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IL GRANELLO di senape Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

13 novembre 2011

di monsignor Ezio Morosi

Quanto sono amabili le tue dimore Signore degli eserciti… Anche il passero trova la casa, la rondine il nido dove porre i suoi piccoli presso i tuoi altari, mio re e mio Dio (Salmo 83, 2-4) il salmo del pellegrino israelita quando giunge in vista del Tempio. Un’eÈ mozione profonda lo prende perché sente di entrare nell’unica dimora di Dio tra gli uomini. Vorrebbe non andarsene più: dimorare insieme nella casa del Signore, dal quale si sente amato, da quale dipende la sua vita, il suo presente, il suo futuro. Un nido per dimorare insieme lo sognano anche l’uomo e la donna per la loro famiglia, per vivere nella loro intimità. Ma per l’uomo di fede non basta la casa di mattoni e nemmeno l’intimità familiare. La sua anima sente il bisogno di un nido che favorisca l’intimità con Dio, che esprima la volontà di vivere insieme in piena amicizia e fedeltà. Questo nido si costruisce nel cuore.

l’assemblea diocesana

Esperienze e progetti dei ragazzi delle parrocchie: in ascolto delle testimonianze e dei sogni dei giovani della nostra diocesi nella vivace tavola rotonda della quale sono stati protagonisti alcuni rappresentanti provenienti da varie comunità

Verso una pastorale giovanile popolare

In Vescovado Venerdì 25 novembre alle 18 giovani al centro dell’attenzione dell’assemblea diocesana: per un pomeriggio è sembrato di rivivere la stagione del Sinodo diocesano degli anni ’90 quando i giovani livornesi furono non solo l’oggetto dell’attenzione pastorale, ma diventarono anche la bussola per poter orientare i passi futuri della Chiesa livornese. È stato il Vescovo a volere con determinazione che l’ultima assemblea diocesana avesse questa caratteristica nuova, anzi antica. Non a caso l’assemblea è terminata con una sorpresa, l’enunciazione

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del sogno del Vescovo per la pastorale giovanile diocesana, ma di questo potete leggere a parte. «Occorre impegnarsi perché la pastorale giovanile possa essere davvero popolare» ha sottolineato con forza monsignor Giusti nella sua riflessione introduttiva. E ha proposto una serie di scelte concrete da operare perché si possa arrivare a questo obiettivo comune: come la formazione di giovani animatori, l’accompagnamento spirituale, la scoperta di luoghi educativi come gli oratori, la proposta di

itinerari differenziati per educare alla fede, il motivare la formazione dei giovani con una coraggiosa proposta missionaria (le proposte nello specifico sono a pag II di questo numero ndr). Si è passati quindi alla conoscenza del mondo giovanile attuale: prima lo si è fatto con l’aiuto delle più recenti indagini sociologiche che sono state presentate da Chiara Domenici, responsabile dell’ufficio Comunicazioni Sociali diocesano, poi ci si è messi in ascolto delle testimonianze e dei sogni dei giovani della nostra diocesi con una vivace

IL SOGNO DEL VESCOVO SULLA PASTORALE GIOVANILE

Un nuovo Sinodo dei Giovani... nche il Vescovo ha un sogno su come fare A pastorale giovanile: lo ha rivelato al termine dell’ultima assemblea diocesana. Dopo aver presentato in apertura le sue idee sui progetti futuri per una pastorale giovanile popolare, e dopo aver ascoltato testimonianze e i sogni dei giovani di diverse parrocchie intervenuti in una vivace tavola rotonda, ha voluto lanciare anche il suo sogno personale, un nuovo Sinodo dei Giovani. «Mi sono sempre ripromesso di attuare le indicazioni del Sinodo generale della Chiesa livornese guidato da monsignor Ablondi e conclusosi nel 1984, ma riguardo a un Sinodo particolare, quello dei giovani, avrei il sogno di realizzarne un’altro, non subito, ma quando sarà maturata una pastorale giovanile popolare, anche sull’esempio delle belle esperienze presentate oggi dai giovani intervenuti». Un sogno sorprendente che è stato espresso all’improvviso, dopo aver ascoltato anche una breve risonanza del Sinodo dei giovani livornese che si concluse nel 1996 e che fu la prima esperienza di questo genere in Italia. In questi quindici anni che ci separano dalla conclusione dell’esperienza livornese, molte diocesi italiane hanno seguito quel percorso celebrando un Sinodo dei giovani. «Fu un segno profetico per quegli anni – ha detto monsignor Giusti - mi piacerebbe rinnovare quell’esperienza, ora che la realtà giovanile è così cambiata». Per il futuro della pastorale giovanile livornese, dopo la fase dei progetti, si comincia a scorgere la stagione del sogno... n.s.

tavola rotonda della quale sono stati protagonisti alcuni rappresentanti provenienti da varie parrocchie, oltre a due preti impegnati nella pastorale giovanile diocesana, don Federico Locatelli e don Fabio Menicagli. Nella tavola rotonda sono emerse tante esperienze che si vivono già in varie parrocchie della diocesi e tanti sogni per il futuro: il tutto grazie alla testimonianze di Mattia della parrocchia di San Luca a Stagno, di Simone della parrocchia di San Giovanni Bosco, di Irene della parrocchia di Santa Caterina, di Matteo e Marta della parrocchia del Sacro Cuore, di Elisa e Stefano della parrocchia di S. Andrea. L’assemblea ha dimostrato di apprezzare molto la freschezza e la spontaneità degli interventi. Le esperienze citate portano il nome di Sentinelle del mattino, Progetto Strada, oratorio, preghiera in Vicariato, lettura del Vangelo in famiglia, campi estivi giovani: avremo forse occasione di presentarle singolarmente nelle prossime settimane. Ma cosa sognano questi ragazzi per la pastorale giovanile? Sognano di vedere domani i giovani dei loro gruppi diventare adulti capaci di testimoniare la fede, sognano di fare un percorso che li renda uomini e donne «veri» innamorati di Cristo, sognano di rendere felici i ragazzi che animano; qualcuno ha anche sogni molto concreti come quello di essere ascoltati dai parroci o di poter seguire omelie più brevi. Poi c’è il sogno del Vescovo … n.s.

ASSEMBLEA DEL PROGETTO CULTURALE SUL TEMA:

VERSO UNA LOBBY PER I POVERI: PERCHÉ TUTTI ABBIANO UNA CASA DOVE VIVERE DOMENICA 13 NOVEMBRE

Una giornata speciale i fronte alla tragedia che ha colpito le D popolazioni della Lunigiana e della Liguria, vogliamo esprimere la nostra partecipazione al dolore di coloro che hanno perso qualche familiare e di chi in vario modo soffre disagio a motivo di questa sciagura. Mentre leviamo al Signore la nostra preghiera per i vivi e per i morti, incoraggiamo con affetto tutti coloro che si stanno prodigando nel soccorso delle popolazioni colpite e per il ritorno ad una certa normalità di vita nei paesi e nelle città. Rivolgiamo un particolare pensiero a quei volontari che si sono messi immediatamente a disposizione, dando con questo grande testimonianza di carità. Intendiamo inoltre manifestare la nostra più fraterna solidarietà ai vescovi di Massa CarraraPontremoli Mons. Santucci, di La Spezia Mons. Moraglia e di Genova Card. Bagnasco. Invitiamo tutti a non perdersi d’animo pur in un momento così difficile ed angoscioso. Per significare concretamente la vicinanza di tutte le Chiese della Toscana, abbiamo pensato di indire, tramite la Caritas, una giornata speciale di preghiera e di raccolta fondi per le popolazioni colpite dall’alluvione, la domenica 13 Novembre. I Vescovi delle Diocesi della Toscana


TOSCANA OGGI

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LA SETTIMANA DI LIVORNO

13 novembre 2011

Assemblea diocesana ...e dintorni

Tra le proposte per i ragazzi anche quella di una scuola di calcio a Salviano

Le proposte del vescovo all’Assemblea Diocesana

Verso un progetto educativo parrocchiale

Un calcio aperto a tutti n questi giorni è tornata alla ribalta una proposta che il Vescovo fece già qualche tempo fa: realizzare una squadra di calcio per i ragazzi che sono rimasti “fuori” dalle normali società calcistiche per motivi diversi. «Lo sport è un diritto di tutti – ha ricordato monsignor Giusti - si dice o no “giocare” una partita? Allora lasciamoli giocare questi ragazzi! Vorrei far ripartire il Csi e altri progetti di oratori in città. Perché tutti possano “giocare", anche chi non ha la "stoffa" per vincere, ma ha semplicemente voglia di divertirsi. Lo sport è uno strumento educativo primario: si imparano a rispettare le regole, la disciplina, si impara a guidare il proprio corpo, a “fare squadra” per un unico traguardo, ad allenarsi con sacrificio: per questo è importante che lo sport sia per tutti, perché è una scuola di vita. E soprattutto è un ottimo metodo per stare lontano da tante devianze. È giusto che si aiuti chi è interessato alla competizione e vuol vincere e magari ha anche le capacità di farlo, ma è giusto anche non precludere la possibilità di divertirsi a chi ha solo voglia di scatenarsi dietro un pallone!»». Sono molti infatti i ragazzi che alcuni definirebbero «poco dotati» o non troppo «agonistici» per affrontare campionati e puntare dritto ai risultati, che vengono –diciamo «tenuti in panchina» e magari quello che inizialmente poteva rappresentare una valvola di sfogo, un’occasione di divertimento e incontro con altri ragazzi, lo sport nel vero senso della parola, si trasforma in un’umiliazione e in emarginazione. A Salviano, grazie all’inventiva e alle capacità (anche tecniche, visto che giocava in una squadra di calcio!) di suor Emilia delle Maestre Pie Venerini, è nata la Scuola di calcio «Tre arcangeli». L’offerta è rivolta ai bambini e alle bambine dagli 8 ai 13 anni (ma se anche ci fossero ragazzi più grandi, saranno ben accolti magari con la formazione di un’altra squadra). «In un mondo giovanile in cui i valori dell’educazione sembrano sempre più dimenticati l’apprendimento del vero spirito sportivo educa al rispetto degli altri, alla competizione leale e prepara alla vita»: questo lo spirito della nuova scuola di calcio aperta veramente a tutti. Chiara Domenici

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ccompagnare i giovani nella conoscenza di Gesù. Non solo parlare di Lui, ma fare in modo che lo incontrino, che ne facciano esperienza, perché la fede, come si evince anche dai risultati dell’indagine sui giovani, confronta il pezzo nella pagina a fianco ndr)non è più una “certezza”, ma un’esperienza da fare. Per questo monsignor Giusti, nella sua meditazione, ha voluto porre l’accento su alcune scelte fondamentali che le comunità devono fare per “tenersi” ben stretti i giovani dalla Cresima in poi. Eccole in sintesi: Le risposte della Comunità Cristiana: - mettersi in un atteggiamento educativo, - mettersi in ricerca, - vivere l’accoglienza e l’accettazione piena dell’altro, - donargli la possibilità di poter vivere una esperienza di Cristo affinché se lo vorranno, potranno costruire la loro personalità incentrata su Gesù. Dal parlare di Gesù al farlo incontrare. È necessario non abbandonare i ragazzi nel momento in cui hanno più bisogno. Occorre avere più tempo per l’educazione nel quale dar loro l’opportunità di fare delle esperienze forti di fede e di appartenenza alla Chiesa.(condivisione della Parola, della Eucarestia, del servizio a Gesù povero). Occorre procedere sulla strada della catechesi permanente. Dai 6- 14 anni ai 6-18 anni e oltre.

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Come riuscire a dare queste risposte come Comunità? Percorrendo e facendo percorrere la via della bellezza: dal piacere alla gioia, dall’estetismo alla bellezza. - Per questo c’è prima di tutto la necessità di un patto educativo fra le agenzie educative, parrocchia e famiglia in primo luogo, ma anche scuola e enti locali. Benissimo quanto realizzato nella Circoscrizione di Salviano con il “Manifesto educativo”. - L’importanza di figure educative motivate e competenti. - L’accompagnamento personale e l’aiuto spirituale personale. - L’opportunità di luoghi di incontro educativi quali l’oratorio.

Proporre itinerari differenziati Per educare gli adolescenti alla bellezza, al gusto del Buon Dio: far vivere agli adolescenti esperienze simboliche. Esse hanno l’obiettivo: di far vivere agli adolescenti situazioni, esperienze emozionali concrete che creino stupore e accendano il loro interesse nonché sveglino o allertino il loro naturale sentimento religioso, ad esempio: 1. Sono qui per te, perché ti voglio bene. Qualunque cosa tu farai, anche contro di me io ti vorrò sempre e comunque bene.

adolescenti avranno intuito il mistero, gustato sia pure inizialmente, la presenza del Signore, avvertito la realtà e la concretezza del buon Dio, allora avranno in se motivazioni sufficienti per compiere un cammino catechistico. Altrimenti sarà tutto una gran fatica perché il loro interesse sarà costantemente altrove.

2. Com’è bello stare insieme L’esperienza della fraternità, l’esperienza di una comunità cristiana alternativa alla cultura dell’efficienza e dell’utilità. È bello stare insieme non per fare qualcosa ma per essere qualcuno. L’esperienza dell’accoglienza, dell’amicizia, del perdono.

Un Progetto Educativo Parrocchiale Necessità di un progetto educativo parrocchiale che dia linee strategiche almeno per l’adolescenza ed allora perché non elaborare per tutta la nostra diocesi un Progetto Educativo specifico per la fase cruciale della pastorale giovanile: la tappa della Cresima, potremmo elaborare uno specifico “Progetto Cresima”.

3. Laudato sii fratello sole L’esperienza della comunione con il creato. (campi scuola) 4. C’è più gioia nel dare che nel ricevere L’esperienza della solidarietà, della carità, arricchisce spogliandoci del nostro tempo, del nostro denaro, costringendoci a uscire dal recinto delle nostre ricchezze. (servizi in parrocchia che dia riconoscimento ecclesiale ai giovani nella parrocchia) 5. C’è un pozzo in me che mi disseta L’esperienza della solitudine, esperienza di compagnia. 6. Ho imparato una lingua nuova L’esperienza del passaggio dalla noia causata dalla ripetitività del linguaggio rituale liturgico al fascino del mistero. (messa dei giovani- scuola della parolaadorazione eucaristica) 7. Ascolta, tutto ti parla L’esperienza della scoperta della propria vita come luogo dove il Signore gli parla Lo scopo di queste esperienze simboliche inizialmente non sarà direttamente la conoscenza intellettuale, ma l’adesione, la conversione, il suo metodo non sarà la spiegazione ma la comunicazione di una esperienza. Una volta che gli

Sganciamento dall’età dei sacramenti Positività dello sganciamento dall’età dei sacramenti per la logica delle mete educative da raggiungere.

Una pastorale di relazioni e non burocratica In questa ottica sono importanti le aggregazioni laicali. Animatori formati Per promuovere questa ricca proposta di pastorale giovanile abbiamo sempre più necessità di animatori giovani dei gruppi giovanili specie per i gruppi dei preadolescenti o adolescenti che si stanno preparando a vivere la tappa sacramentale della Cresima o l’hanno da poco vissuta. Dobbiamo per prima cosa dire un grande grazie a tutti gli aduli che stanno assolvendo questo impegnativo compito ma è necessario che accanto ad essi vi siano per ogni gruppo, degli animatori giovani, almeno uno, che proponendosi come giovane cristiano sia in una qualche misura esempio di vita cristiana possibile e aiuti il gruppo a proseguire il suo cammino oltre la tappa della Confermazione evitando di ingenerare l’idea che con la Cresima finisce la frequentazione della Comunità Parrocchiale. I gruppi giovanili hanno bisogno almeno di una copresenza di animatori giovani e adulti, non possono essere soltanto adulti pena la probabilissima fine del gruppo

degli adolescenti per motivi legati allo scontro generazionale che vivono nella loro fascia di età. Certo la scelta è piena di rischi ed esige che il giovane animatore sia ben seguito e formato e pertanto invito ogni realtà parrocchiale ad individuare sin da questo anno, le figure giovanili che da subito potranno affiancare i catechisti adulti e ad offrire loro una adeguata preparazione attraverso gli incontri di formazione specifici che saranno offerti loro dai Gruppi Animatori Vicariali. È la Missione che motiva la formazione Una pastorale giovanile che aggreghi i giovani su obiettivi caritativi – missionari. Il ruolo della Caritas, della Parrocchia studentesca, della FUCI. A) Non c’è etica senza epica, il coraggio di proporre integralmente il santo Vangelo senza paura di fare una proposta troppo forte, la fede si accresce donandola, formazione e missione un binomio inscindibile. Impegnare i gruppi giovani su cammini di solidarietà , di volontariato, di impegno sociale e politico, capaci di far incontrare Gesù nel povero e far loro percepire l’efficacia anche storica della fede nel qui e nell’oggi. Ad esempio: * Creare una rete di solidarietà intorno alle strutture della Fondazione Caritas. Nulla manchi alla mensa dei poveri di...come cibarie e come volontari. Non lasciare soli i malati in ospedale, specie i più poveri di affetti: incontri con l’AVO inizio di esperienze in ospedale o nelle case di riposo. * Il quartiere o paese che vorremmo : proviamo a progettare la città che desideriamo: utopia o stimolo per la classe politica locale? * Un giornale per dire la nostra. * Ogni gruppo inizi una corrispondenza anche attraverso video con una missione. * Gemellaggi con altri gruppi della zona per affrontare insieme i problemi che ci sono a scuola o nel territorio. Gemellaggi con gruppi parrocchiali di altre regioni e durante l’anno e in particolare in estate, scambi di visite. * Andiamo ad incontrare i testimoni del nostro tempo: organizzare visite al Sermig di


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

13 novembre 2011

ALCUNI DATI DI DUE INDAGINI PRESENTATE IN ASSEMBLEA.........

Voglia di sacro: nei giovani c’è!

a un’indagine su 72 giovani, condotta dal professor Castegnaro, incaricato dalla Diocesi di Vicenza, al termine del Sinodo dei Giovani nel 2010 è nata la pubblicazione «C’è campo?» un’attenta disamina sulla realtà giovanile attuale. Colloquiando personalmente con i ragazzi sono emerse idee, aspettative e caratteristiche particolari di come le giovani generazioni vivano oggi ed in particolare si rapportino alla fede. Crescere - si dice nel libro - vuol dire SCEGLIERE. Non c’è vuoto culturale: i valori ci sono: l’AUTENTICITA’ (La ricerca autentica del sé, la costruzione di se stessi, che risponde al timore di perdersi, di arrivare a fine vita senza aver “vissuto” come si voleva veramente) il RISPETTO (Il rispetto di se stessi innanzitutto, il rispetto per gli altri inteso come: prendersi cura, non interferire nelle scelte altrui. L’agire morale è orientato da: non voler procurare la sofferenza altrui, non giudicare le scelte altrui, in una sorta di forma soft di relativismo: OGNUNO E’ RESPONSABILE DELLE SUE SCELTE E QUINDI SE NE PRENDE ANCHE LE CONSEGUENZE I valori - hanno affermato i giovani nell’indagine - non influiscono sulla mia vita se non diventano i miei valori, devo «SENTIRLI». Il criterio dell’OSSERVANZA non esiste più, vale quello della PREFERENZA e della SIGNIFICATIVITA’ INTERIORE. Mentre i valori (se fatti miei) possono essere seguiti, non vale lo stesso per le regole che sono “applicazioni” con carattere “esterno”, non si adattano a situazioni e individualità e devono essere “valutate” di volta in volta e vengono vissute in modo “critico”. La completa accettazione delle regole è vista come

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Torino Ernesto Oliviero ,al gruppo Abele di Torino - don Ciotti , alla Comunità Giovanni XXIII di Rimini - don Oreste Benzi, alla Comunità di S.Egidio a Roma, dalle suore di Madre Teresa di Calcutta a Roma, dai Focolarini a Loppiano, alla Comunità di Nomadelfia a Grosseto, dalle suore del Cottolengo. * Incontri con i sindacati sullo sfruttamento del lavoro giovanile, sulla carenza di lavoro per i giovani. Come acquisire una mentalità vincente nelle piccole o grandi opportunità di lavoro in proprio? Incontri con personalità locali. B) Contemporaneamente accentuare la formazione alla vita interiore al fine di una personalizzazione del rapporto con il Signore Gesù. C) Radicare la loro formazione in una conoscenza sempre più profonda delle Scritture.

una limitazione di se stessi e del proprio carattere. Praticamente una limitazione alla propria LIBERTA’ In questo particolare rapporto dei giovani con valori e regole si inserisce la fede: • La Chiesa è vista come una “montagna di divieti” • Non si danno MOTIVAZIONI VALIDE al perché non si è d’accordo con certe regole • Però si dissente dal modo poco rispettoso di “imporre” certe cose che invece secondo i giovani andrebbero lasciate alla coscienza personale Per ciò che concerne la Chiesa, ma anche la fede si dice "si" a esperienze personali fatte in gruppi di amici (campeggi, gruppi, ecc), a esperienze personali fatte in contesti più grandi (GMG), a persone significative incontrate, mentre si rifiutano le regole imposte che “limitano” la mia vita, le persone negative che si professano “cristiane”, l’immagine della Chiesa diffusa dai Media. La liturgia ai più sembra poco attraente: raramente è luogo di esperienza religiosa. La ricerca di spiritualità però è viva. Da 72 interviste sono risultati 72 profili di spiritualità diversa. È un processo di: Individualizzazione del credere. Il processo di individualismo in atto comprende anche la sfera religiosa Anche nella FEDE quello che conta è l’ESPERIENZA e la riflessione che si è fatta su di essa. La religione non è al centro delle preoccupazioni di questa età, ma i giovani che dicono di credere in Dio sono la stragrande maggioranza, così come quelli che si definiscono cattolici: siamo di fronte ad un passaggio: da un cristianesimo basato sulla semplice trasmissione familiare ad una fede a

cui si aderisce in modo “volontario". Si ha a che fare con una dinamica di personalizzazione della religiosità che prevede una multiformità di “traiettorie”. Si procede a fasi alterne: C’E’ CAMPO? NON C’E’ CAMPO? CREDERE un tempo era associato all’idea della CERTEZZA: Oggi i giovani non hanno certezze e questo vale anche in materia di fede. Dal credere in Dio si è passati al credere nel mistero di Dio, dalla dogmatica alla mistica, dalla teologia alla poesia. Paradossalmente l’individualizzazione avvicina alla dimensione spirituale perché “cercando se stessi” si cerca anche la propria misteriosa individualità. Anche la preghiera viene vista come come un desiderio personale, fuori dalla consuete formule religiose perché si rifiutano forme legate al passato. Si vuole una VIA DIRETTA e PERSONALE di rapporto con il SACRO La domanda spirituale dei giovani oggi non chiede più cosa si deve fare per non compromettere la vita eterna, ma per capire cosa vuol dire realizzare se stessi in questo mondo. Insieme all’indagine realizzata dalla Diocesi di Vicenza in Assemblea è stata mostrata un’altra indagine realizzata da un settimanale francese, condotta su 7000 giovani partecipanti alla GMG di Madrid. Anche in questo caso sono emersi dati molto interessanti sulla realtà giovanile e sul desiderio di vivere la fede nel quotidiano. Si parla di giovani «fieri di essere cattolici», che vanno a Messa e che parlano della loro fede con i propri coetanei; giovani che stanno percorrendo un cammino di ricerca e chiedono alla Chiesa nuove opportunità per vivere in modo maturo il proprio essere cristiani. c.d. (Le presentazioni in power point dell’indagine «C’è campo?» e «Fieri di essere cattolici» sono disponibili presso la segreteria vescovile)

Il laboratorio delle idee Il ritorno al catechismo per i bambini della parrocchia di San Sebastiano riserva una sorpresa tutta da scoprire! on domenica 6 novembre sono iniziate ufficialmente le attività catechistiche della C parrocchia di San Sebastiano. I bambini durante l’offertorio della Messa delle 11 hanno portato all’altare, oltre al pane e al vino, una rete da pesca simbolo dell’esperienza quotidiana dell’uomo. Una tela intessuta di amicizie, di scuola, di compiti, di vita in famiglia, di gioco e di svago, di canto e di preghiera. I bambini hanno poi attaccato alla rete tanti pesciolini quanti sono i gruppi parrocchiali: da quello del pre-comunione a quello del dopo-cresima, passando per i gruppi intermedi come il dopo-comunione. Animatrici e catechiste, forti del successo dell’iniziativa “E...state in parrocchia” , ripropongono il laboratorio delle idee. Fucina di artisti, cuochi, pittori, sarti e cantanti, l’oratorio di San Sebastiano accoglie i bambini dai sei ai tredici anni ogni sabato dopo il catechismo per due ore di puro divertimento in spirito di amicizia e letizia. Il progetto, ideato e curato da Chiara Spampani e Caterina Lo Russo, risponde all’esigenza profondamente sentita dai catechisti e dal parroco Padre Giovanni Battista Damioli di sperimentare gli insegnamenti di Gesù.

L’idea che anima il progetto è che la Chiesa, la parrocchia, l’oratorio, debbano costituire un punto di riferimento sia per i più piccoli sia per i giovanissimi, al di fuori delle occasioni istituzionali come lo stesso catechismo e la S. Messa. Essi hanno estremo bisogno di trovare opportunità di incontro, di gioco, di partecipazione, soprattutto durante il tempo libero, quando scuola e famiglia giocoforza escono di scena cedendo il passo all’autodeterminazione. Diventa allora importante fornire un supporto ludico-formativo che aiuti i bambini di oggi a diventare i ragazzi di domani. I bambini hanno bisogno di essere seguiti, coccolati e compresi da chi ha qualche anno in più, ma è pur sempre giovanissimo e sa ascoltare e capire. Solo così si può edificare una gioventù dai sani principi, futuro riferimento per i piccoli di domani, sullo sfondo di un mondo sempre più difficile e carente di valori autentici. Il Laboratorio è un prezioso contributo al disegno che anche il Vescovo ha più volte tratteggiato durante i suoi incontri con le parrocchie: far sì che i ragazzi, anche dopo aver ricevuto il sacramento della Cresima, rimangano vicini all’ambiente parrocchiale entrando a far parte del gruppo giovani, caposaldo a sua volta degli

altri gruppi. E viene da chiedersi se l’anello debole di questo circolo virtuoso non sia talvolta costituito dai quei genitori che, impegnati a sciogliere dolorosi nodi sul filo della vita, non frequentano la parrocchia, né consentono ai propri bambini di farlo. Su di loro punta il parroco con la catechesi degli adulti e su di loro puntano Chiara e Caterina perché lascino i loro figlioli correre in chiesa per un po’ di spensieratezza e divertimento. E allora ricordiamo l’appuntamento del Laboratorio delle idee: ogni sabato dalle 16 alle 18 dopo la lezione di catechismo presso l’oratorio parrocchiale di San Sebastiano. In ogni incontro sarà proposto un tema sul quale si svilupperanno attività manuali e pratiche, come disegno, gioco, cucito, canto e preparazione di dolci. I più grandi daranno una mano ai più piccoli in un passaparola di conoscenze e di esperienze, mentre mamme e nonne non si risparmieranno nella preparazione di gustose merende. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito parrocchiale: www.sebastianodicatum.it e ogni quesito troverà risposta scrivendo a: info@sebastianodicatum.it. Gaetano Mastrorilli

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Durante l’Assemblea diocesana è stata sottolineata più volte la necessità di aprire le “porte” ai giovani attraverso proposte formative come l’oratorio, gruppi di incontro, corsi e laboratori. In questa pagina vi riportiamo alcune delle iniziative già in atto in alcune parrocchie come quelle di San Sebastiano, San Matteo e non ultima la parrocchia della S. Seton che proprio domenica scorsa ha dato inizio all’avventura dell’oratorio LE INIZIATIVE A SAN MATTEO

Incontri dei giovani Tutti i mercoledì dalle ore 20,50 si svolgono gli incontri per i giovani.

Oratorio Ogni mercoledì dalle 18.30 è aperto l’oratorio parrocchiale , un’opportunità per giocare, stare insieme ed imparare a suonare la chitarra. Inoltre, su richiesta, c’è la possibilità di aiutare i bambini/e ragazzi/e per svolgere i compiti a casa Nel locale 51, sempre alle 18.30 del mercoledì, insieme a Renzo muniti di lapis, gomma e cartoncini ci sarà la costruzione delle "opere" per l’abbellimento della chiesa nel periodo di Natale.

Serate Giochi VENERDÌ 18 NOVEMBRE E LUNEDÌ 12 DICEMBRE Il Circolo Anspi e la parrocchia promuove dei momenti dedicati al passatempo ludico. Insieme ai responsabili, ci sarà la possibilità di imparare nuovi giochi; durante la serata gli stessi, saranno allottati offrendo a tutti i partecipanti l’opportunità di vincerli, per poi giocarci a casa insieme alla famiglia o agli amici.

AZIONE CATTOLICA: AL VIA UN CORSO DI FORMAZIONE PER EDUCATORI o spazio da riservare alla formaLcuramente zione di educatori/animatori è siuna componente importante della nostra realtà diocesana. Per questo motivo l’equipe diocesana ACR ha pensato ad un "corso di formazione" per i suoi educatori e animatori e aperto a chiunque sia interessato a migliorare le "tecniche" con cui animare e gestire un gruppo di ragazzi. Per l’occasione è stato chiesto a Michela Schettino (neo presidente AC San Simone) e a Maria Antonietta Drago (presidente AC San Jacopo) di ripetere il corso già tenuto nella parrocchia di San Jacopo lo scorso anno e proporlo agli educatori di AC dell’intera Diocesi. Il primo incontro si è tenuto Sabato 4 Novembre all’interno dei locali della parrocchia di San Agostino. All’incontro hanno preso parte un buon numero di educatori e animatori provenienti da varie parrocchie della diocesi e di età differente e con esperienze molto diverse tra loro. L’incontro si è svolto con la formula della "tavola rotonda" e ha consentito un intenso scambio di opinioni e la possibilità di sperimentare di persona le tecniche di base per l’animazione di un gruppo di AC. In particolare si è cercato di approfondire la conoscenza dell’Associazione attraverso la condivisione delle esperienze vissute dagli animatori. A momenti di confronto e dibattito si sono alternati momenti più ludici ma sempre formativi. All’incontro ha preso parte anche il presidente diocesano Antonio Martella in veste di relatore il quale ha concluso la serata commentando alcuni video sulla storia dell’Azione Cattolica. A questo appuntamento seguiranno altri incontri, per un totale di 8, che affronteranno tematiche come lo stile e le modalità con cui guidare un gruppo di ragazzi. Prossimo appuntamento venerdì 18 ore 19.30 sempre presso i locali della parrocchia di San Agostino. Michele Martella Consigliere Diocesano Giovani AC


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TOSCANA OGGI 13 novembre 2011

LA SETTIMANA DI LIVORNO

Agenda del VESCOVO

Diocesi informa VENERDÌ 11 NOVEMBRE Nella mattina, udienze laici in vescovado 16.00 Convegno educativo presso il Salone Filicchi 21.00 al Calambrone, incontro con le coppie di Reggio Emilia SABATO 12 NOVEMBRE 9.00 al Calambrone, il Vescovo incontra le coppie di Reggio Emilia e celebra la S.Messa 18.00 meditazione con le coppie alla Casa di San Giuseppe a Quercianella DOMENICA 13 NOVEMBRE 8.30 al Calambrone, il Vescovo incontra le coppie di Reggio Emilia e celebra la S.Messa 11.00 S. Messa per la festa patronale e ingresso del nuovo amministratore parrocchiale don Krzystof Pastuszak alla Chiesa di San Martino a Parrana 12.00 saluto alla comunità ortodossaromena in occasione dei festeggiamenti della Festa di San Pajso 15.00 nell’ambito della visita parrocchiale al I vicariato, incontro con i genitori dei bambini del catechismo alla parrocchia di San Pietro e Paolo LUNEDÌ 14 NOVEMBRE 11.00 Cerimonia d’ intitolazione della caserma dei Carabinieri di Rosignano Marittimo al sottotenente Fregosi 21.00 Incontro con i genitori sul tema “Educare alla fede educare alla vita” alla parrocchia del Palazzaccio a Cecina MARTEDÌ 15 NOVEMBRE 10.00 in vescovado, udienze preti 16.00 S. Messa per la patrona degli infermieri, S. Agostina Pietrantoni, alla chiesa di S. Giuseppe in Ospedale 17.30 S. Messa per la festa patronale alla parrocchia di San Leopoldo a Vada MERCOLEDÌ 16 NOVEMBRE 9.30 incontro con il centro pastorale per la formazione cristiana in vescovado 11.00 udienze laici in vescovado 17.00 il Vescovo è a Roma per il comitato progetto beni culturali della CEI GIOVEDÌ 17 NOVEMBRE Nella mattina, comitato progetto beni culturali a Roma 19.00 Festeggiamenti per il 210° anniversario della Camera di Commercio di Livorno e Concerto della banda nazionale della Guardia di finanza al Teatro Goldoni. La serata sarà dedicata alla raccolta fondi per le associazioni Bambini di Betlemme e Insieme per la Vita VENERDÌ 18 NOVEMBRE 9.30 Riunione Amministrativa in vescovado 18.30 incontro con i cresimandi di dicembre, i catechisti e i loro genitori, in vescovado 21.00 Benedizione delle coppie di fidanzati del I vicariato alla chiesa di San Sebastiano SABATO 19 NOVEMBRE 8.00 Pellegrinaggio mensile a Montenero e a seguire S. Messa 10.30 incontro con il centro pastorale di evangelizzazione in vescovado 18.00 S. Messa e cresime alla chiesa della Santissima Annunziata dei Greci alla Leccia DOMENICA 20 NOVEMBRE 11.00 S. Messa e cresime alla parrocchia di San Giuseppe21.15 Liturgia e consegna della Bibbia alla chiesa di Sant’Agostino

Sabato 26 novembre ORE 18

Alla chiesa dei Ss. Pietro e Paolo

La festa per il fondatore dei Paolini M

onsignor Simone Giusti, Vescovo di Livorno, in ricordo della nascita al cielo del Beato don Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, presiederà la Celebrazione Eucaristica nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo in Livorno, il 26 Novembre alle 18. La Famiglia Paolina è presente nella città di Livorno con diversi Istituti religiosi: Figlie di San Paolo, Istituto San Gabriele Arcangelo, Istituto SS. Annunziata, Istituto Santa Famiglia, Istituto Gesù Sacerdote e Cooperatori Paolini. Alla celebrazione sarà presente Sr. Antonieta Bruscato, Superiora Generale delle Figlie di San Paolo.

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Torino 3-4 Dicembre QUOTA euro 115,00 min. 40 persone SUPP. SINGOLA euro 25,00 INGRESSO MUSEO EGIZIO euro 7,50 intero INGRESSO GRATUITO MINORI 18 ANNI E SOPRA 65 ANNI INGRESSO MUSEO EGIZIO euro 3,50 ridotto per ragazzi di età compresa tra i 18 e 25 anni La quota comprende: Viaggio in bus G.T. per l’intera durata del tour - sistemazione in Istituto Religioso (10 km da Torino) - trattamento di mezza pensione (bevande incluse) - visita guidata della città - visita guidata del Museo Egizio - assicurazione - accompagnatore. La quota non comprende: pranzi - mance - ingressi - extra personali in genere. E’ NECESSARIO COMUNICARE ALL’ATTO DELL’ISCRIZIONE I DATI ANAGRAFICI

Notizie da San Giovanni BOSCO

Inaugurato il nuovo organo di Coteto oncedi la tua benedizione?a tutti gli interpreti e can«chéCaccompagnati tori della tua lode?e a questo strumento sonoro,?perdai suoi accordi armoniosi?possiamo associarci alla liturgia del cielo»; così termina la preghiera per la benedizione di un organo, con la quale, nella serata di sabato 29 ottobre, il Vescovo Mons. Simone Giusti ha inaugurato il nuovo corpo dell’organo della Chiesa di San Giovanni Bosco in Coteto. «Accordi armoniosi» hanno potuto davvero gustare le orecchie dei presenti al concerto: un’armonia celeste che eleva l’animo alle realtà celesti. Il programma, interamente bachiano, eseguito splendidamente dal Maestro Claudia Termini, alternava brani maestosi ad altri più ricercati, al fine di esaltare i nuovi timbri e colori del nuovo corpo dell’organo. Per gli appassionati mostriamo di seguito il programma: Concerto in re min. BWV 987, Fantasia in Sol magg. BWV 572, Preludio-Corale “Nun komm, der Heiden Heiland” BWV 659, Toccata e fuga in re min. BWV 565, Preludio-Corale “Wir glauben all’an einen Gott Vater” BWV 740, Preludio e fuga in Re magg. BWV 532. Notevole, sia per l’esecuzione sia forse per gusto puramente personale, il brano conclusivo con il quale è stata coronata la serata: il Preludio e Fuga in Re maggiore; un’opera «solare» e virtuosissima che alterna sezioni di carattere contrastante: a un inizio vivacissimo succede un ampio e sereno brano accordale, che risolve infine in un drammatico e magnifico contrappunto, addirittura con doppio pedale. Al termine della serata il parroco, don Luciano Musi, ha dato appuntamento ai convenuti al prossimo Concerto di Natale, che si terrà il 17 dicembre. Inoltre ha presentato la nuova stagione concertistica per il 2012, che prevederà una serie di concerti organisti a tema, curati ed eseguiti dal Maestro Claudia Termini: 29 Gennaio (in occasione della Giornata per la vita e della festa di don Giovanni Bosco); 3 marzo (Concerto di Quaresima); 14 aprile (Concerto di Pasqua); 26 marzo (Concerto di Pentecoste). S. B.


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

13 novembre 2011

V

La Diocesi vista dalla Religiose uor Maria Stella Calicchia, delle Figlie di Maria Ausiliatrice Salesiane di don Bosco (nella foto accanto), ha inviato alle Religiose delle Congregazioni femminili presenti sul territorio diocesano un questionario aperto su come esse vedono la Diocesi e la fede in città. L’abbiamo intervistata per capire cosa è emerso dalle risposte.

S

Perché un questionario alle religiose? Su quali argomenti? «Il tutto è nato da una richiesta: il Vescovo a fine ottobre ha voluto incontrare tutte le religiose della Diocesi per ascoltarle. All’interno del Consiglio dell’Unione Superiore Maggiori della Diocesi (USMI), pensando a questo incontro, abbiamo ritenuto importante arrivare preparate, con una riflessione di vasto raggio che potesse essere il contributo delle religiose al lavoro pastorale della nostra Chiesa Livornese. E così abbiamo costruito un questionario che toccasse diversi argomenti: la religiosità livornese con i suoi aspetti positivi e negativi, come promuovere questa religiosità e quali i suggerimenti concreti per i giovani, le famiglie, i malati, i poveri, la vita associativa, i più lontani, la pastorale parrocchiale con gli aspetti di maggior urgenza da toccare, la pastorale vocazionale» Hanno risposto tutte le congregazioni? «Da parte dei vari istituti religiosi c’è stata una fattiva collaborazione nel rispondere al questionario e io, che ne ho fatto lo spoglio, ho potuto leggere, al di là dello scritto, l’amore alla diocesi di Livorno, il sentirsi parte di questa realtà e il desiderio di contribuire per un continuo miglioramento». Cos’è emerso dalle risposte? «Le risposte sono state ponderate e approfondite e ciò che è emerso è che è facile dare una definizione sintetica della religiosità del popolo livornese e specificarne aspetti positivi e negativi. È una religiosità con molte contraddizioni, influenzata dalla storia e dalla cultura di questa città che porta, quindi, i segni di mancanza di continuità nella fede, con convinzioni poco profonde, di un certo tradizionalismo superficiale ed emotivo, di una fede del “momento”, d’istinto, d’occasione mescolata a volte a superstizione e con una base di forte ignoranza. Le ideologie presenti nel passato e le politiche del presente che sono un misto di materialismo, massoneria, liberalismo economico, hanno avuto e hanno il loro peso; il livornese ama farsi le regole per conto suo e se a questo si aggiunge il suo carattere un po’ volubile e incostante, si può capire la difficoltà nel maturare nella fede. A questi aspetti negativi, che emergono come dati di fatto, vanno però elencate le potenzialità positive anch’esse presenti. Mons. Ablondi amava definire i livornesi “un covo di brava gente”. È tipico nel livornese l’entusiasmo e la commozione per le cose di Dio, dimostrare un forte attaccamento alla Madonna di Montenero che è intoccabile

Alcune semplici domande rivolte alle Religiose presenti in Diocesi hanno evidenziato molti aspetti della «fede dei livornesi». Eccone la sintesi nell’intervista a suor Maria Stella Calicchia che ha curato l’indagine

l’immagine, l’essenzialità dei messaggi per una maggiore incisività). Emerge in modo unanime la necessità di fare un cammino di comunione e collaborazione tra le parrocchie superando le separazioni e creando così opportunità per unire i giovani e fare cammini formativi più efficaci sia nella prospettiva delle aggregazioni In particolare quali sono stati giovanili, sia per la cura di gli aspetti più rilevanti e quali giovani animatori e catechisti. i «suggerimenti» dati dalle In particolare per i giovani è suore? emerso come fondamentale un «Le varie comunità itinerario di lettura della hanno sottolineato Parola di Dio Ogni come sia importante programmando tali comunità incontri con le riscoprire il valore positivo della parrocchie perché siano religiosa tradizione e dare un presenti e sia femminile tenuti volto nuovo alle feste favorita così, la locali. La festa del Voto partecipazione. presente (27 gennaio), ad famiglia, poi è un nel nostro La esempio, dovrebbe altro mondo da seguire territorio pastoralmente con essere sempre conosciuta per i particolare attenzione livornese significati che riveste incrementando è molto per la nostra città; iniziative di aiuto e vicina come pure la consulenza. Un aspetto, devozione mariana in infine, che secondo la alla gente genere. mia lettura, fa da Si ritiene importante sfondo e che in tutte le creare condizioni e tempi adatti comunità è stato sottolineato, è per promuovere nella la pastorale vocazionale in conoscenza di Dio e per senso ampio e in senso consolidare ciò che è già ben specifico, valorizzando la vita avviato; curare l’immagine religiosa e rendendola visibile» della Chiesa perché sia sentita “vicina, tra la gente” e capace di Le suore sono vicine alla gente parlare un linguaggio liturgico nelle loro attività di servizio accessibile ai livelli di pastorale, quanto è ascoltata conoscenza proponendo, ad la loro voce a livello esempio, ai bambini e ai diocesano? giovani messe “didattiche” con «Sicuramente ogni comunità i genitori. religiosa femminile presente Non è secondario poi, curare la nel nostro territorio livornese è freschezza delle celebrazioni molto vicina alla gente. È vicina perché siano sempre più adatte con la cura della salute, con la al linguaggio di oggi (la musica, cura dell’educazione, con la per tutti; preso per il giusto verso è generoso, disponibile, sensibile all’aiuto e alla solidarietà, di buon cuore, aperto e in genere dice ciò che pensa. Incidere su questa religiosità è una sfida che vale la pena accettare lavorando su più fronti e valorizzando le energie presenti».

cura del cammino di fede nel rispetto di ogni persona. La mia esperienza mi fa sentire la vita religiosa femminile come parte del tessuto del nostro territorio proprio per il servizio che svolge e per “come” lo svolge. Entrare quotidianamente a contatto con le persone che, ad esempio, ci affidano i loro figli nella scuola, diventa canale per veicolare valori, convinzioni, per dare sostegno, per capire la vita della gente con i problemi e le difficoltà che vive. Nella nostra vita religiosa non possiamo e non dobbiamo mai sentirci lontani da questa realtà, pena l’insignificanza della vita religiosa stessa. Impegnarsi quotidianamente come consacrate e appartenenti ad un carisma, nel mio caso educativo salesiano, esige di crescere momento per momento in consapevolezza e nella convinzione che in questo nostro presente, segnato pesantemente dal denaro e dal potere che diventano mete fortemente ambite da tutti...noi dobbiamo testimoniare il servizio e la ricerca, al di sopra di tutto, del “Regno di Dio”. Oggi il rischio potrebbe essere quello di cadere nell’imitazione aziendale o in un attivismo vertiginoso che porterebbero molto lontano dai binari della vita religiosa. Le comunità religiose presenti sul nostro territorio, possono dare molto alla vita della diocesi, anche se spesso la loro è una voce “sottile” e non ascoltata abbastanza. È innegabile che nella Chiesa la connotazione maschile sia ancora molto forte». c.d.

INDAGINE

L’INDAGINE TRA LE CONGREGAZIONI FEMMINILI.........


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

13 novembre 2011

Serra CLUB

La parola alla... CARITAS

IL TRITTICO ROMANO

Il prestito della speranza

l“ Trittico Romano”per le IBeato celebrazioni di Giovanni Paolo II all’Istituto S. Spirito In occasione della ricorrenza di Giovanni Paolo II Beato, il Serra Club con i Cooperatori Paolini, ha voluto rendere omaggio a questo Papa, presentando l’ultima sua opera poetica “Trittico Romano”, Meditazioni, scritta nell’estate del 2002, mentre godeva gli ultimi giorni di riposo nella residenza di Castelgandolfo, al rientro del viaggio compiuto nell’agosto in Polonia. Giovanni Paolo che nella vita ha scritto moltissimi trattati di filosofia e teologia, non ha mai disdegnato di scrivere opere teatrali e poetiche. Questa sua passione nasceva dal fatto che riteneva la poesia non inferiore alla filosofia e alla teologia, bensì la massima espressione dell’uomo. Infatti mentre il filosofo, in quanto creatore di concetti è un pensatore, il poeta invece, in quanto creatore di immagini è un “visionario”. Ecco dunque che il poeta in quanto visionario, può vedere ed esprimere per immagini quello che il filosofo e il teologo esprimono per concetti. Queste dodici liriche del Trittico, sono un intenso e costante richiamo alla meraviglia, allo stupore. Nella prima parte abbiamo “l’argentea cascata del torrente che dal monte canta ritmata”, nella seconda parte come pellegrini, ci fermiamo sulla soglia della Cappella Sistina dove Michelangelo, nella policromia e sinfonia di immagini, sa cogliere il mistero della creazione e del giudizio. Nella terza parte, G. Paolo ci conduce alle radici della fede a partire da Abramo. Nel bellissimo e toccante dialogo di Abramo e Isacco, tra padre e figlio,vi è il dialogo tra l’Eterno Padre e suo Figlio, il Verbo. Questo dialogo eterno, rappresenta al tempo stesso anche la risposta al nostro dialogo umano incompiuto. Nell’agnello immolato per amore, c’è il volto di Dio che dona se stesso, che è interamente dono e amore fino all’estremo. L’amore che dona è il mistero nel quale l’uomo si trova immerso fin dall’inizio della propria esistenza. Se con le sue domande, le sue ansie, le sue sofferenze, cerca la sorgente, percepisce la freschezza vivificante che lo conduce all’origine del mistero d’amore. A queste suggestive liriche, hanno dato la voce due personaggi, noti nella nostra città che lavorano nella emittente locale Granducato: Tiziana Foresti e Piero Giorgetti. La loro profonda e sentita interpretazione è stata accompagnata dalle musiche composte dal maestro livornese Fulvio Pietramala. Questa musica,

Uno sportello anche a Livorno a Conferenza nella compilazione e Episcopale, nella presentazione attraverso il della domanda. Prestito della Principali documenti da Speranza, intende presentare fronteggiare l’emergenza È necessario dimostrare sociale nell’attuale di possedere i requisiti contesto di crisi richiesti presentando i economica. Per questo seguenti documenti: motivo ha istituito un • certificato di fondo straordinario di matrimonio garanzia con 30 milioni • per i separati: di euro, destinato a documentazione sostenere l’accesso al attestante lo stato di microcredito sociale separazione con delle famiglie che l’affidamento dei figli hanno subìto una • certificato di stato di significativa riduzione famiglia del reddito da lavoro, e • compilazione del l’accesso al microcredito bilancio familiare in delle persone fisiche, alternativa delle società di persone all’autocertificazione e delle società ISEE Il progetto di cooperative che reinserimento lavorativo intendono avviare o Il Prestito è finalizzato al sviluppare una attività reinserimento lavorativo imprenditoriale. oppure all’avvio di Come ha sottolineato il un’attività autonoma. Cardinale Angelo Può essere richiesto un Bagnasco Presidente finanziamento per della Cei “Il Fondo un’attività di intende essere un segno formazione, di e insieme uno riqualificazione strumento di speranza professionale, sulla base per attraversare la crisi e delle attitudini e delle non soccombere ad esperienze lavorative. essa” I destinatari del fondo In base alle competenze Tutte le famiglie in del richiedente e alle difficoltà o le possibilità offerte dal microimprese mercato, può da esse essere promosse sono Un servizio costruito un i potenziali percorso di di assistenza destinatari reinserimento • La banca entro 15 imprese, il TAEG dell’intervento: completamente lavorativo o di giorni valuta il merito applicato non potrà i criteri di sviluppo di del credito e se essere superiore al tasso gratuito selezione un’attività approvato, entro altri 15 effettivo globale medio privilegiano autonoma giorni lavorativi eroga il (TEGM) della categoria quelle con i figli (in età I tempi di erogazione finanziamento corrispondente di scolare, compresa • L’Ufficio diocesano I costi del prestito operazioni, pubblicato l’università) o gravate da verifica la presenza dei Per i finanziamenti alla dal Ministero malattie o disabilità requisiti soggettivi e la famiglia (“microcredito dell’Economia e delle riconosciute, che sostenibilità della sociale”) il tasso annuo Finanze ai sensi della abbiano perso o subìto richiesta effettivo globale (TAEG) legge 108/1996, in maniera significativa • Entro 15 giorni applicato non potrà decurtato del 30% la riduzione del reddito lavorativi inoltra la essere superiore al 4,00 Il TAEG da lavoro. pratica ad un Istituto di per cento. (tasso annuo effettivo Il fondo è istituito credito convenzionato Per i finanziamenti alle globale) d’intesa con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) che ha proposto a tutte le banche di aderire all’iniziativa. Non eroga direttamente denaro, ma costituisce un capitale a garanzia degli ono padre Francesco, missionario di San Vincenzo de Paoli, prete nointerventi da parte degli vello da nemmeno un mese, l’8 ottobre scorso sono stato ordinato nel istituti di credito mio paese natale e ora vivo a Firenze, dove mi occupo di pastorale giovaaderenti. Si affianca, nile e di missioni al popolo. senza sostituirla, Sr Raffaella fdc mi chiese tempo fa di condurre i momenti di preghiera alall’attività svolta la Caritas di Livorno insieme ai poveri, un’iniziativa che mi ha subito abitualmente dalle conquistato, la mia vocazione infatti nasce dall’incontro con Dio attraCaritas diocesane, da verso i poveri, non c’era quindi un modo migliore per cominciare il mio analoghe iniziative ministero. promosse dalle diocesi e La “Preghiera della Carità” si propone di offrire uno spazio di preghiera da Enti Locali. aperto a tutti, ha un’identità cristiano-cattolica ma si propone di accoglieIl nuovo programma re nella fraternità universale anche i credenti di altre religioni. È un temprevede interventi di po per stare insieme e per deporre ogni nostra fatica o sofferenza sotto lo credito sociale e di sguardo benevolo di Dio, riscoprendoci figli suoi, amati da Lui. microcredito alle Lunedì 31 ottobre, al primo incontro ci siamo subito stupiti per la parteimprese con importi cipazione, numerosa e propositiva, la preghiera si è sviluppata attorno al massimi finanziabili concetto di Dio, creatore del cielo e della terra, e di uomo, “fatto poco rispettivamente di 6 meno degli angeli” (salmo 8). Stimolati dalla visione di un filmato e dalmila euro e 25 mila l’ascolto di una canzone abbiamo condiviso i nostri punti di vista con ineuro. Come funziona terventi liberi e spontanei, poi abbiamo dato voce alle preghiere di ciaLa famiglia viene scuno e alle storie di chi ha aperto il suo cuore di fronte a Dio. indirizzata alla Caritas o La preghiera si è conclusa con il Padre nostro recitato con le mani alzate, all’Ufficio diocesano che lodando Dio. Subito dopo, la condivisione della cena ci ha permesso di accerta il possesso dei conoscerci più da vicino, opportunità stupenda che ha il vantaggio di narequisiti e valuta se scere dalla preghiera stessa. inoltrare la richiesta a Sono felice di questo inizio, l’augurio è che questa iniziativa che riprouna porremo ogni ultimo lunedì del mese alle 17.30, possa diventare un modelle banche aderenti mento edificante per tutti coloro che ruotano intorno alla Caritas, un riall’Accordo CEI-ABI trovarsi insieme senza differenze, senza maschere e, nella libertà dei figli La compilazione della di Dio, sia luogo dove poter rivolgere fiduciosi il nostro sguardo a chi fa domanda nuove tutte le cose. Presso la sede Caritas , p. Francesco c.m. gli incaricati del servizio forniranno l’assistenza

L

La preghiera della Carità a TORRETTA

Un tempo da offrire a Dio S

nella quale la voce della natura con le acque e le sorgenti fanno da sfondo alle parole, diventa visibile nella presenza del violino, suonato dal giovane Nicolò Roffi, uno strumento che nella sua voce struggente, sembra evocare la voce di un peregrinare in cerca dell’amore. Il critico Mezzasalma dice infatti che Pietramala ha affidato al violino il “compito di dilatare la voce del poeta nel suo viaggio verso la sua più profonda intimità vivente, verso il proprio cuore e la musica così intrisa di pathos, ma al tempo stesso sostenuta e calma, cerca il nostro gemito e il nostro grido”.

E’ il tasso che esprime il costo effettivo del prestito; comprende tutti gli oneri da sostenere per utilizzare il credito; include: • il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi • le spese di istruttoria e apertura della pratica di finanziamento • le spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate, se stabilite dalla banca • le spese per le assicurazioni, imposte dalla banca, intese a garantirle il rimborso totale o parziale del credito • le spese per l’eventuale tenuta di un conto corrente • ogni altra spesa contemplata dal contratto Il tutoraggio È il servizio di assistenza gratuito della Caritas che accompagna il richiedente durante l’intero svolgersi del Progetto, allo scopo di favorire la ripresa dell’economia domestica e di una maggiore inclusione sociale e finanziaria Proroga o interruzione Nel caso del “microcredito sociale”, se permangono le condizioni di necessità, a seguito di nuova valutazione della banca, il contributo potrà essere prorogato per un secondo anno e per lo stesso importo; se viene meno lo stato di necessità, l’erogazione può essere sospesa Restituzione Il finanziamento viene restituito alla banca sulla base di un piano di ammortamento della durata massima di 5 anni (secondo le modalità concordate con la banca) che decorrono trascorsi 12 mesi dalla concessione (ad es. se la delibera di concessione è datata 1 marzo 2011 la restituzione inizierà a partire dal 1 marzo 2012) Lo sportello dedicato a questa iniziativa, su appuntamento, sarà aperto presso gli uffici della fondazione Caritas a Torretta il mercoledì dalle ore 11.30 alle ore 13.00. Per informazioni rivolgersi alla segreteria della Fondazione 0586/884693 oppure contattare il coordinatore del servizio Manlio Germano 3338738911.


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

13 novembre 2011

Piccoli MIRACOLI

In ricordo dei nostri DEFUNTI

A PROPOSITO DI ANGELI CUSTODI

Un’alba annunciatrice della vita eterna La morte vista con occhi diversi ercoledì 12 ottobre, alle ore 16.30, si è svolta una celebrazione commemorativa in ricordo di don Renato presso la cappella del cimitero di santa Giulia. dove erano stati allocati i resti della salma riesumata per motivi logistici dai Servizi Cimiteriali. Don Italo ha benedetto l’urna contenente i resti e il loculo dove essa è stata posta. Hanno partecipato alla preghiera e sono intervenute numerose persone, legate a vario titolo alla persona di don Renato, la cui figura da tutti è stata ricordata con commosso e rinnovato affetto. Le pratiche amministrative ed economiche sono state tutte espletate ed ora le spoglie mortali del nostro carissimo don Renato – grazie alle costanti cure di Maria e di altri intimi amici – riposano insieme a quelle della sua mamma e del suo babbo nel Cimitero di Santa Giulia. Le possiamo trovare all’ingresso, a metà circa della fila dei loculi, sul lato destro in basso. L’urna è chiusa da una lapide con la foto di don Renato ed i nomi dei suoi genitori: noi tutti li affidiamo alla bontà del Signore e li ricordiamo nella preghiera quotidiana.

M

l 2 Novembre è il giorno che la Chiesa dedica alla commemorazione dei defunti, che dal popolo viene chiamato semplicemente anche “festa dei defunti”. Ma anche nella S. Messa quotidiana, sempre riserva un piccolo spazio, detto “memento, Domine…”, che vuol dire “ricordati, Signore…” e propone preghiere universali di suffragio alle anime di tutti i defunti in Purgatorio. La Chiesa, infatti, con i suoi figli è sempre madre e vuole sentirli tutti presenti in un unico abbraccio. Pertanto prega per i morti, come per i vivi, perché anch’essi sono vivi nel Signore. Per questo possiamo dire che l’amore materno della Chiesa è più forte della morte. Per particolari pratiche, inoltre, come le preghiere e le buone opere, la Chiesa offre lo splendido dono delle indulgenze, parziali o plenarie, che possono essere offerte in suffragio

I

Vista nella luce di Dio la morte diventa un dolce incontro, non un tramonto, ma una bellissima alba annunciatrice della vita eterna con Dio insieme agli angeli e ai santi che ci hanno preceduto in terra delle anime del Purgatorio. Una indulgenza parziale o plenaria offre alla persona interessata una parziale o plenaria riduzione delle pene, dovute ai suoi peccati, che sono già stati perdonati. Tale riduzione può essere fruita anche dai defunti, i quali possono essere liberati dalle loro pene parzialmente o totalmente. La commemorazione dei defunti ebbe origine in Francia all’inizio del decimo secolo. Nel convento di Cluny viveva un santo monaco, l’abate Odilone, che era molto devoto delle anime del

Purgatorio, al punto che tutte le sue preghiere, sofferenze, penitenze, mortificazioni e Messe venivano applicate per la loro liberazione dal Purgatorio. Si dice che uno dei suoi confratelli,di ritorno dalla Terra Santa, gli raccontò di essere stato scaraventato da una tempesta sulla costa della Sicilia; lì incontrò un eremita, il quale gli raccontò che spesso aveva udito le grida e le voci dolenti delle anime purganti provenienti da una grotta insieme a quelle dei demoni che gridavano contro di lui. Costui, all’udire queste parole, ordinò a tutti i

monaci del suo Ordine cluniacense di fissare il 2 Novembre come giorno solenne per la commemorazione dei defunti. Era l’anno 928. Da allora, quindi, ogni anno la “festa” dei morti viene celebrata in questo giorno. Il 2 Novembre, poi, ci riporta alla realtà delle cose richiamando la nostra attenzione sulla caducità della vita. Questo pensiero richiama il fluire del tempo intorno a noi e in noi. Ci accorgiamo facilmente della trasformazione e del cambiamento del mondo a noi circostante. Ogni passaggio, ogni spostamento comporta l’impiego del tempo, dice la dinamica della fisica. Che non è come quello del martello o di un qualsiasi strumento: dopo l’uso può essere ancora utilizzato. Il tempo no. Il tempo va via per sempre. Non ritornerà mai più. Resta il frutto maturato in quel tempo: quel che abbiamo seminato poi produce frutto. Tutto passa. Giorno dopo giorno il tempo va via. Passo dopo passo il cammino si affatica sempre più. Passano le gioie e passano i dolori. Poi passeremo anche noi; e finiranno su questa terra anche i nostri giorni. Il richiamo alla realtà della nostra morte ci invita, pure, a dare importanza alle cose essenziali, ai valori perenni e universali, che elevano lo spirito e resistono al tempo. “Accumulate un tesoro nel cielo, dove né tignuola e né ladro possono arrivare”, consiglia Gesù Cristo ai suoi discepoli. Se tutto passa, l’amore di Dio

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VII

resta. La certezza della morte deve farci riflettere, affinché possiamo essere pronti all’incontro con essa senza alcuna paura. Sarebbe un grande errore dire: “Mi darò a Dio quando sarò vecchio”, ed aspettare di cambiare i nostri cuori al momento della morte. Così come nessuno diventa all’improvviso cattivo, allo stesso modo nessuno diventa in un attimo buono. Il pensiero di trovarsi soli, faccia a faccia con la morte, vittima ed esecutore, può produrre disagio e paura mentre si è in vita. Eppure per i veri cristiani non dovrebbe essere così. La vita è un cammino che comporta il passaggio da una condizione all’altra; si passa dall’infanzia alla fanciullezza, dalla fanciullezza alla giovinezza, alla maturità, alla vecchiaia e dalla vecchiaia all’eternità attraverso la morte. Per questo, vista nella luce di Dio la morte diventa o dovrebbe diventare un dolce incontro, non un precipitare nel nulla, ma il contemporaneo chiudersi e aprirsi di una porta: la terra e il cielo si incontrano su quella porta. È l’unica cosa che tutti sanno di dover affrontare! Il giovane e il vecchio centenario, l’intelligente e l’idiota, il santo ed il peccatore, il papa e l’ateo. Vista nella luce di Dio la morte diventa un dolce incontro, non un tramonto, ma una bellissima alba annunciatrice della vita eterna con Dio insieme agli angeli e ai santi che ci hanno preceduto in terra. E questo ci deve impegnare a vivere al massimo ogni attimo di questa vita. Don Cornelio Benchea Tratto dal mensile della parrocchia di San Matteo "Zoom"

Nel giorno dedicato agli angeli un nostro lettore ha avuto un incidente che avrebbe potuto portarlo alla morte. Ci ha raccontato questa sua disavventura finita bene grazie ad un aiuto speciale

ottobre 2011 prima domenica di 2 ottobre, la Chiesa celebra gli angeli custodi e il Papa spiega il perché ai fedeli radunati in piazza San Pietro. "Cari amici - dice - il Signore è sempre vicino e operante nella storia dell’umanità, e ci accompagna anche con la singolare presenza dei suoi Angeli, che oggi la Chiesa venera quali "Custodi", cioè ministri della divina premura per ogni uomo. Dall’inizio fino all’ora della morte - aggiunge - la vita umana è circondata dalla loro incessante protezione. E gli Angeli fanno corona alla Madonna, alleata dell’umanità nella lotta affinché sia sconfitto il male e si riveli, in pienezza, la bontà di Dio". Quella stessa domenica, a quella stessa ora, il nostro amico Roberto sta procedendo sulla sua fedele mountain-bike nell’entroterra pisano lungo una stradina, quasi sempre poco transitata, quando accade qualcosa di improvviso, questo è quanto ci offre: 2 ottobre, l’anno non conta. Una vespa, un calabrone, forse un bofonchio!?! Chissà!?!? Chiamiamolo IMENOTTERO e così siamo sicuri di non sbagliare. Se ne volava tranquillo e beato quando all’improvviso sente una gran botta e prima di morire lascia la sua firma indelebile sulla tempia del malcapitato. Il veleno entra in circolo, e pian piano addormenta le membra e rilassa i muscoli. Ecco il buio e poi…………..voci lontane, il cervello a tratti funziona: “ ma non ero in bicicletta? Cosa faccio sdraiato? Perché non respiro?” L’odore dell’erba è buono, il giaciglio comodo…….. quasi quasi mi lascio andare e smetto di lottare, di cercare di capire. “Come ti chiami? Non ti muovere! Ora arriva l’ambulanza!” “Roberto, sono Roberto ma cosa mi fate?” Mah….lasciamoli fare, mi sembrano in gamba. Ora la sirena, mi sbattono da una parte all’altra….codice rosso, codice rosso!!! Lo stiamo perdendo!! Ma quanta gente mi vuole salvare e allora…….diamoli una mano: Dede, Ghigo, babbo non molla, non è ancora il tempo di lasciarvi e poi…non in questo modo. Mi sembra un quarto d’ora ed invece sono più di due ore. Ora va meglio, sono tornato ma forse non ero mai andato via. E ora mi toccano 24 ore di Osservazione breve intensiva!!! 2 ottobre, il giorno degli Angeli Custodi: ne avevo bisogno ed erano tutti lì, neppure uno a bersi un caffè….ed hanno anche chiesto i rinforzi!!!! IMENOTTERO, chiunque tu sia, mi dispiace.


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TOSCANA OGGI 13 novembre 2011

LA SETTIMANA DI LIVORNO


La Settimana n. 40 del 13 novembre 2011