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IL GRANELLO di senape Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217

di monsignor Ezio Morosi

I passi del mio vagare Tu li hai contati, le mie lacrime nell’otre tuo raccogli, non sono forse scritte nel tuo libro? (SALMO 55,9)

lasettimana.livorno@tiscali.it

uomo è un essere vangante, sempre in movimento, con i passi del suo L’ corpo ed ancor più con quelli del suo spirito. Lo è per natura, perché è un essere intelligente e quindi un cercatore, un assetato alla scoperta di

Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

23 ottobre 2011

Cattolici, è ora di servire insieme il bene comune

“pozzi” che possano saziare la sua sete, un affamato di pane per il corpo e pane dell’anima: il pane della pace, dell’amore, della vita, della giustizia, della verità. Non sempre riesce l’uomo però a camminare sulla via che porta alla salvezza, questa è una sola e si chiama Gesù Cristo. Il Signore conta tutti i passi che facciamo per avvicinarci a Lui.

Progetto culturale diocesano

In questi giorni particolari, interviene a Livorno un osservatore autorevole, Dino Boffo Nuovo impegno politico dei cattolici e cambiamento demografico LINEA di pensiero di Luca Lischi DI

NICOLA SANGIACOMO

ono giorni di grande fermento nel «mondo cattolico»: sono giorni in cui i laici credenti sono scrutati con attenzione dai media che si occupano di politica, gli stessi che, per quasi vent’anni, li avevano relegati in una specie di riserva indiana dove osservarli, molto raramente, solo per farne un quadro funzionale a qualche idea del momento; sono giorni in cui tanti guardano e raccontano gli incontri delle associazioni cattoliche come possibili incubatori di nuovi soggetti politici; sono giorni complessi, nei quali la rinnovata voglia di impegno dei cattolici nell’agone politico viene guardata ora con speranza, ora con sospetto, a volte con malcelato timore. Proprio in questi giorni, Livorno ha l’opportunità di ospitare uno degli osservatori cattolici più autorevoli della stagione post democristiana, Dino Boffo, direttore di Avvenire dal 1994 al 2009, attuale direttore di rete di Tv2000, la televisione promossa e sostenuta dai Vescovi Italiani. Suo malgrado, Boffo diventò notissimo all’opinione pubblica nazionale proprio nell’estate del 2009, quando, dopo aver preso posizione in modo netto contro lo stile di vita del Presidente del Consiglio Berlusconi, fu attaccato violentemente dal

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Giornale che, con documenti palesemente falsi, ne infangò la dignità personale fino a costringerlo alle dimissioni da direttore di Avvenire. Questa vicenda è diventata esemplare di un certo modo di fare giornalismo tanto che oggi si parla

comunemente di “metodo Boffo”, quando si fa riferimento a chi vuole eliminare un avversario politico con campagne di stampa diffamatorie. Boffo svolge a Livorno uno dei suoi rari interventi pubblici partendo da un tema di grande importanza

come quello del cambiamento demografico, recentemente portato all’attenzione nazionale dal rapporto – proposta pubblicato dal Progetto Culturale della Chiesa Italiana. Il noto giornalista, membro anche del Comitato nazionale per

IL DOCUMENTO DEL COMITATO PER IL PROGETTO CULTURALE NAZIONALE

Prima che sia troppo tardi COSA C’È NEL RAPPORTO el Rapporto-proposta vengono presi in attento esame la diminuzione delle nascite e i mutamenti delle strutture familiari, la sconfitta della mortalità precoce e l’invecchiamento della popolazione, le conseguenze demografiche dell’aborto, il ritardo nel passaggio all’età adulta, la disoccupazione giovanile e le difficoltà delle giovani famiglie e di quelle numerose, in particolare la fatica delle donne nel conciliare cura dei figli e lavoro. Si affronta anche il tema del rapido aumento dell’immigrazione, con la sua incidenza ma anche con i suoi limiti nel contrastare il declino demografico dell’Italia. Per ciascuno di questi sviluppi l’analisi quantitativa è accompagnata dall’indagine sulle motivazioni, sia socioeconomiche sia culturali e ‘simboliche’.

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PROPOSTE CONCRETE L’intento principale del Rapporto-proposta è presentare proposte, anche molto concrete, che sembrano in grado di poter correggere, più o meno profondamente, il declino demografico in atto in Italia ormai da alcuni decenni. Non ci si nasconde la grandissima difficoltà e i possibili rischi di un simile compito, ma non lo si ritiene a priori irrealizzabile. Il confronto con altre nazioni non troppo dissimili da noi – come in particolare la Francia – che si sono mostrate in grado di affrontarlo, aiuta a non cedere alla rassegnazione, sebbene il Rapporto-proposta non trascuri di mettere in luce le profonde differenze tra le due situazioni italiana e francese. Per il card. Ruini che ha curato la prefazione, «rimane in ogni caso la certezza che, se non si pone rimedio al declino demografico, l’Italia, già nel medio periodo, non potrà far fronte utilmente ad alcuna delle altre impegnative sfide che stanno davanti a lei». Il cambiamento demografico. Rapporto-proposta sul futuro dell’Italia (Editori Laterza)

il Progetto Culturale, svolge il tema come «Macroquestione sociale e schermo di contraddizioni» facendo emergere i rischi connessi a quello che nel Rapporto è stato definito come «l’inverno demografico» italiano. Nuovo impegno politico dei cattolici e cambiamento demografico sono anche aspetti connessi tra loro se si pensa che il “suicidio demografico” verso il quale si sta avviando la società italiana dipende anche da politiche che vanno evidentemente contro la famiglia e la sua capacità di generare i figli desiderati, e promuovono scelte contrarie alla vita. È proprio questo uno dei terreni comuni su cui far convergere il nuovo impegno politico dei cattolici, come già auspicato dal Papa proprio un anno fa a Reggio Calabria nel suo messaggio alla Settimana Sociale. In questa direzione si muove anche il Progetto Culturale diocesano che, secondo la felice intuizione di monsignor Giusti, sta lavorando per costituire a Livorno una «lobby dei poveri» dove i cristiani impegnati in politica si uniscano per difendere gli interessi degli ultimi della nostra società e così servire il bene comune.

Una maggiore gratuità L’attenzione ai visibili e agli invisibili intorno a noi l Vescovo invita tutte le forze della città ad essere unite per far fronte alla crisi e a dare vita ad una «lobby per i poveri». Partire dai poveri, quelli veri, quelli che ogni giorno sono visibili e che tanti samaritani sanno accoglierli. Ma essere anche attenti ai tanti poveri invisibili. Ovvero quelli non codificati dalle statistiche perché gli indicatori su cui si basano non tengono conto delle «furbizie» che hanno portato ad essere poveri i ricchi e a figurare come ricchi tanti che non ce la fanno ad arrivare a fine mese. E tra questi sempre più famiglie. Certo occorre rivedere i nostri stili di vita e la Chiesa ha il compito di richiamare alla sobrietà, ai consumi consapevoli, a non esagerare con i beni superflui (calano i consumi, anche quelli alimentari ma non si rinuncia alle spese per telefonare e navigare in internet e a tentare la fortuna con gratta e vinci). Occorre saper ritornare a gustare il pane e soprattutto a saperlo spezzare insieme. Maggior condivisione e più gratuità per nuovi stili di vita: ognuno deve fare la sua parte. Diamo speranza alla famiglia e mettiamola veramente al centro. Il futuro di una città dipende da un patto tra le generazioni. Da una fiducia degli adulti nei confronti dei giovani. Occorre che chi ha di più rinunci al di più e lo doni ha chi non ha. Se la ricchezza non è condivisa e chi può investire tiene «nascosti i suoi tesori» senza farli circolare per sviluppare lavoro quale futuro per i giovani? Quale futuro per una città che invecchia?

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TOSCANA OGGI

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LA SETTIMANA DI LIVORNO

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L’Associazione culturale Giosuè Borsi

Il movimento cattolico nella storia di Livorno Associazione Culturale «Giosuè Borsi» ha programmato una serie di conferenze per l’autunno 2011 presso la biblioteca labronica «Guerrazzi» di Villa Fabbricotti. Il primo incontro ha riguardato «Il Movimento cattolico dai primi del ’900 alla Seconda Guerra Mondiale» ed ha visto come relatore il diacono Andrea Zargani, vice direttore dell’Archivio diocesano e insegnante di religione. Con l’Associazione Borsi siamo animati -ha detto Zargani- da una condivisione di fondo che ci invita ad approfondire la nostra storia locale e la nostra appartenenza. A proposito del Movimento cattolico livornese il relatore ha ricordato come non siano stati compiuti dagli studi molto approfonditi, il volume da lui pubblicato alcuni anni fa è il primo sulla storia dei cattolici a Livorno, un tema molto acceso, dalle molte sfaccettature, che mette in risalto anche aspetti e sensibilità innovative per i cattolici che operarono in quegli anni. Zargani ha fatto alcuni riferimenti sulla grandezza della diocesi livornese contenuta in circa 200 kmq tra Stagno e Vada mentre nella Bolla papale originaria doveva estendersi in zone che appartengono invece alle diocesi di San Miniato e di Volterra. Ha poi aggiunto che la nostra diocesi è stata sempre ricca di comunità religiose straniere e di una popolazione connotata da uno spirito fortemente libertario. Livorno ha avuto la presenza di laici importanti come Federico Ozanam che creò la San Vincenzo de Paoli a favore delle famiglie povere in una situazione di indigenza locale veramente molto grande, il suo apostolato si riprometteva di raggiungere direttamente le persone in difficoltà tramite una assistenza capillare. Quello del primo ’900 fu un periodo in cui si svilupparono le Confraternite che favorivano «le virtù cristiane», nell’area diocesana se ne contavano ben 120! L’unità d’Italia impose ai cattolici una scelta etico-politica e nacquero associazioni e circoli alimentati dall’adesione di molti giovani, in pratica la Gioventù Cattolica Italiana era l’Azione Cattolica del tempo ed in essa si faceva preghiera, catechesi ed opere di carità.Tutte queste associazioni cattoliche aderirono poi all’Opera dei Congressi, localmente è importante sottolineare -ha evidenziato Zargani- la presenza di un movimento femminile cattolico come quello della Pia Unione delle madri voluto da don Quilici. Nei primi del ’900 il Vescovo Giani, un Vescovo notoriamente intransigente anche perché doveva combattere con un anticlericalismo sempre risorgente, cercò di ripristinare l’Opera dei Congressi e i Circoli giovanili. Molto interesse destò anche l’enciclica «Rerum Novarum» sulle problematiche del mondo operaio che fu un invito alla partecipazione delle forze popolari al Movimento cattolico. Nel 1905 il pontefice ristrutturò il movimento cattolico suddividendolo in tre associazioni indipendenti ed autonome: l’Unione Popolare, l’Unione Economico-sociale e l’Unione elettorale, quest’ultima con il Patto Gentiloni del 1913 consentì ai cattolici di sostenere l’elezione dei candidati liberali, in questo modo anche i cattolici livornesi poterono vivere una militanza politica. È di quegli an ni la nascita della Gioventù Femminile di Azione Cattolica, inoltre la presenza sul territorio di molte Congregazioni femminili: suore Salesiane, suore del Cottolengo, suore della San Vincenzo de Paoli, furono da stimolo per un impegno ulteriore delle donne cattoliche. Durante la Prima Guerra Mondiale si moltiplicarono le iniziative assistenzialistiche per i nostri militari al fronte, tra questi ci fu un Circolo intestato a Giosuè Borsi, mentre in S. Andrea era attivo il Circolo Guido Negri e nella parrocchia di S. Matteo il Circolo Fede e lavoro. Nel dopoguerra i Circoli furono impegnati nel dare risposte solidaristiche alla crisi economica e a proteggersi dalle violenze fasciste. Il successore del Vescovo Giani, monsignor Piccioni, portò il mondo laicale ad una maggiore consapevolezza, ci fu un salto di qualità nell’approvazione del movimento degli Scout che godettero di una certa autonomia. In seguito con le operazioni di guerra e con le leggi razziali l’atteggiamento cattolico viene a cambiare e a Livorno con i Cenacoli di S. Giulia e del Soccorso si aprono finalmente segni di speranza in un futuro migliore e democratico. Gi. Gi.

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I 100 anni della chiesa di S. TERESA AL CASTELLACCIO

Quel voto fatto un secolo fa on tutti conoscono la chiesetta di Castellaccio, sopra Montenero, che proprio sabato scorso ha festeggiato il suo primo centenario. Là dove, un secolo fa Rosolino Orlando, fratello e cofondatore del Cantiere Navale fratelli Orlando, per un voto fatto a causa della malattia della figlia Teresa, poi guarita, fece costruire una cappella privata dentro la proprietà ereditata dai Gower nel 1900 per i circa cento dipendenti che aveva e che vivevano lassù. Anche con l’alternarsi delle varie proprietà e dopo la morte di Rosolino, nel corso degli anni, la piccola chiesa è sempre rimasta aperta per essere utilizzata per le celebrazioni domenicali e per celebrazioni straordinarie dalla popolazione locale, grazie ad una clausola lasciata dallo stesso in punto di morte perché tutti potessero andare alla messa anche senza scendere a Montenero attraverso le tortuose curve che un tempo erano meno accessibili di oggi. La sua devozione a S. Teresa d’Avila gli fece scegliere probabilmente l’attuale denominazione della chiesetta (così si chiamava anche la figlia) che ogni domenica alle 9,30 accoglie i fedeli del Castellaccio, e molti altri che salgono da Livorno, così come fa don Luca Giustarini parroco di Montenero, che ha voluto fortemente questo evento, invitando il vescovo Monsignor Giusti a celebrare la Messa per ricordare il primo centenario dell’edificio. Con la reliquia (una costola) di S. Teresa d’Avila, “prestata gentilmente dalle Suore Carmelitane di Antignano, dopo la funzione, si è svolta una processione all’interno del parco privato per benedire, dal colle del Castellaccio, la diocesi livornese e tutta la comunità accorsa numerosa. L’intero evento si è potuto svolgere grazie all’Associazione Nazionale Carabinieri, alla Misericordia e all’impegno di don Luca, dell’attuale proprietario del terreno, lo spedizioniere Palumbo, e degli abitanti della zona che hanno preparato un piccolo rinfresco con dolci fatti in casa. Simone Marcis

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CAMBIO AL TIMONE DELL’ACCADEMIA

«Grazie di questi anni vissuti insieme a voi» n questa semplice e allo stesso tempo «comando Isolenne cerimonia di cessione del sono tante le emozioni che provo…» l’ammiraglio Pierluigi Rosati, ha iniziato così il suo discorso di saluto in Accademia davanti a centinaia di allievi, ai docenti e al personale della Scuola militare, nonché alle autorità civili invitate. «Mentre passavo vi ho guardato negli occhi e ho provato l’orgoglio e la soddisfazione di essere stato il vostro comandante. Vi auguro un futuro sereno: i venti vi siano favorevoli». L’ammiraglio ha poi ringraziato il personale che lo ha accompagnato nei due anni del suo incarico e la città e il territorio per l’accoglienza e per la partecipazione attiva concessa all’Accademia nella vita civile. Ha infine formulato i propri auguri al nuovo comandante l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone a cui ha consegnato (come si vede nella foto) la bandiera italiana dell’Accademia Navale. c.d.


LA SETTIMANA DI LIVORNO

L’INTERVISTA A Riccardo Lucchesi

TOSCANA OGGI 23 ottobre 2011

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Giovedì 27 ottobre alle 21.15

ASSEMBLEA PUBBLICA DI COMUNIONE E LIBERAZIONE i terrà nell’auditorium della S(viaFondazione San Carlo Borromeo Lopez 44) Giovedì 17 ottobre alle

Le scuole cattoliche sempre più in difficoltà ottor Lucchesi, quante soD no le scuole cattoliche pre- Ad un mese dall’inizio della scuola abbiamo senti in città e provincia? «Le scuole cattoliche presenti in incontrato Riccardo Lucchesi direttore città e provincia sono 12». Ed in particolare quelle gestite della Fondazione San Carlo Borromeo di Livorno dalla fondazione Borromeo? «Le scuole gestite dalla Fonda- che gestisce alcune scuole cattoliche in città zione San Carlo Borromeo sono due materne ed una primaria (ex elementari), mentre la Fondazione Sacro Cuore sempre da me gestita ha una scuola materna ed una scuola primaria». Quanti sono gli alunni attualmente iscritti in tutte le scuole cattoliche? «Gli alunni che frequentano le nostre scuole sono circa 1.200». Quale momento vivono le scuole cattoliche? Aumento o diminuzione di iscritti, carenze di contributi, ecc «Le nostre scuole non hanno sostanzialmente subito diminuzioni di iscritti. Certamente non ci sono incrementi anche a causa di assenza di spazi o delle leggi regionali troppo restrittive in termini di numeri di metri quadri e altro I contributi che esse ricevono sono di due tipologie: per la scuola materna si tratta di sussidi regionali in quanto la scuola materna è considerata utile fino a quando le istituzioni non saranno in grado di costruirne di proprie.(per questo si parla di presenza sussidiaria e di sussidi) Per questa ragione ogni volta che viene aperta una scuola, la somma unica globalmente viene di nuovo riproporzionata con evidenti diminuzioni a favore delle singole scuole. Se un domani la regione e i comuni costruissero tutte le scuole materne di cui abbisognano, la scuola materna cattolica non riceverebbe alcun contributo. Ad ogni modo ad oggi i contributi vengono corrisposti con gravi ritardi (un contributo previsto su 12 mesi viene erogato almeno nei 18 mesi successivi). Inoltre i tagli nazionali e alcune decisioni politiche nazionali “sembrano favorire» zone del sud rispetto a quelle centrali con nuove disposizioni che prevedono forti tagli alle scuole materne del centro Italia. Per quanto riguarda le scuole primarie i contributi vengono corrisposti mediante convenzioni. Qui si tratta di veri e propri impegni dello Stato. Ma anche queste, di durata poliennale salvo variazioni,, hanno ritardi di oltre sei mesi nella corresponsione totale, facendo sì che un contributo previsto per 12 mesi abbia un valore di un contributo corrisposto per 18 mesi, in quanto la corresponsione ha un moto progressivo e non si capisce quando avverrà un saldo di arretrati. Oltretutto da due anni nella finanziaria non trattandosi di spese fisse dello Stato, vengono fatti tagli del 50 per cento.(es. il contributo di

parità attuata non solo za tener conto della grave crisi per i doveri ma anche del paese e della necessità che per i diritti. Senza un ve- continui una risposta ai bisogni ro riconoscimento an- dei cittadini come quella rapche economico non c’è presentata dalle nostre scuole. soluzione. La parità Senza contare che la libertà di com’è oggi è solo un ag- educazione è un principio irrigravio perché richiede la nunciabile in un paese veramessa a norma di tutte le mente libero e democratico». scuole dal punto di vista igienico-edile-sicurezza- In questo senso non c’è duncontratti dei lavoratori. que in Italia una vera libertà di (che in questi anni han- istruzione? no subito gravi aumenti «Direi di no. Si parla di libertà non corrispondenti a di educazione (più che di istrunessun contratto di lavo- zione) ma non è veramente coro!) Costi che, senza una sì. E questo è grave soprattutto parità economica, tolgo- se si tiene conto che la crescita no respiro ad ogni scuo- dei giovani non è solo fatta di la. sapere ma anche di crescita esiIl cardinal Bagnasco ha stenziale. Giovanni Paolo II in ricordato recentemente un memorabile discorso sulla che ogni bambino che cultura all’Unesco sottolineò i circa 538 milioni di euro a livel- esce dalle nostre scuole per an- due livelli inseparabili dell’edulo nazionale è stato decurtato dare nelle scuole statali costa cazione: il livello conoscitivo e definitivamente di 38 milioni e un aggravio all’erario (un bam- il livello delle domande e risposuccessivamente concordato bino alle scuole paritarie costa ste che contribuiscono alla creper il 50% pari a 250 milioni allo stato 500 euro – un bambi- scita esistenziale. no presso la scuola statale costa Un bravo ingegnere che non è con gravi perdite di bilancio). Il ripristino degli altri 250 mi- seimila euro!). un uomo consapevole di sé, lioni viene rimandato a possi- Sui banchi del della sua origibilità di recupero da incassi di- parlamento anne, da dove vieversi dello Stato (l’anno scorso che parte del- «La parità ne e dove va, del si dovevano recuperare dalla l’opposizione si suo destino e del vendita del digitale terrestre- in- è accorta di que- va attuata non solo significato di casso non avvenuto per cui si è sto, e data la per i doveri ma anche ogni momento dovuto attendere il maggio crisi del paese, si per i diritti. La parità presente e di tut2011 per trovare risorse (aboli- spera in un atto ta la sua esistenzione provincie Trento e Bolza- finalmente non com’è intesa oggi za e di ciò che lo no), ma un errore tecnico ha ideologico che è solo un aggravio circonda, alla fifatto sì che un nuovo dispositi- sancisca la pane non costruivo fosse approntato solo qual- rità economica. perché richiede sce una società che giorno fa e inviato alla con- Inoltre bisogne- la messa a norma migliore ed tenere di tutte le scuole ferenza Stato Regione per essere rebbe inoltre perde anapprovato il prossimo 13 otto- conto che anche che se stesso. A bre. Cosicché un contributo che per quanto ri- dal punto di vista livelli più bassi è doveva essere saldato a agosto guarda la messa igienico-edileevidente che il 2011 sarà forse saldato a feb- a norma delle solo sapere, sicurezza-contratti scuole cattolibraio 2012). spesso fornito È evidente che qualunque pro- che, queste ulti- dei lavoratori... male, non risolgrammazione e previsione è me rispetto a costi che, senza una ve il problema scuole impossibile pur trattandosi di molte del bullismo, aziende”commerciali(assurda- statali partono parità economica, della droga, delmente definite commerciali” ed da un livello di tolgono respiro la fuga dalla è evidente che (come richiama- eccellenza e che scuola, della to da molti giornali) molte i lavori che pur ad ogni scuola» violenza o altro. scuole chiuderanno e se per ca- devono essere Molti ragazzi so la finanziaria non dovesse fatti avrebbero bisogno di tem- non vanno più neanche a scuopiù ripristinare il 50% mancan- pi adeguati per trovare le risor- la. te, praticamente tutte le scuole se. All’inizio del ‘900 il gesuita chiuderanno salvo alcune che È chiaro che per tutti (anche di Jungmann definì l’educazione: faranno pagare a chi se lo per- fronte alla crisi economiche che introduzione alla realtà totale. mette rette molto elevate. Il appesantisce i costi delle fami- Cioè adulti che introduco i gioglie) il futuro è sempre più pro- vani alla conoscenza profonda problema è molto grave». blematico. di sé e di tutta la realtà fornenCome si può risolvere il pro- Ci vuole buon senso anche da do loro criteri per una valutablema? parte delle istituzioni quando zione ed una critica positiva di «Solo con l’attuazione di una sono pretese opere e altro, sen- fronte ad ogni aspetto del reale,traendo dalla tradizione e dal proprio vissuto gli elementi fondanti di questa comunicazione di sé al prossimo. A proposito della scuola cattolica... C’è - come è stato detto - una emergenza educativa: se tutti Monsignor Crociata ha rilevato che «purtroppo subisce confossimo educati, se ci fosse una dizioni di limitazione che provocano continue chiusure. È educazione del popolo, tutti una falsità dire che i contributi pubblici ad essa sottraggano staremmo meglio. La società in risorse alla scuola statale, perché in realtà per i conti pubblici cui viviamo mostra come quela scuola cattolica ha un costo enormemente inferiore rispetto sto giudizio sia profondamente a quella statale». vero». c.d.

21.15 l’assemblea pubblica di Comunione e Liberazione di Livorno I testi di riferimento per l’assemblea oltre al «Senso Religioso», sono la Giornata di inizio anno, che si può trovare all’interno della rivista mensile «Tracce» di ottobre e gli appunti dell’ultima scuola di comunità tenuta da J. Carròn e scaricabili dal sito di CL.

Il primo incontro sabato 22 ottobre a S. Agostino

Le settimane di AC

niziano con il mese di ottobre le Iun’occasione «Settimane di AC» che sono per sperimentare la bellezza dell’unitarietà dell’Associazione. Intendiamo infatti condividere con i gruppi delle singole comunità parrocchiali dei momenti di riflessione, preghiera e confronto sui temi proposti dall’Associazione a livello nazionale. Il primo incontro si svolgerà nella Chiesa della Parrocchia di Sant’Agostino il prossimo sabato 22 a partire dalle ore 17,00. L’incontro è aperto a tutti (associati e non) ed avrà lo stile di una Catechesi. Il tema della prima settimana è lo «Spirito Santo». Questi incontri si succederanno nel corso dell’anno secondo un calendario ancora in fase di definizione ma che vedrà le singole associazioni parrocchiali organizzare, in collaborazione con il settore Adulti diocesano gli incontri. Vogliamo moltiplicare le occasioni di incontro con tutti gli associati e dare testimonianza dello stile di accoglienza che è proprio dell’Azione Cattolica. I prossimi incontri saranno: - “Settimana della Carità” - Mercoledì 23 Novembre ’11 - Ore 21:15 - S. Jacopo - “Mese della Pace” - Mercoledì 4 Gennaio ’12 - Ore 15:00 Cattedrale - “Settimana Sociale” - (data da definire) Febbraio ’12 - S. Simone - “Settimana della Comunità” - Venerdì 11 maggio ’12 - Ore 18:45 - SS. Pietro e Paolo - “Veglia per il lavoro” - 1 maggio ’12 ore 21:00 - Sacro Cuore Salesiani Antonio Martella


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TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

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Agenda del VESCOVO

VENERDÌ 21 OTTOBRE Nella mattina, udienze laici, in vescovado 18.00 il Vescovo partecipa all’incontro con Dino Boffo presso la sala del consiglio provinciale 21.00 incontro con Dino Boffo in vescovado SABATO 22 OTTOBRE 10.30 allo stadio, festa dei paracadutisti 16.00 incontro su mons. Pio Alberto Del Corona a Montenero 18.00 S. Messa di ingresso ad amministratore parrocchiale della parrocchia di San Leopoldo a Vada di don Janusz Wozniak DOMENICA 23 OTTOBRE 11.00 S. Messa e cresime alla chiesa di San Benedetto 16.00 S. Messa e cresime alla chiesa del Sacro Cuore ai Salesiani MARTEDÌ 25 OTTOBRE Nella mattinata udienze presbiteri 18.30 Consiglio pastorale parrocchiale alla parrocchia di San Sebastiano nell’ambito della visita parrocchiale al primo vicariato. A seguire cena, Santa Messa e conferimento delle cresime degli adulti. MERCOLEDÌ 26 OTTOBRE 9.30 in vescovado, riunione amministrativa 17.00 convegno degli insegnanti di religione all’Isis Niccolini Palli 19.00 Vespri e Lectio ai seminaristi e ai giovani della Diocesi GIOVEDÌ 27 OTTOBRE Nella mattina udienze laici, in vescovado 11.00 incontro con i vicari episcopali in vescovado 17.00 all’Auditorium della Confcommercio, presentazione del Manifesto Educativo VENERDÌ 28 OTTOBRE 9.00 A San Miniato, consulta dei beni culturali 21.00 consiglio pastorale parrocchiale alla parrocchia di San Benedetto, nell’ambito della visita pastorale al primo vicariato SABATO 29 OTTOBRE 18.00 Santa messa e cresime alla parrocchia di San Simone 21.00 inaugurazione del nuovo organo della chiesa di San Giovanni Bosco a Coteto DOMENICA 30 OTTOBRE 11.00 Santa messa e cresime alla parrocchia della Seton 16.00 presso l’Istituto dell’Immacolata, assemblea delle religiose

Libri da LEGGERE

di M.C.

Maggioni B. - Le virtù del cristiano. Ciò che fa la differenza.-Ed. San Paolo, pp.153, € 12,00. Nel mondo odierno, dove la cultura massmediale privilegia l’ "immagine" e dove il trucco televisivo è arte per la sua capacità di porla in risalto, bisogna mirare non a perdere l’immagine, ma a costruire la vera immagine dell’uomo a somiglianza e in relazione con quella di Dio. E’ necessario quindi riprendere il discorso sulla "virtù", che è un discorso sull’uomo, soggetto di moralità per una crescita umana e sociale. Essa, oltre che sulla ragione ha il proprio fondamento nella rivelazione biblica e in special modo nel Vangelo che esorta ad una continua conversione per una crescita umana e sociale.

Diocesi informa Una mostra didattica su GALILEO

«Cose mai viste» i aprirà all’ ISIS “NICCOLINIPALLI”, il 26 ottobre dalle ore 17.00 alle ore 19.00, la mostra itinerante dedicata a Galileo. Esposta a Rimini nella settimana dell’ annuale Meeting per l’Amicizia fra i Popoli, la mostra di dimensioni ridotte propone un percorso di approfondimento dell’opera scientifica e umana galileiana a partire dalle sue prime osservazioni al cannocchiale, nell’estate del 1609. Alla definizione dei contenuti hanno contribuito professori universitari e ricercatori italiani e stranieri, e alcuni fra i più importanti studiosi dell’opera galileiana, come Owen Gingerich e William Shea. Si tratta di un adattamento per le scuole composto da 16 pannelli di cartoncino plastificati di dimensioni 100 x 70 cm e sarà accompagnata da un catalogo che illustrerà il percorso.. Il contenuto dei pannelli è la base per un lavoro nelle classi o in gruppi di studenti. La Mostra è uno strumento estremamente stimolante e dinamico per gli insegnanti e favorisce per gli studenti una personalizzazione degli argomenti, del metodo di studio ed un miglioramento delle proprie capacità comunicative. Interverranno alla conferenza d’ inaugurazione “IL CORAGGIO DELLA RICERCA” : monsignor Simone Giusti, Vescovo di Livorno; dott. ssa E. Amato, Dirigente Ufficio XIII/Ambito Territoriale della provincia di Livorno; ing. Valfredo Zolesi, presidente della Kayser Livorno; prof. Pierfernando Giorgetti, docente di Storia e Filosofia; prof. Andrea Capaccioli.

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Sabato 29 OTTOBRE

Concerto per l’inaugurazione del nuovo organo Alle 21.15 alla chiesa di San Giovanni Bosco di Coteto Programma. JOHANN SEBASTIAN BACH (16851750) Concerto in re min. BWV 987 (Presto / GravePresto / Grave - Allegro - Adagio / Vivace); Fantasia in Sol magg. BWV 572; PreludioCorale "Nun komm, der Heiden Heiland" BWV 659 (Vieni salvatore dei pagani); Toccata e fuga in re min. BWV 565; Preludio-Corale "Wir glauben all’an einen Gott Vater" BWV 740 (Noi crediamo in un solo Dio); Preludio e fuga in Re magg. BWV 532. Organista. CLAUDIA TERMINI

IL 24 OTTOBRE A VILLA LETIZIA

Tutti gli alunni possono riuscire i serve una didattica per aiutare l’alunno ad attivare con efficacia i gesti mentali dell’atC tenzione, della riflessione, della memorizzazione, del ragionamento e della comprensione. Una didattica per portarlo alla consapevolezza di quale è il suo specifico modo di apprendere: il più efficace, per lui, in quel momento, per imparare… Per riflettere su questi argomenti lunedì 24 ottobre alle 16.30 a Villa Letizia incontro organizzato dall’Associazione Maestri Cattolici sul tema: «Una strategia di insegnamento- apprendimento per tutti e per tutte le discipline: la didattica mentalista ovvero tutti gli alunni possono riuscire» Relatore : dr. Pietro Sacchelli, insegnante, pedagogista e ricercatore che ha coniugato gli studi della Gestione Mentale con l’interazionismo filosofico e le più recenti ricerche sulle neuroscienze. Contributi: Carla Roncaglia, Enrica Talà, Sandra Cavallini

Festa di SAN SIMONE Giovedì 27 ottobre alle 21.00 Presso i locali della parrocchia, «Processo ai templari. Oltre la leggenda, la storia». Introduzione dott. Massimo Ciacchini, relazione prof.ssa Maria Luisa Ceccarelli Lemut professore ordinario di Storia Medievale dell’Università di Pisa. Il processo sarà condotto in costume d’epoca dal giornalista di Telegranducato dott. Piero Giorgetti, sulla base degli atti del processo del 1308-1311.

Sabato 29 Ottobre alle 18.00 Santa Messa solenne celebrata dal Vescovo mons. Simone Giusti con il conferimento delle cresime

BREVI DALLA DIOCESI

Venerdì 21 Ottobre alle 21.00 DIAMO ALI ALLE STRADE Presso l’istituto Maddalena, si svolgerà l’incontro dal titolo: «Quale dignità e quale rispetto c’è per la donna nella nostra comunità». Intevengono: Associazione Randi, Suor Eugenia Bonetti Segreteria USMI Roma, modera don Francesco Fiordaliso

Giovedì 27 Ottobre alle 16.30 LABORATORI FORMATIVI ALL’ASCOLTO Primo Modulo «Alle radici dell’ascolto» Sr. Raffaella, presidente della Fondazione Caritas onlus Per informazioni: rivolgersi alla Segreteria Porto di fraternità

Domenica 30 Ottobre alle 16.00 ASSEMBLEA DELLE RELIGIOSE Presso l’Istituto dell’Immacolata, assemblea delle religiose della nostra diocesi con questionario sulla vita diocesana e parrocchiale e sull’apostolato della vita religiosa femminile.


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Uno «strano» silenzio ilenzio e Parola: cammino di evangelizzazione». È il tema scelto da Benedetto XVI per la prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali che si svolgerà il 20 maggio 2012, nella domenica che precede la Pentecoste. Il tema è stato comunicato dalla sala stampa vaticana il 29 settembre; il testo del messaggio, invece, viene tradizionalmente pubblicato il 24 gennaio, nella memoria di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. A spiegare la scelta del Papa una nota del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali (Pccs). «La straordinaria abbondanza di stimoli della società della comunicazione - si legge - porta in primo piano un valore che, a prima vista, sembrerebbe addirittura in antitesi ad essa»: il silenzio. Questo, «nel pensiero del Papa, non è presentato semplicemente come una forma di contrapposizione a una società caratterizzata dal flusso costante e inarrestabile della comunicazione, bensì come un necessario elemento di integrazione. Il silenzio, infatti, proprio perché favorisce la dimensione del discernimento e dell’approfondimento, può esser visto come un primo grado di accoglienza della parola. Nessun dualismo, quindi, ma la complementarità di due funzioni che, nel loro giusto equilibrio, arricchiscono il valore della comunicazione e la rendono un elemento irrinunciabile al servizio della nuova evangelizzazione». Sull’importanza del silenzio nella comunicazione il Sir ha raccolto alcune riflessioni del PROFESSOR MICHELE SORICE (nella foto), docente di sociologia della comunicazione e di comunicazione politica alla Luiss Guido Carli di Roma.

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Il tema della Giornata pone in primo piano il valore del silenzio. Cosa ne pensa di questa scelta? «Mi sembra una scelta solo apparentemente strana; in realtà è assolutamente coerente con il tema dello scorso anno. Al tempo stesso, è innovativa nei toni ma ben presente nella tradizione degli studi sulla comunicazione. Questa, infatti, assume significato sociale e senso condiviso solo in presenza di due aspetti apparentemente contradditori: la similarità e la diversità. Per comunicare ho bisogno che il mio interlocutore sia simile a me, che condivida almeno in parte il mio universo di riferimento e che possa

La sala stampa vaticana ha comunicato nei giorni scorsi il tema del messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali in programma a maggio 2012 Il messaggio, che tradizionalmente viene pubblicato il 24 gennaio nella festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, quest’anno ha destato molti commenti per la sua «particolarità»: il Pontefice infatti ha richiamato i giornalisti al «silenzio» Offriamo uno spunto di riflessione su questo tema con l’interivista al professor Michele Sorice, pubblicata sul SIR

dialogiche. Il ’flusso inarrestabile’ non è un male; il male è la sua trasformazione in flusso entropico e caotico. I media, per esempio, possono svolgere importanti funzioni di connessione sociale, conoscenza, partecipazione; ma possono anche essere usati per saturare di rumore lo spazio comunicativo. Non è un caso che la ’propaganda’ sia spesso rumorosa o che la ridondanza comunicativa sia usata come tecnica di disinformazione. Spetta alla politica e alla società civile il compito di rivalutare il valore del silenzio, non in contrapposizione alla comunicazione ma in opposizione netta e chiara al rumore». Quali prospettive per educare al valore del silenzio? «La sfida è educare al senso critico e al discernimento. Il senso critico ha bisogno di spazi di riflessione. Già alla nascita del Romanticismo, Coleridge scriveva nelle ’Lyrical Ballads’ che la poesia è ’emotions recollected in tranquillity’, che è come dire che ha senso solo se le emozioni si traducono in progetto. Il silenzio non è il fine ma uno strumento importante per educare al valore della progettualità. In altre parole, bisogna educare al senso critico, alla libertà di pensiero: chi è abituato a essere protagonista delle proprie scelte spesso cerca momenti di silenzio. Non è casuale l’immagine che Italo Calvino dava del suo Cavalcanti nelle ’Lezioni Americane’: l’intellettuale che si liberava con leggerezza di una folla ’rumorosa e rombante’. Il valore del silenzio è strettamente connesso al valore del senso critico e della libertà della coscienza».

riconoscermi nell’adozione di una grammatica condivisa. Al tempo stesso, però, la relazione ha senso solo se esiste diversità, se cioè la comunicazione può produrre intenzionalmente una crescita cognitiva e magari un

cambiamento. Solo grazie al silenzio posso riconoscere i suoni, solo grazie a spazi di discernimento posso usare la ricchezza della comunicazione senza essere travolto dalla ridondanza informativa. Insomma, il silenzio è precondizione affinché la comunicazione sia efficace». È possibile il silenzio in una società «caratterizzata dal flusso costante e inarrestabile della comunicazione»? «Non solo è possibile ma è necessario. La comunicazione viene spesso sovrapposta al ’rumore’ ma è un errore concettuale. In realtà esiste comunicazione solo se si attivano dinamiche al tempo stesso informative e

Nell’era del web 2.0 è possibile pensare al silenzio come a «un necessario elemento d’integrazione»? «Naturalmente. L’era del web 2.0 è quella che ci sta insegnando che il confine fra reale e virtuale è una forzatura concettuale. Io sono - o dovrei essere - ciò che sono sia in rete sia fuori di essa, come peraltro papa Benedetto ci ricordava nel messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali dello scorso anno. Il silenzio e il flusso violento di informazioni sono - o dovrebbero essere - elementi dello stesso processo comunicativo. Un processo unitario, appunto. Oggi il silenzio ci sembra ’difficile’ perché siamo ancora troppo assordati dal rumore. Credo che Benedetto XVI voglia invitarci a riconquistare il silenzio proprio per ridare significatività alla comunicazione umana». www.agensir.it

Comunicazioni SOCIALI

IL MESSAGGIO DEL PAPA PER LA GIORNATA DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI.........


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TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

23 ottobre 2011

La consulta DEI LAICI

L’intervista a frà TOMMASO

A pochi giorni dalla professione abbiamo incontrato Tommaso Forni

Verso la «Settimana per la vita» Proposte e iniziative da organizzare per il mese di febbraio l Vescovo monsignor Simone Giusti ha aperto il periodico incontro Idelle Aggregazioni laicali invitando le associazioni ad utilizzare i mezzi di comunicazione disponibili in Diocesi: il sito, il giornale e la nuova trasmissione televisiva. Ha inoltre presentato le prossime attività del Progetto culturale, invitando a diffonderle e a parteciparvi. La Segretaria Sandra All’orizzonte Cavallini, ha l’idea di creare invitato tutti ad elaborare il un consultorio programma diocesano delle prossime per la vita: iniziative della in collaborazione Consulta incentrate sulla con i servizi Settimana per la vita e la dell’ospedale Pentecoste ed ha e della Caritas ricordato che il prossimo 12 maggio si svolgerà la giornata «Insieme per l’Europa-esperienze di comunicazione», e sarà possibile il collegamento satellitare con Bruxelles, il tema sarà quello delle radici cristiane dell’Europa, un’Europa che prima di economia e di politica ha bisogno di ritrovare i veri valori che accomunano cattolici, ortodossi, evangelici e laici. Sandra Cavallini ha ricordato inoltre che il 20 novembre si terrà l’Assemblea Regionale della Consulta nell’area Firenze-Pistoia, la tematica dell’incontro è ancora aperta e si possono suggerire gli argomenti da trattare. A proposito della Settimana per la vita, la professoressa Musumeci Bassi Luciani ha indicato il perché delle inizative, intese come presa di coscienza che la vita è sempre sacra, dopo 30 anni dalla approvazione della legge sull’aborto i giovani d’oggi non sanno perché è nata, si tratta perciò di tener viva la coscienza perché senza memoria si è destinati a commettere gli stessi errori. A questo proposito è stata avanzata la proposta di poter usare le quattro pagine interne della “Settimana” per approfondire l’argomento; per questo sarebbe opportuno avere a disposizione del materiale divulgativo e di animazione da distribuire nelle parrocchie per poi diffonderlo a tappeto per una campagna di conoscenza esaustiva. Per la giornata del 3 febbraio il Vescovo ha suggerito il tema: “A fianco dell’uomo d’oggi”, un convegno indirizzato alla nascita del Consultorio Diocesano strutturato con personale sanitario in pensione ma che sia ricco di competenza e preparazione. Si potrebbe arrivare a creare uno sportello all’interno dello stesso ospedale e instaurare una proficua collaborazione con i servizi sociali del Comune e con la Caritas, tutto questo affinché ci possa essere una libertà effettiva per la donna di decidere sulla vita del futuro nascituro. Il 5 febbraio -ha continuato monsignor Giusti- la giornata potrebbe essere dedicata a: “I cori parrocchiali cantano la vita” con la direzione artistica di Padre Maurizio, al termine della manifestazione tutti i cori potrebbero intonare un unico canto sul tema della vita. E ancora il 17 febbraio, nuova conferenza su: «Chi è l’uomo?» che sarà tenuta dal livornese professor Semplici, che evidenzierà come la biologia possa essere luce sul mistero dell’uomo, dopo la conferenza si aprirà il dibattito al quale tutti potranno intervenire. Gi. Gi.

A Dio non si comanda n San Francesco dei giorni nostri verrebbe da dire. Senza la parte in cui rinnega suo padre però: di famiglia nobile con una carriera ben avviata e un’educazione militare alle spalle, Tommaso Forni (o meglio, Tommaso Maria Gaetano Antonio Ludovico Forni Niccolai Gamba), il 10 ottobre scorso è entrato nella comunità dei monaci vallombrosani a Montenero. «Se devo essere sincero mi sento più vicino alla vita di Sant’Agostino, sia per le vicende personali, che per l’indole tutta tendente al bisogno di razionalizzare le cose». A Tommaso infatti è stato insegnato fin da bambino a usare la testa per chiedersi e capire il perché delle cose: «La mia è stata un’educazione molto rigida, sia in collegio che in casa, come quella di una famiglia con una lunga tradizione alle spalle, che pretende ed accetta un certo tipo di comportamento e atteggiamento». Quello che però non mancava mai da parte dei suoi genitori, spiega Tommaso, era una «dovizia di spiegazioni», che non si limitava a un “no perché no”, ma che cercava di spiegare a Tommaso e ai suoi fratelli il perché delle decisioni. Una famiglia che gli ha trasmesso anche

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«Penso che Dio abbia cambiato strategia con me e alla fine mi ha preso alle spalle portandomi di fronte all’altare con un percorso graduale» un’educazione cattolica che lo ha portato ad avere un primo “scossone” che voleva indirizzarlo verso la vita religiosa durante un viaggio a Lourdes quando aveva 20 anni. «Fino a quel momento la mia era stata una religiosità indotta, da lì in poi ho iniziato ad accorgermi che Dio esiste davvero, non perché te lo dicono, ma perché lo senti». Ma il suo bisogno di razionalizzare ogni cosa era forse quello che lo frenava e che lo faceva scappare da questa chiamata, ma che allo stesso tempo per lui era diventata una sfida tra trascendente e terreno perché «Dio –dice- ti prende sul piano razionale e su quello emozionale». Adesso di anni ne ha 39 e questa sfida alla fine Dio sembra averla vinta, dopo che per 15 anni lo ha rincorso nel suo mondo fatto di teatro, cinema, collegio e accademia navale, manager di una società di Barcellona, giornalista a La Nazione, cameriere….«Penso che Dio

abbia cambiato strategia con me e alla fine mi ha preso alle spalle portandomi di fronte all’altare con un percorso graduale». Infatti, nel ’97, dopo essersi stabilito a Livorno, Tommaso incontra Don Luca Giustarini e con lui entra a far parte della Gioventù Benedettina. «Per me Montenero rappresentava un’oasi di pace e tranquillità mentre nella frenesia della mia vita ero in ricerca di qualcosa che non sapevo cosa fosse. Quello che avevo capito però, era che cambiare lavoro o fidanzata non era la soluzione al problema, perché avevo bisogno di una nuova dimensione di vita, una dimensione spirituale che alla fine mi ha portato a mettere al centro di tutto Dio e ad affrontare i problemi in modo diverso». E questo cambiamento totale di stile ha scatenato delle reazioni in famiglia: «C’è voluto un po’ di tempo perché mia madre accettasse di non potermi accompagnare all’altare e vedere dei nipotini. Poi però, ricordandosi di quello che mi aveva sempre detto sul fatto che i figli non sono dei genitori, ma di Dio che glieli

ha affidati e che un giorno potrebbe anche chiederli indietro, ha appoggiato la mia decisione». E all’altare ce lo ha accompagnato comunque, commuovendosi nel momento della vestizione. «Mio padre invece è stato subito felice della bella notizia e il suo augurio era quello di poter vivere abbastanza per poter servire la mia messa». Ma anche per Tommaso non deve essere stato facile abbandonare la sua vecchia vita per vestirsi di un abito nero e accettare tre voti. «Per la povertà non c’è stata nessuna difficoltà. La mia famiglia mi ha sempre insegnato a non essere attaccato ai soldi e alle cose, ma semmai a guadagnarsele. La castità la ritenevo un problema, ma quando ne ho capito il motivo, l’ho accettato. In questo mi ha aiutato molto la spiegazione del mio priore: la castità è un modo di aprirsi a tutti senza darsi a una sola persona». Quello a cui Tommaso sta ancora lavorando, è il voto dell’obbedienza: «Sono sempre stato un tipo piuttosto disobbediente. O meglio, nella mia educazione militare sono sempre stato obbediente, ma una cosa è esserlo, una cosa è farlo. Mi disturbava il fatto di pensare di dover dare la mia libertà a Dio, io che per motivi di lavoro ho sempre preso decisioni anche per gli altri». Con il senno di poi, di chi per una vita ha fatto di tutto per scappare da Dio pur continuando a cercarlo, Tommaso può dare questo consiglio a dei giovani come lui: «Trovate una persona, sceglietene una che vi conosca e che possa guidarvi ed essere un compagno di viaggio, perché insieme la strada si trova meglio. Una guida spirituale, ma anche un amico che sia pronto a mettervi sull’allerta senza dire se è bene o male quello che state facendo». Giulia Sarti


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

23 ottobre 2011

Filo diretto con le PARROCCHIE

DAGLI AFFRESCHI L’INVITO AD ANNUNCIARE L’AMORE DI CRISTO PER GLI UOMINI

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È iniziata la Missione parrocchiale a S. Giovanni Bosco

La chiesa dedicata a Madre Seton si arricchisce di un’altra opera d’arte n’altra parete ha preso vita nella chiesa dedicata a Madre Seton. L’artista Paolo Maiani ha posto il suo tocco anche sul muro che sovrasta l’entrata principale della chiesa, realizzando un affresco ben visibile dall’altare, ricco di sfumature e di significato religioso. Grazie alla curvatura della parete le immagini sono costruite secondo diversi «quadri» che raffigurano Elisabeth Seton nei momenti della sua conversione, durante il suo impegno con i ragazzi in America: maestra e madre di vita e di fede. Nella spiegazione dell’affresco Paolo Maiani rivela: «Se posso svelare una curiosa riflessione che sin dall’inizio feci sulla Seton, riguarda il suo cognome… La musica è un’arte, è messaggio, è condivisione e convivenza. La musica è espressa in note e le note, sapientemente unite, creano un’armonia. La parola "note”, tradotta in inglese, si trasforma in “notes”, ovvero la parola inversa della nostra Seton… Ed è proprio l’armonia che ho cercato di far trasparire nella scena della scuolafamiglia. Uno spaccato architettonico dove si alternano le varie immagini di una comunità, scandita dalle diverse età dei bambini e delle diverse attività quotidiane. Ma l’apoteosi setoniana è preceduta da un percorso duro, doloroso, dove prevalgono di più le contrarietà, talvolta tragiche e inspiegabili. Scriveva così la Santa ad un’amica“…sono in pace! Trovo la pace in mezzo a cinquanta bambini… con inclinazioni diverse… come una madre è tenuta ad amarli tutti e non secondo gradi di merito o demerito… provenienti dalla stessa sorgente e diretti allo stesso fine…”.

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Il cardinale Franc Rodé ha inaugurato la nuova pittura di Paolo Maiani

LA DOMENICA: GIORNO DEL SIGNORE niziata lo scorso sabato durerà fino al 30 Iparrocchia ottobre la VI Missione Parrocchiale della S. Giovanni Bosco, intitolata

Sorgente e fine: due pezzi di granito che tenuti insieme dall’invisibile catena della Fede e della Carità fatturano un modello di esistenza: l’identità del dono verso i più indifesi e quindi più vulnerabili, verso i più bisognosi quindi più gratificanti». «C’è una grande finestra al centro della scena – spiega ancora l’artista da cui puoi guardare all’esterno, verso il mondo fuori, alla vita che ci circonda, verso la quale ogni giorno vai incontro e ogni giorno DEVE essere affrontata. Dentro quelle mura Madre Seton ha sentito la spinta, l’amore e il dovere di evitare che la vita potesse andare a sbattere e travolgere quei bambini. Al di là degli inserimenti pittorici più o meno significativi, appare eloquente questa

Madre-Seton-Madre che nella sua dolcezza semina nozioni, preghiere, armonie». L’opera di Maiani è stata inaugurata nell’ambito di una suggestiva celebrazione eucaristica presieduta dal cardinal Franc Rodé, della

famiglia Vincenziana, invitato per l’occasione. «Sono veramente lieto di essere insieme a voi, per celebrare il santo sacrificio, per lodare e ringraziare il Signore di tutti i suoi benefici, per esprimere la nostra devozione e la nostra

venerazione alla vostra Santa Patrona, Santa Elizabeth Ann Bayley Seton, - ha detto il cardinale -Questa chiesa racconta quarant’anni di storia di questa comunità, accompagnata, guidata e costruita dal vostro Parroco don Gino Franchi, dalla sua intraprendenza, dalla sua sagacia e dal suo amore per Santa Anna Elisabetta. Questa chiesa narra con eloquenza la fede e la religiosità sua, e di ciascuno di voi, e il vostro profondo amore verso la vostra Patrona si eleva dalle fondamenta fino ai dipinti che abbelliscono queste pareti». «Tutta la vita della Seton – ha ricordato Rodé - fu una risposta d’amore all’amore ricevuto. Con l’opera sua e delle tante figlie che radunò intorno a sé, nel primo Istituto religioso fondato negli Stati Uniti e nelle scuole parrocchiali, annunziò al mondo quell’amore. E ancora oggi ci sprona a pregare e cercare, e ad annunciare ai fratelli l’amore sconfinato di Dio. Con la gioia e la semplicità dei figli: Dio ci ama». c.d.

Don Pio Maioli parroco a Santa Croce

rande festa a Santa Croce per l’immissione ufficiale del nuovo parroco don Pio Maioli. Il Vescovo ha presieduto la cerimonia di ingresso, con la processione lungo le strade del quartiere e la Messa in chiesa. Circondato dai parrocchiani «passati e futuri» e dagli amici, don Pio ha ringraziato dell’accoglienza la nuova comunità, che già nelle settimane precedenti il rito, aveva iniziato a conoscere. Anche la redazione fa gli auguri a don Pio, uno dei nostri più affezionati lettori, per questo nuovo incarico pastorale.

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quest’anno “Domenica giorno del Signore e giorno dell’Eucaristia”. Ogni giorno la Messa insieme e la catechesi riservata ai diversi gruppi, la visita alle famiglie e ai malati della parrocchia e gli incontri di preghiera aperti a tutti. Un’iniziativa in particolare sarà aperta a tutti i giovani del quartiere e a tutti coloro che vorranno unirsi: la preghiera itinerante “Marcia della Speranza”in programma domenica 23 ottobre alle 16.30. Venerdì 28 alle 21.00 le suore che guidano la Missione incontreranno in chiesa tutti coloro che per motivi di lavoro non hanno potuto partecipare agli altri incontri e occasioni di preghiera. La Missione si chiuderà domenica 30 con la solenne celebrazione delle 10.30 in cui si ricorderà l’anniversario della dedicazione della chiesa e gli anniversari di matrimonio di tante coppie della comunità; alle 15.30 la caccia al tesoro e alle 21 processione con il Santo Rosario fino all’edicola della Madonna di Montenero in via Toscana e ringraziamento alle suore che hanno accompagnato la Missione.

Semplicemente un «POMERIGGIO INSIEME»! L’iniziativa per la terza età alla parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù a Rosignano n occasione dei festeggiamenti della IGesù nostra patrona S. Teresa del Bambin e del Volto Santo, il gruppo di “Pomeriggio Insieme” ha organizzato nel salone parrocchiale un intrattenimento per le persone della terza età. Erano presenti gruppi provenienti da altre parrocchie, del Vicariato e della Diocesi, e come sempre i nostri amici ospiti della “Casa Cardinal Maffi”. Il pomeriggio è trascorso in serenità e allegria, abbiamo ascoltato buona musica, ballato e cantato, è stato offerto un piccolo rinfresco. Alle ore 18 tutti in chiesa, per la Santa Messa! Al momento dell’Offertorio sono stati portati all’Altare oggetti simbolici, che caratterizzano le abitudini degli anziani. Gli anziani oggi, più di sempre sono una forza preziosa per la società e per la Chiesa, le loro radici sono cresciute nella buona terra, quando ancora si poteva uscire di casa, senza chiudere la porta. È bello guardare i loro volti e scoprirvi ancora la passione per la vita, la voglia di fare, l’instancabile desiderio di aiutare figli e nipoti. Un pomeriggio pieno di emozioni, dedicato a loro e anche a noi di «Pomeriggio Insieme». Si ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita dell’iniziativa. P.C.


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TOSCANA OGGI 23 ottobre 2011

LA SETTIMANA DI LIVORNO

La Settimana n. 37 del 23 ottobre 2011  

Settimanale della Diocesi di Livorno