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IL GRANELLO di senape di mons. Alberto Ablondi

Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

22 dicembre 2013

Natale è il Signore che è venuto nel mondo; atteso, ma in modo imprevedibile, nella forma più delicata, quasi in incognito, e pur tanto presente. In questo ricordo del Natale, l’augurio natalizio diventa un invito: stiamo attenti, tutti, credenti e no, perché il primo Natale nel mondo ci dice che il Signore viene ancora nel mondo di ognuno; e viene nello stesso modo, spesso imprevedibile, quasi in incognito. È nato a Betlemme, inatteso Bambino; nasce ancora riconoscibile con attenzione nella Chiesa, nasce nella semplicità della sua Parola a noi affidata, ma potrebbe nascere anche nell’amore familiare, nel cuore di chi soccorre il povero, nelle mani di chi difende i diritti dell’uomo. Lui, sempre imprevedibile, sempre quasi in incognito, nelle vie più vicine alla vita di ognuno. Chi può dire allora di essere senza "Natale"? Messaggio di Natale 1973- Una missione d’accoglienza

Alle sorgenti della CARITÀ Inaugurato il complesso delle «Sorgenti di Carità»: il centro polifunzionale per donare nuova dignità alle persone in difficoltà l Porto di fraternità vuole fronteggiare i bisogni primari, il centro di via Donnini invece intende contrastare la povertà attraverso la promozione della persona (con il centro diurno e il centro Ascolto), donando nuova dignità con il lavoro (la Casa dei Mestieri), la cultura (la biblioteca e l’Internet point), l’accoglienza e il sostegno alla genitorialità (gli spazi per l’incontro tra figli e genitori separati e il Consultorio)»: così suor Raffaella Spiezio, presidente della Fondazione Caritas diocesana, spiega le finalità del nuovo centro appena inaugurato. «Via Donnini - continua - sarà anche uno spazio per educare i giovani alla carità, qui avranno luogo tante attività, speriamo in collaborazione con la parrocchia S. Pio X, con il quartiere, con i volontari Caritas, e tanti altri: sarà un luogo dove incontrarsi, conoscersi, approfondire, imparare la solidarietà. Nel logo del Centro (in alto in questa pagina ndr) abbiamo voluto mettere un po’ tutto questo: in esso si vede una mano che accoglie, che offre, ma a guardarlo nel suo insieme appare anche come una colomba, simbolo dello Spirito, essenza dell’amore. Poi c’è la goccia d’acqua, un riferimento al quartiere «Le Sorgenti» in cui il Centro sorge, un riferimento al voler andare alla radice dell’impegno di solidarietà, ma anche un richiamo a quello che può essere la carità: una goccia nel mare, e allo stesso tempo tanto importante per coloro che la ricevono». La struttura, realizzata insieme alla Fondazione Livorno, con il contributo di molti, tra cui i

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Lions club, sarà presto attiva con un servizio di accoglienza e ascolto ed un calendario di attività, compresi i corsi della Casa dei mestieri, la cui frequenza sarà riconosciuta dalle agenzie formative. c.d. Ampio spazio al Centro Caritas di via Donnini è stato dedicato nella puntata 4 di Chiesa Livorno informa disponibile sul sito diocesano www.diocesilivorno.it.

Un altro segno DUE MINI APPARTAMENTI IN VIA TERRAZZINI entre sta partendo l’attività al complesso di via Donnini, è in fase di completamento anche un’altra piccola struttura, situata in via Terrazzini, di proprietà della Diocesi. Da un vecchio immobile sono stati ricavati due miniappartamenti che saranno messi a disposizione per le emergenze abitative. Per questi locali, che saranno pronti a primavera, esiste già una convenzione con il Comune per l’assegnazione e la gestione.

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I RAGAZZI DISABILI DA PAPA FRANCESCO

Piccoli grandi incontri riesce ad usarle; ed è stato il viso del piccolo Nicola infatti a raccontare la sua gioia grande mentre Papa Francesco lo prendeva in braccio. Il piccolo, di 11 anni, era a Roma insieme al gruppo dei disabili partiti da Livorno, che riuniva le associazioni «Volare senz’ali», «Associazione persone down» e «Associazione autismo Livorno»: 70 persone tra ragazzi, famiglie e terapisti. Un viaggio fortemente voluto dagli organizzatori, di cui avevamo parlato anche su queste pagine, per incontrare questo Pontefice cosi sensibile ai temi della disabilita e per saldare l`unione tra i tre gruppi,

di Luca Lischi

Auguri «scomodi» ieni Signore porta auguri di gioia ma porta anche V «auguri scomodi» che richiamino le nostre coscienze a riflettere sui tempi in cui viviamo. Ancora troppi poveri senza un tetto, senza un lavoro, senza futuro. E anche noi cristiani adagiati, inermi e rinunciatari, in comodi divani senza più sperare in Colui che viene. I Tuoi auguri siano scomodi e penetrino in noi nel profondo fino a godere della gioia del Tuo amore. Fino a palpitare di entusiasmo nel fare il bene e nel condividere con gli altri le nostre ricchezze. La fraternità sia la radice del Natale. Ritorniamo a cantare per le strade, a portare il lieto annuncio. Oggi é nato! E così riusciremo a trovare la speranza, per nuove vie di sviluppo per superare e risovere i problemi della casa, del lavoro, dell’economia. I Tuoi auguri scomodi saranno una letizia interiore per renderci più fratelli, più solidali. Più gioiosi per un Dio che continua a nascere per tutti noi.

Nel prossimo numero de «La Settimana» in uscita il 5 Gennaio, racconteremo l’inaugurazione di quest’opera segno della Diocesi nell’anno della fede appena concluso

volte un sorriso esprime A più di mille parole, soprattutto per chi le parole non

LINEA di Pensiero

che già hanno dato vita ad iniziative comuni. Insieme a Nicola, anche Gianni, sulla sedia a rotelle prossimo ad un`operazione, e Matteo, un altro piccolo di 9 anni, sono riusciti ad entrare in contatto con Papa Francesco: anche a loro il Santo Padre ha rivolto parole di speranza, abbracciandoli e accarezzandoli, regalando loro un`emozione forte come solo un grande incontro sa lasciare. Al Papa gli accompagnatori hanno consegnato una lettera in cui lo invitano a partecipare alla prossima camminata di maggio insieme ai ragazzi, ricordandogli anche la sua promessa di recarsi presto in visita a Livorno. Chiara Domenici


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

22 dicembre 2013

IL NATALE in cattedrale

Il calendario delle celebrazioni MARTEDÌ 24 DICEMBRE, Solennità del Santo Natale del Signore ore 23 Veglia e S. Messa della Notte, presieduta dal Vescovo Simone MERCOLEDÌ 25 DICEMBRE, Solennità del Santo Natale del Signore ore 10.30 S. Messa pontificale di Natale, presieduta dal Vescovo Simone ore 18.30 S. Messa presieduta da Mons. Basci, Rettore MARTEDÌ 31 DICEMBRE ore 18.30 S. Messa e Te Deum di ringraziamento, presieduta dal Vescovo Simone MERCOLEDÌ 1 GENNAIO, Solennità di Maria Ss.ma Madre di Dio e 47ª Giornata Mondiale della Pace ore 10.30 S. Messa, presieduta dal Vescovo Simone ore 18.30 S. Messa presieduta da Mons. Basci, Rettore LUNEDÌ 6 GENNAIO Solennità dell’Epifania del Signore, ore 10.30 S. Messa, presieduta dal Vescovo Simone ore 18.30 S. Messa presieduta da Mons. Basci, Rettore

I programmi della FONDAZIONE LIVORNO

Tre milioni di Euro per la città Anche per il 2014 la Fondazione Livorno si appresta a sostenere la città in diversi ambiti: dal sociale alla cultura. Presentata la relazione programmatica a Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno divenuta, dopo l’ultima modifica statutaria, «Fondazione Livorno», presso la propria sede in Piazza Grande, ha presentato al pubblico il Documento Programmatico Previsionale per il 2014, e nello stesso tempo ha reso noto i dati del 2013. L’incontro è stato introdotto da Carlo Venturini, vicepresidente della Fondazione, che ha precisato che l’Ente non ha sofferto i colpi che invece hanno subito altre Fondazioni dello stesso genere, anche per questo si è potuto raggiungere un livello soddisfacente nelle erogazioni, in linea con quelle degli anni precedenti. L’azione della Fondazione si è concentrata specialmente sul volontariato che risente della situazione generale di crisi, e sulle scuole perché molti Istituti scolastici soffrono della mancanza di mezzi. Luisa Terzi, Segretario generale della Fondazione, ha reso noto le risorse disponibili per il prossimo anno, divise in cinque settori d’intervento: 1) Arte, attività e beni culturali; 2) Educazione, istruzione e formazione; 3) Volontariato, filantropia e beneficenza; 4) Salute pubblica, medicina preventiva e ricerca; 5) Ricerca scientifica e tecnologica. Lo stanziamento globale ammonta a tre milioni di euro e la cifra più consistente pari al 35% delle risorse è stata destinata al volontariato che è il settore in cui sul territorio si avverte maggiormente il fabbisogno a causa del perdurare della crisi economica. La Fondazione -ha aggiunto - opera prevalentemente su Progetti propri, realizzati in collaborazione con enti non profit, oppure su Progetti di terzi con erogazioni ad Enti che hanno partecipato ad appositi Bandi.

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ARTE E VOLONTARIATO Per quanto riguarda il settore Arte e cultura saranno mantenuti gli interventi a favore del Teatro Goldoni, dell’Istituto Musicale Mascagni, Effetto Venezia, Premio Ciampi, Premio Rotonda. Sarà inoltre finanziata la Diocesi di Livorno per il restauro delle Chiese monumentali della città e della provincia, compresi i beni in esse contenuti. Per il settore del Volontariato, tra gli altri, sarà finanziato il sostegno per l’emergenza abitativa ai Comuni di Livorno e di Piombino, finanziata anche la Fondazione Caritas, la Comunità di Sant’Egidio, l’Associazione “La Casa” di Quercianella, l’Associazione Persone Down. SALUTE E SCIENZA Nel settore della Salute pubblica emerge il finanziamento per l’Azienda Usl 6 e per l’Associazione Cure Palliative della città e della provincia, mentre per la Ricerca scientifica si dà continuazione alla collaborazione con l’Istituto di Biorobotica della Scuola Sant’Anna di Pisa per il progetto “Poseidrone”. Ed è stato proprio il professor Paolo Dario, autore del Progetto Poseidrone, a ringraziare la Fondazione per il finanziamento di una ricerca che mira a dare dei risultati concreti e utili per i cittadini. Infatti a partire dagli studi sul polpo è stato costruito un robot sottomarino che viene sperimentato in contesti reali. Si ha così l’ambizione di proporre Livorno «come protagonista della ricerca robotica internazionale». Sono quindi proseguiti i ringraziamenti dell’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Piombino; del presidente dell’Associazione «Ci sono anch’io» di Piombino; del presidente dell’Associazione «H accompagnami» di Rosignano Solvay; del presidente dell’Ente Nazionale Sordi di Livorno, la cui relazione gestuale è stata resa

chiara da una accompagnatrice; del presidente dell’Associazione Spazio Onlus di Piombino; del presidente dell’Arci Servizio Civile della Bassa Val di Cecina; del direttore artistico dell’Associazione Amici della Musica di Livorno; del presidente dell’Associazione Blob Art di Livorno; del direttore artistico della Scuola di Musica Schumann di Collesalvetti.

terminato auspicando che le Cure Palliative possano avere un futuro anche nelle strutture di Cecina, della Val di Cornia e dell’Elba.

IL SERVIZIO HOSPICE Precedentemente un ringraziamento era stato espresso anche da suor Costanza Galli, responsabile dell’Hospice dell’Usl 6 di Livorno, che, per quanto riguarda le Cure Palliative si è detta convinta della necessità di seguire i pazienti a casa, ponendo le famiglie e i pazienti al centro del loro operare. Le cifre sono purtroppo molto chiare, dei 270 pazienti ricoverati all’hospice 220 sono deceduti, è perciò necessario venire incontro ai bisogni dei pazienti, che sono fisici, psicologici, sociali, culturali e spirituali. Con la Legge 38/2010 -ha aggiunto- le Cure palliative diventano un livello essenziale di assistenza, questa legge però bisogna «farla diventare realtà e non rimanere un solo enunciato». Il Progetto finanziato dalla Fondazione -ha chiarito suor Costanza- prevede il potenziamento degli operatori sanitari e la loro assistenza ai malati a casa in orario notturno e festivo, e anche a dare sostegno psicologico nella elaborazione del lutto, nonché l’assistenza agli anziani ricoverati nelle residenze sanitarie assistite. Suor Costanza ha

IL BANCO ALIMENTARE Al termine dell’incontro il dottor Carrai, presidente del Banco Alimentare della Toscana, ha ringraziato la Fondazione ricordando che stiamo attraversando un momento drammatico anche nella distribuzione del cibo, sono 101 mila le persone che chiedono aiuto e quindi i prodotti raccolti dalla Colletta alimentare “non sono indispensabili ma vitali”. L’avvocato Luciano Barsotti, presidente della Fondazione, ha concluso l’incontro dicendo che ci si era resi conto delle difficoltà del Banco Alimentare e per questo si era cercato di arginarne i disagi. «Abbiamo il dovere -ha detto- di mettere a disposizione della comunità il frutto della nostra gestione dando la possibilità di continuare, proseguire, migliorare le iniziative che ci vengono proposte». Ci sentiamo in dovere di intervenire «sui diritti calpestati delle persone» perciò come Fondazione vogliamo fare la nostra parte ma per agire abbiamo bisogno delle proposte e delle idee del mondo del volontariato. Gianni Giovangiacomo


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

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L’11 GENNAIO al Pala Modigliani

La riflessione di don Piergiorgio Paolini sull’Avvento

La vera storia di Karol Wojtyla

Il deserto fiorirà gni anno, al presentarsi dell’Avvento, ci O poniamo le stesse domande: qual è il significato di questo tempo? Come viverlo? Le

Livorno sarà la prima tappa del tour e l’unica in Toscana, dell’Opera Musical dal titolo «Karol Wojtyla. La vera storia», per la regia di Duccio Forzano i sono storie che meritano di C essere raccontate perché narrano di uomini che cambiano per sempre la nostra vita, illuminano la nostra esistenza e danno un senso nuovo a tutto ciò che siamo. E questa che sarà rappresentata al PalaModigliani di Livorno (prima tappa del tour) è proprio una di quelle storie. L’Opera Musical dal titolo "KAROL WOJTYLA La Vera Storia” è un viaggio intenso e commovente che ripercorre la straordinaria ed imperdibile vita di un Uomo, ancora molto

distante da quel destino unico che lo avrebbe portato a conquistare un posto nella storia e a meritare un trono nell’alto dei Cieli. Gli episodi personali della vita di Karol Wojtyla si intrecciano con le pagine drammatiche ed indelebili della storia dell’umanità. La colonna sonora originale dell’Opera Musical è stata affidata all’artista internazionale Noa che ha lavorato a questa entusiasmante esperienza, assieme al suo direttore musicale e chitarrista Gil Dor e ai Solis String Quartet.

La storia di Karol Wojtyla è narrata in centoventi minuti divisi in due atti in cui la visione registica di Duccio Forzano, eclettico e creativo regista della televisione italiana, ha reso l’intera Opera come un amalgama, unica e singolare, tra la musica, il testo e l’azione scenica. La narrazione comincia da quell’evento drammatico che avrebbe voluto cambiare la storia dell’Uomo destinato a cambiare la storia degli uomini: 13 maggio 1981 Piazza San Pietro. I ricordi del Santo Padre, sospeso tra la vita e la morte, riaffiorano e lo cullano in quel sottile istmo di tempo, riportandolo sempre più indietro nella memoria sino alla sua infanzia, alla natia Wadowice perché, come ha scritto Lui stesso: “da qui è cominciato tutto: è cominciata

la vita, è cominciata la scuola, gli studi, è cominciato il teatro...e il sacerdozio.” Con un susseguirsi di suggestivi ed emozionanti flashback, riviviamo l’intensa storia umana e spirituale di Karol Wojtyla. Gli episodi più significativi del suo passato prendono vita sulla scena: il piccolo Lolek rivede l’adorata madre “Emilia”, l’eroico fratello “Edmund”, il devoto padre “Karol”. Ma questo è solo l’inizio della lunga storia… Per info: www.karolwojtylaoperamusical. com – per vedere il trailer http://www.diocesilivorno.it/ne ws/articoli/karol-wojtyla-lavera-storia Per le Parrocchie, gruppi ecclesiali, Associazioni e Movimenti sono a disposizione biglietti in promozione.

La mostra di icone sacre contemporanee di Laura Falleni

Icona: immagine dell’Invisibile F

ino al 28 Dicembre, presso l’associazione “La Casa dell’Artista Ruota, in via Indipendenza, sarà possibile visitare la mostra «Icona immagine dell’Invisibile» dell’artista Laura Falleni, parrocchiana della Chiesa di San Sebastiano e attivamente impegnata nel movimento ecclesiale del Rinnovamento nello Spirito Santo di Livorno. Si tratta di un’esposizione di dodici icone sacre contemporanee che raffigurano: la Vergine Maria, Gesù, l’Arcangelo San Michele, San Giovanni Battista, la Sacra Famiglia, la Trasfigurazione, la Natività e il Crocifisso. Per icone s’intendono le immagini sacre dell’arte bizantina sviluppatisi intorno al V secolo d.C in Grecia e in Russia. Si tratta di una forma d’arte ricca di elementi simbolici, teologici e spirituali. Ogni elemento pittorico, ogni materiale usato e ogni scelta cromatica ha un suo significato preciso. L’icona viene definita «Vangelo in immagini»,«una finestra sull’Infinito» in quanto il suo scopo principale è quello di rimandare a Dio. Essa richiede un lavoro lungo e minuzioso da

parte dell’iconografo, ma anche preghiera e discernimento. Una particolarità delle icone è quella di non riportare la firma dell’artista, ma si dice realizzata «per mano di». L’artista, infatti, è solo un mezzo, un collaboratore dello Spirito Santo che collabora alla realizzazione di un’opera che profuma di Dio.

Laura..come è nata questa tua passione per l’iconografia? «La scoperta dell’icona è stata per me graduale, una sorta di “educazione” a un tipo di immagine che ad un primo impatto risulta dura e quasi severa. L’incontro con l’icona lo devo a una suora, Sr Silvia, ha cominciato a spiegarmene la natura, la simbologia e il modo di disporsi di fronte ad essa; ho iniziato a subirne il fascino e questo mi ha spinto ad approfondire e, proprio attraverso questa più approfondita conoscenza, è nato l’amore per l’icona, un po’ come avviene accostandosi alla Sacra Scrittura; non per niente l’icona è definita

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il Vangelo in immagini. Nella scrittura delle icone si conciliano per me l’amore per l’arte, il cammino di fede e la chiamata, come cristiana, ad annunciare il Vangelo, inoltre un maggior affidamento alla Provvidenza vivendo con essenzialità e semplicità il mio quotidiano. Non è un cammino semplice, come non lo è nessun cammino serio di crescita, richiede preghiera, pazienza, studio, umiltà e tanto amore, nonché la guida

L’icona è definita «Vangelo in immagini», in quanto il suo scopo principale è quello di rimandare a Dio costante di un maestro che ti istruisca e ti corregga, ma è certamente entusiasmante, ricco di sfide e di piccole e grandi soddisfazioni. Ringrazio il Signore di avermi dato la possibilità di accostarmi a questo meraviglioso “mistero” che è l’icona, lo ringrazio e lo prego per tutti coloro che a questo cammino mi hanno iniziato e mi stanno

guidando. (tratto dal sito dell’artista Arteicona) La mostra sarà visitabile dal 7 al 28 Dicembre 2013 ( Il Sabato dalle 17.00 alle 18.30, la Domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.00) in via d’Indipendenza n 22. Per informazioni: Anna Lisa Demi 0586 834119 cell. 338.8610840 annalisademi@libero.it Caterina Lo Russo

risposte possono essere diverse e quest’anno ci lasciamo guidare dalla lettura di Isaia che inizia con queste parole: «Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa. Come fiore di narciso fiorisca; sì, canti con gioia e con giubilo. Le è data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del Signore, la magnificenza del nostro Dio» (Is 35,1-2). E’la tipica prospettiva del profeta Isaia: il deserto che fiorisce è il segno della salvezza di Dio per il suo popolo, una salvezza che si fa più vicina. Storicamente questa è la prospettiva che gli ebrei vissero più di 500 anni prima di Cristo; essa diviene anche la nostra prospettiva in questo Avvento, come in ogni Avvento, ma in un senso diverso:quale? Quando Gesù si presenta a Nazaret, proclama la parola del profeta lsaia e si identifica con essa: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore» (Lc 4,18-19). La sua azione successiva rivela in che modo egli realizza tutto questo: con la parola apre la prospettiva di Dio, incontrando le persone dà loro una nuova speranza, con la sua morte e resurrezione manifesta tutto Dio e la sua potenza e dona agli uomini la possibilità di partecipare alla sua vita. Si potrebbe esprimere tutto questo proprio con l’immagine del deserto del profeta Isaia: il deserto è il mondo degli uomini in cui appare Gesù con la sua parola e la sua persona per farlo fiorire. La fioritura portata da Gesù si è manifestata e continua a manifestarsi attraverso tutti coloro che aderiscono a lui nella fede e cercano di vivere secondo la sua parola ed il suo esempio. Tra questi ci siamo anche noi, pur con i nostri limiti. Gesù nel vangelo non parla di fiori quanto piuttosto di frutti «Io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga» (Gv 15,16). Il significato però non cambia: fiore o frutto (dal punto di vista botanico dall’uno si passa all’altro), è importante manifestare nella nostra vita la parola di Gesù. Ebbene, qual è il nostro frutto in Avvento? Come possiamo far fiorire il deserto degli uomini? Riprendo alcuni elementi delle letture di questo periodo. La prima domenica ci fornisce due elementi importanti. Il primo è la parola di Paolo nella seconda lettura: "Rivestitevi del Signore Gesù Cristo" (Rom 13,14), Il secondo é invece la parola di Gesù nel vangelo: "Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà" (Mt 2.4,42). "Rivestirsi del Signore Gesù" rimanda al battesimo ed al nostro legame con lui: il battesimo ci ha donato tale legame ed a noi spetta viverlo ponendo effettivamente Gesù al primo posto nella nostra vita. ll vegliare chiesto da Gesù si attua nella preghiera, attraverso la quale noi ci rivolgiamo a lui per cercarlo ed attenderlo.Anche la seconda domenica, che quest’anno coincideva con l’Immacolata Concezione di Maria, fornisce due spunti: il primo è l’esempio di Maria che, dinanzi alla parola di Dio portata da Gabriele, risponde: "Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola" (Lc 1,38). Il secondo è la parola di Paolo nella seconda lettura: "Accoglietevi gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio" (Rom 15,7). Dunque, la disponibilità a Dio e la disponibilità a tutti. Nella terza domenica, oltre alla lettura di Isaia da cui è tratto il tema di questo Avvento, vi é la figura di Giovanni Battista presentata da Gesù nel vangelo come più grande di un profeta perché è il messaggero che gli prepara la via: "Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via" (Mt 11,10). Nella seconda lettura Giacomo esorta ad essere costanti, a non perdersi d’animo nelle situazioni della vita: «Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore é vicina» (Gc 5,8). La quarta domenica infine presenta la figura di Giuseppe: è l’uomo giusto e fedele attraverso il quale Dio compie la sua promessa di inviare un salvatore, discendente della stirpe di Davide. Proviamo a mettere insieme tutti gli elementi e ci verrà descritto come Dio, attraverso di noi, fa fiorire il deserto. Al centro c’é Gesù. Paolo ci ha detto:"Rivestitevi del Signore Gesù Cristo", che significa vivere intensamente la relazione con lui. Lui é il Messia promesso a Davide per portare il bene e la salvezza di Dio agli uomini. Quanto viviamo il legame con Gesù? Quanto lo preghiamo (essere vigilanti)? I diversi personaggi dell’Avvento - Maria, Giuseppe, Giovanni - sono esempi di fedeltà e di adesione a quello che Dio vuole: attraverso di loro egli realizza il suo disegno, il suo progetto per gli uomini centrato su Gesù. Siamo consapevoli che anche attraverso di noi Dio realizza il suo disegno di bene per tutti? Paolo conclude con l’invito ad accogliersi uni gli altri come Cristo ha accolto noi. E’l’apertura piena verso tutti: il Signore ce la chiede come segno chiaro della nostra appartenenza a lui.


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

22 dicembre 2013

Agenda del VESCOVO

VENERDÌ 20 DICEMBRE Nella mattina, udienze laici in vescovado 12.30 il Vescovo partecipa agli auguri in Prefettura 18.00 S.Messa di Natale, novena di Natale e benedizione dei fidanzati al II vicariato alla chiesa di S. Matteo 21.00 novena di Natale e benedizione dei fidanzati al IV vicariato al Santuario di Montenero

Diocesi informa BREVI DALLA DIOCESI

Theillard de Chardin GIOVEDÌ 19 DICEMBRE ALLE 17.30 Presso l’Auditorium dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “Mascagni” Presentazione del libro "Le singolarità della specie umana"di Teilhard de Chardin Nuova Edizione Italiana a cura di Ludovico Galleni, Jaca Book Milano 2013).Intervengono: Ludovico Galleni, Maria Incandela, Fabio caporali. Musiche dedicate a Teilhard de Chardin a cura del Maestro Stefano Agostini Per Voce e Piano di Frederic Rzewski e per Flauto Solo di André Jolivet

SABATO 21 DICEMBRE 8.00 pellegrinaggio diocesano mensile al Santuario di Montenero, a seguire S. Messa 10.00 ritiro di avvento dei politici al Santuario di Montenero (vedi locandina pag. 8) 18.00 S.Messa di Natale, novena di Natale e benedizione dei fidanzati al I vicariato alla chiesa di S. Caterina DOMENICA 22 DICEMBRE 9.30 visita e S.Messa alle suore anziane dell’Istituto di Via dell’Ambrogiana 11.15 S. Messa alla chiesa di S. Ferdinando

Cooperatori Paolini SABATO 21 DICEMBRE ALLE 16.00 Presso le Suore paoline di Via Corcos 63, S. Messa e a seguire incontro con don Antonio Tarzia, direttore della rivista "Jesus" di Milano

LUNEDÌ 23 DICEMBRE Nella mattina, udienze clero in vescovado Visita ai sacerdoti anziani e malati 10.30 scambio di auguri con i commercialisti, consulenti del lavoro e notai in vescovado 16.00 S. Messa all’Istituto "La Provvidenza" di Via Baciocchi

Amicizia Ebraico Cristiana SABATO 21 DICEMBRE ALLE 21.15 Presso il teatro del Centro culturale diocesano, incontro dal titolo "Il calendario interreligioso: un’occasione per il dialogo". Intervengono don Antonio Tarzia, direttore della rivista "Jesus" e il prof. Maurizio Vernassa dell’Università di Pisa e

MARTEDÌ 24 DICEMBRE 12.00 incontro con i seminaristi 23.15 Veglia e S. Messa della notte di Natale

COMUNITÀ DI S. EGIDIO MERCOLEDÌ 25 DICEMBRE 8.45 S. Messa di Natale alla Casa circondariale de "Le Sughere" 10.30 S. Messa di Natale in cattedrale 12.15 Saluto al pranzo di Natale della Comunità di S. Egidio alla chiesa di S. Giovanni GIOVEDÌ 26 DICEMBRE 11.00 S. Messa alla chiesa di S. Stefano a Castelnuovo della Misericordia, in occasione della festa patronale MARTEDÌ 31 DICEMBRE 18.00 S. Messa e Te Deum di ringraziamento in cattedrale MERCOLEDÌ 1 GENNAIO 10.30 S. Messa per la Giornata per la Pace in cattedrale 18.00 S. Messa a Cascina LUNEDÌ 6 GENNAIO 9.00 Festa della befana al reparto di pediatria dell’ospedale 10.30 S. Messa dell’Epifania in cattedrale 12.30 Pranzo di Epifania alla Carita, in via delle Cateratte

Chiusura CURIA AVVISO Si comunica che la Curia vescovile, dal pomeriggio di lunedì 23 dicembre al 3 gennaio 2014 rimarrà chiusa al pubblico in occasione delle festività natalizie. Le attività riprenderanno regolarmente secondo gli orari di apertura martedì 7 gennaio

Verso il pranzo di Natale, ricordando Gigi Mura

Libri da LEGGERE

di Mo.C.

SPECIALE AVVENTO Grun A. -Dio si fa vicino. Avvento e Natale per una rinascita nei cuori.- Ed. Paoline, pp. 148, euro 15,00. L’Avvento è il periodo in cui molti sentono il desiderio di dedicare un po’ del proprio tempo alla preghiera e alla riflessione per poter poi celebrare e vivere più pienamente il mistero del Natale. Il monaco benedettino Anselm Grun ha scelto di presentare le sette Antifone maggiori, due per settimana, da cantare alla vigilia delle domeniche d’Avvento, seduti davanti alla corona dell’Avvento, la cui forma rotonda ci dice che le nostre lacerazioni interiori saranno ricomposte e gli spigoli smussati (la Bibbia, specie nel N. Testamento parla spesso di corone). Nello spiegare e meditare le antifone offre sempre spunti concreti che aiutano a tradurre le parole nella nostra vita con rituali ed esercizi. Nella seconda parte, l’autore, cerca di spiegare i testi biblici del Natale; non solo i Vangeli Matteo, Luca e Giovanni, ma anche le Lettere a Tito e agli Ebrei evidenziando come il mistero del Natale sia inesauribile. I cinque autori biblici, ne divulgano il messaggio in orizzonti di volta in volta diversi, considerando che hanno davanti persone diverse e con differenti punti di vista, ma ci confermano che il Natale ci accompagna tutto l’anno perché Dio è con noi e in noi e se lo lasciamo abitare in noi, Egli ci trasforma in Lui. Isabel de Villena - Vita di Cristo - Ed. Paoline, pp. 520, euro 42. Nell’ambito della spiritualità medioevale, merita un’attenzione particolare questa Vita di Cristo, scritta da Isabel de Villena, clarissa della Santissima Trinità di Valenza (1430-1490). Questa badessa, fu nota ai suoi contemporanei per la profonda erudizione e per essere stata una preziosa guida spirituale per le sue suore. Per la prima volta la sua opera, viene tradotta dal catalano, da Simone Sari, filologo romanzo e costituisce una rara voce femminile nella storia della letteratura medioevale. Da considerare anche come la selezione degli eventi narrati abbiano un taglio prevalentemente femminile. Il racconto parte dall’annunciazione della nascita di Maria e si conclude con la sua assunzione in cielo. La maggior parte dei capitoli, include sempre una donna della quale mette in luce le qualità, le virtù e la devozione. In questa grazia femminile, si inserisce la vita di Gesù, dall’infanzia alla vita pubblica, fino alla passione morte e risurrezione, narrata con una profondità teologica che però, nell’universo "maschio" del medioevo, veniva criticata per un atteggiamento proto-femminista, in chiara opposizione all’imperante misoginia del tempo. Questo aspetto ha prevalso sul valore reale dell’opera che invece dimostra una salda conoscenza teologica di suor Isabel e il suo interesse per l’insegnamento dei valori evangelici alle sue monache che furono le prime destinatarie dell’opera.

a Comunità di Sant’Egidio a Livorno sta alL lestendo nella Chiesa di San Giovanni Battista ed negli annessi locali il tradizionale pranzo di Natale che ospiterà le persone incontrate in anni di amicizia per strada, nelle case, nelle carceri, persone che altrimenti trascorrerebbero il Natale da sole. L’idea del pranzo di Natale che ha avuto origine a Roma all’inizio degli anni ’80 è il sogno, iniziato molto discretamente, di una grande famiglia che abbraccia il mondo, formata da chi è povero e solo, ma anche da chi, sceglie a Natale e tutti i giorni, di non dimenticarsi di nessuno. Un pranzo che cresce e che si è diffuso in tante parti del mondo dall’Africa all’Asia, dall’Europa all’America. A Livorno a Natale 2012 questa famiglia si è allargata: più di 400 persone hanno festeggiato insieme alla Comunità di Sant’Egidio. Saranno giorni di preparazione intensi inaugurati proprio nella chiesa di San Giovanni Battista dalla messa in ricordo di Gigi Mura, amico senza fissa dimora e morto nel dicembre del 2009, e di tutte quelle persone che hanno vissuto e sono morte per strada. La messa si terrà domenica 15 alle ore 11. Nei giorni successivi inizieranno i preparativi per il pranzo del 25 dicembre, a conclusione di in un anno che è stato difficilissimo. Sono raddoppiate infatti le persone che solitamente la Comunità di Sant’Egidio incontra per strada e tante famiglie si sono impoverite. Ma se cresce la povertà cresce anche il desiderio di stare insieme e di vivere una solidarietà con chi è toccato dalla crisi. Sono tanti coloro che si sono volute unire negli scorsi anni a questa festa: preparando i regali che verranno consegnati a ciascuno da Babbo Natale, cucinando le lasagne, allestendo i locali. Pure quest’anno sarà possibile aiutare. Per chi volesse contribuire alla realizzazione del pranzo di Natale è possibile contattare la Comunità di Sant’Egidio al numero 0586.211893.


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22 dicembre 2013

V

Giuseppe, figlio di Davide

Spunti biblici Dalla stirpe dei patriarchi e dei re La figura di Giuseppe è ricca di risonanze bibliche, che affondano nel cuore delle tradizioni di Israele. I patriarchi (Abramo, Isacco, Giacobbe) si trovano tutti alle prese con il problema di una paternità difficile: tutti scoprono che il dono della vita proviene unicamente da Dio, e che non ne sono i padroni, ma i custodi; tutti si trovano (e non sempre sono pronti) ad affrontare il nodo della paternità, che non è solo generazione, ma educazione alla vita, alla relazione, alla fraternità. Di fatto, tutte le storie patriarcali sono anche storie di conflitti tra fratelli, in cui il padre risulta defilato, quasi impossibilitato a sciogliere le inevitabili tensioni. Il problema della discendenza si ripropone nella dinastia di Davide, a partire dal suo capostipite. Sappiamo che i figli del re Davide si combattono ferocemente per il trono, causando dolore e sofferenza nel padre, che però non riesce a risolvere il nodo fondamentale dell’eccellenza e della concorrenza: uno solo può essere il re, il più grande di tutti; inevitabilmente a lui tutti sono chiamati a sottomettersi. Si tratta di un carico di responsabilità troppo forte. La prima lettura ci mostra nel re Acaz, antenato di Giuseppe, un condensato di tutte queste difficoltà. In un momento difficile, sia per le difficoltà dinastiche, sia per la presenza dei nemici ai confini del regno, il re è invitato dal profeta a ricercare la volontà di Dio: «Chiedi un segno». Ma il re si sgancia dal progetto divino, accampando un nobile pretesto: «Non voglio tentare il Signore». Il profeta allora annuncia che Dio stesso si assumerà la responsabilità di prendersi

«(..) proprio con Giuseppe avviene la svolta: egli si mostra capace di paternità responsabile, di cura premurosa per coloro che gli sono stati affidati, di umiltà e discrezione nel mettersi a servire» cura del suo popolo. Il segno non richiesto è un bambino, fragile segno di speranza, che rimanda alla potenza di Dio. Sapientemente la liturgia mette in relazione e in opposizione Acaz e Giuseppe: entrambi chiamati ad una difficile responsabilità, di fronte alla quale l’uno non solo si tira indietro, ma rifiuta addirittura di indagare e mettersi in ricerca; Giuseppe invece si lascia provocare dalla situazione, cerca il modo giusto per farsi carico di Maria e del bambino, e alla fine lo trova, abbandonandosi al volere di Dio e aprendosi a un progetto imprevisto. Uomo giusto La giustizia di Giuseppe consiste proprio nella tensione a farsi carico degli altri: la sua ipotesi iniziale (rimandare Maria in segreto) sembra esulare dalle convenzioni giuridiche. Giuseppe non vuole accusare Maria, ma non sa trovare i termini di una soluzione, e continua a ripensare a queste cose. Solo Dio può rivelargli i contorni dell’autentica giustizia, al di là di ciò che egli da solo può progettare. Dono della grazia Potremmo dire, alla luce delle considerazioni precedenti, che il nodo da riscattare per Giuseppe consiste nell’essere l’erede di una stirpe che fino a quel momento ha fallito la missione ricevuta da Dio; e che proprio con Giuseppe

avviene la svolta: egli si mostra capace di paternità responsabile, di cura premurosa per coloro che gli sono stati affidati, di umiltà e discrezione nel mettersi a servire. È necessario però soffermarsi a contemplare un elemento importante: qual è il fattore che rende possibile una simile trasformazione? Perché Giuseppe dà compimento a ciò in cui i suoi antenati avevano fallito? La risposta è chiara: la svolta avviene per la presenza di Gesù. Prima ancora di nascere il bambino, già accolto nella fede da Maria, esercita un influsso benefico sul suo popolo (in particolare su Giuseppe), con la sua sola presenza. Maria per prima vive questo dono di grazia; in seconda battuta, con qualche difficoltà in più, lo stesso avviene per Giuseppe. Come Giovanni Battista, Giuseppe appartiene all’Antico Testamento, si colloca nell’Antica Alleanza. Ma il bimbo che egli accoglie gli dona di partecipare anticipatamente del Regno di Dio, della Nuova Alleanza, suscitando il meglio delle sue energie, del suo animo, della sua generosità.

Per gli educatori Il progetto eccedente di Dio Giuseppe è chiamato a divenire padre di un figlio che in senso proprio non gli appartiene, ma che gli è donato da Dio. In realtà la

sua esperienza è l’esperienza di ogni padre, anche di chi può riconoscere nel figlio il suo sangue. Il figlio resta, nella sua essenza più profonda, dono: non progettato, non programmabile, generato in vista di una libertà che supera le aspettative dei genitori; ogni figlio supera, ridimensiona, rimette in discussione ciò che si prefiguravano i genitori, e in particolar modo il padre. La tentazione dell’omologazione Un istinto - o una deriva della paternità è la tendenza a formare un altro sé: estremamente positiva, nella misura in cui stimola a dare il meglio di se stessi; estremamente pericolosa però nella misura in cui sul figlio si proiettano i propri sogni, le proprie attese, forse anche i propri fallimenti. Giuseppe diventa padre obbedendo al progetto di Dio; e aiuterà a sua volta quel figlio a compiere il progetto divino. Educare senza possedere Ogni educatore vive l’esperienza di Giuseppe: essere chiamati, con l’aiuto della grazia di Dio, a contribuire alla formazione di figli e figlie non propri. A mettersi al servizio di persone su cui non si potrà esercitare un potere: si potrà dare un esempio, dare forse anche un’impronta, ma non si potrà mai avere la pretesa di plasmare gli altri a propria immagine. L’avvertenza vale in particolar modo per i formatori degli adulti e delle famiglie: non si potrà mai “fare da padroni” sulla loro fede. Il riferimento alla figura di Giuseppe può dunque aiutare ogni educatore credente a restare al suo posto: saldo nella fede, senza essere invadente, lasciando che le persone trovino un loro solido riferimento in Dio. Dal Sussidio CEI per l’Avvento

SpecialeAVVENTO

AVVENTO 2013: DOMENICA 22 DICEMBRE.........


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22 dicembre 2013

PARROCCHIE

Il 2013 RILETTO SULLE PAGINE DE LA SETTIMANA

& co.

di Giulia Sarti

Da questa settimana in questa colonna del giornale ospiteremo le notizie in breve da: Parrocchie, Gruppi, Movimenti e Associazioni: queste notizie è possibile trovarle anche quotidianamente sul blog «La Settimana tutti i giorni» PARROCCHIA N.S. DEL ROSARIO Da questa settimana, al consueto incontro settimanale per i giovani e i giovanissimi della Parrocchia del Rosario se ne aggiunge uno per vivere in modo più profondo e riflessivo il periodo dell’Avvento. Per i ragazzi dai 16 anni in su l’appuntamento è quello domenicale alle 21 con un momento di preghiera in chiesa, per i più grandi, dai 18 anni, quello del mercoledì sempre alle 21. Tutti i giovani possono partecipare con loro. PARROCCHIA DEI SANTI PIETRO E PAOLO Sabato 14 Dicembre alle 15 all’Oratorio don Giovanni Battista Quilici giochi e festa insieme e alle 17.30 collegamento via Skype con Betlemme per lo scambio di auguri PARROCCHIA S. AGOSTINO Un invito rivolto a tutti quelli che, grandi e piccini, amano rivivere l’attesa dell’evento più lieto della storia. Realizza il tuo Presepe, scatta una foto e inviala, indicando il tuo nome a: edp@santagostino.livorno.it ENTRO IL 15 DICEMBRE. Le foto saranno pubblicate sul numero del giornale parrocchiale "L’eco della Parrocchia-Speciale Natale" in uscita il 24 dicembre. A quanti avranno inviato la foto verrà regalata una statuina del presepe. SOLIDARIETÀ Anche quest’anno, fino al 24 dicembre sarà possibile acquistare prodotti equo e solidali al tendone del Centro Mondialità Sviluppo Reciproco collocato di fronte al Duomo e aperto tutti i giorni dalle 10 alle 20. All’interno prodotti alimentari e del mercato equo e solidale che possono diventare un regalo originale per questo Natale, contribuendo allo stesso tempo a un gesto di solidarietà.

Agenda Livorno 2014 Un anno di attenzione al creato stata presentata nei giorni scorsi dall’editore Erasmo, l’Agenda È Livorno 2014. Frasi di libri famosi, di film o canzoni tra una pagina e l’altra e in fondo spazio ad articoli e associazioni di volontariato che in qualche modo si interessano alla natura e alla sua salvaguardia. Tra tutte le realtà che si possono trovare al suo interno, c’è anche il Centro Mondialità Sviluppo Reciproco.

Quello che sta finendo... Questo che sta finendo è stato un anno caratterizzato da eventi importantissimi sia all’interno della Chiesa Universale che nel nostro ambiente diocesano. Su queste pagine abbiamo provato a raccontarveli e attraverso di esse li ripercorriamo brevemente DI FABIO

FIGARA

l 2013 è stato l’Anno della Fede, terminato recentemente, e voluto fortemente da Papa Ratzinger per riscoprire il valore del nostro Credo, per soffermarci un attimo sulle nostre incertezze, meditando sul “perché” crediamo in Cristo e nella Chiesa di Roma, un lungo periodo di introspezione. Nella nostra Diocesi l’Anno della Fede è stato inaugurato alla fine dell’anno precedente con l’intervento del Cardinal Ruini nella nostra Chiesa Cattedrale. Ma è stato anche l’anno dei «due Papi», con l’arrivo al soglio pontificio di Francesco: Ratzinger e Bergoglio, due menti e due impostazioni diverse, ma entrambe vòlte a portare forti cambiamenti nel Cattolicesimo. E il nuovo Papa non poteva non essere salutato dalla nostra Diocesi, una delle prime a recarsi in S. Pietro per l’udienza generale, «strappando» al Pontefice la promessa di recarsi nella nostra città la prossima primavera!

I

LA CRISI E LA SOLIDARIETÀ Ma nel 2013 abbiamo assistito, purtroppo, all’aggravarsi della crisi economica, un lungo tunnel dal quale sembra di non poter uscire, complici gli interessi di grandi operatori economicofinanziari e, per il nostro Paese, di una politica vittima di forti soggettivismi e ipocrisie, specchio dei valori di un società in difficoltà sotto ogni aspetto. In questo scenario la situazione delle famiglie, la base dello Stato, si è aggravata di giorno in giorno, portando alla luce problemi e disagi sempre nuovi, spesso legati a situazioni lavorative precarie e a forti limitazioni reddituali, quando non a crisi dei valori che l’hanno sorretta fino ad oggi. Al centro di varie iniziative nazionali, la

situazione della famiglia ha trovato ampio risalto all’interno della nostra Diocesi, con proposte e iniziative facenti parte del più ampio «Progetto culturale diocesano», che hanno portato ad eventi come la «Festa della Famiglia», tenutasi tra l’8 e il 9 giugno, con incontri, stand associativi, mostre, convegni e appuntamenti su varie tematiche. Molto complesso il rapporto tra difficoltà familiari e problemi di occupazione, approfondito nei suoi vari aspetti, partendo dall’esperienza concreta di coloro che hanno perduto il lavoro, trovandosi improvvisamente a varcare la soglia della Caritas. Ma non solo, è stato giusto cogliere anche le opinioni di chi il lavoro ce l’ha, o è riuscito a «crearne» uno, sviluppando idee e risorse: sono artigiani, negozianti, piccoli imprenditori che resistono e trainano a fatica la nostra economia, rimboccandosi le maniche e affrontando crisi, concorrenza e tasse esasperanti, confrontandosi anche con opinioni e statistiche di associazioni di categoria. E proprio per far fronte alla crisi occupazionale, ecco l’idea, un «esperimento» unico in Italia, la creazione del Centro «Alle Sorgenti della Carità», fortemente incentivata dal nostro Vescovo Mons. Giusti, con il

consulenza legale e psicologica per famiglie, per genitori soli (giovani madri e padri separati), per minori e per donne vittime di violenza, con un ulteriore sguardo alla situazione dei detenuti. Oltre alla Caritas diocesana e ai Centri ascolto parrocchiali, esiste un’intera rete di associazioni di volontariato presenti sul territorio, spesso in accordo con uffici pubblici, per affrontare varie emergenze e nuove realtà di disagio, dimostrando l’importanza di tutto il Terzo Settore per il riscatto di situazioni difficili o estreme.

rappresentativi delle varie comunità religiose di Livorno e dell’arte marinaresca.

LA DEVOZIONE A MARIA Come ricorda sempre Mons. Giusti, le nostre preghiere devono essere rivolte alla nostra «mamma», a Maria: e la nostra città Livorno possiede una tradizione e devozione mariana molto forte, tanto che, il 7 settembre, il Vescovo ha benedetto una nuova statua, quella della «Madonna dei Popoli». L’opera, posta all’ingresso del porto di Livorno, voluta fortemente dal mondo portuale livornese, rappresenta una donna che protende un braccio verso le genti di mare, mentre con l’altra stringe al petto il figlio appena nato: due anni di lavorazione per l’artista cascinese Paolo Grigò una statua di circa dieci metri di altezza, abbellita con i colori del cielo e dell’oro, che poggia su un basamento Nelle foto: in alto l’inaugurazione della statua della Madonna dei Popoli il 7 ornato da Settembre; l’apertura dell’anno della fede insieme al cardinal Ruini in cattedrale; e il nuovo centro Caritas in via Donnini simboli

IL BLOG La Chiesa, che si ispira a questi grandi santi, ha il compito di evangelizzare e di rievangelizzare e lo fa anche attraverso la tecnologia moderna ed i nuovi mezzi di comunicazione: da qui l’idea di ampliare l’offerta informativa, affiancando queste pagine del settimanale ad un blog «La Settimana tutti i giorni», aggiornato quotidianamente con tutte le notizie della Diocesi, dalle Parrocchie ai Gruppi, alle Associazioni e Movimenti; un’opportunità che va ampliandosi di giorno in giorno offrendo video, fotografie e storie di uomini e donne impegnati ad ogni livello nella diffusione della buona novella. Un blog già attivo da questa estate, attraverso il quale è stato possibile raccontare le Giornate Mondiali della Gioventù di Rio, alla quale erano presenti anche 15 livornesi. Arrivederci al 2014 e restate con noi!

L’anno della fede, dei due Papi, della Giornata Mondiale dei giovani a Rio, ma anche delle iniziative del Progetto Culturale Diocesano, della Madonna dei Popoli, dell’apertura del secondo centro Caritas alle Sorgenti sostegno della Fondazione Livorno, un ulteriore centro di accoglienza in cui sviluppare una Scuola dei Mestieri al fine di formare tecnici ed operai per attività sempre richieste, servendosi di docenti istruttori e di artigiani professionisti, per inserire nel mondo del lavoro disoccupati e inoccupati di qualsiasi età. A questa struttura vanno aggiunti i numerosi progetti già attivi della Caritas diocesana, oltre al servizio mensa, guardaroba e docce giornalieri, tra cui accoglienza, sostegno,

GLI ANNIVERSARI Oltre a questo, è stato un anno di numerose e importanti ricorrenze per la nostra Diocesi, a cominciare dal bicentenario della nascita del Beato Antonio Federico Ozanam, fondatore della Società di «S. Vincenzo De Paoli», mentre restiamo in attesa della ratifica del primo «beato» livornese: Mons. Pio Alberto Del Corona. Grandi figure carismatiche ma anche energici comunicatori, come don Quilici.


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22 dicembre 2013

La Messa di Natale dei giornalisti

Un’agenda della speranza per Livorno

L’ufficio di Stella Caroni, Sos Cartelle Esattoriali, in Piazza Matteotti 51, fornisce un valido supporto per l’autotutela del cittadino. Oggi è un marchio, con due filiali e decine di collaboratori in tutta Italia DI FABIO

FIGARA

na raccomandata, una cartella esattoriale, centinaia o migliaia di euro da pagare: una scena sempre più frequente, che riguarda imprenditori, dipendenti, pensionati. Ma le formalità a cui prestare attenzione sono molteplici, ed è utile conoscerle per non pagare un importo quadruplicato. Il servizio «Sos Cartelle Esattoriali» si occupa di fornire al cittadino gli strumenti e le conoscenze per «difendersi» in caso di difficoltà con Amministrazioni pubbliche, e non solo. «Siamo partiti con prezzi popolari, in modo da farci conoscere ed agevolare soprattutto coloro che avevano delle difficoltà evidenti - spiega Stella, una laurea in Sociologia e un passato recente da Vigile urbano nel nostro Comune All’inizio ci occupavamo soprattutto di multe, fermi amministrativi, ipoteche, bolli auto scaduti, che finivano in cartelle esattoriali ma, nell’arco di due anni, dietro le continue richieste dei clienti, ci siamo presi in carico problemi con finanziamenti, con card revolving e con i servizi di telefonia».

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VII

«Non siamo senza speranza»

Dalla parte dei cittadini Con le banche, in particolare, i problemi più gravi si presentano nei casi di anatocismo, cioè di calcoli errati degli interessi che, sommati al capitale originario, concorrono a maturarne altri, e capire e interpretare le numerose voci di costo negli estratti conto. Con le compagnie telefoniche le difficoltà principali nascono per l’attivazione di opzioni non richieste. Per valutare queste e tutte le diverse situazioni che si presentano, Stella si avvale di molti collaboratori esterni, cercando di sensibilizzare l’utente che l’autotutela è una via praticabile e possibile, così come lo è evitare i Tribunali con lunghezza dei processi e spese processuali. Ma come si svolge il lavoro quotidiano? «Il cliente si presenta con una o più cartelle, o con una cartella “complessa”, cioè che ne contiene altre al suo interno. Viene affrontata una pre-analisi, valutando la situazione e la persona: sarà lei stessa ad agire dietro consiglio da parte del mio ufficio. In questo modo non agiamo mai per delega e riusciamo a responsabilizzare l’utente. Impostato in questo modo il servizio viene utilizzato anche da molti avvocati e commercialisti, ricorrendo volentieri per evitare di doversi occupare di

Un servizio che prima non c’era e adesso è divenuto fondamentale per molte persone ulteriori pratiche per conto dei propri clienti». È un settore estremamente specifico, una specializzazione esclusivamente dovuta all’esperienza, nata da una necessità personale. «Una volta ho ricevuto una cartella esattoriale che ne conteneva altre dieci, tutte inviate a indirizzi di residenza che non ho mai avuto. Alla richiesta di spiegazioni da parte degli operatori pubblici, ho avuto sempre risposte evasive. Ho così studiato la questione trovando errori nelle procedure e ho vinto la mia “causa”, senza passare dal Tribunale. Ho capito che potevo offrire agli altri un aiuto concreto per risolvere situazioni di questo tipo. Il

debito va’ conosciuto e gestito». E le difficoltà per il cittadino rischiano di aumentare. «Purtroppo la situazione è grave - continua - mancando la liquidità, è più facile che i cittadini si rivolgano a sportelli di aiuto o a professionisti di altri settori per non pagare la cartella. Tuttavia, sotto l’aspetto esattoriale, l’ondata della crisi non si è arrestata ma, anzi, deve ancora arrivare. Gli uffici pubblici possono impiegare anni ad emettere ed inviare le cartelle: con le difficoltà attuali chissà quante sono in fase di elaborazione, e arriveranno agli utenti dal 2014. Ma noi siamo qui, pronti ad aiutare tutti coloro che ce lo chiederanno».

IN ACCADEMIA

A Livorno si «giura» dal 1881 orta a Livorno il 6 Novembre 1881 dalla fusione delle Scuole della Marina di Genova e di Napoli, durante l’ultima guerra, l’Accademia abbandonò la sede di Livorno danneggiata da pesanti bombardamenti, per trasferirsi prima a Venezia e quindi a Brindisi. Dopo circa tre anni tornò nella nostra città ed oggi si estende oggi su una superficie di 215.000 mq. Al suo interno è presente anche una cappella con vetrate che richiamano temi marinari, come ancore e timoni e don Aldo Nigro ne è il cappellano. L’Accademia ospita annualmente circa 1250 persone tra Allievi Ufficiali ed Ufficiali frequentatori dei corsi integrativi e professionali. In oltre 120 anni di vita, l’Accademia Navale ha formato più di 8.000 Ufficiali dei Corsi Normali, più di 25.000 Ufficiali dei Corsi di Complemento e più di 2.000 Ufficiali a Nomina Diretta. Nel primo sabato di Dicembre nel piazzale dell’Accademia hanno giurato 139 Allievi Ufficiali alla presenza del Sottosegretario alla difesa Senatrice Roberta Pinotti, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, del Capo di Stato Maggiore della Marina Ammiraglio Giuseppe De Giorni e delle massime autorità religiose, civili e militari, tra cui il vescovo mons. Giusti, oltre a centinaia di parenti ed amici degli Allievi. Roberto Olivato

S

ita Casa e Lavoro: con queste parole V monsignor Giusti ha accolto i giornalisti e gli operatori della comunicazione alla consueta Messa di Natale in vescovado. Su questi tre privilegi fondamentali ha voluto soffermarsi nuovamente il Vescovo, per ribadire che ogni uomo ha il diritto ad una casa e un lavoro. Temi molto attuali che vedranno una loro "realizzazione" nella prossima inaugurazione del nuovo centro diocesano della Caritas "Sorgenti di Carità"; un luogo di accoglienza a cui potranno rivolgersi giovani e meno giovani per ricevere una nuova spinta nel lavoro e un sostegno momentaneo per "rialzarsi" dalla strada. Una luce di speranza che non deve spegnersi ma deve essere alimentata creando una rete di collaborazioni tra le istituzioni per trovare una soluzione a questa crisi che non sembra avere una fine. «Noi non siamo senza speranza», ha ribadito monsignor Giusti anche alla luce del Vangelo, «noi siamo destinati a grandi cose come Giovanni Battista, al bene; riconoscendoci in Cristo saremmo capaci di un cambiamento». Quel cambiamento che ci porta a vivere e a guardare la nostra vita in una prospettiva diversa, grazie a quell’impulso di speranza che il Natale porta con sé. Martina Bongini


VIII

TOSCANA OGGI 22 dicembre 2013

LA SETTIMANA DI LIVORNO

La Settimana n. 46 del 22 dicembre 2013  

Settimanale della Diocesi di Livorno

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