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IL GRANELLO

di senape

di monsignor Alberto Ablondi

Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217

Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

Per i cristiani allora il Comandamento Nuovo diventerà impegno ad essere un popolo di riconciliati e insieme di riconcilianti: perché sono perdonati che perdonano e si perdonano a vicenda; perché lottano contro ogni peccato, frutto e fonte di tante divisioni; perché non solo hanno il coraggio di lottare contro le divisioni, ma di amare le diversità affinché queste mai degenerino in divisioni. Consapevoli sempre che le divisioni sono di origine diabolica e le diversità origine divina, che le divisioni sono povertà e le diversità doni, che le divisioni sono aridità e le diversità possono diventare nutrimento. Un popolo di riconciliati e riconcilianti allora, per il Comandamento Nuovo che si ispira all’Eucarestia, sarà un popolo che sa esprimere la vicendevole fecondità dei diversi: dall’incontro delle diverse vocazioni laicali, presbiterali e religiose, all’incontro dei diversi carismi nella Chiesa; sino alla capacità di incontro di una Chiesa che non resta isolata in sé.

8 dicembre 2013

Eucarestia, Comandamento Nuovo, 1983- Una missione d’accoglienza

lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo

Sabato 14 dicembre alle 17 nel salone del Vescovado l’incontro su monsignor Pio Alberto Del Corona. Alle 16.30 nella chiesa S. Andrea Messa in Gregoriano cantata dal Coro polifonico Del Corona

GIOVEDÌ 19 DICEMBRE

ALLE SORGENTI DELLA CARITÀ: L’INAUGURAZIONE DEL NUOVO CENTRO CARITAS a nuova struttura Caritas in Via Donnini, che si chiamerà "Sorgenti di Carità" sarà Lnuovo inaugurata Giovedì 19 Dicembre. Questo il programma: Alle 9:30 Visita guidata nel centro Caritas con la presenza di mastri artigiani (ci sarà un falegname, ciabattino, sarta/ricamatrice e signora che fa pane e pasta fresca) Alle 12:00 taglio del nastro ufficiale con il Vescovo e le Autorità. A seguire messaggio di auguri di Natale del vescovo Simone Giusti e interventi del presidente della Fondazione Livorno, avv. Luciano Barsotti e del presidente della Fondazione Caritas Livorno, suor Raffaella Spiezio. Alle 12:45, interventi e ringraziamenti. Alle 13:00, brindisi e buffet per tutti i presenti

PIO ALBERTO DEL CORONA: PRESTO IL PRIMO BEATO LIVORNESE ons. Pio Alberto Del Corona (1837-1912), domenicano (1855), Priore di San Marco a Firenze e Fondatore della Congregazione fiorentina delle Suore Domenicane dello Spirito Santo (1872), per 32 anni Vescovo di San Miniato (1875), Arcivescovo di Sardica a Fiesole (1907), morto a Firenze (1912), dove è sepolto, nella cripta delle sue Suore è stato dichiarato venerabile dal decreto firmato lo scorso Ottobre da Papa Francesco che ne conferma le virtù eroiche. Di monsignor Del Corona si conservano gli scritti, è considerato uno dei più importanti scrittori cattolici del 1800: centinaia di lettere, raccolte in oltre 50 volumi, le 37 lettere Pastorali, i discorsi, libri e articoli, come testimonia la documentazione raccolta dal giornalista Franco Mariani, che si è occupato di reperire e catalogare il materiale per il processo diocesano di canonizzazione e di lui si conoscono anche i molti gesti miracolosi: ce ne sono tanti, testimoniati dalla documentazione medica reperita negli archivi di vari ospedali. La figura di questo vescovo, nato a Livorno, non è però molto conosciuta in città; negli ultimi anni, grazie all’opera del Coro polifonico a lui intitolato, costituitosi associazione di volontariato nel 1999, con l’interessamento di monsignor Ablondi, si sono però moltiplicate le iniziative di informazione e approfondimento sull’opera e le virtù di questo grande uomo: «la santità della vita e la carità verso Dio e verso il prossimo, schivo degli onori, immolato nel dolore, sempre sorridente ed affabile, obbediente ed “angelico”». Nomi importanti di giornalisti e storici sono intervenuti nelle varie conferenze per raccontare mons. Del Corona: dall’agiografo Angelo Montonati, allo storico Prof. Paolo Morelli di Pontedera, alla Prof.ssa Isabella Gagliardi, docente di Storia all’Università di Firenze, al Prof. Andrea Landi, Docente di Diritto all’Università di Pisa, insieme al vescovo di San Miniato Tardelli e al vescovo di Livorno monsignor Giusti, iniziative spesso accompagnate da concerti e canti del coro polifonico Del Corona. Il prossimo Sabato 14 Dicembre alle 17.00 è in programma un altro incontro sul tema: «Mons. Pio Alberto Del Corona, illustre figlio della Venezia e Livorno», che si terrà nel Salone Fagioli del Vescovado e che sarà preceduto, alle ore 16.30, da una S. Messa in Gregoriano cantata dalla Schola Cantorum Gregoriana del Coro “Pio Alberto Del Corona”, nella Chiesa di S. Andrea, dove Mons. Del Corona ha tenuto discorsi alla Società Femminile Promotrice

M

di Buone Opere ed alle Conferenze della San Vincenzo de’ Paoli, di cui la prima cellula toscana sorse proprio a Livorno, lodata dal Beato Federico Ozanam in persona, di cui ricorre il bicentenario della nascita. Il canto finale sarà l’”Inno alla Carità” di San Paolo, musicato e cantato dal soprano Rosalia Gallardo Gonzalez. Di “Mons. Pio Alberto Del Corona, Vescovo di San Miniato e la Sua Livorno” parlerà il Prof. Paolo Morelli. Sentiremo della lettera a Mons. Sabatino Giani, suo già illustre discepolo eletto Vescovo di Livorno; verranno ricordate le varie predicazioni, il bicentenario dell’incoronazione della Madonna di Montenero, i pellegrinaggi, il primo Congresso Mariano nazionale «Mi reco nella mia città come ambasciatore della Regina del Cielo, per rinnovare l’alleanza di Lei con Livorno»... Il quattordicenne Alberto si era iscritto, come aspirante, alle Conferenze di San Vincenzo de’ Paoli che porsero tanto alimento al suo spirito. «E madre veracemente fu a me la Società Vincenziana e fece ombra a’ miei giovani anni e mi educò agli spettacoli del dolore e dell’amore che ora è tutto per me». Il tirocinio della carità, l’aver conosciuto personalmente l’Ozanam quando venne a Livorno per curare la salute, ospite del comune amico Bevilacqua, l’aver udito quelle sue parole che gli lasciarono come un profumo nell’anima, e la stessa intenzione di Ozanam, poi rientrata, di farsi

IL FUMETTO

DA LIVORNO A SAN MINIATO: IL CAMMINO DI PIO ALBERTO n occasione dell’incontro del 14 DiImetto cembre sarà presentato anche il fusulla vita di questo santo Vescovo, pubblicato dalla Pharus editore della Diocesi di Livorno, per far conoscere la vita di Pio Alberto Del Corona in maniera simpatica anche alle nuove generazioni, e da potersi utilizzare anche nella formazione catechistica. I disegni sono di Lorenzo Bernardini, disegnatore anche delle storie pubblicate negli anni scorsi di S. Giulia della Festa del Voto. I fumetti saranno disponibili dal 20 dicembre in Vescovado e nelle librerie.

LINEA

di pensiero

di Luca Lischi

Non più sospesi tra «fuori» e «dentro» uori, incontro alla gente. La strada quale Fl’umanità luogo per incontrare e vedere in diretta che affronta il quotidiano, anche tra mille difficoltà. Troppe persone «fuori» lasciate in balia di un presente incapace di accogliere, di dare risposte, di dare speranza e troppe persone «dentro» pigramente adagiate in luoghi ovattati e protetti. Andare fuori per portare almeno una Parola di gioia, di pace, di libertà. Ma accanto ad essa portare gesti di calore umano. Carezze e strette di mano che spesso valgono più di

domenicano come il P. Lacordaire, possono inoltre aver contribuito ad orientare il giovane verso l’Ordine Domenicano. Di questo e della sua carità ci parlerà il Dott. Andrea Zargani, Vice direttore dell’Archivio Diocesano di Livorno nella relazione: «Lo spirito Vincenziano in Alberto Del Corona e Federico Ozanam». Chiunque volesse leggere gli interventi delle varie tavole rotonde sulla vita di monsignor

tante parole. Fuori per comprendere cosa significa essere poveri, non avere un tetto, non avere un piatto caldo, non ricevere da alcuno un minimo di sostegno e di conforto. Andiamo fuori, lasciamo i nostri comodi divani nei quali troppe volte sprofondiamo senza ritegno di fronte agli imbonitori occulti della tecnologia e portiamo parole di speranza, ascolto e gesti di carità. «Dio ritorni vagabondo a camminare sulle strade» a cantare con noi per riassaporare la gioia dell’incontro e la grazia della testimonianza.

Del Corona può trovarle su You Tube, mentre immagini e notizie (che si possono trovare sul sito: www.suore.it), insieme ad alcune relazioni, rielaborate e corredate di note, comprese quelle del prossimo 14 Dicembre, saranno raccolte in una miscellanea interamente dedicata a Mons. Del Corona, intitolata il “Coronino” tanto caro a Pio IX. Mariangela Moscato


II

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LA SETTIMANA DI LIVORNO

8 dicembre 2013

La parola alla... CARITAS

La pesca di beneficienza organizzata da «Il Faggio Vallombrosano»

Il rapporto Caritas 2013

Riciclo-riuso

Presentato a Firenze il dossier relativo agli interventi dei Centri ascolto Caritas toscani nell’arco del 2012 grazie al progetto Mirod (Messa in rete degli osservatori diocesani). Abbiamo chiesto un commento a Enrico Sassano, direttore dell’Ufficio diocesano per la carità

iciclo – « Negli ultimi riuso!” mesi molte – E’ così che ci invita l’Asfamiglie di sociazione sostenitori Faggio Valhanno interrotto lombrosano Onlus al merl’invio del catino-pesca contributo per di beneficenza previsto la gravi problemi mattina di economici e per Domenica questo 15 dicembre, presso il Sanl’Associazione tuario di sta cercando Montenero. persone L’iniziativa sarà occasiodesiderose di ne per contriimpegnarsi e di buire anche con poco al dare la percorso edupossibilità a quei cativo e scobambini che lastico dei bambini del altrimenti progetto in dovrebbero Angola, Honduras, india e interrompere la Brasile. Negli scuola» ultimi mesi molte famiglie di sostenitori hanno interrotto l’invio del contributo per gravi problemi economici e per questo l’Associazione sta cercando persone desiderose di impegnarsi e di dare la possibilità a quei bambini che altrimenti dovrebbero interrompere la scuola. Il Progetto di sostegno a distanza esiste dal 1995, grazie alla passione educativa di Don Rodolfo Cherubini, monaco Vallombrosano impegnato per più di trent’anni in Brasile, dove oggi riposa. Come da lui desiderato, l’opera mira al sostegno e alla formazione scolastica di tanti bambini in difficoltà che altrimenti non avrebbero l’opportunità di sognare un futuro migliore. Nel mese di Novembre l’Associazione Faggio Vallombrosano ha incontrato alcune classi degli istituti superiori per condividere e sensibilizzare i ragazzi sul tema del sostegno a distanza. Sono in programma altre iniziative interessanti tra le quali, incontri con le comunità parrocchiali locali e viaggi-visite presso le comunità di provenienza dei bambini sostenuti a distanza. Il 26 Dicembre, inoltre, è previsto il consueto concerto di Natale “Una nota per un bambino”, giunto ormai alla 15esima edizione, con il Coro SpringTime diretto dal maestro Cristiano Grasso. Chi fosse interessato a conoscere meglio le attività dell’Associazione Faggio Vallombrosano Onlus può consultare queste pagine web: Sito web: www.adozioniadistanza.it/ Pagina Facebook: www.facebook.com/sostegnoadistanza

«R

I nostri recapiti sono: Faggio Vallombrosano Onlus, c/o Santuario di Montenero, Piazza di Montenero, 9 - 57128 – Livorno tel. 0586579913

dati riguardanti le povertà sono in costante aumento, disagi che, nel corso degli anni, oltre a veder salire il numero degli Italiani scesi sotto la soglia di povertà, ci offrono vari spunti di riflessione, a cominciare dalla presenza, sempre più numerosa, di giovani senza lavoro e famiglie in situazioni di difficoltà estreme, con un costante aumento della media delle visite per ogni persona: dal 2008, con il 3,2, siamo passati nel 2012 al 4,33. «Il progetto delle Caritas diocesane della Toscana spiega Sassano - ha compiuto il suo cammino decennale. I dati si sono consolidati e offrono quindi la possibilità di seguire e valutare i cambiamenti delle povertà e delle risorse. Dati che richiedono non solo una lettura attenta nei suoi aspetti tecnici e formali, ma anche di esser letti con il cuore di chi li ha vissuti nell’incontro quotidiano, ovvero gli operatori che si confrontano con i bisogni, percepiscono le povertà, scoprono le risorse, affrontano gli ostacoli e afferrano le opportunità che si generano dall’incontro delle povertà, rispondendo in modo adeguato». Nel dossier sono state incluse anche altre realtà che si muovono parallelamente e in accordo con le Caritas, per sottolineare l’esistenza di una rete con Istituzioni e mondo del Terzo Settore, indispensabile per risposte coerenti e progetti concreti. «Complessivamente, nel 2012, in Toscana sono state ascoltate 27.095 persone con un incremento di circa 1.800 unità. La nostra diocesi è in linea con tale statistica: rispetto al dato 2011 (1892 persone ascoltate), nel 2012 siamo passati a 2.236, quindi 350 persone ascoltate in più. Un indice che conferma l’aumento consistente delle

I

...sono dati che richiedono non solo una lettura attenta nei suoi aspetti tecnici e formali, ma anche di esser letti con il cuore di chi li ha vissuti nell’incontro quotidiano... persone in stato di bisogno. Andando ad analizzare la provenienza degli utenti, vediamo che gli stranieri sono il 68,9%, ma le presenze italiane stanno aumentando, essendo passati dal 27,5 del 2011 al 31,1 del 2012. Mentre gli stranieri si mantengono costanti, dunque, aumentano i passaggi dai Centri di Ascolto degli italiani. I primi, evidentemente, vengono per tentare di risolvere problemi immediati come ricerca del lavoro, pratiche burocratiche, vestiario, biglietti di trasporto, ecc. e non sono indotti a tornare. Evidente l’effetto della crisi che ha fatto cadere in povertà persone e famiglie che

stavano ai limiti di questa soglia. Probabilmente tali effetti si sono fatti sentire in particolare sulle donne i cui passaggi ai Centri di Ascolto sono passati dal 53,8% al 56,3%». Purtroppo le difficoltà attuali sono aggravate dal rischio di tagli ai fondi europei per il sociale per il 2014, soprattutto quelli destinati al Banco Alimentare. Ci auguriamo fortemente che i vertici dell’Unione Europea ritornino sulle proprie decisioni, salvaguardando così una serie di servizi territoriali di assistenza alla persona che, senza le Caritas, non esisterebbero. Fabio Figara


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

8 dicembre 2013

III

LEGGI RAZZIALI E COSTITUZIONE ITALIANA

CONOSCIAMO Marco Bertini

L’incontro in Provincia ella Sala consiliare della Provincia l’ANPN PIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Antifascisti) e la Comunità Ebraica

Il direttore generale della Fondazione Goldoni, si racconta: dall’infanzia da scout, passando per la politica fino ad arrivare alla «famiglia» del teatro di Livorno DI

GIULIA SARTI

cinema e il teatro facevano parte delle sue passioni da sempre. Dal 2011 Marco Bertini è il Direttore generale della Fondazione Goldoni, e la sua giornata inizia molto presto con un’abbondante colazione e finisce molto tardi riempita dalle prove degli spettacoli, di cui è alle volte spettatore, dal lavoro di gestione del teatro in ufficio e dalla ricerca di soluzioni per tutti i problemi che si presentano. «Il Goldoni è come una nave da crociera, con tante persone diverse a bordo e una nuova difficoltà che spesso si presenta all’orizzonte». A guidare la nave con lui uno staff di una ventina di persone «di qualità», dice, che creano tra loro un’aria serena, perchè per

ome prima di ogni intervista, mi sono documentata, ho cercato la sua biografia su Internet, segnato esperienze professionali e incarichi passati e mi sono preparata le domande, senza scendere troppo sul personale, avevo pensato. E poi, sul momento, il colloquio con Marco Bertini, Direttore generale della Fondazione Goldoni, prende tutta un’altra piega. Non ricordo neanche come siamo finiti a parlarne, ma scopro subito che nel suo passato c���è una divisa che ha segnato la sua vita: quella azzurra e blu degli scout del Livorno 7. Un ricordo che ancora si porta dietro, non solo per le scalate, per gli «Il Teatro Goldoni, gioca un ruolo importante zaini sulla schiena, nell’economia livornese, al contrario di quello che ma per quello che ha lasciato nel suo molti pensano». Per ogni stagione vengono registrati tra modo di agire i 500 e i 700 contratti per le maestranze, quasi sempre ancora oggi. Dopo gli studi in scelte nella città. «A questi vanno aggiunti gli introiti dei Fisica, Marco ristoranti, degli alberghi, per artisti e spettatori che Bertini inizia la sua arrivano da fuori città, i negozi da cui ci serviamo per i carriera come Esperto qualificato bisogni “quotidiani” e la pubblicità» in radioprotezione. Poi la politica. «Il mio ingresso nella vita politica di Livorno fu la conseguenza di quello che si chiedeva a uno scout: mettersi al servizio degli altri. Nel 1990, contro il parere del mio padre spirituale, il gesuita Giandomenico Maddalena, mi candidai convinto che fosse quello uno strumento per dare risposta ai bisogni della gente, ai loro far andare avanti i motori, è infatti, come già era successo disagi di qualunque tipo importante anche curare i nel 2008, nel 2009 e 2012, fossero». rapporti personali e essere sono diminuiti in corso Fu eletto in Giunta Comunale consapevoli che serve il gioco d’opera, con ricadute col PSI e poco dopo nominato di squadra. sull’anno della stagione Assessore alla cultura. Quello stesso staff che si successiva trasformate in Da lì sono passati gli anni vociferava la scorsa estate, perdite. «Il bilancio della fino al 2004 quando il Teatro avrebbe potuto perdere il Fondazione è sempre stato in Goldoni torna alla sua città e lavoro. Oppure no? pari, tranne in quei tre anni, riapre. «A noi è successo come a che hanno fatto accumulare «A quel punto lasciai il mio quella famiglia che conta 680 mila Euro dovuti ai tagli». lavoro che aveva continuato sullo stipendio a fine mese, e Ma nessuno aveva mi parlato ad affiancare la politica e mi a cui verso il 27, viene di "chiusura".Il Comune poi dedicai completamente al comunicato che non saranno ha deciso di mantenere teatro». Anche se i suoi studi più 2000 gli Euro ma 1500. I l’impegno di un milione e erano decisamente di conti non possono tornare!» mezzo di Euro anziché un tutt’altro tipo, la narrativa, il I contributi del comune milione e trecento mila del

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2013. In più si è addossato un mutuo per restituire liquidità alla Fondazione e ha ceduto l’immobile adiacente al Teatro, che ospita gli uffici, e la Fondazione stessa. «Il Teatro Goldoni, gioca un ruolo importante nell’economia livornese, al contrario di quello che molti pensano». Per ogni stagione vengono registrati tra i 500 e i 700 contratti per le maestranze, quasi sempre scelte nella città. «A questi vanno aggiunti gli introiti dei ristoranti, degli alberghi, per artisti e spettatori che arrivano da fuori città, i negozi da cui ci serviamo per i bisogni “quotidiani” e la pubblicità». Lui lo chiama “Volano economico della città”, anche se non è facile mantenere un teatro come il nostro, che essendo storico ha dei costi di gestione molto alti. «Ogni volta che si apre il sipario, il costo si aggira intorno ai 6000 Euro tra luci, riscaldamento e annessi». Mi viene un dubbio e chiedo...ma in tutto questo caos di bilanci, buchi da coprire, artisti da gestire…cosa le è rimasto di quel fazzolettone scout? «Credo ancora in certe cose, i valori non cambiano, i miei modelli neppure. Madre Teresa, Giovanni XXIII, Papa Francesco, persone che hanno fatto tanto senza annunciarlo. Il segno scout è troppo forte, non si è mai cosa vorremmo nella vita, ma scout lo si è per la vita!»

hanno ricordato le Leggi Razziali del 1938 affrontando il tema: “Negazione-Affermazione dei diritti: Le Leggi Razziali e la Costituzione Italiana”. Il segretario dell’Anppia, Spartaco Geppetti, ha aperto i lavori evidenziando che l’iniziativa si proponeva il compito di ricordare i fatti di quel periodo oscuro della dittatura e lo spirito della democrazia rinata dalla Resistenza e resa concreta dalla Carta Costituzionale. Il vice presidente dell’Amministrazione Provinciale, Corsinovi, nel portare il saluto dell’ente, ha detto che l’incontro era l’occasione per riflettere insieme su quella pagina vergognosa della storia italiana, bisogna perciò mantenere viva la memoria di quegli eventi perché i rigurgiti di quei momenti si fanno sentire ancora oggi. Ed è per questo che la Provincia di Livorno programma già da alcuni anni le visite guidate per gli studenti ai campi di sterminio. Il presidente della Camera di Commercio, Nardi, ha mostrato al pubblico un volume della biblioteca camerale che raccoglieva la pubblicazione della rivista “La difesa della razza” dove comparivano degli articoli veramente agghiaccianti. Il vice presidente della Comunità Ebraica, Guido Servi, ha aggiunto che per combattere le aberrazioni bisogna far sempre riferimento ai valori propri della persona umana e ha ceduto la parola a Garibaldo Benifei, presidente onorario dell’Anppia e figura storica della Resistenza livornese. I giovani -ha detto- dovrebbero conoscere meglio la storia italiana e quella di Livorno che reagì con forza al sorgere del fascismo, e ha ricordato che nel 1933 al funerale di un giovane antifascista i presenti furono ben cinquemila, un numero che dimostra che, malgrado tutto, i livornesi rifiutarono il fascismo. Sono seguite le commosse testimonianze di Ari Paggi e della professoressa Emma Belforte che ha spiegato di come si sia sentita defraudata, lei giovane liceale, di non poter più andare a scuola a causa delle Leggi Razziali. Ha preso poi la parola il professor Zeffiro Ciuffoletti, ordinario di Storia Contemporanea all’Università di Firenze che ha relazionato sul tema: Le Leggi Razziali nell’Italia del fascismo. E’ giusto -ha detto- conservare la memoria, ma dalla memoria bisogna passare alla storia come coscienza diffusa e condivisa. Le Leggi Razziali -ha precisato- non è una sola Legge (1938) ma sono otto provvedimenti, con relative ordinanze e circolari, che proseguono fino alla Repubblica Sociale. Il relatore si è soffermato su quelli che furono gli ispiratori di quelle Leggi per poi dire che gli ebrei passarono dall’esseLa Costituzione re discriminati venne approvata ad essere perseguitati, e così si quasi venne a creare all’unanimità e anche un impocon gli articoli 2 e verimento della cultura italiana 3 vengono con l’emorragia riconosciuti dei cervelli, si pensi ad esemfinalmente i alla figura di diritti dell’uomo pio, Enrico Fermi. Ha senza distinzione messo poi in rilievo il ruolo nedi razza gativo degli intellettuali di quel tempo che non vedevano l’ora di occupare le cattedre universitarie che gli ebrei erano stati costretti a lasciare. L’ultimo intervento è stato quello del professor Ugo De Siervo, già professore di Diritto Costituzionale ed ex presidente della Corte Costituzionale, che ha svolto l’argomento: Eguaglianza e diritti nella nostra Costituzione. De Siervo è partito dallo Statuto Albertino per dire che, in quell’epoca, solo il 2% delle persone poteva votare e quindi l’uguaglianza dei diritti era una chimera. De Siervo ha poi messo in risalto la figura di Giorgio La Pira che si prodigò a favore degli ebrei, del liberalismo e della democrazia. Come costituente si batté per asserire l’idea che le Istituzioni pubbliche devono partire dalle esigenze della persona umana e della società. La Costituzione venne approvata quasi all’unanimità, a dimostrazione della saggezza da parte di tutti, e con gli articoli 2 e 3 vengono riconosciuti finalmente i diritti dell’uomo “senza distinzione di razza”, e si specifica -come diceva La Pira- che lo Stato è uno strumento della persona e non viceversa, e che esistono i doveri inderogabili della solidarietà. Il principio di uguaglianza di tutti i cittadini -ha concluso- oggi deve tener conto degli immigrati che rappresentano un problema vistoso che deve essere risolto. Gianni Giovangiacomo


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

8 dicembre 2013

Agenda del VESCOVO

VENERDÌ 6 DICEMBRE Nella mattina, udienze laici in vescovado SABATO 7 DICEMBRE 9.30 il Vescovo è presente al giuramento in Accademia Navale 21.15 S. Messa per l’inizio dell’adorazione della Festa dell’Immacolata al Santuario di Montenero DOMENICA 8 DICEMBRE 10.30 S. Messa all’Istituto delle Suore dell’Immacolata 16.00 rito di ammissione al catecumenato per gli adulti, in vescovado 18.00 S. Messa e cresime alla chiesa di S. Jacopo LUNEDÌ 9 DICEMBRE 10.00 consulta regionale dei beni culturali ed edilizia di culto in vescovado Nel pomeriggio a Roma per la commissione beni culturali della CEI MARTEDÌ 10 DICEMBRE A Roma per la commissione beni culturali della CEI 20.00 incontro conviviale con il Propeller MERCOLEDÌ 11 DICEMBRE 10.00 S. Messa di Natale per la Polizia alla chiesa della Madonna Nella mattina, udienze clero in vescovado 19.30 in vescovado, vespri con i Cavalieri del Santo Spolcro GIOVEDÌ 12 DICEMBRE 9.30 ritiro del clero a Villa Tirrena 18.00 S. Messa di Natale del giornalista in vescovado 20.30 incontro conviviale con il Serra Club VENERDÌ 13 DICEMBRE Nella mattina, udienze laici in vescovado 18.00 presentazione del libro "Corri tempo s’ avvicina la festa " alla parrocchia di S. Rosa SABATO 14 DICEMBRE 11.00 S. Messa per l’Associazione combattenti alla chiesa di San Ferdinando 13.00 incontro conviviale con il consiglio IDSC 16.30 incontro su Pio Alberto Del Corona e presentazione del fumetto, in vescovado DOMENICA 15 DICEMBRE 11.00 in occasione della visita pastorale al VI vicariato, S. Messa alla chiesa di Ss. Cosma e Damiano a Nugola 15.30 incontro con le religiose all’Istituto Maria Ausiliatrice

Libri da LEGGERE

di Mo.C.

Pace E.- La comunicazione invisibile. Le Religioni in internet.- Ed. Paoline, pp. 196, euro 19,90 Nell’era delle comunicazioni assistite da computer, il brulicare di siti religiosi dà vita ad un laboratorio interplanetario dove i soggetti più diversi e lontani interagiscono tra loro, parlando di Dio, fede, riti, credenze, esperienze mistiche. Ne emerge una mappa di bisogni,,aspettative, timori e speranze che le grandi istituzioni religiose non sembrano in grado di intercettare. L’autore Enzo Pace, docente di Sociologia delle Religioni e Teorie della complessità all’Università di Padova, dopo aver ricostruito l’evoluzione dei nuovi media in rapporto all’universo religioso e aver situato nel tempo l’ingresso delle Religioni nei processi di comunicazione via computer, propone una riflessione su tre livelli: la differenziazione fra religion online e online religion; uno sguardo alla variegata tipologia degli stili comunicativi; un’analisi comparata fra siti. Ne emerge una esplorazione avvincente di nuovi micro-sistemi religiosi che, acquisendo vita propria, creano nuovi credenti e praticanti, riunendoli intorno ad altari digitali, monasteri virtuali e comunità invisibili

Diocesi informa Avvento alla parrocchia di Santa Rosa festeggiamenti per il 50° anniversario della Parrocchia di S. Rosa, iniziati Ianno dopo la festa del 26 e 27 ottobre, andranno avanti per tutto il prossimo con vari eventi e ospiti illustri fino alla prossima festa dell’ottobre 2014. Il 13 DICEMBRE ALLE ORE 18,00 presso il salone parrocchiale Giovanni Paolo II interverrà Mons. Simone Giusti per presentare il suo ultimo libro: "Corri tempo, s’avvicina la festa! Le ragioni della speranza cristiana". Il tema trattato riguarda ciascun uomo: come ci poniamo di fronte al dilemma della morte, evento drammatico, terribile, che ciascun uomo prima o poi dovrà affrontare. L’unica forza che può sconfiggere la morte è la forza dell’amore, Dio stesso che interviene per la salvezza dell’umanità. Al nostro Vescovo sarà donato il calendario parrocchiale del 2014, la cui distribuzione in parrocchia è iniziata in coincidenza con la prima domenica di Avvento. Si tratta di un calendario concepito e realizzato dai parrocchiani e che mostra la vita della comunità di S. Rosa: i giovani, gli scout,gli anziani, alcuni eventi significativi della vita parrocchiale e un ricordo dell’indimenticabile Aron, il fedele Husky amico di tutti, grandi e piccoli. Con l’Avvento, "momento forte" dell’anno liturgico, riprende ALLE ORE 21,00 L’ADORAZIONE EUCARISTICA DEL GIOVEDÌ SERA, animata

come sempre dai giovani e dagli adolescenti. Si tratta di un vero e proprio incontro con Gesù. Grande è la partecipazione, oltre che del popolo della parrocchia, anche di fedeli che giungono persino da fuori diocesi. In preparazione del Santo Natale i bambini e i ragazzi del catechismo animeranno LA NOVENA DAL 16 AL 23 DICEMBRE. Alla Santa Messa delle ore 18,00 ci sarà un momento particolare in cui i ragazzi presenteranno alcuni personaggi del presepe, sia tradizionali, sia ideati dalla fantasia dei gruppi catechistici. Ci saranno due nuovi personaggi, Marisa e Luigino. Marisa è una donna incinta che si trova in gravi difficoltà economiche e si rivolge a Gesù Bambino per trovare un aiuto per affrontare l’emergenza in cui si trova e che la spinge purtroppo a pensare di sopprimere la vita che porta in grembo. Marisa troverà nel Signore e nella generosità del prossimo la forza per proseguire questa gravidanza e per garantire un futuro al suo bambino. Luigino invece è un ragazzo come tanti, con la testa tra le nuvole, sempre sdraiato sul letto o sul divano a sonnecchiare e a vagare con fantasia in un mondo tutto suo. Un giorno gli capita di sognare il Natale e contempla la nascita di Gesù. Questo lo stimola a svegliarsi dal suo torpore e gli dona nuove energie per affrontare la sua adolescenza. La magia del Natale per lui e per tanti giovani diviene un’occasione di sognare in maniera positiva e costruttiva.

Esercizi della Carità DAL 27 DICEMBRE 2013 AL 1 GENNAIO 2014 "Io faccio nuove tutte le cose" Gli esercizi della carità nascono dalla voglia di osservare il mondo con gli occhi aperti sul vangelo della carità, attraverso il servizio in diverse realtà, la preghiera e il confronto,ma anche il divertimento e il gusto dello stare insieme, alla scoperta del "prossimo". Programma MARTEDÌ 27 DICEMBRE Arrivi entro le ore 17.30, a seguire, presentazione, sistemazione e cena 21.30 veglia di inizio Giornata tipo: 7.30 lodi, colazione e partenza per i diversi servizi 14.00 pranzo 15.00-16.30 Tempo libero 16.30 tempo di riflessione e di formazione 18.30 Eucarestia 20.00 cena e serata in fraternità DOMENICA 29 DICEMBRE Incontriamo la comunità di Bose alla Pieve di Cellole MARTEDÌ 31 DICEMBRE Capodanno in Caritas, animato da noi! MERCOLEDÌ 1 GENNAIO A Roma da Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace Dove? Casa San Giuseppe Via Mario Puccini, 68 Quercianella (LI) Prezzo 50,00 euro Porta con te Bibbia, sacco a pelo o lenzuola, asciugamani, strumenti musicali Per informazioni e adesioni entro il 22/12: Sr Raffaelle FdC raffafdc@gmail.com P.Francesco CM fragus@gmail.com

BREVI DALLA DIOCESI

Concerto di Natale DOMENICA 8 DICEMBRE ALLE 18.00 Alla parrocchia di S. Giovanni Bosco a Coteto, concerto di Natale con il maestro Claudia Termini

Incontro diaconi SABATO 14 DICEMBRE ALLE 15.00 Alla chiesa di S. Giovanni presso la Comunità di Sant’Egidio, ritiro di avvento. La meditazione sarà offerta da monsignor Simone Giusti

Cooperatori Paolini SABATO 21 DICEMBRE ALLE 16.00 Presso le Suore paoline di Via Corcos 63, S. Messa e a seguire incontro con don Antonio Tarzia, direttore della rivista "Jesus" di Milano


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L’assemblea dei santi il bisognoso estremo, che pure si trova nella massima indigenza, non si adatta facilmente ad essere indirizzato verso modalità di vita nuove. Il formatore è percepito come uno che viene ad imporre dall’esterno la sua convinzione. Tutto cambia se insieme ci si mette in ascolto del progetto di Dio. Di fronte a lui non esistono formatori e formati, non esiste chi aiuta e chi è aiutato, non esiste il sapiente e l’ignorante: tutti sono chiamati ad essere in cammino verso la realizzazione piena della sua verità. Maria, umile serva del Signore, è straordinariamente efficace ed educativa proprio per questo: non ci appare con verità da insegnare, con schemi da apprendere, ma indica il progetto comune, il progetto di Dio che ci riguarda tutti, restando serva e discepola.

SPUNTI BIBLICI Una sosta meditativa La seconda domenica dopo Natale si configura come una sosta meditativa, nel contesto di grandi celebrazioni, che inevitabilmente assumono maggior rilievo (Natale, Madre di Dio, Epifania). La figura biblica su cui mediteremo è quella dei “figli amati”, che appare in filigrana in tutte le letture. Il mistero del Natale si riverbera sulla comunità dei credenti, costituendoli come “assemblea dei santi”: coloro che brillano della santità di Dio. L’assemblea dei santi è una potente figura biblica, che in tempi oscuri ha illuminato la speranza e orientato a perseverare nella fede. Il termine, preso dalla prima lettura, esprime una realtà che pervade tutta la liturgia della Parola, e tende a coinvolgere gli ascoltatori, perché si riconoscano essi stessi come parte di essa. La sapienza nell’assemblea dei santi La prima lettura sgorga dalla più matura riflessione teologica di Israele. La sapienza personificata dice da un lato l’insondabilità del mistero di Dio, assolutamente trascendente, non mescolato con il mondo, non manipolabile dalle parole o dai pensieri umani; ma dall’altro lato il Dio assoluto ed eterno è sorprendentemente coinvolto, legato alla storia di Israele, costantemente presente nel mondo attraverso il segno di un popolo che gli appartiene, attraverso il suo spirito che opera nel creato. Approfondire la ricerca sul mistero di Dio conduce anche alla scoperta dell’identità del suo popolo: il popolo in cui Dio abita, in cui prende dimora la sua sapienza, è un popolo di “eletti” e di “santi”. Istintivamente si recepiscono queste nozioni in senso negativo: parlare di eletti evoca un’ingiusta preferenza e una pregiudiziale esclusione di alcuni; parlare di “santi” evoca un modello di perfezione inaccessibile. Il senso del testo del Siracide sembra essere l’opposto: parlare di elezione e parlare di santità permette di salvare l’identità di Israele, al di là dei suoi limiti e delle sue infedeltà. Anche se è un popolo peccatore, Israele è stato scelto ed è Dio stesso che lo santifica, lo fa corrispondere alla propria identità, lo chiama a partecipare della propria santità. L’assemblea dei santi è una figura dinamica, un termine che genera una tensione e accende la speranza, anche al di là delle sue parziali realizzazioni; e a partire dalla resurrezione di Cristo, può essere esteso da Israele a tutti i popoli. Ha dato il potere di diventare figli di Dio Il prologo di Giovanni annuncia la novità sconvolgente del Vangelo: essere parte dell’assemblea dei santi significa essere “Figli di Dio”, coloro che “non da

sangue... ma da Dio sono stati generati”. Nel Cristo risorto tutti hanno la possibilità di essere rigenerati come figli di Dio. Ciò che era promesso dalla Sapienza, si realizza nel Cristo, parola vivente, Verbo fatto carne, che accoglie personalmente coloro che sono chiamati a diventare figli di Dio. “Con ogni benedizione spirituale” L’apertura della lettera agli Efesini ci consente di misurare in tutta la sua ampiezza il progetto di Dio. Pur rivolgendosi a destinatari determinati, Paolo allarga la visione a tutte le chiese che nel frattempo si sono formate, e anche al futuro, al “tesoro di gloria” che racchiude “la sua eredità fra i santi”. Anche in questo brano la santità non va intesa principalmente come perfezione morale, da raggiungere con uno sforzo volontaristico: è prima di tutto un dono di Dio, che ci raggiunge nella benedizione spirituale” conferita da Cristo stesso. Il messaggio di Paolo è chiaro: lo Spirito, dono del Risorto, ci rende “santi”; solo lui può “illuminare gli occhi del cuore”, perché si risvegli in noi il dono di grazia.

PER GLI EDUCATORI: l’ascolto profondo, di Dio e dei fratelli Non solo sondaggio e marketing L’ascolto è una delle doti fondamentali dell’educatore. Solitamente ciò viene inteso in senso prevalentemente tecnico e professionale: conoscere le persone a cui si è destinati, ascoltare i ragazzi, gli adulti, i bambini, le varie categorie di destinatari a cui si è inviati. Tuttavia, proprio partendo dall’ascolto del destinatario, ci si rende conto che non può essere ricondotto tutto ad una sorta di - pur benefico marketing. L’esperienza concreta dell’ascolto delle persone e delle situazioni conduce ad andare più in profondità, in ascolto del progetto di Dio. A questo livello si colloca prevalentemente Maria, risultando, peraltro, sorprendentemente efficace. Lei che non si pone direttamente come educatrice, risulta straordinariamente educativa, mettendosi al servizio pieno del progetto di Dio. Il rifiuto di essere bisognosi Molto spesso, anche se si usano le massime attenzioni e la più grande disponibilità, l’azione formativa viene rifiutata. Anche

Il successo di un’indicazione Alle nozze di Cana, Ella indica semplicemente il modo di rivolgersi a Gesù. Sarà lui ad agire. Ai piedi della croce, la Vergine insegna semplicemente con il suo stare accanto a chi soffre. Nella prima comunità, secondo la narrazione degli Atti degli Apostoli, la vediamo semplicemente stare in preghiera con la comunità dei discepoli. Dicevamo prima: massimamente educativa, senza assumere il ruolo di educatrice: perché costantemente abitata dall’ascolto e dal servizio alla parola. Ciò che è esigito è la fecondità, non un semplice risultato pratico. Cristo deve nascere in noi, come è nato in Maria. L’educatore è colui che per primo vive la forza della parola che si manifesta. Anche la preghiera dialogante è importante: Maria si interroga sulle parole dell’Angelo, e ci viene presentato un vero e proprio processo di discernimento, che si conclude con l’accoglienza del suo progetto. Ogni educatore credente è dunque chiamato a vivere il suo servizio restando costantemente in atteggiamento di ascolto, come Maria, senza pretendere di esaurire la propria identità in una serie di azioni o in un ambito professionale, ma mettendosi integralmente a disposizione del progetto di Dio, nella sua interezza. Dal sussidio CEI per l’Avvento 2013

SpecialeAVVENTO

AVVENTO 2013: DOMENICA 8 DICEMBRE.........


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

8 dicembre 2013

Mons. Celso Morga Iruzubieta al Serra Club di Livorno

L’iniziativa alla parrocchia dei Ss. Pietro e Paolo

La fede per «toccare» Cristo l 21 novembre scorso il Serra Club di Iofficiata Livorno ha partecipato alla S. Messa da Mons. Celso Morga Iruzubieta, segretario della Congregazione per il Clero della Santa Sede, nella Chiesa di S. Andrea (adiacente al Vescovado), e concelebrata da Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno, e da Mons. Paolo Razzauti, Rettore del Seminario. Tra i molti sacerdoti, diaconi e seminaristi era presente il Cappellano del Serra Club Livorno Don Gino Gabriele Bezzi (nominato questo anno cappellano dal Vescovo Giusti). Poiché quel giorno -presentazione della Beata Vergine Maria- è la ricorrenza della Virgo Fidelis, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, erano presenti –oltre alle Autorità cittadine livornesi (S.E. Tiziana Costantino, Prefetto; Dr. Giorgio Kutufà, Presidente della Provincia; Amm. Cavo Dragone, Comandante della Accademia Navale; Gen. Lorenzo D’Addario, Comandante della Brigata Folgore; Col. Fabio Mendella, Comandante della Guardia di Finanza; Cons. Francesco De Leo, Procuratore Capo)- il Col. Massimiliano Della Gala, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Livorno, unitamente a moltissimi Comandanti di Stazione e Carabinieri. Mons. Iruzubieta ha impostato l’omelia ricordando che la “Lumen Fidei” si conclude con la preghiera a Maria e chiede alla Madonna “Aiutaci a lasciarci toccare il Suo amore, perché possiamo toccarlo con la fede”. Da qui l’Arcivescovo ha ricordato che la fede, come si legge nella enciclica, ha tre tappe: la fede come ascolto (“fides ex audito” – S. Paolo); la fede come visione (“chi crede in me, crede in Colui che mi ha inviato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato” – Gv, 12, 44-45), la fede come toccare (“quello che noi abbiamo udito … quello che abbiamo veduto … e che le nostre mani hanno toccato del Verbo della Vita” – 1 Gv 1,1). È attraverso Maria -che ha reso possibile la realizzazione della Incarnazione, e quindi la condivisione in Cristo della nostra umanità- che possiamo giungere alla pienezza della conoscenza propria dell’amore. Mons. Iruzubieta ha poi ricordato come nel motto dei Carabinieri (“Nei secoli fedele”) si riconosce la fedeltà a Maria, e per questo la Patrona dell’Arma è appunto la “Virgo Fidelis”. Dopo la S. Messa una rappresentanza del Serra livornese, guidata Presidente Dr. Paolo Lugetti, ha consegnato a Mons. Iruzubieta una copia della icona della Patrona della Toscana, Santa Maria delle Grazie di Montenero, realizzata su ceramica, in ricordo dell’evento. Alessandro Bassi Luciani

DI FABIO

FIGARA

on Mario, insieme alle suore del Verbo Incarnato di Betlemme, si occupa di gestire la casa di accoglienza Hogar Nino Dios (Casa di Gesù Bambino) di Betlemme, posta ad appena 50 metri dalla Basilica della Natività, e creata grazie all’importante apporto dell’Unitalsi e del Governo italiano. La struttura conta attualmente 22 bambini, tutti con disabilità o con ritardi mentali, nati in famiglie appartenenti a contesti sociali e religiosi in cui le malformazioni congenite sono ancora viste come una "punizione divina". «Nascere oggi a Betlemme non è una grande fortuna - spiega "Abuna" Mario, come viene chiamato affettuosamente dai suoi collaboratori, mostrando alcune diapositive - e nascere con dei problemi è ancora peggio. Noi cerchiamo, dal 2005, di offrire una vita dignitosa a questi bambini, cercando e spesso riuscendo a trovar loro una famiglia. E abbiamo bambini appartenenti a qualsiasi religione. Purtroppo, a causa della presenza del muro, si vedrà

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crescere il numero dei neonati affetti da patologie genetiche, a cui vanno aggiunti forti problemi per il rifornimento idrico». Il «muro» è una barriera di centinaia di km voluta dal governo israeliano per separare la Cisgiordania da Israele, cercando di arginare così il rischio di attentati suicida contro la popolazione. La costruzione (ancora in corso) ha portato alla confisca di molte terre appartenenti ai Palestinesi, isolando un’intera comunità. La perdita di aree coltivabili, oltre alle problematiche relative all’approvvigionamento e alla coltura dell’olivo, importante risorsa economica della zona, ha portato a un tasso di disoccupazione dell’80%; la costruzione del muro ha comportato problemi nelle comunicazioni e nei rapporti con le altre popolazioni (con aumento di incroci tra le famiglie, e la nascita di bambini con malformazioni), con limitazioni per l’accesso alle strutture sanitarie; la perdita di terre ha portato anche serie difficoltà nell’approvvigionamento idrico, vero motivo di rischio per rappresaglie e rivolte. «Siamo al centro di una guerra

stupida tra due popoli. Noi Cristiani, che siamo in minoranza, possiamo essere un ponte tra queste due culture. In questa situazione noi abbiamo due sfide importanti: non possiamo perdere la nostra umanità, pur in un clima di tali difficoltà, e divulgare la verità su ciò che sta accadendo in queste terre, verità spesso nascosta dai mass media internazionali. Per il problema dell’acqua, ad esempio, nessuno dice o scrive che non arriva nella nostra zona perché dall’altra parte del muro viene chiusa la tubazione. Quindi, è chiaro che la vera forma di giustizia, oltre a quella Divina, è la conoscenza dei fatti reali». Insieme ai sacerdoti e alle suore con cui condivide il lavoro nella casa, don Mario organizza ogni settimana un momento di preghiera sotto gli Ulivi con la cerimonia eucaristica (in un terreno che il governo israeliano vorrebbe espropriare) e, ogni venerdì, la recita del Santo Rosario di fronte al muro, come una sorta di «Intifada della preghiera, nonostante il freddo, la pioggia, il vento e i gas lacrimogeni», dice scherzosamente.

E «un muro che ruba sorgenti d’acqua e spacca le relazioni non potrà mai portare la pace. Purtroppo alcune avvisaglie ci fanno capire che la situazione è sul punto di esplodere, e abbiamo molta paura. Da questa battaglia non ci saranno vinti e vincitori: o viviamo tutti in armonia o moriamo insieme». Padre Gabriele Bezzi, parroco di SS. Pietro e Paolo, ha concluso l’incontro con l’accensione della candela per la pace sull’altare della Croce, di fronte alla raffigurazione dei Re Magi, e con una preghiera in comune per la Terra Santa. Per essere informati sulle attività di don Mario e degli altri operatori della casa, nonché delle associazioni collegate: Associazione Habibi: www.associazionehabibi.org Blog Don Mario, "Io vivo ALDILA’ del Muro": http://abunamario.wordpress.com/ Padre Bezzi, Gli Angeli di Betlemme: http://angelidibetlemme.blogspot.it/ Caritas Baby Hospital, www.aiuto-bambini-betlemme.it

Dal 7 dicembre la mostra itinerante sul beato Rolando Rivi

Io sono di Gesù, testimone della Verità quasi due mesi dalla beatificazione la nostra città ospiterà la mostra dedicata al Beato Rolando Rivi. Organizzata dalla Fondazione San Carlo Borromeo e dal Centro Culturale “Il Portico di Salomone” a partire dal 7 dicembre e fino al 15 sarà itinerante oltre che presso la stessa fondazione, in via Lopez 44 da lunedì al venerdì (9.00 – 12.00 al mattino e 16.00 - 19.00 al pomeriggio); sabato 7 e domenica 8 sarà possibile visitarla presso la parrocchia di Sant’Agostino (8.00 – 12.00 e 16.30 - 19.00) e sabato 14 e domenica 15 presso la parrocchia del Soccorso (8.00 – 12.00 e 16.30 - 19.00). La mostra racconta la vicenda umana di un ragazzino di 14 anni, Rolando Rivi, che con consapevolezza luminosa, vive un rapporto d’intensità affettiva entusiasmante con la presenza reale di Cristo. Questo amore gli costò la vita e quindi il martirio per la fede. Il Papa all’Angelus del 6 ottobre

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– giorno dopo la proclamazione – ha rivolto ai fedeli queste parole: il beato Rolando Rivi, un seminarista di quella terra, l’Emilia, ucciso nel 1945, quando aveva 14 anni, in odio alla sua fede, colpevole solo di indossare la veste talare in quel periodo di violenza scatenata contro il clero, che alzava la voce a condannare in nome di Dio gli eccidi dell’immediato dopoguerra. Ma la fede in Gesù vince lo spirito del mondo! Rendiamo grazie a Dio per questo giovane martire, eroico testimone del Vangelo. I giovani di 14 anni hanno adesso un esempio in lui, che sapeva cos’era importante, pieno di coraggio. «La sua vita si racchiude nell’espressione che lui usava spesso: "Io sono di Gesù". Quindi Rolando è la testimonianza della semplicità e della totalità dell’amore. È la testimonianza che l’amore è più forte della morte, come dice il Cantico dei Cantici: le acque non potranno spegnere

quell’amore. L’oceano per Israele era il simbolo del demoniaco: ecco, il demonio non può spegnere l’amore. Questo è ciò che le persone avvertono, e qui sta la ragione dell’attrattiva verso Rivi» – così si esprime Monsignor M. Camisasca vescovo di Reggio Emilia e Guastalla. Questo attaccamento alla talare – prosegue il presule - era la modalità con cui un ragazzo di 14 anni affermava la propria appartenenza a Cristo. Oggi può essere vista come una cosa anacronistica, ma in realtà era questa la sua modalità di gridare al mondo: io sono di Cristo, Cristo è il Signore della mia vita, nel senso che è Colui che colma la mia attesa di felicità e di pienezza. Ma altrettanto interessante è la vicenda del curatore della mostra: il giornalista e scrittore Emilio Bonicelli il quale rimasto letteralmente folgorato dalla storia di questo piccolo ragazzo profondamente innamorato di Gesù e trasformato da questo amore su cui aveva progettato la sua esistenza. Per tale amore è stato sequestrato, torturato e ucciso da uomini accecati dall’ideologia. Quando Emilio ha “incontrato” Rolando viveva una vicenda personale molto difficile. Era da poco tornato al lavoro dopo una lunga convalescenza seguita a un trapianto di midollo osseo per curare una leucemia. Allo stesso modo, un bambino

inglese era guarito dal questo cancro ma attraverso una Grazia. Sotto il suo cuscino, un amico aveva posto una ciocca di capelli di Rolando, intriso del sangue del martirio. Nel libro Il sangue e l’amore Bonicelli ricostruisce la vicenda di Rolando parallelamente a quella di questo bambino malato della stessa malattia dell’autore. La vicenda è legata ad un giovane di origine indiana, che studia a Roma e completa poi gli studi in Inghilterra dove viene accolto da una famiglia di amici protestanti. Il giovane, che a quel tempo guidava un gruppo di preghiera, rimase colpito da un articolo dell’Osservatore romano, che parlava proprio di Rolando, si mise in contatto con padre Colusso, parroco di San Valentino dove Rolando è sepolto e venerato. Il figlio più piccolo di quegli amici protestanti si era ammalato di leucemia e il giovane chiese al prete una reliquia per poter chiedere l’intercessione di Rolando. Padre Colusso gli spedì la ciocca di capelli. Al termine di una novena di preghiera, il bambino stava bene. Tutta questa straordinaria storia viene ora presentata nella mostra: Io sono di Gesù, Beato Rolando Rivi, Testimone della verità. Venti pannelli agili e facili da leggere, particolarmente adatta ai bambini del catechismo. A cura di Andrea Capaccioli


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

8 dicembre 2013

Il convegno del Centro italiano femminile

ALLA PARROCCHIA S. M. DEL SOCCORSO NEL PRIMO GIORNO DI AVVENTO

IL RITIRO DELL’AC AI TEMPI DI FACEBOOK uelli che troverete chiamateli!»: Questo è il tema dell’anno per l’Azione Cattolica Italiana e a partire da questo i giovani di «potremmo QAC e non, hanno passato una mattinata di riflessione in preparazione al Natale. Un ritiro, quello di quest’anno, che definire «al passo coi tempi». Si perché dopo un momento di preghiera incentrato sulla figura di Giovanni Battista, annunciatore della venuta del Signore, i giovani presenti hanno riflettuto sull’annuncio 2.0. Grazie ad un video-provocazione che mostra come sarebbe avvenuta tutta la storia della natività ai giorni nostri, grazie a Internet, ai giovani presenti è stato chiesto di «aggiornare il proprio stato Facebook» per invitare più gente alla stalla e alla visita del bambinello. Un’attività che ha aiutato a riflettere su come nonostante i tempi cambino, lo spirito debba rimanere lo stesso, su come le nuove tecnologie e i nuovi modi di essere "amici" non ci debbano distaccare dalle cose che contano veramente. La venuta del Signore è un avvenimento di gioia, e i nuovi modi di comunicare non hanno reso la natività una cosa "normale" bensì un’opportunità per portare il messaggio ancora a più persone. A monte di tutto ciò c’era una riflessione sulla figura di chi non ricevette l’annuncio, su chi ha ricevuto l’annuncio ma non se ne è curato, su chi ha perso l’occasione. Un comportamento molto umano, un comportamento che spesso nella nostra vita abbiamo ma di cui non sempre ce ne rendiamo conto. L’uso dei Social network può dunque essere visto come modo per ampliare la propria fede e poterla condividere con tutti, non come esibizionismo, ma perché insieme è più bello! La giornata di ritiro si è conclusa con la Messa alla chiesa di Santa Maria del Soccorso, sede del ritiro, e il pranzo in comune. Un bel «Mi piace» allora per questi giovani che hanno «condiviso» le loro sensazioni e la loro fede in questo primo giorno di Avvento. Michele Martella

La Messa e l’incontro congiunto dei due consigli di presidenza

Le Acli di Livorno e Pisa verso un’azione comune a Presidenza delle Acli livornesi si è riunita nel giorno della Presentazione della Vergine Maria nella Chiesa di sant’Andrea dove è stata celebrata una Messa. L’eucarestia è stata presieduta da don Edoardo Medori, accompagnatore spirituale delle Acli, che l’ha officiata insieme a don Antonio Cecconi assistente delle Acli pisane. E’ la prima volta -ha sottolineato don Edoardo- che le Acli livornesi si uniscono alle Acli pisane nella celebrazione di una Messa, poi nell’omelia don Medori ha detto che bisogna sempre discernere quello che conta da quello che è superfluo, bisogna dimostrare saggezza e buon senso e riconoscere che il vero bene non è l’economia e i suoi interessi ma la persona umana. Noi cristiani -ha aggiunto- non abbiamo una religione, ma un maestro di vita eterna che è Gesù e sull’esempio di Maria -ha concluso- il cui dolore diventa salvifico, dobbiamo ricercare i veri valori della vita. L’incontro degli aclisti nei locali della parrocchia ha visto la riunione congiunta delle Presidenze Acli di Livorno e Pisa, guidate rispettivamente da Antonio Melani e da Giacomo Martelli. Melani ha iniziato dicendo di aver ricevuto una nuova proposta di Statuto delle Aggregazioni Laicali che non mette nel dovuto risalto le prerogative dei laici scaturiti dalla “Christefidelis Laici” per cui alcuni enunciati hanno bisogno di una verifica e modifica. Melani ha poi condotto una rivisitazione delle tematiche riguardanti l’intero sistema associativo, mettendo in rilievo i sevizi che vengono proposti come imprese sociali (Acli Service, Patronato, Enaip), servizi ricchi di risorse umane e di pensiero che possono essere condivisi tra la realtà livornese con quella pisana. Di questa possibile condivisione è opportuno iniziare a parlarne per valutarne gli elementi di forza al fine di condurre una azione comune. Anche il presidente Martelli, riferendosi alle Acli Service ha auspicato un tavolo allargato dal quale si possa trarne un contributo concreto per comuni realizzazioni nel prossimo futuro. C’è la possibilità -ha aggiunto Melani- di mettersi insieme su degli elementi strutturali come possono essere quelli dell’unificazione degli acquisti e della programmazione di campagne di marketing, una seconda possibilità è quella di dare voce ad un comune organismo nel quale si possano dibattere le future strategie, mentre un terzo elemento consiste nel capire le problematiche che emergono dal territorio. Banchetti ha sottolineato le affinità con Pisa, è dunque auspicabile un comitato congiunto a cui conferire compiti precisi. Al termine le due Presidenze hanno dato mandato ai rispettivi Consigli di Amministrazione delle Acli Service di iniziare i colloqui, mentre una commissione mista inizierà una riflessione sul superamento dei livelli territoriali per un comune sviluppo associativo. Gianni Giovangiacomo

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IL CONVEGNO SULLA SCUOLA CATTOLICA IN DUOMO

Il diritto di scegliere la scuola per i propri figli on possiamo «silenzio! Nstare in Dobbiamo gridare a tutti che vogliamo la libertà di scegliere quale scuola far frequentare ai nostri figli. È la legge Berlinguer che stabilisce la parità degli istituti cattolici con quelli statali, di decine e decine di anni fa: quanto ancora dovremo aspettare perché il nostro territorio si renda conto di quale grande ricchezza siano gli istituti scolastici cattolici? Non è la scuola pubblica contro quella privata, non è uno scontro è una questione di libertà! Dove sono i contributi statali che spettano agli istituti paritari? Non è giusto che le famiglie che vogliono mandare i loro figli alla scuola cattolica debbano pagare le tasse due volte..» Sono dure le parole del vescovo Simone Giusti al convegno sulla scuola cattolica in programma in Cattedrale. La mattina era dedicata alle relazioni di alcuni insegnanti e professori ed esperti sul tema della scuola, mentre il pomeriggio ha visto l’intervento della responsabile dell’ufficio scolastico diocesano Enrica Talà e le testimonianze delle persone che vivono direttamente nel quotidiano la scuola cattolica, storie di vita e di scelte educative: le famiglie, gli insegnanti, i ragazzi e le religiose degli istituti di Livorno: l’Immacolata, S. M. Maddalena, Maria Ausiliatrice, S. Spirito, Sacro Cuore,Venerini e scuole gestite dalla Fondazione S.Carlo Borromeo, a cui è seguito l’intervento del vescovo di Livorno mons. Giusti. «Occorre far emergere il legame profondo tra la scuola cattolica e la Chiesa locale - ha continuato il

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vescovo Simone - tra la scuola cattolica e le aggregazioni laicali, tra la scuola cattolica e le famiglie cristiane: dobbiamo pensare il tutto all’interno di in un unico progetto educativo. Spesso preti e cristiani praticanti non sembrano interessati all’argomento della scuola cattolica, dimenticando quanto essa, insieme ai carismi religiosi che la guidano, sia una ricchezza per tutti. Occorre comunicare di più attraverso i media quanto ogni scuola fa, rendere tutto più visibile, favorire l’istituzione di scuole materne nelle parrocchie, favorire la preparazione degli insegnanti perché siano sempre più qualificati e poi occorre un po’ di sinergia, tra le scuole: l’una richiami l’altra, l’una favorisca l’altra nelle iscrizioni, negli acquisti, nella gestione…ci sia collaborazione tra le scuole, perché l’offerta formativa cattolica sia veramente diocesana. Dobbiamo fare squadra per rendere la scuola cattolica del nostro territorio vincente! Inventiamo iniziative, un concorso, una giornata allo stadio, un viaggio... perché sia un’unica scuola con diversi attori, per dare l’idea all’opinione pubblica che non ci sia concorrenza, ma unità d’intenti. Spero che questo convegno sia l’inizio di una strada insieme». c.d.

IL VOLONTARIATO E LE COMPETENZE l Cif di Livorno in collaborazione con gli Ipatrocinio altri Cif della Regione Toscana e grazie al del CESVOT, ha organizzato presso il Regina Mundi al Calambrone, un importante e interessante convegno su: “ Il volontariato e le competenze”, perché come ha sottolineato la Presidente Regionale del Cif, Letizia Gaudenzi, è quanto mai necessario occuparsi in maniera innovativa delle politiche del lavoro agganciandosi al modello europeo. Il volontariato non si può più permettere di vivere di sola “buona volontà” ma sente la necessità di adeguarsi alle nuove modalità per non lasciare spazio all’improvvisazione e rendere più efficace la propria presenza nella società. Il Cesvot è stato tra i primi ad intraprendere questa direzione ed altre associazioni fra cui il Cif sono interessate a seguire questi orientamenti, pertanto con questo convegno, parlando di compeIl volontariato non tenze, vogliono offrire ai giovani si può più un’opportunità permettere di di crescita umana e lavorativa. vivere di sola Gli interventi “buona volontà” sono stati numerosi e qualifima sente la cati. Ha aperto i necessità di lavori il neoasadeguarsi alle sessore alle polinuove modalità per tiche sociali di Sandra Canon lasciare spazio Pisa puozzo la quale all’improvvisazione facendo riferimento alle futue rendere più re classi dirigenefficace la propria ti ha invitato a fare esperienza presenza nella nel volontariato società perché solo così “si sviluppa una crescita relazionale e si fa esperienza di cosa significhi il sacrificio e la responsabilità”. Il dr. Dario Pappalardo e il Dr. Bruno Bernardo Isetta hanno invitato a riconsiderare il volontariato come luogo e “palestra” in cui si acquisiscono delle competenze, e le politiche del lavoro devono portare le persone a ridurre le cause che rendono la disoccupazione di lunga durata. Devono anche, in base all’analisi delle competenze sviluppate dal lavoratore, essere in grado di condividere e cercare strategie comuni per favorire nuovi contratti, nuovi patti e l’integrazione tra attori, attività e risorse. Sono state quindi presentate esperienze realizzate dal Cif di Grosseto, di Livorno e della Si-

cilia dove vi è una felice collaborazione con le Istituzioni. La pedagogista Sabrina Ravagnani di Rovigo che fa parte del Direttivo Nazionale Cif ha fatto presente quanto sia mai necessario in questo periodo dove non si muove foglia, avere una conoscenza specifica delle nuove tecnologie e sperimentazioni che consentono di essere innovativi e rendono capaci di sapersi prendere il rischio, con buoni risultati. Nel Veneto ad esempio giovani imprenditori, dopo una attenta analisi del territorio, sono riusciti a dare avvio a imprese di agriturismo e gastronomiche, di radio-taxi. Anche l’imprenditoria femminile dando luogo agli open week è riuscita a inventare dei boschi per sportivi dove si fa ginnastica divertendosi: “La creatività porta sviluppo, bisogna saper pensare l’impensabile!”. A conclusione, la Presidente Gaudenzi, nel ribadire come il Cif fin dalle sue origini ha sempre precorso i tempi, anche con questo convegno, pur guardando alla crisi economica e sociale che purtroppo ha una dimensione europea e globale, ha voluto offrire delle risposte che vanno incontro ai bisogni del momento, ma che allo stesso tempo guardano alle generazioni del futuro. Mo.C.


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TOSCANA OGGI 8 dicembre 2013

LA SETTIMANA DI LIVORNO


La Settimana n. 44 del 8 dicembre 2013