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IL GRANELLO DI SENAPE per gli sposi di mons. Ezio Morosi

Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli Coordinatore diocesano Nicola Sangiacomo Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

17 giugno 2012

Un anno di Progetto culturale

uando ci facciamo gli auguri guardiamo lontano, pensiaQ mo al futuro. A noi piace pensare al futuro, spesso lo sogniamo nel desideri di realizzare i nostri progetti e ci mettiamo in cammino chiedendo anche l’aiuto di Dio per raggiungere le nostre mete. L’uomo e la donna guardano lontano, per natura tendono al futuro, non ci basta l’oggi anche se è prezioso, ma serve per prepararci al domani. Coloro poi che sono cristiani guardano addirittura oltre il tempo, quando questo cederà il posto ad una vita senza fine. Gli sposi cristiani non hanno paura del “per sempre”, sono abituati a pensare al futuro come a qualcosa che va oltre il tempo.

IL CORPO E SANGUE DI CRISTO: UNA REALTÀ SACRA Le parole delVescovo alla celebrazione diocesana in Santa Maria del Soccorso onostante il meteo minaccioso e la partita della Nazionale in Tv sono stati tanti i fedeli che hanno partecipato alla processione del Corpus Domini dalla chiesa di S. Maria del Soccorso alla Cattedrale. Il vescovo Simone, nella sua omelia ha ricordato come Gesù non ci lasci soltanto con la fede, ma con il suo corpo e il suo sangue, con tutta la struttura che forma il suo corpo, che è la Chiesa. «Questo –ha detto monsignor Giusti - significa che noi dobbiamo andare a lui come a qualcuno che è esterno a noi, non solo come a qualcuno che è vivo nell’intimo di noi stessi. C’è sempre, nella vita spirituale, la tentazione di credere che tutto avvenga nell’intimo dell’anima e che le cose esteriori siano prive di importanza. Invece Gesù insiste sull’adesione anche esterna a lui. Non possiamo da soli darci il corpo e il sangue di Gesù per avere la vita: dobbiamo riceverli dall’esterno. È importantissimo: la fede ha una espressione esterna. Mangiare la carne e bere il sangue del Figlio dell’uomo non corrisponde alla teoria di chi, con la secolarizzazione, vorrebbe far scomparire ogni segno di realtà sacra come la processione di questo sera». «È certo – ha continuato il Vescovo nella sua riflessione - che l’Eucaristia non può essere secolarizzata: è la presenza tra noi del corpo e del sangue di Gesù, e noi dobbiamo farle un grande spazio nella nostra vita. Non la pensiamo come un puro rito, ma come una realtà che riceviamo dall’esterno e diventa nostro nutrimento interiore: è una esistenza nuova: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui... Colui che mangia di me vivrà per me”. Domandiamo al Signore che la nostra vita testimoni sempre la verità di queste parole, che noi viviamo “per lui”, a causa di lui e che insieme a tutti i cristiani sappiamo ricevere Gesù come egli si presenta nel mondo di oggi».

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Ripercorriamo insieme i passi compiuti DI

NICOLA SANGIACOMO

emografia, lobby per i poveri, welfare amico della famiglia, concezioni antropologiche contemporanee, le nuove frontiere giuridiche del matrimonio civile, il rapporto scienza e fede alla luce delle più recenti scoperte spaziali sono questi i temi trattati e lanciati nel dibattito culturale cittadino dall’equipe del Progetto Culturale diocesano, sapientemente guidata dal Vescovo monsignor Giusti. È stato un anno pastorale molto intenso per il Progetto Culturale diocesano che ha promosso numerose iniziative ricche di significato e riguardanti ambiti diversi. Uno spettro di questioni rilevanti che attirato l’attenzione di tanti, anche non abituati a frequentare le iniziative dalla diocesi.

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DEMOGRAFIA E WELFARE PER LA FAMIGLIA Le iniziative pubbliche aperte alla città si sono aperte in ottobre con l’intervento del giornalista Dino Boffo (nella foto), direttore di TV2000, che è venuto a Livorno per presentare il Rapporto sulla demografia appena pubblicato a cura del Progetto Culturale nazionale. Una questione strategica per il futuro del nostro Paese che i numeri segnalano in costante declino demografico. Da questa prima analisi è scaturita un’altra questione fondamentale, quella di ripensare anche a Livorno un nuovo welfare per la famiglia. Per proporre le ragioni sulle quali fondare questo percorso è stato invitato il professor Belletti, presidente del Forum delle

associazioni familiari, un esponente di rilievo di quel movimento cattolico che si sta impegnando, a livello nazionale, per rimettere la famiglia al centro dell’attenzione della politiche governative. Il suo intervento ha assunto un significato particolare visto che si è svolto, straordinariamente, nella sala del Consiglio Comunale, alla presenza del Sindaco e del Vescovo, oltre che di numerosi consiglieri comunali ed altri esponenti politici cittadini. LA LOBBY PER I POVERI A dicembre il Vescovo, monsignor Giusti ha lanciato ufficialmente l’idea di promuovere la cosiddetta lobby per i poveri, un movimento in cui raccogliere la partecipazione di tutti coloro che, in ambiti diversi, possono offrire un proprio contributo costruttivo per affrontare e risolvere i problemi dei tanti poveri che vivono sul nostro territorio. Nei mesi successivi l’idea ha raccolto parecchie adesioni e si sono cominciati a vedere realizzati i primi passi concreti. Nel mese di febbraio, all’interno del programma della Settimana della Vita, è intervenuto a Livorno, il professor Stefano Semplici che ha esposto in forma critica le diverse concezioni antropologiche che si confrontano nel dibattito filosofico contemporaneo. Sempre nello stesso mese ha cominciato a prendere concretezza l’idea di realizzare a Livorno un consultorio diocesano che possa aiutare i genitori che sono in attesa di un figlio. Si è così arrivati alle iniziative più recenti, quelle che si sono svolte

Dal Matrimonio civile alle nuove scoperte nello spazio; il dibattito culturale cittadino cresce nel mese di maggio all’interno del ricco programma di festeggiamenti della festa patronale: prima il convegno giuridico sui possibili sviluppi normativi che potrebbero interessare l’istituto del matrimonio civile vista l’attuale crisi che lo caratterizza, poi quello scientifico che ha affrontato il rapporto scienza e fede alla luce delle più recenti scoperte legate al mondo dello spazio, in particolare quelle che portano gli scienziati ad osservare numerosi nuovi pianeti, potenzialmente simili alla terra, al di fuori del sistema solare. Oltre a queste iniziative, promosse direttamente dal Progetto Culturale, ci sono state molte altre realizzazioni in cui l’ispirazione o la collaborazione dell’equipe del Progetto Culturale diocesano è stata significativa LE NOVITÀ PROPOSTE DAI MEDIA DIOCESANI A rinforzare il messaggio proposto da ciascun ambito ci ha pensato poi l’Ufficio diocesano delle Comunicazioni Sociali che ha lanciato, proprio in quest’anno, una trasmissione televisiva quindicinale, in collaborazione con Granducato Tv, che ha diffuso, attraverso il potente mezzo televisivo, gli eventi e le iniziative diocesane. Una novità, curata da Chiara Domenici insieme a Martina Bongini

e Giulia Sarti, che ha avuto un successo notevole per l’attenzione che hanno suscitato le sedici puntate realizzate fino ad oggi. Sempre in ambito comunicativo é entrato in funzione a pieno regime anche il sito internet della diocesi, con la regia di Roberto Franchi e aggiornato con grande regolarità da Giusy D’Agostino, sul quale si registrano contatti sempre maggiori, soprattutto nella sezione che ospita le pagine del settimanale diocesano. Ancora nell’ambito dei nuovi media, molto cliccato anche il nuovo canale YouTube della diocesi di Livorno che ripropone le trasmissioni televisive quindicinali e le rende disponibili in rete a chi non fosse in grado di vederle alla TV. Per rendere maggiormente popolari le principali feste religiose cittadine poi l’Ufficio diocesano delle Comunicazioni Sociali ha proposto un’altra novità di rilievo: la realizzazione di due fascicoli speciali che hanno raccontato, con la tecnica e la fantasia dei fumetti, le storia di com’è nata la festa del Voto dei livornesi alla Madonna di Montenero e le vicende, in parte avvolte nella leggenda, della giovane Santa Giulia, diventata patrona della diocesi e della città. Ma per la commissione dei coordinatori del Progetto Culturale diocesano è già tempo di progettare il futuro; sono tante le idee nuove che già bollono in pentola: nelle prossime settimane si cominceranno a delineare le linee di fondo per rendere anche nel prossimo futuro questo percorso sempre più utile alla comunità ecclesiale diocesana e alla città tutta.


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TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

17 giugno 2012

Le iniziative in programma promosse dalla ASL

Sanità Amica cco gli ultimi appuntamenti delle E iniziative organizzate per la manifestazione Sanità Amica, all’ospedale di Livorno. GIOVEDÌ 14 GIUGNO Ore 7,30 – 12 “Ogni donatore è un eroe” (Centro trasfusionale) Ore 12–13 Combattere il dolore inutile Dott.ssa Costanza Galli, Direttore Cure Palliative (Ospedale, 1P, Sala Ceccarini) Ore 16 “Muoviamoci tutti insieme…” Esibizione AFA dell’UISP (Giardino ospedale) VENERDÌ 15 GIUGNO Ore 10– 13 I professionisti sanitari a confronto con i cittadini. Medici, infermieri e altri professionisti della salute a disposizione per consulenze gratuite (atrio ospedale) Ore 11–13 Una fiaba per sognare…L’Accademia Navale dona libri ai bambini del padiglione Materno-Infantile Ore 16 Oggi,Domani, oltre…dell’ospedale di Livorno (Ospedale, 1P, Sala Ceccarini); Pronto Soccorso, MaternoInfantile, Nuovo Ospedale Ore 16 Calcetto - Bicicletta(Giardino ospedale) Ore 18 Gospel - Aquiloni - Merenda biologica Terra Pura e Gonfiabili (Giardino ospedale) SABATO 16 GIUGNO Stand associazioni presso atrio ospedale mattina e pomeriggio Ore 09,30–12,30 Tutto sport! Pet therapy, Arti Marziali (Giardino ospedale) Ore 10–11marcia di apertura dell’evento “Festa dei Popoli” Ore 17 Festa dei popoli (piazza XX settembre)

Le conferenze dell’Associazione Borsi

Livorno sconosciuta: gli illusionisti i sono cose e argomenti della nostra città che non si C conoscono, che si stenta a credere che ci siano o che ci siano stati, l’Associazione Culturale Borsi ha il merito di scoprire e rendere palesi tanti fatti e cose che altrimenti rimarrebbero sconosciute. Per il ciclo di conferenze di primavera, Enrico Zucchi, che è stato presentato dal presidente del Borsi, Carlo Adorni, come un ex dirigente chimico, ricercatore e collezionista di documenti storici, ha trattato il tema: “Illusionisti a Livorno. 1850-1914”. Così abbiamo subito appreso che a Livorno esiste attualmente una “Corte dei miracoli”, un teatro di magia, gestito da un gruppo di esperti professionisti, unico in Italia nel suo genere; uno dei suoi membri al termine dell’incontro ha fatto un gioco con tre corde di lunghezza uguale che alla fine sono risultate diverse tra l’incredulità dei presenti. Zucchi ha chiarito la differenza tra illusionista e giocoliere, il giocoliere fa sfoggio della sua abilità mentre l’illusionista fa di tutto senza mostrare l’abilità perché quella dell’illusionista è l’unica arte che “esiste solo nella mente di chi guarda”, l’occhio guarda ma non percepisce ciò che realmente accade sulla scena. Nel corso degli anni Livorno è stata meta di maghi famosi, italiani e stranieri, come Bartolomeo Bosco, Henry Henderson, Carl Herrmann, Robert Houdin. I loro spettacoli avvenivano specialmente nelle arene estive dato che a quel tempo Livorno era una rinomata città turistica frequentata dalla ricca borghesia, grazie poi ai teatri gli illusionisti e i maghi potevano eseguire effetti particolari come quello di far apparire dei fantasmi. A Livorno venne anche il figlio di Bosco, un illusionista puro, che farà i suoi giochi alla Fiera di Piazza Mazzini dove c’era un teatro molto rinomato; un ipnotizzatore francese il Ronet, fu poi di scena al Teatro Goldoni. Il Regio Teatro dei Floridi nel marzo 1872 vide la presenza dell’Herrmann, prestigiatore e noto manipolatore di carte, mentre il greco Melides dette spettacoli al Teatro degli Avvalorati. All’Arena Labronica, Giuseppe De Stefani e Emma Jutan diedero l’illusione di un personaggio che volava, un tema ripreso anni dopo dal Watry che ai Casini Granducali di Ardenza riuscì a mostrare il volo di una donna. Nel 1896 venne proiettato a Livorno “L’uomo dalla testa di caucciù”, un breve filmato di Georges Melies, amico dei fratelli Lumiere, inventore di quelli che chiameremmo oggi “effetti speciali”. Tra le cose interessanti messe in mostra in una bacheca, posta vicino alla sala della conferenza, un libro dal titolo “Saputello”, stampato in Livorno nel 1859 dalla Tipografia Ernesto Vignozzi, uno dei primi manuali di giochi di prestigio per gli amanti di questa arte. Gi. Gi.

La conferenza scientifica «ALLA SCOPERTA DEI PIANETI EXTRA SOLARI»

Nella sala del Vescovado, ma con gli occhi rivolti al cielo DI

Nei giorni di festa dedicati a Santa Giulia, l’appuntamento con i professori Zolesi e Benvenuti

ELENA CERINI

arlare di «ufo», di forma di vita su pianeti diversi dal nostro un po’ ci affascina, un po’ ci spaventa. Siamo davvero gli unici esseri viventi nell’universo? A queste domande, in modo scientifico e profondo hanno cercato di fornire alcune risposte il prof. Piero Benvenuti docente di astrofisica all’Università di Padova e Valfredo Zolesi, fondatore della Kaiser Italia, azienda leader nel settore aereo spaziale che ha sede a Livorno. Dopo una breve introduzione del dott. Nicola Sangiacomo, responsabile del Progetto culturale diocesano, che ha presentato i relatori, ha preso la parola il prof. Benvenuti tracciando la storia di quello che è stato, anche nel passato, lo studio del cosmo. La relazione di Benvenuti Benvenuti ha parlato di cosa pensassero, i nostri predecessori, riguardo alla terra e alla luna, prima degli studi di Galilei. Ha esposto le teorie di Tommaso Campanella nell’"Apologia di Galileo" che suppone l’esistenza dell’acqua sulla Luna. Il docente ha illustrato anche qualche "bufala" in merito a questi argomenti, come quando, nel 1935, il New York Sun scrisse che c’erano esseri viventi su Marte, oppure come quando, in seguito alla produzione della prima mappa scientifica di Marte tracciata da Schiapparelli che scopre i canali, qualcuno comincia a dire che i marziani sono un popolo di ingegneri che costruiscono canali. «In realtà, almeno fino ad oggi - afferma Benvenuti - non si è trovata vita biologica su Marte. Ma passiamo dalla fantasia alla scienza. Oggi abbiamo dei sofisticatissimi strumenti per l’osservazione. Nuovi strumenti come il telescopio Habbot. Negli anni gli studiosi si sono resi conto che i pianeti intorno ai sistemi solari sono centinaia. Oggi non si studia solo il sistema solare. Gli studi attuali e futuri sono proiettati verso i sistemi extrasolari. Esistono parecchi pianeti extrasolari che hanno una massa simile a quella della terra. Ci sarà un pianeta nel quale esistono condizioni simili a quelle della terrà? Si è sviluppata una scienza che studia l’abitabilità di un pianeta. Ma che cosa significa? Significa che un pianeta non deve essere né troppo vicino, né troppo lontano da una stella

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affinché si possano sviluppare molecole complesse. Quello che ci interessa è capire cosa ha portato alla formazione del nostro pianeta e in questo ci può aiutare lo studio di altri pianeti con simili condizioni. Per la scienza: la prossima frontiera sarà quella di cercare la vita sugli altri pianeti fotografandoli direttamente, analizzando l’atmosfera. Insomma il compito degli scienziati è quello di cercare tracce di vita biologica su altri pianeti. Per la teologia: è necessario ripensare al concetto di creazione a fronte di un mondo che evolve. È necessario accettare il concetto di una "umanizzazione cosmica": un utile esercizio per riscoprire la teologia della rivelazione». L’intervento di Zolesi Valfredo Zolesi ha aperto la sua relazione con una provocazione: «Come terra non siamo soli. Ma come vita siamo soli? Cosa è la vita? Proviamo a darne una definizione. lo darò una definizione da ingegnere, quale sono. La vita è un processo. Ma cosa è un processo? È un sistema. Ma cosa è un sistema? È un

insieme di elementi organizzati che hanno lo scopo di raggiungere un determinato obiettivo. Nell’universo l’entropia aumenta sempre e la vita è una presenza che tende ad organizzare. Ma come è iniziata l’affascinante corsa dell’uomo nell’universo? Il 3 novembre 1957 la cagnetta Laika viene lanciata nello spazio; nel 1961 è la volta del primo uomo nello spazio: Yuri Gagarin; il

Lo spazio ci permette di individuare alcuni protocolli estremamente utili sulla terra, come lo studio delle malattie dei muscoli e delle ossa

portare l’uomo nello spazio. Possiamo andare su Marte con la tecnologia, ma abbiamo ancora difficoltà a far vivere l’uomo lontano dalla Terra».

20 luglio 1969 l’uomo arriva sulla Luna». «Sapete perché fu inventato il primo calcolatore? - chiede alla platea Valfredo Zolesi Fu costruito per risolvere un problema di calcolo sulle rotte dei sommergibili tedeschi e fu costruito dagli americani che, in seguito, perfezionarono questa scoperta allargandone il campo di utilizzo». «E perché Colombo ha scoperto le Americhe - domanda nuovamente Zolesi - perché ai suoi tempi non c’erano il frigorifero e l’orologio». La platea sorride interrogandosi. E Valfredo riprende: «Colombo cercava le Indie per trovare le spezie che servissero per conservare i cibi, ma sbagliò rotta perché non aveva orologio. Si cercano delle cose, si inventano strumenti , si esplorano terre e spesso si trova, si scopre, si inventano cose diverse da quelle che ci eravamo prefissi e questo è molto affascinante. È necessario saper guardare lontano. Se vogliamo riuscire ad andare su Marte, e ci arriveremo, bisogna cominciare a pensarci in tempo. Noi bisogna lavorare per continuare la Creazione. Ricordiamoci che siamo usciti dall’Eden. Tutta questa premessa per far capire che anche gli

La fisica e la metafisica Alla fine dell’intervento di Valfredo Zolesi, Sangiacomo ha proposto una riflessione: «lo studio dei fenomeni fisici porta a molte scoperte, ma non mette in crisi il metafisico?». E Valfredo rispondendo con un aneddoto ha raccontato che «dopo aver lavorato sodo per la preparazione di una missione, prima della partenza delle stazioni spaziali -qualche volta si lavora anche 48 ore senza mai fermarsi - ci capita spesso di riunirci per rilassarsi, andando a bere qualcosa. In queste circostanze, parlando del lavoro fatto, si finisce sempre per parlare di Dio». Mons. Giusti ha tracciato le conclusioni di questa interessantissima serata, affrontata da due dei massimi esperti di questi argomenti, in modo chiaro con un linguaggio così comprensibile e tipico solo di coloro che veramente «sono appassionati» di quello che fanno. Il Vescovo ha concluso con la speranza che incontri come questo possano essere estesi nei vari percorsi educativi: nel percorso catechistico, in quello scolastico. «Non si può aver paura della ricerca, però è importante non ideologizzarla. La ricerca va affrontata per quello che è e le ideologie devono lasciare il passo allo stupore della scoperta».

studi che vengono fatti durante le missioni spaziali, per le quali spesso ci sentiamo dire che si spendono troppi soldi, sono studi fondamentali. Lo spazio ci permette di individuare alcuni protocolli estremamente utili sulla terra. Infatti gli esperimenti fatti con l’aiuto degli astronauti ci hanno permesso di avere maggiori conoscenze rispetto all’evoluzione dell’osteoporosi in assenza di gravità; di studiare l’atrofia muscolare. Pensate che un uomo che vive in assenza di gravità per 6 mesi perde il 40% della sua forza muscolare. Queste scoperte possono essere applicate, nel settore medico, agli studi sulle persone che sono allettate per lungo tempo; in assenza di gravità si sono studiati i movimenti degli arti che poi hanno permesso di applicare i risultati allo studio del morbo di Parkinson che porta il malato alla riduzione del movimento». E mentre Zolesi spiega questi concetti scorrono le immagini delle varie missioni spaziali e dei vari esperimenti a cui la Kaiser ha partecipato: astronauti che utilizzano arti artificiali; interni di navette spaziali; movimenti fluttuanti in assenza di gravità. «Tutte queste esperienze ci fanno comprendere quante difficoltà ci siano nel


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

17 giugno 2012

50 anni di Concilio Vaticano II

L’INTERVISTA A Liborio Panvini

Un punto di riferimento per chi arriva al Porto... di Fraternità Dopo una vita piena di difficoltà, Liborio arriva nella nostra città e diviene custode della struttura di via delle Cateratte DI FABIO FIGARA

rmai è un costante punto di riferimento per la struttura della Caritas di Torretta; sempre presente, ad ogni ora del giorno e della notte, pronto ad accogliere chi ha bisogno e preparato a risolvere qualsiasi problema: è Liborio Panvini, classe 1964 e originario di Enna, giunto in Caritas grazie al gruppo dei volontari livornesi di S. Egidio. La sua è stata una vita difficile, vissuta spesso per strada, in giro per l’Italia – salvo un breve periodo in Spagna - dopo la perdita degli affetti più cari. Nonostante tutto, il suo desiderio di rendersi utile agli altri non si è assolutamente affievolito. «Ero molto piccolo quando con i miei genitori mi trasferii in Germania – racconta – a Darmstadt, nei pressi di Francoforte. Dovevo essere operato d’urgenza per un angioma e, purtroppo, in Italia i miei genitori non riuscirono a trovare un centro per la mia patologia. Ma a Francoforte, invece, erano ben attrezzati. Contemporaneamente mio padre, che era un medico, tramite conoscenze, ottenne un posto di lavoro alla Marck, una ditta satellite della Bayer. E così feci tutte le scuole a Darmstadt: ero molto bravo in Tedesco, e lo sono tuttora, ma in casa continuavamo a parlare italiano, pertanto ho continuato a parlare in entrambe le lingue indistintamente». All’età di quindici anni entra in un istituto professionale per diventare panettiere e pasticciere, ottenendo il diploma; in seguito decide invece di intraprendere il lavoro di magazziniere e addetto alle spedizioni presso la fabbrica Gökel. Purtroppo dall’Italia è richiamato a prestare il servizio militare per ben tredici mesi. Tornato in Germania, scopre di aver perso il posto di lavoro in fabbrica. Il padre, giunto all’età della pensione, gli chiede di

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tornare in Italia insieme a lui e cinque stagioni estive, e dove alla madre. «Vissi per un po’ ad sinceramente non mi Enna – continua – aiutando un dispiacerebbe tornare, magari mio zio nel suo negozio di stavolta da turista!» alimentari ma, di lì a poco, morì Purtroppo per Liborio stabilità e mia madre, a cui ero molto sicurezza economica non legato. Dopo un periodo di arrivano, e continua a girare per depressione, riuscii a l’Italia, dormendo dove capita. riprendermi e feci domanda alla «Fortunatamente avevo un FIAT di Mirafiori, entrando a cagnolino che chiamai Floyd per lavorare come apprendista la grande passione che avevo per operaio». i Pink Floyd, e fu mio compagno Purtroppo, di varie avventure. Una volta, era contemporaneamente al suo un Capodanno, mi ritrovai a ingresso in FIAT, muore anche il dormire sotto un ponte, a Roma: padre, e Liborio è vittima di un un ubriaco che dormiva insieme grave incidente sul lavoro che gli a tutti noi senzatetto cercò di capita in scadenza di contratto. aggredirmi con un coltello da «Sconvolto per questa serie di cucina, e Floyd, cominciando ad avvenimenti, capitati nell’arco di abbaiare, lo fece fuggire. Quella circa due anni, decisi, zaino in volta ho avuto veramente molta spalla, di girare per le città paura. Una volta invece mi vivendo alla giornata. Con due arrestarono perché dormii in amici torinesi una caserma girammo a piedi la Dalla Sicilia abbandonata, Spagna per otto mesi, un’altra volta ancora facendo lavoretti dei poliziotti – a a Livorno legati all’agricoltura quel tempo ero a passando come la raccolta dei Pesaro - mi per la pomodori, dell’uva, e picchiarono perché molti altri, dormendo dicevano che non Germania per strada, sotto i potevo dormire in e la Spagna porticati dei palazzi o un porticato vicino sotto i ponti». ad una Banca. Tornati in Italia, i tre si dividono Tuttavia, nonostante tutte queste e Liborio riprende a girare per esperienze negative, ho sempre l’Italia. Nel 1990 è a Viareggio cercato di darmi da fare dove impara a modellare la occupandomi di qualsiasi tipo sabbia con un collante, creando di lavoro, soprattutto presso le piccole sculture raffiguranti varie Caritas parrocchiali dove meraviglie architettoniche quali ho sempre potuto trovare il Colosseo e il Duomo di sostegno e conforto». Milano, esponendole sul E proprio perché ha vissuto lungomare e vivendo dei esperienze di estrema difficoltà, contributi lasciati dai turisti. Liborio non ha mai smesso di «Ebbi un po’ di stabilità quando occuparsi dei bisogni degli altri, mi trasferii a Pisa, vivendo sapendo cosa si provi ad essere presso amici, e lavorando come emarginati dalla società. cameriere. Da lì in poi, dato che Successivamente, dopo un breve conoscevo bene il tedesco, ho periodo trascorso tra Rosignano potuto lavorare, sempre come e Castiglioncello e qualche cameriere stagionale, in molte lavoretto, nel 2006 arriva località turistiche italiane. definitivamente in via delle L’esperienza più interessante è Cateratte, iniziando come stata a Bibione, a Lignano aiutante alla mensa, e poi Sabbiadoro, dove ho trascorso divenendo custode della

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struttura. Presso il “Porto di Fraternità” livornese, dove abita stabilmente, si interessa di vari tipi di attività che gli occupano completamente le giornate: organizza il magazzinaggio ed il trasloco dei mobili offerti dalla comunità alle famiglie bisognose; si occupa della raccolta dei vestiti ed aiuta i volontari nella distribuzione; è costantemente reperibile per coloro che abitano nelle case famiglia al primo piano; aiuta presso il servizio mensa e regola gli ingressi nelle sale d’attesa; effettua costantemente i lavori di giardinaggio e di pulizia dei bagni adiacenti la mensa; compie tutti i lavori di riparazione riguardanti l’impianti elettrico ed idraulico, occupandosi anche dei lavori di muratura. «Qui non ci sono orari – continua – in qualunque momento qualcuno può bussare alla porta chiedendo aiuto. Così come, senza purtroppo rispettare gli orari di apertura ufficiali, molti portano i sacchi pieni di vestiti in qualsiasi momento, e di certo non possono essere lasciati fuori per strada. Inoltre, essendo in possesso di quasi tutte le chiavi della struttura, devo supportare le attività dei volontari che stanno qui tutti i giorni, per qualsiasi esigenza». Liborio è molto felice della sua attività in Caritas, anche se è consapevole che non potrà durare per sempre. «Vorrei comunque provare a ricostruirmi una vita, magari trovando un lavoro fisso ed una casa, pur continuando a servire in Caritas come volontario. Sono molto riconoscente a tutte le persone che mi hanno aiutato e con le quali continuo ad avere uno splendido rapporto di amicizia, sia in Caritas che fuori da essa».

UNA CHIESA CORAGGIOSA Gli incontri alla parrocchia dei Salesiani el cinquantesimo anniversario N del Concilio Vaticano II, la parrocchia dei Salesiani ha ritenuto opportuno interrogarsi su questo avvenimento che, per molti, è ancora sconosciuto. Dopo la relazione introduttiva del prof. Riccardo Burigana “Il Vaticano II, storia e attualità di un Concilio entusiasmante”, la prof. Maria Enrica Senesi ha preso in esame la Costituzione Dogmatica Lumen Gentium. Il parroco, don Gino Berto, nel presentare la relatrice, ha detto che il Vaticano II° è stato un Concilio “fuori serie” perché non è stato incentrato nel ridefinire le verità di fede, ma ha sollecitato la Chiesa a diventare una Chiesa aperta, missionaria, presentando uno “stile nuovo”, quello del dialogo con il mondo, con lo scopo di rivolgersi, come diceva Papa Giovanni, ai non cattolici, ai non cristiani, ai non credenti. La Lumen Gentium -ha esordito la relatrice- vuole rispondere alla domanda: Che cos’è la Chiesa? Cosa pensa di se stessa? Con l’enciclica Ecclesiam Suam, Paolo VI° ne proponeva una lettura coniugando il rinnovamento degli studi teologici con il recupero delle sue origini e delle sue tradizioni. La struttura della Lumen Gentium evidenzia la complessità della Chiesa, una Chiesa visibile dove il concetto di “popolo di Dio”, che comprende dunque “tutta la Chiesa”, viene privilegiato su quello della gerarchia, perché la vocazione alla santità è propria di “tutti” i credenti. La Chiesa -ha proseguito- radicata in Cristo è segno visibile ed efficace nel mondo dove svolge un processo di umanizzazione dell’uomo, una Chiesa capace di crescere e di far crescere, in una parola: di educare. Una «La Chiesa Chiesa capace di deve saper promuovere l’unità, la accogliere fraternità e la tutte le pace, che rivolge culture, una attenzione particolare ai nelle loro bisogni del diversità, nostro territorio perché “la che ci a Cristo è provengono fedeltà fedeltà al dai diversi mondo”. Chiesa come “popolo di popoli, Dio” dove dunque l’appartenenza a “unità nella Dio ci identifica nella storia. pluralità”» Popolo di Dio, naturalmente nel rispetto delle distinzioni, quindi senza omologazioni ma nel rispetto delle pluralità degli apporti e dei carismi. Maria Enrica Senesi ha poi trattato “del sacerdozio comune e del sacerdozio ministeriale”, che sono, nel rispetto dei ruoli, “l’uno ordinato all’altro”, perché l’uno e l’altro partecipano dell’unico sacerdozio di Cristo, tutto questo nella dimensione di una reale “corresponsabilità” che deve essere propria dell’intera Chiesa. La piena appartenenza al popolo di Dio -ha concluso la relatrice- deve essere manifestata attraverso una “fedeltà profonda” che non può che venire “dal cuore”. Bisogna perciò riscoprire il nostro “essere cristiani”, una identità spesso perduta a causa dei molteplici condizionamenti. La Chiesa deve saper accogliere tutte le culture, nelle loro diversità, che ci provengono dai diversi popoli, dunque “unità nella pluralità”. Per tutto questo ci vuole allora una “Chiesa coraggiosa” che va incontro all’uomo e insieme a lui ricerca la verità. Una Chiesa che non si lascia intimorire e che propone all’uomo la speranza al di fuori delle tante banalità che ci condizionano, una Chiesa che si prende cura della reale vocazione dell’uomo. Gianni Giovangiacomo


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

17 giugno 2012

Agenda del VESCOVO VENERDÌ 15 GIUGNO 9.30 ritiro spirituale del clero con padre Sorge in vescovado 17.00 Giornata delle comunicazioni sociali, S. Messa per gli operatori della comunicazione in vescovado (vedi locandina in pagina) 18.00 “A viva voce” con padre Sorge in vescovado (vedi locandina in pagina) SABATO 16 GIUGNO 8.00 pellegrinaggio mensile diocesano a Montenero, conclusione della visita pastorale al I vicariato, e benedizione dei fidanzati 10.00 inaugurazione della sezione di Livorno dell’Ordine dei Cavalieri di Malta a Montenero 11.00 in vescovado, consulta di pastorale familiare 18.00 S. Messa in ricordo di Maria Bagnasco, moglie del dott. Alberto Rossi alla chiesa di N.S. di Fatima DOMENICA 17 GIUGNO 11.00 S. Messa per gli immigrati alla chiesa di SS. Pietro e Paolo LUNEDÌ 18 GIUGNO Nella mattina, udienze sacerdoti in vescovado 20.00 chiusura dell’anno del Serra Club al ristorante “La Barcarola” MARTEDÌ 19 GIUGNO Nella mattina, udienze clero in vescovado 18.00 tavolo dell’oggettività con i primari dell’ospedale MERCOLEDÌ 20 GIUGNO 9.30 incontro con i vicari foranei in vescovado 12.00 saluto al nuovo questore Marcello Maria Orioni Cardona, in vescovado 21.00 processione della Madonna del Buon Rimedio dalla chiesa di San Ferdinando alla Capitaneria di Porto, a seguire benedizione GIOVEDÌ 21 GIUGNO Nella mattina udienze clero in vescovado 12.00 incontro all’azienda PEC a Rosignano Solvay per l’inaugurazione dei nuovi locali 18.00 in cattedrale, S. Messa per il 70° anniversario dell’ordinazione di mons. Lelio Bausani, a seguire concerto 21.00 incontro con l’équipe pastorale “Tre Arcangeli” alla parrocchia della SS.ma Annunziata dei Greci VENERDÌ 22 GIUGNO Nella mattina, udienze laici in vescovado 19.00 Consiglio pastorale diocesano e presbiterale alla parrocchia di Santa Lucia ad Antignano SABATO 23 GIUGNO 11.30 all’Istituto Nautico, consegna delle borse di studio “T.Neri” 18.00 S. Messa alla chiesa di SS Giovanni Battista e Ilario a Rosignano Marittimo

Diocesi informa Le proposte di PHARUS VIAGGI

Pellegrinaggio a Lourdes DAL 4 AL 7 SETTEMBRE Volo con partenza da Pisa 4 Settembre: ITALIA - LOURDES: Ritrovo all’aeroporto e partenza per Lourdes. Arrivo e trasferimento all’albergo. sistemazione. Apertura del Pellegrinaggio e saluto alla Grotta. Partecipazione alle celebrazioni religiose. Cena e pernottamento. 5 e 6 Settembre: Permanenza a Lourdes Trattamento di pensione completa in albergo. Giornata dedicata alla partecipazione alle celebrazioni religiose ed alla visita dei luoghi di Santa Bernardetta. 7 Settembre: LOURDES - ITALIA. Colazione. Trasferimento in pullman all’aeroporto e partenza per il rientro. Quota di partecipazione: euro 630,00 per persona Quota individuale gestione pratica: euro 35,00 per persona Supplementi: camera singola euro 35,00 a notte

DOMENICA 24 GIUGNO 17.00 A Reggio Emilia, incontri spirituali

Libri da LEGGERE

di Mo.C.

Bissi A. – Essere e diventare figli. La vocazione dell’uomo- E. Paoline, pp. 186, euro 13,00 Che l’uomo abbia innata la propria vocazione ad essere figlio, è una condizione incontrovertibile. Alla luce della Scrittura questo viene detto in modo molto chiaro. Ad es. l’evangelista Matteo (6,8) dice: “ Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno”, oppure Giovanni “Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio..” (1 Gv 3,1). E’ questo un contatto col mistero espresso attraverso il rimando ad un’esperienza particolare, quella della relazione tra padre e figlio; esperienza a tutti nota ma che Anna Bissi ci presenta come manifestazione di un grande amore. Essa, nell’introdurci in questa esperienza, parte dal basso; dall’esperienza psicologica, nella convinzione che possa rappresentare una via d’accesso privilegiata alla relazione con Dio dove cercherà di offrire qualche semplice risposta a due interrogativi fondamentali della nostra esistenza: “che cosa vuol dire essere figli” e “che cosa significa diventarlo”. Ci viene dunque offerta la possibilità di liberare il nostro sguardo dalle percezioni distorte che impediscono la ricerca del volto di Dio e di apprendere nuovi modi per crescere nella fiducia e nella pienezza di una vita orientata al Padre.

La quota comprende: Passaggio aereo in classe turistica Italia / Lourdes / Italia con voli noleggiati Tasse d’imbarco - Trasferimento da e per l’aeroporto di Lourdes in pullman Alloggio in alberghi di 3 stelle in camere a due letti con bagno o doccia Pensione completa in base all’orario dei voli (6 pasti per 4 giorni) Assistenza sanitaria, assicurazione bagaglio e annullamento viaggio Europ Assistance. La quota non comprende: Bevande / Mance/ Ingressi/ Extra Personali /tutto ciò non specificato in "la quota comprende". INFO: segnaliamo che il costo del carburante incide per il 20% sul prezzo della quota base di partecipazione. Esso è calcolato utilizzando il valore di 800 USD/tonnellata metrica al cambio di 1 euro = 1,35 USD

BREVI DALLA DIOCESI

Incontro Diaconi SABATO 16 GIUGNO ALLE 16.30 Nella sala Fagioli del vescovado incontro dei diaconi con don Severino Dianich dal titolo “La diaconia di Gesù nella diversità dei ministeri”, a seguire cena.

Pio Alberto Del Corona GIOVEDÌ 21 GIUGNO ALLE 17.30 Primo Centenario della morte (1912-2012) del Servo di Dio Mons. Pio Alberto Del Corona O.P., Vescovo di San Miniato, Arcivescovo di Sardica, Fondatore delle Suore Domenicane dello Spirito Santo. Presso la cappella del Convento (via Bolognese, 111, Firenze) Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo di Firenze, S. Em. R. Card. Giuseppe Betori. A conclusione verrà offerto un ristoro fraterno

50 anni di Concilio LUNEDÌ 18 GIUGNO ALLE 21.00 Alla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, incontro dal titolo “Solo una vita celebrata può diventare una vita vissuta? Alla scoperta della Sacrosantum Concilium” relatore diacono Enrico Sassano, cultore di liturgia GIOVEDÌ 21 GIUGNO ALLE 21.00 Alla parrocchia del Sacro cuore di Gesù, incontro dal titolo “Una comunità che vuole dire il Vangelo nell’uomo di oggi”, relatore don Gino Berto


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LA SETTIMANA DI LIVORNO ....

Il Vescovo che valorizzò le Associazioni e le donne «Creò la società Cattolica Operaia di carità e Promotrice di Buone Opere che si proponeva di difendere gli interessi religiosi, morali e civili degli operai e degli artisti» n attesa della nomina del nuovo vescovo venne eletto Vicario Capitolare il Canonico Eugenio Poggi. Dopo cinque mesi di Curia Capitolare venne designato vescovo il Vicario generale di Prato Mons. Leopoldo Franchi. Era nato a Prato il 23 gennaio 1826. All’età di dodici anni entrò in Seminario. Fu ordinato il 24 settembre 1848. Insegnò al Cicognini di Prato e in seguito ricoprì la cattedra di Retorica. Nel 1862 venne eletto Canonico Arciprete della cattedrale di Prato. Negli anni della soppressione di molti beni ecclesiastici si adoperò per salvarne molti dalla confisca. Fondò il Piccolo Oratorio di S. Anna per i fanciulli abbandonati. Venne eletto nel 1885 Vicario generale. Venne consacrato vescovo a Roma in S.Alfonso de’Liguori il 15 agosto 1886. Scrisse lo stesso giorno la sua prima lettera pastorale in latino, ma la fece subito tradurre in italiano. La lettera espone il programma pastorale del Vescovo venuto per predicare Cristo a tutti e che si dichiara pronto a incoraggiare le iniziative di carità dei cattolici livornesi. Prese possesso della diocesi attraverso il suo Pro

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Vicario il 21 novembre e fece l’ingresso solenne arrivando in treno a Porta S.Marco il 7 dicembre per recarsi poi in Cattedrale, accolto da numerosissimi fedeli. Il Vescovo Franchi prese contatto con le numerose associazioni laiche cattoliche presenti in Diocesi: la società Cattolica Livornese; la società

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Promotrice di Buone Opere; l’Opera della scuola di Carità; l’Opera di insegnamento della Dottrina cristiana; l’Opera del SS. Nome di Dio le cui socie errano impegnate a procurare arredi alle chiese povere; le Conferenze di S.Vincenzo. Dalla unificazione delle due prime società creò la società Cattolica Operaia di carità e Promotrice di Buone Opere che si proponeva di difendere gli interessi religiosi ,morali e civili degli operai e degli artisti. Mons. Franchi si dedicò all’organizzazione giovanile dell’Azione Cattolica. In un Convegno di donne delle associazioni Cattoliche caritative tenne un efficace discorso sulla missione della donna. I movimenti presenti al convegno erano principalmente tre: le Dame di carità, il ramo femminile della soc. Promotrice di buone Opere, la Pia Unione delle madri cristiane: la riunione si tenne nella chiesa di S. Benedetto il 23 maggio 1887. Per il vescovo un altro problema pastorale era quello della famiglia che trattò in una lettera pastorale. Si dedicò anche alla questione sociale sulla scia della Rerum Novarum. Nel 1891 scoppiò il colera che durò circa due mesi. Poche le vittime: 150 i morti 370 i colpiti. Per la cessazione del morbo si tenne un triduo in cattedrale. Sulla porta della

chiesa fu posta un‘iscrizione di ringraziamento alla Madonna di Montenero. Evento importante fu il primo congresso nazionale mariano che si tenne ad agosto 1895 nella chiesa di S. Maria del Soccorso. Le principali proposte emerse dal congresso furono il ritorno all’unione delle chiesa cristiane; il posto della donna nella società; la richiesta di definire il dogma della Assunzione di Maria SS. Il Papa omaggiò il congresso con il dono della statua della Divina Pastora che si trova oggi nella chiesa di Torretta. Terminato il congresso vi fu un pellegrinaggio a Roma. Dopo un pellegrinaggio al Volto Santo di Lucca la salute del Vescovo peggiorò. Aveva difficoltà a camminare e in breve si paralizzò. La malattia lo costrinse a chiedere il 23 marzo 1898 di poter rinunciare alla sede vescovile di Livorno. Prima di partire volle donare una villetta che si trovava proprio di fronte al Seminario, in via del Seminario 10, di proprietà del Vescovado, per istituire un oratorio festivo per i ragazzi che fu affidato ai Padri Salesiani. Mons. Franchi si ritirò a Prato sua città, dove morì il 16 ottobre 1902. a cura di Maria Luisa Fogolari

I nostri VESCOVI

MONSIGNOR LEPOLDO FRANCHI.....

17 giugno 2012


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LA SETTIMANA DI LIVORNO

17 giugno 2012

La fede viaggia in rete

La tua parrocchia online ono nato nel 1949, così a vent’anni Shanno ho vissuto diversi fatti epocali che cambiato la storia recente di questo pianeta. Oltre la “famosa” contestazione giovanile, il ’69 e’stato l’anno della conquista della luna, che noi giovani di ieri abbiamo vissuto davanti allo schermo televisivo la notte del 21 Luglio, appena concluso l’esame di maturità. Un’altra rivoluzione, questa volta meno appariscente è stata la rivoluzione informatica. Sarà proprio in quel famoso anno ’69 che a Pisa si aprirà la facoltà di Scienze delle Informazioni, la prima in Italia ed io ero tra i pochi studenti che sedevano sui banchi della mitica sede di Via Santa Maria. Anche noi studenti non sapevamo bene quello che ci aspettava. Ci avvicinammo così al CANE (Calcolatore Alfa Numerico Elementare) e apprendemmo le prime nozioni di informatica del Prof. Griselli, imparando a trasformare la ricetta dei biscotti della nonna in un programma da far digerire, dopo innumerevoli prove, al CANE. Nessuno di noi si sarebbe certo immaginato che pochi decenni dopo quell’oggetto misterioso avrebbe cambiato la vita del mondo. Oggi tutti noi possediamo un PC, anche questo articolo che state leggendo è stato scritto così, mandando in soffitta la macchina da scrivere. Con il computer si è passati presto al mondo di internet scoprendo la realtà virtuale che trasforma tutti in “internauti”. Questo nuovo mondo porta i sè tutti i pregi ed i difetti di quello reale. A tale riguardo ricordo una frase del Prof. sopra citato che mi è sempre rimasta impressa nella mente: il computer è un oggetto “stupido” ma molto veloce. Dietro questa affermazione c’è la consapevolezza che è l’uomo che pensa per il computer, esso fornisce solo la velocità alla mente umana per compiere in un attimo migliaia di operazioni, oggi milioni ma è sempre l’uomo che deve sapere come usare questa “stupida” macchina. Ma veniamo a noi: come conciliare la fede con le nuove tecnologie? La mia idea è che non possiamo escluderci da questo mondo che avanza, se ci chiudessimo rimarremmo indietro e non più al passo dell’uomo del nostro tempo. Esserci non vuol dire che tutto debba o possa passare attraverso questo mezzo. L’incontro personale è e sarà sempre indispensabile per trasmettere la fede, è questa la Via che Dio ha scelto con l’Incarnazione del suo Figlio Gesù. Internet sarà, cosi come la TV o la radio o il giornale un mezzo per amplificare il messaggio del Vangelo. Togliereste i microfoni dalle chiese perchè mezzi troppo moderni? Fin dalle origini della Chiesa gli Apostoli hanno adottato vari metodi e varie strategie, pur di annunciare Cristo. Nasce così la “Parrocchia on line” da una sollecitazione del vescovo Simone a cui io ho dato risposta. Esistono altre esperienze simili alle quali mi sono già collegato per rafforzare la proposta divulgativa. Lo scopo è quello di raggiungere quelle persone, giovani e adulti, che possono essere avvicinate anche con questo canale. Quello che ho fatto è solo l’inizio, un contenitore che dovrà essere riempito costantemente anche con il contributo di collaboratori. Le varie sezioni (di carattere sportivo, spirituale, dedicato ai giovani e alle famiglie, e anche un collegamento con un Monastero di clausura) andranno ampliate secondo le necessità che nasceranno. A questo punto vi chiedo solo di venire a vedere solo per curiosità e chissà che anche tu non possa diventare parrocchiano di questa realtà o perfino collaboratore…. Allora accendi il tuo computer collegati a internet e digita questo indirizzo: http://parrocchiaonline.blogspot.com vieni e vedi! G.B. Il tuo Parrocco on line

Il primo incontro dell’ ACOS

Un’associazione per gli operatori sanitari cattolici

ll’Istituto Casa San Giuseppe di Quercianella si è svolto il primo incontro del gruppo diocesano di Livorno dell’ACOS appena costituito. L’ACOS è una sigla che sta per Associazione Cattolica Operatori Sanitari con sede nazionale a Roma. È composta da persone che operano nell’ambito sociosanitario a tutti i livelli, comprendendo anche coloro che sono nella fase formativa. Lo spirito è quello di impegnarsi a perfezionare gli aspetti etici delle professioni sanitarie alla ricerca di soluzioni conformi al progresso sociale e scientifico, nel rispetto della giustizia e della dignità della persona umana. I soci si impegnano ad agire per l’affermazione dei valori cristiani nella legislazione e nelle istituzioni, costituendo gruppi per l’animazione cristiana degli ambienti socio-sanitari, passando anche attraverso la testimonianza e l’esempio personali. L’incontro ha visto la partecipazione di mons. Simone Giusti, il quale ha da sempre

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Una nuova realtà importante nell’ambito delle varie iniziative della Pastorale Sanitaria Diocesana sostenuto l’importanza di una testimonianza forte dei valori cristiani in ambito sanitario. Questa iniziativa, come molte altre, quali ad esempio il Tavolo dell’Oggettività, ha lo scopo di mettere in risalto ciò che unisce - il valore della vita umana, il rispetto della persona, la tutela dei più deboli - in modo da gettare un ponte tra diverse culture. Il Vescovo ha inoltre sottolineato come l’ACOS sia importante nell’ambito delle varie iniziative della Pastorale Sanitaria Diocesana (costituendo consultorio familiare diocesano, le attività di formazione e orientamento in ambito scolastico). Monsignor Giusti ha nominato come Assistente Spirituale del gruppo diocesano Don Placido Salvatore Bevinetto, Cappellano dell’Ospedale e parroco della Chiesa della

Madonna. Avrà compiti consultivi per le tematiche ecclesiali, e curerà la vita spirituale dei membri dell’Associazione. La Presidente Annalisa Pistoia ha illustrato come si articolerà l’anno sociale dell’Associazione: a novembre vi sarà l’inaugurazione del nuovo anno scolastico del Polo Didattico di Livorno del Corso di Laurea in scienze infermieristiche dell’Università di Pisa, diretto da Suor Ernesta Alberto, che darà inizio all’anno sociale dell’Associazione; a dicembre ci sarà un incontro con il vescovo Simone per scambiarsi gli auguri di Natale, incontro che si ripeterà ad aprile per la Pasqua; a gennaio e a maggio si terranno incontri di aggiornamento accreditati ECM nell’ottica di una formazione professionale orientata

Il 21 giugno alle 18 in cattedrale

Don Lelio Bausani festeggia i suoi 70 anni da sacerdote iovedì 21 giugno alle ore 18, in cattedrale, sarà celebrata da monsignor Giusti una Santa Messa per il settantesimo anniversario di sacerdozio di monsignor Lelio Bausani, da anni impegnato nella diocesi livornese . Non mancherà la Corale che proprio mons. Bausani fondò nel 1965 e che per l’occasione canterà anche alcuni brani scritti dallo stesso don Lelio. Molti sacerdoti concelebreranno con il vescovo e tutti coloro che vorranno festeggiare l’amatissimo monsignor Lelio potranno partecipare a questo evento speciale.

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ai valori cristiani. I temi spazieranno dall’obiezione di coscienza, al consenso informato, alle tematiche di fine vita, alla relazione di aiuto. La Presidente ha ricordato come spesso gli operatori sanitari, i pazienti e i loro familiari si trovino soli davanti a scelte difficili e come ci sia bisogno di una formazione eticodeontologica che illumini l’animo delle persone. Gli interventi dei soci hanno sottolineato molti aspetti importanti dell’attività sanitaria: come i valori umani siano comuni a persone di diversa estrazione e provenienza culturale; la necessità di approcciarsi verso coloro che soffrono con amore, riconoscendo la presenza di Gesù Cristo nel malato, vero Tabernacolo Vivente del Signore; il valore dell’umiltà, attraverso la quale riconosciamo che tutto il nostro essere e il nostro agire non è merito nostro ma dono del Signore; come sia necessario condividere le proprie esperienze e farne partecipi gli altri; l’importanza che i cristiani comprendano

che la comunità dei credenti è la Chiesa del Signore e che attraverso la comunione che si realizza nelle parrocchie e nei gruppi si rende reale la sua presenza. L’incontro è stato veramente coinvolgente ed è stato seguito dalla celebrazione della Messa, alla quale abbiamo partecipato con la consapevolezza di un gruppo unito di amici, che condividono l’amore per Cristo e il prossimo. Infine presso la mensa dell’istituto Casa San Giuseppe, che ci ha accolto con calore e vera fraternità, si è svolto un momento di agape fraterna. La cena ha rinsaldato i vincoli di amicizia e il proposito di dare un contributo fattivo alle tante idee emerse dalle discussioni. Luca Mastrosimone, segretario ACOS gruppo della Diocesi di Livorno Chi volesse avvicinarsi all’Associazione alla quale possono iscriversi tutti coloro che lavorano in ambito socio-sanitario e che si riconoscono nei valori cattolici può scrivere a: luca.mastrosimone@tin.it


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

Fermare a Livorno i turisti delle crociere

17 giugno 2012

Agenda della speranza per LIVORNO

Tante idee per dare nuovo impulso al turismo ella sala conferenze della Circoscrizione 2 si è tenuto un caffè creativo per parlare del crocierismo nella nostra città. Il significativo titolo dell’incontro, “Turismo crocieristico a Livorno: è tempo di agire”, fa capire che è arrivato il momento di avviare iniziative concrete per far si che i turisti che arrivano a Livorno per imbarcarsi sulle navi da crociera, possano finalmente ammirare le bellezze delle nostre piazze, passeggiare sul lungo mare e magari poter prendere parte a qualche visita guidata nei luoghi più caratteristici della nostra città. Per discutere di questa tematica è stato appunto proposto un caffè creativo, organizzato dall’associazione di promozione sociale LabLab (Laboratorio Labronico) per creare un’interazione tra cittadini ed esperti e cercare di portare chiarezza ad un tema da molto tempo dibattuto.

negli ultimi anni le navi che hanno scelto lo scalo labronico come approdo e il numero di passeggeri sia aumentato enormemente, ma la città non ha ancora offerto possibili attrazioni ai turisti, che preferiscono dirigersi in tutta fretta verso la stazione e prendere il treno per le vicine città d’arte di Pisa, Firenze e Lucca.

Dopo il lancio del tema affidato ad un “provocatore” i partecipanti si distribuiscono intorno ai vari tavoli e si dà inizio alla discussione, che prevede l’individuazione di scenari positivi e negativi, e le iniziative per migliorarli. Dopo una pausa caffè, importante per scambiarsi idee e opinioni, si procede con la seconda sessione di tavolo dedicata alla proposta di azioni. Durante la giornata, un facilitatore, anch’esso seduto al tavolo, mette per iscritto le proposte dei partecipanti, in modo tale da poter alla fine stipulare un report per far conoscere a tutti le riflessioni emerse. Non c’è dubbio che

Le proposte del tavolo 1 si soffermano soprattutto sull’individuazione di un ente che possa essere l’interlocutore dei temi del turismo, in grado così di vendere il “prodotto città”. Magari un soggetto privato che possa dare vita ad una fondazione di partecipazione. Si dovrebbero inoltre valorizzare i punti di forza della città, come la fortezza Vecchia e quella nuova; si potrebbe sfruttare meglio il turismo religioso, puntando soprattutto sul Santuario di Montenero, creare percorsi eno-gastronomici e trovare un Tour Operator che lavori su Livorno. Non si deve però solo guardare all’aspetto

focalizzare i progetti e le idee. Bisogna lavorare con i tour operator, intercettare i turisti e fornire offerte convenienti, vendere i pacchetti a bordo delle navi e a terra, con personale formato in modo specifico.

storico e culturale, ma cercare di presentare anche le caratteristiche sociali, quelle dell’area mercatale e quelle della cucina locale. Dalle proposte del tavolo 2 e del tavolo 4 è emerso che sarebbe necessario un piano regolatore portuale e l’approvazione del piano strutturale comunale, per rendere possibile la costruzione del terminal e l’individuazione di aree e strutture di servizio. Per intrattenere i turisti potrebbero essere inaugurati dei “percorsi di conoscenza della città”, magari con autobus d’epoca, differenziati su due itinerari: musei e acquario e urbanistica e architettura. Si potrebbero attivare così convenzioni con punti di ristoro e negozi. Risulta assolutamente necessario l’attivazione di una cabina di regia dell’offerta turistica, che potrebbe essere la Porto 2000, oppure un ente pubblico, come la provincia, in grado di governare la rete dei soggetti sul territorio,

Il tavolo 3 propone di creare una direttrice che parte da via Grande per poi delinearsi in vari percorsi. Livorno non ha una cultura di accoglienza al turista, questa va creata e stimolata facilitando ad esempio gli iter burocratici per l’occupazione del suolo pubblico, in modo da adornare le strade e le piazze con sedie e tavoli nella vicinanza di bar e ristoranti, dove sarebbe interessante ascoltare musica dal vivo di allievi dell’istituto Mascagni o delle band livornesi; e allestire all’aperto mostre di pittori locali che espongono o dipingono sul posto i loro quadri, sullo stile di Montmartre a Parigi. Infine il tavolo 5 propone una rivalutazione del Museo civico Fattori per promuovere l’arte contemporanea, la riqualificazione del seminterrato del Mercato centrale per la realizzazione di un museo permanente e mercatini dell’artigianato. Inoltre all’interno del Mercato potrebbe essere allestita una degustazione dei prodotti tipici della nostra città, come cacciucco, triglie alla livornese e vini della costa. Dovrebbe essere poi realizzata una mappa che indichi i principali monumenti presenti nel centro città, come le chiese storiche e i locali caratteristici della Venezia. Alice Carpentiere

Il 17 giugno Benedetto XVI proclamerà beata Cecilia Eusepi, la giovane suora dell’Ordine dei Servi di Maria. La famiglia dei Servi di Maria ed in particolare le suore Mantellate presenti a Livorno si recheranno alla celebrazione di beatificazione a Roma per festeggiare questa loro consorella. La storia di suor Cecilia

«VOGLIO FARMI SANTA A TUTTI I COSTI!» Fondatori dell’Ordine dei Servi di Maria, ultima di undici figli. I suoi genitori sono Antonio Eusepi e Paolina Mannucci, semplici e buoni, poveri ma ricchi di fede. Appena un mese e mezzo dopo la sua nascita rimane orfana del padre e viene affida allo zio materno. Bambina vivace e sensibile, molto buona e ubbidiente, già da piccola portata alla preghiera. Il 6 gennaio 1915, all’età di cinque anni, insieme a sua madre, lascia Monte Romano e si reca a Nepi dove lavora lo zio; nel 1915 entra come educanda nel Monastero di San Bernardo. In monastero riceve la Cresima e la Comunione: in quel giorno correndo ai piedi della Vergine Santa, la piccola Cecilia offre a Lei, insieme al giglio, anche il suo cuore, promettendole di farsi santa ad ogni costo. A soli dieci anni decide di iscriversi al Terz’Ordine dei Servi di Maria.

Viene ammessa nella Fraternità di Nepi il 14 febbraio 1922 e fa la sua promessa. Matura in questo tempo la decisione di donarsi a Dio e di farsi suora Mantellata Serva di Maria. Ottenuta dal Vescovo la dispensa per la sua età, il 19 novembre 1923 entra tra le aspiranti delle Mantellate Serve di Maria di Pistoia. Andrà a studiare a Roma e a Zara, oltre che a Pistoia. Purtroppo, costretta dalla malattia, dopo solo tre anni lascia le suore per ritornare in famiglia, dove “abbracciata alla sua croce”, vive in modo straordinario l’ultimo breve e doloroso percorso della sua vita, segnato dal manifestarsi e acutizzarsi della tubercolosi intestinale. È guidata spiritualmente da Padre Gabriele M. Roschini, dei Servi di Maria. Fino alla fine non verrà meno alla sua semplicità e alla sua unione profonda con Gesù. È il 16 ottobre 1928, festa di S. Teresa del Bambin Gesù. Si compiva così la profezia che S.

Livorno-Rimini, il convegno di Rinnovamento dello Spirito

ALLELUIA,GESÙ È IL SIGNORE lleluja, Gesù è il Signore: con questo grido A nel cuore e sulle labbra il gruppo del rinnovamento “Gesù e Maria” di Livorno,

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ecilia Eusepi nasce a Monte C Romano il 17 febbraio 1910, nella festa dei Sette Santi

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Teresa stessa le aveva fatto un anno prima nello stesso giorno, preannunciandole la morte l’anno successivo. La fama di santità si diffuse subito arrivando fino a Monte Romano. Nel 1944, per paura dei bombardamenti, la sua salma venne esumata e portata nel convento dei Serviti, in quell’occasione fu fatta la prima ricognizione del corpo che fu trovato intatto, come se fosse il giorno della morte. Questo contribuì alla fama di santità. A partire da questo momento iniziarono i primi pellegrinaggi per pregare sulla sua tomba. Poi l’inizio del processo, il miracolo, le virtù eroiche riconosciute da Giovanni Paolo II il 16 giugno 1987, il riconoscimento del miracolo da parte della commissione scientifica prima e teologica dopo, l’approvazione della commissione dei vescovi e cardinali il 4 maggio e il 16 luglio 2011, la firma del decreto che ne autorizza la beatificazione, da parte del Papa Benedetto XVI.

DAGLI SCRITTI DI SUOR CECILIA 16 Marzo 1928 Ho letto sulla carità, è proprio ciò che io pensavo. Io ho detto che si ama con l’essere generosi e che l’amore è generosità, infatti, l’amore è il dono di sé, in tutto e per tutto, si fa presto a dirlo ma a praticarlo costa sacrificio, costa sangue, il sangue del cuore, bisogna quindi essere generosi. Riguardo poi al perché io amo, non lo so, so solo che Gesù mi attrae, che lo amo, e l’amerei anche se non avesse fatto nulla per me. A volte stupita mi domando, che cosa abbia potuto trovare in me Gesù, così di attraente, da attirarlo verso il mio nulla, da ricolmarmi delle Sue più affettuose cure. La mia debolezza estrema, ecco la risposta. Gesù prevedeva che il suo fiorellino dal fragile gambo, ad un leggero soffio di vento si sarebbe piegato verso terra e forse anche spezzato, e perciò ha voluto, non appena sbocciato, toglierlo dal mondo e trapiantarlo in un’aiuola del Suo grande giardino, ha voluto circondarlo di gigli affinché non respirando che il grato profumo di questi fiori, non contemplando che la loro bellezza, se ne innamorasse, e a loro somiglianza volgesse il altro la sua corolla, verso il cielo. Se grande è la misericordia che ha usata a me preservandomi del peccato, quindi, come dovrebbe essere grande il mio amore, per Lui!

accompagnato dalla sua guida spirituale Padre Damioli, parroco di San Sebastiano si è recato a Rimini dove si è svolta la 35ª Convocazione Nazionale dei Gruppi del Rinnovamento dello Spirito (RNS, ndr). Il tema di quest’anno è stato: «Nello Spirito gridiamo - Gesù è il Signore!» (cf 1 Cor 12,3). Il convegno ha inoltre celebrato il 40° anniversario della nascita del Rinnovamento in Italia. Più di ventimila persone si sono radunate per lodare il Signore nello spirito dinamico e gioioso tipico di questo movimento; tanti sono stati i relatori eccellenti presenti alla manifestazione e nella comunione dei Santi un segno speciale ha accompagnato questi giorni: il Reliquiario contenente i sangue del Beato Giovanni Paolo II, il pontefice che ha illuminato e accompagnato per 27 anni il cammino dell’RNS. Di queste giornate ci piace ricordare le parole di Padre Ronchi, che parlando della Divina Misericordia ha detto: «Non è il semplice perdono dei peccati ma molto di più esprime il compito di madre che Dio ha nei nostri confronti»; «il paradiso non è pieno di Santi ma di peccatori perdonati, gente come noi. Non colpevolizziamoci, quindi, ma riconosciamo le nostre colpe e cantiamo la misericordia di Dio!». «La misura dell’amore è amare senza misura, perdonare senza misura». Durante questo Roveto Ardente, alla presenza di Gesù vivo e vero, il cardinale Ivan Dias e Salvatore Martinez, hanno guidato la preghiera di liberazione e guarigione. Un intera folla in profonda preghiera ha potuto «toccare il suo mantello». La mano del Signore ha fatto meraviglie! Anche noi come Lazzaro eravamo bendati, il Signore ha tolto le bende che ci legavano e ci impedivano di camminare rinnovati verso di Lui. Siamo stati testimoni di un momento molto toccante che ha dato subito i suoi frutti: un mare di folla si è messa in fila in silenzio per confessarsi. Anche Padre Cantalamessa, figura molto familiare al Rinnovamento ci ha invitato a gridare forte e chiaro nello Spirito che Gesù è il Signore: «Se confesserai con la tua bocca che Gesù è il Signore e crederai con il tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvo». Solo da questa consapevolezza può nascere la spinta ad una nuova evangelizzazione. Col suo modo semplice e coinvolgente ci ha dato un’immagine originale del famoso verso di Ap 3,20 «Ecco, sto alla porta e busso...» spiegandolo, «Gesù bussa per uscire! Vuole raggiungere tutti, non teniamolo prigioniero nei nostri cuori, perché diffonda la sua parola di Verità nelle case, nei gruppi nelle città» Nella sua relazione finale Martinez ha sintetizzato l’essenza del credente affermando: «noi siamo il profumo di Cristo!» ribadendone la missione evangelica nei confronti del mondo intero, e ha concluso affermando «c’è una soluzione alla crisi, viene dallo Spirito Santo che ci fa gridare Alleluia! Gesù è il Signore!» Ricordiamo il nostro appuntamento fisso del 25 di ogni mese presso la Parrocchia di San Sebastiano con l’adorazione e la Santa Messa, a partire dalle ore 21. Marusca Del Chiaro Gruppo RNS Livorno


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TOSCANA OGGI 17 giugno 2012

LA SETTIMANA DI LIVORNO


La Settimana n. 23 del 17 giugno 2012