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Indicazioni Liturgico-Pastorali per la Celebrazione del Sacramento della Confermazione


INDICE Introduzione Premessa Preparare La Celebrazione Canto Accoglienza del Vescovo Riti di ingresso Liturgia della parola Dopo la proclamazione del vangelo Liturgia del sacramento ♦ rinnovazione delle promesse battesimali ♦ imposizione delle mani ♦ crismazione Preghiera dei fedeli Liturgia eucaristica Presentazione dei doni Scambio della pace Riti di conclusione Trascrizione nel libro apposito Appendici a) presentazione “minima” b) attestazione preparazione c) nota sui padrini della Cresima d) Confermazione degli adulti

ABBREVIAZIONI RC: OGMR: CJC: CE: OLM:

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Rito della Confermazione - 22 agosto 1971 Ordinamento Generale del Messale Romano - 25 gennaio 2004 Codice di Diritto Canonico - 25 gennaio 1983 Cerimoniale dei Vescovi ed. 1984 Ordinamento delle Letture della Messa – 21 gennaio 1981


INTRODUZIONE

di Mons. Giordano Frosini

La Confermazione, come dice il termine stesso, completa e perfeziona la grazia del Battesimo. In questo senso va inteso anche il dono dello Spirito Santo, che non è certo esclusivo della Confermazione, ma che è caratteristica di ogni sacramento. Anche il Battesimo infonde nell’animo la grazia e il dono dello Spirito Santo: è per esso che noi diventiamo figli di Dio e fratelli di Gesù Cristo. Quindi è certamente errato definire la Confermazione come il sacramento dello Spirito Santo: un errore in cui si incorre ancora piuttosto facilmente. Il dono dello Spirito Santo che è dato nella Cresima è una infusione ulteriore che abilita al compimento della missione nella chiesa e nel mondo, che spetta a ogni cristiano, chiamato a prolungare nel tempo la missione di Cristo. Il testo scritturistico che meglio definisce la Confermazione è il battesimo di Gesù, il momento in cui lo Spirito Santo discende di nuovo su di lui (non come una colomba – traduzione inesatta -, ma con un fruscìo leggero come di colomba) e la voce del Padre indica chiarament la missione che il Figlio dovrà compiere nella sua più completa obbedienza. Come sappiamo, essa è la missione del Servo sofferente di Jahvè, che significa sostanzialmente il Servo obbediente di Jahvè, dal momento che la sofferenza del Figlio è la sofferenza dell’obbedienza alla volontà del Padre. Tale sarà anche la sofferenza e la missione del figlio adottivo, che si pone alla sequela di Gesù. La croce è sostanzialmente connessa con la missione. Così va inteso Col 1, 24: “Do compimento a ciò che dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la chiesa”. La presentazione teologica del sacramento della Cresima passa dunque attraverso il concetto di missione. Essa è il sacramento della missione e della testimonianza. La pentecoste che si rinnova. Questa interpretazione teologica della Confermazione trova la sua ratifica nel Catechismo della Chiesa Cattolica che, al n.1303, afferma: “La Confermazione ci accorda ‘una speciale forza dello Spirito Santo’ per ‘diffondere e difendere con la parola e con l’azione la fede, come veri testimoni di Cristo”.

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PREMESSA La riflessione che sta alla base di queste Indicazioni, è di tipo mistagogico: si vorrebbe infatti raggiungere lo scopo per cui ogni celebrazione della Cresima fosse vero incontro con il Risorto, esperienza della sua Vita in noi perché impariamo a vivere secondo lo Spirito. Nella Liturgia il popolo di Dio celebra il mistero pasquale di Cristo Signore. Queste righe nascono inoltre dall’esigenza di assicurare alla celebrazione del Sacramento della Confermazione il rispetto della sua struttura liturgica, elaborata nel tempo dalla Chiesa, in modo tale da favorire la partecipazione attiva, piena e consapevole di tutta l’Assemblea al mistero pasquale di Gesù Cristo, vero “protagonista” della liturgia della Chiesa. Le motivazioni che giustificano questo testo sono da ricercare nel desiderio di fedeltà all’azione liturgica nel rispetto della Parola annunciata e pregata e della verità dei gesti e dei segni mediante i quali il popolo di Dio celebra il mistero di Cristo Signore e attraverso i quali comunica alla sua stessa vita.


PREPARARE LA CELEBRAZIONE

(Rito della Confermazione, 4) 1) Il Sacramento della Confermazione è un evento comunitario, anche se coinvolge singole persone. La celebrazione pertanto non sia preparata solo con i ragazzi e i genitori interessati: tutta la ministerialità presente in Parrocchia deve essere coinvolta per una liturgia che manifesti veramente il volto comunitario della Chiesa e la pluralità di compiti e ministeri che la animano. Nel contempo è indispensabile assicurare quella “sobrietà” e “normalità” che favoriranno la partecipazione sempre più attiva e consapevole dell’assemblea festiva che normalmente si riunisce per l’Eucaristia domenicale. 2) Per quanto riguarda la scelta della eucologia e delle letture della Messa si faccia riferimento a quanto indicato nell’OGMR n. 353 e seguenti e al nuovo Cerimoniale Episcoporum. Si tenga conto quindi delle seguenti regole generali: Tempi liturgici a) -TRIDUO PASQUALE -PASQUA DI RISURREZIONE -SOLENNITA’ DI PRECETTO (Natale, Epifania, Ascensione, Pentecoste, Santissima Trinità, Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, Maria SS. Madre di Dio, Immacolata Concezione, Assunzione, Tutti i Santi)

Messa/Letture Non è consentita la Messa rituale della Cresima ma solo quella della Solennità.

b) -SOLENNITA’ NON DI PRECETTO

La Celebrazione Eucaristica durante la quale si conferisce la Cresima, deve essere quella del giorno. Tuttavia è consentito scegliere una Lettura dal Lezionario della Messa Rituale della Cresima. Indicativamente si consiglia di non modificare lo schema scritturistico della Solennità o della Domenica di calendario, soprattutto nei “Tempi Forti”. Se comunque si vuole operare una modifica si preferisca sostituire la seconda lettura.

-DOMENICHE DI AVVENTO -DOMENICHE DI QUARESIMA -DOMENICHE DI PASQUA

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Tempi liturgici c) -DOMENICHE del TEMPO DI NATALE -DOMENICHE del TEMPO ORDINARIO -FESTE -FERIE

Messa/Letture E’ consentita la Celebrazione Eucaristica Rituale. Tuttavia, se all’Eucaristia nella quale si amministra la Cresima partecipa anche la Comunità Parrocchiale (Messa di orario o particolarmente sentita e partecipata dalla Comunità), il formulario da usarsi è quello della Domenica o della Festa corrente. In tal caso si può scegliere una Lettura dal Lezionario della Messa Rituale della Cresima. Si consiglia di sostituire la seconda lettura.

3) Nella Messa Rituale della Cresima il colore delle vesti liturgiche è il ROSSO. 4) E'opportuno che i Cresimandi, prima della Celebrazione della Confermazione, leggano e siano aiutati a capire le letture bibliche che saranno proclamate durante la Celebrazione stessa. 5) Il Parroco o i Catechisti si premurino di accertare nei registri Parrocchiali (per i Candidati battezzati in Parrocchia) o tramite idonea documentazione (prodotta dalla Parrocchia in cui è avvenuto il Battesimo) che tutti i Candidati siano battezzati. 6) Il Parroco che accoglie nella propria chiesa in via eccezionale Candidati preparati in altre Parrocchie, acquisisca preventivamente apposita presentazione del Parroco di provenienza dei Candidati che attesti la preparazione degli stessi. (v. appendice b) 7) Si abbia cura per tempo di richiamare le famiglie dei Cresimandi al valore del Sacramento della Cresima. Non si tralasci di ricordare alle famiglie di ispirarsi, nell’organizzare i legittimi momenti di festa con parenti ed amici, a quei valori di sobrietà, semplicità e solidarietà propri del messaggio cristiano. 8) Si coinvolgano i cresimandi e le loro famiglie nell’attenzione ai poveri promovendo una raccolta in denaro da consegnare al Vescovo al momento della Processione delle Offerte nella Messa della Cresima. 9) Si inviti a scegliere un abbigliamento adeguato alla celebrazio-


ne liturgica. In modo particolare si consigli di evitare capi di abbigliamento che riportano scritte, simboli o immagini irriverenti. Si faccia pure presente che l’acconciatura dei capelli deve, per quanto possibile, consentire agevolmente la crismazione. 10) Il desiderio di riprendere con telecamere o con fotografie la celebrazione della Confermazione è comprensibile. E’ però consigliabile che un solo operatore intervenga, possibilmente preparato dal Parroco e attenendosi alle indicazioni date in precedenza dall’Ufficio Liturgico Diocesano (“Il servizio dei Fotografi e dei Videoperatori nelle Celebrazioni Liturgiche” , Il seme, 6) 11) Nella preparazione del Presbiterio e dell’Aula si tenga presente di non porre oggetti, cartelloni ecc. che disturbino o addirittura impediscano la partecipazione alla Celebrazione Liturgica. L’Altare sia comunque degnamente ornato con sobrietà, in modo da poter girarvi intorno e compiere agevolmente tutti i gesti liturgici ad esso inerenti. Il Vasetto del Crisma abbia un posto dignitoso e visibile sull’Altare (v. sezione “Riti d’Ingresso” del presente documento). 12) Per evidenziare che la Confermazione porta a compimento il cammino di Iniziazione Cristiana avviato con il Battesimo, presso il Fonte battesimale sia acceso il Cero Pasquale e sia anche valorizzato da un addobbo floreale.

CANTO 13) I canti per la celebrazione siano scelti tenendo presenti i vari tempi liturgici e i momenti rituali con attenzione a coinvolgere l’assemblea ed in particolare i ragazzi. 14) E’ necessario rendere noto al Vescovo prima della celebrazione quali sono le parti della Messa cantate. Sarebbe auspicabile che il Kyrie, il Gloria (quando previsto), Santo, Agnello di Dio fossero cantati. E’ da tralasciare, poiché non previsto dalle stesse norme liturgiche, l’esecuzione di un canto allo scambio del gesto di pace. Invece va incoraggiato il canto dell’Agnello di Dio come ulteriore preparazione all’incontro con il Signore nella Comunione. Per il conferimento della Confermazione si prepari quanto è indicato da RC 19

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ACCOGLIENZA DEL VESCOVO 15) Ministro ordinario della Confermazione è il Vescovo. proposito CJC can. 882-888)

(v. a tale

E’ opportuno che si predisponga l' accoglienza del Vescovo sulla porta della chiesa da parte del Parroco o di un suo rappresentante. 16) Ove possibile è consigliato, ma non obbligatorio, che all' ingresso della chiesa sia disponibile l' aspersorio, perché il Vescovo possa benedire con l' acqua santa l' assemblea liturgica , a meno che non si faccia l’aspersione in seguito al posto dell’atto penitenziale. 17) Il Vescovo, asperge se stesso e i presenti; quindi restituisce l’aspersorio. Poi si reca accompagnato processionalmente al luogo dove è conservato il SS. Sacramento. (CE n. 79)

RITI DI INGRESSO 18) Ove possibile, i Cresimandi accompagnino il Celebrante e gli altri Ministri nella Processione d’Ingresso. I Padrini e le Madrine attendano i cresimandi ai posti loro riservati nell’assemblea. I cresimandi siano disposti in modo che il Vescovo li abbia davanti a sè durante tutta la Celebrazione. I posti riservati ai Cresimandi siano vicini a quelli dei Padrini: anche nella disposizione nell’Assemblea sia chiara la relazione che lega il Cresimando al suo Padrino o alla sua Madrina. 19) Dov’è a disposizione l' Evangeliario venga portato processionalmente dal Diacono o dal Lettore istituito durante i riti iniziali (cfr OLM 17) 20) Se possibile ci siano due ministranti preparati per ricevere la mitra e il pastorale nei momenti in cui non sono necessari al Vescovo. 21) Nella processione d’Ingresso venga recato anche il Crisma consacrato ogni anno dal Vescovo nella Messa, appunto detta “crismale”, celebrata durante la Settimana Santa, debitamente conservato in quantità congrua, in vasetto dignitoso ed atto alla funzione. 22) Il vasetto del Crisma venga poi collocato sull’Altare in posizione ben visibile e consona a ricevere l’onore dovuto.


23) È auspicabile che la celebrazione si apra (soprattutto nel Tempo di Pasqua) con l’aspersione domenicale a memoria del Battesimo per sottolineare la continuità tra i tre sacramenti della Iniziazione Cristiana (v. OGMR n. 51)

LITURGIA DELLA PAROLA 24) Per proclamare la Parola di Dio durante la celebrazione si abbia l’accortezza di scegliere con debito anticipo – magari fornendo il testo della pericope, così da dar modo di effettuare una certa preparazione - persone di diversa estrazione, ben preparate e che normalmente svolgono questo servizio, infatti “una proclamazione dignitosa, a voce alta e chiara favorisce una buona trasmissione della parola di Dio all' assemblea” (OLM 14) 25) Le letture non siano proclamate dai Candidati alla Confermazione perché sarà proprio questo Sacramento ad abilitarli al servizio liturgico. DOPO LA PROCLAMAZIONE DEL VANGELO 26) Tutti siedono e i Cresimandi vengono presentati al Vescovo dal Parroco, dal Diacono o anche da un Catechista. (RC n. 24 - v. anche appendici testo minimo per la presentazione) I singoli Cresimandi vengono chiamati per nome. Si eviti di pronunciare anche il cognome per quei Candidati il cui nome proprio non sia riferibile a più di uno di loro. Ogni Candidato, udito il proprio nome, si alza e resta in piedi e pronuncia “ECCOMI” rendendo così testimonianza della propria cosciente convinzione di voler ricevere il Sacramento della Confermazione. Terminata la chiamata tutti assieme i Candidati siedono. Il Vescovo tiene l’OMELIA

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LITURGIA DEL SACRAMENTO 27) La celebrazione della Confermazione di norma avviene alla Sede. Se invece, per la partecipazione dei fedeli fosse necessario, si prepari la sede per il Vescovo davanti all’altare o in un luogo più adatto concordato con il Vescovo. 28) RINNOVAZIONE DELLE PROMESSE BATTESIMALI (RC nn. 26-27) 29) IMPOSIZIONE DELLE MANI (RC nn. 28-29) Il Vescovo (e, accanto a lui, solo i sacerdoti che lo aiutano nell’amministrazione del Sacramento), in piedi, a mani giunte e rivolto al popolo lo invita a pregare per i Cresimandi E tutti pregano per qualche tempo IN SILENZIO. Questo momento così significativo non può essere in alcun modo sostituito dal canto, da musica strumentale o altra forma di preghiera che non sia SILENZIOSA. Quindi il Vescovo (e, accanto a lui, solo i sacerdoti che lo aiutano nell’amministrazione del Sacramento) impone le sue mani contemporaneamente su tutti i Cresimandi ed invoca su di loro l’effusione dello Spirito Santo. 30) CRISMAZIONE (RC nn. 30-33) Ogni singolo Cresimando - che avrà al fianco SINISTRO il Padrino o la Madrina che tiene la MANO DESTRA sulla SPALLA DESTRA del Cresimando stesso - si avvicina ordinatamente al Vescovo (oppure, secondo l' opportunità, è il Vescovo o il Presbitero stesso che si avvicina ai singoli). Giunti di fronte al Vescovo (o al Presbitero), il Padrino o la Madrina pronunziano ad alta voce il nome del Cresimando (salvo che non sia lo stesso Cresimando a pronunciare il proprio nome). Secondo reale necessità ed opportunità il Cresimando si porta davanti ad un addetto/a che asterge l’eccesso di olio dalla fronte. 31) Se i cresimandi sono molti, dopo che alcuni hanno ricevuto l’unzione sulla fronte, si può eseguire in sottofondo un canto adatto. Terminata l' unzione, sia portato al Vescovo il necessario per astergere le mani (ad es. acqua e limone).


32) Segue la PREGHIERA DEI FEDELI. Si tenga presente (e non solo nel caso di celebrazioni particolari come quella in cui si amministra la Confermazione) lo schema previsto dall’OGMR 70: “La successione delle intenzioni sia ordinariamente questa: a) per le necessità della Chiesa; b) per i governanti e per la salvezza di tutto il mondo; c) per quelli che si trovano in difficoltà; d) per la comunità locale. Tuttavia in qualche celebrazione particolare, per esempio nella Confermazione, nel Matrimonio, nelle Esequie, la successione delle intenzioni può venire adattata maggiormente alla circostanza particolare.” Quindi per la Celebrazione della Confermazione, la Preghiera dei Fedeli sia costituita da 5-6 intenzioni, brevi e dirette nella formulazione, che esprimano la preghiera per la Chiesa universale, la comunità diocesana e parrocchiale, la società civile, i Cresimati. Siano intenzioni formulate in prima persona plurale (“NOI ecclesiale”), in forma di intercessione e non di rendimento di grazie. Sarebbe cosa buona che i neo Cresimati esercitassero ora per la prima volta questo servizio, proponendo essi stessi le intenzioni di preghiera. 33) Prima che si concluda la Preghiera Universale (o dei Fedeli) è bene procedere alla raccolta delle offerte dell’Assemblea. Con essa si esprimono concretamente quelle intenzioni di Carità proposte poco prima nella Preghiera dei Fedeli e si realizza la partecipazione attiva e concreta dei Fedeli all’Eucaristia. E’ necessario che la raccolta sia effettuata da un numero di persone adeguato, in modo da poter presentare anche queste offerte durante la Processione dei doni.

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LITURGIA EUCARISTICA 34) Se non è già stato fatto prima della celebrazione è possibile a questo punto ornare l’altare con fiori e lumi portati processionalmente. 35) Segue la PRESENTAZIONE DEI DONI. Anche questa sia possibilmente fatta dai neo-Cresimati. 36) In questo momento è più che mai necessario rispettare la verità del gesto. Comprenda: il pane ed il vino che saranno utilizzati per l’eucaristia (non è conveniente portare uva, pane non da consacrare ecc., per pura scenografia e non per le reali necessità dei poveri) e doni per le necessità della Chiesa (soprattutto per attendere al dovere fondamentale di ogni Comunità che è il servizio ai poveri oppure doni dei Cresimandi o dei Fedeli per il Celebrante, per la Parrocchia, per il Parroco) 37) Non è conveniente portare all’altare oggetti (ad es. testi di catechismo, Bibbia, croce oppure scarpe da calcio ecc.) che risultano poi non essere doni autentici (portati per poi essere ripresi dai legittimi proprietari a fine Celebrazione), ma semplicemente richiamo a momenti di vita. Si ribadisce che l’uso di accompagnare questa azione con delle didascalie è da scoraggiare, poiché i segni sono tali solo quando esprimono in modo diretto ciò che significano senza l’ausilio delle parole che li sviliscono. La processione dei doni sia accompagnata dal canto. 38) Sull’altare siano collocati SOLO IL PANE ED IL VINO per la celebrazione eucaristica. (v. quanto detto in proposito anche nella sezione “preparare la Celebrazione”) Gli altri doni vengano collocati in un luogo dignitoso e adatto (ad es. non in terra). 39) Nella Preghiera eucaristica, al momento delle intercessioni, non si tralasci l’intenzione particolare “per la Confermazione”, come prevista dal Messale. 40) SCAMBIO DELLA PACE Durante lo scambio della pace non sia eseguito alcun canto, peraltro non previsto dal Rito, ma si può eseguire un sotto-


fondo o un preludio al canto rituale dell’AGNELLO DI DIO che accompagna e sottolinea l’importanza della frazione del Pane. 41) La comunione sia, dove possibile, distribuita sotto le due specie per lo meno ai Cresimati ed ai Padrini e Madrine. (RC n. 37) 42) Al termine dell’Orazione dopo la Comunione un Catechista, può rivolgere un augurio ed un saluto ai Cresimati che non deve avere il tono dell’addio commovente, ma dell’incoraggiamento a vivere il Sacramento ricevuto.

RITI DI CONCLUSIONE (RC nn. 38-39) 43) Dopo la “Benedizione” oppure l’ “Orazione sul Popolo” previste dal Rituale, i Cresimati si possono disporre in modo ordinato ed in luogo adatto per la tradizionale foto di gruppo assieme al Vescovo.

TRASCRIZIONE NEL LIBRO APPOSITO (RC nn. 14-15) 44) Il Parroco predisponga, là dove già non esista, un registro particolare sul quale trascriva nel più breve tempo possibile dopo il Rito il nome del Ministro, dei Cresimati, dei genitori e dei padrini, il giorno e il luogo della Confermazione, oltre all' annotazione da farsi a norma del diritto nel registro dei battezzati. I registri devono essere conservati con cura presso l’Archivio Parrocchiale, in luogo chiuso e non accessibile se non al Parroco e a persone da lui esplicitamente autorizzate. 45) Si dia informazione dell’avvenuto conferimento del Sacramento ai Parroci di quei Cresimati provenienti da altre Parrocchie. 46) Per la certificazione da produrre in caso di richiesta da parte degli interessati ci si attenga alla modulistica predisposta dalla Cancelleria della Curia Vescovile.

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47) APPENDICI a) PRESENTAZIONE “MINIMA” “Eccellenza reverendissima (o Reverendissimo Padre), la Comunità Parrocchiale di __________________ chiede che questi suoi figli, già nati a vita nuova dall’acqua e dallo Spirito Santo, portino a compimento il loro cammino di iniziazione cristiana con il Sacramento della Confermazione. Sono (N. N.)” b) ATTESTAZIONE PREPARAZIONE


c) NOTA SUI PADRINI DELLA CRESIMA Si ritiene opportuno richiamare le disposizioni e gli orientamenti della Chiesa anche su questo aspetto della Confermazione. I criteri per la scelta dei padrini della Cresima sono indicati dal can. 893 del Codice di Diritto Canonico, che rinvia a quanto prescritto dal can. 874 per i padrini del battesimo. Va detto subito che non possono fungere da padrini i genitori: ciò è chiaramente escluso dal can. 874 § 1,5°. Il ruolo dei padrini è diverso da quello dei genitori. I padrini infatti sono chiamati ad affiancare i genitori nell’educazione cristiana dei figli, rappresentando la sollecitudine materna della comunità cristiana. L’importanza del ruolo dei genitori nella celebrazione della Cresima può essere evidenziata in altri modi: ad esempio richiamando il loro impegno nella presentazione dei Cresimandi al Vescovo, nelle preghiere dei fedeli, ecc. La scelta del padrino o della madrina spetta AL CANDIDATO in accordo con i genitori o a chi ne fa le veci (can. 874 § 1,1°). Il Padrino/Madrina della Cresima potrebbe essere lo/la stesso/a del battesimo (o meglio, uno dei padrini del battesimo se, come accade di solito, vi furono un padrino e una madrina). Si faccia presente che non è necessario che un ragazzo abbia un Padrino ed una ragazza una Madrina. Un ragazzo può essere accompagnato da una Madrina ed una ragazza da un Padrino. La persona prescelta dovrà avere compiuto i sedici anni di età (can. 874 § 1,2°). Il can. 874 § 1,3° prescrive che il padrino/madrina sia cattolico, abbia già ricevuto la confermazione e l’eucaristia e conduca una vita conforme alla fede e al compito che si assume. Il servizio di padrino o madrina esige che nella scelta si seguano non tanto criteri di parentela, di amicizia o di opportunità sociale, ma di esemplarità nella vita cristiana, tenendo conto che il padrino rappresenta la comunità cristiana che sostiene l’impegno educativo della famiglia. I genitori dovranno preoccuparsi di indirizzare la scelta del Candidato verso una persona la cui vita sia coerente con la pienezza di testimonianza che deve dare al ragazzo o alla ragazza. Alla luce di questo criterio non possono svolgere il compito di padrini coloro che vivono situazioni matrimoniali irregolari (conviventi di fatto, cattolici sposati solo civilmente, divorziati risposati cf. CEI; Direttorio di pastorale familiare n. 218): tali situazioni, infatti, al di là delle disposizioni soggettive dei singoli, impediscono oggettivamente quella pienezza di testimonianza cristiana che il compito di padrino esige. E’ opportuno che i parroci informino per tempo i ragazzi e le famiglie sui criteri per scegliere il padrino o la madrina e sui requisiti che questi debbono avere.

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d) CONFERMAZIONE DEGLI ADULTI La Confermazione agli Adulti viene amministrata in via ordinaria dal Vescovo in Cattedrale secondo il calendario pubblicato di anno in anno dall’Ufficio Liturgico in accordo con l’Ufficio Catechistico diocesano.

Chiuso in tipografia nel mese di febbraio 2012 Stampato da Tipografia GF Press Masotti Grafica: Graficamente Pistoia di Patrizia Bartolozzi graficamnetepb@tin.it in copertina: Vincenzo Meucci (1694-1766) La discesa dello Spirito Santo (1764) affresco – Chiesa di San Leone (già “dello Spirito Santo”) – Pistoia (foto Federico Coppini©)


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