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giornata del quotidiano

pistoia

Domenica, 19 dicembre 2010

NOTIZIE DALLA CHIESA Pagina a cura dell’Ufficio comunicazioni sociali, via Puccini 29, 51100 Pistoia, tel.: 0573.976133; fax: 0573.976528; comunicazionisociali@diocesipistoia.it

Redazione Avvenire Piazza Carbonari, 3 - 20125 Milano e-mail: speciali@avvenire.it

L’esposizione fotografica resterà aperta al pubblico nel Battistero di San Giovanni fino al 23 gennaio

Preti al cinema: la nostra storia in una mostra

La locandina della mostra fotografica «Preti al cinema»

L’evento a cura della Fondazione ente dello spettacolo e del Centro sperimentale cinematografico. Don Viganò: «Si crea un contatto tra spettatori e religione», una chiave originale per «interpretare le stagioni che hanno attraversato la storia recente». I fondi raccolti andranno al Centro aiuto alla vita ualche assaggio su come il parrocchia, anche la più piccola, cinema ha rappresentato la poteva contare su un parroco: figura del prete: ecco «Preti questo non è solo un limite, ma al cinema», mostra anche un’opportunità per ripensare fotografica di Fondazione ente dello al futuro, anche religioso, di tante spettacolo e dal Centro nostre comunità. Utilizzare sperimentale cinematografico, fotografie che rimandano alla magia aperta nel Battistero di San del cinema può, nella severità e Giovanni fino al 23 gennaio. nella bellezza di un Battistero Inaugurata in primavera, da Carlo trecentesco, aiutare una riflessione Verdone, nella sala Nervi anche per anche su questi aspetti». La mostra è riflettere sull’anno sacerdotale, la possibile grazie al contributo di due mostra è a Pistoia grazie alla istituzioni bancarie (la Cassa di sinergia fra diocesi (Comunicazioni Risparmio di Pistoia e Pescia e la sociali) e Movimento per la vita. «Ci sua Fondazione) con i presidenti è sembrato utile – spiegano in Gabriele Zollo e Ivano Paci. diocesi – utilizzare il fascino del Ingresso gratuito (possibile lasciare cinema per proporre un omaggio a una libera offerta per il Centro di una figura, il sacerdote, che in un aiuto alla vita). Determinante contesto così complesso appartiene l’apporto di Musikè, associazione comunque a tutti e svolge una cui è affidata l’apertura del difficile missione di notevole Battistero. La maggior parte delle importanza». Il motivo per cui una immagini esposte sono foto di associazione pro-life si occupa di scena concesse dalla Fototeca del una questa mostra, lo spiega Centro sperimentale; immagini che Tommaso Braccesi. «Il cinema è un ritraggono i protagonisti sul set e valido strumento per raccontare nei momenti di riposo. Variopinta storie: abbiamo appena concluso la galleria dei personaggi: dal Don un cineforum – "Vite diverse" – e Bosco nel capolavoro di Goffredo Alessandrini (1935) al Don Camillo non c’è dubbio che quella del prete di Fernandel, sia vita diversa: fino al disilluso ci siamo inseriti don Giulio di La con piacere, La sfida: una rinnovata Messa è finita bene sapendo cultura della vita (1985) di Nanni quanto siano «Grazie a 12 volontarie – spiega Moretti e al fondamentali Tommaso Braccesi, che ha raccolto padre Carlo di oggi la presidenza dal compianto UmIo, loro e Lara testimonianze berto Maria Reali – il Centro pi(2010) di Carlo di alternatività stoiese di Aiuto alla Vita è aperto 3 Verdone. Dario rispetto a un giorni a settimana: lunedì, mercoledì Viganò contesto così e venerdì». Nel primi 9 mesi del sottolinea che la omologante». 2010 «abbiamo assistito 127 famiFondazione da Convinto fin glie: sono nati 27 bambini, 11 le gelui presieduta dall’inizio anche stanti. E abbiamo ottenuto un nuo«con questa il vescovo vo Progetto Gemma per una famimostra intende Mansueto glia che attendeva il quarto figlio». stabilire un Bianchi. Nella sede (Vicolo de’ Pazzi 16), il contatto tra gli «Oltretutto – Movimento per la Vita svolge varie spettatori e la spiega – la attività: «Ci muoviamo – dice Bracreligione nostra è una cesi – a tutto tondo, per una nuova cercando di diocesi dove cultura della vita». In questo perinterpretare il purtroppo corso è rientrato anche un cinefosuccedersi delle siamo costretti a rum. Prossimi impegni: il convegno stagioni che fare i conti con annuale per la Giornata della Vita (5 hanno una forte febbraio con Carlo Casini e il cardiattraversato non carenza di nale Elio Sgreccia) e un concorso solo il nostro sacerdoti. Sono per scuole elementari e materne. Paese, ma il lontani i tempi mondo intero». in cui ogni

Dalla Cittadella solidale aiuti a giovani e anziani na realtà nuova sta per nascere a Pistoia grazie all’Arciconfraternita U della Misericordia che ha presentato da tempo il progetto per la costruzione della «Cittadella solidale». Si tratta, ha spiegato il segretario generale Roberto Fratoni, di 54 alloggi dai 50 ai 75 metri quadrati, che la Misericordia realizzerà su un terreno di proprietà nella zona della Vergine e che affitterà a prezzo convenzionato a chi si trova nella difficoltà di sostenere l’onere di un affitto secondo il libero mercato. Si darà così ai giovani la possibilità di crearsi una famiglia grazie a un affitto equo di circa 300 euro mensili e andare incontro alle esigenze degli anziani. Per questi ultimi c’è un’opportunità in più: «Grazie alla presenza ravvicinata della Cittadella alla Misericordia – spiega Fratoni –, essi potranno usufruire dei servizi di assistenza dell’Arciconfraternita senza dunque dover ricorrere a una residenza sanitaria. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, che ha sposato l’idea con entusiasmo. Si spera di rendere operativa la Cittadella a fine 2013».

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Il progetto della «Cittadella solidale»

Le parrocchie si rinnovano I

l termine, certo, è giornalistico. Ma può rendere l’idea. Per le circa 80 parrocchie attive sul vasto territorio diocesano (dall’Abetone a Vinci), il 20 febbraio 2011 sarà un "election day": è infatti prevista una "tornata elettorale" per eleggere i Consigli pastorali parrocchiali (Cpp), gli organismi di partecipazione alla vita della comunità ecclesiale di cui è stato approvato lo statuto tipo. Il documento (varato dal Consiglio presbiterale diocesano) si completa con una bozza di regolamento tipo e con un "preambolo" teologico-pastorale. Prevista, per gli elettori, la possibilità di esprimere preferenze. La soglia di elettorato (attivo e passivo) è fissata a 16 anni. Che tutte le parrocchie della diocesi scelgano una stessa data per rinnovare, o insediare per la prima volta, i Cpp è un forte auspicio («così che l’elezione diventi un momento che accomuna tutta la diocesi»). Entro il 13 marzo i nomi degli eletti dovranno essere comunque trasmessi in diocesi, con tanto di e-mail e di eventuali incarichi

pastorali in parrocchia o in diocesi. Ed è consigliato «un adeguato cammino di formazione» affinché le parrocchie siano preparate e «le persone aiutate a capire lo spirito del Concilio Vaticano II sulla Chiesa come mistero, comunione, missione». Per questo cammino è indicata una "traccia": se le parrocchie sono troppo piccole, il consiglio è quello di fare sinergia con quelle più vicine. È poi consigliata una «esperienza di fraternità» si potrebbe quasi fare un paragone con una sorta di "primarie" - cioè «un pomeriggio di assemblea parrocchiale dove ognuno racconta le attività che fa in parrocchia, le gioie e le fatiche del proprio servizio, le prospettive». In alternativa si possono invitare i parrocchiani «per un vespro o una meditazione del parroco seguita da uno scambio fra i presenti». È suggerito di concludere con «un momento di fraternità»: una cena da svolgersi in parrocchia. Vengono poi indicate tracce di preghiere e suggerita anche l’idea di un ritiro parrocchiale.

Caritas, sono in aumento gli assistiti Una persona su due di quelle che fanno ricorso al sostegno dell’organismo diocesano, è italiana fine giugno erano già 1.256 le persone accolte nei Centri Caritas di Pistoia: un numero assai più alto rispetto ai due anni precedenti. Se nel 2008 le persone ascoltate erano state 1.225, salite a 1.757 nel 2009, è facile comprendere come nell’intero 2010 si supereranno le 2.000 unità. Il dato («numeri allarmanti», nota il direttore Marcello Suppressa) apre il «Dossier 2010 Caritas Pistoia sulla povertà». Il balzo in avanti è anche per il nu-

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mero complessivo delle visite: nel primo semestre 2010 si sono già passate 5 mila visite: è quindi ipotizzabile, con la fine di dicembre, che i contatti complessivi avranno superato quota 10.000, più che raddoppiando le visite 2008 (furono 4.050) e incrementando molto quelle (7.100) del 2009. Se nel 2008 la presenza degli italiani era al 27,2% e l’anno scorso balzò al 43%, quest’anno gli italiani rappresentano addirittura il 46% delle persone accolte. Da notare che il «rapporto» si riferisce agli 8 Centri Caritas collegati in rete: ma sono molte di più le strutture (par-

rocchie, associazioni) che sul territorio diocesano si occupano di marginalità. Caritas ha poi analizzato i dati. Le politiche di contrasto alla povertà adottate a livello centrale sono giudicate «insufficienti». Critiche anche sui Centri per l’Impiego e sui servizi sociali locali: costretti in ruoli troppo spesso «emergenziali». La vera questione «è la mancata assunzione, a livello politico, dei problemi di esclusione sociale: poveri ed emarginati non sono quasi mai in cima ai pensieri degli amministratori». Non mancano critiche al terzo settore: spesso, ad esempio, le coop sociali sono trop-

po «dipendenti» dalla pubblica amministrazione che dà gli appalti. Tutto il terzo settore, compreso il volontariato, dovrebbe «ripensare il proprio ruolo». Cenni autocritici anche su come la stessa Chiesa si pone davanti al disagio («a occuparsene non può essere solo Caritas: tutti sono chiamati a occuparsi di tutti»). Non mancano attenzioni nelle parrocchie, ma spesso «ci si ferma al dato assistenziale; ci si organizza per dare la busta della spesa, ma dovremmo anche chiederci: nella territorio parrocchiale ci sono case sfitte, c’è possibilità di lavoro?». Caritas invita la comunità ecclesiale «a

Una cucina di un Centro Caritas

sentire di più il coraggio della profezia e della denuncia». Due le proposte: il richiamo al censimento sui servizi sociali nella Chiesa («il nostro territorio è ricco di risorse: 115 strutture che lavorano e sono presenza concreta nella diocesi»); l’invito a una maggiore collaborazione fra Chiesa, società civile e istituzioni pubbliche.

L’importanza di sostenere un giornale non omologato DI MANSUETO BIANCHI *

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n questa giornata, dedicata al quotidiano Avvenire, richiamo volentieri l’attenzione della Chiesa pistoiese, dei sacerdoti, degli operatori pastorali, delle parrocchie e associazioni, su questo strumento di comunicazione. Esso costituisce una importante possibilità perché la Chiesa italiana possa dialogare nel suo interno, tra sensibilità e orientamenti diversi, preparando e rafforzando così la strada ad una effettiva comunione tra le nostre Chiese. Ma Avvenire è uno strumento ancor più importante perché l’opinione e l’apporto dei cattolici possa contribuire alle scelte e agli orientamenti del Paese. Non abbiamo certo mire egemoniche e, men che meno, integraliste o clericalizzanti, ma non possiamo neppure accettare che l’apporto della riflessione, della cultura e della presenza cattolica debba ricadere nel silenzio della coscienza soggettiva e nei limiti delle private apMonsignor Bianchi partenenze ecclesiali. I cattolici italiani, "soci fondatori" di questa nazione che ricorda i 150 anni dell’unità, intendono continuare ad accompagnarne il cammino con la loro riflessione, con le loro proposte, con la loro democratica partecipazione. Infine, il quotidiano ci consente una presenza sulla "piazza mediatica" che ha valore di testimonianza e di evangelizzazione in questo nostro tempo, nel pieno rispetto dell’autonomia e delle leggi che caratterizzano questo ambito della vita sociale. Sono grandi motivazioni e grandi obiettivi, inerenti alla nostra fede e alla nostra cittadinanza, quelli che possiamo raggiungere rafforzando e diffondendo la presenza del quotidiano Avvenire. Da lettore mi sia permessa anche una considerazione ulteriore: è facile leggere su Avvenire storie che altri quotidiani faticano a raccontare. Ciò è particolarmente vero nelle pagine della cultura e in quelle della società, nel racconto dal mondo e negli spazi che narrano la Chiesa. E anche certe inchieste, o certi commenti sulla situazione del nostro Paese, arricchiscono in termini di pluralismo e di "punti di vista alternativi" un mondo mediatico troppo spesso, purtroppo, orientato verso un pensiero omologato e omologante. È dunque una voce libera, quella di Avvenire, che meriterebbe molta più attenzione proprio in un contesto ecclesiale troppo spesso, purtroppo, disattento alla potenza (mai disinteressata) delle logiche che governano i meccanismi mediatici. Anche sul nostro territorio i livelli di penetrazione di Avvenire sono assai bassi. Per questo chiedo alla mia Chiesa di Pistoia di essere sensibile e generosa in questo impegno. * vescovo

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http://www.diocesipistoia.it/public/AVVENIRE%20PISTOIA  

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