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IL GRANELLO di senape di monsignor Ezio Morosi

Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

2 ottobre 2011

Svegliati, perché dormi, Signore? Destati, non ci respingere per sempre. Perché nascondi il tuo volto, dimentichi la nostra miseria e oppressione? (Salmo 43, 24) uomo sopraffatto dal dolore non sempre si rende conto di quello che diL’ ce. È buffa ed insieme tragica questa invocazione rivolta a Dio perché “si svegli”. Il Signore non dorme, non dimentica nessuno, lo dichiara espressamente nelle Sacre Scritture ma in certe ore drammatiche della vita si può avere l’impressione di essere abbandonati da tutti, anche da Dio. E non c’è solo il dramma del singolo. A volte interi popoli fanno queste tristi esperienze. La storia umana conosce deportazioni, genocidi, eliminazioni, schiavitù, e tante altre aberrazioni, ma Dio non abbandona i suoi uomini. Con la sua grazia sostiene l’oppresso rendendolo capace di una resistenza superiore alle sue forze e che meraviglia la stessa vittima; le chiede di unirsi alla croce di Cristo per collaborare alla redenzione del mondo, alla vittoria sul male.

La statua della Vergine, che con tutta probabilità sarà inaugurata il prossimo gennaio, sta prendendo forma nel laboratorio dello scultore. Siamo andati a trovarlo per vedere come procede il lavoro

Quattro chiacchere con l’artista PAOLO GRIGÒ

La «nascita» della Madonna dei Popoli

Le fasi della LAVORAZIONE

GIULIA SARTI er lavorare è fuggito dalla città ed ha trovato la sua oasi di tranquillità nella campagna di Pontedera. Ed è in quel silenzio che pian piano la Madonna dei popoli sta prendendo forma. Paolo Grigò ci accoglie in una stanza di un ex deposito di tabacco, tra un casolare e un piccolo teatro d’avanguardia, affittata appositamente per avere un soffitto che contenesse la statua per intero. Per aiutarlo in quello che difficilmente si può definire “lavoro”, ma che più che altro è una passione, ha scelto tre giovani: Sara, Marta e Pietro, 30, 22 e 35 anni. Li troviamo che lisciano con le mani quella che sarà la base del corpo della Madonna. Siamo già a più di un metro da terra, nel punto in cui inizia a formarsi il mantello. Per noi profani dell’arte non c’è ancora molto da vedere, ma Grigò, con l’entusiasmo dell’artista, ci dice che vede già «il movimento dei veli che seguiranno la direzione del vento all’imboccatura del porto». Il caldo estivo purtroppo ha rallentato il lavoro: «Quando fuori ci sono le temperature che abbiamo avuto ad agostoci spiega-, l’argilla secca in fretta e non dà il tempo di lavorarla nel modo migliore». Il rischio è che restino intrappolate bolle d’aria che potrebbero spaccare il blocco dopo la cottura. «Adesso comunque stiamo andando verso una stagione ottimale aggiunge- e sarà tutto più veloce». A vederlo lavorare con le mani o con degli attrezzi semplicissimi, spatole di

aranno 9 quintali e 6 metri e mezzo di altezza di Sdareargilla refrattaria, senza contare il piedistallo, a vita alla Madonna dei popoli.

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diverso tipo, pezzi di legno, sembra una cosa talmente naturale che tutti potrebbero fare, senza bisogno di “esserne portati”. «Credo che un po’ di lavoro lo abbia fatto la genetica, mio nonno e mio padre scolpivano, ma alla base della scultura c’è prima di tutto il disegno», che secondo lui è fondamentale per tutta l’arte in genere e che, a dispetto di quello che molti credono, è qualcosa che si può imparare. «Quello che poi distingue una persona da un’altra è il segno» e questo nelle sue opere si può riconoscere facilmente conoscendone qualcuna. Alla progettazione e allo studio, che hanno danno vita al disegno dei bozzetti della Madonna col bambino in braccio, è seguita la fase dei modellini in scala per passare poi al progetto definitivo. Ma un lavoro del genere presuppone anche il sopralluogo del punto in cui

la statua verrà posizionata perché «anche se nell’opera esprimi una tua idea e espressione, devi sapere cosa c’è in quel luogo, cosa c’era prima e cosa c’è intorno». Per i tratti della donna, come si vede dai bozzetti, Grigò aveva le idee chiare fin dall’inizio: «Penso che rappresentare oggi la Madonna debba farla somigliare a una donna contemporanea, che riconosciamo come una delle nostre. Il suo sarà un volto mite e solidale con tutti, proprio come sa essere una madre, che in fondo sarà quello che potrà vederci chi non la riconosce come Maria, anche se i movimenti e le posizioni restano quelle religiose». Il basamento sarà invece un altorilievo che raccoglie le religioni, tutti i popoli e la metafora del rispetto per chi lavora rappresentata da un musicante. Il tutto, tratto

caratteristico dell’artista, sarà decorato con frasi e parole di persone andate per mare e da altri tratti di immagini abbozzate. Grigò di Madonne ne ha fatte altre, ma mai di queste dimensioni e con questa tecnica. «Ho fatto dei bassorilievi che la rappresentano, per il lavoro su grandi dimensioni invece mi sono già “allenato” con un Cristo e con alcune porte». Sicuramente dopo più di 30 anni di scultura con opere destinate a diverse parti del mondo, l’esperienza non gli manca e neanche si preoccupa delle critiche che hanno scatenato sondaggi sui giornali fino a qualche mese fa. La data precisa della conclusione dell’opera non sa dircela, ma andremo a trovarlo di nuovo per vedere come questa opera sarà cresciuta, aspettando la presentazione vera e propria.

Un materiale che resiste al salmastro e alla forza del vento e che cuoce a 1200/1300 °C. Per i meno esperti d’arte, Paolo Grigò ci ha spiegato passo passo le fasi del lavoro: «Si parte dal fondo della statua (i piedi della Madonna), seguendo la cosiddetta tecnica del colombino (o del lucignolo) cioè sovrapponendo dei cilindri di argilla, che vanno a costituire dei blocchi divisi tra loro da pellicole e cartoni. Saranno questi, un centinaio in tutto, una volta che la statua sarà ultimata e smembrata, ad essere cotti per circa 12 ore nel forno. Seguirà il riassemblaggio, la colorazione e poi la seconda cottura, che preparerà gli stessi pezzi ad essere montati, proprio come un puzzle ad incastro, nel porto. Una volta posizionata, l’interno cavo della Madonna, sarà rinforzato da barre di ferro, cemento e polistirolo. Per il bassorilievo del basamento sono previsti invece circa 200 pezzi, ma il metodo di lavorazione, -a detta di Grigò-, è molto più semplice e rapido».


II

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

2 ottobre 2011

Pittura e musica nel mese di ottobre

CHI SEI TU CHE MI GUARDI? L’iniziativa promossa dal «Portico di Salomone» el mese di Ottobre si terrà un N evento artistico culturale (sostenuto dai Centri Culturali «Il Portico di Salomone» di Livorno e «Don Francesco Ricci» di Donoratico) che sarà aperto a tutta la città di Livorno, ospitato dall’Istituto Mascagni, presso il Palazzo della Gherardesca (in Via Galileo Galilei 54). Esso si strutturerà con una mostra di pittura dell’artista livornese Lara Leonardi e di scultura dell’artista Emanuele Cazzaniga, un concerto musicale per archi e pianoforte, incontri sul tema del volto, con approfondimenti storico-artistici, psicologici e letterari. Il tema centrale da sviluppare è l’uomo con i suoi desideri, nel rapporto con l’altro e con l’infinito, alla ricerca della sua identità, del suo volto. L’evento che avrà come titolo «Chi sei tu che mi guardi?» si svolgerà a Livorno da Sabato 08 a Sabato 29 Ottobre, col desiderio di realizzare un «luogo» di bellezza per ogni persona della nostra città. Questo il programma: Sabato 8 ottobre – ore 16.30 Inaugurazione della mostra con la partecipazione del Vescovo Mons. Giusti e del presidente della Provincia Kutufà. Concerto per archi e pianoforte in mi bemolle maggiore op. 44 di R.A. Schumann eseguito dal “Quintetto Schumann”: Rita Pepicelli, Anna Satta, Patrizia De Santis, Daniele Bogni, Alessandro Aletti in collaborazione con la Fondazione “La Caprillina” Sabato 15 ottobre – ore 18 Incontro dal titolo «Van Gogh - Un grande fuoco nel cuore» con il Prof. Roberto Filippetti presentazione in videoproiezione dei capolavori di Vincent Van Gogh. «Voglio fare dei disegni che vadano al cuore della gente» da le lettere al fratello Theo. Introduce Benedetta Satta al flauto traverso accompagnata al pianoforte da Valentina Pelagatti che eseguiranno l’op. 94 “3 Romanza” di R.A. Schumann Venerdi 21 ottobre - ore 18 Incontro dal titolo «Il mio volto, il tuo sguardo: la scoperta di sé nella Divina Commedia» con il Prof. Edoardo Rialti. Introduce il giovane pianista Federico Pulina con l’esecuzione dei seguenti preludi di Rachmaninov: op.3 n.2 in do diesis minore, op.23 n.3 in re minore, op.23 n.5 in sol minore Sabato 29 ottobre – ore 18 Incontro dal titolo «Chi sei tu che mi guardi» con la D.ssa Vittoria Maioli Sanese tratto dal suo omonimo libro, una riflessione sulle tematiche più essenziali che caratterizzano la relazione genitore-figlio: origine, identità, legame di riconoscimento, appartenenza. Introduce il «Trio sonoro»: Giovanni, Matteo e Veronica Tripodi con l’esecuzione del brano «Lo sguardo del cuore» di Giovanni Tripodi Da Sabato 8 al 29 ottobre La mostra degli artisti Lara Leonardi ed Emanuele Cazzaniga “Chi sei tu che mi guardi” resterà aperta dal Lunedì al Sabato con orario 08-20, ad eccezione di: Sabato 8 Inaugurazione dopo il concerto Sabato 22 Orario 8-19. L’ingresso è gratuito.

La parola alla... MISERICORDIA DI LIVORNO

Impariamo a soccorrere gli altri Al via il corso di base per soccorritori nei locali di viaVerdi al 4 ottobre al 10 novembre la Misericordia di Livorno organizza un corso per soccorritori di livello base aperto alla cittadinanza. Tutti i cittadini dai 16 ai 99 anni possono imparare le basi delle principali tecniche di soccorso a un paziente colpito da un malore o da un infortunio. Gli allievi impareranno anche come funziona la più antica organizzazione di volontariato di Livorno, effettueranno degli stage sulle ambulanze accompagnati da confratelli esperti nella formazione dei nuovi

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soccorritori. Sarà quindi l’occasione per conoscere la Misericordia e il volontariato in generale, per dedicare qualche ora del proprio tempo libero ad essere dei buoni samaritani, ad aiutare il prossimo. Il corso si svolgerà il martedì e il giovedì dalle 21 alle 23 in via Verdi e durante le lezioni saranno trattate le tecniche di rianimazione di soccorso al traumatizzato, passando ovviamente per un approfondimento degli aspetti legali per i soccorritori e della storia della

Misericordia. Molte lezioni saranno pratiche e gli allievi potranno cimentarsi nel provare le tecniche e le conoscenze acquisite nelle lezioni teoriche sui manichini o su dei confratelli appositamente formati a fare da simulatori di paziente. I formatori saranno infermieri professionali della Misericordia che operano nei reparti di emergenza e confratelli e consorelle formatori regionali. Una novità importante di questo corso è la collaborazione nata con il Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri con delle lezioni tenute dai militari per l’intervento dei soccorritori sulle scene di un crimine. Questa collaborazione

è estremamente importante perché molto spesso, quando si verifica un crimine, lo scenario viene inquinato da chi in quel momento si trova sul posto per prestare soccorso. L’acquisizione di tecniche e competenze fornite dai Carabinieri consentiranno alle forze dell’ordine di poter lavorare con meno problemi garantendo così una sempre maggior possibilità che chi ha commesso il crimine possa essere individuato. Al termine del corso verrà svolto un esame per verificare l’effettivo raggiungimento delle competenze acquisite durante le lezioni. Il superamento della prova darà diritto a un attestato di

riconoscimento valido in tutte le associazioni di volontariato della Toscana. Inoltre l’attestato costituisce anche credito formativo a livello scolastico. Per coloro che vorranno continuare ed approfondire la propria formazione nel soccorso già all’inizio del prossimo anno si terrà il corso di livello avanzato che durerà tre mesi e permetterà a chi supererà l’esame finale di poter svolgere i servizi di emergenza. Per iscriversi basta recarsi all’ufficio relazioni al pubblico in viale Boccaccio 39 o presso la sede di Via Verdi. Si può anche visitare il sito www.misericordialivor no.org per fare la preiscrizione on line. Gianluca Testi

LA 35ª GIORNATA REGIONALE MARIANA A MONTENERO

Maria, tu sei la Regina della famiglia a pioggia incessante e il brusco abbassamento di temperatura, non ha fatto desistere i pellegrini provenienti da tutta la Toscana dal prendere parte alle celebrazioni organizzate dal Collegamento Regionale Mariano che costituitosi 35 anni fa, ha visto nelle ultime edizioni crescere notevolmente il numero dei partecipanti. Erano presenti i Vescovi emeriti Bertelli e Giovannetti e il Vescovo di Livorno Simone Giusti che ha presieduto la concelebrazione eucaristica. L’incontro si è aperto con un’ora di adorazione eucaristica con le meditazioni di don Carlo De Ambrogio, fondatore del G.A.M. e con la recita del santo rosario. Mons. Luciano Giovannetti ha tenuto la catechesi dal titolo: «Educare alla preghiera e alla vita cristiana e ha sottolineato che la famiglia è il luogo privilegiato per l’educazione alla fede. È bello sentire la coppia a distanza di anni, quando ricorda il giorno delle nozze, che non sono un traguardo, ma un punto di partenza, per crescere nell’amore vicendevole. Perchè il rapporto duri c’è bisogno di guardare all’atteggiamento di Gesù che è fatto di attenzione: verso le situazioni e le persone: bisogna imparare a vivere la virtù dell’attenzione che ci aiuta a valorizzare le piccole cose. Gesù ha trascorso la vita a Nazaret insieme a Maria e Giuseppe, la cui vita era immersa nella ferialità, nelle sue occupazioni quotidiane; anche noi dobbiamo vivere i giorni in modo non banale, ma con gesti e atteggiamenti resi belli dall’amore. Paolo VI amava usare l’espressione: “O silenzio di Nazaret” riferito alla famiglia che prega e che educa impegnandosi per il mondo e per la Chiesa. È difficile educare, ma bisogna impegnarsi e cercare di capire quali siano i veri bisogni dei figli per farli crescere nella sobrietà e nella fede. Maria è colei che ci può aiutare ad intraprendere questo giusto cammino; lei che il Concilio Vaticano II definisce segno di consolazione e sicuro conforto per il popolo pellegrinante sulla

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terra, cammina con noi e fa sì ciascuno di noi diventi segno di speranza e di consolazione per le nuove generazioni. Dopo la catechesi, un gruppo di giovani di Signa, provincia di Firenze, le «Sentinelle del Mattino», accompagnato da don Giovanni Castorami ha portato la propria testimonianza di evangelizzazione su strada che fa riferimento a Daniel Ange, il quale 28 anni fa ha iniziato questo percorso in Francia che si è poi diffuso in altri Paesi. Anche a Firenze è stata istituita una scuola per

formare i giovani evangelizzatori. Ilaria, una ragazza di Siena che frequenta questa scuola di evangelizzazione di giovani per i giovani, con molto entusiasmo

ha spiegato che la scuola dura nove mesi e si fonda su quattro pilastri: la preghiera che scandisce tutta la giornata e ha nella Messa e nell’adorazione eucaristica il punto centrale; la formazione che va dagli studi scritturistici e teologici a quelli di psicologia e pedagogia; la vita in comunità dove maschi e femmine insieme seguono i consigli evangelici di obbedienza, castità e povertà; la missione tra i giovani di oggi, nei luoghi da loro frequentati (scuole, piazze, discoteche ecc) per trasmettere la gioia dell’incontro con Gesù. Monsignor Giusti ha presieduto la concelebrazione eucaristica, rivolgendo un ricordo particolare a don Carlo Neri, spentosi a Livorno, che ha fatto molto per il Collegamento Mariano e che ha vissuto sempre illuminato dal faro di Maria. La fiaccolata e la Preghiera di Affidamento della Toscana alla Madonna hanno concluso le celebrazioni. Monica Cuzzocrea Si ringrazia Roberto Manera per le fotografie


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

Evangelizzare a 360 gradi P

il 1° ambito (che si ritroverà al Salone Fagioli (in Vescovado) e vedrà come coordinatore il diacono Luigi Diddi) sarà incentrato sul tema: «Testimoni di Dio in una società secolarizzata. Esperienze di nuova evangelizzazione in Italia e in Europa» e vedrà come relatore don Marco Sozzi, officiale del Pontificio

Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Il 2° ambito (che si ritroverà al Salone della parrocchia S.Andrea, via S.Andrea e avrà come coordinatore don Giuseppe Coperchini)

Speciale convegno missionario diocesano

centrerà la sua riflessione su: «Testimoni di Dio in un mondo di conflitti», con l’intervento della professoressa Siriana Farri, membro Consiglio nazionale di

Pax Crhisti. Infine il 3° ambito (che si riunirà in Sala Piccioni (la ex cappellina in Vescovado) e avrà come coordinatore il diacono Antonio Domenici rifletterà su:

Il FUTURO DELL’ITALIA «Testimoni di Dio nei confronti dei separati, divorziati e risposati» e si affiderà alla guida di don Eugenio Zanetti, responsabile del Gruppo “La Casa” di Bergamo, esperto su questa tematica. DI

Per saperne di più sui RELATORI

DON EUGENIO ZANETTI, nato ad Osio Sotto (Bg) nel 1958, è sacerdote della diocesi di

Bergamo dal 1982. Ha conseguito il dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana. È docente nel Seminario diocesano, Addetto alla Cancelleria vescovile, Patrono stabile presso il Tribunale

Ecclesiastico Regionale Lombardo, Responsabile del gruppo “La Casa” per l’accompagnamento spirituale e la consulenza canonica di persone separate/divorziate. Ha dedicato la sua attività soprattutto all’ambito matrimoniale, operando a livello diocesano e lombardo sia sul versante prettamente canonico che su quello più generalmente pastorale. (Da leggere: http://www.caritasticino.ch/media/rivista/archi vio/riv_0804/separati%20div orziati%20risposati.pdf) (Nelle foto: in alto don Sozzi, sotto il simbolo di Paxchristi e sotto ancora don Zanetti)

DAL MESSAGGIO DEL PAPA PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE

Come il Padre ha mandato me io mando voi n occasione del Giubileo del 2000, il Venerabile Idell’era Giovanni Paolo II, all’inizio di un nuovo millennio cristiana, ha ribadito con forza la necessità di rinnovare l’impegno di portare a tutti l’annuncio del Vangelo «con lo stesso slancio dei cristiani della prima ora» (Lett. ap. Novo millennio ineunte, 58). È il servizio più prezioso che la Chiesa può rendere all’umanità e ad ogni singola persona alla ricerca delle ragioni profonde per vivere in pienezza la propria esistenza. Perciò quello stesso invito risuona ogni anno nella celebrazione della Giornata Missionaria Mondiale. L’incessante annuncio del Vangelo, infatti, vivifica anche la Chiesa, il suo fervore, il suo spirito apostolico, rinnova i suoi metodi pastorali perché siano sempre più appropriati alle nuove situazioni - anche quelle che richiedono una nuova evangelizzazione - e animati dallo slancio missionario: «La missione rinnova la Chiesa, rinvigorisce la fede e l’identità cristiana, dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni. La fede si rafforza donandola! La nuova evangelizzazione dei popoli cristiani troverà ispirazione e sostegno nell’impegno per la missione universale» (Giovanni Paolo II, Enc. Redemptoris missio, 2). Andate e annunciate Questo obiettivo viene continuamente ravvivato dalla celebrazione della liturgia, specialmente dell’Eucaristia, che si conclude sempre riecheggiando il mandato di Gesù risorto agli Apostoli: “Andate…” (Mt 28,19). La liturgia è sempre una chiamata ‘dal mondo’ e un nuovo invio ‘nel mondo’ per testimoniare ciò che si è sperimentato: la potenza salvifica della Parola di Dio, la potenza salvifica del Mistero Pasquale di Cristo.Tutti coloro che hanno incontrato il Signore

risorto hanno sentito il bisogno di darne l’annuncio ad altri, come fecero i due discepoli di Emmaus. Essi, dopo aver riconosciuto il Signore nello spezzare il pane, «partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme dove trovarono riuniti gli Undici» e riferirono ciò che era accaduto loro lungo la strada (Lc 24,33-34). Il Papa Giovanni Paolo II esortava ad essere “vigili e pronti a riconoscere il suo volto e correre dai nostri fratelli a portare il grande annunzio: “Abbiamo visto il Signore!”» (Lett. ap. Novo millennio ineunte, 59). A tutti Destinatari dell’annuncio del Vangelo sono tutti i popoli. La Chiesa, «per sua natura è missionaria, in quanto essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il disegno di Dio Padre» (Conc. Ecum.Vat. II, Decr. Ad gentes, 2). Questa è «la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare» (Paolo VI, Esort. ap. Evangelii nuntiandi, 14). Di conseguenza, non può mai chiudersi in se stessa. Si radica in determinati luoghi per andare oltre. La sua azione, in adesione alla parola di Cristo e sotto l’influsso della sua grazia e della sua carità, si fa pienamente e attualmente presente a tutti gli uomini e a tutti i popoli per condurli alla fede in Cristo (cfr Ad gentes, 5). Questo compito non ha perso la sua urgenza. Anzi, «la missione di Cristo redentore, affidata alla Chiesa, è ancora ben lontana dal suo compimento … Uno sguardo d’insieme all’umanità dimostra che tale missione è ancora agli inizi e che dobbiamo impegnarci con tutte le forze al suo servizio» (Giovanni

NICOLA SANGIACOMO

a demografia? «Una delle scienze più Lrisposta trascurate dei nostri anni». Questa la di un sociologo alla notizia che il

DON MARCO SOZZI, è un Sacerdote della Diocesi di Lodi, ha conseguito il Dottorato in Teologia Pastorale con Specializzazione in Comunicazioni Sociali, è Addetto stampa della Diocesi di Lodi, è docente nel Seminario Vescovile di Lodi in Sociologia della Religione ed Insegnante nella Scuola Edi.S.I. per Consulenti di Formazione in Scienze Umane nella Vita Consacrata e Comunità Educative Ecclesiali aLodi, è officiale presso il Consiglio Pontificio per la Nuova Evangelizzazione. La PROFESSORESSA SIRIANA FERRI è l’attuale tesoriera nazionale di Pax Christi, eletta nel 2009, fa parte del Punto Pace di Modena e da tempo è impegnata nel Movimento in particolare sui temi della formazione e dell’educazione alla pace, anche in virtù della propria lunga esperienza professionale come direttore didattico. (http://www.paxchristi.it/)

III

Il Progetto Culturale

Tre ambiti per approfondire la riflessione sulla missionarietà come stile permanente della Chiesa rimo appuntamento diocesano dopo l’8 settembre, ecco il Convegno missionario che apre il mese di ottobre, dedicato da sempre proprio alle Missioni. Titolo del convegno, ripreso dal tema della giornata missionaria mondiale «Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi» (Gv 20,21), perché l’impegno missionario sia un impegno di evangelizzazione a tutto campo. Domenica 9 ottobre il ritrovo sarà alla chiesa di S. Andrea alle 15,30 dove il Vescovo presiederà la celebrazione della Veglia Missionaria Diocesana e darà il mandato agli: evangelizzatori delle missioni popolari in Diocesi, ai “Didaskalos” (al termine del IV anno della Scuola di Formazione per gli Operatori Pastorali SFOP) e ai Catechisti. Alla fine della celebrazione in chiesa (verso le 16,30) i presenti si suddivideranno secondo tre ambiti di interesse:

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Paolo II, Enc. Redemptoris missio, 1). Non possiamo rimanere tranquilli al pensiero che, dopo duemila anni, ci sono ancora popoli che non conoscono Cristo e non hanno ancora ascoltato il suo Messaggio di salvezza. Non solo; ma si allarga la schiera di coloro che, pur avendo ricevuto l’annuncio del Vangelo, lo hanno dimenticato e abbandonato, non si riconoscono più nella Chiesa; e molti ambienti, anche in società tradizionalmente cristiane, sono oggi refrattari ad aprirsi alla parola della fede. È in atto un cambiamento culturale, alimentato anche dalla globalizzazione, da movimenti di pensiero e dall’imperante relativismo, un cambiamento che porta ad una mentalità e ad uno stile di vita che prescindono dal Messaggio evangelico, come se Dio non esistesse, e che esaltano la ricerca del benessere, del guadagno facile, della carriera e del successo come scopo della vita, anche a scapito dei valori morali. Corresponsabilità di tutti La missione universale coinvolge tutti, tutto e sempre. Il Vangelo non è un bene esclusivo di chi lo ha ricevuto, ma è un dono da condividere, una bella notizia da comunicare. E questo dono-impegno è affidato non soltanto ad alcuni, bensì a tutti i battezzati, i quali sono «stirpe eletta, … gente santa, popolo che Dio si è acquistato”(1Pt 2,9), perché proclami le sue opere meravigliose. (...) BENEDICTUS PP. XVI Il messaggio integrale è disponibile all’indirizzo: http://www.chiesacattolica.it/cci_new/docume nti_cei/2011-01/2660/MESSAGGIO%20DEL%20SANTO%20PADR E%20BENEDETTO%20XVI.pdf

Progetto Culturale nazionale ha realizzato un rapporto - proposta sul cambiamento demografico avvenuto in Italia. I dati sono allarmanti già ora, ancora di più se proiettati nel futuro ma sembrano interessare poco. In fondo sono solo «numeri» che non si traducono immediatamente in soldi, i soli numeri che sembrano attirare l’attenzione Il Servizio generale. Ma sono numeri che nazionale devono essere del Progetto approfonditi, culturale analizzati e dai quali occorre trarre pubblica spunto per prendere un Rapporto grandi decisioni politiche, nel senso proposta sul alto del termine. cambiamento più Quella politica che demografico. non cerca il consenso A Livorno immediato, per sarà salire nella graduatoria presentato dell’ultimo il 21 ottobre sondaggio, ma che pensa al futuro delle giovani generazioni, che si pone i problemi dei prossimi vent’anni, almeno. Partendo anche da queste considerazioni il Comitato per il progetto culturale della CEI ha curato la pubblicazione, per le edizioni Laterza, del suo secondo rapporto proposta dal titolo: «Il cambiamento demografico. Rapporto proposta sul futuro dell’Italia». La pubblicazione si colloca nello stesso contesto di quella di due anni fa sulla «“Sfida educativa» che ha anticipato, per alcuni aspetti, gli Orientamenti pastorali del Vescovi Italiani per il prossimo decennio. L’opera che sarà presentata nei prossimi giorni a Roma alla presenza, tra gli altri del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI, rilancia la prospettiva delle alleanze virtuose fra tutte le componenti della società, al fine di affrontare con efficacia le grandi questioni emergenti. È segno - scrive nella prefazione il cardinale Camillo Ruini, presidente del Comitato per il progetto culturale - della "sollecitudine per i grandi problemi umani che emergono nel nostro tempo". L’abbondanza di dati e di cifre contenute nel rapporto – hanno annunciato i curatori - basta a delineare l’ "inverno demografico" che stiamo attraversando. L’obiettivo degli estensori - demografi e studiosi di altre discipline, di varie matrici culturali - non è però soltanto quello di descrivere il cambiamento, facendo sì che i fenomeni e le trasformazioni strutturali non siano più appannaggio esclusivo degli addetti ai lavori. Dopo la presa di coscienza a cui il rapporto conduce, l’intento degli autori è quello di provocare comportamenti individuali, dinamiche collettive e interventi pubblici capaci di ’governare il cambiamento’. «Le proposte che vengono avanzate scrive il cardinale Ruini nella prefazionesono rivolte soprattutto a ritrovare, per quanto possibile, un effettivo equilibrio demografico. Non ci si nasconde la grandissima difficoltà e i possibili rischi di un simile compito, ma non lo si ritiene a priori irrealizzabile». La speranza - ribadisce Giancarlo Blangiardo, docente di demografia a Milano Bicocca, che ha coordinato il lavoro -«è di poter contribuire a diffondere una nuova mentalità che renda più generativa ed equa la società italiana». A Livorno il rapporto proposta sarà presentato pubblicamente il prossimo 21 ottobre con l’intervento di Dino Boffo, direttore di rete di TV2000.


IV

TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

2 ottobre 2011

Agenda del VESCOVO

VENERDÌ 30 SETTEMBRE Nella mattina, udienze laici in vescovado 12.00 incontro con mons. Gervas John Mwasikwabhila Nyaisonga, vescovo di Dodoma, in vescovado SABATO 1 OTTOBRE Il Vescovo interviene al convegno diocesano a Brescia 18.00 S. Messa per l’apertura dell’anno scolastico alla chiesa di N.S. del Rosario DOMENICA 2 OTTOBRE 11.00 S. Messa e cresime alla parrocchia di S. Ranieri a Guasticce 18.00 S. Messa per la festa patronale alla chiesa della Rosa MARTEDÌ 4 OTTOBRE Nella mattina, udienze presbiteri in vescovado 18.00 S. Messa per il trigesimo del diacono Merlo alla chiesa di Santa Lucia ad Antignano MERCOLEDÌ 5 OTTOBRE 9.30 a Montenero, Ritiro spirituale del clero guidato da mons. Tardelli 18.30 in vescovado, incontro con le commissioni del progetto culturale 21.00 alla chiesa di SS.Pietro e Paolo, consiglio pastorale del I° vicariato VENERDÌ 7 OTTOBRE Nella mattina, udienze laici in vescovado 18.30 incontro con i cresimandi delle scuole medie, i genitori e i catechisti alla parrocchia del Sacro Cuore 21.00 incontro con la consulta aggregazioni laicali, in vescovado SABATO 8 OTTOBRE 10.30 a Montenero, incontro di formazione con le donne consacrate all’ordo virginum della Regione Toscana 17.00inaugurazione della mostra di CL all’Istituto Mascagni DOMENICA 9 OTTOBRE 10.30 S. Messa e Cresime alla chiesa di S. Agostino 15.30 Convegno missionario diocesano alla chiesa di S. Andrea Apostolo (vedi locandina pag.8)

PHARUS Viaggi La Verna e Camaldoli

Diocesi informa Nuove PROPOSTE

Un calendario di incontri regionali

Il cammino dell’Ordo Virginum L

o scorso agosto le Diocesi di Bergamo e Como hanno ospitato l’incontro nazionale delle donne consacrate nell’Ordo virginum, guidate da alcuni Vescovi della Lombardi, quasi 250 donne hanno approfondito il tema “In ogni cosa rendete grazie (1Ts 5,18) Ordo Virginum: custode della speranza. L’Ordo virginum è uno stato di vita consacrata femminile, laica, radicata nel contesto della propria comunità cristiana, parrocchiale e diocesana, e tutte le scelte di vita di ognuna sono lasciate al discernimento individuale, nella consapevolezza, per ciascuna, che sullo sfondo della propria esistenza ci sono una Chiesa, un vescovo e un padre spirituale. Il cammino dell’Ordo virginum è antico , le prime tracce le troviamo negli Atti degli Apostoli, poi negli scritti dei Padri della Chiesa, per poi essere abbandonato a causa del contesto socioculturale che non permetteva alle donne di vivere nel mondo il “sì” alla chiamata

d’amore del Signore. Solo con il Concilio Vaticano II è stato ripristinato l’antico rito di consacrazione, ed ad oggi l’Ordo virgnum è presente in oltre 90 diocesi italiane, e le donne consacrate sono circa 400 e un centinaio in formazione. Anche nelle Diocesi della Toscana ci sono circa 20 donne tra consacrate e in formazione, le prime consacrazioni risalgono alla fine degli anni ’80 nelle Diocesi di Massa Marittima – Piombino e Firenze, per poi propagarsi a Pescia, ArezzoCortona, Grosseto, Pisa e Livorno. L’incontro nazionale è stata occasione per le donne toscane di incontrarsi e fare un momento di verifica e confronto sul cammino dell’Ordo virginum nelle nostre Diocesi, così è scaturita una proposta di formazione e di preghiera guidata direttamente da Vescovi delle Diocesi toscane, i quali, sentiti, si sono resi disponibili, e così con il prossimo sabato 8 ottobre inizieremo il cammino di

formazione 2011 – 2012 per le donne, delle Diocesi toscane, consacrate, in formazione ed interessate all’Ordo Virginum. Questo il programma degli incontri: sabato 8 ottobre dalle 10.30 alle 16.30 al Santuario di Montenero, il Vescovo, mons. Simone Giusti guiderà la meditazione sul tema “Eucarestia: dono di Cristo Sposo”; febbraio 2012 – Vescovado di Pescia, il Vescovo, mons. Giovanni De Vivo, ci introdurrà al tema: Sposa di Cristo nella Chiesa: dimensione comunitaria dell’Ordo nella chiesa locale; maggio 2012 - Vescovado di Arezzo, il Vescovo, mons. Riccardo Fontana, terrà un intervento sul tema: Dalla croce la purificazione per una

rinnovata relazione sponsale; il giorno di questi ultimi due incontri sarà sempre di sabato, è ancora da stabilire la data precisa. È probabile che a questi si aggiunga un altro appuntamento con il Vescovo di Grosseto, mons. Agostinelli. Sono piccoli semi per far crescere in noi il dono della vocazione, e per comunicare alla chiesa la bellezza della nostra presenza. Ci auguriamo che anche nella nostra Chiesa di Livorno ci siano donne interessate a conoscere questa nuova e, tanto antica, forma di consacrazione, siano esse le benvenute a questa proposta di formazione ! Giusy D’Agostino, consacrata nell’Ordo virginum gidag@lillinet.org

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abato 22 e Domenica 23 Ottobre, la parrocchia della Sacra Famiglia in collaborazione con Pharus Viaggi, organizza una gita di due giorni alla Verna e Camaldoli. Per informazioni, sui costi e sugli orari è possibile contattare direttamente don Piotr Kownacki oppure Pharus Viaggi

Festa di SANTA ROSA n occasione della festa patronale la Iprogramma comunità dedicata a S. Rosa ha in due giorni di appuntamenti da non perdere. SABATO 1 OTTOBRE Alle 18 S. Messa Alle 19 testimonianza dell’attrice Beatrice Fazi, la Melina “Carmen” Catapano della fiction “Un medico in famiglia” Alle 21 spettacolo gospel a cura del coro Springtime DOMENICA 2 OTTOBRE Alle 8.30 S. Messa Alle 11 S. Messa e benedizione del pane di S. Rosa Alle 18 S. Messa presieduta dal Vescovo Alle 19 testimonianza di S. Paola D’Auria, nota per la sua partecipazione alla trasmissione “Quelli che il calcio” in qualità di tifosa della Lazio. Alle 21 spettacolo musicale del maestro Giorgio Dari

Sabato 1 ottobre ore 21.15 TEATRO ISTITUTO S. SPIRITO DELLE SUORE "FIGLIE MARIA AUSILIATRICE" CORSO MAZZINI 199 - LIVORNO Ingresso Gratuito


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

2 ottobre 2011

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Cambia la Catechesi in Italia

La necessità di un rinnovamento nell’ambito dei percorsi catechistici è fondamentale perché il messaggio cristiano raggiunga sempre di più le persone ed in particolare i ragazzi. In questo articolo ecco alcune tendenze registrate fino ad oggi in diverse diocesi italiane

i fronte alla generale crisi della catechesi parrocchiale e dei percorsi classici di iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi, moltissime diocesi stanno mostrando una vitalità e una creatività che, pur con alcuni punti fermi legati soprattutto al progetto catechistico Cei sull’iniziazione cristiana e sul catecumenato, sta mettendo in moto del «nuovo» nell’ampio e variegato campo della catechesi. Vediamo da vicino quali sono i punti in comune e le differenze tra varie esperienze.

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QUALE CAMMINO DA SEGUIRE? I modelli catechistici tradizionali appaiono sempre più inadeguati, sia per il crescente relativismo ma ancor di più per la ristrutturazione più diffusa e più profonda dei processi di trasmissione culturale. Come affrontare questa svolta così profonda e così ampia? Il Direttorio generale per la catechesi del 1997 situava la catechesi nel cuore della missione della Chiesa in una prospettiva strutturata, coerente e globale, collocandola così dentro il processo di evangelizzazione che va dal primo annuncio del nome di Gesù all’educazione,permanente alla fede. E proprio perché stimolate da questo importante testo e allarmate dal carattere sempre più aleatorio della trasmissione religiosa che le chiese particolari hanno cercato di rimettere a fuoco le loro priorità nel servizio catechistico. Si è così cercato di passare da una «catechesi della cura» ad una «catechesi della proposta» e dell’annuncio. Ma per fare questo è appunto necessario un «aprirsi» della catechesi alla vita della comunità cristiana integrando nel proprio cammino liturgia, missione, catecumenato, vita familiare e vita parrocchiale, considerando tutti questi aspetti nella loro fecondazione reciproca. L’iniziazione cristiana è il grande ambito nel quale può avvenire questa revisione globale delle nostre pratiche pastorali. Su questa base si delinea il cammino di una comunità parrocchiale attraverso tre momenti: l’annuncio missionario, la catechesi di iniziazione e l’azione pastorale soprattutto attraverso una conversione pastorale che, per quanto riguarda l’ambito catechistico, significa il passaggio da una comunità che identifica la catechesi come trasmissione di idee religiose ad un comunità che la comprende come un’offerta di significato nella vita; da una comunità che isola la catechesi affidandola al pochi volontari ad una comunità in cui tutti (ma soprattutto gli adulti) sono consapevoli di essere catechisti e catechizzandi insieme; da una comunità in cui i

catechisti stanno per lo più «in parrocchia» ad una comunità in cui essi sono «pungolo» dei luoghi di progettazione e discernimento quali i consigli pastorali e i gruppi di adulti e famiglie. TRE CRITERI FONDAMENTALI I «punti fermi» del progetto catechistico della Chiesa italiana prendono in considerazione nuovi criteri divisi in tre sezioni: quelli riguardanti i tempi e le tappe di un itinerario di iniziazione cristiana (assoluta premessa dell’annuncio di Gesù come Salvatore, personalizzazione dei percorsi e non più identificazione di essi con la scansione scolastica, gradualità progressiva del cammino); quindi i criteri riguardanti i protagonisti del cammino (genitori o famiglia, gruppo di catechesi, il catechista accompagnatore, l’intera comunità nella sua vita); infine i criteri riguardanti le modalità del percorso (incontri prolungati, la centralità dell’ascolto della parola di Dio, le tappe sacramentali come unico avvenimento di incontro salvifico con la grazia di Dio, l’esperienza di vita cristiana). NUOVE ESPERIENZE IN ITALIA Tra le nuove esperienze che si registrano in Italia di sperimentazione di percorsi catechistici osserviamo alcune costanti: uno spostamento di interesse della proposta catechistica dai fanciulli agli adulti e in particolare alla famiglia; un cambiamento del soggetto catechistico: il catechista non è più solo, si tende a coinvolgere tutta la comunità variamente intesa. Tutte le esperienze comunque mirano a introdurre ad un’esperienza di vita cristiana; non si inizia più ai sacramenti, ma attraverso i sacramenti, accentuando così il riposizionamento dei tre sacramenti dell’IC nel loro

corretto ordine teologico (battesimo, cresima, eucaristia). La domenica, con al centro la celebrazione eucaristica, diventa il luogo ed il tempo privilegiato per i processi di iniziazione in atto. Il catechista sta mutando: da insegnante ad accompagnatore. Da una persona singola ci si orienta verso una compresenza di persone con ruoli diversificati. Di conseguenza sta mutando la formazione dei catechisti: essi sono sempre più abilitati a rivolgersi agli adulti. Ma si registrano anche alcune differenze: c’è una ricerca di equilibrio tra la necessità di provocare un cammino e la sua libera assunzione; una necessità di programmazione, ma anche di flessibilità, che impone sia la strutturazione di sperimentazioni catechistiche ben progettate, ma anche l’ascolto di quanto viene dal tessuto delle comunità. La necessità di rivolgersi alle famiglie, ma anche alle comunità: se la famiglia diviene sempre più il riferimento primo dei nuovi progetti catechistici, tuttavia essa non può essere il riferimento esclusivo. La necessità di coinvolgere gli adulti, ma anche di salvaguardare il cammino dei piccoli quando i genitori sono assenti nel loro ruolo di educatori alla fede. I piccoli restano di fatto l’obiettivo immediato delle proposte di iniziazione. Infine la polarità tra impostazione tradizionale (socializzazione religiosa) e impostazione catecumenale, se da un lato può apparire un atteggiamento prudenziale nel cambiamento dall’altro si rileva l’attenzione a non creare mutamenti bruschi che le persone (genitori) non capirebbero. Le strategie: da tutte le esperienze italiane emerge un’attenta lettura della realtà

locale con un atteggiamento di progettualità, uscendo così dall’improvvisazione. Si è messo in atto un coinvolgimento di più soggetti, sia sul piano istituzionale (uffici, operatori, consigli pastorali...) sia a livello di base: si può parlare di lavoro in rete. Si è richiesta sempre l’indicazione autorevole dei propri vescovi. Soprattutto, ci si è accorti dell’anello decisivo della formazione dei catechisti, che li abiliti al nuovo ministero e ne diversifichi la fisionomia. UN’ANALISI FINALE Tutte le esperienze evidenziano comunque l’avvio di nuovi orientamenti per la catechesi. Si delineano dei punti acquisiti: sta cambiando la finalità (non iniziare ai sacramenti, ma alla vita cristiana tramite i sacramenti), è cambiata la logica (sempre meno socializzazione, sempre più logica catecumenale), stanno cambiando i soggetti implicati (ragazzi, famiglie, comunità, catechisti) e sta anche modificandosi l’impianto. Sicuramente resta ancora da sviluppare una rinnovata metodologia di incontro, dialogo e annuncio della fede con i preadolescenti, quando l’apporto della famiglia diventa problematico ed inizia quel lungo processo di individuazione del soggetto. A seguire, un fecondo dialogo con quelle aggregazioni laicali che si occupano di educazione (ACR, AGESCI, Oratori...). TESTI DI RIFERIMENTO: - Direttorio Generale della Catechesi Anno 1997 disponibile anche su: http://www.clerus.org/clerus/d ati/1998-11/172/direttorio.doc.html - Henri Derroitte - La catechesi liberata. Fondamenti per un nuovo progetto catechistico 2003 Elledici

CATECHESI

UN’ANALISI DELLE TENDENZE NEL RINNOVO DEI PERCORSI DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA.........

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LA SETTIMANA DI LIVORNO

2 ottobre 2011

IL CAMMINO neocatecumenale

L’intervista a DON MATTEO GIOIA

Una catechesi per tutti i giovani ogni martedì e venerdì

di Flavia Marco

LA RICCHEZZA DEL BATTESIMO l Cammino neocatecumenale, nel quale «puòIrispondere maturano gli itineranti e le famiglie missionarie, alle sfide del secolarismo, della diffusione delle sette e della mancanza di vocazioni. La riflessione sulla Parola di Dio e la partecipazione all’Eucarestia rendono possibile una graduale iniziazione ai santi Misteri, formano cellule vive della Chiesa, rinnovano la vitalità della Parrocchia mediante cristiani maturi capaci di testimoniare la verità con una fede radicalmente vissuta». Con queste parole il Santo Padre Giovanni Paolo II sottolinea ed individua la capacità che ha il Cammino neocatecumenale di rispondere alle istanze più profonde del cuore dell’uomo moderno. Tale Cammino di fede, come indica anche il nome, prende le sue mosse dal Battesimo: il catecumenato era, infatti, quel periodo di evangelizzazione e catechesi che preparava i pagani a ricevere il battesimo. Il neo-catecumenato è, quindi, una nuova evangelizzazione ed una iniziazione alla fede per coloro che, già battezzati, vogliono riscoprire la fede cattolica. La genesi Il cammino neocatecumenale nasce nel 1964 per ispirazione della Vergine Maria. Francisco Arguello, detto Kiko, pittore affermato, nato nel 1939 a Leòn, dopo una profonda crisi esistenziale suscitata dal contatto con la sofferenza, scopre il mistero di Cristo crocifisso presente negli ultimi della terra e, sulle orme di Charles de Foucauld, va a vivere nelle baracche di Palomeras Altas, tra i più poveri.. Da qui nasce un modo di stare insieme e scrutare le Sacre scritture che in seguito sarà accolto da alcuni vescovi, e poi dalla Chiesa attraverso i papi che ne seguiranno lo sviluppo mediante lo studio portato avanti dai dicasteri vaticani ed approvandone infine gli statuti. Le prime comunità nascono dunque in Spagna e sono costituite da zingari, poveri ed emarginati di ogni genere. Lì lo raggiungerà Carmen Hernàndez, laureata in chimica e in Teologia e, alcuni anni dopo padre Mario Pezzi, missionario comboniano: questa sarà la prima équipe di catechisti. Che cos’è il Cammino neocatecumenale? Negli stessi anni in cui Kiko assisteva alla nascita delle prime comunità ispirate alla Sacra Famiglia di Nazareth, il Concilio Vaticano II era nel pieno fervore della sua fondamentale opera di rinnovamento della Chiesa. Per la sorprendente comunione di intenti i papi riconosceranno nel Cammino un frutto del Concilio Vaticano II. Papa Paolo VI nella sua prima udienza concessa alle Comunità neocatecumenali l’8 maggio 1974 disse: «Ecco i frutti del Concilio… Voi fate dopo il Battesimo quello che la Chiesa primitiva faceva prima: il prima o il dopo, direi, è secondario. Il fatto è che voi mirate all’autenticità, alla pienezza, alla coerenza, alla sincerità della vita cristiana. E questo è merito grandissimo, ripeto, che ci consola enormemente». Il Cammino, così, non è né un movimento, né un’associazione, né un gruppo. Nello Statuto, approvato definitivamente l’11 maggio 2008, la natura del Cammino neocatecumenale viene definita, attraverso le parole di Giovanni Paolo II, come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni. Il Cammino è, in definitiva, uno strumento al quale ogni Vescovo può attingere per portare avanti l’evangelizzazione. Papa Giovanni Paolo II, a tal proposito, nel 1990 inviò una lettera a tutti i Vescovi dicendo: "Non si può negare che lo Spirito Santo, mediante il Concilio Vaticano II, ha suscitato strumenti validi - e tra questi anche il Cammino neocatecumenale - per rispondere agli interrogativi dell’uomo contemporaneo. (…) Alla luce dei risultati conseguiti, ho ritenuto di incoraggiare per iscritto tale esperienza in vista della nuova evangelizzazione, auspicando che venisse aiutata e valorizzata dai Fratelli nell’Episcopato". Qual è il carisma del Cammino? L’evangelizzazione. Questa si fonda sull’annuncio del Kerygma, della buona notizia della risurrezione di Gesù Cristo, un annuncio che si concretizza, per coloro che l’accolgono, in una sintesi catechetica fondata sul tripode Parola di Dio-Liturgia-Comunità finalizzata a condurre le persone alla comunione fraterna e ad una fede matura. Da questo cuore pulsante che sono le comunità ormai presenti in tutti i continenti (circa 40000 comunità in tutto il mondo) sono nate tante altre e diverse realtà, frutto dello Spirito, quali le famiglie in missione, i seminari Redemptoris mater, le comunità in missione, gli itineranti, le convivenze dei Vescovi, opere tutte rivolte verso la nuova evangelizzazione. La sua presenza nella nostra diocesi Questo cammino nasce e si sviluppa all’interno della parrocchia e, nella nostra Diocesi, la presenza del Cammino Neocatecumenale inizia nel 1975 nella parrocchia di "Santa Teresa del Bambin Gesù" a Rosignano Solvay. Oggi la diocesi di Livorno vede la presenza di quattro comunità: due nella parrocchia di Nostra Signora di Fatima e due nella parrocchia di San Matteo. L’annuncio del Kerygma, della buona notizia, inoltre, risuonerà, dal 4 ottobre, nelle sale della parrocchia di Sant’Agostino: un annuncio sempre nuovo e capace di trasfigurare le nostre vite. Che davvero sia un’occasione per tutti per accogliere l’amore di Dio Padre.

La spinta all’evangelizzazione come frutto fecondo della parrocchia di Sant’Agostino

DI FLAVIA

MARCO

n anno fa don Matteo Gioia diventava parroco di Sant’Agostino: siamo andati da lui per conoscere le sue considerazioni relative all’anno trascorso e per gettare con lui uno sguardo sul futuro pastorale della parrocchia. «Innanzi tutto - ha esordito il parroco devo esprimere gratitudine a Gesù perché non delude mai e si rende presente costantemente in molti modi». Per esempio? «Principalmente con la partecipazione all’Eucarestia festiva che vede la presenza fedele e continua di molte famiglie. I ministranti ed i cantori contribuiscono a rendere l’Eucarestia un gioioso incontro con Gesù sostenendo la fede e la carità. La parrocchia vede anche una grande partecipazione di persone e di gruppi impegnati nell’iniziazione cristiana dei giovani e nella catechesi continua. Per quanto riguarda l’aspetto della catechesi e dell’iniziazione è fondamentale riuscire a rispondere alla necessità di accompagnare le persone in un cammino vocazionale continuo che cioè le accompagni in ogni fase della vita dalla nascita e dai primi sacramenti fino alla rinascita al cielo. Il gruppo dei ministri straordinari dell’Eucarestia accompagna l’ultima fase della vita, così bella e delicata ma anche così sofferta, all’incontro con Cristo Eucarestia e con il Cristo sofferente presente nelle membra toccate dalla malattia e dalla vecchiaia. Devo ricordare poi il grande aiuto che ci viene dalla presenza in cielo di sacerdoti santi, ricordo solo don Betti e don Vittorio, che hanno

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Guai a me se non annunciassi il Vangelo! lasciato una traccia di vita di fede nella nostra parrocchia. Insomma la comunità parrocchiale c’è, è presente e partecipa in molti modi sia visibili che più nascosti. C’è di che ringraziare veramente molte persone per il loro apporto alla vita della comunità parrocchiale e, soprattutto, c’è di che lodare Dio perché continuamente suscita persone ad una carità operosa e ad una presenza feconda». Sembra una parrocchia perfetta, è così? «Se dico sì sono sincero: tutto è grazia. Mi spiego meglio: la parrocchia è come un campo in cui sono presenti molte piante che producono frutti buoni, molti semi che stanno germogliando e che certamente porteranno frutti buoni; è come un giardino da coltivare e da custodire ma c’è anche l’uva amara e l’erbaccia. Però tutto va bene, la presenza della zizzania e del male non deve spaventare nessuno: il Padrone semina il seme buono e chiama operai perché lo custodiscano e lo lavorino. Il seme cattivo mette ciascuno in guardia dal sentirsi “arrivato”, “ giusto” e “santo” e ci spinge alla conversione. Esiste un grosso margine di miglioramento». Avete quindi tutte le carte in regola per realizza-

A Sant’Agostino le corde ritornano a vibrare! omincia il corso di chitarra alla parrocC chia di Sant’Agostino! Adulti e bambini avranno presto l’opportunità di ritrovarsi nei locali della chiesa già agli inizi di ottobre per i primi approcci con lo strumento. All’inizio della scorsa primavera don Matteo approvò l’idea della catechista Gabriella di invitare i bambini del catechismo ed i loro genitori ad un corso di chitarra tutto da sperimentare. L’adesione superò le aspettative e nutrita schiera di aspiranti allievi (una dozzina in tutto) frequentò con assiduità le lezioni. Ai suoni striduli e sgangherati delle prime volte, a fine corso subentrarono quasi nette e coordinate le pennate sulle chitarre. Superate timidezza e prime difficoltà, i novelli apprendisti in sintonia con il maestro (autoditatta) cominciarono a prendere confidenza con lo strumento. Fu insegnato loro ad accordare la chitarra e ad abbinare

re questo salto di qualità? «Abbiamo la possibilità di capire quanto urge una nuova evangelizzazione. Il salto di qualità è lo zelo che spinge a far conoscere Gesù ad ogni persona. San Paolo diceva che l’amore di Cristo ci spinge al pensiero che Cristo è morto per tutti perché tutti possano vivere in Cristo, possano trovare il senso della vita, vincere le depressioni, curare le ferite profonde della loro storia e conservare la speranza e la progettualità per costruire un mondo e una Chiesa come la desidera Gesù». Vi preparate per diventare missionari tra i vostri vicini che non hanno fede né speranza? «Dobbiamo essere pronti: “Se non ora quando”? E “se non io…chi mandare”? Se queste domande sono fisse nel cuore dei fedeli siamo pronti per questa fondamentale missione. Solo chi ha incontrato Gesù Cristo risorto sente l’urgenza di raccontarlo senza paure». Allora come andare e dove andare a trovare persone così lontane? «Lontano da chi? Lontano da dove? Non ci sono lontani: la tiepidezza dei battezzati e la banalità della fede senza le opere, lo scontato che vive in noi credenti quando

perdiamo lo stupore di avere Gesù come compagno di viaggio, proprio questo allontana le persone dalla Chiesa e talvolta da Gesù. Egli vuole fare di noi un sacramento di salvezza: Ci esorta dicendo “Risplenda la vostra luce davanti agli uomini perché vedendo le vostre opere buone rendano lode al Padre vostro che è nei cieli” e, prima di morire, prega per noi dicendo: “Che siano una cosa sola perché il mondo veda (…) che siano un solo amore perché il mondo

le note ai tasti ed infine a suonare i primi accordi. Gran saggio finale con «Il ragazzo della via Gluck» di Celentano. Quest’anno le lezioni saranno suddivise in due corsi: principianti e base. Al primo apparterrano le persone che non hanno una preparazione musicale, nemmeno a livello scolastico, ma che hanno l’obiettivo di lungo termine di suonare la chitarra per accompagnamento al canto. Dunque non sarà strettamente necessario imparare la notazione musicale standard, ma solo quella relativa agli accordi,né saranno fornite nozioni di solfeggio, ma solo cenni sulla ritmica. Inoltre non sarà richiesto alcun compito a casa. Gli allievi che hanno nozioni di musica anche a livello scolastico e che, comunque, ambiscono a suonare la chitarra da solista dovranno frequentare il corso base. Saranno fornite nozioni sulla notazione musicale in chiave di Sol e lettura del pentagramma. Gli allievi saranno anche in grado di leggere le tablature a fine corso. Prevista una guida all’ascolto. Sono richieste, pertanto, una partecipazione attenta e composta e l’esecuzione di

creda”. È soltanto la tiepidezza della nostra vita e il nostro disamore che crea dei lontani. La carità crea ponti ci fa pontefici. Sono sempre più consapevole che se chiederemo lo Spirito Santo per amare Dio con tutto il cuore, con tutta la forza e con tutta la mente, così come lo ha amato Gesù sulla croce, potremo dare ragione della nostra speranza a quanti cercano Gesù e saremo capaci di vedere ogni persona come un fratello o una sorella».

esercizi teorici e pratici a casa. Il corso è gratuito per tutti, adulti e bambini anche esterni alla parrocchia di Sant’Agostino. Si richiede, tuttavia, una quota di iscrizione pari a 10 Euro che andrà a costituire cassa da utilizzare per acquisto di materiale didattico. Le lezioni si terranno una volta alla settimana, giorno da stabilire: il corso base dalle 17.30 alle 19.30 e quello principianti dalle 18.45 alle 19.30. Gli allievi del corso principianti si uniranno a quelli del corso base per costituire un unico gruppo di lavoro. Si comincia lunedì 3 ottobre alle ore 18 per le iscrizioni e la scelta del giorno della settimana. Chi non potesse presenziare potrà dare la propria adesione scrivendo una mail a pixelotto@hotmail.it con i propri dati personali oppure rivolgendosi al parroco, don Matteo, entro e non oltre il 6 ottobre. (Gli organizzatori si riservano di annullare il corso o di modificarne orari e caratteristiche se il numero complessivo degli allievi sarà inferiore a cinque unità). Gaetano Mastrorilli


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2 ottobre 2011

Piccoli TESORI

Il PERSONAGGIO

di Angela Blanco

Il prezioso ostensorio di Massimiliano Soldani Benzi nella storia del duomo di Livorno

Dal Museo diocesano

Il sole che sorge in 96 centimetri roviamo tracce dell’arte di Massimiliano Soldani Benzi (1656 – 1740) nella storia del Duomo di Livorno. Correva l’anno 1692, quando è entrato in Cattedrale un ostensorio in argento, bronzo e ottone dorato, proveniente dallo “studio” di uno degli scultori più in voga al tempo, Massimiliano Soldani Benzi. Questa piccola opera è un vero tesoro alto un “braccio”, ovvero 96 cm x 47 cm x 20 cm. Utilizzato durante la processione del Corpus Domini per mostrare l’ostia consacrata ai fedeli, amplifica in modo semplice il mistero che rappresenta. La prima cosa che vediamo è, infatti, la raggiera, i raggi di

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luce provenienti dalla parte centrale, la lunetta, in cui viene posta l’ostia. Intorno alla lunetta, inoltre, è stata rappresentata una corona di angioletti che si affacciano tra le nuvole; un’ immagine che spesso fa da tramite tra la terra e il cielo. Il “sole” è sorretto da un basamento triangolare ornato con conchiglie e foglie in stile tardo barocco. Sulla base si può vedere anche lo stemma dei Medici con le caratteristiche sei palle. Allo scultore Massimiliano Soldani Benzi era stato commissionato anche un Crocifisso bronzeo, il cui progetto, però, si è fermato allo stadio di bozzetto. L’artista era tra i più in vista del Granducato per la sua “pratica non ordinaria nei lavori di getto, per il suo

buongusto e per la galanteria nella modellazione”, era famoso anche per l’abilità nel riportare i volti dei personaggi più importanti del tempo sulle medaglie o sulle monete. Una delle sue opere più famose è conservata al Museo di Seattle, negli Stati Uniti d’America; si tratta di un gruppo di bronzo della Pietà. Interessante il collegamento che si è creato tra l’arte di questo scultore e il mondo della ceramica: infatti la Richard Ginori gli aveva commissionato degli stampi per ricreare lo stesso soggetto della Pietà, che possiamo, quindi, ammirare anche in questa diversa versione. Attualmente il “nostro ostensorio” si trova esposto nel Museo diocesiano di Livorno, in Via del Seminario 61.

Alla comunità di San Giovanni Bosco nel quartiere Coteto

Verso la Missione parrocchiale opo aver recitato la D sequenza allo Spirito Santo e l’Ave Maria, don Luciano Musi, parroco della comunità dedicata a S. Giovanni Bosco, nel quartiere di Coteto, si è così rivolto ai numerosi fedeli presenti: “Vi ringrazio calorosamente per la vostra presenza qui stasera, sapendo che, uscire da casa la sera è piuttosto difficile. Sono infatti consapevole delle difficoltà cui ognuno oggi deve far fronte per gli impegni di lavoro, per la famiglia e lo studio e quindi ringrazio, in particolare, i giovani che hanno accolto il mio appello a partecipare a questa assemblea nella quale illustrerò brevemente il nostro cammino per i prossimi anni, tenendo conto del documento del vescovo Simone sul progetto educativo che contiene molti punti importanti». Nel suo intervento don Luciano ha ricordato alcuni ambiti del progetto educativo, tra cui la preparazione delle coppie al matrimonio (nel mese di Novembre il Vescovo darà la sua benedizione alle coppie di fidanzati che, durante il prossimo anno, vorranno ricevere il sacramento del matrimonio) e l’accompagnamento dei giovani al raggiungimento della piena maturità cristiana. «Per quanto riguarda le attività della Caritas parrocchiale – ha continuato il parroco dobbiamo prendere atto che i poveri che si rivolgono a noi aumentano ogni giorno, sia per la difficile situazione economica che mette in gravi difficoltà famiglie che fino a qualche anno fa potevano vivere decorosamente, sia perché è stato chiesto a questa comunità, da parte del Vescovo, di sopperire momentaneamente alle necessità dovute alla chiusura per lavori di ristrutturazione e trasferimento di alcuni servizi della Caritas Diocesana.

«Sempre più poveri busseranno alla nostra porta per avere un aiuto e quindi dobbiamo armarci di tanta pazienza e cercare di immedesimarci in queste persone, riflettendo sul fatto che noi potremmo essere al loro posto» Pertanto sempre più poveri busseranno alla nostra porta per avere un aiuto e quindi dobbiamo armarci di tanta pazienza e cercare di immedesimarci in queste persone, riflettendo sul fatto che noi potremmo essere al loro posto. Gli aiuti che ci provengono sia dal Banco Alimentare sia dall’Unione Europea sono consistenti poiché la nostra parrocchia, già da molti anni, sta aiutando moltissime persone, ma noi tutti dobbiamo darci da fare sempre di più. Il 26 settembre riaprirà la Caritas parrocchiale e la Ronda della Carità riprenderà il servizio di portare la cena, ogni sera, ai fratelli che vivono in strada. A questo proposito, noto con piacere che

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è un po’ aumentato il numero delle famiglie disponibili a preparare la cena». Nell’ambito dell’Assemblea si è ricordato come liturgia, carità e catechesi siano i punti su cui fondare le attività di una parrocchia, ma, come alla base di tutto ci siano la preghiera e l’adorazione. Per questo a S. Giovanni Bosco saranno limitati gli incontri nel dopocena solamente al Giovedì, giornata dedicata interamente all’adorazione eucaristica. Presto si svolgerà anche la Missione parrocchiale, dal 15 al 30 ottobre: sarà una missione mirata, perché le suore missionarie andranno solo laddove è più urgente un’opera di evangelizzazione e,

accompagnate dagli Angeli della Consolazione, visiteranno gli anziani soli e gli ammalati. La Missione avrà questa cadenza: -un incontro di preghiera con i ragazzi, al mattino, prima di andare a scuola -una Domenica ci sarà uno spettacolo itinerante per le vie della parrocchia -la seconda Domenica verrà fatta una caccia al tesoro in cui il tesoro da trovare è Cristo Gesù, poiché il tema della Missione è “Domenica, giorno del Signore e giorno dell’Eucaristia” -la terza Domenica la Missione si concluderà con una processione, nel dopocena, dalla chiesa fino all’edicola dell’immagine della Madonna di Montenero, davanti alla quale si svolgerà un momento di preghiera e ringraziamento. Sabato 15 ottobre alle 21,15 il gruppo Janua coeli, guidato da Padre Andrea cappuccino, terrà un concerto di canzoni religiose. Il 16 Ottobre il Vescovo darà mandato alle suore missionarie e nell’ultima Domenica di Ottobre ricorderemo gli anniversari di matrimonio. Altro appuntamento: il 29 ottobre l’organista Claudia Termini terrà un concerto per l’inaugurazione del nuovo organo in chiesa. Nella nuova consolle dell’organo verrà inserito un computer che permetterà di suonare le musiche dei concerti in qualsiasi momento della giornata, in modo tale che i fedeli che entreranno in chiesa nei giorni feriali saranno accompagnati, nella loro preghiera, da un sottofondo musicale. Per annunciare la missione sarà portato ad ogni famiglia del quartiere un libretto. «Noi lavoriamo… - ha concluso don Luciano – ed i frutti sono nelle mani del Signore». E.C.

Aldo Capitini: il teorico della non violenza l Comune di Livorno aderisce dal Iquest’anno 1997 alla Marcia della Pace e ha indetto una serie di manifestazioni sul tema: “Aspettando la 50° Marcia Perugia-Assisi”. Tra le iniziative particolarmente interessante quella della presentazione di un volume riguardante l’ideatore della marcia: il professor Aldo Capitini, già Rettore dell’Università per stranieri di Perugia. Alla Libreria Edison è stata infatti presentata la ricerca di Fabrizio Truini “Aldo Capitini – La forza della non violenza”, l’incontro è stato preceduto dalla proiezione del filmato della 1ª Marcia della Pace avvenuta nel 1961, commentato dalla voce di Gianni Rodari mentre «Diceva alla realizzazione anche che avevano per limitare collaborato Paolo e Vittorio la violenza Taviani bisognava divenuti poi incominciare noti registi. Capitini “da noi stessi, Aldo riuscì a far dai nostri interessare alla comportamenti, manifestazione molti dalla stessa professori nostra universitari come lui, e famiglia”» molti intellettuali come Renato Guttuso, Italo Calvino e Giovanni Arpino, la loro presenza si mischiava con gli agricoltori umbri e con tanti semplici cittadini venuti da ogni parte d’Italia. La marcia che avveniva ai tempi della guerra fredda si proponeva di porre fine ai pericoli della guerra nucleare chiedendo il disarmo universale e l’aiuto reciproco tra i popoli. Chi era Capitini? «Si potrebbe definire -ha detto Truini ,autore del saggio, membro di Pax Cristi e della Comunità di San Paolo a Roma - un provinciale aperto” che considerava Alberto Bobbio come un maestro, fu dotato di un animo francescano, ebbe una madre molto religiosa e un padre socialista. Studente nella sua Perugia, non aveva i soldi per mantenersi agli studi e per procurarseli fece il precettore ai ragazzi di famiglie agiate delle campagne perugine, ottenne finalmente una Borsa di studio alla Normale di Pisa dove seguì gli insegnamenti di Attilio Momigliano. Rimase alcuni anni alla segreteria della Normale e come non-violento fu un antifascista convinto, per questo motivo fu costretto a lasciare l’impiego e a mantenersi ancora una volta dando lezioni private a Perugia. Fu nettamente critico verso il Concordato perché contrario ad una Chiesa che si comprometteva con il potere, nel dopoguerra come amico di La Malfa si avvicinò al Partito d’Azione, ma anche i partiti non furono di suo gradimento perché pensava che fossero troppo chiusi in se stessi. Come teorico della non violenza si fece assertore di una concezione religiosa incentrata su Dio, un Dio di “illimitata mansuetudine”. La sua religiosità arrivava a dire che “bisogna atteggiarsi di fronte al nemico come una madre” e ancora: “la mia nascita è quando dico: tu”, a sottolineare l’amore che si deve sempre avere per l’altro». «Diceva anche -ha concluso Truini- che per limitare la violenza bisognava incominciare “da noi stessi, dai nostri comportamenti, dalla stessa nostra famiglia”». A margine di questo incontro aggiungiamo che anche il Settembre Pedagogico, fra le iniziative, ha in corso una Mostra alla Circoscrizione 1 che ha come tema: “Aldo Capitini e il movimento non violento in Italia”, la Mostra rimarrà aperta fino al prossimo 15 ottobre. Gi. Gi.


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TOSCANA OGGI 2 ottobre 2011

LA SETTIMANA DI LIVORNO


La Settimana n. 34 del 2 ottobre 2011