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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO ANNO XXIX N° 38 - 4 Novembre 2012 € 1.00

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FEDE È CREDERE ALL’AMORE DI DIO CHE TRASFORMA OGNI FORMA DI SCHIAVITÙ

MESSAGGIO SINODO

Il desiderio più profondo I vescovi al Popolo di Dio: “Non c’è spazio per il pessimismo’’

“Non c’è uomo o donna che, nella sua vita, non si ritrovi, come la donna di Samaria, accanto a un pozzo con un’anfora vuota, nella speranza di trovare l’esaudimento del desiderio più profondo del cuore, quello che solo può dare significato pieno all’esistenza”. Parte dal profondo di questa considerazione il messaggio del Sinodo dei vescovi al Popolo di Dio, inviato oggi a conclusione della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi. Il messaggio è caratterizzato dalla “urgenza” di “condurre gli uomini e le donne del nostro tempo a Gesù, all’incontro con lui”. Perché “molti sono oggi i pozzi che si offrono alla sete dell’uomo”, ma occorre “orientare bene la ricerca, per non cadere preda di delusioni, che possono essere rovinose”. Il messaggio fa il punto sui problemi e le sfide che attraversano l’umanità e che sono stati oggetto di discussione in questi giorni di Sinodo, ma lascia un segno di speranza. “Il nostro - scrivono i padri sinodali è un mondo colmo di contraddizioni e di sfide, ma resta creazione di Dio, ferita sì dal male, ma pur sempre il mondo che Dio ama, terreno suo, in cui può essere rinnovata la semina della Parola perché torni a fare frutto. Non c’è spazio per il pessimismo nelle menti e nei cuori di coloro che sanno che il loro Signore ha vinto la morte e che il suo Spirito opera con potenza nella storia”. Umiltà. “Umiltà” è la parola che risuona nei primi paragrafi del testo, perché “l’invito ad evangelizzare si traduce in un appello alla conversione”. “Dobbiamo riconoscere - si legge - che le povertà e le debolezze dei discepoli di Gesù, specialmente dei suoi ministri, pesano sulla credibilità della missione. Siamo certo consapevoli, noi Vescovi per primi, che non potremo mai essere all’altezza della chiamata da parte del Signore e della

consegna del suo Vangelo per l’annuncio alle genti. Sappiamo di dover riconoscere umilmente la nostra vulnerabilità alle ferite della storia e non esitiamo a riconoscere i nostri peccati personali. Siamo però anche convinti che la forza dello Spirito del Signore può rinnovare la sua Chiesa e rendere splendente la sua veste, se ci lasceremo plasmare da lui. Lo mostrano le vite dei santi, la cui memoria e narrazione è strumento privilegiato della nuova evangelizzazione. Se questo rinnovamento fosse affidato alle nostre forze, ci sarebbero seri motivi di dubitare”. Le famiglie di fatto. Nel paragrafo dedicato alla famiglia, i padri sinodali rivolgono un pensiero particolare alle “situazioni familiari e di convivenza in cui non si rispecchia quell’immagine di unità e di amore per tutta la vita che il Signore ci ha consegnato. Ci sono coppie che convivono senza il legame sacramentale del matrimonio; si moltiplicano situazioni familiari irregolari costruite dopo il fallimento di precedenti matrimoni: vicende dolorose in cui soffre anche l’educazione alla fede dei figli. A tutti costoro vogliamo dire che l’amore del Signore non abbandona nessuno, che anche la Chiesa li ama ed è casa accogliente per tutti, che essi rimangono membra della Chiesa anche se non possono ricevere l’assoluzione sacramentale e l’Eucaristia. Le comunità cattoliche siano accoglienti verso quanti vivono in tali situazioni e sostengano cammini di conversione e di riconciliazione”. Giovani, economia e politica. “Testimoniare il Vangelo non è privilegio di alcuno. Riconosciamo con gioia la presenza di tanti uomini e donne che con la loro vita si fanno segno del Vangelo in mezzo al mondo”. Segue a pag. 3

La fede e il suo significato nel mondo contemporaneo è stato l’argomento della catechesi di Benedetto XVI per l’Udienza Generale del Mercoledì, tenutasi in Piazza San Pietro. “Nel nostro tempo - ha detto il Papa - è necessaria una rinnovata educazione alla fede, che comprenda certo una conoscenza delle sue verità e degli eventi della salvezza, ma che soprattutto nasca da un vero incontro con Dio in Gesù Cristo”.”Oggi, insieme a tanti segni di bene, cresce intorno a noi anche un certo deserto spirituale. (...) Le stesse idee di progresso e di benessere mostrano anche le loro ombre. Nonostante la grandezza delle scoperte della scienza e dei successi della tecnica, oggi l’uomo non sembra diventato veramente più libero (...); permangono tante forme di sfruttamento, (...) di violenza (...) di ingiustizia… (...). D’altra parte, però, cresce anche il numero di quanti si sentono disorientati e, nella ricerca di andare oltre una visione solo orizzontale della realtà, sono disponibili a credere a tutto e al suo contrario. In questo contesto riemergono alcune domande fondamentali (...): che senso ha vivere? C’è un futuro per l’uomo, per noi e per le nuove generazioni? (...) Che cosa ci aspetta oltre la soglia della morte?”. “Da queste insopprimibili domande - ha affermato il Pontefice - emerge che “il sapere della scienza, pur importante per la vita dell’uomo, da solo non basta. Noi abbiamo bisogno non solo del pane materiale, abbiamo bisogno di amore, di significato e di speranza, di un fondamento sicuro, (...) che ci aiuti a vivere con un senso autentico anche nella crisi, nelle oscurità, nelle difficoltà e nei problemi quotidiani. Segue a pag. 2

La Chiesa si muove in favore dei lavoratori della domenica Dalla Conferenza Episcopale Italiana un invito a sostenere la raccolta di firme per proporre una legge di iniziativa popolare volta a contrastare l’indiscriminata liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali mediante l’abrogazione dell’art 3, comma 1, lett. D bis, del DL n. 223/2006, come modificato dall’art. 31 del DL n.201/2011. Nello spirito del comunicato finale dell’Assemblea Generale (maggio 2012), di quanto evocato nell’Incontro Mondiale delle Famiglie di Milano (giugno 2012), oltre agli espliciti richiami del Santo Padre, “a liberare la domenica dal lavoro, a tutela della dignità delle persone – della donna soprattutto – e dei tempi della fa-

miglia”, si invita a favorire tale raccolta di firme, anche davanti i sagrati delle chiese, domenica 25 novembre p.v.


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FEDE È CREDERE ALL’AMORE DI DIO CHE TRASFORMA OGNI FORMA DI SCHIAVITÙ La fede ci dona proprio questo: è un fiducioso affidarsi a un ‘Tu’, che è Dio, il quale mi dà una certezza diversa, ma non meno solida di quella che mi viene dal calcolo esatto o dalla scienza. La fede non è un semplice assenso intellettuale dell’uomo a delle verità particolari su Dio; è un atto con cui mi affido liberamente a un Dio che

è Padre e mi ama; (...) mi dona speranza e fiducia”.. “Certo questa adesione a Dio non è priva di contenuti: con essa siamo consapevoli che Dio stesso si è mostrato a noi in Cristo (...). Con il mistero della Morte e Risurrezione di Cristo, Dio scende fino in fondo nella nostra umanità per riportarla a Lui, per elevarla alla sua altezza. La fede è credere a questo amore di Dio che non viene meno di fronte alla malvagità dell’uomo, di fronte al male e alla morte, ma è capace di trasformare ogni forma di schiavitù, donando la possibilità della salvezza”. “E questa possibilità di salvezza attraverso la fede è un dono che Dio offre a tutti gli uomini. Penso che dovremmo meditare più spesso - nella nostra vita quoti-

diana, caratterizzata da problemi (...) sul fatto che credere cristianamente significa questo abbandonarmi con fiducia al senso profondo che sostiene me e il mondo, quel senso che noi non siamo in grado di darci, ma solo di ricevere come dono, e che è il fondamento su cui possiamo vivere senza paura. E questa certezza liberante e rassicurante della fede dobbiamo essere capaci di annunciarla con la parola e di mostrarla con la nostra vita di cristiani”.”Alla base del nostro cammino di fede c’è il Battesimo, il sacramento che ci dona lo Spirito Santo, facendoci diventare figli di Dio in Cristo, e segna l’ingresso nella comunità della fede, nella Chiesa: non si crede da sé, senza il prevenire della grazia dello Spirito; e non si crede da soli, ma insieme ai fratelli. Dal Battesimo in poi ogni credente è chiamato a ri-vivere e fare propria questa confessione di fede, insieme ai fratelli”. “La fede - ha concluso il Santo Padre - è dono di Dio, ma è anche atto profondamente libero e umano. (...) Non è contrario né alla libertà né all’intelligenza dell’uomo. Anzi, le implica e le esalta (...) Credere è affidarsi in tutta libertà e con gioia al disegno provvidenziale di Dio sulla storia, come fece il patriarca Abramo, come fece Maria di Nazaret”. Città del Vaticano, 24 ottobre 2012 (VIS)

“La cultura giuridica si è distaccata dalla legge morale” Secondo il Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, intervenuto “in scriptis” al Sinodo, si tratta di “una delle più gravi ferite della società di oggi” – Riportiamo di seguito l’intervento in scriptis di S. Em. R. Card. Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, alla quinta Sessione dei Circoli Minori del Sinodo dei Vescovi (23 ottobre 2012). L’Instrumentum laboris ci ricorda che la testimonianza della fede cristiana è una risposta sommamente adeguata ai problemi esistenziali, specialmente perché tale testimonianza supera la falsa frattura esistente tra il Vangelo e la vita (cfr. n° 118). Ma, perché abbia luogo la testimonianza della fede, di cui il mondo oggi ha urgente bisogno, all’interno della Chiesa si richiede la coerenza tra la vita e la fede.Tra le più gravi ferite della società di oggi si rileva nella cultura giuridica il distacco dalla sua radice obiettiva ovvero metafisica, che è la legge morale. In questi ultimi tempi questo distacco si è di molto accentuato, manifestandosi come un vero antinomismo, che pretende di rendere legali azioni intrinsecamente cattive, come l’aborto procurato, il concepimento artificiale della vita umana allo scopo di procedere a sperimentazioni sulla vita dell’embrione umano, la cosiddetta eutanasia di coloro che godono del diritto preferenziale alla nostra assistenza, il riconoscimento legale delle unioni di persone dello stesso sesso equiparate al matrimonio, e la negazione del diritto fondamentale della coscienza e della libertà religiosa. L’antinomismo affermatosi nella società civile purtroppo ha contagiato nel post-Concilio anche la vita ecclesiale, associandosi malauguratamente alle cosiddette novità culturali. L’euforia postconciliare, tesa all’instaurazione di una Chiesa nuova all’insegna di libertà e amore, ha favorito fortemente un’attitudine di indifferenza verso la disciplina della Chiesa, se non addirittura una ostilità. Pertanto la riforma della vita ecclesiale auspicata dai Padri Conciliari è stata in certo senso impedita, se non tradita. Dediti alla odierna nuova evangelizzazione, abbiamo il compito di porre a fondamento la conoscenza della tradizione disciplinare della Chiesa e il rispetto del diritto nella Chiesa. La cura della disciplina della Chiesa non equivale ad una concezione contraria alla missione della Chiesa nel mondo, ma è una giusta attenzione per poter testimoniare coerentemente la fede nel mondo. Il servizio, umile certamente, del Diritto Canonico nella Chiesa è anche del tutto necessario. Come potremmo infatti testimoniare la fede nel mondo qualora ignorassimo o trascurassimo le esigenze della giustizia nella Chiesa? La salvezza delle anime, fine principale della nuova evangelizzazione, deve anche essere sempre nella Chiesa “la legge suprema” (can. 1752).

PAROLA DEL SIGNORE TRENTUNESIMA DOMENICA TEMPO ORDINARIO - ANNO B TI AMO, SIGNORE, MIA FORZA

Dal VANGELO secondo MARCO Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’é altro comandamento più importante di questi”. Allora lo scriba gli disse: “Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v’é altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici”. Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: “Non sei lontano dal regno di Dio”. E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. (MARCO 12,28-34) Uno scriba, un uomo della TORAH, la LEGGE, sicuramente diverso da altri, che hanno incontrato Gesù, fa al Maestro una domanda fondamentale: qual’è la cosa più importante da fare, da seguire per vivere “ bene ” ? Gesù risponde con la preghiera fondamentale d’ Israele, lo SHEMA, detta anche ASCOLTA, ISRAELE. Questa preghiera doveva essere ripetuta più volte al giorno da ogni pio israelita, proprio perché è fondamento

stesso del suo legame con il Dio dei padri. E’ una bellissima preghiera che recita: Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi sono i precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Gesù partendo da questa preghiera, ma al tempo stesso comandamento, risponde allo scriba attualizzandola, associando all’amore per il Signore anche l’amore verso i fratelli. Questa verità é così radicata nell’insegnamento di Gesù, e così ben recepita dai discepoli, che l’apostolo Giovanni nella sua prima lettera scrive: Se uno dicesse: - io amo Dio -, e odiasse suo fratello, egli è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da Lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello. Da qui possiamo capire come l’amore verso Dio, si realizza amando i fratelli, il nostro prossimo, cioè la moglie, il marito, i figli, i genitori, i suoceri, i parenti, gliamici, e tutti quelli che incontriamo nella nostra vita e che hanno bisogno di noi, del

nostro aiuto. La parola “prossimo” sta proprio ad indicare quelli che ci stanno vicini. Quelli che percepiamo come bisognosi del nostro aiuto. Grande è l’impegno che questo comandamento del Signore ci chiede: trasformare il nostro egoismo in altruismo, questa è la conversione più grande che si possa fare, ma è anche l’unica strada che porta al Regno dei Cieli, è la strada maestra che porta al Monte delle Beatitudini. Lungo questa strada, Gesù ci chiede di seguirlo: prendete la vostra croce ogni giorno e seguitemi. Chiediamo al Signore, di starci vicino, di aumentare la nostra fede e di prenderci per mano, affinché in sua compagnia il nostro coraggio sia più forte, così da poterci liberare dalle catene dell’egoismo, per acquisire la libertà dei figli di Dio ed essere disponibile all’amore e al servizio del nostro prossimo, dei noRICCARDO stri fratelli. PILLOLE DI SAGGEZZA: L’AMORE DI DIO CI TOGLIE IL NOSTRO IO, MA SOLO PER APRIRCI, PER FARCI PIU’ GRANDI (JEAN-MARIE PERRIN) IL GIORNO IN CUI LA GIOIA DEGLI ALTRI DIVENTA LA TUA GIOIA, E IL LORO DOLORE DIVENTA IL TUO DOLORE, ALLORA POTRAI DIRE DI AMARE. (M. QUOIST)


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ella Fede dalla prima pagina

MESSAGGIO SINODO

Il desiderio più profondo I vescovi al Popolo di Dio: “Non c’è spazio per il pessimismo’’ Il messaggio ha quindi una parola per tutti: per i giovani, per i quali i vescovi chiedono di “non mortificare, la potenza dei loro entusiasmi”. Al mondo dell’economia e del lavoro, invece, i padri sinodali chiedono di “riscattare il lavoro dalle condizioni che ne fanno non poche volte un peso insopportabile e una prospettiva incerta, minacciata oggi spesso dalla disoccupazione, specie giovanile”. Al mondo della politica, l’esortazione ad “un impegno di cura disinteressata e trasparente del bene comune”; “una limpida testimonianza” e “il precetto della carità”. I cristiani perseguitati. Il messaggio sinodale si conclude con un pensiero che abbraccia tutta la terra e la cristianità. Rivolge “una considerazione tutta particolare, colma di affetto fraterno e di gratitudine”, ai “cristiani delle Chiese Orientali Cattoliche”. “In non pochi contesti - scrivono i padri sinodali - le vostre Chiese sono in mezzo a prove e tribolazioni, in cui testimoniano la partecipazione alla croce di Cristo”. “Il Signore continui a benedire

la vostra fedeltà e sul vostro futuro si staglino orizzonti di serena confessione e pratica della fede in una condizione di pace e di libertà religiosa”. Il messaggio è indirizzato anche ai “cristiani, uomini e donne, che vivete nei paesi dell’Africa”: “Vi diciamo la nostra gratitudine per la testimonianza che offrite al Vangelo spesso in situazioni di vita umanamente difficili”. C’è una parola per tutti, per le Americhe del Nord e del Sud, per l’Oceania, per le minoranza cristiane in Asia, per l’Europa. “Giunti al termine di questa esperienza di comunione tra Vescovi di tutto il mondo e di collaborazione al ministero del Successore di Pietro - conclude il messaggio -, sentiamo risuonare per noi attuale il comando di Gesù ai suoi apostoli: ‘Andate e fate discepoli tutti i popoli [¼]. Ed ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo’ (Mt

AVVISO

IL GRUPPO DI MONTELPARO LA SERA DELL’11 OTTOBRE IN CATTEDRALE

Sarebbe bello e utile pubblicare le varie iniziative parrocchiali in questo anno della fede

Incontri Pastorali del Vescovo DuRANtE LA sEttIMANA 4-11 NOVEMbRE 2012 Domenica 4 novembre Ore 10.00 S. Benedetto Tr. Convegno Fides Vita: S. Messa Mercoledì 7 novembre Ore 09.00 S. Benedetto Tr. - Cattedrale: S. Messa per la Scuola Media Sacconi-Manzoni Ore 21.15 S. Benedetto Tr. - Caritas: Incontro con don Francesco Soddu, Direttore della Caritas Italiana, su “La testimonianza della carità” Giovedì 8 novembre Ore 9.30 S. Benedetto Tr. - Caritas: Riunione del Clero Venerdì 9 novembre Ore 21.00 S. Benedetto Tr. - Cattedrale: Penitenziale per il Liceo Classico

Sabato 10 novembre Ore 8.45 S. Benedetto Tr. Cattedrale: S. Messa per il Liceo Classico Ore 11.00 S. Benedetto Tr. Inaugurazione del Centro Polivalente Caritas Ore 21.00 S. Benedetto Tr. - Cristo Re: Ordinazione diaconale Domenica 11 novembre Ore 10.30 S. Benedetto Tr. Ospedale: S. Messa, in occasione della Festa Patronale Ore 21.00 S. Benedetto Tr. Parrocchia S. Filippo Neri: Chiusura del Corso Donne dei Cursillos

Il discorso ecclesiale, quarto della serie

89. IL PIÙ GRANDE NEL REGNO DEI CIELI Nella nostra lettura di Matteo siamo giunti al quarto Discorso di Gesù, il penultimo della serie. 1. Il Discorso sulla vita nella Chiesa. Si compone di vari brani, messi insieme senza un rigoroso ordine logico, ma uniti dal fatto che ciascuno, a modo suo, indica la condotta che i discepoli devono tenere nelle loro riunioni religiose e nella loro vita ecclesiale. Rivolto ai capi, Gesù indica chi è il più grande nel Regno dei Cieli (18,15); presenta poi la gravità dello scandalo (18.6-11), l’attenzione per la pecora che si è smarrita (18,12-14), la correzione fraterna (18,15-17), la preghiera in comune (18,18-20), il perdono delle offese (18,21-22) e la parabola del servo spietato (18,23-35). In questo contesto compare ancora, come già in 16,18, la parola ekklesía: le altre due uniche occorrenze di ekklesía nei Vangeli. Matteo 19,1 conclude il Discorso. 2. Chi è il più grande nel regno dei cieli? Senza indicare il tempo e il luogo Mt racconta: “In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: ‘Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?’” (Mt 18,1). Evidentemente i discepoli ritengono – totalmente? in misura rilevante? - “il regno dei cieli” una entità anche terrena, nel quale si occupano posti più o meno alti. Essi pensano che sia importante sapere fin da ora chi si collocherà al suo vertice. Quindi, sono ancora molto contaminati dalla mentalità del tempo che vedeva risvolti materiali e di prestigio anche in cose spirituali. 3. La grandezza di chi si fa piccolo. La risposta di Gesù, in contrasto con le aspettative, prende un rilievo straordinario. “Allora chiamò a sé un bambino (paidíon), lo pose in mezzo a loro 3e disse: ‘In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini (paidíon, plurale) non entrerete nel regno dei cieli. 4Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli’” (Mt 18,2-4). Gesù chiama un fanciullo e lo fa diventare paradigma della grandezza nel regno: compie, come i profeti, una “parabola in azione”. E dice: “Se non vi convertirete” e usa epistréfô (cong. aor. pass.), che indica propriamente il “tornare indietro” di chi, dopo essersi allontanato da Dio, si incammina di nuovo verso Dio. Diversamente da metanoéô, cambiare mente, epistréfô ha come equivalente ebraico il verbo shub, che indica propriamente “inversione di

marcia”, qui, per andare verso il regno percorrendo una via impensabile: “farsi piccolo”. E’ il famoso tapeinóô, diventare “tapino”, umile, ricettivo. “come questo bambino”. Qui il bambino non viene caratterizzato per la sua innocenza, purezza, ma per la sua mancanza di pretese e per la sua capacità ricettiva. 4. La santa dell’infanzia spirituale. Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo (18521897) ha vissuto e insegnato questa spiritualità. Il 10 ottobre 1997, proclamandola dottore della Chiesa, Giovanni Paolo II ha presentato così l’infanzia spirituale quale risulta dagli scritti di questa grande santa. Ci permettiamo una lunga citazione da questo alto documento di Magistero. “Il nucleo del suo messaggio [riguardante l’infanzia spirituale], infatti, è il mistero stesso di Dio Amore, di Dio Trinità, infinitamente perfetto in se stesso. Se la genuina esperienza spirituale cristiana deve coincidere con le verità rivelate...,, occorre affermare che Teresa ha fatto esperienza della divina rivelazione, giungendo a contemplare le realtà fondamentali della nostra fede unite nel mistero della vita trinitaria. Al vertice, come sorgente e termine, l’amore misericordioso delle tre Divine Persone, come essa lo esprime, specialmente nel suo Atto di offerta all’Amore misericordioso. Alla base, dalla parte del soggetto, l’esperienza di essere figli adottivi del Padre in Gesù; tale è il senso più autentico dell’infanzia spirituale, cioè l’esperienza della figliolanza divina sotto la mozione dello Spirito Santo. Alla base ancora e di fronte a noi, il prossimo, gli altri, alla cui salvezza dobbiamo collaborare con e in Gesù, con lo stesso suo amore misericordioso. Mediante l’infanzia spirituale si sperimenta che tutto viene da Dio, a Lui ritorna e in Lui dimora, per la salvezza di tutti, in un mistero di amore misericordioso. Tale è il messaggio dottrinale insegnato e vissuto da questa Santa” (Giovanni Paolo II, Lettera Apostolica “Divini amoris scientia” (n. 8). Preghiamo. “Signore, non si esalta il mio cuore / né i miei occhi guardano in alto; /... / Io invece resto quieto e sereno: / come un bimbo svezzato in braccio a sua madre, / come un bimbo svezzato è in me l’anima mia” (Salmo 131). Crocettigiuseppe@yahoo.it

COMUNICATO DELLA CURIA Il Vescovo Diocesano

S.E. Mons. GERVASIO GESTORI

con Decreto del 26 ottobre 2012 (Prot. n. 59/2012) ha nominato

P. Bonaventura FEBBO, OFM Conv. Vicario Parrocchiale della Parrocchia Santa Maria in Montesanto e Sant’Angelo, in Ripe di Civitella, nel Comune di Civitella del Tronto (TE), con decorrenza dal 1 novembre 2012.


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CATTOLICI IN POLITICA

Un’alleanza costruttiva

Il vero nodo Todi 2: generare entro breve tempo proposte nuove tanto nel contenitore quanto nei contenuti Francesco Bonini

C’è tutto, nel compatto documento di Todi 2, un anno dopo la prima iniziativa convergente delle associazioni cattoliche impegnate nel sociale. C’è la constatazione della grave crisi in corso, che non è solo economica, ma politica e morale. C’è l’esperienza del governo Monti e la necessità di non disperderla, ma di rilanciarla ridando centralità al lavoro, all’imprenditorialità, alla crescita, ad un nuovo welfare. C’è il tema delle riforme istituzionali strutturali e della riforma elettorale. Ci sono i valori della vita, della famiglia e dell’educazione. C’è l’ispirazione cristiana declinata in senso non confessionale e messa a disposizione di tutti. C’è l’esigenza di onestà, rigore morale e sobrietà, prima di tutto per la classe politica, di cui si afferma la necessità di reale rinnovamento. Infine c’è il vero nodo. Viene affermata la necessità di “un percorso che consenta, entro i prossimi appuntamenti elettorali, di generare proposte nuove tanto nel contenitore quanto nei contenuti”. È il punto, e la sfida. È un documento sintetico e completo, ben scritto, non retorico. 683 parole, compresa la data, per poco più di 4.000 battute, al netto degli spazi: la lunghezza giusta. È un documento forte ed equilibrato: difficile non convenire. Posta questa solida base tuttavia cominciano le incognite. Due su tutte. Il vero punto e la vera sfida è che questi nuovi contenitori per nuovi contenuti si manifestino: è la differenza tra la cultura e la politica: occorre “mettere la faccia”, individuale o collettiva. E in fretta, se nel documento la scadenza è fissata per i prossimi appuntamenti elettorali, cioè entro aprile 2013. Anche perché si parla di contenitori al plurale: se ne prefigurano due, in un sistema bipolare, oppure di più? Molto dipenderà dalla legge elettorale, che viaggia a fari spenti in attesa

di input politici. Forse qualche segnale verrà dai risultati delle imminenti elezioni siciliane: l’Isola infatti è sempre stata un laboratorio molto interessante. In ogni caso il tempo stringe, tanto più se si resterà in un ambito maggioritario, come sembra nell’interesse dell’alleanza Pd-Sel. D’altra parte non ci muoviamo nel vuoto, ma in un terreno ingombro, anche di macerie e detriti,

oltre che di molte, moltissime aspirazioni ed autocandidature. Ecco allora il secondo punto. Queste nuove proposte devono sapere parlare alla testa, ma anche al cuore ed alla pancia degli elettori. Allo stato attuale, un buon terzo degli italiani è tentato dal voto di protesta puro e semplice, costi quel che costi. Perché è stanco dei soliti noti, non si fida e perché è molto, ma molto deluso e adirato, a costo di fare, sbagliando, di tutti i politici e gli amministratori tanti Batman in salsa ciociara. Todi 2 insomma, come già accadde un anno fa, afferma con chiarezza delle esigenze. Allora era per la discontinuità, che si è prodotta. Ora per trarne le conseguenze ed andare verso una nuova offerta, il terzo sistema politico nella ormai lunga storia della Repubblica, ancora avvolto nelle speranze e nelle incognite.

Le previste primarie tra novembre e dicembre possono determinare rilevanti novità di metodo e di sostanza nei partiti

Il magma della vita politica dominato da primarie e incertezze

La realtà politica che balza agli occhi in questi giorni è quella di una grande incertezza nel centrodestra, di una fluidità incandescente nel centro e di un procedere pieno di incognite nel centrosinistra. C’è da augurarsi che il passo indietro di Berlusconi permetta ai suoi eredi una franca scelta del metodo delle primarie che faccia emergere un nucleo di sicuro indirizzo di una linea liberale al di fuori di ogni paternalistica protezione. La disorientante fluidità del Centro è data dai tanti movimenti che stanno emergendo attorno e contro il partito centrista per antonomasia, quello di Casini. Vedasi in particolare le ansie dei cattolici di Todi 2, quelle del Manifesto dei Cento “Verso la Terza Repubblica”. Vedasi il correre dei Luca di Montezzemolo e degli Oscar Giannino senza che si riesca a capire quale sarà il necessario contenitore per arrivare in parlamento. Il centrosinistra procede tra singulti interni preoccupanti verso l’attuazione delle primarie, un metodo già collaudato da tempo, ma che per la prima volta diventa una chiara sfida fra diversi. Certo, questa battaglia potrebbe essere sgonfiata del suo più rilevante significato qualora la tanto attesa legge elettorale adottasse un metodo piuttosto che un altro. Così le primarie, al momento, fanno i conti senza l’oste. Fiduciosi che il parlamento riuscirà, finalmente, a risolvere questo problema, dobbiamo prendere atto con piacere che il metodo delle primarie sta vivacizzando la politica sia dei

Convegno Cei a Bari: famiglia, lavoro e festa sono tre “doni’’ Famiglia, lavoro, festa: realtà, anzi “doni” che devono trovare un loro equilibrio per una vita dignitosa. Il tema è stato posto all’ordine del giorno, nella seconda giornata del convegno nazionale dei direttori diocesani della pastorale sociale, in corso a Bari (dal 25 al 28) per iniziativa dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro. L’autunno e le radici. “Coniugare fede e vita, la Bibbia con il giornale” è l’indicazione “pastorale” data da mons. Giancarlo Maria Bregantini, arcivescovo di Campobasso-Bojano e presidente della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro. L’arcivescovo ha evidenziato il bisogno di un “ritorno alla fede e all’etica”. Il nostro tempo, ha osservato mons. Bregantini, può essere paragonato alla stagione autunnale, nella quale cadono le foglie, “ma l’albero non muore se mantiene le sue radici”. L’autunno è anche il tempo della semina, “momento per essere intraprendenti e consapevoli”. In questa realtà come porre i tre “doni di Dio”: famiglia, lavoro e festa? “La famiglia – ha risposto il presule – non può essere concepita senza gli altri due doni, che vanno visti come due grandi ali, dove lavoro è sinonimo di dignità mentre festa di gratuità, e per poter volare servono entrambi”. “Famiglia, lavoro e festa non possono essere lasciate a se stesse, richiedono un lavoro pastorale fiducioso e propositivo”, ha precisato mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Acerenza e segretario della medesima Commissione Cei. Vera Negri Zamagni, docente di storia economica all’Università di Bologna, ha ricordato come “attraverso il lavoro le persone partecipino all’attività creatrice di Dio”, annotando però che “il lavoro è un diritto molto particolare”, per il quale “non basta una legislazione”. Nel tempo e nello spazio. Per Francesco Belletti, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, “famiglia e lavoro vanno considerati come due alleati, due luoghi nei quali si costruisce il concetto di adulto e, in particolare, di adulto educato alla fede”. “Quando si parla di famiglia e lavoro – ha sottolineato – imprescindibile è l’inserimento nel tempo e nello spazio”. Il tempo, perché “le società devono pensare prima di tutto per generazioni, avendo come primo obiettivo un progetto sociale ambizioso”. “Per esempio – ha precisato – alcune grandi aziende hanno proposto d’inserire un part-time per le persone prossime alla pensione, agevolando così l’assunzione dei giovani”. Ma anche considerare il tempo in relazione all’agenda quotidiana, “permettendo di armonizzare il lavoro con le esigenze della famiglia”. Poi lo spazio, che va visto – ha rilevato il presidente del Forum – come l’insieme di “luoghi relazionali”, poiché “le persone si riconoscono nei luoghi che frequentano”. Ed è per questo che, a suo avviso, andrebbe rilanciato il concetto di “localismo”, visto però non in ma-

partiti direttamente interessati, sia di quell’elettorato sfiduciato ex militante in impegni sociali, che riscopre la possibilità di una partecipazione efficace e di dibattiti fortemente mirati all’innovazione. È che nel centrosinistra la battaglia ha assunto una effettiva ricerca democratica del prossimo leader di palazzo Chigi. Il tornado Matteo Renzi ha creato una reale contesa con il segretario del suo stesso partito, Pier Luigi Bersani. Il termine “rottamazione”, usato a proposito e a sproposito, è stata l’arma psicologica che ha permesso al sindaco di Firenze di porsi con prepotenza alla ribalta delle novità politiche del momento. Ed ha ragione quando afferma che il vento non si può fermare con le mani. Ma c’è da considerare se c’è veramente il vento e se, eventualmente, la sua direzione sia quella giusta, a favore cioè di un rinnovamento politico di base. La posatezza di Bersani e la sua debolezza a cambiar le regole in itinere pro bono pacis, può lasciar veramente perplessi di fronte alla virulenza di iniziative e di linguaggio che non permettono ancora di verificare contenuti e capacità personali. In forza di una realtà di fatto creata da Renzi, il Pd si è la-

niera “competitiva e conflittuale, ma finalizzato alla costruzione del bene comune”. Famiglie sempre più povere. Andando ad analizzare, dati alla mano, il rapporto tra distribuzione del reddito e famiglie, l’economista Luigi Campiglio ha rilevato che “la riduzione del reddito familiare è oggi uno dei problemi più delicati e sensibili per la ripresa economica del Paese”. Il “reddito disponibile per le famiglie – ha illustrato Campiglio – è in diminuzione già dal 2002”; nel 2010 “il 20% delle famiglie con redditi elevati ha generato il 64% del risparmio”, mentre “la quota d’indebitamento è aumentata”. “Il fatto che la famiglia non venga considerata un centro di decisione economica per la spesa – ha precisato – è un errore gravissimo perché depotenzia ogni politica economica, che pensa ai singoli individui quando a decidere è proprio la famiglia”. D’altra parte, pure la situazione giovanile è “sofferente” già da prima della crisi, come ha notato Carlo Dell’Aringa (docente di economia politica alla Cattolica) e il rischio è “che le situazioni s’incancreniscano”, creando nei giovani “ferite che difficilmente si rimarginano”. Il valore della maternità. Sul dato demografico si è concentrata Barbara Imperatori, docente di economia aziendale all’Università Cattolica, che ha sottolineato il basso tasso di occupazione femminile del nostro Paese. “Purtroppo in Italia ben il 76% dei top manager percepisce la maternità come un inconveniente, con un relativo aumento dei costi e una diminuzione della produttività”. Non a caso sono sempre di più le donne che abbandonano il lavoro dopo una gravidanza, mentre coloro che restano rilevano un forte grado di conflittualità interna. Sulla base di un progetto di ricerca portato avanti da Imperatori emerge però che, in realtà, la maternità può essere un’opportunità per l’azienda più che un limite, ma questo implica “una rieducazione del datore di lavoro e del sistema aziendale”. “Se le future madri si sentono supportate dai loro capi e possono contare su un dialogo trasparente e costruttivo i costi si abbassano notevolmente”. Torna quindi, il concetto di “flessibilità”, più volte emerso nel corso di queste giornate, secondo il quale “bisogna tener conto anche delle esigenze dei lavoratori, superando i rapporti conflittuali in favore di alleanze costruttive”. a cura di Nike Giurlani e Francesco Rossi, inviati Sir a Bari

sciato sfuggire la più preziosa finalità del metodo delle primarie: scelto il leader, sarà questo stesso a governare se riuscirà a far vincere il suo partito. E’ la prima e più elementare regola che troviamo in Gran Bretagna, in Francia, in Germania, in Spagna. Il leader di partito, da noi già scelto con le primarie, diventa capo del governo. Perché due volte le primarie? Il grande merito del Pd che procede ancora con primarie non addolcite, potrebbe costar caro allo stesso partito comunque vadano le cose, perché resta il fatto che, dopo le primarie, il più grande partito del momento avrà due vertici, chiunque sarà il vincitore. Se vincerà Renzi i rapporti diventeranno acuti per le naturali difficoltà d’intesa con il partito (vedi formazione del governo e sue iniziative). Se vincerà Bersani, la parte avversa potrebbe avere reazioni di fondo fino alla spaccatura. Al di là di ogni attuale buona intenzione. Come poi sia stato possibile ammettere alle stesse primarie il segretario di Sel Vendola con il quale non c’è comunità di programma, è un mistero superiore a qualsiasi dogma. La storia – vedi i governi Prodi – non insegna proprio niente. Vittorio Massaccesi vittorio.massaccesi@alice.it


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Ricordiamo don Oreste Benzi a 5 anni dalla morte “Cosa fare quando sembra non ci sia più niente da fare” (2 novembre 2007) e lo facciamo con alcuni suoi pensieri Dal Convegno tenuto il 20 ottobre 2012 presso l’Auditorium “Tebaldini”

“Vivendo una vita nuova su questa terra non posso non incontrare la resistenza del male in me prima di tutto, e fuori da me, non posso non “scocciare coloro” che tengono incatenata la verità nell’ingiustizia. Non si può fare nuovo il mondo agendo secondo il modo umano, ma ragionando secondo Cristo che è via, verità e vita il mondo cambia, però cambia nella misura in cui cambio io. Prima di tutto la devo fare dentro di me questa rivoluzione. L’inferno è un rifiuto d’amore. L’inferno c’è già su questa terra così come il Paradiso c’è già su questa terra e la morte non è altro che una continuazione di quello in cui noi siamo. Il Paradiso è l’accettare di amare, è vivere come Gesù, questa è la cosa stupenda che andiamo a dire nel mondo con la vita e con i fatti. Quando tu dici bene di coloro che dicono male di te, quando tu ami coloro che ti odiano, quando tu preghi per chi ti perseguita, quando tu vinci il male con il bene, manifesti che Cristo è venuto, sei testimone con i fatti che Dio c’è, che Dio è dentro la tua vita! L’amore disarma: quando uno si sente amato del tutto, sempre, ovunque, a qualsiasi costo, non teme più, lascia cadere le armi e al posto dell’odio subentra l’amore, al posto della menzogna subentra la verità, al posto della morte entra la vita.

Pubblichiamo un’interessante intervista del prossimo Cardinale Tagle delle Filippine dove operano come missionarie le nostre Suore Teresiane di Ripatransone L’arcivescovo di Manila, tagle: mia nomina a cardinale, dono per l’evangelizzazione in Asia 2012-10-24 Radio Vaticana

Un sorriso che esprime emozione, gioia e gratitudine al Papa per averlo scelto tra i nuovi cardinali. E’ quello disegnato sul viso di mons. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila nelle Filippine, vicepresidente della Commissione per il messaggio del Sinodo. Paolo Ondarza lo ha incontrato subito dopo l’annuncio dato ieri mattina da Benedetto XVI: R. - Non sono ben preparato per ricevere questo onore dal Santo Padre! E’ un segno di fiducia e per me è un’esperienza spirituale. Quando il segretario di Stato mi ha chiamato per comunicarmi la decisione del Papa, volevo rispondere con le parole della preghiera prima della Comunione: “non sono degno di partecipare alla tua mensa…”. Però ho sentito anche che Qualcuno, più grande di me, è venuto a chiamarmi. D. - Dopo quella al sacerdozio, quella all’episcopato, questa è una nuova chiamata… R. - Sì, questa chiamata non è per me come individuo ma è per la Chiesa di Manila e la Chiesa delle Filippine. D. - Qual è stato il suo primo pensiero appena saputa la notizia? R. - Il primo pensiero che mi è venuto in mente è stata la missione della Chiesa delle Filippine, in particolare la Chiesa di Manila. Questa Chiesa ha un compito e un impegno per la grande missione nel vasto continente dell’Asia. Forse questo dono che ho ricevuto è per promuovere la missione della Chiesa filippina nell’evangelizzazione dell’Asia. D. - A questo proposito quale augurio per l’Anno della fede? R. - La metà di tutti i cristiani in Asia si trova nelle Filippine. E’ gente semplice, la maggioranza è povera, ma la loro ricchezza è la fede: la fede, la musica e il sorriso! Dobbiamo condividere questo dono della fede con gli altri. D. - La nuova evangelizzazione da chi deve partire, da quale categoria di persone? R. - Ognuno, ogni battezzato, è chiamato ad essere evangelizzatore: l’età non importa, il livello di educazione non importa. La grazia e la determinazione di far conoscere Cristo: questo è tutto ciò che costituisce il motore per l’evangelizzazione.

Un evento di grande spessore sociale cui ha partecipato un gran numero di persone qualificate a dimostrazione dell’interesse suscitato nel territorio dall’argomento proposto. Intendiamo ritornarci proponendo il saluto pronunciato, nell’occasione, dal nostro Vescovo, Mons. Gervasio Gestori: “Solo una parola di saluto alle Autorità, ai medici ed a tutti i partecipanti. Mi complimento vivamente con il Dr. Alfredo Fioroni, Presidente dei Medici Cattolici, sezione diocesana di SBT, per avere organizzato con i suoi collaboratori questo Convegno. Il sottotitolo del Convegno è estremamente chiaro: “Cosa fare quando sembra non ci sia più nulla da fare”. Non entro nel tema, mentre mi limito a sottolineare l’importanza e l’attualità del discorso, da vescovo. Il 25 ottobre prossimo l’Orchestra sinfonica del Conservatorio di Milano terrà un concerto in onore del Dr. Gianni Bonadonna. Ho letto ieri su “Sette”, supplemento del Corsera, che questo grande oncologo, scopritore della cura al tumore di Hodgkin, pungola i colleghi dicendo: “Fate tesoro degli errori passati e presenti, ora è tempo di ascoltare i pazienti”. Ascoltare i pazienti! E aggiungeva: “Cari medici, gli uomini non sono solo molecole”. Cose abbastanza ovvie. Che cosa dire? Come ci prendiamo cura della nascita, così occorre prendersi cura di chi muore e dei suoi familiari. Con tutte le nostre risorse umane, sanitarie, psicologiche, spirituali, che abbiamo a disposizione, occorre accompagnare la vita fino alla morte. Tutti noi, personale sanitario, volontari, assistenti spirituali, possiamo fare molto per questo accompagnamento della vita di una persona fino all’ultimo respiro. Un problema grave, ciò che fa veramente paura, è la solitudine delle persone in fin di vita e, quando sono presenti, delle famiglie. Mi hanno colpito i pensieri di una accompagnatrice: “Essere accanto a qualcuno che sta morendo... le persone sentono quando se ne devono andare e vivono stati d’animo che corrispondono al loro essere in quel preciso istante: stanchezza, delusione, rabbia, paura, rassegnazione, emozioni diverse. Credo che il ruolo dell’accompagnatore sia quello di essere accanto al malato terminale, in semplicità e complicità. . . In ospedale viene spesso dimenticato che un malato è comunque ANCORA una

persona, con sentimenti ed emozioni, forse ancora più nitidi e decisi, è importante che ci sia qualcuno che possa ascoltare quanto c’è ancora da dire... con l’intenzione di essere un libro aperto, dove il malato possa scrivere quanto desidera... Un contatto, a volte anche fisico, è di vitale importanza per chiunque, soprattutto per chi sente che la vita lo sta abbandonando... Tante volte basta un sorriso, un lampo negli occhi e il contatto è stabilito.. .Personalmente trovo fastidioso il rumore eccessivo dei reparti, le luci forti, il disagio che prova una persona ad essere esposta agli occhi di tutti in un momento così intimo... A volte il letto di un malato terminale diventa una piccola isola dove veniamo ospitati e condotti per mano in realtà diverse e sconosciute.. .Vorrei che quest’isola fosse un poco più grande e più quieta, meno rumore, più attenzione da parte di tutti”. (Questi i pensieri di una accompagnatrice). Pensieri ricchi di umanità, di attenzioni delicate, di amore. Amore: ecco la parola che deve guidare chi sta accanto ai malati terminali. Amore vero, non comodo. Aiutare a dare un senso anche alla vita dei malati terminali, “illuminare il tempo”, come ha scritto il Dr Fioroni. Ecco che cosa fare. Grazie.”

Un aiuto speciale all’inizio dell’anno scolastico Gli studenti dell’ITC, come abbiamo documentato in altro numero del nostro settimanale, sono andati a piedi fino al Santuario di S.Giacomo, per iniziare, in coerenza con il proprio battesimo, l’anno scolastico chiedendo aiuto a Dio per intercessione del Santo della nostra diocesi. Mercoledì,7 novembre sarà la volta della Scuola Media Sacconi-Manzoni: gli alunni parteciperanno alla S.Messa nella Basilica-Cattedrale, celebrata dal Nostro Vescovo. Sabato, 10 novembre, il Nostro Vescovo celebrerà una S.Messa in lingua latina e greca nella Basilica-Cattedrale per gli studenti del Liceo Classico “Leopardi”. A tutti è noto come il patrono degli studenti è San Giuseppe da Copertino, particolarmente venerato ad Osimo. Nel fare gli Auguri a tutto il mondo della scuola, ci piace riportare questo scritto sul Santo di Papa Giovanni Paolo II: “San Giuseppe da Copertino incoraggia il mondo della cultura, in particolare della scuola, a fondare il sapere umano sulla sapienza di Dio”, disse Giovanni Paolo II, ricordando, con queste parole, che proprio questo amore per Dio e questa sua continua tensione verso il divino, portarono l’umile frate “illetterato” a comporre poesie, “parabole” e cantici, il più noto dei quali fu Il Cantico del bene, che nemmeno lui avrebbe mai sognato di scrivere. San Giuseppe da Copertino, in sostanza, è la dimostrazione che a Dio nulla è impossibile. Un esempio di come il Signore possa realizzare cose considerate irrealizzabili e umanamente impensabili. La prova che se uno fa la volontà di Dio e si affida pienamente a Lui, non avrà nulla di che temere e che il Signore donerà la forza per affrontare qualsiasi tipo di “impresa”. “San Giuseppe da Copertino incoraggia il mondo della cultura, in particolare della scuola, a fondare il sapere umano sulla sapienza di Dio”, disse Giovanni Paolo II, ricordando, con queste parole, che proprio questo amore per Dio e questa sua continua tensione verso il divino, portarono l’umile frate “illetterato” a comporre poesie, “parabole” e cantici, il più noto dei quali fu Il Cantico del bene, che nemmeno lui avrebbe mai sognato di scrivere. San Giuseppe da Copertino, in sostanza, è la dimostrazione che a Dio nulla è impossibile. Un esempio di come il Signore possa realizzare cose considerate irrealizzabili e umanamente impensabili. La prova che se uno fa la volontà di Dio e si affida pienamente a Lui, non avrà nulla di che temere e che il Signore donerà la forza per affrontare qualsiasi tipo di “impresa”.


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E se la fede c’entrasse anche con i terremoti? (Alessandro Ribeca – autore del romanzo La luce nei tuoi occhi)

Silvia ha il giornale in mano, indica l’articolo della sentenza sui geologici che non hanno previsto il terremoto a L’Aquila, o che non hanno avvertito la popolazione del pericolo imminente, non mi è ben chiaro. Silvia ha il giornale in mano e mi parla di Matteo che non c’è più. Ha ancora un ricordo vivo di lui. Matteo studiava e non aveva paura di stare là, perché dicevano che non c’era nulla da temere, perché la situazione era tranquilla, perché era tutto normale: “una scossetta al giorno c’è sempre”. Lo leggeva sui giornali, al bar dell’Università. Magari, tra amici, ci si scherzava anche su… Ne parlava con Silvia, pure il giorno prima ne aveva parlato. Si fidavano dei geologi, della televisione, del buon senso. Forse se avessero dato un piccolo allarme, se avessero trasmesso un minimo dubbio, non sarebbe andata così. Certo, le case sarebbero crollate, ma molti si sarebbero salvati. Forse il suo amico si sarebbe salvato. Forse… già, forse… Provo a dirle qualcosa, con il dubbio di sbagliare, un dubbio umano. Parto da una domanda. Cara Silvia, questa sentenza, oggi, cosa ci sta dicendo? A me sembra che sia una sentenza che rispecchia una mentalità ben precisa. A me sembra che ci sia un pensiero dominante ormai, un pensiero che si è diffuso negli ultimi decenni secondo il quale l’uomo può tutto: non c’è un Dio, non c’è un fato, non c’è un destino... ognuno lo chiami come vuole... A me sembra che ci sia sempre bisogno di trovare una colpa umana a tutto ciò che ci accade e un uomo colpevole, forse perchè ci aiuta ad affermare l’onnipotenza umana rendendoci più tranquilli. Io questo modo di pensare lo trovo un inganno, un’illusione bella e buona. In verità, a me capita il contrario: se tutto dipendesse

da me, non mi sentirei molto tranquillo. Anzi, ho proprio bisogno di dipendere da qualcun’altro. La mia è una logica diversa, strana direi per questi tempi. È la logica della fede. Solo la porta della fede (come la chiama Benedetto XVI nella sua ultima lettera) può darci una possibilità in più e cioè quella di aprirci all’ignoto, in quanto non riusciamo a spiegarci tutto, e affidarci a un Altro. In una puntata del Dr. House, il Dr. House è sotto ispezione perché, a causa dei suoi metodi diagnostici poco ortodossi, un paziente è morto. Di fronte all’ispettore, il Dr. House dice che gli ispettori hanno sempre bisogno di trovare un colpevole, ma non è detto che ci sia sempre questo colpevole. Anzi! Egli è certo, invece, che i suoi metodi funzionano proprio perché molti si salvano e qualcuno muore. Pensare di salvare tutti sarebbe solo presunzione che porterebbe ad un delirio di onnipotenza. Qualche volta il fallimento ci ricorda la nostra umanità, la nostra fragilità con la quale dobbiamo purtroppo fare i conti. Ed è qui che la fede mi sostiene. Purtroppo c’è anche un aspetto ironico in tutta questa storia, perchè è stata una parte della comunità scientifica ad aver sostenuto sempre di più, negli ultimi decenni, un diffuso positivismo, e cioè l’idea che tutto è sotto il controllo dell’uomo, che nulla ci sfugge, dalla genetica all’Universo, fidandosi ciecamente nella scienza stessa. Ed è proprio la scienza che oggi viene bastonata dalla sua mentalità. Ora Matteo non c’è più e forse non ha biso-

gno delle sentenze umane per sentirsi in pace, non ha bisogno di trovare un colpevole. Queste cose sono necessarie a noi, giustamente, ma altrettanto giustamente va cercata la verità e non un colpevole. Tutti vogliamo giustizia, anche se sappiamo che nessuno mai ci ridarà l’affetto delle persone care, perchè la giustizia che trova la verità è sempre un bene, ma non è detto che la verità sia necessariamente quella dei tribunali che ragionano con le leggi (umane) e non con lo sguardo sulla realtà tutta. Se poi, cara Silvia, vogliamo lasciar perdere tutti questi discorsi e restare intrappolati tra le colonne dei giornali e i commi delle leggi, forse qualche colpevole possiamo trovarlo veramente. Io magari lo cercherei tra chi avrebbe dovuto controllare gli edifici, e non tra chi avrebbe dovuto prevedere un terremoto e dare un profetico allarme su qualcosa che non è prevedibile... Lo so, Silvia, che non riesco ad entrare nel tuo cuore, che le mie parole non sanno alleviare le tue sofferenze, non ricolmano un vuoto, ma non era questo il mio intento. Spero semplicemente che ti aiutino a guardare la realtà da una prospettiva nuova. Tutto qui.

HALLLOWEEN? Ma sappiamo veramente in quale festeggiamento coinvolgiamo i nostri bambini?

L’Associazione “Ambiente e Salute” ci porta a conoscenza ...

Ogni 3 anni, quando a Grottammare si svolge il “Cristo morto” il Venerdì Santo, è sempre più difficile reclutare bambini e ragazzi. “Papà ha detto che non posso venire, perché è troppo tetro”, rispondono spesso le bambine, a cui qualche volenteroso adulto, chiede di prendere parte alla Sacra Rappresentazione, risalente al ‘700, una delle più antiche del centro Italia. Per contro, oggi come oggi quasi tutti i bambini festeggiano piacevolmente “Halloween”. Nei supermercati già dal mese di settembre vediamo sugli scaffali costumi di zombi, strega e mostro, morto vivente o dolci a forma di zucca. In più i telefilms americani ci propongono spesso bambini mascherati da morti che bussano per le case pronunciando la sibillina frase: “Dolcetto o scherzetto?” ( in realtà è la promessa di una maledizione), alla quale prontamente i proprietari delle case visitate rispondono consegnando il “pegno” dei dolci. Tutto sembra innocuo, così innocente, una sorta di carnevalata autunnale, ma non è come sembra. Halloween in realtà è la festa satanica di “Samhain”, rappresenta la fine di ogni ciclo , la morte che sopraggiunge senza spazio, ne’ tempo, ne’ speranza, è la morte non solo fisica, ma anche la morte dello spirito. E’ il contrario della Resurrezione. Non solo: i gattili (cioè ricoveri per gatti randagi) sono subissati di telefonate di persone che desiderano urgentemente “adottare” un gatto e lo vogliono (guarda un po’) nero o bianco. Ciò ha allertato ormai da alcuni anni i responsabili delle adozioni di gatti nel mese di ottobre, in quanto poi i proprietari, ricontattati nelle procedure del “post-affido” per sapere l’andamento dell’adozione, generalmente dichiarano che purtroppo il gatto non c’è più perché scappato. A questo punto, anche dopo il ritrovamento di “cerchi di satana”, ossia luoghi dove vengono effettuate le messe nere il 31 ottobre e il macabro ritrovamento di gatti “sacrificati” al maligno, soprattutto di colore nero o bianco, si è capito che c’era ben altro sotto questa pressante richiesta di gatti nel mese di ottobre.. La gente non lo sa. Quando ci fu l’avvento del cristianesimo, essendo radicata nella popolazione questa festività pagana, venne fatta coincidere con la fine e l’inizio del ciclo agricolo e con un momento di “ricordo” dei nostri estinti, tutto qua. Ma non dimentichi il cristiano che la nostra speranza accesa è la Resurrezione, alla quale prelude anche la Sacra Rappresentazione del Cristo morto di Grottammare del venerdì Santo, la quale non è una celebrazione della morte, ma un’ “Attesa” Susanna Faviani della Rinascita e della Vita Eterna.

A qualche giorno di distanza dall’incontro-manifestazione “Giù le mani dalle Marche” svoltosi sabato 20 Ottobre presso la Fiera della Pesca in Ancona, a cui hanno partecipato 29 tra comitati cittadini ed associazioni e 4 formazioni politiche, siamo in grado di tracciare un primo bilancio consuntivo. 1. Possiamo con orgoglio e soddisfazione rimarcare la totale riuscita della manifestazione: vi hanno preso parte oltre 500 cittadini marchigiani, dando vita ad una “bolgia” ordinata ed attenta agli interventi dei relatori che si sono succeduti. 2. Forte è stata la presenza dell’Associazione Ambiente e Salute nel Piceno, che insieme al Comitato “Aria Pulita “ di Colonnella ha partecipato all’incontro allestendo un intero pullman. 3. Il segnale lanciato è chiaro: di fronte alla montagna di soldi per interventi lesivi dei diritti dei cittadini si è formato un fronte unico di Comitati, amministrazioni locali (una dozzina di Sindaci ed amministratori hanno partecipato , tra questi anche l’assessore Canducci ha preso la parola) ed associazioni quali la Coldiretti. 4. Ambiente e Salute nel Piceno torna più forte ed impegnata che mai. 5. Abbiamo incontrato i capigruppo consiliari esponendo loro la necessità che il Consiglio Comunale faccia propria la vertenza per la tutela del patrimonio e delle attività produttive della città.6. Altre  amministrazioni lo hanno già fatto e lo stanno facendo: significativo l’intervento dei Sindaci di Fano e di Sant’Elpidio a Mare.

“LAB-Oratorio” a FERMO il 3 e 4 NOVEMBRE 2012 Istituzioni, Chiesa e Università in dialogo sugli Oratori marchigiani Dopo l’Happening nazionale degli Oratori (in Italia sono 6.000) svoltosi a Bergamo e Brescia nel settembre scorso al quale hanno partecipato 70 tra educatori e animatori delle 300 strutture operanti nelle Marche è iniziato a livello regionale un importante percorso di ricerca-azione che ha lo scopo di valorizzare al massimo tali strutture nell’interesse della crescita sociale della comunità. E’ con questo obiettivo che il Forum degli Oratori delle Marche, il coordinamento Ora-

tori Fermani e l’Istituto Teologico Marchigiano hanno promosso per sabato 3 e domenica 4 novembre prossimi un seminario aperto al pubblico che avrà luogo a Fermo. La due giorni ha come messaggio “Voglia di Oratorio” e si articola in due sessioni centrate su un vero e proprio “LAB-Oratorio”: la prima sabato pomeriggio 3 novembre dalle 15,30 alle 19,00 sviluppa il tema “Per una condivisione di sguardi, progetti e azioni negli Oratori marchigiani”, la seconda dome-

nica mattina dalle 9,30 alle 12,30 su “Scambi, connessioni tra gli Oratori, le Associazioni, i Movimenti e le Pastorali. Entrambe le sessioni (si svolgeranno presso Villa Nazareth) sono coordinate da don Francesco Pierpaoli del Forum degli Oratori Marchigiani, don Sebastiano Serafini del coordinamento Oratori Fermani, Massimiliano Colombi sociologo docente presso l’Istituto Teologico Marchigiano e Silvia Brena dell’Università degli studi di Bergamo. Il seminario si concluderà domenica pomeriggio presso l’Auditoriumo “G. Franceschetti”, dalle 15,30 alle 18,00, con il confronto su “Istituzioni, Chiesa e Università in dialogo intorno agli oratori marchigiani”: interverranno mons. Edoardo Menichelli, Arcivescovo di Ancona-Osimo, Paolo Petrini, vice presidente della Regione Marche, don Marco Mori, presidente del Forum Oratori Italiani e Ivo Lizzola, pedagogista dell’Università di Bergamo. (s.b.)


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Da Ripatransone

a cura di A.G. – I.A.

Ospiti della CittĂ 15 stagisti di un Istituto Tecnico di Eboli

A Ripatransone, dal 27 Settembre al 17 Ottobre 2010 hanno soggiornato 15 studenti delle classi IV-A e IV-C dell’Istituto Tecnico Statale “Giustino Fortunatoâ€? di Eboli in provincia di Salerno, (settore tecnologico, indirizzo: agraria, agroalimentare, agroindustria), per frequentare lo stage aziendale “Laboriosa‌ mente 2â€?, nell’ambito delle attivitĂ del programma operativo nazionale F.S.E. “Competenze per lo Sviluppoâ€?, con l’obiettivo specifico di migliorare i livelli di conoscenza e di competenza dei giovani. Le escursioni-lezioni si sono svolte principalmente presso varie aziende, come: a Ripatransone: Cantina dei Colli Ripani, Cantina Le Caniette della famiglia Vagnoni, Laura Frattini, Frigotecnica

Internazionale, Texon; a Montefiore dell’Aso: Azienda PorrĂ (carne marchigiana); ad Offida: la sede della VINEA (Associazione produttori vinicoli); ad Ascoli Piceno: il caseificio “Sabelliâ€? e la sede dell’Istituto Tecnico Statale Agrario “Ulpianiâ€?. Durante la lunga permanenza, ai ragazzi è stata data l’opportunitĂ  di visitare il centro storico di tre cittĂ : Recanati, Ripatransone, Ascoli Piceno. Gli insegnanti accompagnatori-istruttori sono stati: Alfredo Pisaturo e Giovanna Tomeo (per il primo turno); Antonio Menza e Pietro De Chiara (per il secondo turno); tutors per tutto il periodo dello stage: Concetta Di Ciao e Francescopaolo Perillo titolare del B&B “La Casa del Preteâ€? e dell’agriturismo “La Casa nel Boscoâ€?, strutture dove i ragazzi hanno trovato comodo alloggio; i pasti sono stati serviti presso il ristorante “La Petrellaâ€?. Studenti, docenti e tutors hanno lasciato Ripatransone pienamente soddisfatti per l’accoglienza ricevuta e per la riuscita dello stage.

Restaurato l’artistico portone della chiesa di San Rocco A Ripatransone, lunedÏ 22 Ottobre 2012 è stato ricollocato sulla facciata della chiesa comunale di San Rocco, l’artistico portone in noce, dopo il restauro fatto ad Urbino dalla locale Ditta Maurizio Ciaroni, che l’aveva prelevato nello scorso mese di Giugno per trasferirlo nel suo laboratorio. I lavori, eseguiti a regola d’arte, sono stati autorizzati e controllati dalla Sovrintendenza ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, con sede ad Urbino. Per il restauro si sono particolarmente interessati: Pasquale Zazzetta, priore della Confraternita del Sacro Cuore, che ha la sede nella

stesa chiesa, ed il sindaco Prof. Remo Bruni. A sostenere le spese hanno contribuito la medesima Confraternita, l’Amministrazione Municipale e la Banca di Ripatransone-Credito Cooperativo. Il Comune ha provveduto ai lavori di carattere strutturale dell’ingresso della chiesa. Con il portone “rimesso a nuovo�, esteticamente ha assunto un aspetto migliore, l’intera facciata del luogo sacro e soprattutto il portale in arenaria con lo stemma del Municipio nel timpano, opera realizzata nel 1569 da Giacomo da Varese.

Nella giornata di mercoledĂŹ 24 ottobre, si è svolta, nelle acque del Compartimento Marittimo di San Benedetto del Tronto, un’esercitazione marittima complessa antinquinamento denominata “POLLEX 2012â€?. Lo scenario ipotizzato è stato rappresentato dallo sversamento accidentale in mare di 1000 litri di gasolio a seguito della rottura di una linea di aspirazione della pompa di rilancio dalla Piattaforma offshore “Penninaâ€?, situata a circa 20 km dalla costa sambenedettese. L’attivitĂ addestrativa ha coinvolto un totale di 4 unitĂ  navali ( 2 unitĂ  navali della Capitaneria di Porto, una dei Carabinieri ed una della Guardia Di Finanza), con l’intervento di due battelli disinquinanti della SocietĂ  Adriatica Idrocarburi (concessionaria della piattaforma) che hanno proceduto al recupero del prodotto sversato mediante l’impiego di panne galleggianti e di un “oil skimmerâ€?. L’esercitazione ha permesso di testare la prontezza operativa e la capacitĂ  di coordinamento della Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto nel fronteggiare incidenti che comportino l’inquinamento marino da idrocarburi e da sostanze nocive in ottemperanza a quanto previsto dal Piano Operativo di Pronto Intervento Locale nonchĂŠ la capacitĂ  della societĂ  concessionaria di attivare il proprio piano di emergenza. “Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti che hanno evidenziato l’ottima capacitĂ  di collaborazione tra Stato e privati che uniscono le proprie risorse per offrire la migliore risposta all’emergenzaâ€? ha dichiarato il Comandante Michele Castaldo.-

Parrocchia Madonna di Fatima

ELISABETTA, NUOVA DOTTORESSA IN ECONOMIA di Anna Cannella

In queste settimane alcuni giovani della nostra ComunitĂ Parrocchiale hanno conseguito brillanti risultati nel proprio percorso di studi. Sabato 20 ottobre 2012, Elisabetta Cannella ha conseguito la laurea triennale in Economia e Commercio con il voto di 105/110, presso l’UniversitĂ  Politecnica delle Marche di Ancona, con la tesi “Etica e ResponsabilitĂ  del Revisore Contabileâ€?. Alla discussione della tesi della nostra Elisabetta ed alla cerimonia di proclamazione dei risultati hanno partecipato i genitori Giuseppe e Mariella, la sorella Anna, i nonni, parenti e amici che congratulandosi, per lo splendido risultato conseguito, le augurano un futuro pieno di successo e soddisfazioni.

Parrocchia Madonna di Fatima

PREMIO AGLI STUDENTI MERITEVOLI ALL’ISTITUTO FAZZINI - MERCANTINI Di Alessio Rubicini

“Solo la forza della ragione, non altra, apre al rispetto altrui, salvaguarda l’integritĂ e la dignitĂ  di ciascuno. Ăˆ la conoscenza la migliore arma a difesa della libertĂ !â€? Ăˆ stata questa la motivazione con cui la Prof.ssa Rosanna Moretti, Dirigente dell’Istituto Scolastico Fazzini – Mercantini di Grottammare e Ripatransone, ha assegnato delle borse di merito per l’anno scolastico 2011 – 2012 ad alcuni studenti dell’Istituto che la stessa Prof.ssa Moretti dirige. m o s t r e Tra gli studenti che hanno ricevuto tale premio 9 MOSTRE ITINERANTI anche 3 ragazze della nostra ComunitĂ  Par/HPRVWUHFKHSURSRQLDPR Tania rocchiale: Giorgia Bonanno FRVWLWXLVFRQRXQDRFFDVLRQHXQLFD ANNO DELLA FEDE SHUDSSURIRQGLUHHWHVWLPRQLDUH Mori e Giorgia PicFLzDFXLLO3DSDFLULFKLDPDRJJL ciola, studentesse nell’Anno della Fede. presso il Liceo Mer9LVLWDLOQRVWURVLWRSHUVFRSULUH cantini di RipatranLGHWWDJOLGHOOHQRYHPRVWUH sone, e Tania VXGGLYLVHLQWUHSHUFRUVL Bonanno, che freTestimoni della fede - L’anno quenta l’Istituto Fazdelle fede - I luoghi della fede zini di Grottammare. 0HHWLQJ0RVWUH offre tutta la propria La notizia di questo HVSHULHQ]DHFROODERUD]LRQHSHU premio ricevuto è OÂśRUJDQL]]D]LRQHOÂśDOOHVWLPHQWRGHOOD stata, ancora una PRVWUDHODUHDOL]]D]LRQHGLHYHQWL DGHVVDFRQQHVVL volta, l’occasione per Informazioni e prenotazioni: tutta la ComunitĂ  Par0541.728565 - Fax 0541/765206 rocchiale di compliLQIR#PHHWLQJPRVWUHFRP ZZZPHHWLQJPRVWUHFRP mentarsi con queste nostre ragazze e con tutti i Giovani della nostra Parrocchia che non esitano a Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni, può credere, mettere tutto il loro impegno nello studio per conseguire simili brillanti e gratificanti risultati, oltreFUHGHUHSURSULRDOODGLYLQLWjGHOÂżJOLRGL'LR*HV&ULVWR"´ tutto, senza far mancare la loro presenza al servizio )sGRU'RVWRHYVNLM w w w. m e e t i n g m o s t r e . c o m della nostra ComunitĂ . Forza ragazzi, continuate cosĂŹ!

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Giorgia Mori

Giorgia Picciola


8

Anno XXIX 4 Novembre 2012

PAG

FESTA DEL CIAO 2012 PARROCCHIA MADONNA DEL SUFFRAGIO

“Nel week end arriva Cassandra che porterà pioggia in tutto il week end …”: così hanno annunciato tutti i telegiornali nelle ultime settimane. “Cassandra”però ha permesso che sabato 27 Ottobre la parrocchia Madonna del Suffragio si riempisse di colori, di musica, di tanti ragazzi, genitori ed educatori accorsi tutti per partecipare alla “Festa del CIAO 2012”. Questo momento di gioia e di festa è ormai un appuntamento annuale non solo nella nostra parrocchia, nella nostra diocesi ma in tutta l’Azione Cattolica Italiana. Tanti sono stati giochi preparati per i ragazzi dai giovanissimi della parrocchia. Ognuna delle attività rappresentava una caratteristica fondamentale per la vita di teatro (in legame con il tema dell’anno associativo “IN CERCA DI AUTORE”): espressione artistica, agilità, lavoro di squadra, interpretazione ecc. E’ stato fantastico vedere come i nostri ragazzi si avvicinavano ai giochi con stupore, interesse e tanta tanta voglia di divertirsi. Anche gli educatori hanno affrontato le varie sfide accompagnati dal tifo dei ragazzi del proprio gruppo, fronteggiandosi e mostrando le proprie abilità. Il Signore ha proprio voluto che la nostra comunità si arricchisse di questo momento di allegria e vivacità. Grazie a tutti i ragazzi che hanno partecipato, grazie ai giovanissimi e agli educatori, grazie a tutti i genitori (per le tante prelibatezze che abbiamo potuto gustare nella merenda). Grazie a tutti!!!

28 Ottobre 2012 I ragazzi della Cresima della Parrocchia di S. Pio V di Grottammare

Lorenzo De Angeli

La mamma, il babbo con Daniela, Carlo e Pietro fanno i piú sinceri auguri alla neo-dottoressa

Francesca Lucadei ,

laureatasi presso l’Universitá Politecnica delle Marche, alla Facoltà di Medicina con 110 e Lode, il bacio accademico é stato dato da tutta la famiglia e dagli amici presenti.

SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO

Proprietà: “confraternita SS.mo Sacramento e cristo Morto” Via Forte - S. Benedetto del Tr. (AP) REGISTRAZIONE TRIB. DI AScOLI PIcENO N. 211 del 24/5/1984

DIR. RESPONSABILE: Pietro Pompei pompei.pietro@tiscali.it DIREZIONE REDAZIONE E AMM.NE 63074 S. Benedetto Tr. (AP) Via Forte, 16 Tel. 0735 581855 (int. 2-5) - e-mail: lancorasettimanale@tin.it

C.C.P. n. 11886637, intestato a L’ANCORA - Causale abbonamento Impaginazione e stampa: Linea Grafica Srl - Tel. 0735 702910 - centobuchi (AP) - E-mail: info@lineagrafica.info

Il sito della Diocesi www.diocesisbt.it

30 anni di esperienza organizzando viaggi per le Parrocchie

AGENZIA GENERALE DI S. BENEDETTO DEL TRONTO

Agente Generale Cinzia

Amabili

Via F. crispi, 107 - Tel. e Fax 0735 582101

VIAGGI E TuRISmO - NOLEGGIO BuS S. Benedetto del Tronto Tel. 0735 594456 Cupra marittima Tel. 0735 777636 www.pertur.it

ANNO XXIX N 38 4 Novembre 2012  

SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO

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