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GIOVEDI’ 3 GIUGNO a Santa Caterina Via del Seminario, 61 57122 Livorno tel. e fax 0586/210217 lasettimana.livorno@tiscali.it Notiziario locale

Direttore responsabile Andrea Fagioli

SOLENNITA’ DEL CORPUS DOMINI ore 18.30 nella chiesa di Santa Caterina: S. Messa, esposizione eucaristica e adorazione personale 21.00 canto del Vespro con il Vescovo e processione fino alla Cattedrale

Reg. Tribunale Firenze n. 3184 del 21/12/1983

30 maggio 2010

Solo chi ama sa dare la vita

Santa Giulia, il martirio frutto della gioia

«Nell’ora della prova il Signore non ci abbandona ma sta accanto a noi, affinché non solo siamo in grado di affrontarla con coraggio, ma anche di pregare attraverso le misteriose vie della sofferenza come egli pregò al Getsemani: "Sia fatta la tua volontà"»

La riflessione del Vescovo nella festa della Patrona della diocesi ella celebrazione della festa di Santa Giulia, monsignor Giusti ha svolto una riflessione su come il martirio sia un frutto maturo di una vita vissuta con gioia.Ed ha accostato la figura di Santa Giulia, patrona di Livorno, a quella di un martire dei nostri tempi, il vescovo Oscar Romero, per entrambi il martirio è arrivato al termine di una vita vissuta nella serenità che viene dalla fede. Al termine della celebrazione i fedeli hanno condotto le reliquie della Santa Martire in processione fino alla Fortezza Vecchia dove il Vescovo ha benedetto tutta la città e in particolare gli equipaggi e le barche che danno vita alle tradizionali gare remiere cittadine. Riportiamo qui di seguito i tre brani principali dell’omelia che il Vescovo ha tenuto in cattedrale, nella festa di Santa Giulia, alla presenza delle autorità cittadine.

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propri scopi più o meno elevati. D’altra parte, l’uomo - l’esperienza ce lo insegna - non può sentirsi a lungo felice da solo, perché la gioia tende ad una felicità-congli-altri, ad un essere-felici-insieme. L’uomo infatti è strutturalmente relazione, è per la sua stessa essenza un essere-indirizzato-verso- l’ altro: questo dato fondamentale fa sì che sarà un uomo gioioso solo l’uomo che in tutte le sue relazioni cerca di rendere felici gli altri. Evidentemente, la gioia raggiungerà il suo culmine, dove si rivela come il frutto d’un reciproco amare disinteressato. È quindi una regola fondamentale che non si può essere sereni e gioiosi interiormente, se non si aiutano gli altri ad esserlo; ciò in pratica significa che bisogna essere più attenti a rendere sereni gli altri che a procurare gioia a noi stessi.

LA GIOIA È FRUTTO DELL’ESSERE PROTESI VERSO L’ALTRO

LA GIOIA È UNA PRESENZA

Per la gioia, come per l’amicizia, l’uomo che vuole acquistarla mediante una ricerca affannosa, la perde e non la troverà proprio perché è tanto ripiegato su se stesso e preoccupato dei suoi interessi, che non pensa più al bene altrui, cioè non si indirizza più a un altro per renderlo felice. In altre parole, non considera l’altro come una persona, ma in qualche modo come uno strumento che gli può servire per i

La gioia, dono del Cristo risorto, non è una «cosa» data ai discepoli, ma una presenza, cioè la presenza del Signore risorto grazie allo Spirito Santo. La gioia cristiana scaturisce dal trovarsi alla presenza del Signore, dal sapere che Dio ci ama ed è vicino. Quando il salmista esclama: «Una luce si è levata per il giusto, gioia per i retti di cuore» (Sal97, 11), ciò significa che soltanto colui il quale ha il cuore limpido e puro, si accorge della presenza del Signore e se ne rallegra. Così gioirono i discepoli alla vista del Signore risorto (cf. Gv 20,20); la sorgente della gioia cristiana sta

fotografie Giusy D’Agostino

nell’incontrarsi con Dio, col Signore Gesù. Si intende allora che anche la gioia, come frutto dello Spirito, è il risultato della sua presenza nel cuore del credente. Il nostro cuore è lieto e sereno quando ha in sé lo Spirito di Dio, il dono del Cristo risorto. E anche dopo l’ascensione, notano gli Atti, nei riguardi dei nuovi convertiti, che: «i discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo» (At 13,52). La serena gioia del cuore, dono e grazia di Dio, non significa l’assenza della sofferenza o delle tribolazioni. Ce ne avverte Paolo nella prima lettera ai Tessalonicesi: «E voi siete diventati imitatori nostri e del Signore, avendo accolto la parola con la gioia dello Spirito Santo, anche in mezzo a grande tribolazione» (1 Ts 1,6). Si tratta d’una gioia anche in mezzo alle difficoltà e alla lotta. Non è facile la serenità interiore quando le disgrazie ci colpiscono, quando le amicizie e le persecuzioni si moltiplicano lungo la nostra vita; solo l’umile fede nella presenza del Signore, del suo amore paterno e provvidente, permette allora di mantenere nel fondo del cuore la serenità, pur nelle pesanti condizioni dell’esistenza. Nell’ora della prova il Signore non ci abbandona ma sta accanto a noi, affinché non solo siamo in grado di affrontarla con coraggio, ma anche di pregare attraverso le misteriose vie della sofferenza come egli pregò al Getsemani, : «Sia fatta la tua volontà».

IL MARTIRIO, TESTIMONIANZA DI UNA PRESENZA Il martirio, la testimonianza, è possibile solo a chi è nella gioia di Dio .Oggi veneriamo la nostra patrona, S. Giulia martire, testimone, di che cosa? Di una filosofia religiosa cristiana, no certamente, è testimone di una presenza nel suo cuore: quella di Dio, quella dell’Amore, quella della gioia. E’ stata la volontà di non tradire, di non perdere quanto ella aveva trovato a renderle addirittura preferibile il supplizio alla perdita del Signore. Comprendete quanto forte doveva essere in lei questa presenza d’amore, talmente radicata nella sua carne da diventarne motivo d’esistenza, con la Scrittura potremmo dire: soffio vitale . Solo chi ha provato e gustato questa Presenza del Risorto può capire, agli altri è precluso come la libertà ai carcerati, la vita ai morti, la luce ai ciechi. Una nuova evangelizzazione, una rinnovata carità pastorale, una passione civile per una nuova cittadinanza, come una fedeltà alla propria famiglia, sono generate solo nella gioia di una Presenza che rende capaci di dono .Senza vita nello Spirito non c’è alcuna riforma nè della Chiesa nè della società ma solo chiacchiere salottiere e potere. Solo chi conosce la gioia può condurre alla gioia una Chiesa o un popolo. Il martirio di S.Giulia ieri come quella del Vescovo Oscar Romero, nei nostri giorni, ce lo ricordano con la forza del sangue.


IV

TOSCANA OGGI 30 maggio 2010

AGENDA del Vescovo

Venerdì 28 maggio 18.30 il Vescovo partecipa all’incontro del CPP del 3° Vicariato nella parrocchia dei Sette Santi 21.15 il Vescovo partecipa all’assemblea della consulta dei laici in vescovado 21.15 in vescovado Consiglio Affari Economici

Sabato 29 maggio 8.45 il Vescovo saluta alla «Maratona di solidarietà» in piazza della Repubblica 10.00 il Vescovo partecipa ad un incontro a Camaiore allo Studio Teologico Interdiocesano 18.00 il Vescovo celebra la Messa e conferisce le cresime alla chiesa di S. M. del Soccorso

Domenica 30 maggio 11.00 il Vescovo presiede la Messa alla parrocchia della SS. Trinità e incontra i genitori dei ragazzi del catechismo 17.00 il vescovo presiede la Messa a Cerretti- Santa Maria a Monte in occasione della conclusione della presenza dell’immagine della Madonna pellegrina di Fatima

Lunedì 31 maggio 9.00 il Vescovo partecipa al Convegno dei Beni culturali «Conservare per conoscere. Conoscere per conservare» in vescovado

Martedì 1° giugno 11.00 il Vescovo presiede la Messa a Cascina per la festa patronale 21.00 il Vescovo partecipa all’adorazione eucaristica organizzata dalla comunità S. Spirito alla chiesa di Santa Lucia

Mercoledì 2 giugno 9.00 il Vescovo conclude gli esercizi spirituali nella chiesa di S.Ilario a Rosignano Marittimo e a seguire celebra la Messa 11.00 il Vescovo celebra la Messa e conferisce le cresime nella chiesa di S.Lucia 19.00 il Vescovo partecipa in prefettura ai festeggiamenti della Festa della Repubblica

Giovedì 3 giugno 10.00 il Vescovo incontra i direttori dei centri pastorali in vescovado 16.00 il Vescovo partecipa al Simposio Ecumenico alla chiesa del Sacro Cuore (Salesiani) SOLENNITA’ DEL CORPUS DOMINI (vedi box. a pag I) 18.30 chiesa di Santa Caterina: S. Messa, esposizione eucaristica e adorazione personale 21.00 canto del Vespro con il Vescovo e processione fino alla Cattedrale

Venerdì 4 giugno Il Vescovo partecipa al Simposio Ecumenico, nella mattina in Vescovado e nel pomeriggio nella chiesa di Santa Lucia- Antignano

Sabato 5 giugno 19.00 il Vescovo incontra l’équipe della pastorale studentesca in vescovado

Domenica 6 giugno Il Vescovo interviene all’Assemblea di Zona dell’Agesci 11.00 il Vescovo presiede la Messa e conferisce le cresime nella chiesa di Sant’Andrea (Castiglioncello).

LA SETTIMANA DI LIVORNO


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

30 maggio 2010

LA CONSULTA FEMMINILE

Viaggio nelle parrocchie

Trent’anni in un libro

Sant’Agostino Dove sono «nati» molti preti

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GIULIASARTI

uesta settimana a parlarci un po’ della sua comunità è Padre Andrea Conti, parroco di Sant’Agostino da due anni e mezzo, che a settembre lascerà il posto a don Matteo Gioia. QUANDO È ARRIVATO QUI QUALE È STATO IL PROBLEMA PIÙ GRANDE CHE SI È TROVATO AD AFFRONTARE? «La cosa che mi ha fin da subito messo alla prova, e su cui ancora devo lavorare, è il riuscire a costruire una comunità nel vero senso della parola. Qui c’è sempre stato un lavoro per “compartimenti”, ognuno chiuso alle altre realtà parrocchiali che non fossero la propria. Questo forse è un problema dovuto non tanto alla parrocchia in sé, ma alla società che sempre più impone un individualismo che chiude la persona su se stessa. E’ difficile in queste condizioni riuscire a fare comunione». CATECHESI E FAMIGLIE. COME DEFINIREBBE LA SITUAZIONE? «C’è un gruppetto di adulti che purtroppo nell’ultimo periodo si è un po’ ridotto, il gruppo della terza età che si ritrova per pregare o anche solo per stare insieme. Poi ci

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sarebbero le giovani coppie con figli ma il problema di questo momento è che tra lavoro e impegni, il tempo da poter

molte persone generose che praticano la carità in modo silenzioso. E non solo in senso economico: molti si dedicano agli anziani,

I numeri della parrocchia INDIRIZZO: Piazza Aldo Moro 2 VICARIATO: III NUMERO TELEFONO: 0586-806791 FAX:0586-806081 EMAIL: parrocchia@santagostino.livorno.it SITO WEB: http://www.santagostino.livorno.it/ ORARIO CELEBRAZIONI: FerialiS.Rosario, Vespro e S.Messa ore 17.30 Festivi e Sabato e prefestivi: S.Messa ore 19.00 Domenica e festivi: SS.Messe 8.30; 10.30; 19.00 Ogni primo venerdi del mese: ore 17.00 Adorazione Eucaristica. dedicare alla comunità è notevolmente ridotto». PER QUANTO RIGUARDA LA CARITÀ COSA CI DICE? «Al mio arrivo sono state necessarie alcune modifiche per questioni strutturali. La carità è essenziale in una comunità cristiana ma prima del mio arrivo si trattava a mio avviso solo di assistenzialismo. Quello che invece deve distinguerla da una semplice comunità di volontariato che faccia le stesse opere di aiuto deve essere che questa carità si fa in nome di Cristo. Perciò prima c’è bisogno di comunicare la fede. In ogni caso in parrocchia ci sono

alle persone sole, che nella nostra comunità sono parecchie. A questo si aggiunge un servizio per trovare agganci lavorativi soprattutto alle badanti e professoresse in pensione che insegnano l’italiano agli stranieri».

A colloquio con padre Andrea Conti, il parroco francescano che, tra qualche mese, lascerà la guida a don Matteo Gioia quelli che frequentano la messa raggiungono approssimativamente il 15%. Pensi che la benedizione delle case è stata rifiutata o presa con superficialità da quasi la metà delle famiglie visitate». IL SUO ESSERE FRANCESCANO HA INFLUITO IN QUALCHE MODO SULLA COMUNITÀ E SUL SUO OPERATO IN PARROCCHIA? «Di San Francesco ho cercato di trasmettere soprattutto la spiritualità che forse era una aspetto un po’ trascurato in passato. Bisogna partire dall’essenziale per riuscire a cogliere i doni di Dio. Per fare questo la prima cosa è dedicarsi alla preghiera e partecipare all’eucarestia. Invece troppo spesso le persone tendono a legare la fede all’emotività: se ho voglia di farlo lo faccio, vado a messa, altrimenti no. Anche questo ci riporta in

Dalla fine degli anni 50 ad oggi A

QUALE È IL RAPPORTO COL QUARTIERE? «Come dicevo il nostro quartiere è composto da un gran numero di persone anziane. La nostra parrocchia conta circa 6400 abitanti e di questi

a Consulta femminile Cittadina: trenta anni di vita in un libro. Raccogliendo le testimonianze delle componenti della Consulta, Viviana Accarino, presidente della medesima e Fiorella Chiappi, psicologa dell’Istituto C.O.R.I. , hanno dato vita ad un libro dal titolo «Trenta anni di partecipazione: la Consulta Femminile si racconta» che è stato presentato il 22 aprile u.s. al museo di storia naturale alla presenza delle autorità e di un folto pubblico che ha seguito con grande attenzione lo svolgersi della manifestazione. Ospite di onore la pro.ssa Simonetta Ulivieri docente di scienza della formazione all’Università di Firenze nonché livornese «doc» molto legata alla realtà del nostro territorio. Viviana Accarino, Fiorella Chiappi e M.Assunta Diacinti, cofondatrice della Consulta, hanno illustrato a grandi linee le motivazioni del loro lavoro. Il volume ripercorre i trenta anni di vita della Consulta (1978-2008) evidenziando le iniziative svolte, i temi trattati e gli obiettivi che si posero le donne al momento della costituzione. Lo scopo prefisso, e in questi anni raggiunto, fù quello di offrire una possibilità alle donne di varia estrazione sociale, culturale e ideologica di incontrarsi e confrontarsi per poter superare le divisioni molto forti che allora le separavano. Il libro, che si chiude con un ricordo dell’amica Carla Pini Baroni, cofondatrice anch’ella della Consulta, verrà dato in omaggio alle scuole della città e alle associazioni interessate.

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LA STORIA DELL’EDIFICIO lla fine della guerra molte chiese cittadine erano state distrutte o danneggiate. La città si stava espandendo verso nuovi quartieri. C’era bisogno di chiese più grandi che accogliessero gli abitanti dei dintorni. Fu così che il vescovo Monsignor Giovanni Piccioni decise che era il momento di costruire una nuova parrocchia. Era il 1954. Di lì a tre anni si sarebbe potuta celebrare la prima messa in una vera chiesa, non come quella che veniva usata fino a quel momento: un salone in cui ci si riuniva con i bambini che avevano partecipato al catechismo in via dei Pini sotto la guida di Don Betti che per attirarli imitava i programmi che erano appena arrivati con la televisione. Intorno c’erano ancora molti campi, ma in breve tempo a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 nacque il quartiere che oggi conosciamo raggiungendo una densità demografica molto alta.

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qualche modo alla difficoltà di fare esperienza comunitaria». E PROPRIO QUESTO SUO APPARTENERE A UN ORDINE FRANCESCANO CHE HA TRA I SUOI CARISMI LA COMUNITÀ

NON LA FA SENTIRE SOLO QUI? «Assolutamente no. Anzi questa mia esperienza mi porta a intessere rapporti con tutti. Non è stato facile, ma anche qui ho trovato persone che mi aiutano e supportano. Penso al diacono Bartolini ad esempio o al Comitato Parrocchiale». COMITATO PARROCCHIALE? «Esatto. Ho deciso di costituirlo perché poi confluisca nel Consiglio Pastorale. Volevo conoscere la situazione della parrocchia prima di crearlo e fare in modo che il Consiglio fosse la conseguenza di una comunità attiva di persone che collaborano tra loro». DA QUESTA PARROCCHIA SONO NATE DIVERSE VOCAZIONI DELLA NOSTRA DIOCESI. PENSA CHE L’ATTUALE MANCANZA DI VOCAZIONI SIA DOVUTA AL FATTO CHE I GIOVANI SONO CAMBIATI COME SI SENTE DIRE SPESSO, SIA COLPA DELLA SOCIETÀ, O DELLA CHIESA CHE NON RIESCE A COINVOLGERLI? «È naturale che i giovani cambino con la società che li circonda e forse la scarsità di vocazioni è dovuta al loro voler vivere la vita cogliendo l’attimo, senza prendersi responsabilità a lungo termine. Oltre a questo però dobbiamo incolpare anche la mancanza di modelli da seguire». Qui in parrocchia i giovani sono un piccolo gruppo ma il problema è sempre lo stesso: non si riesce a far fare loro gruppo per intraprendere un cammino di fede. Ci sono, ma ognuno resta ai margini. PER CONCLUDERE SU COSA ANCORA DEVE PORRE ATTENZIONE? «Quello che ancora non sono riuscito a fare è costruire una comunità nel vero senso della parola: persone che fanno comunione tra loro e vivono insieme un’esperienza di fede».

Pensionato «La Provvidenza» l Pensionato «La Provvidenza» è un centro residenziale per anziani (uomini e donne) autosufficienti gestito dal Comitato Livornese Assistenza ( Ente Morale fondato nel 1961 da Monsignor Roberto Angeli). Si trova a Livorno in via Baciocchi 15, in posizione centralissima. La struttura situata in un ampio giardino, gode della vicinanza di moltissimi negozi e importanti servizi come le Poste, la farmacia e autobus di linea. La struttura è un edificio di 3 piani che può accogliere 36 persone in relative camere singole di varia grandezza con la possibilità di arredo proprio al fine di rendere l’ambiente più familiare agli ospiti. I servizi igienici possono essere interni alla camera o presenti al piano ma, comunque , comuni a non più di due persone. Al piano terra dell’edificio si trovano 3 camere, la sala di pranzo, la sala da the e televisione, la sala gioco e la Cappella, dove è possibile, per chi lo desidera, partecipare alla Santa Messa. Ai due piani superiori si trovano le altre camere tutte con affaccio al giardino. «La Provvidenza», grazie alla presenza di cucina propria al suo interno, offre agli ospiti e, qualora lo desiderassero, ai propri familiari ed amici, menù vari e di qualità. Il Pensionato, infine, eroga il servizio gratuito di lavanderia e stireria della biancheria personale. All’interno della struttura operano:- La Responsabile- Due Impiegate amministrativeUna Cuoca - Otto Inservienti di cui sette con qualifica OSA/OSS - il Personale notturno di sorveglianza fornito dalla Coop «Telefono Bianco». In un clima familiare e sereno si svolgono molte attività organizzate dalla Direzione spesso in collaborazione con volontari esterni fra le quali: tombolate, concerti, corsi di decoupage, proiezioni di films .. la struttura è coinvolta anche nella pastorale della Parrocchia N.S. del Rosario, parroco e viceparroco celebrano la S.Messa per gli ospiti promuovendo momenti di cura spirituale. Evento clou dell’estate è la tradizionale «Cena di Mezza Estate» che si svolge nell’ ampio giardino alla quale sono invitati familiari ed amici degli ospiti presenti.

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Direzione La Provvidenza ciellea@alice.it

BREVI DALLA DIOCESI SABATO 29 MAGGIO 16.30 nel salone parrocchiale della parrocchia di Santa Croce a Rosignano Solvay, mons. Mario Meini,Vescovo di Fiesole, in occasione del ciclo di dincontri per i diaconi permanenti, interviene su: «Il diacono: uomo della Parola di Dio comunicata all’uomo» LUNEDÌ 31 MAGGIO 9.00 presso la Sala Fagioli del Vescovado, Convegno «Conoscere per conservare. Conservare per conoscere» 10.00 Pellegrinaggio Regionale dell’Apostolato della Preghiera a Montenero GIOVEDÌ 3 GIUGNO E VENERDÌ 4 GIUGNO Convegno Ecumenico «Messianismo. Cammino di speranza nella storia dell’umanità» (vedi pag. IV)


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TOSCANA OGGI 30 maggio 2010

L’anniversario di monsignor Guano (5) IL VESCOVO E LA LITURGIA

LA SETTIMANA DI LIVORNO Progetto Culturale: l'intervento del direttore generale dell'Asl, Monica Calamai

Nuovo Ospedale, ma non solo DI

n tema che stava particolarmente a cuore a monsignor Guano e che aveva già trattato fin dalla sua prima lettera pastorale era la Sacra Liturgia che definisce l’espressione più bella e completa della vita comunitaria della Chiesa livornese inserita nella Chiesa una, santa ,cattolica, apostolica. Era il tempo del rinnovamento della Liturgia voluto dal Concilio . Le date dei suoi scritti fanno sempre riferimento, oltre che al calendario civile, anche al calendario liturgico. Attuò, per studiare l’argomento del rinnovamento liturgico, tutta una serie di conferenze, articoli, tre giorni, rivolti al suo clero sul tema specifico. Ai sacerdoti: la Liturgia non è cosa soltanto nostra è di tutti i fedeli. Ma noi siamo i liturgici: quelli cui spetta raccogliere e tenere uniti i fedeli nell’azione sacra. Ai fedeli: So che voi amate la sacra liturgia. La cureremo tutti insieme per rinnovare la vita cristiana per trovarci in essa sempre più uniti fra noi e con Cristo nel ricevere i doni di Dio.

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Cercheremo di capire sempre meglio come l’azione liturgica sia una fondamentale azione pastorale , come l’azione pastorale debba essere ordinata a condurre all’incontro con Dio (1962) Bisogna che ci rendiamo conto come il rinnovamento della liturgia non significa rinnovamento di un settore isolato della chiesa, ma implica invece un rinnovamento dell’azione pastorale dell’annuncio della Parola di Dio, del senso della comunità cristiana e della vita personale di ciascuno. E ancora: Dobbiamo essere noi a creare un’atmosfera adatta con la nostra stessa maniera di comportarci durante il sacro rito; deve sprigionarsi da tutto il nostro essere, decoro, riverenza. Per questo bisogna che siamo pieni del senso di Dio, rispettosi della sua presenza, rispettosi dei fratelli ed insieme in dimestichezza con Dio e con gli altri. Il cardinal Pellegrino affermò alle sue esequie: monsignor Guano promosse il movimento liturgico anticipando temi del Concilio, specialmente nello sforzo di condurre l’assemblea alla partecipazione liturgica. .. Ricordo i suoi interventi al Concilio: le sue osservazioni per la riforma liturgica erano frutto di profonda meditazione teologica e di concreta attuazione pastorale. A cura di Maria Luisa Fogolari

SABATO 29 MAGGIO

«MARATONA DELLA SOLIDARIETÀ» PER RENDERE LIVORNO E BETLEMME PIÙ VICINE CON LA NOSTRA SOLIDARIETÀ 9.00 Cerimonia di Partenza fino alle 12.30 «Tutti possono partecipare, tutti sono protagonisti!»

VENERDÌ 11 GIUGNO

CHIUSURA DELL’ANNO SACERDOTALE ore 21.00 il Cattedrale, celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo in occasione della quale si pregherà per i sacerdoti che celebrano in questo anno il 25° o 50° di Ordinazione presbiterale

NICOLA SANGIACOMO

l progetto di costruzione del nuovo ospedale di Livorno, ma non solo, è stato al centro dell’attenzione della IV Assemblea del Progetto Culturale diocesano nella quale è intervenuta la dottoressa Calamai, direttrice generale dell’Azienda Sanitaria Locale. Quello che riguarda il nuovo ospedale è un progetto di grande respiro, che avrà forti implicazioni sul futuro sviluppo di tutta la città, e che, come tale, ha attirato l’attenzione delle commissioni del Progetto Culturale che lo hanno voluto approfondire sul versante dei principi etici che lo ispirano. Un primo risultato della riflessione è stato presentato dal referente diocesano del Progetto Culturale al direttore generale del ASL che ha poi approfondito l’argomento, rispondendo in modo dettagliato ad alcune questioni che le sono state poste. Tra queste la necessità di come riorganizzare il complesso dei servizi socio sanitari non ospedalieri, il modo in cui verranno reperite le risorse per la nuova costruzione, i tempi di realizzazione previsti e come verrà riconvertita l’area in cui sorge l’attuale ospedale. La nuova struttura ospedaliera che si sta progettando, e che si prevede di ultimare entro il 2017, dovrà essere una struttura ad «alta intensità di cure», come viene definita in gergo tecnico, dove cioè si attueranno interventi sanitari complessi e dove i tempi di degenza saranno ridotti; a questa struttura saranno

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affiancati i cosiddetti inappropriati. Per far esempio con il nuovo ospedali di comunità fronte a questi problemi distretto che verrà dove sarà possibile si prevede una costituito nel quartiere trattare le malattie riorganizzazione di Salviano dove, nelle meno gravi. complessiva dei distretti intenzioni del massimo Questo spiega il socio-sanitari per dirigente dell’Asl, si numero ridotto di posti rispondere, anche con dovrebbe cominciare a letto disponibili nel un orario più ampio, sperimentare questa nuovo ospedale, 440, di alle richieste di nuova logica di cui 74 in day hospital. interventi medici sul assistenza sanitaria sul La struttura che si sta territorio, oggi territorio, dove èsempre pensando – secondo più frequente il direttore generale che i servizi risponde alle più sanitari si Monsignor Giusti: moderne concezioni svolgano a di ospedale, a domicilio e le «La sanità è’ anche una sviluppo strutture questione di educazione» orizzontale, con una di base abbiano vasta area destinata orari di servizio alla ricerca e un’altra molto più ampi in cui troveranno degli attuali. posto attività impropriamente svolti «Dobbiamo pensare – commerciali. Queste in ospedale, la ha detto Calamai – che ultime serviranno ad realizzazione dei il servizio sul territorio attirare i capitali privati cosiddetti ospedali di non è quello prestato che saranno necessari a comunità e una all’interno delle realizzare l’opera con il ricollocazione delle strutture dei distretti, ricorso alla finanza di residenze sanitarie ma quello che viene progetto. assistite negli edifici che realizzato direttamente «Proprio in questi attualmente ospitano il nelle case dei cittadini giorni – ha annunciato quarto e quinto malati». la dottoressa Calamai – padiglione, con un L’assemblea, che ha partirà la gara europea aumento significativo visto anche una vivace per l’aggiudicazione dei dei posti a disposizione. partecipazione dei lavori, subito dopo la Tutto questo non sarà presenti, si è chiusa con firma dell’accordo di affrontato solo al l’intervento del Vescovo programma tra le momento della che ha sottolineato Istituzioni interessate costruzione della nuova come le questioni (firmato il 24 maggio struttura ospedaliera, affrontate fossero scorso)». ma comincerà a particolarmente Dalle risposte alle prendere corpo già nei rilevanti dal punto di questioni poste sul prossimi mesi, ad vista cristiano perché tappeto sono emerse anche una serie di considerazioni interessanti a proposito della futura organizzazione dei servizi socio sanitari. Dall’analisi della dottoressa Calamai sono emerse alcune cattive «abitudini» dei livornesi, che tendono a recarsi al Pronto Soccorso anche per interventi non urgenti, che chiedono sempre più esami diagnostici (spesso superflui) e che, con sempre maggiore frequenza, ottengono ricoveri che poi risultano

riguardavano la cura della salute persone che abitano nel nostro territorio. «Alcuni temi – ha sottolineato monsignor Giusti – toccano l’educazione dei cittadini (dall’eccessivo utilizzo delle medicine fino a un inappropriato uso di accertamenti diagnostici che conducono ad uno spreco di risorse pubbliche sempre più scarse), un aspetto che la Chiesa, oggi ancor più di sempre, pone al centro della sua missione nel mondo».

La conclusione della Terza Conferenza provinciale del volontariato

Il Maggio della solidarietà S

i è concluso al Museo di Storia naturale del Mediterraneo di Livorno «Il maggio della solidarietà»,titolo della 3° Conferenza provinciale del Volontariato. Quest’anno “Volontariando” si è aperto al territorio dell’intera provincia toccando Suvereto, Piombino, Porto Azzurro, Castagneto Carducci, Cecina, ed è terminato con le due giornate di Livorno. Il coinvolgimento delle realtà locali è stato molto positivo come ha sottolineato un membro della Consulta provinciale intervenendo nel corso di un dibattito delle tavole rotonde susseguitesi nell’arco dell’intera prima giornata e al mattino della seconda. Il Museo ha anche accolto per l’occasione i pannelli illustrativi delle varie associazioni: dall’Auser alle ACLI, dalla Comunità di S.Egidio alle Associazioni per l’Handicap, alle Misericordie. Agli incontri livornesi hanno partecipato le istituzioni, naturalmente la Provincia coinvolta politicamente in prima persona, i Comuni, le ASL, le autorità, tra queste

l’Ammiraglio Pierluigi Rosati, Comandante dell’Accademia Navale. “Aprire le menti per aprire i cuori”, con questa citazione del sociologo Edgar Morin, la professoressa Raffaella Biagioli, docente di Pedagogia all’Università di Firenze, ha concluso il suo intervento sul tema della disabilità nella scuola, volendo con questo affermare che la comprensione reale dei fenomeni può portare ad una partecipazione personale più intensa e sentita. Poco prima il sindaco, Alessandro Cosimi, aveva sottolineato che istituzioni e volontariato devono procedere di pari passo per rispondere alle esigenze dei cittadini in difficoltà e ha asserito che la fiducia che le persone dimostrano verso le Associazioni del volontariato dovrebbe giungere anche alle istituzioni che, in pratica, in modo diverso, si propongono le stesse finalità. Nella mattinata conclusiva sono stati proiettati alcuni filmati proposti dalle Associazioni, molto interessante ci è parso quello degli «Amici del cuore» in cui il dottor Glauco Maggini

ha illustrato il tema dell’arresto cardiaco e delle tecniche di rianimazione con l’uso del defibrillatore che possono diminuire sensibilmente i casi di mortalità. Maria Lina Cosimi, Vice Presidente della Consulta del volontariato, responsabile dell’Associazione AIDO, ha poi invitato tutti a battersi per «i diritti di chi sta peggio di noi». Sono intervenuti anche : Marida Bolognesi, Consigliera dell’Agenzia per le onlus, il Presidente regionale del Cesvot, Patrizio Petrucci, e l’assessore comunale per lo Sviluppo della Persona, Carla Roncaglia. Il professor Gianfranco Bandini, docente di Storia dei Processi Formativi dell’Università di Firenze, ha messo in rilievo che la frase, spesso pronunciata anche dalle giovani generazioni, «il mondo di prima era un mondo migliore» è profondamente errata perché la nostra società e più sicura e solidale rispetto a prima grazie proprio al volontariato in cui emerge il fattore della gratuità. Il presidente della provincia,

Giorgio Kutufà, ha evidenziato la «concertazione di impegni e di sforzi» tra istituzioni e volontariato in quanto si devono dare risposte «insieme» ai problemi che emergono dal territorio. Kutufà ha ringraziato tutti coloro che si impegnano al servizio degli altri e vedendo la presenza di molti studenti ha ricordato che le nuove generazioni si dimostrano «generose e attente» su questi temi. L’assessore provinciale alla Qualità Sociale e al Volontariato, Monica Mannucci, ha aggiunto che da questi incontri nascono le idee concrete per il futuro e le nuove iniziative da condividere insieme, questa di oggi è dunque «la conclusione di un’ iniziativa ma anche l’inizio di un nuovo percorso». Gianni Giovangiacomo


TOSCANA OGGI

LA SETTIMANA DI LIVORNO

30 maggio 2010

Speciale Comunità Sant’Egidio

I conflitti ancora aperti nel mondo

Livorno per la pace

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LO SVOLGIMENTO DELLA GIORNATA PER LA PACE L’edizione di quest’anno si svolge venerdì 28 maggio e si articola, come di consueto, in tre momenti: - l’Itinerario della Memoria, ore 17,30 - attraverso un percorso a tappe che parte dalla piazza del Municipio, la manifestazione sosterà presso i luoghi colpiti dai bombardamenti nel ‘43. - la Memoria delle vittime di tutte le guerre 19,30 – la chiesa di San Giovanni Battista, risparmiata dai bombardamenti del centro cittadino, oggi ospita il memoriale delle vittime della guerra a Livorno; le loro storie, raccolte ogni anno dalla Comunità di Sant’Egidio, verranno deposte, insieme alle testimonianze dei conflitti di altri Paesi, sull’altare del Crocifisso in ricordo del dolore di tutte le guerre e nella speranza della pace. - la festa “W la pace” ore 21,00 – La Giornata per la Pace ha coinvolto, negli anni, centinaia di bambini e di ragazzi nella vasta attività di sensibilizzazione svolta, in collaborazione con numerose scuole, sui grandi temi della pace, della solidarietà, della convivenza. L’esito di tali attività viene presentato nell’ambito di questo atteso appuntamento in cui canti, racconti, proposte di bambini e ragazzi sulla pace e la guerra si alterneranno per tutta la serata;

IL PROGRAMMA Quest’anno il tema della Giornata per la Pace sarà: Una città per tutti. L’intenzione è quella di proporre all’attenzione l’urgenza attuale di ricostruire la convivenza nella città. La memoria del passato in questo senso, diventa un aiuto per il presente e speranza per il futuro. Il secondo dopoguerra infatti, fu un momento particolarmente difficile: il lascito del conflitto, in termini di povertà, disoccupazione, fu gravissimo; particolarmente rilevante, anche per Livorno, il problema della pacificazione di una società che usciva distrutta e lacerata da tre anni di guerra civile e da almeno dieci di predicazione dell’odio e del disprezzo, con migliaia di profughi e di sfollati, e poi, dopo, con gli immigrati, in particolare dal Sud dell’Italia. Dalla distruzione tuttavia, nacque la Ricostruzione, grazie al concorso virtuoso di scelte politiche, economiche e umane tutte orientate alla ricostruzione appunto, non solo materiale del paese ma anche di una convivenza pacifica, tra persone con provenienze, culture ed esigenze diverse. Tema di grande attualità anche oggi: più di 15 le nazionalità presenti in città, circa il 7,85%, secondo i dati forniti dal Ufficio scolastico provinciale, la percentuale di presenza di bambini stranieri nel ciclo primario, con concentrazioni particolarmente elevate nella scuole Benci (28,64%) e Borsi (19,20%), di cui almeno il

3,4% nati in Italia o migrati con i genitori nei primi anni di vita. La loro presenza durante la giornata per la Pace sarà occasione per ribadire il ruolo determinante che la scuola già ha e può avere nella formazione di un cultura nuova, che fa dell’integrazione fin da bambini la parola

non solo per il loro patrimonio di memorie sulla guerra, sulla ricostruzione della città e sulla riconciliazione, ma anche perché attori quotidiani e spesso inconsapevoli di quell’incontro e di quel dialogo tra culture che resta

d’ordine. La Comunità di Sant’Egidio promuove da tempo questa cultura, non solo attraverso le sue attività locali - come la Scuola della Pace (per i bambini) e la scuola di italiano L. Massignon (per gli adulti) -, ma anche attraverso una proposta di legge per consentire l’acquisizione della cittadinanza ai bambini che nascono in Italia o che qui vivono la propria formazione scolastica. Infatti questi bambini e ragazzi parlano l’italiano meglio della lingua del paese di origine, che in molti casi nemmeno conoscono, e rappresentano, indubbiamente, una grande possibilità di sviluppo per il nostro Paese e la nostra città, che a tutt’oggi attraversa una fase molto pronunciata di invecchiamento. Proprio gli anziani saranno, tra gli altri, protagonisti della giornata,

spesso nascosto dietro ai rumorosi rovesci di intolleranza e ostilità. Molti anziani livornesi oggi, grazie alle cure degli stranieri, possono restare a casa propria, tra i ricordi e i rapporti di una vita, anziché spengersi nella solitudine dei ricoveri. Molti stranieri del resto, trovano negli anziani l’affetto che manca quando si è lontani dalla propria famiglia. "Ho bisogno di te" è la parola più ricorrente tra le mura di molte case livornesi. Ed è più di uno slogan, è la via concreta di una vita migliore.Una Giornata per la Pace, allora, per dire, oggi come allora, che non c’è futuro nel conflitto e nell’intolleranza, mentre molto, molto di buono ci sarà in una città per tutti, capace di contrastare ogni violenza, ogni razzismo, l’abbandono di chi non ce la fa.

Le testimonianze, i ricordi, la speranza il 28 maggio ’43 nei ricordi dei livornesi Durante la guerra c’erano le file per prendere il carbone, mi ricordo che si andava con le borse per farsele riempire. Il pane era a tessera, c’erano pochi fornai e ne davano due etti a testa al giorno. Non si trovava né zucchero, né sale, né candele, la gente andava a cercarli fuori Livorno. Anche ad avere soldi non c’era niente da campare! E per paura dei bombardamenti la gente cominciava a scappare. Anche la chiesa di Fiorentina fu distrutta da una bomba e ci trovarono sotto le macerie un uomo morto da qualche giorno. Quando bombardarono io ero a casa e tutti scappammo in un rifugio alla Guglia, che conteneva molta gente. Sentimmo l’allarme e si vide il fuoco dello Stanic bombardato e tutti che scappavano. Finito l’allarme, mia madre disse che non si poteva più stare a Livorno, per cui sfollammo a Quiesa, in provincia di Lucca. Piera (80 anni) Scoppiata la guerra, dopo due mesi noi giovani fummo trasferiti alla Motofides e lì mi misero al reparto scuola e facevo il tornitore. Il 28 maggio 1943 ero in fabbrica: allora si facevano due turni, uno diurno dalle 6 alle 18 e uno notturno dalle 18 alle 6; eravamo circa 1800 tra operai e impiegati. Io ero di turno al mattino, verso le 11.30 qualcuno disse di aver sentito le sirene, io non le sentii. Si udirono, però, rumori di aerei dal mare e cominciarono a scaricare bombe sulla città e noi scappammo tutti. Io mi rifugiai in un cassone di siluri, che mi permise di salvarmi, perché due bombe caddero proprio sulla fabbrica. Il bombardamento durò circa un’ora e mezzo, gli aerei venivano a ondate per terrorizzare la città. Verso le due tornammo verso la città e vedevamo le persone che avevano perso le case che si rifugiavano dai contadini di Salviano. Ci furono anche 300-400

morti. Detti una mano anch’io a portare le masserizie di questa gente. Quando arrivai a casa dai miei genitori e mia sorella, pensavano che fossi morto, c’era mia madre che piangeva. Invece quando mi videro tornare, mia madre mi abbracciò. Loro erano scappati al momento del bombardamento anche perché vicino casa loro c’era un polverificio e si erano rifugiati nelle fosse delle viti. Essendo che il nostro lavoro era militarizzato, il giorno dopo dovetti tornare in fabbrica, ma a volte mi chiamavano i vigili del fuoco a scavare tra le macerie della città per recuperare le persone morte nei rifugi. Renzo (88 anni)

Una Lettera per i piu’ giovani Miei cari giovani mi rivolgo a voi, per raccontarvi cosa è la guerra, per dirvi come questa ha cambiato la mia vita e quella di tanti, ora anziani, che l’hanno subita. I ricordi di quei terribili giorni sono per molti di noi

a lista che segue mette in evidenza che il continente più toccato dalla guerra è l’Africa.In questo continente la situazione è ancor più complicata a causa dell’elevato numero di gruppi armati che prendono parte ai conflitti,rendendo la situazione ancor più incontrollata.Anche in Asia ed in Medio oriente è presente un elevato numero di paesi coinvolti in guerra e particolarmente drammatica appare la situazione per la presenza di numerosi gruppi militari inTerra Santa,ma anche in Afghanistan,Pakistan ed India. AFRICA: (12 Stati e 29 tra milizie-guerriglieri e gruppi separatisti coinvolti) Algeria: scontri tra esercito regolare e il gruppo islamico Al Qaida nel Maghreb islamico (AQMI) dal 2005 -Angola: scontri tra esercito regolare e Fronte di Liberazione di Cabinda,movimento secessionista dal 1975 e Fronte per la Liberazione dell’Enclave di Cabinda -Ciad: scontri tra esercito regolare e Union of Resistance Forces (URF) -Eritrea: scontri tra esercito regolare e Democratic Movement for the Liberation of the Eritrean Kunama (DMLEK),Eritrean Salvation Front (ESF),Red Sea Afar Democratic Organisation (RSADO) e continue tensioni per questioni di confine con l’Etiopia e Gibuti -Etiopia: scontri tra esercito regolare e ONLF (Ogaden National Liberation Front),OLF (Oromo Liberation Front) per l’Indipendenza di Oromo dal Governo Etiope dal 1973,UnitedWestern Somali Liberation Front (UWSLF) dal 1970 (ha accettato di deporre le armi ad Aprile 2010) -Nigeria: esercito nigeriano contro il Mend (Movimento per l’emancipazione del delta del Niger) -Repubblica Centrafricana: scontri tra esercito regolare e CPJP (Convention of Patriots for Justice and Peace),FDPC (Democratic Forces for the People of Central Africa) -Repubblica Democratica del Congo: scontri tra esercito regolare e Lord’s Resistance Army (LRA),Popular Front for Justice in Congo, Independent Liberation Movement of the Allies, Milizia progovernativa chiamata Mai MaiYakutumba -Ruanda: esercito ruandese contro la milizia Hutu ruandese -Somalia: scontri tra esercito regolare e forze dell’Unione Africana (UA) e vari gruppi islamici -Sudan: lotta tra il Governo del Sudan del Nord islamico contro il Sudan del Sud cristiano dal 2005.Il Governo è in lotta anche con le popolazioni del Darfur dal 2003.Si segnalano anche continui scontri con diverse organizzazioni di ribelli: -Uganda: scontri tra esercito regolare e Lord’s Resistance Army (LRA) ASIA: (9 Stati e 21 tra milizie-guerriglieri e gruppi separatisti coinvolti) Afghanistan: guerra tra esercito regolare afghano e forze Onu contro talebani dal Dicembre 2001,Hezb-e-Islami Gulbuddin (HIG) dal 1977,Hezb-e Islami Khalis (HIK) dal 1979 Birmania-Myanmar: scontri tra esercito regolare e milizie etniche dei Kokang (Myanmar National Democratic Alliance Army (MNDAA) dal 1989,milizie etniche dei Karen del Karen National Union (KNU) dal 1949,Shan del Myanmar Peace and Democracy Front (MPDF),UnitedWa State Army (UWSP) dal 1989 Coree: Schermaglie al confine tra Corea del Nord e Corea del Sud Filippine: scontri tra esercito regolare e gruppo separatista islamico Abu Sayyaf dal 1990,gruppo separatista islamico Moro Islamic Liberation Front dal 1981 India: scontri tra esercito regolare ed i seguenti gruppi,separatisti islamici del Kashmir il Fronte per la Liberazione del Jammu (JKLF) dal 1977,Mujahedeen Hezb-ul (HuM) dal 1989,Lashkar-e-Toiba dal 1989,maoisti di Orissa dal 2004,maoisti Naxaliti dello Jharkhand dal 1967,separatisti di Nagaland dal 1980,United Liberation Front of Asom (di Assam) dal 1979 e sporadicamente si segnalano scontri al confine tra esercito indiano e pakistano Indonesia: scontri tra esercito regolare e Free Papua Movement Rebels,piccoli gruppi separatisti ad Aceh Pakistan: milizia di Lashkar- e-Taiba Al Alami (LeT-international), Movimento dei talebani del Pakistan (TTP) oTehreek-e-Taliban Pakistan (TTP),scontri tra esercito regolare e gruppi talebani nel SudWaziristan dal 2008,Beluchistan con il Balochistan Liberation Army dal 2000 e sporadicamente si segnalano scontri al confine tra esercito pakistano ed indiano,la prima guerra risale al 1949 Thailandia: scontri tra esercito regolare e il gruppo separatista Patani Malay National Revolutionary Front Coordinate o (BRN-C) EUROPA: (4 Stati e 5 tra milizie-guerriglieri e gruppi separatisti coinvolti) Georgia: Dopo la guerra tra Georgia e Russia/Abkazia/Ossezia del Sud nel 2008,si segnalano tensioni confine Russia: Scontri tra esercito russo e militanti islamici indipendentisti ceceni Caucasus Mujahideens o i Mujahideen of Idel Ural ed Emirato del Caucaso in Cecenia,Inguscezia e Daghestan dal 1991 e scontri contro il comando delle Province Kabarda,Balkaria e Karachai Spagna: scontri tra esercito regolare e gli indipendentisti Baschi dell’Eta dal 1968 Irlanda del Nord: dal 1973 l’Ulster Defense Association (UDA) rivendica le sue azioni nell’Irlanda del Nord sotto il nome di Ulster Freedom Fighters MEDIO ORIENTE: (5 Stati e 15 tra milizie-guerriglieri e gruppi separatisti coinvolti) Arabia Saudita: scontri tra esercito regolare e ribelli al-Houthi dal 2009 Iran: scontri tra esercito regolare e gruppo sunnita Jundallah o People’s Resistance Movement of Iran (PRMI) dal 2003 Iraq: scontri tra esercito regolare e Americano/inglese contro milizie islamiche (wahhabiti,salafisti islamici e milizie Shi’a) dal 2003 Terra Santa: continue tensioni tra esercito israeliano ed il Fdlp (Fronte democratico per la liberazione della Palestina) dal 1969, Hamas,Hezbollah,Brigate dei martiri di Al-Aqsa,Brigate Ezzedin Al-Qassam,Brigate Ansar al-Sunna,Islamic Jihad e Jaljalat Turchia: scontri tra esercito regolare ed i ribelli del PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) dal 1978 Yemen: scontri tra esercito regolare e ribelli Al-Houthis dal 2004 AMERICHE: (5 Stati e 3 gruppi guerriglieri coinvolti) Colombia: scontri tra esercito regolare e guerriglieri delle FARC (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) dal 1964 Messico: scontri contro l’esercito Zapatista di Liberazione Nazionale e scontri tra Perù: scontri tra esercito regolare e guerriglieri di Sendero Luminoso (Partido Comunista del Perú - Sendero Luminoso,PCPSL) dal 1969 Venezuela-Colombia:Venti di guerra dall’Ottobre 2009 con lo spostamento di migliaia di soldati al confine

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Tra memoria e futuro per le strade della città n itinerario di memoria e di speranza» è il titolo della Giornata cittadina per la pace, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, che si tiene a Livorno il 28 maggio di ogni anno, nell’anniversario dei bombardamenti che nel 1943 distrussero la città. Istituita nel 2004 la celebrazione della Giornata per la pace è diventata, negli anni, una delle manifestazioni più attese ed un’occasione felice per promuovere una cultura di pace.

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ancora vivi, non si possono dimenticare: la disperazione, il pianto, il dolore e poi la fame, lo spavento di chi non capiva il perché di quello sfacelo. Quando s’incominciò a parlare di guerra, i giovani di allora erano entusiasti, perché non sapevano a cosa andavano incontro. Pensavano di conquistare il mondo, pensavano di essere i più forti, pensavano che sicuramente avrebbero vinto! Ma non è stato così! Entrati in guerra, iniziarono i primi bombardamenti e incominciarono a mancare i viveri e il vestiario. Quei giovani, prima entusiasti, li ricordo, quasi alla fine della guerra, nei carri merci pigiati come sardine in scatola. Scrivevano biglietti e si raccomandavano perché li spedissimo per informare i loro parenti che venivano portati su altri fronti di battaglia, verso una morte sicura: quanti di quei ragazzi hanno fatto ritorno alle loro case? Non ascoltate mai chi vi racconta storie per farvi credere che la guerra sia una necessità. Non esistono popoli cattivi, sono i governanti che scelgono di fare le guerre, tutti gli altri le subiscono, fino a perdere tutto, dalle cose materiali, fino agli affetti, fino alla loro stessa vita. La guerra è distruzione, non è progresso. La guerra genera paura, e la paura ti costringe a vedere l’altro come un nemico. Succede anche oggi, come allora, che si ha paura di tutti, specie di chi è diverso da te. Non accettate la logica della guerra. La parola «guerra» fatela sparire dal vostro vocabolario! Portate nel cuore quello che vi ho detto, ricordate sempre che la pace è il tesoro più prezioso di tutti, l’unico per cui valga la pena di spendere la vita. Gina (95 anni)


La Settimana - n. 20 del 30 maggio 2010