la collaborazione della pianista Laura Michelangeli, ha festeggiato la Patrona dei musicisti, coristi e strumentisti nel tardo pomeriggio di sabato 23 Novembre 2013 presso il Duomo ripano con l’esecuzione di canti liturgici polifonici, eseguiti durante la messa vespertina celebrata dal vicario parrocchiale Don Gian Luca Rosati e con il 42° concerto polifonico in onore di Santa Cecilia, che si è svolto subito dopo. Prima dell’inizio del concerto, la corista Ida Polidori ha riferito dei saluti inviati dal presidente della corale, Prof. Antonio Giannetti, impossibilitato, per la prima volta dopo 42 anni, a prendere parte alla manifestazione. Tutti i coristi ed il pubblico presente hanno rivolto un lungo applauso al Prof. Giannetti in segno di stima e di riconoscenza. Poi, la presentatrice ha ricordato i momenti salienti dell’attività artistica svolta dalla Corale durante l’anno ed ha letto il saluto-messaggio inviato dal presidente nazionale M° Giampaolo Lazzeri, alle istituzioni musicali iscritte all’ANBIMA. Tra la prima e la seconda parte del concerto, è stata letta una memoria storica per commemorare due illustri personaggi ripani: Emidio Consorti (1841-1913),pedagogista, a 100 anni dalla sua morte ed Emidio Cellini (1857-1920), musicista e compositore, autore dell’inno “Il Lavoro Educativo”, eseguito con successo dalla Corale, all’inizio della seconda parte del concerto.Al termine dell’esibizione, l’amministrazione comunale ha offerto un omaggio floreale alle coriste ed alla pianista. Presenti tra il qualificato pubblico, il sindaco della Città Prof. Remo Bruni, il vice Ing. Alessandro Lucciarini De Vincenzi, il consigliere comunale delegato alla cultura Prof. Paolo Polidori ed il Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ripatransone Dott. Michelino Michetti. Il Corpo Bandistico “Città di Ripatransone”, diretto dal M° Dott. Roberto Vespasiani, ha festeggiato Santa Cecilia, domenica 24 Novembre alle ore 12 presso il teatro comunale “Luigi Mercantini”, con un “Intrattenimento Musicale” presentando brani significativi, anche se non molto conosciuti, delle principali opere liriche di Giuseppe Verdi, con l’adattamento per banda di noti arrangiatori, compreso lo stesso M° Vespasiani. Preziosissima è stata la partecipazione dei cantanti lirici Ambra Vespasiani ed Ettore Nova. Presenti tra il qualificato e numeroso pubblico diverse autorità locali tra cui il sindaco Prof. Remo Bruni ed il consigliere comunale delegato alla cultura Prof. Paolo Polidori, che in due brevi interventi si sono complimentati con il Corpo Bandistico per l’originalità ed il livello artistico dell’esecuzione dei brani.

Giornata conclusiva delle Celebrazioni per il Cinquantennale dell’AVIS A Ripatransone, il 24 Novembre 2013, nella chiesa di Santa Croce dei Frati Cappuccini, con inizio alle ore 8.30, è stata celebrata da Padre Aro, una santa messa in memoria dei donatori di sangue, deceduti, e dei primi due presidenti dell’Associazione: Canzio Bertolortti (1911 – 1969) e Vittorio Pulcini (1911 – 1996). Al termine della celebrazione, è stata recitata la preghiera del donatore poi, in processione, i partecipanti si sono recati presso la Cappella degli Angeli del civico cimitero, dove in un clima di preghiera, c’è stata la benedizione delle due targhe apposte sulle lapidi di Canzio Bertolotti e di Vittorio Pulcini. L’attuale presidente, Decio Marinelli ha sottolineato che è anche grazie a loro se l’associazione è ben radicata nel tessuto sociale della Città e se è divenuta una tra le più importanti della Provincia. Successivamente l’ex segretario Walter Michelangeli ha ricordato brevemente le figure dei due presidenti avisini scomparsi. Alle ore 10.30, nella sala d’attesa dell’ufficio del sindaco, come atto conclusivo delle celebrazioni del

Presentazione del libro DIARIO INTIMO A Ripatransone, nell’ambito della Novena in preparazione della Festa dell’Immacolata Concezione, in programma nella chiesa di San Filippo dal 29 Novembre al 7 Dicembre 2013, è stata inserita la presentazione del volume DIARIO INTIMO del sacerdote Guerino Capriotti, Parte III (1938 – 1975: quarto ed ultimo volume della serie); libro a cura e con note di Alberto Pulcini. La presentazione è stata fissata per le ore 17.30 di lunedì 2 Dicembre 2013, presso la chiesa di San Filippo. Interverranno: Remo Bruni, Sindaco di Ripatransone; Roberto De Angelis, Sindaco di Cossignano;

Cinquantennale dell’AVIS ripana, è stato collocato, incorniciato e protetto da un vetro, il labaro strorico con tutte le medaglie ricevute negli anni come riconoscimento; lo scopo vuole essere quello di una presenza dell’AVIS nell’edificio comunale come ricordo e con la speranza di coinvolgere la gioventù ripana nella “famiglia avisina”. Presenti ai vari momenti della cerimonia, il sindaco Remo Bruni, gli assessori comunali, il direttivo dell’AVIS e numerosi donatori, vecchi e nuovi. Altra celebrazione avvenuta domenica 24 Novembre, è quella che si è svolta in Duomo con una santa messa in onore della “Virgo Fidelis”, patrona dell’arma dei Carabinieri in servizio e di quelli in congedo. L’associazione ripana dei carabinieri in congedo ha festeggiato con un pranzo sociale presso il locale ristorante “Il Piceno”. W. M. - I. A. Paolo Polidori, Assessore alla Cultura del Comune di Ripatransone; Don Antonio Capriotti, parroco emerito; S.E. Mons. Vescovo Gervasio Gestori; i congiunti di Don Guerino; Alberto Pulcini, curatore e annotatore dell’opera. Ai presenti sarà fatto omaggio di una copia del volume e saranno anche disponibili i primi tre volumi della collana “Diario Intimo”.

Mercoledì 20 Novembre 2013

ALLUVIONE IN SARDEGNA

Come potrò dimenticare i visi innocenti dei bimbi? Oggi le polemiche devono lasciare il posto al dolore e alla preghiera. Come è già accaduto nella lunga veglia notturna nella chiesa della Sacra Famiglia di Olbia. Sapremo reagire e rialzarci, ma tutte le volte che vedremo le nuvole addensarsi avremo tutti più paura Gianni Sini (*)

È il giorno del lutto. Olbia si ferma e piange i suoi morti, ma con lei si ferma tutta la Sardegna. In questa immane tragedia, provocata dal ciclone Cleopatra, che ha fatto 16 vittime, tutta l’isola si è stretta in un unico abbraccio e ha riscoperto quella solidarietà che, talvolta, ha bisogno di momenti eccezionali per essere attivata. Qui, in Sardegna, il lutto è stato sempre vissuto da tutta la comunità. In questi due giorni c’è stata davvero una gara per aiutare, per andare incontro a chi aveva perso tutto o aveva visto la sua casa trasformata in un accumulo di fango e detriti. Le famiglie degli sfollati hanno trovato un posto per dormire, oltre che negli alberghi, nelle case messe a disposizione dai parenti e dagli amici, pronti a non far mancare nulla, ma soprattutto a dare conforto, calore umano e speranza. In questo momento le famiglie colpite più che di beni materiali hanno bisogno di sostegno, vicinanza, affetto. Per me è stato un incontro straziante visitare ieri mattina la giovane mamma che in un istante ha perso il marito e il figlio di 3 anni. Una famiglia spazzata in un minuto. Non ci sono parole per colmare quel vuoto. In questi casi è preferibile il silenzio. Ma c’è chi non si ferma a imprecare contro la sorte e non si accontenta di parlare solo di evento eccezionale, ma punta il dito sulle lottizzazioni selvagge e sulle costruzioni realizzate a ridosso dei torrenti o nei luoghi dove, fino a qualche decennio fa, scorreva il torrente. Lo stesso vescovo della diocesi di Tempio-Ampurias, monsignor Sebastiano Sanguinetti, ha detto: “L’uomo ha rubato troppo alla natura e la natura si riprende oggi ciò che le è stato tolto”. Oggi, però, le polemiche lasciano il posto al dolore e alla preghiera perché questo pomeriggio, alle ore 15, con tutte le bare presenti, al Geopalace di Olbia, nel grande centro del Geovillage, tutta la città si stringerà attorno alle famiglie colpite per dare l’ultimo saluto ai suoi figli. Presiederà il rito funebre il vescovo Sanguinetti e con lui tutti i sacerdoti della città. Molti, però, già ieri notte hanno voluto vedere per l’ultima volta i volti dei loro amici nella chiesa della Sacra Famiglia che per tutta la notte è rimasta aperta per la visita e la preghiera. Certo, anche per me, non sarà facile dimenticare quei visi innocenti di Enrico Mazzoccu e di Morgana Giagoni, strappati troppo presto all’età di tre e due anni. La forza della fede ci aiuterà a superare anche questa prova forte. La Sardegna stessa saprà reagire e rialzarsi, ma tutte le volte che vedremo le nuvole addensarsi avremo tutti più paura. (*) direttore “Gallura e Anglona” (Tempio-Ampurias)

UTES DI SAN BENEDETTO: ELETTO IL NUOVO PRESIDENTE L’UTES , l’Università della terza età e del tempo libero di San Benedetto del Tronto, ha proceduto a norma di statuto, alle elezioni per il rinnovo del Consiglio direttivo. Numerosi i soci dell’Associazione che si sono recati nella sede di Via De Gasperi per le votazioni. Tra i candidati che si sono presentati sono stati eletti consiglieri: Basti Roberto, Bettoni Domenico, Breccia Vincenzo, Del Gobbo Paola, Lanciotti Zoboletti Diana, Mignini Elisabetta, Pompei Silvana, Ripani Sandro, Romitelli Licia, Taffoni Pier Luigi, Treccioli Isolina. Successivamente il Consiglio ha proceduto alla nomina delle nuove cariche sociali del direttivo UTES per il triennio 2013-2016 PRESIDENTE: DIANA LANCIOTTI ZOBOLETTI VICEPRESIDENTE: VINCENZO BRECCIA TESORIERE: PIER LUIGI TAFFONI SEGRETARIA: ELISABETTA MIGNINI ADDETTO ALLE P.R: ROBERTO BASTI La signora Diana Lanciotti Zoboletti è stata eletta all’unanimità. La nuova Presidente ha fatto parte dell’UTES sin dalla sua istituzione dedicandosi sempre, con impegno e passione, alle sorti di questa importante Associazione di San Benedetto che tanto ha dato e riesce a dare per la cittadinanza. I più dei mille soci iscritti augurano al nuovo direttivo i più importanti successi.


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DOMENICA 1 dicembre Giornata DELLA FAMIGLIA GIOVEDÌ 28 novembre Ore 21.00 APERTURA DELLA NOVENA da VENERDÌ 29 novembre a SABATO 7 dicembre ore ore ore ore ore ore

5.30 6.00 7.00 8.30 20.30 21.00

S. Rosario Lodi - S. Messa S. Messa Lodi - S. Messa S. Rosario Celebrazione Eucaristica animata da:

VENERDÌ 29 novembre

Parrocchia S. Maria della Marina

SABATO 30 novembre Parrocchia S. Giuseppe

LUNEDÌ 2 dicembre

Parrocchia S. Filippo Neri

MARTEDÌ 3 dicembre

ore ore ore ore

6.00 6.30 8.00 9.30

ore 11.00 ore 15.00 ore 15.30 ore 17.30

S. Rosario Lodi - S. Messa S. Messa S. Messa animata dai Ragazzi dell’Oratorio e A. S. Torrione S. Messa - Anniversari di Matrimonio Incontro di fraternità con Malati e Anziani presso le Suore Concezioniste Incontro formativo per il Personale UNITALSIANO con Mons. Decio Cipolloni S. Messa e Benedizione Eucaristica

MERCOLEDÌ 4 dicembre

Parrocchia S. Benedetto Martire

GIOVEDÌ 5 dicembre

Parrocchia S. Antonio di Padova

VENERDÌ 6 dicembre

Parrocchia Madonna del Suffragio

SABATO 30 novembre

ore 15.00 Liturgia Penitenziale per ragazzi e giovanissimi. dalle ore 16.30 CONFESSIONI per tutti

ore16.00 ore16.30 ore17.30

ore 21.00 Concelebrazione presieduta da don Lanfranco Iachetti, nel XXV anniversario dell’Ordinazione Sacerdotale ore 20.30 In Cattedrale: ORDINAZIONI SACERDOTALI di - Don Giuseppe Giudici - Don Matteo Calvaresi - Don Roberto Traini La novena sarà animata da P. Pierpaolo Fabbri P. Luca Gabrielli Frati Francescani Minori Suor Giovanna Salvatori Suora del S. Nome di Gesù

MARTEDÌ 10 dicembre

ore 7.30 + 17.00 S. Messa ore 17.30 PROCESSIONE con il Simulacro della Vergine Lauretana per le vie del Castello. Tutti i BAMBINI della città sono invitati

GIOVEDÌ 12 dicembre

ore 7.30 S. Messa ore 17.30 S. Messa: Anniversario della morte del Venerabile Padre Giovanni dello Spirito Santo

Festa dell’albero In allegato la foto relativa alle cerimonie organizzate in occasione della “Festa dell’albero 2013” che si sono svolte nei giardini di viale Pasqualetti e della scuola Alfortville alla presenza dell’assessore all’ambiente Paolo Canducci. Alle due iniziative hanno partecipato rappresentanze delle scolaresche dei tre Istituti Scolastici Comprensivi della città. Dopo che il personale del servizio Aree verdi ha provveduto ha piantumare nuove essenze arboree, in entrambe le occasioni gli alunni presenti hanno proposto brevi saggi con poesie e canti sul tema della tutela dell’ambiente naturale.

S. Rosario Solenne Concelebrazione presieduta da S. E. Mons. Gervasio Gestori PROCESSIONE con il Simulacro della MADONNA IMMACOLATA Percorso: Via Pizzi-Gramsci Ugo Bassi-Crispi-Fileni-Voltattorni Chiesa di San Benedetto Martire

Rinnovo del “VOTO” cittadino

MERCOLEDÌ 4 dicembre

SABATO 7 dicembre

Parrocchia S. Pio X

domenica 8 dicembre

ore 6.00 S. Rosario ore 6.30 S. Messa ore 8.00 S. Messa ore 9.30 S. Messa con l’offerta del fiore dagli alunni della Scuola “Maria Immacolata” ore 11.00 S. Messa Solenne animata dalla Corale “S. Benedetto Martire”

Dall’Argentina: Mar del Plata, riceviamo e ben volentieri pubblichiamo

Cari amici Sambenedettesi, Con rinnovato pensiero partecipiamo al nuovo progetto realizzato nel nostro cantiere navale. Domani sabato 9 di novembre, faremo il varo di una barca semi sommergibile per vedere le balene in Patagonia. E’ la prima del tipo costruita in Argentina, partecipiamo anche a voi questa notizia. Come sambenedettesi vi siamo sempre vicini e sappiamo che voi nel ricordo di tanti amici e partenti siete nello stesso modo vicino a noi. Come ripeteva tanti anni fa un ingegnere del Registro Italiano Navale: In questa industria bisogna fare, saper fare, e far sapere. Abbracci, Federico Contessi

“Madonne de j cuppette”

DALLA PARROCCHIA SACRO CUORE DI MARTINSICURO

Festa del Ciao 2013 azione CattoliCa I “RAGAZZI” DEL 1954 FESTEGGIANO I ragazzi del 1954 nati e residenti di Acquaviva Picena si sono ritrovati presso il ristorante “La Paesana” di Acquaviva Picena. Radunati da Nello Gaetani e Silvestri Maria tra le tante prelibate portate e un ottimo servizio hanno festeggiato le 59 primavere, si sono ricordati i tempi spensierati della scuola, e tanti discorsi del vivere quotidiano, con gli anni che passano e i nipoti che crescono. Il raduno iniziato 22 anni con cadenza annuale quello di venerdi 22 Novembre e stata più una serata assembleare, infatti si sono discusse le modalità di organizzazione per programmare il fatidico festeggiamento dei primi 60 anni nel 2014. Come ogni anno i coetanei: Marisa Pica, Loredana Induti, Anna Maria Giudici, Mattoni Nunzia, Pulcini Ivana, Crivellucci Altea, Travaglini Elisabetta, Fontana Elio, Maria Giuliana Gaspari, Piunti Giuseppina, Giovanna Troiani, Pietro Vagnoni, Antonio Cameli, Giovanni Piunti, Mestichelli Adele, Marini Maria Giovanna, Gaetani Luigi, Bartolomei Giovanni, Bartolomei Giuseppe, Rossi Vincenzo, dopo il taglio della torta, un brindisi e il cordiale arrivederci al 2014.

Sabato 16 Novembre 2013, L’Azione Cattolica Ragazzi della Parrocchia Sacro Cuore di Gesù ha organizzato la FESTA DEL CIAo. Questa festa chiude un percorso di accoglienza di nuovi amici che vengono all’ACR e insieme agli altri si vive insieme la FESTA DEL CIAO.

30 anni di esperienza organizzando viaggi per le Parrocchie

AGENZIA GENERALE DI S. BENEDETTO DEL TRONTO

Agente Generale Cinzia

Amabili

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VIAGGI E TuRISmO - NOLEGGIO BuS S. Benedetto del Tronto Tel. 0735 594456 Cupra marittima Tel. 0735 777636 www.pertur.it


Anno xxx n 41 1 dicembre 2013