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SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO ANNO XXIX N° 18 - 20 Maggio 2012 € 1.00 Abbonamento annuo ordinario € 30,00 - sostenitore € 50,00 - Taxe parcue - Tassa riscossa Ufficio di AP - SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE - DL 353/2003 (conv.in L.27/02/2004 n.46) art.1 comma 1 commerciale business Ascoli Piceno

46ª GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI 30° ANNIVERSARIO DI PUBBLICAZIONE DE “L’ANCORA” Entrambi rivolti ad una società e ad un territorio dove quotidianamente si fa la storia Non poteva essere scelta settimana migliore per festeggiare il trentennale del nostro settimanale, sentendolo in armonia con i tanti che operano su un determinato territorio, arricchendolo e arricchendosi di valori umani, sociali e culturali. La globalizzazione ci porta quotidianamente a confrontarci su problemi mondiali che non possono prescindere dallo specifico territorio. Il nostro settimanale cerca di portare il suo contributo nell’alimentare la coscienza popolare attingendo ad una esperienza, quella della Chiesa, che è ad un tempo locale, nazionale, universale. Cerca di far fruttificare il rapporto tra “la memoria, l’impegno e il progetto”. Va alla ricerca di fatti positivi senza farsi abbagliare dal luccichio della moda, e spesso li trova in esperienze nascoste, all’apparenza insignificanti e puerili, ma che attingendo al percorso della storia personale, portano alla con-versione. Vuol farsi voce per chi non ha voce, alla ricerca di una emarginazione in costante aumento sulla quale spesso la finzione copre la realtà. Di grande aiuto sono per noi le parole del Papa, specialmente quelle che provengono dal “Messaggio” che annualmente ci invia nella ricorrenza della “giornata mondiale delle comunicazioni sociali”. Quest’anno ci invita a riflettere sul rapporto tra “Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione”. Scrive Benedetto XVI. “ Due momenti della comunicazione che devono equilibrarsi, succedersi e integrarsi per ottenere un autentico dialogo e una profonda vicinanza tra le

persone. Quando parola e silenzio si escludono a vicenda, la comunicazione si deteriora, o perché provoca un certo stordimento, o perché, al contrario, crea un clima di freddezza; quando, invece, si integrano reciprocamente, la comunicazione acquista valore e significato”. È l’insegnamento che ci viene da Gesù che stette quaranta giorni in silenzio prima di iniziare la sua predicazione. Se talvolta ci prende lo scoraggiamento per i tanti e facilmente individuabili motivi contingenti, continuiamo ad andare avanti grazie al sostegno e all’incoraggiamento del nostro Vescovo che sentitamente ringraziamo e alla consapevolezza, come ci suggeriva mons. G. Cacciami, presidente della Fisc, di continuare ad essere “portavoce della dottrina sociale della Chiesa sostenendo iniziative sociali ma anche promuovendo cultura politica, motivando nella gente la fiducia verso le istituzioni e incoraggiando i laici ad impegnarsi in esse per testimoniare il Vangelo”. P.P.

Associato all’USPI

Finestra sulla Parola

«Durante quaranta giorni»: questo è il tempo in cui, secondo l’evangelista Luca (At 1,3) Gesù si manifestò ai discepoli dopo la sua Risurrezione, «apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio»; dopo di che, scrive l’evangelista Marco, «fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto» (16,19-20a). Molto bella è l’immagine finale di questa pagina con cui si chiude il terzo vangelo: Gesù ha terminato il suo cammino e si siede in cielo, i discepoli invece iniziano il loro cammino e partono verso il mondo! La tradizione più antica della Chiesa riteneva che il racconto di Marco si concludesse al versetto 8 del capitolo 16, e che la cosiddetta “finale lunga”, che ascolteremo quest’anno nella solennità dell’Ascensione, fosse un’aggiunta posteriore al lavoro dell’evangelista; tuttavia essa fu accolta come «sacra e canonica» nel 1546 dal Concilio di Trento e credo che ciò sia un ulteriore dono per noi che oggi vogliamo incontrare questa Parola e farla passare nella nostra vita. A leggerlo bene, infatti, l’ultimo discorso di Gesù ai discepoli, sembra un modo di rispondere all’eterna domanda di coloro che hanno accolto l’annuncio del vangelo e si domandano: ma noi cosa dobbiamo fare? E Gesù, rispondendo, traccia quasi l’identikit del credente e lo stile di vita con cui sarà testimone, nel mondo, di una esistenza pasquale. «Andate», comanda Gesù, perché la sua Vita se resta “prigioniera” dentro di noi o dentro le nostre sacrestie rischia di soffocare, di spegnersi, di diventare muta o, peggio, di inacidirsi; «chi crederà … sarà

salvato, ma chi non crederà sarà condannato»: il vangelo non è un messaggio pubblicitario, ma è un appello decisivo al quale bisogna rispondere con una scelta chiara e precisa, senza riserve né compromessi, almeno nella sincerità del desiderio, se pur nella consapevolezza dell’umana fragilità; «questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome … »: segue un elenco di segni sicuramente

“straordinari”, come scacciare i demoni o guarire i malati; sono segni che riproducono quelli compiuti da Gesù, che autenticano la appartenenza del discepolo e lasciano trasparire la potenza di Dio, di cui il Cristo ha fatto dono ai credenti mediante la sua passione morte e resurrezione: il potere di vincere il male con il bene, l’odio con l’amore, la morte con la Vita! Ed è quanto ciascuno di noi può fare nella sua esistenza “ordinaria”, ogni giorno, nel piccolo o nel grande, traendo coraggio e fiducia dalla buona notizia che «il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che l’accompagnavano» (Mc 16,20). Le sorelle Clarisse della Santa Speranza

Il Papa ad Arezzo: “La Madonna del Conforto guidi l’Italia verso il rinnovamento” L’omelia di Benedetto XVI durante la prima tappa della Visita Pastorale ad Arezzo e San Sepolcro

di Salvatore Cernuzio

Un’invocazione a Dio perché l’Italia, con il conforto morale di Maria, reagisca alla tentazione dello scoraggiamento e, forte della grande tradizione umanistica, riprenda la via del rinnovamento spirituale ed etico, che può condurre ad un autentico miglioramento della vita sociale e civile; è questo il cuore del messaggio di Benedetto XVI durante la Messa tenuta questa mattina nel Parco del Prato ad Arezzo, nella prima tappa della sua Visita Pastorale nelle diocesi di Arezzo, La Verna e Sansepolcro che si sta svolgendo in queste ore. La visita del Santo Padre in Toscana - la prima nella regione - ha avuto inizio, con il viaggio in elicottero dall’eliporto vaticano fino allo stadio comunale della città di Arezzo, dove, una volta arrivato, è stato accolto da mons. Riccardo Fontana, Arcivescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, dal premier Mario Monti, e da numerose autorità politiche ed ecclesiastiche. Raggiunto in auto, il Parco del Prato, dietro il Duomo della città, Benedetto XVI ha poi salutato i circa trentamila fedeli, arrivati con pullman e treni da tutta la regione, pronti a dargli il benvenuto sventolando cappellini bianchi e gialli. Alle 10, si è tenuta quindi la Concelebrazione Eucaristica con i Vescovi toscani, conclusa con la preghiera del Regina Caeli. segue a pag. 2


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Il Papa ad Arezzo: “La Madonna del Conforto guidi l’Italia verso il rinnovamento” L’omelia di Benedetto XVI durante la prima tappa della Visita Pastorale ad Arezzo e San Sepolcro “Oggi mi accoglie un’antica Chiesa” ha detto il Papa all’inizio della sua omelia: una Chiesa “esperta di relazioni e benemerita per l’impegno nei secoli di costruire la città dell’uomo a immagine della Città di Dio”. La comunità aretina, ha infatti spiegato, si è distinta più volte nella storia “per il senso di libertà e la capacità di dialogo tra componenti sociali diverse”...Ritornando alla storia plurimillenaria della città di Arezzo, Benedetto XVI ha poi ricordato come questa terra, patria del Rinascimento e di grandi personalità quali Petrarca e Vasari, abbia avuto “parte attiva nell’affermazione di quella concezione dell’uomo che ha inciso sulla storia d’Europa, facendo forza sui valori cristiani”. Partendo proprio da questa Regione, dunque, “dobbiamo chiederci quale visione dell’uomo siamo in grado di proporre alle nuove generazioni” ha affermato Papa Benedetto. La terra di Toscana si distingue, infatti, per i suoi valori e per la fondata “sulla solidarietà, sull’attenzione ai più deboli e sul rispetto della dignità di ciascuno”. Lo ha dimostrato l’accoglienza, in tempi recenti, “a quanti sono venuti in cerca di libertà e di lavoro”, nonostante la crisi economica che ha fortemente provato la Provincia, ha soggiunto. L’esortazione è, quindi, che questa Chiesa diocesana, arricchita dalla “testimonianza luminosa” del Poverello di Assisi, “continui ad essere attenta e solidale verso chi si trova nel bisogno”, ma al tempo stesso “sappia educare al superamento di logiche puramente

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di Salvatore Cernuzio

materialistiche, che finiscono per annebbiare il senso della solidarietà e della carità”. Tutto ciò si coniuga “con la difesa della vita, dal suo primo sorgere al suo termine naturale” e con “la difesa della famiglia, attraverso leggi giuste e capaci di tutelare anche i più deboli”. Questo è, secondo Benedetto XVI, il “punto importante per mantenere un tessuto sociale solido e offrire prospettive di speranza per il futuro”.

LA FAMIGLIA: IL LAVORO E LA FESTA

IN PREPARAZIONE AL VII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE

Riflessione in Cattedrale del nostro Vescovo “E’ stato un momento bello questo vissuto insieme in Cattedrale, pregando la Madonna in questo mese di maggio per la vita delle nostre famiglie. Che cosa vogliamo portare con noi al termine di questo incontro di preghiera giustamente voluto in vista del VII Incontro mondiale delle famiglie a Milano? Dobbiamo constatare che in questo nostro tempo la famiglia è in crisi, anche se per la quasi totalità degli italiani essa rimane un valore fondamentale e è oggetto delle aspirazioni di quasi tutti i nostri giovani. Poi dobbiamo pure prendere atto che in questo nostro tempo anche il lavoro è motivo di tanta sofferenza, specialmente per molte famiglie e per tanti giovani. La mancanza di lavoro o la sua precarietà suscitano sofferenza, provocano gesti di disperazione, mettono in crisi tante famiglie. Ed anche la festa oggi è spesso vissuta come momento povero di significato, perché si sta perdendo il suo senso originario, come giorno del Signore, giorno della famiglia, giorno della comunità, giorno delle buone relazioni. La deriva consumistica ha banalizzato la festa, il tempo libero è diventato il momento da riempire di cose da fare, e quindi si va alla ricerca di nuovi luoghi di aggregazione, alternativi a quelli tradizionali, come i centri commerciali, che in realtà sono non-luoghi di aggregazione. Si sta smarrendo fortemente il significato originario di tante feste. Come difenderci da tutto questo, che fa smarrire valori indispensabili per la vita delle famiglie? Come ricuperare il

senso del lavoro e della festa? Occorre mettere le cose in ordine di importanza e ridare il primo posto alla famiglia ed alla persona umana, rispetto al lavoro ed al fare festa. Occorre pensare che prima stanno la famiglia e la persona e poi vengono il lavoro e la festa. Il lavoro è in funzione della famiglia e della persona, come anche la festa è subordinata a famiglia e persona. Il senso cristiano del lavoro: esso si inscrive nel progetto di Dio e deve essere vissuto per realizzare il suo disegno provvidenziale, partecipando all’opera della creazione, e deve migliorare la vita nel mondo in funzione del sostentamento delle persone ed alla realizzazione della loro vocazione. L’uomo non è mai un mezzo, ma è sempre un fine. Il lavoro è uno strumento al servizio della persona e non viceversa. Il senso cristiano della festa: noi siamo fatti per la festa, per stare insieme e per condividere, per sentirci persone con sentimenti da coltivare, per prestare attenzione alla dimensione spirituale del nostro essere. Anche il riposo non è un fine, ma solo un mezzo per vivere la festa in maniera umana. Il riposo deve servire per ritrovare se stessi, per rimettere tante cose a posto, per coltivare buone relazioni, vincendo il pericolo dell’isolamento e il peso della solitudine La Domenica non è solo “riposo”, non è solo “il fine settimana”. Essa è giorno del Signore, della comunità, della famiglia. Essa, come giorno del Signore, fa vivere il

Run4unity 2012: “Insieme per l’Europa” per non dimenticare Mille anni di storia a fondamento dell’Europa. Ieri pomeriggio, 12 maggio, in Ascoli si è svolta l’edizione 2012 di Run4unity, una manifestazione promossa dai Ragazzi per l’unità del Movimento dei Focolari. Centinaia di migliaia di ragazzi appartenenti ad etnie, culture e religioni diverse sono stati protagonisti di una staffetta sportiva mondiale che ha attraversato alcuni luoghi simbolo di pace e di unità tra i popoli. Fra questi, in Terra Santa ragazzi di religione ebraica, musulmana e cristiana hanno corso insieme a Cesarea Marittima, località ricca di storia per le tre religioni e importante sito archeologico dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. In Lussemburgo la staffetta è passata anche da Schengen, località famosa per la convenzione che ha dato il via alla libera circolazione alle frontiere per i cittadini della Comunità Europea. Nel nostro “vecchio” continente questa staffetta si è svolta in contemporanea con la manifestazione di “Insieme per l’Europa” a cui abbiamo partecipato anche noi di Fides Vita insieme ad altri Movimenti e realtà ecclesiali della diocesi di San BenedettoRipatransone-Montalto, invitati da alcuni amici Focolarini di Ascoli per creare una rete tra movimenti e comunità cristiane che ha come impegno quello di ravvivare l’anima cristiana dell’Europa. Il momento culminante della manifestazione è stato il collegamento Internet con la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles dove, in rappresentanza italiana, è intervenuto Andrea Riccardi fondatore della Comunità Sant’Egidio. Nel corso del pomeriggio oltre al collegamento si sono avute delle testimonianze di alcuni aderenti alle realtà della Chiesa locale riunitisi a Palazzo dei Capitani in Piazza del Popolo in Ascoli, per poi concludere con la preghiera ecumenica. Questa manifestazione è nata 15 anni fa, dalla fondatrice del Movimento dei Focolari, Chiara Lubich, la quale ha desiderato porre un gesto, una iniziativa che risvegliasse nella coscienza di tutti, politici, intellettuali, gente comune, il fondamento cristiano della nostra civiltà. Attraverso un breve excursus storico è impossibile non cogliere nel Cristianesimo una presenza costante di uomini e donne che hanno contribuito allo sviluppo dell’Europa. Mille anni di storia, quella Medioevale, hanno posto le fondamenta della nostra civiltà! In questi mille anni, nella strana propaggine geografica del continente asiatico, che si estende dalla catena dei monti Urali fino all’oceano Atlantico, oggi chiamata Europa, convivono popoli diversi tra loro per origini etniche, per tradizioni culturali e religiose, per provenienze geografiche come conseguenza del definitivo crollo della parte occidentale dell’antico e glorioso Impero Romano travolto dall’avanzata dei popoli barbari. Si formano i regni Romano-barbarici, ognuno dei quali si fonda sulla confluenza di istituzioni romaniche ed usanze germaniche. Inizialmente i rapporti tra i Latini e i Germani sono difficili a causa di due mentalità profondamente diverse per lingua, usi, costumi, leggi, religione ma gradualmente si riesce a stabilire una società civile fra i conquistatori e i conquistati. Che cosa ha favorito il processo di integrazione culturale fra queste popolazioni? L’avvento del Cristianesimo ha rivoluzionato la cultura dominante dell’epoca. Gli ideali comunitari e di fratellanza del Cristianesimo hanno trasformato i valori comitali della società barbarica. Un contributo importante alla diffusione dell’Ideale cristiano e alla formazione della civiltà fondata sulla fede nei tre secoli veramente oscuri – dal IV all’VIII – di invasioni, di distruzioni, di rapine, di saccheggi, di incendi, di morte viene apportato dal monachesimo occidentale il cui padre fondatore è San Benedetto da Norcia. I monaci benedettini hanno percorso i territori dell’antico Impero Romano e degli stessi regni Romano-barbarici valicando i loro confini attraverso foreste impervie, montagne, mari per portare il battesimo e la salvezza ai popoli germanici e slavi. In queste terre i monaci spesso si stanziavano organizzando grandi opere di bonifica delle paludi rendendole coltivabili e fondavano nuovi monasteri. L’infaticabile opera dei monaci amanuensi ha reso possibile la conservazione di testi fondamentali dell’antichità. L’epoca medievale affondando le radici nell’humus della concezione cristiana dell’uomo e del mondo, ha manifestato un genio creatore prodigioso in tutti i campi: tecnologico, agricolo, commerciale. In questo periodo sorgono le città comunali, le università, le banche. Un ulteriore documento dell’incidenza della fede cristiana sulla cultura e sulla civiltà medioevale è la rigogliosa costruzione di cattedrali in tutta Europa. Queste chiese diventano mèta di pellegrinaggi incessanti che danno vita a luoghi di accoglienza ospedaliera. Ogni aspetto socio-economico della civiltà medioevale conferma che l’ideale cristiano era penetrato in profondità nello spirito della gente dando vita ad una civiltà complessa ma capace di ospitare, accanto a profonde miserie, la passione della ragione e del cuore per la verità, il bene, la bellezza. Quindi, come scrive lo storico Angelo Gatti, “si può sostenere quel che si vuole, ma noi non siamo più, né mai più saremo greci o romani: siamo cristiani. Di molte chiese: ma il sigillo che ci ha impresso Cristo è Moina Maroni eterno: perfino gli atei sono atei in Lui.” “memoriale della Pasqua” ed apre alla speranza del futuro. Il riposo è solo una dimensione della festa. La Domenica in quanto festa della comunità aiuta a vincere la tendenza individualistica del nostro tempo e la dimensione consumistica della festa, svuotata dei suoi valori. La Domenica in quanto festa della famiglie permette di vivere la realtà familiare in maniera intensa e vera, ricuperando carenze e vuoti e donando gioie e speranze. Tanti guai, che oggi stiamo vivendo in maniera pesantissima, come lo sfascio delle famiglie, la difficoltà nell’educare i figli, il vuoto di ideali, il peso della solitudine, la stessa carenza occupazionale con le sue gravi conseguenze, tutto questo dipende dall’avere smarrito il senso autentico del lavoro e della festa con il giusto riposo. Sembrano cose tra loro separate, ed invece sono logicamente e strettamente collegate. Occorre rimettere al primo posto le persone e le fa-

miglie, occorre ridare valore alla festa ed al riposo, come momento importante e per nulla vuoto, occorre che il lavoro sia i funzione di questo e non in funzione di se stesso o del profitto. La domenica è il richiamo concreto a tutto questo, è il reale ricordo settimanale di quello che veramente conta e di ciò che vale di più. “Nel giorno del Signore la comunità cristiana si ritrova in Cristo nella celebrazione eucaristica, alimenta la sua unità, si rigenera nella speranza e si protende alla missione” (Atti del Convegno ecclesiale di Verona, pp 371-372). Se la Domenica viene vissuta bene, la famiglia è salvaguardata e rafforzata. Se la Domenica viene sentita come giorno del Signore, anche la fede rimane viva. Se la Domenica non è strumentalizzata, anche la speranza nelle difficoltà rimane forte. Veramente la festa è la forza della famiglia ed è la speranza per la vita”.


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ELEZIONI AMMINISTRATIVE

Da Ripatransone

Il Prof. Bruni nuovo sindaco per il quinquennio 2012-17

Segnali eloquenti

Si chiedono efficacia, efficienza e buon esempio.

Nel guazzabuglio della transizione italiana, in un’Europa nervosa, come dimostrano le elezioni in Grecia e in Francia, le amministrative hanno dato dei segnali. Non certo risposte sull’esito di un processo di riassetto del sistema politico ancora in corso, ma segnali abbastanza chiari. Ne spiccano tre. Il primo è un calo significativo, ma non drammatico, dell’affluenza. In questa tornata di consultazioni amministrative ha votato il 66,88% rispetto al 73,75% delle ultime elezioni. Segno che, anche grazie all’elevatissimo numero di liste, dunque di candidati, i cittadini al voto ci tengono. E lo usano per dare segnali il più eloquenti possibile. Anche con l’astensione. Il secondo segnale è il risultato plebiscitario dei referendum di semplificazione in Sardegna: abolizione delle province più piccole, dimagrimento del parastato regionale. Se anche le altre regioni fossero state interrogate, la risposta non sarebbe stata diversa. Tornano alla memoria i referendum del 18 aprile 1993: allora spiccò quello per la riforma elettorale, ma non si deve dimenticare che il più votato fu quello sul finanziamento pubblico dei partiti e sull’abolizione di alcuni ministeri. Il terzo segnale è che nessuno dei sindaci delle grandi città è stato eletto al primo turno, salvo il veronese Flavio Tosi, generalmente imputato di buona amministrazione. In mezzo ci sono alcuni dati più chiaramente politici, da decifrare con maggiore attenzione caso per caso. Spiccano il buon risultato di Cinquestelle e il cattivo risultato del Pdl. Non mancano alcuni ritorni. Leoluca Orlando arriva largamente in testa al ballottaggio, raccogliendo più del doppio dei voti delle liste che lo sostengono. Un altro ex di lungo corso, Ubaldi, a Parma è invece superato dal “grillino”, che andrà al ballottaggio con il candidato del centro-sinistra. L’indicazione politica, senza entrare nelle alchimie interne, è che i cittadini attendono con impazienza che le misure che sono state calendarizzate, di sgonfiamento della politica, dal finanziamento ai partiti al numero dei parlamentari, e di riforma elettorale siano rapidamente approvate. E poi che emerga qualcosa di ragionevole come risposta solidale alla crisi. Nel frattempo, prima che su questi punti minimali vengano delle riposte, c’è semmai da stupirsi che il voto di protesta sia così contenuto. Insomma, la risposta italiana è molto più simile a quella francese che a quella greca. Così come è simile il risultato della maggiore delle forze di centro-sinistra, il Pd. Si tratta di elezioni amministrative, ovviamente, ma il messaggio è chiaro. In sintesi non si può continuare solo a parlare di crisi. La crisi c’è, ma ci sono anche le tendenze autoreferenziali dei mercati finanziari, che devono rincorrere i loro utili a breve. Dopo le tasse e gli aumenti, si chiede efficacia ed efficienza delle amministrazioni, si chiede che il buon esempio del rigore di spesa venga dall’alto. E che si investa per aprire ad un futuro poggiando su valori e principi solidi. L’incertezza rischia di diventare nevrosi collettiva. Francesco Bonini

A Ripatransone, come in altri mille Comuni italiani circa, domenica 6 e lunedì 7 Maggio 2012 si è votato per l’elezione diretta del sindaco e per il rinnovo del consiglio comunale, che in base alla recente riforma degli organi collegiali degli enti locali, quello ripano sarà composto da sette membri. Fatto lo spoglio delle schede votate nelle cinque sezioni, è risultato eletto sindaco della città per il quinquennio 2012-2017 il Prof. Remo Bruni, che per gli appassionati e cultori di statistica è il tredicesimo “primo cittadino” (il 1° fu il Prof. Dante Calcagni) dell’Italia repubblicana ed il terzo di questo millennio, dopo Ubaldo Maroni e Paolo D’Erasmo. È stato eletto nella lista N. 1 PROGETTO CITTA’ (lista civica di indirizzo di centro sinistra), con 1.687 voti (69,30%) su 2.627 votanti (72,35%); gli elettori del Comune erano 3.631, di cui 1.780 maschi (hanno votato in 1.325) e 1.851 femmine (hanno votato in 1.302). I voti degli altri candidati della stessa lista sono stati: 432 per Paolo D’Erasmo (già sindaco per due mandati dal 2002 al 2012); 269 per Diana De Angelis (alla prima esperienza), insegnante; 187 per Alessandro Lucciarini De Vincenzi (assessore uscente), ingegnere; 159 per Alessandro Ricci (alla prima esperienza), artigiano; 128 per Paolo Polidori (alla prima esperienza), docente universitario; 112 per Mario Marinelli (assessore uscente), farmacista; 111 per Armando Nucci (alla prima esperienza), agricoltore. Solo i primi cinque di questi candidati risultano eletti consiglieri comunali. Nella lista N.

2 UNITI PER RIPA (lista civica di indirizzo di centro destra), che ha avuto 747 voti (30,69%) su 2.627 votanti, sono risultati eletti (e quindi consiglieri comunali di minoranza): il candidato sindaco Barbara Bassetti (nata nel 1977), artigiana (alla prima esperienza), ed il più votato della lista Giuseppe De Renzis (voti 255), bancario, già assessore comunale per due mandati fino al 2007. Il Prof. Remo Bruni, nato a Ripatransone il 4 Dicembre 1949, docente di ruolo di lettere nelle scuole medie statali (in pensione dal 1° Settembre di quest’anno) ha una vasta esperienza politico-amministrativa: infatti è stato assessore comunale per oltre dieci anni (sindaci Maroni e D’Erasmo); consigliere provinciale (presidenza Rossi). In precedenza era stato membrosegretario del consiglio di amministrazione dell’Associazione Turistica Pro Loco, corrispondente da Ripatransone per il quotidiano “Il Messaggero” di Roma e per il mensile ”Cupra e la Valmenocchia”. Da decenni impegnato in politica, ha fatto parte e fa parte del consiglio direttivo del P.D. (già P.D.S. e prima ancora P.C.I.). Il neo-sindaco di Ripatransone Remo Bruni ed i consiglieri comunali eletti nella sua lista, in Piazza XX Settembre hanno festeggiato la “vittoria”, appena si sono saputi i risultati definitivi delle votazioni, intorno alle ore 18 di lunedì 7 Maggio, presenti alcuni sindaci dei comuni vicini ed un nutrito gruppo di cittadini sostenitori. A. G.

La prima uscita ufficiale del nuovo Sindaco di Martinsicuro

Resi noti i finalisti del Premio “Riviera delle Palme”

A Martinsicuro è operativo da tanti anni un bellissimo e organizzato Centro per anziani. Non so quanti anni fa l’amministrazione comunale ha dato in comodato alcuni locali a questa vispa organizzazione di ritrovo per la terza età. A nessuno venga in mente qualcosa di lugubre o triste : si organizzano cene e feste di compleanno, esposizioni di ricamo e di tombolo,di canto e di karaoke, di giochi e di ginnastica … e di tanto in tanto vengo chiamato a celebrare la Messa in occasione della Festa della Mamma, e dopo la messa si sta insieme per mangiare fava e formaggio. Quest’anno l’occasione si è svolta il martedi 8 maggio, l’indomani della notizia che a Martinsicuro avremmo avuto un nuovo Sindaco nella persona di Paolo Camaioni. Ovviamente tutto il martedi si è parlato a più livelli del neo-eletto : sogni, speranze, desideri … Nessuno si è tirato indietro nel commentare quanto successo. E ovviamente si dà per scontato che all’indomani di una vittoria elettorale il vincitore sia occupato in tutt’altre faccende. Bisogna che il nuovo sindaco si or-

Non manca il saggio di Giovanni Allevi.

ganizzi, prepari la sua squadra, pianifichi le strategie: insomma si sa … i primissimi giorni sono tra i più intensi. E poi le telefonate che arrivano per congratularsi, per chiedere, per esprimere pareri: il cellulare di Paolo sarà sicuramente infuocato in questi giorni. E cosa è successo invece? Mentre mi accingevo ad iniziare la celebrazione, eccoti che arriva il neo eletto sindaco. Ha saputo di questo incontro e vuole salutare gli anziani del Centro. E’ la sua prima uscita ufficiale – mi dico e gli dico mentre lo saluto – e la cosa che mi colpisce è che ha scelto di stare qui, con noi. Ha spento il cellulare – suonava in continuazione -, ha salutato e si è seduto. Sinceramente ero sicuro che se ne sarebbe poi andato ai suoi incarichi e alle beghe amministrative. Invece no : sono stato smentito e si è fermato a messa con noi, con gli anziani del centro. Sinceramente mi è piaciuto questo “sprecare” il suo tempo per “stare” in mezzo agli anziani, per condividere con loro questo momento a casa loro, e per ascoltare sempre da loro le varie richieste. Abbiamo pregato e cantato insieme : a me è sembrato un inizio niente male. E mi ha colpito davvero. Una buona notizia da Martinsicuro, che certo non rialzerà lo spread e non risolleverà il morale di chi vive in difficoltà, ma che si fa ben sperare … E in questo tempo è importante sperare. Buon lavoro Sindaco! Don Patrizio Spina

Acquaviva Picena Il nuovo Sindaco è Pierpaolo Rosetti, eletto con 822 voti. Dietro di lui il candidato Teodorico Compagnoni che si è fermato a 805 preferenze.

Per la Narrativa: “Tre atti e due tempi” di Giorgio Faletti, “Lo scornuso” di Benedetta Cibrario, “La bellezza nonostante” di Fabio Geda, “Zita” di Enrico Deaglio, “Mr.Gwyn” di Alessandro Baricco, “L’amante di Goebbels” di Anna Kanakis, “Teresa”di Claudio Fava, “Mare al mattino” di Margaret Mazzantini, “Il segno dell’untore” di Franco Forte, “Le parole perdute di Amelia Lind” di Nicola Gardini. Per la Saggistica: “Classico ribelle” di Giovanni Allevi, “Euro in bilico” di Bruno Amoroso, “Esercizi spirituali” di Raffaele La Capria, “L’officina della Costituzione Italiana” di Domenico Novacco, “La speranza non è in vendita” di Luigi Ciotti, “Piovono pietre” di Alessandro Robecchi, “Notturno italiano” di Lucio Villari, “Il mondo è una mia creazione” di Edoardo Boncinelli, “Sillabario dei tempi tristi” di Ivo Diamanti, “Due anni senza gloria” di Lodovico Terzi. Tra qualche giorno verranno comunicate le cinque finaliste che scaturiranno dalle valutazioni della Giuria Nazionale, composta da eminenti personaggi del mondo universitario e giornalistico come Mario Pacetti, rettore del Politecnico delle Marche, Umberto Crescenti, Eide Spedicato Ionga, Gastone Mosci, Alberto Sensini. “Come da consuetudine – ha concluso il Presidente del Circolo, dott, Vittorio Ricci – è stato indetto un concorso di scrittura destinato agli studenti delle Scuole Medie Superiori del territorio, il cui testo verrà enunciato e illustrato in quella sede da Claudio Speranza, telereporter RAI, che vanta oltre 30 anni di esperienza giornalistica al fianco di Enzo Biagi, Demetrio Volcic, Enrico Mentana.” Ricordiamo che il Premio del Tascabile si propone di incentivare E.Tì. la lettura.


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DAL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO SANTO “NELLO SPIRITO GRIDIAMO GESù È IL SIGNORE” (1Cor12,3) È stato questo il tema che ha guidato la 35° Convocazione nazionale dei gruppi del Rinnovamento nello Spirito Santo che si è tenuta a Rimini dal 28 Aprile al 1 Maggio e che ha visto la partecipazione di oltre 25.000 fedeli provenienti da tutte le parti d’ Italia. Una convocazione dal sapore speciale visto che quest’anno ricorre il 40° Anniversario della nascita del Rinnovamento in Italia.Tra intero periodo e giornate varie in circa 200 fratelli della nostra diocesi hanno voluto partecipare all’ evento. Ed è con il cuore colmo di gratitudine verso il Signore per il dono di questo Anno Giubilare che il RnS della nostra diocesi si prepara a vivere un’ intensa stagione primavera-estate ricca di avvincenti ed entusiasmanti appuntamenti. Primo fra tutti è la FESTA DELLO SPIRITO SANTO che inizierà giovedì 17 Maggio presso la Chiesa Gran Madre di Dio in Grottammare e che sarà presieduta dal nostro Vescovo S.E.R. Gervasio Gestori. La festa, che si svolgerà in maniera itinerante in diverse parrocchie della diocesi, avrà come tema “Le virtù cristiane alla luce dello Spirito Santo” e si concluderà domenica 27 Maggio in Cattedrale con la celebrazione della Pentecoste. Sabato 26 Maggio poi, proprio in occasione della Vigilia di Pentecoste, ci sarà una giornata speciale in cui il Sommo Pontefice Benedetto XVI incontrerà tutto il popolo del Rinnovamento in Piazza San Pietro a Roma. Il mese di Giugno si aprirà all’ insegna della FESTA DEL CORPUS DOMINI che si svolgerà anch’ essa presso la Chiesa della Gran Madre

Da Martinzicuro

di Dio, in cui ci sarà un’ Adorazione eucaristica continua a partire dalle 21.45 di sabato 9 fino alle ore 8.00 di domenica 10. Domenica 17 Giugno, poi, ci si ritroverà con tutti i fratelli della regione per l’ usuale CONFERENZA REGIONALE ANIMATORI. Con l’ arrivo dell’ estate non si fermerà di certo il cammino individuale dei vari gruppi della diocesi, tre dei quali stanno portando avanti il Seminario di Vita Nuova nello Spirito che concluderanno domenica 20 Maggio, i gruppi di San Basso di Cupra Marittima e SS Annunziata di Porto d’ Ascoli, e domenica 24 Giugno il gruppo Madonna della Consolazione di Acquaviva Picena. Nessuna interruzione ci sarà neanche per gli INCONTRI DIOCESANI GIOVANI che si svolgeranno nelle serate di sabato 23 giugno e sabato 14 Luglio. Ultimo frutto dello Spirito che il Rinnovamento diocesano ha la gioia di vivere e condividere con tutti coloro che si affidano alla preghiera della comunità, è il ROVETO ARDENTE DI INTERCESSIONE PER I SOFFERENTI, il cui terzo appuntamento si terrà sabato 7 Luglio nella Chiesa di Sant’ Agostino a Grottammare. Ringraziando sin da ora il Signore per quanto ha già operato e quanto vorrà ancora operare in questo Anno Giubilare, il gruppo del Rinnovamento nello Spirito Santo diocesano, invita tutti i fratelli e le sorelle che lo vorranno, a prendere parte ai vari eventi, per poter così condividere quella spiritualità della comunione tanto cara al Beato GioSilvia Del Zompo vanni Paolo II.

Una felice coincidenza …

Domenica 6 maggio in tanti siamo andati a votare nelle amministrative dei nostri Comuni, tutti con il desiderio di volere per il nostro territorio il meglio, soprattutto in questi tempi in cui a tanti vengono chiesti sacrifici ed impegni non di poco conto. A me è parsa una felice coincidenza che mentre nel nostro Comune

di Martinsicuro si andava alle urne, nella nostra comunità parrocchiale 65 bambini stavano ricevendo la loro Prima Comunione. Se è vero che è la bellezza che salverà il mondo e ci ridarà la speranza per vedere il nostro futuro in positivo, come non poter ringraziare Dio per questa grazia che ci è stata donata? Bambini che hanno chiesto il Meglio per loro e lo hanno trovato nella persona del Signore Gesù; famiglie che si sono affidate ai progetti educativi della parrocchia perché in questa hanno trovato il buono per i loro figli. Credo davvero che certi segni vadano letti con occhi di bambino, capaci di stupore e di ringraziamento. Per i bambini che hanno rice-

Centobuchi - Una bellissima festa ha concluso l’anno catechistico della Parrocchia del S. Cuore di Gesù Un pomeriggio di giochi e balli che ha visto protagonisti i bambini ed i loro catechisti. Supportati anche da un gruppo di animazione che sta muovendo i suoi primi passi in Parrocchia, tutto si è svolto nel migliore dei modi. I bambini si sono cimentati in varie prove di abilità che hanno esaltato le loro doti atletiche, creative e relazionali. Al termine, una ricca merenda preparata dai genitori a cui va sicuramente il merito di aver compreso il significato di questa “strana” esperienza e poi tutti insieme al ritmo di samba si è entrati nella sala Giovanni Paolo II per la celebrazione della Santa Messa. “Abbiamo gettato le basi per le prossime attività estive: la giornata dello stare insieme il 3 giugno a Foce, la festa del Sacro Cuore il 15 e 16 giugno, l’oratorio e il camposcuola- ha dichiarato il parroco Don Alfonso Rosati. L’organizzazione della festa finale è stata un banco di prova importante per fare il punto della situazione di come la comunità parrocchiale recepisce tali iniziative ponendosi in relazione con le varie fasce di età. Il catechismo teo-

rico è importante, quello esperienziale completa ed accompagna il fanciullo dalla stanza alla realtà. C’è molto da lavorare in questo secondo aspetto, ma sono sicuro che grazie all’aiuto e la collaborazione di tutti gli operatori parrocchiali e dei giovani cresimati, la Parrocchia saprà essere un valido supporto alle famiglie in questo grave perodo di emergenza educativa”.

La Peregrinatio Mariae Il mese di maggio a Centobuchi è caratterizzato dalla “peregrinatio Mariae” della Madonna della pace in varie famiglie della parrocchia del S.Cuore. dove ci si riunisce per la recita del rosario. I venerdì viene celebrata anche l’Eucarestia in luoghi chiave d’incontro delle persone. Si è partiti dalla Chiesa e venerdì scorso ci si è spostati nelle vie della frazione di S. Anna. Venerdì prossimo, sarà la volta del Circolo anziani e il 25 del bocciodromo. Il 1 giugno, la conclusione con la solenne processione per le vie di Centobuchi per ritrovarsi in piazza per la celebrazione dell’Eucarestia presieduta dal vesccovo Mons.Gervasio Gestori, dai due parroci di Centobuchi Don Alfonso e Don Pierluigi e del parroco emerito del S. Cuore Don Remo Burrasca.

vuto la Prima Comunione si apre uno scenario ampio ed impegnativo : il cammino cristiano dentro alla fragilità di una comunità parrocchiale, che non smette mai di sperare e di impegnarsi per rispondere alle esigenze vere dell’Uomo. Non è forse ciò che chiede la polis a coloro che sono chiamati al servizio dell’amministrazione del bene pubblico? Possiamo ripartire insieme e le più voci che sono presenti in uno stesso territorio possono e devono diventare una polifonia se sappiamo insieme interpretare ed ascoltare il bisogno e la voce di coloro che ci sono affidati. E’ molto bello a mio avviso che nelle nostre situazioni locali a volte avvengano queste “strane coincidenze” della Provvidenza. Il futuro che è davanti a noi ce lo chiede e per certi versi ce lo impone. E’ stato davvero emozionante vedere che la Speranza non smette mai di sorprenderci, ridonandoci la forza e le energie per continuare ad impegnarci e realizzare i nostri sogni di un Bene più grande.

La partecipazione a due incontri nazionali di gruppi carismatici che si sono tenuti a Fiuggi dal 28 Aprile al 1° Maggio, nel racconto del diacono Alessandro Girolami Le due comunità incontrate: come prima tappa dalla “comunità Gesù Risorto”. Il movimento è nato nel 1987, ed il carisma fondamentale - come dice il suo nome - è proprio quello di vivere e annunciare la presenza di Gesù Risorto in mezzo al suo popolo, secondo la promessa evangelica “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Il primo maggio invece abbiamo raggiunto il secondo gruppo “Comunità Maria” Il gruppo è nato nel 1976 dalla preghiera di lode di alcuni fratelli, dediti da anni al rinnovamento carismatico e desiderosi di fare di tutta la loro vita una continua preghiera di lode. Insieme con il Vescovo Gestori, abbiamo vissuto in queste due giornate, momenti intensi di preghiera e di testimonianza profondi e rinfrancanti. La presenza del nostro Vescovo Gestori è stata sempre voluta da tutti i due movimenti carismatici e Sua Eccellenza ha sempre mantenuto l’impegno di essere presente.È stato toccante vedere con quanta gioia hanno accolto il nostro Vescovo Gestori, tantissimi al suo passaggio volevano salutarlo e chiedere la Sua benedizione. Sono stati per me momenti di ristoro dell’anima in cui ho potuto ricaricare le energie per poter proseguire con forza il mio cammino di fede.


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Le sette parabole di Matteo 13

69. LA ZIZZANIA FRA IL GRANO Dopo la spiegazione della parabola del seminatore Mt ci riferisce la parabola della zizzania (Mt 13,24-30). La dividiamo in tre parti, concludendo con una breve riflessione.

1. Il quadro: la sorpresa e la domanda dei servi. Gesù “24Espose loro un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. 25Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. 26Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. 27Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: ‘Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania? (Mt 13,24-27). Gesù espose loro “un’altra parabola”. Quindi, tutto ciò che segue deve essere letto come una “parabola”, cioè un paragone sviluppato con elementi secondari che non hanno valore il sé, ma che servono per mettere in risalto l’aspetto centrale del paragone. “Il regno dei cieli”, cioè di Dio nella sua fase su questa terra. “il buon seme” è l’individuoseme (cf puntata precedente) che ha accolto e sta facendo fruttificare in sé il seme della parola di Cristo. “la zizzania” è l’individuo che, col passare del tempo, ha sciupato il buon seme della Parola sostituendola con quella del maligno. Si pensi allo spirito dell’errore che cerca di sostituirsi a quello della Verità nell’ambito delle comunità cristiane (cf 1Gv c. 4); o ai frutti della carne contrari a quelli dello Spirito (cf Gal 5,13-25). “Da dove viene la zizzania?”. E’ questa domanda della parabola, che riaffiora anche sulle nostre labbra e che sempre sconvolge. Anche la piccola e privilegiatissima comunità dei Dodici aveva uno che la parabola qualificherebbe come “zizzania”. Gesù usa un parlare ben più duro: “Non sono forse io che ho scelto voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!” (Gv 6,70). A un pio ebreo dell’Antico Testamento, che viveva in una comunità fervorosa, venne spontanea la preghiera: “Scompaiano i peccatori dalla terra / e i malvagi non esistano più” (Sal 104,35). La primitiva comunità cristiana ha provato un profondo sconcerto nel constatare che in essa,

oltre a credenti autentici, il buon seme, vi fossero anche grandi peccatori, la zizzania. 2. Il messaggio: la risposta e l’ordine del padrone. 28Ed egli rispose loro: ‘Un nemico ha fatto questo!’. E i servi gli dissero: ‘Vuoi che andiamo a raccoglierla?’. 29’ No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura...” (Mt 13,28-30a). Gesù prima spiega l’origine del male: “Un nemico ha fatto questo!”. Qui, il nemico della parabola, è il diavolo. Gesù, certo, ha vinto il demonio e in modo definitivo; ma, da parte sua, il cristiano deve fare propria tale vittoria, perché – pur vinto – il demonio non è stato annientato: “Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede” (1Pt 5,8-9). Poi, Gesù comanda: “Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme”. E’ in questa frase il centro della parabola. In essa Gesù chiede ai discepoli di mettere nella loro forma mentis il fatto della coesistenza dei buoni e dei cattivi. E’ forse questo un messaggio di poco conto? No! Gli esseni di Qumran si erano separati sdegnosamente dal mondo. Il Battista predicava come imminente il giudizio divino, cioè la separazione del grano dalla pula (Mt 3,10-12). Gli stessi Apostoli Giacomo e Giovanni, entrati in un villaggio di samaritani per prepararvi l’ingresso di Gesù, ma, avendo avuto un rifiuto, chiedono al loro Maestro: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?” (Lc 9,54). Si richiamano al fuoco che Elia invocò dal cielo e che davvero scese bruciando i soldati che erano venuti da lui per catturarlo (2Re,1,9-14). A sua volta, Gesù “si voltò e li rimproverò” (Lc 9,55). Quanto ai suoi discepoli Gesù vuole che siano concreti: i buoni sono chiamati convivere con i cattivi, ad avere rispetto di quelli, certo senza condividere il loro comportamento e senza rinunciare alla propria identità. 3. La diversa sorte del loglio e del grano. Gesù conclude: “e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponételo nel mio granaio” (Mt 13.30b). Nella tradizione biblica, la mietitura sta a indicare il giudizio finale. 4. Non il fuoco dal cielo, ma la pazienza, la buona parola, il buon esempio. Paolo dà una norma molto pratica: “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene.” (Rm 9,21). Crocettigiuseppe@yahoo.it

Incontri Pastorali del Vescovo DurAnTE LA SETTIMAnA Domenica 20 maggio Ore 09.30 Martinsicuro Parrocchia S. Cuore: S. Messa, con S. Cresime Ore 11.30 Ripatransone - Duomo: S. Messa, con S. Cresime Ore 17.00 S. Egidio alla V. S. Messa per l’OARI Lunedì 21 - Venerdì 25 maggio Roma Assemblea Nazionale della C.E.I.

20-27 MAGGIO 2012

Sabato 26 maggio Ore 17.00 S. Benedetto Tr. Piazza Kolbe: Benedizione della Statua Ore 21.00 S. Benedetto Tr. Cattedrale: Veglia di Pentecoste Domenica 27 maggio Ore 11.00 S. Benedetto Tr. Cattedrale: S. Messa, con S. Cresime Ore 17.45 S. Benedetto Tr. Cattedrale: Vespri Ore 18.30 S. Benedetto Tr. Cattedrale: S. Messa

PAROLA DEL SIGNORE ASCENSIONE DEL SIGNORE - ANNO B ASCENDE IL SIGNORE TRA CANTI DI GIOIA

Dal VANGELO secondo MARCO In quel tempo Gesù apparve agli undici e disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno”. Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano. (MARCO 16,15-20) Oggi celebriamo la festa dell’Ascensione del Signore, l’Ascensione potrebbe essere definita la festa dell’Arrivederci tra il Cristo e gli uomini. Cristo Gesù, vero Dio e vero uomo che per poco più di trenta anni ha camminato con gli uomini, e con loro ha sofferto, gioito, pianto, riso, con loro ha condiviso anche la morte. Dopo aver dato all’umanità una nuova speranza, una nuova conoscenza dell’amore di Dio, ora dopo essere stato il primogenito nella resurrezione, torna alla casa del Padre, ma non prima di aver affidato agli uomini (i discepoli), il mandato di continuare la sua missione. Missione di far conoscere a tutti gli uomini, di tutti i tempi, di tutte le razze, il suo Vangelo, la sua buona novella: Dio ci ama, e vuole essere riamato. Cristo ce lo ha rivelato, ce lo ha dimostrato. I credenti saranno sempre accompagnati da Lui in questa missione di evangelizzazione, e per mezzo di Lui avranno nuove possibilità nei confronti dell’eterno nemico, il Male. Scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno.

Montalto Marche Convento S. Chiara 11 maggio 2012 Convocato il capitolo elettivo Alla presenza del Vescovo e di P. Giancarlo Corsini sono state elette: Badessa Suor Maria Chiara Austoni, Vicaria Suor Maria Francesca Cocci.

Uniti nella preghiera formuliamo carissimi Auguri

Proviamo a dare una lettura diversa e personale a queste possibilità. 1) Scacciare i demoni: in Cristo non siamo più “i sempre sconfitti” nella lotta con il male, ma abbiamo la forza di farlo fuggire e di rifugiarci nei momenti più difficili tra le braccia amorose di Gesù. 2) Parleranno lingue nuove: molti di noi credono di essere incapaci di parlare di Gesù Cristo, di non essere adatti a essere evangelizzatori, ma Gesù ci promette la sua assistenza, quando con cuore sincero e fede grande saremo chiamati ad essere suoi testimoni, ci promette l’assistenza dello Spirito Santo che sarà nostro suggeritore per quello che dovremo dire. 3) Prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno: nell’incontro scontro con il maligno (il serpente figura del diavolo) i discepoli di Cristo avranno sempre il suo aiuto, non avranno timore, e il diavolo su di essi non avrà alcun potere, e non potrà fare loro alcun male, finché i discepoli saranno attaccati al Signore come il tralcio alla vite, poiché egli ha sconfitto il male, Egli è colui che toglie il peccato del mondo. 4) Imporranno le mani ai malati e questi guariranno: in questo caso il dono del Signore mi sembra che abbia una valenza più specificatamente presbiteriale: il potere di perdonare, di rimettere i peccati, tipico del sacramento della riconciliazione, quale malattia più grande di quella dell’anima, quale guarigione più grande della possibilità di essere di nuovo in armonia col Signore? Chiediamo al Signore di darci la forza, il coraggio, la fede per dire: Signore manda me. rICCArDO PILLOLE DI SAGGEZZA: LA MISSIONE DEL CRISTIANO CONSISTE, SAPENDOSI AMATO, NELL’AVER VOGLIA DI DIRLO.

COMUNICATO DELLA CURIA Il Vescovo Diocesano S.E. Mons. GERVASIO GESTORI ha nominato: Don Luca RAMMELLA Vicario Parrocchiale della Parrocchia Madonna della Marina, nel Comune di S. Benedetto del Tronto (Decreto n. 29/2012 del 7 maggio 2012) Don Guido COCCIA Vicario Parrocchiale della Parrocchia Cristo re, a Porto d’Ascoli, nel Comune di S. Benedetto del Tronto (Decreto n. 30/2012 del 7 maggio 2012) ***** La Conferenza Episcopale Marchigiana ha nominato per un quinquennio Don Vittorio CINTI Giudice del Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno (Decreto n. 119/2012 – CEM/TERP)


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Da Ripatransone

a cura di A. G.

Concerto lirico nell’ambito delle iniziative programmate per la riapertura del teatro A Ripatransone continuano con successo le iniziative programmate dall’amministrazione comunale dal 14 Aprile al 2 Giugno per la riapertura del teatro storico “Mercantini” dopo tre anni di chiusura per improrogabili lavori. Per le ore 21.15 di sabato 19 Maggio 2012 è in programma un concerto lirico organizzato dal R.O.L.F. (direttore artistico il baritono Ettore Nova), a cui parteciperanno i vincitori del concorso internazionale di canto “Luciano Neroni”, svoltosi nel mese di Ottobre 2011. I giovani

cantanti, italiani e stranieri, saranno accompagnati dal noto pianista americano M° Stephen Kramer. In programma alcuni dei brani più famosi di opere liriche di: Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Georges Bizet, Gioacchino Rossini. Il costo del biglietto d’ingresso è di euro 3; in prevendita i biglietti sono disponibili presso l’ufficio IAT del comune di Ripatransone, in Piazza XX Settembre, 12.

Banca di Ripatransone: domenica 20 Maggio, assemblea generale dei soci I soci della Banca di Ripatransone-Credito Cooperativo sono stati convocati in assemblea generale per le ore 9 di domenica 20 Maggio 2012 presso i locali del ristorante “Parco sul mare” di Cupra Marittima. All’ordine del giorno sono diversi argomenti fra cui: l’approvazione del bilancio consuntivo dell’esercizio finanziario 2011; l’integrazione del regolamento assembleare ed elettorale della Società, in adeguamento alle nuove norme statutarie adottate, ed eventuale rinumerazione dell’articolato. In apertura di assemblea il presidente dell’Istituto Dott. Michelino Michetti consegnerà il “premio di fedeltà” (medaglia d’oro con diploma) ai soci con 25 e 50 anni di adesione ininterrotta alla Banca.

Dopo la riapertura del “Mercantini”, Enzo Iacchetti presenterà le due serate di “Cabaret, amoremio!” in ricordo di Pepi Morgia, il direttore artistico prematuramente scomparso lo scorso anno. Enzo Iacchetti, il notissimo attore comico italiano, conduttore di “Striscia la notizia” con Ezio Greggio, ha preso casa nel territorio di Ripatransone. Complice sicuramente i lunghi periodi liberi dopo gli impegni di presentatore delle varie edizioni di “Cabaret, amoremio!” a Grottammare, in cui ha potuto apprezzare le risorse enogastronomiche e umane del territorio. E, come cittadino ripano, ha voluto “regalare” due serate di musica e spettacolo per la riapertura del “Mercantini”, il teatro massimo cittadino dopo la lunga chiusura per un doveroso restyling. Avete letto bene, perché quel “regalare” sta per gratis. Senza pretendere una lira, anzi un euro. Un successo planetario che ha coinvolto l’intera cittadina del piccolo centro piceno. Dopo questa performance ecco la notizia di essere disposto a presentare graziosamente la prossima edizione di “Cabaret, Amoremio!” di Grottammare, per le due serate in ricordo di Pepi Morgia, il direttore artistico della manifestazione, prematuramente scomparso lo scorso anno, che tanto ha dato per l’affermazione di quel Festival dell’Umorismo, diventato, anche per suo merito, il più longevo d’Italia.Due serate di musica e cabaret di livello eccezionale. Per questa edizione quindi salterà il concorso per nuovi comici, ma attesi sul palco grandi nomi della canzone e della comicità italiana. Non fa nomi il popolare presentatore di “Striscia la notizia”, ma promette grandi sorprese. Due atti di generosità E.Tì. da additare al mondo dello spettacolo non sempre disposto a generosità del genere.

AI FUNERALI DI SUOR ALESSANDRA Monastero Passioniste - Ripatransone - 8 maggio 2012 Omelia La vita di questa monaca passionista è quanto di più antico si debba pensare e di antimoderno si possa immaginare. Innanzitutto per il lungo abito nero, che parla di morte e non di vita, che vuole mortificare le spontanee manifestazioni della persona, che indica penitenza e rinuncia. E poi lo stile di sua vita, tutta guidata da silenzi prolungati, per permettere una riflessione sempre più profonda e creare una migliore disposizione alla preghiera, sia diurna che notturna. La preghiera inoltre in questo monastero viene vissuta con un rigore quasi preconciliare ed emana un fascino che sa di antico. La clausura infine costringe la vita dentro le mura di questa realtà religiosa, dove la lontananza dal mondo esterno misura enormi distanze spirituali e dove i ritmi delle giornate vengono scanditi da una regolarità priva di novità e talmente ripetitiva da apparire noiosa agli occhi degli estranei. Quanto di antico c’è in questo ambiente sacro e quanto di antimoderno ha questo stile di esistenza! Eppure, questo luogo è affascinante ed attraente, perchè qui si vive una vita libera, serena, cordiale, amica. Qui il rispetto reciproco è carico di amore e qui la gioia scandisce i momenti della vita quotidiana. Qui si trovano quei valori, dei quali il nostro mondo è assetato e che non trova, perché li cerca su strade illusorie. Il silenzio di queste donne non è vuoto, ma denso di sentimenti, si fa preghiera e dona tanta speranza. Qui il silenzio parla ad alta voce e lancia il grido di una stupenda testimonianza di esistenza, che il nostro mondo distratto fatica a cogliere. Qui la vita è amata, perché si guarda in alto, si sente presente l’Invisibile, si è proiettati senza ansie verso il futuro, che non appare vuoto ed insignificante, ma è fermamente creduto ricco ed

L’arte Sambenedettese di  Carlo Gentili “sbarca” in Moldavia I colori  e le idee del  pittore Piceno nella terra dei Daci, da San Benedetto a Chisinau. Massimo Sinceri direttore di “Club Italia Chisinau”- pubblica per la  prima volta fuori dall’Italia  il testo del “Disarmonismo”,  il movimento artistico creato dal pittore marchigiano. CHISINAU - La rivista “Club Italia Chisinau” ha pubblicato il “Manifesto del Disarmonismo”, il testo dell’avanguardia artistica lanciata  da Carlo Gentili a San Benedetto del Tronto. Nella  terra dei Daci, si realizza per la prima volta fuori dall’Italia  la pubblicazione del pensiero artistico  del pittore Piceno grazie all’idea di Massimo Sinceri, direttore della rivista degli italiani in Moldavia. Sinceri: “nel campo della pittura bisogna presentare una cultura attuale e moderna che possa rappresentare l’Italia come un Paese proiettato verso il futuro”. La rivista “Club Italia Chisinau”, rappresenta un punto di aggregazione per la comunità italiana in Moldavia, un riferimento per scambi culturali con l’Italia e per quanti intendano raggiungere il territorio moldavo. Carlo Gentili invece sottolinea che: “l’arte deve puntare sull’amicizia tra i popoli e sulla solidarietà a favore degli altri e di chi ha bisogno”. Nei programmi futuri è  prevista la  presenza di Carlo Gentili  in Moldavia, il quale avrà modo di parlare della sua arte nell’università della capitale Chisinau e nella Ambasciata italiana.

IL CONSOLE RUSSO DI ANCONA INAUGURA LA MOSTRA DI BENEDETTO CASELLI Alla presenza di un pubblico qualificatissimo il Console Onorario della Federazione Russa di Ancona ha inaugurato, ad Ascoli Piceno, presso il Centro “Archeofutur”, la mostra di dipinti dell’artista Benedetto Caselli, pittore e scrittore di rara sensibilità ed acutezza. Il pubblico era composto da presenze autorevolissime. Fra gli invitati più significativi: Il Prefetto Alessandro Valeri, Capo della Segreteria del Dipartimento della Polizia di Stato; il Prefetto di Ascoli Piceno dott.ssa Graziella Palma Maria Patrizi; il Questore di Ascoli Piceno dott. Giuseppe Fiore; il Questore di Teramo dott.ssa Amalia Di Ruocco; Mons. Silvano Montevecchi Vescovo di Ascoli; l’avv. Guido Castelli Sindaco di Ascoli; il Presidente della Provincia di Ascoli

Piceno ing. Piero Celani; il dott. Fausto Valeri; il Questore Vicario di Ancona dott. Enrico De Simone; il Vice Presidente dell’Associazione degli Amici delle Marche e della Russia cav. Mirko Bilò, il Coordinatore della Segreteria del Consolato della Federazione Russa di Ancona Renato Barchiesi ed altri. Il Console prof. Ginesi ha effettuato una disamina dell’opera pittorica di Caselli, bilicata tra una vena sottilmente onirica ed una fiabesca, una specie di trasfigurazione poetica del reale capace di trasmutarsi in sogni ad occhi aperti, nutriti di una bella cultura letteraria che va dall’Ariosto, a La Fontaine, ai fratelli Grimm, fino ad arrivare ai moderni Italo Calvino e Gianni Rodari, tanto per citare alcuni autori tra i più rilevanti d’una favolistica destinata ai bambini e agli adulti insieme.

nella foto da sx: Mirko Bilò, Guido Castelli, Amalia Di ruocco, Alessandro Valeri, Benedetto Caselli, Armando Ginesi, Piero Celani

affascinante. Qui contano anche le cose che si vedono con gli occhi, ma contano soprattutto quelle che non si vedono e che solo il cuore vede. E sono le cose più belle e più vere. Quanta libertà qui si respira! Quanta felicità qui si vive! Ed allora la partenza da questo luogo sacro di Suor Alessandra è certamente una grave perdita per il monastero, per le consorelle e per quanti l’hanno conosciuta. Un’amica si è allontanata, persa una testimonianza, siamo diventati più poveri. Anche se crediamo fermamente, anzi, osiamo sperare serenamente, che Suor Alessandra sia andata in Cielo e goda ormai pienamente dell’amicizia del Signore crocifisso e risorto e di tante persone amiche e sante. Tra queste vogliamo pensare che stia accanto a Suor Maria Addolorata Luciani, la Serva di Dio che qui riposa nell’attesa della risurrezione e che noi vorremmo presto venerare pubblicamente. Dal Cielo Suor Alessandra voglia guardare alla sue Consorelle, insieme con Suor Maria Addolorata, e protegga anche tutti noi. Grazie per la sua alta testimonianza. + Gervasio Gestori, Vescovo

SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI SAN BENEDETTO DEL TRONTO - RIPATRANSONE - MONTALTO

Proprietà: “confraternita SS.mo Sacramento e cristo Morto” Via Forte - S. Benedetto del Tr. (AP) REGISTRAZIONE TRIB. DI AScOLI PIcENO N. 211 del 24/5/1984

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Sulle tracce della Shoah, studenti in visita in Austria Dal presepe rinnovato il gemellaggio con Steyr, delegazione sambenedettese anche nel campo di Mauthausen

al Golgota Presso i locali parrocchiali della Cattedrale abbiamo visitato la rappresentazione della passione e morte di Gesù, opera di Costantino Ciaralli che abbiamo avuto modo di apprezzare già nell’allestimento del presepe negli stessi locali. Una tradizione quella della passione che si va affermando e che ci aiuta a pregare e a meditare sugli eventi più importanti della nostra fede.

Sessantuno studenti di Liceo scientifico, IPSIA, IPSAAR e ITC di San Benedetto accompagnati da 7 docenti e da una ristretta delegazione comunale guidata dal consigliere Vinicio Liberati hanno rinnovato il gemellaggio tra la città di San Benedetto e quella austriaca di Steyr. Il rapporto tra le due municipalità è lungo oltre 20 anni durante i quali si sono succedute numerose visite reciproche sia di delegazioni ufficiali sia di studenti. Il viaggio in Austria dei ragazzi italiani si svolge tradizionalmente a ridosso del 25 aprile, per far vivere alle giovani generazioni l’esperienza della visita del campo di sterminio di Mauthausen, situato a pochi chilometri da Steyr, e far comprendere loro da cosa trae origine il movimento della Resistenza e la lotta di Liberazione in Italia. Dopo il tradizionale incontro con scambio di doni tra la delegazione sambenedettese e quella austriaca nel Municipio (c’era il sindaco Gerald Hackl), i ragazzi italiani sono stati accompagnati in una visita all’istituto che ospita le scuole superiori cittadine dove, con i loro insegnanti, hanno gettato le basi per alcuni progetti da realizzare insieme.La giornata del 24 aprile è stata dedicata alla commovente visita del campo di sterminio di Mauthausen che si trova a poca distanza da Steyr. Tantissima emozione, in un silenzio irreale, per i nostri studenti dinanzi alla descrizione dei luoghi di tormento e morte di migliaia di persone. La delegazione italiana ha poi avuto la possibilità di visitare, sempre nei dintorni di Steyr, la fabbrica dove vengono assemblati motori BMW destinati in gran parte all’esportazione e che dà lavoro a circa 2800 cittadini di Steyr. Quindi una visita alla città di Linz prima della ripartenza per l’Italia. “L’’esperienza è stata veramente entusiasmante – ha dichiarato il consigliere Liberati – mi ha molto impressionato l’attenzione con cui i nostri ragazzi hanno seguito le spiegazioni della guida che ci ha accompagnato nel campo di Mauthausen ma anche il loro entusiasmo nel dialogo avuto con coetanei studenti austriaci. Ora li attendiamo a San Benedetto per la metà di maggio”.

Sabato 12 maggio alle ore 21.00 il coro La Cordata di Montalto Marche canterà a Nocera Umbra (PG), nell’ambito di una Rassegna Nazionale organizzata dalla locale corale S. Cecilia, diretta dal M° Angelo Gubbini. Insieme al coro montaltese, diretto dal M° Patrizio Paci, si esibirà il celebre coro “Euridice” di Bologna, diretto dal M° Pierpaolo Scattolin, uno dei maggiori capiscuola del panorama corale italiano.

Quindi un onore ed una responsabilità per La Cordata ed il suo maestro, che hanno recentemente ricevuto elogi per l’attività di recupero e divulgazione dei canti della tradizione popolare, da illustri personaggi della coralità popolare corale come Silvia Vacchi del coro Stelutis di Bologna, Mauro Camisa direttore bolognese del coro Di Canto In Canto, Marco Maiero compositore friulano autore del nuovo filone dei canti d’ispirazione popolare, Bepi De Marzi autore del Signore delle Cime e Mauro Pedrotti direttore del coro della SAT di Trento. È inoltre in piena fase organizzativa la realizzazione del 25° Festival degli Appennini, manifestazione nazionale di canti della montagna, alpini e popolari, prevista per sabato 19 maggio alle ore 21.15 presso la Cattedrale S. Maria Assunta di Montalto Marche.

In un auditorium stracolmo di persone è stato presentato il libro di Vittoria Quondamatteo: Il fiore del deserto continua

Foto Cellini

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ANNO XXIX N 18 20 Maggio 2012  

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