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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO ANNO XXIX N° 21 - 10 Giugno 2012 € 1.00 Abbonamento annuo ordinario € 30,00 - sostenitore € 50,00 - Taxe parcue - Tassa riscossa Ufficio di AP - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - DL 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 1 commerciale business Ascoli Piceno

Finestra sulla Parola

Più lo criticano e più la gente corre ad ascoltarlo

«Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere» (At 2, 42). Leggendo i passi del Nuovo Testamento che si riferiscono alla celebrazione dell’Eucarestia (per tutti gli Atti degli Apostoli e la Prima lettera di S. Paolo ai Corinzi), troviamo che sono due le espressioni usate per indicare questo rito, cuore della vita delle comunità dei credenti in Cristo: “cena del Signore” e “frazione del pane”. La frazione del pane, in particolare, è anche il “luogo” in cui nei Vangeli Pasqua, della Gesù si fa ri-conoscere dai suoi, vivo, dopo la sua passione. Ancora prima, negli episodi di moltiplicazione dei pani narrati dagli evangelisti, è il gesto di Gesù che spezza il pane dopo aver pronunciato la benedizione, a dare vita alla prodigiosa sovrabbondanza. Ancora una volta, nella Solennità di domenica prossima, Corpo e Sangue di Cristo, ascolteremo dal Vangelo di Marco che Gesù, mentre cenavano prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete questo è il mio corpo». Non è, dunque, meramente il pane o il vino a costituire il sacramento dell’Eucarestia, ma è nel pane “spezzato” e nel vino “condiviso” tra tutti che si rende presente il Signore Gesù nel suo vero Corpo e Sangue. Sembra un particolare banale ma, quando ci mettiamo in fila per andare a ricevere l’Eucarestia,

Benedetto XVI anima le famiglie del mondo per rinnovare e alimentare la civiltà dell’amore di Antonio Gaspari

litiche coraggiose ma di quella ‘gratuità’ che deve animare le scelte dei cristiani”. “Contro la crisi – ha sottolineato - la giustizia non basta se non si accompagna all’amore della libertà” ed è in questo contesto che la politica deve diventare “una elevata forma di amore” per le persone e per il bene comune. Ai giovani che hanno riempito lo stadio ‘Giuseppe Meazza’ il Pontefice ha indicato la santità come “la via normale del cristiano”, ed ha invitato ad essere “disponibili e generosi verso gli altri perché l’egoismo è nemico della vera gioia” Siate aperti a quello che suggerisce il Signore – ha sottolineato - e se vi

usiamo dire che andiamo a “fare la comunione”, non che andiamo a “fare comunione”, come se ognuno di noi si disponesse a compiere un gesto “privato”, espressione di una altrettanto privata fede. Certo, l’esperienza che sovente viviamo oggi nelle nostre famiglie non ci aiuta, perché i ritmi della vita quotidiana ci costringono spesso a pranzare e cenare in ore diverse, anche da soli, e prendendo cibi diversi, ciascuno il suo, o per la salute o per le proprie preferenze o per una certa abbondanza. Ed è ancora una volta la Parola, attraverso la Liturgia che celebriamo, a farci riflettere su quanto l’eucarestia lega profondamente culto ed esistenza, perché la nostra vita sia sempre più conforme a quella di Colui al quale sulla croce non venne spezzato alcun osso, ma Egli stesso volle per noi nel sacramento della nostra salvezza. Sembra un paradosso: Gesù si spezza in infiniti frammenti per fare di noi un solo Corpo, si lascia dividere per unire, si lascia consumare perché in noi fiorisca la Vita. E’ un mistero, è il mistero della nostra fede, che solo la carità fraterna rende tangibile agli occhi del mondo, come tante volte abbiamo cantato nell’Ubi caritas: «Noi formiamo qui riuniti un solo corpo / evitiamo di dividerci tra noi / via le lotte maligne, via le liti / e regni in mezzo a noi Cristo Dio». Le sorelle Clarisse della Santa Speranza

Foto Periodici San Paolo / A. Tosao

Foto Agenzia Sir

CO R P U S D O M I N I

TERREMOTO NORD ITALIA: CONTINUANO LE SCOSSE La CEI indice per domenica 10 giugno una colletta nazionale in tutte le chiese Caritas Italiana rafforza la sua presenza nelle zone colpite.

Foto Periodici San Paolo / A. Tosao

chiama a seguirlo non ditegli di no! perché “Gesù vi riempirà il cuore per tutta la vita!”. Alle famiglie, Benedetto XVI ha ribadito che sono “la risorsa primaria di ogni società”, “Cari sposi,- ha sottolineato il Papa - nel vivere il matrimonio voi non vi donate qualche cosa o qualche attività, ma la vita intera.

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DOMENICA 10 giugno 2012 in tue le Chiese

Grande dolore e partecipazione. Così il Papa ha rinnovato la vicinanza a quanti sono stati colpiti dal terremoto che continua a fare vittime e danni in Emilia Romagna. Anche i Vescovi italiani partecipano alle sofferenze della popolazione provata dal terremoto.

Foto Caritas Italiana

Lo criticano, tradiscono la sua fiducia, alcuni danno scandalo con i loro comportamenti, qualcuno propone addirittura le sue dimissioni, ebbene, proprio nel momento che sembra peggiore, il Papa Benedetto XVI mostra ai popoli del mondo le ragioni, la bellezza, e la forza rigeneratrice del cristianesimo. Hanno detto di Lui che è troppo anziano per guidare e rinnovare la Chiesa, che è troppo accademico per farsi capire dalle genti, che è troppo dogmatico per dialogare con la modernità, che è troppo debole per contrastare i tradimenti, la corruzione, la perdita di fede. Ebbene, proprio come sosteneva san Paolo, “Quando sono debole è allora che sono forte”, il Pontefice Benedetto XVI ha mostrato a Milano al VII incontro mondiale delle famiglie, la rinnovata capacità del cristianesimo di convertire i cuori e ridare speranza ai popoli del mondo. In un mondo dove tutto sembra crollare, la finanza, le ideologie, gli idoli, i partiti politici, gli edifici pubblici e anche quelli religiosi, il Papa ha riunito ottantamila giovani cresimandi ed i loro educatori allo stadio di Milano, e oltre un milione di famiglie provenienti da tutte la parti del mondo, per dire loro che il futuro è di chi avrà fede in Gesù Cristo. Agli amministratori, il Vescovo di Roma ha spiegato che per vincere la crisi “c’è bisogno non solo di scelte tecnico-po-

Associato all’USPI

Collea nazionale Terremoto Nord Italia

AVVISO SACRO

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L’ospedale Civile, una situazione di abbandono, di tagli, di sprechi, dove sembrerebbe che si favorisca il privato invece che il pubblico

Più lo criticano e più la gente corre ad ascoltarlo Benedetto XVI anima le famiglie del mondo per rinnovare e alimentare la civiltà dell’amore E il vostro amore è fecondo innanzitutto per voi stessi, perché desiderate e realizzate il bene l’uno dell’altro, sperimentando la gioia del ricevere e del dare”. Il Pontefice ha spiegato che il matrimonio tra un uomo e una donna “è fecondo nella procreazione, generosa e responsabile, dei figli, nella cura premurosa per essi e nell’educazione attenta e sapiente”. “È fecondo per la società, ha rilevato - perché il vissuto familiare è la prima e insostituibile scuola delle virtù sociali, come il rispetto delle persone, la gratuità, la fiducia, la responsabilità, la solidarietà, la cooperazione”. Nel contesto di bagno di folla e di incontri a Milano, Benedetto XVI ha mostrato la sua serena e fortissima determinazione nel guidare la ‘barca di Pietro’ illuminando e scaldando la mente ed i cuori del mondo intero. Quando fu eletto, il 19 aprile 2005, il pontefice disse che sarebbe stato “un umile lavoratore della vigna”. Finora ha mantenuto le sue promesse, Egli sta potando la vigna, rendendola più libera e forte da tentativi di condizionamenti e inquinamento. Papa Ratzinger è anziano e sembra fragile nel corpo, ma la maniera con cui sta pulendo la casa di Pietro, rendendola trasparente e aperta, è qualcosa di straordinariamente eroico. Nessun Pontefice è riuscito in così poco tempo a tagliare le parti secche, liberare i tralci da impedimenti e far crescere la vigna in mezzo a mille difficoltà. Per i cattolici e per il monde il Papa assume sempre più la dimensione della “benedizione di Dio”.

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TERREMOTO NORD ITALIA: CONTINUANO LE SCOSSE “La presidenza della CEI - si legge in una nota diffusa oggi – dopo aver messo a disposizione un milione di euro proveniente dai fondi dell’otto per mille, indice una Colletta nazionale da tenersi in tutte le chiese domenica 10 giugno, solennità del Corpus Domini. Il ricavato dovrà essere consegnato tempestivamente alle rispettive Caritas diocesane, che provvederanno a inoltrarlo a Caritas Italiana, già operativa nelle zone colpite con un proprio Centro di coordinamento”. I fondi raccolti possono essere accreditati sul conto corrente N. 21252 della Caritas diocesana di San Benedetto del Tronto, presso la Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno CARISAP, IBAN: IT 39 U 060 8024 4480 0000 0021252; e sul conto corrente postale n. 11325636 intestato a Caritas diocesana via Madonna della Pietà, n. 111, S.B.T.

INTENZIONI DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE GIUGNO 2012 Città del Vaticano, 31 maggio 2012 (VIS). Riportiamo di seguito le intenzioni per il mese di giugno affidate dal Papa all’apostolato della preghiera: Generale: “Perché i credenti sappiano riconoscere nell’Eucaristia la presenza vivente del Risorto, che li accompagna nella vita quotidiana”. Missionaria: “Perché i cristiani in Europa riscoprano la propria identità e partecipino con più slancio all’annuncio del Vangelo”.

Diacono Umberto Silenzi, Direttore

w w w. a n c o r a o n l i n e . i t dalla Redazione

Una sfida lanciata dalla redazione del settimanale l’Ancora che cercherà di informare sulle tematiche sia civili che religiose che riguardano l’intero territorio diocesano. DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Dal 31 maggio, giorno in cui la Chiesa celebra la festa della Visitazione della Beata Vergine Maria, abbiamo deciso di accettare una nuova sfida, L’Ancora diventa Online. Abbiamo scelto questo giorno perché ci vogliamo affidare in questo cammino nelle mani della Vergine Maria e con il nostro operato vogliamo informarvi di quanto accade nel territorio diocesano sia a livello civile che religioso, raggiungendovi attraverso il web. Una sfida che è stata preparata nei mesi, in cui tanti giovani sono stato coinvolti per poter realizzare questo progetto. Il giornale on line viene presen-

di Simone Incicco

Intervista a Stefano Sudati, operatore sanitario dell’ospedale civile Madonna del Soccorso. Nell’intervista emergono le emergenze e le possibili soluzioni della nostra area vasta. Abbiamo intervistato in esclusiva per l’Ancora, Stefano Sudati, operatore dell’Ospedale Madonna del Soccorso, che ci guiderà nelle problematiche del nostro distretto sanitario. Come è la situazione dell’Area Vasta 5? Il distretto sanitario del Piceno, dell’area Vasta 5, è un territorio abbandonato dai politici, dove l’unica progettualità che applicano è quella dei tagli. Tagliare in salute, nel sociale, nei servizi minimi, senza un progetto non è possibile. Cosa è venuto a mancare in questi anni? La nostra area vasta non ha personalità giuridica, ogni acquisto deve essere demandato dalla direzione Asur ad Ancona. Se non abbiamo l’ok di Ancona non possiamo fare acquisti e ci troviamo spesso a dover far fronte a criticità che non permettono di dare una risposta adeguata. Fino ad adesso il cittadino non se ne è accorto per l’impegno del personale sanitario che in prima linea si fa carico delle rimostranze dell’utente. Come vive questo momento il personale? È demotivante lavorare nell’incertezza con un’amministrazione che non da risposte concrete alle problematiche. Ad oggi stiamo aspettando il piano industriale dell’azienda salute, che raccoglie 2.500 dipendenti e quindi la più vasta del Piceno. I servizi a San Benedetto del Tronto come sono? Stiamo aspettando notizie, abbiamo colleghi in scadenza di contratto (tra Ascoli e San Benedetto circa 100 addetti tra Oss e infermieri) e alcuni servizi, come la radiologia e la riabilitazione sono allo stremo; per non parlare del dipartimento d’emergenza. Ci sono oltre 20 contratti in scadenza a giugno e non sappiamo ancora come attivare il piano ferie estivo, però nel frattempo arrivano proposte di accorpamento e chiusura di attività operative tipo la degenza pediatrica. L’ospedale della Vallata si farà? Non lo so se si farà, però mentre siamo in attesa di chiarezza stiamo spendendo milioni di euro per rammodernare le strutture esistenti. Se poi dobbiamo “abbandonarle” a breve, perché ci buttiamo tutti questi soldi? A chi giova? Ad esempio la reingegnerizzazione dell’ospedale è costerà milioni di Euro. Quale beneficio avrebbe l’ospedale di vallata? Unendo i due grossi complessi dicono che si azzererebbero i doppioni, anche se alcuni servizi che vengono offerti a San Benedetto non so come si possono togliere. Senza considerare poi, che ancora non c’è un progetto chiaro e che ci vorranno anni e anni prima che entri in funzione. Rimane poi il fatto che il pronto soccorso anche con

l’ospedale di vallata, non si toccherebbe. La politica cosa ha fatto? Ha predicato bene e ha razzolato male. Le varie politiche degli ultimi tempi, comprendendo la locale, la provinciale e la regionale non si è impegnata abbastanza. Abbiamo dei consiglieri regionali, che sono del settore e che non si sono dati da fare a parte alcune lamentele di sorta, che lasciano il tempo che trovano. Cosa bisogna fare? Bisogna non tagliare, bisogna investire, incentivare. La politica attuale deve cambiare rotta, la salute è adesso. Possiamo riorganizzare, tagliare gli sprechi. Ma non si possono fare tagli lineari, facendo ricadere il tutto al cittadino. Poi tagliare per incentivare il privato? Le cliniche private ricevono ogni anno milioni di Euro. Perché? Perché si investe sul privato e non sul pubblico? Per quale motivo? Noi operatori siamo pronti a metterci intorno ad un tavolo e a trovare una soluzione, ma gli altri lo sono? O fanno solo finta?a Ma i distretti sanitari vanno così in tutta la regione? Ci troviamo davanti a una regione Marche a macchia di leopardo. Una seria A al nord e una serie C a sud, con servizi impari tra nord e sud. Basti pensare che manca ancora la nomina di diversi direttori di unità operativa, di cui due dovrebbero arrivare: ostetricia e pediatria (in chiusura per l’estate). Tra i reparti con direttore vagante: ortopedia, ginecologia, ostetricia, pediatria, riabilitazione, neurologia, ortopedia, otorino. Anche il servizio domiciliare è in sofferenza, perché manca il personale. Abbiamo un attesa chirurgica lunghissima, e alla lunga i pazienti prendono altre vie, sanità privata o vanno fuori regione incrementando i costi. Facciamo andare via dei luminari dal pubblico senza fare niente. Perché? Cosa serve? Investire, credere nel pubblico, ridurre i finanziamenti al privato e gli sprechi. Necessitiamo di un piano aziendale chiaro, noi siamo l’azienda più importante del Piceno. Abbiamo bisogno che chi ci guida, abbia competenza e non nomine di piacere politiche. Perché i cittadini forse non sanno che i soldi ci sono e che vengono spesi tralasciando la zona sud delle Marche. Pensate che per la sola progettazione del nuovo ospedale che dovrà sorgere a Fermo sono si spenderanno oltre 10.000.000€ e per la realizzazione di un presidio ospedaliero Ancona Sud si spenderanno almeno 50.000.000€ mentre da noi siamo quasi ad elemosinare il materiale di base per le cure. Mentre sempre più cittadini si rivolgono al privato, c’è un piano ben specifico in tal senso? Un noto politico sosteneva: “A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”. Ai cittadini chiediamo di starci vicini e di lottare insieme per una salute migliore per tutti.

tato all’interno della serie di eventi organizzati dalla nostra reda- così da poter partire con notizie aggiornate, attuali e provenienti zione per il trentennale del nostro settimanale Diocesano. Il sito dal territorio. Ringraziamo il Vescovo Gervasio Gestori, i tanti è stato ideato e realizzato dal caporedattore Simone Incicco con sacerdoti e laici che hanno creduto in noi e che ci hanno dato la l’aiuto del redattore Emanuele Ciucani in collaborazione con il forza di portare a compimento questo progetto. tecnico informatico Gabriele Pagnotta. La struttura dell’on line Grazie a tutti i collaboratori che si adoperano affinché l’Ancora non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza da migliorare possa proseguire nel suo percorso di informazione. Per chi volesse strada facendo. Abbiamo cercato di rendere il sito il più semplice inviarci suggerimenti, comunicati o critiche costruttive, può farlo possibile, dando risalto alle varie realtà locali, cercando di offrire al seguente indirizzo mail: settimanaleancora@hotmail.it attraverso le rubriche degli spunti di approfondimento. Noi garanProprietà: “confraternita SS.mo Sacramento e cristo Morto” tiamo, la massima serietà, e cerVia Forte - S. Benedetto del Tr. (AP) cheremo sempre di offrirvi un REGISTRAZIONE TRIB. DI AScOLI PIcENO aggiornamento in tempo reale N. 211 del 24/5/1984 delle notizie provenienti dal terDIR. RESPONSABILE: Pietro Pompei pompei.pietro@tiscali.it ritorio e non solo. A voi chieDIREZIONE REDAZIONE E AMM.NE 63074 S. Benedetto Tr. (AP) Via Forte, 16 diamo di darci un’opportunità, di Tel. 0735 581855 (int. 2-5) - e-mail: lancorasettimanale@tin.it guardarci con simpatia, di corregC.C.P. n. 14590632, intestato Curia Vescovile - Causale l’Ancora gerci, di sostenerci se lo riterrete Impaginazione e stampa: Linea Grafica Srl - Tel. 0735 702910 - centobuchi (AP) - E-mail: info@lineagrafica.info necessario e di inviarci le notizie Il sito della Diocesi www.diocesisbt.it della vostra realtà fin da subito SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO


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Anno XXIX 10 Giugno 2012

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FAMILY 2012

Il dizionario di latino Campanini e Carboni compie un secolo

I volti, le voci e i gesti In ascolto dei partecipanti alla messa conclusiva a Bresso Un milione di volti e altrettante immagini restano a suggellare l’Incontro mondiale delle famiglie di Milano, con un virtuale passaggio di testimone a Philadelphia, Stati Uniti, per l’appuntamento del 2015. Dal 30 maggio al 3 giugno il capoluogo lombardo ha aperto le porte e le case a nuclei provenienti da tutto il mondo; si è discusso della presenza e dello “statuto” della famiglia nel terzo millennio. E sono risuonate le parole di papa Benedetto XVI, che ha incoraggiato i credenti a testimoniare con coraggio il valore dell’amore coniugale, le responsabilità verso i

figli, i compiti educativi, così pure la presenza feconda della famiglia all’interno delle trasformazioni epocali che attraversano i cinque continenti. I veri protagonisti. La giornata finale del Family 2012, con la messa all’aeroporto di Bresso, non lontano dal centro di Milano, è stata caratterizzata dagli stessi partecipanti, giunti soprattutto dalle diocesi italiane, ma anche da circa 150 Paesi del globo. Tante mamme, papà e figli, spesso di pochi anni; numerosi anziani, tenaci nel raggiungere persino a piedi l’area della celebrazione eucaristica; centinaia di persone disabili, con i rispettivi accompagnatori, collocati a due passi dal palco con l’altare. E poi i gruppi parrocchiali, impegnati a elargire panini e acqua per la colazione del mattino e per il viaggio di ritorno; gli angoli-giochi, con volontari-clown disponibili a intrattenere i più piccoli; le suore con le macchine fotografiche, i sacerdoti con gli occhiali da sole, i volontari. E ancora: una badante – che spiega al Sir di essere musulmana – accudisce con grande delicatezza un’anziana donna, la quale tiene stretto il rosario tra le mani; un giovane prete fa cantare i ragazzi dell’oratorio… E poi le immagini, i colori. Si levano ombrelli colorati e striscioni associativi, si scorge una marea di cappellini e tanti vestiti multicolori delle donne africane. Sventolano le bandiere nazionali: molte quelle polacche, brasiliane, spagnole, oltre a quelle italiane; ma non mancano quella del Libano, la canadese, quella dell’Australia, del Pakistan, dell’Argentina, la serba e la nigeriana. Qualcuno, defilato, issa quella blu con le 12 stelle dell’Unione europea. Al servizio dei figli. Il “popolo” del Family 2012 anticipa tanti dei gesti che il Papa compirà di lì a poco: abbraccia, accarezza, canta, prega,

sorride. “Stando a casa avremmo seguito comodamente la messa attraverso la tv”, spiegano al Sir Maria e Giancarlo Marchi, non più giovanissimi. “Ma la messa si vive in comunità. E oggi la nostra comunità non è quella consueta, della parrocchia, ma è quella del mondo. Siamo davvero contenti di aver vinto la pigrizia e di essere venuti fin qui”. George, 23 anni, è irlandese: ha un grosso naso rosso e due occhialoni blu accompagnati da un trucco piuttosto evidente, che mette in risalto il sorriso: “Sono un volontario giocoliere e son qui per far divertire i bambini. È il mio modo per dire che credo alla famiglia e per dire grazie a Ratzinger per essere tra noi. Non frequento molto la chiesa, io, ma il valore della famiglia lo percepisco come essenziale anche per la mia vita e per quella del mio paese”. Greta Risi si sta prodigando per distribuire merendine ai figli; in un momento di pausa chiarisce: “Mio marito è poco più avanti, con l’ultimo nato sulle spalle. Come ci capita di fare durante le celebrazioni della domenica, nella nostra comunità, passiamo quasi tutto il tempo a tenere impegnati i figli, a disegnare, ad asciugare qualche lacrima… Ma essere qui è già una festa, un motivo di slancio per andare avanti. Anche se le difficoltà in casa non mancano, per via della cassa integrazione di Massimo”. Le sfide di ogni giorno. Anna ha perso la vista da piccola. Ora è vicina agli ottant’anni e l’accompagna la figlia Irene. Domanda in continuazione alla figlia di descriverle cosa succede intorno. Poi, al momento della consacrazione, si raccoglie, chiede di ricevere la comunione, torna a pregare. Irene fa un cenno e sussurra: “So che è felice in questo momento. Desiderava vedere” (dice proprio così) “il Papa da vicino”. Alexie ha una bandana in testa coi colori francesi; non vuole – per evidenti ragioni – specificare il cognome, eppure racconta con una certa serenità la sua vicenda domestica: “Sono qui con mia figlia, di 11 anni. Mio marito se ne è andato di casa da tempo. È stata una grande sofferenza, sia per me che per la ragazza. Ci sono dei vuoti incolmabili nella nostra vita, ci manca un marito, un papà. Ma la vita continua. E ho apprezzato le parole del Papa, quando ha raccomandato ai cristiani di restare vicini alle famiglie in difficoltà. Le parrocchie non ci escludano”. Augustin Ruiz è spagnolo: “Credo che la frase del Papa che più mi ha colpito – dice – è quella riguardante il tempo. Ci ha invitati a non farci travolgere dalla fretta, dai ritmi del lavoro, perché una società che va di corsa rischia di perdere il suo volto umano. È una osservazione che percepisco come un insegnamento anche per la mia vita ora che tornerò nella mia città”. A cura di Gianni Borsa e Simona Mengascini, inviati Sir a Milano (Bresso)

Ortezzano è uno dei più piccoli comuni della provincia di Ascoli Piceno, poco più di cinquecento abitanti, che ha il merito di aver dato i natali al prof. Carboni Giuseppe (1856/1929), l’autore, con Campanini, del mitico dizionario di Latino su cui hanno studiato milioni e milioni di studenti impegnati in traduzioni e declinazioni. La città natale lo ha ricordato, nel corso degli anni, intitolandogli una piazza e una via, mentre le spoglie mortali sono sepolte nella Chiesa di Sant’Antonio. Quest’anno, in occasione del Centenario della pubblicazione del notissimo dizionario, (1912) l’Amministrazione Comunale gli dedica una Mostra in cui, tra l’altro, è possibile ammirare il manoscritto originale dell’opera, attraverso una teca di vetro, che rappresenta la punta di diamante della Biblioteca comunale, intitolata

E.Tì.

proprio a lui, inaugurata in un’aula del Municipio. “Stiamo lavorando per mettere in mostra i nostri gioielli dice il sindaco Giusy Scendoni - e l’opera del nostro illustre concittadino è sicuramente uno di questi. La Biblioteca è il frutto della collaborazione con la Provincia. Il Fondo Carboni, costituito dai libri dove il famoso latinista studiò, ne rappresenta il patrimonio. Del Dizionario sono stati conservati anche gli studi preparatori scritti di pugno dal Carboni”. Grazie alla donazione della figlia di un medico romano, ora scomparso, i locali si sono arricchiti di preziosi libri di narrativa e saggistica. La Biblioteca consente di essere in rete con altre biblioteche della regione. Un professionista curerà l’archiviazione e sarà a disposizione una volta la settimana, per i restanti giorni sarà tenuta aperta da volontari.

LE CARTE RUBATE DEL PAPA: INTERVISTA AL SOSTITUTO SEGRETERIA DI STATO L’Osservatore Romano ha pubblicato una intervista con l’Arcivescovo Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato, relativa alla carte rubate del Papa. L’Arcivescovo Becciu afferma di aver trovato il Papa “Addolorato, perché, stando a quanto sinora si è potuto appurare, qualcuno a lui vicino sembra responsabile di comportamenti ingiustificabili sotto ogni profilo. Certo, prevale nel Papa la pietà per la persona coinvolta. Ma resta il fatto che l’atto da lui subito è brutale: Benedetto XVI ha visto pubblicate carte rubate dalla sua casa, carte che non sono semplice corrispondenza privata, bensì informazioni, riflessioni, manifestazioni di coscienza, anche sfoghi che ha ricevuto unicamente in ragione del proprio ministero. Per questo il Pontefice è particolarmente addolorato, anche per la violenza subita dagli autori delle lettere o degli scritti a lui indirizzati”. A giudizio del Sostituto della Segreteria di Stato, la pubblicazione delle lettere trafugate è “un atto immorale di inaudita gravità. Soprattutto, ripeto, perché non si tratta unicamente di una violazione, già in sé gravissima, della riservatezza alla quale chiunque avrebbe diritto, quanto di un vile oltraggio al rapporto di fiducia tra Benedetto XVI e chi si rivolge a lui, fosse anche per esprimere in coscienza delle proteste. Ragioniamo: non sono state semplicemente rubate delle carte al Papa, si è violentata la coscienza di chi a lui si rivolge come al vicario di Cristo, e si è attentato al ministero del Successore dell’Apostolo Pietro”. Per l’Arcivescovo Becciu non si può giustificare la pubblicazione di tali carte in base a criteri di pulizia, trasparenza e riforma della Chiesa: non è lecito rubare né accettare cose rubate da altri. “Mi sembrano principi semplici, forse per qualcuno troppo semplici, ma certo è che, quando qualcuno li perde di vista, facilmente smarrisce se stesso e porta anche altri alla rovina. Non vi può essere rinnovamento che calpesti la legge morale, magari in base al principio che il fine giustifica i mezzi, un principio che tra l’altro non è cristiano” Una parte degli articoli pubblicati dalla stampa in questi giorni segnala che le carte pubblicate rivelerebbero un mondo torbido all’interno della Chiesa, in particolare della Santa Sede. L’Arcivescovo Angelo Becciu osserva al riguardo che: “Da una parte si accusa il carattere assolutista e monarchico del governo centrale della Chiesa, dall’altra ci si scandalizza perché alcuni scrivendo al Papa esprimono idee o anche lamentele sull’organizzazione del governo stesso. Molti documenti pubblicati non rivelano lotte o vendette, ma quella libertà di pensiero che invece si rimprovera alla Chiesa di non permettere. (...) I diversi punti di vista, persino le valutazioni contrastanti sono piuttosto normali. Se qualcuno si sente incompreso ha tutto il diritto di rivolgersi al Pontefice. Dov’è lo scandalo? Obbedienza non significa rinunciare ad avere un proprio giudizio, ma manifestare con sincerità e sino in fondo il proprio parere, per poi adeguarsi alla decisione del superiore. E non per calcolo, ma per adesione alla Chiesa voluta da Cristo”. Infine l’Arcivescovo Becciu vuol dire ai cattolici che: “Nel Papa non viene meno la serenità che lo porta a governare la Chiesa con determinazione e chiaroveggenza. (...) Facciamo nostra la parabola evangelica che Papa Benedetto ci ha ricordato pochi giorni fa: il vento si abbatte sulla casa, ma questa non crollerà. Il Signore la sostiene e non vi saranno tempeste che potranno (VIS). abbatterla”.


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da Centobuchi: servizio speciale

DUE EUCARESTIE PER LA 2° COMUNIONE: IL MIRACOLO DI LANCIANO E CASA MANUELA DI VASTO Lunedì, i bambini della Parrocchia del S. Cuore di Gesù di Centobuchi, che hanno fatto la Prima Comunione, hanno vissuto un altro momento importante ed intenso: la 2° comunione. Accompagnati dal Parroco,dai genitori, dai catechisti, si sono recati al Santuario del Miracolo Eucaristico di Lanciano, dove nel 700, è avvenuto l’evento straordinario della trasformazione del pane in Carne, e del vino in Sangue. È seguita la visita a Casa Manuela, la casa famiglia per tanti anni punto importante della nostra diocesi, esperienza destinata a rimanere impressa nei loro cuori. Una giornata intensa e ricca di emozioni come testimoniano gli stessi bambini e genitori. “Oggi é il giorno della seconda Comunione. Siamo andati a visitare la chiesa di Lanciano è molto bella e grande. Poi slamo andati alla casa famiglia dove due persone ospitano i bambini orfani, che non hanno i genitori e la cosa che mi ha più emozionato è stata vedere tutti quei bambini che erano molto felici nonostante tutto quello che hanno passato. (GIADA) Oggi e stata una bellissima giornata perché sono stata a Lanciano con la chiesa. La cosa che mi é rimasta più impressa é stata la visita alla casa famiglia Emanuela, quella casa è bellissima perché accoglie. Vorrei tanto anzi spero che abbiano tanta fortuna, perché così i bambini che ci abitano possano vivere felici. (CHIARA) Oggi è stata una giornata fantastica perché non é stata un’escursione come tutte quelle che ho vissuto precedentemente, ma questa è stata istruttiva... (ALLEGRA) Seconda comunione per i nostri figli, che ieri hanno avuto la gioia di ricevere Gesù Eucarestia. Con don Alfonso ci siamo recati a Lanciano nella chiesa di del Miracolo Eucaristico. La giornata si preannunciava in positivo: il vedere i nostri bambini ricevere l’Eucarestia per la seconda volta e per di più in questa chiesa, era un’emozione forte e non potevamo chiedere di più e di meglio. Eravamo inconsapevoli che le emozioni non erano finite. Di lì a poco avremmo avuto un incontro che avrebbe toccato nel profondo del nostro cuore sia noi ma soprattutto i nostri figli. Tutti insieme ci siamo recati in un grande parco per consumare il pranzo al sacco ed anche questo è stato un momento di condivisione. È stata la visita a Vasto a Casa Manuela che ci ha fatto vivere momenti di intense emozioni, disagio nei confronti di una cruda realtà, lontana anni luce dal nostro abituale modo di vivere la famiglia... (CRISTINA) Per molti anni da ragazzo e per la maggior parte della mia giovinezza l’ho trascorsa in oratorio tra feste, cerimonie, ricorrenze e gite fuori porta, oggi come allora sono di nuovo salito su un pulman in veste questa volta di genitore insieme al gruppo dei freschi comunicandi (tra cui mio figlio) destinazione Lanciano a visionare il miracolo eucaristico... (Nel pomeriggio n r d) si riparte destinazione Cupello nella Casa Famiglia Manuela. Ad attenderci fuori dalla struttura alcuni bambini in bici che senza esitare hanno subito legato con i loro nuovi amici superando anzi senza porsi il benché minimo pensiero di chi fossimo o cosa eravamo venuti a fare. In casa c’era Claudia e Gioacchino moglie e marito: Gioacchino silenzioso, taciturno come voler cedere volentieri la parte principale alla sua dolce metà e Claudia con una dialettica molto spigliata riesce subito a mettere la situazione in chiaro: cos’è una casa famiglia, da chi è composta, i sacrifici ed il lavoro che porta, quale sono le condizioni che legano o meglio spingono persone a fare queste scelte... (MARCO)

TRA GIOCHI, NATURA E FEDE, LA CHIUSURA DELL’ANNO CATECHISTICO di Chiara Antonini

La parrocchia Sacro Cuore ha pensato di festeggiare la chiusura dell’ anno catechistico 2011/ 2012, domenica 3 giugno, insieme alle famiglie e a Don Alfonso. La comunità è partita alle ore 9.00 da Piazza dell’ Unità per dirigersi verso Foce di Montemonaco, meta scelta per ritrovarsi tutti insieme, in una giornata di divertimento e di preghiera. Si è giunti a destinazione intorno alle ore 10.30, con grande sorpresa,sono giunte più famiglie di quanto ci si potesse aspettare. La giornata è incominciata con attività ludiche di vario genere come: partite di pallavolo, gioco del fazzoletto, corsa con i sacchi,tiro alla fune, nascondino, e svariati giochi popolari. Anche il pranzo si è svolto all’insegna dello svago, e nel pomeriggio sono proseguiti altri giochi. Alle ore 17.00

si è svolta Santa Messa ed infine, la comunità è ripartita per ritornare a Centobuchi. La località di Montemonaco si è rivelata una location perfetta, grazie ai suoi ampi spazi verdi; anche il tempo è stato soleggiato ma allo stesso tempo ventilato. La giornata si è rivelata un vero e proprio successo, tutti, grandi e piccini si sono divertiti, il momento più significativo si è rivelata la Santa Messa svoltasi con semplicità, amore e tanta gioia. Le parole chiave di questa stupenda giornata, sono state: amore, gioia, semplicità, divertimento, comunione, condivisione e voglia di stare insieme. Ed è proprio quest’ ultima parola, che rappresenta in pieno quello che oggi si è vissuto a Foce. Infatti basta poco per poter essere felici, fondamentale è il desiderio di stare insieme agli altri e vivere in pieno quello che è il compito, il dovere e la gioia del cristiano: diffondere la parola di Dio,testimoniando la sua costante presenza in mezzo a noi, non avendo timori e paure, ma vivendo tutto ciò con gioia e amore.

UNA CITTADINA IN FESTA PER LA MADONNA DELLA PACE

Con la processione tra le vie del paese, si è conclusa a Centobuchi la festa della Madonna della Pace, promossa dal comitato festeggiamenti della Parrocchia del S. Cuore di Centobuchi. C’erano per la prima volta in assoluto tutte le parrocchie del Comune di Monteprandone: i bambini della Prima Comunione del S. Cuore e della Regina Pacis, le storiche confraternite di Monteprandone, la banda di San Benedetto del Tronto e tanti, tanti fedeli. Una festa quest’anno velata da un po’ di tristezza per la prematura scomparsa di Stefano, un ragazzo di 31 anni, punto di riferimento della Parrocchia del S. Cuore, ministro dell’Eucarestia ed instancabile collaboratore. È stato il vescovo mons. Gervasio Gestori, a celebrare la messa finale presso la Piazza. A concelebrare, i parroci di Centobuchi , Don Alfonso e don Pierluigi, di Monteprandone, don Francesco e don Robert, Padre Marco e i Parroci che hanno fatto la storia di Centobuchi: Don Remo e don Federico. “È bello questa sera vedere qui riunito sotto il nome di Maria, un intero territorio - ha detto Don Alfonso - È da circa 70 anni che la statua che abbiamo portato in processione è parte della storia di questo territorio. Una storia che questa sera è testimoniata dalla pre-

di Paride Travaglini

senza dei parroci che hanno servito Centobuchi, e dalla presenza delle confraternite di Monteprandone, custodi di una tradizione ultracentenaria, patrimonio religioso e culturale che non può essere disperso ma che deve essere tramandato alle giovani generazioni. Non c’è futuro se non si considera la storia. Questa sera è di buon auspicio per il prossimo futuro. Lavorare insieme, lavorare uniti porta i suoi frutti. Un grande statista italiano sosteneva: Solo se saremo uniti saremo forti, solo se saremo forti, saremo liberi”. Non c’è aforisma più attuale di questo. È necessario mettere da parte faziosità e favoritismi e lavorare per il bene Comune, per la Res-Pubblica, di cui tanti, troppi, soprattutto in questo periodo di crisi, in cui le certezze vacillano, si riempiono la bocca, distorcendone o reinterpretandone il significato. L’unità è una forza che può dare fastidio, il lavorare per il bene comune mettendo da parte personalismi, manie di protagonismo anche. Se questo è però il prezzo da pagare continueremo a dare fastidio…” Al termine della funzione religiosa il bellissimo e suggestivo spettacolo pirotecnico, curato dalla Pirotecnica S. Chiara.

La morte di Stefano Bettini Il dolore della comunità nelle parole del Parroco È tornato alla Casa del padre dopo una malattia devastante, accettata con grande spirito cristiano, Stefano Bettini, un instancabile collaboratore della Parrocchia del Sacro Cuore di Centobuchi. La comunità parrocchiale, perde un fratello, un figlio, un amico. Quella stessa comunità che nel giorno del saluto ha voluto stringersi attorno ai famigliari, per far sentire loro tutto l’affetto, per dire il proprio grazie ad una persona buona, impegnata nel sociale, solare, amante della vita, che fino all’ultimo ha fatto del servizio verso il prossimo il suo stile. Le parole del parroco Don Alfonso. “Anche se in tanti non so se riusciremo a fare in parte quello che ha portato avanti lui, in Parrocchia, presso il circolo anziani, dove nonostante la sua età hanno apprezzato la sua generosità nel mettersi a servizio di tutti indistintamente. Non è bastata la tua vitalità Stefano. Non è bastata l’eroicità della mamma, non è bastata la tenerezza e la solidarietà dei tuoi amici. E neppure la disponibilità e la professionalità dei medici. E non sono bastate neppure le nostre povere preghiere distribuite in lungo e in largo. E non è bastato neppure un papà nel cielo... Se non troviamo un senso a tutto questo, dobbiamo e possiamo trovare almeno un riferimento analogo. Così, aiutati dal Vangelo di oggi, andiamo anche noi a Gerusalemme in quel leggero altipiano che tutti chiamavano Gol-

gota. Anche lì un figlio muore dopo una straziante sofferenza. Anche lì un figlio che aveva perso il papà Giuseppe qualche anno prima. Anche lì una madre eroica Maria che vive fino all’ultimo respiro l’agonia del figlio: la vediamo forte e addolorata, tenace e impotente! Anche lì una morte spiazzante, anche lì una morte ingiusta, anche lì sono crollati i sogni, gli ideali, le speranze di tanti... Ciascuno di noi, specialmente Giuseppina, non può non stare che sotto la croce oggi, come Maria! “Stabat mater dolorosa iuxta crucem lacrimosa”. Lasciamo allora che il lutto prenda il tempo necessario. Il suo obiettivo è quello di intraprendere una relazione nuova con Stefano, una relazione che non trattiene per sé, ma lascia libero e riesce ad accettare con gratitudine che egli ti accompagni dal cielo. Quel venerdì Santo non si è concluso con una sconfitta. Gesù ha vinto la morte per sempre. Stefano e Ermes ora sono nella vita e li stanno ricostruendo la loro, la vostra casa. Li le potenzialità di Stefano saranno infinite, il suo sorriso sta già conquistando le schiere dei santi, la sua gioia sta già inondando i cieli... Ciao Stefano”.


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72. TESORO NASCOSTO E LA PERLA PREZIOSA Dopo la spiegazione della parabola della zizzania, si hanno due brevissime parabole, quella del tesoro (Mt 13,44), e quella della perla preziosissima (13,45-46) che sono al quinto e al sesto posto delle sette parabole di Mt cap. 13 e si hanno solo in questo Vangelo. Ci interessiamo di esse. 1. Il ritrovamento e il possesso di un tesoro nascosto. “Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo” (Mt 13,44). L’oggetto spirituale che Gesù vuole illustrare mediante gli elementi materiali del racconto parabolico è “il regno dei cieli”, la sovranità – basiléia - amorosa di Dio e redentrice di Cristo. Ecco l’elemento materiale: la scoperta di “un tesoro nascosto nel campo”. In quanto ponte tra l’Africa e l’Asia (e anche l’Europa) la Palestina è stata da sempre percorsa da eserciti, da razziatori, e ha subito conquiste più o meno prolungate. E’ ovvio che, in circostanze del genere, certi beni preziosi venissero nascosti. Per esempio, stando allo storico ebreo Giuseppe Flavio, veniamo a sapere che, dopo la conquista della città Santa nell’anno 70, i romani scoprirono nascosti in quantità considerevole “oro, argento e altri oggetti di maggior pregio che i proprietari avevano nascosto sotto terra” (B. J. VII, 114-115). Il famoso Rotolo del Tempio, trovato a Qumran (anni 1947 e seguenti) enumera 64 luoghi dove si troverebbero nascosti grandi tesori. Ma è davvero così? 2. La scoperta e l’acquisto di una particolarmente preziosa. Passiamo all’altra parabola. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; 46 trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra (13,45-46). Il tutto solo in due versetti! Ecco l’elemento materiale: una perla preziosissima. L’Antico Testamento ha prestato attenzione alle pietre preziose. Parla di quelle che devono ornare l’efod del sommo sacerdote (Es 28,6-14); poi ne elenca dodici descrivendo il pettorale ancora del sommo sacerdote (Es 28,15-30). L’Apocalisse, a sua volta, parla di una serie di dodici pietre preziose che adornano i dodici basamenti della Gerusalemme celeste. Esse sono nell’ordine: diaspro, zaffìro, calcedònio, smeraldo, sardònice, cornalina, crisòlito, berillo, topazio, crisopazio, l

giacinto, ametista (Ap 21,19-21a). Quasi ciò non bastasse, aggiunge: “E le dodici porte sono dodici perle; ciascuna porta era formata da una sola perla” (Ap 21,19b). Il mercante della parabola trovò forse una perla simile a qualcuna di queste? 3. La reazione dell’agricoltore e del mercante. Con le immagini che usa, quella del tesoro e quella della pietra preziosa, Gesù vuole indicare all’uditore la sublime preziosità del Regno: sia per farlo così passare all’azione; sia per suggerirgli il percorso eroico che lo porta al possesso di tale Regno. Siamo al tertium comparationis, al centro della parabola, presentato col comportamento dei due individui, l’agricoltore e il mercante. L’agricoltore “va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo”. Anche il mercante, “va, vende tutti i suoi averi e la compra”. Si privano di tutto per possedere il tutto! Non era il caso che vendessero solo quanto bastava per l’acquisto del campo e per la compera della perla preziosissima? Il ragionamento umano andrebbe in questa direzione. E’ quello che fa il vangelo apocrifo di Tommaso, di provenienza doceta, nelle varianti che fa alle due parabole del Vangelo. Dice addirittura che il contadino non spese niente perché il terreno era suo; dice che il mercante vendette solo quanto era necessario per fare l’acquisto della perla desiderata (Logion 76 e 109). Gesù va in ben altra direzione: la reazione dei due individui della parabola si porta sul privarsi dei propri averi e, in più, “con gioia”, per possedere “il tutto” per antonomasia che è il Regno dei cieli. 4. La vendita di “tutti” i propri averi, presente nelle due parabole, ci sorprende. Il cristianesimo non impone un tale comportamento. Zaccheo dice al Signore: “Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri” (Lc 19,8). E Gesù non gli chiede di privarsi anche dell’altra metà. E’ certo che il distacco dai beni materiali è richiesto a tutti; mentre la vendita di tutti i propri averi è indicata a chi vuole seguire lo stile di vita degli Apostoli. “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”, dice Pietro a Gesù (Mt 19,27). Paolo rinuncia liberamente alle sue prerogative di rabbino, di professore universitario: “Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose... per guadagnare Cristo” (Fil 3,8). “Il regno di Dio... è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” (Rm 14,17). Venga il tuo regno! Crocettigiuseppe@yahoo.it

Incontri Pastorali del Vescovo dURAnTE lA SETTIMAnA 10-17 GIUGnO 2012 Domenica 10 giugno Ore 11.00 Cupra Marittima S. Messa, con S. Cresime Ore 21.00 S. Benedetto Tr. - Cattedrale: S. Messa e solenne Processione Eucaristica cittadina Lunedì 11 giugno Ore 21.00 S. Benedetto Tr. Auditorium Comunale: Presentazione del volume “Dalla sacrestia a Gerico” Martedì 12 giugno Ore 21.00 S. Benedetto Tr. - Curia: Incontro con i Responsabili della Tenda del Magnificat

Mercoledì 13 giugno Ore 08.30 S. Benedetto Tr. - Parr. S. Antonio: S. Messa Ore 11.00 Ancona - Seminario Regionale Sabato 16 giugno Ore 17.00 Monteprandone S. Messa, con S. Cresime Domenica 17 giugno Ore 09.30 Montelparo Saluto al Convegno sul Cardinale Gregorio Petrocchini Ore 11.00 Montalto S. Messa, con S. Cresime e Processione in onore di S. Vito Ore 18.30 S. Benedetto Tr. - S. Pio X: S. Messa, con S. Cresime

PAROLA DEL SIGNORE CORPUS DOMINI - ANNO B TU CI DISSETI, SIGNORE, AL CALICE DELLA GIOIA

Dal VANGELO secondo MARCO Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: “Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?”. Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: “Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov’é la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi”. I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua. Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”. Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: “Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato per molti. In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio”. E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Gesù disse loro: “Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto: Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse (MARCO 14,12-16.22-26) In questo brano, l’evangelista ci racconta gli avvenimenti che avvennero poco prima che Gesù venisse arrestato e iniziasse la sua passione. Possiamo notare come la preoccupazione di Gesù sia tutta per i suoi discepoli, egli conoscendo che da lì a poco avrebbe rimesso il suo Spirito al Padre, si preoccupa di non lasciare orfani i suoi discepoli istituendo il sacramento dell’Amore: l’EUCARESTIA. In questo sacramento Gesù dona tutto sé stesso, anticipo della croce e prolungamento nel tempo e nello spazio del suo amore totale per noi. In quella piccola ostia consacrata, per fede, sappiamo esserci corpo, sangue, anima e divinità di Cristo, ma quante volte abbiamo riflettuto su questo miracolo, su questo grandissimo gesto d’amore di Gesù per noi?

Egli, l’amore infinito, si racchiude in un piccolo pezzetto di pane, pur di essere vicino ai suoi amici, ai suoi fratelli per poter essere parte di loro, per entrare in comune-unione con loro. Certo, è difficile perfino percepire la grandezza dell’amore di Dio per noi, come è possibile che Dio ci ami tanto, che ci ami fino a tal punto? San Paolo riflettendo su questo ha detto che è difficile che si trovi qualcuno disposto a morire per una persona giusta, figuriamoci quindi se si trova qualcuno disposto a morire per un peccatore incallito e irriconoscente (come ognuno di noi), ma Gesù lo ha fatto. Egli il Giusto, dona la sua vita e la sua morte per noi. Perché? Perché:” certa e’ questa parola: se moriamo con lui, vivremo anche con Lui; se con Lui perseveriamo, con Lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, anche Lui ci rinnegherà; se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso”. Dio non può rinnegare se stesso, non può rinnegare il suo amore per noi. Egli ci ama come figli, e se anche una madre può dimenticare i suoi figli, il Signore non si dimentica di noi. Egli, nel corso dei secoli ci ha ampiamente dimostrato il suo amore, e continua ad amarci e ha darcene dimostrazione, l’Eucarestia attualizza quest’ amore, lo rende presente, lo rende efficace, ci fa toccare con mano quanto siamo amati. Chiediamo al Signore il coraggio della fede, la forza della speranza e la gioia della carità, per poter iniziare a ricambiare questo suo amore, per essere meno indegni di chiamarlo ABBA’ , PADRE. RICCARdO

SAGGEZZA PER RIFLETTERE: QUANDO NEL CALICE, L’ACQUA SI UNISCE AL VINO, È IL POPOLO CHE SI UNISCE A CRISTO. (CIPRIAnO dI CARTAGInE) L’UOMO DIVENTA SANTO, QUANDO PERCEPISCE QUANTO È AMATO DA DIO (AnOnIMO)

Parrocchia S. Benedetto martire, domenica 27 Maggio 2012 IL GIORNO DELLA PRIMA COMUNIONE

foto Sgattoni

Le sette parabole di Matteo 13


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Parrocchia Madonna di Fatima

Da Acquaviva

Piura 25 Maggio 1962 - Valtesino 25 Maggio 2012 i Cinquant’anni di don Luis

Grande successo per la IX edizione del Palio dei Bambini Presenti alla manifestazione molti volti della nuova amministrazione comunale.

di Alessio Rubicini

Le parole che la liturgia ci ha proposto nel corso della settimana sono capitate proprio a proposito perché ci sono state di ispirazione per esprimere i nostri auguri di Buon Compleanno al nostro Parroco Don Luis che lo scorso 25 Maggio ha compiuto 50 anni. “Carissimo Padre Luis, da quando sei arrivato in mezzo a noi molto hai detto ed hai fatto per farci comprendere quanto fosse importante essere una vera Comunità, una cosa sola tra tutti noi nel nome di Cristo Gesù e sull’esempio di Maria sua madre, Madonna di Fatima, nostra Patrona. Anche tu hai spesso ammonito, forse tra le lacrime, ciascuno di noi. Ci hai custoditi perché potessimo conservare la nostra unità e non dimenticassimo mai di essere un’unica cosa. E noi abbiamo ascoltato i tuoi ammonimenti ed abbiamo apprezzato ed amato la tua opera pastorale rimboccandoci ogni giorno le maniche per aiutarti a svolgere il tuo servizio, che poi è anche il nostro, in mezzo a noi. Sì, forse qualche volta i tuoi ammonimenti erano un po’ “forti” e forse qualcuno di noi avrebbe voluto “mandarti” da qualche

altra parte…Ma non può succedere, forse, anche nelle migliori famiglie? Non sempre è facile restare uniti e non sempre il capofamiglia sa far comprendere i suoi sacrifici a favore della famiglia. Questa tua famiglia di Valtesino oggi fa festa con te, suo capofamiglia, che sei arrivato ad traguardo importante della tua vita e si stringe tutta attorno a te per augurarti BUON COMPLEANNO... (Così inizia l’indirizzo di saluto che la famiglia parrocchiale della Madonna di Fatima rivolge a don Luis, aggiungendo il desiderio di un regalo nei ricordi familiari rimasti nella terra di origine del Parroco) Anche il nostro Vescovo Gervasio ha voluto esprimere a Don Luis, con una propria lettera, i suoi auguri inviando a lui ed a tutti noi parrocchiani la sua benedizione. Inevitabilmente Don Luis non ha saputo trattenere la propria commozione di fronte all’amore che la nostra Comunità Parrocchiale gli dimostrava con la festa che gli aveva preparato ed ha ringraziato tutti per gli auguri.

IL MIRACOLO DELLA SACRA GIUBILARE DI GROTTAMMARE Affonda le sue radici in antichissimi riti piceni la “Sacra” giubilare di Grottammare, che si svolgerà il 1 luglio di quest’anno. Residuo di culti pagani poi cristianizzati, fa riferimento quasi certamente al “Ver Sacrum”, la “Primavera Sacra”, ossia il voto degli antichi piceni quando fondavano una nuova città. La tradizione voleva in tempi di crescita della popolazione, la migrazione in altri luoghi di un gruppo di ragazzi e ragazze, prescelti solennemente, che seguendo il volo di un uccello totemico ( alcuni dicono per i piceni il picchio, altri la gazza, chiamata in gergo “pica” , ma non vi è certezza ), abbandonavano per sempre, spesso in lacrime e senza voltarsi, la certezza del focolare domestico e seguivano il cammino davanti a loro, fino a giungere ad un posto ospitale, dove potersi fermare e fondare un nucleo abitativo proprio, un “pagus”. Ecco che si spiegherebbe il nome “Sacra”, ex aggettivo di qualcosa che non si sa più cosa, ora diventato sostantivo..E la Sacra di Grottammare racconta

proprio una storia di fondazione, quella di Grottammare. Ha come perno centrale la chiesetta di San Martino e la chiesa pievanile di San Giovanni Battista al Paese Alto, proprio le due realtà all’origine della cittadina rivierasca. I monaci, forse benedettini, mai ritrovati o individuati con certezza storicamente, che però hanno lasciato una silenziosa traccia nella conversione al cristianesimo e il racconto orale. Il mirabolante arrivo di papa Alessandro III nel 1175 o nel 1177, pure questo mai suffragato da documenti, una lapide romana del 127 d.C. che c’è e dice che addirittura un “pontifex”, ossia l’imperatore Adriano restaura il tempio della dea Picena Cupra..Il fonte battesimale ad immersione, rinvenuto negli scavi tra il cadere dell’800 e i primi del ‘900, forse inizialmente pozzo sacrificale dove gettare le ossa di animali macellati in sacrificio di divinità pagane, poi fonte della “Nuova Vita”, quella cristiana, ad opera dei monaci e i Santi Patroni, spostati di qua e di là, il 24 giugno traslati da San Gio-

Grazie anche alla complicità della splendida giornata di sole, sabato scorso, 26 maggio, tra le maestose mura medievali di Acquaviva Picena, si è “rievocata la Storia” con la IX Edizione del “Palio dei Bambini”. Una manifestazione, fortemente voluta dal cav. Nello Gaetani e subito adottata dai due Istituti scolastici comprensivi che ne hanno inserito il progetto nel POF dei loro programmi scolastici. Un momento di cultura che l’insegnante Rita Bartolomei, con la collaborazione delle signore Mimma Massicci e Iva Braccetti, ha voluto far rivivere “per non dimenticare”. Il Corteggio storico, composto da oltre 200 bambini, dai 4 ai 13 anni di Monsampolo ed Acquaviva, in costume del ‘300, hanno rievocato il Fidanzamento di Foresteria degli Acquaviva con Rinaldo di Brunforte. Il Palio, ricavato dal disegno dell’alunna Chiara Troiani, dopo la solenne benedizione da parte del parroco, don Antonio Rosati, con i tanti figuranti al seguito è stato portato in corteo fino alla Piazza del Forte. Qui i notai, Ezzelino di Ruggiero da Mogliano, per i Brunforte e Gualtiero, detto Diotiguardi per gli Acquaviva , hanno dato lettura della Dote e, dopo aver accertato che essa “era bona e tanta”, hanno dato il via ai giochi storici del Palio del Duca: Corsa con i sacchi, Tiro alle palle, Corsa delle pajarole e Tiro alla fune. Al termine delle gare, che sono state, coinvolgenti e ricche di suspense, il Rione Picchio, composto interamente dai ragazzi dell’Istituto Comprensivo di Monsampolo del Tronto si è aggiudicato il Palio. Durante gli intervalli dei Giochi si sono esibiti i ragazzi del Corso dei flauti e le ragazze (24) del Balletto Medievale con le coreografie della maestra Luigia Neroni. Presenti le maggiori autorità della neo Amministrazione comunale. Dal sindaco Pier Paolo Rosetti, all’assessore alla cultura Elisabetta Rossi, dalla consigliera Mimma Massicci, con delega alla Pubblica Istruzione a Luca Balletta con delega allo Sport. Applausi per tutti, in particolare per lo spettacolo di colore offerto dai ragazzi in costume che ha riportato un po’ di allegria e di gioia sotto la Rocca. Soddisfatta l’Associazione Palio del Duca, ma soprattutto il suo Presidente, il cav. Nello Gaetani, deus ex machina della Manifestazione che ora si appresta ad organizzare l’evento clou dell’Estate acquavivana. La XXV edizione di Sponsalia con il Banchetto Nuziale del 5 Agosto. Per un quarto di secolo val bene la . . . messa in cantiere di una pubblicazione che rimanga ai posteri. E.Tì. Auguri Nello anche per questa iniziativa. E ad maiora. vanni Battista al Paese Alto fino a San Martino, quasi a memoria dei tanti volti che in tempo pagano riempivano i templi e nell’Ottava di San Giovanni, cioè il 1 luglio, quando esso cade di domenica, cioè “Sunday”, in inglese “Giorno del Sole”, da’ origine al festeggiamento della Sacra giubilare di Grottammare, per culminare e concludersi altri 8 giorni dopo, il dì del 10 luglio, al culmine con i festeggiamenti del Santo Patrono Paterniano, per Giuseppe Speranza, storico locale, era in origine il “Pater Janus”. Non c’è da spaventarsi, ne’ da scandalizzarsi, non bisogna aver paura della verità..la vita è un continuum ed è mirabile aver conservato, in secoli di ignoranza e di oblio, la storia, il filo conduttore della nascita di una Comunità, davvero ragguardevole. Suscita ancor più ammirazione come un Vescovo di Ripatransone, sapiente e illuminato, in un’epoca illuminista, come Bartolomeo Bacher, abbia sentito la necessità di mettere ordine e di sancire in modo cristiano la Sacra grottammarese. E qui ecco la seconda, vera Bolla, perché la prima, di fantastica origine, non si è mai ritrovata, probabilmente perché mai esistita e poi ancora un’altra Bolla, recente, grazie a Mons. Chiaretti, che aveva intuito l’importanza di questa festa, che altri non è che un piccolo grande Giubileo. Nei giorni della Sacra, folle di pellegrini da tutto il centro Italia si inginocchiano davanti all’altare di San Martino, si confessano e si comunicano, ricordando e offrendo ai propri cari defunti la Pace Eterna, in una comunione di intenti e preghiera che solo Gesù Cristo poteva pensare, così si ricompie il miracolo della Sacra, trasformato e vivificato alla luce della Fede cristiana, purificato dagli orpelli della superstizione e dell’aniSusanna Faviani mismo.

Da Ripatransone

Alla ribalta: gli alunni della scuola materna del capoluogo.

A Ripatransone la sezione degli alunni di 5 anni della Scuola Statale dell’Infanzia del capoluogo, mercoledì 30 Aprile 2012, al teatro “Mercantini”, ha effettuato il saggio finale dell’anno scolastico 2011-2012. Nell’ambito del progetto sull’ambiente dell’Istituto Scolastico Comprensivo, i ragazzi hanno presentato, sotto forma di drammatizzazione accompagnata da canti, i quattro elementi della natura: aria, acqua, terra, fuoco che si ribellano agli uomini perché vittime dell’inquinamento; scopo principale del saggio è stato quello di rendere i bambini consapevoli di un corretto atteggiamento nei confronti della natura. I piccoli alunni sono stati preparati dalle maestre Giovanna Silvestri, Gaia De Luca e Daniela Damiani, con la collaborazione di tutte le altre insegnanti della scuola. Presenti, oltre ai genitori ed ai nonni, il dirigente scolastico Laura D’Ignazi, il sindaco Remo Bruni, il consigliere comunale delegato alla pubblica istruzione Diana De Angelis. A. G.


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Associazione Italiana Amici del Presepio Sezione di San Benedetto del Tronto

Da Ripatransone UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE Noi catechiste della comunità parrocchiale di Ripatransone, insieme ai genitori dei bambini e ragazzi che frequentano il catechismo, vogliamo ringraziare pubblicamente, dalle pagine di questo settimanale diocesano, le Suore Teresiane. Il nostro primo grazie va alla Madre Superiora che è sempre disponibile con noi e ci “spalanca” letteralmente le porte del convento, accogliendoci con gioia. Pur rispettando gerarchie ed anzianità, il nostro grazie più affettuoso e sincero va comunque alle giovani suore provenienti dalle Filippine, che hanno portato in mezzo a noi una ventata di freschezza e di allegria. Sono veramente eccezionali e con i bambini ed i ragazzi stanno svolgendo un magnifico lavoro. Con instancabile energia, competenza, prepara-

zione, entusiasmo e tanta tanta pazienza si dedicano anima e corpo a loro, non solo come catechiste, ma anche nell’organizzazione di altre attività. Il falò del 9 dicembre, la festa di Natale, la Supertombolata, la festa di Pasquetta, il cinquantesimo di Don Domenico e poi … i ritiri in preparazione ai sacramenti, la Prima Comunione per finire con la meravigliosa festa del 31 maggio a conclusione del mese dedicato alla Madonna. Tutto è stato possibile grazie a loro! È fantastico vedere le suore che cantano e ballano con i ragazzi, coinvolgendoli ed insegnando loro che si può pregare e lodare Dio in tanti modi, anche danzando in chiesa! Perciò, care Suore, continuate così, forse piano piano, riusciremo a svegliare dal sonno la nostra comunità! Sul nostro aiuto potete sempre contare. Le catechiste

Da S. Benedetto

Parco mio, ti curo Io! Nel quartiere Sant’Antonio lavori per migliaia di Euro a costo zero per la collettività con il volontariato di alcuni residenti Nel parco “K. Wojtyla” di viale De Gasperi - via Lombardia in questi giorni sono in corso lavori di manutenzione eseguiti da residenti nel quartiere. I lavori, finanziati dall’associazione Antoniana Eventi, sono coordinati dal Comitato di Quartiere Sant’Antonio: membri dei direttivi e residenti hanno dedicato il loro tempo libero a migliorare l’aspetto e la sicurezza degli spazi e delle aree verdi. L’impegno di questi “Cittadini Lavoratori Socialmente Utili” è dunque andato oltre la semplice segnalazione del problema: messe da parte le lamentazioni, hanno deciso di dedicare il proprio tempo libero a ripristinare la sicurezza del parco, utilizzato si badi bene non solo dagli abitanti della zona (si pensi soltanto ai ragazzi dei prospicienti Licei). L’iniziativa è stata chiamata “Parco mio ti curo Io”: i volontari hanno ripulito, carteggiato e impregnato la casetta di legno devastata da tanti graffiti, i tavoli in legno e le panchine. Sono in corso di riparazione le due strutture per il gioco dei più piccoli, il viottolo che attraversa il parco, saranno recintati il campo di basket/calcetto e le altalene, verrà installata una nuova struttura gioco. Saranno inoltre coinvolti dei giovani artisti del quartiere per arredare con disegni appropriati gli spazi sottratti agli imbrattatori. Altri residenti hanno contribuito a riqualificare l’aiuola di piazza Kolbe sistemando le aree limitrofe al nuovo monumento del Santo e ricollocando due panchine. Alla luce di tale sforzo, il Comitato di quartiere e l’associazione “Antoniana Eventi” rivolgono un appello al Comando della Polizia Municipale affinché sia intensificato il controllo per prevenire e soprattutto sanzionare gli atti tesi a dan-

Corso avanzato presepistico estivo 2-3-4-5 luglio 2012 Sono lieto di invitarti al corso pratico a gruppi LUNEDI’ 2 luglio ore 21.15 composizione dei gruppi di lavoro, scelta/imbastitura del diorama che si intende realizzare, consegna del materiale e messa a disposizione dell’attrezzatura. MARTEDI’ 3 luglio ore 21,15 Realizzazione guidata con tecniche preventivamente scelte. MERCOLEDI’ 4 luglio ore 21,15 completamento strutturale dell’intera opera e colorazione base. GIOVEDI’ 5 luglio ore 21,15 Sistemazione degli arredi, collocazione statuine e rifinitura del diorama . Alle ore 23,30 consegna attestato individuale di partecipazione al corso. Il corso si svolgerà nella sala parrocchiale “Madonna del Suffragio” di San Benedetto del Tronto. PER MOTIVI ORGANIZZATIVI È INDISPENSABILE LA PRENOTAZIONE ENTRO IL 26 GIUGNO contatti: ROBERTO ANGELINI 339 3990624 e-mail robertosamu@virgilio.it ALDO cHIAROMONTE 0735 592572 (ore pasti) ADRIANO GIAcINTI 328 1692804

Ad ogni partecipante viene chiesto un’offerta minima di 8 € per le spese. Le dimensioni di base previste sono di cm 60x80. Le statuine di cm 6.5-8-9-10 saranno messe a disposizione in prova (Natività cm. 9). Ogni gruppo di lavoro sarà seguito da un maestro.- I presepi realizzati saranno conservati ed eventualmente portati alle varie mostre. Il programma potrà subire variazioni o modifiche. Gloria e pax Il dirigente Roberto Angelini

San Benedetto del Tronto:

OLIMPIADI DEI PICCOLI AL CAMPO DI ATLETICA CITTADINO. Manifestazione sportiva degli alunni della Scuola Primaria dell’Istituto San Giovanni Battista.

neggiare le strutture, anche se commessi da adolescenti per i quali appare oramai improcrastinabile qualche provvedimento esemplare. Comitato di quartiere e associazione “Antoniana Eventi” rivolgono un sentito ringraziamento ad Andrea, Massimo, Maurizio, Domenico, Arben, Pietro, Sergio, Ardea, Giorgio, a quanti si sono impegnati ed a quanti si impegneranno per migliorare la qualità di vita del proprio quartiere. Se infatti 10-15 persone, dedicando un po’ di tempo libero, sono in grado di fare così tanto, è facile immaginare quanto si potrebbe fare se ognuno potesse dedicare qualche ora libera alla propria comunità. Un aiuto può arrivare, subito, da tutti: le attività dell’associazione Antoniana Eventi e del Comitato di quartiere Sant’Antonio sono finanziate anche attraverso la vendita dei biglietti della lotteria della Festa del Quartiere che si svolgerà proprio nel parco “Wojtyla” dal 15 al 18 giugno. Partecipate alla festa, acquistate i biglietti!

Sabato 26 maggio, tutti i puntuali al secondo, i giovani alunni, per l’occasione, giovani olimpionici in erba, erano tutti ben schierati presso il campo di atletica comunale per svolgere i mini giochi olimpici quasi a voler anticipare le Olimpiadi che si svolgeranno a Londra nel prossimo mese di luglio. Gli alunni della scuola primaria “San Giovanni Battista”, capitanati dall’insegnante di educazione fisica Patrizia Bruni si sono cimentati nei giochi olimpici scolastici nella splendida cornice del campo di atletica cittadino, messo a disposizione dalla Collection Atletica Sambenedettese e dall’Amministrazione Comunale. I giovanissimi atleti hanno avuto per testimonial la giovane campionessa di salto in alto Enrica Cipolloni che si è esibita per loro dimostrando la sua bravura e destrezza. Gli studenti hanno dato ottimo prova nella corsa, nella corsa ad ostacoli, nel salto in lungo, riscuotendo calorosi e lunghi applausi. A conclusione dell’iniziativa, tutti i bambini sono stati premiati da Enrica Cipolloni, la giovane atleta sambenedettese pluricampionessa italiana di eptathlon che dal 14 novembre è entrata a far parte del gruppo sportivo “Fiamme Oro” Padova della Polizia di Stato. La Direttrice Suor Silvia ha ringraziato il corpo docente, gli alunni e le famiglie per la collaborazione proficua costantemente dimostrata , grazie alla quale è stato possibile conseguire questo ulteriore e lusinghiero risultato. Le suore Battistine, presenti ormai nel panorama educativo locale da oltre 75 anni, hanno sempre dedicato particolare attenzione all’ educazione integrale della persona curando degli alunni la loro formazione. FC.

Il Presidente del Comitato di Quartiere Sant’Antonio Giorgio Fede

25° FESTIVAL DEGLI APPENNINI DA INCORNICIARE I canti della montagna entusiasmano Cori di prestigio hanno offerto una serata ricca di emozioni agli amanti del canto della tradizione popolare nella Cattedrale di S. Maria Assunta di Montalto Marche, dove si festeggiava il 25° anno di fondazione del coro “La Cordata”. Sabato 19 maggio si sono esibiti i Cori: “La Cordata” Montalto Marche (direttore M° Patrizio Paci), “Gerberto” Bobbio (PC)(direttore M° Edo Mazzoni) “Monti Pallidi“ Laives (BZ)(direttore M°Paolo Maccagnan) Un pubblico numeroso, attento e qualificatissimo, composto da alpini, appassionati, musicisti e direttori di coro, ha apprezzato le esibizioni eseguite da voci ben modulate e armonizzate in un insieme di elevato livello artistico, capace di esprimere con rara intensità sentimenti e moti dell’animo. “La Cordata”, che una settimana prima si era fatta onore a Nocera Umbra, ha affermato uno stile inter-

pretativo di grande spessore che lo inserisce a pieno titolo tra i Cori più qualificati nell’ambito della coralità italiana, grazie anche al lavoro di recupero, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio popolare che il M° Paci sta da tempo conducendo, con grande passione e professionalità, tanto da essere citato dal M° Mauro Pedrotti in un libro dedicato al canto “Stille Nacht” e nelle presentazioni dei brani natalizi nei Cd del coro della SAT di Trento. Il coro di Bobbio ha affermato le forti tradizioni e la singolare caratteristica del canto popolare emiliano fatto di sonorità particolari nell’ interpretazione delle armonizzazioni di Giorgio Vacchi. Il coro di Laives ha entusiasmato la platea, interpretando con raffinata espressività i brani del repertorio trentino, con fraseggi di ampio respiro e dinamiche interpretative accentuate dalla brillantezza dei tenori e dall’elasticità espressiva delle altre sezioni. Al termine della serata i tre Cori riuniti hanno eseguito ‘Signore delle cime’, ‘La Montanara’ e ‘Il Testamento del Capitano’, al quale si è unito nel canto il pubblico per il tripudio finale.


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Anno XXIX 10 Giugno 2012

PAG

I RAGAZZI DEL “CAPRIOTTI” IN BICI A LORETO Si è svolta con successo l’ottava edizione della pedalata a Loreto, che ha visto coinvolti ben 200 tra alunni e docenti i quali si sono recati in bici fino al Santuario della Madonna di Loreto. La Dirigente Scolastica, la prof.ssa Vita Elisa con docenti e personale scolastico hanno accompagnato altri 400 alunni che hanno seguito la manifestazione raggiungendo Loreto in pullman. La partenza è avvenuta mercoledì 09 maggio alle ore 8,00 dalla sede della scuola a Ragnola con arrivo in Basilica alle ore 12,30 dove i ciclisti sono stati accolti festosamente dalla comunità scolastica. Settanta kilometri che “l’onda azzurra” del Capriotti, come

ormai tradizione, ha percorso grazie alla sapiente organizzazione che vede impegnati i docenti di Educazione Fisica: Cesari, Emidi, Costantini, Silvi e Amatucci. Dopo l’arrivo gli studenti sono stati ospiti del Centro “Giovanni Paolo II” a Montorso per il pranzo, e nel pomeriggio hanno partecipato alla S. Messa in Cattedrale officiata come sempre dal Vescovo Mons. Gervasio Gestori accompagnato dai due no-

velli sacerdoti don Guido e don Luca. Il nostro Vescovo ha avuto parole di plauso e forte incoraggiamento e speranza nei confronti dei ragazzi e delle loro fatiche scolastiche ricordando anche la S.Messa di inizio anno celebrata presso il santuario di san Giacomo a Monteprandone dove tutto l’Istituto “Capriotti”

si è recato in pellegrinaggio dalla sede della scuola. Dopo la liturgia il Vescovo ha sostato in preghiera con gli alunni delle quinte classi per chiedere l’intercessione della Madonna per il buon esito degli esami di Stato che gli studenti dovranno sostenere a partire dal prossimo 20 giugno. La bellissima giornata si è conclusa con la foto di rito di tutti i ragazzi e docenti con il nostro Vescovo e con il ritorno in autobus a San Benedetto del Tronto.

Questa iniziativa rientra nell’ambito del progetto “SPORTINSIEME”, elaborato dai docenti di Educazione Fisica, al fine di offrire agli alunni attività motorie aggiuntive rispetto alle attività curriculari e rappresenta senz’altro un modo coinvolgente per educare i giovani ad un sano utilizzo del proprio tempo libero, alla tutela della salute e a un miglioramento delle capacità relazionali, obiettivi che l’Istituto “Capriotti” cura con passione e professionalità da sempre.

Un Concorso a livello nazionale sul tema

“un ospedale con più Sollievo” i bambini della Valtesino hanno vinto il 1° Premio Domenica 27 Maggio 2012 una nutrita rappresentanza di bambini del Plesso di Scuola dell’Infanzia di Valtesino dell’Istituto Scolastico Comprensivo di Ripatransone, accompagnata dalla loro insegnante Nena Antonelli, dal consigliere comunale e provinciale Paolo D’Erasmo, da genitori e qualche nonno, si è recata a Roma, presso il policlinico universitario Gemelli, per partecipare alla XI giornata nazionale del Sollievo. La scuola aveva aderito con entusiasmo al concorso nazionale “Un ospedale con più Sollievo”, organizzato dalla Fondazione Nazionale Gigi Ghirotti e dalla associazione culturale Attilio Romanini e patrocinato dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca e da quello della Salute. Per l’occasione, i bambini sotto la guida delle loro insegnanti, Nena Antonelli e Ilaria Regi, avevano realizzato un plastico che ha ricevuto il 1° premio per la sezione Scuola dell’Infanzia. Il lavoro che ha riscosso molti apprezzamenti, tra i quali quello di Bruno Vespa (che ha scherzosamente affermato: “ Io di plastici me ne intendo!”) ha voluto rappresentare una parte del mondo quotidiano. Tale mondo è stato circondato con una rete, dono di un pescatore, che ha voluto simbolicamente rappresentare “la rete del sollievo”.A consegnare il premio il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, che ha subito stabilito un rapporto di confidenza e di simpatica empatia con i bambini. Presenti anche volti noti della televisione, quali Fabrizio Frizzi, Milly Carlucci, Bruno Vespa, Roberto Giacobbo, Rita Forte, Lorena Bianchetti, Maurizio Battista e alcune rappresentanze delle Istituzioni che si sono generosamente affiancati a medici, operatori sanitari, studenti e volontari della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma e del Policlinico A. Gemelli. Il professor Numa Cellini, ordinario di Radioterapia dello stesso Policlinico, ha coordinato un team multidisciplinare di specialisti per fornire informazioni su cure palliative e terapie del dolore al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla cultura del sollievo. Il lavoro svolto dai bambini, la visita fatta ai malati e la bella giornata trascorsa hanno fatto vivere un’esperienza indimenticabile che ha arricchito tutti interiormente ed ha contribuito a sensibilizzare bambini e adulti ai temi della SOLIDARIETÀ e della RECIPROCITÀ come risposta ad una società dominata in genere dall’individualismo e dalla perdita dei valori più genuini e profondi.

30 anni di esperienza organizzando viaggi per le Parrocchie

AGENZIA GENERALE DI S. BENEDETTO DEL TRONTO

Agente Generale Cinzia

Amabili

Via F. crispi, 107 - Tel. e Fax 0735 582101

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ANNO XXIX N 21 10 Giugno 2012  

SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO

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